domenica 15 marzo 2026
Gesù vuole innamorare l’anima del patire per amore suo: perciò la porta ad immergersi nel mare sconfinato della sua Passione. La prima visione di Gesù
Dopo queste cose, un giorno, dopo la Comunione, me lo sentivo in me tutto amore e che tanto mi voleva bene, che io stessa ne restavo tanto meravigliata, perché mi vedevo così cattiva ed incorrispondente, e dicevo dentro di me: “Fossi buona, almeno corrispondessi! Ho timore [che] ancora mi lasci” (Questo timore di lasciarmi l’ho avuto sempre e lo tengo ancora, e delle volte è tanta la pena che sento, che credo che la pena della morte sarebbe minore, e se Lui stesso non viene a quietarmi non so darmi pace) 41. Ed invece vuole stringersi più intimamente a me.
Mentre così me lo sentivo dentro di me, con voce interna mi disse: “Diletta mia, le cose passate non sono state altro che un preparativo. Adesso [28] voglio venire ai fatti, e per disporre il tuo cuore a fare quello che voglio da te (cioè, l’imitazione della mia vita) voglio che ti interni nel mare immenso della mia passione. E quando tu avrai ben capito l’acerbità delle mie pene, l’amore con cui le soffrii, Chi sono o, che tanto soffrii, e chi sei tu, vilissima creatura, ahi, il tuo cuore non ardirà di opporsi ai colpi, alla croce, che o per solo tuo bene gli tengo preparato; ma anzi, al solo pensare che o, tuo Maestro, ho sofferto tanto, le tue pene ti parranno ombre, confrontate con le mie, ti sarà dolce il patire e giungerai a non poter stare senza patimenti”.
La natura tremava al solo pensare ai patimenti; lo pregavo che Lui stesso mi desse la forza, ché senza di Lui mi sarei servita dei suoi stessi doni per offendere il Donatore. Onde mi diedi tutta a meditare la passione e fece tanto bene all’anima mia, che credo che tutto il bene mi sia venuto da quella fonte. Mi vedevo la passione di Gesù Cristo come un mare immenso di luce, che [29] coi suoi innumerevoli raggi mi feriva tutta, cioè raggi di pazienza, d’umiltà, d’ubbidienza e di tante altre virtù. Mi vedevo tutta circondata da questa luce e ne restavo annichilita nel vedermi così diversa da Lui. Quei raggi che mi inondavano erano tanti rimproveri per me. Mi sentivo dire: “Un Dio paziente, e tu?... Un Dio umile e sottomesso anche ai suoi stessi nemici, e tu?... Un Dio che soffre tanto per amor tuo, e le tue sofferenze, dove sono, per amor suo?”.
Lui stesso, delle volte, mi faceva la narrazione delle pene da Lui sofferte, e ne restavo tanto commossa, che piangevo amaramente.
Un giorno, mentre lavoravo, stavo considerando le pene acerbissime che soffrì il mio buon Gesù. Il mio cuore lo sentivo tanto oppresso dalla pena, che mi mancava la respirazione. Temendo di qualche cosa, volli distrarmi con uscire fuori al balcone. Faccio per guardare in mezzo alla strada, ma che vedo? Vedo la strada tutta piena di gente e, in mezzo, il mio amante Gesù, con la croce sulle spalle [30] –chi lo tirava da una parte e chi dall’altra– tutto affannoso, col volto grondando sangue, che alzò gli occhi verso di me, in atto di chiedermi aiuto.
Chi potrà dire il dolore che provai, l’impressione che fece sull’anima mia una vista così compassionevole? Subito entrai dentro; non sapevo io stessa dove mi trovavo, il cuore me lo sentivo spezzare per il dolore, gridavo piangendo; gli dicevo: “Mio Gesù, Vi potessi almeno aiutare! Vi potessi liberare da quei lupi così arrabbiati! Ahi, vorrei almeno soffrire quelle pene in vece vostra, per dare un sollievo al mio dolore! Deh, mio Bene, datemi il patire, che non è giusto che Voi tanto soffriate ed io, peccatrice, stia senza penare!” 42
D’allora in poi, ricordo, si accese in me tanta brama di patire, che non si è smorzata ancora. Ricordo ancora che dopo la Comunione lo pregavo ardentemente che mi concedesse il patire, e Lui delle volte, per contentarmi, mi pareva che prendesse le spine della sua corona e mi pungeva il cuore; altre volte mi sentivo prendere il cuore tra [31] le sue mani, e me lo stringeva tanto forte che per il dolore mi sentivo perdere i sensi. Quando avvertii che le persone se ne potevano avvertire di qualche cosa, essendo Lui disposto a darmi queste pene, subito gli dicevo: “Signore, che fai? Ti prego di darmi il patire, ma che sia nascosto a tutti”.
Fino ad un tempo mi contentò 43, ma i miei peccati mi hanno reso indegna di patire di nascosto, senza che nessuno se ne avveda.
Luisa Piccarreta
È l’Ora di Dio, la scelta vi si impone.
Messaggio di Gesù ai Suoi sacerdoti del 17 agosto 2019
Durante l’adorazione del 17 AGOSTO 2019 alle 19:15
Il Signore mi fa leggere nella Bibbia di Gerusalemme il libro del Levitico, 20, 1-7, Castighi: a) Colpe cultuali.
Parola di Gesù Cristo
«Concentrati, scriveremo a più persone contemporaneamente. »
« Figli di Dio che in uno slancio d’Amore avete risposto alla Mia chiamata a diventare pastori e servitori nella Mia Chiesa, ascoltate ora la Mia chiamata a mantenere salda la Mia Chiesa nonostante gli assalti che subisce.
Sapete a che punto è giunto lo scisma che imperversa tra voi. Ahimè, il linguaggio usato di fronte ai fedeli incoraggia e porta l’errore al suo apice. Da un lato, si falsificano le Mie Parole inducendo i figli di Dio su una via errata che li conduce alla loro rovina. D'altra parte, pur vedendo l'abominio, si tace, si nega il «malessere», senza osare la correzione fraterna e soprattutto senza informare onestamente i Miei piccoli dello stato di emergenza della situazione di crisi nella Chiesa e della fine dei tempi.
Guardate il riferimento che ho sottoposto al Mio profeta: Levitico, 20, 1-7. Riflettete.
Sappiate che Dio è Onnipresente, Onnisciente e Onnipotente. Non potrete più tacere le ignominie che sono flagranti, né le pratiche parallele vergognose che contaminano, feriscono e uccidono nel seno stesso della Chiesa, associandosi alla decadenza in cui l’umanità accetta di impantanarsi.
È l’Ora di Dio, la scelta vi si impone. È unica nel vostro libero arbitrio e secondo il vostro cuore. Suonerà per voi la campana a morte di una morte irrimediabile o la tromba dell’Alleluia di una Vita gloriosa nella Luce senza fine?
Guai a coloro che si prendono la libertà di indurre i propri fratelli, figli Miei, all’errore e alla perdizione e/o di martirizzare i Miei dolci e umili fedeli e giusti per soddisfare l’orgoglio e l’odio del caduto.
Considerate, figli Miei servitori nella Chiesa di Cristo, le Mie Parole qui riportate come il preambolo dell’Avvertimento (Illuminazione delle coscienze). Le tribolazioni che si intensificano saranno quelle alle quali vi state preparando. Anche se vi ostinate a negarle, Dio magnanimo, misericordioso e di infinita bontà vi ha preparati a vivere queste tribolazioni che sono state descritte con precisione nelle profezie antiche e contemporanee che la maggior parte di voi, Miei figli sacerdoti, ha rifiutato di ascoltare.
Maria Immacolata, Madre di Dio, Corredentrice, Madre degli uomini e della Chiesa, vi ha anche informati, preparati e accompagnati guidandovi sulla via della preghiera e della resistenza in una fede semplice e solida, in una speranza fiduciosa e nell’amore che unisce. La sua purezza, la sua umiltà e la sua saggezza trionfano su ogni male. Lei è, miei cari figli sacerdoti, la vostra Madre prediletta. La sua sofferenza è grande nella passione e nella crocifissione che vive la Chiesa. Maria Immacolata rimane accanto a voi, salda nel suo amore indefettibile per voi e vi assicura il suo sostegno. Siate con Lei, non è forse questa la mia richiesta dalla Croce?
Gesù Cristo che riunisce il suo popolo. »
Parola di Gesù Cristo ricevuta e trasmessa da Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva di Cristo.
CONSIGLI E RIMEDI PER COMBATTERE LE CATTIVE AMICIZIE
Ma che cosa fare per combattere gli amori futili, le stranezze, le pazzie, le brutture cui ho accennato? Appena ne avverti i primi sintomi, volgiti subito dall’altra parte e, respingendo nel modo più assoluto quelle stupidità, corri presso la Croce del Salvatore, afferra la sua corona di spine e cingine il tuo cuore di modo che quelle piccole volpi non possano avvicinarsi.
Sta bene attenta a non scendere a patti con il nemico; non dire: lo ascolterò, ma poi non farò nulla di quanto mi suggerirà; gli presterò orecchio, ma gli rifiuterò il cuore. Filotea, in tali circostanze, devi essere intransigente: il cuore e le orecchie sono collegati, e com’è impossibile arrestare un torrente che scende a valle dalla montagna, così è difficile impedire che l’amore entrato in un orecchio non scenda presto nel cuore.
Secondo Alcmeone le capre respirano per le orecchie e non per le froge; Aristotele lo nega; io non ne so niente, ma di certo so che il nostro cuore respira per l’orecchio, e siccome inspira ed espira i suoi pensieri per mezzo della lingua, respira anche per l’orecchio, per mezzo del quale riceve i pensieri degli altri. Proteggiamo dunque scrupolosamente le nostre orecchie dai colpi d’aria delle parole inutili; in caso contrario ben presto il nostro cuore ne sarà contagiato.
Sotto nessun pretesto devi ascoltare proposte oscene di alcun genere: è questo il solo caso in cui non corri pericolo di essere incivile e scortese.
Ricordati che hai consacrato il cuore a Dio, gli hai dato il tuo amore, e sarebbe un sacrilegio sottrargliene anche una briciola soltanto; rinnova la tua offerta con mille propositi e promesse e rimani in quelle come un cervo nel suo rifugio e poi invoca Dio. Egli ti verrà in aiuto: prenderà il tuo amore sotto la sua protezione, per farlo vivere unicamente in Lui.
Se poi sei già incappata nelle reti di quei futili amori, allora sento l’obbligo di dirti che ti sarà difficile sbarazzartene. Mettiti alla presenza della divina Maestà, riconosci l’enormità della tua miseria, la tua debolezza, la tua vanità; poi con l’impegno massimo di cui sarai capace, detesta quegli amori già iniziati, rinnega la sciocca manifestazione che ne hai fatto, rinuncia a tutte le promesse ricevute e, con una volontà forte e risoluta, decidi nel cuore e risolviti a mai più ricominciare quei giochi e quelle schermaglie d’amore.
Se poi ti è possibile allontanarti fisicamente dalla persona coinvolta, sono d’accordissimo, perché, allo stesso modo che coloro i quali sono stati morsi da un serpente, non possono guarire facilmente in presenza di coloro che già sono stati morsi a loro volta, la persona ferita d’amore difficilmente riuscirà a guarire da quella passione, finché sarà vicina a quella ferita dallo stesso morso.
Il mutamento del luogo è molto utile per calmare la febbre e l’agitazione causate sia dal dolore che dall’amore. Il ragazzo di cui parla S. Ambrogio nel II libro della Penitenza, ritornò da un lungo viaggio completamente guarito dai futili amori che l’avevano attanagliato prima; alla sciocca amante che, incontrandolo gli disse: Non mi conosci? sono sempre la stessa! Sì, certo, rispose, ma sono io che non sono più lo stesso. La lontananza aveva operato in lui quel felice mutamento.
S. Agostino dice che per alleviare il dolore per la morte dell’amico si allontanò da Tagaste, dove quegli era morto, e se ne andò a Cartagine.
Ma chi non può allontanarsi? Deve troncare ogni conversazione privata, gli incontri segreti, gli sguardi languidi, i sorrisi e in genere tutti gli scambi e gli ammiccamenti che possono nutrire questo fuoco maleodorante e fuligginoso. Se poi le circostanze esigono che si rivolga la parola al complice, deve essere per dichiarare, con una coraggiosa, breve e seria protesta, il divorzio definitivo che abbiamo giurato. Grido a voce alta, a chiunque sia caduto in questi lacci passionali: taglia, tronca, spezza. Non bisogna perdere tempo a discutere queste futili amicizie; bisogna strapparle non perdere tempo a sciogliere i nodi; bisogna spezzarli è tagliarli; tanto quei cordoni e quei legami non hanno alcun pregio.
Non bisogna avere riguardi per un amore che è contrario all’amore di Dio.
Ma, dopo avere in questo modo spezzate le catene di quell’infame schiavitù, è possibile che resti qualche strascico. I marchi e le piaghe dei ferri rimarranno impressi nei piedi, ossia negli affetti. Non fa nulla, Filotea, se tu hai concepito per il tuo male tutto l’orrore che merita; se farai così non sarai più agitata dalle ansie; proverai soltanto un forte orrore per quell’amore infame e per tutto quello ad esso collegato e sarai libera da ogni altro affetto per la persona che hai lasciato; ti rimarrà soltanto un amore purissimo per Iddio.
Se poi, a causa dell’imperfezione del pentimento, rimane in te qualche inclinazione cattiva, procura per la tua anima una solitudine mentale, come ti ho già insegnato, e ritirati in essa con tutte le tue facoltà, e con mille slanci ripetuti dello spirito, rinuncia alle tue inclinazioni, rinnegale con tutte le forze; datti alla lettura dei Libri santi più di quanto non sei solita fare, confessati e comunicati più spesso, con umiltà e sincerità parla di tutte queste suggestioni e tentazioni al tuo direttore spirituale, se ti è possibile; o almeno con qualche anima dalla fede profonda e molto prudente; sta certa che il Signore ti libererà da tutte le passioni, se tu continuerai fedelmente questi esercizi.
Ma, mi dirai, non è ingratitudine rompere così drasticamente un’amicizia? lo ti dico: quant’è bella l’ingratitudine che ti rende accetta a Dio! Filotea, non sarà ingratitudine, ma anzi un’azione meritoria in favore del tuo amante; perché, spezzando i tuoi legami, romperai anche i suoi; e se anche, sul momento, non saprà apprezzare la sua felicità, lo farà ben presto e con te canterà in ringraziamento: 0 Signore, tu hai spezzato i miei legami, io ti sacrificherò la vittima di lode e invocherò il tuo santo Nome.
S. Francesco di Sales
La vostra protezione e la forza della Verità risiedono nella Fede e nell'Amore, che garantiscono la Vita
Bretagna – 13 marzo 2026
Riferimenti: immagine della situazione attuale del mondo alla fine dei tempi:
Ezechiele 27, 26; 28
Oracoli contro le nazioni e contro il re di Tiro,
caduta di Tiro.
Parola di Gesù Cristo:
«Ti benedico, mia dolce profetessa, figlia dell’Amore, della Luce e della Santità: del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
A voi, Miei figli attenti alle Mie chiamate, ai Miei consigli e al Mio Amore che, come sempre, vengono a salvarvi, vi dico: siate fiduciosi, conservate la Speranza. I Miei decreti si compiono accompagnando ciascuno di voi secondo la sua posizione e le sue decisioni salde adottate nello spirito e nel comportamento verso Dio e i suoi fratelli.
Tutti voi vivrete la purificazione secondo la vostra fragilità e le vostre debolezze umane, oppure la rovina sarà per coloro che, nella negazione e nell’indifferenza di fronte alla Potenza Divina, credevano di esserne esenti.
Così lo vedete e lo vivete, le profezie vi sono accessibili e volute da Dio affinché siate tutti informati e preparati a questa Fine dei Tempi che chiude la porta all’abominabile e ritira in protezione il Popolo di Dio dalla decadenza che imperversa sulla Creazione.
Certamente, figli Miei, il male, per sua natura, cerca di infiltrarsi nelle Parole e nei Consigli dati da Me, Gesù, e dalla Mia Madre Immacolata ai messaggeri che vi preparano agli eventi e vi esortano a unirvi a Dio. Siate vigili, non sottovalutate l’astuzia del maligno nella sua abilità, così perversa, che vi inganna facilmente. Armatevi della potenza del soprannaturale che offrono la preghiera e i sacramenti. La vostra protezione e la forza della Verità risiedono nella Fede e nell’Amore che assicurano la Vita.
Tuttavia la menzogna e il tradimento sono così diffusi, anche tra i Miei dissidenti ma ben posizionati. Assicuratevi di seguire solo i miti e gli umili di cuore, guardate solo a Dio e a Coloro, i Santi, in Cielo. Evitate questa trappola delle moltiplicazioni di ricerche del sensazionalismo provenienti da ogni parte e sui social network. Evitate soprattutto tutte le discussioni e le argomentazioni inutili e talvolta accese. Esse sono lì per offuscare il vostro giudizio e trascinarvi in errori e calunnie che possono destabilizzarvi. Conservate la vostra dignità.
Nella sua evoluzione e nel suo progredire, il male ha raggiunto un parossismo che travolge la ragione e porta allo scoraggiamento. Nella vostra fiducia in Dio e nel Suo Amore, cercate ora solo la vostra protezione e quella dei più deboli accanto a voi. La Volontà Divina, che è Misericordia e Giustizia, deve compiersi. Essa salva tutti i Suoi figli, coloro che con fiducia si abbandonano al Suo Amore, alla Sua Parola e al Suo Richiamo.
Rallegratevi della Promessa del Padre che finalmente si compie. E comprendete che i giusti e i buoni, tra i vostri fratelli o figli, che se ne vanno in queste tribolazioni, vanno direttamente nel Cuore di Dio.
Gli altri che hanno abusato, tradito, distrutto riceveranno anch’essi le ricompense proporzionali a ciò che hanno cercato e accumulato.
Lasciatevi trasportare dal canto e dalla Luce che instillano in voi la pace e la gioia dell’unificazione. (Salmo 91)
Non lasciate spazio allo scoraggiamento, alla rabbia, all’amarezza né al rimpianto per ciò che finisce. Solo il pentimento sincero e il desiderio di riparare vi liberano, invitandovi a voltare pagina verso la terra nuova, sotto un cielo nuovo.
«Tu sei il mio rifugio, o Eterno». Avvicinatevi, affinché Io vi stringa nei Miei Divini bracci sul Mio Sacro Cuore. Questo Cuore è immenso e ardente d’Amore per ciascuno di voi.
Gesù Cristo»
Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva nella Divina Volontà dell’Onnipotente, Dio Unico.
- Confutazione dell'opinione suddetta e soluzione degli argomenti addotti.
Codesta opinione deriva in parte dall'abitudine che hanno gli uomini di udire e d'invocare fin da principio il nome di Dio. Ora, le abitudini, e specialmente quelle della prima infanzia, acquistano forza di natura; dal che deriva che le convinzioni acquisite fin dalla fanciullezza si ritengono con tale fermezza come se fossero per natura e per sé note. E in parte l'opinione suddetta deriva dal non distinguere il per sé noto in senso assoluto, dal per sé noto rispetto a noi. Infatti in senso assoluto l'esistenza di Dio è per sé nota, poiché l'essenza di Dio coincide con la sua esistenza. Ma proprio perché noi non possiamo concepire intellettualmente l'essenza di Dio, ciò rimane ignoto rispetto a noi. Che il tutto, p. es. sia maggiore della sua parte è per sé noto in senso assoluto; ma per uno che non avesse il concetto del tutto, tale principio rimarrebbe ignoto. Avviene così che il nostro intelletto rispetto ai princìpi più noti delle cose. si trovi nella condizione del pipistrello rispetto al sole, come si esprime Aristotele (Metaphys, II, let, C. I, n. 2).
1. E neppure segue necessariamente che appena compreso il significato del termine Dio, subito si abbia l'idea dell'esistenza di Dio: perché tra quegli stessi che ne ammettono l'esistenza non tutti capiscono che Dio è la cosa di cui non se ne può pensare una maggiore: infatti molti nell'antichità pensarono che Dio fosse il mondo visibile attuale. E del resto tale concetto non risulta da nessuna delle etimologie del termine Dio, riferite dal Damasceno [De Fide Orth., I, c. 9].
Dato, inoltre, che tutti col termine Dio intendessero la cosa di cui non è possibile pensarne una più grande, non segue necessariamente che una tal cosa esista nella realtà. La realtà infatti che deriva come logica conseguenza non può esser superiore al valore del termine. Ora, per il fatto che una cosa del genere si concepisce mentalmente nel proferire il termine Dio, non segue che Dio esista, se non come dato intellettivo. Perciò l'essere di cui non se ne può pensare uno maggiore non può non avere l'esistenza: però nell'intelletto. Ma da ciò non segue che codesto essere esista nella realtà. E quindi non sono per questo in contraddizione quelli che negano l'esistenza di Dio: poiché la contraddizione è solo in chi, dopo aver concesso l'esistenza reale di una cosa di cui non se ne può pensare una maggiore, intendesse poi di negarla.
2. E neppure segue, come pretendeva il secondo argomento che, ammettendo la possibilità di pensare Dio come non esistente, si possa pensare qualche cosa come superiore a Dio. Infatti la possibilità di pensarlo come non esistente non deriva dall'imperfezione, o dalla mancata certezza della sua esistenza, che in sé è evidentissima; bensì dalla debolezza del nostro intelletto, che è incapace di conoscere Dio in se stesso, ma deve farlo attraverso i suoi effetti, e giungere così a conoscerne l'esistenza mediante il ragionamento.
3. Ciò risolve anche la terza argomentazione. Poiché com'è per sé noto che il tutto è maggiore della sua parte, così a chi contempla l'essenza divina è notissimo che Dio esiste, per il fatto che in lui l'essenza s'identifica con l'esistenza. Ma non avendo noi la possibilità di vederne l'essenza, è chiaro che arriviamo a conoscerne l'esistenza non in lui stesso, bensì mediante i suoi effetti.
4. È evidente la soluzione anche della quarta argomentazione. L'uomo infatti conosce Dio per natura, come per natura lo desidera. Ebbene, egli lo desidera per natura in quanto per natura desidera la beatitudine, che è una certa somiglianza della bontà di Dio. Perciò non segue necessariamente che all'uomo sia noto per natura Dio stesso in sé considerato, ma solo in sua somiglianza. Ecco perché è necessario che l'uomo arrivi alla conoscenza di Dio mediante le somiglianze che di lui scorge nei suoi effetti, servendosi del raziocinio.
5. È facile poi risolvere il quarto argomento. Dio infatti è il principio per cui si conoscono tutte le cose, non nel senso che le altre cose non si conoscano se non dopo aver conosciuto lui, come avviene per i primi princìpi di ragione; ma perché dal suo influsso viene causata in noi ogni conoscenza.
SAN TOMMASO D’AQUINO
NELLE DIFFICOLTA' DELLA VITA
Guai e tribolazioni non mancano nelle vita; la fiducia in Dio addolcisce e rende sopportabile tutto. La preghiera, in questi momenti, da' la possibilità di gettare tutto nel cuore di un Dio "che non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande" (Manzoni).
O Dio onnipotente e misericordioso, ristoro nella fatica, sostegno nella salvezza, conforto nel pianto, ascolta la preghiera, che coscienti delle nostre colpe, rivolgiamo a te: salvaci dalle angustie presenti e donaci un sicuro rifugio nella tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Padre onnipotente e misericordioso, guarda la nostra dolorosa condizione: conforta i tuoi figli e apri i nostri cuori alla speranza, perché sentiamo in mezzo a noi la tua presenza di padre. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Signore, fa' che affrontiamo con animo forte e sereno gli impegni e le responsabilità che ci attendono, e, consolati da te, sappiamo confortare i nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Questa generazione è immersa nell'incredulità, desidera conoscere le date di eventi profetizzati, ma non considera la realtà nella quale sta vivendo.
MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
A LUZ DE MARIA
12 MARZO 2026
Cari figli del Mio Cuore Immacolato, voi siete i Miei amati figli e desidero che vi salviate tutti.
PERCHÈ STATE PERMETTENDO CHE IL MALE AGISCA IN VOI IN QUESTA QUARESIMA durante la quale le offerte, i digiuni, i buoni propositi, l’osservanza della Legge di Dio e il proponimento della conversione, devono essere il motore che guida la spiritualità, affinché possiate crescere e avvicinarvi maggiormente alla Trinità Sacrosanta?
Questa generazione è immersa nell'incredulità, desidera conoscere le date di eventi profetizzati, ma non considera la realtà nella quale sta vivendo.
NON SI STA CERCANDO DIO!
Questa generazione è diretta verso la purificazione, perché non vuole capire che senza Dio è una nullità, l'umiltà è sconosciuta e abbondano coloro che giudicano.
NON GLORIATEVI figli Miei, perché non avete nulla di cui gloriarvi, invece all'alba fate ammenda e pregando ottenete protezione per la giornata; al tramonto pregate per ringraziare Dio, senza dimenticarvi che tutto è dovuto a Dio. Offritegli onore e gloria nei secoli dei secoli.
Figli, siate fedeli al Mio Divin Figlio, condividete con i vostri fratelli che stanno vivendo nella tribolazione, riflettete che sulla terra nessuno è certo che non verrà toccato dallo spettro della guerra.
Figli Miei, vi invito ad avere pronti gli alimenti necessari affinché ogni famiglia abbia di che nutrirsi, senza dimenticare l'uva benedetta (1) e soprattutto mantenetevi in stato di Grazia (2).
Gli attacchi terroristici si verificheranno su tutta la Terra, se non subito, in un successivo momento.
Pregate figli Miei, pregate, è necessario che preghiate e offriate affinché gli effetti della guerra diminuiscano, secondo la Volontà Divina.
VOI SIETE I FIGLI DEL RE, L'AMORE TRINITARIO SUPERA TUTTO CIÒ CHE VI POTREBBE CAPITARE IN QUALSIASI MOMENTO.
QUESTI SONO MOMENTI DIFFICILI PER L'UMANITÀ, VOI RISPONDETE CON AMORE, MANTENETE LA FEDE IN COSTANTE CRESCITA, È NECESSARIO FARLO, CONSIDERATO IL PERICOLO CHE TUTTA L'UMANITÀ HA DAVANTI A SÉ.
Vivete in Dio!
Mamma Maria
COMMENTO DI LUZ DE MARIA
Fratelli:
Come ci ricorda la Madonna, ci troviamo nel tempo di Quaresima, tempo di offerta e di penitenza, al fine di ottenere una vera conversione dobbiamo continuare a pregare, per rafforzare la fede e per ottenere una più intima comunione con Dio.
Il digiuno è un mezzo per imparare a superare l'ego umano e per far sì che i nostri appetiti vengano mortificati e, in base alla salute individuale, orientati a perseverare nel digiuno. Il digiuno dai desideri o dalle abitudini è molto valido e mettere da parte l'egoismo, sarà un modo di onorare Cristo e ci incoraggerà a continuare questa buona pratica.
Noi abbiamo un compito molto speciale che è quello di continuare a pregare per la pace nel mondo, compito che è luce per tutti.
Vi invito a pregare uniti in un solo Cuore:
Amen.
Regina della Famiglia
Severino Bortolan
sabato 14 marzo 2026
Dare oltre il sapere spirituale
La diffusione della Parola di Dio nel tempo della fine
Attraverso la Grazia dell’illuminazione interiore, all’uomo si dischiude un sapere che lo rende capace di fare grandi progressi spirituali in breve tempo se lo utilizza bene, cioè se contribuisce alla diffusione della pura Verità. Perché solo per questo scopo l’uomo viene guidato nel sapere spirituale. Solo quando la Verità è diffusa fra gli uomini ha un effetto benefico, perché se lo sapesse solo il singolo uomo non ne trarrebbe nessuna utilità, perché non lo può valorizzare, perché il sapere è sempre di valore solamente quando viene impiegato, quindi può essere trasmesso ad un prossimo. L’uomo che non può comunicarsi, che racchiude in sé il patrimonio spirituale, non è migliore di un uomo che non possiede nessun patrimonio spirituale, perché per il primo il suo possesso è un patrimonio morto, che giace totalmente nella maggese e così per il valore. Ma il sapere spirituale deve aiutare a giungere alla conoscenza dell’eterna Divinità. Chi ha ora riconosciuto Dio, cerca di insegnare anche al prossimo questa conoscenza, che il tendere a Dio è lo scopo della vita terrena. Se non trasmette questa conoscenza agli uomini, allora lui stesso non ha ancora riconosciuto Dio, allora ha bensì accolto questo sapere intellettualmente, ma non con il cuore ed allora non agisce nemmeno su di lui da promuoverlo. Questo vale per l’uomo che riceve un sapere ma non lo dà oltre. Ma chi è illuminato dallo Spirito di Dio, utilizzerà anche il suo sapere, perché lo spinge l’amore a comunicarsi al prossimo e quindi di diffondere la Verità di Dio, perché sa che con ciò guida le anime a Dio le quali, quando Lo hanno riconosciuto, tendono a Lui anche con il cuore. Quindi la Verità conduce a Dio e perciò dev’essere diffusa sulla Terra. L’uomo ora può bensì essere trascurato, allora non lo colma il sapere conquistato, allora non lo ha accolto con il cuore, ma solo con l’intelletto, ma allora non era ancora attivo lo spirito da Dio in lui, il quale fa del sapere ricevuto un sapere spirituale. Quindi l’uomo che riceve il sapere spirituale, dev’essere attivo nell’amore, affinché venga istruito dallo spirito di Dio, cioè che solo attraverso lo spirito da Dio gli viene dischiuso il sapere, benché glielo trasmetta il prossimo sapiente. E’ assolutamente necessaria una vita nell’amore, se la pura Verità dev’essere diffusa. Sia il donatore come anche il ricevente devono stare nell’amore, se vogliono trarre la giusta utilità dalla Verità per le loro anime, se vogliono riconoscere Dio ed aspirare a Lui. Allora vengono spinti dall’interiore a comunicarsi, allora loro stessi accolgono il sapere nel desiderio di poterlo distribuire ed allora sono anche in grado di utilizzare il sapere secondo la Volontà di Dio e possono anche essere provvisti dallo Spirito divino nella misura più abbondante, perché ora lavorano per il Regno di Dio, attraverso la Verità cercano di guidare gli uomini a Dio ed ora sono inarrestabilmente attivi, perché il sapere rende felici loro stessi e li spinge a rendere felice anche il prossimo.
Amen
6. gennaio 1945
LA SINDROME DELL’ODIO
TRATTATO DI DEMONOLOGIA
Tra le facoltà e capacità umane ce n’è una che il demonio non potrà mai avere, alla quale non potrà mai arrivare, la facoltà di amare. L’amore, nel suo duplice significato attivo e passivo, cioè la possibilità di amare e di essere amato, è una prerogativa unica dello Spirito divino, dello spirito angelico e dell’uomo, creatura ragionevole dotata di intelligenza e di volontà. Dio, l’angelo e l’uomo sono capaci di amare e possono essere oggetto di amore. Diciamo ancora di più: l’amore è in certo senso l’essenza della vita divina, angelica e umana. Senza l’amore sarebbe inconcepibile e impossibile la loro vita e la loro esistenza. Tutto si svolge nell’amore, tutto circola intorno all’amore, tutto trova una spiegazione razionale nell’amore.
Per il demonio, angelo decaduto, non è così. Essenza, centro motore, region d’essere è per lui solamente l’odio. Egli vive nell’odio e per l’odio. Tutto ciò che egli vuole, tutto ciò che egli fa è suggerito dall’odio e trova una spiegazione nell’odio. L’odio forma, così, la sindrome del suo esistere e del suo agire. Che cos’è la sindrome? E un concorso di sintomi che derivano da diverse malattie e ne dimostrano l’esistenza nello stesso individuo, un complesso di mali che, nel caso concreto, diventano un unico male per infettare e avvelenare tutto ciò che l’individuo fa o intende fare.
Il demonio ha la sindrome dell’odio. Apparendo a santa Caterina da Siena — la santa senese ebbe a subire in vita molti incontri col demonio — il demonio, interrogato chi fosse, diede di sè questa risposta:
— Io sono il freddo.
Il demonio è il freddo gelido, livido, della gelosia, dell’invidia, dell’odio, in contrasto con l’angelo che è il caldo dell’amore, della generosità, della comprensione.
Mentre il paradiso è per eccellenza il regno dell’amore portato fino alle sue espressioni più eccelse, l’inferno è il regno dell’odio. I demoni si odiano tra loro e odiano i dannati loro vittime, e i dannati a loro volta odiano i demoni. E in quest’odio gli uni e gli altri si arrovellano, si consumano, si combattono fin quando dura la loro esistenza, cioè per sempre.
Secondo la teologia cattolica esiste una gerarchia nelle schiere celesti, i così detti nove cori degli angeli che partono dai gradi inferiori, a cui sono affidate mansioni minori, e arrivano ai gradi superiori, le cui mansioni sono più elevate. Così, secondo alcuni, esiste anche una gerarchiameno definita nei suoi dettagli — anche tra i demoni, i quali perciò non sono tutti uguali e dotati degli stessi poteri. Ci sono anche tra loro i capi che danno gli ordini e i sudditi che li devono eseguire per raggiungere, tra gli uni e gli altri, gli obiettivi di una stessa strategia che tende ad abbattere il regno di Dio e a danneggiare e a rovinare l’uomo. La strategia della lotta è unica, condivisa e portata avanti con la collaborazione di tutti gli spiriti infernali, ma non sempre, specialmente nei gradi inferiori, per adesione volontaria o per scelta personale, ma solo per costrizione, per paura, per violenza subita alla quale non è possibile in alcun modo sottrarsi.
Durante l’esorcismo di Maria Tien, ajunan nella Cina, che abbiamo riferito nella seconda parte di quest’opera, c’è un particolare che merita di essere sottolineato. Interrogato il demonio — in questo caso Lucifero stesso — dell’esistenza di un’altra possessione diabolica in una città vicina, rispose che la donna era effettivamente posseduta da un demonio. Interrogato chi fosse questo demonio non lo volle dire:
— Io lo odio, io lo odio.
E il padre Stolz commenta: «Questo è vero, nell’inferno c’è continua lotta e rissa tra i dannati, allo stesso modo che tra i beati del cielo c’è eterna pace e amore»144.
Ma il demonio odia sopra tutto e sopra tutti Dio e tutto ciò che si riferisce a lui, la chiesa cattolica, i sacramenti, i sacramentali, le persone e le cose sacre, gli uomini destinati alla salvezza attraverso la chiesa e i sacramenti.
Ecco su questo particolare una bella pagina di Giovanni Papini: «L’odio del diavolo non nasce soltanto dal suo primo impulso di fare a meno di Dio, della sua grazia, della sua sovranità, quest’odio è accresciuto, via via, dal sentimento della sua dipendenza eterna, anche dopo la caduta, dal suo creatore. Se il demonio è ancora «principe», se gli rimane ancora un potere, esso lo deve unicamente alla volontà di Dio che per i suoi imperscrutabili finì non l’ha annientato, ma gli ha confidato un regno e un ufficio. La consapevolezza di questa dipendenza lo esaspera. Egli non è capace di gratitudine, vi è in lui perciò l’odio segreto, furibondo, profondo del beneficato verso il benefattore, del debitore verso il creditore, e perciò la smania di sopprimere, o almeno di ferire il benefattore e il creditore. Per questa ragione egli si adopera per spingere gli uomini al deicidio. Per questa ragione si è adoperato e collaborò alla crocifissione del Golgota, per questo istiga all’assassinio, che è la distruzione di una creatura di Dio (aggiungiamo noi: all’aborto, alla delinquenza e a tutti gli altri delitti che la cronaca quotidiana deve registrare ogni giorno). Il diavolo è il creditore rancoroso e vendicativo che si serve degli uomini nei suoi tentativi di derubaree ferire Colui al quale, pur nella sua condanna, deve tutto, eccettuato il suo implacabile odio»145.
Egli odia Cristo, il «Nazareno», come talvolta è da lui chiamato, la cui incarnazione era stata la prima causa della sua ribellione e della sua riprovazione all’inizio del mondo; Cristo il quale con la sua morte in croce ha posto fine al suo «regno» e detronizzato per sempre «il principe di questo mondo»; Cristo che ha dato ai suoi apostoli e a tutti i successori degli apostoli, vescovi e sacerdoti, il potere e l’autorità di dominare i demoni e di cacciarli dal corpo degli ossessi.
Questo odio a Cristo, per quanto profondo, viscerale, inestinguibile, non si può tuttavia manifestare in pieno, ma solo in misura rattenuta, entro i limiti permessi dalla suprema volontà di Dio.
Il demonio odia Maria santissima, colei che al principio della storia umana era stata predestinata a guidare la lotta contro di lui e a riportare su di lui completa vittoria fino a schiacciargli il capo sotto i suoi piedi. In tutti i casi di possessione diabolica — l’abbiamo visto negli esempi riportati— non manca mai la presenza e la potenza di Maria, e la conclusione finale, l’espulsione definitiva del demonio, avviene sempre per l’aperta invocazione di Maria alla quale egli non può resistere.
— Perché adesso deve costui — cioè l’esorcista — venir fuori con la «Grande Signora»? Ora devo andarmene davvero, sono costretto a uscire da questo corpo.
Così aveva detto a Illfurt nell’esorcismo dei due fratelli Teobaldo e Josef. L’invocazione di altri santi, o di Dio stesso, non sempre ha sul demonio l’effetto infallibile dell’invocazione di Maria santissima.
Il demonio odia i santi, e tra i santi specialmente san Michele arcangelo, l’antico antagonista che in nome di Dio e per la forza di Dio aveva ingaggiato in cielo la lotta contro di lui e l’aveva ricacciato per sempre, dopo una mischia terribile, nell’inferno dal quale non sarebbe più uscito.
Il demonio monta su tutte le furie al solo sentirlo nominare e invocare. Anche nella ricorrenza delle sue feste, l’8 maggio e il 29 settembre, o al solo vedere la sua immagine, fa vedere disagio e insofferenza negli ossessi di cui si è impadronito. Per bocca degli ossessi manifesta talvolta i suoi sentimenti di odio:
— Michele è bello — diceva Lucifero nell’esorcismo di Magda — è il riflesso dello splendore di Colui che vede ogni giorno, e noi vediamo questo splendore. Io sono il capo dell’esercito opposto, per questo non gli do nessuna importanza.
Ricordando la sua antica felicità soggiungeva: — Quello che si nota in Michele è la sua grande pace e il suo grande splendore. Eravamo nello stesso grado e molto amici tra noi. Ma io sono stato vinto da lui. Gli ho dovuto cedere, in certo senso, la mia daga, che Michele ha dovuto per forza pretendere, ma la usò a malincuore contro di me perché eravamo stati fino allora amici e ci intendevamo molto bene tra noi.
La lotta tra Lucifero e Michele non è finita: — Dove siamo noi c’è anche Michele e tra noi c’è una lotta senza tregua.
Anzi Michele è in molti casi il rappresentante di Dio che attraverso lui manifesta la sua volontà e la fa trasmettere ai demoni: — Se noi spiriti odiamo qualche cosa e qualcuno, quest’odio si volge soprattutto ai cori degli angeli, a Michele, a Gabriele, i quali tuttavia si erano rattristati della nostra perdita. Essi non sono stati contenti di vederci cacciati dal paradiso. Ma noi abbiamo cambiato questa compassione in odio, l’abbiamo corrisposta con l’odio.
I demoni vedono in Michele l’anticipatore dei tempi nuovi che inizieranno quando essi, liberi per il momento di scorazzare per il mondo, saranno nuovamente ridotti in catene — «il nostro tempo è breve» hanno detto più volte — e il bene e la verità avranno via libera per diffondersi e per affermarsi.
I diavoli odiano terribilmente tutto il genere umano sia per la loro ostinata volontà nel male, sia perche l’uomo, vivendo in grazia, può meritare quella felicità eterna che essi hanno perduto per loro colpa, sia per la preferenza che Dio ha dato alla natura umana redenta con l’incarnazione.
Ma tra tutti gli uomini l’odio maggiore è rivolto al sacerdote cattolico, come ha dimostrato in molti casi l’esorcismo. Col sacerdote cattolico il demonio ha sempre uno scontro diretto, e uno scontro che si conclude infallibilmente con la sua ritirata e la sua sconfitta. Il sacerdote, anche se semplice uomo, è più forte del demonio perché il sacerdote è Cristo, ed egli lo deve suo malgrado riconoscere.
— In te io incontro il Nazareno. Tu sei lui e lui è te. E il Nazareno che ti porta nelle sue mani.
La grandezza del sacerdote deriva più che altro dall’eucarestia.
— Voi preti siete grandi perché tenete tra le mani il pane (eucaristico) — diceva Lucifero al padre Rodewyk —. Quello che il sacerdote porta nelle sue mani io non lo potrò portare mai per quanto io sia stato creato come lucJro, portatore di luce146.
Il prete che la mattina aveva celebrato la Messa portava ancora una traccia della presenza di Cristo e il demonio sentiva tutta la forza che emanava da questa presenza.
L’odio a Dio si estendeva per diretta conseguenza a tutto ciò che si riferiva a Dio, alle cose sacre.
Proprio dell’indemoniato, cioè del demonio che alberga in lui, un comportamento di forte e violenta avversione alle cose sacre. Non si tratta più dell’avversione al sacro che può avere l’ateo, o l’indifferente, o il laicista in genere, al quale diventa insopportabile anche l’accenno lontano a ciò che ha un riferimento alla religione e a Dio. Al miscredente, anticlericale e anticristiano dà fastidio ed è insopportabile lo stesso suono delle campane che diventa per lui un richiamo e un rimorso sgradito. Non sempre, come si è già osservato, l’avversione al sacro è segno certo di una presenza diabolica. L’avversione può nascere da molte altre cause puramente naturali. Certo è però che nei casi di possessione diabolica questa avversione non manca mai e si manifesta tutte le volte in forma violenta, rabbiosa, spettacolare, improvvisa. Ne abbiamo già riscontrate alcune nelle pagine precedenti. L’indemoniato sì accorge della presenza dell’oggetto sacro anche nascosto, esce in escandescenze improvvise, cambia fisionomia, straluna gli occhi, si agita in tutto il corpo, tutto il suo essere è trasfigurato e le parole che pronuncia sono le più volgari ed oscene, vere bestemmie, che mai si sono sentite pronunziare da labbra umane. Non è possibile disgiungere questi fenomeni da un qualche cosa di demoniaco.
Anche questo è un aspetto, e non ultimo, della «sindrome dell’odio» da cui è colpito il demonio.
Paolo Calliari
Tutte queste guerre seminano il terrore e fanno crescere l’odio e la collera nel vostro cuore .
Messaggio della Vergine Maria
Io vi ringrazio di esservi riuniti per pregare insieme a questa fanciulla. Il suo cuore brucia del fuoco dell’amore eucaristico di mio Figlio. Durante questa messa egli fa scaturire tutto il suo amore su tutti i suoi figli sofferenti della guerra . Ve ne supplico, pregate e pregate per le loro anime.
Io vi chiedo d’accogliere su di essi le grazie onnipotenti di provvidenza, di protezione e di luce del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Io, vostra Madre del Cielo, unita alle vostre preghiere , intercedo per essi e per quelli che soffrono . E vi dico che presto sarà la fine delle tenebre.
Preghiera della Vergine Maria: Vieni Signor Gesù attraverso il tuo Cuore d’Accoglienza, ad accogliere l’onnipotenza di luce dello Spirito Santo che scaccia le tenebre. Vieni ad inondare tutti i popoli con il tuo amore!
Figli miei, cessate di battervi per i vostri dirigenti , facendo morire millioni di bambini, donne e uomini per conquistare un pezzetto di terra. Riflettete, figli miei ! Tutte queste guerre seminano il terrore e fanno crescere l’odio e la collera nel vostro cuore . Per questo odio e per questa collera, voi nutrite il male in voi, il male nelle vostre popolazioni.
Figli miei, colui che ha ogni potere, è Dio : nel suo amore e nella sua misericordia. Non date poteri a tutti quelli che nutrono falsi valori e che hanno perso ogni senso morale ed il rispetto della libertà degli uomini.
Preghiera della Vergine Maria : Vieni Signor Gesù, attraverso il tuo Cuore d’Accoglienza, accogliere le onnipotenti grazie del tuo Spirito Santo di verità e di discernimento per guidare i dirigenti dei popoli nelle loro decisioni.
Figli miei, ve ne supplico, per metter fine a tutte le ingiustizie sociali, ritornate alla preghiera e non smetete di pregare.
Molte malattie sconosciute sorgono sulla Terra. La vostra scienza à sorpassata. Non arriva più a seguire. Figli miei, vi ho spesso detto che la preghiera allontana le catastrofi e vi protegge da molte epidemie. Unitevi al Cuor d’Accoglienza di mio Figlio unito a suo Padre : egli è l’Onnipotente. Chiedetegli di accogliere con voi le sue grazie di misericordia.
Che avete da guadagnare in una guerra, figli miei? A chi appartengono veramente queste terre? Un giorno verrà quando accetterete di dividere le vostre parcelle di terra con i vostri fatelli. Un giorno verrà dove la pace regnerà, poichè il vostro Padre del Cielo vi ama e fa scendere su di voi le onnipotenti grazie del suo Regno attraverso il Cuore d’Accoglienza di suo Figlio.
Preghiera della Vergine Maria: Lodato sii, Signore Gesù , per il giorno dove vivremo insieme nella pace tra fratelli.
Pregate e pregate, figli miei, per ottenere la forza d’ essere liberati dalle vostre catene e di ritornare alla preghiera.
Preghiera della Vergine Maria : Vieni Signor Gesù, attraverso il tuo Cuor d’Accoglientza, rompere le catene delle tenebre, per sempre nella mia vita, con l’onnipotenza del tuo Spirito Santo. Vieni, Signor Gesù, attraverso il tuo Cuor d’Accoglienza, rompere le catene di tutti i popoli con l’onnipotenza del tuo Spirito Santo.
Io, a te,Gesù, che sei vittorioso di tutte le forze delle tenebre, offro la mia famiglia, offro il mio popolo, io ti offro tutte le mie debolezze e ti offro tutta la mia vita di peccatore. Vieni Signor Gesù, accogliermi nel tuo Cuore con l’onnipotenza della tua misericordia. Non ho più forza. Salvami nella mia miseria. Lodato sii tu, Signor Gesù, tu che regni sulla Terra e nel Cielo, per i secoli dei secoli. Così sia!
Il Padre dice a tutti i suoi figli che tutto il sangue versato dagl’innocenti sarà riscattato dalla sua onnipotenza di giustizia e di amore puro. Egli dice di accogliere attraverso il Cuore Accogliente di suo Figlio Gesù, l’ onnipotenza di luce che scaccia le tenebre.
« Immaginate tutte le forze che i miei figli riceveranno quando il Cuore d’Accoglienza di Gesù sarà conosciuto e pregato su tutta la Terra. Figli miei, formate gruppi di preghiera del Cuor d’Accoglienza di mio Figlio. Capite che ognuno dei vostri gruppi di preghiera sarà come un canale per lasciare passare le onnipotenti grazie della luce che scaccia le tenebre e le onnipotenti grazie dello Spirito Santo, di liberazione, di guarigione e di miracolo. »
Così sia!










