venerdì 22 maggio 2026

I Tre Cieli: Un Mistero che Nessuno Riesce a Spiegare?


 

La conoscenza del peccato originario è necessaria per la comprensione dell’Opera di Salvezza, per riconoscere Gesù Cristo come “Redentore”

 


La colpa originale– La caduta da Dio – Caduta primordiale nel peccato


A voi uomini manca la conoscenza circa il peccato primordiale e così considerate anche l’Opera di Salvezza di Gesù Cristo come se fosse stata compiuta per i soli vostri peccati umani, anzi, voi Gli negate “l’Opera di Salvezza” perché come voi credete, ognuno debba pagare la sua colpa fino all’ultimo quattrino. Se fosse soltanto la vostra colpa che vi siete caricata come uomo, allora questa opinione sarebbe comprensibile, ma si tratta della grande colpa primordiale, della caduta degli spiriti da Me, una colpa che voi non potreste mai espiare, che non può per nulla venire negata. La quale è causa dell’intera Creazione materiale e la motivazione per il Mio divenire Gesù. Chi considera solo la caduta nel peccato dei primi uomini, a questo pare incredibile che per tali peccati sia stata necessaria una “Salvezza”; si atterrà sempre al fatto che l’umanità non poteva venire punita per un peccato che non ha commesso. E così anche i peccati che l’uomo commette come tale, sarebbe ben un’offesa contro il Mio Amore, che loro però non riconoscono nello stato della loro assenza d’amore, la quale è solo la conseguenza di quel grande peccato primordiale. Questo peccato però spiega tutto; e fintanto che gli uomini non sanno del processo della caduta degli spiriti, a loro è anche difficile credere in un divino Salvatore, il Quale per via di questa colpa, è morto sulla Croce sotto massimi dolori e tormenti, i quali Egli Stesso ha preso sia di Sè per offrire a Me il sacrificio dell’espiazione. Per questo ogni insegnamento che rifiuta. Il divino Salvatore che quindi rinnega il Principio della Salvezza, deve anche venire rifiutato come insegnamento errato, anche quando viene rappresentata l’attività di Gesù come Divulgatore del divino Insegnamento dell’Amore. Perché si tratta della Salvezza dal peccato primordiale che soltanto Io Stesso potevo compiere nell’Uomo Gesù, e così diventa anche spiegabile per voi il Mio divenire uomo, perché Io Stesso Sono un Essere che nessuna delle Mie creature potrebbe vedere senza svanire. Se volevo quindi che Mi potessi presentare a voi in modo visibile, questo ha dovuto avvenire nella forma di un essere a voi simile che per voi uomini era l’uomo Gesù. Quindi è prima necessario il sapere del processo della caduta degli esseri da Me, per poi anche comprendere la creazione del mondo visibile. Poi è anche comprensibile l’ulteriore lotta tra Luce e tenebre, e poi l’Apparire del Salvatore dell’umanità in Gesù Cristo, di uno Spirito Primordiale non caduto – nel Quale Io Stesso Mi Sono incorporato perché non potevate farvi alcuna immaginazione della “Forza che tutto crea”. E per questo voi potete e dovete riconoscere un Salvatore il Quale morto sulla Croce a causa della colpa di tutti e che ha chiesto per voi uomini la remissione della vostra colpa; la quale (remissione) non può esservi data in un colpo solo, ma voi stessi la dovete aver richiesta a Lui, perché la caduta è avvenuta nella libera volontà ed ora anche il ritorno da Lui deve svolgersi nella libera volontà Che ora ad un uomo tendente alla perfezione vengano rimessi oltre alla colpa primordiale anche i peccati come uomo, non ne dovete dubitare, affinché ogni colpa venga estirpata ed il perdono sia così assicurato. Ma dato che Gesù raramente viene riconosciuto come Salvatore, dato che quegli insegnamenti errati Lo vedono solamente come uomo e maestro sapiente, ma non vogliono riconoscere il Mio Divenire Uomo in Lui, allora non Gli chiedono nemmeno perdono di tutti i loro peccati. Ma è soltanto Uno il Quale può liberarli della loro colpa, ad Uno spetta il Potere di scrivere ogni colpa nella sabbia – e questo è Gesù, nel Quale Io Stesso Sono diventato Uomo.

Amen

26. maggio 1964


LEGGENDA PERUGINA

 


( COMPILAZIONE DI ASSISI )


CAUTERIZZAZIONE INDOLORE


Un giorno arrivò il medico, portando il ferro con cui eseguiva le cauterizzazioni per il male d’occhi. Per arroventarlo fece accendere il fuoco e ve lo mise dentro.

Intanto Francesco, allo scopo di irrobustire il suo spirito contro la paura, parlò al fuoco: «Fratello mio Fuoco nobile e utile fra le creature dell’Altissimo, sii cortese con me in quest’ora. Io ti ho sempre amato, e ancor più ti amerò, per amore di quel Signore che ti ha creato. E prego il nostro Creatore che temperi il tuo ardore, in modo che io possa sopportarlo». Finita l’orazione, tracciò sul fuoco il segno della croce. Noi che eravamo con lui fuggimmo, tutti, sopraffatti dalla emozione e dalla pietà; restò con lui soltanto il medico.

Dopo eseguito l’intervento, tornammo da lui, che ci disse: «Paurosi e uomini di poca fede, perché siete scappati? In verità vi dico che non ho provato nessun dolore nemmeno il calore del ferro infuocato. Anzi, se non sono cotto bene, mi si cuoccia meglio».

L’oculista restò trasecolato, e tenne la cosa per grande miracolo, poiché Francesco, durante l’operazione, non si era neanche mosso. E commentò: «Fratelli, vi dico che non solo costui, che è così debole e malato, ma temerei che una bruciatura simile non riuscirebbe a sopportarla neppure un uomo vigoroso e sano, come già ho sperimentato in alcuni casi».

La cauterizzazione in effetti era stata lunga, cominciando da presso l’orecchio fino al sopracciglio, per arrestare il copioso umore che giorno e notte da molti anni scendeva agli occhi. Perciò fu necessario, a parere di quel medico incidere tutte le vene, dall’orecchio al sopracciglio. Altri sanitari erano invece dell’idea che tale intervento fosse controindicato; e fu vero, poiché l’operazione non giovò a nulla. Un altro medico gli perforò entrambi gli orecchi, ma ugualmente senza risultato.

Traduzione di VERGILIO GAMBOSO


San Cristoforo Magallanes: il sacerdote giustiziato mentre si recava a celebrare la Messa


 

L’uomo non può amare in modo perfetto, ma il Signore può piantare il Suo amore perfetto nel cuore dell’uomo.

 


Apparizione di San Padre Pio il 13 aprile 2026


Vedo San Padre Pio avvolto da una luce meravigliosa. Tiene in mano la Vulgata e dice:

«Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Amati amici di Gesù, non c’è amore più grande di quello che il Signore ha per voi, poiché Egli si è donato interamente per voi sulla croce! Guardate e meditate il Vangelo: dopo essere risorto, Egli andò dai Suoi, che erano pieni di timore. Li accolse con amore, proprio come accoglie voi! Accettate il Suo amore? Contemplate il Vangelo e qui troverete due vie: la via di Giuda, che aveva i propri piani con il Signore; che non confidava in Lui. Che cadde nella disperazione e non cercò la misericordia del Signore, la Sua clemenza. Sì, sebbene fosse stato con il Signore per molti giorni, cadde nella disperazione, perché il Diavolo aveva toccato il suo cuore. Ciò avvenne a causa di una mancanza di amore e di fiducia nei confronti di Gesù. Pietro rinnegò il Signore, cercò con pentimento la Sua misericordia e la Sua clemenza e il Signore lo accolse con amore. Vi ho indicato due vie che sono decisive per voi. Il Signore desidera che i vostri cuori siano aperti e vuole liberarvi da ogni peso. Per farlo, però, ha bisogno del vostro consenso: del vostro «sì»! Così i vostri cuori diventeranno il terreno in cui il Signore pianterà i Suoi gigli dell’amore e del perdono perfetti. L’uomo non può amare in modo perfetto, ma il Signore può piantare il Suo amore perfetto nel cuore dell’uomo. Tenetelo presente! Così, con la Sua grazia, il Suo amore e la Sua misericordia, potrete compiere compiti per Lui, Gesù. Ricordate che il Signore ama ciò che è stolto per conquistarlo a Sé, affinché la Sua grazia e il Suo amore si manifestino! Guardate, il Signore vi porta la salvezza, l’amore e la Sua pace. Non esiste un salvatore mondano! Perciò confidate in Lui, Gesù, il Figlio di Dio! Poiché Egli lo vuole, io sono con voi. Vi benedirò insieme al sacerdote.”

L’apparizione di San Padre Pio è accompagnata da un bel profumo di fiori.

Sievernich

“L’AMORE E’ PIU’ FORTE DELLA MORTE”

 


Disse: "Quando due persone si vogliono bene e si amano, l'uno/a non può sopportare la perdita dell'altro/a." (p. Kosmas l’epirota – 1952/2010)

“L’AMORE E’ PIU’ FORTE DELLA MORTE”
di s. Silvano aghiorita

Un giorno, dopo la preghiera, ero seduto e pensavo: “Io non voglio morire”. Dissi allora: “Vedi, Signore, il mio cuore, Tu vedi che non desiderio morire. Quando
qualcuno da molto tempo non vede i suoi genitori, va con gioia da loro; ma pur conoscendoti, oh Signore, la mia anima non vuole morire”. La mia anima ricevette questa risposta: “E’ perché tu non Mi ami a sufficienza”. E veramente io amo poco il Signore.

in “Silvano del Monte Athos. (1866/1938) La vita, la dottrina, gli scritti” 

Preghiera a Santa Rita per i malati

 



“O’ Dio Padre onnipotente, che manifesti la tua bontà con la tua provvidenza e misericordia, ascolta benevolmente la preghiera che ti rivolgiamo per l’intercessione di S. Rita, tua serva fedele e nostra particolare protettrice.

Soccorri, o Signore, le persone malate che ricorrono a te con fiducia e per le quali umilmente chiediamo ora il tuo intervento.

Momento di silenzio

Dona loro forza nella prova, conforto nel dolore, conformità alla tua disegno d’amore.

O’ S. Rita, che durante la tua vita fosti così vicina alle persone inferme, le confortasti con le tue parole di pace e carità, intercedi presso Dio per queste persone bisognose perché sostengano con pazienza la prova a cui si trovano sottoposte e riacquistino la piena salute se questo grande favore, che tanto desideriamo, è conforme al santissimo volere di Dio.

O’ S. Rita, che tante volte ci hai mostrato la tua valida intercessione, aiutaci in questo particolare momento di bisogno, in particolare dona pace e speranza a quanti stanno accanto ai nostri malati perché vincano il male con il bene e sappiano trasformare anche le più tristi vicende in sorgenti di vita eterna.

O’ S. Rita si innalzi ancora una volta il coro di gratitudine per lo splendore dei Suoi doni a Dio Padre che invochiamo con tutta la nostra fede per i meriti infiniti di Gesù Cristo nostro Signore. Amen”.

Gloria al Padre…

 

Mantenete pura la vostra anima, coltivate relazioni sane e non date al Male alcuna possibilità di insinuarsi

 


Bretagna – 18 maggio 2026

In questo periodo che segna la fine dei tempi, in cui riceviamo informazioni e avvertimenti dal Cielo, una persona che riceve messaggi privati mi ha confidato questo messaggio di Gesù risalente al 17 maggio, che posso trasmettervi con il suo permesso e su richiesta del Signore.


Si sta covando qualcosa…

Si preparano in silenzio

Nascosti nell’ombra

Non fanno nulla,

non dicono nulla


In questo momento rivoluzionario

Dovrete, in ogni istante,

guardarvi alle spalle


Saranno ovunque

I loro eserciti sono grandi, preparati

e per alcuni di essi

non potrete nemmeno individuarli.


Rifugi, rifugi amati, che già abbracciate,

saranno per voi il vostro unico e ultimo rifugio.


NON ABBIATE PAURA


durerà il tempo

di un istante,

ma la violenza

sarà immensa.


Niente e nessuno può più fermare ciò che sta per arrivare.


Preparatevi,

voi che amate,

sarete protetti.”


La messaggera ci spiega di aver smesso di scrivere perché sentiva di «salire più in alto», attratta come viene descritto nel Rapimento di protezione.

Questa esperienza vissuta è espressa anche da un'altra messaggera che racconta su un canale YouTube francese una visione che riguarda lei e i suoi figli e che descrive, in una situazione critica, l'intervento del Signore corrispondente al Rapimento.

Questi messaggi di Dio sono tenerezza e protezione per tutti. Essi rivelano anche la Sua Onnipotenza, la Sua Onnipresenza nel Suo Amore Paterno e Divino.


Parola di Gesù Cristo:

«Figlia mia, scriviamo. Ti benedico, figlia mia prescelta, con Amore, Luce e Santità: del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Sì, comunicheremo questo messaggio, con l’aggiunta che io apporto.

Miei figli in Francia, conoscete le profezie diffuse, all’epoca delle apparizioni di La Salette, da Marie-Julie Jahenny. Da allora, molti dei Miei figli hanno avvertito, attraverso i mezzi che raggiungono la popolazione (social network), su ciò che sta accadendo attualmente.

I Miei figli più isolati e per questo più indifesi hanno ricevuto anche avvertimenti privati affinché fossero rassicurati e fiduciosi in Dio che li protegge.

Mantenete la fede e pregate costantemente. Mantenete il legame con Me, Gesù, e con Maria Immacolata, Mia madre. Implorate la protezione degli Angeli e dei Santi.

D'altra parte, rimanete in pace poiché Io vi custodisco sotto la Mia Divina Protezione. Mantenete pura la vostra anima e sane tutte le vostre relazioni fraterne, amichevoli e sociali. Non lasciate alcuna possibilità al Male di introdursi in voi e nel vostro rifugio: case private, luoghi collettivi e chiese.

Queste, Miei dolci figli, sono informazioni concise e dirette, poiché da tempo vi sto preparando a questo tempo della Grande Tribolazione.

Notate anche nella Chiesa un movimento che porterà allo scisma necessario. Tutto ciò che è falso e molto dannoso per la Mia Chiesa e per ciascuno di voi deve scomparire dal Popolo di Dio, che rimarrà intatto, purificato.

Siate nella pace, la Mia pace ve la do, e accogliete l’Illuminazione delle coscienze con gioia, amore e fiducia.

Venite umilmente verso Dio di Misericordia e di Giustizia, all’Incontro cruciale della Fine dei tempi. Fissate la vostra fedeltà d’Amore verso il vostro Dio Maestro e Re dell’Universo, la Creazione nella Vita Eterna.

Tutto ciò che sarà fatto con Dio rimarrà in Dio, Corpo di Cristo.

È quindi inutile descrivervi le conseguenze dell’altra scelta, poiché essa è annientamento e ne vedete già l’insopportabile sofferenza su questa terra, in questo mondo di decadenza.

Vi amo, figli miei, l’Amore salva e guarisce, l’Amore è Vita. Solo Dio è Vita.

Gesù Cristo»


Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva della Divina Volontà dell’Onnipotente, Dio Unico.

L'Abbandono dei Tabernacoli

 


l'Eucaristia-Messa, abbandonata 


Vi accennerò, non di più – chi oserebbe scriverla per intero? – alla storia degli abbandoni interiori del Cuore di Gesù nelle tre manifestazioni della sua vita eucaristica: la Messa, la Comunione e la Presenza reale. E, in linea con questa promessa, voglio parlarvi di ciò che a ragione posso definire fonte di ogni vita eucaristica, e persino cristiana, ovvero il Sacrificio eucaristico, e degli abbandoni e dei disprezzi silenziosi e ignorati, e, di conseguenza, non riparati, che in esso subisce il Cuore di Gesù.


Le mie perplessità

 Mi ritrovo perplesso nel tentativo di esprimere, con frasi di cristallina chiarezza e nel corso di una conversazione familiare e semplice, concetti di sacra teologia che il nostro popolo ha imparato e purtroppo dimenticato, e che ora fatica non poco a comprendere.

E si badi bene che non è più il popolo analfabeta a non cogliere tali concetti teologici, ma, cosa ancora più deplorevole, il popolo pio; quello formato da anime che frequentano il tempio e la Santa Comunione; che sfogliano quotidianamente libri ascetici e addirittura insegnano ai bambini nelle scuole religiose.


La mancata conoscenza della Messa 

Non mi rivolgo ora a coloro che non frequentano il tempio di Dio. Né a coloro che, pur andandovi, per negligenza o empietà, vivono in isolamento da Gesù nel Sacramento, non ricevendo mai o raramente la Comunione. Né tantomeno a coloro che, pur vivendo nel tempio, fanno un commercio sacrilego della Messa e del culto.

Mi rivolgo ai devoti, e in questa categoria includo molti, da coloro che sono tenuti a una completa istruzione teologica e ascetica, fino a coloro che sono appena iniziati alle pratiche della devozione.

E a questi devoti di tutte le categorie, e di una certa buona volontà, almeno, dico, molto piano, affinché non lo sentano né si scandalizzino coloro che non lo sono, e molto forte affinché si imprima profondamente in loro, questa lamentela:

In quale spaventoso abbandono si offre in sacrificio ogni giorno Gesù!

L’altare del Signore è disprezzato!

E ripeto che non parlo ora di abbandoni esteriori, né di abusi sacrileghi, ma di infedeltà, ingratitudini, dissonanze, trascuratezze, ignoranze superabili e maleducate disattenzioni che gravano sul delicato e sensibile Cuore di Gesù in ogni Messa che si celebra, e che, a uno sguardo superficiale, non andranno oltre la categoria delle inezie, mentre alla luce di una solida e delicata pietà, hanno una trascendenza che spaventa...


 Cosa non è la Messa 

La Santa Messa non è uno dei tanti atti del nostro culto, ma il principale di tutti. Né è una serie di cerimonie liturgiche messe in scena per farci trascorrere mezz'ora in pii divertimenti, ma l'essenza della nostra religione e del nostro culto 8. Se l’altare su cui si celebra non è uno dei tanti ornamenti della chiesa, ma la pietra angolare dell’intero edificio religioso, la casa della famiglia cristiana, il culmine del mondo delle anime e il centro di tutte le convergenze della vita spirituale, non solo nell’ordine mistico, ascetico, pastorale, dogmatico e morale, ma anche scientifico, sociale e artistico. Se l’azione che si compie nella Messa non è una mera commemorazione del sacrificio della Croce o esclusivamente un simbolo della nostra redenzione, ma è l’oblazione reale di un sacrificio positivo, di applicazione attuale a ogni membro del Corpo mistico di Gesù Cristo, dei meriti della morte e della vita gloriosa e divina che ci ha conquistato e meritato nel suo Sacrificio assoluto e cruento del Calvario. Se quell'azione della Messa non è una delle tante azioni che il Cuore di Gesù compì e compie nella sua vita mortale, e ora nella sua vita eucaristica, ma la principale, la più cara, la più costosa e la più feconda di tutte, quella che tanto assorbe e condiziona le altre, che si potrebbe chiamare la sua unica azione... Se la Messa, ripeto, e l'altare e l'azione della Messa è questo, dovrete concordare con me sul fatto che Gesù nella Messa subisce molti e crudeli abbandoni. 


Come molti cristiani considerano la Messa 

Basta una semplice occhiata al mondo dei credenti di oggi per giungere alla triste convinzione che, né nella fede, né nell’amore, né nella vita di non pochi dei suoi abitanti, il santo Sacrificio della Messa non solo non occupi il primo posto che la teologia e la liturgia cattoliche gli assegnano, ma che forse, e dico forse, riesca a rientrare nel numero e nella gerarchia delle loro devozioni preferite. 

Che vasto campo si apre qui alla mia penna e alle espansioni del mio cuore, mentre mi sento in dovere di ripetere con lo stesso o maggiore dolore del profeta Malachia di fronte al disprezzo e all’ingratitudine del suo popolo nei confronti del culto del Signore: «L’altare del Signore è disprezzato! La Messa è disprezzata!»


L'unilateralismo dell'ignoranza e della routine

Che cos'è la Messa per il dogma, per la liturgia e per l'ascetica, e quale posto occupa nella fede, nel culto e nella vita spirituale dei fedeli?

La risposta a questa duplice domanda metterà a nudo, che pena!, un grande abbandono, che è a sua volta una grande ingiustizia verso Dio e una grande crudeltà verso il Cuore di Gesù e una fonte di sventure per le anime.

Uno dei grandi mali causati dall'ignoranza religiosa e dalla routine, anche da parte di coloro che sono istruiti in materia di religione, è ciò che potrei chiamare unilateralismo, e perdonatemi il termine; ovvero, il ridimensionare fino a sfigurare e snaturare i nostri dogmi, misteri e cerimonie, a forza di non guardarli né conoscerli se non da un unico punto di vista.

Ne abbiamo un esempio e una conferma nella Santa Messa. 

Per la maggior parte dei cristiani, la Messa è una cerimonia a cui bisogna partecipare ogni domenica, o che si fa celebrare per le anime dei defunti. Per altri, più che una cerimonia, è un Sacrificio, il più augusto di tutti, ma senza pensare che la celebrazione o l'offerta di quel Sacrificio imponga loro alcun obbligo nella loro vita né nei loro rapporti con Dio e con il prossimo. E persino per non poche persone devote, la Santa Messa non va oltre il rango di atto di devozione con cui, sotto forma di novena, triduo, funzione o processione, si rende omaggio a un santo o a un mistero.

L'unilateralismo dell'ignoranza o della routine!

La Messa è questo, è vero, ma non solo questo, bensì infinitamente di più.


 Che cos’è veramente la Messa sotto tutti i suoi aspetti?

Sono molti coloro che hanno il compito di rispondere.

Per il dogma cattolico non è solo un articolo della sua fede, ma la quintessenza di tutta la sua dottrina, il centro e l’asse di tutti gli articoli del suo simbolo e la forma sostanziale e l’attuazione di tutto il suo credo. 

Per la sacra liturgia non si tratta solo di dottrina da esporre e da credere, ma di azione da compiere e da rappresentare. E non solo azione, ma l'azione unica, l'azione per antonomasia, quella che a ragione e con giustizia può essere definita l'unica azione essenziale e vivificante della Chiesa cattolica e rispetto alla quale tutte le altre azioni del sacerdozio, della gerarchia e della liturgia universale hanno una ragion d'essere secondaria e subordinata, di preparazione, di mezzo o di effetto.

E questo è talmente vero che la liturgia, il sacerdozio e la gerarchia cattolica, sia quella di ordine che quella di giurisdizione, non hanno in realtà altro da fare che preparare e rendere grazie nelle Messe e applicarne ordinatamente i frutti.

Per la morale e l’ascetica, quel Sacrificio di Gesù in ogni giorno, in ogni ora e in tutti i popoli è, oltre che simbolo condensato della fede e azione essenziale e vivificante, esempio di vita perfetta e segreto supremo della santità.

Ciò che insegna, ciò che fa e ciò che dona una Messa ben conosciuta, compresa, preparata e applicata, cioè ben accompagnata!

E, al contrario, di quanto priva la gloria di Dio, la vita della Chiesa e delle anime, e l'ordine del mondo l'abbandono della Messa!

 A mio avviso, sono gli amici a far soffrire Gesù nella sua Eucaristia-Messa. Vale a dire: l'abbandono di:

1° Il dogma della Messa.

2° La liturgia della Messa,

3° L'ascetica della Messa.

Che il Cuore di Gesù, al quale cerchiamo di riparare, ci aiuti. 

Manuel González


22maggio-Festa di Santa Rita da Cascia |La Santa degli impossibili ,del Perdono e della Speranza .



 



Messaggio di Nostra Signora Madre della Divina Consolazione (La Protettrice degli Afflitti)
21 05 2026
«Cari figli,
Ecco la Serva del Signore!
Figli miei della terra di Maria Santissima, non trascurate la preghiera! È necessario che il Portogallo mediti su questo mio appello e si dedichi al raccoglimento e alla preghiera, per continuare a ricevere la mia protezione materna. Il Portogallo è nascosto nel Mio Cuore e, alla fine dei tempi, intendo custodirlo e proteggerlo dai castighi che si avvicinano. Sono vicina a tutti coloro che chiedono la Mia protezione materna. Figli del Portogallo, vi chiedo ora di non essere freddi e indifferenti. Aprite i vostri cuori e continuate a recitare il Mio Rosario, affinché tutti raggiungano la salvezza delle loro anime. Confidate nella Mia protezione materna! Nelle vostre afflizioni, invocate sempre il nome di Mio Figlio Gesù e chiedete l’intercessione dei Santi Angeli. Questo messaggio, che vi trasmetto oggi, è rivolto in modo speciale ai Miei figli delle terre del Portogallo. Stendo sul Portogallo il Mio manto d’amore e di protezione. Curate la vostra vita spirituale e non scoraggiatevi!
Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!
Vi amo! Rimanete tutti nel nome della Santissima Trinità.”

Il Santo Rosario: il filo di Arianna

 


È istruttiva per noi la riflessione sulla leggenda della mitologia che ci racconta del prode Teseo, un giovane eroe dell'Attica, il quale voleva affrontare ed eliminare un terribile mostro, il Minotauro, che aveva il corpo umano con la testa del toro, e che viveva in un mitico Labirinto, dove riceveva periodicamente il tributo espiatorio di sette fanciulli e di sette fanciulle ateniesi da lui sbranati e divorati. Entrare nel Labirinto, però, significava non uscirne più per l'intreccio delle stradine interne che si incrociavano senza alcun ordine o possibilità di orientamento. C'era infatti da scoraggiarsi da parte di tutti coloro che pur volevano eliminare quel terribile mostro per non dover più pagare l'orrendo sacrificio delle quattordici vite umane di fanciulli e fanciulle.  

Il prode Teseo, tuttavia, con coraggio e determinazione volle cimentarsi nell'impresa di eliminare il Minotauro, e si fece chiudere nel Labirinto; ma portò con sé un filo che Arianna, la figlia del re Minosse, gli preparò e gli diede. Entrato nel Labirinto, Teseo legò il capo del filo all'ingresso e lo distese via via avanzando per le vie intricate del Labirinto: l'espediente del filo, tanto semplice quanto utile, gli consentì di ritrovare la via dell'uscita dal labirinto, dopo avere affrontato e ucciso l'orribile mostro.  

Non è difficile vedere in quel filo di Arianna, così prezioso e salutare, un simbolo del Rosario di Maria. Se è vero, infatti, che, secondo la mitologia, interamente falsa e inconsistente, il filo di Arianna accompagnò Teseo nell'impresa vittoriosa contro il Minotauro e gli fu prezioso per non perdersi tra le mille vie del Labirinto, ritrovando la giusta via dell'uscita dal Labirinto, tanto più bisogna dire che, nella storia della salvezza, che è la nostra storia concreta, il Rosario di Maria aiuta realmente il cristiano a vincere ogni battaglia, senza perdersi nel selvaggio Labirinto del mondo, purché si segua la via della salvezza insegnata dalla santa corona.  

C'è forse un uomo sulla terra, infatti, che non abbia da combattere contro i numerosi «mostri» presenti sulle strade del mondo, presenti nell'uomo stesso? Non siamo forse noi circondati da nemici interni ed esterni? Non parla forse esplicitamente san Paolo dei nostri «vizi e concupiscenze» da crocifiggere (Gal.5,24) e della legge del peccato che è nelle «nostre membra» (Rm.7,23), in questo «corpo di morte» (Rm.7,24)?  

 

Il labirinto del nostro egoismo.  

Il nostro stesso cuore è stato descritto proprio da Gesù come un labirinto di miserie e di cattiverie, di immondizie e di brutture: «Dal cuore infatti provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adulteri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie» (Mt 15,19). E ogni uomo ha da lottare in questo labirinto di passioni e di disordini dei quali è grande regista l'io malvagio, l'egoismo dominante, paragonabile realmente a quel mostro del Minotauro che sbranava e divorava i sette giovani fanciulli e le sette giovani fanciulle. E non è forse vero che tante volte, e troppe volte, anche noi sacrifichiamo al nostro egoismo i sentimenti buoni di carità e di fraternità, di umiltà e di pazienza, di purezza e di nobiltà, di benevolenza e di generosità?  

Il Rosario, potremmo chiamarlo il filo di Maria, un filo che irradia luce e grazia da ogni grano di contemplazione, da ogni Ave Maria detta con fede e con amore per imparare a vivere fedelmente la vita cristiana secondo il Vangelo, per avere la forza di allontanare le tenebre degli errori che confondono la mente, di vincere gli assalti delle passioni che corrompono il cuore, di respingere le seduzioni del mondo che devastano i costumi.  

Se il Dottore serafico, san Bonaventura, insegna che la contemplazione dei misteri divini è arma vittoriosa contro le tentazioni ed è antidoto perfettissimo contro il veleno della carne e dei sensi, il Rosario di Maria consiste appunto in questo, ossia nella contemplazione dei quadri evangelici della vita di Gesù e di Maria che ci presentano i misteri divini dell'Incarnazione e della Rivelazione di Cristo, della Redenzione e della Glorificazione eterna nei cieli: i misteri del Santo Rosario, cioè, sono specchi di luce e fari luminosi sul nostro cammino di salvezza lungo il cammino di esilio su questa povera terra.  

Ogni cristiano abbia con sé questo Rosario di Maria per attraversare le caotiche strade del mondo «posto sotto il maligno» (1Gv 5,19), camminando con la guida e la forza di Colei che «schiaccia la testa al serpente» (Gn.3,15). Questo filo di Maria ci accompagni sempre per non smarrirci nelle prove e nei pericoli della vita, segnando costantemente per noi la via sicura del ritorno alla Casa del Padre da questa terra di «triboli e spine» (Gn.3,18).  

Padre Stefano Manelli


Vergine a noi vicina

 


Tutti i racconti delle tue apparizioni non riuscirebbero a farci comprendere fino a che punto sei presente nel nostro mondo.

Non sei presente solo di tanto in tanto e in pochi luoghi; la tua presenza è assicurata ovunque a ciascuno dei tuoi figli.

Come potrebbe una madre così premurosa rimanere lontana da coloro che le vengono affidati?

Tu ci sei accanto, prendi parte alla nostra vita interiore, ai nostri pensieri, ai nostri sentimenti.

Ci assisti nelle difficoltà più nascoste e la dolcezza del tuo conforto s'insinua nelle nostre sofferenze più segrete.

Sei sempre presente per suggerire buone idee e azioni generose, per accogliere le nostre suppliche, proteggerci nei pericoli.

La tua è una presenza d'amore materno, che ci avvolge col suo calore e ci prodiga simpatia in tutte le occasioni.

Non c'è gioia, non c'è dolore dei tuoi figli che non trovi una eco nel tuo cuore sempre aperto, e non susciti un moto di affettuosa solidarietà.

Sei presente ad ogni nostro passo, per custodire ogni recesso dell'anima nostra.

Nulla sfugge alla tua vigilanza.


La strada non è piena di rose ma di rovi e spine, ma se voi vi affidate a Gesù, il Salvatore del mondo, vedrete cambiare le cose a vostro vantaggio.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 19 maggio 2026


Figli miei, la guerra spirituale è in atto, guardate intorno a voi ciò che sta succedendo.
Figli, vi chiedo di avere speranza, Gesù ha diviso le sue pecore.
La strada non è piena di rose ma di rovi e spine, ma se voi vi affidate a Gesù, il Salvatore del mondo, vedrete cambiare le cose a vostro vantaggio.
Non disperatevi, perché significherebbe cadere nella trappola del nemico di Dio.
Non è il buio che arriva per voi ma la luce di Gesù, siate certi che con le mie mani unite alle vostre, la pace scenderà nei vostri cuori. Preghiera, confessione ed Eucarestia saranno le vostre armi.
Io sono con voi.
Ora vi benedico tutti, nel nome della Santissima Trinità.

***
Riflessione sul messaggio:
Ringraziamo Dio Padre, perché permette ancora che la Madonna scenda sulla Terra per consolarci, per indicarci la strada da percorrere nelle ostilità della vita e quali armi spirituali utilizzare per difenderci dagli attacchi del Maligno. Quante difficoltà affrontiamo ogni giorno! Così tante che a volte ci domandiamo: perché capitano tutte a me? E così rischiamo di cadere nell’esasperazione o peggio nella disperazione.
Ma la Madonna ci porta la Speranza e ci invita a farla nostra, nella certezza che con l’affidamento a Gesù le cose volgeranno al meglio.
Non possiamo non notare che la Santa Vergine usa le stesse parole che Gesù ci ha donato in occasione del Giovedì Santo: una “strada di rovi e spine”. Non lo fa per spaventarci ma per prepararci; quando, infatti, siamo consapevoli delle difficoltà che ci aspettano, le stesse ci fanno meno paura.


Matilde Oliva con Gesù è andata all'inferno

 


Matilde Oliva Arias veggente del Signore Gesù Cristo della Divina Misericordia, Garagoa, Colombia


Vengo per darti un messaggio, in modo che tu possa pronunciarlo ovunque tu vada e credere senza vedere", "Alcuni lo derideranno, ma altri riconosceranno la mia voce, capiranno il mio messaggio e mi seguiranno ".


***

Poi ho visto uomini e donne legati da catene in mano, tirati ciascuno al proprio fianco, si lanciavano e cadevano l'uno sull'altro. I demoni dissero loro, a causa sua che soffre, dargli più duro.

 E chiedi chi sono? E io dissi:

"Sono tutti i miei matrimoni che non vivono in pace. Sono due bestie legate dalla stessa corda. "

 e chiedi Perché stanno andando all'inferno? E io dissi:

"Baciami la mano" feci e me lo misi sugli occhi.

 E ho visto che in quelle case c'erano insulti, gelosie, litigi. Satana stava urlando a GESÙ. Guarda, guarda come ho i tuoi matrimoni! Cosa ottengo santificandoli nel sacramento? come prima coppia mi appartengono, ma ora farò perdere loro la gloria, non permetterò loro di pregare o andare a messa. E rise forte ... Mentre GESÙ piangeva.

 "Pregate, perché ci sono molti che possono pentirsi e cambiare".

 Ho visto uomini e donne legati per i piedi, e hanno sofferto peggio dei precedenti. E chiedi chi sono questi? E io dissi:

"Sono tutti coloro che vivono senza sposarsi, o hanno commesso adulterio o fornicazione".

 E chiedi: perché vanno all'inferno? E ho toccato i miei occhi e ho visto che GESÙ ha benedetto tutte le unioni tra uomo e donna quando erano intimamente, come la prima coppia.

 Ma quando non erano sposati, era Satana che dormiva accanto a loro.

 Colpendo il Signore GESÙ, gli sputò in faccia dicendo: guarda la tua creatura, l'uomo da me trasformato in animale. Anche peggio di lei, a cosa serviva morire per loro? Distruggerò il tuo sacramento che ti permette di unirti santo. . Ma renderò ogni letto un fuoco infernale avvolto da passioni non ancora ammesse. Ebbene, se mi ascoltano, anche se non offro loro un regno di pace, ma di dolore ... E GESÙ mi ha detto: "La mia sofferenza per loro è stata inutile, ecco perché vanno all'inferno".

E ho visto che una delle punizioni per loro è vedere l'uomo o la donna per cui sono stati condannati nel petto, e Satana diede loro un coltello affilato e si tagliarono e tirarono fuori pezzi di carne finché non arrivarono al cuore. Dicendo, dannazione, grazie a te sono qui in questo inferno. Voglio toglierti dal mio petto per sempre ma non posso.

Il Signore mi ha detto: "Pregate, pregate, perché alcuni sono vivi e possono pentirsi".


Ho visto uomini legati con uomini e donne legate con donne, legate in vita, che ondeggiavano come animali selvaggi, trascinando prede.

 E chi sono questi e perché soffrono? Il Signore mi ha detto:

"Sono tutti i tipi di omosessuali e lesbiche, che mi hanno rifiutato liberamente e non hanno potuto essere casti offrendo la loro vita".

 E ho visto come Satana sguazzava nel letto di questi poveri esseri, dando loro più desideri senza mai essere soddisfatto. E ho visto come gli spiriti li tormentavano nelle loro parti con coloro che peccavano E ho visto che dei bastoni lo trafiggevano dall'ano alla bocca, e lo giravano. E chiedi alla preda? E lui mi ha risposto:

"Sono tutti quelli che hanno dormito con loro.

Pregate, perché ci sono ancora vivi che possono essere salvati pentendosi. L'omosessuale che mi offre la sua castità e vive senza far peccare nessuno, io riverso la mia infinita misericordia, perché li amo immensamente ".

Ogni relazione anale è condannata dal Signore, è contro natura. Non possiamo condannare coloro che praticano l'omosessualità, se facciamo lo stesso.

Ho visto uomini e donne con volti di animali e hanno sofferto immensamente. E accanto a loro, alcuni che portavano come nastri e alcuni fogli o riviste dove c'erano donne e uomini nudi. Hanno anche sofferto e vanno all'inferno. E ho chiesto al Signore: chi sono, e andranno anche loro all'inferno? “Se vanno all'inferno se non si pentono. I primi sono tutti coloro che hanno avuto intimità con gli animali. Abbassandosi al livello della bestia, e anche più in basso di lei, perché se avesse pensato, non l'avrebbe fatto. E chiunque renda il sesso un'ossessione attraverso film, riviste, barzellette grottesche, prostituzione, una parolaccia. Sono degni del fuoco eterno, con tutti i suoi tormenti, perché hanno imparato a parlare la bassezza di Satana ea non parlare e vivere la santità e la purezza del DIO uno e trino ".

Continua

giovedì 21 maggio 2026

La colpa primordiale degli uomini e la via attraverso la Creazione

 


La domanda del Perché (l’antroposofo di Colonia) La caduta degli angeli – Il peccato


Per gli uomini rimane eternamente insondabile, che cosa induce Dio al Suo Operare ed Agire, perché la mente umana non afferra quali motivi sono alla base della dischiusa della Forza di Dio; non afferra nemmeno i collegamenti, perché può soltanto vedere e sentire l’effetto di ciò che si è svolto primordialmente nel Regno spirituale in un mondo, di cui tutte le Creazioni visibili sono soltanto un debole riflesso, che non possono mai venir menzionati come paragone e che sono stati creati solo come conseguenza di ciò che una volta si è svolto nel Regno degli spiriti creati da Dio. Queste erano la più pura Irradiazione della Sua Forza, di conseguenza colme di Potere e Forza e stavano nella più sublime Perfezione. La Volontà di Dio per la Formazione Si era anche trasferita alle Sue creature, e tutti i Suoi Pensieri spingevano anche in sè all’esecuzione e così una Volontà di Creazione di insospettata dimensione ha animato questi esseri, che ora diventavano attiva senza limite, cioè ha prodotto delle nuove Creazioni che superavano sé stesse. Queste nuove Creazioni però erano sempre di nuovo degli esseri animati, stando nella più sublime Perfezione, quindi anche capaci di pensare e dotati di una libera volontà.

Il primo essere che procedeva da Dio, irraggiava tutto in Luce e Forza, perché si sviluppava da Dio Stesso e trovava la sua Beatitudine nel costante utilizzo della sua illimitata Forza. Le sue creazioni aumentavano e la sua beatitudine cresceva nell’incommensurabile, da Dio non gli erano posti dei limiti, ma Egli gli ha posto una prova, perché voleva che l’essere dovesse riconoscere sé stesso come portatore della Forza procedente da Dio, questa prova consisteva nel fatto che l’essere, Satana, doveva presentare Dio alle sue creature come Origine, affinché anche esso stesso restava nella consapevolezza di accogliere sempre la Forza da Dio, che lo rendeva capace nella sua attività creativa. Doveva quindi riconoscere Dio come Creatore e Fonte di Forza e la sua beatitudine sarebbe stata illimitata nell’Eternità. La prova non gli veniva posta unicamente per via di questo riconoscimento, ma lui veniva soltanto posto davanti ad una decisione della libera volontà, che lo doveva elevare da un essere creato perfetto in un essere perfetto per propria volontà, affinché ora potesse usare la Potenza e la Forza come essere veramente divino nella Volontà di Dio. 

E lui ha fallito. Non voleva essere un ricevente la Forza, ma la Fonte di Forza stessa, e la pienezza della Forza a sua disposizione gli sembrava la conferma sufficiente. Si separava quindi volontariamente da Dio, benché una separazione da Lui non era possibile, dato che senza Dio non poteva più esistere. E dato che attraverso la sua volontà sotto l’utilizzo della Forza di Dio erano sorti innumerevoli esseri, si sentiva come il loro creatore stando nell’immensa Forza e Potenza, e così si separava volontariamente da Dio nell’arroganza e brama di dominio. A causa di questo diventava empio e trascinava con sé nel peccato tutte le sue creature, che soltanto loro stesse erano ancora senza colpa, ma stavano totalmente sotto l’influenza di colui che ha dato loro la vita. 

Dio dava loro ora il diritto dell’autodeterminazione, potevano contemplare la Luce, riconoscevano nella loro perfezione anche la loro Origine, perciò potevano rimanere anche con Dio ed aver parte alla Sua Magnificenza. Ma erano solo pochi che si univano con Lui, la loro volontà si decideva quindi liberamente per Dio e che come Suoi Angeli, sono costantemente intorno a Lui ed attivi per Lui nel Regno spirituale. La maggioranza però cadde, si unì con il suo generatore, per propria spinta entrava nella sua volontà e così cadde in uno stato di oscurità spirituale. Le era stata tolta la conoscenza, perché diminuiva l’effetto della Forza, come l’essere si allontanava da Dio. 

Ma tutto era ed è Forza da Dio che non può andare perduta in eterno e perciò deve di nuovo ritornare a Lui su una via riconosciuta di successo dalla Sapienza di Dio. E questa via è il percorso attraverso la Creazione terrena materiale, che Dio ha fatto sorgere allo scopo di guidare al ritorno questo spirituale una volta caduto. Attraverso questa Creazione cammina lo spirituale nella volontà legata, cioè nello stato dell’obbligo esegue il lento percorso dello sviluppo verso l’Alto fino allo stadio, in cui gli viene di nuovo restituita la libera volontà e si trova ancora una volta davanti alla decisione, di scegliere da sé stesso il Potere a cui vuole appartenere. 

L’essere è gravato con il peccato della ribellione di una volta contro Dio, ma se ne può liberare appropriandosi della Forza di Dio che una volta aveva respinta, ma questa Forza se la deve conquistare da sé stesso attraverso l’agire nell’amore e la cosciente richiesta a Dio nella preghiera. Nella vita terrena deve utilizzare la libera volontà nel modo giusto, deve di nuovo rivolgersi a Dio e riconoscerLo come Padre e Creatore dall’Eternità. Allora entra di nuovo nello stato di Luce, diventerà ricevente di Forza e quindi può di nuovo essere attivo secondo la sua volontà, che è ora anche la Volontà di Dio, potrà creare e formare per la propria felicità e perciò essere eternamente beato. 

Amen

 28. gennaio 1949


La statua della Madonna di Guadalupe piange: il miracolo che sconvolge l'America!


 

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO

 


Metto in te il mio Sangue


Come pervasa da una dolcezza indefinibile, sento lo spirito del Signore che ripete: - Vengo a prendere il tuo cuore, il cuore mistico della tua anima formato dal mio Sangue, dal mio amore e dalla tua cooperazione.

Sono molti anni che vado formando questo cuore con la stessa mia vita.

Ricordi la prima volta che ti attrassi con la visione del mio Sangue fluente dal calice ricolmo? Da allora non ebbero limite le mie espansioni. In quanti modi, con quante tenerezze, con quali mezzi non ho lavorato in te con la mia grazia? Ho diritto al frutto soprannaturale. -

O mio Signore, donandoti tutto, come posso vivere senza più nulla, squallida, povera, vuota?

- È la condizione migliore per assicurare la tua salvezza. Ritornerò a te con nuove forme di grazia e di amore. -

E viene all'improvviso, misericordioso e amoroso, ripetendo: - Dammi ciò che è mio, prendi ciò che è tuo. Metto in te il mio Sangue, i suoi meriti, la sua virtù; in essi è la vita nuova, tu aggiungi la tua cooperazione per la nuova vita di grazia e di amore ispirata alla stessa mia vita. - q. 29: s.d.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


LA BEATA SPERANZA : DOVE NASCE E PERCHE' PUO' CAMBIARE LA TUA VITA .


 

Il “divario” tra il bene e il male si fa sempre più evidente!

 


13 maggio 2026

Gesù: Figlia mia. È importante che tu scriva. La nostra Parola deve essere ascoltata, perché questi sono tempi di grande confusione.

Il “divario” tra il bene e il male si fa sempre più evidente. Molti, molti figli si convertono, ma anche molti, molti figli seguono Mammona.

Scegliete bene, figli della terra, perché Io, il vostro Gesù, vincerò. La mia luce illuminerà il mondo, il vostro mondo, e risplenderanno i figli che Mi sono e Mi rimangono fedeli e devoti.

Un angelo del Signore: Ma a chi non ha trovato Gesù, sia detto:

Vi resta ancora poco tempo, amati figli della terra, prima che il Maligno “appaia” e cerchi di impadronirsi di ogni potere.

L’angelo di Giovanni: Ma a voi sia detto:

Convertitevi in tempo, perché chi non lo fa non troverà la salvezza.

Io, il vostro Angelo del Signore, l’Angelo di Giovanni, vi dico questo, perché il tempo è breve, e solo la grazia del Signore, che vi è donata attraverso Gesù Cristo, può salvarvi dalla caduta!

Giovanni: Scegliete bene, amati figli. Io, il vostro Giovanni, ho visto ciò che accadrà alla fine dei tempi, e vi dico: il tempo è adesso.

Non aspettate oltre e rivolgetevi a Gesù, perché EGLI è la vostra unica salvezza; senza di LUI, però, sarete perduti, e Mammona prenderà il sopravvento su di voi, e né sulla terra né nell’aldilà potrete sfuggirle, perché solo attraverso Gesù Cristo vi è concessa la Vita Eterna nella gloria, ma senza di LUI trascorrerete l'eternità, nella quale troppi di voi non vogliono credere, nel regno delle tenebre di Mammona, dove l'eterno tormento, l'infinita agonia e la più grande, incessante miseria trasformeranno la vostra esistenza in un languore, e non c'è via di fuga per voi, per la vostra anima, che dovrà sopportare l'eterno tormento, la miseria e l'agonia, poiché Mammona non libera nessuna anima che un tempo ha rubato, e così sigillate la vostra esistenza per l'eternità presso e con lui, che non si stanca mai di scagliare i suoi demoni contro di voi, i quali provano la gioia più grande nelle vostre sofferenze e tormenti, proprio come lui stesso, perché non avete trovato Gesù, che è il vostro Salvatore!

Se solo lo aveste ascoltato!

Se solo vi foste convertiti a Lui!

Se solo gli aveste donato il vostro «sì»!

E se solo aveste vissuto con Lui, invece di riporre la vostra fiducia nelle cose effimere! Amen.

Guardate dunque cosa accade quando non ascoltate, perché è in gioco la salvezza delle vostre anime, e la situazione è grave se non vi convertite ora e non seguite Gesù. Amen.

In questi messaggi troverete le istruzioni per farlo. Quindi prendeteli a cuore e convertitevi, prima che sia troppo tardi per voi. Amen.

Vi amo moltissimo.

Il vostro Giovanni.

Apostolo e prediletto di Gesù. Con Maria, i Santi Angeli, i Santi e Gesù Cristo, che ha parlato anch’Egli. Amen.


Il Santo Rosario: dona forza a chi è stanco

 


Un episodio della vita del beato Giovanni XXIII ci fa ben comprendere come la preghiera del Santo Rosario sostiene e dona la forza di pregare anche a chi è stanco. Forse per noi è facile scoraggiarci se dobbiamo recitare il Santo Rosario quando siamo stanchi, e invece, a rifletterci anche solo per poco, capiremmo che basterebbe un po' di coraggio e di determinazione per fare un'esperienza salutare e preziosa: l'esperienza che la preghiera del Santo Rosario sostiene e fa superare anche la stanchezza.  

Al papa Giovanni XXIII, infatti, legatissimo alla recita quotidiana delle tre corone del Rosario, capitò che un giorno, per il carico delle udienze, dei discorsi e degli incontri, arrivò a sera senza aver potuto recitare le tre corone.  

Subito dopo la cena, lungi dal pensare che la stanchezza poteva dispensarlo dalla recita delle tre corone del Rosario, chiamò le tre suore addette al suo servizio e chiese loro:  

«Ve la sentireste di venire con me in cappella a recitare il Santo Rosario?».  

«Volentieri, Padre Santo».  

Si andò subito in cappella, e il Santo Padre annunciava il mistero, lo commentava brevemente e intonava la preghiera. Al termine della prima corona dei misteri gaudiosi, il Papa si voltò alle suore e chiese:  

«Siete forse stanche?».  

«No no, Padre Santo».  

«Potreste recitare con me anche i misteri dolorosi?».  

«Sì sì, volentieri».  

Il Papa intonò quindi il Rosario dei misteri dolorosi, sempre con un breve commento ad ogni mistero. Al termine del secondo Rosario, di nuovo il Papa si rivolse alle suore:  

«Siete stanche ora?».  

«No no, Padre Santo».  

«Potreste completare con me anche i misteri gloriosi?».  

«Sì sì, volentieri». 

E il Papa iniziò la terza corona dei misteri gloriosi, sempre con il breve commento per la meditazione. Terminata la recita anche della terza corona, il Papa diede alle suore la sua benedizione e il più bel sorriso di gratitudine.  

 

Il Rosario è sollievo e riposo  

Il Santo Rosario è così. È preghiera riposante, anche nella stanchezza, se si è ben disposti e si ama colloquiare con la Madonna. Il Rosario e la stanchezza, insieme, fanno preghiera e sacrificio, ossia fanno la preghiera più meritoria e preziosa per ottenere grazie e benedizioni dal Cuore della divina Madre. Ella stessa, durante le apparizioni a Fatima, non ha forse chiesto «preghiera e sacrificio»?  

Se noi pensassimo seriamente a questa insistente richiesta della Madonna di Fatima, non solo non ci scoraggeremmo quando dobbiamo recitare il Rosario sentendoci stanchi, ma capiremmo che ogni volta, con la stanchezza abbiamo l'occasione santa per offrire alla Madonna una preghiera-sacrificio che sarà certamente più carica di frutti e di benedizioni. E questa consapevolezza di fede sostiene realmente la nostra stanchezza addolcendola lungo tutto il tempo della preghiera-sacrificio.  

Sappiamo tutti che san Pio da Pietrelcina, nonostante il pesante carico quotidiano di lavoro per le confessioni e per gli incontri con le persone che venivano da ogni parte del mondo, recitava di giorno e di notte tante corone del Rosario da far pensare al miracolo di un dono mistico, di un dono straordinario ricevuto da Dio particolarmente per la preghiera del Santo Rosario. Una sera avvenne che, dopo una delle giornate ancora più faticose, un frate vide che Padre Pio era andato e stava già da lungo tempo in coro a pregare ininterrottamente con la corona del Rosario in mano. Il frate, allora, si avvicinò a Padre Pio e con premura gli disse:  

«Ma, Padre, dopo tutte le fatiche di questa giornata non potreste pensare un po' a riposarvi?». «E stando qui a recitare Rosari non mi sto forse riposando?», rispose Padre Pio.  

Queste sono le lezioni dei Santi. Beato chi sa impararle e metterle in pratica!