martedì 28 luglio 2026

E sentii la sua dolce voce che diceva: "Preghiera, sacrificio e penitenza".

 


MARIA, ROSA MISTICA A MONTICHIARI – FONTANELLE 


LA PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA CON TRE SPADE INFISSE NEL PETTO 24 NOVEMBRE 1946 


CIRCOSTANZE. Pierina era in servizio come infermiera all'Ospedale di Montichiari con le Suore Ancelle della Carità. 

A metà novembre 1946 fu colpita da fortissimi dolori e vomito, sintomi di occlusione intestinale, per la quale era imminente l'intervento chirurgico. 

Dal diario di Pierina: "La notte dal 23 al 24 novembre, proprio quando mi sentivo mancare la vita, verso le ore tre sentii avvicinarsi qualcuno. 

Allora apersi gli occhi per vedere chi fosse, e con mia grande sorpresa vidi una suora che io riconobbi, quella vista l'anno prima al Ronco, la quale mi domandò come mi sentivo. Io risposi che ero molto preoccupata, perché mi sentivo morire e perché sapevo di venir sottoposta ad un grave intervento, sapendo che era tanto difficile e pericoloso, perciò (temevo) di non poterlo superare. Allora quella suora (Beata Maria Crocifissa) mi disse di chiamare la Rev.da Madre e altre cinque suore, le quali avrebbero dovuto recitare il S. Rosario e io in quel frattempo sarei guarita, ossia mi si sarebbe sbloccato l'intestino. Poi con la mano sinistra la Beata mi fece cenno di guardare in un angolo della stanza. Allora io vidi in quel momento una bellissima Signora come trasparente, vestita di color viola e un velo che le copriva la testa e scendeva fino ai piedi, di color bianco; teneva le braccia aperte e così si potevano vedere tre spade che le erano confitte al petto in corrispondenza del cuore. 

La Beata M. Crocifissa allora mi disse che quella Signora era la Madonna, la quale chiedeva a me preghiere, sacrifici e sofferenze per riparare i peccati di tre categorie di anime consacrate a Dio. 

Primo: per le anime religiose che tradiscono la loro vocazione, 

Secondo: per riparare il peccato mortale di queste anime,. 

Terzo: per riparare il tradimento dei sacerdoti che si rendono indegni del loro Sacro Ministero. 

Particolarmente mi raccomandò la santificazione dei sacerdoti, dicendomi: "Se questi saranno santi, tante anime si santificheranno". Mentre la Beata Maria Crocifissa così parlava, la bella Signora si avvicinò alquanto ed io potei vedere due grosse lacrime scendere dagli occhi e sentii la sua dolce voce che diceva: "Preghiera, sacrificio e penitenza". Mentre contemplavo quelle dolci e soavi figure all'istante scomparvero". 

Le tre spade con la loro interpretazione sono la chiave che spiega la finalità delle gravissime sofferenze di Pierina prima di vedere le tre spade sostituite da tre rose. 

Il messaggio particolare per Pierina diventerà una proposta di "Rosa Mistica" per tutte le comunità religiose: preghiera, penitenza, sofferenza per riparare ed eliminare le infedeltà delle persone consacrate. 

Si noti che in questa prima apparizione la Madonna è vista da Pierina "come trasparente" cioè come un'immagine in visione. Nelle apparizioni successive la Madonna sarà vista come Santa Maria Crocifissa, cioè come persona presente. 

  

SENZA LA COMUNIONE NON CI SONO SANTI

 


DAL PRESIDIO DELL'AMORE


O anime beate, che siete state chiamate al banchetto nuziale, rallegratevi e presentatevi a questa festa d'amore piene di gioia, per poter così partecipare alla gioia del Signore.

Anime mie predilette, venite, venite presto, non abbiate paura. Io sono Gesù, il buon Pastore, colui che dà la sua stessa carne come alimento; e dopo ciò, anime care, dubitate ancora del mio amore?! 

Ah! no, figlioli cari, non fatemi una tale ingratitudine! Venite a questa festa pieni di fiducia. Io sono un Padre amoroso, un Padre che sa perdonare e dimenticare, un Padre che conosce le debolezze umane; perché allora, figlioli, dubitate di questo Padre amoroso? 

Ah! non dubitate mai. Io amo tanto i miei figlioli, che non mi sono accontentato di dare la mia vita per loro; ho fatto di più, sono rimasto nella più profonda umiltà nel sacramento dell'altare. 

Ah! venite a me, ricevetemi con gioia. Ah! se qualcuno vi desse un tesoro, come sareste contenti; e ci sarà tesoro migliore del vostro Dio?! Tutto scompare, solo Io rimango. Perché allora siete così indifferenti, quando si tratta dei beni eterni? 

Ah! quante grazie sprecate per l'eternità! Ci sono anime che mi ricevono così freddamente... ah! se queste anime comprendessero il tesoro che sprecano, come piangerebbero le loro negligenze! 

Ah! miei figlioli, se un ricco perde i suoi averi e rimane nell'indigenza, come piange la sua disgrazia... e che cos'è ciò in confronto alla felicità eterna? Che cos'è ciò in confronto a una comunione fatta con negligenza? Ah! come è triste per il mio Cuore vedere i miei figli piangere per i beni fallaci; e i beni eterni, ah! questi, poche anime sono quelle che li piangono! Numero limitato, sono quelle che comprendono i tesori spirituali! Ci sono anime che mi ricevono quotidianamente, ma, molto poche sono quelle che piangono per vedere la mia gloria così depressa dal peccato! Chi non piange o non sente vedendo l'iniquità, questi ancora mi ama poco, poiché, se piangete i beni temporali, è perché avete amore per essi. 

L'anima che mi ama desidera che tutti mi amino. Il mio amore è puro; non fa nei cuori come l'amore carnale; chi ama con amore carnale, desidera che nessuno partecipi all'amore della creatura a cui dedica affetto. Sì, figlioli, il mio amore produce altri effetti, quando qualcuno mi ama, desidera che tutti mi amino, desidera fare la mia felicità, e la mia felicità sta nel rendere gli uomini felici, poiché Io sono la vera felicità. È vero che per essere felice non ho bisogno delle mie creature, ma il desiderio che ho di renderle felici, fa sì che le creature amandomi, la mia gloria aumenti. Io sono la pienezza di ogni bene. Nessuno può aumentare né diminuire la mia gloria, ma, solo espanderla e irradiarla. Il mio desiderio è che la mia gloria si irradi nei cuori dei figli cari. Se un cuore di buona volontà mi riceve per la santa comunione, questo, non ha aumentato la mia gloria, ma mi ha dato occasione di espandere le mie grazie; se questo cuore viene a me pieno di entusiasmo e con il desiderio di approfittare dei miei doni, uscirà dalla mensa della comunione traboccando di doni celesti. 

Se una matrona alleva un figlio adottivo, ella avrà amore per lui, ma, se sarà figlio del suo cuore, figlio del suo sangue, ah! allora ella lo amerà con predilezione, poiché, nel suo cuore si trova il germe naturale dell'amore – è figlio delle sue viscere. Così anche chi non mi nutrirà nel cuore, mi amerà, ma sarà un amore superficiale, non si importerà che gli altri mi amino o no, poiché chi non mi nutre, come può avere amore per me? 

Per questo, figlia mia, è che vedi tante anime indifferenti alla mia gloria! Come ciò è doloroso per il mio Cuore che ama con veemenza. Ah! se ci fossero molte anime amanti dell'Eucaristia, come la mia gloria si irradierebbe! Sì, è per mezzo di questo sacramento che Io desidero abbracciare il mondo con il fuoco del mio amore! Chi è amante della comunione, lo sarà anche della mia gloria. 

Ah! la mia Chiesa militante ha bisogno di anime amanti dell'Eucaristia, poiché è in questa fornace ardente che anime fredde e tiepide, convertendosi in anime abbracciate e piene di santo ardore, salgono il cammino del Calvario.

Senza comunione non ci saranno santi, senza comunione morirete di fame, poiché è attraverso questo canale che io distribuisco le grazie. Non comprendi le grazie che sperano, vengono alla mia presenza con più fervore e con più fame a questa cena. Non dimenticare il tuo Gesù Sacramentato. 31-1-193.


IL PREZIOSISSIMO SANGUE E IL GIUDIZIO DI DIO

 


Quanto tremendo, o Signore, sarà il tuo giudizio! Tu che hai trovato macchie anche negli angeli e davanti al quale nemmeno i cieli sono puri! "Povero me! Che farò -diceva il santo Giobbe - quando tu, o Signore, verrai a giudicarmi?".

E io, Signore, che farò? Come mi insegna S. Maria Maddalena de' Pazzi, mi coprirò col tuo Sangue, Signore.

Quando sarò davanti a te, ti pregherò di non guardare i miei peccati, ma i meriti di questo Sangue santissimo. Sarà questo Sangue a distogliere i tuoi occhi dai miei peccati, questo Sangue invocherà il perdono per me peccatore.

Beata l'anima che, nel momento dei giudizio, comparirà davanti a Dio rivestita di questo Sangue! Attenderà la sentenza con fiducia, certa che vedrà cancellate dal Sangue di Gesù tutte le sue colpe. Presenterà davanti al trono di Dio i meriti di questo Sangue e in virtù di questi meriti sentirà risuonare una sentenza di vita eterna.

Ma guai a quell'anima che disprezza o ignora questo Sangue! In nient'altro potrà sperare salvezza. Quale sentenza potrà aspettarsi se non quella dell'eterna condanna? Tremenda, ma certa, certissima verità, questa!

Fin che ancora siamo in tempo, in questa vita, purifichiamoci immergendoci in questo mare del Sangue Preziosissimo di Gesù, col più sincero dolore, con fermo proposito, per evitare la terribile sentenza della condanna eterna.

Fioretto: Ripeti spesso: "O buon Gesù, il tuo Sangue mi salvi nel giorno dei giudizio".

ESEMPIO S. Domenico vide una volta la Beata Vergine Maria aspergere col Sangue di Cristo i fedeli che erano accorsi per ascoltare le sue prediche.

Un'altra volta vide un fedele che nella vita fu devoto di Maria al tribunale di Dio: la bilancia pesava dalla parte della condanna. La Madonna versò allora una goccia del Sangue di suo Figlio sul piatto della misericordia. E' bastato questo perchè la bilancia cambiasse posizione: quell'anima fu salva.


Il mondo si dirige verso un caos economico. Imparate a vivere coll’essenziale, sappiate condividere.

 


Gesù Eucaristia 

Non temete, figli miei. Fai il segno della Croce e scrivi, coperta dal mio Prezioso Sangue per la Gloria di Dio mio Padre. La pace sia con te, figlia mia. 

Perché tutta questa agitazione? Perché questa angoscia? Perché questa insicurezza? Dov’è la vostra fiducia? Io so, figli miei, cos’è meglio per tutti voi. Io conosco il momento preciso di ciò che deve avvenire. È scritto: c’è un tempo per ogni cosa, e ogni cosa ha il suo tempo (Qohelet 3, 1). Allora perché? Avete fiducia in Me, il vostro Gesù, vostro Signore e vostro Dio? 

Vi ho detto: non potrà succedervi nulla di male. Credetelo. Figli miei dovete conoscere e accettare i vostri limiti. Non posso dirvi che tutto cambierà, no, figli miei. Il mondo si dirige verso un grandissimo caos economico. Bisognerà imparare a vivere solo con l’essenziale, saper condividere. Non è perché Dio voglia che sia così, è perché l’uomo ha distrutto tutto! Quindi tutti si accusano l’un l’altro e nessuno si assume le sue responsabilità. Si dicono parole inutili, piene di veleno, per uccidere le anime, per uccidere gli spiriti fragili che si lasciano avvelenare dal demonio che si è ben camuffato. È per questo che vi dico: siate vigili, fate attenzione, non vi lasciate traviare da false correnti di pensiero mondane. 

Restate in preghiera, aggrappatevi ai sacramenti, venite a rifugiarvi nel Cuore Immacolato della mia Santissima Madre. E voi, miei piccoli, non abbiate paura poiché ella vi protegge sotto il suo manto di protezione. Siate umili di cuore, continuate a pregare per le sue intenzioni. Datele la mano, così facendo sarete protetti da tutto il male che bussa alla vostra porta. Restate coraggiosi, siate forti, siate fedeli. Io vi porto nel mio Sacro Cuore; non abbiate paura, la vostra liberazione è vicina (Luca 21, 28); continuate a pregare, ad adorare e a credere. 

Siate benedetti nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen, Alleluia. 

15 dicembre 2010 

Sulema 

TESORI DI RACCONTI

 


La Signora del braccialetto d'oro.  


Narra un Missionario francese, che si trovava a Londra nell'inverno 1847 al 1848 una vedova dell'età di circa 29 anni, tutta mondana, molto ricca e di presenza ben gentile. Fra i damerini che frequentavano la sua conversazione, si trovava un giovine Lord, il quale, di condotta niente edificante, per la sua assidua frequenza la comprometteva assai.  

Una sera o meglio una notte (era dopo la mezzanotte) essa stava nel suo letto leggendo un romanzo per procurarsi il sonno. Suona un'ora il suo orologio, ed ella spegne la candela per addormentarsi; quando, con sua sorpresa, si accorse che una falsa luce e strana, che sembrava venire dalla porta della sala, a poco a poco si diffondeva nella sua camera, ed andava sempre più crescendo; meravigliata spalancò gli occhi non sapendo spiegare che cosa ciò significasse. Alla vista della porta che andava aprendosi lentamente, e all'entrare del giovane Lord complice dei disordini di lei, la incolse lo spavento. Prima che essa avesse potuto proferire parola, egli le stava già presso, l'afferrava al braccio presso al polso, e con stridula voce le disse in inglese: Vi è un inferno! Il dolore che essa risentì al braccio fu tale che svenne.  

Rinvenuta in sé mezz'ora dopo, chiamò la sua cameriera, la quale entrando nella camera sentì un forte odore di fuoco; avvicinandosi questa alla padrona, che poteva appena proferire parola, vide al suo polso una scottatura così profonda che si scopriva l'osso e le carni erano quasi consumate; tale scottatura aveva la superficie di una mano d'uomo: notò ancora che dalla porta della sala al letto, e dal letto alla porta, il tappeto aveva l’impronta di passi di uomo, e che ne era bruciato il tessuto da una parte all'altra. D'ordine della padrona aperta la porta della sala, ivi non scorse traccia alcuna. Il giorno seguente l'infelice signora intese con un terrore facile a capirsi, che la stessa notte, verso un'ora antimeridiana, il Lord era stato rinvenuto ubriaco a morte sotto la tavola ed i suoi servitori avendolo trasportato nella propria camera, era spirato tra le loro braccia.   

Io non so se tale terribile lezione abbia convertito la disgraziata; so per altro che essa vive ancora; e solo per coprire agli sguardi altrui le tracce della sua malaugurata scottatura, porta al polso sinistro in forma di braccialetto una larga fascia d'oro, che non lascia né dì né notte.  

Io ho inteso tutte queste circostanze da un suo prossimo parente buon cristiano, alla cui parola credo pienamente: nella sua famiglia non se ne parla mai, ed io stesso comunicandovelo taccio affatto ogni nome.  

Malgrado il velo che deve coprire questa apparizione, mi sembra impossibile dubitare della sua autenticità: certo però alla signora del braccialetto non occorre provare la reale esistenza dell'inferno.  

DON ANTONIO ZACCARIA


IL PREZIOSISSIMO SANGUE E L'UNZIONE DEI MALATI

 


Anche nel tempo della malattia e soprattutto negli ultimi momenti della nostra vita il Sangue di Gesù ci offre salvezza. Gesù agonizzante nel Getseman! ci dà un'immagine di quel supremo momento in cui la nostra anima si separerà dal corpo. Dolori per il corpo e per l'anima: le ultime decisive tentazioni.

Anche per Gesù fu dura lotta, tanto che pregò il Padre suo di allontanare da lui quel calice colmo di amarezza. Pur essendo Dio non cessava di essere uomo e di soffrire come uomo.

Per noi sarà più dura, perché ai dolori si aggiungerà il timore del giudizio di Dio. Dove troveremo la forza di cui avremo bisogno in quei momenti? La troveremo nel Sangue di Gesù, nostra unica difesa nell'ultima prova.

II sacerdote pregherà su di noi e ci ungerà con l'Olio di salvezza, perché la potenza del demonio non vinca sulla nostra debolezza e gli angeli ci portino tra le braccia del Padre. Per ottenerci perdono e salvezza il sacerdote non farà appello ai nostri meriti, ma ai meriti guadagnatici dal Sangue di Gesù.

Quanta gioia, pur nel dolore, al pensiero che, grazie a quel Sangue, potrà aprirsi anche per noi la porta del cielo!

Fioretto: Pensa spesso alla morte e prega perché ti sia concessa la grazia di una morte santa.

ESEMPIO Nella vita di S. Francesco Borgia si legge questo terribile fatto. Il santo stava assistendo un moribondo e, prostrato a terra accanto al letto con un Crocifisso, con calde parole esortava il povero peccatore a non rendere inutile per sé la morte di Gesù. Ad un tratto il Crocifisso cominciò a grondare Sangue vivo dalle piaghe: un miracolo voluto da Dio per invitare il peccatore ostinato a chiedere perdono di tutte le sue colpe. Tutto fu inutile. Allora il Crocifisso staccò una mano dalla croce e, dopo averla riempita del suo Sangue, l'avvicinò a quel peccatore, ma ancora una volta l'ostinazione di quell'uomo fu più grande della misericordia del Signore. Quell'uomo morì col cuore indurito nei suoi peccati, rifiutando anche quel dono estremo che Gesù aveva fatto del suo Sangue per salvarlo dall'inferno.


LA MIA AMATISSIMA MADRE, NELLA RAPPRESENTAZIONE DELLA MADONNA DI GUADALUPE, SARÀ VISTA DA TUTTA L’UMANITÀ E IN MODO PARTICOLARE DALLE ANIME DEVOTE A MIA MADRE, UN GIORNO PRIMA DELL’AVVERTIMENTO.



MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO 
A LUZ DE MARIA 
26 LUGLIO 2026


Amatissimi figli del Mio Sacro Cuore.


VI CHIEDO DI PRESTARE ATTENZIONE AI MIEI APPELLI.
PREGATE LO SPIRITO SANTO, CON IL QUALE DOVETE MANTENERE UNA RELAZIONE SPIRITUALE CONTINUA.


Il clima del mondo è cambiato (1) e continuerà a cambiare, ma non tutti i cambiamenti sono causati dalla natura, bensì alcune alterazioni sono il risultato di apparecchiature tecnologiche con le quali le Grandi Potenze stanno alterando il clima del mondo, per fare in modo che i raccolti vadano persi a causa del caldo e le economie risentano delle conseguenze.
In altri luoghi invece, saranno le piogge a causare la perdita dei raccolti e la moria di animali, sempre per fare in modo di colpire l’economia.

Vi siete abituati a seguire tutto quello che rappresenta una novità, dimenticandovi che non tutte le novità sono buone, ma al contrario alcune di queste hanno portato l’uomo a soccombere.

VOI SAPETE CHE IN QUESTO MOMENTO È NECESSARIO CHE SOLLECITIATE IL DONO DELLA SAPIENZA, il primo Dono dello Spirito Santo, il più perfetto dei Doni dello Spirito Santo, una Grazia Divina che è lontanissima dall’essere compresa da studi umani.
L’astro del sole (2) è in estrema agitazione e sta emettendo moltissime eiezioni solari, che sottopongono la terra a un costante pericolo.
L’umanità non lo sa, non è interessata a sapere quello che sta succedendo e non è preparata per affrontare una prossima catastrofe, causata dal sole.

La guerra si inasprirà, figli Miei e, in particolare il Medio Oriente, farà la guerra a una grande Nazione, causando danno.

Cambiate, figli Miei, cambiate ora, siate più spirituali!
Cambiate la vita di peccato, prima che sia tardi!


RITORNATE A ME, PRIMA CHE VI PERDIATE…


LA MIA AMATISSIMA MADRE, NELLA RAPPRESENTAZIONE DELLA MADONNA DI GUADALUPE, SARÀ VISTA DA TUTTA L’UMANITÀ E IN MODO PARTICOLARE DALLE ANIME DEVOTE A MIA MADRE, UN GIORNO PRIMA DELL’AVVERTIMENTO.


LA VEDRETE NEL VOSTRO INTIMO, COME ULTIMA OPPORTUNITÀ DELLA MIA DIVINA MISERICORDIA PER VOI E VI SENTIRETE MOSSI A CERCARE IL SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE.


Innanzitutto vi comunico che se confesserete i peccati prima che si verifichi l’Avvertimento, i vostri peccati saranno vissuti con meno dolore di quello che patirete se non avrete confessato i vostri peccati.

I luoghi dove vivono le persone devote alla Nostra Trinità Sacrosanta e che pregano con amore il Santo Trisagio, saranno protetti in modo particolare, pertanto vi chiedo di pregare il Santo Rosario, il Santo Trisagio oltre alle vostre personali preghiere di devozione.

Figli Miei, vi amo di un Amore Infinito.
Vi attendo nel Mio Sacro Cuore.

Il vostro Gesù

 

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Sul cambiamento del clima, leggere…
(2) Sull’attività solare, leggere…



COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:

dobbiamo ammettere che l’umanità si sta affannando per guadagnare il mondo, ma non pensa a salvarsi l’anima.

Ricordiamoci che grazie alla Misericordia di Nostro Signore e al Suo Amore, riceveremo la Grazia di vedere dentro di noi la Madonna, nell’immagine di Guadalupe e se accetteremo di buon grado questa Grazia di vederla interiormente, sentiremo la necessità di confessare i peccati commessi.

Coloro che non conoscono l’immagine della Madonna di Guadalupe, sentiranno che è la Madonna che ci sta chiedendo di perdonare e tra le altre cose, ma non meno importante, ci starà chiedendo il pentimento per il danno causato coscientemente al fratello.

Davanti a noi c’è una gravissima tragedia: le varie crisi che stanno avvicendandosi nel mondo, ma la peggiore delle crisi che possiamo vivere come umanità, è quella di vivere senza Dio.

Nostro Signore ci ricorda che la Sua Misericordia raggiungerà tutti gli uomini, il Suo Amore ci invita a svegliarci spiritualmente, chiedendoci di pregare lo Spirito Santo, sollecitando il Dono della Sapienza.
Si può anche essere dei geni a livello umano, ma il Dono della Sapienza Divina è qualcosa di diverso: è vedere, ascoltare, parlare, comportarci ed agire a somiglianza di nostro Signore Gesù Cristo. 

In Gv. 8,1-11, - la donna adultera, la Legge degli uomini era a favore di quelli che condannarono a morte la donna, ma Gesù con parole di Sapienza disse:
“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.”

Il Dono della Sapienza, guida la condotta dell’uomo in ogni situazione, è un Dono di orientamento, grazie al quale possiamo scoprire il piano di Dio per la nostra vita e per la vita di altre persone o per la comunità.

Fratelli, al centro di questo Appello non c’è la paura, ma una nuova alba: la Salvezza.

Amen.

Dio Padre: La Mia Divina Volontà non deve essere mai contrastata.

 


CASTIGHI

Mia carissima figlia, il mondo venne creato da Me, poiché questa era la Mia Volontà. La Mia Volontà è sempre stata e sempre sarà. La Mia Volontà sarà fatta, con o senza il volere dell‟umanità.  Il libero arbitrio donato all‟uomo per Mia Mano, fu usato male e questo condusse ad una divisione tra l‟uomo e Me, l‟Eterno Padre. Fintantoché l‟uomo possiede il dono del libero arbitrio, significherà che solo coloro che scelgono di venire a Me, attraverso Mio Figlio, Gesù Cristo, potranno diventare parte di Me, di nuovo tutt‟uno.  

Quando la volontà dell‟uomo si oppone alla Mia Volontà, ne risulta un‟acerrima lo tta, poiché solo la Mia Volontà può prevalere sopra ogni cosa. La Mia Volontà controlla tutto quello che Io permetto, tutto quello che Io autorizzo, perché Io accetterò sempre il libero arbitrio che diedi all‟uomo, in quanto non riprendo quello che ho donato. A volte l‟uomo, per sua libera scelta, provoca terribili dolori nel mondo e attraverso la sua avidità ed egoismo, Mi offende molto. Eppure, io non interferisco con la volontà dell‟uomo, perché solo lui può decidere se vuole o non vuole fare quello che la Mia Volontà desidera. E, mentre Io non cercherò di togliervi il libero arbitrio, la libera scelta non significa che l‟uomo Mi possa dettare la sua volontà su ciò che è Mio. 

La Mia Divina Volontà non deve essere contrastata mai, perché l‟uomo non potrà s ormontare mai il Mio Volere. Se lo farà, troverà impossibile opporsi a Me, senza subirne le conseguenze. Solo Io decido l‟esito della vita e della morte, poiché questa decisione spetta solo a Me. Quando prendo la decisione di portare a compimento i Miei Piani per proteggere i Miei figli, nessun uomo ha il potere di scavalcarli. Se l‟uomo cercasse di interferire con i Miei Doni dati al mondo, che includono la vita in tutte le sue forme, allora egli non solo fallirà, ma ne subirà le conseguenze.  

Non consento all‟uomo di provare a fermarMi nel Mio Piano di completare il Mio Santo Patto. 

Non consento all‟uomo di bestemmiare contro di Me o di ostacolare la Mia Volontà, a meno che non voglia essere stroncato brutalmente. 

Non consento all‟uomo di provare a fermarMi, dal donare la Vita Eterna alle anime o perderà la propria vita. Quando tentate di opporvi a Me, non avrete mai successo. Quando l‟uomo continua a negare la Mia Parola e a combattere la Mia Divinità, da quel momento in poi si verificheranno solo violenze, catastrofi, la perdita della vita e terribili castighi. Questo è il motivo per cui, quando ad un‟anima viene chiesto di obbedire a Me o alle Mie Istruzioni e attraverso il proprio libero arbitrio accetta queste richieste, sarà per lei impossibile opporsi alla Mia Volontà. 

Tu, figlia Mia, hai cercato di combattere la Mia Volontà, sebbene ti fossi già arresa a Me. Ormai sai che questo serve a poco, poiché è solamente ciò che viene dettato da Me, alla Mia maniera, che può essere fatto. 

Figli, Io-Sono il vostro Padre. Io-Sono il vostro Creatore. Solo Io conosco cosa vi riserva il futuro, ma sarete confortati nel sapere che tutti i Miei Piani sono stati completati. Solo quando la vostra volontà si unirà con la Mia, il Mio Regno potrà essere pienamente realizzato e finalmente completato. Solo allora tutti i conflitti tra l‟uomo e Me, il vostro Padre Eterno, finiranno.  Poi regnerà la pace nel nuovo mondo che verrà, un mondo così perfetto che non avrà mai fine. 

Il vostro Padre. 

9 Maggio 2014


lunedì 27 luglio 2026

Uno stesso spirito.

 

IL CUORE DI GESÙ AL MONDO 

(La piccola via d’amore di suor Consolata Betrone)


 «Storia di un'anima»


Suor Consolata ebbe doni straordinari, come visioni e locuzioni divine, ma a parte il fatto che anche nella vita di santa Teresina lo straordinario non manca, va osservato che si tratta di doni gratuiti che l'anima non può rifiutare, come pure non deve cercarli; le basta non esservi attaccata oltre il conveniente e dare ad essi il giusto valòre in ordine alla propria santificazione. Così fece suor Consolata: fino a che ne fu favorita, se ne senti profondamente indegna e umiliata; quando poi ne fu privata, non si alterò e tanto meno indietreggiò di un pollice nell'eroica fedeltà alla grazia. Riscontriamo, invece, nella sua vita tutti i caratteri dell'infanzia d'amore. spirituale, primo e il più essenziale: la vita. Sarà bene riportare qui alcuni pensieri di santa Teresina al riguardo: « [Gesù] non ha affatto bisogno delle nostre opere, ma solamente del nostro amore... Ciò che [il cuore d'un bambino piccolo] chiede è Amore!.. Egli sa una cosa sola: amarti, o Gesù!... Le opere clamorose gli sono vietate: non può predicare il Vangelo, versare il suo sangue... Ma che importa? I suoi fratelli lavorano al posto suo e lui, piccolo bambino, si mette vicinissimo al trono del Re e della Regina, ama per i suoi fratelli che combattono... O mio Gesù, ti amo! Amo la Chiesa mia Madre, ricordo che il più piccolo moto di puro amore le è più utile che non tutte le altre opere messe insieme" » Ed ecco ora una pagina di suor Consolata: « Stamane (2 agosto 1935) mi sono domandata: perché mai alle piccole anime Tu, o Gesù, ti doni con tanta tenerezza e le circondi con tutte le tue cure e provvedi a tutti i più minuti particolari... perché? E la luce è entrata nella mia anima. Nel santo Vangelo, dopo le divine parole: Lasciate che i bambini vengano a Me e non glielo impedite, perché a chi è come loro, appartiene d regno di Dio (Mc 10,14), c'è una parola che mi rivela il tuo Cuore materno: E prendendoli tra le braccia e ponendo le mani sopra di loro, li benediceva (Mc 10,16). Non solamente li hai benedetti ma, lasciato libero sfogo al tuo Cuore divino, li hai abbracciati. Allora, in un quadro, vidi la grande famiglia umana: i figli maggiori che lavorano e guadagnano e, se bravi formano l'orgoglio dei genitori; e i più piccoli che fanno nulla, proprio nulla, ma amano e tengono la parte più considerevole nel cuore materno. Perché dimmi, o Gesù, quand'è che gode di più una mamma? Quando suo figlio la onora con il felice  risultato dei suoi studi o che so io, oppure quando – piccolo - le appartiene totalmente e può fasciarlo, sfasciarlo, stringerlo al cuore a piacimento, donargli tutte le tenerezze?... Oh, la gioia che prova una mamma presso la culla del suo caro bimbo, nessuno potrà ridirla mai! Come nessuno potrà dire chi gode di più: se il bimbo a ricevere tante carezze o la madre nel prodigarle. Per il pargolo suo i vestitini piu belli, le cose più delicate e se, per caso impossibile, quel bimbo rimanesse sempre piccolo, la mamma continuerebbe a prodigargli cure e tenerezze senza stancarsi mai, per tutta la vita. Portando questo ragionamento nel campo spirituale, mi sembra una perfetta immagine di quel che Gesù fa con le piccole anime. Queste sono sue, esclusivamente sue e Lui, con tenerezza materna, prepara ad esse gli abiti più belli di virtù. E poiché, come i bambini, esse sono indifferenti, può vestirle di virtù o svestirle a piacimento, può stringerle al Cuore o lasciarle in un angolo: esse rimangono felici ugualmente, purché possano amarlo, purché possano vivere Sotto il suo divino sorriso, purché possano offrirgli qualcosa per aiutarlo a salvare anime. La gioia più grande che si può gustare sulla terra è possedere Dio, ma Dio solo; allora si gode un paradiso anticipato. E le piccole anime lo godono... » . Che poi, per piccole anime si debbano intendere non solo le anime innocenti, ma quelle che con l'amore vogliono riparare e riconquistare il tempo perduto, suor Consolata ci tiene a farlo sapere, mettendo se stessa nel numero di queste. « Come è buono Gesù e con quale tenerezza materna. Egli porta fra le sue braccia divine coloro che bramano conservarsi piccoli al suo cospetto! Come si piega verso di loro per appagarne tutti i desideri, per compierne tutte le volontà, anche se queste anime, ricche solo di desideri, hanno avuto la somma sventura di offendere il Signore, come Consolata!... Oh, solo Gesù sa dimenticare tutto e anzi gode sovrabbondare in grazia, dove prima sovrabbondò la colpa ». Così infatti fu per suor Consolata e così sarà per tutte le anime, innocenti o peccatrici, che vorranno seguirla nella stessa via d'amore. Riporteremo ancora, a conferma di questo suo trasporto per la santa infanzia spirituale, alcuni aneddoti di vita intima cappuccina, dove aleggia lo spirito di san Francesco e nei quali si sente come la fragranza dei suoi Fioretti. « Un giorno venne in cella una probanda, per sandali. Le feci osservare che, non abituata a portarli, per i primi giorni le avrebbero fatto male ai piedi. -No, Suora, noi a casa siamo poveri, poveri operai e portare sempre i sibret (pianelle) non potevo e allora d'inverno portavo sempre i zòccoli. - Queste parole me le disse con tanta espressione di convincente umiltà, che ne fui commossa. Se fossi stata ricca, avrei messo ai suoi piedi tutti i sibret possibili E quando più tardi la vidi, come si usa da noi per la novena di san Francesco, chiedere alla porta del Coro l'elemosina di preghiere per ottenere la grazia di trarre profitto dai santi esercizi, al suo tono umile, supplichevole e fiducioso, non potei trattenermi dal chinarmi verso di essa e dirle: - Sì, pregherò il Signore che la faccia una gran santa! - In quel giorno compresi perché il Cuore di Gesù si chinò con tanta misericordiosa condiscendenza verso i piccoli, gli umili: è perché la nostra debolezza lo conquista; Lui non può resistere a tanta nostra miseria ed essendo ricco, dona tutti i sibret possibili! ». « Un pomeriggio sostai alcuni istanti presso l'orto e mi sedetti su d'una panca. I pulcini, credendomi la loro buona dispensiera, mi circondarono ben presto, prendendo d'assalto il mio grembo e poi s'allinearono tutti sull'orlo dello schienale della panca. Pensavo al Padre san Francesco e li lasciai fare indisturbati e poi sentii il bisogno d'imprestar loro il mio cuore, perché potessero anche loro amare, quanto lo bramo io... Uno di essi, essendomi rimasto in grembo, tentai accarezzarlo, ma s'impaurì e il suo cuoricino prese a battere forte forte. Volli calmarlo, perciò lo strinsi a me e lo tenni presso il mio cuore, finché fu tranquillo. Ci prendeva gusto, se ne stava queto, ma io lo lasciai andare a raggiungere i compagni e ritornai in Coro ad adorare Gesù... Non pensavo più a questo fatto insignificante, ma la grazia me lo illustrò: se Consolata aveva avuto compassione di quel povero pulcino, solo perché spaurito, e aveva sentito il bisogno di stringerselo al cuore per tranquillizzarlo, quanto più il Cuore di Gesù, che è Cuore umano, sentiva compassione della povera anima mia, sentiva il bisogno di stringermi al suo divin Cuore! E poiché al mattino avevo commesso una mancanza contro la carità e quindi me ne ritenevo indegna, un altro pensiero confortò la mia mente: che merito aveva quel pulcino, che io giungessi a stringermelo al cuore, ad accarezzarlo? Nessuno; la compassione m'aveva spinta semplicemente a ciò fare. Ebbene, la stessa compassione spingeva Gesù verso la povera anima mia...». « Qui, dalle Cappuccine, Gesù è veramente a nostra disposizione e si vive presso il suo tabernacolo con una familiarità indescrivibile. Gesù deve goderne, perché quando nelle preghiere e devozioni particolari ci avviciniamo a Lui, Egli ci avvolge, ci fa sentire la sua divina presenza in modo tutto speciale, intimo, affettuoso... Non so, il portarmi a pregare presso il tabernacolo mi sembrava un po' farisaico per me, che avrei dovuto imitare il povero pubblicano del Vangelo; ma una soave immagine rappresentante Gesù che accarezza i bimbi, mi ha tolto ogni timore; perché ho compreso che non solo l'anima ha bisogno di pregare presso Gesù vivo, ma è ancora Gesù, il suo divin Cuore, che gode nell'averci vicino a Sé, senza tant'etichette, come i bimbi dell'immagine, che andavano a gara a chi poteva stringersi più vicino a Lui ».

PADRE LORENZO SALES 


IL PREZIOSISSIMO SANGUE E IL SACERDOZIO

 


Col sacramento dell'Ordine sono creati i sacerdoti il cui compito è quello di consacrare, di offrire l'Ostia immacolata, di istruire il popolo sulla dottrina di Gesù, in una parola: di far rivivere nella Chiesa lo stesso Gesù e il suo ministero di salvezza. Il sacerdote, per i poteri che ha, può essere collocato più in alto degli angeli.

Gesù ha fondato il Sacerdozio ministeriale nell'ultima cena, quando, istituita l'Eucaristia, ordinò agli apostoli di fare altrettanto. In quell'occasione Gesù comunicò per la prima volta a dei semplici uomini il suo Sacerdozio. Da allora non ha mai lasciato mancare sacerdoti alla sua Chiesa, perchè offrissero a tutti i meriti e la grazia che ci ha guadagnato col suo Sangue. Ministro dunque del Sangue di Cristo!... questo è ogni sacerdote. Quale grandezza si nasconde in un povero uomo!

Nel sacrificio della Messa il Signore Gesù continua a offrire, per le mani dei sacerdote, il suo Preziosissimo Sangue con gli stessi scopi per cui lo ha versato sulla croce e cioè: a) - per dare a Dio degna adorazione (fine latreutico); b) - per ringraziarlo dei suoi benefici (fine eucaristico); c) - per placare la giustizia divina (fine espiatorio); d) - per ottenere le grazie di cui abbiamo bisogno (fine impetratorio).

Fioretto: Recita tre volte l"Ave Maria" alla Regina degli apostoli per tutti i sacerdoti.

ESEMPIO Il Beato Francesco Lippi da Siena, rimasto orfano in giovane età, si diede a una vita libertina. Dio, che lo voleva salvo, lo colpì con la cecità, ma gli ha aperto gli occhi dell'anima. Francesco fece un pellegrinaggio a S. Giacomo di Compostella in Spagna e là ottenne la guarigione. Datosi a una vita di penitenza, fu invitato dalla Madonna a entrare come laico fra i Carmelitani.

Un venerdì, mentre meditava la passione del Signore, gli apparve Gesù trafitto in croce con le piaghe grondanti Sangue che gli disse: "Guarda, Francesco, quanto ho sofferto per gli uomini e pensa a quanto è grande la loro ingratitudine!". A queste parole il beato si sentì venir meno. Prese i flagelli e si percosse a sangue per scontare i peccati suoi e degli uomini e da quel giorno portò con sé il Crocifisso per aver sempre presenti i dolori del suo Salvatore.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.


CIÒ CHE MI ASPETTO DA COLORO CHE HO SCELTO

 


QUANDO IL MAESTRO PARLA AL CUORE

-dettati di Gesù al sacerdote 

 Padre Courtois-



Quanto vorrei che sacerdoti e religiosi non cercassero al di fuori di me il segreto dell'unica, vera, profonda fecondità!

In me dimora la potenza. Inseritevi in me e vi farò partecipare a questa potenza.

Con poche parole, proietterete luce.

Con pochi gesti, aprirete le strade alla mia grazia. Con pochi sacrifici, sarete il sale che risana il mondo. 

Con poche preghiere, sarete il lievito che fa fermentare la pasta umana.

Ti ho concesso una grazia speciale, per incoraggiare i miei sacerdoti a trovare nel contatto intimo con me il segreto di un sacerdozio felice e fecondo. Offrili spesso a me e unisciti alla mia preghiera per loro. 

Dipende in gran parte da essi la vitalità della mia Chiesa sulla terra e l'assistenza della mia Chiesa del cielo in favore della umanità peregrinante.

Il mondo passa e non si preoccupa di ascoltarmi; ecco il perché di tante vite titubanti e sciupate.

Ma la cosa più dolorosa per il mio cuore e la più nefasta per il mio Regno è che le stesse persone consacrate, per mancanza di fede, per mancanza di amore non hanno l'orecchio attento verso di me. La mia voce si perde nel deserto. Così, quante vite sacerdotali e religiose rimangono improduttive!

Che il sacerdote non si fidi dei complimenti e dei segni di rispetto tributatigli. L'incenso è il più sottile veleno per un uomo di Chiesa. Si tratta di un eccitante effimero, come molti stupefacenti, e dopo un certo tempo si rischia di rimanere intossicati.

Quanti sacerdoti acidi, amari, scoraggiati, perché non hanno saputo stabilirsi nel piano della redenzione! 

Io sono pronto a purificarli e a orientarli, se accettano di essere docili all'azione del mio Spirito. È compito tuo presentarmeli, offrirli fraternamente ai raggi del mio amore. Pensa ai sacerdoti giovani, pieni d'ardore apostolico e di zelo straripante, che credono di poter riformare la Chiesa senza iniziare a riformare se stessi.

Pensa agli intellettuali, tanto utili, anzi tanto necessari, a condizione che continuino i loro studi e ricerche con grande umiltà, per servire, senza disprezzare nessuno.

Pensa ai sacerdoti in età matura, che credono di aver il pieno possesso di tutti i loro mezzi e sono portati così facilmente a fare a meno di me.

Pensa ai confratelli anziani, esposti alle incomprensioni dei giovani, che si sentono superati e spesso messi da parte. Essi si trovano nel periodo più fecondo della loro vita, durante il quale si realizza la rinuncia: essa li santifica nella misura in cui la accettano con amore.

Pensa ai tuoi fratelli moribondi; ottieni loro la fiducia, l'abbandono alla mia misericordia. Le loro colpe, i loro errori, i loro abbagli sono da tanto tempo cancellati. Io non mi ricordo se non dello slancio della loro donazione iniziale, degli sforzi, delle fatiche, delle stanchezze che per me hanno sopportato.

Ho bisogno di sacerdoti, la vita dei quali sia la concreta espressione della mia preghiera, della mia lode, della mia umiltà, della mia carità.

Ho bisogno di sacerdoti che, con delicatezza e rispetto infinito, si preoccupino di scolpire giorno dopo giorno la mia effigie divina sul volto di quanti io affido loro.

Ho bisogno di sacerdoti dediti prima di tutto alle realtà soprannaturali, per animare di esse tutta la vita reale dell'uomo d'oggi.

Ho bisogno di sacerdoti che siano professionisti dello spirituale e non funzionari o fanfaroni; di sacerdoti miti, pieni di benevolenza, pazienti, ricchi anzitutto di spirito di servizio, che non confondano mai l'autorità con l'autoritarismo; insomma, di sacerdoti profondamente pieni d'amore, che cerchino una cosa sola e abbiano un solo scopo: che l'Amore sia più amato.

Non credi che posso, in pochi minuti, farti guadagnare diverse ore del tuo lavoro e diverse anime nella tua attività? Questo bisogna dire al mondo, specie al mondo dei preti, dei quali non si dovrebbe misurare la fecondità spirituale dall'intensità del loro desiderio di produrre, ma dalla disponibilità della loro anima all'azione del mio Spirito.

Ciò che importa ai miei occhi non è leggere molto, parlare molto, fare molto, ma permettermi di agire attraverso di voi.

Sii certo che se io occupo in una vita di sacerdote, in un cuore di sacerdote, in una preghiera di sacerdote tutto il posto che desidero, allora egli troverà il suo equilibrio, la sua piena realizzazione, la pienezza della sua paternità spirituale.

Quanto è grande e terribile un'anima di sacerdote! Un sacerdote può a tal punto continuare me e attirare verso di me, oppure, ahimè!, deludere e allontanare da me, volendo talvolta attirare a sé.

Un sacerdote senza amore è un corpo senz'anima. Più di ogni altro, il sacerdote dev'essere in balia del mio Spirito, lasciarsi condurre e animare da lui.

Pensa ai sacerdoti caduti, molti dei quali hanno tante scuse: mancanza di formazione, mancanza di ascesi, mancanza di sostegno fraterno e paterno, cattivo uso delle loro possibilità, donde delusione, scoraggiamento, tentazioni e il resto... Non sono mai stati felici, e quante volte hanno provato la nostalgia del divino! Non credi che nel mio cuore io abbia più potenza nel perdonare di quanti non ne abbiano avuta loro nel peccare? Accoglili fraternamente nel tuo pensiero e nella tua preghiera. È anche attraverso di essi, nei quali non tutto è cattivo, che io opero la redenzione del mondo.

Vedi me in ciascuno di essi, talvolta piagati e sfigurati, ma adora in essi ciò che resta di me e farai rivivere la mia Risurrezione in tutti.

In fondo, c'è una sola categoria di sacerdoti che mi rattrista profondamente. Sono coloro che, per progressiva deformazione professionale, sono diventati orgogliosi e duri. Volontà di potenza, affermazione del loro « io » hanno progressivamente svuotato la loro anima di quella carità profonda che dovrebbe ispirare tutti i loro atteggiamenti e tutte le loro pratiche.

Quanto male fa un sacerdote duro! Quanto bene fa un sacerdote buono! Ripara per i primi. Sostieni i secondi. Io perdono molte cose al sacerdote che è buono. Mi ritiro dal sacerdote che si è indurito. In lui non c'è posto per me. Ci soffoco.

Il rumore interiore ed esteriore impedisce a molti uomini di ascoltare la mia voce e di comprendere il senso dei miei appelli. È importante perciò che in questo mondo iperattivo e surriscaldato si moltiplichino le zone di silenzio e di calma, dove gli uomini possano ritrovarmi, conversare con me, donarsi a me liberamente.

Per fare di un paese una comunità cristiana, dove possa svilupparsi ciò che vi è di meglio nell'uomo, bisogna porre questo paese in stato di orazione. Ebbene, i maestri di orazione sono per eccellenza i sacerdoti, e la loro influenza è in rapporto alla loro intimità con me.

Offrimi spesso le sofferenze dei tuoi fratelli sacerdoti: sofferenze dello spirito, del corpo, del cuore; uniscile a quelle della mia Passione e della Croce perché, da tale unione, attingano il loro pieno valore di pacíficazione e di corredenzione.

Chiedi a mia Madre di aiutarti in questa missione e pensaci in modo particolare nella celebrazione della messa, in unione con lei e alla sua materna presenza.

Non dimenticarlo. La redenzione è anzitutto un'opera d'amore prima che un'opera di organizzazione.

Ah! se tutti i tuoi fratelli sacerdoti si decidessero a credere che li amo; che senza di me non possono fare niente, eppure che ho bisogno di essi per potermi manifestare nella misura che il mio cuore desidera!

Io sono in ciascuna di quelle vergini consacrate che hanno offerto la loro giovinezza e la loro vita al servizio delle Missioni, al servizio della mia Chiesa. Sono presente, carità dei loro cuori, energia delle loro volontà, testimone dei loro sforzi, dei loro sacrifici, e passo attraverso di esse per raggiungere le anime.

Offrimi queste ostie viventi nelle quali mi nascondo, nelle quali lavoro, prego, desidero.

Pensa alle migliaia di donne che si sono consacrate a me e che hanno ricevuto la missione insostituibile di continuare l'azione di mia Madre nella Chiesa, a condizione di lasciarsi invadere da me nella contemplazione.

Ciò che manca attualmente alla mia Chiesa non sono le dedizioni, le iniziative, le attività, ma la dose proporzionata di autentica vita contemplativa.

L'ideale è che vi sia, in un'anima consacrata, molta scienza insieme a molto amore e a molta umiltà. Ma vale di più un po' meno scienza con molto amore e umiltà, che non molta scienza con un po' meno amore e umiltà.

Chiedimi di suscitare nel mondo delle anime contemplative che, dotate di spirito universale, assumano la parte di preghiera e di espiazione di molti, attualmente chiusi ai richiami della mia grazia.

Ricòrdati: Teresa d'Avila ha contribuito alla salvezza di tante anime quanto Francesco Saverio con le sue corse apostoliche; Teresa di Lisieux ha meritato di essere chiamata Patrona delle Missioni.

A salvare il mondo non sono quelli che si agitano, né quelli che architettano teorie; sono quelli che, vivendo intensamente del mio Amore, lo propagano misteriosamente sulla terra.

Io sono il Sommo Sacerdote e tu sei sacerdote solo per partecipazione e per prolungamento del mio sacerdozio. Incarnandomi nel seno di mia Madre, la mia Persona divina ha assunto la natura umana ed ho così ricapitolato in me tutti i bisogni spirituali dell'umanità.

In tal modo tutti gli uomini possono e debbono essere inseriti in questo movimento di sacralizzazione; ma il sacerdote è lo specialista, il professionista del sacro. Anche quando lavora, sia pure manualmente, nulla è profano in lui. Ma se lavora con lucida coscienza della sua appartenenza a me, se almeno virtualmente egli lavora per me e in unione con me, allora io sono in lui, lavoro con lui alla gloria del Padre mio, al servizio dei suoi fratelli. Egli diventa il mio posseduto, il mio alter ego e in lui io stesso attiro verso il Padre mio gli uomini che egli avvicina.

Condividi le mie preoccupazioni per la mia Chiesa e, in modo particolare, per i miei sacerdoti. Essi sono i miei « prediletti », anche coloro che, sotto l'infuriare della tempesta, provvisoriamente mi abbandonano. 

Provo grande pietà per loro e per le anime che erano loro affidate; ma la mia misericordia verso di essi è inesauribile, se sotto l'influsso delle preghiere e dei sacrifici dei loro fratelli, essi si gettano tra le mie braccia... La loro ordinazione li ha segnati in modo indelebile, e se anche non possono più esercitare un sacerdozio ministeriale, la loro vita, raggiungendo la mia oblazione redentrice, può essere un'offerta d'amore di cui io mi servo.

Approfitta del tempo che ti lascio su questa terra, il periodo della tua esistenza in cui puoi meritare, per chiedermi intensamente che si moltiplichino le anime contemplative, le anime mistiche. Sono esse che salvano il mondo e ottengono alla Chiesa il rinnovamento spirituale di cui ha bisogno.

In questo momento certi pseudo-teologi lanciano ai quattro venti le loro elucubrazioni intellettuali, credono di purificare la fede, mentre non fanno altro che turbarla.

Soltanto coloro che mi hanno incontrato nella preghiera silenziosa, nella lettura umile della Sacra Scrittura, nell'unione profonda con me, possono parlare di me con competenza, poiché io stesso ispiro i loro pensieri e parlo attraverso le loro labbra.

Il mondo va male. Anche la mia Chiesa è divisa; il mio corpo ne soffre. Grazie di vocazione sono soffocate e muoiono. Satana è scatenato. Come è accaduto nella storia della Chiesa dopo ogni Concilio, egli semina dappertutto la discordia, rende gli spiriti ciechi alle realtà spirituali e i cuori duri ai richiami del mio amore. 

È necessario che i sacerdoti e tutte le persone consacrate reagiscano, offrano tutte le sofferenze, tutte le agonie dell'umanità congiungendole alle mie, pro mundi vita.

Ah! se gli uomini comprendessero che io sono la sorgente di tutte le virtù, la sorgente di ogni santità, la sorgente della vera gioia!

Chi, meglio dei miei sacerdoti, può rivelare queste cose? A condizione, però, che accettino di essere i miei amici intimi e vivano in conseguenza! Tutto ciò richiede dei sacrifici, ma subito ricompensati dalla fecondità e dalla gioia serena che li pervade. 

Bisogna accettare di donarmi il tempo che chiedo. Quando mai è accaduto che la fedeltà nel consacrarmi ogni tanto una giornata in esclusiva abbia compromesso il ministero?

Non si sa più fare penitenza; perciò ci sono così pochi educatori spirituali e poche anime contemplative.

Sono tanto contrario al pessimismo e al vittimismo, quanto desidero che non abbiate timore di quella frustrazione passeggera che può provocare un piccolo sacrificio e una leggera privazione, voluta o accettata per amore.

Rimane sempre vera quella mia parola: Se non fate penitenza, perirete tutti. Ma, se siete generosi, attenti a ciò che il mio Spirito vi suggerisce e che mai nuocerà alla vostra salute e al dovere del vostro stato; se siete fedeli a unirvi all'oblazione spirituale che io non cesso di offrire in voi, contribuirete a cancellare molti peccati della gente e soprattutto molti tradimenti delle persone mie consacrate; otterrete grazie abbondanti perché questo travagliato periodo del dopo-Concilio veda sorgere, in tutti gli ambienti e in tutti i continenti, nuove schiere di santi che insegneranno di nuovo, al mondo stupito, il segreto della vera gioia. 

Assunto da me, in persona mea, durante la messa il sacerdote cambia il pane nel mio Corpo e il vino nel mio Sangue.

Assunto da me, in persona mea, al confessionale egli cancella, con l'assoluzione le colpe del peccatore pentito. Assunto da me, in persona mea, compie, o dovrebbe compiere, tutti gli atti del ministero.

Assunto da me, in persona mea, pensa, parla, prega, si nutre, si distrae. 

Il sacerdote non si appartiene più, si è dato a me liberamente, corpo e anima, per sempre. Perciò non può più essere del tutto come gli altri uomini. Egli è nel mondo, ma non è più del mondo. A un titolo speciale e unico, egli è mio.

Deve cercare di identificarsi a me con la comunione di pensiero e di cuore, con la condivisione delle preoccupazioni e dei desideri, con un'intimità sempre crescente.

Deve tendere a esprimere con il suo comportamento qualcosa del mio immenso rispetto nei confronti del Padre mio e della mia bontà inesauribile verso tutti gli uomini, chiunque essi siano.

Deve rinnovare continuamente il dono di tutto se stesso a me perché io sia pienamente in lui quello che desidero essere.

Tante anime si lasciano intossicare dal piacere fallace e dall'ideologia inebriante, al punto da rinchiudersi su se stesse e diventare incapaci del libero movimento verso di me. Eppure, io le chiamo, ma non sentono. 

Le attiro, ma si sono rese impermeabili alla mia influenza.

Per questo ho bisogno urgente delle persone consacrate. Ah! se si preoccupassero di ricomporre in sé tutte le miserie di questo mondo pazzo e di invocare il mio aiuto in nome di coloro che il demonio tiene incatenati, la mia grazia potrebbe vincere più facilmente molte resistenze. 

Le persone consacrate sono il sale della terra. Quando il sale non è più salato, a che cosa può servire? 

Quando le ho chiamate, hanno detto « SÌ » generosamente; e questo non lo dimenticherò mai. Ma piccole debolezze hanno poi occasionato gravi resistenze alla mia grazia, talvolta dietro il pretesto di una urgenza nel compimento del dovere di stato.

Se fossero state fedeli ai tempi forti dell'orazione, l'intimità con me sarebbe stata salvaguardata e le loro attività apostoliche, lungi dal soffrirne, sarebbero risultate più feconde.

Fortunatamente, esistono ancora nel mondo molte anime fedeli. Sono esse a ritardare, se non a impedire, le grandi catastrofi che minacciano l'umanità. 

Chiedi che gli educatori e le educatrici spirituali diventino sempre più numerosi. Questo fatto ha reso possibile il rinnovamento della Chiesa dopo le prove della Riforma nel secolo XVI e dopo lo sconvolgimento della rivoluzione francese. Sarà ancora questo che nei prossimi anni faciliterà una nuova primavera della comunità cristiana e preparerà a poco a poco, malgrado l'accumularsi di ostacoli di ogni tipo, un'era di fraternità e un progresso verso l'unità.

Ciò non impedirà agli uomini di vivere secondo la loro epoca, di interessarsi ai problemi anche materiali del loro tempo; ma procurerà loro luce e potenza per agire sull'opinione pubblica dei loro contemporanei e contribuire a soluzioni benefiche. 

L'invito a venire a me, lo rivolgo a tutti, ma ho bisogno della collaborazione degli uomini perché questo mio appello sia accolto. La mia forza di attrazione deve passare attraverso il riflesso del mio volto nell'anima dei miei membri, in particolare dei consacrati.

Attraverso la loro bontà, la loro umiltà, la loro mitezza, la loro accoglienza, l'irradiazione della loro gioia io voglio rivelarmi.

Le parole, certo, sono necessarie; le strutture sono utili; ma ciò che tocca i cuori è la mia Presenza, percepita e quasi sentita attraverso i « miei ». C'è una irradiazione che emana da me e che non inganna.

Questo mi aspetto sempre di più da te.

A forza di guardarmi, di contemplarmi, tu vieni penetrato, impregnato dalle mie divine radiazioni; e, al tempo opportuno, le tue parole saranno cariche della mia luce e diverranno efficaci.

Il mio Amore per gli uomini non è amato. È a tal punto e così spesso dimenticato, mísconosciuto, respinto! 

Queste resistenze impediscono agli spiriti di aprirsi alla luce e ai cuori di aprirsi alla mia tenerezza.

Per fortuna, ci sono anime umili e generose in tutti i paesi, in tutti gli ambienti di vita e in tutte le età; il loro amore ripara per mille bestemmie, per mille rifiuti.

Il prete dev'essere la prima ostia del suo sacerdozio. L'offerta di se stesso deve congiungersi alla mia, a beneficio della moltitudine. Ogni sua scantonata costituisce un mancato profitto per molte anime. Ogni sua accettazione paziente e amorosa vale immediatamente un guadagno prezioso per la mia crescita d'amore in questo mondo. 

Abbi fiducia nella mia potenza che risplende nella tua debolezza e la trasforma in coraggio e generosità. 

Desidero vederti passare un'ora con me vivo nell'ostia, ma non venire mai solo: ricapitola in te tutte le anime che ho legato misteriosamente alla tua e renditi, umilmente, canale delle mie radiazioni divine.

Nulla diventa inutile dei piccoli sacrifici, delle piccole attività, delle piccole sofferenze, se sono vissute in stato di oblazione e di amore ai tuoi fratelli.

Sii sempre più l'ostia del tuo sacerdozio. Un sacerdozio che non comporta l'oblazione del sacerdote è un sacerdozio monco. Rischia di essere sterile e di intralciare l'opera della mia redenzione.

Il sacerdote è tanto più spiritualizzato quanto più accetta di essere corredentore.


domenica 26 luglio 2026

Un milione di persone ha visto la Madonna piangere per mesi negli USA| Miracolo Riconosciuto


 

Natuzza Evolo Rivela Chi Ti Accompagna Nell'Ultimo Istante Prima della Morte


 

IL PREZIOSISSIMO SANGUE E IL MATRIMONIO

 


L'apostolo Paolo parlando di questo sacramento lo definisce "grande" in rapporto a Cristo e alla Chiesa, della cui stretta unione è un'immagine viva. Ma quando Gesù fece sua sposa la Chiesa? Gesù è il nuovo Adamo e come il primo Adamo ebbe da Dio la sua sposa, che fu tratta dal suo Costato mentre era immerso in un sonno profondo, così Gesù ebbe in dono dal Padre la sua sposa, la Chiesa, che fu tratta dal suo costato mentre era immerso nel sonno della morte sulla croce.

Questo sposalizio di Gesù con la sua Chiesa è reso visibile dal Matrimonio che l'uomo celebra con la sua sposa. Gesù benedice l'offerta che l'uomo e la donna fanno di sé l’uno all'altro e l'offerta del loro amore a lui. Nel sacrificio della Messa il Signore sparge il suo Sangue sugli sposi perché da questo Sangue possano attingere la capacità di amarsi e di amare insieme Dio e il prossimo come lui ci ha amati.

Se viviamo nella verginità, uniamoci a lui più strettamente. Se siamo sposati santifichiamo la nostra unione per essere immagine vivente dell'unione di Gesù con la Chiesa, sua sposa.

Fioretto: Recita tre volte il "Padre nostro" per le famiglie.

ESEMPIO In Spagna si venera un Crocifisso che ha il braccio destro schiodato e abbassato. Ai piedi di questa immagine di Gesù un giorno un peccatore ha confessato le sue colpe, ma il confessore esitava ad assolverlo. Lo ha poi perdonato ed ha aggiunto. "Ma bada di non ricadere". Il penitente promise, ma era debole e ricadde. Tornò allora dal sacerdote che lo accolse con severità: "Questa volta non ti assolvo". Il penitente replicò. "Quando ho promesso ero sincero, ma sono debole. Padre, mi dia il perdono del Signore". Anche stavolta il confessore lo perdonò, ma disse. "E' l'ultima volta!". Qualche tempo dopo il penitente ritornò, ma il sacerdote gli disse seccamente. "Tu ricadi sempre, il tuo proposito non è sincero". "E' vero, padre, io ricado spesso, ma è perché sono debole. Sono un malato, ma il mio pentimento è sincero". "No, non c'è perdono per te!". Dal Crocifisso si è sentito allora un singhiozzo. Il Cristo ha schiodato la mano destra e, alzandola, ha tracciato sul capo di quel peccatore il segno dell'assoluzione. Contemporaneamente una voce disse al sacerdote: "Tu non hai versato il tuo sangue per lui!".

PADRE NOSTRO Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.