Parla Dio Padre
(19 giugno "Giovedì del Corpus Christi")
Anno del Signore 2014
Y María del Getsemani
Parla Dio Padre
(19 giugno "Giovedì del Corpus Christi")
Anno del Signore 2014
Y María del Getsemani
santa Veronica Giuliani
Dio ha voluto salvarci per mezzo della croce. In essa scopriamo fino a che punto è arrivato il suo Amore. La sofferenza è un mistero: Dio non l’ha eliminata, ma, in Gesù, l’ha provata fino in fondo, trasformandola in un luogo di redenzione. Come per Veronica, anche per noi, la sofferenza può diventare l’esperienza in cui scopriamo l’infinito Amore di Dio e veniamo raggiunti dalla sua salvezza.
52- Oh! se potessi andare per tutto il mondo, e proclamare a tutti i viventi che tenessero conto di questo prezioso tesoro della croce! La quale è così cara, che non la posso levare dalla mia mente. Il giorno, lavoro con essa; la notte, riposo in essa; ma tanto non mi basta. (D I, 58)
53- Il Signore mi fece capire che ormai era tempo che io piantassi nel giardino del mio cuore una pianta così salutifera, che dalle sue radici produce frutti di tutto suo gusto; ma che non temessi di vederla con quelle spine, perché esse avrebbero portato piú consolazione: perché fra spine, croce e patire, qui si devono cogliere i frutti e i fiori che danno gusto a Dio.
Mi sentivo tutta disposta a compiere il volere del mio Signore. Così ho cominciato a dire: Mio Signore, il giardino è tuo, pianta pure questa croce e quel che può essere di tuo gusto e sentivo un contento così grande della volontà di Dio. (D VI, 137)
54- Mi parve di provare certe comunicazioni intime sopra l’amore immenso e la carità infinita di Dio. Mi faceva conoscere me stessa e i divini attributi e mi diceva: Io sono Gesù Crocefisso, quello che ha redento il mondo. Sono stato posto in croce, ho versato tutto il mio sangue, per redimere le persone vostre. (D II, 613)
55- Mi pare che il Signore mi abbia fatto capir bene ogni punto della sua ss.ma passione… come se mi avesse detto: Veronica, io sono quello che ho fatto tanto per la tua redenzione. Ti ho redenta col mio preziosissimo sangue; ho sollevato le tue afflizioni, con pene ed agonie di morte, come fu quella che, per il tuo riscatto, accettai in Croce e nel calice amaro della mia passione; ed ho sofferto tutto per amor tuo.
É vero: quello che ha fatto per tutti lo ha fatto per ciascuna creatura, in particolare. (D II, 1208)
56- (Veronica ad un suo confessore) Quando si pensa che Dio sia lontano, allora è piú vicino. Il Signore si compiace di vedere i suoi servi nel puro patire, perché in questo si uniscono di piú a Dio: e che altro cerchiamo? Lei piú e piú volte mi ha detto che non vi è cosa più cara che la sofferenza e fare la volontà di Dio; ma non vede che ora è tempo di approfittarsi e di godere, mentre lo fa partecipe della sofferenza?
Oh, quanto è cara, sì, è cara, è cara! Con animo generoso desideriamo trarne vantaggio: non vi è cosa piú cara in questa vita che il patire; non vi è cosa piú preziosa che la croce; non vi è contento piú grato né allegrezza piú vera che fare la volontà di Dio, sommo Bene; non vi è spasso né sollievo piú dilettevole che cercare il patire; non vi è riposo piú soave che stare in croce con l’amato Bene. E in questo non bisogna che noi cerchiamo il sentimento e gusto del nostro spirito. (D VI, 152)
Silvia Reali
Our Lady of America
Nell’aprile del 1957, le parole di Nostro Signore contenevano questo monito: «Mia dolce figlia, se i miei figli non cambieranno vita, subiranno una grande persecuzione. Se l’uomo stesso non si assumerà la penitenza necessaria per espiare i propri peccati e quelli degli altri, Dio, nella Sua giustizia, dovrà infliggergli la punizione necessaria per espiare le sue trasgressioni».
L’8 maggio ho ricevuto la visita dell’Arcangelo Michele, che mi ha parlato con queste parole incisive: «Scrivi! Io sono Michele, Capitano degli Angeli del Signore Dio degli Eserciti. Vengo ad annunciare la venuta del regno, il regno della pace. Il tempo è vicino. Pentitevi, svegliatevi, o figli degli uomini, pentitevi e preparate i vostri cuori affinché il Re possa stabilire il Suo Regno in voi. Non indugiate, altrimenti il tempo della grazia passerà e con esso la pace che cercate.
«Ecco, la Regina degli angeli e degli uomini viene in anticipo per preparare ogni cosa per il suo Figlio-Re. «Mia piccola sorella, il messaggio è chiaro, non c’è alcun dubbio. Diffondilo, non esitare. Io, Michele, ho parlato».
La sera del 5 agosto, festa della Madonna della Neve, mentre ero inginocchiata nella mia stanza, la Madonna mi ha parlato della Presenza Divina. Era la sua vita e lei la viveva alla perfezione, sempre consapevole della Sua presenza, senza mai dimenticare che tutta la sua grandezza proveniva dall’interno, da Colui che dimorava lì, operando, amando e facendo del bene attraverso di lei. Questo è ciò che la Madonna intende quando parla di riforma, di rinnovamento. È di questo che si preoccupa tanto, vale a dire della santificazione dall’interno.
Mentre la Madonna pronunciava queste parole, in quel momento sembrava profondamente assorta. Sebbene la serenità del suo volto non l’abbandonasse mai, parlava con una gravità che rendeva le sue parole ancora più solenni. Sembrava ansiosa di imprimere in me un’idea della grandezza di questo dono di Dio per noi, vale a dire la Sua Divina Presenza nelle nostre anime attraverso la grazia santificante.
MESE A DIO PADRE
INTRODUZIONE - L'amore di Dio non è vago, generico, indistinto, uguale per tutti; se fosse così, non sarebbe un amore personale. Tutt'altro! nella Bibbia esso si rivela talmente concreto, sentito, sempre diverso e sempre grande, come un vero rapporto da persona a persona, che ci appare sconvolgente e incredibile. Ma quante volte l'amore, anche quello umano, non appare sconcertante e incredibile? Nessuna religione ha mai potuto raccontare, e neppure il cristianesimo ha forse esperimentato, tra Dio e l'uomo, un rapporto d'amore, divenuto amicizia autentica, come avviene nell'Antico Testamento per Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè e certi profeti. Dio li fece suoi amici e li chiamò tali. E per amore di questi suoi amici, protesse e salvò anche i loro amici, il loro popolo, che poi strinse a sé con Alleanza d'Amore. Veramente non c'è altro dio come il nostro Dio, che ami tanto le sue creature da renderli suoi amici e SUO popolo, per sempre, con Alleanza eterna.
MEDITAZIONE BIBLICA - La parola del Signore fu rivolta ad Abramo, in visione, e disse: « Non temere Abramo, io sono il tuo scudo! la tua ricompensa sarà assai grande ».
E Abramo pensava: « Signore, Iddio, che cosa mi darai tu? Io me ne vo senza prole e il figlio di Meseq, Eliezer, Damasceno sarà egli la mia casa? ». Quindi soggiunse: « Ecco tu non mi hai dato prole, ed ecco, un mio domestico sarà mio erede ».
Ma tosto la parola del Signore gli fu rivolta, dicendo: « No, non sarà lui il tuo erede, ma anzi, colui che uscirà dalle tue viscere, egli sarà il tuo erede! » Poi lo condusse fuori e gli disse: « Guarda il cielo e conta le ste , se ti riesce contarle ». E soggiunse: « Così sarà la tua progenie Egli credette al Signore e il ~ignore glielo ascrisse a giustizia. (Gen. 15, 1-6) CONCLUSIONE - Anche nel nuovo Testamento Gesù chiama « amici » i suoi primi seguaci e li costituisce popolo di Dio, suo corpo mistico, suoi fratelli e figli adottivi del Padre suo. Il cristiano deve approfondire e vivere sempre meglio nel mondo questa verità che è pure una meravigliosa realtà, innestata in lui col battesimo e che si sviluppa con i sacramenti e le opere di giustizia e di amore. E nella preghiera e unione a Dio ogni cristiano può e dovrebbe arrivare all'esperienza profonda dell'amicizia con Cristo e dell' amore con Dio Padre e lo Spirito Santo.
PREGHIERA COMUNITARIA
INVITO - Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI - Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità, preghiamo:
Perché in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen.
Signore Gesù, che con singolare prodigio ci lasciasti nella Sacra Sindone, con l'intera figura del Tuo Sacratissimo Corpo martoriato e morto per la nostra salvezza, l'immagine del Tuo Santo Volto, sfregiato dalle ferite e dalle percosse, con cui fosti maltrattato, concedici per i meriti di tanti Tuoi patimenti che, venerando noi in terra l'immagine del Tuo Santo Volto, nel quale gli Angeli stessi desiderano rimirarsi, siamo fatti degni di contemplarLe per tutti i secoli in Cielo. Amen.
Siate pieni della grazia che Gesù ha portato agli uomini
Dice Maria: “Figli miei, mi è caro questo incontro oggi in cui la Chiesa festeggia la mia Annunciazione.
Anch’io vi saluto con il saluto dell’angelo e vi dico: ave, figli miei, siate pieni della grazia che Gesù ha portato agli uomini. E sia con voi il Signore per aiutarvi in tutti i vostri bisogni.
E siate voi pure benedetti e beati, non della beatitudine che intende il mondo, ma della vera beatitudine che viene ai vostri cuori quando compite il vostro dovere, conservate limpida la vostra fede e fate con generosità la volontà di Dio.
E siate ancora benedetti quando con vivo desiderio invitate il mio Gesù a prendere possesso di voi e lo ricevete nella santa Comunione.
Figli, io vi so deboli e peccatori. So che avete desiderio di santificarvi e tante volte vi sentite incapaci di fare anche solo piccoli passi in avanti e proseguire nella virtù. Ma io vi dico che vi aiuto e che vi condurrò per mano finchè mi raggiungerete in cielo.
Vedete dunque che l’Ave Maria che voi mi indirizzate trova subito una risonanza nel mio cuore ed io ricambio il saluto con tanta gioia. Vi sia questo di sprone e sia un invito a pregare sempre meglio, per valorizzare sempre più con la preghiera anche la vostra vita.
Voi siete qui riuniti e di ciascuno di voi io so tutto e so che tutti avete qualche cosa da offrirmi. C’è chi mi offre le proprie sofferenze, chi le opere di carità e chi quelle di apostolato. Io me ne rallegro, poichè di tutte le vostre offerte mi servo per tutta la Chiesa.
La Chiesa del mio Gesù è come un corpo insanguinato dalla testa ai piedi. Quanto è necessario saper soffrire ed offrire dimenticando gli interessi personali!
Sì, figli, sia questo il mio annuncio che vi dò con l’animo pieno di desiderio: lavorate per la Chiesa! Nulla vi costi, nulla vi sia pesante. Quando si ama, l’amore mette le ali. Vedrete quanti progressi farete nella perfezione e quanto sarà importante la vostra opera.
Benedico tutti e particolarmente coloro che esercitano la carità in modo così bello da riempire tutti i momenti liberi della giornata. I poveri che aiutate saranno i vostri migliori amici che intercederanno per voi nel cielo.”
Carmela Negri Carabelli
CASTIGHI
Miei cari figli, Dio creò l‟universo in t utta la sua perfezione. Dato che esso viene da Dio, tutto segue un ordine naturale e preciso secondo la Sua Santa Volontà.
Le leggi dell‟uomo e le leggi della natura furono create da Colui che è al di sopra di tutte le cose. Ecco perché tutte le cose che esistono devono rimanere come sono. Dio creò un ordine naturale per l‟umanità: un posto dove vivere, cibo da mangiare e il Dono del libero arbitrio. Ogni cosa naturale viene da Dio. Egli creò tale ordine così che l‟uomo potesse sopravvivere. Per cui quando gli esseri umani interferiscono con l‟ordine naturale dell‟universo, sia che si tratti del cibo che mangiate, dell‟acqua che bevete o della naturale riproduzione della specie umana, allora la vendetta spetta unicamente a Dio.
Moltissime persone hanno cerca to di cambiare l‟ordine del mondo, così come fu creato da Dio per la specie umana. Esse soffriranno a causa di questo, poiché Dio abbandonerà coloro i quali hanno sostituito la Verità della Sua Creazione con delle false imitazioni. Se l‟uomo continuerà a servire i propri egoistici interessi, allora Dio permetterà che egli degradi sé stesso, consentendogli di trasformare tutto quello che è naturale in tutto ciò che é innaturale.
È a causa dell‟influenza di Satana che l‟uomo ha cambiato le Leggi di Dio, e que sto porterà alla distruzione. Tutto ciò che viene da Dio non viene considerato abbastanza buono, di conseguenza l‟uomo cerca di cambiare le regole della natura per soddisfare i propri desideri malsani. Egli giungerà perfino a cercare di negare la Creazione stessa dell‟universo, facendo delle false dichiarazioni intorno alla sua origine. Tutto ha avuto inizio con Dio e tutto finirà con Dio. Tutte le cose buone finiranno a causa dell‟uomo che si leva per sfidare Dio. Una volta che le Leggi della Creazione saranno state manomesse, si assisterà ad un grande castigo sulla terra; infatti, sebbene Dio sia Paziente, non permetterà mai che l‟uomo Gli imponga il modo di governare il Suo Regno.
Nel momento in cui l‟uomo degraderà sé stesso abbassandosi a livelli tali da non rispettare più la vita, né il corpo umano, né i suoi fratelli e sorelle, né le Leggi di Dio, si scateneranno numerosissime e potenti tempeste che dureranno delle settimane. Lo scroscio di queste tempeste si farà sentire in molte nazioni. Quando ne sarete testimoni, comprenderete che è piombata l‟Ira di Dio e che l‟uomo viene punito a causa delle grandi empietà che ha commesso contro il suo Creatore.
La vostra Madre,
Madre della Salvezza.
5 Dicembre 2014
LA SANTISSIMA VERGINE MARIA
Amati figli:
Oggi questa Madre si rivolge a voi per ricordarvi nuovamente che la natura si è fusa con la Volontà della Trinità Sacrosanta. La Natura vive in accordo con la Trinità Sacrosanta che, prima che succedano gli avvenimenti, vi annuncia quanto succederà. Mantenete la pace di Dio nei vostri cuori, il resto vi verrà dato in aggiunta. (Mt. 6,36).
Mamma Maria
NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO MARZO 2009
Oggi Mi sto effondendo in benedizioni, in gioia, in generosità ed in misericordia. Da oggi apro la Mia Misericordia in modo particolare per questo tempo di Quaresima: tempo di misericordia per tutti coloro che cercano il Sacramento della Riconciliazione.
Sto dando una grande benedizione all’umanità, ma vi lascio un compito, fedeli Miei: evangelizzare: “ANDATE E PREDICATE IL MIO VANGELO”. (Mc. 16,15). Evangelizzate, figli Miei, perché in questi giorni i vostri fratelli siano motivati, mediante la vostra testimonianza, a cercarmi nel Sacramento della Riconciliazione.
Abbiate la certezza che il Mio Amore supera ogni amore umano e la Mia Misericordia è infinita. “Sono venuto per i malati” (Lc. 5,31), sono venuto a guarire, sono venuto a portarvi uno Scrigno per preservarvi dal male:
lo scrigno del Cuore Immacolato della Mia Madre Santissima, immergetevi in lui, perché voi siete il Mio Tesoro.
So che avete passato momenti duri, dei quali non parleremo oggi. Il passato è passato ormai, ora dovete guardare al presente e vivere questo momento, in cui prevalga la fedeltà dei Miei, nell’essere obbedienti e nell’essere perseveranti.
Oggi si ha paura per tutto quello che sta succedendo, ma è una paura umana ed Io desidero un’altra paura, la paura di perdere la Nostra fusione. Non la paura del castigo, né di quello che succederà, né dei tre giorni di oscurità, perché se il cuore è in pace, l’anima è in pace e non vedrete l’oscurità, vedrete e darete la luce del Mio Amore. Non abbiate paura di quello che vi diranno, perché nei Miei fedeli non ci sarà disperazione, non ci sarà mortificazione; ci sarà la luce, ci sarà la pace e ci sarà l’amore. Sì, dovete rendervi conto che è necessario allontanarsi dal peccato, e dovete vivere in stato di grazia.
Vi ho chiamato a cambiare le cattive inclinazioni, ma non le avete ancora eliminate. E venite chiamati reiteratamente da Mia Madre a distruggerle per amore, perché quello che fate ancora adesso è di reprimere le cattive inclinazioni e il reprimere vi allontana dal Mio Spirito, perché non siete veri. Dovete abbandonare e annichilare le cattive inclinazioni e distruggerle per amore, non reprimerle, perché quello che viene represso, prima o poi non si trattiene e rispunta, causando più danno di quanto si pensi.
Potete avere paura, sì, ma avere paura per amore, non per paura del castigo, perché questo frena la crescita. La paura del castigo è fermarsi nel cammino. Dovete avere paura di offendermi, ma per amore, paura di allontanarvi da Me, di separarvi da Me.
Perché ci sono due amori: l’amore mondano e l’amore per Me e voi dovete scegliere, non potete vivere essendo tiepidi. Io non rientro nell’amore mondano e chiedo che Mi amiate in tutto il creato, che troviate l’essenza del Mio Amore in tutto il creato ed in questo modo Mi amerete veramente.
Quello che amate sulla terra più di Me, vi renderà le ali pesanti e questo vi impedirà di salire; non aggrappatevi alle cose della terra, ma chiedetemi la forza per andare avanti, perché qui siete pellegrini, siete di passaggio.
Miei amati, cercatemi di cuore, meditate i Miei precetti con speranza, cercatemi di cuore, non consideratevi senza colpa, perché vi ingannereste, figli; cercate con affanno l’oro del Mio Amore. Chi trova l’amore, trova il tesoro. Non affannatevi ad acquisire doni, affannatevi nell’amore, ed il resto vi verrà dato in sovrappiù.
Figli, non misurate il tempo alla maniera umana, poiché un minuto può essere 5 anni e 5 anni possono essere un giorno; non misurate alla maniera umana, perché vi sembrerà interminabile. Abbandonatevi in Me, nella Mia Misericordia, non aggrappatevi all’oggi, perché l’oggi, domani sarà un ricordo. L’ieri, oggi è un ricordo e quest’oggi, domani sarà un ricordo. Chi è l’eterno presente?
Quindi vivete correttamente, agite correttamente, affinché quello che fate oggi, sia benedizione per il domani e quello che fate male, confessatelo immediatamente, non attendete. Cercatemi immediatamente.
Amati, vivete ogni momento con pazienza, perché la pazienza porta alla penitenza e colui che è paziente sa fare penitenza e chi sa fare penitenza, ha la pace, perché offre tutto.
Tutto il bene che fate aumenta il tesoro che ciascuno possiede nella Mia Casa. Tutte le opere di misericordia, tutte le opere d’amore, tutto viene conservato come in una banca spirituale e continuate ad accumulare ricchezza; voi non vedete questo tesoro, ma nessuno ve lo può togliere, né rubare.
Io vi proteggo, per questo venni prima come un Re umile, poi mostrai la Mia maestà nella Croce, e la gloria di Mio Padre nella Mia Risurrezione, in seguito verrò come giudice.
Prima sono venuto a riunire ed in seguito verrò a separare il grano dalla zizzania. (Mt. 13, 24-30).
Figli, voglio che evangelizziate, mediante l’amore per i vostri simili, perché vi trattenete? Per mancanza d’umiltà. L’albero non cresce prima di aver messo radici, non va in profondità prima di aver messo radici. Allo stesso modo voi dovete approfondire la Nostra Unione ed essere umili, prima di mettere radici.
I tempi non sono facili, ma se ponete il Mio Amore davanti a tutto ed avete piena fiducia nella Mia Misericordia, non dovrete avere paura di niente; il Mio Spirito vi guiderà e come figli fedeli, rimarrete nel Seno Materno.
Rimanete nella Mia Pace. (Jn. 14, 27).
Il vostro Gesù
FEBBRAIO 2009
Luz de Maria
APPARECCHIO ALLA MORTE
PUNTO III
Fratello mio, in questo ritratto della morte vedi te stesso, e quello che hai da diventare. "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai". Pensa che tra pochi anni, e forse tra mesi o giorni diventerai putredine e vermi. Giobbe con questo pensiero si fece santo: "Al sepolcro io grido: «Padre mio sei tu!» e ai vermi: «Madre mia, sorelle mie voi siete!» (Gb.17,14).
Tutto ha da finire; e se l'anima tua in morte si perderà, tutto sarà perduto per te. "Considerati come già morto", dice S. Lorenzo Giustiniani, "sapendo che devi per forza morire". Se tu fossi già morto, che non desidereresti di aver fatto per Dio? Ora che sei vivo, pensa che un giorno hai da trovarti morto. Dice S. Bonaventura che il nocchiero per ben governar la nave, si mette alla coda di quella; così l'uomo per menar buona vita, dee immaginarsi sempre come stesse in morte. Di là, dice S. Bernardo: "Guarda i peccati della gioventù, ed abbine rossore: "Guarda i peccati della virilità, e piangi, guarda gli ultimi presenti sconcerti della tua vita, e trema, e presto rimedia.
S. Camillo de Lellis, quando si affacciava sulle fosse dei morti, diceva tra sé: Se questi tornassero a vivere, che non farebbero per la vita eterna? ed io che ho tempo, che faccio per l'anima? Ma ciò lo diceva questo Santo per umiltà. Ma voi, fratello mio, forse con ragione potete temere d'essere quel fico senza frutto, di cui diceva il Signore: "Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo." (Lc 13,7). Voi più che da tre anni state nel mondo, che frutto avete dato? Vedete, dice S. Bernardo, che il Signore non solo cerca fiori, ma vuole anche frutti, cioè non solo buoni desideri e propositi, ma vuole anche opere sante. Sappiate dunque avvalervi di questo tempo, che Dio vi dà per sua misericordia; non aspettate a desiderare il tempo di far bene, quando non sarà più tempo, e vi sarà detto: «Non vi sarà più indugio!" (Ap.10,6), presto, ora è tempo di partire da questo mondo, presto, quel ch'è fatto è fatto.
Affetti e preghiere
Eccomi, Dio mio, io sono quell'albero, che da tanti anni meritava di sentire: «Taglialo; perché deve occupare inutilmente il terreno?» (Lc 13,7). Sì, perché da tanti anni che sto al mondo, non v'ho dati altri frutti, che di triboli e spine di peccati. Ma Signore, Voi non volete che io mi disperi. Voi avete detto a tutti che chi vi cerca, vi trova: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Mt 7,7). Io vi cerco, mio Dio, e voglio la grazia vostra. Di tutte l'offese che v'ho fatte, me ne dispiace con tutto il cuore, vorrei morirne di dolore. Per lo passato v'ho fuggito, ma ora stimo più la vostra amicizia che il possedere tutti i regni della terra. Non voglio resistere più alle vostre chiamate. Mi volete tutto per Voi, tutto a Voi mi dono, senza riserba. Voi sulla croce vi siete dato tutto a me, io mi do tutto a Voi.
Voi avete detto: «Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò» (Gv.14,14). Gesù mio, io fidato a questa gran promessa, in nome vostro, e per i meriti vostri vi cerco la vostra grazia, il vostro amore. Fate che abbondi la grazia, e il vostro santo amore nell'anima mia, dov'è abbondato il peccato. Vi ringrazio che mi date lo spirito di farvi questa preghiera; mentre Voi me l'ispirate, è segno che volete esaudirmi. Esauditemi, Gesù mio, datemi un grande amore verso di Voi, datemi un gran desiderio di darvi gusto e poi la forza d'eseguirlo.
O mia grande Avvocata Maria, esauditemi ancora Voi; pregate Gesù per me.
Sant'Alfonso Maria dei Liguori
Ezechiele cap. 47°.
Dice Gesù:
«Ho detto: “Io sono (in chi mi accoglie) fontana d’acqua viva zampillante in vita eterna”125.
Sia che sia un uomo o una nazione, beati coloro che mi accolgono e che hanno in sé i prodigi dell’Acqua di Vita vera. Ma troppo pochi sono ormai gli uomini che mi accolgono e ancor più poche le nazioni. E i frutti di questo respingere, o anche soltanto trascurare Gesù Cristo, si vedono. Si vedono con tutto il loro tragico aspetto e si gustano col loro venefico sapore che vi portano alla disperazione, alla morte, dopo avervi fatto smaniare in una paura del domani che vi fa quasi impazzire. E avete ragione di impazzire.
Se vedeste tutta la verità del futuro che si avanza, non uno di voi, che non sia sostenuto da Satana, resisterebbe. Dico: Satana, perché di sostenervi col Cristo non ci pensate. Anzi, quanto più avete bisogno di un pietoso sostegno, di una luce nelle tenebre, di una parola che vi consoli e vi guidi, e più rivolgete lo sguardo ostile a queste cose, accusando Dio e dando a Lui il rancore che dovreste dare a chi vi è cagione di tanto male: a Satana e alle vostre malvagie passioni.
Guardate quello che già siete divenuti, e tremate, tremate, pensando a quello che diverrete. Peggio delle aride sabbie salmastrose, nelle quali è assolutamente impossibile ogni forma di vita e che si trovano nei posti più desolati dei deserti - desolazione che non conosce neppure la povera veste che è stesa sulla desolazione desertica e che, con le sue grame erbe, coi cespugli spinosi, con i rari animali che li abitano, dando a quella solitudine una vita di voli, di cinguettii, di guizzi, mostra che quel lembo di terra non è polvere morta da secoli - peggio di queste zone salmastrose, dove nulla vive e nessun seme può metter radice e nessun uccello fermare il suo volo e nessun rettile sostare sul suolo e neppur strisciare su esso con rapido moto la lucida pelle, così diverrete, state divenendo, siete già molto divenuti per aver respinto il Cristo, Acqua che feconda.
Dal mio cielo Io, Capo del mistico Corpo composto di tutti i cristiani, effondo le mie onde vitali, e dalla mia Chiesa le spargo sul mondo. Le spargerei: Ma il mondo drizza argini e dighe e mi interdice l’effondermi. Ma il mondo spinge contro la Chiesa queste dighe per affogarla, per seppellirla, e Me con lei. È una lotta senza pace. È la vera Guerra, quella dalla quale vengono tutte le guerre dell’intera umanità dell’èra cristiana. La lotta contro il Cristo.
Non occorre, sappiatelo, fare le grandi persecuzioni o i grandi scismi, per lottare contro Cristo. Anche la piccola, individuale, intima lotta di ognuno di voi contro la mia Legge; anche la velata, astuta, statale lotta di un Paese contro la voce di Roma cattolica, contro la voce che parla in mio nome dalle labbra del mio Vicario e richiama gli uomini, e specie i capi, alla legge dell’onestà, del dovere, dell’amore, sono lotte contro Cristo. Sono le guerriglie. Ora siete così pratici di termini bellici che mi capite se le chiamo così. Sono le guerriglie. Poi da esse partono gli assalti veri e propri, le grandi avanzate, le imponenti manovre e i crudeli massacri.
Satana è il Capitano di questo esercito che si è iniziato a Gerusalemme, in seno al Sinedrio, fra la casta dei farisei, degli scribi, dei sadducei, che ha trovato il suo alfiere in Giuda, che si è sempre più fatto numeroso nei secoli delle persecuzioni cristiane, che come valanga si è caricato di sempre nuovi elementi con gli scismi, le dottrine demagogiche, i partiti politici, le nuove forme di governo, e che culminerà nell’Anticristo, il quale al mio torrente di Grazia contrapporrà un torrente di ferocia e di sangue in cui sguazzerete e cadrete, e ben pochi cadranno da vittime sante invocando Cristo. La maggioranza cadrà da bruto sgozzato, satollo e pingue di vizi, turbato, avvelenato, insatanassato da dottrine maledette, demonio nella parola che bestemmia, nella mente che nega, nel cuore che abiura».
Dettato dal Sacro Cuore.
BEATI I POVERI DI SPIRITO.
Le Beatitudini sono grazie speciali concesse in risposta alla nostra apertura verso Dio.
Poiché sei stato semplice, poiché il tuo cuore non si è mai attaccato a nulla né a nessuno, per questo, beato dal Padre mio, vieni a godere del mio Regno.
Beato colui che, pur possedendo, ha saputo dare senza lesinare; beato perché il suo cuore non ha mai considerato i beni come proprietà esclusiva, perché Dio gli ha dato in abbondanza e lui, da buon amministratore, ha saputo condividere con il povero, con l’affamato, con colui che, pur lavorando, soffre la fame; colui che, avendo lo stesso amore e lo stesso sentimento che ho Io, ha dato tutto per amore.
La povertà che sono venuto a insegnare non riguarda solo l’aspetto materiale, poiché il Figlio dell’Uomo si è fatto povero perché non aveva una casa né un posto dove posare il capo.
Amare la povertà significa accettare Me stesso. Sono nato povero e sono morto povero, sono nato nudo e sono morto nudo sulla Croce. Sono venuto, soprattutto con il mio esempio, per insegnarvi la povertà di spirito; vi ho insegnato che il vostro spirito ami lo spirituale, poiché Io ho donato quella vita a quell’anima, che è la cosa più importante; l’uomo ragiona da essere umano materialista e vede tutto in quel modo, ma il sublime, lo squisito nel comprendere e nel vivere quella vita soprannaturale, lo vivono solo quei poveri di spirito che, con la mia saggezza, la vivono e la comprendono senza soffermarsi sul materiale; e così il loro spirito può elevarsi al divino, con grande semplicità, senza vanagloriarsi, senza scandalizzarsi e sapendo dare tutto agli altri con il mio stesso sentimento e amore.
BEATI COLORO CHE HANNO FAME E SETE DI GIUSTIZIA.
Il mio Cuore è giusto e per questo anche il vostro deve esserlo. Per questo, vedendo le ingiustizie commesse nei confronti dei più deboli, dei poveri, di coloro che sono indifesi, chi mi porta nel proprio cuore non può né deve tollerare l’ingiustizia. Come porrete rimedio? In molti modi: con la preghiera, agendo, praticando la carità; chi ha fame, non solo di cibo, ma di giustizia, di tanta oppressione, di tanta superbia, e che, trovando in Me la forza per donarla agli altri, la speranza, la pazienza, corrisponderà a questa beatitudine, e Io gli dirò: «Vieni a Me, perché saranno sazi, perché sono stati giusti, agendo con rettitudine, con vera perfezione, e raggiungeranno quella santità». Essendo spinti dallo Spirito Santo ad essere generosi e per questo uniti al Mio cuore misericordioso, essi sono beati, perché hanno saputo amare la Mia volontà. Siate perfetti, vi ho detto, come lo è il Padre celeste, e in quella sete di anime, solo attraverso la giustizia e l’esempio riuscirete a diventare veri strumenti per darmi gloria.
Maria, nel mezzo della sua dedizione, in quel «Sì» ha dato quell’esempio consumandosi senza alcun riposo, ardendo in quella sete di salvezza.
Beati gli affamati e gli assetati di giustizia, perché saranno saziati.
BEATI I MANSUETI.
Questo vi farà crescere nella pietà, nella sollecitudine, nel servizio verso tutti senza distinzioni, possedendo la Mia pazienza; e Io vi assicuro che, se vi unirete a Me, avrete quella forza necessaria per affrontare i momenti di prova, di ingratitudine, di delusioni e di contrarietà. Nella vita quotidiana ne avrete, alcuni in un modo, altri in un altro, ma tutti avrete momenti difficili; tuttavia, se in verità avete quell’unione con Me, li supererete con pace e saggezza e allora l’amaro diventerà dolcezza, l’aspro sarà piacevole, il difficile, con quella pazienza e tolleranza, e così sarete simili a Me, Cuore, miti e umili.
In questo momento c’è davvero bisogno di quella pace che solo Io posso darvi. Maria, con quella pazienza e quella mitezza, obbedì a Giuseppe; in Lei c’era quella pace, quella gioia, di amare con gioia la volontà divina anche in mezzo alle difficoltà.
Beati i miti, perché erediteranno la terra, perché hanno saputo mantenere il controllo di sé e mi rendono gloria.
BEATI I MISERICORDIOSI.
Qui è necessario quell’abbandono, quella dedizione, quell’oblio di sé per donare amore. Mio Padre vi mostra la misericordia mandando il Suo Figlio Unico, per salvarvi dalla morte eterna, e così Egli vi insegna ad essere misericordiosi gli uni verso gli altri affinché il vostro cuore sia misericordioso, come lo è il vostro Padre celeste verso di voi. E così, riempiendovi di quell’amore, che trovate solo nel Mio Cuore, amatevi come Io vi amo.
Siate misericordiosi, sapendo perdonare come siete perdonati, rendendovi conto che nessuno è più dell’altro fratello; che se avete qualcosa è perché Io ho voluto darvela e chi siete voi per giudicare, per pensare male degli altri? Ricordate che non siete nulla, né potete nulla senza di Me.
È per questo che la misericordia è ciò che più deve esserci nel vostro cuore, perché avrete Me e Io rimarrò in voi e voi in Me. Per questo è un comandamento: vi amerete gli uni gli altri con lo stesso amore con cui Io vi amo, e così come Mio Padre ama Me, così Egli ama ciascuno di voi. Per questo non guardate ai vostri difetti, non criticatevi, non cercate di essere i primi, né pensate di essere saggi, ma siate piuttosto umili, rendendovi conto che se avete e sapete qualcosa, è per la Mia Misericordia; per questo il più piccolo, colui che è come un bambino, entrerà nel Mio Regno.
BEATI COLORO CHE PIANGONO.
Coloro che in mezzo alle tenebre trovano la luce e, rendendosi conto del tempo perduto, piangono pentiti per non averne approfittato, per essere caduti tante volte nello stesso peccato, commettendo lo stesso errore.
Ricordate che in cielo c’è festa per un peccatore pentito che, piangendo, ha chiesto perdono, quell’anima smarrita che credeva di essere nella verità e tuttavia, per la mia misericordia, le faccio vedere il suo errore e lei si pente e si rende conto del proprio sbaglio. Di queste anime ce ne sono molte che credono di essere ormai quasi alle soglie del cielo e che se ne stanno con le braccia conserte in attesa della loro ricompensa, senza aver mai saputo cosa sia un vero pentimento per le proprie colpe, senza essersi mai considerate colpevoli di nulla e credendosi sante; a loro desidero dire di risvegliarsi da quel sogno, di rendersi conto e di piangere le proprie colpe, affinché così, veramente nell’umiltà, riconoscano le proprie miserie e ottengano quel perdono con le loro lacrime sincere che sgorgano dal cuore in questa vita in cui sono esposti alle tentazioni e a mille pericoli. Nessuno può dire di non aver mai peccato, come quando volevano lapidare la donna adultera e Io dissi loro: «Chi è senza peccato scagli la prima pietra».
Ecco cosa vi dico: piangete, piangete le vostre colpe, perché beati coloro che piangono, perché saranno consolati.
Maria, pur essendo innocente, ha pianto per voi vedendo la durezza dei vostri cuori, perché questa beatitudine si raggiunge solo con la Saggezza di Dio.
BEATI COLORO CHE HANNO IL CUORE PURO.
Quando un’anima mi cerca veramente, la prima cosa che le chiedo è di spogliarsi di tutto. Desidero entrare nel suo cuore senza alcun amore che non sia il Mio. Quanti dicono di amarmi!, quanti me lo ripetono spesso eppure non è così, perché quando chiedo loro di abbandonare quegli affetti terreni, si rifiutano, si scusano; quanti, pur essendo ormai a un passo dalla santità, preferiscono altri amori, si lasciano turbare dai propri parenti, dai propri beni o dai propri piaceri e non lasciano che il loro cuore sia Mio come il Mio è loro; me lo consegnano a pezzi e dicono di amarmi, desiderano essere santi ma non permettono che Io occupi tutto, che sia Io a santificarli a modo Mio. I puri di cuore, che sono abbelliti dalla purezza, dalla candidezza, in quella purezza Mi estasi, come nel Cuore di Maria.
BEATI I PACIFICI.
Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio.
Le anime devono comprendere che desiderano avere quella pace che solo l’uomo pacifico può possedere, perché è così grande l’unione di quell’anima con Me che tutto viene contemplato secondo il Mio criterio, con quella dolcezza, con quel desiderio di vivere con tutti nell’amore, nell’armonia, in quell’unione per la quale Io sono venuto nel mondo.
L’uomo pacifico non ama le discussioni, è nemico della guerra, è docile, è disponibile e quella pace che ha nel cuore si riflette sugli altri, li contagia di quella pace e li spinge a desiderarla; per questo la sua somiglianza con Me è maggiore e si distinguono perché così proclamano con la loro immagine di essere i veri figli di Dio.
L’uomo violento, chiassoso, irascibile, non può donarmi agli altri, perché è l’esatto contrario della Mia Immagine.
Siate pazienti, consapevoli, gentili, benevoli, misericordiosi come lo è il vostro Padre celeste. Beati coloro che praticano la mitezza, perché non si scandalizzano e sono pronti a questa unione intima con il Mio Cuore. Uomini pacifici che, con la mia grazia, raggiungono la grazia piena della santità. Stare accanto a un’anima che ama lo spirituale, il divino: per questo sono chiamati miei figli. Maria, con il suo amore, la sua innocenza e la sua bontà, è beata perché ha saputo cosa significa la donazione totale, perché ha saputo nascondere il proprio io affinché Io potessi nascere, per essere così degna di essere Figlia e Madre del Figlio di Dio. E il Mio Padre disse loro: «Questo è il Figlio mio diletto, nel quale mi sono compiaciuto».
BEATI COLORO CHE SUBISCONO PERSECUZIONE PER CAUSA DELLA GIUSTIZIA, PERCHÉ DI LORO È IL REGNO DEI CIELI.
Vi amo così tanto che con la Mia vita vi ho conquistato il cielo e attraverso la Croce è giunta quella grazia. È per questo che la vetta delle vostre vite potrà essere raggiunta solo attraverso la croce e quella croce, per ciascuno nella propria vita, significa quella persecuzione; alcuni la vivono come Me, essendo perseguitati, diffamati, picchiati, odiati da coloro che non conoscono la Verità e che, poiché la verità li disturba, le muovono guerra.
Ogni giorno la croce si fa presente e Io vi dico che dovete trarre vantaggio da tutto ciò che significa sacrificio, abnegazione, rinuncia a tutto ciò che vi ostacolerà nel raggiungere quella santità; la santità è per tutti, perché la Mia Vita, il Mio Sangue hanno quel valore che, uniti alla divinità, vi rendono meritevoli di essere eredi della Mia Gloria. Quando questa dedizione arriva al martirio, all’offerta delle vostre vite, versando il vostro sangue nel Mio Nome, quel merito è tanto più grande quanto più grandi sono i disegni di Dio; ma anche coloro che sono perseguitati e diffamati a causa del Mio Nome raggiungono questa beatitudine; allora dovete esultare di gioia e di letizia per questa somiglianza al Figlio di Dio, perché sarete degni di possedere il Mio Regno, perché i vostri nomi sono scritti nel Mio Libro e quella ricompensa, nulla e nessuno ve la strapperà via.
Questa beatitudine vi parla della santità, di quella donazione totale, dell’amore che infiamma e rapisce l’anima per essere un solo essere con Me, con il Padre e lo Spirito Santo che ha infiammato il vostro cuore con il fuoco ardente, per quella dedizione veramente sincera, affinché in quell’anima vi sia un’unione tale che, raggiungendo la croce unita a Me, sia crocifissa con i miei stessi chiodi d’amore, grazie ai quali, fissata alla Croce, gioisco della dedizione per la Salvezza.
La vetta si conquista solo portando la Croce, non con la forza, ma per amore.
Maria, ai piedi della Croce, piangeva, ma sentiva i chiodi che mi trafiggevano e gioiva nel profondo del suo Cuore, perché sentiva che la Redenzione stava arrivando per quei figli che avrebbero iniziato quel calvario, ma già uniti alla Verità, al Perdono, alla Salvezza
Venite, benedetti dal Padre Mio, nel Mio Regno, dico a tutti quei beati che hanno saputo conoscere l’Amore e che lo hanno vissuto donandolo agli altri.
21 settembre 1996.