LIBRO DEL PROFETA DANIELE
Daniele interpreta il sogno
16Allora Daniele, chiamato Baltassàr, rimase per qualche tempo confuso e turbato dai suoi pensieri. Ma il re gli disse: «Baltassàr, il sogno non ti turbi e neppure la sua spiegazione». Rispose Baltassàr: «Signore mio, valga il sogno per i tuoi nemici e la sua spiegazione per i tuoi avversari.
Daniele subito viene illuminato dal suo Dio Altissimo. Sa qual è l’interpretazione del sogno, ma ha un qualche timore a rivelarlo al re. Riguarda la sua persona.
Allora Daniele, chiamato Baltassàr, rimase per qualche tempo confuso e turbato dai suoi pensieri. Ma il re gli disse: «Baltassàr, il sogno non ti turbi e neppure la sua spiegazione». Rispose Baltassàr: «Signore mio, valga il sogno per i tuoi nemici e la sua spiegazione per i tuoi avversari.
Il re incoraggia Daniele perché gli riveli il significato del sogno. Non deve avere paura di dire tutta la verità. Lui è pronto ad ascoltare. Vuole sapere.
Daniele è come se si volesse scusare con il re. Vuole che il re sappia che nulla viene da lui, ma tutto dal Signore. Lui non aggiungerà e non toglierà.
Per questo inizia il suo discorso: “Signore mio, valga il sogno per i tuoi nemici e la sua spiegazione per i tuoi avversari”. Quanto sta per rivelare è grave.
Ai nemici, nel mondo degli uomini, mai in quello di Dio, si augura il peggio del peggio. Dio per il suoi nemici invece è morto in Croce, per la loro salvezza.
17L’albero che tu hai visto, alto e robusto, la cui cima giungeva fino al cielo ed era visibile per tutta la terra Daniele comincia a dare l’interpretazione partendo dagli inizi. Nabucodònosor come prima cosa ha visto un albero di straordinaria bellezza e grandezza.
L’albero che tu hai visto, alto e robusto, la cui cima giungeva fino al cielo ed era visibile per tutta la terra… Come quest’albero non esistono altri sulla terra.
Esso è unico. La sua grandezza è unica. La sua potenza è unica. Tutta la terra si rifugia sotto i suoi rami, tra i suoi rami. A tutti esso dona vita.
Questa verità appartiene alla storia e nessuno la potrà mai negare. Bellezza e grandezza sono reali, non immaginarie, non inventate, non di fantasia.
18e le cui foglie erano belle e i frutti abbondanti e in cui c’era da mangiare per tutti e sotto il quale dimoravano le bestie della terra e sui cui rami abitavano gli uccelli del cielo, Daniele passa ora a ribadire la verità di quanto il re ha visto. L’albero bello nelle foglie e abbondante nei frutti dona a tutti da mangiare. È vera sorgente di vita.
E le cui foglie erano belle e i frutti abbondanti e in cui c’era da mangiare per tutti e sotto il quale dimoravano le bestie della terra e sui cui rami abitavano gli uccelli del cielo… Sotto quest’albero e tra i suoi rami tutti trovano riparo.
L’albero è unico nella sua bellezza e grandezza, ma è anche unico nei suoi frutti. Esso è vera sorgente di vita, custodia e protezione per tutti.
L’universalità nella mediazione è anch’essa evento storico innegabile. Questa universalità non può essere ignorata, dichiarata non esistente. È storia.
19sei tu, o re, che sei diventato grande e forte; la tua grandezza è cresciuta, è giunta al cielo e il tuo dominio si è esteso fino all’estremità della terra.
Ora dal sogno si passa alla verità storica. Questo passaggio dalla verità rivelata alla verità storica fa parte della vera profezia e di ogni rivelazione.
Sei tu, o re, che sei diventato grande e forte; la tua grandezza è cresciuta, è giunta al cielo e il tuo dominio si è esteso fino all’estremità della terra.
Senza il passaggio necessario dalla rivelazione alla storia, non vi è rivelazione, ma pura immaginazione, pura fantasia, pura invenzione degli uomini.
Il sogno è tutto vero, si compie in ogni sua più piccola verità contenuta in esso, in Nabucodònosor. È lui l’albero dalla straordinaria grandezza e bellezza.
È suo il regno che si stende da una parte all’altra della terra. È Lui che il Signore ha reso grande e forte. Ora tutta la terra è posta sotto il suo governo.
Una rivelazione che non diviene storia è pura fantasia e immaginazione. La verità di ogni rivelazione è la sua trasformazione in storia, in realtà.
La storia fa la rivelazione vera. Dove manca la storia che fa vera la rivelazione, mai lì si potrà parlare di vera rivelazione. È solo un desiderio dell’uomo.
Anche il Vangelo non è “vero” perché è detto, è vero perché è stato tutto trasformato in storia da Cristo Gesù. È vero perché è la storia di Cristo Gesù.
Il Vangelo è vero perché ogni suo discepolo è chiamato a trasformarlo in storia. Se il discepolo non lo fa divenire storia, per lui mai il Vangelo sarà vero.
Chi è allora il discepolo di Gesù? Colui che trasforma in storia il Vangelo di Cristo e lo rende vero in ogni momento della sua vita.
Se per il discepolo il Vangelo non diviene storia in ambito e luogo dove lui agisce, opera, vive, il Vangelo per lui rimarrà in eterno idea fantastica.
Perché non rimanga idea fantastica, è necessario che il discepolo gli doni vita.
Gli darà vita trasformando ogni sua parola in sua vita, in storia per la sua vita
MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI












