lunedì 6 aprile 2026

Brividi: ciò che hanno appena scoperto sotto il Monte del Tempio ha lasciato gli esperti senza parole


 

Tiepidezza – Debolezza della volontà - Cedere nella preghiera

 


La debolezza della volontà degli uomini


Più l’uomo è tiepido, più forte è da temere l’influenza da parte dell’avversario. Allora non offre né resistenza, ne tende verso la Forza di Dio, e quindi si trova nel più grande pericolo di diventare debole e di soccombere. Deve sempre tenersi davanti agli occhi, che la risalita verso l’Alto è faticosa e che un cedimento della forza della sua volontà ha molto facilmente per conseguenza un regresso, che richiede di nuovo un sforzo per poter essere recuperato. L’avversario è attento, cioè non perde nessun momento di debolezza dell’uomo, ma questo deve essere proprio attento, affinché non esponga la sua anima al pericolo di venire oppressa dall’avversario. E perciò deve pregare con più fervore, più si sente debole. Ma se comincia anche ad intiepidirsi nella preghiera, il potere dell’avversario è grande. E malgrado ciò non può essergli risparmiata la lotta contro questo potere. Ha bensì a sua disposizione degli esseri spirituali, ma il loro aiuto deve essere richiesto, perché senza l’invocazione non possono diventare attivi. E l’uomo tralascia sovente anche questa invocazione nelle ore della debolezza di volontà, ed allora è esposto senza protezione al potere dell’avversario. Egli stesso deve combattere la battaglia contro di lui, che sovente è molto difficile. Ed è sempre il cedimento nella preghiera, che fa paralizzare la sua forza di volontà. Più sovente e più intimamente l’uomo si collega con Dio, meno è esposto alle influenze del nemico, perché ambedue insieme, la Forza da Dio ed il potere dell’avversari, non possono diventare attivi. Ma la Forza di Dio è sempre più forte ed esclude ogni agire di forze maligne. Nelle ore di miseria, della tiepidezza e debolezza di volontà è sufficiente una intima chiamata per il Sostegno da parte di esseri buoni, ed all’agire di tali forze viene posto un Alt. Nell’uomo deve essere presente soltanto la volontà per il bene, e presto anche l’intimità della preghiera aumenterà, e l’uomo sarà sfuggito al pericolo.

 27. agosto 1941

Ascoltami - Il Grande Messaggio del Cuore di Gesù per il XX Secolo

 


PRIMA PARTE

Sorella Maria Josefa Menéndez

Religiosa della Società del Sacro Cuore di Gesù


(Manifestazioni degli infiniti tesori della misericordia del Sacro Cuore di Gesù).


La Santissima Vergine sosteneva anche il Piano divino: "La visione del numero incalcolabile di anime perdute per tutta l'eternità", diceva Lei, "di queste anime nessuna può fare un solo atto di amore! ... deve stimolare te, che puoi amare! a far salire incessantemente verso mio Figlio l'eco costante del tuo amore, per soffocare il clamore delle blasfemie di questi infelici!"

Dal principio del suo Noviziato, rivela la sua sete di anime e la comunica a lei. Insegna a lei cosa significa "salvare le anime" e cosa deve fare per questo. Fa sì che si avvii nello spirito della riparazione, che è particolarmente quello della sua vocazione. Un giorno, mostra a lei una "fila interminabile di anime", scrive lei nella sua linguaggio semplice: "Tutte queste anime sono in attesa di te", dice Lei. Da allora, Suor Josefa è sempre, per così dire, nel lavoro e nel soffrire per le anime che il suo Divino Maestro confida a lei.

"Andiamo a occuparci delle anime", dice a lei con un ardore che lei non sa come esprimere. Per le anime, insegna a lei a utilizzare le più piccole azioni della sua vita ordinaria e fa comprendere a lei il valore di un giorno passato in unione con il suo Cuore.

Per le anime, insegna a lei a fare propria la Divina Orazione di Gesù e fa a lei ripetere dopo l'offerta preziosa del suo Sangue e del suo Cuore. Josefa si identifica con la grande intercessione della Messa e del Tabernacolo: Gesù offrendosi a Dio suo Padre per la salvezza del mondo.

Per le anime, chiede a lei penitenza e mortificazioni che lei moltiplica, sotto la vigilanza dell'obbedienza, con disprezzo coraggioso del suo corpo. Per le anime, finalmente, vuole che lei sia vittima e si associa misteriosamente e sensibilmente alle dolori della sua Passione.

"Vuoi la mia Croce?", le chiede molte volte. E durante lunghe ore lei porta questa Croce, il cui peso visibilmente la schiaccia. La Corona di spine si infila nella sua testa che non può quindi appoggiare in nessuna parte, mentre un dolore acuto nel fianco la associa al colpo della lancia che ha aperto quello del Salvatore.

E lei tuttavia continua a lavorare, non si ferma mai. Ma è principalmente la notte che veglia vicino al suo Maestro. Una notte tra altre, Egli appare a lei e Josefa si alza: "Prendi la mia Croce", dice a lei, "i miei chiodi, la mia Corona, sono i miei tesori. Non temo di affidarti, perché sei mia Sposa. Io andrò alla ricerca di anime".

Allora il suo Cuore si dilata e da lui escono fiamme. "Io voglio che tutti Mi conoscano e Mi amano. Andiamo a attirarli alle mie Piaghe. Andrò a cercarli e quando li avrò trovato, ritornerei a prendere la mia Croce."

Questi dolori fisici, tuttavia, sono poca cosa in confronto a quelli dell'anima: Nostro Signore fa comprendere a Josefa qualcosa della sua Agonia sotto il peso dei peccati del mondo e dell'abbandono che gli strappò questo grido: "Dio mio, Dio mio! Perché mi hai abbandonato?" Sostiene quindi il suo coraggio, ripetendole la grande lezione della Redenzione: "Le anime valgono così tanto!" Le ricorda anche il senso dell'Elezione divina: è un invito all'amore che si immola.

"Non dimenticate che le anime che Io scelgo, devono essere vittime con me per il mondo."

La collaborazione costante nell'opera redentrice riempie i giorni e spesso le notti di Josefa. Le anime non le escono dal pensiero e in lei si realizza la parola del Maestro: "Io vivrò in te, e tu vivrai per le anime".

Padre Antônio Paulo Ciríaco Fernandes, S.J.


IL SEPOLCRO VUOTO

 


Signore, che nessun nuovo mattino
venga ad illuminare la mia vita
senza che il mio pensiero
si volga alla tua resurrezione
e senza che in spirito io vada,
con i miei poveri aromi,
verso il sepolcro vuoto dell’orto!
Che ogni mattino sia, per me,
mattino di Pasqua!
E che ogni giorno, ogni risveglio,
con la gioia della Pasqua,
mi giunga anche la conversione profonda,
quella che sappia, in ogni situazione
e in ogni persona, conoscerti
come vuoi essere conosciuto oggi.
Che ogni episodio della giornata
sia un momento in cui io ti senta
chiamarmi per nome,
come chiamasti Maria!
Concedimi, allora, di voltarmi verso di te.
Concedimi di rispondere con una parola,
dirti una parola sola, ma con tutto il cuore:
«Maestro mio!»

Come Cristo sia amaro, più amaro e il più amaro per i malvagi, e come sia dolce, più dolce e il più dolce per i buoni.

 


Le Profezie e le Rivelazioni di Santa Brigida di Svezia


Le parole della Madre alla sposa su quanto siano dolci la Madre e il Figlio l'uno verso l'altro. Come Cristo sia amaro, più amaro e il più amaro per i malvagi, e come sia dolce, più dolce e il più dolce per i buoni.


Capitolo 58


La Madre di Dio disse alla sposa: «Considera, nuova sposa di mio Figlio, la sofferenza di mio Figlio, che superò in amarezza la sofferenza di tutti i santi. Proprio come una madre proverebbe il dolore e l’angoscia più amari se vedesse suo figlio essere fatto a pezzi vivo, così anch’io soffrivo per i tormenti di mio Figlio quando vedevo le sue amare sofferenze». Poi si rivolse a suo Figlio, dicendo: «Sia benedetto, mio Figlio, perché tu sei santo, come si canta: “Santo, santo, santo, Signore Dio Sabaoth”. Sia benedetto, perché tu sei dolce, più dolce e dolcissimo! Tu eri santo prima di assumere l’umanità, santo nel mio grembo, e santo dopo aver assunto l’umanità. Tu eri dolce prima della creazione del mondo, più dolce agli angeli, e dolcissimo a me quando hai assunto l’umanità da me».

Il Figlio rispose: «Sia benedetta, mia amata Madre, sopra tutti gli angeli. Proprio come io, in tre modi, sono stato dolcissimo per te, come dicevi poc’anzi, così sono amaro, più amaro e dolcissimo per i malvagi. Sono amaro per coloro che dicono che ho creato molte cose senza motivo e che dicono con disprezzo che ho creato l’umanità per la morte e non per la vita. Che pensiero miserabile e sciocco! Io, che sono il più giusto e virtuoso, avrei creato gli angeli senza motivo? Avrei arricchito l’umanità di tante cose buone se l’avessi creata per la dannazione? Assolutamente no! Ho creato tutte le cose bene e ho dato ogni bene all’umanità per amore mio. Ma essa, tuttavia, ha trasformato tutte le cose buone in male per sé stessa. Non è perché io abbia creato qualcosa di male, ma l’umanità muove la propria volontà in modo diverso da come dovrebbe, e non secondo la legge di Dio, e questo è male.

Ma provo ancora più amarezza per coloro che dicono che ho dato loro il libero arbitrio per peccare e non per fare il bene, che dicono che sono ingiusto poiché condanno alcuni e giustifico altri, e che mi incolpano della loro stessa malvagità perché neghiamo loro la mia grazia. Sono particolarmente amareggiato per coloro che dicono che la mia legge e i miei comandamenti sono estremamente severi e difficili e che nessuno è in grado di osservarli, che dicono che la mia sofferenza non vale nulla per loro, e che quindi la considerano nulla.

Perciò, giuro sulla mia vita, come un tempo giurai per mezzo dei profeti, che mi giustificherò davanti agli angeli e a tutti i miei santi. Coloro per i quali provo amarezza capiranno che ho creato tutte le cose in modo ragionevole e buono per l’uso e l’educazione dell’umanità, e che non esiste nemmeno il più piccolo verme senza una ragione. Coloro verso i quali provo maggiore amarezza capiranno che ho saggiamente dato agli uomini il libero arbitrio per il loro bene. Sapranno anche che sono giusto, poiché concedo il regno eterno agli uomini buoni, ma il tormento eterno ai malvagi. Poiché non sarebbe giusto che il diavolo, che fu creato buono da me ma che cadde per la propria malizia, avesse comunione con i buoni. Anche i malvagi capiranno che non è colpa mia se sono malvagi, ma colpa loro. Perché se fosse possibile, mi assumerei volentieri lo stesso tormento per ogni singolo uomo che un tempo ho sofferto sulla croce per tutti, se così potessero tornare alla loro eredità promessa. Ma la volontà dell’umanità è sempre opposta alla mia. Gli ho dato la libertà di servirmi, se lo desidera, e di ottenere la ricompensa eterna; ma se non lo vuole, dovrà essere tormentato insieme al diavolo e ai suoi seguaci, per la cui malvagità l’inferno è stato giustamente creato.

Ma poiché sono pieno di carità, non voglio che l’umanità mi serva per paura o sia costretta a farlo come un animale irrazionale, bensì per amore di Dio, poiché nessuno che mi serva controvoglia o per paura del tormento potrà vedere il mio volto. Ma coloro verso i quali provo più amarezza comprenderanno nella loro coscienza che la mia legge era la più facile e il mio giogo il più dolce. Proveranno una tristezza inconsolabile per aver disprezzato la mia legge e aver invece amato il mondo, il cui giogo è più pesante e molto più difficile del mio giogo».

Allora la Madre di Dio rispose: «Sia benedetto tu, mio Figlio, mio Dio e mio Signore! Poiché sei stato dolcissimo per me, ti prego affinché anche gli altri possano essere resi partecipi della mia dolcezza!» Il Figlio rispose: « Benedetto sia tu, mia carissima Madre! Le tue parole sono dolci e piene d’amore. Perciò chiunque prenda la tua dolcezza in bocca e la conservi perfettamente ne trarrà beneficio. Ma chi la prende e la sputa via sarà tormentato ancora più amaramente». Allora la Vergine rispose: «Benedetto sia tu, Figlio mio, per tutta la tua misericordia e il tuo amore!»


 

La preghiera, un dialogo da cuore a cuore

 


Gesù dice

Rimanete uniti nel mio amore. Io sono la Radice che sostiene l'albero della vostra vita Io sono la dolce linfa che vi nutre e vi fortifica nel vostro cammino; il vostro albero comincia a fiorire e a dare i primi frutti affinché molti dei miei figli si avvicinino a voi e si nutrano di voi Vi invito a rimanere uniti al legno della croce, albero tagliato grossolanamente, unendo le sue parti per dargli la sua forma. L’albero della vita si trova lì, imparando a sopportare la croce di ogni giorno, cioè le preoccupazioni e le difficoltà del momento Solo in Me troverai la luce, solo in Me troverai riposo. Io sono il rifugio divino per i tuoi dolori Venite a Me e troverete le delizie per il vostro cuore Prostratevi ai miei piedi divini come faceva Maria e bevete della mia saggezza finché il vostro spirito non sarà saziato di Me Guardatemi con amore e sarai radioso e incrociamo i nostri sguardi senza pronunciare parole e facciamo di questo momento un colloquio d’amore in cui le parole sono superflue perché la presenza è la risposta migliore per esprimere sentimenti di gratitudine, di pace e d’amore. Consegnatemi il calice del vostro cuore, vuoto, per riempirvi dei sussurri della mia dolce brezza e donarvi la pienezza. Guardatemi con gli occhi aperti alla fede e senti il mio Cuore che batte per te. Fai di ogni momento di preghiera, momenti veri di adorazione, poiché la preghiera è un dialogo da te a te e da cuore a cuore Sono desideroso di raccogliere le briciole d'amore che mi offrono gli uomini, i brevi istanti che giungono verso di Me nel tabernacolo perché il tempo non glielo permette, poiché le cose del mondo li assorbono. Regalami il tuo tempo, perché il tuo tempo è il mio tempo


7 agosto 2007

Gesù dice

La preghiera è il nutrimento che rafforza la vita e lo spirito logorato dal peccato Nutriti quotidianamente bevendo dalla Fonte Divina che è la mia Parola

7 agosto 2007

Agustín del Divino Corazón

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Il ricordo di don C. Vitali nel 40° della morte 

Riporto in parte la commemorazione di don Cesare Vitali, nel 40° anniversario della morte, fatta da don Italo Duci. 
Don Italo scrive: 

"Sono vissuto 15 anni accanto al parroco don Vitali.  Furono per me anni felici perché ebbi piena libertà di lavoro e fiducia. Ringrazio sempre il Signore di essere stato destinato a  Ghiaie subito dopo l'ordinazione accanto ad un parroco che mi è stato di esempio e guida nel mio ministero. È stato con me  paziente e comprensivo, di grande bontà, non mi lasciò mancare  nulla, fu di grande carità e bontà con la mia mamma e sorella e  con due nipotini orfani in un momento di dolore. Non avrei immaginato di succedergli come parroco. Don Cesare Vitali è  nato a Boltiere, il 01-08-1881, da famiglia molto religiosa con 7  figli: due sacerdoti don Cesare e don Alessandro e 5 sorelle. Due  seguirono i fratelli sacerdoti, 3 suore, due nelle claustrali di S.  Benedetto a Bergamo e una nelle Orsoline di Gandino... 
Don Cesare Vitali è stato un sacerdote veramente secondo il cuore di Dio, di grandi virtù umane e soprannaturali: preciso ed  esperto nell' amministrazione, senso raffinato e gusto del bello,  di carattere affabile, buono, allegro e rendeva facile l'apertura dei  cuori e attraente la conversazione. Di animo generoso, fornito di  umiltà, di pietà e di zelo fervente, di volontà costante, di vita intemerata, di delicata sensibilità e semplicità... 
Don Cesare Vitali giunse a Ghiaie da Bonate Sotto, nel  novembre 1917, in aiuto di don Alessandro Locatelli di Sotto il  Monte, canonico della Cattedrale di Bergamo... Don Cesare poté  conoscere bene don Alessandro Locatelli e avere tante  informazioni di Ghiaie. Poté conoscere la sua grande impresa  nella costruzione della chiesa e del campanile. Poté conoscere la  sua grande devozione alla Madonna di Lourdes e alla Sacra  Famiglia a cui aveva dedicato la chiesa costruita con tanto lavoro  suo, dei ghiaiesi e di tanti benefattori e buoni d'Italia. Poté conoscere il suo progetto di formare la parrocchia. 
Don Cesare Vitali si mise al lavoro facendo rivivere le associazioni esistenti, formandone di nuove e un po' alla volta  tutti i rami dell'Azione Cattolica raccomandati dalla Chiesa. 
I giovani, contenti di avere un sacerdote ancora abbastanza giovane che si interessava di loro, accorsero, si lasciarono guidare e organizzare. Col loro aiuto costruì nel 1919 il saloneteatro che servì per attività teatrali, con una filodrammatica che  riscuoteva consenso in paese e fuori e ottenne premi. Questo  salone servì per convegni, conferenze a carattere religioso, sociale, politico e sindacale, e con l'aiuto di bravi oratori  don Cesare potè illuminare la gente sui principi cristiani e le  direttive della Chiesa nel primo e secondo dopo guerra. 
Con questi giovani e l'aiuto di validi dirigenti diocesani fondò il circolo giovanile di A. C. dedicato al can. don Alessandro Locatelli, inaugurato 1'8-12-1919. Fu uno dei primi e più  fiorenti della diocesi. Fu preludio alla fondazione della parrocchia avvenuta nel settembre 1921, approvata all'inizio solo  ecclesiasticamente e nel 1944 anche civilmente. Se non erro,  sulla Vita Diocesana del maggio 1944, che dava le prime notizie  e direttive circa i fatti delle apparizioni, venne pubblicato il  decreto della approvazione civile della parrocchia. Perciò al  momento dei fatti straordinari Ghiaie aveva tutti i carismi di parrocchia autonoma. 
Il parroco don Cesare Vitali per chiamare i fedeli e per allietare le feste, fece installare sul campanile un bel concerto di  5 campane e un po' alla volta completò l'arredamento e alcune  strutture interne ed esterne e tante opere... 
Soprattutto però si occupò della formazione dei parrocchiani con abbondanti istruzioni religiose, con la dottrina per gli  adulti e per i piccoli, con predicazioni straordinarie, missioni al  popolo ed esercizi spirituali per le diverse categorie della popolazione e a scadenze regolari... Organizzò giornate per la santificazione della festa, per la lotta antiblasfema, contro l'alcolismo,  ecc... 

Come fece don Cesare Vitali a compiere tanto lavoro e a realizzare tante opere? 

1) Con la grazia di Dio, profonda vita interiore e tanta preghiera. 

Con un lavoro metodico e costante volontà... Con la sua  costanza e con l'aiuto del vescovo Bernareggi ebbe ragione nella  questione del S. Geminiano, durata oltre 30 anni e risolta dalla S.  Sede a favore delle Ghiaie. Desiderava fare delle Ghiaie comune  autonomo e a questo scopo lavorò molto, come risulta da un  faldone in archivio. Se ciò fosse stato possibile ambiva che Ghiaie fosse chiamato San Geminiano al Brembo, ma ormai il  nome di Ghiaie è passato alla storia per i fatti del 1944... 
Dopo la fondazione della parrocchia pensò all'asilo, per aiutare le mamme occupate negli stabilimenti, nell'educazione e  custodia dei loro piccoli. Dovette faticare e a gradi provvedere  alla costruzione di ambienti per l'asilo e per le Suore Sacramentine di Bergamo, per diffondere la devozione all'Eucaristia e  perché attendessero alla gioventù femminile, al catechismo e al  doposcuola per i ragazzi delle elementari, alla scuola di lavoro e  di taglio per le ragazze. L'asilo fu fondato nel 1928. Comunicando gli ambienti dell'asilo, del catechismo e del doposcuola  con la chiesa, i ragazzi e le ragazze si potevano portare in chiesa per la visita al S.S. Sacramento, per le confessioni, alla domenica  per le funzioni, la benedizione e per l'insegnamento della dottrina  fatto dal parroco ai più grandi..." (v. Comunità di Ghiaie, aprile  1995, pp. 2-4). 

Severino Bortolan

domenica 5 aprile 2026

Così era Gesù prima della creazione — ed è TERRIFICANTE!


 

JRE: La lettera di Lentulo rivela una terrificante verità su Gesù


 

Telecamera riprende attività al cancello sigillato per fermare il Messia — scoperta sconvolgente


 

Mel Gibson “La Bibbia etiope rivela la vera fine dei tempi” – e non lo pensavamo


 

NON MI CROCIFIGGERANNO PIÙ, NON MI CROCIFIGGERANNO PIÙ!

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE: 3 aprile 2026)


Non Mi crocifiggeranno più, non Mi crocifiggeranno più!

IO SONO DIO e vengo nella gloria. Vengo nella gloria circondato da tutti i Miei Amati: da tutti i Miei figli che Mi saranno rimasti fedeli: «Fedeli a DIO, fedeli all’Amore»!


AMEN, AMEN, AMEN,


Vi ringrazio, Miei piccoli figli, «per aver recitato insieme il rosario».

Vi do la MIA santissima benedizione insieme a quella della Beata VERGINE MARIA, la Mia dolce mamma che È tutta Pura e Santa: «La DIVINA IMMACOLATA CONCEZIONE» e di San GIUSEPPE, il Suo castissimo sposo:


NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO

AMEN, AMEN, AMEN,


Coraggio, miei amati, «coraggio». Io ho vinto la morte e, con ME, «DIO Onnipotente, voi trionferete sul male»!

Siate nella PACE, figli miei: « LA PACE CHE IO, DIO ONNIPOTENTE, VI DO »!


(( @ a tutti voi,

Questo messaggio è arrivato all’improvviso. Ieri, Venerdì Santo, due persone (la messaggera e un’altra) erano in preghiera, ed è allora che hanno ricevuto questo breve messaggio, ecco perché finisce così bruscamente ) )

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Don Italo Duci risponde alle accuse  contenute nella relazione del Locatelli 

Don Italo, il 20 novembre 1946, così scrisse: 
"Il sottoscritto, a proposito della lettera del parroco di Presezzo, del 29/9/44, sente di poter dire quanto segue: 

1. La rappresentazione del dramma di Fatima avvenne nel  dicembre del 1943 e precisamente il giorno  dell'Immacolata e domenica seguente. Due volte in tutto.  Le risorse sceniche furono quelle di un paese di  campagna. 
Pubblicamente si parlò di Fatima nel maggio del 1943. Si è  esposta la storia del Fonseca. Nel maggio del 1944 non si parlò  di Fatima, ma si tenne come argomento le "Massime". 

2. In quanto alla negazione del parroco circa l'avvenuta  rappresentazione posso dire: all'inizio si è negato che  Adelaide fosse presente perché le suore erroneamente lo  avevano affermato. Noi di certo non conoscevamo  Adelaide e tanto meno si poteva sapere se era presente o no. Saputo in seguito che veramente era stata presente ci fu indifferente affermarlo. 

3. Circa il dialogo del parroco delle Ghiaie con quel di Presezzo nulla di preciso posso dire. Ad ogni modo sono certo  che quando il parroco interrogò Adelaide già erano passati  alcuni giorni dal 13 maggio. Adelaide aveva già narrato chissà  quante volte e a quanti le sue versioni. Perciò il quadro delle  visioni già l'aveva in mente e non fu quindi il parroco con il  surriferito dialogo a suggerirglielo. 

4. La famosa Maria del Gusto per chi non la conosce è una delle migliori figliole delle Ghiaie per bontà di vita, per  serietà, per zelo, per rettitudine. Se per chi non la conosceva  può aver lasciato adito a sospetto, per chi la conosce invece è  superiore ad ogni sospetto. 
Lo stesso vescovo, informato di questa diceria, che la  Maria Roncalli fosse la megera non volle credere, anzi la  respinse nettamente dicendo che la Maria Roncalli non era  capace di tanto. 

5. Adelaide è stata tolta dall'ambiente delle Ghiaie per toglierla da una specie di idolatria e perché potesse prepararsi  nella calma alla Prima Comunione. Il parroco ha fatto anche  questo in pieno accordo con il vescovo. 

6. Il parroco di Presezzo dice inoltre "che l'ambiente delle Ghiaie si è sempre presentato angusto... "per chi onestamente"  voleva conoscere la verità. Rispondo: 
a) Chi onestamente avesse voluto conoscere la verità non aveva che adire alla competente autorità, che per mezzo di  appositi delegati si era avocata la causa. 
b) Il clero locale, dato l'enorme lavoro, non poteva soddisfare sempre chi, quasi tutti i giorni, era ad importunarlo. 
c) Il clero locale si accorse che non tutti coloro che interrogavano avevano intenzioni pacifiche e oneste, ma di cogliere  in fallo. Considerò perciò prudenza non parlare troppo, per non  essere interpretato male. 

7. Da parte del clero locale, e di chi per lui, non sono state  mai scritte lettere per provocare il concorso di ammalati. A provocare tale concorso se mai sono state le guarigioni avvenute in quei giorni. Gli ammalati vedevano e sentivano che si ottenevano grazie e senza tanti sofismi e riguardi cercavano di approfittare. Le migliaia di ammalati dei giorni delle apparizioni, del  13 giugno, del 13 luglio non aspettavano certo il nostro invito  per venire. 

8. La preghiera che il parroco leggeva in chiesa in quei giorni è una preghiera che solitamente si recitava indirizzata alla  Madonna di Lourdes, di cui c'è devozione sentita. 

9. Completamente infondato il dire che alle Ghiaie si ordinavano quadri. I testi sotto indicati possono avere riferito di un  quadro che tuttora si conserva in casa parrocchiale; quadro che non è stato ordinato, ma bensì regalato. D. Francesco Ripamonti, citato come teste per quanto sopra, ha affermato di non  aver detto precisamente come il parroco di Presezzo gli fa dire,  sia a riguardo della preghiera, che del quadro. Perciò viene  spontaneo il dire: se i testi citati da quel di Presezzo hanno il  valore di quello citato a proposito dei quadri, ecc. la relazione  non solo appare priva di serietà, ma ancora di onestà. 

2° Punto 

1. Per i colloqui avuti con Adelaide posso dire che ella ha ben chiara nella mente l'idea delle visioni avute. Posso dire  anche che ne parla con trasporto e con sicurezza. 
2. La deposizione della Boccardini, a riguardo di Catì, non dice nulla, perché non indica necessariamente che le visioni  siano state inventate. Chi le avrebbe inventate? Chi ne avrebbe  avuta la capacità di dirigerle così bene? L'autorità civile, cui  davano noia, sarebbe riuscita a scoprire il trucco e chissà che  finimondo. Invece dovette masticare amaro perché non aveva  proprio nessun appiglio, non aveva prove. 

3. Quel di Presezzo dice che non si può essere stati a contatto col soprannaturale senza esserne trasformati. Questa osser- vazione non mi sembra giusta, perché l'uomo potrebbe anche  resistere alla grazia, come di fatti avvenne in alcuni casi. E poi  fosse anche vera questa affermazione non dice nulla nel caso  nostro, perché Adelaide è un'anima in cui la grazia si manifesta. 
Il parroco di Presezzo ci presenta Adelaide non solo con  dei difetti, ma anche cattiva, anzi in certi punti più che cattiva.  Queste dicerie che da due anni in qua circolano sono risultate  una vera calunnia. Posso dire di aver conosciuto Adelaide nel  luglio scorso, nei suoi dieci giorni di permanenza in famiglia.  La sua vita mi ha meravigliato al punto di dire: con che coraggio si è osato dire tanto male di questa bambina, con che  metodo la si è trattata. Questa povera bimba mi ha dato l'impressione di un'anima già incamminata alla perfezione. Nei  mesi di permanenza presso le suore della Sagesse Adelaide ha  dato mirabile prova di essere un'anima orientata verso l'alto,  che già ha dato l'addio alle cose del mondo, che ha sete del soprannaturale, che lo intuisce. Che meraviglia porti con sè  difetti quando c'è lo sforzo di emendarsi'? 

4. A proposito delle visioni, medici ed altre persone competenti depongono diversamente dal parroco di Presezzo e di P.  Lini. 

5. A riguardo della pace a me sembra di aver udito sin da principio la condizione di preghiera e penitenza. 

6. I fenomeni solari innanzi alla serie innumerevole di testimonianze giunte anche da regioni lontane dovranno essere  vagliati con serietà. Il parroco di Presezzo mostra di essere  all'oscuro di tanti fatti che persone serie affermano di avere  visto coi loro propri occhi nel sole. 

7. Il parroco di Presezzo nega che vi siano state vere guarigioni. Le guarigioni avvenute sono moltissime ed ancor oggi  alla distanza di quasi tre anni ci vengono segnalati casi di guarigioni avvenute in quei giorni. Spetterà alla competente autorità  giudicarle. 

8. Il parroco di Presezzo per l'accorrere di folla paragona il fatto delle Ghiaie al caso Teresa Marra ed alle false veggenti di Belluno. Ma il caso delle Ghiaie è totalmente diverso. La  folla dei due casi surriferiti non è nemmeno da paragonarsi alla  folla delle Ghiaie di quei giorni. Inoltre, nei due casi surriferiti  vi era una specie di trucco che non tardò a scoprirsi ed a far  cadere tutto. Alle Ghiaie, nonostante le opposizioni, nulla è  caduto. L'accorrere di folla alle Ghiaie non mi è parso cosa  ordinaria, sia per la maniera, per il numero, per la qualità, per la  distanza. Gli stessi tedeschi ammisero in questo dello straordinario. (Questo me lo ha affermato Don Raggi di Bologna che  venne alle Ghiaie, il 7 luglio 1944, con l'ambasciata tedesca per  informazioni). 

Un fenomeno strano, che si riscontrava in chi arrivava alle  Ghiaie in quei giorni, era un senso di attrattiva per cui si sentivano spinti a venire. Si narra anche di persone venute per scherzare, per cogliere il trucco, che invece se ne tornarono conquistate. 

9. Le folle qui convenute, oltre al motivo della pace, ebbero anche altri motivi squisitamente spirituali. Un giovane  soldato giunto qui, la prima domenica di agosto 1944, ancora  digiuno alle 16, dopo essersi comunicato, disse che il motivo  principale della sua venuta era la conversione del babbo. Giunse  da Tarvisio ed era ammalato di tubercolosi. 
L'affluenza dei pellegrini dal maggio 1944 ad oggi non è  mai totalmente cessata, anzi in certe date assume l'aspetto dei  primi giorni. 

10. Riguardo al bene spirituale: 
Negare questo per chi ha vissuto quelle giornate alle  Ghiaie sarebbe un delitto. Questa terra per parecchi mesi non  risuonò che di canti sacri e di preghiere. Le vie che conducevano al paese per mesi videro passare vere processioni di folle  col Rosario in mano o al canto di laudi sacre. Quanti cuori induriti nel peccato in questo luogo furono colpiti dalla grazia! 

11. Inconvenienti e disordini. 

A detta di molte persone serie e degli stessi incaricati di  quei giorni, i disordini avvenuti furono un nulla in confronto di  quelli che potevano avvenire. Gli stessi tedeschi (mi riferì D.  Raggi di Bologna) portavano innanzi come fatto straordinario  questo: nonostante la nostra diposizione di forze fosse grande fu  inferiore al fabbisogno, tuttavia non successe nulla. 
Più che dalle Ghiaie gli sfruttatori di cui parla quel di Presezzo provennero dal di fuori non esclusi i paesi vicini. 
Il parroco di Presezzo termina la sua relazione dicendo che  ciò che avvenne alle Ghiaie non veniva da Dio. Devo notare che  il suddetto parroco scrisse questa conclusione alla fine del  settembre 1944. Ora alla distanza di quasi tre anni, la commissione costituita per l'esame dei fatti, credo non abbia dato una  simile conclusione. E perché? Forse perché un qual senso di  serietà ha riscontrato nei fatti, oppure perché hanno bisogno di un  esame oggettivo e coscienzioso. Se non da Dio ma da altre cause  provengono i fatti delle Ghiaie, con certezza se ne indichi  l'origine. Ad ogni modo è questo un quesito spettante alla competente autorità ecclesiastica. A noi non resta che attendere e  pregare, contenti se una volta di più potremo cantare le meraviglie della Madre di Dio e della Madre nostra Maria S.S.   

Don Italo Duci".


Severino Bortolan

Alleluia! Alleluia! I Suoi lo hanno visto risorto. Lodiamo il Signore, Lui è in noi.

 


LA SANTISSIMA VERGINE MARIA


RIMANETE NEL MIO CUORE.

Ogni uomo è stato liberato dalla morte che provoca il peccato ed elevato, nella sua libera volontà, ad avere l'opportunità della Vita Eterna nel giorno della luce perenne, per questo i figli di Dio, certi che la Fede non sia vana, si sforzano di vivere ed operare nella Divina Volontà, aspirando alla Vita Eterna. 

Come Madre desidero che godiate della Vita Eterna pertanto, in questa Settimana Santa, ogni giorno vi Ho dato le armi per poter essere figli migliori della Trinità Sacrosanta e affinché conviviate nell’amore con i vostri fratelli, in quanto senza amore non siete nulla. (1 Cor. 13, 1-3)


Alleluia! Alleluia!

I Suoi lo hanno visto risorto.

Lodiamo il Signore, Lui è in noi.

Cantiamo un canto nuovo,

A Lui la gloria che viene data per il bene di tutti.

Che tutta la Creazione Lo lodi! Egli è il Potere.

È seduto alla destra del Padre e

verrà a saziare la mia sete


La mia anima lo reclama, è il suo Salvatore      

Le mie labbra gli dicono di cuore,    

che non posso negare l'amore e la speranza     

Ti prego in ogni momento, Signore,       

durante la notte il mio essere teme di separarsi da Te,         

sia il mio sogno il Tuo riposo e che io       

non mi allontani dal volto del mio amato


La mia anima è assetata di Te, mio Salvatore    

Io vivrò alla tua ombra, non temerò più       

Tu sei in me, non c'è più chi ci separi      

Guarda in quest'anima che è un tempio per Te,     

ogni mio passo, sia un'offerta per Te

Amen


sabato 4 aprile 2026

Mel Gibson: “La Bibbia etiope descrive Gesù con dettagli incredibili e non è quello che pensi”


 

Mel Gibson scopre nella Bibbia etiope ciò che Gesù fece nei 3 giorni prima di risorgere


 

LA FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA



 DIARIO SPIRITUALE DI ELISABETTA SZANTÓ 1961-1981 


10 novembre 1962 

Oggi il dolce Salvatore mi ha parlato a lungo ed ha detto quanto Gli fa piacere una piccola, insignificante anima che si abbandona a Lui. "Ti ricordo di nuovo un episodio della tua vita quando ancora lavoravi nella fabbrica e, siccome facevi un lavoro di responsabilità, per riuscire a farlo bene, hai imparato con grande fatica. Sapevi e sentivi che, nonostante la tua premura, non avresti avuto un grande risultato e il tuo esame non sarebbe riuscito (un corso di sorvegliante della qualità). Come madre di sei figli, caricata di mille pensieri e stanchezza, lavoravi e studiavi dibattendoti. Ti sei meravigliata, non è vero, che hai conseguito tu la migliore pagella? Allora non pensavi ancora a Me, ma la mia mano era già nel tuo lavoro quando, dalle immense quattro macchine automatiche, che lavoravano con quattro rocchette, dovevi prendere dagli operai il materiale prodotto in pochi minuti e hai dovuto prestare tanta attenzione perché non ci fosse stato lo scarto. In mezzo alle macchine, il macchinista sorvegliava di continuo il loro retto funzionamento, perché non era ammesso nemmeno un centesimo di millimetro di deviazione. Ti ricordo queste cose perché, come vedi, sei andata avanti non con la tua sapienza, ma con il tuo lavoro coscienzioso ed assiduo. Vicino a te, Io, come macchinista, sorvegliavo affinché non uscisse nemmeno un centesimo di millimetro di scarto. Come ho già detto, tra noi non dovrebbe esserci nemmeno lo spazio di un capello".  

Dopo, il Signore ha portato il mio pensiero ad un altro posto di lavoro: "Quando hai ispezionato la durezza del materiale hai dovuto farlo con grande attenzione; quel materiale era più duro del consentito e quindi hai dovuto metterlo da parte. L'hanno riportato nella fonderia e l'hanno fuso di nuovo. Anche Io, ogni qual volta fondo di nuovo le anime dure nel crogiolo del Mio Amore, non voglio ci sia scarto. Figlia mia, sopporta che abbia fuso tante volte anche te nelle fiamme del Mio Amore. Ho fatto questo perché solo rielaborandoti più volte, posso rispondere alle esigenze del Mio Cuore". In un altro momento il Signore Gesù ha detto così: "Guarda come nei campi un maestoso albero di pere, dà ombra rinfrescante e frutti succulenti ai poveri viandanti stanchi. Tu non puoi diventare un albero così maestoso. Sii il mio piccolo girasole e gira verso di Me i tuoi semi oleosi che si maturano sotto i raggi del sole divino. Vuoi che i tuoi semi oleosi siano più pieni? Accetta ogni sacrificio che ti offro perché i tuoi semi possano produrre tanto profitto. Vuoi che lo possa spremere i tuoi semi oleosi? Se sì, anche questo si può ottenere solamente compiendo sacrifici. Queste gocce che sono state pressate dalle sofferenze, cadono nelle lampade vuote delle anime, le quali si accendono con la Fiamma d'Amore di Mia Madre e per la sua luce vedranno la strada che porta a Me. Queste gocce di olio che ho spremute dalle tue sofferenze, unite con i miei meriti, cadono sulle anime di coloro che non hanno ancora lampade. Essi cercheranno meravigliati la causa di questo cambiamento e troveranno la via della salvezza." (Si riferisce ai non cristiani che non posseggono ancora la lampada della vera fede.) 


Premessa del Padre 34 - Parte 3, Messagio di Giovanni

 


Il 14.04.2023 nel luogo Santo


Messaggio di Giovanni

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, sono venuto da te, figlia Mia, affinché tu scriva e riveli ai figli della terra il Mio libro che Io scrissi e mangiai per ordine dell’Angelo. Ascolta quindi ciò che oggi vorrei dirti:

Figlia Mia. L’Angelo Mi mostrò ciò che sarebbe accaduto alla fine dei tempi e Mi disse che sarebbero avvenute molte sciagure, ma che i figli del tempo finale avrebbero ricevuto TUTTI un’ultima occasione per ritrovare Gesù.

Egli disse: Mio caro figlio. Io un Angelo del Signore e Padre ti dico oggi che ciò che tu ora vedrai e sentirai accadrà alla fine dei tempi.

Vidi poi come i figli della terra vissero tutti allo stesso momento l’illuminazione della loro coscienza e che non c’era alcuna differenza fra buoni e cattivi, amorevoli e malvagi, cristiani e pagani, fedeli di altre religioni e agnostici. Tutti loro, figlia Mia, ricevettero seduta stante la possibilità di convertirsi e trovare Gesù.

Figlia Mia. L’Angelo proseguì: Mio caro figlio. Guarda ciò che fa il diavolo in modo che i figli ricadano nelle loro vecchie abitudini e guarda come sono facilmente influenzabili perché sono tiepidi, pigri e non vogliono cambiare!

Egli Mi mostrò quindi quanto segue: Io vidi che nel cielo vennero fatti, mostrati grandi segni. Questi segni dovevano essere una dimostrazione per confutare tutto ciò che i figli credenti cercavano di spiegare ai non credenti. Dietro a tutto questo c’era l’anticristo e fece vacillare così tanti figli.

Inoltre, da parte dei malvagi furono date moltissime spiegazioni di questo evento divino, essi  a lungo lo  banalizzarono chiamandolo  “fenomeno naturale” e così molti figli ritornarono al loro solito tran-tran e voltarono le spalle a Gesù.

Tutto ciò fu mostrato e spiegato, a Me Giovanni, dal santo Angelo del Signore e Padre.

Figlia Mia. È estremamente importante, che i figli del tempo finale si sveglino e vedano quanto vengono ingannati, raggirati e fregati dal maligno!

Grande è l’inganno che mette in scena e la sua influenza è forte.

Chi resta legato al qui e adesso andrà a fondo con esso perché è ancorato con il mondo del maligno che è irreale. Questo passerà e non ne resterà nulla e il figlio che si abbandona ad esso non sopravvivrà!

Per questo l’Angelo Mi ribadì queste immagini e spiegazioni per far sì che Io le potessi divulgare quado sarebbe giunto il tempo giusto. Questo tempo è ora, figli Miei, per questo ve lo comunico.

Chi non riconosce e accoglie l’Avvertimento come atto della misericordia divina andrà perduto. Anche se Mi ripeto ve lo devo dire.

Ascoltate dunque amati figli Miei, ascoltate: solo la vostra conversione vi donerà la vita eterna nella gloria, senza conversione invece v’aspetta sofferenza eterna.

Potete ancora scegliere. Non appena il Padre interverrà spererete di aver ascoltato le Mie parole, ma sarà troppo tardi, perché non avete voluto cambiare, avete preferito credere al diavolo e al suo anticristo invece di essere veri seguaci di Gesù. Non avete voluto amare COLUI che vi ha redento sulla croce e siete rimasti tiepidi e pigri e ora accettate la sorte che voi stessi avete sigillato e non vi verrà accordata la Salvezza perché avete rigettato Colui che vi ama e ora vedete dove finite senza possibilità di fuga! Amen.

Io, il vostro Giovanni, vi comunico questo perché il santo Angelo del Signore e Padre Mi ordinò di farlo in questo tempo. Amen.

Il tuo Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù. Amen.

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Le piovre del Male imperante penetrano e si stendono anche verso il vostro spirito. A Babilonia succederà Gerusalemme santa.



Dice Gesù: 

«Il credente si identifica col suo dio e il figlio col suo genitore. Non è errato dunque dire dei precursori di Satana ciò che dice Isaia nel suo 14° cap. e nei versetti 12-15. 

Non hanno forse voluto emulare il loro padrone e padre nel tentativo di proclamarsi dèi e nell’opprimere le folle coloro che Io chiamo i precursori del Male? Non hanno parlato di Dio con una condiscendenza vergognosa, quasi i superdèi fossero loro? Non si sono arrogati il diritto di comandare a ciò che è più sacro, a ciò che anche Dio rispetta nell’uomo? Non solo si sono permessi di dare o di levare il permesso di vivere, ma financo quello di pensare. 

Il pensiero che Io ho dato all’uomo e che è libero - poiché tutto ciò che Dio vi ha dato è libero da imposizioni di sorta e più libero sarebbe stato, ché neppure la carne avrebbe messo inciampo a quella libertà, se la carne fosse per prima rimasta libera da schiavitù, di colpa - il pensiero è conculcato da questi superdèi di fango e di orrore. Non esigono essi ubbidienza a sante leggi di amore quali Io ve ne faccio amoroso comando senza obbligarvi a seguirlo. Loro impongono obblighi crudeli che vi asserviscono peggio di buoi dal collo oppresso dal giogo e dalle nari offese dall’anello costrittore. Li impongono a tutto il vostro essere, e non una delle tre forme di voi - la fisica, la morale, la spirituale - sono esenti da questa schiavitù. 

Sì, anche la spirituale. Le piovre del Male imperante penetrano e si stendono anche verso il vostro spirito e a loro piacimento vogliono o non vogliono che esso spirito si volga a Dio o alla sua Legge. 

Esplode il loro livore di figli di Satana nelle persecuzioni feroci. Ma anche quando, buttando la maschera umana che cela la loro testa di serpi infernali, non giungono alle grandi persecuzioni, sono le sottili astuzie, gli sgretolamenti dell’edificio della Fede, le forme di vita volte a sostituire paganesimo a religione, quelle con cui avviluppano per strozzarlo il vostro spirito. 

E non sempre voi possedete la forza di rimanere fedeli, poiché avete spiriti non nutriti di amore e di Vangelo. Vi piegate alle schiavitù umane, voi che riputate esser indegno dell’uomo ubbidire ai comandamenti di Dio. E perdete, per un uomo o per più uomini, il dono più bello di Dio: “il libero arbitrio”. Siete marionette mosse da uno o più uomini. Potevate essere, in questa vita e oltre, esseri liberi del regno di Dio Padre vostro. 

Scostatevi, staccatevi, finché lo potete, dalle leggi della Bestia, allontanatevi da essa. Già il suo destino è segnato. Quando la scure di Dio reciderà le parti dell’orrida Bestia che torturano la Terra e che costituiscono i precursori dell’Unità di Male che sconvolgerà la Terra, fate d’esser molto lontani da esse che precipitano nel forno d’abisso come membra putride di questa manifestazione di orrore. 

A Babilonia, che ora sorge e che avrà il suo apogeo di impero, succederà un giorno Gerusalemme santa. Fate che in quel giorno e nel Giorno senza tramonto su voi non sia il marchio dei potenti di Babilonia, dei Luciferi minori, delle figliazioni, delle escrescenze di Satana, ma il segno santo, inconfondibile, glorioso, del Figlio di Dio.» 

 DA: I QUADERNI DEL 1943 


PREGHIERA

 


O Gesù, mi fermo pensoso ai piedi della Croce:
anch’io l’ho costruita con i miei peccati!
La tua bontà, che non si difende
e si lascia crocifiggere, è un mistero
che mi supera e mi commuove profondamente.
Signore, tu sei venuto nel mondo per me,
per cercarmi,
per portarmi l’abbraccio del Padre.
Tu sei il volto della bontà
e della misericordia:
per questo vuoi salvarmi!
Dentro di me ci sono le tenebre:
vieni con la tua limpida luce.
Dentro di me c’è tanto egoismo:
vieni con la tua sconfinata carità.
Dentro di me c’è rancore e malignità:
vieni con la tua mitezza e la tua umiltà.
Signore, il peccatore da salvare sono io:
il figlio prodigo che deve tornare, sono io!
Signore, concedimi il dono delle lacrime
per ritrovare la libertà e la vita,
la pace con te e la gioia in te. Amen.

Il Preziosissimo Sangue ha il potere di salvare il mondo dal Castigo che verrà. Non lasciate passare un’ora senza ricevere la Santa Comunione, ricevendola sempre spiritualmente.

 


LAVORA CON IL CIELO SOLO PER SALVARE LE ANIME.


Mentre stavamo pregando, la Madonna si è presentata con la palma in mano e ha detto:

“Figli miei, permettete che la Volontà del Padre Eterno si compia nelle vostre vite. Pensate solo al bene degli altri. Progettate con il Cielo solo di salvare anime. Pregate per i pagani e lavorate alacremente per la loro salvezza. Il Padre pensa a voi. Egli ha un piano per le vostre vite. Siate felici e lavorate per la salvezza dell’Umanità.

Figli miei, ora avete offerto le vostre vite a Mio Figlio Gesù Cristo, assicuratevi che dalle vostre bocche non esca mai alcuna parola che non possa salvare o guarire il mondo. Fate attenzione alle parole che dite, perché Satana è geloso di voi e del piano del Cielo per voi. Sta progettando di accusarvi con le vostre stesse parole. Vi dico: state attenti!

Figli miei, fuggite dalle riunioni malvagie affinché non rovinino le vostre vite. Mai, vi dico, mai attaccate i vostri capi affinché evitiate l’ira di Dio. Se lo fate, lo Spirito Santo vi abbandonerà.

Figli miei, evitate i ritardi, affinché il Padre vi benedica e ascolti le vostre preghiere. Mio Figlio vi comanda di pregare e di fare riparazione, che porterà la pace nel mondo attraverso la Sua Misericordia. Figli miei, lo state facendo? Che cos’è la riparazione? Come la state facendo? Figli, rispondete a queste domande e fate riparazione per i peccati commessi contro il Preziosissimo Sangue di Mio Figlio.

Figli miei, condividete la misericordia che ho per il mondo e abbiate misericordia di loro. Abbiate misericordia di loro e pregate per loro. Oh, pregate per loro e guidateli verso la Luce Divina. Aiutateli a uscire dalle tenebre. Insegnate loro le vie del Cielo. Aiutateli a farsi battezzare e a condividere sempre il Sangue dell’Agnello di Dio senza macchia.

Figli Miei, aiutate tutti gli uomini a giungere alla piena conoscenza della verità, affinché siano in grado di condividere il Preziosissimo Sangue di Mio Figlio che promette la salvezza. Il Preziosissimo Sangue ha il potere di salvare il mondo dal Castigo che verrà. Non lasciate passare un’ora senza ricevere la Santa Comunione, ricevendola sempre spiritualmente.

Pregate sempre per questa santa chiamata, quella della Devozione al Preziosissimo Sangue. Offrite tutte le vostre debolezze per questa Devozione. Attraverso la vostra offerta, la Santa Chiesa le accoglierà e salverà la vostra vita. Vi benedico tutti. Venite verso la Luce.”

Immediatamente il Cielo si aprì e Lei si allontanò fino a scomparire.

13 febbraio 1997

BARNABÉ NWOYE