sabato 20 giugno 2026

Cerco anime che mi amino

 


Se sapessi come cerco gli uomini e come busso, busso forte al loro cuore. Mia madre appare in tanti luoghi e quanto piange, quante lacrime versa. Quante sono le celebrazioni in chiesa ove Io chiamo. Eppure essi non mi amano. Amano la felicità nelle cose del mondo, mentre Io so che la vita possono trovarla solo in me e sarei così felice di poter riempire le loro vite di gioia, di ricchezze, di doni, di pace. 

Oggi dovrebbe essere un’occasione lieta, questa della Cresima, ma il mio Cuore è triste perché molti di questi ragazzi li perderò. Oh, lo Spirito Santo è sceso su di essi, ha portato via tante brutture, ma non potrà vivervi a lungo il loro perché cercheranno altrove ciò che non è nel mio insegnamento. 

Cerco anime che si innamorino di me, che sappiano essere testimoni del mio amore, perché simili a me diano la vita per i fratelli.  

Guarda la mia Chiesa. È divisa e lacerata. Le anime non trovano quasi più padri santi che sappiano trasmettere il calore, la verità, la santità che gli uomini cercano per poter credere. 

La mia parola è trasformata, diviene psicologica e umana e tolgono la sua sacralità, la sua divinità che ha il potere, il calore e il carisma di penetrare nell’uomo ed è per questo che si allontanano da me.  

Cerco, in te, una di quelle creature che mi sanno spalancare il cuore per donarsi. Che sia un terreno che Io mieti per seminarvi e avere poi il suo raccolto. È ancora un terreno incolto, ma Io, vedi, lo inondo già della mia luce.  

Non pensare a come morirai o come sarà la tua morte. La morte nel regno è solo un passaggio e il tuo avverrà tra le mie braccia. La morte vera è un’altra, è quella dove non mi si incontra più. 

Sapessi quanti morti camminano su questa terra e come vorrei ridare loro la vita. Tutto perdono. Credono che sia un Dio spento. Non sanno che Io amo, che sono l’ardore, uno sposo, un amante appassionato per l’anima e tutto seguo delle mie creature, ogni cosa dispongo e non permetto che siano provate più di quello che non possono. Persino nel dolore sono lì ad alleviarli, ad accarezzarli, a baciarli. 

Sono il Dio dell’universo che tutto può abbracciare, ma decido essere Re dei cuori. 

Tu cercami di più, amami di più. 

18/5/1996  


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