lunedì 19 ottobre 2026
San Bernardo dice che come un uomo e una donna hanno cooperato alla nostra rovina, così fu conveniente che un altro uomo e un'altra donna cooperassero alla nostra riparazione: Gesù e Maria sua Madre.
LE GLORIE DI MARIA
San Bernardo dice che come un uomo e una donna hanno cooperato alla nostra rovina, così fu conveniente che un altro uomo e un'altra donna cooperassero alla nostra riparazione: Gesù e Maria sua Madre. Senza dubbio, dice il santo, Gesù Cristo da solo sarebbe stato pienamente sufficiente per redimerci, ma « fu più conveniente che alla nostra redenzione collaborassero l'uno e l'altro sesso, non essendo stato estraneo alla nostra perdizione né l'uno né l'altro ». Perciò il beato Alberto Magno chiama Maria la « cooperatrice della redenzione ». La santa Vergine stessa rivelò a santa Brigida che, come Adamo ed Eva vendettero il mondo per una mela, così ella e il Figlio riscattarono il mondo con un solo cuore.
Sant'Anselmo conferma: « Dio ha potuto creare il mondo dal nulla, ma essendosi perduto il mondo per il peccato, Dio non ha voluto ripararlo senza la cooperazione di Maria ». Il padre Suarez spiega che la divina Madre ha cooperato in tre modi alla nostra salvezza: in primo luogo con l'aver meritato, con merito di convenienza (de congruo), l'incarnazione del Verbo. In secondo luogo, con il suo zelo a pregare per noi, mentre viveva su questa terra; infine con l'offrire a Dio il sacrificio della vita del Figlio per la nostra salvezza. Perciò il Signore ha stabilito che avendo Maria cooperato con tanto amore verso gli uomini e con tanta gloria per Dio alla redenzione di tutti, tutti poi per mezzo della sua intercessione ottengano la salvezza. « Maria viene chiamata la cooperatrice della nostra giustificazione perché Dio ha affidato a lei tutte le grazie che vengono dispensate a noi ». Perciò san Bernardo la proclama universale mediatrice della salvezza: « Tutti quelli che ci hanno preceduto, noi che esistiamo e quelli che seguiranno dobbiamo tutti rivolgere i nostri sguardi verso Maria, come verso il centro e il punto culminante di tutti i secoli ». Disse Gesù Cristo: « Nessuno può venire a me se il Padre non lo attira » (Gv 6,44). Così pure, secondo Riccardo di san Lorenzo, Gesù dice di sua Madre: « Nessuno viene a me se la madre mia non lo attira con le sue preghiere ». Gesù fu frutto di Maria, come le disse santa Elisabetta: « Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno » (Lc 1,42). Chi vuole il frutto, deve andare all'albero. Chi vuole dunque Gesù, deve andare a Maria e chi trova Maria trova certamente anche Gesù. Santa Elisabetta, quando vide la santa Vergine che era andata a visitarla nella sua casa, non sapendo come ringraziarla, esclamò umilmente: « A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? » (Lc 1,43). Ma come? Non sapeva santa Elisabetta che non solo Maria, ma anche Gesù era venuto nella sua casa? Perché poi si dice indegna di ricevere la Madre e non piuttosto di vedere il Figlio venuto a trovarla? Il fatto è che la santa comprendeva che quando viene Maria, porta anche Gesù e perciò le bastò ringraziare la Madre senza nominare il Figlio. « E come la nave di un mercante, che fa venire da lontano il suo pane » (Pro 31,14). Maria fu questa felice nave che dal cielo portò a noi Gesù Cristo, pane vivo, disceso dal cielo per dare a noi la vita eterna: « Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se qualcuno mangia di questo pane, vivrà in eterno » (Gv 6,51). Riccardo di san Lorenzo scrive: « Nel mare di questo mondo si perderanno tutti coloro che non saranno ricevuti in questa nave », cioè non protetti da Maria. « Perciò, ogni volta che ci vediamo in pericolo di perderci per le tentazioni e le passioni della vita presente, dobbiamo ricorrére a Maria gridando: Presto, Signora, aiutaci, salvaci se non vuoi vederci perduti ». Si noti qui per inciso che Riccardo di san Lorenzo non dubita che si possa dire a Maria: « Salvaci, siamo perduti », come fa difficoltà l'autore più volte citato nel paragrafo precedente, il quale proibisce di poter dire alla Vergine che ci salvi, poiché, secondo lui, il salvarci spetta solo a Dio. Ma se un condannato a morte può chiedere a un favorito del re che lo salvi intercedendo presso il principe affinché gli faccia grazia della vita, perché non possiamo noi dire alla Madre di Dio che ci salvi ottenendoci la grazia della vita eterna? San Giovanni Damasceno non esitava a dire alla Vergine: « Regina immacolata e pura, salvami, liberami dalla dannazione eterna ». San Bonaventura chiamava Maria: « Salvezza di quelli che ti invocano ». La santa Chiesa approva che la si invochi « Salute degli infermi ». E noi ci faremo scrupolo di chiederle che ci salvi, dal momento che, come dice un autore, « a nessuno se non per mezzo suo si apre il cammino della salvezza ». Già prima san Germano aveva esclamato: « Nessuno sarà salvo se non per mezzo tuo ». Ma vediamo altre parole dei santi sulla necessità che abbiamo dell'intercessione della divina Madre. Diceva il glorioso san Gaetano che noi possiamo chiedere le grazie, ma non potremo mai ottenerle senza l'intercessione di Maria. Sant'Antonino lo confermava con queste belle parole: « Chi domanda e vuole ottenere le grazie senza l'intercessione di Maria, pretende di volare senza le ali ». Come Faraone disse a Giuseppe: « La terra d'Egitto è nelle tue mani » (Gn 47,6) e mandava da Giuseppe tutti coloro che ricorrevano a lui per soccorso: « Andate da Giuseppe » (Gn 41,55), così Dio, quando noi gli chiediamo le grazie, ci manda da Maria: « Andate da Maria ». Egli infatti, dice san Bernardo, « ha decretato di non concedere alcuna grazia se non per mano di Maria ». Perciò Riccardo di san Lorenzo osserva: « La nostra salvezza è nelle mani di Maria, sicché con maggior ragione che gli Egiziani a Giuseppe, noi cristiani possiamo dire: "La nostra salvezza è nelle sue mani" ». Anche Raimondo Giordano, il venerabile Idiota, dice: « La nostra salvezza è nelle sue ma». Con maggior forza Cassiano asserisce: « Tutta la salvezza del mondo sta nella moltitudine dei favori di Maria ». Egli afferma dunque che la salvezza di tutti consiste nell'essere favoriti e protetti da Maria. Chi è protetto da Maria si salva; chi non è protetto, si perde. San Bernardino da Siena le dice: « Tu sei la dispensatrice di tutte le grazie: la nostra salvezza è nelle tue mani » e da te dipende. Perciò Riccardo di san Lorenzo aveva ragione di dire che come una pietra cade appena viene tolta la terra che la sostiene, così un anima, tolto l'aiuto di Maria, cadrà prima nel peccato e poi nell'inferno. San Bonaventura aggiunge che Dio non ci salverà senza l'intercessione di Maria e continua: « Come un bambino senza la nutrice non può vivere, così senza la nostra regina non si può avere la salvezza ». Conclude dunque esortando: « Che l'anima tua abbia sete di devozione a Maria; conservala sempre e non lasciarla, finché tu non abbia ricevuto in cielo la sua materna benedizione». Ascoltiamo le belle parole di san Germano: « Nessuno arriva alla conoscenza di Dio se non per mezzo tuo, Maria santissima; nessuno si salva se non per mezzo tuo, Madre di Dio; nessuno sarebbe libero dai pericoli se non fosse per te, Vergine madre; nessuno riceverebbe alcuna grazia da Dio se non fosse per te, piena di grazia ». E altrove san Germano le dice: « Se tu non gli aprissi la via, nessuno sarebbe libero dai morsi della carne e del peccato ». Come abbiamo accesso presso l'eterno Padre soltanto per mezzo di Gesù Cristo, così, dice san Bernardo, noi abbiamo accesso presso Gesù Cristo soltanto per mezzo di Maria. Il Signore, prosegue san Bernardo, ha determinato che ci salviamo tutti per intercessione di Maria affinché per mezzo di Maria ci riceva quel Salvatore che per mezzo di lei è stato a noi donato e perciò il santo la chiama madre della grazia e della nostra salvezza « Che ne sarà di noi, riprende san Germano, quale speranza ci rimarrà di salvarci se ci abbandoni, Maria, tu che sei la vita dei cristiani? » Ma, replica l'autore moderno di cui abbiamo parlato, se tutte le grazie passano per le mani di Maria, quando noi imploriamo l'intercessione dei santi, devono essi ricorrere alla mediazione di Maria per ottenerci le grazie? Questo, nessuno lo crede né lo ha mai sognato. In quanto al crederlo, rispondo che in ciò non vi può essere alcun errore o inconveniente. Quale inconveniente vi sarà nel dire che Dio per onorare sua Madre, che ha costituito regina dei santi, volendo che tutte le grazie siano dispensate per mano di lei voglia anche che i santi stessi ricorrano a lei per ottenere grazie ai loro devoti? In quanto poi al dire che nessuno lo ha mai sognato, io trovo che l'hanno asserito espressamente san Bernardo, sant'Anselmo, san Bonaventura, il padre Suarez e altri. « Invano, dice san Bernardo, si pregherebbero gli altri santi per ottenere qualche grazia, se Maria non intervenisse ». Così un autore spiega questo passo di Davide: « I ricchi del popolo cercano il tuo volto » (Sal 44,13). I ricchi del grande popolo di Dio sono i santi, i quali quando vogliono impetrare qualche grazia per i loro devoti si raccomandano a Maria per ottenerla. Giustamente, dice il padre Suarez, noi preghiamo i santi che siano i nostri intercessori presso Maria, loro signora e regina: « Non ci rivolgiamo ai santi perché uno di loro interceda a nostro favore presso un altro, perché sono tutti uguali. Ma possono intercedere presso la Vergine come loro signora e regina ». Il padre Marchese racconta che san Benedetto apparve un giorno a santa Francesca Romana e prendendola sotto la sua protezione le promise di essere suo avvocato presso la divina Madre. A conferma di ciò, sant'Anselmo così parla alla Vergine: « Quello che possono ottenere le intercassioni di tutti questi santi uniti con te, puoi ben ottenerlo da sola, senza il loro aiuto. Perché, seguita a dire il santo, tu sola hai tanta potenza? Perché tu sola sei la Madre del nostro comune Salvatore, la sposa di Dio, la regina universale del cielo e della terra. Se tu non parli per noi, nessun santo pregherà per noi e ci aiuterà. Ma se tu vorrai pregare per noi, tutti i santi si faranno premura di supplicare per noi il Signore e di soccorrerci » « Il giro del cielo da sola ho percorso » (Eccli [= Sir] 24,8 Volg.). Nel suo libro Divoto di Maria, il padre Segneri, con la santa Chiesa, applica a Maria queste parole della Sapienza e dice che come la prima sfera con il suo movimento fa muovere tutte le altre, così quando Maria si mette a pregare per un' anima fa sì che tutto il paradiso si metta a pregare con lei. «Anzi, dice san Bonaventura, quando la santa Vergine avanza verso il trono di Dio per intercedere in nostro favore, comanda con la sua autorità di regina agli angeli e ai santi che l'accompagnino e uniscano insieme alla sua le loro preghiere all'Altissimo» Comprendiamo così la ragione per cui la santa Chiesa ci impone di invocare e salutare la divina Madre col grande nome di Speranza nostra: Spes nostra, salve. Lutero diceva di non poter sopportare che la Chiesa romana chiamasse Maria, una creatura, la nostra speranza, la nostra vita. Egli diceva infatti che solo Dio e Gesù Cristo, come nostro mediatore, sono la nostra speranza e che Dio maledice invece chi ripone la propria speranza nella creatura, secondo le parole di Geremia: « Maledetto l'uomo che confida nell'uomo » (Ger 17,5). Ma la Chiesa ci insegna a invocare sempre Maria e a chiamarla nostra speranza, Spes nostra, salve. Chi ripone la sua speranza nella creatura indipendentemente da Dio, questi certamente viene maledetto da lui, poiché Dio è l'unica fonte e il dispensatore di ogni bene e la creatura senza di lui non ha niente né può dare niente. Ma se, come abbiamo dimostrato, il Signore ha disposto che tutte le grazie passino per le mani di Maria come per un canale di misericordia, possiamo, anzi dobbiamo affermare che Maria è la nostra speranza, per mezzo di cui riceviamo le grazie divine. Perciò san Bernardo esclamava: « Figlioli, in lei è la mia più grande fiducia, in lei tutto il fondamento della mia speranza ». E san Giovanni Damasceno così parlava alla santa Vergine: « Mia regina, in te ho posto tutta la mia speranza e con gli occhi fissi su di te da te attendo la mia salvezza ». San Tommaso dice che Maria è tutta la nostra speranza di vita. Sant'Efrem esclama: « Vergine fedele, se vuoi vederci salvi, accoglici sotto le ali della tua misericordia, poiché non abbiamo altra speranza di salvarci che per mezzo tuo » Concludiamo dunque con san Bernardo: « Procuriamo di venerare con tutti gli affetti del cuore la nostra divina Madre, poiché è volontà di Dio che noi riceviamo tutto il bene per mano di Maria ». Perciò il santo ci esorta: ogni volta che desideriamo e domandiamo qualche grazia, raccomandiamoci a Maria e confidiamo di ottenerla per mezzo suo. Poiché « se sei indegno di ricevere la grazia desiderata, meriterà di ottenerla Maria che la chiederà a tuo favore ». San Bernardo ammonisce quindi: « Se non vuoi avere un rifiuto da parte di Dio, per tutto ciò che gli offri di opere o di preghiere, ricordati di raccomandarlo a Maria ».
Esempio
È famosa la storia di Teofilo scritta da Eutichiano, patriarca di Costantinopoli, che fu testimone oculare del fatto qui narrato e che è confermata da san Pier Damiani, da san Bernardo, san Bonaventura, sant'Antonino e altri citati dal padre Crasset. Teofilo era arcidiacono della chiesa di Adana, città della Cilicia. Era tanto stimato che il popolo lo voleva come suo vescovo, ma egli rifiutò per umiltà. In seguito però ad accuse di alcuni calunniatori, egli fu deposto dalla sua carica e ne provò un tale dolore che, accecato dalla passione, andò a trovare un mago ebreo il quale lo fece incontrare con Satana, perché lo aiutasse nella sua disgrazia. Il demonio rispose che se voleva il suo aiuto doveva rinunziare a Gesù e a Maria sua Madre e consegnargli l'atto di rinunzia scritto di propria mano. Teofilo scrisse l'atto esecrando. Il giorno seguente il vescovo, avendo saputo il torto che gli era stato fatto, gli chiese perdono e lo reintegrò nella sua carica. Allora Teofilo, lacerato dai rimorsi per l'enorme peccato commesso, non faceva altro che piangere. Se ne va quindi in una chiesa, si butta piangendo ai piedi di un'immagine di Maria e dice: « Madre di Dio, io non mi voglio disperare, poiché tu sei così pietosa e mi puoi aiutare ». Passò così quaranta giorni a piangere e a pregare la santa Vergine.
Ed ecco che una notte la Madre di misericordia gli appare e gli dice: « Teofilo, che hai fatto? Hai rinunziato all'amicizia mia e di mio Figlio e per chi? Per il nemico mio e tuo ». « Signora, rispose Teofilo, ci devi pensare tu a perdonarmi e a farmi perdonare da tuo Figlio ». Allora Maria, vedendo la sua fiducia, gli disse: « Fatti coraggio, perché voglio pregare Dio per te ». Rianimato da queste parole Teofilo raddoppiò le lacrime, le penitenze e le preghiere, rimanendo davanti a quell'immagine. Ed ecco che Maria gli comparve di nuovo e con aria gioiosa gli disse: « Teofilo, rallègrati; ho presentato le tue lacrime e le tue preghiere a Dio. Egli le ha accettate e già ti ha perdonato, ma da oggi in poi sii grato e fedele a lui ». « Signora, replicò Teofilo, ciò non mi basta per essere pienamente consolato; il demonio ha ancora in mano sua quell'atto esecrando in cui ho rinunziato a te e a tuo Figlio. Tu puoi farmelo restituire ». Tre giorni dopo Teofilo si sveglia di notte e si trova sul petto lo scritto. L'indomani, mentre il vescovo stava in chiesa alla presenza di una grande folla, Teofilo andò a gettarsi ai suoi piedi, gli narrò tutto il fatto piangendo dirottamente e gli consegnò l'infame scritto, che il vescovo fece subito bruciare davanti a tutta la gente che piangeva di gioia, esaltando la bontà di Dio e la misericordia di Maria verso quel misero peccatore. Teofilo ritornò nella chiesa della Vergine e li dopo tre giorni morì serenamente, ringraziando Gesù e la sua santa Madre.
Preghiera
O regina e madre di misericordia, che dispensi le grazie a tutti coloro che ricorrono a te, con tanta liberalità perché sei regina e con tanto amore perché sei la nostra amorevole madre, a te oggi mi raccomando io così povero di meriti e così carico di debiti verso la giustizia divina. Maria, tu detieni la chiave di tutte le misericordie divine; non ti scordare delle mie miserie, non mi lasciare nella mia così grande povertà. Tu sei così generosa con tutti, pronta a dare più di quello che ti si chiede, sii così anche con me. Signora, proteggimi: è tutto ciò che ti domando. Se tu mi proteggi, io non temo nulla. Non temo i demoni, perché tu sei più potente di tutto l'inferno; non temo i miei peccati, perché basterà una parola detta da te a Dio per ottenermene il perdono generale. Non temo neppure, se ho il tuo favore, la collera di Dio, poiché a una tua preghiera egli subito si placa. Insomma, se tu mi proteggi, io spero tutto, perché tu puoi tutto. Madre di misericordia, io so che tu trovi il tuo piacere e la tua gloria nell'aiutare i più miserabili quando, non trovandoli ostinati nel male, li puoi aiutare. Io sono peccatore, ma non sono ostinato; voglio cambiare vita. Tu dunque puoi aiutarmi: aiutami e salvami. Oggi mi metto tutto nelle tue mani. Dimmi che cosa devo fare per piacere a Dio, perché lo voglio fare e con il tuo aiuto spero di farlo, Maria, Maria, madre, luce, consolazione, rifugio e speranza mia. Amen, amen, amen.
S. Alfonso M. de Liguori
La Parola di Dio
La Mia Voce, figlio mio, molti dicono di sentirla, ma, in realtà, nulla è stato rivelato da Me. C’è chi parla di cose che Io, Maria, ho trasmesso loro. Sono pochissime le persone che dicono la verità e scrivono secondo quanto Io trasmetto, mentre il resto proviene da letture tratte dalla Bibbia. Quando il Mio Santo Figlio sceglie qualcuno a questo scopo, è necessario che si allontani dalle proprie ricchezze, perché così fecero gli antichi Profeti. Guarda che Matteo era un esattore delle tasse quando Gesù lo chiamò. Lasciò tutto e seguì il Mio Figlio. Nessuno di loro è tornato a fare ciò che faceva prima. Vivevano solo di ciò che il popolo dava loro. Questo è il vero compito di un Profeta: occuparsi solo delle cose di Dio.
Il mio piccolo figlio Bento, che Gesù ha chiamato, è noto per le grazie che riceve, come nel tuo caso, mio piccolo figlio. Tu canti per Noi e puoi guarire attraverso il Mio Santo Figlio. Scrivi senza saperlo, per la tua scarsa familiarità con la lettura. Questo sì che è un uomo di Dio. Chi finora non ha compreso la tua missione è perché non conosce la differenza tra il bene e il male. È interiormente che si parla con Dio, e non dicendo di vedere Me e Mio Figlio.
Il seme che è stato piantato da Lui proviene già dal grembo di sua madre per quest’opera, e non da un semplice passaggio dovuto alla lettura della Bibbia. È qui che si vede quanto mentono quando dicono di ricevere messaggi da Gesù e da Me, vostra Madre. Come può una persona affermare di fare tutto questo senza affrontare prove? Non ha conosciuto alcuna difficoltà, vive solo in alberghi di lusso e va in giro tutte le volte che vuole. Questo servizio è autorizzato dalla Divina Provvidenza, che per ora è solo con Giovanni Paolo II, per portare a compimento ciò che è stato scritto: «Prima il Vangelo deve essere predicato in tutto il mondo, poi sì, verrà la fine» (Mt 24,14).
Giovanni Paolo II ha portato a compimento ciò che doveva essere fatto. Ora, mio figlioletto, tocca ai tuoi Messaggi. Questi sono sacri e veri. Nessuno può distruggerli, poiché si tratta della Parola Viva di Dio. Vedi che ti ha dato persino il Suo Santo Nome, mio figlioletto, eppure coloro che si dicono esperti, fino ad ora non hanno analizzato il valore di questo Nome, né della tua persona. Se ti sono state date, Benedetto, mio figlioletto, è perché sei stato chiamato e battezzato dallo Spirito Santo ventitré anni fa. Se ciò non fosse vero, staresti ancora organizzando i tuoi balli, le tue feste e realizzando le tue registrazioni. Tuttavia, non hai più fatto nulla di tutto ciò, perché sei nato di nuovo, come dice il Santo Vangelo, secondo cui per entrare nel Regno di Dio l’uomo deve rivestirsi delle grazie dello Spirito Santo (Gv 3,3).
Coloro che continuano a percorrere la stessa strada, sfuggono a tutte le regole e ai Comandamenti che Dio ha trasmesso a Mosè. Ciò che Lui ha unito, nessun uomo potrà separare. Ciò che è con te, mio figlioletto, è puro amore. Questo Nome viene dall’alto, e non dal basso, e significa Luce, che cerca di fare solo del bene, senza pensare a ciò che ci aspetta.
Grazie, mio figlioletto. Tu sei e continui ad essere il più grande storico autentico. Rimani nella Mia Pace.
Maria, Regina del Cielo e della Terra
24/11/1995
LETTERE PROFETICHE II
LETTERE PROFETICHE
AUTENTICHE
DI S. FRANCESC0 DA PA0LA
LETTERA II.
Magnifico mio Signore,
Voi e vostra consorte desiderate aver figliuoli. Avrete figliuoli, e il vostro seme santo sarà tanto meraviglioso sopra la terra. Fra essi ve ne sarà uno tra i vostri discendenti che sarà come il sole fra le stelle. Tal uomo (!) sarà nella sua puerizia e adolescenza quasi santo, nella gioventù gran peccatore; poi si convertirà del tutto a Dio e farà gran penitenza; gli saranno perdonati i suoi peccati e tornerà santo. Sarà gran capitano e principe di gente santa, nominati li Santi Crociferi di Gesù Cristo, con li quali consumerà la setta maomettana col resto degli infedeli. Annichilirà tutte le eresie e tirannie del mondo, riformerà la Chiesa di Dio (º) con i suoi seguaci, i quali saranno i migliori uomini del mondo in santità, in armi, in lettere ed in ogni altra virtù, che tale è la volontà dell'Altissimo. Otterranno il dominio di tutto il mondo tanto tempo rale che spirituale, e reggeranno la Chiesa di Dio sino alla fine dei secoli.
Altro non dico, ecc.
25 marzo 1485
Fr. FRANCESCO DI PAOLA
“Non sono venuto a te perché ne eri degna. Non ti lascerò perché non lo sei”.
Gesù ha detto: “Non sono venuto a te perché ne eri degna. Non ti lascerò perché non lo sei”.
Stamattina sono andata a Messa. È stato un periodo par-ticolarmente difficile, con irrequietezza, situazioni di lavoro stressanti e astiose discussioni tra mio marito e me. Ciò fa seguito ad una Quaresima terribilmente dura. Sono andata in chiesa e ho dato uno sguardo alla Prima Stazione della Via Crucis, pensando alla Quaresima che avevo appena portato a termine fra le sofferenze e com-mentando sarcasticamente, rivolta a Gesù, che era troppo presto per rimettere via le Stazioni della Croce. La cosa è stata accolta da un placido silenzio. Ho vomi-tato vari altri commenti di autocommiserazione. Non ne sono venuti commenti di rimando.
Cominciando a sentirmi la lagnosa che ero, ho fatto la Comunione. Gesù ha cominciato a parlare, dicendomi che ero come una bambina che andava in bicicletta per la prima volta. Lui, come ogni buon genitore, mi aveva accompagnata correndo dietro di me. Aveva lasciato la presa da me per un minuto. Per l’esattezza, era stato un giorno è mezzo. Ciò era a mio beneficio, per farmi eser-citare a mantenere il mio equilibrio spirituale. Non mi aveva mai abbandonata e non mi avrebbe lasciata en-trare in zone pericolose. Era stato con me per tutto il tempo. Questo pensiero mi ha fatta sentire piccola pic-cola, pensando all’ultimo giorno e mezzo di mie non tanto pacifiche reazioni a vari fattori di stress e diffi-coltà. Sì, le aveva udite, le imprecazioni.
Tornando alla bici: Lui non mi avrebbe lasciata cadere, anche se io avevo l’impressione di star cadendo. Co-minciavo a cadere – penso io – e Lui mi afferrava. La sensazione di perdere l’equilibrio e di pericolo mi aveva spaventata. Come una bambina malferma, non voglio che mi si lasci andare. Neanche per un attimo. Lui mi ha assicurato che ero amata, anzi, amatissima, e che per un certo tempo non mi avrebbe più lasciata a me stessa. Ho detto come una zotica: “Quindi ho fallito il test”. Lui ha replicato: “Non era un test. Era esercizio. E tu non hai fallito. Ti sei esercitata. Io sono con te. Ti sto insegnando. E tu stai imparando. Sii gioiosa. Io non ti lascerò mai”.
“Sta’ dalla Mia parte, la parte della pace”.
Mi si strugge il cuore. Amo talmente Gesù, che è diffi-cile comunicare con Lui soltanto in questo modo. Vo-glio stare con Lui. Questa sofferenza può essere terri-bile. Non mi piace. Non sono una tagliata per soffrire. Ma la nostalgia per Gesù, benché sia uno struggimento, non la cambierei con nulla. Voglio che diventi più in-tensa. Non capisco completamente che cosa stia succe-dendo. O perché stia succedendo. Ho passato quasi un anno ad aver paura per il fatto che ero tanto indegna. Lui mi ha assicurato che non sbaglia, e che mi conosce, e che ha scelto di venire a me in questo modo per varie ragioni, principalmente per prepararmi a compiere la Sua opera. Posso essere a mio agio nella mia indegnità, purché io stia facendo del mio meglio. Ora, ciò sembra semplice, e un semplice pensiero. È stato solo il don a liberarmi da tale orribile senso di trepidazione. Temevo che tutto questo fosse solo nella mia immaginazione, o peggio, una qualche sorta di interferenza demoniaca.
Ho confidato in Gesù per tutto il tempo, e ho confidato nella Madonna perché mi proteggesse. Vorrei precisare che in nessun momento ho sentito enorme ansia. Mi sentivo serena, solo perplessa.
Il don mi ha detto, dopo aver pregato su di me: “Il tuo dono non è un’illusione. Gesù è con te. Ti sta chia-mando a vivere da madre e moglie la vita interiore. Vuole anche che tu faccia per Lui qualcosa con le tue mani. Con le tue mani che cosa fai?”. Gli ho detto che scrivevo. Ha annuito e sorriso. “Ecco cosa, è ovvio! Avrei dovuto arrivarci. Vuole che tu scriva con Lui e per Lui”. Ciò mi ha colmata di gioia e sollievo immensi, perché è questo ciò che stavo capendo da Gesù, e fran-camente ero felice di sapere che non mi stavo immagi-nando le cose. Mi ha anche istruita ogni mattino a fare un ufficio scritturistico, che è un insieme predetermi-nato di letture. Mi ha detto che la mia confusione insor-geva perché, nel tentativo di rispondere a questo dono speciale, mi ero messa a leggere vari santi, come avevo fatto sempre, ma più seriamente da quando erano co-minciate le comunicazioni. Mi ha detto che i santi che stavo cercando di imitare erano vissuti in monasteri e conventi, mentre io ero chiamata a vivere nel mondo e in famiglia. Di qui la confusione. Ero andata in giro sen-tendomi in colpa ventiquattrore al giorno perché stavo fallendo, quando in realtà, nel fare il mio dovere unita al mio Gesù, Lo stavo servendo secondo la Sua preziosa volontà. Il don mi ha messa su un cammino stupendo, santo e fiducioso. La mia preghiera a base di Scrittura è potente, ricca e rivelatrice. Gesù con me non lascia nulla al caso. Mi dice quando lavorare al mio libro, os-sia dopo che sono state assolte le necessità della casa e dette le mie preghiere.
Un giorno ho cominciato a lavorare, avendo dimenti-cato di pregare. Lui mi ha fermata e ha detto: “Prega”.
Ho provato a ignorarLo, dato che avevo cominciato in ritardo. Di nuovo è venuta la parola: “Prega. La tua opera bisogna che sia Mia. Per far questo, bisogna che tu inizi con Me”.
Ovviamente, così ho fatto, e ne ho ricevuto una tale gioia e conforto, che ho cominciato a scrivere con cuore leggero e felice. Lui mi istruisce in questo modo, dicendomi spesso quando stare in silenzio, o quando non fare una telefonata. Vorrei che mi dicesse quando smettere di imprecare, ma suppongo che sia una tale ovvietà, che si mette le dita nelle orecchie e cerca di non girare gli occhi all’insù. Stamattina ho sentito la Sua esasperazione quando ho detto: “E così ho fallito”. Se non fosse Gesù, avrebbe girato gli occhi all’insù. Ma la Sua pazienza è sconfinata – siano rese grazie a Dio nostro Padre! Faccio affidamento sulla Sua pazienza. Ne dipendo, e ne abuso quotidianamente.
Secondo la Sua tempistica, ho finito una primissima bozza la mattina che i figli uscivano di scuola per le va-canze di Pasqua. Lui mi ha spiegato che non dovevo tornare a lavorarci su finché non fossero tornati a scuola. Il mio dovere per quei dieci giorni era coi figli. L’ho messa via, ma a un certo punto ho pensato di prenderla e rileggermela. “No”, è stata la risposta. “Questa piccola cosa è una mortificazione. Lasciala stare finché non sia ora”. Mi rendo conto che l’obbedienza è fondamentale, e ho fatto come mi è stato detto. Cerco di obbedire in altre cose.
Durante i litigi con mio marito, Lui mi dice spesso: “Lascialo a Me”. Lì non sono altrettanto obbediente, dato che Lui opera un pochino più lentamente di quanto mi piaccia, quando si tratta di mettere a posto il marito. E come faccio ad essere sicura che il marito stia ascol-tando quando parla Gesù? Forse potrebbe non prestare attenzione quanto me. Perciò dico al marito che cosa penso che Dio voglia che lui sappia, a gran voce, in caso non stia ascoltando. Questo non piace a Dio, e ci devo lavorare sopra.
Dio vuole che io non fumi più. La mia storia d’amore con le sigarette è terminata sette anni fa, ma ne prendo ancora, quelle rare volte. Durante la mia ultima deci-sione di metterle giù e andarmene, ho pregato di fronte al tabernacolo.
Gesù ha detto: “Soffieresti fumo in questo tabernacolo? Io sono con te, dentro di te. Tu Mi porti con te. Non fumare”.
Non si trattava di un messaggio ambivalente, e dopo ciò non ho più fumato, sebbene mi ci corra il pensiero ogni giorno.
Gesù spesso vuole che io mi faccia da parte, in modo che Lui possa operare con qualcuno al quale sto par-lando. Comprendo che a volte è questo che sta avve-nendo, e cerco di quietare la mia anima, in modo che Lui si possa servire di me per parlare ad una persona che potrebbe essere in difficoltà. Amo scrivere con Cristo. La cosa semplicemente avviene e fluisce. Ora sta fluendo, e non ne avverto la fatica. Amo Gesù, e durante i periodi più difficili della Quaresima avverto un senso quasi fisico di riallineamento della mia volontà alla Sua, nonostante le più orrende afflizioni e angoscia spirituali. Non c’è più nient’altro per me. Il mondo mi è or-mai di scarso sollievo. Spesso non c’è conforto reperi-bile su questa terra. Nessuna persona mi può consolare. Nulla. Nessun cibo, nessun agio. Sono sola in mezzo ad una folla, anche di persone di convinzioni simili alle mie. È terribile da provare, ma il frutto è una specie di sensazione che ho di volgere in forza una debolezza spi-rituale o di avventurarmi al buio nella fede. Ti rafforza davvero, e questo adesso lo vedo. Lo detesto – sia ben chiaro. La gente intorno a me deve beneficiarne, però, di questa mia vicinanza a Cristo. Per via di tale sofferenza, ho paura di non potere a volte adempiere ai miei doveri. Ma no, Lui mi dà di poterlo. Si occupa di ogni dettaglio nel più straordinario dei modi. È irreprensibile con me, e come dico, non c’è nient’altro che Lui. Faccio affidamento su di Lui per ogni cosa.
Un pensiero ancora, per oggi. La suora mi ha detto spesso che dovrei registrare alcuni dei pensieri o espe-rienze. La suora vive in Comunità nei paraggi ed è per me una cara amica e consigliera. Lo scrivere, che io vedo come lavoro, viene facile, ma c’era una piccola parte di me che pensava: “Ah, e così adesso Tu vuoi che io faccia questo, oltre a tutto il resto?” (Come fa a sopportarmi?). Così, con l’atteggiamento di chi vuole un invito personale, mi rifiutavo di scrivere. Una volta Gliel’ho domandato direttamente, e Lui ha detto: “Verrà il tempo. Non è adesso”. In seguito ad una bellissima esperienza, ho detto: “Dio, forse questa cosa dovrei metterla per iscritto”. Lui ha sorriso e mi ha fatto capire senza parole che è così che solitamente Lui adempie in noi la Sua volontà: non voleva che io incominciassi un diario spirituale con un atteggiamento cattivo, così mi ha dato il desiderio di farlo; mi ha dato un bisogno ardente di trascrivere queste interazioni; in altre parole, perché resistere? Lui otterrà le cose come le vuole, e io vivo per la Sua volontà, quindi dovrei smet-terla di lamentarmi. Tuttavia esitavo, essendo assorbita dal mio altro lavoro. La suora questa mattina mi ha chiesto di incominciare la cronaca delle esperienze, e francamente, quando parla la suora, io ascolto, e tratto tutto quello che dice come qualcosa a cui devo obbedire. È un’amabile profetessa e direttrice nei miei confronti. Ha detto anche, questa mattina, che devo pregare per ottenere un direttore spirituale.
Devo anche dire che era da oltre un anno che lei mi andava dicendo che sentiva che io dovevo mettermi a fare qualcosa a base di Scrittura. L’avevo abilmente igno-rata, cosa che tendo a fare con molti profeti che Lui mette nella mia vita. Dopo il don, lei stava pregando la mattina seguente, e Dio le ha detto che avevo bisogno di pregare a base di Scrittura. Stavo pregando anch’io quella mattina e pesavo: “Ho davvero bisogno di procurarmi qualche tipo di ufficio di preghiera”. Poco dopo è suonato il campanello della porta, e la suora mi ha porto un breviario quotidiano, assieme a due altri libri di preghiera. A differenza di me, la suora ascolta quando Lui fa una richiesta. Risponde subito. Io sto imparando.
Anne, apostola laica
L'ANTICRISTO - L'ANTICRISTO PRETENDERÀ L'ADORAZIONE
L'ANTICRISTO PRETENDERÀ L'ADORAZIONE
Ma l'Anticristo che verrà non si ferma al semplice adorare questo dio. Man mano che il suo potere e la sua influenza crescono, anche la sua testa si gonfia proporzionalmente. Il suo orgoglio e il suo ego iniziano a espandersi fino a un'estensione quasi senza precedenti. Inizia a immaginare che anche lui sia dio. Arriva al punto in cui vuole essere adorato anch'egli. Sembra che, man mano che l'unzione del diavolo diventa sempre più forte nella sua vita, questo potere gli salga alla testa. Sperimentare l'autorità di Satana e persino sedere sul suo "trono" gli dà un'idea enormemente gonfiata di chi sia.
Così l'Anticristo inizierà a pretendere l'adorazione di se stesso. Leggiamo che l'uomo del peccato "si oppone e si innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato", fino a quando, infine, "siede come Dio nel tempio di Dio, mostrando se stesso che è Dio" (II Tess 2:4). Senza dubbio, l'auto-esaltazione è legata alla "bocca che pronuncia grandi cose" (Ap 13:5) e "parole pompose" (Dan 7:8). L'Anticristo, col tempo, si lascerà completamente trasportare dai suoi successi e dal suo seguito.
Alla fine, la sua opinione di sé si gonfierà a tal punto che bestemmierà l'Altissimo Dio, denigrandolo verbalmente e sfidando la Sua autorità. "Pronuncerà parole pompose contro l'Altissimo" (Dan 7:25). E: "Poi aprì la bocca in bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome, la sua dimora e quelli che abitano in cielo" (Ap 13:6). Questo si rivelerà un grande errore.
David W. Dyer
PREGHIERA PER UN DEFUNTO
PREGHIERA PER UN DEFUNTO
Dio nostro, davanti al quale i defunti vivono e in cui i santi trovano la felicità eterna, ascolta le nostre suppliche per il nostro fratello/la nostra sorella _____________, che è stato/a privato/a della luce di questo mondo, e concedigli/le di godere eternamente della luminosità della tua presenza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
PREGHIERA IN OCCASIONE DELL’ANNIVERSARIO DI UN DEFUNTO
Nel commemorare l’anniversario della morte di tuo figlio/tua figlia ___________, ti chiediamo, Signore, di riversare su di lui/lei la tua misericordia e di concedergli/le di partecipare al premio dei tuoi eletti. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Allontanati da questo sistema. Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti.
16 ottobre 2026
Misteri dolorosi di ottobre 2026
1 – Getsemani (Gat Šmānê)
Più vicino a Te, o Gesù che preghi, nostro Redentore, veniamo nel Giardino degli Ulivi a pregare e supplicare il Padre di concederci la grazia di rimanere saldi e caritatevoli fino alla Fine di questi tempi di collera, di disastri della dolorosa purificazione finale.
Gesù e Maria vi offriamo lo sconcerto che viviamo di fronte al disordine di tutta l'umanità che sembra precipitarsi nel male. Questi dolori indicibili nelle nostre viscere possono servire ad alleviare un popolo sbalordito che non ha identificato il suo male ma che viene a gridarlo essendo impotente di fronte ad esso?
In ginocchio con Te Salvatore degli Uomini vedo il futuro avvicinarsi che dobbiamo assumere poiché è ciò che abbiamo costruito nella nostra incoscienza.
La Chiesa, prima accusata, è perseguitata così come lo sono le autorità sane e ragionevoli. Il mondo, assediato e diretto dal male, diventando il giustiziere mostruoso, ha identificato la Chiesa e l'etica come l'origine del male che lo ha privato della sua libertà.
O Signore, i Tuoi Figli, disorientati e manipolati così, sono assetati di pace, ordine e Amore ma, vivendo nella perversione generalizzata, esprimono nella violenza e nella collera ciò che non sanno cercare non potendo identificarlo!
Nonostante la Tua costante Presenza tra noi, i Tuoi incessanti appelli: «Venite a me voi che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo», «Voi che avete sete, venite e bevete», essi non sentono, non ascoltano.
No, i torrenti di grazie non sono prosciugati, la Sorgente è stata deviata, bloccata. Tu sei lì Signore, ma essi non vedono, non lo sanno. Cercano altrove il loro sollievo, dove non esiste. Il nemico della loro anima ha acceso in loro il fuoco della corsa sfrenata dell'accusa e della distruzione.
Il deterioramento e la falsificazione, provenienti da queste autorità deviate, propagate nei loro valori imposti, deformano in questi figli la loro educazione e tolgono loro il senso del bello e del buono. Anche i più piccoli con gli sconsiderati seguono l'appello all'ecatombe!
Qual è questo olocausto? Tutti ne siamo le vittime! Mio Dio, mio Padre abbi pietà del Tuo Popolo. Apri gli occhi e i cuori, che questi figli, i nostri, siano Tuoi d'ora in poi e salvati. Sia fatta la Tua Volontà, mio Dio Misericordioso.
Ti rendiamo grazie per aver attenuato la violenza di questa guerra inevitabile. O Padre, Sovrano Maestro, nella Tua Protezione dacci il coraggio e la forza di seguire il Cristo Amore Infinito e di essere carità in tutto e per tutti. Siamo solo all'inizio di questa Passione che, crediamo, si rivelerà vittoriosa e, il male e la morte non saranno più. Cristo è Vincitore.
Pater Noster, Ave, Gloria
San Michele proteggici.
2 – La Flagellazione
La vergogna, la costernazione, la desolazione sono portate e subite solo da un piccolo resto. È l'omertà! È stata la lunga notte dei decreti, dei tradimenti, degli abbandoni, degli arresti, delle accuse, dei tradimenti, delle persecuzioni, delle intimidazioni, delle fughe che lasciano solo l'accusato/a innocente e impotente di fronte alla violenza così ben anticipata, preparata.
Già giudicato senza processo, l'accusatore, il giudice e il boia sono la stessa persona ma ben nascosta dai suoi partner che vi trovano vantaggi. L'accusato/a già dominato/a spogliato/a subisce l'assalto e l'umiliazione pubblicamente.
La prigione è a cielo aperto, la sentenza è prima di tutto di colpire e indebolire. Le testimonianze non sono che perversione di tutto e condanna in tutto. Essere boia è un mestiere e mercenario anche e lautamente pagato dal male, padrone della distruzione. Allora tutto si compie nelle regole stabilite, e qui ben applicate. Anche il decoro rispettato, sa mascherare la sofferenza dei sacrificati.
Mio Dio, mio Dio, la Chiesa è la prima bersaglio, assediata in distruzione per togliere più facilmente ogni speranza a tutti quelli della Creazione anche minacciati.
Parce Domine. Parce Populo Tuo.
Perdona Signore, Perdona al Tuo Popolo.
Accogli Dio d'Amore
La Tua Chiesa a brandelli.
Dio magnanimo e Infinitamente Buono, guarisci e lava, quelli dei Tuoi che con i loro atteggiamenti, i loro discorsi, e il loro egoismo nuocciono o non portano alcun aiuto continuando a sporcare e ferire più perfidamente l'opera del Tuo Cuore Sacro.
Le ferite provenienti da quelli che amiamo sono più virulente e lasciano tracce indelebili ai feriti. Questi stigma post-traumatici rimangono e segnano l'intera vita. Permetti Padre Eterno che alla sequela di Tuo Figlio il Cristo portiamo anche queste tracce in preghiere e sollievi per i nostri fratelli feriti. Insegnaci a perdonare come fa Tuo Figlio.
Pater Noster, Ave, Gloria
San Michele proteggici.
3 – L'Incoronazione di Spine
Da Te, mio dolce Gesù, questi accusatori si sono impossessati. Ti hanno esposto per umiliarti. Ti hanno ricoperto con questo mantello rosso della derisione e ti hanno incoronato colpendo la Corona di Spine per infiggerla, ferirti e deriderti.
In VERITÀ, questi accusatori hanno svelato la Tua DIVINA REGALITÀ. E, da sotto quella oltraggiosa corona, Tu li hai solo guardati con dignità offrendo loro la Tua Divina Misericordia e la pietà che imploriamo per tutti noi.
Gesù Salvatore, coloro che con Te desiderano rimanere in questi tempi orribili che sono gli ultimi, sperano di portare il Tuo Nome con umiltà e dignità per essere tra i radunatori di tutti i Tuoi figli nella Tua Divina Volontà.
Nelle piazze di raduno, nei luoghi sacri e nei luoghi popolari, si pavoneggia Barabba liberato, scelto e persino adulato.
La voce del popolo grida: nelle strade, nei raduni di quartiere o nelle case non protette. È l'anarchia che non ha altro da dire se non queste espressioni popolari svuotate del loro significato e persino delle loro idee.
Popolo, cosa vuoi? In questo, dove stai andando?
Parola di Gesù Cristo:
«I miei ambasciatori inviati a rappresentarmi hanno paura di indicare che conoscono la VERITÀ che SOLA può salvare.
Figli del Mio Sacro Cuore, sappiate che da qualsiasi luogo provengano, questi caduti per dominarvi, non possono affrontarmi, IO SONO qui per salvarvi.
Figli, attenzione, siete voi che li chiamate e già, ahimè, li servite. Vedete, se il male invade, è perché viene servito. Allora si insedia e distrugge.
Ritiratevi da questo sistema. Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti.
(Spiegazione di questa espressione: Il peccato mortale dà la morte dell'anima. Quindi la morte eterna è per coloro che scelgono l'odio. Rifiutando Dio si rifiuta l'Amore reale e Vivente in tutte le sue virtù. Rifiutare Dio è rifiutare la Vita e adottare la Morte eterna.
Impegnarsi nella guerra attuale contro il Bene non porta al militante altro che chiudersi definitivamente la porta della Fine dei Tempi su se stesso. La Morte sarà allora sepolta eternamente. Le tenebre sono il luogo dei caduti che in questi tempi della Fine cercano di distruggere l'uomo che ha il privilegio di essere con Dio secondo il suo libero arbitrio.)
Ascoltate il Mio Appello, la Mia Croce innalzata sul mondo è la Vittoria, essa è per voi pegno di Vita eterna.
Il Mio olocausto perpetuo vi sarà tolto nella forma dell'Eucaristia, la Comunione.
I miei figli, non si può togliervi la vostra anima, che è unica e appartiene a Dio, senza il vostro consenso. Non si può togliervi la vostra intimità con il vostro Creatore nella Comunione Spirituale né nelle vostre preghiere, né nella relazione filiale che durerà eternamente. Questa Comunione rimane la vostra forza, poiché soprannaturale, e il vostro cammino di Vita.
Gesù Cristo»
4 – La Salita al Calvario
Indebolita, a brandelli, oppressa, accusata ma rimasta fedele e resistente, la Chiesa, Popolo di Dio, cammina portando il peso della sua Croce che custodisce. Nei passi di Cristo, nulla e nessuno possono privarla di questo coraggio e di questa gioia di recarsi al Calvario, appuntamento di Luce e di Vita.
La nostra missione nella Sua missione rimane la stessa, si compie in questo ultimo raduno nonostante gli ostacoli che sono sempre esistiti.
Dio magnanimo è sempre con noi, le Sue direttive, insegnamenti e consigli ci mantengono nella Via retta, unica perfetta che raggiunge il suo obiettivo, l'Amore Infinito.
In questo cammino delle tribolazioni, abbiamo una tappa che, per il Suo Amore e anche per la richiesta di Maria Immacolata, alleggerirà il peso della nostra croce intima segreta: l'Illuminazione delle coscienze! Grazie, Gloria a Te Dio d'Amore e di Verità. Tu ci doni e ci faciliti ancora e sempre l'accesso alla Salvezza.
Tu permetti a ciascuno, dato il nostro libero arbitrio, di fare la scelta nelle opzioni di futuro che si offrono a tutti. Oh, Gesù, chi Ti conosce non può che amarti e seguirti per sempre.
Metti nel nostro cuore l'Amore dei Tuoi figli che Ti ha sostenuto a vivere la Tua Passione fino all'obiettivo fissato: riconciliarci al Padre Eterno e vivere nella Sua Promessa. Che la nostra determinazione sia allora collettiva in tutta la carità che Tu ci proponi: «amatevi gli uni gli altri come Io vi amo.»
La Tua montagna santa ci sembra alta e, caricati di questa Croce riparatrice, dubitiamo della nostra capacità di arrivare in alto, vicino a Te. Ma Tu Ti rendi accessibile. Anche il più piccolo, il più timoroso e più debole ritrova fiducia e forza quando guarda verso di Te.
In questo cammino ci liberiamo di tutte le cose che ci trattenevano:
– le nostre iniquità che Tu perdoni, mentre abbiamo tanto evitato questa liberazione;
– le nostre cose inutili che ci trattenevano e persino ci tiravano verso il basso;
– le nostre relazioni nocive che oggi creano il caos sulla terra.
Ti preghiamo Signore affinché questi rischi di caduta ci siano risparmiati!
Questa salita al Calvario è oscurata e, con il mondo, siamo intrappolati. La Croce di Cristo è aggredita, insultata e tutto è fatto per scoraggiarci. L'odio perseguita i figli di Dio. Ogni sorta di aggressione, paura, manifestazione cerca di deviarci dalla nostra fede attraverso tentativi di seduzione o minacce.
Signore Dio Creatore, tali malvagità non possono essere nel cuore dell'uomo creato per amare! Ti preghiamo "affinché tutti ritrovino la bontà che hai posto nei nostri cuori alla Creazione".
Vogliamo portare le nostre croci in Colei che Tu hai portato per salvarci, anche se nella nostra Chiesa diminuita, sfigurata, divisa camminiamo nel sentiero oscuro e minaccioso. Lo sappiamo, gli assalti contro il bene si intensificheranno, ma la Tua Croce ci sostiene, la nostra fede rimane in Te.
Non crediamo di dover scegliere:
– tra l'orgoglio che sfida tutto e l'umiltà che accetta il cammino di sofferenza che supera tutto;
– tra l'Amore e l'odio;
– tra la libertà di figlio di Dio e la libertà che offre il mondo;
– tra il Cristo dolce e umile di cuore e l'anticristo dominante che si impone.
No, il cristiano impegnato non vive
alcuna ambivalenza o indecisione.
Dio Solo è la Via, la Verità e la Vita.
Dio Solo è il primo servito.
Padre Nostro, Ave, Gloria
San Michele proteggici.
5 – La Crocifissione
È il sacrificio ultimo che Gesù Cristo fa della Sua vita, per permettere all'uomo empio di essere salvato, purificato, liberato dalla cattività nel male in cui è intrappolato; per ridargli la Vita Eterna che aveva perso.
L'Amore Divino è senza limiti, ci ha dato una Vita senza limiti. Quali Sofferenze Divine ci è valsa questa Vita Eterna! Quanto Amore riceviamo dal nostro Dio così buono, dolce e umile di Cuore!
L'uomo, che ama veramente Dio, vuole a imitazione di Cristo offrire la sua vita:
– apre le sue mani e lascia andare tutto ciò che non viene da Dio e tutto ciò che lo trattiene fuori dalla sua Salvezza;
– si lascia anche fissare alla Croce dai piedi che prenderanno solo la via del Cielo attraverso i luoghi (direttive) che il Padre gli dà;
– permette alla Corona di Spine di abbassare il suo orgoglio, di liberarlo dalle sue debolezze e di custodirlo nello Spirito Santo;
– come il Cristo, il cuore trafitto, offre la sua vita, per l'unità della Chiesa, Corpo di Cristo.
L'Olocausto è puro Amore, Offerta a Dio. L'Eucaristia è Azione di Grazia al Padre di tutto ciò che è ricevuto e dato reciprocamente.
"L'Amore è dare tutto
e donare se stessi."
Padre Nostro, Ave, Gloria
San Michele proteggici.
Maria Caterina dell'Incarnazione Redentrice, serva qualsiasi nella Divina Volontà dell'Onnipotente, Unico Dio.
La “Nuova” Guerra Fredda
Il Mistero dell’Iniquità
La Russia prepara la guerra contro gli Stati Uniti
La nuova Guerra Fredda è ormai in corso, mentre la Russia Sovietica si prepara a fare la guerra contro gli Stati Uniti. Il governo Sovietico ha notificato agli Stati Uniti che le sue manovre militari del febbraio 2004 erano semplicemente un’esercitazione, descrivendole come “parte dei tentativi di eliminare le minacce terroristiche, anche se si svolgono in uno scenario simulato di guerra globale, tipico della guerra fredda”.380
Ivan Safranchuk, a capo dell’ufficio Moscovita del Centro Informazioni della Difesa, ha affermato che “l’esercitazione segue i vecchi schemi, e provare a farla sembrare un’operazione anti-terrorismo è assurdo”.381 Un editoriale apparso sul Moscow Times afferma che “non vi è nulla da temere” se il Cremlino simula una guerra nucleare, ma che “quel che è più allarmante, è che i comandanti russi, malgrado non lo ammettano in pubblico …
continuino a ritenere possibile una guerra nucleare tra gli Stati Uniti e la Russia e che pertanto è loro compito pianificarla.
Sfortunatamente, la stessa cosa avviene con i comandanti americani.” 382 (enfasi aggiunta) Putin ha inoltre annunciato che alcuni missili balistici SS19 saranno operativi fino al 2030 – “non è un buon segno”, conclude Felgenhauer. La tensione continua a crescere tra i rivali della Guerra Fredda: “Le relazioni tra Stati Uniti e Russia”, afferma Vladimir Isachenkov, “sono peggiorate per via delle critiche russe all’intervento in Iraq, per le preoccupazioni degli Stati Uniti sulla deriva autoritaria presa dalla politica interna del Cremlino e per i tentativi della Russia di imporre la propria autorità sugli stati confinanti ex-sovietici.”383
Il 26 gennaio 2004, il Segretario di Stato americano Colin Powell ha lanciato un pesante avvertimento sulle “condizioni” della “democrazia” in Russia, dichiarando che “il sistema democratico russo, ci sembra, deve ancora trovare il giusto equilibrio tra i sistemi esecutivo, giudiziario e legislativo … il potere politico non è ancora del tutto legato alla legge.” Come direbbe Bill Clinton, “dipende tutto da cosa si intende per democrazia.”
Sergei Markov, direttore dell’Istituto di Studi Politici e Capo del Comitato Civico per gli affari esteri, nel suo saggio, The Future of Managed Democracy [“Il Futuro della Democrazia manovrata”], spiega che: “All’interno del Cremlino operano 3 gruppi distinti… nessuno di loro si oppone apertamente alla democrazia, ma ciascuno intende la democrazia a modo suo.” Markov spiega che “i Cekisti di San Pietroburgo [Putin è uno di questi] si sentono in dovere di riportare la Russia ai suoi antichi splendori… Sono tutti per la democrazia, a patto che questa li aiuti ad ottenere il proprio scopo: lo status di super potenza. Quando glielo impedisce, la democrazia deve essere aggirata.”384
Markov fa un altro esempio: “In certe occasioni questo implica la necessità di travalicare gli interessi di una minoranza arrivista – come nel caso di Mikhail Kodorkrowsky, che i cekisti consideravano una minaccia al benessere dello stato e che hanno neutralizzato.”
Kodorkrowsky veniva visto dai cekisti come “una minaccia al benessere dello stato” solo perché era una minaccia per loro, visto che finanziava i partiti dell’opposizione. Un altro esempio è Ivan Rubkin, a capo dell’opposizione, che venne rapito a metà febbraio e scomparve per qualche giorno. Al suo ritorno, visibilmente scosso, abbandonò la sua campagna elettorale contro Putin. Era un candidato presidenziale qualsiasi, ma aveva condotto la propria campagna contro Putin in maniera talmente veemente ed aveva articolato i suoi pensieri così bene, che venne percepito come una minaccia, e neutralizzato.
Markov continua. “Putin crede fermamente nel diritto. I propri nemici devono essere annientati, ovviamente, ma solo all’interno della legge.” Di nuovo, dipende tutto da cosa si intende per legge – Lenin la definiva “l’esercizio del potere assoluto limitato da niente e nessuno”. E’ questa “legge” leninista che la Russia Sovietica intende imporre con la forza a tutto il mondo.
Padre Paul Kramer
domenica 18 ottobre 2026
Quando sarete in me, scoprirete la mia Presenza.
Gesù: Figlia mia, vedi la tua presenza in me. Sono tanto amoroso di te! Oh! figli miei, quanto vi amo! Mi languisco di voi, prediletti miei. Figlia mia, scrivi questo sogno.
La Figlia del Sì (nella Divina Volontà): Io, sono nella presenza di Gesù.
Queste parole mi sono dettate da Gesù (che mi rammenta un sogno passato).
Gesù: Figlia mia, ti amo, tu che ti dai. Nel tuo sogno, sei seduta in una stanza, giochi “a sapere chi avrà a parlare”. Sei davanti a delle persone che ti ascoltano.
Sentono le tue parole che parlano di me ma non vogliono darci attenzione. Sei triste a causa di loro, non per te. Rimani calma.
Cambi stanza. Ci sono delle persone che amano sentirti, ma non mettono in pratica le tue parole. Tu le aiuti, ma non fanno sforzo; non insisti. Le aiuti a fare i oro lavori che consistono in mettere un oggetto nel loro armadio. I miei figli sono tristi; non capiscono perché vai ad un altro luogo.
Ci sono parecchie persone su un palco. È alto. Sei in mezzo a loro. Sono felici insieme. Aspettate che la cerimonia cominci. Una bella signora che tu vedi da dietro si trova sul orlo della balaustrata. È molto elegante nel suo atteggiamento; tutto in lei ti sembra puro. La sua veste è bianca, molto bianca. Tre nastri attaccati alla sua veste pendono davanti a lei e scendono fino al piano di giù.
C’è gente giù; aspettano che la bella signora parli. Tra loro si trovano tre uomini che sembrano essere gente importante; fanno parte della ceremonia. Ma tu sai che non sono buoni perché vogliono fare capitombolare la bella signora tirando su i nastri attaccati alla sua veste. Colgono i nastri e tirano. La signora sventa il loro complotto e i nastri sono distaccati senza che un solo movimento da sua parte sia percettibile. Sono cacciati dalla ceremonia.
Siete molto felici, siete nella gioia quando la cerimonia comincia. Ti svegli il cuore gioioso, dicendo a te stessa: “Era tanto bella, anche se non ho potuto vederla in faccia; la sua presenza mi colmava di gioia.”
Ti amo, figlia mia, di scrivere quello che ti detto con un tale abbandono all’Amore. Scrivi queste parole per i miei figli: “Amori miei, tutto questo è per farvi crescere. Tutto in me è amore. Figli miei, queste parole sono per ciascuno di voi.
Carissimi figli, vi amo. Amatemi, sono l’Amore. L’Amore vi ama.”
* * * * * * *
Gesù: Figlia mia, io, il tuo Gesù Amore, ti dico che questo sogno era una visione. Sono i figli fissati nelle loro occupazioni. Si rendono conto del cambiamento intorno a loro e chiudono gli occhi. Malgrado gli avvertimenti continui dalla mia santa Mamma, vostra Mamma, non vogliono vedere. Molti vanno a vedere la mia Madre nei luoghi santi. Alcuni scoprono l’abbandono nel loro cuore. Pochi ne approfittano. Ritornano alle loro abitudini.
Figli miei, è la vostra Mamma che è presso di voi. La vedete in voi dalle mie grazie. Sta là; siete presso di lei nelle vostre preghiere.
Il Maligno, il perfido Satana, questo vile nemico, fa tutto per impedirvi di pregare, sino a mostrarvi che il male esiste e che non potete niente contro il suo potere. Si crede il più forte e crede di avere questo potere.
Ma la mia santa Madre, vostra dolce Mamma, si serve delle vostre preghiere per sventare le sue trame. Sparge in voi delle grazie d’amore. Tutto adesso è in posto per la mia venuta.
Vi amo, io, Gesù amore, a causa del vostro abbandono nell’Amore. Figli miei, amatevi gli uni con gli altri. Il vostro Gesù Amore viene per dirvi che il vostro amore riscalda il suo Cuore, questo Cuore di misericordia per ciascuno di voi. Ve lo dico: “Chi crede in me ha la vita eterna.” Ti amo, figlia mia. Amen.
Anno 2000, primavera
Dalla Figlia del Sì a Gesù
Padre Pio di Pietrelcina, il primo Sacerdote stigmatizzato
L'avvocato Alberto Del Fante, bolognese, ex grado 33 della massoneria, scrisse questo libro dopo essersi convertito al confessionale di Padre Pio.
MIA CONVERSIONE AVVENUTA NEL NOVEMBRE 1930
In treno, partendo da Bologna per Foggia 1 novembre 1930, ore 1,30.
Non vorrei che tutto l'entusiasmo si convertisse in delusione. Quali sensazioni proverò io in presenza di questo Frate che vogliono fare apparire quasi divino? Coloro coi quali ho parlato, lo ritengono un Santo o un Messia, sarà costui dotato di un potere celeste o di un potere ipnotico!
Vari anni fa scrissi sull'«Italia Laica» di Firenze, alcuni articoli contro di lui, senza però conoscerlo, Lo ritenni allora un mistificatore, uno scaltro, che sapesse abbindolare la gente credula e facile all'entusiasmo.
La guarigione improvvisa, indiscussa e indiscutibile di mio nipote, mi ha fatto pensare e riflettere.
È mai possibile, mi sono chiesto più volte, che un «Uomo» possa avere tale potere, quando la scienza (coll'esse piccolo) ha affermato in modo positivo e assoluto il contrario? Fu una strana coincidenza, fu un miracolo, o non fu piuttosto un errore di dottori e quindi della scienza?
È mai possibile, che coloro che hanno appreso dall'osservazione dei fatti, dai libri e dai sommi Maestri che li hanno preceduti, possano aver sbagliato?
È certo e indiscutibile che mio nipote, da ammalatissimo è ritornato sano, vispo, allegro come prima.
Mistero? Miracolo? Non so, né posso spiegare questo rapido e radicale cambiamento in lui avvenuto.
Il fatto positivo della febbre esisteva, io l'ho controllato, è caduto sotto i miei sensi, colla vista, osservando il termometro, col tatto, toccando il suo corpo che ardeva dalla febbre e come me, suo padre, maggiormente interessato, e i miei parenti e due valenti ed illustri professori bolognesi.
Alla data esatta, pronosticata alcuni giorni prima, mentre la scienza lo aveva condannato inesorabilmente noi tutti abbiamo potuto constatare che era completamente guarito.
In treno - Porto S. Giorgio, ore 5,20.
Tutto è ancora buio, il mattino però è poco lontano,
Il treno ha ripreso la sua corsa, verso la Luce o verso il nulla? Non so, spero e dispero, vorrei e non vorrei, desidero che sia come deve essere e dubito che ciò non possa avvenire.
Fra cinque ore saremo a Foggia, forse a mezzogiorno a S. Giovanni Rotondo.
So che Padre Pio è un frate francescano, del Divino Poverello di Assisi ha la veste e l'ordine, ed anche il nome, poiché il suo vero nome di battesimo è Francesco, dicono abbia le stigmate, e il fascino meraviglioso. Lui pure ama gli umili e coloro che hanno bisogno di Luce.
Io sono completamente al buio, la vedrò io la Luce?
Siamo in otto che andiamo da Lui, esclusi due, forse tre, gli altri poco o nulla credono nella religione. Mi sovviene di un libro di Gigi da Budrio: «La vestale dello spirito», è un libro meraviglioso. La vestale è la preghiera ...
Misticismo il mio o cosa?
Non so, non posso scrivere, il treno va troppo in fretta.
Oltre Pescara, ore 7.
Da una parte il mare si confonde col cielo dello stesso colore, piccole nuvole si rincorrono fra loro, sono bianchi cirri e sembrano fiocchi di bambagia o bolle di sapone che bimbi fantastici e invisibili facciano volare nell'azzurro del cielo.
Dall'altra parte i monti degli Abruzzi, la Maiella con tutte le sue nevi svetta lontano e incanta col suo candore, sembra un monte di quarzo iridescente.
Pini, pini, pini che s'inseguono, come frati che abbiano il cappuccio sul capo, corrono a guisa di puledri maremmani e non si raggiungono mai, corrono alle falde di questo meraviglioso mare d' Abruzzo, verde e pieno di nostalgia nella sua solitudine maliarda. Sulle colline, gli olivi, i cari olivi sacri a Pallade, che vinse Vulcano nella gara, quando dovettero dare il nome ad Atene.
Il sole dapprima rosso come la fiamma, si è nascosto dietro le nubi, si è confuso con esse, sembra sparito, larghe strisce solcano il mare e la sua luce riflessa, si rifrange sull'acqua verde azzurra, donando una fantasmagoria policroma di luci e di colori.
Gallerie ... si entra nella terra, nel buio, nel nulla ... Ma la luce riappare, riappare la vita, poi nuovamente buio e nuova luce ancora; sono le alterne vicende del viver nostro, sorrisi e pianti, pianti e sorrisi, amore e dolore.
Costeggiamo il mare, lontano una nave appare ai nostri occhi.
Da dove verrà? Dove andrà? Come noi verso l'ignoto o verso la Luce?
Siamo giunti a Ortona a Mare.
Foggia - ore 11.
Ho dormito dopo Ortona, ero stanco, il mattino ha voluto sfiorarmi con le sue bianche ali... Morfeo ha vinto.
Attendiamo l'auto che ci porti a S. Giovanni Rotondo.
S. Giovanni Rotondo - ore 21.
Abbiamo finito di cenare ed ognuno si è ritirato nella propria camera. Io sono solo in una cameretta microscopica, con un piccolo letto, un tavolino. Da una parte un piccolo altare con alcune immagini, sopra un quadretto della Madonna vi è una fotografia di Padre Pio.
In questo paese tutti hanno un culto per Padre Pio, quando lo nominano, sembra che dalle loro labbra sfiori una preghiera; aspetto rozzo, ma cuore gentile hanno questa gente.
Padre Pio ... mistificatore o Santo? Ancora non lo so. L'ho veduto e da Lui mi sono confessato questa sera; alle 17 entrammo nella piccola chiesa del Convento del Gargano. (Vedi tavola N. 9).
Questo Gargano, mi dicono, assomigli ai monti della Palestina… È un monte pietroso, senza alberi, senza vette, senza neve.
È un monte di passione. mi ricorda il Sabotino, freddo, brullo, tremendo, terribile nella sua mole e nel suo squallore.
Nella piccola chiesa, umile, modesta, povera, non ho notato neppure una cassetta per le elemosine.
Padre Pio era là, mi sembrò che non ci avesse veduti, ma deve averci sentiti. È un frate qualunque ... Dava la benedizione. Chinai il capo, ma non sempre lo tenni basso, volli vederlo in viso, quando sollevava l'Ostensorio, sentii in me quasi il desiderio di sfidarlo. Se Tu sei potente per davvero, mi dissi, annientami, fammi male, dammi una prova del tuo potere. Nulla ho provato ... È un frate qualunque.
Quando lo rividi in sacrestia, mi parve adirato e seccato per la gente che voleva baciargli le mani ricoperte da due manopole, dicono nasconda le stigmate.
Parchè Egli nasconde tali segni? Le stigmate non sono un male, quindi non debbono essere tenute celate, sono fenomeni di isterismo o di autosuggestione, che la scienza riconosce e spiega.
Poco dopo, chi ci aveva guidati lassù, andò a pregare il Padre perché desideravamo confessarci. Ci apparve tremante, umile, modesto, buono, pareva soffrisse assai.
Ci confessammo noi uomini, io fui il quarto. Mi sono confessato raccontando ogni cosa, ma senza entusiasmo, senza fede; mi pareva di essere di fronte ad uno dei soliti preti.
Solo una cosa Costui ha di diverso dagli altri. Egli sa tutto. Egli conosceva e sapeva i miei peccati; mi disse che io aveva appartenuto ad una società che riconosce Dio, ma che non ama i suoi ministri.
Chi può avergli detto ciò? Forse colui che ci accompagnava? Non credo, non posso credere che ciò fosse.
Dicono che tutti quelli che vanno da Lui dubbiosi e tristi tornano felici, che gli increduli tornano credenti. Sarà, io non ci credo.
Io nulla ho chiesto per me e per la mia famiglia, nessun bene materiale, l'ho pregato solo di donar mi la pace dello spirito, l'ho pregato di darmi la Luce.
- L'otterrai, - mi rispose - se persisterai nell'amare Dio.
Dio, Dio - gli dissi - e perché non mi illumina, Padre? Perché non mi fa credere, perché non vuole che io sia un buon cristiano? Non mi rispose come volevo, la sua risposta mi parve simile a quella delle pitonesse delfiche, cioè ambigua, sibillina, bisense.
Seppi che a tutti noi uomini aveva data la stessa penitenza, non la trovai giusta. Mio nipote non poteva avere commesso peccati uguali ai miei.
Non sono rimasto soddisfatto, per me è tutta una mistificazione, esaltazione, eccitazione dello spirito o di menti malate. Non è vero nulla di quanto vogliono far credere, arrivo a dire che è una specie di Rasputin.
Ad ogni modo prima di addormentarmi, farò la penitenza, dirò le mie orazioni con fervore, mi proverò a dirle con fede …ma ci riuscirò?
A domani il resto delle mie impressioni.
Posso affermare che non ho sentito né profumo, né altre impressioni che potessero sembrarmi divine; anzi a proposito di profumo, mi parve che odorasse di tabacco intensamente.
Non ho visto alcuna luce, né aureola, né stigmate, né altro che possa convincermi. Forse era buio nella piccola sacrestia ... solo ... solo ... sì debbo essere sincero e dire tutto, quando mi diede la assoluzione, il suo viso mi apparve come illuminato, risplendente, diafano, meteorico.
Mi toccai per sentire se il tatto non mi tradiva. No, mi dissi appena uscito: è un uomo come gli altri, forse più furbo, più intelligente, più attento osservatore dello stato d'animo dei fedeli che a Lui vanno per avere quello che un altro più ignorante di Lui non può dare ... A domani...
Avrà indovinato che io sono stato massone, forse dal complesso dei miei discorsi, perché abbiamo ragionato a lungo, durante la confessione, di filosofia e di uomini che, pur non avendo la fede, hanno la coscienza che li guida. Parlammo di S. Agostino, di Spinoza, di Cartesio, di Stuart Mill, di Spencer, di Darwin, e dei filosofi moderni.
Io, Padre, - gli dissi - ho sempre indirizzato, le mie azioni al bene e se alle volte la «bestia trionfava sull'uomo», la mia coscienza mi diceva: «fai così... non fare questo ... fai quello ...», la fede io non l'ho mai avuta, ciò non pertanto sono sempre stato onesto. Onesto? anche quando ...? e mi disse cose che non poteva sapere.
Strane coincidenze ... non può sapere, non può ... se lo potesse, sarebbe un Dio ... e se fosse un inviato dal Cielo? Basta, vado a dormire.
S. Giovanni Rotondo - 2-11-30, ore 13.
Alzatomi stamane per tempo, mi sono fatto la barba, perché non volevo fare la Comunione con la barba lunga, per rispetto a Dio, poi mi sono preparato spiritualmente al Divino Sacramento.
Ci siamo inerpicati sul Gargano, poiché la chiesuola ove vive Padre Pio, dista due chilometri dal paese, due chilometri che si fanno senza alcuna fatica, mi pareva di avere le ali ai piedi.
Entrati in chiesa, un altro frate diceva la Messa. Durante la funzione, costui fece una predica, in cui fra le altre cose disse che: «bisogna amare il prossimo anche se ci fa male», citò l'esempio di S. Linda, che perdonò all'uccisore del proprio padre.
Padre Pio era in confessionale, confessava le donne.
Andò una giovinetta che era con noi e con lei fu benigno. È una bimba innocente e buona, nulla poteva trovare di male in lei, andò poi una signora... la vidi accostarsi al confessionale e dopo poco ritornare. Non poteva essersi confessata, seppi poi che l'aveva rimandata perché non si era preparata spiritualmente, ci volle l'intercessione di una terza persona, perché questa signora potesse fare la confessione e avere l'assoluzione. Con lei fu severo.
Poi venne la Messa.
Chi ci aveva guidato lassù, ci assegnò i posti, io fui collocato di fianco all'altar maggiore, ero il più incredulo e dovevo avere il posto migliore per assistere al gran Mistero.
Di là assistemmo ad uno spettacolo meraviglioso, la parola è profana, ma vera.
Padre Pio cominciò la Messa.
Non era il solito prete che dice la Messa, ma un'anima in pena che compiva il rinnovamento della passione di Cristo con devozione, con spiritualità, come fosse permeato da una ispirazione divina.
Le stigmate apparvero a tutti. Padre Pio solo durante la Messa si leva le manopole.
Le mani bianche, quasi ceree, facevano risaltare maggiormente le divine piaghe rossastre e sanguinolenti. Nessuno di noi fiatava, non si udiva né il solito stropiccio di piedi, né il rumore di sedie smosse, tutti avevano l'animo sospeso. Mi parve che un coro d'angeli lontano lontano osannasse al Signore.
Durante il «Memento», Padre Pio stette immobile in una posizione ieratica e solenne, mi sembrò ispirato da Dio, mi parve che attendesse che l'Ostia consacrata divenisse davvero il corpo di Gesù e quando l'introdusse in bocca divenne sublime, etereo, transumano. Era simile al divino figlio di Dio sceso sulla terra per la redenzione degli uomini.
Era meraviglioso, era diverso da tutti noi che lo circondavamo muti, attoniti.
Bisogna vederlo per averne un concetto esatto, descriverlo esattamente è impossibile.
Suggestione? No, lo affermo sulla mia parola d'onore e sulla testa delle mie creature, che amo come un vero padre deve amare coloro ai quali donò la vita.
Mi diedi dei forti pizzicotti nelle cosce fino a provarne dolore.
Cartesio disse: «Cogito ergo sum», io ripetei fra me stesso un simile apoftegma e mi dissi: «se io provo dolore ... sono ... esisto ... vivo ... sento ... percepisco, non sono suggestionato, né ipnotizzato». Si ripeteva in me il fatto di S. Tommaso, credevo e dubitavo e dubitando volli come lui mettere la mano sulle piaghe divine.
Quando feci la Comunione, potei osservare, essendomi posto in una posizione un po' infelice per il Padre, poiché doveva allungare id braccio e scoprire totalmente la mano, potei osservare, ripeto, il foro dal quale usciva il sangue bene detto e profumato.
Sentii in tutto il corpo un fremito, e un'onda di dolcezza mi invase. Mi sentii felice come mai nella mia vita lo fui, come lo sono ora che scrivo di Lui.
Feci la Comunione con devozione, direi quasi con fede.
Affermo che, dopo la prima Comunione, quella di stamani è stata la Comunione più vera che io abbia fatta.
Finita la Messa, andammo in sacrestia e mentre Egli si levava gli indumenti sacri, prima ancora che si rimettesse le manopole, io gli baciai la mano sinistra, sulla quale vi era la sacra stigmata. Fui il secondo a baciargli la mano, dopo di me tutti gli altri presenti mi seguirono. Ci sorrise e mi sorrise, e quel sorriso io lo vedo e lo sento ancora in me, riempiendomi di letizia.
Uscimmo di chiesa.
Il sole risplendeva gaiamente indorando la natura che là, pur essendo brutta, mi parve tanto bella.
Novembre sembrava maggio.
Alcuni maialini e alcune mucche brucavano l'erba, il guardiano ci disse che attendeva Padre Pio per la benedizione delle bestie. Durante questa, fatta sullo spianato della chiesa, io potei fare due fotografie, che mi auguro siano riuscite.
Poi ci salutò tutti ad uno ad uno donandoci un santo, io gli chiesi la grazia per il buon parto di mia moglie.
- Quello sì, quello sì - mi rispose - Dio ha detto: crescete e moltiplicate, Dio ama chi crea.
Ci benedisse tutti e ci ammonì a perseverare. Era allegro e parve contento di noi. Scendemmo tutti felici.
Impressioni? Le dirò, ho narrato meticolosamente ogni cosa.
Bologna - 5-12-30 - ore 23.
Ho atteso più di un mese per scrivere le mie impressioni, perché volevo che queste non fossero affrettate, un mese nel quale la carne e la materia più volte hanno voluto far capolino e ricondurmi sulla via di un tempo, un mese in cui la bestia lottava sbuffando contro l'uomo e tentava con la sua forza brutale di vincere lo spirito.
Ho lottato ed ho vinto ... sì ho vinto. Il piacere, la lussuria, la seduzione, mi sono apparse in mille aspetti diversi e lusingatori. Ho lottato piangendo di rabbia per la mia debolezza, poi ho sorriso di gioia per la mia vittoria.
Ho parlato del Padre con amore, senza esaltarmi, senza che il mio spirito critico mai mi abbandonasse, ho parlato di Lui con chi non lo conosce, e molti hanno creduto, ho parlato con chi lo conosce e non si è meravigliato del mio mutamento.
Padre Pio è amato da tutti i buoni, da tutti coloro che vogliono indirizzare la loro vita verso la via del bene, verso la tranquillità dello spirito, verso l'amore.
È Egli un uomo, mi sono chiesto, o un Dio?
È un uomo perché come tutti gli uomini soffre i dolori fisici di questa terra, ma degli uomini non ha i difetti, non è umano in vece quando in Lui avviene il fenomeno della bilocazione, quando legge il pensiero nostro, quando da vicino o da lontano guarisce gli ammalati.
Mio nipote sta bene, sta benissimo, non è mai stato bene come ora. Un'altra mia parente, pure essa un tempo ammalata, ora è guarita perfettamente; altre persone, potrei fare i nomi, sono pur esse guarite.
Debbo io negare i fatti ai quali ho assistito, che ho visto coi miei occhi, toccato con le mie mani?
Un ammalato di epitelioma (cancro alla lingua), malattia inguaribile, era degente in uno dei nostri ospedali. I medici nulla potevano fargli per guarirlo. Un'immagine benedetta da Padre Pio, posta sotto il suo cuscino a sua insaputa, bastò per salvarlo.
Non sono storie o ciance da donnicciole, sono fatti palmari indiscutibili e controllabilissimi, vivono ancora i dottori qui in Bologna, vive il miracolato, e con lui vivono a centinaia quelli che hanno potuto ottenere del bene.
Il Padre, come Cristo, riceve nella piccola chiesuola semplice e modesta tutti coloro che a Lui vanno con intendimento di bene.
Da Lui sono andati in incognito anche dei potenti, ed Egli li ha conosciuti senza che essi glielo dicessero, ma certe cose per ora non si possono dire: si diranno fra breve.
Chi è andato da Lui ed era cattivo, è ritornato buono, chi non amava ha imparato a declinare la divina parola «amore», i massoni sono ritornati cattolici, i protestanti sono diventati cristiani, chi bestemmiava Dio e gli uomini; ha amato e Quello e questi, chi non sapeva che volesse dire «fede», è ritornato credente ... ha mutato vita.
Padre Pio è uomo, Padre Pio è il tramite fra la Divinità e noi. Vicini ne subìte il fascino, lontani lo sentite sempre vicino, Egli vi consiglia, vi aiuta, vi guida, vi dirige, vi trattiene.
Non sono né un esaltato né un anormale, sono un uomo che ha veduto e avendo veduto ... crede.
Credo ... ecco la divina parola che da tanto tempo non ho pronunciato.
Credo ...
E chi mi ha fatto credere è stato Colui che perde ogni giorno dalle sue stigmate, alle mani, ai piedi, al costato come Cristo, più di un bicchiere di sangue al giorno.
Il prof. Festa di Roma, vivente, nel 1920 fu inviato dalle superiori autorità ecclesiastiche, per controllare le stigmate del Padre. Dopo vari accertamenti, eseguiti con perizia somma e dapprima con spirito ostile, dovette ammettere che le cinque lesioni erano vere e proprie lesioni anatomiche dei tessuti, le cui strane caratteristiche anatomo-patologiche, stillano continuamente sangue e siero sempre rutilante e profumato.
ALBERTO DEL FANTE








