mercoledì 30 settembre 2020

Il Verbo si è fatto carne, non legge…(Bergoglio)

 


Cari pellegrini, oggi il Papa, a Santa Marta, è tornato su una questione su cui spesso insiste, quella della riduzione eticista del Cristianesimo, ovvero la riduzione ad un Cristianesimo fatto solo di “si può” o “non si può”. E, per meglio sottolineare la negatività di questa deriva, il Santo Padre ha affermato che il Verbo si è fatto “carne e non legge”.

Cari pellegrini, a nostro parere ci sono due riflessioni da fare.

La prima è quella relativa all’opportunità di un’insistenza di questo tipo. Ci sembra proprio che una delle caratteristiche dell’attuale crisi della Chiesa sia proprio la perdita sempre più macroscopica di “senso della storia”. Il che è un paradosso, se è vero, come è vero, che la teologia contemporanea si vanta di voler essere al passo con la storia. Un paradosso in realtà apparente perché proprio per voler essere al passo con la storia, si finisce col perdere il senso della storia. La spiegazione c’è… ma lasciamo perdere. Dicevamo, insistere su questo punto ci sembra fuor di luogo perché oggi il problema di tanti cattolici non è certo quello di prendere sul serio i Comandamenti, tutt’altro. Dove sono tutti questi eticisti dai pulpiti, nei confessionali, negli oratori, nei campi-scuola, tra catechisti, cattolici adulti, semi-adulti o infantili? Bah!

La seconda riflessione riguarda invece la questione in sé da un punto di vista puramente teologico. E’ vero che il Verbo si è fatto carne e non legge, ma perché? Perché il Verbo è già Legge! In che senso? Lo diciamo subito. Il Dio cristiano è un Dio-Logos, cioè è un Dio che non è al di là del bene e del male, ma che è costitutivamente buono; per cui la legge morale non è una decisione arbitraria di Dio ma la sua stessa natura. Dieci Comandamenti altro non sono che la natura stessa di Dio codificata per la vita quotidiana dell’uomo. Dunque, rispettare la legge di Dio vuol dire aderire alla Sua natura, abbracciare Dio; per cui, di converso, non è possibile scegliere e convivere con Dio se non si rispetta la Sua Legge. In questo -cari pellegrini- non c’è nulla di moralistico, perché il moralismo è un’accettazione senza motivi persuasivi della legge morale, convincendosi tutto sommato che la morale sia una pura astrazione, una decisione intellettuale che è in un modo, ma poteva anche essere in altro modo.

I Santi hanno ben capito che non c’è Dio senza Legge morale e non c’è Legge morale senza Dio. Che dire, per esempio, di un San Pio da Pietrelcina e della sua risaputa intransigenza.

Ora -intendiamoci- se si dice che non si può ridurre il Cristianesimo solo al “si può” e al “non si può”, si dice una cosa giusta. Ma non si può dimenticare che la vita cristiana non può prescindere dal “si può” e dal “non si può”.  Gesù parla chiaro: Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. (Matteo 5,19)

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

SU 

GESU'AVREBBE POTUTO SPOSARSI?

 


Gesù avrebbe potuto sposarsi come chiunque altro?



di Francesco Lamendola



Gesù non era sposato, o almeno così pare, tuttavia avrebbe potuto esserlo benissimo: non c’è alcuna ragione teologica per cui non avrebbe potuto amare una donna, prendere moglie e anche avere da lei dei bambini. Questo è quanto sostiene il biblista e teologo friulano Rinaldo Fabris (Pavia di Udine, 1° dicembre 1936-Pagnacco, 9 ottobre 2015), il quale, a commento del libro-scandalo scritto a quattro mani dal canadese Barrie Wilson e dall’immancabile “fratello maggiore” Simcha Jacobovici The Lost Gospel, basato su un controverso manoscritto siriaco del 570 d.C. ove pare che Cristo si rivolga a Maria Maddalena come alla sua sposa – tesi vecchia e stravecchia, come ben sanno quanti hanno avuto la sfortuna di leggere il noioso romanzo di Dan Brown Il Codice Da Vinci, o di vedere il film, tranquillamente ha detto (https://sites.google.com/site/centrostudismmaddalena/home/alateia-insiste-con-falsita-contro-gesu-che-sarebbe-sposato/rinaldo-fabris-the-lost-gospel):

In realtà, il problema della difficoltà ad accettare un matrimonio di Gesù non dipende da motivi dogmatici. Se fosse stato sposato e avesse avuto figli non ci sarebbe nulla di strano per la fede cristiana. Tutto sommato è uno stato di incarnazione lo sposarsi ed avere figli, ed è la storia della gran parte degli esseri umani.

È, questo, un modo di procedere tipico delle ultime generazioni di biblisti e teologi simpatizzanti per il modernismo: non si mettono mai in urto frontale, assumendo una prospettiva dogmatica e dottrinale, con le tesi dissacranti degli autori anticristiani, per quanto in malafede essi siano. Per carità: bisogna dialogare con tutti, come insegna il Concilio Vaticano II; invece si credono astuti nel rifugiarsi dietro una difesa di tipo storico, come se dicessero: Vedete? Noi non siamo bigotti; non ci scandalizziamo di nulla; solo, voi non potete dimostrare le vostre affermazioni sul terreno dei fatti. Provateci ancora, studiate, scavate meglio, e poi, quando avrete qualcosa di più concreto, ne riparleremo volentieri con voi, perché in linea di massima non abbiamo pregiudizi. In questo caso, dice padre Fabris, alla domanda secca: «Gesù aveva moglie»?, risponde, senza batter ciglio e con l’aria dell’uomo di mondo: «E perché no? Avrebbe potuto averla, senza dubbio. Non prendevano moglie tutti quanti, in fin dei conti? Solo che allo stato attuale delle cose, ciò non risulta; non ci sono delle prove storiche convincenti in proposito»Che modernità, che eleganza: così si risponde a quei signori, restando sul loro stesso terreno. Perché invocare argomenti dottrinali sarebbe pacchiano, provinciale, obsoleto: sarebbe un’imperdonabile caduta di stile. Il tempo dei dogmi è finitoora è tempo di dialogare con tutti, specialmente coi non cattolici e i non credenti.


 http://www.accademianuovaitalia.it/images/ULTIME/00000-bis_cristo.jpg

Gesù avrebbe potuto sposarsi come chiunque altro?


Dopotutto, si tratta di seguire le orme del Maestro: forse che Gesù Cristo non è venuto per tutti? Nossignore; non è venuto per tutti. È venuto solo per quelli che sarebbero stati disposti ad accogliere la sua Parola e non per quelli che, dopo averla conosciuta, la disprezzano e la rifiutano. Come possiamo dire una cosa del genere, ci chiedete? Semplice: perché è il concetto espresso da Gesù in Persona, parlando della propria missione (Gv 3,16-21):

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

E allora, vediamo se è proprio vero che Gesù avrebbe potuto benissimo essere sposato.

Scrive dunque don Fabris nella sua monografia dedicata a san Paolo, Tutto per il Vangelo (Edizioni San Paolo, 2008, pp.17-18):

Nel quadro della personalità di Paolo rientra anche la sua condizione di “non sposato”. Nella prima lettera ai Corinzi ai cristiani sposati dice: “Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro. Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io…” (1 Cor 7,6-8). Quando Paolo detta queste righe non è legato da vincolo matrimoniale o perché non si è mai sposato, oppure perché è vedovo o separato. Stando a quanto scrive ai coniugi cristiani separati e a quelli che sono sposati con un non credente, è plausibile l’ipotesi che si sia separato dalla moglie dopo la sua adesione alla fede cristiana e l’impegno  di missionario itinerante.

L’ipotesi che Paolo fosse sposato prima della sua esperienza di Damasco si basa sul fatto che per un giudeo osservante d’indirizzo farisaico com’è Paolo è ovvia la scelta di sposarsi all’età prevista. Del resto questa è la condizione considerata normale per il gruppo dei dodici e degli altri missionari, dei quali Paolo menziona il caso di Cefa-Pietreo e dei fratelli del Signore (1 Cor 9,5).


http://www.accademianuovaitalia.it/images/BALDISSERA/0000-galleri-prediacazione.jpg

 E' ridicolo, assurdo, e quasi blasfemo, immaginare un Gesù che viene nel mondo per prendere moglie: Gesù non poteva sposarsi perché non apparteneva a questo mondo, ma esisteva prima che il mondo fosse creato: è articolo di fede, e lo ripetiamo ogni qualvolta recitiamo il Credo!


Davvero, leggendo pagine come questa si resta allibiti. Sono questi i pastori della Chiesa cattolica, i biblisti, i teologi che illuminano la fede del popolo? La cosa è tanto più incredibile se si pensa che la generazione di don Fabris è quella che ha fatto i suoi studi in seminario e nelle facoltà teologiche, ed è stata consacrata al sacerdozio, prima del Concilio Vaticano II: il che significa che si è adattata prontamente, con perfetto camaleontismo, a una impostazione liturgica e pastorale e ad una lettura dottrinale che rompono con tutto il precedente magistero. Dunque, secondo don Fabris, Paolo era stato probabilmente sposato prima di convertirsi a Cristo; dopo di che, o era rimasto vedovo o si era separato per dedicarsi alla sua nuova vocazione. Ma in quali seminari, in quali facoltà teologiche ha studiato questo sacerdote? Dove ha letto che i discepoli di Gesù si separavano per meglio adempiere alla loro missione? Certo, si distaccavano dalle loro famiglie: ma la separazione è un’altra cosa. A meno che qui si giochi sul doppio significato della parola, per dare a intendere che quella (supposta) separazione sia stata un divorzio, e non una separazione puramente fisica, che non implica in alcun modo la rottura del vincolo coniugale. L’uomo non separi ciò che Dio ha unito, dice Gesù, interrogato sul divorzio, nella maniera più netta ed esplicita. E che qui si voglia giocare con le parole, ci sembra evidente dalla frase: Quando Paolo detta queste righe non è legato da vincolo matrimoniale (…). È  plausibile l’ipotesi che si sia separato dalla moglie dopo la sua adesione alla fede cristiana e l’impegno  di missionario itinerante. Una eventuale separazione materiale non implica in alcun modo la rottura del vincolo matrimoniale. Don Fabris si è forse scordato che cos’è il Matrimonio, ossia un vincolo sacro, un Sacramento, come tale confermato da Gesù, contratto fra tre soggetti: l’uomo, la donna e Dio? E dunque come potrebbe un discepolo di Cristo intraprendere il discepolato andando contro un esplicito comandamento del Signore? Gesù non ha mai imposto, e neppure suggerito, a Pietro o ad alcun altro discepolo, di rompere il sacro vincolo matrimoniale con la propria moglie: a meno di voler trasformare Gesù in un predicatore di empietà, oltretutto in lampante contraddizione con Se stesso. Ad ogni modo, mentre nei Vangeli si parla della moglie di Pietro, negli Atti e in tutto gli altri libri del Nuovo Testamento non si parla mai di una moglie di Paolo; e questo a noi sembra che sia già di per sé un argomento, a meno di voler fare la storia con le supposizioni meramente gratuite. Ma che dire dell’ultima espressione sui “fratelli del Signore”? La Chiesa ha sempre insegnato, anche sulla base di elementi filologici, che quei “fratelli” non erano tali, bensì cugini; ed ecco il Nostro uscirsene, come nulla fosse, a parlare dei fratelli di Gesù. Certo, con la riserva mentale di nascondersi eventualmente dietro il comodo paravento della traduzione letterale del testo evangelico, e aggirando così secoli e secoli di Tradizione. L’obiettivo non dichiarato è sempre lo stesso; abbassare la figura di Gesù, umanizzare al massimo la figura dei discepoli, e naturalmente umanizzare anche la figura di Maria: non più Vergine e Madre di Dio, ma una “ragazza”, come dice ora Bergoglio, come  tutte le altre, nonché una meticcia, e per giunta una donna che dubitava, fino ai piedi della Croce, di essere stata presa in giro dalle promesse del Padre celeste.


 http://www.accademianuovaitalia.it/images/SATIRA/0-GALLERY-gesu-morto-madonna.jpg

Vogliono abbassare la figura di Gesù, umanizzare al massimo la figura dei discepoli, e naturalmente umanizzare anche la figura di Maria: non più Vergine e Madre di Dio, ma una “ragazza”, come dice ora Bergoglio, come  tutte le altre, nonché una meticcia, e per giunta una donna che dubitava, fino ai piedi della Croce, di essere stata presa in giro dalle promesse del Padre celeste!


E invece no. Gesù non avrebbe potuto sposarsi, perché era sì vero uomo, ma anche vero Dio: e non era venuto nel mondo per vivere la vita di tutti gli altri uomini, ma per instaurare la nuova e definitiva Alleanza fra gli uomini e Dio, che oltrepassava e scioglieva l’antica; e tanto più l’avrebbe oltrepassata e disciolta stante l’ostinata incredulità ed avversione di coloro ai quali per primi era venuto ad annunciarla: i giudei. Gesù, inoltre, non poteva sposarsi anche perché non apparteneva a questo mondo, ma esisteva prima che il mondo fosse creato: è articolo di fede, e lo ripetiamo ogni qualvolta recitiamo il Credo:

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal Cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.


http://www.accademianuovaitalia.it/images/SATIRA/0-GALLERY-RABBINI.jpg

Gesù non avrebbe potuto sposarsi, perché era sì vero uomo, ma anche vero Dio: e non era venuto nel mondo per vivere la vita di tutti gli altri uomini, ma per instaurare la nuova e definitiva Alleanza fra gli uomini e Dio, che oltrepassava e scioglieva l’antica; e tanto più l’avrebbe oltrepassata e disciolta stante l’ostinata incredulità ed avversione di coloro ai quali per primi era venuto ad annunciarla: i giudei!


E ancora, al termine dell’Ultima Cena, nel momento più solenne della sua missione terrena, così Gesù prega il Padre suo (Gv 17,5): E ora, Padre, glorificami davanti a Te, con quella gloria che avevo presso di Te prima che il mondo fosse. E di nuovo, subito dopo (id 17,24): Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con Me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; perché Tu mi hai amato prima della creazione del mondo. Ora, se Gesù esisteva da prima che il mondo fosse creato; se, anzi, ogni cosa è stata creata per mezzo di Lui; se nessuno può venire al Padre se non per mezzo di Lui (cfr. Gv 14,6); se è sceso dal Cielo per noi uomini e per la nostra salvezza: non è forse ridicolo, assurdo, e quasi blasfemo, immaginare un Gesù che viene nel mondo per prendere moglie, come se fosse venuto per vivere una vita qualsiasi; ma poi si accorge di non poter conciliare le due missioni, quella di marito e di padre e quella di Salvatore dell’umanità, e si riprende la sua libertà, fra l’altro contraddicendo il proprio insegnamento?

Quanto a san Paolo, la linea di ragionamento è la stessa, anche se san Paolo è un semplice uomo. Un uomo, tuttavia, che ha ricevuto una chiamata specialissima direttamente da Gesù Cristo, quella di continuare e sviluppare la sua missione, predicando il Vangelo a tutti i popoli, mentre san Pietro e gli altri apostoli insistevano a tentare, ma con ben scarsi risultati e anzi incontrando una fortissima resistenza, di convertire i giudei. Abbiamo già visto perché è assurdo ipotizzare, del resto gratuitamente, che Paolo fosse sposato e separato proprio a motivo della sua missione. La maggior parte degli ebrei, specialmente dei farisei, prendeva moglie per avere dei figli? Benissimo: ma, come Léon Bloy, a un giovane giornalista che voleva intervistarlo e che aveva iniziato il discorso con le parole: Tutti quanti…, rispose: Giovanotto, io non sono “tutti”: io sono Léon Bloy, anche san Paolo potrebbe rispondere a questi moderni biblisti in odore di modernismo: Cari miei, io non sono “tutti”: io sono Paolo di TarsoIl loro intento è evidente: abbassare, appiattire, normalizzare la fede, sottolineando al massimo il lato umano nella vita dei Santi e minimizzandone la dimensione soprannaturale; e inoltre, con l’argomento ipocrita che anche il matrimonio cristiano è un missione (il che è verissimo), porre sullo stesso piano, come fanno i protestanti, il sacerdozio e lo stato laicale (il che è falsissimo).


http://www.accademianuovaitalia.it/images/0-0-2020NUOVI/00000-indifferentismo.jpg

Sono questi i pastori della Chiesa cattolica, i biblisti, i teologi che illuminano la fede del popolo? Una parola qui, una là, a partire dal Concilio si permettono ogni sorta d’insinuazione ed eresia: prima, non avrebbero osato!


Lo stesso schema essi applicano alla Vergine Santissima. Se era una “ragazza come tutte le altre”, certamente in cima ai suoi desideri c’era il matrimonio per creare una famiglia insieme al suo sposo. Il piccolo, insignificante dettaglio che le venne annunciato da un Angelo del Signore che sarebbe stato lo Spirito Santo a farle generare un Figlio, per quei signori sposta di pochissimo i termini della questione. Se ella voleva dei figli, dei figli da un uomo in carne e ossa, avrà certo “rimediato” a quel primo parto miracoloso, che l’aveva lasciata vergine, con altri, dai quali nacquero i ”fratelli” di Gesù. Tutto bene, allora? Certo: per quei signori, le cose devono essere andate così. Perché, proprio come Lutero e i protestanti, odiano la Madre di Dio, pur se non osano dirlo apertamente. Per questo lavorano sott’acqua a indebolire e far crollare le basi stesse della nostra fede. Una parola qui, una là, a partire dal Concilio si permettono ogni sorta d’insinuazione ed eresia: prima, non avrebbero osato.


Del 30 Settembre 2020

EPISTOLARIO

 


ITINERARIO MISTICO 

Non è facile, e forse neanche possibile, cogliere, nella storia delle anime, il  momento cronologico del passaggio dallo stato ascetico alla fase mistica; tanto  più che la vita ascetica e la vita mistica si completano a vicenda e gli atti  dell'una non escludono gli atti dell'altra. In teoria il passaggio avviene  quando alla dinamica dello sforzo umano subentra il possesso o l'infusione dei  doni divini. Nella ricerca di Dio, l'aspetto attivo e l'aspetto passivo  costituiscono, come ben si sa, le note differenziali dei due periodi, ascetico e mistico; nel primo prevalgono gli elementi acquisiti e nel secondo gli elementi  infusi.  

Il problema, per il momento, non ci interessa. Lo abbiamo accennato appena per  inquadrare la vicenda spirituale di padre Pio durante i dodici anni abbracciati  dall'epistolario. Al nostro primo incontro con lui, infatti, egli è già alle  prime tappe della vita mistica e nell'orbita dell'orazione d'unione.  Progressivamente si moltiplicheranno le manifestazioni e i fenomeni dei  misteriosi rapporti dell'anima con Dio ed assisteremo ad un continuo e costante  slanciarsi verso le cime più alte della contemplazione.  

L'itinerario, che ora percorreremo, si apre con i fenomeni descritti da santa  Teresa di Gesù nelle quinte mansioni e si chiude con le manifestazioni, che  caratterizzano le settime mansioni del castello interiore. Quindi l'attività  spirituale si svolge tra questi due punti estremi: raccoglimento infuso o  orazione di quiete e unione trasformante o orazione d'unione. I maestri della  vita spirituale distinguono partitamente e specificano le caratteristiche  essenziali e i fenomeni concomitanti di ciascun grado della vita mistica o  contemplativa.  

Noi accettiamo un principio enunciato da santa Teresa, che ci servirà di guida  per dare un certo ordine ai nostri concetti e che ci permetterà di seguire più  da vicino l'evolversi ed il progredire della vita mistica di padre Pio, senza  perderci in troppe distinzioni e divisioni. Dice la santa: "Benché i fenomeni  delle quinte mansioni siano quasi identici a quelli delle seguenti, tuttavia  sono assai diversi quanto all'intensità degli effetti" 1.  

Ciò si deve tener presente per inquadrare nelle giuste proporzioni l'analisi  degli elementi costitutivi ed integrativi della vita d'unione, come pure  l'esposizione dei fenomeni mistici concomitanti e la valutazione della notte  oscura dello spirito.

PADRE PIO DA PIETRELCINA 

ORACOLI CONTRO GIUDA E GERUSALEMME

 


***

9Il Signore stese la mano e mi toccò la bocca, e il Signore mi disse: «Ecco, io metto le mie parole sulla tua bocca.

Anche questo gesto è unico nella Scrittura. Il Signore tocca la bocca di Geremia per mettere su di essa le sue parole.

Il Signore stese la mano e mi toccò la bocca, e il Signore mi disse: Ecco, io metto le mie parole sulla tua bocca. Geremia viene costituito profeta.

È questo vero atto di consacrazione. Da questo istante la Parola del Signore è sulla bocca di Geremia. Geremia dirà solo la Parola del Signore.

Nella vocazione di Isaia, sappiamo che il Signore toccò la bocca con un carbone ardente preso dall’altare per purificarlo.

Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:

«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria».

Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi: «Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti».

Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse: «Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è espiato».

Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!». Egli disse: «Va’ e riferisci a questo popolo:

“Ascoltate pure, ma non comprenderete, osservate pure, ma non conoscerete”. Rendi insensibile il cuore di questo popolo, rendilo duro d’orecchio e acceca i suoi occhi, e non veda con gli occhi né oda con gli orecchi né comprenda con il cuore né si converta in modo da essere guarito».

Io dissi: «Fino a quando, Signore?». Egli rispose: «Fino a quando le città non siano devastate, senza abitanti, le case senza uomini e la campagna resti deserta e desolata».

Il Signore scaccerà la gente e grande sarà l’abbandono nella terra. Ne rimarrà una decima parte, ma sarà ancora preda della distruzione come una quercia e come un terebinto, di cui alla caduta resta il ceppo: seme santo il suo ceppo (Is 6,1-13).

Sulla parola che il Signore mette sulla bocca dei suoi profeti, ecco alcuni passaggi che troviamo nelle Scrittura Santa.

 Mosè disse al Signore: "Mio Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono mai stato prima e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua" (Es 4, 10).

Il Signore gli disse: "Chi ha dato una bocca all'uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse io, il Signore? (Es 4, 11).

Ora và! Io sarò con la tua bocca e ti insegnerò quello che dovrai dire" (Es 4, 12).

Tu gli parlerai e metterai sulla sua bocca le parole da dire e io sarò con te e con lui mentre parlate e vi suggerirò quello che dovrete fare (Es 4, 15).

Parlerà lui al popolo per te: allora egli sarà per te come bocca e tu farai per lui le veci di Dio (Es 4, 16).

Sarà per te segno sulla tua mano e ricordo fra i tuoi occhi, perché la legge del Signore sia sulla tua bocca. Con mano potente infatti il Signore ti ha fatto uscire dall'Egitto (Es 13, 9).

Bocca a Bocca parlo con lui, in visione e non con enigmi ed egli guarda l'immagine del Signore. Perchè non avete temuto di parlare contro il mio servo Mosè ?" (Nm 12, 8).

Allora il Signore aprì la bocca all'asina ed essa disse a Balaam: "Che ti ho fatto perché tu mi percuota già per la terza volta?" (Nm 22, 28).

Balaam rispose a Balak: "Ecco, sono venuto da te; ma ora posso forse dire qualsiasi cosa? La parola che Dio mi metterà in bocca, quella dirò" (Nm 22, 38).

Allora il Signore mise le parole in bocca a Balaam e gli disse: "Torna da Balak e parla così" (Nm 23, 5).

Rispose: "Non devo forse aver cura di dire solo quello che il Signore mi mette sulla bocca?" (Nm 23, 12).

Il Signore andò incontro a Balaam, gli mise le parole sulla bocca e gli disse: "Torna da Balak e parla così" (Nm 23, 16).

io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò (Dt 18, 18).

Manterrai la parola uscita dalle tue labbra ed eseguirai il voto che avrai fatto volontariamente al Signore tuo Dio, ciò che la tua bocca avrà promesso (Dt 23, 24).

Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica (Dt 30, 14).

Ora scrivete per voi questo cantico e insegnatelo agli Israeliti; mettetelo sulla loro bocca, perché questo cantico mi sia di testimonio contro gli Israeliti (Dt 31, 19).

"Ascoltate, o cieli: io voglio parlare: oda la terra le parole della mia bocca! (Dt 32, 1).

La donna disse a Elia: "Ora so che tu sei uomo di Dio e che la vera parola del Signore è sulla tua bocca" (1Re 17, 24).

Ha risposto: Andrò e diventerò spirito di menzogna sulla bocca di tutti i suoi profeti. Quegli ha detto: Lo ingannerai senz'altro; ci riuscirai; và e fa’ così (1Re 22, 22).

Ecco, dunque, il Signore ha messo uno spirito di menzogna sulla bocca di tutti questi tuoi profeti; ma il Signore a tuo riguardo preannunzia una sciagura" (1Re 22, 23).

E disse: "Benedetto il Signore Dio di Israele, che ha adempiuto con potenza quanto aveva predetto di sua bocca a Davide, mio padre (2Cr 6, 4).

Tu hai mantenuto, nei riguardi del tuo servo Davide mio padre, quanto gli avevi promesso; quanto avevi pronunziato con la bocca l'hai adempiuto con potenza, come appare oggi (2Cr 6, 15).

Rispose: Andrò e diventerò uno spirito di menzogna sulla bocca di tutti i suoi profeti. Quegli disse: Lo ingannerai; certo riuscirai; và e fa’ così (2Cr 18, 21).

Ecco, dunque, il Signore ha messo uno spirito di menzogna nella bocca di tutti questi tuoi profeti, ma il Signore a tuo riguardo preannunzia una sciagura" (2Cr 18, 22).

Ma Giosia non si ritirò. Deciso ad affrontarlo, non ascoltò le parole di Necao, che venivano dalla bocca di Dio, e attaccò battaglia nella valle di Meghiddo (2Cr 35, 22).

Attuandosi così la parola del Signore, predetta per bocca di Geremia: "Finché il paese non abbia scontato i suoi sabati, esso riposerà per tutto il tempo nella desolazione fino al compiersi di settanta anni" (2Cr 36, 21).

Nell'anno primo di Ciro, re di Persia, a compimento della parola del Signore predetta per bocca di Geremia, il Signore suscitò lo spirito di Ciro re di Persia, che fece proclamare per tutto il regno, a voce e per iscritto (2Cr 36, 22).

Nell'anno primo del regno di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola che il Signore aveva detto per bocca di Geremia, il Signore destò lo spirito di Ciro re di Persia, il quale fece passare quest'ordine in tutto il suo regno, anche con lettera (Esd 1, 1).

Hai pazientato con loro molti anni e li hai scongiurati per mezzo del tuo spirito e per bocca dei tuoi profeti; ma essi non hanno voluto prestare orecchio. Allora li hai messi nelle mani dei popoli dei paesi stranieri (Ne 9, 30).

Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, allo sterminio di lui e di coloro che sono d'accordo con lui (Est 4, 17s).

Di aprire invece la bocca delle nazioni a lodare gli idoli vani e a proclamare per sempre la propria ammirazione per un re di carne (Est 4, 17p).

Ma ora non si sono accontentati dell'amarezza della nostra schiavitù, hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli, giurando di abolire l'oracolo della tua bocca, di sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti lodano e spegnere la gloria del tuo tempio e il tuo altare (Est 4, 17o).

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli (Sal 8, 3).

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode (Sal 33, 2).

La bocca del giusto proclama la sapienza, e la sua lingua esprime la giustizia (Sal 36, 30).

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, lode al nostro Dio. Molti vedranno e avranno timore e confideranno nel Signore (Sal 39, 4).

La mia bocca esprime sapienza, il mio cuore medita saggezza (Sal 48, 4).

Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode (Sal 50, 17).

Mi sazierò come a lauto convito, e con voci di gioia ti loderà la mia bocca (Sal 62, 6).

Della tua lode è piena la mia bocca, della tua gloria, tutto il giorno (Sal 70, 8).

La mia bocca annunzierà la tua giustizia, proclamerà sempre la tua salvezza, che non so misurare (Sal 70, 15).

Maskil. Di Asaf. Popolo mio, porgi l'orecchio al mio insegnamento, ascolta le parole della mia bocca (Sal 77, 1).

Aprirò la mia bocca in parabole, rievocherò gli arcani dei tempi antichi (Sal 77, 2).

Sono io il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto; apri la tua bocca, la voglio riempire (Sal 80, 11).

Canterò senza fine le grazie del Signore, con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli (Sal 88, 2).

Ricordate le meraviglie che ha compiute, i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca (Sal 104, 5).

Con le mie labbra ho enumerato tutti i giudizi della tua bocca (Sal 118, 13).

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, perché confido nei tuoi giudizi (Sal 118, 43).

La legge della tua bocca mi è preziosa più di mille pezzi d'oro e d'argento (Sal 118, 72).

Secondo il tuo amore fammi vivere e osserverò le parole della tua bocca (Sal 118, 88).

Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: più del miele per la mia bocca (Sal 118, 103).

Apro anelante la bocca, perché desidero i tuoi comandamenti (Sal 118, 131).

Di Davide. Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: hai ascoltato le parole della mia bocca. A te voglio cantare davanti agli angeli (Sal 137, 1).

Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra quando udranno le parole della tua bocca (Sal 137, 4).

Canti la mia bocca la lode del Signore e ogni vivente benedica il suo nome santo, in eterno e sempre (Sal 144, 21).

Perché il Signore dá la sapienza, dalla sua bocca esce scienza e prudenza (Pr 2, 6).

Acquista la sapienza, acquista l'intelligenza; non dimenticare le parole della mia bocca e non allontanartene mai (Pr 4, 5).

Ora, figlio mio, ascoltami e non allontanarti dalle parole della mia bocca (Pr 5, 7).

Ora, figlio mio, ascoltami, fa’ attenzione alle parole della mia bocca (Pr 7, 24).

Perché la mia bocca proclama la verità e abominio per le mie labbra è l'empietà (Pr 8, 7).

Tutte le parole della mia bocca sono giuste; niente vi è in esse di fallace o perverso (Pr 8, 8).

La sapienza è uno spirito amico degli uomini; ma non lascerà impunito chi insulta con le labbra, perché Dio è testimone dei suoi sentimenti e osservatore verace del suo cuore e ascolta le parole della sua bocca (Sap 1, 6).

Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca, si glorifica davanti alla sua potenza (Sir 24, 2).

"Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo e ho ricoperto come nube la terra (Sir 24, 3).

Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato" (Is 1, 20).

Egli mi toccò la bocca e mi disse: "Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua iniquità e il tuo peccato è espiato" (Is 6, 7).

Cercate nel libro del Signore e leggete: nessuno di essi vi manca, poiché la bocca del Signore lo ha comandato e il suo spirito li raduna (Is 34, 16b).

Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato" (Is 40, 5).

Lo giuro su me stesso, dalla mia bocca esce la verità, una parola irrevocabile: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua" (Is 45, 23).

Io avevo annunziato da tempo le cose passate, erano uscite dalla mia bocca, le avevo fatte udire. D'improvviso io ho agito e sono accadute (Is 48, 3).

Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all'ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra (Is 49, 2).

Io ho posto le mie parole sulla tua bocca, ti ho nascosto sotto l'ombra della mia mano, quando ho disteso i cieli e fondato la terra, e ho detto a Sion: "Tu sei mio popolo" (Is 51, 16).

Così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata (Is 55, 11).

Allora troverai la delizia nel Signore. Io ti farò calcare le alture della terra, ti farò gustare l'eredità di Giacobbe tuo padre, poiché la bocca del Signore ha parlato (Is 58, 14).

Quanto a me, ecco la mia alleanza con essi, dice il Signore: Il mio spirito che è sopra di te e le parole che ti ho messo in bocca non si allontaneranno dalla tua bocca né dalla bocca della tua discendenza né dalla bocca dei discendenti dei discendenti, dice il Signore, ora e sempre (Is 59, 21).

Allora i popoli vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; ti si chiamerà con un nome nuovo che la bocca del Signore indicherà (Is 62, 2).

Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca e il Signore mi disse: "Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca (Ger 1, 9).

Perciò dice il Signore, Dio degli eserciti: "Questo sarà fatto loro, poichè hanno pronunziato questo discorso: Ecco io farò delle mie parole come un fuoco sulla tua bocca. Questo popolo sarà la legna che esso divorerà (Ger 5, 14).

Chi è tanto saggio da comprendere questo? A chi la bocca del Signore ha parlato perché lo annunzi? Perché il paese è devastato, desolato come un deserto senza passanti? (Ger 9, 11).

Udite, dunque, o donne, la parola del Signore; i vostri orecchi accolgano la parola della sua bocca. Insegnate alle vostre figlie il lamento, l'una all'altra un canto di lutto (Ger 9, 19).

Ha risposto allora il Signore: "Se tu ritornerai a me, io ti riprenderò e starai alla mia presenza; se saprai distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile, sarai come la mia bocca. Essi torneranno a te, mentre tu non dovrai tornare a loro (Ger 15, 19).

Io non ho insistito presso di te nella sventura né ho desiderato il giorno funesto, tu lo sai. Ciò che è uscito dalla mia bocca è innanzi a te (Ger 17, 16).

Così dice il Signore degli eserciti: "Non ascoltate le parole dei profeti che profetizzano per voi; essi vi fanno credere cose vane, vi annunziano fantasie del loro cuore, non quanto viene dalla bocca del Signore (Ger 23, 16).

Baruc rispose: "Di sua bocca Geremia mi dettava tutte queste parole e io le scrivevo nel libro con l'inchiostro" (Ger 36, 18).

Dalla bocca dell'Altissimo non procedono forse le sventure e il bene? (Lam 3, 38).

E tu, figlio dell'uomo, ascolta ciò che ti dico e non esser ribelle come questa genìa di ribelli; apri la bocca e mangia ciò che io ti do" (Ez 2, 8).

Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo (Ez 3, 2).

Dicendomi: "Figlio dell'uomo, nutrisci il ventre e riempi le viscere con questo rotolo che ti porgo". Io lo mangiai e fu per la mia bocca dolce come il miele (Ez 3, 3).

Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia (Ez 3, 17).

Ma quando poi ti parlerò, ti aprirò la bocca e tu riferirai loro: Dice il Signore Dio: chi vuole ascoltare ascolti e chi non vuole non ascolti; perché sono una genìa di ribelli" (Ez 3, 27).

In quel giorno la tua bocca si aprirà per parlare con il profugo, parlerai e non sarai più muto e sarai per loro un segno: essi sapranno che io sono il Signore" (Ez 24, 27).

In quel giorno io farò spuntare un potente per la casa d'Israele e a te farò aprire la bocca in mezzo a loro: sapranno che io sono il Signore" (Ez 29, 21).

O figlio dell'uomo, io ti ho costituito sentinella per gli Israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li avvertirai da parte mia (Ez 33, 7).

La sera prima dell'arrivo del fuggiasco, la mano del Signore fu su di me e al mattino, quando il fuggiasco giunse, il Signore mi aprì la bocca. La mia bocca dunque si aprì e io non fui più muto (Ez 33, 22).

Ed ecco uno con sembianze di uomo mi toccò le labbra: io aprii la bocca e parlai e dissi a colui che era in piedi davanti a me: "Signor mio, nella visione i miei dolori sono tornati su di me e ho perduto tutte le energie (Dn 10, 16).

Per questo li ho colpiti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce (Os 6, 5).

Siederanno ognuno tranquillo sotto la vite e sotto il fico e più nessuno li spaventerà, poichè la bocca del Signore degli eserciti ha parlato! (Mi 4, 4).

Dice il Signore degli eserciti: "Riprendano forza le vostre mani. Voi in questi giorni ascoltate queste parole dalla bocca dei profeti; oggi vien fondata la casa del Signore degli eserciti con la ricostruzione del tempio (Zc 8, 9).

Un insegnamento fedele era sulla sua bocca, né c'era falsità sulle sue labbra; con pace e rettitudine ha camminato davanti a me e ha trattenuto molti dal male (Ml 2, 6).

Infatti le labbra del sacerdote devono custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca l'istruzione, perché egli è messaggero del Signore degli Eserciti (Ml 2, 7).

Ma egli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4, 4).

Perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo (Mt 13, 35).

E gli dissero: "Non senti quello che dicono?". Gesù rispose loro: "Sì, non avete mai letto: Dalla bocca dei bambini e dei lattanti ti sei procurata una lode?" (Mt 21, 16).

Come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo (Lc 1, 70).

Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: "Non è il figlio di Giuseppe?" (Lc 4, 22).

"Fratelli, era necessario che si adempisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù (At 1, 16).

Dio però ha adempiuto così ciò che aveva annunziato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo sarebbe morto (At 3, 18).

Egli dev'esser accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall'antichità, per bocca dei suoi santi profeti (At 3, 21).

Tu che per mezzo dello Spirito Santo dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo Davide: Perché si agitarono le genti e i popoli tramarono cose vane? (At 4, 25).

Dopo lunga discussione, Pietro si alzò e disse: "Fratelli, voi sapete che già da molto tempo Dio ha fatto una scelta fra voi, perché i pagani ascoltassero per bocca mia la parola del vangelo e venissero alla fede (At 15, 7).

Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca (At 22, 14).

E se ne andavano discordi tra loro, mentre Paolo diceva questa sola frase: "Ha detto bene lo Spirito Santo, per bocca del profeta Isaia, ai nostri padri (At 28, 25).

Allora mi avvicinai all'angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: "Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele" (Ap 10, 9).

Presi quel piccolo libro dalla mano dell'angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l'ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l'amarezza (Ap 10, 10).

Ora Geremia possiede due certezze: il Signore è con lui per proteggerlo. Il Signore ha messo sulla sua bocca la sua Parola.

Lui è vero profeta del Dio vivente. La sua è vera missione di salvezza. Non però profeta solo del popolo del Signore. È profeta delle nazioni.

***

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI


Spirito di gioia

 


Tu che personifichi la gioia esultante dell'unione del Padre col Figlio, comunica anche a noi questa divina esultanza.  

Tu puoi far sì che abiti in noi la gioia inesauribile fino ad invadere e riempire ogni cantuccio del nostro cuore.  

Fa' che viviamo in una gioia sempre attuale, perché il nostro amore raggiunga la sua consumazione e il dono di noi stessi sia senza riserva.  

Trascina nella corrente della tua gioia tutta la nostra esistenza e tutta la nostra attività, perché trovino la loro piena espansione.  

Rianima la nostra gioia tutte le volte che è minacciata dalle difficoltà e dalle prove; risuscitala quando sembra annientata.  

Non permettere che ci lasciamo prendere dalla tristezza, ed aiutaci a reagire alla stanchezza con un accrescimento di gioia soprannaturale.  

Fa' che cerchiamo sempre quella gioia profonda e sostanziale, che viene dal contatto con Dio e cresce con la sua amicizia.  

Insegnaci a riconoscere i tuoi pensieri autentici dalla gioia che li accompagna e che è segno della tua presenza. Facci stabilire definitivamente in un clima di gioia, preludio della gioia eterna.  

Aiutaci a irradiare la tua gioia nell'umanità intera, a portare al mondo la testimonianza della Resurrezione di Cristo.  

Come fate a credere che un vaccino vi possa salvare?

 


05 settembre 2020 


Santo Cristo di Limpias

Figlia Mia. Mia cara figlia. Grazie di essere venuti anche oggi nuovamente da Me a Limpias, dal vostro Santo Gesù.

La Mia sofferenza è grande perché constato lo smarrimento dei Miei figli che diventa sempre più grande.

Io, il vostro Gesù di Limpias vedo come per paura create divisione e il Mio cuore duole, amati figli, il Mio santissimo cuore soffre per voi, a causa vostra e dello stato del vostro mondo che minaccia di essere sempre più dominato dal diavolo SE VOI NON VI DIFENDETE!

Figli, svegliatevi, prima che sia troppo tardi per voi! Rendetevi conto di come siete imbrogliati e ingannati! Osservate come venite CONTROLLATI e aprite gli occhi di come a braccia aperte vi abbandonate a quelli CHE VOGLIONO LA VOSTRA ROVINA!

Come fate a credere che un vaccino vi salverà?

Solo Io, il vostro Gesù, vi posso donare salute e benedizione! Solo Io, il vostro Gesù, vi posso donare redenzione!

Di cosa avete paura?

Se credete in Me, nel vostro Gesù, non avete nulla di cui avere paura! Starò SEMPRE (!) al vostro fianco e al fianco di quelli che mi amano realmente e stanno dalla Mia parte!

Date testimonianza, amati figli testimoniate Me! Io, il vostro Gesù vi guido per tutto il cammino! Nessun’anima che Mi trova andrà perduta! NESSUNA!

Orsù convertitevi amati figli e pregate! La preghiera è la vostra arma in questo tempo della menzogna e dell’imbroglio.

Alzate la vostra voce! La voce vi fu donata PER USARLA! Di cosa avete paura?

Credete di più alle persone che a Me, al vostro Gesù. Vi fidate dei vostri media e non vi accorgete di come sfruttano la vostra fiducia!

Il diavolo attraverso i suoi gregari mette in atto maligni piani! Se non vi alzate, pregate e combattete sarete tutti perduti!

Vi saranno imposte delle leggi che vi TOGLIERANNO ogni tipo di libertà!

Guardate cosa già sta succedendo! Guardate quali leggi già sono state modificate ed emanate!

Osservate dov’è finita la vostra libertà d’opinione! Se oggi dite qualcosa CONTRO “ La verità’” mediatica comune siete etichettati e ridicolizzati. Venite bollati e additati!

Spesso venite trattati con aggressività e questo da persone “normali”, che cieche e fedeli credono a ciò che gli è presentato .

Figli svegliatevi! Io, il vostro Santissimo Gesù di Limpias chiedo a tutti i figli di Dio di pregare! Unitevi a quelli che dicono la VERITÀ e non seguite quelli che vi ingannano.

Vi amo molto. Ascoltate la Mia Parola perché è sacra.

Con profondo amore,

Il vostro Santissimo Gesù di Limpias con Mio Padre, Dio l’Altissimo. Amen.

Mi mostrano come Dio Padre prende con sé il sofferente Gesù, profondamente sconvolto dalla sofferenza di Suo Figlio, che è ancora oggi indicibilmente grande.

Info:

Il Cristo di Limpias

Lungo il cammino di Compostela che passa per la provincia spagnola della Cantabria, si trova la cittadina di Limpias, famosa per il Santuario del Santissimo Cristo dell’Agonia, noto come Santo Cristo di Limpias. L’immagine del Cristo di Limpias, che si venera sull’altare maggiore della Chiesa parrocchiale in onore di San Pietro, o Santuario del Cristo de Limpias, è di dimensioni naturali. Misura 1,83 metri ed è collocato su una croce alta 2,30 m. Attorno all’anno 1919 iniziò la grande devozione al Cristo di Limpias a causa degli eventi straordinari che avvennero in quegli anni: numerose persone poterono vedere l’immagine del Cristo muovere la bocca e gli occhi, muovere la sua testa coronata di spine e sospirare… Il Santuario di Limpias dista da Garabandal circa 1h e 45min.

Maria zur Göttlichen Vorbereitung der Herzen