martedì 20 ottobre 2026
l’Umanità è molto vicina al pericolo di una grande e distruttiva guerra mondiale.
Messaggio di Nostra Signora Madre della Divina Consolazione (la Protettrice degli afflitti)
“Cari figli,
Ecco la Serva del Signore!
Amati figli, proseguiamo insieme nella perfetta imitazione di Mio Figlio Gesù! Oggi Egli vi invita a seguirLo sempre sulla via dell’amore, della santità e della pace. Per seguire Mio Figlio è necessario rinunciare a se stessi, disprezzando per sempre ogni attaccamento disordinato. Vengo dal Cielo per aiutarvi e per chiedere le vostre preghiere, poiché l’umanità è molto vicina al pericolo di una grande e distruttiva guerra mondiale. E, per liberarvi dai grandi attacchi, vi supplico di non smettere di usare una potente arma che vi ho già dato qui, il Cordone Sovrano. Con il Cordone Sovrano, il Mio Cuore Immacolato vi offre conforto nelle vostre sofferenze, fiducia nel vostro scoraggiamento e sicurezza nelle vostre tribolazioni. Il mondo è sull’orlo di una grande catastrofe! È necessario riempire i vostri cuori di grande fede e speranza nel Signore!
Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!
Vi amo! Rimanete tutti nel nome della Santissima Trinità.”
12-10-2026
CUORE VOLTO VERSO IL PADRE
CAPITOLO PRIMO
CUORE VOLTO VERSO IL PADRE
Sottomissione straziante
L'amore rende l'umiltà naturale e facile la sottomissione. Ma non risparmiò a Cristo le rinunce. L'uomo è naturalmente incline a sognare un amore pieno di incanto e un'umiltà tutta dolce. Tuttavia, la subordinazione di Gesù gli valse terribili mutilazioni, profondamente sentite. Si può immaginare cosa sia stato per una personalità della sua natura, la permanenza di trent'anni nel villaggio di Nazareth? Ogni giorno doveva nascondere le sue immense ricchezze divine e umane sotto un lavoro banale che poteva essere svolto da chiunque. Colui che venne al mondo per salvare le anime, e che sapeva di essere destinato a operare la liberazione dell'umanità, doveva rassegnarsi a un lavoro di carpentiere, quando da ogni parte, attraverso i suoi occhi e le sue orecchie, gli giungevano le angosce delle anime. Quanto gli era doloroso chiudere il cuore a questi appelli! Eppure lo faceva, affinché il suo cuore rimanesse aperto alla compiacenza del Padre.
Poi, al termine della prigionia di Nazareth, ne iniziò un'altra. Certamente più grande, ma pur sempre una prigionia. Cristo vedeva il suo apostolato limitato dal Padre entro i confini della Palestina: "Non sono stato inviato se non alle pecore che sono perite della casa d'Israele" (6). E, poiché il suo amore si rivolgeva a tutti gli uomini e desiderava venire in aiuto di tutti, questa barriera imposta dal Padre annientava i suoi sogni più cari e gli impediva la soddisfazione delle più nobili e profonde aspirazioni. Di cuore, Cristo era missionario: desiderava rivolgersi ai popoli di tutte le nazioni, poiché non condivideva affatto i pregiudizi nazionalisti dei suoi compatrioti. Non lo sentiamo impaziente di chiamare al Regno di Dio tutte le anime? Non ripete sempre che è giunta l'ora in cui tutti i popoli entreranno in quel Regno? Eppure non gli è permesso portare loro la buona novella. Fa solo un breve passaggio nel territorio di Tiro e di Sidone; il suo apostolato è ristretto alla Giudea e alla Galilea; per questo, si sente felice quando può occasionalmente testimoniare un affetto speciale a qualche straniero, lodare il centurione romano o il lebbroso samaritano. Per una visione dominatrice del mondo sono troppo piccoli i confini della Palestina. Se il Padre lo avesse permesso, Cristo avrebbe tentato la conquista apostolica del mondo; avrebbe percorso i cammini battuti poi da San Paolo, pieno di fatica e di entusiasmo. Ma il Padre non vuole, e Cristo acconsente con tutto il cuore, senza ombra di rancore o di impazienza.
Invece di trascinarlo a un tentativo di espansione nel mondo, il Padre conduce Gesù all'ignominia del Calvario. Lì termina la sua missione terrena. Sappiamo quanto doloroso sia stato questo consenso; lo provano le lotte della sua agonia. Gli altri sacrifici fatti da Cristo sono nascosti nel recesso della sua anima, ma l'imminenza del sacrificio della Croce lo spaventa a tal punto che non è capace di nascondere il suo abbattimento. Tutto il suo essere entra in lotta: è necessario meditare Cristo nel Getsemani, per poter comprendere il tormento imposto dall'amore del Padre: amore terribile nelle sue esigenze, apparentemente crudele e brutale. Per accettarlo integralmente, Gesù soffre uno sconvolgimento dell'anima e del corpo. Questa dilacerazione continua sulla Croce: Cristo soffre per vedersi abbandonato dal Padre, ma si abbandona a Lui. Prima di esalare l'ultimo respiro, lascia sfuggire un grande grido: "Padre, nelle tue mani affido il mio spirito" (1). È la sua ultima proclamazione al Padre, l'ultimo impulso di un amore portato fino al parossismo. Tuttavia, questo atto di abbandono magnifico ed emozionante, non dimostra quanto sia costato a Gesù la sua mansuetudine? Mettere nelle mani del Padre il suo spirito, significa accettare che la sua esistenza sia falciata in piena giovinezza, dopo soli due anni di attività pubblica; significa rassegnarsi a vedere i suoi talenti umani, così ricchi di promesse, definitivamente recisi, e completamente rovinate le sue immense possibilità di apostolato. È lasciarsi strappare dall'affettuosa compagnia di sua madre, dei suoi discepoli e, in senso universale, dalla società degli uomini che Cristo amava tanto. La morte è una rinuncia per l'uomo, tanto più intensamente sentita quanto più potenti sono le sue affezioni. Gesù si rattrista troppo nel separarsi dagli uomini, poiché li ama appassionatamente. Nell'ultimo sguardo rivolto al Padre, l'offerta del suo amore porta il segno del suo dolore veemente.
JEAN GALOT
Perché ho concesso all’uomo la libertà?
Messaggio di Dio Padre
"CARO FIGLIO, IO SONO LA LUCE DEL MONDO: TUO PADRE È PIENO DI COMPASSIONE PER CIASCUNO DEI SUOI FIGLI.
L’amore è un dono che offro a ciascuno dei Miei figli e che ripongo nella loro anima al momento della loro creazione, affinché possano progredire e diventare un Fuoco ardente.
Ahimè! Il male ha distrutto questo Amore e gli ha impedito di portare frutto. Di conseguenza, l’anima ha perso tutto ciò che aveva acquisito fin dalla nascita. Ha perso anche ogni credibilità ed è diventata un deserto a causa del peccato.
Satana se ne è impadronita attraverso la seduzione del piacere carnale e soprattutto del piacere mondano.
Perché ho concesso all’uomo la libertà? Perché ho creato l’uomo a Mia Immagine, affinché potesse essere trasformato nella Mia Divinità. Ho visto il Mio riflesso nella Mia Creatura, che era libera da ogni attaccamento. Ma ahimè, l’orgoglio ha prevalso nel suo cuore e l’ha sedotto.
Tuttavia, nel Mio amore per lei, le ho dato l’opportunità di redimersi attraverso ciascuno dei Miei Sacramenti. Le ho aperto le Porte del Cielo attraverso la morte di Mio Figlio, e le ho dato “Maria” come Madre, affinché potesse confidarsi in lei.
Ma nonostante ciò, la sua possibilità di essere salvato è minima perché rifiuta il Mio Amore e la Mia Divinità. Il suo rifiuto del Mio Amore gli impedisce di conoscere la Verità, e così perde ogni credibilità. Il peccato lo acceca, e così sprofonda nell’abisso.
Mio caro figlio, è giunto il tempo della mietitura e l’uva è matura, ma molti non lo sono. Il grano buono sarà separato dalla pula, e la falsa pula sarà gettata nel fuoco. Ecco perché molti non hanno creduto nel Mio Amore.
Sono venuto a cercare le anime che sono rimaste con Me, quelle fedeli, e le trasformerò in esseri di Luce, affinché possano essere al sicuro durante la trasformazione di questa terra.
Mio caro figlio, tu che sei il Mio fedele servitore, sappi che desidero salvare il maggior numero possibile dei Miei figli. Ecco perché le tue preghiere sono così importanti. Grazie per avermi ascoltato.
Benedico te e tutti coloro che ti sono cari.
Il tuo Papà che ti ama
Robert Brasseur
Il buon samaritano delle vittime del demonio
Se mi manda via, mi tengo mia figlia
Il demonio riprende il discorso della autorizzazione del Vescovo per fare l’esorcismo e aggiunge: “Però non ti prometto di andarmene. Può essere, ma non te lo prometto. Se io andrò via lui (il genero) starà bene e diventerà anche ricco.
“Tornerà ad avere quella forza di un leone che aveva: quando lavorava”. Inizialmente il demonio mi disprezzava, mi diceva che l’altro è più forte di me, che fa di più. Alla fine mi dice: “Sei piccoletto, ma tremendo. Sarai contento; questa sera hai fatto una bella battaglia”.
In successivi incontri di preghiera sento che il demonio chiama Max ‘sua figlia’, cioè la moglie del posseduto. Mentre cerco di mandarlo via mi dice: “Se lascio questo mi tengo mia figlia. Questo fa tante preghiere, messe, comunioni, rosari, versa acqua da per tutto, in ogni angolo della casa per mandarmi via e mi ha fatto sloggiare. Adesso si è messo a pregare anche con lei (moglie) per mandarmi via”.
Con l’aspersione dell’acqua benedetta vuole sfidarmi, deridermi, rimanere impassibile per mostrarmi che non gli fa niente: anzi allunga le mani quasi a volere prenderne in abbondanza. Ed io la verso in abbondanza sul palmo delle mani. Subito reagisce fortemente, scatta in piedi e corre dicendo: “Brucio, brucio”. Corre via veloce perché non lo raggiunga altra acqua.
Appena gli è passato il bruciore torna a sedersi e mi chiede: “Di che cosa era fatta quell’acqua”. “Di acqua e sale”, gli dissi. Altre volte l’acqua gli dava fastidio e diceva che era acqua sporca e che preferiva l’acqua del rubinetto.
Asmodeo di solito lascia Max a pregare con me. Da quando ho cominciato ad invocare lo Spirito Santo, a mettergli addosso la stola, a passare con le mani, o con oggetti benedetti, o con le reliquie dei santi sulla testa e su altre parti del corpo dove soffre fortissimi dolori, soprattutto sugli arti e sulla schiena, il demonio si arrabbia e si vendica: non lascia più a Max, suo posseduto, a pregare con me.
L’ultima volta era arrabbiatissimo perché ero riuscito a scoprire dove aveva piantati i chiodi e cavarli fuori, passando su più parti del corpo con le mani, o con l’acqua santa, o con l’olio consacrato dal vescovo. Per questo motivo non l’ha più lasciato a pregare, solo un po’ alla fine.
Ad un certo punto è disperato, si mette a chiamare aiuto: “Venite ad aiutarmi, perché sta mandandomi via, mi vuole far morire, non ce la faccio più, venite ad aiutarmi, mi sta distruggendo tutto il mio lavoro”. Chiama più volte i compagni, ma non arriva nessuno: lo conferma lui stesso. Si dimena come sia in agonia.
Comincio a sperare che sia vicina l’ora della liber azione. Continuo le mie benedizioni, l’unzione con l’olio, le maledizioni, le intercessioni dei Santi, l’invocazione dello Spirito Santo per vedere se riuscivo dargli il colpo di grazia o mandarlo dalla suocera che ha fatto tanto male al genero.
Ma temevo che fosse una sua sceneggiata per interrompermi le preghiere. Gli chiedevo di uscire e di andare da chi l’aveva mandato a fare del male. Mi risponde: “Non posso perché è morto dopo avermi fatto del male, ma si è salvato”. “Allora, gli dico, va dalla vecchia che è ancora viva; soffra anche lei un po’”. Mi ripete: “Ma allora la facciamo morire!. La mandiamo all’inferno con tutto il male che ha fatto”.
Dopo questo dialogo mi informo se quanto mi aveva detto corrispondeva a verità. Una vera carismatica mi ha spiegato che il male torna alla suocera, ma per questo non deve morire. Non è più tornato a farmi la proposta di armistizio, di tregua perché sa che io voglio mandarlo via per sempre. Ha paura che gli scopra e levi ancora i chiodi, quasi siano le sue ultime ancore di salvezza, i punti saldi dove attraccare la sua presenza e rimanere ormeggiato nel corpo di Max.
Un giorno, arrabbiatissimo per le sofferenze che gli procuravo agli arti inferiori per togliere i chiodi, mi dice: “E lasciami stare; io sono più buono degli altri, perché vuoi trattarmi così”? Effettivamente fra gli altri posseduti è il demonio più buono, non offende mai, non dice né parolacce, né bestemmie, però fa il furbo per ingannarmi. Lui stesso mi diceva: “Anche se mi fanno male le tue preghiere, benedizioni e ma- ledizioni, cerco di rimanere indifferente perché così ritieni inutile il tuo lavoro, non ti accanisci, e mi lasci in pace”.
Asmodeo, in questo caso, si presenta con il carattere bonaccione, conciliante e si rende simpatico come il posseduto. È una diversa strategia per rimanere più a lungo possibile in Max , perché “a casa sua si mangia bene, si sta bene”.
Racconta: “Quando mi hanno mandato, mi hanno detto: “Vai là che si sta bene, ma le cose non sono proprio così”. “Infatti tutti se ne sono andati e sei rimasto solo”. “Si, sono rimasto solo, ma gli altri non erano stati mandati, li avevo invitati io e si sono stancati”. Aggiungo: “E io cercherò di stancare Te”.
FRATELLO ESORCISTA
Fino al giorno della tua venuta
Tu rimani nei nostri tabernacoli, Signore, fino al giorno in cui verrai nella gloria finale.
La tua presenza eucaristica annuncia segretamente la tua presenza trionfale dell'ultimo giorno.
Nel silenzio, tu prepari la fine del mondo, di un mondo che avrai invaso con la tua presenza e col tuo amore, e che trasformerai nel mondo eterno.
Sei tu, che dall'ombra del tuo tabernacolo, domini la storia dell'umanità e la dirigi verso questo termine supremo. Fa' che anche noi aspettiamo e prepariamo con te attivamente questo coronamento della tua sovranità sulla terra. Facci desiderare l'estensione più completa del tuo regno, del tuo dominio sul cuore degli uomini.
Verrà il giorno in cui in una rivelazione sfolgorante, ci mostrerai il compito e l'efficacia della tua presenza tra noi. Quel giorno comprenderemo il senso e il valore di ciascuna delle nostre visite, di ciascuna delle nostre adorazioni eucaristiche, per la salvezza del mondo.
Vedremo allora come ci hai resi partecipi della tua grande opera di consacrazione dell'universo, facendoci aderire alla tua presenza.
Fino al giorno in cui tu verrai, donaci di venire a te sempre più numerosi!
Questo sabato è particolare, il Cielo si apre a voi in benedizioni e grazie.
Carbonia 17.10.2026
Amata figlia, sono il Padre tuo Jahwè, susciterò in te del Mio, …cose grandi verranno su di te.
Oggi al Colle dirai ai Miei figli queste parole:
La vostra vita Mi appartiene, siete i Miei eletti, coloro che presto varcheranno la soglia della nuova Era. Il
tempo è giunto per essere letto in tutte le sue parti. Mettete in voi la gioia di essere stati chiamati a Me, Io sono
Colui che tutto può, non abbattetevi in questo pellegrinaggio terreno, a breve avrete la felicità eterna in Me.
Amati figli, siate dei veri soldati di Cristo, mettete in voi l’audacia di veri cavalieri dello Spirito Santo,
mostratevi sicuri nella vostra scelta a Me, non sarete abbandonati da Me.
Sorgerà un nuovo sole, una nuova vita da vivere nella Mia Maestà. Io sono il vostro Dio Amore, l’unico vostro
Bene, non cercate cose più grandi di Me, mai le trovereste! Io sono il Principio e la Fine, sono l’Alfa e l’Omega,
sono l’Eterno!
In verità vi dico: siete giunti al termine di questo peregrinare terreno, il vostro andare è stato in Me buono, ora
avrete la vostra ricompensa, entrerete a godere di Me.
Questo sabato è particolare, il Cielo si apre a voi in benedizioni e grazie. Ungetevi dell’olio Santo, proclamatevi
figli di Dio, versate il vostro sangue per i vostri fratelli, donatevi per la loro salvezza.
La vostra dedizione a Me è stata grande, sulla terra non ci sono creature simili a voi, avete sudato il vostro olio
e lo avete sparso lungo la via che avete percorso, avete inondato di lacrime i vostri occhi e avete bagnato la
terra: …questo vostro dare completo ha suscitato in Me il desiderio ardente di avervi subito qui con Me.
Avete preferito Me alle cose del mondo, avete rinnegato il Male, lo state ancora combattendo per raggiungere
le alte vette celesti dove tutto vi sarà donato nelle meraviglie del vostro Dio Creatore.
Siete stati grandi nel seminare del Mio, avete mostrato ai vostri fratelli che Io sono la Cosa più grande di ciò
che esiste. IO SONO! IO SONO COLUI CHE SONO! Nulla è paragonabile a Me!
Orsù, ora il vostro andare su questo Pianeta volge al termine, i Miei Angeli già discendono tra voi per portarvi
a Me.
Il Regno di Dio è vostro, figli Miei! Avete proclamato il Mio santo Nome, avete innalzato la Mia Croce nel
mondo, avete operato per Me. Avete donato la vostra stessa vita per onorarMi e glorificarMi.
EccoMi ora a voi, figli Miei, preparate lo zaino, ponete in esso la vostra unica dottrina in Me. Siamo pronti, a
breve tutto ciò che conoscete sarà solo un ricordo perché IO vi darò la conoscenza in Me!
Vi bramo, siete i Miei gioielli. …A presto!
JAHWÈ
Ho chiesto il significato del nome Jahwè.
Ecco a te la Mia risposta:
Creatore e Signore di tutte le Cose!
Dio Eterno d’amore infinito!
Procreatore, Progenitore della Creazione tutta.
La “Nuova” Guerra Fredda
Il Mistero dell’Iniquità
Il governo degli Stati uniti è simile a quello della Russia
Non si può non sospettare, tuttavia, l’esistenza di ulteriori e occulti motivi dietro alle critiche americane nei confronti della ‘democrazia manovrata’ in Russia. Questo perché i maestri della ‘democrazia manovrata’ sono proprio gli Stati Uniti d’America, che da sempre usano mezzi di coercizione brutali e identici a quelli applicati dal governo Russo contro candidati scomodi dell’opposizione, come ad esempio Robert Kennedy, George Wallace o Martin Luther King, e talvolta persino contro presidenti ‘insubordinati’ come John F. Kennedy e Richard Nixon. L’Unione Europea ha minacciato sanzioni economiche contro la Russia, a causa delle sue “tattiche aggressive in Europa Orientale, le violazioni dei diritti umani e l’abuso del sistema giudiziario a fini politici.” La fonte dalla quale l’Unione Europea ha tratto questa posizione è Washington. Durante una conferenza sulla sicurezza internazionale, tenutasi a Monaco il 9 febbraio 2004, il Senatore degli Stati Uniti John McCain ha affermato che: “il comportamento antidemocratico e le minacce alla sovranità e alla libertà dei suoi vicini, non gioveranno alla Russia, ma anzi la escluderanno dal gruppo delle democrazie Occidentali.”
Senza voler mettere in dubbio le ragioni del Senatore McCain, che potrebbero anche essere del tutto oneste, non dobbiamo mai scordarci che chi determina la politica estera degli Stati Uniti, ai suoi più alti livelli, non si preoccupa affatto del benessere dei vicini della Russia e non ha alcun interesse verso i diritti umani, la democrazia, la sovranità, la libertà, il benessere dei paesi confinanti con la Russia o di quello di qualsiasi altra nazione, inclusi gli Stati Uniti stessi. Ai vertici della struttura di comando degli Stati Uniti ci sono dei massoni, come dichiarò il Pontefice Supremo della Massoneria Mondiale Albert Pike, che aspirano a “governare sui padroni del mondo”385 spingendo la politica estera Americana verso la creazione di un imperialismo ateo e fascista, e cioè il Nuovo Ordine Mondiale.
L’11 settembre 1990, il presidente e massone George Bush annunciò al mondo l’intenzione di creare un Nuovo Ordine Mondiale, che non è altro se non il Governo Mondiale massonico, al centro degli obiettivi dichiarati della Massoneria sin dal 1730. Il Nuovo Ordine Mondiale è raffigurato simbolicamente nell’emblema ufficiale dell’Ordine degli Illuminati, ed è presente sulla banconota da un dollaro degli Stati Uniti. È nell’altra faccia del Grande Sigillo degli Stati Uniti. Su quell’emblema ufficiale del governo degli Stati Uniti si può vedere la piramide, alla base della quale si legge, scritta in numeri Romani, la data 1776. Fu infatti in quella data, come testimonia padre Augustin Barruel,386 che fu annunciato nelle logge Massoniche di tutto il mondo che presto avrebbe avuto inizio la grande rivoluzione.
Sopra la piramide è raffigurato il dio sole degli antichi Egizi, identificato da Albert Pike come Baal, il dio dei Cananei e dei massoni (e quindi il dio di Bush). Baal è la forma abbreviata di Beelzebul (“il principe del mondo”), che Gesù Cristo definì il principe di questo mondo. Questa “divinità” è rappresentata con “l’occhio che tutto vede”, dalla quale si propagano molteplici raggi di “luce massonica” – si tratta dei ‘mille punti di luce’ di cui parlò George Bush durante il discorso, nel quale annunciava la creazione del Nuovo Ordine Mondiale. Nel testo che ho appena citato (“Morale e Dogmi del Rito Scozzese antico e accettato della Massoneria”), Albert Pike spiega chi è la fonte di questa luce Massonica, cioè il “dio” della Massoneria: “Lucifero il portatore di luce!...non dubitare.”
La setta Massonica dell’Ordine degli Illuminati fu fondata dal massone Adam Weishaupt il 1 maggio 1776, nella festività di Beltaine (un giorno di festa pagano dedicato al “dio” Baal, venerato dai massoni). Dopo la Rivoluzione Americana, che ebbe inizio nel 1776, i massoni Illuminati inserirono il proprio emblema demoniaco nel Grande Sigillo degli Stati Uniti, facendo così nascere ufficialmente “l’imperialismo Americano”. Sin d’allora, la politica estera Americana è stata in mano alla Massoneria, con lo scopo di creare un governo mondiale massonico, cioè il Nuovo Ordine Mondiale. “Non sorprende”, afferma Padre Adler nel suo libro Die Söhne der Finsternis che ho già citato, che “già nel 1730 si potesse leggere in un libro intitolato “Il Segreto della Massoneria” e pubblicato a Bruxelles, quest’affermazione fondamentale, che spiega l’intero programma della Massoneria: ‘Lo scopo finale della Massoneria è la creazione di una Repubblica mondiale’.”387 È a questo scopo che gli Stati Uniti hanno costruito il proprio impero neo-coloniale, prima in America Latina e successivamente, dopo la Seconda Guerra Mondiale, in Asia Orientale.
Gli Stati Uniti entrarono nella Prima Guerra Mondiale evidente con l’obiettivo dichiarato di rendere il mondo “più sicuro per la democrazia”, come dichiarò il presidente Woodrow Wilson. George W. Bush, decenni più tardi, avrebbe affermato di voler introdurre ‘la democrazia’ in Medio Oriente – una delle giustificazioni più risibili dietro alle operazioni di conquista dell’Afghanistan e dell’Iraq (operazioni che l’amministrazione Obama sta allargando al Pakistan, e che presto potrebbero essere portate addirittura in Iran). In Iran, a partire della prima amministrazione di George W. Bush, si sono susseguite molteplici operazioni segrete, organizzate dalla CIA e dalle Forze Speciali Americane. Ricordiamoci quel che ha detto Sergei Markov, in merito ai tre gruppi dirigenti che operano attualmente in Russia, e cioè che “ciascuno comprende la democrazia a modo suo,” perché questo principio si applica alla perfezione anche ai leader politici Americani.
Per i leader politici massoni, e per quelli influenzati da quest’ultimi, il concetto di “democrazia” è strettamente legato a quello di Repubblica Mondiale massonica in un Nuovo Ordine Mondiale. Anche se l’attuale “democrazia” americana è una forma più sottile di quella “democrazia manovrata” che si può riscontrare nella Russia post-Sovietica, non c’è dubbio che essa si trasformerà alla fine in un’istituzione totalitaria. La “democrazia” americana, pertanto, è destinata a diventare “democratica” proprio come la Repubblica Democratica Tedesca o come tutti quegli stati totalitari che si auto-definiscono “repubbliche democratiche” (come ad esempio la Corea del Nord). In questo contesto è facile comprendere perché il governo degli Stati Uniti, per decenni, abbia sostenuto, mantenuto e imposto brutali dittature in svariati paesi del mondo, al fine di portarvi “la democrazia” e proteggerli dal “comunismo”.
Christopher Story spiega che “come l’Unione Sovietica, che continua la sua esistenza sotto copertura, anche gli Stati Uniti sono intrinsecamente e storicamente una potenza rivoluzionaria. Hanno adottato un espansionismo aggressivo e arrogante, e una politica di rivoluzione globale che sta diventando una minaccia alla pace mondiale, quasi come il comportamento predatorio ed espansionista dell’Unione Sovietica di Breznev.”388 Usando il pretesto della “provocazione dell’11 settembre,” continua Story, “… gli Stati Uniti si sono impegnati in un una nuova forma imperialistica di Lebensraum globale.”389 L’agenda imperialistica di George W. Bush (e di Barack Obama) non è stata creata da questi ultimi, ma fu formulata prima che Bush diventasse presidente. “Un progetto segreto per il dominio globale da parte degli Stati Uniti,” riporta Neil Mackay, “rivela che il gabinetto del presidente Bush, ancor prima che quest’ultimo salisse al potere nel gennaio 2001, stava pianificando un attacco premeditato contro l’Iraq, per assicurarsi il ‘cambio di regime’.”390 Mackay afferma che quel “progetto”, svelato dal
Sunday Herald Scozzese, era stato concepito “per la creazione di una ‘pax globale Americana’”. Questo documento, intitolato Rebuilding America’s Defenses: Strategies, Forces and Resources for a New Century [“Ricostruire le difese dell’America: strategie, forze e risorse per un nuovo secolo”], è stato preparato nel settembre 2000 dall’organizzazione PNAC (Project for the New American Century), sotto la guida di Dick Cheney, Donald 391Rumsfeld, Paul Wolfowitz e altri.
“Il documento del PNAC,” continua Mackay, “delinea ‘il progetto per il mantenimento del predominio globale da parte degli Stati Uniti, impedendo il sorgere di una grande potenza rivale, e rimodellando l’ordine internazionale in linea con i principi e gli interessi americani’.” Il documento, come “missione principale”, prevede che gli Stati Uniti “combattano e vincano in modo decisivo una serie di guerre simultanee, in svariati teatri strategicamente fondamentali”. “Il rapporto,” prosegue l’autore, “ritiene che gli Stati Uniti ‘debbano scoraggiare le nazioni più industrializzate dallo sfidare la sua supremazia e persino dal voler aspirare ad avere un ruolo di primo piano a livello regionale o mondiale’.” Per questo motivo, è chiaro che “le guerre in Iraq e Afghanistan,” come spiega Michel Chossudovsky, economista canadese e professore emerito presso l’Università di Ottawa, “fanno parte di un progetto militare più vasto, che è stato lanciato alla fine della Guerra Fredda”.392 “In altre parole,” prosegue Chossudovsky, “lo scopo di queste guerre portate dagli Stati Uniti è la ri-colonizzazione di una vasta regione, che si estende dai Balcani fino all’Asia Centrale.”393
Il crollo teorico dell’Unione Sovietica sembrò essere il momento ideale per costruire il proprio impero. “Con la caduta dell’Unione Sovietica nel 1991”, scrive Norm Dixon, un giornalista del The Green Left Weekly, “i governanti degli Stati Uniti speravano che il ‘Secolo Americano’ fosse nuovamente all’orizzonte. George Bush padre aveva indicato la vittoria degli Stati Uniti sull’Iraq nella Guerra del Golfo del 1990-1991 come la ‘fine della Sindrome del Vietnam’ e aveva dichiarato che Washington avrebbe d’ora in avanti inseguito l’obiettivo di un ‘Nuovo Ordine Mondiale’.”394 L’importanza dell’Iraq è fondamentale per la creazione del Nuovo Ordine Mondiale. Senza un forte sostegno estero, la dinastia Saudita cadrà presto. La lunga storia di relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Arabia Saudita è ormai giunta ad una fase terminale.395 Per questo, un diplomatico americano “ha confidato al quotidiano Sunday Herald Scozzese che un Iraq riabilitato sarebbe l’unica alternativa ragionevole, a lungo termine, rispetto all’Arabia Saudita. Non si tratta solo di cambiare cavallo in corsa, perché il cambio di regime a Baghdad, attualmente in corso da parte degli Stati Uniti, è per questi ultimi una necessità strategica.”
Nel settembre 2003 il principe ereditario Saudita Abdullah Bin Abdul Aziz Al-Saud si è recato in visita a Mosca per tre giorni. Alexander Shumilin ha fatto notare come la Russia consideri l’Arabia Saudita un “appetibile partner strategico.” Secondo Shumilin, poiché le relazioni con gli Stati Uniti si sono raffreddate, “a causa delle accuse americane secondo le quali i sauditi sponsorizzerebbero il terrorismo internazionale, l’arrivo a Mosca del leader de facto dell’Arabia Saudita è stato considerato da molti una riprova del riallineamento dei sauditi [nei confronti della Russia].”396
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Padre Paul Kramer
lunedì 19 ottobre 2026
San Bernardo dice che come un uomo e una donna hanno cooperato alla nostra rovina, così fu conveniente che un altro uomo e un'altra donna cooperassero alla nostra riparazione: Gesù e Maria sua Madre.
LE GLORIE DI MARIA
San Bernardo dice che come un uomo e una donna hanno cooperato alla nostra rovina, così fu conveniente che un altro uomo e un'altra donna cooperassero alla nostra riparazione: Gesù e Maria sua Madre. Senza dubbio, dice il santo, Gesù Cristo da solo sarebbe stato pienamente sufficiente per redimerci, ma « fu più conveniente che alla nostra redenzione collaborassero l'uno e l'altro sesso, non essendo stato estraneo alla nostra perdizione né l'uno né l'altro ». Perciò il beato Alberto Magno chiama Maria la « cooperatrice della redenzione ». La santa Vergine stessa rivelò a santa Brigida che, come Adamo ed Eva vendettero il mondo per una mela, così ella e il Figlio riscattarono il mondo con un solo cuore.
Sant'Anselmo conferma: « Dio ha potuto creare il mondo dal nulla, ma essendosi perduto il mondo per il peccato, Dio non ha voluto ripararlo senza la cooperazione di Maria ». Il padre Suarez spiega che la divina Madre ha cooperato in tre modi alla nostra salvezza: in primo luogo con l'aver meritato, con merito di convenienza (de congruo), l'incarnazione del Verbo. In secondo luogo, con il suo zelo a pregare per noi, mentre viveva su questa terra; infine con l'offrire a Dio il sacrificio della vita del Figlio per la nostra salvezza. Perciò il Signore ha stabilito che avendo Maria cooperato con tanto amore verso gli uomini e con tanta gloria per Dio alla redenzione di tutti, tutti poi per mezzo della sua intercessione ottengano la salvezza. « Maria viene chiamata la cooperatrice della nostra giustificazione perché Dio ha affidato a lei tutte le grazie che vengono dispensate a noi ». Perciò san Bernardo la proclama universale mediatrice della salvezza: « Tutti quelli che ci hanno preceduto, noi che esistiamo e quelli che seguiranno dobbiamo tutti rivolgere i nostri sguardi verso Maria, come verso il centro e il punto culminante di tutti i secoli ». Disse Gesù Cristo: « Nessuno può venire a me se il Padre non lo attira » (Gv 6,44). Così pure, secondo Riccardo di san Lorenzo, Gesù dice di sua Madre: « Nessuno viene a me se la madre mia non lo attira con le sue preghiere ». Gesù fu frutto di Maria, come le disse santa Elisabetta: « Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno » (Lc 1,42). Chi vuole il frutto, deve andare all'albero. Chi vuole dunque Gesù, deve andare a Maria e chi trova Maria trova certamente anche Gesù. Santa Elisabetta, quando vide la santa Vergine che era andata a visitarla nella sua casa, non sapendo come ringraziarla, esclamò umilmente: « A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? » (Lc 1,43). Ma come? Non sapeva santa Elisabetta che non solo Maria, ma anche Gesù era venuto nella sua casa? Perché poi si dice indegna di ricevere la Madre e non piuttosto di vedere il Figlio venuto a trovarla? Il fatto è che la santa comprendeva che quando viene Maria, porta anche Gesù e perciò le bastò ringraziare la Madre senza nominare il Figlio. « E come la nave di un mercante, che fa venire da lontano il suo pane » (Pro 31,14). Maria fu questa felice nave che dal cielo portò a noi Gesù Cristo, pane vivo, disceso dal cielo per dare a noi la vita eterna: « Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se qualcuno mangia di questo pane, vivrà in eterno » (Gv 6,51). Riccardo di san Lorenzo scrive: « Nel mare di questo mondo si perderanno tutti coloro che non saranno ricevuti in questa nave », cioè non protetti da Maria. « Perciò, ogni volta che ci vediamo in pericolo di perderci per le tentazioni e le passioni della vita presente, dobbiamo ricorrére a Maria gridando: Presto, Signora, aiutaci, salvaci se non vuoi vederci perduti ». Si noti qui per inciso che Riccardo di san Lorenzo non dubita che si possa dire a Maria: « Salvaci, siamo perduti », come fa difficoltà l'autore più volte citato nel paragrafo precedente, il quale proibisce di poter dire alla Vergine che ci salvi, poiché, secondo lui, il salvarci spetta solo a Dio. Ma se un condannato a morte può chiedere a un favorito del re che lo salvi intercedendo presso il principe affinché gli faccia grazia della vita, perché non possiamo noi dire alla Madre di Dio che ci salvi ottenendoci la grazia della vita eterna? San Giovanni Damasceno non esitava a dire alla Vergine: « Regina immacolata e pura, salvami, liberami dalla dannazione eterna ». San Bonaventura chiamava Maria: « Salvezza di quelli che ti invocano ». La santa Chiesa approva che la si invochi « Salute degli infermi ». E noi ci faremo scrupolo di chiederle che ci salvi, dal momento che, come dice un autore, « a nessuno se non per mezzo suo si apre il cammino della salvezza ». Già prima san Germano aveva esclamato: « Nessuno sarà salvo se non per mezzo tuo ». Ma vediamo altre parole dei santi sulla necessità che abbiamo dell'intercessione della divina Madre. Diceva il glorioso san Gaetano che noi possiamo chiedere le grazie, ma non potremo mai ottenerle senza l'intercessione di Maria. Sant'Antonino lo confermava con queste belle parole: « Chi domanda e vuole ottenere le grazie senza l'intercessione di Maria, pretende di volare senza le ali ». Come Faraone disse a Giuseppe: « La terra d'Egitto è nelle tue mani » (Gn 47,6) e mandava da Giuseppe tutti coloro che ricorrevano a lui per soccorso: « Andate da Giuseppe » (Gn 41,55), così Dio, quando noi gli chiediamo le grazie, ci manda da Maria: « Andate da Maria ». Egli infatti, dice san Bernardo, « ha decretato di non concedere alcuna grazia se non per mano di Maria ». Perciò Riccardo di san Lorenzo osserva: « La nostra salvezza è nelle mani di Maria, sicché con maggior ragione che gli Egiziani a Giuseppe, noi cristiani possiamo dire: "La nostra salvezza è nelle sue mani" ». Anche Raimondo Giordano, il venerabile Idiota, dice: « La nostra salvezza è nelle sue ma». Con maggior forza Cassiano asserisce: « Tutta la salvezza del mondo sta nella moltitudine dei favori di Maria ». Egli afferma dunque che la salvezza di tutti consiste nell'essere favoriti e protetti da Maria. Chi è protetto da Maria si salva; chi non è protetto, si perde. San Bernardino da Siena le dice: « Tu sei la dispensatrice di tutte le grazie: la nostra salvezza è nelle tue mani » e da te dipende. Perciò Riccardo di san Lorenzo aveva ragione di dire che come una pietra cade appena viene tolta la terra che la sostiene, così un anima, tolto l'aiuto di Maria, cadrà prima nel peccato e poi nell'inferno. San Bonaventura aggiunge che Dio non ci salverà senza l'intercessione di Maria e continua: « Come un bambino senza la nutrice non può vivere, così senza la nostra regina non si può avere la salvezza ». Conclude dunque esortando: « Che l'anima tua abbia sete di devozione a Maria; conservala sempre e non lasciarla, finché tu non abbia ricevuto in cielo la sua materna benedizione». Ascoltiamo le belle parole di san Germano: « Nessuno arriva alla conoscenza di Dio se non per mezzo tuo, Maria santissima; nessuno si salva se non per mezzo tuo, Madre di Dio; nessuno sarebbe libero dai pericoli se non fosse per te, Vergine madre; nessuno riceverebbe alcuna grazia da Dio se non fosse per te, piena di grazia ». E altrove san Germano le dice: « Se tu non gli aprissi la via, nessuno sarebbe libero dai morsi della carne e del peccato ». Come abbiamo accesso presso l'eterno Padre soltanto per mezzo di Gesù Cristo, così, dice san Bernardo, noi abbiamo accesso presso Gesù Cristo soltanto per mezzo di Maria. Il Signore, prosegue san Bernardo, ha determinato che ci salviamo tutti per intercessione di Maria affinché per mezzo di Maria ci riceva quel Salvatore che per mezzo di lei è stato a noi donato e perciò il santo la chiama madre della grazia e della nostra salvezza « Che ne sarà di noi, riprende san Germano, quale speranza ci rimarrà di salvarci se ci abbandoni, Maria, tu che sei la vita dei cristiani? » Ma, replica l'autore moderno di cui abbiamo parlato, se tutte le grazie passano per le mani di Maria, quando noi imploriamo l'intercessione dei santi, devono essi ricorrere alla mediazione di Maria per ottenerci le grazie? Questo, nessuno lo crede né lo ha mai sognato. In quanto al crederlo, rispondo che in ciò non vi può essere alcun errore o inconveniente. Quale inconveniente vi sarà nel dire che Dio per onorare sua Madre, che ha costituito regina dei santi, volendo che tutte le grazie siano dispensate per mano di lei voglia anche che i santi stessi ricorrano a lei per ottenere grazie ai loro devoti? In quanto poi al dire che nessuno lo ha mai sognato, io trovo che l'hanno asserito espressamente san Bernardo, sant'Anselmo, san Bonaventura, il padre Suarez e altri. « Invano, dice san Bernardo, si pregherebbero gli altri santi per ottenere qualche grazia, se Maria non intervenisse ». Così un autore spiega questo passo di Davide: « I ricchi del popolo cercano il tuo volto » (Sal 44,13). I ricchi del grande popolo di Dio sono i santi, i quali quando vogliono impetrare qualche grazia per i loro devoti si raccomandano a Maria per ottenerla. Giustamente, dice il padre Suarez, noi preghiamo i santi che siano i nostri intercessori presso Maria, loro signora e regina: « Non ci rivolgiamo ai santi perché uno di loro interceda a nostro favore presso un altro, perché sono tutti uguali. Ma possono intercedere presso la Vergine come loro signora e regina ». Il padre Marchese racconta che san Benedetto apparve un giorno a santa Francesca Romana e prendendola sotto la sua protezione le promise di essere suo avvocato presso la divina Madre. A conferma di ciò, sant'Anselmo così parla alla Vergine: « Quello che possono ottenere le intercassioni di tutti questi santi uniti con te, puoi ben ottenerlo da sola, senza il loro aiuto. Perché, seguita a dire il santo, tu sola hai tanta potenza? Perché tu sola sei la Madre del nostro comune Salvatore, la sposa di Dio, la regina universale del cielo e della terra. Se tu non parli per noi, nessun santo pregherà per noi e ci aiuterà. Ma se tu vorrai pregare per noi, tutti i santi si faranno premura di supplicare per noi il Signore e di soccorrerci » « Il giro del cielo da sola ho percorso » (Eccli [= Sir] 24,8 Volg.). Nel suo libro Divoto di Maria, il padre Segneri, con la santa Chiesa, applica a Maria queste parole della Sapienza e dice che come la prima sfera con il suo movimento fa muovere tutte le altre, così quando Maria si mette a pregare per un' anima fa sì che tutto il paradiso si metta a pregare con lei. «Anzi, dice san Bonaventura, quando la santa Vergine avanza verso il trono di Dio per intercedere in nostro favore, comanda con la sua autorità di regina agli angeli e ai santi che l'accompagnino e uniscano insieme alla sua le loro preghiere all'Altissimo» Comprendiamo così la ragione per cui la santa Chiesa ci impone di invocare e salutare la divina Madre col grande nome di Speranza nostra: Spes nostra, salve. Lutero diceva di non poter sopportare che la Chiesa romana chiamasse Maria, una creatura, la nostra speranza, la nostra vita. Egli diceva infatti che solo Dio e Gesù Cristo, come nostro mediatore, sono la nostra speranza e che Dio maledice invece chi ripone la propria speranza nella creatura, secondo le parole di Geremia: « Maledetto l'uomo che confida nell'uomo » (Ger 17,5). Ma la Chiesa ci insegna a invocare sempre Maria e a chiamarla nostra speranza, Spes nostra, salve. Chi ripone la sua speranza nella creatura indipendentemente da Dio, questi certamente viene maledetto da lui, poiché Dio è l'unica fonte e il dispensatore di ogni bene e la creatura senza di lui non ha niente né può dare niente. Ma se, come abbiamo dimostrato, il Signore ha disposto che tutte le grazie passino per le mani di Maria come per un canale di misericordia, possiamo, anzi dobbiamo affermare che Maria è la nostra speranza, per mezzo di cui riceviamo le grazie divine. Perciò san Bernardo esclamava: « Figlioli, in lei è la mia più grande fiducia, in lei tutto il fondamento della mia speranza ». E san Giovanni Damasceno così parlava alla santa Vergine: « Mia regina, in te ho posto tutta la mia speranza e con gli occhi fissi su di te da te attendo la mia salvezza ». San Tommaso dice che Maria è tutta la nostra speranza di vita. Sant'Efrem esclama: « Vergine fedele, se vuoi vederci salvi, accoglici sotto le ali della tua misericordia, poiché non abbiamo altra speranza di salvarci che per mezzo tuo » Concludiamo dunque con san Bernardo: « Procuriamo di venerare con tutti gli affetti del cuore la nostra divina Madre, poiché è volontà di Dio che noi riceviamo tutto il bene per mano di Maria ». Perciò il santo ci esorta: ogni volta che desideriamo e domandiamo qualche grazia, raccomandiamoci a Maria e confidiamo di ottenerla per mezzo suo. Poiché « se sei indegno di ricevere la grazia desiderata, meriterà di ottenerla Maria che la chiederà a tuo favore ». San Bernardo ammonisce quindi: « Se non vuoi avere un rifiuto da parte di Dio, per tutto ciò che gli offri di opere o di preghiere, ricordati di raccomandarlo a Maria ».
Esempio
È famosa la storia di Teofilo scritta da Eutichiano, patriarca di Costantinopoli, che fu testimone oculare del fatto qui narrato e che è confermata da san Pier Damiani, da san Bernardo, san Bonaventura, sant'Antonino e altri citati dal padre Crasset. Teofilo era arcidiacono della chiesa di Adana, città della Cilicia. Era tanto stimato che il popolo lo voleva come suo vescovo, ma egli rifiutò per umiltà. In seguito però ad accuse di alcuni calunniatori, egli fu deposto dalla sua carica e ne provò un tale dolore che, accecato dalla passione, andò a trovare un mago ebreo il quale lo fece incontrare con Satana, perché lo aiutasse nella sua disgrazia. Il demonio rispose che se voleva il suo aiuto doveva rinunziare a Gesù e a Maria sua Madre e consegnargli l'atto di rinunzia scritto di propria mano. Teofilo scrisse l'atto esecrando. Il giorno seguente il vescovo, avendo saputo il torto che gli era stato fatto, gli chiese perdono e lo reintegrò nella sua carica. Allora Teofilo, lacerato dai rimorsi per l'enorme peccato commesso, non faceva altro che piangere. Se ne va quindi in una chiesa, si butta piangendo ai piedi di un'immagine di Maria e dice: « Madre di Dio, io non mi voglio disperare, poiché tu sei così pietosa e mi puoi aiutare ». Passò così quaranta giorni a piangere e a pregare la santa Vergine.
Ed ecco che una notte la Madre di misericordia gli appare e gli dice: « Teofilo, che hai fatto? Hai rinunziato all'amicizia mia e di mio Figlio e per chi? Per il nemico mio e tuo ». « Signora, rispose Teofilo, ci devi pensare tu a perdonarmi e a farmi perdonare da tuo Figlio ». Allora Maria, vedendo la sua fiducia, gli disse: « Fatti coraggio, perché voglio pregare Dio per te ». Rianimato da queste parole Teofilo raddoppiò le lacrime, le penitenze e le preghiere, rimanendo davanti a quell'immagine. Ed ecco che Maria gli comparve di nuovo e con aria gioiosa gli disse: « Teofilo, rallègrati; ho presentato le tue lacrime e le tue preghiere a Dio. Egli le ha accettate e già ti ha perdonato, ma da oggi in poi sii grato e fedele a lui ». « Signora, replicò Teofilo, ciò non mi basta per essere pienamente consolato; il demonio ha ancora in mano sua quell'atto esecrando in cui ho rinunziato a te e a tuo Figlio. Tu puoi farmelo restituire ». Tre giorni dopo Teofilo si sveglia di notte e si trova sul petto lo scritto. L'indomani, mentre il vescovo stava in chiesa alla presenza di una grande folla, Teofilo andò a gettarsi ai suoi piedi, gli narrò tutto il fatto piangendo dirottamente e gli consegnò l'infame scritto, che il vescovo fece subito bruciare davanti a tutta la gente che piangeva di gioia, esaltando la bontà di Dio e la misericordia di Maria verso quel misero peccatore. Teofilo ritornò nella chiesa della Vergine e li dopo tre giorni morì serenamente, ringraziando Gesù e la sua santa Madre.
Preghiera
O regina e madre di misericordia, che dispensi le grazie a tutti coloro che ricorrono a te, con tanta liberalità perché sei regina e con tanto amore perché sei la nostra amorevole madre, a te oggi mi raccomando io così povero di meriti e così carico di debiti verso la giustizia divina. Maria, tu detieni la chiave di tutte le misericordie divine; non ti scordare delle mie miserie, non mi lasciare nella mia così grande povertà. Tu sei così generosa con tutti, pronta a dare più di quello che ti si chiede, sii così anche con me. Signora, proteggimi: è tutto ciò che ti domando. Se tu mi proteggi, io non temo nulla. Non temo i demoni, perché tu sei più potente di tutto l'inferno; non temo i miei peccati, perché basterà una parola detta da te a Dio per ottenermene il perdono generale. Non temo neppure, se ho il tuo favore, la collera di Dio, poiché a una tua preghiera egli subito si placa. Insomma, se tu mi proteggi, io spero tutto, perché tu puoi tutto. Madre di misericordia, io so che tu trovi il tuo piacere e la tua gloria nell'aiutare i più miserabili quando, non trovandoli ostinati nel male, li puoi aiutare. Io sono peccatore, ma non sono ostinato; voglio cambiare vita. Tu dunque puoi aiutarmi: aiutami e salvami. Oggi mi metto tutto nelle tue mani. Dimmi che cosa devo fare per piacere a Dio, perché lo voglio fare e con il tuo aiuto spero di farlo, Maria, Maria, madre, luce, consolazione, rifugio e speranza mia. Amen, amen, amen.
S. Alfonso M. de Liguori
La Parola di Dio
La Mia Voce, figlio mio, molti dicono di sentirla, ma, in realtà, nulla è stato rivelato da Me. C’è chi parla di cose che Io, Maria, ho trasmesso loro. Sono pochissime le persone che dicono la verità e scrivono secondo quanto Io trasmetto, mentre il resto proviene da letture tratte dalla Bibbia. Quando il Mio Santo Figlio sceglie qualcuno a questo scopo, è necessario che si allontani dalle proprie ricchezze, perché così fecero gli antichi Profeti. Guarda che Matteo era un esattore delle tasse quando Gesù lo chiamò. Lasciò tutto e seguì il Mio Figlio. Nessuno di loro è tornato a fare ciò che faceva prima. Vivevano solo di ciò che il popolo dava loro. Questo è il vero compito di un Profeta: occuparsi solo delle cose di Dio.
Il mio piccolo figlio Bento, che Gesù ha chiamato, è noto per le grazie che riceve, come nel tuo caso, mio piccolo figlio. Tu canti per Noi e puoi guarire attraverso il Mio Santo Figlio. Scrivi senza saperlo, per la tua scarsa familiarità con la lettura. Questo sì che è un uomo di Dio. Chi finora non ha compreso la tua missione è perché non conosce la differenza tra il bene e il male. È interiormente che si parla con Dio, e non dicendo di vedere Me e Mio Figlio.
Il seme che è stato piantato da Lui proviene già dal grembo di sua madre per quest’opera, e non da un semplice passaggio dovuto alla lettura della Bibbia. È qui che si vede quanto mentono quando dicono di ricevere messaggi da Gesù e da Me, vostra Madre. Come può una persona affermare di fare tutto questo senza affrontare prove? Non ha conosciuto alcuna difficoltà, vive solo in alberghi di lusso e va in giro tutte le volte che vuole. Questo servizio è autorizzato dalla Divina Provvidenza, che per ora è solo con Giovanni Paolo II, per portare a compimento ciò che è stato scritto: «Prima il Vangelo deve essere predicato in tutto il mondo, poi sì, verrà la fine» (Mt 24,14).
Giovanni Paolo II ha portato a compimento ciò che doveva essere fatto. Ora, mio figlioletto, tocca ai tuoi Messaggi. Questi sono sacri e veri. Nessuno può distruggerli, poiché si tratta della Parola Viva di Dio. Vedi che ti ha dato persino il Suo Santo Nome, mio figlioletto, eppure coloro che si dicono esperti, fino ad ora non hanno analizzato il valore di questo Nome, né della tua persona. Se ti sono state date, Benedetto, mio figlioletto, è perché sei stato chiamato e battezzato dallo Spirito Santo ventitré anni fa. Se ciò non fosse vero, staresti ancora organizzando i tuoi balli, le tue feste e realizzando le tue registrazioni. Tuttavia, non hai più fatto nulla di tutto ciò, perché sei nato di nuovo, come dice il Santo Vangelo, secondo cui per entrare nel Regno di Dio l’uomo deve rivestirsi delle grazie dello Spirito Santo (Gv 3,3).
Coloro che continuano a percorrere la stessa strada, sfuggono a tutte le regole e ai Comandamenti che Dio ha trasmesso a Mosè. Ciò che Lui ha unito, nessun uomo potrà separare. Ciò che è con te, mio figlioletto, è puro amore. Questo Nome viene dall’alto, e non dal basso, e significa Luce, che cerca di fare solo del bene, senza pensare a ciò che ci aspetta.
Grazie, mio figlioletto. Tu sei e continui ad essere il più grande storico autentico. Rimani nella Mia Pace.
Maria, Regina del Cielo e della Terra
24/11/1995
LETTERE PROFETICHE II
LETTERE PROFETICHE
AUTENTICHE
DI S. FRANCESC0 DA PA0LA
LETTERA II.
Magnifico mio Signore,
Voi e vostra consorte desiderate aver figliuoli. Avrete figliuoli, e il vostro seme santo sarà tanto meraviglioso sopra la terra. Fra essi ve ne sarà uno tra i vostri discendenti che sarà come il sole fra le stelle. Tal uomo (!) sarà nella sua puerizia e adolescenza quasi santo, nella gioventù gran peccatore; poi si convertirà del tutto a Dio e farà gran penitenza; gli saranno perdonati i suoi peccati e tornerà santo. Sarà gran capitano e principe di gente santa, nominati li Santi Crociferi di Gesù Cristo, con li quali consumerà la setta maomettana col resto degli infedeli. Annichilirà tutte le eresie e tirannie del mondo, riformerà la Chiesa di Dio (º) con i suoi seguaci, i quali saranno i migliori uomini del mondo in santità, in armi, in lettere ed in ogni altra virtù, che tale è la volontà dell'Altissimo. Otterranno il dominio di tutto il mondo tanto tempo rale che spirituale, e reggeranno la Chiesa di Dio sino alla fine dei secoli.
Altro non dico, ecc.
25 marzo 1485
Fr. FRANCESCO DI PAOLA
“Non sono venuto a te perché ne eri degna. Non ti lascerò perché non lo sei”.
Gesù ha detto: “Non sono venuto a te perché ne eri degna. Non ti lascerò perché non lo sei”.
Stamattina sono andata a Messa. È stato un periodo par-ticolarmente difficile, con irrequietezza, situazioni di lavoro stressanti e astiose discussioni tra mio marito e me. Ciò fa seguito ad una Quaresima terribilmente dura. Sono andata in chiesa e ho dato uno sguardo alla Prima Stazione della Via Crucis, pensando alla Quaresima che avevo appena portato a termine fra le sofferenze e com-mentando sarcasticamente, rivolta a Gesù, che era troppo presto per rimettere via le Stazioni della Croce. La cosa è stata accolta da un placido silenzio. Ho vomi-tato vari altri commenti di autocommiserazione. Non ne sono venuti commenti di rimando.
Cominciando a sentirmi la lagnosa che ero, ho fatto la Comunione. Gesù ha cominciato a parlare, dicendomi che ero come una bambina che andava in bicicletta per la prima volta. Lui, come ogni buon genitore, mi aveva accompagnata correndo dietro di me. Aveva lasciato la presa da me per un minuto. Per l’esattezza, era stato un giorno è mezzo. Ciò era a mio beneficio, per farmi eser-citare a mantenere il mio equilibrio spirituale. Non mi aveva mai abbandonata e non mi avrebbe lasciata en-trare in zone pericolose. Era stato con me per tutto il tempo. Questo pensiero mi ha fatta sentire piccola pic-cola, pensando all’ultimo giorno e mezzo di mie non tanto pacifiche reazioni a vari fattori di stress e diffi-coltà. Sì, le aveva udite, le imprecazioni.
Tornando alla bici: Lui non mi avrebbe lasciata cadere, anche se io avevo l’impressione di star cadendo. Co-minciavo a cadere – penso io – e Lui mi afferrava. La sensazione di perdere l’equilibrio e di pericolo mi aveva spaventata. Come una bambina malferma, non voglio che mi si lasci andare. Neanche per un attimo. Lui mi ha assicurato che ero amata, anzi, amatissima, e che per un certo tempo non mi avrebbe più lasciata a me stessa. Ho detto come una zotica: “Quindi ho fallito il test”. Lui ha replicato: “Non era un test. Era esercizio. E tu non hai fallito. Ti sei esercitata. Io sono con te. Ti sto insegnando. E tu stai imparando. Sii gioiosa. Io non ti lascerò mai”.
“Sta’ dalla Mia parte, la parte della pace”.
Mi si strugge il cuore. Amo talmente Gesù, che è diffi-cile comunicare con Lui soltanto in questo modo. Vo-glio stare con Lui. Questa sofferenza può essere terri-bile. Non mi piace. Non sono una tagliata per soffrire. Ma la nostalgia per Gesù, benché sia uno struggimento, non la cambierei con nulla. Voglio che diventi più in-tensa. Non capisco completamente che cosa stia succe-dendo. O perché stia succedendo. Ho passato quasi un anno ad aver paura per il fatto che ero tanto indegna. Lui mi ha assicurato che non sbaglia, e che mi conosce, e che ha scelto di venire a me in questo modo per varie ragioni, principalmente per prepararmi a compiere la Sua opera. Posso essere a mio agio nella mia indegnità, purché io stia facendo del mio meglio. Ora, ciò sembra semplice, e un semplice pensiero. È stato solo il don a liberarmi da tale orribile senso di trepidazione. Temevo che tutto questo fosse solo nella mia immaginazione, o peggio, una qualche sorta di interferenza demoniaca.
Ho confidato in Gesù per tutto il tempo, e ho confidato nella Madonna perché mi proteggesse. Vorrei precisare che in nessun momento ho sentito enorme ansia. Mi sentivo serena, solo perplessa.
Il don mi ha detto, dopo aver pregato su di me: “Il tuo dono non è un’illusione. Gesù è con te. Ti sta chia-mando a vivere da madre e moglie la vita interiore. Vuole anche che tu faccia per Lui qualcosa con le tue mani. Con le tue mani che cosa fai?”. Gli ho detto che scrivevo. Ha annuito e sorriso. “Ecco cosa, è ovvio! Avrei dovuto arrivarci. Vuole che tu scriva con Lui e per Lui”. Ciò mi ha colmata di gioia e sollievo immensi, perché è questo ciò che stavo capendo da Gesù, e fran-camente ero felice di sapere che non mi stavo immagi-nando le cose. Mi ha anche istruita ogni mattino a fare un ufficio scritturistico, che è un insieme predetermi-nato di letture. Mi ha detto che la mia confusione insor-geva perché, nel tentativo di rispondere a questo dono speciale, mi ero messa a leggere vari santi, come avevo fatto sempre, ma più seriamente da quando erano co-minciate le comunicazioni. Mi ha detto che i santi che stavo cercando di imitare erano vissuti in monasteri e conventi, mentre io ero chiamata a vivere nel mondo e in famiglia. Di qui la confusione. Ero andata in giro sen-tendomi in colpa ventiquattrore al giorno perché stavo fallendo, quando in realtà, nel fare il mio dovere unita al mio Gesù, Lo stavo servendo secondo la Sua preziosa volontà. Il don mi ha messa su un cammino stupendo, santo e fiducioso. La mia preghiera a base di Scrittura è potente, ricca e rivelatrice. Gesù con me non lascia nulla al caso. Mi dice quando lavorare al mio libro, os-sia dopo che sono state assolte le necessità della casa e dette le mie preghiere.
Un giorno ho cominciato a lavorare, avendo dimenti-cato di pregare. Lui mi ha fermata e ha detto: “Prega”.
Ho provato a ignorarLo, dato che avevo cominciato in ritardo. Di nuovo è venuta la parola: “Prega. La tua opera bisogna che sia Mia. Per far questo, bisogna che tu inizi con Me”.
Ovviamente, così ho fatto, e ne ho ricevuto una tale gioia e conforto, che ho cominciato a scrivere con cuore leggero e felice. Lui mi istruisce in questo modo, dicendomi spesso quando stare in silenzio, o quando non fare una telefonata. Vorrei che mi dicesse quando smettere di imprecare, ma suppongo che sia una tale ovvietà, che si mette le dita nelle orecchie e cerca di non girare gli occhi all’insù. Stamattina ho sentito la Sua esasperazione quando ho detto: “E così ho fallito”. Se non fosse Gesù, avrebbe girato gli occhi all’insù. Ma la Sua pazienza è sconfinata – siano rese grazie a Dio nostro Padre! Faccio affidamento sulla Sua pazienza. Ne dipendo, e ne abuso quotidianamente.
Secondo la Sua tempistica, ho finito una primissima bozza la mattina che i figli uscivano di scuola per le va-canze di Pasqua. Lui mi ha spiegato che non dovevo tornare a lavorarci su finché non fossero tornati a scuola. Il mio dovere per quei dieci giorni era coi figli. L’ho messa via, ma a un certo punto ho pensato di prenderla e rileggermela. “No”, è stata la risposta. “Questa piccola cosa è una mortificazione. Lasciala stare finché non sia ora”. Mi rendo conto che l’obbedienza è fondamentale, e ho fatto come mi è stato detto. Cerco di obbedire in altre cose.
Durante i litigi con mio marito, Lui mi dice spesso: “Lascialo a Me”. Lì non sono altrettanto obbediente, dato che Lui opera un pochino più lentamente di quanto mi piaccia, quando si tratta di mettere a posto il marito. E come faccio ad essere sicura che il marito stia ascol-tando quando parla Gesù? Forse potrebbe non prestare attenzione quanto me. Perciò dico al marito che cosa penso che Dio voglia che lui sappia, a gran voce, in caso non stia ascoltando. Questo non piace a Dio, e ci devo lavorare sopra.
Dio vuole che io non fumi più. La mia storia d’amore con le sigarette è terminata sette anni fa, ma ne prendo ancora, quelle rare volte. Durante la mia ultima deci-sione di metterle giù e andarmene, ho pregato di fronte al tabernacolo.
Gesù ha detto: “Soffieresti fumo in questo tabernacolo? Io sono con te, dentro di te. Tu Mi porti con te. Non fumare”.
Non si trattava di un messaggio ambivalente, e dopo ciò non ho più fumato, sebbene mi ci corra il pensiero ogni giorno.
Gesù spesso vuole che io mi faccia da parte, in modo che Lui possa operare con qualcuno al quale sto par-lando. Comprendo che a volte è questo che sta avve-nendo, e cerco di quietare la mia anima, in modo che Lui si possa servire di me per parlare ad una persona che potrebbe essere in difficoltà. Amo scrivere con Cristo. La cosa semplicemente avviene e fluisce. Ora sta fluendo, e non ne avverto la fatica. Amo Gesù, e durante i periodi più difficili della Quaresima avverto un senso quasi fisico di riallineamento della mia volontà alla Sua, nonostante le più orrende afflizioni e angoscia spirituali. Non c’è più nient’altro per me. Il mondo mi è or-mai di scarso sollievo. Spesso non c’è conforto reperi-bile su questa terra. Nessuna persona mi può consolare. Nulla. Nessun cibo, nessun agio. Sono sola in mezzo ad una folla, anche di persone di convinzioni simili alle mie. È terribile da provare, ma il frutto è una specie di sensazione che ho di volgere in forza una debolezza spi-rituale o di avventurarmi al buio nella fede. Ti rafforza davvero, e questo adesso lo vedo. Lo detesto – sia ben chiaro. La gente intorno a me deve beneficiarne, però, di questa mia vicinanza a Cristo. Per via di tale sofferenza, ho paura di non potere a volte adempiere ai miei doveri. Ma no, Lui mi dà di poterlo. Si occupa di ogni dettaglio nel più straordinario dei modi. È irreprensibile con me, e come dico, non c’è nient’altro che Lui. Faccio affidamento su di Lui per ogni cosa.
Un pensiero ancora, per oggi. La suora mi ha detto spesso che dovrei registrare alcuni dei pensieri o espe-rienze. La suora vive in Comunità nei paraggi ed è per me una cara amica e consigliera. Lo scrivere, che io vedo come lavoro, viene facile, ma c’era una piccola parte di me che pensava: “Ah, e così adesso Tu vuoi che io faccia questo, oltre a tutto il resto?” (Come fa a sopportarmi?). Così, con l’atteggiamento di chi vuole un invito personale, mi rifiutavo di scrivere. Una volta Gliel’ho domandato direttamente, e Lui ha detto: “Verrà il tempo. Non è adesso”. In seguito ad una bellissima esperienza, ho detto: “Dio, forse questa cosa dovrei metterla per iscritto”. Lui ha sorriso e mi ha fatto capire senza parole che è così che solitamente Lui adempie in noi la Sua volontà: non voleva che io incominciassi un diario spirituale con un atteggiamento cattivo, così mi ha dato il desiderio di farlo; mi ha dato un bisogno ardente di trascrivere queste interazioni; in altre parole, perché resistere? Lui otterrà le cose come le vuole, e io vivo per la Sua volontà, quindi dovrei smet-terla di lamentarmi. Tuttavia esitavo, essendo assorbita dal mio altro lavoro. La suora questa mattina mi ha chiesto di incominciare la cronaca delle esperienze, e francamente, quando parla la suora, io ascolto, e tratto tutto quello che dice come qualcosa a cui devo obbedire. È un’amabile profetessa e direttrice nei miei confronti. Ha detto anche, questa mattina, che devo pregare per ottenere un direttore spirituale.
Devo anche dire che era da oltre un anno che lei mi andava dicendo che sentiva che io dovevo mettermi a fare qualcosa a base di Scrittura. L’avevo abilmente igno-rata, cosa che tendo a fare con molti profeti che Lui mette nella mia vita. Dopo il don, lei stava pregando la mattina seguente, e Dio le ha detto che avevo bisogno di pregare a base di Scrittura. Stavo pregando anch’io quella mattina e pesavo: “Ho davvero bisogno di procurarmi qualche tipo di ufficio di preghiera”. Poco dopo è suonato il campanello della porta, e la suora mi ha porto un breviario quotidiano, assieme a due altri libri di preghiera. A differenza di me, la suora ascolta quando Lui fa una richiesta. Risponde subito. Io sto imparando.
Anne, apostola laica
L'ANTICRISTO - L'ANTICRISTO PRETENDERÀ L'ADORAZIONE
L'ANTICRISTO PRETENDERÀ L'ADORAZIONE
Ma l'Anticristo che verrà non si ferma al semplice adorare questo dio. Man mano che il suo potere e la sua influenza crescono, anche la sua testa si gonfia proporzionalmente. Il suo orgoglio e il suo ego iniziano a espandersi fino a un'estensione quasi senza precedenti. Inizia a immaginare che anche lui sia dio. Arriva al punto in cui vuole essere adorato anch'egli. Sembra che, man mano che l'unzione del diavolo diventa sempre più forte nella sua vita, questo potere gli salga alla testa. Sperimentare l'autorità di Satana e persino sedere sul suo "trono" gli dà un'idea enormemente gonfiata di chi sia.
Così l'Anticristo inizierà a pretendere l'adorazione di se stesso. Leggiamo che l'uomo del peccato "si oppone e si innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato", fino a quando, infine, "siede come Dio nel tempio di Dio, mostrando se stesso che è Dio" (II Tess 2:4). Senza dubbio, l'auto-esaltazione è legata alla "bocca che pronuncia grandi cose" (Ap 13:5) e "parole pompose" (Dan 7:8). L'Anticristo, col tempo, si lascerà completamente trasportare dai suoi successi e dal suo seguito.
Alla fine, la sua opinione di sé si gonfierà a tal punto che bestemmierà l'Altissimo Dio, denigrandolo verbalmente e sfidando la Sua autorità. "Pronuncerà parole pompose contro l'Altissimo" (Dan 7:25). E: "Poi aprì la bocca in bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome, la sua dimora e quelli che abitano in cielo" (Ap 13:6). Questo si rivelerà un grande errore.
David W. Dyer
PREGHIERA PER UN DEFUNTO
PREGHIERA PER UN DEFUNTO
Dio nostro, davanti al quale i defunti vivono e in cui i santi trovano la felicità eterna, ascolta le nostre suppliche per il nostro fratello/la nostra sorella _____________, che è stato/a privato/a della luce di questo mondo, e concedigli/le di godere eternamente della luminosità della tua presenza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
PREGHIERA IN OCCASIONE DELL’ANNIVERSARIO DI UN DEFUNTO
Nel commemorare l’anniversario della morte di tuo figlio/tua figlia ___________, ti chiediamo, Signore, di riversare su di lui/lei la tua misericordia e di concedergli/le di partecipare al premio dei tuoi eletti. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Allontanati da questo sistema. Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti.
16 ottobre 2026
Misteri dolorosi di ottobre 2026
1 – Getsemani (Gat Šmānê)
Più vicino a Te, o Gesù che preghi, nostro Redentore, veniamo nel Giardino degli Ulivi a pregare e supplicare il Padre di concederci la grazia di rimanere saldi e caritatevoli fino alla Fine di questi tempi di collera, di disastri della dolorosa purificazione finale.
Gesù e Maria vi offriamo lo sconcerto che viviamo di fronte al disordine di tutta l'umanità che sembra precipitarsi nel male. Questi dolori indicibili nelle nostre viscere possono servire ad alleviare un popolo sbalordito che non ha identificato il suo male ma che viene a gridarlo essendo impotente di fronte ad esso?
In ginocchio con Te Salvatore degli Uomini vedo il futuro avvicinarsi che dobbiamo assumere poiché è ciò che abbiamo costruito nella nostra incoscienza.
La Chiesa, prima accusata, è perseguitata così come lo sono le autorità sane e ragionevoli. Il mondo, assediato e diretto dal male, diventando il giustiziere mostruoso, ha identificato la Chiesa e l'etica come l'origine del male che lo ha privato della sua libertà.
O Signore, i Tuoi Figli, disorientati e manipolati così, sono assetati di pace, ordine e Amore ma, vivendo nella perversione generalizzata, esprimono nella violenza e nella collera ciò che non sanno cercare non potendo identificarlo!
Nonostante la Tua costante Presenza tra noi, i Tuoi incessanti appelli: «Venite a me voi che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo», «Voi che avete sete, venite e bevete», essi non sentono, non ascoltano.
No, i torrenti di grazie non sono prosciugati, la Sorgente è stata deviata, bloccata. Tu sei lì Signore, ma essi non vedono, non lo sanno. Cercano altrove il loro sollievo, dove non esiste. Il nemico della loro anima ha acceso in loro il fuoco della corsa sfrenata dell'accusa e della distruzione.
Il deterioramento e la falsificazione, provenienti da queste autorità deviate, propagate nei loro valori imposti, deformano in questi figli la loro educazione e tolgono loro il senso del bello e del buono. Anche i più piccoli con gli sconsiderati seguono l'appello all'ecatombe!
Qual è questo olocausto? Tutti ne siamo le vittime! Mio Dio, mio Padre abbi pietà del Tuo Popolo. Apri gli occhi e i cuori, che questi figli, i nostri, siano Tuoi d'ora in poi e salvati. Sia fatta la Tua Volontà, mio Dio Misericordioso.
Ti rendiamo grazie per aver attenuato la violenza di questa guerra inevitabile. O Padre, Sovrano Maestro, nella Tua Protezione dacci il coraggio e la forza di seguire il Cristo Amore Infinito e di essere carità in tutto e per tutti. Siamo solo all'inizio di questa Passione che, crediamo, si rivelerà vittoriosa e, il male e la morte non saranno più. Cristo è Vincitore.
Pater Noster, Ave, Gloria
San Michele proteggici.
2 – La Flagellazione
La vergogna, la costernazione, la desolazione sono portate e subite solo da un piccolo resto. È l'omertà! È stata la lunga notte dei decreti, dei tradimenti, degli abbandoni, degli arresti, delle accuse, dei tradimenti, delle persecuzioni, delle intimidazioni, delle fughe che lasciano solo l'accusato/a innocente e impotente di fronte alla violenza così ben anticipata, preparata.
Già giudicato senza processo, l'accusatore, il giudice e il boia sono la stessa persona ma ben nascosta dai suoi partner che vi trovano vantaggi. L'accusato/a già dominato/a spogliato/a subisce l'assalto e l'umiliazione pubblicamente.
La prigione è a cielo aperto, la sentenza è prima di tutto di colpire e indebolire. Le testimonianze non sono che perversione di tutto e condanna in tutto. Essere boia è un mestiere e mercenario anche e lautamente pagato dal male, padrone della distruzione. Allora tutto si compie nelle regole stabilite, e qui ben applicate. Anche il decoro rispettato, sa mascherare la sofferenza dei sacrificati.
Mio Dio, mio Dio, la Chiesa è la prima bersaglio, assediata in distruzione per togliere più facilmente ogni speranza a tutti quelli della Creazione anche minacciati.
Parce Domine. Parce Populo Tuo.
Perdona Signore, Perdona al Tuo Popolo.
Accogli Dio d'Amore
La Tua Chiesa a brandelli.
Dio magnanimo e Infinitamente Buono, guarisci e lava, quelli dei Tuoi che con i loro atteggiamenti, i loro discorsi, e il loro egoismo nuocciono o non portano alcun aiuto continuando a sporcare e ferire più perfidamente l'opera del Tuo Cuore Sacro.
Le ferite provenienti da quelli che amiamo sono più virulente e lasciano tracce indelebili ai feriti. Questi stigma post-traumatici rimangono e segnano l'intera vita. Permetti Padre Eterno che alla sequela di Tuo Figlio il Cristo portiamo anche queste tracce in preghiere e sollievi per i nostri fratelli feriti. Insegnaci a perdonare come fa Tuo Figlio.
Pater Noster, Ave, Gloria
San Michele proteggici.
3 – L'Incoronazione di Spine
Da Te, mio dolce Gesù, questi accusatori si sono impossessati. Ti hanno esposto per umiliarti. Ti hanno ricoperto con questo mantello rosso della derisione e ti hanno incoronato colpendo la Corona di Spine per infiggerla, ferirti e deriderti.
In VERITÀ, questi accusatori hanno svelato la Tua DIVINA REGALITÀ. E, da sotto quella oltraggiosa corona, Tu li hai solo guardati con dignità offrendo loro la Tua Divina Misericordia e la pietà che imploriamo per tutti noi.
Gesù Salvatore, coloro che con Te desiderano rimanere in questi tempi orribili che sono gli ultimi, sperano di portare il Tuo Nome con umiltà e dignità per essere tra i radunatori di tutti i Tuoi figli nella Tua Divina Volontà.
Nelle piazze di raduno, nei luoghi sacri e nei luoghi popolari, si pavoneggia Barabba liberato, scelto e persino adulato.
La voce del popolo grida: nelle strade, nei raduni di quartiere o nelle case non protette. È l'anarchia che non ha altro da dire se non queste espressioni popolari svuotate del loro significato e persino delle loro idee.
Popolo, cosa vuoi? In questo, dove stai andando?
Parola di Gesù Cristo:
«I miei ambasciatori inviati a rappresentarmi hanno paura di indicare che conoscono la VERITÀ che SOLA può salvare.
Figli del Mio Sacro Cuore, sappiate che da qualsiasi luogo provengano, questi caduti per dominarvi, non possono affrontarmi, IO SONO qui per salvarvi.
Figli, attenzione, siete voi che li chiamate e già, ahimè, li servite. Vedete, se il male invade, è perché viene servito. Allora si insedia e distrugge.
Ritiratevi da questo sistema. Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti.
(Spiegazione di questa espressione: Il peccato mortale dà la morte dell'anima. Quindi la morte eterna è per coloro che scelgono l'odio. Rifiutando Dio si rifiuta l'Amore reale e Vivente in tutte le sue virtù. Rifiutare Dio è rifiutare la Vita e adottare la Morte eterna.
Impegnarsi nella guerra attuale contro il Bene non porta al militante altro che chiudersi definitivamente la porta della Fine dei Tempi su se stesso. La Morte sarà allora sepolta eternamente. Le tenebre sono il luogo dei caduti che in questi tempi della Fine cercano di distruggere l'uomo che ha il privilegio di essere con Dio secondo il suo libero arbitrio.)
Ascoltate il Mio Appello, la Mia Croce innalzata sul mondo è la Vittoria, essa è per voi pegno di Vita eterna.
Il Mio olocausto perpetuo vi sarà tolto nella forma dell'Eucaristia, la Comunione.
I miei figli, non si può togliervi la vostra anima, che è unica e appartiene a Dio, senza il vostro consenso. Non si può togliervi la vostra intimità con il vostro Creatore nella Comunione Spirituale né nelle vostre preghiere, né nella relazione filiale che durerà eternamente. Questa Comunione rimane la vostra forza, poiché soprannaturale, e il vostro cammino di Vita.
Gesù Cristo»
4 – La Salita al Calvario
Indebolita, a brandelli, oppressa, accusata ma rimasta fedele e resistente, la Chiesa, Popolo di Dio, cammina portando il peso della sua Croce che custodisce. Nei passi di Cristo, nulla e nessuno possono privarla di questo coraggio e di questa gioia di recarsi al Calvario, appuntamento di Luce e di Vita.
La nostra missione nella Sua missione rimane la stessa, si compie in questo ultimo raduno nonostante gli ostacoli che sono sempre esistiti.
Dio magnanimo è sempre con noi, le Sue direttive, insegnamenti e consigli ci mantengono nella Via retta, unica perfetta che raggiunge il suo obiettivo, l'Amore Infinito.
In questo cammino delle tribolazioni, abbiamo una tappa che, per il Suo Amore e anche per la richiesta di Maria Immacolata, alleggerirà il peso della nostra croce intima segreta: l'Illuminazione delle coscienze! Grazie, Gloria a Te Dio d'Amore e di Verità. Tu ci doni e ci faciliti ancora e sempre l'accesso alla Salvezza.
Tu permetti a ciascuno, dato il nostro libero arbitrio, di fare la scelta nelle opzioni di futuro che si offrono a tutti. Oh, Gesù, chi Ti conosce non può che amarti e seguirti per sempre.
Metti nel nostro cuore l'Amore dei Tuoi figli che Ti ha sostenuto a vivere la Tua Passione fino all'obiettivo fissato: riconciliarci al Padre Eterno e vivere nella Sua Promessa. Che la nostra determinazione sia allora collettiva in tutta la carità che Tu ci proponi: «amatevi gli uni gli altri come Io vi amo.»
La Tua montagna santa ci sembra alta e, caricati di questa Croce riparatrice, dubitiamo della nostra capacità di arrivare in alto, vicino a Te. Ma Tu Ti rendi accessibile. Anche il più piccolo, il più timoroso e più debole ritrova fiducia e forza quando guarda verso di Te.
In questo cammino ci liberiamo di tutte le cose che ci trattenevano:
– le nostre iniquità che Tu perdoni, mentre abbiamo tanto evitato questa liberazione;
– le nostre cose inutili che ci trattenevano e persino ci tiravano verso il basso;
– le nostre relazioni nocive che oggi creano il caos sulla terra.
Ti preghiamo Signore affinché questi rischi di caduta ci siano risparmiati!
Questa salita al Calvario è oscurata e, con il mondo, siamo intrappolati. La Croce di Cristo è aggredita, insultata e tutto è fatto per scoraggiarci. L'odio perseguita i figli di Dio. Ogni sorta di aggressione, paura, manifestazione cerca di deviarci dalla nostra fede attraverso tentativi di seduzione o minacce.
Signore Dio Creatore, tali malvagità non possono essere nel cuore dell'uomo creato per amare! Ti preghiamo "affinché tutti ritrovino la bontà che hai posto nei nostri cuori alla Creazione".
Vogliamo portare le nostre croci in Colei che Tu hai portato per salvarci, anche se nella nostra Chiesa diminuita, sfigurata, divisa camminiamo nel sentiero oscuro e minaccioso. Lo sappiamo, gli assalti contro il bene si intensificheranno, ma la Tua Croce ci sostiene, la nostra fede rimane in Te.
Non crediamo di dover scegliere:
– tra l'orgoglio che sfida tutto e l'umiltà che accetta il cammino di sofferenza che supera tutto;
– tra l'Amore e l'odio;
– tra la libertà di figlio di Dio e la libertà che offre il mondo;
– tra il Cristo dolce e umile di cuore e l'anticristo dominante che si impone.
No, il cristiano impegnato non vive
alcuna ambivalenza o indecisione.
Dio Solo è la Via, la Verità e la Vita.
Dio Solo è il primo servito.
Padre Nostro, Ave, Gloria
San Michele proteggici.
5 – La Crocifissione
È il sacrificio ultimo che Gesù Cristo fa della Sua vita, per permettere all'uomo empio di essere salvato, purificato, liberato dalla cattività nel male in cui è intrappolato; per ridargli la Vita Eterna che aveva perso.
L'Amore Divino è senza limiti, ci ha dato una Vita senza limiti. Quali Sofferenze Divine ci è valsa questa Vita Eterna! Quanto Amore riceviamo dal nostro Dio così buono, dolce e umile di Cuore!
L'uomo, che ama veramente Dio, vuole a imitazione di Cristo offrire la sua vita:
– apre le sue mani e lascia andare tutto ciò che non viene da Dio e tutto ciò che lo trattiene fuori dalla sua Salvezza;
– si lascia anche fissare alla Croce dai piedi che prenderanno solo la via del Cielo attraverso i luoghi (direttive) che il Padre gli dà;
– permette alla Corona di Spine di abbassare il suo orgoglio, di liberarlo dalle sue debolezze e di custodirlo nello Spirito Santo;
– come il Cristo, il cuore trafitto, offre la sua vita, per l'unità della Chiesa, Corpo di Cristo.
L'Olocausto è puro Amore, Offerta a Dio. L'Eucaristia è Azione di Grazia al Padre di tutto ciò che è ricevuto e dato reciprocamente.
"L'Amore è dare tutto
e donare se stessi."
Padre Nostro, Ave, Gloria
San Michele proteggici.
Maria Caterina dell'Incarnazione Redentrice, serva qualsiasi nella Divina Volontà dell'Onnipotente, Unico Dio.













