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martedì 13 gennaio 2026

Novena del Santo Natale

 


5 - Gesù inizia l’opera sua nell’anima: la sottrae e la distacca dal mondo esterno 

Onde il divin Maestro da principio vi pose mano a spogliare il mio cuore da tutte le creature, e con voce interna mi diceva: “Io sono tutto il bello che merita di essere amato. Vedi, se tu non togli questo piccolo mondo che ti circonda d’intorno, cioè, pensieri di creature, immaginazioni, o non posso liberamente entrare nel tuo cuore. Questo mormorio nella tua mente è d’impedimento a farti sentire più chiara la mia voce, a versare le mie grazie e ad innamorarti veramente [8] di Me. Promettimi di essere tutta mia ed o stesso metterò mano all’opera. Tu hai ragione, che non puoi niente. Non temere; farò o il tutto; dammi la tua volontà e ciò mi basta”. 

E questo succedeva al più nella Comunione. Quindi gli promettevo di essere tutta sua; gli chiedevo perdono, ché fino a quel punto non ero stata, gli dicevo che veramente lo volevo amare e lo pregavo che non mi lasciasse mai più sola, senza di Lui. E la voce continuava: “No, no, verrò insieme con te ad osservare tutte le tue azioni, i movimenti, i desideri tuoi”. 35 

Quindi, tutto il giorno me lo sentivo sopra; mi riprendeva di tutto, come per esempio, se mi lasciavo trasportare nel discorrere un po’ troppo con la famiglia di cose anche indifferenti, non necessarie, la voce interna mi diceva: “Questi discorsi ti riempiono la mente di cose che a Me non appartengono, ti circondano il cuore di una polvere, in modo da farti sentire debole la mia Grazia, non più viva. Deh, imita Me, quando stavo [9] nella casa di Nazaret. La mia mente non s’occupava d’altro che della gloria del Padre e la salvezza delle anime; la mia bocca non diceva altro che discorsi santi; con le mie parole cercavo di riparare le offese del Padre, di saettare i cuori e tirarli al mio amore, e primariamente la mia Madre e S. Giuseppe. in una parola, tutto chiamava Dio, tutto si operava per Dio e tutto a Lui si riferiva. Perché non potresti tu altrettanto?” 

Io restavo muta, tutta confusa; cercavo quanto più potevo di starmene sola; gli confessavo la mia debolezza, gli chiedevo aiuto e grazia di poter fare ciò che Lui voleva, ché da me sola non sapevo fare altro che male. Se tra il giorno la mia mente si occupava di pensare a persone a cui io volevo bene, subito mi riprendeva dicendomi: “Questo è il bene che mi vuoi? Chi mai ti ha amato come Me? Vedi, se tu non la finisci, o ti lascio”. 

Alle volte mi sentivo fare tali e tanti rimproveri amari, [10] che non facevo altro che piangere. Specialmente una mattina, dopo la Comunione, mi diede un lume tanto chiaro sull’amore grande che Lui mi portava e sulla volubilità ed incostanza delle creature, che il mio cuore ne restò tanto convinto che d’allora in poi non è stato più capace d’amare persona alcuna. Mi insegnò il modo come amare le persone senza discostarmi da Lui, cioè col mirare le creature come immagini di Dio, in modo che, se ricevevo il bene dalle creature, dovevo pensare che solo Dio era il primo autore di quel bene e che se ne era servito per mezzo della creatura per mandarmelo. Quindi il mio cuore più a Dio si legava. Se poi ricevevo delle mortificazioni, dovevo guardarle pure come strumenti nelle mani di Dio per la mia santificazione, onde il mio cuore non restava ombrato col mio prossimo. Onde in questo modo avveniva che io miravo le creature tutte in Dio. Per qualunque mancanza [11] vedessi in loro, non perdevo mai la stima; se mi motteggiavano, mi sentivo obbligata, pensando che mi facevano fare nuovi acquisti per l’anima mia; se mi lodavano, ricevevo con disprezzo queste lodi, dicendo: “Oggi questo, domani possono odiarmi”, pensando alla loro incostanza. Insomma, il mio cuore acquistò una tale libertà, che io stessa non so esprimerlo. 


venerdì 9 gennaio 2026

Quando la creatura chiama la Divina Volontà nei suoi atti, il Creatore le dà Amore nuovo e duplicato ed essa può amare Dio con duplicato amore.

 


Dal Vol. 34 - Gennaio 5, 1936

Quando la creatura chiama la Divina Volontà nei suoi atti, il Creatore le dà Amore nuovo e duplicato ed essa può amare Dio con duplicato amore.

La mia piccola e povera volontà sente l’estremo bisogno del Voler Divino; senza di Esso mi sento digiuna, senza forza, senza calore e senza vita, anzi sento la morte ad ogni istante, perché mancandomi non vi è chi può sostituirsi ad alimentare la sua vita in me. Perciò vado ripetendo: “Ho fame, vieni o Volontà Divina a darmi la tua Vita per saziarmi di Te, altrimenti io muoio”. Ma mentre deliravo che volevo sentire in me la pienezza della Divina Volontà, il mio dolce Gesù ripetendomi la sua breve visitina, tutto bontà mi ha detto: “Figlia mia benedetta, i tuoi deliri, la tua fame che sente l’estremo bisogno che vuoi sentire in ogni istante la vita della mia Volontà, sono ferite al mio Cuore, sono strappi d’amore, che violentandomi Mi fanno correre, volare, per venire a farti crescere la vita della mia Volontà in te. Tu devi sapere che come la creatura vuol fare la mia Volontà per vivere ed emettere i suoi atti in Essa, chiama il suo Creatore, il quale si sente chiamato dalla potenza del suo stesso Volere nella creatura, cui non gli è dato di resistere o di mettere il minimo indugio. Anzi, siccome non Ci facciamo mai vincere in amore, come vediamo che sta per chiamarci non le diamo il tempo, Noi chiamiamo essa ed essa corre nel nostro Essere Divino come nel suo proprio centro, si getta nelle nostre braccia e Noi la stringiamo tanto da trasformarla in Noi; succede un accordo perfetto tra il Creatore e la creatura, ed è tanta la nostra enfasi d’amore che l’amiamo di nuovo e duplicato amore; ma ciò non basta, le diamo tale comunicazione del nostro Essere Supremo, da farci amare con amore nuovo e duplicato da essa. E se tu sapessi che significa essere amato da Dio con amore nuovo e duplicato, e poterlo amare con amore nuovo e duplicato! Solo nella nostra Volontà Divina ci sono queste maraviglie e prodigi. Dio ama Se stesso nella creatura; tutto è suo, quindi non è maraviglia che mette in campo il suo sempre nuovo Amore, lo duplica, lo centuplica quanto vuole e dà grazia ad essa di farsi amare col suo stesso Amore. Se ciò non fosse si vedrebbe grande disparità tra Chi può amare e tra chi non può amare, e la povera creature resterebbe umile, annientata, senza slancio ed unione d’amore col suo Creatore; e quando due esseri non si possono amare d’eguale amore, l’ineguaglianza già produce l’infelicità, mentre la nostra Volontà è Unità e liberamente dà alla creatura il suo Amore per farsi amare, dà la sua Santità per farla santa, la sua Sapienza per farsi conoscere; non vi è cosa che possiede che non vorrebbe darle. Molto più che [la creatura,] col vivere nel nostro Fiat, come ha messo da parte la sua volontà per dar vita alla Nostra negli atti suoi, ha formato la piccola vita del nostro Volere in essa, il Quale reclama, sospira la crescenza; e basta un atto in più in Esso per crescere, un sospiro per sfamarsi, un desiderio totale, che il mio Voler corre in tutto l’essere suo per formarsi cibo sufficiente per sentirsi [la creatura] sazia di tutto ciò che appartiene al suo Creatore. Attenzione somma ci vuole, e la mia Volontà farà tutto ciò che ci vuole per formar la sua vita nella creatura”.

(Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta)


martedì 6 gennaio 2026

Novena del Santo Natale

 


1 - Inizio della narrazione. Novena del Santo Natale

Incomincio. Una novena del Santo Natale, circa l’età di diciassette anni 32, mi preparai alla festa del Santo Natale praticando diversi atti di virtù e mortificazione e specialmente onorando i nove mesi che Gesù stette nel seno materno, con nove ore di meditazione al giorno, appartenente sempre al mistero dell’Incarnazione. 


2 - Prima ora 

Come per esempio, in un’ora mi portavo col pensiero nel [5] Paradiso e mi immaginavo la SS. Trinità: il Padre che mandava il Figlio sulla terra, il Figlio che prontamente ubbidiva al volere del Padre, lo Spirito Santo che vi consentiva. La mia mente si confondeva nel mirare un sì grande mistero, un amore così reciproco, così eguale, così forte tra Loro e verso gli uomini, e poi l’ingratitudine degli uomini e specialmente la mia, che vi sarei stata non un’ora, ma tutto il giorno. Ma una voce interna mi diceva: “Basta; vieni e vedi altri eccessi più grandi del mio amore”. 33 33 - Nel “Quaderno di memorie dell’infanzia” dice: “...Circa l’età di 12 anni... incominciai a sentire  la voce interna di Gesù, specie nella Comunione”.  


3 - Seconda ora 

Quindi la mia mente si portava nel seno materno e rimanevo stupita nel considerare quel Dio sì grande nel cielo, ora così annichilito, impiccolito, ristretto, che non poteva muoversi e quasi neppure respirare. La voce interna mi diceva: “Vedi quanto ti ho amato? Deh, dammi un po’ di largo nel tuo cuore, togli tutto ciò che non è mio, che così mi darai più agio a potermi muovere ed a farmi respirare”. Il mio cuore si struggeva; gli chiedevo perdono, promettevo di essere tutta [6] sua, mi sfogavo in pianto. Ma però, lo dico a mia confusione, che ritornavo ai miei soliti difetti. O Gesù, quanto siete stato buono con questa misera creatura!  

 

4 - Conclusione della Novena 34  

E così passava la seconda ora del giorno, e poi via, via, il resto, ché dirlo tutto sarebbe troppo seccante. E questo lo facevo, quando in ginocchio e, quando me ne era impedito dalla famiglia, anche lavorando. Poiché la voce interna non mi dava né tregua né pace, se non facevo quel che voleva, quindi il lavoro non mi era d’impedimento per fare quel che dovevo fare. Così passai i giorni della novena. Mentre giunse la vigilia mi sentivo più che mai accesa d’insolito fervore e vi stavo sola nella stanza, ed eccomi che mi si fa dinanzi il Bambinello Gesù, tutto bello, sì, ma tremante, in atto di volermi abbracciare, ed io mi alzai e corsi per abbracciarlo, ma nell’atto di stringerlo mi scomparve; e questo si ripeté per ben tre volte. Restai tanto commossa ed accesa, che non so spiegarlo. Ma però dopo qualche tempo [7] non ne feci tanto conto; non feci motto a nessuno e di tanto in tanto vi cadevo nelle solite mancanze. Sebbene la voce interna non mi lasciò mai più, in ogni cosa mi riprendeva, mi correggeva, mi animava; in una parola, fece per me il Signore come un buon padre, ché il figlio cerca di sviare dal dritto sentiero e lui che usa tutte le diligenze, le cure, per ritenerlo, in modo da formare il suo onore, la sua gloria, la sua corona. Ma, o Signore, troppo ingrata Vi sono stata! 

***


domenica 4 gennaio 2026

GESU’ SACRAMENTATO “Le mie vere Ostie…”

 


l 23 Ottobre 1917 (Volume 12) Luisa domanda a Gesù:

“Vita mia, Gesù, dimmi: qual fu il primo atto che facesti quando ricevesti Te stesso Sacramentalmente?”

E Gesù: “Figlia mia, il primo atto che feci fu quello di moltiplicare la mia Vita in tante vite per quante creature ci possono essere nel mondo, affinché ognuno avesse una Vita mia in sé sola, che continuamente prega, ringrazia, soddisfa, ama, per lei sola; come pure moltiplicavo le mie pene per ciascun’anima, come se per lei sola soffrissi e non per altri. In quel supremo momento di ricevere Me stesso, Io Mi davo a tutti, ed a soffrire in ciascun cuore la mia Passione, per poter soggiogare i cuori a via di pene e d’amore; e dandovi tutto il mio divino, ne venivo a prendere il dominio di tutti. Ma ahimè, il mio amore ne restò deluso per molti! Ed aspetto con ansia i cuori amanti che, ricevendomi, si uniscano con Me, per moltiplicarsi in tutti, desiderando e volendo ciò che voglio Io, per prendere almeno da loro ciò che non Mi danno gli altri, e per ricevere il contento d’averli conforme al mio desiderio ed alla mia Volontà. Perciò, figlia mia, quando Mi ricevi fa’ quello che feci Io, ed Io avrò il contento che almeno siamo due che vogliamo la stessa cosa”.


venerdì 2 gennaio 2026

Tutto hai creato per me e me lo hai donato, sicché tutto è mio, ed io lo dono a Te per amarti.

 


Dal Vol. 16 - 29 Dicembre 1923


(…) ho fatto la santa Comunione, ed io secondo il mio solito stavo chiamando e mettendo tutte le cose create intorno a Gesù, acciocché tutte gli facessero corona e gli dessero il contraccambio dell’amore, degli omaggi al loro Creatore. Tutte sono corse alla mia chiamata, e vedevo a chiare note tutto l’amore del mio Gesù per me in tutte le cose create, e Gesù aspettava con tale tenerezza d’amore nel mio cuore il contraccambio di tanto amore, ed io, sorvolando su tutto e abbracciando tutto, mi portavo ai piedi di Gesù e gli dicevo: “Amor mio, mio Gesù, tutto hai creato per me e me lo hai donato, sicché tutto è mio, ed io lo dono a Te per amarti; perciò Ti dico in ogni stilla di luce di sole: ‘Ti amo’; nello scintillio delle stelle: ‘Ti amo’; in ogni goccia d’acqua: ‘Ti amo’. Il tuo Volere mi fa vedere fin nel fondo dell’oceano il tuo ‘ ti amo ’ per me, ed io imprimo il mio Ti amo per Te in ogni pesce che guizza nel mare; voglio imprimere il mio Ti amo sul volo d’ogni uccello. Ti amo dovunque Amor mio. Voglio imprimere il mio Ti amo sulle ali del vento, nel muoversi delle foglie, in ogni favilla di fuoco; Ti amo per me e per tutti”.

Tutta la Creazione era con me a dire: ‘Ti amo’; ma quando ho voluto abbracciare tutte le umane generazioni nel Voler Eterno, per far prostrare tutti innanzi a Gesù, perché tutti facessero il loro dovere di dire in ogni loro atto, parola, pensiero: ‘Ti amo’, a Gesù, queste mi sfuggivano, ed io mi sperdevo e non sapevo fare; onde l’ho detto a Gesù, e Lui: “Figlia mia, eppure è proprio questo il vivere nel mio Volere: il portarmi tutta la Creazione innanzi a Me, e a nome di tutti darmi il contraccambio dei loro doveri; nessuno deve sfuggirti, altrimenti la mia Volontà troverebbe dei vuoti nella Creazione e non resterebbe appagata. Ma sai perché non trovi tutti e molti ti sfuggono? E’ la forza del libero arbitrio; ma però ti voglio insegnare il segreto dove tutti trovarli: entra nella mia Umanità e vi troverai tutti gli atti loro come in custodia, per cui Io presi l’impegno di soddisfare per loro innanzi al mio Celeste Padre; e tu va’ seguendo tutti gli atti miei, che erano gli atti di tutti, così troverai tutto e Mi darai il ricambio d’amore per tutti e per tutto. Tutto c’è in Me; avendo fatto [Io] per tutti c’è in Me il deposito di tutto e rendo al Divin Padre il dovere dell’amore di tutto, e chi vuole se ne serve per via di mezzo per salire al Cielo”.

Io sono entrata in Gesù e con facilità ho trovato tutto e tutti, e seguendo l’operato di Gesù dicevo: “In ogni pensiero di creatura Ti amo; sul volo d’ogni sguardo Ti amo; in ogni suono di parola Ti amo; in ogni palpito, respiro, affetto, Ti amo; in ogni goccia di sangue, in ogni opera e passo, Ti amo. Ma chi può dire tutto ciò che io facevo e dicevo? Molte cose non si sanno dire, anzi quello che si dice, si dice molto male, da come si dicono quando si è insieme con Gesù. Onde, dicendo: ‘Ti amo’, mi son trovata in me stessa.


venerdì 26 dicembre 2025

“Quando un cuore non è vuoto, o lo rifiuto, né posso incominciare il lavorio che ho disegnato di fare nel fondo dell’anima”...

 


FIAT  Luglio, 15 – 1926


Ricordo che, da ragazza, avevo quasi una smania di volermi far suora, e siccome andavo dalle suore a scuola 19, io sentivo un affetto un po’ spinto per loro, ma però volevo loro bene, perché volevo essere come una di loro; ma nel mio interno mi sentivo rimproverare di questo affetto, e mentre promettevo di non amare altro che Gesù, ricadevo di nuovo, e Gesù ritornava a darmi amari rimproveri 20. Unico affetto, ricordo, che ho sentito in vita mia in modo speciale, ché poi non mi sono sentita più amore verso nessuno. Che tirannia è un affetto naturale e forse anche innocente, al povero [20] cuore umano! Lo ricordo con terrore; i rimproveri interni mi mettevano in croce; mi sembrava che il mio affetto teneva in croce Gesù, e Gesù per ricambio metteva in croce me, e perciò non godevo la vera pace, perché è la natura dell’amore umano guerreggiare un povero cuore. Avere pace ed amare persone con modo speciale, non esiste nel mondo, e se esiste significa non avere coscienza, ancorché fosse con fine santo o indifferente. 

Ma il benedetto Gesù la fece subito finire, ed ecco come. Una mattina pregai la mamma che mi mandasse a far visita alla Superiora e l’ottenni con stento e sacrificio. Mentre andai domandai che mi facessero uscire la Superiora, e dopo mi fu risposto che stava occupata e non poteva uscire; io [21] restai come ferita nel sentire ciò. Andai in chiesa e sfogai la mia pena con Gesù, e Lui prese occasione da ciò per farmela finire. Mi parlò del suo Amore e dell’incostanza dell’amore delle creature, e come voleva che assolutamente la finissi, dicendomi che “quando un cuore non è vuoto, o lo rifiuto, né posso incominciare il lavorio che ho disegnato di fare nel fondo dell’anima”... Ma chi può dire tutto ciò che mi disse nel mio interno? Ricordo che la finii e il mio cuore restò impavido, senza sapere amare più nessuno 21. 

Onde pregavo sempre Gesù che mi facesse giungere a farmi suora, e spesso glielo domandavo quando me lo sentivo nel mio interno, se doveva giungere a compimento la mia vocazione religiosa; e Gesù mi assicurava dicendomi: “Sì, ti contenterò; [22] vedrai che sarai suora”. Io restavo tutta contenta nel sentirmi assicurare da Gesù e per ottenere il consenso cercavo di disporre la famiglia, la quale era contraria, specie la mamma; giungeva fino a piangere e mi diceva che mi avrebbe contentata se avessi voluto farmi suora di clausura, ma delle suore attive non me l’avrebbe fatta mai vincere 22. Io però, a dire il vero, volevo farmi suora attiva, perché quelle che conoscevo erano state le mie maestre 23, ma sopravvenne la mia lunga malattia 24 e mise termine alla mia vocazione; e molte volte mi lamentavo con Gesù e gli dicevo: “Eppure mi dicevate la bugia, mi davi la burla, promettendomi che dovevo giungere a farmi suora”.  

E Gesù molte volte mi ha assicurato che mi diceva la verità, dicendomi: “o non so né ingannare né burlare. La chiamata che o [23] facevo a te era più speciale: chi mai col farsi suora, anche nelle religioni 25 più strette, non può camminare, non [può] prendere aria, non [può] godere nulla? E quante volte nelle religioni fanno entrare il piccolo mondo e si divertono magnificamente? Ed o resto come da parte. Ah, figlia mia, quando o chiamo ad uno stato, so o come realizzare la mia chiamata; il luogo è per Me indifferente 26, l’abito religioso per Me dice nulla, quando nella sostanza dell’anima è quello che dovrebbe essere se fosse entrata in religione; e perciò ti dico che sei e sarai la vera monacella del Cuore mio”.


martedì 16 dicembre 2025

“Mio amato Gesù, io non so fare”.

 


FIAT  Luglio, 15 – 1926 


Fin d’allora l’amabile Gesù mi faceva nel mio interno lezione sulla Croce, sulla mansuetudine, sull’ubbidienza, sulla sua Vita nascosta... A tal proposito della sua Vita nascosta, ricordo che mi diceva: “Figlia mia, la tua vita deve essere in mezzo a Noi nella casa di Nazaret. Se lavori, se preghi, se prendi cibo, se cammini, devi avere una mano a Me, l’altra alla Mamma nostra e lo sguardo a S. Giuseppe, per vedere se i tuoi atti corrispondono ai nostri, in modo da poter dire: faccio prima il mio modello sopra ciò che fa Gesù, la Mamma Celeste e S. Giuseppe, e poi lo seguo. A seconda del modello che hai fatto, o voglio essere ripetuto da te nella mia Vita nascosta; voglio [16] trovare in te le opere della Mamma mia, quelle del mio caro S. Giuseppe e le mie stesse opere.”   

Io restavo confusa e gli dicevo: “Mio amato Gesù, io non so fare”.  

E Lui: “Figlia mia, coraggio, non ti abbattere; se non sai fare domandami, che o ti insegni, ed Io subito t’insegnerò, ti dirò il modo come facevamo, le mie intenzioni, l’amore continuo di tutti e tre, che Io come mare e loro come fiumicelli eravamo sempre gonfi, in modo che uno straripava nell’altro, tanto che poco tempo avevamo 16 di parlarci; tanto eravamo assorbiti nell’amore. Vedi quanto stai dietro? Molto hai da fare per raggiungerci; ti conviene molto silenzio e attenzione, ed o non ti voglio dietro, ma in mezzo a Noi.” 

Onde quando non sapevo fare domandavo a Gesù e Lui m’insegnava [17] nel mio interno. Cercavo quasi sempre, quanto più potevo, di appartarmi dalla famiglia per starmi sola, per mantenere il silenzio; prendevo il mio lavoro e chiedevo alla mamma che mi permettesse di andarmene sopra, e lei me lo concedeva. Sicché la mia mente stava nella casa di Nazaret, ed ora guardavo l’uno, ora l’altro, e mi confondevo nel vederli così attenti nei loro umili lavori, così assorbiti nelle fiamme d’amore, che s’innalzavano tanto in alto che i loro lavori restavano incendiati e trasformati in amore 17; ed io, meravigliata, pensavo tra me: “Loro amano tanto, e il mio amore qual è? Posso dire che i miei lavori, le mie preci, il cibo che prendo, i passi che faccio, sono fiamme che s’innalzano al trono di Dio e, formando fiume, straripano nel mare [18] di Gesù?”  

E vedendo che non lo erano, restavo afflitta; e Gesù nel mio interno mi diceva: “Che hai? Non ti affliggere; a poco a poco giungerai. o ti starò sopra, e tu seguimi e non temere”.  

Se io volessi dire tutto ciò che passai nel mio interno nella mia fanciullezza, andrei troppo per le lunghe; molto più che nel primo Volume da me scritto, senza precisare l’epoca, prima o dopo18, quando fui più piccola o quando fui più grande, sta dato un accenno del lavorio della Grazia nel fondo dell’anima mia, perché così mi fu detto: che non faceva nulla che non mettessi l’ordine dell’età, né quello che era stato prima, né quello che era stato dopo, purché dicessi quello che in me era passato;  molto più che dopo tanti [19] anni mi riusciva difficile  tenere l’ordine di ciò che era passato nel mio interno. Ed ora, per non fare ripetizione, passo avanti.  

Luisa Piccarreta

domenica 14 dicembre 2025

GESU’ SACRAMENTATO “Le mie vere Ostie…”

 


Così, rivestito delle tue divise io mi riverso continuamente nel tuo Volere Divino - dove trovo tutte le cose in atto, perché trovo Te, che sei Motore, Attore e Spettatore di tutto, e trovo tutte le creature - e vengo per farti complete riparazioni, perché il tuo Amore sente un irresistibile bisogno che a tante offese delle creature ci sia chi, frapponendosi fra Te e loro, Gli dia riparazioni complete, amore per tutti e strappi da Te grazie per tutti. Unito con Te io mi moltiplico quindi nel tuo Volere in ciascun pensiero di creatura e, rivestito delle tue divise e con la stessa Santità del Voler Divino, tutto voglio riparare, per tutti avere un grazie ed avere un amore per tutti; e così pure mi moltiplico in ciascun sguardo d’occhio umano ed in ciascuna parola, per darti in tutto complete riparazioni. (Cfr. Vol. 11 - 15.6.1916)

 


martedì 9 dicembre 2025

GESU’ SACRAMENTATO “Le mie vere Ostie…”

 


Amor mio, io son ferito dello stesso tuo Amore verso la tua creatura e con Te io piango e prego e tutto voglio soffrire per metterla in salvo.

E, per far che la tua ferita d’amore, inasprita dalle tante offese dell’uomo, venga un poco lenita ed un poco raddolcita, a Te io porgo le mie lacrime e preghiere e le mie pene e riparazioni. Mostra al Padre tuo Celeste, o mio Gesù, questo mio piccolo dono, per inchinarlo a pietà verso le sue creature. Mostralo, dicendogli: “Padre mio, Io sto nel Cielo, ma ci sono gli altri Cristi sulla terra che sono feriti dalla mia stessa ferita, che piangono come Me, che soffrono, che pregano, quindi, Padre mio, dobbiamo versare sulla terra le nostre misericordie!” (Cfr. Vol. 11 - 11.11.1915)


domenica 7 dicembre 2025

“Eppure mi dici che mi vuoi bene; e dove è questo tuo bene?”.

 


FIAT  Luglio, 15 – 1926 


Nostro Signore è stato tanto buono con me, dandomi genitori buoni, e più stavano attenti a non farci sentire neppure una parola di bestemmia o meno onesta 14 . Mi amavano, ma con amore dignitoso e serio. Ricordo che mai mio [9] padre [da] bambina mi pigliò in braccio, né di avergli dato, né ricevuto baci; neppure a mia madre ricordo di averla baciata, e quando fui grande e mi misi a letto, la mamma, dovendo andare alla masseria e mancare lunghi mesi, nel licenziarsi da me faceva atto di volermi baciare, ed io, vedendo ciò, prima che lo facesse le baciavo la mano, ed essa si asteneva di fare quello sfogo tutto materno. Il babbo e la mamma erano angeli di purità e di modestia. Sono stati larghi coi loro dipendenti: la frode, l’inganno, non tenevano luogo in casa nostra. Era tanta la custodia, che mai ci affidarono a persone estranee, ma sempre con loro. Io mi auguro che il benedetto Gesù abbia premiato tanta virtù, dando loro per soggiorno la Patria Celeste. 

Ricordo [10] pure che ero di temperamento vergognoso, e se venivano parenti o altri a farci visita, io me ne fuggivo sopra, per non farmi trovare, oppure mi nascondevo dietro un letto e pregavo, e allora uscivo, quando mi chiamavano e mi dicevano che se ne erano andati; e quando la mamma mia andava a far visita ai parenti e voleva portarmi insieme, piangevo perché non volevo andare; ed io e un’altra mia sorellina, quasi dello stesso temperamento, ci contentavamo di restare sole, chiuse a chiave, anziché di uscire. Questa vergogna non mi faceva prendere parte a nulla, né a feste, né a divertimenti, anche innocenti, che si usano nelle famiglie; ero la sacrificata della vergogna, e se i miei mi costringevano stavo in croce, [11] perché la vergogna tutte le cose me le rendeva estranee. 

Onde, ricordando tutto ciò che in qualche modo rendeva infelice la mia fanciullezza, il dolce Gesù mi disse: “Figlia mia, anche la vergogna con cui ti circondai nella tua tenera età fu una delle più grandi gelosie d’amore per te. Non volevo che in te entrasse nessuno, né il mondo, né le persone; volevo renderti estranea a tutti. A nessuna cosa volevo che tu prendessi parte e che ti facesse piacere, perché avendo stabilito fin d’allora che dovevo formare in te il Regno del «FIAT» Supremo, e dovendo tu prendere parte alle sue feste ed alle gioie che in esso ci sono, era giusto che nessun’altra festa tu godessi e che dei piaceri e divertimenti che ci sono sulla terra ne dovessi restare digiuna. [12] Non ne sei contenta?” 

Ma ad onta che ero vergognosa e paurosa, ero di temperamento vivace, allegra; saltavo, correvo e facevo anche delle impertinenze. 

Ora, dopo, all’età di dodici anni circa, incominciò un altro periodo della mia vita: incominciai a sentire la voce interna di Gesù, specie nella Comunione. La prima la feci a nove anni, e nel medesimo giorno ricevetti il Sacramento della santa Cresima 15 . Quindi non di rado si faceva sentire nel mio interno quando facevo la S. Comunione. Delle volte rimanevo le ore intere inginocchiata, quasi senza moto, dopo la Comunione, e sentivo la voce interna che diceva, e ora mi rimproverava se non ero stata buona, attenta. Se nel corso del giorno ero stata qualche volta [13] distrattella, oh, come mi riprendeva e finiva col dirmi: “Eppure mi dici che mi vuoi bene; e dove è questo tuo bene?”. Io mi sentivo morire nel sentirmi dire ciò e promettevo di essere più attenta, e Gesù soggiungeva: “Vedrò, vedrò se sarà vero; le parole non mi bastano, ma voglio i fatti”. 

La Comunione diventò la mia passione predominante. In essa accentrai tutti i miei affetti. Ero certa di sentir parlare Nostro Signore; e quanto mi costava l’esserne priva, perché ero costretta dalla famiglia ad andare insieme con loro alla masseria e dovevo stare lunghi mesi senza Messa e senza Comunione. Quante volte rompevo in pianto nel vedere alberi, fiori, la Creazione tutta...! Dicevo tra me: “Le opere di Gesù sono intorno a me; solo Gesù non è con me... Deh, parlami tu, fiore, tu, sole, [14] tu, cielo, tu, acqua cristallina che scorri nel nostro laghetto, parlatemi di Gesù; siete opere delle sue mani, datemi notizie di Lui...!” 

E mi sembrava che tutte di Lui mi parlassero. Ogni cosa creata mi parlava di ciascuna qualità di Gesù, ed io, piangendo ché non potevo ricevere Colui che tutte le cose amavano e che sapevano così bene narrare della bellezza, dell’amore, della bontà di Gesù, piangevo e giungevo fino ad ammalarmi. 

Anche nella meditazione sentivo la voce di Gesù, ma qualche volta mi mancava; invece nella Comunione, mai. E quante volte meditando restavo le due o le tre ore senza potermi distaccare, come leggevo il punto e mi fermavo, così sentivo nel mio interno la voce di Gesù, che [15] atteggiandosi a Maestro mi spiegava la meditazione.

Luisa Piccarreta



lunedì 1 dicembre 2025

Mio Gesù, Amor mio, mia Mamma Celeste e Sovrana Regina, venite in mio aiuto

 


FIAT  Luglio, 15 – 1926 


Mio Gesù, Amor mio, mia Mamma Celeste e Sovrana Regina, venite in mio aiuto, prendete fra le vostre mani il povero mio cuore; non vedete come mi sanguina per il duro combattimento di dover cominciare da capo, per dire la mia povera esistenza, della mia infanzia? A qualunque costo vorrei sfuggire questo dolorosissimo e duro sacrificio, e tanto più duro perché inaspettato; ma una novella ubbidienza esce in campo per martoriare la mia povera ed insignificante esistenza. Gesù, Mamma, venite in mio aiuto, altrimenti mi sento che la mia volontà vorrebbe uscire in campo di [2] nuovo, per avere vita e poter dire un “no” reciso a chi mi comanda. Ah, Gesù, permetterai Tu forse che io abbia che ci fare col mio volere, dopo tanto tempo che Tu con tanta gelosia lo tieni legato ai tuoi piedi, come dono e trionfo della piccola figlia tua? Mi hanno imposto di pregare per sapere da Te se debbo o no farla, e Tu, invece di essere con me, mi hai detto: “Ciò servirà a far conoscere la terra che doveva illuminare il Sole della mia Volontà, per formare il Regno suo”. 

Ah, Gesù, che importa a me far conoscere la mia piccola terra! E a Te deve importare che si conosca il tuo Volere, non è vero, o Gesù? 

Ma Gesù ha fatto silenzio ed è scomparso, ed io pronunzio con tutta l’intensa amarezza dell’anima “FIAT!  FIAT!”, ed incomincio. 

[3] Onde dico in principio ciò che mi hanno detto, la stessa mia famiglia. 


Nacqui nel 1865, il 23 Aprile, la Domenica in Albis, di mattina 7; la sera stessa mi battezzarono 8. Diceva mia madre che io nacqui al rovescio, ma lei non soffrì nulla nel parto, tanto che io, negli incontri e circostanze della mia povera vita, sono solita di dire: Nacqui al rovescio! È giusto che        la mia vita sia al rovescio della vita delle altre creature! 9 

Onde ricordo che nella mia tenera età di tre o quattro anni, fino all’età di circa dieci, ero di temperamento paurosa, ed era tanta la paura che né sapevo star sola, né dare un passo da sola, ma ciò era causato da che fin dall’età di tre anni, nella notte facevo quasi sempre sogni di paura. Sognavo il demonio, che mi metteva spavento tale da farmi tremare; molte volte [4] lo sognavo che mi voleva portare con sé e mi tirava forte, ed io facevo tutti gli sforzi per fuggire; e nello stesso sogno sudavo fredda, mi nascondevo, fuggivo in braccio alla mamma mia; quindi il giorno mi restava l’impressione dei sogni e tale paura, come se da tutte le parti il demonio volesse uscire. 

Ora credo che ciò mi fece bene, perché sin da quella tenera età io recitavo molte “Ave Maria” e “Pater noster” 10 a tutti i Santi dei quali io conoscevo il nome, per avere la grazia di non farmi sognare il demonio, e se mi veniva nominato un altro Santo che io non conoscevo, subito aggiungevo un “Pater”, se era santo maschio, un “Ave” se era donna, perché dicevo che se non li onoravo tutti, mi facevano sognare il demonio. Ricordo che le sette “Ave” alla Mamma Addolorata fin da quell’età le ho recitato sempre, sicché tenevo una lungaggine di “Pater” [5] e di “Ave Maria”, e perciò, mentre le altre bambine o le mie sorelline giocavano, io restavo un po’ discosta da loro, oppure insieme con loro perché avevo paura, ma non prendevo parte ai loro giochi innocenti, per recitare le mie lunghe “Ave” e “Pater noster”... Ricordo pure che qualche volta sognavo la Vergine, che mi cacciava il demonio, ed una volta mi disse: “Figlia mia, piangi, ché è morto mio Figlio”. Io restai scossa e la compativo; ma ciò mi rendeva infelice. Quando giunsi all’età più capace in cui potevo fare la meditazione, leggere, non potevo appartarmi per la paura e quindi non potevo fare ciò che volevo. 

Ora, essendomi 11 fatta all’età di undici anni figlia di Maria, un giorno, mentre volevo pregare e meditare, la paura mi sorprese e stavo per fuggire in mezzo alla famiglia; mi intesi una forza nel mio interno, che mi tratteneva, e sentii nel fondo dell’anima mia una [6] voce che mi diceva:  

“Perché temi? C’è l’Angelo tuo vicino al tuo fianco, c’è Gesù nel tuo cuore, c’è la Mamma Celeste che ti tiene sotto il suo manto. Perché dunque prendi paura? Chi è più forte: l’Angelo tuo custode, il tuo Gesù, la tua Mamma Celeste, oppure il nemico infernale? Perciò non fuggire, ma resta e prega e non aver paura.” 

Questo sentire nel mio interno mi recò tanta forza, coraggio e fermezza, che si allontanò la paura, ed ogni qual volta mi sentivo sorprendere dalla paura, mi sentivo ripetere la stessa voce nel mio interno 12 ed io mi sentivo portare come con mano dal mio Angelo, dalla Sovrana Regina e dal dolce Gesù; mi sentivo trionfante in mezzo a Loro, in modo che acquistai tale coraggio che mi allontanò tutta la paura, molto più che i sogni paurosi cessarono del [7] tutto. Così potetti restare sola, camminare sola, andare sola in giardino quando si stava alla masseria 13, mentre prima, se ci andavo, solo che vedevo muoversi un ramo d’albero fuggivo, perché pensavo che lì sopra c’era il demonio.

 Ricordo che un giorno, ricordando la paura della mia piccola età, i tanti sogni del nemico, che mi rendevano infelice la mia fanciullezza, dicevo a Gesù: “A che pro, Amor mio, aver passato la mia infantile età con tanta paura, con tanti sogni cattivi, che mi facevano tremare, sudare ed amareggiare un’età così tenera? Io non ne capivo nulla, né credo che il nemico avesse nessuno scopo, stante un’età così piccola”, e Gesù mi disse: “Figlia mia, il nemico intravedeva qualche cosa su di te, che mi potessi servire a qualche cosa della mia grande Gloria, e che lui doveva ricevere una grande sconfitta, non mai ricevuta; molto più che vedeva [8] che, per quanto si sforzava, non poteva far penetrare in te nessun affetto o pensiero meno puro, perché o gli tenevo chiuse le porte e lui non sapeva da dove entrare; vedendo ciò si arrabbiava e cercava di atterrirti, non potendo altro, con sogni paurosi e di spavento. Molto più che non sapendone la cagione dei miei grandi disegni su di te, che dovevano servire alla distruzione del suo regno, si metteva sull’attenti per indagare la causa, con la speranza di poterti nuocere in tutti i modi”.

Luisa Piccarreta


venerdì 28 novembre 2025

Consacrazione alla Divina Volontà

 



In Voluntate Dei! Deo gratias!


O Volontà Divina e adorabile, eccomi davanti all’immensità della tua luce, perché la tua eterna bontà mi apra le porte e mi faccia entrare in essa per formare la mia vita tutta in te, Volontà Divina. Perciò, dinanzi alla tua luce prostrato, io, il più piccolo fra tutte le creature, vengo, o adorabile Volontà, nella piccola schiera dei figli del tuo Fiat Supremo.

Prostrato nel mio nulla supplico, scongiuro la tua luce che voglia investirmi ed eclissare tutto ciò che non ti appartiene, in modo che non faccia altro che guardare, comprendere e vivere in te Volontà Divina. Essa sarà la mia vita, il centro della mia intelligenza, la rapitrice del mio cuore e di tutto l’essere mio. In questo cuore voglio che non abbia più vita il volere umano; lo bandirò da esso e formerò il nuovo eden di pace, di felicità e di amore. Con essa sarò sempre felice; avrò una forza unica e una santità che tutto santifica e tutto porta a Dio.

Qui prostrato invoco l’aiuto della Trinità Sacrosanta, che mi ammetta a vivere nel chiostro della Divina Volontà, affinché ritorni in me l’ordine primiero della creazione, così come fu creata la creatura.

Mamma Celeste, Sovrana Regina del Fiat Divino, prendimi per mano e chiudimi nella luce del Volere Divino. Tu sarai la mia guida, la mia tenera Madre, e mi insegnerai a vivere e a mantenermi nell’ordine e nel recinto della Divina Volontà. Sovrana Celeste, al tuo Cuore affido tutto l’essere mio. Tu mi farai scuola di Volontà Divina ed io starò attento ad ascoltarti. Stenderai il tuo manto su di me perché il serpe infernale non ardisca penetrare in questo sacro eden per allettarmi e farmi cadere nel labirinto dell’umano volere.

Cuore del mio sommo Bene, Gesù, Tu mi darai le tue fiamme perché mi brucino, mi consumino e mi alimentino, per formare in me la vita del Supremo Volere.

San Giuseppe, tu sarai il mio protettore, il custode del mio cuore, e terrai le chiavi del mio volere nelle tue mani. Custodirai il mio cuore con gelosia e non me lo darai mai più, affinché io sia sicuro di non fare nessuna uscita dalla Volontà di Dio.

Angelo mio custode, fammi da guardia, difendimi, aiutami in tutto, affinché il mio eden cresca fiorito e sia il richiamo di tutto il mondo nella Volontà di Dio.

Corte Celeste, vieni in mio aiuto ed io vivrò sempre nella Volontà Divina.

Luisa Piccarreta


giovedì 27 novembre 2025

GESU’ SACRAMENTATO “Le mie vere Ostie…”

 


Ma la preghiera più potente sul tuo Cuore Divino e che più T’intenerisce, è il vestirsi la creatura di tutto ciò che operò e patì l’Umanità tua Santissima; quindi, accogliendo questo tuo dono, io cingo la mia testa di ogni tua spina, imperlo i miei occhi delle tue lacrime, impregno la mia lingua della tua amarezza, vesto l’anima mia del tuo prezioso Sangue, e, adornandomi delle tue piaghe, trafiggo le mie mani ed i piedi miei con i tuoi chiodi e, come altro Te stesso, vengo a presentarmi alla tua Divina Maestà, perché Tu, commosso nel vedermi rivestito delle tue stesse divise, nulla sappia negarmi di ciò che Ti domando. (Cfr. Vol. 11 - 15.6.1916)


lunedì 24 novembre 2025

Appello di Luisa, «la Piccola Figlia della Divina Volontà»


Fiat! 3 Mio dolce Gesù, son qui nelle tue braccia per chiederti aiuto. Ah, Tu conosci lo strazio dell’anima mia, come mi sanguina il cuore, la mia grande ripugnanza nel far uscire tutto ciò che mi hai detto sul tuo Santissimo Volere! L’ubbidienza s’impone! Tu lo vuoi, ed io, ancorché ne restassi stritolata, sono costretta da una forza suprema a compierne il sacrificio. Ma ricordati, o mio Gesù, che Tu stesso mi hai chiamata la piccola neonata della tua Santissima Volontà. La neonata sa appena balbettare, quindi che farò io? Balbetterò appena del tuo Volere; Tu farai tutto il resto, non è vero, o mio Gesù? Anzi, fa’ che io scompaia del tutto e il tuo Volere sia quello che con caratteri divini ed incancellabili intinga la penna in quel Sole eterno e con caratteri d’oro scriva i concetti, gli effetti, il valore, la potenza della Volontà Suprema, e come l’anima che vive in Essa, vivendo come nel suo centro, si nobilita, si divinizza, depone le sue spoglie naturali, ritorna al suo principio e, trionfante su tutte le sue miserie, riacquista lo stato d’origine, bella, pura, tutta in ordine al suo Creatore, come uscì dalle sue mani creatrici. Verga Tu su questa carta la lunga storia della tua Volontà, il tuo dolore nel vederti respinto dalle creature nelle regioni celesti. Tu, che stando in alto come sole, sebbene respinto, dardeggi i tuoi raggi su tutte le umane generazioni, vuoi scendere per venire a regnare in mezzo ad esse, e perciò mandi i raggi dei tuoi sospiri, dei tuoi gemiti, delle tue lacrime, del tuo intenso ed eterno dolore nel vederti esiliato e come spezzata la tua Volontà con la volontà delle umane creature. Perciò Tu aspetti che ti chiamino in mezzo a loro, che ti ricevano come Re trionfante e ti facciano regnare come in Cielo così in terra. 

Scendi, o Volere Supremo! Sono io quella che per prima ti chiama; vieni a regnare sulla terra! Tu che creasti l’uomo solo perché facesse il tuo Volere, che lui ingrato spezzò col ribellarsi a te, vieni a riannodare di nuovo questa volontà umana a Te, affinché Cielo e terra e tutto resti riordinato in Te! Oh, come vorrei mettere la mia vita perché il tuo Volere sia conosciuto! Vorrei spiccare il volo negli interminabili confini di Esso, per portare ad ogni creatura il suo bacio eterno, la sua conoscenza, i suoi beni, il suo valore, i tuoi gemiti inenarrabili di voler venire a regnare sulla terra, affinché conoscendoti ti ricevano con amore e facendoti festa ti facciano regnare. 

O Volere Santo, coi tuoi raggi luminosi sprigiona le frecce della tua conoscenza; fa’ conoscere a tutti che Tu vieni a noi per renderci felici, ma non di una felicità umana, ma divina, per darci il dominio di noi stessi, perduto, e quella luce che fa conoscere il vero bene per possederlo e il vero male per fuggirlo, che ci rende stabili e forti, ma di una fortezza e stabilità divina! Apri la corrente tra la Volontà Divina e l’umana e dipingi col pennello della tua mano creatrice tutti quei lineamenti divini sulle nostre anime, da noi perduti col sottrarci ad Essa. Il tuo Volere ci dipingerà quella freschezza che mai invecchia, quella bellezza che mai scolorisce, quella luce che mai si ottenebra, quella grazia che sempre cresce, quell’amore che sempre arde e mai si estingue. O Volere Santo, fatti strada, fa’ Tu la via per farti conoscere! Manifesta a tutti chi sei Tu e il gran bene che vuoi fare a tutti, affinché attratti, rapiti da un tanto bene, possano farsi tutti preda della tua Volontà e così liberamente potrai regnare come in Cielo così in terra. Perciò ti prego che verghi Tu stesso tutte le conoscenze che mi hai manifestato su di Essa; ed ogni parola, ogni detto, ogni effetto e conoscenza di Essa siano, per quelli che leggeranno, dardi, frecce, strali, che ferendoli, li facciano cadere ai tuoi piedi e riceverti a braccia aperte per farti regnare nei loro cuori. Ai tanti prodigi del tuo Volere, opera anche questo: che come ti conoscano non ti facciano passare oltre, no, ma ti aprano le porte per riceverti e farti regnare. Questo ti chiede la piccola neonata della tua Volontà. Se da me hai voluto il sacrificio, e con tanta insistenza, di mettere fuori i segreti che mi hai comunicato sul tuo Volere, io ne voglio un altro da Te: che come si conosca faccia questo prodigio, che vi prenda il suo posto di trionfo e regni nei cuori che lo conoscano. Questo solo ti chiedo, o mio Gesù, non ti chiedo altro; null’altro voglio che il ricambio del mio sacrificio, che il tuo Volere sia conosciuto e vi regni col suo pieno dominio.

Tu sai, Amor mio, quanto grande è stato il mio sacrificio, le mie lotte interne, fino a sentirmi morire; ma per amore tuo e per ubbidire al tuo rappresentante in terra, a tutto mi sono sottoposta. Perciò grande ne voglio il prodigio: che come si conoscano i tuoi detti sul tuo Volere, le anime restino rapite, incatenate, attratte più che da calamita potente, e facciano regnare quel Fiat Divino che Tu con tanto amore vuoi che regni sulla terra. E se a Te piace, vita mia, prima che questi scritti escano alla luce del giorno e vadano per le mani dei tuoi e miei fratelli e sorelle, deh, porta la tua piccola neonata della tua Volontà nella Patria celeste! Deh, non darmi questo dolore, che io sia spettatrice, che i nostri segreti si conoscano dalle altre creature! Se mi hai dato il primo, risparmiami il secondo, ma sempre non mea voluntas sed tua fiat. 4 Ed ora una parola a tutti voi che leggerete questi scritti: vi prego, vi supplico che riceviate con amore ciò che Gesù vuol darvi, cioè la sua Volontà. Ma per darvi la Sua, vuole la vostra, altrimenti non potrà essa regnare. Se sapeste con quanto amore il mio Gesù vuol darvi il più gran dono che esiste e in Cielo e in terra, qual è la sua Volontà! Oh, quante amare lacrime Lui versa, perché vi vede che vivendo col vostro volere strisciate la terra, infermicci, immiseriti. Non siete buoni a mantenere un buon proposito, e sapete perché? Perché il suo Volere non regna in voi. Oh, come piange Gesù e sospira sulla vostra sorte, e singhiozzando vi prega che facciate regnare il suo Volere in voi! Vuole farvi cambiare fortuna: da infermi sani, da poveri ricchi, da deboli forti, da volubili immutabili, da schiavi re. Non sono le grandi penitenze che vuole, non lunghe preghiere né altro, ma che vi regni il suo Volere e che la vostra volontà non abbia più vita. Deh, ascoltatelo! Io sono pronta a dar la vita per ciascuno di voi, a soffrire qualunque pena, purché apriate le porte dell’anima vostra per fare che il Volere del mio Gesù regni e trionfi sulle umane generazioni. Ed ora invito tutti: venite con me nell’Eden 5 , dove ebbe il principio la nostra origine, dove l’Ente Supremo creò l’uomo, e facendolo re gli dava un regno da dominare. Questo regno era tutto l’universo, però il suo scettro, la sua corona, il suo comando venivano dal fondo dell’anima sua, in cui risiedeva il Fiat Divino come Re dominante, il quale costituiva la vera regalità nell’uomo. Le sue vesti erano regali, fulgide più che sole; i suoi atti erano nobili, la sua bellezza era rapitrice. Dio lo amava tanto, si trastullava con lui, lo chiamava “il mio piccolo re e figlio”. Tutto era felicità, ordine ed armonia. Quest’uomo, primo padre nostro, tradì se stesso, tradì il suo regno, e facendo la sua volontà amareggiò il suo Creatore, che tanto lo aveva esaltato ed amato, e perdette il suo regno, il regno della Divina Volontà, nella quale tutto gli era stato dato. Le porte del regno gli furono chiuse e Dio ritirò a sé il regno dato all’uomo. Ora vi debbo dire un segreto: Dio, nel ritirare a sé il regno della Divina Volontà, non disse: “Non lo darò più all’uomo”, ma lo tenne a riserbo aspettando le future generazioni per assalirle con grazie sorprendenti, con luce abbagliante, da eclissare l’umano volere che ci fece perdere un regno sì santo, e con tali attrattive di mirabili e prodigiose conoscenze della Divina Volontà, da farci sentire la necessità, il desiderio di mettere da banda il nostro volere che ci rende infelici e slanciarci nella Divina Volontà come nostro regno permanente. Quindi il regno è nostro, coraggio! Il Fiat Supremo ci aspetta, ci chiama, ci pressa a prenderne il possesso. Chi avrà il cuore, chi sarà così perfido da non ascoltare la sua chiamata e da non accettare tanta felicità? Solo che dobbiamo lasciare i miseri cenci della nostra volontà, la veste di lutto della nostra schiavitù in cui essa ci ha gettati, per vestirci da regine e ornarci con fregi divini. Perciò faccio appello a tutti; non credo che non vogliate ascoltarmi. Sapete? Sono una piccola piccina, la più piccola di tutte le creature; ed io, bilocandomi nel Divin Volere insieme con Gesù, verrò come piccola nel vostro grembo e con gemiti e pianti busserò ai vostri cuori per chiedervi, come piccola mendicante, i vostri cenci, le vesti di lutto, il vostro infelice volere, per darlo a Gesù, affinché vi bruci tutto e, ridandovi il suo Volere, vi renda il suo regno, la sua felicità, la candidezza delle sue vesti regali. Se sapeste che significa Volontà di Dio! Essa racchiude Cielo e terra. Se siamo con Essa tutto è nostro, tutto pende da noi; invece se non siamo con Essa tutto è contro di noi, e se abbiamo qualche cosa siamo i veri ladri del nostro Creatore e ci manteniamo a via di frode e di rapina. Perciò, se volete conoscerla, leggete queste pagine: in esse troverete il balsamo alle ferite che crudelmente ci ha fatto l’umano volere, la nuova aria tutta divina, la nuova vita tutta celeste; sentirete il Cielo nell’anima vostra, vedrete nuovi orizzonti, nuovi soli, e spesso troverete Gesù col volto  bagnato di pianto, ché vuole darvi il suo Volere. Egli piange perché vi vuole vedere felici, e vedendovi infelici singhiozza, sospira, prega per la felicità dei suoi figli e, chiedendovi il vostro volere per strapparvi l’infelicità, vi porge il Suo come conferma del dono del suo Regno. Perciò faccio appello a tutti, e faccio questo appello insieme con Gesù, con le sue stesse lacrime, coi suoi sospiri ardenti, col suo Cuore che brucia, ché vuol dare il suo Fiat. Da dentro il Fiat siamo usciti, ci ha dato la vita; è giusto, è obbligo e dovere che ritorniamo in esso, nella nostra cara ed interminabile eredità. E per primo faccio appello al Sommo Gerarca, al Romano Pontefice, a Sua Santità, al rappresentante della Santa Chiesa e quindi rappresentante del Regno della Divina Volontà. Ai suoi santi piedi questa piccola piccina depone questo Regno, affinché lo domini, lo faccia conoscere e con la sua voce paterna e autorevole chiami i suoi figli a vivere in questo Regno sì santo. Il sole del Fiat Supremo lo investa e formi il primo sole del Volere Divino nel suo rappresentante in terra. Formando la sua vita primaria in colui che è il capo di tutti, spanda i suoi raggi interminabili in tutto il mondo, ed eclissando tutti con la sua luce formi un solo ovile ed un solo pastore. Il secondo appello lo faccio a tutti i sacerdoti. Prostrata ai piedi di ciascuno prego, imploro, che si interessino di conoscere la Divina Volontà. Il primo moto, il primo atto, prendetelo da Essa, anzi chiudetevi nel Fiat e sentirete quanto dolce e cara è la sua vita, attingete da Essa tutto il vostro operato, sentirete in voi una forza divina, una voce che sempre parla, che vi dirà cose mirabili che mai avete ascoltato; sentirete una luce che vi eclisserà tutti i mali ed eclissando i popoli vi darà il dominio sopra di loro. Quante fatiche fate senza frutto, perché manca la vita della Divina Volontà! Avete spezzato ai popoli un pane senza il lievito del Fiat, e perciò essi mangiandolo lo hanno trovato duro, quasi indigeribile, e non sentendo la vita in loro, non si arrendono ai vostri insegnamenti. Perciò, mangiatelo voi questo pane del Fiat Divino! Così avrete pane sufficiente da dare ai popoli 6 , così formerete con tutti una sola vita ed una sola volontà. Il terzo appello lo faccio a tutti, al mondo intero, ché siete tutti miei fratelli, sorelle e figli miei. Sapete perché chiamo tutti? Perché voglio dare a tutti la vita della Divina Volontà. Essa è più che aria che tutti possiamo respirare, è come sole da cui tutti possiamo ricevere il bene della luce, è come palpito di cuore che in tutti vuole palpitare; ed io, come piccola bambina, voglio, sospiro che tutti prendiate la vita del Fiat. Oh, se sapeste quanti beni riceverete, mettereste la vita per farla regnare in voi tutti! Questa piccola piccina vuole dirvi un altro segreto che le ha confidato Gesù, e ve lo dico affinché mi diate la vostra volontà e in ricambio riceverete Quella di Dio, che vi renderà felici nell’anima e nel corpo. Volete sapere perché la terra non produce? Perché in vari punti del mondo la terra coi terremoti spesso si apre e seppellisce nel suo seno città e persone? Perché il vento, l’acqua, formano tempeste e devastano tutto, e tanti altri mali che tutti sapete? Perché le cose create posseggono una Volontà Divina che le domina e perciò sono potenti ed imperanti, sono più nobili di noi. Noi invece siamo dominati da una volontà umana, degradati, e perciò siamo deboli ed impotenti. Se per nostra sorte metteremo da banda l’umana volontà e prenderemo la vita del Volere Divino, anche noi saremo forti, imperanti, saremo fratelli con tutte le cose create, le quali non solo non ci molesteranno più, ma ci daranno il dominio sopra di loro, e saremo felici nel tempo e nell’eternità. Non ne siete contenti? Perciò fate presto, ascoltate questa povera piccina che vi vuole bene; ed io allora sarò contenta, quando potrò dire che tutti i miei fratelli e sorelle sono re e regine, perché tutti posseggono la vita della Divina Volontà. Coraggio dunque, rispondetemi tutti all’appello! E molto più sospiro che tutti a coro mi rispondiate all’appello, perché non sono io sola che vi chiamo, che vi prego, ma unito con me vi chiama con voce tenera e commovente il mio dolce Gesù, e molte volte anche piangendo vi dice: “Prendete per vita vostra la mia Volontà; venite nel Regno di Essa”. Anzi, dovete sapere che il primo a pregare il Celeste Padre che venga il suo Regno e che si faccia la sua Volontà come in Cielo così in terra, fu Nostro Signore nel Pater Noster; e trasmettendo a noi la sua preghiera, faceva appello e pregava tutti che chiedessero il Fiat Voluntas tua come in Cielo così in terra. Ed ogni qual volta recitate il Pater Noster, è tanto l’amore Gesù, che vuole darvi il suo regno, il suo Fiat, che corre per dire insieme con voi: “Padre mio, sono Io che te lo chiedo per i figli miei, fai presto!” Sicché il primo a pregare è Gesù stesso, e poi anche voi lo chiedete nel Pater. Non volete dunque un tanto bene? Ora vi dico un’ultima parola. Dovete sapere che, nel vedere questa piccola bambina le smanie, i deliri, le lacrime di Gesù, che vuole darvi il suo Regno, il suo Fiat, è tanta la sua smania, i sospiri, le ansie di vedervi tutti nel Regno della Divina Volontà per vedervi tutti felici, per far sorridere Gesù, che se non riesce con le preghiere, con le lacrime, vuole riuscire coi capricci, tanto presso Gesù quanto presso di voi. Quindi ascoltate tutti questa piccola piccina, non fatela più sospirare! Ditemi, di grazia: “Così sia, così sia; tutti vogliamo il Regno della Divina Volontà”.

 Corato, anno 1924 

Luisa, la piccola figlia della Divina Volontà


sabato 22 novembre 2025

Appello materno della Regina del Cielo

 


Figlia carissima, sento l’irresistibile bisogno di scendere dal Cielo per farti le mie visite materne.

Se tu mi assicurerai il tuo amore filiale, la tua fedeltà, io rimarrò sempre con te nell’anima tua, per esserti maestra, modello, esempio e Madre tenerissima. Io vengo per invitarti ad entrare nel Regno della tua Mamma, nel Regno cioè della Divina Volontà, e busso alla porta del tuo cuore perché tu mi apra... Sai? Con le mie stesse mani ti reco in dono questo libro; te l’offro con premura materna, perché tu, a tua volta, leggendolo, impari a vivere di Cielo e non più di terra.

Questo libro è d’oro, figlia mia; esso formerà la tua fortuna spirituale, la tua felicità anche terrena. In esso troverai la sorgente di tutti i beni: se sei debole acquisterai la forza; se sei tentata acquisterai la vittoria; se sei caduta nella colpa incontrerai la mano pietosa e potente che ti rialzerà; se ti senti afflitta troverai il conforto; se fredda, il mezzo sicuro per riscaldarti; se affamata, gusterai il cibo prelibato della Divina Volontà. Con esso non ti mancherà nulla, non sarai più sola, poiché la tua Mamma ti farà dolce compagnia e con ogni sua cura materna prenderà l’impegno di farti felice. Io, l’Imperatrice Celeste, penserò a tutti i tuoi bisogni, purché tu acconsenta di vivere unita a me.

Se tu conoscessi le mie ansie, i miei sospiri ardenti e anche le lacrime che verso per i figli miei. Se tu sapessi come io arda dal desiderio che tu ascolti le mie lezioni tutte di Cielo ed impari a vivere di Volontà Divina.

In questo libro tu vedrai meraviglie: troverai una Mamma che ti ama talmente, da sacrificare il suo diletto Figlio per te, onde poterti far vivere di quella medesima vita di cui ella stessa visse sulla terra. Deh, non darmi questo dolore, non respingermi; accetta questo dono del Cielo che ti reco; accoglila mia visita, le mie lezioni...! Sappi che io percorrerò tutto il mondo, andrò da ciascun individuo, in tutte le famiglie, nelle comunità religiose, in ogni nazione, presso tutti i popoli, e se occorrerà girerò per secoli interi, sino a quando non abbia formato come Regina il mio popolo e come Madre i miei figli, i quali conoscano e facciano regnare ovunque la Divina Volontà.

Eccoti spiegato lo scopo di questo libro. Coloro che lo accoglieranno con amore saranno i primi fortunati figli che apparterranno al Regno del Fiat Divino, ed io a caratteri d’oro scriverò i loro nomi nel mio materno cuore.

Vedi, figlia mia? Quello stesso amore infinito di Dio che nella Redenzione volle servirsi di me per far scendere il Verbo Eterno sulla terra, mi chiama un’altra volta in campo e mi affida l’arduo compito, il sublime mandato, di formare sulla terra i figli del Regno della sua Divina Volontà. Maternamente premurosa mi metto quindi all’opera e ti preparo la via che ti dovrà condurre a questo felice Regno. A tale scopo ti darò sublimi e celesti lezioni ed infine t’insegnerò speciali e nuove preghiere, mediante le quali impegnerai il cielo, il sole, la creazione, la mia stessa vita e quella del Figlio mio, tutti gli atti dei santi, affinché a nome tuo essi impetrino il Regno adorabile del Volere Divino. Queste preghiere sono le più potenti, perché compromettono lo stesso operato divino. Per mezzo loro Dio si sentirà disarmato e vinto dalla creatura. Forte di questo sussidio tu affretterai l’avvento del suo Regno felicissimo e con me otterrai che la Divina Volontà si faccia come in Cielo così in terra, secondo il desiderio del Maestro Divino.

Coraggio, figlia mia; fammi contenta ed io ti benedirò.


venerdì 21 novembre 2025

GESU’ SACRAMENTATO “Le mie vere Ostie…”

 


Mio dolce Gesù, voglio rivestirmi delle tue stesse divise; voglio dimorare nella tua Volontà, per accedere ai decreti divini per far fronte alla Divina Giustizia perorando per tutti i miei fratelli. Voglio soggiornare nella tua Volontà per far miei tutti i frutti divini della tua Umanità Santissima e rivestirmi di Essa e, come un altro Te stesso, presentarmi innanzi alla Divinità e disarmare la Giustizia Divina impetrando rescritti di perdono per le umane creature.

Mio amato Gesù, voglio, in Te e nella tua Volontà, con Te vivere in ogni creatura ed a bene di tutte. Voglio vivere come sole: ogni mia preghiera ed ogni atto e riparazione e tutto ciò ch’io faccio, come raggio di sole voglio far che scenda su ogni creatura. (Cfr. Vol. 11 - 2.5.1915)

Serva di Dio LUISA PICCARRETA


Appello del Re Divino nel Regno della sua Volontà - Vengo in mezzo a voi col Cuore affogato nelle mie fiamme d’amore.

 


Miei cari e amati figli, vengo in mezzo a voi col Cuore affogato nelle mie fiamme d’amore. Vengo come Padre in mezzo ai figli che amo assai, ed è tanto il mio amore, che vengo a rimanere con voi per far vita insieme e vivere con una sola volontà, con un solo amore. Vengo col corteggio delle mie pene, del mio sangue, delle mie opere e della mia stessa morte. Guardatemi: ogni goccia del mio sangue, ogni pena, tutte le mie opere, i miei passi, fanno a gara perché vogliono darvi la mia Divina Volontà; perfino la mia morte vuole darvi il risorgimento della vita in Essa. Nella mia Umanità tutto vi ho preparato ed impetrato grazie, aiuti, luce, forza, per ricevere un dono sì grande. Da parte mia tutto ho fatto, ora aspetto la parte vostra.

Chi, ingrato, non vorrà ricevere Me e il dono che gli porto? Sappiate che è tanto il mio amore, che metterò da parte la vostra vita passata, le stesse vostre colpe, tutti i vostri mali; li seppellirò nel mare del mio amore, affinché siano tutti bruciati, ed incominceremo insieme la nuova vita, tutta di Volontà mia. Chi avrà cuore di farmi un rifiuto e di mettermi alla porta, senza accettare la mia visita tutta paterna? Se mi accetterete, Io rimarrò con voi, come Padre in mezzo ai figli miei; ma dobbiamo stare con sommo accordo e vivere con una sola Volontà. Oh, quanto lo sospiro, gemo e deliro, e giungo fino a piangere, perché voglio che i miei cari figli stiano insieme con Me e vivano della mia stessa Volontà! Sono circa seimila anni di lunghi sospiri e di lacrime amare della mia Santa Umanità, che reclamo e voglio i miei figli intorno a me per renderli felici e santi. Giungo a chiamarli piangendo; chissà se si muovono a compassione delle mie lacrime, del mio amore, che giunge fino a soffocarmi e a farmi spasimare; e tra i singhiozzi e gli spasimi vado ripetendo: Figli miei, figli miei, dove siete? Perché non venite al Padre vostro? Perché andate lontani da Me, raminghi, poveri, pieni di tutte le miserie? I vostri mali sono ferite al mio Cuore; sono già stanco di aspettarvi, e giacché non venite, non potendo più contenere il mio amore che mi brucia, vengo Io a cercarvi e vi porto il gran dono della mia Volontà. Deh, vi prego, vi supplico, vi scongiuro, ascoltatemi, movetevi a compassione delle mie lacrime, dei miei sospiri ardenti!

E non solo vengo come Padre, ma vengo come Maestro in mezzo ai discepoli, ma voglio essere ascoltato. Vi insegnerò cose sorprendenti, lezioni di Cielo, le quali vi porteranno luce che mai si spegne, amore che sempre arde. Le mie lezioni vi daranno forza divina, coraggio intrepido, santità che sempre cresce, vi indicheranno la via ad ogni passo, saranno le conducenti alla Patria celeste. Vengo come Re in mezzo ai popoli, ma non per esigere imposte e tributi, no, no; vengo perché voglio la vostra volontà, le vostre miserie, le vostre debolezze, tutti i vostri mali. La mia sovranità è proprio questa: voglio tutto ciò che vi rende infelici, inquieti, tormentati, per nasconderlo e bruciare tutto col mio amore e, da Re benefico, pacifico, magnanimo qual sono, ricambiarvi con la mia Volontà, col mio amore più tenero, con le mie ricchezze e felicità, con la pace e la gioia più pura. Se mi darete la vostra volontà, tutto è fatto, mi renderete felice e sarete felici. Non altro sospiro, se non che la mia regni in mezzo a voi. Il Cielo e la terra vi sorrideranno, la mia Mamma Celeste vi farà da Madre e da Regina. Già essa, conoscendo il gran bene che vi riporterà il Regno del mio Volere, per appagare i miei desideri ardenti e farmi cessare di piangere, e amandovi da veri suoi figli, va girando in mezzo ai popoli, nelle nazioni, per disporli e prepararli a ricevere il dominio del Regno della mia Volontà. Fu lei che mi preparò i popoli per farmi scendere dal Cielo in terra, e a lei affido, al suo amore materno, che mi disponga le anime, i popoli, per ricevere un dono sì grande. 

Perciò ascoltatemi; e vi prego, figli miei, di leggere con attenzione queste pagine che vi metto sott’occhio e sentirete il bisogno di vivere della mia Volontà. Io mi metterò vicino quando leggerete, vi toccherò la mente, il cuore, affinché comprendiate e risolviate di volere il dono del mio Fiat Divino.

Luisa Piccarreta


venerdì 14 novembre 2025

“Pio Pellegrinaggio dell’anima nella Divina Volontà”

 


Gesù, Vita mia, sento che il tuo Amore mi spinge a girare e il tuo Volere mi chiama e mi vuole insieme a tutti gli atti suoi. Mi pare che non sei contento, se non hai la piccola figlia tua insieme con gli atti della tua Volontà e, ancorché non sappia far nulla, Ti contenti che sia spettatrice e ripeta il suo ritornello: “Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio”.

Ed io continuo il mio giro e già sono nell’Eden e Ti trovo nell’atto quando Tu, Amor mio, insieme con la Trinità Sacrosanta, stai formando il tuo caro gioiello, la bella statua dell’uomo. Con quanto amore lo formi! Quanta bellezza non gli infondi! Di quante tinte di sfumature divine non lo investi! E mentre lo vai formando, lo guardi e riguardi e dici: “Come è bella la statua mia!” E il vostro amore rigurgita, rigurgita forte e, non potendo contenerlo, abbracciate la bella statua ancora inanimata, Ve la stringete forte, forte, al seno e alitandola le date la vita, dandole la vostra somiglianza, riempiendola tanto di Voi stessi, che il vostro caro gioiello, non potendo contenerlo, straripa fuori di sé e forma i suoi mari per amare il suo Creatore. L’amore creato si tuffa con le sue onde altissime nell’Amore Creante e si forma una gara d’amore, d’adorazione, di gloria tra il Creatore e la creatura. Il mio amore freme in quest’atto sì solenne della creazione dell’uomo.

Sento la vostra voce creatrice che non finisce di ripetere: “Come è bella la statua da Noi fatta! Come Ci alletta e ferisce l’eco del suo amore! Come è dolce e risonante la sua voce! Come sono teneri e forti gli abbracci che Ci dà! Come siamo contenti di avergli dato la vita! Sarà il nostro contento, la nostra gioia, il nostro gioco!”

Mio Gesù, nel mio fremito d’amore vengo proprio nell’atto in cui la vostra Maestà Suprema rigurgitando d’amore, alitava l’uomo e fiatandolo gli infondeva la vita, dandogli la vostra somiglianza e come eredità il tuo «FIAT» Divino. Anch’io voglio ricevere il vostro alito rigeneratore; voglio amarvi e adorarvi con quella perfezione e santità con cui Vi amò e adorò il mio primo padre Adamo; voglio i vostri mari d’amore e di luce e, sebbene sono piccola, anch’io voglio formare le mie onde altissime d’amore, con cui giungendo fin nel vostro seno mi tuffo nei vostri mari interminabili, per mettermi in gara col mio Creatore e dargli amore per ricevere altri mari d’amore, e per chiederti in queste onde che venga il tuo Regno, che il tuo «FIAT» sia conosciuto.

Entro nell’unità della tua Volontà, in quella stessa unità che possedeva il tuo caro gioiello, affinché una sia la mia volontà con la Tua, uno l’amore, e in questa unità che abbraccia tutto, risuoni la mia voce nel Cielo, investa tutta la Creazione, penetri nei cupi abissi e dica e gridi forte: “Venga il Regno del tuo Volere Divino! FIAT, FIAT VOLUNTAS TUA, come in Cielo, così in terra!”. E in questa unità di Volontà Divina faccio mia la santità, la gloria, l’adorazione, il ringraziamento dei pensieri, degli sguardi, delle parole, opere e passi di Adamo innocente, per darti la ripetizione degli atti suoi affinché vedendo in me la vostra Volontà Divina operante, mi concediate che venga il Regno vostro.

In questo Eden c’era sempre festa tra creatura e Creatore; l’uomo era diventato il trastullo divino, la gioia, la felicità più gradita del Padre Celeste. Nell’unità di Volontà Divina che possedeva godeva il primato su tutta la Creazione; quindi, tutto era armonia, ordine, e il cielo, le stelle, il Sole, il mare, si sentivano onorati di servire e di ubbidire ai cenni di Adamo. Era il sorriso di tutti, la gioia, il desiderato da tutti. Lui tutto portava al suo Creatore e Dio era tutt’occhi su di lui, per fare che nulla mancasse alla pienezza della sua felicità. Guardandolo solo, lo volle rendere doppiamente felice e, facendolo addormentare nelle sue braccia, in una specie di estasi profonda gli tolse una costola e formò la donna, dandogli la compagnia simile a lui, per dargli il colmo della felicità. Ed oh, come questa prima madre Eva, stando anch’essa nell’unità del Divin Volere, faceva a gara con Adamo, a chi più poteva formare onde altissime d’amore nel mare che possedevano per tuffarle nell’interminabilità dei mari divini, per attingere altri mari d’amore, altre grazie divine, in modo che le onde salivano e scendevano e i loro mari si stendevano di più.

Mio Gesù, in questa unità di Volontà Divina immergo la povera anima mia, in queste stesse onde altissime con cui Adamo ed Eva con tanto amore amavano e glorificavano la vostra Maestà adorabile. Non uscirò giammai da dentro di esse, per fare che tutto sia mio: Cieli, Sole e terra, per deporre ai piedi del vostro trono altissimo tutto l’amore, tutte le lodi, gloria e adorazione che in tutta la Creazione sprigionaste dal vostro seno adorabile. In queste onde avrò un grido continuo: “Venga il tuo Regno! La tua Volontà sia conosciuta!”

Amor mio, come mi sento felice in questo Eden! Sento la potenza dell’unità della tua Volontà Divina in queste prime creature, che fa uno l’atto loro con quello del Creatore. Questa unità mette in comune tutti i beni tra Dio e loro. Le tue gioie e felicità, o mio Gesù, sono anche loro, ed io, la piccola figlia del tuo Volere, voglio ricominciare la mia vita in questa unità del tuo Volere insieme con i miei padri Adamo ed Eva. In questi mari voglio formare la mia dimora, voglio formare le mie onde di gioie, di felicità, e tuffandole nei tuoi mari eterni voglio darvi gioie e felicità per vederti sempre sorridere, sempre contento.


lunedì 10 novembre 2025

GESU’ SACRAMENTATO “Le mie vere Ostie…”

 


Volume 12 - Luglio 4, 1917

“Figlia mia, chi fa la mia Volontà sta insieme con Me nel tabernacolo e prende parte alle mie pene, alle freddezze, alle irriverenze, a tutto [ciò] che le stesse anime fanno alla mia presenza Sacramentale. Chi fa la mia Volontà deve primeggiare in tutto, l’è riservato sempre il posto d’onore. Quindi, chi riceve più bene: chi sta davanti a Me o chi sta con Me? Per chi fa la mia Volontà non tollero neppure un passo di distanza tra Me e lei, non divisione di pene o di gioie; forse la terrò in croce, ma sempre con Me. Ecco, perciò ti voglio sempre nel mio Volere, per darti il primo posto sul mio Cuore Sacramentato; voglio sentire il tuo cuore palpitante nel mio, con lo stesso mio amore e dolore. Voglio sentire il tuo volere nel Mio, che moltiplicandosi in tutti Mi dia con un solo atto le riparazioni di tutti e l’amore di tutti; ed il mio Volere nel tuo, che facendo mia la tua povera umanità, la eleva innanzi alla Maestà del Padre come mia vittima continuata”.