lunedì 27 luglio 2026

Uno stesso spirito.

 

IL CUORE DI GESÙ AL MONDO 

(La piccola via d’amore di suor Consolata Betrone)


 «Storia di un'anima»


Suor Consolata ebbe doni straordinari, come visioni e locuzioni divine, ma a parte il fatto che anche nella vita di santa Teresina lo straordinario non manca, va osservato che si tratta di doni gratuiti che l'anima non può rifiutare, come pure non deve cercarli; le basta non esservi attaccata oltre il conveniente e dare ad essi il giusto valòre in ordine alla propria santificazione. Così fece suor Consolata: fino a che ne fu favorita, se ne senti profondamente indegna e umiliata; quando poi ne fu privata, non si alterò e tanto meno indietreggiò di un pollice nell'eroica fedeltà alla grazia. Riscontriamo, invece, nella sua vita tutti i caratteri dell'infanzia d'amore. spirituale, primo e il più essenziale: la vita. Sarà bene riportare qui alcuni pensieri di santa Teresina al riguardo: « [Gesù] non ha affatto bisogno delle nostre opere, ma solamente del nostro amore... Ciò che [il cuore d'un bambino piccolo] chiede è Amore!.. Egli sa una cosa sola: amarti, o Gesù!... Le opere clamorose gli sono vietate: non può predicare il Vangelo, versare il suo sangue... Ma che importa? I suoi fratelli lavorano al posto suo e lui, piccolo bambino, si mette vicinissimo al trono del Re e della Regina, ama per i suoi fratelli che combattono... O mio Gesù, ti amo! Amo la Chiesa mia Madre, ricordo che il più piccolo moto di puro amore le è più utile che non tutte le altre opere messe insieme" » Ed ecco ora una pagina di suor Consolata: « Stamane (2 agosto 1935) mi sono domandata: perché mai alle piccole anime Tu, o Gesù, ti doni con tanta tenerezza e le circondi con tutte le tue cure e provvedi a tutti i più minuti particolari... perché? E la luce è entrata nella mia anima. Nel santo Vangelo, dopo le divine parole: Lasciate che i bambini vengano a Me e non glielo impedite, perché a chi è come loro, appartiene d regno di Dio (Mc 10,14), c'è una parola che mi rivela il tuo Cuore materno: E prendendoli tra le braccia e ponendo le mani sopra di loro, li benediceva (Mc 10,16). Non solamente li hai benedetti ma, lasciato libero sfogo al tuo Cuore divino, li hai abbracciati. Allora, in un quadro, vidi la grande famiglia umana: i figli maggiori che lavorano e guadagnano e, se bravi formano l'orgoglio dei genitori; e i più piccoli che fanno nulla, proprio nulla, ma amano e tengono la parte più considerevole nel cuore materno. Perché dimmi, o Gesù, quand'è che gode di più una mamma? Quando suo figlio la onora con il felice  risultato dei suoi studi o che so io, oppure quando – piccolo - le appartiene totalmente e può fasciarlo, sfasciarlo, stringerlo al cuore a piacimento, donargli tutte le tenerezze?... Oh, la gioia che prova una mamma presso la culla del suo caro bimbo, nessuno potrà ridirla mai! Come nessuno potrà dire chi gode di più: se il bimbo a ricevere tante carezze o la madre nel prodigarle. Per il pargolo suo i vestitini piu belli, le cose più delicate e se, per caso impossibile, quel bimbo rimanesse sempre piccolo, la mamma continuerebbe a prodigargli cure e tenerezze senza stancarsi mai, per tutta la vita. Portando questo ragionamento nel campo spirituale, mi sembra una perfetta immagine di quel che Gesù fa con le piccole anime. Queste sono sue, esclusivamente sue e Lui, con tenerezza materna, prepara ad esse gli abiti più belli di virtù. E poiché, come i bambini, esse sono indifferenti, può vestirle di virtù o svestirle a piacimento, può stringerle al Cuore o lasciarle in un angolo: esse rimangono felici ugualmente, purché possano amarlo, purché possano vivere Sotto il suo divino sorriso, purché possano offrirgli qualcosa per aiutarlo a salvare anime. La gioia più grande che si può gustare sulla terra è possedere Dio, ma Dio solo; allora si gode un paradiso anticipato. E le piccole anime lo godono... » . Che poi, per piccole anime si debbano intendere non solo le anime innocenti, ma quelle che con l'amore vogliono riparare e riconquistare il tempo perduto, suor Consolata ci tiene a farlo sapere, mettendo se stessa nel numero di queste. « Come è buono Gesù e con quale tenerezza materna. Egli porta fra le sue braccia divine coloro che bramano conservarsi piccoli al suo cospetto! Come si piega verso di loro per appagarne tutti i desideri, per compierne tutte le volontà, anche se queste anime, ricche solo di desideri, hanno avuto la somma sventura di offendere il Signore, come Consolata!... Oh, solo Gesù sa dimenticare tutto e anzi gode sovrabbondare in grazia, dove prima sovrabbondò la colpa ». Così infatti fu per suor Consolata e così sarà per tutte le anime, innocenti o peccatrici, che vorranno seguirla nella stessa via d'amore. Riporteremo ancora, a conferma di questo suo trasporto per la santa infanzia spirituale, alcuni aneddoti di vita intima cappuccina, dove aleggia lo spirito di san Francesco e nei quali si sente come la fragranza dei suoi Fioretti. « Un giorno venne in cella una probanda, per sandali. Le feci osservare che, non abituata a portarli, per i primi giorni le avrebbero fatto male ai piedi. -No, Suora, noi a casa siamo poveri, poveri operai e portare sempre i sibret (pianelle) non potevo e allora d'inverno portavo sempre i zòccoli. - Queste parole me le disse con tanta espressione di convincente umiltà, che ne fui commossa. Se fossi stata ricca, avrei messo ai suoi piedi tutti i sibret possibili E quando più tardi la vidi, come si usa da noi per la novena di san Francesco, chiedere alla porta del Coro l'elemosina di preghiere per ottenere la grazia di trarre profitto dai santi esercizi, al suo tono umile, supplichevole e fiducioso, non potei trattenermi dal chinarmi verso di essa e dirle: - Sì, pregherò il Signore che la faccia una gran santa! - In quel giorno compresi perché il Cuore di Gesù si chinò con tanta misericordiosa condiscendenza verso i piccoli, gli umili: è perché la nostra debolezza lo conquista; Lui non può resistere a tanta nostra miseria ed essendo ricco, dona tutti i sibret possibili! ». « Un pomeriggio sostai alcuni istanti presso l'orto e mi sedetti su d'una panca. I pulcini, credendomi la loro buona dispensiera, mi circondarono ben presto, prendendo d'assalto il mio grembo e poi s'allinearono tutti sull'orlo dello schienale della panca. Pensavo al Padre san Francesco e li lasciai fare indisturbati e poi sentii il bisogno d'imprestar loro il mio cuore, perché potessero anche loro amare, quanto lo bramo io... Uno di essi, essendomi rimasto in grembo, tentai accarezzarlo, ma s'impaurì e il suo cuoricino prese a battere forte forte. Volli calmarlo, perciò lo strinsi a me e lo tenni presso il mio cuore, finché fu tranquillo. Ci prendeva gusto, se ne stava queto, ma io lo lasciai andare a raggiungere i compagni e ritornai in Coro ad adorare Gesù... Non pensavo più a questo fatto insignificante, ma la grazia me lo illustrò: se Consolata aveva avuto compassione di quel povero pulcino, solo perché spaurito, e aveva sentito il bisogno di stringerselo al cuore per tranquillizzarlo, quanto più il Cuore di Gesù, che è Cuore umano, sentiva compassione della povera anima mia, sentiva il bisogno di stringermi al suo divin Cuore! E poiché al mattino avevo commesso una mancanza contro la carità e quindi me ne ritenevo indegna, un altro pensiero confortò la mia mente: che merito aveva quel pulcino, che io giungessi a stringermelo al cuore, ad accarezzarlo? Nessuno; la compassione m'aveva spinta semplicemente a ciò fare. Ebbene, la stessa compassione spingeva Gesù verso la povera anima mia...». « Qui, dalle Cappuccine, Gesù è veramente a nostra disposizione e si vive presso il suo tabernacolo con una familiarità indescrivibile. Gesù deve goderne, perché quando nelle preghiere e devozioni particolari ci avviciniamo a Lui, Egli ci avvolge, ci fa sentire la sua divina presenza in modo tutto speciale, intimo, affettuoso... Non so, il portarmi a pregare presso il tabernacolo mi sembrava un po' farisaico per me, che avrei dovuto imitare il povero pubblicano del Vangelo; ma una soave immagine rappresentante Gesù che accarezza i bimbi, mi ha tolto ogni timore; perché ho compreso che non solo l'anima ha bisogno di pregare presso Gesù vivo, ma è ancora Gesù, il suo divin Cuore, che gode nell'averci vicino a Sé, senza tant'etichette, come i bimbi dell'immagine, che andavano a gara a chi poteva stringersi più vicino a Lui ».

PADRE LORENZO SALES 


IL PREZIOSISSIMO SANGUE E IL SACERDOZIO

 


Col sacramento dell'Ordine sono creati i sacerdoti il cui compito è quello di consacrare, di offrire l'Ostia immacolata, di istruire il popolo sulla dottrina di Gesù, in una parola: di far rivivere nella Chiesa lo stesso Gesù e il suo ministero di salvezza. Il sacerdote, per i poteri che ha, può essere collocato più in alto degli angeli.

Gesù ha fondato il Sacerdozio ministeriale nell'ultima cena, quando, istituita l'Eucaristia, ordinò agli apostoli di fare altrettanto. In quell'occasione Gesù comunicò per la prima volta a dei semplici uomini il suo Sacerdozio. Da allora non ha mai lasciato mancare sacerdoti alla sua Chiesa, perchè offrissero a tutti i meriti e la grazia che ci ha guadagnato col suo Sangue. Ministro dunque del Sangue di Cristo!... questo è ogni sacerdote. Quale grandezza si nasconde in un povero uomo!

Nel sacrificio della Messa il Signore Gesù continua a offrire, per le mani dei sacerdote, il suo Preziosissimo Sangue con gli stessi scopi per cui lo ha versato sulla croce e cioè: a) - per dare a Dio degna adorazione (fine latreutico); b) - per ringraziarlo dei suoi benefici (fine eucaristico); c) - per placare la giustizia divina (fine espiatorio); d) - per ottenere le grazie di cui abbiamo bisogno (fine impetratorio).

Fioretto: Recita tre volte l"Ave Maria" alla Regina degli apostoli per tutti i sacerdoti.

ESEMPIO Il Beato Francesco Lippi da Siena, rimasto orfano in giovane età, si diede a una vita libertina. Dio, che lo voleva salvo, lo colpì con la cecità, ma gli ha aperto gli occhi dell'anima. Francesco fece un pellegrinaggio a S. Giacomo di Compostella in Spagna e là ottenne la guarigione. Datosi a una vita di penitenza, fu invitato dalla Madonna a entrare come laico fra i Carmelitani.

Un venerdì, mentre meditava la passione del Signore, gli apparve Gesù trafitto in croce con le piaghe grondanti Sangue che gli disse: "Guarda, Francesco, quanto ho sofferto per gli uomini e pensa a quanto è grande la loro ingratitudine!". A queste parole il beato si sentì venir meno. Prese i flagelli e si percosse a sangue per scontare i peccati suoi e degli uomini e da quel giorno portò con sé il Crocifisso per aver sempre presenti i dolori del suo Salvatore.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.


CIÒ CHE MI ASPETTO DA COLORO CHE HO SCELTO

 


QUANDO IL MAESTRO PARLA AL CUORE

-dettati di Gesù al sacerdote 

 Padre Courtois-



Quanto vorrei che sacerdoti e religiosi non cercassero al di fuori di me il segreto dell'unica, vera, profonda fecondità!

In me dimora la potenza. Inseritevi in me e vi farò partecipare a questa potenza.

Con poche parole, proietterete luce.

Con pochi gesti, aprirete le strade alla mia grazia. Con pochi sacrifici, sarete il sale che risana il mondo. 

Con poche preghiere, sarete il lievito che fa fermentare la pasta umana.

Ti ho concesso una grazia speciale, per incoraggiare i miei sacerdoti a trovare nel contatto intimo con me il segreto di un sacerdozio felice e fecondo. Offrili spesso a me e unisciti alla mia preghiera per loro. 

Dipende in gran parte da essi la vitalità della mia Chiesa sulla terra e l'assistenza della mia Chiesa del cielo in favore della umanità peregrinante.

Il mondo passa e non si preoccupa di ascoltarmi; ecco il perché di tante vite titubanti e sciupate.

Ma la cosa più dolorosa per il mio cuore e la più nefasta per il mio Regno è che le stesse persone consacrate, per mancanza di fede, per mancanza di amore non hanno l'orecchio attento verso di me. La mia voce si perde nel deserto. Così, quante vite sacerdotali e religiose rimangono improduttive!

Che il sacerdote non si fidi dei complimenti e dei segni di rispetto tributatigli. L'incenso è il più sottile veleno per un uomo di Chiesa. Si tratta di un eccitante effimero, come molti stupefacenti, e dopo un certo tempo si rischia di rimanere intossicati.

Quanti sacerdoti acidi, amari, scoraggiati, perché non hanno saputo stabilirsi nel piano della redenzione! 

Io sono pronto a purificarli e a orientarli, se accettano di essere docili all'azione del mio Spirito. È compito tuo presentarmeli, offrirli fraternamente ai raggi del mio amore. Pensa ai sacerdoti giovani, pieni d'ardore apostolico e di zelo straripante, che credono di poter riformare la Chiesa senza iniziare a riformare se stessi.

Pensa agli intellettuali, tanto utili, anzi tanto necessari, a condizione che continuino i loro studi e ricerche con grande umiltà, per servire, senza disprezzare nessuno.

Pensa ai sacerdoti in età matura, che credono di aver il pieno possesso di tutti i loro mezzi e sono portati così facilmente a fare a meno di me.

Pensa ai confratelli anziani, esposti alle incomprensioni dei giovani, che si sentono superati e spesso messi da parte. Essi si trovano nel periodo più fecondo della loro vita, durante il quale si realizza la rinuncia: essa li santifica nella misura in cui la accettano con amore.

Pensa ai tuoi fratelli moribondi; ottieni loro la fiducia, l'abbandono alla mia misericordia. Le loro colpe, i loro errori, i loro abbagli sono da tanto tempo cancellati. Io non mi ricordo se non dello slancio della loro donazione iniziale, degli sforzi, delle fatiche, delle stanchezze che per me hanno sopportato.

Ho bisogno di sacerdoti, la vita dei quali sia la concreta espressione della mia preghiera, della mia lode, della mia umiltà, della mia carità.

Ho bisogno di sacerdoti che, con delicatezza e rispetto infinito, si preoccupino di scolpire giorno dopo giorno la mia effigie divina sul volto di quanti io affido loro.

Ho bisogno di sacerdoti dediti prima di tutto alle realtà soprannaturali, per animare di esse tutta la vita reale dell'uomo d'oggi.

Ho bisogno di sacerdoti che siano professionisti dello spirituale e non funzionari o fanfaroni; di sacerdoti miti, pieni di benevolenza, pazienti, ricchi anzitutto di spirito di servizio, che non confondano mai l'autorità con l'autoritarismo; insomma, di sacerdoti profondamente pieni d'amore, che cerchino una cosa sola e abbiano un solo scopo: che l'Amore sia più amato.

Non credi che posso, in pochi minuti, farti guadagnare diverse ore del tuo lavoro e diverse anime nella tua attività? Questo bisogna dire al mondo, specie al mondo dei preti, dei quali non si dovrebbe misurare la fecondità spirituale dall'intensità del loro desiderio di produrre, ma dalla disponibilità della loro anima all'azione del mio Spirito.

Ciò che importa ai miei occhi non è leggere molto, parlare molto, fare molto, ma permettermi di agire attraverso di voi.

Sii certo che se io occupo in una vita di sacerdote, in un cuore di sacerdote, in una preghiera di sacerdote tutto il posto che desidero, allora egli troverà il suo equilibrio, la sua piena realizzazione, la pienezza della sua paternità spirituale.

Quanto è grande e terribile un'anima di sacerdote! Un sacerdote può a tal punto continuare me e attirare verso di me, oppure, ahimè!, deludere e allontanare da me, volendo talvolta attirare a sé.

Un sacerdote senza amore è un corpo senz'anima. Più di ogni altro, il sacerdote dev'essere in balia del mio Spirito, lasciarsi condurre e animare da lui.

Pensa ai sacerdoti caduti, molti dei quali hanno tante scuse: mancanza di formazione, mancanza di ascesi, mancanza di sostegno fraterno e paterno, cattivo uso delle loro possibilità, donde delusione, scoraggiamento, tentazioni e il resto... Non sono mai stati felici, e quante volte hanno provato la nostalgia del divino! Non credi che nel mio cuore io abbia più potenza nel perdonare di quanti non ne abbiano avuta loro nel peccare? Accoglili fraternamente nel tuo pensiero e nella tua preghiera. È anche attraverso di essi, nei quali non tutto è cattivo, che io opero la redenzione del mondo.

Vedi me in ciascuno di essi, talvolta piagati e sfigurati, ma adora in essi ciò che resta di me e farai rivivere la mia Risurrezione in tutti.

In fondo, c'è una sola categoria di sacerdoti che mi rattrista profondamente. Sono coloro che, per progressiva deformazione professionale, sono diventati orgogliosi e duri. Volontà di potenza, affermazione del loro « io » hanno progressivamente svuotato la loro anima di quella carità profonda che dovrebbe ispirare tutti i loro atteggiamenti e tutte le loro pratiche.

Quanto male fa un sacerdote duro! Quanto bene fa un sacerdote buono! Ripara per i primi. Sostieni i secondi. Io perdono molte cose al sacerdote che è buono. Mi ritiro dal sacerdote che si è indurito. In lui non c'è posto per me. Ci soffoco.

Il rumore interiore ed esteriore impedisce a molti uomini di ascoltare la mia voce e di comprendere il senso dei miei appelli. È importante perciò che in questo mondo iperattivo e surriscaldato si moltiplichino le zone di silenzio e di calma, dove gli uomini possano ritrovarmi, conversare con me, donarsi a me liberamente.

Per fare di un paese una comunità cristiana, dove possa svilupparsi ciò che vi è di meglio nell'uomo, bisogna porre questo paese in stato di orazione. Ebbene, i maestri di orazione sono per eccellenza i sacerdoti, e la loro influenza è in rapporto alla loro intimità con me.

Offrimi spesso le sofferenze dei tuoi fratelli sacerdoti: sofferenze dello spirito, del corpo, del cuore; uniscile a quelle della mia Passione e della Croce perché, da tale unione, attingano il loro pieno valore di pacíficazione e di corredenzione.

Chiedi a mia Madre di aiutarti in questa missione e pensaci in modo particolare nella celebrazione della messa, in unione con lei e alla sua materna presenza.

Non dimenticarlo. La redenzione è anzitutto un'opera d'amore prima che un'opera di organizzazione.

Ah! se tutti i tuoi fratelli sacerdoti si decidessero a credere che li amo; che senza di me non possono fare niente, eppure che ho bisogno di essi per potermi manifestare nella misura che il mio cuore desidera!

Io sono in ciascuna di quelle vergini consacrate che hanno offerto la loro giovinezza e la loro vita al servizio delle Missioni, al servizio della mia Chiesa. Sono presente, carità dei loro cuori, energia delle loro volontà, testimone dei loro sforzi, dei loro sacrifici, e passo attraverso di esse per raggiungere le anime.

Offrimi queste ostie viventi nelle quali mi nascondo, nelle quali lavoro, prego, desidero.

Pensa alle migliaia di donne che si sono consacrate a me e che hanno ricevuto la missione insostituibile di continuare l'azione di mia Madre nella Chiesa, a condizione di lasciarsi invadere da me nella contemplazione.

Ciò che manca attualmente alla mia Chiesa non sono le dedizioni, le iniziative, le attività, ma la dose proporzionata di autentica vita contemplativa.

L'ideale è che vi sia, in un'anima consacrata, molta scienza insieme a molto amore e a molta umiltà. Ma vale di più un po' meno scienza con molto amore e umiltà, che non molta scienza con un po' meno amore e umiltà.

Chiedimi di suscitare nel mondo delle anime contemplative che, dotate di spirito universale, assumano la parte di preghiera e di espiazione di molti, attualmente chiusi ai richiami della mia grazia.

Ricòrdati: Teresa d'Avila ha contribuito alla salvezza di tante anime quanto Francesco Saverio con le sue corse apostoliche; Teresa di Lisieux ha meritato di essere chiamata Patrona delle Missioni.

A salvare il mondo non sono quelli che si agitano, né quelli che architettano teorie; sono quelli che, vivendo intensamente del mio Amore, lo propagano misteriosamente sulla terra.

Io sono il Sommo Sacerdote e tu sei sacerdote solo per partecipazione e per prolungamento del mio sacerdozio. Incarnandomi nel seno di mia Madre, la mia Persona divina ha assunto la natura umana ed ho così ricapitolato in me tutti i bisogni spirituali dell'umanità.

In tal modo tutti gli uomini possono e debbono essere inseriti in questo movimento di sacralizzazione; ma il sacerdote è lo specialista, il professionista del sacro. Anche quando lavora, sia pure manualmente, nulla è profano in lui. Ma se lavora con lucida coscienza della sua appartenenza a me, se almeno virtualmente egli lavora per me e in unione con me, allora io sono in lui, lavoro con lui alla gloria del Padre mio, al servizio dei suoi fratelli. Egli diventa il mio posseduto, il mio alter ego e in lui io stesso attiro verso il Padre mio gli uomini che egli avvicina.

Condividi le mie preoccupazioni per la mia Chiesa e, in modo particolare, per i miei sacerdoti. Essi sono i miei « prediletti », anche coloro che, sotto l'infuriare della tempesta, provvisoriamente mi abbandonano. 

Provo grande pietà per loro e per le anime che erano loro affidate; ma la mia misericordia verso di essi è inesauribile, se sotto l'influsso delle preghiere e dei sacrifici dei loro fratelli, essi si gettano tra le mie braccia... La loro ordinazione li ha segnati in modo indelebile, e se anche non possono più esercitare un sacerdozio ministeriale, la loro vita, raggiungendo la mia oblazione redentrice, può essere un'offerta d'amore di cui io mi servo.

Approfitta del tempo che ti lascio su questa terra, il periodo della tua esistenza in cui puoi meritare, per chiedermi intensamente che si moltiplichino le anime contemplative, le anime mistiche. Sono esse che salvano il mondo e ottengono alla Chiesa il rinnovamento spirituale di cui ha bisogno.

In questo momento certi pseudo-teologi lanciano ai quattro venti le loro elucubrazioni intellettuali, credono di purificare la fede, mentre non fanno altro che turbarla.

Soltanto coloro che mi hanno incontrato nella preghiera silenziosa, nella lettura umile della Sacra Scrittura, nell'unione profonda con me, possono parlare di me con competenza, poiché io stesso ispiro i loro pensieri e parlo attraverso le loro labbra.

Il mondo va male. Anche la mia Chiesa è divisa; il mio corpo ne soffre. Grazie di vocazione sono soffocate e muoiono. Satana è scatenato. Come è accaduto nella storia della Chiesa dopo ogni Concilio, egli semina dappertutto la discordia, rende gli spiriti ciechi alle realtà spirituali e i cuori duri ai richiami del mio amore. 

È necessario che i sacerdoti e tutte le persone consacrate reagiscano, offrano tutte le sofferenze, tutte le agonie dell'umanità congiungendole alle mie, pro mundi vita.

Ah! se gli uomini comprendessero che io sono la sorgente di tutte le virtù, la sorgente di ogni santità, la sorgente della vera gioia!

Chi, meglio dei miei sacerdoti, può rivelare queste cose? A condizione, però, che accettino di essere i miei amici intimi e vivano in conseguenza! Tutto ciò richiede dei sacrifici, ma subito ricompensati dalla fecondità e dalla gioia serena che li pervade. 

Bisogna accettare di donarmi il tempo che chiedo. Quando mai è accaduto che la fedeltà nel consacrarmi ogni tanto una giornata in esclusiva abbia compromesso il ministero?

Non si sa più fare penitenza; perciò ci sono così pochi educatori spirituali e poche anime contemplative.

Sono tanto contrario al pessimismo e al vittimismo, quanto desidero che non abbiate timore di quella frustrazione passeggera che può provocare un piccolo sacrificio e una leggera privazione, voluta o accettata per amore.

Rimane sempre vera quella mia parola: Se non fate penitenza, perirete tutti. Ma, se siete generosi, attenti a ciò che il mio Spirito vi suggerisce e che mai nuocerà alla vostra salute e al dovere del vostro stato; se siete fedeli a unirvi all'oblazione spirituale che io non cesso di offrire in voi, contribuirete a cancellare molti peccati della gente e soprattutto molti tradimenti delle persone mie consacrate; otterrete grazie abbondanti perché questo travagliato periodo del dopo-Concilio veda sorgere, in tutti gli ambienti e in tutti i continenti, nuove schiere di santi che insegneranno di nuovo, al mondo stupito, il segreto della vera gioia. 

Assunto da me, in persona mea, durante la messa il sacerdote cambia il pane nel mio Corpo e il vino nel mio Sangue.

Assunto da me, in persona mea, al confessionale egli cancella, con l'assoluzione le colpe del peccatore pentito. Assunto da me, in persona mea, compie, o dovrebbe compiere, tutti gli atti del ministero.

Assunto da me, in persona mea, pensa, parla, prega, si nutre, si distrae. 

Il sacerdote non si appartiene più, si è dato a me liberamente, corpo e anima, per sempre. Perciò non può più essere del tutto come gli altri uomini. Egli è nel mondo, ma non è più del mondo. A un titolo speciale e unico, egli è mio.

Deve cercare di identificarsi a me con la comunione di pensiero e di cuore, con la condivisione delle preoccupazioni e dei desideri, con un'intimità sempre crescente.

Deve tendere a esprimere con il suo comportamento qualcosa del mio immenso rispetto nei confronti del Padre mio e della mia bontà inesauribile verso tutti gli uomini, chiunque essi siano.

Deve rinnovare continuamente il dono di tutto se stesso a me perché io sia pienamente in lui quello che desidero essere.

Tante anime si lasciano intossicare dal piacere fallace e dall'ideologia inebriante, al punto da rinchiudersi su se stesse e diventare incapaci del libero movimento verso di me. Eppure, io le chiamo, ma non sentono. 

Le attiro, ma si sono rese impermeabili alla mia influenza.

Per questo ho bisogno urgente delle persone consacrate. Ah! se si preoccupassero di ricomporre in sé tutte le miserie di questo mondo pazzo e di invocare il mio aiuto in nome di coloro che il demonio tiene incatenati, la mia grazia potrebbe vincere più facilmente molte resistenze. 

Le persone consacrate sono il sale della terra. Quando il sale non è più salato, a che cosa può servire? 

Quando le ho chiamate, hanno detto « SÌ » generosamente; e questo non lo dimenticherò mai. Ma piccole debolezze hanno poi occasionato gravi resistenze alla mia grazia, talvolta dietro il pretesto di una urgenza nel compimento del dovere di stato.

Se fossero state fedeli ai tempi forti dell'orazione, l'intimità con me sarebbe stata salvaguardata e le loro attività apostoliche, lungi dal soffrirne, sarebbero risultate più feconde.

Fortunatamente, esistono ancora nel mondo molte anime fedeli. Sono esse a ritardare, se non a impedire, le grandi catastrofi che minacciano l'umanità. 

Chiedi che gli educatori e le educatrici spirituali diventino sempre più numerosi. Questo fatto ha reso possibile il rinnovamento della Chiesa dopo le prove della Riforma nel secolo XVI e dopo lo sconvolgimento della rivoluzione francese. Sarà ancora questo che nei prossimi anni faciliterà una nuova primavera della comunità cristiana e preparerà a poco a poco, malgrado l'accumularsi di ostacoli di ogni tipo, un'era di fraternità e un progresso verso l'unità.

Ciò non impedirà agli uomini di vivere secondo la loro epoca, di interessarsi ai problemi anche materiali del loro tempo; ma procurerà loro luce e potenza per agire sull'opinione pubblica dei loro contemporanei e contribuire a soluzioni benefiche. 

L'invito a venire a me, lo rivolgo a tutti, ma ho bisogno della collaborazione degli uomini perché questo mio appello sia accolto. La mia forza di attrazione deve passare attraverso il riflesso del mio volto nell'anima dei miei membri, in particolare dei consacrati.

Attraverso la loro bontà, la loro umiltà, la loro mitezza, la loro accoglienza, l'irradiazione della loro gioia io voglio rivelarmi.

Le parole, certo, sono necessarie; le strutture sono utili; ma ciò che tocca i cuori è la mia Presenza, percepita e quasi sentita attraverso i « miei ». C'è una irradiazione che emana da me e che non inganna.

Questo mi aspetto sempre di più da te.

A forza di guardarmi, di contemplarmi, tu vieni penetrato, impregnato dalle mie divine radiazioni; e, al tempo opportuno, le tue parole saranno cariche della mia luce e diverranno efficaci.

Il mio Amore per gli uomini non è amato. È a tal punto e così spesso dimenticato, mísconosciuto, respinto! 

Queste resistenze impediscono agli spiriti di aprirsi alla luce e ai cuori di aprirsi alla mia tenerezza.

Per fortuna, ci sono anime umili e generose in tutti i paesi, in tutti gli ambienti di vita e in tutte le età; il loro amore ripara per mille bestemmie, per mille rifiuti.

Il prete dev'essere la prima ostia del suo sacerdozio. L'offerta di se stesso deve congiungersi alla mia, a beneficio della moltitudine. Ogni sua scantonata costituisce un mancato profitto per molte anime. Ogni sua accettazione paziente e amorosa vale immediatamente un guadagno prezioso per la mia crescita d'amore in questo mondo. 

Abbi fiducia nella mia potenza che risplende nella tua debolezza e la trasforma in coraggio e generosità. 

Desidero vederti passare un'ora con me vivo nell'ostia, ma non venire mai solo: ricapitola in te tutte le anime che ho legato misteriosamente alla tua e renditi, umilmente, canale delle mie radiazioni divine.

Nulla diventa inutile dei piccoli sacrifici, delle piccole attività, delle piccole sofferenze, se sono vissute in stato di oblazione e di amore ai tuoi fratelli.

Sii sempre più l'ostia del tuo sacerdozio. Un sacerdozio che non comporta l'oblazione del sacerdote è un sacerdozio monco. Rischia di essere sterile e di intralciare l'opera della mia redenzione.

Il sacerdote è tanto più spiritualizzato quanto più accetta di essere corredentore.


domenica 26 luglio 2026

Un milione di persone ha visto la Madonna piangere per mesi negli USA| Miracolo Riconosciuto


 

Natuzza Evolo Rivela Chi Ti Accompagna Nell'Ultimo Istante Prima della Morte


 

IL PREZIOSISSIMO SANGUE E IL MATRIMONIO

 


L'apostolo Paolo parlando di questo sacramento lo definisce "grande" in rapporto a Cristo e alla Chiesa, della cui stretta unione è un'immagine viva. Ma quando Gesù fece sua sposa la Chiesa? Gesù è il nuovo Adamo e come il primo Adamo ebbe da Dio la sua sposa, che fu tratta dal suo Costato mentre era immerso in un sonno profondo, così Gesù ebbe in dono dal Padre la sua sposa, la Chiesa, che fu tratta dal suo costato mentre era immerso nel sonno della morte sulla croce.

Questo sposalizio di Gesù con la sua Chiesa è reso visibile dal Matrimonio che l'uomo celebra con la sua sposa. Gesù benedice l'offerta che l'uomo e la donna fanno di sé l’uno all'altro e l'offerta del loro amore a lui. Nel sacrificio della Messa il Signore sparge il suo Sangue sugli sposi perché da questo Sangue possano attingere la capacità di amarsi e di amare insieme Dio e il prossimo come lui ci ha amati.

Se viviamo nella verginità, uniamoci a lui più strettamente. Se siamo sposati santifichiamo la nostra unione per essere immagine vivente dell'unione di Gesù con la Chiesa, sua sposa.

Fioretto: Recita tre volte il "Padre nostro" per le famiglie.

ESEMPIO In Spagna si venera un Crocifisso che ha il braccio destro schiodato e abbassato. Ai piedi di questa immagine di Gesù un giorno un peccatore ha confessato le sue colpe, ma il confessore esitava ad assolverlo. Lo ha poi perdonato ed ha aggiunto. "Ma bada di non ricadere". Il penitente promise, ma era debole e ricadde. Tornò allora dal sacerdote che lo accolse con severità: "Questa volta non ti assolvo". Il penitente replicò. "Quando ho promesso ero sincero, ma sono debole. Padre, mi dia il perdono del Signore". Anche stavolta il confessore lo perdonò, ma disse. "E' l'ultima volta!". Qualche tempo dopo il penitente ritornò, ma il sacerdote gli disse seccamente. "Tu ricadi sempre, il tuo proposito non è sincero". "E' vero, padre, io ricado spesso, ma è perché sono debole. Sono un malato, ma il mio pentimento è sincero". "No, non c'è perdono per te!". Dal Crocifisso si è sentito allora un singhiozzo. Il Cristo ha schiodato la mano destra e, alzandola, ha tracciato sul capo di quel peccatore il segno dell'assoluzione. Contemporaneamente una voce disse al sacerdote: "Tu non hai versato il tuo sangue per lui!".

PADRE NOSTRO Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

È un faro nella notte oscura dell’incredulità, dove tanti sono tentati di dimenticarmi o di dubitare del Mio amore, e persino della Mia esistenza.

 


Il diario di un sacerdote in preghiera


Sono Io che ti ho condotto qui, in questo luogo reso santo dall’adorazione e dalla fede di tante anime. Sono Io che ti voglio alla Mia presenza, per contemplare il Mio Volto Eucaristico e per rimanere vicino al Mio Cuore Eucaristico. Ti amo. Apprezzo molto la tua risposta al Mio dono di amicizia divina. Non devi temere che Io Mi allontani da te o che taccia. Sono Io che ho dato inizio alle nostre conversazioni e desidero che continuino, affinché tu possa crescere nella Mia amicizia e diventare per Me sempre più simile al Mio amato amico, San Giovanni.

In questo luogo il Mio Cuore Eucaristico non è abbandonato né dimenticato. Qui sono circondato da un amore riconoscente. Qui trovo gli adoratori che cerco. Trovo conforto nella loro presenza vicino al Mio altare, e gioisco nel vedere ciascuno di loro arrivare con il proprio fardello di preoccupazioni, con gratitudine, con il dolore per il peccato, o con il desiderio di offrirMi l’amore che tanti Mi negano in questo mondo ormai raffreddato.

Riferite alle Suore il Mio amore per loro. Esse non Mi abbandonano nel Sacramento del Mio amore e Io non le abbandonerò, né deluderò la loro speranza. Questo è un luogo benedetto dalla Mia presenza in modo speciale. È un faro nella notte oscura dell’incredulità, dove tanti sono tentati di dimenticarmi o di dubitare del Mio amore, e persino della Mia esistenza. Qui esaudisco le preghiere e continuerò a farlo, poiché questa casa è fondata su un grande amore e radicata in una fede profonda. È mio desiderio che anche la speranza fiorisca tra queste sacre mura. Il mio Cuore Eucaristico nutre un amore speciale per questa casa e per le anime che vi dimorano, amandomi, servendomi, vivendo per essere tante fiamme viventi di adorazione davanti al mio Volto Eucaristico. Confortale con le mie parole.

Desidero riaccendere qui un immenso fuoco di carità eucaristica. Tutti coloro che soffrono per il freddo del mondo saranno attratti dal calore di questa casa come da un focolare radioso. Desidero essere amato e adorato qui, e ripongo il mio stesso desiderio nei cuori dei miei sposi, delle mie piccole ancelle, affinché possano partecipare alla realizzazione dei miei disegni. Non voglio che perdano la speranza. Rinnovero la loro giovinezza alla sorgente del Mio Sacrificio e alla luce della Mia presenza costante. Voglio che voi le incoraggiate e le confortiate nel Mio Nome. Le benedico continuamente dal Mio posto sull’altare in mezzo a loro. Dove prevale la Mia benedizione, tutto è possibile. Che continuino con fedeltà nella grazia dell’adorazione che è stata loro donata, e Io farò il resto. Il mio Cuore è mosso a pietà per questo piccolo gregge e il mio amore è spinto ad aiutarli secondo i desideri che ho posto nel profondo del loro cuore.

Quanto a te, adorami qui il più possibile questa settimana. Ti ho condotta qui per istruirti nell’adorazione, per riempirti di quelle grazie che ho custodito così a lungo nel Mio Cuore per te e per nessun altro. Cercami. Rimani davanti al Mio Volto. Stai vicina al Mio Cuore ferito nel Sacramento del Mio amore, e Io farò per te ciò che Io, e nessun altro, posso fare. Abbi fiducia in Me.

Ti benedico e con il Mio amore più tenero benedico ciascuna delle Suore qui presenti. Il Mio Cuore è aperto a loro e Mi rallegro della loro presenza presso di Me nel Sacramento del Mio amore.

Sii in pace. Continua il ritiro come l’hai iniziato, parlando con il cuore. Abbi fiducia in Me: ti ispirerò, ti aiuterò, ti darò le parole che confortano e sostengono queste anime a Me così care.

At D., Ireland 8 febbraio 2008


Un Mondo secondo il Cuore di Dio

 


***

Quante volte Dio ci vuole differenziare con le sue grazie, liberandoci da pesanti gioghi umani e, come il popolo ebreo allora, sentiamo un terrore ad essere “separati” dagli altri uomini. Perché quella differenza crea una solitudine, che a volte produce la sensazione dell’anormale. Vivere in questa solitudine è vivere inchiodato su una croce: l’incostanza degli individui e dei popoli tende ai cambiamenti, e la VERITÀ è inalterabile. Quella incostanza, innata nella natura umana, e per contro il dovere di rimanere nella Verità, producono in questo mondo quella croce. È la CROCE redentrice e se l’abbracciamo, rimanendo in essa, saremo redenti dal “MA- LE”, che è l’errore e la menzogna. Non che la Verità sia in sé stessa dolorosa. La Verità è l’Amore e il Bene; il dolore lo produce l’incostanza della nostra natura, che tende per periodi più o meno lunghi a conformarsi all’errore dello spirito del mondo. 

Questa diserzione da Dio da parte del popolo ebreo è la stessa che esiste, in una forma più o meno esplicita, in tutti i popoli della terra e in ciascun’anima in particolare. Si sospira una sicurezza tangibile che ci protegga. L’autorità atea è la perfezione diabolica della forma di governo. Questa autorità ha respinto totalmente l’intervento di Dio nella vita umana; l’uomo è reso sicuro da questa autorità, sempre che operi e pensi secondo le sue direttive. L’uomo non ha necessità di ricorrere a Dio per niente, le sue necessità sono “assicurate” sotto tutti gli aspetti: assicurazione sulla vita, per la vecchiaia, la malattia, gli infortuni, ecc. ecc. Quella “autorità” ha fatto tutto il possibile per cancellare dalla mente umana l’idea di Dio e per questo gli fornisce tutto. 

L’uomo con la sua libertà ha portato al genere umano questa “autorità atea”, autorità importata dall’inferno da tutti quegli uomini che hanno obbedito all’angelo, contro la propria coscienza. E dicendo “autorità atea” non ci riferiamo soltanto a coloro che negano Dio con le loro parole, ma ad ogni autorità che nella pratica neghi Dio, accettando le ispirazioni che allontanano l’uomo da una fede vera: viva e operante. Abbiamo già visto come questa “autorità atea” sta dominando apertamente nel mondo; quando essa si sarà imposta sulla maggior parte degli uomini, allora verrà il vero rappresentante di questa “autorità”, l’uomo di iniquità, l’Anticristo, colui che sarà “mosso” totalmente dallo spirito di Satana; questo è il re che gli uomini hanno chiesto, riget- tando  il Padre,  il Figlio e lo  Spirito  Santo.  Per  questo  si 

«siederà nel tempio di Dio e si proclamerà Dio» come dice San  Paolo nella  sua  seconda lettera ai  Tessalonicesi. È la Giustizia di Dio nella libera scelta delle sue creature. 

Per comprendere chiaramente che cos’è l’autorità perfetta secondo il Cuore di Dio, non abbiamo modello migliore che quello di Cristo, descritto da San Paolo: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù: Lui che, avendo forma di Dio, non considerò un tesoro geloso la sua ugua- glianza con Dio; ma spogliò sé stesso, assumendo la condi- zione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, si umiliò ancor più facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce». 

***

JOSÉ BARRIUSO 


IL PREZIOSISSIMO SANGUE E L'EUCARISTIA

 


L'Eucaristia è per eccellenza il sacramento del Preziosissimo Sangue: in essa riceviamo il Sangue dei Redentore non misticamente come negli altri sacramenti, ma realmente. Come già una volta moltiplicò il pane nel deserto per sfamare migliaia di persone, così in questo sacramento Gesù moltiplica se stesso in modo che ogni fedele possa nutrirsi del suo Corpo, dissetarsi del suo Sangue e fare con lui una cosa sola. A Gesù non è bastato morire per noi, perdere il suo Sangue: quel Sangue ha voluto donarcelo. La S. Comunione col Corpo e Sangue di Gesù ci purifica dai peccati veniali e dalle nostre mancanze quotidiane, ma anche ci preserva da quelle colpe in cui potremo cadere. Se meditassimo più a fondo su queste verità, riceveremmo più spesso la S. Comunione. E soprattutto, con quale rispetto, con quale adorazione, con quanto amore ci accosteremmo a Gesù Eucaristia!

Fioretto: Per una volta almeno accostati all'Eucaristia facendo prima un digiuno un po' più lungo di quello minimo voluto dalla Chiesa.

ESEMPIO Nel 925 Mantova era assediata da truppe straniere. Per evitare profanazioni la reliquia del Sangue di Gesù fu divisa in due parti, una presso S. Andrea e l'altra nella chiesa di S. Paolo. Col passare degli anni però si perse il ricordo di questi luoghi. Dopo molte preghiere nel 1049 lo stesso S. Andrea lo svelò al beato Adalberto di Mantova. La cristianità fu in festa e avvennero vari miracoli. Papa Leone IX con molti vescovi venne a Mantova per venerare la reliquia. Avrebbe voluto portarla a Roma, ma impedito dal popolo, ne riportò una piccola parte che collocò a S. Giovanni in Laterano e che Pio IX pose in un artistico reliquiario.

Il 1479 fu ritrovata l'altra parte della reliquia, quella nascosta nella chiesa di S. Paolo e che ora si conserva nella cattedrale. Nel 1562 una parte fu data alla chiesa di S. Barbara in Mantova. Nel 1848 i soldati austriaci che alloggiavano in S. Andrea profanarono e asportarono la reliquia conservata in quella chiesa. Nel 1876, per compensare la perdita subita dalla chiesa di S. Andrea, si prese una parte dalla reliquia della cattedrale e un'altra da quella conservata in S. Barbara e si costituì di nuovo il prezioso tesoro che in processione fu portato in S. Andrea.


Si pensa a tutto, meno cha al supremo Sacrificio di Gesù Amore, prigioniero in una piccola Ostia.



Maria, Regina della Pace


Grazie, figlia mia. Fai il segno della Croce e scrivi, coperta dal Prezioso Sangue del mio Divino Figlio, Gesù Cristo il Signore, per la Gloria di Dio suo Padre. 

Sì, figlia mia, è il momento dell’adorazione, della meditazione delle Sacre Scritture che ci parlano della Passione di mio Figlio, mio Dio e mio Signore. 

Nel tempo in cui vivete, figlia mia, si parla di tutto meno che del supremo Sacrificio, la crocifissione del mio divino Gesù Amore. Si sono dimenticate le sue atroci sofferenze, tutto quello che egli ha sopportato per salvarvi, la sua dolorosa agonia nell’Orto degli Ulivi. Non si pensa più a tutto ciò. Chi pensa ancora a ringraziarlo di questo? Chi pensa di dirgli: “Grazie Gesù di esserti fatto uomo per il tuo amore per me e per tutto il genere umano?” 

Egli, di natura divina, ha lasciato tutto: la sua Gloria vicino al Padre, per farsi uno di noi. Avete dimenticato che egli è vero Dio e vero uomo. Sempre più vi vergognate di parlare di Lui, di pensare a Lui, l’autore della Vita, il creatore di tutto ciò che è visibile e invisibile. Egli che non si è risparmiato in nulla, che vi ha dato tutto fino all’ultima goccia del suo Prezioso Sangue … 

Ringraziatelo sovente, figli miei, per tanto amore. Come egli ha detto (Giovanni, 15, 13): “Non c’è amore più grande di quello di dare la propria vita per coloro che si amano!” È arrivato al punto di farsi prigioniero di una piccola Ostia. Egli, l’infinitamente grande, si è fatto infinitamente piccolo: follia agli occhi degli uomini, meraviglia agli occhi degli angeli! 

Quando andate a riceverlo, fatelo con un grande rispetto, una grande devozione, una grande riconoscenza, una grande umiltà e soprattutto un grande amore. Che egli trovi l’amore nei vostri cuori. Riscaldatelo col vostro amore. Egli muore d’amore per i suoi figli. Seguitelo ogni giorno e non temete niente. Eccolo, il vostro Gesù Amore, amatelo, amatelo, figli miei. 

Grazie di consolare la Vita della mia vita, la Luce dei miei occhi, il Cuore del mio cuore, il mio Dio, il mio Signore. 

Grazie, figlia mia, di dare ascolto al mio Cuore di Madre, così addolorato da tanti e tanti figli che non credono più che Dio esiste, che c’è un Dio che li ha creati e che li attende. Siate benedetti figli miei, nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen, Alleluia. 

  30 novembre 2010 

Sulema


LETTERE PROFETICHE

 


LETTERE PROFETICHE

autentiche

di S. Francesco da Paola


Il  dottore della Chiesa S.  Giovanni Grisostomo dice (nei commenti in Isaia cap. VIII) La profezia è quasi una medicina spirituale preparata dalla divina bontà, la quale colla predizione dei futuri castighi illumina i delinquenti, affinchè colla penitenza cerchino lo scampo.


LETTERA I.


Signor mio Stimatissimo, 

(è un certo Simone della Limena, signore di Montalto, Spagnuolo, - o di  origine Spagnuola).


Per virtù dello Spirito Santo e per li vostri meriti e non per mia virtù mi è concesso spirito di profezia a dire spesso come maravigliosissime delle cose avvenire sopra il  fatto della riformazione  della Santa Chiesa dell'Altissimo.

Da vostra Signoria ha da nascere il  gran duce della santa milizia dello Spirito Santo, la quale ha da vincere il mondo ed insignorirsi del temporale; e non potrà essere al mondo niun Re e niun Signore che non sia della santa milizia dello Spirito Santo. Porteranno il segno di Dio vivo sul petto, ma molto più nel cuore. Li primi che saranno di tale santo ordine saranno della città di........ , città dove molto abbonda l'iniquità, i vizi ed i peccati. Si muteranno di male in bene, di ribelli di Dio in fedelissimi e ardentissimi del servigio di Dio. Sarà tal città amata da Dio e dal Gran Monarca eletto e diletto dall'Altissimo.

Per virtù del luogo di........ , tutte quelle anime sante che han fatto penitenza in  detto luogo, pregheranno nel cospetto di Dio per tale città, e per li  suoi cittadini.  Allorchè verrà il  tempo della grandissima e rettissima  giustizia  dello  Spirito  Santo,  vuole  sua Divina Maestà che tale città si giustifichi, e che molti cittadini  seguitino  il   gran  principe  della santa milizia.

Il  primo che porterà scopertamente il  segno di Dio vivo, sarà di tale città, e a lui sarà scritto e comandato da un santo eremita che lo porti scoperto e scolpito nel cuore. Tale uomo comincierà ad investi gare i segreti di Dio sopra la lunga visita e reggimento che farà lo Spirito Santo nel mondo per mezzo della santa milizia. Oh felice tal uomo che ha da avere dei grandissimi privilegi presso l'Altissimo! Oh rallegratevi che tal principe esalterà tale città, la farà libera e camera d'impero; ed essa diventerà una delle prime città del mondo.

Altro non dico. Resto baciandovi le mani insieme con tutti li cittadini di... , i quali prego che, quando vedranno questa lettera si degnino pigliarla per profezia.

Dal nostro luogo di Paola, 5 Febbraio 1482.

Fr. FRANCESCO DI PAOLA.


L'amore vuole la somiglianza

 


IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO


Il desiderio del mio cuore è il Sangue di Gesù. La ricchezza del mio cuore è il Sangue di Gesù. La fiamma del mio cuore è il Sangue di Gesù. La forza del mio cuore è il Sangue di Gesù.

La purificazione del mio cuore è il Sangue di Gesù. La giustificazione del mio cuore è il Sangue di Gesù. La brama del mio cuore è il Sangue di Gesù.

Il nutrimento del mio cuore è il Sangue di Gesù. La speranza del mio cuore è il Sangue di Gesù. Il sostegno del mio cuore è il Sangue di Gesù. La vita del mio cuore è il Sangue di Gesù! Amen! g. 30: 22 febbraio

 SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


«Non opponetevi alla croce, ma accoglietela»



“Apostolato della Santa Maternità”


Visione del Bambino Gesù:

Bambino Gesù: «Continua a chiedere la purezza per il mondo. In questo momento è necessario.»

  «Stai subendo la furia del nemico, ma presto passerà. Questa è stata una grande prova per la tua famiglia, ma non permetterò che continui. Presto se ne andrà dalla tua casa. Il tallone del serpente è stato schiacciato molto tempo fa, quindi non devi temerlo. Egli non ha alcun potere su coloro che Mi amano. Sei uscita vittoriosa da questa prova. Spero che anche altri facciano lo stesso quando saranno messi alla prova. Non è sempre facile, lo so, ma attraverso la fede supererai ogni avversità. Confida in Me e nel potere di intercessione di Mia Madre e non ci sarà nulla sotto il cielo che possa davvero farti del male».

Mariamante: «Signore, ti prego, aiuta la signora _______20 e mio marito»21

Bambino Gesù:    «Lo farò. Ricorda che queste visioni e i loro messaggi sono destinati agli altri, non solo a te.»

Mariamante: «Sì, Signore. Piccolo Gesù, ti amo e spero di non aver fatto nulla di male».

Bambino Gesù:    «No, ma tienilo a mente quando fai delle domande. Voglio che tu sappia che chiunque Mi ami non ha nulla da temere. La paura è inutile, ciò che serve è la fede. Il coraggio morale e la pazienza sono davvero necessari in questo periodo».

In quel momento ci furono diverse interruzioni da parte dei miei figli, alle quali Egli rispose:

Bambino Gesù:    «Non devi preoccuparti delle interruzioni, capisco tutto questo.

«Presto sarai sottoposta a una prova di fede che sarà molto ardua. Ti metterà alla prova fino in fondo all’anima, ma i frutti saranno bellissimi. È così che dovrà essere. La purificazione deve precedere qualsiasi crescita spirituale affinché questa sia valida. Devi comprenderlo e ricordarlo nei momenti di prova. Sono solo temporanei, non eterni come lo è il Mio amore per te. Nei momenti di prova pensa all’amore di Dio e questo sarà il tuo conforto. Lui non ti ha dimenticata e non lo farà mai.

Rallegrati di essere stata scelta per soffrire in modo simile al Mio. Questo è un dono meraviglioso, che concedo solo a pochi dei Miei figli. Tienilo presente nelle prossime settimane, con l’inizio della Quaresima.

«Ti aiuterò a comprendere meglio col passare del tempo, ma non sempre allo stesso modo. Devi essere pronta a soffrire molto, ma anche Mia Madre ti consolerà e non ti abbandoneremo mai, anche se a volte potrà sembrare così. Non potresti comprendere tutto questo ora, anche se cercassi di spiegartelo, perché per comprendere le cose di Dio è necessaria la purificazione dell’anima.»

«Rallegrati nelle prove; ti stanno liberando dalle catene della schiavitù del peccato. Il peccato, in vari gradi, persino i peccati minori, è offensivo per Dio. Ogni peccato deve essere purificato dall’anima prima che essa possa presentarsi davanti al trono di Dio in Cielo. Se desideri che ciò avvenga mentre sei ancora sulla terra, devi essere pronta a soffrire un po’ in questa vita per meritare il Regno dei Cieli, alcuni in misura maggiore e altri in misura minore, a seconda dell’anima individuale e della volontà di Dio.

«Preparati presto a confessarti. Voglio che tu continui a confessarti spesso; questo è il mezzo di purificazione meno difficile, mentre la sofferenza, ovviamente, è il più difficile. Ma come ti ho detto in precedenza, anche la tua sofferenza si trasformerà in gioia se la unisci alla Mia.

«Forse ti chiedi perché oggi ci sia tanta sofferenza nel mondo: è perché c’è tanto peccato. L’espiazione del peccato può essere un compito difficile se l’anima resiste alla purificazione, ma se vede un merito nella sofferenza, unendola alla Mia sulla Croce, comincerà a vedere chiaramente. Questa chiarezza di per sé aiuta la persona nella sua sofferenza, dandole il senso che è necessaria per contribuire alla redenzione.

«Molti soffrono ciecamente, senza comprenderne il valore. Questa è una sventura. Non proverebbero la solitudine che accompagna questo tipo di sofferenza se si rivolgessero a Me e unissero la loro sofferenza alla Mia. La Mia passione darà loro forza e pace e non resisteranno più alla croce.

«Non opporvi resistenza alla croce, ma accettatela piuttosto con la gloria che essa è in verità. Questo vi è difficile da comprendere a causa della vostra natura, ma col tempo comincerete a capirlo. La maggior parte dei Miei figli oggi lo comprende ben poco. È per questo che desidero sottolinearlo, ripetendolo spesso.

«Non temere nulla che ti avvicini a Me, come sono le tue prove e le tue croci; temi piuttosto solo ciò che ti allontana da Me, come sono i piaceri e le soddisfazioni della carne. Chiedi forza e coraggio per portare le tue croci, non perché ti vengano tolte, poiché sono i tuoi mezzi di purificazione e santificazione.

«Sebbene la misericordia di Dio, di fatto, comprenda la guarigione da molte afflizioni, ciò avviene solo in quei casi in cui ritengo superfluo, per la loro salvezza, che portino quella croce in particolare. Se una croce o una prova ha un grande valore spirituale, non la rimuoverò, e non dovete mai desiderare che ciò avvenga, poiché potrebbe essere il mezzo per ottenere la salvezza di molti e non solo di quella particolare anima.

«Tieni a mente le Mie parole durante tutta la Quaresima e ricorda che ti amo oltre ogni tua comprensione, così come amo tutti i Miei cari figli. Lodate la Santissima Trinità».

__________________

20. Una donna che ha avuto un incidente stradale. –Mariamante.

21. Per cui era preoccupata –Mariamante.

3 marzo 1987


Dio Padre: i terremoti colpiranno le vostre città.

 


CASTIGHI 

Mia carissima figlia, è giunto il momento in cui l‟uomo, avendo peccato e macchiato se stesso ai Miei Occhi per tanto tempo, sprofonderà negli ultimi abissi della depravazione, quando cercherà di distruggere tutto ciò che è sacro per Me. 

Ogni vita viene da Me. La vita dell‟anima è Mia. Anche la vita della carne è Mia. Non lasciate che l‟uomo interferisca né con l‟una né con l‟altra – per paura che la sua vita gli venga tolta da Me. Di questo potete essere sicuri. Ogni forma di vita donata dalle Mie Mani, verrà uccisa per mano di uomini malvagi. Essi toglieranno la vita a coloro che vivono ancora nel grembo materno e dichiareranno che si tratta di una forma di diritto umano. Voi, figli Miei, non avete il diritto di distruggere la vita dei Miei figli – che sia prima o dopo la nascita – e, se lo fate, allora subirete un terribile castigo. Se non vi riconcilierete e non vorrete pentirvi di questo ignobile peccato, Io vi distruggerò, così come distruggerò quei paesi che incoraggiano questa malvagità. Quando distruggete la vostra stessa vita voi Mi offendete, perché essa non vi appartiene e solo Io ho il diritto di dare la vita e di toglierla, nella Mia Ora. Con le manipolazioni sulla vita della carne, voi interferite con la Mia Divinità ed Io non potrò mai stare a guardare e ignorare un tale affronto alla Mia Creazione. 

Quando togliere la vita non gli basta, l‟uomo subdolamente attacca la vita dell‟anima, facendo morire la Mia Santa Parola, che egli calpesterà finché non ne frantumerà ogni parte, così da farla diventare come ghiaia sotto i suoi piedi. Allora l‟uomo, arrogante e pieno della sua snaturata concezione delle proprie capacità, tenterà di cercare un nuovo pianeta per trovare una nuova casa per l‟umanità, anche se questo è impossibile. Il Dono stesso della terra sulla quale ho messo l‟umanità, non sarà ritenuto sufficiente per i bisogni dell‟uomo. E così continuerà questa marcia verso l‟auto-distruzione. L‟uomo sarà l‟autore della propria fine. Egli distruggerà sistematicamente tutto ciò che è sacro per Me. 

Il Dono della vita, dato da Me ad ogni Mia creatura, Mi sarà rubato dall‟uomo, senza un briciolo di rimorso. Egli tollererà ogni aspetto del suo intento omicida, dichiarando che prendere la vita è una cosa buona. La morte per aborto è l‟oltraggio più grande di tutti e Io avverto l‟umanità che farò Giustizia, perché non vi permetterò più di offenderMi in questo modo. 

I terremoti colpiranno le vostre città e, in ogni nazione che tollera la soppressione della vita, voi sentirete il risveglio della Mia collera, quando Io colpirò i vostri cuori crudeli e odiosi. Coloro che cercano il pentimento per questo delitto saranno risparmiati, ma sappiate che nessuna delle vostre nazioni sfuggirà a questo castigo. 

La morte della Mia Chiesa non sarà tollerata, quando l‟uomo, insieme con quei falsi leader che seguirà servilmente, distruggerà i Sacramenti modificandoli fino al punto da farli sparire. Io abbatterò i vostri templi e le vostre chiese, se continuerete la vostra profanazione del Corpo di Mio Figlio. Voi lo flagellaste, lo scherniste e perseguitaste i Suoi discepoli – finché non Lo uccideste selvaggiamente crocifiggendoLo. Eppure, non avete ancora imparato. La vostra mancanza di umile servitù verso Colui che vi ha donato la vita, che vi ha portato la Redenzione e che ora tenta di prepararvi per il Grande Giorno, Mi disgusta. 

Io sono Afflitto. Io sono triste e in collera, perché siete finalmente riusciti a uccidere ogni forma di vita che vi avevo dato. Mi riferisco sia alla vita della carne che alla vita dell‟anima. La vita che vi ho dato non basta più, così Io la riprenderò nell‟Ultimo Giorno a quanti di voi Me l‟hanno rifiutata. Mentre il vostro atto di guerra contro di Me, il Creatore del mondo e di tutto ciò che è, continua, Io farò sì che i vostri atti malvagi di distruzione durino solo per un tempo molto breve. 

Ora vi do il tempo di esaminare i peccati dell‟umanità contro tutto ciò che Io considero sacro, affinché possiate espiare i peccati del mondo. La battaglia finale è iniziata e molte vite – il Dono della vita creata da Me – saranno distrutte dall‟uomo. E per questo io punirò il mondo. 

Il vostro Padre, 

Dio l‟Altissimo. 

31 Marzo 2014

sabato 25 luglio 2026

Edifica la Mia Chiesa

 


Gesù: «Mio amato amico, ricorda al Mio popolo che la Chiesa è nata dal Mio Cuore, trafitto dalla lancia del soldato sul Calvario. Dal Mio Cuore trafitto è nata la Chiesa con i suoi sacramenti. Due di questi sacramenti, l’Eucaristia e il Battesimo, sono stati simboleggiati dal Sangue e dall’Acqua che sgorgarono dal Mio costato trafitto.

«Come la Chiesa è nata dal Mio Cuore trafitto, così la vita della Chiesa cresce grazie alle grazie che Le dono continuamente dal Mio Cuore trafitto — questo Cuore che ora è glorificato. «Invito tutti i membri della Mia Chiesa ad aiutare a edificare il Mio Corpo, la Chiesa, avvicinandosi al Mio Cuore trafitto. Uniti al Mio Cuore e dimorando in Esso, darò a ciascuno la luce e la forza per compiere la volontà di Mio Padre nell’edificazione della Mia Chiesa.

«Maria è Madre e Modello della Chiesa. Come “Madre della Chiesa”, intercede per tutte le grazie di cui i membri hanno bisogno per contribuire all’edificazione della Mia Chiesa. Come Modello — come perfetta imitatrice di Me — mostra ai figli della Chiesa come tutti, individualmente e collettivamente, debbano essere sempre più plasmati a Mia immagine. Poiché tutti si avvicinano al Mio Cuore per l’edificazione della Chiesa, che lo facciano uniti al Cuore di Maria.

«La Mia Chiesa sta attraversando momenti critici e molto difficili. Ci sono molte divisioni. Esistono molti insegnamenti errati, compresi alcuni diffusi da certi teologi. Questi insegnamenti errati derivano dal fatto che coloro che ne sono responsabili non sono in retta unione con il Mio vicario, il Papa, e con il Magistero della Chiesa. Desidero che tutti i Miei figli preghino quotidianamente per la guarigione dei numerosi e gravi mali della Chiesa. Con l’intensificarsi delle preghiere e dei sacrifici per la salute della Chiesa, arriverà presto il giorno in cui la Chiesa sarà purificata e rinvigorita. Quando quel giorno arriverà, la Chiesa sarà una luce per tutte le nazioni come mai prima d’ora. Quando quel giorno arriverà, la Chiesa rinnovata sarà caratterizzata dal trionfo del Cuore Immacolato e dal regno del Mio Sacro Cuore. Così il messaggio di Fatima avrà raggiunto il suo compimento.

«Io sono il Signore e il Maestro. Chiedo che tutto il mio popolo ascolti le mie parole e vi risponda. Amo il mio popolo con un amore immenso, e in questo grande amore gli dono questo messaggio!»

Riflessione: Parlando della Chiesa, san Paolo ci dice:

«Come infatti il corpo umano, pur essendo composto da molte parti, è un’unica entità, perché tutte queste parti, pur essendo molte, formano un solo corpo, così è anche per Cristo. In un unico Spirito siamo stati tutti battezzati, sia Giudei che Greci, sia schiavi che liberi, e a tutti noi è stato dato da bere un unico Spirito...

«Ora voi tutti insieme siete il corpo di Cristo; ma ciascuno di voi ne è una parte diversa. Nella Chiesa, Dio ha dato il primo posto agli apostoli, il secondo ai profeti, il terzo ai dottori; dopo di loro, i miracoli, e dopo di essi il dono della guarigione; i collaboratori, i buoni capi, coloro che parlano molte lingue. Sono forse tutti apostoli, o sono forse tutti profeti, o sono forse tutti dottori? Hanno tutti il dono dei miracoli, o tutti il dono della guarigione? Parlano tutti lingue straniere, e tutti le interpretano?» (1 Corinzi 12, 12-30).

Nel messaggio sopra riportato, Gesù ricorda a tutti noi che abbiamo la responsabilità di contribuire all’edificazione della Chiesa. San Paolo ci ricorda che ognuno di noi ha il proprio ruolo. Egli nomina molti di questi ruoli e sono in molti a condividerli. Ad esempio, nella Chiesa ci sono molti maestri di vario genere. Ma ciascuno insegna secondo la propria unicità personale. Di conseguenza, possiamo davvero dire che ognuno ha una missione, ha un ruolo nella vita della Chiesa che nessun altro può svolgere. Nella misura in cui ciascuno di noi dona la propria vita a Cristo, continuiamo la Sua opera sulla terra attraverso l’umanità visibile e tangibile che ciascuno di noi possiede. Nella misura in cui ciascuno di noi non riesce ad abbandonarsi a Gesù, in quella stessa misura gli neghiamo l’opportunità di vivere attraverso la nostra unicità personale. Che privilegio straordinario è stato concesso a ciascuno di noi! E che responsabilità straordinaria!