domenica 25 ottobre 2026

MAMMA PARLA CON DIO ...

 


LA VOCAZIONE DEI FIGLI


Sono una madre e ne sono orgogliosa.  

Ma aver dato alla luce, nutrito, assistito coloro che sono venuti da me, sarebbe solo una gloria povera, una gloria per così dire impersonale, se non dovessi prepararli con fede e amore per la loro missione terrena; la preoccupazione di una madre risiede nella vocazione dei suoi figli.

Non ho più il diritto di rimanere estranea alle loro posizioni sociali, così come la sorgente non rimane estranea al fiume.  

Devo prepararli quotidianamente per una professione che Dio mi nasconde ancora e che dovrà essere la loro.  

Non voglio in alcun modo disputare i miei figli al Vostro insistente intervento, o Signore, e non voglio sminuirli considerandoli ancora bambini.  

Non voglio lottare per distoglierli da questa o quella professione, per distrarli o per ingerirmi in quel problema.  

Rimango nel mio ruolo, che è quello di pregare, consigliare o prevenire.  

Con dolcezza, serenità e calma, senza darmi arie di maestra, devo dire la parola che illumina, che fa riflettere e che può diventare il punto di partenza di una decisione sublime.  

Signore, ecco la mia grande preoccupazione: cosa diventeranno i miei figli?  

Tutti noi qui sulla terra abbiamo una missione predeterminata dalla Vostra Saggezza.  

È necessario che sia così, per l'armonia dell'universo.  

E soprattutto per la nostra salvezza. Che ognuno viva nel luogo dove Dio lo ha posto affinché la sua via abbia il massimo rendimento.  

Sono tanti quelli che su questa terra trascinano una vita inutile, tetra e senza alcuna prospettiva di salvezza.  

Non sono dove dovrebbero essere, o almeno, sono disadattati.  

Voglio che riprendano il posto determinato da Voi, o Signore.

Illuminatemi affinché io sappia in tempo opportuno dare il consiglio che soccorre e che chiarisce.  

Ci sono molte vie da seguire: non voglio avere limitazioni pensando "al mondo".  

Ci sono madri che parlano male del mondo.  

"Il mondo" ha le sue gioie che non sono necessariamente peccati!  

Voglio dire loro questo: il mondo ha bisogno di buoni operai ed è necessario, soprattutto, che siano guidati da capi eccellenti.  

Il sacerdozio o la vita religiosa, li considero ugualmente nobili.  

Non ho, pregando, l'intenzione di fare un trattato.  

Nella carriera ecclesiastica ci sono croci come ce ne sono nel mondo; che i miei figli lo sappiano.  

Non voglio difenderli dai colpi duri della vita, poiché essi formano il fondamento della Felicità.  

Non lo sanno ancora.  

Impareranno.  

Nella vita religiosa e nel sacerdozio ci sono anche gioie, ma queste sono di un'altra natura.  

Sono più severe, più solide e conservano un leggero sapore amaro.  

Signore, aiutami a trovare le parole necessarie quando si presenterà l'occasione.  

So che i miei figlioli sono alla ricerca di luce presso un sacerdote che possiede il dono di scrutare le anime.  

Ma una madre è anche un po' sacerdote.  

Ha, dunque, la missione di circondare di cure la vocazione dei suoi figli, e di contribuire, almeno, a indirizzarli per i sentieri che conducono alla vera dimora del Signore.  

Aiutatemi, Signore, affinché io sappia utilizzare bene le loro tendenze e attitudini.  

Tendenze e attitudini, ecco due mezzi per conoscere la propria vocazione.  

Ambiti personali, sogni grandiosi, miraggi di onori: nulla di questo deve contare quando si tratta di una professione.  

Signore, che in questo lavoro sacrosanto, io non abbia in vista se non la Vostra Gloria e la salvezza dell'umanità.  

Nient'altro che questo.  

Devo inchinarmi davanti a questa legge che può sembrare dura, ma che racchiude infinite consolazioni, quando una madre ha il coraggio di sottomettersi ad essa senza riserve.  

Signore, essere così chiamata a guidare le anime per le Vostre vie è una cosa grandiosa; è una meraviglia avermi scelta senza rifiutare la mia collaborazione.  

Péguy diceva: "Gesù si è posto in una difficoltà tremenda; si è messo nella condizione di aver bisogno di noi".  

Signore, poiché questo è anche il mio caso, Voi mi aiuterete a preparare i miei figli per le loro professioni.  

Con la Preghiera e con il Vostro soccorso credo che diventerò una buona operaia, che saprà preparare veri apostoli, sia per i doveri del mondo, sia per la gloriosa armata dei Vostri sacerdoti e dei Vostri religiosi o delle Vostre religiose.  

Mi chiedo spesso nelle mie ore di riflessione, quando affronto la realtà quotidiana, cosa realizzeranno i miei figli, cosa sceglieranno tra poco, poiché questo sarà molto breve: la vita passa molto in fretta.  

Li vedo crescere: eccoli già ragazzini e ragazzine.

Le loro personalità si delineano.

Hanno le loro opinioni, pronunciano giudizi solenni.

Mi stupisco ad ascoltarli parlare come uomini, quando ho l'impressione che siano ancora bambini.

Mio Dio, come i giorni passano rapidamente!

Ma è necessario che mi arrenda all'evidenza.

Signore, io voglio questi cari ragazzi, là dove Voi volete che siano.

C'è così tanto bisogno di operai della redenzione!

Fuori dal santuario e dal chiostro, come nella moltitudine di coloro che Vi sono consacrati.

Poco importa per la mia gloria che diventino medici, avvocati, notai, ecc., o che scelgano qualsiasi altra professione; voglio vederli nel mondo diventare apostoli santi, degni, onesti e fedeli.

E che rimangano sottomessi ai Vostri Comandamenti.

Essere apostolo riassume nel mondo tutte le buone qualità.

Ci sono tanti egoisti che si sentono felici con la loro professione goduta a proprio vantaggio, con la loro casa sfruttata egoisticamente, con i piaceri; e che sono permanentemente oscuri.

La mia ardente preghiera, o Signore, eccola qui ancora una volta: se li chiamate per il mondo, colmatemi delle Vostre Grazie, affinché lavorino come operai della redenzione.

Che siano prima di tutto i Vostri figli diletti e che rimangano uniti a Voi per mezzo della Grazia Santificante.

Che le loro posizioni sociali siano per loro un trampolino che li elevi fino a Voi.

Inoltre, il lavoro per Voi può essere svolto in mille modi.

Solo uno tuttavia è buono: amare con tutto il cuore la Vostra causa intravista attraverso le loro professioni – esigenze, ostacoli, glorie – intravista attraverso i doveri che la società chiederà loro.

Che nelle loro professioni si mostrino soprattutto del Vostro temperamento, comportandosi in modo da praticare l'onore e l'integrità professionale, con la volontà di elevarsi nelle loro posizioni, e di diventare intelligenti operai del progresso e non solo onesti lavoratori e, ancor meno, semplici approfittatori.

Che pensino soprattutto a coloro che hanno bisogno di una mano che li soccorra.

Caricandosi essi stessi di carità, proseguano portando a tutti i loro fratelli la loro ricchezza.

Essere un buon cristiano ed essere un dottore professionale o un felice uomo d'affari, non sono mai cose incompatibili.

Al contrario, questo è l'unico metodo per essere, nella nostra società, un operaio che si allontana dalla banalità.

Sono tanti coloro che in questo mondo si accontentano solo con ambizioni volgari, che sognano solo un ideale materialista e non sentono alcuna attrazione per le altezze, certamente perché non hanno mai sperimentato, nemmeno un istante, il dolce e soave slancio che lì si trova.

Signore, se li chiamate per il mondo, preferisco vederli poveri piuttosto che vederli disonesti opportunisti, amorfi, senza volontà propria, confusi nella massa anonima.

Vi prego di farli diventare veri apostoli – date loro il vigore di un San Paolo, l'amore di un San Giovanni, il distacco di un San Francesco, la scienza di un Sant'Agostino, l'audacia di un Vincenzo Ferrer e la carità, nelle opere sociali, di un Don Bosco.

Ecco, Signore, le mie ambizioni.

C'è un lavoro formidabile da fare nella società.

Che i miei figli vi collaborino, se Voi li chiamate.

Mi rendo ben conto di quanto siano necessari gli apostoli!

La folla è rude, ignorante, sebbene in essa si trovino alcuni bei caratteri.

Ci sono soprattutto molti scervellati, una vera moltitudine di pecore che, per di più, non hanno nemmeno il coraggio di belare da sole.

Quanta forza è necessaria per affrontare questa moltitudine!

E non sono i ragazzi mediocri che ci riescono: essi sono respinti da tutti.

I cattivi non si lasciano influenzare se non dai forti.

Tutte le piccole malizie, tutti i ragazzi tiepidi rappresentano una religione insipida e facile a cedere a compromessi: una religione anticipatamente condannata.

Signore, datemi la luce per guidare gli esseri affidati alle mie cure; che mediante le mie preghiere essi diventino nel mondo, veri fari.

Per questo datemi il coraggio di insegnarli a pregare, poiché la Preghiera è la patria dei forti; di insegnarli a praticare il sacrificio, poiché il sacrificio è la moneta dei forti; e, discretamente, di farli scoprire costantemente attraverso il mio esempio, che la patria dei potenti sono ancora i Sacramenti, fonte della vita soprannaturale.

Nel secolo essi saranno così pronti a seguire per tutte le strade e potranno servirVi in tutti i fronti come veri discepoli.

Signore, quando arriverà l'ora in cui il cuore si apre alle amicizie decisive, mettete nei loro cammini gli affetti che si adattano ai loro cuori.

***

di LOURENÇO GAUTHIER


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