I - PREDESTINAZIONE SINGOLARISSIMA
La prima cosa che colpisce la nostra mente nel considerare la predestinazione di Maria è la sua singolarità, dovuta al fatto che Ella fu predestinata alla missione di Madre del Creatore e Madre universale delle creature, con quello stesso eterno decreto con cui Cristo venne predestinato Figlio di Dio e Mediatore delle creature.
Per ben comprendere questo è necessario premettere che Iddio, con un unico ed eterno atto del suo volere divino, decretò tutto il piano della creazione abbracciante tutte le cose che in qualsiasi modo furono, sono e saranno, vale a dire: minerali, vegetali, animali, uomini, Angeli, Maria e Cristo. Tuttavia, siccome la nostra mente, per la sua nativa debolezza, non può abbracciare simultaneamente tutte le cose racchiuse in quell'unico ed eterno atto del suo volere divino, i Teologi sogliano distinguere in esso vari momenti o segni, chiamati decreti, in quanto che l'atto divino, formalmente unico, è virtualmente molteplice. Distinguiamo quindi in quell'unico decreto formale tanti decreti virtuali quante sono le cose tra di loro realmente distinte ed in qualche modo tra loro indipendenti. Ciò premesso, noi diciamo che la Vergine SS. venne predestinata con quello stesso decreto (virtuale) con cui fu predestinato Cristo suo Figlio: ed è ciò che costituisce la singolarità della sua predestinazione, prima radice di tutte le altre singolarità. Non si hanno dunque - a nostro modo d'intendere - due decreti (virtuali), l'uno dei quali riguarda il Verbo Incarnato e l'altro la sua SS. Madre, no! Con un identico decreto, quantunque non alla pari, Dio ha predestinato Cristo (Figlio di Dio e Mediatore) e Maria (Madre di Dio e Mediatrice). In tal modo questi due personaggi che dominano tutta la creazione ci appariscono indissolubilmente congiunti ab aeterno dalla mano stessa di Dio, come il fiore è unito al suo stelo, il sole al firmamento in cui brilla e la perla allo scrigno in cui è custodita. Tale è la voce del magistero ecclesiastico, echeggiante la voce di Dio e confermata da quella della ragione.
L'immortale Pontefice Pio IX, nella sua celebre Bolla Ineffabilis Deus, e Pio XII nella Bolla Munificentissimus Deus, han dichiarato esplicitamente che «i primordii della Vergine erano stati prestabiliti mediante uno stesso decreto «uno eodemque decreto» con l'incarnazione della divina Sapienza». Essendo, infatti, la Vergine SS. inseparabile dalla sapienza incarnata (Gesù Cristo), dovette essere necessariamente predestinata insieme con essa con uno stesso, identico decreto, come parte essenziale dello stesso eterno consiglio divino il quale voleva l'Incarnazione del Verbo mediante una donna; «factum ex muliere» (Gal.4,4).
Nella S. Scrittura la Vergine SS. ci viene sempre presentata strettamente congiunta a Gesù, dal primo libro - il Genesi - all'ultimo libro - l'Apocalisse - ossia, dalla donna vaticinata che avrebbe schiacciato il capo al serpente infernale (Gen.3,15), alla donna vestita di sole, col capo adorno di una corona di dodici stelle. «Nelle Sacre Scritture - scriveva Pio X nell'Enciclica Ad diem illum - quasi tutte le volte in cui viene predetta la nostra grazia futura, il Salvatore degli uomini vien presentato congiunto alla sua Madre». Questo continuo modo di parlare della Scrittura, ossia, questa continua presentazione di Gesù con Maria, intimamente e indissolubilmente congiunti, non è forse il più eloquente accenno all'unità del decreto divino abbracciante simultaneamente Cristo e Maria, il Verbo Incarnato e Colei che avrebbe dovuto fornirgli la nostra carne?
La voce della ragione conferma efficacemente quanto ci vien detto dalla voce del Magistero ecclesiastico fondato sulla voce di Dio. La ragione, infatti, ci dice che i termini «madre e figlio», «maternità e figliazione» sono termini correlativi. E i correlativi hanno una vera simultaneità, di modo che l'uno non si può concepire senza l'altro. Nel modo stesso, quindi, con cui Gesù non è Figlio di Dio, ossia Dio, se non per mezzo di Dio, Padre suo, il quale gli comunica ab aeterno la sua divina natura, così egli non è figlio dell'uomo, ossia uomo, se non per mezzo di Maria, Madre sua, la quale gli comunica nel tempo la sua natura umana.
Orbene, se identico - come abbiamo dimostrato - fu il decreto divino riguardante Cristo, Figlio di Dio e Mediatore, e la Vergine SS., Madre di Dio e Mediatrice, logicamente ne segue che la predestinazione della Vergine SS. fu singolarissima, e perciò stesso gloriosissima, diversa da quella degli altri predestinati, sia quanto al termine che quanto alla sua estensione. Fu diversa, innanzitutto, quanto al termine, poiché mentre la predestinazione di tutte le altre creature ragionevoli (Angeli ed uomini) è indirizzata, come a termine, alla gloria eterna (ossia alla visione beatifica), da ottenersi mediante la grazia, la predestinazione di Maria, invece, è indirizzata, quanto al termine, alla maternità dell'Uomo-Dio Mediatore, maternità che, appartenendo all'ordine ipostatico, è incomparabilmente superiore alla grazia e alla gloria; e conseguentemente Ella venne predestinata a quel grado amplissimo, eccezionalissimo di grazia e di gloria che era proporzionato e conveniente a tale altissima dignità.
Differenti quanto al termine, la predestinazione di Maria e quella delle altre creature ragionevoli furono anche diverse, conseguentemente, quanto all'estensione o comprensione. In noi, infatti, la predestinazione abbraccia un doppio ordine di effetti: quelli prodotti dalla predestinazione stessa e perciò dipendenti da essa (quali, per es., la grazia, la gloria, il fine soprannaturale e i mezzi ad essi proporzionati); e quelli prodotti dalla Provvidenza comune (quali, per es., l’esistenza dell'anima, le sue facoltà, ecc.), e perciò presupposti dalla predestinazione (appartenenti all'ordine soprannaturale). La predestinazione incomincia là dove termina la Provvidenza comune (ossia, l'ordine naturale). Nella Vergine SS. al contrario, ogni cosa (e perciò non soltanto la grazia e la gloria, ma anche la stessa esistenza, l'anima, le facoltà ecc.) fu effetto della predestinazione. Mentre quindi in noi l'effetto della predestinazione (la grazia e la gloria) è separabile dalla Provvidenza comune (poiché non tutti beneficiano della predestinazione), nella Vergine SS., al contrario, la Provvidenza comune cedette completamente il posto alla predestinazione. Il fine primario, infatti, per cui Dio volle creare la Vergine SS. non fu (come negli altri predestinati) la gloria eterna, ma la Maternità del Redentore Divino, di modo che senza una tale maternità Essa non sarebbe neppure esistita. Tutto, quindi, in Essa, fu effetto della predestinazione divina e non già parte della Provvidenza e parte della predestinazione. In breve: tutto ciò che Ella è, sia naturalmente che soprannaturalmente, lo deve alla sua predestinazione, alla missione di Madre del Creatore e di Madre universale delle creature. V'è quindi una differenza enorme, una differenza non soltanto di grado, ma anche di specie fra la predestinazione di Maria e quella delle altre creature ragionevoli, Angeli e uomini. Per questo noi la diciamo predestinazione singolarissima.
P. G. Roschini O. S. M.

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