lunedì 1 giugno 2026

LE CATTIVE CONFESSIONI SONO LA STRADA PER L'INFERNO PER MOLTI

 


Sant'Alfonso: «Ascoltate questo esempio: un ragazzo andava spesso a confessarsi; e tutti lo consideravano un santo. Una notte ebbe un'emorragia e fu trovato morto. I suoi genitori andarono subito dal suo confessore e, piangendo, lo pregarono di raccomandarlo a Dio; ed egli disse loro: «Rallegratevi; vostro figlio, lo so, era un piccolo angelo; Dio ha voluto portarlo via da questo mondo, e ora deve essere in paradiso; se però fosse ancora in purgatorio, andrò a dire una Messa per lui». 

Indossò i paramenti per recarsi all’altare; ma prima di uscire dalla sacrestia, si vide di fronte a uno spettro spaventoso, al quale chiese in nome di Dio chi fosse. Il fantasma rispose che era l’anima di colui che era appena morto. Oh! Sei tu? esclamò il sacerdote; se hai bisogno di preghiere, sto proprio per celebrare una Messa per te. Ahimè! Messa! Sono dannato, sono all’inferno! E perché? 

«Ascolta», disse l’anima: «Non avevo mai commesso un peccato mortale; ma ieri notte mi è venuto in mente un pensiero malvagio; vi ho acconsentito, e Dio mi ha fatto morire all’istante, condannandomi all’inferno come meritavo di essere. Non dire la Messa per me; non farebbe che aumentare le mie sofferenze». 

Dopo aver parlato così, il fantasma scomparve.” (Le opere ascetiche complete di Sant’Alfonso, vol. 15, p. 167)

Sant'Alfonso: «Delle persone che hanno fatto confessioni sacrileghe. I. Nelle cronache di San Benedetto si narra che un eremita di nome Pelagio, che pascolava le pecore per i suoi poveri genitori, conducesse una vita così esemplare che tutti lo chiamavano santo. Egli visse in questo modo per molti anni. Dopo la morte dei genitori, vendette i pochi beni che gli avevano lasciato e si ritirò in un eremo. Sfortunatamente, una volta acconsentì a un pensiero impuro. Dopo questo peccato cadde in uno stato di grande malinconia perché non voleva confessarlo, per paura di perdere la buona opinione del suo confessore. Mentre si trovava in questo stato di malinconia, un pellegrino che passava di lì gli disse: «Pelagio, confessa il tuo peccato: Dio ti perdonerà e la tua pace sarà ristabilita». Il pellegrino scomparve quindi. Dopo questo episodio, Pelagio decise di fare penitenza per il proprio peccato, ma senza confessarlo, illudendosi che Dio lo avrebbe forse perdonato anche senza confessione. Entrò in un monastero, dove fu immediatamente accolto grazie alla sua reputazione di santità, e lì condusse una vita austera, flagellandosi con digiuni e penitenze. Alla fine giunse l'ora della morte: fece la sua ultima confessione; poiché per vergogna aveva sempre nascosto il peccato durante la vita, così lo nascose anche in punto di morte; ricevette il viatico, morì e fu sepolto, con la reputazione di santo. La notte seguente il sacrestano trovò il corpo di Pelagio fuori dalla sua tomba. Lo seppellì di nuovo; ma la seconda e la terza notte trovò il corpo fuori dalla tomba. Chiamò l’abate, il quale, alla presenza degli altri monaci, disse: «Pelagio, sei sempre stato obbediente in vita; sii obbediente anche ora nella morte. Dimmi, a nome di Dio, se è volontà divina che il tuo corpo sia custodito in un luogo particolare». Il defunto, urlando, disse: «Ahimè! Sono dannato per aver nascosto un peccato in confessione. O Abate, guarda il mio corpo!» Ed ecco! il suo corpo appariva come ferro rovente che sprigionava scintille di fuoco. Tutti fuggirono; ma Pelagio richiamò l’abate, affinché potesse rimuovere la particella consacrata che gli era rimasta in bocca. L'abate tolse l'ostia sacra. Pelagio ordinò allora che il suo corpo fosse portato fuori dalla chiesa e gettato su un letamaio come un cane. Fu fatto come egli aveva desiderato.


La tempesta solare è in atto. La tecnologia si fermerà.

 


Carbonia 29.05.2026

L’ora tanto attesa è giunta, figlia Mia benedetta, non voltarti indietro, mettiti in direzione della Parola di Dio e viaggia secondo il Suo volere.

La tempesta solare è in atto, affrettatevi a fare quello che Dio vi ha suggerito per non trovarvi poi spiazzati. All’improvviso questa Umanità si troverà nel bel mezzo della tempesta e non saprà cosa fare.

State sereni, oh voi che Mi seguite, perché il vostro Dio Amore è pronto a ricoverarvi in Lui.

Sono giunti i giorni della grande tribolazione, l’uomo dovrà affrontare il grande disastro che colpirà la Terra!

Una palla di fuoco colpirà questo pianeta e metterà questa Umanità con le spalle al muro: … senza di Me nulla potrà l’uomo!

La scienza si troverà spiazzata, non potrà intervenire a rimediare perché non preparata ad un disastro del genere.

Non siate stolti, o uomini, ancora vi lascio un poco di tempo per convertirvi e tornare a Me, vostro Dio Amore e Creatore.

Le luci di questo mondo stanno per essere spente, un grande black-out sarà la causa dell’interruzione delle comunicazioni, la tecnologia si fermerà. La responsabilità sarà solo vostra, o uomini, che avete preferito seguire il mondo nelle sue false luci e avete rinnegato il vostro Dio Creatore. Vi siete allontanati da Colui che vi ha creati, vi siete donati alla perdizione: …poveri uomini!

Vi ho urlato, supplicato con tutto il Mio amore di Padre di tornare a Me, di darmi la possibilità di salvarvi, ma Mi avete deriso, nella vostra superbia avete schernito i Miei messaggeri, avete fatto le vostre scelte, nel vostro libero arbitrio le avete fatte!

Poveri uomini! …Poveri figli Miei e non più Miei per vostra libera scelta: … vi perdo! … Che dolore per Me!

L’orologio batte il suo ultimo gong, affrettatevi a tornare a Me, a Colui che può salvarvi, al vostro Dio Creatore. Amen.

L' APOSTOLATO DEL SACR0 CUORE DI GESÙ

 


I. Verità indubitabile di questoVincolo. 


– Le succitate parole dell'Apostolo sono di natura da farci stordire, se alcuna cosa ciò potesse dopo i misteri di gloria, a noi già rivelati. A noi dunque, sì poveri di beni eterni, e più ancora di interni e di propri meriti, fu detto per 'infallibile oracolo: Ogni cosa è vostra / E che vuol dire ogni cosa? Forse le sole cose temporali e sensibili ? Non già, ma sì ancora le eterne e spirituali, tutto quanto appartiene a Dio, anzi Dio medesimo; perocchè a questo ci conduce l'argomentar del l'Apostolo: Chi non risparmiò perfino il suo proprio Figliuolo, ma lo diede per tutti noi, come non ci avrà donato ogni altra cosa con lui? Qui etiam proprio Filio suo non pcpercit, sed pro nobis omnibus tradidit illum, quomodo non etiam cum illo omnia nobis do navit (RoM., VIII, 32)? Gran Dio, quanto consola questa certezza ! Non basterebbe ella sola, bene compresa, per metterci al coperto dallo scoramento e rendere incrollabile la nostra fiducia ? Ed è facile assai il persuadercene. Gesù Cristo possiede la pienezza della Divinità, e per essa è padrone supremo di tutte le create cose; quindi non poteva egli darsi a noi interamente senza darci in proprietà e potere questo doppio tesoro. Che se l'amicizia, anche fra' cuori tanto freddi degli uomini, tutto rende loro comune, quanto simile comunanza sarà più perfetta, allorchè si tratti dell'amicizia più generosa in cuore sì ardente, com'è quello di Gesù? E non volle egli farsi nostro fratello, appunto per renderci partecipi della sua eredità ? La comunanza di mezzi poi, che ora consideriamo, non è palpabile conseguenza di quello che abbiamo considerato innanzi ? Se abbiamo con Gesù uno stesso vivere ed uno stesso operare, non dovremo avere anche le medesime forze ? Se tendiamo al medesimo fine, non dovremo avere alla mano anche i mezzi medesimi? Se questo divino Salvatore ha vincolato indissolubilmente i suoi interessi ai nostri, non dovrà porre anche in opera i medesimi aiuti per assicurarne la comune riuscita ? Finalmente se nei nostri nemici egli riconosce i propri, non ci darà poi soccorso per rintuzzarne gli assalti? Niente di più certo, mio buon Signore, e fino a che io dimorerò in voi, nè separerò stoltamente i miei interessi dai vostri, avrò a mia disposizione gl'infiniti aiuti che essi curano il vostro trionfo. Ma,vi supplico, fatemi ancor meglio intendere ciò che mi par già d'intendere; giacchè questa verità è sì capitale, ed offre tale appoggio alla mia debolezza sempre tentata di abbattimento, che non saprei mai imprimerla troppo profondamente nell'animo, nè troppo farla penetrare avanti nel cuore e fino al midollo delle mie 0SSA.

ENRICO RAMIÈRE S. J.


Inno al Santo Volto

 


Risplendente più del sole, è il tuo Volto, o Signore: io lo bramo, io lo cerco, finché lo contemplerò...

- Beato il popolo che ti sa acclamare, Signore... e cammina alla luce del tuo Volto... non sarà delusa la speranza... Risplendente...

- Risveglia, o Dio, la tua potenza... fa splendere il tuo Volto... e noi saremo salvi... Risplendente...

- Aiutaci a riconoscere il tuo Volto nei nostri fratelli... e a servirti in ciascuno di essi... per aver parte alla tua festa senza fine... Risplendente...



QUESTA GENERAZIONE IN MODO PARTICOLARE, SI STA ALLONTANANDO IN FRETTA DALLA TRINITÀ SACROSANTA, HA INDURITO IL CUORE, PERCHÉ L’HA SOMMERSO NELL’EGO UMANO, NEL RANCORE E NELL’INDIFFERENZA.

 


MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
A LUZ DE MARA
30 MAGGIO 2026


Amati figli del Mio Cuore Immacolato, benedico tutti i Miei figli.


QUESTA GENERAZIONE IN MODO PARTICOLARE, SI STA ALLONTANANDO IN FRETTA DALLA TRINITÀ SACROSANTA, HA INDURITO IL CUORE, PERCHÉ L’HA SOMMERSO NELL’EGO UMANO, NEL RANCORE E NELL’INDIFFERENZA.


Il Mio Divin Figlio è Amore e la compassione di Dio Stesso, fatto carne!
Ciascuno deve fare in modo che fiorisca in sé quell’amore che accoglie, che guarisce e che è un amore saldo, a somiglianza del modo di fare e di agire Divini.

Davanti al Trono Divino, voi dovrete presentare un amore attivo, non un amore passivo, che sta a guardare quello che succede all’umanità, pertanto dovete permettere alla Trinità Sacrosanta di trasformarvi, cosicché ciascuno di voi, grazie all’Amore Divino, possa essere cambiato dalla Misericordia Divina e riusciate quindi ad esprimere quell’unità che palpita nel mondo al ritmo Divino, non permettendo al mondo di dominarvi e di schiacciarvi.


Figli, avete dimenticato di avere la capacità di amare e di guarire quello che deve essere guarito in voi, avete anche la capacità di sapere se c’è disunione tra il Popolo di Dio (19), ma siete molto lontani dall’essere “Mansueti e umili di cuore”.
Colui che perdona può donare quell’amore che guarisce da quello che vi tiene intrappolati in voi stessi e che può aiutare i vostri fratelli a guarire.

Figli:

RICORDATEVI CHE “DIO CI HA AMATI PER PRIMO, CON UN AMORE GRATUITO E INFINITO” E VA INCONTRO A CIASCUNO DI VOI PER POTERVI SALVARE E PERDONARE E PER FARVI INNAMORARE, COSICCHÈ ANCHE VOI LO CERCHIATE.


Figli, questa Madre sa che dentro di voi vi fate grandi domande ed Io, in quanto Madre, devo dirvi che l’unica vera risposta è credere, essere pazienti e amare la Trinità Sacrosanta, senza tenervi niente per voi, ma dando tutto.
Voi sapete che tutto ha inizio in Dio, tutto è sostenuto dal Suo Amore…
Voi sapete che solo e soltanto che chi si lascia trasformare da questo Amore, diventa luce, compassione, comprensione e si impegna nel mondo…


Amati figli:

PALPITATE AL RITMO DELLA GRANDEZZA DELLA SOLENNITÀ DELLA FESTA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ (1), RENDETE GRAZIE, PREGATE, ADDENTRATEVI NEL VOSTRO INTIMO A TU PER TU CON DIO ED ESAMINATEVI, SENZA CONTINUARE A NEGARE QUELLO CHE SIETE IN REALTÀ.

State vivendo in un momento in cui ciascuno deve rendersi consapevole non di avere paura, ma deve invece rendersi conto che questa generazione si sta dirigendo verso una finale che non è nella Volontà del Padre, ma dell’uomo che partecipa alla creazione di armi nucleari e di armi biologiche e dello stato di degrado dell’umanità.

QUESTA GENERAZIONE DOVE VI STA PORTANDO FIGLI?
DOVE VI STA PORTANDO?
Per questo vi chiedo di pregare con Fede, dal profondo del vostro cuore.

Pregate, figli del Mio Divin Figlio, pregate, l’umanità patirà.

Adorate la Trinità Sacrosanta, dall’alba al tramonto.

Vi benedico, come Madre dell’umanità.

Adorate il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo!

Mamma Maria

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Sull’unità del Popolo di Dio, leggere…

(2) Libro sulla Santissima Trinità, scaricare…


COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:

Con il Suo Amore Materno, la Madonna ci invita a rinnovarci, in quanto siamo figli del Dio Uno e Trino. 
Ci chiede di mantenere uno spirito generoso e a considerare la realtà, in quanto il progresso non è garanzia di saggezza.
Vivere in questo presente, in questo preciso momento è un’immensa responsabilità, perché non si tratta soltanto di un cambiamento tecnologico, ma di un cambiamento esistenziale.

Essendo a conoscenza della grandissima minaccia che incombe su di noi, dobbiamo prepararci, innanzitutto spiritualmente e quindi materialmente, mantenendo la Fede salda, consapevoli che diversi Paesi hanno un armamento nucleare, ma la decisione di usarlo o meno spetterà all’uomo.

Noi preghiamo e speriamo che questo tipo di armamento non venga mai usato.

Come Popolo di Dio, vi invito ad unirvi e a lasciarvi individualmente trasformare dall’Amore Divino e assieme a tutte le Gerarchie Celesti, invochiamo la Trinità Sacrosanta, come ci ha insegnato San Michele Arcangelo, nel Rosario alla Santissima Trinità.


Il dramma della fine dei tempi

 


 Enoch ed Elia.

( Settimo articolo agosto 1885 )


I fatti meravigliosi che stiamo per riferire non sono supposizioni selvagge; sono verità tratte dalla Sacra Scrittura e che sarebbe avventato, per non dire altro, negare.

Prima della fine dei tempi, e durante la persecuzione dell'Anticristo, due personaggi straordinari, chiamati Enoch ed Elia, riappariranno nella mente degli uomini.

Chi sono questi personaggi e in quali condizioni avrà luogo la loro apparizione provvidenziale sulla scena del mondo? Questo è ciò che esamineremo, alla luce della Scrittura e della Tradizione.

I

Enoch è uno dei discendenti di Seth, il figlio di Adamo, e la discendenza della razza dei figli di Dio. Egli è il capo della sesta generazione dal padre della razza umana. La Genesi ci insegna di lui come segue:

"Jared aveva centosessantadue anni quando generò Enoch..... Enoc aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme; ed Enoc camminò nella compagnia di Dio, dopo aver generato Matusalemme, per trecento anni e generò figli e figlie. E tutti i giorni di Enoch furono trecento sessanta e sessantacinque anni. Ora Enoch camminava in compagnia di Dio e svanì, perché Dio lo prese con sé".26 Dio lo portò via all'età di 365 anni, cioè, data l'estrema longevità di quell'età, nella maturità della sua età. Non è morto, ma è scomparso. È stato trasportato, vivo, in un luogo conosciuto solo da Dio. Questo è ciò che sappiamo di Enoch, patriarca della razza di Seth, bisnonno di Noè, antenato del Salvatore.

Per quanto riguarda Elia, la sua storia è più conosciuta. Henoc, precedente al Diluvio, è nato diverse migliaia di anni prima di Gesù Cristo. Elia è apparso nella terra d'Israele meno di mille anni prima del Salvatore; è il grande profeta della nazione ebraica.

La sua vita è la più drammatica 27. Si potrebbe dire che è una profezia in atto dello stato della Chiesa al tempo della persecuzione dell'Anticristo. Egli è sempre errante, sempre minacciato di morte, sempre protetto dalla mano di Dio. A volte Dio lo nasconde nel deserto, dove i corvi lo nutrono; a volte lo presenta all'orgoglioso Achab, che trema davanti a lui. Dio gli dà le chiavi del cielo, per mandare la pioggia o i fulmini; lo favorisce sul monte Horeb con una visione piena di misteri. In breve, lo magnifica alla statura di un Mosè taumaturgico, così che insieme a Mosè accompagna Nostro Signore al Tabor.

La scomparsa di Elia risponde a una vita così sublimemente strana. Lo si vede camminare con il suo discepolo Eliseo; apre un passaggio attraverso il Giordano, colpendo le acque con il suo mantello. Egli annuncia che sarà catturato in cielo. Improvvisamente, "mentre parlavano, un carro di fuoco e dei cavalli di fuoco li separarono subito, ed Elia salì in un turbine verso il cielo. Eliseo lo vide e gridò: "Padre mio, padre mio, il carro di Israele e il suo auriga" e non lo vide più.

Così anche Elia, l'amico di Dio, il custode della sua gloria, fu preso e trasportato in una regione misteriosa, dove incontrò il suo antenato, il grande Enoch.

Cos'è questa regione? Enoch ed Elia sono vivi, questo è certo. Dove li ha nascosti Dio? In qualche regione inaccessibile di questa povera terra? Da qualche parte nel firmamento? Nessuno lo sa. Si può solo affermare che, per il momento, sono fuori dalle condizioni umane; i secoli passano sotto i loro piedi senza toccarli; rimangono nella maturità della loro età, sicuramente come quando Dio li ha strappati di mezzo agli uomini.

II

La sua ricomparsa sulla scena del mondo non è meno certa della sua scomparsa. Infatti, l'autore dell'Ecclesiastico, esprimendo tutta la tradizione ebraica, parla di questi due grandi personaggi nei seguenti termini:

L'autore dell'Ecclesiastico, esprimendo tutta la tradizione ebraica, parla di questi due grandi personaggi nei seguenti termini: "Enoch piacque a Dio e fu trasportato in paradiso per predicare la penitenza  alle nazioni" 29.

"Chi può vantarsi di essere tuo pari, o Elia? Tu che sei stato catturato in un turbine in alto, e da un carro con carri infuocati; tu di cui è scritto che sei stato preparato per un tempo stabilito, per placare l'ira di Dio, per volgere il cuore dei padri ai figli e per restaurare le tribù d'Israele" 30.

Queste parole di un libro canonico mostrano chiaramente che Enoch ed Elia hanno un'altra missione da compiere. Enoch deve predicare la penitenza alle nazioni, o se preferite questa traduzione, condurre le nazioni alla penitenza. Elia deve un giorno ristabilire le tribù d'Israele, cioè riportarle al rango d'onore cui hanno diritto nella Chiesa di Dio.

L'unanimità dei dottori ha capito che questa doppia missione sarà compiuta simultaneamente alla fine del mondo. Elia in particolare è considerato come il precursore di Gesù Cristo quando verrà dal cielo come giudice; questo pensiero si deduce chiaramente dai Vangeli 31.

Perciò gli uomini vedranno un giorno, e non senza terrore, come Enoch ed Elia scenderanno di nuovo in mezzo a loro e predicheranno loro la penitenza con una brillantezza straordinaria. San Giovanni li chiama i due testimoni di Dio e li descrive così nella sua Apocalisse 32 :

"Darò ordine ai miei due testimoni, ed essi profetizzeranno in saccoccia per milleduecento settanta giorni. Questi sono i due ulivi e i due lampadari che stanno davanti al Signore della terra. E se qualcuno farà loro del male, il fuoco uscirà dalla loro bocca e divorerà i loro nemici. E se qualcuno mette la mano su di loro, perirà senza rimedio allo stesso modo. Questi hanno il potere di distruggere il cielo in modo che non piova durante i giorni della loro profezia, e hanno il potere sulle acque di trasformarle in sangue, e di colpire la terra con ogni sorta di piaghe, se e quando vogliono.

Chi non riconoscerebbe in questo ritratto l'Elia dell'Antico Testamento, che chiuse il cielo per tre anni e mezzo e fece cadere il fuoco dal cielo sui soldati che venivano a prenderlo?

I milleduecentosessanta giorni indicano il tempo della persecuzione finale, come abbiamo già osservato. L'apparizione dei testimoni di Dio coinciderà quindi con la persecuzione dell'Anticristo. Bisogna riconoscere che l'aiuto dato alla Chiesa sarà proporzionato alla grandezza del pericolo.

I due testimoni di Dio, vestiti con le insegne della più austera penitenza, andranno ovunque, e ovunque saranno invulnerabili; una nube, per così dire, li coprirà e colpirà chiunque oserà toccarli. Essi avranno tutte le piaghe nelle loro mani, per colpire la terra con esse come vogliono. Predicheranno con la massima libertà in presenza dell'Anticristo.

Quest'ultimo tremerà di rabbia; e ci sarà un formidabile duello tra il mostro e i due missionari.