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domenica 19 luglio 2026

Cosa fare con questi diavoli

 


Flash - SAN FRANCESCO E PADRE PIO 

Tutti i santi con la esse maiuscola sono stati, attraverso i secoli, tormentati dal demonio, da sant'Antonio Abate a madre Speranza di Gesù. Il beneplacito di alcuni biblisti di oggi, che hanno scoperto che satana non esiste, non ci occorre, perché i fatti ci sono e sono storicamente certi.

L'enorme luce spirituale, che inonda lo spirito di queste creature privilegiate, spesso sfugge al nostro sguardo materiale, ma è visibilissima agli esseri spirituali. I demoni ne rimangono accecati e irritati fino a scagliarsi con violenza contro di loro. Tra i disturbi ricorrenti nella loro vita c'è anche quello di essere ostacolati nel sonno. 

Prendiamo due esempi: 

 di san Francesco è scritto: «Soggiornando alcune notti presso un cardinale, la prima notte, dopo aver pregato Dio, si accingeva a riposare, quando i demoni gli mossero una lotta spietata» (Seconda vita di Celano 119, in Fonti Francescane 705). 

«Il diavolo è molto sottile e astuto. Dal momento che per la misericordia e la grazia di Dio, non può nuocere alla mia anima, si sfoga contro il mio corpo rendendomi impossibile il riposo» (Leggenda Perugina 94, in Fonti Francescane 1650). 

 Padre Pio il 28 giugno 1912 scrisse al direttore spirituale: «L'altra notte la passai malissimo, quel "cosaccio" (cioè il diavolo) da verso le dieci che mi misi a letto, fino alle cinque della mattina non fece altro che picchiarmi continuamente. Molte furono le diaboliche suggestioni, che mi poneva davanti alla mente; pensieri di disperazione, di sfiducia verso Dio... Credevo proprio che quella fosse propriamente l'ultima notte della mia esistenza» (Epistolario Vol. 1). 2.

 Lo stomaco 

Degli oggetti fatturati fatti ingerire e che poi rimangono nello stomaco ho già parlato qua e là nelle pagine precedenti, spiegando le tecniche del maleficio e rispondendo alle domande al riguardo. 

Qui voglio sottolineare l'importanza fondamentale del fatto. La fattura opera sulla vittima per mezzo di influssi negativi prodotti da oggetti fisici, preparati precedentemente con riti propiziatori nei laboratori dei maghi. Si comprende facilmente che più l'oggetto fatturato è vicino come distanza e presente come continuità di tempo alla persona, più è efficace l'azione malefica. Quindi gli oggetti possono essere messi nella casa o nei dintorni immediati di casa, nel laboratorio o nell'ufficio, dentro l'auto, nei cuscini. Ma in ogni caso dato che la gente si muove, il contatto con queste cose viene continuamente interrotto e a volte per tempi lunghi: in ufficio non ci si sta sempre, nella casa o nell'auto neppure, sul cuscino la testa ci riposa solo nelle ore della notte. 

La carica più efficace è quindi quella di piazzare il fatturato all'interno del corpo stesso: così, più che vicino, è al di dentro e la continuità non si interrompe mai neppure per qualche minuto. L'oggetto può essere di minuscole proporzioni, sia di materia solida che liquida e non è difficile creare occasioni per cui una persona possa mangiare o bere qualcosa preparato allo scopo. 

Una persona che faceva «manovalanza» per un mago, poi convertitasi, mi ha raccontato di una delle pratiche che ha visto fare in laboratorio. Dalla donna che voleva ottenere un legame d'amore con un uomo, si faceva portare il sangue delle mestruazioni. Lo essiccava e lo fatturava, quindi lo scioglieva in acqua e il liquido veniva iniettato con la siringa dentro i cioccolatini che all'interno hanno la parte molle o contengono liquori; poi in qualche modo finivano per essere offerti all'uomo. Questa testimonianza è sicura. Se però non trovano un modo naturale di farli abboccare all'amo agiscono in modo preternaturale per mezzo di spiriti come ordinariamente fanno con la roba che si trova dentro i cuscini. 

L'oggetto nello stomaco agisce ininterrottamente ventiquattro ore su ventiquattro, i sintomi che possono svelarne la presenza sono principalmente: 

 difficile digestione, senso di pieno allo stomaco per cui si pensa di non dover mangiare, a volte anche difficoltà o ripugnanza a ingerire cibi (anoressia), dolori e pesantezza, conati di vomito ripetuti e anche violenti a seguito dei quali spesso non esce niente, se non un po' di saliva, altre volte escono cose strane: questo è segno positivo di liberazione; 

 riflessi negativi sul funzionamento dell'intestino provocati dall'azione devastante sulla digestione;  un sintomo particolare, che può sembrare un po' strano, è un ondata di angoscia che parte dallo sterno e sale fino alla gola e alla testa. Sono molti i pazienti che avvertono come i momenti di pessimismo più nero, che generano attimi di supremo sconforto, abbiano origine proprio da qualcosa che parte dallo stomaco e arriva alla testa per via esterna. 

In questi casi oltre all'uso di bere acqua santa e di condire i cibi con olio e sale benedetti, giovano anche il mangiare poco e con frequenza e l'uso moderato di farmaci che aiutano la digestione. 

Ritorna sempre la domanda di come sia possibile, nel continuo passare del cibo nello stomaco, che queste piccole particelle maleficate rimangano per anni e anni ferme nello stomaco. Un film sulle apparizioni di Lourdes, che ha avuto un gran successo qualche anno fa, si apriva con la solenne affermazione: «Per coloro che credono tutto è possibile, per coloro che non credono nessuna spiegazione è sufficiente». Così è: per chi crede a queste cose, anche per questo fatto è possibile una spiegazione. Se si pensa che queste particelle di cibo ingerite sprigionano potenzialità negative ininterrottamente ventiquattro ore su ventiquattro, come si è detto, si può anche comprendere che parte di questa energia venga utilizzata perché il materiale resti posizionato là dove si trova, mentre l'altro cibo finita la digestione, passa all'intestino. Quando l'azione potente della presenza dello Spirito Santo, nella vita del credente che fa un sincero cammino di fede, ridurrà gradualmente la potenza malefica di queste particelle, esse non avranno più neppure la forza per rimanere nello stomaco e usciranno per via intestinale come gli altri cibi. 

Il mondo dell'occulto è come l'elettronica; chi non ne conosce i punti base come il bit, i chips, gli input, non potrà mai spiegarsi la multiforme operatività di aggeggi così piccoli. Il mondo dell'occulto ha alcune realtà fondamentali; una volta comprese e accettate si spiega tutto. Per coloro che invece negano tutto a priori e in blocco, con la frasetta degna delle intelligenze più elevate: «Ma che sono queste cretinate!», nessuna spiegazione è sufficiente. Pastori della chiesa e laicisti illuminati, copritevi sempre dietro tale espressione: la beatitudine accordata agli ignoranti sarà sempre con voi. 

3. L'avversione al sacro 

Una volta accettato il principio esposto sopra, che soltanto una barriera religiosa può contrastare il male con tutte le sue svariate manifestazioni, resta evidente che satana farà del tutto perché la persona che vuol colpire si allontani gradualmente da ogni pratica religiosa, sia individuale che collettiva. 

Questo è il terzo dei tre segni fondamentali per giudicare se si è colpiti da azioni malefiche; è di grande importanza perché fa comprendere più a fondo come la reale via di liberazione non passa attraverso iniziative esterne alla persona, ricercate negli operatori della magia o anche nei ministri della chiesa. Cercare affannosamente una mano santa, che dall'esterno tolga questo male, è normalmente l'impegno principale di chi si sente colpito da fenomeni preternaturali. 

Ho letto da un esposto esteso da un esorcista francese, che il fatto che lo aveva maggiormente sorpreso, era che tra le tante persone che aveva ricevuto, non ce n'era stata una sola che fosse arrivata da lui col pensiero di dover fare qualcosa di proprio per essere liberata. Tutti avevano la precisa sensazione che dovevano trovare qualcuno che avesse il potere di spazzare via il male allo stesso modo con cui il dentista strappa via il dente malato. È così anche in Italia. 

È importante perciò che in presenza di questi disturbi, il paziente scopra che ha subìto una sottile ma sistematica difficoltà nell'incontro con Dio. Comincerà allora a rendersi conto che soltanto con un graduale ritorno alla pratica religiosa potrà raggiungere la liberazione. 

«Da quanto tempo hai incominciato ad avvertire questi fenomeni strani?». 

«Da quanto tempo hai incominciato a distaccarti dalla pratica religiosa?». 

Sono queste le due domande che rivolgo successivamente alle persone con cui tratto, per aiutarle a convincersi di questa realtà. Cercando di ricostruire l'inizio dei mali e quello del distacco dalla religione, scoprono con sorpresa che coincidono e comprendono il significato di questa coincidenza. Capire poi che la ripresa della vita religiosa sia la via migliore per difendersi, scaturisce come conseguenza logica. 

Esaminiamo ora nei particolari i principali aspetti dell'avversione al sacro: 

 distacco graduale per chi in qualche modo è praticante. Si incomincia spesso con pensieri vaghi sulla fede: forse non è vero niente, se Dio ci fosse perché c'è tanto male, a che serve pregare e andare in chiesa... 

 mille motivi si sommano gradualmente per non far trovare più il tempo per pregare personalmente o per andare in chiesa; 

 come ci si mette a pregare la testa parte. Si stabilisce di dire, per esempio, alla sera prima di andare a letto, alcune preghiere tra le più comuni. Si inizia, ma dopo un po' ci si accorge che la mente se ne è andata altrove, le preghiere stabilite non sono state dette perché, come un colpo di spugna porta via lo scritto dalla lavagna, così qualcosa di invisibile ha cancellato il programma fissato; 

 disagio a stare in chiesa e a partecipare comunque a preghiere comunitarie. Dato che la preghiera fatta insieme ad altri è sempre più efficace, è anche perciò la più ostacolata. Stando insieme in chiesa per le celebrazioni liturgiche si possono sentire sensazioni di stanchezza, di nausea, di confusione mentale, di svenimento. Sentiamo spesso dire dai pazienti: «Io in chiesa non è propriamente che non ci vado, ma non mi sento di starci con gli altri, preferisco perciò intrattenermi un po' quando non c'è nessuno». 

 La stessa difficoltà si trova per la partecipazione alle preghiere nei gruppi ecclesiali. La prima volta che le persone vengono da me, se avverto che c'è veramente qualcosa di malefico, chiedo loro l'impegno a partecipare a qualcuna delle diverse riunioni di preghiera che facciamo per queste situazioni, come esporrò più avanti. L'adesione in genere c'è, ed è anche sincera, in vista di una possibile guarigione. Ma le metto subito in guardia, specialmente quando il caso ha una certa gravità: «Stai attento che da solo, almeno per le prime volte, non ce la farai a venire; perciò accordati con qualche persona di famiglia o qualche conoscente per venire insieme». 

Anche il rapporto con il sacerdote esorcista non è bene che sia tenuto completamente segreto; senza l'aiuto di qualche familiare o di qualche persona amica, il cammino per un avvicinamento maggiore a Dio sarà stroncato da satana fin dall'inizio, in mille maniere diverse. 

Sono quattro i sintomi principali che disturbano la preghiera in questi casi: la mente non riesce a concentrarsi per via di continue distrazioni, una strana voglia di sbadigliare senza interruzione, il bisogno di ridere, di ridere tanto, una sonnolenza profonda che non si riesce a vincere. 

Una volta cercavo di liberare con l'esorcismo una signora colpita da un maleficio. Nonostante fosse molto religiosa, seria e tanto desiderosa di guarigione, non riusciva a trattenersi dal ridermi forte in faccia e se ne scusava con me provando tanta angoscia. Ma noi che siamo del mestiere sappiamo, anche attraverso gli indemoniati, che quello di riderci in faccia è uno degli atteggiamenti più comuni degli spiriti del male. Testoni proprio questi diavoli! Nonostante tutte le legnate che hanno ricevuto in duemila anni da ministri del Signore Gesù, non hanno ancora imparato il proverbio che dice: «Ride bene chi ride per ultimo». 

4. Salute 

Gli effetti negativi sulla salute sono abituali quando interviene il maleficio. Si articolano con modalità diverse, anche se non sempre sono tutti presenti e non lo sono con la stessa intensità. Queste cose, come si è detto, variano da soggetto a soggetto a seconda della costituzione fisica della persona, scaricando la maggiore negatività sui punti più deboli. 

Ricordo di un venditore ambulante che sentiva dolori lancinanti sulle piante dei piedi, ogni volta che li poggiava a terra per stare diritto. Dato che il tipo di lavoro gli richiedeva appunto di rimanere in piedi per vendere i prodotti, questo disturbo gli impediva di svolgere il suo lavoro: aveva perciò girato mezza Italia, passando da uno specialista all'altro, senza alcun esito. A Torino un noto professionista, dopo averlo esaminato a lungo, gli aveva detto: «Per questo male dobbiamo coniare un termine medico nuovo». 

Vediamo alcuni aspetti particolari: 

 dolori fortissimi, in varie parti del corpo, specialmente quelle più delicate e sensibili, che a volte si spostano da una parte all'altra del corpo: dal fegato allo stomaco, alle gambe, alla cervice, alla spina dorsale, agli intestini, agli organi di riproduzione, colpendo a volte anche la regolarità dei cicli femminili, in qualche caso fino al blocco totale; 

 disturbi inspiegabili, i medici, anche a livello di specialisti, non riescono a individuare di che cosa si tratta. Vengono effettuate tutte le analisi, anche le più sofisticate, ma non risulta niente. Questo naturalmente è l'aspetto principale che induce a pensare a qualcosa di preternaturale; 

 le medicine non conseguono alcun effetto: si prova a cambiarle, ma senza alcun risultato. Simpatica l'espressione di una signora che mi disse: «Le medicine che prendo è come se le buttassi dentro lo sciacquone della cucina»; 

 a volte le analisi sono visibilmente sballate, con esiti e percentuali inammissibili. Ripetendole poi ritornano sui valori normali; 

 le influenze negative possono agire sulla mente dei medici, distorcendo e in qualche caso facendo sbagliare la diagnosi con conseguenze disastrose sia per le false cure che per le medicine sbagliate. Chi va soggetto a questi disturbi è bene che prima di affidarsi al medico, invochi il Signore perché abbia ad illuminarlo con la sua luce, perché possa vedere giusto; 

 la catena dei mali: spesso capita di dover passare da un ospedale all'altro; non si finisce di curare un male che subito se ne scopre un altro; fatto un intervento chirurgico se ne rende indispensabile un altro successivo. Le analisi e i ricoveri non finiscono più. 

5. Affetti 

La vicenda storica di satana si riassume in due tempi successivi: 

 il primo è quello della beatitudine immensa che godeva nel cielo, partecipando festosamente, insieme a tutti gli angeli, alla visione e alla partecipazione dell'amore eterno di Dio;  il secondo è quello in cui vive attualmente dopo che, per la sua ribellione, fu espulso dal cielo. Quanto era sconfinata la sua beatitudine, tanto è sconfinata la sua disperazione. Odio, negatività, amarezza sono ormai le molle che generano ogni sua attività. 

L'uomo invece, rinato alla vita divina per mezzo di Gesù Cristo, sta fin da questa terra potenzialmente assaporando ciò che satana ha perduto della sua realtà primitiva nel cielo. Due espressioni prese dalla 1ª lettera di Giovanni ce lo mostrano: 

«Guardate quale grande amore ci ha dato il Padre, per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente» (1 Gv 3, 1). 

«L'amore è da Dio, chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore» (1 Gv 4, 7-8). 

Dunque Dio è per natura e per essenza amore, e quindi l'uomo redento, nella misura in cui entra in contatto con lui, si arricchisce del suo amore e vive nel suo amore. 

Da qui lo scontro cosmico: satana che ormai personifica l'odio, si scarica contro l'uomo per distruggere ogni traccia di quell'amore che lui ha perduto per sempre. 

Che intendiamo dire quando parliamo di «affetti?» L'insieme delle varie rifrangenze dell'amore di cui può godere un uomo: rapporto tra marito e moglie, genitori e figli, fratelli e sorelle, ragazzo e ragazza che stanno insieme, ramificazioni di parentele: nonni, suoceri, generi, zii... e inoltre amicizie, convivenze, colleghi di lavoro e di svago, paesani, connazionali. 

Tutte queste realtà sono raggi riflessi che Dio ha seminato nelle sue creature ed è contro esse che satana si scatena, perché ogni affetto diventi odio, veleno, divisione, lotta. 

Scrive don Gabriele Amorth: 

«Il maligno può dare dei nervosismi insopprimibili specie verso le persone da cui si è più amati. Così rompe matrimoni, tronca fidanzamenti; suscita litigi con urla e strepiti in famiglie in cui in realtà tutti si vogliono bene; e sempre per motivi futili. Tronca amicizie; dà alla persona colpita l'impressione di non essere gradita in nessun ambiente, di essere scansata, di doversi isolare da tutti. Incomprensione, non amore, vuoto affettivo totale, impossibilità a sposarsi» (G. Amorth, Un esorcista racconta, cit., p. 70). 

Ciò che è più caro nella vita, ciò che è più sacro sul piano affettivo per la propria esistenza, diventa l'obiettivo principale contro cui satana si scatena per poterlo distruggere. 

 

DOMANDA: È da tempo che sto lottando contro un pesante maleficio. Sono una ragazza e, tra tanto male, ho avuto la fortuna di incontrare un bravo ragazzo. Lui mi adora e anche io lo amo, ma quando ci troviamo insieme sento una incredibile freddezza nei suoi confronti e, in alcuni momenti, sento stanchezza o addirittura ripugnanza a stargli vicino. Quello che è più incredibile, che in ufficio sto vicino a un uomo sposato che ha parecchi anni più di me. Nei momenti in cui trattiamo insieme per ragioni di lavoro, questo rapporto mi dà un grande senso di pace e di distensione. Non c'è assolutamente niente tra me e lui, ma quando stiamo così, io sogno di poter trasportare questi sentimenti così piacevoli al momento in cui starò col mio ragazzo. Invece poi, appena mi incontro con lui, sparisce tutto, diventa solo peso e noia stargli vicino. Come si spiega tutto questo e inoltre mi si pongono tanti problemi: glielo debbo dire chiaramente, lo debbo lasciare, cosa debbo fare? 

R. - È quanto ho esposto sopra. Colpisce su quanto c'è di più sacro e di più caro. In questo caso c'è una tattica ancora più cattiva, diabolica. Tenta di rovinare il tuo giusto amore e nel frattempo cerca di portare il tuo collega a un amore sbagliato, per distruggere lui e la sua famiglia. 

È un torrente limaccioso di odio che distrugge ramificandosi nelle più impensabili situazioni. 

Cosa fare col tuo ragazzo? 

Bisogna lottare con tutte le forze e senza paura nel senso giusto. Se è nel disegno del Signore che il vostro amore sia santificato nella formazione di una famiglia, vi dovete impegnare in un serio cammino di fede fino a che questo si realizzi. Ogni qualvolta satana scatena una guerra di questo genere, bisogna combattere. 

1. Affari 

Il problema economico è fondamentale nella realtà della vita umana. È vero che oggi nella concezione materialistica della vita si punta tanto sul possedere, dando al problema dei beni materiali un'importanza eccessiva, ma è anche vero che la mancanza del necessario per vivere crea situazioni angosciose e a volte tragiche, specialmente quando si deve provvedere ai figli. 

Molto saggia è la riflessione che si legge nella Bibbia, nel libro sapienziale dei Proverbi. 

«Non darmi né povertà né ricchezza; ma fammi avere il cibo necessario, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: 'Chi è il Signore?'; oppure, ridotto all'indigenza, non rubi e profani il nome del mio Dio» (Prv 30, 8-9). 

In presenza dell'azione devastante di una fattura, si va sempre alla ricerca di chi può essere stato a farla fare e perché. Nella ricerca del perché qualcuno sia stato spinto a pagare dei milioni agli operatori dell'occulto, per rovinare una persona o una famiglia, le motivazioni si riducono sostanzialmente a due: o per vicende di amore o per contrasti sugli affari. Dopo aver trattato degli «affetti» parliamo perciò degli «affari», facendo alcune precisazioni. 

 L'attacco contro gli affari può avvenire anche a livelli molto alti, sul piano di svariati miliardi. Contese per lottizzazioni, concorrenza su grossi giri commerciali, efficienza di impianti di produzione industriali. Sembrerà strano, eppure, con molta riservatezza, si sa di industriali che pagano sensitivi perché facciano giri di controllo nelle loro fabbriche dislocate in varie parti della penisola, per accertarsi della presenza di eventuali potenzialità negative. Per colpire così in alto, naturalmente, non basta un solo mago, ma si muovono potenti «cupole» degli operatori dell'occulto che ricevono compensi elevatissimi e riescono a provocare ingenti crolli economici. Scrive la prof. Cecilia Gatto Tocchi: «In moltissime piccole e medie aziende è presente un consulente specifico in magia che opera nell'ombra, sotto l'etichetta di "consulente" («L'Europeo», 13-19 marzo 1991, 47)». 

Il ritornello «È roba da medioevo» è il «Valzer per la povera gente» come cantava Odoardo Spadaro. Perché i pesci grossi: politici, industriali, managers, divinità del cinema e dello spettacolo, a questa gente ci ricorrono. Eccome! 

 A livello molto più modesto, ma frequentissimo, si commissionano malefici per la distruzione economica di piccole attività commerciali, di laboratori artigianali, di negozi. A motivo di lotte nella divisione di beni familiari, di soci che si separano da attività condotte insieme, per l'invidia tra famiglie quando magari una emerge sull'altra, per la villa lussuosa, per la rivalità nel lusso del vestire delle signore e cose simili. Qui i prezzi sono più modesti, un milione o poco più.  L'effetto distruttivo avviene lentamente per lo scatenarsi di un meccanismo perverso e inarrestabile che porta a inspiegabili fallimenti. Clienti che inaspettatamente non pagano, errori di contabilità stranissimi, fallimenti di cui a volte gli stessi tribunali non riescono a capire il congegno. 

Riprendiamo ancora alcune parole di don Amorth: «Negozi affollatissimi che, di colpo, vengono disertati e nessuno più ci mette piede; incapacità a trovare lavoro, spesso per motivi umanamente assurdi. Ho visto famiglie agiatissime cadere nella più nera miseria per motivi inspiegabili; professionisti avviati, di colpo si sono trovati sul lastrico. In una parola: inspiegabili passaggi dalla normalità economica alla miseria, da un lavoro intenso alla disoccupazione» (G. Amorth, Un esorcista racconta, cit., p. 70). 

 Sui «negozi affollatissimi che di colpo vengono disertati» va data una spiegazione che si direbbe curiosa se non fosse tragica. 

Quello dei negozi, ristoranti, empori che di colpo perdono completamente i clienti è un fatto che avviene più frequentemente di quanto non si pensi. Ma è difficile poter difendere i titolari perché gli operatori del male fanno il paziente lavoro di sviare di volta in volta l'eventuale cliente e quindi ci si trova di fronte all'imponderabile. Normalmente, nella nostra azione liberatrice, si scopre chi è colpito e su questi si agisce con il nostro ministero, mentre in questi casi non è possibile prevedere quale sarà l'eventuale cliente che va difeso dallo sviamento che lo spinge a non entrare nel negozio; 

 l'attività satanica, scatenata nel portare l'uomo verso lo sfacelo e la disperazione, trova una piacevolissima esca nel creare tragiche situazioni di difficoltà economica. Ho visto tanta gente piangere e spesso essere spinta al suicidio per non sapere più dove prendere i soldi per sopravvivere e tappare i buchi di pesanti scadenze. C'è stato perfino chi, per poter dare da mangiare qualcosa ai figli a mezzogiorno, è ricorso all'espediente di andare a comprare qualche cosa e ha finto, di fronte al negoziante, di aver dimenticato il portafoglio, chiedendo di pagare il giorno dopo. Si creano situazioni veramente tragiche. 

2. Voglia di morire 

Il caso più paradossale che ho incontrato nell'ambito della depressione nerissima e totalizzante che satana riesce a inculcare nelle sue vittime, è quello di un giovane. Mi confessò che lui voleva assolutamente morire, ma ogni volta che tentava il suicidio, per un verso o per l'altro, non riusciva a portarlo a compimento. Era così forte questa spinta che, non riuscendo a realizzarla, era diventata come una psicosi cronica, che lo tormentava maledettamente. Mi disse: «Vedi, se uno mi garantisse che tra due mesi io sicuramente ci riuscirò, già mi tranquillizzerei e respirerei un po'». 

Satana ormai vive di una totale disperazione senza prospettive e cerca di comunicarla e trasferirla sugli uomini con abilissime suggestioni: sembra che ormai tutto crolli, che tutto sia finito, che il resto della vita sarà peggiore del momento presente, che non ci si possa più fidare di nessuno, che la malattia lo porterà alla morte, che non troverà più un po' di amore da nessuno. Il nero del nero, nel modo più nero possibile. Una siringa carica di droga inietta per qualche momento un paradiso artificiale, il demonio invece inietta in modo permanente un inferno artificiale. 

In questa situazione si accetta di essere un «vinto». Dio stesso, si pensa, non è più capace di liberazione, altrimenti lo farebbe: se non lo fa è chiaro che il male è più forte di lui. A questo punto il suicidio, o almeno il tentativo del suicidio, diventa lo sbocco naturale. 

3. Rumori 

Quando la presenza del male ha una certa consistenza, si avvertono normalmente anche dei rumori. Il rumore ha un senso preciso: testimonia e avverte che c'è in casa o in ufficio una presenza strana, che non si vede perché, essendo spirituale, l'occhio non la percepisce. E allora è il rumore che ti avverte: «Tu non mi vedi, ma io ci sono e sto qui per farti del male». 

Vediamone alcuni aspetti. 

 I rumori sono di forma svariatissima: scricchiolio di mobili, colpi ripetuti sistematicamente sugli sportelli dei mobili stessi, sulle sponde del letto, sul soffitto della camera. Passi strani come di qualcuno che cammina sul piano superiore, porte che si aprono e si richiudono da sole, sgabelli o altri oggetti che si muovono e cambiano posizione, vibrazioni delle ante, finestre, tapparelle ed altri. 

 Quale importanza si deve dare a questi fenomeni? Di per sé sono la cosa più innocente e assolutamente innocua che gli spiriti del male possono fare. Non portano nessun effetto negativo, né alcun male, anche se creano una fortissima suggestione. Se uno non li calcolasse, di per sé non porterebbero alcun danno. Ma quell'elemento incontrollabile che è la paura fa in modo che la persona si agiti, si spaventi, non dorma, perda la pace. E se uno dice: «Mamma mia che paura!» si accorge che crescono di intensità, perché la finalità che si vuole raggiungere è proprio quella. Bisognerebbe non prenderli in considerazione e cercare di conviverci come si convive con i rumori delle macchine che passano sotto casa. 

 E chi non riesce a fare così? Bisogna invocare il nome di Gesù e anche quello di Maria, chiedere la protezione dei santi Angeli, aspergere di acqua santa i punti dove i rumori avvengono. Ma soprattutto avere la certezza che, man mano che si cammina nell'incontro col Signore con una vita di fede sempre crescente, questi rumori spariranno. Molti dei miei clienti hanno imparato a prenderli come termometro della loro vita spirituale. Mi dicono: «Dopo un po' che avevamo iniziato a venire alle riunioni erano scomparsi. Ma ora cominciano a sentirsi di nuovo perché, presi dal lavoro, abbiamo ridotto il tempo alla preghiera; bisogna che ricominciamo a pregare di più». Chiarissimo! 

4. Altre manifestazioni 1. 

Il telefono. Uno strumento nuovo che la prassi della vecchia magia non conosceva è il telefono. Il contatto fisico è determinante per rendere più forti e operanti i disturbi. Questo mezzo così usato nella nostra civiltà lo realizza con facilità. Lo stregone chiama la vittima per telefono, la persona risponde regolarmente «Pronto» ma dall'altra parte nessuno risponde. Il contatto con la persona che ha risposto è sufficiente per scaricargli addosso una ondata malefica. In genere non ci si rende minimamente conto di questo fatto e si richiude tranquillamente il telefono: «Ma, non risponde nessuno». Intanto però il contatto voluto è avvenuto. 

2. Il freddo. Scrive padre Pio in una sua lettera del 28 giugno 1912 al direttore spirituale: «Alle cinque del mattino, allorché quel "cosaccio" (cioè il diavolo) andò via, un freddo si impossessò di tutta la mia persona da farmi tremare da capo a piedi». Normalmente noi immaginiamo che questi diavolacci escano dai forni ad altissima temperatura dell'inferno. Ci può perciò sembrare strano che la loro presenza generi sensazioni di freddo. Invece è così. I brividi di freddo e anche il sentire sistematicamente freddo (quello che a volte diciamo: «sono sempre tanto freddoloso»), spesso sono dei segni della loro presenza. Paolo in Col. 1,13 dice: «Il Signore ci ha liberati dal potere delle tenebre»: è probabile che gli spiriti del male, vivendo in un mondo di tenebre, dove non ci può essere che oscurità e freddo, lo comunichino poi agli altri. 

3. Il soffio. Nei casi in cui la presenza di satana è forte si manifesta come un soffio di vento. La Bibbia usa spesso il termine aramaico Ruah che significa indistintamente «spirito» o anche «vento». Il motivo è che tutto ciò che è spirituale sfugge alla percezione dei sensi dell'uomo. Il vento è qualcosa di impercettibile, almeno secondo la concezione di quei tempi, per cui è l'elemento che può meglio significare la presenza di qualcosa di spirituale. Disse Gesù a Nicodemo: «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito» (Gv 3, 8). La sera di Pasqua, Gesù volle far dono dello Spirito agli Apostoli, perciò: «Alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20, 22). Nel racconto della discesa dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste si dice: «Veniva dal cielo un rombo, come di vento che si abbatté gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano» (At 2, 2). Questi ed altri testi simili insinuano che le presenze spirituali si manifestano sotto forma di vento e questo vale anche per gli spiriti cattivi, perché sono anche loro entità spirituali. 

4. Gli animali. È certo che i demoni possono prendere possesso degli animali nei modi più svariati e servirsene per poter infastidire e colpire gli uomini. Si sa che, per confezionare le fatture, molte volte ricorrono alle interiora degli animali, a volte seppelliscono animali interi nei pressi delle abitazioni. Una volta i dirigenti di una società di calcio mi volevano costringere ad andare ad esorcizzare gli angoli del campo, perché, secondo loro, i tifosi della squadra avversaria, per poter vincere la partita, avevano fatto seppellire da un mago quattro rospi, appunto agli angoli del campo. Anche gli animali domestici, come cani e gatti, possono a volte dare segni strani perché invasati dalle forze del male. 

Ma facciamo il punto sui famigerati gatti neri che ci attraversano la strada. Si dice che quando Garibaldi fece lo sbarco dei Mille in Sicilia, uno dei suoi ufficiali, che era un gran mangiapreti, diede questo ordine ai suoi soldati: «Se vedete qualcosa di nero sparate, potrebbe essere un prete». Spero che leggendo queste righe qualcuno non concluda: «Se vedete un gatto nero sparate, potrebbe essere un diavolo». Il colore del pelo in queste cose non c'entra. Nel modo più assoluto!

Sacerdote Esorcista Raul Salvucci 


sabato 7 marzo 2026

Cosa fare con questi diavoli

 

I SINTOMI DELLE PRESENZE MALEFICHE


DOMANDA: Molte persone, trovandosi in situazioni strane, si domandano se si può con certezza capire quando alcuni mali vengono dall'occulto o quando invece dipendono da una normale malattia. A volte questo problema diventa ossessionante. Ci sono dei criteri sicuri per avere delle certezze a questo riguardo? 

R. - La risposta è sempre difficile, anche perché spesso si tratta di tutte e due le cose mescolate insieme. Desiderando aiutare quanti sono angosciati nella ricerca e vogliono raggiungere punti di certezza per sapere come regolarsi, mi avventuro esponendo una difficile casistica, che ha bisogno di alcune precisazioni preliminari. 

1 - La grande varietà: i fenomeni sono molto variegati - La diversità dipende dalla combinazione di tre fattori: le caratteristiche fisiche e psichiche della persona colpita; il modo diverso di operare dei maghi; la diversità dei demoni che hanno diversi temperamenti e comportamenti personali. Don Gabriele Amorth, nel suo libro già citato, scrive: «Avvertiamo che non esistono mai due casi eguali. Il comportamento del maligno è quanto mai vario e imprevedibile».

2 - Un sottofondo comune: pur nella diversità resta sempre una specie di comune denominatore che, a grandi linee, consente di tracciare un elenco di fenomeni ricorrenti, fornendo la possibilità di raggiungere una certa sicurezza. 

3 - L'aspetto più difficile è che alcuni fenomeni, in particolare quelli di carattere nervoso, a volte sono simili a quelli causati da una normale malattia. In qualche caso possono addirittura sommarsi. Così possono darsi dei casi in cui distinguere, per esempio, tra la schizofrenia e disturbi malefici sembra impossibile; bisogna allora ricorrere ad altri elementi collaterali che aiutano a fare una sicura diagnosi. Giova molto il «discernimento» di cui parlerò più avanti. 

4 - Diversità d'importanza: non tutti i segni hanno uguale valore. Quelli fondamentali per una diagnosi dell'attività delle forze del male sono soprattutto tre: la testa, lo stomaco, l'avversione al sacro. Nell'elencazione che segue questi tre sono messi per primi. 

1. La testa 

L'attacco notturno. La testa viene colpita incessantemente di giorno e di notte. Ma l'attacco fondamentale e più decisivo per la distruzione della mente (psiche) e di riflesso poi di tutto il corpo, viene inferto nella notte, perché durante la passività del sonno le forze del male possono agire più comodamente. Strumenti ordinari di tali disturbi sono gli oggetti fatturati che vengono immessi nei cuscini, in modo che il contatto diretto con la testa renda più forte ed efficace la loro radiazione malefica. 

I sintomi nei disturbi del sonno sono: difficoltà ad addormentarsi, risvegliarsi presto e non prendere più sonno, avere incubi, sognare cioè cose brutte e angoscianti che si imprimono con forza nella mente generando spavento, come sensazioni di cadere dall'alto, guidare una macchina che non si riesce a controllare, vivere una situazione paurosa dalla quale non c'è via di scampo. È tale la forza di questi incubi che spesso risvegliano il paziente lasciandolo in uno stato di paura e di sconvolgimento. 

Questi sintomi possono esserci tutti o solo in parte, secondo la costituzione dei vari organismi. Quel che conta, per capire se sono fatti naturali o no, è quello di guardare alle conseguenze che si riscontrano quando la notte finisce: quando è ora di alzarsi per affrontare gli impegni della giornata, ci si sente più stanchi e sfiniti di quando si è andati a letto. Il sonno non solo non è stato riposante, ma ha creato un senso di sfinitezza generale su tutto il corpo, per cui non ci si vorrebbe alzare. Alzandosi, diventa difficilissimo affrontare e portare avanti i normali impegni che prima si facevano con una certa soddisfazione, poiché ora diventano una ininterrotta tortura. 

Perché questo accanimento nella notte? 

Nella testa c'è la centralina di tutti i comandi che regolano e ordinano il movimento di tutte le parti del corpo. La funzionalità di questo centro di comando e di controllo è assicurata dal ricambio che avviene durante il periodo del sonno: quando si perde in quantità notevole il sonno, non si ha più la potenza per agire normalmente. Perciò l'attacco sistematico al sonno è il principio di distruzione della vita ed elimina gradualmente nel soggetto colpito la possibilità di ogni resistenza all'azione demolitrice degli spiriti del male. L'attacco all'organo centrale della nostra vita psichica e vegetativa apre la porta al potere di trascinare una persona dove si vuole. 

Effetti dei disturbi del sonno. Quando tutte le notti, senza interruzione si subisce una tale violenza, non è soltanto il fisico a subirne le conseguenze, ma è anche e soprattutto la resistenza psichica a crollare, con una catena di conseguenze che non è facile catalogare. Provo tuttavia a farne un elenco: 

perdita della personalità e della libertà per il proprio comportamento. Dopo la devastazione del recupero, che un buon sonno dovrebbe offrire, si indebolisce la capacità di controllo e di autonomia, cosicché gli influssi spiritici fanno da padroni.

Così si spiega, per esempio, la completa inversione di tendenza del bravo marito che si sente stranamente attratto dalla donna estranea che ricorre a questi mezzi. Un marito ottimo, sereno e affettuoso, attaccatissimo ai figli, molto legato alla moglie, di colpo non si riconosce più. Non ama più, non vede più i figli, soffre di stare in casa, si chiude in se stesso, sembra inebetito, non dorme più i suoi sonni tranquilli, tradisce un interno contrasto. È come se una forza invisibile, di cui lui stesso non capisce la provenienza, lo portasse a fare ciò che non vorrebbe. 

Bisogna precisare che, in questi casi, la perdita della capacità di volere non è totale come nell'ossessione diabolica, ma è talmente forte che, se non c'è un carattere consolidato unito a una difesa religiosa, non si è capaci di resistere. Tanta comprensione e tanta delicatezza verso chi attraversa questi traumi è indispensabile per evitare il peggio; 

- la mente è sconvolta. Una continua «suggestione mentale» la tiene continuamente in opera di giorno e nelle ore di insonnia della notte. Pensieri falsi, interpretazioni distorte, risentimenti, immaginazioni al di fuori di ogni realtà martellano la testa per giorni, per mesi, e alla fine riescono a imporre false certezze che al momento opportuno esplodono e diventano dirompenti, con espressioni e comportamenti incomprensibili a chi li recepisce. È un vero martirio che, quando arriva al culmine, scatena atteggiamenti violenti, rabbiosi, asociali soprattutto con i familiari, e apre purtroppo la via a ricoveri in reparti di psichiatria o a prescrizioni di forti dosi di psicofarmaci, che in questi casi non risolvono nulla, anzi attenuano la capacità di reagire alle forze del male; 

- questa agitazione mentale crea la «deconcentrazione», cioè l'incapacità di fermare la mente per concentrarsi sulle cose da fare. Chi lavora in ufficio non combina e commette pericolosi errori. Il ragazzo che va a scuola non riesce ad applicarsi, la mente sfugge continuamente dalle pagine del libro e quel poco che si è letto viene subito cancellato dalla forza dei pensieri inutili che tengono banco; in genere in questi casi i genitori dicono inconsapevolmente che non ha voglia di studiare, ma poi aiutati ad approfondire, riconoscono che il ragazzo non riesce proprio ad applicarsi; 

- la stanchezza mentale genera un senso di avvilimento che investe la persona: la rende abitualmente triste, la porta a rinchiudersi sempre più in se stessa, le crea la sensazione che tutto stia crollando, che ormai non potrà andare più avanti. Nei momenti più acuti, tutto diventa più nero del nero e la catastrofe totale sembra ormai inevitabile. Questo stato a volte diviene l'anticamera del suicidio; 

- la mente così turbata porta indirettamente a un altro fenomeno: la ricerca del letto, chiudendosi in camera anche nelle ore del giorno. Oggi il caso di giovani e ragazzi che gradualmente restringono la loro vita a questa forma solo vegetativa, rifuggendo da ogni impegno e dal frequentare la vita sociale, è sempre più frequente, man mano che dilaga maggiormente il ricorso alle forme dell'occulto. In questi casi il letto attira sempre, perché nel letto o nel cuscino c'è qualcosa di fatturato che richiama la persona, al fine di poter continuare a sprigionare su di lei la sua azione malefica anche nelle ore in cui normalmente non si dovrebbe stare a letto. Chi va soggetto a queste cose deve tener presente la regola che nel letto e nella camera ci deve stare il meno possibile. Deve cercare invece di evadere dalla casa, uscire all'aperto, cambiare ambiente, creare rapporti sociali e di incontro.

Sacerdote Esorcista Raul Salvucci


venerdì 25 luglio 2025

Cosa fare con questi diavoli

 


LE PRESENZE 


Durante un colloquio con una signora, ebbi la chiara sensazione che a un certo punto lei non mi seguisse più nel ragionamento. Domandai: «Hai capito bene quello che ti sto dicendo?». Rispose: «Mi ripeta per favore, padre, le ultime sue espressioni, perché in questo momento lo spirito mi stava dicendo alcune cose e non ho capito quello che diceva lei». Più simpatico ancora il fatto di una ragazza che mi interruppe mentre parlavo dicendomi: «Lo spirito mi suggerisce di dirti che sei un imbecille». Risposi con calma: «Digli che gli ricambio volentieri il complimento». 

Nel dilagare dei fenomeni occulti, diventa sempre più frequente, anche se non è una esperienza nuova, il fatto delle cosiddette «presenze». Sono molte le persone che sentono interiormente parlare delle presenze invisibili che le accompagnano ininterrottamente. È come uno strano compagno di vita e di viaggio che ti affianca in continuazione, si interessa della tua vita e dei tuoi problemi, parla, ti spiega, ti consiglia e, anche volendo, non riesci a liberartene. 

Un grande esperto, come il padre Matteo La Grua, riesce ottimamente a fare una variegata panoramica su di un fenomeno così particolare. 

«Un punto difficile di diagnosi restano sempre le presenze estranee che si autorivelano. Anche sotto il profilo teologico la questione non si può dire risolta. Nel corso della preghiera si presentano delle entità, le più diverse, come talvolta avviene nelle sedute spiritiche. Parlano in lingua volgare, nel dialetto del luogo o in altri dialetti, spesso in lingue, francese, inglese, tedesco, giapponese, arabo, qualche volta correttamente, più spesso approssimativamente. 

Le entità si qualificano come persone morte, di epoca recente o anche antica, in incidenti di strada o di lavoro, più spesso uccise. Appartengono alle più disparate categorie sociali, professionisti, operai, commercianti, casalinghe, pastori, contadini, soldati, preti, frati, suore. 

Narrano i particolari della loro vita prima della loro morte violenta, dando le loro generalità, che tante volte alla verifica risultano vere, altre volte invece false. 

Alcuni di questi «individui» sono entrati spontaneamente, altri sono stati mandati, o per fare del male o per proteggere una persona. Alcuni si mostrano cattivi, pieni di livore e di odio, altri invece si mostrano buoni, religiosi, credenti in Dio. Altri si dicono dannati per sempre, in attesa di cadere nell'inferno, altri invece sono in viaggio verso Dio, come in uno stato di purificazione. Tanti esortano la persona a fare opere buone, persuasi che le opere buone della persona posseduta giovino anche a loro. Ne ho incontrati di quelli che, rammaricati di non poter amare Dio, tentano di avvicinarsi a lui e di sentire l'eco dell'amore nella persona posseduta. Spesso aiutano la persona a pregare, pregano essi stessi nella persona rispondendo con devozione alle preghiere, o anche pregando spontaneamente. 

Alcuni, che si qualificano inviati da Dio, indicano lo stato in cui si trova la persona posseduta, quanti spiriti ha in corpo, e danno consigli per liberare la persona. Tanti domandano suffragi, e quando si è pregato per loro mostrano quiete, gioia, e ringraziano l'orante» (M. La Grua, La preghiera di liberazione, cit., p. 72). 

Il fenomeno delle «presenze» crea un interrogativo che ha anche una grande importanza sul piano pastorale: «Sono sempre e solo i demoni che in modo ingannevole cercano di avvicinarsi all'uomo o invece ci sono "spiriti vaganti” di uomini che, non trovando pace dopo la loro morte, sono alla ricerca di una compagnia umana a volte con scopi positivi, a volte invece con scopi devastanti?». 

Mons. Corrado Balducci scrive: «In questo campo di supposizioni circa la presenza del preternaturale, vorrei avanzare una eventualità, che ha vari motivi per essere sospettata come non solo possibile ma reale. Certi disturbi strani, persistenti non potrebbero anche far pensare a volte alla presenza di anime di defunti? Non potrebbe essere questa una maniera per attirare la nostra attenzione, per chiedere suffragi, particolari preghiere, o altro?... 

Non sappiamo, per altro, quali siano i modi più o meno opportuni, cosa possa essere congruo o non congruo a certe entità, quali sono le anime dei defunti, per manifestarsi o meno, per farsi o meno sentire presenti, dal momento che esse vivono in una situazione e in categorie completamente diverse e da noi, inimmaginabili, trattandosi del regno dello spirito: sappiamo poco o nulla di loro, della loro parentesi purgativa più o meno lunga e di quelle che in purgatorio fossero nello stato più grave e più tragico, senza per questo pensarle all'inferno, dal momento che di nessuna possiamo affermare con certezza che vi sia» (C. Balducci, Il diavolo, cit., p. 323). 

La supposizione che almeno nella gran parte di questi casi non si tratti di autentici demoni, ma di spiriti vaganti in difficoltà, nasce dalla marcatissima diversità che c'è tra l'indemoniato e colui che invece sente le presenze: 

nei casi di ossessione i demoni manifestano violenza, odio, rabbia, linguaggi e gesti di incredibile forza e potenzialità negativa; al contrario il rapporto con le presenze non è mai violento, anche se spesso fastidioso. A volte è addirittura sereno e finalizzato a offrire un sincero aiuto. 

Sembrerebbe perciò più logico escludere i demoni e pensare a spiriti vaganti. 

Ma c'è un però... E il però viene da una paroletta latina di tre sole lettere: «mox» che significa «subito». Il Concilio Ecumenico di Lione del 1274, sotto il titolo «Sorte dei defunti» (numeri 856-859), dice che, dopo la morte, le anime dei defunti vengono «subito» (mox) assegnate al loro destino eterno di salvezza o di perdizione. Questa affermazione è stata successivamente ripresa con parole quasi identiche dal Concilio Ecumenico di Firenze del 1439. 

Dunque la dottrina della chiesa non ammette questo libero e indiscriminato vagare degli spiriti umani dopo la loro morte? Il discorso rimane aperto e andrebbe affidato ai teologi, che in questi tempi però sembrano in tutt'altre faccende affaccendati. 

La questione, come dicevo, ha una notevole rilevanza sul piano pastorale. L'esorcismo, che ordinariamente usiamo anche in questi casi, forse non è un mezzo idoneo perché espressamente diretto contro gli angeli ribelli. Che fare allora? Io penso, e lo dico quando mi capitano questi casi, che bisogna ricordare l'inizio del nostro Credo: «Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili». 

Iddio è creatore e signore di tutte le realtà, anche invisibili e di qualunque genere siano. Perciò affidarsi a lui, con la preghiera e con la fiducia, è sempre efficace per ottenere la liberazione dalle strane «presenze». 

Sacerdote Esorcista Raul Salvucci 


domenica 9 febbraio 2025

Cosa fare con questi diavoli

 


 IL MALOCCHIO 


«Padre. potremmo star tanto bene, ma pare che tutte le cose vadano storte, perché siamo tanto invidiati». «La cartomante ci ha detto che le nostre cose non vanno perché abbiamo addosso il malocchio di persone che non ci possono vedere». «La goccia d'olio in mezzo al piatto con l'acqua si disintegra subito perché siamo tanto invidiati». 

C'è un foltissimo sottobosco di temute realtà malefiche che si indicano con la parola «malocchio» o anche con «invidia», «iettatura» e «scalogna». Cosa pensare? 

Don Gabriele Amorth scrive: «Il malocchio consiste in un maleficio fatto da una persona per mezzo dello sguardo. Non si tratta, come certuni credono, del fatto che certe persone portino scalogna se ti guardano storto; queste sono storie. Il malocchio è un vero maleficio, ossia suppone l'intenzione di nuocere a una determinata persona con l'intervento del demonio. Di particolare c'è il mezzo che viene usato per portare a compimento l'opera nefasta: lo sguardo. Ne ho avuti pochi di casi e non completamente chiari» (G. Amorth, Un esorcista racconta, cit., p. 124). 

Per mons. Balducci il malocchio non esiste. 

«Ben diverso dal concetto di mago è quello dello iettatore, un individuo cioè la cui stessa presenza provoca inconvenienti, disguidi, malefici. Ovviamente non esiste in ciò alcun fondamento; il far considerare in tal modo una persona può dipendere da un particolare episodio, da una strana coincidenza rilevata da qualcuno, che poi comincia a parlarne, se ne diffonde la voce e l'individuo finisce per essere uno che 'porta iella'. 

Per altri questo potere malefico viene limitato agli occhi, il suo sguardo è portatore di male: si ha così il malocchio» (C. Balducci, Il diavolo, cit., p. 318). 

Personalmente, per molto tempo non ho creduto a queste cose e spiegavo alle persone che me ne parlavano che, se io guardo con cattiveria o con invidia una persona, non è possibile che poi questa si senta male. Ho avuto poi la possibilità di parlarne con calma con il noto esorcista palermitano, Matteo La Grua, figura venerabile che in questo campo può essere definita: «maestro di color che sanno». Egli mi convinse che il «malocchio» è una realtà. 

Si tratta, mi spiegò, di persone che sono portatrici di negatività. 

Potrebbero anche saperlo, ma a volte non se ne rendono neppure conto. Di fatto poi scaricano presenze cattive e di disturbo su persone che incontrano. Non su tutte però, ma su quelle che per sensibilità o per debolezza psichica sono recettive. 

Se in un secchio d'acqua immergo una sbarra di ferro, non si impregna affatto; se vi immergo un pezzo di legno, si impregna un po', ma se ci metto dentro una spugna, si riempie d'acqua. Sono i soggetti «spugna», che, a causa prevalentemente della loro sensibilità, assorbono queste negatività e stanno male. Basandomi su queste spiegazioni, ho poi potuto capire molte situazioni delle quali prima non riuscivo a capirne il senso. 

È necessario precisare la diversità di questa forma malefica dal maleficio. 

1 - La fattura o maleficio è molto più forte e sistematica e ha sempre bisogno di oggetti fisici fatturati. Il malocchio è molto più leggero e non è legato a oggetti fatturati. Ogni qualvolta si riscontrano oggetti nei cuscini, a casa, nello stomaco, vuol dire che si tratta di maleficio. Il malocchio invece è semplicemente un influsso cattivo che viene comunicato di volta in volta attraverso i vari incontri. 2 - Pur essendo il malocchio più leggero, ha un aspetto terribilmente pericoloso. Comunicandosi con lo sguardo, in genere opera su persone con cui ci si incontra abitualmente, e a ogni incontro si rinnova l'influsso cattivo. Quando avviene su persone che abitano nello stesso condominio o nello stesso ufficio o laboratorio diventa una vera tortura. Quando, come succede spesso, si riesce a identificare da chi proviene, scatta il processo di «suggestione» di cui ho parlato già, e la vita della persona colpita diventa un vero calvario, un vero calvario, specialmente per chi si trova a vivere in diretto contatto a causa del lavoro, dell'abitazione o della parentela. L'identificazione della persona portatrice può avvenire tenendo conto che (sia che ne sia cosciente o anche ignara) soffre già in se stessa della presenza delle negatività che poi scarica sugli altri. Quindi non è mai serena, ma triste e inquieta, con uno sguardo poco rassicurante e modi di comportamento per niente accattivanti. 3 - La difesa sarebbe molto semplice, se non subentrasse appunto una suggestione cronica. È un influsso momentaneo che può essere allontanato portando addosso qualche medaglietta o immagine sacra benedetta. É bene premunirsi con una breve preghiera prima dell'eventuale incontro, se è possibile preventivarlo, facendo dopo l'incontro un atto profondo di fede in Gesù e nella sua potenza di salvezza, con altre invocazioni anche a Maria o ai santi; poi subito divagarsi, non pensarci, interessarsi di altre cose. Ottima cosa è anche quella di pregare il Signore per chi emana questi influssi. 

Sacerdote Esorcista Raul Salvucci 


domenica 8 settembre 2024

Cosa fare con questi diavoli

 


COME OPERA SATANA


SCARICARE SUL PUNTO PIÙ DEBOLE 

Chi in qualsiasi modo ha avvicinato esperti del mondo dell'occulto, è rimasto sorpreso da una espressione che si ripete costantemente: il male si scarica e attacca i punti più deboli. 

È una legge importante che bisogna conoscere per orientarsi e difendersi dagli attacchi malefici. 

Che cosa è il punto più debole? Anche nell'economia degli uomini c'è una legge che invita a ottenere «il massimo risultato, con il minimo sforzo». 

Bisogna ora fare uno sforzo mentale per entrare nel mondo spirituale, che è sostanzialmente diverso dal nostro. Stranamente è la recente scoperta dei computer che, per analogia ci aiuta ad entrare più in profondità. 

Queste macchine hanno la capacità di immagazzinare centinaia di milioni di dati, come un'intera enciclopedia in una ridottissima superficie. Inoltre può confrontarli ed elaborarli fornendo i risultati in tempi rapidissimi: cosa impossibile alla mente umana. Il computer, prodotto della tecnica, ci apre inaspettatamente spiragli di comprensione dell'invisibile mondo spirituale. 

Gesù nel Vangelo, per significarci le infinite capacità di Dio nel seguire tutto il creato, dice che «perfino i capelli del nostro capo sono contati» (Mt 10, 30). Se si pensa che ci sono cinque miliardi di uomini, i quali per regola dovrebbero avere cinque miliardi di teste, il calcolo di tutti i loro capelli evidentemente non può essere fatto con la nostra tavola pitagorica. 

Certamente gli spiriti del male non hanno la capacità di Dio, ma essendo ugualmente di natura spirituale, riescono in un attimo a raccogliere un'infinità di elementi su cose, circostanze, situazioni, spostamenti, amicizie, inimicizie, interessi, comportamenti della persona da colpire e, operando una rapidissima sintesi più veloce dei nostri computer, vedono e stabiliscono come agire con la massima rapidità ed efficienza. Aggiungo ora qualche esempio. 

Quando debbono distruggere una famiglia, se il marito ha una costituzione che offre resistenza, scaricano sulla moglie o viceversa; se la resistenza viene da tutti e due, scaricano sui figli. 

Ho ricevuto tante persone che vengono con bambini colpiti da fenomeni inspiegabili. Il maleficio costa soldi: chi mai può ricorrere al mago e pregarlo di far star male un bambino? Evidentemente il male era indirizzato agli adulti, ma poi si è scaricato sul bambino per la sua fragilità. 

Comprendere questo è importante. Vengono spesso delle nonne che portano a benedire il nipotino perché hanno sentito dalla maga che risente di un male fatto al padre, il quale immerso nel suo lavoro commissiona alla suocera di sbrigarsela cercando l'esorcista. Se veramente le cose stanno così, pregare sul bambino non serve a niente, perché appena tornato a casa ricade sotto l'influsso negativo del padre. È il padre che deve muoversi per farsi liberare: poi automaticamente il bambino starà bene. 

Altro esempio. 

Un maleficio ordinato per un uomo sposato, da una donna che vuole toglierlo alla moglie e portarlo a vivere con sé, oltre all'attrattiva irresistibile che provoca sull'uomo verso l'amante, colpisce anche la moglie, perché ciò è necessario per facilitare l'operazione. 

Conoscendo profondamente la psicologia dei due, il maleficio utilizza i punti deboli, spingendo la moglie a usare nei confronti del marito già in crisi, parole e atteggiamenti che lo spingono piuttosto ad allontanarsi da casa, anziché aiutarlo a rimanere in famiglia. Moltissime signore, che avevano in questo modo perduto il marito, hanno ammesso con rammarico, dopo la spiegazione, di aver contribuito involontariamente, con il loro atteggiamento, a farlo andare via. 

Va aggiunto, per inciso, che in questi tantissimi casi, oggi così frequenti, la moglie non solo perde il marito, ma lei stessa rimane colpita e legata alle forze del male anche dopo la separazione. Il marito lo perde, ma il maleficio le rimane addosso rendendo doppiamente drammatica la sua situazione. Deve quindi farsi premura di ricorrere ai  mezzi spirituali per liberarsi dalle presenze negative. 

 

DOMANDA: Dopo queste spiegazioni, viene la curiosità di chiedersi: se è vero che gli spiriti del male sono così numerosi e potenti, perché sono così attenti a economizzare le loro energie? 

R. - Si può avanzare una ipotesi: l'infinito odio che ormai li pervade, li spinge ad agire con la massima rapidità nell'eseguire la commissione malefica ricevuta. Come facciamo noi quando abbiamo fretta: siamo attenti a scegliere la strada più corta. Questo spiegherebbe anche perché nel far arrivare materiale fatturato nei cuscini o nello stomaco, usano mezzi naturali finché possono e mezzi preternaturali là dove con questi non arrivano. 

Sacerdote Esorcista Raul Salvucci

mercoledì 1 maggio 2024

Cosa fare con questi diavoli



Cosa fare con questi diavoli 


UNA SUOCERA PER PARAFULMINE

Due coniugi mi raccontarono un giorno che, girando per vari fattucchieri, avevano saputo da tutti che a loro era stato fatto del male in modo molto forte. 

Però riscontravo un po' stupito che, in effetti, i pochi disturbi accusati non corrispondevano a quello che avrebbero dovuto subire in relazione a quanto era stato fatto contro di loro. 

Ad un certo punto la signora mi disse: «Ma noi in casa abbiamo la suocera che è veramente una santa: «lo riconoscono anche i nostri vicini. È tanto umile e disponibile, prega tutto il giorno». «Signora - le dissi - preghi Dio che vi conservi a lungo la suocera, perché è lei il vostro parafulmine». 

DOMANDA: Dunque secondo te è certo che, se non ci sono ostacoli da parte delle difese religiose, sono in grado di uccidere le persone. Ma con quali mezzi eseguono la pena di morte? 

R. - Attraverso due vie: 

 o agendo sul fisico  o provocando qualche disgrazia. 

Gli spiriti del male, come spiegherò meglio più avanti, hanno una percezione preternaturale di moltissimi elementi che noi invece ignoriamo: coordinando questi elementi raggiungono facilmente i loro scopi. 

Noi per esempio, non sappiamo ancora come e perché si produce un tumore nel corpo. Loro invece lo sanno e se c'è una persona che ha predisposizione per questa malattia, che si potrebbe sviluppare in avvenire, ne stimolano gli agenti fisiologici adeguati perché avvenga quasi subito; per esempio attraverso una alimentazione sbagliata, medicine sbagliate, analisi che non corrispondono. 

Se individuano un punto debole nel sistema cardiocircolatorio, mettono in opera stimoli rovinosi: eccessivo uso dell'alcool o di cibi errati, vita stressante, catastrofi inspiegabili sul piano economico, odio e irritazione. E l'infarto arriva. 

Ma possono procurare la morte anche attraverso una disgrazia. 

Nella carambola del traffico caotico e violento di oggi, non è difficile spingere la vittima, che guida la sua auto, verso un incidente mortale. In un momento di rischio in cui ci si potrebbe salvare soltanto con una grande presenza di spirito, una forte suggestione, uno stato di nervosismo sconvolgente, tolgono la prontezza necessaria e l'impatto mortale avviene. Chi ha visto quale potenza sprigionano queste forze del male negli ossessi, capisce che questo per gli spiriti è soltanto un gioco. 

Infine la morte può essere procurata anche spingendo la persona al suicidio dopo averne debilitato la psiche con suggestioni, incubi, insonnia, stress. Di persone che pensano al suicidio o hanno tentato di farlo, magari senza esito, ne incontriamo molte. 

 

DOMANDA: Siamo stati da una maga che ha detto che a mio marito hanno fatto una fattura a morte e che tale morte sarebbe avvenuta con un incidente. Qualche giorno fa mio marito, che ordinariamente ritorna dal lavoro per l'ora di cena, non si faceva vedere: l'abbiamo atteso con ansia crescente, fino al punto che pensavamo di ricorrere alla polizia. Poi verso mezzanotte è arrivato tutto confuso e smarrito. Ci ha raccontato che aveva girato molto perché non riusciva a ricordare dove abitava. Ci ha detto anche che forme di leggero smarrimento mentre guidava le aveva avute anche in precedenza. Noi viviamo insieme con nostro figlio sposato, siamo tutti molto religiosi e praticanti. Come possono succedere queste cose e che cosa dobbiamo fare? 

R. - Può esser vero quanto affermato dalla maga sul modo in cui doveva avvenire la morte: debbono aver valutato che tuo marito poteva essere colpito sul piano di una certa debolezza mentale soggetta a suggestioni e confusione e hanno puntato lì per costruire l'incidente. Qualcosa però non ha funzionato: la vostra religiosità ha opposto una barriera. Il Signore vi ha protetto e più di tanto non hanno potuto ottenere. 

A questo punto cosa fare? 

Stringersi ancor più a Dio con una più intensa pratica religiosa e poi chiedere qualche benedizione da un esorcista. In casi simili, quando si avvertono rischi inspiegabili andando in macchina, è bene controllarla accuratamente in ogni parte, nel bagagliaio, nel vano motore, sotto i tappetini per vedere se ci sono oggetti strani che possano essere fatturati. 

Personalmente, dopo alcuni incidenti che ho avuto in modo inspiegabile, ho preso l'abitudine di fare dei controlli e ogni tanto ci trovo dentro delle «confezioni regalo» di chiaro stampo malefico. Le chiamo «regalo» perché per farle a me non prendono soldi... del resto lavoriamo nello stesso settore. 

 

DOMANDA: Non molto tempo fa incontrai un amico che era sconvolto per quanto era capitato a un suo cognato. Era andato da un mago il quale gli aveva rivelato che gli era stato fatto del male e che dopo sei mesi sarebbe morto. E, puntualmente, dopo sei mesi è morto. Tra i tanti poteri strani che hanno queste persone c'è anche quello di conoscere il futuro? 

R. -Ti ringrazio perché mi dai una conferma che la magia può uccidere. 

Riguardo al futuro si è concordi nel credere che i demoni non lo conoscano. Basterebbe l'affermazione di san Paolo (1 Cor 2, 7-8) che ho già citato sopra, nella quale si dice che i demoni uccidendo Cristo, non si rendevano conto di agire per la salvezza dell'uomo. 

Hanno però la possibilità, per il vantaggio che sono spiriti non legati alla materia come noi, di vedere e di coordinare tanti elementi che noi non conosciamo. Hanno inoltre la potenza preternaturale di agire a loro vantaggio su tante realtà, con una efficacia che a noi sembra incredibile. 

Proviamo a esemplificare: conoscono le conseguenze dell'ereditarietà che si trasmette di generazione in generazione e gli aspetti più profondi del nostro fisico e della nostra psiche. Sanno degli atteggiamenti ostili, anche se accuratamente nascosti, delle persone che ci stanno intorno e giocano con i loro piani contro di noi, utilizzandoli opportunamente. Agiscono sugli uomini e sulle apparecchiature perché analisi e accertamenti clinici siano falsati e questo capita con molta frequenza. Più di una volta ho consigliato a certe persone spaventate dai risultati stranissimi di certe analisi di ripeterle in laboratori privati e la paura è scomparsa. Approfittano di situazioni personali di stanchezza e di tensione dei medici perché facciano diagnosi sbagliate e assegnino medicine che invece di giovare, spingono alla rovina. 

Abbattono psichicamente il malato, perché non offra la collaborazione e la resistenza alla lotta contro il male, lo spingono nell'alimentazione e nel comportamento a gesti lesivi e controproducenti. Unendo insieme le conoscenze straordinarie e la forza particolare che hanno, riescono a prevedere con una certa precisione che fine faranno fare alla loro vittima e la partecipano ai loro ministri. 

Ma questo non è conoscere il futuro: 

- anche i medici, seguendo un malato grave e disponendo di tutti i dati clinici, possono dire: «Questo malato non ha più di due mesi di vita»; 

-  anche l'esperto commercialista, conoscendo tutti i dati di una azienda in crisi, riesce a dire: «È solo questione di tempo: questa azienda non si salva dal fallimento». 

Senza per questo possedere doni di preveggenza preternaturali. 

 

DOMANDA: Sono legata da una profonda amicizia, con una ragazza, della sincerità della quale non posso dubitare. Mi aveva parlato qualche volta di disturbi un po' strani, ma l'altro giorno mi ha raccontato di un fatto che sembra incredibile. Un pomeriggio era uscita per fare alcuni acquisti. Aveva parcheggiato l'automobile, chiudendola a chiave. Tornata un paio di ore dopo, aveva aperto con la chiave lo sportello dell'auto. Si spaventò terribilmente, poiché sul tappetino anteriore trovò uno scheletro di animale, forse un piccione, e vicino delle pagliuzze. È possibile che avvengano cose simili? 

R. - Sì, è possibile, e il fatto che sia avvenuto con la porta chiusa a chiave conferma quello che ho detto sopra, che certi episodi si spiegano solo in modo preternaturale. È importante però fare un chiarimento fondamentale. Sono due i modi di colpire con gli oggetti fatturati: 

 il primo è quello di far rimanere l'oggetto nascosto il più a lungo possibile, perché sprigioni la forza negativa lentamente e continuamente, per mesi, per anni, in modo che la vittima venga lentamente e gradualmente distrutta. In questo caso, i reperti sono logicamente piccolissimi e poco visibili.  Il secondo è quello di colpire la sensibilità, producendo oggetti strani, paurosi, posti anche in modo molto visibile. 

Lo scheletro di piccione rinvenuto nell'auto della tua amica, vi è stato pochi minuti, perché l'ha buttato subito, non può quindi aver irradiato su di lei la sua forza negativa, ma ha prodotto in lei paura, suggestione, senso di essere perseguitata dovunque. 

Scrive padre Matteo La Grua, noto esorcista palermitano: «Tra i popoli primitivi, presso i quali le pratiche magiche sono molto sviluppate, lo stregone informa sempre, direttamente o indirettamente, la vittima designata. In questo caso entra in gioco la suggestione, che, operando sul soggetto facilmente impressionabile, produce il suo effetto, spesso immediato: la vittima si ammala, deperisce, e in pochi giorni muore se il maleficio è a morte» (M. La Grua, La preghiera di liberazione, Herbita, Palermo 1985, p. 62). 

A seconda delle caratteristiche delle persone, si stabilisce quale metodo adottare: agire lentamente all'insaputa o colpire vistosamente giocando sulla paura e sulla suggestione. Questo non significa che non possono essere utilizzati tutti e due i modi contemporaneamente: mentre si butta via il fatturato vistoso, continua poi anche l'opera del fatturato nascosto, sommando gli effetti negativi di tutti e due. 

 

DOMANDA: Una volta scoperti questi reperti negativi, vistosi o meno vistosi che siano, che cosa se ne deve fare: distruggerli o buttarli? 

R. - È antichissima tradizione, che nacque in tempi ecologicamente più favorevoli quando i fiumi portavano veramente l'acqua, di buttarli dentro acqua corrente dei fiumi. Il concetto fondamentale è tuttora valido anche se è difficile adattarlo alla realtà della vita di oggi. 

Sembra che le cose fondamentali per disattivare il feticcio siano due: la lontananza dalla persona e dai luoghi di abitazione o di lavoro e la distruzione. Il fiume assolveva in passato molto bene questo duplice compito: l'acqua corrente lo portava lontano e l'immersione nell'acqua, a lungo andare lo conduceva alla macerazione e quindi alla distruzione. Oggi i fiumi a volte sono senza acqua o ne portano pochissima, quindi non sempre assicurano la lontananza e la macerazione; d'altra parte per chi vive nei grandi agglomerati urbani non è così facile trovare il ponte per gettare tali oggetti. 

Si può allora bruciarli tenendo però presente che ciò non va mai fatto dentro la casa e che possono dare effetti strani: bruciano difficilmente, quindi bisogna insistere; spesso sprigionano intensissimi odori cattivi o fenomeni particolari. Allontanarli con i sacchetti dell'immondizia va bene nei luoghi dove ci sono gli inceneritori. Quando invece vengono buttati nelle discariche sembra che non sia sufficiente, benché ci sia almeno il vantaggio di averli allontanati, riducendone di molto la potenzialità. 

Quando il feticcio viene tolto e buttato via, se specialmente è al suo posto da molti anni, può dare delle reazioni. Si direbbe che si arrabbia di essere detronizzato. È bene perciò dire qualche preghiera invocando la protezione del Signore e aspergendolo con acqua santa prima di fare l'operazione. È vero che c'è la stessa difficoltà che aveva Diogene quando cercava l'uomo con la lanterna, ma se per caso uno trovasse un sacerdote disposto a benedirlo, prima di buttarlo, sarebbe ancora meglio. 

 

DOMANDA: Giacché hai parlato dello stomaco: se uno crede di aver qualcosa proprio nello stomaco, che cosa può fare per liberarsene? 

R. - Questo è un problema difficile: c'è chi tenta la liberazione provocando il vomito, facendosi magari aiutare da persone che si dicono capaci di fare questa operazione. Ma ci sono esperienze chiare che attestano che spesso esce tutto meno quello che dovrebbe uscire. 

Ingerire l'acqua benedetta e soprattutto l'olio esorcizzato (con la benedizione presente nel Rituale Romano) ha una certa efficacia contro i reperti nello stomaco. Acqua e olio, arrivando a contatto con tali oggetti, fanno azione di contrasto riducendone la potenzialità negativa e in alcuni casi, specialmente l'olio, può spingerli ad uscire per via intestinale. 

Questo richiede però un uso abbastanza sistematico. 

Come spiegherò meglio più avanti, il mio pensiero, suffragato dall'esperienza, è che quando ci si incammina sul sentiero della vita di fede, man mano che cresce in noi la presenza operante del Signore, le forze del male si allontanano e allora queste cose perdono gradualmente la loro forza, si distaccano in modo naturale ed escono seguendo la via normale del cibo che ingeriamo. 

Del resto, se non si prende radicalmente la via della vita di fede, avviene per lo stomaco quello che succede con i cuscini. Si butta via il cuscino e poco dopo i reperti fatturati si ritrovano su quello nuovo. Sono molte le persone che dicono: «Ho buttato via tutto, secondo le indicazioni dei fattucchieri e penso che ormai tutto sia finito». Ma è una illusione, perché il maleficio è diretto contro l'uomo e finché l'uomo non si rivolge a Gesù Salvatore, la liberazione non avviene. 

Ricordiamo le parole di Gesù: «Io sono la via, la verità, la vita» (Gv 14, 6). Quando la vita di Gesù diventerà la nostra vita e noi ci affideremo a lui e da lui solo ci faremo guidare, tutte queste cose diventeranno fuscelli insignificanti. 

Fondamentalmente ha ragione santa Teresa d'Avita quando scrive: «Non capisco le paure di chi grida: "Demonio, demonio!” mentre potrebbe gridare 'Dio, Dio!' e riempire l'inferno di spavento. Non sappiamo forse che i demoni non possono neppure muoversi senza il consenso di Dio? Che cosa sono dunque questi vani timori?» (Teresa d'Avita, Vita, cap. 25). 

 

DOMANDA: Mi sono adoperato a lungo con una persona legata a me da vincoli di parentela, perché smettesse di frequentare stregoni e cartomanti, convertendosi al Signore Gesù e cercando in lui la liberazione dai suoi mali. Sembrava che fosse sul punto di fare il passo decisivo, ma ha avuto paura. «Ormai è da tempo che frequento tal mago - mi ha detto - l'ho fatto anche venire a casa a fare la sua opera; ci vediamo ormai periodicamente e ho già fissato il prossimo appuntamento. Se io smetto di frequentarlo, temo che si vendicherà su di me, perché conosco i suoi poteri e per di più possiede una mia fotografia». 

In casi di questo genere, chi decidesse di interrompere i contatti con tali persone, rischia veramente delle rappresaglie? 

R. - Credo proprio di no. Vale la logica dei negozi: se uno frequenta abitualmente un negozio e ogni volta paga quello che prende, poi cambia negozio non succede niente. Ma se chi frequenta il negozio ha lasciato un conto in sospeso, lo deve saldare. Quindi è importante con i maghi non avere pendenze riguardo ai compensi. Per il resto, anche se sembra strano, nel mondo dell'occulto c'è un «codice di onore» come nella mafia e in genere viene rispettato. Danno delle prestazioni a chi le richiede e quelle debbono essere pagate; poi non bisogna temere. Ho fatto interrompere queste relazioni a moltissime persone, ma non è successo mai niente. Anche il fatto che trattengono le fotografie non dice niente, perché se vogliono il male lo fanno senza alcuna fotografia. 

Gli uomini superiori, che condividono in questo pianeta terrestre la vita con noi esseri inferiori, saranno già disgustati da queste descrizioni così pedanti. Chi ha passato un numero incalcolabile di ore ad ascoltare persone colpite da questi fenomeni, sa quanta importanza esse hanno e quante preoccupazioni esprimono per questi segni; è bene quindi che si diano spiegazioni adeguate.

 Sacerdote Esorcista Raul Salvucci