mercoledì 1 aprile 2026

Persecuzione dei discepoli nel tempo della fine

 


La Rimozione


Voi verrete attaccati con veemenza come i Miei primi discepoli, quando sarà venuto il tempo, dato che si tratta di decidere, per o contro di Me. Allora ognuno che è per Me. che sostiene Me ed il Mio Nome davanti al mondo, verrà attaccato, ed allora avrete bisogno di molta forza per poter porre resistenza nei confronti degli inviti mondani di rinunciare a Me e di rinnegare tutto ciò che avete finora sostenuto. Ma non sarete impauriti, perché come i Miei primi discepoli, colmi del Mio Spirito, ammetterete gioiosi, chi è il vostro Signore. E la vostra volontà sarà sempre di rimanere fedeli a Me, e dato che sapete anche della Mia Potenza e Forza, non temerete coloro che possono bensì uccidere il vostro corpo, ma non la vostra anima. E vi voglio benedire per questo, perché tenete in alto il Mio Nome, perché ammettete nei confronti dei vostri prossimi che Sono Io unicamente la vostra forza. Verrete perseguitati come i Miei primi discepoli, ma non sentirete così l’afflizione, e tutto ciò che vuole fare il nemico alla vostra anima, rimbalzerà da voi, perché vi copre lo scudo della fede. E come i Miei primi discepoli, allora conquisterete ancora degli uomini per Me, che vengono guidati dalla fede mediante il vostro esempio, che riconoscono nel Mio Nome una Forza, alla quale si concedono poi volontariamente. Ed anche questi otterranno ancora la ricompensa, che ho promesso a tutti coloro che credono in Me, anche loro mieteranno la Vita eterna e verranno accolti nel Regno di Luce. Ma Mi riconosceranno apertamente soltanto coloro che Mi hanno trovato, a cui la Mia Parola ha portato la Luce, che sono giunti alla viva fede mediante l’amore, e che sono anche perciò totalmente convinti che li salvo da ogni miseria del corpo e dell’anima. E chi non ha raggiunto questa profonda, viva fede fino al tempo della lotta di fede, costui rinuncia facilmente a Me, costui è ancora più attratto dal mondo, e perciò rinuncia anche spensieratamente ciò che dovrebbe essergli la Cosa più Alta su questa Terra, egli rinuncia a Me, perché non Mi ha mai veramente riconosciuto. Ma voi, Miei discepoli del tempo della fine, dovete resistere, e per questo vi giungerà anche riccamente la Forza, perché la vostra volontà di rimanerMi fedeli, vi garantisce anche il Mio Aiuto ed il Mio Apporto di Forza in illimitata misura. Voi potete soltanto perdere la vita terrena, se non appartenete a coloro che rimuoverò, ma anche questa non sarà terminata prima finché non sia la Mia Volontà, ma allora voi la scambierete con una Vita meravigliosa nel Regno spirituale. Ma non rinuncerete mai più a Me, per qualsiasi grande promessa da parte di colui che può bensì darvi dei beni terreni, ma non l’eterna Beatitudine. Dovrete ancora lottare su questa Terra, ma la vittoria vi è sicura, perché combattete con Me e per Me, voi lottate per il Mio Nome e la Mia Dottrina, voi combattete per la Verità, per la Luce e con ciò anche per la vostra beatitudine. 

Amen

8. novembre 1952 


Gesù a Salem e ad Amma - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 



Gesù a Salem e ad Amma


Da Ofra Gesù viaggiò attraverso la valle tra Alexandrium e Lebona fino a Salem. Scesi attraverso la foresta di Hareth nella pianura di Salem. Giardini e bei viali circondano la periferia della città, che era la più deliziosamente situata. Non era molto grande, ma più pulita e più regolare di molte altre in questa regione, disposta a forma di una stella, i cui punti irradiano da una fonte al centro. Tutte le strade conducevano alla fonte, ed erano interrotte da bei viali. La città in questo periodo, tuttavia, aveva qualcosa nel suo aspetto che indicava il declino. La fonte era considerata sacra. Era stata contaminata una volta così, vicino a Gerico, ma Eliseo l'aveva, come riferito, purificata versandovi sale e l'acqua in cui il santo mistero era stato immerso. Il piccolo edificio eretto sopra di essa era molto bello. Nel centro della città e non lontano dalla fonte si ergeva un alto castello, in rovina, con grandi finestre articolate. Vicino c'era un'alta torre, per tutto l'anno. In cima, che era circondata da una galleria, sventolava una bandiera. A circa due terzi dell'altezza della torre sporgevano quattro travi verso i quattro quarti del mondo, su cui pendevano grandi globi lucidati che brillavano sotto il sole. Essi guardavano quattro città diverse, ed erano una sorta di memoriale dei tempi di Davide. Egli una volta aveva abitato qui con Micol e, quando fu costretto a fuggire nella terra di Galaad, aveva attraverso questi globi ricevuto informazioni da Gionatan riguardo a Saul e ai suoi movimenti contro di lui. I globi, per comune accordo precedente, venivano appesi a volte così, a volte in modo da indicare con segnali ciò che stava accadendo in quelle parti.

Gesù fu molto ben accolto. Le persone che incontrò vicino ai covoni di grano lo accompagnarono in città, da cui altri vennero ad incontrarlo. Condussero lui e i discepoli in una casa, dove lavarono i piedi e diedero loro sandali e vesti finché le loro non furono spolverate e pulite. I viaggiatori venivano spesso presentati con vesti così stabilite, ma Gesù non le accettò mai come un regalo. Di solito c'era uno scambio con lui, di cui uno dei discepoli si occupava. I salemiti poi portarono Gesù alla loro bella fonte e gli offrirono i rinfreschi tradizionali. Si radunarono intorno alla fonte numerosi malati di ogni tipo, così numerosi che persino le strade erano piene di loro. Gesù iniziò immediatamente a guarire, passando in silenzio da uno all'altro fino a quasi le quattro, quando partecipò a una cena offerta in una locanda, e da lì si diresse alla sinagoga per predicare.

Durante il discorso parlò di Melchisedec, anche di Malachia che aveva dimorato una volta qui e che aveva profetizzato il sacrificio secondo l'ordine di Melchisedec. Gesù disse loro che il tempo per il sacrificio si avvicinava, e che gli antichi profeti sarebbero stati felici di aver visto e sentito ciò che ora vedeva e sentiva.

La gente di Salem apparteneva alla classe media, né povera né ricca, ma incline al bene e alla carità verso gli altri. Anche i dottori della sinagoga erano ben intenzionati, ma erano spesso visitati dai farisei del quartiere, con grande fastidio loro e dei cittadini. Salem godeva di certi privilegi. Aveva sotto la sua giurisdizione un distretto nelle vicinanze e altri luoghi limitrofi. Gesù fu particolarmente gentile con queste persone e confermò i loro buoni sentimenti.

La mattina del giorno seguente, Gesù si recò per circa un'ora a sud-est di Salem, in un angolo tra il Giordano e il piccolo fiume che vi confluisce da Akrabis. C'era un parco di divertimenti in questa regione montuosa, oltre a tre stagni per i pesci, uno sopra l'altro, ciascuno alimentato dalle acque del piccolo fiume. C'erano anche bagni che potevano essere riscaldati. Gesù fu seguito fin lì da molti della città. Da questo giardino di Ennon si poteva distinguere l'altra sponda del Giordano, la cui riva opposta era piena di passeggiatori. Verso mezzogiorno tutti tornarono in città e trovai riuniti alcuni farisei di Aruma. Questa città era situata su una montagna, a due ore a ovest di Salem e circa un'ora a nord-ovest della città di nuova costruzione di Fasael, che era quasi nascosta in un angolo delle montagne. Era lì che il devoto Giairo abitava, la cui figlia Gesù aveva da poco riportato in vita. Tra i farisei c'era un fratello di Simone il lebbroso, di Betania. Era uno dei farisei più distinti di Aruma. C'erano anche alcuni sadducei del tempo. Erano tutti arrivati come ospiti, poiché era consuetudine che i dottori della Legge si visitassero a vicenda nei giorni immediatamente successivi alla Festa delle Capanne. Alcuni di altri luoghi oltre ad Aruma erano presenti anch'essi. Un banchetto fu tenuto in una delle case pubbliche di Salem, a cui parteciparono Gesù e tutti i dottori. Questi ultimi temevano che Gesù avrebbe predicato a Salem il sabato successivo. L'idea non piaceva loro, poiché gli abitanti erano già mal disposti verso di loro, così il fratello di Simone invitò Gesù ad andare ad Aruma per il sabato, e Gesù accettò l'invito.

Fasael era un nuovo luogo in cui Erode si fermava quando si trovava in quella parte del paese. La città era circondata da palme e un piccolo ruscello aveva origine nei dintorni, da lì sfociava nel fiume Giordano quasi di fronte a Socoth. Gli abitanti sembravano essere coloni. La città fu costruita da Erode.

Quando Gesù arrivò ad Aruma, non fu accolto dai farisei fuori dalla porta della città. Di conseguenza, con i suoi sette discepoli, tutti con vestiti stretti, attraversò la città. Lì fu ricevuto, secondo l'usanza del luogo, da alcuni cittadini ben disposti, come si fa sempre con i viaggiatori che entrano dalla porta con abiti stretti. Il fatto che fossero entrati in quello stile indicava che non avevano ancora ricevuto ospitalità. Gesù e i discepoli furono condotti in una casa dove i loro piedi furono lavati, le loro vesti spolverate e furono offerti loro rinfreschi. Dopo di che, Gesù andò nella casa dei sacerdoti, vicino alla sinagoga, dove si trovava il fratello di Simone, insieme a diversi altri farisei e sadducei che erano venuti qui da Tebe e altri luoghi. Presi dei rotoli delle Scritture, andarono con Gesù ai bagni pubblici fuori dalla città. Lì discussero i passaggi delle Sacre Scritture che erano stati letti nella lezione del sabato presente. Era come una preparazione per un sermone. Erano molto cortesi, molto educati nei modi con Gesù, e lo pregarono di predicare quella sera, supplicandolo allo stesso tempo di non dire nulla che potesse far insorgere il popolo. Non lo dissero in termini chiari, ma lo lasciarono intendere. Gesù rispose loro con severità e senza esitazione che avrebbe insegnato ciò che era nelle Scritture, cioè la verità, e procedette a parlare dei lupi in veste di agnelli.

Nella sinagoga, Gesù insegnò la vocazione di Abramo e il suo viaggio in Egitto, della lingua ebraica, di Noè, Eber, Peleg e Giobbe. Le lezioni erano tratte dal capitolo 12 della Genesi e da Isaia. Gesù disse che già ai tempi di Eber, Dio aveva separato gli israeliti dal resto dell'umanità, perché aveva dato a Eber una nuova lingua, l'ebraico, che non aveva nulla in comune con le altre lingue esistenti allora. Questo fu fatto per massimizzare l'efficacia nel separare la sua discendenza da tutte le altre. Prima di ciò, Eber, come Adamo, Set e Noè, aveva parlato la lingua originaria. Ma durante la costruzione della Torre di Babele, questa si era confusa e divisa in numerosi dialetti. Per separare completamente Eber dal resto degli uomini, Dio gli aveva dato una lingua propria, la sacra, l'antico ebraico, senza la quale lui e i suoi discendenti non sarebbero mai stati in grado di mantenersi puri e una razza distinta.

Mentre ad Aruma, Gesù ricevette ospitalità in casa di Simone il lebbroso, suo fratello. Simone stesso, sebbene ora vivesse a Betania, era originario di Aruma. Era una persona di poca importanza, sebbene aspirasse al contrario, ma suo fratello di Aruma era molto versato nella saggezza del tempo. Tutte le cose erano regolate perfettamente nella casa di questo fariseo. Se Gesù non fu ricevuto con la riverenza che ispira la fede, fu comunque trattato secondo le migliori leggi dell'ospitalità. Gli fu data una stanza separata per la preghiera, gli oggetti da toeletta e i vasi erano belli, e il padrone di casa rese gli onori al suo ospite abituale. La moglie e i bambini non fecero la loro apparizione.

Giairo di Fasael, la cui figlia Gesù aveva risuscitato dai morti, era anche qui per il sabato e ebbe un colloquio con Gesù. Poi andò a vedere i discepoli e li condusse in giro per tutta la città. Sua figlia non era a Fasael, ma nella scuola delle ragazze fino ad Abelmahula. In questo giorno molte ragazze vennero qui in gruppo, come avevo visto precedentemente gli uomini visitare diversi luoghi in gruppi. Abelmahula potrebbe essere stata a più di sei ore di distanza da Fasael.

Fuori da Aruma, a est, c'era un immenso edificio antico occupato da uomini anziani e vedove. Non erano Esseni, sebbene indossassero vesti lunghe e bianche e vivessero secondo una regola determinata. Gesù insegnò tra loro. Quando era invitato a una cena o a un intrattenimento, Gesù era solito andare da tavolo a tavolo e dare istruzioni.


Persecuzione a causa della saggezza

 


La via che conduce gli uomini all’orgoglio: furono proprio loro a perseguitarmi maggiormente quando Mi videro compiere miracoli davanti ai Miei numerosi seguaci. Ritenevano che non fosse altro che stregoneria, per scandalizzarmi. Ma furono loro stessi a condannarsi, poiché non riuscivano a vedere la verità, né ad ascoltare la Voce della Ragione. I loro cuori erano pieni di maliziosa cupidigia, dietro la quale si nascondeva Satana. Fu un periodo di grande persecuzione. Volevano essere i detentori della verità, ma conoscevano solo ciò che era sulla Terra; vivevano molto lontani dalle cose del Cielo. Coloro che Mi seguivano venivano tacciati di essere fanatici che seguivano un ingannatore. Solo dopo la Mia Resurrezione videro e sentirono che Io, Gesù, Figlio di Dio, ero vero. Fino ad allora, la maggior parte era cieca e smarrita.

Figlio mio Bento, ciò che ti sta accadendo, questa persecuzione a causa del tuo lavoro, è quasi identico a ciò che è accaduto agli altri Miei Profeti. Anche loro erano perseguitati a causa della saggezza che Io avevo trasmesso loro. Molti, vedendo i miracoli che compivano nel Mio Nome, li chiamavano stregoni. Così, figlio Mio, sei tu. Coloro che ti giudicano diranno ai sacerdoti che non puoi parlare all’interno della Chiesa, pur non rendendosi conto della verità. Si lasciano ingannare dai calunniatori e dagli invidiosi. Sono persone che commettono i propri errori, ma non ammettono che i loro vengano scoperti. Perciò, quando parli, figlio mio, tocchi il loro punto dolente. Allora andranno a dire ai sacerdoti che sei un falso. L’uomo o la donna, quando inizia ad ascoltare la verità che non ha mai sentito e che tocca le loro sporcizie, dirà subito che tu non capisci nulla. Ma non dimentichino che dentro di te c'è il Mio Spirito Santo, e per mezzo di Lui dici solo ciò che devi, e non ciò che loro vorrebbero sentire. Il nemico stesso del piano di Dio si infiltra nel cuore di queste persone e cerca di soffocare ciò che il Mio servitore sta facendo.

È giunto il momento di far luce sulla verità, a chiunque ciò possa dispiacere. Ciò che ho già predestinato non rimarrà più nascosto. Ogni parola che è stata scritta deve essere resa pubblica, perché il Mio ordine non è come quello degli uomini, che rimane a lungo nascosto. C'è un diritto che hanno smesso di rispettare; con questo, sono i mafiosi e i corrotti ad avere il diritto di andare sempre in giacca e cravatta, nelle loro auto di lusso, con le loro belle ville, con i loro yacht e aerei. Il povero può solo andare a piedi, o quando va male, in bicicletta. Ma, alla svolta di questo secolo che è vicino, non devono aspettarsi nulla di buono, perché stanno già avendo la loro punizione.

Chi ha abusato della bontà di Dio, la punizione è già in arrivo. La vita di ciascuno di loro dipende solo da pochi mesi.

Miei cari figli, il mondo può ancora spaventarvi per ciò che faranno, ma chi è con Me non soffrirà per la perdita e i danni che essi stessi hanno creato. Ora, il sortilegio si è rivoltato contro lo stregone. Hanno seminato, dovranno raccogliere.

Resta nella Mia Pace, Figlio Mio. Tu sei e continui ad essere il Mio Messaggero.

Gesù

21/11/1995

GESÙ HA SPIEGATO IN DETTAGLIO TUTTA LA VERITÀ SULLA SCALA DI GIACOBBE!


 

Preghiera per la Fede, l’Amore e la Speranza

 


Signore, concedimi così tanto amore che, 

anche senza poterti vedere, io creda in Te con totale fiducia.  

Dammi così tanta fede che, anche senza percepirla,  

io rimanga saldo nella certezza della Tua presenza.  

Che la speranza in Te sia il mio sostegno 

e mi spinga ad andare avanti in ogni momento della mia vita.

 

Dammi così tanta fede, Signore, che  

anche se non pronuncio il Tuo Nome,  

Il tuo aiuto mi sostenga sempre, 

guidando i miei passi e dandomi forza nelle avversità.

 

Anche se i venti saranno forti,  

L'albero che è cresciuto in Te non sarà abbattuto. 

La mia fede non è passeggera; è nata dal vivere al Tuo fianco  

e di ottenere sostegno dalla Tua Madre Santissima. 

Grazie, Divino Signore, 

per avermi dato la Tua Madre Santissima 

come mia madre.  

Tenendola per mano nulla che venga dal male mi può toccare, 

perché la mia volontà è nelle tue Mani, oggi e sempre.

 


VIVRETE, FIGLI MIEI, MOMENTI MOLTO, MOLTO, MOLTO DIFFICILI, ma! «NON ABBIATE PAURA, SIETE SOTTO LA MIA PROTEZIONE»!

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE il 31 marzo 2026)


IO SONO DIO: «Padre, Figlio, Spirito Santo», IO SONO!


IO vi do, Mie Amatissime, la Mia Santissima Benedizione: insieme a quella della Beata VERGINE MARIA: LA Purissima e Santa: La Divina Immacolata Concezione e, San GIUSEPPE, Suo castissimo sposo:


NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO!


AMEN, AMEN, AMEN


Oggi vi chiedo, figli Miei, di pregare molto per:


Il mondo

La FRANCIA

La Chiesa

La PACE!


Perdonate come IO: «Gesù Crocifisso ha perdonato i Miei carnefici sulla CROCE» e, come la Mia Santa Madre ai piedi della CROCE, ha perdonato loro.

E, ancora una volta, figli Miei: «ABBIATE PIENA FIDUCIA IN ME»: Abbiate fiducia nell’Amore che vi ama!


Voi vivrete, figli Miei, momenti molto, molto, molto difficili, MA! Non temete: «Siete sotto la Mia protezione»: la protezione del vostro Padre del CIELO insieme a tutti coloro che amate: insieme a tutti coloro che portate nel vostro cuore!


Amen, Amen, Amen,


IO SONO DIO REDENTORE: «SALVATORE DEL MONDO», che viene nella gloria.


IO SONO. Amen


IO vi do la Mia PACE, figli Miei, IO vi do la Mia PACE! Amen.


(Alla fine del messaggio, abbiamo cantato:)


Vittoria, tu regnerai

Ave Maria


Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


L'origine delle apparizioni secondo don Luigi  Locatelli 

Alcuni parroci e sacerdoti, vicini alla parrocchia di Ghiaie, si mostrarono fin dall'inizio contrari alle apparizioni. 
Don Luigi Locatelli, parroco di Presezzo (Bergamo),  accusò don Cesare Vitali, parroco di Ghiaie, di essere il principale regista della farsa di Ghiaie, il manipolatore della bambina  Adelaide Roncalli. 
La causa dell'ostilità, penso si possa trovare anche nella storia della costituzione della parrocchia di Ghiaie. 
Il paese è tuttora una frazione del comune di Bonate Sopra  e, in parte, di Presezzo. Anche per la giurisdizione religiosa,  Ghiaie dipendette dalle parrocchie di Bonate Sopra e di Presezzo  fino a che, nel settembre 1921, fu costituito in parrocchia  autonoma, riconosciuta agli effetti civili, dopo molte contestazioni, soltanto col decreto del 29 marzo 1944, registrato alla  Corte dei Conti il 20 maggio 1944. 
Nella difficile situazione che si trascinava dal 1921 e si  concluse il 20 maggio 1944, si inserirono le apparizioni, puro  fatto spirituale, che fu visto come un tentativo maldestro del parroco don Cesare Vitali per dare vita e prestigio alla nuova  parrocchia. Inoltre, egli insinuò che il secondo ciclo delle apparizioni potesse essere tutta una macchinazione dei repubblichini.  A tal proposito, don Felice Murachelli scrive: "Un suo nemico acerrimo fu don Luigi Locatelli — parroco di Presezzo — che tra  le altre cose che sostiene nel suo dossier contro Ghiaie v 'è anche  l'affermazione che il secondo ciclo di apparizioni è stato voluto,  anzi indetto, dai fascisti repubblichini. Tutti sanno, invece, che la  radio e la stampa della Repubblica di Salò attaccarono in modo  violentissimo le apparizioni di Ghiaie; anzi, le autorità politiche  della Repubblica premevano sul vescovo di Bergamo perché  ponesse fine (!) alle apparizioni, nell'intento di evitare (così  dicevano) che gli angloamericani colpissero, bombardando,  quell'enorme folla di fedeli (v. Felix, L'epilogo di Fatima,  Edizioni Toroselle, Esine (Brescia) 1990, p. 22). 
Tutte queste accuse e insinuazioni il parroco di Presezzo le  mise in seguito per iscritto, su richiesta di don Luigi Cortesi. 
Vediamo che cosa scrive il professore di filosofia del seminario di Bergamo: 

"In provincia, l'opposizione più intransigente e serrata ebbe  il suo epicentro nei circoli ecclesiastici di Bonate Sopra e di  Presezzo, paesi confinanti con Ghiaie... Perciò, animato di puro  amore di verità... vivamente li sollecitai di contribuire alla  soluzione del problema, redigendo in uno scritto riservato alla  Curia Vescovile quelle istanze negative che non si peritavano di  diffondere oralmente. L'amico Don Eugenio Mapelli, coadiutore  a Bonate Sopra, pur non avendo mai partecipato alle visioni,  possedeva ampie esperienze dirette dei fatti e della bambina, e  già più volte aveva manifestato anche troppo chiaramente il suo  giudizio. Fu il primo che invitai a stendere con tutta onestà e  libertà scientifica un resoconto delle sue osservazioni.  Finalmente, dopo un mese e mezzo di mie insistenze,  accondiscese, inviandomi il 29 agosto un denso memoriale di 24  punti: esponeva obiezioni tratte dalla storia esterna dei fatti, dal  comportamento di Adelaide e da considerazioni teologiche, ma si  asteneva dal pronunciarsi, poiché terminava: "Ti ho esposto  quanto di importante mi sembrava ti potesse interessare. A te  giudicare". 
Nel frattempo rivolgevo lo stesso invito a Don Giovanni  Paleni, parroco di Bonate Sopra, il quale gentilmente ma recisamente scansò il fastidioso compito, e a Don Luigi Locatelli, parroco di Presezzo, il quale rifiutò, poi, assediato da continue  richieste, tergiversò, e alla fine promise di accontentarmi. Ma in  seguito, avuto sentore del memoriale di Don Mapelli, si ritenne  disimpegnato e mi scrisse così: "Dopo la relazione di Don  Mapelli mi sembra inutile ogni altro scritto in merito alla faccenda delle Ghiaie: e per ciò mi dispenso dall'interloquire..."  (Presezzo, 7 settembre 1944). 
Non gli tenni per buona la ragione addotta, e insistetti. Il  buon parroco alla fine cedette e, il 29 settembre 1944, mi inviava  un'amplissima relazione bipartita, in cui, sviluppando e  sistemando gli appunti di Don Mapelli, intese provare che: "I  fatti di Ghiaie hanno origine dall'ambiente; essi sono privi di  ogni nota di soprannaturalità". 
A prescindere dai particolari, si può dire che la prima parte  e la tesi di una suggestione ambientale, incosciente e frodolenta è  fragile, fondata su lacunosa e inesatta informazione storica di  seconda mano, troppo spesso birichina, mordace e ingiusta, del  resto, completamente sfasata e fuori pista. Più centrate e  resistenti sono le osservazioni storico-teologiche della seconda  parte: le incertezze e le contraddizioni di Adelaide, le predizioni  fallite, l'immutata spiritualità della bimba, l'assenza di fenomeni  straordinari prima, durante e dopo la visione, la mancanza di un  messaggio, di un segreto, di un miracolo, la mancanza di  opposizioni... Non so - un modo come un altro per dire che lo so  bene - in qual modo la relazione si diffuse. Doveva essere  riservata agli esaminatori vescovili; invece, rimaneggiata a più  riprese, per indiscrezione di alcuno, fu tirata in numero  vertiginoso di copie dattiloscritte, che si divulgarono in provincia  e fuori provincia (giunsero anche al Cardinale di Milano)... Si  comprende come essa doveva accelerare il raggelamento degli  entusiasmi in quei molti che ne accolsero i risultati senza saperne criticare i motivi. 
Si voleva dire, dunque, che con queste riserve, l'adesione  delle folle alle apparizioni del Torchio si riduce nei limiti di un  fenomeno puramente umano, spiegabile mediante le ordinarie  categorie psicologiche, e non impone di postulare la verità delle  apparizioni stesse" (v. Luigi Cortesi, Il problema delle apparizioni di Ghiaie, S.E.S.A., Bergamo 1945, pp. 185-187). 
Il Cortesi ci dà in anticipo in sintesi la relazione del Locatelli, che io riporto in parte. La relazione è formata da 17 fogli  dattiloscritti ed è divisa in due parti. 
1.  Egli scrive: 
"I fatti delle Ghiaie hanno origine dall'ambiente. 
Durante i mesi di gennaio e febbraio 1944, è stato rappresentato nel teatrino dell'oratorio femminile delle Ghiaie il  dramma: La Madonna di Fatima. 
La rappresentazione ripetuta parecchie volte, sia per il  soggetto che per la messinscena, la musica, ecc., ha colpito fortemente il pubblico formato di giovani ragazze; tennero dietro  letture, conferenze e prediche sino al mese di maggio ed è naturale che tutto questo abbia finito per mettere in agitazione le  fantasie... 
Tutto questo è falso, come vedremo in seguito. 
Egli aggiunge: 
"Nello stesso torno di tempo, una curiosità singolare  avrebbe colpito chiunque fosse entrato nella casa del Signor  Roncalli Enrico, padre dell'Adelaide: le pareti delle stanze da  letto delle sue figliole erano decorate con immagini sacre rappresentanti tutte lo stesso soggetto sacro: la apparizione della  Madonna sia a Lourdes, a Fatima, a Caravaggio, a Desenzano,  ecc... 
Tutto questo apparato scenico religioso non poteva aver  altro scopo e risultato di quello di imprimere nella fantasia e nel  pensiero delle ragazze, dopo quanto avevano visto all'oratorio, il fantasma dell'apparizione... di fatti le fantasie si riscaldarono e  a tempo opportuno partorirono apparizioni e visioni". 
Non è vero che il dramma di Fatima sia stato rappresentato  nel gennaio 1944 e la recita sia stata ripetuta molte volte e le  persone presenti siano state fortemente influenzate da una  semplice rappresentazione di un soggetto religioso che non  aveva nulla di sconvolgente, e con mezzi molto artigianali, a  cominciare dagli attori e attrici, che non erano certo maestri di arte  teatrale. Questo sì è un parto della fantasia del Locatelli. 
Inoltre, a Ghiaie non vi furono letture, conferenze, prediche  sulle apparizioni di Fatima, ma un breve discorso tenuto durante  le funzioni del mese di maggio 1943, al quale Adelaide non  partecipò. 
Candido Maffeis disse: "A quei tempi io stavo sempre in  mezzo ai ragazzi. Di Fatima non si parlava. Neppure le donne più  praticanti la chiesa sapevano nulla, chissà una povera bambina.  Ricordo che il mese di maggio 1943, il parroco lo trascorse,  almeno la maggior parte, spiegando le apparizioni di Fatima. Io  ci capii poco. Se Adelaide fosse venuta in chiesa, credo avrebbe  capito quanto me e forse meno. 
Poi la lettura e la spiegazione del libro era nuova, perché  mai nel paese si era sentito parlare di Fatima" (v. Achille Ballini, 
Una fosca congiura contro la storia, Editrice Ars Graphica, Roma  1954, p. 96). 
Padre Gemelli nella sua relazione scrive: 
"Viene ricordato che la bambina ha assistito ad una rappresentazione scenica delle apparizioni della Madonna di  Fatima, però la rappresentazione scenica non ha esercitato sul-l'  animo della bambina alcun effetto di carattere suggestivo, tanto  che essa criticamente e liberamente giudica le persone che  parteciparono a tale rappresentazione, rilevando incongruenze ed  insufficienze specialmente in confronto con le visioni che essa  afferma di aver avuto". 
La maestra Ermenegilda Poli, di Cene (Bergamo) conoscitrice  degli usi e costumi e soprattutto dell'ambiente della diocesi di  Bergamo di sessant'anni fa, quando non era ancora secolarizzata  com'è oggi, così scrive: 
"Il plico scritto dal parroco di Presezzo don Luigi Locatelli  a quel tempo, contestato da padre Arsuffi, l'ho letto anch'io,  nel 1985. (nello stesso anno lo diede anche a me, dicendo:  voglio che lei lo confuti parola per parola). 
Già nella prima pagina trovo un'accusa: "Le suore del locale Asilo sono state le animatrici di tutta la faccenda". 
Poverine, nel teatrino avevano rappresentato la storia di Fatima per far divertire le ragazze! 
La seconda accusa è contro la famiglia di Enrico Roncalli, sempre in prima pagina". 
La maestra si riferisce alle immagini sacre che erano  appese alle pareti delle stanze della casa di Adelaide e che,  secondo il Locatelli, facevano parte del piano per suscitare nelle  figlie di Enrico Roncalli il fantasma dell'apparizione. 
Ermenegilda Poli continua: 
"Confesso che , appena letto questo brano, esclamai:  "Anche in casa mia le pareti erano ornate di immagini sacre, ma non  mi sono mai sognata, né io, né le mie sorelle, né mio fratello  diventato poi sacerdote, di vedere la Madonna!". (v. La fede della  gente a Bonate, Artigrafica Stella, Vertova (BG) 1994, pp. 219220). 
Il Locatelli continua: 
"La prima che si presenta alla ribalta è la figlia maggiore  Caterina, una ragazzona di 16 anni, la quale allo stabilimento parla  per ben due volte di apparizioni della Madonna, prima alla Carlinga,  poi tra Curno e altro paese. Ma troppo inesperta non regge al  compito e la cosa cade nel ridicolo. Pochi giorni dopo è la volta di  Adelaide. La stessa età, sette anni, l'età dell'innocenza rendeva la cosa  più credibile e ne venne quanto ognuno sa". 
Il Locatelli dove ha appreso la notizia che Caterina, sorella  di Adelaide, ha tentato di fare la parte della veggente? Proprio  lei, che fin dal secondo giorno, si è scagliata contro Adelaide  chiamandola impostora e dicendo che con le sue bugie  disonorava la famiglia. Ho conosciuto la Caterina, non nel 1944,  ma molti anni dopo, quando era Superiora generale delle Suore  Concezioniste e posso assicurare il lettore che non aveva la  stoffa della santona, della bigotta, e tanto meno della bugiarda.  Era una suora di grande fede e di un equilibrio straordinario. Chi  a 16 anni fa questo non ha certo la voglia di entrare nel convento  dopo le apparizioni e partire come missionaria per l'Argentina. 
Il Locatelli prosegue nella sua fantasiosa descrizione: 
"La stessa imbastitura esterna dei fatti delle Ghiaie dimostra una assoluta dipendenza da Fatima; non vi è un elemento  nuovo e caratteristico che li differenzi. Sul principio si incomincia con un gruppetto di bambine ed un ragazzetto: Adelaide,  Severa, Bettina e Candido, rispondenti a Lucia, Giacinta e Francesco. Anche qui apparizioni, visioni, un messaggio, segreti,  miracoli, segni nel sole. In seguito si avverte la difficoltà di far  marciare all'unisono i veggenti e dopo aver fatto loro dei regali  per la loro prestazione di comparse prima e di testimoni dopo, si  procede colla sola Adelaide, che rappresenterà le parti di Lucia,  il personaggio più importante di tutta la storia di Fatima. 
E tanto vero che la conoscenza del fatto della rappresentazione può mettere sulla strada per scoprire le origini e la natura  dei fatti delle Ghiaie che si è cercato ogni modo per tenerlo  nascosto e lo si è impudentemente negato". 

I fatti si svolsero nella più pura linearità e rettitudine. Don  Luigi Cortesi, del parroco di Ghiaie, così scrive: "Fino a  domenica 21 maggio era neutrale, attendeva e, in mancanza di  prove decisive, saggiamente presumeva la spiegazione naturale del fenomeno. A Presezzo, i confratelli gli chie-  devano notizie. Don Cesare, colla sua bonaria vena canzonatoria, non nascose il suo scetticismo, che in quel giorno (18 maggio  n.d.r.), oltreché una precauzione, era anche una convinzione. Lo  manifestò anche troppo, esagerando alcuni aspetti negativi" (v.  Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 61). 
È una totale smentita dell'accusa mossa dal Locatelli, e  cioè che Don Vitali fosse il regista della farsa di Ghiaie. È ridicolo parlare di un gruppetto di veggenti, formato da Adelaide,  Severa, Bettina e Candido. Mai questi hanno detto di avere visto  la Madonna. La prima sera nel gruppetto non vi è Candido e lo  troviamo nel secondo giorno, ma non in qualità di veggente, ma  di semplice spettatore, nella seconda visione quando chiede ad  Adelaide di tornare sul luogo dell'apparizione per chiedere alla  Madonna se lui diventerà sacerdote, tutto qui. Quindi Candido  non fu mai né veggente, né comparsa, fu soltanto un testimone  non pagato, ma autentico, e la sua testimonianza autentica è stata  dimostrata tale dal corso che ha avuto la sua vita. 
Quanto alle altre bambine, si sa che non erano andate in  cerca di apparizioni, ma di fiori da portare davanti ad una  immagine della Madonna di Lourdes, non di Fatima. 
Il Locatelli aggiunge che sono stati pagati e tacitati per la  loro prestazione di comparse e di falsi testimoni. È un' altra delle  sue tante calunnie che ha detto contro persone innocenti. 
La sua tesi della dipendenza delle apparizioni di Ghiaie da  Fatima è una ossessione che mostra che non conosceva Fatima e  nemmeno Ghiaie. 
Ghiaie ha la sua caratteristica, il suo messaggio che la rendono unica, anche se ha qualcosa comune con Fatima e con altre  apparizioni. Perciò ritengo perdita di tempo attardarmi nel rilevare le differenze tra le due realtà soprannaturali e quindi  veniamo alla storia vera. 
Il parroco di Ghiaie, preoccupato per lo svolgersi inaspettato degli avvenimenti, il 18 maggio 1944, va a Bergamo e non trovando il vescovo, parla col vicario generale mons. Carrara il  quale lo consiglia di sorvegliare senza troppo esporsi e di attendere liberamente alla crescente cura pastorale. 
Il 20 maggio presenta Adelaide al vescovo. La bambina  impacciata tiene la testa bassa; sollecitata dalla cugina Maria,  finalmente riesce a baciare l'anello del vescovo, il quale le regalò  una piccola corona ed alcune immagini e mentre gli altri  parlavano, andò a sedersi in terra, in mezzo allo studio, ove mise  la corona allargandola ed al centro disponeva le immagini. 
Il vescovo la guardava e ai presenti disse: "Quanto è semplice e spontanea nelle sue cose. Come si fa a non crederle?". 
Adelaide parlò col vescovo, gli disse il segreto che la  Madonna le aveva rivelato per il vescovo stesso. Poi monsignor  Bernareggi disse a don Vitali: "Lasci andare le cose per conto  proprio; lei stia appartato". Il 19 maggio, il parroco, eseguendo  un ordine del vescovo, convocò i signori Gerosa, Verri, Invernizzi di Ghiaie e il cav. Milesi e creò verbalmente una commissione di laici che aveva lo scopo di controllare i pellegrini, aiutarli nelle loro necessità, raccogliere le elemosine e provvedere  per assicurare l'incolumità di Adelaide e dei malati. 

Severino Bortolan

martedì 31 marzo 2026

„Diventate perfetti, com’è perfetto il vostro Padre celeste.... “

 


La riconquista delle Caratteristiche di Dio 


" Diventate perfetti, com’è perfetto il vostro Padre celeste.... ”. Questo è davvero un’Espressione, che potrebbe mettervi nel dubbio circa la vostra origine da Me, perché comunque voi uomini siete fatti, nessuno si arrogherebbe, di raggiungere la Mia Perfezione, e per questo vi sono incomprensibili queste Parole e non sembrano eseguibili. E malgrado ciò sono semplicemente spiegabili: che vi dovete soltanto formare nell’amore. L’Amore è il Mio vero Io, e se vi siete voi stessi formati nell’amore, anche voi siete diventato un essere divino, e qualcosa di divino è anche da considerare perfetto. L’Amore è Divino, perché è il Mio Essere dall’Eternità, e dato che è quindi colmo d’Amore, deve essere anche colmo di Dio, cioè deve portare in sé tutte le Caratteristiche divine, che lo rendono un essere perfetto. Come uomo siete formati ancora così imperfetti, perché una volta vi siete de-divinizzati mediante la volontà invertita ed il rifiuto della Mia Forza d’Amore, voi stessi siete usciti dall’Amore e perciò siete diventati delle creature imperfette, che non sono più da considerare come figli Miei, quando sono caduti da Me. Ed anche se non languite più nell’abisso più estremo, anche se vi siete già molto avvicinati a Me, siete comunque ancora senza amore e perciò ancora così imperfetti, e perciò siete costantemente ammoniti a cambiare il vostro essere, a tendere alla perfezione, che può essere raggiunta solamente tramite l’autoformazione nell’amore, perché l’amore è l’adeguamento a Me, Che Sono l’eterno Amore. E’ bensì molto difficile per un uomo che è ancora nell’amore invertito, nell’amore dell’io, di retrocedere da questo e di cambiare l’amore invertito nell’amore divino, che agisce senza interesse. E perciò per loro è anche difficile immaginare, di raggiungere la Perfezione del Padre nel Cielo. Ma si può raggiungere, mediante l’invocazione di Gesù Cristo, il Quale viene in aiuto a tutti i deboli che Gli chiedono il Suo Aiuto. Quello che Io chiedo a voi uomini, può essere adempiuto, soltanto la volontà dell’uomo può essere troppo debole, per esaudire seriamente il Mio Desiderio, e per questa volontà indebolita esiste la fortificazione mediante Gesù Cristo. Io Stesso aiuto quindi ognuno che vuole seriamente raggiungere la perfezione, perché Io attraggo colui che chiede del Padre. Io lo aiuto, affinché il suo cuore diventi tenero e pronto ad aiutare, che egli stesso percepisce un agire d’amore come silenziosa felicità, ed Io lo spingo sempre all’attività d’amore, senza però sfiorare la sua libera volontà. La volontà dell’uomo rimane libera, ma diventa sempre più forte più segue intimamente il Salvatore e Redentore Gesù Cristo, il Quale ora è in grado d’amare, e quindi tramite l’amore Mi viene sempre più vicino, finché divinizza il suo essere, si perfeziona sempre di più e, se mediante l’amore si unisce intimamente con Me, egli è totalmente colmo della Mia Forza d’Amore e quindi perfetto, com’E’ perfetto il Padre nel Cielo. L’uomo ritorna nel suo stato Ur, perché è proceduto da Me in tutta la perfezione, è stato creato a Mia Immagine, con cui è da intendere la perfezione spirituale, ed egli può raggiungerla certamente di nuovo mediante l’adempimento della Mia Volontà durante la sua vita terrena, mediante l’adempimento dei Miei Comandamenti d’amore, che indicano agli uomini soltanto la via per diventare perfetti, per ritornare eternamente al Padre, dal Cui –Amore egli è una volta uscito.

Amen

19. luglio 1953

Paradiso dove lo Spirito santo fa entrare la nostra anima perché vi trovi Dio

 


IL SEGRETO DI MARIA


Beata, mille volte beata è quaggiù quell'anima, a cui lo Spirito Santo rivela il segreto di Maria, perché lo conosca; a cui apre questo giardino chiuso perché vi entri; questa fonte suggellata perché vi attinga e beva a gran sorsi le acque vivificatrici della grazia! Quest'anima non troverà che Dio solo, senza creatura, in quest'amabile creatura: ma Dio nello stesso tempo infinitamente santo ed elevato, infinitamente condiscendente e proporzionato alla propria debolezza. Dio, essendo dappertutto, si può trovare dappertutto, perfino nell'inferno; ma non vi è luogo in cui la creatura possa trovarlo più vicino a sé e più proporzionato alla propria debolezza quanto in Maria, poiché appunto per questo Dio si incarnò in Lei. Dovunque egli è il pane dei forti e degli Angeli, ma in Maria è il Pane dei figli. 

di S. G.M.Grignon di Monfort 

Prendete le spade e lottate: non è tempo di tacere né di nascondersi, perché questo accresce la forza dei nemici.

 


Adesso la situazione generale è contaminata, non stiamo andando verso grandi miglioramenti, tutt’altro! Per cui il Signore chiede solo di non fare e di fidarci di Lui… Stiamo messi molto male, perché mentre il piano infernale è stato elaborato per 300 anni in silenzio, ora lo stanno attuando e hanno cominciato, e tutto quello che poteva leggersi su un romanzo di Asimov adesso è realtà e si srotolerà senza fermarsi. 

Gesù dice: “Ecco il tempo della persecuzione e le vere vittime devono versare tutto il loro sangue, altrimenti non sono vittime né martiri. Prendete le spade e lottate: non è tempo di tacere né di nascondersi, perché questo accresce la forza dei nemici. Io ho detto che non sarebbe rimasta pietra su pietra e non mi hanno creduto, ma quando il Tempio bruciò urlarono dal dolore! Io vi dico: tutto cambierà, pianto e dolore laveranno la terra.  

Ecco, se vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; non percorrerete molta strada prima che tutto sia purificato. I miei, coloro che hanno creduto alla verità e l’hanno amata, saranno risparmiati ed Io li difenderò. Chiamate i vostri fratelli, pregate    per loro fino all’ultimo, abbiate speranza per la loro salvezza, ma preparatevi al buio più cupo e alle urla più intense; poi sarà la Pace. Pregate con mia Madre, Lei è la Luce. Vi benedico con il mio Sangue. Rimanete a Me uniti.” 

(28 Maggio 2020) 

PREGHIERA DELL'ALLEANZA E BENEDIZIONE DEL SIGILLO DELL'ALLEANZA CON L'ARCANGELO SAN MICHELE

 


Caro Signore Dio Nostro,

siamo venuti qui per presentarci umilmente davanti al Tuo Santo Altare per offrirci come Tuoi servi, consapevoli di essere Tuoi figli, nell'adempimento gioioso di una Santa Alleanza con il Tuo Arcangelo San Michele.

Signore Dio nostro,

alla Tua presenza, lo chiediamo a San Michele poiché è a lui che Tu hai dato questo potere.

Signore Dio Nostro,

Ti preghiamo di vedere questa intenzione come qualcosa di puro, frutto dell'amore per Te, frutto del desiderio di unire tutte le Tue creature nella battaglia che Tu ritieni opportuna per il trionfo e la lode della TUA GLORIA.

Signore Dio Nostro,

Ti preghiamo di accettare e benedire questa unione tra entrambe le Tue creature: quella angelica e quella umana.


Arcangelo San Michele

Dalla purezza di intenzione del cuore che ci ha donato Nostro Signore, ci offriamo per collaborare con te.

Ci offriamo a te. Sii nostro amico e accetta la nostra amicizia, che vogliamo vivere pregando, invocandoti e seguendo le tue indicazioni.

Sappiamo che tu ci vuoi bene e che lodi la Santa umiltà di Dio fatto uomo.

Sappiamo che sei stato in ogni momento al fianco della nostra Signora e Regina del Cielo, nostra Madre la Vergine Maria.


+ + +


Preghiamo che Dio benedica questa Santa Alleanza tra te, Principe di tutte le Schiere Celesti, e noi, suoi figli, gli uomini, la Chiesa di Dio.

San Michele, a cui Dio ha dato potere su tutti gli Angeli e gli spiriti, ti chiediamo di proteggerci e difenderci da ogni male attraverso questa alleanza.

Liberaci da noi stessi, dalla nostra debolezza e dalla nostra inclinazione al male.

Proteggici dall'intervento e dagli attacchi dei nemici.

Proteggici e liberaci dagli incidenti e dagli eventi che non sono di Dio.

Mandaci in ogni momento un tuo discepolo, quello che tu consideri opportuno, poiché tua è la potenza, la guida e il discernimento. 50

San Michele Arcangelo, ti proponiamo di anticiparti rispetto a ogni evento che non provenga dal Signore, agendo tu su esso se lo consideri opportuno, per la nostra guida e protezione e per poter rimanere fedeli a Nostro Signore Gesù Cristo.

s.t.G.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Il comportamento dell'autorità ecclesiastica  in casi simili 

L'autorità ecclesiastica, in casi simili a quelli di Ghiaie, agì  e ancora si comporta in modo ben diverso, come si può vedere  leggendo alcune notizie, qui riportate, su varie apparizioni. 

Rue du Bac 

Le apparizioni della Vergine a Santa Caterina Labouré,  nella cappella di rue du Bac, a Parigi, nel 1830, non furono mai  riconosciute dalla Chiesa, eppure quella cappella è forse uno dei  santuari mariani più frequentati della Francia. 

Castelpetroso 

A Castelpetroso, in provincia di Isernia, nel Molise, la  Vergine Maria Addolorata, a partire dal 22 marzo 1888, è  apparsa per varie decine di anni ad un numero molto elevato di  persone, tra cui un vescovo. 

L'autorità ecclesiastica non si è mai pronunciata su tali  apparizioni. Tuttavia il 6 dicembre 1973, la Madonna di Castelpetroso, per volontà dei vescovi molisani e per decreto del Papa  Paolo VI, fu proclamata Patrona del Molise. 

Banneux 

La santa Vergine, nel 1933, apparve a Marietta Becó, a 
Banneux, un villaggio della diocesi di Liegi, nel Belgio. 
Monsignor Luigi Kerkhofs, vescovo di quella diocesi,  costituì alla fine di marzo del 1935, una commissione diocesana  d'inchiesta. La commissione verso la metà del 1937 concluse il  suo rapporto con le parole: "I membri della commissione stimano che la realtà delle apparizioni della Santa Vergine a  Marietta Becò è almeno probabile". 
Fu in base a questo giudizio della commissione che il  vescovo di Liegi, nel 1942 e poi nel 1947, autorizzò il culto  della Madonna dei Poveri, prima di arrivare al riconoscimento  definitivo delle apparizioni, che avvenne il 22 agosto 1949. 

Tre Fontane 

Il 12 aprile 1947, la Vergine della Rivelazione apparve in  una grotta, nella località Tre Fontane di Roma, a Bruno Cornacchiola, protestante e anticlericale arrabbiato. 
Numerose persone credettero all'apparizione e accorsero  in quel luogo a pregare. Ma non mancarono i contrari e i soliti  zelanti, i quali pare abbiano detto con tono preoccupato al Papa  Pio XII: 

 Santità, molti vanno alle Tre Fontane. 
 Che cosa fanno?, - rispose il Papa. 
- Pregano. 
Lasciateli pregare, - concluse il Papa Pio XII. 

Saggia risposta degna del Pastore di Roma e della Chiesa  intera. Il comportamento del Vicariato di Roma è stato esemplare: ha distinto il fatto soprannaturale, spesso difficile da verificare, dal fatto cultuale e si è preoccupato di regolarlo, affidandolo ai padri Francescani Conventuali. Così è stata assicurata ai fedeli la predicazione, l'amministrazione dei Sacramenti, la  Santa Messa, che viene celebrata davanti alla grotta dell'apparizione. Cardinali, vescovi, sacerdoti dall'Italia e dall'estero vi si  recano e pregano assieme ai fedeli. 

Akita 

In un convento situato a circa 6 kilometri dalla città di  Akita, appartenente alla diocesi di Nigata (Giappone), la statua  di Nostra Signora di Tutti i Popoli, venerata ad Amsterdam,  parla, sanguina, piange, manda sudore. 
Dal 6 luglio 1973 fino al 15 settembre 1981, gli avvenimenti si susseguirono con una varietà e un ritmo impressionanti,  per cui Akita si presenta come uno dei fenomeni soprannaturali  più interessanti che si conoscano. 
La voce di Maria Santissima proveniente dalla statua si udì  per l'ultima volta il 13 ottobre del 1974, anniversario dell'ultima  apparizione di Fatima. Ecco il messaggio: "Se gli uomini non si  pentiranno e non muteranno in meglio, il Padre celeste infliggerà  un grave castigo all'intera umanità. Sarà un castigo più grave del  diluvio; qualcosa di mai visto finora. Un fuoco cadrà dal cielo e  distruggerà gran parte dell'umanità. I sopravvissuti saranno in  una desolazione tale che invidieranno i morti. Le sole armi che  allora vi resteranno saranno il Rosario e il segno che mio Figlio  vi ha lasciato. Pregate tutti i giorni il Rosario per il Papa, i  vescovi, i sacerdoti. L'azione del diavolo si infiltrerà all'interno  stesso della Chiesa, di modo che dei cardinali si opporranno a  cardinali, dei vescovi insorgeranno contro altri vescovi. I  sacerdoti che mi venereranno saranno combattuti e disprezzati  dai loro confratelli". 
Cessati i messaggi di Maria, la statua fu oggetto di una  serie di fenomeni: da essa emanò un liquido dalle caratteristiche  del sudore umano; si sprigionò un profumo soave; il volto della  Vergine cambiò espressione; particolarmente insistente fu il  fenomeno della lacrimazione verificatosi 101 volte. L'ultima lacrimazione si ebbe il 15 settembre del 1981, memoria dei  dolori di Maria. 

Nel gennaio 1975, campioni di sudore, delle lacrime e del  sangue furono sottoposti ad esame presso la facoltà di medicina  di Akita e il responso fu che si trattava di sudore, di lacrime e di  sangue umano. 

Monsignor Ito, vescovo locale, tenendo conto anche dei  numerosi miracoli che venivano attribuiti a Nostra Signora di  Akita, del flusso dei pellegrinaggi e della vasta eco che i fenomeni avevano suscitato attraverso i mass-media locali, pensò che  il fatto esorbitasse dalle sue competenze e si rivolse al vescovo  di Tokio, perché nominasse una commissione di indagine.  Questa iniziò i suoi lavori nel 1976. I suoi membri rivelarono  quasi tutti un forte pregiudizio contro i fenomeni soprannaturali  e fecero molto soffrire sia suor Agnes (la veggente) che il  cappellano, P. Yasuda, con i loro metodi inquisitori; anche questo era stato profetizzato. Tre anni dopo la commissione concluse 
i suoi lavori affermando che non si poteva garantire l'origine  soprannaturale dei fatti di Akita. 

Il vescovo ottenne che si formasse una seconda commissione, che inviò i suoi risultati direttamente a Roma. Da qui nel  1981 giunse a monsignor Ito una lettera sostanzialmente negativa. Il vescovo non si perse d'animo. Inviò a Roma un supplemento di documentazione e poi vi si recò lui stesso, per testimoniare come quella risposta era frutto di un evidente e grave  malinteso. Ottenne così che il caso venisse nuovamente esaminato e soprattutto gli fu confermato che, salvo apposita disposizione in contrario, per tali fenomeni il giudice competente è il  vescovo locale. In tal modo, il 22 aprile del 1984, monsignor Ito  emanò un documento, la cui conclusione dice testualmente: "In  base alle inchieste condotte finora, non si può negare il carattere  soprannaturale di una serie di fenomeni inesplicabili" avvenuti nel convento di Akita. Autorizza inoltre, nell'ambito del  territorio della sua diocesi, il culto pubblico. 
In questi casi ed in altri come Medjugorje, Kibeho  (Ruanda), El Campito (Argentina), ecc., l'autorità ecclesiastica  si è lasciata guidare dal saggio principio della distinzione tra il  fatto carismatico e i frutti spirituali che ne derivano. Si è guardato soprattutto al bene del popolo di Dio, considerato giustamente come parte integrante della Chiesa. 

Severino Bortolan

lunedì 30 marzo 2026

Anime non redente – Il riconoscimento di Gesù Cristo

 


La Redenzione solo con Gesù Cristo


Ci sono ancora innumerevoli anime sulla Terra non-redente, quindi non giunte ancora alle Grazie tramite Gesù Cristo, che le liberano dal potere dell’avversario di Dio. Questi uomini stanno ancora al di fuori di coloro per il quali Gesù Cristo E’ morto sulla Croce e stanno al di fuori, perché non Lo riconoscono come Figlio di Dio e Redentore del mondo, perché non sanno del significato dell’Opera di Redenzione, perché per loro Gesù Cristo non E’ più che una Persona storica, Che vale come Fondatore di una religione, che è stata fatta per questo da uomini. Pronunciano il Suo Nome senza qualsiasi certezza che Egli E’ per ogni singolo uomo il Salvatore da uno stato compassionevole, che l’anima riconoscerà solo al suo decesso. Tutti gli uomini Lo conoscono. Ma pochi soltanto credono in Lui come Colui il Quale ha reso possibile un cambiamento spirituale sulla Terra, il Quale non dev’Essere sorpassato da coloro che vogliono un cambiamento spirituale, un progresso spirituale, che credono che non camminano senza scopo attraverso la vita terrena. Quindi, costoro devono trovare Gesù Cristo, altrimenti non adempiono lo scopo terreno. Ed a costoro può ancora essere resa comprensibile l’importanza dell’Opera di Redenzione, finché sono ancora volenterosi di vivere la vita terrena rispetto allo scopo. Non rifiuteranno del tutto ciò che viene dato loro come chiarimento, rifletteranno e saranno disposti più facilmente che gli uomini per i quali la vita terrena è solo uno scopo a sé stesso. Costoro non trovano nessun collegamento con Gesù Cristo, perché rifiutano tutto, una Vita dopo la morte, un compito spirituale sulla Terra, una debolezza esistente ed una imperfezione dell’uomo attraverso la caduta nel peccato, una perfezione raggiungibile e quindi anche un Aiutante, il Quale rende possibile questo divenire perfetto. E per questi uomini non esiste nemmeno più nessuna salvezza, nessuna risalita. Sprofondano sempre più giù nell’abisso, nelle mani di colui che, come avversario di Dio, lavorerà anche contro Gesù Cristo e la Sua Opera di Redenzione con tutti i mezzi e che perciò toglie agli uomini qualsiasi Luce su Questo, che fa di tutto per minare il sapere su Gesù Cristo e la Sua Opera di Redenzione e di rafforzare gli uomini nella fede in una vita terrena come scopo a sé stesso. E gli riuscirà anche, perché questi uomini vivono solo nell’amore dell’io e quindi rendono impossibile ogni illuminazione attraverso lo spirito, mentre i primi, gli uomini che tendono alla perfezione, possono portare anche allo sviluppo l’amore in sé e con ciò percorrere mentalmente le vie che possono condurre alla giusta conoscenza sul problema Gesù Cristo. La divina Missione dell’Uomo Gesù dev’essere conosciuta e riconosciuta, affinché anche il divino Redentore venga invocato per l’Aiuto, affinché le Grazie conquistate da Lui attraverso la morte sulla Croce vengano rivolte all’uomo e che costui se ne possa servire. E già la volontà di ottenere il chiarimento su Gesù Cristo, il Quale non può Essere negato come Persona storia, condurrà l’uomo, se non desidera ricevere una risposta negativa, un passo avanti, perché Dio dà la Luce ad ogni uomo che la desidera e perché ognuno deve trovare la via verso di Lui, che però passa solo da Gesù Cristo. 

Amen

10. febbraio 1954