venerdì 6 marzo 2026

La caduta degli spiriti – Capacità di pensare – La caduta di Lucifero

 


L’Origine del male


E ’ molto più facile farvi conoscere i collegamenti spirituali, che giustificano la vostra propria esistenza, che fornirvi la giusta comprensione sugli avvenimenti spirituali che si sono svolti quando Io avevo chiamato in vita tutti voi come essenze spirituali. Ciò che è alla base del Mio Piano di Salvezza, era soltanto la conseguenza di ciò che si svolto precedentemente nel Regno degli Spiriti. E per comprendere questo avvenimento, premette una pienezza di luce, che voi uomini sulla terra non possedete ancora, persino quando vi sforzate di vivere secondo la Mia Volontà. Ma quegli avvenimenti spirituali facevano parte della decisione della libera volontà, che anche tutti gli esseri proceduti dal Mio Amore dovevano assumere, per raggiungere la massima perfezione: per essere indipendenti dalla Mia Volontà come esseri creando liberamente e per pensare, volere ed agire lo stesso nella stessa Volontà con Me. Ed anche questa decisione di libera volontà richiedeva le necessarie premesse. L’essere doveva poter cadere nell’abisso, come però doveva poter raggiungere anche la massima altitudine. Se all’essere fosse stata messa una barriera verso l’alto o verso il basso, anche la sua volontà non sarebbe stata più libera. E questa volontà sviluppandosi liberamente era quindi nuovamente il risultato del pensare, il pensiero però era una espressione di Forza irradiata da Me sull’essere, che ora stimolava l’essere stesso, di prenderne posizione. La “capacità” di pensare” propria dell’essere era costituita dal fatto di elaborare una irradiazione di pensiero che lo toccava, cioè di occupare se stesso con il pensiero, altrimenti l’essere sarebbe rimasto solamente un “opera” da parte Mia, se il Mio Pensiero l’avesse stimolato obbligatoriamente allo stesso pensare. Ma Io volevo emettere da Me delle creature completamente libere e diedi loro perciò la “capacità” di un proprio giudizio, che però poteva svilupparsi in diverse direzioni. Non avrebbe mai e poi mai potuto esistere una caduta di Lucifero se esso non avesse posseduto questa capacità. Ma egli allora non sarebbe stato nemmeno uno spirito libero, ma sempre soltanto una marionetta, sottomessa completamente alla Mia Volontà. Io dovevo quindi isolare da Me questo ed anche tutti gli esseri seguenti, loro dovevano rallegrarsi di una completa libertà e non dovevano venire limitati in nessun modo. E così dovevano poter venire valutati anche i pensieri irradiati su di loro sia negativamente che positivamente, cioè l’essere stesso poteva in pieno accordo, quindi nella stessa volontà con Me, portare all’esecuzione per cui veniva stimolato attraverso quei pensieri. Però poteva anche “pensare diversamente”, quindi grazie alla sua capacità di pensare e tirare altre conclusioni, cosa che però succedeva solamente quando considerava questa “facoltà di pensare” non più come Mio Dono, ma come creato da se stesso e questa auto consapevolezza aveva per conseguenza un offuscamento della sua conoscenza. Ogni esistenza era stata ben esposta da Me indipendente, ma nella sua sostanza originaria era Amore, e questo Amore doveva anche cercare il collegamento con Me, perché Amore tende verso all’amore. E fino allora anche la volontà era completamente in sintonia con la Mia. Ogni allentamento di collegamento con Me si esprimeva anche nella deviazione della volontà dell’essere dalla Mia Volontà. E questo nuovamente aveva l’effetto nell’utilizzo della capacità di pensare nella direzione sbagliata, perché ogni pensiero doveva poter venir valutato in tutte le direzioni, altrimenti la volontà non sarebbe libera, cosa che però non significa, che un pensiero sbagliato è defluito da Me verso l’essere. Il primo essere, Lucifero, stava nella Luce più luminosa e poteva riferirsi a Me Stesso, poteva anche orientare erroneamente il suo pensiero, ma avrebbe anche avuto sempre la possibilità di ripresentare a Me i suoi pensieri sbagliati, in modo che Io gli avessi potuto rispondere. Ma proprio questi pensieri sbagliati pensava di nasconderli a Me. E questo era già un indebolimento del suo amore, che aveva per conseguenza anche un indebolimento della luce. E dei primi pensieri “sbagliati” facevano parte anche i dubbi sul Mio Potere, perché non riusciva a vedere Me. La conoscenza, che egli stesso alla vista della Mia Luce Primaria ultrachiaramente raggiante sarebbe passato, non lo trattenne dal desiderio. Lui non voleva lasciare valere questa conoscenza e cercò egli stesso nella Mia “Impotenza” una spiegazione, di nuovo un pensiero, che era una conferma che aveva già allentato il suo collegamento con Me quando questo pensiero sorse in lui. Perché nella stessa misura, in cui cominciò a dubitare della Mia Potenza, si elevò la sua propria consapevolezza di forza, ed ora un pensiero sbagliato seguì l’altro, la sua volontà non coincideva più con la Mia, il sui amore diminuiva e si chiudeva sempre di più alla Corrente di Forza del Mio Amore, perché ora aveva perduto anche la conoscenza che egli doveva prima venire nutrito con la Mia Forza, per poter essere attivo creativamente. Ma per via della meta, che Io seguì: di condurre gli essere proceduti da Me e da lui alla massima beatitudine, Io non ho ostacolato nessuno degli esseri, nemmeno il Mio primo creato portatore di luce, di usare la volontà in modo errato. Io non ho ostacolato nessuno degli esseri di usare erroneamente la capacità di pensare. Perché tutti gli esseri erano stati esternati liberi da Me e la massima beatitudine degli esseri è costituita dal fatto di poter creare ed agire nella pienissima libertà. E questo richiedeva anche il massimo adeguamento alla Mia Volontà senza alcuna costrizione. Se però nessun essere potesse pensare e volere diversamente dalla Mia Volontà, allora gli esseri non sarebbero stati nemmeno provveduti di una libera volontà, che però apparteneva irrevocabilmente ad un essere divinamente perfetto. E soltanto allora Io posso parlare delle Mie creature come “dei figli Miei”, quando loro in piena libera volontà sono entrati nella Mia Volontà, e soltanto allora a loro è dedicata una Beatitudine, che premette la massima perfezione. E questa perfezione Io non potevo donarla agli esseri, ma deve essere acquisita da ogni essere stesso creato nella libera volontà. 

Amen

3. aprile 1958 


DOPO LA MORTE

 


Un'aria di giovinezza veramente straordinaria, si sparse sui lineamenti di Suor M. Marta poco dopo il suo transito. Essi assunsero una distinzione e nobiltà, che non ebbero mai durante la vita. Nessuna traccia di corruzione comparve su questo corpo che la cancrena aveva già segnato delle sue livide macchie. 

Secondo la consuetudine dell'Ordine, la nostra cara Sorella venne rivestita dell'abito religioso; e sul velo nero (1) fu deposta una corona di rose bianche. In previsione dell'avvenire, lo stato civile della Defunta fu chiuso, dall'O. Madre G. F. Breton, in una scatola di ferro sigillata del sigillo del nostro Monastero, e deposto sulla salma onde permetterne l'identificazione.   

Nella bara scoperta e circondata di fiori bianchi, la Serva di Dio rimase esposta nel Coro fino al momento dei funerali, che ebbero luogo nella mattina del 23 marzo. Da molti anni noi eravamo prive della consolazione di conservare nel nostro piccolo Cimitero, le spoglie delle nostre Sorelle Defunte. Fu dunque con emozione che noi vedemmo la venerata salma varcare la porta di Clausura, e la cerimonia funebre svolgersi nella nostra Cappella esterna. (2)   

Il corpo di Suor M. Marta fu seppellito nel Cimitero della Città. Là rimase dieci anni fino al maggio 1917. (3) Le concessioni precedenti essendo per finire, noi ottenemmo a questa data, l'autorizzazione di riportare nel Monastero le Sorelle morte dal 1901.   

La cassa della Serva di Dio - posta in luogo umido - era quasi consumata; così pure le carni. Lo scheletro e le vesti non avevano subìto notevole alterazione.   

Particolare curioso: si ritrovò intatto il corpo di Suor M. Giacomina, morta nel 1908, tanto che i becchini dicevano: “La santa è la Sorella Arbet”. 

I resti di Suor M. Marta, collocati a parte in una nuova cassa, furono deposti nel nostro Cimitero.   

Intanto - noi l'abbiamo detto poc'anzi - dopo la morte della privilegiata di Gesù, i Manoscritti relativi alle sue grazie erano passati dalle mani del nostro Confessore in quelle della Nostra O. Madre Giovanna Francesca Breton. Appena percorse le prime pagine, essa comprese il valore del tesoro affidatoci, e concepì il desiderio di comunicare al nostro Istituto le ricchezze spirituali contenute in queste preziose Memorie. Secondo l'uso stabilito dai nostri Santi Fondatori, essa intraprese dunque “il ristretto della vita e delle virtù della nostra cara Suor M. Marta Chambon”. Tuttavia, le circostanze imponendo una prudente riserva, la nostra buona Madre si contentò di inviare ai nostri Monasteri il breve articolo necrologico del Libro dei Voti, invitandoli a ripetere sovente con noi: “SIGNORE, DEGNATE GLORIFICARE LA VOSTRA SERVA CHE VI HA GLORIIFICATO CON LA SUA UMILTÀ E COL SUO ZELO A FARE FRUTTIFICARE CON TANTO AMORE I MERITI DELLE VOSTRE SANTE PIAGHE!”  

Durante quindici anni, l'ombra, che fu quaggiù la compagna di Suor M. Marta sembra ancora avvilupparla. Tutto, attorno a lei, cammina lentamente fino al giorno in cui, ad un tratto, come lampo che squarcia la nube, la breve biografia voluta dalle circostanze, mette in luce e la Devozione alle Sante Piaghe, e l'umile Apostola a cui il Salvatore Crocifisso aveva affidato la missione di propagarla.  

Nel 1915, ci venne dato per Superiore il Can. Maillet, Vicario generale della Diocesi, casista distinto, teologo apprezzato e - d'altra parte - spirito molto positivo. Precedentemente Confessore straordinario della Comunità dal 1895, amico intimo del Can. Collonge, egli conosceva Suor M. Marta. Essendo passati per le sue mani il Ristretto della sua Vita ed i Manoscritti, egli si compiaceva di ripetere: “Tutto è conforme alla più pura dottrina. Io non vi ho trovato nulla di contrario agli insegnamenti della Chiesa”. Egli ci stimolava vivamente a far conoscere il racconto delle grazie accordate alla nostra Sorella. Mostrandosi S. E. Mons. Castellan favorevole a questo disegno, se ne parlò vagamente come d'un progetto che, d'altra parte, non poteva non offrire delle difficoltà.   

Le cose erano a questo punto, allorché, un giorno, cadendo la conversazione sul “silenzio” che la Privilegiata di Gesù serbava anche di Lassù, la nostra O. Sorella Giovanna M. Anna Spinella disse sorridendo: “Quando io sarò in Cielo, andrò a scuotere Suor M. Marta!” Era nel 1922, qualche settimana prima della sua morte. Infatti, poco dopo questo decesso, la N. O. Madre si sentì fortemente ispirata di realizzare uno degli ultimi desideri della compianta Defunta: la domanda di estendere al mondo intero l'Indulgenza accordata alle Invocazioni delle Sante Piaghe. (4)   

Le iniziative da prendersi e la necessità d'informare i Superiori ecclesiastici della Diocesi sull'origine delle due preghiere, determinarono la redazione dell'opuscoletto: “Suor M. Marta Chambon e le Sante Piaghe di N. S. G. C.”.   

Noi l'abbiamo detto nella “Parola finale” della seconda edizione: quando gli avvenimenti ci indussero a pubblicare queste pagine (13 dicembre 1923), noi pensavamo che esse non avrebbero varcato il recinto familiare dei nostri Monasteri - né il circolo amicale degli intimi della Casa – e che avrebbero potuto bastare alcune centinaia di copie. Ora, al momento in cui tracciamo queste linee, le centinaia prevedute sono trasformate in centinaia di migliaia (se si tien conto delle dieci o dodici traduzioni in lingue straniere).  

La Devozione è uscita dai Monasteri. Essa ha varcato le frontiere e gli Oceani. Dappertutto si è diffuso l'Opuscoletto delle Sante Piaghe; sono sparse per ogni dove le pagelle col Rosario della Misericordia. Da ogni angolo della terra salgono verso il Cielo le “Invocazioni alle vere Sorgenti di salvezza”. E dappertutto s'innalza il cantico della riconoscenza per i favori ricevuti per mezzo di questa santa pratica. E' un rinnovamento della devozione alla Passione del Salvatore. E' la “missione” di Suor M. Marta che si sta compiendo.  

Destato dalla lettura dei brevi cenni biografici un desiderio si alzava dai cuori devoti: quello di conoscere maggiormente l'anima privilegiata, strumento della divina misericordia. Un sentimento unanime di venerazione e di confidenza si manifestava nel tempo stesso circondando devotamente il Nome dell'umile Conversa. 

Davanti a questo movimento venuto dall'esterno, come non commuoversi alquanto nell'interno del Monastero? L'esumazione dei resti della Serva di Dio sembrò imporsi. Il 31 gennaio 1924, si ritrovò la Cassa intera e chiusa, quasi tutte le ossa e una parte delle vesti. Sulla manica della veste era l'impronta rugginosa della scatola di ferro scomparsa, senza dubbio, nei lavori della prima esumazione. Si raccolse anche dei frammenti di cera che la sigillavano.   

Dopo il riconoscimento medico, queste ossa vennero collocate in un cofano di zinco piombato e deposte, l'11 febbraio seguente, sotto una lastra di marmo nella Cappella della Madonna dei Sette Dolori, dove la nostra Cara Sorella si era tante volte inginocchiata.   

Suor M. Marta non tardò a mandarci un sorriso dall'Alto del Cielo. Il primo Venerdì di novembre 1925, una Sorella Conversa, da molti mesi in uno stato di deperimento cagionato da una quasi impossibilità di alimentazione, ricuperò subitamente le sue forze e la facilità a digerire, dopo una novena fatta alle Sante Piaghe. (5)  

Non è soltanto al Monastero che la Privilegiata di Gesù, manifesta il suo potere d'intercessione! Le lettere ricevute attestano i favori che sembrano rispondere alla confidenza dei devoti di Suor M. Marta: conforto nella sofferenza - grazie di lumi e di forza per apprezzare e portare la croce - conversioni e guarigioni.   

Come pegno di protezione e sicurezza d'essere più facilmente esaudite, molte pie persone chiedono che i loro nomi e le loro richieste siano deposti sulla tomba dell'umile Serva di Dio.   

Quanto alle numerose testimonianze di soddisfazione con cui venne accolto l'“Opuscolo di Suor M. Marta”, noi ne citeremo una sola che le riassume tutte ed è contrassegnata da un Nome reso glorioso dalla morte: 

Parigi, 22 settembre 1924.   

“Rispondo con molto ritardo all'invio della vostra ammirabile “Biografia”. Ho voluto leggere e gustare prima di ringraziarvi. Tutte queste pagine, così scevre dall'IO, hanno il divino sigillo. 

 “Questa “Notizia” è una benedizione insigne che dischiude a tutti l'anima del Cristo e, per parte mia, ne voglio serbare il ricordo fino alla mia partenza, fino all'arrivo ove tutti i lumi hanno la loro consumazione. 

 “Io ammiro come N. Signore conserva la sua forma d'azione in un centro determinato. E' la stessa grazia che si diffonde su Suor Margherita Maria Alacoque e la felice Conversa. Il medesimo modo di metterci a contatto con le cose celesti, avvicinarle a noi e seppellirci in esse”. 

Fr. T. G. Vallèe, des Fréres Prêcheurs. 

 

DIO SIA BENEDETTO! 


Suor Maria Marta Chambon


Preghiera per l'estirpazione della moda immodesta

 


Prostrato ai Vostri Sacri Piedi, mio Gesù Crocifisso, Vi supplico per intercessione della SS. Vergine Immacolata, a lavare la terra dalla sozzura della moda odierna, con l'onda purificatrice che scaturisce dalle Vostre Sante Piaghe. Ricordate, o buon Gesù, che tra gli atroci dolori della Vostra Santa Passione, una donna Vi seguì fedele al Calvario, la sua voce si elevò sola a Vostro conforto, le sue lacrime si unirono a quelle della Vostra Vergine Madre. Con Maria SS. essa vide aprirsi le Vostre Piaghe redentrici e adorò il Sangue prezioso, con Maria, essa baciò queste Sacre Piaghe, le imbalsamò con gli aromi ed aiutò ad involgere il Vostro S. Corpo nella Sindone monda. Ricordate, amoroso Gesù, questi pietosi uffizi e rialzate la donna dal fango, ove l'ha trascinata la moda invereconda. Davanti al Sacro Altare, nuovo Calvario ove si perpetua il Sacrifizio della Croce, essa si presenta di sovente, o Gesù, non a Vostro conforto, ma quale angelo decaduto senza l'aureola purissima di cui avevate degnato ricingere la sua fronte. Essa Vi si presenta infrangendo le leggi più elementari della modestia e quasi, si direbbe, per rinnovare le Vostre Piaghe, per immergere una nuova spada nel Cuor purissimo di Maria. La donna, che sul Calvario Vi avvicinò, o dolce Gesù, per detergerVi con amorosa compassione la Fronte, non permettete che ora Vi avvicini per donarVi il bacio di Giuda, per mangiarsi la propria condanna. Oh! quante volte, o buon Gesù, Voi dovete ritorcere da lei i Vostri purissimi sguardi e sfolgorare la Vostra Giustizia là, dove vorreste fare scorrere solamente torrenti d'amore! Quante volte gli Angeli del Santuario devono, inorriditi farsi velo con le loro ali!... O Gesù misericordioso, per le Vostre Sacratissime Piaghe, per i Dolori di Maria SS., ridonateci la donna forte ammantata di giustizia e di modestia; ridonateci le vere madri cristiane, Angeli custodi dell'innocenza; ridonateci nella gioventù una fioritura di gigli, che profumi il Cielo e la terra, e formi serto candissimo al Vostro Cuore piagato d'amore per noi.


Il terrore si diffonderà in varie regioni del Brasile e i miei poveri figli porteranno una pesante croce.

 


 Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 03/03/2026


Cari figli, Io sono vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. La vostra nazione berrà il calice amaro del dolore. Il terrore si diffonderà in varie regioni del Brasile e i miei poveri figli porteranno una pesante croce. State attenti ai Miei appelli. Quello che vi ho annunciato in passato si realizzerà. Io vi amo e voglio aiutarvi. Vi chiedo di essere docili alla Mia chiamata, perché solamente così potrò condurvi sul cammino sicuro. Pregate. Cercate forze nelle Parole del Mio Gesù e nell'Eucaristia. DateMi le vostre mani e Io mi prenderò cura di voi. Vedrete orrori in Brasile, perché gli uomini si sono allontanati dal Creatore e sono diventati ciechi che guidano altri ciechi. Ritornate. Il Mio Gesù vi ama e vi aspetta a braccia aperte. Avanti per il cammino che vi ho indicato! Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


La deposizione di suor Celestina Algeri 


- Mi trovavo all'asilo. 
- Sì, il curato prima disse a noi di interrogare la bambina,  perché i primi giorni non parlava. Era sotto un incubo e allora  suor Genoveffa un giorno ha chiesto: "È poi vero che hai visto la  Madonna?" E la bambina al momento è rimasta un po' esitante e  poi la suora di nuovo disse: "ma è poi vero sì o no?". E la  bambina: "Sì è vero" Ed ha aggiunto: "Adesso devo andare a  confessarmi perché ho parlato". Si capisce che aveva l'obbligo di  non parlare. E noi: "Perché devi andare a confessarti?" -"Perché  non posso parlare." - "Non sei in collegio, sei con le tue suore".  Allora ha fatto un sospiro come a dire: "È vero che posso  parlare". Poi le abbiamo chiesto come era vestita la Madonna e le  cose di prima. Ed essa confermava. E al curato noi l'abbiamo  riferito e il giorno dopo l'abbiamo presa, su consiglio del curato,  esortandola a scrivere quello che sentiva. E le abbiano dato un  quadernetto su cui ha scritto qualche cosa. Alla sera l'abbiamo  detto al curato, il quale pure ha chiesto alla bambina se era vero  che aveva visto la Madonna e la bambina di nuovo ha  confermato. E allora il curato: "Perché hai scritto quella lettera di  negazione?" - "Perché me l'ha detto don Cortesi" - E il curato:  "Non ti farebbe nulla di scriverlo sul quadernetto? Se non oggi  sarà domani. Devi mettere quanto ricordi." -La bambina: "lo  faccio anche subito". E allora ha preso il suo quadernetto con il  calamaio ed è entrata sola nella sala dell'asilo e ha scritto: " È  vero che ho visto la Madonna". - E ha mostrato il foglio al  curato. Il quale ha espresso il desiderio che scrivesse anche il  motivo perché prima aveva detto che non era vero. 

La bambina ha esitato un momento; si trovava in fastidio.  E noi abbiamo detto: "Dì una Ave Maria alla Madonna e saprà  lei ispirarti. E di fatto si è di nuovo ritirata e ha scritto: "Ho detto  che non avevo visto la Madonna perché me l'ha dettato don  Cortesi". 

Era di sera, alle ore 8,30; era con l'Annunziata; la lettera  l'ha data al signor Curato e allora abbiamo firmato tutte noi presenti. E avendo il curato aggiunto che il foglio l'avrebbe portato  al vescovo, la bambina rispose: "A me non fa niente, faccia  pure". 
- E dopo era tutta contenta. E avendo la suora promesso a  lei un croccante, essa disse che era contenta non per questo, ma  perché aveva detta la verità. 

 Ho sempre sentito l'Adelaide dire che aveva vista la  Madonna. Che abbia detto ad altri che non l'aveva vista, non ho  mai sentito. Noi non abbiamo saputo più niente, dopo che fu  portata via la lettera dal curato. 

 Qualche volta, alla sera di festa, andiamo con le ragazze 
a dire il rosario sul luogo delle apparizioni". 

Suor Celestina Algeri ha fatto la sua deposizione in modo  semplice, sicuro, riaffermando quanto altri testimoni avevano  detto sui motivi della ritrattazione della bambina. 

Dalla sua esposizione appare chiaro che la bambina ha  negato di avere visto la Madonna perché costretta moralmente  dal Cortesi. 

giovedì 5 marzo 2026

Il rifiuto della Forza d’Amore era il “peccato”

 


La colpa degli esseri


Quando vi parlo dall’Alto, allora è un segno del Mio Amore che non cessa mai, che ha Pietà degli uomini e vuole venire loro in Aiuto. E questo Amore è sempre e continuamente per voi, perché siete anche la Mia Parte, anche se nella libera volontà avete seguito il Mio avversario nell’abisso. Ma il vostro essere Ur è Amore. Ed Io non riposo prima che vi siate di nuovo cambiati nel vostro essere Ur.

E se ora vi parlo dall’Alto, riconoscerete anche nel Mio Discorso che può soltanto essere all’Opera una Forza buona, perché Mi sforzo sempre di educarvi nell’amore e di indicarvi Gesù Cristo e la Sua Opera di Redenzione, perché allora percorrete la retta via, che ha per conseguenza un cambiamento ancora su questa Terra. Perciò non dovete dubitare nell’Origine di ciò che vi giunge dall’Alto. Il suo contenuto non può essere altro che buono, e quindi deve essere libero dall’errore. Perché l’Eterna Verità Stessa vi sta istruendo e vi potete affidare a Lei pienamente, perché non vi presenta nessun insegnamento errato. Ma nel tempo della fine questa assicurazione è molto necessaria, perché si vuole precipitare nel dubbio persino i Miei portatori di Luce per via della veridicità dei loro messaggi. Ma vi basti sapere che Io Stesso proteggo dall’errore i Miei portatori di Luce, perché chi vi può fornire la garanzia per la pura Verità se non Io Stesso, che conosco di ognuno la volontà ed il desiderio per la Verità?! E vi dico sempre di nuovo, che l’agire dell’avversario è rivolto in particolare a voi che volete diffondere la Luce, perché vuole impedirlo e perciò usa tutti i mezzi per spargere del dubbio nei cuori degli uomini sulla veridicità di queste ricezioni. Ma anche il Mio Agire sarà sempre più chiaramente riconoscibile. Illuminerò sempre più chiaramente l’errore nel quale vi ha già spinto, perché la sua meta è di tenere lontano da voi la Verità, ma non gli riuscirà con coloro che desiderano seriamente la Verità. E perciò ognuno deve esaminarsi seriamente se desidera la pura Verità, allora non può più essere ingannato, allora egli stesso la riconoscerà e si libererà dall’errore. Il momento della Creazione era sia per Me come anche per il Mio portatore di Luce un Atto di incomparabile Beatitudine, perché i prodotti della sua volontà e della Mia Forza d’Amore erano formati così meravigliosi, che rendevano Noi Due indicibilmente felici e l’amore del portatore di Luce per Me divampava sempre più chiaramente. Perché negli esseri esisteva la stessa Forza di creare, perché potevano rallegrarsene ed essere ugualmente attivi nel creare delle creazioni spirituali, con cui potevano elevare la loro beatitudine fino nell’incommensurabile. Se Io quindi parto dal punto che a questi esseri creati non mancava nulla, che venivano esternati tutti come Mie Immagini e che potevano essere attivi nel creare e formare finché venivano irradiati dalla Mia Luce d’Amore, allora vi deve anche essere chiaro che la loro attività ha subìto una perdita, quando rifiutavano quest’apporto di Forza d’Amore, che è stato il motivo per cui hanno perduto la loro Luce, la loro conoscenza, in modo che si confondeva il loro pensare e quindi diventavano incapaci di creare, che si sono induriti in sé, ma erano comunque la Forza una volta irradiata da Me, che ho perciò formati in Creazioni del genere più diverso. Questo procedimento vi è già stato descritto sovente, e potete accettare questo come la più pura Verità, la potete accettare tranquillamente, che soltanto il rifiuto della Mia Forza d’Amore era il peccato contro di Me, dato che a loro era stata accesa la Luce più chiara, nella quale si rendevano perfettamente conto della portata della loro ribellione. Perciò Io illumino anche come errata ogni rappresentazione, che Io abbia obbligato o indotto a questa caduta sia il portatore di Luce come anche gli esseri caduti. Gli esseri erano tutti attivi nella Mia Volontà fino al momento del rifiuto della Corrente della Mia Forza d’Amore. Ma poi ha avuto anche luogo l’indurimento della sostanza spirituale, e la Mia Forza, che avevo una volta irradiato come esseri, doveva diventare diversamente attiva, che avveniva tramite la dissoluzione della sostanza in particelle piccole e minuscole e da queste quindi sorse la Creazione. Soltanto allora l’essenziale doveva combattere contro molte avversità, perché doveva vincerle per svilupparsi di nuovo verso l’Alto. L’attività degli esseri che non erano caduti, consisteva nell’utilizzo della Forza che fluiva da Me a loro, questi esseri però erano in uno stato della Luce più chiara, quindi di conoscenza, che perciò veniva usata dagli esseri non diversamente che nella Mia Volontà. Finché l’essere Mi rimaneva quindi fedele, agiva e creava nella Mia Volontà. Quando si è allontanato da Me, ha perduto la Forza per creare e formare. Si è indurito e rimaneva inattivo, cosa che poi ha avuto per conseguenza il sorgere delle Creazioni. Io sapevo bene sin dall’Eternità della caduta di Lucifero e degli esseri, e non l’ho ostacolato per via della sua libera volontà. Ma ciononostante Io non ne ebbi alcuna parte, perché avevo assegnato al portatore di Luce, a Lucifero, lo stesso Potere che non gli ho nemmeno diminuito, quindi egli poteva fare tutto da sé. E così gli era possibile ad indurre anche gli esseri d’allontanarsi da Me per creare per così dire un secondo mondo, un mondo pieno di ribellione contro di Me. Ma tutto questo era soltanto possibile mentre egli, e poi anche il suo seguito, si è chiuso alla Corrente della Mia Forza d’Amore. E così il rigettare la Mia Forza d’Amore fu il vero peccato, perché era rivolto contro Me Stesso, perché gli esseri stavano nella pienissima conoscenza della loro Origine da Me. Che la facoltà di pensare degli esseri si sia espressa nella volontà totalmente opposta a Me, che questa partorì qualcosa di totalmente anti divino, non ha avuto la sua origine in Me, ma il rigettare della Mia Forza d’Amore aveva per conseguenza questo orientamento invertito della volontà, perché significava l’oscuramento dello spirito, la cecità spirituale. Ora Lucifero diventava il Mio polo opposto, che poteva trasmettere tutti i cattivi pensieri agli esseri, il cui autore era lui stesso. Perché da quel momento, quando Mi licenziavano coscientemente l’Amore, egli aveva pieno potere su questi esseri e li tratteneva, finché Io feci sorgere la Creazione, per strapparli al suo potere e per iniziare il processo del Rimpatrio. Ma ora questi esseri dovevano percorrere una via di supplizi, finché poi come uomo, nello stadio della consapevolezza dell’io e della libera volontà, possono espellere tutti i loro pensieri invertiti, cambiare totalmente di nuovo la loro volontà e divinizzarsi totalmente. Quindi devono deporre il satanico e tendere al Divino nella libera volontà. Soltanto questo dimostra già che il male non può avere la sua origine in Me, altrimenti non potrei essere chiamato Divino, con cui è da intendere soltanto il Bene, che Luce e tenebra non possono essere insieme, che in Me non può esserci Amore ed odio, in breve, che non posso avere in Me tutti i contrari. La libera volontà poteva bensì decidersi per Me o per il Mio avversario, che allora però era già cattivo quando divenne il Mio avversario, che poi aveva anche creato tutto ciò che era rivolto contro di Me, che era un potere come lo Sono Io Stesso, soltanto che ha avuto un inizio. Questo è il più grave inganno che il Mio avversario impiega per farvi credere, di vedere in Me anche l’origine di tutto il maligno. E perciò vi faccio sempre di nuovo notare, che questo è stato il vero peccato: il rigettare la Mia Forza d’Amore, perché con ciò è venuto sugli esseri lo stato della confusione, lo stato nel quale negavano ogni attività nella Mia Volontà e perciò da dissolti venivano legati nelle Creazioni di ogni genere. Perché è la Mia Legge dall’Eternità, che la Forza da Me irradiata deve diventare attiva, che questa Forza deve di nuovo essere richiesta nella libera volontà, per rendere possibile la ritrasformazione in un essere perfetto. Che questi pensieri immessi nello spirituale caduto hanno la loro origine in Lucifero e che contro questi deve essere combattuto nel tempo dell’incorporazione come uomo, è diventato un Processo tramite il Mio Amore, che deve far sorgere da “creature” dei veri “figli di Dio. E così Lucifero collabora involontariamente a questo Processo di Rimpatrio, cosa che Io ho ben previsto sin dall’Eternità, ma Io Stesso non l’ho mai obbligato ad essere il Mio polo opposto, perché anche lui era un essere libero proceduto da Me in tutta la Perfezione. 

Amen

8. novembre 1964

Figli miei, arriverà un momento nella Battaglia in cui sarete sotto un tale attacco, una tale oppressione, che non sarete in grado di pronunciare una sola parola.

 


18 febbraio 2026

La nostra Beata Madre. Mercoledì delle Ceneri. Il Rosario Vivente.

(Dettato in inglese.) (NOTA: Le note a piè di pagina non sono state dettate da Dio. Sono state aggiunte dalla Sorella. A volte la nota a piè di pagina serve a chiarire al lettore il significato che la Sorella attribuisce a una certa parola o idea, altre volte serve a trasmettere meglio il tono di Dio quando ha parlato.)

***


Miei piccoli figli, 

sono Io, vostra Madre Celeste, vostra Regina, che vi parla oggi. 

Miei piccoli, che attendete con ansia le Nostre Parole, vi benedico con tutto il Mio Amore Materno. 

Figli e figlie del mio Cuore,1 miei soldati, avete visto sempre più gli orrori, le indifferenze, gli insulti, le bestemmie e le manipolazioni che il nostro nemico ha prodotto con la collaborazione di tante anime.  Tante, figli miei. 

Quando si pulisce una ferita in cui c'è infezione e tessuto cancrenoso, bisogna esporla, rimuovendo ed esponendo tutti gli strati di infezione, fino a raggiungere il tessuto sano, la carne sana. 

Capite, allora, perché il Padre permette che tutta questa sporcizia diventi evidente, visibile, sempre meno nascosta?

 

LUI NON È INDIFFERENTE. 

IL SUO CUORE NON È MENO TRAFERITO DI QUELLO DI SUO FIGLIO, IL MIO GESÙ.2 


Le opere di Satana devono essere smascherate, affinché coloro che sono chiamati a combattere nel Mio Esercito possano vedere e rendersi conto di cosa e chi sia realmente il nemico, della profondità e dell'ampiezza del suo inganno e della sua manipolazione; affinché il Mio Esercito possa combattere con gli occhi aperti alla realtà spirituale, con le orecchie aperte al Mio comando, con i cuori pronti a compiere la Volontà del Padre in questa Ora straordinaria.  

Questo “Momento”, figlioli, racchiude MOLTO. 


MISERICORDIA.  GIUSTIZIA.  DECISIONE.  PENTIMENTO.  COOPERAZIONE CON IL VOSTRO DIO. 

FEDE, FEDE, FEDE. 

SPERANZA, SPERANZA, SPERANZA. 

OBBEDIENZA, OBBEDIENZA, OBBEDIENZA. 

E UMILTÀ. 


In ogni epoca le battaglie sono state combattute con armi diverse, armature diverse, tattiche diverse. 

E così è in questo MOMENTO.  Unico nella storia, unico nel Piano del Padre. 

Ciò che ha combattuto le battaglie in passato non è sufficiente per le battaglie che avete davanti. 

Voi siete il Mio Esercito e Io devo addestrarvi PER QUESTO MOMENTO.  PER QUESTA BATTAGLIA. 

Vedete come, in mezzo a tanta confusione, manipolazioni e negazioni nella Mia Chiesa, diventi sempre più difficile per voi capire cosa fare, di chi fidarvi, dove andare? 

Vedete come ciò che per secoli è rimasto inattaccabile sta per essere rovesciato in apparenza?3 

Capite ora perché vi chiediamo di tenere gli occhi fissi sul Volto del Mio Gesù, fissi sul Cielo? Perché vi chiediamo di ripetere il Nome del Mio Gesù, come protezione e preghiera che attira Misericordia su Misericordia?4 

Perché non vi chiedo semplicemente di recitare il mio Rosario, ma di VIVERLO con Me? 

Cosa vi insegna il Rosario, se non la FEDE, l'UMILTÀ, l'OBBEDIENZA? 

A credere nei Misteri insondabili del Padre e nel Suo Piano Divino: il Mistero dell'Incarnazione e della Redenzione, e la mia cooperazione in essi. 

La FEDE che accetta questi Misteri, li riceve e attraverso la quale unite la vostra vita alla Nostra, e attraverso la quale diventate tabernacoli viventi del vostro Dio. 

L'UMILTÀ che accetta tutto ciò che il Padre ordina nella vostra vita, come abbiamo fatto Noi, per mostrarvi come vivere non solo come servi di Dio, ma come Suoi amati Figli. 

L'umiltà che mette da parte i vostri pensieri, i vostri desideri, i vostri criteri, per accogliere il Piano del Padre, in tutto il suo Mistero e nella sua infinità. 

L'OBBEDIENZA che dà VITA.5 Avete l'esempio della Nostra Obbedienza – in ogni momento della Nostra Vita – affinché possiate vedere e imparare come unire la vostra obbedienza alla Nostra; l'OBBEDIENZA che SALVA. 

Nella Battaglia che state affrontando dovete brandire il Rosario VISSUTO, la “catena” vivente che vi lega al Cuore del Padre. 

Figli miei, arriverà un momento nella Battaglia in cui sarete sotto un tale attacco, una tale oppressione, che non sarete in grado di pronunciare una sola parola. 

Ecco perché devo addestrare i vostri cuori alla FEDE che va oltre le parole, le immagini, i pensieri, e radica i vostri cuori saldamente nella VERITÀ, saldamente nel MIO GESÙ. 


NON ABBIATE PAURA, FIGLI MIEI. 

SIATE IN PACE.


Io sono6 vostra Madre, che viene a confortarvi e ad avvertirvi, affinché possiate prestare ascolto alle Nostre Parole.

Io sono la vostra REGINA, e come tale devo venire per ordinare a voi di STARE IN GUARDIA. SIATE ATTENTI. SIATE CAUTI.


NON ABBIATE PAURA.


Vi ho detto che ogni epoca ha le sue armi e le sue armature con cui combattere.

Ci sono Grazie preparate per voi, Esercito del Mio Cuore, per rivestirvi di scudo e armatura, di forza e resistenza, di pace e Verità, affinché possiate cooperare pienamente al Piano e all'Azione del Padre.

Siate in pace.

La vostra perseveranza e preghiera hanno ottenuto molta misericordia. Grazie, figli miei.


[La prossima sezione è rivolta ai sacerdoti.]


Ora parlo a voi, miei amati figli del mio Cuore, mia potente schiera.

Alzatevi, figli, senza paura, senza esitazione. Siete stati rivestiti del Sacerdozio di mio Figlio per quest'Ora.7

I miei figli hanno bisogno di voi.

So quanto avete sopportato, figli miei. Venite a riposare sul Mio Cuore. Respirate la Purezza del Cielo che è racchiusa nel Mio Cuore, per purificarvi da tutto il fetore del peccato che vi circonda.

Alzatevi, figli miei, con Me. Alzatevi con la fiducia nel Mio Amore e nella Mia protezione. Alzatevi con la certezza della benedizione del Padre e della Presenza di Mio Figlio. State saldi come figli fedeli e guerrieri.

A voi è affidata in modo particolare la preghiera e il potere di liberazione - di liberare i miei poveri figli dalle grinfie, dall'odio e dal veleno del nostro nemico. Questa autorità è posta nelle vostre mani consacrate e nei vostri cuori, affinché possiate essere un segno e una testimonianza dell'autorità di mio Figlio su tutti gli spiriti impuri.

Figli miei, vi chiedo di esercitare questa preghiera e questa autorità a favore dei miei figli che sono stati abbandonati e attaccati da lupi famelici.

Anche le vostre mani sono state trafitte e inchiodate alla Croce di mio Figlio, rendendovi apparentemente incapaci di agire efficacemente, come le mani di mio Figlio che, quando furono inchiodate alla Croce, non poterono più lenire né guarire in quell'ora.

Molti di voi sono su questa Croce in questo momento.

Ma figli miei, in nessun momento la preghiera di Gesù è stata più potente, squarciando il Cielo e la Terra con la Sua supplica e la Sua angoscia.

Così la vostra preghiera sale al Cuore del Padre ed è ascoltata, perché nel vostro grido c'è il grido di Gesù.

Figli miei, TUTTO CON GESÙ. SOLO CON LUI.

Mi avete al vostro fianco, sempre pronto ad aiutarvi a prendervi cura del piccolo gregge che vi è stato affidato.

Siate in pace.

Portate i vostri piccoli greggi al Mio Cuore. Al Mio Gesù. Nutriteli con la Verità. La vostra fede apre per loro fiumi di acqua viva.

Quanto bene fate e potete fare. Grazie, miei amati figli.

Continuate a pregare per i vostri fratelli sacerdoti, e anche per coloro che hanno l'apparenza di pastori ma sono mercenari. Scuotete la polvere della loro dimora dai vostri piedi, perché non sono nostri, e molti hanno rifiutato di essere nostri.

Come questo rifiuto trafigge il Mio Cuore; tuttavia vi chiedo di pregare con Me per loro, affinché il male che fanno possa essere mitigato e i loro cuori ammorbiditi.

Grazie, figli miei. [sorriso gentile]

Figli miei,

oggi iniziate questo tempo di Quaresima ponendo le ceneri sulla fronte in segno di penitenza e di pentimento.

Mio fedele esercito, riunito da tutti i confini della terra, voi non avete portato queste ceneri solo per un giorno, ma per tanti giorni. Non sono solo sulla vostra fronte, ma nei vostri cuori. Le ceneri dell'angoscia, dell'afflizione e del dolore nel vedere lo stato della Mia Chiesa, del mondo e di tante anime. Queste ceneri sono diventate il vostro stesso pane.

E quanto sono amare, lo so, figli miei, anch'io le ho assaporate.

Offritele a Me, piccoli miei.

Offritemi il vostro dolore e la vostra angoscia.

Offritemi la stanchezza dei vostri cuori, la stanchezza di sopportare un altro giorno, di aspettare un altro giorno.

Vivete questi giorni con Me. In pace nel Mio amore per voi.

Vivete questi giorni uniti al Cuore del Padre, così incompreso e ignorato.

Vivete questi giorni con il mio Gesù, che vi ama oltre ogni immaginazione [sorriso] e ha bisogno della vostra fiducia e del vostro amore.

Vivete questi giorni uniti allo Spirito Santissimo di Dio, nella Sua Verità, affinché il vostro cuore e la vostra mente possano riposare da tutte le menzogne a cui siete sottoposti.

Riposa in Me, Mio piccolo Esercito malconcio. Sii in pace.


Tua Madre ti ama e ti benedice. +


Diciamo insieme:

“Padre, sia fatta la Tua Volontà in me e in tutte le Tue creature. Amen.”


"A Colui che siede sul Trono e all'Agnello,

siano lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen."8


——–


 “STO ARRIVANDO PRESTO.”9


  • 1

    Vorrei sottolineare qui una sottile distinzione che potrebbe facilmente passare inosservata. La distinzione tra essere chiamati “figli” e “figli e figlie”. Entrambi i termini si riferiscono alle stesse persone, tuttavia ho la sensazione che quando Lei usa “figli e figlie” si rivolga a noi come “adulti”: c'è una maggiore serietà e responsabilità che sembra essere associata all'essere chiamati “figlio” o ‘figlia’ piuttosto che “bambino”, anche se entrambi i termini sono usati con grande amore.

    2

    Queste due frasi sono state pronunciate con una certa forza, in difesa del Padre da tanti che dicono: “Come può Dio permettere questo? Non vede? Non gli importa?”. Noi vediamo alcuni degli orrori; Lui li vede tutti. Non è indifferente al dolore e alla sofferenza che questi orrori causano: il Suo Cuore è il primo ad esserne colpito.

    3

    Mi vengono in mente il Papato, la Dottrina, il ruolo della nostra Beata Madre, la verità sul matrimonio e molto altro ancora.

    4

    Queste parole e i paragrafi seguenti in cui Lei parla del Rosario vissuto sono stati pronunciati con un senso di urgenza nella Sua voce.

    5

    Queste parole sono state dette con un tono molto particolare, quasi come se le parole si espandessero e culminassero nella parola “VITA”. Vorrei sapere come descrivere meglio ciò che a volte percepisco con certe parole o frasi.

    6

    Può sembrare strano scrivere “Am” con la maiuscola quando ci si riferisce alla Beata Vergine Maria, poiché di solito lo riserviamo alla Trinità, ma è così che ho percepito il suo uso, sottolineando l'importanza e l'unicità del suo ruolo di Madre e Regina.

    7

    Ho capito che questo “alzarsi in piedi” significa qualcosa di più del semplice alzarsi in piedi per una causa particolare. (Ancora una volta, è difficile esprimere a parole ciò che ho percepito – non smette mai di stupirmi come poche semplici parole possano comunicare così tanto). Questo “alzarsi in piedi” mi sembra un invito a ricordare e a “fare propria” la grandezza del sacerdozio, la sua importanza e santità, l'enorme bisogno che c'è di esso, dopo che ha subito tali abusi, derisioni, sminuimenti, costrizioni. Mi sembra che per alcuni sia un invito a prendere posizione in modo visibile, per altri in modo spirituale. Ma in entrambi i casi è un modo per prendere posizione e quindi riconoscere chi è un sacerdote, chi rappresenta e chi segue, per diventare veramente “in persona Christi”.

    8

    Rf. Ap 5,13

    9

    Rf. Ap 22,20. Questa frase è stata pronunciata da Gesù.

Sister Maria Amapola de Jesús

Il Rosario soggioga i demoni

 


MARIA E LA SUA ARMATA


La Madonna l'ha detto esplicitamente a Giulia, a Naju, nel messaggio dell'1-1-1988. Ed io personalmente l'ho sperimentato molte volte e in casi di persone ossesse e in casi di persone o di luoghi infestati dal diavolo.


PREGHIERA per l'estirpazione della bestemmia

 


O Vergine Immacolata, che sul Calvario aveste il Cuore straziato dalle orrende bestemmie, con cui veniva oltraggiato il Vostro Gesù agonizzante, io mi associo al Vostro immenso dolore nel vedere, pur troppo, perpetuato sulla terra questo diabolico misfatto e voglio con Voi, Madre SS., offrire a Gesù un tributo di lode, di riparazione, di amore. Aprite, Ve ne supplico, le sorgenti di grazie che stanno racchiuse nelle Sante Piaghe di Gesù, e purificate con esse la terra del vizio infernale della bestemmia. Che il linguaggio di Satana non insozzi più le labbra di creature ragionevoli, per le quali Gesù ha prodigato tanto Sangue e tante divine tenerezze; preservatene specialmente la nostra gioventù, i nostri bambini, ai quali solo conviene il linguaggio degli Angioli. Associateci, o Vergine benedetta, al vostro etemo Magnificat, e fate che la terra faccia eco al Cielo nel celebrare le lodi di Dio c del Nome SS. di Gesù.


Continuate ad offendere Dio e nonostante tutto quello che vedete, non avete il minimo timore di Dio e della sua giustizia.

 


Messaggio della Regina del Rosario dato Gisella il 14 febbraio 2026


Figli miei, grazie per essere qui nella preghiera. Figli miei, il calice sta traboccando, fate penitenze e sacrifici. Continuate ad offendere Dio e nonostante tutto quello che vedete, non avete il minimo timore di Dio e della sua giustizia. Ora, vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Pregate San Michele Arcangelo e tutte le volte che pregate il Santo Rosario recitate il Credo. Amen

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


La deposizione di Annunziata Roncalli 

- Adelaide è venuta a dormire in casa mia tutte le sere in  cui è stata a casa nel 1946: 8 o 9 volte. Anche prima veniva da  me. In una di quelle sere, la prima, io le ho domandato: "È poi  vero che hai visto la Madonna?". Siccome però si mise a piangere ho lasciato lì. L'ho interrogata allora la seconda sera. Allora  la bambina si è messa a piangere di nuovo: "Perché piangi?" —  "Perché non è vero che ho visto la Madonna". Aveva il fastidio  di aver detto una cosa così grossa, di aver visto la Madonna,  mentre non l'aveva vista. "E perché hai fatto una cosa così,  quando nessuno te l'ha messa in testa?" — "Non so neppure io".  E diceva che aveva visto delle immagini e si regolava su quelle...  E lei continuava a piangere e allora le ho domandato io: "Come  facevi allora tutte le sere a dire che la Madonna ti aveva parlato?  Questo non c'era sull'immagine" ed essa abbassava la testa e  continuava a piangere. Allora io ho pensato che fosse messa su  da qualcuno e sono rimasta molto male. E ho pensato di portarla  dal curato. Difatti sono venuta qui e non c'era. Allora ho  aspettato un'altra sera e le ho detto: "Ho bisogno di una grazia,  non faresti una novena con me?". — Lo scopo era di ottenere  dalla Madonna la verità sui fatti, tanto più che per tre o quattro  sere continuava ad affermare che non aveva visto la Madonna e  diceva: "Però guarda che cosa grossa ho fatto. Quanta gente c'è  al mondo e io sono la più cattiva di tutti". E questo lo diceva per  la bugia che aveva detto. E dopo: "Verrà un momento che tutti  mi abbandoneranno, anche il papà e la mamma e le mie sorelle  non mi vorranno più bene". Dissi: " Io non ti abbandonerò". 

Voleva essa stessa dire alle persone che venivano, che non  era vero che aveva visto la Madonna. Io le ho detto: "Non tocca a  te fare questo. Ci sono persone sopra te e me e le ho proibito di  fare ciò e poi ho fatto la novena. E al terzo giorno venne dal  curato che l'ha interrogata. Io avevo preso la scusa di portare  qualche cosa alla mamma del curato. Il curato non sapeva nulla di quello che la bambina aveva prima detto a me. E ha incominciato ad interrogarla se era vero che aveva visto la Madonna o  no. E la bambina rispose di sì. Ed io tra me dicevo: o è bugiarda  o è la Madonna che l'ha ispirata. Ma non ho detto niente. E la  bambina ha ripetuto che l'aveva vista tredici volte. Nell'andare a  casa era più quieta. Dal collegio era venuta a casa triste. Ma  quella sera, dopo che ebbe parlato col curato era contenta. Disse:  "mi trovo come un uomo che ha confessato dei peccati grossi e si  trova contento". Ed io risposi: "Perché prima hai detto di no?".  Lei non ha parlato. Era allegra, ma non parlava, e a casa mi  disse: "Ah, la novena l'hai fatta per me, non per te". Prima di  parlare col curato diceva di no, poi diceva sempre di sì. Io dissi  tutto, mi pare il giorno dopo, al curato. Ed egli restò lì. Dopo le  ha chiesto perché prima aveva negato. Ed essa rispose che era  stata messa su da don Cortesi e aveva scritto una lettera in cui  negava di aver visto la Madonna. Dissi: "Anch'io l'ho vista", ed  avendo detto questo alla bambina, mi domandò come l'avessi  vista". "Perché me l'ha mostrata don Cortesi". Disse: "Che  bugiardo. Anche lui l'ha fatta grossa e intendeva alludere alla  promessa fattale di non mostrare la lettera a nessuno". E il curato  le suggerì di fare un'altra lettera in cui smentiva la prima. E  difatti un'altra sera l'ho condotta all'asilo. Per la strada le dissi:  "Ti interrogheranno ancora un po' e tu devi dire la verità. Se hai  visto la Madonna devi dire che l'hai vista, per non fare torto alla  Madonna. All'asilo non voleva ritirarsi a scrivere da sola, perché  temeva di non essere capace. Ed allora io dissi: "Ah, io non  entro, per carità. Devi arrangiarti da sola". Difatti si è arrangiata  da sola. C'erano lì le suore e mi pare che l'abbiano interrogata. Il  curato era in sacrestia coi ragazzi e l'ho avvertito io che era  venuta, e lui disse che la si lasciasse scrivere. Le fu dato penna e  calamaio e ha scritto da sola. La lettera ce la lesse il curato e noi  l'abbiamo firmata. Essa uscì col biglietto piegato e l'ha  consegnato al curato. Egli lo lesse ad alta voce e la bambina nella lettera diceva che aveva negato perché glielo aveva  fatto scrivere don Cortesi... 
Mons. Patelli domanda se don Cortesi in principio era favorevole. La teste risponde: "Altro! Era infervorato più di tutti e io l'ho  rimproverato dicendogli che non desse troppi vizi alla bambina;  questo atteggiamento è durato un po' di tempo fino a quando hanno  fatto la cappella. Con lui c'erano il Sig. Verri e la mia cugina Maria,  ora suora. Le davano troppi vizi. Io non so come don Cortesi ha  fatto a cambiare idea. Poi mi rimproverava perché ci credevo". 
Leggendo la deposizione si nota la semplicità, la sincerità,  il buon senso, la rettitudine della coscienza di questa donna  umile e piena di fede. E si vede anche qual è stato l'influsso del  Cortesi sulla coscienza e la psiche della bambina. Essa si trovava in un vicolo cieco, dal quale non sapeva come uscire: da  una parte sentiva il dovere di dire la verità e dall'altra veniva  bloccata dalla paura fattale dal Cortesi di fare peccato mortale e  di andare all'inferno se avesse continuato a dire che aveva visto  la Madonna. Infatti il Cortesi sosteneva che lei non aveva visto  la Madonna, ma erano visioni puramente fantastiche. Annunciata, nella sua saggezza ha fatto questa obiezione ad Adelaide:  ammettiamo che le tue visioni non siano vere, ma tu ogni sera  riferivi le parole dette dalla Madonna e quelle non erano immagini. E noi possiamo aggiungere che quel messaggio non era  frutto della sua fantasia né della sua cultura. 
In tutta la deposizione balza subito all'occhio la cura di  rispettare la libertà di Adelaide ed anche la legge; ci sono testimoni degni di fede; la bambina deve scrivere da sola; ciò che ha  scritto viene letto pubblicamente e poi sottoscritto dai testimoni.  Un'ultima riflessione voglio fare. La bambina non voleva scrivere la smentita della ritrattazione, perché si riteneva incapace di  Farla. Come ha potuto da sola scrivere il biglietto della  ritrattazione un anno prima, quando conosceva ancora meno la  lingua italiana? Un anno in più nell'età evolutiva ha la sua  importanza. 

Severino Bortolan

mercoledì 4 marzo 2026

Voi uomini andate incontro alla fine

 


L’Intervento di Dio


In periodo di Redenzione sta andando alla fine, perché il tempo è compiuto. Il Mio Piano di Salvezza è stabilito sin dall’Eternità, e questo viene eseguito come lo ha deciso il Mio Amore e la Mia Sapienza. Ma voi uomini non potete misurare che cosa significa il terminare di un’epoca di Redenzione, perché non ve ne potete mai fare un’idea, che si svolge una trasformazione sulla Terra, che distrugge ogni creature, dove tutto ciò che è creato, ogni vita, viene dissolto e cancellato. Perché per questo l’umanità non ha ancora vissuto nulla di parallelo, e perciò non vuole nemmeno credere che la Terra va incontro alla sua fine. Voi uomini state davanti ad avvenimenti inimmaginabili, ma non attribuirete a tutti questi il giusto significato, perché non vi rendete conto della serietà della vostra situazione. Voi andate incontro alla fine. Quello che vedete intorno a voi, quello che esiste e che può essere visto da voi, cesserà di essere- Tutto verrà distrutto ed anche voi stessi cadrete vittima di questa distruzione, se non fate parte dei Miei, che verranno guidi via attraverso la Mia Potenza e la Mia volontà, come l’ho annunciato, e che rimuoverò davanti agli occhi dei prossimi, perché Mi appartengono e li posso e voglio trasferire sulla nuova Terra, quando si sarà svolta l’Opera di trasformazione. Il tempo è compiuto. Perché ogni periodo di Redenzione è limitato nel tempo, anche se così infinitamente lungo, che voi uomini non sapete più nulla del suo inizio e perciò considerate anche impossibile una fine. Che ora dovete vivere questa fine, è motivato solamente nella vostra volontà, nella resistenza che lo spirituale in voi Mi ha prestato ed ancora presta, altrimenti non potrebbe andare perduto, cioè non dovrebbe temere la Relegazione nella materia, nelle Creazioni della nuova Terra. Solo la vostra resistenza determina il vostro destino, la vostra sorte dopo la fine di questa Terra, perché appena rinunciate a questa e vi rivolgete a Me, fate anche parte dei Miei che voglio salvare prima che arrivi la fine. Per voi uomini che non avete nessun legame spirituale, è incomprensibile tutto ciò che ha a che fare con una “fine della vecchia Terra”, e non lo potrete mai credere che è venuto il tempo, in cui ogni singolo deve decidersi per la Vita oppure per la morte. Voi dovete trovare questa decisione, non rimarrà risparmiata a nessuno di voi. Non dovete credervi al sicuro, che non ci sia per tanto tempo ancora nessuna fine per questa “Opera di Creazione Terra”. Più rapidamente di come pensate, è arrivata la fine, appunto perché è compiuto il tempo. Ed Io Stesso Sono costante nel Mio Essere, Io Sono costante nel Mio Operare ed Agire, e Sono costante nella Mia Parola. E così si deve anche compiere ciò che ho detto, che il Mio Piano viene all’Esecuzione, quando sarà venuto il tempo. E che è arrivato, è visibile in molti segni, affinché vi ho anche fatto notare, che ho indicato in ogni tempo, quando ho menzionato la fine di questa Terra. Chi ha orecchie per sentire, senta, chi ha occhi per vedere, veda. Ma voi uomini non volete sentire e non volete vedere. E così non Mi posso rivelare a voi più chiaramente, per costringervi alla fede. Ma le Mie Indicazione non finiranno, finché non sarà venuto il Giorno. E beati coloro che credono alla Mia Parola, che conducono la loro vita rispetto a questa fede e che si uniscono con Me nell’amore e nella fiducia, perché costoro sono salvati per il tempo e per l’Eternità, Mi prenderò Cura di loro in ogni miseria terrena e spirituale, e non dovranno mai e poi mai temere una fine, perché li rimuoverò prima dell’ora dell’orrore e possono bensì vedere il procedimento della distruzione, ma soltanto per riconoscere la Mia Potenza e Magnificenza e testimoniarne sulla nuova Terra, dove ogni sofferenza è finita per loro e potranno vivere le gioie del Paradiso. Il tempo è compiuto, verrà com’è annunciato, perché la Mia Parola è Verità e lo rimarrà in eterno.

 Amen

5. luglio 1961

Appena Accaduto: Il Segno divino del 3 Marzo (Luna Rossa, Iran, Faustina)


 

PERCHÉ ISRAELE E GIUDA SI SONO SEPARATI? (STORIE BIBLICHE SPIEGATE)


 

Commento all‟Apocalisse

 


III. Vers. 3. E dal fumo del pozzo uscirono locuste sulla terra, e fu dato l‟oro un potere come l‟hanno gli scorpioni della terra. Queste parole descrivono quanto orribili sciagure si rovesciarono sull‟Impero Romano e su gli altri regni a seguito del diffondersi e del dilatarsi di questo errore. Questi malanni si dividono in due parti. La prima è quando dice: ma di tormentarli cinque mesi. La seconda invece: il loro potere era di far male agli uomini per cinque mesi. Per comprendere questi versetti occorre ricordare che Valente condusse i Goti e i Vanali, desiderosi di essere istruiti nella vera fede, ad abbracciare la perfidia ariana, o meglio ve li costrinse, stipulando un‟alleanza che prevedeva anche l‟invio di preti ariani. Poco dopo, tuttavia, tale empia decisione ri-cadde, per giusto permesso di Dio, sulla testa di Valente. I Goti, infatti, ritrovata la concordia e l‟amicia tra le varie fazioni in cui si erano divisi, sostenuti da una gran confidenza nelle proprie forze, trattarono in malo modo i Traci, devastarono crudelmente la regione, scorrendo i villaggi e vessando la popolazione. Quando Valente, che soggiornava ad Antiochia, venne a sapere di quel che era accaduto, fu ammaestrato dalla bruta realtà dei fatti della rovina del suo errore. Aveva infatti perduto gente che era stata addestrata ad essere sempre in armi e pronta a combattere, che riteneva assai utile a sé e all‟Impero e adattissima anche a terrorizzare i nemici. Non aveva grande stima, infatti, delle sue truppe, e anziché obbligare i suoi sudditi ad arruolarsi con giuramento (per il che avrebbe dovuto dar loro lo stipendio), chiese loro di pagare un tributo. Così il Signore Dio acceca coloro che si discostano empiamente da lui. I Goti, devastata completamente la Tracia, si dirigono verso Costantinopoli. Valente invia contro di loro il generale Traiano, ma questi viene sconfitto e messo in fuga, e deve far tosto ritorno. L‟Imperatore stesso allora si mosse per tentare la sorte delle armi, ma fu del tutto sbaragliato nei pressi di Adrianopoli, e, come di sopra ricordammo, fu arso vivo in una capanna nell‟anno 378. Così da allora Goti, Vandali e altre popolazioni barbare ebbero il sopravvento fino al tempo di Giustiniano nel 527. Circa l‟anno 403 d.C., infatti, per l‟inganno di Stilicone (il quale pure aveva prima pesantemente sconfitto nelle gole di Fiesole Radagasio Re dei Goti forte di 200.000 uomini) Vandali, Svevi, Alani, Burgundi, insomma, tutti i barbari irruppero in Gallia. Per cui anche Alarico, Re dei Goti, che aveva chiesto e ottenuto dall‟Imperatore Onorio di stabilirsi in Gallia, ne fu irritato. L‟anno 409 assediò Roma. Tolto l‟assedio dietro esborso di oro, l‟anno dopo l‟assalì nuovamente, prese l‟Urbe, e per tre giorni la sottopose al saccheggio, senza volerla distruggere. Quanti mali causò all‟Impero d‟Occidente Attila, gli Unni ed altri barbari sotto Valentiniano III l‟anno 451 si può leggere nel Libro I al cap. 31 della storia del Lechmann e di Baronio. Roma venne nuovamente saccheggiata dai Vandali nel 455. Anche Odoacre con un ingente esercito di Eruli invase l‟Italia e vi dominò per 14 anni, finché, nel 475, venne sconfitto nei pressi di Verona da Teodorico, re avidissimo e barbaro degli Ostrogoti, che la conquistò e a lungo vi regnò. Sotto l‟Impero di Zenone i Vandali (il cui Re Unerico deportò nel deserto della Mauritania quasi cinquemila tra Vescovi e Chierici) tennero l‟Africa, gli Ostrogoti l‟Italia, la Gallia e la Borgogna, e pure la Spagna. Queste genti, sempre in movimento, devastarono e saccheggiarono ogni paese dove arrivavano, finché nel 507 circa Clodoveo, divenuto Re cattolico dei Franchi, sconfisse ed uccise Alarico II, che da 22 anni regnava in Gallia sui Visigoti. Giustiniano il Grande, Imperatore Romano dal 527, scacciò i Vandali dall‟Africa con i suoi generali Belisario e Narsete, riconquistando Carta-gine, disfece i Parti che infestavano la Siria, uccise Totila, che prima aveva conquistato e incendiato Roma, cacciando i Goti dall‟Italia. Così, dopo 150 anni, queste popolazioni ferocissime vennero sterminate assieme all‟empia eresia di Ario che l‟Imperatore Valente aveva nuovamente rinvigorito, e la fede cattolica iniziò di nuovo a prender piede. Tuttavia, il male e il veleno dell‟errore ariano non fu ancora del tutto eliminato e distrutto. Narsete, infatti, rimosso per invidia da Giustino il Gio-vane da governatore dell‟Italia, volse il suo disappunto in rabbia, e chiamò nell‟anno di Cristo 568 dalla Pannonia in Italia i Longobardi (popolo originario della Scandinavia, infetto dall‟arianesimo) di cui aveva sperimentato il forte e fedele aiuto nella guerra d‟Italia contro i Goti. Questi, lasciata la Pannonia agli Unni, loro alleati, occuparono, sotto la guida di Re Alboino, con una breve guerra l‟Italia settentrionale. Invasero poi il resto della penisola, ponendo la capitale del regno nella cttà di Pavia. Il loro arrivo – come scrisse S. Gregorio (Om. I sul Vangelo) e dopo di lui Paolo Diacono nella sua Storia dei Longobardi (L. I, cap. 5) – fu accompagnata da terribili prodigi notturni. In cielo furon scorti eserciti fiammeggianti, o meglio la volta celeste parve rosseggiare di quello stesso sangue, che poi sarebbe stato versato. S. Gregorio, infatti, (4 Epist. L. 34, Dial. 3, cap. 11, 26) giudica l‟invasione dei Longobardi come causa di una delle persecuzioni più crudeli ai danni della Chiesa. Tutti i loro Re, infatti, ad eccezione di Agilulfo, che, abbandonata l‟eresia, si convertì con tutta la sua gente alla fede cattolica e regnò circa 40 anni, tutti furono strenuissimi difensori dell‟empietà di Ario. Per cui, se si esclude il regno di Agilulfo, il quale, convertitosi alla vera fede, non recò danno alla Chiesa, questa sciagura si protrasse per circa 150 anni, finché nell‟anno di Cristo 751 Pipino, Re dei Franchi, ascoltando la richiesta d‟intervento di Papa Stefano, non represse Aristolfo, che, impadronitosi di Ravenna, andava saccheggiando  l‟Italia e avesse devastato il territorio pontificio. Suo figlio, Carlo Magno, richiesto dal Sommo Pontefice Adriano I, detronizzò il Re longobardo Desiderio, successore di Aristolfo, e suo figlio Adelchi, e lo cacciò dall‟Italia, impadronendosi così di tutto il loro regno, e ponendo fine al loro tirannico dominio nell‟anno di Cristo 774. Infine, per grazia di Dio, sotto questo eccelso, fortissimo e piissimo Imperatore l‟arianesimo con la sua barbara tirannide venne totalmente spedito all‟inferno. La fede cattolica, così, cominciò a propagarsi per terra e per mare, con la conversione della Pannonia degli Slavi e degli Unni, in Svevia degli Svevi, Goti e Ostrogoti, in Germania dei Sassoni, dei Danesi e di quasi tutti i Germani, soprattutto del nord. 

Venerabile Servo di Dio Bartolomeo Holzhauser