mercoledì 4 febbraio 2026

Gesù il Buon Pastore

 


Il Buon Pastore


Vi guiderò sulla via gli uomini, a cui dovete annunciare il Vangelo, ma sono sempre soltanto dei singoli che vi ascoltano e che prendono a cuore le vostre parole. E’ soltanto un piccolo gregge, che segue Me, il suo Pastore, e tengo insieme questo piccolo gregge e non permetto che si irrompa nella Mia Stalla e Mi vengano rapite le Mie pecore, perché Io Sono un Buon Pastore, Che lascia la Sua Vita per le Sue pecore. Voi tutti appartenete al Mio gregge, che ascoltate la Mia Chiamata, appena la sentite. E la Mia Chiamata è sempre la Mia Parola, mediante la quale Io Stesso vi parlo dall’Alto. La Mia Chiamata è la Chiamata di un Buon Pastore Che non vuole, che Gli vada perduta una pecorella del Suo gregge e Che vi dice anche delle Parole d’Amore, per tenervi e per avvertirvi e per ammonirvi, affinché non cadiate nelle corde di cattura di colui, che vuole allontanarvi da Me. Vi lascio bensì la libera volontà e voi camminate per un ampio terreno, voi potete prendere tutte le vostre vie ovunque vogliate andare, ma un Buon Pastore segue le Sue pecorelle e cerca quelle che si sono smarrite, che si sono allontanate dalla giusta via, che hanno sbagliato la via in basso o in alto. Un Buon Pastore attira e chiama, affinché ritrovino la via di ritorno da Lui, che si spingono a Lui cercando protezione e che vadano insieme a Lui verso la Patria, dove li circonda la quiete ed il silenzio dopo il decorso del giorno e lunghe camminate attraverso i campi. E questo è il Simbolo di un Buon Pastore, che non lascia le Sue pecorelle al loro destino, quando è arrivata la notte. Perché qualche pecorella si smarrirà, devierà dalla retta via e si perderà nelle alture, guiderà il suo sentiero in terreni estranei, dove può essere catturata ed uccisa, camminerà accanto alla via e perderà il suo gregge ed il suo Pastore. Ed allora un Buon Pastore la seguirà e chiamerò finché Egli non l’ha trovata. E sarà pieno di Gioia quando Egli Si inchina e prende la pecorella nelle Sue Braccia, per riportarla al gregge e per spingerla nella stalla di casa. E così seguo anche tutti gli uomini, che si sono separati da Me come il Buon Pastore, che camminano per le proprie vie, che si sono smarriti nel mondo e cercano di salire in alto nel mondo. Sono tutte delle pecorelle smarrite, che Mi stanno a Cuore e che voglio volentieri riconquistare per Me, che vorrei considerare Mie e perciò attiro e chiamo sempre di nuovo mediante la Mia Parola, affinché la seguano e si avvicinino di nuovo a Me con amore, dal Quale si sono allontanate. E perciò risuona sempre di nuovo la Mia Parola dall’Alto e chi la riceve, deve portarla fuori nel mondo, perché gli uomini hanno urgentemente bisogno della Mia Parola, della Mia amorevole Chiamata, che le deve di nuovo richiamare in Patria. E so davvero, chi ha bisogno della Mia Parola e questi ve li guido sulla via, affinché possiate svolgere su di loro il lavoro della Vigna, affinché possiate dimostrare a Me come il Buon Pastore dei servizi d’amore e possiate anche riportarMi le pecorelle, che si sono allontanate dal gregge e che devono comunque venire di nuovo da Me, perché senza di Me non possono diventare beate. Non saranno più molte, sulle quali la Mia Parola farà ancora impressione (15.11.1959), la maggior parte degli uomini si rifiuterà piuttosto di ascoltarvi, perché il Mio gregge si sé disperso ed è stato sparso dal nemico, che si appropria ingiustamente di ciò che non gli si dà liberamente. E ciononostante la Chiamata del Buon Pastore per attirare deve sempre di nuovo risuonare, perché appena si rivolgono di nuovo liberamente a Me, posso anche riportarli e guidarli alla Stalla di Casa. Perciò attirare e chiamare anche voi, che portate nel mondo il Mio Vangelo. Annunciate agli uomini il Buon Pastore, il Quale cerca ininterrottamente le Sue pecorelle e li vuole prendere nella Sua fedele Protezione. Annunciate agli uomini, che esiste un Dio dell’Amore, il Quale aspetta soltanto, che vengano da Lui in tutte le loro miserie, che vuole prendere ogni pecorella nelle Sue Braccia come un Buon Pastore, il QualeE le offre Protezione e Scudo presso Sé Stesso, affinché tutti gli uomini siano ben conservati da Lui.

Amen

15. novembre 1959

Tutta la bontà che abbiamo ci è stata imprestata, solo Dio l’ha per opera propria: Dio e la sua opera sono Dio.

 


Non mangiare nei pasti proibiti che sono quelli della vita presente, poichè beati coloro i quali hanno fame e sete della giustizia, che saranno saziati (Mt. 5, 6). Ciò che Dio desidera è di farci dei per partecipazione, essendo lui Dio per natura, come il fuoco trasforma ogni cosa in fuoco.

Tutta la bontà che abbiamo ci è stata imprestata, solo Dio l’ha per opera propria: Dio e la sua opera sono Dio.

La perfezione non consiste nelle Virtù che l’anima conosce in sè ma in quelle che Nostro Signore vede in lei, la quale è uno scrigno sigillato, e così ella non ha di che presumere ma, per quanto la riguarda, di stare col petto in terra.

NON ABBIATE PAURA e NON TEMETE PER I MEMBRI DELLA VOSTRA FAMIGLIA e PER TUTTI COLORO CHE AMATE: COME VOI, «SONO SOTTO LA MIA PROTEZIONE»!

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE: 3 febbraio 2026)


Miei amati,

Miei piccoli figli: IO SONO il vostro DIO D'Amore, «Il vostro Padre del CIELO che vi ama»!

Gli eventi si svolgono come previsto secondo la Mia volontà.

Chiamo tutti i Miei figli alla conversione. Ci sono ancora molti che preferiscono prendere la via più ampia: piuttosto che la via stretta che conduce a DIO: «Maestro di tutto l'universo».

Molti dei Miei sacerdoti preferiscono seguire la via del mondo: piuttosto che salvare l'anima delle loro pecorelle smarrite.

Quindi, miei amati: non allontanatevi dalla Mia via che è stretta. Alla fine di questa via stretta: «C'è la luce di DIO: Onnipotente che risplende di mille bagliori, che risplende in tutto il Suo splendore»!

Vi chiedo ancora una sola cosa, figli miei: «Rimanete fedeli alla preghiera, a DIO Onnipotente: vostro Padre del CIELO, e al Mio Figlio Amato: Gesù Salvatore del mondo: «Con l'Amore, la carità e il perdono», E così, figli miei, potrò compiere in voi meraviglie!


AMEN, AMEN, AMEN,


DIO pieno di Amore e Misericordia vi dà la Sua Santissima Benedizione insieme a quella della Beata VERGINE MARIA che è tutta Pura e Santa: «La DIVINA IMMACOLATA CONCEZIONE» e di San GIUSEPPE, Suo castissimo sposo:


NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DELLO SPIRITO SANTO,

AMEN, AMEN, AMEN,


Vengo ancora una volta a rassicurarvi, figli miei: «NON ABBIATE PAURA e NON TEMETE per i membri della vostra famiglia e per tutti coloro che amate», come per voi: sono sotto la mia protezione, Amen!


IO SONO DIO ONNIPOTENTE: SALVATORE DEL MONDO che vi ama .

IO SONO: Amen ,


( Alla fine del messaggio, abbiamo cantato:

Magnifico è il SIGNORE !

MIO DIO, TU sei bello, TU sei grande

Ave, Ave, Ave MARIA


Novena del Santo Natale - Gesù prosegue l’opera sua nell’anima: la distacca da se stessa, purificando tutto l’interno del suo cuore

 


Gesù conduce l’anima alla verità del proprio nulla 


Quindi cercavo di fare quanto più potevo per contentarlo, mi impiccolivo, mi annichilivo e delle volte giungevo a tanto da sentirmi [14] quasi disfatto l’essere mio, in modo che non potevo operare, né dare un passo, neppure un respiro, se Lui non mi reggeva. Poi mi vedevo tanto cattiva che avevo vergogna di farmi vedere dalle persone, conoscendomi la più brutta, come in realtà lo sono ancora. 

Onde quanto più potevo fuggirle, le fuggivo e dicevo fra me stessa: “Oh, se sapessero quanto sono cattiva, o se potessero vedere le grazie che il Signore mi sta facendo (che io non dicevo niente a nessuno) e che io sono sempre la stessa, oh, come mi avrebbero in orrore!”.  

Onde la mattina, quando andavo di nuovo alla Comunione, mi pareva che nel venire in me facesse festa per il contento che ne sentiva, nel vedermi così annientata; mi diceva altre cose sull’annichilamento di me stessa, ma in modi sempre diversi dalla prima volta. Io credo che non una ma centinaia di volte mi ha parlato, e se mi avesse parlato migliaia avrebbe 36 [15] sempre nuovi modi di dire sulla stessa virtù. O mio divin Maestro, quanto sei sapiente!  Vi avessi almeno corrisposto! 36 - Luisa dice “terrebbe”, usando spesso –come è frequente nel meridione– il verbo “tenere” al posto di “avere”, e delle volte quest’ultimo come ausiliare al posto di “essere”.  

Mi ricordo che una mattina, mentre mi parlava sulla stessa virtù, mi disse che per mancanza di umiltà avevo commesso tanti peccati e che se io fossi stata umile mi sarei tenuta più vicina a Lui e non avrei fatto tanto male. Mi fece capire quanto era brutto il peccato, l’affronto che questo misero vermicciuolo aveva fatto a Gesù Cristo, l’ingratitudine orrenda, l’empietà enorme, il danno che ne era venuto all’anima mia. 


PREGHIERA PER GLI AFFLITTI

 


O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, ti presentiamo tutti gli afflitti.

Non solo le malattie del corpo, ma tante altre cause ci fanno soffrire.

O Madre, trafitta nell'anima dalla spada del dolore, sai che sono tanti i mali che affliggono i nostri cuori: tristi ricordi del passato, preoccupazioni per il presente, paura per il futuro, angosce, traumi, dubbi, insicurezze, depressioni, tristezze, mancanza di amore e di stima, solitudine, offese, persecuzioni.

Consolatrice degli afflitti, guarisci le ferite del nostro cuore. Sorgente della nostra letizia, donaci la salute interiore: la pace, la serenità, la tranquillità in tutte le circostanze della vita. Dà coraggio a chi è sotto la croce.

Dà luce a chi è nel buio. Dà conforto a chi è in pena. Fa' sentire la tua presenza a chi è solo. Ridà la speranza a chi l'ha persa.

Per questo, o Madre di Dio e Madre nostra, prega per noi il tuo Gesù.


Siate ubbidienti, umili e togliete l’orgoglio e la superbia che imperra nei vostri cuori. Guardate Gesù e vivete nella Sua imitazione.

 


Messaggio della Regina del Rosario dato a Gisella il 03 febbraio 2026


Figli miei, grazie per essere qui nella preghiera e grazie per aver ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, vi chiedo di allontanarvi dal peccato, non fatevi tentare dell’antico nemico di Dio. Figli miei, vi voglio Santi! Prima di voi, anche i Santi erano esseri umani, ma fecero una cosa molto semplice, seguirono la legge di Dio, ed Io attendo questa vostra decisione. Da Madre vostra, vi vorrei tutti in paradiso. Figli, voi che credete che il Verbo si fece carne e che venne ad abitare con voi e in voi, siate ubbidienti, umili e togliete l’orgoglio e la superbia che imperra nei vostri cuori. Guardate Gesù e vivete nella Sua imitazione. Ora, vi benedico nel nome della Santissima Trinità. Oggi scenderanno grazie su di voi.

Regina della Famiglia



Una bella Signora 

Adelaide descrive la Vergine Maria chiamandola una bella  signora, una Signora bella e maestosa. La Madonna appare a  Ghiaie sempre avvolta di luce e con grande maestà, mitigata  dalla dolcezza della voce e a volte dal sorriso. È la Madre che  protegge i suoi figli e li ammonisce con fare al tempo stesso  grave e pieno di bontà. 
La bellezza è un mistero: si contempla, non la si definisce.  La Vergine Maria è la madre della bellezza, colei che ha dato  corpo allo splendore della luce eterna, al candore senza macchia,  all'immagine sostanziale dell'invisibile Dio. Maria è la creatura  che irradia la luce dello Spirito Santo; è l'ideale supremo di perfezione che in ogni tempo gli artisti hanno cercato di  riprodurre nelle loro opere; è la donna vestita di sole, nella quale  i raggi purissimi della bellezza umana si incontrano con quelli  della bellezza soprannaturale. La concentrazione in Maria della  Verginità e della maternità, della grazia e della gloria fanno di  lei il più puro ideale della creazione. 

La Madonna mi guardò 

Adelaide dice che la Madonna la guardò e poi le parlò,  oppure, finito che ebbe di parlarle, la guardò per qualche istante,  prima di scomparire. Sappiamo anche che Gesù Bambino e San  Giuseppe non parlarono alla bambina, ma la guardarono con  espressione amabile e sorridente. Maria guarda con un sorriso di  predilezione la piccola veggente che ha davanti. 
Il sorriso illumina ogni volto: chissà come avrà reso  ancora più bello quel volto, il cui splendore faceva arrossare gli  occhi di Adelaide. Ci sono degli sguardi che valgono di più di  lunghi discorsi. Basti pensare allo sguardo di Gesù dato a Pietro,  dopo che lo aveva rinnegato, nella casa di Caifa. 
La Vergine Maria, senza muovere le labbra e proferire  parole, parla nella mente, nel cuore, riempie di luce, di gioia, di  amore e cambia la vita di chi è in grado di udire quella voce  dolce e soave, che Adelaide spesso ricorda. 
Siamo di fronte ad un fenomeno più volte registrato nella  storia della teologia mistica. Alfonso Ratisbonne, di quel muto  colloquio, nel racconto della sua conversione dice: "Come  sarebbe possibile esprimere l'inesprimibile? Qualsiasi descrizione, per quanto sublime, sarebbe soltanto una profanazione  dell'indicibile verità. Tutto ciò che so, è che entrando in chiesa  ignoravo tutto, uscendone vedevo chiaro. Non posso spiegare  questo cambiamento se non per l'analogia di un cieco nato che veda improvvisamente la luce; vede, ma non può definire la luce  che lo illumina e nella quale contempla gli oggetti della sua  ammirazione. Se non si può spiegare la luce fisica, come si  potrebbe spiegare la luce che, in fondo, non è che la verità  stessa? Penso di rimanere nel vero dicendo che non avevo nessuna conoscenza della lettera, ma che intravedevo il significato e  lo spirito dei dogmi. Queste cose, più che vederle, le sentivo, e le  sentivo grazie agli effetti inesprimibili che produssero in me.  Tutto accadeva dentro di me, e queste impressioni mille volte  più rapide del pensiero, mille volte più profonde della riflessione  non soltanto mi avevano commosso l'anima, ma l'avevano per  così dire capovolta e orientata in un altro senso, verso un altro  scopo e una nuova vita" (v. La conversione di Maria Alfonso  Ratisbonne, Casa Centrale delle Figlie della Carità, Torino,  1949, p. 21 e p. 57). 

Severino Bortolan

martedì 3 febbraio 2026

Rinnovata indicazione alle catastrofi e guerra

 


I Segni della fine del Tempo


Il tempo in arrivo peserà insolitamente su di voi, perché l’avvenimento mondiale entra in una nuova fase, l’inquietudine fra i popoli aumenta, ognuno vede nell’altro il nemico e nulla di serio viene più intrapreso per stabilire una pace, anche se tutti gli uomini la bramano. Ma il materialismo è la forza di spinta di tutti i piani ed intenti ed ognuno cerca di conquistare i massimi vantaggi, ma nessuno è giusto nel suo pensare e studiare e spinto da buoni sentimenti e dei colpi del destino rafforzano la paura e l’inquietudine, perché Dio Stesso cerca ancora in tutti i modi di farSi riconoscere dagli uomini, perché soltanto la fede in Lui e nella Sua Potenza è il giusto contrappeso per tutte le miserie e sofferenze a cui gli uomini vanno incontro. E perciò aumenteranno anche le catastrofi della natura, affinché venga riconosciuta una Potenza superiore, perché ciò che procede dagli uomini, rafforzerà sempre soltanto il reciproco odio, ma non condurrà ad una mentalità spirituale. Il disamore assume delle forme, che presto sono insuperabili e lo stato di lotta reciproca degli uomini si stabilirà sempre di più, vi sarà tutt’altro che pace fra gli uomini, benché non sia ancora divampato il grande incendio, ma che non si farà attendere. Gli uomini stessi passano attraverso la vita con una indifferenza, e solo pochi riflettono sul fatto, che questo stato non potrà sussistere più a lungo. Ma i responsabili sono quasi sempre di spirito abbagliato, si parla molto e malgrado ciò sono soltanto dei modi vuoti di parlare, a cui non seguono i fatti. Perché la miseria terrena non viene alleviata dov’è chiaramente riconoscibile, e dato che il Comandamento dell’amore per il prossimo rimane evidentemente inadempiuto, allora nemmeno lo stato spirituale può essere buono, benché gli uomini si muovono nel benessere terreno ed apparentemente non devono privarsi di nulla. Ma le anime languono, e malgrado ciò gli uomini non si lasciano interpellare per ammaestramenti spirituali, che servirebbero alle anime come giusto Nutrimento. Gli uomini dovrebbero guardarsi intorno con occhi aperti e sottoporre la propria vita ad una seria critica, allora impareranno anche a comprendere ciò che sta per arrivare e potranno anche seguire con una giusta conoscenza gli avvenimenti, che sono bensì già sempre stati annunciati, ma che guadagnano solo ora in significato in vista della difficile situazione di miseria di coloro, che ne vengono direttamente colpiti. Ma è il tempo della fine, e dato che gli uomini non hanno più nessuna fede, sono necessari ultragrandi colpi del destino per scuoterli ancora, affinché alcuni pochi trovino ancora la fede in un Dio e Creatore, al quale devono la loro esistenza, per indurli alla riflessione che cosa avrà ben mosso questo Dio e Creatore e quale scopo Egli ne ha perseguito di crearli. Per voi uomini si tratta della vita e della morte, della ultragrande Beatitudine oppure tormento e pena, della Luce più sublime oppure l’oscurità più profonda. E chi quindi vuole vivere, chi vuole essere beato e stare eternamente nella Luce, deve adempiere la Volontà del suo Dio e Creatore, deve cercare di conoscere questa Volontà e quindi condurre una vita nell’amore per Dio e per il prossimo. Ma se non crede in un Dio, allora tutta la sua vita terrena è senza scopo, infrange sempre e continuamente contro la Legge dell’Ordine divino, ed infrangere le Leggi dell’Ordine divino ha sempre per conseguenza un caos, e voi uomini andate ora irrevocabilmente incontro a questo caos. E questo non avrà su di voi soltanto un effetto spirituale, ma anche il mondo terreno uscirà da tutti i cardini, vi giungeranno sempre di nuovo delle notizie di catastrofi della natura, di casi di disastri ed altro disagio, perché non vi sarà più nessuna calma e nessuna pace in un mondo, che è privo di qualsiasi amore e qualsiasi fede. Ma chi fra gli uomini ha trovato la via verso Dio, chi si sforza di adempiere i Suoi Comandamento dell’amore, chi Gli si dà nello Spirito e nella Verità, chi Lo prega e chiede la Sua Protezione, Lo sperimenterà anche visibilmente, perché questi uomini fanno parte del Suo piccolo gregge, coloro che persevereranno vino alla fine, che non si fanno vacillare nella fede, che stanno insieme e che portano Dio profondamente nel cuore e che perciò alla fine vengono anche rimossi, se Dio non li chiama prima nel Suo Regno, com’è la Sua Volontà. Vi viene sempre di nuovo fatto notare su ciò che vi attende, e vi si avvicina sempre di nuovo anche se siete deboli nella fede, non lo potrete evitare, potete affermare con pienissima certezza ciò che vi viene annunciato, perché si tratta che gli uomini devono sapere, che tutto è previsto nel Piano dall’Eternità, che tutto dipende dalla Volontà di Dio, il Quale diventa attivo bensì nella Sua Sapienza ed Amore, per eseguire l’Opera del Rimpatrio a Lui, ed una volta raggiungerà anche la meta. 

Amen

6. gennaio 1964

Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick - Le confessioni giudaiche



 LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 


Le confessioni giudaiche


Da Ainon, Gesù si recò nella vicina Sukkoth, accompagnato dai discepoli e da molta gente. Gran parte del percorso era coperto da tabernacoli e tende da campo, poiché molti dei distretti vicini celebravano la festa qui, e le carovane, che andavano e venivano costantemente, ora erano in riposo per la festa. L'intera lunghezza della strada era come una marcia trionfale. Dietro le tende si trovavano coperture con tendoni dove si potevano acquistare provviste. Ci vollero diverse ore a Gesù per percorrere questa strada, perché ovunque veniva salutato e di tanto in tanto si fermava per istruire. Non arrivò alla sinagoga di Socoth fino al pomeriggio.

Socoth, sulla sponda nord del Jabok, era una città bella, e c'era una magnifica sinagoga. Oltre alla Festa dei Tabernacoli, c'era un altro giorno che oggi si celebrava a Socoth, quello della riconciliazione di Giacobbe ed Esaù. L'intera giornata era dedicata a questo evento, e c'erano visitatori da tutta la regione circostante. Tra i bambini della scuola di Ennon c'erano alcuni orfani della scuola di Abelmahula, che ora si trovavano a Socoth, essendo arrivati per la festa di oggi. Era il vero anniversario della riconciliazione di Giacobbe ed Esaù, che, secondo la tradizione giudaica, aveva avuto luogo in questo giorno.

La sinagoga, una delle più belle che io abbia mai visto, era resa ancora più splendida oggi dalle decorazioni festive di innumerevoli corone, ghirlande di fiori e lampade belle e scintillanti. Era alta e sostenuta da otto colonne. Su entrambi i lati dell'edificio correva una comunicazione con i corridoi degli edifici che costituivano le abitazioni dei leviti e le scuole. Una delle estremità della sinagoga era più elevata del resto, e qui, verso il centro, si ergeva un pilastro adornato con piccole nicchie e sporgenze che correvano intorno ad esso, dove erano conservati i rotoli della legge.

Dietro la colonna c'era un tavolo, e proprio accanto una cortina che poteva essere tirata per separare lo spazio adiacente dal resto della sinagoga. Un paio di gradini più indietro c'era una fila di sedili per i sacerdoti, con uno più elevato al centro per il predicatore. Dietro questo tipo di sedili c'era l'altare dell'incenso, sopra il quale, nel soffitto della sinagoga, c'era un'apertura, e dietro questo altare, all'altra estremità dell'edificio, c'erano tavoli su cui venivano deposte le offerte. Gli uomini, divisi secondo le loro classi, si trovavano al centro della sinagoga. A sinistra, su una leggera elevazione e separati da una grata, c'era il posto per le donne, e a destra quello per i bambini delle scuole raggruppati per classi, i maschi e le femmine separatamente.

La festa di oggi celebrava la riconciliazione tra Dio e l'uomo. Ci fu una confessione generale del peccato, fatta pubblicamente o privatamente, secondo il desiderio individuale. Tutti si radunarono presso l'altare dell'incenso, offrirono doni di espiazione, ricevettero una penitenza dai sacerdoti e fecero voti volontari. Questa cerimonia aveva una somiglianza sorprendente con il nostro sacramento della Penitenza. Il sacerdote sulla cattedra del maestro parlò di Giacobbe ed Esaù, che oggi si erano riconciliati con Dio e tra loro, e anche di Labano e Giacobbe, che erano tornati amici e avevano offerto un sacrificio al Signore, e esortò sinceramente i suoi ascoltatori alla penitenza. Molti dei presenti erano stati profondamente toccati dall'insegnamento di Giovanni e da quello di Gesù negli ultimi giorni, e stavano solo aspettando questa grande festa per fare penitenza. Alcuni uomini, le cui coscienze li rimproveravano per gravi colpe, passarono attraverso la porta nella grata vicino alla sedia del maestro, girarono dietro l'altare e posero sui tavoli le loro offerte, che furono ricevute da un sacerdote. Poi, tornando dai sacerdoti davanti alla colonna che conteneva la Legge, confessarono i loro peccati, sia pubblicamente ai sacerdoti riuniti, sia privatamente a uno di loro scelto. In quest'ultimo caso, il sacerdote e il penitente si ritiravano dietro la cortina, la confessione veniva fatta a bassa voce, veniva imposta una penitenza e, allo stesso tempo, l'incenso veniva gettato sull'altare.

Se il fumo si alzava in un certo modo, la gente lo prendeva come un segno dell'autenticità della contrizione del penitente e della concessione del perdono dei suoi peccati. Il resto degli ebrei cantava e pregava durante le confessioni. I penitenti facevano una specie di professione di fede, promettendo fedeltà alla Legge, a Israele e al Luogo Santissimo. Successivamente, si prostravano e confessavano i loro peccati, spesso con abbondanti lacrime. Le penitenti seguivano dopo gli uomini, e le loro offerte erano ricevute dai sacerdoti. Poi, ritirandosi dietro una grata, chiamavano un sacerdote e confessavano.

Gli ebrei si accusavano dei peccati contro i Dieci Comandamenti e di tutte le violazioni degli usi stabiliti. C'era qualcosa di singolare nella loro confessione, che non so come ripetere. Si lamentavano dei peccati dei loro antenati. Parlavano di un'anima incline al peccato ricevuta dai loro progenitori, e di un'altra ricevuta, santa, da Dio. Sembravano davvero parlare di due anime distinte. I sacerdoti nella loro esortazione dicevano anche qualcosa nello stesso senso, cioè: "Che la loro" (degli antenati) "anima peccatrice non rimanga in noi, ma che la nostra anima santa rimanga in noi!" Ora non riesco a ricordare cosa si diceva dell'influenza esercitata reciprocamente da queste due anime su se stesse, l'una sull'altra, Gesù parlò al loro fianco. Si è riferito a questo stesso punto, ma lo ha trattato in modo diverso dai dottori. Disse che si doveva avere per ciò che non più a lungo. L'anima peccatrice ricevuta dai loro antenati non deve rimanere in loro. Era un'istruzione toccante, con chiarezza significava che Gesù stesso stava per fare soddisfazione per tutte le anime.

Anche si lamentavano dei peccati dei loro padri, come se sapessero che ogni sorta di mali era disceso su di loro attraverso i loro progenitori, come se attraverso di loro fossero ancora in possesso della triste eredità del peccato.

Gli esercizi di penitenza erano già iniziati quando Gesù arrivò. Fu accolto all'ingresso della sinagoga, e per un po' rimase in piedi su un lato della piattaforma tra i dottori, uno dei quali stava predicando. Erano circa le cinque quando arrivò. Le offerte dei penitenti consistevano in ogni tipo di frutta, denaro, indumenti per i sacerdoti, pezzi di cose, fiocchi di seta e nodi, fasce, ecc., e principalmente di incenso, alcuni dei quali furono bruciati subito.


Chi vive nella Divina Volontà forma il teatro delle opere del suo Creatore e ripete in essa la scena commovente della Redenzione.

 


Dal Vol. 34 - Gennaio 22, 1936

Chi vive nella Divina Volontà forma il teatro delle opere del suo Creatore e ripete in essa la scena commovente della Redenzione.

Stavo facendo il giro negli atti della Divina Volontà e cercavo d’investire col mio piccolo amore il cielo, il sole e la Creazione tutta, poi giravo negli atti della Redenzione, ed il dolce Gesù chiudeva gli atti suoi in me, e ripeteva le scene più commoventi per contraccambiarmi il mio piccolo amore; io sono restata sorpresa, ed il mio amato Gesù, tutto tenerezza ed amore mi ha detto: “Mia buona figlia, figlia della mia Volontà, tu devi sapere che il mio amore è tanto, che per sfogarmi voglio ripetere le mie opere. Ma in chi posso ripeterle? In chi trovo posto per chiuderle per sentirmi amare? In chi vive nella mia Volontà! Come la creatura gira nelle mie opere per conoscerle, amarle e chiamarle in sé, si riproducono in essa, e forma il teatro delle opere nostre. Quante scene commoventi! Ora si stende il cielo, ora sorge il sole con tutta la sua maestà, ora mormora il mare e formando le sue onde vorrebbe inondare il suo Creatore col suo amore, ed ora forma il più bel prato fiorito e ad ogni fiore Ci fa dire il suo ritornello: ‘Ti amo, Ti glorifico, Ti adoro, ed il tuo Fiat venga a regnare sulla terra’. Non vi è essere che non chiami in sé, per farci dire la sua storiella: ‘Ti amo, Ti amo’. Figlia mia, il nostro Amore non è contento se non si dà tutto e non ripete le nostre opere in chi vive nella nostra Volontà.

Ma non è tutto, senti ancora. Se col girare negli atti della Creazione ripete le mie opere, e prendo sommo piacere e diletto nell’assistere alle scene splendidissime della Creazione nella creatura, quando essa gira negli atti della Redenzione per farli suoi Io ripeto la mia Vita. Sicché ripeto il mio concepimento, la mia nascita, [in] cui gli Angeli ripetono il gloria nei Cieli e pace agli uomini di buona volontà, e se l’ingratitudine umana Mi costringe a piangere, vado a piangere in essa, perché so che le mie lacrime saranno contraccambiate ed imperlate col suo Ti amo. Quindi passo a ripetere la mia vita, i miei passi, le mie lezioni, e quando le colpe Mi rinnovano le pene, la crocifissione, la morte, non la soffro mai fuori di questa creatura, ma vado in essa a soffrire le mie pene, la croce, la morte, perché essa non Mi lascerà solo, prenderà parte alle mie pene, resterà crocifissa con Me e Mi darà la sua vita per ricambio della mia morte.

Sicché in chi vive nella mia Volontà trovo il teatro della mia Vita, le scene commoventi della mia infanzia e della mia Passione, trovo i cieli parlanti, i soli che Mi amano, i venti che gemono d’amore per Me; insomma tutte le cose create tengono da dirmi una parolina, un Ti amo, un attestato di riconoscenza; ma chi è che Me le rende parlanti? Chi è che imbocca la voce a tutte le cose? Chi vive nella mia Volontà. Essa la trasforma tanto che non vi è amore che non si fa dare né opere che non può ripetere in essa; perciò [queste anime] si possono chiamare le sue vite viventi e le ripetitrici delle opere del loro Creatore”.

(Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta)


Chiunque dica che tutte le religioni sono uguali, non mi conosce! Io sono il Figlio del Padre Eterno”.

 


Apparizione del Re della Misericordia il 25 gennaio 2026


Vedo una grande sfera di luce dorata e due sfere di luce dorata più piccole fluttuare nel cielo a sinistra e a destra di quella grande. La grande sfera luminosa si trova al centro. Una bella luce proviene da loro verso di noi. La grande sfera luminosa dorata si apre e vedo il Re della Misericordia nella luce. Indossa la veste e il mantello del Suo Prezioso Sangue e la Sua corona reale dorata. Sulla Sua veste vedo rampicanti di gigli dorati e un grande bordo dorato con gigli francesi. Nella Sua mano Egli porta un grande scettro dorato con una croce di rubini. Nella mano sinistra porta la Vulgata (Sacra Scrittura). Ora le due sfere di luce più piccole si aprono e due angeli escono da queste sfere dorate con semplici vesti bianche e luminose. Prendono il mantello del Re della Misericordia e lo stendono su di noi cantando. Siamo al sicuro in questo mantello come in una tenda. I santi angeli cantano: “Guardate Colui che nessuno può eguagliare, Rex Caelestis, è morto per voi sul legno della croce: Rex Caelestis...”.

Il Re della Misericordia si avvicina a noi fluttuando e i Santi Angeli depongono il mantello regale e si inginocchiano davanti al Re celeste. Il Re della Misericordia ci guarda e dice:

 "Nel nome del Padre e del Figlio - che sono Io - e dello Spirito Santo. Amen. Cara famiglia, posso chiamarvi così perché vengo ogni giorno da voi nel Santo Sacrificio della Messa e lì vi dono il mio Corpo e il mio Sangue. Se lo ricevete, appartenete alla mia famiglia! Vivete nel mio amore, nella grazia santificante. Oggi sono sceso dal cielo per donarvi il mio amore, la mia benedizione e la mia salvezza. Io sono il Sommo Sacerdote del Padre Eterno, sono il Figlio di Dio e vengo a voi in forma di bambino, eppure sono un re. Sono il re della misericordia. Al battesimo di Giovanni, il Padre Eterno ha reso testimonianza di Me e guardate cosa hanno detto di Me gli apostoli".

Ora la Vulgata si apre nella Sua mano e vedo il primo e il secondo capitolo della Lettera agli Ebrei (Eb 1,2):

1,1 Dio, che in tempi antichi parlò ai padri in molteplici modi e in molteplici forme attraverso i profeti, 2 alla fine di questi tempi ci ha parlato attraverso il Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha anche creato il mondo; 3 Egli è lo splendore della sua gloria e l'impronta della sua essenza; sostiene l'universo con la sua parola potente, ha operato la purificazione dai peccati e poi si è seduto alla destra della Maestà nell'alto dei cieli; 4 è diventato tanto più eccelso degli angeli quanto più il nome che ha ereditato è superiore al loro nome. 5 Infatti, a quale angelo ha mai detto: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», e ancora: «Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio»? 6 Ma quando reintroduce il primogenito nel mondo, dice: «Tutti gli angeli di Dio si prostrino davanti a lui». 7 E degli angeli dice: Egli fa dei suoi angeli venti / e dei suoi servi fiamme di fuoco; 8 ma del Figlio dice: Il tuo trono, o Dio, è per sempre e in eterno, e: Lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia. 9 Tu ami la giustizia e odi l'ingiustizia, / perciò, o Dio, il tuo Dio ti ha unto / con l'olio della gioia come nessuno dei tuoi compagni. 10 E: Tu, Signore, hai fondato la terra nei tempi antichi, / i cieli sono opera delle tue mani. 11 Essi passeranno, ma tu rimani; / tutti invecchiano come un vestito; 12 tu li arrotoli come un mantello / e come un vestito vengono cambiati. Ma tu rimani quello che sei, / e i tuoi anni non hanno fine. 13 A quale angelo ha mai detto: «Siedi alla mia destra e metterò i tuoi nemici sotto i tuoi piedi»? 14 Non sono forse tutti spiriti ministratori, inviati per aiutare coloro che devono ereditare la salvezza?

2,1 Per questo dobbiamo prestare ancora più attenzione a ciò che abbiamo udito, affinché non ci allontaniamo dalla retta via. 2 Infatti, se la parola annunciata dagli angeli era vincolante e ogni trasgressione e disobbedienza riceveva la giusta punizione, 3 come potremo sfuggire noi, se trascuriamo un salvezza così grande, che è stata annunciata prima dal Signore e poi confermata da coloro che l'avevano udita? 4 Anche Dio stesso lo ha attestato con segni e prodigi, con ogni sorta di potenza e doni dello Spirito Santo, secondo la sua volontà. 5 Infatti non agli angeli ha sottoposto il mondo futuro di cui parliamo, 6 ma qualcuno in un passo testimonia: «Che cos'è l'uomo perché tu te ne curi, o il figlio dell'uomo perché te ne occupi? 7 Lo hai reso poco inferiore agli angeli, lo hai coronato di gloria e di onore, 8 hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Infatti, sottoponendogli tutte le cose, non ha escluso nulla che non gli fosse sottoposto. Ora però non vediamo ancora che tutte le cose gli sono sottoposte, 9 ma vediamo colui che è stato abbassato per un po' al di sotto degli angeli, Gesù, coronato di gloria e di onore a causa della sua morte, perché era piaciuto a Dio che egli soffrisse la morte per tutti. 10 Era infatti opportuno che Dio, per il quale e attraverso il quale è tutto, e che voleva condurre molti figli alla gloria, rendesse perfetto attraverso le sofferenze l'autore della loro salvezza. 11 Infatti colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da uno solo; perciò non si vergogna di chiamarli fratelli 12 e dice: «Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo alla comunità»; 13 e ancora: «Metterò la mia fiducia in lui»; e: «Ecco, io e i figli che Dio mi ha dato». 14 Poiché i figli sono carne e sangue, anch'egli ha partecipato alla stessa condizione, per distruggere con la morte colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, 15 e liberare quelli che per timore della morte erano per tutta la vita tenuti in schiavitù. 16 Infatti egli non si prende cura degli angeli, ma dei discendenti di Abramo. 17 Per questo doveva essere in tutto simile ai suoi fratelli, per essere un sommo sacerdote misericordioso e fedele davanti a Dio e per espiare i peccati del popolo. 18 Infatti, avendo sofferto e essendo stato tentato, può aiutare quelli che sono tentati.

Il Re della Misericordia ci guarda e dice:

“Quale rivelazione può essere più grande di quella del Figlio di Dio? Mi sono rivelato a voi e mi rivelo anche oggi, perché la mia parola è viva, così come io vivo! Io ero, io sono e io sarò in eterno. Chiunque dica che tutte le religioni sono uguali, non mi conosce! Io sono il Figlio del Padre Eterno”.

Ora Egli prende lo scettro al Suo cuore, che ora vedo aperto sul Suo petto, che batte vivo sopra la Sua veste. Su questo cuore vedo una fiamma con una croce su di essa. Il Suo scettro diventa l'aspersorio del Suo prezioso sangue vivo. Il Re della Misericordia asperge noi e tutti coloro che pensano a Lui da lontano, e questo sarà per la salvezza di tutti noi: «Nel nome del Padre e del Figlio – che sono Io – e dello Spirito Santo. Amen».

M.: “Signore, abbi pietà di noi!”

Poi il Re della Misericordia chiede le seguenti preghiere e noi preghiamo:

O mio Gesù, perdona i nostri peccati, preservaci dal fuoco dell'inferno, conduci tutte le anime in paradiso, specialmente quelle che hanno più bisogno della tua misericordia.

Re della Misericordia, donaci la grazia della santità e della guarigione. Riversa la grazia della pace in tutti i cuori.

Il Re della Misericordia ci guarda e dice:

«Se farete ciò che vi dico e implorerete la pace, ci sarà la pace! Perciò santificatevi e non peccate più. Pentitevi dei vostri peccati nel sacramento della Santa Confessione, perché vi riconcilia con Me! Non guardate a ciò che avete fatto, ancora e ancora. Pentitevi e cercate la riconciliazione con Me attraverso questo Santo Sacramento. Ricordate che Io sono il Re della Misericordia. L'accusatore è Satana. Non sono Io! Nei sacramenti della Mia Chiesa, nella quale Io vivo, potete trovare Me. Venite e vedete la bellezza della Mia rivelazione nella Sacra Scrittura e vedete la bellezza che vi dono nella Mia venuta. Qualunque cosa abbiate fatto, venite a Me e Io vi stringerò tra le Mie braccia! Io sono il Misericordioso, come è stato anche scritto. Ricordatevelo!

Il Re celeste mi fa ora notare che questo è stato riportato su un'iscrizione sul calice della Sua ultima cena, venerato nella cattedrale di Valencia: “il Misericordioso”. Il Re della Misericordia attribuisce grande importanza alla grazia della misericordia. Per Lui la misericordia è importante, così come è importante che noi siamo misericordiosi gli uni verso gli altri. Egli continua dicendoci:

“Purificate il vostro cuore e pregate per la pace! Addio!”

M.: “Addio, Signore!”

Il Re della Misericordia ci benedice ancora una volta prima di congedarsi:

“Nel nome del Padre e del Figlio – che sono Io – e dello Spirito Santo. Amen.”

M.: “Sia lodato Gesù Cristo nei secoli dei secoli! Amen.” Poi il Re Celeste torna nella luce e gli angeli fanno lo stesso. Tutti scompaiono.

Sievernich


Regina della Famiglia



IL MESSAGGIO DI GHIAIE 


La Sacra Famiglia luminosa 

Mentre Adelaide stava ammirando un bel fiore di sambuco,  vide un puntino d'oro che scendeva dall'alto e si ingrandiva fino  a scorgere in esso una bella Signora con Gesù Bambino in  braccio e alla sua sinistra San Giuseppe. Le tre persone erano  avvolte in tre cerchi ovali di luce. 
La Sacra Famiglia è apparsa sette volte a Ghiaie. Credo  che sia l'unico caso nella storia delle apparizioni. La luce è il  riflesso di Dio. San Giovanni apostolo scrive: "Dio è luce e in lui  non ci sono tenebre" (1 Gv 1,5). Gesù dice di sé: "Io sono la luce  del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà  la luce della vita" (Gv 8,12). 
Le apparizioni celesti spesso sono accompagnate dalla  luce: la venuta della Vergine a Fatima, a Ghiaie, è preceduta da  lampi o altri segni e seguita dai miracoli del sole. Lucia di  Fatima così descrive il primo incontro con la Madre di Dio:  "Vedemmo una Signora vestita di bianco, più luminosa del sole,  diffondere una luce più chiara e intensa di un bicchiere di cristallo pieno di acqua cristallina attraversato dai raggi del sole più  ardente... eravamo così vicini che restavamo immersi nella luce  che la circondava o che lei diffondeva... aprì per la prima volta le  mani, comunicandoci una luce così intensa, una specie di riflesso  che da essa usciva e ci penetrava nel petto e nel più intimo  dell'anima, facendoci vedere noi stessi in Dio, che era quella  luce" (v. Memorie, pp. 160-162). 
La dottoressa Maggi, il 19 maggio 1944, notò che Adelaide durante l'estasi teneva gli occhi semiaperti e sulla sclera  proprio lungo l'asse visivo era visibile una netta linea di arrossamento della congiuntiva, che persistette oltre la visione con  una particolare lucentezza del globo oculare. Chiese alla piccola  perché le bruciassero gli occhi ed essa pronta rispose: "È lo  splendore della Madonna che mi fa bruciare gli occhi". Adelaide  vede la Madonna, Gesù Bambino e San Giuseppe avvolti in tre  cerchi ovali di luce. In questa espressione viene richiamato il  mistero della Santissima Trinità. Certo, non si può confondere la  Trinità con la Sacra Famiglia. 
Approfondendo il significato dell'apparizione vediamo che  Gesù è il Figlio unigenito del Padre ed è anche il Figlio di Maria,  la quale ha una particolare relazione con la Trinità. Giovanni  Paolo II, il 24 settembre 2000, a conclusione del XX congresso  mariologico-mariano, disse: "Maria è il luogo in cui la Trinità,  relazione d'amore, si manifesta per la prima volta; Maria è la  figlia prediletta del Padre, la Madre del Cristo, al tempo stesso  discepola dal cuore attento e fedele e sua compagna generosa  nell'opera della redenzione, sacrario purissimo dello Spirito Santo, che rende feconda la sua verginità". 
La Vergine della Rivelazione, apparsa il 12 aprile 1947, a  Bruno Cornacchiola, a Roma, nella località chiamata "Le Tre  Fontane", disse: "Sono colei che sono nella Trinità divina".  Dinanzi al protestante che cercava di abbassarla, negando la sua  verginità ed altri privilegi, lei mostra la sua grandezza, la sua  altezza vertiginosa, usando un'espressione mai pronunciata così  esplicitamente. Maria non è la quarta persona della Trinità, ma  vive e opera nella Trinità che la compenetra tutta, rendendola  simile a sé. Anche San Giuseppe ha una particolare relazione con  la Trinità, perché è sposo di Maria e il padre di Gesù in un  ordine di parentela che non è quello della carne e del sangue.  Tale parentela non può vantare diritti nel Regno di Dio. La vera  parentela che lega a Gesù non è fondata sui diritti naturali, ma  sulla volontà divina (cfr. Mt 12,50). 
Non solo la Santa Famiglia di Nazareth è l'immagine della  Santissima Trinità, ma anche tutte le famiglie, come ogni  persona umana sono immagine della Trinità, perché noi siamo  stati creati ad immagine di Dio, che per la rivelazione di Gesù  Cristo, sappiamo che è uno e trino.

 Severino Bortolan 

lunedì 2 febbraio 2026

Che cosa è il mondo?

 


I Pre-Adamitici


Voi potete quindi considerare il mondo con tutte le sue Creazioni come regno appartenente al Mio avversario; perché cela in sé tutto il caduto, solo, che gli è stato svincolato lo spirituale nel tempo, in cui entra in una forma dopo l’altra. E ciononostante il mondo è stato creato dal Mio Amore, Sapienza e Potenza, ed il Mio avversario non vi ha parte alcuna. A lui è stato tolto ogni potere sul suo mondo, anche se gli appartiene, Ed è sorto in tutta la bellezza, in lui dimorano le Creazioni più stupende di ogni genere; il Mio Amore, Sapienza e Potenza sono riconoscibili ovunque. E benché ho legato lo spirituale a ME avverso in queste Creazioni, il Creare Mi ha reso felice, rendeva possibile il divenire attiva la Forza una volta da Me irradiata; perché la Forza esternata come esseri aveva rifiutata la sua attività ed attraverso il rifiuto della Forza d’Amore non ne era anche incapace. Ed a questa Forza ho di nuovo dato una destinazione. Feci sorgere un mondo con tutte le sue Creazioni che sono innumerevoli, a cui hanno partecipato però anche gli esseri che Mi sono rimasti fedeli. Perché anche loro possedevano il potere di creare. Loro conoscevano i Miei Pensieri, il Mio Piano di Salvezza e percepirono il creare con Me come ultragrande felicità. Ed il loro Amore fu per i fratelli caduti, che volevano aiutare a giungere dall’abisso in Alto. Questo processo ha richiesto tempi infiniti, considerato con occhi umani, ma non li disturbava; perché erano perfetti, e perciò mancava loro ogni concetto di tempo. Ed anche prima dello stadio come uomo non esisteva un concetto “tempo”. Questo è subentrato soltanto, quando l’uomo come essere con la consapevolezza dell’io è entrato di nuovo nella Creazione, e non perderà questo concetto di tempo e spazio, finché non sarà di nuovo diventato perfetto. E questo concetto di tempo è riconoscibile in tutte le Creazioni; in ogni forma, sia nel mondo minerale o nel regno vegetale ed animale, è sempre a disposizione una durata di tempo stabilito, e quindi per questo motivo lo sviluppo verso l’Alto dipende sempre da determinati tempi, che spiegano quindi anche il continuo cambiamento, che si può sempre osservare nella natura, e che stabilisce poi anche il costante ritorno delle stagioni – di primavera, estate, autunno ed inverno. Tutto si è svolto nella Sapienza insuperabile, che rimane invariata sempre ed in eterno, finché esiste la Creazione; perché tutto si svolge secondo la Legge divina. E di nuovo valgono per i differenti mondi ed esseri anche differenti Leggi, ma ognuna favorisce lo sviluppo verso l’Alto, ed ognuna tiene in conto il grado di maturità già raggiunto. Perciò osservo la Mia Creazione con Compiacimento, perché non vi vedo il caduto, ma i mezzi, di aiutare il caduto verso l’Alto, e riconosco tutti questi mezzi come amorevoli e saggi, che opereranno una volta il ritorno del caduto da Me. E voi uomini potete gioire della Mia Creazione, perché vi offre delle Opere di Miracoli, che voi stessi non siete in grado di creare. Potete sempre soltanto guardare ed ammirare, ma voi passate indifferenti a ciò che vi testimonia della Sapienza, Amore e Potere del vostro Creatore. E malgrado ciò tutto questo mondo è sorto soltanto per voi, e voi siete la corona di ciò, voi siete ciò che è caduto una volta, che vi trovate sull’ultima breve via del ritorno. Tutto ciò che vedete intorno a voi, vi ha servito per il grado raggiunto, soltanto che avete già superato tutte queste forme. Ma nell’ultimo stadio come uomo anche il Mio avversario ha di nuovo potere su di voi, che non gli posso togliere, ma che voi stessi potete strappargli, quando la vostra volontà è rivolta a Me. E di nuovo vi assistono degli esseri di Luce, per sostenervi nella lotta contro di lui, perché tutti costoro vogliono che diventiate liberi da lui, perché lui solo è stato la causa per il sorgere del mondo terreno, perché vi ha trascinato giù nell’abisso. Ma voi stessi dovete decidervi quale Signore volete seguire, e questa decisione da sola decide la vostra sorte nell’Eternità.

 Amen

28. gennaio 1965

CHI HA VERO AMORE, COME NE DA' PROVA

 


L'Imitazione di Cristo 


1.     Figlio, ancora non sei forte e saggio nell'amore. Perché, o Signore? Perché, per una piccola contrarietà lasci la strada intrapresa e troppo avidamente cerchi consolazione. Chi è forte nell'amore, regge alle tentazioni e non crede alla suadente furbizia del nemico. Come gli sono caro nella prosperità, così gli sono caro nelle avversità. Chi è saggio nell'amore non guarda tanto al pregio del dono, quanto all'amore di colui che dona. Guarda più all'affetto che al prezzo, e pone tutti i doni al di sotto della persona amata. Chi è nobile nell'amore non si appaga nel dono, ma si appaga in me, al di sopra di qualunque dono. Se talvolta, verso di me, o verso i miei santi, hai l'animo meno ben disposto di quanto vorresti, non per questo tutto è perduto. Quell'amore che talora senti, buono e dolce, è effetto della grazia presente in te; è, per così dire, un primo assaggio della patria celeste. Ma è cosa su cui non bisogna fare troppo conto, perché non è ferma e costante.   

  2.     Segno di virtù e di grande merito, è questo: lottare quando si affacciano cattivi impulsi dell'animo, e disprezzare le suggestioni del diavolo. Dunque non lasciarti turbare da alcun pensiero che ti venga dal di fuori, di qualsivoglia natura. Saldamente mantieni, invece, i tuoi propositi, con l'animo diretto a Dio. Non è una vana illusione che, talvolta, tu sia d'un tratto portato fino all'estremo rapimento, per poi ritornare subito alle consuete manchevolezze spirituali; queste infatti non dipendono da te, ma le subisci contro tua voglia. Anzi, fino a che tali manchevolezze ti disgustano, e ad esse resisti, questo è cosa meritoria, non già rovinosa per l'anima. Sappi che l'antico avversario tenta in ogni modo di ostacolare il tuo desiderio di bene, distogliendoti da qualsiasi esercizio di devozione; distogliendoti, cioè dal culto dei santi, dal pio ricordo della mia passione, dall'utile pensiero dei tuoi peccati, dalla vigilanza del tuo cuore; infine dal fermo proponimento di progredire nella virtù. L'antico avversario insinua molti pensieri perversi, per molestarti e spaventarti, per distoglierti dalla preghiera e dalle sante letture. Lo disgusta che uno umilmente si confessi; se potesse, lo farebbe disertare dalla comunione. Non credergli, non badargli, anche se ti avrà teso sovente i lacci dell'inganno. Ascrivile a lui, quando ti insinua cose cattive e turpi. Digli: vattene, spirito impuro; arrossisci, miserabile. Veramente immondo sei tu, che fai entrare nei miei orecchi cose simili. Allontanati da me, perfido ingannatore; non avrai alcun posto in me: presso di me starà Gesù, come un combattente valoroso; e tu sarai svergognato. Preferisco morire e patire qualsiasi pena, piuttosto che cedere a te. Taci, ammutolisci; non ti ascolterò più, per quante insidie tu mi possa tendere. "Il Signore è per me luce e salvezza; di chi avrò paura? (Sal 26,1). Anche se fossero eretti contro di me interi accampamenti, il mio cuore non vacillerà (Sal 26,3). Il Signore è il mio alleato e il mio redentore" (Sal 18,15).   

  3.     Combatti come un soldato intrepido. E se talvolta cadi per la tua debolezza, riprendi forza maggiore, fiducioso in una mia grazia più grande, guardandoti però attentamente dalla vana compiacenza e dalla superbia: è a causa di esse che molti vengono indotti in inganno, cadendo talora in una cecità pressoché incurabile. E' questa rovina degli uomini superbi, stoltamente presuntuosi, che ti deve indurre a prudenza e ad indefettibile umiltà. 



PREGHIERA

 


Visita, o Padre, la nostra casa e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a custodirci nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Per Cristo nostro Signore. Amen.


Resta ormai troppo poco tempo perché i Miei figli vengano sollevati a Me.

 


Carbonia 01.02.2026

Siete stati chiamati alla vera conversione del cuore, datemi il vostro totus tuus e le vostre gesta saranno ricordate nei secoli a venire, sarete modello per i nuovi figli di Dio e costruirete assieme una nuova civiltà in amore.

Dio mantiene sempre le Sue promesse, il Suo ritorno è ora, non domani!

Celebratemi nei vostri cuori, fate la comunione spirituale dopo aver chiesto sinceramente perdono dei vostri peccati. …La vostra vita deve cambiare ora, figli Miei!

Accettate il Mio Amore, riconoscetemi quale vostro unico Dio, vostro unico Bene.

Miei amati figli, il Cielo è alla Sua discesa, Angeli e Arcangeli verranno in battaglia per liberare i figli di Dio dalle catene di Satana.

Pregate e digiunate dalle cose del mondo, resta ormai troppo poco tempo perché i Miei figli vengano sollevati a Me ed entrino con Me in un luogo predestinato alla vita nuova e felice.

Il Mio nuovo popolo sarà perfetto in Me, avrà la Mia stessa grandezza e sarà nella Mia stessa divinità perché Io lo assorbirò in Me.

Attendetemi con cuore puro.

Regina della Famiglia



IL MESSAGGIO DI GHIAIE

Il messaggio affidato dalla Vergine Maria ad Adelaide Roncalli è semplice ma non è puerile, né insignificante. Queste  obiezioni furono rivolte ad altre apparizioni già riconosciute dalla  Chiesa. La validità di un messaggio non è data dalla complessità  del testo, né dalla sua elaborazione teologica. Il messaggio di  Ghiaie non è un tutto organico, espresso con frasi concatenate.  Troviamo in esso delle ripetizioni, come quando la Vergine, nella  seconda apparizione, ripete alla bambina la raccomandazione che le aveva rivolta nella prima: "Devi essere buona, ubbidiente, sincera e pregare bene, rispettosa verso il prossimo". Qualsiasi  pedagogia è ripetitiva. Il compito insostituibile della madre è  quello di ripetere, di radicare nell'animo dei figli ciò che è  fondamentale nella vita di ciascun uomo. La Vergine si comporta  come madre nella vita spirituale di Adelaide e di ognuno di noi.  Inoltre, la bambina Adelaide nell'estasi conosce per intuizione,  non in modo discorsivo; addirittura la conoscenza le può essere  data direttamente da Dio. La differenza tra questa conoscenza e la  nostra abituale, si manifesta anche nella formulazione essenziale dei concetti, anzi, in un concetto ne possono essere contenuti  altri. Sia la conoscenza e il modo di esprimerla risentono  dell'origine da cui provengono, cioè Dio, il quale è semplicissimo  e infinito nello stesso tempo. Per questo bisogna essere molto  prudenti quando si giudicano i fatti soprannaturali, che esulano  dal nostro mondo e spesso per darne un giudizio non serve molto  la scienza umana. I più adatti a capire questi fenomeni sono quelli  che ne hanno fatto esperienza o che vivono una intensa vita  spirituale. 
A proposito di brevità, voglio ricordare che il messaggio dell'apparizione di Pontmain (Francia), avvenuta il 17 gennaio  1871, riconosciuta il 2 febbraio 1892, dal vescovo di Laval,  monsignor Wicart, e confermata dal Papa Pio XI,è fatto da una  sola frase. Si può avere un'apparizione autentica, senza che vi sia  un messaggio fatto di parole; l'apparizione in se stessa è già un  messaggio. Alfonso Ratisbonne, il giovane ebreo convertito, al quale la Vergine apparve nella chiesa di S. Andrea delle Fratte  a Roma, il 20 gennaio 1842, disse: "Ella non mi ha parlato, ma io  ho capito tutto". 
Aggiungo che il messaggio di Ghiaie non è dato solo dalle parole, ma da tutti quegli elementi che fanno parte integrante  dell'apparizione: i colombi bianchi che la precedono; gli angeli, i  santi che l'accompagnano; i colombi con la piuma scura che la  Vergine tiene tra le mani; il punto luminoso che si ingrandisce  fino a contenere in tre ovali di luce la S. Famiglia o a mostrare la  Vergine ammantata di luce; la visione allegorica degli animali  che pregano nella chiesa, dinanzi la S. Famiglia. 
L'apparizione di Ghiaie, come ogni avvenimento religioso  di una certa importanza, ha la sua spiritualità. La spiritualità di  Ghiaie non solo è conforme alla verità rivelata, ma è talmente  ampia da dare ad ogni persona, in qualsiasi condizione si trovi la  possibilità di raggiungere la salvezza eterna e di percorrere la via  della santità. Potremmo chiamare la spiritualità di Ghiaie  nazaretana, perché offre a tutte le famiglie e ai singoli che la  compongono, come modello da imitare la S. Famiglia di Nazareth. 

Severino Bortolan 

domenica 1 febbraio 2026

La Volontà di Dio e la volontà dell’avversario – Il caos

 


I Dieci Comandamenti


La Volontà di Dio non viene considerata dagli uomini, ma la propria volontà entra in prima fila e questa, se non è subordinata alla Volontà divina, rivolta contro questa. Ma una volontà contraria a Dio eseguirà anche delle azioni che sono peccaminose dinanzi a Dio, perché mancano d’ogni amore, perché in amore agirà soltanto l’uomo, la cui volontà è rivolta a Dio e che perciò fa valere soltanto la Volontà di Dio. Dio vuole soltanto il bene, ed ogni uomo che si sforza di essere buono, si subordina anche alla Volontà di Dio. Ma la forza contraria a Dio cerca costantemente e sempre di conquistare l’influenza sull’uomo, cerca di ribellare la sua volontà contro Dio, quindi compenetra la propria volontà dell’uomo e questo prende la distanza dall’agire nel bene e svolge invece delle azioni contrarie a Dio. Più influenza ora viene concessa all’avversario di Dio da parte degli uomini, meno questi seguono la divina Volontà, ed allora si evidenzierà molto lo stato di lontananza da Dio, perché le azioni degli uomini saranno disamorevoli. E dove non c’è l’amore, non vi può nemmeno Essere Dio, dove la Sua Volontà non viene osservata, là non vi è amore, e dove l’amore non c’è, non vi è nessuna conoscenza, nessuna sapienza e nessuna Luce. Se gli uomini vogliono maturare spiritualmente e giungere alla Luce della conoscenza, devono sottomettersi alla Volontà di Dio, perché la Volontà di Dio è anche la Legge divina che non deve essere trasgredita se l’anima non vuole subire alcun danno. Perché la trasgressione di ogni Legge ha delle conseguenze negative, quando il Legislatore ha il potere di punire. Ma gli uomini non riconoscono più la Potenza di Dio e perciò agiscono spensieratamente contro la Sua Volontà. Dato che la Volontà di Dio è accoppiata con la Sapienza, alla volontà avversa manca ogni Sapienza, quindi le conseguenze devono essere uno stato caotico, un disordine, una decadenza ed infine distruzione. La Volontà è edificante, ma la volontà avversa a Dio è distruttiva, è stata messa nell’uomo dall’avversario di Dio, e costui si serve quindi dell’uomo per distruggere, perché a lui stesso manca il potere. Perciò la sua costante aspirazione è di distogliere la volontà dell’uomo da Dio e di obbligarlo a lasciare inosservata la Volontà divina, affinché l’uomo ora esegua ciò che infrange l’Ordine divino. E quindi ha fatto valere la più grande influenza sugli uomini in modo che questi sfruttano ogni occasione di distruggere le Creazioni. L’uomo gli è succube, non ha nessuna propria volontà, ma l’ha data totalmente a lui, esegue soltanto ciò che contraddice totalmente la Volontà di Dio, non sono delle azioni dell’amore, ma dell’invidia e dell’odio. La Volontà di Dio non viene più rispettata e le conseguenze si avvereranno inevitabilmente, Dio lascia agire gli uomini senza ostacolarli, finché loro stessi non hanno eseguito l’opera di distruzione in una misura che ricade sugli uomini, finché il caos non sarà diventato così grande, che gli uomini stessi vi muoiano. Perché la Volontà di Dio significa Ordine divino, ed un agire contrario ha un inimmaginabile effetto negativo sulla Terra ed ancora molto di più nel Regno spirituale.

Amen

4. gennaio 1945

Non immischiatevi nella Creazione di Dio.



Oggi vengo da te con i miei piccoli e grandi Angeli. Ne fanno parte anche molti bambini. Sono tutti quei bambini, non desiderati dalla vostra società. Sono felici con Me. Essi giocano insieme. Ma vedono anche soffrire le loro madri. Pregano per loro e sono felici  di conoscerle un giorno in cielo. Per le madri di questi bambini sarà un terribile shock, una grande disperazione quando andandosene dalla terra, capiranno quello che hanno fatto. Figlia mia, L’aborto è e resterà sempre un peccato mortale. Dì, comunque a tutte le madri, che si convertano. Così hanno ancora la  possibilità, di conoscere i  loro  cari figli.

Dio Padre completa ogni singolo feto abortito. Essi vanno tutti in Cielo. Sono tutti con Me, Mia cara figlia. Voi che vi convertite, vedrete i vostri bambini. Questi cari piccoli vi aspettano. Non fate loro ancora del male nel continuare a chiudere i vostri occhi alla Verità. L’unica via, è la via con Dio, e l’unica verità è Mio figlio. Credete loro. Tutto il vostro dolore, vi verrà tolto il più vi avvicinate a loro, meno sofferenza vi può capitare. Voi pensate, che sia un grosso mistero, ma chiedete a coloro che vanno per questa via. Chi ha fiducia in Dio non è mai solo, chi costruisce su Dio, costruisce sulla pietra. Svegliatevi, figli Miei. Svegliatevi care madri.

A voi ragazze, a voi esseri puri, Io vorrei dire, fate solo ciò che considerate giusto nel vostro cuore. Non fate nulla solo perché è considerato IN o perché TUTTI  lo fanno o perché è DI MODA. Restante fedeli a voi stesse e ascoltate il vostro cuore. Non lasciatevi convincere, e restate pure come siete. Non bisogna avere un fidanzato fisso e non serve FARE SESSO  per essere equilibrata. Tutto ciò è una stupida bugia che vi viene propinata. Non dovete far parte di quelle persone. Restate fedeli a voi stesse, figlie Mie e ascoltate il vostro cuore.

Se concepite un bambino e poi permettete l’aborto siete anche voi colpevoli di peccato mortale.

Gli aborti devono finire. Dovete alzarvi e dire NO! Chi non fa questo, chi è favorevole all’aborto, non è degno di entrare nel Regno di Mio Padre. Nessuna situazione può giustificare un aborto. Solo Dio, Nostro Padre, regala la vita, e la fa terminare qui sulla terra. Solo Lui gestisce il tempo. Solo Lui è Onnipotente. Non immischiatevi nella creazione fatta da Mio Padre. Voi non potete. Tornati a Me, figli Miei, se lo volete.

Dio Padre: Pentitevi Mie care  figlie e cari figli, perché solo allora, troverete la strada verso di Me, Vostro Padre.

Dì al mondo, che Noi esistiamo, e dì loro che li aspettiamo. Nessun peccato è così grande da non poter essere perdonato, tranne quelli contro lo Spirito Santo .

Mia amata figlia, diffondi questa notizia e dì a tutte le madri, che si sono pentite e che attraverso una lunga purificazione hanno riacquistato un cuore aperto, che la loro gioia sarà sconvolgente, quando potranno abbracciare per la prima volta i loro bambini.

Il tuo Gesù, la Tua Mamma in cielo che ti ama e Dio Padre l’Altissimo.