domenica 15 febbraio 2026

Il Sole

 


Il Sole naturale 


l Sole attinge la sua Luce e Forza di splendere dall’Amore, comprendetelo bene, Dio E’ l’Amore e Dio nutre tutto ciò esiste con la Sua Forza d’Amore; così anche innumerevoli Soli che orbitano nelle loro corsie nel Cosmo. Lasciatevi spiegare la Forza di questi Soli: E’ della massima importanza sapere, con quale immensa velocità i corpi celesti volano attraverso il Cosmo. Attraverso la frizione si crea un’atmosfera straordinaria proprio là, dove si fanno notare certe resistenze, perché la frizione genera calore e non è assolutamente necessario che un corpo isolato irradi questo calore. E’ quindi necessario soltanto un corpo che si muova straordinariamente, per far scaturire un determinato grado di calore, e di conseguenza anche il Sole potrebbe essere pure una massa fredda, la Terra attraverso la sua propria velocità nelle sue rotazioni genererebbe tanto calore, che il bisogno sarebbe perfettamente coperto. Ma ora è da inserire spiritualmente una spiegazione, che sviluppa un’immagine totalmente diversa. Gli effetti dei raggi del Sole sulla Terra sono da ricondurre semplicemente che attraverso questi fluisce ininterrottamente la Forza divina sulla Terra ed i suoi abitanti, che quindi ciò che voi vedete come raggi del Sole, sono innumerevoli portatori di Forza, che hanno la loro Origine in Dio come l’eterno Spirito d’Amore ed influenzano tutto sulla Terra e quindi lo nutrono con i Doni dell’Amore, offerto dall’eterna Divinità Stessa. Ogni raggio di Sole porta in sé innumerevoli piccoli e piccolissimi microbi che sono immensamente importanti per la sussistenza della vita degli esseri viventi sulla Terra. Tali portatori di Luce e Forza devono ininterrottamente stabilire il collegamento fra l’eterna Divinità ed i Suoi esseri e quindi deve essere e rimanere stabilito il contatto, se l’essere dev’essere costantemente nutrito da questa Forza, e quindi questo è lo scopo del Sole con i suoi raggi.

Amen 

20. luglio 1939 

MARIA DEBELLATRICE DELLE ERESIE

 


Maria e lo scisma di Fozio 

 

     Tra i molti mali che afflissero la Chiesa nel secolo IX, il più grave fu certo lo scisma di Fozio. 

Ascoltiamo quanto scrive lo storico Henrion. «Nel 846, morto il Patriarca S. Metodio, fu nominato a succedergli un certo Monaco Ignazio, distinto specialmente per la santità di vita. 

Contemporaneamente era imperatore di Costantinopoli Michele III, giovane principe, senza alcun ritegno dedito alle dissolutezze, circondato da gente, come lui, dissoluta. Fra questi, dominava un certo Barda, fratello della Imperatrice Teodora, madre di Michele. Questo Barda, per la sua condotta pubblicamente immorale, fu dal Patriarca Ignazio escluso dalla partecipazione dei Sacramenti. 

Infuriato il Barda per questo atto, invece di entrare in sé stesso, usò tutto il suo ascendente sull'animo dell'Imperatore per far deporre Ignazio, il quale fu scacciato dal suo palazzo e relegato nell'isola di Terebinto, il 23 Novembre 857: e, dopo alcuni giorni, furono mandati a lui distinti personaggi e Vescovi per indurlo a rinunciare alla sede. Ma invano. Ignazio fu irremovibile. (Henrion. Stor. Univ. P. IV. p. 2). 

Per consiglio di Gregorio, Vescovo di Siracusa, che, per i suoi delitti, nel 850, era stato deposto dallo stesso Patriarca Ignazio e di Barda, l'Imperatore Michele III intruse Fozio nella sede Patriarcale di Costantinopoli, pur essendo laico. Ma in sei giorni venne consacrato Vescovo dal detto Gregorio, e nel Natale del 857 fu immesso in sede. 

Di qui ebbe inizio lo scisma. Fozio fu l'uomo più malvagio del suo tempo. 

Appena intruso nella sede Patriarcale, Fozio ebbe l'impudenza di scrivere lettere al Papa Nicolò I, affermando che Ignazio, ormai vecchio, aveva spontaneamente rinunciato al Patriarcato; solo per imposizione dell'Imperatore, del Clero e del popolo tutto, egli aveva accettato il difficile incarico, contro la propria volontà. 

Anche l'Imperatore scrisse al Papa, invocando Legati per un Concilio, al fine di restaurare la disciplina ecclesiastica, assai decaduta durante il tempo di Ignazio. 

Papa Nicolò I non si fidò di tali scritti; mandò Legati e lettere per indagare la verità e riferire. 

I Legati andarono, ma spaventati dalle minacce di esilio e di prigione, tradirono la loro missione e annuirono alla elezione di Fozio. 

Con mille raggiri, Fozio, senza tener conto dei Legati Pontifici, volle celebrare il Concilio (861), a cui intervennero 318 Vescovi. In questo falso Concilio, fu invitato anche il Vescovo Ignazio in qualità di reo. Ma quantunque egli avesse appellato al Romano Pontefice, fu deposto e degradato. Si diede lettura degli scritti di Papa Nicolò, però alterati dall'astuzia di Fozio, il quale tentava di costringere Ignazio a confessare che la sua elezione a Patriarca di Costantinopoli fu illegittima, ma Ignazio non cedette, e fuggì alla persecuzione, dandosi alla campagna, travestito da servo. 

Ritornati a Roma i Legati Pontifici con il legato Imperiale, furono consegnati al Papa gli atti del Concilio. Ma nel medesimo tempo, arrivò pure a Roma l'Abate Tognosto con uno scritto di Ignazio, il quale, con tutta sincerità, narrava al Sommo Pontefice come si erano svolti i fatti. 

Conosciute le cose, Papa Nicolò I scomunicò i suoi Legati, e mandò una Enciclica ai Patriarchi dell'Oriente in data 18 Marzo 862, dove condannava la deposizione di Ignazio e l'intrusione di Fozio. Ma Fozio si rise delle sentenze del Papa, e continuò a tenere la sede usurpata e ad infliggere tormenti ad Ignazio. 

Non contento di questo, nell' 866, in Costantinopoli, Fozio celebrò un altro Concilio presieduto dall'imperatore. In quel Concilio si osò pronunciare sentenza di scomunica contro Nicolò I e contro coloro che erano in comunione con lui. E come ciò fosse poco, fu spedita una pseudo enciclica a tutti i Patriarchi e Vescovi dell'Oriente condannando la Chiesa di Roma. (Pighi. Hist. Eccl. To. II. p. 128). 

Fozio voleva la supremazia su Roma! 

Ad un tratto però gli avvenimenti mutarono. 

Basilio, il Macedone, fece uccidere, dopo un banchetto, l'ubriaco Michele III. Poi, fatta penitenza del suo delitto, prese le redini del governo, dando prova di saper regnare da buon principe. 

Il primo atto del suo governo fu di scacciare Fozio, restituendo Ignazio con solennissima pompa alla sede Patriarcale, attirandosi l'appoggio degli occidentali, la benevolenza del popolo di Costantinopoli, favorevole al santo Vescovo Ignazio, e liberandosi da un uomo pericolosissimo, qual era appunto Fozio. 

La cosa fu riferita al Papa Adriano II (Nicolò I era morto il 13 Novembre 867), e in un Sinodo tenuto a Roma nel Giugno 869, fu approvata. Con questa approvazione, naturalmente, furono condannati i conciliaboli e tutti gli atti di Fozio contro Ignazio e contro la Santa Sede. Ignazio venne restituito alla sede Patriarcale, e Fozio con i suoi fautori nuovamente condannato e mandato in esilio (Pighi. Hist. Eccl. To. III, p. 130). 

Fozio però non si diede vinto. Morto Ignazio il 23 Ottobre 877, ottantenne, consenziente l'Imperatore, Fozio riprese possesso della Chiesa Patriarcale, e mandò una legazione al Pontefice Giovanni VIII, (Adriano II era morto il 30 Ottobre 872) implorando Legati Pontifici per un Concilio onde essere assolto dalle censure e restituito alla sede già usurpata. 

Il Pontefice annuì, a condizione che, prima di essere assolto dalle censure e immesso in sede, domandasse perdono davanti a tutto il Concilio e alla presenza dei Legati Pontifici. Ma il pseudo Patriarca, finto e malvagio, alterò la lettera del Papa: vi cancellò l'apposita condizione, vi aggiunse la condanna di tutti gli atti di Nicolò I, di Adriano II e del Concilio VIII, riempendola di lodi e di encomi per sé stesso. 

In quel Concilio, presieduto da Fozio stesso, celebrato nel Novembre 879, col tradimento dei Legati Pontifici, intervennero 380 Vescovi; e venne stabilita l'eguaglianza dei Patriarcati di Roma e Costantinopoli, fissando che ogni Vescovo o Prete o laico, deposto o scomunicato da uno dei due Patriarcati, dovesse aversi reciprocamente per deposto o scomunicato dall'altro. 

Giovanni VIII, avuta relazione di quel Concilio, puniti i Legati Pontifici, sconfessò tutto, e ancora una volta anatematizzò Fozio.   

Morto Basilio il 29 Agosto 886, salì al trono imperiale il figlio Leone, il quale cacciò Fozio, lo rinchiuse in Monastero, mentre Stefano, fratello di Basilio, occupò la sede Patriarcale. Fozio, ostinato nello scisma, moriva impenitente il 6 Febbraio 891. 

Con Stefano si riebbe l'unione della Chiesa Costantinopolitana con la Chiesa di Roma. Ma Stefano morì nel 893, e non poté avere da Roma le lettere di ricognizione. Le ebbe poi il suo successore, Antonio Caulea, che, con un nuovo Concilio, riconfermò l'unione, e riuscì a dare una tregua che durò sino alla fine del secolo XI. (Mauri. Lez. Eccl. P. L p. 891). 

Dopo questa lunga, forse troppo lunga, esposizione sullo scisma di Fozio, che tanto male fece alla Chiesa, viene spontaneo domandarsi: Quale relazione vi può essere tra questo scisma e l'intervento della Madre di Dio, Maria, mentre lo scisma dura anche oggi? 

Rispondiamo che Maria SS. ma non conosce né frontiere, né stirpe, né limiti di tempo: tutto è soggetto al suo impero, e, nel tempo stabilito da Dio, interverrà. Un popolo che da secoli è stato educato alla pietà verso la Madre di Dio, che tante volte ne ha esperimentato la Materna protezione, e che abitualmente la saluta «Custode della città», non può andare perduto! 

L'esperienza lo conferma. Quando una parte della cristianità o anche un semplice peccatore ha abbandonato Dio e la Religione, ma rimane unito alla Religione con qualche segno di devozione a Maria SS. ma, che porta con sé, o per qualche preghiera che ancora osa indirizzarle, questo, per quanto fragile legame, lo farà ravvedere. 

Per quanto Maria si elevi al di sopra di tutti gli uomini e dei nove Cori Angelici, è sempre «Madre», e questa missione di Madre fa sì che, anche fra i disordini della vita, si conservino in cuore i più teneri affetti, quasi scintille di speranza che un giorno diventerà una fonte di bene e di virtù. E quando si approssimerà il giorno benedetto del ritorno a Dio e alla sua Chiesa, chi ne faciliterà il momento sarà certamente Maria! 

Non si deve dimenticare che i due grandi centri che gareggiavano nel mondo, Roma e Costantinopoli, erano centri di sentita devozione alla gran Madre di Dio. Roma, ad ogni Papa che saliva il Trono di S. Pietro, consacrava a Maria SS. ma un qualche monumento. Bonifacio IV (608-615) consacrava alla Madre di Dio e alla memoria dei Martiri quel Pantheon che aveva concentrato tutte le mostruosità della idolatria pagana, e dava alla Vergine Santa l'onore di questo trionfo sulle false divinità. 

Giovanni VII (705-707), dopo avere riedificata con singolare magnificenza la Basilica di S. Maria Maggiore, distrutta da un incendio, vi espose la bella Immagine della SS. ma Vergine, che la tradizione attribuiva a S. Luca. E così altri simili atti si compivano con l'intento di mettere la città eterna e i destini della Chiesa sotto il Patrocinio della gran Madre di Dio. E Roma, in grazia del Papato, rimase fedele e corrispose. 

Anche Costantinopoli, per volontà del suo fondatore, era stata posta sotto la protezione della Madre di Dio; e tale pietà fu sempre alimentata dalla Regina S. Elena e poi da Giustiniano. 

Questa città fu ricca di Templi consacrati a Maria SS.PP. Assalita dai barbari, sempre li respinse con tali vittorie che, giustamente, la pietà pubblica le riferiva alla SS. ma Vergine. E' pure noto che il culto Mariano in Costantinopoli veniva espresso sopratutto dalla venerazione ad una celebre Immagine di Maria chiamata Nicopeja, cioè distributrice di vittorie. 

A chi poi ci oppone che intanto là lo scisma continua, rispondiamo che proprio là è tuttora vivo e palpitante un segno ammirabile, che, Iddio ha voluto lasciarvi come pegno di risurrezione, e questo segno è la devozione alla gran Madre di Dio, devozione che dura tuttora; e sarà proprio quella che salverà l'Oriente. 

Del resto poi, non tutti i Vescovi e la parte più eletta del Clero di Costantinopoli aderirono a Fozio. Se la storia ci dice che Fozio perseguitava gli aderenti al Patriarca Ignazio, vuol dire che molti rimasero fedeli alla Chiesa di Roma. Neppure mancarono Santi, Confessori che subirono umiliazioni, ludibri di ogni specie e carceri. Vi furono Martiri, e la Chiesa anziché sconfitta, poté cantare la sua vittoria. In fine, è pure da notarsi che Fozio, nonostante la sua intelligenza e la sua ipocrisia, non riuscì a realizzare il suo superbo intento di opprimere la Chiesa di Roma. 

Anche se la storia non lo dice, è facile intuire, data la grande pietà verso la Madre di Dio, quanto si sarà pregato la Madonna dai fedeli di Costantinopoli perché venisse loro risparmiata una prova così dolorosa...! E Maria trionferà! 

Sia pure stata grande l'impostura di Fozio e degli Imperatori che lo coadiuvarono nell'intento di staccare dalla Chiesa di Gesù Cristo il Patriarcato di Costantinopoli, ma ben più grande sarà la potenza della Madre di Dio nel ricondurre lo stesso Patriarcato all'unità della Chiesa di Roma! 

P. AMADIO M. TINTI DEI SERVI DI MARIA 


Verranno dall'Oriente e dall'Occidente.

 


IL PASTORE SUPREMO


Non ci sarà luogo sulla Terra dove non si sentirà il Mio Annuncio2. Tutti verranno, perché saranno convocati nel Nome di Gesù. Trascinerete le vostre catene, ma sarete puntuali all'appuntamento che avete davanti al Signore. Tutto sarà silenzio quel giorno. Non si sentirà né il pianto del bambino, né il canto della fanciulla, i giovani non danzeranno, né sarà tempo di ridere e sognare in un mondo che sarà convocato nel Nome di Gesù per riunirsi attorno al Pastore3. Il mio gregge4 sarà convocato, riunirò tutte le mie pecore perché è il Giorno del Signore5, il Giorno della Giustizia.

La Giustizia cadrà a fiumi su questa Terra di peccato, piena di immondizia e di ingratitudine verso l'Unico Dio e Signore di tutti gli uomini.

Oh Israele, il tempo sta per compiersi, il tempo si compie. Verrà il tuo Dio, Colui che hai atteso e che non è giunto al tuo cuore perché era pervertito da altri dei e dall'orgoglio dell'idolatria. Sei rimasto cieco pur avendo la Luce davanti ai tuoi occhi. Popolo che aspetti il Salvatore, che è venuto da te e che non hai scoperto6 nel tuo cuore ostinato e perduto: ora è il momento di aprire gli occhi, di aprire il tuo cuore e vedere il tuo Signore. Vedrai il Figlio di Maria7, il Figlio del falegname8 davanti a te e riconoscerai il tuo peccato, la tua ostinazione e la tua cecità; il tuo peccato sarà perdonato con la rugiada della Grazia, quando nel tuo cuore tornerai all'umiltà dei santi profeti, dei santi che hanno vissuto al tuo fianco e hanno riconosciuto il Salvatore di tutti gli uomini che è venuto a te, popolo Mio, ti ha scelto9 tra tutte le nazioni per essere il Suo popolo, per nascere da te10 e versare il Suo Sangue11 nella tua Terra benedetta per disegno del Padre Eterno.

Oh figli, la vostra Salvezza, il Pane della Vita,12 arriva nelle vostre piazze e nelle vostre strade. Tesoro nascosto nel Tabernacolo e nei vostri cuori. Ora lo vedrete in un Giorno di Giustizia come non c'è mai stato e non ci sarà mai. Preparate i vostri cuori perché sto arrivando, sto arrivando a voi in un Giorno di rigore e Misericordia.

Il mondo è arrogante, superbo e presuntuoso, ha tutto a portata di mano ma scarta ciò che è più sacro e santo: il suo Dio. E quel peccato sarà causa di un'intensa purificazione nei vostri cuori, figli, perché nessuno può salvarsi senza la purificazione che richiede la Mia Giustizia13. La purificazione vi guarisce e vi libera, pulisce e restituisce l'abito festivo del vostro battesimo che avete perso per la vostra leggerezza e peccato, ostinazione e concupiscenza.

Non dimenticate il Mio Santo Amore quando vi parlo. Non dimenticate tutti i benefici che vi ho dato nella vostra vita perché un'anima grata riconosce più facilmente, grazie alla sua umiltà, il Datore di tutti i beni.

Accendete le vostre lampade14, avvicinatevi alla porta e aspettate. Guardate il cielo e aspettate. Aspettate lo Sposo delle vostre anime che sta arrivando. Non sprecate il tempo che vi resta, popolo Mio, e mettetevi in cammino perché Io sono vicino, alla porta. Il Giorno della Giustizia sta arrivando, il Giorno dell'Amore e della Misericordia si avvicinano. Indossate i vostri abiti da cerimonia, da festa, e aspettate il momento opportuno, il Giorno stabilito, l'ora fissata per stare davanti allo Sposo delle vostre anime.

Piangete nel silenzio della vostra stanza per i vostri peccati, per le vostre offese all'Amore degli amori, all'Amore delle vostre anime, delle vostre vite, per aver gravemente offeso il Cuore ferito dalla lancia15 del centurione che ha aperto la piaga che salva il mondo.

Non è tardi per cominciare, ma è tardi per aspettare. Comprendete, figli, queste parole che vi dico.

Non ritardate nel compiere tutti i doveri che i vostri santi sacerdoti, illuminati dallo Spirito Santo, vi mettono sul vostro cammino per condurvi a Me. Non diffidate di coloro che sono ai Miei ordini, al Mio servizio, e il Mio Santo Spirito li guida affinché possano guidarvi e condurvi a Me in quel benedetto Giorno di rigore con le vostre anime purificate dal sacramento della Penitenza. Non è tempo di diffidare di coloro che ho posto alla guida delle vostre vite con il bastone e il pastorale che ostentano per il loro ministero. Siate docili e umili e non lasciatevi trascinare dai pensieri freddi e sconsiderati che Satana mette nelle vostre menti per allontanarvi dalla via della salvezza che avete davanti a voi.

Riconoscete il Mio santo sacerdote dalla sua fedeltà ai Miei Comandamenti16 e al Santo Vangelo. Nessuno che corregga o modifichi la Mia Parola può ostentare il Ministero del Buon Pastore17 con voi; non date loro ascolto e non prestate orecchio a chi, ostentando il sacerdozio, vi indichi una via che va contro i Miei Comandamenti e contro la Parola Rivelata.

Il sacerdote santo è indegno di vivere i santi misteri, ma la sua docilità alla Mia Grazia lo rende pastore tra voi. Chi disobbedisce ai Miei Comandamenti e non celebra con la dignità e il rispetto dovuti i Miei Santi Misteri non è pastore, è un lupo tra voi; fuggite da lui e dai suoi insegnamenti.

Riconoscerete il Mio santo Sacerdote dalla sua fedeltà e dal suo timore verso il Dio dell'Universo. Il Mio Santo Corpo nelle sue mani è protetto e custodito fino alla più piccola particella. Il sacerdote irriverente maledice il Mio Nome quando non cura e mette in pericolo18 il Santo Corpo di Cristo, e un giorno il suo peccato lo farà contorcere dal dolore davanti alla Giustizia di Mio Padre.

Non comunicatevi sulla mano perché mettete in pericolo le particelle che si staccano dal Mio Santo Corpo. Comunicatevi in bocca con riverenza e dignità, le vostre anime lavate e purificate nel sacramento della Penitenza. Non distraetevi nella fila della Comunione, non parlate tra voi, preparatevi a ricevere il Signore come figli riconoscenti e immersi nell'immenso mistero della Mia Grazia.

Nessuno sa più del proprio maestro19, ma tutti vi ergate a maestri della legge. No! C'è un solo Maestro e vi ho già detto che la Mia Parola è una e non cambia con il passare del tempo e delle mode.

Non c'è più libertà nell'adattarsi ai tempi, ma solo più peccato.

Siate fedeli, figli, e sopportate il peso del martirio che comporta essere fedeli a queste parole che sono qui scritte per la vostra salvezza. Non preoccupatevi di ciò che diranno, accettate la via del Salvatore20 delle vostre anime, accettate la via del dolore e del martirio.

  Le mode e l'esigenza della mia fedeltà non possono andare insieme, dovete scegliere l'una o l'altra.  

Sarete criticati e maledetti da questo mondo21 perché non vi conformate al suo modo di pensare e di vivere, ma non preoccupatevi, figli miei, perché un giorno la vostra ricompensa sarà grande in Cielo.  

Inginocchiatevi davanti al Santuario. Inginocchiatevi davanti al Mio Santo Corpo, e chi non può, in quel momento faccia un segno di riverenza; figli miei, non tutto è lecito, il male sta attaccando i Sacri Misteri come mai prima d'ora.  

Come potrete stare davanti a Me se ora Mi disprezzate e non Mi guardate nemmeno quando entrate in chiesa? Come potrete stare davanti a Me se non lavate i vostri peccati nel sacramento istituito per liberarvi dal pesante fardello dei peccati della vostra vita?

Vedo file immense nel mondo che si avvicinano per ricevere il Mio Corpo, ma non vedo file immense che aspettano di lavare i propri peccati nel sacramento della Confessione.

Sono qui per te, popolo Mio, per avvertirti del male e del peccato. Non disdegnare le Mie Parole. Ascolta la Mia voce22. E non lasciarti contaminare da coloro che seguono mode e opinioni peccaminose. Vengo a salvarti, a condurti sulla via che porta al Cielo, figlio, ascoltami e non scandalizzarti delle Mie Parole. Ascolta le Mie Parole con il cuore aperto alla Grazia che esse contengono. Un giorno sarai felice di leggere le Mie Parole e di metterle in pratica nella tua vita.

Non scoraggiarti per la resistenza che incontrerai nel mondo nel vivere tutto ciò che ti dico qui. Non scoraggiarti, è la via della croce, abbracciala23 per amore del tuo Dio e Signore.

Il tempo è breve e la via è stretta24, rivestiti delle armi del Mio Spirito Santo25 e non ti scoraggiare, nutriti dell'Unico Pane26 che sazia e conduce alla Vita Eterna.

Non temere le Mie Parole. Altri prima di te le hanno ascoltate e vissute, hanno accettato la via della croce e oggi sono in Cielo per l'eternità.

Non è tardi, ma non c'è tempo per aspettare. Il tempo stringe e dovete mettervi in cammino.

Siate fedeli ai Miei Comandamenti, ve lo ripeto, essi vi conducono al Cielo per la via dell'amore.

Pregate per coloro che vi perseguitano27, per coloro che non comprendono le Mie Parole perché le loro opinioni sono radicate nei loro cuori e seguono le mode e vogliono essere accettati da questo mondo di perdizione.

Non date mai ascolto a chi non segue la Mia Parola, mai, perché vi indica la via della perdizione, non seguite quella via. Siate piccoli, fedeli e semplici28, non c'è maggiore semplicità né maggiore umiltà di quella di chi segue i Miei Comandamenti con gioia, accettando e sottomettendosi in pace alla Mia Parola. Siate come il bambino che guarda il padre e lo ascolta pensando che suo padre sa tutto ciò che gli sta dicendo; non siate come il bambino che diffida di suo padre e mette in discussione ogni parola che sente da lui; un bambino non ha ancora la capacità di ragionare, voi siete bambini, come potete correggere Dio? Eppure lo fate ogni volta che disobbedite alla Mia Parola.

Oh figli, oh popolo Mio, quanto vi amo29. Oggi vi giungono le Mie Parole d'Amore, ascoltatele.

Nessuno che maltratti con indignità e irriverenza il Mio Santo Corpo è degno di entrare in Paradiso per l'eternità. Tutti coloro che amano, curano, proteggono e adorano il Mio Santo Corpo entreranno trionfanti dalle porte del Paradiso per vivere eternamente al fianco del Figlio dell'uomo.

Come potreste stare un'eternità d'amore al mio fianco se in questo mondo mi fate del male e fate soffrire il mio Santo Padre e lo Spirito Santo che abita in voi? Questo è ciò che fate quando non trattate con adorazione e amore il mio Santo Corpo, esponendolo a oltraggi e profanazioni con i vostri comportamenti e le vostre azioni malvagie.

Non è un diritto, è un dono ricevermi nella Santa Comunione. Educate i vostri figli all'amore e alla riverenza al momento della comunione.

Solo chi mi ama sulla Terra mi amerà in Cielo.

Preparatevi come soldati forti31 ad obbedire alle Mie Parole, con il cuore di un bambino che ama e obbedisce al padre.

È tempo di vivere la fede32 con il rigore e la mitezza, la fedeltà e l'amore che dovete al vostro Salvatore.

Il Padre Eterno vi ha dato il Pane della Vita33. Mi consegno a voi, mi metto nelle vostre mani, sono indifeso davanti a voi tante e tante volte, non fatemi del male, perché quel peccato ferisce il Cuore Santo di Mio Padre e ferisce profondamente il Cuore della Madre, che vi guarda dal Cielo e vi dice: "È mio Figlio, il Figlio delle mie viscere, non ferite il suo Corpo Santo. AmateLo come quando Lo tenevo tra le mie braccia".

Amate il Santissimo Corpo del Redentore. Non esponetelo allo scherno e alla profanazione. Amate il vostro Salvatore, alleviate il Suo dolore per tante anime che Lo offendono. Siate voi il rifugio del Mio Santo Cuore in un mondo che Mi ferisce e Mi ferisce senza sosta.

Non seguite le mode, mode che portano all'inferno, seguite la Parola di Dio, che conduce alla Vita Eterna34. Amen. Amen.

Vi aspetto nella Santa Comunione, figli miei, per consolarmi nei vostri cuori e nelle vostre anime. Siate il mio conforto, figli miei, che soffro in molte anime quando mi ricevono nel peccato e con ingratitudine, irriverenza.

Siate il mio conforto, anime del mio Padre. » 

7 OTTOBRE 2016


La carestia e le mortalità delle epidemie saranno uno dei segni precursori della Mia seconda Venuta. Prima che l’ora del mondo cessi, nella Mia Chiesa vi sarà l’Osanna e poi la Passione. Il castigo vi sarà e tremendo. Nel mio breve regno sul mondo sarò Io che regnerò, Io e i resti del mio popolo.

 


Dice Gesù: 

Quando faccio dire a Sofonia che Io porterò via ogni cosa dalla terra, gli faccio profetare ciò che avverrà nella antivigilia del tempo ultimo, quello che poi Io annunciai parlando, adombrato sotto la descrizione della rovina del Tempio e di Gerusalemme, della distruzione del mondo, e ciò che profetò il Prediletto nel suo Apocalisse. 

Le voci si susseguono. Anzi posso dire che, come in un edificio sacro elevato a testimoniare la gloria del Signore, le voci salgono da pinnacolo a pinnacolo, da profeta a profeta antecedente a Cristo, sino al culmine maggiore su cui parla il Verbo durante il suo vivere d’uomo, e poi scendono da pinnacolo a pinnacolo, nei secoli, per bocca dei profeti susseguenti al Cristo. 

È come un concerto che canta le lodi, le volontà, le glorie del Signore, e durerà sino al momento in cui le trombe angeliche aduneranno i morti dei sepolcri e i morti dello spirito, i viventi della terra e i viventi del Cielo, perché si prostrino davanti alla visibile gloria del Signore e odano la parola della Parola di Dio, quella Parola che infiniti hanno respinta o trascurata, disubbidita, schernita, disprezzata, quella Parola che venne: Luce nel mondo, e che il mondo non volle accogliere preferendo le tenebre. 

Io sono il vertice dell’edificio di Dio. Parola più alta e vera della mia non può esserci. Ma il mio Spirito è nella bocca delle “parole” minori, poiché ogni cosa che parla di ciò che è di Dio, è parola ispirata da Dio. 

La carestia e le mortalità delle epidemie saranno uno dei segni precursori della Mia seconda Venuta. 

Punizioni create per punirvi e richiamarvi a Dio opereranno, con la loro dolorosa potenza, una delle selezioni fra i figli di Dio e di Satana. 

La fame data dalle rapine e dalle guerre maledette, volute senza giustificazione di indipendenze nazionali ma per sola ferocia di potere e superbia di demoni in veste d’uomini, data dall’arresto, per volere di Dio, delle leggi cosmiche, per cui il gelo sarà aspro e protratto, per cui il calore sarà bruciante e non mitigato da piogge, per cui le stagioni saranno invertite e avrete siccità nelle stagioni delle piogge e piogge nel tempo della maturazione delle messi, per cui, ingannati da subiti tepori o da insolite frescure, fioriranno fuori tempo le piante e si ricopriranno, dopo aver già generato, gli alberi di nuovi inutili fiori che spossano senza frutto la pianta - poiché ogni disordine è nocivo e conduce a morte, ricordatevelo, o uomini - la fame tormenterà crudelmente questa razza proterva a nemica di Dio. 

Gli animali, privi di fieni e di biade, di grani e di semi, periranno per fame e, per la fame dell’uomo, saranno distrutti senza dar loro tempo di procreare. Uccelli del cielo e pesci delle acque, mandre e greggi, saranno assaliti da ogni parte per dare ai vostri ventri il cibo che la terra non partorirà più per voi che scarsamente. 

Le mortalità create da guerre e da pestilenze, da terremoti e nubifragi, precipiteranno nell’al di là buoni e malvagi. I primi per punizione vostra che, privati dai migliori, sempre più peggiorerete, i secondi per punizione loro che avranno, anzi l’ora prevista, l’inferno per loro dimora. 

La vittima preparata dal Signore per purificare l’altare della Terra profanato dai peccati di idolatria, di lussuria, di odio, di superbia, sarete voi, uomini che perirete a mille e a diecimila sotto la falce aguzza dei fulmini divini. Come erba falciata su un prato in aprile, cadrete gli uni sugli altri: i fiori santi mescolati a quelli velenosi, i morbidi steli mescolati ai pungenti rovi. La mano dei miei angeli sceglierà a separerà i benedetti dai maledetti, portando i primi al Cielo e lasciando i secondi ai tridenti dei demoni per la pastura dell’Inferno. Esser re o mendicanti, sapienti o ignoranti, giovani o vecchi, guerrieri o sacerdoti, non costituirà differenza a baluardo contro la morte. Il castigo vi sarà e tremendo. 

L’occhio di Dio sceglierà i destinati levando le “luci” perché non abbiano più a soffrire della caligine creata dagli uomini congiunti a Satana, levando le “tenebre” generatrici di tenebre perché possedute dal padre delle tenebre: Satana. 

L’occhio di Dio, che penetra nei palazzi, nelle chiese, nelle coscienze - e non c’è sbarrame e non c’è ipocrisia che gli impedisca di vedere - scruterà nel seno della Chiesa: Gerusalemme di ora, scruterà nel seno delle anime e scriverà il singolo decreto per gli ignavi, gli indifferenti, i tiepidi, i ribelli, i traditori, gli omicidi dello spirito, i deicidi. 

No, non pensate che Dio non vi farà né male né bene per le vostre opere. Io ve lo giuro, lo giuro a Me stesso, lo giuro per la mia Giustizia, lo giuro con triplice giuramento, Io vi farò del bene per il bene che farete e del male per il male da voi compiuto. 

Se a voi le immondezze della carne e della vostra vita da bruti vi fanno crosta agli occhi dell’anima per impedirle di vedere Dio, a Dio nulla fa velo. Appesantirò la mia mano su coloro che di essere nel fango si beano e che nel fango vogliono restare nonostante ogni invito e ogni mezzo che do loro per uscirne. 

Diverranno fango nel fango, poiché del fango del peccato fanno il cibo preferito dalla loro fame impura. 

Il giorno si avvicina, figli che avete rinnegato il Padre. Il tempo della Terra è lungo e breve nello stesso tempo. 

Non era ieri forse che godevate di un onesto benessere dato dalla pace e dalle opere pacifiche che dànno pane e lavoro? Non era ieri forse, o voi che vivete in quest’ora tremenda, che godevate la gioia della famiglia non smembrata e distrutta, la gioia dei figli intorno al desco del padre, del talamo: lo sposo presso alla sposa, del padre curvo sui capi dei bimbi come maestro e amico? Ed ora? Dove è tutto ciò? 

Rapido come uccello che vola in lidi lontani, quel tempo è passato. Era ieri... ora vi volgete e vedete che un numero di giorni, che l’orrore moltiplica con la sua sanguigna intensità, ve ne separa. Vi rifugiate nel ricordo, ma cumuli di macerie e distese di tombe vi distruggono la dolcezza del ricordo con la realtà del presente. 

Oh! uomini, uomini che insultate Dio con voci di bocca e di cuore credendovi lecito farlo, udite, uomini, la voce di Dio, straziata e straziante, che già tuona sul mondo poiché non le giova parlarvi per bocca dei suoi servi ed amici, e che vi annuncia l’ira sua, e che vi chiama ancora perché di punirvi ne soffre. 

Prima che la cecità degli spiriti vostri sia totale, venite al Medico e alla Luce. Prima che il sangue sia tanto d’essere lago di morte, venite alla sorgente della Vita. Radunate le vostre misere capacità di amore e volgetele a Dio. L’Amore vi perdonerà per quelle briciole d’amore, avanzo delle rapine della carne e di Satana, che voi offrirete a Lui. 

A Dio vanno date le primizie e la totalità dei beni. Ma posto che questo non avete saputo fare, o figli che mi siete costati la vita, date al Signore grande, pietoso, potente, quello che ancora vi resta. Nella vostra povertà di spirito, povertà non evangelica ma umana, strappatevi dal cuore l’ultimo picciolo, negate alla carne quel resto e datelo a Me. So che a un mio diletto costa meno il sacrificio della vita, poiché l’amore lo inebria, di quanto a voi non costi il sacrificio di un bacio. 

E per il vostro sforzo, sproporzionato all’offerta, vi darò premio sproporzionato al dono. Ve lo darò, purché veniate. 

Chi ben lavorò nell’ultima ora sarà ammesso al Regno come colui che resse l’aratro, fino a cadere su esso, dalla sua aurora alla sua anticipata sera. D’avere dimora diversa in Cielo non vi rammaricherete; là non sono le meschinità delle invidie umane. Ma conquistate questo Cielo che ho creato per voi e che vi ho aperto con la mia morte di Croce. Venite al Signore prima che il Signore venga su voi con la sua maestà di Giudice. 

Riguardo a voi, miei diletti, restate nella via che avete scelta. Turbini e tempeste non potranno farvi perdere la mèta che sono Io, il cui Cuore è aperto per ricevervi col bacio di amore più vivo. Lasciate che cadano regni e popoli, e ciò che ora si crede potente divenga cenere e maceria, e ciò che ora si crede lecito dettare volontà e dottrine divenga polvere stritolata dalla Volontà e dalla Legge di Dio. 

Nel mio breve regno sul mondo sarò Io che regnerò, Io e i resti del mio popolo, ossia i fedeli veri, quelli che non hanno rinnegato Cristo e ricoperto il segno di Cristo con la tiara di Satana. Cadranno allora le bugiarde deità dello strapotere, le dottrine oscene rinneganti Iddio, Signore onnipotente. 

La mia Chiesa, prima che l’ora del mondo cessi, avrà il suo fulgido trionfo. Nulla è diverso nella vita del Corpo Mistico di quanto fu nella vita del Cristo. Vi sarà l’osanna alla vigilia della Passione, l’osanna quando i popoli, presi dal fascino della Divinità, piegheranno il ginocchio davanti al Signore. Poi verrà la Passione della mia Chiesa militante, e infine la gloria della Risurrezione eterna in Cielo. 

O beatitudine di quel giorno in cui saranno finite per sempre le insidie, le vendette, le lotte di questa terra, di Satana, della carne! La mia Chiesa sarà allora composta di veri cristiani. Allora, nel penultimo giorno. Pochi come all’inizio, ma santi come all’inizio. Finirà in santità come in santità cominciò. Fuori resteranno i mentitori, i traditori, gli idolatri. Quelli che all’ultima giornata imiteranno Giuda e venderanno la loro anima a Satana nuocendo al Corpo mistico di Cristo. In essi la Bestia avrà i suoi luogotenenti per la sua ultima guerra. 

E guai a chi in Gerusalemme, negli ultimi tempi, si renderà colpevole di tale peccato. Guai a coloro che in essa sfrutteranno la loro veste per utile umano. Guai a coloro che lasceranno perire i fratelli e trascureranno di fare della Parola che ho loro affidata pane per le anime affamate di Dio. Guai. Fra chi rinnegherà apertamente Iddio e chi lo rinnegherà con le opere, Io non farò differenza. E in verità vi dico, con dolore di Fondatore eccelso, che all’ultima ora tre quarti della mia Chiesa mi rinnegheranno, e li dovrò recidere dal tronco come rami morti e corrotti da lebbra immonda. 

Ma voi che rimarrete in Me, udite la promessa del Cristo. Attendetemi con fedeltà e amore ed Io verrò a voi con tutti i miei doni. Col dono dei doni: Me stesso. Verrò a redimere e a curare. Verrò a illuminare le tenebre, a vincerle e fugarle. Verrò a insegnare agli uomini ad amare e adorare il Dio eterno, il Signore altissimo, il Cristo santo, il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. Verrò a portarvi non la pace di questo mondo, eterno distruttore della Pace, ma la Pace del Regno che non muore. 

Esultate, o miei servi fedeli. Questo vi dice la bocca che non mente. Voi non avrete più a temere di alcun male perché porrò fine al tempo del male, anticiperò questa fine per pietà dei miei benedetti. 

Esultate soprattutto o voi, miei amati di ora. Per voi ancor più sollecito sarà l’avvento del Cristo e il suo abbraccio di gloria. Per voi già si aprono le porte della Città di Dio e ne esce il Salvatore vostro per venirvi incontro e darvi la Vita vera. 

Ancora un poco e per voi verrò. Come per Lazzaro, l’amico mio, Io vi chiamerò uno ad uno: “Vieni fuori!”. Fuori di questa vita della terra che è tomba per lo spirito incarcerato nella carne. Fuori. Nella Vita e nella libertà del Cielo. 

Chiamatemi col vostro amore fedele. Esso sia la vampa che fonde le catene della carne e dà allo spirito la libertà di venire presto a Me. Dite il più bel grido scritto da uomo: “Vieni, Signore Gesù”.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


Affidati a Me

 


Gesù: «Mio amato amico, ti ho insegnato quanto sia necessario affidarti completamente a Me. Ti insegno a mantenere la tua attenzione su di Me, a fare tutto in unione con Me, con completa dipendenza da Me. Ti do la luce per vedere quanto sei forte quando ti arrendi a Me e ti affidi completamente a Me. Ti permetto di partecipare in modo speciale al Mio potere. Aumento notevolmente la tua capacità di fare tante cose al Mio servizio.

Ti attiro nel Mio Cuore e, poiché dipendi completamente da Me, ti permetto di attingere alle ricchezze del Mio Cuore. Diventi sempre più simile a Me. Con un amore sempre più grande ti dedichi al servizio di Dio e del prossimo. Ti permetto anche di renderti conto che la tua crescente dipendenza da Me è proporzionale alla tua crescente dipendenza da Maria, tua Madre. Più vivi la tua consacrazione al suo Cuore donandoti a lei, più lei ti guida a vivere la tua consacrazione al Mio Cuore. Questa consacrazione include e richiede un abbandono e una dipendenza sempre maggiori da Me.

"Racconta al Mio popolo la gioia, la pace e la sicurezza che derivano da questa crescente dipendenza da Me. Di' loro che desidero che vengano ogni giorno al Mio Cuore e si abbandonino a Me. Di' loro di fidarsi di Me e di dipendere da Me per tutti i loro bisogni. Nel Mio grande e ardente amore per loro, Mi prenderò cura di loro nella misura in cui si fideranno di Me e dipenderanno da Me! Oh! Quanto desidero prendermi cura di tutto il Mio popolo! Molti rifiutano il Mio aiuto. A coloro che Mi accettano, do pace, gioia e felicità nella misura in cui si abbandonano a Me e dipendono da Me.

“Io sono il Signore e il Maestro. Desidero che il Mio popolo ascolti le Mie parole e le metta in pratica! Amo il Mio popolo con un amore immenso, e in questo amore gli do questo messaggio!”


Riflessione: Il messaggio di Gesù sopra riportato si collega magnificamente a ciò che Egli ci dice nel Vangelo di Giovanni:

Io sono la vite, voi siete i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla (Giovanni 15:5).

Come sottolinea magnificamente Gesù la nostra totale dipendenza da Lui! Non è sempre facile mettere in pratica questa lezione. Abbiamo una tendenza profondamente radicata a cercare di essere padroni di noi stessi. Abbiamo la tendenza a voler sentire di avere il controllo per poter sentirci sicuri. Gesù ci dice che l'unico vero controllo e sicurezza che abbiamo è permettere a Lui di controllare la nostra vita! Più viviamo questa verità, più ci sentiamo sicuri, perché così viviamo più profondamente nel Cuore amorevole di Gesù!


GESU’ SACRAMENTATO “Le mie vere Ostie…”

 


Amor mio, Gesù, voglio darti, a nome di tutte le creature, amore per chi non Ti ama, lodi per chi Ti disprezza, benedizioni, ringraziamenti, ubbidienza per tutti. Protesto che in qualunque offesa che riceverai, io intendo offrirti tutto me stesso per ripararti, fare l’atto opposto alle offese che le creature Ti fanno e consolarti coi miei baci e continui atti di amore.

Ma vedo che sono troppo misero, ho bisogno di Te per poterti amare e riparare davvero. Perciò, mi unisco alla tua SS. Umanità ed insieme con Te unisco i miei pensieri ai tuoi, per riparare i pensieri cattivi miei e di tutti; la mia bocca alla tua, per riparare le bestemmie e i discorsi cattivi; il mio cuore al tuo, per riparare le tendenze, i desideri e gli affetti cattivi. In una parola, voglio riparare tutto ciò che ripara la tua Santissima Umanità, unendomi all’immensità del tuo Amore per tutti ed al bene immenso che fai a tutti.


Preghiera

 


O Dio, l’Altissimo, Io vengo innanzi al Tuo trono, questa settimana, ad implorare per le anime dei Miei fratelli e sorelle che si rifiutano di riconoscere la Tua esistenza. Ti esorto a riempirli con le Tue grazie, in modo che possano aprire i loro cuori per ascoltare la Tua Parola Santissima. 

Scegliete persone conosciute e comparite innanzi al trono di Mio Padre per salvarle.

 


Mia figlia carissima, il Mio cuore palpita di dolore mentre guardo i Miei preziosi figli che sono ignari dei cambiamenti che li attendono. 

Io li amo così tanto che piango con profonda tristezza quando li vedo andare in giro alla ricerca di Me, pur se impossibilitati. Sanno che c’è un anello mancante nelle loro vite, ma non possono identificarlo. Quell’anello è l’amore. Io sono l’amore. Io sono quello che stanno cercando, ma essi non sanno dove guardare. Eppure Io sto lì ad aspettare ed aspettare pazientemente che loro si rivolgano a me. 

Quanto tempo viene sprecato, figlia Mia. I Miei figli guardano in tutti i posti sbagliati cercando la soddisfazione e la pace che bramano. Ma non saranno in grado di trovarle, a meno che non accettino che solo con l’umiltà troveranno ciò possibile. 

Finché i Miei bambini non si renderanno conto che essi non possono esistere senza l’amore per Mio Padre, Dio l’Altissimo, moriranno vuoti di amore e di pace nei loro cuori. Sono stanco figlia Mia. Se solo quelli che Mi hanno chiuso fuori si rivolgessero a Me. Se solo interrompessero la loro ricerca di potere, denaro e gloria da beni terreni, allora conoscerebbero la verità. 

Ho bisogno che tutti voi, Miei seguaci, continuate a pregare per le anime cieche che si sono perse. Non mollate mai, perché le vostre preghiere saranno presentate innanzi al trono di Mio Padre questa settimana. Per favore, recitate il seguente: 

O Dio, l’Altissimo, Io vengo innanzi al Tuo trono, questa settimana, ad implorare per le anime dei Miei fratelli e sorelle che si rifiutano di riconoscere la Tua esistenza. Ti esorto a riempirli con le Tue grazie, in modo che possano aprire i loro cuori per ascoltare la Tua Parola Santissima. 

Per favore, scegliete quelle anime che vi sono note e che non vogliono conoscere Dio Padre, e mettete i loro nomi innanzi al Padre Mio. Il vostro dono di preghiera sarà premiato con la loro salvezza. Vai ora, Mio esercito, e preparati per la prossima tappa in questa guerra spirituale contro il Maligno. 

Il tuo amato Salvatore, 

Gesù Cristo. 

Regina della Famiglia



Il ruolo di San Giuseppe 

La nona apparizione è quella in cui maggiormente si  manifesta San Giuseppe. È lui il protagonista. Nelle altre apparizioni è presente ma non agisce. Questa lo mostra come l' uomo  non delle parole, ma dei fatti, come ce lo presenta il Vangelo.  Dopo quasi 2000 anni di storia della Chiesa, l'apparizione di  Ghiaie ci ripresenta l'azione di San Giuseppe nella vita del singolo, della famiglia, della Chiesa. È lui che va a prendere chi si  è perduto dietro l'illusione di trovare la libertà e la felicità fuori  di se stesso, lontano dal tempio, dalla famiglia, dalla Chiesa;  che ricompone l'unità della famiglia, reintegrando in essa chi ne  era uscito. È lui che va a cercare chi si era messo a fare del male  a se stesso e a gli altri, che ridona la pace, la felicità all'uomo e  alla famiglia. Il Vangelo dice che il buon pastore, trovata la  pecora smarrita, invece di percuoterla, se la pone sulle spalle.  San Giuseppe si limita a dare al peccatore, raffigurato nel  cavallo, un dolce sguardo di rimprovero. 
Il messaggio di Ghiaie propone l'attualità di San Giuseppe  nella vita dei singoli, della famiglia, della Chiesa, proprio nel  nostro tempo tanto difficile e di generale smarrimento. 
San Giuseppe fu voluto perché fosse l'immagine del  Padre agli occhi del Figlio di Dio e per rendere a noi visibili le  perfezioni di Dio Padre. Soprattutto oggi, in cui non solamente  il ruolo, ma la stessa realtà della paternità sono fortemente compromessi è indispensabile che sia presentata a tutti la presenza  paterna di San Giuseppe. Di questa paternità ha voluto avere  bisogno Gesù; la Chiesa e ogni famiglia hanno bisogno della  paternità di San Giuseppe. 

Severino Bortolan

sabato 14 febbraio 2026

La Presenza visibile del Salvatore – Il grado d’amore

 


Il Ritorno di Cristo


Coloro che Mi cercano, Mi riconosceranno, ovunque Io incontri loro, perché il loro spirito è dal Mio e quindi nulla li separa da Me. Ed Io Sarò fisicamente tra di loro, e la Voce interiore tradirà loro la Mia Presenza. E se poi Mi vorranno servire, allora taceranno, e non Mi annunceranno apertamente, perché Io Sono allora presente soltanto per quel figlio che è legato a Me nell’intimo amore. A questo figlio Io Sarò visibile, ma agli altri nascosto, dato che il loro spirito non Mi ha ancora riconosciuto. Ma l’ora vi rimane segreta, perché è soltanto il grado del vostro amore che Mi porta da ed in mezzo a voi. L’eredità che Io ho dato ai Miei sulla Terra, si deve adempiere fedelmente alla lettera: Mi dovranno poter contemplare sulla Terra, chi Mi porta in sé. Ed ogni parola dalla bocca di un tale figlio testimonierà della Mia Magnificenza, e la sua voce risuonerà chiaramente, quando canta a Me lode ed onore. E quando Io cammino in mezzo a voi, Miei figli, non dovete mai più temere la sofferenza della Terra, perché non la sentite più, quando avete dato uno sguardo nel Mio Occhio di Padre, allora non vi tormenta più la sofferenza terrena. Io vengo dai Miei, per portare loro questa Forza, affinché resistano all’assalto, che irrompe su di loro dall’esterno. Allora il Mio Spirito vi insegna affinché anche voi possiate insegnare, e nutrire ed abbeverare gli affamati ed assetati. Ed ovunque dove siete radunati, per annunciare la Mia Parola, Io partecipo e fortifico coloro, che parlano nel Mio Nome. E così Sono Io Colui Che Si annuncia, attraverso la bocca d’uomo, perché Io Mi scelgo dei combattenti, e chi è disposto a combattere solo con Me e per Me, deve anche ricevere la Forza per poter combattere con la spada della bocca, e la sua lotta sarà di successo, dato che Sono Io, Che lo guido nella lotta. Chi vede Me, non può fare altro che servire Me con tutta l’anima, perciò non teme nemmeno più nessun avversario, poi gli sono lontani paura e scoraggiamento, perché la Mia Immagine gli rimane indelebile nel suo cuore, e da ora in poi Essa gli è di spinta per il massimo sviluppo della sua volontà. Ed il mondo riconoscerà sorpreso la Forza di colui che garantisce per Me, si metterà bensì contro di lui, ma non potrà indebolire la sua volontà. Come combattente coraggioso ora combatte continuamente e conduce molte anime verso la luminosa Eternità, perché queste riconoscono tramite lui la Forza ed il Potere della fede in Me il Salvatore e Redentore del mondo.

Amen

31. agosto 1939

SEGRETI PROIBITI DEL VATICANO! PERCHÉ LO HANNO NASCOSTO AL MONDO INTERO?


 

“Afferrò il dragone, il serpente antico cioè il diavolo, satana e lo incatenò per mille anni”

 



SAN GIOVANNI APOSTOLO APOCALISSE 


“Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo”. (Ap 12,12).

“Afferrò il dragone, il serpente antico cioè il diavolo, satana e lo incatenò per mille anni” (Ap 20,2).

E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli” (Ap 20,10).

“Ma Gesù gli rispose: Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto” (Mt 4,10).

“Ora, se satana scaccia satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno?” (Mt 12,26).

“E vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano” (Mc 1,13).

“Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: Come può satana scacciare satana?” (Mc 3,13).

“Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire” (Mc 3,26).

“Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando l'ascoltano, subito viene satana, e porta via la parola seminata in loro” (Mc 4,15).

“Egli disse: Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore” (Lc \10,18).

“Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl” (Lc 11,18).

“E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott'anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?” (Lc 13,16).

Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici” (Lc 22,3).

“Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano” (Lc 22,31).

“E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: Quello che devi fare fallo al più presto” (Gv 13,27).

“Ma Pietro gli disse: Anania, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno?” (At 5,3).

“Ad aprir loro gli occhi, perché passino dalle tenebre alla luce e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati e l'eredità in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me” (At 26,18).

“Il Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi” (Rm 16,20).

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI


Per implorare la Divina protezione sulla propria casa

 


Dolcissimo mio Gesù, per i meriti delle Vostre Sante Piaghe e per intercessione della Immacolata Vergine Maria, abitate in questa casa ed in tutti i cuori, stabilitevi il Vostro Regno e la Vostra Pace; distruggete col Vostro potere gli ostacoli che si oppongono al Vostro amore, poiché Voi siete il Padrone dei cuori, ne conoscete le miserie e potete purificarli con il Vostro preziosissimo Sangue.


Siate pronti! I giorni che mancano agli eventi sono contati.

 


Apparizione di San Padre Pio 

Lunedì 09.02.2026


Entro nella Casa di Gerusalemme e percepisco una forte santità. È come se Padre Pio pregasse già invisibile con noi. Non solo io provo questa sensazione, ma anche altri oranti. Vedo San Padre Pio e lui mi saluta in privato con le parole:

“Ela, ascoltami e di'...”

All'inizio scambio sempre qualche parola privata con il Padre. Ma questa volta queste brevi parole di Padre Pio con la sua voce originale, come quando era in vita, si sentono anche nella registrazione sul cellulare. Questo possono confermarlo le persone che mi accompagnano. Conserveremo con cura questa registrazione con la voce originale di Padre Pio.

San Padre Pio appare con il Catechismo della Chiesa Cattolica e ci benedice:

"Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Cari amici di Cristo, onorate le Sacre Scritture, il Catechismo della Chiesa Cattolica e vivete nei Sacramenti della Chiesa Cattolica. Ve lo ripeto ancora una volta: in essa vive il Signore, in essa Egli è vivo! Se vi chiedete perché la Santa Madre di Dio Maria, la Santa Vergine, il Signore, gli angeli e i santi appaiano così spesso sulla terra, è perché state per affrontare grandi eventi. Ma non abbiate paura! Il cielo vi chiama alla conversione, alla purificazione dei vostri cuori e io vedo dentro i vostri cuori. Ho avuto questo dono già durante la mia vita terrena. Attraverso il sacramento della Santa Confessione purificate il vostro cuore e vi riconciliate con Gesù, e io vi consiglio di farlo, perché chi vive nella grazia santificante, nei Sacri Sacramenti di nostro Signore Gesù, non ha nulla da temere da ciò che verrà. Ricordate che il Signore non vuole spaventarvi, ma vi ammonisce affinché facciate tutto il possibile per superare questo tempo, e lo supererete nel Signore. Come un padre si prende cura dei suoi figli, così il Signore si prende cura di voi. Come una madre si prende cura dei suoi figli, così la Santa Vergine si prende cura di voi. Quindi abbiate coraggio e vivete la vostra fede! Vivete la vostra fede e non lasciatevi influenzare dall'errore. Non ascoltate la bocca degli uomini, ascoltate ciò che il Signore vi ha annunciato. Il cielo si apre per voi e questa è grazia. Potete accettare o rifiutare questa grazia, sta a voi. Il Signore vi ama infinitamente e vuole salvarvi, vuole avervi con sé e abbracciarvi. Siate pronti! I giorni che mancano agli eventi sono contati. Non abbiate paura, convertitevi e preparate il vostro cuore nei sacramenti della Chiesa di Gesù. Egli vive, ricordatelo! Ah sì, e Satana esprimerà la sua rabbia, come fa ovunque, là dove il cielo si apre. Siate senza paura!"

Il Santo Padre Pio ci benedirà più tardi con il sacerdote.


Regina della Famiglia



Il cavallo esce dalla chiesa e va a calpestare i gigli 

Il cavallo, assieme agli altri animali, prega inginocchiato  in chiesa davanti alla Sacra Famiglia. In questa immagine è  espressa la sottomissione e l'orientamento dell'uomo a Dio. Ma  d'improvviso, il cavallo lascia la preghiera ed esce dalla chiesa.  Quest'immagine indica l'uomo che non riconosce la sua dipendenza da Dio. Questo atto libero della sua volontà produce un  capovolgimento della sua natura, non più orientata a Dio, ma a se  stesso e alla realtà creata. Questo è il peccato: fare a meno di Dio.  È l'affermazione dell'autonomia, dell'autosufficienza dell'uomo.  Dio non è necessario per raggiungere la felicità, anzi ne è un  ostacolo. La rottura con Dio porta alla disarmonia dell'uomo,  alla rottura dei rapporti familiari e sociali. È ciò che si vede  nell'azione del cavallo che calpesta i gigli del campo. Calpestare i  gigli vuol dire perdere la vita divina; fare crescere le piante  velenose dei vizi, dove prima vi erano i fiori delle virtù teologali  e morali; distruggere la vita nella natura, soprattutto la vita  umana, i bambini che non sono ancora nati e vengono uccisi  dalle loro madri. Calpestare i gigli vuol dire uccidere i bambini  già venuti alla luce; infliggere loro violenze inaudite, spesso  anche tra le pareti domestiche; sfruttarli come merce per  divertimenti disumani e per guadagni disonesti; violare la loro  innocenza e la loro dignità di figli di Dio. 
Il cavallo è il simbolo del peccato, del peccatore, ma può  essere visto anche come personificazione di filosofie: idealismo,  materialismo, ateismo; ideologie: nazismo, comunismo; sette:  massoneria, testimoni di Geova, Hare Krisna, scientology, new  age, occultismo, spiritismo, satanismo. 
Il cavallo è anche figura della sessualità disordinata. Nella  nostra società secolarizzata, la cosidetta libertà sessuale è considerata una esigenza naturale, perché se gli istinti e le passioni  fanno parte della nostra natura, quando si seguono ci si comporta  secondo natura. E poi, si dice: bisogna adattarsi ai tempi, aggiornarsi, non essere schiavi dei tabù e dei pregiudizi. Il  disordine sessuale, invece, rende schiava la volontà, impedisce  un amore autentico e stabile e rovina la famiglia. 

Severino Bortolan