giovedì 22 ottobre 2026

Commento all‟Apocalisse

 


Vers. 5. E fu detto loro non d‟ucciderli. Questo versetto si riferisce di nuovo ai Cristiani, di cui anche prima si era parlato. Sotto una medesima espressione letterale, infatti, il testo sacro passa talora a parlare da alcune ad altre persone, come se fossero le stesse, come per es. nel Salmo 77 [v. 34] Quando li uccideva, lo cercavano. È chiaro, infatti, che alcuni erano stati effettivamente uccisi, mentre altri erano stati spinti a cercarlo dal pentimento. Allo stesso modo si parla qui degli abitanti dell‟Africa e delle altre regioni, in cui alcuni erano Cristiani, altri pagani. E così sotto la medesima espressione passa da una parte ad un‟altra, col dire: E fu detto loro, ossia Dio permise a quelle genti, non di uccidere i Cristiani, ma ti tormentarli. Benché infatti non abbiano tolto la vita ai Cristiani, tuttavia li afflissero in molti modi, soprattutto cacciando Vescovi e Dottori, e alcuni dei quali tribolandoli fisicamente. Unnerico, infatti, Re dei Vandali, promosse una grandissima persecuzione contro i cattolici. In una sola volta vennero strascinati nel deserto della Mauritania, piuttosto che condotti, circa 5.000 tra vescovi, preti e altri chierici. Lo stesso compì Trasamundo, che gli successe nel regno, il quale fece strappare la lingua ad alcuni vescovi cattolici, i quali poi però, per miracolo di Dio, parlavano e predicavano. La storia ci attesta del pari quanto terribilmente abbiano devastato la Tracia e vessato in molteplici modi gli abitanti, e quanto Vandali e Alani abbiano nuociuto in Gallia. Si narra che il Re Goto Alarico assediò Roma una prima volta, poi si allontanò, quindi, ripetuto l‟assedio l‟anno successivo e riuscito ad impossessarsi dell‟Urbe, per tre giorni l‟abbandonò al saccheggio, senza tuttavia commettervi omicidi. Risulta infine da molti autori, con dovizia di particolari, che cosa commisero Attila, Re degli Unni, detto il flagello di Dio, Genserico, Re dei Vandali, Odoacre, Totila, e come costoro e altri barbari abbiano perseguitato i Cristiani, occupando successivamente tutto il mondo, assoggettandolo, spogliando e affliggendo le popolazioni conquistate. Per cui aggiunge significativamente nel testo: E fu detto loro non d‟ucciderli, ma di tormentarli cinque mesi: questo a seguito di diversi delitti commessi dai Cristiani e in molti luoghi, soprattutto in Gallia, dove la disciplina ecclesiastica si era molto rilassata. Cinque mesi. Questa espressione indica il periodo di tempo, durante in quale si esercitò il potere e la supremazia di queste genti nell‟arianesimo. Al riguardo occorre notare che nella S. Scrittura un giorno equivale ad un anno; il mese poi può avere 28, 30 e 31 giorni. Per cui un mese di 28, due di 30 e altri due del terzo ordine (cioè formati di 31 giorni) fanno cinque mesi, e cinque mesi sono 150 giorni, ovvero 150 anni, periodo di tempo in cui durò la supremazia e il regno dei Goti, dall‟anno di Cristo 377 al 527, come sopra detto. E il loro tormento è come è come il tormento dello scorpione, quando colpisce l‟uomo. Si tocca con questa espressione un‟altra caratteristica di queste popolazioni: la ferita inferta alla Chiesa Cattolica, ossia il contagio e l‟assassinio spirituale di molti Cattolici compiuto per il tramite del veleno dell‟eresia ariana, che diffusero nei territori, di cui s‟impossessarono. Ottimamente quindi qui si paragona al tormento e alla ferita che procura lo scorpione, quando punge. Come infatti lo scorpione dapprima con un colpo squarcia la cute, poi inocula nella ferita il veleno, poi provoca una piaga gravissima che spessissimo può portare alla morte, se non si prende per tempo l‟antidoto. Così quelle malvagie genti 1°) abbatterono i regni e così, recando danno a se stessi, presero pretesto per prendervi il potere; 2°) vi inocularono in corpo ( che è la Chiesa diffusa sulla terra) il veleno dell‟eresia ariana, con cui contagiarono gli altri popoli. 3°) infersero una gravissima ferita, che fu l‟oppressione delle Chiese, delle cose sacre e dei santi. 4°) Moltissimi anche morirono spiritualmente, abbandonando la Chiesa Cattolica, rimanendo scandalizzati alla vista del volto tanto deturpato della Chiesa di Cristi. Anche gli uomini pii, e che perseverarono nella Chiesa di Cristo, al vedere tali cose, rimasero assai afflitti e tormentati, non avendo modo di rimediare a tanto male, per cui prosegue.

Venerabile Servo di Dio Bartolomeo Holzhauser 


Nessun commento:

Posta un commento