martedì 2 giugno 2026

Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù.

 


 Sacro Cuore di Gesù,  

Vieni e invadimi completamente

affinché le mie motivazioni siano le Tue motivazioni,

I miei desideri, i tuoi desideri

Le mie parole, le tue parole,

I miei pensieri, i tuoi pensieri

Allora fammi entrare.

la parte più profonda del Tuo Sacro Cuore.

 

Mi hai completamente stupito.

Adorerò il Tuo Sacro Cuore,

dal profondo del mio cuore.

Prometto di servire il Tuo Sacro Cuore

con un fuoco interiore. Ti servirò con zelo,

con più fervore di prima.

 

Sono debole, ma so che la Tua forza mi sosterrà.

Non permettermi di perderti di vista

Non lasciare che il mio cuore vada da nessun'altra parte.

Cercherò soltanto il Tuo Sacro Cuore

E desidererò solo Te.

 

Sacro Cuore di Gesù,

 Fammi odiare tutto ciò che è

Contrariamente a Vostra Santità e alla Vostra Volontà.

Purificami ancora e ancora e non permettere

affinché in me non rimanga alcun rivale.

Da oggi, rafforzate i legami d'amore

con cui mi hai tenuto,

e fa' che la mia anima abbia sete di Te

e il mio cuore anela all'amore per Te.

 

Sacro Cuore di Gesù,

 Non aspettare oltre. Vieni e divora tutto il mio essere.

nelle fiamme del Tuo amore ardente.

Che tutto ciò che farò d'ora in poi

che sia unicamente per i Tuoi interessi e per la Tua gloria,

senza cercare nulla per me stesso.

 

Consacro la mia vita a Te 

Da oggi in poi, voglio essere schiavo del Tuo Amore,

la vittima dei tuoi desideri ardenti e della tua passione,

un benefattore della Tua Chiesa e il giocattolo della Tua Anima.

 

Fa' che i miei atteggiamenti assomiglino a quelli della Tua Crocifissione,

attraverso l'amarezza che proverò

di fronte alla sordità delle anime e vedendole cadere.

Concedi alla mia anima tutto ciò che può sopportare.

 

Sacro Cuore di Gesù,

 Non rinnegarmi la tua croce, come il Padre non l'ha rinnegata a te.

Ferma i miei occhi, i miei pensieri e i miei desideri.

affinché siano prigionieri del Tuo Sacro Cuore.

 

Non sono degno e non merito nulla,

Ma aiutami a vivere il mio atto di consacrazione

essendo fedele a te, invocando instancabilmente

Il tuo Santo Nome. Rendi il mio spirito

Rifiuta tutto ciò che non sei tu.

 

Sacro Cuore di Gesù,

 Dona alla mia anima più forza che mai,

I segnali del tuo corpo,

per la conversione delle anime.

Mi sottopongo volontariamente

La mia volontà alla Tua volontà, ora e per sempre.

Amen.

 

Dettato da Gesù


24 Maggio - Maria Ausiliatrice LAiuto dei Cristiani nelle Grandi Battaglie






 

Apostasia. Parla, o Mio Vicario, in nome della Giustizia che rappresenti. È l’ora. Quando la Luce sarà resa appena bagliore, allora verrà il pastore idolo.

 


Dice Gesù: 

«Mai come in questo momento devo ripetere a colui che mi rappresenta: “Pasci i miei agnelli”. 

Molti di essi sono divenuti inselvatichiti. Ma non è tutta loro la colpa e per questo mi fanno pietà. 

Li avevo affidati ai potenti perché ne avessero cura. Già tanto avevo dato ai potenti perché non volessero più ancora e fossero buoni coi sudditi, che non sono dei potenti altro che per mandato di Dio. In realtà sono gregge di Dio, sono figliolanza di Dio, e andrebbero curati con rispetto pensando al Re vero: l’Eterno, di cui sono popolo. 

Invece li hanno usati come mandra senza padrone. Li hanno sospinti dove gli è parso, li hanno cibati dei cibi che a loro è parso, pur di ottenebrarli nel pensiero e smemorarli del Bene corrompendoli con dottrine che Io maledico, se ne sono fatti degli schiavi ai quali è negata anche la libertà di pensiero e come pecore li hanno spinti al macello per i loro scopi delittuosi verso tutta l’Umanità. Tutta. Quella che per loro è “Patria” e quella che è “Patria altrui”. Si sono fatti ricchi sfruttando il sacrificio dei soggetti, ladri dei beni di Dio e dell’uomo che sono Anima ed Esistenza, assassini di una e dell’altra. 

Ebbene: dall’alto dei Cieli, per tutto l’assenzio che vien dato per cibo alle folle e che le porta a disperare anche di Dio, per tutta la fame di cui soffrono i corpi e le anime dei figli miei, per coloro che in questa rovina rimangono gli agnelli del gregge di Dio e nessuna passione96 li muta in ribelli a Dio, come i loro seduttori e padroni, figli del Male e precursori dell’Anticristo, Io vengo con la mia Parola ed il mio Amore per pascere i poveri del mio gregge e ripeto a te che sei il mio Vicario: “Pasci i miei agnelli dando loro l’instancabile parola e le benedizioni di cui ho ricolma la tua mano innocente, che non conosce altro sangue fuorché il Sangue mio che elevi sull’altare per rito di propiziazione, ed altro gesto fuorché quello che fu mio di benedire coloro di cui tu, come Io, hai pietà. 

Ho dato due verghe alla tua mano e caro mi sei perché usasti quella dell’amore. Ma l’amore, che è potente anche sulla Potenza di Dio, cade come pietruzza lanciata contro la roccia, quando è volto a certi che di uomini hanno parvenza, ma sono dei demoni dal cuore di granito. Colpisci dunque con l’altra verga e sappiano i fedeli che tu non sei complice delle colpe dei grandi. Complici si diviene anche quando non si osa tuonare contro le loro nefandezze. Non ama il tuo Maestro le maledizioni e le folgori. Ma vi sono momenti in cui occorre saperle usare per persuadere non i potenti, il cui animo posseduto da Satana è incapace di persuasione, ma i poveri del mondo che Dio, e i giusti di Dio, non condividono ed appoggiano i metodi e le prepotenze di chi ha superato ogni misura e si crede un dio mentre è solo una belva immonda. 

Parla, in nome della Giustizia che rappresenti. È l’ora. E sappiano le turbe che la mia Dottrina non è mutata e che una è la Legge, che vi è un sol Dio, che il primo suo comando è l’amore, che Egli, ancora, come nei secoli dei secoli antecedenti alla mia venuta, nella quale ho confermato la Legge, ordina di non rubare, di non fornicare, di non uccidere, di non prendere la roba d’altri. Dillo ai ladri di ora, che non si accontentano di una borsa ma rubano anime a Dio e terre ai popoli; dillo ai fornicatori, ai grandi fornicatori di ora, la cui fornicazione non è quella bestiale con una femmina ma quella demoniaca colla potenza politica; dillo agli uccisori di ora, i quali si arrogano il diritto di uccidere popoli interi dopo aver ucciso in altri popoli - i loro - la fede in Dio, l’onestà di qualsiasi forma, l’amore al bene; dillo agli insaziabili di ora, che avidi come sciacalli assalgono là dove è ciò che a loro piace e si fanno lecito ogni delitto pur di prendere ciò che non è loro. 

Parlare vuol dire ‘dolore’ e delle volte ‘morte’ . Ma ricordati di Me. Io sono più prezioso della ‘gioia’ e della ‘vita’, perché Io do a chi m’è fedele una gioia e una vita che non conoscono termine e misura. 

Ricordati di Me che seppi purificare la mia Casa dalle sozzure e seguire rettilineo un solo scopo: ‘la gloria del Padre mio’. Ciò mi ottenne l’odio, la vendetta, la morte, perché i colpiti dal mio furore trovarono un venduto che per trenta denari mi dette in loro potere. 

Sempre, e fra i più fidi, abbiamo un nemico, un venduto. Ma non importa. Il discepolo non è da più del Maestro e se Io, sapendo che la sferza delle mie parole, più della sferza di corde - mezzo simbolico più che reale - mi procurava la morte, ho parlato, parla. E se Io ho sopportato per amore degli uomini, e per tuo amore, un nemico e un venduto e l’orrore di un bacio di tradimento, tu, mio primo fra i miei figli di ora, non devi arretrare davanti a quello che prima di te ha subìto il Maestro. 

Ché se poi, nonostante ogni mezzo, la Giustizia avesse a perire e, trascinati sempre più da Satana dominatori e dominati, per mimetismo malefico, si staccassero sempre più da Dio, allora leverò la Luce e la Verità. E ciò avverrà quando anche nella mia dimora - la Chiesa - vi saranno troppi che, per umano interesse e per debolezza indegna, saranno fra i dominati dai seminatori del Male nelle loro diverse dottrine. Allora conoscerete il pastore che non si cura delle pecore abbandonate, il pastore idolo di cui parla Zaccaria. 

Ricorda l’Apocalisse di Giovanni. Ricorda il dragone: il Male generatore dell’Anticristo futuro, il quale ne prepara il regno non solo sconvolgendo le coscienze ma travolgendo nelle sue spire la terza parte delle stelle e facendo degli astri fango. Quando questa demoniaca vendemmia avverrà nella Corte di Cristo, fra i grandi della sua Chiesa, allora, nella luce resa appena bagliore e conservata come unica lampada nei cuori dei fedeli al Cristo - perché la Luce non può morire, Io l’ho promesso, e la Chiesa, anche in periodi di orrore, ne conserverà quel tanto atto a tornare splendore dopo la prova - allora verrà il pastore idolo, il quale sarà e starà dove vorranno i suoi padroni. 

Chi ha orecchie da intendere intenda. Per i vivi di quel tempo sarà un bene la morte”.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»

 


«Io ti dò la forza di camminare sulle acque; ti presto la mia stessa potenza, ti sostengo soprannaturalmente.

Ti accordo il potere di sfidare e attraversare illeso tutte le tempeste; ti basta venire incontro a me.

Non ti chiedo altro che la fede: fidati e appoggiati a me.

Perché hai dubitato, perché hai lasciato vacillare la tua fede?

Da questo momento hai cominciato ad affondare nel mare.

Perché ti sei lasciato spaventare dalla violenza del vento e dall'impeto delle onde, quando un gesto della mia mano basta a calmare tutto?

Perché, piuttosto, non hai fissato il tuo sguardo su di me, sulla tranquilla sicurezza con la quale domino i flutti?

Perché ti sei lasciato prendere dal panico constatando la tua debolezza, quando sai che la mia onnipotenza è a tua disposizione?

Perchè non hai perseverato nello slancio della tua audacia, e non hai creduto sino alla fine alla mia parola?

Non essere più un uomo di poca fede: ti farò varcare ben altri abissi.

Non dubitare mai più: ti farò trionfare su tutte le burrasche e tenendoti per mano ti condurrò alla meta».


Ve lo dico con la massima serietà e dovete prenderlo molto sul serio

 


Tutte le risorse esistenti e future per la salvezza delle anime devono essere messe in pratica. Io, Gesù, vi parlo

Ognuno di voi, praticante o meno, deve fare la propria parte per il bene della Chiesa. Tutti devono contribuire alla salvezza delle anime e a evitare il male nella Mia Chiesa, senza alcuna eccezione, anche insegnando ai bambini a partecipare, perché così come aiutate la vostra Nazione con le vostre tasse e sapete che non dovete evaderle, così dovete aiutare la vostra Madre la Chiesa nel suo cammino, affinché tutti coloro che ne fanno parte giungano a buon fine. Io, Gesù, vi parlo.

Se appartenete a questa Istituzione dovete sostenerla con preghiere, mortificazioni, rinunce e ogni sorta di doni, che Io raccoglierò amorevolmente per applicarli alla Chiesa. Io, Gesù, vi parlo.

Tutti devono pregare per la Chiesa e i suoi membri, perché è dovere di tutti contribuire con le proprie offerte, dalla più grande alla più piccola. Insegnate quindi ai bambini che non vogliono mangiare a farlo per il bene della Chiesa, per i sacerdoti, per il Papa, perché non si deve criticare la Chiesa senza fare nulla per lei. Sono Io, Gesù, che vi parlo.

Vi dico questo molto seriamente, e voi dovete prenderlo molto sul serio. Non crediate che non vi chiederò conto di questo e non crediate nemmeno che non vi ricompenserò, poiché Io ripago molto bene tutto ciò che Mi offrite, se non in questa vita, nell’altra. Io, Gesù, vi parlo.

Diffondete questo messaggio affinché raggiunga il maggior numero possibile di anime e affinché tutti, in un modo o nell'altro, possano contribuire con ciò che il Mio Santo Spirito vi ispira e secondo la generosità di ciascuno. Io, Gesù, vi parlo e vi istruisco. Pace a tutti coloro che, leggendo questo messaggio, credono in esso e lo mettono in pratica.


Il dramma della fine dei tempi

 


La crisi finale

( Ottavo articolo agosto 1885 )


Soffermiamoci per un momento sugli intrepidi missionari di Dio, e notiamo il tempismo divino della loro apparizione.

Secondo San Pietro, "negli ultimi giorni verranno degli schernitori e dei beffardi, che si danno a vivere secondo le proprie passioni e dicono: "Dov'è la promessa e la venuta [di Gesù Cristo]? Poiché da quando i padri sono morti, tutto continua allo stesso modo, come dall'inizio della creazione" 33. Si chiamano razionalisti, materialisti, positivisti; negano a priori ogni causa superiore, ogni fatto soprannaturale; non si preoccupano di sapere da dove vengono, né dove vanno; come gli sciocchi del libro della Sapienza, considerano la vita come una di quelle nuvole mattutine che non lasciano traccia del loro passaggio quando sorge il sole. Chiamano ciò che si trova nell'aldilà della tomba il grande ignoto, e rifiutano completamente di chiarirlo. Di conseguenza, tutto l'uomo consiste, ai loro occhi, nel godere il più possibile del momento presente, perché tutto il resto è incerto.

Questi falsi saggi collocano le narrazioni di Mosè tra le cosmogonie favolose. Si rifiutano di riconoscere qualsiasi valore storico nei Libri Sacri. Secondo le loro opinioni, tutti questi documenti, in contraddizione con la scienza, sarebbero l'opera di un ebreo esaltato, Ezra, che voleva con essi valorizzare la sua nazione.

Per quanto riguarda la venuta di Gesù Cristo, la resurrezione generale, il giudizio finale, i premi e le punizioni eterne, li considerano tutti come sogni assurdi. Ci assicurano che l'umanità, nel corso di un progresso indefinito, troverà un giorno il suo paradiso sulla terra. Ora, per confondere questi impostori, Dio farà sorgere Enoch, che rappresenta il periodo antidiluviano; Enoch, quasi contemporaneo alle origini del mondo. Egli susciterà Elia, rappresentante del giudaismo mosaico; Elia, che da un lato confina con Salomone e Davide, e dall'altro con Isaia e Daniele.

Questi grandi uomini, con autorità indiscussa, stabiliranno l'autenticità della Bibbia e mostreranno come il cristianesimo sia legato all'epoca dei profeti fino a Mosè, e a quella dei patriarchi fino ad Adamo. In loro, tutti i secoli sorgeranno per dare testimonianza della verità della Rivelazione. 

Mai prima d'ora la divinità dell'Agnello, che è stato ucciso fin dalla creazione del mondo 34, ha brillato così tanto.

Allo stesso tempo, essi annunceranno energicamente l'avvicinarsi del Giudizio. Riprendendo le parole di San Giovanni, grideranno in ogni angolo del mondo: "Egli porta frutti degni di penitenza.... Già l'ascia è posta alla radice degli alberi.... Colui che viene dopo di me... ha il suo bastone e la sua mano, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel suo granaio; ma la pula la brucerà con fuoco inestinguibile" 35.

Secondo la predizione dell'Ecclesiastico, Enoch predicherà la penitenza alle nazioni, intendendo con ciò tutti i popoli al di fuori del giudaismo; parlerà loro con la maestà di un antenato, farà loro conoscere e riconoscere Gesù Cristo, il Desiderio delle nazioni.

Elia si rivolgerà soprattutto ai Giudei, che aspettano la sua venuta; si farà conoscere loro con i segni più evidenti; farà risplendere davanti ai loro occhi Gesù, che è osso delle loro ossa e carne della loro carne.

Non c'è dubbio che queste predicazioni, nonostante le minacce e i tormenti, saranno seguite da abbondanti e sorprendenti conversioni, in particolare da parte degli ebrei; questo è stato formalmente annunciato.

I due testimoni di Dio predicheranno a volte insieme, a volte separatamente; e, durante i loro tre anni e mezzo, è molto probabile che percorreranno tutta la terra. Per quanto i giornali possano fare la congiura del silenzio su di loro (come è stato fatto per i miracoli di Lourdes), comanderanno l'attenzione del mondo. L'Anticristo cercherà di catturarli invano, perché il fuoco divorerà coloro che oseranno toccarli. Con la spada della giustizia di Dio passeranno tra gli uomini di piacere e di licenziosità, e li colpiranno con piaghe ripugnanti.

Tuttavia, come Nostro Signore, la loro missione durerà solo per un tempo. Ad un certo momento perderanno l'assistenza soprannaturale che li ha protetti fino ad allora. Ma ascoltiamo San Giovanni.


II

"Quando avranno finito la loro testimonianza, la bestia che sale dal pozzo senza fondo farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. E il loro corpo morto sarà lasciato nella strada della grande città, che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso. E molti dei popoli, delle stirpi, delle tribù, delle lingue e delle nazioni vedranno il suo corpo morto per tre giorni e mezzo, e non permetteranno che i loro corpi morti siano deposti nelle tombe. E quelli che abitano sulla terra si rallegreranno per loro e cammineranno allegramente, e manderanno condanne gli uni agli altri, perché questi due profeti hanno tormentato quelli che abitano sulla terra. E alla fine dei tre giorni e mezzo, uno spirito di vita mandato da Dio entrò in loro, ed essi caddero in piedi, e grande paura cadde su coloro che li guardavano. E sentii una voce forte dal cielo che diceva loro: "Venite qui". E salirono in cielo e nella nuvola, e i loro nemici li videro. E in quell'ora ci fu un grande terremoto, e una decima parte della città cadde, e settemila uomini perirono nel terremoto, e gli altri furono terrorizzati e diedero gloria al Dio del cielo" 36.

Che conclusione di un dramma inaudito! Che affermazione del soprannaturale! I due profeti si incontreranno a Gerusalemme, dove il loro Signore fu crocifisso. Lì condivideranno le debolezze divine di Gesù; come Lui saranno catturati, come Lui saranno giudicati, come Lui saranno tormentati, come Lui saranno uccisi, forse sulla croce.

Si penserà che sia tutto finito. L'Anticristo sembrerà trionfare completamente. I due profeti saranno ridicolizzati; i loro cadaveri saranno derisi e scherniti; saranno lasciati insepolti, perché a questa vista gli occhi possano meglio banchettare a loro piacere.

Ma improvvisamente risorgeranno; una grande voce risuonerà dall'alto dei cieli, ed essi vi saliranno alla vista di una moltitudine molto grande, piena di un sublime terrore. Allora ci sarà un grande terremoto nella città deicida; settemila uomini perderanno la vita e gli altri si batteranno il petto e daranno gloria a Dio.

Ripetiamo: che dramma, che epilogo! Cosa farà l'Anticristo di fronte a questi prodigi? Schiumerà di rabbia; sentirà che tutto gli sfugge, che l'ora della giustizia si avvicina.

Si potrebbe pensare che proprio in quel momento sarà sorpreso dal castigo descritto da San Paolo, cioè "che Gesù Cristo lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta. "37 Tuttavia, secondo i calcoli di Daniele, sembra che la punizione del mostro sarà ritardata di trenta giorni dall'assunzione trionfale di Enoch ed Elia. Daniele dice, infatti, che dal momento in cui il sacrificio perpetuo sarà tolto e l'abominazione della desolazione apparirà, passeranno milleduecentonovanta giorni, cioè trenta giorni in più del tempo della predicazione di Enoc e di Elia.

Durante questo intervallo, l'Anticristo cercherà con tutti i mezzi di riconquistare la sua influenza perduta. Non vogliamo ammettere nessuna visione nell'ambito di questo commento; ma facciamo un'eccezione per quella di Santa Ildegarda sulla fine del nemico di Dio, perché è solo un commento alle parole di San Paolo: Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca. Il Santo vide in spirito il mostro, circondato dai suoi ufficiali e da una folla immensa, salire su una montagna. Quando raggiunse la sua cima, annunciò che sarebbe salito in aria. Egli fu effettivamente innalzato come Simon Magus, per il potere del diavolo; ma in quel momento un tuono spaventoso suonò, e l'Anticristo fu colpito. Il suo corpo, che si decompose immediatamente, diffuse un fetore intollerabile, e tutti fuggirono terrorizzati.

Così, o in modo simile, il nemico di Dio finirà. E il suo vasto impero svanirà come fumo. Il mondo sarà sollevato da un peso schiacciante. E ci sarà una conversione generale che, nelle parole di San Paolo, sembrerà una resurrezione. Ne parleremo nel prossimo articolo.


lunedì 1 giugno 2026

OLOCAUSTO D'AMORE

 


MOSÈ


Mosè è un altro esempio di totale disponibilità alla volontà di Dio, nonostante le sue iniziali esitazioni. Viveva felice nel palazzo del faraone d’Egitto ed era un uomo importante, ma un giorno, per aver difeso un ebreo, uccise un egiziano e divenne un ricercato. Dovette fuggire a Madian, dove sposò Sifora e si dedicò alla cura del gregge di suo suocero. Il grande Mosè era diventato un pastore di pecore. Sicuramente pensava che la sua vita valesse poco per Dio. A cosa gli serviva tutto quello studio? Dov'era Dio?

Ma Dio vegliava su di lui e lo chiamò dal roveto ardente: «Va', io ti mando dal faraone perché tu faccia uscire il mio popolo, i figli d’Israele, dall’Egitto» (Es 3, 10). Mosè esita: «Non mi crederanno, non mi ascolteranno. Mi diranno che Yahvé non mi è apparso» (Es 4, 1). E si sente persino incapace di una missione così grande: «Signore, io non sono un uomo di parole facili e questo non è di ieri né di l’altro ieri... poiché sono goffo di bocca e la mia lingua si impiglia» (Es 4, 10).

 Ma Dio insiste: «Va', io sarò con te e ti insegnerò ciò che dovrai dire» (Es 4,12). Ma Mosè non osa e risponde: «Signore, ti prego, manda il tuo messaggio per mezzo di chi devi mandare» (Es 4,13). «Allora Yahvé si adirò contro Mosè e gli disse: Non hai tuo fratello Aronne? Egli è di facile parola. Parla con lui e metti le parole nella sua bocca, e io sarò nella tua bocca e nella sua» (Es 4,14-15). E Mosè alla fine si decise a compiere la missione di Dio e «prese sua moglie e suo figlio e tornò in Egitto, portando in mano il bastone di Dio» (Es 4,20). E Dio compì grandi prodigi per mano di Mosè per liberare il suo popolo dalla schiavitù. Mandò piaghe sull’Egitto, li fece attraversare il Mar Rosso e diede loro da mangiare e da bere nel deserto. Dio gli apparve sul monte Sinai per dargli i dieci comandamenti e strinse un’alleanza perpetua: «Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio» (Lev 26,12).

Cosa sarebbe successo se Mosè avesse rifiutato la sua missione? Dio l’avrebbe compiuta per mezzo di un altro? La verità è che Mosè non sarebbe diventato un santo, amico di Dio. Mosè divenne «l'uomo più umile di tutti quelli che erano sulla faccia della terra... e degno di ogni fiducia» (Es 12,3.7). «Dio parlava con lui faccia a faccia, come un uomo parla con il suo amico» (Es 33,11). Ne è valsa la pena rischiare TUTTO per Dio.

 Per questo, non sminuirti. Dio ha progetti che tu non conosci. Cerca di essere sempre pronta ad aprirgli non appena bussa alla porta, perché Egli vuole cenare con te e farti sedere sul suo trono (Ap 3,20-21). Potrebbe chiamarti attraverso la morte di una persona cara o una malattia incurabile, oppure privarti delle tue certezze umane. Non temere, digli SÌ a tutto ciò che ti chiede. La tua vita appartiene a Lui. Apri le tue braccia ai suoi piani, anche se ciò dovesse distruggere i tuoi. «La tranquillità e la fiducia in Lui saranno la tua forza» (Is 30,15) ed Egli ti benedirà come non potresti mai immaginare e provvederà a tutti i tuoi bisogni con magnificenza, secondo le sue ricchezze in Cristo Gesù (Fil 4,19). 

Ángel Peña O.A.R. 


Santa Caterina d’Alessandria La Vergine Filosofa che Scosse un Impero


 

Non ascoltate il richiamo dei potenti, ascoltate il richiamo del Signore!

 


Apparizione di San Charbel il 22 maggio 2026


Vedo San Charbel fluttuare davanti a noi avvolto da una luce meravigliosa. È accompagnato da Santa Rafka, che appare anch’essa avvolta da una luce meravigliosa, e da una suora che tiene tra le mani un grande mazzo di rose rosse. È Santa Rita, la cui ricorrenza celebriamo oggi, e ora vedo una ferita sulla sua fronte. Le due donne ci fanno un cenno con la testa e sorridono. San Charbel dice:

«Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Guardate a Gesù! Grazie al Suo grande sacrificio d’amore sulla croce, che Egli ha compiuto per voi, è diventata possibile la Pentecoste, l’effusione dello Spirito Santo, e lo Spirito Santo, questo Spirito di verità, si riversa continuamente su di voi quando lo chiedete con tutto il cuore. Sapete davvero cosa ha fatto Gesù per voi? Nessuno ha mai compiuto un sacrificio d’amore più grande, e guardate quanti santi Lo hanno seguito! Che essi siano per voi la bussola che vi conduca al Signore nella vostra vita. L’amore santifica e il peccato porta alla rovina. È sempre stato così e così sarà per sempre. Guardate ai santi: essi hanno percorso la via verso Gesù, che anche voi potete percorrere. Il Signore non chiude il suo cuore se ti converti a Lui. Non importa come hai vissuto prima di conoscerLo – ciò che conta è la tua conversione a Gesù! Guarda con umiltà a Colui che ha fatto così tanto per te e dedica del tempo a Lui, perché ha dato la Sua vita per te. La santità non è impossibile, perché guardate quanti santi ci sono che possono indicarvi la via. Il mondo e lo spirito del tempo disprezzano la santità, perché entrambi celebrano la rovina. Queste sorelle hanno percorso con me la via della santità. Il numero dei martiri cristiani sconosciuti è molto grande. Attraverso il loro sangue la Chiesa viene purificata. Pregate per la pace, pregate per i cristiani in Libano. Pregate per il Medio Oriente! Non ascoltate il richiamo dei potenti, ascoltate il richiamo del Signore! Portiamo le vostre richieste davanti al trono del Signore.”

San Charbel si congeda insieme alle due suore e dice che più tardi ci benedirà insieme al sacerdote.



Le fonti alle quali le anime si lavano sono tre:

 


1. Le fonti alle quali le anime si lavano sono tre: il tormento della contrizione, che irriga la superficie della terra; l’umiltà della confessione, che resta fuori dalla cinta muraria della città; la sincerità del pentimento, presso cui siede Gesù per riposarsi. [Nota] 4. È il «Pozzo della Samaritana», luogo che i pellegrini in Terrasanta avevano reso famoso in Occidente.

San Bernardo di Chiaravalle.


L’ho già detto in precedenza: la maggior parte del vostro clero è corrotta e l’altra parte ha paura.

 


Apparizione di San Michele Arcangelo il 19 maggio 2026


Sopra di noi, nel cielo, fluttua una grande sfera di luce dorata e, alla sua destra, una sfera di luce più piccola. Una luce meravigliosa scende dal cielo verso di noi. La grande sfera di luce dorata si apre e San Michele Arcangelo emerge da quella luce. È vestito di bianco e oro, come un soldato romano, e indossa il suo mantello rosso con la fibbia dorata a forma di testa di leone. Il Santo Arcangelo Michele porta la sua corona principesca d’oro con un rubino ovale, la sua spada si erge verso il cielo. Sulla sua spada è scritto “Deus Semper Vincit”. Nella mano sinistra porta il suo scudo, sul quale è scritta la sua preghiera in latino, e ce lo porge. Questo è un invito alla preghiera. In quel momento vedo che indossa sandali romani dorati. Allora preghiamo:

Sancte Michael Archángele, defénde nos in práelio, contra nequítiam et insídias diáboli esto praesídium. Imperet illí Deus, súpplices deprecámur: tuque, Princeps milítiae caeléstis, sátanam aliósque spíritus malígnos, qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo, divína virtúte in inférnum detrúde. Amen.


Dopo questa preghiera, il Santo Arcangelo Michele si avvicina a noi. Stende su di noi il suo mantello protettivo, che diventa così anche il nostro mantello protettivo. Quindi il Santo Arcangelo Michele ci dice:

«Amati amici di Cristo, io sono il Santo Arcangelo Michele e vengo da voi dal trono del Signore, perché questa è la Sua volontà. Voi sapete di trovarvi nel tempo della tribolazione, questo è il tempo delle grandi confusioni e così anche il “fumo di Satana” è penetrato nella Chiesa. È il tempo in cui molti consacrati sono colpiti da cecità spirituale. (Nota personale: la percezione è accecata.) L’ho già detto in precedenza: la maggior parte del vostro clero è corrotta e l’altra parte ha paura. Così lo spirito del tempo, con i suoi insegnamenti, è penetrato nella Chiesa e io sono venuto da voi per donarvi conforto e speranza. Abbiate il coraggio di vivere la fede dei vostri padri nella fede. Rimanete fedeli a Gesù! Il peccato e il Diabolos gridano vendetta, ma il linguaggio dell’amore è la misericordia. Non giudicate, pregate per le anime che sono state sviate!”


Il Santo Arcangelo Michele si avvicina ancora di più a noi.

«Abbiate coraggio e vivete la vostra fede cattolica. Ricordate che Gesù è la Verità e che ha versato il suo Preziosissimo Sangue per voi sulla croce, conquistando così già la vittoria per voi! Guardate ai vostri padri nella fede! Sconfiggete l’errore con la Parola di Dio, la Sacra Scrittura e il Catechismo della Chiesa Cattolica e non lasciatevi sviare da Satana! È Satana che vi svia, perché invidia la filiazione divina. La sua via porterà all’abisso, ma voi potete vivere nei Sacri Sacramenti, nella misericordia di Dio. Se lo fate con sincerità, non sarete giudicati, ma salvati! Il tempo della confusione è breve, tenetelo presente! Voi vivete nel tempo della tribolazione, nel tempo delle piaghe e della confusione. Guardate a Gesù, non guardate a ciò che deve venire per purificare i cuori degli uomini. La via dell’errore condurrà la Chiesa sul Golgota. Abbiate coraggio e seguite l’insegnamento dei vostri padri nella fede, che è l’insegnamento degli Apostoli! Pregate intensamente per la pace nel mondo e per la conversione dei peccatori! Pregate, poiché vivete nel tempo di Babilonia con tutte le sue eresie. Una nuova Babilonia, segnata dal peccato. Chiedete quindi riparazione, perché il primo giudizio punitivo che si diffonderà sarà causato dalla mano dell’uomo ed è una conseguenza dell’eresia. Ma non abbiate paura, abbiate coraggio! Il Signore mi ha posto al fianco delle persone che santificano la loro anima. Sono per loro un amico fedele.”


Ora la piccola sfera luminosa dorata si apre e Santa Giovanna d’Arco viene verso di noi con la sua armatura dorata e il suo stendardo, sul quale è scritto «Gesù e Maria». Su questo stendardo si vedono tre gigli francesi dorati. Lei ci dice:

«Amati amici della Croce, abbiate coraggio e vivete la vostra fede con la certezza che sarete salvati e non sarete perduti se vivrete nei Sacri Sacramenti».

Santa Giovanna d’Arco appoggia il suo stendardo e vedo allora che porta la Vulgata (Sacra Scrittura) su un cuscino di rose bianche con gigli rossi. Si inginocchia davanti al Santo Arcangelo Michele. Il passo aperto della Vulgata (Sacra Scrittura) è tratto dagli Atti degli Apostoli: At 5, 12 – 32:

Per mano degli apostoli avvenivano molti segni e prodigi tra il popolo. Tutti si riunivano all’unisono nel portico di Salomone. Nessuno degli altri osava unirsi a loro, ma il popolo li stimava molto. Sempre più persone venivano condotte alla fede nel Signore, moltitudini di uomini e donne. Si portavano persino i malati nelle strade e li si adagiava su letti e lettighe, affinché, quando Pietro fosse passato, almeno la sua ombra cadesse su uno di loro. Anche dalle città intorno a Gerusalemme accorreva la gente, portando con sé malati e persone tormentate da spiriti immondi. E tutti venivano guariti. Allora si sollevarono pieni di gelosia il sommo sacerdote e tutti quelli che erano dalla sua parte, cioè il partito dei sadducei. E misero le mani sugli apostoli e li misero in custodia pubblica. Ma un angelo del Signore aprì di notte le porte della prigione, li condusse fuori e disse: «Andate, presentatevi nel tempio e annunciate al popolo tutte le parole di questa vita!». Essi obbedirono e, all'alba, andarono al tempio e insegnavano. Nel frattempo giunse il sommo sacerdote con i suoi accompagnatori. Convocarono il Sinedrio e tutti gli anziani dei figli d'Israele; mandarono messaggeri alla prigione per far condurre gli apostoli.  I servi andarono, ma non li trovarono in prigione. Tornarono indietro e riferirono: «Abbiamo trovato la prigione ben chiusa e le guardie davanti alle porte; ma quando abbiamo aperto, non abbiamo trovato nessuno all’interno». Il capo della guardia del tempio e i sommi sacerdoti, sentendo ciò, rimasero perplessi e non sapevano cosa fare. Allora giunse qualcuno a riferire loro: «Ecco, gli uomini che avete gettato in prigione stanno nel tempio e insegnano al popolo». Allora il capo della guardia del tempio andò con i suoi uomini a prenderli, ma senza usare la forza, perché temevano di essere lapidati dal popolo. Li condussero lì e li presentarono al Sinedrio. Il sommo sacerdote li interrogò e disse: «Vi abbiamo severamente proibito di insegnare in questo nome; eppure, ecco, avete riempito Gerusalemme con il vostro insegnamento; volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo». Pietro e gli apostoli risposero: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete appeso al legno e ucciso. Dio lo ha elevato alla sua destra come capo e salvatore, per concedere a Israele la conversione e il perdono dei peccati. Testimoni di questi fatti siamo noi e lo Spirito Santo, che Dio ha concesso a tutti coloro che gli obbediscono.


Ora torna dal Santo Arcangelo Michele verso il luogo dove aveva posato la sua bandiera, la riprende e si pone davanti a me. Dice:

«Non riporre la tua fiducia in un salvatore umano, né in alcuna carica; confida nel Signore e ricorda sempre: bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini! Così ho fatto anch’io. Vorrei infondervi coraggio, perché la vostra via d’uscita è la fede in Gesù Cristo, il Signore. Egli si prenderà cura di voi, anche se accadrà tutto ciò che deve accadere. Ricordatevelo! Ricordate anche che i cuori devono essere purificati. Gran parte dell’umanità non se ne rende conto, perché lo spirito del tempo l’ha già troppo influenzata e molti consacrati a Dio sono accecati – perché hanno riposto la loro fiducia nello spirito del tempo e hanno perso il coraggio. Ma guardate nella Vulgata e vedete come opera Dio. Lo Spirito Santo si trova nel silenzio, come con Elia nella caverna.” 

(Nota personale e ricerca: cfr. 1 Re, capitolo 19, versetti 9-18: lì entrò in una caverna per trascorrervi la notte. Ma la parola del Signore gli giunse: «Che cosa fai qui, Elia?». Egli rispose: «Con ardente zelo ho difeso il Signore, Dio degli eserciti, perché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno distrutto i tuoi altari e hanno ucciso con la spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo io e ora cercano anche la mia vita». Il Signore rispose: «Esci e presentati sul monte davanti al Signore!». Allora il Signore passò: una forte e violenta tempesta, che squarciava le montagne e frantumava le rocce, precedeva il Signore. Ma il Signore non era nella tempesta. Dopo la tempesta ci fu un terremoto. Ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto venne un fuoco. Ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco venne un sussurro dolce e leggero. Quando Elia lo udì, si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Allora udì una voce che gli gridava: «Che ci fai qui, Elia?». Egli rispose: «Ho difeso con ardore il Signore, Dio degli eserciti, perché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno distrutto i tuoi altari e hanno ucciso con la spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo io, e ora cercano di togliermi la vita». Il Signore gli rispose: «Torna indietro attraverso il deserto e recati a Damasco! Una volta lì, ungi Hazael come re di Aram! Ungi Jehu, figlio di Nimshi, come re d'Israele, e ungi Eliseo, figlio di Safat di Abel-Mehola, come profeta al posto tuo. Così avverrà: chi sfuggirà alla spada di Hazael, sarà ucciso da Jehu; e chi sfuggirà alla spada di Jehu, sarà ucciso da Eliseo. Lascerò in Israele settemila uomini, tutti quelli che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal e non lo hanno baciato con la bocca.

«Egli vi parla con dolcezza e voi potete accoglierlo o respingerlo. Quanto sono preziose la vostra preghiera e la vostra disponibilità a servire Dio! Ve lo chiedo con tutto il cuore. Siate servitori di Dio e respingete lo spirito del tempo! Rimanete fedeli a Gesù! Guardate, in Francia cresce la santità e, allo stesso tempo, dove si diffondono l’errore e la rovina, si accende la grazia di Dio. Abbiate dunque coraggio!»


Il Santo Arcangelo Michele dice:

«Quis ut Deus! Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo vi benedica! Amen. Io resto con voi, non abbiate paura, abbiate coraggio e pregate per coloro che sembrano aver già perso tutto».


Il Santo Arcangelo Michele e Santa Giovanna d’Arco tornano nella luce e scompaiono.

Sievernich


LE CATTIVE CONFESSIONI SONO LA STRADA PER L'INFERNO PER MOLTI

 


Sant'Alfonso: «Ascoltate questo esempio: un ragazzo andava spesso a confessarsi; e tutti lo consideravano un santo. Una notte ebbe un'emorragia e fu trovato morto. I suoi genitori andarono subito dal suo confessore e, piangendo, lo pregarono di raccomandarlo a Dio; ed egli disse loro: «Rallegratevi; vostro figlio, lo so, era un piccolo angelo; Dio ha voluto portarlo via da questo mondo, e ora deve essere in paradiso; se però fosse ancora in purgatorio, andrò a dire una Messa per lui». 

Indossò i paramenti per recarsi all’altare; ma prima di uscire dalla sacrestia, si vide di fronte a uno spettro spaventoso, al quale chiese in nome di Dio chi fosse. Il fantasma rispose che era l’anima di colui che era appena morto. Oh! Sei tu? esclamò il sacerdote; se hai bisogno di preghiere, sto proprio per celebrare una Messa per te. Ahimè! Messa! Sono dannato, sono all’inferno! E perché? 

«Ascolta», disse l’anima: «Non avevo mai commesso un peccato mortale; ma ieri notte mi è venuto in mente un pensiero malvagio; vi ho acconsentito, e Dio mi ha fatto morire all’istante, condannandomi all’inferno come meritavo di essere. Non dire la Messa per me; non farebbe che aumentare le mie sofferenze». 

Dopo aver parlato così, il fantasma scomparve.” (Le opere ascetiche complete di Sant’Alfonso, vol. 15, p. 167)

Sant'Alfonso: «Delle persone che hanno fatto confessioni sacrileghe. I. Nelle cronache di San Benedetto si narra che un eremita di nome Pelagio, che pascolava le pecore per i suoi poveri genitori, conducesse una vita così esemplare che tutti lo chiamavano santo. Egli visse in questo modo per molti anni. Dopo la morte dei genitori, vendette i pochi beni che gli avevano lasciato e si ritirò in un eremo. Sfortunatamente, una volta acconsentì a un pensiero impuro. Dopo questo peccato cadde in uno stato di grande malinconia perché non voleva confessarlo, per paura di perdere la buona opinione del suo confessore. Mentre si trovava in questo stato di malinconia, un pellegrino che passava di lì gli disse: «Pelagio, confessa il tuo peccato: Dio ti perdonerà e la tua pace sarà ristabilita». Il pellegrino scomparve quindi. Dopo questo episodio, Pelagio decise di fare penitenza per il proprio peccato, ma senza confessarlo, illudendosi che Dio lo avrebbe forse perdonato anche senza confessione. Entrò in un monastero, dove fu immediatamente accolto grazie alla sua reputazione di santità, e lì condusse una vita austera, flagellandosi con digiuni e penitenze. Alla fine giunse l'ora della morte: fece la sua ultima confessione; poiché per vergogna aveva sempre nascosto il peccato durante la vita, così lo nascose anche in punto di morte; ricevette il viatico, morì e fu sepolto, con la reputazione di santo. La notte seguente il sacrestano trovò il corpo di Pelagio fuori dalla sua tomba. Lo seppellì di nuovo; ma la seconda e la terza notte trovò il corpo fuori dalla tomba. Chiamò l’abate, il quale, alla presenza degli altri monaci, disse: «Pelagio, sei sempre stato obbediente in vita; sii obbediente anche ora nella morte. Dimmi, a nome di Dio, se è volontà divina che il tuo corpo sia custodito in un luogo particolare». Il defunto, urlando, disse: «Ahimè! Sono dannato per aver nascosto un peccato in confessione. O Abate, guarda il mio corpo!» Ed ecco! il suo corpo appariva come ferro rovente che sprigionava scintille di fuoco. Tutti fuggirono; ma Pelagio richiamò l’abate, affinché potesse rimuovere la particella consacrata che gli era rimasta in bocca. L'abate tolse l'ostia sacra. Pelagio ordinò allora che il suo corpo fosse portato fuori dalla chiesa e gettato su un letamaio come un cane. Fu fatto come egli aveva desiderato.


La tempesta solare è in atto. La tecnologia si fermerà.

 


Carbonia 29.05.2026

L’ora tanto attesa è giunta, figlia Mia benedetta, non voltarti indietro, mettiti in direzione della Parola di Dio e viaggia secondo il Suo volere.

La tempesta solare è in atto, affrettatevi a fare quello che Dio vi ha suggerito per non trovarvi poi spiazzati. All’improvviso questa Umanità si troverà nel bel mezzo della tempesta e non saprà cosa fare.

State sereni, oh voi che Mi seguite, perché il vostro Dio Amore è pronto a ricoverarvi in Lui.

Sono giunti i giorni della grande tribolazione, l’uomo dovrà affrontare il grande disastro che colpirà la Terra!

Una palla di fuoco colpirà questo pianeta e metterà questa Umanità con le spalle al muro: … senza di Me nulla potrà l’uomo!

La scienza si troverà spiazzata, non potrà intervenire a rimediare perché non preparata ad un disastro del genere.

Non siate stolti, o uomini, ancora vi lascio un poco di tempo per convertirvi e tornare a Me, vostro Dio Amore e Creatore.

Le luci di questo mondo stanno per essere spente, un grande black-out sarà la causa dell’interruzione delle comunicazioni, la tecnologia si fermerà. La responsabilità sarà solo vostra, o uomini, che avete preferito seguire il mondo nelle sue false luci e avete rinnegato il vostro Dio Creatore. Vi siete allontanati da Colui che vi ha creati, vi siete donati alla perdizione: …poveri uomini!

Vi ho urlato, supplicato con tutto il Mio amore di Padre di tornare a Me, di darmi la possibilità di salvarvi, ma Mi avete deriso, nella vostra superbia avete schernito i Miei messaggeri, avete fatto le vostre scelte, nel vostro libero arbitrio le avete fatte!

Poveri uomini! …Poveri figli Miei e non più Miei per vostra libera scelta: … vi perdo! … Che dolore per Me!

L’orologio batte il suo ultimo gong, affrettatevi a tornare a Me, a Colui che può salvarvi, al vostro Dio Creatore. Amen.

L' APOSTOLATO DEL SACR0 CUORE DI GESÙ

 


I. Verità indubitabile di questoVincolo. 


– Le succitate parole dell'Apostolo sono di natura da farci stordire, se alcuna cosa ciò potesse dopo i misteri di gloria, a noi già rivelati. A noi dunque, sì poveri di beni eterni, e più ancora di interni e di propri meriti, fu detto per 'infallibile oracolo: Ogni cosa è vostra / E che vuol dire ogni cosa? Forse le sole cose temporali e sensibili ? Non già, ma sì ancora le eterne e spirituali, tutto quanto appartiene a Dio, anzi Dio medesimo; perocchè a questo ci conduce l'argomentar del l'Apostolo: Chi non risparmiò perfino il suo proprio Figliuolo, ma lo diede per tutti noi, come non ci avrà donato ogni altra cosa con lui? Qui etiam proprio Filio suo non pcpercit, sed pro nobis omnibus tradidit illum, quomodo non etiam cum illo omnia nobis do navit (RoM., VIII, 32)? Gran Dio, quanto consola questa certezza ! Non basterebbe ella sola, bene compresa, per metterci al coperto dallo scoramento e rendere incrollabile la nostra fiducia ? Ed è facile assai il persuadercene. Gesù Cristo possiede la pienezza della Divinità, e per essa è padrone supremo di tutte le create cose; quindi non poteva egli darsi a noi interamente senza darci in proprietà e potere questo doppio tesoro. Che se l'amicizia, anche fra' cuori tanto freddi degli uomini, tutto rende loro comune, quanto simile comunanza sarà più perfetta, allorchè si tratti dell'amicizia più generosa in cuore sì ardente, com'è quello di Gesù? E non volle egli farsi nostro fratello, appunto per renderci partecipi della sua eredità ? La comunanza di mezzi poi, che ora consideriamo, non è palpabile conseguenza di quello che abbiamo considerato innanzi ? Se abbiamo con Gesù uno stesso vivere ed uno stesso operare, non dovremo avere anche le medesime forze ? Se tendiamo al medesimo fine, non dovremo avere alla mano anche i mezzi medesimi? Se questo divino Salvatore ha vincolato indissolubilmente i suoi interessi ai nostri, non dovrà porre anche in opera i medesimi aiuti per assicurarne la comune riuscita ? Finalmente se nei nostri nemici egli riconosce i propri, non ci darà poi soccorso per rintuzzarne gli assalti? Niente di più certo, mio buon Signore, e fino a che io dimorerò in voi, nè separerò stoltamente i miei interessi dai vostri, avrò a mia disposizione gl'infiniti aiuti che essi curano il vostro trionfo. Ma,vi supplico, fatemi ancor meglio intendere ciò che mi par già d'intendere; giacchè questa verità è sì capitale, ed offre tale appoggio alla mia debolezza sempre tentata di abbattimento, che non saprei mai imprimerla troppo profondamente nell'animo, nè troppo farla penetrare avanti nel cuore e fino al midollo delle mie 0SSA.

ENRICO RAMIÈRE S. J.


Inno al Santo Volto

 


Risplendente più del sole, è il tuo Volto, o Signore: io lo bramo, io lo cerco, finché lo contemplerò...

- Beato il popolo che ti sa acclamare, Signore... e cammina alla luce del tuo Volto... non sarà delusa la speranza... Risplendente...

- Risveglia, o Dio, la tua potenza... fa splendere il tuo Volto... e noi saremo salvi... Risplendente...

- Aiutaci a riconoscere il tuo Volto nei nostri fratelli... e a servirti in ciascuno di essi... per aver parte alla tua festa senza fine... Risplendente...



QUESTA GENERAZIONE IN MODO PARTICOLARE, SI STA ALLONTANANDO IN FRETTA DALLA TRINITÀ SACROSANTA, HA INDURITO IL CUORE, PERCHÉ L’HA SOMMERSO NELL’EGO UMANO, NEL RANCORE E NELL’INDIFFERENZA.

 


MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
A LUZ DE MARA
30 MAGGIO 2026


Amati figli del Mio Cuore Immacolato, benedico tutti i Miei figli.


QUESTA GENERAZIONE IN MODO PARTICOLARE, SI STA ALLONTANANDO IN FRETTA DALLA TRINITÀ SACROSANTA, HA INDURITO IL CUORE, PERCHÉ L’HA SOMMERSO NELL’EGO UMANO, NEL RANCORE E NELL’INDIFFERENZA.


Il Mio Divin Figlio è Amore e la compassione di Dio Stesso, fatto carne!
Ciascuno deve fare in modo che fiorisca in sé quell’amore che accoglie, che guarisce e che è un amore saldo, a somiglianza del modo di fare e di agire Divini.

Davanti al Trono Divino, voi dovrete presentare un amore attivo, non un amore passivo, che sta a guardare quello che succede all’umanità, pertanto dovete permettere alla Trinità Sacrosanta di trasformarvi, cosicché ciascuno di voi, grazie all’Amore Divino, possa essere cambiato dalla Misericordia Divina e riusciate quindi ad esprimere quell’unità che palpita nel mondo al ritmo Divino, non permettendo al mondo di dominarvi e di schiacciarvi.


Figli, avete dimenticato di avere la capacità di amare e di guarire quello che deve essere guarito in voi, avete anche la capacità di sapere se c’è disunione tra il Popolo di Dio (19), ma siete molto lontani dall’essere “Mansueti e umili di cuore”.
Colui che perdona può donare quell’amore che guarisce da quello che vi tiene intrappolati in voi stessi e che può aiutare i vostri fratelli a guarire.

Figli:

RICORDATEVI CHE “DIO CI HA AMATI PER PRIMO, CON UN AMORE GRATUITO E INFINITO” E VA INCONTRO A CIASCUNO DI VOI PER POTERVI SALVARE E PERDONARE E PER FARVI INNAMORARE, COSICCHÈ ANCHE VOI LO CERCHIATE.


Figli, questa Madre sa che dentro di voi vi fate grandi domande ed Io, in quanto Madre, devo dirvi che l’unica vera risposta è credere, essere pazienti e amare la Trinità Sacrosanta, senza tenervi niente per voi, ma dando tutto.
Voi sapete che tutto ha inizio in Dio, tutto è sostenuto dal Suo Amore…
Voi sapete che solo e soltanto che chi si lascia trasformare da questo Amore, diventa luce, compassione, comprensione e si impegna nel mondo…


Amati figli:

PALPITATE AL RITMO DELLA GRANDEZZA DELLA SOLENNITÀ DELLA FESTA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ (1), RENDETE GRAZIE, PREGATE, ADDENTRATEVI NEL VOSTRO INTIMO A TU PER TU CON DIO ED ESAMINATEVI, SENZA CONTINUARE A NEGARE QUELLO CHE SIETE IN REALTÀ.

State vivendo in un momento in cui ciascuno deve rendersi consapevole non di avere paura, ma deve invece rendersi conto che questa generazione si sta dirigendo verso una finale che non è nella Volontà del Padre, ma dell’uomo che partecipa alla creazione di armi nucleari e di armi biologiche e dello stato di degrado dell’umanità.

QUESTA GENERAZIONE DOVE VI STA PORTANDO FIGLI?
DOVE VI STA PORTANDO?
Per questo vi chiedo di pregare con Fede, dal profondo del vostro cuore.

Pregate, figli del Mio Divin Figlio, pregate, l’umanità patirà.

Adorate la Trinità Sacrosanta, dall’alba al tramonto.

Vi benedico, come Madre dell’umanità.

Adorate il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo!

Mamma Maria

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Sull’unità del Popolo di Dio, leggere…

(2) Libro sulla Santissima Trinità, scaricare…


COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:

Con il Suo Amore Materno, la Madonna ci invita a rinnovarci, in quanto siamo figli del Dio Uno e Trino. 
Ci chiede di mantenere uno spirito generoso e a considerare la realtà, in quanto il progresso non è garanzia di saggezza.
Vivere in questo presente, in questo preciso momento è un’immensa responsabilità, perché non si tratta soltanto di un cambiamento tecnologico, ma di un cambiamento esistenziale.

Essendo a conoscenza della grandissima minaccia che incombe su di noi, dobbiamo prepararci, innanzitutto spiritualmente e quindi materialmente, mantenendo la Fede salda, consapevoli che diversi Paesi hanno un armamento nucleare, ma la decisione di usarlo o meno spetterà all’uomo.

Noi preghiamo e speriamo che questo tipo di armamento non venga mai usato.

Come Popolo di Dio, vi invito ad unirvi e a lasciarvi individualmente trasformare dall’Amore Divino e assieme a tutte le Gerarchie Celesti, invochiamo la Trinità Sacrosanta, come ci ha insegnato San Michele Arcangelo, nel Rosario alla Santissima Trinità.