venerdì 3 aprile 2026

Dio E’ l’Amore – Il Mistero dell’Amore

 


Dio E’ l’Amore


Il più grande Mistero è l’Amore di Dio, e questo Mistero è da svelare soltanto mediante l’amore, cioè soltanto l’uomo, che egli stesso è attivo nell’amore, è in grado di comprendere l’Amore divino. Ogni pensiero spirituale (amorevole) è un’Irradiazione di Dio, il Quale E’ in Sé Amore. E la volontà di accettare un tale pensiero, cioè di guidarlo dal cuore, dove nasce, al cervello, quindi in certo qual modo farlo suo proprio, è la disponibilità di ricezione di questa Irradiazione d’Amore di Dio. Perché la volontà del cuore è premessa, che l’Amore di Dio diventi attivo. Dio E’ l’Amore. Questo è un Mistero e rimarrà un Mistero per gli uomini, finché appartengono a questa Terra e sovente anche ancora nell’aldilà. Perché a loro l’Amore appare come un concetto, con il quale deve essere messo in contatto con un essere. A loro l’amore sembra una caratterizzazione di una Entità, e comunque l’Amore è l’Entità Stessa. L’Amore è qualcosa di spirituale, che non rende comprensibile l’Essenza, ma è in Sé qualcosa di Essenziale. L’Amore è il Bene, il Divino, quando la Parola viene usata sugli uomini, mentre Dio Stesso E’ immaginabile soltanto come Amore, ma questo diventa comprensibile soltanto per gli uomini, che sono loro stessi compenetrati dall’amore, che nell’agire d’amore sentono anche la Vicinanza di Dio, perché quello che ora percepiscono, è di nuovo soltanto l’amore, e così ora sono vicini a Dio, perché Dio e l’Amore sono Uno. Tutto ciò che si trasforma in amore, è in intimo contatto con Dio, cioè, la trasformazione nell’amore è un adeguare di ciò che finora era imperfetto al perfetto. L’Amore è qualcosa di Perfetto. Dio E’ la Perfezione, quindi l’Amore e Dio deve essere Uno. La mancanza d’amore però è un grado di imperfezione, è anche uno stato di lontananza da Dio, perché Dio non è immaginabile senza Amore. Perciò l’azione nell’amore fa sempre scaturire un sentimento di felicità, e questa è la Vicinanza di Dio, che anche l’anima percepisce sensibilmente, di conseguenza anche ogni attività d’amore deve manifestarsi in un sentimento accresciuto di felicità, in pace interiore e vigorosa auto consapevolezza, perché tutto questo è divino, cioè una dimostrazione della Vicinanza di Dio, quindi delle percezioni dell’anima, non nel benessere del corpo. La Vicinanza di Dio produce di nuovo amore, perché dato che Dio in Sé E’ Amore, la Sua Presenza deve di nuovo manifestarsi nel sentimento dell’amore. E questo amore rifluisce a Dio, alla sua Origine, Cioé l’uomo diventato amore unisce la sua anima con Dio. L’amore fluisce verso l’Amore, e così ha luogo l’unificazione dell’entità con l’Entità UR, la Quale E’ in Sé soltanto Amore.

Amen

4. aprile 1942

 

PENSACI BENE - AMA IL TUO PROSSIMO

 


Noi uomini siamo tutti figli d'un sol Padre celeste. Tutti redenti dal sangue di Cristo. Tutti, indistintamente, chiamati all'eredità dei cieli. L'umanità è come un'unica grande famiglia, che nessuna diversità di razza, di nazionalità o di cultura può dividere. Del precetto di amare Dio e di amare il prossimo, Gesù ha fatto un unico comandamento. Non illuderti, quindi, di poter amare Dio se non ami il tuo fratello. E amare, in pratica, significa: non aver odio per nessuno. Significa perdonare di cuore chi ti ha offeso. Se Gesù ha perdonato i suoi crociflssori, devi anche tu perdonare i tuoi. Dio perdonerà le tue offese solo a condizione che tu perdoni quelle del tuo offensore. Amare il tuo prossimo significa non giudicarlo male, compatirlo, sopportarlo. Pietra di paragone di questo amore sono soprattutto i diseredati, i sofferenti, i poveri. E’ delitto sapere che c'è chi si dibatte con la miseria e chiudere a lui il tuo cuore, spendere e spandere per goderti la vita, mentre c'è chi è tentato di maledirla. Non credere di aver fatto molto dando solo qualche piccola elemosina a un povero. Che se poi ti arricchisci sfruttando l'altrui bisogno, la maledizione di Dio è sul tuo capo. Il povero ha diritto anch'egli a migliorare le sue condizioni di vita. Tu hai l'obbligo di cooperarvi.


Decidetevi ora per Me.

 


Figlia Mia, Mia amata figlia, io sono Gesù crocifisso. Molta sofferenza mi viene inferta ancora oggi, dai Miei stessi amati figli. Io soffro, affinché voi, Miei amati figli, possiate tornare a Me, infatti se non lo facessi, mio Padre avrebbe già posto fine a questo mondo, da molto tempo. Per questo Io soffro, in modo tale che se vi convertite a Me e vi pentite, tutti i vostri peccati quelli coscienti e anche quelli non consapevoli, voi possiate entrare nel Mio Regno.

La Mia misericordia è infinita, e Io amo molto ogni singolo peccatore, però Miei cari figli, si avvicina il tempo in cui la misericordia lascia il posto alla giustizia. Convertitevi dunque, figli Miei amati, in modo tale che anche voi, come molte altre anime, prima di voi possiate vivere l’ora della misericordia. Decidetevi  adesso per Me, il vostro Gesù morto in croce per voi, e accorrete nelle Mie braccia. Io vi amo, il vostro Gesù.

Il Mio Sangue viene versato per voi. Io offro il Mio Sangue per voi. Purificatevi con il Mio Sangue, perché esso è così prezioso che vi salverà tutti.

Il vostro Gesù che vi ama.


Preghiera 

Gesù, purificami con il Tuo prezioso Sangue, in modo che libero dai peccati, io divenga degno, di entrare nel Tuo Regno celeste. Amen

Grazie, Mia amata figlia, di aver seguito la Mia chiamata.

Adesso Mia Madre, la madre di tutti i figli, vorrebbe parlare con te.

Vai in pace, Mia amata figlia.

5 febbraio 2013  

Mel Gibson e la Bibbia etiope rivelano un lato di Gesù che poche persone conoscono


 

TRATTATO SULL’INFERNO

 


SALVEZZA LA MISERICORDIA DIVINA


II parlare soltanto dell'inferno e della divina Giustizia potrebbe farci cadere nella disperazione di poterci salvare.

Essendo noi così deboli, abbiamo bisogno di sentir parlare anche della divina misericordia (ma non solo di questa, perché altrimenti rischieremmo di cadere nella presunzione di salvarci senza merito).

Dunque... giustizia e misericordia: non l'una senza l'altra! Gesù desidera convertire i peccatori e allontanarli dalla via della perdizione. Egli è venuto nel mondo per procurare la vita eterna a tutti e desidera che nessuno si danni.

Nel libretto "Gesù misericordioso", contenente le confidenze fatte da Gesù alla Beata Suor Maria Faustina Kowalska, dal 1931 al 1938, si legge tra l'altro: "Ho tutta la vita eterna per usare la giustizia e ho solo la vita terrena in cui posso usare la misericordia; ora voglio usare misericordia!".

Gesù, dunque, vuole perdonare; non c'è colpa tanto grande che Egli non possa distruggere nelle fiamme del suo Cuore divino. L'unica condizione assolutamente richiesta per ottenere la sua misericordia è l'odio al peccato.

 

UN MESSAGGIO DAL CIELO

In questi ultimi tempi, in cui il male sta dilagando nel mondo in modo impressionante, il Redentore ha mostrato con più intensità la sua misericordia, fino a voler dare un messaggio all'umanità peccatrice. 

Per questo, cioè per attuare i suoi disegni di amore, si è servito di una creatura privilegiata: Josepha Menendez. 

Il 10 giugno del 1923 Gesù apparve alla Menendez. Aveva una bellezza celestiale improntata a sovrana maestà. La sua potenza si manifestava nel tono della voce. Queste le sue parole: 'Josepha, scrivi per le anime. Voglio che il mondo conosca il mio Cuore. Voglio che gli uomini conoscano il mio amore. Lo sanno ciò che ho fatto per loro? Gli uomini cercano la felicità lontano da me, ma inutilmente: non la troveranno.

Mi rivolgo a tutti, agli uomini semplici come ai potenti. A tutti mostrerò che se cercano la felicità, lo sono la Felicità; se cercano la pace, lo sono la Pace; lo sono la Misericordia e l'Amore. Voglio che questo Amore sia il sole che illumina e riscalda le anime.

Voglio che il mondo intero mi conosca come il Dio della misericordia e dell'Amore! Voglio che gli uomini conoscano il mio ardente desiderio di perdonarli e di salvarli dal fuoco dell'inferno. I peccatori non temano, i più colpevoli non mi sfuggano. Li attendo come un Padre, a braccia aperte, per dare loro il bacio di pace e la vera felicità.

Il mondo ascolti queste parole. Un padre aveva un unico figlio. Ricchi e potenti, vivevano in grande agiatezza, circondati da servi. Pienamente felici, non avevano bisogno di alcuno per aumentare la loro felicità. Il padre era la gioia del figlio e il figlio la gioia del padre. Avevano cuori nobili e sentimenti caritatevoli: la minima miseria altrui li muoveva a compassione. Uno dei servi di questo buon signore si ammalò gravemente e certamente sarebbe morto se gli fossero mancati l'assistenza e i rimedi adatti. Quel servo era povero e viveva solo. Che fare? Lasciarlo morire? Quel signore non voleva. Per curarlo invierà qualche altro dei suoi servi? Non starebbe tranquillo perché, curandolo questi più per interesse che per amore, non gli avrebbe dato tutte quelle attenzioni di cui hanno bisogno i malati. Quel padre, angosciato, confidò al figlio la sua inquietudine per quel povero servo. Il figlio, che amava suo padre e ne condivideva i sentimenti, si offrì di curare egli stesso quel servo, con premura, senza badare a sacrifici e a stanchezza, pur di ottenere la desiderata guarigione. Il padre accettò e sacrificò la compagnia del figlio; questi a sua volta rinunciò all'affetto e alla compagnia del padre e, facendosi servo del suo servo, si dedicò interamente alla sua assistenza. Gli prodigò mille attenzioni, gli provvide quanto era necessario e tanto fece, con infiniti sacrifici suoi, che in poco tempo quel servo infermo guarì.

Pieno di ammirazione per quanto il padrone aveva fatto per lui, il servo chiese come avrebbe potuto mostrare la sua riconoscenza. Il figlio gli suggerì di presentarsi al padre suo e, visto che ormai era guarito, di offrirsi nuovamente al suo servizio, rimanendo in quella casa come uno dei servi più fedeli. Il servo obbedì e, tornato al suo antico compito, per mostrare la sua riconoscenza, compiva il suo dovere con la più grande disponibilità, anzi, si offrì di servire il suo padrone senza essere pagato, ben sapendo che non ha bisogno di essere retribuito come dipendente chi in quella casa è già trattato come un figlio.

Questa parabola non è che una debole immagine del mio amore per gli uomini e della risposta che mi aspetto da loro.

La spiegherò gradatamente, perché voglio che si conoscano i miei sentimenti, il mio amore, il mio Cuore."

 

SOFFRO, FIGLI MIEI, nel vedere la mia Chiesa sull'orlo dello scisma. NON ACCETTATE I CAMBIAMENTI CHE STANNO AVVENENDO NELLA MIA CHIESA, ma pregate!

 


 (Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE il 2 aprile 2026)


Miei Amati, miei piccoli figli!

IO SONO il vostro DIO d’Amore: DIO Onnipotente che vi ama...

SOFFRO, Miei Amati, nel vedere tanti dei Miei figli lontani da Me, nel vedere la Mia Chiesa sull’orlo dello scisma.

SONO Crocifisso sulla CROCE, il Mio cuore sanguina. SONO tradito, respinto. Perciò, Miei Amati, vi chiedo di: «RIMANERMI FEDELI».

Non aderite ai cambiamenti che stanno avvenendo nella Mia Chiesa, ma! «PREGATE, MIEI FIGLI», non vi chiedo altro, e di: «AVERE PIENA FIDUCIA IN ME, IN QUESTO MONDO DI TENEBRE»...

Grazie alla vostra fedeltà a ME: DIO Onnipotente: «NON AVETE NULLA DA TEMERE»!


AMEN, AMEN, AMEN,


Ricevete, Miei Amati, la Mia Santissima Benedizione: insieme a quella della Beata VERGINE MARIA: LA Purissima e Santa: La Divina Immacolata Concezione e San GIUSEPPE, suo castissimo sposo:

NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO!

AMEN, AMEN, AMEN


Io riverserò: grandi grazie su tutti i Miei figli che Mi saranno fedeli. AMEN,


Andate, figli Miei, nella PACE: la PACE che IO, DIO Onnipotente, vi dono..


IO SONO L'UNICO e SOLO MAESTRO!


IO SONO L'INFINITO «L'ETERNO», IO SONO! Amen


(Alla fine del messaggio ricevuto, abbiamo cantato:)

Vittoria, TU regnerai

Ave Maria

Il Monte degli Ulivi si spacca! È questo il segno del ritorno di Gesù?


 

Preghiera

 


Dio eterno, la cui Misericordia è infinita e in cui il tesoro della compassione è inesauribile, rivolgi a noi uno sguardo di bontà e moltiplica in noi la tua Misericordia, affinché, nei momenti difficili non ci perdiamo d’animo e non smarriamo la speranza, ma con la massima fiducia, ci sottomettiamo alla tua santa volontà, la quale è Amore e Misericordia. Amen.

 

Non piangerete per coloro che se ne vanno; vi libererò da quel ricordo e darete vita a una nuova generazione che porterà abbondanti frutti.

 


Rosario – Messaggio UNICO


Messaggio di Dio Padre a J. V.


19 Marzo 2026

Parla Dio Padre.

Miei figlioli, mi addolora profondamente dovervi avvertire che stanno per arrivare tempi terribili, tempi difficili, ma ve li siete guadagnati.

Mia Figlia, la Vergine Maria, tratteneva il Mio Braccio affinché non si abbattesse su di voi, ma ora non più; non è più riuscita a trattenerlo e arriveranno momenti difficili. Il Mio Amore difenderà i buoni, soffrirete tutti, ma non nella stessa misura di quanto i malvagi hanno causato e si sono guadagnati. Il Mio Amore vi difenderà.

Un tempo ti mostrai, figlio Mio, il mondo intero e come sul lato destro del mondo ci fosse pace e sul lato sinistro ci fossero guerre e distruzione. Con questo voglio dirvi, Miei piccoli, che avrete momenti difficili, ma anche proficui e purificatori a un livello diverso da quello che avranno quelli del lato sinistro.

Non riuscite a capire che ciò che viene da Me è Benedetto, è Divino, ma non c’è più Amore tra voi. È una disgrazia, Miei piccoli, perché siete stati creati per farmi piacere, siete stati creati per generare Amore tra gli uomini, siete stati creati per eliminare gradualmente la malvagità che c’è tra voi.

Questi giorni sono giorni Santi, sono giorni di Quaresima, sono giorni di riflessione. Avete appena avuto alcuni giorni liberi, che avreste potuto dedicare a fare cose buone, invece no, siete subito andati in vacanza. Ora state preparando altre “vacanze”, tra virgolette, non vi rendete conto di tutto ciò che ho sofferto per voi? Tutta la Mia sofferenza era affinché non soffriste il fuoco dell’Inferno, ma questo non vi interessa più, non vi interessa più vivere nell’Amore.

Miei piccoli, avrete momenti molto difficili, dolorosi, sconvolgenti, ma questo lo subiranno, fondamentalmente, coloro che hanno vissuto nel male, coloro che non vogliono vivere secondo la Mia Volontà, coloro in cui Io non Vivo più, nel loro cuore. Avrete quei momenti difficili, ma non preoccupatevi voi, i buoni di cuore, coloro che avete mantenuto l’Amore Supremo nel vostro cuore.

Non vi chiedo più di pregare per coloro che non saranno con voi. Vi ho dato tanto e non hanno risposto bene, saranno allontanati dalla Mia Vista, la grande maggioranza andrà nel Fuoco Eterno.

Alcuni altri, pochi, si salveranno, ma non per unirsi a coloro che vivono nel bene, perché lasciano ancora molto a desiderare.

Mi fa male, mi fa male farvi questo, ma non può più andare avanti così. Vi ho dato tempo per preservarvi dal castigo, affinché poteste unirvi al resto fedele, ma non avete approfittato di quel momento, sarete eliminati.

Anche il resto fedele sarà purificato, ma rimarrà e formerà una nuova generazione. Quanti errori custodite nel vostro cuore!, perché non avete voluto vivere nel bene, avete preferito danneggiare la vostra anima, non avete più voluto rimanere nel Mio Amore, nei Miei Insegnamenti, nella Mia Vita. Quanti errori, quanta malvagità!

Vi ho cercato in molteplici modi, e sebbene ve ne rendeste conto, non vi siete mantenuti in essi. Così sono passate generazioni e generazioni, scompaiono senza lasciare traccia, perché devo rinnovare il mondo. A poco a poco vi liberate dal male che vi circonda e di tutto questo rimane il bene.

Mi fa male, ma anche voi stessi vi rendete conto che ve lo meritavate. Fa male, ma da qui uscirà il Bene Supremo.

Imparate, dunque, dagli errori e ricominciate da capo. Nelle stesse Scritture vi viene detto che il resto fedele ricomincerà da capo, dimenticherà tutto, tutto ciò che è stato, sarà una nuova generazione, ricomincerete da capo, godrete pienamente e godrete del vostro trionfo, perché in qualche modo vi sarà fatto vedere che ve lo siete guadagnato; che avete vinto agendo nel bene.

Non piangerete per coloro che se ne vanno, vi toglierò quel ricordo e inizierete una nuova generazione che darà molti frutti.

Vi amo, Miei piccoli, e gioite, gioite di ciò che sta per venire per voi, voi che avete agito nel bene, voi che avete rispettato i Miei Comandamenti, voi che avete rispettato Me, il vostro Dio, voi che avete rispettato il fatto che Io sia il vostro Dio e Signore; per questo vi amo, per questo vi acconsento e per questo verrà un nuovo mondo per voi.

Grazie, Miei piccoli.


Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


La difesa di Maria Roncalli 

Il parroco di Ghiaie, il 23 novembre 1946, su richiesta di mons. Bramini, scrisse questa testimonianza: 
"In merito a quanto mi fu chiesto circa l'atteggiamento di  Maria Roncalli, cugina di Adelaide ed ora suora a Savona, presso  l'Istituto della Misericordia, ci tengo a dichiarare che la suddetta tenne sempre una condotta esemplare, fu seria e retta nel suo  operare; anche prima delle cosiddette apparizioni, aveva già  manifestato il desiderio di farsi religiosa, ma non potè allora  mettere in esecuzione il suo desiderio, perché impedita dal padre,  data la lontananza e le contingenze belliche. Affermo poi che  nessuna suggestione ebbe ad esercitare su Adelaide e che  l'accompagnò dovunque per mio incarico, perché la sorvegliasse  e sapesse quanto succedeva e dicesse poi, la cruda realtà. Ciò che  ha fatto e detto risulta da dichiarazioni già fatte da lei e da me, e  già in possesso di mons. vescovo e della commissione. 

Circa, poi, un fatto specifico, che in mano alla famosa  cricca (don Locatelli, parroco di Presezzo, don Paleni, parroco di  Bonate Sopra, don Bianchi, parroco di Madone, e Satelliti fra i  quali don Mapelli, curato di Bonate Sopra), servì come "casus  belli", e per dire che la megera dei fatti delle Ghiaie era la Maria  Roncalli del Gusto, come è riferito nella scandalosa e diffamatoria lettera di don Locatelli, parroco di Presezzo, è successo il 22  maggio 1944, dopo le undici di sera in casa Roncalli. Io ero  impegnato coi membri della commissione provvisoria, quando  venne in casa mia don Mapelli; avendo trovato Don Oldrati,  parroco di Gromo S. Marino e mio amico, lo invitò ad andare  con lui al Torchio, per parlare con Adelaide. L'uno e l'altro  rivolsero alla bambina delle domande. Adelaide ad una rispose in  un modo per loro non soddisfacente. La Maria la toccò sulla  spalla e le osservò che aveva sbagliato a parlare, e l'Adelaide si  corresse. Questo fatto servì alla cricca per dire che la bambina  era suggestionata dalla Maria e ne fecero un "casus belli". La  cosa fu riferita a me subito da don Oldrati. In seguito io ebbi ad  appurare la cosa e mi fu detto che la bambina era stanca e mezzo  addormentata, che non sapeva più che cosa dicesse. E come non  doveva essere così? Una bambina di appena sette anni, di  limitata capacità, abituata a dormire molto, dopo otto giorni di  continue interrogazioni, fino alle ore due o tre di notte, e senza poter mangiare con comodità, perché assillata da un  pubblico non sempre delicato per il soggetto, per l'orario. 
La mattina seguente, il 23 maggio, per le condizioni fisiche  della bambina che era diventata pallida e perché doveva  prepararsi alla la Comunione, credetti opportuno col permesso dei  genitori, di parlare con Mons. Vescovo, anche perché la bambina  aveva detto in presenza di Mons. Bignamini e di altri sacerdoti che  la Madonna sarebbe venuta ancora nei giorni di domenica, lunedi,  martedi, mercoledi: 28-29-30-31 (maggio, n.d.r.). 
Recatomi dal mio venerato superiore con lui si combinò di  portarla presso le Orsoline di Gandino in via Masone (città di  Bergamo, n.d.r.). Ciò che si fece nella medesima giornata. 
Ecco ciò che in coscienza ho creduto bene di esporre sulla  condotta della Maria Roncalli e del famoso "can can" prodotto  dall'episodio del 22 maggio 1944". 

Severino Bortolan 

giovedì 2 aprile 2026

Rivolgersi a Dio nella libera volontà – Il legame d’Amore

 


La rinascita spirituale


Un legame viene annodato, che Mi collega in eterno con le Mie creature, quando si rivolge di nuovo a Me nella libera volontà, cioè accoglie il Raggio d’Amore che ora attira la creatura a Me e non lo lascia mai più cadere. Questo legame non si strappa, e quando ha una volta afferrato l’uomo, lo tiene anche stretto, e non potrà mai più staccarsene. Ma ora parlo solo di coloro che rivolgono seriamente il loro sguardo a Me, non di coloro, che si confessano per Me solo formalmente, che non hanno fatto di Me il contenuto del loro desiderio, del loro pensare e tendere. Perché parlo di più dei sentimenti più intimi dell’uomo, dei suoi pensieri segreti, di ciò che riempie la sua anima. Parlo della volontà dell’uomo, che Mi ha cercato e trovato dalla propria spinta. Parlo della libera volontà, che nessuno può costringere, che non è stata influenzata dall’esterno, ma che sale su dall’anima, e che può rivolgersi dove vuole. E questo momento è l’attimo della nuova rinascita, della rinascita, quando l’uomo trova Me ed ora afferra il Mio Raggio d’Amore, con il quale vorrei incatenarlo a Me in eterno. E comunque sia ora anche l’ulteriore via dell’uomo, conduce comunque con sicurezza a Me, anche se l’uomo passa ancora attraverso errori e confusioni e sovente sembri, come se si fosse di nuovo allontanato da Me. Non lascio in eterno mai più colui che è venuto volontariamente da ME, benché nella sua debolezza come conseguenza della sua imperfezione è sovente in pericolo di lasciare la giusta via. Io vado accanto a lui anche su vie sbagliate e lo spingo sempre di nuovo indietro sulla retta via, perché per questo ho il Diritto, perché si è rivolto a Me liberamente, e questo rivolgersi gli assicura già il Mio costante Aiuto. Perché sò che proprio tali uomini che tendono verso Me, vengono oltremodo oppressi dal Mio avversario; ma saprò impedire che questo conquisti costante potere su di lui. Io Solo so anche la volontà di chi si è rivolto a Me liberamente, per propria spinta, e perciò voi uomini non potete giudicare, chi Mi appartiene già volontariamente e chi Mi sta ancora lontano, perché l’apparenza inganna. Ma potete accettare con certezza che aiuto ognuno che tende seriamente in Alto verso Me. Perché non Mi lascio ingannare; conosco lo stato dell’anima di ogni singolo, conosco tutti i motivi del suo pensare ed agire, e prendo veramente un giusto giudizio; guido all’uomo ogni aiuto immaginabile, quando riconosco la serietà del suo sforzo. Ma voi uomini vi lasciate sovente abbagliare da belle parole, valutate i vostri prossimi secondo le esteriorità, siete sovente pronti per un giudizio affrettato, vi bastano già delle assicurazioni o gesti pii per credere, che tali prossimi siano sulla retta via verso Me. E malgrado ciò possono starMi ancora molto lontano ed avanzare appena d’un passo, finché entrano una volta in sé e poi afferrano anche il Mio Raggio d’Amore, con il quale ora possono unirsi con Me in eterno. Ed aspetto sempre soltanto questo momento del cosciente desiderio di Me, che però non lascio mai passare oltre, perché solo ora siete sfuggiti al pericolo di andare perduti di nuovo per tempi eterni. Ciononostante la lotta sarà ancora difficile, ma raggiungete certamente la meta, perché vi potete ora tenere sempre al Mio Nastro d’Amore, che vi attira sempre di più in Alto e che voi non lasciate mai più perché siete felici di aver trovato un sostegno nella vostra vita terrena. Ma a questa decisione deve arrivare ogni uomo da sé stesso, nessuno può esserne costretto o convinto, perché valuto solamente ciò che viene dall’interno del cuore. Ma ad ogni uomo posso essere indicato mentre vengo presentato come amorevole Padre, Che desidera i Suoi figli. Allora ogni figlio può stabilire il giusto rapporto con Me, il Padre, e poi sentirà anche l’Amore del Padre e si darà volontariamente a Me. Ed aspetto quel momento che Mi riporta i Miei figli, e da quell’ora veglio su loro. E comunque sarà l’ulteriore via di vita, essa condurrà alla meta, perché il Mio Amore non lascia più cadere niente indietro ciò che una volta ha trovato ME nella libera volontà.

 Amen

20. ottobre 1955

Uniti nell'amore infinito, preghiamo con il cuore

 


Madre coraggiosa,  

umile come un fiore di campo,  

nascondi dentro di Te, 

Rosa preferita del Padre, 

alla quale Egli ha guardato 

per compiere per amore la Sua Volontà. 


Oggi ti accompagno in ogni momento, 

Tu sembri lontana da tuo Figlio, 

ma sei più vicino  

di quanto si possa immaginare,  

poiché vivi unita a Lui, in un solo cuore.  

Corredentrice, Madre Dolorosa,  

la tua sofferenza mi fa venire meno.  

Mi hai guardato e hai sacrificato Colui che hai dato alla luce.  

Come non amarti! 

Non posso che ringraziarti!  

Come non lodarti se hai offerto il Tuo santissimo Figlio 

perché io fossi libero! 

 

So bene che non c'è figlio senza madre, 

Cuore benedetto, Vergine purissima, eletta dal Padre,  

voglio essere al tuo fianco,  

non perché Tu mi stringa il tuo petto,  

ma perché io ti stringa al mio,  

anche se sono indegno di Te,  

ti riconosco come Regina.  

Oggi desidero essere colui che tu aspetti  

perché ti tenga compagnia,  

colui che pentito si avvicina a Tuo Figlio  

e lo riconosce come Padrone e Signore della sua vita.  

Aiutami ad amarlo Come Tu lo ami, 

Che io non sia il torturatore  

che flagella il Tuo amato Figlio. 

 

Donami il tuo amore per amarlo, 

dammi le Tue mani per ripulire il Suo Divino Volto,  

dammi, Madre, i Tuoi occhi per guardare come Lui guarda, 

Dammi la Tua fede per non negarlo più. 

Rosa Mistica, Ausiliatrice dei cristiani, 

Tu sei l'essenza dell'amore,  

che oggi davanti a me dice:  

"Guarda, questo è Mio Figlio, lo sacrifico per te,  

è così che ti amo, è così che ti amo,  

con lo stesso amore di Mio Figlio, è così che ti amiamo".


Le conseguenze potrebbero diventare catastrofiche se i leader delle grandi nazioni andranno avanti senza fermarsi.

 


MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
A LUZ DE MARIA

30 MARZO 2026


Figli del Mio Sacro Cuore:


STATE COMMEMORANDO LA MIA SACRA PASSIONE.


Coloro che sono consapevoli della situazione mondiale, non si interessano di quello che sta succedendo ai loro fratelli, che sono in grave pericolo in questo momento, non se ne preoccupano, nonostante quella stessa situazione sia di carattere globale e interesserà tutta l'umanità.


SONO POCHI I MIEI FIGLI CHE SI IMPEGNANO A VIVERE NELLA MIA VOLONTÀ, NELL'AMBITO DELLA MIA VOLONTÀ, OPERANDO E AGENDO IN BASE ALLA MIA VOLONTÀ...


L'umanità è in pericolo, in grave pericolo; sarà privata di quello di cui ha bisogno per vivere, le conseguenze potrebbero diventare catastrofiche se i leader delle grandi nazioni andranno avanti senza fermarsi. 
Questa temibile situazione crescerà fino a diventare ingestibile; la morte è in agguato.
 
Sia da una parte che dall'altra, aumenteranno i falsi accordi di pace che si auto annulleranno e la situazione diventerà incontrollabile; il sangue scorrerà ovunque.


IN QUESTI SANTI GIORNI, ESORTO IL MIO POPOLO A CONTINUARE A PREGARE CON IL CUORE.
QUANDO LA PREGHIERA VIENE FATTA CON COSAPEVOLEZZA, SI ESPANDE PER TUTTA LA CREAZIONE E RAGGIUNGE I MIEI FIGLI CHE NON MI CONOSCONO O CHE SI SONO ALLONTANATI DA ME E CHE DISPREZZANO MIA MADRE E LA RIFIUTANO.


Ognuno ha la personale responsabilità di espandere il Mio Regno; questo è un momento cruciale; tenete presente che la preghiera è miracolosa, più di quanto crediate.


QUANDO L'UOMO NON ESAUDISCE LE MIE RICHIESTE, IO AGISCO E LA MIA MANO SI ABBATTE.


Dovete comprendere che se l'uomo sconfinerà nell'empietà, la sofferenza della Mia Passione potrebbe arrivare sulla terra.

È responsabilità di ciascuno dei Miei figli compiere ciò che Io chiedo loro, come segue:

Vi chiedo di pregare per tutta l'umanità.
Vi chiedo di essere persone sensibili.
Vi chiedo di rimanere attivi nella preghiera.
A coloro ai quali la salute lo permette, chiedo di meditare e di digiunare.


È IL MOMENTO PER IL MIO POPOLO DI PREGARE E DI RIPARARE PER COLORO CHE NON MI AMANO, CHE NON MI RISPETTANO E CHE NON CREDONO (1).


State per addentrarvi nel pericolo, nonostante verranno firmati trattati di pace, questi non dureranno.
Questa situazione inizierà a causa dell'oro nero e continuerà a causa dell'acqua.

SIATE CONSAPEVOLI CHE QUELLO CHE STA ACCADENDO NON È LA MIA VOLONTÀ, MA SI TRATTA DI INTERESSI PILOTATI DA CHI STA TRAMANDO IL CAOS PER PRESENTARSI ALL'UMANITÀ COME UN SALVATORE (2).


Siate costanti in questo momento, convertitevi, trasformatevi, armatevi spiritualmente (3).

La Mia Casa continua a rimanere aperta per accogliere i Miei figli, coloro che sono contriti e che desiderano tornare.
Madri pregate per i vostri figli, per quelli che non Mi accettano, Io vi ascolterò.
I Miei Angeli verranno in vostro aiuto sulla terra, per proteggervi.


NON DESIDERO CHE L'ANGOSCIA VI PORTI ALLA DISPERAZIONE,
VOI SAPETE CHE IL MIO AMORE PER CIASCUNO DEI MIEI FIGLI È INFINITO E IO VI PROTEGGERÒ, INSIEME A MIA MADRE.


Senza timore, ma con fiducia, pregate, offrite e confidate nella Mia Volontà.

Vi amo figli, vi amo.

 

Il vostro Gesù


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Libro Preghiamo in un solo cuore, scaricare…
(2) Libro sull’Anticristo, scaricare…
(3) Sulla Conversione, leggere...

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli in Cristo:
 
Nella commemorazione della Settimana Santa, manteniamo l'unità e come ci dice il nostro Re e Signore Gesù Cristo, preghiamo per la medesima causa: la pace nel mondo.
 
Se ciò che accade dipende dalla preghiera, preghiamo...
Se ciò che è stato annunciato è per Decreto Divino, preghiamo che la Misericordia Divina sia Infinita e non si esaurisca.
 
Di fronte agli eventi che accadranno, anche quelli causati dalla natura, dobbiamo mantenere la fiducia nella protezione del Cielo e invochiamo: "Abbà Padre" e invochiamo la Nostra Madre Santissima: "Ave Maria Purissima".
 
Preghiamo i Santi Arcangeli e i nostri Angeli Custodi.
Preghiamo, fratelli, preghiamo.
 
Ricordiamoci che il Signore ci ha avvertito in anticipo su tutto quello che accadrà:

 

NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
20 AGOSTO 2010

La Mia Creazione è stata mutilata dall'umanità. Nella sua agonia, sta lottando per sussistere.  
I Miei combatteranno ferocemente: prima per l'oro nero, poi per le sorgenti
d'acqua. 


NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
26 MAGGIO 2018


Pregate figli, gli Stati Uniti rimarranno soli, i loro alleati li abbandoneranno.


Amen.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Un documento inviato al vescovo mons. A.  Bernareggi 

Don Cesare Vitali, il 20 giugno 1945, ha mandato al vescovo un documento nel quale scrive: 
"Eccellenza Ill.ma e Rev.ma, dopo avere comunicato a  Vostra Eccellenza i manoscritti del canonico mons. Masoni, da lui a me inviati, penso che sia buona cosa che io pure personalmente Le manifesti i miei sentimenti ed i miei voti in merito al  processo che si sta costituendo sugli avvenimenti verificatesi in  questa mia parrocchia nel mese di maggio dell'anno scorso.  Anche per la storia sta bene ed è giusto che nell'archivio della  Curia ed in quello di questa parrocchia, resti memoria che il  parroco del tempo non rimase indifferente ed inerte in cosa di  tanta importanza religiosa e morale di essa. Ciò che io desidero è  che si faccia piena luce in merito a tutto quello che allora  avvenne, prima che l'autorità competente abbia a dare la sua  decisione e pronunciare il suo giudizio. 
Per prima cosa però mi dispiace di dovermi dolere che si  vada dicendo che nel verbale fatto dal delegato della Autorità  Diocesana circa le deposizioni dell'Adelaide e di altre persone, si  sono riscontrate molte contraddizioni, forse più di una trentina. È  ciò vero? E se è vero, riguardano esse la sostanza delle cose o le  accidentalità? Perché anche a Fatima ciò si verificò nelle  relazioni di Lucia. È questo un punto assai importante, atteso  anche che trattasi di una fanciulla settenne. Sono relative le  contraddizioni a quanto disse l'Adelaide durante le visioni,  ovvero fuori di esse, quando essa parlava per suo conto anche se  in relazione alle visioni avute? 
Mi dispiace che Mons. Merati in un gruppo di persone  distinte, interpellato da una di esse sulle cose delle Ghiaie abbia  risposto nulla esservi di serio e provato. Il parroco poi di Presezzo continua la diffusione del suo scritto in proposito e mi  consta che ne fece avere una copia ampliata e più diffusa, alla  signora del conte Roncalli di Chignolo d'Isola, signora molto  distinta, romana di Roma e di molta influenza colà. E perché  tutto questo? 
Ciò premesso, ad informare in merito di quanto sopra V.  Ecc., ora passo a dire quello che io desidero e chiedo che si faccia. 

Poiché sui fatti delle manifestazioni all'Adelaide e sui fenomeni della luce solare avvenuti nei giorni stessi non vi può  essere contestazione e Mons. Masoni già ha fatto rilevare il  valore dimostrativo delle circostanze che li hanno accompagnati,  io vorrei e chiedo cose che mi sembrano della massima  importanza, e cioè: 

1. Che si facciano formali e giuridiche domande a quelle persone che Mons. Masoni disse nel suo scritto avere a lui personalmente dichiarato di avere esse pure visto la Beata Vergine  nelle manifestazioni delle Ghiaie. Quelle due persone potranno  indicare anche altre persone che abbiano avuta la stessa visione e  sarà ritengo opportuno che anche ad esse si facciano le stesse  domande. 

2. Che si assumano precise e sicure informazioni su alcune almeno delle più importanti guarigioni di persone ammalate  avvenute in quelle circostanze qui alle Ghiaie per verificare se in  esse si avverano almeno quattro delle condizioni indicate da  Monsignor Masoni nel suo scritto e richieste dal dottor Cordiglia,  perché una guarigione possa ritenersi avvenuta per forze superiori  alla natura. Le quattro condizioni indicate da Mons. Masoni  e alle quali mi richiamo sono quelle di cui esso parla a pag. 5 dello  stampatello (litografia) sotto la lettera B. Corre voce che siano  così importanti quelli di una suora dell'Istituto Palazzolo e di una  donna di Bottanuco; pure importante è quello di Sala Anna di  Mandello Lario, venuta qui il 13 c.a. a ringraziare la Madonna per  essere stata guarita all'istante qui il 31 maggio 1944. Era ammalata  da due anni per una caduta con la rottura del cranio, paralizzata  alla parte sinistra e con crisi cardiache. Il dottor Cazzamalli di  Como che l'ha curata ne possiede le prove. Così quella di Monza  guarita di spondilite, il 28 maggio; quello di Varese del cancro e  certa Martinoli Italia di Magenta, per tacere di tanti altri casi che  sono a conoscenza del prof. Don Cortesi, sui quali tutti dovrebbero  farsi le debite indagini dalla autorità competente in forma giuridica. 

3. Nelle apparizioni o visioni l'Adelaide disse di avere visto parecchie volte con la Madonna il Bambino Gesù e S.  Giuseppe. Non le pare Ecc. che questa sia quasi la continuazione  dell'ultima apparizione di Fatima? E che dati i momenti sia un  monito del cielo alla moderna società sconvolta da una guerra, che  non ha confronti, alle anime e ai corpi, che se il mondo vuole  redimersi sia necessario che le famiglie perno della società  debbano modellarsi sugli esempi della famiglia di Nazareth? Sua S.  Pio XII nelle allocuzioni agli sposi novelli ed in altre circostanze  manifestò non una volta sola il desiderio della riforma della  famiglia cristiana per il ritorno del mondo ad una vita migliore e  sempre additò come modello la S. Famiglia. Questo mio pensiero è  condiviso da persone serie del clero e del laicato. 

4. Oltre le guarigioni finche, non sono forse più importanti le guarigioni morali, cioè le conversioni spirituali avvenute? So  che V. Ecc. possiede le dichiarazioni (fra le altre) di quel  bolscevico ateo del quale ebbe a scrivere a V. Ecc. un padre somasco  rettore della chiesa del Santo Crocifisso in Como, confermata da altri  due suoi confratelli, avvenuta qui alle Ghiaie, il 31 maggio 1944.  E in questa mia chiesa successero fatti che hanno fatto sussultare  di gioia parecchi cuori sacerdotali impegnati nel ministero delle  confessioni. Pure da Ponte, da Curno, da Lodi e da altri luoghi  furono segnalati casi di individui che da 18, 20, 30 anni non si  erano confessati e si confessarono per aver assistito a quello che  era successo alle Ghiaie. 

5. Se le preghiere raccomandate dal S. Padre, da V. Ecc. e dal clero durante il periodo della guerra e fatte dai buoni cristiani alla  nostra cara Madre Maria S.S. valsero a .scongiurare la guerra alla Alta  Italia e alla nostra Bergamo il pericolo dei bombardamenti, penso  che questo sia avvenuto anche ed in modo particolare per le  preghiere e penitenze che si sono fatte in questa mia parrocchia,  specialmente sul luogo delle cosiddette apparizioni. Solamente  chi è vissuto sul luogo ha potuto avere una prova di milioni di  persone qui accorse, incuranti dei disagi, dei viaggi lunghissimi sotto le intemperie del caldo, del freddo e  dei pericoli della guerra. 

6. Riferendomi poi a tutto il complesso di quanto avvenne  qui, nei mesi di maggio, giugno e luglio, senza alcuna chiamata  o reclame e più limitatamente è continuato fino a questi giorni,  e chi è venuto non con spirito di critica, ma per vedere che cosa  succedeva con oggettività, ha osservato, si deve dire, o che è  opera di Dio o del demonio. Che sia opera del demonio è  impossibile, perché il demonio non avrebbe permesso tanto  bene, cioè preghiere, penitenze, confessioni, guarigioni ecc.  Dunque si deve concludere che è opera di Dio, che il Signore ha  voluto così onorare sua Madre Maria SS. 

Da ultimo osservo che l'Ecc.mo cardinale arcivescovo di  Milano, che in quei giorni del 1944 si trovò molte volte nelle  parrocchie della Brianza, con atti pubblici si manifestò convinto  della verità delle apparizioni della B.V. alle Ghiaie, e ciò ritengo  non abbia fatto per leggerezza. 

Osservo anche che V. Ecc. persuaso della natura delle  cose avvenute, dispose per l'acquisto del terreno dove permise  la costruzione di un rifugio per i pellegrini nel luogo dove si  dice sia apparsa la Madonna, adatto alla preghiera. 

Ecco Eccellenza, quanto in coscienza per dovere e per l'amore che porto alla Madonna, ho creduto bene scriverle, protestando come ho sempre fatto, di non venire meno a quanto  Vostra Eccellenza vorrà decidere in merito. Intanto continuerò a  pregare e a far pregare perché tutto si avveri per l'onore di Dio". 

Severino Bortolan 

mercoledì 1 aprile 2026

Persecuzione dei discepoli nel tempo della fine

 


La Rimozione


Voi verrete attaccati con veemenza come i Miei primi discepoli, quando sarà venuto il tempo, dato che si tratta di decidere, per o contro di Me. Allora ognuno che è per Me. che sostiene Me ed il Mio Nome davanti al mondo, verrà attaccato, ed allora avrete bisogno di molta forza per poter porre resistenza nei confronti degli inviti mondani di rinunciare a Me e di rinnegare tutto ciò che avete finora sostenuto. Ma non sarete impauriti, perché come i Miei primi discepoli, colmi del Mio Spirito, ammetterete gioiosi, chi è il vostro Signore. E la vostra volontà sarà sempre di rimanere fedeli a Me, e dato che sapete anche della Mia Potenza e Forza, non temerete coloro che possono bensì uccidere il vostro corpo, ma non la vostra anima. E vi voglio benedire per questo, perché tenete in alto il Mio Nome, perché ammettete nei confronti dei vostri prossimi che Sono Io unicamente la vostra forza. Verrete perseguitati come i Miei primi discepoli, ma non sentirete così l’afflizione, e tutto ciò che vuole fare il nemico alla vostra anima, rimbalzerà da voi, perché vi copre lo scudo della fede. E come i Miei primi discepoli, allora conquisterete ancora degli uomini per Me, che vengono guidati dalla fede mediante il vostro esempio, che riconoscono nel Mio Nome una Forza, alla quale si concedono poi volontariamente. Ed anche questi otterranno ancora la ricompensa, che ho promesso a tutti coloro che credono in Me, anche loro mieteranno la Vita eterna e verranno accolti nel Regno di Luce. Ma Mi riconosceranno apertamente soltanto coloro che Mi hanno trovato, a cui la Mia Parola ha portato la Luce, che sono giunti alla viva fede mediante l’amore, e che sono anche perciò totalmente convinti che li salvo da ogni miseria del corpo e dell’anima. E chi non ha raggiunto questa profonda, viva fede fino al tempo della lotta di fede, costui rinuncia facilmente a Me, costui è ancora più attratto dal mondo, e perciò rinuncia anche spensieratamente ciò che dovrebbe essergli la Cosa più Alta su questa Terra, egli rinuncia a Me, perché non Mi ha mai veramente riconosciuto. Ma voi, Miei discepoli del tempo della fine, dovete resistere, e per questo vi giungerà anche riccamente la Forza, perché la vostra volontà di rimanerMi fedeli, vi garantisce anche il Mio Aiuto ed il Mio Apporto di Forza in illimitata misura. Voi potete soltanto perdere la vita terrena, se non appartenete a coloro che rimuoverò, ma anche questa non sarà terminata prima finché non sia la Mia Volontà, ma allora voi la scambierete con una Vita meravigliosa nel Regno spirituale. Ma non rinuncerete mai più a Me, per qualsiasi grande promessa da parte di colui che può bensì darvi dei beni terreni, ma non l’eterna Beatitudine. Dovrete ancora lottare su questa Terra, ma la vittoria vi è sicura, perché combattete con Me e per Me, voi lottate per il Mio Nome e la Mia Dottrina, voi combattete per la Verità, per la Luce e con ciò anche per la vostra beatitudine. 

Amen

8. novembre 1952 


Gesù a Salem e ad Amma - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 



Gesù a Salem e ad Amma


Da Ofra Gesù viaggiò attraverso la valle tra Alexandrium e Lebona fino a Salem. Scesi attraverso la foresta di Hareth nella pianura di Salem. Giardini e bei viali circondano la periferia della città, che era la più deliziosamente situata. Non era molto grande, ma più pulita e più regolare di molte altre in questa regione, disposta a forma di una stella, i cui punti irradiano da una fonte al centro. Tutte le strade conducevano alla fonte, ed erano interrotte da bei viali. La città in questo periodo, tuttavia, aveva qualcosa nel suo aspetto che indicava il declino. La fonte era considerata sacra. Era stata contaminata una volta così, vicino a Gerico, ma Eliseo l'aveva, come riferito, purificata versandovi sale e l'acqua in cui il santo mistero era stato immerso. Il piccolo edificio eretto sopra di essa era molto bello. Nel centro della città e non lontano dalla fonte si ergeva un alto castello, in rovina, con grandi finestre articolate. Vicino c'era un'alta torre, per tutto l'anno. In cima, che era circondata da una galleria, sventolava una bandiera. A circa due terzi dell'altezza della torre sporgevano quattro travi verso i quattro quarti del mondo, su cui pendevano grandi globi lucidati che brillavano sotto il sole. Essi guardavano quattro città diverse, ed erano una sorta di memoriale dei tempi di Davide. Egli una volta aveva abitato qui con Micol e, quando fu costretto a fuggire nella terra di Galaad, aveva attraverso questi globi ricevuto informazioni da Gionatan riguardo a Saul e ai suoi movimenti contro di lui. I globi, per comune accordo precedente, venivano appesi a volte così, a volte in modo da indicare con segnali ciò che stava accadendo in quelle parti.

Gesù fu molto ben accolto. Le persone che incontrò vicino ai covoni di grano lo accompagnarono in città, da cui altri vennero ad incontrarlo. Condussero lui e i discepoli in una casa, dove lavarono i piedi e diedero loro sandali e vesti finché le loro non furono spolverate e pulite. I viaggiatori venivano spesso presentati con vesti così stabilite, ma Gesù non le accettò mai come un regalo. Di solito c'era uno scambio con lui, di cui uno dei discepoli si occupava. I salemiti poi portarono Gesù alla loro bella fonte e gli offrirono i rinfreschi tradizionali. Si radunarono intorno alla fonte numerosi malati di ogni tipo, così numerosi che persino le strade erano piene di loro. Gesù iniziò immediatamente a guarire, passando in silenzio da uno all'altro fino a quasi le quattro, quando partecipò a una cena offerta in una locanda, e da lì si diresse alla sinagoga per predicare.

Durante il discorso parlò di Melchisedec, anche di Malachia che aveva dimorato una volta qui e che aveva profetizzato il sacrificio secondo l'ordine di Melchisedec. Gesù disse loro che il tempo per il sacrificio si avvicinava, e che gli antichi profeti sarebbero stati felici di aver visto e sentito ciò che ora vedeva e sentiva.

La gente di Salem apparteneva alla classe media, né povera né ricca, ma incline al bene e alla carità verso gli altri. Anche i dottori della sinagoga erano ben intenzionati, ma erano spesso visitati dai farisei del quartiere, con grande fastidio loro e dei cittadini. Salem godeva di certi privilegi. Aveva sotto la sua giurisdizione un distretto nelle vicinanze e altri luoghi limitrofi. Gesù fu particolarmente gentile con queste persone e confermò i loro buoni sentimenti.

La mattina del giorno seguente, Gesù si recò per circa un'ora a sud-est di Salem, in un angolo tra il Giordano e il piccolo fiume che vi confluisce da Akrabis. C'era un parco di divertimenti in questa regione montuosa, oltre a tre stagni per i pesci, uno sopra l'altro, ciascuno alimentato dalle acque del piccolo fiume. C'erano anche bagni che potevano essere riscaldati. Gesù fu seguito fin lì da molti della città. Da questo giardino di Ennon si poteva distinguere l'altra sponda del Giordano, la cui riva opposta era piena di passeggiatori. Verso mezzogiorno tutti tornarono in città e trovai riuniti alcuni farisei di Aruma. Questa città era situata su una montagna, a due ore a ovest di Salem e circa un'ora a nord-ovest della città di nuova costruzione di Fasael, che era quasi nascosta in un angolo delle montagne. Era lì che il devoto Giairo abitava, la cui figlia Gesù aveva da poco riportato in vita. Tra i farisei c'era un fratello di Simone il lebbroso, di Betania. Era uno dei farisei più distinti di Aruma. C'erano anche alcuni sadducei del tempo. Erano tutti arrivati come ospiti, poiché era consuetudine che i dottori della Legge si visitassero a vicenda nei giorni immediatamente successivi alla Festa delle Capanne. Alcuni di altri luoghi oltre ad Aruma erano presenti anch'essi. Un banchetto fu tenuto in una delle case pubbliche di Salem, a cui parteciparono Gesù e tutti i dottori. Questi ultimi temevano che Gesù avrebbe predicato a Salem il sabato successivo. L'idea non piaceva loro, poiché gli abitanti erano già mal disposti verso di loro, così il fratello di Simone invitò Gesù ad andare ad Aruma per il sabato, e Gesù accettò l'invito.

Fasael era un nuovo luogo in cui Erode si fermava quando si trovava in quella parte del paese. La città era circondata da palme e un piccolo ruscello aveva origine nei dintorni, da lì sfociava nel fiume Giordano quasi di fronte a Socoth. Gli abitanti sembravano essere coloni. La città fu costruita da Erode.

Quando Gesù arrivò ad Aruma, non fu accolto dai farisei fuori dalla porta della città. Di conseguenza, con i suoi sette discepoli, tutti con vestiti stretti, attraversò la città. Lì fu ricevuto, secondo l'usanza del luogo, da alcuni cittadini ben disposti, come si fa sempre con i viaggiatori che entrano dalla porta con abiti stretti. Il fatto che fossero entrati in quello stile indicava che non avevano ancora ricevuto ospitalità. Gesù e i discepoli furono condotti in una casa dove i loro piedi furono lavati, le loro vesti spolverate e furono offerti loro rinfreschi. Dopo di che, Gesù andò nella casa dei sacerdoti, vicino alla sinagoga, dove si trovava il fratello di Simone, insieme a diversi altri farisei e sadducei che erano venuti qui da Tebe e altri luoghi. Presi dei rotoli delle Scritture, andarono con Gesù ai bagni pubblici fuori dalla città. Lì discussero i passaggi delle Sacre Scritture che erano stati letti nella lezione del sabato presente. Era come una preparazione per un sermone. Erano molto cortesi, molto educati nei modi con Gesù, e lo pregarono di predicare quella sera, supplicandolo allo stesso tempo di non dire nulla che potesse far insorgere il popolo. Non lo dissero in termini chiari, ma lo lasciarono intendere. Gesù rispose loro con severità e senza esitazione che avrebbe insegnato ciò che era nelle Scritture, cioè la verità, e procedette a parlare dei lupi in veste di agnelli.

Nella sinagoga, Gesù insegnò la vocazione di Abramo e il suo viaggio in Egitto, della lingua ebraica, di Noè, Eber, Peleg e Giobbe. Le lezioni erano tratte dal capitolo 12 della Genesi e da Isaia. Gesù disse che già ai tempi di Eber, Dio aveva separato gli israeliti dal resto dell'umanità, perché aveva dato a Eber una nuova lingua, l'ebraico, che non aveva nulla in comune con le altre lingue esistenti allora. Questo fu fatto per massimizzare l'efficacia nel separare la sua discendenza da tutte le altre. Prima di ciò, Eber, come Adamo, Set e Noè, aveva parlato la lingua originaria. Ma durante la costruzione della Torre di Babele, questa si era confusa e divisa in numerosi dialetti. Per separare completamente Eber dal resto degli uomini, Dio gli aveva dato una lingua propria, la sacra, l'antico ebraico, senza la quale lui e i suoi discendenti non sarebbero mai stati in grado di mantenersi puri e una razza distinta.

Mentre ad Aruma, Gesù ricevette ospitalità in casa di Simone il lebbroso, suo fratello. Simone stesso, sebbene ora vivesse a Betania, era originario di Aruma. Era una persona di poca importanza, sebbene aspirasse al contrario, ma suo fratello di Aruma era molto versato nella saggezza del tempo. Tutte le cose erano regolate perfettamente nella casa di questo fariseo. Se Gesù non fu ricevuto con la riverenza che ispira la fede, fu comunque trattato secondo le migliori leggi dell'ospitalità. Gli fu data una stanza separata per la preghiera, gli oggetti da toeletta e i vasi erano belli, e il padrone di casa rese gli onori al suo ospite abituale. La moglie e i bambini non fecero la loro apparizione.

Giairo di Fasael, la cui figlia Gesù aveva risuscitato dai morti, era anche qui per il sabato e ebbe un colloquio con Gesù. Poi andò a vedere i discepoli e li condusse in giro per tutta la città. Sua figlia non era a Fasael, ma nella scuola delle ragazze fino ad Abelmahula. In questo giorno molte ragazze vennero qui in gruppo, come avevo visto precedentemente gli uomini visitare diversi luoghi in gruppi. Abelmahula potrebbe essere stata a più di sei ore di distanza da Fasael.

Fuori da Aruma, a est, c'era un immenso edificio antico occupato da uomini anziani e vedove. Non erano Esseni, sebbene indossassero vesti lunghe e bianche e vivessero secondo una regola determinata. Gesù insegnò tra loro. Quando era invitato a una cena o a un intrattenimento, Gesù era solito andare da tavolo a tavolo e dare istruzioni.