domenica 14 dicembre 2025

L'UOMO E LE SUE TRE ETA’

 


TERZA ETA


II. La prova suprema: Notte oscura.


A questo punto Dio, ormai sicuro del suo eletto che, d'altro canto, assisterà colla sua speciale grazia, permette a Satana tutto ciò che vuole contro di lui.

Satana, conoscendo la tenerezza di Dio per il suo fedele ed il ruolo importante di questi nel Corpo Mistico di Cristo, chiama a raccolta i suoi migliori collaboratori infernali e prepara il supremo assalto.

La caduta di un eletto gli dà più soddisfazione che la perdizione di migliaia di anime, perché sottrae a Dio più gloria che la perdizione di queste.

Comincia per l'eletto la prova suprema che, nei fini di Dio, dovrà completamente purificare il suo amore, bruciare le ultime scorie dei suoi peccati passati e dare gli ultimi tocchi alla sua sovrana bellezza eterna.

La prova suprema è data da terribili tentazioni sulla purezza e sulla fede.

« Guarda la felicità dell'amore umano: degli amori leciti e di quelli illeciti: tutto è finito per te! E perché? Per un'altra vita che nessuno ha visto! E se questa non fosse vera? Se morendo ci si andasse a distruggere nel nulla universale? Il nulla! » Questo pensiero fa paura: fissandolo ci si sente annichilire.

« Hai visto Gesù o un miracolo portentoso? E se Gesù era il vero Dio perché non si faceva conoscere e servire da tutti gli uomini? Quanti sono i cattolici? Appena un sesto di tutta l'umanità. E di questi, quanti i praticanti? Neppure un decimo. Quanti i votati come te? Un numero irrisorio.

Non è probabile che tu sia un pazzo insieme a questi pochi? È possibile che tutta l'umanità sia priva di buon senso? Non vedi come sono fatali il corso delle malattie individuali, familiari, sociali, il progresso della tecnica, delle dottrine economiche, sociali, morali ed immorali, le morti, le guerre, le carestie, le crisi?

Perché non tornare indietro, sia pure no nel peccato, ma nella vita comune di miliardi di uomini? Perché perdere per sempre l'esperienza dell'amore umano? Ed ammessa un'altra vita, che vi troverai? Forse una felicità spirituale fantastica, come quella dei bei sogni!

Non è stoltezza lasciare i piaceri concreti ed inebrianti per inseguire delle ombre? E poi, facendo la semplice vita dei buoni cristiani, non puoi ugualmente salvarti? Quanti fanno una vita piacevolissima nelle loro famiglie e poi avranno, se c'è, anche il Paradiso? E poi sei sicuro di salvarti? Non è detto che una cattiva morte cancella una buona vita? E se, con tutti questi sacrifici ti dannerai? E se è scritto che ti dovrai dannare?

D'altro canto quanti peccatori si convertono in ultimo e così si trovano bene in terra e bene in cielo! »

Questo e altre simili tentazioni assalgono spesso e con una violenza inaudita il perfetto cristiano e lo mettono in uno stato di agitazione, angoscia ed agonia, in confronto al quale la morte è un sollievo.

La carne si ribella e reclama i suoi diritti, lo spirito si deprime ed arriva a sentirsi stritolato; sente l'oppressione del nulla e dell'infinito. D'altro lato tutto è perduto: non c'è più la possibilità materiale e morale di rifarsi la vita in senso umano, perché ormai si è troppo in vista o si è già distrutta la vita e la salute per il servizio di Dio; questo che è il maggior titolo di onore e di merito dinanzi a Dio, costituisce il maggior tormento nella tentazione.

Tutto allora comincia a disgustare e ad opprimere: la preghiera, la fede, Dio stesso ed il cielo.

Si affaccia l'idea di essere stato uno sventurato: si debbono fare sforzi erculei per incatenarsi ancora a Dio, dicendo:

« Mio Dio, io resto. Mio Dio, io credo, ti adoro, ti amo ». È l'ora dell'amore puro.

È incredibile il progresso che si fa nella perfezione ed i meriti che si acquistano con una sola di queste tentazioni superate. Un giorno di simili vittorie vale più di un anno di servizio fedele e tranquillo a Dio.

Spesso si aggiunge il tormento del dubbio d'avere acconsentito a queste tentazioni; anch'esso è permesso da Dio per la purificazione e per la formazione dei suoi santi. Infatti quel tormento per il timore dell'offesa a Dio è indice di un grande amore verso di Lui.

Senza uno speciale aiuto di Dio, qualunque uomo in simili tentazioni si perde; ma Dio aiuta sempre i suoi figli e non li fa cadere.

ILDEBRANDO A. SAN-ANGELO


Nessun commento:

Posta un commento