mercoledì 17 giugno 2026

Rivendicare i diritti dei Cristiani equivarrà ad infrangere la legge.

 


PERSECUZIONI 

Mia amata figlia prediletta, molto presto ascolterete una serie di annunci da parte di quegli impostori che si sono infiltrati nella Mia Casa sulla Terra. Le travolgenti eresie che verranno fuori dalle loro bocche e dalle loro azioni si tradurranno in nuove leggi, che contamineranno la Parola di Dio e che saranno imposte a tutti coloro che sono fedeli alla Parola. 

I Sacramenti saranno ridotti di numero e le Messe diminuiranno lentamente fino a quando saranno celebrate raramente. Si inventeranno ogni sorta di scusa ma tutte, dietro le loro motivazioni, nasconderanno la vera ragione. Voi, Miei cari discepoli, state assistendo a tutto ciò che la Mia amata Madre aveva predetto a La Salette e a Fatima. Dovete comprendere che il piano è quello di profanare ogni Chiesa di Dio, prima che l‟anticristo sieda sul trono del Mio Tempio, in tutta la sua gloria infame. Quelli che chiedono risposte saranno ignorati e successivamente messi in ridicolo per aver osato mettere in discussione coloro che pretendono di guidare la Mia Chiesa sulla Terra. 

Ogni peccato agli occhi di Dio finirà per essere rimosso. Non solo il peccato sarà rifiutato, ma sarà presentato in tutti i suoi aspetti spregevoli ai Miei Altari. L‟abolizione del peccato sarà visibile nell‟indottrinamento dell‟educazione dei bambini. I bambini, in particolare, saranno obbligati a nutrirsi di eresie. Diranno loro che se non accettano questi insegnamenti saranno colpevoli di giudicare severamente coloro che dichiarano che il peccato è una buona cosa. Insegneranno ai bambini a non proclamare mai apertamente la Parola di Dio, in presenza di altri, per paura di essere accusati di andare contro i diritti umani. 

Qualsiasi tentativo di promuovere la moralità, in qualsiasi modo, tra i giovani, sarà violentemente contrastato e condannato. I Cristiani e coloro che dichiarano pubblicamente il loro diritto di aderire agli Insegnamenti Cristiani, saranno oppressi e messi a tacere. Le loro parole diventeranno sussurri e le persone si vergogneranno di ammettere di essere Cristiane. E mentre saranno rispettati i diritti dei non cristiani, saranno i diritti degli atei che verranno dichiarati di fondamentale importanza. Come vi ho detto, l‟odio contro i Cristiani aumenterà all‟esterno della Mia Chiesa. Poi, al suo interno, essa sarà smantellata pezzo per pezzo finché non ne rimarrà che un guscio vuoto. I mattoni e il cemento resteranno in piedi, ma la Mia Chiesa sulla Terra, così come voi la conoscete, cambierà oltre ogni vostra capacità di comprensione. 

Il Mio popolo è il Mio popolo – coloro che sosterranno la Santa Parola di Dio e che continueranno a ricevere i Santi Sacramenti, che vi renderanno disponibili quei Miei valorosi e coraggiosi servitori sacri, che non Mi abbandoneranno mai.  

Quando sentite che la Mia Parola, contenuta nella Parola scritta e tramandata per secoli nel libro di Mio Padre, è messa in discussione e analizzata, con il desiderio di riscriverla, allora dovete sapere questo. Io non autorizzo una simile eresia. Io condanno questi traditori, a causa delle anime che condurranno fuori strada. Neanche voi dovete mai dare ascolto a chiunque vi dica di negare la Mia Parola. 

Presto vedrete ogni legge nei vostri paesi e nelle vostre chiese cambiare, per accogliere ogni genere di peccato e legiferare per esso. Entrambi i tipi di legge si fonderanno insieme in una sola affinché, col tempo, la Parola di Dio non sarà più né discussa né rispettata. Rivendicare i diritti dei Cristiani equivarrà ad infrangere la legge e sarà punibile in molti modi. Per quelli tra di voi che non credono che queste cose siano possibili, ebbene voi, purtroppo, assisterete a queste cose durante la vostra vita, come vi è stato predetto. 

Quanti di voi rimarranno fedeli alla Mia Parola? Ai Miei Insegnamenti? Non molti. Eppure, saranno proprio quelli che dicono di onorarMi e che ora si dedicano alla Mia Chiesa, ad essere i primi a voltare le spalle alla Verità. 

Il vostro Gesù. 

10 Marzo 2014

martedì 16 giugno 2026

Il Miracolo del "Vescovino" L’Incredibile Vita di San Giovanni Neumann


 

«Quanto vi amo, ah! miei fratelli. Se solo vi rendeste conto che Colui che dà la vita sta per dare la propria per salvarvi dalla morte!»

 


Dettato dal Sacro Cuore di Gesù.


Il sole di quel giovedì in cui Gesù sarebbe stato consegnato sembrava triste e diffondeva la sua luce con malinconia. Maria avvertiva nel suo Cuore un grande presentimento, come ogni madre che ama e sente già il filo della spada pronta a trafiggerle il Cuore.

Gesù la contempla e tace, si volta e vede i suoi amati discepoli ignari di ciò che sta per accadere, e il Cuore di Gesù batte all’impazzata; prima di annunciare alla Madre la sua partenza, soffre un’agonia silenziosa, profonda, dolorosissima, perché ama, ama fino alla follia e sa che dovrà lasciare i luoghi che hanno fatto sì che il suo Cuore si affezionasse, si innamorasse del peccatore.

È vero che il suo Cuore era già aperto, che la lancia ardente dell’amore lo aveva ferito con una stoccata mortale e Lui, Gesù, era già in agonia. Rivolse il suo sguardo dolce e tenero verso sua Madre che lo guardava attenta, sfinita da ciò che già intuiva.

Gesù si avvicinò alla Madre, la strinse tra le braccia, la ricoprì di baci sulla fronte e le diede con le labbra l’ultimo bacio, sapendo che dovevano separarsi nonostante l’amore che provavano l’uno per l’altra; le lacrime scorrevano e si mescolavano, quelle di Gesù e quelle di Maria, fino a cadere sulla terra secca e arida; dalla terra sbocciò un bellissimo fiore simile a un giglio che con il suo profumo riempì la terra.

Gesù si inginocchiò davanti a Maria e lei tese la mano benedicendolo; piangendo si salutarono, e Gesù le disse: «Madre, ti amo e ti aspetto insieme al Padre mio».

Gesù si allontanò con i suoi apostoli, che avevano assistito a quanto era accaduto e che, con gli occhi sgranati e le spalle alzate, non capivano nulla; si guardavano senza dire una parola, camminavano lungo sentieri incantevoli tra fiori ed erbe e, quando Gesù passava accanto a loro, si chinavano e i fiori offrivano loro i propri profumi; Gesù sentiva che i suoi occhi si riempivano di lacrime, perché non avrebbe mai più calpestato quei prati e quelle erbe che già amava.

I suoi apostoli lo seguivano commossi. Senza saperlo, i loro cuori battevano più forte e sembrava loro che ci fosse una certa fretta.

Gesù si fermò e distese lo sguardo contemplando tutto il creato; dal suo petto sfuggì un sospiro e le sue labbra dissero: «Quanto vi amo, ah! miei fratelli. Se solo vi rendeste conto che Colui che dà la vita sta per dare la propria per salvarvi dalla morte!»

Il suo sguardo si posò su Pietro, che gli chiese: «Maestro, che ti succede? Ti vedo diverso».

«Sì, Pietro», rispose Gesù.

«Il mio Cuore vuole dirvi quanto è grande il mio Amore».

«Dicci, Maestro, ti ascoltiamo», disse Giovanni, che era accanto a Gesù.

«Il Figlio dell’Uomo sarà consegnato per salvare i suoi fratelli dall’abisso; il suo sangue scorrerà instancabile fino alla fine dei tempi per redimere chi ha peccato. Lo sapete, amati, eletti del Mio Cuore, che sarò tradito?»

Gesù si alzò dal posto dove era seduto; i discepoli erano disorientati, non capivano ciò che avevano udito.

Erano già le tre del pomeriggio e continuavano a camminare. Gesù camminava lentamente, come se volesse che tutto il cammino che aveva percorso non finisse mai, che la strada fosse lunga all’infinito. Si fermò e disse a due dei suoi apostoli: «Andate a preparare il luogo della cena; come segno troverete un puledro legato; dite che arriverò presto».

I due si misero subito in cammino e si persero lungo la strada.

Gesù disse ai suoi apostoli: «Preghiamo, perché si avvicina l’ora in cui sarò consegnato».

I discepoli, senza fare domande, si misero a pregare come Gesù aveva loro insegnato. Il Signore si allontanò un po’ da loro e pregò il Padre; questa volta fu un colloquio d’amore tra il Padre e il Figlio, il quale gli offrì la sua tenerezza e il suo infinito Amore. Gesù sospirava e il Padre lo ricopriva di Amore, di dolcezza.

Gesù, confortato, si alzò dal luogo dove aveva pregato, si avvicinò ai suoi discepoli e questi notarono che dal suo volto era scomparsa quella tristezza che avevano visto sul bel volto del loro maestro.

Continuarono a camminare e questa volta Gesù disse loro che avrebbe dovuto andare a preparare il proprio posto nella sua Patria.

Gesù sorrise e loro rimasero stupiti perché non lo avevano mai visto così felice e con il volto così raggiante; «Finalmente», disse. «...avrò la gioia di dare la Mia Vita per Amore».

Arrivarono alla casetta dove li aspettavano; era già l’ora in cui cominciano le ombre, ed entrarono. Tutti erano felici, tranne uno che sapeva di dover fare qualcosa, ed era di fretta perché la cena fosse pronta al più presto. Era Giuda Iscariota, che Gesù amava e di cui aveva compassione, perché sapeva che lo avrebbe tradito. Lo guardò con tenerezza e alzò gli occhi chiedendo che si adempisse ciò che era stato scritto.

Si sedettero tutti e cenarono; fu una cena semplice e quando Gesù prese il pane, alzò gli occhi al cielo e disse: «Prendete e mangiate, questo è il mio Corpo».

Alzando il calice disse: «Prendete e bevete, questo è il mio Sangue che sarà versato per voi e per tutti; fate questo in memoria di me». E lo distribuì ai suoi discepoli che non capivano, ma nel mangiare il pane e nel bere il vino, sentirono che il loro cuore si trasformava, percepirono la vita e sperimentarono qualcosa che non avevano mai provato prima. Era una gioia, era qualcosa che avvolgeva i loro cuori e li faceva palpitare d’amore. Si unirono gli uni agli altri e sentirono di amarsi, e con lo sguardo si dicevano tutto.

Gesù li contemplò con i suoi dolci occhi d’amore e sentirono che il suo Cuore si univa a loro in un unico Cuore.

Disse loro: «Vi do un nuovo comandamento: amatevi come fratelli, come Io vi amo».

Giuda si sentì sconcertato perché Gesù lo guardò e gli disse: «Quello che devi fare, fallo presto»; lui uscì di corsa, gli altri lo guardarono senza capire perché dovesse andarsene proprio in quel momento in cui tutto era felicità.

Non si ricordavano che Gesù aveva detto loro che c’era un traditore, e che in quel momento, quando glielo aveva detto, si erano agitati, soprattutto Pietro che, angosciato, aveva chiesto a Gesù se fosse lui il traditore. Gesù era rimasto in silenzio e Pietro aveva giurato a Gesù di essergli fedele e di non tradirlo mai.

Gesù lo zittì dicendo: «In verità ti dico, Pietro, che questa notte, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte»; il suo Cuore soffrì, ma in seguito se ne dimenticò.

Quando la cena finì, Gesù disse: «Seguitemi, perché il tempo stringe»; rese grazie al Padre suo e salutò tutti coloro che erano in casa, poi uscirono.

Gesù doveva provare grande tristezza al pensare a ciò che lo attendeva. Si incamminò e i suoi apostoli lo seguirono. Giunsero al giardino che erano soliti frequentare per pregare.

La luna era grande e bellissima, inondava di luce il paese immerso nell’attesa di grandi eventi; le stelle erano numerose, come se avessero deciso di contemplare il loro Creatore che era ancora nel mondo.

Una volta giunti lì, Gesù disse loro con voce dolce: «Rimanete qui a pregare», e chiamò tre dei suoi apostoli affinché lo seguissero; più avanti indicò loro: «Rimanete qui in preghiera, tenetemi compagnia poiché io sarò in preghiera», e chiesero forza.

Gesù fece ancora qualche passo e cadde in ginocchio; già in quel momento il suo Cuore soffriva un’agonia che non riusciva più a sopportare.

Cominciò a ripensare a ciò che avrebbe dovuto soffrire; sì, aveva paura, ma ciò che lo faceva soffrire di più era vedere l’enormità e la grande quantità di peccati che sarebbero ricaduti su di lui, poiché non erano solo quelli di chi era già vissuto, ma di tutti i tempi fino alla fine, quelli per cui avrebbe dovuto espiare; vide con orrore come col passare del tempo il peccato sarebbe diventato sempre più grande e vide il peccatore ostinato nel continuare a peccare senza provare alcun pentimento.

Vedeva perduta l’innocenza dei bambini, dei giovani infangati nel peccato, e i gigli bianchi che si macchiavano di peccato.

I suoi occhi piangevano nel vedere come le anime precipitassero nell’abisso come fiumi, senza desiderare il suo amore e con il suo sangue disprezzato. Il suo Cuore si spezzava nel vedere come nell’Eucaristia sarebbe stato abbandonato, oltraggiato, e l’enorme quantità di sacrilegi che gli sarebbero stati commessi. Ah! Ma una cosa lo fece rabbrividire: vedere che per molti la Divina Legge del suo tanto amato Padre non sarebbe stata osservata.

Gesù singhiozzava e pensava all’ingratitudine dell’uomo, e sentiva che, nonostante tutto, il suo amore cresceva e la sua fronte cominciò a sudare acqua; ma più cresceva la sua angoscia nel vedere sua madre oltraggiata, disprezzata da figli ingrati, più ciò lo faceva tremare, e lui opponeva resistenza.

Si alzò dal luogo in cui stava pregando e si incamminò per trovare conforto nei suoi amati fratelli, che, come lui stesso aveva chiesto, lo avrebbero accompagnato in quell’agonia. Essi non capirono; pregarono, ma erano stanchi e si erano addormentati.

Gesù disse loro: «Fratelli, non siete riusciti a pregare con me? Pregate, pregate affinché non cadiate in tentazione». Gesù, che li conosceva e sapeva delle loro debolezze, accarezzò loro la testa e si allontanò; essi lo guardarono con stupore, poiché videro sul suo volto filamenti che scendevano come sangue, e cominciarono a pregare obbedendo.

Questa volta Gesù si gettò sulla roccia; la sua agonia era immensa.

La luna, le stelle, l’aria, i fiori, le piante e gli alberi che contemplavano il loro Creatore in un dolore così crudele, tremavano desiderando consolarLo, alzando gli occhi al cielo.

Gesù contemplò i suoi eletti, coloro ai quali aveva donato tenerezza e tutte le dolcezze del suo Cuore. E il suo Cuore versava sangue nel vedere come sarebbe stato tradito dai suoi, dai suoi cari.

Era terribile: il suo sangue, la sua agonia crescevano; il suo sangue divino cominciò a cadere goccia a goccia fino a raggiungere la roccia.

L'erba era lì vicino a lei e cominciava a sentire nella sua linfa il nettare divino; sbocciarono bellissimi fiori con macchie rosse tinte del sangue del Signore.

Il Signore Gesù, alzando gli occhi al cielo e chiedendo al Padre se tutto ciò sarebbe stato vano, gridò: «Padre, se è possibile, allontana da me questo calice», e passò un secondo, e subito aggiunse: «Ma non sia fatta la mia volontà, bensì sia fatta la tua», gli angeli che già stavano lì attenti e stupiti, contemplando ciò che stava accadendo a Gesù, piansero, e le loro lacrime cadevano come una pioggia dolce, e desideravano che ciò consolasse il Signore.

Ma uno, mandato dal Padre, scese portando un calice e lo mostrò a Gesù, il quale, vedendolo, comprese che suo Padre avrebbe bevuto da quel calice. E prendendolo, lo bevve fino a svuotarlo, perché era necessario adempiere con amore ciò che era scritto; e quando finì di bere quel nettare disceso dal cielo, si sentì confortato e rese grazie al Padre suo perché così Egli voleva.

Si alzò confortato e si diresse verso i suoi fratelli, che trovò di nuovo addormentati; questa volta Gesù sorrise e disse loro: «Non siete riusciti ad accompagnarmi nella preghiera? Pregate, pregate sempre perché la carne è debole e il diavolo non dorme mai; pregate e non cadrete in tentazione». In quel momento si udì un grido e Gesù rabbrividì e disse in silenzio: «È giunta l’ora».

Pietro, che era uno di quelli che erano stati più vicini a Gesù mentre pregava, riuscì a sentire quando Gesù piangeva in silenzio; ma fu proprio Pietro che ne percepì il dolore, e fu lui a notare per primo il sangue che aveva già bagnato la tunica bianca di Gesù. Chiese a Gesù: «Che succede? Perché stanno arrivando quelli?», disse Pietro. Gesù rispose: «Non temere, è per me che vengono». Pietro lo guardò sconcertato e, mentre quelli che arrivavano gridando si avvicinavano a loro, era Giuda Iscariota a guidare quella folla.

Si avvicinò a uno dei soldati e gli disse: «Quello che bacerò sulla guancia, è lui». Camminarono in fretta e Giuda si avvicinò a Gesù; il Signore gli andò incontro e gli chiese: «Chi cercate?». La sua voce risuonò come un tuono; molti di coloro che accompagnavano Giuda caddero a terra, e i loro cuori sembravano uscirgli dal petto.

Giuda vide tutto ciò, ma non se ne curò; si avvicinò a Gesù e gli diede un bacio sulla guancia per salutarlo. Gesù gli disse: «Con un bacio tradisci il tuo Signore? Avresti fatto meglio a non essere mai nato».

Quando Giuda se ne andò, si avvicinò un soldato che cercò di arrestare Gesù; ma Pietro, colto da un dolore terribile, estrasse la spada e colpì il soldato, tagliandogli un orecchio che Gesù raccolse. «Che cosa hai fatto, Pietro? No, figlio mio, perché chi usa il ferro contro il ferro muore». Gesù, con dolcezza, posò l’orecchio sul soldato, che fu guarito all’istante.

In quei momenti gli apostoli si ritirarono, e Gesù disse: «Prendete me, ma lasciate andare questi», e udendo ciò i soldati si avventarono su di lui, arrestando Gesù. Cadde a terra e con terribile furia gli legarono le mani come a un crudele malfattore. Vedendo ciò, i suoi discepoli fuggirono dal luogo, temendo di essere arrestati a loro volta.

I soldati e la gente che li accompagnava trascinavano il Signore con grande rabbia. Gesù camminava tra spintoni e grida, il suo volto era sereno e di grande maestà.

Pietro, che lo amava e il cui cuore batteva forte, sentì il desiderio di seguirlo da lontano, per rendersi conto dove stavano portando Gesù, il suo amato Maestro. Perché il suo sguardo dolce non si distoglieva da lui.

Servi del Divino Amore

31 ottobre 1978


Pericoli del mondo, del demonio e delle situazioni

 


L’ultimo di tutti


1. Il mondo, quello che il Salvatore ha maledetto e chiamato «mondo di scandali» (cf. Mt 18, 7), ci avvolge come l'atmosfera e ci penetra con i suoi veleni, come un'epidemia con le sue cariche batteriche.

Niente condiziona tanto fortemente l'uomo quanto il comportamento di chi gli sta accanto. Si dà per scontato che quello che tutti fanno, lo si può fare; e di fronte a un simile principio, per quanto irrazionale, i ragionamenti non contano più nulla.

I santi conoscono bene qual è la potenza del demonio e i suoi intrighi. «Il vostro nemico, il diavolo, - dice s. Pietro - come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare» (1 Pt 5, 8). E s. Paolo esorta gli Efesini a «rivestirsi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo» (Ef 6, 11). Il suo influsso non diventa forse più fatale in coloro che lo sottovalutano?

Ora, non mi è possibile abbandonare il mondo, né tenermi al largo dal demonio. Lo spirito del mondo mi rammollisce e l'astuzia del diavolo spia il momento critico. Complici con le mie inclinazioni, non riuniranno le loro forze per trascinare via la mia ingenua libertà? Che cosa sarà di me, se la superbia mi allontana le attenzioni di Dio e mi ritrovo solo a combattere contro questi due avversari?

2. Arrivano delle combinazioni nelle quali cadrei a terra senza scampo, sebbene in modo libero. Dio le conosce tutte, anche le più temibili; misura il grado di resistenza che posso opporre e conosce in quali circostanze quel grado, sufficiente in se stesso, diventerebbe insufficiente a causa della mia fragilità.

Lascerà che queste angosciose situazioni prevalgano o lo impedirà? Una volta iniziata la battaglia, verrà in mio aiuto o permetterà la mia caduta? Segreto della sua libera volontà. Sia che allontani da me il pericolo, sia che rafforzi la mia resistenza, Egli mi dona una grazia che non mi è dovuta per niente. La mia dipendenza da Lui è, dunque, la più completa!

Mio Dio, tu conosci l'insieme di tutti gli avvenimenti; tu prevedi quei giorni di stanchezza e sfiducia in cui l'anima si abbandona; tu constati le debolezze che si ripetono, togliendo slancio alla volontà. Prima di offrire un aiuto speciale, tu guardi le disposizioni dell'anima in pericolo. Se la vedi umile e sottomessa, tendi la mano ed è salva. Se la vedi irrigidita nella superbia, ti volti dall'altra parte ed eccola perduta.

Padre mio, non ho paura di te, ma di me; tuttavia non avrò paura di me se mi nasconderò nel seno della tua misericordia. Sì, voglio entrarvi e non uscirne più. Ne studierò con amore le benefiche leggi; imparerò a farmi dolce e indulgente con gli altri, come tu lo sei con me, a non pretendere alcuna stima e a lasciare a te la lode del bene che, del resto, non mi appartiene.

Tutte le sofferenze della mia povera vita, tutte le dimenticanze e i disprezzi nei miei riguardi, tutte le delusioni e perfino le umiliazioni più profonde, le accetterò come provenienti insieme dalla tua giustizia e dalla tua misericordia, come elementi provvidenziali di riabilitazione presente e di gloria futura.

Mio Dio e Padre, non mi hai tu dato il tuo Figlio Gesù? Con lui mi sento sicuro di te. Vivendo di lui, sono sicuro di me. O Gesù, vieni nel mio nulla, riempilo, vivificalo; viviamo insieme, insieme amiamoci e camminiamo.

Mio Dio e Padre, tu mi fai sentire vivamente la mia impotenza per attirarmi fra le tue braccia. Dentro le tue braccia e, di continuo, sopra l'abisso: quale sicurezza! Dipendo da te e io mi attacco strettamente al tuo cuore adorato.

Leopold Beaudenom


IL TEMPO DELLA TRIBOLAZIONE – FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA DIVINA

 


Messaggio della Madonna - Maria, piena di grazia

La nascita del Nuovo Mondo - Parole della Madonna


In questa splendida serata il Signore viene a nutrirvi con la Sua Santa Parola, affinché abbiate la vita eterna. La Parola di Dio è Luce, è fonte di gioia e salvezza per coloro che desiderano convertirsi veramente. Dovete ascoltarla e custodirla nei vostri cuori.

Figli miei, la mia gioia è grande nel poter essere ancora con voi per portarvi la Santa Parola di Dio, affinché possiate crescere ogni giorno di più nell’amore, nella speranza, nella fiducia e nella carità.

La Santa Parola serve a convertirvi, ad avvicinarvi a Dio, a darvi conoscenza della fine dei tempi. L’umanità ha bisogno ora più che mai della Saggezza della Luce per superare la prova finale.

Dovete aprire le porte dei vostri cuori, affinché il messaggio di Dio vi rinnovi, vi dia forza; preparatevi per poter sopportare ciò che sta per abbattersi sul mondo da un momento all’altro.

Dio vuole la vostra salvezza e vi insegna ogni giorno di più che non appartenete a questo mondo e che dovete tornare al Suo Cuore. Egli vi ha creati per la vita eterna. Dovete rendervi conto che siete lontani da Lui ed è per questo che il mondo è in stato di allontanamento, di infedeltà.

Dio vi ha dato tutti i segni per avvertirvi che sta per arrivare un tempo sconosciuto all’umanità.

Ascoltiamo e facciamo crescere nei vostri cuori il messaggio di oggi, perché il mondo deve prepararsi a ciò che sta per arrivare: è qualcosa di molto grave, molto doloroso e causerà un numero altissimo di morti. Convertitevi, convertitevi, convertitevi.

Cari e amati figli del Mio Cuore Immacolato, vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che vi illumina guidandovi per sempre con la Sua Luce. Io sono la Serva del Signore, Maria, la Madre di Gesù Cristo, Salvatore del mondo, l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Sono l’Immacolata Concezione di Maria, sono la messaggera di Dio e nel messaggio di oggi Egli vi ringrazia per il tempo dedicato alla preghiera e vi avverte:

«Figli miei, raddrizzate i vostri cuori, prendetevi cura delle vostre anime, io soffierò sul mondo al momento della purificazione.

Lo Spirito Santo sarà inviato molto presto.

Pentitevi dei vostri peccati e iniziate una nuova era per la salvezza delle vostre anime. Ricordate che vi amo con Amore Eterno.”

Cari figli, riflettiamo insieme sulle parole di Dio, nostro Padre Eterno, l’Onnipotente, che oggi vi esortano con un appello ancora più urgente. Il mondo è indifferente agli avvertimenti di Dio, il tempo è ormai molto breve, dovete impegnarvi con determinazione nella conversione.

La conversione consiste nel riconoscere con la propria vita l’esistenza di Dio.

Chi non si pente dei propri peccati, non cresce nella conversione, è in pericolo di perdere l’anima. Dio vuole donarvi la felicità eterna, convertitevi. Il peccato del mondo aumenta ogni secondo di più e allontana l’uomo dalla Grazia di Dio.

Quando l’uomo smise di credere in Dio mentre l’allarme era già in atto, ecco perché scoppiò la Seconda Guerra Mondiale: il mondo aveva il tempo di evitarla, ma non lo fece. Ora si sta verificando la stessa situazione: l’umanità non sta facendo quasi nulla per attenuare le prove finali.

Ciò che sta per abbattersi sul mondo è molto peggiore di tutto ciò che è accaduto finora; coloro che non si convertiranno cadranno e non si rialzeranno più, perché non hanno apprezzato le Mie decisioni dal Cielo volte ad aiutarli.

Sono venuto per volontà di Dio, per aiutare ciascuno di voi, ma la fede scarseggia e manca la perseveranza nella lotta per essa. Conversione, figlioli, conversione.

Questo è ciò che devo dirvi per esortarvi a dare valore alla vostra conversione. Dobbiamo prendere sul serio la chiamata di Dio, dovete nutrire le vostre anime, sono in pericolo.

Amate Dio, figli miei, amatevi gli uni gli altri: questa è la soluzione per la vostra salvezza; obbedite ai comandamenti, apprezzate la Santa Eucaristia: è il corpo del mio Divino Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, ed è con voi fino alla fine del mondo per donarvi il mondo nuovo, la Vita Eterna. La Santa Eucaristia è lì per salvarvi.

Non rimanete indifferenti, avvicinatevi ad essa e provate la gioia di saziare la fame delle vostre anime. Pregate, pregate, pregate, pregate per il Santo Padre Papa Benedetto XVI, per tutto il clero, per i sacerdoti e le suore, per tutta l’umanità. Pregate per gli atei e i pagani, chiedendo sempre a Dio di aiutarli a convertirsi.

Pregate per la Santa Chiesa fondata da Gesù Cristo, unitevi in preghiera per tutti i cristiani. Le persecuzioni aumenteranno, preparatevi, preparatevi, preparatevi. Vi amo moltissimo e avvolgo ciascuno di voi con il Mantello del Mio Amore. Pregate per la vostra patria, il Brasile, pregate, pregate, pregate, pregate, pregate. Ora vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, la Madre di Gesù Cristo, Salvatore del mondo.


Maria Immacolata.

Grazie per aver risposto alla chiamata di Dio. Venite, figli miei, nella Santa Chiesa per partecipare alla Santa Messa e ricevere la Santa Eucaristia con piena fedeltà a Dio.

Un giorno capirete perché sono con voi da così tanto tempo e perché ho tanto esortato alla conversione. Dio mi ha mandata ad aiutarvi in questo momento; sono la vostra Mediatrice e vi offro il mio Cuore Immacolato come rifugio nel tempo del castigo che è vicino al peccatore. Sta per arrivare un castigo enorme, abbiate cura delle vostre anime. Con tutto l’affetto e l’amore di una mamma, vi auguro la pace e porto le vostre richieste a Dio.

La pace del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi ora e per sempre. La pace. Amen.

Pace! Pace! Pace! Amen! Amen! Amen! Sia benedetto Dio, sia benedetto il Suo Santo Nome.

Darly Chagas

19 agosto 2008


PREGHIERA DEL SANTISSIMO SUDARIO

 


SIGNORE DIO, CHE CI HAI LASCIATO I SEGNI DELLA TUA PASSIONE NEL SUDARIO SACRO, NEL QUALE È STATO AVVOLTO IL TUO CORPO SANTISSIMO QUANDO, PER MANO DI GIUSEPPE, SEI STATO CALATO DALLA CROCE: CONCEDICI, PIETOSISSIMO SIGNORE, CHE PER LA TUA MORTE E LA TUA SEPOLTURA SIAMO CONDOTTI ALLA GLORIA DELLA RISURREZIONE, DOVE VIVI E REGNI CON DIO PADRE NELL’UNITÀ DELLO SPIRITO SANTO, DIO PER I SECOLI DEI SECOLI.



Giuda Iscariota si unisce ai discepoli - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 


Giuda Iscariota si unisce ai discepoli


Anche Giuda Iscariota era giunto a Meroz insieme ai discepoli menzionati sopra.

Non trascorse però il pomeriggio con Gesù, bensì in una casa della città dove aveva spesso pernottato in passato. Bartolomeo e Simone parlarono a Gesù di Giuda.

Dissero di sapere che era un uomo attivo e ben informato, molto disponibile a rendere servizio e desideroso di un posto tra i discepoli. Gesù sospirò mentre parlavano e sorsero dei problemi. Quando gli chiesero la causa della sua tristezza, egli rispose: «Non è ancora tempo di parlarne, ma ci penserò». Insegnò durante tutto il pasto, e tutti dormivano nella locanda.

I discepoli appena arrivati provenivano da Cafarnao, dove si erano riuniti Pietro e Andrea. Portavano messaggi da lì e avevano portato anche a Gesù del denaro per le spese del viaggio, il dono di carità della donna. Giuda, che li aveva accolti a Naim, li accompagnò a Meroz. Già in questo periodo iniziale, era conosciuto da tutti i discepoli, ed era stato recentemente a Cipro. I suoi numerosi racconti su Gesù, dei suoi miracoli, delle diverse opinioni che si formavano su di lui, vale a dire che alcuni lo consideravano il Figlio di Davide, altri lo chiamavano il Cristo, e la maggior parte lo considerava il più grande dei profeti, aveva reso gli ebrei e i pagani dell’isola molto curiosi riguardo a lui. Avevano sentito, inoltre, molte cose meravigliose della sua visita a Tiro e Sidone. Il pagano Cipriano, l’ufficiale che aveva fatto visita a Gesù a Ofra, era stato in seguito a tutti questi meravigliosi racconti inviato lì dal suo padrone, che ne era rimasto molto impressionato. Giuda aveva accompagnato l’ufficiale di ritorno a Cipro. Durante il viaggio di ritorno si fermò a Ornithopolis, dove allora abitavano i genitori di Saturnino, originario della Grecia.

Quando Giuda venne a sapere lungo la strada che Jestis si stava recando nella regione di Meroz, dove lui stesso era ben conosciuto, andò a cercare Bartolomeo a Debbaseth. Lo conosceva già e lo invitò ad accompagnarlo a Meroz per presentarlo a Jestis. Bartolomeo espresse la sua volontà di accettare. Ma prima andò a Cafarnao con Giuda Taddeo per vedere i discepoli lì, e da lì con Taddeo e Filippo a Tiberiade, dove Simone il Zelota si unì a loro, e poi si fermò a Naim da Giuda, che si era recato lì per incontrarli. Egli li pregò di nuovo di presentarlo a Gesù come desideroso di diventare un discepolo.

Erano ben contenti di farlo, perché si compiacevano della sua intelligenza, della sua volontà di prestare un servizio e dei suoi modi cortesi.

Giuda Iscariota poteva avere in quel momento venticinque anni. Era di statura media e per nulla brutta. I suoi capelli erano di un nero intenso, la barba un po' rossiccia. Il suo abbigliamento era perfettamente pulito e più elegante di quello della maggior parte degli ebrei. Era affabile nei modi, disponibile e incline a mettersi in mostra. 

Parlava con aria sicura della grande familiarità o della fama di santità di cui godeva, comportandosi come se fosse tra coloro che lo conoscevano. Ma se qualcuno che lo conosceva meglio lo scopriva a mentire, si ritirava confuso; era avaro di onori, riconoscimenti e denaro. Era sempre alla ricerca di fortuna, sempre desideroso di fama, rango, una posizione elevata, ricchezza, nonostante non vedesse chiaramente come tutto ciò sarebbe venuto a lui. L'apparizione di Gesù in pubblico lo incoraggiò in gran misura nella speranza di una realizzazione dei suoi sogni. I discepoli erano previsti; i ricchi Lazzaro partecipò con Gesù, di cui tutti pensavano che fosse sul punto di fondare un regno, di lui si parlava ovunque come di un re, come del Messia, come del Profeta di Nazareth. I suoi miracoli e la sua saggezza erano sulla bocca di tutti.

Giuda aveva quindi concepito un grande desiderio di essere annoverato tra i suoi discepoli e di condividere la sua grandezza che, pensava, sarebbe stata quella di questo mondo. Da molto tempo, infatti, aveva raccolto, dove poteva, informazioni su Gesù e aveva diffuso a sua volta notizie su di lui. Aveva cercato l'amicizia di diversi discepoli, e ora si avvicina all'oggetto dei suoi desideri. Il motivo principale che lo spinse a seguire Gesù fu il fatto che non aveva ancora trovato un'occupazione e possedeva solo un'istruzione incompleta. Si era cimentato nel commercio, ma senza successo, e aveva sperperato la fortuna che gli aveva lasciato il padre naturale. Ultimamente si era dedicato all'esecuzione di ogni tipo di incarico, alla gestione di ogni genere di affari e all'intermediazione per conto di altre persone. Nello svolgimento di tali affari, si dimostrò tanto zelante quanto intelligente. Un fratello del suo defunto padre, di nome Simeone, si dedicava all’agricoltura a Iscariote, il piccolo villaggio di una ventina di case che apparteneva a Meroz e che si trovava a breve distanza verso est. I suoi genitori avevano vissuto lì per molto tempo, e anche dopo la loro morte la casa era rimasta in genere la loro dimora, da cui il nome di Iscariota. I suoi genitori conducevano al contempo una vita errante; sua madre era ballerina e cantante pubblica. Lei era della stirpe di Jefte, o meglio di quella di sua moglie, e della terra di Tob. Era una poetessa. Componeva canzoni e inni, che cantava accompagnandosi con l'arpa. Insegnava alle ragazze a ballare e portava con sé da un luogo all'altro ogni sorta di ornamenti femminili e le nuove mode. Suo marito, un ebreo, Non era con lei, viveva a Pella. Giuda era un figlio illegittimo il cui padre era un ufficiale dell’esercito nei pressi di Damasco. Nacque ad Ascalona durante uno dei viaggi di lavoro della madre, ma questa si liberò presto dell’onere abbandonando il bambino. Poco dopo la sua nascita, fu abbandonato in riva al mare. Ma si trovarono alcuni ricchi senza figli propri, che si presero cura del bambino e gli diedero un'istruzione liberale.

Più tardi, tuttavia, si rivelò un bambino cattivo e, a causa di qualche marachella, ricadde sotto la custodia di sua madre, che se ne assunse la responsabilità a pagamento. Ho in mente che il marito di sua madre, venuto a conoscenza delle origini del bambino, lo avesse maledetto.

Giuda ricevette una certa ricchezza dal padre illegittimo. Era dotato di grande ingegno.

Dopo la morte dei suoi genitori, visse principalmente a Iscariota con suo zio Simeone, il conciatore, e lo aiutò nella sua attività. Non era ancora un malvagio, ma loquace, avido di ricchezze e di onore, e instabile. Non era né un libertino, né un uomo senza religione, poiché aderiva rigorosamente a tutte le prescrizioni della legge ebraica.

Mi appare come un uomo che può essere influenzato con la stessa facilità dalle cose migliori come da quelle peggiori. Nonostante tutta la sua intelligenza, cortesia e compiacenza, c'era un'ombra di oscurità, di tristezza, nell'espressione del suo volto, derivante dalla sua avarizia, dalla sua ambizione, dalla sua segreta invidia persino delle virtù degli altri.

Non era, tuttavia, proprio brutto. C'era qualcosa di dolce e affabile nei suoi lineamenti, anche se, allo stesso tempo, qualcosa di abietto e ripugnante. Suo padre aveva qualcosa di buono in lui, e da lì derivava l'ossessione di Giuda. Quando da bambino fu restituito a sua madre, e lei per conto proprio si trovò coinvolta in una lite con il marito, lo maledisse. Sia lei che suo marito erano giocolieri. Praticavano ogni sorta di trucchi, ma a volte vivevano nell'abbondanza e spesso nella miseria.

All'inizio i discepoli erano ben disposti verso Giuda a causa del suo atteggiamento compiacente, perché era disposto persino a pulire loro le scarpe. Essendo un eccellente camminatore, all'inizio compiva i lunghi viaggi al servizio della piccola comunità. Non l'ho mai visto compiere un miracolo. Era sempre pieno di invidia e gelosia e, verso la fine della missione di Gesù, si era stancato dell’obbedienza, della vita erranza dei discepoli e del mistero inspiegabile che circondava il Divino Maestro.


Si prospettano giorni difficili per l'umanità, che è sprofondata nel peccato e vive solo per vantarsi delle proprie vanità

 


LA MIA PRESENZA EUCARISTICA PUÒ GUARIRE LE FERITE DEL TUO CUORE.


Figli miei amati, ho pensato a ciascuno di voi con amore e continuo ad aspettarvi nell’oceano della mia misericordia.

Sono pochi oggi coloro che si ricordano del loro Creatore con cuore sincero e mi visitano nei miei tabernacoli per santificare le loro vite. Il Santissimo Sacramento, figli miei, è la scuola dell’anima.

In verità vi dico che si avvicinano i tempi in cui non mi troverete più nei miei templi perché il male si è impadronito dei miei prediletti che hanno violato e perso il rispetto per il sacro, per il santo e vivono solo immersi nel mondo, dimenticando che sono stati consacrati per portare il Re dei Re in un pezzo di pane e che io sono il cibo del mio popolo.

Ahimè! I miei consacrati che hanno dimenticato di essere stati messi sulla Terra per illuminare il mio gregge e redimere le anime dei miei figli lontani e tiepidi.

Si profilano giorni difficili per l'umanità, che è sprofondata nel peccato e vive solo per vantarsi delle proprie vanità; si crea falsi dei che non possono salvarla dall'illusione in cui vive, alimentando il proprio ego e ritenendosi in grado di travolgere ogni cosa, calpestando gli umili e i bisognosi per riempirsi le tasche di ciò che non le spetta; a tutti costoro dico che angoscia e condanna coronano le loro teste.

Beato dal Padre mio sarà chiamato chiunque, nella sua libertà, abbia chiesto perdono con cuore contrito e umile, perché otterrà il perdono dei suoi peccati e la mia grazia custodirà la sua anima.

Beato dal Padre mio sarà chiamato colui che ha riconosciuto la mia presenza nei miei tabernacoli, mi ha dedicato il suo tempo sulla terra, mi ha portato le sue tristezze, le sue ferite, mi ha presentato i suoi progetti, la sua famiglia, e mi ha chiesto di essere colui che guida i suoi passi e si è consegnato in preghiera per i suoi altri fratelli. Quei miei figli sono la pupilla dei miei occhi, che sostengo nel palmo della mia mano e che la mia grazia circonda.

Vi benedico, vi amo e vi aspetto, Gesù.

María Rocío  - 16/11/16

Finché siamo nel corpo gustiamo quanto è soave il Signore.

 


IL COMBATTIMENTO CRISTIANO


9. 10. Se poi non possiamo fare ciò, finché siamo nel corpo e siamo lontani dal Signore 33, almeno gustiamo quanto è soave il Signore 34; poiché ha dato a noi lo Spirito come pegno 35, nel quale sentiamo la sua dolcezza e desideriamo la stessa fonte della vita, dove con sobria estasi saremo inondati e irrigati, come l’albero che è piantato lungo il corso delle acque e dà il frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno 36. Dice infatti lo Spirito Santo: I figli degli uomini spereranno all’ombra delle tue ali, saranno inebriati dalla ubertà della tua casa e li abbevererai col torrente del tuo amore. Poiché presso di te è la fonte della vita 37. Tale ebrietà non sconvolge la mente, ma tuttavia la rapisce in alto, e dà la dimenticanza di tutte le cose terrene. E possiamo già dire con tutto il nostro affetto: Come il cervo desidera le fonti delle acque, così l’anima mia desidera te, o Dio 38 . 

Sant'Agostino


LA BELLEZZA DELLA VIRTÙ

 


Gesù

La vera virtù, in questa vita, non rimane mai statica. Per molto che si faccia e si progredisca nella virtù, molto di più si può e si deve progredire.

Non ci si senta soddisfatti unicamente da quelle virtù che sono parte della natura di ognuno, poiché con queste, non si guadagnano frutti eterni, ma solo passeggeri.

Ogni pianta, che non ha la sua origine nella Grazia Divina, sarà sradicata. La perfezione e i suoi progressi, nell'ordine della grazia, non possono raggiungersi se non dopo i desideri del cuore.

Riportate frequentemente alla memoria i grandi e forti motivi che vi stanno spingendo a maggiori progressi nella perfezione. Perciò, riflettete su chi è Colui che servite e quanto sia degno di essere amato per le sue infinite perfezioni; vi sentirete così stimolati nell'amore.

Ricordate i benefici che vi ha concesso; e se i vostri cuori non hanno perso completamente la facoltà di provare dei sentimenti, Mi amerete con un sentimento nuovo di gratitudine.

È pesante la gravità e la moltitudine di peccati che Io, con cuore tutto paterno, vi ho perdonato. 

Credete, forse, di fare abbastanza per Me, per quanto facciate molto?

Contemplate l'infelicità di coloro che sono schiavi del peccato o della tiepidezza, e la ineffabile gioia di coloro che, invece, Mi servono con amore fervente.

In sintesi, osservate la bellezza della virtù e la bruttezza del vizio. Meditate sulla brevità della vita presente e sulla eternità della vita futura, la morte certa e l'incertezza dell'ora della morte.

7 aprile 1995 

Catalina Rivas


ABUSO DELLA DIVINA MISERICORDIA

 


Pater noster.

Invocazione. - Cuore di Gesù, Vittima dei peccatori, abbiate pietà di noi!

Intenzione. - Riparare le impurità e gli scandali del mondo.

 

ABUSO DELLA DIVINA MISERICORDIA

Nei giorni precedenti abbiamo considerato la misericordia di Dio; ora consideriamo la sua giustizia.

Il pensiero della divina bontà è confortante, ma quello della divina giustizia è più fruttuoso, quantunque meno piacevole. Dio non deve considerarsi solo per metà, come dice San Basilio, cioè pensandolo soltanto buono; Dio è anche giusto; e poiché gli abusi della divina misericordia sono frequenti, meditiamo i rigori della divina giustizia, per non cadere nella disgrazia dell'abuso della bontà del Sacro Cuore.

Dopo del peccato, bisogna sperare nella misericordia, pensare alla bontà di quel Cuore Divino, il quale accoglie con amore e gioia l'anima pentita. Il disperare del perdono, anche dopo un numero sterminato di colpe gravi, è un insulto al Cuore di Gesù, fonte di bontà.

Ma prima di commettere un grave peccato, bisogna pensare alla terribile giustizia di Dio, la quale può ritardare a punire il peccatore (e questa è misericordia!), ma certamente lo punirà, o in questa o nell'altra vita.

Tanti peccano, pensando: Gesù è buono, è Padre di misericordia; farò un peccato e poi me lo confesserò. Certamente Dio mi perdonerà. Quante volte mi ha perdonato! ...

Dice Sant'Alfonso: Non merita la misericordia di Dio, chi si serve della sua misericordia per offenderlo. Chi offende la giustizia divina, può ricorrere alla misericordia. Ma chi offende la misericordia abusandone, a chi ricorrerà?

Dice Dio: Non dire: La misericordia di Dio è grande ed avrà compassione della moltitudine dei miei peccati (... quindi posso peccare!) (Eccl., VI).

La bontà di Dio è infinita, ma gli atti della sua misericordia, nei rapporti con le singole anime, sono finiti. Se il Signore sopportasse sempre il peccatore, nessuno andrebbe all'inferno; invece si sa che tante anime si dannano.

Iddio promette il perdono e lo concede volentieri all'anima pentita, risoluta di lasciare il peccato; ma chi pecca, dice S. Agostino, abusando della divina bontà, non è un penitente, ma uno schernitore di Dio. - con Dio non si scherza! - dice San Paolo (Galati, VI, 7).

La speranza del peccatore dopo la colpa, quando c'è il vero pentimento, è cara al Cuore di Gesù; ma la speranza dei peccatori ostinati, è l'abominio di Dio (Giobbe, XI, 20).

Taluno dice: Il Signore mi ha usato tanta misericordia nel passato; spero che me la userà anche in avvenire. - Si risponde:

E per questo tu vuoi ritornare ad offenderlo? Non pensi che così tu disprezzi la bontà di Dio e stanchi la sua pazienza? E' vero che il Signore in passato ti ha sopportato, ma ha agito così per darti tempo a pentirti dei peccati e piangerli, non per darti tempo di offenderlo ancora!

E’scritto nel libro dei Salmi: Se non vi convertite, il Signore ruoterà la sua spada (Salmi, VII, 13). Chi abusa della divina misericordia, tema l'abbandono di Dio! O muore improvvisamente mentre pecca o viene privato delle grazie divine abbondanti, per cui non avrà la forza di lasciare il male e morrà nel peccato. L'abbandono di Dio porta alla cecità della mente e all'indurimento del cuore. L'anima ostinata nel male è come una campagna senza muro e senza siepe. Dice il Signore: Toglierò la siepe e la vigna sarà devastata (Isaia, V, 5).

Quando un'anima abusa della bontà divina, viene abbandonata così: le toglie Dio la siepe del suo timore, il rimorso di coscienza, la luce della mente ed allora entreranno in quell'anima tutti i mostri dei vizi (Salmi, CIII, 20).

Il peccatore abbandonato da Dio disprezza tutto, pace del cuore, ammonizioni, Paradiso! Cerca di godere e di distrarsi. Il Signore lo vede ed aspetta ancora; ma più ritarda il castigo e maggiore sarà. - Usiamo misericordia all'empio, dice Dio, ed egli non si rimetterà! (Isaia, XXVI, 10).

Oh quale castigo è quando il Signore lascia l'anima peccatrice nel suo peccato e pare che non gliene domandi conto! Dio vi aspetta per rendervi vittime della sua giustizia nella vita eterna. È cosa orrenda cadere nelle mani del Dio Vivente!

Domanda il profeta Geremia: Per qual motivo tutto va a seconda per gli empi? Poi risponde: Tu, o Dio, li raduni quale gregge al macello (Geremia, XII, 1).

Non c'è maggior castigo, che il permettere Dio che il peccatore aggiunga peccati a peccati, secondo ciò che dice Davide: Aggiungono iniquità ad iniquità... Siano cancellati dal libro dei viventi! (Salmi, 68).

O peccatore, rifletti! Tu pecchi e Dio, per sua misericordia, tace, ma non tace sempre. Quando giungerà l'ora della giustizia, ti dirà: Queste iniquità hai fatte ed io ho taciuto. Hai creduto, iniquo, che io sia simile a te! Ti prenderò e ti metterò contro la tua stessa faccia! (Salmi, 49).

La misericordia che il Signore usa al peccatore ostinato, sarà motivo di più terribile giudizio e condanna.

Anime devote del Sacro Cuore, ringraziate Gesù della misericordia che vi ha usato nel passato; promettete di non abusare mai della sua bontà; riparate oggi, ed anche tutti i giorni, gl'ínnumerevoli abusi che fanno i cattivi della misericordia divina e così consolerete il suo afflitto Cuore!

 

Il Commediante

S. Alfonso, nel suo libro « Apparecchio alla morte », narra:

Si era presentato al Padre Luigi La Nusa, a Palermo, un commediante, il quale, spinto dai rimorsi dello scandalo, decise di confessarsi. Ordinariamente chi vive a lungo nell'impurità, non suole distaccarsi risolutamente dal vizio. Il santo Sacerdote, per illustrazione divina, vide lo stato misero di quel commediante e la sua poca buona volontà; perciò gli disse: Non abusate della divina misericordia; Dio vi concede ancora dodici anni di vita; se entro questo tempo non vi correggete, farete una mala morte. -

Il peccatore dapprima s'impressionò, ma poi si tuffò nel mare dei piaceri e non senti più il rimorso. Un giorno incontrò un amico e a vederlo pensoso, gli disse: Cosa ti è capitato? - Sono stato a confessarmi; vedo che la mia coscienza è imbrogliata! - E lascia la malinconia! Godi la vita! Guai a impressionarsi di ciò che dice un Confessore! Sappi che un giorno il Padre La Nusa mi disse che Dio mi dava ancora dodici anni di vita e che se nel frattempo io non avessi lasciato l'impurità, sarei morto malamente. Proprio in questo mese si compiono i dodici anni, ma io sto benissimo, godo sul palcoscenico, i piaceri, sono tutti miei! Vuoi stare allegro? Vieni sabato prossimo a vedere una nuova commedia, da me composta. -

Il sabato, 24 novembre 1668, mentre l'artista stava per presentarsi sulla scena, fu colpito da paralisi e morì tra le braccia di una donna, pure commediante. E così finì la commedia della sua vita!

Chi male vive, male muore!

Fioretto. Recitare devotamente il Rosario, affinché la Madonna ci liberi dal furore della divina giustizia, specialmente nell'ora della morte.

Giaculatoria. Dalla tua ira; liberaci, o Signore!


Voglio consolare il Mio popolo, lo voglio attento e preparato al Rapimento.

 


Carbonia 14.06.2026

Sono Colui che Sono! 

Morite, terre antiche, ecco che il Re torna a prendere possesso di ciò che Gli appartiene.

Mostratevi accoglienti al Suo ritorno per non essere messi in stato di pena.

Maria SS.ma procede al Suo ingresso sulla Terra, Ella è amore vero, il Suo Cuore Immacolato apparirà dove vi è stato annunciato tempo addietro, il Colle risplenderà di Lei, la Sua luce irradierà su tutta la Terra.

Amati figli, il vostro Dio Creatore vi annuncia la fine di questo mondo corrotto, aprirà le porte della Nuova Era a coloro che avranno rispettato le Sue Leggi e avranno nel proprio cuore il desiderio ardente di incontrare la Vita.

Sono giunti i tempi della sconfitta di Satana, state fermi nella fede in Me, non deviate da Me, Io sono il vostro Dio Creatore, l’unico vostro Bene.

Quando nel cielo appariranno i Miei Angeli, sappiate che vengono per prendervi e accompagnarvi in una Terra d’amore infinito. Lì troverete conforto, e sarete sapienti delle Cose di Dio, vi immergerete nella Sua divinità e sarete in Lui divini.

Voglio consolare il Mio popolo, lo voglio attento e preparato al Rapimento, desidero ardentemente il loro bene, …la loro gioia vive in Me.

Amati figli, non manifestatevi dubbiosi, Dio ha creato il mondo, in Lui è ogni potere.

Ora, Dio visiterà questo nuovo popolo ansioso di abitare in Lui nella dimensione d’amore infinito e perfetto.

Sulla cattedra di Pietro era stata messa la pietra capovolta, ma Dio la raddrizzerà perché Essa non possa essere sottomessa a Satana.

Giubilate, figli Miei, la vostra ricompensa è in arrivo, procedete fermi nella fede in Me e urlatemi tutto il vostro sì sincero … in totus tuus.

La guerra espanderà la sua furia su tutta la Terra, momenti di angoscia e dolore sovrasteranno gli uomini: … chi era incredulo crederà!

Pace a voi, figli Miei, il vostro tempo inizia nuovo, vedrete l’inizio dei grandi dolori, ma sarete presi e messi al sicuro. Sono Io il vostro Dio Amore che vi strapperò dalla sciagura più grande:  …Satana!

Pregate, state vicino a Maria SS.ma, seguitela con amore fedele, Ella viene a proteggervi e guidarvi alla sfida finale!

Basta! … Miserum est!

Quando Dio permette la persecuzione dei Cristiani e degli Ebrei, lo fa per una buona ragione.

 


PERSECUZIONI 

Mia amata figlia prediletta, l‟uomo è una creatura debole e vulnerabile, ma è un figlio di Dio. A causa di un istinto di conservazione profondamente radicato, l‟uomo farà tutto ciò che gli sarà necessario per sopravvivere. In tempi di grande sofferenza fisica, i frammenti di forza che gli saranno rimasti saranno più accentuati. Di solito si nota una grande forza nei deboli, negli affamati, negli ammalati fisicamente, nei perseguitati e in coloro che soffrono per mano di fanatici. È il più debole tra di voi che diventerà il più forte, e quelli che pensano di essere i più forti, diventeranno i più deboli. 

Sto separando i deboli, i miti, gli umili e i giusti, da coloro che si esaltano e che appoggiano solo a parole i Miei Insegnamenti, ma che maledicono gli altri nei loro cuori. Ora sto separando il grano dalla pula e, per questo motivo, la fede di ogni uomo sarà provata fino a quando, lui o lei, non avrà raggiunto il limite. Includo tutti coloro che non credono in Dio, coloro che rifiutano il vero Dio e coloro che hanno piegato i loro cuori al Mio nemico – il maligno. Ciascun‟anima riceverà pari dignità al Mio cospetto e coloro che non Mi abbracciano in questo momento riceveranno ogni Grazia possibile. 

Il mondo sarà messo alla prova secondo il tipo di amore che ciascuna persona nutre per gli altri, cosa che dà il riflesso e la misura esatta del suo amore per Dio. Il vostro tempo è limitato, e, per consentirvi di sopportare questo cammino di penitenza, dovete accettare il fatto che i profeti di Dio semplicemente dichiarino la Sua Volontà; solo così voi diventerete Suoi nella carne e nello spirito. Non ponete resistenza alla Mano di Dio. Rallegratevi, perché le prove, che sono permesse dal Padre Mio, produrranno una grande unificazione dei Suoi Due Testimoni sulla Terra, i Cristiani e gli Ebrei – e da questi due scaturirà una grande conversione. Quando Dio permette la persecuzione dei Cristiani e degli Ebrei, lo fa per una buona ragione. Grazie a quello che essi dovranno sopportare, saranno possibili molte conversioni e miliardi di persone vedranno la Gloria di Dio, con una mente limpida, in cui nessuna confusione potrà amareggiare la loro gioia, quando finalmente riconosceranno la Verità.  

Il tempo in cui la Verità sarà vista per quello che è, compresi il bene e il male, è vicino. E allora niente vi potrà più ferire. Non ci sarà più separazione da Dio. L‟amore potrà finalmente conquistare tutti. L‟Amore è Dio e il Suo Regno è per l‟eternità. Non ci sarà più odio, perché esso sarà morto. 

Il Vostro Gesù. 

21 Febbraio 2014