giovedì 13 agosto 2026

Gesù nel villaggio di Iscariota - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 


Gesù nel villaggio di Iscariota  


La mattina seguente, Gesù lasciò l'albergo con i discepoli e viaggiò verso est fino a Iscariota, distante non più di un'ora. Sul terreno paludoso di un profondo burrone c'era una fila di case, circa venticinque, vicino a un ruscello d'acqua nera e pieno di canne. Qui e là era stato arginato per formare gruppi per la concia. Spesso quest'acqua mancava, e allora bisognava attingere da altre fonti. Il bestiame destinato al macello, che apparteneva a Meroz, pascolava intorno a queste pozze. Quando necessario a Meroz, venivano uccisi qui, poi scuoiati, e le pelli consegnate ai conciatori di Iscariota. Il burrone in cui giaceva il luogo era direttamente a nord di Machmethat. Il commercio della concia, a causa degli odori che lo accompagnano, era tenuto in abominio dagli Ebrei. Sebbene per la concia delle pelli del bestiame sacrificato degli schiavi pagani e di altre razze più disprezzate fossero necessari, tuttavia, a Meroz vivevano ai margini degli altri abitanti. A Iscariota non si chiamava così, ma la concia, e mi sembrò che la maggior parte delle case di questo luogo appartenesse al vecchio Simeone, lo zio di Giuda.  

Giuda era molto caro e utile al suo vecchio zio nel mestiere della pelle. A volte veniva inviato con asini per comprare pelli grezze, a volte con pelli lavorate per le città marittime, poiché era un agente intelligente e astuto e un commerciante commissionario. Ancora non era in quel momento un furfante, e se stesso avesse superato nelle piccole cose, non sarebbe caduto così in basso. La Santissima Vergine lo avvertì molto spesso, ma era molto indeciso. Era suscettibile di pentimenti molto veementi, anche se non duraturi. La sua testa era sempre intenta a stabilire un regno terreno, e quando si accorse che non era probabile che si realizzasse, cominciò ad appropriarsi del denaro affidato alle sue cure. Fu quindi molto risentito del fatto che il valore dell'unguento di Maddalena non fosse passato per le sue mani come elemosina. Fu nell'ultima festa delle Capanne nella vita di Gesù che Giuda cominciò a peggiorare.  

Quando tradì Gesù per denaro, non sognò mai che sarebbe stato condannato a morte.  

Pensò che il suo Maestro sarebbe presto stato messo in libertà, il suo unico desiderio era fare un po' di denaro.  

Giuda era, qui a Iscariota, molto gentile e pronto a servire, si sentiva come a casa. Suo zio, il conciatore Simeone, un uomo molto occupato e attivo, accolse Gesù e i discepoli a una certa distanza dalla piazza, lavò loro i piedi, e offrì i rinfreschi tradizionali. Gesù e i discepoli visitarono la sua casa dove c'erano la sua famiglia, composta da sua moglie, i suoi figli e i suoi servi.  

Gesù fece una visita al lato opposto del luogo dove, in mezzo a un campo, c'era una specie di giardino di piacere in cui le tende erano ancora in piedi. Tutti gli abitanti del luogo erano riuniti qui. Gesù insegnò nella parabola del seminatore e i diversi tipi di terreno. Esortò la gente a lasciare che le istruzioni che avevano udito da lui sul monte vicino a Meroz trovassero un buon terreno nei loro cuori.  

Gesù poi, con i discepoli e la famiglia di Simeone, prese un po' di cibo in piedi. Durante il pasto, il vecchio Simeone lo pregò di ammettere suo nipote Giuda, che lodò in molti modi, a una partecipazione nei Suoi insegnamenti e nel Suo Regno. Gesù rispose più o meno con gli stessi termini che aveva usato verso lo stesso Giuda: "Tutti possono avere una parte in esso, purché non abbiano deciso di rinunciare alla loro parte a un altro." Gesù compì una guarigione qui, ai malati che erano già stati guariti sulla montagna.


La mancanza di carità come ostacolo alla conversione

 


Io abborro i cuori e le bocche che odiano, sia che odino Me, Dio, o i fratelli


Dice Gesù: “Se tutti sapessero – in luogo di imprecare soltanto per tutte le noie, le pene, le sventure della vita – se tutti sapessero venire a Me quando il prossimo offende, morde, nuoce, quando calunnia, quando disillude, quando avvilisce, quando colpisce con la sua indifferenza, anticarità, incomprensione, come con una spada, come sarebbe meglio!

Soffrirebbero meno e acquisterebbero benedizioni divine. Invece l’imprecazione contro tutto e tutti, Me compreso, fiorisce sempre su queste labbra umane che si sentono stanche per pregare ma non stanche per insultare.

E come posso Io andare a chi ha in sé odio che fermenta? E l’imprecazione non è forse odio che fermenta? Contro Me, contro il prossimo, contro la volontà di Dio, contro voi stessi. E sappiate che, se anche è contro voi stessi, è da Me riprovata perché lo abborro i cuori e le bocche che odiano, sia che odino Me, Dio, o i fratelli, creature di Dio, o loro stessi, opera di Dio.

Chi poi odia un infelice – odiare per Me è non amare, e per non amare non c’è bisogno di uccidere, basta mancare a quel senso di paziente compassione che anche gli animali domestici sentono per il padrone che soffre – chi odia un infelice, facendogli sentire aspramente la sua condizione ed acutizzando le ferite che Io ho medicato col mio amore perché soffra meno, offende Me che ho detto: “Beati i misericordiosi! Anche di un bicchiere d’acqua vi sarà data ricompensa”. E la parola buona è molto più ricompensata di un bicchiere d’acqua.

Quando infine, con pensiero di scherno, si giudica male un mio servo e lo si turba al punto da renderlo fisicamente incapace di trascrivere la mia parola, allora si commette doppia offesa alla mia Persona. Perché solo Io posso ritirare la facoltà di ricevere in un mio servo, se costui manca a quella forma di vita che lo esigo da lui; e chi invece con arte umana me lo colpisce facendone un povero ferito incapace di moto, sul quale Io devo curvarmi, Samaritano divino, a medicare le ferite e ristorare le forze col mio pietoso amore, si arroga un diritto che non ha e defrauda Dio di un suo diritto e di un suo strumento.

In verità ti dico che, pur conoscendo quel cuore, ho dettato per esso una grande parola per spronarlo, per costringerlo al bene; per te l’ho fatto, e anche per lei, perché il ricordo della madre sua, vera cristiana, le fosse pungolo ad imitarne le virtù. Ma talvolta da un melo dolcissimo nascono selvatici frutti. E che tali restano perché non accolgono, con fede, la parola di Dio. Io sono quello che innesto in voi il Bene. Ma chi non mi accoglie rimane aspro e selvatico come frutto di selvatica pianta.

Non è così, in verità, che si esercita “la carità verso il prossimo”. L’antica Marta era molto migliore. Si affannava di troppe cose, ma non derideva l’amore della sorella, lieta anzi che ella fosse presa in tale amore, e non la turbava al punto da mettere fra lei e Me il velo amaro di una incomprensione fraterna che sempre turba.

Io ho detto alla donna di Samaria: “Chi beve di quest’acqua avrà ancora sete, ma chi beve dell’acqua da Me data non avrà più sete, anzi l’acqua da Me data diverrà in lui fontana d’acqua viva zampillante in vita eterna”.

Ma se quello nel quale Io vengo, portando sotto le specie eucaristiche la divina fontana che ha in sé tutte le virtù e le grazie atte a far di un uomo un santo, rimane marmo che non si imbeve e con la sua non fede vera e non vera carità non solo resta bacino di marmo impenetrabile ma anche bacino perforato da questa sua non fede schietta e non carità, come posso lo divenire in lui fontana d’acqua viva zampillante in vita eterna? In verità ecco che lo sfuggirò da lui dopo esser venuto, perché non amo gli increduli e i non caritatevoli, e lo lascerò ogni volta vuoto e arido come prima.

Tale il destino di chi pretende che Dio faccia tutto il miracolo e non mette di suo nessuno sforzo per migliorare se stesso.

Come lavora Satana intorno a questi cuori! Se si vedessero tremerebbero. Come uccellini svagati, non ascoltano il richiamo paterno che li avverte del pericolo e che li chiama; non vedono, non vogliono vedere che l’uccellatore malefico sta colla rete in pugno per catturarli e farli infelici. E finiscono ad esserne preda e strumento di afflizione per i miei diletti.

Il mondo è pieno di questi svagati. Essi sono i meno facili a convertirsi perché già superbia li tiene e non vi è in essi carità che li bonifichi. Mi fanno pietà. Abbi tu pure pietà e prega. Se la tua preghiera, come la mia grazia, non gioverà, tornerà a te come la grazia torna a Me, e tu ne avrai lo stesso merito come se essa avesse ottenuto la conversione di quel cuore.”

Maria Valtorta: I Quaderni


La domenica è il giorno del buon Dio, il suo giorno, il giorno del Signore. Ha fatto tutti i giorni della settimana e poteva tenerseli tutti: ve ne ha dato sei, ma si è riservato il settimo. Con quale diritto vi appropriate quello che non vi appartiene?

 


IL CURATO D'ARS 
SAN GIOVANNI MARIA BATTISTA VIANNEY 


Per la conversione d'Ars


Nella lotta contro il lavoro festivo il santo Curato impiegò otto anni di continui sforzi, ma non giunse ad abolirlo completamente 28. La prima volta che trattò questo argomento dal pulpito, lo fece con tale abbondanza di lagrime, con tale accento di indignazione, con tale fremito di tutto il suo essere che un mezzo secolo dopo alcuni vecchi ne conservavano un ricordo commosso: e per tutta la sua vita, parlando della domenica profanata, ebbe uguali accenti di indignazione e di santa collera:  

 Voi lavorate, ma quello che guadagnate rovina la vostra anima ed il vostro corpo. Se si domandasse, a quelli che lavorano alla domenica: «Che cosa siete stati a fare? potrebbero rispondere: Sono stato a vendere la mia anima al demonio, ed a mettere in Croce di nuovo Nostro Signore …. Mi sono condannato all'inferno». Quando io vedo condurre carri in domenica, penso che si conduca l'anima all'inferno.  

 La domenica è il giorno del buon Dio, il suo giorno, il giorno del Signore. Ha fatto tutti i giorni della settimana e poteva tenerseli  tutti: ve ne ha dato sei, ma si è riservato il settimo. Con quale diritto vi appropriate quello che non vi appartiene? Sapete che i beni rubati non giovano mai. Non vi gioverà certo il giorno che rubate al Signore. Io conosco due mezzi ben sicuri per diventare povero: lavorare in giorno di festa e prendere la roba altrui 29.  

 I suoi rimproveri, le sue maledizioni, portate da focolare a focolare, arrivarono presto alle orecchie dei violatori della santa legge; da parte sua, il santo Curato, secondo l'occasione, si incaricò di farsi intendere anche da costoro. Alla domenica dopo il Vespero, lo si vide, contrariamente alle sue abitudini, uscire dalla chiesa e prendere qualcuno dei sentieri che conducono alla campagna. Precisamente in una domenica, nel mese di luglio, incontrò un uomo che ritornava dalla raccolta. Pieno di vergogna il contadino, colto in fallo, aveva cura di nascondersi dietro la vettura. «Amico mio, - gli disse con accento di suprema tristezza il Curato, che lo aveva riconosciuto, - voi siete amareggiato, perché foste osservato da me. Ma Dio vede sempre ed è lui che si deve temere» 30. Alla sera di quella domenica, invece di fare come il solito la sua omelia, si slanciò con veemenza contro il lavoro festivo 31. «Andate - diceva con ironia mordente - andate pei campi di quelli che lavorano in questo santo giorno: hanno sempre roba da vendere!» ... 32. Parlava spesso in questo modo e ci metteva tale ardore che talvolta gli veniva a mancare la voce 33.  

 Si comprese tosto che, dato tale principio, era inutile domandare a lui che concedesse un'eccezione a tale precetto. Su questo punto fu sempre intransigente ed irriducibile: temeva che la dispensa potesse portare l'abuso, anche fra quelli che erano i migliori, ed aveva un'immensa fiducia in Colui dal quale tutti i beni procedono. Dio non benedirebbe il cristiano che obbedisce alla sua legge? Sostenuto da tale speranza,  in queste circostanze si pronunciava con la forza e l'autorità di un profeta.  

Una domenica di luglio, all'ora della Messa solenne, il grano tagliato ed ancora disteso sul campo, stava per essere distrutto da un uragano, annunciato da un vento furioso che in breve coprì l'orizzonte di nubi minacciose. Non era il caso di correre a riparare un danno che si prospettava come sicuro? Dapprima il Curato tacque, ma al momento della predica promise ai buoni cristiani che l'ascoltavano, che avrebbero avuto bel tempo oltre il bisogno, per raccogliere il frumento in pericolo. L'uragano passò sul cielo di Ars, senza fare il minimo danno ed a quella domenica fecero seguito quindici giorni di azzurro e di sole 34.  

Vi furono tuttavia anche dei casi di vera necessità, nei quali il Curato d'Ars lasciò lavorare in festa. Così, un giorno seppe che si stava scavando un pozzo 35, e quantunque fosse una domenica, lasciò che si continuasse il lavoro. Similmente, quando il cattivo tempo era persistente e minacciava di rovinare il raccolto, non dava alcuna proibizione circa il lavoro in giorno di festa. Ma egli non autorizzava mai a compire lavori in giorno festivo, né in pubblico, né in privato. «Fate come volete - diceva a coloro che a lui si rivolgevano con fiducia - è affare vostro» 36. Qualche volta aggiungeva: «Sì, i preti altrove possono permetterlo: io ad Ars non lo posso permettere» 37.  

In questo aveva il suo scopo da ottenere, ossia voleva formare di Ars una Parrocchia modello. E vedremo ben presto come per gli abitanti d'Ars la domenica sia diventata veramente il giorno del Signore 38  

Canonico FRANCESCO TROCHU 


Molti non adempiono ancora al vero dovere di essere buoni cristiani, amando Cristo e il prossimo, come chiede la Santa Parola del Signore.

 


Messaggio della Madonna Madre della Divina Consolazione (la Protettrice degli afflitti)


6 agosto 2026

«Cari figli,

Ecco la Serva del Signore!

Figli miei, l’opera che qui ho iniziato è perseguitata dagli uomini, ma, alla fine, trionferà con Me e la gioia di coloro che mi stanno vicino sarà eterna. Gli uomini che nutrono una vera devozione al Mio Cuore Immacolato riceveranno molte grazie nell’ultima battaglia. Per tutti coloro che, qui sulla Terra, sono nel Mio Cuore, nessun male potrà colpirli, né ora né nell’ora della morte. Voglio ripetere più volte queste parole: «Non abbiate paura!»

Sono molto vicina ai miei poveri figli. Abbiate fiducia nella potenza del Sacro Cuore di Mio Figlio Gesù! Non fate parte di coloro che, qui sulla Terra, negano l’Amore del Mio Cuore materno.

Pregate per tutti e accettate, con grande amore e umiltà, di rimanere nel Mio Cuore Immacolato, affinché, in seguito, possiate contemplare il dolce Volto di Mio Figlio Gesù. Molti non adempiono ancora al vero dovere di essere buoni cristiani, amando Cristo e il prossimo, come chiede la Santa Parola del Signore.

Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!

Vi amo! Rimanete tutti nel nome della Santissima Trinità.”


I MESSAGGERI DELL'AMORE: ELIA

 


MESE A DIO PADRE


INTRODUZIONE - Elia non è un profeta scrittore, non ci ha lasciato nessun libro scritto di suo pugno; eppure le sue parole, registrate da altri, sembrano scritte col ferro, col fuoco e col sangue, tanto è grande l'impeto d'amore di Dio che si manifesta in lui e per mezzo di lui.

Egli si sentiva divorare dall'amore di Dio e del suo popolo: ripeteva spesso: « Io sto al servizio di Dio » e « Sono arso di gelosia per il Signore, perché i figli di Israele hanno disertato... » Per mezzo di Elia, Dio richiama alla fedeltà e all'amore. E talvolta il Profeta compie atti spietati, come quando -sgozzò, presso il torrente Cison, i quattrocentocinquanta falsi profeti che traviavano il popolo con i perversi culti della natura e di Baal. In lui l'amore di Dio si rivela qual è per sua natura: forte più della morte, esclusivo, assoluto e quindi giustamente geloso, per la gloria di Dio e il bene dell'uomo.

MEDITAZIONE BIBLICA - In seguito si levò il profeta Elia, come fuoco, la sua parola bruciava come fiamma. Con la parola del Signore chiuse il cielo e per tre volte ne fece discendere il fuoco. O Elia quanto glorioso sei per i prodigi! Chi potrà dire di rassomigliarti? Hai strappato un uomo alla morte. Precipitasti dei re nella rovina. Tu fosti elevato in un turbine di fuoco, in un carro tirato da cavalli di fuoco. Tu fosti designato per riprovare il tuo tempo, per placare la collera davanti al giudizio divino, per ricondurre il cuore dei padri verso i figli, e ristabilire le tribù di Giacobbe. Beati quelli che - ti potranno vedere e coloro che si sono addormentati nell'amore... (Eccl. 48, 1-11)

CONCLUSIONE - Dio ci ama fino alla gelosia. Nel cuore umano la gelosia è troppe volte una meschinità causata da insicurezza, sospetto malevole ed egoismo esasperato. Nel cuore di Dio è il vertice della sua bontà per le sue creature: senza il suo amore noi non potremmo essere né felici, né pieni di quei beni, spirituali e materiali, che tanto bramiamo, ma che illusoriamente cerchiamo lontano da Dio. Se Dio non ci amasse fino alla gelosia, ci abbandonerebbe quando ci allontaniamo da Lui, e noi cadremmo tanto facilmente nel vuoto: dei sentimenti fatui, dei beni di sogno, di tutta un'esistenza fabbricata con sforzi ma con la polvere inconsistente. Buon per noi che Dio ci corre dietro, come una mamma, anche quando noi fuggiamo lontano da Lui.

Ma non abusiamone, perché è un peccato contro lo Spirito Santo.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI - Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen.


Dio onnipotente

 


Donaci il vero coraggio, che non è vanagloria o ricerca di stima, ma saldezza di una fiducia riposta pienamente in te. Donaci un coraggio intrepido, che non indietreggi di fronte ad alcun ostacolo quando si tratta di fare il bene, di seguire la tua volontà, di piacerti.

Donaci un coraggio silenzioso, che eviti ogni vanteria e preferisca tenere nascosto quanto gli concedi di compiere. Donaci un coraggio instancabile, che non si lasci abbattere da alcuna prova, logorare da alcuna fatica, disarmare da alcuna delusione.

Donaci un coraggio generoso, che vada senza esitare fino all'eroismo, perché aspetta da te tutta la sua forza.

Donaci un coraggio fedele, che non ceda al rilassamento e perseveri tranquillamente sulla retta via.

Donaci un coraggio sempre deciso a riacquistare la padronanza di sé dopo un momento di debolezza o di smarrimento, pronto a riprendere il cammino.

Donaci un coraggio pieno di slancio, capace di elevarsi incessantemente verso di te.


Anima di Cristo, salvami! Luce del Risorto, dammi la vita! Donami di Te, o mio Signore e mio Dio!

 


Carbonia 08.08.2026

La Terra è alla sua eruzione, il momento della disperazione è giunto!

Figli Miei e non più Miei per vostra libera scelta, Io vi dico: non ci sarà salvezza se non tornerete a Me, lasciate tutto ciò che non Mi appartiene e avviatevi con gioia al Mio intervento divino: solleverò a Me i Miei figli e abbandonerò coloro che Mi rifiutano.

Le cataratte dei cieli si aprono, state con Me. Io sono Colui che Sono, in Me tutto è possibile, in Me è la vita.

Maria SS.ma ora si precipiterà presso i Suoi figli per aiutarli a superare questo evento disastroso, aprirà il Suo Manto e li ricovererà in Sé.

Morite al peccato, o uomini, sulla Terra non resterà pietra su pietra, tutto crollerà di ciò che non Mi appartiene.

Le potenze dei cieli si manifestano, i guerrieri della Luce sono schierati per l’attacco, i figli del Demonio saranno dispersi mentre i figli di Dio saranno sollevati e messi in un luogo al sicuro.

La Terra si presenta nella sua agonia, il parto sarà doloroso, ci sarà uno sconvolgimento totale, le cose di prima passeranno, le nuove verranno alla luce.

Abbiate quella fede che sposta le montagne, Dio vi attende per donarvi la vita in Sé, non trascurate nulla di ciò che Lui vi chiede, fate la Sua santa volontà e non abbiate rimpianti di abbandonare ciò che appartiene al mondo e non a Dio.

L’Africa sorgerà nuova, il suo dolore passerà, la sua casa sarà nella terra dei viventi.

Il sole mostrerà la sua potenza, uscirà dal suo ventre il fuoco che colpirà la Terra. Oh, uomini, perché non aprite il vostro cuore al vostro Dio Creatore?

Poiché ancora tentennate, non avrete più pace sulla Terra, il Demonio vi sorprenderà nella sua immane cattiveria. Allontanatevi da lui, o uomini, scegliete di vivere non di morire.

La cattedrale di san Domingo verrà incendiata, e dopo questo evento ne susseguiranno altri.

Le chiese subiranno gli attacchi di Satana, verranno arse, distrutte, affinché i fedeli non abbiano ricovero per le loro preghiere.

I possedimenti petroliferi stanno per esplodere, un fuoco verrà dall’alto e colpirà i pozzi.   

L’Arabia Saudita sarà messa con le spalle al muro, i grandi re della Terra si prostreranno al popolo per avere un pezzo di pane.

Il Mistero dell’Iniquità



Il Mistero dell’Iniquità è la causa della grave crisi che ha colpito la Chiesa e il mondo

Solo Lei può aiutarvi!

A) Il nostro aiuto è nel Nome del Signore

Adjutorium nostrum in nomine Domini; grazie alla nostra Fede in Dio fermamente radicata nel nome onnipotente e infallibile di Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, il Quale ci ha assicurato “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo!” (Gv 16,33), e con la certezza della nostra speranza che partecipa nell’infallibilità della fede, noi guardiamo a Maria, Colei che la Saggezza Divina, stabilita dagli inscrutabili disegni della Sua provvidenza, ha scelto e designato come lo strumento grazie al quale Cristo conquista il mondo, stabilisce il Suo regno e governa come Re dei re e Signore dei signori, perché è proprio Maria a schiacciare la testa del serpente infernale (Gen 3,15).
Come pronunciato e promulgato solennemente dall’autorità infallibile del Magistero della Chiesa, noi professiamo come verità rivelata dal Signore il fatto che la Beata Vergine Maria, sin dal primo istante del Suo concepimento, è nata senza il peccato originale e pertanto, in virtù di questa singolare prerogativa e per mezzo della Grazia Divina, Ella è diventata la Madre di Dio e quindi la Madre di tutti i viventi – ovvero la Madre della Chiesa, il Corpo Mistico di Cristo.
Maria è pertanto Mater Gratiae, come proclama la liturgia.9 “Maria,” afferma San Luigi Maria de Montfort, “ha dato tutto il suo essere e tutta la sua vita all’Autore di tutte le grazie, ed è per questo che viene chiamata la Madre della Grazia.” “Dio Padre,” prosegue San Luigi, “… ha donato tutte le grazie a Maria dandole Suo Figlio... ed in Esso, Dio ha dato il Suo volere a Maria.” Come si può leggere nella Costituzione Apostolica Lumen Gentium, al punto 56, ne consegue che la Madre di Gesù “ha dato al mondo la Vita stessa che tutto rinnova”.
San Luigi prosegue ancora, affermando che “Dio ha affidato a Maria l’amministrazione, il mantenimento e la distribuzione di tutte le Sue grazie, così che tutte le Sue grazie ed i Suoi doni passano attraverso le Sue mani; e … come insegna San Bernardino, Maria dona le grazie del Padre Eterno, le Virtù di Gesù Cristo ed i doni dello Spirito Santo a chi Lei desidera, nel modo in cui desidera, quando lo desidera e nella misura che più Le aggrada.”10
Dal momento che Colei che “è piena di grazia” (Lc 1,28) ha meritato di diventare la Madre di Colui che è “pieno di grazia e di verità” (Gv 1,14), Maria è la Madre della Grazia e ci ha dato la fonte di tutte le grazie; Ella è pertanto la Mediatrice di tutte le grazie, ed è onnipotente per grazia (come spiega Sant’Alfonso Maria de’ Liguori). Per questo motivo, ed in un senso ancor più completo rispetto al contesto originale in cui queste parole vennero pronunciate per la prima volta, nel punto 56 della Lumen Gentium si afferma che “Giustamente ... i Santi Padri ritengono che Maria non fu strumento meramente passivo nelle mani di Dio, ma che cooperò alla salvezza dell’uomo con libera fede e obbedienza”, e citando Sant’Ireneo, il testo continua affermando che Maria “divenne causa di salvezza per sé e per tutto il genere umano.” 
Nella Sua apparizione alla postulante Carmelitana Teresita Castillo, avvenuta nel 1948 presso Lipa, nelle Filippine, la Madre di Dio ci ha rivelato il Suo titolo di Mediatrice di ogni Grazia. La liturgia sacra l’aveva già nominata Mediatrix Omnium Gratiarum. Nella sua enciclica Ad Diem Illum Laetissimum, San Pio X spiegava che “solo Gesù Cristo ha il diritto proprio e particolare di dispensare quei tesori che sono il frutto esclusivo della Sua morte, essendo egli per Sua natura il mediatore fra Dio e gli uomini. Tuttavia,” prosegue San Pio X, “essendo partecipe dei tormenti di Gesù Cristo e compagna della Sua passione, Maria ‘divenne legittimamente degna di riparare l’umana rovina … e perciò di dispensare tutti i tesori che Gesù procurò a noi con la Sua morte ed il Suo sangue... (ed) è stato concesso all’augusta Vergine di essere presso il Suo unico Figlio la potentissima mediatrice e conciliatrice del mondo intero’ (Pio IX, Ineffabilis Deus)”.11 Per questo, continua San Pio X, “Lungi dall’attribuire alla Madre di Dio una virtù produttrice di grazie, virtù che è solo di Dio, tuttavia… Ella ci procura de congruo ciò che Gesù Cristo ci ha procurato de condigno ed è la suprema dispensatrice di grazie. Gesù ‘siede alla destra della Maestà Divina nell’altezza dei Cieli’ (Eb 1,3) Maria siede regina alla destra di Suo Figlio – un rifugio così sicuro e ausilio così fedele in tutti i pericoli, che non si deve temere nulla né disperare sotto la Sua guida, i Suoi auspici, la Sua protezione e la Sua benevolenza.” (Pio IX, Bolla Ineffabilis Deus).
A Lipa,12 annunciandosi col titolo di Mediatrice di ogni Grazia, la Madonna ha affermato che “ciò che chiedo qui è lo stesso che ho chiesto a Fatima.” Come Mediatrice di ogni Grazia, Maria ha sia l’autorità di presentare delle richieste, come quelle di Fatima, sia il potere di esaudire le proprie promesse qualora le Sue richieste siano state esaudite dal Papa, dai fedeli di Cristo e dalle genti del mondo. A Lipa, così come a Fatima, la Madonna ha messo in guardia l’umanità contro i severi castighi che incombono su di noi, se le Sue richieste non vengono esaudite. Tali richieste sono state presentate da Maria proprio per salvare le anime dalla perdizione ed il mondo dalla rovina, e tutto ciò si può ottenere convertendo l’umanità intera a Nostro Signore Gesù Cristo. È solo per mezzo di Maria che potremo raggiungere questo scopo, ed è per questo’motivo che a Fatima la Madonna ha detto: “Solo Lei può aiutarvi.”13 Nell’Enciclica Ad Diem Illum Laetissimum, che ho appena citato, San Pio X afferma che “nessuno è più efficace della Vergine per unire gli uomini a Gesù… attraverso Maria è più facile ottenere quella vita di cui Cristo è il principio e la fonte.” 
San Pio X conclude infine: “Certamente noi viviamo in un’epoca triste e abbiamo il diritto di lamentarci con le parole del Profeta: ‘Non c’è più verità, non c’è più misericordia, non c’è più scienza sulla terra. La maledizione e la menzogna e l’omicidio e il furto e l’adulterio invadono ogni cosa.’ (Os 4,1-2). Ciononostante, in questo che si può chiamare un diluvio di male, l’occhio contempla, simile ad un arcobaleno, la Vergine Clementissima arbitra di pace tra Dio e gli uomini. ‘Io porrò un arco nelle nuvole e sarà un segno d’alleanza tra me e la terra’ (Gen 9,13).”
“Oh non v’è dubbio, se noi ci affidiamo come conviene a Maria…sentiremo che Ella è sempre quella Vergine potentissima ‘che col suo virgineo piede ha schiacciato la testa del serpente’ (Off. Immac. Conc.)”14 
Tuttavia, come afferma Sant’Agostino, “Dio, che ci ha creato senza di noi, non vorrà salvarci senza di noi” – pertanto se vogliamo salvarci dai mali che inondano il mondo e minacciano di portare l’umanità alla rovina e alla perdizione, dobbiamo cooperare con la grazia di Dio, secondo i disegni della Sua saggezza, la quale ha deciso che la grazia salvifica debba essere concessa per mezzo di Maria, nel modo che Ella ha richiesto. È quindi nostro dovere esaminare, con urgenza, l’esatta natura delle richieste che la Madonna ha fatto a Fatima. 

Padre Paul Kramer

martedì 11 agosto 2026

La profezia della madonna per il 15 agosto - 12.000 persone hanno visto il miracolo


 

La Tomba della Vergine Maria: il Mistero Svelato Dopo 1900 Anni


 

Sostituire la Verità è un atto di viltà, faranno cadere l’oscurità nei miei figli. Si mascherano di santità e invece le loro falsità vi allontaneranno da me.

 


Messaggio di Gesù a Gisella dell’8 agosto 2026


Figlia amata, se non fosse per la Mia Pazienza, la Mia Punizione verrebbe inflitta subito sugli ingiusti che mi flagellano ogni giorno.
Vi dico tre cose importanti che affliggono il mio cuore:
la prima è l’apostasia, da coloro i quali ingannano il mondo affinché rifiuti tutto ciò che Mi riguarda;
la seconda avviene a causa del razionalismo diffuso dagli studiosi del Mio Verbo, che non sono colmi dello Spirito di Verità, ma che sono, invece, ripieni di fariseismo alimentato dall’orgoglio. Loro modificheranno ciò che Io ho insegnato per soddisfare i loro personali ed egoistici bisogni.
Ed infine, ci sono coloro i cui cuori sono diventati di pietra: freddi, insensibili e pieni di rabbia su chi parla di me apertamente.
La Mia Parola, essi diranno, causa una grandissima offesa, tanto che sarà considerata politicamente scorretta ed in tal modo, questo fornirà la ragione principale per cambiare radicalmente il volto del Cristianesimo.
Solo i semplici, la gente il cui amore per Me è paragonabile a quello dei fanciulli, Mi saranno fedeli, perché gli altri saranno troppo occupati a rendere effettive le modifiche riguardanti l’interpretazione della Mia Parola.
Durante questo tempo ci saranno sacerdoti coraggiosi che proclameranno la Mia Vera Parola.
Sostituire la Verità è un atto di viltà, faranno cadere l’oscurità nei miei figli. Si mascherano di santità e invece le loro falsità vi allontaneranno da me.
Tutte queste falsità porteranno l’impronta del maligno, il peccato d’orgoglio.
Senza la Verità e la Luce dello Spirito Santo molti saranno offuscati, ma chi vorrà vedere vedrà la verità delle mie Parole.
Ti benedico nel nome della Santissima Trinità.



L' APOSTOLATO DEL SACR0 CUORE DI GESÙ

 


II. Gli attributi infiniti delle divine Persone posti dal Cuore di Gesù in comune co' suoi servi.


Per contemplare questa verità in tutto il suo luminoso splendore, ci converrebbe poter entrare nel concilio della santissima Trinità. Lì vedremmo le tre divine Persone intese da tutta la eternità a produrre il Cuor di Gesù, ornandolo della dovizia dei loro doni, ordinando tutte le loro opere al trionfo del suo amore, facendo concorrere tutte le creature alla esecuzione de' suoi disegni. Iddio Padre, col predestinar questo Cuore ad esser Cuore del suo Unigenito, obbligasi ad amarlo quale oggetto di tutte le sue compiacenze: Iddio Figliuolo, coll'assumerlo per suo proprio Cuore, riveste tutte le affezioni, onde sarà animato, della santità, sovranità ed ef ficacia infinita, che sono proprietà essenziale delle affezioni divine: Iddio Spirito Santo, amor sostanziale del Padre e del Figliuolo, col prenderlo per suo strumento, fa legge che alle creature non si conceda grazia nè virtù, della quale esso non sia principio e canale.

Dunque il Cuore di Gesù è il termine visibile verso il quale convergono e si compiono tutte le operazioni invisibili della Trinità divina; e come nel seno della Divinità l'azione del Padre e del Figlio si termina e consuma nella produzione dello Spirito Santo, lor comune amore; così nella Incarnazione, manifestazione esteriore delle bellezze ineffabili dell'interiore divino, il lavoro delle tre Persone non si rimane alla illuminazion dell'intelligenza dell'Uomo Dio colla luce del Verbo, ma per termine ha la piena effusione dello Spirito Santo nel Cuore di Gesù, e la compiuta ef fettuazione degli intendimenti del suo amore.

Ora questi intendimenti ci son noti, e stanno nella unione inseparabile della santificazion nostra colla gloria divina, rendendo noi vivi membri del divin Capo; facendo lui crescere in noi e noi in lui, cangiando gli stessi nostri nemici in nostri coadiutori, evolgendone gli assalti in mezzi per noi infallibili al conquisto della gloria, cui Gesù Cristo vuole partecipare con noi. In breve, i disegni del Cuore di Gesù mirano al nostro bene del pari che alla sua gloria, e perfetto adempimento ne deve essere tutto insieme il nostro trionfo ed il suo. Se però è fuori di ogni dubbio che le divine Persone dirigono dalla eternità tutti i loro pensieri, tutte le loro azioni, tutte le loro forze al trionfo di Gesù Cristo, alla esecuzione dei disegni del suo Cuore; possiamo star sicuri che mentre non ci separeremo da questo Cuore, avremo a nostra disposizione, e in certo modo a nostro servigio, tutti que' pensieri, tutte quelle azioni, tutte quelle forze divine; tutta la potenza del Padre, tutta la sapienza del Figlio, tutto l' amore dello Spirito Santo. Dio è con noi, e con lui possediamo ogni sua appartenenza, i suoi attributi, le sue ricchezze tutte quante.

Possiamo dire di possedere la sua necessità e la sua immutabilità; perchè sebbene noi siamo poveri esseri accidentali, mobili ad ogni soffio del tempo, pure, uniti a Gesù Cristo, veniamo con lui strettamente abbracciati dal divino amore, che ci riveste della sua necessità e della sua immutabilità. Ferisce l'amore chi lo priva del suo oggetto e quindi, se l'amore divino non può patire ferita nè alterazione di sorta, anche tutti quelli, di cui l'unione con Gesù Cristo l' obbliga a prendere la difesa, sono al sicuro come lui da quanto potrebbe loro arrecar nocumento e rovina.

Possiam dire di possedere la sua eternità e la sua immensità; perchè a quel modo che non vi è punto nello spazio, nè momento nella durazione, in cui Dio non ami Gesù Cristo e non si adoperi a glorificarlo; così in qualunque parte o stato noi ci troviamo, oggi, domani, sempre, possiamo star sicuri che rimanendo uniti a Gesù, avremo Dio con noi, ope rante per noi. Eleviamoci pure col pensiero fino al sommo del cielo, fino a dove si perde negli estremi spazi l'ultima stella; anche là io sono presente a Dio che pensa a me, che opera per me, come pensa ed opera per Gesù Cristo mio divin capo. Attraversiamo pure col pensiero milioni e milioni di secoli, ed anche là dove la gloria delle umane imprese più strepitose sarà svanita, io potrò dire di essere presente a Dio, il quale a me pensa e forma, come ora, della mia gloria in unione a quella di Gesù Cristo il termine delle sue operazioni onnipotenti.

Possiam dire infine che disponiamo di tutti i mezzi della divina Provvidenza. Essa, infinitamente potente, infinitamente sapiente, infinitamente amante, prevede tutto, dirige tutto, provvede a tutto: a lei è sommesso il mondo de' corpi come quello degli spiriti; il suo impero si estende sopra il male, come sopra il bene; sul bene per produrlo od accrescerlo, sul male per prevenirlo o ripararlo con vantaggio: nessuno può scrutarne gl'im penetrabili consigli; ma del fine unico, cui dal principio al termne dei secoli ha di mira, noi siamo certissimi: ed è la gloria di Gesù Cristo e la salute de' suoi servi. A questo fine fa servire ogni cosa, il male come il bene, l'opposizione dei nemici come gli sforzi dei fedeli, la malizia dei demoni come i buoni uffici degli angeli. Dimoriamo dunque in Gesù Cristo, e non avremo che a riposarci in seno di questa materna Provvidenza. Noi faticheremo così, ma senza turbamento, perchè sicuri ch'ella fatica con noi, e che supplisce alla fiacchezza nostra l'invitta sua forza: lotteremo contro gli ostacoli, ma senza inquietudine, perchè sostenuti dal suo braccio onnipotente cui sentiremo lottare con noi, respingendo vittoriosamente ogni nemico: provvederemo ai nostri bisogni, ma senza ansietà, sapendo ch'ella li conosce, nè ci lascerà man care giammai il necessario: e, anche quando non avremo niente, ci riputeremo pure ricchissimi, perchè saranno sempre a nostra disposizione i suoi tesori, nè mai ci terremo più sicuri di allora che sembreremo più abbandonati, per ciò appunto ch'ella sarà maggiormente obbligata di accorrere in nostro aiuto.

ENRICO RAMIÈRE S. J.


O Padre, che hai glorificato tuo Figlio

 


O Padre, che hai glorificato tuo Figlio, Gesù Cristo, nella sua beata passione e lo hai costituito Signore nella sua resurrezione dai morti, a noi che veneriamo la sua immagine, raffigurata nella santa Sindone, dona di contemplare il suo Volto bellissimo quando si rivelerà a noi l'umanità nuova e perfetta, corpo glorioso del Cristo tuo Figlio. Amen.


I PROFETI MESSAGGERI DELL'AMORE DI DIO

 


MESE A DIO PADRE


IN'T'RODUZIONE - I profeti dell'Antico Testamento sorsero a parlare a nome di Dio e ad agire in mezzo a un popolo caduto in profonda miseria civile e politica e, spesso, anche religiosa. Essi contestarono senza esclusione di colpi le aberrazioni religiose del politeismo sempre rinascente, le contaminazioni morali derivate dalla politica e ogni forma di irreligione o di superstizione. Invitavano re e popolo alla penitenza, cioè al ritorno al Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, perché non v'è altro Dio e Dio ama il suo popolo fino alla gelosia, la più tremenda. Sono essi, i profeti, a scoprire e a indicare al popolo e ai suoi capi, negli avvenimenti storici più arruffati, la trama del disegno di Dio che ama e vuol soccorrere, a suo tempo. Negli anni più tristi della decadenza e della deportazione, sono essi che sostengono il popolo con la fiducia nell'aiuto di Dio, che verrà dopo il castigo e la purificazione e con la sicura promessa di una redenzione eterna, più alta di quella politica e civile. Purtroppo, più spesso, l'incomprensione affligge i profeti, amareggia e provoca Dio, rovina profeti e popolo. Ma anche quando predicono e minacciano sciagure, i profeti rivelano l'amore bruciante di Dio.

MEDITAZIONE BIBLICA - Ascoltate o cieli e presta attenzione, o terra, perché il Signore ha parlato: « Figli ho allevato e cresciuti ed essi si sono ribellati contro di me. Perfino il bue conosce il suo possessore e l'asino la greppia del suo padrone, ma Israele non mi ha conosciuto, il popolo mio non ha avuto comprensione ». (...) Udite l'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra (cioè simile a quello di Gomorra)! Che cosa importa a me l'abbondanza dei vostri sacrifici? Non continuate a portare offerte vane! L'incenso mi reca disgusto; (...) io ritraggo il mio sguardo da voi; io non ascolto; anche se moltiplicate le preghiere, le vostre mani sono piene di sangue. Lavatevi, purificatevi, togliete dinnanzi ai miei occhi la malizia delle vostre opere, cessate dal fare il male. Apprendete il bene, cercate la giustizia, sollevate l'oppresso... Fossero pure i vostri peccati color di carminio, come la neve diverranno bianchi, se fossero rossi come porpora, diverranno come candida lana. (Isaia, 1, 2-18)

CONCLUSIONE - Anche oggi, Dio manda dei « profeti » e sono essi i più formidabili contestatori dei vizi e delle aberrazioni, e i più appassionati animatori della Speranza e dell'Amore, nell'uomo moderno. E anche oggi la voce dei « profeti » cade invano, per l'incomprensione causata da una certa ignoranza boriosa, da certe abítudini di autosufficienza, da certi personalismi mentali e di condotta, per cui uno vive e crede solo nel mondo di valori e di convinzioni che è riuscito a raccogliersi personalmente, diffidando degli altri. Troppi uomini moderni, per l'autosufficienza o per delusione e pessimismo, si chiudono in se stessi, arrivano a credersi spiriti forti e anche chiaroveggenti e rifiutano ogni voce di profeta e di Dio stesso. Eppure, proprio loro hanno più bisogno e inconscio desiderio di essere animati dalla Speranza e dall'Amore. Ma anche noi!

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI - Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen.


Questa è l’ora della grande tribolazione. Volgetemi il vostro cuore

 


Carbonia, 04.08.2026

Sono giunte le ore profetizzate, il mondo entra in una nuova condizione di vita, le cose passate non torneranno, questa Umanità avrà da superare enormi difficoltà.

Questa è l’ora della grande tribolazione, piegate le vostre ginocchia a Me, o uomini, volgetemi il vostro cuore, quello che ora succederà sarà di grande dolore per chi non sarà con Me, il Dio Amore, il Creatore!

Provvederò ai Miei figli fedeli, quelli che Mi hanno seguito con amore e dedizione, in obbedienza assoluta a Me.

Amati Miei, volgo a voi il Mio Sacro Cuore, vi mostro tutto il Mio dolore per la perdita di molti figli, quelli che Mi hanno rinnegato. Pregate, amati Miei, pregate per le loro anime, sono condotti da Satana e non se ne rendono conto, conducono una vita sfrenata, non sono consapevoli di essere gestiti dal Demonio, sono fieri di vivere così, finché non accadrà il disastro.

Questa Umanità vaga nella tenebra, il buio, è la loro casa, …poveri figli! …non Mi vogliono riconoscere, essi bramano le cose di questo mondo, non fanno discernimento, si abbandonano alla Morte.

Gesù guarda con dolore queste creature, ma non può intervenire in loro aiuto perché essi non Lo riconoscono, hanno giurato fedeltà al nemico di Dio e vanno come ciechi al suo comando.

Ora chiamo voi, o Miei fedeli, vi sollecito di mantenere salda la vostra fede in Me, non distogliete lo sguardo da Me, Io sono il Principio e la Fine, Sono Colui che Sono! Io creo e distruggo secondo le necessità.

Amati Miei, non abbiate timore per quello che succederà perché voi sarete già lontani da questo mondo, vedrete dall’alto e pregherete per gli infedeli, per coloro che nella loro libera scelta si sono donati al Demonio.

Vi benedico.


Il Mistero dell’Iniquità



“Il diavolo è omicida e bugiardo fin dal principio.”


“Già è in azione il mistero dell’iniquità; solamente v’è colui che lo trattiene ora e lo tratterrà fino a che sia tolto di mezzo.”  ... 2 Tessalonicesi 2:7

Se non verrà compiuta presto la corretta Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, la Terza Guerra Mondiale ed il terrificante regno dell’anticristo che ne deriverà, non sono eventi lontani nel tempo.

“La venuta di costui [L’Anticristo] avrà luogo per opera di Satana, con ogni potenza e segni e prodigi 
bugiardi: 

“E con tutti gli inganni di ingiustizia per quelli che periranno per non aver accolto l’amore della verità in maniera da salvarsi. E per questo manderà loro Iddio forza d’inganni sì che credano alla menzogna.” ... 2 Thess. 2:9-10


L’attacco sistematico a Dio nella nostra epoca

“Questa mentalità, questa cultura programmaticamente atea non si scontra solamente contro la città di Dio dal suo esterno (come la città dell’uomo secondo il senso agostiniano) – essa penetra anche all’interno delle sue mura, infettando surrettiziamente col proprio veleno i fedeli, e persino i religiosi e i sacerdoti. Prendiamo ad esempio i frutti del naturalismo, della sfiducia e della ribellione che sono nati all’interno della Chiesa…

“La nuova società atea è governata da gente che opera in modo assai efficace e assolutamente premeditato; gente che impiega sofisticati strumenti tecnologici, scientifici, sociali ed economici; che segue una strategia elaborata alla perfezione, e che esercita un controllo pressoché completo sulle organizzazioni internazionali, sulle banche d’affari, sulle reti di comunicazione, sulla televisione, sulla radio, sulla stampa, e in mille altri modi ancora.”

Don Pedro Arrupe S.J., Padre Generale della Compagnia di Gesù, durante un discorso della Quarta Sessione del Concilio Vaticano Secondo, nel settembre 1965. (Cfr. Gianni La Bella, Pedro Arrupe, general de la Compañia de Jesús: nuevas aportaciones a su biografia, pp. 588-589.)


Introduzione: Una guerra contro l’umanità – invisibile ma reale

“La Massoneria si oppone implacabilmente al Dio trascendente.”

- Padre Denis Fahey, durante le sue lezioni ai suoi studenti -

A) Una guerra invisibile

Ne L’arte della guerra, Sun Tzu definisce l’elemento fondamentale di base della sua dottrina sulla tecnica bellica: “Tutta l’arte bellica è basata sulla dissimulazione”. Ancor prima della strategia, delle tattiche militari, della preparazione logistica e degli armamenti, ciò che porta alla vittoria è l’impiego con successo della dottrina della dissimulazione – e questo può avvenire solo grazie all’invisibilità. Quando è possibile ottenere l’invisibilità, un esercito può sferrare un attacco senza che l’esercito avversario ne conosca addirittura l’esistenza, finché non è troppo tardi e quest’ultimo ha due sole scelte: arrendersi o venire distrutto. Come afferma Sun Tzu, quindi, la vittoria contro il nemico viene ottenuta come “massi che rotolano giù da una montagna ed infrangono i gusci delle uova.” Noi siamo le uova. 
È infatti in atto una guerra senza tregua per il dominio del mondo, che viene combattuta su scala mondiale sin dal XVIII secolo e che sta raggiungendo il suo apice proprio in questo periodo della nostra storia. 
Sfortunatamente, la maggior parte dell’umanità sembra esserne ignara, così come sembra ignorare il pericolo mortale che incombe su tutti noi. Inoltre, la maggioranza di coloro che sanno dell’esistenza di tale conflitto, ha tuttavia una conoscenza della sua natura assolutamente fuorviante. Prendiamo ad esempio le masse che furono plagiate dai nazisti, il secolo scorso, e da questi convinte che il male che minacciava il mondo e che andava sconfitto a tutti i costi fosse costituito dalla razza ebraica. Oppure pensiamo a tutti quelli che, negli ultimi due secoli, hanno ritenuto che il male risiedesse nel Bolscevismo, nell’Impero Britannico, nel fascismo, nel capitalismo o nell’imperialismo americano. Chi è a conoscenza di questa guerra, quindi, ha in genere una conoscenza di essa profondamente fuorviata, perché la sua comprensione si è formata sotto l’influenza interessata e manipolatrice degli organi d’informazione e di un sistema istruttivo a sua volta corrotto dalle ideologie. 
Il pericoloso richiamo delle ideologie sta nel fatto che esse non sono mai del tutto false o totalmente malvagie, perché forniscono sempre una certa caricatura della verità, confezionata ad arte da interessi superiori che mirano a contraffare la realtà dei fatti affinché le soluzioni da loro proposte risultino le più allettanti e vengano accettate dall’opinione pubblica. Quest’immagine contraffatta serve al duplice scopo di offrire una spiegazione plausibile degli eventi mondiali, che sia di facile comprensione, e allo stesso tempo a nascondere i veri motivi, gli scopi reconditi, e le vere identità dei suoi creatori occulti. 
Prima ancora di poter perpetrare le loro atrocità, i leader ideologici dei movimenti politici più grandi e distruttivi della storia non sarebbero mai potuti diventare così pericolosi e immensamente dannosi per l’umanità se non fossero rimasti essi stessi vittime delle ideologie che li hanno consumati – ideologie create in realtà dai loro padroni occulti e date in pasto a loro (o ai loro mentori) nelle logge e nei luoghi d’incontro delle società segrete, con tutto il sostegno segreto necessario alla loro ascesa al potere. 
Gli ideologi giurano sempre eterna lotta contro gli esponenti delle ideologie rivali, ma queste sono in realtà assai più simili tra loro di quanto i loro stessi esponenti si preoccupino di rendere noto, o persino di ammettere. Come spiega Zbigniew Brzezinski,”comunismo, fascismo, nazismo...”, sono “generalmente imparentati, storicamente collegati e politicamente alquanto simili.”1 Dopo aver siglato il patto di non aggressione con Stalin (23 agosto 1939), Hitler subì un vero e proprio fuoco di fila da parte di diversi membri del Partito Nazista, e dovette difendere la propria mossa durante un raduno dei Gauleiter nazisti, dichiarando che “il comunismo ed il nazional-socialismo sono essenzialmente la stessa cosa.”2 Non è pertanto un’esagerazione, quella di Brzezinski, quando descrive la guerra tra la Germania nazista di Hitler e la Russia sovietica di Stalin come “una guerra fratricida tra due filoni di una fede comune.”3 Le altre ideologie che ho ricordato poco fa, cioè il fascismo, l’imperialismo britannico e quello americano (che sono oramai fusi in un neo-fascismo anglosassone rappresentato dal neo-Impero Angloamericano4), sono anch’essi collegati tra loro. Tutte queste ideologie, infatti, condividono un genitore comune, sono tutti movimenti pseudo-messianici e fanno tutti parte dei frutti dello stesso albero malvagio. Quest’albero è in realtà un’Idra dalle molte teste, una bestia che indossa mille maschere. Osa definirsi ebrea (Apo 2:9), ma è in realtà il frutto del seme del più antico nemico dell’ebraismo e del popolo ebraico (1 Re 18; Esther; Giuditta; 1 & 2 Maccabei), simbolicamente rappresentato nel libro della Genesi con l’immagine della Torre di Babele. 

B) Chi è il nemico?

Se vogliamo cogliere la vera natura di questo conflitto, dobbiamo prima rispondere a questa domanda: “Chi è il nemico?” Troveremo che la risposta ci è stata data molteplici volte dalle Sacre Scritture. Fu Nostro Signore Gesù Cristo a parlare di questo conflitto, nei Suoi discorsi sulla fine dei tempi, ed esso è rivelato nonché predetto profeticamente nei tanti testi escatologici delle Scritture. Il nemico è “il Mistero dell’Iniquità” (2 Tess 2:7), che oggigiorno opera nella Massoneria. 
In quanto ente geopolitico organizzato, ad esso fanno riferimento entrambi i Testamenti col nome di “Babilonia” (Is 21,9; Apo 14,8; 16-9; 17,5-6; 18,2.9-10.21). Se vogliamo sapere come sconfiggere questo nemico, possiamo trovare la risposta nel Segreto di Fatima. 
Solo pochi mesi fa mi sono incontrato in Vaticano con un arcivescovo che non ritiene che vi sia alcun motivo di preoccupazione in merito ad una nuova guerra mondiale. Secondo la sua opinione, esiste qualche legittima preoccupazione solo in relazione al terrorismo (mi ha citato addirittura Al-Qaeda), ma non vi sarebbe nessuno sviluppo geopolitico di gravità tale da minacciare la pace nel mondo. Gli ho risposto dicendogli che era interessante il fatto che avesse nominato Al-Qaeda, perché quell’organizzazione è stata creata in realtà dalla CIA, con la collaborazione di altre agenzie d’intelligence. L’arcivescovo non mi ha assolutamente creduto – era come se gli avessi detto che Vladimir Putin è un alieno e che i suoi eserciti sono schierati sulla faccia nascosta della luna, pronti all’attacco! 
Quella dell’arcivescovo non è altro che una risposta condizionata, proprio come quelle dei cani di Pavlov. Queste persone sono addestrate dal “controllo della percezione” a non vedere le azioni ostili che stanno accadendo davanti ai loro occhi, sono addestrate a ignorare la presenza del nemico che si trova a pochi metri a loro. Come quell’arcivescovo, tanti altri sono stati resi ciechi, proprio come lo furono i nativi della Terra del Fuoco, in Sud America, che all’arrivo delle navi da guerra spagnole, pronte a sparare e a poca distanza da loro, non colsero l’immenso pericolo cui andavano incontro, perché non avevano mai visto delle navi così grandi prima d’allora. Se vogliamo riacquistare la vista non dobbiamo permettere che il governo e gli organi d’informazione ragionino al posto nostro; dobbiamo al contrario usare la nostra mente ed il nostro intelletto per analizzare la realtà dei fatti e le verità che sono davanti ai nostri occhi. 
Se saremo in grado di evitare di formulare giudizi basati su riflessi condizionati, se sapremo  esaminare le prove e a sottoporre tutto alla nostra analisi critica, allora non ci vorrà molto per capire l’assurdità di tante “verità” che siamo stati indotti per troppo tempo a credere e accettare, e giungeremo finalmente a comprendere l’esistenza di una guerra mondiale che viene combattuta da secoli. Non si tratta certo della cosiddetta “guerra contro il terrorismo,” quella che i governi ci dicono venire combattuta contro oscuri gruppi terroristici sostenuti da militanti islamici o regimi comunisti! Assolutamente no, si tratta di una guerra condotta contro noi tutti noi, al fine di creare un nuovo governo mondiale, uno stato di polizia perverso e genocida che è contro i cristiani, gli ebrei, i mussulmani e contro Dio.5        

C) Cosa dobbiamo fare per riuscire a comprendere la verità prima che sia troppo tardi

Il primo passo che dobbiamo intraprendere, al fine di giungere alla giusta comprensione della vera natura dell’attuale crisi globale, è quello di mettere da parte i nostri preconcetti e riconsiderare il problema dall’inizio. Come sempre, quando vogliamo risolvere un problema difficile dobbiamo riuscire a riconsiderarlo da capo e da altri punti di vista, a prescindere da quanto siano salde le nostre considerazioni iniziali. È una delle lezioni più importanti che ho appreso mentre studiavo filosofia all’Angelicum. Un nostro professore, il noto studioso domenicano Klemens Vansteenkiste, O.P., a lezione spiegò che San Tommaso d’Aquino riconsiderava sempre da capo qualsiasi problema, ogni volta che gli veniva posto, a prescindere da quante volte lo avesse già analizzato in passato. 
Molte persone sono poco disposte a farlo, e il risultato è che la loro mente diventa prigioniera delle loro stesse convinzioni. Questi convincimenti, però, non sono il frutto di un’analisi basata su solide prove, bensì l’esito acritico prodotto da un’abitudine mentale a lungo nutrita che spinge molti ad accettare dei presupposti basati solo su prove parziali accuratamente preselezionate ed imboccate loro con il cucchiaino. Sono perciò convincimenti privi di un forte sostegno fondato su prove accertate e fattuali. 
Dobbiamo allenarci a infrangere questa forma mentis sbagliata e ad effettuare noi stessi, quando possibile, un esame accurato delle prove. 
Questo vuol dire ricercare e investigare da soli, piuttosto che affidarsi alle prove pre-selezionate che ci vengono accuratamente fatte leggere dai governi e dai mass-media, entrambi assolutamente sotto il controllo delle elite finanziarie mondiali.6 Il nostro giudizio deve tornare ad essere obiettivo e deve basarsi interamente ed esclusivamente sull’analisi razionale delle prove, e non deve quindi essere soggetto all’indebita influenza di pressioni politiche, sociali od economiche. 
L’oggettività richiede che si presti la giusta attenzione ad un 
argomento e alle prove a suo sostegno, al fine di emettere un proprio giudizio solo sulla base di quelle prove. La verità è la conoscenza della realtà basata su premesse a) rivelate infallibilmente, b) evidenti di per sé o 3) dimostrate in modo rigoroso. Se ci adagiamo in uno stato mentale che accetta acriticamente le premesse spacciateci dagli organi d’informazione, dai governi, dalle istituzioni educative; o se permettiamo che pressioni sociali e considerazioni di carattere economico influenzino eccessivamente il nostro pensiero, allora possiamo stare sicuri che non arriveremo mai a trovare la verità oggettiva nelle cose più importanti per la razza umana. 
Chi rifiuta una tesi solo perché indignato dall’accusa d’essere stato condizionato a pensare in un certo qual modo o a sostenere chi propone una certa idea, è esso stesso prigioniero dei propri preconcetti ed è quindi incapace di un giudizio critico che porti all’ottenimento della verità oggettiva. 
Che si tratti di vanità o di mero interesse personale, quasi sempre accade che la gente “normale”, al fine di rimanere all’interno dei sicuri parametri del “socialmente accettabile”, si rifiuta acriticamente di ascoltare le tesi e le argomentazioni di coloro che la “società” – condizionando così l’opinione pubblica – ha bollato come strani o “fuori dalla norma”. In genere si rischia la carriera o la reputazione in una comunità, cose che per la maggior parte delle persone sono molto più importanti che trovare una risposta alla domanda “Quid est veritas?” 
[“Che cos’è la verità?”] Per queste persone, vivere in una menzogna è un prezzo accettabile da pagare per evitare conseguenze indesiderate, che potrebbero avere un impatto negativo per le proprie vite. Queste persone non si rendono conto che la loro Fede Cattolica e le loro opinioni conservative in materia sociale stanno venendo sempre più bollate come “fuori dalla norma”,7 e per loro sarà oltremodo difficile riuscire a gestire la verità del Segreto di Fatima.

D) Il Terzo Segreto di Fatima, nella sua integralità,  vi aprirà gli occhi!

Il Terzo Segreto di Fatima è stato tenuto completamente nascosto per più di mezzo secolo, e ciò che è stato rivelato il 26 giugno 2000 ne costituisce solamente la parte più “politicamente corretta”. Nel novembre 1984 venne pubblicata un’intervista al cardinale Joseph Ratzinger, nella quale venne fornita la chiave per accedere ai contenuti essenziali del Segreto. Il Cardinale Ratzinger collegò il contenuto del Terzo Segreto ai “novissimi” (cioè i testi escatologici delle Scritture) e ai messaggi celesti rivelati in varie apparizioni Mariane. il Segreto di Fatima svelerebbe quindi il “Mistero dell’Iniquità” che San Paolo, quasi 2.000 anni fa, disse essere “già in atto” (2 Tess 2,7). Quando avremo cominciato a cogliere la vera natura e l’assoluta gravità di questo mistero e delle sue ramificazioni a livello geopolitico, non avremo problemi a capire perché Giovanni XXIII impallidì e quasi svenne, dopo aver aperto la busta contenente il Segreto e averne letto le sue circa 25 righe di testo.  
Persino Papa Giovanni non riuscì ad affrontare i contenuti del Segreto e decise di rimetterlo nella sua busta, richiudendola. Non è quindi strano il fatto che anche altre persone, di spessore e caratura decisamente inferiori rispetto a quelle del Santo Padre, non siano riuscite ad affrontarne i contenuti. Non ci sono più scuse, tuttavia, perché sono passati da allora più di cinquant’anni e il testo del Terzo Segreto con le “parole che la Beata Vergine ha confidato ai tre pastorelli sotto forma di segreto”8 non è stato ancora rivelato – mentre gli eventi di cui parlava la Madonna hanno avuto già inizio e si stanno manifestando nella nostra epoca. È giunto il momento in cui dobbiamo affrontare la verità racchiusa nel Segreto, piuttosto che tenerla nascosta. È giunto il tempo di accettare quella verità e di fare i conti con essa, prima che i terribili e cataclismatici eventi predetti nel Segreto e nelle Scritture devastino l’umanità e riducano gran parte della terra in un immenso cimitero.

di Padre Paul Kramer