venerdì 25 settembre 2026

IL PURGATORIO DELLE PERSONE CONSACRATE A DIO

 


IL PURGATORIO  NELLA RIVELAZIONE DEI SANTI


«Cui multum datum est...»

Nei precedenti capitoli si è visto come Iddio nella sua eterna giustizia punisca le anime in relazione alle grazie delle quali hanno abusato; è quindi naturale che le persone a lui consacrate abbiano a subire dopo morte tormenti gravissimi, proporzionati alla  sublimità  della  loro  vocazione.  Secondo  S.  Francesca Romana  il  carcere  dei  chierici  aspiranti  al  sacerdozio,  dei religiosi e delle religiose, si trova nella regione inferiore del Purgatorio, al disotto di quello dei laici che commisero gravi colpe; i sacerdoti poi stanno sprofondati ancor più in basso e proprio  sul  confine  dell'Inferno,  in  punizione  di  non  aver sufficientemente corrisposto colla loro condotta alla sublime dignità che rivestivano in vita e alla conoscenza maggiore dei loro doveri, della quale erano capaci a preferenza degli altri. Quantunque riuniti in un medesimo luogo, ciascun di loro è punito secondo il numero e la grandezza delle colpe commesse, e secondo il posto che occupò nella Chiesa di Dio. Alla stessa stregua si misura la durata della pena. - Queste rivelazioni di S. Francesca Romana ci sono confermate da molte altre visioni particolari. Diceva un'anima del Purgatorio ad una pia religiosa del Belgio: - Figliuola mia, vivi da santa, poiché il Purgatorio riservato alle religiose è terribile. - Vincenzo di Beauvais nel libro settimo del suo Speculum historicum racconta che ad un monaco  Benedettino,  mentre  era  moribondo,  fu  mostrato  il Purgatorio dei religiosi, nel quale vide alcuni di questi ravvolti da fiamme divoratrici che penetravano nelle loro carni come acuti dardi; altri distesi sopra graticole ardenti, che facevano spavento a vedersi, ed altri in vari modi martoriati, e il suo Angelo custode gli disse: - Quelli che tu vedi in preda a tanti strazi  sono  religiosi  appartenenti  a  tutti  gli  Ordini,  e  che sebbene non abbiano commesso mai gravi falli, si resero però colpevoli   di   molte   piccole   negligenze,   che   stanno   ora severamente  espiando  prima  di  essere  ammessi  alla  divina presenza. - Santa Margherita Maria Alacoque, mentre pregava una volta per tre  persone morte di recente,  due delle quali religiose, la terza secolare, fu chiesto familiarmente da Nostro Signore: - Quale delle tre vuoi tu che io lasci libera? - Signore, rispose la santa, degnatevi voi stesso di fare questa scelta a seconda  di  ciò  che  torni  maggiormente  a  vostra  gloria  e piacimento. - Allora nostro Signore liberò il defunto secolare, dicendo che a lui ispiravano minor compassione i religiosi, ai quali egli dona tanti maggiori mezzi di meritare il Paradiso e di espiare i loro peccati in questa vita colla perfetta osservanza delle loro regole.

Abbiamo già appreso da S. Francesca Romana che i semplici chierici, i religiosi e le religiose, quantunque trattati con più rigore dei laici, sono però tormentati meno dei sacerdoti. I falli poi che  in questi  maggiormente  punisce  la  divina Giustizia sono sopratutto quelli che provengono da tiepidezza nel divino servizio.  -  Al  quale   proposito   riporteremo   qui  un   fatto importantissimo che si legge nella vita della ven. madre Agnese di Langeac. Mentre questa un giorno stava in coro pregando, le apparve  una  religiosa  a  lei  sconosciuta,  col  volto  mesto  e abbattuto e in quella foggia di vestito che di notte sogliono adoperare le religiose, e mentre attentamente la guardava, udì una voce che le disse: - Colei che ti sta presente è la suora d'Altavilla (tale era il nome d'una monaca del Puy morta dieci anni  innanzi).  In  quel  mesto  atteggiamento  la  defunta  non pronunziava  parola,  ma  abbastanza  dava  a  vedere  quanto bisogno avesse d'esser soccorsa. La M. Agnese si pose allora fervorosamente a pregare per lei, proseguendo, per più di tre settimane, durante le quali la povera defunta, sempre penante, apparivale  ad  ogni  momento  e  in  ogni  luogo,  specialmente dopo la comunione e l'orazione comune. La buona religiosa avendo creduto suo dovere di darne avviso al confessore, questi stimò di farne consapevoli le monache di S. Caterina del Puy, alle quali aveva appartenuto la religiosa defunta; ma siccome la M.  Agnese  diceva  che  avrebbero  preso  il  racconto  per  un sogno, si decise di non farne parola ad alcuno, ma che invece essa avrebbe fatto straordinari suffragi e ferventi preghiere per quell'anima. Tuttavia continuando la defunta le sue apparizioni come se i suffragi a nulla giovassero, la M. Agnese incominciò a temer fortemente di esser vittima d'un'illusione; ma dal suo Angelo custode fu assicurata trattarsi veramente di un'anima del Purgatorio, la quale così soffriva per la sua tiepidezza nel divino servizio. Dopo quest'apparizione dell'Angelo cessarono quelle  della  defunta,  dimodochè  non  si  poté  mai  sapere quant'altro tempo sia ella dovuta restare in quel luogo di pene.

Sac. Luigi Carnino


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