mercoledì 29 aprile 2026

Io guardo all’interno del vostro essere e vedo la vostra astuzia che tenta me.

 


Messaggio di Gesù a Gisella del 25 aprile 2026


Fratelli,
Io guardo all’interno del vostro essere e vedo la vostra astuzia che tenta me. Per la mia prudenza ordino al mio strumento di dire amorosamente che qui non siamo nell’antro della Maga di Endor, ma se vorrò rispondere risponderò, altrimenti tacerò, perché Io sono il Signore. Ringraziatemi se non aggiungo altro. Vorrei che sia la vostra mente a completare il mio silenzio; non dovete mai tentare il Signore Dio vostro, tantomeno il suo strumento, scambiandolo per uno spirito indovino. Voi avete serrato il mio cuore per il vostro egoismo offensivo a me e insinuazioni crudeli alla mia portavoce. Vi applico la legge antica: ciò che direte vi sarà detto e ciò che farete vi sarà fatto. Oggi ordino alla mia portavoce il silenzio e voi non potete protestare e solo quando i vostri comportamenti saranno diversi e quando la giustizia sarà amata, allora verrà tolto il sigillo alla mia amata.
Il vostro Gesù.

Riflessione sul messaggio:
Ho accolto questo messaggio con preoccupazione e profondo dolore. Il Signore, da oggi, mi ordina di rimanere in silenzio: non potrò più chiedere nulla per ciascuno di voi. Gesù motiva questa decisione dicendo che molti mi hanno scambiata per un’indovina o per una cartomante, poiché mi presentano richieste futili, riguardanti il futuro, la vita sociale, economica o altre domande che nulla hanno a che fare con la salvezza dell’anima e con la conversione personale. Tutte quelle domande volte a trattarmi come un’indovina, per ottenere “informazioni” sul futuro, sono sgradite a Gesù e devono cessare. L’approccio di alcune persone che si rivolgono a me è più vicino al paganesimo che alla fede cristiana, perché si cerca di ottenere un “risultato” piuttosto che sottomettersi alla Volontà di Dio.
Gesù usa parole forti, è addolorato e dice che a causa del nostro egoismo gli abbiamo serrato il cuore. Non si sta rivolgendo solo a qualcuno in particolare, ma a ciascuno di voi, cari fratelli. Quando vi avvicinate a me per ottenere qualcosa da Gesù, ricordate che Lui già conosce il vostro cuore e conosce anche le astuzie che tanti di voi mettono in atto per ottenere dal Signore qualcosa tramite me. Gesù cita – non a caso – la maga di Endor (episodio narrato nel primo libro di Samuele), per dirci che se attraverso la preghiera personale Lui non ci ascolta, non dobbiamo tentarlo ricorrendo alla veggente o peggio ad altri veggenti fino a che non otteniamo quella risposta che tanto desideriamo: Lui solo è il Signore, il Re dell’Universo e noi non possiamo fare altro che riconoscere la sua Maestà ed inchinarci a Lui e alle sue decisioni, con umiltà e fede. Il silenzio che Gesù mi ha imposto durerà fino a quando ognuno di voi non si ravvederà, non cambierà il modo di porsi nei confronti di Dio e soprattutto non amerà la sua Giustizia, cioè non amerà e accetterà quello che Lui, nella sua insondabile sapienza, ha stabilito per ognuno, croci comprese. Ricordiamoci, infine, che le apparizioni della Madonna sono un dono inestimabile e pertanto la partecipazione al Rosario deve venire prima di ogni altra occupazione terrena (fatta eccezione ovviamente per il lavoro o altri doveri importanti familiari). Non diamo mai per scontato che la Madonna continui ad apparire, approfittiamo di ogni singolo momento per ricevere da Lei le grazie di cui ci fa dono durante la preghiera e durante l’ apparizione.

 

Perché mi sorridi?

 


Perché mi sorridi, Signore, se non perché mi ami?

Perché mi sorridi, Bambino del presepio che tendi le braccia al mondo, se non per offrirmi tutta la freschezza del tuo amore?

Perché mi sorridi nel tuo insegnamento di Maestro, se non perché la tua dottrina, così esigente, mi promette la felicità?

Perché mi sorridi, Signore che guarisci i malati e risusciti i morti, se non perché i tuoi miracoli vogliono seminare una gioia traboccante?

Perché mi sorridi persino nel supplizio della croce, se non perché la tua sofferenza mi dona la pace della coscienza e una vita migliore?

Perché mi sorridi umilmente nella gloria della tua risurrezione, se non perché vuoi condividere con me il tuo trionfo?

Perché mi sorridi in ogni grazia che mi accordi, se non perché vuoi metterci la tua profonda benevolenza?

Perché mi sorridi, mentre così spesso ti ho contrariato, meritando uno sguardo severo, se non perché vuoi amarmi nonostante tutto?

Perché mi sorridi, se non per donarmi il tuo cuore e prendere il mio nella risposta del mio sorriso?


È NECESSARIO CHE CI SIA UNA NUOVA UMANITÀ

 


MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
A LUZ DE MARIA

26 APRILE 2026


Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:


Quale Capo degli Eserciti Celesti, vengo a portarvi la Parola della Trinità Sacrosanta e quella della Nostra Regina e Madre.


Voi siete chiamati a fare il bene, al fine di ottenere i beni spirituali, grazie ai quali il vostro cuore sarà di carne e irradierà l’amore che solo coloro che faranno parte del Resto Santo riceveranno, tramite “i doni e le virtù dello Spirito Santo”, alla fine della giornata. (1)


QUESTO È IL MOMENTO DI RISCATTARVI, FACENDO IL BENE, PENSANDO BENE, COMPIENDO LE OPERE E LE AZIONI NEL BENE.


IN QUESTO MODO QUELLO CHE AVRETE IN VOI VI PORTERÀ AL BENE SIA PERSONALE CHE COMUNITARIO, QUINDI VI INVITO A PREGARE LO SPIRITO DIVINO IN OGNI MOMENTO E CON PROFONDO AMORE. (2)


Amati dal Nostro Re e Signore Gesù Cristo, ciascuno di voi deve percorrere il cammino di benedizione cosicché possiate dare testimonianza del modo di comportarsi e di agire dei veri figli di Dio.

 

L’umanità si è allontanata dai Comandamenti Divini, voi avete poco amore e l’invidia è prevalente e questo porterà alcuni fratelli a consegnare i loro simili ai seguaci dell’Anticristo, che sta agendo sull’umanità, passando ordini a coloro che credono di essere i padroni del mondo.

 

Voi siete immersi nella decadenza in ogni ambito, al punto che in questo periodo stanno accadendo molti disastri naturali e c’è una costante minaccia di guerra.

 

Sarete testimoni dell’instabilità della Cintura di Fuoco del Pacifico, che causerà terremoti in vari punti del Pianeta.

 

VOI NON AVETE ANCORA COMPRESO CHE “LA COSCIENZA COLLETTIVA” HA UNA GRANDE INFLUENZA SULLA STABILITÀ O SULL’INSTABILITÀ DEL PIANETA, PERTANTO VI INVITO ALLA CONVERSIONE AFFINCHÈ CIASCUNO DI VOI POSSA ESSERE UNA LUCE PROFONDAMENTE POSITIVA SULLA TERRA.


Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

 

È NECESSARIO CHE CI SIA UNA NUOVA UMANITÀ, persone che adorino la Trinità Sacrosanta, persone che riconoscano il Dio Uno e Trino e che amino la Nostra Regina e Madre. È per questo motivo che venite continuamente chiamati al cambiamento interiore: dovete essere più spirituali.

 

In questi momenti frenetici, dovete approfittare di ogni momento per lottare per un cambiamento interiore, senza dimenticarvi che ciascuno deve proteggere il proprio corpo, che è un tempio e quindi non lo deve esporre alla mondanità.

 

VOI STATE CAMMINANDO ASSIEME AI VOSTRI FRATELLI, MA QUESTO CAMMINO DEVE ESSERE INDIRIZZATO VERSO UN UNICO CENTRO: LA TRINITÀ SACROSANTA E CIASCUNO DEVE SCEGLIERE SE DIRE “AMEN” OPPURE RIMANERE IN SILENZIO.


Figli, non allontanatevi dalla retta via, siate perseveranti nel cambiare, siate più spirituali, affinché in questa Era dello Spirito Santo, continuiate a ricevere i doni e le virtù, in quanto coloro che saranno tiepidi non li riceveranno.

 

Pregate figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, pregate, perché sulla terra e all’umanità, accadrà l’impensabile.


Pregate figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, pregate, siate più della Trinità Sacrosanta e della Nostra Regina e Madre, prima che vogliate farlo ma non lo potrete più fare.


Pregate figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, il Giappone tremerà talmente forte che parte di questa nazione si inabisserà; vari Paesi saranno scossi fortemente.


Pregate figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, pregate, senza preghiera, senza darvi ai fratelli, senza cambiare il vostro modo di agire e di reagire, senza un vero cambiamento personale, non diventerete più spirituali.


Pregate, figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, pregate, il clima colpirà con forza, causando gravi devastazioni. (3)


Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

 

AVVERRANNO GRANDI CAMBIAMENTI, VOI NON ATTENDETELI CON PAURA, MA CON FEDE; non dovete vivere pensando a quello che sta per accadere, bensì pensate che dovete essere più come Nostro Signore Gesù Cristo e dire “Sì alla Volontà di Dio” come la Nostra Regina e Madre.

 

Siate cauti, i seguaci del male agiranno contro il Popolo di Dio, pertanto siate più spirituali e meno mondani, continuate ad essere prudenti strumenti del Nostro Re e Signore Gesù Cristo.

 

Andate avanti senza paura, continuate con quella Fede che vi confermi figli di Dio; voi siete protetti dalle Legioni Celesti, siete protetti dalla nostra Regina e Madre, la quale vi dice: “Non ci sono forse qui Io, che Sono vostra Madre?”

 

QUANDO UNA PERSONA VIVE LA FEDE, NON VIVE NELLA PAURA COSTANTE, MA CREDE NELLE PROMESSE DIVINE.


Noi vi proteggiamo passo dopo passo.

 

San Michele Arcangelo e le Mie Legioni Celesti


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Sul Resto Santo, leggere…
(2) Libro Preghiamo in un solo cuore, scaricare…
(3) Sul clima, leggere…
(4) Sulla Fede, leggere…

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA



Fratelli:

 

San Michele Arcangelo ci ha rivolto un Appello sul quale dobbiamo riflettere profondamente…

 

Ogni anima si mette davanti a questo Appello con la sua storia, le sue lotte e la sua disponibilità verso Dio.
Il Messaggio è il medesimo: scegliere Cristo, crescere spiritualmente, vivere nella verità e Dio lo sta scolpendo nel cuore di ciascuno in modo unico.
Nessuno può intervenire sulla risposta individuale, che è personale, né sul tuo discernimento o sul momento interiore che stai attraversando.

 

Alcuni possono ascoltare questo Appello, comprenderlo e seguirlo, ma tocca per tutti una profondità che solo tu e Dio conoscete. Si tratta della libertà e dell’Amore:


“Il Cielo chiama tutti, ma ciascuno risponde in modo personale e irripetibile”


Per questo dobbiamo essere maggiormente alla maniera di Cristo e meno delle cose mondane.

 

Amen.

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


I FRUTTI 


Conversioni 

 A Ghiaie si sono verificate guarigioni fisiche complete e  immediate. Tuttavia non sono le guarigioni del corpo i veri  miracoli di Ghiaie, ma le guarigioni dello spirito. 

Don Luigi Cortesi, dopo avere confessato nella chiesa parrocchiale di Ghiaie, il 28 maggio 1944, scrive: 

"Per un paio d'ore siedo in confessionale. Se i silenzi dei  confessionali si squarciassero! Se quelle stole violacee unte e  stazzonate potessero parlare! Peccato, davvero, che le conversioni spirituali non possano addursi come miracoli probativi  nell'accertamento delle visioni di Adelaide" (v. Storia dei fatti di  Ghiaie, o.c. p. 134). 

Al di là del giudizio sul valore probativo delle conversioni,  giudizio che giustamente molti rifiutano, la testimonianza del  Cortesi è importante, perché viene da una fonte non sospetta. 

Il Cortesi aggiunge: 

"La pietà popolare, con dilatato cuore, narra di una decina  di conversioni repentine, giudicate straordinarie, "miracolose";  le mie esperienze personali potrebbero arricchire la collana con  tre nuove perle, e chissà quante altre potrebbero aggiungerne i  ministri del confessionale, se su questi fatti non cadesse un  infrangibile segreto. Il Rev. Don Silvio M. Girola comunica (da  Como, Valduce, Via Dante 9, li 12-7-1944) al vescovo di Bergamo quanto segue: "Nessuna intenzione, da parte di chi vi  scrive per obbligo di coscienza, di influire in alcun modo,  diretto od indiretto, sulle decisioni che prenderanno coloro che  sono a ciò preposti dalla S. Chiesa a proposito delle presunte  apparizioni delle Ghiaie; ma i fatti sono fatti e si devono denunciare, perché siano conosciuti, vagliati e giudicati. Ma quando si  parla di conversioni d'un carattere che sembra miracoloso, le  difficoltà diventano gravissime perché generalmente implicano  segreti infrangibili del Tribunale di Penitenza; ragion per cui  spesso, anzi quasi sempre e per la maggior parte rimangono  ignorate. 

D'altra parte, se una vera conversione vai più di una  resurrezione, perché si dovrebbe tacerne, proprio in tempi che  ne hanno più bisogno?... 

Queste cose diceva a se stesso chi scrive, per vincere la  riluttanza e la perplessità di rendere manifesta all'Ecc. V., con le  dovute cautele, un'improvvisa, non chiesta e nemmeno desiderata  conversione di un uomo, già inoltrato nella vecchiaia, che, dopo  essere vissuto oltre mezzo secolo nella miscredenza, non solo,  ma nell'odio più satanico e feroce contro Dio, per essersi trovato  quasi a sua insaputa a Ghiaie la sera del 31 maggio in mezzo  all'immensa folla che pregava e piangeva, senza aver vista né la  "piccola" in estasi, né i presunti miracoli, ed aver guardato, quasi  con indifferenza i fenomeni solari, d'un tratto si sentì preso da un  nodo alla gola, da una contrizione così perfetta che, da quel  momento, non è cessata più, obbligandolo quasi ad invocazioni  continue (oltre 100 "miserere" in un solo giorno) ed a riconoscere l'assurdità di tutte le obiezioni ed argomentazioni  filosofiche contro la fede, già credute assiomatiche e difese in  Italia ed all'estero con molti scritti, anche sopra una rivista  massonica; sicché fece l'immediato proposito di confutar se  stesso e di spendere ogni rimanente attività della propria vita  nell'apologia di quella religione che egli aveva tanto odiata da  desiderare tutte le scomuniche immaginabili e possibili, non  solo, ma da presumere e da procurare di convincersi perfino di  non essere stato battezzato, ciò che intendeva di fare con un  racconto autobiografico intitolato appunto: Il battesimo. 

Scrittore di varie commedie in poesia ed in prosa, tutte con  intendimenti anticlericali, fra le più recenti ne aveva preparata  una; "Duccina ne fa delle sue", dove, perfino un'ingenua bimba  dell'età dell'Adelaide, ma di famiglia molto signorile, alla vigilia  della prima Comunione per un gioco fanciullesco, del quale non  sa nemmeno rendersi conto, mette un'intera popolazione nella convinzione di una sequela di miracoli della B. Vergine, con la  probabilità di un futuro santuario da rivaleggiare con quello  stesso di Lourdes. Ben strana concomitanza di eventi, perché par  proprio che Maria SS. abbia voluto trasformare il suo nemico in  un apostolo, ed infatti, non solo egli intende di confutarsi, ma di  ridurre, per quanto gli sarà possibile ad opere di edificazione  quello che aveva preparato con ogni accuratezza per distruggere  la fede nei cuori... 

Di quale e quanta intensità fossero il sentimento di contrizione ed il dolore, o per meglio dire, lo strazio provato dall'infelice, nello stesso tempo invidiabile, convertito, meglio ancora  che dall'epistolario, dove di necessità il mittente, pensando  all'amico, diventa un interlocutore, apparirà chiaro da alcuni  pensieri che si leggono nei fogli dei suoi quotidiani esami di  coscienza. Sono espressioni che talvolta rasentano quasi la  disperazione; ma il fortunato quasi dà subito la partita vinta alle  immortali speranze. "Quando penso all'enormità ed al numero  incalcolabile dei miei sacrilegi, poiché il loro ricordo risale alla mia primissima fanciullezza (incredibile a dirsi! Da un istinto  satanico ero indotto, bambino d'un lustro appena, a fare osceno  strazio delle immagini più commoventi: l'Addolorata e l'Ecce  Homo di Guido Reni, per es.); e che poi spesi più di mezzo  secolo nello studio dei mezzi più atroci di vilipendere la religione cattolica e di combatterne il Fondatore, strappandogli  quante più anime fosse possibile..., concludo che se, per un'ipotesi, Egli il Giudice divino, volesse lasciarmi arbitro della mia  sorte..., io mi condannerei, io mi dovrei condannare. Ma so che  Egli, nella sua infinita misericordia, troverà le attenuanti, o nella  pazzia congenita, o nell'ossessione satanica, o nella scuola perversa, o nelle tremende seduzioni, sicché straziato, ma fiducioso, io sento di dovermi gettare fra le sue braccia e di giurargli  che l'amo". 

Seguono poi delle pagine dove si rivolge direttamente a  Maria SS., dolente di tutte le offese recatele. Per non passar  davanti alle sue chiese arrivava al punto di allungare gli stessi  itinerari obbligati; e fino al 30 maggio nulla sapeva di Fatima,  per aver distrutto, con molti altri, tutti i libri che ne parlavano..." (v. Il problema delle apparizioni di Ghiaie, o.c. pp. 188190). 

Don Italo Duci, allora coadiutore nella parrocchia di Ghiaie, il 13 giugno 1944, scrive nel suo diario: 

"Le conversioni furono numerose e ce ne furono segnalate  dai paesi vicini e dai lontani, nel ceto colto e non colto, e anche  di persone influenti" (v. D. Argentieri, o.c., p. 105). 

Don Cesare Vitali, parroco di Ghiaie, più volte disse ad  Achille Ballini, suo figlioccio: "Bisognava entrare nei confessionali per capire se in tutto quel movimento c'era o non c'era il  dito di Dio. Chi vi attirava i grandi peccatori a vuotare il sacco  delle loro miserie? Lo spirito di preghiera e penitenza suscitatosi,  resterà incancellabile nella storia delle Ghiaie. Nessuno potrà  dimenticarlo" (v. A. Ballini, Una fosca congiura contro la storia,  p. 82). 

Don Felice Murachelli, parroco di Cevo (Brescia), invitato dal vescovo a lasciare la parrocchia, perché la sua vita era in  pericolo, dal 13 luglio al 17 agosto 1944, soggiorna a Ghiaie,  dove si prodiga nel ministero sacerdotale. 

Nel suo diario, il 13 luglio, scrive: 

"Giungo alle Ghiaie verso le ore 11 e presto posso celebrare la S. Messa, nonostante vi sia ressa di sacerdoti che attendono. 

Mi porto subito dopo sul luogo del Torchio. Mi sento preso  da un nodo alla gola e mi scende qualche lagrima furtiva dagli  occhi nel vedere tutta quella gente che prega fervida e compatta e  risponde alle suppliche di Lourdes. Noto molti sacerdoti, anche  esteri, molti religiosi e religiose. Sulla morena prospiciente il  luogo ho la fortuna di incontrarmi con monsignor Egidio  Bignamini, prevosto di Treviglio (poi arcivescovo di Ancona) e  con monsignor Angelo Bramini di Lodi... 

Dall'alto della morena assistiamo al canto ed allo spettacolo della folla sul luogo benedetto. I due monsignori fanno  fatica a staccarsi ed è qui che monsignor Bramini dice: "Questo è  l'epilogo di Fatima! Che bellezza... verrebbe voglia di stare  sempre qui". 

Alla sera mi rassegno a passare la notte nella chiesa di Ghiaie, affollata di pellegrini che vi pernottano. 

Presto la mia opera nel confessionale: cose veramente edificanti. Quanta gente è venuta da lontano unicamente per chiedere la conversione: "Mi preme solo di salvarmi l'anima, il resto  non mi interessa", è la frase che più frequentemente risuona al  mio orecchio... Alla mezzanotte incominciano le S.S. Messe che  continuano fino alle 10 (del 14 luglio, n.d.r.); io pure continuo a  confessare fino alle ore 9. Domando poi in canonica di poter  riposare le mie stanche membra fino alle 14 sopra una sedia a  sdraio. Quando mi sveglio ho una sorpresa: il padre missionario  che aiuta da alcuni giorni il prevosto delle Ghiaie mi cede il  posto perché deve partire ed io divento l'aiutante del buon prevosto, il suo secondo coadiutore e il penitenziere dei  pellegrini. Non mi so capacitare di tanta bontà della Vergine SS.  verso di me... Le serverò imperitura riconoscenza... Qui mi  sento sicuro sotto il manto di Maria. 

Il prevosto mi fa le consegne ed io incomincio la mia attività spirituale: confessionale, benedizioni, incontri con migliaia  di pellegrini, che giungono da tutte le parti dell'Alta Italia. 

15 luglio 1944 

... Nel ministero del confessionale avverto nelle anime un bisogno di speciale purificazione: 

18 luglio 

In un'atmosfera satura di soprannaturale continuo il mio  servizio religioso in parrocchia: confessioni, comunioni e benedizioni. Il ritmo della preghiera dei pellegrini continua senza  interruzione... 

Alle 9.30 una mamma proveniente dalla provincia di Udine  mi porta perché sia benedetta una bambina di 5 anni (Bianca  Nicoletti, n.d.r.) ammalata di spondilite (morbo di Pott, tbc  ossea, n.d.r.) da due anni e mezzo, sorretta dal bustino di ferro.  Sembra più morta che viva... La piccina faceva veramente pietà.  Sembrava una cencio. Le dò la benedizione e invito la madre a  pregare con fede la Vergine SS. La madre scende al Torchio per  pregare... Alle ore 16 la bambina ritorna dal Torchio guarita e al  mattino seguente con la madre a piedi riprende la via del  ritorno... 

20 luglio...Nell'atmosfera spirituale delle Ghiaie continuo  il mio ufficio di penitenziere. Oggi è arrivato un pellegrinaggio  da Lecco di oltre 800 persone e debbo rimanere in confessionale  fino alle 11.30. Dal 18 luglio in poi sono divenute rare le guarigioni fisiche straordinarie, ma sono numerosi in questi giorni i  miracoli morali. E cosa strana, tocca proprio a me vedere questi  ritorni di tanti figli prodighi alla casa del Padre. Gente che è  venuta da lontano non per chiedere la guarigione da infermità,  ma la salvezza dell'anima, il sollievo a una coscienza in tempesta  da anni... 

23 luglio 

...Tranne il tempo della celebrazione della S. Messa e di  due omelie, rimango nel confessionale dalle 4.15 alle 12 suonate... Dovrebbero venire qui al mio posto gli scettici e i  denigratori dei fatti delle Ghiaie... e che dire delle conversioni'?  In questa settimana la Madonna ha operato un numero stragrande  di miracoli morali ed ha sospeso momentaneamente io spero, i  miracoli di ordine fisico... Chi potrà contare le conversioni  avvenute alle Ghiaie? Solamente Dio, la Vergine e gli Angeli lo  sanno, agli uomini le cifre rimarranno eternamente nascoste... 

31 luglio 

...Dal 13 al 31 luglio è stato fatto un lavoro più nelle  coscienze, che esteriore, noto più agli angeli del cielo, che ai  poveri mortali della terra. Ecco forse spiegato l'odio di Satana e i  suoi tentativi d'impedire il bene delle anime. 

Di tutto questo lavoro spirituale si è data relazione completa alla commissione per i fatti delle Ghiaie (quale? La commissione teologica è stata nominata il 28 ottobre 1944, n.d.r.) e il  rev. prof. Cortesi ha così risposto: "Grazie della tua relazione che  è un prezioso documento della storia spirituale delle Ghiaie.  Grazie anche a nome della Diocesi, per la illuminata indefessa  prestazione che ci hai offerto nei giorni del tuo soggiorno alle  Ghiaie. Va da sé che la ricompensa adeguata l'avrai da Colei per  il cui onore ti sei prodigato. Dominus tecum". (v. Felix = Felice  Murachelli, o.c., Breno (Brescia) 1987, pp. 102-121). 

Severino Bortolan

martedì 28 aprile 2026

Il Codice Finale di Daniele: Perché la fine dei tempi inizierà alle 24:00 di questo segnale


 

La buona volontà riconosce le Rivelazioni di Dio

 


Coloro che sono di buona volontà 


Nel Cielo e sulla Terra è determinante unicamente la Mia Volontà e tutto si avvicina all’umanità in modo come corrisponde al Mio Amore ed alla Mia Sapienza. Nessuno, né gli uomini sulla Terra, né gli esseri beati ed infelici nel Regno spirituale, possono opporsi alla Mia Volontà, finché Io l’impiego. Ed Io la lascio diventare attiva, finché serve al meglio per le Mie creature. E fino ad allora tutto l’essenziale deve anche adeguarsi alla Mia Volontà. Ma Io sò anche, quando è utile per l’essenziale muoversi secondo la libera volontà e parere di agire oppure di omettere. Allora la Mia Volontà retrocede, per dare all’essere la possibilità di una libera decisione. Sulla Terra si deve ora decidere la libera volontà dell’uomo e perciò voi uomini sulla Terra non potete osservare o solo di rado un visibile Intervento da Parte Mia nella volontà determinante, perché questo non corrisponderebbe né al Mio Amore, né alla Mia Sapienza, altrimenti le cose starebbero ben diverse nel grado di maturità degli uomini, ma sarebbe messo in discussione un divenire perfetto. E perciò vi offrirò le Mie Rivelazioni che sarebbero ben adeguate di agire in modo determinante sulla volontà degli uomini, in modo che la libera volontà non venga costretta o influenzata in nessun modo, che non costringa alla fede, ma l’uomo si possa decidere totalmente libero di accettarle oppure di rifiutarle. Ma se una Rivelazione proviene da Me, se Io Stesso Mi dò a riconoscere agli uomini sulla Terra, lo potrà sempre giudicare una buona volontà, perché questa Forza defluisce da ogni Rivelazione da Parte Mia, che un uomo di buona volontà si sente toccato, quindi interpellato da Me. Perciò le Mie Rivelazioni nell’ultimo tempo della fine penetreranno solo poco e troveranno poca considerazione, perché gli uomini in questo tempo non sono più di buona volontà. E’ una dura espressione, che gli uomini vorrebbero respingere stizziti e malgrado ciò, solo pochi uomini hanno una buona volontà, una volontà che si sottomette incondizionatamente alla Mia, che danno del tutto la propria volontà, per far valere solo la Mia Volontà. Ed Io non posso dare agli uomini nessuna dimostrazione più evidente, perché non Io voglio cambiare la loro volontà, ma loro stessi lo devono fare. Ma Io Mi servo dei pochi che si sottomettono a Me incondizionatamente e lascio parlare loro al Posto Mio. Perché in loro può agire il Mio spirito e quindi parlo comunque Io anche a coloro che dubitano, ma rispetterò sempre la libera volontà dell’uomo e non gli vengo incontro in modo insolito, perché non ne avrei conquistato nulla da coloro che credono solamente, quando viene loro dimostrato il Mio Agire.

Amen

10. gennaio 1954

Manca qualcosa alla passione di Cristo e all'equilibrio del mondo

 


IL VANGELO DALLA SINDONE


Manca la tua passione. Infatti noi tutti formiamo con Gesú un solo corpo, misterioso, di cui Gesú è il capo e noi siamo le membra.

Dice S. Paolo: « Come il corpo, infatti, è uno solo ed ha molte membra, ma tutte le sue membra, pur essendo molte, non sono che un sol corpo, cosí il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito Giudei e Gentili, servi e liberi, per formare un solo corpo, e tutti siamo stati dissetati con un solo spirito.

Infatti, anche il nostro corpo non è un membro solo, ma è composto di molte membra. Se il piede dicesse: "Siccome non sono una mano, io non sono del corpo", forse per questo non apparterrebbe al corpo? E se l'orecchio dicesse: "Siccome non sono occhio, io non sono del corpo", forse per questo non farebbe parte del corpo? Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se fosse invece tutto udito, dove sarebbe l'odorato? Ora, invece, Dio ha posto le membra come ha voluto, distribuendo ciascuna di esse nel corpo. Difatti, se tutte le membra fossero un membro solo, dove sarebbe il corpo?

Or dunque, molte sono le membra, ma uno solo il corpo. L'occhio non può dire alla mano: Non ho bisogno di te; né la testa puó dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi, le membra del corpo che sembrano le piú deboli sono molto piú necessarie; e quelle che stimiamo meno nobili del corpo, le circondiamo di maggior onore, e quelle meno decorose le trattiamo con maggiore riguardo, mentre le nostre membra decorose non ne hanno bisogno» (I Cor. 12,12-22).

Per cui come ha sofferto Gesú per salvare l'umanità dobbiamo soffrire noi. Dice infatti ancora S. Paolo scrivendo ai Colossesi: « Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa » (Col. 1,24). Mediante la comunione le nostre fatiche, le nostre sofferenze, le nostre preghiere, le nostre opere buone divengono fatiche, sofferenze, preghiere, opere buone di Gesú.

Le sofferenze dei buoni sopportate nel lavoro, nel vincere le tentazioni, nelle malattie, nella pratica della mortificazione nell'esercizio della carità, della pazienza, dell'apostolato danno ai peccatori il tempo, l'occasione e gli stimoli a convertirsi e a salvarsi.

«Un piccolo sacrificio offerto a me con amore, disse Gesú a Suor Josepha Menendez, diventa nelle mie mani mezzo per salvare qualche anima». E la Madonna disse un giorno ai bambini di Fatima: « Se farete molte preghiere e molti sacrifici salverete molte anime»; e aggiunse: «Molti peccatori vanno all'inferno perché non c'è chi preghi e chi si sacrifichi per loro ».

Il punto di fusione delle sofferenze e delle preghiere dei buoni con quelle di Gesú è la S. Messa. In essa i buoni all'offertorio offrono al Padre, insieme al pane e al vino del sacerdote, le loro sofferenze, le loro fatiche, le loro preghiere, le loro opere buone; ed esse, insieme al pane e al vino, alla consacrazione divengono, sofferenze, fatiche, preghiere, opere buone di Gesú per la vita del mondo e la salvezza delle anime.

Per questo niente di piú grande e di piú prezioso per sé e per il mondo può fare il cristiano in una giornata che partecipare alla S. Messa e fare la comunione, completandola nella giornata con le opere buone. Per questo la Chiesa, sollecita del bene dei suoi figli e di tutto il mondo, prescrive ai cristiani di partecipare alla Messa ogni domenica.


Signore, che mi avvolgi nella tua bontà

 



Fammi scoprire, nella mia vita quotidiana, la delicatezza del tuo amore.

Aiutami a riconoscere, ogni giorno, le molteplici attenzioni della tua amicizia, i segni costanti del tuo interessamento per me!

Rivelami più chiaramente la perseveranza della tua protezione, la fermezza della tua vigilanza, l'universalità della tua sollecitudine, la generosità dei tuoi favori!

Fammi sentire o intuire più profondamente le manifestazioni della tua tenerezza, le prove della tua benevolenza.

Fortifica la mia fede, perché io creda di più'alla tua presenza amorosa di ogni istante, allo sguardo di simpatia che volgi su di me, alla mano affettuosa che guida tutti gli evènti della mia vita.

Rendimi felice di essere immerso in un amore così grande e sviluppa in me un delicato affetto che risponda al tuo, una sollecitudine di piacerti in tutte le cose, poiché da tutte le cose mi viene il dono del tuo cuore.


L'umanità cammina verso un futuro sanguinoso.

 


Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 23/04/2026


Cari figli, Io sono vostra Madre e vi amo. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Allontanatevi dall'oscurità spirituale e testimoniate che siete di Mio Figlio Gesù. L'umanità cammina cieca spiritualmente ed è giunto il momento del vostro grande ritorno al Dio della salvezza e della pace. Curate la vostra vita spirituale. Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera, all'ascolto della Parola di Dio e accogliete anche i Miei appelli. Io vengo dal Cielo per portarvi in Cielo. Siate miti e umili di cuore, perché solamente così potrò aiutarvi. L'umanità cammina verso un futuro sanguinoso. Giorni verranno in cui molti si pentiranno della vita trascorsa senza la Grazia di Dio, e sarà tardi. Ritornate. Il Mio Gesù vi aspetta a braccia aperte. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Regina della Famiglia


 

Apparizioni a Ghiaie


I FRUTTI 


Le vocazioni 

Fu proprio il moltiplicarsi delle vocazioni, dipendente  dalle apparizioni di Fatima, a convincere Pio XI dell'autenticità  di quei fatti, prima della loro approvazione. 

Dopo le apparizioni di Ghiaie, sono sorte numerose vocazioni alla vita religiosa. 

 La prima chiamata è la piccola veggente, che a sette anni  sa che deve diventare suora sacramentina. Adelaide Roncalli  non poté fare la professione religiosa, per vicende che conosciamo. 

 Il secondo chiamato è Candido Maffeis, al quale la Vergine, attraverso Adelaide, dice che diventerà sacerdote secondo  il suo cuore. Don Candido divenne sacerdote. 

- La cugina Maria Roncalli, che seguì Adelaide soprattutto  nei giorni delle apparizioni, entra nella Congregazione delle  Suore di Nostra Signora della Misericordia di Savona. Offre la  sua vita al Signore perché le apparizioni siano riconosciute dalla Chiesa, e muore a Savona il 14 maggio 1958. 

 Anna Sala, di Mandello Lario, guarita improvvisamente  da gravissima malattia a Ghiaie, entra nella Congregazione delle  Suore Concezioniste. 

Madre Caterina Roncalli, sua Superiora Generale, in un  breve profilo scritto dopo la sua morte, tra dice: "In certe  vicissitudini il suo abbandono alla Provvidenza Divina, il suo  immenso amore alla Madonna dalla quale era convintissima di  essere stata strepitosamente miracolata, ebbero dell'eroico e io  posso testimoniare che in così straordinaria vita interiore Suor  Anna raggiunse una semplicità che ha stupito quanti sono vissuti con lei ed anche quanti ebbero contatto semplicemente  occasionale con questa creatura che viveva di preghiera e di  zelo. È mia ferma convinzione che la personalità di Suor Anna  Sala non può essere spiegata se non in relazione al miracolo  della sua istantanea e duratura guarigione avvenuta il 31 maggio  1944" (v. Vita Concezionista, dicembre 1985,  p. 23). 

 Assieme ad Anna Sala, entra nella Congregazione delle  Suore Concezioniste, Caterina Roncalli, sorella di Adelaide, che  diventò Superiora generale della medesima Congregazione. 

 Suor Lidia, delle Suore della Carità, di S. Vincenzo, assicura che la sua vocazione nacque a Ghiaie, perché lì andò a pregare per avere luce nella scelta dello stato della sua vita. 

 Fumagalli Aralda, guarita improvvisamente dal male a  un ginocchio, a Ghiaie, durante le apparizioni, poto diventare  suora missionaria comboniana. 

 Maria Brunato di S. Giorgio di Nogaro (Udine) dopo  essere stata guarita improvvisamente a Ghiaie, l'otto luglio  1944, da spondilite (infiammazione delle vertebre), entrò a far  parte della Congregazione di Maria Bambina, fondata dalle  Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa. 

Suor Maria Grazia Brunato, deve la sua vita religiosa  all'intervento prodigioso della Madre di Dio, apparsa a Ghiaie. 

-  Arzuffi Lucia, di Marne (Bergamo), cugina di Adelaide,  quando avvennero i fatti di Ghiaie aveva 18 anni e partecipò ad alcune apparizioni. Nel 1950 entrò nel convento delle Suore  Adoratrici di Rivolta d'Adda (Cremona). 

Svolgeva il suo servizio presso il Santuario della Madonna Addolorata di Rho (Milano). 

Nel mese di novembre 1986, andai a visitare il suddetto  Santuario e la incontrai: parlandomi dell'origine della sua vocazione con spontaneità mi disse la sua gioia di servire il Signore  nella preghiera e nel lavoro. 

Ho citato soltanto alcune delle vocazioni sorte in stretta  dipendenza dalle apparizioni di Ghiaie. Non è lecito pensare ad  un fatto soprannaturale, che spieghi questa straordinaria fioritura  di vocazioni? 

Severino Bortolan 

lunedì 27 aprile 2026

Apocalisse 2026: L'evento in Israele che darà inizio alla Tribolazione in tutti i Paesi


 

Malafede, motivo per l’avvenimento mondiale – Tempo di Grazia – Ambito

 


Segni del tempo – Assenza di fede 


Mai è stata così grande la miseria sulla Terra, affinché l’eterna Divinità Si vede indotta ad un potente Intervento in una tale misura, che un’innominabile sciagura in relazione terrena è destinata all’umanità. Più percorre le sue vie senza fede, più duramente verrà colpita in quella disposizione, perché la causa di tutta la sofferenza è unicamente questa assenza di fede, dato che questa è l’ultima possibilità di influenzare gli uomini in un certo modo educativo. Dove si passa ad ogni sofferenza e sciagura ancora con occhi chiusi senza pensare al Signore, là ogni aiuto per le anime è impossibile. La solitudine e l’abbandono più profondi soltanto fanno riconoscere agli uomini, che un’altra destinazione è motivo per la sua esistenza terrena, ed il corso dei pensieri è orientato giustamente solo, quando l’uomo tende a perseguire la sua destinazione sulla Terra. Ciò che muove prima il suo animo, è terreno e quindi totalmente inutile. Soltanto nello stato della conoscenza la diretta influenza della Forza spirituale è riconoscile in quanto ora tutto conquista forma e vita, ciò che finora toccava in modo schematico il pensare degli uomini. Nei tempi della più profonda miscredenza però il senso dell’uomo è piuttosto incline a trovare piacere nelle cose superficiali, non importanti, e tende sempre a sfruttare il più possibile il breve tempo sulla Terra rigettando tutti i pensieri spirituali, e così le Forze spirituali hanno poca influenza su tali uomini. Dove ora ogni sforzo di queste è senza successo, dove l’uomo si trova totalmente al di fuori dell’agire spirituale, ora è d’obbligo l’impiego dei mezzi che hanno certamente una conseguenza di indicibile miseria, ma non sono del tutto senza successo, e così gli avvenimenti sulla Terra aumenteranno di giorno in giorno che indicano visibilmente la caducità dei beni terreni come della vita corporea. Agli uomini viene ininterrottamente indicata la via che devono percorrere, ma questa via non sembra loro percorribile, perché appunto non vogliono credere. Opporranno ad ogni catastrofe della natura ed anche a qualsiasi avvenimento sempre di nuovo i loro saggi motivi ed obiezioni, ma non vorranno mai riconoscere gli Ammonimenti ed Avvertimenti dell’eterna Divinità. E persino gli avvenimenti più strani sono totalmente naturali secondo il loro punto di vista, fenomeni spiegabili con le forze della natura, a cui non è da attribuire nessun significato particolare. Più si ripetono questi avvenimenti, più l’umanità se ne abitua e vi si dispone con sempre maggior indifferenza e l’inevitabile conseguenza di ciò è che l’eterna Divinità darà agli uomini dei segni relativamente più potenti della Sua Onnipotenza e del Suo Agire, affinché gli uomini totalmente incaparbiti riconoscano questo come Mandato dall’Alto e salvino le loro anime prima che sia troppo tardi. Tali segnali devono giungere all’uomo sempre nell’ambito del possibilenaturale, per non influenzare in modo costrittivo la sua volontà, ma le portentose dimensioni di questi segnali indurranno comunque qualche uomo alla riflessione. E diventeranno persino stupiti coloro che finora si occupavano della pura scienza, quando riconosceranno che le loro ricerche e risultati non sussistono e tutti i calcoli terreni diventano inutili in vista di tali avvenimenti, che intervengono in modo sconvolgente e distruttivo nella vita terrena. Perché l’Agire del Signore si manifesterà ovunque, tutti gli uomini noteranno l’insolito del Suo Agire, ma non verrà riconosciuto come tale. Gli uomini cercheranno una spiegazione che corrisponda troppo al loro pensare e volere, comunque riconosceranno l’insufficienza del loro sapere. A costoro sarà veramente di benedizione il loro dubbio, dato che è l’inizio della fede, perché chi non teme di ammettere che il suo sapere non basta per una spiegazione, cerca inevitabilmente di giungere ad una spiegazione per via spirituale, ed allora non verrà lasciato più a lungo nell’ignoranza o nei dubbi, perché sta cercando la Verità ed è già arrivato molto vicino alla retta via. Se poi bada soltanto al moto del suo cuore, giungerà presto alla giusta conoscenza e questa sarà di utilità per la sua anima. Agli uomini è concesso ancora un breve tempo di Grazia, ma il Giorno arriverà molto presto in cui la morte terrà un grande raccolto, e beato colui che bada a tutti i segnali e non diventa pigro di lavorare sulla sua anima, perché Dio cerca ognuno ed anche il grande avvenimento in arrivo è soltanto una dimostrazione dell’infinito divino Amore, che è per tutte le creature sulla Terra e perciò non lascia nulla di intentato per salvare queste creature dalla grave miseria dell’anima. 

Amen

11. luglio 1939

Vivere nella Divina Misericordia

 


"Che dobbiamo fare per incontrarci con Dio?


Per incontrarci con Dio non è necessario affaticarci molto girando qua e là; egli si trova sempre molto vicino a noi; si trova nelle creature che ci circondano; ed è proprio qui dove anzitutto lo dobbiamo cercare. Tutte le creature ci richiamano alla memoria qualcuna delle perfezioni divine, specialmente quelle creature che, essendo dotate di intelligenza, possiedono in se stesse Dio, vivente: esse ci servono come una scala per la quale saliamo verso di lui.

Consideriamolo dentro di noi stessi, dato che il nostro cuore può arrivare ad essere un Tabernacolo vivente, purché lo invitiamo a rimanere dentro di noi, certi che egli resterà e si accomoderà nel nostro povero e miserabile cuore ed allora vivremo sotto il suo sguardo e la sua azione, lo adoreremo ed insieme a lui lavoreremo per la santificazione della nostra anima e per quella del nostro prossimo.

Se ci persuadiamo che il buon Gesù dimora dentro di noi, dobbiamo fare in modo che nel nostro cuore siano sempre presenti tre sentinelle: l'orazione, la mortificazione e la vigilanza che allontaneranno il nemico e non permetteranno che entri nella nostra anima alcun pensiero o desiderio che dispiaccia a Gesù... Infine sigilliamo il nostro cuore con il sigillo della santa perseveranza, così Gesù rimarrà con noi come grano di frumento, che germina, cresce e porta abbondanti frutti. Dobbiamo sforzarci perché il buon Gesù riposi nel nostro cuore come in un panno bianco, cioè purificato, pulito da ogni macchia e riscaldato con il fuoco dell'amore, adornato con la carità, il sacrificio e l'incenso dell'orazione".

"Non dobbiamo dimenticarci che una delle cause, che più facilmente ci conduce al puro amore di Dio, è la gratitudine, giacché è un sentimento molto nobile e per questo dobbiamo pensare con molta frequenza ai grandi benefici che Dio ci ha fatto, e di questi dobbiamo parlare con tutti quelli che ci circondano, per eccitarci ed eccitare gli altri all'amore di carità".

"Dobbiamo camminare avanti nello stato che abbiamo abbracciato, pregare e pensare frequentemente a questa verità: il buon Gesù non si contentò di meritare per noi, ma in più volle essere la causa esemplare ed il modello vivente della nostra vita soprannaturale. Ecco il modello da seguire: egli per trent'anni visse la vita più nascosta, più ordinaria, dando il più grande esempio di obbedienza e sacrificio. Lavorava e pregava l'Eterno Padre insegnandoci che, se vogliamo, possiamo santificarci in mezzo alle occupazioni più ordinarie. Visse anche la vita pubblica ed esercitò l'apostolato evangelizzando il popolo; soffrì la stanchezza, la sete, la fame e le fatiche, esperimentò l'amicizia di alcuni e la ingratitudine di altri, trionfi e persecuzioni; passò cioè per le peripezie di ogni uomo che ha relazioni con gli amici e con il pubblico.

Nella sua vita di dolori e di sofferenze ci dette l'esempio della pazienza più eroica in mezzo alle torture fisiche e morali, che tollerò non solo senza lamentarsi, ma pregando ed invocando il perdono per i suoi carnefici; e non diciamo che, essendo Dio, soffriva meno, poiché nello stesso tempo che era Dio era anche uomo, dotato di una squisita sensibilità, e così sentiva più vivamente di noi le ingratitudini degli uomini redenti da lui, l'abbandono degli eletti e il tradimento di Giuda. Provò tal sentimento di tedio, fiacchezza e timore, che non poté fare a meno di supplicare l'Eterno Padre che se fosse stato possibile avesse allontanato da lui l'amaro calice, e, già mezzo morto, nel nudo legno della croce, esclamò con un grido di dolore, mostrando la profondità della sua angustia: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".

Da questo trono di legno il buon Gesù fa le più grandi conquiste e continuamente si vede come anime assetate di soffrire per Iddio si consacrano totalmente al suo servizio nell'esercizio della carità, si sentono felici quando possono soffrire qualcosa per il buon Gesù e, nonostante la ripugnanza della natura, coraggiosamente portano la croce con amore per assomigliarsi al divino Maestro, soffrendo per lui e con lui.

Ciò fa continuamente un gran numero di anime amanti di Dio che aspirano solo a collaborare con lui nella santificazione delle anime".

"La mortificazione ci è grandemente necessaria per arrivare ad amare Dio, poiché mai potremo dire con verità che amiamo Dio e che desideriamo seguire il buon Gesù, senza amare la mortificazione. Gesù, durante tutta la sua vita in questo esilio, andò sospirando sempre per la sofferenza, si sposò con la povertà fin dal presepio e l'ebbe per compagna fino al Calvario. Così noi, se veramente desideriamo rassomigliare al buon Gesù e ricopiare in noi la sua perfezione, è necessario che portiamo la nostra croce come egli portò la sua e a lui ci uniamo con la mortificazione.

Attraverso la Croce il buon Gesù salvò il mondo e attraverso la Croce dobbiamo noi lavorare con lui per la nostra santificazione e per quella del nostro prossimo. Certo, la sofferenza è dura, ma non è così, quando contempliamo il buon Gesù, che va davanti a noi, portando la sua pesante croce per la nostra salvezza e per quella dei nostri fratelli.

Come ci permettiamo di lamentarci delle nostre sofferenze, se contempliamo il buon Gesù nella sua agonia e come ci scuseremo, se consideriamo come si diportò lui nella ingiusta sentenza della sua condanna, nella flagellazione, nella coronazione di spine e nella crocifissione?

Desideriamo il dolore, se veramente desideriamo arrivare al suo amore ed alla vera unione con lui. Teniamo sempre ben presente che per fortificare i nostri cuori nell'amore di Dio e nella sua carità ci è molto necessario che amiamo il dolore".

"Portare la croce è cosa inevitabile. Portarla seguendo Gesù, è gioia immensa; portarla dopo che l'ha portata Gesù è grande gloria. La croce è per noi forza e potenza di Dio.

Abituiamoci a fare agli altri quanto vorremmo che gli altri facessero a noi. Tutto ciò che procuriamo agli altri lo procuriamo a Gesù in persona.

Facciamo del bene a tutti, senza fare distinzione tra buoni e cattivi, parenti ed estranei, amici o nemici. L'unione con il nostro prossimo deve essere come quella delle membra del nostro corpo che si aiutano mutuamente.

Quando incontri un uomo sotto il peso del dolore fisico o morale, non tentare di porgergli un aiuto o una parola buona senza avergli dato prima uno sguardo di tenerezza e compassione".

don Domenico Labellarte


 


I tempi sono duri, ma se voi seguirete perfettamente ciò che vi ho detto sarete salvi; la vostra anima è la cosa più importante per me.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 21 aprile 2026


Figli amati,
grazie per essere uniti nella preghiera e per aver piegato le vostre ginocchia. Figli del mio cuore, è bello ascoltare le vostre voci che insieme agli angeli rendono Gloria a Dio. Figli miei, in questi anni siete stati seguiti e presi per mano: adesso è il momento di mettere in pratica tutto ciò che avete imparato da me e da Gesù. Figli, grazie per la vostra devozione, commuovete Il mio cuore e quello di mio Figlio. I tempi sono duri, ma se voi seguirete perfettamente ciò che vi ho detto sarete salvi; la vostra anima è la cosa più importante per me. Abbracciatevi con amore ed io sarò lì a benedirvi. Oggi io e il mio Gesù saremo con voi fino alla fine della preghiera.
Ora vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Riflessione sul messaggio:
Sono passati dieci anni dalla prima apparizione, da quando la Madonna è entrata nella mia vita e nella vita di tutti coloro che l’hanno accolta, ma l’emozione e la gioia che accompagnano questo dono divino sono vive ancora oggi. La Madonna ci ha chiamati spesso “bambini miei”, ci ha presi per mano, guidati ed istruiti, mentre oggi ci chiede di camminare con le nostre gambe, cioè di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti. Facciamo memoria di questa grazia ricevuta per volontà di Dio Padre, lodiamo e ringraziamo Gesù, la sua dolce Mamma e invochiamo lo Spirito Santo, affinché ci guidi nel cammino della vita.

APPARIZIONI MARIANE ATTRAVERSO I SECOLI

 


In tutto il mondo, le apparizioni della Vergine, nel corso dei secoli, sono state considerate come la presenza materna di Dio.

«La Madre di Dio... è una delle più potenti fortezze concesse dalla Divina Provvidenza alla Chiesa cattolica. In tutti i secoli e in tutte le battaglie e persecuzioni, la Chiesa si è rivolta alla Vergine Maria e ha sempre ottenuto da Lei vigore e difesa...»

S. S. Leone XIII, 2 maggio 1903.


APPARIZIONI DELLA MADRE DI DIO NEL I SECOLO 


Nel I secolo la Chiesa crebbe tra le persecuzioni del giudaismo, delle sette segrete e dell’Impero Romano. Nella sinagoga di Gerusalemme, prima che fosse distrutta dal maresciallo Tito, nacque la massoneria, che avrebbe agito clandestinamente fino al XVIII secolo, quando uscì alla luce del sole. Sotto il suo intricato groviglio di gradi, gerarchie e simbolismi, la massoneria si è costituita per la cristianità come una contro-chiesa profondamente naturalista e anticattolica, che attende la salvezza dell’uomo e della società non dalla fede in Nostro Signore Gesù Cristo, ma dalla credenza nel dio architetto e nella dea ragione.

Fin dal I secolo, la devozione alla Madre del Salvatore andò crescendo grazie alla voce di incoraggiamento che, a partire dalla Pentecoste, Ella infuse nelle prime comunità cristiane.

Lei apparve a diverse persone, e a poco a poco si andò strutturando la mariologia, che nel corso degli anni crebbe come il grano di senape. Una tradizione antichissima, la cui origine si perde nella notte dei tempi, fa riferimento alla prima apparizione della Vergine in Spagna, quando risiedeva a Gerusalemme.


NOSTRA SIGNORA DEL PILAR


DATA: 2 gennaio dell'anno 40

LUOGO: Città di Cesarea Augusta, oggi

Saragozza, Aragona, Spagna

TESTIMONE: l'apostolo Giacomo il Maggiore

MESSAGGIO:

«Questo, figlio mio, è il luogo che ho scelto come dimora; qui mi costruirai un tempio ed erigerai un altare accanto a questa colonna su cui riposano i miei piedi e non mancheranno mai cristiani che adorino Dio qui dove si sono posate le mie piante».


STORIA: A Giacomo il Maggiore spettò il compito di evangelizzare la penisola iberica. Piantò la croce di Cristo a Saragozza e riuscì a convertire sette persone non credenti che si dichiararono sue discepole.

L’apostolo era scoraggiato perché i suoi sforzi avevano dato scarsi frutti tra le menti ostinate del paganesimo di quegli iberi.

Mentre riposava una notte, udì i canti degli angeli che dicevano: «Ave Maria, piena di grazia...». La Vergine, che ancora viveva in carne mortale, si mostrò all'apostolo su una colonna di marmo, davanti alla quale Santiago cadde in ginocchio. Maria, mentre era in vita, secondo la tradizione, apparve in tre occasioni all’apostolo Giacomo: la prima ebbe luogo in terra aragonese, come abbiamo citato in precedenza. A quell’epoca, la Vergine avrebbe avuto 55 anni.

La seconda volta avvenne quando la Vergine giunse su una “barca di pietra” remata dagli angeli. Santiago, in quell’occasione, si trovava a pescare con i suoi discepoli. La Vergine li benedisse e promise loro la sua protezione. La barca si arenò a Muxia (La Coruña). La Vergine lasciò loro in ricordo una sua immagine, che rimase nascosta per molti anni fino a quando non fu ritrovata dai cristiani, i quali costruirono un santuario chiamato Nuestra Señora de la Barca.

La terza volta che la Vergine si recò in Spagna, quando era ancora in vita, fu in occasione dei funerali dell'apostolo Giacomo, decapitato a Gerusalemme nell'anno 43 per ordine di Erode Agrippa. La Vergine giunse in pellegrinaggio fino in Galizia e si recò a Pontevedra. Frutto di quella visita, lì viene venerata con il titolo di Nostra Signora la Vergine Pellegrina.

Più tardi, il miracolo di Calanda, nel XVII secolo, rese popolare il titolo della Vergine del Pilar.

Il 12 ottobre, giorno della scoperta dell'America, è la festa della Vergine del Pilar. Approvazione di Roma con liturgia propria.

(cfr. Robles, S. J. Fijares, S. J. Año mariano. Quito, Ecuador. Librería Espiritual).