martedì 27 ottobre 2026

La foto di Padre Pio

 


Eravamo in tempo di guerra. Da Pescara erano venuti alcuni pellegrini, ancora sotto choc per l'avventura loro capitata: durante un bombardamento una bomba aveva sfondato il palazzo nel cui scantinato si erano rifugiati e si era conficcata a terra, proprio vicino a loro, senza esplodere. Avevano la certezza di essere stati salvati dall'intervento di Padre Pio, del quale una donna teneva sempre in mano una fotografia e che tutti invocavano continuamente: «Padre Pio, salvateci!».

Il giorno seguente Padre Pio narrò a P. Agostino che, mentre stava pregando al coro, di sera, aveva sentito un passo cadenzato e continuo dinanzi alla chiesa. Affacciatosi alla finestra, aveva visto un uomo avvolto in un ampio mantello e col cappello insaccato sul capo, che faceva su e giù sul piazzale, proprio dinanzi al convento.

«Al vederlo - disse Padre Pio - ebbi paura perché pensai: E se quest'uomo ha una bomba nascosta sotto il mantello e me la getta? Mica io ho la fotografia di Padre Pio... ».

P. Costantino Capobianco - «Detti e aneddoti di P. Pio»


Molti dicono che le mie parole sono catastrofiche, ma io vi dico che l’umanità sta adorando il mondo invece di Dio e questo provoca grande dolore al Cielo.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 24 ottobre 2026



Figli miei, grazie per essere qui uniti nella preghiera e grazie per aver accolto la mia chiamata nel vostro cuore.
Figli miei, come ho già detto molte volte, io sono qui per aiutarvi a intraprendere la strada giusta che porta a Cristo.
Figli miei, molti dicono che le mie parole sono catastrofiche, ma io vi dico che l’umanità sta adorando il mondo invece di Dio e questo provoca grande dolore al Cielo.
Io voglio avvertirvi dei pericoli ai quali andate incontro se non vi convertite. Ormai il mondo non ha più timore di Dio. Ecco che un Padre amorevole vi corregge.
Figli miei, pensate a un mondo appartenente agli eletti, dove l’amore e la gioia saranno come cascate di acqua limpida. Ciò che vi attende è il Paradiso, dove non esisterà più il male, il dolore, la sofferenza. Tutto ciò accadrà in un batter d’occhio.
Per questo vi chiedo: conversione vera, perdono del cuore, nutrirsi dell’Eucaristia e siate pronti per quel momento.
Ora, figli miei, vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Riflessione sul messaggio:
La Madonna richiama la nostra attenzione proprio sul Vangelo del giorno, sulla Parola donata da suo Figlio: “se non vi convertite, farete tutti la stessa fine” (Lc 13, 1-9). In un mondo dove Dio è stato estromesso, l’uomo crede di essere onnipotente e di poter decidere la propria sorte. Ma ecco che arriva il dolore, la sofferenza, i fallimenti, gli insuccessi, i rimorsi di coscienza. È Gesù che parla ai peccatori in quel modo, perché li attende, sta in ascolto del battito del loro cuore per sapere quando batteranno per Lui.
Gesù attende la nostra conversione sincera, il perdono di chi ci ha fatto del male e una buona confessione seguita dal nutrimento dell’Eucarestia.
Misericordia o Giustizia di Dio: la scelta spetta a noi.


Gesù prepara Luisa a rinnovare lo Sposalizio mistico, in Cielo, sancito dalla SS. Trinità. Perciò le parla delle tre virtù teologali: LA FEDE

 


In questo stato già detto passai circa tre anni 106, continuando a stare nel letto, quando una mattina Gesù mi fece intendere che voleva rinnovare lo sposalizio, ma non già sulla terra, come la prima volta, ma nel Cielo, alla presenza di tutta la Corte Celeste; quindi, che stessi preparata ad una grazia così grande. Io feci quanto più potetti per dispormi, ma essendo io tanto miserabile ed insufficiente a fare nessun’ombra di bene, ci voleva la mano dell’Artefice Divino per dispormi, ché   da me mai sarei riuscita a purificare l’anima mia.

Una mattina –era la vigilia della Natività 107 di Maria SS.– il mio sempre benigno Gesù venne Lui stesso a dispormi. Non faceva che andare e venire continuamente, ed ora mi parlava della fede, e mi [155] lasciava, ed io mi sentivo infondere nell’anima una vita di fede. L’anima mia, grossolana quale me la sentivo prima, ora, dietro il parlare di Gesù, me la sentivo leggerissima, in modo da penetrare in Dio; e ora miravo la sua potenza, ora la santità, ora la bontà ed altro, e l’anima mia restava stupefatta. In un mare di stupore dicevo: “Potente Iddio, quale potenza innanzi a Te non resta disfatta? Santità immensa di Dio, quale altra santità, per quanto sublime fosse, ardirà comparire al tuo cospetto?”.  

Poi mi sentivo scendere in me stessa e vedevo il mio nulla, la nullità delle cose terrene, come tutto è niente innanzi a Dio; io mi vedevo come un piccolo verme, tutto pieno di polvere, che mi arrampicavo per dare qualche passo e che per distruggermi non ci voleva altro che uno che mi mettesse il piede sopra, e già sarei disfatta. Quindi, vedendomi così brutta, quasi non ardivo di andare [156] a Dio, ma si faceva innanzi alla mia mente la sua Bontà e mi sentivo attirare come da una calamita per andare a Lui 108, e dicevo tra me: “Se è Santo, è pure Misericordioso; se è Potente, contiene anche in Sé piena e somma Bontà”. Mi pareva che la Bontà lo circondasse da fuori, lo inondasse dal di dentro; quando miravo la bontà di Dio mi pareva che sorpassasse tutti gli altri attributi, ma poi, mirando gli altri, li vedevo tutti eguali in se stessi, immensi, immensurabili ed incomprensibili all’umana natura. 


PER LA MAMMA DEFUNTA

 


         Ti preghiamo incessantemente, Signore, per nostra madre. 

         La ricordiamo con serenità e amore davanti a Te, 

         certi che lei viva, 

         così come siamo certi che Tu viva 

         e che il Tuo amore duri per sempre. 

         La ricordiamo com’era quando era tra noi... 

         A volte, ci sembra di sentire il calore e la serenità  

         della sua presenza protettrice  

         come quando viveva qui,  

         molto più per noi che per se stessa. 

         Donale, Signore, il tuo amore, donale la tua vita. Dalle la tua pace.  

         Tienila molto vicina a Te  

         Che sia felice e preghi davanti a Te per noi. 

         Aiutaci a vivere ciò che lei ci ha insegnato,  

         più con l’amore che con le parole.  

         A pregarti come lei, ad amarti come lei,  

         a fare di Te e degli altri, proprio come lei,  

         il senso della nostra vita. 

         E se per disattenzione o per debolezza in qualcosa Ti ha deluso,  

         perdonala, Tu che sai cosa significa essere Padre e Madre  

         e conosci come nessun altro l’amore e il perdono 

         senza misura né limiti...  

         Perdona le sue mancanze per quanto tanto ha amato tutti. 

         Grazie, Signore, per questa preghiera che ci riempie di pace  

         nel ricordo di nostra madre. 

          Amen. 



Perché vi stupite di questi tempi?

 


Messaggio di Gesù a Gisella del 17 ottobre 2026


Figli e fratelli miei, grazie per la riverenza che avete per il Re dei Re e per la preziosa preghiera del Santo Rosario.
Fratelli, pregate, pregate, pregate il Padre mio che vi guarda e vi benedice. Siete i suoi figli e non vuole perdervi.
Fratelli miei amati, perché vi stupite di questi tempi? Io e mia Madre siamo venuti a prepararvi per questi tempi, quindi non dovete stupirvi. Può non capire chi non apre il cuore alle parole amorevoli di mia Madre e mie.
Fratelli, sappiate che sono tanti gli angeli inviati sulla terra dal Padre mio per proteggervi e quanti sono i santi sulla terra che vi prendono per mano per portarvi sulla giusta via! Pregate molto e non temete: chi avrà fede sarà salvo.
Pregate per coloro che hanno perso la fede a causa dei cattivi pastori. Vorrei ricordare a costoro di seguire il Vangelo per ritrovare la strada e affidarsi a me.
Fratelli, non pensate che non accadrà nulla. Ricordate che adesso assistete al male che fa rumore, ma il bene non fa rumore e arriverà grazie alle vostre preghiere, voi che siete il piccolo resto fedele.
Ora passerò per la benedizione, nel nome del Padre, nel mio Santissimo nome e dello Spirito Santo.

Riflessione sul messaggio:
Qualche anno fa, i messaggi della Madonna e di Gesù sono stati ferocemente criticati e tacciati di catastrofismo, allarmismo, terrorismo psicologico. Nessuno credeva veritiera una guerra ad opera della Russia, oppure scontri e rivolte, mancanza di cibo e di generi di prima necessità. Eppure è quello che è accaduto. Nel sud Italia manca cibo e carburante, ci sono rivolte sociali e scontri nelle principali città italiane e francesi, in Albania, in Spagna. Gesù ci chiede quindi: perché vi stupite?
L’unica nostra salvezza resta la preghiera, la fede in Dio e l’aiuto che ci viene dato dai suoi angeli e dai suoi santi, cioè da quegli uomini e donne da Lui scelti per guidare la gente che vive nell’ oscurità e nella confusione verso la retta via.
Impegniamoci a pregare assiduamente, perché solo così potremo far trionfare il bene.

 

Crimini governativi e menzogne della stampa

 


Il Mistero dell’Iniquità


Il controllo della percezione imposto dai media corporativi

La risposta alla domanda posta da quell’ingenuo giornalista  russo è: grazie al “controllo della percezione”. L’ex colonnello dei  servizi d’intelligence degli Stati Uniti, Robert Hickson, parlò di queste  tecniche, definendole “guerra psicologica, o come la chiamiamo noi alla  CIA – controllo della percezione.”427 Ecco in cosa si sono trasformati i  media corporativi, la fantomatica “stampa libera” che era stata prevista  dal secondo emendamento alla Costituzione Americana e che ormai  si è ridotta ad uno strumento di repressione e controllo dell’opinione  pubblica. La cooptazione dei media corporativi nel ruolo di portavoce  istituzionalizzati delle elite finanziarie, tuttavia, non è cosa recente. Già  alla fine del XIX secolo venne resa nota da John Swinton, all’epoca  direttore del New York Times, il quale fece quest’incredibile dichiarazione,  durante un banchetto tenutosi in suo onore: 

Ad oggi, non esiste in America una cosa simile ad una stampa  indipendente. Lo sapete voi come lo so anche io. Qui tra voi non c’è  nessuno che osi scrivere le proprie opinioni con sincerità, perché se lo fate, sapete fin da subito che non verranno mai pubblicate. 

Io vengo pagato ogni settimana per tenere lontane le mie opinioni dal giornale che dirigo. Altri, tra voi, ricevono salari simili per cose  simili, e se uno qualsiasi tra di voi fosse così folle da mettersi a  pubblicare giudizi onesti e sinceri, si ritroverebbe per la strada in  men che non si dica. Se mi venisse permesso di pubblicare sul mio giornale le mie sincere opinioni, posso star sicuro che prima di 24 ore mi ritroverei senza lavoro. Il compito di un giornalista è  distruggere la verità, mentire apertamente, pervertire, diffamare,  inchinarsi dinanzi a Mammona e vendere il proprio paese e la  propria razza per ottenere in cambio il proprio pane quotidiano. 

Lo sapete benissimo, proprio come lo so io. Che assurdità voler  favoleggiare di una stampa indipendente! Noi siamo meri  strumenti di uomini ben più potenti e ricchi di noi che operano  dietro alle quinte. Siamo loro vassalli, delle marionette in mano a  questa gente: loro muovono i fili e noi danziamo. I nostri talenti, le  nostre capacità e le nostre vite sono tutte in mano ad altri uomini.  Non siamo altro che prostitute intellettuali.428

Come ha scritto giustamente Deirdre Manifold: “Questo discorso è  una prova schiacciante dell’enorme successo avuto dagli Illuminati nel  controllare i canali dell’informazione”,429 grazie al potere del denaro.  Mentre i vari gruppi mediatici continuano a fondersi e a globalizzarsi,  il monopolio che ne consegue, nell’esercizio del “controllo della  percezione”, è sempre più totale e omnicomprensivo. 

Padre Paul Kramer

lunedì 26 ottobre 2026

Rifiutare il regalo di Gesù

 


Maria 

Queste parole fluiscono dai dolori del mio cuore. I dolori hanno il potere di andare più in profondità rispetto ad altri pensieri. Essi perforano fino a raggiungere il centro del cuore. Oggi vorrei condividere con voi tutti i miei dolori, dal più piccolo al più grande. 

In primo luogo, vedo tanti miei figli che muoiono di fame e periscono. Così pochi vengono in loro aiuto, occupati in tante altre cose. Coloro che hanno molto, nemmeno pensano a quelli di altri paesi, che hanno così poco. Guardate tutto questo. Io susciterò il vostro cuore e scoprirete veri e propri modi di aiutare chi ha bisogno. 

In secondo luogo, molti dei miei figli non conoscono gli insegnamenti fondamentali della Chiesa. Sono ignoranti delle Scritture e non hanno alcun desiderio di leggerle. Essi camminano nelle tenebre e non se ne accorgono. 

Infine, e più importante, ci sono così tanti che non hanno la vita dentro di loro. Sono i morti viventi. Vivono, ma non hanno la vita di Dio che Gesù offre loro. Questo è il mio più grande dolore. Se solo l’uomo fosse pieno della vita di Dio, allora tutto sulla terra potrebbe presto essere ripristinato. Ci sarebbe una nuova terra. 

Non vengo solo per dare messaggi. Vengo a dare la vita. 

L’uomo è la sola creatura sulla terra che possa ricevere la vita divina. Questa è la sua più alta vocazione e lo scopo della sua esistenza. Egli è unico. Egli è chiamato ad essere figlio di Dio ed a godere la vita di Dio. Eppure, questa vita è al di là dei suoi poteri. L’uomo ha una vocazione che mai è in grado di soddisfare con le sue proprie forze - di diventare un figlio di Dio e vivere una vita divina. L’uomo diventa figlio di Dio da un dono proveniente da Gesù. 

Questo dono è stato acquistato a caro prezzo della morte di Gesù, ma l’uomo non accetta il dono. L’uomo non ha alcun interesse alla vita di Dio. Così, l’uomo è destinato, per sua libera scelta, a morire eternamente, rifiutando il dono che poteva così facilmente ricevere. 

O lettore, non mi causare dolore. Credi in mio Figlio, Gesù, e ricevi la vita nel suo nome. Io ti aiuterò. 

Commento: Maria spiega il suo dolore. Molti non sono figli di Dio, nonostante questo privilegio sia facilmente disponibile. 

29 aprile 2012 


VITA DI CRISTO

 


La preistoria di Cristo 

Il Signore che deve nascere da Maria è la sola Persona al mondo che abbia mai avuto una preistoria: una preistoria che non va studiata nel limo e nella giungla dei primordi, ma nel seno dell'Eterno Padre. Sebbene Egli apparisse in Betlemme come l'uomo della Caverna, giacché nacque in una stalla scavata nella roccia, il Suo cominciamento nel tempo in quanto uomo fu senza inizio nell'eternità in quanto Dio. Solo progressivamente Egli rivelò la Propria Divinità, e non già perché andasse via via acquistandone coscienza, ma perché intenzionalmente volle rivelare quanto più tardi possibile il fine della Propria venuta. 

Di Lui in quanto Figlio di Dio, S. Giovanni riferisce la preistoria all'inizio del suo Vangelo: 

«In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era al principio presso Dio. Tutto per mezzo di lui è stato fatto e senza di lui non è stato fatto nulla di ciò ch'è stato fatto» (Giov. 1: 1-3) 

«In principio era il Verbo». Qualsiasi cosa nel mondo è fatta secondo il pensiero di Dio, perché non v'è cosa che non implichi pensiero. Ogni uccello, ogni fiore, ogni albero è stato fatto secondo un'idea esistente nella Mente Divina. I filosofi greci sostenevano che il pensiero fosse astratto; ora, il Pensiero del Verbo di Dio si rivela sotto forma di Persona; la Sapienza assume aspetto di Personalità. Antecedente alla Sua esistenza terrena, Gesù Cristo è eternamente Dio, la Sapienza, il Pensiero del Padre. 

Nella Sua esistenza terrena, Egli è codesto Pensiero o Verbo di Dio che parla agli uomini. Una volta concepite e pronunziate, le parole degli uomini passano, ma la Parola di Dio è pronunziata fin dall'eternità e non può mai cessare di essere pronunziata. 

Con la Sua Parola, l'Eterno Padre esprime tutto ciò che comprende, tutto ciò che sa. Come la mente conversa con se stessa per mezzo del proprio pensiero, e per mezzo di codesto pensiero vede e conosce il mondo, così, come in uno specchio, il Padre vede Se stesso nella Persona della Propria Parola. L'intelligenza finita abbisogna di molte parole per esprimere certe idee; Dio, invece, parla una volta per sempre entro di Sé, e una Sua sola Parola raggiunge l'abisso di tutte le cose conosciute e conoscibili. In codesta Parola di Dio si celano tutti i tesori della sapienza, tutti i segreti delle scienze, tutti i disegni delle arti, tutte le cognizioni del genere umano. Cognizioni però che, paragonate al Verbo non costituiscono che una sillaba quanto mai debolmente balbettata. 

Nella perenne giovinezza dell'eternità, il Verbo era presso Dio. 

Ma ci fu, nel tempo, un momento in cui Esso non provenne dalla Divinità, così come c'è un momento in cui il pensiero formulato dalla mente dell'uomo non è ancora pronunziato. Allo stesso modo che il sole non è mai privo di splendore così il Padre non è mai privo del Figlio; e allo stesso modo che chiunque pensi non è mai privo di pensiero, così, su una scala infinita, alla Mente Divina si accompagna sempre la Parola. Dio non aveva impiegato i giorni eterni in una sublime quanto solitaria attività: aveva avuto sempre presso di Sé un Verbo a Lui affatto pari. 

«Tutto per mezzo di lui è stato fatto e senza di lui non è stato fatto nulla di ciò ch’è stato fatto. In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. E la luce splende fra le tenebre e le tenebre non l'hanno accolta» (Giov. 1: 3-5) 

Tutto ciò che esiste nello spazio e nel tempo esiste in virtù del Potere creatore di Dio. La materia non è eterna, l'universo ha dietro di sé una Personalità intelligente, un Architetto, un Costruttore, un Sostegno. La creazione è opera di Dio. Lo scultore lavora sul marmo, il pittore sulla tela, il meccanico sulla materia, ma nessuno di essi può creare. Essi non fanno che formare nuove combinazioni di cose già esistenti: la creazione appartiene solo a Dio. 

Dio scrive il Proprio nome sull'anima di ogni uomo. La ragione e la coscienza sono la Divinità entro di noi nell'ordine della natura. I primi Padri della Chiesa erano usi a raffigurar la sapienza di Platone e di Aristotele come la presenza inconsapevole del Cristo entro di noi. Gli uomini sono come tanti libri che escono dalla tipografia divina, e sul cui frontespizio, anche se essi non recano alcun altro scritto, è perlomeno indissolubilmente stampato il nome dell’Autore. Dio è come la filigrana sulla carta, che quando vi sia impressa non ne scompare mai.

Mons. FULTON J. SHEEN 


Tutto andrà in fumo e solo le cose di Dio rimarranno.

 


MEDITAZIONI DEL ROSARIO


 I Misteri Dolorosi 10 maggio 1994 


Nota: Queste lettere sono state ricevute il 25 aprile 1994 a Medjugorje, dalla Madonna. 


1. L'agonia nell'orto. 

Gesù dice: Conoscevo benissimo ogni colpo, ogni ferita, l'incoronazione, la crocifissione. Ho visto la sofferenza di Mia madre. Sapevo tutto ciò che sarebbe accaduto. Sudavo sangue. Ho sofferto tanta angoscia mentale per te, amato, per te. Ho detto sì a tutto ciò che sapevo sarebbe seguito, sì a te, sapendo come un giorno anche tu Mi avresti amato. Oh, quanto ti amo. Dirai sì alla sofferenza che ti mando? Dirai sì ad amare i Miei amati? Di' sì a Me oggi. Ti ho amato tanto. 

2. La flagellazione alla colonna. 

Maria dice: Io sono il Cuore Immacolato. Ti amo con il mio tenero Cuore. Ho udito i colpi che hanno dato a mio Figlio. Riuscivo a malapena ad alzare lo sguardo. Ho udito i colpi, i colpi terribili. Mio Figlio rimase in silenzio mentre Lo picchiavano. 

Gesù dice: Tutte le frustate, tutta la brutalità! I colpi coprirono tutto il Mio corpo. Sanguinai copiosamente. Rimasi nel Mio stesso sangue. Questi erano i Miei amati che Mi picchiavano. Mi lacerarono la carne finché non pendeva dal Mio corpo e risero della loro opera. I vostri fratelli vi perseguitano e vi dicono cose cattive? Fate come ho fatto Io. Rispondete con amore. Chiunque vi odi soffre per la mancanza di connessione con Me. Pregate per la loro conversione. Vivete per aiutarli ad arrivare in cielo. 

3. L'incoronazione di spine 

Gesù dice: Pensa a qualcuno che ami profondamente che ti urla contro terribili accuse. Come ferisce il tuo cuore, figlio Mio. Io stavo lì seduto mentre Mi incoronavano di spine e Mi urlavano contro terribili accuse. Erano i Miei amati, eppure stavano lì a sputarmi addosso e a urlarmi contro cose orribili. Coloro che amavo profondamente, Mi hanno deriso, insultato e riversato su di Me il loro odio e le loro menzogne. Ho accettato tutto ciò che hanno fatto con il Cuore sanguinante, li ho perdonati e li ho amati ancora. Oh, voi non conoscete la sofferenza. Soffrite per Me e alleggerite il Mio fardello. Questo mondo ferisce il Mio Cuore sofferente. Le persone sono indifferenti e piene d'odio. Si maltrattano a vicenda e sono orgogliose delle loro azioni. Pregate per i vostri amati persecutori. Non odiateli. È come con coloro che Mi hanno lacerato la carne e Mi hanno deriso. Erano così immersi nelle tenebre! Non sapevano quello che facevano. Tutto ciò che conta è come amate Me e gli uni gli altri. Amate coloro che vi odiano. La Mia via è una via difficile. Quando vi feriscono e vi urlano ogni sorta di male, guardate al cielo e lodate il Signore per la prova. È nella sofferenza che vi avvicinate al Mio prezioso Cuore. Ho versato il Mio sangue per voi. Ho sofferto per voi. Non soffrirete anche voi quando ve lo chiederò? 

4. La Via Crucis 

Maria dice: Riuscivo a malapena a stare in piedi per camminare con Lui. Ero così sconvolta per quello che avevano fatto, ma volevo stare con mio Figlio. Camminavo per grazia di Dio. 

Gesù dice: La mia sofferenza fu intensificata dal dolore e dalla sofferenza di mia madre. I miei occhi incontrarono i suoi e vidi il suo viso rosso e pieno di lacrime. Tutto quello che mi hanno fatto, se non vedere soffrire la mia amata madre! Udì la croce mentre rimbombava su per la collina. I suoni erano così forti e, alla vista, dovette distogliere lo sguardo. Stai accanto a Me e percorri questa strada verso il Calvario. Ascolta e guarda il Mio corpo martoriato. Ascolta le beffe della folla. Ascolta il tonfo della croce. Ascolta quando Mi cade addosso con forza e a malapena riesco ad andare avanti. Cammina con Me e sii lì, poi pensa alle piccole croci che ti chiedo di portare. Non lasciarle. Accettale per Me. È nelle tue croci che ti avvicini a Me. Ho indurito tutta questa sofferenza per un amore profondo e ardente per te e lo farei oggi solo per te. 

5. La Crocifissione 

Maria dice: Lo hanno appeso alla croce. Ero così debole che riuscivo a malapena a stare in piedi. Sono stata sorretta da Giovanni. Ho visto mio Figlio in tale agonia. Oh, mio ​​amato Figlio! Che cosa aveva fatto per meritare tanta sofferenza? Ti ha amato fino alla morte. È stato crocifisso per amore. 

Gesù dice: Come posso dirti che sono morto per te? Sai che lo farei oggi, solo per te? Hanno inchiodato le Mie bellissime mani e i Miei piedi alla croce. Chiodi enormi, giganteschi, li hanno conficcati nelle Mie preziose mani. Che cuori duri! Hanno conficcato i chiodi nei Miei piedi. Il sangue schizzava e loro continuavano. Che durezza di cuore. Guarda le tue mani, figlio mio. Permetteresti a qualcuno di inchiodartele a una croce? Sopporteresti questa tortura per amore? Questo è il Mio amore per te. Non è un amore di facciata. È l'amore che Mi ha spinto a dare la Mia vita per te. Arrenditi. Ti chiamo ad arrenderti. Apri le braccia come ho fatto Io quando sono morto sulla croce. Lascia cadere tutti i tuoi beni terreni intorno a te e proverai la gioia di essere libero, unito solo a Me, di lasciarti andare e sapere che Io, Dio, mi prendo cura di ogni tuo bisogno. Fino alla Mia morte sulla croce ti ho amato e ti amo così anche oggi. Lasciati andare e dona tutto a Me. Mi prenderò cura di te molto meglio di quanto potresti fare tu stesso. Io sono Dio e ti amo più di quanto tu possa amare te stesso. 

Messaggero: Gesù è morto, appeso alla croce, con le braccia tese. I suoi piedi non toccano nemmeno terra. È appeso a un pezzo di legno con dei chiodi. A cosa ci aggrappiamo? Lui vuole che siamo sospesi a mezz'aria, in totale resa. 

Gesù dice: Oh, piccoli miei, come sperperate i vostri averi. Come vi aggrappate alle persone, come non volete lasciarle andare! Guardatemi in totale resa. Ho dato la Mia stessa vita per voi. A cosa vi aggrappate, piccoli miei? A piccoli pezzi che Mi date e vi aggrappate tenacemente alle vostre vite. Tutto andrà in fumo e solo le cose di Dio rimarranno. Non porterete con voi nemmeno un paio di scarpe, solo il vostro amore donato a Dio e agli altri.


LA FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

 


DIARIO SPIRITUALE DI ELISABETTA SZANTÓ 1961-1981 


Mi avviavo per consegnare la Fiamma d'Amore al Padre D. ed andavo pensando che forse si sarebbe alleggerita un poco la mia anima; invece è iniziato l'atroce dolore delle mie sofferenze. Il maligno ha cominciato a molestarmi terribilmente; non era mai avvenuta fino ad ora una cosa simile. Sono andata al Santuario di Mariaremete e qui è stato facile immergermi nella Fiamma d'Amore del Cuore Immacolato di Maria. Nel frattempo la Vergine mi ha parlato: "Il tuo desiderio è grande, ma ricorda ciò che ti ho detto: Avviamoci per cercare alloggio alla Mia Fiamma d'Amore ". Ho provato una stretta al cuore, pensando che le sofferenze e le umiliazioni che dovrò superare nel trasmettere la Fiamma d'Amore comporteranno nuove lotte. Con la testa abbassata, in silenzio, sono stata attenta alle parole della Vergine Madre per comprendere da chi sarei dovuta andare: "Devi consegnarla adesso qui nel santuario". Accompagnata dalla Vergine Madre mi sono recata all'altro lato presso il padre confessore. Prima mi sono confessata, poi gli ho raccontato perché ero dovuta andare da lui. Il cuore mi batteva in gola. Questo Padre mi era completamente sconosciuto; quando ero appena alla metà del discorso mi ha chiesto perché mi dilungavo a dire tutte queste cose e il motivo per cui ero così agitata, rimproverandomi dato che il tutto si poteva raccontare anche in cinque minuti. Mentre continuava a sollecitarmi io respiravo a stento e perciò il colloquio andava a rilento ... Non entro nei particolari del penoso tormento, dell'umiliazione e vergogna provati. Poi ha cominciato a parlare delle virtù fondamentali, in particolare della saggezza, ritenuta la più importante. Ha citato le parole di San Paolo: "Esaminate gli spiriti" ... Dopo il lungo colloquio, siamo rimasti d'accordo che la domenica successiva gli avrei portato i messaggi della Santa Vergine. Con voce indifferente egli ha detto ancora: "Se proprio vuole, li porti, li leggerò, ma questo non significa nulla". 

Infine mi ha suggerito di pregare lo Spirito d'Amore e io gli ho chiesto di pregare per me e di benedirmi un'altra volta. Quando sono uscita dal confessionale, ho ripensato a tutto ciò che avevo sentito ed ho pregato lo Spirito Santo Dio affinché illuminasse le anime di coloro che già sanno qualche cosa della santa causa che cerco di avviare, perché nel loro intimo avvenisse l'irradiazione della grazia della Fiamma d'Amore della Vergine Santa. 

Poi io ho pensato alle virtù fondamentali. La saggezza è una delle virtù più grandi? Mio adorato Gesù, io frequento la tua scuola e se non so qualche cosa, è pensiero tuo se devo sapere o no a proposito della saggezza. Nella trasmissione della Fiamma d'Amore non c'è bisogno della virtù della saggezza perché altrimenti mi avresti istruita in merito. In seguito mi sono alquanto tranquillizzata ... Il maligno irrompeva sempre con più forza in me. Per settimane mi torturava il pensiero che tutto proveniva da me stessa e che inutilmente mi illudevo, perché tutto quello che facevo erano vanità ed io ero piena di superbia e presunzione. L'orgoglio è il peccato per il quale mi dannerò. "L'unica saggezza sarebbe che tu rinunciassi a portare avanti questa questione. Vedi, anche la persona alla quale ti sei rivolta ha detto che leggerà i messaggi, ma che ciò non significa nulla". Questo pensiero mi spingeva a riconoscere davanti al Padre il mio errore, ad andare da lui e anche dalla suora, incaricata di starmi vicino, per confessare umilmente le mie superbe bugie con le quali volevo ingannarli. Pensavo che, se avessi fatto ciò, la mia anima si sarebbe tranquillizzata e anche dinanzi a me stessa avrei potuto considerarmi sincera e senza colpa ... Arrivato il momento della Comunione, mi torturavo ancora e cercavo di farmi coraggio per prendere l'Ostia Sacra ... La mia tristezza era grande e tutta tremante nel mio intimo ho detto così: "Mio adorato Gesù, io non Ti voglio offendere e allora come sono caduta in sì grande colpa? E se io non voglio perché sono in stato di peccato? Mi vengono in mente le parole del catechismo della mia infanzia: 'Pecca colui che sapendo e volendo non obbedisce al comando di Dio'." 

In un momento ho fatto l'esame di coscienza; io non voglio il peccato, dunque non ho mancato. Così mi dettava la mente, ma i movimenti del corpo facevano ancora resistenza perché non andassi all'altare del Signore. Era una lotta disperata. "Signore mio, sii misericordioso verso di me!" Mi sono inginocchiata in mezzo agli altri comunicandi. Quando è arrivato il mio turno, il sacerdote si è fermato davanti a me ed io con le labbra aperte, tremanti, attendevo il dolce Salvatore pensando che forse non mi avrebbe nemmeno comunicata; invece egli, dopo aver sostato alquanto per dividere le ostie unite, ha messo la Santa Particola sulle mie labbra ed allora mi sono accorta che non era una ma due. Appena le ha poggiate sulla lingua, si sono divise e ho sentito che, come fossero state ali, sono volate nella mia anima portando decisamente una serena quiete. Ho pianto. "Che gioia mi ha recato la tua venuta!" ha detto il Signore. Nella preghiera ho rivolto a Lui le sue stesse parole: "Tu non mi disprezzi, non è vero? Poiché sono peccatrice è giusto che Tu mi dia la tua doppia forza. Quanta bontà e sconfinata compassione verso il peccatore che si dibatte!" A lungo ho reso le mie grazie per la sua infinita misericordia. 

Dopo sono entrata in un'altra cappella, dove c'era un'altra Messa a tarda ora, ed ho prolungato il ringraziamento pensando al mio stato di miserabile peccatrice. Non mi sembrava giusto il pensiero che la Fiamma d'Amore della Santa Vergine fosse una mia invenzione. “Mio adorato Gesù, da molto tempo io mi sono consegnata a te totalmente rinunziando a me stessa ed alla mia volontà ... dunque nulla proviene da me. Di nuovo mi consegno a Te, accettami, ti prego! ...”  

Il Signore non mi ha parlato, ma ha invaso l'anima mia con la sensazione della sua presenza ed attraverso il pensiero, senza parole, mi ha fatto capire che sarei dovuta restare sempre tranquilla perché nulla proviene da me da quando mi sono completamente consegnata a Lui. Ho potuto comprendere chiaramente il perché dei tormenti e delle sofferenze tramite la silenziosa grazia della Misericordia. In altra occasione la Santa Vergine Madre mi ha parlato così: "Quando partecipate a una Santa Messa non d'obbligo e siete in stato di grazia, l'effetto della Fiamma d'Amore del mio cuore irradia talmente che per tutto il tempo Satana rimane accecato e la grazia in tal modo si riversa abbondantemente su coloro per i quali avete offerto la S. Messa. Satana, non vedente, è dunque privato della sua potenza e non può far nulla. La partecipazione alla S. Messa aumenta l'accecamento di Satana ... Questi, ansante, vendicandosi terribilmente, scatena una più furibonda lotta per accaparrarsi le anime perché sente che sta per essere accecato".  

22 novembre 1962 


Pregate lo Spirito Santo, chiedetegli di scendere su di voi e di aiutarvi a ricordare tutto il dolore e la sofferenza nascosti nel profondo dei vostri cuori che il Signore ora desidera portare alla luce e guarire.

 


La Madonna ci ha guidati nella forma di preghiera che ha descritto sopra. Abbiamo formato un cerchio attorno all'altare e abbiamo seguito la Sua guida. Pregate lo Spirito Santo, chiedetegli di scendere su di voi e di aiutarvi a ricordare tutto il dolore e la sofferenza nascosti nel profondo dei vostri cuori che il Signore ora desidera portare alla luce e guarire. Dolore e cicatrici della vostra giovinezza, di un passato remoto, qualsiasi cosa possa aver causato grande dolore e tristezza. Potreste non essere nemmeno consapevoli di portare ancora questo peso. Lo Spirito Santo vi aiuterà a ricordare quei momenti, tutto ciò che nei vostri cuori vi impedisce di amare Gesù in modo perfetto, come desidero.

 Prendete un momento per pensare a questi eventi che lo Spirito Santo porta alla luce nella vostra coscienza. Rivivete quella situazione o relazione. Tornateci. Tornate indietro fino all'infanzia, se necessario. Cercate di rivivere quelle emozioni. Immaginate Gesù nella vostra mente. Portatelo in quella situazione. Chiedetegli di venire, chiedetegli quella guarigione interiore o fisica. Chiedetegli qualsiasi cosa lo Spirito vi spinga a chiedere. Tornate indietro ancora una volta, questa volta con Gesù come vostro compagno. Voi e Gesù, insieme, prima della scena dolorosa. Gesù unge, con il balsamo curativo, le cicatrici, il dolore. Gesù è il Divino Guaritore. Stai venendo guarito da qualcosa: spirituale, ricordi, emozioni, fisico, qualunque sia la situazione. Stai venendo Guarito. Ringrazialo. Rivendica la tua guarigione.

Lena Shipley

MAMMA PARLA CON DIO ...

 


LA VOCAZIONE DEI FIGLI


***

Che all'alba delle loro nozze, dopo essersi preparati nella purezza assoluta, Voi non possiate incontrare alcun ostacolo nell'offrire loro la compagna o il compagno della Vostra predilezione.

Così vivrà la santa unione, ratificata da Te in paradiso per la felicità comune, per l'effimera felicità terrena, per assicurare la stabilità e la fecondità della famiglia, per arricchire la terra e popolare il Cielo. Signore, perdona il cuore di una madre che vede tutto come grandioso in questa audace preghiera. Ho pensato di mettere audacia nelle mie suppliche perché volevo approfittare del Tuo cuore così liberale e della Tua provvidenza così misericordiosa. Vieni in mio aiuto, affinché io possa realizzare tutte queste ambizioni che misuro con le Tue ambizioni per noi. Nei momenti difficili, manda a me e al compagno della mia giovinezza la Luce del Tuo spirito. Così entrambi potremo collaborare con Te in profonda intimità, nell'opera di redenzione. E Ti daremo apostoli capaci di continuare la gloriosa tradizione di coloro che ebbero l'onore di essere i Tuoi primi discepoli, i semplici pescatori di Galilea di allora. Signore, medito profondamente nel silenzio della mia casa e anche nel frastuono del giorno.

Sai cosa pensa una madre. E nel profondo del mio cuore c'è ogni sorta di inquietudine che tempera la mia gioia. Quando vedo crescere i miei figli, quando li vedo sognare, quando li contemplo in chiesa, quando li vedo pregare, mi chiedo, buon Padre, se non hai rivolto il Tuo sguardo a uno di loro, per farlo entrare a far parte del Tuo regale sacerdozio. Un sacerdote nella mia casa, un sacerdote carne della mia carne, sangue del mio sangue, ossa delle mie ossa. Mio Dio, è possibile? Certamente non rifiuto l'onore. Ma è così grande che mi chiedo come questo possa accadere proprio a me. Del resto, nessuno qui sulla terra ha diritto a questo onore. A volte lo sogno. Desidero possedere questa ricchezza. Ma diventare la madre di un sacerdote è una cosa così grande che mi chiedo come si possa mai raggiungere questa gloria. Signore, se vuoi un consacrato... Prendilo per i Tuoi altari, Te lo dono con tutta la mia anima. Rendimi sempre più degna di essere questa madre fortunata. E dona al mio insegnamento la chiarezza necessaria per favorire la fioritura di una tale vocazione. Essere la madre di un sacerdote! Non è forse come assicurare la perpetuità della Tua presenza fisica in mezzo a noi? E non è forse questo come l'inizio del Paradiso? Signore, concedimi la grazia di preparare bene il Tuo eletto, se Tu lo desideri. Voglio che sia un vero sacerdote secondo il Tuo cuore, cioè un uomo devoto al Signore, che porti con gioia il dolce e mite giogo e che consacri i suoi desideri alla gloria di Dio. Consacri il suo spirito, preoccupato soprattutto del culto e della salvezza degli uomini; il suo cuore, dal quale abbia bandito ogni affetto che non si addica alla sua missione di consacratore; il tuo corpo, che appartiene solo a Dio.

Voglio vederlo come un vero sacerdote: uno che è messo da parte – messo da parte dal peccato che i veri santificatori si sforzano di combattere; separato dal mondo, pur vivendo in esso e destinato a combattere le false ideologie e la triplice concupiscenza – separato dalla sua famiglia, per quanto cristiana essa sia, perché Tu hai detto: «Chi ama suo padre o sua madre più di me non è degno di me». Un vero sacerdote, uno che è predestinato, che è presumibilmente segnato con il segno degli eletti. Sogno la possibilità di questo onore! Avere un sacerdote tutto mio, vedere mio figlio sacerdote, il continuatore di sua madre nell'opera di redenzione dell'umanità. Mio Dio, quanto sarà bello! Con lui continuerò la mia vita di sacrificio. Vedendolo all'altare, mi riconoscerò in lui. Con la mia bocca parlerà, con le mie mani benedirà, con il mio cuore amerà. Per lungo tempo continuerà la mia missione. Sarà lui a consolare la mia vecchiaia e a sostenere la mia forza vacillante. Forse è anche colui che mi porterà con mani tremanti l'Ostia della mia Estrema Comunione. E molto tempo dopo la mia morte, mi accompagnerà sui sentieri dell'eternità con la sua Messa quotidiana, balsamo eterno effuso dalle mani della mia creatura. Signore, se vuoi, concedimi un sacerdote, ma uno fatto in tutto a Tua immagine. Concedimi la grazia di prepararlo per Te attraverso la purezza del mio cuore, affinché, in un mondo dove c'è tanta decadenza, possa toccare ogni immondizia senza contaminare le sue mani. Concedimi di plasmarlo attraverso la mia preghiera, affinché con il suo Breviario possa essere per tutta la vita il "pregatore" ufficiale della Tua Chiesa. Concedimi di esaltarlo con la mia Messa, affinché, all'altare, possa essere come un serafino che, attraverso la Consacrazione, fa piovere. Le benedizioni del Cielo con il rinnovamento del Sacrificio della Croce. Concedimi di istruirlo con le mie parole, affinché in seguito, nel catechismo, nei confessionali, nel pulpito, sappia insegnare al tuo popolo con animo ardente e linguaggio di fuoco le grandi verità. E l'unzione della sua voce evochi la grande predicazione del suo Maestro sulle rive del Mar di Galilea. Infiammalo di carità, affinché si affretti con fervore sempre rinnovato verso i malati e i peccatori di ogni genere, affinché penetri i segreti dell'anima e apra i cuori più duri. Se mi concedi il dono di un sacerdote, non voglio che sia un sacerdote a metà, ma che porti al santuario tutte le virtù sacerdotali praticate al massimo grado. Il comune e il mediocre non spingono gli uomini in avanti e non salvano l'umanità. Il popolo è stanco dei sacerdoti mediocri. E questa è una ferita. La Chiesa ha bisogno di sacerdoti più preparati del resto dell'umanità; ministri che vedano oltre,Possano elevarsi più in alto, possano agire con più coraggio degli altri. Non abbiamo bisogno di un gran numero. Non si vince mai con la sola forza dei numeri. Sarà sufficiente averne uno in ogni centro. Se non è un'ambizione eccessiva, lo auguro a mio figlio.

Signore, questa è la mia fervida preghiera. Signore, fa' che tutto ciò si avveri. E come parlo della vocazione sacerdotale dei miei figli, fa' che valga anche per la vocazione religiosa delle mie figlie. Rivolgo la stessa preghiera anche per loro. Se questa non è la Tua volontà, concedimi almeno di preparare per Te dei veri capi nel mondo, autentici apostoli. L'apostolo deve, come Cristo, diventare il più umano possibile: deve comprendere ogni cosa, amare ogni cosa, avere sensibilità, possedere il dono della compassione. Deve anche acquisire valore professionale, una competenza superiore alla media, e tutto ciò animato dal soffio di una vita pura e santa. Signore, ecco, ho pregato per la vocazione dei miei figli. Ora attendo la Tua risposta.

di LOURENÇO GAUTHIER


Figlioli, Satana ha lavorato a lungo per distruggere questo Sacramento. Oggi si da molta meno importanza all’Eucarestia…”.

 


APPARIZIONI DELLA MADRE DI DIO IN VENEZUELA


“Figli miei amatissimi, in questo giorno voglio invitarvi a meditare in modo approfondito le mie parole. Oggi voglio dirvi che mio Figlio è vivo e realmente presente nella Santa Eucaristia e che la sua Parola, il Santo Vangelo, è una realtà; non si tratta di un sogno e neppure di storie di uomini, e neanche di falsi simboli. Mio Figlio è veramente  venuto  al  mondo  per  portare  la  buona  novella  del Vangelo ed ha voluto rimanere nell’Eucarestia per alimentarvi del suo Cuore…[…]”

“Figlioli miei, voi non avete capito, e quando dico voi mi riferisco a tutti i miei figli, l’immenso dono che Dio Padre, Figlio e Spirito Santo vi  hanno  concesso  nella  Santa  Comunione.  Ogni  volta  che partecipate alla Santa Messa voi vi trovate davanti alla Presenza della Santa Trinità circondata da tutti gli Angeli e i Santi del Cielo. Figlioli,  Satana  ha  lavorato  a  lungo  per  distruggere  questo Sacramento. Oggi si da molta meno importanza all’Eucarestia…”.

Estratto del messaggio pubblico del 8 febbraio 1995

  

Crimini governativi e menzogne della stampa

 


Il Mistero dell’Iniquità


Lo strumento essenziale per il controllo: limitare lo spettro delle opinioni accettabili 

I media corporativi delle grandi imprese ed il sistema scolastico  pubblico, in realtà non sono affatto un servizio pubblico. Quel che  forniscono al pubblico non è diverso da ciò che fanno le guardie  carcerarie con i detenuti. Certo, un servizio lo svolgono, ma non è per  il pubblico, o comunque non è a beneficio della comunità. I cittadini,  in questo caso, sono seriamente svantaggiati, perché dipendono quasi  esclusivamente dai mass media e dalle scuole pubbliche per ricevere le basi sulle quasi formare i propri giudizi sull’operato del governo e in  pratica su ogni altra cosa. Fornire queste basi e queste informazioni è  compito dei mass media e del sistema della pubblica istruzione, ma in  realtà tutto questo viene svolto nell’interesse di quello stato corporativo nel quale si sono trasformate le democrazie occidentali. Non è un  servizio reso ai cittadini, bensì agli interessi privati di chi controlla lo  Stato; in ultima analisi, lo fanno per l’elite finanziaria che controlla  il sistema economico internazionale e pertanto, indirettamente ma  efficacemente, il potere politico e le istituzioni pubbliche e private dei  vari paesi. 

I media corporativi sono l’organo vitale di quello che è divenuto  un vero e proprio stato privatizzato, perché essi svolgono forse la più  importante tra le funzioni per le quali sono stati creati (o comprati) dallo stato corporativo: quello di creare un immaginario collettivo, sulla base  del quale l’opinione pubblica forma i propri giudizi. Svolgendo questa  funzione, i media corporativi controllano il pensiero della popolazione  di un paese, ne manipolano i comportamenti tramite il controllo della  percezione, affinché i cittadini si trasformino in docili sudditi di quello  che un tempo era stato un paese da loro governato democraticamente. 

I governi occidentali ed i media corporativi spendono un enorme  quantità di tempo e soldi allo scopo di plasmare quelle immagini che  formano la base della percezione pubblica degli eventi riportati dai  giornali e dalla televisione. Nel documentario Loose Change: Final Cut,  si può ascoltare un’icona del giornalismo americano, il conduttore  della CBS Dan Rather, ora in pensione, affermare che: “Chi controlla  le immagini, controlla l’opinione pubblica.” Manipolare la percezione  delle masse, dirigendone l’attenzione su alcuni fatti a scapito di altri,  per poi offrirne un’analisi che fornisca determinate premesse (a volte  parzialmente vere, a volte del tutto false), porta alla creazione di una  cosiddetta ‘conoscenza comune.’ o percezione comune. È così che viene  manipolata l’opinione pubblica. Una volta che l’opinione pubblica  si è legata inestricabilmente all’‘conoscenza comune’,  così abilmente architettata, sulla base di quelle “verità”  percepite si vengono a creare dei limiti ben precisi ai  pensieri e alle opinioni che si possono esprimere in quanto  socialmente accettabili; questo comporta la formazione di  veri e propri “canoni d’ortodossia”, all’interno di questo  contesto creato artificialmente. Come disse Noam Chomsky: “Il  modo più furbo per mantenere la gente passiva e obbediente è limitare  rigorosamente lo spettro delle opinioni accettabili, permettendo però dei  dibattiti molto vivaci all’interno di questo spettro.”425

I media occidentali sono molto più efficaci nel controllare la  percezione del pubblico e a modellare l’opinione pubblica per conto dello  stato corporativo, di quanto le popolazioni ostaggio delle “democrazie”  occidentali riescano neanche lontanamente ad immaginarsi. Quanto  siano efficaci queste tecniche lo dimostra un aneddoto sulla Guerra  Fredda raccontato da John Pilger alla Columbia University, il 14 aprile  2006:

Durante la guerra fredda, un gruppo di giornalisti russi viaggiò  attraverso gli Stati Uniti. Il primo giorno della loro visita gli venne  chiesto che impressioni avevano avuto: “Ve lo devo proprio dire,”  disse il loro portavoce, “dopo aver letto tutti i giornali e aver  visto la vostra TV, siamo rimasti meravigliati dal fatto che tutte le  opinioni sulle questioni più importanti siano sostanzialmente le  stesse! Per ottenere lo stesso risultato, nel nostro paese, dobbiamo  imprigionare le persone e strappar loro le unghie. Qui invece non lo fate. Qual è il vostro segreto? Come ci riuscite?”426

Padre Paul Kramer

domenica 25 ottobre 2026

MAMMA PARLA CON DIO ...

 


LA VOCAZIONE DEI FIGLI


Sono una madre e ne sono orgogliosa.  

Ma aver dato alla luce, nutrito, assistito coloro che sono venuti da me, sarebbe solo una gloria povera, una gloria per così dire impersonale, se non dovessi prepararli con fede e amore per la loro missione terrena; la preoccupazione di una madre risiede nella vocazione dei suoi figli.

Non ho più il diritto di rimanere estranea alle loro posizioni sociali, così come la sorgente non rimane estranea al fiume.  

Devo prepararli quotidianamente per una professione che Dio mi nasconde ancora e che dovrà essere la loro.  

Non voglio in alcun modo disputare i miei figli al Vostro insistente intervento, o Signore, e non voglio sminuirli considerandoli ancora bambini.  

Non voglio lottare per distoglierli da questa o quella professione, per distrarli o per ingerirmi in quel problema.  

Rimango nel mio ruolo, che è quello di pregare, consigliare o prevenire.  

Con dolcezza, serenità e calma, senza darmi arie di maestra, devo dire la parola che illumina, che fa riflettere e che può diventare il punto di partenza di una decisione sublime.  

Signore, ecco la mia grande preoccupazione: cosa diventeranno i miei figli?  

Tutti noi qui sulla terra abbiamo una missione predeterminata dalla Vostra Saggezza.  

È necessario che sia così, per l'armonia dell'universo.  

E soprattutto per la nostra salvezza. Che ognuno viva nel luogo dove Dio lo ha posto affinché la sua via abbia il massimo rendimento.  

Sono tanti quelli che su questa terra trascinano una vita inutile, tetra e senza alcuna prospettiva di salvezza.  

Non sono dove dovrebbero essere, o almeno, sono disadattati.  

Voglio che riprendano il posto determinato da Voi, o Signore.

Illuminatemi affinché io sappia in tempo opportuno dare il consiglio che soccorre e che chiarisce.  

Ci sono molte vie da seguire: non voglio avere limitazioni pensando "al mondo".  

Ci sono madri che parlano male del mondo.  

"Il mondo" ha le sue gioie che non sono necessariamente peccati!  

Voglio dire loro questo: il mondo ha bisogno di buoni operai ed è necessario, soprattutto, che siano guidati da capi eccellenti.  

Il sacerdozio o la vita religiosa, li considero ugualmente nobili.  

Non ho, pregando, l'intenzione di fare un trattato.  

Nella carriera ecclesiastica ci sono croci come ce ne sono nel mondo; che i miei figli lo sappiano.  

Non voglio difenderli dai colpi duri della vita, poiché essi formano il fondamento della Felicità.  

Non lo sanno ancora.  

Impareranno.  

Nella vita religiosa e nel sacerdozio ci sono anche gioie, ma queste sono di un'altra natura.  

Sono più severe, più solide e conservano un leggero sapore amaro.  

Signore, aiutami a trovare le parole necessarie quando si presenterà l'occasione.  

So che i miei figlioli sono alla ricerca di luce presso un sacerdote che possiede il dono di scrutare le anime.  

Ma una madre è anche un po' sacerdote.  

Ha, dunque, la missione di circondare di cure la vocazione dei suoi figli, e di contribuire, almeno, a indirizzarli per i sentieri che conducono alla vera dimora del Signore.  

Aiutatemi, Signore, affinché io sappia utilizzare bene le loro tendenze e attitudini.  

Tendenze e attitudini, ecco due mezzi per conoscere la propria vocazione.  

Ambiti personali, sogni grandiosi, miraggi di onori: nulla di questo deve contare quando si tratta di una professione.  

Signore, che in questo lavoro sacrosanto, io non abbia in vista se non la Vostra Gloria e la salvezza dell'umanità.  

Nient'altro che questo.  

Devo inchinarmi davanti a questa legge che può sembrare dura, ma che racchiude infinite consolazioni, quando una madre ha il coraggio di sottomettersi ad essa senza riserve.  

Signore, essere così chiamata a guidare le anime per le Vostre vie è una cosa grandiosa; è una meraviglia avermi scelta senza rifiutare la mia collaborazione.  

Péguy diceva: "Gesù si è posto in una difficoltà tremenda; si è messo nella condizione di aver bisogno di noi".  

Signore, poiché questo è anche il mio caso, Voi mi aiuterete a preparare i miei figli per le loro professioni.  

Con la Preghiera e con il Vostro soccorso credo che diventerò una buona operaia, che saprà preparare veri apostoli, sia per i doveri del mondo, sia per la gloriosa armata dei Vostri sacerdoti e dei Vostri religiosi o delle Vostre religiose.  

Mi chiedo spesso nelle mie ore di riflessione, quando affronto la realtà quotidiana, cosa realizzeranno i miei figli, cosa sceglieranno tra poco, poiché questo sarà molto breve: la vita passa molto in fretta.  

Li vedo crescere: eccoli già ragazzini e ragazzine.

Le loro personalità si delineano.

Hanno le loro opinioni, pronunciano giudizi solenni.

Mi stupisco ad ascoltarli parlare come uomini, quando ho l'impressione che siano ancora bambini.

Mio Dio, come i giorni passano rapidamente!

Ma è necessario che mi arrenda all'evidenza.

Signore, io voglio questi cari ragazzi, là dove Voi volete che siano.

C'è così tanto bisogno di operai della redenzione!

Fuori dal santuario e dal chiostro, come nella moltitudine di coloro che Vi sono consacrati.

Poco importa per la mia gloria che diventino medici, avvocati, notai, ecc., o che scelgano qualsiasi altra professione; voglio vederli nel mondo diventare apostoli santi, degni, onesti e fedeli.

E che rimangano sottomessi ai Vostri Comandamenti.

Essere apostolo riassume nel mondo tutte le buone qualità.

Ci sono tanti egoisti che si sentono felici con la loro professione goduta a proprio vantaggio, con la loro casa sfruttata egoisticamente, con i piaceri; e che sono permanentemente oscuri.

La mia ardente preghiera, o Signore, eccola qui ancora una volta: se li chiamate per il mondo, colmatemi delle Vostre Grazie, affinché lavorino come operai della redenzione.

Che siano prima di tutto i Vostri figli diletti e che rimangano uniti a Voi per mezzo della Grazia Santificante.

Che le loro posizioni sociali siano per loro un trampolino che li elevi fino a Voi.

Inoltre, il lavoro per Voi può essere svolto in mille modi.

Solo uno tuttavia è buono: amare con tutto il cuore la Vostra causa intravista attraverso le loro professioni – esigenze, ostacoli, glorie – intravista attraverso i doveri che la società chiederà loro.

Che nelle loro professioni si mostrino soprattutto del Vostro temperamento, comportandosi in modo da praticare l'onore e l'integrità professionale, con la volontà di elevarsi nelle loro posizioni, e di diventare intelligenti operai del progresso e non solo onesti lavoratori e, ancor meno, semplici approfittatori.

Che pensino soprattutto a coloro che hanno bisogno di una mano che li soccorra.

Caricandosi essi stessi di carità, proseguano portando a tutti i loro fratelli la loro ricchezza.

Essere un buon cristiano ed essere un dottore professionale o un felice uomo d'affari, non sono mai cose incompatibili.

Al contrario, questo è l'unico metodo per essere, nella nostra società, un operaio che si allontana dalla banalità.

Sono tanti coloro che in questo mondo si accontentano solo con ambizioni volgari, che sognano solo un ideale materialista e non sentono alcuna attrazione per le altezze, certamente perché non hanno mai sperimentato, nemmeno un istante, il dolce e soave slancio che lì si trova.

Signore, se li chiamate per il mondo, preferisco vederli poveri piuttosto che vederli disonesti opportunisti, amorfi, senza volontà propria, confusi nella massa anonima.

Vi prego di farli diventare veri apostoli – date loro il vigore di un San Paolo, l'amore di un San Giovanni, il distacco di un San Francesco, la scienza di un Sant'Agostino, l'audacia di un Vincenzo Ferrer e la carità, nelle opere sociali, di un Don Bosco.

Ecco, Signore, le mie ambizioni.

C'è un lavoro formidabile da fare nella società.

Che i miei figli vi collaborino, se Voi li chiamate.

Mi rendo ben conto di quanto siano necessari gli apostoli!

La folla è rude, ignorante, sebbene in essa si trovino alcuni bei caratteri.

Ci sono soprattutto molti scervellati, una vera moltitudine di pecore che, per di più, non hanno nemmeno il coraggio di belare da sole.

Quanta forza è necessaria per affrontare questa moltitudine!

E non sono i ragazzi mediocri che ci riescono: essi sono respinti da tutti.

I cattivi non si lasciano influenzare se non dai forti.

Tutte le piccole malizie, tutti i ragazzi tiepidi rappresentano una religione insipida e facile a cedere a compromessi: una religione anticipatamente condannata.

Signore, datemi la luce per guidare gli esseri affidati alle mie cure; che mediante le mie preghiere essi diventino nel mondo, veri fari.

Per questo datemi il coraggio di insegnarli a pregare, poiché la Preghiera è la patria dei forti; di insegnarli a praticare il sacrificio, poiché il sacrificio è la moneta dei forti; e, discretamente, di farli scoprire costantemente attraverso il mio esempio, che la patria dei potenti sono ancora i Sacramenti, fonte della vita soprannaturale.

Nel secolo essi saranno così pronti a seguire per tutte le strade e potranno servirVi in tutti i fronti come veri discepoli.

Signore, quando arriverà l'ora in cui il cuore si apre alle amicizie decisive, mettete nei loro cammini gli affetti che si adattano ai loro cuori.

***

di LOURENÇO GAUTHIER


IO NON ABITO IN MEZZO ALL’AGITAZIONE; POTRAI TROVARMI SOLO NEL SILENZIO

 


Il Signore 

Figlia Mia, tu non sei sola. Io sono presente nella tua anima e nel tuo spirito. Accade che talvolta tu ti senta sola, perché Io ti spoglio di tutto, con il solo scopo che nell’interpretazione delle Mie Parole non ci sia  errore.

Non sai quanto è buono che tu ti rivolga a Me e che rimanga vicino a Me. È nel silenzio del tuo cuore che Mi puoi meglio incontrare. Io non abito in mezzo all’agitazione e al  chiasso; Mi troverai nel silenzio.

Voglio parlarti dell’importanza del silenzio e dell’umiltà di cuore. Cominciamo con il silenzio. Il cuore silenzioso è quel cuore che si spoglia dell’emozione dei sentimenti in presenza del Mio Spirito. Allora, questo Spirito modella l’anima, e la eleva in modo tale che essa adora Dio… Ecco perché questa è un’anima silenziosa, centrata sul suo Dio. Io vi ho detto: “Beati i cuori puri, poiché vedranno Dio.” Quando tutta la tua persona - e specialmente il tuo cuore - è in silenzio, tu puoi vedere Dio dappertutto perché il tuo cuore è puro.

Se gli uomini acquietassero le loro menti, Mi adorerebbero e Mi seguirebbero. Cercando il Mio Cammino, potrebbero divenire santi, i Miei Santi… Io desidero che tutti i Miei figli cerchino e seguano il Mio cammino nella purezza del cuore. Io non velo e non nascondo loro niente.

Per questo, figli Miei, fate silenzio nel vostro essere, fate silenzio nel vostro cuore e Mi vedrete. Io vi offro tutto il Mio essere  e voglio tutto il vostro essere, senza obbligarvi, perché il Mio amore e il frutto del Mio amore sono al vostro servizio. Il frutto di questo servizio è il silenzio del Mio Cuore; Io Sono il mormorio, la brezza leggera e fresca che rinfresca la vostra anima afflitta. Fate silenzio nel vostro cuore e vivete nella fede in Me.

Rimanete sempre uniti, evitate le discussioni, poiché chi è con Me non può essere contro di Me. Io Sono la Luce, Io Sono la Parola fatta carne.

Piccoli Miei, datemi il silenzio del vostro cuore e Io lo trasformerò in un cuore limpido e puro, in un cuore che vive con il suo Dio e che vede il suo Dio.

27 ottobre 1996

Catalina rivas