domenica 4 ottobre 2026

L’amore di Dio nei non-cattolici

 


Dice Gesù: “Quegli che Dio ha purificato, per quanto possa avere l’apparenza di essere impuro, è uno spirito il quale cerca Dio con purezza di intenti.

Ti ho già detto, e attraverso a telo dico a tanti ancor meno di te evangelizzati nella mia dottrina, che non dovete mai giudicare. Dio solo è giudice. Quando dall’alto del mio trono Io vedo uno spirito retto che persegue il suo anelito e cerca Dio con ogni suo mezzo, cerca di servire e di amare questo Dio con tutte le sue forze, lo giustifico e lo rendo puro e gradevole all’occhio mio come un mio figlio, e là dove gli uomini fanno difetto sopperisco Io dando luci di spirito.

Quante volte la mia Parola, o tiepidi cristiani-cattolici, non brilla e diviene luce nel cuore di uno che non vi è fratello di cattolicesimo, ma che vi supera per amore al Cristo e, anche se non conosce il Cristo, per amore al Dio vero che sente – per quanto sia a lui ignoto – essere vivente eterno nel suo Creato! In verità vi dico che lo Spirito di Dio non conosce limitazioni e si fa Maestro del Vero a molti che voi reputate essere invisi a Dio.

Come marea che copre questo lido scoprendo il lido opposto che, troppo insabbiato, non permette al flutto di salire a mondarlo e irrorarlo di sé, lo Spirito Santo, al quale troppi di voi cattolici precludete il venire con la vostra forma di vita, effonde le sue luci ad altri più meritevoli di voi di riceverle e li purifica a Dio, poiché Egli è il Purificatore, il Preparatore e il Perfezionatore dell’opera del Verbo.

Come nella storia umana lo Spirito, per bocca dei Profeti, preparò gli uomini alla mia venuta e, dopo il mio ritorno a Dio, perfezionò in voi la capacità di comprendere la mia Parola, così ugualmente è sempre Lui, la terza divina Persona, che mi prepara la via nei cuori che non mi hanno ancora ricevuto come Verità e che me li irriga perché la mia Verità, deposta come seme portato dal vento divino, divenga in essi albero grande sul quale tutte le virtù facciano dimora. Egli battezza prima di Me i pagani di ora (e per pagani intendo tutti i non cattolici); e volesse la vostra buona volontà che vi avesse a ribattezzare anche voi, che state divenendo o già siete tornati pagani. Battezza col fuoco dell’amore vero.

Onde torno a dirvi: Non giudicate profano ciò che Dio ha purificato ed abbiate viscere di fraterna carità per tutti.”

(CEV) “I Quaderni 1944”,


L'ANTICRISTO - L'UOMO DEL PECCATO

 


L'UOMO DEL PECCATO


Molti hanno supposto che, poiché la Bestia è chiamata "l'uomo del peccato", sarebbe una persona notevolmente immorale, del tipo mondano. Non c'è nulla nelle Scritture che supporti questo.

Mentre altri leader mondiali e persone famose sono adorati, così che siede come Dio nel tempio di Dio, mostrando se stesso di essere Dio" (II Tess 2:4). Questo è il peccato che prepara quest'uomo per il suo confronto con l'Altissimo.


ASCETISMO SEVERO


Quindi vediamo che l'Anticristo probabilmente non sarà un donnaiolo o una persona immorale dal punto di vista dell'impurità sessuale. In effetti, potrebbe essere che predicherà la sua propria marca di moralità. Leggiamo che non considererà "...il desiderio delle donne" (Dan 11:37). È possibile che sarà un asceta severo, vantandosi della sua estrema abnegazione nell'area delle relazioni sessuali.

Questo fatto non escluderebbe la possibilità che possa essere sposato. Tuttavia, è probabile che la religione che alla fine adotterà coinvolgerà una posizione estremamente forte di negazione riguardo all'impegno sessuale degli uomini con le donne.

Gli studiosi della Bibbia differiscono ampiamente nell'interpretazione di questa frase "il desiderio delle donne". Sono state offerte molte e varie opinioni. Alcuni hanno visto un rifiuto del culto di varie dee. Altri sintetizzano una negazione di Cristo, pensando che il "desiderio delle donne" sia Gesù. Altri ancora postulano che questo "desiderio delle donne" sia avere figli e che l'Anticristo sarà contrario a questo. Tuttavia, nulla di tutto questo suona davvero vero.

Ora che abbiamo chiaramente identificato l'area del mondo da cui verrà l'Anticristo, non è affatto difficile immaginare che sposerà qualche forma di ascetismo religioso. Potrebbe essere che sarà coinvolto in, o sarà un leader del, attuale movimento tra alcuni musulmani di radicale, religiosa abnegazione. Potrebbe essere che il suo atteggiamento verso le donne e i loro naturali, umani desideri di autoespressione e soddisfazione sia severo e repressivo.

Questo gruppo ha già oggi una reazione quasi viziosa verso le donne e qualsiasi tipo di interazione maschio/femmina. Le donne sono spesso trattate come subumane. I desideri delle donne, incluso il desiderio di essere viste come attraenti, di essere educate e di avere posti di importanza e responsabilità nella società sono contrastati con la massima ferocia dai radicali islamici.

L'idea che questa frase si riferisca a una tendenza religiosa così severa guadagna molto supporto quando ricordiamo che è l'Anticristo e le sue dieci nazioni che distruggono Babilonia. La odiano a causa della sua sfrenata immoralità, sensualità e autoindulgenza (Ap 17:16,17).

Esploreremo queste cose in modo più dettagliato più avanti, ma per ora credo che sia una buona scommessa che sarà un leader prominente in un movimento religioso estremo, anticristiano. Questa religione sarà probabilmente qualche forma di Islam.

Alcuni potrebbero sostenere che l'Islam non sia anti-cristiano. Beh, certamente dobbiamo poter concordare che non è pro-cristiano. Mi è stato detto che all'interno di ogni moschea c'è un cartello prominente che recita: "Dio non ha un figlio". Naturalmente, poiché è scritto in arabo, pochi estranei possono leggerlo. Questo può solo essere considerato anti-cristiano, poiché il fondamento della chiesa cristiana è la professione che Dio invero ha un Figlio. È significativo quanto Giovanni enfatizzi questa verità nell'epistola che conosciamo come I Giovanni.

Qui non sto insegnando alcun tipo di odio contro i musulmani. Certamente l'atteggiamento di Dio, e anche il nostro, deve essere di amore per ogni uomo. Tuttavia, è ovvio che i principi fondamentali del maomettismo e del vero cristianesimo sono in opposizione l'uno all'altro. Non c'è modo di riconciliarli. Sebbene i musulmani concedano che Gesù fosse un profeta, negano che Egli fosse l'unigenito Figlio di Dio. Questo li pone saldamente in una posizione di opposizione alla verità del Nuovo Testamento, che è che Gesù era molto più di un altro profeta. Era il Figlio di Dio.

Il conflitto dell'Islam con il popolo di Dio – sia gli ebrei che i cristiani – è di lunga data. Certamente l'Islam è un sostituto religioso per il vero culto del vero Dio. Non dovrebbe sorprendere scoprire che questa falsa religione potrebbe svolgere un ruolo prominente nell'ascesa e nel regno dell'Anticristo che verrà.

***

David W. Dyer


Convincetevi che Gesù è l’unico Bene, il Bene Eterno e Vero

 


Da San Giovanni della Croce, 


“Alla ricerca dei miei amori,

andrò per quelle montagne e quelle rive,

non raccoglierò i fiori,

né temerò le belve,

e supererò le fortezze e i confini”.                   

 (Canto spirituale, strofa 3).


             Fratelli miei, sono San Giovanni della Croce, e vi propongo questa strofa come meditazione perché voi, la maggior parte di coloro che appartenete a questi Gruppi di Preghiera così scelti e amati dal Cielo, vi trovate in questa fase iniziale del cammino illuminativo.

            Cercate, cercate Gesù, la delizia e il conforto eterno delle vostre anime, di ogni anima! Egli era il mio Amore, i miei amori, e cantando e rendendogli grazie continuamente, meditavo sul cammino della vita spirituale; l’ho composto in prigione, l’ho conservato nella memoria, e ora vi serve da meditazione.

            Convincetevi che Gesù è l’unico Bene, il Bene Eterno e Vero; uscite, uscite dalle vostre comodità, poiché la Sposa del Cantico dei Cantici non trovò nel suo letto l’Amato della sua anima, (Cant. 3, 1)  andate su quelle montagne delle virtù, praticatele, e attraverso quelle valli e rive delle mortificazioni, sia dei sensi, sia delle umiliazioni e delle contrarietà. Fissate lo sguardo sull’incommensurabile umiltà della vostra Madre; non c’è nulla sulla terra che possa essere paragonato a Lei, se non l’umiltà di Dio stesso, in grado infinito; Ella non era presente dove venivano resi onori a Suo Figlio, come nel suo ingresso trionfale a Gerusalemme, ma sì sul Calvario…

Non raccogliete i fiori che incontrate lungo il vostro cammino, poiché, come ho detto, sono di tre tipi: terreni, sensibili e persino spirituali; l’unica porta che dà accesso a Gesù e alla sua conoscenza è la Croce.

Voi siete fiorellini; «fiorellino» è un bellissimo detto: apprezzatelo e annusatelo come si annusa un fiore, ma non strappatelo per metterlo in un luogo diverso da dove si trova; che vi serva a rallegrarvi e a incoraggiarvi ad andare verso Gesù, per imitarlo, e come membri del Suo Corpo Mistico, desiderate passare e soffrire per Lui. Tutto il Corpo soffre, e se morite con Lui, risorgerete anche con Lui. (Gv 6, 39-40)

Non temete le belve, il primo nemico dell’anima: il mondo. E superate le fortezze e le frontiere, che sono gli altri due: il demonio e la carne, le vostre concupiscenze e i vostri desideri disordinati.

Non temete, Gesù vi aiuterà, seguitelo con tutta sincerità, affidatevi a Lui. Lottate e pregate affinché la vostra volontà sia conforme alla Sua, e così vincerete le sottili tentazioni del demonio, che si traveste da angelo di luce; avrete discernimento e lo farete fuggire, infuriato; dominerete la carne e il Signore vi darà la forza di affrontare tutto ciò che, a causa della vostra età, delle malattie e delle situazioni, non avreste mai pensato di poter fare.

Io, Giovanni della Croce, il Dottore Mistico della vostra Chiesa, vi incoraggio e vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Rimanete in pace.

17 Febbraio 2012

San Francesco d'Assisi: Nessuno Aveva Visto quel Sepolcro da Otto Secoli


 

LA CELLA IN FIAMME

 


LEGGENDA PERUGINA

( COMPILAZIONE DI ASSISI )


Mentre  faceva  la  quaresima  sul  monte  della  Verna,  un  giorno,  all’ora  della refezione, uno dei suoi compagni accese il fuoco nella cella in cui Francesco veniva per mangiare. Acceso che fu andò nella celletta dove il Santo usava pregare e riposarsi per leggergli il brano di Vangelo assegnato alla Messa di quel giorno. Infatti, Francesco, prima del pasto, voleva sempre ascoltare il Vangelo del giorno, quando non aveva potuto partecipare alla Messa.

Quando arrivò per prendere cibo nella cella dov’era stato acceso il fuoco, già le fiamme erano salite al tetto e lo stavano bruciando. Il compagno cercava di spegnere l’incendio, ma da solo non riusciva; Francesco non voleva aiutarlo, anzi prese una pelle con cui si copriva di notte, e si addentrò nella selva.

Intanto i frati del luogo, sebbene dimoranti lontano da quella celletta costruita fuori mano, accorgendosi che stava bruciando, accorsero ed estinsero l’incendio. Francesco tornò più tardi per mangiare. Dopo il pasto disse al compagno: «Non voglio più stendere su di me questa pelle, poiché, per colpa della mia avarizia, non ho concesso a fratello Fuoco di divorarla».

VERGILIO GAMBOSO


Vi esorto, figli miei, a cercare la pace di cui vi parlo da tempo, poiché l’oscurità cala rapidamente sul vostro mondo ignaro.

 


Miei cari figli,

Sappiate, figli miei, che i momenti in cui vi riunite in gruppo per pregare sono davvero speciali, poiché le vostre preghiere formano un legame forte che il male non può penetrare. Cercate sempre di essere un popolo di Dio devoto alla preghiera, poiché è lì che risiede la vostra pace.

Molti attacchi vi colpiranno nel tentativo di rubarvi la pace. Il mio cuore è sempre aperto, figli miei. Quando avvertite ciò che turba la vostra pace, appoggiate il capo sul mio cuore, dove troverete conforto e tranquillità, mentre io sussurrerò il dolce nome di Gesù e così la Sua pace riempirà la vostra anima.

Vi esorto, figli miei, a cercare la pace di cui vi parlo da tempo, poiché l’oscurità cala rapidamente sul vostro mondo ignaro. Siate in pace, poiché nemmeno le tenebre possono spegnere la luce della speranza. Avvicinatevi ai Nostri Cuori — rimanete fedeli, miei cari, poiché gli Angeli di Dio sono sempre pronti a difendere la vostra anima — l’anima che cerca la salvezza di Gesù. Riposatevi ora, poiché presto la vostra forza sarà messa alla prova! Pace e amore.

13 novembre 1997


Il nostro maggior male si è, che vogliamo servir Dio a modo nostro, e non a modo suo, secondo la volontà nostra, e non secondo la sua.

 


DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano


" Il nostro maggior male si è, che vogliamo servir Dio a modo nostro, e non a modo suo,  secondo la volontà nostra,  e non secondo la sua.  Quando egli vuole, che siamo ammalati, noi vogliamo esser sani, quando egli desidera che lo serviamo co' patimenti, noi desideriamo di servirlo coll'opere: quando vuole ch'esercitiamo la carità, noi vogliamo esercitare l'umiltà: quando vuol da  noi  la  rassegnazione,  vogliamo  la  divozione,  l'orazione,  o  alcun'altra virtù ; e questo non perché le cose, che noi vogliamo sieno più grate a lui, ma perché  sono  di  più  gusto  nostro.   Questo  è  certamente  l'impedimento maggiore, che noi possiamo porre alla nostra Perfezione: essendo indubitato, che se vorremo esser santi secondo la nostra propria volontà, non lo saremo mai. Per essere veramente santo, convien esserlo secondo la volontà di Dio. " S. Francesco di Sales. 

Conobbe bene questa tanto importante verità S. M. Maddalena de' Pazzi ; e con la guida d'una luce si chiara di tal maniera seppe sottomettere la volontà sua a quella di Dio, che sempre contenta di quanto le accadeva nella giornata, nulla mai bramava di nuovo ; e solea dire, che avrebbe tenuto per difetto notabile il chiedere al Signore alcuna grazia per sé, o per altri con maggior istanza, che con semplici preghiere ; e che godeva e si gloriava di fare la volontà di lui, e ch'egli non facesse la sua. Per fin la santità, e perfezione dell'anima sua desiderava, che fosse non secondo il desiderio suo, ma secondo il volere di Dio. Ond'è, che si avea scritta questa risoluzione: Offerire me stessa a Dio, e volere tutta, e quella sola Perfezione, ch'egli compiace che io abbia, e nel modo e nel tempo ch'egli vorrà, e non altrimenti. Ed una volta favellando con una sua confidente, disse così: Il bene, che non mi viene per questa via della divina volontà, non mi par bene, ed eleggerei anzi di non aver dono alcuno, fuorché quello di lasciar ogni mio volere, ed ogni mio desiderio in Dio, che avere qualunque dono per mio desiderio e volere. Si, si, in me sint, Deus, vota tua, et non vota mea.

E questa era la grazia, ch'ella più frequentemente e più istantemente chiedeva al Signore, che la facesse star sempre sin alla morte subordinata ed interamente sottomessa al suo divino volere e beneplacito: e però non è maraviglia se ella divenne sì santa. Fra gl'istessi Gentili, si son trovati di quelli, che col solo lume della ragione chiaramente compresero questa verità. Plutarco disapprova quella comune preghiera del volgo: Dio ti dia tutto quel bene, che vuoi: no, dicea, si dee dir piuttosto: Dio faccia, che tu vogli quel che vuole egli. E quel che è più. Epitetto lo praticava, poiché diceva: Io son sempre contento di quanto mi accade alla giornata: perché so, che quanto mi avviene, tutto avviene per disposizione di Dio, e son certo, esser meglio quel che vuole Iddio di quel che io possa mai volere. 


Signore che non conosci stanchezza

 


Con la tua presenza ostinatamente fedele, stimola e sostieni la nostra fiducia!

Poiché la tua presenza non può venir meno, fa' che la nostra fiducia non vacilli!

Poiché gli attacchi e le violenze dei tuoi nemici non possono impedire la tua presenza in mezzo a noi, fortifica la nostra fiducia nella tua vittoria sul mondo.

Poiché nessuna tempesta riesce a spegnere la lampada del tabernacolo, preserva la nostra fiducia attraverso i turbamenti e le difficoltà.

Poiché ad ogni istante offri a noi tutti un rifugio sicuro, un soccorso potente, concedici che la fiducia possa dominare su tutti i nostri timori.

Poiché le nostre debolezze non scoraggiano il tuo amore e non ci tolgono il dono della tua presenza eucaristica, sostienici dopo le nostre colpe per consolidare la nostra fiducia.

Poiché la realtà della tua presenza rimane anche quando abbiamo l'impressione che sei assente o lontano, mantieni la nostra fiducia al di sopra di tutti i nostri sentimenti di vuoto o di solitudine.

Facendoci credere di più al calore della tua presenza eucaristica così vicina a noi, rendi la nostra fiducia più salda e più coraggiosa!


VI HO INSEGNATO A RIVOLGERVI A DIO PADRE E VI HO INCORAGGIATO A RIPORRE IN LUI TUTTA LA VOSTRA SPERANZA

 


Figli Miei, vi rendete conto che quando entrate in relazione con Me, lo fate con l’unico vero Dio? Sono Io, Gesù, che vi parlo.

Vi rendete conto, figli Miei, che Mi sono fatto uomo non solo per redimervi, ma anche per accorciare la distanza infinita che esiste tra il genere umano e la divinità? Vi rendete conto che, incarnandomi, sono diventato un ponte eccezionale affinché voi peccatori poteste andare al Mio Padre e affinché il Mio Padre, per mezzo Mio, vi concedesse la misericordia per i vostri numerosi crimini? Ve ne rendete conto, figli Miei?

Meditate poco sul Mio grande passo dal Cielo alla Terra attraverso questa forma umana che ho assunto, uguale in tutto a voi tranne che nel peccato (Eb 4,15), affinché il vostro avvicinamento a Mio Padre fosse più facile e voi, per mezzo Mio, foste incoraggiati a ringraziarLo, a lodarLo e a santificare il Suo Santo Nome, cosa che fate raramente e male. Perché chi pensa di riparare a tanta immondizia? Chi si metterebbe al mio posto nel martirio per riparare a tante offese alla Santissima Trinità? E chi si metterebbe sulla mia Croce per amore dei peccatori incalliti e più sprofondati nel male e nel peccato? Io, Gesù, vi parlo.

Pensate che la Mia missione non è stata solo la Redenzione, ma anche quella di istruirvi e fungere da ponte tra il Mio Padre Eterno e voi. Perché, figli Miei, vi ho insegnato a chiamare Dio “Padre Altissimo” e vi ho incoraggiato ad avere fiducia in Lui e ad aspettarvi tutto da Lui (Mt 6, 24-34). Sono Io, Gesù, che vi parlo.

Conoscete uno strumento che riceve messaggi e ne rimanete affascinati, mentre Mi relegate al ruolo di un personaggio storico, senza approfondire tutto ciò che la Mia venuta sulla Terra vi ha portato. Se approfondiste, scoprireste meraviglie nella Mia Incarnazione e nel corso della Mia vita in questo mondo.

Figli, vi chiedo di invocare il Mio Santo Spirito e di meditare sulla Mia Incarnazione, sulla Mia divinità unita alla Mia umanità, sulla Mia mediazione (verso il Padre) e soprattutto sulla Mia Redenzione. Io vi ho riscattati con il Mio Preziosissimo Sangue perché nessun altro poteva pagare quell’immenso debito causato dal peccato dell’uomo; per questo, figli, meditate e nutritevi di questi grandi misteri e vedrete come la vostra anima goda già del soprannaturale. Io, Gesù, vi parlo e vi istruisco. Pace a tutti coloro che, leggendo questo messaggio, lo mettono in pratica.


Quali sono i contenuti mancanti del Terzo Segreto?

 


Il Mistero dell’Iniquità


Appendice I

Quali sono i contenuti mancanti del Terzo Segreto?


Trascrizione rivista e corretta del discorso tenuto da Padre  Paul Kramer alla Conferenza The Fatima Challenge, a Roma, il  4 maggio 2010.

Prima di affrontare la questione dei contenuti della parte mancante  del Terzo Segreto, oggi vi è stato detto che in realtà una parte mancante  del Terzo Segreto non esiste; lascio ad altri il compito di rispondere in  maniera dettagliata a quest’affermazione.

Chi sta dicendo la verità?

 Voglio tuttavia sottolineare il fatto che, a questo riguardo, se il  Cardinale Bertone ha detto la verità quando ha affermato che non esiste  il cosiddetto “quarto Segreto”, e cioè che non esiste una parte mancante  del Terzo Segreto e nessun testo nascosto, allora molte altre persone  hanno mentito, nel corso degli anni. Perché delle due l’una: o dicono la  verità loro, o la dice il Cardinale Bertone. 

  Il 2 settembre 1952, Padre Joseph Schweigl si incontrò con  suor Lucia, a Coimbra. Era stato inviato da Papa Pio XII. Dopo essere  tornato a Roma si recò al Russicum, dove viveva, e lì fece rapporto ai  suoi confratelli sul fatto che il Terzo Segreto era diviso in due parti. Una  riguardava il Papa – e quella parte del Terzo Segreto riguardante il Papa,  come sappiamo, è stata rivelata il 26 giugno 2000. Padre Schweigl disse  tuttavia che esisteva un’altra parte del Terzo Segreto, di cui però non  poteva divulgare i contenuti. Ma egli aggiunse: “logicamente, si tratta  del testo che segue “l’eccetera” messo da Suor Lucia nella sua Quarta  Memoria, “in Portogallo si conserverà sempre il dogma della Fede ecc.”.

 Abbiamo poi l’affermazione fondamentale rilasciata dal Cardinale  Ratzinger in un’intervista a Vittorio Messori, pubblicata nel novembre  1984. In essa, il Cardinale Ratzinger affermò che il Terzo Segreto  riguarda “i pericoli che minacciano la Fede e la vita del cristiano, e  dunque (la vita) del mondo.” In quella parte del Segreto che è stata  rivelata il 26 giugno 2000, non v’è niente che riguardi i pericoli che  minacciano la Fede.

 E ricordiamoci dell’allora Vescovo di Leiria-Fatima, Il Vescovo  Cosme do Amaral, il quale affermò presso l’Università delle Scienze  di Vienna – se non mi ricordo male nel 1984 – che il Terzo Segreto ha  a che fare con la perdita della Fede. Egli fece uno specifico riferimento  alla perdita della Fede che sarebbe avvenuta su continenti interi!

Fatima e le Sacre Scritture

 Si tratta di un’affermazione molto importante, se la colleghiamo  a quella del Cardinale Ratzinger. Perché quando il Cardinale Ratzinger  parlava dei pericoli della Fede e della vita del cristiano, egli faceva  riferimento ad altre apparizioni Mariane, nonché alle Sacre Scritture, e  cioè al fatto che ciò che è contenuto nel Terzo Segreto corrisponde alle  Scritture e a quello che è stato menzionato più e più volte in molte altre  apparizioni Mariane. 

 Riferendosi alle Scritture, il Cardinale Ratzinger parla dei testi  escatologici, specialmente quando usa il termine novissimi. Alcuni  hanno provato surrettiziamente a suggerire che quando si parla delle  “ultime cose” (i novissimi), in realtà stiamo parlando della morte, del  giudizio universale, del Paradiso e dell’inferno – le quattro ultime cose.  Ma non può certo essere questo ciò di cui parlava il Cardinale Ratzinger,  né è questo ciò di cui parlò la Madonna. Se vogliamo apprendere le  ultime quattro cose possiamo tranquillamente studiare il catechismo,  dove ne viene fornita una spiegazione più che dettagliata. La Madonna,  ovviamente, non è giunta tra noi dal Cielo per impartire una semplice  lezione di catechismo!

 Quando il cardinale parlava dei novissimi, stava facendo  riferimento a ciò che secondo il profeta Daniele sarebbe avvenuto alla  fine dei tempi – le ultime cose; o, come diremmo in Greco, eschata, “le  cose escatologiche”, i testi escatologici della Scrittura. È questo il Terzo  Segreto, ed ancora una volta si arriva alla questione della perdita della  Fede. 

 Nella sua Seconda Lettera ai Tessalonicesi, San Paolo parlava della  Grande Apostasia, che dovrà avvenire prima dell’apparizione del figlio  della perdizione, dell’uomo del peccato; in altre parole, dell’Anticristo.  San Paolo, in quella lettera, affermava che il mistero d’iniquità sta già operando tra noi. Se esaminiamo attentamente la storia dell’umanità  ed in particolar modo quella della Chiesa, possiamo tracciare – secolo  per secolo, epoca per epoca – il continuo svolgersi di questo mistero  dell’iniquità. 

Il culmine del mistero dell’iniquità

 Il mistero dell’iniquità raggiungerà il suo culmine in ciò che è stato  predetto nel Segreto di Fatima; anzi, più precisamente nella parte non  ancora pubblicata del Terzo Segreto di Fatima. È per questo motivo  che Papa Giovanni Paolo II, parlando del Terzo Segreto, disse che non  voleva rivelarlo perché pensava che fosse a rischio di scatenare del  sensazionalismo.

 In un’altra occasione, anche il Cardinale Ratzinger ha usato quello  stesso termine, “sensazionalismo”, in relazione al Terzo Segreto.

 Se consideriamo ciò che è stato già affermato dalle autorità più  credibili della Chiesa in merito al Terzo Segreto di Fatima, siamo in  grado di sapere i suoi contenuti, anche se non nei dettagli. È proprio quello di cui vi parlerò oggi. 

 Venerdì, invece, approfondirò maggiormente la questione del  mistero dell’iniquità e la sua rivelazione all’interno del Terzo Segreto di  Fatima. 

Padre Paul Kramer

sabato 3 ottobre 2026

Il MISTERO dell’ALBERO DELLA VITA: Perché RIAPPARE alla FINE?


 

La grazia del pentimento

 


Maria 

Io aspetto e aspetto che i miei figli si rivolgano a me. Non si rendono conto di quanto breve è il tempo e quanto vicini sono quei giorni di cui ho parlato e rivelato ad altri. Questi sono giorni di travaglio, come le doglie del parto. Tuttavia, in molti modi, essi non sono uguali. Un bambino è un dono di Dio e le doglie portano alla nascita e alla nuova vita. Questi giorni invece non sono un dono di Dio, ma il risultato della sua giustizia che è stata trattenuta per tanto tempo. Essi realmente derivano dai peccati dell’uomo e dal suo rifiuto di ascoltare i miei avvertimenti (e quanti di questi ho dato). Eppure dico che c’è ancora tempo per rivolgersi a me. 

Spingendo indietro il tempo 

Chiunque si rivolge a me, lo posso salvare. Per coloro che non si rivolgono a me, posso solo spingere indietro il tempo per un po’, sperando che nel frattempo, essi portino i frutti del pentimento.  È come la parabola del fico (Lc.13: 6-9). Per tre anni il proprietario ha cercato la frutta e non ne ha trovata. Voleva abbattere l’albero. Il suo giardiniere ha supplicato con il suo padrone: “Lascia che la fertilizzi. Forse, il prossimo anno produrrà frutti”. All’albero è stato dato un altro anno, ma senza frutti esso verrà viene tagliato. 

Così, invoco il Padre celeste e lui mi ascolta, ma posso solo chiedere un termine. Le persone devono portare frutti di pentimento. 

Il vostro cuore 

Ora, vi chiedo: “Cosa c’è nel vostro cuore e cosa realmente conta per voi?” Rispondetemi onestamente. Per che cosa vivete? Quali sono i vostri obiettivi? Che cosa cercate? Sono le cose della terra o del cielo? Forse, non sapete nemmeno come cercare le cose celesti. Quindi, io vi insegnerò. 

La vostra famiglia 

Alcuni di voi non sono nemmeno cresciuti in famiglie di fede (è passato così tanto tempo dall’era della di fede). Alcuni non hanno avuto alcun contatto con i sacramenti della Confessione e della Comunione per anni. Prendo tutto in considerazione e offro anche a voi la grazia e la possibilità di pentirvi. Accettate la grazia mentre spiego cosa fare. 

Tutto inizia con la buona volontà, con un sincero desiderio di sottrarsi alla condanna e di essere a posto con Dio. Questa è la grazia iniziale. Vi prometto che otterrò quella grazia per voi. Quando giunge, ricevetela. Saprete cosa fare. Tutto è contenuto in quella grazia. Cominciate adesso. Dite: “Maria, dammi la grazia del pentimento”. Già ora, la mia grazia scorre nella vostra anima. La stessa grazia vi mostrerà cosa fare dopo. Continuate a chiederla. 

Commento: L’invito di Maria è così facile e la sua promessa è così sicura. 

24 aprile 2012 


PERCHÉ IL FIGLIO DI DIO SI FECE UOMO? Il Figlio di Dio si fece uomo per salvarci, cioè per redimerci dal peccato e riacquistarci il Paradiso.

 


SPIEGAZIONE TEOLOGICA DEL CATECHISMO DI S. S. PIO X 


Nostro Signore sulla croce, promettendo la salvezza eterna al ladro pentito (cfr. Lc 23, 33-44), confermò quanto, aveva ripetutamente asserito durante la sua vita pubblica, parlando della missione che doveva compiere su questa terra.  

 Non sono i sani che hanno bisogno del medico: ma gli ammalati. Andate a imparare che cosa significano queste parole: «Io voglio misericordia e non sacrificio», perché io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori (Mt 9, 12-13).  

 L'uomo con il peccato aveva gravemente offeso Dio; era diventato figlio dell'ira, indegno del Paradiso e meritevole dell'inferno. Il Figlio di Dio venne per restaurare il piano provvidenziale della creazione e darci la possibilità di raggiungere il fine ultimo; perciò assunse un corpo e un'anima come abbiamo noi, morì sulla croce, ci redense per salvarci dal peccato, dalla dannazione eterna e riacquistarci il Paradiso, dandoci la possibilità di meritarcelo con le buone opere, avvalorate dai suoi meriti infiniti.  

 Riflessione. - Colui che si ostina a restare nel peccato e che alla colpa aggiunge nuove colpe, senza curarsi della riconciliazione con Dio, rende vana l'opera della redenzione di Nostro Signore.  

ESEMPI. - 1. Colloquio di Gesù con Nicodemo (Gv.3, 9-17). 2. Il buon Pastore (Gv.10, 1-15) 


Sac. C. T. DRAGONE, P. S. S. P. 


Signore nascosto

 


Dal tabernacolo tu chiedi la mia fede e veli il tuo splendore divino sotto le apparenze di una piccola ostia

lo credo alla tua presenza; voglio crederci con tutta la mia anima, essere pronto a dare la mia vita per la testimonianza di questa fede.

Vi credo con maggiore certezza che se tu socchiudessi all'improvviso la porta della tua dimora per mostrarmi il tuo volto umano.

Vi credo più risolutamente che se mi offrissi, come un giorno all'apostolo Tommaso, di toccare le piaghe delle tue mani e dei tuoi piedi, di mettere la mano nel tuo costato aperto.

Non farmi vedere nulla, toccare nulla, affinché possa gustare di più la beatitudine di coloro che credono senza aver veduto.

Custodiscimi nell'oscurità della fede, di modo che la mia convinzione si fondi su un amore tanto più ardente, su una fiducia tanto più illimitata.

Nella mia fede è il mio attaccamento alla tua persona che voglio manifestare: credo nella tua Eucaristia perché il mio cuore vuole aderire interamente al tuo.

Che la mia anima possa esclamare: «Mio Signore e mio Dio ! », prostrarsi davanti a te e adorarti profondamente!


ATTENDI LA MORTE CON FIDUCIA

 


QUANDO IL MAESTRO PARLA AL CUORE

-dettati di Gesù al sacerdote Padre Courtois-


Altri hanno predicato i terrori della morte. Tu predica le gioie della morte.

« Verrò a voi come un ladro ». Così ho detto, non per spaventarvi, ma per amore, affinché siate sempre pronti e viviate ogni attimo come vorreste averlo vissuto al momento della vostra rinascita definitiva.

Se gli uomini guardassero maggiormente la loro vita nello specchio retrovisore della morte, le darebbero il suo vero significato.

Perciò non bisogna che considerino la morte con terrore, ma con fiducia e capiscano tutto il valore della fase meritoria della loro esistenza.

Vivi sulla terra come se ritornassi dal cielo. Sii quaggiù come l'uomo che è rientrato dall'al di là. Tu sei un morto differito. Saresti dovuto entrare nell'eternità già da lungo tempo, e adesso chi mai sulla terra parlerebbe di te?

Ti lascio sulla terra ancora per alcuni anni, affinché conduca una vita impregnata di nostalgia celeste, in cui si veda filtrare qualche bagliore del cielo.

Non ti ho forse dato, svariate volte, i segni della mia sollecitudine? Allora, di che cosa hai paura? Sono sempre presente e sempre vicino a te, persino quando tutto sembra crollare, anche e soprattutto al momento della morte. Allora vedrai che cosa sono le mie braccia che si serreranno su di te e ti stringeranno sul mio cuore. Scoprirai perché e per chi saranno serviti i tuoi lavori, le tue sofferenze. Mi ringrazierai per averti guidato come ho fatto, preservandoti da numerosi pericoli di ordine fisico e morale, conducendoti per strade impreviste, talvolta sconcertanti, facendo della tua vita una unità profonda nel servizio dei tuoi fratelli.

Mi ringrazierai, comprendendo meglio la condotta di Dio nei tuoi riguardi e nei riguardi degli altri. Il tuo canto di ringraziamento andrà crescendo, via via che scoprirai le misericordie del Signore per te e per il mondo.

Non c'è remissione senza effusione di sangue. Il mio sangue non può realizzare la sua preziosa missione di espiazione, se non nella misura in cui l'umanità accetta con amore di mischiare alcune gocce del proprio sangue con il sangue della mia Passione.

Offrimi la morte degli uomini, affinché vivano della mia Vita.

Pensa a quel che sarà il nostro incontro nella luce. Per questo sei stato creato, hai lavorato, hai sofferto. 

Verrà un giorno in cui ti accoglierò. Pensaci spesso e offrimi in anticipo l'ora della tua morte, unendola alla mia.

Pensa a ciò che sarà il dopo-morte, la gioia senza fine di un'anima irradiata di luce e di amore, che vive in pienezza lo slancio offertoriale di tutto il suo essere per me verso il Padre, e ricevendo per me, di ritorno dal Padre, tutta la ricchezza della divina giovinezza.

Sì, guarda la morte con fiducia e approfitta della fine della tua vita per prepararti ad essa con amore.

Pensa alle morti di tutti gli uomini tuoi fratelli: 300.000 ogni giorno. Quale potenza di corredenzione rappresenterebbero se venissero offerte. Non dimenticarlo: oportet sacerdotem offerte. Tocca a te offrirle a nome di quelli che non ci pensano. Questo è uno dei modi più efficaci per valorizzare il mio sacrificio del Calvario e per arricchire la tua messa quotidiana.

Ce ne sono tanti che non sospettano affatto che stasera li chiamerò: tanti incidenti stradali, tante trombosi brutali, tante cause impreviste. Ci sono, altresì, tanti malati che non sospettano affatto della gravità del loro stato.

La sera, addormèntati tra le mie braccia; è così che morirai e giungerai in paradiso, al momento del grande appuntamento con me.

Fa' tutte le cose pensando a quel momento. Ciò ti aiuterà in molte circostanze a conservare la tua serenità, senza frenare il tuo dinamismo.

Per amore tuo io ho accettato di morire. Non puoi darmi prova d'amore più grande di quella di accettare di morire in unione con me.

Non sarai deluso. Abbagliato dagli splendori esaltanti che scoprirai, avrai un solo rimpianto: quello di non aver amato abbastanza. 

Continua spesso a unire la tua morte alla mia e a offrirla al Padre per le mani di Maria, sotto l'influsso 

dello Spirito Santo.

In nome della tua morte unita alla mia, puoi anche chiedere dei soccorsi immediati per vivere meglio attualmente, nel solco della carità divina. In tal modo, non c'è nulla che tu non possa ottenere.

Il tuo cuore sia sempre più aperto alla mia misericordia, umilmente fiducioso nella mia divina tenerezza che ti avvolge da ogni parte e feconda in maniera invisibile le tue attività ordinarie, dando loro un valore spirituale che va ben oltre i confini del tempo.

A che serve vivere, se non per crescere nell'amore? A che serve morire, se non per realizzare eternamente il proprio amore e realizzarsi per sempre in esso? 

Figlio mio, ti ho fatto pregustare qualcosa di ciò che poteva essere la festa del cielo, e quanto appena debolmente hai percepito non è nulla in confronto con la realtà. Allora scoprirai fino a che punto sono stato e sono un Dio tenero e amante. Capirai perché ci tengo tanto a che gli uomini si amino, si perdonino e si aiutino vicendevolmente. Comprenderai il valore spiritualizzatore e purificatore della pazienza e della sofferenza.

La tua continua scoperta delle profondità divine sarà un'avventura squisita e appassionante. La tua assimilazione da parte della mia divinità ti trasfigurerà e ti farà partecipare assieme a tutti i tuoi fratelli, anch'essi trasfigurati, a un'azione di grazie comune ed esaltante.

Le feste liturgiche della terra, con le loro molteplici ragioni di essere, non sono se non la prefigurazione delle festività eterne che non affaticano e lasciano l'anima pienamente soddisfatta e pur sempre assetata.

Con la mia morte ho vivificato il mondo. Con l'oblazione rinnovata della mia morte continuo a dare la vita agli uomini. Ma mi è necessario un sovrappiù di morti per vincere, senza nuocere alla loro libertà, le esitazioni, le reticenze, le resistenze di coloro che non vogliono ascoltare il mio richiamo o che, pur  avendolo ascoltato, non vogliono lasciarmi penetrare in essi. 

Il cielo sono io! Nella misura in cui vi lascerete assumere da me, secondo il vostro grado di carità, voi gusterete la gioia infinita e riceverete dal Padre ogni luce e ogni gloria!

Allora non ci saranno più né pianti, né sofferenze, né ignoranza, né malintesi, né gelosie, né equivoci, né meschinerie, ma azione di grazie filiale verso la Santa Trinità e azione di grazie fraterna gli uni verso gli altri.

Rivedrete i minimi avvenimenti della vostra vita terrena, ma li rivivrete nella sintesi dell'amore che li ha permessi, trasfigurati, purificati.

Sarà grande e gioiosa la vostra umiltà, e vi renderà trasparenti come il cristallo a tutti i riflessi della misericordia divina!

Vibrerete all'unisono col mio cuore e in armonia gli uni con gli altri, riconoscendovi benefattori reciproci e contemplando la parte di efficacia che io vicendevolmente vi avevo concesso per la gioia di tutti.

Avrai una morte gioiosa, serena e amante. Il passaggio non è penoso per colui che spira in un atto di amore e mi raggiunge nella luce. Abbi fiducia in me. Come sono stato presente in tutti gli istanti della tua vita sulla terra, sarò presente al momento della tua entrata nella Vita eterna, e mia Madre, che si è mostrata tanto buona con te, sarà presente anche lei, con tutta la sua dolcezza materna. 

Pensi così spesso, come dovresti, alle anime amiche del purgatorio, le quali non possono ottenere solo con i loro mezzi la progressiva e luminosa incandescenza? Esse hanno bisogno che qualcuno dei loro fratelli della terra meriti e compia in nome loro quella scelta d'amore che non hanno saputo compiere esse prima della loro morte.

Qui sta l'interesse del tuo rimanere quaggiù e del prolungarsi della vita umana. Se gli anziani fossero meglio coscienti della loro potenza e delle ripercussioni delle loro piccole oblazioni meritorie a favore dei fratelli della terra e dei fratelli dell'al di là; se comprendessero meglio il valore dei loro ultimi anni, durante i quali possono ottenere, in pace e serenità, tante grazie, e al tempo stesso procurare a se stessi una tale sovrabbondanza di luce e di gioia eterne!

Per essi la morte sarà più dolce, poiché io prometto una grazia speciale di assistenza a tutti coloro che saranno vissuti per gli altri prima che per sé. Non consiste forse in ciò l'amore? Non è forse così che ci si prepara a morire amando?

Conosco l'ora della tua morte e il modo in cui accadrà, ma convinciti che sono io ad averla scelta per te, con tutto il mio amore, per dare alla tua vita terrena il massimo di fecondità spirituale. Sarai felice di abbandonare il tuo corpo per entrare definitivamente in me.

Nel grande momento della tua partenza, avrai, insieme alla mia presenza, ogni grazia, ora inimmaginabile. E la misura del tuo amore ti farà cooperare pienamente a essa.

Si muore come si è vissuti. Se vivi di amore, la morte ti coglierà in un soffio d'amore.

Ci sarò io al termine del tuo cammino, dopo essere stato per tutta la vita il tuo compagno di viaggio. 

Utilizza sempre meglio il tempo che ti separa dal grande incontro: ogni ora unisciti alla mia preghiera, comunica alla mia oblazione, penetra nei miei slanci d'amore. Aspira frequentemente il mio Spirito, per vivificare i battiti del tuo cuore. Attraverso di lui si diffonde in te la carità del tuo Dio.

Col pensiero del cielo che ti aspetta, scopri la gioia in mezzo alle sofferenze e l'ottimismo in mezzo ai turbamenti del tempo presente. Predica l'ottimismo alle anime scoraggiate. Se anche la tempesta si scatena e assale la barca della mia Chiesa, non bisogna smarrirsi.

Non dimoro io in lei fino alla consumazione dei secoli? Invece di scoraggiarsi, si lancino appelli verso di me: Signore, salvaci, periamo! Aumenti la fede nella mia presenza e nella mia potenza.

Allora si scoprirà la mia tenerezza e si costaterà la mia inesauribile misericordia.

Il modo di considerare la morte dev'essere per voi una questione di fede, una questione di fiducia, una questione d'amore!

Fede! La percezione del cielo non può corrispondere a un'immagine dell'esperienza e perciò si trova al di là di ogni impressione sensibile. Questo vi offre la possibilità di meritare durante la fase terrestre della vostra esistenza, poiché dove sarebbe il merito se poteste conoscere tutto sin da ora? C'è un tempo per ogni cosa.

Fiducia! Quello che non conoscete per esperienza diretta, potete conoscerlo appoggiandovi sulla mia parola e fidandovi di me. Non vi ho mai ingannati e non ne sono capace. Io sono la Via, la Verità e la Vita. 

Quello che posso dire, è che tutto sarà molto più bello di quanto possiate concepire e persino desiderare.

Amore! Soltanto l'amore vi permette, non certo di vedere, ma di presagire quello che vi riservo: e ciò nella misura in cui sulla terra avrete penato e sofferto.


Analisi dell’imminente pericolo che incombe su ciascuno di noi e dell’unica via per salvarci - Fatima è l’unica soluzione

 


Il Mistero dell’Iniquità


D) Fatima è l’unica soluzione

Non servono rivelazioni divine per riuscire a vedere che si sta  avvicinando una distruzione nucleare di massa, l’annientamento delle  nazioni e all’avvento dell’impero ateo e genocida dell’Anticristo. Solo la  Madonna può salvarci da quest’inferno in terra, dalle incommensurabili  devastazioni di una guerra nucleare e dallo sterminio deliberato di intere  nazioni che seguirà – siano esse cristiane, ebraiche o mussulmane: tutti  quelli che si rifiuteranno di sottomettersi alla Massoneria e di venerare i  loro idoli demoniaci, verranno colpiti. Oggi più che mai “Solo Lei può  salvarvi!”

È ormai evidente che le obiezioni poste nel corso degli anni contro  la Consacrazione della Russia richiesta dalla Madonna di Fatima sono  del tutto pretestuose e oltraggiose, una vera e propria follia alla luce  della gravità della situazione attuale, che minaccia di portare rovina,  distruzione e annientamento su tutta l’umanità. Queste obiezioni  possono avere una qualche validità solo per certe menti superficiali,  ma per chi possiede ancora il bene dell’intelletto, la sostanza di quelle  obiezioni svanisce come neve al sole dinanzi anche alla più frettolosa  delle analisi. (Vedi Catherine Pearson, “Fatima’s Unfinished Business”  [“Fatima: un affare non ancora concluso”], The Fatima Crusader,  Numero 96, autunno 2010, pp. 23-60.)

È stato detto che la Consacrazione della Russia offenderebbe gli  Ortodossi in Russia, e che pertanto non solo non risolverebbe, ma  addirittura esacerberebbe le differenze e le tensioni tra la Chiesa  ortodossa e quella cattolica romana. Il problema è che l’idea di una  simile consacrazione offenderebbe solo coloro che posseggono uno  spirito anti-Romano di non conversione tra gli scismatici ortodossi (ma  eterodossi) del presente. Ma la Madonna affermò che Dio ha promesso  di convertire la Russia per mezzo di questo atto di Consacrazione. La Consacrazione della Russia sarà lo strumento grazie al quale quel paese  sarà convertito e riconsegnato alla vera ortodossia; solo allora tutte le  opposizioni cesseranno.349 Mi pare ovvio che chiunque non concordi con  questa posizione non creda affatto alla promessa della Madonna. 

La Consacrazione della Russia salverà quest’ultima dall’annientamento  finale da parte del suo vicino meridionale, la Cina (che alla fine invaderà  inevitabilmente la Russia e l’Occidente), un destino che invece le  toccherebbe se non venisse compiuta la Consacrazione. Ecco perché la  Madonna ha promesso non solo la conversione della Russia, grazie alla  consacrazione, ma ha anche affermato che Dio promette di “salvare”  la Russia “grazie ad essa.” Da un punto di vista cattolico e profetico,  proseguire ad ignorare una consacrazione richiesta esplicitamente e  solennemente da Dio, solo perché essa offenderebbe gli elementi più  estremisti e contrari a Roma dell’Ortodossia russa, sarebbe una pura e  semplice follia. 

 Esiste anche una sterile congettura teologica, asserita da alcuni  come se fosse un dogma di Fede, secondo la quale un simile atto di  consacrazione richiederebbe moralmente il consenso della nazione  Russa. Quest’obiezione è del tutto infondata e alquanto pretestuosa,  se si considera che non v’è niente di natura contrattuale che verrebbe  imposto alla Russia da quell’atto di consacrazione richiesto dalla  Madonna di Fatima. L’atto di consacrazione, infatti, non determina  alcun onere o obbligo per la nazione Russa tale da doverne richiedere  preventivamente il consenso morale. Al contrario, esso fornisce al  popolo Russo un beneficio meraviglioso. Nessuno si metterebbe a fare  simili e assurde obiezioni se venisse concesso alla Russia un qualsiasi  beneficio di carattere temporale! In nessuna parte del mondo è richiesto  il consenso del destinatario se qualcuno vuole lasciargli in eredità una  somma favolosa! Il destinatario è libero di accettare o di rifiutare,  questo sì, ma non c’è nessuna ingiustizia nell’indicarlo come erede!  Nel caso della Consacrazione della Russia, Dio non ha promesso solo la  grazia efficace della Conversione, ma anche la sopravvivenza materiale e  la continuazione dell’esistenza di quella nazione. L’accettazione di quel  beneficio spirituale, che è infinitamente superiore a qualsiasi altro  beneficio di tipo materiale, è stata promessa ed assicurata da Dio in  persona, negando ed eliminando in questo modo qualsiasi possibile  obiezione in tal senso. È chiaro che chiunque si opponga a questa  posizione non crede nella promessa della Madonna.

È stata sollevata l’obiezione che un simile atto di consacrazione  costituirebbe un’offesa all’ecumenismo, ed un ostacolo all’unità. 

Secondo gli ecumenisti, quest’atto non offenderebbe solo gli ortodossi,  ma anche i protestanti, che considerano errata la fede riposta dalla  Chiesa cattolica nei dogmi mariani, nel ruolo di Maria nella soteriologia  cattolica ed il Suo ruolo nella vita della Chiesa. Le obiezioni dei  Protestanti sono tuttavia irrilevanti, poiché il protestantesimo si basa su  principi errati ed imperfetti.

Il protestantesimo si basa sui principi di sola Fede, solo Cristo, sola Scrittura: 

1) Non solo la giustificazione solamente in base alla fede, ma anche  la credenza – del tutto antibiblica ed atea – che la salvezza si possa  ottenere senza compiere alcuna opera buona, in vita, soltanto avendo  fede. Come rivelò con particolare precisione il domenicano Heinrich  Denifle, nel suo Luther and Lutherdom: From Original Sources [Lutero e  Luteranesimo: nel loro primo sviluppo, esposti secondo le fonti]350, Martin  Lutero in persona aveva affermato: “Io abolisco i Dieci Comandamenti.”  2) L’imperfetta comprensione protestante del concetto di Mediatrice  di Cristo, non concede alcuno spazio nell’economia della salvezza alla Mater gratiae, Mater Ecclesiae e Mediatrix omnium gratiarum. 

3) Il principio di Sola Scriptura, che si nega da solo visto che  viene contraddetto dalla stessa Scrittura (2 Ts 2,15), viene applicato  rozzamente dai protestanti contro i dogmi della Fede Cattolica, quelli  mariani e della Messa in particolare, per giustificare la loro posizione  eretica e radicale contro la Fede e la Tradizione cattoliche. 

Scendere a qualsiasi compromesso con errori così empi e perniciosi,  oppure offrire una qualsiasi concessione agli eretici che li professano,  non sarebbe altro che un atto disfattista e suicida, nonché un tradimento  nei confronti di Cristo e della Sua Chiesa, perché non ci sarebbe niente  da guadagnare e tutto da perdere. Quel che si guadagna, ignorando  le obiezioni ecumeniste contro la Consacrazione della Russia, è la  conversione di quest’ultima e la pace nel mondo; mentre l’unica cosa  che si perderebbe sarebbe l’illusione di amicizia con una falsa religione,  fondata da Lutero e dedita irrevocabilmente ai suoi principi e al suo  scopo finale: tolle missam, tolle ecclesiam (“distruggere la Messa,  distruggere la Chiesa”).351

L’obiezione secondo cui la Consacrazione della Russia creerebbe un  ostacolo all’unità ecumenica è assolutamente corretta... ma si tratta di  un beneficio, non di una perdita! L’ecumenismo è infatti nemico mortale  della Chiesa, perché un’unità ecumenica veramente tale comporterebbe  la morte del cattolicesimo e la vittoria delle porte degli inferi sulla  Chiesa Cattolica. Nella Mortalium animos Papa Pio XI dichiarò  che l’Ecumenismo distruggerebbe la Chiesa Cattolica fino alle sue  fondamenta. San Massimiliano Kolbe dichiarò altrettanto apertamente:  “L’ecumenismo è il nemico dell’Immacolata!”352 – cioè nemico di Colei  che è, come insegnavano gli antichi Padri,353 il prototipo della Chiesa  secondo le Scritture; nemico della Donna (Gen 3,15) che è la vera  Madre del Vivente – la Mater Ecclesiae. L’ecumenismo, come ho spiegato  nel mio libro The Suicide of Altering the Faith in the Liturgy [“Il suicidio  nell’alterare la fede nella liturgia”],354 si basa sulla filosofia ebraica e  sull’ecclesiologia protestante, ed in quanto tale è agli antipodi rispetto  alle Scritture e alla Tradizione.

L’unità ecumenica è il più grande ostacolo all’unità voluta da Cristo  e annunciata nel Vangelo di San Giovanni: “ut omnes unum sint.” (Gv  17,21). “L’unità” ecumenica consiste piuttosto in un amalgama di credi  e fedi religiose diverse tra loro, che rimangono in contraddizione l’una  con l’altra e che si contrappongono radicalmente alla Fede cattolica;  l’ecumenismo, per sua stessa natura, è quindi all’opposto rispetto ai tre  segni della vera comunione Cattolica: “Un solo Signore, una sola Fede,  un solo Battesimo” (Ef 4,5); questi tre segni della comunione cattolica  sono l’unità nel governo, la completa ed unificata dottrina del Cristo ed  il Suo completo sistema sacramentale – questo costituisce la vera unità  desiderata, decretata e promessa da Nostro Signore Gesù Cristo. 

L’unità ecumenica non farebbe altro che realizzare un’unione  sincretistica nell’unica religione mondiale dell’Anticristo, contro il quale  ci mise in guardia San Pio X, nella sua lettera Notre charge apostolique del 1904: “Il grande movimento di apostasia, organizzato in tutti i paesi  per l’instaurazione di una Chiesa universale che non avrà né dogmi né  gerarchia, né regole per lo spirito, né freno per le passioni, e che, con il  pretesto della libertà e della dignità umana, ristabilirebbe nel mondo,  qualora potesse trionfare, il regno legale dell’astuzia e della forza, e  l’oppressione dei deboli, di quelli che soffrono e che lavorano.” (Par. 40) Quando tutto questo si realizzerà, rimarrà un unico grande ostacolo  sulla terra che si opporrà a quell’unità ecumenica e senza dio e a  quell’entità che sarà, come la descrive San Pio X, “una democrazia che  non sarà né cattolica, né protestante né ebraica” (Par. 39) – quel grande  ostacolo sarà la vera Chiesa Cattolica non riformata, che continuerà a  “conservare la Fede Cattolica, integra ed inviolata” (Credo Atanasiano). 

Allora verrà lanciata contro la Chiesa la più feroce, intensa ed universale  persecuzione della sua storia: il tentativo di sradicare la Fede e la  Tradizione cattoliche dalla faccia della terra – e questa campagna  sanguinaria per sterminare i cattolici, rivelata nella visione  del Terzo Segreto, avverrà in nome dell’ecumenismo! Possiamo  quindi comprendere, finalmente, a cosa si riferiva Pio XII quando disse  che “l’umanità dovrà presto patire sofferenze mai viste prima nella sua  storia.” 

La Madonna è giunta dal Cielo ed è apparsa a Fatima per rivelarci  l’unica cosa che può salvarci – Lei Stessa (“Solo Lei può salvarvi”), e  l’unico modo con cui la Madonna può salvarci è la Consacrazione della  Russia! Ma per poter realizzare tutto questo e compiere la  Consacrazione della Russia, dobbiamo credere! 

Come suggerisce Isaia, il momento giusto sarà proprio nel  momento peggiore! Il Kairos di Dio, l’epifania della speranza del  Signore giungerà in nostro soccorso proprio quando avremo appena  abbandonato ogni speranza, quando non avremo più risorse. Nel  momento in cui niente sembrerà più funzionare, quando i nuovi dei domineranno il mondo – sarà proprio quello il momento in cui  cadranno i loro troni traballanti! Se solo credessimo.355

La Madonna disse ai tre pastorelli di Fatima: 

Se quello che vi dico verrà fatto, molte anime saranno salvate e vi sarà la pace. … Se le Mie richieste non verranno esaudite… I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre soffrirà molto, varie  nazioni saranno annientate.  

... La Madonna di Fatima, 13 luglio 1917

Padre Paul Kramer

venerdì 2 ottobre 2026

2 Ottobre - Santi Angeli Custodi: Dodici Adulti Discutevano e Lui Chiamò un Bambino

 



Lo Sposalizio mistico

 


La mattina del suddetto giorno Gesù si fece vedere di nuovo, tutto affabile, dolce e maestoso, insieme con la sua Madre SS. e Santa Caterina. Prima si cantò un inno dagli angeli. Santa Caterina mi assisteva 103, la Mamma mi prese la mano e Gesù mi pose al dito l’anello. Poi ci abbracciammo e mi baciò, e così fece anche la Mamma. Dopo si tenne un colloquio tutto d’amore. Gesù diceva a me l’amore grande che mi voleva ed io dicevo a Lui pure l’amore che gli volevo. La SS. Vergine mi fece comprendere la grazia grande che avevo ricevuto e la corrispondenza con cui dovevo corrispondere all’amore di Gesù. Il mio Sposo Gesù mi diede nuove regole per vivere più perfettamente 104, ma siccome è da molto tempo, non le ricordo tanto bene; perciò le passo, e così finì per quel giorno. 


Annuncio della II Pentecoste.

 


Dice Gesù: 

«Io sono venuto per riportare lo Spirito. Sono stato il Precursore della venuta del Paraclito. Ed Io verrò per radunare i fedeli allo Spirito del Signore, che è Scienza e Coscienza del Bene e Fedeltà e Amore a Dio. Ma ora non posso venire in veste di carne a preparare le vie per il trionfo del Re. Il Padre più non lo vuole141. Lascerò, allora, che la barca della povera umanità vada a naufragio e ben pochi si salvino di essa? No. Non viene la Carne ma viene la Parola e si affida ai suoi servi, per i miei poveri uomini…»