sabato 11 aprile 2026

Mel Gibson: rivelata l’inquietante profezia della Fine dei Tempi della Bibbia etiope


 

La fede in una continuazione della vita – Conseguenze della vita terrena nell’aldilà

 


La Vita dell’anima continua dopo la morte


La preoccupazione sulla salvezza dell’anima non viene presa sul serio, ma questa deve essere preposta a tutto, perché questo è l’unico scopo della vita degli uomini. E malgrado ciò l’uomo non ne può essere costretto, a lui può sempre e sempre soltanto di nuovo essere presentato che deve prendere su di sè le conseguenze del suo agire sulla Terra dopo la sua vita terrena, che, se non pensa all’anima sulla Terra, egli deve è trascorrere un’esistenza di molte volte più scarsa e tormentosa di quel che può essere la vita terrena più povera e dolorosa. L’uomo vive soltanto nel presente, e crede che questo presente abbia termine con la morte del corpo. E così non provvede nemmeno per il futuro. E proprio soltanto per questo futuro egli è sulla Terra. La fede in una continuazione della vita dopo la morte non può essergli trasmessi per forza, e perciò non possono essergli nemmeno offerte delle evidenti dimostrazioni dall’Aldilà, per non interferire nella sua libertà di fede. Ma se soltanto l’uomo avesse la buona volontà di stare nella Verità, allora gli si farebbe notare il mondo spirituale, perché allora baderebbe ai minimi segni, ed una fede nell’aldilà diventerebbe viva in lui. Ma l’uomo non dà quasi mai valore per sapere qualcosa sul “dopo”. Egli vive sulla Terra ed è soddisfatto di questa certezza, sempre nella premessa che dopo la morte fisica non sa e non percepisce più niente. E non pensa, che soltanto la forma esterna è diventata senza vita, perché lo spirito – la vera vita – è sfuggito da lei. Egli non pensa, che questo non può morire, che è imperituro, che lascia soltanto la sua forma esteriore sulla Terra, per entrare nella vera Patria e non pensa che lui stesso sulla Terra si forma il Regno spirituale, che è corrispondente alla sua vita terrena, che può essere un ambiente senza Luce, sgarbato ed opprimente, oppure raggiante, che rende felice l’anima dell’uomo. Lui non pensa che si ricorda di un pentimento tormentoso della sua vita terrena non utilizzata, dato che non può mai dire, che il sapere su ciò non gli fosse mai stato apportato. Ad ogni uomo vengono conferiti insegnamenti su questo, ma non ogni uomo accetta questi insegnamenti, perché non vuole e la volontà non può essere costretta. Allora pensano soltanto al loro corpo, la loro attenzione è rivolta soltanto al loro benessere, mentre l’anima rimane dimenticata. La miseria dell’umanità è grande, e perciò anche la miseria fisica deve essere così grande, affinché l’uomo entri in sé e si tenga davanti agli occhi la caducità di tutto il terreno ed anche la caducità del corpo, affinché stia poi ancora in modo interrogativo davanti all’Infinità e che ora può venire guidato in un altro pensare. 

Amen

14. ottobre 1941

In una anima umile il demonio non può nulla, poiché l’umiltà è santa ed è gradita agli occhi di Dio.

 


Cari figli, sono la vostra Madre e vengo fin qui per parlarvi del mio amore. Io vi amo e questo amore che ho per voi è eterno. E vi ringrazio per le vostre preghiere. Cari figli, continuate sempre a pregare per gli atei. Io conto ancora sulle vostre preghiere. Pregate, pregate, pregate e preparatevi con la preghiera per il giorno 02 di maggio. In questo giorno, continuo a diramare con abbondanza le Mie grazie su di voi. Vi benedico tutti: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. 

A presto!”

Più tardi sentii la voce della Vergine; questo accadde quando stavo nella mia stanza prima di addormentarmi. La Madre di Dio mi diede un importante e lungo messaggio:

 E’ molto importante pregare insieme. E’ necessario vivere l’amore nelle famiglie. Le famiglie sono distrutte perché manca loro l’amore e perché non lo vivono tra loro. Una famiglia che non vive l’amore non può accogliere Mio Figlio Divino, perché Gesù è l’amore ed Egli desidera vivere nelle famiglie per trasmettere loro il Suo amore. Ma le famiglie Lo rifiutano, poiché si preoccupano solo dei loro interessi e le loro preoccupazioni impediscono che possano sentire Gesù nei loro cuori. 

Cari figli, voi siete famiglia. Voi siete la mia famiglia. Io sono la vostra Madre e Dio è vostro Padre. 

Dio desidera che tutte le famiglie vivano in comunione di amore con Gesù e con i fratelli. Figli miei cari, amatevi tra di voi. Amatevi gli uni gli altri come Gesù vi ama e come Io vi amo. Come già vi dissi: è dal cuore dell’ uomo che Dio raccoglierà tutto quello che di buono egli avrà realizzato durante il percorso della sua vita terrena, dopo la sua esistenza qui sulla terra. Pace, pace, pace: proclamo ancora una volta!... Io desidero la pace tra tutti i cristiani del mondo intero. Cristiani o non cristiani tutti figli miei. Come Mio Figlio Gesù vi disse, ci sono ancora molte pecore che non sono state condotte allo stesso gregge, che non sono dello stesso ovile. Pregate per l’unione di tutti i cristiani. Io sono la Madre di tutti i popoli, Madre di tutta l’umanità; Io sono la Vergine della Pace e del Rosario... Desidero ora parlarvi, miei piccoli, della necessità di preghiera per tutta la Santa Chiesa e specialmente per il Papa Giovanni Paolo II, il rappresentante del Mio Divino Figlio in questo mondo. Gli uomini non vogliono accettare i suoi insegnamenti tanto santi che Mio Divino Figlio pone nelle sue labbra. E’ imprescindibile che tutti ascoltino la sue chiamate alla conversione, alla preghiera, all’unione alla Santa Chiesa e specialmente all’osservanza dei Santi Comandamenti di Dio, come anche agli ordini della Sua Santa Chiesa  che ,ancora una volta vi dico, è quella Cattolica. Pregate, pregate molto per i miei figli prediletti e offrite ogni giorno costanti sacrifici per loro. Il vostro amore per la Sua Chiesa deve essere costante. E’ necessario non diminuire le vostre preghiere per lei. Pregate continuamente Dio per un rinnovo totale della Sua Chiesa e soprattutto perché i ministri di Dio in questo mondo siano inondati dalla luce divina dello Spirito Santo che li guiderà e li illuminerà su come condurre la Sua Santa Chiesa per il cammino del Signore, senza alcuna macchia e senza alcun errore, ma infallibilmente perché fino ad oggi è stata condotta dal Signore per mezzo della luce del Suo divino Spirito. 

Miei piccolini, il Rosario sia la vostra arma. La vostra Madre del cielo insiste tanto sulla preghiera quotidiana del Santo Rosario, poiché è per mezzo di questa umile preghiera che noi distruggeremo tutta l’astuzia e la superbia del dragone infernale. Diffondete tra tutti i vostri fratelli la preghiera del Santo Rosario, insegnate loro che non sanno pregarlo bene e con amore. Io sono la Signora del Rosario. Il Rosario è il segno della mia presenza materna in mezzo a voi. Sappiate che dove si pregail Rosario Io, vostra Madre Celeste, mi faccio presente e lì resto per diffondere sopra i miei cari figli, innumerevoli grazie dal Mio Cuore Immacolato. Quanto mi piacerebbe che i miei piccolini, tutti loro, si consacrassero al Mio Cuore Immacolato e al Sacro Cuore del Mio Divino Figlio Gesù.  E’ necessario che diffondiate, tra tutti i vostri fratelli, la devozione ai nostri Sacri Cuori. I nostri Sacri Cuori distruggeranno, con le fiamme ardenti del purissimo amore, tutto il male che satana ha sparso in questo mondo tra i miei figli peccatori. I nostri Sacri Cuori trionferanno figli miei, siate sicuri di questo e saranno tutti felici coloro che saranno dentro a questi nostri Cuori. La loro allegrezza sarà talmente grande che niente in questo mondo potrà eguagliarla. La loro allegrezza sarà totale così come Mio Divino Figlio ha promesso. Quando lo Spirito Santo avrà acceso tutti i cuori con il fuoco del Suo amore, allora tutta l’umanità arderà del santo desiderio di volere Dio al di sopra di tutte le cose e tutto ciò che è del mondo non avrà più spazio nei  cuori perché, solo Dio sarà l’unico e vero tesoro. Pregate, pregate, pregate chiedendo al Divino Santo Spirito che diffonda sopra di voi la luce, perché tutti siano rinnovati dalla Sua grazia santificante. Figli miei, è necessario che non vi lasciate abbattere dalle insidie del nostro avversario. Egli è molto astuto e sagace. Restate in pace e vivete la pace e mai sarete strumenti dei quali egli si servirà per realizzare i suoi malefici piani. L’uomo che sta in pace con Dio suo creatore non darà mai opportunità a satana di venire a tentarlo. Bisogna che i miei figli sappiano che la miglior arma per vincere tutta la superbia del nemico nelle tentazione è l’umiltà. In una anima umile il demonio non può nulla, poiché l’umiltà è santa ed è gradita agli occhi di Dio. Fu nell’umiltà della sua Madre Celeste e nella sua piccolezza che Dio pose i suoi occhi e la scelse per essere la Madre del Suo Divino Figlio. Vedete figli, quanto è grande e importante l’umiltà agli occhi di Dio. Voi dovete vivere questa virtù ogni giorno della vostra vita: dovete essere piccoli, semplici, non aspirare a cose grandi e non voler essere importanti agli occhi degli altri, ma dovete chiedere di essere coloro che servono il prossimo. Il Mio Divino Figlio, nel Suo Vangelo, sempre vi ha esortato a vivere il sevizio verso il prossimo e verso i più bisognosi. Egli essendo Dio, il creatore di tutte le cose, ci insegnò che il primo passo per l’uomo che vive in sintonia con le opere di Dio è praticare l’umiltà nel servizio al prossimo, mediante la preghiera al Padre supplicando per avere  la forza, la luce, la grazia del  Suo Divino Spirito, affinché il suo lavoro sia gradito a Dio. Figli miei, Io vostra Madre vi amo molto. Il Mio amore è immenso, tanto immenso quanto tutta l’estensione dell’universo. Questo amore immacolato è per tutti voi. Se voi desiderate essere miei e di Mio Figlio Gesù dovete ascoltare tutto quello che vi ho chiesto in questo mio santo messaggio di conversione. Mettetelo in pratica. Vivetelo cari figli, vivetelo. Io, Maria, la Vergine Madre di Dio e la Vergine della Pace vi benedico: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!”

03/03/96

Itapiranga 

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie 


La relazione del pittore Galizzi 

 

Il pittore Giovan Battista Galizzi, di Bergamo, aveva ricevuto l'incarico dal prof. Don Luigi Cortesi, di dipingere un quadro con la Madonna, secondo le indicazioni di Adelaide Roncalli. 

Il pittore sull'origine del quadro e sui suoi contatti con 

Adelaide scrive: 

"Non appena venni a conoscenza degli avvenimenti straordinari delle Ghiaie di Bonate volli recarmi sul posto per  rendermi conto personalmente dello svolgersi dei fatti. Prima di  ogni cosa, mi impressionò lo spettacolo dell'enorme concorso di  folla, la quale, per la presenza di parecchi ammalati mi richiamò  quella che seguiva Gesù (vidi una donna alzarsi dalla barella, ma  non conobbi i particolari e gli sviluppi del fatto). Non mi fu  possibile per la grande ressa avvicinare sul posto l'Adelaide nel  momento della visione, cosa che ottenni invece in seguito con  agio, e in varie riprese, sia presso l'Istituto delle RR. Suore  Orsoline a Bergamo e a Gandino, sia nel mio studio. 

Questi incontri si resero necessari perché il Rev. Don Cortesi mi aveva affidato l'incarico di dipingere un quadro con la  Madonna, secondo le indicazioni di Adelaide. Dal canto mio  desideravo vivamente di tentare di fissare sulla tela l'immagine  della Madonna, secondo la visione della bambina; così accettai  con gioia l'incarico escludendo a priori l'idea di qualsiasi vantaggio personale presente o futuro. 

Posso dichiarare, senza minima esitazione, che fin dal  primo incontro con l'Adelaide, ebbi la netta e chiara sensazione  di trovarmi di fronte a una bambina sana di mente e di corpo,  sensazione che in seguito divenne sicurezza anche perché venne  confermata poi pienamente dal Prof. Cazzamalli, in occasione di  una visita che si fece insieme a Gandino alla bambina, in  compagnia anche di Don Cortesi e della dott. Maggi di Pontida,  che ci ospitò nella propria auto. Erano pure presenti alcuna Suore  dell'Istituto e tutte queste persone possono confermare il giudizio  favorevole dato allora dal Prof. Cazzamalli. 

Fra le varie apparizioni che Adelaide veniva descrivendo  (per verità assai sobriamente) io fermai la mia attenzione su una  delle ultime, nella quale la Madonna appariva sola, e la scelsi a  soggetto del quadro per il motivo che essendo Essa la protagonista di tutte le visioni, mi parve conveniente fissare su di Lei il  mio studio; e d'altro canto presentava attributi originalissimi, che  la rendevano inconfondibile con qualsiasi immagine finora fallo. 

Ho notato la particolarità della visione della Madonna  sospesa nel vuoto, senza alcun appoggio né di alberi né di nubi o  di rocce, in contrasto con le immagini che Adelaide doveva  conoscere. Riguardo a tutti gli altri particolari: corona del rosario  bianca, rose bianche ai piedi, fascia alla vita, del medesimo  colore dell'abito, ampiezza delle maniche, ecc. essi furono da me  eseguiti dietro precise indicazioni di Adelaide, la quale approvò  dapprima il bozzetto e collaudò poi nel mio studio il quadro  ultimato. 

Riguardo al fatto della attendibilità o meno di quanto la  bambina asseriva delle sue visioni, ad un'altra cosa io diedi molta  importanza: per ragioni tecniche di impostazione, era per me  esenziale fissare i rapporti coloristici del quadro ossia stabilire se  l'immagine dovesse staccare luminosa su fondo di tono più  scuro, o viceversa essere in tono più basso rispetto al fondo  luminoso. A questa domanda che formulai in modo semplice per  farmi intendere bene da lei, precisò che la Madonna era avvolta  in uno splendore luminoso. Aveva anche precisato che la  Madonna era vestita di rosso, col manto verde; cosa questa che a  me creava non poco imbarazzo dal lato artistico per la difficoltà  di armonizzare tra di loro questi colori. 

Pensai allora di far scegliere da lei stessa da una grande  scatola di pastelli di tutte le gradazioni di tinte, quelli che più si  avvicinassero ai colori da lei visti. Con mia sorpresa, mentre mi  sarei atteso la scelta del rosso e del verde più sgargianti, secondo  il gusto popolare, scelse un rosso pallidissimo ed un verde caldo  sbiadito, segnandomeli sopra un foglio di carta bianca; e questo  alla presenza di Don Cortesi e di altre persone. Sul momento la  cosa mi sembrò quasi una contraddizione, ma ripensandoci  durante l'esecuzione del quadro, mi resi conto che il rosso e il  verde, invasi dello splendore da lei visto, dovevano  necessariamente presentarsi attenuati secondo i colori dei pastelli  da lei scelti. Ragionamento che Adelaide non avrebbe potuto certamente fare. 

Concludendo: io personalmente, dovetti venire alla convinzione che Adelaide deve aver visto veramente la Madonna  ed il ripetuto contatto con questa bambina, ha sempre più confermato questa mia convinzione. Tengo anche a dichiarare che  non l'ho mai avvicinata o interrogata se non in presenza di Don  Cortesi e di altre persone (v. Raschi, o.c., pp. 104-107). 

Don Italo Duci nel suo diario scrive: "Interessante la relazione che fa lo stesso pittore Galizzi, riferendo le descrizioni, le  correzioni che faceva la piccola Adelaide. Il pittore Galizzi si è  confermato sempre più nella convinzione della sincerità di Adelaide e della verità di quanto diceva delle apparizioni, persino  nella scelta di alcuni colori mostrati nella sua tavolozza, per la  lunghezza del manto (della Madonna, n.d.r.) di cui diceva Adelaide non si vedeva la fine, che arrivava fino a Roma. 

Il pittore Galizzi, uomo di grande fede, conservò sempre  grande convinzione nella verità delle apparizioni delle Ghiaie e  di frequente veniva alla cappella a pregare finché le forze glielo  permisero e si soffermava spesso nella casa parrocchiale. 

In una udienza con Pio XII, per la illustrazione dei Vangeli o anche della Bibbia, deve aver parlato delle apparizioni di  Ghiaie.


La lettera del pittore Galizzi a Pio XII 

Ecco il testo: 

"Bergamo 15 agosto 1957 

Beatissimo Padre, 

sono il pittore Giambattista Galizzi di Bergamo che ebbe la  somma grazia di essere ricevuto da Vostra Santità in udienza  privata il giorno 22 giugno scorso per offrirle in omaggio i  volumi della Sacra Scrittura da me illustrati. 

Mentre con animo sentitamente devoto e ancora profondamente commosso, ringrazio la Santità Vostra dell'indimenticabile  udienza e dell'accettazione dell'omaggio, mi faccio premura di  inviare quanto mi avevate richiesto sui fatti di Ghiaie di Bonate  dei quali avevo osato parlare a Santità Vostra. Faccio le mie più  umili scuse se alcuni libri non sono in perfetto ordine, perché  non ve ne sono più in commercio e non mi fu possibile trovarne  altri. 

I libri che invio non rappresentano che un minimo di  quanto fu stampato su quei fatti; tuttavia sembrano i più significativi. 

Oso ancora esprimere alla Santità Vostra che quanto in  udienza ho esposto in merito a questa causa, è il sentimento  notissimo di parecchi Vescovi, di numerosissimi sacerdoti, di  distinte personalità, di schiere di migliaia e migliaia di fedeli che  da anni in disciplina e preghiera attendono una parola autorevole  e delucidativa. 

Ringrazio con profonda devozione la Santità Vostra di  avermi dato questo ambito incarico, e mi prostro umilmente a  esprimere tutta la mia figliale pietà. 

Con profonda devozione 

Giambattista Galizzi". 

(v. Senapa, agosto 2002, pp. 19-20). 


Severino Bortolan 

venerdì 10 aprile 2026

COSA È CADUTO IN IRAN IERI È IN RIVELAZIONE 9 Gesù lo mostrò a Giovanni e li chiamò Cavallet


 

L’apporto delle Rivelazioni - La dimostrazione della realtà del Regno spirituale

 


La via nella Patria spirituale


La necessità del Mio diretto Agire su di voi risulta dal fatto, che la fede in genera si è guastata, che per gli uomini è difficile credere ciò che viene loro insegnato da parte chiesastica e che perciò rifiutano contemporaneamente il vero ed il falso, se non viene loro aiutato in quanto la Verità viene loro trasmessa su vie insolite e loro stessi si possono ora decidere di accettarla oppure di rifiutarla. Gli uomini sono da scusare, quando sono di buona volontà e si urtano agli insegnamenti di fede deformati, che in loro richiamano istintivamente il rifiuto. Ma da sé stessi non sono capaci di giudicare per riconoscere insegnamenti falsi e vero, benché un uomo attivo nell’amore ne può avere il giusto sentimento. Ma il mondo agisce così potentemente sugli uomini, che tutto lo spirituale sembra loro irreale e perciò è necessario di far diventare “realtà” anche lo spirituale, quindi di guidare agli uomini una Comunicazione evidente, una Rivelazione divina, che può far loro credere nel Regno spirituale. Attraverso le Rivelazioni giungono a loro i chiarimenti e questi poi rendono possibile anche un esame della Verità e dell’errore, che camminano l’una accanto all’altro nel mondo, che devono essere riconosciuti. L’apporto delle Rivelazioni è una dimostrazione della realtà del Regno spirituale. Io Stesso Mi prendo Cura degli uomini che vogliono credere, che però dagli insegnamenti della chiesa non vengono cosi toccati da poter credere. Quello che Io esigo dagli uomini di credere, è da accettare per buono con buona volontà e solo poca conoscenza. Quest’ultima la voglio trasmettere a coloro che hanno la buona volontà e se ora ascoltano gli Insegnamenti ed agiscono di conseguenza, impareranno anche a riconoscere e possono credere. Il Regno spirituale non è così irreale, se esiste soltanto un bagliore della conoscenza e diventa sempre più reale, più l’uomo sale nella conoscenza. Io Stesso Mi rivelo agli uomini, Io stabilisco il collegamento con il regno terreno, con l’uomo che porta in sé anche il desiderio di un collegamento con Me. Costui ora Mi serve come mediatore per tutti gli altri uomini che sono bensì in grado di insegnare, che però non fanno nulla per mettersi in collegamento con Forze insegnanti, perché il Regno spirituale per loro non è ancora nessun concetto di realtà. Ma il mediatore può procurare loro una dimostrazione, se la desiderano, il mediatore può guidare al prossimo i risultati spirituali che procedono dal Regno spirituale, che procedono da Me Stesso. E quindi gli uomini ricevono delle Rivelazioni da Parte Mia e ciò che ora credono, è diventato per loro convinzione; ora sanno ciò che è la Verità e ciò che è l’errore, riconoscono che non tutti gli insegnamenti di fede devono essere disimparati, sanno del collegamento ed ora diventano vivi rappresentanti di ciò che per loro è diventato convinzione. Ed appena hanno una volta riconosciuto Me Stesso come l’Origine di tutta la Verità, vorranno parlare anche per Me e guidare pure i prossimi in un sapere che proviene dal Regno spirituale e che è comunque più reale che il sapere terreno. Chi sta una volta nella Luce, non vuole più farne a meno, ma provvederà che la Luce mandi i suoi raggi anche nell’oscurità più profonda, darà del suo sapere, perché lo ha riconosciuto come Verità. 

Amen

13. marzo 1951

L'«Amore», disse a Marie, convertirà i pagani, l'Amor del prossimo degli infedeli e la Giustizia, purificherà la Chiesa.».

 


VITTIMA DI ESPIAZIONE  PER IL TEMPO  DELLA GRANDE CONVERSIONE 


In questo tempo della grande conversione secondo la profezia di Marie des Vallées, Dio esaudirà le sue preghiere e realizzerà la parola della Scrittura: «Io comanderò al sole di dare la luce ai ciechi», dove per Sole si intende Gesù, come ciechi i peccatori, come vista la Grazia. I demoni saranno costretti a cooperare alla distruzione del loro mondo, essi si impossesseranno di coloro che non vorranno convertirsi. San Gabriele avrà un ruolo particolare nella distruzione del peccato; san Raffaele aiuterà i disperati, san Michele porterà le anime a Dio. Pioverà un diluvio di grazie, la terra sarà abitata da Santi, e ci saranno martiri dell'Amore che diventeranno molto più grandi che non i primi.  

Marie dovette recitare le Litanie a Dio Padre sulla piazza maggiore della città, le Litanie a Dio Figlio, inginocchiata nella più grande pozzanghera che poté trovare, quella allo Spirito Santo davanti a un Crocifisso della Cattedrale. Nonostante la meraviglia dei passanti e la derisione dei ragazzi, compassionata e congratulata dalla Madre Celeste, Marie portò a termine tutto questo, affinché al tempo del grande castigo il mondo si converta. La Litania sulla piazza principale chiese la conversione degli Infedeli, quella nella pozzanghera la santificazione del Corpo Mistico di Cristo, la Chiesa, specialmente la conversione dei cattivi sacerdoti; finalmente la terza nella Cattedrale, per il diluvio di fuoco dell'Amore, il torrente di Grazie della grande Conversione.  

Quando il Signore una volta ordinò di pregare per la Chiesa, sua Sposa, che era carica della lebbra del peccato, e che doveva lavarsi nel Giordano della Penitenza, Egli promise a questa sua sposa tre grazie particolari (che però non furono promesse a Maria come prossime visioni): La prima era un anello d'oro con una perla fiammante, la seconda il suo cuore, la terza una interpretazione della Sacra Scrittura, come finora non si era mai conosciuta.  

Dopo la grande conversione, per la quale Maria des Vallées si offrì, non ci sarà più che un solo pastore e un solo gregge. Marie vide, in una visione simbolica, come Gesù e la sua Santissima Madre mettevano sul suo letto una donna morta - perché in Marie si rinnovava la Passione del Signore - poi una donna che si era uccisa con un coltello ed una con le mani ed i piedi perforati. L'Angelo del Gran Consiglio (Magni Consilii angelus, lit. di Natale), che è Cristo medesimo, mise legna e carbone sotto le donne per bruciarle, cioè per purificarle con il fuoco, nel grande castigo, e poi risuscitarle e trasformarle in una sola cosa nel tempo della conversione universale. Poiché la prima donna significava le genti morte prima di Gesù, la seconda, la Sinagoga e gli eretici, che si uccidono da sé stessi con la loro infedeltà; la terza, invece, la Chiesa, che è crocifissa dai suoi stessi figli. Sotto quest'ultima non fu messo alcun pezzo di carbone, perché «essa sarà trattata molto più severamente, come per la legna che richiede più tempo per ardere che il carbone, sebbene il fuoco del carbone sia più potente».  

L'«Amore», disse a Marie, convertirà i pagani, l'Amor del prossimo degli infedeli e la Giustizia, purificherà la Chiesa.».  

MARIE des VALLEES 


Le ricchezze di Maria

 


Maria 

Voglio che i miei figli entrino nel mio cuore per scoprire tutte le ricchezze e le benedizioni che Dio vi ha posto. 

Nel grembo materno 

Quando fui concepita senza peccato, il Padre ha posto in me una tale pienezza della vita divina, superiore a quanto qualsiasi altra persona umana avesse mai ricevuto. Anche i grandi santi, come Pietro e Paolo, dopo tutti gli anni di conoscenza e di amore verso Gesù, non hanno avuto al termine della loro vita anche solo una frazione della vita divina che ho avuto fin dal primo momento del concepimento. Anche quando ero nel grembo di mia madre, questa vita si moltiplicava in una maggiore pienezza. Mentre ero ancora nel grembo materno, mi sono resa conto del Padre, del Figlio e dello Spirito con una conoscenza mistica ed esperienziale di gran lunga superiore al più elevato Serafino. Amavo Dio, anche prima della mia nascita, più di tutti gli angeli e tutti i santi insieme. 

Dopo la nascita 

Come ho visto i miei genitori, li ho percepiti nella luce di Dio e li ho amati come Dio li ha amati. Ero così assorta in Dio che ho visto tutto il mondo come la sua creazione e ogni persona umana come Dio la ha amata. 

Anche se il mio corpo era sulla terra, il mio spirito era già giubilante in Dio, mio salvatore. Ogni momento, la vita divina di Dio si moltiplicava in me. Ogni secondo aumentava più di tutti gli altri momenti della mia vita insieme. Sono stata assorbita sempre più in profondità nei segreti di Dio. All’interno di ogni segreto, c’erano milioni di altri segreti. All’interno di ogni attributo, milioni di altre caratteristiche ancora sconosciute. Stavo sperimentando l’infinito, la vita interiore di Dio. 

Vivere la Trinità 

In mezzo a tutte le mie esperienze divine del Padre, c’era un uomo che ha detto: “Io sono la via al Padre”. Molto misteriosamente, lui e il Padre sono uno, entrambi con queste qualità infinite e condividevano pienamente la vita che mi veniva rivelata. Loro due hanno generato una terza persona, una fiamma pura che li univa e completava il mistero. Anche se completo, il mistero allungò la mano verso di me attraverso quell’umanità sacra e mi ha attratto nella fiamma dell’amore di Dio. Questo è successo continuamente. Ogni volta che sono stata immersa in quella fiamma, sono diventata più simile ad essa, assumendo le sue qualità e ricevendo la vita di cui godeva. 

Commento: Maria condivide con noi le sue esperienze mistiche della Trinità. 

23 marzo 2012 

E tu, primo fra i Miei figli, come sei il Mio Vicario, così sarai un novello Cristo nel dolore e nella sorte.

 


Dice Gesù: 

«Troppe volte non “rivolgete gli sguardi” a Colui che è la vostra Provvidenza. Mettete le frange, spesso inutili, ad una cosa, e poi vi dite: “Questa cosa l’abbiamo fatta noi”. 

No. Non ne siete gli autori, anzi spesso ne siete i distruttori perché neutralizzate i frutti che da una opera vengono, quando non distruggete l’opera stessa con le vostre mani e le vostre menti distruttrici. 

Dio vi dà tanto, vi dà tutto quanto vi è utile e necessario per la carne ed il sangue, e per la mente e lo spirito. Voi a questo tutto, specie a quel tutto che è volto alla mente e allo spirito, scavate un “lago”. Oh! sì! Un lago. Ma è lago in cui le acque limpide di Dio stagnano e si corrompono perché messe al contatto di tante altre cose e scoperte a tutte le invasioni. 

Così del sapere, moltiplicato a dismisura, ma non elevato verso Dio, avete fatto un pericolo per voi, così della religione che avete voluto infronzolire di tante inutilità, analizzare con lente umana, profanare volendola spiegare senza riferimento a Dio, avvilire rendendola formula e non forma di vita. 

È sempre lo stesso rimprovero che vi devo fare. Vi siete creduti pari o anche superiori a Dio. E siete caduti in opere non da figli di Dio ma unicamente da animali ragionevoli, i superragionevoli della terra, ma umanamente ragionevoli. Ed è già molto quando siete ragionevoli e vi rispettate al punto di dirvi: “Vediamo di agire pensando al domani”. Il più delle volte pensate unicamente all’oggi e a fare dell’oggi una baldoria per la vostra carne superamata da voi. 

Neppure quando siete fra i tormenti di un castigo uscite da questa vostra euforia malsana. Ma anzi tanto più volete godere e vivere da bruti solo intenti a saziare fame e senso. E fra un godimento e l’altro irridete Dio nel quale più non credete, salvo poi imprecarlo o implorarlo nel momento che soffrite. E perché? Cosa vi attendete? Non è così che si ottiene aiuto da Dio. Io sono per chi è onesto e fedele. 

Anche se debole lo perdono e soccorro. Non sono per gli schernitori e i rinnegatori che sanno prendersi la loro parte e dare ai miei figli solo dolore e tormento. 

E tu, primo fra i miei figli86, fortifica il tuo cuore appoggiando la bocca alla mistica fonte del mio petto squarciato. Come sei il mio araldo, e più che araldo il mio Vicario sulla terra, colui che rappresenta l’Agnello, e dell’Agnello hai cuore e parola, così sarai un novello Cristo nel dolore e nella sorte. 

Quanto dolore è già nel calice che si avvicina! E non ti giova l’averne già tanto bevuto e l’esser vissuto da giusto! Non ti giova perché il dolore lo riempie sempre più quanto più tu ne bevi, perché esso dolore è distillato e munto dalla Forza a noi nemica, la quale non potendo mordere il Cristo morde le carni delle sue creature. E quale creatura più creatura mia di te, che sei mite e giusto, che sei evangelico come il mio Giovanni? 

Come il Prediletto, affìssati nel Cielo fino a farti rapire dall’ardore della contemplazione, perché l’ora del dolore è sempre più vicina ed hai bisogno di esser saturo di contemplazione per poter subire la passione senza piegare. 

Rimani “Luce del mondo” in mia vece, anche se le tenebre ti monteranno addosso per schiacciarti. Anche cadendo tieni alzata la mia Croce che è Luce. Anche morendo fa’ udire la Voce che parla dal Cielo attraverso te, mio Servo esemplare. 

Hai pianto e non è giovato che tu conoscessi il segreto di Fatima. Le tue cure al mondo si sono rivolte contro di te come quelle che si usano ad un ossesso. Ma non importa. Mia Madre è con te ed Io con Lei. 

Noi siamo presso le grandi “voci” e le piccole “voci” che parlano in nome mio e che consumano se stessi perché la Voce del Cristo suoni ancora in questa terra brulicante di demoni. Siate benedetti, grandi e piccoli portatori della Parola. Noi vinceremo contro Satana. Io ve lo dico. E nell’ora della vittoria la mia stessa Luce sarà la vostra luce che vi farà splendenti come nuovi soli». 

DA: I QUADERNI DEL 1943  


Signore Gesù, crocifisso e risorto

 


Signore Gesù, crocifisso e risorto, immagine della gloria del Padre, Volto Santo che ci guardi e ci scruti, misericordioso e mite, per chiamarci alla conversione e invitarci alla pienezza dell'amore, noi ti adoriamo e ti benediciamo.

Nel tuo Volto luminoso, apprendiamo come si è amati e come si ama; dove si trova la libertà e la riconciliazione; come si diviene costruttori della pace che da te si irradia e a te conduce.

Nel tuo Volto glorificato impariamo a vincere ogni forma di egoismo, a sperare contro ogni speranza, a scegliere le opere della vita contro le azioni della morte.

Donaci la grazia di porre te al centro della nostra vita; di restare fedeli, tra i rischi e i mutamenti del mondo, alla nostra vocazione cristiana; di annunciare alle genti la potenza della Croce e la Parola che salva; di essere vigili e operosi, attenti ai più piccoli dei fratelli; di cogliere i segni della vera liberazione, che in te ha avuto inizio e in te avrà compimento. Signore, concedi alla tua Chiesa di sostare, come la Vergine Madre, presso la tua Croce gloriosa e presso le croci di tutti gli uomini per recare ad essi consolazione, speranza e conforto.

Lo Spirito che ci hai donato porti a maturazione la tua opera di salvezza, perché tutte le creature, liberate dai vincoli della morte, contemplino nella gloria del Padre il tuo Volto Santo, che splende luminoso nei secoli dei secoli. AMEN

Giovanni Paolo II


Se il mondo non si converte, il Medio Oriente diventerà un grande teatro di un futuro giudizio punitivo.

 


7 aprile 2026, dopo la preghiera dell’Angelus


Prego mentre l’immagine del Volto Santo di Manoppello risplende luminosa. Vedo il volto di Gesù con una corona di spine fatta di luce. Il Signore mi guarda e dice:

«Isaia 13, 17. Ecco, io inciterò contro di loro i Medi, per i quali l’argento non ha alcun valore e l’oro non significa nulla…»

Il Signore mi guarda e io vedo che, qualunque cosa accada, anche se all’ultimo minuto si trovasse una soluzione di pace tra gli Stati Uniti, Israele e l’Iran, questa sarebbe purtroppo solo una pace di breve durata. Se il mondo non si converte, il Medio Oriente diventerà un grande teatro di un futuro giudizio punitivo. Purtroppo il Medio Oriente non trova pace.

Inoltre, grazie alla visione del Signore, mi è ora chiaro perché il Santo Arcangelo Michele sia apparso all’inizio di quest’anno con la spada fiammeggiante. Questa apparizione è legata a una profezia di Fatima. I giudizi punitivi stanno per iniziare e saranno eseguiti con la spada fiammeggiante del Santo Arcangelo Michele.

Perché allora i numerosi appelli alla preghiera provenienti dal Cielo, la richiesta di pregare per la pace? Non è forse vano? No, non lo è. Si tratta di impedire il peggio. Più persone pregano e si convertono a Dio, più possiamo mitigare questi giudizi punitivi. Si tratta anche della protezione dei nostri paesi, della nostra protezione.

Non sapevo chi o cosa fossero i “Medi” e nemmeno conoscevo quel passo della Bibbia. I Medi erano un antico popolo degli altipiani iraniani (nel nord-ovest dell’odierno Iran) e insieme ai Persiani formarono l’Impero medo-persiano. Erano chiamati strumento di Dio, che non conosceva pietà, in relazione alla distruzione di Babilonia.

Di fronte a tutto ciò che sta per accadere, siamo ripetutamente chiamati dal cielo alla preghiera, alla penitenza e alla conversione. Sperimentiamo infatti anche la grazia della preghiera e l’invito dal cielo a «non avere paura», ma a condurre una vita nei Sacri Sacramenti e a pregare per i nostri simili.

Sievernich

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie 


Il prof. Cazzamalli e le apparizioni di Ghiaie 

 

          Il Cazzamalli neuropsichiatra, nel 1951, pubblicò il libro:  La Madonna di Bonate, apparizioni o visioni?, nel quale tenta di  spiegare che le apparizioni di Ghiaie non sono autentiche. Il  suddetto professore era anche presidente della Società Italiana di  metapsichica. 

A proposito, padre Gemelli, tra l'altro dice: 

"Ho scritto parole chiare sulla fondazione in Italia di una  società di metapsichica, sulle esperienze del prof. Ferdinando  Cazzamalli, sulla registrazione dei fenomeni elettromagnetici  radianti dal cervello, con i quali il Cazzamalli spiega o ritiene di  spiegare la metapsichica, la rabdomanzia, ecc., ecc. Il Cazzamalli ha risposto con un violento articolo pubblicato nel volume:  Studi e ricerche di metapsichica, Società italiana di  metapsichica, tip. Colombo, Roma 1942, pagg. 91 e ss. 

Consiglio a coloro che sono abituati al metodico lavoro  scientifico di leggere quelle pagine; esse sono istruttive non  tanto sui procedimenti polemici del Cazzamalli, quanto sui suoi  metodi scientifici e sul suo modo d'impostare le questioni... 

Padre Gemelli riporta questa affermazione del Cazzamalli: 

"Lo spiritismo è da me respinto irrevocabilmente dal terreno della indagine sperimentale... impedendo che sotto bandiera  metapsichica venga contrabbandato materiale spiritistico...". 

Padre Gemelli risponde: "Per accettare questa affermazione bisogna dimostrare che metapsichica e ricerca psichica non  sono il vestito nuovo e pseudoscientifico dell'antico spiritismo.  Io questa dimostrazione non ho trovato negli scritti del  Cazzamalli e nemmeno in quelli del Richet o degli altri autori  dai quali il Cazzamalli ha mutuato l'equivoca espressione di  metapsichica". 

Quindi padre Gemelli dice che la metapsichica equivale 

allo spiritismo. 

Padre Gemelli passa poi a trattare la questione se esistono  radiazioni del cervello, questi fenomeni elettromagnetici radianti  dal cervello, come afferma il Cazzamalli. 

Egli dice: "Fino ad ora nessun laboratorio di fisiologia o di  psicologia ha dato la conferma delle registrazioni fatte dal  Cazzamalli. Nessun fisiologo o psicologo o neurologo si è occupato dei fatti da lui descritti, all'infuori di coloro che si occupano  di metapsichica". 

Padre Gemelli aggiunge che non solo i fisiologi e gli psicologi, ma anche coloro che si occupano del complesso mondo  delle onde elettromagnetiche, hanno dimostrato di non dare peso  alcuno alle pretese scoperte del Cazzamalli. 

Padre Gemelli dice: "Non chiedo che vengano registrati i  fenomeni radianti negli stati di trance dei medium, domando che  sia dato il modo di controllare che il cervello umano è, come  afferma il Cazzamalli, un oscillatore emettente-ricevente,  irradiante nell'etere, con possibilità esplorative delle vibrazioni  che costituiscono un oceano nel quale siamo immersi. Domando  che sia data la dimostrazione che si può realmente registrare,  impiegando soggetti normali, in condizioni normali, ciò che il  Cazzamalli afferma di avere registrato... Sino a che questo non sarà stato fatto, io avrò il diritto di ripetere che queste sono fantasticherie di un materialista". 

In un secondo articolo, sempre sullo stesso argomento,  padre Gemelli scrive: "Il Cazzamalli, escluso che i fenomeni da  lui registrati si riscontrano in soggetti normali, in condizioni  normali, afferma che, affinché le esperienze riescano, ossia  affinché si abbia la captazione di fenomeni elettromagnetici  radianti dal soggetto, occorre usare soggetti dotati di intensa  psicosensorialità particolarmente visiva, nei quali si abbiamo  stati onirici, allucinazioni spontanee o indotte, allucinazioni  morbose, visioni allucinatrici frequenti negli stati di piccoli  trance, ossia soggetti oniroidi, o allucinati veri e propri, o infine  paranormali sensitivi... Se non mi inganno, mi parrebbe quindi di  avere messo ordine nelle affermazioni del Cazzamalli: i fenomeni da lui descritti sono cioè da lui stati osservati in condizioni  eccezionali e in stati patologici. Ma ciò che interessa soprattutto  dimostrare si è verificare se si possono dimostrare i fenomeni  descritti dal Cazzamalli in stati eccezionali, o nelle condizioni  eccezionali, che egli afferma di avere studiate. Ora qui sta la  difficoltà; come possiamo fare per realizzare queste condizioni  eccezionali, questi stati eccezionali? Il Cazzamalli dice che  bisogna, a questo scopo, usare soggetti di intensa vivacità psicosensoriale, ossia soggetti paranormali sensitivi. Confesso di non  capire questa nomenclatura inconsueta agli psicologi e agli psichiatri; essa è bensì usata dai cultori della cosiddetta parapsicologia e dalla metapsichica, le ipotetiche discipline che studiano  quei fenomeni che gli americani chiamano extrasensoriali; ma  siamo fuori dal campo della fisiologia, della psicologia, oltre che  della patologia mentale. Per la educazione scientifica su basi  positive avuta io nutro diffidenza a riguardo dell'esistenza di  questi soggetti paranormali, di questi stati parapsicologici e di  questi fatti extrasensoriali... 

Questa rinascita fra noi della metapsichica è dovuta, come si sa, al Cazzamalli, che si agita a suo favore da vent'anni; ma è  necessario ricordare che le società di analogo nome costituite in  altri paesi hanno chiuso i battenti da alcuni anni? Esse hanno  chiuso i battenti perché le discussioni agitatesi nel mondo scientifico non furono a loro favorevoli... Al Cazzamalli riesce amaro  che io lo abbia accusato di materialismo: mi rimprovera di avere  con questa affermazione messo in dubbio la sua fede religiosa di  cattolico. Mi inchino dinnanzi alla dichiarazione che il  Cazzamalli fa di essere un buon cattolico; poiché, se non sbaglio, fu un tempo acceso socialista; godo di saperlo oggi fratello  di fede religiosa; ma questo non toglie che egli si deve purgare  dall'accusa di materialismo. 

Poiché questa non è la sede opportuna per discutere questioni filosofiche, prego il prof. Cazzamalli di rispondere, in sede  opportuna, all'articolo: La dottrina materialistica del prof.  Cazzamalli, apparso nella Rivista medica per il Clero, luglio  1942, p. 146; in esso il P. Giuseppe Albarelli, a proposito del  risentimento del Cazzamalli per l'accusa che io gli ho mosso,  scrive: "Di qui il risentimento del Cazzamalli, il quale non vede  come lo studio dei misteri del cervello umano possa dare appiglio alla taccia di materialista. E non lo vediamo nemmeno noi  se non che, caso più unico che raro e che può attestare l'innocenza del Presidente della Società Italiana di Metapsichica, è che  il prof. Cazzamalli volendo gettare sul P. Gemelli l'accusa di  materialista, fornisce la prova indiscussa del suo materialismo,  che egli in perfetta buona fede ritiene spiritualismo della miglior  lega. 

Il Cazzamalli, continua il P. Albarelli, aggiunge di proprio  queste strabilianti affermazioni: "L'anima (si intende l'anima  dell'uomo) è il principio immateriale, estraneo alle leggi ed alle  forze della materia, dell'energia, della vita...; non può essere  sottoposta alla osservazione e all'esperienza, cioè ai mezzi precipui dei metodi sperimentali; l'anima resta oggetto della teologia". Questa definizione dell'anima umana del Presidente della Società Italiana di Metapsichica, è ribadita dal medesimo a pag.  8 (Esordio promettente) degli Studi e Ricerche della Metapsichica". Il P. Abbarelli commenta: "Non so come sia possibile far  passare questa dottrina del Cazzamalli come spiritualistica e  conforme all'insegnamento della Chiesa cattolica. A parole si  concede all'anima umana l'immaterialità, la si fa come una "res  divina", oggetto esclusivo della teologia. In pratica la si riduce a  zero". 

Ossia, e farò punto, afferma il P. Albarelli, il prof. Cazzamalli, mentre diniega di seguire dottrine materialistiche, d'altra  parte ammette che la psiche umana, alla quale fan capo i fenomeni intellettivi compresi i coscienti che sono i più elevati, è  materiale e perciò oggetto di osservazione e di esperienza. Egli  poi a salvaguardare la immaterialità dell'anima umana la distingue dalla psiche umana, senza dirci di che cosa essa sia principio  in ogni modo escludendo che sia principio dei fenomeni  intellettivi. Se la teoria del Cazzamalli, come da lui espressa, lo  salva dal materialismo, lo mette però in opposizione con la dottrina della Chiesa definita dal Concilio di Vienna, che dichiara  come verità di fede che l'anima umana è forma sostanziale del  corpo umano. Risponda dunque il Cazzamalli, se lo ritiene  opportuno, al P. Abbarelli; comunque resta evidente che io non  gli ho recato ingiuria quando l'ho accusato di essere un materialista" (v. Vita e Pensiero, novembre 1941 e Archivio di Psicologia Neurologia Psichiatria, estratto dal fascicolo di giugno 1942,  biblioteca della Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano,  pp. 248-251). 

Ho riportato il confronto, o meglio lo scontro, tra padre  Gemelli ed il Cazzamalli per fare notare quali erano le idee e i  metodi di Cazzamalli che lo hanno guidato nell'esame di Adelaide e delle apparizioni di Ghiaie e non c'è da meravigliarsi se  con queste premesse è arrivato alla conclusione che conosciamo. 

Ci si domanda: perché il Cazzamalli ha scritto questo libro? 

La risposta la dà il Cortesi, il quale scrive: 

"Sollecitai la relazione del Prof. Ferdinando Cazzamalli di  Como; mi attendevo grandi cose dall'esimio neuropsichiatra... il  quale aveva assistito all'ultima visione di Adelaide e con  profonda competenza e finissima sensibilità critica continuava a  interessarsi vivamente della piccola, visitandola di quando in  quando a Bergamo e tenendosi in stretta relazione epistolare con  me" (v. Il problema delle apparizioni di Ghiaie, o.c. p. 116). 

Il Cazzamalli consegnò la sua relazione il 21 giugno 1945  e poi venne il libro, con una grande differenza nei confronti della  tesi del Cortesi, perché il Cazzamalli afferma che Adelaide  Roncalli non ha ingannato, ma si è ingannata, è una sognatrice ad  occhi aperti. 

Riporto solo alcune pagine del libro, quelle che in sintesi 

esprimono la sua tesi. 

Il Cazzamalli scrive: 

"Una contadinella di età fra i sei e i sette anni, di sveglia  intelligenza, di vivace psicosensorialità, di complessivamente  discrete doti di carattere... allevata in ambiente famigliare di  accentuata se pur grossolana pietà religiosa, dapprima attraverso  illustrazioni apologetiche, poi attraverso rappresentazione scenica, rielaborata in successive ripetizioni spontanee fanciullesche, viene ad assorbire tutta la storia di Fatima nei suoi più toccanti e minuti particolari. Non possiamo dimenticare l'onirismo  abituale dell'Adelaide, che sfocia abitualmente nel sonniloquio,  accompagnato da moti fisionomici e da gesticolazione, che lo  portano ai confini del sonnambulismo, poiché è su questo terreno  di vivissima eccitabilità psicosensoriale che la storia offerta  all'Adelaide nella rappresentazione scenica, ripetuta poi nei  giochi colle amichette e di certo illustrata ampiamente con  vivacità descrittiva attraverso le parole suadenti delle suore dell'Asilo, farà germinare nella psiche dell'Adelaide il conato oniroide. 

Nella psiche dell'Adelaide viene infatti ad accumularsi un  deposito mnemonico ordinato e munito del potenziale di carica  di sovraccarica dei correlativi elementi sentimentali e passionali.  Nel subconscio della bambina viene così via via elaborandosi,  colla spinta del confessato ardente desiderio di veder la  Madonna, un conglomerato psichico, contrassegnato da elementi  psicosensoriali e fissativi mnemonici ad alto potere rievocativo,  il cui nocciolo è in "Fatima", mentre alcuni particolari potranno  derivare senza difficoltà dalle similari impressioni di tipo  religioso e chiesastico, sgorgate dall'ambiente in cui è immersa  l'Adelaide sia nei mesi precedenti il 13 maggio 1944, sia nei  giorni passionali delle "apparizioni", non che dalle mnemotraccie  di quadri e statue della chiesa parrocchiale. L'Adelaide è una  bambina sana di fisico e dal lato psichico complessivamente  equilibrata per la sua età, pur non dimenticando le possibili e  probabili influenze degenerogene dell' alcolismo paterno...  Quanto a certe reazioni psichiche della bambina non va  dimenticato che siamo in campo di psicologia infantile e che nel  'caso specifico dell'Adelaide, si tratta di un soggetto complessivamente dotato di discrete qualità morali, intelligente, non  propensa al sistematico mendacio (salvo le facili bugie dell'età),  con tendenza alla imitazione di cose viste e udite, e dotata di una  vivida psicosensorialità... Indagini ed osservazioni accurate dal  lato fisiopsichico, riguardanti la bambina al di fuori delle  "apparizioni", hanno accertato per la stessa il dato predominante  di una particolare vivacità psicosensoriale, rivelatosi  caratteristico della mentalità del soggetto e insieme una intelligenza sveglia, un carattere forte con tendenze sopraffattorie, un  certo egocentrismo, una maturità di giudizio e una estraneità ai  giochi propriamente infantili, che la rendono, per il suo complesso mentale, superiore alla media delle contadinelle della sua  età. E ancora tendenze allo scherzo fino alle soglie dello scherno,  alla monelleria fino a una certa ardita presuntuosità, e una  propensione alla imitazione veramente spiccata. Di carattere buono e affettuoso, spontaneo e libero da quelle artificiosità,  così frequenti a riscontrarsi in tale età evolutiva specie nei  soggetti di sesso femminile. 

Alle Ghiaie quel 13 maggio scoppiò il piccolo uragano nel  cielo psichico di Adelaide Roncalli, di cui la preparazione nuvolosa era stata di mesi e quella temporalesca di giorni. Ed ecco la  bambina darsi in balia della réverie, della fantasticheria, favorita  dal suo volontario abbandono - avendo per modello i particolari  scenici della rappresentazione di Fatima - nello stato oniroide di  attenzione aspettante, proprio nel momento in cui le condizioni  esteriori ambientali (luogo quieto e sereno, due amichette accoste, la messe di fiori campestri da raccogliersi per la Madonna)  venivano a coincidere coll'orgasmo psicosensoriale, di cui il  desiderio sempre più ardente di vedere anche lei la Madonna  fungeva da elevatore del potenziale di carica. Desiderio confessato con infantile candore... 

Il piccolo uragano psichico scoppia e la scarica psicosensoriale, che dà corpo scenico alla fantasticheria con alcuni elementi di riproduzione evocativa e altri di interpolazione sul  cosciente, abbacina colla visione agognata la bambina. L'Adelaide vede la Madonna, vede la Sacra Famiglia, come tutti i  sognanti vedono l'obbietto del loro sogno colle caratteristiche di  evidenza più vera della stessa realtà. Ma la Madonna non è  apparsa alla bambina Adelaide Roncalli, se pur la bambina l'ha  vista in varie fogge e in varie scene con S. Giuseppe, col Bambino, cogli angeli, persuasa profondamente perché la sorpresa  allucinatoria oniroide l'ha colpita in pieno. Poi la bambina vorrà  riprovare tale emozione psicosensoriale e vi riuscirà più o meno  per altri dodici volte, fino a che entreranno in gioco elementi  inibitori, via via fattisi sempre più imperiosi alla coscienza di  veglia. 

Il gioco subcosciente di mettersi in stato sognante, favorirà, per l'intensa attività psicosensoriale di cui la bambina è  dotata, il ripetersi, dopo la prima "visione", preparatasi nell'ombra del subconscio ed esplosa con sorpresa della coscienza vigile,  che ne venne soprafatta, le successive "visioni". Le quali sono  sollecitate non tanto da una condizione mistico-religiosa, assente  in Adelaide, quanto dalle pressanti richieste di tutto il mondo  passionale, di cui la guerra immane costituiva l'incubo  quotidiano. Vi fu un giorno nel quale l'Adelaide avrebbe certo  preferito di recarsi a prendere una bella bambola promessale,  invece che al luogo della "apparizioni" e lo affermò candidamente con bella e sana ingenuità. Ma dalla espressione scandalizzata dei visi, comprendendo che la sua preferenza apertamente  manifestata era un po' troppo forte, ripiegò dicendo che  anteponeva il desiderio di vedere la Madonna a quello di avere la  bambola! E in ciò rifulse il rapido intuito della bambina e la  capacità di adeguarsi alle circostanze. Del resto nessuna reazione  mai di aderenza soprannaturale si ebbe a rilevare nell'Adelaide. E  neanche, a malgrado del soggiorno in ambiente mistico-religioso,  un aumento della pietà, che è amore di Dio. Nello stesso  esercizio delle devozioni e nei momenti trepidi della Santa  Comunione la bambina mai ebbe a dimostrare una ardente  elevazione al Cielo. L'ultima "visione" si chiude con una aridità  sentimentale da parte di Adelaide veramente impressionante. La  bambina, secondo suggerimenti avuti, chiede alla Madonna se  non sarebbe più venuta, e la Madonna risponde che era questa  l'ultima volta e non sarebbe più venuta. 

Null'altro dalla... Madonna alla bambina in quell'ultimo  giorno di quel maggio. Neanche un saluto di congedo. Tutto ciò  s'intende va attribuito alla immaginaria Madonna dell'Adelaide e  si spiega col desiderio cosciente della bambina di troncare una  situazione fattasi sempre più pesante, senza dimenticare il naturale illanguidimento di quel potenziale affettivo della bimba  (soddisfatto ormai il desiderio di "vedere" la Madonna), che era  stato il fattore massimo di carica subcosciente della psicosensorialita cerebrale" (v. La Madonna di Bonate, apparizioni o  visioni?, Fratelli Bocca Editori, Milano 1951, pp. 85-91). 

Continuando la lettura del libro trovo: i tre casi di malattia con  esiti felici. Mi sono detto: vediamo come spiega questi fatti lo  psichiatra Cazzamalli, se sono anche questi sogni o realtà e se  queste persone sono guarite a causa di una bambina sognante,  dato che le tre guarigioni sono intimamente connesse con le  apparizioni di Ghiaie. 

Il Cazzamalli scrive: 

"Complete sono le storie cliniche di alcuni pazienti da me  tenute in prolungata osservazione. Qui per inderogabile economia di spazio debbo limitarmi a poche righe riassuntive. 

Tre sono state in modo particolare le pazienti da me compiutamente osservate e seguite in questi anni, le quali in diretta  relazione con i fatti svoltisi alle Ghiaie di Bonate, hanno sortito  un esito positivo colla scomparsa delle loro sofferenze, mentre a  tutt'oggi lo stato di benessere è invariato. 

- Roncari Anna, quarantaquattrenne al momento dei fatti di  Bonate, era una suora al secolo... Si tratta di una distonica del  sistema neurovegetativo con crisi gastriche di probabile natura  ipercloridrica d'origine neurotica (nevrosi gastrica, ptosi e  colite). 

Ha presentato anteriormente crisi di schietta natura isteroide. Alle Ghiaie di Bonate il contegno e le reazioni sono tipicamente isteroidi e colà in stato di coscienza onirica di tipo  autoipnotico ha visione allucinatoria della Madonna, che le  cammina sull'addome e le annuncia la guarigione. 

Guarigione improvvisa e insolita non vuol dire miracolosa... 

L'interesse del caso clinico Roncari Anna è nella istantaneità della guarigione da sofferenze indubbiamente dolorose e  penose... Miracolo adunque no. Singolarità della guarigione sì.  Meccanismo della stessa autoipnotico, favorito e potenziato dal  temperamento mistico-religioso della paziente. La fede che guarisce. 

- Sala Anna trentaseienne, affetta da grave nevrosi traumatica del tipo "trauma cranico chiuso", è guarita alle Ghiaie di  Bonate. Anche qui si tratta di una suora al secolo... dopo tre ore  di preghiere alle Ghiaie di Bonate, proprio in quel 31 maggio,  che segnò la fine delle "apparizioni, e prima ancora che la bambina Adelaide Roncalli venisse portata nel recinto, e cioè tra le  17 e le 18,- noi sappiamo come in quel giorno solo verso le ore  venti la bambina cadde nello stato oniroide di visione — la Sala  Anna sentì dentro di sé "qualcosa di soprannaturale" e con ciò di  essere guarita. 

Ancor qui guarigione prodigiosa. Non miracolo. Ed ancora  qui, dove assai difficilmente avrebbe potuto avere successo un  intervento etero-suggestivo, il fattore autosuggestivo, munito di  un potenziale emo-affettivo intenso, quale è quello della fede  ardente, e dalla sua pietà religiosa profonda, ha posto in gioco  linee di forza e sviluppato interventi energetici endoorganici tali  da determinare il fatto inusitato, in simili casi clinici, della  immediata e stabile guarigione. 

- E veniamo alla Villa Anna, oggi trentunenne, che dopo la  guarigione clinica pure istantanea avvenuta alle Ghiaie di Bonate  ebbe una felice gravidanza, con parto e puerperio normali. Qui  niente tendenze monastiche. Però ancor qui una pietà religiosa  spiccata e elementi della personalità non comuni. La Villa Anna  era da sei anni affetta da morbo di Pott a carico della XII  vertebra dorsale e della I lombare. Venne curata opportunamente  e ne risultò tale sensibile miglioramento, da consentirle il ritorno  in famiglia. Dopo tre anni si verificò una ricaduta, alla quale non  debbono ritenersi estranee condizioni psicotraumatiche. Allora si  indusse a partire per Pietrelcina, ove risiede un tal Padre Pio  venuto in fama di guaritore di anime e di corpi. E qui si innesta  un fatto "metapsichico". La Villa tenta di mettersi psichicamente  in comunicazione con Padre Pio innanzi di recarsi da lui. E si  rivolge al proprio "Angelo Custode" come al medium adatto. E  chiede ad esso la prova della avvenuta intercomunicazione  spirituale psichica. Aveva letto infatti un libro su Padre Pio e appreso come taluno avesse avvertito a distanza un  "odore" (il famoso "odore di santità"). Un giorno un forte odore  di acido fenico venne avvertito dalla Villa, che la madre con  assai minore intensità, ma sufficiente alla sua individuazione,  ebbe pure a percepire intorno alla testa della figlia malata. Venne  deciso, come ho detto, il viaggio. 

Ciò che avvenne poi a Pietrelcina si può facilmente identificare con taluni fenomeni della metapsichica subbiettiva (criptestesia del "frate") e obbiettiva (odore di acido fenico percepito  anche dalla cognata). Tornò di là assai migliorata. 

Qui si pongono evidentemente due questioni. L'una delle  possibilità guaritive cliniche dell'autosuggestione con benefica  ripercussione sul soma attraverso influenze tonico-trofiche del  sistema nervoso centrale sul vegetativo e sugli organi; e dall'altra  parte le possibilità non più refutabili guaritive che taluni soggetti  umani (guaritori) esercitano su malati, e per cui non si può  escludere oggi un rapporto energetico fra guaritore e paziente. 

Seguirono nuove successive ricadute e infine il viaggio  alle Ghiaie col noto benefico risultato, che, preannunciato da  sensazioni di benessere spirituale e materiale, ad un dato  momento, dopo le manovre compiute sul "sasso" della bambina,  risentì in modo fulmineo... Il seguito è noto, e debbo aggiungere  che la Villa ebbe in seguito una gravidanza normale e parto e  puerperio normali. Guarigione dunque improvvisa e straordinaria. 

Queste tre guarigioni cliniche, che per certi lati sconcertano dal punto di vista medico-terapeutico, specie per la fulmineità del benessere soggettivo, mantenutosi fino ad oggi, devono  essere saggiamente vagliate. 

Va escluso assolutamente il fattore "miracolo", in quanto  in tutte e tre fa difetto come dissi il "suggellum Dei" (sigillo di  Dio, n.d.r.), il cui contrassegno immancabile è il ripristino  immediato di tessuti alterati con tessuti sani, obbiettivamente  constatabile, mentre resta aperta l'interpretazione relativa alla prodigiosità del benessere immediatamente seguito al pellegrinaggio alle Ghiaie e conservatosi fino ad oggi. Passando dal  semplice al più complicato dirò che una prima ipotesi esplicativa 

si può basare sulle possibilità guaritive autosuggestive. Una  seconda ipotesi va riferita a possibilità energetiche assunte dall'ambiente psicobiofisico. Una terza ipotesi infine, che mi piace  pure di formulare a consolazione meritata delle tre pazienti e di  tutti i fedeli, è che la Madonna, non di Bonate, ma la Vergine  Madre di Gesù il Cristo, abbia voluto premiare la fede sincera di  tutta una vita in tre sofferenti; due delle quali vere suore al  secolo, e l'ultima pure imbevuta di profondo spirito religioso". 

 

Il prof. Ferdinando Cazzamalli, nell'appendice del suo  libro, riporta la relazione sul caso della Roncari Anna che egli ha  consegnato a don Luigi Cortesi 1'11 dicembre 1944. La  medesima fu poi pubblicata dal Cortesi nell'appendice del suo  libro: Il problema delle apparizioni di Ghiaie, edito nel 1945. Tra 

le due, cioè tra la relazione stampata nel libro del Cortesi e  quella riportata dal Cazzamalli nel suo libro edito nel 1951, vi è  una certa differenza. Il testo del Cortesi è più completo e mostra  di più la possibilità dell'intervento soprannaturale. Tuttavia il  Cazzamalli, a conclusione delle sue osservazioni cliniche, non  può non scrivere: "Se passeranno mesi e anni e la Roncari continuerà a mantenersi in perfetta condizione di salute esplicando  attività lavorativa normale, allora la clinica medica dovrà porsi la  domanda: "Che è occorso nell'organismo della Roncari 1'11  giugno alle Ghiaie di Bonate, di cui le nostre conoscenze sanitarie non riescono a darci una soddisfacente spiegazione?." Il caso  clinico della Roncari, concludendo, merita di essere preso in  seria considerazione dal punto di vista delle guarigioni improvvise e insolite". (v. p. 120). 

Il Cazzamalli quando scriveva queste parole non si è  accorto che erano già passati sette anni dalla guarigione perfetta e duratura della Roncari e quindi doveva concludere: il caso cli- nico della Roncari merita di essere preso in seria considerazione  dal punto di vista delle guarigioni prodigiose. 

A riguardo del caso Sala Anna, il Cazzamalli nell'appendice scrive: "Ora nelle ben precisate condizioni di evidente  grave stabilizzazione morbosa il 31 maggio 1944 la Sala, nei  modi che si disse sopra, riacquista immediata piena e perfetta  salute. La guarigione è improvvisa e oggi che scrivo persiste  perfetta, come in ripetuti esami ho potuto controllare durante  questi due anni. Su tale dato di fatto non vi è posto per discussione di sorta. A questo punto possiamo dal lato clinico porci  alcune domande: 

1) Una guarigione assoluta, completa, perfetta come questa della Sala è possibile o probabile in casi clinici similari? 

2) Con quali mezzi terapeutici? 

3) In quanto tempo presumibile? 

Devesi coscienziosamente rispondere che non si è dato in  tali casi di assistere ad una guarigione assoluta, completa, perfetta, come è quella della Sala: che è possibile in taluni casi di  ottenere qualche miglioramento per alcuni disturbi con cure lunghe e protratte, ma i residui e le sequele di tale sindrome clinica  sono sempre immancabili e individuabili obbiettivamente.  Aggiungerò che i fattori suggestivi, sia autosuggestivi (indennizzo da riscuotere prima e indennizzo ottenuto poi, come ogni  altro fatto che può germinare e svolgersi nella psiche di malati di  tale sindrome morbosa), sia eterosuggestivi (fatti imprevisti  emotivi, interventi di psicoterapia, di ipnotizzazione, ecc.) hanno  sulla sindrome atopica da trauma cranico chiuso e sulle sue  sequele morbose nessuna possibilità di serio successo. 

È perciò che il caso clinico della Sala Anna va preso, a mio  avviso, in seria considerazione dal punto di vista delle guarigioni  improvvise e singolari" (v. pp. 129-130). 

Anche in questo caso, il Cazzamalli, nella relazione inviata al Cortesi l'11 dicembre 1944, non parla di guarigioni  improvvise e singolari, ma di guarigioni prodigiose. Tuttavia chi  legge queste pagine e le mette a confronto con la pagina 93  dello stesso libro, non può non notare una assoluta disparità di  giudizio, tanto da poter dire che al Cazzamalli non manca solo il  rigore scientifico, ma anche la logica, la coerenza. 

E veniamo al caso di Anna Villa. Il Cazzamalli scrive:  "Siamo di fronte con certezza ad un processo pottico della  colonna vertebrale, iniziatosi probabilmente durante la gravidanza del 1937, a carico inizialmente della XIIa vertebra dorsale e della prima lombare... Alla fine del 1943 e all'inizio del  1944 vi è altra ricaduta per cui si riduce a stare alzata dal letto  solo per circa un'ora e mezza al giorno, sostenuta dal busto in  alluminio e celluloide. Appena levava il busto doveva per  camminare appoggiare le mani sulle ginocchia, camminando  così curva per l'incapacità di reggersi. Alle Ghiaie di Bonate si  recò il 28 maggio (1944, n.d.r.) e, come sopra è riferito, colà  toltosi il busto si sentì dritta, sciolta nei movimenti della colonna  e liberata dal dolore. Tornata a casa portò il busto ancora  prudenzialmente nel giorno successivo e al terzo giorno dovette  abbandonarlo per sempre e venne poi sostituito da corsetto di  tela. Da allora riprese vita normale e nel luglio e nell'agosto  costatai che continuava tale stato normalissimo di vita da persona  assolutamente sana, che accudisce (come è il caso della paziente  che è donna sposa e madre) alle faccende tutte domestiche dalla  mattina di buon'ora alla sera, uscendo di casa, recandosi alla  chiesa di buon mattino, insomma considerandosi precisamente  come prima del 1937 e cioè quand'era in perfetto stato di salute. 

È evidente che le condizioni di salute della Villa nell'estate  1944 sono ottime e in manifesta contraddizione col reperto  radiografico precisamente di tale epoca. Il radiologo avanti di  procedere alla radiografia di controllo, e dopo aver presa visione  delle lastre precedenti che seguono il grave decorso della  malattia, ebbe a fare questa dichiarazione: "Se io troverò una  colonna vertebrale ripristinata normalmente, crederò al miracolo e mi farò frate". Un intelligente sacerdote mi aveva già  dichiarato che se radiologicamente si fosse trovato la colonna  vertebrale normale il miracolo sarebbe stato evidente. Mi sembra  che la questione sia mal posta, poiché se il reperto obbiettivo  radiologico mi dà un responso sempre più grave e la paziente sta  benissimo e vive normalmente penso che si deva essere tratti a  riflettere seriamente su quanto improvvisamente è avvenuto e poi  si è mantenuto e stabilizzato nelle condizioni di salute della  Villa. Se ad esempio ci trovassimo di fronte ad un cieco per  atrofia dei nervi ottici colla sintomatologia oftalmoscopica  corrispondente, che improvvisamente ricuperasse completamente  la vista restando invariato lo stato del "fundus oculi" dal lato  medico-biologico che dovremmo pensare? Dovremmo pensare  che poiché a tali condizioni dei nervi ottici e della retina  corrisponde totale o parziale cecità, saremmo di fronte ad un  fatto dal lato medico-scientifico inspiegabile... 

 

Se non ci fosse di mezzo il fatto "Bonate" clinici e radiologi, io penso, non potrebbero trattenersi dal fare alte meraviglie  sia sul benessere improvviso con ritorno della Villa ad una vita  normale, quale era quella ante malattia, sia sul contrasto fra tale  "status" improvvisamente delineatosi e il quadro radiografico  della colonna vertebrale. Se fra un anno il quadro radiografico  fosse stazionario o peggiorato e la Villa continuasse a stare  benissimo ed a vivere normalmente non vedo come potremmo in  coscienza medica sottrarci dal ritenere che un intervento prodigioso si è verificato a capovolgere i rapporti fra condizione  morbosa bene individuabile della colonna vertebrale e scomparsa  totale dei disturbi, che clinicamente dovrebbero di necessità e  immancabilmente corrispondere... Nel caso poi, che più qui ci  interessa, della Villa in relazione alle "apparizioni" di Bonate, i  dati di esame e di osservazione, offerti dalla clinica medica, dalla  radiologia, dalla neurologia, ammessa la necessità di protrarre  ulteriormente l'osservazione del caso, mi inducono però in coscienza a segnalare il caso della Villa come degno della  massima considerazione in rapporto a seria possibilità di  guarigione improvvisa e straordinaria, in quanto la Villa non solo  è stata sempre bene, ma ha partorito poi altro figlio normalmente  e senza alcuna conseguenza cattiva per la sua salute" (v. pp. 135138). 

Anche qui va notata la contraddizione tra quello che il  Cazzamalli afferma nell'appendice e quello che scrive nelle  pagine 94-95 del suo libro. Assistiamo ad un caso più unico che  raro, in cui l'autore confuta se stesso. 

Il Cazzamalli per spiegare le apparizioni di Ghiaie usa le  motivazioni del Locatelli e del Cortesi già dimostrate false e  adopera espressioni che padre Gemelli diceva di non capire perché non appartenevano al linguaggio dei cultori della scienza, ma  proprie dello spiritismo o metapsichica. Ed è proprio questa la  chiave d'interpretazione del Cazzamalli nel caso Ghiaie. Per  averne una dimostrazione basta vedere come tratta l'incontro di  Villa Anna con Padre Pio. 

Il Cazzamalli confonde il luogo di nascita di Padre Pio:  Pietrelcina (Benevento) con San Giovanni Rotondo (Foggia)  dove esercitava il suo ministero sacerdotale e là Villa Anna lo  incontrò. 

Il fenomeno dei profumi di Padre Pio, che molti percepivano anche a distanza, come nel caso della Villa, non era l'odore  della santità del santo religioso, perché la santità non ha alcun  odore, essendo una realtà puramente spirituale. Un tempo si  usava l'espressione "in odore di santità" per indicare la fama di  santità che una persona godeva presso i fedeli. 

La preghiera rivolta dalla Villa all'angelo custode non ha  nulla a che fare con la metapsichica di Cazzamalli e l'angelo  custode non si può nemmeno lontanamente paragonare al  "medium" delle sedute spiritiche. Villa Anna era una cattolica  che credeva nell'aiuto degli angeli custodi e nell'intercessione dei  santi. 

Il Cazzamalli, ad ogni guarigione che riporta nel suo libro,  ripete come un ritornello: non si tratta di un miracolo. È facile  rispondergli che questo giudizio non spetta a lui, ma alla competente autorità ecclesiastica, in primo luogo al vescovo della  diocesi. 

In conclusione, ci troviamo di fronte a tre tesi, a tre tentativi di spiegare le apparizioni di Ghiaie; il trucco inventato dal  parroco di Ghiaie don Cesare Vitali; l'inganno di Adelaide; il  sogno ad occhi aperti della piccola Roncalli. 

Locatelli, Cortesi, Cazzamalli usano gli stessi argomenti e  arrivano a conclusioni che si escludono a vicenda e ognuno critica l'altro, certo di avere trovato la soluzione giusta del problema. Ma qual è quella vera? Nessuna, perché hanno lavorato di  fantasia, hanno parlato di un'altra Adelaide, non di quella vera.  Hanno voluto trovare ragioni per negare la soprannaturalità delle  apparizioni di Ghiaie, nei difetti, nei limiti della bambina  Adelaide. E i contrari, i negatori delle apparizioni non hanno  manifestato i loro limiti e anche gravi? Chi di noi può dire di non  averne, soprattutto nel campo spirituale? E se poi guardiamo ai  frutti? Da una bambina bugiarda o allucinata o plagiata sono  derivate conversioni, guarigioni straordinarie, preghiere,  sacrifici, un bene immenso e dall'azione dei perfetti che cosa ne è  venuto? Lascio la risposta a chi vuole vedere. 

Severino Bortolan