sabato 17 ottobre 2026
L’egoismo del cuore umano
Maria
Tutte le grazie e le benedizioni del cielo sono pronte a riversarsi su di ogni anima che apre il proprio cuore. Ma, che cosa c’è di buono nel far cadere una pioggia di benedizioni quando i cuori sono chiusi al cielo? Ciò è accaduto nel mondo moderno. I cuori sono chiusi al cielo e senza la pioggia celeste essi si prosciugano rapidamente. Premurosità, rispetto, generosità, sacrificio - sono fiori che non possono crescere nel terreno asciutto del cuore umano. Permettetemi di affrontare questo problema.
Quando la pioggia si ferma
Quando l’uomo è saturo della benedizione di Dio, allora il cuore umano abbraccia facilmente altre persone. Allora nascono permanenti matrimoni d’amore, genitori che si sacrificano per i loro figli, datori di lavoro che guardano al bene di coloro che assumono. Nutrito dalla pioggia di Dio, il cuore dell’uomo nutre il cuore degli altri. Tuttavia, quando la pioggia si ferma (perché l’uomo si allontana dal cielo), allora il cuore umano raggrinzisce e si rivolge in sé stesso. Premurosità e sacrificio sono soppiantati dall’egoismo innato del cuore umano.
L’uomo dimentica la debolezza di base. Il cuore umano tende verso l’amore di sé. Solo quando è nutrito e soddisfatto dalle benedizioni di Dio il cuore può dimenticare i propri interessi egoistici.
Alla Tavola di Dio
Questo è il segreto di tutti i santi. In primo luogo, Dio li ha attirati a sé, li ha nutriti e alimentati. Sono diventati amici di Dio, sempre seduti al suo tavolo ogni giorno condividevano il suo pasto. Solo allora, poterono fuoriuscire nella loro potente vita di sacrificio che ha cambiato il mondo.
Tu, o lettore, non sei diverso. Dio ti chiama per venire a nutrirti alla sua tavola. Egli ti chiama alla sua presenza. Parlerà con te e nutrirà la fame del tuo spirito. Senza Dio, tu sei egoista. Con Dio, i tuoi desideri egoistici sono spenti e sei libero di amare gli altri. Questi sono i doni del mio cuore e li voglio per te. In primo luogo, devi venire ad alimentarti al mio tavolo. Allora i tuoi desideri egoistici non ti distruggeranno.
Commento: Il mondo non offre rimedio per l’egoismo del cuore umano. Solo il cielo può curare ciò.
28 aprile 2012
Diffondete la Sua Parola per controbilanciare la predicazione sempre più vasta della Bestia.
Dice Gesù:
«…La mia Volontà, espressa in modo chiaro e costante sino dal principio del lavoro - e Romualdo144 non la ignora - è che la mia Parola sia nota, diffusa, usata da consacrati e da fedeli, mentre lo strumento deve rimanere ignoto sino a dopo la sua morte. Non sarebbe mai celebrata la penna di uno scrittore, neppure per uno di quegli stolti entusiasmi delle folle. Ma è celebrato lo scrittore. Maria è la mia penna. Nulla più. Io sono lo Scrittore. Il Pensiero è il mio. Ne posso dunque disporre come voglio. E Io voglio che il mio Pensiero, tradotto in Parola per impulso d’Amore, vada a vivificare coloro che muoiono in questa terra dove sono tanto attive le forze del Male.
Vi ricordo il dragone rosso dell’Apocalisse, il quale con la coda si traeva dietro un terzo delle stelle facendole precipitare. E vi ricordo che, dopo aver insidiato la donna - la quale, nella solitudine, nel luogo preparato da Dio per esservi nutrita per un tempo, due tempi e metà di un tempo, fu soccorsa e salvata dalla infernale fiumana dell’Odio - esso si fermò fra le arene. E vi ricordo che il dragone, furente di non poterla distruggere, andò a far guerra a quelli che restavano della progenie della Donna, a quelli che osservavano i comandamenti di Dio e ritenevano la testimonianza di G. C. E vi ricordo però che questi apparivano sedotti e turbati dalle parole e dai prodigi della Bestia e la seguirono in molti. Solo i santi fra essi furono vinti con la morte ma non nello spirito145.
Cosa è ciò che santifica? La conoscenza sempre più vasta di Dio, data a controbilanciare la predicazione sempre più vasta e attiva e corrodente della Bestia, data coi mezzi adeguati ai tempi nuovi, coi mezzi che penetrano là dove non penetrano le persone. Io l’ho detto: “I figli del secolo sono più avveduti dei figli della luce”146. Essi usano i mezzi nuovi e penetrano con propaganda sottile là dove la staticità dei figli della luce non penetra. Il libro è distruzione al giorno d’oggi perché è penetrazione. Perché allora non controdistruggere ciò che essi, i tenebrosi, edificano sulle macerie di ciò che era mio e che essi hanno abbattuto? Seminate sulle macerie e, per la mia Grazia, che accompagnerà i vostri sforzi, nasceranno dalle macerie nuovi steli di senape: il più piccolo seme che però fa tanta fronda da dare ricovero agli uccelli senza nido.
Troppe anime non hanno più nido nella fede semplicemente perché non sanno, perché non mi conoscono. Non è conoscenza di Me il povero ricordo di un Dio Uomo morto su una Croce. È conoscenza di Me il conoscere tutte le forme della evangelizzazione di Cristo, del sacrificio di Cristo, dell’amore di Cristo Uomo e Dio. Vuote, semivuote le chiese? Siano penetrate le case. Sorgete, o dormienti! Sorgete, o timidi! Non è tempo di dormire. Devo essere Io che a voi dormienti mentre la barca è presa da onde di naufragio grida: “Sorgete ché se no perite”? Devo essere Io che dico: “Aumentate la vostra fede”? Ciò non sia. Guardate quanti periscono o sono sedotti perché non hanno che il pane avvelenato delle eresie di ogni specie o sono sedotti perché rintronati dalle voci dei falsi apostoli servi alla Bestia. Aiutate il Maestro che ha misericordia di questa turba e vi dà il pane perché non muoia nel deserto. Date questo pane.»
2 giugno 1946
LA CROCE DEI TRE GIORNI DI TENEBRE.
IL LIBRO DETTATO DALLO SPIRITO SANTO
RIVELAZIONI ALLA LUCE DELLO SPIRITO SANTO
LE CROCI DI CRISTO
LA CROCE DEI TRE GIORNI DI TENEBRE.
La Croce che apparirà nel cielo durante i tre giorni di tenebra, annunciando il castigo di Dio a tutta l'umanità, riassumerà i peccati di tutta l'umanità.
Il suo colore rossastro simboleggia il sangue versato crudelmente di persone innocenti, dagli anni del regno dell'Anticristo e precedenti, da quando è iniziato l'aborto nel mondo e la persecuzione dei cristiani.
Gli omicidi perpetrati dall'uomo controllato dal microchip, le vittime dei culti satanici, la morte degli anziani inutili per la società, l'eutanasia, gli infanticidi e i martiri di Cristo.
Quella Croce rossa che apparirà nel cielo, annunciando che il grande castigo sarà terribile, emana l'ira del Padre e il grande castigo che colpirà crudelmente l'umanità.
I demoni e i condannati vagheranno per le strade cercando la perdizione delle anime, per portarle all'inferno.
I raggi rossastri della Croce emaneranno la disobbedienza dell'umanità ai precetti divini.
È meglio non guardarla e rinchiudersi nelle case coprendo porte e finestre, e mettersi in preghiera affinché Dio protegga tutta la famiglia.
Lorena
CUORE IMMACOLATO - Anima senza peccato
Il CUORE DI MARIA
PRIMA PARTE
LA CONSACRAZIONE
CAPITOLO I
CUORE IMMACOLATO
Anima senza peccato
Il saluto dell'angelo riconosceva nel cuore di Maria una vittoria assoluta sul peccato. Infatti, in quel cuore solo la grazia aveva agito, escludendo da esso ogni macchia e risparmiando tutte le conseguenze del peccato originale. Maria era stata preservata dagli occhi divini da ogni servitù al peccato. Nemmeno Satana aveva potuto presentarsi a lei con le sue seduzioni; le sue preghiere erano rimaste pure, senza mai cedere alle tentazioni, neppure parzialmente o in certi momenti della sua vita. Invano egli avrebbe cercato nell'umanità anime che non fossero state contaminate dal peccato. C'era un'eccezione: in mezzo a questa immensa massa di peccatori si stagliava la figura della Vergine Immacolata. Ciò che aveva cercato invano altrove, Dio lo trovava perfettamente realizzato nel cuore della Vergine. Il demonio non era mai riuscito a offuscare la luce divina che inondava quel cuore, né a gettarvi l'ombra della sua malizia. Come una simile eccezione doveva risplendere agli occhi di Dio, e come il cuore di Maria doveva brillare nella sua purezza intatta in mezzo a tutti i cuori degli uomini peccatori! Fu questo spettacolo, l'unico che conta per colui che scruta il fondo dei cuori, a fissare la determinazione divina.
Lo sguardo divino non percorreva solo l'estensione attuale dell'universo, ma conservava davanti a sé tutto il passato. L'appellativo "piena di grazia" corrispondeva a un fatto molto antico, risalente al primo giorno sulla terra, a quella donna, Eva, che con il suo peccato aveva scatenato la collera di Dio e aveva trascinato l'umanità nella sua caduta. Dio l'aveva espulsa dal paradiso, ma aveva fatto una promessa: la discendenza della donna avrebbe schiacciato la testa del serpente. Quel giorno era sorto con il concepimento di Maria: la donna, in previsione dei meriti di suo Figlio, aveva conquistato una vittoria completa su Satana, perché era stata preservata da Dio dal peccato. In quel momento la promessa divina si era compiuta, riempiendo Maria di grazia, e la collera divina si era placata; d'ora in poi tra la donna e Dio non c'era più inimicizia, era Satana il nemico.
Ora, questa alleanza e questa riconciliazione erano state preparate nel cuore di Maria lungo il corso del tempo. Il saluto angelico "Ave, piena di grazia" era la risposta e la rivalsa di Dio verso il peccato di Eva. Il cuore immacolato di Maria aveva fatto parte del piano divino fin dal momento in cui Eva aveva macchiato il suo; la reazione divina al peccato della prima donna fu volere, prima di proclamare la caduta della peccatrice, la santità vittoriosa di un'altra donna. Vedendo Eva disobbedire e cogliere il frutto proibito, Dio aveva pensato alla Vergine, sua serva perfetta. Ma per realizzare questa creatura unica che il suo amore aveva escogitato in risposta al peccato, decise di lavorare precedentemente le anime umane soggette alla miseria del peccato, e di elevare poco a poco le loro aspirazioni a un livello che permettesse loro di accogliere un'anima così perfetta.
La preparazione si estese per molti secoli. Quando gli uomini non erano ancora capaci di aspirare alla bellezza immacolata di un cuore di vergine e non potevano prevederla né attenderla, Dio non cessava di contemplarla in anticipo. "Piena di grazia", era il suo sogno, nascosto nelle profondità insondabili dei suoi disegni: un sogno divino. La visione di un cuore assolutamente puro come quello di Maria orientava in qualche modo tutta l'azione divina; nel profondo di tutti i cuori umani, ancora sommersi nel peccato, Dio cominciava a formare, in modo ancora lontano e come in abbozzo, ciò che voleva realizzare perfettamente nel cuore di Maria. Introducendo nel mondo i primi richiami della sua grazia, i primi tocchi della sua santità, aveva presente davanti agli occhi la perfezione a cui quella grazia sarebbe giunta. Il cuore di Maria rappresentava il termine del cammino, la cima della salita.
Dio non solo fissava questo termine con il suo sguardo, ma lo attendeva. Attendeva che il sogno diventasse realtà. Si direbbe che in lui ci fosse una santa impazienza di vedere finalmente apparire Maria. Un'impazienza tanto più viva quanto più il peso del peccato ritardava l'opera divina nelle anime. Era così difficile elevarle a un livello superiore, purificarle dalle loro impurità! Dio vedeva succedersi le generazioni umane, che si trasmettevano l'una all'altra l'eredità del peccato. Anche gli uomini ebbero coscienza di quel peso che schiacciava l'umanità, e quando San Paolo volle descrivere lo stato del mondo prima della redenzione di Cristo, riprese le enumerazioni che la letteratura del suo tempo aveva reso comuni. Ecco come descrive quegli uomini peccatori: "pieni di ogni ingiustizia, di malvagità, di stoltezza, di malizia; respirando solo invidia, dispute, inganni, malignità; diffamatori, detrattori, nemici di Dio, ingiuriosi, orgogliosi, arroganti, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza pietà." (Rom. 1, 29-31). Se il mondo gli appariva sotto un simile aspetto, come sarebbe agli occhi di Dio? Se già agli occhi degli uomini tanta malvagità causava ripulsa, che impressione doveva causare questo mondo a colui che discerniva tutte le miserie nascoste, e vedeva il fondo delle anime? Perché accanto ai vizi pubblicamente manifesti, c'erano tutte le malvagità segrete, e non di rado dietro una facciata di virtù, si nascondeva un'ipocrisia inconfessabile, di quelle ipocrisie che Gesù, assetato di verità e di sincerità, denunciò in modo così energico. Testimone di tanti orrori e di tante miserie, delle quali nessuna gli sfuggiva, e che erano tutte di natura da provocare allo stesso tempo una giusta collera e un'immensa pietà, Dio aveva fretta di poter finalmente riposare il suo sguardo su un cuore immacolato, su una creatura le cui apparenze fossero irreprensibili e la cui personalità intima gli offrisse solo uno spettacolo di purezza. Dopo tanta tristezza accumulata dallo sviluppo crescente del peccato nell'umanità, Dio sospirava per quella gioia che preparava per sé. Anche quella che un tempo portava il nome di Maria, la sorella di Aronne, aveva avuto un moto di rivolta seminando l'ostilità contro Mosè, la cui autorità voleva soppiantare. Si era levata contro di lui pretendendo di essere anche lei interprete della volontà divina; Dio manifestò la ripugnanza per il suo peccato colpendola con la lebbra, dalla quale fu liberata solo mediante un'espiazione pubblica (Num. 12, 1-15). Disgustato di vederla smarrirsi così nell'orgoglio e nella ribellione, Dio desiderò più vivamente la donna che avrebbe ricevuto totalmente, senza alcuna riserva, il suo divino amore.
E quando suscitava nell'Antico Testamento alcune belle figure di donne che annunciavano la bellezza di Maria e la sua missione liberatrice, prendeva ancora più gusto per suscitare infine questa bellezza suprema; perché per quanto belle fossero, quelle figure rimanevano tuttavia molto al di sotto dell'ideale. Si trovavano ancora offuscate dall'ombra del peccato. In nessuna di esse, né in Debora, né in Giuditta, né in Ester, Dio poteva trovare un cuore immacolato. C'era molto di grandioso in quelle eroine, ma ciò che Dio cercava era un'anima tutta semplice, di aspetto comune, ma il cui interno fosse un santuario. Il cuore immacolato della Vergine fu quindi il termine di una lunga attesa. Con quale vibrazione di entusiasmo il Signore deve aver creato ciò che aveva progettato da tanto tempo, e con quale amore deve aver contemplato, dopo tante generazioni di peccatori, la purezza perfetta! È quella vibrazione che riecheggia ancora nella parola dell'angelo: "Rallegrati, piena di grazia!" Dio possedeva d'ora in poi una creatura che poteva contemplare senza provare collera né tristezza, e nella quale il suo sguardo poteva compiacersi indefinitamente. Il cuore di Maria, specchio della perfezione divina, offre finalmente un riposo allo sguardo di Dio, a quello sguardo che durante secoli e secoli aveva sondato il cuore degli uomini, senza poter mai dilettarsi in essi senza riserve. Esso soddisfa l'aspirazione e l'impazienza di Dio.
JEA N GA LOT, S.J.
Guai all’uomo che confida nell’uomo, ma sia beato colui che confida in Dio.
Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 13 ottobre 2026
Se dici: Fammi vedere il tuo Dio, io ti dirò: Fammi vedere l'uomo che è in te, e io ti mostrerò il mio Dio.
Dal «Libro ad Autolico» di san Teofilo di Antiochia, vescovo
Beati i puri di cuore perché vedranno Dio
Se dici: Fammi vedere il tuo Dio, io ti dirò: Fammi vedere l'uomo che è in te, e io ti mostrerò il mio Dio. Fammi vedere quindi se gli occhi della tua anima vedonoe le orecchie del tuo cuore ascoltano. Infatti quelli che vedono con gli occhi del corpo, percepiscono ciò che si svolge in questa vita terrena e distinguono le cosedifferenti tra di loro: la luce e le tenebre, il bianco e il nero, il brutto e il bello, l'armonioso e il caotico, quanto è ben misurato e quanto non lo è, quanto eccedenelle sue componenti e quanto ne è mancante. La stessa cosa si può dire di quanto è di pertinenza delle orecchie e cioè i suoni acuti, i gravi e i dolci. Allo stesso modo si comportano anche gli orecchi del cuore e gli occhi dell'anima inordine alla vista di Dio.
Dio, infatti, viene visto da coloro che lo possono vedere cioè da quelli che hannogli occhi. Ma alcuni li hanno annebbiati e non vedono la luce del sole. Tuttavia peril fatto che i ciechi non vedono, non si può concludere che la luce del sole nonbrilla. Giustamente perciò essi attribuiscono la loro oscurità a se stessi e ai loroocchi. Tu hai gli occhi della tua anima annebbiati per i tuoi peccati e le tuecattive azioni.
Come uno specchio risplendente, così deve essere pura l'anima dell'uomo. Quandoinvece lo specchio si deteriora, il viso dell'uomo non può più essere visto in esso. Allo stesso modo quando il peccato ha preso possesso dell'uomo, egli non può piùvedere Dio. Mostra dunque te stesso. Fa' vedere se per caso non sei operatore
di cose indegne, ladro, calunniatore, iracondo, invidioso, superbo, avaro,arrogante con i tuoi genitori. Dio non si mostra a coloro che operano tali cose, se prima non si siano purificati da ogni macchia. Queste cose ti ottenebrano, come se le tue pupille avessero un diaframma che impedisse loro di fissarsi sul sole. Ma se vuoi, puoi essere guarito. Affidati al medico ed egli opererà gli occhi della tua anima e del tuo cuore. Chi è questo medico? E' Dio, il quale per mezzo del Verbo e della sapienza guarisce e dà la vita. Dio, per mezzo del Verbo e della sapienza, ha creato tutte le cose; infatti «Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera» (Sal 32, 6). La sua sapienza è infinita.
Con la sapienza Dio ha posto le fondamenta della terra, con la saggezza haformato i cieli. Per la sua scienza si aprono gli abissi e le nubi stillano rugiada.
Se capisci queste cose, o uomo, e se vivi in purezza, santità e giustizia, puoivedere Dio. Ma prima di tutti vadano innanzi nel tuo cuore la fede e il timore diDio e allora comprenderai tutto questo.
Quando avrai deposto la tua mortalità e ti sarai rivestito dell'immortalità, alloravedrai Dio secondo i tuoi meriti. Egli infatti fa risuscitare insieme con l'animaanche la tua carne, rendendola immortale e allora, se ora credi in lui, divenutoimmortale, vedrai l'Immortale.
Questo è il tempo dell’ultima prova della Chiesa e il tempo in cui il Diavolo cerca di distruggere le famiglie, le pietre angolari della Chiesa.
Apparizione di San Charbel il 22/09/2026
Vedo San Charbel che è venuto da noi insieme a Santa Rafka e a San Nimatullah al-Hardini. Appaiono tutti avvolti da una meravigliosa luce dorata. Santa Rafka tiene in mano qualcosa che assomiglia a un’orchidea (nota personale: dalle mie ricerche è emerso che si tratta di un’Anacamptis sancta dai fiori bianchi, originaria della Terra Santa e del Libano) e San Nimatullah al-Hardini ha tra le mani una croce d’oro. San Charbel porta con sé le Sacre Scritture, la Vulgata. San Charbel si avvicina a noi, si fa caldo e sento un profumo orientale, un profumo oleoso. San Charbel dice:
«Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen! Voi siete gli amati di Gesù e vivete nella tribolazione! Guardate a Gesù e non guardate a ciò che deve accadere nella tribolazione affinché tutto sia purificato. Non disse forse Gesù, come testimonia la Sacra Scrittura: “Ricordate la moglie di Lot?”» E Lui parlò ai Suoi di questo tempo in cui ora vivete, che state vivendo. Questo è il tempo dell’ultima prova della Chiesa e il tempo in cui il Diavolo cerca di distruggere le famiglie, le pietre angolari della Chiesa. Ma che dire della moglie di Lot? Lot e la sua famiglia vivevano in un mondo peccaminoso. Lot stesso era annoverato tra i giusti ed ecco, gli angeli lo visitarono e lo prepararono, affinché potesse lasciare quella città insieme alla sua famiglia. Così il giudizio punitivo avrebbe dovuto passare oltre lui e la sua famiglia; tuttavia, la sua famiglia era già stata contaminata da quella città peccaminosa e persino gli abitanti della città volevano abusare degli angeli. I generi ridevano di Lot e le sue figlie erano già profondamente influenzate dal peccato, da quello stile di vita che regnava in quella città. Lot prese sua moglie e le sue figlie e gli angeli li condussero via. La moglie di Lot, tuttavia, era attaccata alla sua vecchia vita, alle cose effimere, ed era divisa nel suo cuore. Per questo non guardate alle cose effimere, guardate a Gesù e amatelo con tutto il cuore! È importante che, in questo tempo in cui la malvagità e il peccato si manifestano con grande forza, vi santifichiate e non guardiate indietro alla vostra vita passata. Per questo guardate a Gesù e non alla tendenza dello spirito del tempo, che è penetrata persino nella Chiesa. La moglie di Lot si voltò indietro e, invece di essere salvata e diventare il sale della terra per Dio, si trasformò in una statua di sale, in pietra, e andò perduta. Amati di Cristo! Gesù è morto per voi, affinché possiate vivere nei Sacri Sacramenti; affinché possiate riconciliarvi con Lui ed essere di cuore puro; affinché Lo amiate così con tutto il cuore. Gesù non vuole che vi perdiate e noi preghiamo intensamente per voi davanti al trono di Gesù! Pregate voi per la fermezza dei vostri padri spirituali, affinché vivano le virtù dell’amore, del perdono e dell’umiltà. Abbiate dunque il coraggio di vivere anche voi queste virtù! Vogliamo incoraggiarvi a vivere in modo santo in tutto ciò che fate. Per questo guardate a Gesù, guardate alla Santa Vergine Maria e guardate a noi, che vi amiamo moltissimo, proprio come fa Gesù, proprio come fa la Santa Vergine Maria!»
San Charbel saluta i suoi amici e ci dice che più tardi, insieme al sacerdote, ci benedirà. Ringrazio di tutto cuore i nostri amici celesti.
Sievernich
L'arma del Rosario
Ai piedi della Croce, la nostra Madre celeste ricevette da Suo Figlio la missione di condurGli le anime. Nel Suo Amore infinito Egli attirerà a Sè tutti coloro che cercano rifugio e salvezza presso la Sua Madre benedetta. Maria Santissima, che fu trasportata in cielo in corpo e anima, vuole condurci a Gesù dalla nostra patria terrena. Madre della Giustizia divina, Ella può intercedere presso Suo Figlio, affinchè Egli ci liberi dalla ingiustizia del mondo e dei Suoi nemici.
Madre dell'Amore, Ella ha il potere di fare arrivare fino ai Suoi figli dei torrenti di grazie, scaturiti dalle Piaghe di Suo Figlio, e il fuoco dell'Amore che Ella ottenne con le Sue suppliche. E il Suo cuore di Madre, desidera ardentemente aiutarci! A questo scopo Ella lasciò spesso il cielo per venire in soccorso dei Suoi figli che abitano in questa valle di lacrime. Ogni volta che Ella apparve, ci ha mostrato e messo in mano un'arma. Quest'arma, la più potente contro le potenze delle tenebre, è il Rosario. Chiunque recita il Rosario con devozione, meditando i misteri, resta sulla buona via, poichè questa preghiera fortifica la fede e la speranza; essa accende continuamente l'amor di Dio. Che cosa c'è di più bello, di più sublime per un cristiano, che meditare continuamente i S. misteri dell'Incarnazione, le sofferenze di Cristo e la Sua Ascensione, e l'Assunzione della Madonna? Chiunque reciti il Rosario, meditandone i misteri, ottiene tutte le grazie per sè e per gli altri. Gesù ordina di amare il prossimo come noi stessi. Per noi è dunque un dovere, un santo dovere, augurare al nostro prossimo che è diventato nostro fratello, tutto il bene che auguriamo a noi stessi. Ora, possiamo augurare e domandare per noi stessi e per gli altri qualche cosa di più grande che vivere uniti al Suo Amore, per poterci riposare in Paradiso dopo il nostro pellegrinaggio terreno, dove potremo cantare in eterno le lodi alla Trinità divina?
La Madonna mi disse: "Desidero che tu mi invochi con un nome nuovo: Io sono la Madre della Giustizia divina". Sarà per la Sua intercessione che Cristo verrà come Signore e Re del cielo e della terra, e farà regnare il diritto e la giustizia. Coloro che osservano il grande comandamento dell'Amore ed amano Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi, lavorando nello stesso tempo per la santificazione della propria anima, ecco che costoro sono i giusti davanti a Dio. Sono quelli che Dio sceglierà e di cui si servirà come strumenti del Suo Amore. Egli farà loro conoscere il Suo Amore e la Sua Giustizia. Il desiderio di Maria Santissima è che tutti i Suoi figli si amino tra di loro, e in virtù di questo amore recitino ogni giorno il Rosario, la preghiera che Le è più cara. La Madonna interverrà in favore di coloro che faranno questo grandissimo apostolato dell'amore fraterno. Grazie alla Sua intercessione, Dio nella Sua Giustizia leverà, come mi disse, "la maledizione del peccato a coloro che hanno misericordia verso il prossimo, poichè ciò che noi faremo all'ultimo dei nostri fratelli, Dio lo considererà come fatto a Lui."
Aprile 1950: Come ogni mattina, pregavo nella mia camera. E vidi Gesù col pastorale da vescovo. Attorno aveva molte pecore. Ne aveva sempre di più. Si sarebbe detto che uscivano dalla terra. Finalmente fu come un gregge che si estendeva a vista d'occhio. Allora capii che Dio ci manifesta prima di tutto la Sua Giustizia per mezzo della Sua SS. Madre, allo stesso modo in cui coloro che hanno sete desiderano bere della acqua, e coloro che sono lesi nei loro diritti e soffrono l'ingiustizia del mondo desiderano la giustizia divina. Se essi riconoscessero il soccorso che Maria, Madre della Giustizia divina, fa arrivare a coloro che corrispondono alle Sue richieste, essi implorerebbero la Sua protezione e la Sua assistenza. E ci sarebbe un grande gregge ed un solo pastore. Così sarà in futuro nella Chiesa. Ieri, dopo aver ricevuto la S. Comunione in cappella, pregai Gesù nel mio intimo di levare a due persone la maledizione del peccato e di dar loro la salvezza. Sentii allora Gesù che mi disse queste parole: "Non pregare tanto per ottenere dei beni terreni! E' la pace dello spirito che Io voglio dare a coloro che mi amano, che mi amano nelle Mie Membra!"
21 gennaio 1951: Oggi, circa un anno dopo questi avvenimenti, voglio, in ubbidienza al mio direttore spirituale, riferire ciò che mi è capitato. Prima non osai farlo, poichè volevo aspettare, per vedere se durava la conversione.
Il mercoledì delle Ceneri 1950, mio marito era tornato dopo mezzanotte dalla Fiera di Appenzell. Ansiosa, gli chiesi per quale motivo fosse ritornato così tardi. Sospettavo che si fosse lasciato trascinare da un contadino che conoscevo, poichè già in passato gli era successo la stessa cosa. Questo contadino era lo scandalo del paese. Quando viveva sua moglie, una bravissima donna, egli era già conosciuto dappertutto come frequentatore assiduo di caffè. Se trovava un compagno sul lungo tragitto di Appenzell, non lo lasciava più.
Questa volta ebbe attorno a sè fino a mezzanotte parecchi padri di famiglia. Aveva pagato loro da bere, promettendo di ritrovarsi ancora con loro. Per non complicare le cose, avevano deciso di ritornare a casa insieme. Io richiamai all'ordine mio marito, ricordandogli i doveri che aveva verso i suoi figli, e facendogli capire come ci tenevo che i nostri bambini parlassero con rispetto e considerazione del loro papà. Ma se egli avesse dato un esempio tale di mancanza di carattere, mostrandosi incapace di padroneggiarsi, i suoi figli o avrebbero seguito lo stesso cammino di perdizione, o egli sarebbe stato l'oggetto dei loro sospetti.
Preoccupata di mio marito e dei miei figli, pregai e supplicai la Madonna anche per gli altri uomini, che erano padri di famiglia.
Così, in quell'istante, mentre stavo lavorando, o già mentre pregavo in camera, vidi chiaramente questo uomo che ritornava a casa come al solito. Vicino a lui camminava un demonio nero, con i piedi di cavallo e una coda lunga. Egli faceva dei complimenti al suo compagno, dicendogli che si era comportato molto bene facendo ritornare a casa molto tardi quegli amici, che erano padri di famiglia. Questo uomo si mise a ridere. La paura del demonio e un'angoscia inesprimibile, a causa di queste anime in pericolo, mi scossero a tal punto che riuscivo a fatica a padroneggiarmi, affinchè nessuno potesse accorgersi di nulla. La mia emozione e la mia collera contro il demonio durarono tanto che non potei fare a meno di raccontarlo a mio marito.
La sera ero in camera: irritata contro il demonio gli ordinai in forza dell'esorcismo e della acqua benedetta, di allontanarsi da quell'uomo, e poi raccomandai mio marito alla Madonna. In seguito, mio marito e gli altri uomini ritornarono a casa sempre di buon'ora. L'uomo che lo trascinava non si vide più al caffè.
D'estate la sorpresa generale fu grande, poichè questo vedovo, che si incontrava ovunque in ogni occasione, stava sempre a casa sua. In agosto mio marito gli chiese se andava alla festa dei contadini, alla quale di solito si incontrava sempre. Rispose di no, aggiungendo che da tanto tempo non era stato da nessuna parte.
Io non ero ancora convinta di questo cambiamento, ed attesi un anno. Ma ora penso che la Madonna l'abbia condotto sulla buona strada.
In quanto a me, io avevo compassione di lui, poichè era spesso solo. Mio marito seguendo il mio consiglio, andò a trovarlo due volte. Anche i vicini si erano meravigliati del cambiamento avvenuto in lui.
1° marzo 1955: Spesso vidi che la Madonna chiede ai Suoi figli la preghiera del Rosario, poi chè si ripete il saluto che il Padre celeste Le fece indirizzare, quando Egli La scelse fra tutte le donne.
Nei misteri del Rosario Maria vuole metterci sotto gli occhi la vita, le sofferenze, la morte e la glorificazione di Gesù e la sua vita con Dio. Tutti coloro che, con il permesso di Dio, soffrono dell'influsso del demonio, sono gli eletti, con cui la Regina del cielo e della terra vuol vincere tutte le forze del nemico, in qualità di Madre della Giustizia divina. E' così, e non in altro modo, che Dio vuole stabilire il Suo Regno sulla terra e far regnare sul mondo l'ordine da Lui stabilito.
25 aprile 1955: Ah, se noi potessimo scrivere nel cuore di tutti gli uomini quale felicità insospettata e che pace Dio desidera darci per mezzo di Maria! Ma noi dobbiamo prima di tutto aderire alla Sua domanda come Suoi figli ubbidienti. Se Dio ci ordina nel quarto comandamento di ubbidire ai nostri genitori e ai nostri superiori, che cosa devono aspettarsi i figli disubbidienti che non vogliono prestare orecchio alla Madonna e alla Sua domanda?
Maria vuole venire in nostro soccorso come Madre della Giustizia divina, ma bisogna che il Rosario sia divulgato e che la RIVELAZIONE DELL'AMORE DIVINO sia fatta conoscere alla gente. E' l'ultimo Messaggio di Maria. Dopo verrà il Figlio della Giustizia. Guai a coloro che non tengono conto dei desideri della Madonna! Maria conduce a Gesù l'anima che si affida a Lei. In Lui quest'anima riconoscerà con gioia: "Dio acconsente a tutti i miei desideri, poichè io non ho altro desiderio che quello di vedere compiere in tutto la Sua S. Volontà".
6 giugno 1955: Noi viviamo il tempo della grande lotta finale fra Dio e il Suo Regno da una parte, e dall'altra parte il regno di Satana. Alla fine vincerà la Regina con i Suoi eletti figli, poi chè la Giustizia divina è con Lei. La Madonna deve far regnare la Giustizia, per non permettere che anche i giusti si traviino. Mentre pregavo come sempre nella mia camera, mi fu detto: "Figlia, scrivi!"
Vidi improvvisamente, in spirito, la relazione fra quello che Gesù e Maria mi hanno rivelato da tempo. Seppi che la Madonna ha la missione di vincere l'Inferno. E vidi e seppi che, nel Suo immenso Amore materno, Ella vorrebbe salvare il mondo intero. Capii che la Giustizia divina esige da noi la stessa ubbidienza che Dio domandò già ai nostri progenitori. Noi dobbiamo dunque dar prova di questa ubbidienza nei confronti della Madonna. Ella, a Sua volta, può accordare il Suo soccorso a coloro che rispondono con ubbidienza alla Sua richiesta.
10 ottobre 1962: Venne da me una signora che era stata guarita un anno fa da un male incurabile. Mi raccontò che molti le domandavano come avesse fatto a riacquistare tanta buona salute e ad essere così felice. Essa rispondeva che non aveva fatto nulla. Non aveva il coraggio di rendere testimonianza alla Madonna. Dal momento che dopo circa sette mesi godeva un'ottima salute e che tutto andava bene, essa cessò di recitare il Rosario, e fu colpita di nuovo dallo stesso male.
O Madre della divina Misericordia, Tu mi hai detto: "Io devo far regnare la giustizia, per non permettere che anche i giusti si traviino". Perciò coloro che hanno provato il Tuo meraviglioso soccorso sono colpiti dal male di prima, appena essi si dimenticano di Te.
Questa donna pensò che ritornando da me sarebbe guarita di nuovo. Ma io seppi che non sarebbe stato così. E' necessario che essa si rassegni, che si lasci prima vincere da queste parole: "Signore, sia fatta la Tua volontà", ed ora è necessario che essa renda testimonianza alla Madre della Giustizia divina. Essa mi domandò, piangendo, di pregare di nuovo per la sua salute. Io lo feci, poichè sarei stata felice di vederla ritornare a casa guarita. Ma, mentre stavo pregando, seppi che non sarebbe guarita subito: ciò sarebbe stato contrario alla Saggezza divina. - Io le dissi chiaramente che le persone che desiderano il soccorso di Maria devono anche fare ciò che Ella domanda, là dove li ha messi la divina Provvidenza. Sono poi venuta a sapere che ora questa donna sta bene di nuovo.
14 dicembre 1955: E' necessario che si faccia ancora molto di più per la Madonna e per il Rosario. Se si pregherà per la conversione dei peccatori, il terribile castigo potrà ancora essere evitato e l'umanità potrà essere salvata. Almeno noi cattolici dovremmo riconoscere questa situazione triste in cui viviamo, invece di pensare solo a soddisfare i nostri piaceri e a sprofondarci nel materialismo!
La Madonna si mostra nuovamente sotto la luce della giustizia. Come Regina degli Angeli, Ella ha chiamato a combattere la schiera infinita degli Angeli: "Per la lotta e il soccorso di coloro che compiono la volontà del Mio Cuore immacolato". E, dicendo ciò, Ella mi mostra il Suo Cuore. Me l'hanno già detto in molti: essi devono lottare duramente ogni giorno per soddisfare la richiesta di Maria. Io prego dunque la Madonna di mandare un angelo a queste persone, che lotterà per esse, aiutandole a compiere la volontà del Suo Cuore addolorato ed immacolato!
DAGLI APPUNTI DI MARIA GRAF – SUTER
PREGHIERE ALLA SANTISSIMA VERGINE, MADRE DEL GIUDICE ETERNO
O Madre di Misericordia, mi getto ai Tuoi piedi, pieno di vergogna e di confusione per i miei peccati, e tremante di orrore per il giudizio severo che mi attende dopo la mia morte.
Temo quel passaggio tremendo da questa vita all’altra, quando la mia Anima entrerà per la prima volta in quelle regioni oscure dell’eternità e in quel nuovo mondo, dove sono glorificate l’Infinita Bontà e l’Eterna Giustizia di Dio: e quale sorte mi spetterà lì per sempre?
O Madre di Misericordia, intercedi per me, miserabile peccatore.
Temo quel Tribunal spaventoso, dove la mia Anima dovrà comparire, e dove mi troverò solo faccia a faccia con Dio stesso per essere giudicato: e che ne sarà di me in quel giudizio rigoroso?
Oh Madre di Misericordia, intercedi per me, miserabile peccatore.
Temo l’Infinita Saggezza del Sovrano Giudice, perché è Testimone di tutte le mie opere, parole e pensieri; e che potrò rispondere se Egli mi accusa?
Oh Madre di Misericordia, intercedi per me, miserabile peccatore.
Temo l’inflessibile rettitudine di quella Divina Giustizia che non si lascia influenzare né dal favore né dall’interesse, ma soppesa con la Bilancia Perfettissima le opere degli uomini, per dare a ciascuno ciò che ha meritato: e dove sono le mie buone opere e i miei meriti?
Oh Madre di Misericordia, intercedi per me, miserabile peccatore.
Temo il Potere Onnipotente del Giudice Supremo, e il mio cuore si svenisce al solo pensiero che Egli possa condannarmi. E se Egli mi condanna, chi potrà più liberarmi?
Oh Madre di Misericordia, intercedi per me, miserabile peccatore.
Temo la terribile accusa dello spirito maligno, e mi riempio di terrore, vedendo che potrà dire della mia vita che è stata una catena di iniquità e peccati. E come potrò difendermi dalle accuse che mi muoverà?
O Madre di Misericordia, intercedi per me, miserabile peccatore.
Temo la mia stessa coscienza, agitata come le onde del mare e turbata dal rimorso, testimonianza inconfutabile della mia vita colpevole. E cosa potrò rispondere alle voci della mia stessa coscienza?
O Madre di Misericordia, intercedi per me, miserabile peccatore.
Temo quell’esame così rigoroso che dovrà essere fatto su tutti i giorni e gli atti della mia vita, sul tempo della mia infanzia, sul tempo della mia giovinezza, sul tempo della mia età adulta, sui peccati che ho commesso, su quelli che ho causato con i miei scandali, su quelli che non ho impedito pur potendoli ostacolare, sulle buone opere mal fatte e su quelle che ho omesso di compiere per colpevole negligenza: e quale resoconto potrò dare al mio Dio?
O Madre di Misericordia, intercedi per me, miserabile peccatore.
Temo che anche il mio Angelo Custode, forse triste e in lacrime, riesca a malapena a rispondere e a tornare per me: e possa opporre alla terribile accusa del diavolo solo una penitenza poco sincera per le mie gravissime colpe, e alcune opere buone piene di difetti e sgradite ai Occhi Purissimi di Dio: e che ne sarà di me, se l’Angelo Custode mi abbandonerà?
Oh Madre di Misericordia, intercedi per me, miserabile peccatore.
Temo infine la sentenza inappellabile dell’Eterno Giudice, e la mia carne rabbrividisce d’orrore al pensiero che, se mi riterrà indegno di entrare nella Dimora Celeste dei Giusti, mi scaccerà per sempre dalla Sua Presenza e scaglierà contro di me lo spavento anatema della riprovazione eterna. Non lo permetti, o Madre di Bontà, e per le viscere della Tua Misericordia, ascolta le suppliche di un peccatore pentito, che grida a Te dicendo:
O Madre di Misericordia, intercedi per me, miserabile peccatore.
Preghiera.
O Vergine Maria, la più misericordiosa, Madre e Rifugio dei peccatori, alla quale il Dio della vendetta ha concesso il regno della Misericordia; poiché in quel rigoroso Giudizio non potrò ricorrere alla Vostra Intercessione, Vi supplico ora di procurarmi la Grazia di una sincera penitenza e di un perfetto ravvedimento nella mia vita, affinché, quando dopo la mia morte mi presenterò davanti al Divino Tribunale, io possa meritare una sentenza favorevole di Salvezza Eterna. Per i meriti di Vostro Figlio, Nostro Signore, che in unione con il Padre e lo Spirito Santo, vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Abbiate l’anima piena di Dio, solo questo porterà la salvezza.
Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 10 ottobre 2026
La “Nuova” Guerra Fredda
Il Mistero dell’Iniquità
I giochi di guerra della Russia
Il 17 febbraio 2004, l’analista alla difesa Russa Pavel Felgenhauer (un ex ufficiale del Ministero della Difesa Russo), annunciò sul giornale Russo The Moscow Times che: “l’esercito Russo ha iniziato un’esercitazione strategica considerata la più grande dai tempi dell’Unione Sovietica. La simulazione di guerra”, continuava Felgenhauer, “è assai sovietica, sia nello stile che nei contenuti, simulando un possibile conflitto con gli Stati Uniti ed i loro alleati”. Felgenhauer prosegue ponendosi una domanda assai legittima:
“Putin afferma costantemente che la Russia ha scelto la via della democrazia e delle riforme economiche di mercato, allora perché spende un sacco di soldi preparandosi a combattere una guerra nucleare con le democrazie occidentali…?”
La risposta a questa domanda è davvero spaventosa, ed è del tutto estranea al “controllo della percezione” imposto all’opinione pubblica dai mass media controllati da chi comanda realmente, cioè quel che il Presidente Eisenhower definì “il complesso industriale militare”, o per usare le parole di Lenin, “gli alti comandi”.
Ho già fatto notare la realtà di questo “Nuovo Asse” di paesi allineati contro gli Stati Uniti ed i loro alleati, che consiste principalmente in un’alleanza Mosca-Pechino, la cui esistenza è ben conosciuta dal governo degli Stati Uniti.365
Il Trattato di cooperazione tra Russia e Cina
Nel luglio 2001, Russia e Cina hanno firmato il Trattato di Cooperazione tra Russia e Cina, ed hanno dichiarato apertamente i loro interessi strategici contro gli Stati Uniti d’America. A questo punto potremmo riformulare la domanda di Felgenhauer in questo modo: “Se la Russia ha scelto davvero la via della democrazia e delle riforme economiche di mercato, allora …
“Perché si allinea con le potenze comuniste contro gli Stati Uniti e al tempo stesso si prepara a combattere una guerra contro le democrazie occidentali…?
La prima e più importante considerazione che dobbiamo fare al riguardo è che il “crollo dell’Unione Sovietica” è stato in realtà attentamente architettato in anticipo proprio dal Partito Comunista dell’Unione Sovietica. Christopher Story fa notare come l’apparente “crollo” del Comunismo, in realtà non è stato affatto tale, “semmai i sovietici hanno semplicemente smantellato il vecchio modello stalinista e hanno piuttosto rimesso in piedi un modello rivoluzionario leninista mondiale da lungo tempo studiato, aggiornato e galvanizzato.”366
Tutto questo è stato ammesso pubblicamente dal Tenente-Generale Lebed, citato dalla Itar-Tass – l’agenzia Stampa della Russia Comunista, il 19 agosto 1994. Lebed descrisse ‘“l’evento drammatico” predetto da Gorbaciov come:
“…una provocazione senza precedenti, pianificata e messa in atto su larga scala in modo brillante, nella quale i ruoli sono già stati determinati, sia per gli intelligenti che per gli stupidi, e in cui tutti hanno giocato la loro parte, coscienti o meno.”367
Sulla stessa falsariga ci sono le affermazioni del Direttore del secondo canale nazionale televisivo Russo, Oleg Poptsov, rilasciate alla Obshchaya Gazeta: “non dovremmo dimenticare che i rappresentanti del sistema politico precedente si sono tutti adattati splendidamente alla nuova realtà economica. Sono stati i primi a capire i fattori positivi di un sistema di capitalismo controllato dal governo. Erano dei buoni organizzatori, e sono stati pionieri nel commercializzare il loro paese.”368 Coloro ai quali si riferisce Poptsov, sono gli “ex” ufficiali del KGB e della GRU che avevano avuto un addestramento speciale e che, come afferma Story, “presero il controllo dell’economia e del sistema finanziario Russo tra il 1990 ed il 1991”.
Per questo motivo, il presidente Vladimir Putin – un tempo a capo della polizia segreta Sovietica – durante il suo discorso “Cheka” (predecessore del temuto KGB) del 20 dicembre 2001, affermò che “il risultato principale del lavoro svolto dai servizi di sicurezza nell’ultimo decennio è stato quello di farli diventare parte organica del governo democratico, una sua componente naturale e necessaria.”
Per questo motivo, conclude logicamente Story: “Una simile ammissione conferma quello che già si sapeva sulle persone a capo della politica di Mosca – e cioè il fatto che il governo Russo è ‘diretto’ e ‘occupato’ dai servizi segreti”, che rimangono sovietici e comunisti.369 Per Marx e Lenin il comunismo era un risultato del processo dialettico della rivoluzione mondiale (un processo che sembra andare in direzioni opposte – prima a destra, poi a sinistra, ma che finisce sempre nella direzione che vogliono i marxisti). Quando le potenze occidentali saranno state sconfitte dalle forze “progressiste” della rivoluzione mondiale comunista, allora vi sarà la “pace”, che per i marxisti equivale alla dominazione del mondo da parte del comunismo.
Padre Paul Kramer
venerdì 16 ottobre 2026
IL SACRAMENTO DELLA EUCARESTIA
Sono qui, figlia Mia, nel Sacramento Eucaristico. Sacramento concepito dal Mio amore prima di tutti i secoli, realizzato dalla Mia onnipotenza infinita nel tempo, predicato alle nazioni; consolazione del mondo, che inebria con la sua dolcezza i cuori degli uomini.
Mistero altissimo, che supera ogni natura creata e per il quale, dopo essere salito ai cieli, Io volli rimanere con voi fino alla fine dei secoli. Perché il Mio amore non lo permetteva e non poteva sopportare che rimanessero orfani quelli che amavo più della Mia vita. Qui risiede il cielo nuovo, creato e abbellito con arte divina, perché il Mio Cuore si conformi ad esso ogni giorno. Qui educo i fedeli e li formo a Mio modo, come figli Miei amatissimi. Di Me si nutrono e con Me si ricreano: assorbono la generosità e la forza del Mio amore; si animano nel praticare le Mie virtù; imparano a rallegrarsi e a glorificarsi come Io stesso Mi rallegro e Mi glorifico.
Oh, se tu potessi comprendere, figlia Mia, di quale consolazione gioisce il tuo Gesù, per la devozione e per l'amore di tante anime, che vivono affettuosamente unite a Me!
Seppur fragili per loro natura, queste anime generose prendono decisioni forti, quasi eroiche per Me; ricompensano così con i loro sentimenti e le loro opere, i sacrifici del Mio amore, consacrandosi alla Mia Volontà. Non dovrei forse rallegrarmi con un amore tanto puro e tanto dolce? Non dovrei riversare in esse tutta la Mia Misericordia?
Le Mie delizie sono le anime pure, poiché il Mio amore non riposa, ma si offre e si unisce all'oggetto amato.
Così come nella vita non esiste nulla che si unisca così tanto, come l'alimento e colui che si alimenta, nello stesso modo accade nella vita spirituale: con il regalo del Mio amore, si realizza una stretta unione tra l'anima e Me stesso.
Questa è l'unione santificante e divina, con la quale Io faccio felice ogni anima; è l'opera del Mio amore illimitato. Cerca, figlia Mia, di rimanere in Me, non solo con la fede, la speranza e la carità, ma con l'unione perfettissima che si realizza in questo Sacramento. Perché vivere unita a Me è per te necessario, importante, straordinario; poiché in questa unione tu troverai sempre la vita, la forza, la perfezione e la santità.
Nello stesso modo con cui il fuoco comunica il suo calore e il suo colore al ferro, così Io comunico il Mio amore e il Mio regno all'uomo. E nello stesso modo con cui, mescolando due cere, si forma una sola cosa, così tu, quando ricevi la comunione, ti unisci con Me: tu sei in Me e Io in te.
Tale è il mistero magnifico dell'amore, la cui forza e il cui potere risiedono nel Mio Cuore in modo tale che, grazie ad esso, ti viene concesso non solo di prender parte del Mio corpo, ma anche della Mia anima, di unirti intimamente alla Divinità e dolcemente di essa gioire.
In questa dolcissima unione, il Mio Cuore sparge quella grazia soave e necessaria che renderà durevole la nostra unione. Unione tanto più mirabile e gioiosa in quanto non consiste nella compassione e nella fusione di ognuno di noi, ma nella completa trasformazione dell'uno nell'altro, mediante la quale i Miei affetti, il Mio amore, i Miei desideri e i Miei piaceri diventano i tuoi. E qui si consuma quella unione, per la quale Io Mi ritroverò in te in corpo e anima; e tu, persona umana, in corpo ed anima ritroverai te in Me.
Questa è la ragione per la quale l'anima ben disposta vive come Me, per Me e in Me, nella comunione alimentata frequentemente da questo Sacramento; in questo modo l'anima verrà ad assomigliare a Me, che ritraggo nella sua vita la Mia propria vita e dovunque il Mio Spirito la porti, lì, essa allegramente vola, vivendo in Me sempre e dappertutto.
Il mondo non comprende, non può comprendere questo tratto mirabile del Mio amore, questa comunicazione segreta e divina, tra il Sacramento Eucaristico e il cuore di quelli che Mi amano.
Ma tu lo comprenderai, se conserverai l'innocenza del corpo e manterrai la purezza nel cuore.
9 aprile 1995
Catalina Rivas
Gesù inseparabile da Maria.
Gesù inseparabile da Maria. - «Io mi rivolgo a Voi, amabile mio Gesù, per lagnarmi amorosamente che i più dei Cristiani, anche i più dotti, non conoscono l'unione necessaria che c'è tra Voi e la vostra S. Madre.
«Voi siete sempre con Maria, e Maria è sempre con Voi e non può essere senza di Voi, altrimenti non sarebbe più quello che è. È talmente trasformata in Voi dalla grazia, che non vive più, non è più: Voi solo vivete e regnate in Lei, più perfettamente che in tutti gli Angeli e Beati. Ah, se si conoscesse la gloria e l'amore che Voi ricevete in quest'amabile Creatura, si avrebbero di Voi e di Lei ben altri sentimenti!
«Maria è sì intimamente unita a Voi che sarebbe più facile separare la luce dal sole, il calore dal fuoco: meglio ancora sarebbe più facile separare da Voi tutti i Beati che la divina Maria; perché essa v'ama più perfettamente e vi glorifica con maggior perfezione di tutte insieme le altre vostre creature.
DEVOTI IPERCRITICI. «Dopo ciò non è forse cosa strana e dolorosa, il vedere l'ignoranza e le tenebre degli uomini per quanto riguarda la vostra S. Madre? Non parlo dei pagani, degli increduli e degli eretici, ma parlo dei Cattolici, ed anche dei dottori fra i cattolici, che facendo professione d'insegnare agli altri la verità, non conoscono né Voi, né la vostra S. Madre, se non in una maniera speculativa, arida, sterile e indifferente. - Costoro parlano assai di rado di Lei e della devozione che le si deve, perché temono, dicono essi, che se ne abusi, e si faccia ingiuria a Voi, onorando troppo la vostra santa Madre. Se ne sentono parlare in modo tenero, forte e persuasivo - come d'un mezzo sicuro senza illusioni, - d'un cammino breve senza pericoli, - d'una via immacolata senza imperfezioni, - e di un segreto meraviglioso per trovar Voi e amarvi perfettamente, subito gridano che si deve parlare di Voi anziché stimolare i popoli alla devozione alla Vergine, da loro amata già troppo.
«Ma nonostante tali apparenze, questi signori non hanno alcuna devozione nemmeno per Voi, e ciò appunto perché non ne hanno per Maria. Ma costoro, amabile mio Gesù, hanno essi il vostro spirito? Vi fanno essi piacere operando in tal modo? Può piacere a Voi chi, per timore di disgustarvi, non fa ogni sforzo per piacere a vostra Madre? Può forse la sua devozione impedire la vostra? Si attribuisce Essa l'onore che le si rende? fa Essa forse da sé? È un disgustar Voi il voler piacere a Lei? È separarsi e allontanarsi dal vostro amore il darsi a Lei ed amarla?
«Oh, preservatemi, Signore, dai loro sentimenti e fatemi parte dei sentimenti di riconoscenza, stima, rispetto e amore che Voi nutrite per Essa, perché possa amarvi e glorificarvi tanto più perfettamente, quanto più vi imiterò e seguirò da vicino». (Tratt. n. 63-66).
P. FRANCESCO M. AVIDANO. S. M.
La carità sono Io
Figlia mia, sei come una farfalla che svolazza qui e là per cercare aiuto. Tu sai che ci sono Io. Mi puoi continuamente invocare nella preghiera ricevendomi. Le persone a cui chiedi, possono darti un sollievo, un momentaneo aiuto, ma ricorda che sono Io tutta la tua vita, che tutto dispongo.
Se ancora rispondi così a certi attacchi è perché nel tuo cuore c’è dell’orgoglio. Ti do come una scrollata e cerco di insegnarti in modo che tu abbia più fede in me. Ciò che accade intorno a te non ti deve toccare più di tanto. Adesso penso Io. Non ti smarrire, tu sei chiamata a rimanere con le braccia spalancate per invocarmi. Sai già i motivi e tu da me devi imparare ad amare.
Ama tuo marito, così com’è, i due figli quando sono difficili, tua sorella che porta una grande croce, il suo marito, e ne soffre. Le tue sorelle ancora non comprendono perché sono molto lontane da me, ma tu prega per loro, per aiutarle ad avere luce.
Più mi si cerca, più mi si riceve, più depongo nel cuore il mio calore per dare amore e la capacità di amare coloro cui è difficile.
La carità sono Io. La vera carità è cercare e amare Dio, è dare Dio. La carità è preghiera, adorazione e servizio. Si crede nella carità soprattutto materiale, ma più grande è quella dello spirito. Dare vita alle anime nello Spirito Santo. Carità è condividere e partecipare con me, saper offrire ciò che più ci è caro per condividerlo e donarlo all’altissimo Signore e a tutte le altre creature.
La carità è amore e l’amore sono Io che tutto compenetro in ogni cosa creata e nata dal mio pensiero.
Lo Spirito Santo è carità e amore, un Dio così nascosto e così presente che santifica, rafforza e consola
Nei tempi della nuova Pentecoste esso scenderà come fuoco sugli uomini. Coloro che non troverà con il mio segno sulla fronte moriranno, dato che egli viene a purificare, pulire, ricreare, mentre dove egli abita, dove si è fatta la sua casa, viene a trasformare, cancellare mali e paure, a rafforzare gli uomini per ricevere una fede che porti di nuovo alla mia adorazione.
Rimango con te, cardellino, e se ti parlo è perché sono un Dio che amo e ha bisogno dell’amore. Pure del tuo, ne ho bisogno per te e per gli altri fratelli.
Ti ridono la mia pace.
21/5/1996
Gocce di Luce
L'AMBIENTE FAMILIARE
SANTA TERESINA DI LISIEUX
L'AMBIENTE FAMILIARE
Qualche anno fa, si poteva leggere nel cimitero di Lisieux, sulla tomba del padre e della madre di suor Teresa del Bambino Gesù, la commovente riflessione, tracciata su un ex voto, a matita e con una grafia stentata: "Grazie, cari genitori cristiani, per averci dato una santa che ci protegga".
In effetti, è così. In gran parte, dobbiamo la sorprendente santità di Teresa alla santità dei suoi genitori. La sua casa fu per lei davvero una scuola di santità (1).
La signora Martin fu per la sua famiglia un modello perfetto di sposa e di madre. Aveva portato nella sua casa doti di ordine e di lavoro, una delicata affabilità, un grande desiderio di santità. Fu una madre ammirabile. Una lunga corrispondenza, di circa duecento lettere, ci rivela chiaramente le sue gioie e angosce materne, i suoi progetti e sogni per il futuro. In queste lettere la sua anima risplende. Leggendo queste pagine familiari, di così alta ispirazione cristiana, si comprende fino a che punto l'educazione dei figli si abbozzi nell'anima dei genitori, soprattutto nell'anima di una madre. È nell'ambiente della casa del signor e della signora Martin che si comincia a scrivere la Storia di un'anima.
Teresina attinse, dall'esempio e dal ricordo della madre, alcune delle disposizioni fondamentali della sua anima di bambina: un'assoluta fiducia nella Provvidenza, il distacco da tutto ciò che non è eterno.
La Storia di un'anima ha anche reso popolari alcuni episodi dell'infanzia di Teresa che danno un così bel risalto ai tratti principali della fisionomia morale del signor Martin: il suo spirito di fede incrollabile, la sua generosità eroica nel dare tutti i figli al buon Dio, la tenerezza e le delicatezze del suo cuore paterno verso la "sua reginetta", la sua fine umile e sublime. Il ricordo del padre aiuterà Teresa a comprendere e gustare il mistero della paternità divina: chiave di tutte le sue relazioni con Dio. Divenuto vedovo, il signor Martin, accompagnato dai figli, lasciò Alençon per stabilirsi a Lisieux. Tutto quel piccolo mondo si stabilì ai Buissonnets. Lì trascorsero gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza di Teresa, fino al suo ingresso al Carmelo. Non si può comprendere l'anima della grande santa di Lisieux senza penetrare con lei nell'intimità dei Buissonnets. L'infanzia è fondamentale in Santa Teresina del Bambino Gesù. Lei stessa la ricorda senza posa. I primi avvenimenti della sua vita, profondamente impressi nella sua memoria e in un'intelligenza di eccezionale precocità, svolsero un ruolo decisivo. I racconti infantili ci forniscono il fondo della sua psicologia: "una volontà indomabile", "una sensibilità estrema", quasi morbosa, un'incredibile tenerezza di cuore, "una franchezza straordinaria", un essere inflessibile, risoluto a lanciarsi, senza riserve, nel proprio destino. "Con una natura simile, comprendo perfettamente che, se fossi stata educata da genitori senza virtù, sarei diventata molto cattiva; forse persino sarei corsa verso la mia eterna condanna" (2).
Una formazione familiare forte e dolce, che faceva appello alla coscienza e al soprannaturale, la disciplinò. Le insegnarono a vincere se stessa per un principio d'amore. L'amore sarà per sempre l'anima della sua dottrina come della sua vita. La iniziarono, fin dalla più tenera infanzia, all'abitudine dei "piccoli sacrifici". - "Anche Teresina ha cominciato a fare sacrifici", scriveva la madre. "Bisogna vederla mettere la mano cento volte al giorno nella tasca per tirare una perlina del rosario, ogni volta che fa un sacrificio" (3).
Teresa vuole tutto o niente. "Un giorno, - ci racconta lei stessa - Leonia, trovandosi certamente troppo grande per giocare con le bambole, venne da noi, Celina e me, portando un cesto pieno di vestiti, di bei ritagli e altri ornamenti, sui quali si trovava distesa la sua bambola, e ci disse: 'Prendete, sorelline, scegliete!' Celina guardò e prese un gomitolo di passamaneria. Dopo aver riflettuto un momento, stesi la mano a mia volta, dicendo: 'Io, scelgo tutto!' E, senza ulteriori cerimonie, portai via cesto e bambola. Questo episodio della mia infanzia è come il riassunto della mia intera vita. Più tardi, quando mi apparve la perfezione, compresi che, per diventare santa, era necessario soffrire molto, cercare sempre ciò che c'è di più perfetto e dimenticare se stessi. Compresi che, nella santità, ci sono numerosi gradi, che ogni anima ha la libertà di corrispondere agli inviti di Nostro Signore, di fare poco o molto per il suo amore, in una parola, di 'scegliere' tra i sacrifici che Egli chiede. Allora, come nei giorni della mia infanzia, esclamai: 'Mio Dio, scelgo tutto! Non voglio essere santa a metà. Non ho paura di soffrire per Voi; temo solo una cosa: conservare la mia volontà. Prendetela, poiché scelgo tutto quanto vorrete' (4).
In questo ambiente familiare, così idealmente cristiano, la sua anima sbocciava. Non era esente da piccoli capricci né da piccoli difetti, ma "questi difetti, repressi al momento giusto, le servirono per crescere nella perfezione" (5). Teresa appartiene al tipo di santità delle anime vergini, sempre più fedeli alla grazia del loro battesimo e che si elevano ogni giorno verso Dio, in un movimento continuo: "Dall'età di tre anni, non ho mai rifiutato nulla al buon Dio" (6). La Provvidenza aveva colmato Teresa di doni eccezionali: un'intelligenza vivace, una sensibilità finissima la cui ardente tenerezza si conserverà tutta per Dio in una vita di puro amore; un bel volto; e, nonostante le fluttuazioni di un'impressionabilità ancora eccessiva, un bel equilibrio di tutte le facoltà, "un grande impero su tutte le azioni" (7). La Chiesa, che l'avrebbe canonizzata, la chiamerà una vera "opera d'arte della natura e della grazia" (8). Teresa si preparò con fervore alla sua prima Comunione con "un gran numero di sacrifici e atti d'amore" (9). - "Ah! Come fu dolce il primo bacio di Gesù alla mia anima! Sì, fu un bacio d'amore! Sentivo di essere amata e dicevo anche: 'Vi amo e mi consegno a Voi per sempre!'... Da molto tempo Lui e Teresina si erano visti e compresi. Quel giorno, il nostro incontro non poteva più chiamarsi un semplice sguardo, ma una fusione. Non eravamo più due. Teresa era scomparsa come la goccia d'acqua che si perde nell'oceano" (10). Nella seconda Comunione, il giorno dell'Ascensione, l'intimità fu ancora maggiore. "Ricordavo e ripetevo senza sosta le parole di San Paolo: 'Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me'" (11). La vita mistica di Santa Teresina del Bambino Gesù cercherà sempre nell'Eucaristia il mezzo per eccellenza della sua trasformazione in Cristo. Poco tempo dopo, eccola di nuovo in ritiro per la Cresima. "Mi preparai con tutta cura per la visita dello Spirito Santo. Mi era incomprensibile che non si dedicasse grande interesse alla ricezione di questo sacramento d'amore" (12). Dio, che effonde le grazie sacramentali nelle anime secondo le loro disposizioni, comunicò a Teresa la pienezza dello Spirito di forza che le sarebbe stata necessaria poiché, come ci dice, "stava per cominciare il martirio della mia anima" (13).
PHILIPON M.M. O.P.














