sabato 13 giugno 2026

“Oh carne, e voi, mie membra, nelle quali ho la mia abitazione, io mi rallegro di cuore di essere stata messa in voi, perché se voi sarete sempre d’accordo con me, mi porterete voi all’eterna ricompensa”.

 


ILDEGARDA  DI  BINGEN


Il movimento dell’anima ragionevole è l’opera del corpo con i suoi sensi, perché, dice Ildegarda,“Tutto l’uomo è, anima e corpo. Il corpo e i sensi del corpo devono muoversi in pieno accordo con l’anima, perché l’anima riceve dal corpo le sensazioni e non può fare a meno del corpo nel tradurre queste sensazioni in pensieri intellettualmente o spiritualmente e il corpo può realizzarsi soltanto se è sollecitato dall’anima. In questo modo vanno in pieno accordo con tutte le loro forze e danno luce sia in alto che in basso. Tutto l’uomo viene illuminato in ogni sua opera se agisce concordemente, anima e corpo. Questo è l’ottimo stile di vita dell’uomo che in verità è ben educato”. Riflettendo su quello che Ildegarda dice sul rapporto tra l’anima e il corpo, notiamo che, secondo lei, il corpo non solo prende parte al movimento dell’anima, con la quale è in rapporto, ma pure si sente partecipe di una responsabilità comune. La natura è indifferente all’anima, ma il corpo, no.

“Se l’anima non avesse questa conoscenza del bene e del male, questo ordine di valori non si manifestasse negli ambiti corporei, allora il corpo sarebbe uno strumento messo a disposizione del piacere. Sarebbe come un soffietto con il quale il fabbro non può incominciare il suo lavoro”.

Il corpo non è un semplice strumento, esso è in rapporto con l’anima e deve essere in accordo con l’anima. Se il corpo agisse di per sé, come uno strumento, non ci sarebbe più l’uomo. Abbiamo parlato della malattia, quando la reazione affettiva comincia, opera di un momento, e poi continua a mettere in movimento tutto l’organismo. La melanconia è il sostrato di ogni affezione patologica all’interno dell’organismo. Nella costituzione degli umori, l’uomo non è più capace di reggere il suo corpo. Ogni cambiamento porta con sé un intimo malcontento e con questo fa crescere il male.

Questa intima discordia, questo malumore, è il fondamento dell’affezione fisica, come anche di un danno spirituale. L’uomo allora ondeggia, tra l’incertezza e la fiducia, ha le sue ore improduttive e a volte poi riprende il coraggio. Ma la situazione affettiva del momento può produrre una disposizione, sia positiva che negativa. Ad esempio, qualcosa è mal riuscita: l’uomo si deprime, s’irrita e senza accorgersene, quasi, s’irrita di più. Nel corso di questo movimento affettivo, perde il suo equilibrio biologico, se non riesce a dominarsi e la sua situazione. Se continuano le condizioni che possono aumentare la sua eccitazione, il suo stato peggiora sempre di più.

Quando le emozioni agiscono in lui, trovano la strada al fegato e al cuore, per lasciarvi i loro stimoli e questi a loro volta rivolgono ai vari organi specifici e il circolo vizioso continua. La reazione iniziata viene mantenuta da stimoli esterni; da riguardi sociali, può essere mitigata, può essere soffocata, stimolata di nuovo dall’esterno e così avanti, se non si riesce a fermarsi al primo momento. Poi, si arriva allo stato della malattia o della depressione, e allora la via di ritorno riesce difficile. La persona può riprendere la padronanza di sé,  stabilizzarsi psichicamente, ma con grande difficoltà. Per questo è sempre meglio cominciare subito a porre un freno. Ildegarda dimostra  con saggezza e con acutezza come e con quali fasi si svolga il processo patologico. Per lei questo processo non è considerato come un avvenimento, semplicemente come qualcosa che accade, ma come un’omissione: andava fatto qualcosa che si è rifiutato di fare. È un rifiuto, un’azione mal riuscita. Questo velo di tristezza, quasi una nebbia, che avvolge il cuore, stimola l’umore bilioso, la bile attacca il cervello e provoca la confusione della coscienza.

Si depositano sugli organi della digestione, mettono sottosopra le viscere, e così l’uomo è attaccato dal capo ai piedi. Egli non si riconosce più e fa cose di cui non si può più dire responsabile.

Tuttavia, una tale situazione succede solo se ci si lascia andare. Ildegarda insiste che bisogna avere dominio su se stessi. Un dominio che non deve essere violento, perché non si deve fare nulla con violenza, ma con dolcezza e ragionevolmente. Bisogna persuadersi, se si è capaci di farlo, che è un bene. Può verificarsi anche il contrario, che un organo sia malato: questo fatto mette in azione la parte intellettuale, spirituale, ma anche qui il rimedio è sempre lo stesso. Non è un rimedio che si possa acquistare da qualche parte, è un rimedio che dobbiamo trovare in noi stessi. Ildegarda ci mostra come gli affetti sono profondamente implicati nell’apparato del corpo e nel macchinario della corporeità e l’interpreta in maniera del tutto positiva, come lo dimostra il canto dell’anima alla carne: “Oh carne, e voi, mie membra, nelle quali ho la mia abitazione, io mi rallegro di cuore di essere stata messa in voi, perché se voi sarete sempre d’accordo con me, mi porterete voi all’eterna ricompensa”.

Sr. ANGELA CARLEVARIS osb


OPERA DEI "TABERNACOLI VIVENTI"

 


Il grande dono di Gesù agli uomini d'oggi tramite Vera Grita


8-V-1968 Gesù. Per te, figlia mia, si sono Padre, ed ho pena per te che sei la mia creatura. Io voglio renderti felice, tanto felice nel mio Regno. È bene per ora che tu soffra le agonie del mio Cuore; che tu condivida con Me il dolore causato dal peccato. Ora devi soffrire per te stessa, per la purificazione della tua anima. Domani soffrirai le stesse sofferenze per altre anime. Ma allora sarai più forte, e saprai vedere, pur tra le croci e le aridità, il mio Volto. Asseconda la Grazia perché Io sono per te, soprattutto, Padre. Perché a te parlo, e ad altre anime, anche se belle e pure, non parlo? Io sono venuto per i poveri, per i malati, per i peccatori. C'è un punto dal quale tu ti senta esclusa? Sei povera, sei malata, sei peccatrice. Il mio Amore è così immenso, che ha cercato in questo mondo piagato chi era più bisognoso delle mie Cure. Io sono il Medico della tua anima: voglio curarla! Io sono ricco, e voglio farti partecipe delle mie Ricchezze, dei miei Doni, poiché tu non hai nulla. Io sono la Vittima Santa che può cancellare le tue colpe col mio stesso Sangue. Ora sai perché ho cercato te senza alcun merito da parte tua, e tutto ti è stato dato e ti si dà per dono gratuito. Io ti affido alla mia Mamma. Ti porterò a Lei sempre più vicino, e tu, Vera, tu, figlia mia, amami e confida in Me: impara a fidarti di Me. Io non ti inganno perché queste parole scorrono dal fiume della mia Grazia. La mia Opera sorgerà: Io te lo prometto. Arriverà in ogni parte del mondo, perché fa parte della mia Redenzione: perché è la Volontà. Nel riposo custodirò la tua anima come un Padre la sua creatura. Ora Gesù è con te: riposa anima mia; povera e piccola! Sono con te: non ti lascio in questo mese, perché Io so sempre obbedire alla mia Mamma. Io ti mando a Lei, e Lei ti dà Me. Amala, amala molto; onorala, falla conoscere e amare. Ella ti amerà di più. Io ti benedico dalla Croce, dal S. Tabernacolo, dalla mano del Sacerdote, perché tu venga a Me.


Figlia Mia, non vivi per te stessa, ma per le anime.

 


LA MISERICORDIA DIVINA NELLA MIA ANIMA 


23.1.1937.

 Oggi non ho avuto voglia di scrivere. All'improvviso udii nell'anima una voce: 

«Figlia Mia, non vivi per te stessa, ma per le anime. Scrivi per il loro bene. Sai che è la Mia volontà, per quanto riguarda lo scrivere, già più volte i confessori te l'hanno confermata. Tu sai ciò che Mi è più gradito e se hai qualche dubbio sulle Mie parole sai a chi devi rivolgerti. Gli do lumi, affinché giudichi la Mia causa e il Mio occhio lo protegge. 

Figlia Mia, di fronte a lui devi essere come una bambina, piena di semplicità e di sincerità. Anteponi la sua opinione a tutte le Mie richieste. Egli ti guiderà secondo il Mio volere. Se non ti permette di attuare le Mie richieste, stai tranquilla: non ne farò una questione con te. Questa faccenda rimarrà fra Me e lui; tu devi obbedire».

 Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska 


Per ottenere una grazia speciale

 


Richiesta:

Ammirabile sant’Antonio, glorioso per fama di miracoli e per predilezione di Gesù, venuto in sembianze di bambino a riposare tra le tue braccia, ottienimi dalla sua bontà la grazia che desidero ardentemente nell’interno del mio cuore. Tu, così pietoso verso i miseri peccatori, non badare ai miei demeriti, ma alla gloria di Dio, che sarà ancora una volta esaltata da te a e alla mia salvezza eterna, non disgiunta dalla richiesta che ora sollecito vivamente.

(Si dica la grazia che si ha nel cuore)

Della mia gratitudine, ti sia pegno la mia carità verso i bisognosi con i quali, per grazia di Gesù redentore e per la tua intercessione, mi sia dato entrare nel regno dei cieli.

Amen.


AMICI E CORREDENTORI

 


Confidenze di Gesù ad un Sacerdote 


Ti ho detto che ogni cosa mi appartiene: il mondo visibile ed invisibile. Tutto e tutti mi appartengono, tutto è stato fatto per mezzo di Me, e senza di Me nulla è stato fatto di ciò che esiste. Ma in modo tutto particolare, come ti ho già manifestato, mi appartengono i miei sacerdoti. I sacerdoti sono i miei corredentori; investiti di poteri misteriosi e soprannaturali, debbono tenere con Me rapporti di grande intimità. Non servi ma amici vi chiamo.  

Figlio mio, sono pochi i sacerdoti che hanno compreso la portata di questo dono, della mia reale amicizia. Sono pochi perciò i sacerdoti consapevolmente responsabili della necessaria e insostituibile solidarietà di fede e di amore che deve intercorrere tra Me Maestro e Salvatore e loro miei amici e corredentori. Sono pochi quelli che hanno compreso che tra Me e loro deve esserci uno scambio reciproco di forze e di energie. Io mi dono interamente a loro, ed essi dovrebbero donarsi esclusivamente a Me. Se viene a mancare questo interscambio assolutamente essenziale e insosti-tuibile, si ha la morte spirituale dei miei ministri; e morte vuol dire putredine che contagia e perde le anime. Molti non sembrano rendersi conto delle conseguenze che ne derivano. 

Interrotta la linfa vitale, il mio ministro, da amico mio e corredentore diventa alleato di Satana, diventa come un demonio e dei demoni compie le gesta. L'insensibilità di molti miei ministri dinnanzi allo scandalo del rifiuto di Dio, dinnanzi allo scandalo della apostasia universalizzata, la passività con cui essi assistono alla perdizione di tante anime, sono veramente una lacerante ferita al mio Cuore misericordioso. Tu mi dirai che molti si muovono. Si agitano, ma non si muovono nella direzione giusta! Almeno sentissero il bisogno di chiedermi la loro conversione, che non nego a nessuno di coloro che la chiedono con sentimento di fede viva e di sincera umiltà. 

 Non mi amano 

É ben vero che non mancano santi sacerdoti, ma sono pochi. Mancano bravi confessori e direttori spirituali. Figlio mio, potessi farti comprendere a fondo quante anime sono appena vive, vivacchiando come piante ammalate; ingialliscono per mancanza di illuminata direzione spirituale. Perfino nei conventi, tra le anime consacrate, manca una valida direzione spirituale. Vi sono anime che se fossero ben dirette, avrebbero raggiunto i più alti livelli della santità. 

Qui non diligit manet in morte. 

Molti miei sacerdoti sono nella morte perché non mi amano, perché non hanno voluto conoscermi. 

S. Giovanni dice: "Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto".  

Ma che non mi accolgano nel loro cuore i miei prediletti, questo, figlio mio, è peccato enorme. Che all'amore si risponda con la freddezza e con l'ingiustizia, è una ferita grande che viene incessantemente inferta al mio Cuore misericordioso. Fui scacciato quando ero ancora nel seno materno. Continuo ad essere cacciato via dai miei ministri, prescelti con amore infinito. Per dignità e potenza i miei sacerdoti li ho posti al di sopra delle stesse schiere angeliche. Mi sono affidato al loro arbitrio. Io ho concesso a loro il potere divino di rimettere i peccati, di transustanziare il pane e il vino, nel mio Corpo, nel mio Sangue, Anima e Divinità.  

Chi poteva supporre che il mio amore fosse arrivato a tanto? Figlio mio, amami tanto da riparare così mostruosa ingratitudine: donami tutto te stesso, con quello che hai, con quello che sei. Ripara, figlio, ripara per gli innumerevoli Giuda che quotidianamente mi tradiscono. 

 Accetta di soffrire 

Vagano i miei ministri nell'oscurità, ignorando colpevolmente ciò a cui vanno incontro. Non hanno raccolto, con cosciente responsabilità, i numerosissimi interventi della Madre mia. Dovevano, con chiarezza inequivocabile, rendere edotti i fedeli. Invece! Presunzione, orgoglio, rispetto umano, incredulità li hanno acciecati. Quale emorragia di anime consacrate! 

Quanti Giuda vi saranno ancora! Quanto sangue, quanto sangue sarà versato... Quanto tempo hanno avuto, a quanti avvenimenti hanno assistito! La rivoluzione spagnola, la persecuzione nei paesi dove impera il comunismo, non hanno servito a nulla o ben poco. La crisi di fede li ha materializzati a tal punto che non pochi hanno perfino perduto il senso cristiano della vita. Come possono questi miei sacerdoti, che nonostante tutto Io voglio salvi, addestrare le anime contro Satana, se essi di Satana sono diventati zimbelli? 

Hanno ignorato i ripetuti richiami del mio Vicario sulla terra. Non amano il mio Vicario e come potrebbero educare le anime all'amore del mio Vicario, all'amore mio? 

Figlio, quale desolazione! Prega, ripara, accetta di soffrire per la salvezza di questi miei ministri. 

Ti benedico, figlio mio, voglimi bene. 

26 agosto 1975 

Don Ottavio Michelini


VANITÀ DEL CONFLITTO

 


Ciò che Dio ha unito


VANITÀ DEL CONFLITTO


Il conflitto umano è necessario e fecondo perché l'uomo si trova diviso. Ma, per quanto profondo possa essere questo dualismo interiore, non è meno certo che l'uomo è un essere unico e che, spinto oltre certi limiti, eretto in assoluto, il conflitto tra lo spirito e la vita annulla l'unità comune dello spirito e della vita. L'uomo è indissolubilmente vita e spirito: qualsiasi opzione eccessivamente brutale a favore di uno di questi elementi è disumana.

«Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque». Lo spirito dell'uomo fluttua sopra le acque della sua vitalità, e se le acque si agitano, la barca dello spirito corre il rischio di essere trascinata e fatta a pezzi. E questo pericolo giustifica i costumi ascetici che, in sé, non hanno altro obiettivo se non rendere navigabili allo spirito le acque della vita. Tutta la parola ascetismo nel suo senso molto generale di controllo rigoroso della vita sensibile da parte dell'elemento spirituale: sotto questo punto di vista, è possibile affermare che tutte le grandi forme della cultura umana poggiano su basi ascetiche.

Ma una cosa è contenere un fiume nel suo letto, e un'altra è seccarlo. L'ascetismo che, per meschinità o per orgoglio, si convertisse nel fine stesso e si mutasse in odio verso la vita, lavorerebbe per questo stesso motivo a detrimento dello spirito. Le acque che, troppo alte, portano la barca al naufragio, quando basse, la fanno incagliare nella sabbia.

Alla base di molti ideali spirituali, sussiste di fatto un profondo misconoscimento di due caratteristiche essenziali della vita sensibile: la complessità e il mutamento. Ci sono sistemi di morale che si riducono a un'usurpazione pericolosa dell'idea pura (direi dell'idea fissa – non è per caso che questo termine possieda nel linguaggio corrente quel significato poco lusinghiero che gli conosciamo) nel dominio della vita e dell'azione umana. Fanno dell'uomo una semplicità e un'immobilità di essenza, schiacciano il fluire della vita sotto un'eternità morta. Basta pensare alla morale stoica dell'atarassia, alla morale cristiana delle beatitudini, alla morale dell'onestà del secolo XIX, ecc. In questi sistemi, l'uomo non ha più il diritto di cambiare, non ha neppure il diritto di lanciare uno sguardo alle sue spalle mentre cammina: gli impongono, allo stesso tempo, giogo e paraocchi! È necessario che tutte le cose, nella sua vita multipla e piena di movimento, si appaghino di fronte a un principio astratto, esistente una volta per sempre; è necessario, secondo Racine, che «i suoi giuramenti occupino il posto dell'amore». Lo spirito (spiritus promptus...) va avanti: la vita lo segue come può o rimane a metà strada! Tali sistemi di morale ammettono il dovere di fedeltà: non danno la minima importanza a quella necessità di rinnovamento e di espansione che tutta la natura terrena racchiude in sé e che assicura, in parte, la freschezza e l'originalità dell'essere vivente. Ma lo spirito, al congelare la vita, si congela esso stesso, e l'eternità che, invece di integrare in sé il divenire, tende a ucciderlo, non è quell'eternità viva che illumina il tempo. È un'astrazione, una finzione... C'è, tuttavia, una cosa peggiore dell'oppressione e della meccanizzazione della vita da parte dello spirito (che inevitabilmente provocano, per reazione, il formalismo dello spirito): è la falsificazione dei valori spirituali, la contaminazione dello spirito da parte delle energie vitali represse. I costumi, i valori che rifiutano alla carne e all'io individuale i loro diritti legittimi, non si limitano a sterilizzare la vita: la pervertono. La vita, così compressa, non dispera, non si trasforma in ruggine, ma inganna lo spirito, si fa passare per spirito, e riappare insidiosamente sotto la maschera di valori superiori. Questa falsificazione è stata denunciata in tutti i tempi dai moralisti come un effetto della miseria dell'uomo: ma io preferisco vedere in essa il fuoco delle ambizioni deluse di questo essere miserabile. Non diventiamo falsari solo perché siamo poveri, ma soprattutto perché, essendo poveri, pretendiamo di essere ricchi.

Esistono ormai da tempo affetti e rapporti sociali che rappresentano e reagiscono a livello delle cose "vergognose" sentimenti tanto elementari come l'istinto sessuale o l'attaccamento alla vita: è naturale che questi sentimenti, da un lato indecifrabili e dall'altro privati della loro espressione normale, si travestano, per raggiungere i loro fini, rivestendosi dell'ideale che li condanna. Un'eroina di Corneille, avvolta in un'atmosfera morale che permetteva solo di respirare preoccupazioni politiche, sapendo che colui che ama sposerà un'altra, dichiara, per spiegare il sospiro che la notizia le strappa:

L'immagine dell'Impero in mani così giovani mi ha strappato questo sospiro per lo Stato che piango.

Ma non per riconoscere una debolezza questa adattazione "impura" della passione all'ideale, della vita allo spirito:

Per l'interesse pubblico, raramente si sospira, a meno che qualche tormento segreto non vi mescoli il suo martirio; l'uno si nasconde sotto l'altro, producendo un falso splendore, e mai, alla tua età, si lamenta lo Stato.

Non è necessario invocare, a sostegno della nostra tesi, tanti ideali di purezza angelica impregnati di libido, tanti miti politici veramente fondati sul puro spirito collettivo, e spudoratamente sul peggiore degli egoismi individuali. Questa ipocrisia spontanea - questa prostituzione inconsciente dello spirito e dei valori nobili - costituisce la trama del romanticismo in tutte le sue forme. Il romanticismo, sia in ordine estetico, sia in politica o religione, si caratterizza sempre per una confusione malsana delle realtà vitali e delle realtà spirituali, delle cose della terra e delle cose del cielo. E questa confusione si produce sempre sotto il velo del più elevato ideale. È il romanticismo che è confusione, dice Goethe. Ma la menzogna romantica non sorge per generazione spontanea: sempre la vedremo preceduta e preparata da una falsa concezione delle relazioni tra lo spirito e la vita, da un falso eroismo o da un falso idealismo. Dietro la pudicizia di un Rousseau, c'è la rigidità disumana di un Calvino. Ecco, infatti, il passo in falso di tutti gli spiritualismi esagerati: si pretende di soffocare o reprimere la vita sana, e così la vita diventa malata, e questa vita malata corrompe e sconvolge lo spirito. Gli ideali troppo attivi per essere in concorrenza con la terra e la carne si degradano fino a convertirsi in tentatori e passaporti al servizio della terra e della carne: mai lo spirito si trova così vicino a diventare schiavo della vita come quando si converte in suo tiranno, dominandola.

D'altra parte, è fuori di dubbio che i sistemi di morale e le culture che attribuiscono un rilievo sproporzionato ai valori spirituali e conferiscono loro una dignità quasi autonoma, favoriscono la menzogna interiore. È certo che, in sé, le cose dello spirito sono superiori in realtà e in profondità alle cose della vita: è meglio e più vero essere un grande poeta, che un buon operaio; e la vocazione di una vergine consacrata a Dio è molto superiore a quella della migliore madre di famiglia. Ma i valori vitali hanno il vantaggio di essere sinceri: per esempio, non è in alcun modo possibile che un uomo normale alimenti illusioni (e le trasmetta ad altri) sul grado della sua forza e destrezza fisiche: in questa materia, i criteri di valutazione sono così facili e così precisi! Non succede lo stesso con i valori spirituali: poiché sono immateriali e si sviluppano in gran parte nell'invisibile, sfuggono a ogni controllo rigoroso e molte volte anche a ogni controllo obiettivo. Un cattivo poeta può giudicarsi un genio sconosciuto, ma nessun nano si considera un colosso ignorato! Quanto più elevata è un'attività umana, tanto più difficile è "conoscerla dai suoi frutti", tanto misteriosi e lontani essi sono... Ma chi dice difficoltà di controllo, dice anche invito alla frode. La grande tragedia dei più alti valori umani è che sono facilmente falsificabili. È per questo che molti uomini la cui impotenza o mediocrità si denuncerebbero in un'attività sociale ordinaria si valgono della soluzione naturale di rifugiarsi, per compensazione, nel servizio di idee speciose: così, già la loro inferiorità non è suscettibile di verifica immediata, ed è loro possibile - caso possiedano il dono di esprimere realtà che non vivono - ottenere brillanti successi passeggeri.

Un cattivo carpentiere può prosperare nel suo mestiere, ma un cattivo filosofo, un falso mistico possono ingannare gli uomini sul loro valore e brillare esteriormente, cosa che si verifica tutti i giorni. È normale, inoltre, che per l'uomo per il quale le realtà spirituali, invece di essere oggetto di una intuizione oggettiva, sono apprezzabili solo attraverso i sensi – i valori più nobili siano anche i più vulnerabili alla menzogna. È una delle numerose debolezze dello spirito incarnato, che ha suscitato, parallelamente ai fallimenti dell'ideale, una legione di "smascheratori" che hanno portato la reazione contro la menzogna dello spirito all'estremo di contestare l'esistenza e la dignità dei valori spirituali.

Ma il conflitto vita-spirito non si risolve necessariamente a favore dello spirito. Si arriva anche al risultato che questi due si attraggono l'un l'altro come il giorno e la notte, cosicché l'uomo si decide per la vita contro lo spirito. I miti del ritorno assoluto alla vita e alla natura sono sempre fioriti in tutte le epoche, e più di quanto si creda ai nostri giorni.

Uno dei più antichi sogni dell'uomo è stato quello di liberarsi dei suoi doveri, ideali e promesse per abbandonarsi al ritmo della buona vita cosmica. Per me, gran parte della letteratura contemporanea gravita intorno a questo tema. La legge dell'unità e dell'interdipendenza tra spirito e vita interviene anche qui. Farci bestie non ci favorisce più che farci angeli: siamo uomini. E le pretese autarchiche dei valori vitali hanno il loro esito fatale nella falsificazione dei valori vitali.

Lo spirito che si pretende eliminare in nome della vita scivola fino al cuore della vita e la avvelena. Coloro che tentano di umiliare l'uomo riescono solo a seppellirgli la testa nelle viscere, a farlo pensare con le viscere. Se osserviamo da vicino la vita dei nemici dello spirito e dei valori morali e intellettuali, immediatamente comprenderemo che il motivo profondo della loro rivolta non è la vita intesa nella sua semplicità animale, è sempre lo spirito—uno spirito vergognoso, camuffato, che cerca se stesso attraverso la carne e i sensi. La rivolta della vita contro lo spirito si converte nella rivolta dello spirito contro se stesso.

Deluso dal falso spiritualismo, lo spirito fa ricadere sulle cose sensibili la sua sete di dominio e di sapere: gioca la carta della vita! Quanti uomini non desiderano il frutto proibito, non perché sia dolce (ciò che è biologicamente certo), ma perché è proibito! Più che di attrazione vitale, i loro peccati nascono da curiosità spirituale. Non sono illogici né amorali, come pretendono; costruiscono, sotto il manto della vita, della natura, della voluttuosità, una contro-logica e una contro-morale. Sono più convenzionali nelle loro rivolte delle convenzioni che attaccano. Ci sarà cosa più bassa e più prevedibile dei loro capricci, o meno fantasiosa delle loro fantasie? Sono convenzionalmente spontanei, artificialmente naturali. La loro ultima maschera è di essere più freddi, per citare un esempio, il cui pan-sessualismo non è altro che l'espressione dottrinale dell'ipetrofia sessuale dell'uomo moderno, non ha descritto l'istinto sessuale come tale: quella sessualità che, secondo lui, regge l'uomo, appare totalmente imbevuta di logica degradata e camuffata. Proust poté vedere, con ragione, nella sua opera, un'urgente tentativo di razionalizzazione dell'istinto.

In questo modo, il conflitto lasciato a se stesso genera l'impurità e la menzogna. Lo spirito e la vita sono fatti per essere uno e distinti. Separarli è mescolarli. L'unità amica si vendica con la confusione: la carne repressa riappare sotto la maschera dello spirito; lo spirito messo da parte riappare sotto la maschera della vita.

C'è, nel Vangelo, un'espressione che può essere interpretata come la condanna delle lotte ingloriose tra lo spirito e la vita: «Che l'uomo non separi ciò che Dio ha unito».

GUSTAVE THIBON 


Oggi vi affido il compito di perdonare coloro che appesantiscono il vostro cuore e io guardo nei vostri cuori.

 


Apparizione del Re della Misericordia il 25 maggio 2026


Sopra di noi aleggia una grande sfera di luce dorata, accompagnata da sette sfere di luce più piccole. La grande sfera dorata si apre e una luce meravigliosa scende su di noi. Il Re della Misericordia viene da noi nelle sembianze di un praghese: indossa la Sua grande corona regale dorata con una croce di rubini sulla sommità, ha capelli castano-scuri, corti e ricci, e occhi blu. Nella mano destra tiene il Suo grande scettro dorato e nella sinistra la Vulgata, la Sacra Scrittura. Il Re della Misericordia è vestito con una tunica blu scuro e un mantello di broccato dorato con tralci di fiori rossastri. Il broccato dorato è più elaborato nel mantello del Re celeste rispetto ai tralci di fiori rossastri. Ora le sfere di luce più piccole si aprono e da esse escono sette angeli santi in vesti bianche splendenti. Prendono il mantello regale e lo stendono su di noi e siamo tutti al riparo sotto di esso, anche le persone in lontananza che pensano al Re della Misericordia. Dal mantello regale disteso, molte piccole fiamme dorate, grandi circa 10 cm, fluttuano verso di noi e vedo come fluttuano anche in lontananza. Poi gli angeli santi ripongono nuovamente il mantello regale e si inginocchiano davanti al Re della Misericordia. Il Re della Misericordia ci dice:

«Nel nome del Padre e del Figlio – che sono Io – e dello Spirito Santo. Amen.»

Il Re della Misericordia si avvicina a noi e aleggia sopra i bambini. Egli dice:

«Quanto mi rallegro per i bambini che Mi cercano con il cuore! Guardate, vengo da voi anch’Io come un bambino, perché i vostri cuori Mi sono cari e ascolto ogni vostra preghiera!»

Il Re della Misericordia prende il Suo scettro d’oro e lo inclina sui bambini, fa il segno della croce e dice:

«Rispettate il cuore dei bambini e modellate i vostri cuori sul loro! Guardate nella Sacra Scrittura, che è la Parola di Dio. Lì vedrete e leggerete anche quanto Io ami i bambini. Nella Sacra Scrittura troverete anche il giovane che fuggì nel giardino del Getsemani, vestito solo di un telo di lino. Questo era l’evangelista Marco.» (Nota personale: Vangelo di Marco, cfr. Mc 14, 51-52. Solo lì si trova questo testo.)

Il Signore mi fa notare che nella Sacra Scrittura non è menzionato che questo giovane fosse l’evangelista Marco.

«Un tempo le mura vi proteggevano da ogni attacco. Guardate, nella tribolazione vi protegge la fiducia in Dio, Mio Padre, e la preghiera al Preziosissimo Sangue sia il vostro rifugio. Chi confida in Me, Io lo proteggerò. Non confidate in nessun salvatore terreno, riponete tutta la vostra fiducia nel Mio Sacro Cuore!»

Vedo il Suo Cuore che pulsa vivacemente sul Suo petto, con una fiamma sopra il cuore e una croce. Il Re celeste dice:

«Un tempo vi proteggevano le mura, le mura delle fortezze, ma negli ultimi tempi questa protezione sarà la fiducia che riponete in Me. Perciò vivete in Me, nei Sacri Sacramenti della Mia Chiesa, nella grazia santificante, e Io vi guiderò attraverso questo tempo: attraverso tutte le piaghe e i giudizi punitivi che verranno. Non spetta a voi conoscere i tempi, ma Io sono con voi e vi esorto e vi dico ciò che dovete fare. Coloro invece che non cercano la conversione e il ritorno a Me, rifiutano la grazia. Pregate per loro!»


Ora la Vulgata, la Sacra Scrittura, si apre nelle mani del Re della Misericordia e vi leggo, dal libro di Isaia, il passo: Is 26,1 - Is 27,1:

26,1 In quel giorno si canterà questo canto nel paese di Giuda:

Abbiamo una città forte. / Egli erige mura e bastioni per la salvezza.

2 Aprite le porte, / affinché entri una nazione giusta, / che osserva la fedeltà.

3 A chi ha il cuore saldo tu concedi la pace, sì, la pace, / perché egli confida in te.

4 Confidate sempre nel Signore; / poiché Dio, il Signore, è una roccia eterna.

5 Poiché egli ha abbattuto gli abitanti delle alture, / ha umiliato la città che si ergeva alta;

l'ha umiliata fino alla terra, / l'ha spinto nella polvere.

6 I piedi la calpestano, i piedi dei poveri, / i passi dei deboli.

7 Il sentiero del giusto è la rettitudine, / retta è la via del giusto che tu appiani.

8 In verità, sul sentiero dei tuoi giudizi, Signore, / abbiamo sperato in te.

Invocare il tuo nome e ricordarti / è il desiderio dell'anima.

9 La mia anima ti desidera nella notte, / anche il mio spirito dentro di me è pieno di desiderio per te.

Perché ogni volta che i tuoi giudizi colpiscono la terra, / gli abitanti del mondo imparano la giustizia.

10 Se al malvagio viene concessa la grazia, / egli non impara la giustizia.

Nel paese della giustizia egli commette l'ingiustizia / e non vede la maestà del Signore.

11 Signore, la tua mano è alzata / e loro non la vedono.

Ma vedranno / e rimarranno svergognati

di fronte al tuo ardente zelo per il popolo. / Sì, il fuoco divorerà i tuoi nemici.

12 Signore, tu ci darai la pace; / poiché anche tutte le nostre opere le hai compiute per noi.

13 Signore, nostro Dio, altri signori oltre a te ci hanno dominato. / Solo attraverso di te ricordiamo il tuo nome.

14 I morti non tornano in vita, / le ombre non si alzano;

perché tu li hai visitati e distrutti, / ogni ricordo di loro hai cancellato.

15 Hai moltiplicato la nazione, o Signore, / hai moltiplicato la nazione,

ti sei glorificato, / hai ampliato tutti i confini del paese.

16 Signore, nell’angoscia ti hanno cercato; / hanno gridato nell’afflizione, quando li ha colpiti la tua punizione.

17 Come una donna incinta, / che sta per partorire,

si contorce e grida nelle doglie, / così eravamo noi, Signore, davanti a te.

18 Eravamo incinte e in travaglio, / ma quando abbiamo partorito, era solo vento.

Non portiamo salvezza al paese / e non nascono abitanti della terra.

19 I tuoi morti vivranno, / i miei cadaveri risorgeranno. / Svegliatevi e gioite, abitanti della polvere! Poiché una rugiada di luci / è la tua rugiada / e la terra genera le ombre.

20 Va', popolo mio, entra nelle tue stanze / e chiudi le porte dietro di te!

Nasconditi per un breve istante, / finché non sia passata l'ira.

21 Poiché ecco, il Signore esce dal suo luogo / per punire gli abitanti della terra per le loro colpe.

Allora la terra scoprirà il sangue che contiene / e non coprirà più i cadaveri.

27,1 In quel giorno il Signore punirà con la sua spada dura, grande e potente il Leviatano, il serpente veloce, il Leviatano, il serpente sinuoso. Ucciderà il drago nel mare.


Il Re della Misericordia ci dice:

«Voi sapete che i giudizi punitivi stanno per arrivare per purificare i cuori degli uomini, poiché essi rifiutano la grazia e preferiscono il peccato. Rimanete fedeli a Me e ascoltate le Mie parole. Con la vostra conversione, con il vostro pentimento, con la vostra penitenza e con la vostra preghiera potete mitigare i giudizi punitivi, ricordatelo! Rimanete fedeli all’insegnamento della Mia Santa Chiesa e guardate quale inno di vittoria vi ho dato oggi dalla Sacra Scrittura. Non leggete degli ultimi tempi solo dall’Apocalisse; ma anche nell’Antico Testamento troverete indicazioni sugli ultimi tempi. Ma non abbiate paura, perché Io sono con voi e rimango con voi!»

Il Re della Misericordia ci chiede di recitare la seguente preghiera e noi preghiamo:

O mio Gesù, perdona i nostri peccati, preservaci dal fuoco dell’inferno. Conduci tutte le anime in Paradiso, specialmente quelle che hanno più bisogno della Tua misericordia. Re della Misericordia, donaci la grazia della santità e della guarigione, riversa la grazia della pace in tutti i cuori. Amen.

«Guardate, vi ho mandato lo Spirito Santo, il Consolatore, che avvolge i vostri cuori. Non abbiate paura! Egli vi guiderà. Pregate per la pace, non smettete di pregare! Percorrete la via della Mia misericordia, del Mio scettro d’oro. Sono venuto non per lasciarvi andare perduti. Vi ricordo che potete accogliere il Mio amore. Ricordate che lo Spirito Santo ha potuto venire a voi solo perché sono morto per voi sulla croce e vi ho redenti con il mio Preziosissimo Sangue. Siate misericordiosi anche verso il vostro prossimo! Oggi vi affido il compito di perdonare coloro che appesantiscono il vostro cuore e io guardo nei vostri cuori. Vi chiedo: riconciliatevi con Me nella Santa Confessione, nel sacramento della Riconciliazione! Addio!”

M.: “Addio, Signore!” Il Re della Misericordia mi dice che prega per noi con i Suoi angeli. M.: “Ti ringrazio di cuore.” Il Re della Misericordia si congeda con una benedizione silenziosa e io rispondo «Amen». Poi torna con gli angeli nella luce e tutti scompaiono.

Sievernich


Con le mani e con le labbra si onora il Signore, con il cuore si seguono gli idoli. Formalmente si cura il culto, nella verità e nei fatti il Signore è disprezzato.

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA 

20Perché mi offrite incenso di Saba e la preziosa cannella che viene da lontano? I vostri olocausti non mi sono graditi, non mi piacciono i vostri sacrifici».

Sempre i veri profeti sono i difensori del vero culto. Il vero culto è obbedienza, ascolto, sottomissione al Signore. È osservanza della Legge, fedeltà somma.

Perché mi offrite incenso di Saba e la preziosa cannella che viene da lontano? I vostri olocausti non mi sono graditi, non mi piacciono i vostri sacrifici?

Perché incenso, cannella, sacrifici, olocausti, altre offerte non sono graditi al Signore? Perché frutto di un cuore che è idolatra, empio, malvagio.

Con le mani e con le labbra si onora il Signore, con il cuore si seguono gli idoli. Formalmente si cura il culto, nella verità e nei fatti il Signore è disprezzato.

Il Signore non vuole cose dall’uomo, vuole il cuore, la mente, il desiderio, la volontà, i sentimenti, il pensiero. Il Signore vuole fedeltà, ascolto, obbedienza.

Se il popolo offre al Signore incenso, cannella, olocausti, sacrifici, offerte, rimanendo nell’idolatra, non solo Lui non è onorato, è anche insultato.

È come se ci si prendesse gioco di Lui. Noi ti diamo le cose, ma non noi stessi. Il Signore vuole noi stessi e non le nostre cose. Le cose non sono a Lui gradite.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI


10° "IO DARÒ AI SACERDOTI IL DONO DI COMMUOVERE I CUORI PIÙ INDURITI".

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

Io metterò la pace nelle loro famiglie.

Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

I peccatori troveranno nel mio cuore lao fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.


10° "IO DARÒ AI SACERDOTI IL DONO DI COMMUOVERE I CUORI PIÙ INDURITI".

Gesù dice ai suoi sacerdoti: «Vi mando nel mondo, ma voi non dovete essere del mondo». Il Sacerdote di continuo evoca la presenza del crocifisso e più di ogni altro ne porta nel proprio corpo le stigmate: a lui è possibile e lecita una sola gioia che però vince tutti i gaudi: «dissetare Gesù che ha sete di anime, dissetare Gesù che ha sete che si abbia sete di lui». Se viene meno a quest'unico scopo, la sua esistenza si riduce davvero ad un'agonia del Golgota. Ma Gesù buono che ha bevuto fino all'ultima stilla il calice del Getsemani ed ha quindi esperimentato tutta l'agonia sacerdotale sente infinita pietà per gli apostoli affranti dall'insuccesso, e consegna loro l'esca d'oro: il suo Cuore.

Propagando la grande devozione il sacerdote riuscirà a liquefare il ghiacchio, a piegare la volontà più ribelle; renderà sereni i malati, rassegnati i poveri, sorridenti gli agonizzanti.

«Il mio divin Maestro mi ha fatto conoscere che coloro i quali lavorano per la salvezza delle anime, lavoreranno con successo meraviglioso e conosceranno l'arte di commuovere i cuori più induriti, purché abbiano una tenera devozione al Sacro Cuore, e si impegnino ad ispirarla e a stabilirla dovunque».

Gesù ci è garante che noi salveremo le anime nella misura che ameremo e faremo amare il suo Sacro Cuore, e salvando i fratelli, non solo ci assicureremo la salvezza eterna, ma conseguiremo un alto grado di gloria, proporzionato appunto al nostro impegno nello zelare il culto del Sacro Cuore. Ecco le precise parole della Confidente: «Gesù mette al sicuro la salvezza di tutti coloro che si consacrano a lui per procurargli tutto l'amore, l'onore, la gloria che sarà in loro potere ed ha premura di santificarli e di renderli tanto grandi dinanzi al Suo eterno Padre, quanto essi si saranno preoccupati di dilatare il regno del suo amore nei cuori».

«Fortunati quelli che Egli impiegherà per l'esecuzione dei suoi disegni!».


Figli miei, ascoltate solo il vostro cuore e ritrovate la semplicità e l’umiltà per entrare finalmente in relazione con Me, Gesù Cristo, che vi offro il Mio Sacro Cuore

 


Bretagna – 12 giugno 2026


Riferimenti: Isaia 48

«Ascoltate questo, casa di Giacobbe. Voi che portate il nome di Israele. E voi che siete usciti dalle acque di Giuda. Voi che giurate nel Nome dell’Eterno e invocate il Dio d’Israele, ma senza Verità né Giustizia»

Questo riferimento, semplice ma di per sé evidente, mi è stato dettato nell’aprile del 2026. Non appena mi sono dedicata alla lettura e alla preparazione dell’introduzione, sono stata colta da un forte malessere. Ciò non è sorprendente e credo che tutti i profeti o i messaggeri della Parola debbano subire lo stesso tipo di attacchi.

Per quanto riguarda questo testo, che definisco evidente, è arrivato in un periodo critico dei conflitti nello Stretto di Ormuz. Di seguito vi descrivo l'incidente che ho vissuto in relazione a questo testo. Questo, del resto, mi ha aiutato a capire rapidamente che la posta in gioco in quel luogo era grave e che il riferimento, forse simbolico, ma contemporaneo e in estensione, ci colloca nello stesso contesto e praticamente con gli stessi attori di quelli del riferimento biblico. 


Ecco la mia esperienza personale:

Un giovedì, mentre riprendevo in mano questo testo, ho incontrato molte difficoltà, tra cui un forte malessere fisico che mi ha costretto a rilassarmi. Venerdì è successa la stessa cosa, ma in cattedrale, prima del canto dell'Acatista, ho ricevuto un violento colpo alla schiena? Poi è seguita una serata e una notte “infernali”: dolori insopportabili che mi impedivano di muovermi e di respirare adeguatamente, minacce e infine una visione importante (che richiede di essere meglio compresa). Vi descrivo questa visione:

Mi trovo in un luogo imponente, inizialmente buio, ma tutto si illumina con l’arrivo graduale ma rapido di persone di un tempo passato. Sono re, a giudicare dai loro abiti e dalle rispettive corone, ma anche secondo la mia percezione.

Il quadro si definisce così: una vasta terra in riva al mare. Se ci si colloca su una mappa, in alto a sinistra c'è innanzitutto un Faraone (a causa del suo abito e del cappello così classici). Poi, provenienti da punti diversi e camminando verso il centro, tre re che indossano corone di stile simile ma con delle differenze. Sembrano venire a riunirsi. Se ne aggiunge un quarto, in ritardo, proveniente dall’estrema destra, che rimane distanziato dagli altri. Non ha la corona.

Mi guardano tutti con ostilità. Ovviamente sono una straniera e un’intrusa nel loro luogo, che posso identificare come appartenente, ovviamente, all’Antico Testamento.

Nella mia realtà di oggi, i dolori, che mi paralizzano quasi, si concentrano più specificamente dalla spalla sinistra alla schiena, dove sono fortemente accentuati all’omoplate e intorno, il braccio sinistro, la cintura scapolare, i muscoli del collo, impedendomi di respirare normalmente senza dolore e costringendomi per riflesso a trattenere il respiro (come se ciò potesse bloccare il dolore), e non permettendomi quasi nessun movimento, nemmeno della mano destra, senza provocare un arresto, voluto, di quel movimento. 

Mi fermo qui con la descrizione, che non è necessaria per comprendere la situazione. Questi dolori sono continuati e, quando ho potuto, mi sono dedicata ad altre questioni, pur sapendo che avrei portato a termine ciò che doveva essere detto per completare il significato del riferimento e aggiungere il messaggio di Gesù Cristo che segue.

L'unica cosa che voglio esprimere è che questa visione, e necessariamente il riferimento che l'ha provocata, ci indicano che il mondo non cambia in queste lotte e che la cupidigia di questo falsario mantiene la sua presa e la sua idea fissa di dominare l'Uomo per sottrarre a Dio la Creazione. Certamente, a questo pensiero illusorio e irrealistico dell’orgoglioso si aggiunge la tenacia, l’ostinazione del suo odio a cui aderiscono alcuni (troppi) uomini ingannati a scapito della loro vita eterna.


Parola di Gesù Cristo:

«Ti benedico, mia dolce compagna della mia Croce, figlia dell’Amore, della Luce e della Santità.

L’ora è grave, il sentiero della divisione si è allargato lasciando sparse parti disuguali di carnefici e vittime.

Nulla in questo mondo che mente, si stordisce, vive e discute di eventi sordidi e depravati, resiste o si oppone, si rimane spettatori. Tutti, al contrario, seguono le analisi fallaci di ciò che alimenta queste guerre infondate, o questi dossier presunti seri e importanti, eppure carichi di fantasie deliranti, assurde, demoniache, che si tollerano non credendosi affatto minacciati da questi deliri.

Ecco l’incoerenza del mondo in cui vivete: in modo al tempo stesso sfrenato e disinvolto che vi esclude da ogni responsabilità e implicazione di fronte alla portata del male che non volete, e non potete, assumervi.

Figli miei, non cercate la vostra qualità di vita secondo i desideri dei vostri governanti in ciò che vi offrono e vi impongono di falsificare. 

Ahimè, figli miei, state inesorabilmente percorrendo la via delle tenebre in cui il popolo accecato sta sprofondando. No, non cercate più, non credete più, non sperate più in ciò che vi era stato presentato come il migliore dei mondi.

Lo vedete bene, figli miei, che la definizione di libertà in questa società decadente non può che essere l’opposizione a Dio, o la negazione del vostro Dio e l’accettazione di tutte le abominazioni che sono incompatibili con la vita dell’anima e persino con la vostra pace quotidiana.

La Vita esiste solo nel Suo Creatore: Dio Unico e Trino. Rifiutare Dio, opporsi alla Sua Divina Volontà significa rifiutare la Vita e allontanarsi da tutte le Sue benedizioni divine indispensabili alla purezza della Vita e alla sua invulnerabilità al male.

Dio, nella Sua Fedeltà e nel Suo Amore Infinito, protegge sempre il Suo Popolo, lo conduce nella Verità e sempre lo informa e lo accoglie nella Sua Misericordia.

Al contrario, sulla terra delle prove il maligno, nel suo odio, cerca di sviare il cuore dell’uomo verso il falso e di condurlo così alla sua rovina.

Nella sua strategia, il maligno sceglie i re incoronati, gli eletti e i potenti che, spinti dall’avidità, cercano il potere e la ricchezza. E, con le sue menzogne, trascina gli uomini in guerre con pretesti fallaci, osando persino usare il nome di Dio per raggiungere i propri obiettivi e soddisfare così la volontà dell’astuto maligno di distruggere ogni cosa.

In questi momenti gravi in cui si gioca il destino dell’uomo; in questa Fine dei Tempi in cui Dio richiama tutti i Suoi a tornare alla Sua Promessa, figli Miei, ascoltate solo il vostro cuore e ritrovate la semplicità e l’umiltà che vi permettono di mettere a tacere i rumori, le sollecitazioni e le orribili menzogne per entrare finalmente in relazione con Me, Gesù Cristo, che costantemente e con ogni mezzo vi offro il Mio Sacro Cuore nel Mio Amore che guarisce tutto.

Sono venuto attraverso la Mia Passione per darvi tutti i mezzi per resistere e rimanere nel Corpo di Cristo, riuniti nella Mia Chiesa, e concedendovi Misericordia, Compassione e maggiore sostegno nella Mia Presenza Reale del Mio Corpo e del Mio Sangue, cibo divino che ci lega intimamente.

Voi che mi ascoltate, uniamoci nella preghiera, preghiamo insieme, restate uniti a Me, Gesù Cristo, e a Mia Madre Maria Corredentrice, nonché a tutta la corte celeste.

Maria, Madre della Salvezza, viene, con la benedizione divina del suo Cuore Immacolato, a trionfare sul male. Figli di Dio, collaborate a questa vittoria attraverso l’Amore che ci unisce.

Gesù Cristo»


Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva della Divina Volontà dell’Onnipotente, Dio Unico.


Dio Padre: I nomi di coloro iscritti nel Libro della Vita sono l‟obiettivo primario della bestia.

 


PERSECUZIONI

Mia carissima figlia, chiamo l‟umanità dal più Alto e Santo Regno. 

Miei poveri figlioli, come soffrite per il peccato di Lucifero, ma dovete sapere che, con il Mio Potere Onnipotente, cancellerò lui e tutti gli angeli caduti dalla faccia della Terra. Questo momento è vicino, quindi è necessario che vi prepariate. 

Sappiate che gli angeli caduti e i demoni sono sconosciuti e invisibili alla maggior parte di voi, ma camminano tra di voi, vi tentano ogni giorno in modo che cadiate. 

Quando siete presi in questa rete di inganni, ben presto vi accorgerete che sarete incapaci di riposare o di trovare la vera pace nelle vostre anime. 

Dichiaro che coloro che sono sviati dal falso profeta si troveranno persi e confusi quando essi accetteranno il grande inganno, in cui diventeranno vittime consenzienti. Quando vi rivolgerete a Me e al Mio diletto Figlio, Gesù Cristo, non vi sembrerà che questo sia il caso. Crederete che i Sacramenti siano gli stessi, anche se vi saranno presentati in modo diverso. Essi diventeranno vasi vuoti e non saranno più accettabili per Me. 

Il mondo è Mio, eppure i Miei figli non vogliono Me, il loro amato Padre, il loro Creatore. Le loro menti sono state bloccate e il maligno ha usato il Mio Dono dell‟intelligenza per tentarli a credere che Io non posso esistere. Coloro che non credono in Me non avranno il vero amore, la gioia o la pace nella loro vita. Né essi accetteranno la Vita Eterna. Invece, cercheranno solo i piaceri della carne, anche se sanno che la loro vita sulla Terra è breve. 

Io, come un Padre che ama ciascuno di loro, li attirerò a Me attraverso la grande Misericordia di Mio Figlio. Il Mio Potere è Onnipotente e Satana, il Mio Lucifero che si staccò dal Mio fianco a causa del suo orgoglio, non potrà mai sconfiggerMi. Coloro che lo seguono, quindi, hanno messo lo stesso cuneo tra loro e Me. Sapranno dai segni che ora rivelerò che c‟è un Solo Dio, un Solo Creatore, un solo Paradiso. Tutti i paradisi che sono loro raccontati dai falsi profeti nel mondo, che portano i Miei figli lontano da Me, non ci sono né potranno mai esistere. Io sono tutto quello che esiste. Ho creato tutto e metterò fine a tutto. Tutto deve essere secondo la Mia Santa Volontà. Opponetevi alla Mia Volontà e diventerete nulla. Accettate la Mia volontà e resterete Miei figli. 

Coloro che credono in Me, non devono mai rifiutare Mio Figlio, Gesù Cristo. Sono venuto nel mondo attraverso Mio Figlio per riportarvi nella Mia Misericordia, ma Lo avete respinto. Lo avete ucciso, ma non avete ancora ucciso il Mio amore per voi. Questo è il motivo per cui ho permesso la Sua crocifissione per portarvi la salvezza. Questa, la morte di Mio Figlio sulla Croce, è diventata la vostra via per la salvezza. La Sua morte non era quello che sembrava: un fallimento agli occhi del maligno. È stato attraverso questo atto di grande sofferenza, sopportato con grande umiltà, che sconfisse il male. 

Ed è stato a causa della morte di Mio Figlio sulla Croce, che il potere di Satana sull‟umanità è stato sconfitto. Anche se egli non può portare tutti i Miei figli con lui nell‟abisso, molti saranno ancora sedotti dalle sue menzogne. Questo è il motivo per cui dovete combattere, figli, non solo per le vostre anime. Se Mi amate, amerete Mio Figlio. Se amate Mio Figlio, allora dovete aiutarLo a salvare tutti i peccatori. 

Mi rivolgo a voi per dirvi che quando chiamo le anime, specialmente quelle che non Mi conoscono, così come quelle che Mi conoscono ma che si rifiutano di accettare i Miei comandamenti, esse hanno che poco tempo per salvarsi dalla tortura eterna. 

I nomi di coloro iscritti nel Libro della Vita sono l‟obiettivo primario della bestia. Molte di queste anime sono seguaci di Mio Figlio e sono fedeli alla Chiesa. Essi si staccheranno da Mio Figlio, accettando nuove leggi, che non provengono da Mio Figlio, che saranno costretti a ingoiare come una nuova religione. Questa nuova religione è stata attentamente pianificata per molti anni. Essa segue riti satanici, ma molti non lo capiranno. Se voi accoglierete questi rituali, vi darete in potere a Satana. Quando gli darete questo potere, avrete bisogno di molta preghiera, perché egli vi divorerà in corpo e in anima. 

Figli Miei, Io intervengo ora attraverso punizioni sulla Terra. Le povere anime che perdono la loro vita attraverso questi castighi, stanno aiutando a salvare coloro che sono persi per Me. 

Quando vi sentite spaventati dalla malvagità di Satana e dalla sua influenza nella vostra vita, ricordate che Io distruggerò i suoi rappresentanti sulla terra. Io abbrevierò la vostra sofferenza, perché voglio salvare le anime. Se permettessi a questo male di continuare, non sarei in grado di recuperare tutte quelle anime i cui nomi sono nel Libro della Vita. 

Il vostro amato Padre, 

Dio l‟Altissimo. 

3 Agosto 2013

venerdì 12 giugno 2026

Sacro Cuore di Gesù: L’amore che non rinuncia mai a te



 

LA COLLERA E L’IRA… SFIGURANO ANCHE IL VOLTO PIÙ BELLO

 


Il Signore

Calmati, Mia piccola, parleremo oggi di un argomento su cui dovrai riflettere nelle prossime ore.

Desidero che tu sappia, piccola, che la collera è simile al fuoco, poiché così come il fuoco è  impetuoso e violento, quando prende forza e impedisce che lo si veda a causa del fumo che sprigiona, così la collera fa esplodere l’uomo in mille eccessi e non lo lascia vedere quello che fa.

Non devi metterti così di malumore, perché l’ira è talmente pregiudizievole per l’uomo che riesce a sfigurare anche il viso più bello e più grazioso, fino a renderlo simile a un mostro furioso che semina spavento intorno a sé. Se riesce a fare questo esteriormente, puoi tu immaginare fino a che punto il suo interno si sfigura ai Miei occhi? Parliamo di questo.

L’ira espone molto spesso l’uomo alla vendetta, alla bestemmia, alle ingiurie e alle recriminazioni, agli scandali e ad altre cose peggiori, poiché ottenebra la ragione e fa in modo che l’essere umano si comporti come un essere irrazionale o come un folle. Leggi Giobbe 7,7. La collera fa perdere all’uomo ogni prudenza e molto spesso anche la ragione e il sonno.

Mentre sei irritata, l’azione del tuo prossimo ti pare una ingiuria  grave e imperdonabile, ma una volta che la tua collera è passata, ti accorgi che la cosa non era poi così grave come ti era sembrata.

Quando la collera ti assale, prega, e chiedi che Io ti liberi dalle passioni violente. Quanti uomini, per non aver saputo porre un freno alla loro collera, pronunciano orribili bestemmie contro di Me o contro i Miei Santi! I collerici trascorrono una vita infelice, poiché si ritrovano sempre in situazioni di violenza e di completa agitazione, simili a una tempesta.

26 ottobre 1996

Catalina rivas