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lunedì 7 settembre 2026

Il Mistero dell’Iniquità e il Nuovo Ordine Mondiale massonico



Il Mistero dell’Iniquità

***
C) La crudeltà sionista si fonda sulla  perversa religione talmudica 

La brutalità omicida dei falchi sionisti d’Israele non è altro che  l’incarnazione della loro perversa religione talmudica; fin quando  saranno predominanti, in Israele, ed eserciteranno il loro potere e la loro  influenza sulle altre grandi potenze,169 il loro programma genocida ed imperialista rimarrà in gioco. Nel Trattato Minore del Talmud, Soferim  15, Regola 10, si afferma: “Questo è il detto di rabbi Simon ben Yohai: 
Tob shebe goyyim harog” (“Anche i migliori dei gentili dovrebbero essere  tutti uccisi”).170 “Il Talmud,” spiega Michael Hoffman (un esperto di  primo piano del Talmud), “definisce tutti coloro che non sono ebrei  come animali non-umani, e nello specifico esso disumanizza i gentili, in quanto non sarebbero discendenti di Adamo.”171 Nel suo libro, Hoffman  fornisce diversi esempi, al riguardo, dai quali traggo alcuni passi:

Kerithuth 6b: L’uso dell’unguento consacrato. “L’insegnamento dei nostri Rabbini è il seguente: Colui che versa l’olio consacrato sul gregge o sui vessilli, non è colpevole; se lo versa su di un  Gentile (goyim) o su corpi morti, non è colpevole. La legge è valida per gli animali e gli oggetti, perché è scritto: ‘Non si dovrà versare sul corpo di nessun uomo (Adamo) (Esodo, 30,32); e un animale  non è un uomo.’ 
“Riguardo al versarlo sui morti, [è plausibile] che sia esente da  colpa, perché dopo la morte si diventa cadavere, e non più uomo  (Adamo). Ma perché uno dovrebbe essere esente da colpa in caso dei gentili (goyim); non rientrano forse nella categoria dell’uomo  (Adamo)? No, è scritto: ‘Voi, mie pecore, siete il gregge del mio  pascolo’ [Ez 34,31]: ‘Tu sei un uomo (Adamo) ma i gentili (goyim)  non sono uomini (Adamo)’.”
Un altro esempio viene dal trattato Yebamoth 61a: “È stato  insegnato, e così R. Simeon ben Yohai afferma (61a), che avvicinarsi e inchinarsi (ohel) davanti alle tombe dei gentili (goyim) non  costituisce un atto d’impurità levitica, perché è stato detto ‘voi, mie pecore, siete il gregge del mio pascolo’ [Ez 34,31]: ‘Tu sei un  uomo (Adamo) ma gli idolatri non sono uomini’.”172
Non sorprende quindi il fatto che i rabbini talmudici e i leader  politici sionisti professino lo stesso credo perverso e genocida anche al  giorno d’oggi. “Mille vite non ebraiche non sono degne dell’unghia di  un ebreo,” affermò il rabbino di Kiryat Arba, Dov Lior, durante il suo  elogio funebre di Baruch Goldstein, che uccise 29 religiosi islamici a  Hebron, il 25 febbraio 1994. “La nostra è la razza padrona,” ha detto  Lior, “Noi siamo gli dei di questo pianeta. Siamo differenti dalle razze  inferiori, così come loro lo sono dagli insetti. In effetti, paragonati alla  nostra razza, le altre sono solo bestie, animali, o al massimo gregge.  Le altre razze vanno considerate come feccia umana. Il nostro destino  è quello di governare sulle razze inferiori. Il nostro regno in terra sarà  governato dai nostri leader con pugno di ferro. Le masse leccheranno  i nostri piedi e ci serviranno come schiavi.”173 Sulla stessa falsariga si  è espresso il rabbino Yaacov Perrin: “Un milione di arabi non valgono  un’unghia di un ebreo.”174 “Il sangue ebreo non è lo stesso sangue di  un goy (letteralmente ‘bestiame’, cioè i gentili), ha spiegato il Rabbino  Yitzhak Ginsburg, difendendo alcuni dei suoi studenti colpevoli  dell’assassinio di una giovane araba, “Morte agli arabi!”175
Nel suo articolo “Cheerleading Genocide,” Kahlid Amayreh 
approfondisce la questione:

[Un] numero sempre più grande di rabbini affiliati alle due  congregazioni religiose più grandi d’Israele, gli ultra-ortodossi  Haredi ed i nazionalisti sionisti, stanno lanciando un editto dopo  l’altro, nei quali concedono ai soldati la facoltà di uccidere a volontà i civili palestinesi, inclusi i bambini, sulla base che in guerra tutta la popolazione nemica va considerata come combattente, inclusi i bambini. Si potrebbe pensare ad un’esagerazione, invece è propri così. Di recente, il rabbino Yisrael Rosen, direttore dell’Istituto  Tsomet, un seminario religioso a cui partecipano i coloni israeliani  della Cisgiordania, ha dichiarato: “Tutti i palestinesi devono essere  uccisi: uomini, donne, bambini, persino i loro animali.” Il rabbino  capo della città di Safad, Shmuel Eliyahu, ha recentemente chiesto allo Stato e all’esercito di impiccare i figli di un combattente  palestinese che il mese scorso aveva attaccato il Centro Merkav  Haarav, gestito da coloni israeliani a Gerusalemme Ovest, causando la morte di 8 studenti paramilitari talmudici, in ritorsione per  l’uccisione di oltre 130 palestinesi della striscia di Gaza, la maggior parte dei quali civili innocenti, compiuta dall’esercito israeliano.176

Secondo i principi della Legge Naturale, il popolo palestinese ha  il diritto di abitare e governare la propria terra natia, senza subire  conquiste, confische o espulsioni da parte degli immigrati ebrei. Come  disse il Cardinale Hinsley: “La Palestina appartiene agli arabi.”177 I governanti dello stato ebraico hanno ormai trasformato in enormi  campi di concentramento le poche aree rimaste della Palestina in cui  possono ancora abitare i palestinesi.

Padre Paul Kramer

domenica 6 settembre 2026

Il Mistero dell’Iniquità e il Nuovo Ordine Mondiale massonico



Il Mistero dell’Iniquità


B) L’estrema crudeltà del dominio sionista: un preludio alla loro egemonia mondiale

Il dominio radicale ebraico-sionista nell’ultimo secolo ha mostrato i  suoi aspetti più crudeli e brutali, sia in Russia sia in Palestina. Il Terrore  Rosso perpetrato dal regime ebraico-bolscevico in Russia fu un vero  e proprio genocidio di massa.147 Gli orrori indicibili e brutali di quel  periodo di terrore furono raccontati da S.P. Melgunov nel suo libro La Terreur rouge en Russie [“Il Terrore Rosso in Russia”] (1918-1923).  “L’esatto ammontare dell’enorme numero di vittime che è stato attribuito  al socialismo comunista”, spiega Melgunov, “… probabilmente non  sarà mai conosciuto, ma esso va al di là di qualunque immaginazione.  Non è possibile sapere l’esatto numero di vittime. Tutte le stime errano  assolutamente per difetto.” Un quotidiano di Edimburgo, The Scotsman,  pubblicò il 7 novembre 1923 un rapporto del Professor Sarolea, nel  quale vennero fornite le seguenti cifre: 

28 Vescovi; 1,219 sacerdoti; 6,000 professori e insegnanti;  9,000 dottori; 54,000 ufficiali; 260,000 soldati; 70,000 poliziotti;  12,950 proprietari terrieri; 355,250 intellettuali e liberi  professionisti; 193,000 operai e 215,000 contadini.148

Theodore Pike spiega che “gli ebrei resero possibile un livello tale  di omicidi, persecuzioni, schiavitù ed imprigionamenti da far quasi  impallidire le sofferenze da loro stessi patite.”149 Nel suo libro The  Rulers of Russia [“I governanti della Russia”] Padre Fahey dimostrò chiaramente che il regime che perpetrò quest’olocausto era quasi interamente ebraico. Nel numero 12 della rivista Sovietica Il Comunista,  pubblicato a Kharkov il 12 aprile 1919, M. Cohen scrisse: 

Senza esagerare, si può ben dire che la grande rivoluzione sociale in Russia è stata portata avanti dagli ebrei. È vero che nei ranghi dell’Armata Rossa vi sono soldati che non sono ebrei. 

Ma nei comitati e nelle organizzazioni sovietiche, così come tra i  Commissari del Popolo, gli ebrei guidano le masse del proletariato  Russo…

Altrettanto brutale dello sterminio di russi ed ucraini da parte degli  ebrei, è stato il genocidio perpetrato da Israele ai danni dei palestinesi e dei  vicini paesi arabi. Lo sterminio di innocenti palestinesi da parte dell’Irgun  di Menachem Begin, è stato descritto dal National Geographic dell’aprile  1983, a pag. 514:

Alle 4 del mattino del 9 aprile 1948, 132 terroristi israeliani  appartenenti all’Irgun e alla Banda Stern, piombarono sugli abitanti  ancora addormentati del pacifico villaggio di Deir Yassin, a ovest di  Gerusalemme. Per le successive otto ore vennero commessi omicidi  brutali, che fecero oltre 200 vittime tra uomini, donne e bambini; 15 case vennero distrutte, “i corpi furono ammucchiati in una cava lì vicina e dati alle fiamme. Il fumo oscuro che si sprigionò da quei  corpi oscura ancor’oggi Gerusalemme.”150

Reham Alhelsi151 descrisse ancor più dettagliatamente il massacro  compiuto a sangue freddo dai terroristi ebraico-sionisti contro gli  innocenti e pacifici civili di Deir Yassin: 

Sono le 4.30 di mattina di venerdì 9 aprile 1948; mentre il villaggio è immerso nel sonno, le bande terroristiche sioniste  accerchiano Deir Yassin. I palestinesi si svegliano al suono degli  altoparlanti che gli intimano di lasciare il villaggio; gli abitanti,  ignari di ciò che sta per accadere, escono dalle proprie case per  capire che succede, ed è in quel momento che ha inizio il massacro. 

L’Irgun attacca il villaggio da sudest, la Banda Stern da est, mentre l’Haganah apre il fuoco sul villaggio con dei mortai. Le  guardie del villaggio palestinese cercano di difendere i residenti e di fermare le bande sioniste, combattono con valore, ma sono  inferiori per numero ed armamenti, e devono soccombere dinanzi a tre bande armate fino ai denti. I sionisti aprono il fuoco contro  chiunque cerchi di scappare dal villaggio, si spostano all’interno  dello stesso e cominciano a fare “piazza pulita”: passano di casa in casa, violentando le donne, massacrando i bambini e uccidendo chiunque si trovi al loro interno, usando  mitra e pugnali. Intere famiglie vengono addossate ai muri e giustiziate sul posto. Le donne incinte  vengono pugnalate al ventre ed i corpi dei loro bambini  terribilmente mutilati. I soldi e i gioielli vengono rubati dai corpi delle vittime e le case vengono razziate, prima d’essere date  alle fiamme. Delle 144 case di Deir Yassin, almeno 15 vengono  fatte saltare in aria dalle bande terroristiche sioniste con le persone ancora al loro interno. L’ufficiale Britannico Richard Catling, Assistente Ispettore Generale della Divisione Investigazioni Criminali, confermò che: 
 “La registrazione delle dichiarazioni è ostacolata dallo stato  isterico in cui si trovavano le donne, che spesso crollavano mentre  rilasciavano la propria dichiarazione. Non vi sono dubbi, tuttavia,  sul fatto che molte atrocità a carattere sessuale siano state  commesse dagli ebrei che hanno colpito il villaggio. Molte giovani  studentesse sono state violentate e poi uccise. Anche donne anziane  sono state molestate. Una storia riguarda il caso di una giovane ragazza che è stata letteralmente spezzata in due. Molti neonati sono  stati mutilati e uccisi. Ho visto anche un’anziana donna… che era  stata colpita violentemente al capo col calcio dei fucili. A molte donne  sono stati strappati i braccialetti dal braccio e gli anelli dalle dita, e alcune non avevano più le orecchie perché le erano state strappate per  rubare gli orecchini.” [1]
Durante il massacro, uomini, donne, bambini e anziani vennero uccisi a sangue freddo ed in modo orribile, e centinaia di  altri rimasero feriti. Il numero esatto delle vittime è controverso.  La maggior parte delle fonti afferma che il numero dei martiri  fu di 254, tra cui 25 donne incinte che vennero uccise a colpi di  baionetta, 52 bambini che vennero mutilati e decapitati davanti  alle loro madri, prima che anche queste ultime venissero uccise. 
“Un resoconto agghiacciante del massacro è stato fornito da un  medico della Croce Rossa che arrivò al villaggio il giorno dopo, e  vide di persona ‘il rastrellamento’ come lo definì uno dei terroristi.  Questo dottore affermò che ‘il rastrellamento’ era stato compiuto con  mitra, granate e infine portato a termine con i coltelli. Le pance delle donne erano state aperte ed i bambini uccisi tra le mani delle madri  impotenti. Circa 250 persone furono assassinate a sangue freddo. 
[2] Di queste, 25 donne incinte erano state colpite al ventre con le  baionette mentre erano ancora vive; 52 bambini erano stati mutilati  sotto gli occhi delle loro madri, infine uccisi e decapitati. Le madri  vennero massacrate a loro volta, e i loro corpi mutilati. Circa altre  60, tra donne e bambine, vennero uccise ed i loro corpi mutilati.” [3] Le Nazioni Unite e la Croce Rossa, i cui rappresentanti  furono tra i primi ad arrivare nel villaggio, dopo il massacro, confermarono che il numero delle vittime era vicino alle 250  stimate. Altre fonti più recenti indicano il numero dei morti in  120 (vedi la lista dei martiri), aggiungendo che il numero delle  vittime era stato esagerato dai terroristi sionisti per diffondere  la paura, tra i palestinesi. La pulizia etnica è stata uno degli  obiettivi dichiarati di quel massacro, e le atrocità commesse a Deir  Yasin sono state utilizzate per spingere i residenti di altri villaggi  palestinesi a fuggire per salvarsi la vita, per timore di subire un destino simile. Dopo il massacro, le bande terroristiche sioniste sono andate di villaggio in villaggio palestinese, ordinando ai  palestinesi di andarsene via “o di incontrare lo stesso destino di  Deir Yassin.” [4]
Si mettevano fuori dai villaggi e avvertivano i residenti con gli altoparlanti: “La strada di Gerico è ancora aperta, scappate da  Gerusalemme prima che vi uccidiamo come abbiamo fatto con gli  abitanti di Deir Yassin.” [5]
Durante l’espulsione degli abitanti di Ramleh e Lydd, nel luglio  1948, Sari Nair, un abitante di Ramleh, ha rivelato come vennero  cacciati via dalle proprie case da un soldato sionista che disse loro di scappare “altrimenti sapete cosa accadrà: quel che è successo a  Deir Yassin capiterà anche a voi.” [6]
Oltre a quelli massacrati nelle loro case, 25 uomini palestinesi  vennero radunati dai terroristi sionisti, vennero messi su di un  camion e fatti sfilare per le strade di Gerusalemme in una sorta di  “parata della vittoria”, prima d’essere giustiziati presso una cava lì  vicino e sepolti in una fossa comune. Testimoni oculari riferirono  inoltre che circa 150, tra donne e bambini, vennero fatti sfilare  nudi per le strade della zona ebraica di Gerusalemme: “Quei  furfanti radunarono donne e ragazze ancora vive, e dopo aver tolto loro i vestiti, le misero nude all’interno di alcune macchine scoperte,  portandole in giro per le strade della zona ebraica di Gerusalemme,  dove furono sottoposte allo scherno e agli insulti degli spettatori.  Molti hanno persino scattato delle foto di quelle donne.” [7]

Il massacro di Deir Yassin, contrariamente a ciò che dicono alcuni,  non fu il risultato di un’insubordinazione improvvisa e spontanea  da parte di un gruppo isolato e ribelle. Al contrario, fu l’esecuzione  a sangue freddo di un piano premeditato. Nel suo libro The Iron  Curtain over America [“La cortina di ferro sull’America”], il professor  John Beatty scrisse che: “nel febbraio 1948, un ufficiale dell’Agenzia  Ebraica informò un mio amico inglese che gli ebrei sarebbero riusciti a  gestire con facilità gli arabi. Tutto quel che dovevano fare era compiere  semplicemente due o tre massacri, spiegò, e la resistenza araba sarebbe crollata. ‘Inoltre’, aggiunse, ‘quando compiremo un massacro, non  uccideremo solo gli uomini, ma stermineremo anche donne e bambini,  e persino le mucche, le pecore e i cani’.”152
Questo progetto prevedeva l’espulsione sistematica dei palestinesi  dalle proprie terre. “Le minute di un incontro dell’Esecutivo dell’Agenzia  Ebraica, avvenuto il 12 giugno 1938,” spiega Iqbal Jassat, “riportano  un’affermazione agghiacciante da parte di David Ben-Gurion: ‘io sono  a favore della deportazione; non ci vedo niente d’immorale’.” Jassat  continua: “Nei suoi diari, alla data 12 luglio 1937, Ben-Gurion scrive a  suo figlio che l’unica opzione rimasta al sionismo era che: ‘gli arabi se ne devono andare’.”153
Secondo il “Piano Dalet”, spiega Reham Alhelsi:

Deir Yassin doveva essere occupata, al pari di altri villaggi palestinesi. Il “Piano Dalet” (o piano D) delineava la principale  strategia militare sionista, e conteneva molte sotto-operazioni  finalizzate all’espulsione sistematica di quanti più  palestinesi e all’occupazione di quanto più suolo palestinese  possibile, prima della scadenza del Mandato Britannico. Questo  piano dava ai comandanti militari sionisti e alle loro bande piena  facoltà di sterminare ed espellere i palestinesi, distruggendo i loro  villaggi e le loro città. Questo piano, e le operazioni che vennero  condotte in suo nome, hanno causato la pulizia etnica di 123  località palestinesi (il 40% di tutte le località della Palestina) e la  fuoriuscita dal paese di ben 413.794 rifugiati palestinesi (il 54% dei rifugiati del Nakba), rendendo evidente quest’ultimo come  obiettivo primario dietro alla pulizia etnica della Palestina.154 

Menachem Begin provò a giustificare l’attacco a Deir Yassin nel suo libro The Revolt [“La Rivolta”]:

Gli arabi presenti nel paese, indotti a credere ai selvaggi racconti del ‘massacro dell’Irgun’, caddero in preda al panico e  cominciarono a fuggire per salvarsi la vita. Questo esodo di massa si trasformò presto in una fuga disordinata ed incontrollabile. Il  grande significato politico ed economico di questo sviluppo non è  stato sufficientemente compreso.155

L’Irgun “affermò che la ‘violenza politica ed il terrorismo’ erano  ‘strumenti legittimi nella lotta nazionale ebraica per la conquista della  Terra d’Israele’.”156 I loro attacchi furono, nell’ordine:

• Il Massacro di Al-Quds, nel dicembre 1937: membri dell’Irgun  lanciarono una bomba a mano in un mercato vicino alla Moschea  di Al-Quds, uccidendo e ferendo decine di persone.

• Il Massacro di Haifa, nel marzo 1938: membri dell’Irgun e della banda Lehi lanciarono delle granate nel mercato di Haifa,  uccidendo 18 persone e ferendone altre 38.

• Il Massacro di Haifa nel luglio 1938: L’Irgun fece esplodere un auto  bomba nel mercato di Haifa, uccidendo 21 persone e ferendone 52.

• L’attacco al villaggio di Balad El-Sheik, nel giugno 1939: Questo  villaggio palestinese venne attaccato da membri dell’Haganah,  l’organizzazione paramilitare ebraica di difesa. Cinque abitanti  vennero rapiti e uccisi. 

L’attentato all’Hotel King David, nel luglio 1946: guidati da  Menachem Begin, l’Irgun pianificò e portò a compimento nel luglio  1946 un attentato esplosivo contro l’Hotel King David, quartier  generale Britannico a Gerusalemme, al fine di distruggere dei  documenti che provavano le campagne terroristiche dei gruppi  sionisti. L’attacco uccise 28 Britannici, 17 ebrei, 41 palestinesi e  altre 5 persone, per un totale di 91 vittime. 

• L’attacco al Club ufficiali Britannico di Casa Goldschmidt, a  Gerusalemme, nel marzo 1947: 17 morti tra militari ed ufficiali  dei servizi segreti Britannici.

• L’attentato alla stazione ferroviaria di Gerusalemme, nell’ottobre  1947: L’Irgun fece esplodere la stazione ferroviaria di Gerusalemme,  oltre a minare le strade ed attaccare veicoli militari.157
La Banda Stern fu fondata da Avraham Stern nel 1939. Dopo l’assassinio di Stern, avvenuto nel 1942 ad opera degli inglesi, questa  banda si riorganizzò in “un movimento clandestino chiamato Lehi,  acronimo di Combattenti per la Libertà d’Israele.” 158 Gli attacchi  terroristi della Lehi furono:

• ’assassinio di Lord Moyne, avvenuto al Cairo, in Egitto, nel  novembre 1944: Lord Moyne era all’epoca il rappresentante di  grado più elevato del governo inglese, nell’area del Medio Oriente.  La Lehi volle ucciderlo a causa del suo sostegno alla creazione di  una Federazione Araba Mediorientale. 

• Gli attentati al Treno Cairo-Haifa, agli inizi del 1948: pochi mesi  prima dello scoppio della guerra arabo-israeliana del 1948, il  treno Cairo-Haifa venne bombardato diverse volte; questi attacchi  vennero attribuiti o rivendicati dalla Lehi. Uno di questi attacchi,  nel febbraio di quell’anno, provocò la morte di 28 soldati ed il ferimento di altri 35. Un altro attacco il mese successivo uccise 40 civili, ferendone 60. 

• Il massacro di Deir Yassin, aprile 1948: i commandos della Lehi  e della Irgun, guidati da Menachem Begin, attaccarono il piccolo  villaggio (700 persone) di Deir Yassin, uccidendo tra i 100 ed i 120  abitanti.159 [Altre fonti parlano di oltre 200 vittime].

Nella sua Enciclica del 15 aprile 1949, I luoghi Santi della Palestina,  Papa Pio XII lanciò un appello in favore dei palestinesi che venivano  massacrati e strappati dalle loro case:

Con la sospensione delle ostilità, si è ancora lungi dallo stabilire effettivamente in Palestina la tranquillità e l’ordine… Ci  giungono ancora le implorazioni di tanti e tanti profughi, di ogni età e condizione, costretti dalla recente guerra a vivere in esilio, sparsi in campi di concentramento, esposti alla fame, alle epidemie e ai pericoli di ogni genere…Noi rivolgiamo un caloroso appello a coloro cui spetta provvedere, perché sia resa giustizia a quanti,  costretti dal turbine della guerra a lasciare le proprie case, non  bramano che ricostituire in pace la loro vita.160

Poco è cambiato da quando Pio XII chiedeva giustizia per il popolo  palestinese. Nella sua opera già citata, Theodore Pike ha scritto: “Non  possiamo esimerci… dal tratteggiare una linea comune tra il massacro di  mezzo milione di gentili, compiuto nel 119 D.C. dagli ebrei, e la recente [1982] incursione in Libano da parte d’Israele, durante la quale il fuoco  israeliano, secondo la polizia di Beirut, avrebbe causato la morte di  oltre 18.000 gentili (la maggior parte dei quali cristiana). Ascoltiamo le  dichiarazioni di questo testimone credibile (Stan Mooneyhan) rilasciate  alla rivista World Vision: 

Alcuni affermano che furono date due ore di preavviso. Altri  insistono che non vi fu preavviso alcuno… i primi aerei giunsero  alle 5 del pomeriggio; da mezzanotte fino alle 8 del mattino  seguente i bombardamenti furono ininterrotti, e durarono per tre  giorni…

Ein-El-Hilweh non esiste più. Non avevo mai visto una distruzione così assoluta, nemmeno a Managua, quando il terremoto distrusse la capitale del Nicaragua. Se i guerrafondai ed i pacifisti di tutto il mondo vogliono veramente sapere cosa  significhi un bombardamento a tappeto, dovrebbero venire qui... è  uno dei più grandi massacri dell’era moderna.

[L’attacco israeliano contro Sidone]

...alle 2.30 di mattina del 14 giugno, un bomba piomba sulla  Scuola Kineye. Fa a pezzi corpi, strappa via braccia e gambe da  quelli che un secondo prima erano corpi integri di esseri umani. Lo  spostamento d’aria farà il resto...
Io mi trovo qui, tre settimane dopo, dove nessun osservatore  avrebbe dovuto essere, vedendo quello che nessun osservatore  avrebbe dovuto vedere. Corpi mutilati e arti dappertutto... la  Scuola Kineye è un mattatoio; si cammina a mezza gamba sui  liquidi corporei fuoriusciti dai corpi ammassati sul pavimento della  cantina.
Ho contato più di 50 cadaveri. Il resto delle vittime è impilata  uno sopra l’altra, Gettati lì dall’esplosione che ha preso le loro  vite. C’è stato detto che sono 255 i morti in quel groviglio di corpi  umani (settembre 1982).
Se la stima di Israele sulle vittime di Sidone fosse esatta (hanno  detto 165 morti), allora vorrebbe dire che ho visto tutte le vittime  dell’attacco, tranne una decina, ammassate nella cantina di una  singola scuola… e questo senza parlare della cittadina stessa di Ein-el-Hilweh, appena fuori Sidone, che aveva una popolazione di  circa 60.000 abitanti e che adesso non esiste più, obliterata da un  bombardamento a tappeto.” 

“Mooneyhan era a capo di un’organizzazione di aiuti internazionali  che stava portando 400.000 dollari in aiuti medici e generi di conforto  alle vittime di quell’olocausto,” continua Pike, “e rimase scioccato dinanzi  al rifiuto degli occupanti israeliani di permettere la distribuzione degli  aiuti umanitari, malgrado i combattimenti fossero finiti da un pezzo e  l’intera area fosse ormai sicura.”161
Il 30 gennaio 1991 si è appreso che “un coprifuoco, fatto rispettare  in modo rigoroso da diversi blindati per il trasporto di truppe, ha  paralizzato la vita nei territori occupati, lasciando molti dei 1.7  milioni di palestinesi sull’orlo del lastrico, ed in uno stato di paura  ed irascibilità.”162 Il rapporto continuava spiegando come i palestinesi  venissero obbligati a restare chiusi in casa, notte e giorno, ad eccezione  di un paio d’ore al giorno. Un palestinese che aveva violato il coprifuoco  fu ucciso dalle truppe Israeliane. 
Oggi i palestinesi continuano ad essere brutalizzati e vessati dai loro  conquistatori israeliani. L’attacco a Gaza, avvenuto agli inizi del 2010, è  stato teatro di molti crimini di guerra, tra i quali il bombardamento di  civili, l’uso del fosforo bianco (filmato in diretta da Al Jazeera e Press  TV) e diverse altre punizioni collettive. “‘I cinque milioni di persone  che vivono nelle tre parti rimanenti della Palestina – la Cisgiordania,  la Striscia di Gaza e Gerusalemme Est – non hanno mai sofferto così  tanto sin dalla Nakba (catastrofe, in arabo), quando due terzi degli  arabi palestinesi vennero cacciati dalle loro case, la loro terra e quindi  dalla loro vita, per mezzo del terrore e la forza delle armi, nel 1948’,  così si è espresso il dott. David Halpin, un chirurgo in pensione e noto  attivista per i diritti umani dei palestinesi, riferendosi al ‘tormento e alle perdite’ di questi ultimi.”163
Il 1 marzo 2008, Il Vice Ministro alla Difesa israeliano, Matan  Vilnai, minacciò di lanciare “un olocausto ancora più grande contro  i palestinesi”:164 “Che stanno per attirare su di se una Shoah ancora  peggiore, perché noi useremo tutta la nostra forza, in qualsiasi modo  riterremo opportuno, sia dal cielo che dalla terra.”165 Mentre i politici ed  i giornalisti discutevano inutilmente sull’esatto significato del termine  ‘shoah’ usato da Vilnai, Halpin fece notare come “L’olocausto promesso  da Vilnai è stato effettivamente scatenato il 27 dicembre 2008... I militari ed alcuni rabbini avevano addirittura incoraggiato gli attacchi  contro la popolazione civile.”166

“Oltre duecento persone sono state uccise nei primi 15 minuti di bombardamenti.” Tra le vittime ci furono molti scolari, “perché le scuole erano piene, a quell’ora” e stavano cambiando i turni di studio; nello stesso momento vennero distrutti tutti i centri di  difesa civile, rendendo quasi impossibile la coordinazione delle  ambulanze. Venne persino impedito l’accesso alle Ambulanze e al personale medico, contravvenendo alla Quarta Convenzione di Ginevra e ai Principi di Norimberga, rendendo palese la natura  aggressiva di questa guerra deliberata, e commettendo il più grave  crimine di guerra “dal quale derivano tutti gli altri.” Halpin allega a questo punto i rapporto della giornalista Eva Jasiewicz (www. tiny.cc/hauGI).
“La maggior parte delle 500 pagine del Rapporto Goldstone alla Commissione dell’ONU per i Diritti Umani, si concentrano sulle  azioni degli israeliani.” Queste “azioni” includono il destino toccato alla famiglia Samouni. Mentre fuggivano dal bombardamento:  “Vennero… costretti ad entrare a dozzine in una cantina. L’edificio  venne poi fatto saltare in aria. Alle ambulanze venne impedito di  prestare soccorso ai feriti o di recuperare i morti per oltre due giorni. Un bambino sopravvissuto era disteso sul cadavere di un suo genitore.”
“Goldstone afferma in modo irrefutabile che Gaza non è un caso isolato del modo con cui gli israeliani trattano i palestinesi”,  scrive Halpin, aggiungendo che il rapporto dell’ex giudice Richard  Goldstone giunge alla conclusione che al popolo di Gaza è stata  inflitta “una punizione collettiva”, consistente in “intimidazione e  terrore.” Tutto questo è stato detto da un uomo, Goldstone, definito  dalla propria figlia: “un sionista che adora Israele.”167

Il Centro d’Informazione non governativa palestinese ha riportato le  parole di Vilnai: “la prima ammissione indiretta, da parte di un ufficiale  israeliano, consiste nel fatto che ciò che sta compiendo Israele contro i  palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, è un vero e proprio  olocausto, anche se compiuto lentamente.”168
Nove anni fa mi sono recato in visita in Cisgiordania e ho visto  con i miei occhi gli effetti catastrofici sulla popolazione palestinese  dell’embargo economico attuato da Israele. Tutti i negozi, i grandi  magazzini e i supermercati erano chiusi a causa delle restrizioni e dalle misure economiche imposte dagli israeliani, teoricamente per ragioni di  ‘sicurezza’, ma in realtà per rendere la vita ai palestinesi il più difficile  possibile. 

Padre Paul Kramer

sabato 5 settembre 2026

Il Mistero dell’Iniquità e il Nuovo Ordine Mondiale massonico



Il Mistero dell’Iniquità


A) I progetti sionisti per imporre il Nuovo Ordine Mondiale

George Bush mentì quando disse che desiderava che le truppe  americane non dovessero rimanere troppo a lungo nell’area del Golfo.  Questo non deve sorprenderci, visto che lo stesso Bush aveva mentito  al popolo americano quando aveva affermato che: “La missione delle  nostre truppe è puramente difensiva… non saranno loro ad iniziare le ostilità…” I cittadini degli Stati Uniti d’America non avevano eletto  George Bush perché mentisse loro e trascinasse il paese in una guerra  che potrebbe scatenare una serie d’eventi tali da ridurre la loro nazione  ed il mondo intero ad un cumulo di macerie. Le guerre di Bush padre,  Bush figlio e ora di Barack Obama, che le ha ereditate da quest’ultimo  e che le sta continuando a perpetrare, forse persino con più veemenza  del suo predecessore139, servono principalmente agli interessi degli  israeliani e del Nuovo Ordine Mondiale sionista.

Nei giorni in cui l’Iraq invase il Kuwait, nell’agosto 1990, tutti i  giornali riportarono la notizia che gli israeliani stavano facendo pressione  agli Stati Uniti affinché rispondesse con immediati e massicci attacchi  aerei. Il New York Times del 30 agosto 1990 riportò che: “Gli israeliani hanno una paura mortale che il presidente Bush possa persuadere il  presidente iracheno a ritirare le proprie forze dal Kuwait, senza che  gli americani sparino neanche un colpo… Israele vuole che gli Stati  Uniti attacchino Saddam Hussein, e prima lo faranno meglio sarà. Dal  punto di vista israeliano, qualsiasi soluzione più leggera risulterebbe inaccettabile.”

In quell’occasione, i Sovietici rivelarono che la coalizione guidata  dagli Stati Uniti intendeva andare oltre l’azione militare sanzionata  dall’ONU e finalizzata unicamente all’espulsione degli iracheni  dal Kuwait, fino al punto da spingersi a conquistare militarmente l’Iraq. Erano gli israeliani a spingere per una soluzione del genere.  L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti affermò pubblicamente, alla  televisione nazionale americana, che Saddam Hussein andava rimosso  dal potere. Israele non si aspettava niente di meno da parte degli Stati  Uniti. 
Nell’ottobre 1990, C. B. Baker rivelò che “la campagna d’odio sionista  contro l’Iraq ebbe inizio nello stesso momento in cui Israele siglò un  accordo col Presidente Gorbaciov e l’Unione Sovietica, per il nulla osta all’emigrazione in Israele di milioni di ebrei sovietici. Non v’era allora, e  non v’è neanche adesso, spazio sufficiente per accogliere quell’immensa  massa di persone in Israele. Solo cacciando tutti i palestinesi dalla  Cisgiordania occupata e dalla striscia di Gaza, Israele avrebbe potuto trovare abbastanza spazio per accogliere gli ebrei sovietici. Per poter  cacciare i palestinesi dalle proprie case – un’operazione su vasta scala  – il governo israeliano doveva necessariamente eliminare il governo  giordano di re Hussein.”140 L’articolo che ho riportato sopra, scritto da Uri Avnery, riporta inoltre che: “Una Giordania occupata da Israele  alimenterebbe ulteriormente in alcuni israeliani il pernicioso concetto  di ‘deportazione’, una vera e propria espulsione coatta dei palestinesi  dai territori occupati.” 

Il 26 agosto 1990, sul Washington Post si poteva leggere che:  “Figure preminenti dell’attuale governo israeliano dibattono da tempo  sul fatto che la Giordania debba trasformarsi in uno stato satellite della  Palestina, nel quale Israele potrebbe ‘trasferire’ i palestinesi provenienti  dalla Cisgiordania e dalla Striscia di Gaza.” La potenza militare irachena si sarebbe sicuramente impegnata nel difendere la Giordania  da un simile attacco israeliano, perché l’Iraq non avrebbe mai tollerato  un’operazione militare genocida contro la Giordania ed i palestinesi.  Non c’è quindi da meravigliarsi del fatto che gli israeliani abbiano  chiesto così insistentemente agli Stati Uniti di attaccare l’Iraq, il giorno  stesso in cui le forze Irachene erano entrate in Kuwait.

Ecco un altro passo dell’articolo, già citato, di Uri Avnery: “Il  desiderio che Israele occupi la Giordania si inserisce in quella corrente  di pensiero irredentista della ‘Grande Israele’ [che invoca l’occupazione  dei territori teoricamente appartenenti ad Israele, ma attualmente sotto  il controllo politico di altri stati].” Quest’idea di un “Grande Israele”  è alla base stessa del progetto sionista di un Nuovo Ordine Mondiale.  Ricordiamo ancora una volta ciò che affermò David Ben-Gurion, Primo  Ministro e fondatore dello Stato d’Israele, in un’intervista alla rivista Look, il 16 gennaio 1962: 

Tutti i continenti si uniranno in un’alleanza  mondiale, a disposizione della quale vi sarà una forza di  polizia internazionale. Verranno aboliti tutti gli eserciti e non vi saranno più guerre.

A Gerusalemme, le Nazioni Unite (unite per davvero) costruiranno un tempio dei Profeti a disposizione dell’unione  federata di tutti i continenti; qui avrà sede il tribunale  supremo dell’umanità, che risolverà tutte le controversie tra i  continenti federati, come profetizzato da Isaia.

Padre Fahey ha rivelato i contenuti di una “lettera del Rabbino Capo  della Palestina, Herzog, pubblicata dall’Irish Independent di Dublino, il  6 gennaio 1948. In quella lettera, riferendosi alla creazione del nuovo  stato d’Israele, il Rabbino Capo aveva affermato che questo avrebbe  ‘condotto inevitabilmente all’inaugurazione di una vera unione tra  nazioni, attraverso la quale si compirà l’eterno messaggio per l’umanità  dei nostri profeti immortali’.”141
Il dominio del mondo da parte degli ebrei è un dogma ufficiale  della falsa religione talmudico-sionista. Dico falsa perché essa non è  l’autentica religione ebraica di Mosè e dei Profeti. Nel Talmud, il libro  ufficiale della legge ebraico-sionista, è scritto che: “Il Messia darà agli  ebrei il dominio sul mondo, al quale saranno soggetti tutti i popoli della  terra.”142 “Ovunque si stabiliscano gli ebrei,” afferma il Talmud, “essi  dovranno diventare i signori; fino a quando non deterranno il potere  assoluto, dovranno farsi passare per esiliati o prigionieri. Anche quando  avranno avuto successo nel governare i popoli e finché non avranno il  dominio assoluto, non dovranno mai cessare di gridare: ‘Quali torture!  Quali indegnità!’”143
I gentili dovranno essere privati dei propri diritti, perché sono  considerati alla stregua di esseri sub-umani: “Voi israeliani siete chiamati  uomini, mentre le genti del mondo non meritano questo nome, bensì  quello di bestie.”144 “Perché la ricchezza degli Akum (i gentili) deve  essere considerata come proprietà comune, ed essa appartiene ai primi  che se ne impadroniscono.”145 È a causa di dottrine come queste che  l’apostolo Paolo, anch’egli ebreo e fariseo per sua stessa ammissione,  dichiarò che gli ebrei sono “nemici di tutti gli uomini” (1 Tess 2,15).  Un Ordine Mondiale dominato dai sionisti sarà un vero e proprio inferno sulla terra, una Auschwitz universale, una Gaza globale. La  religione ufficiale dei sionisti è una religione dell’odio nei confronti di  tutti i gentili. Nel Capitolo VII del Sanhedrin si può leggere: “Riversa la  Tua ira sulle nazioni che non Ti conoscono e sui regni che non invocano  il Tuo nome; Riversa la Tua indignazione su di loro e permetti alla Tua  collera vendicativa di impossessarsi di loro; Perseguitali e distruggili  con la Tua collera, sotto i cieli del Signore.”146

Padre Paul Kramer

venerdì 4 settembre 2026

Il Grande Castigo ha già avuto inizio



Il Mistero dell’Iniquità

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F) La “libertà” che Robespierre donò ai Francesi…  e poi il Nuovo Ordine Mondiale – un Superstato mondiale e totalitario

Per riuscire a comprendere correttamente cosa significhi tutto  questo, non bisogna perdere di vista il fatto che il comunismo,  sin dall’inizio della sua esistenza, è stato solo una maschera usata  dell’imperialismo egemonico dell’alta finanza massonica. Il comunismo  è stato il braccio armato del Nuovo Ordine Mondiale, nascosto sotto altre sembianze. Sono stati i plutocrati dell’alta finanza ad aver architettato tutti i cambiamenti in Europa dell’Est ed in Unione Sovietica, in modo da  facilitare l’unione tra il mondo comunista e quello capitalista, entrambi  controllati da loro. 

La strategia della distensione, che ebbe inizio con l’amministrazione  Nixon, è servita agli scopi sovversivi degli interessi multinazionali dei  Rockefeller e del Nuovo Ordine Mondiale. Nel 1947, Nelson Rockefeller  e Cyrus Eaton fondarono la IBEC (International Basic Economy Corporation)130 al fine di commerciare col blocco Sovietico. Il cofondatore della IBEC, Cyrus Eaton, ammise personalmente lo scopo sovversivo della strategia della distensione e del commercio con i  Comunisti, affermando che: “Gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica devono  unirsi.”131 Il governo mondiale è lo scopo finale di fusione pianificata da anni.

Come ho detto in precedenza, James P. Warburg, membro del  CFR e rampollo dell’omonima famiglia di banchieri, principalmente  responsabili della creazione della Federal Reserve, scrisse: “Viviamo  in un pericoloso periodo di transizione da un’epoca in cui  le nazioni erano sovrane, ad una in cui vi sarà un governo  mondiale”.132 Davanti ad una Commissione del Senato, il 17 febbraio  1950, Warburg affermò: “Otterremo il governo mondiale, che  lo vogliate o meno. Se non lo otterremo col consenso, lo  otterremo per conquista”.133

Un superstato totalitario mondiale è ciò che vogliono offrirci  George Bush, i suoi successori ed i banchieri plutocrati, come rimedio  per “soddisfare le aspirazioni universali dell’umanità: pace, sicurezza,  libertà ed il governo della legge… questo nuovo ordine mondiale…” La  libertà che ci promettono sarà uguale a quella che Robespierre donò ai  Francesi.134 Al culmine del Terrore, Robespierre dichiarò: “Dicono che  sono un tiranno, ma al contrario sono uno schiavo. Sono lo schiavo  della Libertà, un martire vivente della Repubblica… Senza il governo rivoluzionario la Repubblica non potrà farsi più forte. Se verrà sconfitta  oggi, la libertà non esisterà un domani”.135
Durante la ‘crisi dei Missili di Cuba’, i giacobini dell’amministrazione  Kennedy ebbero la meglio sul presidente Kennedy e riuscirono a far  passare una serie di misure, i cosiddetti Ordini Esecutivi, che rimangono tutt’oggi in vigore. Queste misure concedono al Presidente un potere  dittatoriale illimitato, nel momento in cui questi ritenga che la nazione si  trovi “in una situazione di pericolose tensioni internazionali o in caso di  una crisi economica o finanziaria.” Questi Ordini Esecutivi autorizzano  il Presidente a controllare direttamente: “Tutti gli organi di stampa; le  reti elettriche e petrolifere nazionali; i gasdotti; le riserve di carburante  e di minerali; tutte le risorse alimentari e le fattorie; tutti i servizi di  trasporto, incluse le autostrade e i porti; tutte i servizi sanitari, educativi e sociali; tutte le costruzioni che le autorità considerino ‘non sicure’” (il  che vuol dire praticamente qualsiasi edificio in legno o in cemento, perché i primi sono vulnerabili al fuoco, ed i secondi ai terremoti…).  Queste misure sono contenute negli Ordini Esecutivi 10995, 10997,  10998, 10999, 11001, 11003, 11004 e 11005.
L’Ordine Esecutivo (O.E.) n. 11001 raggruppa tutti i cittadini  all’interno di forze di lavoro sotto la supervisione governativa, l’O.E.  n. 11002 autorizza il Direttore Generale delle Poste a schedare tutti i  cittadini, mentre l’O.E. n. 11051 autorizza l’Ufficio della Pianificazione  delle Emergenze a mettere in atto questi ordini “in situazioni di pericolose tensioni internazionali o in caso di una crisi economica o  finanziaria.”136 Se uno o più di questi ordini verranno mai eseguiti, gli  Stati Uniti si trasformeranno, dal giorno alla notte, da una repubblica  costituzionale in una dittatura Comunista. Esattamente ciò che aveva  predetto Ben-Gurion nell’intervista a Look del 1962 (vedi pagg. 1213), usando però termini più eufemistici, visto che aveva detto che gli  Stati Uniti sarebbero diventati uno stato socialista con un’economia  pianificata. 

Nel 1991 furono in molti a temere che la Guerra nel Golfo potesse  scatenare eventi tali da far implementare questi Ordini Esecutivi e  portare quindi a compimento la profezia di Ben-Gurion, ma i tempi non  erano ancora maturi. Sarebbero stati gli attacchi contro le Torri Gemelle  dell’11 settembre 2001, e la conseguente guerra in Iraq e Afghanistan,  a facilitare l’instaurazione di una dittatura sotto legge marziale in tutti  gli Stati Uniti. Dopo l’attacco dell’11 settembre, infatti, in una famosa  intervista pubblicata dalla rivista Cigar Aficionado, fu proprio il generale  Tommy Franks – un agente al soldo della CIA – ad aver affermato che al  prossimo attacco terrorista di grave entità, tutti gli Stati Uniti sarebbero  stati posti sotto legge marziale.137 Ora, una cosa simile significherebbe realmente la trasformazione degli Stati Uniti in uno stato socialista,  proprio come predetto da Ben-Gurion. Si tratterebbe del prodromo  della fusione tra gli Stati Uniti e (l’ex) Unione Sovietica. 

Nel 1990 si era già a conoscenza di un progetto di occupazione militare a lungo termine dell’Iraq. Il 20 settembre  1990, il Wall Street Journal riportò: “Diversi ufficiali dell’Esercito  degli Stati Uniti stanno premendo per il mantenimento di una forza  permanente di 10.000 soldati americani in Arabia Saudita, e per  garantire la sicurezza delle basi aeree dislocate attorno al Golfo Persico,  dopo che l’attuale crisi sarà stata risolta... L’Esercito e l’Aviazione stanno  ideando, in silenzio, dei progetti a lungo termine per rimanere in forze  nell’area del Golfo.” Nel 1991 scrissi: “Le forze americane e alleate si troveranno nella stessa situazione in cui si trovò l’Unione Sovietica in  Afghanistan! Sarà uno scenario di guerriglia permanente che mieterà  vittime in continuazione.”138 Le paure che avevo espresso nel 1991,  purtroppo, sono divenute realtà.

Tutto questo è stato ordito deliberatamente, e con molti anni di  preparazione. Basta leggere il documento Rebuilding America’s Defenses stilato nel 1999 da Dick Cheney, Jeb Bush, Paul Wolfowitz (e altri) per  il Project for the New American Century [Progetto per il Nuovo Secolo  Americano], per rendersi conto che avevano già programmato di mettere  in scena ‘un nuovo evento stile Pearl Harbor’ al fine di giustificare una  guerra aggressiva e di conquista in Afghanistan e Iraq, e per conquistare  infine l’intera regione. Nel suo libro The Grand Chessboard, un altro  uomo di David Rockefeller, Zbigniew Brzezinski, mise nero su bianco il  progetto per la conquista dell’intera Asia Centrale.

Padre Paul Kramer

giovedì 3 settembre 2026

Il Grande Castigo ha già avuto inizio



Il Mistero dell’Iniquità

E) Il progetto del Nuovo Ordine Mondiale per  l’unificazione dei paesi Comunisti e Capitalisti

Sia la Federal Reserve che l’Unione Sovietica furono create su  ordine dei finanzieri delle grandi banche internazionali. Costoro hanno  manipolato e controllato entrambi questi enti sin dall’inizio del XX  secolo, allo scopo di creare il Nuovo Ordine Mondiale. Nel 1919, i servizi  segreti degli Stati Uniti fornirono al governo Francese un memorandum, nel quale venivano svelati i nomi dei principali finanzieri internazionali  intervenuti direttamente nella preparazione della rivoluzione comunista  in Russia: Jacob Schiff, Felix Warburg, Otto Kahn, Mortimer Schiff,  Hieronymus Hanauer, Guggenheim e Max Breitung. Questa lista, tra  l’altro, era approssimata per difetto. Grazie alla ricerca approfondita del professor Anthony Sutton (e a quella di molti altri studiosi) è stato  ormai provato che furono i grandi banchieri di Wall Street ad aver  finanziato la Rivoluzione Sovietica.126

I Bolscevichi vennero infatti finanziati da un consorzio di banchieri  di Wall Street, Londra e Francoforte: J.P. Morgan, Kuhn-Loeb, i  Rockefeller, i Warburg, Lord Alfred Milner (di Aschberg) e altri. Sin  dall’inizio, questi banchieri manipolarono lo stato Bolscevico per i  propri scopi. Molti dei rappresentanti di questi banchieri furono anche  tra i fondatori della Federal Reserve: Frank Vanderlipp, Presidente  della First National Bank of New York di Kuhn-Loeb, Paul Warburg della Kuhn-Loeb & Co., Benjamin Strong, Presidente della Banker’s Trust Co.  di Morgan (e altri). Grazie alla creazione della Federal Reserve, gli architetti della Rivoluzione Sovietica ottennero il controllo monopolista  dell’economia Americana. 

Esercitando il proprio controllo economico sull’Unione Sovietica  e sugli Stati Uniti, non è difficile comprendere come i banchieri  internazionali intendessero fondere i due stati in un’unica entità. Si  tratta di un passo ulteriore verso la creazione di un unico governo  mondiale. La politica della distensione, o detente, venne ideata proprio  a questo scopo dall’uomo di punta dei Rockefeller, Henry Kissinger. Le  banche e le società controllate dai Rockefeller, che avevano il monopolio  del commercio con il Blocco Sovietico, fecero immensi profitti grazie ad  essa. 

Questi profitti, tuttavia, non servivano gli interessi nazionali  americani. I soldi che i sovietici spendevano per ‘pagare’ le merci ed  i servizi americani, non provenivano dall’economia sovietica, bensì  dalle tasche dei contribuenti americani, sotto forma di crediti e prestiti  a basso interesse. Nel mensile Washington Monthly del giugno 1988,  apparve un articolo di James M. Whitmore, intitolato: “Moscow: The  Real Secret Weapon” [“Mosca: la vera arma segreta”]. Sulla copertina  della rivista veniva raffigurato Leonid Breznev con in mano una carta di credito American Express, ad imitazione dell’attore americano Karl  Malden (che all’epoca era il volto pubblicitario di quell’azienda di carte  di credito). Breznev diceva: “Non uscite di casa senza!” e la data di  scadenza era “Mai”. Ecco cosa riportava quell’articolo: 

Quest’arma potrebbe rivelarsi devastante per l’Occidente, senza che venga sparato neanche un colpo; incredibile a dirsi, non solo la stiamo costruendo per i Russi… ma la stiamo addirittura  pagando noi! Di che arma parliamo? Del debito. … I banchieri  occidentali, sin dalla metà degli anni ’70, hanno permesso al  blocco Sovietico di accumulare tra i 60 e gli 80 miliardi di dollari di debiti... la grandezza di un simile debito è tale che il default  dell’Unione Sovietica potrebbe causare un panico finanziario  capace di far crollare il sistema finanziario capitalista. 

La ricchezza degli Stati Uniti stava venendo spostata dall’economia  nazionale fino alle mani dei sovietici, ad ovvio detrimento dei primi e  a vantaggio del regime comunista. I soldi dei contribuenti americani  venivano usati per sviluppare l’economia sovietica, mentre al tempo  stesso si concentrava la ricchezza americana nelle mani degli interessi  economici dell’impero dei Rockefeller. (Il culmine di questo meccanismo  si è avuto nell’ottobre 2008 con la legge per il salvataggio delle banche,  che ha autorizzato il trasferimento di quantità immense e quasi illimitate  di denaro – provenienti dalle tasche degli Americani – alle banche più  importanti d’America, sotto minaccia di legge marziale da parte del  Segretario del Tesoro, Henry Paulson, e del Presidente della Federal  Reserve, Ben Bernanke. Il Deputato della Camera dei Rappresentanti,  Brad Sherman, ha rivelato che la minaccia di instaurare la legge marziale  è stata lanciata durante un discorso alla Camera dei Rappresentanti,  quando sembrava che quella legge stesse per essere bocciata. L’autore  di quella minaccia era stato proprio Ben Bernanke.) 

Le banche e le multinazionali controllate da Rockefeller avevano  tutto l’interesse a conservare lo status quo comunista nell’Unione  Sovietica, fino a che la perestrojka non fosse stata pronta per essere  implementata, come programmato. Immense quantità di denaro  vennero continuamente estirpate dalle esangui tasche dei contribuenti  americani e consegnate ai sovietici, proprio perché i banchieri  internazionali avevano tutto da guadagnare nel mantenere i comunisti  al comando, fino alla loro finta caduta, programmata in anticipo da decenni. 

Ecco quindi i motivi che hanno spinto l’amministrazione Bush ad  affermare più volte che la politica estera degli Stati Uniti di quel periodo  era indirizzata a promuovere e contribuire alla glasnost e alla perestrojka  di Gorbaciov. L’amministrazione Bush aveva ribadito infatti il proprio impegno nell’aiutare Gorbaciov a rimanere saldamente al comando, per  continuare le riforme da lui introdotte in Unione Sovietica. Per questo  motivo il regime bolscevico ricevette ancora prestiti e aiuti da parte  degli Stati Uniti, fino al giorno del suo crollo programmato. Rockefeller  ed il CFR, che avevano appoggiato Bush alla presidenza, avevano tutti i loro interessi, imperialisti e globalisti, nel sostenere il regime di  Gorbaciov fino alla messinscena della sua caduta. 

Prima che i regimi Comunisti dell’Europa orientale “cadessero,”  come programmato da anni, Charles Levinson scrisse queste parole nel  suo libro Vodka-Cola: “Le multinazionali occidentali, pertanto, useranno  la loro influenza, già predominante, sulle forze politiche ed economiche  dei vari paesi, a sostegno della perpetuazione di quei regimi Orientali  con i quali hanno una stretta e sempre più ampia comunione di interessi  finanziari ed economici.”127 Nel 1991 scrissi: “I cambiamenti nell’Europa  dell’Est hanno lasciato ai comunisti il controllo sulle forze militari e  di polizia, e quindi sulla sicurezza dello Stato. Gli unici cambiamenti  sono solamente temporanei e di natura politico-economica.”128 Lo  stesso Gorbaciov, nel discorso al Politburo del 1987 di cui abbiamo già parlato, dichiarò che i cambiamenti che sarebbero avvenuti di lì a  poco nell’Unione Sovietica sarebbero stati solo ‘cosmetici’, ideati per  “indurre gli americani ad una falsa sicurezza.” Ancor prima della caduta  dell’Unione Sovietica, scrissi che: “la riconquista comunista è stata già  programmata, e avverrà quando il Nuovo Ordine Mondiale sarà entrato  nel suo nuovo stadio. Per ora, tuttavia, i comunisti e le multinazionali  preferiscono che le nazioni più produttive dell’occidente continuino a  sovvenzionare i paesi dell’Est, perché l’economia comunista dell’Unione Sovietica non può sostenere le economie delle sue colonie del Patto di  Varsavia e mantenere allo stesso tempo il suo livello di spesa militare.”129

Padre Paul Kramer

mercoledì 2 settembre 2026

Il Grande Castigo ha già avuto inizio



Il Mistero dell’Iniquità

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D) L’ONU, Lord Alfred Milner, la Società della Tavola  Rotonda ed il Consiglio sulle Relazioni Estere (CFR)

George Bush è ed è stato per molti anni un membro del Consiglio  sulle Relazioni Estere (CFR), un’organizzazione fondata da J.P. Morgan  e da altri banchieri internazionali, il cui scopo è quello di creare un  governo mondiale. Il CFR deriva dalla Società della Tavola Rotonda,  fondata in Gran Bretagna da Cecil Rhodes e dall’uomo di punta della  famiglia Rothschild, Lord Alfred Milner. “Il CFR è stato fondato allo  scopo specifico di condizionare gli americani ad accettare un governo  mondiale come soluzione desiderabile ai problemi del mondo.”103  Nell’aprile 1974, la rivista ufficiale del CFR, Foreign Affairs, pubblicò gli  scopi dell’organizzazione, chiaramente sovversivi: 

Se soluzioni quali un governo mondiale efficace, una revisione  dello statuto dell’ONU ed un Tribunale Internazionale molto  più forte, non venissero accettate dalla gente, che speranza di  progresso potremmo mai avere?... In breve, ‘la casa dell’ordine  mondiale’ dovrà essere costruita dal basso, anziché dall’alto... per dribblare104 specificatamente la sovranità nazionale, erodendola  pezzo per pezzo...105

Il Nuovo Ordine Mondiale è un progetto per ottenere un unico  governo mondiale. Esso richiede l’abolizione delle nazioni sovrane,  che saranno così ridotte allo stato di colonie asservite ad un impero  mondiale. Il Nuovo Ordine Mondiale non è niente di nuovo, perché è  stato sempre al centro dei progetti della Massoneria. I progetti per ottenerlo, infatti, sono stati ribaditi più volte da vari autori Massonici.  Tra questi, ad esempio, troviamo Von Stotzingen. Egli scrisse che: “La  Massoneria è un’organizzazione etico-religiosa… che si adopera al fine  di portare in tutto il mondo i puri ideali umanitari di Libertà, Eguaglianza  e Fraternità, e per raggiungere l’era dorata dell’emancipazione  dell’umanità in una Repubblica Mondiale Massonica.”106 Questo progetto  era già stato annunciato nel 1730, in un libro pubblicato a Bruxelles  e intitolato Il Segreto della Massoneria, nel quale si può leggere che:  “Lo scopo supremo della Massoneria è la creazione di una repubblica  mondiale.”107

Molti autori Massonici hanno scritto su questa falsariga. H. Lohfeldt  spiegò che la Massoneria cerca di costruire un mondo utopico basato  sui principi della ragione umana, che sarà in grado di risolvere tutti i  problemi: “un governo mondiale.”108 K. Wilbrandt: “Lo stato può essere rovesciato solo dallo stato: il più piccolo dal più grande, il più grande  da un governo federale mondiale...”109 Sempre nello stesso passo,  Wilbrandt spiega che le singole nazioni cesseranno d’essere entità  sovrane, venendo ridotte al rango di mere ‘provincie amministrative.’  Albert Pike, all’epoca Sovrano Gran Commendatore del 33° grado, il  Pontefice Supremo della Massoneria Mondiale, riassunse questa linea  di pensiero nel suo libro ufficiale sulla Massoneria, Morali e Dogma  della Massoneria, nel quale scrisse: “saremo la forza equilibratrice  dell’universo, e regneremo sui Padroni del Mondo.”110

Sotto la direzione dell’uomo di punta111 della famiglia Rotschild e  noto massone, Lord Alfred Milner, la Società della Tavola Rotonda venne  fondata nel 1910 da Lionel Curtis, grazie ai fondi del Massone Cecil  Rhodes. Nel 1919, durante la Conferenza sulla Pace di Parigi, Curtis  diresse una delegazione di esperti Anglo-Americani per la creazione del Royal Institute of International Affairs. Lo scopo di Rhodes era la  creazione di un governo mondiale onnipotente, che avrebbe reso  impossibile qualsiasi guerra.112 Nel maggio 1919, la “Società della  Tavola Rotonda” dette vita alla sua costola Nord-Americana, il Consiglio  sulle Relazioni Estere (CFR).113

Gli scopi sovversivi ed imperialisti del CFR furono ribaditi  chiaramente nello Studio n. 7, pubblicato il 25 novembre 1959: 

Gli Stati Uniti devono adoperarsi al fine di costruire un nuovo  ordine internazionale, che possa rispondere alle aspirazioni  mondiali di pace e i cambiamenti socio-economici... Per  compiere tutto questo, gli Stati Uniti devono realizzare un ordine  internazionale nel quale la libertà delle nazioni viene riconosciuto solo in quanto interdipendente, e nel quale le varie politiche  verranno intraprese a livello congiunto da tutti i paesi del mondo libero, anche quelli con i sistemi politici e socio-economici più  diversi tra loro, inclusi quei paesi che si definiscono “socialisti.”114

Alcuni documenti del CFR hanno fornito i dettagli di cosa significhino  queste parole. Harland Cleveland, membro del CFR, propose:

1.  La creazione di una banca mondiale del cibo.
2. Il controllo internazionale di tutte le risorse naturali e dei beni di consumo.
3. La creazione di una moneta unica mondiale.
4. La creazione di una forza di polizia mondiale che “mantenga la pace dov’essa viene minacciata, e la riporti laddove essa è  stata violata.” (Questa lista non riporta tutti i punti.)115

In quello stesso rapporto si afferma: “si prospetta un lungo periodo  di tentativi creativi davanti a noi... questo implica una terza via al nuovo  ordine mondiale – visto che la Lega delle Nazioni è morta e le Nazioni  Unite non sono state in grado di ottenerlo.”

A questo punto ritengo che il lettore abbia sufficienti informazioni  per riconoscere le intenzioni sovversive e perverse nelle parole di  George Bush, Massone e membro del CFR: “è in gioco più del destino  di una piccola nazione; è in gioco una grande idea, il nuovo ordine  mondiale – all’interno del quale le nazioni saranno unite per il bene  comune, la libertà ed il governo della legge,” e “abbiamo realmente  la possibilità di creare questo nuovo ordine mondiale, un ordine nel  quale un’ONU finalmente credibile potrà usare il suo ruolo  di forza di pace per realizzare il sogno dei suoi fondatori.”

La “pace” ed il “governo della legge” del Nuovo Ordine Mondiale saranno imposti sulle nazioni dalle “forze di pace” delle Nazioni Unite.  Gary Allen, nel suo libro Say “No” to the New World Order ha spiegato  quest’ultimo aspetto: 

“L’architetto della Carta delle Nazioni Unite”, secondo  l’espressione usata dal settimanale Time del 18 maggio 1953, è  stato Leo Pasvolsky, nato in Russia e a Capo della Divisione delle  Ricerche Speciali del Dipartimento di Stato. Nato da genitori  comunisti, Pasvolsky ricevette un’educazione comunista radicale,  infiltrandosi con successo nel governo degli Stati Uniti nel 1934,  dove fece rapidamente carriera. Dall’alto della sua posizione  chiave, riuscì a trasferire parte della sovranità degli Stati Uniti alle  Nazioni Unite. 

Assieme a Pasvolsky, contribuì alla stesura della Carta dell’ONU  anche Alger Hiss, che all’epoca faceva parte della cellula comunista di Washington capeggiata da Harold Wallace, un agente dello  spionaggio Sovietico (successivamente arrestato e condannato) e  membro del Consiglio sulle Relazioni Estere. 

Nel 1950, il Dipartimento di Stato pubblicò un rapporto ufficiale intitolato “Preparazione della Politica del dopoguerra,  1939-1945” nel quale nominò le persone che avevano pianificato e plasmato le politiche che avrebbero portato alla creazione del  nuovo Organismo Mondiale... ognuna di quelle 17 persone è stata  identificata da testimoni giurati come un agente Comunista.116

Il delegato degli Stati Uniti alla conferenza di San Francisco  dell’aprile 1945, fu il Segretario di Stato Edward R. Stettinius, “un  membro del CFR ed ex socio della banca internazionale J.P. Morgan &  Company.”117 Il Segretario Generale era Alger Hiss (un agente Sovietico  e membro del CFR, successivamente arrestato e condannato). Quindi, afferma Gary Allen, “La Carta dell’ONU fu un prodotto dei due bracci  armati più importanti della cospirazione Internazionale Comunista.”118 Le agenzie delle Nazioni Unite hanno fatto una propaganda  talmente evidente a favore del governo mondiale,119 che il Saturday  Evening Review, nell’edizione del 23 marzo 1953, pubblicò un editoriale  in cui si affermava: 

Se L’UNESCO è sotto attacco perché sta contribuendo a preparare la popolazione mondiale ad un unico governo mondiale... è bene togliere subito qualsiasi dubbio al riguardo: lo scopo dell’UNESCO è proprio quello di creare e promuovere gli  elementi di una cittadinanza comune a livello mondiale. Dinanzi ad una simile “accusa”, non possiamo far altro che confermarla a  gran voce.

Secondo la Carta delle Nazioni Unite, le forze di peacekeeping  dell’ONU sono sotto il comando del sottosegretario agli Affari Politici e  del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Durante l’immediato dopoguerra,  dal 1946 in poi, quell’incarico è sempre stato ricoperto da un elemento  proveniente dal Blocco Orientale Comunista, con una singola eccezione,  Trygye Lie, che proveniva dalla Russia Sovietica. Trygye Lie fu Segretario  Generale tra il 1946 ed il 1953, e ammise l’esistenza di un patto segreto tra gli Stati Uniti e l’URSS affinché questo incarico venisse sempre  affidato all‘Unione Sovietica. 

Il Nuovo Ordine Mondiale pretende d’abolire la sovranità nazionale  e di porre tutte le nazioni alla mercé e al controllo di una forza di polizia  dominata da un Soviet (quel che Christopher Story120 definisce ‘i Soviet  continui’ della Russia post guerra fredda). Nel suo libro The European  Union Collective, Enemy of its Member States, Story ha raccolto e presentato  in maniera esaustiva tutta una serie di prove che dimostrano come i  sovietici abbiano pianificato in anticipo una transizione indolore tra  l’URRS e la Federazione Russa della Comunità degli Stati Indipendenti,  proprio come predetto da David Ben-Gurion nella sua intervista alla  rivista Look, il 16 gennaio 1962. Questa transizione era il vero scopo  della perestrojka di Gorbaciov, come affermato proprio da quest’ultimo  nel suo discorso al Politburo del 1987 (riportato da Christopher Story  a p. 44 del suo libro). Una simile perestrojka era stata già ideata e  implementata con successo nel passaggio dall’Impero Britannico al  Commonwealth delle Nazioni. Questo progetto di perestrojka Britannica  venne pubblicato in un libro del 1916 da un socio121 di Lord Milner,  Lionel Curtis. Nel Commonwealth delle Nazioni (1916),122 Curtis elaborò  un piano per rinnovare l’Impero Britannico e farlo confluire nel nuovo  Commonwealth delle Nazioni, che esiste tutt’oggi. In un altro suo libro Civitas Dei, the Commonwealth of God, Curtis afferma che gli Stati  Uniti devono riunirsi al Commonwealth Britannico,123 che a sua volta deve evolversi in un Governo Mondiale.124

In una recente intervista (settembre 2009) andata in onda su Russia Today, Mikhail Gorbaciov ha affermato che gli Stati Uniti stanno  introducendo la propria perestrojka sotto l’amministrazione di Barack  Obama. Il fine ultimo di tutte queste transizioni simili alla perestrojka,  è quello a cui Gorbaciov, Bush, Gordon Brown e Kissinger (per citarne  solo alcuni) fanno riferimento col nome di Nuovo Ordine Mondiale, che  avrebbe come risultato – secondo le parole di Gorbaciov – una “sicurezza  collettiva, da Vancouver a Vladivostok.” David Ben-Gurion l’aveva  definita “L’unione Federata di tutti i continenti’”–  un’“alleanza  mondiale, a disposizione della quale vi sarà una forza di  polizia internazionale”, che sarebbe stata creata dopo la fine della  Guerra Fredda. Prendendo spunto da Ben-Gurion, il Presidente Bush,  durante un suo discorso alla Base Aerea di Maxwell, il 14 aprile 1991,  parlò del “nuovo mondiale, che sta prendendo forma attorno a noi...”,  e ribadì la “prospettiva di un Nuovo Ordine Mondiale ormai a portata  di mano... la possibilità che un Nuovo Ordine Mondiale emerga  dalle ceneri della Guerra Fredda… mentre la Guerra Fredda si  avvicinava alla fine, abbiamo visto che un Nuovo Ordine era possibile,  che erano possibili nuovi modi con i quali le nazioni possono  lavorare insieme... mentre vecchie minacce hanno cessato d’esistere,  nel frattempo ne sono emerse di nuove... dobbiamo capitalizzare il successo della Desert Storm per dare nuova forma e linfa a questo Nuovo Ordine Mondiale.” 

Il Nuovo Ordine Mondiale sta venendo costruito non certo a  beneficio delle nazioni della terra né per migliorare le condizioni di vita  della popolazione mondiale. Il suo scopo è quello di concentrare tutto il  potere e la ricchezza del pianeta nelle mani di chi è già immensamente  ricco. “Il loro obiettivo”, spiega Gary Allen, “è stato descritto da Montagu  Norman, ex direttore della Banca d’Inghilterra. Secondo Norman,  queste persone cercano di assicurarsi che ‘l’egemonia della finanza  mondiale possa regnare suprema ovunque e su chiunque, in  quanto meccanismo di controllo soprannazionale.’”125

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Padre Paul Kramer