mercoledì 19 agosto 2026

L’UMANITÀ PROVERÀ IL CALICE DEL DOLORE. È GIUNTO IL MOMENTO IN CUI VEDRETE QUELLO CHE NON AVETE MAI VISTO.

 


MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
A LUZ DE MARIA

15 AGOSTO 2026


Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

 

IO VENGO A VOI A NOME DELLA TRINITÀ SACROSANTA.

 

Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, ricevete le benedizioni della Casa Paterna.

 

L’UMANITÀ SI RENDA CONTO DI COME SI STIA SEPARANDO
“DALLA VIA, DALLA VERITÀ E DALLA VITA”.

 

Il Nostro Re e Signore Gesù Cristo vi ha fatto sapere dove è diretta questa generazione, se continuerete ad essere disobbedienti e arroganti nei Suoi confronti.


L’umanità sta ignorando gli avvertimenti e gli appelli e disprezza l’Amore Divino.

 

Le Profezie (1) si stanno compiendo sotto gli occhi di un’umanità che non si commuove di fronte al dolore altrui, ritenendo che non subirà mai le medesime calamità che i vostri simili stanno patendo adesso.

 

Devo dirvi che i terremoti continueranno con grande forza in vari punti della terra e colpiranno quando meno ve lo aspetterete; patirete fino a non poterne più, il vento flagellerà le nazioni, il fuoco consumerà grandi estensioni di terra. (2)

 

La terra tremerà su tutto il pianeta e gli uomini chiederanno clemenza a Dio in ginocchio; voi avete aspettato tanto per convertirvi perché non avete prestato attenzione agli appelli del Cielo e quando vorrete chiedere perdono penserete solo a quello che state passando e non a Dio.

 

Convertitevi adesso (3), figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo!

 

VI INVITO AD APPROFONDIRE LA PREGHIERA…
DOVETE PREGARE IN MODO PIÙ SPIRITUALE.

 

 

Invito gli abitanti di ogni Nazione a pregare in modo particolare per il proprio Paese, senza dimenticarvi di menzionare il mondo intero nelle vostre suppliche.
Chiedo a ciascuno di voi di intercedere per la propria terra, per i propri governanti, per le vostre famiglie e per la pace in tutte le nazioni, così da elevare una sola voce a Dio in questo momento di grande necessità.

 

I segni e i segnali non si faranno attendere, anche se non basteranno, perché gli uomini troveranno spiegazioni per quello che accadrà.

 

L’UMANITÀ PROVERÀ IL CALICE DEL DOLORE.
È GIUNTO IL MOMENTO IN CUI VEDRETE QUELLO CHE NON
AVETE MAI VISTO.

 

Pregate, figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, pregate per il Messico, per gli Stati Uniti, per il Canada, patiranno a causa del tremore della terra.

 

Pregate, figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, pregate per il Centro America, per l’Argentina, per il Brasile, per il Cile, per la Colombia, per l’Equador, per il Perù, perché tremeranno con forza.

 

Pregate, figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, pregate per la Spagna, per l’Italia, per il Portogallo, per la Svezia, per la Turchia e per il Sud Africa.

 

È IMPORTANTE CHE PREGHIATE CON FEDE E CHE VIVIATE LA PREGHIERA, cosicché le Mie Legioni, comandate da Me, vi proteggano dall’Élite Globale, dalla divisione che ci sarà nella Chiesa del Nostro Re e Signore Gesù Cristo e dalla persecuzione…

 

È IMPORTANTE CHE L’UMANITÀ SI PREPARI INTERIORMENTE, che voi siate più spirituali e che desideriate difendere la Fede.

 

Tenete presente che la battaglia non è contro gli uomini, bensì contro gli spiriti del male che vagano nel mondo.
In questo momento il demonio gode nel perseguitare i figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, dimenticandosi che è stato vinto e che verrà vinto, e che la sua testa sarà schiacciata dalla Nostra Regina e Madre degli Ultimi Tempi e che il Suo Cuore Immacolato trionferà. (4)

 

Sulla terra ci sono tante anime che devono essere riscattate e portate all’Amore Divino, anime che sono affidate ai Figli Prediletti della Nostra Regina e Madre, i quali sono chiamati a evangelizzare, ad aiutare, a pregare e a riscattare queste anime dalle grinfie del demonio.

 

Sono molte le anime che si sono contaminate con le arti demoniache e che perseguitano il Popolo che Noi dobbiamo difendere.

 

VOI PREGATE E SIATE AMORE, ASSISTETE ALLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA, TROVANDO RIFUGIO NEL SANTISSIMO SACRAMENTO DELL’ALTARE.

 

Vi benedico con la benedizione dell’Amore Divino e con la protezione della Nostra Regina e Madre.

 

San Michele Arcangelo

 

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

 

(1) Riguardo al compimento delle Profezie, leggere…
(2) Riguardo ai disastri naturali, leggere…
(3) Riguardo alla conversione, leggere…
(4) Riguardo al Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, leggere…

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA

 

Fratelli,

 

Questa generazione deve tornare a Dio subito!
Tanti sono gli eventi che stanno succedendo sulla terra e che colpiscono l’umanità e questo ci deve chiamare al risveglio spirituale.

 

Ci sono ancora molte persone che continuano a rimanere indifferenti di fronte a quello che succede, di fronte alla sofferenza altrui e che si sono allontanate da Dio. Egli, nella Sua Infinita Misericordia, ci invita a convertirci, ci chiama alla preghiera quotidiana, nella consapevolezza che pregare significa parlare con Dio, per amarLo, vivendo una Fede autentica.

 

Questo è il momento di tornare a Dio, è il momento di aprirGli il nostro cuore!

 

Veniamo invitati alla preghiera, ma che sia quella preghiera che nasce dal cuore.

 

Soltanto rimanendo saldi nella Fede, pregando per le nostre famiglie, per le nostre Nazioni e per il mondo intero, troveremo rifugio per questi tempi nei Sacri Cuori.

 

La speranza e la salvezza sono alla portata di ciascuno di noi, apriamo quindi il cuore per poterci rendere conto di quello che forse non riusciamo ancora a vedere: il bisogno di fortificare la nostra personale relazione con Nostro Signore Gesù Cristo e con la Nostra Madre Santissima.

 

San Michele Arcangelo ci invita a pregare per i Nostri Paesi e questa è una nostra particolare responsabilità, senza però dimenticarci di farlo anche per il mondo intero.

 

San Michele Arcangelo ci chiede di intraprendere una catena di preghiera a livello mondiale, cosicché ogni Paese faccia una giornata di preghiera in gruppo, individualmente o come si riterrà più opportuno e l’ideale sarebbe di concordarlo con altre persone o gruppi.

 

Fratelli, torniamo a Dio mentre siamo ancora in tempo.
Ricordiamoci che la Divina Misericordia è aperta a tutti coloro che la cercano con cuore sincero.

 

Amen.


L'AMORE DI DIO NELL'ANTICO TESTAMENTO: IL BUON PASTORE

 


MESE A DIO PADRE


INTRODUZIONE - Troppe volte è stato ripetuto che nell'Antico Testamento Dio si rivela severissimo e terribile, più giudice che padre, più pronto all'ira e al castigo che alla misericordia. Non è così; il capitolo undicesimo del profeta Osea basterebbe a convincercene: Dio, anche nella giustizia, non reagisce come un uomo, con un senso giustiziere tagliente e inesorabile; Dio non si vendica, neppure quando è bestemmiato. Dio fa come Gesù sulla croce: perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Quella idea di Dio severissimo è una nostra impressione; non accade spesso che l'uomo si lascia impressionare e ricorda di più un. atto di forza, di giustizia, che mille tenerezze? La lettura biblica che segue è certo una delle più sublimi, prima del Vangelo del Buon Pastore che ama e dà la vita per le sue pecorelle; in tutti e due i passi Dio proclama il suo amore che si fa teneramente e fortemente pastore, guida, difensore, medico, salvatore, bene supremo.

MEDITAZIONE BIBLICA - Così dice il Signore, Iddio: « Ecco io stesso cercherò le mie pecore e ne farò la rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge se si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano state disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. (...) Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d'Israele e nelle valli, in ogni luogo abitato del paese. Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d'Israele. ( ... ) Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e le farò riposare, dice il Signore, Iddio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile la smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata; avrò cura della grassa e della forte, le pascerò con giustizia. ( ... ) Io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e becchi. (...) Io giudicherò fra pecora grassa e pecora magra. (...) Io salverò le mie pecore e non saranno più oggetto di preda. Susciterò su di loro un Pastore che le pascerà, David, mio servo. Egli le condurrà al pascolo e sarà il loro pastore. Io, Signore, sarò il loro Dio e David sarà principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho parlato. E stringerò con loro il patto di pace!... (Ez. 34, 11-25)

CONCLUSIONE - Sono commoventi queste dichiarazioni di Dio, pastore pietoso e giusto. Accostale a quelle che già conosci di Gesù, il novello David. Esse hanno avuto conferma di verità nel sacrificio della Croce: « Io sono il buon pastore e conosco le mie (pecore) e le mie conoscono me, come il Padre conosce me ed io conosco il Padre; e per le mie pecore do la mia vita. Ed ho altre pecore che non sono di questo ovile, anche quelle bisogna che io guidi e daranno ascolto alla mia voce, sicché si avrà un solo gregge e un solo pastore ».

Lasciamoci penetrare salutarmente da questa conoscenza amorosa di Dio e di Cristo. Senza incertezze senza timori senza pregiudizi illuministici o positivistici o, come oggi si dice, di secolarizzazione, cogliamo e assecondiamo quel moto interiore della coscienza, che è la voce di Dio e di Cristo che ci invitano a conoscerli, a credere, a confidare nel loro amore. Troppi uomini moderni sono tristi nella vita, perché non sanno che lungo il loro cammino, li accompagna un Pastore, un Donatore di Sangue, Cristo Gesù, mandato da Dio Padre.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI - Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen.

 

PREGHIERA AL VOLTO SANTO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

 


O Gesù, che nella Tua crudele passione divenisti «l'obbrobio degli uomini e l'uomo dei dolori», io venero il Tuo Volto Divino, sul quale splendevano altra volta la bellezza e la dolcezza della divinità e che ora è divenuto per me come il volto di un lebbroso!

Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito amore, e mi consumo dal desiderio di amarTi e di farTi amare da tutti gli uomini. Le lagrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi mi appariscono come perle preziose, che mi è caro raccogliere, per riscattare, col loro infinito valore, le anime dei poveri peccatori.

O Gesù, il cui Volto adorabile rapisce il mio cuore, Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina, e di infiammarmi del Tuo amore, affinchè possa giungere a contemplare in Cielo il Tuo Volto glorioso. E nella mia presente necessità accetta la brama del mio cuore; accordami la grazia che Ti cerco. Amen


Il Mistero dell’Iniquità



“Il diavolo è omicida e bugiardo fin dal principio.”


Solo Lei può aiutarvi!


F) Il Segreto di Fatima spiega che l’umanità si trova dinanzi a un punto di non ritorno:
il culmine del Mistero dell’Iniquità 

Solo in pochi, tra coloro che hanno letto il Messaggio della Madonna  di Fatima, hanno capito realmente la gravità di quegli avvertimenti che  la Beata Vergine volle rivolgere al mondo intero. Troppi considerano  Fatima una semplice chiamata alla conversione, o una mera “rivelazione privata” che può tranquillamente essere ignorata. 
Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Lo stesso Giovanni  Paolo II affermò che il Messaggio della Madonna di Fatima è indirizzato  al mondo intero, e che è più urgente oggi di quando la Madonna lo  rivelò per la prima volta nel 1917.38 Il cuore del Messaggio di Fatima è  contenuto nel Segreto, nel quale la Madonna disse ai fanciulli: 

[Dio] si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedire tutto questo, tornerò a chiedere la Consacrazione della RUSSIA al Mio Cuore Immacolato e la  comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolterete le Mie  richieste, la Russia si convertirà e avrete la pace; altrimenti, essa  diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo  Padre soffrirà molto, varie nazioni saranno annientate. Alla fine, il  Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la RUSSIA, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di  pace...39 (enfasi aggiunta)

Queste parole della Madonna di Fatima, trasmesse al mondo da  Suor Lucia, l’allora unica veggente sopravvissuta di Fatima, sono un  vero e proprio oracolo profetico e rivelano il destino della razza umana  nella nostra epoca. Vi sono solo due possibilità: 

1. Guerre, carestie, persecuzioni contro la Chiesa ed il Santo  Padre, gli errori della Russia che si diffondono nel mondo e  l’annientamento di varie nazioni. 

2. Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, la conversione  della Russia e la pace nel mondo.

Per impedire il primo scenario e assicurarci il secondo, la Madonna  ha chiesto al Papa e a tutti i vescovi di consacrare la Russia al Suo Cuore  Immacolato. Se la Russia fosse stata già propriamente consacrata, come  richiesto dalla Madonna di Fatima, allora la conversione della Russia  e la pace nel mondo sarebbero già state ottenute e il primo scenario sarebbe già stato sventato. Il 13 giugno 1929, la Madonna di Fatima  annunciò solennemente che Dio ha promesso di convertire la Russia  grazie a questa consacrazione, e grazie ad essa la Madonna promise che  vi sarebbe stata la pace nel mondo.40
Diverse persone affermano che la consacrazione della Russia è stata  già compiuta come richiesto dalla Madonna. Se quest’affermazione  fosse vera, allora le possibilità di una guerra nucleare, chimica o  biologica nella nostra generazione sarebbero pari a zero. Se la loro  tesi fosse corretta, allora non potrebbero esservi carestie prevedibili nell’immediato futuro. Se quel che affermano è vero, allora durante la  nostra generazione i poteri forti, i plutocrati dell’alta finanza mondiale  non potrebbero più opprimere le nazioni più povere con interessi  insostenibili sul loro debito; né potrebbe più esistere l’eventualità di un comunismo mondiale, lo strumento creato dall’establishment bancario  mondiale Sionista-Massonico per schiavizzare e opprimere popoli interi;  e quest’ultimo non potrebbe più tentare di decimare la popolazione mondiale per mezzo di politiche radicali di eugenetica41 e persecuzioni contro le religioni, i dissidenti politici e chiunque altro osi opporsi alla  loro agenda perversa, empia e genocida.

di Padre Paul Kramer

lunedì 17 agosto 2026

La via alla Via

 


Maria 

C’è molto ancora che deve fuoriuscire dal mio cuore! Mentre ero coinvolta nella gloria che proveniva dall’umanità glorificata di Gesù, ho capito ciò che aveva compiuto. La vita di Dio, persa da Adamo, era stata restaurata per l’uomo. Dio aveva trovato un nuovo modo di santificare l’uomo, anche peccatore. In origine, Adamo ed Eva dovevano trasmettere la vita divina ai loro figli, che sarebbero nati in grazia. Il peccato aveva distrutto quella via per il paradiso, così Dio ha creato un’altra via, e Gesù è la Via al Padre (Gv.14: 6). 

La via alla Via 

Tuttavia, molte persone non possono scoprire questa via. Hanno bisogno di una “via per la Via”. Alcuni addirittura devono essere raccolti e portati alla “Via”. In quel momento, come ho visto il mio Figlio risorto e sperimentato la sua gloria, ho visto anche il mio ruolo nella salvezza. Ho capito il grande mistero di Gesù, al quale il Padre aveva dato tutta la sua gloria. Ho anche visto che Gesù era venuto al mondo attraverso di me. Sono stata il modo in cui “la Via” è venuta sulla terra. Ora, dovevo essere la “via per la Via”. Io sono la madre che porta i suoi figli nella gloria del suo Figlio primogenito. 

Quanto vado in cerca dei miei figli. Li cerco in ogni angolo del mondo. Non sanno come raggiungere il Figlio mio, quando egli solo può dare loro la gloria divina. Se non arrivano a lui, se non partecipano alla sua vita di risorto, allora saranno persi per sempre. Ecco perché parlo così spesso, cercando di far arrivare la mia voce in ogni parte del mondo. 

Il Compito di Maria 

Ho visto la gloria di Gesù risorto. Sono stata immersa nella sua vita divina. Conosco la ricchezza della sua gloria e la potenza del suo amore. Ho assaggiato la nuova fontana e sono stata esilarata dal vino nuovo. Ho visto la gloria che rifulge sul volto di mio Figlio. O lettore, quando vedrai quella gloria vivrai per sempre. 

Questa è la mia chiamata, la mia lotta e non abbasserò mai le mie braccia fino a quando non avrò sollevato ogni figlio di Dio al cielo. Questa è la mia rivelazione per questo giorno, la mia incessante, interminabile e totale donazione di me stessa per salvare tutti per il Regno. Se tu avrai sperimentato il Gesù risorto, tu avrai la sua stessa sorte. 

Commento: Maria descrive le ricchezze del suo Gesù, vedendolo in gloria. Sapendo che lei è la via a Gesù, dona incessantemente sé stessa per salvare tutti. 


VITA DI SAN CARLO BORROMEO

 


Come si affaticò, ed usò molta diligenza circa la celebrazione e conclusione del Concilio di Trento. 


Se egli era tanto diligente e fedele ne' maneggi delle cose spettanti al governo temporale, e ne' carichi che gli imponeva il Sommo Pontefice; molto più si mostrava nel governo spirituale appartenente alla salute delle anime, alla riforma de' costumi, alla disciplina ecclesiastica ed all'estirpazione delle eresie; poiché a queste cose egli era principalmente intento, come che Dio l'avesse chiamato particolarmente per tal effetto, in tempo che la Chiesa ne aveva estremo bisogno. Però ora consigliando il Sommo Pontefice, ora suggerendogli diversi rimedi e provvisioni negli occorrenti bisogni, ed ora aiutandolo nelle risoluzioni già stabilite, fece buonissimi effetti e aiutò a introdurre quella buona riforma descritta da Onofrio Panvinio nella vita di Pio IV, e facilitò anzi finì alcune altre nobilissime imprese, fra le quali una molto gloriosa e sommamente profittevole alla Santa Chiesa ed a tutto il cristianesimo fu la continuazione e conclusione del sacro Concilio di Trento, nella quale si affaticò assai e si fece particolarmente conoscere di molta prudenza, di sommo valore ed infervorato di uno zelo ardentissimo della religione cattolica. Poiché essendosi cominciato il detto Concilio alcuni anni prima sotto il pontificato di Paolo III, per provvedere all'infame eresia di Lutero, di Calvino e di altri scellerati loro seguaci, che allora pullulava ed andava serpendo per molte parti della cristianità, ed essendo stato proseguito da Giulio III, non si poté finire per molti impedimenti che nacquero e per la morte di questi Sommi Pontefici. Però Pio IV, come zelante dell'onore di Dio e della fede cattolica, fece risoluzione di continuare a dar fine a quest'opera tanto importante; essendo a ciò stimolato molto dal cardinale Carlo suo nipote, per ostare a questo pessimo morbo dell'eresia che già aveva fatto progresso grandissimo nelle parti oltramontane della Germania, Inghilterra, Ungheria, Francia ed altre provincie, ed entrata alla scoperta in Italia nelle parti del Piemonte e dei paesi de' Grigioni di qua dai monti. 

Per provvedere adunque il Sommo Pontefice a tanti scandali, - dopo ch'ebbe ben consultata l'importanza di una tanto grande impresa con prelati di molta dottrina e bontà, - convocò i cardinali a concistoro e con loro anche gli ambasciatori de' principi, a' quali ragionò a lungo sopra le miserie delle provincie infette dall'eresia, mostrando il pericolo che sovrastava ancora alle altre a quelle vicine; e che perciò era bisogno celebrare il concilio generale, disegnando egli di continuare e conchiudere il Concilio a Trento cominciato; il che fu da tutti per una bocca approvato. E Sua Santità, per consiglio di Carlo, ordinò solenni processioni, andando ella in persona a' piedi scalzi dalla chiesa di san Pietro in Vaticano fino alla Minerva, accompagnata dal sacro Collegio de' Cardinali, dai duchi di Fiorenza e d'Urbino, che ambedue, come parenti, erano venuti a baciargli i santissimi piedi. Dispensò anche il tesoro di Santa Chiesa, concedendo un Giubileo plenario ed invitando tutti i fedeli a far calde orazioni per questa gravissima causa. Dipoi mandò a Trento cinque cardinali legati a latere per presidenti del concilio in nome suo, tenendo tra essi il primo luogo Giovanni Marone (ma questo dopo la morte del cardinale Ercole Gonzaga), e Lodovico Simonetta, ambedue cardinali milanesi; e vi si congregarono duecento cinquanta vescovi con numero grande d'altri prelati e teologi e con gli ambasciatori de' principi cristiani, dandosi principio con la divina grazia alla continuazione del detto Concilio, la cui prima sessione si celebrò il giorno 18 di gennaio 1562. 

Diede particolar cura Sua Santità di questa grave impresa al nipote Carlo cardinale, volendo che egli vi vigilasse sopra e che tutta la somma del negozio passasse per le sue mani, però i Legati del concilio a lui davano ragguaglio di quanto occorreva, così dei dubbi che si proponevano, come de' pareri diversi circa essi e delle loro decisioni e determinazioni, e di tutte le difficoltà e differenze che vi nascevano, come appare dalle lettere di s. Carlo. Ed egli consultando ogni cosa in una congregazione di diciotto letterati e con esso Sommo Pontefice, dava poi le risposte di commissione di Sua Santità ai Legati, ordinando loro quanto fare dovevano. Ed era tanto grande la vigilanza sua in questa causa, che lasciava ogni altra cosa per attendere alle sue spedizioni; e comandò a' suoi camerieri, che venendo corrieri dal Concilio, fossero subitamente introdotti, benché egli si trovasse in letto da qualsivoglia ora della notte. 

Mostrò in quest'occasione qual fosse la sua costanza e fortezza d'animo; poiché avendo il demonio, nemico perpetuo del bene di Santa Chiesa e della salute delle anime, suscitati diverse volte nella continuazione di questo Concilio dispareri grandi tra i congregati, e vari impedimenti dalla parte de' principi cristiani che pareva impossibile di potervi trovar rimedio, egli non mai si perdé d'animo, né gli mancò la speranza di conseguire il fine di una così utile impresa, benché dai Legati stessi del Concilio gli venisse scritto e significato alle volte, che le difficoltà erano tali che parevano senza rimedio. Anzi egli animava lo Zio, di ciò molto travagliato, lo confortava e lo persuadeva ad andare innanzi, tenendosi come sicuro l'aiuto divino in una causa tanto grave ed importante per la fede cattolica; sicché si andò continuando il Concilio sino alla fine dell'anno 1563, nel qual tempo l'infernale nemico suscitò nuovi rumori ed impedimenti per mezzo di certe persone, che sotto colorate ragioni pensavano fosse bene che per allora si dissolvesse e si differisse in altro tempo. Ed in questo parere vennero eziandio alcuni principi, i quali si mossero a farne molta istanza. I Legati diedero, secondo il solito, minuto ragguaglio a san Carlo di quanto passava, affinché con la sua autorità ed opera egli si opponesse a questo nuovo impedimento (1). 

Nell'istesso tempo cadde in grave infermità il Sommo Pontefice; e benché qualcun altro l'avrebbe forse tenuta celata per particolari interessi, il nostro cardinale, che per nulla aveva ogni umano pensiero, tutto pieno di zelo divino e di un santo desiderio del bene universale della repubblica cristiana, ne diede subitamente avviso a Trento ai Legati del concilio; ordinando loro che senza indugio veruno facessero terminare e conchiudere il Concilio, per ovviare ad ogni sopravventuro pericolo, - così per parte dei narrati accidenti, come per la morte dello Zio se fosse successa, - affinché non restasse impedito il frutto infinito che egli prevedeva dover arrecare il sacrosanto Concilio a benefizio di tutto il cristianesimo. Donde si scorge quanto pura fosse la sua intenzione e meraviglioso lo zelo della riforma di tutta la Chiesa, e quanto gran bene la religione cristiana abbia da lui ricevuto; ed infatti i legati, avuto quest'ordine, attesero con ogni prestezza a ridurre a fine il Concilio, abbreviando il termine prescritto per la nuova sessione, la quale celebrarono in due giorni continuati che furono il terzo e quarto di dicembre. E sebbene restassero alcune cose da stabilirsi, non ne fecero conto, lasciandole all'autorità del Sommo Pontefice, come si legge nell'istesso Concilio. Onde con l'aiuto divino si diè fine a quella gloriosa impresa tante volte incominciata ed interrotta; dalla quale n'è seguita poscia gran riforma nella Chiesa, con estirpazione di molte eresie e l'innovazione della disciplina cristiana ed altri beni assai.

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(1) I vescovi di Lanciano e di Modena, ammirando la costanza di Carlo nel vincere tutti gli ostacoli dissero che molti sarebbero stati insufficienti per tutte quelle fatiche, alle quali bastò il solo Borromeo (Oltrocchi). 


"Non chiedo opere straordinarie, ma riconoscere e compiere la Mia volontà!"

 


Gesù:

"Vuoi sapere perché da ora in poi vengo di giovedì e non più, come prima, di venerdì? Lo devi sapere: perché voglio che il Santissimo Sacramento dell'altare, la santa Eucaristia, sia più venerato e più glorificato, perché voglio, perché è Mia santa volontà, che la santa Comunione, la frequente ricezione di questo Santissimo Sacramento, sia introdotta in tutto il mondo. Mi ha fatto molto piacere che il Mio servo ti aiuti così tanto."

Il granello di senape crescerà fino a diventare un albero, i cui frutti riempiranno il mondo intero. Molti, moltissimi coglieranno da quest'albero e si ristoreranno con questo frutto delizioso, perché attraverso N. e N. il granello di senape deve essere piantato nella terra, e anche se dovrà morire per un po', proprio quando tutto sembra perduto, germoglierà di nuovo, verdeggiando e spuntando; crescerà e diventerà grande, così che sarà visibile in tutto il mondo; crescerà fino a diventare un grande albero.

Di' solo a N. di rimanere calmo, di restare fermo, Io sarò con lui. Deve riflettere su ciò che tu hai già sopportato per amor Mio, e come Io ti preservo, così Io lo custodirò. Non dovrà sopportare catene, non legami, solo qua e là una parola pungente! E questo potrà certamente sopportarlo! Tu, povera piccola, vedi cosa sei diventata da sola! Vedi, Io ti ho mostrato questa settimana che non puoi nulla da te stessa, che sei una povera peccatrice. Non sei più come gli altri, credilo, gli altri sono mille volte migliori di te. Eppure Mi è piaciuto attirarti a Me, operare grandi cose in te, tu, miserabile strumento nelle Mie mani."


Barbara: "Sì, voglio ascoltare la Tua voce, parla, o Signore!"


Gesù: "Vedi, te l'ho già detto molto tempo fa, e non vogliono crederci, eppure è così, che da M. verrà la vittoria sul socialismo, perché Io voglio che la Mia voce raggiunga il mondo intero."


Barbara: "O mio Gesù, mi considerano un'impostora, lo ritengono impossibile, perché sono una così grande peccatrice."


Gesù: "Ma questo è proprio ora il Mio volere, nessuno può comandare a Me, nessuno può dirmi di fare così o così, perché Io sono il Signore su tutte le creature, voglio mostrare alle Mie creature, specialmente ai servi della Mia Chiesa, che chiedo poco, quanto grande è la Mia misericordia verso i peccatori, e voglio mostrare loro cosa faccio e cosa opero in un'anima che ascolta e segue la Mia voce. Ti ho estratta dalla classe più bassa di persone, dalla più povera, affinché nessuno possa dire: questo l'ha preso dai libri, o questo l'ha preso da altre scienze, o questo se l'è inventato da sola. Ognuno deve vedere che Io parlo con te, che nessuno parla così semplicemente da sé. Chi vive del mondo, parla mondanamente; chi vive dei piaceri sensuali, parla sensualmente; chi vive di Dio, parla divinamente. Di' al Mio servo di esaminare se le tue parole vengono dal mondo, dalla carne o da Dio. Ti ho già detto otto anni fa che non ho bisogno del tuo contributo. Non chiedo nulla da te, proprio nulla, se non la perseveranza, e che i Miei servi devono riconoscere da ciò che sono Io, Io, il vostro Signore e Dio! Vai avanti tranquilla e non negarmi quel poco che chiedo da te. Non te ne pentirai mai.

Devi sapere che non Mi lascio superare in generosità. Ciò che soffri, lo soffri direttamente per Me e per i Miei interessi. La Mia Chiesa è oppressa, la Mia Chiesa è in pericolo: molti, molti dei Miei figli si perdono; vorrei che fossero salvati, vorrei mostrare quanto sono buono. O, non chiedo opere straordinarie, ma di riconoscere e compiere la Mia volontà! Consegna te stessa a chi vuoi, consegnati ai tuoi nemici, ai Miei e ai tuoi nemici; Io sarò con te."


Barbara: "O mio Gesù, io non posso assolutamente fare nulla da me stessa. O come sono stata frivola questa settimana, come ho pregato male, o perdonami, sono solo una figlia di Eva. Tu sei buono, così infinitamente buono. O che gioia sapere che questo Cuore non mi fraintende, o come sei buono."


E Lui mi getta il Suo mantello addosso e copre tutti i miei errori.


Gesù: "Conosci questo mantello?"


Barbara: "Sì, Signore, è il Tuo amore. O stupite, voi uomini, il Signore è veramente presente tra noi nel Santissimo Sacramento dell'altare, sì, è anche veramente presente con me. O anima mia, sono troppo debole per comprendere la Tua infinita maestà, o abbi pietà, vorrei tanto morire. O mio Gesù, la mia anima vuole lasciarmi."


Gesù: "Questa è la forza dell'amore. Lascia le chiacchiere della gente, sono solo polvere, la scuoti via e vai avanti tranquilla. Ti ho dato due amiche, affinché voi tre siate una sola, Mi capisci?"


Barbara: "Oh, lascia che anche loro assaggino quanto sei dolce. Tu ci hai reso uno in tre; devono anche portare disprezzo, oh, lascia che assaggino!"


Gesù: "Come Mi rallegra quando due o tre sono insieme e parlano di Me. Allora non posso trattenermi. Allora sono in mezzo a loro. Come Mi rallegro quando vi confrontate su ciò che Io parlo con te. Vedi, ho tanti amanti nel mondo. Molti, molti, sì, questo è già tutto giusto, e sono anche contento di quelli, ma amo di più coloro che salgono con Me sul Calvario. Sai cosa significa, coloro che percorrono la via del disprezzo, dell'umiliazione, che per amor Mio si lasciano insultare e lasciano dire tutto il male con falsità?

Ho bisogno di anime forti, ma questo non posso chiederlo a tutti, perché oltre alla forte influenza della Mia grazia devo avere anche la loro volontà, il loro consenso, per percorrere la via del disprezzo e delle sofferenze, e devo anche considerare la costituzione fisica di ogni anima; non voglio imporre loro più di quanto possano sopportare, e non voglio sovraccaricare coloro che non hanno la corporatura e la forza fisica necessaria e la struttura nervosa per farlo, perché alle sofferenze esterne sono legate quelle interiori, e a quelle interiori quelle esterne, e queste, se agiscono insieme, distruggerebbero un'anima. Per questo ti ho scelto e ti ho dato una forte costituzione fisica, una forte struttura nervosa e un'anima forte.

Devi sapere che per questo non ho riguardi per te. Dovrai sopportare ancora molto, ancora molte, molte sofferenze interiori ed esterne, ma sii coraggiosa, questo te lo dico, affinché nessuno si spaventi, perché Io do questa grazia a uno e non all'altro. Amo tutti con lo stesso amore, se solo Mi servono fedelmente e hanno buona volontà; ma non posso chiedere a tutti la stessa cosa. Sì, arriverà anche il momento in cui il Mio servo dovrà convincersi da solo. Ora sì, lo faccia, porti con sé altri e si convinca."


Barbara: "Oh mio Gesù, oh caro Salvatore, voglio soffrire volentieri, ma mi piacerebbe molto di più che fosse nascosto. Oh mio Gesù! Voglio sopportare volentieri tutto ciò che Tu vuoi e finché Tu vuoi, se solo posso salvare un'anima. Ma abbi riguardo per la mia famiglia, non voglio uscire dalla mia famiglia. Non voglio nient'altro che amarti e servirti nella semplicità del mio cuore come finora. Quando decisi di andare a M., non sapevo quale strada avrei dovuto percorrere, sapevo solo che ero seria nel migliorare la mia vita. Ho sentito una voce, e ho seguito quella voce.

Oh, perdonami per aver dubitato così spesso nonostante le tante grazie che mi hai concesso, quando altri dicevano che è immaginazione, che è inganno, che è Satana. Gesù, Tu sai che ho gettato subito tutto a mare, eppure ho seguito e fatto ciò che Tu desideravi. E se non sei Tu, allora chi sarebbe? Allora mostramelo, attraverso il mio confessore, mi sottometto alla Tua Chiesa, ai Tuoi servi. Oh Signore, se non sei Tu, allora neanche la sofferenza viene da Te, allora voglio anche esserne liberata. Se non sei Tu, allora mostramelo attraverso il Tuo rappresentante, credo alla sua parola, e Ti prometto di soffrire, finché e quanto Tu vuoi, se solo posso salvare un'anima. Tu sai quanto Ti voglio bene e non posso vivere senza di Te, e nonostante ciò vorrei soffrire fino al Giorno del Giudizio. Questa settimana ho sentito cosa sono senza di Te, quando Ti ritiri, allora l'anima si aggrappa a mille piccolezze.

Oh, prendimi e dammi a Te. Prendi la mia anima. Niente più per me, tutto per Te, ogni goccia di sangue, ogni movimento delle mie membra, ogni respiro, tutto per Te – in riparazione dei miei peccati e di quelli del mondo intero. Oh, se solo tutti gli uomini riconoscessero quanto sei buono. Devo piangere perché così tante persone non credono che Tu dimori tra noi, e così tanti sacerdoti che Ti trattano come..."


Gesù: "Condividi il Mio dolore con Me, figlia Mia! Vedi l'ignominia che Mi fanno quei servi, ai quali Mi consegno senza volontà giorno dopo giorno nella santa Messa e sulla loro parola discendo sull'altare, e che loro stessi non credono in Me. Come può la Mia grazia riversarsi sui Miei figli attraverso tali sacerdoti, poiché essi sono i mediatori della Mia grazia, sono i canali attraverso i quali irrigo, rinfresco e innaffio i Miei figli. È una grande opera sostenere i sacerdoti, ma un'opera ancora più grande è quando i confessori istruiscono i sacerdoti, ricordano ai sacerdoti i loro doveri. Ho dato loro il Mio potere, il potere sui cuori degli uomini."


Barbara: "Oh mio Gesù, abbi pazienza e indulgenza, non ce ne saranno molti così. Trattieni la Tua dichiarazione di guai."

La maggior parte è piuttosto devota, anche se di tanto in tanto c'è qualcuno; la maggior parte cerca di salvare le anime."


Gesù: "Non lasciatevi confondere dalle chiacchiere della gente e continuate a pregare. Ora rivolgete il vostro sguardo verso i miei figli afflitti nel purgatorio; perché l'onore che mi viene rubato sulla terra mi viene restituito da coloro che sono già nella terra dei viventi, e più vi sforzerete, più guadagnerete. Non disturbatevi per gli altri, il tempo è breve, presto finirà. Tutto ciò che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me, e tutti questi sono miei fratelli e sorelle. Quindi avanti – come un lago tranquillo, così voglio che siano i vostri cuori."


Barbara: "O Signore, concedi a N. la grazia di poter moderarsi."


Gesù: "Non devi preoccuparti troppo, figlia mia, te l'ho detto e così rimane."


Barbara: "O mio Gesù, ti prego per N., tienilo in vita ancora a lungo, affinché possa espiare molto. Concedigli un giudizio misericordioso; ti offro per lui tutti i dolori che ho sofferto questa sera, in unione con la tua agonia di tre ore. O fagli morire una morte beata, oh, per la tua agonia abbi pietà."

Gesù: "Non aver paura, sarà salvato!"


Barbara: "Dovrebbe N. vendere la sua attività?"


Gesù: "Gliel'ho già detto, ha abbastanza per vivere, per soddisfare le sue necessità più essenziali; potrebbe vivere più tranquilla e felice, se volesse."


Quarto giovedì di ottobre 1895

Barbara Weigand


Il buon samaritano delle vittime del demonio

 


Asmodeo, maestro di bugie 


È difficile sapere quando Asmodeo dice la verità e quando scherza e quando inganna. Si lamenta come mezzo sconfitto perché fin dall’inizio l’ho chiamato per nome. In una occasione per maggiore sicurezza glielo chiedo e lui mi conferma di chiamarsi Asmodeo. 

Insisto su alcune preghiere, segni e atteggiamenti che lo colpiscono di più. Passo sul suo corpo, specie sugli arti, con oggetti benedetti come la stola, la corona del Rosario, le reliquie dei Santi, la Madonnina perché lo fanno soffrire ancora molto.  

Pure l’invocazione dello Spirito Santo, imponendo la mano sul capo, lo porta a reazioni molto forti. Su queste mi sono soffermato a lungo al punto che per interrompere mi chiede di fare un patto, di metterci d’accordo. Pongo come condizione di andarsene,  ma questa non l’accetta. Ed allora riprendo le mie preghiere e segni. A volte mi minaccia perché lo colpisco troppo. Lo torturano più di tutto i segni di croce per mandarlo nella geenna: li chiama frecce. Si lamenta se passo sul corpo i segni religiosi perché gli levano tutti i chiodi che lui con fatica ha piantato. 

Mi chiede di lasciare i chiodi che stanno nel ventre  perché gli viene da vomitare. Gli rispondo: “Mi va bene: l’importante è che butti fuori quanto di malefico il posseduto ha dentro nello stomaco e nel ventre per liberare Max”. Ma non vuole indebolire la sua presenza. 

Ad un dato momento sembra disperato perché è rimasto solo e nessun demonio l’aiuta. Si mette a chiamare gli amici: “Venite ad aiutarmi perché questo mi fa fuori, mi finisce, venite perché mi sta mettendo in gabbia e spedirmi via. Io vi ho aiutato tante volte, vi chiedo di aiutarmi”. E ripete più volte l’invito. Mi dice poi che non è venuto nessuno perché hanno paura. Ho pensato poi che fosse una messa in scena per interrompere la preghiera che gli pesava molto.  

Continuo a ripetere al demonio: “Devi andartene”. E lui mi risponde: “Non posso, devo obbedire a chi mi ha mandato. Se io vado via, la vecchia deve morire”. Mi ha fatto capire che così la manderei all’inferno e non sarei d’accordo con il  Signore che vuole salvare tutti (una bella bugia).  

“Questo non è vero: pur andandosene il demonio, la suocera non porta il peso di tutto il male compiuto. Potrebbe pesare molto sulla sua età e salute. Aspetta un po’ che la facciamo confessare; se poi muore almeno si salva l’anima. 

“Tu credi che sia facile confessarla con tutto quello che ha fatto nella vita, con tutte le maledizioni che ha dato; ci vogliono 20 preti, se bastano. Anche se non si sa come fare, sembra che la strada migliore sia di avvicinare la vecchia che continua a lanciare maledizioni e fatture. Contro il genero.

Mi  suggerisce:  “Chiedi  ancora  al  Vescovo  l’incarico  di esorcista,  e  questa volta lo faccia scritto  come  gli altri,  vedrai  che te lo concede”. Ti sfido:  “ Voglio vedere se sei sincero”. “Ah, non ti fidi troppo di me! Sei  abbastanza intelligente.  Vedrai che ti concederà e potrai allora fare di più aggiungendo  le  altre preghiere”.  

FRATELLO ESORCISTA


Sacerdoti, custodite i vostri ovili. I lupi irrompono e cercano di disperdere le pecore che vi sono state affidate. La vostra responsabilità è grande.

 


Kurešček, 7 novembre 1992

... Molti falsi profeti e falsi maestri stanno venendo tra voi nel mio nome. State attenti, perché non sapete da dove e quando arriverà il lupo.

Sacerdoti, custodite i vostri ovili. I lupi irrompono e cercano di disperdere le pecore che vi sono state affidate. La vostra responsabilità è grande.

Rimanete accanto a me e con me e non abbiate paura. Non confidate nelle vostre capacità, nella vostra forza e nella vostra sapienza. Solo il Dio Trino è la vostra forza, mentre io sono il vostro aiuto sicuro.

Nessuno se ne andrà da Kurešček senza la mia benedizione, purché vi sia venuto con buone intenzioni, questo ve lo prometto. Conferirò una benedizione speciale a coloro che si rifugeranno in me nelle difficoltà e nelle prove, sia spirituali che fisiche, e a coloro che cercano la pace.

Il mio Cuore materno vi benedice.

L'Abbandono dei Tabernacoli

 


L'abbandono del dogma della Messa


165. Insistendo e sviluppando le idee del capitolo precedente, e senza dimenticare che non scrivo un trattato né tengo una lezione di teologia, ma sto semplicemente passando un po' di tempo in conversazione con amici ben intenzionati, continuo con lo scopo, più che di informarli su tutto, di suscitare in loro il desiderio e di risvegliare in loro la fame di decidere di informarsi e poi agire di conseguenza.

Niente di meglio per questo che annotare qui il fine e le caratteristiche del santo Sacrificio della Messa.

Questa conoscenza metterà in luce, più di altri elogi, i nostri obblighi verso la Messa, e in caso contrario, la gravità e la disgrazia dei nostri abbandoni.


Fine della Messa

166. Quale fine si è proposto nostro Signore Gesù Cristo istituendo l'augusto Sacrificio della Messa?

Con questa sola risposta, la fede e la pietà avrebbero ampio spazio per ravvivarsi, occuparsi ed estendersi in spazi infiniti.

La Messa è stata istituita da Cristo solo per questo:

Per lasciare a coloro che il Padre gli ha affidato il ricordo vivo, operativo ed efficace della sua redenzione: "Fate questo in memoria di me".

Spiego queste parole. La redenzione è stata compiuta nel Sacrificio della Croce e viene applicata nel Sacrificio della Messa.

Gesù Cristo, Figlio naturale di Dio, fattosi uomo, attraverso il suo Sacrificio sulla Croce ha guadagnato, oltre alla gloria del suo nome e del suo corpo risorto e seduto alla destra del Padre, il titolo di sacerdote, unico adoratore perfetto della Trinità augusta. Di Vittima di lode, azione di grazie, espiazione e impetrazione infinite. Di Mediatore unico assolutamente efficace tra Dio e gli uomini. Di Capo e Modello di tutti gli eletti. Di Causa meritoria ed esemplare della sua grazia e della gloria del corpo e dell'anima di essi. Di Fratello maggiore o Primogenito di tutti i figli di Dio. Di Pietra angolare del tempio in cui Dio riceve da tutta la creazione la sua massima gloria. E di Pastore supremo di innumerevoli pecore.

Tutto questo ha guadagnato Cristo Uomo attraverso il suo Sacrificio e la sua morte sulla Croce. E per questo il suo Sacrificio della Messa non deve più guadagnare nulla di nuovo, ma applicarlo a noi. E, se vale dirlo così, innestare la nostra anima e il nostro corpo nella sua anima e nel suo corpo gloriosi e onorati con così alti titoli, realizzando, di fatto, in ciascuno di noi ciò che nel Sacrificio della Croce non era altro che come in diritto e in principio.


167. E vedete ora, gustate e ringraziate fino allo scioglimento queste applicazioni.

Sulla Croce Gesù Cristo si costituisce sacerdote e Vittima?

Nella Messa, il ministro che celebra, la Chiesa che offre e i fedeli che partecipano debitamente, sono – non spaventatevi! – cosacerdoti e covittime.

Ciascuno, nella sua misura e a suo modo, sono sacerdoti che offrono e si offrono. Sacrificano Cristo e si sacrificano con Lui. E con Cristo, lodano, ringraziano, espiano e intercedono.

Sulla Croce, Gesù Cristo è unico Mediatore e Capo e Modello e Primogenito e Pietra angolare e Pastore?

Per la Messa e per i Sacramenti, che da essa prendono virtù, io, peccatore e verme ed estremità infinitamente opposta a Dio, resto fatto amico, figlio adottivo ed erede di Dio, fratello di Gesù e membro del suo Corpo mistico e pietra viva del suo tempio vivente e pecora del suo gregge.


Hanno molto da assaporare questi guadagni della Messa per farvi dimenticare con altre riflessioni.

Ciò che ci dà una Messa!


Il grande ricordo. "In memoria di me!"

168. Per questo, vi dicevo, è stato istituito il Sacrificio della Messa: "Fate questo in memoria di me". Come si intuisce, si sente Dio in quella misteriosa concisione della parola di Gesù Cristo!

In quelle uniche parole con cui accompagna, commenta e definisce il Sacramento augusto dell'Eucaristia che aveva appena istituito consacrando il pane e il vino, lascia istituiti gli elementi essenziali della sua religione: il Sacrificio, cioè la ripetizione perenne fino alla sua seconda venuta, "finché egli venga", dell'atto che aveva appena compiuto come ricordo suo, e il sacerdozio. "Fate questo" voi e i vostri successori con il potere che questo mio mandato vi conferisce. Fate!


Solo un ricordo?

Forse a qualcuno sembrerà che quella parola ricordo non esprima tutto ciò che la Messa è, vale e significa. È così relativo il valore di un ricordo! A coloro che temono questo, farei una distinzione tra:


Ricordi di Dio e ricordi degli uomini

169. Gli uomini vengono ritratti da un tratto, una parola, un fatto culminante della loro vita. Per esempio, un guerriero che getta dall'alto di una muraglia una spada a dei mori che ai piedi di essa gli presentano il figlio prigioniero, è Guzmán el Bueno. Una Regina che si toglie la corona dal capo e i gioielli dal petto per darli a un saggio vestito di stracci da mendicante, è Isabella la Cattolica. Così l'Uomo Dio, il nostro Gesù, si ritrae da questo solo fatto: il suo Sacrificio sulla Croce, che è la sua opera somma, la sua Opera.


Ebbene, così come il ricordo degli uomini è la perpetuazione dei loro tratti salienti, dei loro fatti culminanti, il ricordo di Gesù Cristo, ciò che Egli lasciava e solennemente istituiva, come ricordo suo, doveva essere la perpetuazione della sua opera, il Sacrificio della Croce.


Per questo la parola ricordo dice tutto e molto graficamente ciò che è e vale la Messa. La Messa è ricordo di Gesù Cristo, ma ricordo vivo, operativo, efficace di tutta la redenzione, preparata nella sua vita terrena e guadagnata nella sua morte in Croce e consumata in cielo. Ricordo non allo stile degli uomini, che, essendo fugaci e instabili, non possono lasciare come ricordo di sé e delle loro azioni se non segni, simboli o ritratti, cosa morta o che morirà presto, ma ricordo allo stile di Dio, che non cambia, né se ne va, né finisce, né diminuisce. E degno della sua opera più grande, della sua Opera per antonomasia. Ricordo vivo e sempre vivo come il Cuore e lo Spirito che lo ispirarono. E, così simile all'azione che si intende perpetuare, che con essa si identifica. E così personale, autentico e caratteristico, che è inconfondibile.


170. Gli artisti dipingono un quadro, scolpiscono una scultura, e ai piedi di quello e di questa, stampano la loro firma.

I conquistatori innalzano archi e monumenti commemorativi che perpetuino il ricordo delle loro vittorie.

I saggi battezzano con i loro nomi le loro invenzioni e le loro teorie.

La redenzione per mezzo della Croce, opera infinitamente più eccelsa di quella di tutti i geni, chiedeva, meritava una commemorazione degna.


171. Questa è la nostra Messa.

Il Sacrificio della Messa è, rispetto a quello della Croce, firma di autenticità, monumento commemorativo, titolo di appartenenza perpetua, ma firma scritta con sangue divino, palpitante ogni giorno, ogni ora su infiniti calvari; monumento lavorato con carne divina nell'atto consacratorio di ogni Sacrificio e titolo così inconfondibile e proprio che la più esaltata follia dell'amore e del genio umano, non potrebbero nemmeno sognare di attribuirlo.


I caratteri del Sacrificio della Messa

172. Scaturiscono spontaneamente dalla nozione di ricordo.

La Messa, innanzitutto, è:

1° Un Sacrificio vero e reale, ma relativo, in confronto al Sacrificio assoluto della Croce, del quale quello non è altro che una riproduzione.

2° Sacrificio eucaristico, come dedicato principalmente e senza detrimento del suo carattere latreutico, espiatorio e impetratorio, a rendere grazie al Padre celeste del grande beneficio della riconciliazione e della filiazione adottiva per l'incorporazione in Cristo.

3° E Sacrificio applicativo: destinato non a offrire una nuova vittima né a offrire nuovi meriti, ma ad applicare gli infiniti, guadagnati nel Sacrificio della Croce.

In sintesi: Il Sacrificio dell'Ultima Cena, quello della Croce e quello della Messa, non sono tre sacrifici, ma uno solo, o tre oblazioni reali di una sola immolazione: la Cena è l'oblazione reale di Cristo che deve essere immolato; la Croce è l'oblazione reale di Cristo che si immola; la Messa è l'oblazione reale di Cristo immolato. La prima è l'annuncio; la seconda è l'immolazione; la terza è il ricordo.

Quali tesori ci svela e ci regala la sacra liturgia quando realizza ed espone quel fine e quei caratteri nelle modalità attraverso le quali fa passare il nostro Signore la materia del suo Sacrificio eucaristico!

Per oggi, rimanga nel vostro cuore questo grido, che è allo stesso tempo un lamento.

Ricordo della Messa cristiana, quanto sei dimenticato!

Manuel González