giovedì 18 giugno 2026

I gruppi che promuoveranno l‟eresia contro la Sacra Bibbia cercheranno quelli che rimarranno saldi nella Fede.

 


PERSECUZIONI

Mia amata figlia diletta, Mio Padre desidera che tutti i Suoi figli mostrino amore e carità gli uni verso gli altri. Il peccato si sta diffondendo molto rapidamente, come diretta conseguenza dell‟orgoglio, la cui infestazione, soprattutto tra coloro che affermano di essere Cristiani, ha rivendicato molte anime che una volta erano vicine al Mio Sacro Cuore. 

Satana, e ogni demone che egli ha inviato per distruggere l‟umanità, hanno creato molta divisione nel mondo. Stanno tentando di portare le nazioni e le comunità in un conflitto reciproco. Gli attacchi terroristici diverranno ancor più incontrollati, ma il segno più importante sarà il modo in cui perseguiteranno i Cristiani. Mai prima d‟ora, i Cristiani sono stati tanto umiliati, ridotto il loro diritto alla libertà religiosa e violato il loro diritto di rimanere leali alla Parola, quanto lo saranno adesso. 

I Cristiani non solo saranno il bersaglio dei Miei nemici, ma si rivolteranno anche gli uni contro gli altri. I gruppi che promuoveranno l‟eresia contro la Sacra Bibbia, cercheranno quelli che rimarranno saldi nella Fede. Costoro li criticheranno pubblicamente, mettendo in ridicolo la loro lealtà alla Parola e scoveranno ogni Mio servitore consacrato che osa sfidare il loro tradimento verso di Me, Gesù Cristo. 

Il Maligno Mi combatte, in questo momento, con una rabbia terribile, perché sa che il Mio Tempo è quasi giunto su di voi. Riconoscete ogni forma di persecuzione contro di voi, in qualità di Cristiani veri e mistici, profeti o servitori consacrati, per quello che essa rappresenta: un volgare e malvagio attacco contro di Me, il vostro amato Gesù Cristo. Ricordate, Miei cari discepoli, che non dovete cedere alla persecuzione, a causa del vostro amore per Me. Pregate per quelle povere anime che hanno permesso al male di erompere dalle loro bocche. Siate pazienti e calmi quando assistete alla persecuzione contro i Cristiani, perché solo la Mia Divinità è Eterna. Le cattive azioni, gli atti o le eresie contro di Me, svaniranno in un istante, e solo quelli che sono veramente in Mio favore, troveranno la pace e la salvezza. 

Pregate per i vostri persecutori e aguzzini, perché quando lo fate, attenuate il potere del Maligno. 

Il vostro Gesù. 

21 Maggio 2014

mercoledì 17 giugno 2026

"Ed Io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me!"

 


MEDITAZIONE DI ORE SANTE


31 luglio 1947, S. Ignazio di Loyola. 


"Padre, se è possibile (e tutto è possibile a Te), che questo calice passi da me. Tuttavia, non secondo la mia volontà, ma la Tua". Perché Dio ha voluto che il suo amato Figlio soffrisse così atrocemente? Se i teologi che ritengono che sarebbe bastata anche una sola goccia del sangue di un Dio per riscattare il mondo avessero ragione, che inutile crudeltà sarebbe stata la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo! Ma se Dio, considerando che i peccati venivano dall'uomo-Adamo, ha voluto che fosse l'Uomo-Gesù a ripararlo e non l'Uomo-Dio? non si spiegherebbe tutto meglio? É Dio che ha peccato? Evidentemente no! Dio non doveva dunque riparare. Mentre il fratello maggiore di Adamo, il Giusto per eccellenza, poteva espiare in quanto uomo senza per questo cessare di essere nella Seconda Persona della SS. Trinità.

L'esempio dei dieci giusti di Sodoma e Gomorra è là per farci capire l'economia della Misericordia divina. Il Giusto eminente Gesù poteva pagare per un gran numero di suoi fratelli colpevoli. A loro volta costoro, giustificati da Gesù, potevano giustificarne altri, e così via, fino ai moderni stimmatizzati. Certo Gesù è all'origine di tutta la Redenzione; essa è tutta in germe in Lui, e non solo vi è in germe, ma il concorso della Grazia divina meritata da Gesù è necessario agli uomini per compiere un'opera redentrice: essi sono per elezione, per comunicazione di vita spirituale sacramentaria o d'ispirazione, e per grazia attuale, altri Gesù redentori. Ma il loro raggio d'azione primario, come quello di Gesù, è limitato.

É così che si comprende la parola di S. Paolo: "Completo nel mio corpo ciò che manca alla Passione di Cristo". Cosa poteva mancare a un'espiazione di un valore infinito perché divina? Ma se il meritato dal Cristo era soprattutto umano, il suo campo d'azione immediato non era illimitato e istantaneo. Ed è d'altronde là che c'era il merito: che l'uomo giusto avesse a lottare per i peccatori. Lotta ben più tragica che quella di un Dio immerso nelle incomparabili delizie della visione beatifica vicino alle quali tutti i dolori sarebbero niente. Come, così, Gesù è più vicino a noi, più umilmente ed affettuosamente umano di quanto ce lo mostri il complesso dei teologi di cui siamo tutti presi a cercar di capire i contrasti invece di lasciarci andare al sentimento puro e semplice! Dopo tutto, l'influenza del Sacrificio di Gesù doveva farsi sentire su degli uomini e degli uomini più o meno rozzi e ribelli, e questo esigeva del tempo, dei temperamenti.

 "Ed Io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me!" Sì, ciò che Gesù ha voluto, come il suo Padre celeste, è agire umanamente su degli uomini liberi e che devono amarlo liberamente. Andiamo dunque a Gesù con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima e con tutte le nostre forze. "Gesù Ti amo!".

scritti Fernand Crombette 


VISITA AL CIMITERO

 


MI PROSTRO SU QUESTA TERRA DOVE RIPOSANO LE SPOGLIE MORTALI DEI MIEI CARI GENITORI, PARENTI, AMICI E DI TUTTI

I MIEI FRATELLI NELLA FEDE CHE MI HANNO PRECEDUTO SUL CAMMINO VERSO L’ETERNITÀ. MA COSA POSSO FARE IO PER LORO? OH DIVINO GESÙ, CHE SOFFRENDO E MORENDO PER AMORE NOSTRO CI HAI ACQUISTATO CON IL PREZZO DEL TUO SANGUE LA VITA ETERNA; SO CHE VIVI E

ASCOLTI LE MIE PREGHIERE E CHE È ABBONDANTISSIMA LA GRAZIA DELLA TUA REDENZIONE. PERDONATE, QUINDI, O DIO MISERICORDIOSO, LE ANIME DI QUESTI MIEI AMATI DEFUNTI, LIBERATELE DA OGNI DOLORE E DA OGNI TRIBOLAZIONE, E ACCOGLIETELE NEL SENO DELLA VOSTRA

BONTÀ E NELLA GIOIOSA COMPAGNIA DEI VOSTRI ANGELI E DEI VOSTRI SANTI, AFFINCHÉ, LIBERE DA OGNI DOLORE E DA OGNI ANGOSCIA, VI LODINO, SI RALLEGRINO E REGNINO CON VOI NEL PARADISO DELLA VOSTRA GLORIA PER I SECOLI DEI SECOLI. AMEN. 


Il mio segnale è già stato dato

 


Figlio mio, chi cerca di rafforzarsi nella Mia Fiamma d’Amore è sano e forte come tutto ciò che c’è di più bello. Basta solo non lasciare spazio a chiunque non conosca il valore della Mia Misericordia. In tempo di guerra, il comando proviene da uno solo, e i suoi ordini vengono eseguiti alla lettera per sconfiggere l’avversario; altrimenti, si perde la battaglia. Ho scelto i Miei servitori perché sono forti e perseveranti. Non c’è nulla di sbagliato in coloro che ho scelto. Ho affidato a ciascuno la propria missione nella lotta per un mondo migliore, e non permetterò a chi ostacola di fingere di essere esperto. Questi cercano solo di vedere le cose dal loro punto di vista, volendo svolgere un compito per il quale non sono stati chiamati.

Bento, mio caro figlio, nel Giudizio Universale coloro che difendono i Miei diritti saranno riconosciuti per l’opera giusta che hanno svolto all’interno della Mia Chiesa. Per questo ho creato queste anime, senza che la bestia potesse imprimervi il proprio marchio, poiché la loro linea è già diversa. Si limitano a una rappresentazione, per dire che è completa e che è stata data da Giovanni Paolo II. Tuttavia, egli non ha autorizzato ciò che stanno facendo. L’ordine parte proprio da qui. Questi sono coloro che non ammettono le persone che Io, Gesù, ho scelto, perché altrimenti la bomba esploderebbe nelle loro mani. È già stato detto e scritto: in questi tempi la figura del devastatore avrebbe messo i padri contro i figli, i figli contro i loro padri, la suocera contro la nuora (Mc 13,12) e regno contro regno.

 Ah! Figli miei, vorrei aver cambiato il corso della storia, ma tutto ciò che è già stato scritto non può fallire, perché «il cielo e la terra passeranno, ma le Mie Parole non passeranno» (Mt 24,35). Per questo Sono l’Unico Giusto. Il re della menzogna, invece, cambia continuamente. Coloro che lo seguono non si inginocchiano più davanti a Me e non si confessano nemmeno, per non dargli la soddisfazione di raccontargli i propri errori. Ma tutta la loro sporcizia è custodita presso di Me. Dalla pentola che hanno sporcato, dovranno mangiare il pane impastato dal diavolo. Il significato di queste parole, quando le sentiranno, lo capiranno subito; o anche leggendole, quando saranno pubblicate, proveranno brividi, sapendo che la loro ora sta per arrivare. L’uguaglianza che non hanno mai ammesso è perché la testa di ciascuno era coperta da un panno e non riescono a vedere nient’altro. Le tenebre saranno solo per loro, e coloro che Mi hanno onorato non soffriranno nulla, perché in quel giorno che sta per arrivare, i Miei Angeli saranno lì a confortare il Mio popolo, e la punizione per i manipolatori sarà come quella del diluvio. Solo che questa volta sarà con fuoco divorante. I fiumi si riempiranno di sangue e le acque non potranno fare nulla per rinfrescare il loro corpo, perché anche loro saranno in ebollizione, come una pentola sul fornello per scaldare l’acqua. Così sarà questo momento che si sta avvicinando.

Il Mio Segno è già stato dato, ma solo i Miei eletti lo stanno vedendo. Coloro che sono fuori dalla Mia Via, nulla può farli cambiare idea.

Grazie, figlio mio, per la tua pazienza, nonostante tutte le persecuzioni che subisci, ma la tua ricompensa è già in arrivo. Rimani nella Mia Pace.

Gesù

22/11/1995


CUORE VOLTO VERSO IL PADRE

 


CAPITOLO PRIMO  

CUORE VOLTO VERSO IL PADRE  


L'umiltà fondamentale,

***

E come questa umiltà così integrale, così assoluta, sembra naturale e persino facile in Cristo! Egli si compiace in questa sottomissione verso il Padre, si sente bene, e per nulla al mondo se ne sottrarrebbe. Perché? Perché questa umiltà è interamente frutto dell'amore. Quando amiamo sinceramente qualcuno, dimentichiamo noi stessi per pensare solo a quel qualcuno, e quando l'amore trabocca, non possiamo fare a meno di proclamare ovunque le lodi di colui che amiamo. Cristo è assorbito, posseduto dall'amore del Padre, e perciò il suo piacere è parlare incessantemente di Lui, farsi piccolo davanti a Lui, riconoscere di aver ricevuto tutto da Lui e dargli tutto il merito del piano della redenzione. Si rallegra di poter scomparire davanti alla gloria offerta al Padre. Al tramonto della sua esistenza, si rivolge al Padre per riassumere la sua missione su questa terra: "Ti ho glorificato sulla terra" (2). E vuole far risplendere nel Padre la gloria della risurrezione, coronamento di ciò che è stata la sua opera redentrice: "Padre, è giunta l'ora; glorifica il Tuo Figlio, affinché il Tuo Figlio glorifichi Te" (3). Tutta la gloria deve essere data al Padre, e solo a Lui.

Si percepisce quanto si dilati questa umiltà di Gesù. Non sembra una forma stretta che imprigiona l'anima con sentimenti deprimenti; Gesù pensa solo alla grandezza del Padre e, lungi dall'introversione, la sua anima si espande con entusiasmo. La sua umiltà vibra in Lui come un trionfo, quello del Padre, ed Egli si sente felice di annientarsi in quel trionfo.

Nessuno sforzo artificiale per abbassarsi: l'umiltà di Cristo è semplicemente una conseguenza del suo amore. Gesù scompare davanti al Padre perché la sua preoccupazione è solo Lui, e Lo ama più di se stesso. Né è spinto a qualsiasi atteggiamento draconiano e forzato, tendente a negare il bene posseduto. L'umiltà di Gesù è completa, e in certo senso si basa sulla convinzione di aver ricevuto tutto dal Padre. A questo tutto, nessuna eccezione. Gesù si riconosce come interamente debitore. E invece di voler negare o ridurre a proporzioni minime ciò che il Padre gli ha trasmesso, ne attesta il merito e l'eccellenza. Non teme di affermare la sua qualità di Maestro e Signore, di parlare della bellezza delle opere da Lui compiute e di annunciare la sua gloria. Si proclama luce dell'umanità, il buon pastore che è venuto a radunare tutte le pecore, il cuore mite e umile che porta sollievo a tutti. Si presenta come fonte zampillante di vita e predice che è venuto per attirare a Sé tutti gli uomini. Lo fa perché tutto ciò viene dal Padre e servirà alla Sua onore.

Incoraggiata dall'amore, l'umiltà di Gesù ha un dinamismo sorprendente. È costruttiva, vuole edificare qualcosa di immenso e grandioso: la gloria del Padre. Con questo fine, Cristo riuscirà a giungere fino all'ultimo grado dell'annientamento, del disonore e della miseria umana. Per questo lavora incessantemente nel corso della sua vita pubblica. Quando percorre i villaggi della Galilea e della Giudea, quando cammina giorni interi come se non fosse dominato dalla fatica, è l'amore del Padre che lo spinge e lo rende ancora più attivo. Se questo amore non lo trattenesse entro i confini della Palestina, arriverebbe alla fine del mondo. Quando parla alle folle per lunghe ore, a quella gente che nella maggior parte perderà il seme oggi gettato, è l'amore del Padre che anima il suo petto e gli dà una voce instancabile. Divorato dall'ardore di questo fuoco, molte volte grida mentre insegna nel Tempio; e cosa proferisce? Parla di colui di cui il suo cuore trabocca: il Padre. Davanti all'incredulità dei farisei, Gesù si sforza con energia suprema per proclamare questo Padre amatissimo: "Io non sono venuto da me stesso, ma è veritiero Colui che mi ha mandato, che voi non conoscete. Ma Io Lo conosco, perché sono da Lui ed Egli mi ha mandato" (4). Al termine del suo ministero, come vediamo nel vangelo di San Giovanni, queste furono le parole rivolte al popolo riunito: "Chi crede in Me, non crede in Me, ma in Colui che mi ha mandato... Le cose che Io dico, le dico come il Padre me le ha dette" (5).

La sottomissione al Padre conduce Gesù a un incremento di tutti i suoi espedienti e a uno sviluppo di tutte le sue attività. Così, nel caso di Cristo, si trova risolto il problema della conciliazione del suo annientamento e della sua umiltà con l'espansione delle sue facoltà e del suo cuore. Un problema ancora oggi proposto ai suoi discepoli sotto il titolo di umanesimo cristiano. Come può una personalità svilupparsi se le viene ordinato di scomparire e rinunciare a se stessa? Se partiamo dalle esigenze dell'io umano, se vogliamo risolvere il dominio dell'uomo e il dominio di Dio, arriveremo a una soluzione difettosa, caotica, tra un egoismo detto legittimo e i sacrifici accettati in modo imperfetto. Solo Cristo ci dà la vera soluzione: sta nell'amore, e nell'amore totale.

Non si tratta di conoscere le esigenze dell'io, ma quelle dell'amore, cioè della volontà di un altro. Tutta la vita di Cristo è governata dal Padre: porta in sé il regno del Padre prima di diffonderlo nel mondo. Invece di custodire per sé le due parti, quella dell'uomo e quella di Dio, si muove solo per volontà del Padre. Chi unifica la sua esistenza è il Padre, è Lui che fa pulsare il suo cuore e che sviluppa al massimo le sue facoltà; sia nell'annientamento che nelle umiliazioni, l'amore del Padre continua a dilatargli l'anima.

JEAN GALOT 


“Cerca solo di amarmi”

 


«Apostolato della Santa Maternità»



2 marzo 1987

Visione della Santissima Vergine, accompagnata dal Bambino Gesù:

Santissima Vergine: «Il tempo a tua disposizione potrebbe non essere così limitato come pensi. Ti darò tutto il tempo necessario per portare a termine la mia missione. Lo farò nel modo che ti ho spiegato in precedenza, quando la tua famiglia non avrà bisogno della tua attenzione.

«Ho disposto che il Padre _________ si trovi in questa zona, nel tuo vicinato, come ben sai. Voglio che tu vada a trovarlo. Chiedi la sua benedizione come avevi previsto. Egli è uno dei miei figli speciali che sta svolgendo un grande compito per me. Il tuo compito sarà simile al suo nella sostanza, anche se tu non sarai così in vista come lo è stato lui. Questo fa parte del mio piano per proteggere te e la tua famiglia, che non sarebbe in grado di comprendere appieno ciò che sta accadendo. Per questo motivo ho scelto di lasciarti nell’anonimato. Puoi esserne profondamente grata, poiché molti non hanno goduto di questo anonimato… Hanno sofferto molto per essere stati esposti al pubblico, che può essere piuttosto crudele. Non voglio che tu debba affrontare questa sofferenza e per questo continuerò a proteggere la tua privacy.

«Mio Figlio ti ha detto di prestarmi molta attenzione. Ora ascoltalo mentre ti svela un mistero, un segreto del cuore»


Bambino Gesù: «Non desidero che i Miei figli siano sommersi da informazioni che non li aiuteranno ad avvicinarsi di più a Me. Mi riferisco alla tendenza che ha preoccupato proprio te. Hai ragione a provare avversione per il male; questa avversione proviene direttamente da Me ed è di per sé un dono. Molti non lo capiscono e lo percepiscono come mancanza di fermezza; tuttavia, detestare ogni male deve essere la norma per tutti i Miei seguaci, non solo per pochi.

«Purtroppo c’è una tendenza tra alcuni che vorrebbero farti credere che l’essere preparati a ciò che può accadere spiritualmente, cioè nella sfera spirituale, debba includere la conoscenza umana, ovvero una conoscenza che non è veramente di natura spirituale. Accumulare ulteriori informazioni sul maligno e sui suoi seguaci non aiuta affatto a promuovere il proprio sviluppo spirituale e, di fatto, spesso può ostacolarlo, mantenendo l’attenzione su ciò che non è Dio.

«Il segreto del cuore che desidero rivelarti è questo: chi cerca solo di amarmi e di fare tutto per la Mia gloria non avrà alcun interesse per le opere del maligno, se non per rinunciarvi. Un cuore pieno d’amore per Me non ha spazio per nient’altro e mostrerà disinteresse per tutto ciò che è malvagio. Ciò non significa che non ve ne siano alcuni, come ad esempio certi sacerdoti, che siano scelti per agire contro il maligno in qualità di esorcisti, ma questi sono pochi e sono scelti appositamente da Me.

 «La tendenza dei cristiani di oggi a lasciarsi affascinare dalle opere del maligno non fa che mettere in luce la superficialità del loro amore per Me. Dedicano il loro tempo e le loro energie a una sorta di sensazionalismo superficiale, con il pretesto di essere meglio preparati, quando farebbero meglio a investire quel tempo nella preghiera o con Me nel Santissimo Sacramento. È così che si preparano, senza accumulare informazioni sul maligno e sulle sue opere. Le sue opere sono molte nel mondo di oggi. Il vostro compito deve essere quello di combatterlo con la preghiera e la penitenza, non attraverso la conoscenza del male.

«Supplico i miei seguaci di distogliere lo sguardo dal maligno e di volgerlo alle cose del Cielo. Là dove investi il tuo tempo, lì sarà il tuo cuore; questo rivela dove si trova veramente il cuore. Non rallegratevi tanto del fatto che vi sia stato dato il potere di scacciare i demoni, quanto piuttosto del fatto che i vostri nomi siano stati scritti in Cielo.

«L’essenza del cuore è l’amore. Se Mi amassi veramente, cercheresti solo ciò che viene da Me, non ciò che viene da colui che Mi odia. Satana stesso ha operato per perpetrare questa follia, dando ai Miei figli un falso senso di sicurezza nella loro presunta conoscenza di ciò che deve essere. Te lo ripeto ancora una volta: la migliore preparazione che tu possa avere è quella di prepararti attraverso lunghe ore di preghiera, di penitenza compiuta per amore Mio e di tempo maggiore trascorso con Me nel Santissimo Sacramento. Questo non solo ti preparerà a qualsiasi evento in questo mondo, ma anche in quello a venire.

Ti chiederò quando ti vedrò faccia a faccia: come hai impiegato il tuo tempo? L’hai impiegato con Me o con il Mio avversario? Come risponderai dipenderà da te. Questo è il momento di scegliere.

«Un altro aspetto che mi addolora riguardo a questo fenomeno moderno è il fariseismo che spesso porta le persone19 coinvolte in questa attività di “caccia ai demoni”, per così dire, a comportarsi in questo modo.

Considerano coloro che, purtroppo, sono stati sviati come se fossero inferiori a loro, e si gonfiano di orgoglio e di presunzione. Eppure, se non fosse per la Mia grazia e la Mia misericordia, loro, senza dubbio, si troverebbero nella stessa situazione. Di cosa possono vantarsi? Non appartiene forse tutto a Dio? Non è forse tutto opera Mia? Non è forse tutto Conoscenza Mia? Non c’è posto per l’orgoglio e la vanagloria in coloro che professano di amarmi. Devono amare tutte le Mie creature, sì, anche quelle che sono cadute nel peccato. È così che le aiuteranno. Vedranno il loro amore per Me e per gli altri, e vorranno essere come voi. La santità che Io vi dono convertirà gli altri, avvicinerà a Me coloro che si sono allontanati da Me, se voi sarete veramente i Miei testimoni sulla terra.

«Ecco perché te lo ripeto: se davvero Mi ami, trascorri il tuo tempo con Me, tutto il tuo tempo; non condividere il tuo tempo, che Mi spetta di diritto, con l’opera del nemico. Lascia che sia dimenticato e abbandonato nell’oscurità, invece di essere in primo piano nella tua mente. Rinuncia a lui e alle sue opere; basta così per quanto riguarda parlare di lui, e dedica i tuoi pensieri, il tuo tempo e il tuo amore a Me e alle Mie opere.

«Segui l’esempio dei Santi in questo. Essi parlavano poco del maligno, ma parlavano sempre di Me, di Mia Madre e di ciò che è santo. In verità ti dico: chi professa sinceramente di amarmi rinuncerà a tutto ciò che è di questo mondo, compreso il principe delle tenebre, e Mi seguirà.

«Seguimi, poiché io sono mite e umile di cuore. Cercate solo la conoscenza delle cose di Dio che vi avvicinerà di più a Me, non le cose del maligno.

«Non temere. Rallegrati di essere stata scelta da Me per trasmettere questo messaggio al mondo. Non preoccuparti del rispetto umano. Questo potrebbe diventare una pietra d’inciampo se non stai attenta. Cerca solo di compiacerMi, non gli uomini. Il rispetto umano è passeggero e cambia continuamente. Il Mio amore per te rimane lo stesso, come ieri e come domani. Canta lodi al tuo Creatore Celeste. È così che desidero che tu trascorra il tuo tempo con Me. Ora vai e adempi al tuo dovere quotidiano in pace.

 «Se ti chiedi perché ti sto parlando delle tue preoccupazioni, è perché sono le Mie preoccupazioni; infatti, te le ho date Io. Stai cominciando a vedere le cose più chiaramente. Questo è il risultato diretto del fatto che sei stata avvicinata di più a Me per opera Mia e per intercessione di Mia Madre. È stata lei a sceglierti per essere Mia sposa. Lei ti preparerà per la festa delle nozze. Ascoltala e segui il suo esempio. Ora vai, come ti dico.


19. Anime pie che mostrano un interesse smisurato per le opere del maligno. –Mariamante.



LE MERAVIGLIE DELLA GRAZIA DIVINA

 


La partecipazione alla natura divina  è una rassomiglianza soprannaturale con essa 


1. La partecipazione alla natura divina è un mistero così sublime che ci crediamo in dovere di chiarire più da vicino il modo e la maniera in cui esso si compie.

Una certa partecipazione alle divine perfezioni la troviamo in tutte le cose che Dio ha creato. Tutte sono più o meno somiglianti a Dio, nel loro essere, nella loro vita, nella loro forza e attività. In tutte Egli manifesta la sua magnificenza, tanto che noi, secondo la dottrina dell’Apostolo, possiamo scorgere attraverso le cose create la invisibile splendidezza di Dio.

Ma questa rassomiglianza si presenta in maniere assai diverse (1).

Nelle cose materiali non scorgiamo che una lieve impronta di Dio, appena una impronta del suo piede come lascia il piede dell’uomo quando è passato sopra un terreno morbido. L’impronta tradisce l’uomo quando egli è stato in qualche luogo: essa non è che un’immagine del suo piede, ma non la sua intera figura, e meno ancora la sua natura. Ma essendo Dio puro spirito, le cose sensibili si presentano allora come l’opera delle sue mani e manifestano la sua sapienza ed onnipotenza, ma non espongono in alcun modo la sua natura.

La nostra anima, all’incontro, e tutti i puri spiriti, sono già per loro natura una certa immagine della natura divina; ed anche l’anima – come Dio – è spirituale, ragionevole, ed ha una volontà libera (2). Ma al tempo stesso la sua natura è finita e però del tutto diversa da quella divina. Essa è somigliante a Dio come un uomo rassomiglia ad un’immagine che un artista ha dipinto su di una tela. Questa immagine ci espone, è vero, la statura, le fattezze, le caratteristiche della persona che vuole rappresentare, ma essa è assai al disotto dell’immagine che riproduce uno specchio, poiché in esso la persona si presenta nelle sue proporzioni naturali e nella propria naturale bellezza.

Allo stesso modo la creatura ragionevole rassomiglia più perfettamente a Dio quando essa è divenuta un terso specchio della divinità, tanto che questa rimanda i raggi della sua bellezza sull’anima che la riflette: o quando essa, penetrata e rischiarata dall’ardore della luce divina, viene come a trasformarsi in Dio, come sarebbe una palla di cristallo che, raccogliendo in sé i raggi del sole, sembra essa stessa un sole.

2. La partecipazione alla natura divina per mezzo della grazia consiste dunque in questo, che la nostra natura riceve, non precisamente l’essenza di Dio – che ciò è impossibile – ma tutte quelle proprietà che scaturiscono dalla natura divina e che possono parteciparsi alle creature; per esempio, quelle disposizioni che tra gli uomini si chiamano virtù e il cui compendio forma la santità (1).

Con questo l’anima viene a rassomigliarsi tanto alla divinità, che possiamo a ragione dire coi Santi Padri che è divenuta «diviniforme» ed ha raggiunto quella divinizzazione che San Dionisio (2) chiama la massima possibile rassomiglianza e unione con Dio, e S. Basilio (3) la più sublime che uno possa mai bramare e desiderare.

Non si tratta però affatto di un dissolvimento dell’anima nostra nell’essenza di Dio, come hanno preteso alcuni eretici (4), o anche di una congiunzione personale della nostra natura con quella divina, come si trova in Cristo, ma unicamente di una trasfigurazione dell’anima nostra secondo l’immagine della natura divina. Non dobbiamo nemmeno essere dei nuovi dèi indipendenti, non sottomessi a Dio ed alla sua legge, come talvolta ha osato insegnare una falsa filosofia ed una pietà erronea. Ma benché semplicemente per partecipazione, noi diveniamo tuttavia in piena verità – per la forza e la grazia di Dio – qualcosa come Dio in se stesso e secondo la sua natura; noi diveniamo le sue immagini soprannaturali, e la nostra anima, per la partecipazione alla sua santità, riceve uno splendore di meravigliosa bellezza che in Lui è propria.

3. Se vogliamo conoscere più esattamente questa rassomiglianza con Dio dobbiamo esaminare per ordine la serie delle singole prerogative che distinguono la divinità dalle nature create.

Per il momento mettiamo innanzi al nostro sguardo l’eterna vita ed esistenza di Dio.

4. Dio solo esiste di per sé stesso, eternamente ed immutabile; Egli non dipende da alcuno. Le creature, al contrario, sono di per se stesse un niente; esistono solo perché Dio le lascia esistere e perché Lui stesso le ha create dal niente. Per tale ragione, anche dopo che Dio le ha create, sono un nulla a confronto di Dio. «Io sono Colui che è», dice il Signore. «Tutte le genti dinanzi a Lui sono come se non fossero: una cosa che non conta affatto, un niente di niente» (Is 40, 17). Poiché tutte le creature, anche gli spiriti immortali, per la loro natura ricadrebbero nel nulla se la benignità di Dio non conservasse loro di continuo l’esistenza (Sap 11, 26; Eb 1, 3).

Ora la grazia, secondo l’insegnamento dell’Apostolo, è una nuova creazione (Ef 2, 10), nuova in duplice guisa. In primo luogo perché essa ci trasporta in un ordine assai più elevato, secondariamente perché essa ci unisce più intimamente con Dio di quello che fa la semplice volontà creatrice di Lui. Mediante questa intima unione noi veniamo ad essere accolti nella famiglia di Dio, privilegiati allo stesso modo del Figlio – coeterno con Lui – per virtù del quale il Padre ha creato tutte le cose, e siamo chiamati alla vita eterna di cui parteciperemo insieme a Lui ed allo stesso Padre. Perciò l’Apostolo ci dice che noi per la grazia abbiamo ricevuto un regno che non può crollare (Eb 12, 28; Sap 5, 16-17).

5. Dunque fino a tanto che noi stessi ci separiamo da Dio non abbiamo niente a temere per la nostra vita spirituale, né per questo mondo, né per l’altro. Potranno toglierci la vita del corpo, ma nessuna potenza può toglierci quella dell’anima che ci è stata concessa dalla grazia; nessuna potenza, eccetto il peccato, ma anche questo quando solo con piena conoscenza e libera volontà ci abbandoniamo ad esso. Si potrà maledire la nostra memoria anche dopo la nostra morte, ed in un certo senso condannarci fin da questa terra alla morte eterna; niuno però ha il potere di annientare la nostra vita nell’eternità, e nemmeno l’eterno onore che ci è riservato in cielo. Se Siamo uniti a Dio per la grazia la nostra esistenza eterna è così sicura come quella di Dio stesso. Se perseveriamo a starcene con Dio non abbiamo da temere né rovina, né morte, anche se perisse il cielo e la terra, se le stelle cadessero dal firmamento e la terra fosse scossa fin dalle sue fondamenta.

Nel libro della Sapienza ci viene detto che: «I giusti vivranno in eterno e la loro ricompensa è nelle mani del Signore. Perciò riceveranno il regno della magnificenza e il diadema della bellezza dalla mano del Signore. Perché con la destra li proteggerà, e col braccio suo santo li difenderà».

6. Se noi dunque vogliamo esistere veramente, di una esistenza eterna, e se vogliamo essere qualcosa di grande, perché non andiamo alla sorgente di ogni esistenza? Perché ci accomodiamo al nostro nulla e corriamo dietro a cose non meno futili e passeggere, Perché vogliamo farci grandi sotto vane apparenze? Perché vogliamo immortalarci nella bocca di uomini che passano e non in noi stessi e molto più nel seno di Dio?

Il peccatore brama, come il primo uomo e come lo stesso demonio «di essere come Dio». Ora egli vuole essere tale da sé stesso, senza Dio, anzi in opposizione a Dio, sorgente di vita, sostegno della sua esistenza. Perciò tutti i suoi sforzi disordinati e insani lo conducono alla separazione dalla vita, alla morte eterna.

Dio ci vuole simili a Lui, Egli non vuole che facciamo di noi stessi tanti falsi dèi per adorarci e ricevere adorazione da altri. Dio ci vuole simili a Lui, ma solo nel suo seno paterno, accosto al suo cuore, in unione con Lui che è l’Essere immutabile, che è la vera vita. Egli vuole che per Lui ed in unione con Lui noi siamo come il suo Figlio Unigenito, il quale non è un altro Dio, ma un unico e medesimo Dio col Padre. Come è dunque grande la stoltezza e la colpa del peccatore che invece di voler starsene con Dio, come suo figliuolino, rigetta da sé questo amore infinito di Dio, e come suo nemico vuol rendersi indipendente da Lui!

M.J. SCHEEBEN

 

LA FRANCIA È CADUTA NELLE MANI DEL MIO NEMICO «COME LA MIA CHIESA»!

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE: martedì 16 giugno 2026)


IO SONO DIO Onnipotente: «IL SANTO dei Santi, IL DIVINO, L’ETERNO: RE D’AMORE»!

IO SONO!

Rimanete sempre fedeli nella preghiera, figli Miei. La FRANCIA è caduta nelle mani del Mio nemico: «Come la Mia Chiesa», ma! Non per molto ancora. La terra promessa: La mia nuova terra è ora molto, molto, molto vicina e, ve lo ripeto ancora, Mie Amate: «Voi e tutti coloro che amate: siete già invisibili agli occhi dei Miei nemici», poiché ovunque essi siano, ovunque voi siate, siete sotto la Mia protezione…

Pertanto, figli Miei: rallegratevi e lodatemi: DIO Onnipotente in tutte le cose!

Amen, Amen, Amen,

DIO Onnipotente: «RE di tutto l’universo», vi dona la SUA Santissima Benedizione: insieme a quella della Beata VERGINE MARIA, che è tutta Pura e Santa: la Divina Immacolata Concezione e San GIUSEPPE, il Suo castissimo sposo:

NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO!

AMEN, AMEN, AMEN,

Lasciate che l’Amore di DIO penetri nei vostri cuori, affinché IO possa riversare su di voi i Miei Benefici: le Mie grazie…

IO vi dono la Mia PACE, Miei piccolissimi figlioli, IO vi dono la Mia PACE! Amen.

IO SONO l’Amore che vi ama, che vi libera e vi salva…

AMEN, AMEN, AMEN,

IO SONO! Amen


(Alla fine del messaggio ricevuto, abbiamo cantato:)

. Abbiamo recitato il Magnificat

Sia lodato in ogni istante

Ave Maria


IL PURGATORIO NELLA RIVELAZIONE DEI SANTI


È dunque provata dalle rivelazioni dei Santi e dagli esempi riferiti l'esistenza di un Purgatorio superiore o, se vogliamo, di un luogo intermedio fra il Paradiso e il Purgatorio propriamente detto, dove le anime compiono la loro purificazione immuni da tormenti, ma accese dal desiderio di raggiungere Dio. Sembra inoltre confermato come le anime purganti passino dalle regioni inferiori alle superiori man mano che va compiendosi la loro purificazione. E' celebre a questo proposito l'interessantissima apparizione avvenuta dal settembre al dicembre 1871 nel monastero delle Redentoriste a Malines nel Belgio. 

Il padre di una religiosa di quel convento, certa suor Maria Serafina, al secolo Angela Aubepin, essendo passato di questa vita, apparve per lo spazio di tre mesi consecutivi alla figlia per chiederle suffragi. Durante il primo mese, le compariva tutto circondato di fiamme, gridando: - Pietà, figlia mia, abbi pietà di tuo padre! - Guarda, le disse un giorno, questa cisterna di fuoco in cui sono immerso! Siamo qui a soffrire in parecchie centinaia! Oh! se si conoscesse che cosa sia il Purgatorio, si farebbe di tutto per evitarlo e per soccorrere le povere anime che vi son racchiuse. - Spesso poi in mezzo alle fiamme da cui era ravvolto, gridava: - Ho sete, ho sete! - Dal 14 ottobre in poi il povero defunto, quantunque tormentato sempre da atroci patimenti, parve che non fosse più circondato da fiamme; senza dubbio egli era passato nella regione media del Purgatorio. Durante questo periodo disse un giorno alla figlia che i teologi non esagerano affatto, insegnando che i tormenti patiti dai martiri sono inferiori a quelli delle anime del Purgatorio; e avendogli nella vigilia d'Ognissanti domandato la religiosa, dietro comando del confessore, su quale argomento sarebbe stato meglio che questi avesse predicato nel giorno della festa seguente, rispose: - Ahimè! gli uomini non sanno o non credono abbastanza che il fuoco del Purgatorio è simile a quello dell'Inferno; se potesse ogni mortale fare una visita sola in quel carcere, non si commetterebbe più un sol peccato veniale, tanto è punito rigorosamente! - Il giorno 30 novembre la religiosa intese che il padre con un doloroso sospiro pronunziava queste parole: - Mi pare un'eternità che son qui, la mia pena più grande in questo momento è una sete di Dio che mi divora e un desiderio irrefrenabile di possederlo; ed ogni volta che mi slancio verso di lui mi sento sempre respinto nell'abisso, poiché la mia pena non è ancora compiuta. - Dal che è da dedurre che fosse già passato nel Purgatorio superiore; tanto più che il 5 dicembre si manifestò tutto splendido attraverso un'aureola di tristezza. Dal 5 al 12 dicembre non apparve più, ma dal 12 al 15 si mostrò sempre più splendente.

Finalmente durante la Messa della mezzanotte e precisamente nell'intermezzo dell'elevazione, apparve il defunto per l'ultima volta, circondato di luce e di beatitudine, dicendo a sua figlia: - Il tempo dell'espiazione è compiuto, ed io vengo a ringraziare te e l'intera comunità delle preghiere e dei suffragi fatti per l'anima mia. Pregherò in cielo per tutte voi, e per te, mia cara figlia, impetrerò una sottomissione perfetta alla divina volontà e la grazia di entrare in cielo senza passare per le pene del Purgatorio. - Queste furono le sue ultime parole; la religiosa poté appena vedere il volto del padre suo, tanto era immerso nella divina luce.

Sac. Luigi Carnino, Rev. Del.


«Tutto è possibile a chi crede»

 


«Voi dite che tutto mi è possibile, perché sono Dio e posso fare tutto, come disfare.

lo vi rispondo: tutto è possibile a chi crede. Perché metto la mia potenza divina a disposizione degli uomini, a condizione che si aprano ad essa mediante la fede.

La vostra scarsa fede mi rende difficile concedervi tutti i doni che vorrei accordarvi.

La vostra mancanza di fiducia mi paralizza, m'impedisce di arricchirvi secondo il mio desiderio.

Quando la mia generosità incontra un'anima di fede ardente, essa può operare tutto, compiere miracoli.

Tutto è possibile a chi crede. Non metto limiti a questa possibilità; sforzatevi dunque a non mettere limiti alla vostra fede.

Tutto è possibile, anche quello che vi sembra impossibile, perché questa possibilità non è a misura d'uomo, ma a misura di Dio.

Tutto è possibile: credetelo, perché l'incredibile possa operarsi in voi».


Nessuno deve servire il diavolo! Nessuno!

 


Figlio mio. È molto importante che tu scriva per noi, perché questi tempi sono molto confusi, e ciò che sembra, sembra solo così; ciò che è, non è così; quindi siate e rimanete molto vigili, amati figli che siete, perché questi tempi sono confusi e ciò che sembra buono e giusto, in verità non lo è, e ciò che viene disapprovato e denigrato dovrebbe essere riconsiderato, perché il Maligno gioca con voi, e il suo palcoscenico è l’attualità mondiale, e le sue tentazioni sono fin troppo grandi e onnipresenti, e le sue menzogne e la sua astuzia sono fin troppo difficili da smascherare per i figli buoni, cioè voi, ma anche per i figli non così buoni, che hanno bisogno della vostra preghiera costante affinché si convertano e trovino Gesù, ma oggi vi dico che dovete essere TUTTI molto cauti, perché dove c’è euforia, lì c’è anche il diavolo!

Prendete quindi a cuore le Mie parole, perché ora tutto sta volgendo lentamente ma inesorabilmente al termine, e il diavolo sta facendo di tutto per sviarvi, e per farlo gli va bene qualsiasi mezzo.

La vostra situazione di vita diventerà sempre più difficile, ma sappiate che Mio Figlio, il vostro Gesù, è sempre al vostro fianco.

Non dovete cedere e dovete pregare molto.

Il vostro mondo è dominato da persone assetate di denaro e potere, che fanno di tutto per consegnarvi nelle mani del diavolo. Non conoscono l’amore per il prossimo e pensano solo a se stessi. A loro non importa nulla di ciò che vi accade. Hanno l’avidità nei loro cuori e la loro brama di avere sempre di più non permette loro di provare amore per il prossimo.

L’egoismo è grande oggi nel vostro mondo, e diventerà sempre più grande.

Bruxelles è governata dal Male! Ma non è solo lì che egli domina e governa!

Ovunque ci sia avidità, c’è anche lui!

Troppi si sono lasciati coinvolgere da lui! Troppi ne fanno un gioco malvagio!

Troppi si sono lasciati corrompere! Troppi sono in balia del male a causa del peccato più grave!

Eppure non vedete la via d’uscita, che è Mio Figlio!

Nessuno deve servire il diavolo! Nessuno!

Ma la vostra paura è così grande che preferite vendere la vostra anima piuttosto che ravvedervi e volgere lo sguardo a Gesù!

Vergogna, vergogna, vergogna!

Ognuno di voi «schiavi» può sfuggire al diavolo! Ognuno!

Ma siete deboli e pensate solo a voi stessi, invece di confidare in Gesù affinché EGLI vi liberi da questa palude!

Nessuno che sia veramente con Gesù deve avere paura. Nessuno!

Nessuno che si allontani dal male e implori l’aiuto di Gesù sarà abbandonato. Nessuno!

Convertitevi dunque, voi «schiavi», perché vi siete resi servi del male, e solo Gesù può liberarvi dalle sue grinfie, solo Gesù!

Perderete tutto ciò che avete acquisito in questa vita, perderete la reputazione, il riconoscimento e il potere, ma sarete liberi!

Non attaccatevi a questa vita, ma preparatevi per la vita eterna!

Gesù è la Via, quindi correte a LUI!

Non toglietevi la vita che Dio vi ha donato, ma convertitevi, e Gesù vi libererà dalle grinfie del male!

Se perdete la vostra vita qui, andrete con LUI nell’eternità!

Ma a chi continua a rimanere “schiavo” del male, servitore, complice, adoratore del diavolo, sia detto questo: l’eternità è un tempo lungo, molto lungo, e nulla di ciò che il diavolo vi ha promesso vi sarà concesso, poiché egli è il padre della menzogna, e menzogna raccoglierete!

Riflettete bene, dunque, dove volete andare, poiché la vita terrena è solo un breve periodo, e beato chi raccoglie frutti e tesori per la vita eterna!

Beato chi si converte al Signore, Gesù Cristo, e lo implora!

A loro sarà aperta la porta del Regno dei Cieli, ma a tutti gli altri rimarrà chiusa per sempre.

Prendete quindi a cuore le Mie parole, perché sono vere.

Io, la vostra Madre di Guadalupe, sono molto preoccupata per voi. Amen.

Con profondo amore,

La vostra Madre di Guadalupe.

Madre della Misericordia e Madre della Redenzione. Amen.

Alla presenza di moltissimi santi, apostoli, arcangeli e di Gesù. Amen.

8 giugno 2026


Rivendicare i diritti dei Cristiani equivarrà ad infrangere la legge.

 


PERSECUZIONI 

Mia amata figlia prediletta, molto presto ascolterete una serie di annunci da parte di quegli impostori che si sono infiltrati nella Mia Casa sulla Terra. Le travolgenti eresie che verranno fuori dalle loro bocche e dalle loro azioni si tradurranno in nuove leggi, che contamineranno la Parola di Dio e che saranno imposte a tutti coloro che sono fedeli alla Parola. 

I Sacramenti saranno ridotti di numero e le Messe diminuiranno lentamente fino a quando saranno celebrate raramente. Si inventeranno ogni sorta di scusa ma tutte, dietro le loro motivazioni, nasconderanno la vera ragione. Voi, Miei cari discepoli, state assistendo a tutto ciò che la Mia amata Madre aveva predetto a La Salette e a Fatima. Dovete comprendere che il piano è quello di profanare ogni Chiesa di Dio, prima che l‟anticristo sieda sul trono del Mio Tempio, in tutta la sua gloria infame. Quelli che chiedono risposte saranno ignorati e successivamente messi in ridicolo per aver osato mettere in discussione coloro che pretendono di guidare la Mia Chiesa sulla Terra. 

Ogni peccato agli occhi di Dio finirà per essere rimosso. Non solo il peccato sarà rifiutato, ma sarà presentato in tutti i suoi aspetti spregevoli ai Miei Altari. L‟abolizione del peccato sarà visibile nell‟indottrinamento dell‟educazione dei bambini. I bambini, in particolare, saranno obbligati a nutrirsi di eresie. Diranno loro che se non accettano questi insegnamenti saranno colpevoli di giudicare severamente coloro che dichiarano che il peccato è una buona cosa. Insegneranno ai bambini a non proclamare mai apertamente la Parola di Dio, in presenza di altri, per paura di essere accusati di andare contro i diritti umani. 

Qualsiasi tentativo di promuovere la moralità, in qualsiasi modo, tra i giovani, sarà violentemente contrastato e condannato. I Cristiani e coloro che dichiarano pubblicamente il loro diritto di aderire agli Insegnamenti Cristiani, saranno oppressi e messi a tacere. Le loro parole diventeranno sussurri e le persone si vergogneranno di ammettere di essere Cristiane. E mentre saranno rispettati i diritti dei non cristiani, saranno i diritti degli atei che verranno dichiarati di fondamentale importanza. Come vi ho detto, l‟odio contro i Cristiani aumenterà all‟esterno della Mia Chiesa. Poi, al suo interno, essa sarà smantellata pezzo per pezzo finché non ne rimarrà che un guscio vuoto. I mattoni e il cemento resteranno in piedi, ma la Mia Chiesa sulla Terra, così come voi la conoscete, cambierà oltre ogni vostra capacità di comprensione. 

Il Mio popolo è il Mio popolo – coloro che sosterranno la Santa Parola di Dio e che continueranno a ricevere i Santi Sacramenti, che vi renderanno disponibili quei Miei valorosi e coraggiosi servitori sacri, che non Mi abbandoneranno mai.  

Quando sentite che la Mia Parola, contenuta nella Parola scritta e tramandata per secoli nel libro di Mio Padre, è messa in discussione e analizzata, con il desiderio di riscriverla, allora dovete sapere questo. Io non autorizzo una simile eresia. Io condanno questi traditori, a causa delle anime che condurranno fuori strada. Neanche voi dovete mai dare ascolto a chiunque vi dica di negare la Mia Parola. 

Presto vedrete ogni legge nei vostri paesi e nelle vostre chiese cambiare, per accogliere ogni genere di peccato e legiferare per esso. Entrambi i tipi di legge si fonderanno insieme in una sola affinché, col tempo, la Parola di Dio non sarà più né discussa né rispettata. Rivendicare i diritti dei Cristiani equivarrà ad infrangere la legge e sarà punibile in molti modi. Per quelli tra di voi che non credono che queste cose siano possibili, ebbene voi, purtroppo, assisterete a queste cose durante la vostra vita, come vi è stato predetto. 

Quanti di voi rimarranno fedeli alla Mia Parola? Ai Miei Insegnamenti? Non molti. Eppure, saranno proprio quelli che dicono di onorarMi e che ora si dedicano alla Mia Chiesa, ad essere i primi a voltare le spalle alla Verità. 

Il vostro Gesù. 

10 Marzo 2014

martedì 16 giugno 2026

Il Miracolo del "Vescovino" L’Incredibile Vita di San Giovanni Neumann


 

«Quanto vi amo, ah! miei fratelli. Se solo vi rendeste conto che Colui che dà la vita sta per dare la propria per salvarvi dalla morte!»

 


Dettato dal Sacro Cuore di Gesù.


Il sole di quel giovedì in cui Gesù sarebbe stato consegnato sembrava triste e diffondeva la sua luce con malinconia. Maria avvertiva nel suo Cuore un grande presentimento, come ogni madre che ama e sente già il filo della spada pronta a trafiggerle il Cuore.

Gesù la contempla e tace, si volta e vede i suoi amati discepoli ignari di ciò che sta per accadere, e il Cuore di Gesù batte all’impazzata; prima di annunciare alla Madre la sua partenza, soffre un’agonia silenziosa, profonda, dolorosissima, perché ama, ama fino alla follia e sa che dovrà lasciare i luoghi che hanno fatto sì che il suo Cuore si affezionasse, si innamorasse del peccatore.

È vero che il suo Cuore era già aperto, che la lancia ardente dell’amore lo aveva ferito con una stoccata mortale e Lui, Gesù, era già in agonia. Rivolse il suo sguardo dolce e tenero verso sua Madre che lo guardava attenta, sfinita da ciò che già intuiva.

Gesù si avvicinò alla Madre, la strinse tra le braccia, la ricoprì di baci sulla fronte e le diede con le labbra l’ultimo bacio, sapendo che dovevano separarsi nonostante l’amore che provavano l’uno per l’altra; le lacrime scorrevano e si mescolavano, quelle di Gesù e quelle di Maria, fino a cadere sulla terra secca e arida; dalla terra sbocciò un bellissimo fiore simile a un giglio che con il suo profumo riempì la terra.

Gesù si inginocchiò davanti a Maria e lei tese la mano benedicendolo; piangendo si salutarono, e Gesù le disse: «Madre, ti amo e ti aspetto insieme al Padre mio».

Gesù si allontanò con i suoi apostoli, che avevano assistito a quanto era accaduto e che, con gli occhi sgranati e le spalle alzate, non capivano nulla; si guardavano senza dire una parola, camminavano lungo sentieri incantevoli tra fiori ed erbe e, quando Gesù passava accanto a loro, si chinavano e i fiori offrivano loro i propri profumi; Gesù sentiva che i suoi occhi si riempivano di lacrime, perché non avrebbe mai più calpestato quei prati e quelle erbe che già amava.

I suoi apostoli lo seguivano commossi. Senza saperlo, i loro cuori battevano più forte e sembrava loro che ci fosse una certa fretta.

Gesù si fermò e distese lo sguardo contemplando tutto il creato; dal suo petto sfuggì un sospiro e le sue labbra dissero: «Quanto vi amo, ah! miei fratelli. Se solo vi rendeste conto che Colui che dà la vita sta per dare la propria per salvarvi dalla morte!»

Il suo sguardo si posò su Pietro, che gli chiese: «Maestro, che ti succede? Ti vedo diverso».

«Sì, Pietro», rispose Gesù.

«Il mio Cuore vuole dirvi quanto è grande il mio Amore».

«Dicci, Maestro, ti ascoltiamo», disse Giovanni, che era accanto a Gesù.

«Il Figlio dell’Uomo sarà consegnato per salvare i suoi fratelli dall’abisso; il suo sangue scorrerà instancabile fino alla fine dei tempi per redimere chi ha peccato. Lo sapete, amati, eletti del Mio Cuore, che sarò tradito?»

Gesù si alzò dal posto dove era seduto; i discepoli erano disorientati, non capivano ciò che avevano udito.

Erano già le tre del pomeriggio e continuavano a camminare. Gesù camminava lentamente, come se volesse che tutto il cammino che aveva percorso non finisse mai, che la strada fosse lunga all’infinito. Si fermò e disse a due dei suoi apostoli: «Andate a preparare il luogo della cena; come segno troverete un puledro legato; dite che arriverò presto».

I due si misero subito in cammino e si persero lungo la strada.

Gesù disse ai suoi apostoli: «Preghiamo, perché si avvicina l’ora in cui sarò consegnato».

I discepoli, senza fare domande, si misero a pregare come Gesù aveva loro insegnato. Il Signore si allontanò un po’ da loro e pregò il Padre; questa volta fu un colloquio d’amore tra il Padre e il Figlio, il quale gli offrì la sua tenerezza e il suo infinito Amore. Gesù sospirava e il Padre lo ricopriva di Amore, di dolcezza.

Gesù, confortato, si alzò dal luogo dove aveva pregato, si avvicinò ai suoi discepoli e questi notarono che dal suo volto era scomparsa quella tristezza che avevano visto sul bel volto del loro maestro.

Continuarono a camminare e questa volta Gesù disse loro che avrebbe dovuto andare a preparare il proprio posto nella sua Patria.

Gesù sorrise e loro rimasero stupiti perché non lo avevano mai visto così felice e con il volto così raggiante; «Finalmente», disse. «...avrò la gioia di dare la Mia Vita per Amore».

Arrivarono alla casetta dove li aspettavano; era già l’ora in cui cominciano le ombre, ed entrarono. Tutti erano felici, tranne uno che sapeva di dover fare qualcosa, ed era di fretta perché la cena fosse pronta al più presto. Era Giuda Iscariota, che Gesù amava e di cui aveva compassione, perché sapeva che lo avrebbe tradito. Lo guardò con tenerezza e alzò gli occhi chiedendo che si adempisse ciò che era stato scritto.

Si sedettero tutti e cenarono; fu una cena semplice e quando Gesù prese il pane, alzò gli occhi al cielo e disse: «Prendete e mangiate, questo è il mio Corpo».

Alzando il calice disse: «Prendete e bevete, questo è il mio Sangue che sarà versato per voi e per tutti; fate questo in memoria di me». E lo distribuì ai suoi discepoli che non capivano, ma nel mangiare il pane e nel bere il vino, sentirono che il loro cuore si trasformava, percepirono la vita e sperimentarono qualcosa che non avevano mai provato prima. Era una gioia, era qualcosa che avvolgeva i loro cuori e li faceva palpitare d’amore. Si unirono gli uni agli altri e sentirono di amarsi, e con lo sguardo si dicevano tutto.

Gesù li contemplò con i suoi dolci occhi d’amore e sentirono che il suo Cuore si univa a loro in un unico Cuore.

Disse loro: «Vi do un nuovo comandamento: amatevi come fratelli, come Io vi amo».

Giuda si sentì sconcertato perché Gesù lo guardò e gli disse: «Quello che devi fare, fallo presto»; lui uscì di corsa, gli altri lo guardarono senza capire perché dovesse andarsene proprio in quel momento in cui tutto era felicità.

Non si ricordavano che Gesù aveva detto loro che c’era un traditore, e che in quel momento, quando glielo aveva detto, si erano agitati, soprattutto Pietro che, angosciato, aveva chiesto a Gesù se fosse lui il traditore. Gesù era rimasto in silenzio e Pietro aveva giurato a Gesù di essergli fedele e di non tradirlo mai.

Gesù lo zittì dicendo: «In verità ti dico, Pietro, che questa notte, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte»; il suo Cuore soffrì, ma in seguito se ne dimenticò.

Quando la cena finì, Gesù disse: «Seguitemi, perché il tempo stringe»; rese grazie al Padre suo e salutò tutti coloro che erano in casa, poi uscirono.

Gesù doveva provare grande tristezza al pensare a ciò che lo attendeva. Si incamminò e i suoi apostoli lo seguirono. Giunsero al giardino che erano soliti frequentare per pregare.

La luna era grande e bellissima, inondava di luce il paese immerso nell’attesa di grandi eventi; le stelle erano numerose, come se avessero deciso di contemplare il loro Creatore che era ancora nel mondo.

Una volta giunti lì, Gesù disse loro con voce dolce: «Rimanete qui a pregare», e chiamò tre dei suoi apostoli affinché lo seguissero; più avanti indicò loro: «Rimanete qui in preghiera, tenetemi compagnia poiché io sarò in preghiera», e chiesero forza.

Gesù fece ancora qualche passo e cadde in ginocchio; già in quel momento il suo Cuore soffriva un’agonia che non riusciva più a sopportare.

Cominciò a ripensare a ciò che avrebbe dovuto soffrire; sì, aveva paura, ma ciò che lo faceva soffrire di più era vedere l’enormità e la grande quantità di peccati che sarebbero ricaduti su di lui, poiché non erano solo quelli di chi era già vissuto, ma di tutti i tempi fino alla fine, quelli per cui avrebbe dovuto espiare; vide con orrore come col passare del tempo il peccato sarebbe diventato sempre più grande e vide il peccatore ostinato nel continuare a peccare senza provare alcun pentimento.

Vedeva perduta l’innocenza dei bambini, dei giovani infangati nel peccato, e i gigli bianchi che si macchiavano di peccato.

I suoi occhi piangevano nel vedere come le anime precipitassero nell’abisso come fiumi, senza desiderare il suo amore e con il suo sangue disprezzato. Il suo Cuore si spezzava nel vedere come nell’Eucaristia sarebbe stato abbandonato, oltraggiato, e l’enorme quantità di sacrilegi che gli sarebbero stati commessi. Ah! Ma una cosa lo fece rabbrividire: vedere che per molti la Divina Legge del suo tanto amato Padre non sarebbe stata osservata.

Gesù singhiozzava e pensava all’ingratitudine dell’uomo, e sentiva che, nonostante tutto, il suo amore cresceva e la sua fronte cominciò a sudare acqua; ma più cresceva la sua angoscia nel vedere sua madre oltraggiata, disprezzata da figli ingrati, più ciò lo faceva tremare, e lui opponeva resistenza.

Si alzò dal luogo in cui stava pregando e si incamminò per trovare conforto nei suoi amati fratelli, che, come lui stesso aveva chiesto, lo avrebbero accompagnato in quell’agonia. Essi non capirono; pregarono, ma erano stanchi e si erano addormentati.

Gesù disse loro: «Fratelli, non siete riusciti a pregare con me? Pregate, pregate affinché non cadiate in tentazione». Gesù, che li conosceva e sapeva delle loro debolezze, accarezzò loro la testa e si allontanò; essi lo guardarono con stupore, poiché videro sul suo volto filamenti che scendevano come sangue, e cominciarono a pregare obbedendo.

Questa volta Gesù si gettò sulla roccia; la sua agonia era immensa.

La luna, le stelle, l’aria, i fiori, le piante e gli alberi che contemplavano il loro Creatore in un dolore così crudele, tremavano desiderando consolarLo, alzando gli occhi al cielo.

Gesù contemplò i suoi eletti, coloro ai quali aveva donato tenerezza e tutte le dolcezze del suo Cuore. E il suo Cuore versava sangue nel vedere come sarebbe stato tradito dai suoi, dai suoi cari.

Era terribile: il suo sangue, la sua agonia crescevano; il suo sangue divino cominciò a cadere goccia a goccia fino a raggiungere la roccia.

L'erba era lì vicino a lei e cominciava a sentire nella sua linfa il nettare divino; sbocciarono bellissimi fiori con macchie rosse tinte del sangue del Signore.

Il Signore Gesù, alzando gli occhi al cielo e chiedendo al Padre se tutto ciò sarebbe stato vano, gridò: «Padre, se è possibile, allontana da me questo calice», e passò un secondo, e subito aggiunse: «Ma non sia fatta la mia volontà, bensì sia fatta la tua», gli angeli che già stavano lì attenti e stupiti, contemplando ciò che stava accadendo a Gesù, piansero, e le loro lacrime cadevano come una pioggia dolce, e desideravano che ciò consolasse il Signore.

Ma uno, mandato dal Padre, scese portando un calice e lo mostrò a Gesù, il quale, vedendolo, comprese che suo Padre avrebbe bevuto da quel calice. E prendendolo, lo bevve fino a svuotarlo, perché era necessario adempiere con amore ciò che era scritto; e quando finì di bere quel nettare disceso dal cielo, si sentì confortato e rese grazie al Padre suo perché così Egli voleva.

Si alzò confortato e si diresse verso i suoi fratelli, che trovò di nuovo addormentati; questa volta Gesù sorrise e disse loro: «Non siete riusciti ad accompagnarmi nella preghiera? Pregate, pregate sempre perché la carne è debole e il diavolo non dorme mai; pregate e non cadrete in tentazione». In quel momento si udì un grido e Gesù rabbrividì e disse in silenzio: «È giunta l’ora».

Pietro, che era uno di quelli che erano stati più vicini a Gesù mentre pregava, riuscì a sentire quando Gesù piangeva in silenzio; ma fu proprio Pietro che ne percepì il dolore, e fu lui a notare per primo il sangue che aveva già bagnato la tunica bianca di Gesù. Chiese a Gesù: «Che succede? Perché stanno arrivando quelli?», disse Pietro. Gesù rispose: «Non temere, è per me che vengono». Pietro lo guardò sconcertato e, mentre quelli che arrivavano gridando si avvicinavano a loro, era Giuda Iscariota a guidare quella folla.

Si avvicinò a uno dei soldati e gli disse: «Quello che bacerò sulla guancia, è lui». Camminarono in fretta e Giuda si avvicinò a Gesù; il Signore gli andò incontro e gli chiese: «Chi cercate?». La sua voce risuonò come un tuono; molti di coloro che accompagnavano Giuda caddero a terra, e i loro cuori sembravano uscirgli dal petto.

Giuda vide tutto ciò, ma non se ne curò; si avvicinò a Gesù e gli diede un bacio sulla guancia per salutarlo. Gesù gli disse: «Con un bacio tradisci il tuo Signore? Avresti fatto meglio a non essere mai nato».

Quando Giuda se ne andò, si avvicinò un soldato che cercò di arrestare Gesù; ma Pietro, colto da un dolore terribile, estrasse la spada e colpì il soldato, tagliandogli un orecchio che Gesù raccolse. «Che cosa hai fatto, Pietro? No, figlio mio, perché chi usa il ferro contro il ferro muore». Gesù, con dolcezza, posò l’orecchio sul soldato, che fu guarito all’istante.

In quei momenti gli apostoli si ritirarono, e Gesù disse: «Prendete me, ma lasciate andare questi», e udendo ciò i soldati si avventarono su di lui, arrestando Gesù. Cadde a terra e con terribile furia gli legarono le mani come a un crudele malfattore. Vedendo ciò, i suoi discepoli fuggirono dal luogo, temendo di essere arrestati a loro volta.

I soldati e la gente che li accompagnava trascinavano il Signore con grande rabbia. Gesù camminava tra spintoni e grida, il suo volto era sereno e di grande maestà.

Pietro, che lo amava e il cui cuore batteva forte, sentì il desiderio di seguirlo da lontano, per rendersi conto dove stavano portando Gesù, il suo amato Maestro. Perché il suo sguardo dolce non si distoglieva da lui.

Servi del Divino Amore

31 ottobre 1978