sabato 20 giugno 2026

LA PEDAGOGIA DELLO SPIRITO SANTO

 


LE GRANDI LEGGI

DELLA PEDAGOGIA DIVINA


"Cercatemi e vivrete".

(Amos 5,4) "Mi troverete, quando mi cercherete con tutto il vostro cuore. Allora sarò trovato da voi"(Ger 29,13-14)


Lo Spirito Santo educatore delle anime


2) L'educazione delle nostre anime è preveniente rispetto a qualsiasi nostro merito. È una grazia eccellente di Dio. Nella misura in cui, attraverso gli eventi della vita in cui Dio passa e agisce, siamo il suo oggetto, è che andiamo, soprattutto, percependo quanto essa sia benefica. Per grazia di Dio, "Sono quello che sono", dirà San Paolo che, più degli altri senza dubbio, aveva sperimentato la frequenza e la giustezza dei suoi interventi. San Tommaso d'Aquino, facendo eco a questa parola dell'apostolo, insiste sulla gratuità assoluta delle attitudini divine: "L'idea di merito si trova esclusa dalla nozione stessa di grazia: essa supera la portata della nostra natura" 4.

La gratuità nel dono di sé, il disinteresse che non sa pensare a sé, o a guadagno e interesse meschino, non costituiscono tratti della fisionomia del vero educatore? L'amore per il bambino, che controlla la sua vita e il suo devotamento, viene profondamente alterato se offuscato, per quanto poco sia, da vedute egoistiche. Il dono di sé, nell'opera dell'educazione, non attende retribuzione. Che importa se un giorno il bambino sarà ingrato, se dimenticherà il suo benefattore, se gli volterà le spalle, come se il passato per lui si fosse dissipato? Fin dall'inizio, è stato previsto. Non sarà il dono di sé, una rinuncia al riconoscimento, un'accettazione anticipata di prove molte volte dilaceranti che costituiscono la vera grandezza della vocazione dell'educatore? Chi l'abbracciasse senza la volontà di eliminare qualsiasi prospettiva interessata, lavorerebbe con un cuore di mercenario. Per essere educatore è necessario possedere un cuore abnegato, purificato da tutte le scorie dell'egoismo. Servire con un cuore "donato".

Ideale così elevato, che riveste la vocazione dell'educatore di autentica bellezza, si trova raramente nell'essere umano, sempre soggetto alle debolezze della sua natura. Esita essa, a volte, nel lasciarsi vincere da esigenze così moleste, recalcitra di fronte a sacrifici sempre rinnovati, i cui risultati raramente si percepiscono. Ma, ciò che è raro tra gli uomini, si trova in pienezza nello Spirito Santo che è, per questo, educatore incomparabile, maestro nell'arte di condurre le anime e plasmarle secondo le sue volontà.

La liturgia ha espresso tutto ciò in termini densi, che lo caratterizzano interamente: Egli è il "Donum Dei Altissimi" 5, il dono di Dio Altissimo. La donazione che lo Spirito Santo fa di sé, nell'educazione delle anime, è sovranamente gratuita e liberale. Spara da sé stesso le sue munificenze, le sue luci, i suoi impulsi segreti, senza che nulla possa obbligarlo ad agire così; può darsi infinitamente, e si dà, di fatto, senza ritirarsi per sé alcun vantaggio. Così, possiamo affermare che solo Lui è "assolutamente liberale, perché non agisce per utilità sua ma unicamente a causa della sua bontà" 6.

È questo il principio che spiega più profondamente l'opera educatrice dello Spirito Santo. Basta dire che, consegnati alle sue mani, possiamo essere certi di non smarrirci; ciascuna delle sue interventi proverrà da un amore che mai si smentisce. L'esame attento dei suoi processi di educatore rivela, passo per passo, quanto si giustifica questa affermazione e a quali mani abili il Padre ha affidato i suoi figli, per condurli gradualmente al compimento totale nella grazia e alla qualità di adulti nella fede, che per loro ha ambizionato lo stesso Padre.

L.J. CALLENS, O.P.


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