martedì 4 agosto 2026

Sappiate che è il Prezioso Sangue di Gesù la vostra armatura contro ciò che insidia subdolamente il vostro desiderio di pace e di santità.

 


Nostra Signora delle Sierras



 (Maria)

Miei cari figli,

desidero che perseveriate con fermezza nella preghiera. Dovete mettere da parte i desideri mondani e immergervi nell’unione con il Mio Divino Figlio — poiché tutto il potere necessario per sconfiggere il male che si avvicina risiede nelle Sue sante Mani. Man mano che vi avvicinate sempre più ai nostri cuori, vi esponete allo sguardo scrutatore del vostro mondo, permeato dal fetore del peccato. Sappiate che è il Prezioso Sangue di Gesù la vostra armatura contro ciò che insidia subdolamente il vostro desiderio di pace e di santità.

Venite alla Sua fonte di misericordia e di perdono. Figli miei, non abbiate paura, poiché dalla vostra paura emerge l’orgoglio che vi allontana dalla presenza guaritrice di Gesù nel sacramento della riconciliazione. Sappiate che è a Gesù che vi rivolgete — Colui che sa tutto di voi eppure attende pazientemente che riconosciate dentro di voi tutto ciò che corrompe la vostra anima e vi svia. Cercate la Sua Divina Guarigione, figli miei, poiché Egli desidera ardentemente riportarvi al Suo cuore.

Pace e amore.

11 novembre 1997


MARIA DEBELLATRICE DELLE ERESIE

 


Maria nel X secolo  


    Il Cardinale Baronio, e con lui molti scrittori cattolici descrivono il secolo decimo come un'epoca in cui l'abominevole entrò nel Tempio di Dio. Ecco ciò che scriveva il Baronio: «Comincia l'anno di Redenzione novecento, col quale si inizia il secolo decimo; secolo che, per la sua sterilità del bene, può chiamarsi di ferro, per l'abbondanza del male, può dirsi di piombo, e tenebroso per la scarsità di scrittori» (Baron. Annal. Eccl. ad anno 900).

Però lo scrittore avverte subito che Dio ha permesso tali cose perché si tenga presente che la sua Chiesa ha per fondamento, non la parola dell'uomo, ma quella di Gesù stesso, di cui sta scritto: «Verba mea non transibunt».

    E quali furono questi mali?

1) RILASSATEZZA TRA IL CLERO. In realtà, le condizioni della Chiesa Romana erano molto turbate:  Diaconi,  Sacerdoti  ed  anche  Vescovi  non  si  attennero  strettamente  alle  regole ecclesiastiche del celibato. Di qui, scandali e corruzione anche tra i laici, specialmente in Germania, nella Gallia, in Inghilterra e in Italia.

Le condizioni morali di Roma e dell'Italia, fecero scrivere a Papa Silvestro II: «Roma mi dà la visione dell'Italia; e i costumi dei romani inorridiscono il mondo» (Epist. n. 16).

2) SIMONIA. La simonia è una convenzione di una cosa sacra con volontà cattiva di ridurre ad un valore economico ciò che non può avere; e quindi di ricavare un vantaggio materiale da un elemento spirituale...

Nel secolo decimo la simonia ebbe molta diffusione. Principi, Signori, Vescovi e Superiori Ecclesiastici  vendevano  posti  lucrosi  delle  Diocesi,  cercando  di  arricchire,  per  potersi comprare un buon posto nella Chiesa. Le dignità più eminenti erano occupate spesso non da chi meritava, ma da chi meglio pagava!

Quanto male ne venisse alla Chiesa da questo mercimonio, non è facile poterlo descrivere!

3) INVESTITURE ECCLESIASTICHE FEUDALI. Le investiture ebbero origine da Ottone I, detto  Magno,  (861-873)  coronato  Imperatore  da  Giovanni  XII.  Questo  Ottone  I  aveva promesso di difendere i diritti della Chiesa: e di fatto restituì i territori che le erano stati usurpati. Ma poi, preso dalla smania di dominare, si assunse l'autorità di eleggere Vescovi, Abati e gli stessi Pontefici Gregorio V, Papa Tedesco, ne è una prova). Affidava ai Vescovi e agli Abati anche il governo delle città dove dimoravano, dando loro una posizione civile influentissima nella società; e questo per assicurarsi una maggiore fedeltà dei sudditi, per cui si avevano Vescovi ed Abati più secolari che Chierici, più assorbiti dalle cure civili che dagli interessi della Chiesa.

    Era questa la peggiore servitù della Chiesa: vedersi negata la libertà persino nella elezione dei Vescovi e dei Papi. Di qui lotte e forti dissidi tra gli Imperatori e i Romani Pontefici, tanto che Ottone I giunse a deporre Papa Giovanni XII e sostituirlo con l'antipapa Leone VIII. Vescovi, Abati e Prelati Ecclesiastici, per l'investitura dei fondi che ricevevano, mediante la consegna del Pastorale e dell'anello, dovevano prestare giuramento di obbedienza nelle mani dei Principi. (Mauri. Lez. Eccl. P. I. p. 403 e segg.).

   Questi erano i mali da cui era afflitta la Chiesa, mali veramente gravi, nel secolo decimo. Però sarebbe ingiustizia non riconoscere, anche in mezzo a tante rovine, il gran bene che si diffondeva all'intorno: virtù, scienza, ottime istituzioni, riforme e specialmente le conquiste dei popoli barbari alla fede.

Si ebbero molti Santi: S. Dunstano Arcivescovo di Canterbury (975-978) che, unitamente ai Vescovi Santi Osvaldo ed Etelwaldo, fece prosperare le sorti religiose d'Inghilterra. Per suo mezzo sorsero cinquanta nuove Abbazie, compresa quella di Westmister. Si ebbe pure S. Alberto, primo Arcivescovo di Praga, che tanto si adoperò e soffrì per estinguere in Boemia le usanze pagane del paese, ed esiliato in Prussia, morì nel 997.

Anche il movimento Missionario fu intenso. Nel 967, in Polonia, i Missionari riuscirono a distruggere gl'idoli: così pure tra gli slavi e gli ungheresi. In Russia, fino dal 927, la Regina Olga,  favorendo  i  Missionari,  cooperò  a  fare  entrare  in  quelle  terre  il  Cristianesimo.  In Germania,  le  Sante  Principesse  Matilde  madre,  e  Adelaide  sposa  di  Ottone  Magno, moltiplicarono i Monasteri. Dottissimi e Santi uomini, come S. Brunone di Colonia, Burcaro di Worms e non pochi Vescovi, compirono tali riforme da rendere la Germania un centro di civiltà. Così si dica della Francia e dell'Italia.

Una lode speciale va data ai Monaci Benedettini, tanto benemeriti della letteratura e della civiltà cristiana del secolo decimo, i quali attesero con tanto zelo alla istruzione del Clero e del popolo, da formare in Germania e in Francia veri fari di luce e di vero progresso.

Anche in Italia,  quantunque  funestata da continue guerre, invasioni  e devastazioni,  non mancarono ottimi Vescovi, Santi e buoni scrittori. Fra questi, ricordiamo il francese Attone, Vescovo di Vercelli, e il Belga Roterio, Vescovo di Verona.

Di qui appare che il giudizio del Baronio, di chiamare il secolo decimo «secolo di ferro», non sia vero in modo assoluto, ma solo relativo, cioè rispetto ai secoli precedenti o successivi. Certo è che il bene compiuto in mezzo ai pericoli di quel tempo, ha del prodigioso, e non si spiega senza ricorrere ad un soprannaturale intervento. Ed in questo intervento, dopo Dio, dobbiamo ammettere la potente intercessione della gran Madre di Dio.

Gli storici, infatti, affermano che nel secolo decimo il culto alla Beatissima Vergine Maria ebbe uno sviluppo tutto particolare, specialmente per le molte chiese costruite in di Lei onore, sia nell'Oriente che in Occidente. (Pighi. Hist. Eccl. To. II. p. 178).

La devozione alla Madonna in quel tempo ha veramente del prodigioso!

Al secolo decimo è  attribuito  l'Inno «Ave, Maris Stella...», sebbene  non se ne conosca l'autore. Ma in quell'Inno furono compendiati proprio i mali dell'epoca, e insieme si nota una insistente supplica alla Vergine perché intervenga a difesa della Chiesa.

Si segua un momento l'ispirazione di questo Inno. 

Anzitutto, vengono ricordati i gloriosi titoli che rivelano la grandezza di Maria, specialmente la sua Divina Maternità: «Ave Dei Mater alma...!». Poi si fanno presenti gli errori, la rilassatezza del Clero ecc. e si prega perché la Madre di Dio porti luce a tanti accecati dall'errore: «Profer lumen caecis...». L'anima pia, contemplando le dolorose piaghe che feriscono la Chiesa, nella sua tristezza, supplica la Vergine Benedetta che dissipi i mali ed ottenga ogni bene: «Mala nostra pelle, bona concta posce...». Viene altresì ricordata la corruzione dei costumi, e la Chiesa scongiura la Madre di Dio, perché, purificate le menti, renda tutti umili e casti: «Nos culpis solutos, mites fac et castos...».

Chi non vede qui l'ardente desiderio del bene e lo slancio fervoroso dell'anima, intenta ad intercedere presso il trono della Madre di Dio il trionfo del bene, la vittoria della Chiesa?

Non meno interessante è ricordare qui la pietà e la devozione a Maria SS. ma del popolo russo.

La Russia di Kiev ricevette il cristianesimo nel secolo decimo; non perché prima di allora non lo conoscesse, ma solo per dire che nel secolo decimo era già definitivamente stabilito. S. Giovanni  Damasceno, S. Andrea di  Creta  e S. Germano di Costantinopoli avevano già chiaramente insegnato al popolo russo i misteri della vita e del fine della Sempre Vergine, in occasione di feste Mariane...!

 «Bisogna leggere le forme liturgiche di quel secolo per averne un'idea. Non si finiva un Divino Ufficio, senza lodare la Vergine: «Santissima Madre di Dio, salvaci...!». A cui il coro rispondeva: Te più onorabile dei Cherubini ed incomparabilmente più gloriosa dei Serafini; Te, che senza corruzione partoristi il Verbo di Dio; Te magnifichiamo quel vera Madre di Dio». Nelle feste dedicate alla Vergine, tutte le strofe di ogni inno erano in onore della Deipara. Nelle Messe, la Vergine era ricordata ed invocata una quindicina di volte.

    «Presso i fedeli russi si riteneva che la loro preghiera non avesse valore se non era appoggiata  dalla  preghiera  della  Vergine.  I  testi  che  confermano  questa  verità  sono numerosissimi. Ne citiamo alcuni: Guarda a noi, o celebrata Madre di Dio, illuminando i nostri cuori  oscurati,  o  Purissima:  Tu puoi  quanto  vuoi,  essendo  Madre  del  tuo  Creatore, ed esclama a quelli che ti pregano: Io sono con voi e nessuno contro di voi. Non cesseremo, o Deipara, noi indegni di parlare della tua potenza; infatti se tu intercedendo non pregassi per noi, chi ci avrebbe liberati da tante miserie? Chi ci avrebbe custoditi liberi fino ad ora? Non ci ritrarremo da Te, o Deipara, poiché tu salvi sempre i tuoi servitori da ogni affanno». (Rivista «Unitas» Gen. Feb. 1959. P. Stef. Virgilns. S. J.).

   Questo  culto  pubblico  e  privato  reso  alla  Benedetta  fra  tutte  le  donne,  giustificava l'appellativo dato alla Russia di «Casa della Madre di Dio». Quando il Cardinale Pitra, famoso Patrologo e cultore delle antichità cristiane, visitò la Russia nel 1859, ebbe a dire: «Un popolo così devoto di Maria non può andare perduto».

    Non diversamente affermò Pio XII quando rivolse la sua parola ai popoli della Russia: «Quando s'interpone il Patrocinio della Vergine, le porte dell'inferno non possono prevalere». (Pio XII, Act. Apost. Sed. 1950, p. 510).

    E' pure del secolo decimo udire i buoni cattolici, invitati ed istruiti dalla Chiesa, ripetere spesso  l'invocazione  a Maria,  formando  intere  corone  del  saluto  «Ave, Maria»:  né  mai cominciavano la giornata, né la terminavano senza ripetere più volte «Ave, Maria»: che anzi vi erano molti che santificavano ogni loro azione con questo breve saluto: «Ave, Maria». (Mislei. S. J. «La Madre di Dio») (1).

    Da tutto questo, quale potrà essere la nostra conclusione? Molto semplice. Alla Madre di Dio non si ricorre mai invano! E Se dopo quarant'anni di dittatura comunista, e l'intensificata lotta antireligiosa, la Religione Cattolica non è stata distrutta in milioni di anime russe, questa è già una vittoria che si deve attribuire alla intercessione della Vergine Madre di Dio. La permanenza della Religione cristiana in Russia, la intangibile santità della Chiesa Cattolica in mezzo ai disordini, sono legate alla pietà e all'amore verso la Madre di Dio, la quale, come nei secoli passati, così per i secoli futuri, sarà sempre la debellatrice di ogni errore e di ogni eresia.

   Terminiamo questo capitolo con le belle parole di Tommaso da Kempis: «Si rianimino i devoti della Madre di Dio ad invocare la Beatissima Vergine. Nel dire Ave, Maria, satana atterrito sen fugge, e con lui tremano le schiere d'inferno. Nel dire Ave, Maria, si dilegua la tristezza, ed inaspettata si presenta la letizia al cuore dell'abbattuto. Ave, Maria, e svanisce qualunque  torpore,  cresce  la  devozione,  germina  la  compunzione,  sorge  la  speranza, aumenta la consolazione. Sì, voglio ripetere l'intero saluto a Maria, e quante sono le creature in cielo e in terra si uniscano a me a ripeterlo: Ave, Maria, gratia plena, Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui». (Kemp. Opera Omn. ed. III. p. 500).

P. AMADIO M. TINTI 


DIO SOLO VEDE TUTTO (Estasi)

 


Oscurità e angoscia sono i soli frutti che spettano a coloro che esprimono giudizi su cose che non li riguardano. Dio solo vede tutto. Egli ha tutta un'eternità per giudicare. E l'uomo, che vive solo un minuto, ha la sfrontatezza di giudicare.

Da parte del Nostro Signore devo dirvi come nasce un tale comportamento distorto. Noi crediamo di possedere più capacità di giudizio che non il confessore, la priora o i superiori. Il ramo ritiene di possedere in sé più forza dell'albero stesso.

Conservate la carità e Dio vi conserverà. Se ricoprite una carica di responsabilità avete anche la corrispondente grazia. Ma se non avete nessuna responsabilità, chiudete gli occhi. Non dite: «Questa è opera della colomba e quella del serpente». Il futuro porterà tutto alla luce.

Beata Mirjam di Gesù Crocifisso


Io vi salverò dagli orrori del vostro mondo.

 


Figlia Mia prediletta, quelli cosi ansiosi di dimostrare il loro amore per Me molto spesso sperimentano una disperazione nelle loro anime che li fa sentire privi del Mio amore. Questo può essere talmente inaspettato da lasciare l’anima in un tale stato di abbandono che essa si sente come se non potrà mai riprendersi da sentimenti di impotenza e mancanza di fede. 

Non abbiate paura, figlioli. L’abbandono è qualcosa che sentirete quando siete vicini a Me. Ho provato lo stesso abbandono, mentre ero sulla terra, da parte del Mio amato Padre. Mi sono sentito perduto e solo, quando, più volte, ho provato a comunicare con Lui. Questa è una dura prova che si dovrà soffrire quando si è veri credenti in Dio. E’ il modo in cui Satana vi trascina via, così che dopo un po’- egli spera – voi smetterete di cercarMi e ricadrete nelle abitudini mondane che vi delizieranno senza riuscire a soddisfarvi. 

Non sapete che la preghiera può far sì che questo non accada? Non vi rendete conto che permetto questo per il vostro bene, e come parte della vostra formazione per guadagnare una forza spirituale che viene raggiunta solo attraverso quest’abbandono? 

Le vie di Mio Padre sono difficili da comprendere per voi, figlioli. Abbiate solo fiducia in Me, il Vostro Gesù, e invocateMi per concedervi le grazie necessarie per combattere con Me per salvare i vostri fratelli e le vostre sorelle. Essi devono essere salvati dai piani malvagi pianificati nel vostro mondo da quei poteri che cercano di controllarvi attraverso le molteplici cose di cui avete bisogno per sopravvivere. 

Ricordate, figlioli, che Io sono così vicino a tutti i Miei seguaci che, quando l’Avvertimento avrà luogo, il Mio esercito si solleverà immediatamente per diventare un potente avversario di satana. 

La speranza, figlioli, non deve essere mai perduta. 

Io vi proteggerò dagli orrori del vostro mondo che è allo sbando totale causato dalla mancanza di fede nel Mio Eterno Padre. 

Tutto questo sta per cambiare quando il mondo testimonierà la prova di cui ha bisogno per accettare l’esistenza di Dio Padre. 

Il Vostro Gesù, 

Salvatore dell’Umanità. 

30 Novembre 2011


LA PROVVIDENZA È AMORE DI DIO

 


MESE A DIO PADRE


INTRODUZIONE - L'ordine che ammiriamo nella natura, le sue bellezze meravigliose, la sua continuità sempre antica e sempre nuova per la forza giovanile che la conserva e la rinnova, rivelano e proclamano la Provvidenza piena d'Amore di Dio Creatore. Dopo averle create, Dio non ha abbandonato a se stesse le sue creature: chi ama resta vicino, resta fedele. Per amore, Dio resta vicino con la sua onnipotenza creatrice, conservatrice e rigeneratrice; resta fedele: non dimentica, non trascura, non distrugge, né permette che altri distrugga. Neppure l'uomo, oggi, col suo potere tecnico e scientifico, talvolta terribile, riuscirà mai, nei suoi furori d'odio o per sbaglio, a distruggere neppure una goccia d'acqua; potrà trasformare, violentare, inquinare, sciupare, come un bambino fa col suo giocattolo, ma non potrà mai distruggere, né rovinare la natura oltre il limite che Dio può tollerare, nel suo amore per le sue creature e per l'uomo stesso. Anche la storia umana, talvolta orribile e buia, progredisce sempre, non regredisce mai, anche quando ai contemporanei sembra fare brutti passi indietro, segue un filo, tesse una trama a volte invisibile o sottile o complicata per chi la vede mentre si fa, ma sempre in modo progressivo e provvidenziale; e i cristiani sanno che tutti i fili della storia s'intrecciano in vista di un progetto finale, già abbozzato con la Creazione, la Redenzione e l'Apocalisse.

MEDITAZIONE BIBLICA - Poi il Signore Iddio piantò un giardino in Eden, ad oriente, e quivi pose l'uomo, che aveva formato: e il Signore Iddio fece germogliare dal suolo ogni specie di alberi piacevoli di aspetto e buoni a mangiare. ( ... )

Il Signore Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché ne fosse il custode. (Gen. 2, 8-15) Con la sua parola il Signore ha fatto le sue opere, e le creature obbediscono alla sua volontà. Dio ha disposto nell'ordine, le meraviglie della sua sapienza, poiché egli è prima dei secoli e per tutti i tempi; non gli si può aggiungere né togliere nulla né ha bisogno del consiglio di alcuno. Quanto son belle tutte le opere sue! (Eccl. 42 e 43)

CONCLUSIONE - Godiamo gioiosamente di tutti i beni che la Provvidenza del Creatore mette a nostra disposizione, dal sorgere del sole allo spuntar delle stelle; e attraverso la meraviglia che destano in noi salga la riconoscenza e l'adorazione. Godiamo della natura senza violentarla, senza sciuparla, senza inquinarla e, quasi, con religioso rispetto. Contrastano scandalosamente con la Provvidenza, piena d'amore, la nostra superbia, l'abuso della libertà, l'ignoranza, l'accidia e la pigrizia e la sfacciata pretesa che Dio regoli a nostro comodo ogni evento, per esempio, che piova sul nostro campo quando vogliamo noi, che il sole splenda ardentemente quando noi ci prendiamo le vacanze al mare e che anche l'acqua potabile ci piova, per così dire, nel bicchiere e in tavola. Il cristiano e anche l'uomo moderno sanno che bisogna essere collaboratori di Dio: lavorare, trasformare, derivare, scavare nuove sorgenti, di beni e di energie, inventare, conoscere e studiare per meglio usare; non temere la sovrapopolazione ma piuttosto l'ignoranza e l'irrazionalità e l'egoismo nella promozione e distribuzione dei beni. Insomma ogni cristiano, ogni uomo, ogni società ben organizzata dovrebbero prendere coscienza di essere un dito, una mano della Provvidenza e dell'Amore di Dio.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene, perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.

Preghiamo insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.

INTENZIONI - Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle, per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere, godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.

(Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più bisognosi.

Te lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen.


Io spero in te!



Spero in te, Signore, con la certezza che la mia speranza non può essere delusa.

Spero in te, perché la tua potenza non conosce limiti e supera tutto ciò che posso immaginare.

Spero in te, perché il tuo amore mi avvolge da ogni parte, e domina il passato, il presente, l'avvenire.

Spero in te, perché hai promesso di darmi tutto, e la tua fedeltà mantiene ogni promessa.

Spero in te, perché hai cominciato a realizzare in me queste promesse, e posseggo già ciò che spero.

Spero in te, perché venendo ad abitare in me, mi hai dato tutte le tue ricchezze.

Spero in te,.non soltanto per me stesso ma per tutta l'umanità, alla quale offri la felicità suprema di possederti. Spero in te per la tua Chiesa, nella convinzione che progredirà nel corso dei secoli fino al compimento della sua missione nel mondo.

Spero in te per tutti gli uomini, chiamati a condividere la tua vita, il tuo amore, la tua gioia divina.

Rendi la mia speranza più ferma, più profonda, più desiderosa di perfezionare lassù l'intima unione cominciata quaggiù!


Coloro che credono che Dio non punirà i malvagi, non Lo conoscono affatto.

 


CASTIGHI

Mia amatissima figlia, è giunto il momento in cui il Mio Eterno Padre cancellerà dalla faccia della terra, l‟imperfezione che fa spargere le tenebre sopra le anime degli uomini. Egli punirà il malvagio e accoglierà tra le Sue Sante Braccia coloro che difendono la Vera Parola di Dio. I Suoi angeli si lanceranno in un gran turbine, e con potenti falci taglieranno alla radice tutti i mali che devastano le anime degli uomini, affinché il mondo possa essere di nuovo puro. 

Abbiate timore dell‟Ira di Dio, poiché quando Egli sarà spinto ad una tale rabbia, gli uomini tremeranno di paura. Coloro che credono che Dio non punirà i malvagi, non Lo conoscono affatto. Le loro voci, forti e fiere, che riempiono la terra di falsità, così come coloro che si ritengono degni di godere di grande favore agli occhi di Mio Padre, ma che poi maledicono il mite fra il Mio popolo, saranno strappati dal suolo e subiranno il più grande castigo mai più riversato sull‟umanità dal tempo del grande diluvio. 

Gli angeli di Dio scenderanno e, con una falce nella mano destra, divideranno la pula dal grano. Coloro che maledicono Dio saranno messi a tacere; coloro che diffamano il Figlio dell‟Uomo saranno messi a tacere; coloro che contaminano il Suo Corpo vagheranno nella confusione, persi e disorientati, prima di essere gettati nella desolazione. 

L‟Amore di Dio non è stato ricambiato mentre la Sua Misericordia è ormai stata respinta. Le anime ingrate, i cui occhi sono saldamente fissati sul perseguimento dei propri piaceri e che per tale motivo sono determinate a compiere degli atti in diretta opposizione alla Volontà del Signore, sperimenteranno le sofferenze del castigo di Dio. Qualcosa che somiglia ad una cortina di lampi, rovescerà fuori, un potentissimo sconvolgimento sulla terra, simile ad una grande tempesta, che sarà avvertito in ogni parte del mondo. 

Coloro che conoscono la Verità non avranno alcun timore, poiché saranno i tenaci testimoni delle promesse contenute nella Sacra Scrittura, in vista della Grande Tribolazione a venire. Ma, coloro che hanno tagliato Dio al di fuori della loro vita, come se si trattasse di un arto del proprio corpo, non si renderanno conto delle conseguenze derivanti dal fatto di aver maledetto Dio, se non quando ormai sarà troppo tardi. 

Voi, che Mi avete tradito, soffrirete di più. Voi, che nell‟errata convinzione di rappresentare Me, avete „scagliato la prima pietra’ contro gli altri, non avrete nessuno a cui rivolgervi ed ovunque voi cercherete di nascondervi, verrete trovati spogli, privi di qualsiasi cosa per nascondere la vostra vergogna. Vi dico questo, in quanto la pazienza del Padre Mio si è esaurita e sul campo di battaglia ora si configureranno due eserciti: quello formato da coloro che sono per Me e quello di coloro che sono contro di Me. 

Pregate per ottenere la Misericordia di Dio. Coloro i quali flagellano il Mio Corpo sappiano questo: Voi potete pensare che Io possa essere spazzato via dalla Mia Casa, ma questo sarebbe un grave errore da parte vostra. 

Allontanatevi da Me, perché voi non Mi appartenete. La stessa malvagità sarà la vostra rovina poiché, attraverso la fedeltà nei confronti del maligno, vi siete tagliati fuori dal Mio Glorioso Regno. 

Il vostro Gesù. 

6 Novembre 2014

lunedì 3 agosto 2026

È accaduto davvero: L'Oceano si è fermato davanti a Lui - i documenti storici


 

Il mio dolore è tale che sudo sangue e acqua.

 


Un messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo a J.V.


Nostro Signore Gesù Cristo parla:

Scrivi, figlio mio. Sono qui nel giardino del Getsemani, dove soffro davanti al Padre mio per tutti i vostri peccati. Il mio dolore è tale che sudo sangue e acqua, e la causa principale di tutto ciò – che rattrista il mio Cuore Preziosissimo – è l’ingratitudine dell’uomo.

Sono così pochi coloro che ricordano la Mia Vita, le Mie Sofferenze, la Mia Totale Donazione di Me Stesso al Mio Santo Padre per tutti. Sono così pochi coloro che scavano nel proprio cuore e cercano di portarmi con sé; sono così pochi coloro che cercano di fare riparazione, non solo per i peccati degli altri, ma per i propri peccati; sono così pochi coloro che sanno dimostrare agli altri l’Amore che vi ho insegnato mentre ero sulla Terra e lasciare il Mio Esempio per i secoli a venire.

Questo è stato il mio dolore più grande, e chiedevo a Dio Padre: «Padre, a che servono tante manifestazioni d’Amore, tanta sofferenza, tanto dono di Noi stessi, se ancora così tante, tantissime anime andranno perdute?

Come vorrei afferrare ogni anima e mostrarle gli eccessi d’Amore, trasformandola in incenso da offrire al Padre Celeste. Ogni anima mi costa così tanto! Eppure devo rispettare la vostra volontà, anche quando vorrei costringervi, attraverso l’Amore, a tornare a Me.

Perdete così tanto quando Mi abbandonate e non ve ne rendete conto, nonostante i tanti sforzi che compio, nel corso delle vostre vite, affinché torniate a Me.

Vi offro tante opportunità nel corso della vostra vita per ritrovare le vostre anime. Vi invio consigli attraverso i Miei sacerdoti, vi offro momenti di riflessione attraverso gli scritti, mando i Miei Angeli a mostrarvi il sentiero che vi riconduce alla vostra Casa, la Mia Casa. Metto l’amore e la tenerezza nelle piccole braccia che si aprono e dicono “papà”, “mamma”, affinché i vostri cuori possano essere mossi verso l’Amore più grande, che è il Mio. Cosa ne fate di tutto questo? Trovo cuori di pietra, cuori chiusi al vostro Dio, cuori che non desiderano donarsi al loro Creatore. Vivete sulla Terra per diffondere il Mio Santo Nome a TUTTE le creature, il vostro unico comandamento, potrei dire, ma invece vi riempite di egoismo, vivete solo per voi stessi e Io divento parte delle vostre vite, anche solo per un istante della vostra esistenza, quando vi rivolgete a Me ogni volta che le cose si fanno avverse. È in quei momenti che volgi lo sguardo verso di Me, ma il più delle volte non con un’umile supplica bensì con un ordine pieno di orgoglio; eppure, anche allora, ti concedo ciò di cui hai bisogno nella Divina speranza che tu Mi riconosca in quelle circostanze e che tu prenda coscienza che il tuo Dio non ti dimentica MAI, Mie creature.

Io, il vostro Signore e Dio, continuo e continuerò ad aspettarvi e a donarmi a voi, affinché possiate tornare a Me. Datemi ciò che potete, che provenga dal vostro cuore, e Io lo accetterò con grande affetto per alleviare l’immenso dolore della Mia Agonia e della Mia Passione Dolorosa.

Ma ricordate una cosa, voi da cui non ho ricevuto alcun segno di gratitudine e di amore: non chiamatemi ingiusto alla fine della vostra vita, né tantomeno durante di essa, perché Io, il vostro Dio, mi sono donato completamente a voi, fino all’ultima goccia di sangue, e mi sono lasciato umiliare come nessuno è mai stato umiliato, e mi sono lasciato tormentare come nessuno nella storia dell’umanità è mai stato tormentato. Ho amato in modo smisurato e voi, figli Miei, cosa mi avete dato in cambio?

Quindi non chiamatemi ingiusto; eppure, purtroppo, lo sento dire costantemente dai Miei figli.

Miei piccoli figli, venite a Me, il vostro Salvatore, e Io vi porterò in splendidi giardini e campi dove il Mio Amore vi colmerà per sempre. Non serbo rancore; attendo solo il vostro pentimento e il vostro ritorno al Mio Cuore. C’è spazio per tutti e perdono a sufficienza per tutti i peccati, anche quelli che considerate estremamente gravi. Il Mio Prezioso Sangue può purificare ogni cosa poiché Io, e le Mie Opere, siamo Onnipotenti, mentre voi e le vostre azioni, buone o cattive che siano, siete infinitamente piccoli.

Vi amo profondamente; tornate a Me con cuore umile e contrito e Io vi rivestirò di una tunica bianca e vi porterò nella Mia Dimora Celeste per vivere per sempre, uniti, per tutta l’eternità.

2 giugno 1998 


TRATTATO DELLO SPIRITO SANTO

 



Gerarchie e ordini degli angeli. Una moltitudine senza ordine è la confusione: tale non può essere lo stato de­gli angeli. « Tutte le opere di Dio, dice l’Apostolo, sono ordinate; » o, come è scritto altrove: « Dio ha fatto tutte le cose in numero, peso e misur’a, » cioè dire con ordine perfetto.4 L’ ordine è la prima cosa che ci col­pisce nel mondo materiale. 1/ ordine produce l'armonia, e l ' armonia suppone la mutua subordinazione di tutte le parti dell' universo. Dal  canto suo  questa  armonia rivela una causa intelligente che l ' ha creata e che la mantiene.

Senza  dubbio  la  stessa  armonia  deve  esistere  per quanto è possibile più perfetta nel mondo degli spiriti, archetipo  del  mondo  dei  corpi  e  capo  d’ opera  della sapienza creatrice.  La subordinazione, per conseguenza la gerarchia degli esseri che la compongono, è dunque la legge del mondo invisibile, come è la legge del mondo visibile. Tali sono l'insegnamento della fede e l'affer­mazione invariabile della ragione.

Ora secondo 1' etimologia delle parole ; La Gerarchia è un sacro principato. 1 Principato significa a un tempo il  principe  stesso  e  la  moltitudine  posta sotto i suoi ordini. Di qui derivano bellissime conseguenze che man­dano una viva luce sull' ordine generale dell' universo e sul governo particolare della Città  del bene. Dio es­sendo il  creatore degli angeli e  degli  uomini  non  ha rispetto  a sé  che una sola gerarchia della quale egli é il supremo gerarca. Lo stesso é rispetto  al Verbo  in­carnato. Re dei Re, Signore dei Signori,  a cui é stata data ogni potenza  in  cielo e  in terra,  egli  è  il  su­premo gerarca degli  angeli e degli uomini e per con­ seguenza della Chiesa trionfante e della Chiesa militante.

Pietro, come Vicario del Verbo incarnato è il supremo gerarca della Chiesa militante in virtù di quelle parole divine :  Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore. Dal canto suo poi Pietro ha stabilito altri gerarchi, i quali essi pure hanno  stabilito  rettori subalterni, incaricati di dirigere le  diverse  provincie  della  Città  del  bene. Ciononostante tutti non formano che una sola e mede­sima gerarchia, poiché tutti  militano  sotto uno stesso capo,  Gesù Cristo.1 Vedremo tra poco che la gerarchia angelica è il tipo della gerarchia ecclesiastica, tipo essa stessa della gerarchia sociale.

Se consideriamo il principato nei suoi rapporti  con la moltitudine, chiamasi gerarchia V insieme degli es­seri soggetti ad una sola e medesima  legge.  Se  essi sono soggetti a leggi differenti formano delle gerarchie distinte,  senza cessare di far parte della gerarchia, ge­nerale. 2 Cosi vediamo in uno stesso reame e sotto uno stesso re delle città governate da differenti leggi.3 Ora, gli esseri non sono soggetti alle stesse leggi, se non perchè hanno la stessa natura e le stesse funzioni. Resulta da ciò che gli angeli e gli uomini non avendo né la stessa natura nè le stesse funzioni,  formano  delle gerarchie distinte; risulta altresi che tutti  gli angeli non avendo le stesse funzioni, il mondo angelico si divide in parecchie ge­rarchie.

Che gli angeli e gli  uomini formino delle gerarchie distinte, la ragione e la prova è nella perfezione rela­ tiva degli uni e degli altri. Questa perfezione è  tanto più grande, quanto gli esseri partecipano più abbondan­temente  delle perfezioni di  Dio.  Come  creatura pura­ mente  spirituale,  Y angelo  ne  partecipa  più  dell’ uo­ mo.  Infatti  T angelo  riceve  le  illuminazioni  divine nell' intelligibile purità della sua natura, mentre l’uomo le riceve sotto le immagini più o meno trasparenti delle cose sensibili, come la parola ed i sacramenti.

L’ angelo è  dunque  una  creatura  più  perfetta  del- r  uomo, e deve  per  conseguenza formare una diversa gerarchia. Inoltre siccome vi  è gerarchia,  vale a  dire ordine di subordinazione nel mondo angelico, è evidente che tutti  gli angeli non ricevono ugualmente le divine illuminazioni. Yi  sono  dunque  degli  angeli  superiori agli altri. La  loro  superiorità  ha  per  fondamento  la cognizione più o meno  perfetta, più o meno universale della verità.

« Questa conoscenza, dice san Tommaso, segna tre gradi negli  angeli;  imperocché essa  può  essere  riguardata sotto un triplice rapporto.

« Primieramente, gli angeli possono vedere la ragione delle cose in Dio, principio primo e universale. Questa maniera di conoscere è il privilegio  degli  angeli  che si accostano più a Dio, e che secondo la  bella  parola di  san Dionigi, stanno  dentro il suo  vestibulo.  Questi angeli formano la prima gerarchia.

« In secondo luogo possono essi vederla nelle cause universali create che appellansi le leggi generali. Que­ ste cause sono multiple, la conoscenza è meno precisa e meno chiara.  Questa maniera di  conoscere è la dote della seconda gerarchia.

« In terzo luogo, possono essi vederla nella sua appli­ cazione agli esseri individuali,  in tanto che essi dipen­ dono dalle loro proprie cause, o dalle leggi particolari che le reggono. In tale modo conoscono gli angeli della terza gerarchia.1

Vi sono dunque tre gerarchie tra gli  angeli  e  non sono che tre : una quarta non troverebbe posto. Di fatti queste tre gerarchie  hanno  la  loro  ragione  d’ essere nelle tre maniere possibili di vedere la verità: in Dio, nelle cause generali, nelle cause particolari, vale a dire dome parla il sublime areopagita, nella vita più o meno abbondante della quale godono gli angeli che le com­ pongono. 1

La rivelazione ci scuopre altresi in ciascuna gerar­ chia tre cori o ordini differenti. Chiamasi coro ovvero ordine angelico, una certa moltitudine di angeli, simili tra loro per i doni della natura e della grazia.2 Ogni gerarchia ne racchiude tre non più che tre. Più sarebbe troppo; meno, non basta. Infatti ogni gerarchia compone come un piccolo stato. Ora ciascuno stato possiede ne­ cessariamente tre classi di  cittadini  nè  più  nè  meno. « Per quanto sieno numerosi,  dice san Tommaso, tutti i cittadini di uno stato si riducono a tre classi, secondo le tre cose che costituiscono ogni società bene ordinata: il principio, il mezzo e il fine. Perciò noi vediamo in­ variabilmente tre ordini tra gli uomini ;  gli  uni  sono al primo  grado, ed è l'aristocrazia ; gli altri all’ultimo, cioè il popolo  gli altri tengono il mezzo, e quest’ è la cittadinanza.

Monsignor GAUME


Il miracolo compiuto dalla Madonna di Monserrate in compagnia di Gesù Bambino

 


Il miracolo compiuto dalla Madonna di Monserrate in compagnia di Gesù Bambino 


ECCO IL GRANDE MIRACOLO


Il 21 marzo dell'anno 1515, mentre un uomo si recava in pellegrinaggio a Nostra Signora di Montserrat, nei pressi di Barcellona, gli si fecero incontro tre ladroni che gli tagliarono la testa. Dopo tre giorni, passò di lì un cavaliere e la testa gli parlò dicendo: "Torna indietro, o cavaliere, va' a Barcellona a informare la giustizia e a chiamare un sacerdote per confessarmi". Il cavaliere tornò a Barcellona per avvisare la giustizia e le persone che potevano occuparsi della questione, e tutti vennero. Quando furono vicino al morto, la testa parlò loro chiedendo la confessione e, dopo che il cadavere fu confessato e assolto, la testa parlò di nuovo a tutti i presenti dicendo: "Cercate nel mio corpo, nella zona del cuore, tra il corpetto, dove troverete una preghiera di Gerusalemme che in futuro porterà il nome di Preghiera di Nostra Signora di Montserrat e del Bambino Gesù, poiché entrambi hanno compiuto un così grande miracolo, ammirato da tutti, facendomi risorgere e non morire senza confessione; perciò sarà tolta dal mio corpo e venerata affinché non vada mai in sepoltura. Così chiedo a tutte le creature che vorranno ottenere la gloria e la grazia di questa preghiera di portarla sul petto se sono donne, e di recitare un'Ave Maria al mattino quando se ne ricorderanno, e quando pregheranno durante la Messa tra l'Ostia e il calice; ma tutto sarà fatto con molta fede e devozione".

La casa in cui si troverà questa Preghiera sarà preservata in pace, non sarà bruciata; l'uomo e la donna saranno grandi amici e i loro figli ben educati e felici nei loro affari; se andranno in guerra non saranno vinti né feriti e saranno liberi dalla giustizia e da false testimonianze e da cattive tentazioni.

L'Angelo San Michele li assisterà nell'ora della morte e San Pietro aprirà loro le porte del cielo per vivere nella gloria eterna.

Amen. (P.N.A.M.)


Nell'anno 1715, un uomo che navigava al largo della Normandia, di nome Pietro di Nazareth, fu catturato dai pirati, derubato e gettato in mare con una trave legata al collo; tuttavia, poiché portava con sé questa Preghiera di Nostra Signora e del Bambino Gesù, lottò per sei giorni contro le pesanti onde del mare senza mangiare e senza bere, e vedendosi già molto stanco, si ricordò della sacra Preghiera di Nostra Signora di Montserrat, recitò un'Ave Maria e si salvò; dopo otto giorni poté già lavorare e andò a portare a Nostra Signora una grande promessa.

Miei cari figli, sappiate che le ferite che Nostro Signore Gesù Cristo ricevette nel suo Santissimo Corpo furono cinquemilaquattrocentocinquantacinque, e per questo vi dico che chi se ne ricorderà e pregherà qualche Padre Nostro e Ave Maria, io libererò dal Purgatorio l'anima di suo padre e di sua madre, e dei suoi parenti, e perdonerò tutti i loro peccati e godranno di tutti i beni della Beatitudine di Nostro Signore Gesù Cristo.

Amen (P.N.A.M.)


Perché Maria ci dà la grazia di portare con pazienza e con gioia le croci

 



IL SEGRETO DI MARIA 


Non è detto che colui, che per mezzo di una vera devozione ha trovato Maria, sia libero da croci e da patimenti; al contrario! Egli, anzi, ne è assalito più di chiunque altro, perché Maria, essendo Madre dei viventi, dà a tutti i suoi figli pezzi dell'Albero di Vita, che è la Croce di Gesù; bensì, se da una parte Maria taglia loro delle buone croci, dall'altra ottiene loro la grazia di portarle con pazienza e perfino con gioia; di modo che le croci che Ella dà a quanti le appartengono, sono piuttosto canditi o croci candite anziché croci amare; ovvero, se per qualche tempo sentono l'amarezza del calice che bisogna bere necessariamente per essere amici di Dio, la consolazione, poi, e la gioia che questa buona Madre fa seguire alla tristezza, li anima incredibilmente a portare croci ancor più pesanti e più amare. 

di S. G.M.Grignon di Monfort 


Preparatevi a vincere con me. Questo, però, sarà possibile solo con la conversione di ognuno.

 



Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace


Cari figli, questo mondo potrebbe essere un mondo di pace, ma il peccato non lo permette! Non è così perché ciascuno contribuisce a far aumentare il peccato di giorno in giorno: così satana è contento e io, figli miei? Come mi sento? Immaginate! So che la vittoria sarà mia, ma ora voglio dirvi: preparatevi a vincere con me. Questo, però, sarà possibile solo con la conversione di ognuno. Se risponderete al mio appello, mio Figlio darà a ciascuno una grande ricompensa. Mi siete cari, figli miei. Rimanete nella pace.

16/01/1988


L'AMORE DI DIO HA CREATO BENI PER TUTTI

 


MESE A DIO PADRE


INTRODUZIONE - Nella Bibbia la creazione intera è ammirata e goduta con commozione come una profusione di beni che l'Onnipotente ha imbandito per tutti.

I cieli e la terra, con le miriadi di meraviglie e di beni che contengono, sono per l'uomo, per ogni uomo. Egli è un minuscolo essere, che nasce nudo, debole e di breve vita, tanto che non arriva a conoscere e a godere tutto, ma l'immensa « eredità » della terra e dei cieli è sua. Per poca che l'uomo si guardi attorno e consideri, avverte dentro di sé, per intelligenza e volontà, che un potere di signore e dominatore gli è stato dato, sente di poter disporre delle piante e degli animali, dei pesci e degli uccelli e degli stessi mondi luminosi che gli danzano sul capo, nel firmamento. Ma egli ne rimane anche sorpreso e commosso e, se non fosse deformato da tristi e corti pensamenti, adorerebbe estasiato l'Amore divino, immenso e gratuito. Purtroppo, qui, sentiamo anche più acute le ingiustizie della terra, che ci limitano e ci ostacolano il possesso e il godimento di tanti beni disponibili per tutti e di tutti; ma di chi la colpa? di chi ha imbandito il banchetto della Natura o di chi, partecipandovi, ne monopolizza posto e doni? Le ingiustizie possono venire da chi è donatore volontario, generosissimo e imparziale? non vengono forse da chi è povero e tende, perciò, all'egoismo, all'accaparramento prepotente?

MEDITAZIONE BIBLICA - O SIGNORE, Signor nostro, quanto è grande il tuo Nome per tutta quanta la terra: hai posto sui cieli la tua magnificenza! (...)

Quando contemplo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che i hai disposto, che cos'è l'uomo, ché ti ricordi di lui o il figlio dell'uomo, ché ne debba aver cura? Eppure tu l'hai fatto per poco da meno di Dio, l'hai coronato di gloria e maestà, gli hai dato il dominio dell'opera delle tue mani, ogni cosa hai posto sotto i suoi piedi (... )

O Signore, Signor nostro, quanto è grande il tuo Nome per tutta quanta la terra! (Salmo 8) CONCLUSIONE - Il dominio e il potere dell'uomo sul creato non dovrebbero insuperbirlo, ma renderlo più buono, lieto e riconoscente. Quando con una macchina dominiamo e sfruttiamo a nostro vantaggio le energie della natura, quando gustiamo un grappolo d'uva o un bicchiere di vino, quando uscendo al mattino ci sentiamo rinascere con un sorso d'aria pura e fresca, quando godiamo per un bagno di luce e di calore al sole o contempliamo un panorama sereno e suggestivo, dovremmo sentirci tutti un po' santi e poeti, per cantar riconoscenza a Dio. E ognuno di noi, nell'ambito delle sue possibilità, deve operare per combattere le ingiustizie sociali e la fame e far cessare la schiavitù del bisogno, della miseria, della dipendenza dal ricco e dal potente. Ogni uomo abbia, per giustizia e amore, il godimento dei beni che gli spettano per « eredità naturale » da Dio, nella creazione; a meno che non voglia lavorare.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene, perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.

Preghiamo insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.

INTENZIONI - Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle, per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere, godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.

(Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più bisognosi.

Te lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen.


Imprimi il tuo Volto in me, Signore

 


Imprimi il tuo Volto in me, Signore perché il Padre vedendo Te in me ripeta: "Tu sei il figlio che amo". E perché chiunque mi incontra veda una scintilla del Padre.

Imprimi il tuo Volto in me, Signore, perché possa essere testimone della tua luce e della tua bontà, e dell'infinita tenerezza che hai per ogni creatura.

Imprimi il tuo Volto in me, Signore, perché io possa essere un segno del tuo amore per i piccoli e i poveri, per gli ammalati e gli esclusi.

Imprimi il tuo Volto in me, Signore, perché sia io una Sindone vivente che porta in sé i segni della tua morte e Risurrezione.


L’Universo sarà nelle mani di Maria che lo porterà a Gesù.

 


Sono Gabriele.

Sarete sempre nell’amore del Signore nostro Gesù Cristo: Lui vi manderà la manna dal Cielo e nulla vi mancherà nel suo grande amore.

Myriam e Lilly, questi “scritti” sono del Cielo e sono come una manna per voi che dovete curare in carità e amore tutti coloro che sono lontani dal Signore Iddio; non abbiate nessuna paura, niente verrà a mancare a chi è nell’amore del Padre.

Perciò, care figlie del Cielo, siete in una situazione governata dal Padre Onnipotente, Colui che vi generò e vi amò da sempre, Colui che per il Suo grande amore si sacrificò per darvi la salvezza. Sarete luce fra le genti, sarete amore e carità per tutti coloro che non vogliono convertirsi al Padre celeste; voi, nella Sua grande misericordia, sarete messe in una situazione di amore, e tutti vedranno amore: amore, amore, amore.

Lui è il nostro Creatore e vi manderà l’amore e lo Spirito Santo per avere la fede che ancora vi manca, quella certezza infinita che solo Lui può imprimere nei vostri cuori e nella vostra mente.

Abbiate sempre la fede in Cristo Gesù, camminate a testa alta, nessuno può ferirvi con i suoi commenti; le genti dal cuore duro presto saranno toccate nei loro cuori dal Signore che li ama. Non abbiate paura per i vostri figli, carità e amore sono in loro perché Gesù è con loro.

Gesù, il Re dei re offre al Suo popolo la promessa dell’amore infinito: avrete pane, avrete acqua, avrete la vita eterna; nel Paradiso c’è posto per tutti coloro che vogliono seguirmi; con Me sarete al sicuro, nulla vi nuocerà, nulla vi mancherà come promesso.

Sarete con Me nel Paradiso voi tutti che avete fame e sete di Me e sarete saziati e sarete una spirale che, anello dopo anello, si congiungerà alla Terra promessa. Sarete nell’Universo come Gesù vi ha promesso.

L’Universo sarà nelle mani di Maria che lo porterà a Gesù che lo benedirà e sarà una nuova Terra e sarà un nuovo mondo; sarà tutto celestiale, tutto sarà pace e amore immenso.

Sarà pace e amore infinito per tutti coloro che sono nell’amore di Dio.

La guerra non verrà mai più e sarà amore e gioia immensa. Credete a Me, carità e amore regneranno per sempre.

Mai più sofferenza, mai più il dolore della morte, perché la morte non verrà mai più. Io vi dico: la morte è stata vinta da Me, non sarà mai più tormento, né sofferenza.

Il Signore dice: Io Sono l’unico e vero Dio dell’amore e vi condurrò dove amore infinito vi attende. Figlie Mie, dite alle genti: Io Sono, e: Io Sono sta per tornare fra di voi. Questo è quello che dovete dire, altro non serve.

Io Sono il solo ed Unico vero Dio e sto per essere nuovamente fra di voi; come Maestro e Salvatore del mondo sarò con voi molto presto e sarà festa in Cielo e sulla Terra perché voi Mi vedrete nella Mia grandiosità divina.

26 gennaio 2003


Dio Padre: Non lasciate che nessun uomo tra voi ignori la Mia Giustizia.

 


CASTIGHI

Mia carissima figlia, amateMi e sappiate che Io amo e curo teneramente tutti i Miei figli. Sappiate comunque, che dovete temere la Mia Giustizia. Non lasciate che alcun uomo tra voi ignori la Mia Giustizia, poiché essa si scatenerà come una tempesta terrificante e spazzerà via le anime di coloro che rifiutano la Mia Misericordia. 

La Mia Collera è sconosciuta a molti, ma sappiate questo: Se un uomo che Mi conosce bestemmia contro lo Spirito Santo, Io non potrò mai perdonarlo. Nulla può, né potrà mai cambiare questo fatto, perché un tale uomo ha scelto il suo destino e non ci potrà mai essere una riconciliazione. L‟uomo che si pone davanti a Me e giustifica la soppressione della vita, sappia che Io prenderò la sua stessa vita. Se un uomo vende la sua anima a satana, Io non posso riconquistarla, perché egli diventa un tutt‟uno con il maligno. Se un uomo che parla nel nome di Mio Figlio, Gesù Cristo, distrugge le anime di coloro che sono Miei, sarà cacciato lontano da Me per l‟eternità. Temete ora la Mia Ira, in quanto Io punirò ogni anima che, fino alla fine sfida la Mia Volontà. 

Non dovete temere la Seconda Venuta di Mio Figlio, poiché essa è un Dono. Non dovete neppure aver paura delle sofferenze che potrete sopportare prima di quel giorno, giacché saranno di breve durata. Temete solo per le anime di coloro che Io non riuscirò a salvare né esse avranno alcun desiderio di salvare sé stesse. Sono le anime di coloro che sanno che Io esisto, ma che invece hanno optato per il Mio nemico al posto di Me. 

Io interverrò in molti modi pur di salvare coloro che non Mi conoscono affatto. Metterò a nudo le anime di quelli che sfidano qualunque Legge Io abbia fatto e, per tale motivo, dovranno affrontare il dolore dell‟Inferno e del Purgatorio su questa terra. Grazie a questo, però esse si purificheranno e Mi saranno grate per avergli mostrato adesso questa Misericordia. È molto meglio che esse subiscano tutto questo ora, piuttosto che soffrire per l‟eternità in unione con il maligno. Non dovete mettere mai in dubbio le Mie Vie poiché tutto ciò che Io faccio è per il bene dei Miei figli, affinché essi possano esistere con Me in una vita di Eterna Gloria. 

Il castigo che ora Io infliggerò all‟uomo, Mi addolora. Mi si spezza il cuore, ma è necessario. Tutto questo dolore sarà dimenticato e la luce distruggerà le tenebre. L‟oscurità non potrà più lanciare la sua terribile maledizione sui Miei figli. Vi dico questo perché voi siete stati trascinati in una terribile oscurità a causa dell‟inganno del diavolo. Se Io non vi informassi delle conseguenze, voi non avreste nessun futuro nel Mio Paradiso. 

Quanto velocemente, è stata dimenticata ogni memoria dei Miei Comandamenti! Quanto velocemente l‟uomo perde la Grazia quando trascura di sostenere la Mia Parola! 

Il vostro amato Padre, 

Dio, l‟Altissimo. 

5 Novembre 2014

domenica 2 agosto 2026

L'APPELLO DI CRISTO AI PESCATORI DI ANIME

 


Perché dovremmo provare un certo rammarico, leggendo il Vangelo


All'inizio del suo ultimo viaggio a Gerusalemme, Gesù era in cammino quando gli furono presentati alcuni bambini affinché li toccasse con le sue sacre mani. I discepoli tentarono di respingere rudemente le persone che li avevano portati. Gesù, però, protestò, dicendo: "Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite, perché il regno dei cieli appartiene a coloro che sono simili a loro..." Subito dopo, il divino Maestro abbracciò i piccoli e li benedisse, imponendo loro le mani (Mc 10, 13-16). 

Voi, che venite al catechismo, probabilmente pensate alla felicità dei bambini che videro Gesù e lo ascoltarono. Ah! Se foste stati tra loro! 

Certamente avreste ascoltato con la massima attenzione le sublimi parole del Figlio di Dio, rimanendo molto tranquilli, quasi immobili, seduti ai suoi piedi. E naturalmente vi rammaricate che Gesù non viva più tra gli uomini, come nei tempi in cui camminava per la Palestina.

Io, però, vi dico: "Non c'è motivo per questo rammarico, perché siete più felici dei bambini della Giudea. 

Oggi ancora potete ascoltare Gesù. Il sacerdote che vi insegna la religione è solo una voce che ripete ciò che Nostro Signore ha detto. Chi lo ascolta, ascolta Gesù. Il sacerdote non inventa e non parla in suo nome, ma in nome del suo Maestro. Il sacerdote catechista insegna le verità in cui dobbiamo credere, i doveri che dobbiamo praticare, e i mezzi a cui dobbiamo ricorrere per raggiungere la santità. È un discepolo che, avendo udito la raccomandazione: 'Lasciate che i bambini vengano a me', non respinge i piccoli; ma, al contrario, cerca di condurli a Gesù, perché Gesù riserva loro la divina carezza della Comunione, il dono sublime del suo corpo, del suo sangue, della sua anima e della sua divinità. 

Siamo grati a Dio, perché ci ha dato il sacerdote.

ABBE QUINET 


LA FRANCIA È CRISTIANA, È E CONTINUERÀ AD ESSERE LA FIGLIA PRIMOGENITA DELLA CHIESA

 


GESÙ: Ti chiamo questa mattina. Ciò che ti dirò sarà riportato in questo opuscolo che stai scrivendo nel Mio Nome.

Molti paesi stanno vivendo un declino disastroso. In generale, tutti si trovano in una situazione triste. Nel Giudizio delle Nazioni, ciascuna di esse risponderà delle proprie colpe, sia per il male che ha commesso sia per il bene che non ha fatto.

Oggi i popoli sono destabilizzati. I giovani, e alcuni adulti, sono trascinati da una violenza crudele che si sta amplificando, nonostante le misure adottate per garantire l’ordine pubblico. Né le organizzazioni politiche, né le forze di polizia riescono a mantenere l’ordine e la pace. Le leggi stabilite in ciascun territorio nazionale non vengono più rispettate.

Santa Giovanna d’Arco non è una leggenda, come alcuni la considerano. È una figlia purissima che Io Stesso ho scelto per mostrarvi l’Amore che ella nutriva per il suo Dio e per la sua Patria, la Francia. Le ho permesso di udire la voce dei grandi Santi del Cielo, San Michele, Protettore del suo Paese, Santa Caterina e Santa Margherita, che divennero le sue consigliere, per la salvezza della Francia cristiana.

Tutte le Nazioni portano in sé una coscienza, un diritto di protezione verso i propri figli, il rispetto e un diritto di asilo verso il prossimo: la loro conformità risponde alle esigenze di una regola stabilita tra Dio e gli uomini che la custodiscono nel proprio cuore.

 Santa Clotilde era cristiana. Grazie alla Santa Grazia di Dio, ebbe la gioia di convertire il marito pagano, Clodoveo, re dei Franchi, che fu battezzato nel 496 da San Remigio, vescovo di Reims. Con questo stesso atto, il re trasmise a tutto il suo popolo la grazia di ricevere il primo sacramento della Chiesa cristiana, il Battesimo. E, a partire da quel giorno felice, la Francia, attraverso il suo re, era ed è cristiana.

            La Francia, nazione cristiana, è il modello della Chiesa di Cristo. È chiamata la Figlia primogenita della Chiesa. Il Sacramento che la Francia ha ricevuto è sacro e definitivo. Essa è, dunque, un modello che nessuno deve negare. GESÙ CRISTO, vostro Signore e vostro Dio, vi chiede di comprendere bene questo: Io sono il Figlio di Dio e, per mezzo del Mio padre putativo San Giuseppe, sono anche Figlio dell’Uomo.

La mia nascita sulla Terra degli uomini mi ha portato ad assumere la vostra condizione umana, eccetto il peccato. Io sono Divino e Umano. Sono venuto sulla Terra degli uomini per insegnarvi ad amare Dio, Mio Padre e vostro Padre. Amando Me, amate anche il Padre e tutti i vostri fratelli in Dio, perché Io, Io vi amo e vi ho amato al punto da morire per voi sulla Mia Santa Croce d’Amore.

La Mia nascita porta con sé, in verità, il nome di Mio padre Giuseppe. Grazie a lui, anch’io discendo dalla stirpe reale di Davide, secondo re ebraico. Ma vi dico ancora una volta: sì, io sono Re, ma il mio Regno non è di questo mondo; e quando entrerete nel Regno del Padre che è nei Cieli, sarete, come il Figlio di Dio, Re, e vi ricorderete allora che questa posizione e questa discendenza vi sono state acquisite dal Re dei re. Egli, che ha sofferto ed è morto sulla Sua Croce d’Amore, che è risorto il terzo giorno.

Sono stato io stesso a meritarvi questa posizione e questa discendenza.

Spetta ora a voi conquistarle, amando sopra ogni cosa il vostro Dio e amando i fratelli. Santa Giovanna d’Arco amò la sua Patria, la Francia, come un figlio deve amare il proprio padre e la propria madre; amò il suo Dio, obbedendogli e rispettandolo al di là della propria umanità. Come Lui, ha accettato la sua Croce ed è morta per la gloria di Dio, che ama la Francia cristiana.

Amate il Paese in cui siete nati. Rispettate il Paese che vi accoglie, come il Paese in cui siete nati. Non disonoratelo mai, perché vi nutre come i propri figli, perché vi ha adottati. Difendetelo, come un figlio difende l’onore di sua madre. La Nazione eletta non deve tenere al suo seno un traditore. Sappiate che per formare una grande catena con tutti i Paesi del mondo, dovete cominciare ad amare il vostro e a rispettarlo, per tutto ciò che rappresenta. La Francia non deve più comportarsi come una rinnegata.

Lei è cristiana ed è la Figlia Primogenita della Chiesa.

Seguendo questa via, Io non la lascerò mai perire. Francia, alza il capo e guarda il tuo Dio Salvatore. Ama e sarai amata. Perdona e sarai perdonata. I tuoi figli sono prima di tutto i Miei figli: corri in loro aiuto, difendili da ogni pericolo. E loro stessi ti ameranno, come Giovanna d’Arco ti ha amata.

Ma ricorda, ricordate TUTTI, che sarò Io a realizzare l’Unione della Mia Santa Chiesa, così come quella delle Nazioni. Solo l’Amore di Dio può unificare tutto, la Nuova Terra e i Nuovi Cieli. Amen. †

Siate pazienti. Io vi dono la Mia Pace. Dio d’Amore.

23 marzo 2005.

JNSR