MATERNITÀ E SPIRITO
IL MIRACOLO DELLA MATERNITÀ Lasciando da parte le ipotesi del trasformismo e dell'evoluzionismo, apriamo semplicemente la Sacra Bibbia e, nel secondo capitolo della Genesi, leggiamo che Dio, una volta creato l'universo intero, creò anche l'uomo che lo doveva popolare. Formò Dio, secondo quanto dice il Libro Santo, un po' di argilla, e con essa il primo uomo. Poi, prendendo una costola dell'essere appena creato, formò con essa la donna, come complemento dell'uomo. Dio li formò con le proprie mani, affettuosamente. Dispose in loro, con infinita saggezza, membri e organi i più diversi. Diede loro il Signore, all'uomo e alla donna, intelligenza per comprendere, cuore per amare, e adattò meravigliosamente i loro corpi affinché, così come le piante e gli animali, anche essi potessero riprodurre nuovi esseri, nuove voci nel immenso coro con cui la creazione doveva cantare le grandezze di Dio.
Piano sapientissimo del Creatore! Sulla terra già si ostentavano le piante e si coprivano di belle fiori; fiori che, nella loro potenza, non erano altro che gli elementi destinati dal Signore alla produzione di nuove piante analoghe a quelle già esistenti. In effetti. I fiori contengono, in generale, stami e pistillo. La funzione del pistillo è quella di fornire ovuli. Gli stami producono, a loro volta, minuscoli granelli di polline vitale che, essendo depositati nel pistillo, lì acquisiscono una nuova dimora. Un granellino di questo polline proveniente dagli stami, intimamente unito a uno degli ovuli forniti dal pistillo del fiore, costituisce, per meravigliosa fecondazione, la primitiva cellula di un nuovo essere vivente che, nutrendosi con il nettare prodotto nella stessa fiore, cresce e si sviluppa fino a formare un bel frutto; e in esso il seme, germe di una nuova pianta simile alla pianta madre.
Così Dio ha fatto con le piante e con i fiori. Bene, con l'uomo è la donna: ha realizzato qualcosa di simile, sebbene di ordine molto superiore. La sua fecondità dipenderebbe, anche, dall'unione di due cellule, maschile e femminile, come nel caso del fiore; tuttavia, questa unione sarebbe volontaria e intelligente. Ancora di più: sarebbe circondata da un'atmosfera psicologica di amore che manifestasse la libertà del suo desiderio di perpetuarsi sulla terra. In questa funzione riproduttiva, il Creatore ha voluto affidare alla donna il ruolo principale. È lei che riceverà in sé la cellula vitalizzante per alloggiarla, nutrirla, assistere alla sua crescita e, infine, quando lo sviluppo permetterà al nuovo essere di vivere da solo, darlo alla luce del sole; affinché quegli occhi formati nell'oscurità vedano; affinché quei polmoni, privati d'aria per mesi, respirino; affinché quegli arti cresciuti e imprigionati in una dimora angusta abbiano pieno movimento alla voce di Dio: "Sia fatto". È il miracolo della maternità: opera che solo un Dio personale, sapientissimo e infinitamente amorevole ha potuto realizzare.
Quando Dio formò il corpo della donna, come abbiamo detto, lo dotò di organi destinati a funzioni le più diverse; tuttavia, tra di esse, come punto convergente, al quale dovevano riferirsi tutti gli altri, pose questa, specifica: la funzione della maternità. Bene; noi, con l'ammirazione che impone tutto ciò che è grandioso, andremo a studiare questo corpo per vedere quanto e come contribuiscono i suoi organi alla realizzazione della suddetta vocazione materna. Quando esamineremo il processo della gravidanza e del parto, utilizzeremo queste conoscenze anatomiche per applicarle secondo ci consigli la necessità.
Il Dott. Luis H. Amadeo Mau e il p. Fernando Álvarez

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