giovedì 8 ottobre 2026

Rifiutò il matrimonio e ricevette le stimmate — Beata Osanna Andreasi


 

L'ULTIMA BATTAGLIA - NESSUNO PUO’ PROIBIRE A DIO DI MANIFESTARSI COME VUOLE

 


NESSUNO PUO’ PROIBIRE A DIO DI MANIFESTARSI COME VUOLE 


Nel dopoguerra ci sono stati tanti di quei prodigi e tante di quelle apparizioni che hanno allarmato le gerarchie ecclesiastiche ed hanno fatto loro assumere un atteggiamento generale negativo. 

Questo atteggiamento prudenziale, se da un lato fa da freno al fervore popolare facile ad accendersi e ad esplodere anche alle minime apparenze di apparizioni e prodigi, ha, dall'altro lato contribuito fortemente a frustrare presso i lontani e i peccatori i tentativi di Dio di convertirli. 

Molti sacerdoti rifiutano di andare a controllare la realtà dei prodigi, altri (e fra essi tanti di mia conoscenza), addirittura rifiutano di andare ad osservarli mentre avvengono. 

Dicono: « Non abbiamo bisogno dei prodigi per credere ». L'errore è lì. 

Il Signore non fa i prodigi per i sacerdoti, bensì per il popolo; ma sono essi che debbono con sapienza e prudenza indagare per vedere qual è il messaggio che Dio vuol dare con quel prodigio agli uomini, e predicarlo a tutti. Non è però escluso che dei messaggi siano anche per i sacerdoti o che siano solo per loro. 

Dio non fa mai delle cose inutili. 

Quando interviene nella storia ha sempre un motivo grave. Con il prodigio getta un segno di allarme. Vuol attirare la nostra attenzione, farci voltare verso di lui perché ci vuol dire qualcosa di grave. Generalmente egli fa i prodigi o per richiamare i peccatori e convertirli, o per infervorare i giusti, o per entrambe le cose. 

Col prodigio Dio ci chiama. Quando il padrone chiama, il servo deve accorrere per vedere cosa egli vuole. 

L'unica cosa ragionevole che può e deve fare il cristiano è di vedere se l'apparizione o il prodigio sono reali o pre-fabbricati, se sono frutto di suggestione e se sono da Dio o da Satana. 

In tutta questa operazione il cristiano non deve far passare secoli col pretesto della prudenza, perché se Dio vuole qualcosa bisogna che noi la facciamo con la massima urgenza. La lentezza è mancanza di amore e di perfezione e rovina spesso i piani di Dio; invece l'indifferenza è mancanza di religione; e la contestazione, fatta per principio, è peccato. 

Chi vuole ergersi a consigliere di Dio o a suo precettore e ordinargli quando o dove deve fare un prodigio o mostrarsi o fare apparire la sua Madre? 

Per questo Suor Lucia di Fatima nel 1959 ha scritto al Padre Fuentes, postulatore della Causa di Beatificazione di Giacinta e Francesco: « La Madonna è molto scontenta perché non si è fatta caso al suo messaggio del 1917... Creda, padre, molto presto Iddio dovrà castigare il mondo ... La Madonna mi ha detto che Iddio, esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli uomini, ci offre con tremore l'ultima ancora di salvezza: la SS. Vergine in persona, sue numerose apparizioni, sue lacrime, messaggi di veggenti sparsi in tutte le parti del mondo. La Madonna mi disse ancora che se non l'ascoltiamo e continuiamo l'offesa, non saremo più perdonati ». 

È sempre difficile stare nel giusto mezzo: nell'esaminare i fatti senza nessun pregiudizio né positivo, né negativo, ma con l'obiettività dello storico e del buon senso. 

Intanto non debbono fare meraviglia tutte le apparizioni e i prodigi avvenuti in questi ultimi tempi, perché potrebbero corrispondere a quelli annunziati da Gesù nel suo discorso escatologico sugli ultimi tempi. 

«... Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi nel cielo » (Lc. 21, 10). 

Non è qui possibile elencare tutti questi prodigi e tutte queste apparizioni, né tanto meno dare un nostro modesto giudizio critico sui singolari fatti; ma è assolutamente impossibile cancellarli tutti con la parola magica « parapsicologia », o con quella insignificante « autosuggestione », o con un radicale giudizio « trucco ». 

Già negli anni 40 Don Bernardo Billet aveva fatto un inventario di 102 vere o false apparizioni, avvenute dopo il 1933; ad esse negli anni successivi se ne sono aggiunte moltissime altre. 

Il pellegrino P. Arcadio Smolinski, francescano polacco, che per penitenza gira il mondo a piedi, dando un messaggio come quello di Giona, mi ha detto di essere a conoscenza di circa 600 casi fra prodigi di lacrimazioni e fra mistici. 

Qui ci limitiamo a elencare alcune apparizioni e alcuni prodigi tra i più noti, rimettendone il giudizio di merito alla gerarchia, alla quale spetta. 

Evidentemente né i giudizi degli Ordinari diocesani e neanche quelli della Congregazione della Preservazione della Fede sono infallibili, e quindi possono venire riformati. Ciò, ad es., è avvenuto per il culto all'immagine di Gesù Misericordioso, proscritto da S. Uffizio nel 1959 e autorizzato il 15-4-1978; ed è avvenuto a P. Pio, che ebbe l'interdetto di confessare, e dopo un po' di annui ne riebbe la facoltà. Per evitare facili proibizioni è opportuno ricordare quando avvenne a un sacerdote tedesco. Il suo Vescovo gli aveva proibito di organizzare un pullman di pellegrini per Montichiari (Brescia). Egli rispose: « Senta, tanti nostri sacerdoti organizzano pullman in Italia per andare in montagna o sulle spiagge a divertirsi, e lei li benedice, considerandolo un apostolato. Io organizzo un gruppo che va a pregare e lei vuole proibirlo? Il Vescovo ci ripensò e disse: « Andate pure, e pregate anche per me ». 

Tuttavia è dovere di ogni cristiano sottomettersi a tali giudizi e obbedire. Dio, se vuole, farà riformare dall'autorità ecclesiastica tali giudizi. 

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)


Giungere all’orlo del baratro

 


Maria 

Io veglio su tutti i miei figli, ma devono essere attenti perché camminano in mezzo a grandi pericoli e sono totalmente all’oscuro delle forze che costantemente li attirano nell’oscurità. Una volta nell’oscurità, essi perdono la mia luce e sono soggetti a tanti errori di giudizio, errori che si incorporano nella loro mente e formano la cosiddetta “saggezza” con cui il mondo vede e giudica. 

Come posso dare la mia luce a coloro le cui menti sono piene di errori e tenebre, ma credono di avere “la saggezza”? Tutta i miei normali aiuti di parlare loro e illuminarli sono inutili (come l’acqua che scorre su una roccia gigantesca). Cosa posso fare per portarli alla luce in modo che essi non soffrano le tenebre eterne? Questa è la mia eterna ricerca, il mio obiettivo immutabile - salvare tutto il mondo dalla dannazione eterna. Questo obiettivo è così importante che io faccio di tutto per realizzarlo. 

Allora, che cosa devo fare, quando una persona e non una sola persona, ma un’intera società, un’intera nazione è scivolata in un buio perenne e ha accettato tanti errori, che questi errori sono diventati la saggezza convenzionale? Rispondimi. Cosa posso fare? 

Devo portare quella persona, quella società e quella nazione sull’orlo. L’ “orlo” significa a quel punto in cui possono ancora tornare indietro, ma anche dove essi si distruggeranno se scioccamente continuano ad avanzare. 

Questo è ciò che farò. Porterò le persone e le società e le nazioni sull’orlo. Ciascuno arriverà sull’orlo per i peccati che ha commesso. Se i peccati sono sessuali, allora i loro peccati sessuali li porteranno sull’orlo. Se i loro peccati sono dipendenze, allora le loro dipendenze li porteranno sull’orlo. Se i loro peccati sono economici, allora i loro peccati economici li porteranno sull’orlo. Il mio scopo è evidente. Al limite, possono ancora tornare indietro. Per tornare indietro, devono vedere che cosa li ha portati lì, il peccato particolare che ha formato la loro falsa “saggezza”. Il baratro, quindi, ha uno scopo. Le persone vedranno il peccato che li ha portati a questo punto e vedranno che cosa devono fare per riprendere il cammino della luce. O lettore, o società, o nazione, io sarò con voi anche quando i vostri peccati vi porteranno al limite. 

Commento: Le persone e le nazioni arrivano al baratro attraverso la loro stupidità, a causa della loro cecità ad un particolare peccato. 

25 aprile 2012 

ANGELI IN AZIONE

 


La beata Anna Schäffer (1882-1925) a 18 anni subisce un incidente che la lascia paralizzata per tutta la vita. I venticinque anni che seguono l’incidente saranno un continuo martirio, ma saprà accettare la volontà di Dio e si offrirà come vittima per la salvezza del mondo. Dal 1901 vede il suo angelo. Nel 1910 riceve la grazia delle stigmate che la rendono partecipe della passione di Cristo. Nel 1914 consegue il matrimonio spirituale.

Quando prendeva la comunione chiedeva sempre al suo an-gelo di aiutarla nella sua debolezza, affinché potesse ricevere Cristo nel modo migliore. Amava immensamente Gesù Eucaristia e riceveva sovente questa grazia: il suo angelo la portava (fisicamente o spiritualmente) presso chiese lontane, dove si compivano speciali atti d’adorazione o messe solenni per adorare Gesù Eucaristia. Racconta a mo’ di esempio: Il 31 agosto 1918 mi ritrovai di fronte ad una grandissima chiesa dove era esposto il Santissimo Sacramento, dinnanzi al quale erano collocati numerosi ceri accesi. Lì vide migliaia di angeli, adoranti Gesù e due angeli, di spiccata maestà, si trovavano su ambo i lati del Santissimo, inginocchiati in adorazione del Signore.

Un testimone racconta quanto segue: Tutti i giorni andavo a casa di Anna. La benedicevo con acqua benedetta e lei faceva il segno della croce. Verso le sette meno un quarto di sera arrivava il sacerdote per darle la comunione. Lei si trovava nel suo letto. Quando il sacerdote poneva l’ostia sulla sua lingua, tutt’intorno al suo letto appariva una luce molto bella e indescrivibile. Io chiesi a sua madre se questo accadeva sempre e lei mi rispose di sì(37).

Padre ángel Peña O.A.R.


SE NON VI SIETE BATTEZZATI, VANO È IL VOSTRO CAMMINO

 


Piccoli del Cielo: In questa generazione quasi non Battezzate più i vostri bambini. Che destino pensate di dare loro, con questo? Ve lo assicuro: li potete battezzare misticamente anche quando non sono più con voi. 

Non tralasciate di farlo, perché è così piccolo il rituale necessario. Se il vostro Santissimo Re-Salvatore si è Battezzato con questo indegno servo Suo, quale terribile arroganza è la vostra nel non Battezzare voi stessi e neanche i vostri figli! Ve lo chiede il vostro servitore e amico Giovanni, chiamato "il Battista", in questa Solennità che il Cielo ha voluto istituire, non per altro se non perché insistiate che si battezzi ogni credente. Vi lascio questo messaggio, ricevuto da questa Piccola che, non appena l'orologio ha battuto le 12.01, si è messa a pregare per i più piccoli che in America Latina, Africa, Asia, Europa e nel continente dell'Oceania sono morti (per causa naturale o forzata) senza essere battezzati. Ditemi oggi, in queste 24 ore della Celebrazione della Mia Festa, se lavorerete come San Giovanni il Battista, facendo quello che questo servo del Signore ha fatto. Chiedete che lo Spirito Santo vi infonda quel Fuoco d'Amore che mi inondò per lottare per il Regno dei Cieli con fede, fortezza e soprattutto CORAGGIO. Chiedetelo in questo giorno e ricordate: Se non siete stati battezzati, vano è il vostro cammino. Fatelo - come già vi ha detto Dio Padre - ma fatelo ora! Il Fedele Servo del Signore San Giovanni chiamato "il Battista". 

Piccoli Miei,  con il Mio Battesimo inizia pubblicamente la Mia Opera di Salvatore. Se vi dite Cristiani e non vi siete battezzati o non avete battezzato i vostri bambini, ve lo sottolineo: VANO È IL VOSTRO ANDARE, SENZA IL BATTESIMO! Il vostro Re e Signore, 

Gesù Cristo di Nazareth. 

Y Maria del Getsemani 

Un cuore puro è capace di vedere Dio negli altri.

 


Gli uomini non sanno, hanno perso la fede. Se fossero convinti che la persona che giace è loro fratello o loro sorella, penso che farebbero qualcosa per essa.

Poichè non possiamo vedere Cristo, noi non possiamo esprimergli il nostro amore; però il nostro prossimo possiamo sempre vederlo e possiamo fare per lui ciò che vorremmo fare a Cristo, se lo vedessimo.

Il semplice fatto che Dio abbia posto un'anima sul vostro cammino è segno che Dio vuole che facciate qualcosa per essa.

Madre Teresa di Calcutta


Voi vivete in un mondo di distruzione per le guerre, la fame, l’aggressività e la collera.

 



Messaggio della Vergine Maria


Figli miei, voi vivete in un mondo di distruzione per le guerre, la fame, l’aggressività e la collera.     Nelle famiglie, i figli non sopportano più i loro parenti. I focolari domestici sono infranti e separati. Le popolazioni vivono nell’odio. L’angoscia vi invade ogni giorno di più. Il mio avversario li manipola nelle loro ferite. Egli inietta loro il veleno dell’odio, dell’angoscia e dell’aggressività…

           Io vi supplico, figli miei, ritornate alla preghiera. Dovete riapprendere a vivere da figli di Dio, e per questo, che siate poveri o ricchi non ha nessuna importanza.

Per mezzo della preghiera riallacciate il legame con l’Amor di Dio. Quel vuoto interiore che portate, nessuno può riempirlo, nessun altro che l’Amor di mio Figlio, poichè senza quest’amore rimarrete insodisfatti fino alla fine della vostra vita. 

           Alcuni miei figli dubiteranno che « soltanto pregare possa portarci l’Amore» : Io, vostra Madre Maria, dico a voi tutti che questa è una promessa per tutti i tempi!

Unitevi al Cuore Accogliente di mio Figlio. Vi saranno accordate delle grazie di liberazione, di pacificazione e di guarigione. Le vostre strade diventeranno più facili. Vi sarà donata la chiarezza dello spirito, nella Luce dello Spirito Santo, e i vostri occhi ed i vostri cuori si apriranno.            
Figli miei, voi vivete grandi combattimenti interiori. Capite che non siete obbligati a continuare così, perchè tra l’altro, ciò vi rende ammalati e vi esaurisce enormemente. 

Pregate il Cuore Accogliente di mio Figlio e ritroverete quella pace interiore. In voi le tempeste si cambieranno in pace ed il sole splenderà e vi farà capire che l’unione all’Amore di Dio, per le vostre preghiere, vi porterà un grande conforto ed una grande liberazione. Lui che ha tutto creato, verrà ricreare tutto in voi.     

           Figli miei, consentite ad uscire dalle vostre prigioni. Consentite a liberarvi di tutto ciò che nutre l’angoscia e la paura in voi. Io ve ne supplico, figli miei, pregate e pregate. Vi chiedo di provare a pregare almeno una volta nella vostra vita.


Preghiera della Vergine Maria: Sì, Signore Gesù, io accondiscendo a staccarmi da tutti i miei affanni. Sì, Signore Gesù, io accondiscendo a staccarmi dal malessere che porto in me. Vieni, Signor Gesù, con il tuo Cuore Accogliente, ad agganciarmi per sempre a tutte le Potenze del Regno di tuo Padre, affinchè nulla possa mai separarmi dal suo Amore, poichè io so, presentemente, che solo l’Amore può guarirmi , solo l’Amore può liberarmi da tutte le mie catene.
Sì, Signore Gesù, io acconsento a vivere unito al tuo Amore . Vieni a cercarmi, Signor Gesù, tramite il tuo Cuore Accogliente, e accogli tutto il mio essere . Io Ti aspetto. Ti affido la mia anima, il mio spirito ed il mio corpo, e la mia vita.  Io mi dono a te, Signor Gesù, come un “bambino”. Ed ho fiducia in te . 
Ti ringrazio di farmi vedere la tua luce, ti ringrazio di farmi rissentire il tuo amore. Sento nuovamente e vedo che agisci nella mia vita. Io ti lodo con tutto il cuore e ti ringrazio, di esser venuto a cercarmi nelle mie sofferenze. Mai più ti lascerò. Ogni giorno farò un nuovo sforzo per pregarti, e ti chiederò d’aiutarmi attraverso il tuo Cuore Accogliente.
Io parlerò di te, Signor Gesù, a tutti i miei amici, a tutti coloro che soffrono e dirò loro di pregarti . Io dirò loro di tentare l’esperienza della preghiera e di viverla , e tu farai sentire il tuo amore nei loro cuori, Signor Gesù.

           Alleluia! Alleluia! Tutti i miei angeli sono con voi su questa Terra, figli miei. Chiedete loro tutto l’aiuto.  Pregate i vostri angeli custodi. Essi sono sempre presso di voi. Ogni essere umano sulla Terra è stato riscattato dal sangue prezioso di mio Figlio; ed attraverso il suo Cuore d’Accoglienza, egli andrà a cercare i suoi figli.

La Vergine Maria indirizzandosi all’attenzione della madre sprirituale di Micheline., dice che l’ unisce alla gran luce della sua Immacolata Concezione, e così unisce tutti coloro che essa porta nel suo cuore. Ella raccomanda di camminare nella  fede, quindi : « perchè avete accolto questa piccola, avete una gran parte nel Cuore del Padre ed in quello del Figlio.  Non temete, suor Margot, tutto si compirà . Io ascolto le vostre preghiere per questa piccola . « Che il vostro cuore non si turbi »(Gv. 14,23) Andate in pace! 

Figli miei, io vi benedico, nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo.
Così sia!

Marzo 1999


I NOSTRI CARI

 


Sembra che te li restituiamo, o Dio, da cui li abbiamo ricevuti. Ma così come Tu non li hai perduti nel darli a noi, neanche noi li perdiamo quando tornano a Te.

O Amante delle Anime, Tu non dai come il mondo dà. Ciò che dai non lo togli, poiché ciò che è Tuo è anche nostro, dato che siamo Tuoi, e Tu sei nostro.

La vita è eterna, l'amore è immortale; la morte non è altro che un orizzonte, e l'orizzonte non è altro che il limite della nostra visione.

Sollevaci, o Potente Figlio di Dio, affinché possiamo vedere oltre; asciuga i nostri occhi per guardare con luce più chiara; avvicinaci a Te per sentirci accanto a Te e trovarci vicini ai nostri cari che sono con Te!

E mentre prepari un posto per noi, prepara anche noi per quella terra felice, perché dove sei Tu, siamo anche noi, per sempre. Amen.

Solo l’Altissimo è il vero Dio e solo a Lui va ogni obbedienza. A Lui va data la nostra vita per confessare che solo Lui è il Signore e il Dio della nostra vita.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE 


20 Che il re abbia visto un vigilante, un santo che discendeva dal cielo e diceva: “Tagliate l’albero, spezzatelo, però lasciate nella terra il ceppo con le sue radici, legato con catene di ferro e di bronzo sull’erba fresca del campo; sia bagnato dalla rugiada del cielo e abbia sorte comune con le bestie del campo, finché sette tempi siano passati su di lui”,

Ora Daniele, dopo aver identificato l’albero con il  re, passa a dare la spiegazione della secondo parte del sogno: dell’abbattimento dell’albero. 

Che il re abbia visto un vigilante, un santo che discendeva dal cielo e diceva: “Tagliate l’albero, spezzatelo, però lasciate nella terra il ceppo con le sue radici, legato con catene di ferro e di bronzo sull’erba fresca del campo; sia bagnato dalla rugiada del cielo e abbia sorte comune con le bestie del campo, finché sette tempi siano passati su di lui”…  Due sono le interpretazione da offrire.

La prima riguarda l’abbattimento dell’albero e il suo abbandono alla terra per essere come l’erba dei campi, con la stessa sorte di essa.

La seconda riguarda il ceppo che viene legato con catene di ferro e di bronzo assieme ai sette tempi che devono trascorrere per l’albero in questo stato.

Anche questa duplice interpretazione riguarda il re, perché l’albero è il re. Di certo non sono rivelati tempi buoni per Nabucodònosor e il suo regno. 

21 questa, o re, ne è la spiegazione e questo è il decreto dell’Altissimo, che deve essere eseguito sopra il re, mio signore:

Daniele ora annunzia al re che su di lui vi è un decreto dell’Altissimo che dovrà essere eseguito. Il re non è sopra il Dio Altissimo, mai potrà esserlo.

Questa, o re, ne è la spiegazione e questo è il decreto dell’Altissimo, che deve essere eseguito sopra il re, mio signore: Il sogno è questa verità. Dio è Dio.

L’Altissimo è l’Altissimo. Lui è sopra ogni uomo e ogni altro dio. Nessun uomo e nessun dio è sopra di Lui. La sua volontà regna sovrana su tutta la terra.

Quanto Lui decreta sulla terra e nei cieli diviene storia, fatto, evento. Ora il Signore ha scritto un decreto per il re e questo decreto dovrà compiersi.

Nessun uomo, nessun re potrà mai sottrarsi a quanto il Signore ha decretato. Se potesse sottrarsi, allora l’uomo, il re sarebbe sopra l’Altissimo Dio. 

22 Tu sarai cacciato dal consorzio umano e la tua dimora sarà con le bestie del campo; ti pascerai di erba come i buoi e sarai bagnato dalla rugiada del cielo; sette tempi passeranno su di te, finché tu riconosca che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo dà a chi vuole.

Ecco la spiegazione del sogno ed esso riguarda il re, il più grande re di tutta la terra, anzi il re di tutta la terra. Lui sarà in tutto simile ad una bestia del campo.

Tu sarai cacciato dal consorzio umano e la tua dimora sarà con le bestie del campo; ti pascerai di erba come i buoi e sarai bagnato dalla rugiada del cielo; sette tempi passeranno su di te, finché tu riconosca che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo dà a chi vuole.

Vi saranno giorni assai tristi per il re. Sarà cacciato dal consorzio umano, vivrà come una bestia tra le bestie, si ciberà come una bestia tra le bestie.

Sarà bagnato dalla rugiada come le bestie. Questo significa che la sua casa sarà sotto il cielo, all’aperto. Non avrà neanche una tana in cui rifugiarsi.

Questo suo stato durerà per sette tempi, finché il re non avrà riconosciuto che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e che tutto è dalla sua volontà.

Il re viene non solo detronizzato, quanto costretto a vivere come un animale dei campi. La sua superbia scomparirà. Precipiterà nella condizione più umile.

Non sarà trattato neanche come un essere umano. Sarà come un animale, vivrà come un animale, abiterà sotto il cielo come un animale. 

Quando avrà conosciuto, riconosciuto, confessato che solo l’Altissimo è il Re dei re e il Signore dei signori, il Dominatore su ogni dominatore, sarà ristabilito.

Quanto dureranno i sette tempi? Il numero sette indica perfezione assoluta. Essi dureranno finché il re non avrà  confessato che solo l’Altissimo è Dio. 

Questa umiltà è assunta per intero da Gesù Signore. Lui per confessare che solo il Padre è il Padre, è il vero Dio, il Signore, si fa vero sulla croce.

Bildad di Suach prese a dire: «Dominio e terrore sono con lui, che impone la pace nell’alto dei cieli. Si possono forse contare le sue schiere? E su chi non sorge la sua luce? Come può essere giusto un uomo davanti a Dio e come può essere puro un nato da donna? Ecco, la luna stessa manca di chiarore e le stelle non sono pure ai suoi occhi: tanto meno l’uomo, che è un verme, l’essere umano, che è una larva» (Gb 25,1-6). 

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Lontane dalla mia salvezza le parole del mio grido! Mio Dio, grido di giorno e non rispondi; di notte, e non c’è tregua per me. Eppure tu sei il Santo, tu siedi in trono fra le lodi d’Israele. In te confidarono i nostri padri, confidarono e tu li liberasti; a te gridarono e furono salvati, in te confidarono e non rimasero delusi. Ma io sono un verme e non un uomo, rifiuto degli uomini, disprezzato dalla gente. Si fanno beffe di me quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: «Si rivolga al Signore; lui lo liberi, lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Sei proprio tu che mi hai tratto dal grembo, mi hai affidato al seno di mia madre. Al mio nascere, a te fui consegnato; dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio. Non stare lontano da me, perché l’angoscia è vicina e non c’è chi mi aiuti. Mi circondano tori numerosi, mi accerchiano grossi tori di Basan. Spalancano contro di me le loro fauci: un leone che sbrana e ruggisce. Io sono come acqua versata, sono slogate tutte le mie ossa. Il mio cuore è come cera, si scioglie in mezzo alle mie viscere. Arido come un coccio è il mio vigore, la mia lingua si è incollata al palato, mi deponi su polvere di morte. Un branco di cani mi circonda, mi accerchia una banda di malfattori; hanno scavato le mie mani e i miei piedi. Posso contare tutte le mie ossa. Essi stanno a guardare e mi osservano: si dividono le mie vesti, sulla mia tunica gettano la sorte.

Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, vieni presto in mio aiuto. Libera dalla spada la mia vita, dalle zampe del cane l’unico mio bene. Salvami dalle fauci del leone e dalle corna dei bufali. Tu mi hai risposto! Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea. Lodate il Signore, voi suoi fedeli, gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe, lo tema tutta la discendenza d’Israele; perché egli non ha disprezzato né disdegnato l’afflizione del povero, il proprio volto non gli ha nascosto ma ha ascoltato il suo grido di aiuto. Da te la mia lode nella grande assemblea; scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli. 

I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano; il vostro cuore viva per sempre! Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra; davanti a te si prostreranno  tutte le famiglie dei popoli. Perché del Signore è il regno: è lui che domina sui popoli! A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere; ma io vivrò per lui, lo servirà la mia discendenza. Si parlerà del Signore alla generazione che viene; annunceranno la sua giustizia; al popolo che nascerà diranno: «Ecco l’opera del Signore!» (Sal 22 (21),1-32). 

Oracolo ricevuto in visione dal profeta Abacuc.

Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti, a te alzerò il grido: «Violenza!» e non salvi? Perché mi fai vedere l’iniquità e resti spettatore dell’oppressione? Ho davanti a me rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese. Non ha più forza la legge né mai si afferma il diritto. Il malvagio infatti raggira il giusto e il diritto ne esce stravolto.

«Guardate fra le nazioni e osservate, resterete stupiti e sbalorditi: c’è chi compirà ai vostri giorni una cosa che a raccontarla non sarebbe creduta. Ecco, io faccio sorgere i Caldei, popolo feroce e impetuoso, che percorre ampie regioni per occupare dimore non sue. È feroce e terribile, da lui sgorgano il suo diritto e la sua grandezza. Più veloci dei leopardi sono i suoi cavalli, più agili dei lupi di sera. Balzano i suoi cavalieri, sono venuti da lontano, volano come aquila che piomba per divorare. Tutti, il volto teso in avanti, avanzano per conquistare.

E con violenza ammassano i prigionieri come la sabbia. Si fa beffe dei re, e dei capi se ne ride; si fa gioco di ogni fortezza: l’assedia e la conquista. Poi muta corso come il vento e passa oltre: si fa un dio della propria forza!». Non sei tu fin da principio, Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo! Signore, tu lo hai scelto per far giustizia, l’hai reso forte, o Roccia, per punire.

Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male e non puoi guardare l’oppressione, perché, vedendo i perfidi, taci, mentre il malvagio ingoia chi è più giusto di lui? Tu tratti gli uomini come pesci del mare, come animali che strisciano e non hanno padrone. Egli li prende tutti all’amo, li pesca a strascico,  li raccoglie nella rete, e contento ne gode. Perciò offre sacrifici alle sue sciàbiche e brucia incenso alle sue reti, perché, grazie a loro, la sua parte è abbondante e il suo cibo succulento. Continuerà dunque a sguainare la spada e a massacrare le nazioni senza pietà? (Ab 1,1-17). 

Non esiste umiltà più grande di quella di Gesù. Dalla Croce, da Crocifisso, lasciandosi trattare come verme, Lui confessa che solo il Padre è Dio.

Questa stessa verità viene assunta da San Paolo come regola unica della sua vita e la consegna ad ogni discepolo di Gesù come modalità del suo essere.

Se dunque c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio  L’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

Quindi, miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore. Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita. Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi di non aver corso invano, né invano aver faticato. Ma, anche se io devo essere versato sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono contento e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me.

Spero nel Signore Gesù di mandarvi presto Timòteo, per essere anch’io confortato nel ricevere vostre notizie. Infatti, non ho nessuno che condivida come lui i miei sentimenti e prenda sinceramente a cuore ciò che vi riguarda: tutti in realtà cercano i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo. Voi conoscete la buona prova da lui data, poiché ha servito il Vangelo insieme con me, come un figlio con il padre. Spero quindi di mandarvelo presto, appena avrò visto chiaro nella mia situazione. Ma ho la convinzione nel Signore che presto verrò anch’io di persona.

Ho creduto necessario mandarvi Epafrodìto, fratello mio, mio compagno di lavoro e di lotta e vostro inviato per aiutarmi nelle mie necessità. Aveva grande desiderio di rivedere voi tutti e si preoccupava perché eravate a conoscenza della sua malattia. È stato grave, infatti, e vicino alla morte. Ma Dio ha avuto misericordia di lui, e non di lui solo ma anche di me, perché non avessi dolore su dolore. Lo mando quindi con tanta premura, perché vi rallegriate al vederlo di nuovo e io non sia più preoccupato. Accoglietelo dunque nel Signore con piena gioia e abbiate grande stima verso persone come lui, perché ha sfiorato la morte per la causa di Cristo, rischiando la vita, per supplire a ciò che mancava al vostro servizio verso di me (Fil 2,1-30). 

Solo l’Altissimo è il vero Dio e solo a Lui va ogni obbedienza. A Lui va data la nostra vita per confessare che solo Lui è il Signore e il Dio della nostra vita. 

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 


La falsa pace di questo mondo li attira e alla fine li distruggerà.

 


NOSTRA SIGNORA D'AMERICA


Brani tratti dal discorso della Madonna durante la sua visita nella festa del Cuore Immacolato, 


«Il mio cuore, il mio Cuore Immacolato, è il canale attraverso il quale le grazie del Sacro Cuore vengono elargite agli uomini.

«O mio dolce figlio, il tempo passa e con esso le grazie sprecate e i continui rifiuti da parte dell’uomo a cooperare con me nel compimento della Divina Volontà per la sua stessa santificazione e salvezza.

«Che cosa devo fare, figlio del mio cuore, quando i miei figli si allontanano da me? La falsa pace di questo mondo li attira e alla fine li distruggerà. Pensano di aver fatto abbastanza consacrandosi al mio Cuore Immacolato. Non è abbastanza. Ciò che chiedo e che è più importante, molti non me l’hanno dato.  Ciò che chiedo, ho chiesto e continuerò a chiedere è la riforma della vita. Deve esserci santificazione dall’interno. Compirò i miei miracoli di grazia solo in coloro che li chiedono e svuotano le loro anime dall’amore e dall’attaccamento al peccato e a tutto ciò che è sgradito a mio Figlio. Le anime che si aggrappano al peccato non possono avere le mani libere per ricevere i tesori di grazia che io offro loro.

«Guarda, mia piccola, così teneramente amata da tua Madre, guarda dunque il mio Cuore trafitto da una spada crudele! Oh, quale dolore mi hanno causato i miei figli!»

«Mio umile figlio, mio piccolo fiore, abbiamo bisogno di più anime che amino, che amino disinteressatamente e senza riserve. Chi fa qualcosa se non ama? “Desidero radunare attorno a me, mio tenero figlio, soldato e valoroso portatore della fiaccola, un esercito di coraggiosi amanti, che, come miei portatori di fiaccola, accenderanno il fuoco dell’Amore Divino nelle anime degli uomini.  Solo chi è forte nell’amore può diventare mio soldato per portare in alto, non la spada della distruzione, ma la spada di fuoco, la fiaccola ardente della Carità Divina. «Mio povero figlio, hai sofferto molto, ma non temere.  Fai coraggio, perché presto ti sarà concesso un rifugio di riposo — non un rifugio dalla sofferenza e dal dolore, ma un nido di solitudine per la piccola colomba bianca, così cara a me e al Cuore di mio Figlio.

«Pazienza, dolce figlio mio!  La Volontà del Padre deve esserti più cara di ogni altra cosa.  Questa è la lezione che ogni anima che desidera l’unione intima con mio Figlio deve sforzarsi di imparare.

«Per ora basta, piccola. Altri doveri ti chiamano. Va’ in pace.» Nel pomeriggio dello stesso giorno ho ricevuto questa indicazione dalla Madonna:

«Vai dal Vescovo. Raccontagli i desideri del mio Cuore. Ti aiuteremo.»

22 agosto 1957 


Quali sono i contenuti mancanti del Terzo Segreto?

 


Il Mistero dell’Iniquità


“L’unità” secondo la Massoneria 

 Come dichiarò lo stesso Papa Giovanni Paolo II nella sua Ut unum  sint, l’ecumenismo ebbe origine nelle chiese della Riforma, con i  protestanti. Andando indietro nel tempo scopriremo che l’ecumenismo,  prima di invadere la Chiesa e di impadronirsi letteralmente di tutte  le denominazioni protestanti, era originariamente sostenuto dalla  Massoneria. In realtà si tratta di un concetto ebraico: l’idea di una religione  naturale come mezzo di salvezza per i gentili. Era l’insegnamento dei  rabbini giudaici. Ne scrisse anche il filosofo ebreo Moses Mendelssohn  – nonno del più famoso compositore Felix Mendelssohn. Ho riportato  fedelmente le sue parole nel mio libro The Suicide of Altering the Faith  in the Liturgy. 

 Ora cominciamo ad avere un’idea di che cosa contenga il Terzo  Segreto: la Grande Apostasia e la perdita della Fede, e tutto ciò che  queste cose comportano. Perché l’unità che si verrà a creare grazie  all’ecumenismo è l’unità cercata per secoli dalla Massoneria.

 È la Massoneria che vorrebbe instaurare nel mondo un’unica  religione, con un concetto di unità di stampo ebraico/protestante. Il  principio secondo cui tutte le chiese cristiane possono coesistere in pace,  armonia ed unità, è assolutamente incompatibile con la Fede Cattolica,  la dottrina dell’unità e i vincoli della comunione. È invece strettamente, interamente, e logicamente coerente con l’assurdo principio protestante,  secondo il quale vi può essere comunione nella diversità dottrinale. 


L’Apostasia: la falsa religione mondiale fondata sull’Ecumenismo

 Cosa ci porta quindi quest’unità ecumenica? Non certo l’unità in  Cristo, bensì proprio quello contro cui ci aveva messo in guardia San  Pio X, nella sua enciclica del 1910 Notre charge apostolique, e cioè la  venuta di un’unica religione mondiale. Questa costituirebbe un pericolo  gravissimo per la Fede e la vita del cristiano, di cui parlò anche il  Cardinale Ratzinger. È la Grande Apostasia di cui ha parlato il Vescovo  Cosme do Amaral, in riferimento alla perdita della Fede. È il contenuto  del Terzo Segreto che non è ancora stato rivelato. Il Vescovo Cosme  do Amaral rimase molto impressionato da questa grande tribolazione  spirituale, la persecuzione peggiore e più vasta contro la Chiesa che vi  sia mai stata e che mai vi sarà. 


Il Terzo Segreto di Fatima predice che la grande  tribolazione incombe ormai sull’umanità 

 È questo ciò di cui parlò Papa Pio XII poco dopo la fine della Seconda  Guerra Mondiale, durante uno dei suoi discorsi: “L’umanità si appresta a  patire sofferenze che il mondo non ha mai visto prima, nella sua storia”.  Quest’imminente tribolazione sarà peggiore del Diluvio Universale,  mentre la persecuzione sarà peggiore di quella attuata dagli antichi  Romani. La Madonna parlò specificatamente della Russia, ma si tratta  di un concetto difficile da accettare, per le menti contemporanee che  pensano di conoscere le tante sfumature geopolitiche ma che in realtà  ne hanno una comprensione del tutto superficiale. Come può la Russia  avere un ruolo in un qualcosa di così orrendo e terribile che colpirà  presto il mondo intero? E con queste parole non sto certo esagerando,  perché questo evento è ormai molto, molto vicino.

Padre Paul Kramer

mercoledì 7 ottobre 2026

Scrisse 13 Lettere al Papa e Cambiò la Chiesa — La Storia di Santa Elena Guerra AI


 

Impressioni di Luisa dopo avere contemplato la gloria degli Angeli e dei Santi nel Cielo

 


Chi può dire, poi, le finezze d’amore che Gesù [146] faceva all’anima mia? Erano tali e tante che è impossibile descriverle, ma quel poco che ricordo cercherò di dirlo. Delle volte, trasportandomi con Sé, mi portava nel Paradiso, ed ivi ascoltavo i cantici dei beati, vedevo la Divinità, i diversi cori degli angeli, gli ordini dei santi, tutti immersi nella Divinità di Dio, assorbiti, immedesimati; mi pareva che intorno al trono ci fossero tante luci, come se fossero più risplendenti del sole, che a chiare note denotavano tutte le virtù e gli attributi di Dio. I beati, specchiandosi in una di queste luci, restavano rapiti, in modo che non giungevano a penetrare tutta l’immensità di quella luce, di modo che passavano ad una seconda luce, senza capire tutto a fondo la prima. Sicché i beati in Cielo non possono comprendere perfettamente Dio, perché è tanta l’immensità, la grandezza, la santità di Dio, che mente creata non può comprendere un Essere [147] increato. Ora, i beati, specchiandosi in queste luci, mi pareva che venissero a partecipare alle virtù di queste luci. Sicché l’anima in Cielo rassomiglia a Dio, con questa differenza: che Dio è quel Sole grandissimo e l’anima è un piccolo sole. 

Ma chi può dire tutto ciò che in quel beato soggiorno si apprende? Mentre l’anima si trova in questo carcere del corpo è impossibile; mentre nella mente si sente qualche cosa, le labbra non trovano vocaboli per potersi esprimere. Mi sembra come un bambino che incomincia a balbettare, che vorrebbe dire tante e tante cose, ma alla fine resta che non sa dire neppure una parola chiara. Perciò faccio punto, senza passare più oltre. 

Solo dirò che delle volte, mentre mi trovavo in quella Patria beata, passeggiavamo insieme con Gesù in mezzo ai cori degli angeli e dei santi e, siccome io ero novella sposa, tutti i beati si univano insieme per partecipare [148] alle gioie del nostro sposalizio. Mi pareva che dimenticassero i loro contenti, per occuparsi dei nostri, e Gesù mi mostrava ai santi dicendo loro: “Vedete quest’anima? È un trionfo del mio amore; il mio amore tutto ha superato in lei”. 

Altre volte, poi, mi faceva mettere al posto che a me toccava e mi diceva: “Ecco, qui è il tuo posto; nessuno te lo può togliere”; e delle volte giungevo a credere che non dovevo tornare più alla terra, ma in un semplice istante mi trovavo rinchiusa nel muro di questo corpo.


Non sono un Dio lontano, vivo tra voi.

 


Messaggio da Dio Padre a J.V.


Dio Padre parla,

Io sono un Dio vivente. Vivo tra di voi. Guido il Mio popolo secondo le necessità che sorgono in voi.

Contrariamente a quanto molti credono, non sono un Dio distante, seduto lontano sul Suo trono in Cielo, che non sa cosa accade ai Suoi figli sulla Terra. No, figli Miei, vivo tra di voi; anzi meglio, vivo in voi. Quando siete scesi sulla Terra, uniti alla vostra anima, al momento del vostro concepimento, il Mio Amore vi ha accompagnato e continua a farlo per tutta la vostra vita nella Mia Terza Persona, il Mio Spirito Santo d'Amore. Egli vive veramente in voi, vi guida, vi consiglia, vi conduce per il cammino della Salvezza, vi infonde i Miei Precetti. Egli è, in una parola, la vostra coscienza.

Egli vive in voi e vi conosce perfettamente e attende pazientemente che vi rendiate conto che c'è una vita soprannaturale e il più grande dei tesori dentro di voi, che sono i doni che dimorano in voi. Alcuni li percepiranno rapidamente; altri, molto più tardi.

Figli Miei, che meraviglioso tesore ho posto in ciascuno di voi! Voi cercate ricchezze terrene che sono NULLA rispetto al più grande dei tesori che ognuno custodisce nel proprio cuore.

Se ve ne rendeste conto, la gioia vi sommergerebbe e vivreste ringraziandomi per tutto il bene che vi ho dato, e Io sarei compiaciuto e vi darei di più.

Mio Figlio Gesù Cristo vi ha detto mentre era sulla Terra: "Cercate il Regno di Dio che è dentro di voi".

Voi cercate oro e pietre preziose della terra, combattete per esse, fate guerre tra nazioni solo per aumentare i vostri beni materiali eppure non notate il magnifico dono che custodite dentro di voi: avete Me, creatore dell'intero Universo, e voi, come Miei figli, avete anche il diritto di condividere TUTTI i Miei beni.

Perché cercare e combattere per i miseri beni della Terra quando attraverso Me siete già in possesso di TUTTI i beni dell'Universo?

Riconsiderate, figli Miei. Vi ho dato la Fede affinché poteste superare la prova dell'amore nella vostra missione sulla Terra. Questa Fede, se la cercate e la comprendete, vi darà Speranza nel vostro stato spirituale, che alla fine della vostra missione, Mi possederete completamente.

Anche ora, mentre siete sulla Terra, potete possedermi e vivere uniti a Me e rivendicare tutta la Mia creazione, in modo parziale. Dato che il vostro corpo è un peso che vi impedisce di elevarvi completamente fino a Me, la vostra anima, assegnata a servirmi di vostra libera volontà, può sperimentare pienamente le Mie grazie e i doni che Io, vostro Padre, vi concedo giorno per giorno.

Vivete allora, in profonda preghiera dal cuore affinché possiate trovarci e vivere questa vita soprannaturale, che è la Mia Vita.

Ho detto ai Miei discepoli: "Voi non siete di questo mondo" e il mondo non li ha compresi. Ciò significa che quando avrete veramente quella vita interiore, soprannaturale con Me, vivrete la Mia Vita e godrete dell'intero Universo, e allora, vi renderete conto di quanto siano piccoli la Terra e i suoi beni, e li paragonerete all'infinita immensità dei doni che vostro Padre e Creatore vi ha dato e che non avevate notato.

Cercatemi e vi assicuro che non vi deluderò. Io sono il vostro Dio, il vostro Padre che vi ama teneramente.

05 Giugno 1998


Il PREZIOSISSIMO SANGUE DI CRISTO - GLI APOSTOLI DEL SANGUE

 


GLI APOSTOLI DEL SANGUE


Erano i dodici. Ma in modo particolare lo furono i due più privilegiati del Collegio apostolico: Pietro e Giovanni. A questi si unì più tardi Paolo, che Gesù abbatté a terra e rese cieco alle porte di Damasco, affinché, in mezzo a quella luminosa cecità, intravedesse la scena e il mistero del Calvario. La teologia del Sangue non poté avere interpreti migliori, né maestri di maggiore autorità.

PIETRO, il capo, non vide Gesù nella sua sanguinosa agonia dell'Orto con i suoi occhi assonnati, ma lo vide pendente dalla Croce, sebbene da lontano. Per questo, poté chiamare se stesso: testimone delle sofferenze di Cristo (1 Pt 5,1). Ma dove forse egli ha compreso meglio il mistero fu quando, nel cortile della casa del Pontefice, guardò e vide di sfuggita quel volto triste di Gesù, ancora segnato dalle macchie del sudore sanguigno della notte, mentre cominciava a pesare sulla sua coscienza il delitto che aveva appena commesso, negando tre volte il suo Maestro. Gli venne in mente, in quel momento, il riferimento all'Agnello, che tre anni prima aveva ascoltato dalla bocca del Battista: Ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo (Gv 1, 29). Pertanto, poteva togliere anche il suo peccato!

Cominciò, dunque, a piangere con quel pianto così amaro che terminerà solo con la sua vita. Per questo, scrivendo da Roma ai cristiani della dispersione, li saluta così: eletti secondo la prescienza di Dio Padre, e santificati dallo Spirito (Santo), per prestare obbedienza a Gesù Cristo e essere aspersi con il suo sangue

(1 Pt 1, 2). E più avanti li ammonisce: sapendo che foste riscattati dalla nostra vana maniera di vivere ricevuta dai vostri padri, non a prezzo di cose corruttibili, di argento o di oro, ma col prezioso sangue di Cristo, l'agnello senza difetto e senza macchia (1 Pt 1, 18-19). Che profonda emozione racchiudono queste parole!

GIOVANNI: il discepolo prediletto, che Gesù amava (Gv 21, 20), colui che contemplò dissanguato sulla Croce l'Agnello di Dio, che già gli aveva indicato con il dito il Battista, e colui che ricevette da molto vicino le prime schizzi del Sangue prezioso. Giovanni, nel suo Vangelo, nella sua prima Epistola e nell'Apocalisse, fa l'apologia del Sangue divino con accenti commoventi. È lui che descrive la scena dell'Ecce homo, e solo lui ci ha trasmesso il dato su quel colpo misterioso della lancia (Gv 19,34). Il vescovo di Ippona sottolinea lo studio dell'espressione dicendo l'evangelista: non colpì o ferì il fianco di Cristo, ma, disse, aprì – aperuit, “per indicare che fu aperta, di fatto, quella porta vitale da cui sgorgano i Sacramenti della Chiesa, senza i quali non è possibile entrare nella vera vita”. E, proprio lì, nella descrizione, si rivela il mistero!

L'Apostolo grida forte, scrivendo ai fedeli dell'Asia: Dio è luce... se camminiamo nella luce (della verità e della santità), come egli stesso è nella luce, abbiamo comunione reciproca, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato (1 Gv 1,5-7). Ricordando forse il sangue del fianco, esclama: Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figlio di Dio (e procede secondo questa fede)? Questo Gesù Cristo è colui che venne per mezzo dell'acqua e del sangue (1 Gv 5, 5-6).

Esattamente; sono il Sangue della Redenzione e l'acqua del Battesimo, che da quel Sangue trae origine e virtù purificatrice. Per questo, l'Apostolo afferma che il Sangue, insieme all'acqua e allo Spirito, che sono una sola cosa in Gesù, sono quelli che danno testimonianza della sua Divinità (1 Gv 5, 8). Nelle visioni dell'Apocalisse, San Giovanni invoca fin dall'inizio pace per i credenti; la pace di Gesù Cristo, che è il testimone fedele, il primogenito (il primo che risuscitò) tra i morti, il sovrano dei re della terra. Colui che ci ama e ci ha liberato dai nostri peccati col suo sangue, e ha fatto di noi un regno e sacerdoti per Dio e suo Padre (Ap 1, 5-6).

Verità stupende che si ritrovano nel canto nuovo che intonano gli anziani davanti all'Agnello! Degno sei di ricevere il libro e di aprirne i sigilli, perché fosti ucciso e riscattasti per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e ne facesti, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti, e regnano sulla terra (Ap 5, 9-10), e quelli che lo hanno vinto (al drago infernale) col sangue dell'Agnello (Ap 12, 11).

Chi sono i santi? Quelli che vengono dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro tuniche e le hanno imbiancate nel Sangue dell'Agnello (Ap 7,14).

In questo modo, la tragedia del Calvario, dominando la Storia umana, giunge al suo termine e ha la sua glorificazione nell'apoteosi dell'eternità.

L'APOSTOLO SAN PAOLO. Paolo di Tarso, il fariseo persecutore di Cristo e dei cristiani, una volta fulminato dalla grazia e direttamente illuminato dal Divino Maestro, si trasformò in un Apostolo instancabile e nel teologo del Sangue divino. Mentre San Giovanni scruta con il suo sguardo penetrante il futuro, San Paolo si volge a guardare il passato, per dimostrare come tutto l'Antico Testamento si risolva e si sublimi nel Nuovo. Ricorda agli Efesini e ai Colossesi l'immenso beneficio della predestinazione divina per diventare figli adottivi di Dio per mediazione di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà, per la glorificazione della sua grazia in laudem gloriae gratiae suae. Ed è per questa grazia, attraverso la quale noi veniamo accettati da Dio nel suo Figlio molto amato, nel quale abbiamo la Redenzione attraverso il suo Sangue e la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia (Ef 1, 5-7; Col 1, 13-14).  

Rivolgendosi agli Ebrei, San Paolo esalta la Persona e l'Opera di Gesù Cristo, che ha confermato i sacrifici della Legge Antica fondando il nuovo Patto, infinitamente più nobile e più santo: Cristo, venendo come pontefice dei beni futuri, passando attraverso un tabernacolo più eccellente e perfetto, non fatto da mano d'uomo, cioè non di questa creazione, e non con il sangue dei capri o dei vitelli, ma con il suo proprio sangue, entrò una sola volta nel santuario, ottenendoci una redenzione eterna (Eb 9, 11-12).  

Per questo, l'Apostolo si rallegra con quei suoi connazionali che già si sono avvicinati al Mediatore della Nuova Alleanza, Gesù, e all'aspersione del Sangue, che parla meglio di quello di Abele (Eb 12, 24). Li esorta con tutta tenerezza, dicendo loro: Avendo dunque, fratelli, in virtù del Sangue di Cristo, ferma fiducia di entrare nel santuario che Egli ci ha aperto come via nuova e vivente attraverso il velo, cioè della sua carne... avviciniamoci con cuore sincero, con fede perfetta, purificati i cuori da ogni coscienza cattiva (Eb 10,19-22).  

Con eloquenza simile espone la dottrina della giustificazione scrivendo ai Romani: Tutti hanno peccato e sono privati della gloria di Dio, e ora sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù, il quale Dio ha proposto come propiziazione mediante la fede nel suo Sangue, per la manifestazione della sua giustizia, per la tolleranza dei peccati passati (Rm 3, 23-25). Questo passo ci offre una sintesi stupenda del pensiero paolino e, attraverso di esso, del profondo mistero della giustificazione umana. La causa prima che opera è Dio. La causa seconda meritoria, è Gesù Cristo. Terza causa strumentale (come la chiamano i teologi), è il Sangue di Cristo. Ora, la giustificazione, che consiste precisamente nella remissione dei peccati per mezzo della grazia santificante, non si applica all'anima se non per mezzo della fede nel Sangue di Cristo: per fidem in sanguinem eius. Il fine supremo a cui mirano tutti i meriti della grazia è la manifestazione della giustizia divina: ad ostensionem iustitiae suae. Abbiamo, dunque, tutti i fattori e i termini che integrano la Redenzione e, alla luce di questo mistero, le meraviglie del preziosissimo sangue. Tutto quanto d'ora in poi diremo non sarà che una mera divulgazione di così elevati concetti.

CARDEAL  PIAZZA 


L’ordine originario della creazione, così come vi è stato donato da Dio Padre, prevarrà a beneficio di tutta l’umanità, ma non di quei pochi che si sono autoproclamati e che credono di avere il potere di controllarvi tutti per il proprio arricchimento.

 



Nostra Signora di Pontmain


Mio caro figlio,
Ancora una volta ti invito in Francia. Ora ti ho condotto qui, nel luogo in cui sono apparsa per la prima volta ai bambini nel 1871. Solo i bambini potevano vedermi e venire a conoscenza dei miei desideri per il mondo e, in particolare, per il popolo francese di allora.

Ora appaio nuovamente qui a Pontmain, poiché provo un grande dolore per il popolo francese, che non conosce più l’Amore che mio Figlio nutre per loro. Quanto mi addolora la Francia, poiché ho amato il popolo francese e l’ho sempre tenuto vicino al mio cuore. Lo amo ancora, ma esso non riconosce né il mio Amore né l’Amore di mio Figlio Gesù, il Redentore del mondo.

Quando giunsero i tempi che conducevano alla Fine dei Tempi nel mondo, fu proprio qui in Francia che apparvi a molti bambini e anche a molti adulti, sia uomini che donne. La mia missione e il mio cammino allora erano gli stessi di oggi. Figli miei! C’è molto che dovete sapere e imparare sul futuro del mondo.

La mia amata Francia è stata travolta dalla secolarizzazione del mondo, dalle cose materiali che vi danno grande conforto, ma solo per un istante. Ora vedo come vivono i miei figli e questo mi rattrista. Non conoscono il mio Amore per loro né l’Amore di Mio Figlio per loro. Le chiese stanno chiudendo o sono già chiuse in tutta la Francia e ora questo sta accadendo in tutto il mondo, dove le persone sono diventate materialiste e hanno perso le loro radici spirituali.

Ora, in tutto il mondo, il nuovo ordine mondiale sta prendendo il controllo degli affari di tutta l’umanità in ogni paese, ma, ahimè, le loro intenzioni non sono per il bene del popolo. L’ordine di cui parlano non è l’ordine di Dio Padre, né di Mio Figlio, il Redentore del mondo, né dello Spirito Santo.

Il piano del nuovo ordine mondiale è un inganno del maligno, che sta progettando di conquistare il mondo, ma non avrà successo. L’ordine originario della creazione, così come vi è stato donato da Dio Padre, prevarrà a beneficio di tutta l’umanità, ma non di quei pochi che si sono autoproclamati e che credono di avere il potere di controllarvi tutti per il proprio arricchimento.

Presto verrà il tempo in cui si verificherà un grande crollo nel mondo che colpirà molte delle vostre economie. Saranno tempi tristi e gravi per coloro tra voi che non hanno prestato ascolto ai miei messaggi.

Per coloro tra voi che vivono nella Luce di Mio Figlio, questi saranno tempi gloriosi e vi ritroverete davvero a gioire alla vista del Signore e Redentore, mentre gli altri tra voi languiranno nell’autocommiserazione e nel dubbio, perché tutto ciò che è stato importante per loro nelle loro vite materiali verrà loro tolto. Rimarranno soli con se stessi, in preda alla depressione, perché non avranno gli strumenti che vi sono stati dati da Mio Figlio e da me, vostra Madre Celeste, per attraversare il periodo più importante della storia dell’umanità.

Siete tutti qui oggi su questa terra perché avete un compito molto importante da svolgere per il Signore e Salvatore. È grazie alle vostre potenti preghiere in questi tempi che il mondo cambierà in meglio e che l’Era della Pace verrà inaugurata in tutto il mondo. I cambiamenti saranno operati da voi, gli Eletti, e non dai ministri del mio nemico, il maligno, che sta tentando di legare il mondo al materialismo e all’avidità, seminando dubbi riguardo alla promessa del Padre e del Figlio di un paradiso eterno in Cielo.

Sappiate dunque fin d’ora che è vicino il tempo in cui grandi cambiamenti avranno luogo sul pianeta. Sappiate che avete la grande responsabilità di tendere la mano ai vostri fratelli e alle vostre sorelle e di ricondurli tra le braccia di Mio Figlio, poiché è solo attraverso di Lui che avverranno grandi cambiamenti nel mondo, cambiamenti che inaugureranno l’Era della Pace.

Purtroppo, e con grande gravità, grandi guerre si profilano nuovamente all’orizzonte del futuro dell’umanità, poiché voi, come popolo, non avete ascoltato i miei avvertimenti e le parole di Mio Figlio.

Quando Egli camminò tra voi come Mio Figlio sulla faccia della terra, portò un messaggio d’amore da parte del Padre che non includeva mai un invito a imbracciare le armi contro i vostri fratelli e le vostre sorelle, poiché tutte le anime umane sulla faccia del pianeta sono vostri fratelli e sorelle.

Come mai continuate a radunare eserciti e a impugnare le armi contro i vostri vicini? Come mai invocate il nome di Dio per devastare il mondo con la violenza, la guerra e la barbarie delle pallottole e delle bombe? Mio Figlio vi ha mai detto di radunare eserciti per combattervi l’uno contro l’altro? Non vi ha forse chiesto di porgere l’altra guancia e di mostrare pace e amore gli uni verso gli altri? Come mai i vostri leader continuano a usare le grandi religioni del mondo per esercitare il proprio potere e il proprio controllo su di voi attraverso proiettili e bombe?

Vogliono che rispondiate al terrorismo con altro terrorismo. Questa non è la via del Signore. Il Signore, il Salvatore e Dio Padre non hanno mai previsto che combatteste gli uni contro gli altri. Dovete allontanarvi dai sedicenti leader di qualsiasi religione al mondo che vi dicono che la violenza è la via di Dio Padre o la via di Mio Figlio. Quante volte e in quanti modi devo dirvi che non ci devono più essere guerre nel mondo, altrimenti la fine dell’umanità sarà piuttosto amara e imminente?

Vi attendono grandi guerre se non porterete un cambiamento nel mondo. Ora sapete di avere il potere, attraverso la preghiera, di cambiare il mondo in meglio. Dovete allontanarvi dai leader che vi stanno trascinando sempre più nelle guerre. L’argomentazione secondo cui la violenza contro di voi e il terrorismo giustificano il vostro ricorso a una vostra forma di terrorismo deve cessare.

Agli occhi di Dio, non esiste terrorismo o guerra che sia diversa dall’altra. Tali termini non dovrebbero essere definiti attraverso lo sguardo dei leader materialisti e avidi tra voi che giustificano le proprie guerre.

Ogni forma di terrorismo e di guerra dovrebbe essere definita attraverso lo sguardo dei bambini. Poiché i bambini, nella loro innocenza, vedono le devastazioni causate dalla violenza e dalla guerra e desiderano porre fine a ogni guerra. I bambini del mondo sono infatti molto più vicini a Dio rispetto ai loro anziani, e i bambini sanno, con i loro occhi, che Dio vuole la fine di tutte le guerre.

La guerra è lo strumento del maligno per promuovere la fine del mondo, e i guerrieri sono tutti servitori delle tenebre e del maligno, poiché compiono l’opera di Satana nel portare grande rovina al mondo.

Ora sapete perché appaio così spesso ai bambini in ogni parte del mondo. Poiché i bambini hanno l’innocenza e il coraggio di riconoscere che il piano di Dio per l’umanità non ha mai previsto che l’uomo alzasse la mano contro il proprio prossimo o contro il proprio fratello. Non è forse giunto il momento che tutta l’umanità comprenda il piano di Dio e deponga le armi l’una contro l’altra?

Dovete farlo ora e porre fine a tutti i conflitti e a tutte le guerre. Se vi definite figli di Dio, dovete allontanarvi da qualsiasi leader che vi dica il contrario. E se tutto il popolo di Dio, in ogni grande religione, e tutte le persone timorate di Dio nel mondo che non professano una religione riconosciuta, si allontanassero dai leader guerrieri? Non rimarrebbe più nessuno a combattere le loro battaglie.

È giunto il momento che l’umanità torni all’Era della Pace. Non potrete mai inaugurare l’Era della Pace continuando i combattimenti e le guerre.

È giunto il momento di porre fine a tutte le guerre!

Vengo ora da voi come Notre Dame de Pontmain.

Trasmettete eternamente il mio amore al popolo francese e a tutti i popoli del mondo!

Pregate per la pace nel mondo e potrete realizzarla subito!

Ned Dougherty

1 Aprile 2006