giovedì 4 giugno 2026

Maria più necessaria ancora negli ultimi tempi.

 


Per mezzo di Maria ebbe principio la salvezza del mondo, e per mezzo di Maria deve avere compimento. Nel Primo Avvento di Gesù Cristo Maria quasi non comparve, affinché gli uomini ancora poco istruiti ed illuminati sulla persona del figlio suo, non si allontanassero dalla verità attaccandosi troppo sensibilmente e grossolanamente a Lei, come sembra sarebbe accaduto se fosse stata conosciuta, a cagione delle grazie ammirabili onde l'Altissimo l'aveva adornata pure all'esterno. Ma, nel secondo, Maria deve essere conosciuta e lo Spirito S. la manifesterà, affinché per mezzo di Lei Gesù Cristo sia conosciuto amato e servito. I motivi che determinarono lo Spirito S. a celare la sua Sposa mentre viveva quaggiù e a svelarla ben poco anche dopo la predicazione del Vangelo, non esistono più.  

Dio vuole dunque rivelare Maria, il capolavoro delle sue mani, negli ultimi tempi: - 1) perché Essa si tenne nascosta in questo mondo e si pose al di sotto della polvere con la sua profonda umiltà, - 2) perché essendo il capolavoro nelle mani di Dio, Egli vuole essere glorificato e lodato in terra dagli uomini, - 3) siccome è l'aurora che precede e scopre il sole di giustizia, Gesù, così bisogna che sia vista e riconosciuta, onde sia visto e riconosciuto Gesù Cristo, - 4) essendo la via per la quale Gesù venne a noi la prima volta, ne sarà altresì la via quando verrà la seconda, sebbene in modo differente, - 5) essendo il mezzo sicuro e la via diritta e immacolata per andare a Gesù Cristo e trovarlo perfettamente, per mezzo di Lei lo devono trovare le anime sante destinate a risplendere in santità. Chi troverà Maria, troverà la via, cioè Gesù, che è la via, la verità e la vita; ma non si può trovar Maria senza cercarla, né cercarla senza conoscerla; bisogna dunque che Maria sia più che mai conosciuta per la maggior conoscenza e gloria della SS. Trinità; - 6) Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi in misericordia, in forza e in grazia; - in misericordia, per ricondurre ed accogliere amorevolmente i poveri peccatori e traviati che si convertiranno e ritorneranno alla Chiesa cattolica; - in forza, contro i nemici di Dio; - ed infine in grazia, per animare e sostenere i prodi soldati e fedeli servi di Gesù Cristo che combatteranno per i suoi interessi; - 7) finalmente Maria dev'essere terribile al diavolo e ai suoi seguaci, come un esercito schierato in battaglia, soprattutto in questi ultimi tempi, perché il diavolo, ben sapendo di aver poco tempo per trarre a rovina le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e i suoi attacchi.  

Ma l'umile Maria riporterà ognora vittoria di quel superbo, e vittoria così grande che riuscirà perfino a schiacciargli il capo, ove s'annida il suo orgoglio; ne svelerà sempre la malizia di serpente, ne sventerà le trame infernali, e manderà in fumo i diabolici disegni difendendo sino alla fine dei tempi i suoi fedeli servi dalle sue unghie crudeli. Ed anch'Essi, uniti a Maria, schiacceranno il capo del demonio e faranno trionfare Gesù Cristo.  

Sì, Dio vuole che la sua santa Madre sia ora più che mai conosciuta, amata e onorata; e ciò accadrà senza fallo se i predestinati entreranno bene addentro, con la grazia ed i lumi dello Spirito S., nella pratica perfetta della devozione che loro paleserò.  

Allora: - a) vedranno chiaramente, per quanto la fede lo permette, questa bella stella del mare, e dietro la sua scorta, giungeranno a buon porto, nonostante le tempeste ed i pirati; - b) conosceranno le grandezze  di questa Sovrana, e si consacreranno interamente al suo servizio in qualità di sudditi e schiavi d'amore; - c) sperimenteranno le sue dolcezze e bontà materne e l'ameranno col tenero affetto di figli diletti; - d) conosceranno le misericordie di cui è piena e la loro necessità di essere da Lei aiutati, e a Lei ricorreranno in ogni cosa come a cara loro Avvocata e Mediatrice presso Gesù Cristo; - e) sapranno che Maria è il mezzo più sicuro, più facile, più breve e più perfetto per andare a Gesù Cristo, e si daranno a Lei anima e corpo, senza alcuna riserva, per appartenere in egual modo a Gesù Cristo.  

Essi porteranno sulle spalle lo stendardo insanguinato della Croce, il Crocifisso nella mano destra, la Corona nella sinistra, i sacri Nomi di Gesù e di Maria sul cuore, e la modestia e la mortificazione di Gesù Cristo in tutto il loro tenore di vita. (Tratt. n. 47-59).

P. FRANCESCO M. AVIDANO. S. M.

 

2° "METTERÒ E CONSERVERÒ LA PACE NELLE LORO FAMIGLIE".

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.


2° "METTERÒ E CONSERVERÒ LA PACE NELLE LORO FAMIGLIE".

È necessario assolutamente che nella famiglia entri Gesù con il suo Cuore. Ci vuole entrare e si presenta con il dono più bello e più attraente: la pace. Egli la metterà dove non c'è; la conserverà dove c'è.

Difatti Gesù anticipando la sua ora operò il primo miracolo proprio per non turbare la pace della famiglia sbocciante accanto al Suo Cuore; e lo operò provvedendo il vino che dell'amore è soltanto il simbolo. Se quel Cuore fu tanto sensibile per il simbolo, che non sarà disposto a fare per l'amore che ne è la realtà? Quando le due lampade vive illuminano la casa ed i cuori sono ebbri di amore, si diffonde nella famiglia una fiumana di pace. E la pace è la pace di Gesù, non la pace del mondo, ossia quella che il «mondo irride e che rapir non può». Una pace che avendo per sorgente il Cuore stesso di Gesù non verrà mai meno e perciò può coesistere anche con la povertà e con il dolore.

Pace si ha quando tutto sta a posto. Il corpo soggetto all'anima, le passioni alla volontà, la volontà a Dio..., la moglie cristianamente al marito, i figli ai genitori e i genitori a Dio... quando nel mio cuore dò agli altri e alle altre cose il posto stabilito da Dio...

«Il Signore comandò ai venti e al mare e si fece una grande calma» (Mt 8,16).

Non così ce la darà. È un dono, ma richiede la nostra cooperazione. È la pace, ma è frutto di lotta con l'amor proprio, di piccole vittorie, di sopportazione, d'amore. Gesù promette degli AIUTI SPECIALI che faciliteranno questa lotta in noi e riempiranno di benedizioni e quindi di pace il nostro cuore e la nostra casa. «Fate che il Cuore di Gesù regni nei vostri focolari da Signore assoluto. Egli asciugherà le vostre lacrime, santificherà le vostre gioie, feconderà il vostro lavoro, benedirà la vostra vita, vi sarà dappresso nell'ora dell'ultimo respiro» (PIO XII).


AMATE I VOSTRI FRATELLI

 


Mentre mi stavano curando le ferite post-operatorie (cioè cambiandomi le garze e le bende), i miei figli sono usciti per andare a prendere ciò che mancava e in quel momento ho visto Gesù che mi guardava con una tristezza infinita e io non riuscivo a comprendere un tale dolore.

Ho chiesto: «Gesù, perché sei così triste? Non ti avevo mai visto così». Gesù mi rispose, questa volta con abbondanti lacrime che gli rigavano gli occhi, ma ciò che mi colpiva di più era quella profonda tristezza di Gesù.

«Oh, figlia mia, quanta ingratitudine riceve il mio Cuore dagli uomini! Ah, come si procurano da soli la propria sventura! La loro superbia è grande; non pensano, nemmeno i miei, a quanto mi offendono. Che cosa terribile, figlia mia! Che nei cuori di coloro ai quali ho donato le mie tenerezze non ci siano altro che odio e rancore. Quanto sono poveri, quanto sono miserabili i loro cuori! Dovrebbero essere sazi della mia saggezza, del mio amore, perché nel mio Cuore c’è umiltà, c’è carità e in quello dell’uomo solo amarezza e desolazione. Nessuno si capisce, né si ama. Quanto sarà terribile per colui che ha preferito il transitorio all’eterno! Perché non vi sarà chiesto altro che ciò per cui siete stati uniti alla mia Divinità. A che serve all’uomo avere tutto in questo mondo se non possiede Me? Se siete solo pellegrini, il vostro cammino finirà. Quando, dove? Questo lo so solo Io, ma l’uomo non si preoccupa che del benessere terreno e non accumula tesori per il cielo, che è ciò per cui siete stati creati.

Che il tempo della vita sulla terra sia breve o lungo, quell’esistenza giunge al termine, perché la vostra meta sono solo Io; per chi nel proprio cammino ha avuto solo Me come guida e ha seguito fedelmente i miei passi, i miei desideri, il mio modo di vivere, per questo vi ho detto: «Io sono la via, la verità e la vita»; e chi è lontano da Me è nelle tenebre, perché non ha la luce che Io sono. Sono pochi quelli che lasciano tutto, quelli che muoiono per le cose del mondo e, vivendo in esso, sono lì per attirare gli altri fratelli e, con l'esempio e la carità, condurli verso il mio Cuore.

Trattate forse male la vostra carne? La lasciate senza cibo, non vestite il vostro corpo, la odiate tanto quanto fate con i vostri fratelli? Non vi ho forse detto: amate i vostri fratelli come voi stessi?

Come amate voi stessi e vi prendete cura di voi stessi, così desidero che amiate i vostri fratelli, non solo quelli che ricambiano tanto amore, ma proprio quelli che vi odiano e vi tradiscono; dovete amarli e vi dico non solo come amate voi stessi, ma con lo stesso amore con cui Io vi amo, perché così sarete uno come Io lo sono con il Padre mio”.

Dettato dal Sacro Cuore.

4 giugno 1983


Il dramma della fine dei tempi

 


L'avvento del giudice supremo.

( Decimo articolo gennaio 1886 )


I

È superfluo tentare di individuare l'ora in cui avverrà il secondo avvento di Nostro Signore. È un segreto che non può essere tenuto nascosto ad ogni creatura. "Ma questo momento supremo, che porrà fine a questo mondo di peccato, sarà preceduto da segni portentosi, che attireranno l'attenzione non solo dei credenti, ma anche degli stessi empi.

Prima di tutto, come abbiamo mostrato, ci sarà la persecuzione dell'Anticristo, l'apparizione di Enoch ed Elia. Quando San Paolo ci dice che Gesù Cristo distruggerà il malvagio con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore del suo avvento, sembra addirittura che la punizione dell'Anticristo coinciderà con l'avvento del Giudice supremo. Questo, tuttavia, non è il sentimento generale degli interpreti. Il testo di San Paolo deve essere spiegato dicendo che la distruzione del malvagio non sarà consumata fino al giorno del giudizio finale, anche se la sua morte può aver avuto luogo qualche tempo prima. D'altra parte, i Vangeli accennano abbastanza chiaramente che ci sarà un certo lasso di tempo, anche se abbastanza breve, tra la punizione del mostro e la consumazione di tutte le cose.

Infatti, cosa dice Nostro Signore? Inizia descrivendo una tribolazione come non c'è mai stata dall'inizio del mondo; è la persecuzione dell'Anticristo. Poi aggiunge: "Dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze del cielo saranno scosse. Allora apparirà in cielo il segno del Figlio dell'uomo, e allora tutte le tribù della terra saranno turbate, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con grande potenza e maestà" 53.

Questi sono i segni che precederanno immediatamente l'avvento di Gesù Cristo come giudice. Ma come conciliare, con tutti questi formidabili preludi, il carattere improvviso e imprevisto che, secondo altri testi del Vangelo, rivestirà questo avvento? Poco più avanti, infatti, Nostro Signore ci rappresenta gli uomini degli ultimi giorni del mondo come del tutto simili ai contemporanei di Noè, che il diluvio sorprende mangiando e bevendo, sposandoli e sposandosi 54. San Tommaso risponde a questa obiezione dicendo che tutti gli sconvolgimenti che precedono la fine del mondo possono essere considerati come un tutt'uno con il giudizio stesso, simili a quei sinistri scricchiolii che sono indistinguibili dall'affondamento che li segue. Davanti a tutti questi terribili presagi, gli uomini possono schernire gli avvertimenti della Chiesa. Ma quando sentiranno scricchiolare la macchina del mondo, impallidiranno; e come dice San Luca perderanno i loro sensi con il terrore e l'ansia di ciò che sta per arrivare sul mondo 55.

San Tommaso stesso getta una vivida luce sui tempi che intercorreranno tra la morte dell'Anticristo e la venuta di Gesù Cristo, quando dice: "Prima che i segni del giudizio comincino ad apparire, gli empi crederanno nella pace e nella sicurezza, cioè dopo la morte dell'Anticristo, perché non vedranno la fine del mondo, come avevano pensato prima. Con l'aiuto di questo piccolo testo, possiamo formulare le ipotesi più plausibili riguardo agli ultimi tempi del mondo; e i nostri lettori non mancheranno di essere interessati, anche se li ricevono solo come semplici congetture.

II

Abbiamo detto, e lo riteniamo incontestabile, che la morte dell'Anticristo sarà seguita da un trionfo senza pari della santa Chiesa di Gesù Cristo. Le gioie profetiche di Tobia che recupera la vista nello stesso momento di suo figlio, la gioia inebriante degli ebrei alla caduta di Haman e dei suoi satelliti, le estasi degli abitanti di Betulia, liberati da Giuditta dall'assedio di ferro che li costringeva; la purificazione del tempio da parte dei Maccabei, vincitori sull'empio Antioco; infine e soprattutto, il trionfo calmo e pacifico di Giobbe, restituito da Dio a tutti i suoi beni, vedendo i suoi amici e parenti pentiti accorrere ai suoi piedi e riunendoli tutti in un banchetto religioso: Tutte queste immagini esprimono in modo in- sufficiente lo stato della santa Chiesa che apre il suo cuore e le sue braccia materne ai suoi nemici come ai suoi figli, agli ebrei convertiti come ai fratelli riconciliati, ai discendenti di Ham come ai figli di Shem e Japheth; in una parola, realizzando la grande unità comprata al prezzo del sangue di un solo Dio: un solo gregge e un solo Pastore!

Certamente, e anche in questo periodo di trionfo, ci saranno ancora gli empi; ma pensiamo che si nasconderanno e spariranno nell'immensità della gioia pubblica.

Questi bei giorni dureranno purtroppo solo il tempo necessario per dimenticare i solenni eventi che li hanno fatti nascere. La Chiesa non avrà, per così dire, nessun nemico contro cui combattere, e questo passaggio insensibile sarà tanto più rapido quanto più la Chiesa non avrà nemici da combattere.Ecco come un autore stimato, padre Arminjon, descrive lo stato in cui cadrà il mondo :

"La caduta del mondo, dice, avverrà istantaneamente e improvvisamente: "ven t dies Domini sic t fur" 57. Sarà in un momento in cui il genere umano, immerso nel sonno della più profonda incuria, sarà lontano mille leghe dal pensare al castigo e alla giustizia. La misericordia divina avrà esaurito tutti i suoi mezzi di azione. L'Anticristo sarà apparso. Uomini sparsi ovunque saranno stati chiamati alla conoscenza della verità. La Chiesa cattolica, per l'ultima volta, si sarà diffusa nella pienezza della sua vita e della sua fecondità.

"Ma tutti questi favori notevoli e sovrabbondanti, tutti questi prodigi, saranno di nuovo cancellati dal cuore e dalla memoria degli uomini. L'umanità, con un abuso criminale delle grazie, sarà tornata al suo vomito. Rivolgendo tutte le sue aspirazioni verso la terra, si sarà allontanato da Dio, al punto di non vedere più il cielo e di non ricordare più i suoi giusti giudizi 58. Tutta la carne avrà corrotto la sua strada. La Divina Provvidenza lo giudicherà e non ci sarà rimedio.

"Sarà, dice Gesù Cristo, come ai tempi di Noè. Gli uomini vivevano spensierati, facevano piantagioni, costruivano case sontuose, deridevano con gioia il buon Noè, che si dedicava al mestiere di falegname e lavorava notte e giorno per costruire la sua arca. Si dicevano l'un l'altro: che pazzo, che visionario! Questo durò fino al giorno in cui venne il diluvio e inghiottì tutta la terra: "venit diluvium et perdidit omnes" 59.

"Così, la catastrofe finale avverrà quando il mondo sarà creato nella più completa sicurezza; la civiltà sarà al suo apice, il denaro abbonderà nei negozi, mai prima d'ora i fondi pubblici avranno conosciuto un aumento così grande. Ci saranno feste nazionali, grandi esposizioni; l'umanità, traboccante di una prosperità materiale inaudita, dirà, come l'avaro nel Vangelo: "Anima mia, tu hai beni per molti anni, bevi, mangia, stai allegra...". Ma improvvisamente, nel cuore della notte, "in media nocte" - perché nell'oscurità, e in quell'ora fatidica di mezzanotte in cui  il Salvatore apparve per la prima volta nel suo annientamento, apparirà di nuovo nella sua gloria, gli uomini, svegliandosi di soprassalto, sentiranno un grande rumore e un grande grido, e si sentirà una voce dire: "Dio è qui, venitegli incontro, "exite obviam ei" 60: Dio è qui, andate a incontrarlo, "exite obviam ei" 60".

E l'autore aggiunge che gli uomini non avranno il tempo di pentirsi. Su questo punto non siamo d'accordo con lui. La grande catastrofe, infatti, sarà preceduta da segni terrificanti, l'insieme dei quali formerà un grande appello alla misericordia divina. Molto cieco e indurito sarà colui che vi resisterà!

Il sole sarà oscurato, come se fosse esaurito da una perdita di luce. La luna non riceverà più uno splendore abbastanza vivido da brillare da sola. Il cielo sarà arrotolato come un libro, pieno di dense tenebre. Le forze del cielo vacilleranno, perché le leggi del moto dei corpi celesti sembreranno sospese. Ci sarà una profonda perturbazione nel mare, un grande fragore di onde impetuose, e la terra sarà scossa con movimenti insoliti; e gli uomini non sapranno dove rifugiarsi per sfuggire agli elementi scatenati. Alla fine la terra si aprirà e manderà globi di fiamma che produrranno una vampata generale, mentre nell'aria apparirà una croce splendente che annuncerà la venuta del Giudice Supremo.

Quanto dureranno questi segni? Nessuno lo sa. Quello che la Scrittura ci dice è che gli uomini si prosciugheranno nell'orrore. Quello che è successo ai contemporanei di Noè succederà anche a loro. Mentre Noè costruiva l'arca, tutto il mondo si burlava di lui; ma quando il diluvio cominciò a invadere tutto, il mondo intero tremò, e molti uomini, secondo la testimonianza di San Pietro, si convertirono. Allo stesso modo, ci è permesso di sperare che all'avvicinarsi del giudizio, una buona parte degli uomini, vedendo come i cieli sono velati e sentendo la terra cedere sotto i loro piedi, faranno un atto di contrizione suprema ed entreranno di nuovo in grazia con Dio.

Quanto ai giusti, essi alzeranno il capo con fiducia; e la croce che risplende li riempirà di gioia.

La carriera mortale della Chiesa sarà terminata. Il mondo aspetterà solo, per finire, finché non avrà raccolto l'ultimo dei suoi elementi.

mercoledì 3 giugno 2026

Perché Dio ha permesso che l’ARCA DELL’ALLEANZA scomparisse prima della venuta di GESÙ CRISTO?


 

Se non ritornerete, la giusta ira di Mio Padre scenderà su di voi. Cosa preferite: il Mio amore o l’ira di Mio Padre? Scegliete, e come sceglierete, così sarà fatto.

 


«Beate le case che onorano il Mio Nome e il Nome di Mio Padre. Beate le case dove sono amato, poiché lì dimora la Santissima Trinità. Beati i genitori e i figli che hanno fatto spazio a Dio nei loro cuori. Piccola segretaria del Mio Cuore, scrivi queste istruzioni per la santificazione del Mio popolo. «La casa di Mio Padre è una casa di preghiera, e voi ne avete fatto un covo di ladri. "Figli Miei, ogni casa e ogni anima è la casa di Mio Padre, poiché Egli le ha create e sono Sue.

Ma molte di esse non sono più santificate dalla Sua Presenza. I ladri sono entrati e Gli hanno rubato i Suoi templi di preghiera. Siete voi, figli Miei, che li avete lasciati entrare. Se, figli Miei, purificherete i vostri templi, Mio Padre tornerà e Noi verremo a stabilire la nostra dimora con voi. "Ritornate, popolo mio, poiché il Mio Cuore ha fame e sete del vostro amore. Se non ritornerete, la giusta ira di Mio Padre scenderà su di voi. Cosa preferite: il Mio amore o l’ira di Mio Padre? Scegliete, e come sceglierete, così sarà fatto. Non costringerò il vostro libero arbitrio, poiché esso è vostro e potete usarlo come desiderate."

 12 Luglio 1954

Siete a casa di Obed. In sintonia con i pastori - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 


Siete a casa di Obed. In sintonia con i pastori 


La casa di Obed era come una grande tenuta alle porte della città di Michmethath, poiché quell’uomo era una sorta di capo. Gli abitanti erano quasi tutti imparentati tra loro e diverse famiglie erano figlie di Obed, figlie dei suoi figli o discendenti dei suoi antenati. Obed era il più anziano della città e si occupava di guidarli negli affari, nella coltivazione dei campi e nella vita pastorale. Sua moglie si occupava delle faccende domestiche con altre donne in un'altra parte della casa: era ancora una donna ebrea sveglia e attiva.

Aveva in casa una sorta di scuola per ragazze, perché le riuniva lì e insegnava loro i lavori manuali. La casa trasudava amore, consigli e attività. Obed aveva diciotto figli, alcuni dei quali non erano ancora sposati. Due delle sue figlie erano sposate e vivevano dall'altra parte della città, ad Aser, cosa che non piaceva al vecchio Obed, come diceva a Gesù nelle loro conversazioni. La gente di Aser non aveva le stesse usanze di quella di questa parte della famiglia di Obed. 

Al mattino ho insegnato insieme a Gesù presso il pozzo. Lì c'erano circa quattrocento uomini disposti a gradini attorno alle terrazze del pozzo, che ascoltavano l'insegnamento di Gesù. 

Parlai chiaramente della venuta del Regno, della propria missione, del battesimo e della penitenza, e preparai alcuni al battesimo: tra loro c'erano alcuni figli di Obed. Poi camminai con Obed verso le capanne dei campi, e consolavo e incoraggiavo i braccianti, insegnando e consolando anche le persone anziane che dovevano occuparsi della casa e non potevano uscire. Obed parlava molto con il Signore di Abramo e di Giacobbe, che avevano vissuto in quei luoghi, e del caso di Dina. Gli abitanti della città si consideravano discendenti di Giuda. Il capitano Oloferne, che aveva invaso questa terra, aveva causato enormi devastazioni. Gli antenati di questi abitanti si erano proposti di mantenere le tradizioni dei loro antichi padri, poiché erano emigrati dalla Giudea. Con queste antiche usanze si erano mantenuti fino al presente. Obed manteneva questi antichi costumi e imitava in modo particolare Giobbe. Aveva sistemato bene e riccamente tutti i suoi figli e in ogni occasione donava generosamente al tempio e ai poveri. Gesù benedisse molti bambini che gli venivano presentati dalle loro madri. Nel pomeriggio ci fu un grande banchetto intorno alla casa di Obed e nelle capanne. Si può dire che vi presero parte tutti gli abitanti di Michmethath, specialmente i poveri.

Gesù andava di tavolo in tavolo benedicendo, consolando, insegnando e distribuendo cibo. Insegnava con le parabole Le donne si trovavano in un'altra capanna a parte. In seguito Gesù si recò nelle case di alcuni malati per guarirli e, di passaggio, benedisse molti bambini che le madri gli portavano; c'erano molti bambini, specialmente nella casa della moglie di Obed, perché lei si occupava di radunarli e istruirli. Obed aveva un bambino di circa sette anni con il quale Gesù parlò a lungo. Viveva con un altro fratello di Obed in campagna ed era molto devoto: si alzava di notte per pregare. Quel fratello non era molto contento di questo, e Obed si affliggeva per questo contrattempo. Gesù intervenne in questo caso e accontentò tutti. Questo bambino si unì ai discepoli dopo la morte di Gesù. Questa città di Michmethath era rimasta fedele ai Maccabei in tempo di guerra e lo stesso Giuda vi soggiornò per un certo periodo. Obed si era proposto di imitare in tutto Giobbe e in verità conduceva lui stesso e faceva condurre ai suoi una vita patriarcale alla maniera degli antichi padri.

 Quando Gesù si recò nell'altra parte della città, molti farisei si erano già riuniti nella sinagoga, non certo i migliori, ma alcuni abitanti orgogliosi. Questi erano in combutta con gli esattori delle tasse per Roma e praticavano l'usura con quei soldi. Gesù insegnò e guarì alcuni malati. I farisei e gli orgogliosi della città erano irritati con Gesù perché era stato prima con la gente semplice di Michmethath e non con loro. Non lo amavano, e tuttavia avrebbero voluto che fosse entrato prima nella loro città e non in quella dei loro vicini, che consideravano inferiori.

Da Aser Gesù tornò a Michmethath e con molta gente si diresse al pozzo, preparando lì le persone al battesimo. Molti confessavano i propri peccati in pubblico; altri passavano accanto a Gesù e, confessando le proprie colpe, chiedevano perdono e penitenza: nel frattempo, Saturnino e Barsaba battezzavano e altri discepoli imponevano loro le mani come padrini. I battesimi venivano celebrati in una grande cisterna. Dopo il battesimo Gesù tornò alla sinagoga di Aser e parlò di Mosè (I, 18, 23). Fece riferimento alla distruzione di Sodoma e Gomorra, lanciando un severo monito sulla penitenza; parlò anche di Eliseo e dei suoi prodigi. I farisei non erano d'accordo con la predica di Gesù, il quale rimproverò loro di disprezzare i pubblicani per il loro commercio illecito, mentre loro facevano lo stesso e anche peggio, ma di nascosto e volendo passare per giusti.

 Dopo che Gesù ebbe parlato nella sinagoga di Abramo ed Eliseo, guarì molti malati, posseduti e malinconici. A mezzogiorno ci fu un pranzo in una locanda.

In realtà erano stati i farisei a invitare, ma Gesù chiamò tutti i poveri del luogo e la gente di Michmethath, e poi fece pagare le spese ai suoi discepoli. Durante il pranzo ebbe accese discussioni con i farisei. Gesù raccontava parabole, come, per esempio, quella del debitore ingiusto, che vuole essere perdonato e non perdona i propri debitori: rimproverò loro che opprimevano il popolo riscuotendo le tasse, e poi mentivano ai romani dicendo che i poveri non avevano potuto pagare, mentre si tenevano il denaro; che riscuotevano tasse più elevate e ai romani consegnavano solo la terza parte. All'inizio vollero giustificarsi e Gesù disse loro: «Date a Cesare ciò che è di Cesare e date a Dio ciò che è di Dio». Alla fine, vedendosi smascherati, si irritarono molto e dicevano: «Che gli importa a Lui del nostro modo di agire?».

 All'inizio del giorno di digiuno in memoria della cecità inflitta al re Sedechia da Nabucodonosor, Gesù insegnò nei luoghi dei pastori e presso il pozzo di Abramo. Parlò del regno di Dio e di come quel regno sarebbe passato dai Giudei, che non lo accoglievano, ai pagani, e che questi avrebbero avuto la supremazia. Obed lo avvertì che se avesse detto questo ai pagani, questi sarebbero diventati superbi. Gesù gli spiegò come insegnava loro e che proprio perché non erano superbi sarebbero stati i primi nel regno. Di sfuggita avvertì anche Obed e i suoi del pericolo di credersi giusti e di essere contenti del loro modo di essere, cosa verso cui avevano una certa tendenza. Essi si distanziavano dagli altri e si sentivano soddisfatti del loro ordine di vita, della loro moderazione e del frutto della loro vita morigerata, e tutto ciò poteva portare a una vana compiacenza di sé e al disprezzo degli altri. Gesù usò la parabola dei lavoratori che ricevono la loro paga giornaliera.

 Alle donne che erano riunite in un luogo di svago, in disparte, insegnava raccontando loro la parabola delle dieci vergini: delle prudenti e delle stolte. Egli era in mezzo a loro, loro gli stavano intorno, in cerchio, a gradini, su una specie di terrazza: la maggior parte era seduta su un ginocchio, mentre tenevano l'altro sollevato e vi si appoggiavano con le mani. In queste occasioni tutte le donne avevano veli e mantelli con cui si coprivano: le ricche, veli fini e trasparenti; le povere, altri più spessi. All’ inizio vengono tutte con i veli abbassati; poi, a seconda della comodità, li sollevano un po’. Qui furono battezzati una trentina di uomini, per lo più operai che erano stati assenti o erano arrivati quando Giovanni era già in prigione.


Maria SS: Mezzi di salvezza

 


Quando un'anima in peccato si concilia con Dio e riprende il primitivo splendore, avviene una vera risurrezione


Dice Maria: (Maria Madre e Maestra, Vol. 1) —

"Figli miei, sono qui con voi. Sono la fonte della vostra gioia. Io vedo i vostri affetti, vedo le vostre preoccupazioni, misuro le vostre possibilità, vedo le vostre debolezze e voglio darvi il mio grande conforto e aiuto. Voglio che voi siate felici. Io sono la Vergine della Risurrezione e come tale v'invito a godere della mia immensa gioia per un triplice motivo.

Il primo motivo è la risurrezione del mio Figlio. Egli è tornato vivo dai morti. Egli, che era morto di una morte vera, ha ripreso quella vita corporale che aveva perso sul legno della croce e si è potuto mostrare a me in corpo, sangue, anima e divinità: era proprio lui, il mio Figlio divino che io avevo concepito, partorito, nutrito e cresciuto.

Come posso dirvi la gioia immensa del mio primo incontro con Lui, il cui corpo era trasfigurato, leggero e bellissimo come non l'avevo visto mai?

Figli, per quell'incontro e per la gioia che il mio Gesù mi donò in quell'istante, io volentieri avrei sofferto tutte le pene del mondo. Il suo sguardo sfavillava di una luce fulgidissima, il suo sorriso mi mostrava tutta la sua bellezza e nel mio abbraccio materno potei misurare la potenza e l'immensità del suo amore.

Così, figli, io vi esprimo la mia gioia e ve la partecipo perché voi pure abbiate a goderne. La sua risurrezione è pegno della vostra. Voi ve la preparate, voi dovete desiderare questa risurrezione. Quando un'anima in peccato si concilia con Dio e riprende il primitivo splendore, avviene una vera risurrezione dalla vita di peccato a quella della grazia. È come se il corpo del peccatore, sepolto da lungo tempo e ricoperto di piaghe e di fetore, si purificasse improvvisamente e tornasse con le carni fresche e colorite a vivere in mezzo agli uomini.

Le anime sono fatte a immagine di Dio, ma quando la lebbra del peccato le ricopre, esse sono come cadaveri ambulanti, ripugnanti a Dio e qualche volta anche agli uomini, ma non sempre a questi ultimi, perché il loro sguardo, non scorgendo le anime, non sempre arriva a scoprire l'infinita bruttezza del peccato.

Quando però l'anima purificata risorge dallo stato di colpa, io godo ancora come nella risurrezione di mio Figlio di una immensa gioia. Volete procurare dunque a me questa gioia infinita? Volete voi pure godere di questa risurrezione?

Io so che molti miei figli sono morti alla vita della grazia e che voi potete aiutarmi nell'opera di ricupero di questi peccatori. Voi potete offrirmi qualche sacrificio, le vostre lacrime, le vostre sofferenze. Invece di lamentarvi coi vostri fratelli, trasformatele, vi prego, in mezzi di salvezza.

Avrete la consolazione di vedere, un giorno, molte anime venirvi incontro e ringraziarvi per essere stati mezzi di salvezza, e la risurrezione loro sarà gioia immensa per voi.

Verrà un giorno in cui, chiamati dalle trombe angeliche, tutti gli uomini riprenderanno il loro corpo che dovrà partecipare al premio o alla pena eterna e allora gli eletti, coloro che avranno vissuto bene e praticata la carità, saranno fulgidi nel loro corpo e splenderanno come il mio Gesù.

Figli, volete anticiparmi la gioia di quell'incontro? Vivete con i vostri pensieri e desideri nel cielo, vivete la vostra vita come dei veri risorti fin da questo mondo. Non lasciatevi attirare ed atterrire dalle cose del mondo che passano presto e valgono poco. Sappiate usare delle cose della terra per il bene dell'anima vostra e per aiutare i fratelli.

Figli, vi benedico."

Carmela Negri Carabelli.

PREGHIERA

 


1. Cominciamo la nostra giornata cercando di vedere il Cristo attraverso il pane e continuiamo a vederlo sotto le apparenze dei corpi logori dei nostri poveri. Preghiamo anche con il nostro lavoro, compiendolo con Gesù. I poveri sono la nostra preghiera. Portano Dio in loro. La preghiera è: pregare in ogni cosa, pregare nel lavoro...

2. Più riceviamo nella preghiera silenziosa, più possiamo dare nella nostra vita attiva.

3. Prendetevi il fastidio di pregare. E' pregando più spesso che pregherete meglio. La preghiera allarga il cuore fino a che diventa capace di contenere il dono che Dio fa di se stesso.

4. Spesso, uno sguardo profondo e fervente al Cristo è la migliore preghiera. <<Lo guardo, mi guarda>>, è la preghiera più perfetta.

5. Ora noi abbiamo bisogno della vita di preghiera per riuscire a vedere Cristo nell'affliggente maschera dei più poveri dei poveri.

6. Si deve dare l'occasione di pregare, però bisogna ricordare che la preghiera senza sacrificio e senza amore agli altri non è realistica. La preghiera deve essere accompagnata dal rinnegamento di sé , dalla penitenza. Pregare senza stabilire questa connessione con la vita, col sacrificio di se stessi, significa non pregare veramente...

Madre Teresa di Calcutta


Santa Colomba di Sens La Vergine che fu Salvata da un Orso

 






Vergine Maria: Dio l’Altissimo può cambiare il destino del mondo.



Figlia Mia questa missione consiste nella conversione di milioni di anime che altrimenti andrebbero perse. 

Non devi mai pensare che gli ostacoli posti davanti a te possano fermare la diffusione dello Spirito Santo. 

Mio Figlio è così contento di tutti coloro che seguono la Parola che Egli impartisce al mondo in questo momento. 

La devozione attraverso le vostre preghiere, bambini, sta salvando tante anime perdute. Non dimenticate mai il potere della preghiera. Così tanto male è stato ostacolato a causa delle vostre preghiere. 

Il lavoro dell'”unico gruppo mondiale” sta per essere interrotto e i loro piani sono in disordine. 

La Misericordia di Dio è così grande che la preghiera può mitigare qualsiasi male nel mondo. 

La luce dello Spirito Santo, ora aumenta di potenza in modo che le anime vedranno sempre più la verità del Signore, mentre è riaccesa in tutto il mondo. 

Bambini, dovete continuare a parlare con Mio Padre e aumentare la vostra devozione verso di Lui. 

Invocando il Padre, Dio l’Altissimo, nel nome del Suo prezioso Figlio, Egli sentirà le vostre preghiere e risponderà. 

Dovreste invocare di più il Padre poiché sarà Lui, Dio l’Altissimo, Colui può cambiare il destino del mondo. 

È solo attraverso Mio Figlio, Gesù Cristo, che sarà possibile avvicinarsi al Padre. Quindi questo è quello che dovete dire: 

Crociata di Preghiera (52) La preghiera al Padre 

Mio carissimo Padre 

in nome del Tuo prezioso Figlio e nel ricordo della Sua passione sulla croce T’invoco. 

Tu, Dio l’Altissimo Creatore del mondo e di tutto ciò che è 

tieni la nostra salvezza nelle Tue sante Mani 

abbraccia tutti i Tuoi figli compresi quelli che non Ti conoscono e quelli che Ti conoscono ma che guardano da un’altra parte. 

Rimetti a noi i nostri peccati e salvaci dalla persecuzione di satana e dal suo esercito 

Portaci tra le Tue braccia e riempici di speranza di cui abbiamo bisogno per vedere la via della verità. 

Amen. 

Andate in pace. La Vostra Madre amata, 

Madre della Salvezza. 

 8 Maggio 2012


TRATTATO DI DEMONOLOGIA

 


LE REAZIONI DELL’INDEMONIATO


L’ossesso a un osservatore esterno presenta spesso gli aspetti che si riscontrano il più delle volte in un malato di mente. E infatti le manifestazioni diaboliche, finché non sono esattamente individuate e definite, fanno spesso pensare a una malattia psichica che potrebbe e dovrebbe essere curata coi rimedi forniti dalla scienza medica ordina ria. Il più delle volte però avviene che il paziente sottoposto a un esame più accurato, presenta sintomi completa mente nuovi e insoliti che non trovano nessuna classificazione nelle diagnosi ordinarie. Il paziente in quel caso, anche se le manifestazioni che presenta sono di un malato, non è un malato. La possessione si fa sentire nell’ambito corporale, fisico e metafisico del paziente. Nell’ambito corporale la possessione influisce, spesso ma non sempre, nella sensibilità, nella percezione, nella memoria, nell’intelligenzae nella coscienza. Vogliamo passare in rassegna alcune di queste manifestazioni. Tutti e cinque i sensi possono, singolarmente o collettivamente, essere affetti dalla presenza diabolica. Magda, la ragazza tedesca già ricordata, a 13 anni fu per diversi giorni colpita da cecità parziale tanto da dover portare gli occhiali. Più tardi le capitò, sempre per influsso diabolico, di non poter vedere neppure le cifre sulla sveglia accanto al letto, o leggere le lettere di suo marito, che doveva farsi leggere da altri. Talvolta le capitò di poter leggere correntemente un romanzo o un articolo di giornale, ma non un libro di pietà o altre preghiere. Tali difetti visivi erano sempre temporanei, della durata di qualche giorno e talvolta di qualche ora.

Il piccolo Teobaldo di Illfurt rimase sordo totale per quattro anni, cioè per tutta la durata della possessione diabolica. Magda ebbe una volta la sordità parziale soltanto da un’orecchio, e un’altra volta la sordità totale per diverso tempo: il demonio voleva costringerla a un nuovo patto sottoscritto col suo sangue147.

Alla sordità è generalmente legata la mutolezza, il sordo è anche muto. Magda fu impedita di parlare anche fuori della crisi diabolica. Facendo il suo normale servizio di infermiera non poteva rispondere neppure alle domande dei medici. Per nascondere la sua vergogna e per dare una spiegazione del fenomeno corse in camera e scrisse su un foglio: «Fatta una scommessa di 10 marchi di non parlare fino alle ore 21» (era quella l’ora in cui finiva il servizio), e lo mostrava a quelli che la interrogavano. Siccome era stata sempre una chiaccherona loquace e ciarliera, quella «scommessa» sembrò molto strana. Alle 21 terminava il suo servizio ma la loquela non tornò che la mattina del giorno seguente.

Fenomeni innaturali si rilevano in Magda anche riguardo al gusto.

Per giorni interi sentiva in bocca un gusto sgradevole, talvolta sangue, talvolta zolfo, che non riusciva a eliminare con l’acqua o coi liquori. Altre volte restava per qualche tempo senza nessun gusto fino a non distinguere più il sapore del sale o dello zucchero. Fenomeno tanto più notevole e inspiegabile perché Magda era una cuoca abilissima e aveva un palato molto fine per distinguere i diversi sapori delle vivande.

Nella vita di alcuni santi, come in quella di sant’Antonio abate scritta da sant’Atanasio, o in quella di santa Francesca Romana, si legge di percosse ricevute da mani invisibili che lasciavano segni visibili dietro di sé. Nel caso di Magda queste percosse furono sperimentate più volte, di solito durante la notte e senza testimoni, ma spesso anche di giorno e in presenza di altre persone, che poterono poi controllare le lividure sulle spalle, sulla schiena e sul collo.

Anche la facoltà della percezione, oltre che della sensibilità, era soggette agli influssi diabolici. Insistiamo ancora sui fenomeni della possessione diabolica di Magda perché più documentati e largamente esaminati da padre Rodewyk.

Per lungo tempo essa fu tormentata dalla visione di un gattone nero che improvvisamente le saltava in faccia e le lasciava sul viso il segno dei graffi. I fatti si ripeterono in un giorno fino a venti volte. 

Altre volte erano serpenti che le circondavano il corpo fino a soffocarlo lasciando un’impressione di freddo che durava tutta la giornata, o lo mordevano (senza però avvelenano). Altre volte erano bruciature su diverse parti del corpo che sparivano da sé dopo poco tempo, o croci sulla fronte o sul petto che apparivano di solito in determinate feste dell’anno liturgico.

La presenza diabolica influiva anche sullo stato di salute dì Magda. Spesso era colpita da inappetenza, essa che aveva sempre amato la buona cucina, o da insonnia che le faceva passare le notti in bianco, o tormentate da sogni orribili che la obbligavano a tenere la luce accesa tutta la notte, o colpita da tumori e gonfiori del ventre, dello stomaco, del collo, del braccio, della mano — il così detto meteorismo, particolare manifestazione citata anche dal rituale romano — o da paralisi locali di più o meno lunga durata. Negli indemoniati è facile riscontrare anche la tendenza al suicidio, o il tentativo di farlo per porre fine a tutte le angherie e sofferenze causate dalla presenza diabolica, o, d’altra parte, per sottostare all’ingiunzione dello spirito maligno che spinge al suicidio. 

Ma anche in questo caso l’azione diabolica deve limitarsi a quello che le è permesso dalla volontà divina.

Le diverse reazioni dell’indemoniato sono così riassunte dal de Tonquédec, che aveva esaminato una giovane ossessa di 18 anni:«Improvvisamente le sue membra si contraggono, la testa si rovescia all’indietro oppure resta immobile come fissata su qualche cosa. Lo scatto si produce dopo qualche minuto, per un certo periodo la voce rimane imbarazzata, le parole sono male articolate. Non è ancora questo tuttavia a impressionare maggiormente i familiari, ma le rabbie violente, terribili, che colpiscono la giovane. 

Quando è allo stato normale essa sembra amare molto i genitori, li accarezza, li abbraccia, poi all’improvviso si comporta da vera furia. Rompe tutto, vetri, bicchieri, vasi di valore, straccia tende, abiti, contorce nelle mani oggetti e li frantuma. Insulta volgarmente i genitori, chiama la mamma «vacca», la insegue armata con un coltello per colpirla e tenta pure di colpire se stessa. Quando attraversa i suoi cattivi momenti un nonnulla la irrita, la impazienta. Parole innocenti, o senza significato, come fuoco, danaro, bicchiere, pronunciate davanti a lei, sembra che abbiano una forza magica per fare scatenare la sua rabbia. Finita la crisi ne conserva in parte il ricordo e il rimorso, corre ad abbracciare la mamma, le domanda perdono: «Mi dispiace di aver fatto questo, non sono io, non posso resistere, è mio malgrado»148.

Paolo Calliari


1° "DARÒ A1 MIEI DEVOTI TUTTE LE GRAZIE NECESSARIE AL LORO STATO".

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.


1° "DARÒ A1 MIEI DEVOTI TUTTE LE GRAZIE NECESSARIE AL LORO STATO".

È la traduzione questa del grido di Gesù che si rivolge alle folle di tutto il mondo: «o voi che andate ansimando sotto il peso della fatica, venite a me e vi ristorerò».

Come la sua voce raggiunge tutte le coscienze, così le sue grazie arrivano ovunque una creatura umana respira e si rinnova ad ogni battito del Suo Cuore. Gesù invita tutti a dissetarsi in una maniera unica. Il Sacro Cuore ha mostrato il Suo Cuore trafitto perché gli uomini vi attingessero la vita e l'attingessero più abbondantemente di quanto non l'abbiano attinta per il passato. Gesù promette grazia di una efficacia tutta particolare per adempiere gli obblighi del proprio stato a chi sul serio praticherà la devozione così amabile.

Dal Suo Cuore Gesù fa sgorgare una fiumana di aiuti interni: buone ispirazioni, soluzioni di problemi che balenano improvvise, spinte interiori, vigore insolito nella pratica del bene.

Da quel Cuore divino sgorga una seconda fiumana, quella degli aiuti esterni: utili amicizie, affari provvidenziali, pericoli scampati, salute riacquistata.

Genitori, padroni, operai, domestiche, maestri, medici, avvocati, commercianti, industriali, tutti nella devozione al Sacro Cuore troveranno la difesa dal tragico quotidiano ed il ristoro nella loro stanchezza. Ed a ciascuno in particolare il Sacro Cuore desidera prodigare innumerevoli grazie in ogni stato, in ogni evento, in qualsiasi ora.

Come il cuore dell'uomo irrora ad ogni battito le singole cellule dell'organismo, così il Cuore di Gesù per ogni palpito irrora con la sua grazia tutti e singoli i fedeli suoi.


TEMPO SPRECATO

 


Concesso dal Sacro Cuore di Gesù.


Figli miei, vi amo così tanto che, per quanto possiate rendervene conto, non potrete mai comprendere appieno l'infinità del mio Amore. Ma lo vedrete chiaramente nel momento del vostro incontro e molti di voi rimpiangeranno il tempo perso nel non aver ricambiato questo immenso amore.

Quanto tempo sprecato in cose vane e inutili! Non perdete tempo perché il tempo è breve. Approfittate dei secondi, dei minuti, delle ore e dei giorni per darmi gloria.

Rimanete uniti a Me, che sia quella profonda intimità di due innamorati, senza molte parole si dicono tutto, perché chi ama con i fatti dimostra il proprio amore. Così ve lo do Io e in ogni momento ve lo do, nell’aria che respirate, nel sole che vi illumina, nella luna che guida il cammino, nell’oscurità insieme alle stelle che brillano, agli uccelli, all’acqua, alla vostra vita, al vostro cuore che batte senza sosta, alle vostre gioie, alle vostre tristezze, tutto in tutto c’è questo mio amore infinito. Io vi amo così tanto che vi chiedo solo amore

Il mio Vicario sulla terra vi dona amore e il suo cuore soffre nel vedere tanta ingratitudine dell’uomo verso il suo Dio. Maria e i santi piangono nel vedere la durezza del cuore umano.

6 maggio 1983

Il dramma della fine dei tempi

 


 La conversione degli ebrei.

( Nono articolo settembre 1885 )


La Sacra Scrittura ci indica un grande evento, che ci mostra come intrecciato nella guerra che l'Anticristo condurrà contro la Chiesa: è la conversione degli ebrei. Abbiamo rimandato di parlarne fino ad ora, per trattare questo argomento in modo più dettagliato. Inoltre, nel punto in cui stiamo andando, è perfettamente al suo posto. Infatti la conversione del popolo ebraico ci viene presentata come il frutto della predicazione di Elia.

I

Il popolo ebraico è il punto intorno al quale si è sviluppata la storia dell'umanità. È stato custodito da Dio, nella persona di Abramo, da cui scaturisce; è, davanti a Nostro Signore, il popolo sacro per eccellenza, il cui stato, secondo il dettato di Sant'Agostino, è totalmente profetico; ha dato alla luce la Santa Vergine e il Salvatore del mondo; ha formato il nucleo della Chiesa nascente. Tutti questi privilegi fanno della razza ebraica una razza eccezionale, i cui destini sono estremamente misteriosi.

Per una strana e deplorevole inversione, dal momento in cui produce il Salvatore del mondo, la razza eletta, la razza benedetta tra tutte, merita di essere ripudiata. Rifiuta di riconoscere, nella sua umiltà, Colui di cui non sa adorare la grandezza invisibile. Dio sembra aver voluto mostrare che la vocazione al cristianesimo non deve nulla né alla carne né al sangue, poiché proprio coloro dai quali Cristo è venuto secondo la carne ne sono stati respinti per il loro orgoglio ostinato e carnale.

La loro riprovazione, tuttavia, è definitiva; rimarranno sempre preda di Satana ed esclusi dal resto del mondo dalla croce del Salvatore? Dio non voglia! Dio riserva le misericordie supreme al popolo che era suo. A questo popolo, al quale fu detto: "Voi non siete il mio popolo", sarà detto un giorno: "Voi siete i figli del Dio vivente".40 Dopo essere rimasti per lungo tempo senza re, senza principe, senza sacrificio, senza altare, i figli d'Israele cercheranno il Signore loro Dio; e questo sarà fatto fino alla fine dei tempi.

Elia sarà lo strumento di questo meraviglioso ritorno. "Ecco, io ti manderò, dice il Signore per mezzo di Malachia, il profeta Elia, prima che venga il grande e terribile giorno di Dio, per volgere il cuore dei padri ai figli e il cuore dei figli ai padri" 42.

San Paolo afferma a sua volta questo evento molto consolante. Egli vede nella riprovazione degli ebrei la causa occasionale della vocazione dei gentili. Poi aggiunge: "Non voglio che ignoriate, fratelli, questo mistero: un lutto parziale è venuto su Israele, finché non siano entrate tutte le nazioni, e allora tutto Israele sarà salvato" 43.

Tale, dunque, è il piano di Dio. Tutti i gentili devono entrare nella Chiesa; e quando la processione delle nazioni sarà finita, Israele entrerà a sua volta. Sarà il grande giubileo del mondo; la grazia sarà versata a torrenti. Se le profezie sono prese alla lettera, tutti gli ebrei allora viventi, fino all'ultimo di loro, anche se sono numerosi come le sabbie del mare, saranno salvati 44.

Per comprendere i profondi brividi che questo grande evento produrrà nel mondo, dobbiamo ricorrere alle figure profetiche, con le quali Dio si è compiaciuto di annunciarlo in mille modi.

Il popolo ebraico, entrando nella Chiesa, è Esaù che si riconcilia con Giacobbe, e con quale tenerezza! "Correndo incontro a suo fratello, Esaù lo abbracciò, gli si gettò al collo e lo baciò, ed entrambi scoppiarono in lacrime" 45.

Ma il vero simbolo di Gesù, riconosciuto dai suoi fratelli ebrei, è soprattutto Giuseppe, riconosciuto dai suoi fratelli. Una volta lo vendettero e lo crocifissero; ma un imperioso bisogno di verità e di amore li porta ai suoi piedi alla fine dei tempi. Che incontro! Che spettacolo! Gesù, in tutto lo splendore della sua potenza, rivela ai Giudei i tesori del suo Cuore e dice loro: Io sono Giuseppe, io sono questo Gesù che avete venduto! 46.

47. Questo prodigo, che viene da così lontano, sono i poveri gentili che entrano nella Chiesa. Gli ebrei sono rappresentati dal figlio maggiore, geloso ed egoista, che rimane ostinatamente fuori perché suo fratello è stato accolto in casa. Il padre esce e gli fa inviti pressanti, cœpit illum rogare. Quest'uomo innaturale si rifiuta di ascoltare suo padre; ma alla fine lo ascolterà, entrerà, e ci sarà una doppia gioia nella casa del padre.

No, non possiamo immaginare le gioie della Chiesa quando finalmente aprirà il suo cuore di madre ai figli di Giacobbe. Non possiamo immaginare le loro lacrime, le loro esplosioni d'amore, quando, dopo che il velo sarà finalmente scomparso dai loro occhi, riconosceranno il loro Gesù. In quale momento preciso avverrà questo grande evento? Qui sta il nocciolo della difficoltà. Senza pretendere di risolverlo, speriamo di fare un po' di luce.

II

Sembra certo, secondo la tradizione, che l'Anticristo sarà di nazionalità ebraica. Egli apparirà come il prodotto di quella fermentazione di odio che, per secoli, ha inacidito il cuore degli ebrei contro Gesù, il loro tenero fratello, il loro incomparabile amico.

Sembra altrettanto certo che gli ebrei per la maggior parte accoglieranno questo falso messia, corteggiandolo, e gli sottometteranno il mondo attraverso la cattiva stampa e l'alta finanza.

Chiesa. I grandi eventi hanno sempre dei preludi che li annunciano.

San Gregorio dichiara che la furia della persecuzione dell'Anticristo cadrà principalmente su quegli ebrei convertiti, la cui costanza nel sopportare tutti gli oltraggi e tutti i tormenti per il mille volte benedetto nome di Gesù nessuno eguaglierà. Questo passaggio di San Gregorio è troppo importante per essere omesso.

Il grande Papa spiega una delle misteriose profezie in una citazione di Ezechiele 48. 1º Dio ordina al profeta di uscire nel campo; questo uscire rappresenta la diffusione del Vangelo tra i gentili. 2° Poi lo riporta in casa, dove viene caricato di catene, sequestrato e ridotto al silenzio; il che indica come il Vangelo sarà predicato dai Giudei ai Giudei stessi, dei quali alcuni si convertiranno, e altri sequestreranno i predicatori e li sommergeranno di maltrattamenti, cioè durante la persecuzione dell'Anticristo. 3º Dio appare, apre la bocca del profeta, che parla con più forza che mai; questo è ciò che accadrà con la venuta di Elia, che, con la sua predicazione infiammata e irresistibile, convertirà i resti della sua nazione 49.

Non potremmo qui ammirare a sufficienza la lucidità profetica di San Gregorio. Egli distingue in anticipo le fasi del grande evento che ci riguarda: la divisione del popolo ebraico in due parti, l'oppressione dei convertiti da parte dei refrattari e la conversione totale operata da Elia.

Il santo Papa ci assicura, nei suoi commenti a Giobbe, che questo ritorno definitivo dei resti d'Israele avverrà sotto gli occhi e a dispetto della furia impotente dell'Anticristo 50. Se la Chiesa gode di tali consolazioni nel calore stesso della persecuzione, cosa sarà nell'ora del trionfo! Questo è ciò che considereremo rapidamente.

III

Ci sono distruzioni necessarie, per le quali Dio si serve di angeli malvagi. L'Anticristo, a suo modo e suo malgrado, sarà la verga di Dio. Questa verga di ferro polverizzerà gli scismi, le eresie, le false religioni, i resti del paganesimo, il maomettanesimo e lo stesso giudaismo; schiaccerà il mondo in una prodigiosa unità. Quando questa massa di empietà sarà stata abbattuta dalla piccola pietra, diventerà una montagna immensa e coprirà la terra; il Vangelo, non incontrando più ostacoli di nessun tipo, regnerà senza contraddizioni su tutto l'universo.

Gli ebrei saranno i principali lavoratori in questo stabilimento del regno di Dio. San Paolo è estasiato dalle grandi cose che risulteranno dalla loro conversione. "Se la caduta dei Giudei, esclama, è stata la ricchezza del mondo, e se la loro diminuzione è stata la ricchezza dei Gentili, quanto più lo sarà la loro pienezza [cioè la loro totale adesione]...? Se la sua ricchezza è stata la riconciliazione con il mondo, cosa sarà la sua accettazione [nella Chiesa] se non un ritorno dalla morte alla vita? 51. È legittimo concludere da questo che gli ebrei convertiti metteranno al servizio della Chiesa un inesprimibile ardore di proselitismo. Ringiovanita da questa infusione di vita, la Chiesa uscirà dalle strettoie della persecuzione come dalla pietra di una tomba; e prenderà possesso del mondo, con la maestà di una regina e la tenerezza di una madre.

Questi eventi saranno l'immediato preludio del giudizio finale o l'alba di una nuova era? Esporremo le congetture che si possono formulare su questo argomento.