domenica 19 luglio 2026

Una nuova croce di Luisa: rimettere sempre il cibo e allo stesso tempo patire la fame. Il Confessore le vieta di continuare nello stato di vittima

 


Ciò mi costò molto in principio, specialmente [117] per le obbedienze che mi dava il Confessore. Non so come, voleva che prendessi il chinino e mi aveva data l’ubbidienza che, quante volte avessi rovesciato, altrettante volte dovevo ritornare a prendere il cibo. Ora, il chinino mi stuzzicava l’appetito e delle volte sentivo ben bene la fame; prendevo il cibo e appena preso, e delle volte nell’atto stesso di prenderlo, dai continui urti di vomito ero costretta a rimetterlo e rimanevo con la stessa fame di prima 83. La parola “povera”, che Gesù mi aveva detto, non mi faceva ardire di chiedere niente ed io stessa avevo vergogna di chiedere. Pensavo tra me: “Che dirà la famiglia? Mo’ ha vomitato ed ora vuole mangiare? Se mi danno qualche cosa la prendo, se no il Signore ci penserà”.  

Così me la passavo, contenta di poter offrire qualche cosa al mio caro Gesù. Questo però non durò molto tempo, ma circa [118] quattro mesi. Un giorno il Signore mi disse: “Ripeti la domanda, che ti dia l’ubbidienza di non prendere il chinino e di non farti prendere il cibo tante volte, che o gli darò lume”. 

Così venne il Confessore e glielo dissi, e lui mi disse: “Per non mostrare singolarità, d’ora in poi voglio che prenda il cibo una sola volta al giorno”, e sospese anche il chinino. Così restai più quieta   e mi passò la fame, ma però non cessò il vomito; quella sola volta che prendevo il cibo ero costretta a rimetterlo.  

Il Signore delle volte mi diceva di chiedere l’ubbidienza di non mangiare, ma il Confessore non mi ha dato mai questa ubbidienza; mi diceva: “Fa niente che vomiti, è un’altra mortificazione”. 

Io però lo dicevo al Signore e Lui mi diceva: “Voglio che tu faccia la domanda, ma con santa indifferenza voglio che tu stia a ciò che ti dice l’ubbidienza”.  

E così continuai a fare. [119] Quando furono passati circa quaranta giorni, da me presi da quella parola che disse il Signore (“per un certo dato tempo”) e che io così avevo detto al Confessore, e le sofferenze continuavano a sorprendermi ogni giorno e lui era costretto a venire tutti i giorni, il Confessore incominciò a darmi l’ubbidienza di non dovere più stare in quello stato e mi soggiungeva che se fossi caduta nelle sofferenze, lui non ci sarebbe più venuto. Da parte mia mi sentivo prontissima a fare l’ubbidienza; specialmente la natura voleva liberarsi da quello stare continuamente nel letto, che per quanto bello fosse, era sempre letto. Quel doversi assoggettare a tutti, anche nelle cose più ripugnanti e necessarie alla natura, ed essere costretta a dirle agli altri è un vero sacrificio. Quindi la natura fece il suo ufficio e tutta si consolò nel sentirsi dare questa ubbidienza. [120] L’anima mia era pronta a fare l’ubbidienza e pronta a stare nel letto, se il Signore così avesse voluto, perché avevo incominciato a sperimentare quanto era stato buono con me e che la vera rassegnazione sa cambiare la natura alle cose e l’amaro lo converte in dolce. 

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83 - Nei primi tempi, il vomito avveniva ogni tre o quattro giorni; ma in seguito si produceva ogni volta che mangiava. Pochi minuti dopo aver mangiato, come in un singulto rimetteva tutto intatto e gradevole alla vista. Da quando rimase definitivamente nel letto, Luisa visse in massima parte della Santa Eucaristia e dello stesso cibo di Gesù: la Divina Volontà. Alcuni raccontano che visse totalmente priva di cibo e bevande durante tutto quel tempo, ma ciò non corrisponde a verità. Nel Volume XI (29.9.1912) Luisa scrive: “…Sono rimasta impensierita, pensando al mio stato,  ché prima prendevo pochissimo cibo ed ero costretta a rovesciarlo ed ora ne prendo di più e non rovescio…”, e lo attribuisce a mancanza di mortificazione e a suo difetto, ma, Gesù le dice, è perché, dopo averla purificato e distaccato dalle cose terrene “Io la restituisco alla vita ordinaria, perché voglio che i miei figli prendano parte alle cose da Me create per loro amore, secondo la mia Volontà, non secondo la loro. Ed è solo per amore di questi figli, che sono costretto a nutrire gli altri”. (Lo stesso si vede nel Vol. XII, 12.8.1918, dove parla del suo continuo rimettere che tanto la mortifica). 


Non hanno più vino

 


Maria 

Tante volte ho riflettuto sui grandi misteri in cui ero stata coinvolta. Gesù, egli stesso, era il più grande mistero, il grande mistero delle sue origini, da dove è venuto e della sua vita con il Padre, prima ancora che fosse concepito nel mio grembo. 

Come ha iniziato il suo ministero, questo mistero era nascosto, ma a poco a poco si sarebbe rivelato fino a che il mondo intero avrebbe saputo che era “la parola fatta carne che abitava in mezzo a noi”. Come tutto questo sarebbe successo o quale parte avrei avuto in tutto questo non mi era chiaro, ma la prima manifestazione ha avuto luogo a Cana durante una festa di nozze. Gesù aveva già raccolto alcuni discepoli, ma era ancora nella fase iniziale e non avevano idea del suo potere. 

Crisi e Soluzione 

All’improvviso è nata una crisi. La povera coppia non aveva più vino. Conoscendo il potere di Gesù gli ho presentato il problema: “Donna”, ha detto, “la mia ora non è ancora venuta”. Il ministero pubblico non era ancora cominciato. I miracoli non erano ancora avvenuti. In verità, quest’ora della manifestazione non era ancora giunta. Eppure c’era la coppia, alla cui festa di matrimonio era finito il vino. 

Ho creduto e detto ai camerieri di fare tutto ciò che Gesù avrebbe detto loro. In primo luogo, ho visto il capocameriere discutere animatamente con lo sposo. Poi, ho visto i camerieri riempire i bicchieri vuoti. Gesù aveva risposto alla mia richiesta. 

Il Rosario 

Da allora, quante richieste gli ho fatto, specialmente nella battaglia di Lepanto, quando tutta la Chiesa mi ha invocata recitando il rosario. Questo accadrà di nuovo. Quando l’Occidente sarà nuovamente minacciato dagli invasori musulmani, il mio popolo userà il rosario per invocarmi. Dovrò di nuovo andare da Gesù e dire: “Non hanno più vino. Non hanno speranza. Essi sono pieni di disperazione”. Egli ascolta la mia voce. Tuttavia, il mio popolo deve cominciare ora. Devono utilizzare il rosario come intercessione. Imparate il rosario. Scorrete i grani e ci saranno più miracoli. Il mio Figlio mai e poi mai rifiuta le mie richieste. Affrettate la pace nel mondo. Recitate il rosario. In caso contrario, la pace verrà, ma sarà in ritardo e molti periranno. 

Commento: La prima preghiera di intercessione di Maria a Cana rivela il suo potere sul cuore di Gesù. Se usiamo il rosario, la sua intercessione otterrà tutto quello di cui abbiamo bisogno. 

4 Aprile 2012 


«La Risurrezione finale: il vostro io ricomposto in anima e corpo. Non tutti i viventi dell’ora estrema saranno santi e non tutti dannati. Ingiusto sarei se annullassi ad essi l’espiazione… I viventi nell’ultima ora, morti nell’ultima ora, andranno nel fuoco purificatore».

 


Ciò che io vedo questa sera: 

Una immensa estensione di terra. Un mare, tanto è senza confini. Dico “terra” perché vi è della terra come nei campi e nelle vie. Ma non vi è un albero, non uno stelo, non un filo d’erba. Polvere, polvere e polvere. 

Vedo questo ad una luce che non è luce. Un chiarore appena disegnato, livido, di una tinta verde-viola quale si nota in tempo di fortissimo temporale o di eclissi totale. Una luce, che fa paura, di astri spenti. 

Ecco. Il cielo è privo di astri. Non ci sono stelle, non luna, non sole. Il cielo è vuoto come è vuota la terra. Spogliato l’uno dei suoi fiori di luce, l’altra della sua vita vegetale e animale. Sono due immense spoglie di ciò che fu. 

Ho tutto l’agio di vedere questa desolata visione della morte dell’universo, che penso sarà dello stesso aspetto dell’attimo primo115, quando era già cielo e terra ma spopolato il primo d’astri e la seconda nuda di vita, globo già solidificato ma ancora inabitato, trasvolante per gli spazi in attesa che il dito del Creatore le donasse erbe e animali. 

Perché io comprendo che è la visione della morte dell’universo? Per una di quelle “seconde voci” che non so da chi vengano, ma che fanno in me ciò che fa il coro nelle tragedie antiche: la parte di indicatrici di speciali aspetti che i protagonisti non illustrano di loro. È proprio quello che le voglio dire e che le dirò dopo. 

Mentre giro lo sguardo su questa desolata scena di cui non comprendo la necessità, vedo, sbucata non so da dove, ritta nel mezzo della piana sconfinata, la Morte116. Uno scheletro che ride con i suoi denti scoperti e le sue orbite vuote, regina di quel mondo morto, avvolta nel suo sudario come in un manto. 

Non ha falce. Ha già tutto falciato. Gira il suo sguardo vuoto sulla sua messe e ghigna. 

Ha le braccia congiunte sul petto. Poi le disserra, queste scheletriche braccia, e apre le mani senza più altro che ossa nude e, poiché è figura gigante e onnipresente - o meglio detto: onnivicina - mi appoggia un dito, l’indice della destra, sulla fronte. Sento il ghiaccio dell’osso pontuto che pare perforarmi la fronte ed entrare come ago di ghiaccio nella testa. Ma comprendo che ciò non ha altro significato che quello di voler richiamare la mia attenzione a ciò che sta avvenendo. 

Infatti col braccio sinistro fa un gesto indicandomi la desolata distesa su cui ci ergiamo essa, regina, ed io unica vivente. Al suo muto comando, dato con le dita scheletriche della mano sinistra e col volgere a destra e a manca ritmicamente il capo, la terra si fende in mille e mille crepe e nel fondo di questi solchi scuri biancheggiano bianche cose sparse che non comprendo che siano117. 

Mentre mi sforzo di pensare che sono, la Morte continua ad arare col suo sguardo e il suo comando, come con un vomere, le glebe, e quelle sempre più si aprono fino all’orizzonte lontano; e solca le onde dei mari privi di vele, e le acque si aprono in voragini liquide. 

E poi da solchi di terra e da solchi di mare sorgono, ricomponendosi, le bianche cose che ho visto sparse e slegate. Sono milioni e milioni e milioni di scheletri che affiorano dagli oceani, che si drizzano su dal suolo. Scheletri di tutte le altezze. Da quelli minuscoli degli infanti dalle manine simili a piccoli ragni polverosi, a quelli di uomini adulti, e anche giganteschi, la cui mole fa pensare a qualche essere antidiluviano. E stanno stupiti e come tremanti, simili a coloro che sono svegliati di soprassalto da un profondo sonno e non si raccapezzano del dove si trovano. 

La vista di tutti quei corpi scheletriti, biancheggianti in quella “non luce” da Apocalisse, è tremenda. 

E poi intorno a quegli scheletri si condensa lentamente una nebulosità simile a nebbia sorgente dal suolo aperto, dagli aperti mari, prende forma e opacità, si fa carne, corpo simile a quello di noi vivi; gli occhi, anzi le occhiaie, si riempiono d’iridi, gli zigomi si coprono di guance, sulle mandibole scoperte si stendono le gengive e le labbra si riformano e i capelli tornano sui crani e le braccia si fanno tornite e le dita agili e tutto il corpo torna vivo, uguale a come è il nostro. 

Uguale, ma diverso nell’aspetto. Vi sono corpi bellissimi, di una perfezione di forme e di colori che li fanno simili a capolavori d’arte. Ve ne sono altri orridi, non per sciancature o deformazioni vere e proprie, ma per l’aspetto generale che è più da bruto che da uomo. Occhi torvi, viso contratto, aspetto belluino e, ciò che più mi colpisce, una cupezza che si emana dal corpo aumentando il lividore dell’aria che li circonda. 

Mentre i bellissimi hanno occhi ridenti, viso sereno, aspetto soave, e emanano una luminosità che fa aureola intorno al loro essere dal capo ai piedi e si irradia all’intorno. 

Se tutti fossero come i primi, l’oscurità diverrebbe totale al punto di celare ogni cosa. Ma in virtù dei secondi la luminosità non solo perdura ma aumenta, tanto che posso notare tutto per bene. 

I brutti, sul cui destino di maledizione non ho dubbi poiché portano questa maledizione segnata in fronte, tacciono gettando sguardi spauriti e torvi, da sotto in su intorno a sé, e si aggruppano da un lato ad un intimo comando che non intendo ma che deve esser dato da qualcuno e percepito dai risorti. I bellissimi pure si riuniscono sorridendosi e guardando con pietà mista ad orrore i brutti. E cantano, questi bellissimi, cantano un coro lento e soave di benedizione a Dio. 

Non vedo altro. Comprendo di aver visto la risurrezione finale118. 

Dice Gesù: 

«Quando il tempo sarà finito e la vita dovrà essere unicamente Vita nei cieli, il mondo universo tornerà, come hai pensato, ad essere quale era all’inizio, prima d’esser dissolto completamente. Il che avverrà quando Io avrò giudicato. 

Molti pensano che dal momento della fine al Giudizio universale vi sarà un attimo solo. Ma Dio sarà buono sino alla fine, o figlia. Buono e giusto. 

Non tutti i viventi dell’ora estrema saranno santi e non tutti dannati. Vi saranno fra quei primi coloro che sono destinati al Cielo ma che hanno un che da espiare. Ingiusto sarei se annullassi ad essi l’espiazione che pure ho comminata a tutti coloro che li hanno preceduti trovandosi nelle loro medesime condizioni alla loro morte. 

Perciò, mentre la giustizia e la fine verranno per altri pianeti, e come faci su cui uno soffia si spegneranno uno ad uno gli astri del cielo, e oscurità e gelo andranno aumentando, nelle mie ore che sono i vostri secoli - e già si è iniziata l’ora dell’oscurità, nei firmamenti come nei cuori - i viventi dell’ultima ora, morti nell’ultima ora, meritevoli di Cielo ma bisognosi di mondarsi ancora, andranno nel fuoco purificatore. Aumenterò gli ardori di quel fuoco perché più sollecita sia la purificazione e non troppo attendano i beati di portare alla glorificazione la loro carne santa e di far gioire anche la stessa vedendo il suo Dio, il suo Gesù nella sua perfezione e nel suo trionfo. 

Ecco perché hai visto la terra priva di erbe e alberi, di animali, di uomini, di vita, e gli oceani privi di vele, distesa ferma di acque ferme poiché non sarà più necessario ad esse il moto per dar vita ai pesci delle acque, come non più necessario calore alla terra per dar vita alle biade e agli esseri. Ecco perché hai visto il firmamento vuoto dei suoi luminari, senza più fuochi e senza più luci. Luce e calore non saranno più necessari alla terra, ormai enorme cadavere portante in sé i cadaveri di tutti i viventi da Adamo all’ultimo figlio di Adamo. 

La Morte, mia ultima ancella sulla Terra, compirà il suo ultimo incarico e poi cesserà d’essere essa pure. Non vi sarà più Morte. Ma solo Vita eterna. Nella beatitudine o nell’orrore. Vita in Dio o vita in Satana per il vostro io ricomposto in anima e corpo.» 


E anche questa sera, che non volevo scrivere perché ero sfinita, ho dovuto scrivere 12 facciate!... 

Senza commenti. 

Dimenticavo dirle che i corpi erano tutti nudi ma che non faceva senso, come se la malizia fosse morta essa pure: in loro e in me. E poi, ai corpi dei dannati faceva schermo la loro oscurità e a quello dei beati faceva veste la loro stessa luce. Perciò, ciò che è animalità in noi scompariva sotto l’emanazione dello spirito interno, signore ben lieto o ben disperato della carne. 

DA: I QUADERNI DEL 1944 


Riconoscetevi indegni di essere anime vittime

 


Gesù dice:

Figli miei: aprite i vostri occhi; guardatemi in mezzo a voi. Aprite il vostro cuore e sentitemi. Aprite le vostre orecchie e ascoltate le mie parole.

Riconoscetevi nulla. Riconoscetevi piccoli. Riconoscetevi finiti. Riconoscetevi indegni che vi abbia chiamato, che abbia pronunciato i vostri nomi per scriverli nel libro della vita. Riconoscetevi i meno adatti a far parte dell'Esercito Vittorioso dei Cuori Trionfanti. Riconoscetevi indegni di essere anime vittime.

Un'anima vittima crocifigge sul legno della croce le sue passioni.

Un'anima vittima rimane vigile in attesa della mia seconda chiamata.

Un'anima vittima cresce in zelo apostolico, in zelo per la salvezza della sua animae delle anime del mondo intero.

Un'anima vittima si sente una piccola luce o un tenue

raggio di luce.

Un'anima vittima deve profumare gli ambienti fetidi, putridi, decomposti dal peccato.

Un'anima vittima porta, spiritualmente, il Cristo sul suo petto.

Un'anima vittima non lesina sul tempo, è generosa nella preghiera, è generosa nella riparazione.

Un'anima vittima impara dalla mia scuola, medita sulla mia Parola, fa vivere, nella sua vita, il mio Vangelo.

Un'anima vittima teme di essere come le vergini stolte, vergini con le lampade spente e senza olio.

Un'anima vittima anela abitare in una delle dimore del Cielo.

Un'anima vittima dichiara sulla sua vita: vittoria, trionfo perché è convinta che camminando sulle mie orme non sperimenterà mai la sconfitta e tanto meno la rovina spirituale.

Un'anima vittima si nasconde nella piaga del mio Sacro Costato per non essere scoperta agli occhi dei suoi fratelli.

Un'anima vittima passa inosservata dal mondo, lascia solo odore di santità, lascia solo odore di mortificazione, odore di penitenza, odore di essere martire del mio Amore Divino.

Un'anima vittima si ricrea davanti alle mie parole e davanti alla mia presenza.

Un'anima vittima vince se stessa negli scrupoli, negli appetiti disordinati e pensa solo a darmi gloria, onore, lode.

Un'anima vittima prega senza distrazioni, si addentra nei sentieri della contemplazione, ma non nell'assopimento fisico o spirituale.

Un'anima vittima beve sorso dopo sorso il mio Sangue Prezioso, si inebria di desideri di santità, si inebria di desideri di umiltà, si inebria di desideri di rimanere ore e ore sul monte Calvario, riparando per tutte le follie e le sciocchezze dell'umanità.

Figli miei: non abbiate paura di dirmi sì, non abbiate paura di far parte di questo piccolo gruppo di anime scelte perché non tutte le anime sono chiamate a questa vocazione sublime e nascosta dentro la mia Chiesa.

Se sentite nel profondo del vostro cuore una tenue voce, un richiamo costante e persistente: è giunta l'ora di farvi martiri del mio Amore Divino.

È giunta l'ora perché costruiamo la nostra Chiesa semidistrutta e semicrollata.

È giunta l'ora di prendere molto sul serio la missione per cui siete stati chiamati.

È già il momento che apriate i vostri occhi.

È già il momento che scopriate le vostre orecchie.

È già il momento di lasciare indietro le giustificazioni.

È già il momento di agire e di operare come miei veri discepoli della luce, come miei messaggeri della mia Parola.

È giunto il momento di trascendere, di crescere spiritualmente.

È giunto il momento di essere diversi dagli altri, che si noti, che si senta che siete militanti di Cristo.

Sono le parole di un Padre Buono che corregge i suoi figli.

Sono le parole di un grande amico che vuole evitarvi sofferenze, vuole tirarvi fuori da un mondo di oscurità.

Sono le parole di un fratello che pensa e veglia per il vostro benessere.

Il mio amore per voi è infinito, è grande. Se non vi amassi tanto rimarrei silenzioso, non mi manifesterei in diverse forme, in diversi modi.

Se non vi amassi tanto non sceglierei alcune anime per trasmettere loro messaggi d'amore, messaggi di conversione, messaggi di misericordia.

Non userei alcune anime per avvisarvi dell'infinità di pericoli che vi insidiano; non userei alcune anime per profetizzarvi, per prepararvi alla mia seconda venuta.

Vi amo moltissimo, figli miei: com'è il vostro amore per me?

Com'è stata la vostra risposta alla chiamata che vi faccio?

Sarà che mi date solo briciole del vostro amore? Sarà che, ancora, c'è molto dell'uomo vecchio in voi?

Venite a Me, che laverò il fango delle vostre vite.

Venite a Me, che vi darò e vi rivestirò della mia luce.

Venite a Me, che toglierò la ragnatela del vostro passato.

Venite a Me, che vi giustificherò, non vi censurerò perché il mio amore per voi è più profondo di un oceano.

Il mio amore per voi non ha misura, non ha lunghezza. Il mio amore per voi è incomparabile, diverso dall'amore degli uomini, diverso dall'amore terreno.

Il mio amore per voi mi porta a perdonarvi quante volte cadete, quante volte vi lasciate abbattere dalla tentazione.

Il mio amore per voi mi porta a utilizzare la miseria e il nulla di Agostino, per dimostrarvi che sono vivo, per dimostrarvi che sono risorto, per dimostrarvi che a tutti voglio dare rifugio, accoglienza nel mio Seno Paterno. Non sentitevi tristi. Piuttosto, interrogatevi sulla magnificenza del mio amore nelle vostre vite. Interrogatevi piuttosto su quale sia la grandezza del vostro amore per Me.

Interrogatevi piuttosto, se vedete in ogni fratello la mia presenza. Interrogatevi piuttosto, se il vostro amore è un amore agape, fraterno.

Interrogatevi piuttosto, su cosa dobbiate consegnarmi in questo stesso istante.

Approfittate, figli miei, della mia presenza; sono vivo, il mio cuore palpita nel vedervi in atteggiamento di preghiera, in atteggiamento di ascolto, di fronte alla mia presenza Eucaristica.

Consegnatemi tutto il vostro essere, che Io vi trasformerò come argilla docile tra le mie mani.

Consegnatemi tutto il vostro essere, che Io darò forma alla pietra grezza che, ancora, c'è in voi.

Consegnatemi tutto il vostro essere, che Io guarirò tutte le vostre malattie e curerò i vostri dolori. Figli miei: vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino, prima per tagliare da voi: legami, vincoli che non vi lasciano liberi, schiavitù che non vi permettono di volare per incontrarvi con me.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino affinché sentiate nel vostro cuore dolore per i vostri peccati, proposito di emendamento nelle vostre vite.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino per comunicarvi il grande amore che ho per voi. Siete anime privilegiate, siete anime gradite ai miei purissimi occhi. Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino per darvi da bere un po' del calice della mia amarezza.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino per purificare, lavare i vostri cuori da ogni macchia di peccato.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino affinché vi sentiate importanti perché siete i miei figli prediletti.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino affinché vi inseriate in un progetto del Cielo, in un grande Apostolato di Riparazione per costruire la mia Chiesa semidistrutta e semidistrutta.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino per consegnarvi provviste, per armarvi con la mia armatura divina, per darvi forze e uscirete sul campo di battaglia pronti a combattere e a vincere.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino per scrivere i vostri nomi sui fogli del Cielo, per scrivere le vostre emozioni, i vostri pensieri, i vostri sentimenti, per scattarvi una fotografia in compagnia dei Santi Angeli del Cielo e completare le vostre pagine di vita.

Spero solo le vostre firme del sì, le vostre firme a questo contratto d'amore a tempo indeterminato.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino per annunciarvi la mia seconda venuta, il mio prossimo ritorno.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino affinché parliate con me cuore a cuore come parlando con il migliore dei padri, come il migliore degli amici, come il migliore dei fratelli.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino affinché abbassiate i vostri sguardi al cuore e vi sentiate nulla di fronte alla mia presenza, vi sentiate piccoli, vi sentiate minimi di fronte alla mia Onnipotenza.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino per restaurare le vostre vite, per fare di voi opere perfette della mia creazione.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino per risvegliare in ognuno di voi aneliti di santità, desideri della Patria Celeste.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino affinché sentiate il mio abbraccio, i miei baci, affinché camminiate sulle orme indelebili di questo incontro di Amore Santo e Divino.

Vi ho portato in questo deserto di Amore Santo e Divino affinché prendiate coscienza, affinché comprendiate, capiate la missione alla quale siete stati chiamati.

Vi amo, vi incoraggio ad abbracciare la mia croce, vi motivo affinché non vi allontaniate dal monte Calvario, affinché rimaniate al mio fianco come il mio discepolo Giovanni e come mia Madre Maria.

Figli miei: prendete le Sacre Scritture e meditate la prima lettera ai Corinzi, capitolo 13; scrivete lì le domande che questo testo biblico produce nei vostri cuori.

Ancora, ho molte grazie e favori da darvi.

Aspettate momenti forti di incontri con me e di incontri con mia Madre.

Preparatevi, figli miei, per immergervi nei Fiumi delle acque battesimali.

18 Dicembre 2009


IL PREZIOSISSIMO SANGUE NELL'APERTUTA DEL COSTATO

 


Morto Gesù sulla croce, uno dei soldati romani che stavano sul Calvario impugna una lancia e scaglia un colpo spietato e violento contro il Costato dei Salvatore: lo squarcia, apre il Cuore e da quella ferita, come ci assicura l'apostolo ed evangelista S. Giovanni che era presente sotto la croce, scaturisce acqua e Sangue, simbolo, secondo l'interpretazione di S. Agostino, dei sacramenti che ci purificano e ci alimentano spiritualmente.

Questo Cuore aperto è il riparo in cui sono chiamati a rifugiarsi sia i giusti che i peccatori; nel suo Cuore Gesù ci invita a nasconderci per evitare il castigo meritato con le nostre colpe e per lavarci dai nostri peccati.

Accogliamo il suo invito, rifugiamoci nella piaga di quel Cuore che tanto ci ha amato.

Gesù ci assicura: "Io vi offro il mio Cuore, basta solo che voi mi doniate una lacrima, un atto di dolore per avermi offeso. Non è molto quello che vi chiedo: soltanto un po' di amore in cambio dell'amore infinito che io vi ho donato e continuo a donarvi".

Quanto poco basta per avere il perdono del Signore! Eppure, troppi negano al loro Dio anche questo poco. Tutto vogliono, tutto pretendono, ma non sanno dar nulla in cambio al loro Signore.

Cerchiamo di non far parte anche noi di questa folta schiera di approfittatori.

Fioretto: Recita cinque volte il "Padre nostro" in onore delle cinque piaghe di Gesù.

ESEMPIO La Beata Osanna da Cattaro, colpita un giorno da fortissima febbre, ha cominciato a lamentarsi per il brutto stato di salute in cui si trovava. Le apparve allora Gesù, tutto piagato e grondante Sangue e le disse. "Figlia mia, perché ti lamenti tanto per questo tuo piccolo male e non piuttosto per i grandi dolori che io ho sofferto per te?".

La beata Osanna ne fu così colpita che da quel momento, a chi le esprimeva sentimenti di compassione, vedendola molto soffrire, rispondeva: "Quanto ha sofferto Gesù! Come possiamo noi lamentarci per i nostri dolori?".

PADRE NOSTRO Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Abbiate fiducia in Me perché Sono il Figlio di Dio che possiede tutto il Potere e che conosce ogni cosa.

 


Messaggio di Nostro Signore e Salvatore

consegnato a padre Melvin. 


Gesù gli parlò con queste parole:

*-“Riverso grandi grazie su di te, mio fratello Melvin, e su tutti i miei fratelli che vivono nel mondo.

Abbiate fiducia in Me perché Sono il Figlio di Dio che possiede tutto il Potere e che conosce ogni cosa. Fu Giovanni Battista a presentarmi al popolo all’inizio della Mia vita pubblica. Egli esortò le persone a pentirsi dei propri peccati facendosi battezzare nel fiume Giordano e molte, moltissime persone si fecero battezzare. In verità, San Giovanni Battista operò in nome del profeta Isaia, il quale scrisse molte pagine su di Me, il Messia che sarebbe venuto nel mondo. Io venni  quando giunse il tempo e non Mi ci volle molto per scegliere i 12 Apostoli che avrebbero vissuto con Me durante i Miei tre anni di vita pubblica. Alla fine ho fondato la Mia Chiesa su di loro, con San Pietro come suo capo. Sono tutti santi tranne Giuda, che Mi ha tradito.

Chiedete agli Apostoli di pregare per la Chiesa che ho fondato su di loro e di pregare per il Papa, i vescovi e i sacerdoti. Tutti hanno bisogno di grazie per svolgere il loro lavoro nel Mio Nome.

Pregate anche per l’unità della Mia Chiesa, affinché tutti osservino i Miei insegnamenti e gli insegnamenti degli Apostoli e dei loro successori. Vi benedico tutti.”*

* * Padre Melvin


Cosa fare con questi diavoli

 


Flash - SAN FRANCESCO E PADRE PIO 

Tutti i santi con la esse maiuscola sono stati, attraverso i secoli, tormentati dal demonio, da sant'Antonio Abate a madre Speranza di Gesù. Il beneplacito di alcuni biblisti di oggi, che hanno scoperto che satana non esiste, non ci occorre, perché i fatti ci sono e sono storicamente certi.

L'enorme luce spirituale, che inonda lo spirito di queste creature privilegiate, spesso sfugge al nostro sguardo materiale, ma è visibilissima agli esseri spirituali. I demoni ne rimangono accecati e irritati fino a scagliarsi con violenza contro di loro. Tra i disturbi ricorrenti nella loro vita c'è anche quello di essere ostacolati nel sonno. 

Prendiamo due esempi: 

 di san Francesco è scritto: «Soggiornando alcune notti presso un cardinale, la prima notte, dopo aver pregato Dio, si accingeva a riposare, quando i demoni gli mossero una lotta spietata» (Seconda vita di Celano 119, in Fonti Francescane 705). 

«Il diavolo è molto sottile e astuto. Dal momento che per la misericordia e la grazia di Dio, non può nuocere alla mia anima, si sfoga contro il mio corpo rendendomi impossibile il riposo» (Leggenda Perugina 94, in Fonti Francescane 1650). 

 Padre Pio il 28 giugno 1912 scrisse al direttore spirituale: «L'altra notte la passai malissimo, quel "cosaccio" (cioè il diavolo) da verso le dieci che mi misi a letto, fino alle cinque della mattina non fece altro che picchiarmi continuamente. Molte furono le diaboliche suggestioni, che mi poneva davanti alla mente; pensieri di disperazione, di sfiducia verso Dio... Credevo proprio che quella fosse propriamente l'ultima notte della mia esistenza» (Epistolario Vol. 1). 2.

 Lo stomaco 

Degli oggetti fatturati fatti ingerire e che poi rimangono nello stomaco ho già parlato qua e là nelle pagine precedenti, spiegando le tecniche del maleficio e rispondendo alle domande al riguardo. 

Qui voglio sottolineare l'importanza fondamentale del fatto. La fattura opera sulla vittima per mezzo di influssi negativi prodotti da oggetti fisici, preparati precedentemente con riti propiziatori nei laboratori dei maghi. Si comprende facilmente che più l'oggetto fatturato è vicino come distanza e presente come continuità di tempo alla persona, più è efficace l'azione malefica. Quindi gli oggetti possono essere messi nella casa o nei dintorni immediati di casa, nel laboratorio o nell'ufficio, dentro l'auto, nei cuscini. Ma in ogni caso dato che la gente si muove, il contatto con queste cose viene continuamente interrotto e a volte per tempi lunghi: in ufficio non ci si sta sempre, nella casa o nell'auto neppure, sul cuscino la testa ci riposa solo nelle ore della notte. 

La carica più efficace è quindi quella di piazzare il fatturato all'interno del corpo stesso: così, più che vicino, è al di dentro e la continuità non si interrompe mai neppure per qualche minuto. L'oggetto può essere di minuscole proporzioni, sia di materia solida che liquida e non è difficile creare occasioni per cui una persona possa mangiare o bere qualcosa preparato allo scopo. 

Una persona che faceva «manovalanza» per un mago, poi convertitasi, mi ha raccontato di una delle pratiche che ha visto fare in laboratorio. Dalla donna che voleva ottenere un legame d'amore con un uomo, si faceva portare il sangue delle mestruazioni. Lo essiccava e lo fatturava, quindi lo scioglieva in acqua e il liquido veniva iniettato con la siringa dentro i cioccolatini che all'interno hanno la parte molle o contengono liquori; poi in qualche modo finivano per essere offerti all'uomo. Questa testimonianza è sicura. Se però non trovano un modo naturale di farli abboccare all'amo agiscono in modo preternaturale per mezzo di spiriti come ordinariamente fanno con la roba che si trova dentro i cuscini. 

L'oggetto nello stomaco agisce ininterrottamente ventiquattro ore su ventiquattro, i sintomi che possono svelarne la presenza sono principalmente: 

 difficile digestione, senso di pieno allo stomaco per cui si pensa di non dover mangiare, a volte anche difficoltà o ripugnanza a ingerire cibi (anoressia), dolori e pesantezza, conati di vomito ripetuti e anche violenti a seguito dei quali spesso non esce niente, se non un po' di saliva, altre volte escono cose strane: questo è segno positivo di liberazione; 

 riflessi negativi sul funzionamento dell'intestino provocati dall'azione devastante sulla digestione;  un sintomo particolare, che può sembrare un po' strano, è un ondata di angoscia che parte dallo sterno e sale fino alla gola e alla testa. Sono molti i pazienti che avvertono come i momenti di pessimismo più nero, che generano attimi di supremo sconforto, abbiano origine proprio da qualcosa che parte dallo stomaco e arriva alla testa per via esterna. 

In questi casi oltre all'uso di bere acqua santa e di condire i cibi con olio e sale benedetti, giovano anche il mangiare poco e con frequenza e l'uso moderato di farmaci che aiutano la digestione. 

Ritorna sempre la domanda di come sia possibile, nel continuo passare del cibo nello stomaco, che queste piccole particelle maleficate rimangano per anni e anni ferme nello stomaco. Un film sulle apparizioni di Lourdes, che ha avuto un gran successo qualche anno fa, si apriva con la solenne affermazione: «Per coloro che credono tutto è possibile, per coloro che non credono nessuna spiegazione è sufficiente». Così è: per chi crede a queste cose, anche per questo fatto è possibile una spiegazione. Se si pensa che queste particelle di cibo ingerite sprigionano potenzialità negative ininterrottamente ventiquattro ore su ventiquattro, come si è detto, si può anche comprendere che parte di questa energia venga utilizzata perché il materiale resti posizionato là dove si trova, mentre l'altro cibo finita la digestione, passa all'intestino. Quando l'azione potente della presenza dello Spirito Santo, nella vita del credente che fa un sincero cammino di fede, ridurrà gradualmente la potenza malefica di queste particelle, esse non avranno più neppure la forza per rimanere nello stomaco e usciranno per via intestinale come gli altri cibi. 

Il mondo dell'occulto è come l'elettronica; chi non ne conosce i punti base come il bit, i chips, gli input, non potrà mai spiegarsi la multiforme operatività di aggeggi così piccoli. Il mondo dell'occulto ha alcune realtà fondamentali; una volta comprese e accettate si spiega tutto. Per coloro che invece negano tutto a priori e in blocco, con la frasetta degna delle intelligenze più elevate: «Ma che sono queste cretinate!», nessuna spiegazione è sufficiente. Pastori della chiesa e laicisti illuminati, copritevi sempre dietro tale espressione: la beatitudine accordata agli ignoranti sarà sempre con voi. 

3. L'avversione al sacro 

Una volta accettato il principio esposto sopra, che soltanto una barriera religiosa può contrastare il male con tutte le sue svariate manifestazioni, resta evidente che satana farà del tutto perché la persona che vuol colpire si allontani gradualmente da ogni pratica religiosa, sia individuale che collettiva. 

Questo è il terzo dei tre segni fondamentali per giudicare se si è colpiti da azioni malefiche; è di grande importanza perché fa comprendere più a fondo come la reale via di liberazione non passa attraverso iniziative esterne alla persona, ricercate negli operatori della magia o anche nei ministri della chiesa. Cercare affannosamente una mano santa, che dall'esterno tolga questo male, è normalmente l'impegno principale di chi si sente colpito da fenomeni preternaturali. 

Ho letto da un esposto esteso da un esorcista francese, che il fatto che lo aveva maggiormente sorpreso, era che tra le tante persone che aveva ricevuto, non ce n'era stata una sola che fosse arrivata da lui col pensiero di dover fare qualcosa di proprio per essere liberata. Tutti avevano la precisa sensazione che dovevano trovare qualcuno che avesse il potere di spazzare via il male allo stesso modo con cui il dentista strappa via il dente malato. È così anche in Italia. 

È importante perciò che in presenza di questi disturbi, il paziente scopra che ha subìto una sottile ma sistematica difficoltà nell'incontro con Dio. Comincerà allora a rendersi conto che soltanto con un graduale ritorno alla pratica religiosa potrà raggiungere la liberazione. 

«Da quanto tempo hai incominciato ad avvertire questi fenomeni strani?». 

«Da quanto tempo hai incominciato a distaccarti dalla pratica religiosa?». 

Sono queste le due domande che rivolgo successivamente alle persone con cui tratto, per aiutarle a convincersi di questa realtà. Cercando di ricostruire l'inizio dei mali e quello del distacco dalla religione, scoprono con sorpresa che coincidono e comprendono il significato di questa coincidenza. Capire poi che la ripresa della vita religiosa sia la via migliore per difendersi, scaturisce come conseguenza logica. 

Esaminiamo ora nei particolari i principali aspetti dell'avversione al sacro: 

 distacco graduale per chi in qualche modo è praticante. Si incomincia spesso con pensieri vaghi sulla fede: forse non è vero niente, se Dio ci fosse perché c'è tanto male, a che serve pregare e andare in chiesa... 

 mille motivi si sommano gradualmente per non far trovare più il tempo per pregare personalmente o per andare in chiesa; 

 come ci si mette a pregare la testa parte. Si stabilisce di dire, per esempio, alla sera prima di andare a letto, alcune preghiere tra le più comuni. Si inizia, ma dopo un po' ci si accorge che la mente se ne è andata altrove, le preghiere stabilite non sono state dette perché, come un colpo di spugna porta via lo scritto dalla lavagna, così qualcosa di invisibile ha cancellato il programma fissato; 

 disagio a stare in chiesa e a partecipare comunque a preghiere comunitarie. Dato che la preghiera fatta insieme ad altri è sempre più efficace, è anche perciò la più ostacolata. Stando insieme in chiesa per le celebrazioni liturgiche si possono sentire sensazioni di stanchezza, di nausea, di confusione mentale, di svenimento. Sentiamo spesso dire dai pazienti: «Io in chiesa non è propriamente che non ci vado, ma non mi sento di starci con gli altri, preferisco perciò intrattenermi un po' quando non c'è nessuno». 

 La stessa difficoltà si trova per la partecipazione alle preghiere nei gruppi ecclesiali. La prima volta che le persone vengono da me, se avverto che c'è veramente qualcosa di malefico, chiedo loro l'impegno a partecipare a qualcuna delle diverse riunioni di preghiera che facciamo per queste situazioni, come esporrò più avanti. L'adesione in genere c'è, ed è anche sincera, in vista di una possibile guarigione. Ma le metto subito in guardia, specialmente quando il caso ha una certa gravità: «Stai attento che da solo, almeno per le prime volte, non ce la farai a venire; perciò accordati con qualche persona di famiglia o qualche conoscente per venire insieme». 

Anche il rapporto con il sacerdote esorcista non è bene che sia tenuto completamente segreto; senza l'aiuto di qualche familiare o di qualche persona amica, il cammino per un avvicinamento maggiore a Dio sarà stroncato da satana fin dall'inizio, in mille maniere diverse. 

Sono quattro i sintomi principali che disturbano la preghiera in questi casi: la mente non riesce a concentrarsi per via di continue distrazioni, una strana voglia di sbadigliare senza interruzione, il bisogno di ridere, di ridere tanto, una sonnolenza profonda che non si riesce a vincere. 

Una volta cercavo di liberare con l'esorcismo una signora colpita da un maleficio. Nonostante fosse molto religiosa, seria e tanto desiderosa di guarigione, non riusciva a trattenersi dal ridermi forte in faccia e se ne scusava con me provando tanta angoscia. Ma noi che siamo del mestiere sappiamo, anche attraverso gli indemoniati, che quello di riderci in faccia è uno degli atteggiamenti più comuni degli spiriti del male. Testoni proprio questi diavoli! Nonostante tutte le legnate che hanno ricevuto in duemila anni da ministri del Signore Gesù, non hanno ancora imparato il proverbio che dice: «Ride bene chi ride per ultimo». 

4. Salute 

Gli effetti negativi sulla salute sono abituali quando interviene il maleficio. Si articolano con modalità diverse, anche se non sempre sono tutti presenti e non lo sono con la stessa intensità. Queste cose, come si è detto, variano da soggetto a soggetto a seconda della costituzione fisica della persona, scaricando la maggiore negatività sui punti più deboli. 

Ricordo di un venditore ambulante che sentiva dolori lancinanti sulle piante dei piedi, ogni volta che li poggiava a terra per stare diritto. Dato che il tipo di lavoro gli richiedeva appunto di rimanere in piedi per vendere i prodotti, questo disturbo gli impediva di svolgere il suo lavoro: aveva perciò girato mezza Italia, passando da uno specialista all'altro, senza alcun esito. A Torino un noto professionista, dopo averlo esaminato a lungo, gli aveva detto: «Per questo male dobbiamo coniare un termine medico nuovo». 

Vediamo alcuni aspetti particolari: 

 dolori fortissimi, in varie parti del corpo, specialmente quelle più delicate e sensibili, che a volte si spostano da una parte all'altra del corpo: dal fegato allo stomaco, alle gambe, alla cervice, alla spina dorsale, agli intestini, agli organi di riproduzione, colpendo a volte anche la regolarità dei cicli femminili, in qualche caso fino al blocco totale; 

 disturbi inspiegabili, i medici, anche a livello di specialisti, non riescono a individuare di che cosa si tratta. Vengono effettuate tutte le analisi, anche le più sofisticate, ma non risulta niente. Questo naturalmente è l'aspetto principale che induce a pensare a qualcosa di preternaturale; 

 le medicine non conseguono alcun effetto: si prova a cambiarle, ma senza alcun risultato. Simpatica l'espressione di una signora che mi disse: «Le medicine che prendo è come se le buttassi dentro lo sciacquone della cucina»; 

 a volte le analisi sono visibilmente sballate, con esiti e percentuali inammissibili. Ripetendole poi ritornano sui valori normali; 

 le influenze negative possono agire sulla mente dei medici, distorcendo e in qualche caso facendo sbagliare la diagnosi con conseguenze disastrose sia per le false cure che per le medicine sbagliate. Chi va soggetto a questi disturbi è bene che prima di affidarsi al medico, invochi il Signore perché abbia ad illuminarlo con la sua luce, perché possa vedere giusto; 

 la catena dei mali: spesso capita di dover passare da un ospedale all'altro; non si finisce di curare un male che subito se ne scopre un altro; fatto un intervento chirurgico se ne rende indispensabile un altro successivo. Le analisi e i ricoveri non finiscono più. 

5. Affetti 

La vicenda storica di satana si riassume in due tempi successivi: 

 il primo è quello della beatitudine immensa che godeva nel cielo, partecipando festosamente, insieme a tutti gli angeli, alla visione e alla partecipazione dell'amore eterno di Dio;  il secondo è quello in cui vive attualmente dopo che, per la sua ribellione, fu espulso dal cielo. Quanto era sconfinata la sua beatitudine, tanto è sconfinata la sua disperazione. Odio, negatività, amarezza sono ormai le molle che generano ogni sua attività. 

L'uomo invece, rinato alla vita divina per mezzo di Gesù Cristo, sta fin da questa terra potenzialmente assaporando ciò che satana ha perduto della sua realtà primitiva nel cielo. Due espressioni prese dalla 1ª lettera di Giovanni ce lo mostrano: 

«Guardate quale grande amore ci ha dato il Padre, per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente» (1 Gv 3, 1). 

«L'amore è da Dio, chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore» (1 Gv 4, 7-8). 

Dunque Dio è per natura e per essenza amore, e quindi l'uomo redento, nella misura in cui entra in contatto con lui, si arricchisce del suo amore e vive nel suo amore. 

Da qui lo scontro cosmico: satana che ormai personifica l'odio, si scarica contro l'uomo per distruggere ogni traccia di quell'amore che lui ha perduto per sempre. 

Che intendiamo dire quando parliamo di «affetti?» L'insieme delle varie rifrangenze dell'amore di cui può godere un uomo: rapporto tra marito e moglie, genitori e figli, fratelli e sorelle, ragazzo e ragazza che stanno insieme, ramificazioni di parentele: nonni, suoceri, generi, zii... e inoltre amicizie, convivenze, colleghi di lavoro e di svago, paesani, connazionali. 

Tutte queste realtà sono raggi riflessi che Dio ha seminato nelle sue creature ed è contro esse che satana si scatena, perché ogni affetto diventi odio, veleno, divisione, lotta. 

Scrive don Gabriele Amorth: 

«Il maligno può dare dei nervosismi insopprimibili specie verso le persone da cui si è più amati. Così rompe matrimoni, tronca fidanzamenti; suscita litigi con urla e strepiti in famiglie in cui in realtà tutti si vogliono bene; e sempre per motivi futili. Tronca amicizie; dà alla persona colpita l'impressione di non essere gradita in nessun ambiente, di essere scansata, di doversi isolare da tutti. Incomprensione, non amore, vuoto affettivo totale, impossibilità a sposarsi» (G. Amorth, Un esorcista racconta, cit., p. 70). 

Ciò che è più caro nella vita, ciò che è più sacro sul piano affettivo per la propria esistenza, diventa l'obiettivo principale contro cui satana si scatena per poterlo distruggere. 

 

DOMANDA: È da tempo che sto lottando contro un pesante maleficio. Sono una ragazza e, tra tanto male, ho avuto la fortuna di incontrare un bravo ragazzo. Lui mi adora e anche io lo amo, ma quando ci troviamo insieme sento una incredibile freddezza nei suoi confronti e, in alcuni momenti, sento stanchezza o addirittura ripugnanza a stargli vicino. Quello che è più incredibile, che in ufficio sto vicino a un uomo sposato che ha parecchi anni più di me. Nei momenti in cui trattiamo insieme per ragioni di lavoro, questo rapporto mi dà un grande senso di pace e di distensione. Non c'è assolutamente niente tra me e lui, ma quando stiamo così, io sogno di poter trasportare questi sentimenti così piacevoli al momento in cui starò col mio ragazzo. Invece poi, appena mi incontro con lui, sparisce tutto, diventa solo peso e noia stargli vicino. Come si spiega tutto questo e inoltre mi si pongono tanti problemi: glielo debbo dire chiaramente, lo debbo lasciare, cosa debbo fare? 

R. - È quanto ho esposto sopra. Colpisce su quanto c'è di più sacro e di più caro. In questo caso c'è una tattica ancora più cattiva, diabolica. Tenta di rovinare il tuo giusto amore e nel frattempo cerca di portare il tuo collega a un amore sbagliato, per distruggere lui e la sua famiglia. 

È un torrente limaccioso di odio che distrugge ramificandosi nelle più impensabili situazioni. 

Cosa fare col tuo ragazzo? 

Bisogna lottare con tutte le forze e senza paura nel senso giusto. Se è nel disegno del Signore che il vostro amore sia santificato nella formazione di una famiglia, vi dovete impegnare in un serio cammino di fede fino a che questo si realizzi. Ogni qualvolta satana scatena una guerra di questo genere, bisogna combattere. 

1. Affari 

Il problema economico è fondamentale nella realtà della vita umana. È vero che oggi nella concezione materialistica della vita si punta tanto sul possedere, dando al problema dei beni materiali un'importanza eccessiva, ma è anche vero che la mancanza del necessario per vivere crea situazioni angosciose e a volte tragiche, specialmente quando si deve provvedere ai figli. 

Molto saggia è la riflessione che si legge nella Bibbia, nel libro sapienziale dei Proverbi. 

«Non darmi né povertà né ricchezza; ma fammi avere il cibo necessario, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: 'Chi è il Signore?'; oppure, ridotto all'indigenza, non rubi e profani il nome del mio Dio» (Prv 30, 8-9). 

In presenza dell'azione devastante di una fattura, si va sempre alla ricerca di chi può essere stato a farla fare e perché. Nella ricerca del perché qualcuno sia stato spinto a pagare dei milioni agli operatori dell'occulto, per rovinare una persona o una famiglia, le motivazioni si riducono sostanzialmente a due: o per vicende di amore o per contrasti sugli affari. Dopo aver trattato degli «affetti» parliamo perciò degli «affari», facendo alcune precisazioni. 

 L'attacco contro gli affari può avvenire anche a livelli molto alti, sul piano di svariati miliardi. Contese per lottizzazioni, concorrenza su grossi giri commerciali, efficienza di impianti di produzione industriali. Sembrerà strano, eppure, con molta riservatezza, si sa di industriali che pagano sensitivi perché facciano giri di controllo nelle loro fabbriche dislocate in varie parti della penisola, per accertarsi della presenza di eventuali potenzialità negative. Per colpire così in alto, naturalmente, non basta un solo mago, ma si muovono potenti «cupole» degli operatori dell'occulto che ricevono compensi elevatissimi e riescono a provocare ingenti crolli economici. Scrive la prof. Cecilia Gatto Tocchi: «In moltissime piccole e medie aziende è presente un consulente specifico in magia che opera nell'ombra, sotto l'etichetta di "consulente" («L'Europeo», 13-19 marzo 1991, 47)». 

Il ritornello «È roba da medioevo» è il «Valzer per la povera gente» come cantava Odoardo Spadaro. Perché i pesci grossi: politici, industriali, managers, divinità del cinema e dello spettacolo, a questa gente ci ricorrono. Eccome! 

 A livello molto più modesto, ma frequentissimo, si commissionano malefici per la distruzione economica di piccole attività commerciali, di laboratori artigianali, di negozi. A motivo di lotte nella divisione di beni familiari, di soci che si separano da attività condotte insieme, per l'invidia tra famiglie quando magari una emerge sull'altra, per la villa lussuosa, per la rivalità nel lusso del vestire delle signore e cose simili. Qui i prezzi sono più modesti, un milione o poco più.  L'effetto distruttivo avviene lentamente per lo scatenarsi di un meccanismo perverso e inarrestabile che porta a inspiegabili fallimenti. Clienti che inaspettatamente non pagano, errori di contabilità stranissimi, fallimenti di cui a volte gli stessi tribunali non riescono a capire il congegno. 

Riprendiamo ancora alcune parole di don Amorth: «Negozi affollatissimi che, di colpo, vengono disertati e nessuno più ci mette piede; incapacità a trovare lavoro, spesso per motivi umanamente assurdi. Ho visto famiglie agiatissime cadere nella più nera miseria per motivi inspiegabili; professionisti avviati, di colpo si sono trovati sul lastrico. In una parola: inspiegabili passaggi dalla normalità economica alla miseria, da un lavoro intenso alla disoccupazione» (G. Amorth, Un esorcista racconta, cit., p. 70). 

 Sui «negozi affollatissimi che di colpo vengono disertati» va data una spiegazione che si direbbe curiosa se non fosse tragica. 

Quello dei negozi, ristoranti, empori che di colpo perdono completamente i clienti è un fatto che avviene più frequentemente di quanto non si pensi. Ma è difficile poter difendere i titolari perché gli operatori del male fanno il paziente lavoro di sviare di volta in volta l'eventuale cliente e quindi ci si trova di fronte all'imponderabile. Normalmente, nella nostra azione liberatrice, si scopre chi è colpito e su questi si agisce con il nostro ministero, mentre in questi casi non è possibile prevedere quale sarà l'eventuale cliente che va difeso dallo sviamento che lo spinge a non entrare nel negozio; 

 l'attività satanica, scatenata nel portare l'uomo verso lo sfacelo e la disperazione, trova una piacevolissima esca nel creare tragiche situazioni di difficoltà economica. Ho visto tanta gente piangere e spesso essere spinta al suicidio per non sapere più dove prendere i soldi per sopravvivere e tappare i buchi di pesanti scadenze. C'è stato perfino chi, per poter dare da mangiare qualcosa ai figli a mezzogiorno, è ricorso all'espediente di andare a comprare qualche cosa e ha finto, di fronte al negoziante, di aver dimenticato il portafoglio, chiedendo di pagare il giorno dopo. Si creano situazioni veramente tragiche. 

2. Voglia di morire 

Il caso più paradossale che ho incontrato nell'ambito della depressione nerissima e totalizzante che satana riesce a inculcare nelle sue vittime, è quello di un giovane. Mi confessò che lui voleva assolutamente morire, ma ogni volta che tentava il suicidio, per un verso o per l'altro, non riusciva a portarlo a compimento. Era così forte questa spinta che, non riuscendo a realizzarla, era diventata come una psicosi cronica, che lo tormentava maledettamente. Mi disse: «Vedi, se uno mi garantisse che tra due mesi io sicuramente ci riuscirò, già mi tranquillizzerei e respirerei un po'». 

Satana ormai vive di una totale disperazione senza prospettive e cerca di comunicarla e trasferirla sugli uomini con abilissime suggestioni: sembra che ormai tutto crolli, che tutto sia finito, che il resto della vita sarà peggiore del momento presente, che non ci si possa più fidare di nessuno, che la malattia lo porterà alla morte, che non troverà più un po' di amore da nessuno. Il nero del nero, nel modo più nero possibile. Una siringa carica di droga inietta per qualche momento un paradiso artificiale, il demonio invece inietta in modo permanente un inferno artificiale. 

In questa situazione si accetta di essere un «vinto». Dio stesso, si pensa, non è più capace di liberazione, altrimenti lo farebbe: se non lo fa è chiaro che il male è più forte di lui. A questo punto il suicidio, o almeno il tentativo del suicidio, diventa lo sbocco naturale. 

3. Rumori 

Quando la presenza del male ha una certa consistenza, si avvertono normalmente anche dei rumori. Il rumore ha un senso preciso: testimonia e avverte che c'è in casa o in ufficio una presenza strana, che non si vede perché, essendo spirituale, l'occhio non la percepisce. E allora è il rumore che ti avverte: «Tu non mi vedi, ma io ci sono e sto qui per farti del male». 

Vediamone alcuni aspetti. 

 I rumori sono di forma svariatissima: scricchiolio di mobili, colpi ripetuti sistematicamente sugli sportelli dei mobili stessi, sulle sponde del letto, sul soffitto della camera. Passi strani come di qualcuno che cammina sul piano superiore, porte che si aprono e si richiudono da sole, sgabelli o altri oggetti che si muovono e cambiano posizione, vibrazioni delle ante, finestre, tapparelle ed altri. 

 Quale importanza si deve dare a questi fenomeni? Di per sé sono la cosa più innocente e assolutamente innocua che gli spiriti del male possono fare. Non portano nessun effetto negativo, né alcun male, anche se creano una fortissima suggestione. Se uno non li calcolasse, di per sé non porterebbero alcun danno. Ma quell'elemento incontrollabile che è la paura fa in modo che la persona si agiti, si spaventi, non dorma, perda la pace. E se uno dice: «Mamma mia che paura!» si accorge che crescono di intensità, perché la finalità che si vuole raggiungere è proprio quella. Bisognerebbe non prenderli in considerazione e cercare di conviverci come si convive con i rumori delle macchine che passano sotto casa. 

 E chi non riesce a fare così? Bisogna invocare il nome di Gesù e anche quello di Maria, chiedere la protezione dei santi Angeli, aspergere di acqua santa i punti dove i rumori avvengono. Ma soprattutto avere la certezza che, man mano che si cammina nell'incontro col Signore con una vita di fede sempre crescente, questi rumori spariranno. Molti dei miei clienti hanno imparato a prenderli come termometro della loro vita spirituale. Mi dicono: «Dopo un po' che avevamo iniziato a venire alle riunioni erano scomparsi. Ma ora cominciano a sentirsi di nuovo perché, presi dal lavoro, abbiamo ridotto il tempo alla preghiera; bisogna che ricominciamo a pregare di più». Chiarissimo! 

4. Altre manifestazioni 1. 

Il telefono. Uno strumento nuovo che la prassi della vecchia magia non conosceva è il telefono. Il contatto fisico è determinante per rendere più forti e operanti i disturbi. Questo mezzo così usato nella nostra civiltà lo realizza con facilità. Lo stregone chiama la vittima per telefono, la persona risponde regolarmente «Pronto» ma dall'altra parte nessuno risponde. Il contatto con la persona che ha risposto è sufficiente per scaricargli addosso una ondata malefica. In genere non ci si rende minimamente conto di questo fatto e si richiude tranquillamente il telefono: «Ma, non risponde nessuno». Intanto però il contatto voluto è avvenuto. 

2. Il freddo. Scrive padre Pio in una sua lettera del 28 giugno 1912 al direttore spirituale: «Alle cinque del mattino, allorché quel "cosaccio" (cioè il diavolo) andò via, un freddo si impossessò di tutta la mia persona da farmi tremare da capo a piedi». Normalmente noi immaginiamo che questi diavolacci escano dai forni ad altissima temperatura dell'inferno. Ci può perciò sembrare strano che la loro presenza generi sensazioni di freddo. Invece è così. I brividi di freddo e anche il sentire sistematicamente freddo (quello che a volte diciamo: «sono sempre tanto freddoloso»), spesso sono dei segni della loro presenza. Paolo in Col. 1,13 dice: «Il Signore ci ha liberati dal potere delle tenebre»: è probabile che gli spiriti del male, vivendo in un mondo di tenebre, dove non ci può essere che oscurità e freddo, lo comunichino poi agli altri. 

3. Il soffio. Nei casi in cui la presenza di satana è forte si manifesta come un soffio di vento. La Bibbia usa spesso il termine aramaico Ruah che significa indistintamente «spirito» o anche «vento». Il motivo è che tutto ciò che è spirituale sfugge alla percezione dei sensi dell'uomo. Il vento è qualcosa di impercettibile, almeno secondo la concezione di quei tempi, per cui è l'elemento che può meglio significare la presenza di qualcosa di spirituale. Disse Gesù a Nicodemo: «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito» (Gv 3, 8). La sera di Pasqua, Gesù volle far dono dello Spirito agli Apostoli, perciò: «Alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20, 22). Nel racconto della discesa dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste si dice: «Veniva dal cielo un rombo, come di vento che si abbatté gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano» (At 2, 2). Questi ed altri testi simili insinuano che le presenze spirituali si manifestano sotto forma di vento e questo vale anche per gli spiriti cattivi, perché sono anche loro entità spirituali. 

4. Gli animali. È certo che i demoni possono prendere possesso degli animali nei modi più svariati e servirsene per poter infastidire e colpire gli uomini. Si sa che, per confezionare le fatture, molte volte ricorrono alle interiora degli animali, a volte seppelliscono animali interi nei pressi delle abitazioni. Una volta i dirigenti di una società di calcio mi volevano costringere ad andare ad esorcizzare gli angoli del campo, perché, secondo loro, i tifosi della squadra avversaria, per poter vincere la partita, avevano fatto seppellire da un mago quattro rospi, appunto agli angoli del campo. Anche gli animali domestici, come cani e gatti, possono a volte dare segni strani perché invasati dalle forze del male. 

Ma facciamo il punto sui famigerati gatti neri che ci attraversano la strada. Si dice che quando Garibaldi fece lo sbarco dei Mille in Sicilia, uno dei suoi ufficiali, che era un gran mangiapreti, diede questo ordine ai suoi soldati: «Se vedete qualcosa di nero sparate, potrebbe essere un prete». Spero che leggendo queste righe qualcuno non concluda: «Se vedete un gatto nero sparate, potrebbe essere un diavolo». Il colore del pelo in queste cose non c'entra. Nel modo più assoluto!

Sacerdote Esorcista Raul Salvucci 


Le cose sante nascono esclusivamente da lacrime e da pena. Le più sante, da sangue.

 


Esortazioni

ricevute da Alice Lenczewska, 1989-2010


Tutto è grazia nella vita: alcuni hanno la grazia della salute, altri della sofferenza. Alcuni del comfort della vita, altri della pena. Alcuni della bellezza fisica, altri dell'infermità. Alcuni dell'intelligenza, altri del ritardo.

Tutto, nella vita, è grazia data per condurre a Me.

Secondo te, di chi è più bello l'amore: di colui che ama per ricevere, o di colui che ama per dare?

Secondo te, quale dono d'amore è più grande: quello che viene facilmente, o quello che richiede sforzo?

Secondo te, quale uomo è meno esposto al peccato satanico dell'orgoglio: colui che possiede la bellezza fisica e l'acume dello spirito? O colui che suscita negli altri più bontà, senza peccare lui stesso?

Rifletti anche: chi bisogna amare di più: se stessi o Dio? Il proprio corpo o la propria anima?

In base a chi e a cosa vuoi giudicare ciò che hai ricevuto, ciò che ti accade nella vita? Rifletti piuttosto su come utilizzarlo, affinché la sua utilità sia maggiore, affinché porti un bene più grande, un bene più duraturo.

Rifletti sulle tue reazioni in diverse situazioni, e considera cosa significano. Conosci te stesso: la tua anima e la qualità dell'amore del tuo cuore.

Confronta ciò con tutto ciò che prometti, con ciò che fai nel tuo cuore e con ciò che esteriorizzi.

A cosa e a chi servono il tuo corpo, la tua mente, il tuo cuore, la tua anima?

1 Cor 15,1-2 «Vi ricordo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato, che avete ricevuto e nel quale rimanete saldi, per mezzo del quale anche siete salvati, se lo conservate così come ve l'ho annunciato; altrimenti, avreste creduto invano.»

Renditi conto della tua responsabilità verso ciò che ti ho detto, verso ciò che sai.

È solo la tua intelligenza che lo accetta, o anche il cuore?

Per quanto tempo? Ci sono frutti dentro di te e intorno a te? Li desideri, o hai dimenticato di desiderarli?


15.IX.1989

Le cose sante nascono esclusivamente da lacrime e da pena. Le più sante, da sangue.

14.IX.1989