sabato 25 luglio 2026

Resistenza di Luisa a Gesù che la vuole nella sofferenza, perché manca il permesso del Confessore; ma alla fine Gesù s’impone: le comunica la sofferenza e, come prova che è la sua Volontà, dà al Confessore l’annuncio di una guerra tra l’Italia e l’Africa

 


Quando il Confessore mi diede l’ubbidienza di non dovere più stare nel letto, io incominciai a resistere e dicevo al Signore: “Che vuoi da me? Non posso, perché l’ubbidienza non vuole. Se Voi volete, date lume al Confessore e allora io sono pronta a fare ciò che vuoi”; e stetti tutta una notte a contrastare col Signore. Quando veniva gli dicevo: “Mio caro Gesù, abbi pazienza, non ci venire, ché l’ubbidienza non permette che mi fate partecipe delle sofferenze”. Fino alla mattina io vincevo; mi sentivo in me stessa e libera di sofferenze, quando in un istante venne il Signore e mi tirò talmente a Sé, che non potetti resistergli; [121] perdetti i sensi e mi trovai insieme con Gesù, ma tanto stretta che, per quanto facessi opposizione, non potei distaccarmi da Lui.  

Stando con Gesù io mi sentivo tutta annichilita e avevo un certo rossore per le tante parti 84 che gli avevo fatto la notte. Gli dissi: “Sposo Santo, perdonami; è il Confessore che così vuole”; e Lui mi disse: “Non temere; quando è l’ubbidienza Io non mi offendo –proseguì–. Vieni, vieni a Me; oggi è capodanno e voglio darti la strenna” (Giusto quella mattina era il primo giorno dell’anno) 85. Così avvicinò le sue purissime labbra alle mie e versò un latte dolcissimo, mi baciò e, preso un anello da dentro il costato 86, mi disse: “Oggi voglio farti vedere l’anello che ti ho preparato per quando ti sposerò”.  

Poi mi disse: “Di’ al Confessore che è Volontà mia che continui a stare nel letto; e per segno che sono o, digli che c’è la guerra tra l’talia e l’Africa, e se lui ti dà l’ubbidienza [122] di farti continuare a soffrire, non farò fare niente; ambo le parti si rappacificheranno insieme”. 

Nell’atto stesso di dire queste parole, mi sentii come circondata da una veste, da sofferenze, e da me stessa non potei liberarmi. Pensavo tra me: “Che dirà il Confessore?”, ma non stava più in mio potere 87. Quel latte che Gesù versò in me, mi produceva tale amore verso di Lui che mi sentivo languire, e mi sentivo tanta sazietà e dolcezza che, dopo che venne il Confessore e mi riebbi da quello stato, e la famiglia mi portò il cibo, mi sentivo tanto piena che il cibo non andava al basso;    ma per fare l’ubbidienza che così voleva, presi un poco e subito fui costretta a rimetterlo, ma misto con quel dolce latte che mi aveva dato Gesù.  

E Gesù, quasi scherzando, mi disse: “Non ti basta quel che ti ho dato? Non ne sei contenta ancora?”  

[123]  Io arrossii tutta, ma subito gli dissi: “Che vuoi da me? È l’ubbidienza”. 

Quando venne il Confessore incominciò ad inquietarsi e a dirmi che ero disobbediente, oppure mi diceva che era una malattia; che se fosse cosa di Dio, mi avrebbe fatto ubbidire; perciò, invece di chiamare il Confessore, dovevo chiamare i medici. Quando lui finì di dire, io gli dissi tutto ciò che mi aveva detto il Signore, come ho detto di sopra, e lui mi disse che era vero, che c’era la guerra tra ’Africa e l’Italia: “Staremo a vedere se non si farà niente!” E così restò persuaso di farmi continuare  a soffrire. 

Dopo circa quattro mesi, un giorno venne il Confessore e mi disse che erano venute le notizie della guerra che c’era tra l’Africa e l’Italia, che senza farsi nessun danno d’ambo le parti, si erano rappacificate insieme. [124] Così il Confessore restò più persuaso e mi lasciò restare in pace. 


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