sabato 7 marzo 2026

Qual è il SEGRETO Dietro la Scomparsa delle 12 TRIBÙ D'ISRAELE?

 


Motivo dell’intera Creazione – La caduta di Lucifero

 


La causa della formazione della Creazione materiale 


In principio eravate degli esseri liberi, pieni di Luce e di Forza, che potevano creare in insospettata beatitudine e lo facevano anche secondo la Mia Volontà. In principio eravate delle immagini divine, create in tutta la perfezione, che appunto vi contrassegnava come esseri simili a Dio e che vi preparava la più sublime beatitudine. Questo stato non era il vostro proprio merito, ma causato dalla Creazione, perché da Me non poteva sorgere nulla di imperfetto ed ogni essere creato corrispondeva all’Essere dall’Eternità, il Quale l’aveva esternato nel Cosmo. Io Ero il Creatore di tutte queste entità, e così le creature potevano quindi essere solamente degli esseri formati nella più sublime perfezione, che corrispondevano al Mio Essere dall’Eternità. Ma non Mi era sufficiente questa Creazione, non Mi erano sufficienti gli esseri, che dovevano essere così come Io li avevo creati, ma Io volevo degli esseri intorno a Me, che erano formati similmente a Me e che avevano eseguito loro stessi questa formazione. Questo suona incomprensibile per degli uomini, che non si interessano più profondamente delle cause dell’intera Creazione, che non hanno ancora riflettuto, che cosa c’è alla base dell’intero Atto di Creazione. E questo è comprensibile solamente per degli uomini, che sono spiritualmente risvegliati, a costoro possono anche essere spiegati tutti i collegamenti. Un essere creato perfetto non potrebbe altro che agire bene, finché è attivo soltanto nella Mia Volontà, quindi riceve i suoi pensieri da Me e che deve elaborare questi nel modo così com’è la Mia Volontà. Un tale essere è e rimane pur soltanto una Mia “creatura”, che nonostante la sua perfezione non Mi bastava. Ma Io avevo equipaggiato tutti gli esseri con una libera volontà, perché questa fa assolutamente parte della perfezione di un essere. E questa libera volontà doveva ora aiutarMi a completare l’Opera che Io avevo iniziato, che però doveva essere portato avanti dagli esseri stessi, per far sorgere dalle “creature” dei “figli”, che dovevano creare ed agire con ed accanto a Me nella più sublime beatitudine. Alla libera volontà non erano posti dei limiti, né verso l’Alto né verso il basso. Ed ora questa libera volontà doveva affermarsi, la creatura, che poteva cadere da Me, doveva rimanere presso di Me nella libera volontà e così dimostrare la sua divinità. Gli esseri lo potevano, perché stavano nella Luce più splendente e Mi riconoscevano ben come il loro Dio e Creatore. Ma c’era ancora un’altra meta davanti ai loro occhi, una meta, che potevano contemplare in contrasto a Me, Che Ero per loro un Dio invisibile ed il Quale volevano vedere anche loro. Lo Spirito Angelico visibile era Lucifero, la prima Opera di Creazione proceduta da Me, che risplendeva in tutta la bellezza e rimaneva per gli esseri appunto visibile in questa bellezza. Anche costui doveva assolvere la prova della libera volontà, anch’esso doveva dimostrare la sua divinità, mentre subordinava la sua libera volontà alla Mia, orientandola nel Mio eterno Ordine, come corrispondeva al suo essere divino. Ma egli ha orientato erroneamente la sua volontà. Lo poteva grazie alla sua libertà, ed Io non gli ho imposto nessuna barriera, quando distoglieva la sua volontà da Me ed è diventato per Me Stesso il polo opposto. Non l’ho ostacolato, quando in questo senso ha agito su tutti gli altri esseri, ed ho lasciato anche a loro la pienissima libertà di decidersi, per Me o per lui. Perché questa decisione soltanto determinava la sorte degli esseri, che erano sorti dal Mio Amore e di cui il Mio Amore ne voleva fare i Miei figli, cosa che però è e rimane l’opera di quegli esseri stessi. Ho lasciato quindi a tutti gli esseri da Me creati la pienissima libertà nella loro decisione, e soltanto una piccola parte superava questa prova di volontà e rimaneva con Me, mentre la parte maggiore seguiva Lucifero e perciò è precipitato abissalmente, cioè perdeva la Luce, la Forza e la Libertà e che può riconquistare questi di nuovo soltanto dopo un tempo infinitamente lungo, per poi però rimanere presso di Me nella più sublime beatitudine come “figli”, a cui si è formato da sé stesso nella libera volontà, com’era il Mio Piano durante la Creazione e perciò non riposo prima finché non abbia raggiunto una volta la Mia Meta.

Amen

27. agosto 1959

Pregate per la guerra che arriverà in Europa; vi chiedo di pregare per i governanti, affinché possano essere toccati dalla luce di Dio, perché non portino l’umanità alla distruzione.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 3 marzo 2026


Cari figli,
grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore e grazie per aver piegato le ginocchia.
Figli miei, fate sacrifici in questo tempo di Quaresima per donarli a Gesù. Vi ricordo che la sofferenza di mio Figlio e la sua morte hanno portato infiniti frutti; così chiedo a voi di offrire anche la più piccola delle sofferenze e pene e vedrete arrivare frutti prelibati e benedetti. Pregate per la guerra che arriverà in Europa; vi chiedo di pregare per i governanti, affinché possano essere toccati dalla luce di Dio, perché non portino l’umanità alla distruzione. Ma voi, figli miei, abbiate fiducia in Dio e abbiate sempre Speranza nel cuore.
Figli non stancatevi di fare scorte.
Ora vi lascio con la mia benedizione materna, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Commento al messaggio:
La Madonna, quasi in continuità coi messaggi precedenti, ci istruisce e ci invita nuovamente ad impiegare bene il tempo della Quaresima, ponendo l’accento sul valore dei sacrifici e delle sofferenze. Se offerti a Gesù, questi patimenti produrranno risultati meravigliosi nelle nostre vite, perché Gesù sa trasformare in fiori profumati questi atti di sofferenza. Dobbiamo guardare sempre a Lui ed imitarlo, anche nella Passione.
La Madonna ci chiede, infine, preghiere per arginare la guerra che è alle nostre porte, senza mai disperare, perché chi ha fede sarà salvato

Cosa fare con questi diavoli

 

I SINTOMI DELLE PRESENZE MALEFICHE


DOMANDA: Molte persone, trovandosi in situazioni strane, si domandano se si può con certezza capire quando alcuni mali vengono dall'occulto o quando invece dipendono da una normale malattia. A volte questo problema diventa ossessionante. Ci sono dei criteri sicuri per avere delle certezze a questo riguardo? 

R. - La risposta è sempre difficile, anche perché spesso si tratta di tutte e due le cose mescolate insieme. Desiderando aiutare quanti sono angosciati nella ricerca e vogliono raggiungere punti di certezza per sapere come regolarsi, mi avventuro esponendo una difficile casistica, che ha bisogno di alcune precisazioni preliminari. 

1 - La grande varietà: i fenomeni sono molto variegati - La diversità dipende dalla combinazione di tre fattori: le caratteristiche fisiche e psichiche della persona colpita; il modo diverso di operare dei maghi; la diversità dei demoni che hanno diversi temperamenti e comportamenti personali. Don Gabriele Amorth, nel suo libro già citato, scrive: «Avvertiamo che non esistono mai due casi eguali. Il comportamento del maligno è quanto mai vario e imprevedibile».

2 - Un sottofondo comune: pur nella diversità resta sempre una specie di comune denominatore che, a grandi linee, consente di tracciare un elenco di fenomeni ricorrenti, fornendo la possibilità di raggiungere una certa sicurezza. 

3 - L'aspetto più difficile è che alcuni fenomeni, in particolare quelli di carattere nervoso, a volte sono simili a quelli causati da una normale malattia. In qualche caso possono addirittura sommarsi. Così possono darsi dei casi in cui distinguere, per esempio, tra la schizofrenia e disturbi malefici sembra impossibile; bisogna allora ricorrere ad altri elementi collaterali che aiutano a fare una sicura diagnosi. Giova molto il «discernimento» di cui parlerò più avanti. 

4 - Diversità d'importanza: non tutti i segni hanno uguale valore. Quelli fondamentali per una diagnosi dell'attività delle forze del male sono soprattutto tre: la testa, lo stomaco, l'avversione al sacro. Nell'elencazione che segue questi tre sono messi per primi. 

1. La testa 

L'attacco notturno. La testa viene colpita incessantemente di giorno e di notte. Ma l'attacco fondamentale e più decisivo per la distruzione della mente (psiche) e di riflesso poi di tutto il corpo, viene inferto nella notte, perché durante la passività del sonno le forze del male possono agire più comodamente. Strumenti ordinari di tali disturbi sono gli oggetti fatturati che vengono immessi nei cuscini, in modo che il contatto diretto con la testa renda più forte ed efficace la loro radiazione malefica. 

I sintomi nei disturbi del sonno sono: difficoltà ad addormentarsi, risvegliarsi presto e non prendere più sonno, avere incubi, sognare cioè cose brutte e angoscianti che si imprimono con forza nella mente generando spavento, come sensazioni di cadere dall'alto, guidare una macchina che non si riesce a controllare, vivere una situazione paurosa dalla quale non c'è via di scampo. È tale la forza di questi incubi che spesso risvegliano il paziente lasciandolo in uno stato di paura e di sconvolgimento. 

Questi sintomi possono esserci tutti o solo in parte, secondo la costituzione dei vari organismi. Quel che conta, per capire se sono fatti naturali o no, è quello di guardare alle conseguenze che si riscontrano quando la notte finisce: quando è ora di alzarsi per affrontare gli impegni della giornata, ci si sente più stanchi e sfiniti di quando si è andati a letto. Il sonno non solo non è stato riposante, ma ha creato un senso di sfinitezza generale su tutto il corpo, per cui non ci si vorrebbe alzare. Alzandosi, diventa difficilissimo affrontare e portare avanti i normali impegni che prima si facevano con una certa soddisfazione, poiché ora diventano una ininterrotta tortura. 

Perché questo accanimento nella notte? 

Nella testa c'è la centralina di tutti i comandi che regolano e ordinano il movimento di tutte le parti del corpo. La funzionalità di questo centro di comando e di controllo è assicurata dal ricambio che avviene durante il periodo del sonno: quando si perde in quantità notevole il sonno, non si ha più la potenza per agire normalmente. Perciò l'attacco sistematico al sonno è il principio di distruzione della vita ed elimina gradualmente nel soggetto colpito la possibilità di ogni resistenza all'azione demolitrice degli spiriti del male. L'attacco all'organo centrale della nostra vita psichica e vegetativa apre la porta al potere di trascinare una persona dove si vuole. 

Effetti dei disturbi del sonno. Quando tutte le notti, senza interruzione si subisce una tale violenza, non è soltanto il fisico a subirne le conseguenze, ma è anche e soprattutto la resistenza psichica a crollare, con una catena di conseguenze che non è facile catalogare. Provo tuttavia a farne un elenco: 

perdita della personalità e della libertà per il proprio comportamento. Dopo la devastazione del recupero, che un buon sonno dovrebbe offrire, si indebolisce la capacità di controllo e di autonomia, cosicché gli influssi spiritici fanno da padroni.

Così si spiega, per esempio, la completa inversione di tendenza del bravo marito che si sente stranamente attratto dalla donna estranea che ricorre a questi mezzi. Un marito ottimo, sereno e affettuoso, attaccatissimo ai figli, molto legato alla moglie, di colpo non si riconosce più. Non ama più, non vede più i figli, soffre di stare in casa, si chiude in se stesso, sembra inebetito, non dorme più i suoi sonni tranquilli, tradisce un interno contrasto. È come se una forza invisibile, di cui lui stesso non capisce la provenienza, lo portasse a fare ciò che non vorrebbe. 

Bisogna precisare che, in questi casi, la perdita della capacità di volere non è totale come nell'ossessione diabolica, ma è talmente forte che, se non c'è un carattere consolidato unito a una difesa religiosa, non si è capaci di resistere. Tanta comprensione e tanta delicatezza verso chi attraversa questi traumi è indispensabile per evitare il peggio; 

- la mente è sconvolta. Una continua «suggestione mentale» la tiene continuamente in opera di giorno e nelle ore di insonnia della notte. Pensieri falsi, interpretazioni distorte, risentimenti, immaginazioni al di fuori di ogni realtà martellano la testa per giorni, per mesi, e alla fine riescono a imporre false certezze che al momento opportuno esplodono e diventano dirompenti, con espressioni e comportamenti incomprensibili a chi li recepisce. È un vero martirio che, quando arriva al culmine, scatena atteggiamenti violenti, rabbiosi, asociali soprattutto con i familiari, e apre purtroppo la via a ricoveri in reparti di psichiatria o a prescrizioni di forti dosi di psicofarmaci, che in questi casi non risolvono nulla, anzi attenuano la capacità di reagire alle forze del male; 

- questa agitazione mentale crea la «deconcentrazione», cioè l'incapacità di fermare la mente per concentrarsi sulle cose da fare. Chi lavora in ufficio non combina e commette pericolosi errori. Il ragazzo che va a scuola non riesce ad applicarsi, la mente sfugge continuamente dalle pagine del libro e quel poco che si è letto viene subito cancellato dalla forza dei pensieri inutili che tengono banco; in genere in questi casi i genitori dicono inconsapevolmente che non ha voglia di studiare, ma poi aiutati ad approfondire, riconoscono che il ragazzo non riesce proprio ad applicarsi; 

- la stanchezza mentale genera un senso di avvilimento che investe la persona: la rende abitualmente triste, la porta a rinchiudersi sempre più in se stessa, le crea la sensazione che tutto stia crollando, che ormai non potrà andare più avanti. Nei momenti più acuti, tutto diventa più nero del nero e la catastrofe totale sembra ormai inevitabile. Questo stato a volte diviene l'anticamera del suicidio; 

- la mente così turbata porta indirettamente a un altro fenomeno: la ricerca del letto, chiudendosi in camera anche nelle ore del giorno. Oggi il caso di giovani e ragazzi che gradualmente restringono la loro vita a questa forma solo vegetativa, rifuggendo da ogni impegno e dal frequentare la vita sociale, è sempre più frequente, man mano che dilaga maggiormente il ricorso alle forme dell'occulto. In questi casi il letto attira sempre, perché nel letto o nel cuscino c'è qualcosa di fatturato che richiama la persona, al fine di poter continuare a sprigionare su di lei la sua azione malefica anche nelle ore in cui normalmente non si dovrebbe stare a letto. Chi va soggetto a queste cose deve tener presente la regola che nel letto e nella camera ci deve stare il meno possibile. Deve cercare invece di evadere dalla casa, uscire all'aperto, cambiare ambiente, creare rapporti sociali e di incontro.

Sacerdote Esorcista Raul Salvucci


PER I LAVORATORI

 


Dio, nostro Creatore e nostro Padre, dal D quale procede ogni bene, noi ti rendiamo grazie per il soccorso che ci dai nel compimento del nostro lavoro, e per la scienza, il coraggio e la rettitudine dei nostri fratelli, dal lavoro dei quali dipende la nostra vita. Ti preghiamo per i nostri amici, e i nostri compagni, per coloro che ci comandano e per coloro che ci aiutano, in modo speciale per N. N. (pausa di silenzio). Ti preghiamo per gli uomini e le donne che lavorano nelle fabbriche, nei campi, negli uffici, sulle strade, nelle case. Sostieni i padri nel loro lavoro e nelle loro preoccupazioni; aiuta le madri nel loro compito familiare; guida i giovani nella scelta delle loro vocazioni e professioni. Sii la speranza dei malati e la consolazione degli anziani. Dona a ciascuno di noi di compiere la tua volontà, lavorando con coraggio e coscienza, nella gioia e nell'amore fraterno. Amen.

 


IL MEDIO ORIENTE È IN GUERRA, VOI NON DOVETE ESSERE INDIFFERENTI, PERCHÉ L’UOMO FARÀ CADERE SU UNA PARTE DEL MEDIO ORIENTE QUELLO CHE È LA FOLLIA PIÙ TEMUTA DALL’UOMO.

 


MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
A LUZ DE MARIA

5 MARZO 2026


Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:


VENGO A VOI PER VOLONTÀ DIVINA, PER PORTARVI
LA SUA PAROLA.


È dal maligno che ha origine tutta la malvagità che invade l’umanità, causando gravi danni, quali questa generazione non ha mai vissuto.

 

State ricevendo i segni e i segnali dalla natura tramite gli elementi dell’acqua, del vento, dell’aria e del fuoco, che stanno causando danno all’uomo e vi allertano sui danni che l’essere umano può causare quando l’ira lo invade o quando si vede perduto.

 

Dalla terra potete vedere i segni e i segnali nel Cielo (1) che sono contenuti nella Sacra Scrittura, perché vi rendiate conto del momento che state vivendo, ciò nonostante, frastornati dagli impegni terreni, non prestate attenzione e negate tutto quello che concerne gli Appelli Divini.

 

C’è appena stata una luna di sangue (2), l’alterazione della luna rossa ha influito su tutta la terra e anche su di voi…


IL MEDIO ORIENTE È IN GUERRA, VOI NON DOVETE ESSERE INDIFFERENTI, PERCHÉ L’UOMO FARÀ CADERE SU UNA PARTE DEL MEDIO ORIENTE QUELLO CHE È LA FOLLIA PIÙ TEMUTA DALL’UOMO.


State vivendo con la paura di una bomba nucleare (3) le cui conseguenze sarebbero devastanti, l’onda d’urto distruggerà tutto al suo passaggio, milioni di persone moriranno a causa delle ustioni e delle radiazioni iniziali.


Quale capo degli Eserciti Celesti, vi chiedo di pregare perché questo genocidio si allontani dalla mente di alcuni governanti e l’odio abbandoni il cuore delle persone di queste nazioni, prima che sia tardi. Pertanto vi chiedo di pregare con il cuore per questa intenzione.


Sarebbe catastrofico per tutta l’umanità, le rappresaglie non si farebbero attendere, l’economia crollerebbe immediatamente (4), entrerete nel caos e tutto quello che il vento trasporterà sarebbe contaminato.

 

Le malattie (5) sulle quali siete stati messi in guardia fino allo sfinimento, non si faranno attendere, ma voi pensando di non averne bisogno, siete stati negligenti


VI CHIAMO URGENTEMENTE ALLA PREGHIERA CONTINUA E ININTERROTTA, PERCHÈ DI FRONTE ALLA DIVINA VOLONTÀ DELLA TRINITÀ SACROSANTA, SIATE SPIRITUALMENTE FORTI E OTTENIATE LA COSTANZA.


Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

 

Questa generazione ha indurito il cuore!

 

PREGATE E CHE CIASCUNO PREPARI L’ANIMA.

PREPARATEVI, PREPARATEVI!


Unito a ciascuno di voi, vi chiedo di mantenervi in stato di Grazia.

 

San Michele Arcangelo


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

 

(1) Riguardo ai segnali in Cielo, leggere…
(2) Libro sulle lune di sangue, scaricare…
(3) Sull’energia nucleare, leggere…
(4) Sulla caduta dell’economia, leggere…
(5) Sulle malattie, leggere…

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:

 

Nei momenti delle prove, la preghiera è il nostro rifugio, così come l’aiuto vicendevole, senza dimenticarci che quello che alcune persone stanno vivendo in questo momento, potremmo viverlo anche noi.

 

Dobbiamo pregare, nella consapevolezza che l’Europa sarà invasa da truppe nemiche.

 

Fratelli, raccomandiamoci a San Michele Arcangelo.

 

Amen.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Il parere di mons. G. Della Cioppa 

Monsignor Bramini chiede a mons. Giovanni Della  Cioppa, avvocato della sacra Congregazione dei Riti, il suo  parere sull'operato del Cortesi e del tribunale ecclesiastico. 
Il parere dell'avvocato dei Riti fu inviato da mons. Bramini a Bergamo, con lettera in duplice copia, una diretta al  vescovo e un'altra al tribunale ecclesiastico, in data 3 giugno  1947. Riporto la parte principale della lettera. 
Mons. Bramini scrive: 

1) Egli (mons. Della Cioppa, n.d.r.) ritiene che fu  un grosso errore l'inquisire la bambina, sia quando lo fece don  Cortesi, sia ora che lo fa il tribunale. Per la sua età la piccola non è capace né moralmente, né giuridicamente di giurare e di  deporre. Essa va lasciata in pace nel modo più assoluto... 

2) Egli afferma che né la precedente negazione, né la riaffermazione, né la nuova recentissima negazione hanno  valore alcuno, e non debbono sorprendere affatto... 

3) È suo avviso che tutta la documentazione riguardante i fatti e la bambina debba essere archiviata per l'avvenire. 

4) Le indagini da esperirsi invece debbono rivolgersi ora esclusivamente al complesso presumibilmente miracoloso collegato con i fatti di Ghiaie (guarigioni, fenomeni solari,  ecc.) intorno al quale si deve fare l'esame scientifico e canonico  in modo semplice e lineare dall'attuale tribunale, ritenendo egli  che l'attuale organizzazione delle indagini sia troppo complicata  e superflua. 

5) Basterà per es. che tra le guarigioni si riscontri qualche caso od anche uno solo veramente miracoloso, per ritenere che effettivamente nel maggio 1944 a Ghiaie è avvenuta  una manifestazione di ordine e carattere soprannaturale, senza  che vi sia né la necessità né l'urgenza di precisare i termini e la  portata. Il tempo dirà tutto. 

6) I fatti eventuali miracolosi potranno essere pubblicati nei loro termini precisi sopra un bollettino allo scopo di incoraggiare la devozione alla Madonna, senza fare pronunciamenti  ufficiali. Contemporaneamente si dovranno tacitamente lasciar  cadere le disposizioni proibitive circa le manifestazioni di devozione sul luogo delle apparizioni, lasciando, sotto opportuna vigilanza, libero campo alla pietà del popolo e collocando nella cappella ivi eretta una immagine della Madonna, che potrebbe essere  quella del Galizzi. Il resto lo farà la Madonna stessa. 

7) Concludendo: il parere di monsignor Della Cioppa è che si sospenda subito ogni attività circa l'esame dei  fatti e della bambina, mettendosi invece subito al lavoro per l'esame del complesso miracoloso come si è detto sopra. 

Ritiene che sia dovere intanto far tacere qualsiasi oppositore autorevole delle apparizioni" (v. Domenico Argentieri, La  fonte sigillata, Editore Vittorio Scalera, Roma 1955, pp. 67-68). 

Il parere assennato dell'avvocato delle cause dei Santi,  non fu accolto. Il 12 giugno 1947 il tribunale ritenne di avere  esaurito il suo compito e di consegnare gli atti della istruttoria  alla commissione teologica. 

Il giorno seguente, 13 giugno 1947, il vescovo, sentiti gli  organi costituiti per l'esame dei fatti e viste le prime risultanze  emise un decreto col quale ordinava di togliere dalla cappella,  eretta sul luogo delle apparizioni, tutti gli ex-voto ed ogni segno  religioso; una tappa triste che secondo alcuni doveva portare  alla distruzione della cappella stessa, come si desume dal diario  di don Italo Duci. 
Egli, il 26 marzo 1946, scrive: 

"Oggi dopo quasi due mesi fu dal parroco don Cortesi.  Disse al parroco di non illudersi che la cosa (esame delle apparizioni, n.d.r.) avesse esito favorevole. Già alla seconda adunanza  di gennaio la conclusione della commissione fu che non risultava nulla di soprannaturale. Se tutto fosse terminato qui si  sarebbe forse salvata ancora la cappella. Siccome si vogliono  continuare i lavori si verrà ad una negazione assoluta e si  distruggerà tutto compresa la cappella... 

Ha lasciato supporre che, prima della venuta del vescovo  per la consacrazione della chiesa parrocchiale in agosto, tutto  sarà deciso e a suo parere in modo assolutamente negativo". 

Severino Bortolan

venerdì 6 marzo 2026

La caduta degli spiriti – Capacità di pensare – La caduta di Lucifero

 


L’Origine del male


E ’ molto più facile farvi conoscere i collegamenti spirituali, che giustificano la vostra propria esistenza, che fornirvi la giusta comprensione sugli avvenimenti spirituali che si sono svolti quando Io avevo chiamato in vita tutti voi come essenze spirituali. Ciò che è alla base del Mio Piano di Salvezza, era soltanto la conseguenza di ciò che si svolto precedentemente nel Regno degli Spiriti. E per comprendere questo avvenimento, premette una pienezza di luce, che voi uomini sulla terra non possedete ancora, persino quando vi sforzate di vivere secondo la Mia Volontà. Ma quegli avvenimenti spirituali facevano parte della decisione della libera volontà, che anche tutti gli esseri proceduti dal Mio Amore dovevano assumere, per raggiungere la massima perfezione: per essere indipendenti dalla Mia Volontà come esseri creando liberamente e per pensare, volere ed agire lo stesso nella stessa Volontà con Me. Ed anche questa decisione di libera volontà richiedeva le necessarie premesse. L’essere doveva poter cadere nell’abisso, come però doveva poter raggiungere anche la massima altitudine. Se all’essere fosse stata messa una barriera verso l’alto o verso il basso, anche la sua volontà non sarebbe stata più libera. E questa volontà sviluppandosi liberamente era quindi nuovamente il risultato del pensare, il pensiero però era una espressione di Forza irradiata da Me sull’essere, che ora stimolava l’essere stesso, di prenderne posizione. La “capacità” di pensare” propria dell’essere era costituita dal fatto di elaborare una irradiazione di pensiero che lo toccava, cioè di occupare se stesso con il pensiero, altrimenti l’essere sarebbe rimasto solamente un “opera” da parte Mia, se il Mio Pensiero l’avesse stimolato obbligatoriamente allo stesso pensare. Ma Io volevo emettere da Me delle creature completamente libere e diedi loro perciò la “capacità” di un proprio giudizio, che però poteva svilupparsi in diverse direzioni. Non avrebbe mai e poi mai potuto esistere una caduta di Lucifero se esso non avesse posseduto questa capacità. Ma egli allora non sarebbe stato nemmeno uno spirito libero, ma sempre soltanto una marionetta, sottomessa completamente alla Mia Volontà. Io dovevo quindi isolare da Me questo ed anche tutti gli esseri seguenti, loro dovevano rallegrarsi di una completa libertà e non dovevano venire limitati in nessun modo. E così dovevano poter venire valutati anche i pensieri irradiati su di loro sia negativamente che positivamente, cioè l’essere stesso poteva in pieno accordo, quindi nella stessa volontà con Me, portare all’esecuzione per cui veniva stimolato attraverso quei pensieri. Però poteva anche “pensare diversamente”, quindi grazie alla sua capacità di pensare e tirare altre conclusioni, cosa che però succedeva solamente quando considerava questa “facoltà di pensare” non più come Mio Dono, ma come creato da se stesso e questa auto consapevolezza aveva per conseguenza un offuscamento della sua conoscenza. Ogni esistenza era stata ben esposta da Me indipendente, ma nella sua sostanza originaria era Amore, e questo Amore doveva anche cercare il collegamento con Me, perché Amore tende verso all’amore. E fino allora anche la volontà era completamente in sintonia con la Mia. Ogni allentamento di collegamento con Me si esprimeva anche nella deviazione della volontà dell’essere dalla Mia Volontà. E questo nuovamente aveva l’effetto nell’utilizzo della capacità di pensare nella direzione sbagliata, perché ogni pensiero doveva poter venir valutato in tutte le direzioni, altrimenti la volontà non sarebbe libera, cosa che però non significa, che un pensiero sbagliato è defluito da Me verso l’essere. Il primo essere, Lucifero, stava nella Luce più luminosa e poteva riferirsi a Me Stesso, poteva anche orientare erroneamente il suo pensiero, ma avrebbe anche avuto sempre la possibilità di ripresentare a Me i suoi pensieri sbagliati, in modo che Io gli avessi potuto rispondere. Ma proprio questi pensieri sbagliati pensava di nasconderli a Me. E questo era già un indebolimento del suo amore, che aveva per conseguenza anche un indebolimento della luce. E dei primi pensieri “sbagliati” facevano parte anche i dubbi sul Mio Potere, perché non riusciva a vedere Me. La conoscenza, che egli stesso alla vista della Mia Luce Primaria ultrachiaramente raggiante sarebbe passato, non lo trattenne dal desiderio. Lui non voleva lasciare valere questa conoscenza e cercò egli stesso nella Mia “Impotenza” una spiegazione, di nuovo un pensiero, che era una conferma che aveva già allentato il suo collegamento con Me quando questo pensiero sorse in lui. Perché nella stessa misura, in cui cominciò a dubitare della Mia Potenza, si elevò la sua propria consapevolezza di forza, ed ora un pensiero sbagliato seguì l’altro, la sua volontà non coincideva più con la Mia, il sui amore diminuiva e si chiudeva sempre di più alla Corrente di Forza del Mio Amore, perché ora aveva perduto anche la conoscenza che egli doveva prima venire nutrito con la Mia Forza, per poter essere attivo creativamente. Ma per via della meta, che Io seguì: di condurre gli essere proceduti da Me e da lui alla massima beatitudine, Io non ho ostacolato nessuno degli esseri, nemmeno il Mio primo creato portatore di luce, di usare la volontà in modo errato. Io non ho ostacolato nessuno degli esseri di usare erroneamente la capacità di pensare. Perché tutti gli esseri erano stati esternati liberi da Me e la massima beatitudine degli esseri è costituita dal fatto di poter creare ed agire nella pienissima libertà. E questo richiedeva anche il massimo adeguamento alla Mia Volontà senza alcuna costrizione. Se però nessun essere potesse pensare e volere diversamente dalla Mia Volontà, allora gli esseri non sarebbero stati nemmeno provveduti di una libera volontà, che però apparteneva irrevocabilmente ad un essere divinamente perfetto. E soltanto allora Io posso parlare delle Mie creature come “dei figli Miei”, quando loro in piena libera volontà sono entrati nella Mia Volontà, e soltanto allora a loro è dedicata una Beatitudine, che premette la massima perfezione. E questa perfezione Io non potevo donarla agli esseri, ma deve essere acquisita da ogni essere stesso creato nella libera volontà. 

Amen

3. aprile 1958 


DOPO LA MORTE

 


Un'aria di giovinezza veramente straordinaria, si sparse sui lineamenti di Suor M. Marta poco dopo il suo transito. Essi assunsero una distinzione e nobiltà, che non ebbero mai durante la vita. Nessuna traccia di corruzione comparve su questo corpo che la cancrena aveva già segnato delle sue livide macchie. 

Secondo la consuetudine dell'Ordine, la nostra cara Sorella venne rivestita dell'abito religioso; e sul velo nero (1) fu deposta una corona di rose bianche. In previsione dell'avvenire, lo stato civile della Defunta fu chiuso, dall'O. Madre G. F. Breton, in una scatola di ferro sigillata del sigillo del nostro Monastero, e deposto sulla salma onde permetterne l'identificazione.   

Nella bara scoperta e circondata di fiori bianchi, la Serva di Dio rimase esposta nel Coro fino al momento dei funerali, che ebbero luogo nella mattina del 23 marzo. Da molti anni noi eravamo prive della consolazione di conservare nel nostro piccolo Cimitero, le spoglie delle nostre Sorelle Defunte. Fu dunque con emozione che noi vedemmo la venerata salma varcare la porta di Clausura, e la cerimonia funebre svolgersi nella nostra Cappella esterna. (2)   

Il corpo di Suor M. Marta fu seppellito nel Cimitero della Città. Là rimase dieci anni fino al maggio 1917. (3) Le concessioni precedenti essendo per finire, noi ottenemmo a questa data, l'autorizzazione di riportare nel Monastero le Sorelle morte dal 1901.   

La cassa della Serva di Dio - posta in luogo umido - era quasi consumata; così pure le carni. Lo scheletro e le vesti non avevano subìto notevole alterazione.   

Particolare curioso: si ritrovò intatto il corpo di Suor M. Giacomina, morta nel 1908, tanto che i becchini dicevano: “La santa è la Sorella Arbet”. 

I resti di Suor M. Marta, collocati a parte in una nuova cassa, furono deposti nel nostro Cimitero.   

Intanto - noi l'abbiamo detto poc'anzi - dopo la morte della privilegiata di Gesù, i Manoscritti relativi alle sue grazie erano passati dalle mani del nostro Confessore in quelle della Nostra O. Madre Giovanna Francesca Breton. Appena percorse le prime pagine, essa comprese il valore del tesoro affidatoci, e concepì il desiderio di comunicare al nostro Istituto le ricchezze spirituali contenute in queste preziose Memorie. Secondo l'uso stabilito dai nostri Santi Fondatori, essa intraprese dunque “il ristretto della vita e delle virtù della nostra cara Suor M. Marta Chambon”. Tuttavia, le circostanze imponendo una prudente riserva, la nostra buona Madre si contentò di inviare ai nostri Monasteri il breve articolo necrologico del Libro dei Voti, invitandoli a ripetere sovente con noi: “SIGNORE, DEGNATE GLORIFICARE LA VOSTRA SERVA CHE VI HA GLORIIFICATO CON LA SUA UMILTÀ E COL SUO ZELO A FARE FRUTTIFICARE CON TANTO AMORE I MERITI DELLE VOSTRE SANTE PIAGHE!”  

Durante quindici anni, l'ombra, che fu quaggiù la compagna di Suor M. Marta sembra ancora avvilupparla. Tutto, attorno a lei, cammina lentamente fino al giorno in cui, ad un tratto, come lampo che squarcia la nube, la breve biografia voluta dalle circostanze, mette in luce e la Devozione alle Sante Piaghe, e l'umile Apostola a cui il Salvatore Crocifisso aveva affidato la missione di propagarla.  

Nel 1915, ci venne dato per Superiore il Can. Maillet, Vicario generale della Diocesi, casista distinto, teologo apprezzato e - d'altra parte - spirito molto positivo. Precedentemente Confessore straordinario della Comunità dal 1895, amico intimo del Can. Collonge, egli conosceva Suor M. Marta. Essendo passati per le sue mani il Ristretto della sua Vita ed i Manoscritti, egli si compiaceva di ripetere: “Tutto è conforme alla più pura dottrina. Io non vi ho trovato nulla di contrario agli insegnamenti della Chiesa”. Egli ci stimolava vivamente a far conoscere il racconto delle grazie accordate alla nostra Sorella. Mostrandosi S. E. Mons. Castellan favorevole a questo disegno, se ne parlò vagamente come d'un progetto che, d'altra parte, non poteva non offrire delle difficoltà.   

Le cose erano a questo punto, allorché, un giorno, cadendo la conversazione sul “silenzio” che la Privilegiata di Gesù serbava anche di Lassù, la nostra O. Sorella Giovanna M. Anna Spinella disse sorridendo: “Quando io sarò in Cielo, andrò a scuotere Suor M. Marta!” Era nel 1922, qualche settimana prima della sua morte. Infatti, poco dopo questo decesso, la N. O. Madre si sentì fortemente ispirata di realizzare uno degli ultimi desideri della compianta Defunta: la domanda di estendere al mondo intero l'Indulgenza accordata alle Invocazioni delle Sante Piaghe. (4)   

Le iniziative da prendersi e la necessità d'informare i Superiori ecclesiastici della Diocesi sull'origine delle due preghiere, determinarono la redazione dell'opuscoletto: “Suor M. Marta Chambon e le Sante Piaghe di N. S. G. C.”.   

Noi l'abbiamo detto nella “Parola finale” della seconda edizione: quando gli avvenimenti ci indussero a pubblicare queste pagine (13 dicembre 1923), noi pensavamo che esse non avrebbero varcato il recinto familiare dei nostri Monasteri - né il circolo amicale degli intimi della Casa – e che avrebbero potuto bastare alcune centinaia di copie. Ora, al momento in cui tracciamo queste linee, le centinaia prevedute sono trasformate in centinaia di migliaia (se si tien conto delle dieci o dodici traduzioni in lingue straniere).  

La Devozione è uscita dai Monasteri. Essa ha varcato le frontiere e gli Oceani. Dappertutto si è diffuso l'Opuscoletto delle Sante Piaghe; sono sparse per ogni dove le pagelle col Rosario della Misericordia. Da ogni angolo della terra salgono verso il Cielo le “Invocazioni alle vere Sorgenti di salvezza”. E dappertutto s'innalza il cantico della riconoscenza per i favori ricevuti per mezzo di questa santa pratica. E' un rinnovamento della devozione alla Passione del Salvatore. E' la “missione” di Suor M. Marta che si sta compiendo.  

Destato dalla lettura dei brevi cenni biografici un desiderio si alzava dai cuori devoti: quello di conoscere maggiormente l'anima privilegiata, strumento della divina misericordia. Un sentimento unanime di venerazione e di confidenza si manifestava nel tempo stesso circondando devotamente il Nome dell'umile Conversa. 

Davanti a questo movimento venuto dall'esterno, come non commuoversi alquanto nell'interno del Monastero? L'esumazione dei resti della Serva di Dio sembrò imporsi. Il 31 gennaio 1924, si ritrovò la Cassa intera e chiusa, quasi tutte le ossa e una parte delle vesti. Sulla manica della veste era l'impronta rugginosa della scatola di ferro scomparsa, senza dubbio, nei lavori della prima esumazione. Si raccolse anche dei frammenti di cera che la sigillavano.   

Dopo il riconoscimento medico, queste ossa vennero collocate in un cofano di zinco piombato e deposte, l'11 febbraio seguente, sotto una lastra di marmo nella Cappella della Madonna dei Sette Dolori, dove la nostra Cara Sorella si era tante volte inginocchiata.   

Suor M. Marta non tardò a mandarci un sorriso dall'Alto del Cielo. Il primo Venerdì di novembre 1925, una Sorella Conversa, da molti mesi in uno stato di deperimento cagionato da una quasi impossibilità di alimentazione, ricuperò subitamente le sue forze e la facilità a digerire, dopo una novena fatta alle Sante Piaghe. (5)  

Non è soltanto al Monastero che la Privilegiata di Gesù, manifesta il suo potere d'intercessione! Le lettere ricevute attestano i favori che sembrano rispondere alla confidenza dei devoti di Suor M. Marta: conforto nella sofferenza - grazie di lumi e di forza per apprezzare e portare la croce - conversioni e guarigioni.   

Come pegno di protezione e sicurezza d'essere più facilmente esaudite, molte pie persone chiedono che i loro nomi e le loro richieste siano deposti sulla tomba dell'umile Serva di Dio.   

Quanto alle numerose testimonianze di soddisfazione con cui venne accolto l'“Opuscolo di Suor M. Marta”, noi ne citeremo una sola che le riassume tutte ed è contrassegnata da un Nome reso glorioso dalla morte: 

Parigi, 22 settembre 1924.   

“Rispondo con molto ritardo all'invio della vostra ammirabile “Biografia”. Ho voluto leggere e gustare prima di ringraziarvi. Tutte queste pagine, così scevre dall'IO, hanno il divino sigillo. 

 “Questa “Notizia” è una benedizione insigne che dischiude a tutti l'anima del Cristo e, per parte mia, ne voglio serbare il ricordo fino alla mia partenza, fino all'arrivo ove tutti i lumi hanno la loro consumazione. 

 “Io ammiro come N. Signore conserva la sua forma d'azione in un centro determinato. E' la stessa grazia che si diffonde su Suor Margherita Maria Alacoque e la felice Conversa. Il medesimo modo di metterci a contatto con le cose celesti, avvicinarle a noi e seppellirci in esse”. 

Fr. T. G. Vallèe, des Fréres Prêcheurs. 

 

DIO SIA BENEDETTO! 


Suor Maria Marta Chambon


Preghiera per l'estirpazione della moda immodesta

 


Prostrato ai Vostri Sacri Piedi, mio Gesù Crocifisso, Vi supplico per intercessione della SS. Vergine Immacolata, a lavare la terra dalla sozzura della moda odierna, con l'onda purificatrice che scaturisce dalle Vostre Sante Piaghe. Ricordate, o buon Gesù, che tra gli atroci dolori della Vostra Santa Passione, una donna Vi seguì fedele al Calvario, la sua voce si elevò sola a Vostro conforto, le sue lacrime si unirono a quelle della Vostra Vergine Madre. Con Maria SS. essa vide aprirsi le Vostre Piaghe redentrici e adorò il Sangue prezioso, con Maria, essa baciò queste Sacre Piaghe, le imbalsamò con gli aromi ed aiutò ad involgere il Vostro S. Corpo nella Sindone monda. Ricordate, amoroso Gesù, questi pietosi uffizi e rialzate la donna dal fango, ove l'ha trascinata la moda invereconda. Davanti al Sacro Altare, nuovo Calvario ove si perpetua il Sacrifizio della Croce, essa si presenta di sovente, o Gesù, non a Vostro conforto, ma quale angelo decaduto senza l'aureola purissima di cui avevate degnato ricingere la sua fronte. Essa Vi si presenta infrangendo le leggi più elementari della modestia e quasi, si direbbe, per rinnovare le Vostre Piaghe, per immergere una nuova spada nel Cuor purissimo di Maria. La donna, che sul Calvario Vi avvicinò, o dolce Gesù, per detergerVi con amorosa compassione la Fronte, non permettete che ora Vi avvicini per donarVi il bacio di Giuda, per mangiarsi la propria condanna. Oh! quante volte, o buon Gesù, Voi dovete ritorcere da lei i Vostri purissimi sguardi e sfolgorare la Vostra Giustizia là, dove vorreste fare scorrere solamente torrenti d'amore! Quante volte gli Angeli del Santuario devono, inorriditi farsi velo con le loro ali!... O Gesù misericordioso, per le Vostre Sacratissime Piaghe, per i Dolori di Maria SS., ridonateci la donna forte ammantata di giustizia e di modestia; ridonateci le vere madri cristiane, Angeli custodi dell'innocenza; ridonateci nella gioventù una fioritura di gigli, che profumi il Cielo e la terra, e formi serto candissimo al Vostro Cuore piagato d'amore per noi.


Il terrore si diffonderà in varie regioni del Brasile e i miei poveri figli porteranno una pesante croce.

 


 Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 03/03/2026


Cari figli, Io sono vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. La vostra nazione berrà il calice amaro del dolore. Il terrore si diffonderà in varie regioni del Brasile e i miei poveri figli porteranno una pesante croce. State attenti ai Miei appelli. Quello che vi ho annunciato in passato si realizzerà. Io vi amo e voglio aiutarvi. Vi chiedo di essere docili alla Mia chiamata, perché solamente così potrò condurvi sul cammino sicuro. Pregate. Cercate forze nelle Parole del Mio Gesù e nell'Eucaristia. DateMi le vostre mani e Io mi prenderò cura di voi. Vedrete orrori in Brasile, perché gli uomini si sono allontanati dal Creatore e sono diventati ciechi che guidano altri ciechi. Ritornate. Il Mio Gesù vi ama e vi aspetta a braccia aperte. Avanti per il cammino che vi ho indicato! Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


La deposizione di suor Celestina Algeri 


- Mi trovavo all'asilo. 
- Sì, il curato prima disse a noi di interrogare la bambina,  perché i primi giorni non parlava. Era sotto un incubo e allora  suor Genoveffa un giorno ha chiesto: "È poi vero che hai visto la  Madonna?" E la bambina al momento è rimasta un po' esitante e  poi la suora di nuovo disse: "ma è poi vero sì o no?". E la  bambina: "Sì è vero" Ed ha aggiunto: "Adesso devo andare a  confessarmi perché ho parlato". Si capisce che aveva l'obbligo di  non parlare. E noi: "Perché devi andare a confessarti?" -"Perché  non posso parlare." - "Non sei in collegio, sei con le tue suore".  Allora ha fatto un sospiro come a dire: "È vero che posso  parlare". Poi le abbiamo chiesto come era vestita la Madonna e le  cose di prima. Ed essa confermava. E al curato noi l'abbiamo  riferito e il giorno dopo l'abbiamo presa, su consiglio del curato,  esortandola a scrivere quello che sentiva. E le abbiano dato un  quadernetto su cui ha scritto qualche cosa. Alla sera l'abbiamo  detto al curato, il quale pure ha chiesto alla bambina se era vero  che aveva visto la Madonna e la bambina di nuovo ha  confermato. E allora il curato: "Perché hai scritto quella lettera di  negazione?" - "Perché me l'ha detto don Cortesi" - E il curato:  "Non ti farebbe nulla di scriverlo sul quadernetto? Se non oggi  sarà domani. Devi mettere quanto ricordi." -La bambina: "lo  faccio anche subito". E allora ha preso il suo quadernetto con il  calamaio ed è entrata sola nella sala dell'asilo e ha scritto: " È  vero che ho visto la Madonna". - E ha mostrato il foglio al  curato. Il quale ha espresso il desiderio che scrivesse anche il  motivo perché prima aveva detto che non era vero. 

La bambina ha esitato un momento; si trovava in fastidio.  E noi abbiamo detto: "Dì una Ave Maria alla Madonna e saprà  lei ispirarti. E di fatto si è di nuovo ritirata e ha scritto: "Ho detto  che non avevo visto la Madonna perché me l'ha dettato don  Cortesi". 

Era di sera, alle ore 8,30; era con l'Annunziata; la lettera  l'ha data al signor Curato e allora abbiamo firmato tutte noi presenti. E avendo il curato aggiunto che il foglio l'avrebbe portato  al vescovo, la bambina rispose: "A me non fa niente, faccia  pure". 
- E dopo era tutta contenta. E avendo la suora promesso a  lei un croccante, essa disse che era contenta non per questo, ma  perché aveva detta la verità. 

 Ho sempre sentito l'Adelaide dire che aveva vista la  Madonna. Che abbia detto ad altri che non l'aveva vista, non ho  mai sentito. Noi non abbiamo saputo più niente, dopo che fu  portata via la lettera dal curato. 

 Qualche volta, alla sera di festa, andiamo con le ragazze 
a dire il rosario sul luogo delle apparizioni". 

Suor Celestina Algeri ha fatto la sua deposizione in modo  semplice, sicuro, riaffermando quanto altri testimoni avevano  detto sui motivi della ritrattazione della bambina. 

Dalla sua esposizione appare chiaro che la bambina ha  negato di avere visto la Madonna perché costretta moralmente  dal Cortesi. 

giovedì 5 marzo 2026

Il rifiuto della Forza d’Amore era il “peccato”

 


La colpa degli esseri


Quando vi parlo dall’Alto, allora è un segno del Mio Amore che non cessa mai, che ha Pietà degli uomini e vuole venire loro in Aiuto. E questo Amore è sempre e continuamente per voi, perché siete anche la Mia Parte, anche se nella libera volontà avete seguito il Mio avversario nell’abisso. Ma il vostro essere Ur è Amore. Ed Io non riposo prima che vi siate di nuovo cambiati nel vostro essere Ur.

E se ora vi parlo dall’Alto, riconoscerete anche nel Mio Discorso che può soltanto essere all’Opera una Forza buona, perché Mi sforzo sempre di educarvi nell’amore e di indicarvi Gesù Cristo e la Sua Opera di Redenzione, perché allora percorrete la retta via, che ha per conseguenza un cambiamento ancora su questa Terra. Perciò non dovete dubitare nell’Origine di ciò che vi giunge dall’Alto. Il suo contenuto non può essere altro che buono, e quindi deve essere libero dall’errore. Perché l’Eterna Verità Stessa vi sta istruendo e vi potete affidare a Lei pienamente, perché non vi presenta nessun insegnamento errato. Ma nel tempo della fine questa assicurazione è molto necessaria, perché si vuole precipitare nel dubbio persino i Miei portatori di Luce per via della veridicità dei loro messaggi. Ma vi basti sapere che Io Stesso proteggo dall’errore i Miei portatori di Luce, perché chi vi può fornire la garanzia per la pura Verità se non Io Stesso, che conosco di ognuno la volontà ed il desiderio per la Verità?! E vi dico sempre di nuovo, che l’agire dell’avversario è rivolto in particolare a voi che volete diffondere la Luce, perché vuole impedirlo e perciò usa tutti i mezzi per spargere del dubbio nei cuori degli uomini sulla veridicità di queste ricezioni. Ma anche il Mio Agire sarà sempre più chiaramente riconoscibile. Illuminerò sempre più chiaramente l’errore nel quale vi ha già spinto, perché la sua meta è di tenere lontano da voi la Verità, ma non gli riuscirà con coloro che desiderano seriamente la Verità. E perciò ognuno deve esaminarsi seriamente se desidera la pura Verità, allora non può più essere ingannato, allora egli stesso la riconoscerà e si libererà dall’errore. Il momento della Creazione era sia per Me come anche per il Mio portatore di Luce un Atto di incomparabile Beatitudine, perché i prodotti della sua volontà e della Mia Forza d’Amore erano formati così meravigliosi, che rendevano Noi Due indicibilmente felici e l’amore del portatore di Luce per Me divampava sempre più chiaramente. Perché negli esseri esisteva la stessa Forza di creare, perché potevano rallegrarsene ed essere ugualmente attivi nel creare delle creazioni spirituali, con cui potevano elevare la loro beatitudine fino nell’incommensurabile. Se Io quindi parto dal punto che a questi esseri creati non mancava nulla, che venivano esternati tutti come Mie Immagini e che potevano essere attivi nel creare e formare finché venivano irradiati dalla Mia Luce d’Amore, allora vi deve anche essere chiaro che la loro attività ha subìto una perdita, quando rifiutavano quest’apporto di Forza d’Amore, che è stato il motivo per cui hanno perduto la loro Luce, la loro conoscenza, in modo che si confondeva il loro pensare e quindi diventavano incapaci di creare, che si sono induriti in sé, ma erano comunque la Forza una volta irradiata da Me, che ho perciò formati in Creazioni del genere più diverso. Questo procedimento vi è già stato descritto sovente, e potete accettare questo come la più pura Verità, la potete accettare tranquillamente, che soltanto il rifiuto della Mia Forza d’Amore era il peccato contro di Me, dato che a loro era stata accesa la Luce più chiara, nella quale si rendevano perfettamente conto della portata della loro ribellione. Perciò Io illumino anche come errata ogni rappresentazione, che Io abbia obbligato o indotto a questa caduta sia il portatore di Luce come anche gli esseri caduti. Gli esseri erano tutti attivi nella Mia Volontà fino al momento del rifiuto della Corrente della Mia Forza d’Amore. Ma poi ha avuto anche luogo l’indurimento della sostanza spirituale, e la Mia Forza, che avevo una volta irradiato come esseri, doveva diventare diversamente attiva, che avveniva tramite la dissoluzione della sostanza in particelle piccole e minuscole e da queste quindi sorse la Creazione. Soltanto allora l’essenziale doveva combattere contro molte avversità, perché doveva vincerle per svilupparsi di nuovo verso l’Alto. L’attività degli esseri che non erano caduti, consisteva nell’utilizzo della Forza che fluiva da Me a loro, questi esseri però erano in uno stato della Luce più chiara, quindi di conoscenza, che perciò veniva usata dagli esseri non diversamente che nella Mia Volontà. Finché l’essere Mi rimaneva quindi fedele, agiva e creava nella Mia Volontà. Quando si è allontanato da Me, ha perduto la Forza per creare e formare. Si è indurito e rimaneva inattivo, cosa che poi ha avuto per conseguenza il sorgere delle Creazioni. Io sapevo bene sin dall’Eternità della caduta di Lucifero e degli esseri, e non l’ho ostacolato per via della sua libera volontà. Ma ciononostante Io non ne ebbi alcuna parte, perché avevo assegnato al portatore di Luce, a Lucifero, lo stesso Potere che non gli ho nemmeno diminuito, quindi egli poteva fare tutto da sé. E così gli era possibile ad indurre anche gli esseri d’allontanarsi da Me per creare per così dire un secondo mondo, un mondo pieno di ribellione contro di Me. Ma tutto questo era soltanto possibile mentre egli, e poi anche il suo seguito, si è chiuso alla Corrente della Mia Forza d’Amore. E così il rigettare la Mia Forza d’Amore fu il vero peccato, perché era rivolto contro Me Stesso, perché gli esseri stavano nella pienissima conoscenza della loro Origine da Me. Che la facoltà di pensare degli esseri si sia espressa nella volontà totalmente opposta a Me, che questa partorì qualcosa di totalmente anti divino, non ha avuto la sua origine in Me, ma il rigettare della Mia Forza d’Amore aveva per conseguenza questo orientamento invertito della volontà, perché significava l’oscuramento dello spirito, la cecità spirituale. Ora Lucifero diventava il Mio polo opposto, che poteva trasmettere tutti i cattivi pensieri agli esseri, il cui autore era lui stesso. Perché da quel momento, quando Mi licenziavano coscientemente l’Amore, egli aveva pieno potere su questi esseri e li tratteneva, finché Io feci sorgere la Creazione, per strapparli al suo potere e per iniziare il processo del Rimpatrio. Ma ora questi esseri dovevano percorrere una via di supplizi, finché poi come uomo, nello stadio della consapevolezza dell’io e della libera volontà, possono espellere tutti i loro pensieri invertiti, cambiare totalmente di nuovo la loro volontà e divinizzarsi totalmente. Quindi devono deporre il satanico e tendere al Divino nella libera volontà. Soltanto questo dimostra già che il male non può avere la sua origine in Me, altrimenti non potrei essere chiamato Divino, con cui è da intendere soltanto il Bene, che Luce e tenebra non possono essere insieme, che in Me non può esserci Amore ed odio, in breve, che non posso avere in Me tutti i contrari. La libera volontà poteva bensì decidersi per Me o per il Mio avversario, che allora però era già cattivo quando divenne il Mio avversario, che poi aveva anche creato tutto ciò che era rivolto contro di Me, che era un potere come lo Sono Io Stesso, soltanto che ha avuto un inizio. Questo è il più grave inganno che il Mio avversario impiega per farvi credere, di vedere in Me anche l’origine di tutto il maligno. E perciò vi faccio sempre di nuovo notare, che questo è stato il vero peccato: il rigettare la Mia Forza d’Amore, perché con ciò è venuto sugli esseri lo stato della confusione, lo stato nel quale negavano ogni attività nella Mia Volontà e perciò da dissolti venivano legati nelle Creazioni di ogni genere. Perché è la Mia Legge dall’Eternità, che la Forza da Me irradiata deve diventare attiva, che questa Forza deve di nuovo essere richiesta nella libera volontà, per rendere possibile la ritrasformazione in un essere perfetto. Che questi pensieri immessi nello spirituale caduto hanno la loro origine in Lucifero e che contro questi deve essere combattuto nel tempo dell’incorporazione come uomo, è diventato un Processo tramite il Mio Amore, che deve far sorgere da “creature” dei veri “figli di Dio. E così Lucifero collabora involontariamente a questo Processo di Rimpatrio, cosa che Io ho ben previsto sin dall’Eternità, ma Io Stesso non l’ho mai obbligato ad essere il Mio polo opposto, perché anche lui era un essere libero proceduto da Me in tutta la Perfezione. 

Amen

8. novembre 1964

Figli miei, arriverà un momento nella Battaglia in cui sarete sotto un tale attacco, una tale oppressione, che non sarete in grado di pronunciare una sola parola.

 


18 febbraio 2026

La nostra Beata Madre. Mercoledì delle Ceneri. Il Rosario Vivente.

(Dettato in inglese.) (NOTA: Le note a piè di pagina non sono state dettate da Dio. Sono state aggiunte dalla Sorella. A volte la nota a piè di pagina serve a chiarire al lettore il significato che la Sorella attribuisce a una certa parola o idea, altre volte serve a trasmettere meglio il tono di Dio quando ha parlato.)

***


Miei piccoli figli, 

sono Io, vostra Madre Celeste, vostra Regina, che vi parla oggi. 

Miei piccoli, che attendete con ansia le Nostre Parole, vi benedico con tutto il Mio Amore Materno. 

Figli e figlie del mio Cuore,1 miei soldati, avete visto sempre più gli orrori, le indifferenze, gli insulti, le bestemmie e le manipolazioni che il nostro nemico ha prodotto con la collaborazione di tante anime.  Tante, figli miei. 

Quando si pulisce una ferita in cui c'è infezione e tessuto cancrenoso, bisogna esporla, rimuovendo ed esponendo tutti gli strati di infezione, fino a raggiungere il tessuto sano, la carne sana. 

Capite, allora, perché il Padre permette che tutta questa sporcizia diventi evidente, visibile, sempre meno nascosta?

 

LUI NON È INDIFFERENTE. 

IL SUO CUORE NON È MENO TRAFERITO DI QUELLO DI SUO FIGLIO, IL MIO GESÙ.2 


Le opere di Satana devono essere smascherate, affinché coloro che sono chiamati a combattere nel Mio Esercito possano vedere e rendersi conto di cosa e chi sia realmente il nemico, della profondità e dell'ampiezza del suo inganno e della sua manipolazione; affinché il Mio Esercito possa combattere con gli occhi aperti alla realtà spirituale, con le orecchie aperte al Mio comando, con i cuori pronti a compiere la Volontà del Padre in questa Ora straordinaria.  

Questo “Momento”, figlioli, racchiude MOLTO. 


MISERICORDIA.  GIUSTIZIA.  DECISIONE.  PENTIMENTO.  COOPERAZIONE CON IL VOSTRO DIO. 

FEDE, FEDE, FEDE. 

SPERANZA, SPERANZA, SPERANZA. 

OBBEDIENZA, OBBEDIENZA, OBBEDIENZA. 

E UMILTÀ. 


In ogni epoca le battaglie sono state combattute con armi diverse, armature diverse, tattiche diverse. 

E così è in questo MOMENTO.  Unico nella storia, unico nel Piano del Padre. 

Ciò che ha combattuto le battaglie in passato non è sufficiente per le battaglie che avete davanti. 

Voi siete il Mio Esercito e Io devo addestrarvi PER QUESTO MOMENTO.  PER QUESTA BATTAGLIA. 

Vedete come, in mezzo a tanta confusione, manipolazioni e negazioni nella Mia Chiesa, diventi sempre più difficile per voi capire cosa fare, di chi fidarvi, dove andare? 

Vedete come ciò che per secoli è rimasto inattaccabile sta per essere rovesciato in apparenza?3 

Capite ora perché vi chiediamo di tenere gli occhi fissi sul Volto del Mio Gesù, fissi sul Cielo? Perché vi chiediamo di ripetere il Nome del Mio Gesù, come protezione e preghiera che attira Misericordia su Misericordia?4 

Perché non vi chiedo semplicemente di recitare il mio Rosario, ma di VIVERLO con Me? 

Cosa vi insegna il Rosario, se non la FEDE, l'UMILTÀ, l'OBBEDIENZA? 

A credere nei Misteri insondabili del Padre e nel Suo Piano Divino: il Mistero dell'Incarnazione e della Redenzione, e la mia cooperazione in essi. 

La FEDE che accetta questi Misteri, li riceve e attraverso la quale unite la vostra vita alla Nostra, e attraverso la quale diventate tabernacoli viventi del vostro Dio. 

L'UMILTÀ che accetta tutto ciò che il Padre ordina nella vostra vita, come abbiamo fatto Noi, per mostrarvi come vivere non solo come servi di Dio, ma come Suoi amati Figli. 

L'umiltà che mette da parte i vostri pensieri, i vostri desideri, i vostri criteri, per accogliere il Piano del Padre, in tutto il suo Mistero e nella sua infinità. 

L'OBBEDIENZA che dà VITA.5 Avete l'esempio della Nostra Obbedienza – in ogni momento della Nostra Vita – affinché possiate vedere e imparare come unire la vostra obbedienza alla Nostra; l'OBBEDIENZA che SALVA. 

Nella Battaglia che state affrontando dovete brandire il Rosario VISSUTO, la “catena” vivente che vi lega al Cuore del Padre. 

Figli miei, arriverà un momento nella Battaglia in cui sarete sotto un tale attacco, una tale oppressione, che non sarete in grado di pronunciare una sola parola. 

Ecco perché devo addestrare i vostri cuori alla FEDE che va oltre le parole, le immagini, i pensieri, e radica i vostri cuori saldamente nella VERITÀ, saldamente nel MIO GESÙ. 


NON ABBIATE PAURA, FIGLI MIEI. 

SIATE IN PACE.


Io sono6 vostra Madre, che viene a confortarvi e ad avvertirvi, affinché possiate prestare ascolto alle Nostre Parole.

Io sono la vostra REGINA, e come tale devo venire per ordinare a voi di STARE IN GUARDIA. SIATE ATTENTI. SIATE CAUTI.


NON ABBIATE PAURA.


Vi ho detto che ogni epoca ha le sue armi e le sue armature con cui combattere.

Ci sono Grazie preparate per voi, Esercito del Mio Cuore, per rivestirvi di scudo e armatura, di forza e resistenza, di pace e Verità, affinché possiate cooperare pienamente al Piano e all'Azione del Padre.

Siate in pace.

La vostra perseveranza e preghiera hanno ottenuto molta misericordia. Grazie, figli miei.


[La prossima sezione è rivolta ai sacerdoti.]


Ora parlo a voi, miei amati figli del mio Cuore, mia potente schiera.

Alzatevi, figli, senza paura, senza esitazione. Siete stati rivestiti del Sacerdozio di mio Figlio per quest'Ora.7

I miei figli hanno bisogno di voi.

So quanto avete sopportato, figli miei. Venite a riposare sul Mio Cuore. Respirate la Purezza del Cielo che è racchiusa nel Mio Cuore, per purificarvi da tutto il fetore del peccato che vi circonda.

Alzatevi, figli miei, con Me. Alzatevi con la fiducia nel Mio Amore e nella Mia protezione. Alzatevi con la certezza della benedizione del Padre e della Presenza di Mio Figlio. State saldi come figli fedeli e guerrieri.

A voi è affidata in modo particolare la preghiera e il potere di liberazione - di liberare i miei poveri figli dalle grinfie, dall'odio e dal veleno del nostro nemico. Questa autorità è posta nelle vostre mani consacrate e nei vostri cuori, affinché possiate essere un segno e una testimonianza dell'autorità di mio Figlio su tutti gli spiriti impuri.

Figli miei, vi chiedo di esercitare questa preghiera e questa autorità a favore dei miei figli che sono stati abbandonati e attaccati da lupi famelici.

Anche le vostre mani sono state trafitte e inchiodate alla Croce di mio Figlio, rendendovi apparentemente incapaci di agire efficacemente, come le mani di mio Figlio che, quando furono inchiodate alla Croce, non poterono più lenire né guarire in quell'ora.

Molti di voi sono su questa Croce in questo momento.

Ma figli miei, in nessun momento la preghiera di Gesù è stata più potente, squarciando il Cielo e la Terra con la Sua supplica e la Sua angoscia.

Così la vostra preghiera sale al Cuore del Padre ed è ascoltata, perché nel vostro grido c'è il grido di Gesù.

Figli miei, TUTTO CON GESÙ. SOLO CON LUI.

Mi avete al vostro fianco, sempre pronto ad aiutarvi a prendervi cura del piccolo gregge che vi è stato affidato.

Siate in pace.

Portate i vostri piccoli greggi al Mio Cuore. Al Mio Gesù. Nutriteli con la Verità. La vostra fede apre per loro fiumi di acqua viva.

Quanto bene fate e potete fare. Grazie, miei amati figli.

Continuate a pregare per i vostri fratelli sacerdoti, e anche per coloro che hanno l'apparenza di pastori ma sono mercenari. Scuotete la polvere della loro dimora dai vostri piedi, perché non sono nostri, e molti hanno rifiutato di essere nostri.

Come questo rifiuto trafigge il Mio Cuore; tuttavia vi chiedo di pregare con Me per loro, affinché il male che fanno possa essere mitigato e i loro cuori ammorbiditi.

Grazie, figli miei. [sorriso gentile]

Figli miei,

oggi iniziate questo tempo di Quaresima ponendo le ceneri sulla fronte in segno di penitenza e di pentimento.

Mio fedele esercito, riunito da tutti i confini della terra, voi non avete portato queste ceneri solo per un giorno, ma per tanti giorni. Non sono solo sulla vostra fronte, ma nei vostri cuori. Le ceneri dell'angoscia, dell'afflizione e del dolore nel vedere lo stato della Mia Chiesa, del mondo e di tante anime. Queste ceneri sono diventate il vostro stesso pane.

E quanto sono amare, lo so, figli miei, anch'io le ho assaporate.

Offritele a Me, piccoli miei.

Offritemi il vostro dolore e la vostra angoscia.

Offritemi la stanchezza dei vostri cuori, la stanchezza di sopportare un altro giorno, di aspettare un altro giorno.

Vivete questi giorni con Me. In pace nel Mio amore per voi.

Vivete questi giorni uniti al Cuore del Padre, così incompreso e ignorato.

Vivete questi giorni con il mio Gesù, che vi ama oltre ogni immaginazione [sorriso] e ha bisogno della vostra fiducia e del vostro amore.

Vivete questi giorni uniti allo Spirito Santissimo di Dio, nella Sua Verità, affinché il vostro cuore e la vostra mente possano riposare da tutte le menzogne a cui siete sottoposti.

Riposa in Me, Mio piccolo Esercito malconcio. Sii in pace.


Tua Madre ti ama e ti benedice. +


Diciamo insieme:

“Padre, sia fatta la Tua Volontà in me e in tutte le Tue creature. Amen.”


"A Colui che siede sul Trono e all'Agnello,

siano lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen."8


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 “STO ARRIVANDO PRESTO.”9


  • 1

    Vorrei sottolineare qui una sottile distinzione che potrebbe facilmente passare inosservata. La distinzione tra essere chiamati “figli” e “figli e figlie”. Entrambi i termini si riferiscono alle stesse persone, tuttavia ho la sensazione che quando Lei usa “figli e figlie” si rivolga a noi come “adulti”: c'è una maggiore serietà e responsabilità che sembra essere associata all'essere chiamati “figlio” o ‘figlia’ piuttosto che “bambino”, anche se entrambi i termini sono usati con grande amore.

    2

    Queste due frasi sono state pronunciate con una certa forza, in difesa del Padre da tanti che dicono: “Come può Dio permettere questo? Non vede? Non gli importa?”. Noi vediamo alcuni degli orrori; Lui li vede tutti. Non è indifferente al dolore e alla sofferenza che questi orrori causano: il Suo Cuore è il primo ad esserne colpito.

    3

    Mi vengono in mente il Papato, la Dottrina, il ruolo della nostra Beata Madre, la verità sul matrimonio e molto altro ancora.

    4

    Queste parole e i paragrafi seguenti in cui Lei parla del Rosario vissuto sono stati pronunciati con un senso di urgenza nella Sua voce.

    5

    Queste parole sono state dette con un tono molto particolare, quasi come se le parole si espandessero e culminassero nella parola “VITA”. Vorrei sapere come descrivere meglio ciò che a volte percepisco con certe parole o frasi.

    6

    Può sembrare strano scrivere “Am” con la maiuscola quando ci si riferisce alla Beata Vergine Maria, poiché di solito lo riserviamo alla Trinità, ma è così che ho percepito il suo uso, sottolineando l'importanza e l'unicità del suo ruolo di Madre e Regina.

    7

    Ho capito che questo “alzarsi in piedi” significa qualcosa di più del semplice alzarsi in piedi per una causa particolare. (Ancora una volta, è difficile esprimere a parole ciò che ho percepito – non smette mai di stupirmi come poche semplici parole possano comunicare così tanto). Questo “alzarsi in piedi” mi sembra un invito a ricordare e a “fare propria” la grandezza del sacerdozio, la sua importanza e santità, l'enorme bisogno che c'è di esso, dopo che ha subito tali abusi, derisioni, sminuimenti, costrizioni. Mi sembra che per alcuni sia un invito a prendere posizione in modo visibile, per altri in modo spirituale. Ma in entrambi i casi è un modo per prendere posizione e quindi riconoscere chi è un sacerdote, chi rappresenta e chi segue, per diventare veramente “in persona Christi”.

    8

    Rf. Ap 5,13

    9

    Rf. Ap 22,20. Questa frase è stata pronunciata da Gesù.

Sister Maria Amapola de Jesús