lunedì 7 settembre 2026

Ciò che Dio ha unito nessuno può separarlo. Tutti i matrimoni religiosi sono benedetti da Dio. Ogni uomo e donna fa un giuramento con Dio quando si sta sposando. Questo giuramento durerà fino alla morte dell’uomo o della donna.

 


In questo giorno la mattina molto presto mia madre ebbe dalla Vergine questo messaggio destinato agli sposi e alle famiglie. 

“Ciò che Dio ha unito nessuno può separarlo. Tutti i matrimoni religiosi sono benedetti da Dio. Ogni uomo e donna fa un giuramento con Dio quando si sta sposando. Questo giuramento durerà fino alla morte dell’uomo o della donna. Ogni uomo e donna ha la sua libertà, ma bisogna saperla vivere. Ognuno è responsabile della sua libertà. Un giorno tutti andranno a confrontarsi con Dio. 

Questo messaggio è per tutti gli sposati. E’ per questo che Io dico ancora: ogni famiglia appartiene alla Mia famiglia e la Mia famiglia appartiene a tutte le famiglie. State molto attenti, un giorno tutti renderanno conto al Padre Eterno. Io vi dico: siate un buon albero per produrre buoni frutti. Inoltre aggiungo: ogni persona è responsabile della sua anima.

Per oggi è tutto. Io vi benedico: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Amen!”

27/04/96

Itapiranga 


Gesù Cristo è sempre vivo in noi, sempre operante nella nostra anima. Lasciamoci costruire da lui e sia l'anima della nostra anima, la vita della nostra vita, affinché possiamo dire con san Paolo: Per me vivere è Cristo.

 


Mi sento immersa nel mistero della carità di Cristo e quando mi metto a guardare indietro, vedo come una divina persecuzione d'amore sulla mia anima.

Le nostre anime si uniscono per consolare il Maestro. Quante offese riceve nel mondo e come è dimenticato! Apriamogli noi la porta e non lasciamolo mai solo in quel santuario che è la nostra anima.

  Mi sembra che bisognerebbe avvicinarsi tanto al Maestro, avere tanta comunione con lasua anima, accordarsi in tutto ai suoi movimenti e poi andare come lui a compiere la volontà del Padre.

Beata Elisabetta della Trinità

Mi struggo per loro. Senza di loro, non riesco a sentirMi completo.

 


Mia amata figlia prediletta, quando ti ho dato il dono di vedere i figli di Dio, ovunque tu vada, attraverso gli occhi di Dio, è stato per un motivo. 

Ogni volta che vedi un fanciullo, e senti il Mio amore riversarsi nelle vene, questo è il Mio amore per loro. Quando vedi un ragazzo camminare e ridere con i suoi amici e senti un impeto di amore materno per lui, allora sappi che questo è l’amore di Dio che provi. Quando vedi persone anziane e senti questo amore, anche questa volta è il Mio amore che senti. 

Quando guardi quelle anime che causano dolori terribili agli altri, attraverso la loro malvagità, e senti pietà per loro, sappi che anche questo è il Mio amore, che scorre attraverso di te. Sappi che coloro che Mi sfidano in ogni modo, Mi riempiono ancora di amore per loro, perché come potrei negarmi a loro? Sono Miei. Io li amo. Piango per loro. Io Mi struggo per loro. Sono malato di inquietudine per loro. Quanto è orribile il dolore che Mi procurano, ma Io lotterò contro il maligno per queste anime tristi, fino all’ultimo respiro che esaleranno su questa terra. 

Quelli a cui Mio Padre ha dato la vita sono Suoi. Ciò che è Suo è Mio. Io sono morto per loro, anche se essi Mi hanno maledetto. E lo fanno ancora. Mi struggo per loro. Senza di loro non riesco a sentirmi completo. Questo è il motivo per cui sarei felice di essere Crocifisso ancora e ancora, se potessi riportarli tra le Mie braccia. 

Come posso riposare, figlia, Mia, senza la dolcezza della loro conversione? Ma essi devono venire a Me di loro spontanea volontà. Posso coprirli con il Mio amore e le Mie Grazie. Posso inondare le loro anime con ogni grazia, ma perché essi possano accettare questi doni, dovranno soccombere alla Mia Santa Volontà e abbandonarsi a Me. Non posso usare la Mia Divinità per imporre la Mia volontà a loro, ma ciò che posso fare, attraverso la generosità di Mio Padre, è di prendere le Mie anime scelte e chiedere loro di portare il Mio Dolore, in cambio di queste anime. Questo miracoloso intervento sarà uno dei modi con cui potrò salvare la maggior parte dell’umanità. 

Prega, Mia amata figlia, prega il tuo Gesù, per avere la forza di offrirmi maggiori sofferenze. Se accetti questa richiesta speciale, ti prometto solennemente che salverò decine di milioni di anime. Non avere paura. Tu sarai forte e  questa volta farai questo con la gioia nel cuore. 

Vai, figlia Mia, accetta la Mia richiesta. Non aver paura di questo, perché Mi darai la gioia più grande se supererai per Me queste nuove prove. Sarò Io, che sopporterò il dolore, non tu. Il tuo dolore sarà breve, ma se lo accetti, potrò esaudire il Mio desiderio di salvare i Miei poveri figli, che sono separati da Me. 

Grazie per aver risposto alla Mia chiamata. Apri il tuo cuore alla Mia richiesta e ti aiuterò in ogni passo del cammino. Per te, questa sarà semplicemente un’altra prova e, presto, facilmente dimenticata. Per Me ciò significa che anime che sarebbero andate all’inferno, saranno Mie nel Mio Regno. 

Il vostro Gesù. 

14 Luglio 2013


IL DOGMA DEL PURGATORIO

 


Sollievo delle anime: il digiuno, la mortificazione, la Comunione e la Via Crucis. - L'abate Louvet. 

- La ven. Maria d'Antigna e la Via Crucis - Indulgenze applicabili alle anime del Purgatorio. - Visione della B. Maria di Quito.

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    Dopo la preghiera viene il digiuno, ossia non soltanto il digiuno propriamente detto, che consiste nell'astinenza dal cibo, ma ancora tutte le opere di penitenza di qualunque natura siano. Bisogna ben, notare che qui non si tratta delle grandi austerità praticate dai Santi, ma di tutte le tribolazioni, di tutte le contrarietà della vita, come anche delle più piccole mortificazioni, dei più piccoli sacrifizi che c'imponiamo e che mettiamo in vista di Dio, e che si offrono alla sua divina misericordia pel sollievo delle anime.

    Un bicchiere d'acqua che uno nega a se stesso quando ha sete, è ben poca cosa; considerato in se quest'atto, non si vede quale efficacia abbia per addolcire le terribili pene del Purgatorio. Ma tale è la divina bontà, che si degna accettarlo come un sacrifizio di grande valore. Mi si permetta, dice a questo riguardo l'abate Louvet, di citare un esempio quasi personale. Una delle mie parenti era religiosa in una comunità, che edificava, non per l'eroismo delle virtù che risplendono nei Santi, ma per una virtù tutta comune ed una condotta regolare. Ora, avvenne che perdette un'amica che aveva nel mondo; e dacché conobbe la notizia della sua morte, si fece un dovere di raccomandarla a Dio. Venuta la sera, sentendosi arsa dalla sete, il suo primo movimento fu di volersi rinfrescare, non opponendovisi d'altra parte in nessun modo la sua regola; ma, ricordando la defunta sua amica, ebbe il buon pensiero di negarsi quel piccolo sollievo in favore dell'anima sua, ed invece di bere il bicchiere d'acqua che teneva in mano, lo versò, pregando Dio di usar misericordia alla defunta. - Ciò ricorda come il re Davide, trovandosi colla sua armata senza acqua, arso dalla sete, rifiutò di bere l'acqua fresca portatagli dalla cisterna di Betlemme: invece di portarla alle labbra, la sparse in libazione al Signore; e la S. Scrittura cita questo fatto del santo Re come un'azione gradita a Dio. - Ora la leggera mortificazione che s'impose la nostra religiosa privandosi di quel bicchiere d'acqua, talmente piacque al Signore, che permise alla defunta di manifestarlo con una apparizione. Essa si mostrò la notte seguente alla sorella, vivamente ringraziando la di ciò che per lei aveva fatto. Quelle poche gocce d'acqua, di cui modificandosi aveva fatto il sacrifizio, si erano cambiate in un bagno refrigerante, che le tempera gli ardori del Purgatorio.

    E, si osservi bene, quanto diciamo non deve restringersi agli atti supererogatori di mortificazione: bisogna estenderlo anche alla mortificazione obbligata, ossia a tutte le pene che costa 

l'adempimento dei propri doveri, e generalmente a tutte le buone opere alle quali siamo tenuti o per dovere di cristiani, o per dovere dello stato particolare.

    Per tal modo ogni cristiano è tenuto, in forza della legge di Dio, ad astenersi dalle parole lascive, di maldicenza, di mormorazione: così ogni religioso deve osservare il silenzio, la carità, 

l'obbedienza prescritta dalla sua regola: ora queste osservanze, sebbene obbligatorie, cristianamente praticate in vista di Dio, riunite con le opere e le sofferenze di Gesù Cristo, possono divenir suffragi e servire di sollievo alle anime.

    Dopo la mortificazione, parliamo della Via Crucis. questo pio esercizio può essere considerato in se stesso e nelle indulgenze delle quali è arricchito. In se stesso, è una solenne ed eccellentissima maniera di meditare la passione del Salvatore, e perciò uno degli esercizi più salutari di nostra santa religione.

    Nel suo significato letterale, la Via Crucis è lo spazio che l'Uomo-Dio percorse, sotto il peso della croce, dalla casa di Pilato, fino alla cima del Calvario, ove fu crocifisso.

    Permettendo d'erigere queste sante stazioni, i Pontefici romani, che tutta compresero 1'eccellenza e l'efficacia di questa divozione, si degnarono altresì arricchirla di tutte le indulgenze che avevano concesso alla visita dei Luoghi Santi. Per tal modo, quelli che fanno la Via Crucis colle convenienti disposizioni, guadagnano tutte le indulgenze concesse ai fedeli che personalmente visitano i Luoghi Santi di Gerusalemme, e quelle indulgenze sono applicabili ai defunti.

    E così siffatta divozione, tanto per l'eccellenza del suo oggetto, quanto per ragione delle indulgenze, costituisce un suffragio del più grande valore pei defunti.

    Ecco ciò che a questo riguardo si legge nella Vita della venerabile Maria d'Antigna (66): «Aveva essa per molto tempo conservato la santa pratica di fare ogni giorno la Via Crucis a sollievo dei defunti; ma più tardi, per motivi più apparenti che solidi, la fece più di rado, poscia del tutto 

l'abbandonò. Nostro Signore, che su quella pia vergine aveva grandi disegni, e che voleva farne una vittima d'amore per la consolazione delle povere anime del Purgatorio, si degnò darle una lezione che a noi tutti doveva servire d'istruzione. Una religiosa dello stesso monastero, morta da poco tempo, le apparve, e tristamente dolendosi: «Sorella mia, le disse, perché non fate più le stazioni della Via Crucis per le anime sofferenti? Per l'innanzi avevate la costumanza di sollevarci ogni dì con questo santo esercizio; perché ci private ora di questo soccorso?».

     «Parlava ancora quell'anima, quando lo stesso Salvatore si mostrò alla sua serva e le rimproverò la sua negligenza. «Sappi, figlia mia, aggiunse, che le stazioni della via Crucis sono giovevolissime alle anime del Purgatorio, e costituiscono un suffragio della maggior importanza. Per questo permisi a quest'anima, a nome suo e di tutte le altre, di invocarlo da te. Sappi ancora, che fu perché esattamente hai praticato altre volte questa salutare divozione, che fosti favorita da abituali comunicazioni coi defunti; è pure per ciò che quelle anime riconoscenti non cessano di pregare per te e patrocinare la tua causa al tribunale della mia giustizia. Fa conoscere alle tue sorelle questo tesoro e di' loro d'attingervi largamente per esse e pei defunti». 

    Passiamo alle indulgenze applicabili ai defunti. 

    È qui che, la divina misericordia si rivela con una certa prodigalità. Si sa che l'indulgenza è la remissione delle pene temporali dovute pel peccato, concessa dal potere delle Chiavi fuori del sacramento.

    Pel potere delle Chiavi ricevuto da Gesù Cristo, la Santa Chiesa può liberare i fedeli sottomessi alla sua giurisdizione da ogni ostacolo alla loro entrata nella gloria. Ella esercita questo potere nel sacramento della Penitenza, ove li assolve dai loro peccati; lo esercita ancora fuori del sacramento, per levar loro il debito delle pene temporali, che rimane dopo l'assoluzione: in questo secondo caso si ha l'indulgenza.

    La remissione delle pene per mezzo dell'indulgenza non si concede che ai fedeli viventi, ma la Chiesa, in virtù della comunione dei Santi, può autorizzare i suoi figli ancora in vita a cedere il condono che loro è fatto ai propri i fratelli defunti: è l'indulgenza applicabile alle anime del Purgatorio. Applicare un'indulgenza ai defunti, è offrirla a Dio in nome della sua Santa Chiesa, perché si degni attribuirle alle anime sofferenti. Le soddisfazioni per tal modo offerte alla divina giustizia in nome di Gesù Cristo e della sua Chiesa, sono sempre gradite, e Dio le applica sia a quell'anima in particolare che s'intende di aiutare, sia a certe anime ch'egli stesso vuoi favorire, sia a tutte in generale,

    Le indulgenze sono plenarie o parziali. L'indulgenza plenaria è la remissione, concessa. a cui guadagna quella indulgenza, di ogni pena temporale che ha da scontare dinanzi a Dio. Supposto che per pagare questo debito bisogni praticare sulla terra cento anni di penitenza canonica, o soffrire più lungo tempo ancora le pene del Purgatorio, coll'avere perfettamente guadagnata l'indulgenza plenaria tutte quelle pene sono rimesse, e l'anima agli occhi di Dio più non presenta alcuna ombra che le impedisca di vedere la divina sua faccia.

    L'indulgenza parziale consiste nella l'emissione di un certo numero di giorni o di anni. Questi giorni è questi anni in nessun modo rappresentano giorni ed anni di patimenti nel Purgatorio: bisogna intenderli di giorni ed anni di penitenza pubblica, canonica, consistente sopratutto in digiuni, e quale un tempo si imponeva ai peccatori, secondo l'antica disciplina della Chiesa. In tal modo l'indulgenza di quaranta giorni o di sette anni, è la remissione che dinanzi a Dio si meriterebbe con quaranta giorni o sette anni di penitenza canonica. Qual è la proporzione che esiste fra questi giorni di penitenza e la durata delle pene nel Purgatorio? È un segreto che a Dio non piacque rivelarci.

     Le indulgenze della Chiesa sono un vero tesoro spirituale, pubblicamente aperto ai fedeli; a tutti è permesso di attingervi per soddisfare ai propri debiti e pagare quelli degli altri. È sotto questa figura che Dio si degnò mostrarle un giorno alla B. Maria di Quito. Fu dessa rapita in estasi e vide, in mezzo ad una grande piazza, un immenso tavolo carico di mucchi d'argento, d'oro, di rubini, di perle di diamanti: nel tempo stesso udì una voce che diceva: «Pubbliche sono queste ricchezze: ognuno può avvicinarsi e pigliarne quanto ne ha di bisogno». Dio le fece conoscere che ciò era, una immagine delle indulgenze (67). Diremo quindi, col pio autore delle Maraviglie, quanto non siamo colpevoli, in siffatta abbondanza rimanendo poveri e privati per noi stessi, e non pensare ad aiutare gli altri! Ohimè! le anime del Purgatorio si trovano in una estrema necessità, con lagrime ci supplicano in mezzo ai loro tormenti: nelle indulgenze abbiamo il mezzo di soddisfare ai nostri debiti, e noi nulla facciamo! ,

    L'accostarsi a questo tesoro domanda forse penosi sforzi, digiuni, viaggi, privazioni alla natura insopportabili? Fosse anche così, diceva con ragione l'eloquente Padre Segneri, bisognerebbe risolversi. E che? non si vedono forse gli uomini per amore all'oro, per zelo delle arti, per conservare una parte di loro fortuna o salvare una tela preziosa esporsi alle fiamme di un incendio? Non bisognerebbe forse fare altrettanto per salvare dalle fiamme espiatrici le anime riscattate dal sangue di G. C.? Ma la divina bontà nulla domanda di troppo penoso, non esige che opere comuni e facili: un rosario, una limosina, gli elementi del Catechismo insegnati a fanciulli abbandonati. E noi trascuriamo l'acquisto tanto facile del più prezioso tesoro, e non abbiamo fervore per applicarlo ai nostri poveri fratelli che gemono nelle fiamme!

Padre F. S. SCHOUPPE d. C. d. G. 


La preghiera, figli miei, è l’olio dell’anima: essa dissipa la cecità spirituale, vi avvicina alla conoscenza della mia volontà e vi permette di sapere quale strada intraprendere affinché l’anima sia rafforzata e respinga il peccato.

 

AVVICINATI ALLA PREGHIERA, 

E IO GUARIGHERÒ LE FERITE CHE RICOPRONO LA TUA ANIMA.



Miei amati, il tempo scorre e io continuo a chiamarvi uno per uno per nome. Ogni mio figlio deve sapere di avere un cuore nel quale ho posto i semi dell’amore affinché possa ascoltare le mie chiamate, ma la maggior parte rimane immersa nelle proprie faccende, nella frenesia della vita quotidiana, con un’anima che geme di dolore per la mancanza di comunione con il proprio Creatore.

Fermati solo per un momento e ascolta la mia chiamata… è la tua coscienza che ti sta avvertendo che devi cambiare rotta e dirigerti verso l’amore santo. Ti sto aspettando, figlia mia, so che riconosci la mia voce in questa chiamata; avvicinati al tuo Dio che ti ha scelta per essere strumento d’amore, deponi ai piedi della mia croce quella ferita sanguinante che ha la tua anima, perché io ti libererò da quell’angoscia che ti opprime; figlia mia, ti accoglierò con amore quando, nella tua libertà, ti avvicinerai a Me con sincero pentimento, e ti prometto di insegnarti cose che non conosci e di dimenticare i tuoi peccati.

La preghiera, figli miei, è l’olio dell’anima, quella che dissipa la cecità spirituale, vi avvicina alla conoscenza della mia volontà e vi permette di sapere quale strada intraprendere affinché l’anima sia rafforzata e respinga il peccato.

Miei amati, non mi stancherò mai di chiamarvi; guardo con tristezza coloro che mi respingono pur sapendo che io li aspetto; il tempo ormai non è più tempo, è la coscienza che vi avverte della strada che state percorrendo; chi, quando giunge la notte, riesce a conciliare il sonno, a riposare in pace, senza rimorsi e senza che il senso di colpa lo accusi, è colui che mi conosce ed è guidato dal mio Spirito Santo e che la mia grazia protegge; chi non riesce a prendere sonno deve sapere che deve rispondere alla mia chiamata: sono io che ho messo quell’inquietudine nella sua vita affinché si rivolga a me e mi affidi le sue miserie. Vi amo, Gesù.

18/11/16

María Rocío


L'AMORE È TUTTO, IL RESTO È NIENTE

 


INTRODUZIONE - Ognuno di noi tenta di affermarsi nella vita, di farsi valere per qualche merito. Per questo ognuno si sceglie una via: quella della potenza politica o della ricchezza o della scienza o della tecnica o quella, mettiamo, della stessa sapienza e delle virtù che rende l'uomo sicura e ricco di sé. Ma la storia dell'uomo ci rivela quanto siano fallaci e illusorie queste vie, che troppi uomini, ripetutamente a ogni generazione, imboccano e percorrono affannosamente per essere grandi, per essere felici. Già da giovani, nell'ardore e nell'impeto dell'avvio, si scontano le prime delusioni: una passione amorosa, per esempio, che sembrava promettere tanto, si riduce a fuoco di paglia. E da anziani, i politici, in fondo alla via, si accorgono che la loro potenza è stata una ragnatela di parole e di polvere; i ricchi si trovano più asserviti di quando erano poveri; gli scienziati si sentono più ignoranti e impotenti degli illetterati davanti ai rebus della natura, sempre più vasti e complicati; i tecnici si trovano come prigionieri e minacciati dai loro congegni e ordigni; i filosofi e gli storici trovano che la loro vita lungi dall'essere sicura e ricca di sé, ha preso solo una patina di onestà e di onorabilità e i grossi problemi restano affliggenti. Anche l'uomo comune, della strada, che pur sentiva nell'anima una segreta attesa: che la vita gli portasse qualcosa che non riusciva a immaginare, alla fine si ripiega sconfortato come un filo d'erba dopo una giornata di calura estiva. Purtroppo ci si accorge tardi, verso la fine, che sola l'uomo che ama ed è amato, vale, si sente sicuro e ricco, dentro di sé; si sente pienamente se stesso e gode. Viene il tempo in cui ci si accorge che ogni altra opera, ogni altro bene, senza l'amore, è una moneta convenzionale di carta, inflazionistica o addirittura falsa.

Anche per Dio, solo l'amore è credibile, solo l'amore conta.

MEDITAZIONE BIBLICA - Aspirate a doni più alti, anzi vi insegno una via che sorpassa ogni altra. Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma l'amore non ho, solo un bronzo echeggiante, un cembalo sonoro. Avessi pur la profezia e conoscessi i misteri tutti e tutta la scienza, possedessi una fede da trasportare le montagne, ma l'amore non ho, io sono un niente. Distribuissi a bocconi i miei beni, e il mio corpo dessi a bruciare, ma se l'amore non ho, niente mi giova. L'amore è paziente, benigno è l'amore, non invidia, non si vanta l'amore, non si gonfia, non è indecoroso, non va in cerca del suo, non si adira, non mal pensa, non vuole il soppruso, ma gode della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto soffre. L'amore mai tramonterà! Le profezie? passeranno. Le lingue? taceranno. La scienza? finirà. Quando verrà ciò che è perfetto, l'imperfetto svanirà... Ora rimane fede, speranza, amore, tutt'e tre; ma di queste più grande è l'amore. (1 Cor. 13, 1-13)

CONCLUSIONE - In fondo, ogni nostro cruccio o infelicità deriva da questo: non amiamo, non siamo amati o non ci lasciamo amare. Ci accorgiamo anche che ogni nostra opera, anche grande e onesta, ma senza amore, desta negli altri o invidia o timori o rivalità o contestazione o sopportazione mal contenuta o distanza o avversione o indifferenza. Solo l'amore ci concilia tutti, fa accettare tutto, da tutti, anche con i nostri difetti, anche quando commettiamo sbagli. Un solo gesto d'amore al mio vicino giova e fa progredire l'uomo più di una scoperta scientifica, più di una impresa spaziale, perché l'amore scopre e suscita nell'altro un senso nuovo di vita, una voglia nuova di vivere, di camminare insieme, di lavorare insieme. E in mezzo a quelli che si amano, si rende presente Dio.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:

(Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen.


Poiché mi sei vicino, Signore!

 


Poiché mi sei vicino, sono capace di resistere a un avversario molto più forte di me!

Poiché mi sei vicino, sapienza infinita, sono in grado di smascherare le insidie con le quali Satana vorrebbe trascinarmi al male.

Poiché mi sei vicino, verità luminosa, posso sfatare tutte le menzogne delle promesse diaboliche, l'illusoria felicità che mi propongono.

Poiché mi sei vicino, potenza invincibile, ho la forza di dominare la violenza delle passioni, che il tentatore vorrebbe scatenare.

Poiché mi sei vicino, alleato invincibile, posso stare tranquillo, mentre sperimento la mia debolezza, perché non sono solo.

Poiché mi sei vicino, protezione inattaccabile, so che nulla può togliermi la mia libertà, e che tutti gli assalti del demonio rimarranno impotenti se io non cedo volontariamente.

Poiché mi sei vicino, amore seducente, voglio lasciarmi dominare sempre più da te, per essere meno accessibile alle sollecitazioni ingannevoli del tuo nemico.

Poiché mi sei vicino, bontà incoraggiante, conto sul tuo aiuto per riportare la vittoria, e in mezzo alle tentazioni voglio rimanere nella fiducia e nella pace.


TRA POCO, FIGLI MIEI: «APPARIRÀ LA MIA NUOVA TERRA: dove TUTTO SARÀ AMORE»!

 



(Messaggio ricevuto il 5 settembre 2026 alle ore 22)



IO SONO IL DIO DELLA MISERICORDIA «IL SANTO DEI SANTI: L’ALTISSIMO»!

IO SONO il vostro Creatore!

IO SONO l’UNICO e Solo DIO!

IO SONO!

Non temete. Voi siete i Miei Amati «i Miei piccolissimi figli: i Miei eletti»!

IO vi amo così come siete…

IO vi do la MIA santissima benedizione insieme a quella della Beata VERGINE MARIA che È tutta Pura e Santa: «La DIVINA IMMACOLATA CONCEZIONE, che È la vostra Mamma del CIELO», insieme a San GIUSEPPE, il Suo castissimo sposo:

NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO

AMEN, AMEN, AMEN,

Andate in PACE, figli miei, andate in PACE: LA PACE che SOLO IO, «DIO D’AMORE e di MISERICORDIA», vi dono: La PACE del vostro DIO: il vostro Padre del CIELO che vi ama!

AMEN, AMEN, AMEN,

IO SONO L’UNICO RE che regna sul mondo, poiché tutto Mi appartiene. . Questa terra, così com’è, sta scomparendo e: tra poco, figli Miei: «QUESTA È LA MIA NUOVA TERRA», che apparirà: dove tutto sarà AMORE!

AMEN, AMEN, AMEN,


(Messaggio ricevuto ALL’IMPROVVISO: molto tardi, dopo un momento di preghiera: 5 settembre 2026 alle ore 22)


Il Mistero dell’Iniquità e il Nuovo Ordine Mondiale massonico



Il Mistero dell’Iniquità

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C) La crudeltà sionista si fonda sulla  perversa religione talmudica 

La brutalità omicida dei falchi sionisti d’Israele non è altro che  l’incarnazione della loro perversa religione talmudica; fin quando  saranno predominanti, in Israele, ed eserciteranno il loro potere e la loro  influenza sulle altre grandi potenze,169 il loro programma genocida ed imperialista rimarrà in gioco. Nel Trattato Minore del Talmud, Soferim  15, Regola 10, si afferma: “Questo è il detto di rabbi Simon ben Yohai: 
Tob shebe goyyim harog” (“Anche i migliori dei gentili dovrebbero essere  tutti uccisi”).170 “Il Talmud,” spiega Michael Hoffman (un esperto di  primo piano del Talmud), “definisce tutti coloro che non sono ebrei  come animali non-umani, e nello specifico esso disumanizza i gentili, in quanto non sarebbero discendenti di Adamo.”171 Nel suo libro, Hoffman  fornisce diversi esempi, al riguardo, dai quali traggo alcuni passi:

Kerithuth 6b: L’uso dell’unguento consacrato. “L’insegnamento dei nostri Rabbini è il seguente: Colui che versa l’olio consacrato sul gregge o sui vessilli, non è colpevole; se lo versa su di un  Gentile (goyim) o su corpi morti, non è colpevole. La legge è valida per gli animali e gli oggetti, perché è scritto: ‘Non si dovrà versare sul corpo di nessun uomo (Adamo) (Esodo, 30,32); e un animale  non è un uomo.’ 
“Riguardo al versarlo sui morti, [è plausibile] che sia esente da  colpa, perché dopo la morte si diventa cadavere, e non più uomo  (Adamo). Ma perché uno dovrebbe essere esente da colpa in caso dei gentili (goyim); non rientrano forse nella categoria dell’uomo  (Adamo)? No, è scritto: ‘Voi, mie pecore, siete il gregge del mio  pascolo’ [Ez 34,31]: ‘Tu sei un uomo (Adamo) ma i gentili (goyim)  non sono uomini (Adamo)’.”
Un altro esempio viene dal trattato Yebamoth 61a: “È stato  insegnato, e così R. Simeon ben Yohai afferma (61a), che avvicinarsi e inchinarsi (ohel) davanti alle tombe dei gentili (goyim) non  costituisce un atto d’impurità levitica, perché è stato detto ‘voi, mie pecore, siete il gregge del mio pascolo’ [Ez 34,31]: ‘Tu sei un  uomo (Adamo) ma gli idolatri non sono uomini’.”172
Non sorprende quindi il fatto che i rabbini talmudici e i leader  politici sionisti professino lo stesso credo perverso e genocida anche al  giorno d’oggi. “Mille vite non ebraiche non sono degne dell’unghia di  un ebreo,” affermò il rabbino di Kiryat Arba, Dov Lior, durante il suo  elogio funebre di Baruch Goldstein, che uccise 29 religiosi islamici a  Hebron, il 25 febbraio 1994. “La nostra è la razza padrona,” ha detto  Lior, “Noi siamo gli dei di questo pianeta. Siamo differenti dalle razze  inferiori, così come loro lo sono dagli insetti. In effetti, paragonati alla  nostra razza, le altre sono solo bestie, animali, o al massimo gregge.  Le altre razze vanno considerate come feccia umana. Il nostro destino  è quello di governare sulle razze inferiori. Il nostro regno in terra sarà  governato dai nostri leader con pugno di ferro. Le masse leccheranno  i nostri piedi e ci serviranno come schiavi.”173 Sulla stessa falsariga si  è espresso il rabbino Yaacov Perrin: “Un milione di arabi non valgono  un’unghia di un ebreo.”174 “Il sangue ebreo non è lo stesso sangue di  un goy (letteralmente ‘bestiame’, cioè i gentili), ha spiegato il Rabbino  Yitzhak Ginsburg, difendendo alcuni dei suoi studenti colpevoli  dell’assassinio di una giovane araba, “Morte agli arabi!”175
Nel suo articolo “Cheerleading Genocide,” Kahlid Amayreh 
approfondisce la questione:

[Un] numero sempre più grande di rabbini affiliati alle due  congregazioni religiose più grandi d’Israele, gli ultra-ortodossi  Haredi ed i nazionalisti sionisti, stanno lanciando un editto dopo  l’altro, nei quali concedono ai soldati la facoltà di uccidere a volontà i civili palestinesi, inclusi i bambini, sulla base che in guerra tutta la popolazione nemica va considerata come combattente, inclusi i bambini. Si potrebbe pensare ad un’esagerazione, invece è propri così. Di recente, il rabbino Yisrael Rosen, direttore dell’Istituto  Tsomet, un seminario religioso a cui partecipano i coloni israeliani  della Cisgiordania, ha dichiarato: “Tutti i palestinesi devono essere  uccisi: uomini, donne, bambini, persino i loro animali.” Il rabbino  capo della città di Safad, Shmuel Eliyahu, ha recentemente chiesto allo Stato e all’esercito di impiccare i figli di un combattente  palestinese che il mese scorso aveva attaccato il Centro Merkav  Haarav, gestito da coloni israeliani a Gerusalemme Ovest, causando la morte di 8 studenti paramilitari talmudici, in ritorsione per  l’uccisione di oltre 130 palestinesi della striscia di Gaza, la maggior parte dei quali civili innocenti, compiuta dall’esercito israeliano.176

Secondo i principi della Legge Naturale, il popolo palestinese ha  il diritto di abitare e governare la propria terra natia, senza subire  conquiste, confische o espulsioni da parte degli immigrati ebrei. Come  disse il Cardinale Hinsley: “La Palestina appartiene agli arabi.”177 I governanti dello stato ebraico hanno ormai trasformato in enormi  campi di concentramento le poche aree rimaste della Palestina in cui  possono ancora abitare i palestinesi.

Padre Paul Kramer

LA VIRTÙ DELL'AMORE - Siamo creati per amare Dio

 


Siamo creati per amare Dio


Primo preludio: Mi trovo solo con Dio, mio Creatore.

Secondo preludio: Imploro il potere della grazia, affinché possa comprendere meglio il senso vero e sublime della vita.


PRIMO PUNTO: Dio mi ha creato per amore. – Dio esiste da tutta l'eternità. Essendo infinitamente buono e onnipotente, possiede in Sé stesso tutto ciò che richiede la perfezione infinita. La sua felicità è perfetta, piena ed eterna.

Perché allora ha creato l'Universo? Perché ha creato me? Non per una necessità, in Lui inesistente. Né per mancanza di gloria, poiché Egli possiede la gloria infinita nella Trinità delle Sue Persone. Queste si glorificano infinitamente l'una con l'altra. Ciò che chiamiamo gloria estrinseca di Dio, nulla aggiunge realmente a Dio, poiché nulla si può aggiungere all'infinito.

Certamente, quando Dio crea, la Sua gloria deve costituire una finalità. Ma, come dice San Tommaso con tanta precisione: "Dio ha bisogno della Sua gloria non per Sé stesso, ma per noi".

Qual è dunque la ragione per cui Dio crea? Egli crea per amore.

Dio, amore estatico, amore che desidera traboccare, volle donarsi alle creature. Dato, però, l'inesistenza delle creature, poiché nulla esisteva fuori da Dio, Egli creò l'Universo e si donò in certo modo a ogni creatura, a tutte le creature.

Alle creature inanimate, alle piante e agli animali irrazionali, diede una pallida imitazione delle Sue perfezioni divine. All'uomo, però, concesse doni ammirevoli, che sono un'imitazione delle Sue stesse perfezioni. La Sua intenzione d'amore va tuttavia più lontano. Egli vuole donarsi all'uomo, non solo in imitazione e attraverso le creature, ma anche in modo reale in cielo.

Di conseguenza, Dio mi ha creato per effetto di un amore meraviglioso. In una certa misura, Egli si è dato e continua a darsi a me qui sulla terra. E, se io lo voglio, Egli si darà a me, in modo perfetto, in cielo. Egli, il Dio infinito, desidera unirmi perfettamente a Sé. Mi invita a vivere in cielo una sola vita sublime, per così dire, in comune con Lui. In un certo senso, vuole condividere con me la Sua divinità.

Abbiamo quindi buone ragioni per dire che Dio è innamorato delle Sue creature. Nimium dilexit me. Mi ha creato affinché io possa qui sulla terra prepararmi all'unione perfetta ed eterna in cielo. Dal giorno in cui sono nato, la mia anima è destinata ad essere l'eterna sposa di Dio in cielo. Nonostante tutto, l'immagine profana di sposo e sposa, così frequente nella Sacra Scrittura, continua ad essere il miglior paragone, sebbene molto imperfetto, della stupefacente unione con Dio, alla quale siamo chiamati.

Potremmo qui fermarci un istante e ripensare alla sublime prospettiva che questo pensiero concretizza. Io, povera creatura, tratta dal nulla, sono fatto da Dio, l'Infinito! Dobbiamo, prima di tutto, cercare di avere un sentimento vivo di Dio, nel modo che ci sarà preferibile, per concepire una pallida idea dell'immenso abisso che ci separa da Lui.

Riflettiamo sulla prodigiosa grandezza di Dio, sul Suo meraviglioso potere. Dio ha fatto l'oceano e le montagne, il sole e la luna. Ha sparso per i cieli le innumerevoli stelle che abbelliscono la notte. Basta aprire gli occhi per rimanere abbagliati dalla grandezza e dal potere di Dio. E ogni anima è stata creata per essere l'eterna sposa di questa Onnipotenza.

Pensiamo anche alla sapienza di Dio. Un filo d'erba, un fiorellino, una farfalla, sono meraviglie della sapienza di Dio. E che dire di quei corpi infinitesimali, che i microscopi ci mettono a portata di vista? Le teorie più recenti insegnano che l'atomo è una miniatura del nostro sistema solare. Quanti prodigi non ha già scoperto la scienza moderna! Tuttavia, quanti altri portenti della sapienza di Dio non ci nasconde ancora il mondo della natura!

Qualcuno potrebbe considerare la bellezza di Dio. A cosa assomiglia? Di questa perfezione, ancora male, non riusciamo ad avere lo stesso sentimento, come quello che abbiamo del Suo potere e della Sua sapienza. Certi panorami sono incantevoli, certe creature sono belle e seducenti. Se tale bellezza umana si moltiplicasse al centuplo, nessun mortale potrebbe resistere al suo fascino e attrazione. Ma che cosa diventerebbe tale bellezza creata e cento volte rafforzata? Non ne abbiamo la minima idea. Di una cosa, però, abbiamo conoscenza. Se potesse vedere Dio nella Sua irresistibile bellezza, anche il più grande peccatore cadrebbe in estasi e svenirebbe d'amore.

E per questo Dio grande, ammirevolmente potente, saggio, bello, adorabile, è che sono destinato da tutta l'eternità, io piccola creatura, tratta dalla polvere, io che sono un'unità tra i miliardi di uomini esistenti sulla terra; io, un pezzo di peccato, ulcus et apostema, come diceva Sant'Ignazio, ascesso purulento, ulcera gonfia di inclinazioni inconfessabili e impure, di odioso egoismo.

Sono, tuttavia, creato e riservato per Dio, destinato ad essere qui sulla terra sposa e più tardi sposa felice della Bellezza infinita, della Purezza immacolata, dell'Amabilità piena di incanti. Sono creato per questo Dio che sta così al di sopra di ogni amore; che è così amabile che il mio amore, per immenso che possa diventare un giorno, non potrà mai eguagliare la Sua amabilità, né sarà mai degno di Lui.

Che rivelazione! Se potessi comprenderla un pochino, non sarebbe sufficiente per lasciarmi pazzo d'amore per Dio? Realmente la pazzia d'amore, l'amore come i Santi lo hanno praticato, l'amore che è una sete ardente di sofferenza e umiliazione, questo amore così, questa pazzia d'amore è di fatto ragionevole.

***

PAULO DE JAEGHER, S. J. 


Un Oceano scorre in tutto il mondo

 


Maria 

Ho cominciato a sentir parlare di altre apparizioni di Gesù ai suoi discepoli e la grande gioia che scorreva nei loro cuori. Quella gioia era come un fiume possente, capace di riempire ogni cuore del mondo come ha fatto col mio cuore. Questo fiume di vita continua a fluire all’infuori e viene ricevuto da tutti coloro che credono. Questo è il mio insegnamento di oggi. 

L’Umanità glorificata di Gesù 

Quando l’anima di Gesù ha lasciato il suo corpo, è entrata nella gloria di Dio. Poiché Gesù era perfettamente obbediente al Padre, la sua anima era in grado di essere riempita di vita divina. Tre giorni dopo, quando l’anima si ricongiunse con il suo corpo, la risurrezione ha avuto luogo - l’evento più importante nella storia umana. Una nuova via è stata allora stabilita che univa la terra al cielo. Questa via è l’umanità glorificata del mio Figlio. Si tratta di una via di vita e la vita sgorga da questa umanità e scorre ovunque. 

Proclamare Gesù ovunque 

Come Gesù apparve ai discepoli, essi ricevettero questa vita perché amavano Gesù e lui aveva preparato i loro cuori per riceverla. Poiché la vita era un oceano infinito, ed i discepoli sapevano che questo oceano non poteva essere contenuto nel loro cuore, hanno dovuto dirla al mondo intero. Andavano dappertutto, proclamando il Regno di Gesù, raccontando la storia di Gesù e cercando di condividere con tutti la nuova vita che avevano ricevuto. Hanno goduto di grandi successi e numerosi fallimenti. L’oceano della gloria di Dio, ricevuta per prima nell’anima e nel corpo del mio Figlio, e poi ricevuta da tutti i discepoli, era uscito per la razza umana intera. Tuttavia, alcuni hanno chiuso i loro cuori e persino ucciso i discepoli che hanno portato il messaggio. Questo è lo stato del mondo di oggi. 

Il tuo Oceano 

Nessuno può fermare questo oceano. Scorre sempre fuori dal cuore di Gesù. Tuttavia, le persone possono chiudere il proprio cuore verso l’oceano. O lettore, l’oceano della gloria di Gesù vuole entrare nel tuo cuore in questo momento. Apri il tuo cuore. Richiedi la gloria e questo oceano verrà e tu sarai sulla nuova via per il paradiso. 

Commento: L’umanità glorificata di Gesù è la nuova strada di Dio verso la vita eterna. 

10 Aprile 2012 


LE GRANDEZZE DI MARIA - Gesù nella Madre sua

 


Gesù nella Madre sua


Il soggiorno di Gesù in Maria! Quante meraviglie, quante delizie, quante grandezze!... Delizie, grandezze e meraviglie velate e nascoste per gli uomini e forse anche per gli Angeli, sino al momento in cui avverrà la piena manifestazione di tutte le cose.

Gli altri bambini nel seno della madre non conoscono né la loro madre, né se stessi; non hanno con la madre che una relazione di natura e di natura inferma, penosa e dolorosa, presagio dei dolori più grandi che le cagioneranno nella nascita, e forse anche nella vita. Sono peccatori ed incominciano ad essere tali, producendo effetti di peccato prima ancora di incominciare ad esistere, poiché ancora bambini, non 'ancora uomini (perfetti), sono già peccatori. .. Hanno l'essenza e non la coscienza dell'umanità 74, mentre il peccato lo hanno veramente e formalmente, e forse saranno eternamente peccatori senza essere stati uomini (perfetti).

Quel bambino invece che riposa nella Vergine, è uomo (perfetto) e insieme bambino, anzi è Uomo-Dio: non può essere peccatore, anzi salva tutti i peccatori, e fin d'allora vive mirabilmente di una vita gloriosa e divina. Con la sua Madre ha una relazione di natura, di grazia, di gloria ed anche di divinità, poiché la costituisce Madre di Dio; ne fa un Paradiso; e un tal Paradiso nel quale vi è una gloria più sublime di quella che si trova tra gli angeli e di quella che in quel tempo si trova nei cieli; ne fa un santuario il quale contiene una santità nuova che non si trova punto fuori di Lei perché Egli è il Santo dei santi, dal quale tutti saranno santificati; ne fa una sorgente di [159] vita, di una vita ammirabile che incomincia fin d'allora tra il Figlio e la Madre.

Quel Figlio conosce sua Madre, conosce se stesso, conosce il suo Eterno Padre, conosce questo mondo nel quale deve entrare, e tra Lui e la Madre sua v'è una relazione di vita, di grazie e di effetti santi e deliziosi.

Gesù è in Maria e Maria è in Gesù: Egli vive in Lei, Ella vive in Lui: Egli dipende da Lei, Ella dipende da Lui; Ella da Lui prende la vita; Gesù è la sua vita, ma anche Ella è la vita di Gesù. E tra queste due vite, vi ha vita, riposo, amore, delizia, unità ammirabile: ma bisognerebbe essere angeli per esprimere simili misteri, ed angeli pure per intenderli.

Oh vita! Oh soggiorno! Oh delizie di Gesù in Maria, e di Maria in Gesù! Solo questo soggiorno è soggiorno di vita senza morte, di delizie senza amarezza: perché in Maria non vi è punto peccato, e solo il peccato amareggia Gesù e lo fa morire. Appena Gesù sarà nato da Maria, si troverà in mezzo ai peccatori su la terra; ora invece è tutto rinchiuso e circondato da Maria .. Maria è senza macchia e senza peccato, immacolata in tutte le facoltà dell'anima sua ed anche nel suo corpo; nel suo spirito e nel suo corpo non vi è che grazia e grazia ammirabile; in Lei non vi è che santità, non vi sono che privilegi: Tota pulchra es et macula non est in te. Tale Gesù l'ha fatta, tale l'ha eletta. Se non considerassi che Gesù, vorrei che fosse sempre in Maria e non entrasse in questa terra miserabile in cui troverà solo peccati, e alla fine la Croce ed il Calvario, la morte e il sepolcro.

Adoro dunque, e amo questo primo soggiorno di Gesù. Non mi meraviglio ch'Egli non lo abbia abbreviato, ma abbia voluto compiervi i nove mesi, secondo la parola della Scrittura: Impleti sunt dies Mariae ut pareret. Se [160] lo potessi in favore di Gesù e di Maria, se la salvezza del mondo lo permettesse, come li ha compiuti quei mesi senza abbreviarli, volentieri li prolungherei. Ma Gesù dimenticando se stesso e il suo riposo per prendersi un riposo ben differente di quello che gode nella sua santa Madre, vuol nascere a Betlemme in una stalla, e riposare in una mangiatoia.

CARD. PIETRO DE BÉRULLE


Una semplice ricetta per un mondo meraviglioso.

 


Gesù: sono triste.

Io: perché?

Gesù: perché vi amo. È un amore, non corrisposto da molti, e questo mi rende infelice.

Io: dobbiamo pregare per questo?

Gesù: pregate, figli Miei, affinché tutti i figli mi amino. Aiutateli a trovare la strada verso di Me. Se tutti i figli mi amassero..

Io: cosa succederà?


… il cielo festeggerebbe una festa mai vista prima, così grande sarebbe la gioia fra Noi, che siamo in cielo. Figli miei, cominciate ad amarmi, così  possiamo festeggiare insieme la nostra amicizia e tutto il male andrebbe distrutto. Immaginatevi la terra, piena solo di persone buone che fanno del bene vicendevolmente. Sareste dei figli felici e non ci sarebbe più  la sofferenza fra voi. Provate a vedere il Bene, e il vostro mondo sarà molto più bello. Le catastrofi avrebbero fine, non ci sarebbero guerre, nessuna oppressione, nessuna violenza, nessuna fame, nessuna tristezza, nessuna solitudine, nessuna di queste sofferenze che adesso esistono  sulla vostra terra.

Mio Padre, Dio l’Altissimo, vi ha rivelato la via per una perfetta vita comunitaria. Seguite i le Sue leggi e vivete secondo le Sue leggi, questa è la semplice ricetta per un mondo meraviglioso. Purtroppo Le seguite sempre di meno. Pregate, figli Miei, affinché possiate prendere la strada giusta. Pregate lo Spirito Santo affinché Egli vi faccia discernere cos’è giusto. Lasciate che Io vi prenda per mano e vi porti a Mio Padre. Accettate il Nostro aiuto e cominciate ad amarMi di nuovo.


Preghiera nr.3

Caro Gesù, aiutami sulla strada della vita. Aiutami affinché io Ti dia la mia mano e abbia fiducia in Te. Manda il Tuo Spirito Santo su di me, in modo che mi regali chiarezza e fiducia. Portami ogni giorno un pochino più vicino a Tuo Padre, che è anche mio Padre. Amen


Preghiera nr.4

Preghiera per l’amore:

Cara Maria, Madre di Dio portami verso Tuo figlio. Aiutami ad amarlo con tutto il mio cuore e donami la Tua pace. Amen

Queste sono preghiere, che se ripetute  spesso, quindi sempre di nuovo per un certo periodo, portano l’anima della persona che le prega a Gesù. L’anima impara a conoscere Gesù, ad amarlo e a decidersi per una vita con Lui, con Dio. Due semplici preghiere di grande efficacia.

Figlia Mia. Diffondi queste parole. Tutto ciò che ti diciamo è vero.

Queste preghiere servono a salvare le anime, diffondile.

Ti vogliamo molto bene. Grazie di aver ascoltato la Nostra chiamata.

Il tuo Gesù e la tua Mamma in Cielo, che ti ama.

8 febbraio 2013     


SE DIO CI AMA, PERCHÉ IL DOLORE E IL MALE?

 


INTRODUZIONE - L'Antico Testamento ci mostra l'amore di Dio nella creazione, nella provvidenza, nell'amicizia con i Patriarclîi e nella predilezione per Israele, nell'accesa parola dei profeti e nella promessa della Redenzione. Il Nuovo Testamento ci mostra Dio che, per amore dell'uomo, s'incarna, compie miracoli, si fa maestro e pastore buono, si lascia crocifiggere e squarciare il Cuore, ci dona i sacramenti e la Chiesa, per assicurarci la salvezza. Tutto vero, tutto confortante e nobilitante: Eppure, ogni giorno una realtà tremenda di dolori e di mali contrasta e sembra smentire tanto amore di Dio: le guerre, gli odi di parte, le ingiustizie di ogni genere, tante vite umane calpestate, tanti cuori traditi!

E Dio? non vede? non interviene? ama e lascia soffrire, soccombere quelli che ama?

Viene per tutti il momento in cui questi interrogativi mettono alla prova, in modo formidabile, ogni fede, ogni speranza, ogni amore. Perché l'uomo chiede subito conto a Dio, quando un male lo colpisce? Non sarebbe più onesto chiedere conto prima a noi stessi e, semmai, agli altri nostri soci? Dio, sommo dator d'ogni bene, nobilissimo nei suoi sentimenti, che gusto potrebbe trovare nel male, nella sofferenza altrui? Anche l'uomo, che pure è meschino, per poca e buona educazione che abbia, è superiore spesso a quella specie di giustizia che è la vendetta e non vuol provare il gusto amaro di far soffrire gli altri!

L'amore di Dio e di Cristo per noi rimane tanto più grande in quanto hanno avuto compassione del nostro male peggiore, la morte e la dannazione e l'hanno espiato per noi; e ora, nei mali che soffriamo ci confortano; non ce ne liberano, ordinariamente, ma ci sostengono e ci assicurano la vittoria finale, se sappiamo sopportare la nostra croce.

MEDITAZIONE BIBLICA - Gesù veduta la folla, salì sul monte... Allora aprì la sua bocca per ammaestrarli e disse: « Beati i poveri in ispirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i pacificatori, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati quelli che sono perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati sarete voi, quando vi oltraggeranno e perseguiteranno e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate, perché, grande è la vostra ricompensa nei cieli ».

CONCLUSIONE - Ha un cuore Dio! Si prende cura più di un uomo solo, per quanto povero e disprezzato, che del sole o dell'equilibrio degli immensi ammassi stellari. E se si cura di un passero, quanto più non gli starà a cuore l'uomo, fatto a immagine sua? Dobbiamo credere dunque che le sofferenze del cuore umano sono viste e permesse da Dio in modo tutto diverso dal nostro: un modo che i nostri occhi velati di pianto non vedono chiaro, che la nostra intelligenza turbata dalla sensibilità non riesce a capire e che la nostra volontà e il nostro « senso di giustizia » non riesce ad ammettere. Ma chi crede, supererà tutto il male e il dolore. A chi soffre, un istante sembra un'eternità; un'ingiustizia personale o familiare o nazionale sembra la fine del sistema, dello equilibrio del mondo e del cosmo; un dolore, un'offesa, uno sbaglio altrui, anche piccolo, ma ingiusto, , appare come il tradímento più nero e la fine di ogni credibilità e fiducia negli altri e in Dio stesso.

Ma così, non ci accorgiamo che a un male aggiungiamo altro male o l'aggraviamo.

Il rimedio sta nel contrario; credere, amare, sperare, prima di tutto in Dio, che è abbastanza potente per trarre il bene anche dal male. Ed educarci all'amore: amare Dio datore e rimuneratore di ogni bene; e da Lui riceveremo la forza di amare gli altri e noi stessi, così così come siamo: fallibili.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:

(Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen.


CONSACRAZIONE AL S. VOLTO DI GESU'

 


Dolcissimo Signore Gesù, Tu conosci il nostro presente e conosci, Signore, il nostro futuro. Noi, o Signore, niente sappiamo del nostro futuro, ma noi, Gesù, prostrati dinanzi a Te consacriamo e raccomandiamo a Te, o Signore, il nostro futuro. Sia impresso nel nostro cuore, o Signore, il Tuo Volto Benedetto impresso nel nostro cuore e impresso nel nostro pensiero. Impresso, Signore, con tanta potenza come è restato impresso nella S. Sindone; e, conforme, o Gesù, nella S. Sindone nessuna potenza Lo potè cancellare, così, Gesù, nessuna avversità della vita, nessun nemico, o Signore, nessun avvenimento sia capace, o Signore, cancellare dal nostro cuore il SS. Tuo Volto, togliere dal nostro pensiero il Santissimo Volto Tuo, o Gesù, portarLo sempre nel cuore e nel pensiero, e, finalmente, o Signore, per tutta quanta l'eternità lodarLo, benedirLo nella pace degli eletti, e dire a Te tutta la profonda riconoscenza nostra, insieme alle Pie Donne, insieme ai SS. Martiri, insieme ai SS. Confessori, insieme alle SS. Vergini, o Signore Gesù, che Ti vollero sempre bene, Ti vollero sempre amare e tutto vollero affrontare per Te, tutto soffrire per Te. E finalmente, ecco: nel trionfo finale, Signore, godono!

O Gesù, concedi anche a noi di lodarTi con queste creature da Te benedette, da Te santificate. Eternamente! Gloria al Padre...


State assistendo alla divisione tra il bene e il male nel mondo, quindi quando l'illuminazione sarà inviata al mondo, non ci sarà confusione su ciò che è bene e ciò che è male.



Messaggio pubblico di Nostra Signora di Emmitsburg al mondo attraverso Gianna Talone Sullivan, 1 settembre 2026



Miei cari figlioli, sia lodato Gesù!

Sii felice e non perdere la concentrazione sulla preghiera. C'è un tempo e un luogo per tutto. Sforzatevi sempre di essere umili, obbedienti e fiduciosi figli di Dio. Continuate a pregare, perché le vostre preghiere consolano Mio Figlio; Egli è lieto di riceverle da voi.

Il male viene smascherato e non può più rimanere nascosto. Tutto comincia ad essere rivelato. State assistendo alla divisione tra il bene e il male nel mondo, quindi quando l'illuminazione sarà inviata al mondo, non ci sarà confusione su ciò che è bene e ciò che è male. Solo Dio Padre conosce il momento esatto. Siete chiamati a rimanere saldi nel vostro impegno di preghiera e nel vostro amore reciproco. Continuate a pregare con il cuore, e siate discepoli gioiosi di Mio Figlio. Io sono qui, e ti proteggerò. Il coro celeste degli angeli vi proteggerà.

La tua epurazione è per il tuo benessere. Vi state rendendo più forti e perfetti nella Sua Luce, crescendo in prudenza, saggezza e umiltà. Questo si sta svolgendo secondo il piano di Dio Padre. Attraverso la Sua Luce, vedrete la luce dentro di voi. Quando pensi che tutto sia perduto e che non hai alcuno scopo, presta particolare attenzione. Siate attenti a come state venendo elevati nella maturità spirituale e preparati per la battaglia tra il bene e il male.

Dio sarà vittorioso. Il mio Cuore Immacolato regnerà in mezzo a voi con tutti gli angeli e i santi. Sarò qui sempre per te. Non me ne andrò, non importa chi scelga di pensarla diversamente.

Ti voglio bene. Siate in pace, bambini piccoli.

Vi benedico nel Suo Santissimo Nome. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata.

Ad Deum

 


Il Mistero dell’Iniquità e il Nuovo Ordine Mondiale massonico



Il Mistero dell’Iniquità


B) L’estrema crudeltà del dominio sionista: un preludio alla loro egemonia mondiale

Il dominio radicale ebraico-sionista nell’ultimo secolo ha mostrato i  suoi aspetti più crudeli e brutali, sia in Russia sia in Palestina. Il Terrore  Rosso perpetrato dal regime ebraico-bolscevico in Russia fu un vero  e proprio genocidio di massa.147 Gli orrori indicibili e brutali di quel  periodo di terrore furono raccontati da S.P. Melgunov nel suo libro La Terreur rouge en Russie [“Il Terrore Rosso in Russia”] (1918-1923).  “L’esatto ammontare dell’enorme numero di vittime che è stato attribuito  al socialismo comunista”, spiega Melgunov, “… probabilmente non  sarà mai conosciuto, ma esso va al di là di qualunque immaginazione.  Non è possibile sapere l’esatto numero di vittime. Tutte le stime errano  assolutamente per difetto.” Un quotidiano di Edimburgo, The Scotsman,  pubblicò il 7 novembre 1923 un rapporto del Professor Sarolea, nel  quale vennero fornite le seguenti cifre: 

28 Vescovi; 1,219 sacerdoti; 6,000 professori e insegnanti;  9,000 dottori; 54,000 ufficiali; 260,000 soldati; 70,000 poliziotti;  12,950 proprietari terrieri; 355,250 intellettuali e liberi  professionisti; 193,000 operai e 215,000 contadini.148

Theodore Pike spiega che “gli ebrei resero possibile un livello tale  di omicidi, persecuzioni, schiavitù ed imprigionamenti da far quasi  impallidire le sofferenze da loro stessi patite.”149 Nel suo libro The  Rulers of Russia [“I governanti della Russia”] Padre Fahey dimostrò chiaramente che il regime che perpetrò quest’olocausto era quasi interamente ebraico. Nel numero 12 della rivista Sovietica Il Comunista,  pubblicato a Kharkov il 12 aprile 1919, M. Cohen scrisse: 

Senza esagerare, si può ben dire che la grande rivoluzione sociale in Russia è stata portata avanti dagli ebrei. È vero che nei ranghi dell’Armata Rossa vi sono soldati che non sono ebrei. 

Ma nei comitati e nelle organizzazioni sovietiche, così come tra i  Commissari del Popolo, gli ebrei guidano le masse del proletariato  Russo…

Altrettanto brutale dello sterminio di russi ed ucraini da parte degli  ebrei, è stato il genocidio perpetrato da Israele ai danni dei palestinesi e dei  vicini paesi arabi. Lo sterminio di innocenti palestinesi da parte dell’Irgun  di Menachem Begin, è stato descritto dal National Geographic dell’aprile  1983, a pag. 514:

Alle 4 del mattino del 9 aprile 1948, 132 terroristi israeliani  appartenenti all’Irgun e alla Banda Stern, piombarono sugli abitanti  ancora addormentati del pacifico villaggio di Deir Yassin, a ovest di  Gerusalemme. Per le successive otto ore vennero commessi omicidi  brutali, che fecero oltre 200 vittime tra uomini, donne e bambini; 15 case vennero distrutte, “i corpi furono ammucchiati in una cava lì vicina e dati alle fiamme. Il fumo oscuro che si sprigionò da quei  corpi oscura ancor’oggi Gerusalemme.”150

Reham Alhelsi151 descrisse ancor più dettagliatamente il massacro  compiuto a sangue freddo dai terroristi ebraico-sionisti contro gli  innocenti e pacifici civili di Deir Yassin: 

Sono le 4.30 di mattina di venerdì 9 aprile 1948; mentre il villaggio è immerso nel sonno, le bande terroristiche sioniste  accerchiano Deir Yassin. I palestinesi si svegliano al suono degli  altoparlanti che gli intimano di lasciare il villaggio; gli abitanti,  ignari di ciò che sta per accadere, escono dalle proprie case per  capire che succede, ed è in quel momento che ha inizio il massacro. 

L’Irgun attacca il villaggio da sudest, la Banda Stern da est, mentre l’Haganah apre il fuoco sul villaggio con dei mortai. Le  guardie del villaggio palestinese cercano di difendere i residenti e di fermare le bande sioniste, combattono con valore, ma sono  inferiori per numero ed armamenti, e devono soccombere dinanzi a tre bande armate fino ai denti. I sionisti aprono il fuoco contro  chiunque cerchi di scappare dal villaggio, si spostano all’interno  dello stesso e cominciano a fare “piazza pulita”: passano di casa in casa, violentando le donne, massacrando i bambini e uccidendo chiunque si trovi al loro interno, usando  mitra e pugnali. Intere famiglie vengono addossate ai muri e giustiziate sul posto. Le donne incinte  vengono pugnalate al ventre ed i corpi dei loro bambini  terribilmente mutilati. I soldi e i gioielli vengono rubati dai corpi delle vittime e le case vengono razziate, prima d’essere date  alle fiamme. Delle 144 case di Deir Yassin, almeno 15 vengono  fatte saltare in aria dalle bande terroristiche sioniste con le persone ancora al loro interno. L’ufficiale Britannico Richard Catling, Assistente Ispettore Generale della Divisione Investigazioni Criminali, confermò che: 
 “La registrazione delle dichiarazioni è ostacolata dallo stato  isterico in cui si trovavano le donne, che spesso crollavano mentre  rilasciavano la propria dichiarazione. Non vi sono dubbi, tuttavia,  sul fatto che molte atrocità a carattere sessuale siano state  commesse dagli ebrei che hanno colpito il villaggio. Molte giovani  studentesse sono state violentate e poi uccise. Anche donne anziane  sono state molestate. Una storia riguarda il caso di una giovane ragazza che è stata letteralmente spezzata in due. Molti neonati sono  stati mutilati e uccisi. Ho visto anche un’anziana donna… che era  stata colpita violentemente al capo col calcio dei fucili. A molte donne  sono stati strappati i braccialetti dal braccio e gli anelli dalle dita, e alcune non avevano più le orecchie perché le erano state strappate per  rubare gli orecchini.” [1]
Durante il massacro, uomini, donne, bambini e anziani vennero uccisi a sangue freddo ed in modo orribile, e centinaia di  altri rimasero feriti. Il numero esatto delle vittime è controverso.  La maggior parte delle fonti afferma che il numero dei martiri  fu di 254, tra cui 25 donne incinte che vennero uccise a colpi di  baionetta, 52 bambini che vennero mutilati e decapitati davanti  alle loro madri, prima che anche queste ultime venissero uccise. 
“Un resoconto agghiacciante del massacro è stato fornito da un  medico della Croce Rossa che arrivò al villaggio il giorno dopo, e  vide di persona ‘il rastrellamento’ come lo definì uno dei terroristi.  Questo dottore affermò che ‘il rastrellamento’ era stato compiuto con  mitra, granate e infine portato a termine con i coltelli. Le pance delle donne erano state aperte ed i bambini uccisi tra le mani delle madri  impotenti. Circa 250 persone furono assassinate a sangue freddo. 
[2] Di queste, 25 donne incinte erano state colpite al ventre con le  baionette mentre erano ancora vive; 52 bambini erano stati mutilati  sotto gli occhi delle loro madri, infine uccisi e decapitati. Le madri  vennero massacrate a loro volta, e i loro corpi mutilati. Circa altre  60, tra donne e bambine, vennero uccise ed i loro corpi mutilati.” [3] Le Nazioni Unite e la Croce Rossa, i cui rappresentanti  furono tra i primi ad arrivare nel villaggio, dopo il massacro, confermarono che il numero delle vittime era vicino alle 250  stimate. Altre fonti più recenti indicano il numero dei morti in  120 (vedi la lista dei martiri), aggiungendo che il numero delle  vittime era stato esagerato dai terroristi sionisti per diffondere  la paura, tra i palestinesi. La pulizia etnica è stata uno degli  obiettivi dichiarati di quel massacro, e le atrocità commesse a Deir  Yasin sono state utilizzate per spingere i residenti di altri villaggi  palestinesi a fuggire per salvarsi la vita, per timore di subire un destino simile. Dopo il massacro, le bande terroristiche sioniste sono andate di villaggio in villaggio palestinese, ordinando ai  palestinesi di andarsene via “o di incontrare lo stesso destino di  Deir Yassin.” [4]
Si mettevano fuori dai villaggi e avvertivano i residenti con gli altoparlanti: “La strada di Gerico è ancora aperta, scappate da  Gerusalemme prima che vi uccidiamo come abbiamo fatto con gli  abitanti di Deir Yassin.” [5]
Durante l’espulsione degli abitanti di Ramleh e Lydd, nel luglio  1948, Sari Nair, un abitante di Ramleh, ha rivelato come vennero  cacciati via dalle proprie case da un soldato sionista che disse loro di scappare “altrimenti sapete cosa accadrà: quel che è successo a  Deir Yassin capiterà anche a voi.” [6]
Oltre a quelli massacrati nelle loro case, 25 uomini palestinesi  vennero radunati dai terroristi sionisti, vennero messi su di un  camion e fatti sfilare per le strade di Gerusalemme in una sorta di  “parata della vittoria”, prima d’essere giustiziati presso una cava lì  vicino e sepolti in una fossa comune. Testimoni oculari riferirono  inoltre che circa 150, tra donne e bambini, vennero fatti sfilare  nudi per le strade della zona ebraica di Gerusalemme: “Quei  furfanti radunarono donne e ragazze ancora vive, e dopo aver tolto loro i vestiti, le misero nude all’interno di alcune macchine scoperte,  portandole in giro per le strade della zona ebraica di Gerusalemme,  dove furono sottoposte allo scherno e agli insulti degli spettatori.  Molti hanno persino scattato delle foto di quelle donne.” [7]

Il massacro di Deir Yassin, contrariamente a ciò che dicono alcuni,  non fu il risultato di un’insubordinazione improvvisa e spontanea  da parte di un gruppo isolato e ribelle. Al contrario, fu l’esecuzione  a sangue freddo di un piano premeditato. Nel suo libro The Iron  Curtain over America [“La cortina di ferro sull’America”], il professor  John Beatty scrisse che: “nel febbraio 1948, un ufficiale dell’Agenzia  Ebraica informò un mio amico inglese che gli ebrei sarebbero riusciti a  gestire con facilità gli arabi. Tutto quel che dovevano fare era compiere  semplicemente due o tre massacri, spiegò, e la resistenza araba sarebbe crollata. ‘Inoltre’, aggiunse, ‘quando compiremo un massacro, non  uccideremo solo gli uomini, ma stermineremo anche donne e bambini,  e persino le mucche, le pecore e i cani’.”152
Questo progetto prevedeva l’espulsione sistematica dei palestinesi  dalle proprie terre. “Le minute di un incontro dell’Esecutivo dell’Agenzia  Ebraica, avvenuto il 12 giugno 1938,” spiega Iqbal Jassat, “riportano  un’affermazione agghiacciante da parte di David Ben-Gurion: ‘io sono  a favore della deportazione; non ci vedo niente d’immorale’.” Jassat  continua: “Nei suoi diari, alla data 12 luglio 1937, Ben-Gurion scrive a  suo figlio che l’unica opzione rimasta al sionismo era che: ‘gli arabi se ne devono andare’.”153
Secondo il “Piano Dalet”, spiega Reham Alhelsi:

Deir Yassin doveva essere occupata, al pari di altri villaggi palestinesi. Il “Piano Dalet” (o piano D) delineava la principale  strategia militare sionista, e conteneva molte sotto-operazioni  finalizzate all’espulsione sistematica di quanti più  palestinesi e all’occupazione di quanto più suolo palestinese  possibile, prima della scadenza del Mandato Britannico. Questo  piano dava ai comandanti militari sionisti e alle loro bande piena  facoltà di sterminare ed espellere i palestinesi, distruggendo i loro  villaggi e le loro città. Questo piano, e le operazioni che vennero  condotte in suo nome, hanno causato la pulizia etnica di 123  località palestinesi (il 40% di tutte le località della Palestina) e la  fuoriuscita dal paese di ben 413.794 rifugiati palestinesi (il 54% dei rifugiati del Nakba), rendendo evidente quest’ultimo come  obiettivo primario dietro alla pulizia etnica della Palestina.154 

Menachem Begin provò a giustificare l’attacco a Deir Yassin nel suo libro The Revolt [“La Rivolta”]:

Gli arabi presenti nel paese, indotti a credere ai selvaggi racconti del ‘massacro dell’Irgun’, caddero in preda al panico e  cominciarono a fuggire per salvarsi la vita. Questo esodo di massa si trasformò presto in una fuga disordinata ed incontrollabile. Il  grande significato politico ed economico di questo sviluppo non è  stato sufficientemente compreso.155

L’Irgun “affermò che la ‘violenza politica ed il terrorismo’ erano  ‘strumenti legittimi nella lotta nazionale ebraica per la conquista della  Terra d’Israele’.”156 I loro attacchi furono, nell’ordine:

• Il Massacro di Al-Quds, nel dicembre 1937: membri dell’Irgun  lanciarono una bomba a mano in un mercato vicino alla Moschea  di Al-Quds, uccidendo e ferendo decine di persone.

• Il Massacro di Haifa, nel marzo 1938: membri dell’Irgun e della banda Lehi lanciarono delle granate nel mercato di Haifa,  uccidendo 18 persone e ferendone altre 38.

• Il Massacro di Haifa nel luglio 1938: L’Irgun fece esplodere un auto  bomba nel mercato di Haifa, uccidendo 21 persone e ferendone 52.

• L’attacco al villaggio di Balad El-Sheik, nel giugno 1939: Questo  villaggio palestinese venne attaccato da membri dell’Haganah,  l’organizzazione paramilitare ebraica di difesa. Cinque abitanti  vennero rapiti e uccisi. 

L’attentato all’Hotel King David, nel luglio 1946: guidati da  Menachem Begin, l’Irgun pianificò e portò a compimento nel luglio  1946 un attentato esplosivo contro l’Hotel King David, quartier  generale Britannico a Gerusalemme, al fine di distruggere dei  documenti che provavano le campagne terroristiche dei gruppi  sionisti. L’attacco uccise 28 Britannici, 17 ebrei, 41 palestinesi e  altre 5 persone, per un totale di 91 vittime. 

• L’attacco al Club ufficiali Britannico di Casa Goldschmidt, a  Gerusalemme, nel marzo 1947: 17 morti tra militari ed ufficiali  dei servizi segreti Britannici.

• L’attentato alla stazione ferroviaria di Gerusalemme, nell’ottobre  1947: L’Irgun fece esplodere la stazione ferroviaria di Gerusalemme,  oltre a minare le strade ed attaccare veicoli militari.157
La Banda Stern fu fondata da Avraham Stern nel 1939. Dopo l’assassinio di Stern, avvenuto nel 1942 ad opera degli inglesi, questa  banda si riorganizzò in “un movimento clandestino chiamato Lehi,  acronimo di Combattenti per la Libertà d’Israele.” 158 Gli attacchi  terroristi della Lehi furono:

• ’assassinio di Lord Moyne, avvenuto al Cairo, in Egitto, nel  novembre 1944: Lord Moyne era all’epoca il rappresentante di  grado più elevato del governo inglese, nell’area del Medio Oriente.  La Lehi volle ucciderlo a causa del suo sostegno alla creazione di  una Federazione Araba Mediorientale. 

• Gli attentati al Treno Cairo-Haifa, agli inizi del 1948: pochi mesi  prima dello scoppio della guerra arabo-israeliana del 1948, il  treno Cairo-Haifa venne bombardato diverse volte; questi attacchi  vennero attribuiti o rivendicati dalla Lehi. Uno di questi attacchi,  nel febbraio di quell’anno, provocò la morte di 28 soldati ed il ferimento di altri 35. Un altro attacco il mese successivo uccise 40 civili, ferendone 60. 

• Il massacro di Deir Yassin, aprile 1948: i commandos della Lehi  e della Irgun, guidati da Menachem Begin, attaccarono il piccolo  villaggio (700 persone) di Deir Yassin, uccidendo tra i 100 ed i 120  abitanti.159 [Altre fonti parlano di oltre 200 vittime].

Nella sua Enciclica del 15 aprile 1949, I luoghi Santi della Palestina,  Papa Pio XII lanciò un appello in favore dei palestinesi che venivano  massacrati e strappati dalle loro case:

Con la sospensione delle ostilità, si è ancora lungi dallo stabilire effettivamente in Palestina la tranquillità e l’ordine… Ci  giungono ancora le implorazioni di tanti e tanti profughi, di ogni età e condizione, costretti dalla recente guerra a vivere in esilio, sparsi in campi di concentramento, esposti alla fame, alle epidemie e ai pericoli di ogni genere…Noi rivolgiamo un caloroso appello a coloro cui spetta provvedere, perché sia resa giustizia a quanti,  costretti dal turbine della guerra a lasciare le proprie case, non  bramano che ricostituire in pace la loro vita.160

Poco è cambiato da quando Pio XII chiedeva giustizia per il popolo  palestinese. Nella sua opera già citata, Theodore Pike ha scritto: “Non  possiamo esimerci… dal tratteggiare una linea comune tra il massacro di  mezzo milione di gentili, compiuto nel 119 D.C. dagli ebrei, e la recente [1982] incursione in Libano da parte d’Israele, durante la quale il fuoco  israeliano, secondo la polizia di Beirut, avrebbe causato la morte di  oltre 18.000 gentili (la maggior parte dei quali cristiana). Ascoltiamo le  dichiarazioni di questo testimone credibile (Stan Mooneyhan) rilasciate  alla rivista World Vision: 

Alcuni affermano che furono date due ore di preavviso. Altri  insistono che non vi fu preavviso alcuno… i primi aerei giunsero  alle 5 del pomeriggio; da mezzanotte fino alle 8 del mattino  seguente i bombardamenti furono ininterrotti, e durarono per tre  giorni…

Ein-El-Hilweh non esiste più. Non avevo mai visto una distruzione così assoluta, nemmeno a Managua, quando il terremoto distrusse la capitale del Nicaragua. Se i guerrafondai ed i pacifisti di tutto il mondo vogliono veramente sapere cosa  significhi un bombardamento a tappeto, dovrebbero venire qui... è  uno dei più grandi massacri dell’era moderna.

[L’attacco israeliano contro Sidone]

...alle 2.30 di mattina del 14 giugno, un bomba piomba sulla  Scuola Kineye. Fa a pezzi corpi, strappa via braccia e gambe da  quelli che un secondo prima erano corpi integri di esseri umani. Lo  spostamento d’aria farà il resto...
Io mi trovo qui, tre settimane dopo, dove nessun osservatore  avrebbe dovuto essere, vedendo quello che nessun osservatore  avrebbe dovuto vedere. Corpi mutilati e arti dappertutto... la  Scuola Kineye è un mattatoio; si cammina a mezza gamba sui  liquidi corporei fuoriusciti dai corpi ammassati sul pavimento della  cantina.
Ho contato più di 50 cadaveri. Il resto delle vittime è impilata  uno sopra l’altra, Gettati lì dall’esplosione che ha preso le loro  vite. C’è stato detto che sono 255 i morti in quel groviglio di corpi  umani (settembre 1982).
Se la stima di Israele sulle vittime di Sidone fosse esatta (hanno  detto 165 morti), allora vorrebbe dire che ho visto tutte le vittime  dell’attacco, tranne una decina, ammassate nella cantina di una  singola scuola… e questo senza parlare della cittadina stessa di Ein-el-Hilweh, appena fuori Sidone, che aveva una popolazione di  circa 60.000 abitanti e che adesso non esiste più, obliterata da un  bombardamento a tappeto.” 

“Mooneyhan era a capo di un’organizzazione di aiuti internazionali  che stava portando 400.000 dollari in aiuti medici e generi di conforto  alle vittime di quell’olocausto,” continua Pike, “e rimase scioccato dinanzi  al rifiuto degli occupanti israeliani di permettere la distribuzione degli  aiuti umanitari, malgrado i combattimenti fossero finiti da un pezzo e  l’intera area fosse ormai sicura.”161
Il 30 gennaio 1991 si è appreso che “un coprifuoco, fatto rispettare  in modo rigoroso da diversi blindati per il trasporto di truppe, ha  paralizzato la vita nei territori occupati, lasciando molti dei 1.7  milioni di palestinesi sull’orlo del lastrico, ed in uno stato di paura  ed irascibilità.”162 Il rapporto continuava spiegando come i palestinesi  venissero obbligati a restare chiusi in casa, notte e giorno, ad eccezione  di un paio d’ore al giorno. Un palestinese che aveva violato il coprifuoco  fu ucciso dalle truppe Israeliane. 
Oggi i palestinesi continuano ad essere brutalizzati e vessati dai loro  conquistatori israeliani. L’attacco a Gaza, avvenuto agli inizi del 2010, è  stato teatro di molti crimini di guerra, tra i quali il bombardamento di  civili, l’uso del fosforo bianco (filmato in diretta da Al Jazeera e Press  TV) e diverse altre punizioni collettive. “‘I cinque milioni di persone  che vivono nelle tre parti rimanenti della Palestina – la Cisgiordania,  la Striscia di Gaza e Gerusalemme Est – non hanno mai sofferto così  tanto sin dalla Nakba (catastrofe, in arabo), quando due terzi degli  arabi palestinesi vennero cacciati dalle loro case, la loro terra e quindi  dalla loro vita, per mezzo del terrore e la forza delle armi, nel 1948’,  così si è espresso il dott. David Halpin, un chirurgo in pensione e noto  attivista per i diritti umani dei palestinesi, riferendosi al ‘tormento e alle perdite’ di questi ultimi.”163
Il 1 marzo 2008, Il Vice Ministro alla Difesa israeliano, Matan  Vilnai, minacciò di lanciare “un olocausto ancora più grande contro  i palestinesi”:164 “Che stanno per attirare su di se una Shoah ancora  peggiore, perché noi useremo tutta la nostra forza, in qualsiasi modo  riterremo opportuno, sia dal cielo che dalla terra.”165 Mentre i politici ed  i giornalisti discutevano inutilmente sull’esatto significato del termine  ‘shoah’ usato da Vilnai, Halpin fece notare come “L’olocausto promesso  da Vilnai è stato effettivamente scatenato il 27 dicembre 2008... I militari ed alcuni rabbini avevano addirittura incoraggiato gli attacchi  contro la popolazione civile.”166

“Oltre duecento persone sono state uccise nei primi 15 minuti di bombardamenti.” Tra le vittime ci furono molti scolari, “perché le scuole erano piene, a quell’ora” e stavano cambiando i turni di studio; nello stesso momento vennero distrutti tutti i centri di  difesa civile, rendendo quasi impossibile la coordinazione delle  ambulanze. Venne persino impedito l’accesso alle Ambulanze e al personale medico, contravvenendo alla Quarta Convenzione di Ginevra e ai Principi di Norimberga, rendendo palese la natura  aggressiva di questa guerra deliberata, e commettendo il più grave  crimine di guerra “dal quale derivano tutti gli altri.” Halpin allega a questo punto i rapporto della giornalista Eva Jasiewicz (www. tiny.cc/hauGI).
“La maggior parte delle 500 pagine del Rapporto Goldstone alla Commissione dell’ONU per i Diritti Umani, si concentrano sulle  azioni degli israeliani.” Queste “azioni” includono il destino toccato alla famiglia Samouni. Mentre fuggivano dal bombardamento:  “Vennero… costretti ad entrare a dozzine in una cantina. L’edificio  venne poi fatto saltare in aria. Alle ambulanze venne impedito di  prestare soccorso ai feriti o di recuperare i morti per oltre due giorni. Un bambino sopravvissuto era disteso sul cadavere di un suo genitore.”
“Goldstone afferma in modo irrefutabile che Gaza non è un caso isolato del modo con cui gli israeliani trattano i palestinesi”,  scrive Halpin, aggiungendo che il rapporto dell’ex giudice Richard  Goldstone giunge alla conclusione che al popolo di Gaza è stata  inflitta “una punizione collettiva”, consistente in “intimidazione e  terrore.” Tutto questo è stato detto da un uomo, Goldstone, definito  dalla propria figlia: “un sionista che adora Israele.”167

Il Centro d’Informazione non governativa palestinese ha riportato le  parole di Vilnai: “la prima ammissione indiretta, da parte di un ufficiale  israeliano, consiste nel fatto che ciò che sta compiendo Israele contro i  palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, è un vero e proprio  olocausto, anche se compiuto lentamente.”168
Nove anni fa mi sono recato in visita in Cisgiordania e ho visto  con i miei occhi gli effetti catastrofici sulla popolazione palestinese  dell’embargo economico attuato da Israele. Tutti i negozi, i grandi  magazzini e i supermercati erano chiusi a causa delle restrizioni e dalle misure economiche imposte dagli israeliani, teoricamente per ragioni di  ‘sicurezza’, ma in realtà per rendere la vita ai palestinesi il più difficile  possibile. 

Padre Paul Kramer