martedì 3 marzo 2026

Che cosa è l’anima?

 


L’immortalità dell’anima


Su tali problemi regna ancora una totale confusione dove non basta l’intelletto dell’uomo da solo per risolverli – dove deve essere all’Opera lo Spirito di Dio il Cui Agire viene raramente riconosciuto. Ma Egli soltanto può dare una chiara risposta quando vengono poste delle domande che riguardano dei problemi irrisolti. Ma anche i risultati di tale “Operare dello Spirito” vengono messi in dubbio, i quali però corrispondono da soli alla Verità. Di qualsiasi genere voglia essere ora una domanda, la sola risposta sarà sempre quella giusta, quando Dio Stesso la fornisce attraverso il Suo Spirito all’uomo. “Spirito” però non è da confondere con “intelletto”, perché l’intelletto può anche muoversi nella direzione sbagliata. Non vi è data alcuna garanzia che dei risultati intellettuali corrispondano a Verità, altrimenti molteplici opinioni e punti di vista non cercherebbero di affermarsi, che tutti pretendono il diritto a “Verità”, ma che tutti sono stati conquistati soltanto tramite l’intelletto.

Lo “Spirito” però è il Raggio che procede dall’Eterna Verità Stessa, che dà la Luce, cioè conoscenza di ciò che l’intelletto soltanto accoglie, per cui non si lasciano portare delle conferme. Lo “Spirito da Dio” ora fornisce pienissima convinzione interiore, da chiarimento senza lacuna – anche senza particolare impiego dell’intelletto. A nessun uomo potrà essere reso comprensibile il concetto “Anima” il quale non si è già conquistato un certo sapere spirituale, perché l’Anima è qualcosa di spirituale, non è terrena-materiale e perciò può venire spiegata anche soltanto spiritualmente.

L’Anima è il fluido che dà al corpo – alla forma materiale – la vita. L’Anima è il vero “Io” dell’uomo, che dimora in una forma esteriore materiale – che non può essere vista ma che è sempre presente, fintanto che una qualche forza si esprime in questa forma esteriore. L’uomo non sarebbe un essere auto consapevole se in lui non vi esistesse l’anima. L’Anima è Forza un tempo defluita da Dio, che Egli ha esternato da Sè un tempo come qualcosa di essenziale a cui Egli ha dato una vita indipendente. E questo essere era provvisto di libera volontà e di capacità di pensare. 

Che e perché ora questo essere nella vita terrena – l’anima – dimora nel corpo umano, è una conoscenza a sé stante. Ma prima vi deve venire mostrato che l’anima è la causa del perché l’uomo può pensare, sentire e volere. Inoltre deve venire sottolineato che l’anima è la vivificatrice di tutti gli organismi – che ogni attività del corpo, ogni moto di volontà ed ogni sensazione è l’espressione dell’anima che si trova nel corpo – che dì per sé è qualcosa di spirituale non percepibile per l’occhio umano, e che – se potesse essere vista – somiglia totalmente al suo involucro umano esteriore. Lei è ciò che rimane esistente dopo la morte del corpo, e che poi può anche essere vista proprio da anime di un determinato grado di maturità, che rende possibile la vista spirituale. 

Perciò l’anima non può mai venire spiegata come una qualsiasi sostanza appartenente al corpo materiale – lei è e rimane sostanza spirituale, cioè Irradiazione spirituale di Dio, che sulla Terra deve adempiere al suo scopo. Lei è invulnerabile ed eterna, ma può distinguersi da altre anime tramite la radiazione di Luce. Lo scopo della vita è di aumentare il grado di luce, che lei una volta ha volontariamente oscurata. A nessun uomo che intraprende questo in modo puramente scientifico, gli è possibile di spiegare l’essere dell’anima, perché l’anima non è qualcosa di afferrabile, qualcosa di ponderabile con i sensi umani, ma è forza dalla Forza di Dio, il Cui Essere è pure insondabile e lo rimarrà, Che però non può venire negato dagli uomini pensanti. E così l’anima è anche il vero “Io” dell’uomo che non può venire definito – che è e ciononostante non può venire dimostrato – che assegna agli organi corporei le loro funzioni, ma che può anche esistere senza il corpo – mentre il corpo senza anima sarebbe soltanto materia totalmente senza vita, benché tutti gli organi siano ancora invariati. Ma manca la Vita appena l’anima abbandona il corpo – manca ciò che mette in attività il corpo, che stimola gli organi alle loro funzioni – ciò che influisce nella libera volontà sull’organo pensante e che provoca ogni moto di sentimento nell’uomo. E questo qualcosa che pensa, vuole e sente – l’anima – si muove dopo la morte in altre sfere, ma sempre come lo stesso essere che dimorava prima nel corpo umano. E per questo può anche venire riconosciuto nel Regno dell’aldilà, ma che premette un determinato grado di maturità.

 Amen 

17. settembre 1956

Osservate bene: Se nella vostra casa regna la bestemmia, tutto deperisce

 


IL CURATO D'ARS 
SAN GIOVANNI MARIA BATTISTA VIANNEY 


Per la conversione d'Ars

Era forse possibile che Dio fosse servito - devotamente, nella santificazione del giorno del Signore, mentre l'osteria faceva concorrenza alla chiesa? Il Curato d'Ars comprese che per riempire l'una doveva vuotare l'altra. Nel secolo precedente l'osteria era stata considerata come un luogo di libertinaggio 11, e tale continuava a considerarla ancora il Curato d'Ars; non era forse là che i formavano le coppie per la danza e che gli uomini dimenticavano il loro dovere? Egli prese di mira tosto il suo nemico e nella sua indignazione, senza finzione, non misurò sempre le parole:  

L'osteria - diceva, traducendo un pensiero di S. Giovanni Climaco, certo nell'intento di essere più efficace - è la bottega del demonio: è la scuola ove l'inferno vende ed insegna la sua dottrina, è il luogo ove si vendono l’animo, ove si rovinano le economie domestiche, ove la salute si altera, le dispute cominciano e gli assassinii si commettono 12. 
 
E non sono risparmiati i bevitori, ai quali il Curato d'Ars con un realismo in cui freme la collera, con apostrofe in cui stanno gli ardori della vera eloquenza, dimostra che si mettono al di sotto delle bestie 13.  

Ma se i bevitori sono trattati in questo modo, che cosa ne sarà degli osti? L'abate Vianney prese di mira soprattutto le due bettole che si trovavano al centro del villaggio. A lui poco importava che fossero tenute da persone influenti sul povero popolo e le stigmatizzò senza né timori, né vani riguardi: 

Gli osti - disse - rubano il pane di una povera donna e dei suoi bimbi, dando vino a questi bevitori, che approfittano della domenica per spendere tutto quello che durante la settimana hanno guadagnato 14. Il sacerdote non può assolvere, senza pericolo di dannazione per sé, gli osti che danno da bere agli ubriachi durante la notte o durante i divini uffizi 15. Ah! il demonio non li tormenta molto gli osti: li disprezza e sputa su di essi!... 16  

 Queste espressioni energiche fecero più impressione sui terrieri, che le sentivano che sugli osti, che non venivano alla  chiesa se non molto di raro. Ma questo importava poco, ed il predicatore andò diritto al suo scopo, finché non vide ridursi la clientela che prima frequentava l'osteria. Un oste venne a dire al suo Curato che «per lui era la rovina». L'abate Vianney gli diede del denaro, e lo persuase a chiudere l'osteria: ben presto si vide quest'uomo diventato un cristiano esemplare 17. L'altro sfidò per qualche tempo ancora gli anatemi del santo Curato, ma infine chiuse anch'esso la sua osteria e cercò un'altra occupazione. Così il Curato Vianney aveva ottenuto che «non ci fossero più osterie attorno alla chiesa» 18. 
 
In seguito, anche le altre due osterie, situate alla estremità del paese, finirono per scomparire. Il buon Parroco di Fareins, Abate Dubouis, parlando di questo risultato, diceva apertamente: «Questa fu una delle più grandi vittorie del santo Curato d’Ars» 19. Ma il desiderio del denaro rende tenaci, e si videro ancora ben sette botteghe sorgere nel piccolo villaggio; anche queste però dovettero chiudersi molto presto, perché pesava su di esse la maledizione di un Santo. «Vedrete - aveva profetizzato il Servo di Dio - quelli che stabiliranno qui delle botteghe, si rovineranno» 20.
  
Questa lotta senza tregua produsse risultati insperati, e dapprima diminuì la piaga del pauperismo: «In Ars - osservò il maestro Pertinand - vi erano pochi disgraziati; col togliere le osterie, il Curato Vianney aveva soppresso la causa principale della miseria» 21. 
 
Quando, più tardi, verranno forestieri ad Ars, sorgeranno per vera necessità dei modesti alberghi per riceverli. Nel 1858 ve ne saranno cinque 22, ed allora il Curato sarà ben lontano dall'opporsi; anzi egli stesso farà venire da Màcon uno dei suoi giovani parrocchiani, Francesco Pertinand, fratello minore del maestro, obbligato dal suo padrone, un pasticciere, a lavorare anche alla domenica, affidandogli in Ars la direzione di un'osteria quanto mai nota ai pellegrini 23

Se le osterie fossero state luogo di onesto sollievo, alle quali si andasse senza offendere il Signore, il Curato Vianney le avrebbe lasciate esistere e prosperare. La bestemmia invece, sempre cattiva e colpevole, non poteva in alcun modo essere giustificata e per la sua anima, rispettosa del nome del Signore, divenne qualche Cosa di assolutamente insopportabile 24. Nella sua parrocchia egli aveva la tristissima sventura di udire la bestemmia uscire perfino dalle labbra dei fanciulli, che appena sapevano recitare il Pater noster25 - Non ha mai parlato di questo argomento senza piangere, quantunque lo trattasse di spesso nella sua predicazione e nei suoi catechismi. Ai bestemmiatori minacciava i peggiori castighi di Dio in questa vita e nella vita futura.
  
 Ma non è un miracolo straordinario - diceva - che una casa ove si trova un bestemmiatore non sia schiacciata sotto la folgore e colpita da ogni sorta di mali? Osservate bene: Se nella vostra casa regna la bestemmia, tutto deperisce 26.  
 
 Così riprendeva la bestemmia con severità e senza timore, ed approfittava di tutti i mezzi e di tutte le circostanze per ispirarne ai fanciulli ed ai giovani il più profondo orrore. 

 Ci ricordiamo - ha scritto Mons. Convert - di avere udito la seguente narrazione da un sacerdote venerando, che nei primi anni della sua vita pastorale era venuto ad Ars, con un fanciullo di dodici o quattordici anni: 
 
Tanto il Sacerdote che il fanciullo si erano confessati dal Santo Curato.  

- Farai la Comunione alla mia Messa - disse il prete al fanciullo.  

- No, rispose questi, non posso.  

- Perché?  

- Il signor Curato non mi ha dato l'assoluzione per questa volta, perché avevo bestemmiato il santo Nome di Dio 27.  
 
 L'abate Vianney prese poi di mira anche le imprecazioni ed ogni specie di giuramento, con tale zelo che anche le espressioni puramente volgari. - Egli non temeva di denominarle dal pulpito con il loro vero nome, - scomparirono a poco a poco dal linguaggio di Ars. Al posto di queste si intesero sulle labbra dei contadini di Ars il Pater e l'Ave, e parole come queste: Quanto è buono Dio! Dio sia benedetto!  

***
Canonico FRANCESCO TROCHU 


Vi dico ancora una volta qualcosa che dissi a Fatima: arriverà un giorno in cui l’economia cadrà e a voi che avete accumulato denari, sappiate che non vi serviranno più;

 


Messaggio della Regina del Rosario dato Gisella il 7 febbraio 2026


Figli miei, grazie per essere uniti nella preghiera e grazie per aver piegato le vostre ginocchia. Figli amati, Io tocco la terra grazie all’Eterno Padre che mi ha inviata per tanti anni, per preparare l’umanità alla seconda venuta di Gesù. Figli miei, quante sono state le grazie spirituali che avete ricevuto eppure molti non hanno creduto né alle mie parole né ai i miei figli prediletti preparati per questa missione. La tribolazione viene a voi e vorrei che foste pronti. Dappertutto, il male sembra vincere, l’umanità è più vicino al male e non al bene. Vi dico ancora una volta qualcosa che dissi a Fatima: arriverà un giorno in cui l’economia cadrà e a voi che avete accumulato denari, sappiate che non vi serviranno più; fate cenacoli di preghiera nelle vostre case come chiese domestiche; trovate un bravo e coraggioso sacerdote che possa celebrare la messa perché nulla sarà più come prima. Figli, ricordate che chi confida nel Vangelo e in mio Figlio, avrà la protezione del cielo. Figli, trovate rifugi spirituali e collaborate al Trionfo del Mio Cuore Immacolato. Ora, vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

«- Guarda come feriscono il mio Cuore e trafiggono le mie mani!...».

 


Il 1° luglio, festa del Preziosissimo Sangue e primo venerdì del mese, la Madre celeste viene ancora una volta a ricordare alla figlia sua la potenza redentrice di quel sangue che ella deve far valere per quel peccatore.  


«- Adora il sangue divino di Gesù, figlia mia, e supplicalo che lo sparga su quell'anima per commuoverla, perdonarla, purificarla».  


Così ogni giorno rimette Josefa di fronte alla sua missione.  


«- Non cessare mai di unire i tuoi atti ai miei e di offrire al Padre mio il mio sangue prezioso».  

«- Non dimenticare che sei vittima del mio Cuore...», le ripete Nostro Signore.  


D'altra parte Egli non limita l'orizzonte di Josefa. Il venerdì, 8 luglio, le affida altre due anime di cui le dice:  


«- Guarda come feriscono il mio Cuore e trafiggono le mie mani!...».  

«Durante l'adorazione Gesù è tornato - ella scrive - dicendomi:  

«- Guarda il mio Cuore! E tutto amore e tenerezza, ma ci sono anime che non lo conoscono!...»  


Si può supporre l'energia e la generosità dello sforzo sostenuto da Josefa: da una parte nottate e giorni a contatto con l'Invisibile con tutte le esigenze di offerta che ciò comportava; dall'altra, la fedeltà al dovere che la teneva sempre assidua al lavoro e alla regola. Perciò, con incomparabile bontà, Gesù la conforta facendole condividere la sua gioia di Salvatore:  


«Egli è venuto, bellissimo, durante l'adorazione - scrive sabato 9 luglio - e mi ha detto:  

«- Vedi, Josefa, una di quelle due anime finalmente mi ha dato ciò che mi rifiutava, ma l'altra sta molto vicina a perdersi se non riconosce il suo niente...  

«Sì, offriti per ottenerle il perdono. Se un anima si umilia, anche dopo aver commesso i più gravi peccati, acquista un gran merito. Ma l'orgoglio provoca lo sdegno del Padre mio che lo odia con odio infinito.  

«Cerco anime che sappiano umiliarsi per riparare quest'orgoglio».  

sorella Maria Josefa Menéndez

Preghiera per le anime del Purgatorio

 


Le Vostre Sante Piaghe, o dolcissimo Gesù, sono il tesoro dei tesori per le anime del Purgatorio e fanno discendere su di loro la rugiada del Cielo, che le refrigera ed abbrevia la loro prigionia. Concedetemi, o Gesù, che io possa contemplarVi sulla Croce con cuor puro e distaccato, e con i sentimenti di amorosa compassione della Vostra Santa Madre, onde ottenere che i Meriti delle Vostre Sante Piaghe si spargano copiosi su quelle anime penanti; ed aprano loro il varco all'Etema felicità.


Quello che state vivendo in questo momento fa parte dei dolori del parto, la violenza aumenterà, causando grande sofferenza a tutta l’umanità.

 


MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
A LUZ DE MARIA

2 MARZO 2026


Amati figli del Mio Cuore Immacolato, vi benedico, voi siete i Miei figli.


Figli:


AVETE RISPOSTO ALL’APPELLO DELLA TRINITÀ SACROSANTA, SIETE STATI OBBEDIENTI, VI SIETE CONSACRATI IN MODO PARTICOLARE PRIMA DEL 28 FEBBRAIO, IN OBBEDIENZA ALLA RICHIESTA DELLA CASA PATERNA.


Quello che state vivendo in questo momento fa parte dei dolori del parto, la violenza aumenterà, causando grande sofferenza a tutta l’umanità.


Lo spettro della guerra (1) è rimasto latente di fronte all’umanità per svariati anni, finché adesso è noto il nome degli alleati e il nome degli oppositori a questi alleati, si è palesato il volto di coloro che si sostengono vicendevolmente, causando il caos mondiale.


Paesi di altre latitudini entreranno in campo per aumentare la tensione già esistente con attentati (2), che succederanno in vari paesi e i Miei figli soffriranno.


IN QUANTO MADRE, VI CHIEDO DI CONTINUARE A PREGARE IN OGNI MOMENTO E AD OFFRIRE LE COMUNIONI PER LA PACE NEL MONDO.


Dovete convertirvi prima che veniate toccati dalle conseguenze del martirio di questo momento, per evitare che, non essendo preparati, perdiate la Fede.
Dovete mantenervi spiritualmente svegli, mantenervi sani nello spirito, privi di odio per i vostri simili.


Figli, come vi ho annunciato in precedenza, comincerete a vivere la carestia (3), non subito ma in breve tempo.


Amati figli del Mio Cuore Immacolato:


VEDRETE LA LUNA DI UN ALTRO COLORE, CHE SARÀ PRESAGIO DI SANGUE (4) COME SEGNO DI QUELLO CHE SUCCEDERÀ SULLA TERRA: ANNUNCIA LA GUERRA, ANNUNCIA LA PURIFICAZIONE.


Chiedo ai figli del Mio Divin Figlio di intensificare le preghiere e di mantenere la Fede.


I MIEI FIGLI SONO PROTETTI DAL SANGUE DEL MIO DIVIN FIGLIO, SANGUE REDENTORE E PURIFICATORE.


Pregate figli, pregate per la pace sulla terra, pregate per i vostri fratelli che stanno soffrendo.


Pregate figli, pregate perché il terrorismo non compaia sulla terra; la guerra si espanderà.


Pregate figli, pregate per il Messico, per il Cile, per la Bolivia e per l’Italia.


Pregate figli, sollecitate e pregate San Michele Arcangelo.


Pregate figli, pregate, i terremoti continueranno.


Pregate figli, pregate per l’Europa, sarà attaccata senza che se ne renda conto.


Pregate figli, pregate per il Centro America.


Figli Miei, siate detentori di bene per i vostri fratelli.
È urgente che vi manteniate in pace e che siate maggiormente di Mio figlio.


SIETE IN UN MOMENTO CRITICO…
PREGATE, È IMPORTANTE!


Rimanete nella Pace del Mio Divin Figlio.


Mamma Maria


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Riguardo alla guerra, leggere…
(2) Riguardo al terrorismo, leggere…
(3) Riguardo alla carestia, leggere…
(4) Libro sulle Lune di Sangue, scaricare…

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Questo Appello della Madonna, ci sta allertando in modo serio sugli sviluppi dell’attuale situazione mondiale.

 

Attualmente gli attacchi bellici sono localizzati nel Medio Oriente, tuttavia come ci ha messo in guardia la Madonna, dobbiamo tenere presente che in qualsiasi momento si potranno estendere all’Europa e non solo, perché a seguito dell’escalation in Medio Oriente, il mondo intero è esposto alla sofferenza.


Dobbiamo essere prudenti, in quanto siamo stati messi in guardia sugli attentati, quindi non prendiamo parte ad assembramenti e obbediamo a quello che il Cielo ci dice.

Rimaniamo in attesa di quello che succederà nelle prossime settimane, stiamo vivendo un periodo veramente profetico che non possiamo fermare, che non potremo impedire…


Possiamo soltanto impedire la condanna della nostra anima e questo dipende da ciascuno di noi.
Vi chiedo di fermarvi un attimo, di guardarvi attorno e di guardare in faccia la realtà.

 

Fratelli, domani martedì 3 marzo, ci sarà una luna di sangue, che sarà l’ultima eclissi lunare totale fino al 2028; sappiamo che si tratta di un segnale di guerra e di sangue che il Cielo ci ha comunicato, mettendoci in guardia su quello che succederà sulla terra.

 

Amen.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


La deposizione di don Cesare Vitali 

Riporto in parte il verbale della quinta seduta del tribunale, tenuto il 9 giugno 1947, nella Curia di Bergamo. 

Don Cesare Vitali, parroco di Ghiaie, così risponde: 

 Io ho detto subito a don Cortesi che mi sembrava impossibile che l'Adelaide avesse detto una cosa simile perché la  bambina a me ha sempre detto che aveva visto la Madonna. E  poi la bambina mi ha detto che lei ha scritto sotto dettatura. Io  ho inteso queste parole in senso stretto. 
Io ho preso l'Adelaide d'accordo con mons. Bramini nelle  vacanze e le ho parlato facendole presente che se diceva bugie  faceva peccato mortale. E lei mi ha risposto che aveva visto la  Madonna. "Quante volte?" 

— "13 volte". 

E poi ho fatto altre domande su particolari: come, quando  e in modo speciale sull'apparizione del 28 maggio, giorno della  la Comunione, e lei ha aggiunto che in quel giorno la Madonna  era vestita di rosso col manto verde, la corona di regina in testa  e due rose sui piedi. E poi le ho detto: "Ma se hai scritto a don  Cortesi che non l'hai vista?". -. "Ho scritto sotto dettatura", così  ha risposto. In quel tempo, luglio 1946, la bambina ha parlato  anche con la dott. Maggi, la quale portatasi all'asilo con me l'ha  interrogata a lungo e lei ha sempre affermato di aver visto la Madonna. 

Ne avrei cattiva impressione, perché a me ha sempre detto  che l'aveva vista. Quindi o la bambina fa una bugia adesso o  l'ha fatta allora. E non la credo capace di avere fatto una bugia  così marchiana, dicendo di aver visto la Madonna mentre non  l'avrebbe vista. Mons. Merati contesta che don Cortesi possa  aver obbligato la bambina a negare una tale cosa. 

Il parroco risponde: 

 Don Cortesi si è comportato molto male. Ha sempre  interrogato delle donnette, mai persone serie. Io credo che don  Cortesi in un secondo tempo (prima era favorevole) abbia subito  l'influenza dei miei colleghi vicini che erano contrari. 

Mons. Cavadini: 

 E se l'Adelaide confermasse di aver scritto sotto dettatura in senso largo? 

Il teste risponde: Direi che allora a me ha detto una bugia.  I giudici spiegano il pensiero della bambina sulla dettatura; e aggiungono che la bambina oramai nega ripetutamente di  aver vista la Madonna. 
Il teste fa presente che la bambina il giorno in cui venne a  casa fu portata subito in casa sua, senza subire l'influsso di nessuno. In quell'occasione, dopo me, hanno interrogata la bambina don Piccardi, mons. Bramini, padre Petazzi. 

Mons. Patelli: 

La bambina è attendibile? 

Il teste risponde: 

 Io la conoscevo poco; l'ho interrogata dopo il sorgere  dei fatti più volte e non ho avuto l'impressione che dicesse  bugie. E non la credo portata alla menzogna. L'ultima volta che  l'ho vista, sarà un mese fa, dalle Suore della Sagesse, ma non ho  notato nulla di speciale. 

Intorno ai particolari dell'origine dei fatti, mons. Cavadini  prospetta la possibilità che la bambina abbia detto per scherzo  alle compagne di aver visto la Madonna. Il parroco dice che  essa ha affermato subito dopo la prima presunta apparizione (7  o 8 minuti dopo) di aver vista la Madonna. Egli non la ritiene  capace di inventare una cosa simile. 

Mons. Patelli: 

 Lei crede che la bimba sia sempre stata coerente nel riferire i particolari delle visioni? 

 Per quelle poche volte che l'ho interrogata io l'ho trovata sempre coerente. 

Il tribunale fa noto al teste che da quanto risulta finora  essa continua a negare di aver vista la Madonna. Il parroco  aggiunge che la bambina quando è andata a casa la sera piangeva e alla cugina Annunziata che chiese il perché rispose che  piangeva perché aveva detto che non era vero che aveva visto la  Madonna, mentre era vero che aveva visto la Madonna. E il teste  aggiunge che in conseguenza forse fu indotta dal curato a scrivere qualche cosa in merito. Lui però di positivo sa solo che  dalle Suore della Sagesse le fu dato un quaderno per scrivere le  sue note. 

 Mons. Bramini il giorno 13 maggio è stato a Ghiaie; e  mi ha detto che attendeva che il tribunale avesse a dare gli  ordini. E lui aveva fiducia che la cosa sarebbe andata bene... 

 Se ora si trattasse di togliere via gli ex-voto, spegnere le  luci, togliere i segni speciali di devozione che impressione se ne  avrebbe? 

 Pessima impressione, risponde il teste. C'era una persona incaricata di vigilare sul posto e lei ha messo i quadretti.  Certo che se si decidesse che non è vero nulla io sono disposto a  venir via dalla parrocchia. Io ai primi giorni delle apparizioni  sono stato scetticissimo. Poi ho visto delle prime grazie e guarigioni. E allora ho incominciato a essere fiducioso. Anche recentemente, un mese e mezzo fa, all'Adelaide ho domandato  ancora presso le Suore della Sagesse, e lei mi ha confermato che  l'ha vista la Madonna e c'è sempre gente sul luogo. Ieri sera  verso le 9 ci sono andato io e c'erano ancora 8 o 9 persone.  Durante il giorno ce n'erano migliaia. 

Sorprende l'insistenza, con la quale i giudici del tribunale  ecclesiastico, tentano di convincere il parroco don Cesare Vitali,  che la bambina ha mentito, e come prova di questa certezza portano le ripetute negazioni che la bambina ha fatto con don Cortesi e con loro. 

Le prove addotte dal parroco, a favore della sincerità di  Adelaide, non sono tenute in alcuna considerazione. Ciò che  conta è quello che ha scritto e affermato don Cortesi. Si insiste  nel rilevare l'incoerenza della bambina nel riferire i particolari delle apparizioni, a volte insignificanti. Si sa che la bambina era  frastornata da tutto ciò che le era capitato e si svolgeva attorno a  lei, in quei giorni delle apparizioni. Tolta d'improvviso dal suo  ambiente tranquillo, assillata e affaticata dal peso della notorietà, dai lunghi interrogatori, poteva avere dimenticato o confuso, non  solo i particolari, ma anche le parole della Vergine Maria, come  è capitato anche ad altri veggenti, per esempio a Santa  Bernardetta Soubirous, la quale a non molta distanza dagli  avvenimenti, di alcune circostanze non ricordava più nulla e,  tolte le prime tre apparizioni, tutte le altre si erano come  sovrapposte nella sua memoria, per cui preferiva narrare globalmente le visioni senza altre specificazioni. Invece di interrogare  la bambina in quel modo ed esaminare la sua psiche, la sua  coscienza, il suo corpo, si dovevano fare "esami e perizie intorno  alle guarigioni", come aveva chiesto il vescovo di Bergamo, nel  decreto costitutivo del tribunale ecclesiastico. 

La sesta ed ultima seduta viene fatta nella casa del parroco di Ghiaie, il 10 giugno 1947, ne riporto in parte il verbale. 

Severino Bortolan

lunedì 2 marzo 2026

Dubbi sulle Rivelazioni divine – L’astuzia dell’avversario

 


Dubbi sulle Rivelazioni di Dio, l’impedimento della diffusione della Parola, falsificazione della Parola


Non affliggete i vostri cuori e non dubitate, quando vi Si rivela il divino Amore Stesso, confidate nell’Amore del Padre, il Quale non provvede davvero i Suoi figli con un Dono a loro dannoso, quindi non permette che da parte estranea venga loro offerto un nutrimento che potrebbe nuocerli. Consideratevi come figli Miei ed allora potete anche credere saldi come una roccia che il Padre vi fa giungere la Sua Protezione, che vi assiste come Suoi figli e distoglie da voi ogni pericolo che potrebbe minacciare il vostro sviluppo spirituale.

Ma sappiate anche che vivete nel tempo della fine e che l’avversario di Dio cerca con tutte le forze di aumentare il numero dei suoi seguaci; sappiate che infuria poco prima della fine e che agisce particolarmente là, dove la Luce dall’Alto cerca di scoprirlo, sappiate che tende a creare confusione anche nelle file di coloro che sono dediti a Dio e che tenta di tutto per procurare una scissione, sappiate che può offuscare lo sguardo anche di coloro che offrono a lui il più piccolo pretesto attraverso la volontà invertita, attraverso l’arroganza spirituale, attraverso pensieri disamorevoli, e che ha sempre successo senza però separare quegli uomini da Dio. 

Ma il loro pensare si confonde e non riconoscono più la pura Verità, non riconoscono la Voce del Padre, perché danno ascolto a quella voce. La loro volontà rimane comunque rivolta a Dio, e non cadono vittime agli sforzi dell’avversario. Gli è soltanto riuscito di portare la scissione un una cerchia che voleva agire unita per Dio. 

Voi uomini non conoscete il suo potere e la sua astuzia, non conoscete la sua copertura ed allora cadete vittime del suo gioco da prestigiatore, quando sorge in voi un dubbio che è contemporaneamente un dubbio nell’Amore, l’Onnipotenza e Sapienza di Dio, quando voi stessi vi rendete incapaci di riconoscerLo nella Sua Parola rivelata. Allora è riconoscibile su di voi la sua influenza, ma non gli riuscirà di separarvi da Colui il Quale voi desiderate seriamente, perché Dio tiene la Sua Mano protettrice su ognuno che tende verso di Lui, ma non lo costringe di pensare e di agire secondo la Sua Volontà. Gli lascia la sua libertà di difendere sé stesso, quando il potere dell’oscurità lo aggredisce, e colui che è di buona volontà, scoprirà anche l’avversario di Dio.

Amen

18. gennaio 1954


Quello Che la Bibbia Disse sulla Guerra in Iran Sta Accadendo Ora


 

PROFEZIA BIBLICA 03/03: LUNA DI SANGUE E L’AVVERTIMENTO PER ISRAELE, IRAN E STATI UNITI


 

INFERNO: TORMENTO, DOLORE E SOFFERENZA ETERNA

 


San Tommaso d'Aquino, Summa Theologica (IIIa Supplemento alla Terza Parte, Domande 94, 97, 98 e 99), dal libro A Tour of the Summa, di Mons. Paul J. Glenn, pubblicato da TAN Books and Publishers. Utilizzato con autorizzazione.


94. I SALVATI E I DANNATI

1. Le sofferenze dei dannati saranno perfettamente note ai santi o ai beati in cielo, e li renderanno solo più grati a Dio per la sua grande misericordia verso di loro.

2. Tuttavia, non può esserci pietà nei santi nei confronti dei dannati.

D'altra parte, essi sanno che i dannati stanno soffrendo ciò che hanno scelto e continuano a scegliere perversamente. D'altra parte, la pietà è dolorosa per chi la prova, e non può esserci nulla di doloroso in cielo.

3. I beati sono in piena conformità con la volontà di Dio che vuole la giustizia. I santi gioiscono per il compimento della giustizia di Dio. In questo senso si può dire che gioiscono delle pene dei dannati.


97. LA PUNIZIONE DEI DANNATI

1. Coloro che subiscono la punizione dell'inferno sono tormentati dal fuoco e anche da altri mezzi di afflizione. Poiché la persona condannata all'inferno ha, nella vita terrena, messo varie cose materiali al posto di Dio, è giustamente punita con una varietà di afflizioni.

2. “Il verme che non muore” affliggerà l'anima condannata all'inferno. Ciò significa che il rimorso di coscienza (ma non il pentimento) tormenterà incessantemente quell' anima.

3. Il “pianto” che ci sarà all'inferno dopo la resurrezione dei corpi non sarà lo spargimento di lacrime (poiché non ci saranno alterazioni corporee all'inferno), ma sarà una costante afflizione della testa e degli occhi.

4. L'oscurità dell'inferno è un'oscurità vera e materiale. Dopo la resurrezione dei corpi, questa oscurità affliggerà la vista fisica dei dannati. Il fuoco dell'inferno, come dice San Basilio, avrà calore ma non luce per coloro che ne saranno puniti.

5. Il fuoco dell'inferno è un fuoco fisico che ora affligge e trattiene le anime perdute; dopo la resurrezione torturerà i corpi dei dannati all'inferno.

6. Sembra che il fuoco dell'inferno sia essenzialmente lo stesso del fuoco che conosciamo sulla terra, anche se senza dubbio ha proprietà diverse, poiché non ha bisogno di combustibile e non consuma ciò che vi viene gettato dentro.

7. Nessuno può dire con certezza dove si trovi l'inferno. Tuttavia, sembra che alcuni passaggi delle Scritture suggeriscano che l'inferno sia “sotto la terra”, cioè che si trovi da qualche parte all'interno della terra, sotto la sua superficie.


98. LA VOLONTÀ E L'INTELLETTO DEI DANNATI

1. La volontà di una persona all'inferno è, per sua scelta perversa, confermata nel male, ed è immutabile e totalmente devota al male. Ogni atto di tale volontà è un peccato.

2. Il pentimento, nel vero senso della parola, è l'odio del peccato in quanto tale. Non esiste pentimento di questo tipo all'inferno. Ma se per pentimento si intende semplicemente il rimpianto che il peccato causi sofferenza, e l'odio del peccato solo come causa di sofferenza, allora possiamo dire che all'inferno esiste il pentimento.

3. ...Ma senza dubbio i dannati desiderano una sorta di sonno, di morte o di estinzione della coscienza che porti sollievo alla sofferenza.

4. Come in paradiso c'è perfetta carità e felicità nel fatto che ogni anima sia salvata, così all'inferno c'è perfetto odio e invidia, e il desiderio malizioso di vedere gli altri soffrire i tormenti dell'inferno.

5. I dannati odiano Dio (non in sé, poiché ciò è impossibile) per gli effetti della sua giustizia che essi stessi hanno perversamente causato.

6. A rigor di termini, non esiste merito o demerito né in paradiso né all'inferno.

Il tempo del merito e del demerito è il tempo della vita sulla terra.

7. La conoscenza acquisita durante la vita terrena rimarrà nei dannati e sarà un fattore della loro sofferenza.

8. I condannati che sono all'inferno non penseranno mai direttamente a Dio, ma solo nella misura in cui il pensiero di Lui è coinvolto nel pensiero della giustizia divina che li affligge.

9. I dannati hanno conoscenza della gloria dei beati in cielo. Quando la resurrezione del corpo restituirà loro gli occhi fisici, i dannati cercheranno invano di vedere i corpi glorificati dei santi. Ma conosceranno il paradiso e sentiranno la punizione di non essere degni nemmeno di guardarlo.


99. LA MISERICORDIA E LA GIUSTIZIA DI DIO NEI CONFRONTI DEI DANNATI

1. La Scrittura ci dice ripetutamente che la punizione dell'inferno è eterna. Ad esempio, San Matteo dice (25:46) che "i malvagi andranno al castigo eterno". Come la ricompensa è commisurata al merito, così la punizione è commisurata alla colpa. Ma la colpa del peccato mortale è la colpa di rifiutare completamente Dio e di offendere Colui la cui maestà è infinita. La colpa di un tale peccato merita una punizione senza fine.

2. Non c'è posto per la misericordia all'inferno, perché la misericordia non può essere esercitata su ciò che, per sua stessa natura, la rifiuta. La volontà perversa sia degli uomini che degli angeli caduti all' inferno si oppone incessantemente a qualsiasi misericordia che potrebbe essere loro mostrata. ...

3. Nonostante la meravigliosa misericordia di Dio, gli angeli caduti e le anime umane perdute si gettano da soli all'inferno. Sebbene odino i loro tormenti, conservano ancora la loro volontà perversa contro Dio. Il dolore per il peccato, nel senso di rifiutare il male e rivolgersi a Dio, è assolutamente impossibile all'inferno. Quindi, anche la misericordia del Dio misericordioso non può penetrare la volontà ribelle dei perduti e portare loro sollievo.

4. I cristiani che vanno all'inferno vi rimangono eternamente, proprio come i non cristiani.

Infatti, i cristiani che sapevano più di molti altri che sono all'inferno, sono più meritevoli di quelli altri di un tormento senza fine.

5. Non si può dire che coloro che compiono opere di misericordia durante la vita sulla terra sfuggiranno necessariamente alle punizioni dell'inferno. Anche i grandi peccatori possono talvolta compiere notevoli opere di misericordia. Durante la vita terrena, tali opere possono essere il mezzo per ottenere (congruamente) il pentimento per chi le compie, ma non sono garanzia che il pentimento sarà accettato, o che durerà fino alla fine della vita, consentendo così a chi compie le buone azioni di sfuggire all'inferno.


Preghiera per la pace

 


Divin Redentore Gesù, che Vi siete degnato risvegliare la devozione alle Vostre Sante Piaghe per donarci un rimedio efficace in questo tempo d'iniquità, concedeteci che gli uomini si assoggettino alla Divina Legge d'Amore, da Voi suggellata sul Calvario con le Vostre Sante Piaghe, che al piede della Vostra Croce ritrovino il legame di carità e divengano tutti nuovamente fratelli.


Figli, vedo tanti sacerdoti che sono membri staccati dal mio corpo, quanto dolore mi causano eppure Io mi fidavo di loro. Mi deludono, guardando le nefandezze che compiono con il Mio Corpo.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella il 05 febbraio 2026.


Figli miei, voi asciugate le mie lacrime con il vostro amore e la vostra Fede. Figli, vedo tanti sacerdoti che sono membri staccati dal mio corpo, quanto dolore mi causano eppure Io mi fidavo di loro. Mi deludono, guardando le nefandezze che compiono con il Mio Corpo. Li vedo uscire dalla Chiesa perché sono attratti dalle cose umane, invece di lasciarsi guidare dallo Spirito. Figli miei, potreste evitare le cose che dovranno accadere con la preghiera. Con il vostro amore lenite la mia Santa giustizia. Vi benedico tutti, nel nome del Padre, nel mio Santissimo Nome e dello Spirito Santo. Vi dono la mia pace nei vostri cuori. Il vostro Gesù.

Regina della Famiglia



La deposizione di Adelaide 

Adelaide, qua e là, non appare ordinata nelle risposte, ma  ciò è dovuto al modo con cui venivano poste le domande, che  insistono sulla rappresentazione, nel teatrino della parrocchia, delle apparizioni di Fatima e sull'influsso che l'ambiente può  avere esercitato su di lei. 
L'interrogatorio concentrato sulla prima apparizione, si  muove secondo la tesi della dipendenza delle apparizioni di  Ghiaie da quelle di Fatima, sostenuta dal parroco di Presezzo,  don Luigi Locatelli, dal prof. Don Luigi Cortesi e dal prof. E  Cazzamalli. Ciò non meraviglia perché ai membri della commissione teologica, e quindi ai giudici del tribunale, erano stati  dati i libri scritti dal Cortesi sulle apparizioni. 
Le risposte di Adelaide sono chiare, precise e confermano  l'apparizione. Adelaide ha detto la verità, la stessa che ha ripetuto per lungo tempo senza mai contraddirsi, negli innumerevoli  interrogatori subiti. Ma i giudici del tribunale contestano la sua  deposizione con in mano il terzo volume del Cortesi: Il problema  delle apparizioni di Ghiaie, e il famoso biglietto della  ritrattazione scritta, fattole scrivere da don Cortesi due anni  prima. Essi aspettano che Adelaide dica un'altra "verità", affermata dal Cortesi e da loro fatta propria. 
La bambina sostiene strenuamente la verità detta; ricorre ai  vari "non ricordo", "l'ho detto per scherzo", pur di salvarla;  infine si chiude nel silenzio. 
Si ripete quello che è avvenuto due anni prima con il Cortesi: la difesa accanita della verità e poi la negazione. 
Adelaide, bambina di 10 anni, è sola. Come ho già rilevato, mancava monsignor Bramini, che poteva esserle di aiuto in  quel grave momento. Essa incalzata da ogni parte, si trova in una  situazione dalla quale non sa come uscire. È confusa, frastornata, ha paura. Si sveglia in lei soprattutto la paura del peccato e dell'inferno che don Cortesi ha fatto entrare nella sua  mente di bambina semplice e credente, tanto più che parla sotto  giuramento. 
Suor Bernardetta dell'Immacolata, a cui era affidata in  particolare la custodia della bambina, nella seconda seduta del tribunale attestò che Adelaide dopo l'interrogatorio della prima  seduta, disse alle aspiranti: "Oh! Che paura! Erano cinque  sacerdoti. Ma non posso dire niente perché mi hanno fatto giurare". 

Suor Bernardetta dell'Immacolata aggiunse: "Dalla suora  del dormitorio ho saputo che nella notte seguente all'interrogatorio, nel sonno ha pianto; e la suora alzatasi l'ha scossa, ma la  bambina non si è svegliata e si è calmata. La bambina ha delle  notti agitate in seguito a forti emozioni della giornata". 
In quel momento, Adelaide non si sentì di dire ai giudici  chi era il responsabile principale della ritrattazione scritta e di  altre negazioni. Ma si poteva chiedere tanto ad una bambina,  nella condizione in cui si trovava? 
La paura ha indotto alla negazione anche l'apostolo Pietro; cosa ben più grave sotto ogni aspetto, delle ritrattazioni di  Adelaide. 
Essa ha capito che non può dire la verità, perché si trova  dinanzi a dei giudici che non l'accettano. Allora rassegnata dirà  quello che essi vogliono che dica, e così farà nelle sedute  seguenti del tribunale: dà sempre le stesse risposte, usa le stesse  parole, come un automa. Ne è la riprova anche la distorta interpretazione di ciò che Adelaide afferma, a proposito del biglietto  da lei scritto sotto dettatura di don Cortesi. La bambina dice: "Lo  scritto me lo ha dettato lui. Mi dettava come in classe e io  scrivevo. Io capivo le parole e le scrivevo". Questa è la prima  versione ed è quella vera. Subito dopo interviene monsignor  Cavadini che controbatte la testimonianza della bambina leggendole il terzo libro del Cortesi a pag. 229, in cui egli sostiene  che Adelaide ha scritto spontaneamente la ritrattazione. 
Monsignor Cavadini fornisce alla bambina la seconda versione, cioè le dice: "Don Cortesi ti aiutò a scrivere in italiano ciò  che tu dicevi in dialetto bergamasco". E Adelaide ripete la  seconda versione in assoluto contrasto con la prima. 
Nel testo del verbale non leggiamo le parole suggerite da  mons. Cavadini, perché solitamente vengono riportate solo le risposte di Adelaide. Tuttavia, che questa fosse  l'interpretazione delle parole di Adelaide fatta da mons.  Cavadini, appare evidente dall'interrogatorio fatto a suor  Bernardetta dell'Immacolata, nella seconda seduta del tribunale.  Mons. Cavadini chiede alla suora se la dettatura della lettera  possa interpretarsi nel senso che lei (Adelaide) diceva in  bergamasco e don Cortesi traduceva in italiano... Mons. Cavadini  non accetta la testimonianza di Adelaide, nel suo genuino senso  letterale e ne dà un'interpretazione che le fa dire il contrario. 
Il dettato non è mai stato una traduzione da una lingua  all'altra. Io ricordo quando nella scuola elementare scrivevo il  dettato: la maestra leggeva un testo in lingua italiana e noi dovevamo scriverlo tale e quale nel quaderno. Questo era ed è il dettato. E tale era il senso della parola dettato anche per la bambina  Adelaide Roncalli nel 1947, tanto più che aggiunse, per maggior  chiarezza, se ce ne fosse stato bisogno: "mi dettava come in  classe e io scrivevo. Io capivo le parole e le scrivevo". È manifesta, da parte di alcuni giudici almeno, la determinazione di non  tenere in minima considerazione la testimonianza della veggente,  per privilegiare sempre quella del Cortesi, quando bisognava fare  il contrario. 
Adelaide si comporta pressappoco come Massimino  Giraud, il veggente della Salette, il quale diede a don Raymond,  coadiutore del santo Curato d'Ars, la risposta che gli era abituale  ogni volta che si metteva in dubbio la sua veracità: "Se volete,  mettete pure che io non abbia visto nulla". 

Severino Bortolan

domenica 1 marzo 2026

Che cosa era l’uomo primordialmente?

 


L’appropriarsi delle virtù


Io voglio darvi da pensare sempre solo una cosa, che voi siete di Origine divina, e che per questo vi dovete considerare come scintille irradiate da Me Stesso, che rimangono in eterno ciò che furono – creature divine della stessa sostanza primordiale, come Sono Io Stesso, anche se loro stessi si rivoltavano in sé, e che sono diventati degli esseri, che si sono derubati di tutte le caratteristiche divine. Ma questo stato non dura in eterno, ma si trasforma anche di nuovo, affinché si manifesta la sua costituzione primordiale, che loro creino ed agiscano di nuovo come Me in tutta la perfezione, che diventino di nuovo la Mia Immagine e poi lo rimangano anche in tutta l’eternità. Se voi riflettete su questo, che Io Stesso sono la vostra origine, che l’Essere più alto e perfetto vi ha creati dal Suo Amore, allora voi non dovete avere nessun altro desiderio che quello di sperimentare di essere di nuovo quelli che eravate in principio. E la vostra imperfezione e debolezza ora riconosciuti dovrebbero rendervi profondamente umili e stimolarvi ad una preghiera intima al fine che vi aiuti a diventare di nuovo ciò che eravate perché possiate unirvi a Me. Questa volontà Mi apre il vostro cuore ed ora lo posso anche riempire con la Mia Forza d’Amore la quale vi rende ora possibile di trasformarvi e di accettare di nuovo il vostro essere primordiale. E voi dovete sempre pensare a questo, che voi siete proceduti da Me Stesso, che voi siete Miei e lo rimarrete anche, perché Io non rinuncio a nulla di ciò che Mi appartiene. Ed anche se si è distolto volontariamente da Me e sosta in opposizione verso Me, voi siete e rimarrete la Forza d’Amore proceduta un tempo a Me, che deve anche inevitabilmente rifluire una volta di nuovo a Me, perché questa è la Legge sin dall’Eternità. Ma la propria riconoscenza della vostra origine vi accorcerebbe la via del ritorno, allora vi riconoscete come creature divine, allora questo è già il primo passo del ritorno da Me, perché una volta voi non avete voluto riconoscerMi come vostro Dio e Creatore dall’Eternità e questa era la vosra caduta. Era l’ orgoglio, che vi fece credere di poter rinunciare alla fornitura della Mia Forza e che per questo ha causato il vostro stato di miseria. Se siete ora coscienti nella vita terrena della vostra origine divina, allora sapete anche, che solo in unione con Me potete di nuovo ricevere Forza e Luce, che solo tramite l’Irradiazione di Luce del Mio Amore voi potete riconquistare le vostre caratteristiche divine, e che non è impossibile entrare di nuovo nel vostro stato primordiale, che voi potete davvero diventare degli dei, come era la vostra destinazione iniziale primordiale. Ma se voi vi considerate soltanto dei viandanti terreni senza scopo e meta, come creature che come altre Creazioni vivificano il mondo e sono temporali, allora il vostro spirito è totalmente buio e la via è ancora infinitamente lontana fino al vostro definitivo ritorno, alla vostra uscita, verso il vostro Dio e Padre dall’Eternità; allora voi non riconoscerete alcun senso e scopo della vita terrena, voi coltiverete soltanto dei pensieri terreni giudicati, e voi stessi esprimete l’essere completamente invertito, tramite la vostra errata disposizione d’animo verso di Me, vostro Dio e Creatore. Riconoscete soltanto voi stessi e chiedetevi più sovente, che cosa potrà mai esserci alla base del vostro essere-uomo. Riflettete su questo: che cosa siete e dove avete avuto la vostra origine. Non consideratevi troppo scadenti e che con la morte del vostro corpo vi estinguete di nuovo nel nulla, perché allora ponete voi stessi ancora sotto l’animale, che non può pensare, perché non sfruttate il vostro intelletto, che vi è stato dato e già la vostra libera volontà ed il vostro intelletto, dovrebbe esservi una conferma di un Potere che vi ha creato, le Cui Creazioni testimoniano della più sublime Sapienza. E questo Potere non ha veramente esternato da Sé nulla di imperfetto, ma degli esseri nella più sublime perfezione; ma voi uomini non sapete che voi siete questi esseri, che sono decaduti da Me, e per questo Io vi presento sempre di nuovo la vostra caduta ed anche la Mia preoccupazione d’Amore, di stimolarvi al volontario ritorno. Ed Io per questo, cerco solo di stimolarvi alla riflessione su voi stessi, quello che siete, e perché voi passate sulla Terra. Voi dovete pensare, qual opera di miracolo della Creazione siete voi stessi, quanto artisticamente è fatto il vostro corpo, e come tutte le sue funzioni sono organizzate con la massima saggezza, e che già in questo dovreste riconoscere, che voi siete di Origine divina, che il vostro Creatore deve essere un Essere della massima Perfezione, Che da Sè ha fatto sorgere tali Creazioni che pensano e possono volere e che devono essere per questo destinati a qualcosa d’altro che fare soltanto il vostro percorso terreno come uomini e di seguire le pretese terrene, per poi di nuovo finire. E se solo poteste arrivare a questa riconoscenza, che la vostra vita terrena deve avere un senso ed uno scopo, allora vi sforzereste di approfondire questo ed allora anche la salita vi sarebbe assicurata, perché voi poi vivreste coscienti e responsabili e una caratteristica dopo l’altra apparirebbe di nuovo in voi, perché la vostra sostanza primordiale è Forza divina, che vi spinge all’esternazione. Allora cercherete anche la fusione con Me e darete anche a Me la possibilità, di irradiarvi di nuovo con la Forza del Mio Amore, ed allora sarete di nuovo quello che eravate in principio. 

Amen

3. febbraio 1963