mercoledì 8 aprile 2026
Beatitudine del Ritorno
La vera Patria
Vi sia detto questa cosa, che per Me non esiste più grande Beatitudine, che vedere maturare voi, Mie creature, a figli, che riconoscono il loro Padre e che desiderano essere riuniti con Lui. Questa Beatitudine è incomprensibile per voi, perché voi non potete misurare quanto grande era il Mio Amore, quando Io vi ho creato e come questo Amore in eterno non diminuisce, finché abbia di nuovo trovato la definitiva conclusione con voi, cioè finché voi stessi da libera spinta siete di nuovo ritornati da Me. L’Amore è la Mia Sostanza dall’Eternità, l’Amore è la Forza, che ha portato tutto all’esistenza, è l’Amore, che assicura l’esistenza di tutti voi ed è infinito Amore che vuole rendervi beati fino all’eternità. Quindi siete usciti dall’Amore come perfette creature, perché tutto ciò che ho creato, può soltanto essere perfetto. E malgrado ciò voi eravate esseri “creati”, che non potevate essere altro che perfetti, quando siete usciti dalla Mia Mano. Ma questo grado di perfezione non Mi bastava. Io volevo dei figli accanto a Me, che con la libera volontà tendevano a quella perfezione, ma che potevano anche formarsi all’imperfezione, se questo era la loro volontà. Ed in questa imperfezione si sono formati innumerevoli esseri, che si sono allontanati da Me volontariamente ed hanno capovolto al contrario tutte le caratteristiche divine. Questa non era la Mia Volontà, ma la Mia Concessione, perché Io sapevo, che la riformazione alla perfezione da parte di questi esseri era possibile e che questa riformazione sarà anche completata, anche se dopo un tempo infinitamente lungo. Ma gli esseri che riusciranno ad effettuare questa opera di riformazione, sono ciò che Io Stesso con la Mia Potenza non ho potuto creare: veri figli del Padre, che dunque saranno diventati perfetti come il loro Padre nei Cieli è Perfetto. Coloro che ritornano da Me per libera volontà e Mi rendono estremamente felice, quando Io li posso attirare al cuore come Miei veri figli quando si sono fusi con Me e lo rimarranno in tutte le Eternità. E’ per Me una condizione oltremodo felice, vedere questi Miei figli fare passo dopo passo verso la meta dell’unificazione con Me. Ed anche se questo ritorno da Me richiede tempi eterni. Io so che saranno una volta perfetti, che nessun essere Mi rimarrà lontano, so che l’opera iniziata con l’atto della caduta degli esseri, procede certamente, anche se la libera volontà fa ricadere l’essere temporaneamente – anche se passano delle eternità, finché questa libera volontà si modifica e chiede di Me. Ma il Mio Amore non cede, di aiutare ad elevare questi esseri dall’abisso. Il Mio Amore continua ad andare incontro alla creatura e la Mia nostalgia per l’unificazione aumenta costantemente e troverà anche una volta l’adempimento, come anche la creatura stessa avrà nostalgia di Me e cerca l’unificazione, ma allora l’essere sarà eternamente beato. E perciò non ha molto significato per Me, quando avrà luogo questa unificazione, perché per Me mille anni sono come un giorno, ma che avrà luogo, Io lo so e soltanto per Amore verso le Mie creature stesse cerco di abbreviare il tempo del ritorno da Me, ma non intervengo, se la volontà dell’essere è ancora rivolta contro di Me. Ma quando i Miei figli percepiranno una volta la beatitudine che la nostra unificazione porta con sè, allora non potranno comprendere, di aver fatto tanta resistenza a Me, perché anche il loro amore per Me si infiammerà in piena forza, e mai più l’essere vorrà staccarsi da Me. E soltanto allora all’essere sarà comprensibile, che cosa è l’Amore. Allora sapranno, che nulla può andare perduto di ciò che è creato da Me e che tutto deve anche stare nella massima perfezione, per rimanere per sempre unito con Me, per poter sopportare la Mia Vicinanza, per poter creare e formare con e accanto a Me, come è il Mio Piano sin dall’eternità. Ed il Creatore Sarà beato con le Sue creature, Sarà incommensurabilmente beato il Padre con i figli Suoi.
Amen
22. agosto 1960
L'ALDILA’ STUPENDA REALTA’
INFERNO
Altre pene dei dannati:
la compagnia dei demoni che sfogheranno su di loro il loro odio contro Dio, torturandoli per tutta l'eternità;
la compagnia dei dannati. Se per qualche circostanza ci capita di trovarci tra persone ineducate, dal linguaggio volgare e blasfemo; con persone sporche, male odoranti; con persone che ci guardano con occhio bieco e ostile, ecc., con quale ansia non aspettiamo l'occasione e il momento di sottrarci a quella insopportabile situazione! Ebbene nell'Inferno il dannato si troverà in una situazione immensamente più infelice ed eterna in compagnia di dannati molto più spregevoli e che si odiano l'un l'altro con grande accanimento.
Le pene dell'inferno sono continue e disuguali
Come le gioie del Paradiso, così le sofferenze dell'Inferno, per quanto intense, non conoscono interruzione alcuna. Sulla terra le distrazioni, il sonno, i rimedi, possono diminuire la coscienza del dolore. Nell'Inferno i dannati non conoscono sonno, né distrazioni, né sollievo: l'Inferno è continuità nella piena coscienza della propria sventura eterna.
Come in Paradiso i godimenti dei Beati non sono uguali, ma proporzionati ai loro meriti, così nell'Inferno le sofferenze dei dannati non sono uguali, ma proporzionate ai loro peccati.
L'inferno non è vuoto
Oggi ci sono alcuni che dicono: l'Inferno c'è, però, non ci va nessuno perché Dio è infinitamente buono e misericordioso; è nostro Padre e quindi ci salverà tutti.
Qui ci sarebbe tanto da dire, ma, per non allungare troppo l'argomento, non dobbiamo dimenticare che Dio è infinitamente misericordioso per chi si pente e si converte, ma è pure infinitamente giusto per chi, fino all'ultimo istante della sua vita terrena, rifiuta la sua grazia, rifiuta il richiamo che l'invita al pentimento. All'Inferno ci va chi ci vuole andare. Diceva Gesù a un'anima privilegiata, Suor Consolata Betrone: «L'impenitenza finale è per quell'anima che vuole andare all'Inferno di proposito e quindi rifiuta ostinatamente la mia immensa misericordia, perché io ho versato il mio Sangue per tutti! No, non è la moltitudine dei peccati che danna l'anima, perché io li perdono se essa si pente, ma è l'ostinazione a non volere il mio perdono, a volersi dannare».
Che l'inferno non sia vuoto ce lo conferma la Vergine Santissima a Fatima. Nella quarta apparizione, domenica 19 agosto 1917, la Madonna, velata di tristezza, dice ai tre fanciulli (Lucia, Giacinta e Francesco): «Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate che molte, molte anime vanno all'Inferno, perché non c'è chi si sacrifichi e preghi per loro».
Concludiamo l'argomento dell'Inferno riportando l'episodio del Papa Pio IX. Verso la fine del suo glorioso pontificato, il Papa raccomandava a un Missionario francese: «Predicate molto le grandi verità della salvezza, predicate specialmente l'Inferno. Dite chiaramente tutta la verità sull'Inferno, non c'è nulla di più efficace per far riflettere i poveri peccatori e convertirli».
P. GNAROCAS N.I.
Approfittate di questo tempo per tornare a Dio.
Messaggio della Regina del Rosario dato a Gisella il 4 aprile 2026
Riflessione sul messaggio
L'ESTASI DA SOSTANZA A SOSTANZA
“Il diario mistico di Camilla Bravi”
Descrivo ora per ispirazione divina che cosa si prova nell'estasi di pura Sostanza, che fu per me la prima e l'unica. Dio me la donò quando io, nauseata della vita mondana, tentavo di uccidermi; e come san Paolo mi aspettò al traguardo del suo amore, affinché non cadessi nell'inferno.
- La Tenebra Sacra. In questa estasi di Sostanza non vi è nessuna figura come per esempio nell'estasi della Santissima Trinità: vidi come un gran Sole, e nel centro di Esso vidi Tre Raggi identici, uguali ecc. e Gesù mi spiegava il mistero della Santissima Trinità, come nelle altre grandi visioni che seguirono. Nulla di tutto questo, nell'estasi di Sostanza.
In questa visione di Sostanza, Dio, Purissimo Spirito, immerge l'anima spirituale nella sua Tenebra Sacra e la introduce in Sé, ma rapisce le potenze dell'anima, memoria, intelletto e volontà, ed esse non hanno la facoltà di agire come nelle altre visioni. Non avvertono ciò che Dio comunica all'anima perché sono rapite nell'anima stessa, nella Essenza Spirituale dell'anima, nel profondo di essa, ove traggono origine le stesse potenze.
Ma chi entra in estasi prova e sente gli effetti che la visione scolpisce nell'anima, senza sentire il suono delle parole né vedere Dio nella sua Grandezza infinita. Dio scolpisce in essa gli effetti della sua Grandezza Infinita perché è troppo alta per l'anima, che non la può sostenere. Sarebbe come se uno volesse fissare il sole: la sua luce è tanto forte, che l'uomo non la può sostenere.
Così Dio, Sole divino e infinito, Amore, Bellezza e Grandezza Infinita, stringe l'anima nel connubio dell'Amore e in quell'amplesso le dona tutto Se Stesso, ossia gli effetti di questa sua Sostanza divina che è «luce intellettuale piena d'amore, gaudio di vero ben piena di letizia» (Dante), di pace, di gioia e di ebbrezza. E l'anima in Lui immersa ama, conosce e gusta il suo Dio con quella luce e con quell'amore che Egli stesso le dona.
Le parole di Dio sono scolpite con tale forza, che se campasse mille anni, resterebbero impresse nell'anima. Anche l'anima non si esprime a parole: gode, ama e gusta il suo Dio nell'adorazione, nel silenzio, nella riconoscenza e nel vero dolore dei peccati. E perché l'anima possa sostenere ciò che Egli le mostra, la prepara con grazie particolari, rivestendola della sua stessa umiltà.
- Effetti sull’anima. Nella visione di Sostanza l’anima è colta improvvisamente e di sorpresa senza avvertire come questo succeda, ed è una cosa come se, per esempio, uno la gettasse in un braciere di fuoco all'improvviso, senza che possa sapere chi è stato e senza vedere il fuoco o la fiamma, e si sente come consumare d'amore, dell'Amore divino che le dona l'umiltà divina e un perfetto dolore dei suoi peccati, tanto che si sente come morire dal dolore, e morrebbe se non fosse sostenuta da questo stesso Amore divino, e prova una grande pace profonda e soave.
Infatti in questa visione che durò sei ore, ricordai le poche parole che il Signore Iddio aveva scolpite nella mia anima, senza che sentissi il suono della sua voce divina; e mi trovai al mattino inginocchiata nella mia stanza senza sapere chi mi aveva gettata in ginocchio. È una cosa tanto sublime che possono comprenderla bene solo quelli che l'hanno provata.
In questa visione, Dio trasforma l'anima e la rende bella come se fosse appena battezzata, e le infonde il desiderio del martirio; essa sarebbe capace di soffrire con gioia ogni genere di tormenti, per riparare di averlo tanto offeso. Dio le dona l'Amore suo sostanziale, ossia lo Spirito Santo; così l'anima si sente come consumare dal desiderio della sofferenza per poter portare anime a Dio, di essere crocifissa come il Figlio, e questo veemente desiderio è come un martirio d'amore.
Dio l'ha resa così bella che si compiace in lei; le dice che non l'abbandonerà più e che, sopra la sua miseria, edificherà il trono della sua Bontà e Misericordia. Quando l'anima si sveglia dall'estasi, sente che agisce in lei il Signore; ha l'impressione di avere un corpo in prestito, come se tornasse dall'aldilà e vedesse il mondo per la prima volta; le potenze dell'anima restano come assorte, legate anche per ore e giorni.
Le lacrime d'amore che versa per aver tanto offeso il suo Dio, le sono come refrigerio, perché la vista dei suoi peccati non solo non la turba, ma accresce in essa l'ammirazione, la riconoscenza, la lode, l'amore e il ringraziamento per l'Amore che Egli le ha donato per la bontà del suo Cuore. E la confidenza in Dio si sostituisce al timore.
Il fuoco che lascia nell'anima è come un fuoco che la consuma, ed essa desidera morire per unirsi a Dio per sempre. Ed è tanta la veemenza dell'amore di Dio, e l'umiltà di cui Dio l'ha rivestita, che riconosce d'aver meritato più volte l'inferno. L'anima sarebbe disposta ad andare in quel posto diabolico se Dio glielo permettesse, purché laggiù le fosse concesso di amarlo e lodarlo; amarlo anche per tutti i dannati.
- Dopo il rapimento. Quand'è passato il rapimento e si sveglia dall'estasi, l'anima continua a gustare gli effetti dolcissimi di questo connubio d'amore, ed è trasformata da questi effetti lasciati ad essa dall'estasi. E come se fosse appena battezzata, subito è presa dal desiderio di donarsi, per far piacere a Lui, in opere di bene; è unita a Dio, è assorta in Lui, resta per un periodo di tempo, ore o giorni secondo la durata dell'estasi, come astratta a tutto ciò che la circonda; e continua nella contemplazione a gustare Dio.
Ha voglia di starsene sola, piange continuamente i suoi peccati con dolore perfetto, ma la vista di essi non la turba, perché sa che li ha bruciati nelle fiamme dell'Amore. Anche il corpo, essendo sveglio e non più estatico, rimane come astratto ed estraneo a tutto, perché partecipa anch'esso alla pace sensibile, alla gioia e all'amore che l'anima riverbera in esso.
Questa pace profonda e soave non è altro che la vita in Dio: la vita nascosta molto profondamente nel mistero dell'abitazione della Santissima Trinità nell'anima. Dio continua a vivere nell'anima e a comunicarle il suo Amore, ed essa vive nella fortezza inespugnabile del santo raccoglimento, nell'orazione di contemplazione e di unione.
- Effetti sul corpo. In questa visione di sostanza a Sostanza, ossia nell'unione dell'essenza dell'anima con l'Essenza di Dio, se l'anima non fosse imprigionata nel corpo, uscirebbe e per la veemenza dell'amore volerebbe a Dio in cielo.
Neppure il corpo può sostenere senza morire l'ebbrezza dell'amore di Dio che è nell'anima, sua prigioniera; e Dio permette che esso resti estatico, insensibile a tutto, e perda la cognizione del tempo, del luogo e delle cose che lo circondano.
Nell'estasi l'anima non sente più d'essere prigioniera nel corpo; è come se non l'avesse più, intenta ad amare e gustare il suo Dio. Man mano che cessa il rapimento dell'anima ed essa si sveglia dall'estasi, anche le sue potenze - memoria, intelletto e volontà - sembra che rientrino nel corpo a vivificarlo; e anche il corpo riprende la vita sensibile, come se si svegliasse da un sonno profondo.
- Il demonio non entra. In questa visione di pura Sostanza non può entrare il demonio, e non tenta neppure di farlo, perché conosce che è cosa troppo alta per lui e non può comprenderla; e Dio non lo lascerebbe entrare nel centro dell'anima ove abita la Santissima Trinità.
Solo più tardi, quand'essa vive nella vita di unione e contemplazione, egli tenta d'insinuarsi o per invanirla per le grandi comunicazioni che riceve o per avvilirla quando cade nei suoi difetti, facendole credere che è un'isterica, un'illusa, per spronarla a lasciare tutto, perché vane e inutili sono le sue preghiere, ecc.
- Le parole di Dio. In questa estasi da sostanza a Sostanza, Dio mi disse: «Sono il tuo Dio; gusta quanto è soave il mio Amore. Tu cercavi la pace e la gioia nel piacere e nel peccato, e non hai trovato che delusione e amarezza. E nauseata, stanca di tutto, tentavi di gettarti dalla finestra cercando la morte. Ma Io che ti amo d'infinito Amore, ti aspettavo al traguardo dell'infinito mio Amore, e per salvarti dall'inferno mi sono rivelato a te, e ti ho gettata in questa estasi profonda. Gusta quanto è soave il mio Amore».
Mi sentivo come morire dal dolore perfetto dei miei peccati; e con lacrime cocenti d'amore e riconoscenza, muta nel silenzio e nell'amore, andavo contemplando la grandezza di Dio e la sua bellezza infinita e ripetevo: «Mio Dio e mio Signore, non merito il tuo Amore; il mio posto è l'inferno e, se Tu lo permettessi, andrei volentieri laggiù purché mi fosse concesso di amarti così. Potessi almeno darti qualche cosa! Il peccato mi ha tutto rubato: la fede, la purezza e la giovinezza; tutto, proprio tutto».
Ed Egli a me: «Eppure hai qualche cosa di tuo». Aggiunsi: «Di mio, ho solamente peccati e peccati». Dio continuò: «Dammeli, sono proprio quelli che Io voglio; dammeli, poiché Io voglio bruciarli e consumarli nelle fiamme del mio infinito Amore. Guarda come sei bella così! È come se tu fossi appena battezzata».
Infatti vedevo la mia anima rivestita del suo splendore. Dio continuò: «Voglio farti santa, gran santa, presto santa; voglio, sopra la tua miseria, edificare il trono della mia Misericordia infinita. Ti voglio vittima del mio Amore infinito e verserò in te quell'Amore che tanti rifiutano. Tu sarai la mia Maddalena moderna di questi tempi, e mi aiuterai a portare tante anime al mio Amore, al mio Cuore».
«Voglio farti santa, grande santa, presto santa»: è un'espressione in uso negli ambienti religiosi contemporanei, per cui si vede come il linguaggio mistico non è esente da influssi ambientali.
- Effetti duratura: Queste sono le parole che l'Essenza divina, Purissimo Spirito, incise nell'anima in questa tenebra sacra, nell'estasi sublime che durò sei ore. E quando cessò l'estasi, provai l'impressione che le potenze, man mano che si svegliavano dal rapimento, entrassero nella mia anima a vivificarla.
E così il corpo nell'estasi non vide nulla, ma quando si svegliava a poco a poco dall'estasi e le potenze rapite si svegliavano anch'esse, e cessava l'effetto di quella droga spirituale che l'aveva reso estatico e immobile, ebbe l'impressione, man mano, che le potenze tornassero in lui da lontano.
Infatti la padrona di casa mi disse seccata: «È mezz'ora che io e l'inquilina la chiamiamo fortemente tentando di levare la porta, temendo che lei fosse morta, ed è andata a chiamare il marito per tentare di levarla lui. Ma che sguardo trasognato che ha! Si è sentita male? Vado a prepararle e portarle un caffè».
Infatti, mentre a poco a poco mi svegliavo dall'estasi, provavo l'impressione come se mi chiamasse da lontano e con voce debole, e poi poco a poco la sentivo più forte e vicina, finché mi svegliai e andai, come un automa, ad aprire la porta senza che riuscissi a dire una parola.
Provavo l'impressione come se avessi un corpo in prestito e che agisse in me qualcuno, come se venissi dall'aldilà e come se vedessi il mondo per la prima volta. E quando otto giorni dopo uscii, mi parve di vedere Bergamo per la prima volta, astratta da tutto ciò che mi circondava, tanto che la padrona mi disse: «Ma che cos'ha? Sembra trasognata! Non sente che la salutano?».
Io rispondevo al saluto e poi ritornavo in contemplazione; e questo legamento delle potenze mi durò più giorni ed ero come astratta da tutto. I primi tre mesi, piangevo con dolore perfetto i miei peccati, ma la vista di essi non mi turbava; erano lacrime d'amore, di riconoscenza e di ringraziamento che davano refrigerio alla mia anima e al mio corpo affinché riuscissi a sopportare tanto Amore.
Due anni dopo, avevo subìto un'operazione al ventre e mi avevano addormentata con il cloroformio. Durante l'operazione non sentii nessun dolore, ma, cessata l'operazione, finché durò l'azione del cloroformio, sentivo la voce della suora chinata su di me che mi diceva: «Camilla, è finita l'operazione».
Io provavo l'impressione che la sua voce venisse da lontano, debole, e man mano che cessava l'azione del cloroformio sentivo la voce sempre più forte e vicina. Allora incominciai a sentire il dolore, lo spasmo e il male che mi aveva lasciato l'operazione; e provavo l'impressione di svegliarmi da un sonno profondo.
Allora mi ricordai della mia prima estasi. Avevo provato le medesime impressioni svegliandomi dall'estasi come se mi svegliassi da un sonno profondo, con la differenza che il corpo, man mano che l'estasi cessava, sentì la gioia, la pace e l'ebbrezza che l'anima riverberava in esso.
Ho voluto descrivere minutamente ciò che l'anima prova nell'estasi di pura Sostanza per spiegare la differenza che passa con l'estasi intellettuale.
Orio Nardi
L'ADDIO DELLA SERA A GESÙ SACRAMENTATO
Oh! Mio Gesù, Prigioniero Celeste, già il sole è al tramonto e le tenebre invadono la terra, e Tu resti solo nel Tabernacolo d'amore. Parmi di vederti atteggiato a mestizia per la sola solitudine della notte, non avendo attorno a Te la corona dei tuoi figli e delle tue tenere spose; che almeno Ti facciano compagnia alla tua volontaria prigionia.
Oh! Mio Divin Prigioniero, anch'io mi sento stringere il cuore, nel dovermi allontanare da Te, e sono costretto a dirti addio, ma che dico oh Gesù, mai più addio, non ho il coraggio di lasciarti solo, addio con le labbra, ma non col cuore, anzi il mio cuore lo lascio con Te nel Tabernacolo, conterò i tuoi palpiti e vi corrisponderò con un mio palpito d'amore, numererò i tuoi affannosi sospiri e per rinfrancarti Ti farò riposare nelle mie braccia, Ti farò da vigile sentinella, starò tanto attenta a guardare se qualche cosa T'affligge e T'addolora non solo per non lasciarti mai solo, ma per prendere parte a tutte le tue pene.
Oh Cuore del mio cuore, oh Amore del mio amore, lascia quest'aria di mestizia, consolati, non mi dà il cuore di vederti afflitto, mentre con le labbra Ti dico addio, Ti lascio i miei respiri, i miei affetti, i miei pensieri, i miei desideri e tutti i miei movimenti che inanellando tra loro continui atti d'amore, unito al tuo, Ti formeranno corona e, Ti ameranno per tutti, non sei contento o Gesù? Pare che mi dici di sì, non è vero? Addio o Amante prigioniero, ma non ho finito ancora, prima che io parta, voglio lasciare anche il mio corpo innanzi a Te, intendo delle mie carni e delle mie ossa fare tanti minutissimi pezzi per formare tante lampade per quanti tabernacoli esistono nel mondo, e del mio sangue tante fiammelle, per accendere queste lampade, ed in ogni Tabernacolo intendo mettere la mia lampada, che unendosi alla lampada del Tabernacolo che Ti rischiara la notte, Ti dirà Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti riparo e Ti ringrazio per me e per tutti.
Addio oh Gesù, ma senti un'altra parola ancora, patteggiamo ed il patto sia che ci ameremo di più, mi darai più amore, mi chiuderai nel tuo amore, mi farai vivere d'amore, e mi seppellirai nel tuo amore stringiamo più forte il vincolo dell'amore. Sarò contenta se mi darai il tuo amore per poterti amare davvero.
Addio o Gesù, benedici me, benedici tutti, stringimi al tuo cuore, imprigionami nell'amor tuo con lo scoccarti un bacio sul cuore, addio, addio.
Serva di Dio Luisa Piccarreta
L'UMANITÀ È SULL'ORLO DI UNA GRANDE ECATOMBE - TORNATE AL MIO DIVIN FIGLIO, PERCHÈ STA CALANDO LA NOTTE!
MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
A LUZ DE MARIA
07 APRILE 2026
Cari figli del Mio Cuore Immacolato, ricevete la Mia Benedizione Materna, piena d’amore e di speranza.
È FONDAMENTALE RICORDARE CHE LA RISURREZIONE DEL MIO DIVIN FIGLIO NON HA SEGNATO LA FINE, BENSÌ L'INIZIO DI UNA PRESENZA LUMINOSA CHE CONTINUA AD ACCOMPAGNARVI.
LO SPIRITO SANTO RIMARRÀ CON VOI E IL VERO AMORE TRIONFERÀ A IN OGNI ISTANTE.
Man mano che l'oscurità si avvicinerà, sorgerà la domanda: fino a che punto potrà arrivare? La risposta dipende dalla fermezza della vostra Fede, dallo stato di Grazia in cui vi trovate e dalla fiducia che riponete nel Mio Divin Figlio.
La luce rimarrà viva in tutti e si farà più intensa in coloro che alimenteranno una Fede solida e che crederanno con convinzione.
Nel Regno del Mio Divin Figlio, ognuno di voi ha un valore inestimabile.
Verrete messi sulla bilancia ed è essenziale che manteniate la pace, poiché questa pace, assieme all'amore, è quella che vi permetterà di superare qualsiasi prova si possa presentare.
Cari figli:
FINCHÉ MANTERRETE LA FEDE (1), LA CASA DI MIO FIGLIO VI FORNIRÀ QUELLO CHE È NECESSARIO E RISPONDERÀ ALLE VOSTRE SUPPLICHE, PURCHÉ SIANO CONFORMI ALLA VOLONTÀ DIVINA E PER IL VOSTRO BENESSERE.
Questo è un momento complesso, poiché si sta avvicinando l'adempimento di varie rivelazioni, attese da tempo dall'umanità.
Sono molte le persone che desiderano che le profezie si avverino (2), ma costoro non comprendono realmente quello che stanno chiedendo.
Quando questi eventi si materializzeranno, l'umanità soffrirà intensamente e la Fede verrà messa alla prova.
L'UMANITÀ È SULL'ORLO DI UNA GRANDE ECATOMBE E CI SONO ANCORA TANTI MIEI FIGLI CHE IGNORANO LA GRAVITÀ DI CIÒ CHE STA PER ACCADERE.
Coloro che stanno vivendo chiusi nel loro mondo, senza lasciarsi influenzare dall'esterno, quando saranno costretti a svegliarsi dovranno affrontare una dura realtà.
Il dolore, la sofferenza e la morte di tante persone, stanno affliggendo profondamente il Sacro Cuore del Mio Divin Figlio e il Mio Cuore Immacolato. L'orgoglio di certi governanti trascinerà tutta l'umanità in una sofferenza estrema.
Fate attenzione cari figli Miei, perché si sta avvicinando il dolore ed è necessario che vi prepariate con Fede, con amore e con speranza!
Procedete con la certezza di essere figli della Trinità Sacrosanta, crescete spiritualmente, utilizzate i sensi e rendeteli spirituali (3), in questo modo sarete persone migliori, più grandi nella Fede, nella Speranza e nella Carità.
Crescere nella fede e nella comprensione dell'Amore Divino, vi porterà ad essere più umili e più misericordiosi.
Figli, vi state avvicinando alla festa della Divina Misericordia (4), ognuno di voi dovrà fare tutto il necessario per ottenere il perdono del Mio Divin Figlio.
Nel giorno della Divina Misericordia rinascerete a una nuova vita e sarete persone ricolme dello Spirito Santo.
Cari figli:
TORNATE AL MIO DIVIN FIGLIO, PERCHÈ STA CALANDO LA NOTTE!
Vi amo.
Mamma Maria
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
(1) Riguardo alla Fede, leggere…
(2) Riguardo al compimento delle Profezie, leggere…
(3) Sui sensi spirituali, leggere...
(4) Libro: Vengo con la Mia Divina Misericordia, scaricare…
COMMENTO DI LUZ DE MARIA
Fratelli:
La Madonna ha portato alla nostra attenzione vari eventi, senza nominarli direttamente, ma noi sappiamo su cosa ci sta mettendo in guardia.
Siamo avviati verso una sofferenza a livello mondiale e dovremo fare un esame profondo, sincero, come non lo abbiamo mai fatto prima e riflettere seriamente sulla nostra vita spirituale.
Solo e soltanto Dio ci aiuterà a superare ogni situazione, se lo desidereremo e se glieLo chiederemo con tutto il cuore, cercandoLo sulla Sua Via.
La Madonna ci porta verso il Suo Divin Figlio, imploriamo il Suo Aiuto affinché non si perdano altre anime.
Ci troviamo in una fase molto pericolosa per l'umanità e più ancora per le anime.
Dobbiamo nutrire le nostre anime con il pentimento, con il fermo proposito di correggerci, con la Santa Eucaristia e dobbiamo focalizzarci sul fatto che la nostra Fede deve crescere e aumentare quotidianamente.
Fratelli, la Madonna ha detto giustamente che noi desideriamo che tutto si compia subito, ma quando succederà, saremo pronti ad affrontarlo senza perdere la Fede?
Amen.
Regina della Famiglia
martedì 7 aprile 2026
Severo Ammonimento – L’ultima fase della Terra
La Trasformazione della Terra
Per poco tempo siete ancora in condizioni ordinate, per poi venir precipitati in un caos dal quale non potete svincolarvi con la propria forza, perché ora la Terra entra nell’ultima fase, va incontro alla sua fine. Questa Previsione è da prendere molto sul serio, dato che deve rendervi consapevoli, che è venuto anche il vostro ultimo tempo, che voi tutti non avete più una lunga durata di vita ed anche molti devono prepararsi prima ad una improvvisa richiamata. Ogni giorno che vivete ancora, è un regalo che dovete degnare, perché ogni buona opera che fate in un giorno, aumenta la vostra Forza di cui avete urgentemente bisogno nel tempo in arrivo. Chi vive alla giornata senza amore e fede, sarà totalmente senza Forza oppure si darà a colui che lo provvede bensì con la forza, ma non lo salva dalla fine, dall’ultimo Giudizio, dalla nuova relegazione nella solida materia. Non vendete la vostra anima per un prezzo che non soppesa davvero la miseria, che attende ancora l’anima, quando la vita terrena sarà terminata. Non posso dirvelo abbastanza sovente ed avvertirvene abbastanza seriamente, perché vi potete preparare una sorte beata. Ma voi uomini non credete ciò che vi lascio sempre di nuovo annunciare tramite veggenti e profeti, non credete ed Io non posso costringervi alla fede. Siete di mentalità mondana e vi trovate indicibilmente lontano dallo spirituale, siete totalmente sprofondati nella materia e questa vi schiaccerà, vi catturerà nuovamente del tutto, perché non ve ne separate, finché possedete per questo la Forza. Immaginatevi una volta seriamente, di venir rinchiusi nella durissima materia e non ve ne potete più liberare. Il pensiero vi darebbe la Forza più grande per sfuggire a questo destino, ma vi manca la fede e questa fede non ve la posso dare Io, ma ve la dovete conquistare da voi stessi attraverso una vita nell’amore. Allora vi viene chiaro tutto il collegamento ed anche il significato della vostra vita terrena come uomo. Vi spaventereste, se vedeste di quanto deviate da ciò che vi è stato dato come compito per il tempo della vostra esistenza terrena. Fate delle opere buone, costringetevi a queste, imparate a rinunciare per il prossimo, lenite la sofferenza e la miseria, consolate e ristorate i malati e deboli, mettete una mano compassionevole ovunque vedete la miseria, non lo fate solamente per altri, lo fate anche per voi stessi, perché la vostra anima sorge alla Vita ed ogni buona opera le procura l’illuminazione dello spirito, diventerete vedenti e riconoscerete il Mio grande Amore là, dove vedete oggi ancora un regnare impietoso di un potere, che vi vuole soltanto tormentare sulla Terra. Ascoltate la Mia rinnovata Chiamata d’Avvertimento e d’Ammonimento e non lasciatela echeggiare oltre al vostro orecchio, lasciate andare il desiderio per la materia, pensate alla salvezza della vostra anima e non preoccupatevi, perché vi mantengo anche terrenamente, se provvedete seriamente per la vostra anima che è nel più grande pericolo, perché la fine è vicina.
Amen
6. maggio 1952
MAMMA PARLA CON DIO ...
Signore, è una madre che vi implora.
Io vi adoro.
Io credo in voi.
Io ripongo in voi tutta la mia fiducia.
Desidero rivestirmi di voi, per assomigliare a voi nel mio comportamento.
L'anno è composto di giorni;
Desidero vivere ogni giorno della mia vita nel vostro amore.
Ecco perché ho pensato di rivolgervi ogni mattina, all'inizio di ogni giorno della settimana, una sincera preghiera. Essa dimostrerà che io desidero, con tutte le mie forze, donarmi ai miei, senza riserve.
Desidero nutrirmi di voi, perdermi in voi e assomigliare a voi attraverso la mia vita profonda e discreta.
La mia vita quotidiana diventerà così il frutto che permetterà di valutare la qualità e il valore dell'albero.
Io sono, o Signore, una madre che desidera trasformare la sua casa in un centro di vita cristiana.
Questa è la sola via per raggiungere la Felicità
per quelli che mi circondano, il caro compagno di
mia vita terrena e i bambini amati
che mi avete donato
Così gli affetti dovranno sempre durare,
perché, protetti dalla cupidigia, dai desideri insani,
dagli amori incompleti
Voi sapete, Signore, cosa io sia
Io lo riconosco, voi mi avete colmato
di doni
Ho buone qualità
Ho anche difetti
Le prime mi concedete per permettere che io diventi,
un poco, il cielo di quelli che sono stati collocati dalla vostra mano sul mio cammino
I difetti, voi li permette per dar-me
l'occasione di lottare per voi e non vivere nell'inattività,
aspettando direttamente il soccorso delle consolazioni
facili
Desiderate che
la mia vita sia una conquista difficile, ma non impossibile
Signore, grazie vi siano date per le cose
con cui mi avete largamente beneficiato
Mi sembra che mi trattiate un poco come
Giovanni, l'apostolo che il Santo Evangelo designa con quelle parole,
così piene di dolcezza:
"Quello che Gesù amava"
Desidero meritare il stesso glorioso elogio
È necessario che io mi assomigli a voi per poter dire in ogni momento:
"Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me"
Desidero comprendere questa verità: chi guarda sempre verso il cielo, finirà per acquisire ali
Mediterò ogni giorno
Alzarsi ogni mattina non è come una nuova nascita?
Il giorno è in sé parte della vita, una vita in sintesi
Voi mi donate in prestito, questo giorno
Non appartiene a me
È vostro
Ma sarà per me pieno di insegnamenti e esperienze, di grazie e di meriti, di ricchezze terrene e di valori celesti, se io lo affronto con pieno lucidità di mente e dirigere la mia anima attraverso le circostanze che la guidano, così come la pianta si volta verso il sole.
Al mattino, o Signore, retifico i miei affetti,
ravivo il mio sentimento delle cose divine e umane.
Benedite la mia ardente aspirazione di amare voi e di farvi amare
Che io sappia meditare bene, per sapere al mattino ciò che devo offrire a voi durante il corso del giorno
Fate che io apra le porte della mia anima, così che in cambio, le benedizioni di Dio non siano negate alla mia tenerezza materna
Signore, ecco qui una madre
Essa vi chiede la grazia di comprendere meglio e di vedere tutte le cose nella loro aureola di bellezza
Si dice che Cesar Franck guardava il mondo attraverso i vetri flamboyant che erano sopra il suo organo
Egli aveva un poco di ragione
L'organo è sublime perché cerca di esprimere tutte le voci delle creature
I vetri flamboyant sono anche sublimi quando proiettano su noi in colori, in forme, in idee e in suggestioni, la luce del Cielo.
In modo simile io divento sublime quando, attraverso la mia vita, prodigo ogni sorta di ricchezze spirituali
Fate di me una madre supplicante, poiché è solamente nel profondo raccoglimento della preghiera, come in una notte illuminata da astri spirituali, che l'essere che si nasconde in me e in tutti noi, può trasformarsi in un angelo di luce
Desidero essere come l'idealista San Francesco d'Assisi, che ama tutte le cose e si distacca da tutte le cose, che consacra la sua anima alla terra e al cielo, come un albero
Un albero è una fiamma che si proietta in due direzioni, nell'aria e nel terreno
I due elementi lo nutrono
Come la Vergine amorosa, devo collocarmi tra il cielo e la terra, come serva e strumento di uno e dell'altro, con l'obiettivo di unire in me per educare, soccorrere e orientare verso voi quelli che amo
Quelli che amo sono, come me, creature terrene e immortali
Vivere in pieno luce, ecco la mia grande aspirazione
Poiché la vita è luce.
Questo non significa che sia sempre rosea; tutte le sfumature vi si intrecciano.
A volte il grigio e a volte il nero.
Tutte le tonalità si ritrovano nella mia vita.
Non mi lamento, o Signore: che importanza hanno i colori di un dipinto tutto immerso nella luce? È la luminosità che conta. E la luminosità viene dall'alto.
Non voglio dimenticare questo modo di guardare la vita, unico metodo vero per non sprecare il tempo.
Il tempo, Voi lo avete consacrato.
Esso è come un ruscello nato dal ghiacciaio eterno, la sua acqua proviene da quel cristallo e lo riflette.
Signore, io tremo di fronte a tanta grandezza.
Il tempo conduce i mortali: quelli che vissero, quelli che vivono e quelli che vivranno.
Cristo è il primogenito di tutti questi esseri guidati dal tempo.
Egli rimane sempre il Capo e il Re.
E la Chiesa diventa, a sua volta, la madre comune di tutte le generazioni.
Il tempo è sacro, perché dominato dalla croce.
La mia modesta vita di madre partecipa della sua natura augusta e sente l'obbligo di non offrire, operando nel tempo, se non il divino.
Fatemi comprendere questa parola in tutta la sua estensione.
Chi concede al divino il primo posto diventa sacro.
Voglio amare il tempo.
Voglio venerarlo.
Non lo sprecherò.
Non lo profanerò mai.
Signore, abbassate su di me il Vostro sguardo misericordioso, affinché io apprenda bene il significato del tempo.
È necessario trascenderlo.
Solo così esso diventa armonia e partecipa dell'eternità.
L'eternità, allora, è tutto il tempo.
Il tempo, in altri termini, è l'Eternità senza la presenza reale di Dio.
Che io lo sappia.
È una madre che Vi chiede questa grazia insigne per sé e per tutta la sua famiglia.
Ascoltatemi, o Signore, che il mio grido si elevi a Voi.
Datemi, Signore, la volontà di ascendere alle vette.
Mio Dio, non permettete l'annientamento di ciò che in me avete posto di grande, di conquistatore, di santificante, di beatificante.
Di ciò che in me avete posto di simile a Voi, in certo modo, sia per la missione, sia per gli affetti, sia per il destino stesso.
Non permettete che io diventi sorda al Vostro segreto appello, alla Vostra voce che è in me, che con me si identifica.
Mio Dio, fate parlare il mio cuore.
Fate che Vi ami sempre di più.
Che tra Voi e me, non sussista se non la questione della Vostra gloria e della mia salvezza.
Cosa Vi darò in cambio?
Signore, per questo perpetuo beneficio, per questo posto d'onore, di cui sono così poco degna, in mezzo a un piccolo mondo che mi colma di tenerezza?
Ecco cosa Vi restituirò: questo ambiente magnifico in cui vivo, che per la Vostra volontà mi è solidale e del quale io mi rendo a mia volta solidale.
Io Vi restituirò tutto per lodarVi, amarVi, rendervi grazie, servirVi meglio negli esseri affidati alla mia attenta sollecitudine.
Accettate la mia buona volontà, anche se sono una depositaria inconsapevole, una beneficiaria troppo pusillanime di fronte alla Vostra magnificenza.
Signore, Voi siete la mia guida, la mia guida magnifica, e il vedervi librarvi così in alto nella luce così pura e così splendente, può solo ispirarmi una fiducia limitata e invitarmi a cadere in ginocchio per adorarVi.
di LOURENÇO GAUTHIER
Ascoltate il mio appello urgente di pregare per le anime degli atei.
Mia amata figlia prediletta, il mondo sta per diventare irriconoscibile.
Poiché il Mio tempo é quasi qui ora.
Esorto tutti quelli che credono in Me, il loro Divino Salvatore, e nel Mio Eterno Padre di fermare quello che state facendo e ascoltare.
Che crediate o meno a questi Miei messaggi rivolti al mondo in questi tempi, ora ascoltate il Mio appello urgente.
Pregate, pregate e pregate, con tutto l’amore che avete nel vostro cuore per Me, per le anime degli atei.
Molti moriranno durante l’Avvertimento.
Molti non avranno la possibilità di ravvedersi in tempo.
Vi esorto ad offrire tutte le vostre sofferenze e preghiere per quelle anime in modo che Io possa salvarli dal fuoco dell’inferno.
Pregate per coloro che non torneranno a Me anche quando la verità verrà loro presentata.
Pregate anche per coloro che troveranno il purgatorio in terra, che la penitenza sia accettata da loro di buon cuore, anche se può essere difficile.
Molti la troveranno molto dolorosa. Pregate che ricevano la forza necessaria per perseverare.
Fate tutto quello che vi ho chiesto perché è rimasto poco tempo. Vi amo.
Ricordate che non c’è nulla da temere se Mi amate.
Basta pregare oggi per coloro che Mi rifiutano ora e per quelli che volteranno le spalle alla Verità.
Il vostro amato Salvatore,
Gesù Cristo.
23 Gennaio 2012
Continua a pregare per le madri di tutto il mondo, che siano modelli per i loro figli.
Figlio mio, continua a pregare per le madri di tutto il mondo, che siano sempre modelli di esempio per i loro figli. Pregate che continuino a mostrare amore e compassione ai loro bambini. Ho mandato Mia Madre in tutto il mondo. Ho mandato Mia Madre per aiutare quelli che sono stati scelti per diffondere questi messaggi e salvare quanti più anime possibile.
Oh, come Mia Madre piange quando vede i suoi figli aggiungere ferite al Mio Cuore Sacratissimo. Non ignorate Mia Madre, perché il suo cuore e il mio sono uno e lo stesso. Mia Madre ama veramente tutti i suoi figli e è qui per preparare tutti alla Mia venuta. È qui per preparare tutti a conoscere e servire Me.
Il tempo arriverà presto quando vedrete il Cuore Immacolato di Mia Madre trionfare quando Io libererò questo mondo dal male.
Per favore, caro figlio, rivolgete alla vostra Madre celeste per aiutarti. In questo Giorno della Madre, continua a pregare per le molte madri che hanno scelto di non accettare questo dono che ho dato loro perché sono troppo immerse in questo mondo. Sono intrappolate nella trappola del maligno. La vita è il dono più prezioso che esiste. Come Io ho dato la vita a te attraverso tua madre, così i tuoi figli ricevono la vita attraverso te.
Dite alle Mia gente di non rifiutare questo dono perché la vita eterna è per sempre. Per favore, caro figlio, continua a diffondere queste parole che ti dono perché Io sono Gesù. Ogni anima è una perfezione della Mia creazione. Ogni anima ha una missione. Quando quella vita è rifiutata, la missione di quella anima è rifiutata anche e perduta per sempre. Non rifiutate la Mia creazione.
Dite alle Mia gente che non devono rifiutare il Mio piano. Non preoccupatevi di ciò che il mondo dirà perché è attraverso il vostro concentrarsi su Me che il Mio piano sarà reso noto perché è attraverso Me che il Mio volere sarà fatto. Ricordate che questo mondo è solo temporaneo, ma il Mio regno vive per sempre!
Continua a fare il Mio volere perché è quando dici queste parole e apri il tuo cuore a Me che sarai con Me in paradiso. Non temere perché Io sono sempre con te quando diffondi queste parole che ti dono. Questi messaggi saranno resi noti. Avanti e abbi pace e ricordate di fidarsi di Me.
5/11/03
Jennifer
CAMBIO DI ROTTA
LIBERAZIONE
Sulla Confessione
Moltissimi hanno disistima della confessione per diversi motivi:
1. Perché molti sacerdoti, oggi, non ne parlano, non la inculcano e non si rendono mai disponibili per le confessioni. Grave è la loro responsabilità dinanzi a Dio. Non cooperano all'opera redentrice di Cristo. Il Signore tantissime volte ha fatto vedere come e quando ci vuole la confessione: ultimamente con i tanti miracoli operati dai due grandi confessori moderni: Padre Pio e Padre Leopoldo, da poco beatificato. Nella confessione si raccolgono i frutti dell'apostolato. Il sacerdote che non vuole confessare, se anche fa apostolato, è simile a chi semina e si rifiuta di raccogliere; è simile al medico condotto che non vuole visitare e curare gli ammalati.
2. Perché la riducono alla recita dei propri peccati; dopo averla cosí ridotta a semplice formalità, l'abbandonano. Quanti non vanno migliorando dopo tante confessioni, confessandosi, ingannano se stessi; credono di venire cosí perdonati, ma restano nei loro peccati.
3. Perché non vedono migliori degli altri coloro che si confessano anche spesso.
Tanti adducono pretesti vari per giustificare le loro ricadute nel peccato. La verità è che un proposito vero non l'hanno mai fatto, e i rimedi adeguati non li hanno mai adottati.
Dice La Rochefoucauld: « Quando uno si mette una cosa in testa, ci riesce sempre. Il difficile è mettersela in testa». Dice s. Agostino: « Vi sono tre generi di ammalati: quelli che non vogliono guarire; quelli che vogliono guarire senza adoperare i rimedi; quelli che vogliono guarire e adoperano i rimedi. Solo questi ultimi possono guarire».
Un giorno si viene a confessare un uomo. Mi dice:
- Purtroppo sono caduto ancora nella bestemmia. Se sapesse ogni volta come me ne pento! Mi viene da sbattermi la testa a un muro.
- Io non credo che lei si voglia veramente correggere, gli rispondo.
- Glielo dico veramente, egli mi replica.
- Allora non occorre che lei si sbatta la testa al muro. Ad ogni bestemmia dia L. 20.000 a un povero.
- Lo farò.
Dopo tre giorni mi porta L. 20.000 e mi dice:
- Purtroppo sono caduto ancora una volta. Ecco le L. 20.000.
- Non le ho detto di portare a me i soldi. Li dia lei stesso a un povero.
- No; li dia lei, perché li conosce meglio.
Da allora sono passati cinque anni. Quell'uomo si confessa sempre da me.
Una bestemmia non l'ha detta piú.
- Come mai?, io un giorno gli dico.
- Veda, egli mi risponde. Prima me ne pentivo veramente; ma ora che debbo toccare il portafoglio ci penso due volte. S. Agostino aveva un amico che teneva un'amante. Il santo cercava in tutti i modi di convincerlo a lasciarla; ma sempre inutilmente. La risposta invariabile era questa:
- Non posso.
Un giorno l'amante ricevette un altro uomo. Quando l'amico di s. Agostino andò a bussarle alla porta, il contendente scese con un bastone e l'assassinò a colpi, lasciandolo mezzo morto. Da quel giorno l'amico dimenticò l'amante e anche la strada. Concluse s. Agostino: « Quod non potuit Dominus, potuit baculus », (cioè: quello che non poté fare il Signore lo fece il bastone). Con simili lezioni certamente si correggerebbero tutti.
Un giorno un giovane maturo, entrando casualmente in una chiesa a Messina dove io tenevo una meditazione, si fermò, ascoltò attento, e, alla fine, colpito dalla grazia di Dio, venne da me a confessarsi.
- Che peccati hai fatto?
- Faccio il prostituto in un albergo femminile di lusso. Interiormente rimasi esterrefatto sentendo i suoi peccati, senza però nulla dimostrare. Alla fine gli dissi:
- Figliolo, i tuoi peccati sono tanti. Gesú però ti perdona. Tu gli prometti sinceramente di non ricadervi?
- Padre lo prometto. Non lo farò piú. Se dovessi farne un altro solo, mi sbatterò la testa a un muro.
Io pensai dentro di me: « Costui resisterà un giorno, massimo due; ma ora è sinceramente pentito e ben disposto ». Cosí gli diedi l'assoluzione.
Dopo oltre sei mesi quel giovane venne a trovarmi, e mi chiese di confessarlo.
- Che peccati hai fatto?
- Forse qualche impazienza. Grazie a Dio nient'altro.
- E di quei peccati?
- Niente, padre. Non glielo avevo detto che non ne avrei fatti piú?
Forse tu riuscirai a correggerti d'un colpo a somiglianza di quel giovane; ma se sei meno forte di quel giovane, e ci metti veramente la buona volontà, pian piano ti correggerai ugualmente. A tal fine ti gioverà moltissimo la confessione frequente.
Perché le tue confessioni siano ben fatte devi vedere se un determinato peccato che, ad es., facevi 10 volte al giorno, o alla settimana o al mese, in seguito lo andrai facendo 9 volte, poi 8, poi 7... fino a eliminarlo totalmente.
Quando non c'è, neanche dopo tanto tempo, una diminuzione dei vari peccati per gli stessi periodi, è segno che le tue confessioni sono malfatte, ossia è segno che non hai avuto vera buona volontà di correggerti. Una regola bellissima che dovremmo imporci tutti, a qualunque livello di vita cristiana siamo, è quella che aveva s. Francesco di Sales:
- Anch'io, diceva il santo, ho i miei difetti; ma non faccio mai pace con essi.
Guai quando dirai a te stesso:
- Che ci posso fare! Sono fatto cosí! Quella per te è la fine, ed è la tua condanna.
Padre Ildebrando A. Santangelo











