IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO
L'ingresso di Gesù nell'anima e quello dell'anima in Gesù. Per la S. Comunione Egli entra nel mio povero cuore, ma appena la fede, la speranza e la carità, ancelle dello spirito, Lo adorano, Lo pregano e Lo servono, Egli appare il Padrone supremo e l'anima s'inchina e ripete: Regna, o Signore, mi umilio, mi anniento, mi consumo dinanzi a Te!
E Gesù si espande e ripete, a sua volta:
- Entra, ancor più intimamente - e le addita il Cuore adorabile.
L'anima, impiccolita per l'umiltà, per la cognizione di se stessa e per lo stupore della Maestà del Sovrano, entra nel mistico tabernacolo della Divinità.
Allora Gesù estende ancor più la sua misericordia.
- Voglio entrare in te con una vita più perfetta. Ricevi il mio Sangue. -
E l'anima, dilatata per la grazia, accoglie il tesoro divino. La voce continua: - Entra nella virtù del Sangue. -
In qual modo, Signore?
- Assottigliando te stessa, la vita dei sensi, ridiscendendo nel nulla, conservando solo la vita dell'amore. -
Raggiunta simile profondità, l'anima è portata in una elevazione singolare; nelle altezze supreme dello spirito, dove è sempre il Signore, dove passa continuamente con misericordie infinite.
Ma per vederLo, per gustarLo, per unirsi a Lui sulla vetta eccelsa, occorre la pienezza della virtù del suo Sangue. q. 30 : 12 febbraio
SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

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