Cosa dicono i santi?
Vediamo quello che dicono i santi sull’esistenza del limbo temporale e della necessità di pregare ed espiare in favore di questi bimbi morti senza battesimo.
La beata Isabella della Santissima Trinità (1880-1906) parla spesso del fatto che con il battesimo siamo templi della Santissima Trinità e abbiamo il cielo di Dio in noi. Dice a sua sorella: «Vivi con i Tre nel cielo della tua anima» (Lettera 250). «Portiamo il cielo dentro di noi» (Lettera 138 e 111). «Il cielo, la casa di nostro Padre, sta nel centro della nostra anima» (Lettera 219). Per questo «ho trovato il mio cielo in terra, perché il cielo è Dio e Dio dimora nella mia anima» (Lettera 110).
Sulla base di queste parole, possiamo chiederci se i bimbi morti senza battesimo, che non hanno il cielo di Dio nella loro anima, lo otterranno automaticamente per il solo fatto di morire? Non avranno bisogno di qualcosa o di qualcuno che li aiuti ad avere questo cielo? E intanto dove rimarranno? Questo è il punto: nel frattempo dovranno stare in uno stato intermedio, senza pena e senza pieno godimento, uno stato che possiamo chiamare “limbo”.
Santa Faustina Kowalska racconta nel suo Diario: «Ho visto come uscivano da una specie di voragine fangosa anime di bambini piccoli e più grandicelli, di circa nove anni. Queste anime erano ripugnanti e orribili, simili ai mostri più spaventosi, a cadaveri in decomposizione. Ma quei cadaveri erano vivi e testimoniavano ad alta voce contro quell’anima che stava agonizzando» (Quaderno I pag. 176 - 12 maggio 1935). L’anima contro la quale testimoniano, secondo il suo direttore spirituale, era il maresciallo Giuseppe Pilsudski che era morto in quel giorno e il cui giudizio davanti a Dio era stato molto severo. anche se gli riuscì di salvarsi, secondo quanto alla santa venne dato di conoscere.
Possiamo chiederci perché le anime di questi bambini che pensiamo essere pure e innocenti sono così ripugnanti e orribili? Perché un’anima senza Dio, quale è l’anima di un bambino morto senza battesimo (è creatura di Dio, ma non tempio di Dio, né propriamente figlio di Dio) è nelle tenebre, senza luce né bellezza, mentre l’anima di un bimbo battezzato è più bella di tutte le bellezze umane. Forse questi bambini soffrirono le conseguenze della violenza del maresciallo durante la guerra. Non sappiamo, ma essi avanzano accuse contro di lui come testimoni dei suoi peccati. Fortunatamente per lui, dice santa Faustina, l’intercessione della Vergine lo salvò.
La venerabile Anna Caterina Emmerick (1774-1824), la mistica tedesca dell’Odine di sant’Agostino, nei suoi scritti “Visioni e rivelazioni”, racconta la storia vera di una donna che aveva ucciso l’uomo che l’aveva stuprata e aveva ucciso anche il bimbo che era stato concepito. Parla così: «Poco tempo dopo anche questa donna morì, pentita, ma doveva trascorrere in espiazione tutti gli anni che la provvidenza divina aveva destinato nella vita di suo figlio fiché il bambino, con il passare del tempo, avesse raggiunto il momento di godere della luce eterna, poiché per questi bambini vi è crescita e sviluppo anche nell’altro mondo» (31 dicembre 1820). Secondo lei, come nel purgatorio vi è una crescita nell’amore di Dio fino a conseguire la pienezza della capacità che ogni anima possiede, così nel limbo i bambini devono stare un tempo di crescita fino a raggiungere la pienezza e giungere alla felicità totale del paradiso. In questo caso sembrerebbe che l’espiazione della madre in purgatorio potrebbe ottenergli la salvezza. Tuttavia sono importanti anche le nostre preghiere.
Vediamo un altro caso vero che la stessa Anna Caterina ci riferisce su una giovane contadina che diede alla luce suo figlio in segreto per timore dei suoi genitori. Il bambino era morto senza battesimo poco tempo dopo. Dice: «Ho avvertito una sincera sollecitudine per questo povero bambino morto prima del battesimo e mi sono offerta a Dio per soddisfarlo e per espiare per lui... Già da molto tempo ho avuto rivelazioni sullo stato di questi bambini che muoiono prima del battesimo. Non posso spiegare a parole quello in cui vedo consistere la loro perdita, ma mi sento così commossa che ogni volta che vengo a sapere di un caso analogo mi offro a Dio con la preghiera e la sofferenza per soddisfare e espiare quello che altri hanno trascurato affinché il pensiero e l’atto di carità che faccio possano compensare quello che è mancante, in virtù della comunione dei santi» (12 aprile 1820). «Si deve pregare soprattutto perché nessun bambino muoia senza battesimo” (12 gennaio 1820).
Dice ancora: «Ho visto uno spazio oscuro e molto vasto di un mondo di tenebre. I bambini non battezzati soffrono delle conseguenze dei peccati e dell’impurità dei loro genitori. I battezzati sono liberi e puliti» (29 gennaio 1821).
«Un giorno mi si presentò un bambino che era morto a tre anni senza battesimo. Mi disse che non poteva essere sepolto e che io dovevo aiutarlo. Mi disse anche quello che dovevo fare a suo profitto con continue preghiere... Il giorno dopo venne a trovarmi una povera donna di Dülmen, che chiedeva aiuto per pagare le spese della sepoltura di suo figlio morto. Era lo stesso bimbo che avevo visto la notte prima. Lo facemmo seppellire. E facemmo tutto questo in suffragio e a vantaggio dell’anima del bimbo» (29 giugno 1821). «Dopo che il bambino fu seppellito, lo vidi di nuovo. La prima volta che venne non aveva forze neppure per stare in piedi ed era come inerte. Gli misi un vestito bianco che avevo ricevuto dalla Madre di Dio. Ora era raggiante e se ne andava a una festa dove molti bambinetti erano riuniti in gioioso svago» (primo luglio 1821). L’opera buona di seppellirlo e le preghiere di Anna Caterina riuscirono a liberarlo e a farlo salire in cielo allegro e felice.
La mistica austriaca Maria Simma, alla quale appaiono spesso le anime del purgatorio, ha parlato molte volte dell’esistenza del limbo. In una intervista concessa a Nicky Eltz e che lui ha pubblicato nel libro “Fateci uscire da qui”, dice: «Le anime sante mi dicono che i bambini nati morti o abortiti non vanno in paradiso né in purgatorio. Vanno in un luogo intermedio che si può chiamare limbo o “cielo infantile”. Le anime di questi bambini non sanno che esiste qualcosa di meglio di questo, non sanno che non sono in cielo. La responsabilità di portarli in cielo è nostra. Lo possiamo fare battezzandoli spiritualmente o facendo celebrare una messa per loro. è necessario dare loro un nome e accoglierli nel seno della famiglia. In questo modo entrano a far parte del libro della vita. A volte, i fratelli sentono la presenza di un altro bambino vicino a loro, anche se non sanno nulla di quel fratellino nato morto o abortito».
Questi bambini, una volta che sono liberati ed entrano in cielo per sempre, saranno grandi e potenti intercessori per i loro familiari e per il mondo intero. Saranno come piccoli angeli di Dio per il bene dell’umanità e per la gloria di Dio.
Vediamo quello che dice santa Teresina del Bambin Gesù dei suoi quattro fratellini morti molto piccoli, uno di loro nato da appena due mesi: «Mi rivolsi ai quattro piccoli angeli che mi avevano preceduto lassù, perché pensavo che queste anime innocenti, non avendo conosciuto ancora né gli stravolgimenti né la paura, avrebbero avuto compassione della loro povera sorellina che soffriva sulla terra. Parlai loro con la semplicità di una bambina... Il loro ingresso in cielo non mi sembrava ragione sufficiente perché si scordassero di me; anzi, trovandosi in situazioni tali da poter disporre dei tesori divini, avrebbero dovuto attingere la pace per me. La risposta non si fece attendere. Subito la pace inondò la mia anima con le sue onde deliziose e compresi che, se ero amata sulla terra, lo ero anche in cielo. Da quel momento crebbe la mia devozione verso i miei fratellini e le sorelline e godo di parlare spesso con loro, raccontando delle tristezze dell’esilio e del mio desiderio di andare presto a riunirmi con loro nella patria celeste» (MA 44).
P. Angel Peña

Nessun commento:
Posta un commento