martedì 30 giugno 2026

SONO PERDONATO

 


La festa strappata al cielo


Coraggio, figliolo, ritorna!

Nella casa di tuo padre c'è la gioia, ci sono fratelli, c'è una madre, c'è riposo per il cuore. Ritorna! C'è addirittura una festa preparata. In cielo si fa festa quando un peccatore si converte! Gesù lo ha detto proprio per incoraggiarti! C'è una festa in cielo, una festa che si comunica al tuo cuore e alla tua casa, perché dal cielo trabocca sulla terra, tanto è grande.

Non aver paura di nulla. Fossero anche vent'anni che vuoi far da solo e che non ti inginocchi davanti ad un prete, anche se non ti ricordi più come si fa, anche se i tuoi "amici" ti deridono, anche se sei considerato da tutti un mangiapreti fatto e finito, anche se ne hai combinate una di più di quelle che riesco ad immaginarmi, non avere paura: anzi, proprio allora puoi procurare una grande festa agli angeli e ai santi! Riscopri il bambino che è in te, ripensa al bisogno del tuo cuore, torna all'amore semplice e infinito di Dio. Va', o vieni, a confessarti!

La cosa più importante della confessione, in fondo, non sono nemmeno i tuoi peccati. Vedi, a me piace paragonare la confessione al... mangiare una caramella. Quando mangio una caramella tolgo la carta, la prima e la seconda ed eventuali pezzettini che vi rimanessero appiccicati e li butto via. Poi metto in bocca il confetto, e lo gusto con gioia e piacere.

Quando mi confesso faccio la stessa cosa: butto via con cura tutti i miei peccati, poi mi gusto la gioia dell'amicizia di Dio, della pace interiore, della serenità. Questa è la cosa più importante, è ciò che resta: il dono che Dio mi fa.

Certamente, cercherò di consegnare tutti i miei peccati, altrimenti come potrò entrare nel cuore del Padre? In Dio non c'è posto per il male, per il peccato, per la tenebra: entrando in comunione con Lui non posso portarmi dietro nessun peccato, nessun'ombra di male.

Questo vale naturalmente per entrare in comunione con Dio sia spiritualmente che sacramentalmente, attraverso la partecipazione al Pane eucaristico. Andare a Messa prendendo la "Comunione" sacramentale, senza aver prima ottenuto la Riconciliazione sacramentale qualora ce ne fosse bisogno, diverrebbe un grave sacrilegio!

La comunione perfetta con Dio è una grazia, un dono così grande, che mi fa desiderare veramente di eliminare ogni ricordo di peccato nella mia vita!

E il dono che Dio mi fa lo voglio custodire. Una vita santa sarebbe ancora poco per ringraziare Gesù Cristo ed il Padre e lo Spirito Santo della grazia che riversano in me col perdono!

Dovrei cercare veramente di camminare con Dio, istruirmi sulla Sua volontà, far di tutto per non ricadere nelle stesse mancanze di prima. Egli lo merita. Gesù Cristo è degno che la mia vita gli faccia onore. Comincio questo nuovo cammino col fare quel che il prete mi dice. Egli mi dà una "soddisfazione" o "penitenza", come la chiamano molti. Per la pigrizia dei cristiani e la svalutazione del Sacramento i preti si son ridotti a dare come compito la recita di una breve preghiera. Tu non accontentarti. Chiedi al prete o inventati tu qualcosa, qualche gesto di amore e di generosità, che diventi segno della tua conversione e della festa degli angeli cui partecipi.

Quando si è in festa si è più generosi del solito. Quando ti sarai confessato e riconciliato con Dio cerca un gesto d'amore perché la festa del cielo, nascosta nel cuore, diventi festa sulla terra! Non occorre sia sempre un invitare il prete che ti ha perdonato a bere un bicchiere insieme! può essere anche la visita ad un malato, un'ora passata a far compagnia agli anziani del ricovero, un'offerta ad un orfanotrofio... La tua fantasia è più grande della mia. Cerca non solo la rinuncia alle occasioni del peccato, cerca soprattutto un segno che porti la festa dal cielo sulla terra.

L'esperienza più grande dell'uomo, quella più gradita e desiderata, è l'esperienza del perdono: questo è il motivo che ha spinto Dio a mandarci il Figlio suo, è il motivo per cui Gesù è morto in croce e ha donato il suo Spirito. Dio cerca l'uomo - l'Adamo di tutti i tempi - per perdonargli, perché possa vivere già qui la festa eterna.

Ma - è ormai superfluo dirlo - il perdono viene donato perché l'uomo che lo riceve viva in comunione nuova e profonda con il Padre ed il Figlio suo.

Sarebbe un delitto senza precedenti ricevere il perdono per poi tornare, con libertà di cuore!, ai propri interessi, ai propri egoismi, ignorando i desideri di Dio! S. Pietro direbbe: "Il cane è tornato al suo vomito e la scrofa lavata è tornata ad avvoltolarsi nel brago"! (2 Pt 2, 22)

Sono due immagini impressionanti e, purtroppo, in taluni casi, vere. Chi ottiene il perdono di Dio e della Chiesa cambia il suo atteggiamento profondo nei riguardi di Dio e della Chiesa, si sente di famiglia con Dio e con la Chiesa, cammina in unità di spirito con tutti coloro che vogliono vivere come figli di Dio seguendo le orme di Gesù! Espliciterà la sua nuova situazione partecipando con costanza anche alla Comunione Sacramentale col Corpo di Cristo, all'Eucaristia, "culmine e fonte" della vita cristiana.

Infine, ogni volta che sono perdonato mi preoccupo di rimanere in Dio e che Dio rimanga in me.

Come me ne potrò accorgere?

Don Vigilio Covi


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