III. Conseguenze pratiche a dedursi da questa sicurezza. –O buon Signore, fate, Ve ne supplico, penetrare colla vostra grazia fino al fondo del mio cuore questa consolante sicurezza, e risovvenirmene ogni qualvolta la tentazione mi starà di fronte. Oh se questo pensiero mi fosse presente sempre, quale van taggio per me, e quanto più facilmente riuScirei vincitore ! In cambio di lasciarmi andare ad una vergognosa paura e gittar l'armi, farei come la sentinella, che sapendosi sostenuta da valoroso esercito, all'approssimar del nemico leva il grido d'allarme, sicura che il capitano, più sollecito di tutti a respinger l'attacco, non indugerà un momento ad inviare soccorso. In tal guisa, o Dio mio, rammenterò io pure in faccia dei nemici visibili ed invisibili, che non sono solo, ed il rischio è più vostro che mio; perchè a riguardo vostro unicamente tentano quelli di nuocermi. Io vi chiamerò in aiuto, colla certezza che Voi mi darete grazia proporzionata alla veemenza della tentazione.
La quale fiducia deve accompagnarmi fin chè duri la pugna, e quanto gli assalti saran più violenti, più ripetuti i colpi, più feroci i nemici, tanto più crescerà in me l'allegrezza ed il coraggio, perchè nella forza degli assalti sta la misura del premio che me ne deve di certo provenire. Coll'aiuto del vostro Spirito che è in me, mi troverò senza paragone più forte di tutti i nemici insiem collegati contro di me; ricorderò a voi ch'io sono dei vostri membri, nè voi potete permettere in me ferita che non sia vostra, e quanto più diffiderò della mia fiacchezza, tanto più mi affiderò alla forza onnipotente del vostro amore. Per la virtù salutare di questi due sentimenti congiunti in uno, mi sentirò avvalorato e fisso in una serenità imperturbabile; sempre vigilante, perchè ogni momento la mia debolezza mi può far cadere; sempre tranquillo, perchè sicuro di aver voi a lato per sostenermi; temerò molto di me, pochissimo de' miei nemici, considerando il dragone infernale come un trastullo da voi lasciato a'vostri figliuoli per esercizio di loro forze, Draco iste quem for masti ad illudendum ei (Ps. CIII, 26); e gli uomini suoi satelliti come schiavi costretti da voi a servirmi, a loro insaputa ed a dispetto di ogni loro resistenza in contrario. Pertanto io procederò tranquillo di mezzo alle schiere armate a mia rovina, ridendomi delle loro minacce, nè sarò mai più allegro di quando esse, col pieno sfogo del loro odio, penseranno avermi del tutto conquiso; perchè allora mi avranno assicurato il pieno acquisto della beatitudine che dice: Beati voi, quando gli uomini vi avranno vituperati e perseguitati, dicendo il male e peggio di voi, per mia cagione; godete allora ed esultate, perchè la vostra ricompensa è copiosa su in cielo (MAT. V, 11, 12).
ENRICO RAMIÈRE S. J.

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