martedì 22 settembre 2026

La Russia governerà il resto dei Miei figli in santità

 


(Russia – Mosca)

la Russia Ti onorerà nella sua povertà. Forse l’UNITÀ si farà attraverso lei, poiché Tu dici sarà lei che Ti glorificherà di più. Non era questo l’oggetto dei Tuoi Sospiri, nella Tua Preghiera sacerdotale al Padre?

vieni, scrivi:


Io vi do la Mia Pace;
Io sono la Risurrezione,

e la risurrezione presto avrà luogo nella Mia figlia, la Russia; non siate giudici dei suoi figli e figlie affinché Io non sia obbligato a giudicarvi; se anche tra di voi ci fosse qualcuno perfetto, voi contereste sempre nulla se paragonati alla Mia Perfezione; presto Mi sarà data Gloria in pienezza e la Russia governerà il resto dei Miei figli in santità;

Io, il Signore, chiedo le vostre preghiere, i vostri sacrifici e le vostre penitenze perché tutte queste cose conducano la Mia Russia vicino a Me; nella sua miseria, Io mostrerò la Mia Misericordia, nella sua debolezza, la Mia Potenza e la Mia Autorità, nella sua pochezza

tutto ciò che Io Sono

e nella sua aridità, Io farò defluire da lei Fiumi, Io sradicherò tutto ciò che in lei non è Me e negli spazi vuoti, pianterò in lei le Mie Grazie; Io pianterò semi d’Amore e di Pace,

“Russia, non è passato molto tempo da quando hai rotto la tua alleanza con Me, da quando hai infranto i tuoi legami e hai detto: ‘Io non Ti servirò!’ ora, Io ti donerò fanciulli che proclameranno in Santità il Mio Nome e diranno: ‘sia benedetto Colui che ci ha ridato la vista e ha toccato il nostro cuore; sia benedetto Colui che ha cambiato le nostre vie guarendoci;’ allora, avendo Me in te ed essendo tu in Me,

tu vivrai

e con i Nostri Due Cuori nel tuo cuore, Mi darai la Gloria preannunziata;”

Vassula, Mia sposa, per amore Mio, prega per la piena conversione della Russia;

Io, il Signore, ti benedico, fanciulla Mia; non dimenticare mai che Io sono Colui che ti ama di più; il Mio Cuore può essere toccato ….



(Più tardi, quella stessa sera, fui invitata da un prete russo ortodosso che lavora per l’Unità, ad assistere ad una conferenza sulla Tradizione. La presidente aveva invitato quelli che desideravano parlare durante la conferenza, a presentarsi, concedendo loro otto minuti.

Il prete russo ortodosso fece passare un biglietto alla presidentessa chiedendo la parola per me. Presumo sapesse chi fossi poiché ella rimandò una nota con un ‘no’ di risposta.

Il prete inviò un secondo biglietto che ricevette la stessa risposta negativa. Mi parve che la situazione richiedesse l’intervento degli angeli. Allora invocai il mio angelo custode e gli chiesi di unirsi a tutti gli angeli che trovava intorno a me e di andare a perorare presso l’angelo custode della presidentessa perché cambiasse parere.

Proprio in quel momento, ho sentito Gesù intervenire per chiedermi: “Che cosa fai!?” “Mando i miei angeli …” Egli mi rispose: “Io ti avevo detto, prima di mandarti in Russia, che per questa volta, tu vi saresti andata soltanto come pellegrina!” Improvvisamente me ne ricordai. Ma come un bimbo viziato, ho esclamato: “Oh Signore! Per favore, non vado per fare un lungo discorso; accordami solo tre minuti, solo per presentare il Tuo Messaggio, nulla di più. È un’occasione unica, Signore!” Non avevo terminato di pronunciare queste parole che la presidentessa, all’improvviso, fece pervenire un altro biglietto che mi concedeva la parola per otto minuti. Ma il Buon Signore, tuttavia, mi concesse ben dieci minuti ….)

20 Ottobre, 1992

Vassula



La Santa Messa e i suoi effetti; in particolare, la risurrezione dei morti con i loro corpi

 


Ora, mentre vedevo Gesù o il Sacerdote che [139] celebrava il divin Sacrificio, Gesù mi faceva capire che nella Messa c’è tutto il fondamento 101 della nostra sacrosanta religione. Ah, sì, la Messa ci dice tutto e ci parla di tutto. La Messa ci ricorda la nostra Redenzione, ci parla parte per parte delle pene che Gesù patì per noi, ci manifesta ancora il suo amore immenso, che non fu contento di morire sulla croce, ma volle continuare lo stato di vittima nella SS. Eucaristia. La Messa ci dice pure che i nostri corpi disfatti, inceneriti dalla morte, risorgeranno nel giorno del Giudizio insieme con Cristo a vita immortale e gloriosa. Gesù mi faceva comprendere che la cosa più consolante per un cristiano e i misteri più alti e sublimi della nostra santa religione sono Gesù in Sacramento e la resurrezione dei nostri corpi alla gloria. Sono misteri profondi che comprenderemo solo al di là delle stelle, ma Gesù in Sacramento ce li fa toccare quasi con mano in più [140] modi. In primo luogo la sua Resurrezione; in secondo luogo il suo stato di annientamento sotto quelle specie, ma pure è certo che Gesù ci sta vivo e vero; poi, consumate quelle specie, la sua reale presenza non più esiste; ma poi, consacrate quelle specie, di nuovo viene ad acquistare il suo stato Sacramentale.  101 - Luisa scrive: “tutto il fondo”.  

102 - Negli antichi messali, questa festa era il 16 Ottobre (da non confondere con la festa della “Purificazione”, il 2 Febbraio). Era l’anno 1888. Luisa aveva 23 anni.  

Così Gesù in Sacramento ci ricorda la resurrezione dei nostri corpi alla gloria. Come Gesù, cessando il suo stato sacramentato risiede nel seno di Dio suo Padre, così noi, cessando la nostra vita, le anime nostre vanno a fare la loro dimora nel Cielo, nel seno di Dio, e i nostri corpi restano consumati, sicché si può dire che non più esistiamo, ma poi, con un prodigio dell’onnipotenza di Dio, i nostri corpi acquisteranno nuova vita e, unendosi all’anima, andranno insieme a godere la beatitudine eterna. Si può dare cosa più consolante per un cuore umano, che non solo l’anima, ma [141] anche il corpo deve bearsi negli eterni contenti? A me sembra che in quel gran giorno succederà come quando il cielo è stellato ed esce il sole; che avviene? Il sole con la sua immensa luce assorbe le stelle e le fa scomparire, ma le stelle esistono. Il sole è Dio e tutte le anime beate sono le stelle. Dio con la sua immensa luce ci assorbirà tutti in Sé, in modo che esisteremo in Dio e nuoteremo nel mare immenso di Dio.  

Oh, quante cose ci dice Gesù in Sacramento! Ma chi può dirle tutte? Davvero che andrei troppo per le lunghe; se il Signore permetterà, mi riserverò di dire in altre occasioni qualche altra cosa. 


Resurrezione della carne.

 


Dice Gesù: 

«…L’uomo senza la Grazia, che la colpa leva, non è più che il sepolcro dove si putrefà lo spirito morto. 

Ecco perché alla risurrezione della carne gli umani, pur avendo tutti una comune immagine fisica, saranno dissomigliantissimi fra di loro. Di aspetto semidivino i beati, di aspetto demoniaco i dannati. Allora trasparirà all’esterno il mistero delle coscienze. Terribile cognizione!» 


Sono stato unito in matrimonio con la Santissima Vergine Maria

 


San Giuseppe dice:

Figli amati: come potrei non ascoltare le vostre suppliche? Come potrei non prestare attenzione alle vostre parole, mio piccolo? Come potrei non soddisfare i desideri dei vostri cuori? Come non scendere in questo grande momento in cui il Cielo si unisce alla terra? Se volete ascoltare dalle mie labbra quell’evento che ha fatto storia all’interno della storia stessa, ve lo racconterò, ve lo narrerò.

State ben attenti, in trepidante attesa, perché le mie parole produrranno effetti meravigliosi nel vostro cuore; le mie parole eleveranno il vostro spirito verso il Cielo per lodare Dio per le sue gesta, per lodare Dio per la sua magnificenza, per lodare Dio per la grandezza del suo amore verso tutta l’umanità.

Fui unito in matrimonio con la Santissima Vergine Maria per ordine del Cielo. Entrambi, senza conoscerci, giurammo a Dio voto perpetuo di castità; offrimmo il nostro corpo, la nostra anima e il nostro spirito come ostie viventi, ostie gradite alla presenza del Padre Eterno.

Questo voto, questa promessa, l’abbiamo fatto solo alla presenza di Dio. Non c’erano testimoni umani; nei nostri cuori c’era il fermo proposito di mantenerlo fino alla morte, senza curarci degli sguardi, delle osservazioni, delle critiche. Ma Dio aveva un progetto diverso per le nostre vite.

Quando Maria raggiunse l’età in cui doveva lasciare il tempio, le fu annunciato il disegno divino. Maria se ne andò da lì con una certa malinconia, ma anche immersa in un completo abbandono. Perché lì, nel tempio, Maria poteva giocare con i santi angeli. Lì, nel tempio, Maria si occupava di custodire i paramenti sacri.

I sacerdoti di quell’epoca deliberarono a lungo e giunsero a un accordo: colui che sarebbe stato scelto come promesso sposo sarebbe stato quell’uomo giusto, l’uomo dal quale sarebbe sbocciato un ramoscello secco. Timidamente obbedii al decreto, senza esserne degno, senza meritare di essere scelto da Dio per diventare lo sposo della Madre del Salvatore e il padre adottivo di Gesù.

Dal ramo secco che stringevo tra le mani sbocciò un giglio bianco, un giglio di purezza, un giglio di verginità.

Dio scrive dritto su righe storte.

Dio traccia nelle nostre vite progetti d’amore diversi dai nostri.

E una volta che ci fummo sposati, un angelo apparve a Maria e le annunciò che avrebbe concepito nel suo grembo il Figlio di Dio. Le annunciò che sarebbe nato il Salvatore.

Le annunciò che nel suo grembo verginale si sarebbe formato Emmanuele, Dio-con-noi.

Ho subito tentazioni, ho dovuto sforzarmi moltissime volte per vincere me stesso e sono passato attraverso il setaccio del dubbio; dubbio di fronte a questa nuova situazione, con mia moglie. Dubbio perché, ancora, la mia comprensione umana era chiusa, offuscata, incapace di decifrare e comprendere questo grande mistero.

Ma un angelo mi apparve in sogno e mi annunciò che il figlio che Maria portava nel grembo era il Figlio di Dio.

Fu allora che compresi questo grande mistero. Fu allora che capii che i misteri di Dio sono insondabili, che i misteri di Dio vanno accettati, custoditi nel cuore e continueranno a rimanere un mistero.

La pace tornò nel mio cuore e chiesi a Dio di concedermi la forza di custodire e proteggere il Bambino Gesù e la Madre del Salvatore.

Ho attraversato vicissitudini, difficoltà, si sono presentati alcuni ostacoli. Ma Dio mandava i suoi Santi Angeli per aiutarci, per guidarci, per proteggerci.

Figli miei: fate la Divina Volontà.

Lasciatevi trasportare dalla luce dello Spirito Santo.

Lasciatevi guidare dalla voce di Dio. Una voce che inonda il vostro cuore e il vostro spirito di una pace celeste, di una pace indescrivibile. Una voce che inonda tutto il vostro essere di armonia, di serenità; anche se dovete attraversare deserti aridi, valli tenebrose. Non abbiate paura perché quando Dio chiama a una missione, vi prepara e vi concede gli aiuti divini necessari per compierla alla perfezione.

18 Dicembre 2009


ANTICRISTO - IL LEOPARDO

 


IL LEOPARDO


La terza bestia è un leopardo. Le sue caratteristiche notevoli sono quattro teste e quattro ali. Non si dice molto di più su di essa, tranne che "le è dato il dominio". Applicando la nostra formula delle "teste multiple" al Leopardo, dovremmo quindi cercare un impero nella regione che abbiamo descritto, che ha avuto o avrà una progressione prominente di quattro sovrani. Le quattro ali potrebbero significare che ciascuno di questi sovrani sale rapidamente al potere.

A proposito, la nostra comprensione dei "diversi corni" esclude che la bestia del Leopardo sia l'impero di Alessandro e i suoi quattro generali. Quattro sovrani simultanei dovrebbero essere rappresentati da quattro corni (come certamente sono nella visione dell'Ariete e del Capro maschio), non da quattro teste che appaiono sul Leopardo.

Questa bestia non è così facile da identificare. Dobbiamo cercare una nazione che sia stata coinvolta in modo prominente nei conflitti nella regione del Mediterraneo, che sarebbe anche contemporanea della Russia e dell'Inghilterra. Nessuna nazione in quest'area salta alla mente che abbia il simbolo nazionale di un leopardo. Tuttavia, c'è un paese che ha avuto una successione notevole di sovrani ed è stato molto coinvolto nei conflitti di quell'area. È della Germania che parlo.

Quando Adolf Hitler salì al potere, affermò che il suo regno era il terzo Reich. Reich significa "regno" in lingua tedesca. Identificò il suo governo come il terzo in una serie di sovrani importanti. Forse i precedenti Otto von Bismarck e il Kaiser Guglielmo potrebbero essere i due precedenti che riconosceva. Anche se non conosco la storia di questi due precedenti sovrani, certamente l'ascesa al potere di Hitler fu sorprendentemente rapida. Questo si adatterebbe alle quattro ali. (Qualcun altro ha suggerito il Sacro Romano Impero [900-1806 d.C.] e l'Impero Tedesco [1870-1918 d.C.] come i primi due "reich" o regni.)

Se questa è la corretta identificazione del Leopardo, allora dovremmo presto vedere un altro leader forte e carismatico che sale rapidamente al potere in Germania. Un tale sovrano non ha bisogno di essere un nazista. Lui (o lei) ha solo bisogno di essere qualcuno che cattura i cuori del popolo tedesco e galvanizza la popolazione verso un certo fine.

Pertanto, i lettori dovrebbero tenere gli occhi aperti per un leader popolare che emerge in Germania e che condurrebbe questa nazione a una posizione di maggiore prominenza mondiale.

La nostra identificazione di questa terza "bestia" è alquanto provvisoria. I punti deboli sembrano essere che il simbolo nazionale della Germania non è un leopardo e che ha avuto solo tre "teste".

Tuttavia, questa terza bestia deve certamente essere una nazione che possiamo identificare oggi. Deve essere un paese nella regione di cui abbiamo discusso. Inoltre, deve aver avuto o avrà una successione prominente di quattro sovrani. Quindi, manteniamo i nostri cuori e le nostre menti aperti allo Spirito Santo per qualsiasi ulteriore rivelazione che Egli potrebbe darci. Se la Germania non è la scelta giusta, Dio certamente lo rivelerà col passare del tempo.

***

David W. Dyer


Madre della Salvezza: l’unica strada per la Vita Eterna passa attraverso Mio Figlio, Gesù Cristo.

 


Figlia mia, nessuno di voi deve mai dimenticare che Mio Figlio è morto per salvare l’umanità. Egli ha liberato tutte le anime dalla schiavitù della bestia. Ha dato a tutti il Dono della Salvezza e per ottenere la Vita Eterna, voi dovete venire a Mio Figlio e chiedergli questo Grande Dono. 

L’unica strada per la Vita Eterna passa attraverso Mio Figlio, Gesù Cristo. Perché Lui è così misericordioso, da concedere a ognuno la possibilità di venire a Lui, di sua spontanea volontà.  Lui ha dato al mondo la Verità e, con il Dono della Sua morte sulla Croce, ha aperto la strada a tutti per vivere nella pace eterna e nel Suo Paradiso.  

Molti non accettano Mio Figlio e nemmeno credono in Dio. Se voi non credete in Dio o non accettate il Dono della Salvezza, allora separate voi stessi da Dio. Grazie a questa ultima Missione per salvare le anime, incluse le anime di tutti i peccatori, così come quelle che rifiutano di riconoscere l’esistenza di Dio, Mio Figlio compirà un Grande Miracolo.  

Durante L’Avvertimento, ognuno avrà la prova di avere un’anima e molti si convertiranno. A coloro che non si convertiranno e che rimarranno atei non potrà essere dato il Dono della Salvezza, perché avranno rifiutato la Sua Mano Misericordiosa.  

Quelle anime Lo rifiuteranno con atteggiamento di sfida e nulla, se non le vostre preghiere, le potrà salvare. Coloro che rifiutano ogni tentativo, ogni intervento e ogni Misericordia, di farli entrare nel Nuovo Paradiso, saranno gettati via. Perché loro non sarà il Regno di Mio Figlio, poiché Mio Padre, che ha lasciato all’umanità il Dono del libero arbitrio, non imporrà mai la Sua Volontà su qualsiasi dei Suoi figli.  

Pregate, pregate, pregate che gli atei accetteranno l’aiuto della Misericordia, che Mio Figlio estenderà su ciascuno di loro. Ricordate di recitare le Crociate di Preghiera per salvare queste povere piccole anime.  

La vostra amata Madre, 

Madre della Salvezza. 

6 Settembre 2013


I SEGNI DI DIO NELLA VITA DI UN BAMBINO AFRICANO

 


Quali sono i suoi ricordi più vividi di quei quattro anni?

Il viaggio in Giappone è stato un momento indimenticabile. L'11 marzo 2011 un forte terremoto di magnitudo 9, seguito da uno tsunami, ha colpito la regione di Sendai, nella parte orientale del Tohoku, provocando la morte di diverse migliaia di persone, gravi danni in tutto il nord-est di Honshu e l'incidente nucleare di Fukushima.

Sono arrivato nel paese il 13 maggio 2011. Due mesi dopo la catastrofe, tutto era ancora da fare. Mi ha colpito l'accoglienza della popolazione, prevalentemente buddista, che era desolata e, allo stesso tempo, piena di forza. In quei giorni ho capito che le persone che visitavo non si aspettavano da me solo un contributo materiale: nonostante le differenze delle nostre credenze religiose, volevano che portassi loro la speranza che viene da Dio. Per questo, dopo aver distribuito l'aiuto logistico ed economico del Papa tra una popolazione sottoposta a una prova così dura, la cosa più importante che dovevo fare era pregare. Non potevo che rivolgermi a Dio chiedendo per quegli orfani dallo sguardo così triste, per quegli uomini e donne che cercavano di ricostruire le loro case, per quegli anziani esausti. Sono partito da lì molto commosso, perché sapevo che solo Lui poteva aiutare i giapponesi penetrando nel profondo dei loro cuori. Il denaro è necessario, ma esiste una tenerezza che proviene solo da Dio.

Mi ha profondamente commosso la lettera che una giovane buddista mi ha scritto due mesi dopo il mio ritorno dal Giappone, in cui mi diceva: «Dopo il terribile tsunami in cui abbiamo perso molti membri della nostra famiglia e quasi tutti i nostri beni, volevo suicidarmi. Ma dopo averla ascoltata in televisione, dopo la pace e la serenità che ho ritrovato vedendola pregare per i sopravvissuti e per i morti, e l'impatto del suo raccoglimento e della sua preghiera silenziosa accanto al mare; dopo il suo gesto emotivo di gettare dei fiori in acqua in memoria di tutti coloro che sono stati inghiottiti dal mare, rinuncio a suicidarmi. Grazie a lei ora ho capito e so che, nonostante questo disastro, c'è qualcuno che ci ama, che vive accanto a me e condivide la nostra sofferenza, perché dobbiamo valere molto ai suoi occhi. Quel qualcuno è Dio. Attraverso il Santo Padre e attraverso di lei ho sentito la sua Presenza e la sua compassione. Non sono cattolica, ma le scrivo queste righe per ringraziare lei e il Santo Padre Benedetto XVI per l'immenso conforto che ci hanno portato. So che, come me, altre persone hanno ricevuto quel prezioso aiuto spirituale di cui tutti abbiamo bisogno, soprattutto nei momenti di prove così tremende e immense come questa».

Non conoscevo la persona che mi ha scritto quella lettera, che non aveva ricevuto da me un aiuto materiale concreto. Ma questa giovane buddista mi ha fatto capire meglio che la carità possiede un valore in sé stessa in quanto testimonianza di Dio, al di là della sua efficacia tecnica, economica, politica o sociologica. Fa parte della missione della Chiesa, che consiste nel manifestare l'amore e la tenerezza di Dio, nel far riscoprire la presenza, la compassione e l'amore misericordioso del Padre in mezzo alle nostre sofferenze. Quella giapponese mi è stata di grande aiuto per assumere la mia missione come presidente del Pontificio Consiglio Cor unum.

Il vero conforto che dobbiamo portare ai poveri e alle persone che soffrono qualche prova è, oltre a quello materiale, quello spirituale. Dobbiamo manifestare loro l'amore, la compassione e la vicinanza di Dio. Nella prova, Dio è con noi. Cammina al nostro fianco sulla via di Emmaus, la via della delusione, del dolore e dello scoraggiamento.

Alcune organizzazioni cattoliche si vergognano e rifiutano di manifestare la propria fede. Non vogliono più parlare di Dio nelle loro attività caritatevoli, scusandosi con il pretesto che sarebbe proselitismo. Tuttavia, nell'Evangelii gaudium, Papa Francesco scrive con ancora maggiore fermezza: «Poiché questa Esortazione è rivolta ai membri della Chiesa cattolica, desidero dire con dolore che la peggiore discriminazione che i poveri subiscono è la mancanza di attenzione spirituale. La stragrande maggioranza dei poveri ha una speciale apertura alla fede; hanno bisogno di Dio e non possiamo smettere di offrire loro la sua amicizia, la sua benedizione, la sua Parola, la celebrazione dei Sacramenti e la proposta di un cammino di crescita e di maturazione nella fede. L'opzione preferenziale per i poveri deve tradursi principalmente in un'attenzione religiosa privilegiata e prioritaria».

Alcuni mesi fa, nei campi profughi siriani in Giordania, un bambino musulmano di sette anni mi ha gridato: «Allah esiste? Allah esiste? Perché ha permesso che uccidessero mio padre?». Infatti, suo padre era stato sgozzato dai ribelli islamisti davanti agli occhi del bambino, che ne era profondamente traumatizzato. Per cercare di alleviare il suo trauma, abbiamo cercato di parlargli di un Dio buono, padre e creatore di tutte le cose meravigliose, che detesta il male. Non posso dimenticare un dolore come quello, derivato dalla barbarie di uomini che hanno pervertito la religione. Quel bambino aveva tutto l'aiuto materiale necessario, non gli mancava nulla: né vestiti, né cibo, né cure sanitarie, né alloggio. Ma nulla di tutto ciò era sufficiente per consolarlo. Solo la vicinanza di Dio e l'esperienza che ci ama e soffre con noi, in noi, rivelano il mistero del dolore e portano consolazione e pace interiore.

Ad Haiti, nel 2010, dopo i terremoti la popolazione ha dovuto affrontare violenti uragani. Nel corso della mia vita ho assistito a molte situazioni di estrema povertà. Conservo il ricordo di tante tragedie che si sono verificate in Africa con una regolarità spaventosa. Ma posso affermare di non aver mai visto tanto dolore come ad Haiti, dove ho incontrato un popolo completamente sopraffatto dalle catastrofi naturali che si abbattevano su di esso. La tristezza sembrava impregnare l'anima di un'intera nazione. Ho lavorato molto per rendere il nostro aiuto il più efficace possibile. E ho anche scoperto una popolazione che conservava una fede immensa e una fiducia totale in Dio in mezzo a tanta sofferenza.

Se sappiamo praticare la carità, sapremo rendere culto a Dio e intraprendere il cammino dell'eternità. Attraverso la carità permettiamo a Dio di compiere la sua opera in noi. Attraverso la carità ci abbandoniamo totalmente a Dio. Ed è Lui che opera in noi, e noi operiamo in Lui, per Lui e con Lui.

Non esiste relazione più autentica con Dio che nell'incontro con i poveri. Lì sta l'origine della vita in Dio: la povertà.

Nostro Padre è povero. Forse è un volto di Dio che ci sfugge e ci ripugna perché non abbiamo veramente incontrato il «Figlio dell'Uomo, [che] non ha dove posare il capo» (Mt 8,20).


Signore così degno del nostro desiderio

 


Concedimi che guardandoti io possa aver fame, sempre più fame di te!

Poiché vieni a me per raggiungere l'intimità più completa, fammi desiderare la Comunione.

Poiché vuoi sopprimere ogni distanza e incorporarti il mio essere, donami di accostarmi alla tua presenza per poter meglio riceverti come nutrimento.

Che la mia preghiera, ancor troppo lontana, cerchi di ritrovarti interamente nel banchetto in cui ti offri a me!

Che la mia contemplazione, avida di una adesione più profonda, sia una preparazione ad accoglierti in me!

Che il mio sguardo fisso su di te possa sfociare nell'incontro più profondo del banchetto eucaristico!

Che la mia visita, ravvivando il gusto della tua presenza, mi faccia ancor più desiderare il tuo amplesso!

Che la mia adorazione, ancor troppo fredda, si disponga a diventare la serena e segreta ebbrezza di un possesso! Che l'unione del pensiero possa trasformarsi in una fusione totale dell'essere!

Fa' crescere in me la fame dell'amore, di un amore che dopo aver avuto la felicità di guardarti, cerchi di impossessarsi di tutta la tua persona!


“La donna e il drago”

 


Di seguito troverete il Messaggio della Nostra Santissima Madre consegnato a padre Melvin. La Madonna gli ha parlato con queste parole:

“Ti benedico, figlio mio Melvin, e benedico tutti i Miei figli che Mi accettano come loro Madre.

Non dubitate mai che il diavolo, Satana, esista. Era un angelo in Cielo, ma, a causa della sua superbia, si ribellò contro Dio e alla fine fu scacciato sulla Terra dall’Arcangelo Michele e dai suoi angeli.

Dovete stare sempre in guardia contro il maligno.

Cercherà in vari modi di farvi rivoltare contro Dio e di indurvi a peccare. Il suo unico scopo nel fare ciò che fa è quello di portarvi con sé all’inferno.

Pregate regolarmente San Michele Arcangelo affinché vi protegga.

Seguite mio Figlio Gesù ogni giorno pregando e chiedendo il Suo aiuto. Egli è sempre pronto ad aiutarvi.

Dovete andare in chiesa regolarmente e accoglierlo con il cuore pieno d’amore.

Dovete pentirvi di tutti i vostri peccati. Gesù è il grande esempio per voi. Anch’io, con la Grazia di Dio, sono riuscita a resistere a Satana e a evitare il peccato.

Solo Mio Figlio ha il potere di aiutarvi ogni giorno, poiché Egli è davvero il Figlio di Dio e il vostro Salvatore.

Ha sofferto ed è morto per voi affinché poteste essere salvati. Evitate ogni tentazione

che proviene dal maligno o da altri che sono in combutta con lui. Sto pregando per voi affinché possiate lavorare quotidianamente con le grazie che ricevete per seguire la via della santità.

Vi amo tutti.”

 Padre Melvin

7 gennaio 2012


Il Mistero dell’Iniquità è nemico di tutta l’umanità -

 


Il Mistero dell’Iniquità


E) L’ossessione imperialista e genocida della Cabala e del Talmud: una delle radici dei mali moderni

Secondo lo Zohar, i Gentili “hanno causato la distruzione del  Tempio… quindi, quando Dio si rivelerà, costoro verranno spazzati via  dalla faccia della terra…”311 “devono essere combattuti senza posa, fino  a che il giusto ordine non sia ristabilito. È perciò con soddisfazione  che dico che dovremmo soggiogarli e regnare su di loro.”312 Il “messia”  regnerà sulla terra e distruggerà i gentili: “Il Prescelto, sia benedetto il  Suo nome, mostrerà la propria forza e li sterminerà dalla faccia della  terra.”313 E ancora: “quando i gentili saranno stati sterminati, quel  giorno sarà come se Dio avesse trasformato la terra nel paradiso…”314  “È certo che la nostra cattività durerà fino a quando i principi dei gentili  che adorano gli idoli, non saranno distrutti.”315

L’ossessione imperialista e genocida della Cabala trova eco nel  Talmud: “Il Messia darà agli Ebrei il dominio sul mondo, e tutti i popoli  saranno loro sudditi.”316 Inoltre, “Che cosa vuol dire Har Sinai (il monte  Sinai)? Vuol dire il monte dal quale si è sprigionato il Sina (l’odio)  verso tutti i popoli del mondo.”317 Ecco da dove nascono i programmi  genocidi per ridurre la popolazione mondiale, che vengono spacciati  falsamente alle nazioni della terra come soluzioni per salvaguardare il  pianeta dal disastro ecologico.

La politica genocida contro i paesi del terzo mondo e la razza  umana in generale, è la politica ufficiale del National Security  Council degli Stati Uniti, formulata nel dicembre 1974 all’interno del National Security Study Memorandum 200, firmato da Henry Kissinger.  Il documento non è altro che il rigurgito di un precedente rapporto della British Commission on Population, voluto da Giorgio VI e datato  1944, nel quale si raccomandava un drastico ridimensionamento  della popolazione mondiale, perché le masse delle nazioni del terzo  mondo erano percepite come una minaccia all’egemonia delle elite  anglo-sassoni. Questo memorandum318 individua 13 nazioni chiave,  nei quali la riduzione della popolazione dovrà essere intrapresa dai  loro governi: 1) applicando misure drastiche (quali la contraccezione,  la sterilizzazione, l’aborto, ecc.) come requisito fondamentale per  l’ottenimento degli aiuti economici, e 2) usando il cibo come se fosse  un’arma.319

Questa politica perversa e genocida è rimasta immutata anche  al giorno d’oggi. L’8 febbraio 2009 James Jones, il National Security  Advisor General nominato dal Presidente Barack Obama, ha affermato di prendere ordini da Henry Kissinger320 (a quanto pare Kissinger  sembra avere più autorità del presidente). Dopo essere stato eletto, il  Presidente Obama ha nominato come suo Consulente per la Scienza e  la Tecnologia l’eugenista radicale John P. Holdren, co-autore assieme  a Paul Ehrlich del libro Ecoscience, pubblicato nel 1977. Quest’opera  raccomanda l’applicazione totalitaria dell’eugenetica, nonché politiche  di controllo della popolazione come quelle applicate dai comunisti nella  Cina di Mao e prima ancora dai nazisti in Germania. 

Nel 1972, l’implementazione del programma eugenetico negli Stati  Uniti venne affidato alla direzione dell’Ambasciatore Statunitense alle  Nazioni Unite (nonché futuro presidente) George H. Bush, il quale –  quand’era ancora ambasciatore in Cina – aveva fornito suggerimenti  ai comunisti cinesi in merito alla formulazione della loro “politica del  figlio unico”. Esiste una bozza programmatica per questo sterminio della  popolazione mondiale, che prevede la riduzione della popolazione da  sei a un miliardo di abitanti, e si trova nel documento United Nations  Global Biodiversity Assessment pubblicato dalle Nazioni Unite!321

Padre Paul Kramer

lunedì 21 settembre 2026

OPERA DEI "TABERNACOLI VIVENTI"

 


Il grande dono di Gesù agli uomini d'oggi tramite Vera Grita


14-V-1968 Gesù. I Tabernacoli Viventi si moltiplicano nel mio Pensiero. Sono avanti a te nella mia Visione, e attendono la mia Parola. Io ti aspetto a Torino, nella terra benedetta, e là, fra i miei Martiri, attingerai la forza e la fede. Va' ad essi perché ciascuno di loro dia a te fede, coraggio, santità. Essi sono ricchi di Me! Poi porta le mie Parole ai miei Sacerdoti, porta l'annuncio del mio Dono perché non si ritardi. Il Tabernacolo Vivente, presto, deve essere Gesù fra gli uomini, Gesù nella vostra vita quotidiana, affinché non mi dimentichiate, ma mi comunichiate agli altri uomini. Io in voi, nella vostra anima. Io su voi, in comunione costante con l'anima! Quando sarete in molti, vi manderà lontano perché il mio Dono giunga a tutti gli uomini. Si faccia un'accurata scelta dei miei "Dettati", e si facciano pervenire al Santo Padre. Io sarò con voi con la mia Grazia. Al Papa Paolo VI, mio amatissimo pastore. Paolo, figlio mio dilettissimo, scelto dalla Beatissima Trinità, quale Nocchiero della mia Barca fra le tempeste dell'umanità percossa, metto nelle tue mani il mio Messaggio d'Amore e di Salvezza per tutte le anime. La mia Opera d'Amore diretta da Me, Gesù, deve essere diffusa presto, e da te devono scaturire quei lumi la cui luce deve abbracciare l'umanità. Io mi dono alle anime a Me consacrate, e per esse Io sarò, Io andrò per le vie del mondo. Io ho scelto nuovi Templi: Templi viventi. Io prediligo l'anima piccola perché mi consoli e mi ami e mi doni. Io anelo l'anima forte perché muoia in Me e sia solo Me. Io formo nuovi Templi, nuove chiese che vivano, che partano, che lavorino insieme a Me: perché Io sono sempre il Maestro, la Guida, il Redentore. Sono Salvatore e voglio salvare tutte le anime. Ogni anima che porterà Me, avrà la via dischiusa alla santità. Io, Gesù, vi ho dato una vocazione: pescatori di anime. Voi non pescate senza di Me le anime lontane. Io, Gesù, verrò con voi, su voi, in voi! Gesù, Uno e Trino, si spande nell'immensità del suo Amore. Vado sotto le Specie Eucaristiche a cercare ciò che sta per perdersi; vado a cercare le pecorelle che non vogliono cercare il mio Ovile; vado a chiamare coloro che non mi odono più. Si formino presto i miei Templi, affinché Io prenda dimora in loro. Tu, mio primo Tabernacolo Vivente, componi la mia Lega di Anime, perché con te sia la forza e l'esercito che combatte per la mia Gloria e la salvezza dell'umanità. Ecco, Io ritorno fra voi quale inizio che precede la mia venuta sulla terra. Conferma la mia divina Volontà: donala alle anime consacrate, donala al mondo, e tutto affida a Colei che con Me tu ami tanto. Gesù, Sacerdote Eterno, al Primo Sacerdote della sua Chiesa: Paolo VI Pontefice. Nel Padre, nel Figlio, nello Spirito Santo, si compia la mia Volontà anche sulla Terra". Angeli che porgete a Dio i Calici perché Gesù vi abiti, offriteli con Lui ai Dio Padre, avanti al suo altissimo Trono perché Io, Gesù, mai sia separato dalla mia creatura: creatura umana e creatura divina. Si fondi l'amore, si spanda la grazia, si ricopra la terra di Misericordia, perché Io, Agnello Immacolato, ho coperto l'umanità di Templi, di Me. E Io, Io alzerò nelle piccole Ostie le mie Mani al Cielo per gridare ancora, dei miei Tabernacoli Viventi: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno". E il Padre per mezzo vostro vedrà in ciascuno di voi Me: il Figlio suo; vedrà per Me, tanti Gesù, tanti Figli; vedrà un Agnello immacolato in tutti: la sua Vittima: Me! Amo i miei Tabernacoli; li amo ora; li ho amati dal momento che mi sono dato a voi quale cibo dell'anima. Vi ho visti, vi vedo, vi cerco. Accoglietemi: sono Gesù Eucarestia, sono l'Amore che dona e dà. Sono Gesù, e guardo il mio gregge attraverso il mio Pastore Paolo VI. Gesù, sommo Sacerdote, a te, che mi leggi e conosci e mi aspetti e sai... Guardami: sono Gesù nell'Amore, nella Misericordia, nella Grazia, nel Perdono. Guardami: tu sei ferito di Me; e in te Io sono per donarmi; Guardami: sono Gesù e a te chiede il tuo. Sì, Signore! Per la Gloria del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo; chè tutto è Opera d'Amore. Mamma! invocate: Mamma! Mamma! Le braccia aperte sono protese a voi: chiamatela! Io vi dono, Io vi dono per quest'Opera d'Amore la mia Mamma, quale mai Essa è stata per l'umanità Madre di figli perduti, e per Lei trovati, salvati, redenti. Gesù a voi, miei Tabernacoli amati, per mezzo della Mamma mia a voi, per mezzo del vostro amato Papa, poiché egli legherà in terra quanto in Cielo è volontà, amore, perdono di Dio, Creatore e Padre per tutte le creature sue. Così sia. N.b. La scrivente annota: 14 maggio Festa della Beata Madre Maddalena Gabriella di Canossa.


Con la partecipazione alla natura divina scende in noi, per mezzo della grazia, la più alta perfezione

 


LE MERAVIGLIE DELLA GRAZIA DIVINA


1. «Io voglio essere simile all’Altissimo», gridò Lucifero (Is 14, 14) contemplando la bellezza e i doni meravigliosi di cui era stato arricchito da Dio. Questa intenzione era giusta in sé stessa, era anzi un dovere. Ma nel senso preteso da Lucifero e pronunziata dalla sua bocca era una bestemmia, volendo egli arrivare a quell’altezza, indipendentemente da Dio.

Anche per ognuno di noi è dovere il pensare così: «Voglio divenire simile a Dio». Però dobbiamo volerlo per mezzo della grazia e della più intima unione a Lui. Non possiamo rendere a Dio lode più degna del riconoscere noi umilmente che Egli stesso, per la sua grazia, vuol farci simili a Lui nella sua altissima perfezione, e non possiamo ringraziarlo in miglior modo che cooperando con la sua grazia, meglio che possiamo, per avvicinarci il più che ci sarà possibile alla di Lui santità. Lo stesso Salvatore ci dice: «Siate perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste» (Mt 5, 48).

2. Considera dunque, anima cristiana che sei chiamata a questa intimità con Dio, i tesori della sua bellezza. Ammira la sua natura infinita, che tutto contiene di ciò che di più bello e magnifico possa immaginarsi. Stupisci dinanzi alla sua divina maestà dalla quale si spandono come da un sole tanti raggi luminosi quante sono le bellezze e le perfezioni che scorgiamo in noi, intorno a noi e sopra di noi. Guarda come questo potente architetto ha costruito in un batter d’occhio questo nostro mondo così grande e così variato. Ma Egli non si è per niente esaurito con tale opera; Egli avrebbe potuto creare con la stessa facilità mille altri mondi. Vedi, anima mia, come Egli, senza alcuna fatica, ha chiamato all’esistenza innumerabili corpi celesti dei quali molte migliaia sono più grandi della terra, e li ha posti sotto leggi meravigliose. Vedi, come senza muoversi, Egli tutto regola e muove. Vedi, come divide le varie cause ed ordina gli elementi, come Egli palesa le proprietà, le forze, i tesori dei metalli, delle sorgenti, delle piante e degli animali, agli uomini di scienza ed agli Angeli assistenti al suo soglio.

E quando, compresa dalla incommensurabile pienezza delle sue ricchezze e perfezioni che scorgi in Dio ti prostri stupita innanzi a Lui come un povero vermicciuolo si annichila davanti allo splendore del sole: allora, o anima, puoi stupirti di te stessa, poiché tutte queste cose, o mille altre delle quali ora non hai nemmeno la minima idea, sono tue, poiché tu appartieni a Dio ed Egli appartiene a te, e tutto ciò che è suo è tuo in eterno!

3. Ogni natura creata possiede un grado diverso di perfezione e niuna di esse contiene tutto ciò che trovasi nelle altre. L’elefante ha la forza del leone, ma non ne ha la sveltezza; il leone ha la forza dell’elefante, ma non la sua grandezza. Gli animali hanno al disopra delle piante la sensibilità, ma non posseggono la loro esuberante bellezza di fiori variopinti. L’uomo per la sua anima ragionevole trovasi infinitamente al disopra di tutti gli animali, eppure questi posseggono molte qualità corporali che mancano agli uomini.

Dio invece nella sua semplice essenza riunisce in sé tutte le prerogative delle creature (1) ed ognuna di esse la possiede nel massimo grado di pienezza e purità, come il sole nel suo semplice lume possiede la molteplice magnificenza dei sette colori dell’arcobaleno. Poiché le diverse nature delle creature sono come i raggi multicolori in cui si risolve un raggio di sole.

L’uomo è già per natura creato ad immagine di Dio, per cui l’essenza dell’anima nostra, come di quella dell’angelo, è molto più perfetta di quella degli esseri irragionevoli. Le nostre proprietà naturali non sono però che raggi singoli e interrotti del sole divino, poiché essi, per quanto possano esser belli, non contengono però in sé le prerogative di altre nature.

Nella grazia, invece, la luce della stessa natura divina nella quale sono riuniti tutti i raggi della santità, cade in maniera assai più perfetta nell’anima nostra. È vero che anche la grazia ha i suoi gradi e le sue varietà e che niuno dei santi è uguale all’altro, ma gli eletti si distinguono tra loro, come un angelo dall’altro, come una stella dall’altra stella, in splendore e bellezza (1Cor 15,

41). Pure il minimo grado di grazia partecipa all’anima un’immagine di Dio così elevata che tutte le perfezioni naturali delle creature riunite insieme sono da esso sorpassate in grado infinito.

4. Se tu, o cristiano, sei povero di doti naturali, non hai per questo da invidiare alcuno. E se anche sei ricco di beni di fortuna, forte, dotto, stimato da tutti, ma ti manca la grazia, stai pur certo che il più povero dei tuoi fratelli può essere, per mezzo di essa, infinitamente più giusto e felice di te, egli possiede un tesoro meraviglioso, la vera riproduzione dell’immagine di Dio, un capolavoro che non ha confronto né in cielo, né in terra. Egli ha nel suo cuore, per la grazia, una tale pienezza di sapienza, di bellezza e di virtù che tutte insieme le creature non possono stargli a paragone; esso alberga nel suo cuore il regno più bello e magnifico che possa mai esistere, il regno di Dio; del quale disse il Salvatore: «Il regno di Dio è dentro di voi» (Lc 17, 21).

5. Ma tu dirai: io niente vedo di tutte queste bellezze; e che mi giova possedere un tesoro quando non posso godermelo?

È vero, tu non vedi le tue dovizie, ma pure esse trovansi dentro di te. Se hai un diamante non ancora ripulito e lavorato non puoi farti un’idea di quanto esso sia splendido e di prezzo; eppure esso racchiude già in se stesso, nella sua rozza apparenza, il suo intero valore. Se tu hai in mano un granello di seme di un grande albero non potresti immaginare l’albero maestoso e magnifico che ivi si cela. Così è della sublime e divina perfezione che si trova in te, partecipata dalla grazia; ma essa trovasi ancora velata e nascosta. «Noi siamo ora figliuoli, dice S. Giovanni (1Gv 3, 1-3), ma non è ancora manifesto quello che noi saremo quando vedremo Dio come Egli è».

Finché tu non contemplerai Dio faccia a faccia non potrai vedere nemmeno l’immagine della sua divina natura come trovasi nell’anima tua. La grazia è appunto l’aurora del sole divino; aspetta che il sole stesso sorga sull’orizzonte, che esso spieghi in te tutto il suo splendore, che l’intensità del suo calore ti penetri e ti trasformi, e allora sarai rapito fuori di te per la tua bellezza, e tanto più lo sarai quanto più a lungo essa ti è restata celata. Fino a quel giorno beato ti fa mestieri lavare con le tue lacrime quel prezioso diamante ed arruotarlo con i tuoi sacrifici. Resterai meravigliato a rimirarne lo sfolgorante splendore, allorché sorgerà l’eterno Sole. Per ora, come insegna l’Apostolo, fa d’uopo che tu proceda nella fede e non nella visione, nella fede all’immutabile parola di Dio. Poiché «per la fede», ci dice S. Pietro (1Pt 1, 4-5) «saremo riserbati per una beatitudine che ci sarà manifestata nell’ultimo tempo, con l’apparizione del Signore», e per Lui noi abbiamo «la viva speranza di una incorruttibile, purissima, inalterata eredità che ci sta preparata in cielo».

6. Nella grazia tu hai la tessera della tua futura trasfigurazione. Perciò l’Apostolo chiama lo Spirito Santo un pegno od una cauzione che noi portiamo nel cuore (2Cor 1, 22; Ef 1, 14) mentre Dio ha infuso il suo spirito nel nostro cuore e con questo la sua grazia. Egli ci è restato mallevadore che è sua volontà di condurci alla gloria eterna. Se noi conserviamo fedelmente questo pegno preliminare, questo ci sarà commutato nell’eternità con la pienezza della trasfigurazione (3). La gloria della beatitudine eterna non è che il pieno sviluppo di quella che è stata deposta per la grazia nell’anima nostra. Essa sta in rapporto alla grazia come il giorno all’aurora. L’ammalato che si è lagnato tutta la notte, insonne e in preda alle sofferenze più acute, si sente come rivivere quando scorge i primi albori del giorno che spunta. Il chiarore è ancora assai debole, ma per il povero infermo è pegno sicuro del giorno che si avanza e che gli apporterà alquanto sollievo.

Nello stesso spirito tu devi, o cristiano, contemplare la grazia divina. Tu sei naturalmente ben lontano dal possedere le divine perfezioni che essa ti vuole partecipare in una beatitudine affatto indisturbata. Tutto ciò che provi in te stesso riguardo alla grazia divina è come il dolce crepuscolo di una nuova luce a grande distanza. Ma consolati e resta fedele alla grazia. Come è certo che dall’aurora scaturirà il pieno meriggio, così è certissimo che dal debole lume della grazia si svilupperà il sole della beatitudine, se tu persevererai sino alla fine, pieno di speranza e di fiducia. Anche se tu ancora languisci nella schiavitù della carne, se ti senti oppresso da dolori e da colpe, se spesso sei costretto a lagnarti di essere ancora tanto dissimile a Dio, sospira allora con l’Apostolo la libertà e la beatitudine dei figli di Dio, nel cielo, là dove tu raggiungerai la pienezza della perfezione, cioè quella rassomiglianza alla quale ti deve portare la tua fedele cooperazione alla grazia. In tal modo le tue più accese brame saranno appagate.

Custodisci perciò il tuo prezioso tesoro, e cerca ogni giorno più di crescere nella divina grazia e farne buon uso.

M.J. SCHEEBEN


SIATE MITI

 


Io voglio che voi siate pacifici, anche con voi stessi. Quando commettete un errore, voglio che ve ne pentiate, che ne proviate vergogna e che siate fermi nell’intenzione di non commetterlo più. Ma non voglio che vi irritiate contro voi stessi, poiché l’uomo che ha la ragione perturbata non può mai agire con buon senso, e nemmeno con prudenza. 

Quando sei arrabbiata, non fare e non dire niente fintanto che la collera è in te, poiché tutto ciò che farai o dirai sarà ingiusto. L’uomo irritato non agisce secondo la giustizia divina. E stai pure attenta a non chiedere consiglio a chi potrebbe fomentare la tua collera. Calma il vizio con la virtù. Con la mansuetudine vincerai la collera. Leggi Giovanni 18, 11. Se Io vi ho chiesto di perdonare, e ve ne ho dato l’esempio, come potrete voi rifiutare di perdonare agli altri? Eleva a Me il tuo spirito; chiediMi pazienza e amore. 

Guarda la Mia Croce e vedi se senti ancora in te la collera. Guarda l’enormità dei tuoi peccati e sopporta tranquillamente tutto ciò che ti arriva. E poi, soprattutto, evita le cose, le occasioni e le persone che possono toglierti la pace…


Catalina rivas


PERSONAGGI DELLA PASSIONE - Pietro

 


PERSONAGGI  DELLA  PASSIONE


CAPITOLO I 

Pietro


La tappa successiva fu: La Sostituzione dell’Azione alla Preghiera. La maggior parte delle anime che sentono ancora la necessità di fare qualcosa per Dio e per la Chiesa si rivolgono al conforto dell’attività. Invece di passare dalla preghiera all’azione, trascurano la preghiera e si affannano in molte cose. È così facile pensare che stiamo facendo l’opera di Dio quando siamo solo in movimento o ci stiamo agitando. Pietro non fa eccezione. Nel tumulto dell’arresto di Nostro Signore che seguì, Pietro, che si era già armato di due spade, lascia che la sua solita impetuosità abbia la meglio su di lui. 

Vibrando un fendente piuttosto avventato contro la banda armata, non colpisce un soldato, ma un servo del Sommo Sacerdote. Come spadaccino Pietro era un buon pescatore. Il servo si scansa e il colpo, mirato alla sommità del suo capo, gli taglia semplicemente un orecchio. Nostro Signore guarì l’orecchio con un miracolo, e poi, rivolgendosi a Pietro, disse: “... Rimetti la spada nel suo fodero, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada periranno” (Mt 26, 52). La Divinità non ne ha bisogno. Avrebbe potuto chiamare in Suo aiuto dodici legioni di angeli, se avesse voluto. 

La Chiesa non deve mai combattere con le armi del mondo. Il Padre aveva offerto al Figlio la coppa, e nessuno poteva impedirgli di berla. Ma Pietro, abbandonando l’abitudine della preghiera, sostituì la violenza verso gli altri, e ogni tatto fu perduto mentre la devozione a una causa diventava zelo senza conoscenza. Sarebbe stato molto meglio prendere qualche ora dalla vita attiva e spenderla in comunione con Dio, piuttosto che essere impegnati in molte cose trascurando l’unica cosa necessaria per la pace e la felicità. Nessuna attività del genere può sostituire un’ora di veglia e preghiera. 

Tiepidezza. L’esperienza dimostra presto che l’attività religiosa senza preghiera degenera presto in indifferenza. In questa fase le anime diventano indifferenti. Credono che si possa essere troppo religiosi, troppo zelanti, o “passare troppo tempo in chiesa”. Pietro esemplifica questa verità. Poche ore dopo, Nostro Signore viene condotto davanti ai Suoi giudici — e si è quasi tentati di dire: “Che Dio ci perdoni per averli chiamati giudici”. 

Mentre quella triste processione avanza nell’indicibile solitudine in cui l’Uomo-Dio si sottomette liberamente alle frecce malvagie degli uomini, i Vangeli registrano: “E Pietro lo seguiva da lontano”. Aveva rinunciato alla preghiera, poi all’azione, e ora mantiene le distanze. Solo i suoi occhi rimangono sul Maestro. Quanto rapidamente si dimostra l’insincerità dell’azione senza preghiera!  

Colui che poche ore prima era stato abbastanza coraggioso da sguainare una spada, ora si trascina indietro. Cristo, che una volta era la passione dominante della nostra vita, ora diventa un elemento secondario nella religione. Ci attardiamo ancora per forza d’abitudine — o forse anche per rimorso di coscienza — sulle orme del Maestro, ma fuori dalla portata dei Suoi occhi e della Sua voce. È in momenti come questi che le anime dicono: “Dio mi ha dimenticato”, quando la verità è che non è Dio che ci lascia, siamo noi che ci allontaniamo. 

Soddisfazione dei bisogni, dei sentimenti e delle emozioni materiali. Una volta che il divino svanisce nella vita, il materiale inizia ad affermarsi. L’eccessiva dedizione al lusso e alla raffinatezza è sempre un’indicazione della povertà interiore dello spirito. Quando il tesoro è dentro, non c’è bisogno di quei tesori esteriori che la ruggine consuma, le tarme mangiano e i ladri sfondano e rubano. Quando la bellezza interiore svanisce, abbiamo bisogno di lussi per vestire la nostra nudità.  

È quindi naturale trovare che nella fase successiva della sua decadenza, Pietro si dedichi a soddisfare il suo corpo. Non entra in tribunale. Rimane fuori con i servi; e nel linguaggio espressivo della Sacra Scrittura, “... quando ebbero acceso un fuoco in mezzo al cortile e si furono seduti attorno, Pietro si sedette in mezzo a loro” (Lc 22, 55).  

C’è un processo in atto in Pietro, ma non è certo un progresso, perché è un movimento verso il basso: camminare, stare in piedi, sedersi. Questo è esattamente ciò che fece Pietro. Camminare: “Lo seguì da lontano”. Stare in piedi: “Entrò nel cortile e stette in mezzo alla gente”. Sedersi: “Si sedette accanto al fuoco che i nemici di Cristo avevano acceso”. Il lusso aveva preso il posto della fedeltà. Mai nessuno fu così freddo davanti a un fuoco! 

Rispetto umano. L’ultima fase della caduta è il rispetto umano, quando neghiamo la nostra Fede o ce ne vergogniamo di fronte al ridicolo o al disprezzo. Le religioni mondane andranno d’accordo con il mondo, ma non una divina. Come Nostro Signore ammonì: “Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra. In verità vi dico, non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo” (Mt 10, 23).  

Mentre il bagliore di quel fuoco illuminava il volto di Pietro, fu possibile per gli astanti e per coloro che entravano in tribunale vederlo. Nello stesso momento in cui Nostro Signore in tribunale stava prestando giuramento proclamando la Sua Divinità, Pietro stava prestando un giuramento, anch’esso, non per riaffermare che Cristo era il Figlio del Dio Vivente, ma piuttosto per negarlo.  Ci fu il clamore degli ufficiali e la risata sfacciata di una serva, che disse: “Anche tu eri con Gesù di Nazaret”. Pietro lo negò.  

Poi, un’altra serva disse che era uno di loro, ma lui lo negò di nuovo, dicendo: "Donna, non lo conosco" (Lc 22, 57). Passò forse un’ora, e poi uno degli uomini gli disse: “Certo che tu sei uno di loro; perché sei anche galileo” (Mc 14, 70). “... anche la tua parlata ti tradisce (Mt 26, 73). Pietro si arrabbiò per le loro ripetute affermazioni, e con un rigurgito atavico ai suoi giorni di pescatore, quando le sue reti si impigliavano nelle acque della Galilea, imprecò e giurò di nuovo, dicendo: “Non conosco quest’uomo di cui parlate” (Mc 14, 71). Il rispetto umano aveva avuto la meglio su Pietro.  

Quante volte gli altri sanno cosa dovremmo fare, anche quando noi l’abbiamo dimenticato. Quanto sono permalose quelle coscienze che hanno abbandonato il loro Dio! Quanto sono sensibili anche al solo ricordo di aver avuto un tempo la Fede! Molte volte ho sentito anime simili dire: “Non parlarne! Voglio dimenticarlo”. Ma non potremo mai dimenticare — anche la nostra parlata tradisce che siamo stati con il Galileo.  

Se questi sono i passi per allontanarsi dalla Fede, quali sono i passi per tornare al suo abbraccio? Essi sono:  

1. Primo, Disillusione.  2. Secondo, Risposta alla grazia.  3. Terzo, Emendamento.  4. Quarto, Dolore. 

FULTON J. SHEEN 


Preparatevi per le nozze con lo Sposo.

 



—Signore, ho bisogno di capire, non lasciarmi. Dimmi cosa devo fare. Cosa devo fare con lui (si tratta di una persona che il Signore ha messo nella mia vita perché io lo aiutassi).

—Con lui hai fatto carità, è nato dalla carità, per questo tu lo hai amato. Guardavi Me, non lui. Quando hai conosciuto la sua situazione non hai smesso di amarlo, lo hai amato ancora di più, proprio come Io lo amo. Perché Io lo amo.

—Signore, prima mi hai parlato (faccio un atto di fede) e mi hai detto di sì con lui ma con Te. Mi hai detto che Tu prima, mi hai detto che Tu primo e non capisco bene cosa intendi.

—Ti ho detto Con Me, perché Con Me tutto è buono, Con Me tutto è bene, tutto si risignifica. (Non so cosa sia quella parola, non capisco).

Lo so, capisco e conosco meglio di chiunque altro il tuo dolore, mia piccola. Quanto hai sofferto per amore di Me, ma anche questo Io lo premio. In tutti i tuoi atti di amore c’ero Io, e tutti quelli che hai amato nel mio nome; tutti quelli che vedevi in Me e Me in loro.

—Signore, non cambiare argomento.

—No, mia piccola, questo è l’argomento. Mia poverina, non capisci ancora.

—Signore non lasciarmi, io sto facendo un atto di fede. (Qui gli mostro la mia vita precedente, dalla mia infanzia).

—Tu mi cercavi Me nel mondo e per questo non mi hai trovato. Io non sono di questo mondo, Io Sono Colui che Sono. E tu mi hai conosciuto, mi hai capito, hai saputo come ero, ma cercavi nei posti sbagliati, quelli non ero Io. Ti sei passata la vita triste cercandomi, non sapevi che Io ero già con te. Cercavi fuori, guardavi fuori, e Io ero dentro di te, con te molto vicino, non te ne rendevi conto e ti ostinavi a trovarmi fuori. Sì, mi hai cercato, quanto triste sei stata nel non trovarmi.

—Signore, non lasciarmi.

—Non ti lascio e neanche questo capisci, non c’è nulla che mi allontani da te, il Mio Amore supera tutto, il Mio Amore è grande. Non capisci ancora che non c’è nulla che tu faccia che impedisca a Me, il Signore di tutte le cose, di amarti? Non capisci che non c’è nulla che mi allontani da te? Io sempre, sempre sono con te qualunque cosa tu faccia, non ti lascio, sono lì. Mio amore, non capisci ancora che ti amo? Non capisci che ti desidero? Io sono anche amante, un amante molto vicino e fedele.

Io sono il Fedele, e amo di più quelli che mi sono fedeli, quei piccoli. Io vi amo in modo personale, proprio come siete. Io ti amo, mia figliola, mia piccola, Io ti amo. Io ti amo, donna, sposa vicina, che non si avvicina a Me.

Io sono anche lo Sposo, per questo ti dico che Io primo. Che non senza Me. Mia piccola, non capisci ancora.

La Mia Parola è chiara ed è scritta, ma c’è chi cerca di adattarla ad altre questioni che sono dell’uomo e così facendo hanno abbandonato la Mia Parola. Io prima ti ho parlato delle Nozze, e ti ho chiesto di prepararti per esse. La sposa, la buona sposa si prepara per quel giorno, il suo desiderio deve essere quello, prepararsi per le Nozze dell’Agnello, lì quelli che ci saranno, si sposeranno in Me. Sei tu preparata, ti stai preparando per le Nozze, sposa mia, amata mia? Non sia che arrivi lo Sposo e tu non sia preparata. Ti voglio Santa, ti voglio intatta, preparando il corredo, il corredo sono i doni e le grazie che ti do. Anche il dolore e ciò che fai con esso, come me lo offri. Sì, il dolore è parte del mio corredo.

Prima hai pensato a ciò detto riguardo al primo uomo e alla prima donna proprio come Io li ho pensati. Ma le nozze non ha senso, se non è preparata per Me.

In Me si sposeranno coloro che Mi aspettano e farò una nuova creazione con gli eletti che Mi seguono e ascoltano la Mia Voce. Con gli eletti che donano la loro vita preparandosi per le Nozze.

Sì, prima ti ho detto che ciò che qui accade accade anche in Cielo, ciò che qui farai resterà lì fatto (si riferisce al matrimonio), perciò se qui ti unisci, sarai con lui unita in Cielo ma non senza Me, MAI senza Me, ciò non è possibile.

Preparati per le Nozze, sposa Mia, come una sposa Santa. Per esserlo deve essere una sposa fiduciosa e felice. La tua gioia: le Nozze. Non c'è nulla legato che si sciolga. Non c'è nessuno che si sposa in Me, che non si sposi Con Me. Non esiste matrimonio fuori di Me. Coloro che si sposano, si sposano Con Me prima o non si sposano. Non esiste nozze senza lo Sposo e lo Sposo sono Io. (Di nuovo qui parla del Matrimonio e dell'indissolubilità del sacramento).

Capisci ora, piccola Mia? Fissa il tuo sguardo su Me, sii la Mia amata prudente, fedele e fiduciosa, ti voglio gioiosa. Come può essere triste una sposa? Una buona sposa si aspetta preparandosi per le nozze. (Sto pensando alla castità). Nell'attesa ci sono Io e la premio. Sono anche nel desiderio degli amanti, nel loro anelito, che Mi appartiene. Sempre nella gioia di Me, il Redentore e Signore. Una buona sposa, si aspetta amando e prepara la sua anima per la Santità dove abiterà lo Sposo. Cresci nell'amore, quella è la Mia casa, prepara la tua anima, è la Mia dimora, senza trascurare il corpo che è il Mio tempio. Se cresci in Me, non diminuisci. Io vedo l'amore e il desiderio di unione degli sposi che Mi amano. Preparatevi per le nozze con lo Sposo. Io tutto lo rifinisco, Io Sono Colui che santifica. Piccola, confida, anche se non capisci. Bambina, la fiducia, Io faccio tutto nuovo! Farò una nuova creazione! (Ora, lo vedo triste).

Figlia, l'amore in Me e che nulla ti allontani da esso. Non allontanarti tu da Me, che Io sono sempre con te. Non concentrarti su di lui, concentrati su Me. Con lui ma Con Me Capisci?

—No, non capisco. Cosa posso fare?

—Con Me tutto.

Vedo che Dio mi parla della Santità del matrimonio come sacramento. E che l'unione tra uomo e donna, lo è solo da Lui. Il sacramento del matrimonio è esempio della sponsalità tra Lui (Dio) e la Sua Sposa (la Chiesa), noi. Mi parla anche allo stesso tempo delle Nozze che stanno per arrivare e come dobbiamo prepararci, proprio come la sposa si prepara per lo sposalizio. Tutto è correlato. Tutto lo collega. Grazie Signore per insegnarmi.

23 DICEMBRE 2012

s.t.G.