sabato 28 marzo 2026

La messa alla prova della volontà dell’essere primo creato

 


La prova di volontà di Lucifero e degli esseri creati spiritualmente 


Una  volta è stato da Me creato un essere, che ora è diventato il Mio più acerrimo nemico ed avversario. Questo essere è pure proceduto dal Mio Amore, era stato esternato da Me come primo essere, perché volevo crearMi dei vasi, nei quali poter far influire il Mio Amore. Il Mio Amore era ultragrande e si voleva comunicare, e dato che la Mia Volontà era sufficiente, ho creato per Me una Immagine, un essere, che era oltremodo perfetto, attraverso il quale potevo irradiare con la Mia Forza d’Amore e che come Me doveva creare ed agire per la propria felicità. Io volevo donarMi, volevo trovare una risonanza per la Mia incommensurabile Pienezza di Luce e Forza, e quindi creare un essere, che poteva accogliere questa Corrente di’Amore, un essere, nel quale Io Stesso potevo riconoscerMi, che era la Mia Immagine.

E per questo essere era tutto il Mio Amore, lo rendevo felice ed in questa felicità ho trovato Io Stesso la Mia Felicità, stava nella più alta pienezza di potere e Forza, era il riflesso di Me Stesso, che come oltremodo perfetto portava in sé anche la stessa volontà e spinta al creare ed ora era con Me incomparabilmente beato. E questo essere si è affermato, la sua incommensurabile Forza lo spingeva al creare stessi esseri, usava la sua volontà e la Forza che gli affluiva da Me e faceva sempre di nuovo sorgere nuovi esseri, che erano come lui, sommamente perfetti, perché dalla Mia Forza d’Amore poteva sorgere solo qualcosa di perfetto e l’essere primo creato stava nella stessa volontà con Me, nella stessa Luce ed era unito con Me nel più profondo amore in modo, che la più alta Beatitudine colmava questo essere ed esprimeva sempre di nuovo la sua Beatitudine attraverso il creare esseri a lui simili. Era in uno stato che avrebbe potuto durare eternamente e che non è comunque rimasto così. Perché tutto il creato erano “opere” del Mio Amore. Era perfetto, perché da Me non poteva sorgere nulla di imperfetto. 

Il Mio Amore per l’essere primo creato era ultrapotente, ed anche il suo amore apparteneva a Me, Che riconosceva bene, ma Che non poteva contemplare. Io irradiavo costantemente questo essere con il Mio Amore, ma non lo costringevo di restituire a Me l’amore nella stessa misura. Avevo creato l’essere nella libera volontà, perché la libera volontà appartiene inevitabilmente alla perfezione. All’essere la Mia Volontà era visibile in ogni momento, era per così dire ancorata nella Mia Parola, attraverso la quale veniva stabilita la Comunicazione del Creatore con la Sua creatura. La “Parola” era il Pensiero diventato Forma, che irradiava nell’essere e che anche l’essere poteva corrispondere in modo, che ha avuto quindi luogo il più intimo scambio fra noi, che rendeva immensamente felice sia l’essere come anche Me. E quindi l’essere sapeva della Mia Volontà e nel suo amore sorse totalmente nella Mia Volontà. Ora volevo mettere alla prova il suo amore, doveva fornirMi la dimostrazione, che il suo amore per Me entrava nella totale libera volontà nella Mia Volontà, anche se poteva pensare e volere diversamente, perché come essere divino non era sottomesso a nessuna costrizione, perché solo l‘amore era l’unica cosa che lo avrebbe potuto determinare nell’orientamento della sua volontà. 

Il Mio primo essere creato aveva creato innumerevoli esseri simili dalla sua volontà sotto l’utilizzo della Mia Forza d’Amore che gli affluiva costantemente e la sua volontà era sempre in sintonia con la Mia, perché l’univa il più profondo amore con Me. E questi atti della creazione rendevano l’essere immensamente felice. Riceveva costantemente la Forza d’Amore e l’utilizzava costantemente nella Mia Volontà, finché non ho preteso da lui la decisione della sua volontà in tutta la libertà, cioè si rendeva conto, che poteva anche agire arbitrariamente, che non veniva ostacolato in nessun modo, perché non era sottomesso a nessuna limitazione, perché era un essere libero, che era unito con Me solo attraverso l’amore. E dato che l’essere era in grado di muovere in sé i Pensieri che gli affluivano da Me, la Mia Parola, e prenderne lui stesso posizione, gli era anche possibile osservarli negativamente, quindi mettere contro la sua libera volontà. E così si occupava anche con il pensiero che malgrado la sua altissima pienezza di Luce e Forza, malgrado la sua altissima perfezione, sarebbe sempre soltanto il ricevente di Forza, ma non la Fonte della Forza. 

La Mia Prova della volontà era di predisporvisi mentalmente, che il più alto spirito di Luce avrebbe davvero potuto sostenere, se il suo amore lo colmava talmente, che si sarebbe sottomesso nella libera volontà a Me come suo Creatore, ma questo non avrebbe mai diminuito la sua posizione di rango, perché il Mio Amore per lui era così grande, che non avrebbe mai dovuto percepire la dipendenza da Me. Ma attraverso la prova della volontà superata sarebbe ancora salito nella sua Beatitudine, nella sua perfezione, che ora non era più soltanto la Mia Opera, ma era anche dimostrato da lui stesso attraverso la propria volontà. 

Ma l’essere ha fallito. Lucifero, lo di spirito di Luce è diventato il Mio avversario. Non Mi poteva contemplare, ma ha visto l’esercito degli esseri da lui stesso chiamati in vita, e si rendeva conto della sua immensa Forza e questa consapevolezza lo ha fatto diventare arrogante. Si è sollevato e respingeva ogni ulteriore Irradiazione d’Amore da Parte Mia. Questo allontanamento da Me era un procedimento, che si estendeva su tempi eterni e che può essere rappresentato a voi uomini anche solo figurativamente, perché non vi possono essere spiegati comprensibilmente i motivi spirituali, finché dimorate sulla Terra. 

Avevo creato una Immagine a Mia Somiglianza che ha invertito sé stessa nel contrario e lo poteva anche fare, malgrado tutta la pienezza di Luce, perché era un essere totalmente libero che non era in nessun modo sottomesso a nessuna costrizione oppure limitato nel pensare e volere. Malgrado ciò la sua caduta e la caduta di innumerevoli esseri nell’abisso è la via per il più alto perfezionamento, perché crea la possibilità per la trasformazione in déi, che Io non potevo mai creare, perché questo lo doveva compiere la libera volontà dell’essere creato stesso. Il prodotto del Mio Amore si è allontanato da Me. Nella sua sostanza Ur stessa era amore che si è invertito, che non si donava più, ma desiderava possedere e che perciò contraddiceva totalmente il Mio Essere Ur. 

Ma era Forza d’Amore irradiata da Me, che deve inevitabilmente ritornare a Me secondo l’Ordine dall’Eternità. Ma dapprima l’essere si deve aver di nuovo cambiato e deve compiere questo cambiamento nella libera volontà. Ed ogni essere una volta caduto raggiungerà anche questa meta, benché per questo siano necessari anche delle Eternità. Anche l’essere primo creato che il Mio infinito Amore aveva esternato da Me, svolgerà pure su di sé questo cambiamento, e potrà entrare nelle più somme Magnificenze, di servire dapprima però a Me come polo opposto, perché aveva formato sé stesso in questo. Perché Mi serve anche il suo regno, anche lui stesso collabora, anche se inconsapevolmente, nel perfezionamento di tutto lo spirituale. 

Amen

5. dicembre 1961

IL PURGATORIO NELLA RIVELAZIONE DEI SANTI

 


Finiremo col raccontare la storia di un'anima, che dovette lungamente aspettare il giorno in cui finisse per lei la dura prova della privazione di Dio, e la citeremo per disteso affin di far conoscere i sentimenti interni dai quali sono animate quelle infelici. Possano i loro ardori di carità riscaldare il nostro cuore di ghiaccio, che nel tempo di questo misero esilio non sa comprendere che cosa sia aver fame e sete insaziabile di Dio.

 Il giorno di tutti i Santi una giovane di rara pietà e modestia vide comparirsi dinanzi l'anima d'una dama di sua conoscenza, morta poco tempo prima, la quale le fece conoscere com'ella soffrisse bensì la sola pena della privazione di Dio, ma che questa privazione era per lei così intensa, che le procurava un tormento intollerabile. In tale stato le si fece vedere più volte e quasi sempre in chiesa, poiché non potendo contemplar Dio faccia a faccia nel cielo, cercava di trovar compenso contemplandolo almeno sotto le specie eucaristiche. Sarebbe impossibile riferire a parole con che slancio di adorazione e con che umile rispetto rimanesse quell'anima davanti alla sacra Ostia. Quando assisteva al divin Sacrificio, nel momento dell'elevazione il suo volto si illuminava in tal modo, che si sarebbe detta un serafino; del che stupita la giovinetta, dichiarava di non aver mai visto spettacolo più bello. Ogni volta che questa si comunicava, l'anima della matrona l'accompagnava alla sacra mensa e rimaneva poi accanto a lei per tutto il tempo del ringraziamento, quasi volesse partecipare alla sua felicità e godere anch'essa della presenza di Gesù.  Le compariva ordinariamente vestita di bianco e con un lungo rosario in mano, in segno della sua divozione verso la Regina del cielo. Un giorno la pia fanciulla insieme con altre compagne, dopo aver decorato piamente l'altare della Vergine, s'inginocchiò con loro e propose che baciando i piedi della statua, tutte l'abbracciassero due volte, una per loro stesse, l'altra per la defunta amica. Il che fatto, ecco venir questa tutta ilare e festosa à ringraziarla con indicibile affetto: che anzi in quel giorno le confidò come avendo una volta fatto voto di far celebrare tre Messe all'altare della SS. Vergine e non avendo poi potuto adempierlo, questo debito sacro non soddisfatto aumentava la sua pena, e poiché la pregò di adempierlo in vece sua, - cosa che la fanciulla fece subito - le apparve di nuovo tutta giuliva per ringraziarla, e in ricompensa della sua carità la consigliò a non far voti giammai, senza essere decisa a compierli all'istante, poiché la giustizia di Dio su questo punto è inesorabile. - L'esortava poi sempre ad una tenera divozione verso la Vergine, e specialmente al ricordo dei dolori da lei sofferti sul Calvario, e le inculcava di salutarne l'effigie colle tre invocazioni delle Litanie, Mater admirabilis, Consolatrix Afflictorum, Regina Sanctorum omnium; e diceva che più vivo è il nostro amore in vita verso questa buona Madre, e più efficace sarà la sua assistenza nel finale giudizio. - La consigliava pure ad una gran carità e compassione verso le povere anime del Purgatorio, per le quali voleva che offrisse tutte le sue preghiere, penitenze e buone opere. - Un giorno in cui la pia giovinetta, docile a' suoi consigli, recitava colle braccia aperte cinque Pater ed Ave pei defunti, quell'anima accorse a sostenerle le braccia già stanche e ad aiutarla nella sua preghiera. - Un altro giorno mentre in chiesa le parlava, avendo inteso suonare il campanello dell'elevazione, corse tosto all'altare dove si celebrava il divin Sacrificio, e colla faccia a terra si pose ad adorare nostro Signore con profondo rispetto. Ogni volta che avesse pronunziato o inteso pronunziare i santi nomi di Gesù e di Maria, ella chinava il capo con angelico raccoglimento. - Passavano però in tal modo giorni e mesi, e malgrado i suoi ardenti desiderii e le preghiere dell'amica, quell'anima santa non veniva ammessa ancora alla contemplazione immediata di Dio. Finalmente il tre dicembre, festa di S. Francesco Saverio, la giovinetta dovendo andare a comunicarsi nella chiesa dei Padri Gesuiti, invitò la defunta a seguirla e questa, fedele all'invito, l'accompagnò alla sacra mensa e rimase vicino a lei per tutto il tempo del ringraziamento che fu molto lungo, dopo del quale affettuosamente ringraziandola, le annunziò che la sua prova era finita. L'otto dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, le riapparve un'altra volta, ma sfolgorante già di tal luce che l'amica non poteva fissare su di lei lo sguardo. Finalmente il 10 dicembre, mentre si celebrava la santa Messa, la vide, fra splendori assai più intensi e sublimi, avvicinarsi all'altare genuflettendo, e dopo averla ringraziata un'ultima volta delle preghiere da lei fatte, salire al cielo in compagnia del suo Angelo custode.

Sac. Luigi Carnino,

Lottate, non siete soli, poiché il mio braccio vi sostiene e la mia benedizione viene a voi.

 


Messaggio di Gesù a Gisella del 24 marzo 2026


Fratelli miei,
sappiate che la tentazione non è una rovina se l’uomo umilmente sta presso il Padre e gli chiede di non permettere che Satana, il mondo e la carne trionfino su di lui. Ricordate che le corone dei beati sono ornate delle gemme delle tentazioni vinte. Non cercatele, ma non siate vili quando esse arrivano. Umili, e perciò forti, gridate al Padre mio e vostro: “Liberaci dal male” e vincerete il male. E santificherete veramente il Nome di Dio con le vostre azioni, come ho detto in principio, perché ogni uomo vedendovi dirà: “Dio c è, perché tanto perfetto è il loro comportamento” e a Dio torneranno, moltiplicando i cittadini del Regno di Dio. Figli, quindi non abbiate paura delle tentazioni, ma siano per voi come delle benedizioni. Questo vi indurrà a riflettere e scegliere; lottate, non siete soli, poiché il mio braccio vi sostiene e la mia benedizione viene a voi.
Il vostro Maestro.


Commento al messaggio:
Oggi Gesù viene a noi come Maestro, per presentarci un grande insegnamento: le tentazioni sono occasioni per santificarci.
La tentazione in sé non è peccato, ma lo diventa se cediamo ad essa.
Gesù sottolinea due armi importanti per vincerla ed acquisire meriti davanti al Padre:
– l’umiltà, che è quella forza interiore tanto detestata dal Demonio;
– l’invocazione a Dio: “liberaci dal male!”.
Se ci comportiamo così saremo di esempio anche per chi ci è vicino e ci osserva: non solo diventeremo motivo di glorificazione per il nome di Dio, ma porteremo a Lui altre anime. In questa lotta e in questo cammino quaresimale, il Maestro ci ricorda ancora una volta che non siamo soli, ma possiamo sentirci al sicuro grazie al Suo sostegno e alla sua benedizione.

VITA DI SAN CARLO BORROMEO

 


Erige l'Almo Collegio Borromeo nella città di Pavia. a. 1562.  

Si è narrato di sopra come san Carlo, mentre studiava in Pavia, ebbe pensiero di fondare un Collegio di giovani studenti di quella città per l'inclinazione grande che aveva agli studi e desiderio di favorirli, ed aiutare insieme molti poveri giovani di buona indole inclinati alle lettere, i quali per la loro povertà restavano impediti di potere studiare. Avendolo poi Dio favorito della dignità cardinalizia e trovandosi egli nipote del Papa con molta autorità e potere,  si sentì tanto più accrescere questo pensiero, quanto maggiormente ardeva in lui la carità verso i poveri e si accendeva lo zelo del bene e della salute delle anime. Però considerando egli come gli studenti si partono di sotto la disciplina de' parenti loro, e restano abbandonati di buon governo nell'età più pericolosa e bisognosa di aiuto, dal che ne nasce poi la vita licenziosa, le dissolutezze e mali influiti, pensò che sarebbe stato gran bene l'erigere questo collegio; poiché provvedendoli di buon governo e di regole e di perfetta disciplina, non solo avrebbe favorito gli studi delle lettere ed aiutati tanti buoni ingegni poveri all'acquisto delle scienze, ma (ciò che più assai importa) si sariano allevati nel timor di Dio e ne' buoni costumi cristiani, e l'esempio di questi saria stato di gran servizio a tutti gli altri di quel pubblico studio. Per cui conferì egli questo disegno col Sommo Pontefice con sì bella maniera che gli piacque sommamente, ricevendo Sua Santità molta consolazione nel vedere un così gran desiderio del pubblico bene negli anni giovanili del caro nipote, e gli promise ogni necessaria autorità ed aiuto dalla parte sua.  

Stabilito il pensiero, senza porvi alcuna dimora fece fare un disegno d'una nuova e magnifica fabbrica, volendo che si fondasse nel proprio sito delle sue antiche case Borromee in Pavia; e operò che Sua Santità gli applicasse alcune entrate ecclesiastiche per il mantenimento temporale di esso collegio, volendo che questi giovani studenti avessero dal collegio tutti i bisogni pertinenti al vitto corporale; ed insieme ebbe facoltà di poter fare tutte le leggi, statuti ed ordinazioni necessarie per il buon governo suo ed amministrazione de' beni temprali secondo il beneplacito di lui. E siccome egli ardeva di desiderio di veder tosto perfetta questa opera così importante per benefizio pubblico; così fece sollecitare la disegnata fabbrica, la quale fra alcuni anni si vide finita con tanta magnificenza che è giudicata delle prime d'Italia. Volendo il cardinale che il collegio fosse sotto la protezione di santa Giustina vergine e martire, dedicò a lei l'oratorio interiore del collegio, avendola per particolare avvocata e padrona la casa  Borromea, per essere stata figliuola di Vitaliano principe di Padova, dal quale si dice che questa nobilissima famiglia ha avuto origine (1).  

 Ridotto il materiale edifizio a termine da potersi abitare, fece egli dar principio al collegio con buon numero di giovani studenti ma però convittori, spendendosi l'entrata nel finimento della fabbrica; fra i quali volle che vi fosse il conte Federico Borromeo suo cugino, figliuolo del conte Giulio Cesare, che fu fratello del conte Giberto suo padre, ora cardinale di Santa Chiesa e meritissimo suo successore nel governo della Chiesa di Milano e imitatore delle di lui virtù, del quale si parlerà in un altro luogo.  

 A questo secondo cardinale Borromeo è restata l'amministrazione del collegio; come anche toccò a lui a darvi il primo principio e la forma di collegio di giovani che godono di tutti i suoi privilegi, conforme agli ordini della sua fondazione: il che seguì circa due anni dopo la morte di san Carlo. Avendo parimente fatte stabilire le costituzioni per il suo governo, secondo l'intenzione del Santo fondatore, con l'approvazione e confermazione della Santa Sede Apostolica per una bolla di Sisto V; volendo s. Carlo che il governo interiore di esso collegio stii appoggiato alla Veneranda Congregazione degli Oblati, siccome ella ha similmente la cura degli altri collegi e seminari da lui fondati. E non è restato punto defraudato de' suoi alti pensieri e santi disegni che egli avea di aiutare molti giovani nel modo sopra narrato; poiché si vive in quel collegio con una perfettissima disciplina non meno che in uno studio di osservanti regolari. E ne riescono continuamente soggetti di rara qualità così nelle lettere, come nella bontà della vita a benefizio di tutta l'Italia; essendo che il benedetto fondatore volle che vi si accettassero non solo milanesi, ma ancora di altre nazioni per comunicare questo bene a molte parti, mosso dal desiderio che egli aveva di giovare a tutti.  


DESIDERIO DI UN FIGLIO

 


Dio Padre, da cui ogni paternità proviene, rendici partecipi di questa tua divina prerogativa, così che possiamo vedere nella creatura che ci manderai, un segno più vivo della tua presenza nella nostra casa. Benedici il nostro amore, perché sia fecondo e domani si levi, con la nostra, un'altra voce a lodarti, un altro cuore ad amarti, un'altra vita, che ti renda testimonianza. Amen.



TUTTA LA TERRA È APPESA A UN FILO…

 


MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
A LUZ DE MARIA

27 MARZO 2025


Amati figli:


IL MIO SACRO CUORE ARDE D’AMORE PER CIASCUNO DI VOI.


In questo momento così cupo che state vivendo come umanità, sono molti quelli che vanno avanti senza interessarsi della realtà che vi sta portando, giorno dopo giorno, nella Grande Purificazione. (1)

 

La grande maggioranza delle persone rimane immersa in quello che è immediato, che è fugace e mondano, sono ciechi e non hanno compreso gli Appelli della Mia Casa.
Vedono i loro fratelli soffrire e questo non tocca né il loro cuore né la loro mente, non pensano che questa sofferenza potrebbe diventare di tutti, in un istante.

 

STATE PER COMMEMORARE LA MIA DOLOROSA PASSIONE.


Quanti di voi si destreggiano tra le date per proseguire nel peccato, dimenticandosi che Io arriverò come un ladro nella notte!


Quanti attendono queste festività per andarsene in vacanza!

 

E IO MI ASPETTEREI DAI MIEI FIGLI LA PREGHIERA, LA CONFESSIONE, UN VERO PENTIMENTO, LA VERA PRESA DI COSCIENZA CHE I MIEI FIGLI DEVONO COMPORTARSI ED AGIRE IN MODO DIVERSO DA QUELLO MONDANO.


Io soffro per ciascuno di voi, per coloro che non accettano di confessare i loro peccati e che non si pentono di offendermi…
E quando vedrete risplendere in cielo, su tutta la terra, due corpi celesti, saprete che sarà giunta l’Illuminazione della coscienza. (2)

 

Io soffro per gli innocenti che sono vittime della guerra e dell’odio tra le nazioni e tra i popoli…

 

Io soffro per le molte calunnie tra fratelli…

 

Figli Miei:

 

Vi trovate in grave pericolo, non solo per quello che sta succedendo in Medio Oriente, ma per i terremoti sui quali vi ho avvertito (3), così come per la natura che vi colpirà duramente e per la malattia presente in alcuni paesi.
La guerra porterà gravi disastri, figli Miei.

 

TUTTA LA TERRA È APPESA A UN FILO…
VOI LO SAPETE, PERCHÈ GUARDATE AL DI LÀ DI QUELLO CHE AVETE SOTTO GLI OCCHI.


Ho dei figli che si sono svegliati spiritualmente e che sanno cos’è che li allontana dalla comunione con Me, ma altri non rispondono e questi Miei figli stolti, patiranno.

 

LA MIA CASA CONTINUA AD ESSERE CON CIASCUNO DI VOI, LE PORTE SONO APERTE PERCHÈ RITORNIATE, SI TRATTA DELLA VOSTRA SALVEZZA. 


Venite a Me, perché Io vi amo e vi guarderò come la prima volta che veniste a Me.

 

Mia Madre vi accompagna, assieme ai Miei Arcangeli.
Non temete, Io sono con ciascuno di voi.

 

Vi amo.

Il vostro Gesù


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Sulla Fine dei Tempi e sulla Grande Purificazione, leggere…
(2) Sul Grande Avvertimento, leggere…
(3) Sui terremoti, leggere…
(4) Sulle malattie, leggere…

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA


 Fratelli:

 

Ho avuto una visione che desidero condividere con voi.

 

Nostro Signore mi ha fatto vedere la terra e ho visto che in vari punti sembrava ci fossero degli incendi e quasi sentivo il calore che emanava da questi luoghi.


A causa del grande calore, ho visto moltissimi fratelli uscire dalle loro case e correre, seguendo una moltitudine che camminava senza sapere dove stava andando.

 

A quel punto Nostro Signore mi ha detto:

 

Amata figlia, guarda a quale punto è giunto l’uomo… questo succede quando si vive senza di Me e Io vengo rifiutato.


In quel momento ho visto un Angelo che diceva ai fratelli che stavano correndo:

 

Aspettate, non andate via, rimanete qui, prima salvate l’anima, io sono qui per proteggervi, ascoltatemi.


Ma l’Angelo non veniva ascoltato e allora il Nostro Re e Signore Gesù Cristo, mi ha detto:

 

Questa è la strada che hanno intrapreso i Miei figli, si sono dimenticati che Io non permetterò che l’uomo distrugga la Creazione, per questo interverrò in modo drastico.


E mentre mi stava guardando, il Nostro Re è scomparso alla Mia vista.

 

Amen.


Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


È proibito andare a pregare a Ghiaie? 

Dopo quanto ho scritto appare chiaro che non è proibito  andare a pregare. Che sia lecito pregare a Ghiaie, lo dimostra  anche il fatto che mons. Adriano Bernareggi, il 27 luglio 1944,  andò sul luogo delle apparizioni a pregare, accompagnato dal  fratello Domenico, vescovo ausiliare di Milano. 

Il suo successore monsignor Giuseppe Piazzi, nel 1958,  nell'occasione della visita pastorale, compiuta nella parrocchia  di Ghiaie, andò a pregare davanti alla cappella delle apparizioni,  spiegando il suo gesto col dire che la cappella è stata fatta  costruire da monsignor A. Bernareggi, e in essa c'è un Crocifisso. 

Le lettere di monsignor C. Gaddi 

Nel trentesimo anniversario delle apparizioni, fu presentata  dal sig. G. Cortinovis, a monsignor Clemente Gaddi, vescovo di  Bergamo, una petizione accompagnata da circa 7.000 firme di  fedeli, i quali manifestavano il desiderio di pregare col consenso  del vescovo, sul luogo, dove essi pensavano fosse apparsa la  Vergine Maria. 
Monsignor Gaddi, il 18 marzo 1974, rispose a G. Cortinovis con una lettera in cui diceva: "... La preghiera privata fatta  sul posto non può essere da me impedita" (v. G. Cortinovis e  collaboratori, Le apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate  nel 1944, II ristampa 1984, p. 4). 
Monsignor Clemente Gaddi, sempre il 18 marzo 1974, in  un'altra lettera inviata al parroco don Italo Duci, tra l'altro, scriveva: "Con il sig. Cortinovis, persona molto a modo e per niente  affatto esagerata o fanatica, ebbi un lungo colloquio. Gli dissi -e  lo pregai di ripeterlo ai suoi amici - che non potrò riaprire il  processo se non sarò in presenza di elementi nuovi, seri e gravi; che rimangono in vigore le disposizioni date da monsignor Bernareggi e confermate da monsignor Piazzi e da me; che sono  sempre proibite alla Cappella sia la celebrazione della S. Messa,  sia ogni formale funzione liturgica, sia l'esposizione dell'immagine del pittore Galizzi; aggiunsi però che non posso né proibire, né impedire che persone singole o gruppi di persone si  rechino sul posto a pregare la Madonna". 

Dopo parole e fatti così chiari, c'è ancora qualcuno che si  attarda a dire ai fedeli di non andare a pregare a Ghiaie perché è  proibito, e quindi, chi ci va fa un peccato di disobbedienza. 

Tutti hanno l'obbligo di non turbare la coscienza dei piccoli, delle persone semplici con notizie false e la disinformazione. 

Severino Bortolan 

giovedì 26 marzo 2026

“Il Mio Regno non è di questo mondo.... ”

 


Il Regno di Dio non è di questo mondo


Il  Mio Regno non è di questo mondo. Così tutto ciò che deve portare o contribuire al raggiungimento del Mio Regno, non deve essere del genere mondano, ma potrà avere soltanto l’impronta spirituale. Le Mie Parole che ho pronunciato sulla Terra, sono da intendere solo spiritualmente e seguire la Mia Parola deve avere l’effetto spirituale, come deve anche soltanto essere manifestato in modo che ogni azione sia sempre la spinta del cuore, cioè i moti interiori soltanto sono determinanti, fin dove l’uomo prende possesso del Mio Regno. Né degli usi mondani possono aumentare il diritto al Mio Regno, né l’aiuto fattivo, che viene dimostrato al prossimo senza che vi partecipi il cuore. Il Mio Regno non è di questo mondo. Credete forse, che Io esiga delle azioni mondane o simboliche, per rendervi accessibile questo Mio Regno? Credete voi, che Io possa avere piacere nelle esteriorità che sono piuttosto un pericolo, perché con ciò si appiattiscono nell’uomo dei moti profondamente interiori, ma che le esteriorità distraggono ed alla fine trovano soltanto ancora considerazione? Attraverso la Mia Parola non ho davvero dato nessuno stimolo a questo, ma agli uomini non bastava il legame interiore con Me, con il quale giungono ad una maturità superiore dell’anima e quindi possono impossessarsi del Mio Regno già sulla Terra, ma mettevano gran valore nell’adempimento di certi usi, che per la conquista del Mio Regno sono comunque totalmente inutili. Chi osserva i Miei Comandamenti, chi Mi ama sopra tutto ed il prossimo come sé stesso, può chiamarsi anche con ragione un aspirante al Mio Regno. Ma non è mai possibile conquistare questo, se i Miei Comandamenti non vengono osservati. Ma quante volte Mi manca che seguiate il Mio Comandamento dell’amore presso coloro che si attengono strettamente alle esteriorità, che si attengono strettamente ai comandamenti che da parte umana sono stati aggiunti al Mio Comandamento dell’amore. Quanto precisamente viene osservato intimamente ciò che degli uomini impongono ai prossimi, ma Io non vi bado, finché non ne è partecipe l’anima, benché conosca anche la volontà di coloro che sono nella fede di servire Me con questo, perché a loro non era stata ancora portata la Verità. Ma è la Mia Volontà, che la Verità penetri e respinga ciò che la contraddice. La Mia Volontà perciò è che si adoperi per la Verità colui che la riceve da Me. La Mia Volontà è che l’errore venga marchiato, che vengano istruiti gli uomini che si trovano ancora nel pensare errato, che sia dato il Chiarimento a coloro che sono Miei servitori sulla Terra, che ho scelto per diffondere la Verità, che ascoltano la Mia Parola e di conseguenza vengono istruiti da Me Stesso nella pura Verità. Perché si tratta dello sviluppo più rapido dell’anima. Avete ancora solo poco tempo e potete comunque conquistare un notevole vantaggio, se vivete secondo la Mia Volontà, lasciando tutta l’esteriorità e lavorando intensamente sulla vostra anima, appena mettete alla base di tutto il pensare, parlare ed agire il Mio Comandamento dell’amore ed accogliete la Mia Parola, ovunque questa vi venga offerta. Sentire la Mia Parola è urgentemente necessario e dove vi viene offerta, là riceverete anche la Benedizione, se la vostra anima ne ha fame e sete. E dovete sentire la Mia Parola, per via della Mia Parola dovete cercare il luogo, dove vi viene trasmessa, se non venite istruiti direttamente da Me o vi viene guidata la Mia Parola tramite i Miei servitori. Non dovete sentirvi per nulla legato a delle leggi che non hanno la loro origine in Me, perché il Legislatore dall’Eternità Sono Io, e la Mia Legge dall’Eternità è: AmaMi sopra tutto ed ama il prossimo come te stesso. Allora conquisterete sicuramente il Mio Regno che non è di questo mondo.

Amen

12 novembre 1947

GESÙ HA SVELATO DOVE SI TROVA IL TRONO DI SATANA SULLA TERRA (FA PAURA)


 

“Chiamami”

 


12 Marzo 2026

Gesù. “Chiamami”

(Questo messaggio è stato dettato a Suor Amapola in spagnolo, e questa è la sua traduzione in inglese.       

Nota: Ho percepito che questo Messaggio è una chiamata e un invito rivolto a tutte le anime create dal Padre, e in particolare a coloro che ancora non conoscono Gesù, o non hanno ancora voluto riconoscerlo o rispondergli. Ho anche percepito che era importante includere in questo Messaggio l'immagine del Suo volto (come appare sulla Sindone di Torino).       


Scrivi.

Parla la Parola Eterna, la Parola vivente del Padre,
Colui che È, che Era e che Viene.

Ascoltate, o nazioni tutte. Prestate attenzione, o popoli tutti.
Alzate lo sguardo al cielo e contemplate il Mio Volto.
Il Volto del vostro Dio.
Il Volto del vostro Salvatore.
Il Volto di Colui che vi ama in verità.

Siete avvolti da guerre, sanguinose persecuzioni e persecuzioni morali. Vivete nel miasma del peccato, vostro e altrui; vivete la sottomissione all'immoralità e il rifiuto di Dio; e vivete la continua oppressione dell'odio e dell'invidia di Satana e dei suoi seguaci.

GUARDA IN ALTO VERSO L'ALTO. GUARDA IN ALTO VERSO IL CIELO.

Ascoltate Colui che pronuncia parole di verità e di speranza.

So quante bugie ti circondano.

Ma la Mia Parola è SEMPRE la stessa: piena di Luce, Vita, Forza; chiara, pura, piena di vigore.

Hai bisogno della VERITÀ. Hai bisogno della Mia Parola. HAI BISOGNO DI ME– la Parola VIVENTE del Padre.

Nella VERITÀ si trovano Misericordia e Giustizia. Tu brami entrambe. Vedi il mondo e tutti coloro che lo abitano, e cosa vedi? Anime ferite, anime avvolte dal male, anime disilluse, anime che HANNO FAME E SETE di GIUSTIZIA – la VERA ED ETERNA GIUSTIZIA.

E dopo aver cercato questa Vera Giustizia e Misericordia in ogni direzione, cosa trovi? Più disillusione, più dolore, più disperazione.

Figli miei, questa non è una tappa qualsiasi della vostra storia, della storia della Creazione. Quest'Ora è UNICA. Ed è IMMENSA. Non potete comprendere tutto ciò che questo TEMPO contiene.

Come la superbia di Satana raggiunse il suo culmine quando Mi rigettò, e nella sua ribellione trascinò con sé una moltitudine di Angeli, così ora la superbia dell'uomo unita alla superbia di Satana ha raggiunto il suo culmine.

E ancora oggi, quanti , quanti ! vengono trascinati da questo fiume di sporcizia che cerca di distruggere e contaminare tutto ciò che è Mio.

Satana contempla la sua opera di distruzione e sorride. Il suo odio lo acceca a tal punto che non vede avvicinarsi l'ora della sua [propria] distruzione.

Figli, anime tutte, disperse nel mondo, create dal Padre Mio, alzate gli occhi e contemplate il Mio Volto e ascoltatemi. Dite il Mio Nome: GESÙ.

Ogni santo e puro desiderio, ogni movimento del tuo cuore che ti conduce alla bontà, all'umiltà, alla castità, alla generosità, al perdono, all'aiuto dei bisognosi nel corpo e nell'anima; ogni anelito della tua anima a qualcosa di "più", la sete e la fame che hai di Amore, di vero Amore; tutto questo ha la sua fonte e origine in ME. Sono le Mie chiamate alla tua anima affinché tu possa elevare lo sguardo e smettere di contemplare ciò che è sporco, corrotto, pieno di invidia e arroganza, di odio e immoralità; tutto ciò che spegne la tua anima, tutto ciò che la lega e la tiene prigioniera; tutto ciò che ti unisce alle tenebre, all'orgoglio e alla MANCANZA DI FEDE.

Questa è l'oppressione sotto la quale vivete e dalla quale desidero liberarvi.

Ma voi, figli miei, dovete guardare a Me.

Devi ricevermi e invocarmi dal profondo della tua anima, dalla parte più intima del tuo essere, dove desidero dimorare e dove hai bisogno di me.

CHIAMAMI. GUARDAMI. DI' IL MIO NOME.

Dillo con amore, per coprire l'odio e il disprezzo con cui altri lo dicono.

Contempla il Mio Vero Volto, che ti mostra le ferite e il Sangue che ho versato per salvarti.

Solo in ME troverai riposo, riposo fisico, riposo morale e il riposo per la tua anima che tanto desideri.

Solo in ME è la vera PACE che nasce dall'obbedienza ai precetti del Padre mio – i santi precetti che dureranno quanto il tempo stesso. 1

Anelate a una vita appagante, ma IO SONO la Pienezza eterna delle vostre vite.

Solo in ME c'è ogni pienezza.

Perché l'ho ottenuta per voi con la Mia Incarnazione, con ogni Parola e gesto della Mia vita, con ogni istante della Mia Passione, dell'Agonia e della Morte in Croce, e con la Mia Risurrezione, dopo aver gustato ogni dolore e ogni angoscia PER VOI.

PER CIASCUNO DI VOI.

AFFINCHÉ CIASCUNO DI VOI, lavato e purificato dal Mio Sangue e dalle sante lacrime di Mia Madre, potesse ritornare alla CASA del PADRE, al SUO CUORE, e godere del Suo Amore – come Io lo godo – per tutta l'eternità. 2

Non rifiutate questo dono, figli miei.

Non rifiutarmi. 3

Non rifiutare l'UNICO che ti dona la VERITÀ, l'UNICO che ti dà da bere la VITA ETERNA, l'UNICO che ha SOFFERTO TUTTO PER TE.

Non c'è altro salvatore, figli miei. IO SONO IL SALVATORE. 4

Non esiste altra verità. IO SONO LA VERITÀ.

Non c'è altra luce. IO SONO LA LUCE.

Non c'è altra speranza. IO SONO LA SPERANZA di tutte le anime.

Non esiste altro modo per raggiungere la vita eterna.

IO SONO L'UNICA VIA.

Io sono . Non ce n'è un altro.

VIENI DA ME.

Venite a me finché potete venire di vostra spontanea volontà.

Si avvicinano il giorno e l'ora in cui ogni anima sarà condotta davanti al Mio Trono di Giustizia in vita, e in quell'Ora, chi potrà resistere alla Luce della Verità? 5

Venite a me ora , figli miei.

TI ASPETTO. TI CHIAMO. SENZA SMETTERLA.

Portatemi i vostri cuori pieni di dubbi, di paura, pieni di ferite, di peccati, di desideri.

IO SONO IL MEDICO DELLE VOSTRE ANIME.

IO SONO la tua GUARIGIONE.

IO SONO LA VOSTRA LIBERAZIONE DALLE CATENE DEL PECCATO.

IO SONO LA VITA .

E DESIDERO DONARTI LA PIENEZZA DI QUESTA VITA.

Ma voi dovete venire a me con fede.

VENITE A ME, BAMBINI.

SOLO IO POSSO SODDISFARTI, SOLO IO POSSO COLMARE IL TUO VUOTO.

SOLO IO, CHE TI CONOSCO, CHE VEDO E SO TUTTO CIÒ CHE PORTATE NEL VOSTRO CUORE.

LASCIATE CHE I MORTI SEPPELLISCANO I LORO MORTI; VOI VENITE E SEGUITEMI. 6

Nessuno che venga a Me con cuore sincero viene respinto.

Ognuno di voi ha un posto nel Mio Cuore. Ognuno di voi ha una missione da compiere.

Vieni da me e te lo mostrerò.

Il tuo Dio ti chiama.

Il tuo Dio ti aspetta.

L'Unico Dio – UNO E TRINO – Sovrano su tutto, il Creatore di tutto ciò che esiste, il Redentore, il Santificatore e il Vivificatore.

NON CE N'È ALTRO.

Venite alla verità.

Ritornate a Colui che vi ha creato, affinché possiate vivere nell'Amore per tutta l'eternità.


VENITE.

AMEN.

Io, Gesù,

Il Verbo Eterno, il Verbo Unigenito del Padre,
il Verbo Incarnato
nel Purissimo Grembo di Maria Santissima e Purissima,
tua Redentrice e Salvatrice,

ti ha parlato.

Amen.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Un divieto incomprensibile

La proibizione di ogni forma di devozione alla Madonna,  venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate, con cui si chiude  l'atto vescovile, è in contrasto col non consta dell'atto stesso.  Infatti, non consta, come ho già scritto, vuol dire: non è sicuro,  non ci sono prove sufficienti, mentre il divieto di ogni forma di  devozione implica la certezza della falsità delle apparizioni. Se  non consta vuol dire che le apparizioni sono probabili, solo per  questa probabilità si poteva permettere il culto sul luogo delle  apparizioni, come consigliava monsignor Giovanni Della  Cioppa. Si è fatto esattamente il contrario. Anzi, non solo sono  stati tolti gli ex-voto dalla cappella, ma fu rimossa perfino la  statua della Madonna di Lourdes dall'altare maggiore della  chiesa parrocchiale, perché, scriveva in una lettera monsignor  Magoni al parroco don Cesare Vitali, poteva favorire il perdurare di un'atmosfera non confacente al periodo di studio e di  esame dei noti fatti successi costì" (v. A. Ballini, Una fosca congiura  contro la storia, p. 163). 
Questi provvedimenti furono presi quando era ancora in corso l'inchiesta, senza aspettarne la conclusione. 

Un giudizio che lascia molti dubbi 

Da quanto è stato scritto, sulla base di una più che sufficiente documentazione, appare: 

1. Il vescovo monsignor A. Bernareggi si è fondato sulle conclusioni della commissione teologica, per il suo giudizio  sulle apparizioni di Ghiaie; 

2. La commissione teologica si è lasciata guidare nel suo lavoro dall'indagine del prof. Don Luigi Cortesi; 

3. Tale indagine è stata dal predetto professore assunta  arbitrariamente e condotta senza alcuna garanzia di legalità.  Da queste premesse si possono trarre alcune deduzioni: 

a) il giudizio del vescovo di Bergamo lascia molti dubbi, perché alla fine si fonda su una indagine non attendibile; 

b) si impone un processo regolare; 

c) dato che quello del 1947 non si può ritenere un processo canonico, come scriveva monsignor Pietro Carrara, vicario generale del vescovo A. Bernareggi, si faccia un vero processo. 

Moltissimi fedeli aspettano che sia fatta piena luce sulle apparizioni di Ghiaie. La giustizia soprattutto richiede che sia  riparato un grave torto fatto ad una innocente. 
Bastano questi motivi per avviare un processo che porti a giusta soluzione l'annosa questione. Non si dica che per riaprire  il processo occorrono fatti nuovi. Quali sono i fatti nuovi capaci  di provocare la riapertura del processo, se i frutti spirituali non  sono presi in considerazione, e le guarigioni fisiche straordinarie  sono viste come premio alla buona fede di chi invoca la Vergine  a Ghiaie? Non sui fatti nuovi dovrà essere dato il giudizio, ma su  quelli del maggio 1944, che non sono stati ancora esaminati in  conformità alle leggi canoniche e civili. 

Severino Bortolan