giovedì 21 maggio 2026

La colpa primordiale degli uomini e la via attraverso la Creazione

 


La domanda del Perché (l’antroposofo di Colonia) La caduta degli angeli – Il peccato


Per gli uomini rimane eternamente insondabile, che cosa induce Dio al Suo Operare ed Agire, perché la mente umana non afferra quali motivi sono alla base della dischiusa della Forza di Dio; non afferra nemmeno i collegamenti, perché può soltanto vedere e sentire l’effetto di ciò che si è svolto primordialmente nel Regno spirituale in un mondo, di cui tutte le Creazioni visibili sono soltanto un debole riflesso, che non possono mai venir menzionati come paragone e che sono stati creati solo come conseguenza di ciò che una volta si è svolto nel Regno degli spiriti creati da Dio. Queste erano la più pura Irradiazione della Sua Forza, di conseguenza colme di Potere e Forza e stavano nella più sublime Perfezione. La Volontà di Dio per la Formazione Si era anche trasferita alle Sue creature, e tutti i Suoi Pensieri spingevano anche in sè all’esecuzione e così una Volontà di Creazione di insospettata dimensione ha animato questi esseri, che ora diventavano attiva senza limite, cioè ha prodotto delle nuove Creazioni che superavano sé stesse. Queste nuove Creazioni però erano sempre di nuovo degli esseri animati, stando nella più sublime Perfezione, quindi anche capaci di pensare e dotati di una libera volontà.

Il primo essere che procedeva da Dio, irraggiava tutto in Luce e Forza, perché si sviluppava da Dio Stesso e trovava la sua Beatitudine nel costante utilizzo della sua illimitata Forza. Le sue creazioni aumentavano e la sua beatitudine cresceva nell’incommensurabile, da Dio non gli erano posti dei limiti, ma Egli gli ha posto una prova, perché voleva che l’essere dovesse riconoscere sé stesso come portatore della Forza procedente da Dio, questa prova consisteva nel fatto che l’essere, Satana, doveva presentare Dio alle sue creature come Origine, affinché anche esso stesso restava nella consapevolezza di accogliere sempre la Forza da Dio, che lo rendeva capace nella sua attività creativa. Doveva quindi riconoscere Dio come Creatore e Fonte di Forza e la sua beatitudine sarebbe stata illimitata nell’Eternità. La prova non gli veniva posta unicamente per via di questo riconoscimento, ma lui veniva soltanto posto davanti ad una decisione della libera volontà, che lo doveva elevare da un essere creato perfetto in un essere perfetto per propria volontà, affinché ora potesse usare la Potenza e la Forza come essere veramente divino nella Volontà di Dio. 

E lui ha fallito. Non voleva essere un ricevente la Forza, ma la Fonte di Forza stessa, e la pienezza della Forza a sua disposizione gli sembrava la conferma sufficiente. Si separava quindi volontariamente da Dio, benché una separazione da Lui non era possibile, dato che senza Dio non poteva più esistere. E dato che attraverso la sua volontà sotto l’utilizzo della Forza di Dio erano sorti innumerevoli esseri, si sentiva come il loro creatore stando nell’immensa Forza e Potenza, e così si separava volontariamente da Dio nell’arroganza e brama di dominio. A causa di questo diventava empio e trascinava con sé nel peccato tutte le sue creature, che soltanto loro stesse erano ancora senza colpa, ma stavano totalmente sotto l’influenza di colui che ha dato loro la vita. 

Dio dava loro ora il diritto dell’autodeterminazione, potevano contemplare la Luce, riconoscevano nella loro perfezione anche la loro Origine, perciò potevano rimanere anche con Dio ed aver parte alla Sua Magnificenza. Ma erano solo pochi che si univano con Lui, la loro volontà si decideva quindi liberamente per Dio e che come Suoi Angeli, sono costantemente intorno a Lui ed attivi per Lui nel Regno spirituale. La maggioranza però cadde, si unì con il suo generatore, per propria spinta entrava nella sua volontà e così cadde in uno stato di oscurità spirituale. Le era stata tolta la conoscenza, perché diminuiva l’effetto della Forza, come l’essere si allontanava da Dio. 

Ma tutto era ed è Forza da Dio che non può andare perduta in eterno e perciò deve di nuovo ritornare a Lui su una via riconosciuta di successo dalla Sapienza di Dio. E questa via è il percorso attraverso la Creazione terrena materiale, che Dio ha fatto sorgere allo scopo di guidare al ritorno questo spirituale una volta caduto. Attraverso questa Creazione cammina lo spirituale nella volontà legata, cioè nello stato dell’obbligo esegue il lento percorso dello sviluppo verso l’Alto fino allo stadio, in cui gli viene di nuovo restituita la libera volontà e si trova ancora una volta davanti alla decisione, di scegliere da sé stesso il Potere a cui vuole appartenere. 

L’essere è gravato con il peccato della ribellione di una volta contro Dio, ma se ne può liberare appropriandosi della Forza di Dio che una volta aveva respinta, ma questa Forza se la deve conquistare da sé stesso attraverso l’agire nell’amore e la cosciente richiesta a Dio nella preghiera. Nella vita terrena deve utilizzare la libera volontà nel modo giusto, deve di nuovo rivolgersi a Dio e riconoscerLo come Padre e Creatore dall’Eternità. Allora entra di nuovo nello stato di Luce, diventerà ricevente di Forza e quindi può di nuovo essere attivo secondo la sua volontà, che è ora anche la Volontà di Dio, potrà creare e formare per la propria felicità e perciò essere eternamente beato. 

Amen

 28. gennaio 1949


La statua della Madonna di Guadalupe piange: il miracolo che sconvolge l'America!


 

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO

 


Metto in te il mio Sangue


Come pervasa da una dolcezza indefinibile, sento lo spirito del Signore che ripete: - Vengo a prendere il tuo cuore, il cuore mistico della tua anima formato dal mio Sangue, dal mio amore e dalla tua cooperazione.

Sono molti anni che vado formando questo cuore con la stessa mia vita.

Ricordi la prima volta che ti attrassi con la visione del mio Sangue fluente dal calice ricolmo? Da allora non ebbero limite le mie espansioni. In quanti modi, con quante tenerezze, con quali mezzi non ho lavorato in te con la mia grazia? Ho diritto al frutto soprannaturale. -

O mio Signore, donandoti tutto, come posso vivere senza più nulla, squallida, povera, vuota?

- È la condizione migliore per assicurare la tua salvezza. Ritornerò a te con nuove forme di grazia e di amore. -

E viene all'improvviso, misericordioso e amoroso, ripetendo: - Dammi ciò che è mio, prendi ciò che è tuo. Metto in te il mio Sangue, i suoi meriti, la sua virtù; in essi è la vita nuova, tu aggiungi la tua cooperazione per la nuova vita di grazia e di amore ispirata alla stessa mia vita. - q. 29: s.d.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


LA BEATA SPERANZA : DOVE NASCE E PERCHE' PUO' CAMBIARE LA TUA VITA .


 

Il “divario” tra il bene e il male si fa sempre più evidente!

 


13 maggio 2026

Gesù: Figlia mia. È importante che tu scriva. La nostra Parola deve essere ascoltata, perché questi sono tempi di grande confusione.

Il “divario” tra il bene e il male si fa sempre più evidente. Molti, molti figli si convertono, ma anche molti, molti figli seguono Mammona.

Scegliete bene, figli della terra, perché Io, il vostro Gesù, vincerò. La mia luce illuminerà il mondo, il vostro mondo, e risplenderanno i figli che Mi sono e Mi rimangono fedeli e devoti.

Un angelo del Signore: Ma a chi non ha trovato Gesù, sia detto:

Vi resta ancora poco tempo, amati figli della terra, prima che il Maligno “appaia” e cerchi di impadronirsi di ogni potere.

L’angelo di Giovanni: Ma a voi sia detto:

Convertitevi in tempo, perché chi non lo fa non troverà la salvezza.

Io, il vostro Angelo del Signore, l’Angelo di Giovanni, vi dico questo, perché il tempo è breve, e solo la grazia del Signore, che vi è donata attraverso Gesù Cristo, può salvarvi dalla caduta!

Giovanni: Scegliete bene, amati figli. Io, il vostro Giovanni, ho visto ciò che accadrà alla fine dei tempi, e vi dico: il tempo è adesso.

Non aspettate oltre e rivolgetevi a Gesù, perché EGLI è la vostra unica salvezza; senza di LUI, però, sarete perduti, e Mammona prenderà il sopravvento su di voi, e né sulla terra né nell’aldilà potrete sfuggirle, perché solo attraverso Gesù Cristo vi è concessa la Vita Eterna nella gloria, ma senza di LUI trascorrerete l'eternità, nella quale troppi di voi non vogliono credere, nel regno delle tenebre di Mammona, dove l'eterno tormento, l'infinita agonia e la più grande, incessante miseria trasformeranno la vostra esistenza in un languore, e non c'è via di fuga per voi, per la vostra anima, che dovrà sopportare l'eterno tormento, la miseria e l'agonia, poiché Mammona non libera nessuna anima che un tempo ha rubato, e così sigillate la vostra esistenza per l'eternità presso e con lui, che non si stanca mai di scagliare i suoi demoni contro di voi, i quali provano la gioia più grande nelle vostre sofferenze e tormenti, proprio come lui stesso, perché non avete trovato Gesù, che è il vostro Salvatore!

Se solo lo aveste ascoltato!

Se solo vi foste convertiti a Lui!

Se solo gli aveste donato il vostro «sì»!

E se solo aveste vissuto con Lui, invece di riporre la vostra fiducia nelle cose effimere! Amen.

Guardate dunque cosa accade quando non ascoltate, perché è in gioco la salvezza delle vostre anime, e la situazione è grave se non vi convertite ora e non seguite Gesù. Amen.

In questi messaggi troverete le istruzioni per farlo. Quindi prendeteli a cuore e convertitevi, prima che sia troppo tardi per voi. Amen.

Vi amo moltissimo.

Il vostro Giovanni.

Apostolo e prediletto di Gesù. Con Maria, i Santi Angeli, i Santi e Gesù Cristo, che ha parlato anch’Egli. Amen.


Il Santo Rosario: dona forza a chi è stanco

 


Un episodio della vita del beato Giovanni XXIII ci fa ben comprendere come la preghiera del Santo Rosario sostiene e dona la forza di pregare anche a chi è stanco. Forse per noi è facile scoraggiarci se dobbiamo recitare il Santo Rosario quando siamo stanchi, e invece, a rifletterci anche solo per poco, capiremmo che basterebbe un po' di coraggio e di determinazione per fare un'esperienza salutare e preziosa: l'esperienza che la preghiera del Santo Rosario sostiene e fa superare anche la stanchezza.  

Al papa Giovanni XXIII, infatti, legatissimo alla recita quotidiana delle tre corone del Rosario, capitò che un giorno, per il carico delle udienze, dei discorsi e degli incontri, arrivò a sera senza aver potuto recitare le tre corone.  

Subito dopo la cena, lungi dal pensare che la stanchezza poteva dispensarlo dalla recita delle tre corone del Rosario, chiamò le tre suore addette al suo servizio e chiese loro:  

«Ve la sentireste di venire con me in cappella a recitare il Santo Rosario?».  

«Volentieri, Padre Santo».  

Si andò subito in cappella, e il Santo Padre annunciava il mistero, lo commentava brevemente e intonava la preghiera. Al termine della prima corona dei misteri gaudiosi, il Papa si voltò alle suore e chiese:  

«Siete forse stanche?».  

«No no, Padre Santo».  

«Potreste recitare con me anche i misteri dolorosi?».  

«Sì sì, volentieri».  

Il Papa intonò quindi il Rosario dei misteri dolorosi, sempre con un breve commento ad ogni mistero. Al termine del secondo Rosario, di nuovo il Papa si rivolse alle suore:  

«Siete stanche ora?».  

«No no, Padre Santo».  

«Potreste completare con me anche i misteri gloriosi?».  

«Sì sì, volentieri». 

E il Papa iniziò la terza corona dei misteri gloriosi, sempre con il breve commento per la meditazione. Terminata la recita anche della terza corona, il Papa diede alle suore la sua benedizione e il più bel sorriso di gratitudine.  

 

Il Rosario è sollievo e riposo  

Il Santo Rosario è così. È preghiera riposante, anche nella stanchezza, se si è ben disposti e si ama colloquiare con la Madonna. Il Rosario e la stanchezza, insieme, fanno preghiera e sacrificio, ossia fanno la preghiera più meritoria e preziosa per ottenere grazie e benedizioni dal Cuore della divina Madre. Ella stessa, durante le apparizioni a Fatima, non ha forse chiesto «preghiera e sacrificio»?  

Se noi pensassimo seriamente a questa insistente richiesta della Madonna di Fatima, non solo non ci scoraggeremmo quando dobbiamo recitare il Rosario sentendoci stanchi, ma capiremmo che ogni volta, con la stanchezza abbiamo l'occasione santa per offrire alla Madonna una preghiera-sacrificio che sarà certamente più carica di frutti e di benedizioni. E questa consapevolezza di fede sostiene realmente la nostra stanchezza addolcendola lungo tutto il tempo della preghiera-sacrificio.  

Sappiamo tutti che san Pio da Pietrelcina, nonostante il pesante carico quotidiano di lavoro per le confessioni e per gli incontri con le persone che venivano da ogni parte del mondo, recitava di giorno e di notte tante corone del Rosario da far pensare al miracolo di un dono mistico, di un dono straordinario ricevuto da Dio particolarmente per la preghiera del Santo Rosario. Una sera avvenne che, dopo una delle giornate ancora più faticose, un frate vide che Padre Pio era andato e stava già da lungo tempo in coro a pregare ininterrottamente con la corona del Rosario in mano. Il frate, allora, si avvicinò a Padre Pio e con premura gli disse:  

«Ma, Padre, dopo tutte le fatiche di questa giornata non potreste pensare un po' a riposarvi?». «E stando qui a recitare Rosari non mi sto forse riposando?», rispose Padre Pio.  

Queste sono le lezioni dei Santi. Beato chi sa impararle e metterle in pratica!  


Tu Pane vivo

 


Signore Gesù, 

con gioia ci prostriamo in adorazione 

presso il tuo santo altare. 

Con te, o Gesù, 

tutto è merito di vita eterna, 

tutto è luce che rischiara la vita, 

tutto aiuta a proseguire il cammino 

tutto è dolcezza... anche il dolore! 

Tu sei fonte copiosa di purissima gioia. 

Gioia che cominciamo a gustare qui, 

nella valle del pianto, 

e che sarà piena quando ci svelerai la tua gloria: 

al gaudio della fede subentrerà quello della visione. 

Signore Gesù, 

tu, pane vivo disceso dal cielo, ci basti. 

Non abbiamo bisogno di altri. 

Tu sei la nostra vita. 

Tu sei la nostra gioia. 

Tu sei il nostro tutto. 

Ci affidiamo a te: nostro conforto, 

nostro gaudio, nostra pace. 


Se non fosse per l’amore di Maria, per le preghiere di Maria, la razza umana non esisterebbe più. L’avrei cancellata, perché veramente il vostro vivere ha toccato il profondo del male; non vi è giustizia e la pazienza è colma, la punizione è pronta.

 


Messaggio di Gesù a Gisella del 16 maggio 2026


Fratelli, se non fosse per l’amore di Maria, per le preghiere di Maria, la razza umana non esisterebbe più. L’avrei cancellata, perché veramente il vostro vivere ha toccato il profondo del male; non vi è giustizia e la pazienza è colma, la punizione è pronta.
Ma c’è Maria che vi ripara col suo manto e se Io potessi, con un volger di sguardo, farei prostrare il Paradiso o annientare chi lo merita. Non posso nulla contro mia Madre. Sono il suo Dio, ma sono sempre suo Figlio. Su quel Cuore mi sono riposato nel primo sonno di nascituro e nell’ultimo della morte e di quel Cuore conosco tutti i segreti. So dunque che punirvi sarebbe dare un trafiggente dolore alla Madre del genere umano, alla Madre vera, che sempre spera potervi condurre al Figlio suo. Sono il suo Dio, ma Ella è mia Madre. Ed Io, perfetto in tutto, vi sono Maestro anche in questo: nell’amore per la Madre. A chi ancora crede, nel mondo, Io dico: “La salvezza del mondo è in Maria”. Se sapeste come Dio si ritira nel profondo davanti alla sempre più raccapricciante marea dei delitti che commettete:
voi, violatori della legge di Dio; voi, fornicatori;
voi, adulteri;
voi ladri;
voi pieni di vizi, ne tremereste!
Siete divenuti stolti.
Prima ero Io che ero ponte fra il mondo e il Cielo. Ma veramente, davanti alla vostra ostinazione nel Male, il Cristo si ritira come un tempo da Gerusalemme, poiché “l’ora non è ancora venuta” e il Cristo, in attesa dell’ora, vi lascia al vostro male, perché lo compiate.
Ora, unico ponte resta Maria.
Ma se disprezzate anche Lei, sarete schiacciati. Non permetto sia offesa e oltreggiata Colei in cui lo Spirito Santo discese per generare Me, Figlio di Dio e Salvatore del mondo.
Il tuo Gesù.


***


Riflessione sul messaggio:
Gesù è nuovamente addolorato per i nostri gravi peccati e preannuncia che la punizione è pronta. Ma l’unico argine alla Giustizia divina è la sua Mamma, che lo trattiene nella speranza che l’umanità possa convertirsi. Per questo dobbiamo onorarla e ringraziarla: amiamola sempre più, perché ogni grazia dipende dalla sua mediazione.
La conversione dei nostri cuori è urgente, non rimandiamola.


Matilde Oliva con Gesù è andata all'inferno

 


Matilde Oliva Arias veggente del Signore Gesù Cristo della Divina Misericordia, Garagoa, Colombia


Vengo per darti un messaggio, in modo che tu possa pronunciarlo ovunque tu vada e credere senza vedere", "Alcuni lo derideranno, ma altri riconosceranno la mia voce, capiranno il mio messaggio e mi seguiranno ".


***

"Ho visto uomini e donne che erano bendati, dietro di loro c'erano molti in catene. I demoni li hanno insultati, picchiati e violentati. Il suo tormento era crudele. Chiedere chi sono quelli?


 E io dissi:

 “Sono tutti stregoni, stregoni che sono stati accecati da Satana. Immensi tormenti li aspettano, perché qui sulla terra vivevano più vicini a Satana che a me. E soffriranno più che mai, per aver servito nel male, liberamente e volontariamente.

 Gli incatenati sono tutti coloro che li consultano e tutti coloro che ordinano di fare stregoneria malvagia.

 È preferibile che uccidano faccia a faccia, e non così. Ebbene, sta scritto che mio Padre non salverà quella razza, a parte i miei cani maledetti, perché per voi non ci saranno né fuoco né braccia per riscaldare il pane (Isaia 47-12) ”.

 "Pregate, pregate, perché ci sono molti che possono pentirsi". Anche la moltitudine che li segue e subisce tormenti sono i credenti negli oroscopi, gli invocatori dello spirito, chiunque voglia conoscere il futuro, o consultarne uno, è degno del fuoco eterno dell'inferno. 

mercoledì 20 maggio 2026

ESISTE UNA PROVA: 7 Santuari in Linea Retta dall'Irlanda a Israele | Ep. 1 — San Michele Arcangelo


 

L’influenza del principe della menzogna sul pensare degli uomini

 


Uomini mondani


Osservate l’atteggiamento dell’umanità. E’ dominata dallo spirito della menzogna, e questo causa indicibile confusione. Il pensare umano si allontana sempre di più dalla Verità, perché l’uomo accetta in pensieri la menzogna, e non usa la sua propria facoltà di giudizio, per riconoscerla come tale, e di conseguenza la vita dei sentimenti dell’uomo viene guidata anche nell’errore. Ed ora è comprensibile, che l’involucro si raddensa sempre di più intorno allo spirituale dell’uomo, quindi l’uomo si allontana sempre di più dalla Verità perché lo spirito in lui non può esprimersi, cioè l’anima è incapace di accogliere la Verità spirituale.

Appena il pensare dell’uomo prende una falsa direzione, la voce dello spirito in lui risuona sempre più piano ed infine non viene più percepita. La conseguenza di ciò è: una umanità che cammina totalmente nell’ignoranza, che tende a mete totalmente diverse di quella che le era stata posta in principio. Ed il percorso terreno è perciò del tutto inutile, perché finché l’uomo cammina nell’errore, si rivolge a quel potere dal quale si deve separare. 

Ed ora il potere opposto a Dio usa la volontà rivolta a lui e obbliga l’essere umano ad azioni, che sono rivolte contro Dio, per distruggere ogni legame con Lui e rendersi gli uomini totalmente sottomessi e questo stato è ora riconoscibile nell’umanità. La vita terrena viene condotta del tutto indipendentemente da Dio, soltanto raramente si pensa a Colui dal Quale tutto è proceduto, oppure ogni pensiero che è rivolto allo spirituale, viene timorosamente tenuto segreto. Dio non viene più confessato apertamente, se in genere si pensa ancora a Lui. 

Tutto questo sono i segni visibili dell’agire di forze nemiche di Dio, perché più la sua influenza è forte, più debole è l’uomo. E dato che l’uomo si allontana sempre di più dall’eterna Divinità, la sua forza diventa sempre meno per resistere all’influenza cattiva. Invece ora gli giunge la forza da parte del potere avverso a Dio, e questa lo promuove in tutti gli sforzi terreni. Così il successo terreno è sempre garantito appunto attraverso quella forza, e nuovamente il successo terreno contribuisce ancora di più di staccarsi totalmente da Dio, perché ora l’uomo non necessita più della Forza divina, quindi non invoca nemmeno Dio, ma Lo rinnega. 

E questa è sempre l’intenzione dell’avversario, di distogliere l’uomo totalmente da pensieri rivolti a Dio, perché allora lo ha del tutto nel suo potere, è diventato vincitore sull’essere, che era libero a chi voleva concedere la vittoria. Si è deciso per l’avversario di Dio, e quindi ha percorso del tutto inutilmente il suo cammino terreno. Ma Dio non lascia cadere questi esseri. Egli vuole fornire loro la dimostrazione che tutto il desiderabile terreno è sottoposto anche al suo Potere, che Egli lo può distruggere, se questo corrisponde alla Sua Volontà. 

Non è per nulla una distruzione senza piano di ciò che all’uomo sembra desiderabile, ma anche quest’Opera di distruzione dal punto di vista spirituale sarà del massimo vantaggio per innumerevoli esseri. Ma gli uomini, che non riconoscono il profondo significato di ciò, saranno profondamente colpiti, perché perdono tutto ciò che finora significava per loro il contenuto della vita. Ed ora si trovano nuovamente davanti alla decisione, di cercare di nuovo lo stesso oppure di riconoscere la caducità di questo e di raccogliersi ora dei beni imperituri. Perché nel momento della distruzione l’avversario perde in potere, e come l’uomo riconosce la sua impotenza, esiste la possibilità, che riconosca un altro Signore al di sopra di sé e si rivolge ora a Lui. Il bene terreno è parte del potere cattivo, perché cela in sé dello spirituale non salvato, e l’uomo non deve desiderare ciò che è stato per lui stesso il luogo di soggiorno per delle Eternità, non deve tendere verso ciò per cui ha impiegato tempi infiniti di superarlo. 

E così gli deve essere dimostrato visibilmente l’inutilità di ciò affinché si distolga da questo e si rivolga a quello che viene dopo di lui, dopo la vita sulla Terra. Deve rinunciare al terreno e desiderare lo spirituale, poi supera anche l’ultima forma e si libera da ogni catena. Ma lo spirituale è qualcosa che rimane esistente, e perciò fa parte del Regno della Verità. Il terreno invece è perituro, quindi, appartiene al regno dell’oscurità, della menzogna, perché cela in sé solo lo spirituale immaturo, che non riconosce la Verità e perciò viene relegato. 

E così l’uomo non può mai stare nella Verità, finché desidera del bene terreno e concede il potere al principe della menzogna, proprio attraverso questo desiderare. E viene dominato dalla menzogna, finché desidera ancora del bene terreno. E si troverà nel pensare errato, perché il principe della menzogna cerca dapprima d’influenzare il pensare dell’uomo, per allontanarlo definitivamente dalla Verità. E perciò lo stato degli uomini è oltremodo critico, e può essere eliminato solo quando Dio Stesso spezza il potere dell’avversario, mentre Egli distrugge il possesso terreno. 

Amen

 24. agosto 1940


Il Santo Rosario: sostegno nelle lotte

 


È impressionante la serie degli episodi in cui il Santo Rosario è stato di aiuto e di sostegno nelle dure lotte della vita. Se si potessero leggere le cronache delle persecuzioni contro i cattolici si scoprirebbero tesori di testimonianze eroiche a conferma della preziosità della corona del Santo Rosario nell'affrontare e nel Sostenere travagli e sofferenze incredibili per la ferocia e la disumanità dei persecutori. Un esempio bellissimo ci è offerto dalla cronaca che un deportato politico francese, Claude Humbert, scrisse al suo ritorno dai campi di concentramento nazisti.  

«Quando arrivai al campo di Neungamme fui destinato ai lavori di Scavo. Misi il rosario al collo e andai al lavoro. Una guardia delle SS me lo strappò brutalmente e lo gettò fra le immondizie. Più tardi ne fabbricai uno con dei pezzetti di corda. Non avevamo assolutamente niente, né Messa, né oggetti di Pietà: ogni culto era proibito sotto pena di morte, è allora che noi abbiamo compreso tutto il valore e l'utilità del Rosario.  

Tutti i deportati si ingegnavano a costruirne. Ce li imprestavamo parecchie volte nel corso della giornata, ed era una mezza battaglia poterne avere uno. […] Quale conforto per noi quella preghiera, l'unica che ci fosse possibile recitare. I misteri dolorosi! Li vivevamo con Gesù Cristo e con la Vergine. Offrivamo le nostre sofferenze: la fame, il freddo, i colpi di frusta ...  

Andando al lavoro dovevamo fare cinque chilometri a Piedi. Ogni giorno meditavo un rosario e i compagni si univano a me nella recita, rispondendo alle “Ave Maria" ... Erano impressionanti quei rosari meditati sotto la pioggia che ci sferzava in viso. Si aveva l'impressione reale di portare la croce di Cristo, e la Vergine era vicina a noi [...]. A Dachau si recitava il rosario al mattino durante il lavoro. Era il breviario di tutti. Io l'avevo insegnato pure ai polacchi, quando ero nel blocco di baracche dei polacchi.  

Finì anche l'esilio e fummo rimpatriati, dopo anni di sofferenze inaudite. Eravamo pochi i superstiti di quella spaventosa avventura. Rientrando a Lione io salii a Piedi scalzi al Santuario mariano di Fourvières, posto in alto sulla collina che domina la città, recitando il rosario. Era una promessa che avevo fatto nei campi di concentramento. Giunto sul Piazzale, davanti alla imponente mole del tempio, mi arrestai e recitai il secondo rosario: alla mia memoria affioravano tutti i ricordi del passato, i compagni di prigionia con cui pregavo, il lungo camminare attraverso i boschi, mentre si andava al lavoro, sotto lo sguardo delle SS ...  

La Madonna mi aveva ricondotto salvo dai campi della morte: non la benedirò mai abbastanza».  

 

Rende forti come il diamante!  

Questa vicenda drammatica è la dimostrazione più concreta del potere che ha il Rosario di sostenere e confortare anche nelle lotte più dure, e anche di fronte al pericolo della morte più inumana e feroce. Se potessero parlare l'arcipelago dei gulag in Russia (che in mezzo secolo hanno ucciso circa cento milioni di uomini!) e tutti i campi di concentramento della seconda Guerra mondiale, quale epopea del Rosario e quanti eroismi dei condannati a morte non verrebbero rivelati al mondo intero!  

Il Rosario è straordinario come preghiera, perché può essere recitato da tutti e dovunque. Più semplice di così non potrebbe essere, nella sua struttura. Bastano anche pochi pezzetti di corda per avere un rosario fra le mani e contare le "Ave Maria". Durante il lavoro o durante il riposo, nelle lunghe marce e nelle soste forzate, in tempi di pace o in tempi di guerra, il Rosario è capace di sostenerci, di riempire ogni mente di pensieri sublimi, di alimentare la fede e la speranza, di far avvertire ogni volta la vicinanza materna della Madonna che può e vuole soccorrerei, che può e vuole sostenerci nelle prove della vita.  

Insegna bene per questo san Bernardo nel suo celebre Memorare, dicendo proprio così: «Non si è inteso mai al mondo che qualcuno ricorrendo alla vostra materna intercessione sia stato da voi abbandonato». Soltanto in Paradiso conosceremo quanta forza e coraggio ha donato il Rosario a tutti coloro che si sono stretti ad esso.  

Forse anche nella nostra esperienza, sappiamo bene quanta disperazione il Rosario non ha fatto evitare o superare a chi non aveva più nessun motivo di sperare! Quanta forza d'animo e alimento di speranza il Rosario non ha saputo infondere in chi aveva ogni motivo per abbattersi e sfiduciarsi di fronte alla crudeltà degli uomini sanguinari, a volte violenti più delle belve! La coroncina del Rosario è così: sa rendere forti come il diamante, sa confortare come un fascio di rose profumate, sa rendere vicina vicina la Madre divina. 

Padre Stefano Manelli 


Il tuo Volto, Signore

 


A te ha detto il mio cuore: il tuo Volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo Volto. Mettere il mio volto in presenza del tuo Volto, Signore Dio, esaminatore e giudice dei cuori, sembra veramente temerario e insolente. Ma se tu lo concedi, la carità ardente scuserà, l'umiltà aiuterà la mia povertà. L'una infatti dà l'ardire, l'altra nutre la fiducia. Infatti se tu mi domandi come a Pietro: Mi ami? Io dirò con piena fiducia: Signore, tu sai tutto, tu sai che io voglio amarti.

 

Quando arriverà l’Avvertimento tutto si fermerà, eppure diranno che è stato fatto per mano degli uomini.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 12 maggio 2026


Figli miei,
grazie per essere uniti nella preghiera e grazie per avermi accolto ancora una volta.
Figli miei, con amore di madre vi chiedo: non fate del male ai vostri fratelli, presto avrete bisogno l’uno dell’altro. Quando arriverà l’Avvertimento tutto si fermerà, eppure diranno che è stato fatto per mano degli uomini. Alcuni sceglieranno Dio, altri moriranno davanti ai peccati che vedranno passare davanti ai loro occhi, altri ancora si inginocchieranno, credendo al grande atto di misericordia.
Figli miei, non abbiate paura ma attendete questo evento nella preghiera. Non siate stolti ma ascoltate le mie parole, che siano di preparazione per quello che sta arrivando. Proteggetevi, amatevi e ricordate che io non vi lascio soli, sono con voi sempre.
Ora vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

***
Riflessione sul messaggio:
La Madonna torna a parlarci dell’Avvertimento per la seconda volta consecutiva negli ultimi giorni, perché vuole che arriviamo preparati a quell’ evento importantissimo.
Come una madre premurosa, Le sta a cuore la nostra salvezza e ci ricorda il grande comandamento di suo Figlio: “amatevi l’un l’altro”.
Siamo tutti membra dello stesso corpo (Cristo), per questo non dobbiamo trattare male i nostri fratelli, perché presto – dice la Madonna – avremo bisogno uno dell’altro, nessuno sarà autosufficiente

 


Matilde Oliva con Gesù è andata all'inferno

 



Matilde Oliva Arias veggente del Signore Gesù Cristo della Divina Misericordia, Garagoa, Colombia


Vengo per darti un messaggio, in modo che tu possa pronunciarlo ovunque tu vada e credere senza vedere", "Alcuni lo derideranno, ma altri riconosceranno la mia voce, capiranno il mio messaggio e mi seguiranno ".


***

Continuammo a camminare lungo quella strada larga e vidi uomini che si abbassavano, con la lingua fuori, picchiandola con pietre, bruciandosi mani e piedi e perforandola con pugni.

 I demoni hanno scatenato tutta la loro rabbia contro questi uomini.

 Ho visto come hanno sofferto e ho chiesto, chi sono e perché soffrono così tanto? 

E il Signore mi disse:

"Sono chiamati alla più alta gloria del cielo ma l'hanno persa. Sono stati venduti e mi hanno venduto. 

Sono i miei sacerdoti. I peccati del prete sono per me doppia punizione, ecco perché la sua punizione è doppia.

Sono martirizzati sulla lingua perché hanno mantenuto la mia parola e sono stati cani silenziosi, balbettano quando parlano.

 Sono stati consumati dalle passioni e riempiti di mosto, vino. Per loro la maledizione e il fuoco.

"Ho visto accanto a loro donne e uomini che hanno sofferto molto" e ho chiesto. 

Chi sono questi?

 E io dissi:

Sono quelli che hanno peccato con loro. La donna che fa cadere un prete, sarebbe meglio che non fosse nata, perché è più maledetta di Giuda. Lo stesso è l'uomo che fa peccare un sacerdote ".


Dietro di loro c'era una moltitudine che seguiva quella strada e soffriva gli stessi tormenti. 

E chi sono questi?

 E io dissi:

"Sono tutti quelli che hanno lasciato me e la mia chiesa a causa del peccato del sacerdote e non hanno pregato per lui.

 Il prete è stato creato per salvare gli uomini. Se non lo fai, ti aiutano a condannare. Perché la mia parola dice, i guardiani del mio tempio sono ciechi, nessuno fa niente, sono tutti cani muti incapaci di abbaiare, guardiani pigri a cui piace dormire. Cani affamati che non ne hanno mai abbastanza. E sono i pastori, ma non sanno capire, ognuno va per la sua strada. Ognuno cerca il proprio interesse, vieni dicono, cerchiamo i vini e ubriachiamoci di liquori, non aiutano gli innocenti e fanno sparire gli uomini fedeli (Isaia-56-9) ”.

 Ho visto dietro questi uomini e donne che hanno sofferto gli stessi tormenti. E ho detto chi sono?

 E mi ha detto: “Sono tutti religiosi e religiose.

 Pregate, pregate per loro, in modo che mi amino e vengano salvati.

 Non parlare mai male del mio. È come spalmarmi del peperoncino sul dito e infilarlo negli occhi. Pregate, pregate per loro e non causatemi tormento.

Continua

martedì 19 maggio 2026

“In principio era la Parola …”

 


“E la Parola è diventata carne …”


Voglio sottolineare sempre di nuovo una cosa, che Io Sono la Parola dall’Eternità. Io Sono la Parola. Ma la Parola era in Principio con Dio. Come volete comprendere questo? Io Stesso Sono Tutto in tutto, perché tutto ciò che esiste è Forza irradiata, alla quale ho dato la Vita. Ho creato degli esseri dello stesso genere, che nella loro sostanza Ur erano uguali come Sono Io Stesso: Divina Forza d’Amore. E con questi esseri stavo sin dal Principio in contatto tramite “la Parola”. Quindi la Parola era in “Principio”, quando gli esseri sono stati chiamati da Me in Vita. Prima non esisteva nulla che potesse sentire la Mia Parola, benché Io ho sempre ed eternamente portato in Me la Parola, perché sono un Essere auto consapevole, pensante, il Quale ha messo in Atto la Sua Volontà e quindi poteva creare ciò che Gli volteggiava come Idea oppure Pensiero. Ora, gli esseri che erano proceduti dalla Mia Forza, sono stati bensì proceduti dalla Mia Forza, erano esternati da Me bensì come autonomi, ma Sono rimasto con loro in costante contatto attraverso la “Mia Parola”. Io parlavo a loro, loro Mi comprendevano ed erano perciò incommensurabilmente beati.

 Io Stesso Ero la Parola, perché anche se non erano in grado di vederMi, la Mia Parola dimostrava loro la Mia Esistenza, loro sapevano che procedeva dall’Essere, il Quale li aveva creati e Che li amava oltremodo potentemente. Questa Mia Parola era la vera Vita in loro, era la Corrente di Forza che affluiva ininterrottamente a loro, che donava loro la conoscenza più sublime, perché attraverso la Mia Parola è diventato tutto comprensibile per loro. Afferravano tutti i collegamenti, sapevano della Forza Ur, dalla Quale erano defluiti, e stavano in collegamento con questa Forza Ur, perché La sentivano, la Quale frequentava con loro nell’infinito Amore attraverso la Parola. Io Ero la Parola Stessa, la Quale però Si manifestava solamente nei confronti di quelle creature che chiamavo in Vita. E per questi esseri quindi esisteva un inizio, mentre Io Stesso Sono dall’Eternità. Ma per questi esseri creati da Me non esiste nessuna fine. Loro sussisteranno in tutta l’Eternità, e la loro più grande Beatitudine consisterà nel fatto, di sperimentare Me Stesso attraverso la Parola, di venir interpellati da Me e di poter condurre uno scambio beato. Una gran parte degli esseri creati però si è giocata la Grazia e la Beatitudine di sentire la Mia Parola, perché hanno respinto la Corrente della Mia Forza d’Amore e diventavano incapaci di sentirMi, perché si allontanavano da Me ed impedivano ogni scambio attraverso la Parola, si chiudevano e diventavano degli esseri morti, perché non avevano più nessun legame con Me. Ed hanno perduto anche la Beatitudine, che preparava loro soltanto la Mia Irradiazione d’Amore diventata forma, la Mia Parola. L’intimo legame con Me ha anche irrevocabilmente per conseguenza che risuoni la Mia Parola, ma l’allontanamento da Me deve sempre essere dello stesso significato con l’ammutolire della Mia Manifestazione d’Amore, della Mia Parola. Ma l’essere non finirà mai in eterno, ma sarà beato sempre soltanto, quando può sentire la Mia Parola, oppure anche: Io Stesso Sono la Parola, e soltanto la Mia Presenza presenta la Beatitudine all’essere, e la Mia Presenza si dimostrerà sempre, mentre l’essere può sentire Me. E quello che Io gli dico, lo renderà incommensurabilmente felice, perché gli dona la Luce più chiara, la conoscenza della sua origine e il riconoscere il Mio Essere, il Mio Operare ed Agire nell’intera Infinità.

Un tale sapere rende felice l’essere, in particolare quando si è trovato prima per lungo tempo in uno stato separato, ignaro, quando era per lungo tempo separato da Me e come essere isolato aveva rinunciato ad ogni legame con Me e perciò era anche infelice. Appena può di nuovo sentire la Mia Parola come era in principio, è anche di nuovo da chiamare beato, perché sentire la Mia parola dimostra anche la Mia Presenza e questa dimostra, che l’essere si avvicina di nuovo allo stato Ur, come era in principio, che è di nuovo diventata la creatura divina, che era proceduta da Me in tutta la perfezione, perché l’ha chiamata in Vita il Mio ultragrande Amore, per poterla rendere felice in eterno. Lo stretto legame con Me è dimostrato solamente attraverso il sentire della Mia parola, perché dove risuona la Parola, là Sono Io Stesso, Che Sono la “Parola” dall’Eternità. E voglio trasferire tutto il Mio Pensare, Volere ed Agire sulle Mie creature, e questo avviene sempre soltanto attraverso la Parola, attraverso il contatto fra l’essere e Me, che rende possibile affinché la Mia Parola risuoni. E questa Parola nuovamente è il Mio Pensiero coniato come forma. 

Voglio far partecipi le Mie creature in tutto il Mio Pensare, Volere ed agire, e perciò a loro affluisce la Mia Parola ed in ciò gli esseri trovano la loro felicità, che si possono sottomettere del tutto alla Mia Volontà, che hanno in sé lo stesso pensare e volere e che sono comunque degli esseri totalmente liberi, autonomi, che non stanno sotto alla Mia costrizione e ciononostante non pensano e vogliono diversamente, perché hanno di nuovo raggiunto il grado della perfezione, nel quale stavano in principio. Solo il più intimo collegamento con Me fa loro sentire anche la Mia Parola, ma questa garantisce poi anche all’essere la Beatitudine ed una Vita eterna. 

Amen

 29. gennaio 1964


Il Documento Segreto: Quello che ha visto Lazzaro in 4 giorni di morte


 

Il Santo Rosario: vittoria sul serpente

 



Tra i celebri «sogni» di Don Bosco ce n'è uno che riguarda espressamente il Santo Rosario. Don Bosco stesso lo raccontò ai suoi giovani una sera, dopo le preghiere.  

Aveva sognato di stare con i suoi ragazzi che giocavano; mentre arrivò uno sconosciuto che lo invitò ad andare con lui. Arrivati ad una vicina prateria, lo sconosciuto indica a Don Bosco, tra l'erba, un serpentaccio assai lungo e grosso. Atterrito a quella vista, Don Bosco voleva fuggire, ma lo sconosciuto lo rassicurava che il serpentaccio non gli avrebbe fatto alcun male; subito dopo, lo sconosciuto era andato a prendere una corda per darla a Don Bosco.  

«Afferra per un capo questa fune - disse lo sconosciuto -, io prenderò l'altro capo di essa, poi andrò alla parte opposta e sospenderò la corda sul serpe, facendola cadere sulla sua schiena».  

Don Bosco non voleva affrontare quel pericolo, ma lo sconosciuto lo rassicurava. Quindi, dopo essere passato dall'altra parte, lo sconosciuto aveva alzato la corda per sferzar con essa la schiena del rettile che, irritato, saltellava volgendo indietro la testa per mordere la fune, ma invece restava allacciato da essa come mediante un cappio scorsoio.  

«Tieni stretta la corda!», gridava lo sconosciuto. Poi egli aveva legato a un pero il capo della fune che aveva tra mano; quindi tolse a Don Bosco l'altro capo per legarlo all'inferriata di una finestra. Frattanto il serpe si divincolava furiosamente, ma le sue carni si laceravano finché morì, ridotto a uno scheletro spolpato.  

Morto il serpente, lo sconosciuto aveva slegato la corda dall'albero e dall'inferriata, per riporre la fune dentro a una cassetta, che chiudeva e poi riapriva. Intanto i giovani erano accorsi attorno a Don Bosco anche per vedere cosa vi fosse in quella cassetta. Essi e Don Bosco rimasero stupiti nel vedervi la corda disposta in modo da formare le parole ''Ave Maria".  

«Come vedete - disse allora lo sconosciuto -, il serpe figura il demonio e la corda simboleggia il Rosario, che risulta di Ave Maria, e con il quale si possono vincere tutti i serpenti infernali».  

 

Schiaccia la testa al serpente 

È consolante sapere questo. Con la preghiera del Santo Rosario si possono affrontare e colpire mortalmente "tutti i serpenti infernali", ossia tutte le tentazioni e gli assalti del demonio che opera nel mondo per la nostra rovina, come insegna lucidamente san Giovanni Evangelista quando scrive: «Tutto ciò che è nel mondo: concupiscenza della carne, concupiscenza degli occhi e superbia della vita ... E il mondo passa con la sua concupiscenza, ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno» (1Gv.2,16).  

Nelle tentazioni, dunque, e nelle insidie del maligno, il ricorso alla preghiera del Rosario è garanzia di vittoria. Ma bisogna ricorrere con fiducia e con perseveranza. Quanto più è dura la tentazione o l'assalto del nemico delle anime, tanto più bisogna legarsi alla santa corona del Rosario e perseverare nella preghiera che può liberarci e salvarci per la grazia della vittoria che la divina Madre vuole sempre donarci quando a Lei ricorriamo con insistenza e fiducia.  

Il beato Alano, grandissimo apostolo del Rosario, tra le molte cose belle scritte sul Rosario, ha fatto affermazioni luminose sulla potenza del Rosario e dell'Ave Maria: «Quando dico Ave Maria - scrive il beato Alano - gioisce il cielo, stupisce tutta la terra, fugge satana, trema l'inferno ..., la carne si doma ...».  

Il Servo di Dio, padre Anselmo Trèves, sacerdote e apostolo mirabile, venne assalito una volta da una tentazione terribile e penosissima contro la fede. Egli si attaccò con tutte le forze alla corona del Rosario, pregando con fiducia e con perseveranza, e quando si trovò liberato, poté finalmente confidare: «Ma ne ho consumate delle corone!». Don Bosco con il suo «sogno» ci ammaestra assicurandoci che la corona del Santo Rosario, adoperata bene, è la disfatta del demonio, è il piede dell'Immacolata che schiaccia la testa al serpente tentatore (cfr. Gn.3,15). Anche san Francesco di Sales portava sempre con sé la corona del Rosario, e quando fu vicino alla morte, dopo aver ricevuto l'Olio santo con l'unzione degli infermi, si fece legare la corona del Rosario al braccio, come arma per respingere ogni assalto del nemico dell'anima.  

I santi, con i loro esempi ci garantiscono e ci confermano che è proprio così: la corona benedetta del Santo Rosario, usata con fiducia e con perseveranza, è sempre vincitrice sul nemico delle nostre anime. Teniamoci legati anche noi ad essa, dunque, portandola sempre con noi per adoperarla in ogni occasione di pericolo per la nostra anima. 

Padre Stefano Manelli


Il cielo s'è rovesciato sulla terra

 



No, non è rimasta fredda la terra:  

Tu sei rimasto con noi! 

Che sarebbe del nostro vivere  

se i tabernacoli non ti portassero? 

Tu hai sposato una volta l'umanità  

e le sei rimasto fedele. 

Ti adoriamo, Signore, 

in tutti i tabernacoli del mondo. 

Si, essi sono con noi, per noi. 

Non sono lontani come le stelle  

che pure tu ci hai donato. 

Dovunque possiamo incontrarti: 

 Re delle stelle e di tutto il creato! 

Grazie, Signore, di questo dono smisurato. 

Il Cielo s'è rovesciato sulla terra. 

 Il cielo stellato è piccolo. 

La terra è grande, perché essa è trapunta  

dovunque dall'Eucaristia: 

Dio con noi, Dio fra noi, Dio per noi. 


È urgente purificare la Terra! …è ora che i Miei figli tornino a Me.

 



Carbonia 17.05.2026

Sono Colui che tutto ha creato, sono l’Altissimo Dio, l’Onnipotente!

Ho decretato il Mio Basta a questo mondo infame, desidero ardentemente fermare questa miseria in Satana.

Fermerò questa povertà, scuoterò i cuori degli uomini, spazzerò via il Male da questo mondo e metterò gli uomini di fronte a Me perché facciano nel loro libero arbitrio la propria scelta.

È urgente purificare la Terra! …è ora che i Miei figli tornino a Me.
Ravvedetevi in fretta, o uomini, il Mio intervento è a breve, il Mio braccio colpirà i miserabili traditori.
Porrò inimicizia tra il demonio e i traditori, romperò i loro patti e determinerò la fine di questa commedia.

Amati figli, oh voi che Mi state servendo in amore vero, in verità vi dico: preparatevi, è giunto il tempo del vostro ritorno alla Casa del Padre, è giunta l’ora che Dio Padre riabbracci i Suoi figli, è giunta l’ora che questa Terra riprenda forma in Me, il Dio Creatore.

Basta agli aguzzini! Basta ai traditori! Dio è Colui che tutto può, nessuno potrà mai aver vittoria contro di Lui. Molti rinnegheranno Satana e combatteranno per Dio, chiederanno il Suo perdono con vero pentimento di cuore, si prostreranno finalmente a Lui!

La battaglia è in corso, i Miei Arcangeli sono già in azione, il piano di Satana salterà presto!

Amati figli, credete nelle profezie, tutto si sta compiendo, non tarderete a vedere il disastro immane che il demonio scatenerà sulla Terra, ma non colpirà i figli di Dio. Per questo vi richiamo alla vera conversione, a tornare al vostro Dio Creatore, riconoscerlo quale unico e vero Dio abbandonando Satana e tutte le sue seduzioni.

La Mia Voce giunga fino ai confini della Terra! È giunta l’ora che l’uomo si svegli e prenda consapevolezza dell’inganno subito.

È l’ultima ora!


Matilde Oliva con Gesù è andata all'inferno



Matilde Oliva Arias veggente del Signore Gesù Cristo della Divina Misericordia, Garagoa, Colombia


Vengo per darti un messaggio, in modo che tu possa pronunciarlo ovunque tu vada e credere senza vedere", "Alcuni lo derideranno, ma altri riconosceranno la mia voce, capiranno il mio messaggio e mi seguiranno ".


***

Ti mostrerò chi soffre di più e chi è sulla strada per l'inferno ". 

Poi ho visto tre forni più grandi del primo e Satana gridava:

 Lascia che il giudizio sia fatto, ho lavorato duramente per accoglierti nel mio regno, ho inventato nuove pene e tormenti. Lasciate che quelli che potevano essere salvati e non volevano venire qui, che quelli che mi hanno servito sulla terra vengano da me.

Poi ho visto alcune donne, trascinate con catene, che trasportavano carichi come muli, picchiate e tormentate duramente.

 Aprivano il ventre, li lasciavano urlare, li facevano a pezzi, li picchiavano con corde come il ferro, li insultavano, mostravano loro i figli che li avevano assassinati e li legavano al seno.

 Hanno sentito il pianto e le urla dei loro bambini (perché mi hai ucciso mamma !!!) al pianto del bambino, i loro seni si sono strappati e hanno iniziato a sanguinare, le loro orecchie sanguinavano e tutto ciò era orribile.

E chiedi al Signore:

 Signore GESÙ, chi sono queste donne e perché soffrono così tanto? 

Ha risposto:

"Sono tutti quelli che uccidono i loro figli abortendo, soffrono perché hanno fatto la loro pancia tombale, e il grembo è quello di dare la vita.

 Il peccato dell'aborto è molto difficile da perdonare per mio Padre.

Non è sufficiente confessarlo, ma c'è vero pentimento. Devi fare molte preghiere e penitenze, chiedendo misericordia a Dio Padre e al figlio che hanno ucciso.

Le loro grida e le loro grida saranno davanti al trono di DIO e il loro sangue griderà dalla terra al cielo ”.

 E io dissi:

"Pregate, pregate, per loro, perché alcuni sono vivi e possono pentirsi. Ebbene, molti vanno all'inferno ”.

 Ho visto accanto a loro uomini e donne che hanno sofferto gli stessi tormenti di loro.

 E chiedi, chi sono questi e perché soffrono gli stessi tormenti?

 Il Signore mi ha detto:

"Sono tutti i complici dell'aborto, quelli che li hanno aiutati. Possono venire medici, amici, infermieri, parenti o qualcuno che ha sentito che stavano per abortire e non ha detto loro di non farlo ".


Continua