sabato 7 novembre 2026

Il cielo parla alle famiglie

 


Maria (una santa sconosciuta) parla alle madri.


 Dobbiamo tutte rendere grande e lode a Dio per aver permesso che noi, che siamo in Cielo, possiamo comunicare con il vostro mondo. È un segno della Sua grande misericordia che a tante di noi sia concesso di parlarvi. Ho vissuto l'esperienza della maternità; gran parte della mia vita è stata dedicata a questo ruolo. Desidero rivolgere un breve pensiero alle madri di figli malati o che affrontano una disabilità. Madri, il vostro bambino sarà perfettamente guarito in Cielo. Dovete credere che Dio comprende il vostro dolore e che desidera camminare accanto a voi in questa sofferenza, in ogni istante. Dio aveva un disegno nel permettere che vostro figlio vivesse questa sofferenza. Voi siete parte di quel disegno; perciò, non smettete mai di chiedere a Dio di far scendere su di voi ogni grazia possibile. Mantenete sempre un atteggiamento di gioiosa accettazione: così vostro figlio comprenderà di essere prezioso e perfetto, sia ai vostri occhi che agli occhi di Dio. Anch'io ho perso un figlio a causa di una malattia, quindi conosco bene il profondo dolore legato a questa croce così pesante. Non vi pentirete mai di aver accolto un dolore così grande per amore di Cristo. Se state portando delle croci che riguardano i vostri figli, gridate spesso verso il Cielo, magari per tutto il giorno. Credetemi quando vi dico che, in Cielo, tutto è gioia.

Il Cielo vi aiuterà in molti modi, ma la grazia più importante che il Cielo vi invierà è la pace. La pace darà sollievo alla vostra famiglia e alleggerirà il peso della vostra croce. Non paragonate la vostra vita familiare a quella di altri che vivono solo per il mondo. Voi dovete vivere per il Cielo e per il Regno; guardate dunque alla vita della Sacra Famiglia, offrendo tutto al Cielo con umiltà. Spesso, per mancanza di denaro, essi hanno dovuto rinunciare a qualcosa, vivendo in una sorta di esilio. Hanno servito Dio in ogni cosa, cercando soltanto la Sua volontà. Sono stati corretti e giusti nei rapporti con il prossimo, facendo della propria casa un luogo in cui far crescere la virtù. Maria, la nostra Madre celeste, è il modello di tutte le madri. Era gentile, dolce, costante e coerente. Non ha mai chiesto lunghe pause dal suo ruolo di madre; per lei, la vita domestica era la sua vocazione. Giuseppe è il modello per i padri e desidera parlarvi personalmente. In Cielo, Giuseppe è onorato con la massima riverenza. La sua fede, di per sé, lo rende degno della ricompensa più grande, ma anche la sua umiltà merita di essere menzionata. 

Egli si rivolgerà a tutti, ma in modo particolare ai padri. Ringrazio Dio per aver concesso a me, Maria — una piccola e umile santa tra le schiere del Cielo — di parlarvi. Invocatemi per qualsiasi necessità. Il mio amore e le mie preghiere sono con voi.

12 giugno 2004


Nota: si prega di fare attenzione a non confondere Maria, una santa sconosciuta, con Maria, la nostra Beata Madre.


Saul e la maga di Endor - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 


Saul e la maga di Endor


Gli Israeliti avevano preso posizione nei pressi di Endor, vicino a Jezreel, mentre i Filistei avanzavano contro di loro da Shunem. Il conflitto era già iniziato quando Saul — accompagnato da due compagni, tutti e tre travestiti da profeti — si mise in cammino nell'oscurità della notte per cercare la maga di Endor, che viveva in alcune vecchie rovine fuori città. Era una creatura misera, disprezzata dagli altri, eppure ancora relativamente giovane. Suo marito girava per il paese portando sulle spalle un teatrante di marionette; praticava la stregoneria e mostrava i suoi prodigi ai soldati nelle guarnigioni e ad altra gente oziosa. Quando Saul decise di consultare la maga, era ormai sull'orlo della disperazione. Dapprima, la donna non voleva accogliere la sua richiesta: temeva che la notizia della visita potesse giungere al re Saul, il quale aveva severamente proibito la pratica della stregoneria. Ma Saul la rassicurò con un solenne giuramento, promettendole che ciò non sarebbe accaduto. La donna lo condusse allora fuori dalla stanza in cui si trovavano — un ambiente dall'aspetto del tutto ordinario — e lo portò giù, in una cantina buia. Saul chiese che venisse evocato lo spirito di Samuele. La maga tracciò un cerchio attorno a Saul e ai suoi compagni, disegnò simboli lungo il perimetro e intrecciò fili di lana colorata, creando vari motivi davanti e attorno a Saul. Si posizionò a breve distanza, con una bacinella d'acqua a terra davanti a sé e, tra le mani, delle lastre metalliche simili a specchi. Muovendo queste lastre l'una verso l'altra e sopra l'acqua, mormorava parole, gridando talvolta ad alta voce. Poi, indicò a Saul un punto preciso tra i fili intrecciati, invitandolo a guardare attraverso quell'apertura. Grazie alla sua diabolica abilità, era in grado di evocare davanti agli occhi di chi la interrogava scene di varie campagne militari: battaglie e le figure di coloro che vi prendevano parte. Si stava preparando a creare un'illusione del genere per Saul quando, all'improvviso, vide un'apparizione al suo fianco. Colta da stupore e terrore, lasciò cadere lo specchio nella bacinella ed esclamò: "Mi hai ingannata! Tu sei Saul!" Saul le ordinò di non temere e di riferirgli ciò che stava vedendo. Ella rispose: «Vedo un uomo santo che sale dalla terra». Saul, non vedendo nulla, chiese ancora: «Che aspetto ha?». Tremando per il terrore, la donna rispose: «Un vecchio avvolto in un manto!». A quelle parole, la donna superò Saul e fuggì dalla grotta. Quando Saul vide Samuele, si gettò a terra con la faccia al suolo. Samuele disse: «Perché hai turbato il mio riposo? Il castigo di Dio sta per abbattersi su di te! Entro domani sarai con me tra i morti; i Filistei sconfiggeranno Israele e Davide diventerà re». A queste parole, Saul — sopraffatto dal dolore e dall'orrore — rimase disteso a terra come morto. I suoi compagni lo sollevarono e lo appoggiarono contro la parete. Cercarono di rianimarlo e la donna portò pane e carne, ma egli rifiutò di mangiare. La maga gli consigliò di non unirsi alla battaglia, suggerendogli invece di ritirarsi ad Abez — abitata dai Gileaditi — dove sarebbe stato accolto bene. Il mattino seguente, all'alba, Saul partì verso quel luogo. Gli Israeliti furono sconfitti oltre il monte Gelboe. Saul non fu attaccato dall'esercito principale dei Filistei, bensì da un gruppo di predoni. In quel momento, egli sedeva sul suo carro, con un ufficiale posizionato alle sue spalle. I Filistei si lanciarono in avanti, scagliando contro di lui lance e frecce, senza però rendersi conto che si trattasse proprio di Saul. Egli rimase gravemente ferito e i suoi accompagnatori condussero il carro verso la pianura a sud della valle, lontano dalla strada che Saul aveva percorso il giorno precedente insieme ai suoi compagni. Intuendo che la ferita fosse mortale, Saul chiese al suo accompagnatore di ucciderlo, ma l'uomo si rifiutò. Allora Saul si appoggiò al carro — dotato di una sponda anteriore — e tentò di lasciarsi cadere sulla punta della propria spada, senza però riuscirvi. L'accompagnatore, compresa la sua determinazione, aprì la sponda anteriore del carro, permettendo così a Saul di cadere sulla sua spada. In quello stesso istante, lo scudiero si trafisse con la propria spada. Un amalecita, che passava di lì in quel momento, riconobbe Saul, si impadronì delle sue insegne reali e le portò a Davide. Dopo la battaglia, il corpo di Saul fu deposto accanto a quelli dei suoi figli, caduti a est del luogo del massacro. Essi erano stati uccisi prima della morte del padre. Era usanza dei Filistei fare a pezzi i corpi dei loro nemici. Il torrente che scorre attraverso questa valle era chiamato Kison (Giudici 5,21); esso viene menzionato nel Cantico di Debora. Il profeta Malachia vi dimorò per un certo periodo e vi pronunciò le sue profezie. Abez si trovava a circa tre ore di cammino dalla città pagana di Scitopoli.


Rallegratevi perché il mondo, misteriosamente, correndo verso alla sua rovina, si getta nelle Mie Braccia!

 



A seguito di una domanda riguardante l'istituzione del Nuovo Ordine Mondiale (N.O.M., antitesi del Verbo incarnato: il NOME sopra tutti i nomi!) e il microchip.

- Bambini, lascerò che il Mio nemico avanzi i suoi piani infernali fino a quando non lo fermerò, e spezzerò il suo orgoglio e quello di questa generazione perversa. I miei Piani d'Amore sul mondo, lungi dall'essere ritardati, saranno accelerati dall'effetto di un mistero propriamente divino!

Quando vedrete tutti questi segni che vi ho annunciati, rallegratevi, poiché il giorno del Mio ritorno è vicino. Sì, bambini, rallegratevi perché il mondo, misteriosamente, correndo verso alla sua rovina, si getta nelle Mie Braccia! 

Bambini, la dominazione è già lì, nei cuori, così il microchip è solo una materializzazione di questo stato di cose. Il peggio è già stato realizzato. La dominazione spirituale ha preceduto il dominio materiale, quindi non temete, il peggio è già li quanto riguarda la dominazione delle popolazioni. “La Verità vi renderà liberi”. E Io sono la Verità! Salverò questo mondo e attirerò a Me tutti i Miei figli. Per gli altri “ci saranno pianti e stridore di denti». Rallegratevi, siate nella Speranza, la vostra liberazione è vicina. Vi benedico nel NOME del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Mercoledì 6 ottobre 2004

AGNÈS-MARIE


Origine della Commemorazione dei defunti

 


Abbiamo compassione delle povere anime!


Origine della Commemorazione dei defunti: la preghiera per i defunti è antica quanto la Chiesa — o, come è stato dimostrato, risale addirittura all'Antico Testamento. Chi non ricorda le preghiere e i sacrifici disposti da Giuda Maccabeo, e l'affermazione secondo cui «è un pensiero santo e salutare pregare per i defunti»? Nel corso della storia della Chiesa, sono state elevate preghiere ed è stato celebrato il Sacrificio dell'altare — il più augusto dei sacrifici — in suffragio dei fedeli defunti. Tuttavia, non vi è sempre stato un giorno specifico dedicato all'intercessione e al pio ricordo di tutti i fedeli defunti. La commemorazione dei fedeli defunti il ​​2 novembre risale all'epoca di sant'Odilone, celebre abate di Cluny dal 994 al 1049. Molto tempo prima di questo grande santo, numerosi monasteri osservavano già una giornata specificamente consacrata all'intercessione per i propri monaci defunti, come attestato da vari martirologi e necrologi. Si trattava, però, di commemorazioni private, circoscritte al singolo monastero. L'iniziativa di sant'Odilone consistette nell'estendere tali benefici e preghiere di intercessione — in precedenza riservati soltanto ai monaci di determinati monasteri — a tutti i fedeli defunti.

Secondo il monaco Jotsald, nella sua opera *De vita et virtutibus Beati Odilonis abbatis*, un evento straordinario diede origine a questa commemorazione generale. Un pellegrino originario di Rodez — che ben conosceva le virtù e l'operato di sant'Odilone — fece naufragio mentre tornava da un pellegrinaggio a Gerusalemme, finendo su un'isola deserta. Lì ebbe misteriose visioni di grandi fuochi e udì le grida e i gemiti delle povere anime del Purgatorio, le quali dicevano: «Noi riceviamo sollievo grazie alle preghiere e alla carità del servo di Dio, Odilone, e dei monaci di Cluny». Una volta tratto in salvo, il pellegrino si recò al monastero di Cluny e raccontò quanto aveva udito. Da ciò ebbe inizio la commemorazione dei defunti, poiché sant'Odilone si adoperò in seguito per estendere tale pratica a tutta la Chiesa. Già nell'XI secolo, essa era nota e osservata in tutta la Chiesa d'Occidente. Col passare del tempo, la celebrazione acquisì maggiore solennità, arricchendosi infine dei tesori spirituali delle indulgenze e delle Messe, come precedentemente accennato.

Nella vita di sant’Odilone, tratta dagli *Acta Sanctorum Ordinis Sancti Benedicti*, si trova il decreto che istituisce la Commemorazione dei defunti. Esso recita: «Per volere del nostro beato padre, dom Odilone, e con il consenso e la richiesta di tutti i monaci di Cluny, è stato stabilito... Come nelle chiese di Dio di tutto il mondo si celebra, alle calende di novembre, la festa di Tutti i Santi, così anche noi — seguendo l’uso osservato per altre solennità — terremo una commemorazione per tutti i fedeli defunti, vissuti dall’inizio del mondo fino alla sua fine. Nello specifico: in quel medesimo giorno, dopo la riunione capitolare, verranno distribuite elemosine di pane e vino a tutti i poveri che si presenteranno, secondo la consuetudine in vigore per la Cena del Signore (Giovedì Santo). Sempre in quel giorno, dopo la celebrazione dei Vespri, si suoneranno tutte le campane e si canteranno i Vespri per i defunti. Il giorno seguente, dopo il Mattutino, le campane suoneranno nuovamente e verrà celebrato l’Ufficio per i defunti», e così via. Da quel momento in poi ebbe inizio la solennità della Commemorazione dei fedeli defunti, evolvendosi fino alla forma che osserviamo oggi.

Mons. Ascanio Brandao


DIO MI ASPETTA.

   


         Signore, ho troppa fame di infinito 

         per credere che tu mi abbia reso mortale. 

         Ho amato troppo i miei cari 

         per credere che il nostro amore si sia spento per sempre. 

         E ho troppa fiducia nel nostro Padre Celeste 

         per credere che abbia voluto avere dei figli  ..... 

         per lasciarli morire. 

  

         Accolgo, dunque, Signore, la tua  “Buona Novella”, 

         come risposta d’amore alla mia folle speranza. 

         Sì, i miei defunti vivono, 

         e posso amarli più che su questa folle terra. 

         Sì, vivrò con loro al di là del tempo, 

         perché Tu mi aspetti, loro mi aspettano, 

         per condividere il tuo amore e la tua gioia. 

  

         Grazie, Signore, credo. 

         Credo che sia Tu a donarci la tua vita, 

         vita risorta, nella nostra vita radicata 

         e il tuo amore celeste, nel nostro amore terreno. 


Ma, nonostante tutto, a volte dubito, 

         perdonami, Signore. 

         Io che volevo ancora toccare, Signore, 

         che volevo afferrare, 

         che volevo stringere, 

         con il corpo inerte e il cuore lacerato 

         inciampo nell’assenza. 

  

         E  piango  ...  Come Tu piangevi il tuo amico sulla terra. 

         Non mi vergogno di piangere 

         perché oggi ho capito 

         che devo accettare e offrire questa assenza, 

         per purificare i miei amori, mescolati a tanta terra, 

         affinché la gioia possa finalmente sbocciare per l’eternità. 

  

         È necessario, ora, che mi alzi, Signore, 

         per riprendere il cammino. 

         È così difficile amare come si ama nella Tua Casa, 

         che prima devo prepararmi intensamente 

         amando, oggi, tutti i miei fratelli, qui. 

  

         Aiutami, loro mi aspettano, e anche Tu mi aspetti, 

         per alimentare con la tua vita anche il più piccolo gesto. 

         E con Te, Risorto, percorrerò il tempo 

         fino al giorno dell’amore e della gioia senza fine. 


La Mia Via è molto semplice. Potete seguirMi in qualsiasi modo vogliate, ma Mi dovete onorare nelle Mie Chiese Cristiane.

 


Mia amata figlia prediletta, molti salgono con entusiasmo questo difficile Percorso della Verità, come lo fu sulla via per il Monte Calvario. 

Questo è un viaggio impegnativo, irto di molti ostacoli. Per la maggior parte delle persone, questa salita sarà dolorosa, quando molte circostanze dovranno realizzarsi, compreso il fatto che, nel seguirMi, sarete disprezzati. Altri cercheranno di fermarvi e useranno ogni argomento per tirarvi indietro, per farvi allontanare da Me. Altri grideranno cose terribili e vi accuseranno, non come soldati di Cristo, ma come strumenti di satana. 

Allora, a quelli di voi che sono sacerdoti e servitori, verrà ordinato di abbandonarMi  in questa salita finale sulla vetta. Questa salita è il simbolo della Via Crucis. 

Tutti coloro che Mi seguono per sostenere la Verità dei Miei Insegnamenti affinché sia riscoperta nel mondo di oggi – in cui le persone portano le bende sugli occhi e non riescono a distinguere tra realtà e finzione – subiranno un diverso tipo di crudeltà. Essi, Miei cari seguaci, saranno tormentati con l‟accusa di appartenere ad una setta. Questo particolare insulto suggerisce l‟idea che essi siano ingannati e non sani di mente. Dovete rendervi conto che questo tipo di accusa è stato studiato per creare dubbi nella vostra mente. 

La Mia Via è molto semplice. Potete seguire Me in qualunque modo vogliate. Ma Mi dovete onorare nelle Mie Chiese Cristiane, ovunque, perché non ho altre case sulla Terra. Altri culti usano luoghi diversi al di fuori della Mia Chiesa. Quando vi sarà chiesto di abbandonare la Mia Chiesa, ciò non sarà diverso di quanto successe al tempo dei Miei apostoli, durante il Mio Tempo sulla Terra, quando fu chiesto loro di fare la stessa cosa. 

Ignorate le provocazioni, il ridicolo e quelli che usano i Miei Insegnamenti per poi distorcerli in modo da poter denunciare i Miei messaggi dati a voi oggi. 

Camminare a testa alta e marciate avanti con fiducia, perché questa battaglia sconfiggerà il male e le menzogne seminate dall‟ingannatore, che gettano un terribile buio sulle persone innocenti che non riescono a vedere cosa sta succedendo. 

A coloro che si accorgeranno di non avere la forza o il coraggio di continuare, vi prego di non aver paura, perché Io vi concederò grazie particolari se recitate questa Crociata di Preghiera: (108) Salire la collina del Calvario. 

Gesù, aiutami a trovare il coraggio, l’ardimento e l’energia per alzarmi ed  essere annoverato tra coloro che entrano a far parte del Tuo Esercito Rimanente e salire la stessa collina del Calvario che Tu dovesti sopportare per i miei peccati. 

Dammi la forza di portare la Tua Croce e il Tuo Fardello in modo che possa aiutarTi a salvare le anime. 

Liberami dalla mia debolezza. 

Dissipa le mie paure. 

Schiaccia tutti i miei dubbi. 

Apri i miei occhi alla Verità. 

Aiuta me e tutti coloro che rispondono al Tuo Appello di portare la Tua Croce, di seguirTi con un cuore sincero e umile e che attraverso il mio esempio, altri trovino il coraggio di fare altrettanto.  

Amen. 

Il vostro amato Gesù. 

4 Giugno 2013 


Crimini governativi e menzogne della stampa

 


Il Mistero dell’Iniquità


Caso #4: L’assassinio di John Fitzgerald Kennedy

Il governo degli Stati Uniti ha mentito, nella sua “versione ufficiale”  degli eventi, quando ha dichiarato che Lee Harvey Oswald agì da solo  e senza alcun complice, nell’assassinio di John F. Kennedy. Si può ormai  tranquillamente affermare che si tratta di una menzogna, perché la “versione ufficiale” è palesemente impossibile. Alcuni agenti federali,  teoricamente al fine di usarli come prove, confiscarono tutti i filmati e le  fotografie prese al momento del delitto, ma non vennero a conoscenza  che Abraham Zapruder aveva filmato l’evento da casa sua. I video  confiscati non sono mai stati restituiti ai loro legittimi proprietari, né  sono mai stati fatti vedere in pubblico; tuttavia, quel che si può vedere  nel filmato di Zapruder prova con assoluta certezza che la “versione  ufficiale” dell’evento è assolutamente impossibile. La “versione ufficiale”  afferma infatti che Oswald sparò a Kennedy dal palazzo del Deposito dei  Libri della Texas School, cioè dietro rispetto alla macchina presidenziale.  Nel filmato si vede chiaramente Kennedy che viene invece spinto  all’indietro dall’impatto del proiettile che lo ha colpito sulla fronte e i  pezzi di cervello che schizzano indietro sul bagagliaio della macchina dove  sedeva, proprio mentre l’auto presidenziale attraversava Dealy Plaza.483  Il caso è chiuso, il colpo è partito davanti, non dietro! Ma c’è dell’altro. L’Aiuto Addetto Stampa di Kennedy, Malcolm Kilduff, che aveva  parlato personalmente con i dottori del Parkland Hospital che avevano  visitato il presidente morente, apparve dinanzi alle telecamere subito  dopo la morte di Kennedy, descrivendo la ferita da proiettile nonché il  percorso del bossolo che era penetrato nella testa del Presidente; fece il  gesto di portarsi l’indice sulla fronte, in alto a destra, indicando il punto  in cui era penetrato il proiettile.484 A tutt’oggi, il governo continua  ad affermare che il proiettile estratto al Parkland Hospital era quello  che aveva colpito Kennedy ed era lo stesso proiettile che aveva ferito  il governatore del Texas John Connolly. Perché potesse accadere una  cosa del genere, quel proiettile avrebbe dovuto cambiare direzione  a mezz’aria, durante la sua traiettoria, dopo essere fuoriuscito dalla  gola di Kennedy. Il presunto proiettile in questione fu trovato sulla  barella, vicino a quella in cui Connolly era stato posto prima di essere  operato. Il proiettile non solo era stato trovato sulla barella sbagliata,  ma era anche in condizioni perfette, e quindi non poteva assolutamente  aver oltre passato le ossa di Connolly e di Kennedy, come aveva fatto il  proiettile che li aveva colpiti. Eppure, fu accertato che quel proiettile era  stato sparato dal fucile di Oswald. Questo può voler dire solo una cosa, e  cioè che erano già in possesso di un proiettile precedentemente sparato  dal fucile di Oswald, che fu poi messo ad arte proprio vicino a dov’era  stato messo Connolly, ferito, in modo da poter incriminare Oswald.  Come riportò Walter Cronkite su Nova, lo schema della ferita alla  testa di Kennedy, disegnato dai patologi dell’ospedale Parkland, venne  confermato dal medico personale del presidente Kennedy, il dott. Robert McClelland. Quel disegno raffigura un grosso foro di uscita sulla parte  posteriore destra del cranio di Kennedy. I dottori Paul Peters, Richard  Dulany e ‘Pepper’ Jenkins concordarono tutti con la dichiarazione  di McClelland in merito alla dimensione e al posizionamento della  grossa ferita dietro la testa del presidente. Il giornalista vincitore del  Premio Pulitzer, Tom Wicker, parlò con quei dottori, e descrisse le  ferite di Kennedy in un suo articolo pubblicato dal New York Times il 22  novembre 1963:

Più tardi, nel pomeriggio, il dott. Malcolm Perry, un chirurgo di  turno, ed il dott. Kemp Clark, a capo del reparto di Neuro-Chirurgia del Parkland Hospital, fornirono ulteriori dettagli. Dissero che il  presidente Kennedy era stato colpito da un proiettile alla gola,  immediatamente sotto il pomo d’Adamo. Questa ferita sembrava  essere un foro d’entrata di un proiettile. Kennedy aveva anche  un’imponente foro d’uscita dietro la testa e un altro sul lato destro.  Dopo che il corpo di Kennedy fu portato al Naval Hospital di  Bethesda, in Maryland, l’autopsia venne effettuata dal dott. James  Hume, un dottore della Marina. Hume però non aveva mai condotto  un’autopsia su di una vittima d‘arma da fuoco e commise diversi errori:  non dissezionò le ferite, “si perse” il cervello di Kennedy, bruciò i suoi  appunti e affermò che vi era solo un piccolo foro d’ingresso nella nuca  di Kennedy. I suoi disegni, che mostravano una piccola ferita dietro  alla testa a livello della ferita alla gola, non combaciavano affatto  con la traiettoria del proiettile sparato dal sesto piano del palazzo del  Deposito dei Libri della Texas School. Per questo motivo, Hume cambiò  successivamente versione, affermando che il suo disegno era sbagliato  e che la ferita dietro alla testa di Kennedy era più in alto. Questo  rapporto di un dottore militare, che contraddice tutta una serie di prove  irrefutabili e ampiamente documentate, rimane tuttora l’unica e sola  base sulla quale si afferma che Kennedy, quel giorno, venne colpito alle  spalle da Oswald, cioè la “versione ufficiale” del governo degli Stati  Uniti. 

Sembra ormai appurato che Oswald, quel giorno, venne ingannato  dai suoi mandanti della CIA, che probabilmente gli avevano fatto  credere di partecipare alla simulazione di un attentato, ideato allo  scopo di incriminare Fidel Castro; questo vuol dire che quando Oswald  affermava di non aver sparato a nessuno, una volta catturato, stava  molto probabilmente dicendo la verità. Solo dopo che il presidente  era stato colpito, Oswald capì la vera natura della sua partecipazione  involontaria a quell’evento, ed è per questo che una volta catturato,  affermò d’essere stato solo uno “sciocco”.485

Il coinvolgimento della CIA nell‘assassinio di Kennedy è stato  dimostrato ampiamente e senza ombra di dubbi. Sul suo letto di morte,  un ex direttore delle operazioni segrete della CIA, E. Howard Hunt,  ammise la propria partecipazione.486 Hunt confessò infatti che l’assassinio  era stata un’operazione ideata dalla CIA e ordinata “dall’allora (vice  presidente) Johnson e da gente ancora più in alto di lui.” Come ricorderà  il figlio di Hunt, Saint John Hunt, quella mattina del 22 novembre  1963 suo padre gli disse che sarebbe andato a Dallas. Molti anni dopo,  Saint John vide delle fotografie di suo padre scattate a Dealy Plaza,  la mattina in cui morì Kennedy (la fotografia raffigurava uno dei “tre  vagabondi” che erano stati arrestati dalla polizia proprio a Dealy Plaza,  quella mattina, per un breve interrogatorio), e chiese spiegazioni in  merito a suo padre. Hunt inviò a suo figlio un’audiocassetta registrata  con la propria confessione, che Saint John ha poi pubblicato sul suo  sito internet, insieme ad una trascrizione accurata. Non vi sono dubbi  sull’identità dei tre uomini che furono arrestati sulla scena del crimine,  frettolosamente identificati come ‘vagabondi’ e altrettanto rapidamente  scagionati da qualsiasi colpa: si trattava di Hunt, Sturgis e Harrelson –  tutti e tre noti funzionari della CIA.

Padre Paul Kramer

venerdì 6 novembre 2026

Perché TUTTI vedranno GESÙ nello stesso momento?


 

Strappare il mondo dalle mani di Satana

 


Maria 

Ho parlato ora per un lungo periodo di tempo, dando molti insegnamenti ai miei figli. Oggi voglio portare avanti, in grande chiarezza, il messaggio centrale che sta alla base di tutto ciò che ho detto. Questo è il fondamento. 

Io sono la Donna vestita di Sole e ho tanto desiderio di venire completamente sulla scena. Questa è la sola salvezza del mondo perché quando verrò in scena, Satana sarà scacciato. Io sono vestita con il sole. Egli è il Principe delle Tenebre. Quando il sole sorge, l’oscurità deve cedere il passo. La luce è più potente delle tenebre, che guadagnano potere solo il quando il sole tramonta. Tutti i problemi, sia nel mondo che nelle vite personali nascono dalla presenza dell’oscurità, che può facilmente essere dissipata. 

Rifiutando il soprannaturale 

Tuttavia, ci sono troppi errori e troppi falsi insegnamenti. “Non abbiamo bisogno del soprannaturale”, dice il mondo. “Abbiamo il potere nelle nostre mani”. Sì, avete il potere di distruggere il mondo intero, per uccidere il nascituro, per costruire sistemi economici ingiusti e per spendere soldi che non avete. Questo è il vostro potere e lo esercitate ogni giorno. O mondo, non avete il mio potere. Io solo posso scacciare le potenze sataniche che sono nascoste alla vostra vista. Io solo posso liberare il mondo ed ogni cuore umano dall’oscurità che è giunta. 

Il messaggio di Maria 

Questo è il mio messaggio per voi, che io grido sui tetti di Internet. Ascoltate attentamente le mie parole, perché non avrò molto più tempo per mettervi in guardia. “Siete sopraffatti da un buio crescente e state arrivando ad un punto di totale oscurità. Le luci del mondo sono state spente. Dietro le quinte, le decisioni vengono prese in molti luoghi. Queste sono decisioni diverse, fatte da diverse persone che non si conoscono nemmeno tra di loro. Ci sono le decisioni per costruire armi nucleari, le decisioni per lanciarle e le decisioni per impedire il loro lancio. Ci sono le decisioni per modificare i sistemi economici del mondo, per comprare le elezioni, per creare nuove strutture politiche. Questi leader agiscono nel buio e nel loro proprio interesse”. 

Afferrare il mondo 

Tutti coloro che non mi invocano camminano nelle tenebre. Questo è il mio messaggio chiaro. Io sono la donna che il Padre celeste ha vestito con il sole. Egli ha deliberatamente preso questa decisione. Lui mi ha deliberatamente portato sul fronte in questo momento cruciale delle tenebre perché vuole sorprendere Satana, i cui piani sono ormai prossimi ad un punto di distruzione in tutto il mondo. Il Padre mi ha innalzato per strappare il mondo dalle mani di Satana, all’ultimo minuto, per così dire, quando sembra che la sua vittoria sia inevitabile. Chiunque mi invocherà, lo porrò nella piena luce del sole. 

Chiunque mi respinge, può cadere nel buio. 

Commento: Questo messaggio è certamente centrale, riassumendo ciò che Maria ha sinora detto. 

3 maggio 2012 


IL DOGMA DEL PURGATORIO

 


Sollievo delle anime: le indulgenze. - La Madre Francesca di Pamplona e il vescovo Ribera. - S. Teresa. - Orazioni indulgenziate.

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    La venerabile madre Francesca del SS. Sacramento, religiosa di Pamplona, aveva il più grande zelo a soccorrere le anime con indulgenze. Un giorno Dio le fece vedere le anime di tre prelati, che precedentemente avevano occupato la sede episcopale di Pamplona, e che ancora gemevano nei tormenti del Purgatorio. Comprese la serva di Dio che tutto doveva metter in opera per ottenere la loro liberazione. Siccome allora la Santa Sede aveva concesso alla Spagna le bolle dette della Crociata, che permettevano di guadagnare una plenaria indulgenza a certe condizioni, credette che il miglior mezzo di aiutare quelle anime sarebbe di procurare ad ognuna di loro il vantaggio d'una indulgenza plenaria.

     Parlò dunque al suo vescovo, Cristoforo di Ribera, gli scoperse il triste stato dei prelati e gli chiese il favore delle tre indulgenze della Crociata. Cristo foro di Ribera si affrettò a procurare alla serva di Dio le bolle indulgenziate. Essa subito adempì a tutte le richieste condizioni ed applicò una plenaria indulgenza ad ognuno dei tre vescovi. La notte seguente tutti tre apparvero alla Madre Francesca, liberati da tutte le loro pene, ringraziandola della sua carità e pregandola a ringraziare altresì il vescovo Ribera (69).

    S. Teresa parla d'una religiosa che dava la maggior importanza alle più piccole indulgenze concesse dalla Chiesa, e procurava di guadagnarne quante più poteva. D'altra parte la sua condotta nulla aveva di straordinario e comunissima era la sua virtù. Morì, e la santa la vide, con grande sua sorpresa, salire al cielo quasi subito dopo la morte. Siccome ne faceva le meraviglie con Nostro Signore, il Salvatore le fece conoscere che era il frutto della premura avuta in vita di acquistare indulgenze quanto più poteva. «È in questo modo, aggiunse, che essa soddisfò quasi interamente ai suoi debiti, sebbene numerosi, prima di morire, e che al tribunale di Dio portò una sì grande purità».     Vi sono poi certe indulgenze facili a guadagnarsi e pure applicabili ai defunti. Crediamo far cosa grata al lettore indicandone qui le principali (69):

    1° L'orazione: O buono e dolcissimo Gesù...: indulgenza plenaria per chiunque che, confessato e comunicato, recita questa preghiera: dinanzi ad un'immagine di Gesù crocifisso e vi aggiunge qualche altra preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pontefice.

    2° Corona benedetta: grondi indulgenze sono annesse alla recita del S. Rosario, servendosi di una corona indulgenziata.

    3° Via Crucis: numerose indulgenze plenarie ed un gran numero di parziali sono annesse alle stazioni della Via Crucis: per acquistarle basta esser in istato di grazia ed avere un sincero pentimento di tutti i peccati. Quanto allo stesso esercizio della Via Crucis, non si di mandano che due condizioni: 1° di percorrere le quattordici stazioni, per quanto le circostanze lo permettono, e di meditare nel tempo stesso sulla passione di Gesù Cristo. Le persone che non sanno fare una meditazione alquanto continuata, possono contentarsi di pensare divotamente a qualche circostanza della passione. Tuttavia si esortano, senza loro farne un obbligo, di recitare un Pater ed un'Ave Maria dinanzi ad ogni croce, e fare un atto di contrizione dei loro peccati (70).

   4° Gli atti di fede, speranza e carità: indulgenza di 7 anni e 7 quarantene, ogni volta che vengono recitati.

   5° Le litanie della S. Vergine: 300 giorni ogni volta.

   6° Il segno di croce: 50 giorni ogni volta, e coll'acqua benedetta 100 giorni.

   7° Orazioni varie: Gesù mio, misericordia: 100 giorni ogni volta. - Gesù dolce e umile di cuore, rendete il mio cuore simile al vostro: 300 giorni una volta al giorno. - Dolce Cuore di Maria, siate la mia salute: 300 giorni ogni volta.

C. Sia lodato Gesù Cristo. - R. Per tutti i secoli. Così sia: 50 giorni ogni volta che due persone si salutano con queste parole.

   8° L'Angelus Domini: indulgenza di 100 giorni ogni volta che si recita, o al mattino, o a mezzogiorno, od alla sera, con cuor contrito, in ginocchio, ed al suono della campana.

Padre F. S. SCHOUPPE d. C. d. G. 


Preghiera

 


         Nelle tue mani, Padre di bontà,  

         affidiamo  l’anima del nostro fratello;  

         ci  sostiene la speranza  

         che risorgerà con Cristo nell’ultimo giorno  

         insieme a tutti coloro che sono morti in Cristo. 

         Ti rendiamo grazie, Signore, 

         per  i doni riversati sul tuo servo  

         durante  la sua vita terrena,  

         segni  della tua bontà  

         e manifestazione della comunione dei tuoi santi.  

Ascolta le nostre preghiere,  

         Dio di misericordia,  

         affinché al tuo servo si aprano  

         le porte del paradiso,  

         e noi,  

         che ancora permaniamo in questo mondo,  

         ci consoliamo a vicenda  

         con parole di fede  

         finché tutti usciremo incontro a Cristo  

         e così, insieme al nostro fratello,  

         possiamo gioire  della tua presenza.  

         Per Gesù Cristo nostro Signore. 

         

Amen.

 

La croce è alle vostre porte

 


IL PASTORE SUPREMO


«Sono qui per giudicare la Terra — questo mondo tenuto prigioniero dal nemico infernale, Satana. O popolo Mio, ascolta il tuo Salvatore in quest’ora della storia mentre ti parlo; per compassione, figlio Mio, ascolta la Mia voce. Ascolta tutto ciò che il tuo Salvatore, il tuo Dio e il tuo Signore ha da dirti — poiché parlo una sola volta, e non parlerò più a coloro che si rifiutano di ascoltare. 

Ascolta, Israele. Ascolta. *Shema*: non dimenticare i precetti che ti sono stati dati dal tuo Dio e Signore. O Gerusalemme, nata dal Mio stesso essere — tu vivi nel Mio Cuore, e Io ti amo — non separarti da Me, ti supplico. Poiché verranno i giorni — dice il Signore — in cui desidererai vedere ciò che un tempo hai visto e udire ciò che le tue orecchie un tempo hanno udito, ma il tempo sarà ormai trascorso. 

Vengo a te, popolo Mio; vengo nella Gloria e nella Potenza per giudicare questo mondo a causa del peccato e del male che dimorano nel suo cuore. Non rimarrà più tempo, o creatura nata dal Mio stesso essere, se persisterai nella tua malvagità. Non rimarrà più tempo, figlio Mio. Ora — ora è il momento del perdono e della pace per la tua anima. Osserva i Miei Comandamenti; cerca rifugio dal nemico infernale e riconciliati con il tuo Salvatore. Il tuo cuore è macchiato dal male e dal peccato che Satana vi ha introdotto — e ai quali tu hai acconsentito. Ora, figlio Mio — ora è ancora il momento di volgersi alla fonte della salvezza, alla fonte della Grazia. Rivolgiti ai Miei ministri, e non te ne pentirai nell’ultimo giorno. Non c’è spazio per l’esitazione nella tua vita, poiché fuoco e zolfo cadranno dai cieli, e una tempesta solare interromperà ogni forma di comunicazione a cui sei abituato. Ti troverai al Mio cospetto — solo, faccia a faccia con il tuo Dio e Signore — e non potrai fare affidamento sulle parole altrui; avrai soltanto ciò che custodisci nel tuo cuore.» L’uomo vive in uno stato di distrazione, in mezzo all’abbondanza di notizie e alla confusione che lo raggiungono quotidianamente — conseguenza dell’eccessiva comunicazione alla quale si è ormai abituato. 

Eppure, verrà un tempo, o Israele, in cui la tua anima assaporerà e comprenderà cosa sia veramente la solitudine. Non turbarti, figlio mio; devi imparare il significato del silenzio nella tua vita. Non potrai più rifugiarti in ciò che gli altri dicono, credono o lasciano intendere; dovrai invece fare affidamento esclusivamente sulla verità che ti sta davanti, e prepararti a stare al cospetto del tuo Dio e Signore.

I segni si susseguiranno e voi imparerete a vedere, ad ascoltare e a discernere dentro di voi, poiché la Grazia del Mio Santo Spirito vi assisterà. 

Non tremate, non temete, o figlio di Dio! Ascoltate, piuttosto, le parole che oggi vi rivolgo attraverso il Mio strumento — colui che ho scelto per amore vostro. 

Giorni di desolazione, quali non ne avete mai conosciuti, si abbatteranno su questo mondo, perché vi siete lasciati sedurre dal male e dal peccato di Satana. 

Imparate la lezione dei vostri antenati; imparate ad ascoltare — imparate, figlio Mio — poiché è già tardi. Non rimandate a domani ciò che potete fare oggi, perché non sapete se ci sarà un domani; non sapete nemmeno se vivrete fino al momento successivo. Eppure, vivete e vi vantate in questo mondo come se tutto dovesse durare in eterno. No, figlio Mio, no: tu sei un pellegrino, in cammino attraverso questa vita di peccato. Fatti strada tra la boscaglia che ti circonda e ti stringe — spesso fino allo sfinimento — e lasciati guidare dal tuo Salvatore. Ora — ora è il tempo della Salvezza. Non mi stanco mai di richiamare queste parole al tuo cuore, figlio Mio, eppure vedo che non Mi dai ascolto; continui a occuparti delle tue cose e te ne vanti pure. Ma piangerai — piangerai quando giungerà il momento del rendiconto nella tua vita. 

Preparati — preparati a stare al Messo cospetto. Smetti di comportarti come un bambino; ​​sii uomo — un uomo con il cuore di un bambino, che spera in tutto e confida, senza limiti né misura, nel Padre della sua anima. 

Ora — ora, figlio Mio, è il tempo della Salvezza definitiva. Vieni tra le Mie braccia; lavati nel Mio Sangue — il Sangue che ho versato per te sulla Mia Croce. Non sprecare il Sangue del tuo Redentore. Alleluia. 

Oh, figli Miei, quanto fate soffrire il Mio Santo Cuore con il vostro rifiuto e la vostra ingratitudine verso il Sacrificio che ho compiuto sulla Croce per la vostra Salvezza. Non guardate a Me sulla Croce, nel luogo del Mio patire per amore vostro. Volete solo banchettare e vivere come vi pare; eppure, o Israele, vi dico nel Mio Nome che perirete nel fuoco eterno se rifiuterete la Salvezza che vi è stata recata dal Figlio dell’Uomo — quella Salvezza attesa dal mondo intero, portata a voi dal Figlio di Dio. 

Preparatevi — preparatevi, o figli degli uomini — poiché il cammino verso la vostra verità, verso la vostra Salvezza, si avvicina; è proprio davanti alla vostra porta. Perché insistete così ostinatamente nel cercare una data precisa, quando tutto ciò che il Figlio di Dio vi chiede è di purificare la vostra anima da ogni peccato in essa contenuto? 

Obbedite al vostro Salvatore, e la data giungerà al momento stabilito. Dedicatevi alla vostra salvezza e a quella dei vostri fratelli. Parlate ai Miei sacerdoti del tempo di severità che sta per abbattersi su questo mondo; essi sono diventati ottusi, preoccupati per le cose terrene, e non guardano nella direzione che Io Mi aspetto da loro. Molti di loro si sono allontanati dalla realtà della severità che sta per colpire questo mondo, poiché anche loro sono stati conquistati dal mondo stesso. 

No, figli Miei, no! Imparate dalle fiere selvagge e dai fiori dei campi: essi servono e glorificano Dio perché non rifiutano il disegno che Egli ha stabilito per loro; vivono e muoiono, eppure non si ribellano. Voi, nella vostra libertà e nella vostra superiorità rispetto a loro, dovreste imparare dalla natura, plasmata dallo stesso Creatore che ha dato vita a voi, figli Miei. Imparate da tutto ciò che è stato creato, poiché la mano del Mio Santo Padre è presente in ogni cosa. Se osservaste davvero il creato, vedreste che nulla sfugge al disegno di Amore e di Salvezza che su di esso riposa. Siete stati creati a immagine e somiglianza di Dio, con un destino più elevato e uno scopo più grande. Eppure, essi — tutto ciò che vi circonda — vi insegnano, e voi dovete imparare. L’intera creazione entrerà nel Mio riposo; Come si legge nella Sacra Scrittura, ne fai parte. Tutto ciò che è stato creato da Dio costituisce un insieme, e ogni cosa parteciperà alla Salvezza definitiva.

Tenete accese le vostre lampade, poiché lo Sposo della vostra anima sta arrivando — sta per giungere presto in questo mondo di peccato, che geme sotto la morsa di Satana.

La croce è alle vostre porte: la croce che vi conferirà il titolo di Gloria. Cercate la sapienza di questo mondo, compiacendovene e pavoneggiandovi per la vostra misera sapienza terrena; eppure, non cercate il titolo che dona la Gloria Eterna: la Croce del vostro Salvatore, presente nelle vostre stesse vite. Aggrappatevi saldamente ad essa – non lasciatela mai – poiché in essa risiede la vostra salvezza e quella dei vostri fratelli e sorelle.

- Cosa desiderano udire le vostre orecchie? Perché non privilegiate ciò che la vostra anima brama e desidera ardentemente ascoltare? Siete consumati dalla curiosità, ansiosi di conoscere ciò che solo Dio, nella Sua Misericordia, ha stabilito per questo mondo; eppure, vi stancate di sentir parlare dell’Amore di un Dio che è venuto per portarvi la Salvezza. O figli degli uomini, come sono diventati ottusi i vostri cuori e aride le vostre anime: non desiderate nulla delle Mie Parole d’Amore, né anelate o sospirate per un “ti amo” da parte del vostro Salvatore!

- O Israele, popolo Mio – nato dal Mio Amore e dalle profondità del Mio stesso essere – perché rifiutate il vostro Salvatore? Verrà un tempo in cui cercherete il Mio Amore nel Tabernacolo e non lo troverete, perché siete stati infedeli al Mio Amore; Mi avete abbandonato, Mi avete lasciato solo e vi siete rivolti ad altri dèi – dèi di fango e argilla che vanno in frantumi, privi di ogni utilità – che conducono soltanto sulla via della perdizione e della condanna eterna.

Oh figli, quanto sprecate il tempo che vi rimane! Eppure il Mio Amore vi ricorda — e continuerà a ricordarvi — che è tardi. Dovete preparare le vostre anime e le vostre vite a tutto ciò che sta per abbattersi su questo mondo; un mondo che, in molti luoghi, si sta già incamminando verso il male e la perdizione. Le cose non faranno che peggiorare, culminando infine in una vera e spietata persecuzione dei cristiani: dei Miei figli, di coloro che Mi appartengono. 

Oh Israele, il sangue scorrerà in questo mondo di peccato e i Miei figli periranno per mano dei loro carnefici, spinti dall'odio crudele e sanguinario del nemico delle vostre anime. In quel giorno, o Mio popolo, tenderete la mano verso di Me; cercherete il manto di Mia Madre per ripararvi, ma esso non vi sarà di alcun aiuto se non sceglierete, qui e ora, di preparare voi stessi e i vostri fratelli per quando giungerà quel momento. Poiché, in quei tempi di grande tribolazione, solo l'anima che si sarà preparata durante il tempo presente potrà godere della Luce della Mia Grazia e del sostegno del Mio Spirito Santo. È estremamente difficile, per chi ha il cuore e l'anima corrotti dal peccato di Satana, riconoscere la Mia Grazia. La misura della vostra preparazione — per quanto piccola — porterà frutti in quei momenti di durezza e orrore che si stanno inesorabilmente avvicinando a questo mondo. Tutto si compirà, e giungerà il martirio dei Miei figli. 

"Per la Tua Bontà e la Tua Grazia, rendi meritori i nostri sforzi": così pregate lo Spirito di Dio. Pregate dunque per questo, o Miei figli, affinché tali parole diventino realtà nella vostra vita. Oh figli, giorni di giustizia stanno per giungere in questo mondo: "Preparatevi, preparatevi!", grida il vostro Salvatore alle vostre anime assopite. 

Destatevi, o Miei figli, dal letargo mortale in cui vivete e dormite. Destatevi, o Mio popolo, perché il vostro Salvatore sta arrivando! Vivrete giorni di giustizia e di crudeltà infernale in questo mondo; giorni che vi attendono, che si avvicinano e che presto busseranno alla vostra porta. Figlio mio, se la tua anima vive per il Signore, non cadrai in preda al nemico crudele. 

Impara dalle fiere dei campi e dai gigli dei campi, che si lasciano plasmare e rimodellare dal loro Creatore; fate altrettanto anche voi: siate docili e liberate la vostra mente da ogni ribellione o opposizione ai disegni dell'unico Creatore del Cielo e della Terra. Alleluia. 

Cercate, figli miei, cercate la salvezza — la salvezza suprema — poiché questo mondo, insieme a tutto ciò che contiene, sta giungendo al termine; esso ha corrotto i vostri cuori e le vostre stesse vite. Ogni cosa sarà gettata nel lago di fuoco, insieme all'unico corruttore delle vostre anime — colui per mezzo del quale il peccato è entrato in questo mondo, un mondo creato per l'amore e la felicità dalle mani del mio Santo Padre, l'unico Vasaio che ha plasmato e modellato l'argilla delle vostre vite con immenso Amore e una tenerezza che non conosce limiti né eguali in questo mondo; voi, infatti, non riuscite ancora a comprendere l'altezza e la grandezza dell'Amore di Dio. Figli miei, solo un'anima in stato di grazia è capace di cogliere deboli e fugaci bagliori di quell'Amore infinito — un Amore che un giorno contemplerete, comprenderete e nel quale gioirete in Cielo, a patto che, durante la vostra vita, abbiate accolto l'Amore di Dio.

Non scoraggiatevi; non cercate la sapienza degli altri. Cercate, invece, dentro di voi la Sapienza di Dio: quella Sapienza che dona la forza e l’amore necessari per perseverare lungo il cammino. Affidarsi alla sapienza altrui conduce soltanto allo scoraggiamento e alla disperazione. Cercate tutto ciò che proviene da Dio e troverete la gioia e la forza necessarie per vivere in questo mondo.

—O figli, questo mondo volge al termine. Aprite i vostri cuori alla voce di Dio.

—Il nemico infernale tenterà di distruggere le Mie parole; perciò, rivolgetevi alla preghiera: lì troverete la forza e la luce per rimanere saldi nella fede.

—L’ora è tarda e il terrore di un mondo crudele avanza inesorabilmente verso le vostre vite. Chiudete la porta al peccato e vivrete; altrimenti, perirete nel fuoco eterno e inestinguibile. Sì, figli, chiunque rifiuti la salvezza di Dio decreta la propria condanna.

—Non sprecate il tempo che vi è concesso: un tempo in cui attendo il vostro impegno e la vostra dedizione verso tutto ciò che il Salvatore delle vostre anime vi chiede.

—Mettetevi all’opera, esortando tutti a seguire la Luce del Vangelo e a vivere i Miei sacramenti. Desidero che le vostre anime siano in stato di grazia — riconciliate con Dio attraverso il Sacramento della Penitenza — prima di accogliermi nella Santa Comunione. Vi manca la semplicità delle colombe; imparate, dunque, la semplicità e la mitezza di un cuore che resta saldo in Dio e nei Suoi Comandamenti.

—Non sono venuto per punire, ma per salvare; solo chi rifiuta la Croce di Cristo si condanna da sé. Sì, figli, la Mia Croce porta salvezza, non condanna. —Il serpente infernale cerca la vostra perdizione fin dalla vostra creazione; spinto dall’odio e dall’orgoglio di Satana verso Dio, egli vi perseguita, tentando di condurre le vostre anime alla dannazione eterna. Ma, figli Miei, voi avete la Mia Croce: aggrappatevi saldamente ad essa e sarete salvati. Io vi donerò la Vita Eterna. —Non abbiate paura, perché Io, Gesù, sono con voi e non vi abbandonerò. Non trascuro i figli tanto cari alla Mia anima; sarò sempre al vostro fianco.

—Aprite i vostri cuori al Figlio di Dio, che sta venendo — che giunge nell’ora stabilita dal Mio Santo Padre nei Cieli. Alleluia.

Non perdetevi mai d’animo; seguite i Miei Comandamenti, poiché in essi risiede la salvezza delle vostre anime. Non date ascolto a coloro che vorrebbero modificarli o abolirli: costoro non appartengono a Me, anche se un tempo vi sono appartenuti. Fuggite da loro, così come si fugge dalla dannazione eterna. Alleluia.

—Glorificate Dio con la vostra vita, rimanendo fedeli alla Mia Parola, al Mio Santo Vangelo.

7 maggio 2017


Crimini governativi e menzogne della stampa

 


Il Mistero dell’Iniquità


Caso n.2: La USS Maine

Il governo degli Stati Uniti mentì deliberatamente, nel 1898,  quando accusò la Spagna di aver affondato con una bomba la nave  da battaglia USS Maine, usando quell’incidente come pretesto per  giustificare una guerra contro quel paese europeo ed occuparne i  territori d’oltremare. Diversi documenti top secret del governo degli  Stati Uniti, ormai desecretati, rivelano che l’affondamento del Maine  fu un attacco sotto false insegne, perpetrato dal governo degli Stati  Uniti allo scopo di fornire una giustificazione apparente per poter  lanciare una guerra contro la Spagna. Il trasferimento della sovranità  sulle Filippine, che dopo la guerra passò dalla Spagna agli Stati Uniti,  fu un altro atto criminale compiuto dal governo americano, perché la  Repubblica delle Filippine aveva già dichiarato la propria indipendenza,  avendola tra l’altro quasi praticamente ottenuta dalla Spagna, visto che  stava per vincere la propria guerra d’indipendenza contro quest’ultima.  Il passaggio di poteri, assolutamente fraudolento, servì allo scopo  criminale di giustificare un’altra guerra – quella contro le Filippine  – grazie alla quale gli Stati uniti, con brutale ferocia, conquistarono,  soggiogarono e colonizzarono quella nazione che aveva praticamente appena ottenuto l’indipendenza (a caro prezzo) dalla Spagna. 

Caso n.3: Pearl Harbor

Il governo degli Stati Uniti ha mentito quando ha affermato d’essere   stato preso completamente di sorpresa dagli attacchi giapponesi contro  la base navale americana di Pearl Harbor, il 7 dicembre 1941. Il governo  americano, infatti, era già in possesso delle macchine di cifratura Enigma,  che venivano usate dai Giapponesi per trasmettere i propri messaggi in  codice. Il governo americano conosceva quindi in anticipo il giorno, l’ora  e l’esatto punto dell’attacco giapponese, ma scelse deliberatamente di  non avvertire le proprie forze armate. 

Nei mesi precedenti, l’amministrazione Roosevelt aveva provocato  in tutti i modi i giapponesi, introducendo sanzioni e interventi  economici restrittivi contro il paese del Sol Levante, proprio allo scopo  di spingerlo ad attaccare Pearl Harbor; successivamente, si macchiò di  alto tradimento quando autorizzò l’ordine di non segnalare l’imminente  attacco giapponese alle Hawaii, affinché quest’ultimo potesse arrecare  il massimo dei danni, lasciando che le forze americane di stanza a  Pearl Harbor venissero massacrate. Tutto questo allo scopo di garantirsi  il sostegno dell’opinione pubblica e una giustificazione apparente per  un contrattacco militare in forze, contro il Giappone. Un attacco così  possente e massiccio, che sarebbe risultato decisamente eccessivo se le  forze Giapponesi fossero state respinte a Pearl Harbor, senza causare  grandi danni o troppe vittime. 

Una sconfitta veloce e devastante delle forze giapponesi a Pearl  Harbor, avrebbe sicuramente alterato il corso degli eventi nel teatro della  Guerra nel Pacifico, ma questo avrebbe tarpato le ambizioni geopolitiche  del governo americano, che sarebbero state portate a compimento dopo  la conclusione della guerra, nel 1945, e che videro gli Stati Uniti diventare  il padrone incontrastato dell’Asia Orientale. 

 I fatti che riporto in questa sezione sono documentati e pubblicati così  approfonditamente, da oltre 25 anni, che non ho bisogno di dilungarmi  troppo per descriverne le fonti. Per chi volesse approfondire l’argomento,  consiglio la lettura di: “Pearl Harbor: Hawaii Was Surprised; FDR was not”  (http://www.thenewamerican.com/history/american/574); “October 7,  1940: The Day That Should Have Lived in Infamy” (http://www.infowars. com/october-7-1940-the-day-that-should-have-lived-in-infamy/), e Day  of Deceit: The Truth About FDR and Pearl Harbor (vedi la sezione “Product  Description” su www.amazon.ca/Day-Deceit-Truth-About-Harbor/dp/  0743201299).

Padre Paul Kramer

giovedì 5 novembre 2026

COME È MORTO GEREMIA? Trascinato in Egitto e ucciso dalle persone che cercava di salvare


 

Una nuova possibilità per l’umanità

 


Maria 

Tutti soffriranno. Tutto sarà diverso, a seconda di come saranno le risposte a questa crisi. Alcuni si aggrapperanno ai loro possedimenti, non accettando affatto questo cambiamento. Essi diventeranno acidi, pensando a quello che erano soliti avere e la libertà che i loro soldi avevano loro acquistato. Ora, questo lussuoso stile di vita se ne è andato. 

Altri lamenteranno le loro perdite e si chiederanno come poter continuare. 

Speranza e nuove condizioni  

Ma quelli che ascoltano la mia parola vivranno mediante la fede. Si renderanno conto che tutto questo dolore viene dal maligno, che ha usato delle persone per portare a questo disastro finanziario e usa ancora quelle persone per peggiorare le cose. Essi vedranno questo come un invito al pentimento, alla contrizione per i propri peccati. Io li riempirò di speranza, una speranza incrollabile, una speranza anche di fronte alle maggiori difficoltà. Essi guarderanno i loro figli e si renderanno conto che le loro vite sono cambiate per sempre, ma vedranno anche che la diminuzione della prosperità materiale consente un aumento nella fede. 

Per chi ascolta la mia parola, tutte queste difficoltà finanziarie, che modificano il paesaggio dell’economia, porteranno ad una nuova cultura, in cui la fede potrà crescere e Dio potrà di nuovo assumere il suo giusto posto come protettore della famiglia. 

Una nuova condizione del genere umano è possibile, ma solo quelli che mi ascoltano potranno usufruire delle benedizioni spirituali che ne possono derivare. 

Commento: Maria parla chiaramente di crisi economiche che porteranno alcune persone alla disperazione e altre a rivolgersi a lei. 

2 Maggio 2012 


Visione della venerazione angelica a Maria SS. in un luogo fuori Roma, in cui alle spalle a sinistra resta la tomba di Cecilia Metella e a destra il fiume Tevere (zona delle Tre Fontane?).

 



19 ottobre 1947  

«Dopo essere stata tutto ieri con la visione della zona romana che dalla basilica di S. Paolo va verso la campagna che va verso sud rispetto a Roma, zona sulla quale vidi cader delle rose il 5 maggio u.s., avendo alla mia sinistra la Via Appia, una delle poche località di Roma che ricordo bene per averla vista nella mia unica sosta di 3 giorni a Roma nel 1920 (ottobre) andando a visitare la tomba di S. Paolo1502, e a destra il Tevere che va verso il mare - e non so perché per tutto un giorno io debba aver avuto presente questa zona di campagna romana - come viene la notte viene anche Maria Ss. a bearmi... E fin qui nulla di così straordinario da farmi scrivere queste parole.

Ma dopo che mi ero saturata della gioia di veder Maria, ecco apparire l’arcangelo S. Michele, sempre così imponentemente direi quasi paurosamente bello, con la sua spada lampeggiante nella destra. E qui cessa la visione per me sola e diviene comunicazione universale.

L’Arcangelo, indicando Maria Ss. tutta bella nella sua umiltà verginale - non si può descrivere la sua grazia di eterna Fanciulla... - grida: “Opponete l’arme che è ‘Maria’ al gran Serpente che avanza!”. Che voce potente! Scrolla l’atmosfera come il rumore di un fulmine armonico. Maria Ss. china la testa guardando con infinita pietà la Terra... E l’Arcangelo grida tre volte il potente grido. È molto severo e imperioso l’Arcangelo difensore... Dopo il terzo grido e una pausa che lo segue, si prostra davanti a Maria venerandola dicendo: “Tu sola difesa! Tu sola vittoriosa! Tu sola speranza di salute contro il satanico veleno. Madre di Colui che non ha uguali, io ti saluto, mia Regina”.

È ancora prostrato quando, portando seco una luce rispetto alla quale il fulgore di S. Michele è tenue, scende volando ratto dai Cieli sulla Terra l’Arcangelo S. Gabriele. Tiene fra le mani un turibolo d’oro fumante di incensi. Biondeggia e biancheggia nei capelli e nelle vesti del suo aspetto, spirituale anche se, per essere visibile alla mia umanità, lo appesanti sce con aspetto umano. La sua figura sprigiona luce, la gioiosa luce del Paradiso. 

Cantando - perché la voce di S. Gabriele è un canto soavissimo, indescrivibile - vola intorno a Maria incensandola col suo incenso, dicendo: “Ave Maria! Regina degli Angeli, salute degli uomini, amore di Dio Uno e Trino! Dopo Dio, chi come te, Maria? Salve, Regina gloriosissima in Cielo, medicina a tutte le malattie che uccidono gli spiriti e spengono Fede, Speranza, Carità negli uomini. Ave, Maria!”.


Voglio tutto quello che vuole Gesù, costi quel che costi

 


A.M.D.G


Per la Gloria di Dio, ad onore dei mio caro Padre S. Silvestro, e per ubbidienza, unita a Maria e sotto lo sguardo del S. Volto di Gesù, farò del mio meglio per manifestare la bontà e misericordia di Gesù verso la più miserabile creatura.

Dal Settembre dello scorso anno, la mia salute sempre delicata, andò peggiorando, lasciandomi quasi continuamente, in uno stato di grande sofferenza, è che cercavo dissimulare per non preoccupare le Suore. A Milano, in Gennaio, presi una forte influenza ripartii per Roma ai primi di Febbraio con forte febbre, sentendomi tanto male, che ad un certo punto credetti non poter proseguire il viaggio. Rimasi a letto un po' di giorni, e poi con l'aiuto di Dio, mi feci violenza e procurai stare in piedi, ma da allora andai peggiorando. Solo il pensiero di soffrire per le anime mi dava forza. Dovendo andare a Milano, preferii aspettare per una visita medica, dal Dottore nostro, già conosciuto, il quale mi trovò in condizione disastrose (come Lui disse) un focolaio di recente broncopolmonite aperto, con tutti gli altri disturbi di fegato, cuore, stomaco ect. Ordinò riposo assoluto e cure che permettendolo il Signore, a nulla giovarono. Mi prese una forte ripugnanza ad ogni cibo, e qualunque piccola cosa, mi dava forti dolori di stomaco e tanto malessere da cadere spesso svenuta. Il solo vedere cibo, mi stravolgeva tutta. La debolezza si accentuava e non posso negare, che più volte mi faceva illusione di essere all'ultimo di vita.

L'ubbidienza mi ordinò di ricorrere a un bravo Dottore di Roma, il quale dopo un po' di cure, volle facessi la radioscopia, per attendermi con più sicurezza, avendo sempre temperatura. Si fece e si trovò quello che avrei mai pensato: Una lesione sottoclaveare al polmone destro. Il Dottore consigliava il pneumotorace e poi venne a più miti consigli, con iniezioni di vaccino... che poi incominciai, attendendo altre analisi.

Il dottore dell'anima, certamente ispirato da Dio, mi disse, che per ubbidienza dovevo chiedere la grazia, che il polmone si sanasse e il demonio per un poco desse tregua alle continue lotte, forse causa prima di tutti i mali, dicendomi di recitare ogni sera cinque gloria al Cuore di Gesù e uno a S. Silvestro. Mi costava chiedere la salute, sembrandomi di sfuggire alla sofferenza, e il nemico, perché era proprio lui, mi tentò più volte su questo punto, ma mai con la grazia di Dio, avrei scelto la mia volontà alla ubbidienza... cercavo di impedirmi di recitare le preghiere a questo scopo. La notte dall' 11 al 12 giugno sfinita in tutti i sensi, resistendo al nemico che mi ostacolava di chiedere la grazia, recitai le solite preghiere, chiedendo con maggior forza per vincere la ripugnanza e ubbidire, che si faccia quello che vuole il Padre. Una voce distinta si fece udire: Va a Fabriano sali a piedi all'Eremo, e alla tomba di S. Silvestro avrai la grazia che chiedi. Col pensiero dissi: come è possibile nel mio stato di debolezza fare questo? e la voce: - Non discutere, abbi fede. -

Il giorno 14 nuova forte ribellione a chiedere la salute. Per superarla dissi: - Il Padre vuole che sani, e che il nemico mi dia tregua. dunque voglio la grazia. Una voce rispose: - Fa quello che ti ho detto e la grazia l'avrai -.

Affidai tutto all'ubbidienza, contenta di qualunque decisione. Il nemico mi torturava l'animo, facendomi credere una illusa, che ingannava il Padre, ma palesati i miei timori la pace e la fede tornarono.

La carità e la delicatezza usatami dal Padre in queste circostanze, si può comprendere solamente, se si pensa alla sconfinata bontà del Cuore di Gesù per le anime! Decide si vada all'Eremo, e mi procura la santa gioia di essere da lui accompagnata. Oh! non finirò mai di ringraziare il Signore di tante grazie, di tante finezze! Possa anche io essere tanto generosa con Gesù! tanto delicata!

Il giorno 18 giugno con la corsa delle 11 e 1/4 partii accompagnata da Suor Cesarina, per Fabriano. Con una gran fede nell'ubbidienza che il nemico più volte tentò di indebolire... mostrandomi come uno spauracchio la lunghezza della strada da percorrere a piedi, nelle mie condizioni di salute. Giunta a Fabriano provai una interna commozione, che cercai di reprimere. Il Padre ci attendeva e ci accompagnò a S. Benedetto; nell'attesa fui presa da un malessere generale e da una forte tentazione di scoramento, che superai con la grazia di Dio ripetendo: mi fido dell'ubbidienza. Alle 19 circa si incominciò la salita, il Padre di tanto in tanto ci faceva pregare. Le disposizioni dell'animo mio si cambiarono, una pace profonda mi invase l'anima e veramente in tanta solitudine e bellezza di natura, non ci si sentiva più a contatto con l'umano. Il cammino mi si rendeva sempre più facile e leggero, sentivo che S. Silvestro mi attendeva. In poco più di due ore eccoci all'Eremo. Entriamo in Chiesa, i Padri stavano in preghiera, provai una violenta commozione e un forte bisogno di pianto che repressi. S. Silvestro era là, nella sua tomba marmorea, ma io sentivo che mi accoglieva con amore, direi con impazienza. Non potei pregare con le labbra, ma il mio cuore parlava e presto mi sentii tutta assorbire in Dio, e mi trovai alla presenza di S. Silvestro posto su un trono di gloria, di uno splendore incomparabile. Vicino alla Madonna, i Santi Benedettini e Padri. Stuolo di Angeli facevano corona.

La Madonna si avvicina, mi prende per mano e mi accompagna al trono di S. Silvestro. Questi mi appoggia la mano sul capo e mi dice: DA QUESTO MOMENTO, TI UNISCO ALLA MIA DILETTA CONGREGAZIONE, FARAI PARTE SPIRITUALMENTE IN ESSA E GODRAI DI TUTTI I VANTAGGI SPIRITUALI E DI TUTTO IL BENE CHE SI FA; TU UNIRAI LE TUE FATICHE, LE TUE PENE E TUTTO QUANTO FARAI, A QUELLE DEI MIEI PADRI PERCHÉ IN CIASCUN MEMBRO E IN TUTTA LA CONGREGAZIONE SI CERCHI SEMPRE LA MAGGIOR GLORIA DI DIO.

Detto questo mi benedisse e io rimasi perduta in Dio. Quando mi riebbi, mi ritrovai nella Chiesa. Il Padre ci fece uscire. Dovetti farmi grande violenza per mettermi a contatto con le cose di quaggiù. Per fortuna il Padre mentre si attendeva la cena, fu ispirato a farci uscire fuori, così nella solitudine potei più liberamente dar sfogo al mio cuore che non ne poteva più.

Avrei desiderato passare la notte sola con il mio caro S. Silvestro, ma già fu delicatezza di Gesù, nel concedermi il Padre di ritornare in Chiesa dopo cena. Avevo bisogno di sfogare con Lui il mio cuore, di ringraziarlo, di parlargli, come figlia al Padre teneressimo.

Entrata in dolce colloquio fui trasportata su una strada ardua e pericolosa. Io mi vedevo obbligata a camminare. S. Silvestro, a pochi passi, mi precedeva, e quando la difficoltà del cammino, si faceva più grande, mi smuoveva i sassi, mi appianava la via, e riprendeva nuovo animo nel cammino. A un certo punto mi trovai davanti a un abisso, e fui lì per retrocedere, ma ecco che al di là, mi si mostra una strada molto più facile, dove camminavano senza fatica tante persone, secolari, Sacerdoti, Religiose. Sentii il bisogno di mettermi anch'io su quella strada, ma non ci riuscivo.

S. Silvestro mi disse: Quella strada non è per te; vedi, quelle anime CAMMINANO CON FACILITA’ PERCHÉ TU CAMMINI NELLA FATICA, NELLA LOTTA, NELLA SOFFERENZA, SONO SULLA VIA RETTA, PER I TUOI PATIMENTI. NEI MOMENTI PIÙ PENOSI, RICORDATI DELLA STRADA, E IL PENSIERO DELLA SALVEZZA DELLE ANIME TI DARÀ FORZA. GESÙ VUOL FARE ENTRARE TANTE DI ANIME IN QUELLA STRADA, IL DEMONIO FA OGNI SFORZO PER STRAPPARLE E IMPEDIRE IL BENE. NON TEMERE, IO TI AIUTERÒ SEMPRE. - Quando tutto scomparve una luce vivissima si era fatta nell'animo mio, sentii di essere nella volontà di Dio, e rinnovai la mia totale donazione al Signore, nell'abbandono completo al suo Divino Volere.

Al richiamo del Padre, mentre mi alzavo dalla balaustra, un gelido straordinario mi prese alla parte destra, e come un brusco movimento, mentre un'interna voce mi diceva: STA TRANQUILLA, SEI GUARITA.

Il Padre ci accompagnò alle camerette e ci benedisse. Ci sembrava di essere accompagnate proprio da Gesù. Quelle stanzette, nella Casa di S. Silvestro, mi parvero un pezzetto di Paradiso. Mi sentivo come schiacciata da tante grazie e la mia miseria nella sua evidente realtà, un abisso insondabile.

Mi posi a letto per ubbidire, ma dormire fu impossibile. Parlavo col cuore al mio caro Santo e gustavo delizie di Paradiso. Dirlo non è possibile.

Alle due, mi levai e mi posi in preghiera. Ecco venire a me, il mio caro P. S. Silvestro, con tenerezza infinita; mi prende il capo fra le mani e: MIA FIGLIA DILETTA mi dice: QUELLA VOCE CHE TI DICEVA DI VENIRE ALL'EREMO, ERA LA VOCE DEL TUO ANGELO CUSTODE, MANDATO DA ME. QUANTO HAI CHIESTO TI HO DATO: IL POLMONE È SANATO, E IL DEMONIO PER UN PERIODO DI TEMPO NON AVRÀ PIÙ NESSUN POTERE SUL TUO CORPO. Chiedendo io che intendeva dire: non avrà nessun potere sul tuo corpo, mi spiegò, che non avrebbe più potuto battermi, soffocarmi, infliggermi quei mali fisici per togliermi dalla S. Comunione, e così mi disse: RIPRENDERAI FORZE. ATTENTA PERO’, CHE IL NEMICO NON SI DARÀ PACE E TENDERÀ ALTRE INSIDIE. SII SEMPRE CANDIDA COL PADRE, UBBIDIENTE E UMILE E SARAI VITTORIOSA. D'ORA IN POI RECITERAI L'UFFICIO PROPRIO DEI MIEI FIGLI CON GRANDE FEDELTA’ E ACCURATEZZA. Mi appoggiò al suo cuore; io volevo dire tante cose, ma non potevo parlare, ma S. Silvestro comprendeva tutto e il Paradiso era in me.

Alle 5 il Padre, celebrò la S. Messa all'altare del Santo diletto, e ci diede la S. Comunione. Troppo presto si dovette partire! Mi dovetti violentare per nascondere la mia pena... ma subito mi si parò alla mente, la strada mostratami da S. Silvestro, e al pensiero che le anime si salvano nel patimento e nel sacrificio, ripresi con generosità il cammino disposta a tutta quanta la Volontà di Dio.

Giunta a casa, scossa di tutto quanto era passato, mi buttai sul letto e m'addormentai. Allo svegliarmi - mi parve di essere un'altra. Provai appetito, e postami il termometro, la temperatura era scomparsa. Mi nutrii senza nessun disturbo e la notte dormii tranquillamente.

Un cambio si repentino, non poteva essere altro che segno certo della grazia ricevuta. Oh! come dubitare? Che farò per mostrare al caro santo la mia gratitudine?

Mio caro Padre S. Silvestro, ottieni la grazia di usare di questo dono per pura gloria di Dio e salvezza delle anime. Se ne dovessi abusare, toglimi tutto completamente. Voglio vivere solamente della Volontà di Dio, nell'amore a Gesù e alle anime. Costi quello che costi!