domenica 5 luglio 2026

Ritorno a casa

 


Cristiani, atei ed ebrei convertiti alla fede cattolica


VLADIMIRO ROCA, figlio di Blas Roca, fondatore del partito comunista cubano, che mise a suo figlio il nome di Vladimiro per la sua ammirazione verso Vladimir Illitch Lenin. Egli ci racconta la sua conversione: Lavoravo nel comitato statale di collaborazione economica ed ebbi accesso agli scritti che legavano l’Unione Sovietica al “glasnost” e alla perestroika. In quelle pagine si parlava chiaramente della violenza che si era prodotta in Russia da quando Lenin aveva preso il potere. Quindi, mi resi conto che a noi dicevano una cosa e ne facevano un’altra. Questo mi portò ad analizzare la situazione cubana e iniziai a sentirmi male. Mi resi conto dei metodi che si utilizzano per controllare la gente e di come si stessero verificando continui soprusi.

Così cominciò una lotta violenta dentro di me. Vidi che dovevo cercare una strada, giacché a tutto ciò dovevo trovare una soluzione... In quel periodo intrapresi un’amicizia con un cattolico che veniva a casa mia e mi parlava di Cristo. Un giorno mi disse di andare con lui alla parrocchia di Santa Rita... Stetti tre ore in colloquio con monsignor Carlos Manuel Di Céspedes. Dopodiché ebbi un incontro con monsignor Jaime Ortega, prima che divenisse cardinale. E così mi resi conto, alla luce dell’incontro con la Bibbia e dopo preghiere, che Dio stava con me e che mai mi avrebbe abbandonato. Ed iniziai ad andare in chiesa per prepararmi alla prima comunione, anche se prima dovetti ricevere il battesimo.

Nel 1992 mi avevano già licenziato dal lavoro, a causa del mio diverso modo di pensare. Nel 1997 fui incarcerato con tre compagni (Marta Beatrice Roque, Felice Bonne e Renato Gomez) per aver chiesto democrazia per Cuba e aver criticato il partito comunista... Nel carcere continuai a pregare e mi feci battezzare. Fu una cerimonia semplice, ma molto emozionante. Lì, l’esperienza costante di Dio mi permise di sopportare il tempo di prigionia. La cella era larga 1,50 per 1,86 d’altezza. Mi alzavo di buon ora e recitavo le mie orazioni. Leggevo le letture della Bibbia del giorno e ogni volta che mi sentivo depresso leggevo la Passione del Signore. Fu un’esperienza che mi permise di riconciliarmi nonostante l’ambiente violento nel quale mi trovavo. Ho potuto vivere in pace con i carcerati e con le autorità. Ora so che Cristo è l’unico cammino e che mi spinge a cercare la riconciliazione attraverso l’amore.

Padre ángel Peña


Un’anima santa è un giusto sulla terra che riflette Dio.

 


Dettato dal Sacro Cuore. 


Avere la santità significa possedermi veramente, pienamente; è quell’unione intima con Me, è essere, sentire sempre la Mia presenza unita a quell’anima, vederMi in ogni evento della sua vita.

Io sono il centro della sua vita, il suo unico desiderio e la sua felicità, sono la gioia dell’anima.

Santità: solo coloro che hanno uno spirito povero, i semplici, gli umili, i misericordiosi, coloro che amano con lo stesso amore con cui Io li amo, la possiedono.

Sono così Miei come due gocce che si uniscono e diventano una sola.

L’anima santa non si irrita, è paziente, è gioiosa, desidera che gli altri provino questa felicità. È prudente, non si scandalizza mai, non giudica mai né desidera ascoltare coloro che mi offendono, prega sempre, le sue stesse azioni sono preghiera per darmi gloria.

Sul suo volto risplende la pace, nel suo sguardo mi rifletto negli altri.

Un’anima santa mi appartiene a tal punto da raggiungere questa unità con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Sappiate, miei amati, che sulla terra ci sono già dei santi che vivono insieme a voi, poiché Io ho già dei santi che mi amano come io amo loro e, grazie a loro, la misericordia è concessa e il perdono giunge a tutti, perché sono anime elette.

L’anima santa è come un diamante i cui raggi di luce risplendono per tutti e inondano di luce coloro che sono nelle tenebre. È il suo profumo squisito che piace al Padre celeste, è l’immagine di Dio sulla terra.

Basta un’anima santa perché Dio riversi su tutti la grazia e i doni, poiché un’anima santa ha ricambiato l’amore; un’anima santa è un giusto sulla terra che riflette Dio.

Servi del Divino Amore


ANGELI IN AZIONE

 


La venerabile suor ángeles Sorazu (1873-1921) afferma: Sin dalla mia infanzia nutrii una cordiale devozione verso il mio angelo custode, al quale mi rivolgevo molte volte durante la giornata e con molto fervore... Ebbi l’idea di imparentarmi con gli angeli, chiamandomi da religiosa suor Maria degli angeli, come feci il giorno in cui mi diedero il santo abito. Li amavo molto e mi entusiasmava il ricordarli... Li vedevo estasiati d’amore e ammirazione, contemplando ora le perfezioni della Madonna (la Vergine Maria), ora il suo rapporto con la grazia, ora le sue relazioni divine con Dio e il suo Unigenito incarnato.

Poi, avvicinandosi di più alla mia anima, mi si mostravano come modelli affinché mi lasciassi ispirare da loro nel mio relazionarmi con Dio e con la Vergine, accesi dal divino amore, mostrandomi nei loro atteggiamenti la profonda venerazione e la stima infinita che nutrono per Dio e la sua “divina” Madre. Inoltre, si mostravano compagni del mio destino e coadiutori nella grande impresa di amare e glorificare i miei supremi amori, Gesù e Maria, nei misteri della sua vita mortale e nella santa Eucaristia.

Ovunque contemplassi Gesù e Maria, li vedevo sempre attorniati da una moltitudine immensa di angeli... Varie volte, vidi o sperimentai la presenza del mio angelo custode e di altri angeli nella mia cella: essi avevano potere sulla mia anima come partecipi della santità e del potere di Dio, con tanta grandezza e maestà, da apparire come “dei”, ma allo stesso tempo umili e affabilissimi... Nutrivo un rispetto e una venerazione tale verso di loro, che in loro presenza volevo restare prostrata a terra in atto di “adorazione” e la loro presenza scatenava nella mia anima effetti meravigliosi, giacché sentire la presenza di un angelo e cadere in ginocchio, come abbracciata all’amore divino, era tutt’uno. Sentivo una tale ansia di divenire santa e di glorificare Dio da non sembrarmi vero che attraverso di lui Dio stesso si rivelasse alla mia povera anima. Anelavo di esser come loro: santa, angelica, “divina”, come divino è l’oggetto nella cui contemplazione sono assorti e ebbri d’amore.

“Chi sarà Dio?”, mi domandavo spesso, quando si rivelava alla mia anima qualche angelo, dati gli effetti che la sua presenza mi provocava; e mi persuadevo che se questi angeli si lasciassero vedere dagli infedeli e dai peccatori che vivono nel mondo, tutti si sentirebbero abbracciati nell’amore di Dio e la terra si trasformerebbe nel cielo(34).

Nei miei rapporti con Gesù e Maria avevo sempre presenti i santi angeli e in unione con loro praticavo tutti gli atti virtuosi e comandati dalla religione... Quando uscivo dal coro, lasciavo il mio cuore nel tabernacolo ai piedi di Gesù, che supplicavo di tenere al suo fianco la mia anima. Così faceva il Signore, poiché, ovunque fossi, sentivo l’influenza di Dio e comunicavo con lui attraverso le pareti che ci separavano. C’era un filo invisibile e misterioso dal tabernacolo alla mia anima, attraverso il quale comunicavo con Gesù e Maria e con i santi angeli che lasciavo in chiesa.

Ogni dieci o quindici minuti, mandavo messaggi attraverso il mio angelo custode, lo supplicavo di recarsi presso il tabernacolo a nome suo e mio per far visita ai miei due grandi amori (Gesù e Maria), e mi riportasse notizie su di loro e sui nostri fratelli angeli; e inoltre dicesse loro quanto desideravo pormi al loro fianco, e che mi dessero la loro benedizione...

Amavo molto tutti gli angeli; ma prediligevo quelli che servono Gesù e lo accompagnano nella santa Eucaristia: mi è sempre parso che mi unissero a loro degli intimi legami. Quando ero nel coro, mi immaginavo di vedere il mio angelo custode in mezzo a quelli che stavano sempre presso il tabernacolo.

Uscendo dal coro mi congedavo da tutti, meno che dall’angelo tutelare, che mi immaginavo venisse con me per accompagnarmi e aiutarmi a compiere i miei doveri. Lo percepivo al mio fianco e dentro di me, molto contento e affabile, e apprezzavo talmente il suo mistero da restare meravigliata. Capivo che mi diceva che il Signore gli aveva affidato e raccomandato la mia anima con speciale e sommo interesse, e per questo, giacché vedeva il diavolo pronto a sedurmi, dispiegava le sue attenzioni verso di me, e mi vigilava e mi proteggeva con delicatezza.

La conoscenza e l’esplicitarsi dell’amore del mio angelo, oltre che la sua accorata cura mi entusiasmavano e accrescevano l’amore che nutrivo per lui, e da innamorata del mio santo angelo esclamavo: è santo, santissimo il mio angelo! Che bello, che eccelso, che amabile e buono!... Non smetterò di ripetere che il mio angelo è eccezionale, è uno degli angeli più santi, più affabili e caritatevoli delle schiere angeliche e, mi perdonino i suoi fratelli, i miei, gli angeli del cielo se venissero offesi dall’affetto singolare che professo per lui e dalla preferenza che ho per lui, in virtù della stima che nutro nei suoi riguardi.

Dopo aver compiuto i miei doveri, per i quali avevo lasciato il tabernacolo, quando ritornavo presso di esso, mi pareva che gli angeli che si trovano alla corte di Gesù nel nostro tabernacolo, raggianti di gioia, mi venissero incontro e, prendendo la mia anima, la portassero nel tabernacolo con ineffabile delicatezza, contenti di vedermi di nuovo in loro compagnia.

E lì, nel fondo del tabernacolo, prostrata ai piedi di Gesù, lo adoravo e mi faceva da testimone il mio angelo custode, gli angeli del tabernacolo e Maria Immacolata, la mia madre eccelsa, e rendevo partecipe Gesù di tutto quello che avevo realizzato o omesso fuori dal coro, ringraziando per i favori e i soccorsi divini, che mi aveva concesso lo stesso Signore. Mi comunicavo spiritualmente e rimanevo in chiesa, o meglio, nel centro del tabernacolo, dove giaceva la mia anima prostrata ai piedi di Gesù, intenta ad amarlo e a portargli tutta la gloria e gli onori possibili, in unione con Maria, il mio angelo custode e gli angeli del tabernacolo(35).

Varie volte vidi Gesù glorioso nel cielo, immerso in un’intima comunicazione con i santi angeli, in mezzo a loro, e li trattava con infinito amore e tenerezza, come dei figli, e mi richiese di entrare a far parte della loro natura angelica e di partecipare dell’amore e della tenerezza che rivolge a loro(36)

Padre ángel Peña O.A.R.


Seguire la mistica corrente del Sangue

 


IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO


La vita dello spirito è data, alimentata, accresciuta, perfezionata dal Sangue di Gesù.

Non è necessario conoscere il modo, il grado, lo scopo della elevazione dell'anima: basta che essa risponda agli impulsi divini e segua la mistica corrente del Sangue. Ciò che acquista salendo, ciò che perde, ciò che trasforma, perfeziona e compie è tutto noto al Signore, scritto col suo Sangue divino. q. 30: s.d.

  SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


Ogni mio dono è una grazia, ma anche un obbligo.

 


Ti ho donato due tipi di grazia:

- la grazia del tuo rapporto con Me,

- e la grazia del servizio.

Ricordalo e vivilo sempre più profondamente. Sappi che chi ha, riceverà sempre di più, e chi perde ciò che ha ricevuto, perderà tutto, e anche molto più di quanto gli è stato affidato.

Ogni mio dono è una grazia, ma anche un obbligo. È una grazia, perché è il Mio Amore che te lo dona: per trasformarti in Mia figlia, in Mia erede, in amata di Dio.

È un obbligo, perché ti richiede un distacco sempre maggiore, un distacco da tutto ciò che non sono Io. Ciò richiede di condividere tutto con i tuoi fratelli – soprattutto di condividere ciò che Io depongo nel tuo cuore, cioè Me stesso.

Queste grazie permettono di adempiere al comandamento di amare Dio e il proprio prossimo. Sono quei talenti di cui renderai conto al Padre al tuo ritorno a Casa4.

Prega e sii vigile. Unisciti al tuo Dio e unisciti ai tuoi fratelli. Unisciti, affinché ciò che è spezzato torni ad essere Uno. Affinché tutto ciò che è uscito dalla Casa del Padre attraverso la via del peccato originale verso la terra dell’esilio possa ritornarvi.

Torna. E che il tuo ritorno non sia solitario. Rientra in grande processione.

Come una regina seguita da una grande folla, che guida una nazione dietro di sé. Come una madre che ha dato alla luce generazioni.

Mc 16 – La risurrezione di Gesù Cristo.

11 settembre 1989


Mt 26,41 «Vegliate e pregate per non cadere in tentazione: lo spirito è ardente, ma la carne è debole».

13 settembre 1989

 Alice Lenczewska


Il Gruppo Globale che ha distrutto il vostro sistema bancario cadrà a pezzi.

 


CASTIGHI 


Mia amata figlia prediletta, da Me viene la vita eterna, la sola vita di cui l‟uomo potrà mai avere bisogno, da qui all‟eternità. 

Figlioli, dovete sapere che questo terribile tumulto che state vedendo intorno a voi non durerà a lungo. 

Dio, il Mio Eterno Padre, non permetterà che i Suoi preziosi figli soffrano ancora molto. Voi, figli Miei, siete le vittime del lavoro dell‟ingannatore. Egli, che controlla il Gruppo Globale, si sta indebolendo. I suoi poteri stanno per essere affossati dal potere di Mio Padre. Questo gruppo, che ha deliberatamente distrutto il vostro sistema bancario per rendervi, a vostra insaputa mendicanti, cadrà a pezzi. Non dovete preoccuparvi, perché la mano di Mio Padre si abbatterà sui loro modi malvagi. 

Pregate affinché tutte quelle anime illuse che restano pedissequamente fedeli alla malvagità che dimora nel cuore di questo gruppo possano convertirsi durante l‟Avvertimento. 

Non dovete mai perdere la speranza, figlioli. Sarà grazie al vostro amore di Dio l‟Altissimo che voi ritornerete all‟ovile della vostra famiglia. La Santissima Trinità è la vostra casa, figlioli. Quelli tra di voi che accettano questa realtà, realizzata attraverso la conversione, erediteranno la gloriosa era del Paradiso sulla terra. 

Confidate in Me sempre. Offrite i vostri dispiaceri, i vostri problemi e le vostre paure a Me. PermetteteMi di alleviare il vostro dolore e la vostra sofferenza. 

Adesso non sarà più lontano il tempo in cui il mondo troverà sollievo dalle fitte dolorose del parto che voi sopportate in questi tempi. 

Mai perdere la speranza. Confidate in Me. Pregate affinché le Mie grazie vi rendano più forti. Posate la vostra testa sulle Mie spalle e consentite alla Mia Pace di avvolgere le vostre anime. Solo allora comprenderete la verità della Mia Gloriosa promessa di vita eterna. 

Il Vostro Gesù, 

Salvatore dell‟Umanità. 

4 Novembre 2011

sabato 4 luglio 2026

La Madre della Salvezza: Quando una missione, che professa di parlare la Parola di Dio, è falsa, non è mostrato nessun odio verso di essa.

 


Mia cara figlia, come piccoli bambini amati da Dio, non dovete mai permettere che i disaccordi si trasformino in odio l’uno per l’altro. Il maligno crea terribili sofferenze in mezzo a voi, diffondendo la sua infestazione maligna, e soprattutto contro i veggenti e i profeti eletti da Dio. 

Quando Dio è presente in una Missione, stabilita da Lui sulla Terra per salvare le anime, satana la attaccherà sempre. Potrete riconoscere i veri profeti di Dio dalla persecuzione e dall’odio di cui saranno oggetto. Voi li riconoscerete dal pubblico rifiuto delle loro Missioni e dalle azioni malvagie che altri infliggeranno loro. 

Quando una missione che professa di parlare la Parola di Dio è falsa, non è mostrato nessun odio verso di essa, perché Satana non attaccherà mai pubblicamente quelli che inganna. Quando mio Figlio si manifesta, Egli è sempre offeso, poiché il peccato separa l’uomo da Dio. Quando mio Figlio viveva sulla terra, ovunque andasse gridavano contro di Lui. Lo maledicevano e lanciavano pietre contro di Lui e contro tutti quelli che Lo seguivano. E mentre essi dichiaravano che Egli era un impostore, adulavano i numerosi falsi profeti che cercavano di competere con Lui. Lo stesso avverrà quando Egli farà il Suo ultimo viaggio per raccogliere tutti coloro che rimangono in Lui e con Lui. Egli unirà tutti coloro che vivono secondo i Suoi Insegnamenti e che rimangono sinceri e umili servitori. Poi, con l’aiuto della sua Chiesa Rimanente, Egli lotterà fino alla fine per salvare quante più anime possibile, comprese le anime di tutti i Suoi nemici e di tutti coloro che si rifiutano di accettarlo. 

Se amate mio Figlio, non dovete mai offenderlo odiandovi l’un l’altro. Mio Figlio vi ha detto che non potrete rimanere in unione con Lui, se vi è odio nel vostro cuore. 

Pregate, pregate, pregate, perché tutti voi che dichiarate di essere Cristiani seguiate l’esempio di mio Figlio. 

La vostra amata Madre,  

Madre della Salvezza. 

IL PREZIOSISSIMO SANGUE E' IL PREZZO DELLE ANIME

 


II pregio di una perla preziosa si valuta dal prezzo che si è disposti a pagare per averla; e quanto più alto è il prezzo, tanto più quella perla è considerata preziosa.

Ora, la nostra anima non è stata comprata con l'oro o con l'argento, ma con un prezzo inestimabile, infinitamente più alto, cioè col Sangue Preziosissimo che il Figlio di Dio ha sparso per noi in alcuni momenti della sua vita e soprattutto sulla croce alla fine della sua esistenza terrena. Quanto è grande dunque la dignità della nostra anima!

Già tanto preziosa perché creata a immagine e somiglianza di Dio, è resa ancora più preziosa dalla sua redenzione, perché riscattata da Gesù a prezzo del suo Sangue e della sua vita. Quanto siamo costati al Signore!

A nulla ci serviranno gli onori, le ricchezze, i piaceri se poi perdiamo l'anima. Ecco l'affare più importante di cui dobbiamo occuparci in questa vita: salvare la nostra anima, per redimere la quale Gesù ha tanto sofferto.

Anche noi dobbiamo saper soffrire con coraggio e, se ci è possibile, volentieri, per amore suo e per salvarci, altrimenti a nulla ci servirà il suo Sangue.

"Quel Dio che ti ha creato senza di te - ci dice S. Agostino - non può salvarti senza di te".


Fioretto: Recita la terza parte del Rosario meditando i misteri dolorosi.


ESEMPIO Il Ven. Buonsignore Caccinguerra, amico e compagno di S. Filippo Neri, era entusiasta di questa devozione. Un giorno, mentre si lamentava al pensiero che i pagani, gli ebrei e i musulmani non potessero approfittare del Sangue del Salvatore, nostro Signore gli apparve col Sangue sgorgante dal suo costato e gli disse: "E' per tutti e per chiunque ne vuole".

Quando lo stesso S. Filippo Neri istituì a Roma la visita alle sette chiese, intendeva offrire al fedeli la possibilità di una devozione alle sette principali effusioni del Sangue di Gesù e assegnò una effusione speciale di quel Sangue a ognuna di quelle sette chiese.


MISTERI DOLOROSI

  Primo mistero: L’agonia del Getsemani Gesù andò con i suoi discepoli in un luogo chiamato Getsemani e cominciò a provare tristezza e angoscia” (Mt 26, 36-37). “Ed entrato in agonia, pregava più intensamente e il suo sudore divenne come gocce di sangue che scorrevano fino a terra” (Lc 22,43-44). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

  Secondo Mistero: La flagellazioneQuelli ancor più gridavano: Crocifiggilo! Allora Pilato, volendo tare il popolo, liberò Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso” (Mt 15,13-15). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

  Terzo Mistero: L’incoronazione di spine I soldati lo condussero nell’atrio del Pretorio. Lo rivestirono di porpora e, intrecciata una corona di spine, gliela conficcarono sul capo. Si misero poi a salutarlo: Salve, o Re dei Giudei!” (Mc 15,16-18). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

  Quarto Mistero: La “Via Crucis”Presero dunque Gesù e lo condussero via. Ed egli, portando la croce, uscì verso il luogo chiamato Calvario, in ebraico Golgota, dove lo crocifissero” (Gv 19, 16-17). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio.

  Quinto Mistero: Crocifissione e morte di Gesù “Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle quindici” (Mc 15,33). “Gesù gridando a gran voce disse: Padre, nelle tue mani affido il mio spirito. Detto questo, spirò” (Lc 23,46). Padre nostro, Ave Maria (10 volte), Gloria, Gesù mio. Salve Regina.

Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria



Premessa del Padre 43 - Parte 3, Messagio di Giovanni nel luogo santo

 


Il 24.05.2023 nel Luogo Santo

Messaggio di Giovanni


Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni sono venuto qui oggi per dirti quanto segue:

Figlia Mia. Il tempo passa e le persone vivono come se non succedesse nulla! Vivono la vita superficialmente non si preparano per quanto è stato profetizzato. Vivono come se le profezie non si dovessero realizzare quando invece vivete proprio nel bel mezzo del tempo profetizzato: il tempo finale!

Amati figli. Oggi io, il vostro Giovanni, sono venuto insieme al Padre per dirvi le cose seguenti: Voi, il vostro mondo, si trova poco prima del collasso! L’élite vi ha venduti al loro capo, al principe delle tenebre e costui ha un solo obiettivo: rubare voi, la vostra anima e ciò ora gli riesce grazie ai lavori preparatori della sua Elite e dei suoi scagnozzi che determinano la vostra rovina se non siete pronti per Gesù Cristo, il nostro Signore e Salvatore!

Figli, figli avete una solo CHANCE! Sfruttatela e siate pronti!

Il Padre è con Me, perché questa questione è di grandissima importanza!

EGLI, che vi ha creato, vi ama moltissimo, ed EGLI che vi ha creati aspetta il vostro Sì a LUI e a Suo Figlio, COLUI CHE È affinché neanche uno di voi vada perduto nelle grinfie del maligno, perché il Suo amore è misericordioso ed è infinito e nulla Lo addolora di più che vedere quanto vivete nello smarrimento, quanto avete voltato le spalle a LUI e a Suo Figlio e quanto calpestate e adattate ai vostri desideri  i Suoi Comandamenti, che vi garantiscono una vita nell’amore, nella pace, nella provvidenza e nella protezione!

Figli, figli il tempo è breve e ciò che è stato profetizzato è vicino! Vivete nel tempo finale siatene consapevoli e purificate la vostra anima, voi stessi. Le istruzioni per farlo ve le donò il Padre nei messaggi della preparazione, quindi sfruttatele! È la missione del Padre, attraverso Maria, la più santa di tutte le vergini e Madre di Dio Gesù Cristo, avviata con l’approvazione di Dio Padre e del Suo Santissimo Figlio Gesù Cristo. Sfruttate ciò che è stato scritto e preparatevi!

La chiesa cattolica vive un grande scisma, ma chi è fedele a Gesù resterà sulla via della verità!

A questo proposito è già stato detto tutto, siate pronti quindi, amati figli, perché il tempo è breve, molto breve, l’avversario è pronto a prendere il trono di Pietro e quando questo accadrà sarà beato chi è fortemente ancorato al Signore, Gesù Cristo. Amen.

Ora vai. Questo è l’ultimo messaggio del libro, che viene dato in anticipo. Amen.

Il tuo Giovanni. Apostolo e prediletto di Gesù, accompagnato da molti angeli.

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L’Accordo USA Iran e il Segno di Fatima che Molti Ignorano


 

Ascoltami - Il Grande Messaggio del Cuore di Gesù per il XX Secolo


 PRIMA PARTE

Sorella Maria Josefa Menéndez

Religiosa della Società del Sacro Cuore di Gesù


(Manifestazioni degli infiniti tesori della misericordia del Sacro Cuore di Gesù).


Il 16 luglio 1922, giorno felice dei suoi voti, Nostro Signore la fece entrare nella sua ferita e le disse: "Ti custodisco in questa prigione... tu, Josefa, lavora per me. Io, lavoro per te! I tuoi interessi sono i miei; i miei sono i tuoi interessi".

La semplicità di bambina la fece entrare pienamente nel regno di Dio. A Monsignor Durfort, allora Vescovo di Poitiers, ella rendeva conto delle sue azioni come una bambina senza pretese. L'umiltà, l'obbedienza, l'amore della regola e della vita comune, erano ornamento della sua anima.

Nostro Signore le disse: "Agirò in te, parlerò per te; mi farò conoscere per te". Un'altra volta la avvertì dei suoi disegni: "nonostante la tua indegnità e miseria, mi servirò di te per realizzare i miei disegni; ti voglio come Apostola della mia Bontà e Misericordia".

Poiché Josefa tremava di fronte a questa elezione divina, la sostenne con queste parole: "Ama e non temere nulla. Io voglio ciò che tu non vuoi... ma Io posso ciò che tu non potrai". "Ricordati delle mie parole", le disse un altro giorno, "e credi in esse. L'unico desiderio del mio Cuore è stringerti dentro di esso, possederti, poi fare della tua piccolezza e della tua fragilità un canale di Misericordia per molte anime che si salveranno per tuo mezzo. Non sono i tuoi meriti che Mi inducono a servirmi di te... ma voglio che le anime vedano come il mio potere si serve di strumenti deboli e miserabili".

Il 6 agosto 1922, Nostro Signore apparve a Josefa e disse: "Le parole che Io ti dico, non si cancelleranno mai". Josefa mostrò i suoi timori di rovinare "l'opera del suo amore", dicendo che nonostante i suoi buoni desideri era capace di tutto ciò che è male. Dal Cuore di Gesù scaturì un incendio di fiamme e ella udì queste parole piene di bontà: "Josefa, Sposa del mio Cuore, inizia la mia Opera, aggrappata alla mano di mia Madre. Non ti dà coraggio questa mano?". Allora, aprendo per così dire il futuro agli occhi dell'anima prostrata ai suoi piedi, aggiunse: "Niente di ciò che Io ti dico, si cancellerà mai! Poco importa che tu sia così piccola e miserabile; sono Io che farò tutto". E, dopo una lunga effusione di carità, concluse: "Sì, ti insegnerò i miei segreti e sarai un esempio vivente della mia Misericordia, perché se per te che non sei che miseria e nulla, Io ho tanto amore e tanta predilezione, che non farò per altre anime molto più generose della tua?".

Il Sacro Cuore insegnò a Josefa la Presenza della grazia nell'interiore di ogni anima, fondamento della sua incorporazione nella Vita divina.

"Ne faccio parte, ci vivo, mi piace l'unione con essa. Ma, in compenso, le chiede di non lasciarlo mai Solo, di consultarlo in tutto, di chiedergli tutto, e soprattutto di rivestirsi di Lui e scomparire sotto la sua Vita. - "Più scomparirà, più Io sarò la tua Vita". Non sembra il commento della parola di S. Paolo: "Non sono più io che vivo, ma è Gesù Cristo che vive in me?"

E subito mette in evidenza il valore di questa Unione vitale con Lui che trasforma le più piccole azioni e attività umane, rivestendole dell'"oro soprannaturale" dei Meriti. Nostro Signore moltissime volte mostrò a Josefa, in modo tangibile, ciò che l'Amore realizzava mediante le sue azioni fatte in unione con Lui. In questo modo voleva ravvivare nelle anime la consolazione di credere in questa ricchezza che è alla portata di tutti. "Quante anime, diceva Lui, riprenderanno coraggio, quando comprenderanno meglio il frutto divino della loro vita ordinaria!"

Siamo così condotti al dogma che sembra essere il nodo di questo magnifico insegnamento: quello della Partecipazione ai meriti infiniti di Gesù Cristo. Nostro Signore incessantemente ricorda a Josefa il potere, conferito all'anima battezzata, sui tesori della sua Redenzione. Se le chiede di completare in lei ciò che manca alla sua Passione, che offra riparazioni per il mondo e soddisfi alla Giustizia del Padre, è sempre con Lui, per Lui e in Lui. - "Il mio Cuore è vostro, prendetelo e riparate per mezzo di esso". Sgorgano allora dalle sue labbra queste offerte onnipotenti sul Cuore del suo Eterno Padre, che Josefa raccoglie e ci trasmette: "Padre Buono, Padre Santo, Padre Misericordioso! Ricevete il Sangue di vostro Figlio, le sue Piaghe... il suo Cuore! Vedete la sua Testa trafitta di spine. Non permettete che questo Sangue sia inutile ancora una volta. Non dimenticate che il tempo della Giustizia non è ancora arrivato, e che siamo in quello della Misericordia!"

***

Padre Antônio Paulo Ciríaco Fernandes, S.J.


I miei piccoli sono, quindi, alla base della mia Chiesa, pilastri umili ma solidi

 


Bretagna – 2 luglio 2026


Riferimento: Tobia 3,6

«Signore, attendo che la tua decisione mi liberi da questa prova. Lasciami andare verso la dimora eterna, non distogliere il tuo volto da me, Signore. Perché è meglio morire che trascorrere la mia vita di fronte a un male inesorabile, e non voglio più sentire gli oltraggi contro di me.»


Parola di Gesù Cristo:

«Sii benedetta dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo, mia dolce figlia d’Amore, di Luce e di Santità.

Tu e i tuoi amici avete riso, trovando ridicola ma grave questa situazione che davanti a voi “si sta svolgendo” come una scena drammatica di cui conoscete sia la trama che l’obiettivo e di cui prevedete la fine.

Miei figli sfiniti, non ridete di questo dramma in cui tanti vostri fratelli si stanno sprofondando in quell’abisso di falsità, perversioni e dominio che si appellano al NOME di Dio nei loro scontri. Sì, questa situazione patetica è «un male inesorabile» che provoca una Fine ineluttabile (che non si può impedire né evitare).

Finora permangono l’ambizione e gli stratagemmi così abili del male che hanno avuto la meglio sullo stato flemmatico di un popolo incolto o poco fervente, che occultava la persecuzione dei propri fratelli, meno numerosi, nella loro fede e nel loro impegno per la Gloria di Dio e la Salvezza del mondo.

D’altra parte, in diverse occasioni, nei Miei messaggi e in quelli di Maria Immacolata, vostra Madre e Madre della Chiesa, avete ricevuto informazioni, insegnamenti, avvertimenti e soprattutto consigli e appelli supplichevoli a convertirvi e a prepararvi a questa Fine dei Tempi, che vivrete in base allo stato della vostra anima.

D’altra parte, in diverse occasioni, nei Miei messaggi e in quelli di Maria Immacolata, vostra Madre e Madre della Chiesa, avete ricevuto informazioni, insegnamenti, avvertimenti e soprattutto consigli e appelli supplichevoli a convertirvi e a prepararvi a questa Fine dei Tempi, che vivrete in base allo stato della vostra anima.

Vi è stato chiaramente espresso che solo l’Intervento Divino può offrirvi sostegno in questi tempi così difficili. È in una relazione costante con Dio, di cui Io Sono, e attraverso le Mie abbondanti benedizioni che si stabiliscono la fiducia, la pace e la forza per contrastare il male e rimanere nell’abbandono alla Mia Divina Protezione e alla Mia Onnipotenza.

Voi sapevate, Miei fedeli dolci e umili di cuore, che eravate giunti all’Apocalisse, non è vero? Avete vissuto il percorso che ha modificato il vostro stile di vita e vi ha condotti a tante guerre e al disprezzo dei vostri diritti e della vostra qualità di vita. Vi siete ritrovati, accecati e ottusi, in una corsa al consumismo, al materialismo e a un nuovo orientamento di vita.

Un popolo cristiano, prediletto da Dio e da Sua Madre, ha deciso di distruggere l’impegno che aveva di proteggere la Chiesa e di vivere nelle abbondanti benedizioni di Dio. In questa rottura con il proprio Creatore, questo popolo ha fatto in modo di eliminare sempre più l’accesso alla Presenza Divina, arrivando a perseguitare i propri fratelli cristiani, a scandalizzare bestemmiando apertamente e provocando così una grande perversione tra i propri simili.

Voi che mi ascoltate, abbiate compassione dei vostri fratelli e, con la vostra pietà e la vostra devozione, pregate affinché questo popolo e questo mondo possano riorganizzarsi e convertirsi. Amate nonostante l’odio che si diffonde e minaccia la vostra Vita. Amate, perché l’Amore salva e guarisce. Siate i Miei apostoli degli ultimi tempi. Tutto va rifatto e la Chiesa di Cristo deve riprendere il Suo posto.

Il Segnale di questa Fine dei Tempi, che state vivendo, vi è stato espresso nelle profezie e negli avvertimenti di Mia Madre Maria, Nostra Signora di La Salette, e nelle sue altre apparizioni che seguirono, al fine di raggiungere il maggior numero possibile dei Suoi figli nel Suo ruolo di Corredentrice.

Non vi ho forse dato e mostrato, attraverso le Mie vittime e i Miei messaggeri e messaggere mistici, tutto ciò che vi avvicina a Me, Gesù Cristo, e che vi prepara a comprendere meglio questi tempi così gravi, turbolenti, se non addirittura insopportabili? Ho moltiplicato i Miei contatti più tangibili per raggiungervi e permettervi di superare meglio le tribolazioni, che si stanno accentuando, nella Mia Presenza nel vostro cuore e in un rapporto di fiducia.

Molti dei Miei figli, sulla terra, sono preparati. Ma molti non sono né sostenuti né accettati dalla Chiesa, che ha chiuso le sue porte ai «piccoli», privilegiati, che hanno ricevuto ciò che i grandi e i sapienti non hanno potuto ascoltare né accogliere per mancanza di timore di Dio o per la loro opposizione a Dio.

I Miei piccoli sono, quindi, alla base della Mia Chiesa, pilastri umili ma solidi. Miei dolci figli, questo mondo passerà, mentre le Mie Parole rimarranno; così la Mia Chiesa rimarrà per voi, con voi, sempre pura e santa.

A coloro che hanno abbandonato la Chiesa così maltrattata, a coloro che sono fuggiti lasciando i Miei fedeli senza pastore, a coloro che hanno mentito per conservare i presunti vantaggi di questo mondo sbandato: uscite da questa trappola che vi avvelena, pentitevi, ritrovate in voi il vero valore e la gioia della vostra vocazione al servizio di Dio, della Vita in Dio per tutti.

Chi, dunque, è rimasto saldo durante tutti questi tempi di accuse e maltrattamenti volti a scacciare i santi dalla Mia Chiesa? Uscite dalla vostra vergogna, è tempo di eroismo, aiutate coloro che sono nella Verità.

A coloro che qui sono presi di mira, non per la loro ignoranza, ma per la loro finta ignoranza e per il loro sotterfugio nel scaricare le proprie colpe sugli altri, comprese le autorità, o nel sentirsi sopraffatti dal sovraccarico di lavoro e dalla solitudine, tornate indietro e permettetemi di perdonarvi.

Tra i Miei ce ne sono di valorosi e coraggiosi! Ma anche troppi che sono stati combattuti, perseguitati, distrutti e persino uccisi. Oh! Figli Miei, popolo Mio, ritrovate la solidarietà, il coraggio e rimanete nelle Mie grazie! Vivete nella vostra buona volontà, nella vera Fede e nell’Amore di Dio e del prossimo.

Sì, la Chiesa è il Mio Popolo e fa parte della Comunione dei Santi. Si chiama Chiesa militante. D’altra parte, questa Chiesa sta soffrendo molto e, come preannunciato dalle profezie di Nostra Signora di La Salette, avete visto che tutto si sta avverando. Ricordate che queste profezie sono un invito a rimanere in Dio.

Avete notato l’avanzata della Fine dei tempi? Avete notato l’invasione massiccia che la Chiesa subisce da parte del Male, delle sette e dei clan ben organizzati; dall’ambizione malsana di alcuni e dalle false accuse ben orchestrate, ecc. Avete compreso o saputo del martirio dei Miei Santi Papi?

Figli miei, siete ben lontani dall’Amore di Dio e del prossimo! Venite, avvicinatevi e pregate per ristabilire i vostri legami con Dio e con tutti i vostri fratelli. Smettete di ripetere le calunnie alle quali avete creduto senza rendervi conto del male che alimentavate. Cessate ogni analisi frutto dell’immaginazione e diffusa nella collettività.

Rimanete in preghiera per ottenere un giusto discernimento e, soprattutto, una discrezione che protegga la Verità. Il vostro silenzio rispettoso può mettere a tacere la menzogna e il bugiardo che occupa un posto di rilievo nel mondo e che, con la sua intelligenza così astuta, sa condurlo verso i propri obiettivi.

Il mondo, figli Miei, non può vivere senza Dio; è stato creato e chiamato a diventare la Mia Chiesa cristiana e a far parte della Comunione dei Santi. Dio è il Creatore di tutto ciò che vive e respira, di tutto ciò che è visibile e invisibile. Più vi ostinate a negare e a rifiutare il Creato e il suo Creatore, più vi allontanate dalle vostre radici e più siete in perdizione.

La vita può perdurare solo nell’ordine in cui è stata creata. Creare disordine, rompere l’armonia in ogni cosa, come si constata nella degenerazione di questo mondo, significa destabilizzare l’equilibrio e la perfezione necessari alla vita.

Il piano di Dio per l’Uomo è soprannaturale; il naturale, la terra, non è che il passaggio lungo il cammino verso la perfezione (santità). Io, Gesù Cristo, sono venuto per salvarvi, per riconciliarvi con il Padre, da questa grave rottura causata dalla vostra scelta di seguire il falsario.

La Chiesa che ho fondato, affinché fosse il vostro rifugio eterno, è il Corpo di Cristo creato dalla Mia Passione, dalla Mia Morte e dalla Mia Risurrezione. Vale a dire nel Sacrificio offerto per la vostra liberazione nella Mia Gloria Divina, Vittoria sul Male e sulla Morte, che il maligno vuole ancora, attraverso il vostro consenso manipolato, farvi rifiutare e privarvi del vostro Bene Eterno.

Io, il Cristo, Figlio del Padre e per mezzo dello Spirito Santo, e alla presenza di Mia Madre, rimasta poi Madre della Chiesa, ho preparato gli apostoli a evangelizzare e a condividere, in un sacramento, il Mio Corpo e il Mio Sangue per nutrire i Miei figli e sostenerli fino al Mio ritorno.

Allora, Miei figli tanto amati ma così ambiti dal male, vedete in queste molteplici Chiese attuali che si oppongono tra loro e che aspirano anche al dominio, non nella tradizione o in uno stile scelto e mantenuto, ma vedete in ciò che propongono: la Fedeltà e il mantenimento della Via della Verità e della Vita? (Via, Veritas, Vitae)

Vedete in ciò che sta accadendo, e in tutto ciò che è accaduto per arrivare a questa disastrosa situazione, la dolcezza e l’umiltà che risiedono nel Timore di Dio?

Vedete l’obbedienza ai Comandamenti di Dio e il rispetto per le opere di Dio, Gesù Cristo fondatore della Sua Chiesa?

Vedete l’unità, la fratellanza tra queste Chiese candidate e contrapposte?

Vedete uno sforzo per ristrutturare e mantenere intatta la Chiesa eretta da Dio; uno sforzo per insegnare ai fedeli la Volontà Divina e rispettare ciascuno con vera carità, in cui tutti hanno il diritto di essere salvati?

Vedete nella proposta di queste Chiese le virtù cristiane che aprono le porte della Salvezza Eterna?

La decisione riguardante la Chiesa occupata e oggetto di contesa sembra spettare alle Chiese che si contendono il dominio e lo stile secondo la loro percezione o la loro ambizione. Trattate in questo modo, queste decisioni contrapposte e lontane dalla Volontà di Dio non possono che essere un ulteriore passo verso le divisioni tra fratelli, gli scismi e le guerre che accelerano la decadenza.

La Chiesa appartiene a Cristo, è il Corpo di Cristo, fondata per tutti coloro che, nel loro Amore, accettano e desiderano essere uniti a Cristo. La Chiesa si stabilirà nella Gerusalemme Celeste con i Suoi fedeli che avranno mantenuto intatta e solida l’istituzione scaturita dalla Volontà Divina.

Il mondo che si oppone a Dio si presenta e afferma di essere evoluto nell’ideale delle proprie ambizioni, ma che, ahimè, si rivela sempre più depravato, negando le proprie sofferenze e i propri errori, e rimanendo ostinatamente fedele alla propria scelta nonostante le rivelazioni.

La mia Chiesa, creata Santa e Perfetta, rimarrà la stessa, Viva attraverso le Tribolazioni che Le consentiranno di ottenere maggiore purificazione e Luce nella solidità, nella solidarietà, nella gioia di amare e di raggiungere insieme, finalmente, l’altra sponda promessa.


Preghiamo


Padre Eterno


Nella salda certezza

che Tu hai posto in me,

posso dire «ho fede»

Essa mi sostiene e mi eleva verso di Te,

mio Dio, di cui sono certa.


Ti amo con tanto fervore,

Ti adoro con tutto il mio cuore;

proteggimi, Padre amorevole,

vicino a Te in ogni istante.


Tu sei la mia Vita, Tu l’hai voluto così;

Ti rendo grazie e sono felice

di essere tra gli ultimi.

Tu sei il mio Dio, il mio Tutto,

Sovrano così vicino a noi.


Padre mio, Padre nostro,

i Tuoi figli soffrono sulla terra.

Guarda la Chiesa, Corpo di Cristo,

così assediata: dobbiamo resistere,

o ricostruire altrove, insieme a Te?


Posa la Tua Mano e donaci fiducia,

fa’ svanire le nostre paure, le nostre reticenze:

l’Amore in ogni cosa è sempre Vincitore

Con Cristo seguiamo la trascendenza

del Re dei re, Signore dei signori


Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo

Nei secoli senza fine

Amen


Gesù Cristo»


Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva della Divina Volontà dell’Onnipotente, unico Dio.

TRATTATO DI DEMONOLOGIA

 



LO SDOPPIAMENTO DI PERSONALITÀ NELL’OSSESSO


La possessione diabolica — si è già detto — consiste nel fatto che un demonio, o più demoni, entrano nel corpo di un uomo, ne prendono possesso e lo usano come fosse il loro proprio corpo. 

Abbiamo quindi in questo caso due personalità, quella dell’uomo e quella del demonio, che coesistono e operano nello stesso individuo, il più delle volte l’una indipendentemente, anzi in contrasto con l’altra. Siamo così di fronte al problema dello sdoppiamento della personalità, ma in una forma diversa da quella che è intesa dalla psicologia e dalla psichiatria. Non si tratta qui di dissociazione di personalità o di coscienza, ma effettivamente dell’esistenza di due esseri indipendenti tra loro nello stesso individuo che agiscono a loro modo: nel periodo di crisi è il demonio che maggiormente si manifesta, nel periodo di calma o di stasi invece è l’uomo che di solito non ricorda neppure quello che è avvenuto nel periodo di crisi.

«Sdoppiamento della personalità» non sarebbe quindi il termine più adatto e più esatto. Si deve parlare, caso mai, di «doppia personalità», che non è la stessa cosa. Tuttavia conserviamo la prima espressione perché meglio fa capire lo stato in cui si trova l’indemoniato a un osservatore e- sterno.

Quando si ha un’autentica spersonalizzazione dell’individuo, come per esempio quando egli è in trance, generalmente egli esprime e fa sapere ciò che conservava nel suo subcosciente o che gli era comunicato da altri per tele-patia. Ma quando si tratta di vera possessione diabolica la seconda personalità, che nel nostro caso è un demonio, ha da dire e da manifestare molto di più. Il contenuto dei suoi discorsi non ha nulla a che fare con quelli dell’altro partner guidato e limitato dal suo subcosciente. Per giudicare rettamente caso per caso, cioè per accertare quale delle due personalità parla in quel momento, se l’uomo o il demonio, è necessario conoscere il bagaglio di cultura e di conoscenze dell’indemoniato e vedere quale è stata la formazione culturale precedentemente da lui acquistata. Quanto più rudimentale e limitata sarà la sua cultura religiosa, per esempio, salterà subito agli occhi la diversa origine delle sue cognizioni quando prendesse a disquisire con sicurezza su alte questioni teologiche con le quali non era mai venuto in contatto, oppure se il suo repertorio linguistico fosse limitato a quello parlato sul luogo o appreso in famiglia, non sarà possibile attribuire a lui la conoscenza e l’uso di altre lingue, classiche o moderne, che si verificasse in seguito. Quel bagaglio di cognizioni, evidentemente, deve essere attribuito ad altri, cioè a un altro, al demonio che parla ed agisce dentro di lui.

Le manifestazioni esterne della seconda personalità nella possessione diabolica — quando si tratta di possessione autentica — devono avere un’impronta speciale, caratteristica, inconfondibile, adattaalla figura del demonio quale è data dalla Sacra Scrittura e dalla teologia cattolica. La Sacra Scrittura infatti contiene quella che si potrebbe chiamare la «carta d’identità» del demonio con tutti i dati personali che lo riguardano. In caso di possessione non autentica invece la figura del demonio è strutturata sul cliché della fantasia e della leggenda popolare e riproduce so!tanto ciò che il paziente si immagina di essere e di fare sotto il dominio di satana e niente più.

La seconda personalità, quando si tratta di possessione vera, è piena di vita e di dinamismo. 

L’avversario, pieno di odio, ricco di astuzia e di inganni, sa quello che vuole e quello che può, è sicuro di se stesso, è conscio del proprio valore, è presuntuoso, sfacciato, senza complessi di inferiorità, sa fin dove può arrivare e oltre cui non deve neppure tentare di arrivare. E in lotta e antitesi aperta con l’indemoniato. Lo conosce non soltanto sotto alcuni aspetti particolari — come avviene nei casi di sdoppiamento di personalità — ma in profondità e vi si infiltra come vuole e se ne serve per fare quello che vuole.

C’è un’altra particolarità da sottolineare. Questa seconda personalità può inserirsi nel corpo dell’ossesso in qualunque momento, quando vuole, senza farsi annunziare, improvvisamente, ma c’è un punto in cui essa deve per forza inserirsi anche se non vuole, cioè nell’esorcismo. C’è quindi la possibilità di costringerlo ineluttabilmente a uscire, sia che egli lo voglia sia che non lo voglia, dal suo nascondiglio. E questa una particolarità che non si avvera mai nei casi di trance o di sdoppiamento della personalità. L’esorcismo è fatto da un estraneo che è al di fuori della possessione. Lo può fare ogni battezzato in forza del suo battesimo, ma soprattutto lo può fare la persona consacrata, il sacerdote, e, tra i sacerdoti, l’esorcista espressamente autorizzato dal suo vescovo. Come si è visto nei casi già citati, il demonio è dominato dall’esorcista, è obbligato a dire e a fare ciò che gli è imposto e alla fine ad abbandonare definitivamente la sua vittima.

Abbiamo già descritto lo stato del paziente nel tempo della crisi. Il più delle volte egli perde la nozione di quello che avviene in lui, come capita nei momenti acuti di certe malattie e di certi dolori, e rientrando in sé, passata la crisi, non conserva nessun ricordo di ciò che ha detto e fatto, o meglio di ciò che il demonio ha detto e fatto per mezzo suo. Ma qualche volta, all’inizio della crisi, la presenza diabolica è avvertita, e qualche volta anche dopo, nel corso della crisi, quando l’azione del demonio si fa più violenta. Il paziente in quei casi - casi molto rari in verità — assiste con trepidazione a quella dispotica usurpazione dei suoi organi da parte dell’avversario, ne può seguire dettagliatamente le fasi e gli aspetti e descriverli con esattezza. E il caso del già citato padre Giovanni Surin († 1665), che esorcizzando le Orsoline di Loudun rimase indemoniato egli stesso e durò in quello stato per dodici anni. La doppia personalità che agiva in lui è minutamente e, diciamo, scientificamente descritta da padre Surin — che era un maestro di spiritualità, autore di apprezzati saggi su questa materia149 — in una lettera scritta al suo confratello ed amico, il gesuita padre Attichy in data 3 maggio 1635. La riportiamo intera perché meglio non si potrebbe descrivere il fenomeno di sdoppiamento di personalità che stiamo trattando: «Io non so dire quello che passa in me durante questo tempo né come tale spirito si unisca al mio senza togliermi né la coscienza né la libertà. Egli sta là come un altro io. Mi pare allora di avere dueanime, una delle quali, priva dell’uso dei suoi organi corporali, e mantenendosi come a distanza, contempla quello che fa l’altra. I due spiriti combattono sul medesimo campo di battaglia, il corpo. 

L’anima rimane come divisa: aperta da una parte alle impressioni diaboliche, libera di seguire, dall’altra, i propri movimenti e quelli di Dio. Nello stesso tempo, col beneplacito di Dio, sperimentouna grande pace e non acconsento alle sollecitazioni che tentano di separarmi da lui, con grande sorpresa di coloro che mi vedono. Sono allo stesso tempo pieno di allegria e imbevuto di una tristezza che si manifesta in lamenti e grida, secondo il capriccio dei demoni. Sento in me lo stato dicondanna e lo temo; questa anima estranea che mi pare la mia è trapassata dalla disperazione come da una freccia, mentre l’altra, piena di fiducia, disprezza tali impressioni e maledice con piena libertà colui che la eccita. Riconosco che le grida che escono dalla mia bocca partono ugualmente da queste due anime, e non mi è possibile precisare se è l’allegria o il furore a determinane. Il tremore che mi invade quando si avvicina a me l’eucarestia proviene, mi pare, dall’orrore che mi ispira questa prossimità e da un rispetto pieno di tenerezza, senza che possa dire quale di questi due sentimenti predo- mini. Se, sollecitato da una di queste due anime, voglio fare il segno della croce sulla bocca, l’altra mi ritiene il braccio con forza e mi induce a prendere il dito coi denti e a morderlo quasi con rabbia. Durante queste tempeste l’orazione costituisce la mia consolazione; ad essa ricorro mentre il mio corpo rotola per terra e i ministri della chiesa mi parlano come a un demonio e pronunziano maledizioni su di me. Non posso esprimervi quanto mi sento felice di essereun demonio ditale sorta, non per una ribellione contro Dio, ma per un castigo che mi scopre lo stato nel quale mi ridusse il peccato, e mentre faccio proprie le maledizioni che si pronunziano, la mia anima si può inabissare nel suo nulla. Quando gli altri possessi mi vedono in questo stato, bisogna vedere come trionfano: «Medico cura te stesso, sali ora sul pulpito, sarà interessante sentirti predicare dopo essere rotolato così per terra». Il mio stato è tale che mi rimangono ben poche occasioni in cui mi possa dire libero. Se voglio parlare la mia lingua si ribella. Durante la Messa mi vedo costretto a sostare repentinamente e non posso avvicinare l’ostia alla bocca.

Se mi confesso dimentico i peccati e sento che dentro di me sta il demonio come in casa sua, che entra ed esce quando e come gli garba. Se mi sveglio mi sta aspettando, se faccio orazione agita il mio pensiero a suo capriccio. Quando il mio cuore si apre a Dio, egli lo riempie di furore. Se voglio vegliare mi addormento. Egli si gloria con gli altri ossessi di essere il mio padrone, la quale cosa in realtà non posso negare».

E evidente che in questo sdoppiamento di personalità non si può parlare di isteria, anche se le somiglianze esterne tra i due fenomeni sono frequenti. L’isteria infatti è una particolare forma di reazione a determinate situazioni affettive, che si manifesta in soggetti predisposti aventi un particolare temperamento e una speciale mentalità6.

Isterismo, parola di origine greca, deriva da ustèra, utero, e indica una malattia nervosa a cui vanno soggette di preferenza le donne, ma che per affinità si applica anche agli uomini.

L’isterismo può manifestarsi nei modi più strani e imitare i sintomi di altre malattie. Un fenomeno curioso, connesso con la esagerata emozionabilità, è appunto lo sdoppiamento di personalità che ha qualche somiglianza con quello descritto sopra della possessione diabolica. In quello che è chiamato «stato crepuscolare isterico» si può verificare una rottura di coscienza. Il soggetto perde la sua normale personalità e vive in un’altra personalità creata dalla sua fantasia. Altre volte l’isterico è vittima di allucinazioni che si impadroniscono della sua personalità tanto che egli recita alla perfezione una determinata parte della scena che ha davanti a sé per effetto dell’allucinazione. Lo scenario può riferirsi talvolta a un fatto realmente vissuto, talvolta a un desiderio, talvolta a pura immaginazione150.

E chiaro che queste diverse manifestazioni di isterismo, anche se a prima vista e a un esame superficiale possono essere confuse con la possessione diabolica, non hanno nulla a che fare con essa. Hanno un’origine e uno sviluppo totalmente e essenzialmente diverso.

Paolo Calliari