sabato 28 febbraio 2026

La concessione di Dio della lotta di fede

 


L’Anticristo 


A causa di disposizioni mondane gli uomini giungono in conflitti animici più grandi e questo tempo non è molto lontano. Verranno spinti ad una aperta presa di posizione verso la loro fede, e Dio permette questo, perché è necessario, che gli uomini si confrontino con una questione che riguarda il bene della loro anima e che finora non hanno considerato. Egli permette che vengano oppressi dal potere terreno, che arrivino in situazioni di miseria per via della fede, affinché decidano chiaramente come stanno verso la loro fede. Egli lascia ad ogni uomo la libertà, cioè da Parte di Dio nessun uomo viene costretto a riconoscerLo, se non lo ammonisce la voce interiore di rimanere fedele a Dio e si sente costretto da questa voce interiore di confessarLo davanti al mondo. Dio lascerà bensì parlare questo ammonitore ed avvertitore interiore là, dove regnano ancora dei dubbi, se l’uomo è di volontà troppo debole. Egli assisterà tutti coloro che sono ancora indecisi, Si rivelerà a loro e con la buona volontà riconosceranno Dio ed adempiranno la Sua Volontà e l’uomo saprà, come si deve decidere, perché lo aiutano poi anche degli esseri di Luce che lo assistono e dirigono bene i suoi pensieri. Ma molti uomini getteranno anche ciò che per loro dovrebbe essere la cosa più preziosa, la fede in Gesù Cristo come divino Redentore. Si decideranno senza riflettere per il mondo e portano le loro anime in grave miseria. E Dio avverte ancora prima costoro, mentre Egli Stesso va incontro a questi mediante i Suoi strumenti, mentre fa loro conoscere la Forza della fede e quindi fornisce anche dimostrazioni straordinarie che possono condurre loro alla fede, se non sono del tutto contro Dio. E per questo Egli concede di nuovo la lotta contro la fede, fa in modo che assuma delle forme che contrassegnano la scelleratezza degli uomini, perché Lui Stesso Si vuole esprimere in questo tempo affinché siano salvati ancora quegli uomini che hanno soltanto bisogno di una grande scossa per diventare credenti. Egli perciò non impedirà al potere terreno, quando procede apertamente contro gli uomini che confessano Dio. Perché ora gli uomini verranno costretti alla decisione e questa è oltremodo importante per le anime, dato che determina la sorte dell’anima nell’Eternità, se si risveglia alla Vita o cade alla morte, quando decede da questo mondo. Ed affinché gli uomini si decidano nel modo giusto, Dio cerca ancora di guidarli alla conoscenza, Egli cerca di influenzarli mediante servi terreni e spirituali che li assistono, se sono incerti sul da farsi. Ma Dio non costringe la loro volontà e perciò è necessario che gli uomini vengano spinti alla decisione da parte terrena e così è garantita la libertà del loro agire.

Amen

9. luglio 1944

IL SEGRETO DI ARONNE CHE OGNI CREDENTE DOVREBBE CONOSCERE! (UN POTENTE MISTERO RIVELATO)


 

La Verità non ha bisogno d'orpelli, è schietta e genuina come l'acqua. Bisogna avere questo carattere di semplicità in tutto se si vuole piacere al mio Cuore.

 


SUPREMO APPELLO


La Verità non ha bisogno d'orpelli, è schietta e genuina come l'acqua. Bisogna avere questo carattere di semplicità in tutto se si vuole piacere al mio Cuore. Ispiratevi anche in questo alla Madre mia; non troverete mai complicazioni in Lei, mai « forme » se non quelle volute dalle convenienze e tendenti esse stesse a semplificare per l'uso generale che le ha consacrate - il discostarsene allora sarebbe singolarità. Come è bella la vita della Madre mia! E' uno specchio limpido in cui il Padre mio trova le sue compiacenze ed Io mi effondo liberamente. Ogni complicazione è un ostacolo al mio Amore, una limitazione alle mie effusioni, una « umanità ». Quando un'anima si dà a Me subito si semplifica; è un bisogno per lei di liberarsi di tante surperfluità, come ingombri inutili che inceppano l'Amore.


Figli miei, non tutto potrà essere come da progetto umano e se non lasciate agire a Dio, tutto diventerà difficile, perché alcuni eventi potranno sfuggire al vostro controllo.

 


Messaggio della Regina del Rosario, dato a Gisella, 17 gennaio 2026.

Figli miei, grazie per essere uniti nella preghiera e per avere ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei benedetti, abbiate fede, la fede forte che è l’unica vostra salvezza. Affidarsi a Dio, significa avere la possibilità di fare tutto ciò che dovrete fare anche quando sembra non esserci soluzioni. Figli miei, non tutto potrà essere come da progetto umano e se non lasciate agire a Dio, tutto diventerà difficile, perché alcuni eventi potranno sfuggire al vostro controllo. Figli miei, quando l’angelo annunciò la mia maternità, ero smarrita e impaurita, non avrei potuto fare nulla, tranne aver fede, ed è grazie alla fede che ho portato a compimento la volontà di Dio, non sono entrata nell’amaro agire, ma ho detto il mio Sì, fatelo anche voi e non disperatevi. Ora, vi lascio con la mia benedizione materna nel nome del Padre, del figlio e dello Spirito Santo.

I cattolici usciti da lotta ferocissima si volgeranno verso la Croce trionfante. Sarà la Roma di Cristo che parlerà. Verrà chi vi insegnerà il perdono. Non piegatevi mai a credere un superuomo un misero uomo.

 


Dice Gesù: 

«Spingiamo insieme lo sguardo nei tempi che, come placida alba successa a notte di bufera, precederanno il Giorno del Signore. Tu non vi sarai più. Ma dal luogo del tuo riposo ne gioirai, perché vedrai prossimo a finire il combattimento dell’uomo e già il dolore affievolirsi per dare ai viventi tempo di ritemprarsi per l’ultima breve convulsione della Terra, prima di udire il comando che la aduna in tutti i suoi viventi e in tutti i suoi avuti, dal tempo di Adamo in poi. 

Già te l’ho detto73. La mia Chiesa avrà il suo giorno di osanna prima dell’estrema passione. Poi verrà l’eterno trionfo. 

I cattolici - e tutto l’orbe conoscerà allora la Chiesa Romana, perché il Vangelo risuonerà dai poli all’equatore e da un lato all’altro del globo, come una fascia d’amore, andrà la Parola - i cattolici, usciti da lotta ferocissima di cui questa è unicamente il preludio, sazi di uccidersi e di seguire brutali dominatori, dalla sete di uccidere insaziabile e dalla violenza insuperabile, si volgeranno verso la Croce trionfante, ritrovata dopo tanto loro accecamento. Sopra tanto fragore di stragi e tanto sangue udranno la Voce che ama e perdona e vedranno la Luce, candida più del giglio, che scende dai Cieli per istruirli ai Cieli. 

Come una marcia di milioni e milioni di tribù, gli uomini andranno col loro spirito verso Cristo e porranno la loro fiducia nell’unico ente della Terra in cui non è sete di sopraffazioni e voglia di vendetta. 

Sarà Roma che parlerà. Ma non la Roma più o meno grande e durevolmente grande che possono ottenere dei capi-popolo. Sarà la Roma di Cristo. Quella che ha vinto i Cesari, li ha vinti senza armi e senza lotte, con un’unica forza: l’amore; con un’unica arma: la Croce; con un’unica oratoria: la preghiera. 

Sarà la Roma dei grandi Pontefici che in un mondo, oscurato dalle invasioni barbariche e inebetito dalle distruzioni, ha saputo conservare la civiltà e spanderla fra gli incivili. Sarà la Roma che ha tenuto testa ai prepotenti e per bocca dei suoi santi Vegliardi ha saputo prendere la parte dei deboli e mettere l’aculeo di una spirituale punizione anche in quelli che in apparenza erano refrattari a qualsiasi rimorso. 

Non potete fra voi, o popoli diversi, giungere a durevole accordo. Avete tutti le stesse aspirazioni e gli stessi bisogni, e come piatto di bilancia il peso della buona parte dell’uno va a detrimento dell’altro. Vivete per avere sempre la parte maggiore e vi uccidete per questo. È un’alterna vicenda che si fa sempre più grave. 

Ascoltate la voce di chi non ha sete di dominio e vuole regnare, in nome del suo Re Santissimo, unicamente sugli spiriti. Verrà quel giorno in cui, disillusi degli uomini, vi volgerete a Colui che è già più spirito che uomo e dell’umanità conserva quel tanto necessario a farvi persuasi della sua presenza. Verrà dalla sua bocca, che Io ispiro, la parola simile a quella che Io vi direi, Io, Principe della Pace. Vi insegnerà la perla preziosissima del perdono reciproco e vi persuaderà che non vi è più bell’arma del vomere e della falce che ferisce le glebe per renderle opime e che taglia le erbe per farle più belle. Vi insegnerà che la fatica più santa è quella che si compie per procurare un pane, una veste, una casa ai fratelli, e che solo amandosi da fratelli non vi è più conoscenza di veleno d’odio e di torture di guerre. 

Figli, iniziate la marcia verso la Luce del Signore. Non andate oltre brancolando fra le tenebre cieche. 

I miei prediletti alla testa, vincendo ogni umano timore poiché Io sono con voi, o più cari al mio Cuore, gli altri trascinati dall’esempio dei miei santi, iniziate questo novello Esodo verso la nuova Terra che Io vi prometto e che sarà la vostra stessa Terra, ma mutata dall’amore cristiano. 

Separatevi da coloro che sono degli idolatri di Satana, del mondo e della carne. Senza sprezzo separatevene. Lo sprezzo non giova. Rovina senza giovare. Ma separatevene per non essere contagiati da loro. Amateli di un amore di redentori, mettendo fra voi e loro la vostra fede nel Cristo come un baluardo. 

Non siete abbastanza forti per potere vivere in mezzo ad essi senza pericolo. Troppi secoli di decadimento spirituale sempre più forte vi hanno indeboliti. Imitate i primi cristiani. Sappiate vivere nel mondo ma isolati dal mondo in forza del vostro amore per Dio. 

E non piegatevi mai a credere un superuomo il misero uomo che non differisce dai bruti perché come essi ha tutta la sua parte migliore nell’istinto: unica cosa che non faccia di lui peggio di un bruto. Il Profeta dice: “Lasciate dunque l’uomo che ha lo spirito nelle narici”74 3. Voglio che interpretiate 4 in questo senso la frase. L’animale privo di respiro altro non è che spoglia immonda. L’unica sua vita è nel respiro. Chiuse le narici a questo soffio, cessa di esistere e diviene una carogna. 

Vi sono molti uomini che non sono superiori ad esso, non avendo altra vita fuorché quella animale che dura per quanto dura in loro il respiro. Lo spirito è morto, lo spirito fatto per i Cieli. Giusto è dunque dire che vi sono uomini che hanno per spirito il respiro delle loro narici dai quali è meglio stare spiritualmente lontani, perché l’alito di Satana, e della bestialità che esce da loro, non intacchi la vostra umanità e la renda simile alla loro. 

Pregate per essi, o voi benedetti. Ciò è carità. E poi basta. Le parole non entrano nei chiusi alla Parola. E non lo crediate eccelso colui che fuma e soffia la sua prepotenza e la sua superbia dalle narici come belva furente. Eccelso è solo colui che ha vivo lo spirito ed è perciò figlio di Dio. Gli altri sono povere cose la cui elevazione fittizia è destinata a gran crollo e la cui memoria non sopravvive altro che come memoria di scandalo ed orrore.» 


DA: I QUADERNI DEL 1943 


Figli, non vedete le guerre che si allargano? Il tempo non ha più stagioni, i terremoti si fanno sentire sempre più forti, i vulcani di tutto il mondo che eruttano, guerriglie ovunque. Cosa volete vedere ancora,....

 


Messaggio della Regina del Rosario dato a Gisella 13 gennaio 2026

Figli, grazie per aver risposto alla mia chiamata, nel vostro cuore. Figli miei, spesso uso dei termini come “adesso, imminente, Fatima è su di voi” questo vi crea il problema di capire quando accadrà tutto ciò che è stato predetto. Figli, Io ho cercato di prepararvi in questi anni, spiegando ciò che accadrà, ma voi cercate tempi e date, ma vi dico piuttosto, fatevi trovare pronti soprattutto tenete pronti i vostri cuori. Figli miei, schieratevi come veri soldati, vivete ogni giorno come se fosse l’ultimo. Figli, non vedete le guerre che si allargano? Il tempo non ha più stagioni, i terremoti si fanno sentire sempre più forti, i vulcani di tutto il mondo che eruttano, guerriglie ovunque. Cosa volete vedere ancora, il demonio vi mette nella testa di continuare a vivere nel peccato e nelle frivolezze; alcune volte ascoltate più lui e vi fate trascinare nel fango del peccato. Ora vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 


INTERCESSIONE 

(mezzana – offerta – volontà di Dio) 

 

L’intercessione, ovvero il porsi in Gesù suo sposo tra Dio e i peccatori, è il cuore della missione di Veronica. Contemplando Gesù nel suo dono d’amore, lei sente che non può seguire altra strada. La sua vita sarà, allora, un’offerta continua. 

 

79- Capivo che il tentatore non voleva che si pregasse per la conversione dei peccatori: ed io presi animo e non tralasciai niente. 

Stavo un poco ed andavo ai piedi di Gesù crocefisso, e di cuore mi esibivo per mezzana fra Lui e i peccatori. Una volta il detto Crocifisso mi disse con voce sensibile: Mia sposa, mi son grate queste carità che fai a quelli che stanno in mia disgrazia, perciò ti confermo per mezzana, come tu brami. Tutto ciò avvenne il terzo anno del Noviziato. (D I, 37) 

 

80- Il Signore vuole che questa sofferenza la applichi per i bisogni della Santa Chiesa, specialmente, per la pace fra Principi Cristiani. Ho compreso che Dio è molto offeso, per questa disunione, e sembrava che mi dicesse: Che badi? Perché non ti offri per il mio onore? Le penitenze, le sofferenze, le preghiere dell’anime mie dilette, sono quelle che mi rubano le grazie di mano. Che fai? che pensi? (D III, 71) 

 

81- Il Signore pare che mi porga la grazia in mano e la voglia fare, subito. È tanto grande il suo amore verso di noi, che non ci può negare niente; ma vuole che gli chiediamo tutto secondo il suo santo volere; e sia talmente unito il nostro volere col suo, che noi non riconosciamo più, che cosa sia volontà nostra. Quando Dio ci trova senza questa volontà, ci fa ogni grazia.. Così mi è parso di capire, questa notte. (…)Dio ha tal grande gusto di farci le grazie, perché esse sono quelle che dispongono l’anima alla vera conoscenza di Dio ed alla vera conoscenza del nostro niente. La divina grazia lascia sempre nell’anima segni di umiltà, e ci fa penetrare la nostra indegnità a riceverla. E, con quanta attenzione, l’anima dovrebbe disporsi! 

 Prima di chiedere qualche grazia, bisogna che noi ci stacchiamo, con l’affetto, da tutto, e che siamo tutti intenti ed attenti a fare la volontà di Dio. Allora, tutte le grazie di Dio, sono, per così dire, in nostro potere; perché Dio, donandoci il suo volere, noi possiamo con fiducia, andare a Dio. Così sempre, con questo suo volere, noi non volgiamo altro che quello che Egli vuole; e tutti posti qui, Dio, che è tutto amore e carità, non ci può negare le sue grazie. Vuole poi che le stesse grazie poste in noi, siano accompagnate dalla nostra cooperazione. (D III, 49) 

 

82- Dio ha messo un velo agli occhi, viene alla cieca per prendermi; ma è tutto occhi, che vede bene chi sono, e mi dice: Sì, sì, che pensi? 

Voglio prenderti, non occorre fuggire; sei nelle mie mani, vado cercando ingrati; una sei tu; che dici? Qui sì che rimango attonita; mi sento presa da Dio, non so come. Mi mette lacci e legami indissolubili del suo divino amore, non posso uscire da queste mani; sento che mi abbraccia con il braccio della divina misericordia; mi chiama per sua sposa, per sua diletta, mi fa capire che vuole compiacermi in tutto ponendo nelle mie mani i tesori infiniti dei suoi santissimi meriti; vuole che io con essi negozi, traffichi i beni infiniti per tutte le anime: Oh Dio mio, Tu sei impazzito di queste anime nostre! e Tu, Mamma cara, fai altrettante pazzie verso di noi! E Lui pare che mi dica: Sì ti voglio pazza, ma pazza d’amore. (D V, 133) 

 

83- Ho continuato a pregare. Mi è parso di avere avuto un certo lume sopra sulle offese che si fanno a Dio, la qual cosa mi ha portato non poca pena. O ingratitudine, o ingratitudine delle creature, quanto sei grande e abominevole davanti a Dio! È stato tale il sentimento che ho avuto sopra questo punto, che, non solo metterei la mia vita e spargerei il mio sangue per la salvezza dei peccatori, ma bramerei di avere mille e milioni di vite, se, potessi, per metterle tutte tra Dio e il peccatore, affinché non restasse offeso un tanto Bene. (D V, 74) 

santa Veronica Giuliani,


Preghiera per la scelta dello stato

 


Nel momento più decisivo della mia vita, eccomi ai Vostri Piedi, o mio dolce Gesù, per scegliere alla pura luce che emana dalle Vostre Sante Piaghe, lo stato di vita a cui mi avete destinato. So, o buon Gesù, che sbagliando sentiero arrischierei la mia felicità temporale ed eterna; perciò non voglio prendere alla leggera una decisione di tanta importanza; ma depongo nelle Vostre Sante Piaghe i miei desideri, i miei progetti d'avvenire, pregandovi ad inclinare il mio cuore a ciò che vedete essere migliore per me. Voi siete il mio Padre amorosissimo, le Sante Piaghe che avete voluto soffrire per me l'attestano; Voi conoscete e volete il mio vero bene, o Gesù, al Vostro Cuore pieno di Divina tenerezza abbandono il mio avvenire; disponete tutte le cose in modo, che io possa abbracciare quello stato a me più profittevole, per il tempo e per l'eternità. Maria SS. Immacolata, Madre mia, ottenetemi questa grazia per i Meriti delle Sante Piaghe del Vostro dolce Gesù.


Se Giuda, fosse venuto a rifugiarsi nel mio cuore, sarebbe stato perdonato, invece decise di togliersi la vita! Vi dico questo affinché voi riusciate a capire che ogni peccato potrà essere perdonato tramite la confessione

 


Messaggio della Regina del Rosario dato a Gisella 10 gennaio 2026

Figli miei, grazie per essere qui nella preghiera e grazie per aver piegato le vostre ginocchia. Figli miei, Io sono qui oggi, come Madre di Misericordia. Oh! quanto amo i penitenti, coloro che chiedono perdono a Dio, coloro che chiedono la Misericordia. Figli, anche se avete tanto sbagliato nella vita, tornate a Dio ed Io supplicherò mio Figlio per voi. Io sono il ponte tra il cielo e la terra. Se Giuda, fosse venuto a rifugiarsi nel mio cuore, sarebbe stato perdonato, invece decise di togliersi la vita! Vi dico questo affinché voi riusciate a capire che ogni peccato potrà essere perdonato tramite la confessione, mio Figlio Gesù apprezzerà e piangerà non di dolore, ma di gioia, perché un’anima è stata ritrovata! Non temete, non vergognatevi, la potenza di Dio è grande. Ora vi lascio con la mia Santa benedizione, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.Grazie per avermi accolta.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 

Il processo canonico e la seconda negazione 
***
Prima seduta 


Sono presenti tutti i membri del Tribunale in una sala a  sinistra dell'ingresso principale della Casa del Noviziato delle  Suore della Sapienza (a Bergamo), in via S. Giacomo, 8. Sono le  ore 10.10 del 21 maggio 1947. 
Alle ore 10.15 entra la bambina Adelaide, accompagnata 
dalla superiora, la quale esce subito. 
Il Presidente del Tribunale apre il plico dell'interrogatorio  preparato dal promotore della Fede, mons. V. Cavadini e, dopo  aver fatto giurare la bambina di dire tutta la verità e solo la verità  e di mantenere il segreto su quello che le verrà chiesto, le  propone le singole domande. 
Mi chiamo Adelaide Roncalli di Enrico, nata il 23 aprile  1937. Sono qui dal luglio 1946. Qui mi chiamano Maria Rosa. Il  perché me lo sono immaginato: qui ci sono tante bambine, per  non far capire che sono io... 
Sì, so che cosa è il giuramento, ma non ho mai giurato.  Non mi sono immaginata il perché mi hanno chiamato. Ma  adesso lo penso: cioè, per interrogarmi sulla Madonna. Nessuno  mi ha suggerito nulla. 
Ero andata a raccogliere i fiori, perché per andare nelle  nostre stanze vi era una scala con la statua della Madonna: è la  casa di una detta "Fiura". Nessuno mi aveva detto di andare a  cogliere fiori. Era la prima volta. Andavo con le mie compagne. 
Non mi ricordo come era la statua della Madonna: mi sembra  con le mani giunte. Non so chi l'abbia messa. Delle compagne  una si chiamava Bettina, poi c'era mia sorella Palmina; poi la  Severa, la Giulia. Le altre non le ricordo. Eravamo sette o otto. 

 Era la prima volta che andavamo in quel luogo a cogliere fiori. 

 Sono andata per la mia spontanea volontà: nessuno mi  aveva invitato. Le compagne le ho chiamate io, andavo sempre  insieme a giocare. Alcune erano più anziane di me. La Giulia  aveva 10 anni: faceva la prima con me. Sono venute subito: siccome avevamo la carriola, ci divertivamo con la carriola. 

 No, io non avevo mai sentito. Al teatrino una volta ho  visto i fatti di Fatima; ci sono stati dei lampi e tre pastorelli, ma  non parlavano; solamente si vedeva che avevano paura. Ai  lampi mi sono spaventata. E dal palco è venuto su un fuoco.  C'era sotto una suora che lo faceva venir su. Non so se era vero  o finto; si vedevano delle scintille. Credevo allora che rappresentasse l'inferno e mi sono spaventata. Non mi ricordo quando  fu fatto il teatro; ma era d'estate, perché c'era il sole. Io allora  andavo all'asilo. E poi hanno fatto un'altra recita e c'erano gli  angeli ed anch'io facevo l'angelo. Stavo così, con le braccia  incrociate; non ricordo se avevo le ali. E non mi sono mai  mossa; ed avevo piacere perché anch'io volevo diventare un  angelo. Poi non mi hanno messa più nel teatro perché avevo i  capelli troppo corti: non era perché ero superbietta. Stavo lì proprio ferma perché pensavo: Se diventassi anch'io un angelo!  Non li ho mai visti gli angeli venire a tirarmi le orecchie né a  farmi carezze. Li avevo visti dipinti. 

 Non avevo pensato: pensavo che erano fortunati quei tre  bambini... poi noi non abbiamo giocato a fare gli angeli, ma a  far la maestra e a far le recite di quello che ci capitava. Così  quando eravamo piccole, vedevamo qualcuno morire e fingevamo anche noi di morire. Così una volta sul palco una sembrava morta davvero; ma poi l'ho vista camminare e allora ho  capito che non era morta. 

 Non se n'è parlato. Andavamo nel campo dei pini a  prendere fiori e non pregavamo. Nessuno aveva parlato di apparizioni. Mia mamma mi raccontava delle storie che lei stessa  inventava, ma non mi parlava della Madonna. Eravamo andati  con la carriola e la menavamo un po' ciascuno. Era una carriola  piccola che aveva fatto mio padre. 

 Ho visto una luce che veniva avanti e mi sono spaventata, e dopo a poco a poco ho visto una persona. Era una luce in  forma di ovale. Ho detto tra me: "Cosa è quella luce?". Mi sono  spaventata e mi sono sentita male e non riuscivo più a parlare.  Non ricordo se sono caduta a terra. Ho visto una faccia e il  corpo dentro quella luce. Non so quanto tempo è durata. Era un  po' in alto distante due o tre metri, ma un po' più bassa di questo soffitto (e indica il soffitto della stanza alto pressappoco 4 o  5 metri). Ho visto una Signora. Mi sembra di averla vista vestita  di bianco con il manto celeste, non tanto lungo e la fascia celeste. Aveva delle rose sui piedi, una per piede; non ricordo il  colore. Roselline così un po' più grandi di quei batuffoli che  mettono sulle scarpe. Le mani erano giunte. Non ricordo se  guardava il cielo o me. Era alta un po' più della mia mamma e  più magra. 

 Le compagne mi dissero: "Ti sei sentita male? Dicci che  cosa hai visto. La Madonna?" (mi ha detto una). E io ho detto  che se mi conducevano fino ad un certo punto della strada con  la carriola glielo dicevo. 

Così, spontaneamente ho detto così: per fare aspettare un po'. 

Pensavo di dire una cosa seria. Io ho fatto per davvero. 

 Mentre ero all'apparizione la prima volta, mia sorellina  mi ha detto che è corsa dalla mamma a dire che l'Adelaide era  morta in piedi. Non mi ricordo di aver detto più tardi, mentre  ero dalle Orsoline, di non aver visto la Madonna alla mamma. E  non ricordo di averlo detto neppure a don Cortesi. E neppure N. B. - Si contesta alla bambina la negazione da lei fatta alla  mamma e si legge la relazione che è in atti. La bambina dichiara  di non ricordare. E soggiunge: 

Forse l'ho detto per scherzo. Alle parole della relazione: 
- È proprio vero che non ho visto la Madonna, ripete: - L'  avrò detto per scherzo. Ma io l'ho vista la Madonna. Allora ho  abbassato la testa spontanea, perché l'avevo detto per scherzo.  E continua a dire che l'avrà detto per scherzo.- Io non ricordo di  aver mandato un biglietto, né alla mia mamma né al vescovo. Io  l'avrò detto che non era vero, ma l'avrò detto per scherzo. 
Il giudice continua a leggere la relazione ed ella soggiunge: 

 In collegio ci stavo volentieri. Credo che mi abbia 
domandato se volevo andare a casa. 
Il giudice continua a leggere e a relativa domanda la bambina aggiunge: 

 La Maria e l' Annunciata non mi hanno detto niente. Io so  che un giorno è venuta la mia mamma a trovarmi e mi ha detto  così, ma io l'ho detto per scherzo. E mi ha chiesto se era vero che  non avevo visto la Madonna, ma io ho detto per scherzo. 
La bambina non ricorda quanto si afferma nella relazione  riguardo alla confessione sua alla mamma nella notte. E a  rispettiva domanda aggiunge: 

 A don Cortesi non ricordo se ho risposto sì o no, se  avevo visto la Madonna. Con don Cortesi avevo confidenza; non  è mai stato duro con me; mi portava le caramelle e anche i confetti,  e una volta, durante le apparizioni mi portò un uovo grande credo  di legno, con dentro i dolci. 
La bambina continua a ripetere che non ricorda se ha detto  a don Cortesi di non aver visto la Madonna. Monsignor Cavadini  legge a pagina 228 del terzo volume di don Cortesi. La bambina  dichiara di non ricordare quanto viene letto. Non ricorda di aver  detto di non aver visto la Madonna neppure alle Suore Orsoline e  continua: 
- Le Suore Orsoline certe volte me le davano, quando dicevo di aver visto la Madonna: per esempio suor Ludgarda; così anche al lavoro,  quando per esempio non avevo l'ago. Allora dicevo che l'avevo vista  anche se mi battevano. Non mi battevano però tanto forte forte.  Me le davano anche quando dicevo di aver visto la Madonna. Non  ricordo di avere detto neppure a suor Rosaria e a suor Michelina. Io  non so se le suore credevano o no se avevo visto la Madonna.  L'ultimo che mi ha interrogato credo sia don Cortesi. 
Monsignor Bramini qualche volta mi ha domandato qualche  cosa, ma non proprio come qui. Non mi ha insegnato cosa dovevo  dire. Io non ricordo che sia stato qui Padre Petazzi: qui non è stato mai  nessuno fuori di mons. Bramini. Il mio parroco è venuto qui un giorno o  due prima che venisse il curato. Il curato è venuto una sera in tempo di  studio a trovarmi, dopo Pasqua. Ho visto una volta il superiore delle  Suore Clarisse di Boccaleone, un cappuccino. 
Le si mostra la lettera: la bambina, sorridendo al vederla  esclama: - È la mia scrittura. Io avevo scritto su un foglio doppio,  ma siccome il primo si è macchiato allora l'ho riscritto sul secondo. Io  non ricordo se questo sia il primo o il secondo: mi pare il primo. L'altro  foglio l'ho dato a don Cortesi: a me sembra di averlo dato a don  Cortesi. Questi fogli li ho scritti in una stanza delle Orsoline in città  bassa: era presente appena don Cortesi. Lo scritto me lo ha dettato  lui. Mi dettava come in classe e io scrivevo. Io capivo le parole e le  scrivevo. 
Monsignor Cavadini legge a pag. 229 del vol. terzo di don  Cortesi. E la bambina soggiunge: - Me la ha dettata lui: io non  sapevo come scrivere. Io gli dicevo le cose in bergamasco e lui mi  dettava in italiano quello che gli dicevo: ma ha messo bene in italiano. 
Monsignor Merati legge la lettera della bambina alla stessa. 
Gliela mostra e la bambina dice: 

 Io ricordo di averla scritta e ho capito quello che ho  scritto. Siccome don Cortesi mi diceva: "Dimmelo, se non è  vero, io non ti faccio niente", io glielo ho detto così. 
A ogni proposta dei giudici di dire la verità, come se fosse  in punto di morte, la bambina resta lungo tempo in silenzio soggiungendo sempre: sì, sì. Monsignor Cavadini domanda: - Hai  scritto anche un'altra volta al vescovo se hai visto o no la  Madonna? 
Visto il silenzio prolungato e imbarazzato della bambina,  (silenzio che dura alcuni minuti nonostante le ripetute insistenze  di dire la verità), monsignor Merati le propone se vuol restare  sola con lui. La bambina accetta volentieri e tutti i membri del  Tribunale escono. Dopo alcuni minuti la bambina esce dalla  sala; i membri si radunano di nuovo in sala e monsignor Merati  riferisce quanto segue: 

 La bambina rimasta sola è di nuovo pregata di dire la  verità, avvertita della gravità davanti a Dio ed alla coscienza, la  bambina dopo alcuni momenti di silenzio titubante, risponde: - La Madonna non l'ho vista, e lo ripete più volte. 

 Allora perché hai scritto un'altra lettera che avresti composto nell'asilo delle Ghiaie durante la tua dimora alle Ghiaie  nelle vacanze del 1946? 
La bambina risponde di non ricordare di averla scritta. Io  aggiungo: - Guarda che in quella lettera dicevi che non era vero  quello che avevi scritto prima al vescovo e che era vero che  avevi visto la Madonna. 
La bambina risponde: - Non ricordo di avere scritto questa 
seconda lettera. Ma io la Madonna non l'ho vista. 

E allora cosa vedevi quando guardavi in cielo? 

Delle nuvole. 

E allora io ho creduto di non insistere più oltre ed ho  lasciato andare la bambina dicendo che il Signore la benedirà  perché ha detto la verità. La seduta è tolta alle ore 11.50. 
Can. Paolo Merati - sac. Cesare Patelli - don Benigno Carrara - can. Vincenzo Cavadini promot. Della Fede - sac. G. B.  Magoni. 

venerdì 27 febbraio 2026

La Volontà di Dio: L’adempimento del Comandamento dell’amore

 


L’amore per Dio


La Mia Volontà è riconoscibile così chiara dal Mio Comandamento dell’amore per Dio e per il prossimo. Vi è contenuto tutto ciò che dovete fare e non fare e se dunque adempite questi Comandamenti, andate incontro al perfezionamento. Perché allora non potete né peccare nuovamente, né rimanere nel vecchio peccato, quindi Mi rifiutereste l’amore e poi sareste anche caduti nel disamore per tutte le creature procedute da Me. E se adempite i Miei Comandamenti, il vostro amore per Me significa di nuovo l’unificazione con Me ed Irradiazione della Mia Forza d’Amore, in modo che siete di nuovo nella costituzione di una volta nella Luce e Forza, quindi state nella pienissima conoscenza e potete creare e formare secondo la propria volontà, che ora siete di nuovo perfetti, cioè vi siete di nuovo formati in esseri divini, che siete stati primordialmente. E perciò voi uomini dovete dapprima conoscere la Mia Volontà, affinché possiate vivere di conseguenza per diventare beati. Vi deve essere presentata la Mia Volontà, e per questo dovete ascoltare la Mia Parola che vi svela chiaro e comprensibile la Mia Volontà. La Mia Parola vi fa conoscere il Mio Comandamento d’amore, con tutti i vostri doveri nei confronti Miei e dei prossimi; la Mia Parola vi chiarisce la vostra distanza da Me che voi stessi non cercate di diminuire; la Mia Parola vi da conoscenza del Mio Amore, della Mia Grazia e Misericordia, della Mia Sapienza ed Onnipotenza, affinché possa accendersi in voi la fiamma dell’amore, appena avete soltanto un cuore volenteroso d’amore. La Mia Parola vi presenta anche i vostri prossimi come figli Miei, ai quali dovete perciò andare incontro come fratelli, ai quali dovete anche donare il vostro amore, se volete compiere la Mia Volontà. La Mia Parola vi avverte e vi ammonisce e vi fa notare le conseguenze di un cammino di vita errato, di un cammino di vita senza amore, una non osservanza dei Miei Comandamenti. Dovete perciò accogliere la Mia Parola, se volete diventare beati. Ma in quale forma vi giunge la Mia Parola, lasciate fare alla Mia Cura, soltanto siate volenterosi di accoglierLa quando Io ve La offro, perché soltanto mediante la Mia Parola potete sperimentare la Mia Volontà e soltanto con l’adempimento della Mia Volontà diventare beati.

Amen

12. luglio 1950

Se senti questa stanchezza… DIO ti sta AVVERTENDO


 

MESSAGGIO FINALE E AVVERTIMENTO AGLI UOMINI E ALLE DONNE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA E A TUTTI I POPOLI DEL MONDO

 


Nostra Signora d'America


22 Febbraio 2026

Svegliati, America!

Questo è un messaggio finale agli “uomini e alle donne” degli Stati Uniti d'America affinché preservino la Repubblica data da Dio alla loro nazione ora, o rischino di consegnarla a Satana/Lucifero e alle forze del male in un futuro non troppo lontano. Il tempo sta per scadere!

Per la prima volta, nei “Messaggi dal Cielo”, vi avverto come “uomini e donne” della vostra nazione, perché molto presto nella vostra vita vedrete il crollo della vostra nazione per mano delle forze del male, come pianificato dal nemico eterno del Padre Celeste, a meno che non difendiate la vostra Repubblica con forza e vigore.

Mi rivolgo a voi anche come “uomini e donne” della vostra nazione perché, se fallirete, trascorrerete il resto dei vostri giorni qui sulla Terra sotto la schiavitù di Satana/Lucifero. I vostri figli, i vostri “ragazzi e ragazze”, cresceranno come schiavi di Satana/Lucifero, senza conoscere il Padre Celeste, Suo Figlio, il vostro Salvatore e Redentore, e certamente non la vostra Madre Celeste, che vi ha messo in guardia in questi “Messaggi dal Cielo”.

In terzo luogo, vi avverto ora come “uomini e donne”, perché per la prima volta nella storia della vostra nazione, le forze luciferine del male sono riuscite a convincere molti di voi che esistono più generi umani oltre a “uomini e donne” - tanto è diventata contorta la civiltà sotto l'influenza di Satana/Lucifero.

Come creati dal Padre Celeste, siete stati ordinati di generare figli - “maschi e femmine” - che sono i Figli e le Figlie del Padre Celeste nel sacro voto del matrimonio tra marito e moglie, uomo e donna. La vostra civiltà è diventata così contorta che molti di voi, sopraffatti da Satana/Lucifero, sono stati coinvolti in relazioni demoniache e azioni demoniache per tentare di alterare il genere dei vostri figli per soddisfare i vostri desideri egoistici e demoniaci. Un abominio per il Padre Celeste!

Ora siete profondamente immersi nella Fine dei Tempi. Negli ultimi cinque anni vi ho avvertito nei “Messaggi dal Cielo” che eravate in un conto alla rovescia verso questo stesso anno - il 2026 - per sconfiggere il piano di Satana/Lucifero. Proprio in questo anno, il piano di Satana/Lucifero è stato quello di distruggere gli Stati Uniti d'America in occasione del 250° anniversario della nascita della vostra nazione da parte dei Fondatori che furono ispirati dal Padre Celeste a creare una nazione che sarebbe diventata un esempio luminoso per il resto del mondo, già consumato dalle forze del male. È ulteriore piano di Satana/Lucifero ottenere il potere e il controllo totale sul mondo intero entro il 2030.

Svegliati, America!

“Uomini e donne” degli Stati Uniti d'America, voi siete l'ultima linea di difesa in tutto il mondo per impedire la vittoria del maligno e riportare l'umanità al piano del Padre Celeste per i Suoi figli!

“Uomini e donne” degli Stati Uniti d'America - che avete un fervore spirituale e patriottico per Dio, la Famiglia e il Paese - avete ora l'obbligo, come potenti guerrieri della preghiera, di indossare la vostra armatura per combattere la battaglia finale contro le forze del male. Purtroppo, siete caduti in un comodo malessere, pensando che le recenti vittorie siano sufficienti.

Svegliati, America! Svegliati!

Molti di voi hanno risposto alla chiamata dei precedenti “Messaggi dal Cielo”, e la vostra risposta in massa è stata efficace nel cambiare le sorti dell'America e nell'assicurare che la vostra nazione torni su un percorso futuro nella direzione di una nazione patriottica, pacifica e prospera che agisce sotto l'influenza del Padre Celeste, di Suo Figlio, il vostro Redentore, e della vostra Beata Madre. Tuttavia, sembra che abbiate abbassato la guardia!

Svegliatevi, America!

Le forze del male - i demoni sotto Satana/Lucifero - non stanno riposando sugli allori. Riconoscono la loro missione demoniaca e sono consapevoli del vostro comodo malessere. Approfitteranno della vostra debolezza e, attraverso le loro azioni di caos e confusione, le loro proteste e violenze e le loro elezioni truccate, rovesceranno e distruggeranno la sovranità della vostra nazione in un futuro molto prossimo, se non reagirete con forza e vigore.

Questo non è un gioco! Questa non è una prova! Il futuro dell'umanità qui sulla Terra è nelle vostre mani!

Svegliati, America!

Sebbene abbia visitato i figli di Dio per secoli a La Salette, Fatima e in altri luoghi nel corso degli anni, più recentemente sto donando i “Messaggi dal Cielo” in preparazione alla Fine dei Tempi. Ogni singolo “Messaggio dal Cielo” è senza tempo e attuale per questi Tempi Finali, proprio come i messaggi precedenti donati secoli fa.

Eppure, allora come oggi, i miei messaggi sono caduti nel vuoto. Anche se molti di voi si sono sintonizzati sui miei messaggi, siete caduti in un comodo malessere e non state realmente discernendo l'importanza di questi messaggi nella Fine dei Tempi.

Non dovrei trasmettervi messaggi con la stessa frequenza con cui l'ho fatto in passato. Pertanto, ho atteso in silenzio per diversi mesi per giudicare la vostra risposta ai miei precedenti avvertimenti nei “Messaggi dal Cielo”; avvertimenti che vi sono stati donati frequentemente e ripetutamente negli ultimi anni, preparandovi alla Fine dei Tempi.

Ahimè! Allora come oggi, i miei avvertimenti non sono stati ascoltati dall'umanità!

Quando riceverete i “Messaggi dal Cielo” in futuro, forse con minore frequenza, vi avverto: non trattateli con la stessa leggerezza con cui avete fatto in passato!

La Fine è vicina e l'importanza dei messaggi futuri, anche se ricevuti con minore frequenza, non sarà solo quella di avvertimenti, ma in alcuni casi di allarmi che vi prepareranno per i prossimi anni che porteranno al 2030. Fino ad allora, vi è stato dato tutto ciò che dovete sapere per sopravvivere alla Fine dei Tempi.

Comportatevi di conseguenza!

Non dite che non siete stati avvertiti!

Che i messaggi vi siano stati trasmessi secoli fa, anni fa o giorni fa, tutti i messaggi hanno condotto l'umanità a questi tempi finali, offrendovi la protezione dei Regni Celesti per accompagnarvi in questi tempi e preparare l'umanità a un “Nuovo Cielo e una Nuova Terra”!

Così sia! Grazie a Dio!

L'orologio della Fine dei Tempi sta ticchettando!

State ascoltando?


Ned Dougherty

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 

***
Il processo canonico e la seconda negazione 

Padre Petazzi, dimostrata infondata, assurda l'ipotesi dell 'inganno, con motivazioni storiche, psicologiche e teologiche,  scrive: "Sarebbe necessario che l'inchiesta fosse affidata ad  uomini maturi ed esperti specialmente di scienze teologiche... I  criteri scientifici potranno essere adoperati dalla commissione  apposita in sede apposita. Ma le inchieste debbono essere fatte solo da persone di buon senso e versate nella scienza dei  santi...". 
Dopo la ritrattazione scritta di Adelaide si poteva pensare che gli studi su Adelaide del Cortesi fossero terminati, e invece gli fu possibile frequentarla fino all'inizio del 1946. Infatti, in  quell'anno gli fu proibito dal vescovo mons. Adriano Bernareggi non solo di avvicinare Adelaide ma perfino di entrare nel convento delle Suore Orsoline, dove si trovava ancora la bambina, la quale poté così terminare la terza elementare e tornare il 5 luglio 1946 al suo paese. Monsignor Bernareggi prese una tale decisione dopo avere ricevuto una lettera scritta da monsignor Bramini, studioso lodigiano delle apparizioni mariane. Egli, nell'anno 1946 era stato chiamato  dallo stesso vescovo a fare parte della commissione teologica con la  funzione di avvocato difensore delle apparizioni di Ghiaie e si rese conto immediatamente della irregolarità della posizione del  Cortesi, ottenendone così l'allontanamento. 
Nello stesso tempo anche la popolazione di Ghiaie si mostrava preoccupata per gli sviluppi della situazione, e così  alcuni capi famiglia di Ghiaie, il 3 giugno 1946, inviarono al  vescovo di Bergamo una istanza, di cui riporto il testo: 
"Eccellenza Rev.ma, i sottoscritti rappresentanti dell'intera popolazione di Ghiaie di Bonate Sopra espongono: 
1. Gli avvenimenti verificatesi qui nel maggio  1944, alla distanza di due anni sono tuttora vivi e palpitanti nella mente e nel cuore di tutti i parrocchiani, e le opposizioni  privatamente e pubblicamente mosse, anche da persone qualificate,  contro l'autenticità di essi non hanno persuaso, né persuadono  nessuno. 
2. Se col luglio 1944 non abbiamo più visto convenire qui le folle innumerevoli dei mesi precedenti, dobbiamo però per la verità dichiarare che il movimento devozionale dei pellegrini al  luogo delle asserite apparizioni non è mai totalmente cessato: che  anzi col termine della guerra e specialmente in questa primavera  tale movimento si è andato e va ogni giorno più ingrossando per il  convenire qui da ogni parte, anche la più remota, dall'Alta Italia e  persino dalla Svizzera, di centinaia e migliaia di persone, sole, in comitiva o in pellegrinaggio, che sostano a lungo in preghiera, anche  nelle ore notturne, sul luogo predetto. E ciò avviene senza che alcun  richiamo locale vi abbia contribuito o contribuisca, e nonostante che  questo nostro paese non offra ai pellegrini né comodità, né attrattive di sorta. 
3. Moltissimi pellegrini che qui convengono attestano pubblicamente di essere venuti a ringraziare la Madonna dei  favori, talvolta anche insigni, che affermano di aver ricevuto  invocandola sotto il titolo delle Ghiaie, in quanto qui la ritengono  realmente apparsa. 
Ciò premesso, questa popolazione, ha appreso con grande e  dolorosa sorpresa la notizia qui diffusa da persone qualificate che la  bambina Adelaide Roncalli ha smentito le sue primitive  affermazioni di aver visto la Madonna ed è vivo in tutti il desiderio  di conoscere pienamente la verità. La popolazione di Ghiaie  pertanto per mezzo nostro, chiede a V.E. Rev.ma che voglia istituire uno speciale tribunale ecclesiastico che, mediante un  regolare processo canonico, giudichi su tutto il complesso dei  fatti qui avvenuti nel maggio 1944 e sulla bambina Adelaide  Roncalli, dichiarandosi pronta a concorrere alle spese necessarie, e assicurando fin d'ora l'E. V. Rev.ma che qualsiasi sentenza da  questo tribunale sarà emessa verrà da noi tutti accolta con il  massimo rispetto e docilità. 
Fiduciosi di essere esauditi, ci prostriamo al bacio del sacro anello invocando su tutta la popolazione la pastorale benedizione. 
Ghiaie, 3-6-1946. 
Seguono le firme di dodici capi famiglia: Negri Giovanni,  Gerosa Giuseppe, Gerosa Giovanni, Medolago Giuseppe, Togni  Luigi, Donadoni Pietro, Baratti Guido, Locatelli Giulio, Invernizzi Luigi, Roncalli Pietro, Leidi Antonio, Spada Vittorio. 
Noi sottoscritti dichiariamo che le firme apposte a questa  istanza sono autentiche e i firmatari interpretano realmente i  sentimenti e le preghiere di tutta la popolazione di questa parrocchia. 
Don Italo Duci, coadiutore, don Cesare Vitali, parroco".  Devo aggiungere che Adelaide lasciò la famiglia, il 15  luglio 1946, e non rientrò nell'istituto delle Suore Orsoline, ma in  altro tenuto dalle Figlie della Sapienza e stette in quel luogo  durante tutto l'anno scolastico 1946-1947. 
L'otto maggio 1947 fu istituito con decreto vescovile un  apposito tribunale per giudicare i fatti di Ghiaie di cui facevano  parte i seguenti membri: 
Mons. G. B. Magoni, mons. Paolo Merati, presidente del tribunale, mons. Bramini, avvocato difensore delle apparizioni,  sac. Cesare Patelli, don Benigno Carrara, can. Vincenzo Cavadini, promotore della Fede. Le sedute del tribunale furono sei  così distribuite: 
1. Interrogatorio di Adelaide Roncalli (21 maggio). 
2. Interrogatorio di suor Bernardetta e poi di Adelaide (23 maggio). 
3. Seduta senza interrogatori (2giugno). 
4. Interrogatorio di suor Bernardetta e poi di Adelaide, Poi  confronto tra Adelaide e don Luigi Cortesi (6 giugno).  
5. Interrogatorio del parroco di Ghiaie don Cesare Vitali (9 giugno). 
6. Interrogatorio di don Italo Duci coadiutore di Ghiaie, poi di Annunciata Roncalli, poi di suor Celestina Algeri (10 giugno). 
Ho letto i verbali delle sei sedute, tenute dal tribunale nei giorni: 21, 23 maggio 1947 e 2, 6, 9, 10 giugno 1947. 
Credo sufficiente riportare il verbale della prima seduta, e qualche riferimento alle altre sedute. 
Non sono note le domande dell'interrogatorio della prima seduta, ma solo le risposte di Adelaide. 
Ecco il testo: 
"Tribunale diocesano, per l'esame dei fatti di Ghiaie di Bonate. 
***
Severino Bortolan

giovedì 26 febbraio 2026

L’Atto di Creazione fu un Atto di Felicità per Dio

 


L’Amore infinito di Dio come Padre


Il motivo del Mio Agire ed Operare in tutto l’Infinito è stato dato dalla Mia perseverante Volontà di Formare, dalla Mia invariabile forte Forza come il Mio ultra grande Amore che doveva attivarsi, che però trovava una specie di Soddisfazione solo quando Si creava degli esseri che potevano accogliere e restituire questo Amore. Perché il Mio Amore necessitava di un vaso che Gli si apriva ed accoglieva il Mio Amore e Me Lo ri-irradiava di nuovo, mentre aveva luogo un inimmaginabile Atto di Felicitazione, che a nessun essere creato sarà mai comprensibile. Dopo un tempo infinitamente lungo dall’Essere Solo il Desiderio di un reciproco scambio divenne sempre più forte, benché Io Mi potevo già rallegrare in sovrabbondanza nelle Creazioni spirituali esternate da Me, perché grazie alla Mia Volontà Io potevo vedere ogni Pensiero come un’Opera compiuta, e questi Miei Pensieri sono stati incalcolabili in modo che Io potevo costantemente creare e malgrado ciò non percepivo nessuna diminuzione della Mia Forza Creativa, al contrario, questa aumentava sempre di più, più Io l’utilizzavo. Ma quando poi Mi mosse il Pensiero di crearMi un vaso per la Forza d’Amore, che doveva quindi essere formato come Me, che Io volevo provvedere con tutte le Caratteristiche, che quindi doveva essere esternato come una Mia Immagine con la stessa Potenza Creativa e Forza, allora ne bastava già solo il Pensiero che quest’Opera della Mia Volontà stava davanti a Me in tutta la Magnificenza, in modo che Io vi riconobbi Me Stesso e Mi rallegrai di ciò che avevo creato. La comunione con questo essere Mi rese oltre ogni misura felice, dato che era una Mia Immagine, ma che Io non potevo essere visibile a questo essere, perché sarebbe svanito in vista del Fuoco Ur, che era bensì anche la sostanza ur del suo spirito, ma che, essendo creato, non poteva sopportare questa Pienezza del Mio Amore, Potenza e Forza. Perché quell’essere era pur sempre soltanto una scintilla irradiata, la quale – benché incommensurabilmente beato – era sempre solo una Mia creatura, che non poteva contemplare la Luce Eterna. Ciononostante questa creatura era per Me il vaso in cui Io potevo lasciare fluire la Mia Forza d’Amore, che questo a sua volta impiegava questa Forza d’Amore per essere pure attivo creativamente. E dato che il suo desiderio era lo stesso, esso fece sorgere insieme a Me esseri simili, e la beatitudine era incommensurabilmente grande, che per noi significava l’Atto di Creare. Sempre nuovi esseri procedevano dalla Volontà d’Amore di noi Due, perché lo spazio era illimitato, non esistevano dei limiti, né della Forza Creativa, né d’Amore, né della nostra Volontà che era uguale. Perché Io rivelai bensì a lui la Mia Volontà, come anche agli esseri che erano proceduti da noi Due, mediante la Parola, che dava loro la conferma che loro tutti avevano riconosciuto in Me la loro origine; loro potevano continuamente sentirMi e ridarMi anche la risposta, loro potevano farMi delle domande, che Io rispondevo anche mediante la Mia Parola, e dato che Io avevo dato loro contemporaneamente anche la facoltà di pensare, che loro potevano impiegare nella libera volontà, nel segno di un essere divino -, loro non erano nemmeno costretti di interpretare la Parola solo in una determinata direzione, ma loro potevano muovere in sé la Mia Parola in tutte le direzioni, e per questo era data la possibilità che potevano interpretarLa anche erroneamente, a seconda della loro volontà. Ma all’inizio tutti gli esseri non erano in opposizione alla Mia Volontà, loro erano illimitatamente beati, comprendevano bene la Mia Parola, e questo stato non avrebbe mai dovuto avere una fine, ma il primo essere irradiato da Me non era venuto a capo con un Pensiero: non era in grado di contemplarMi, e si sarebbe dato da sé la risposta, che quindi per questo gli mancava il Potere. E’ vero che esso riconobbe sé stesso come creato da Me, sapeva che aveva avuto un inizio, mentre Io Ero dall’Eternità. Ma cominciò a dubitare e non presentò questi dubbi a Me, che Io avrei potuto correggere. Ed esso credeva di poter nascondere davanti a Me i suoi pensieri perché non erano sempre in lui, ma solo di tanto in tanto sorgevano in lui, si dedicava sempre di nuovo al Mio Amore e riceveva questo anche interamente. Ma dato che una volta dubitava del Mio Amore che gli affluiva interamente e non si spiegava, il dubbio ritornava sempre di nuovo, e così creava lo stato della diffidenza che non avrebbe mai dovuto essere tra l’essere creato e Me. In questo spirito ur primo creato la diffidenza divenne sempre più forte, soprattutto che ora si vide come creatore degli esseri innumerevoli che lo potevano vedere in tutta la magnificenza, a cui Io però non potevo essere visibile. E dato che la facoltà di pensare gli era pure propria così precisamente, trasse delle conclusioni sbagliate nella sua diffidenza, e ciononostante che Mi riconobbe come sua Origine, e (ma egli) sperava di poter convincerne anche tutti gli altri esseri creati che egli era il loro creatore, dato che non erano in grado di contemplarMi. Egli si elevò quindi al di sopra di Me e rifiutò ora la Mia Forza d’Amore, nella credenza di possedere esso stesso tanta forza da non avere più bisogno della Mia Forza, e questo era il suo peccato, come anche il peccato di tutti gli esseri caduti che lo seguirono. (16.05.1965) Ora veniva per così dire creato un secondo mondo, un mondo nel quale tutto era orientato erroneamente, che ora però venne anche dominato da colui che oramai era il Mio avversario. Ma dato che tutto il creato ha avuto la sua Origine in Me, anche questo mondo era sottoposto alla Mia Volontà ed al Mio Potere, e tutte le Forze positive lottano contro le negative, sempre con la meta di riconquistare di nuovo tutto il negativo. Perché benché avessi equipaggiato lo spirito primo creato con la stessa Potenza creativa e Forza, esso aveva perduto queste tramite la sua caduta da Me. Ma Io ho lasciato a lui stesso la sua libertà, mentre ho preso tutto il creato sotto la Mia Protezione e lo tolsi a lui e lo formai in Creazioni di ogni specie perché avevo Misericordia del suo stato che era infelice ed avrebbe dovuto rimanere sempre infelice se il Mio Amore non avesse trovato una via d’uscita per ricondurlo una volta di nuovo da Me. Il processo del Rimpatrio però è di una tale infinita durata di tempo che si può parlare di Eternità, durante le quali il Mio avversario può far valere il suo diritto solo temporaneamente sullo spirituale che gli appartiene, quando passa nello stadio di uomo sulla Terra. Poi però lui ce la mette tutta per portare l’essere di nuovo in suo possesso, se questo non si fa aiutare diversamente, se non accetta la Salvezza mediante Gesù Cristo e si libera dal suo potere. Il suo potere in questo tempo è enorme, e ci vuole una forte volontà per staccarsi da lui, ma anche la Mia Grazia è smisurata e può essere sempre messa di fronte al suo potere, . in modo che è davvero possibile di darsi liberamente a Me e poi il suo stato infelice è finito. Ma passeranno anche dei tempi eterni finché la caduta da Me di allora sia definitivamente espiata, e passeranno ancora dei tempi infiniti finché anch’egli si deciderà per il ritorno, colui che una volta è proceduto da Me come massimo spirito di Luce, finché ritorna nella sua Casa Paterna, perché la schiera degli spiriti caduti è infinita, e questi hanno anche bisogno di tempi infiniti finché si sono liberati dalle catene che sono state messe loro da parte sua, per poter entrare liberati nel Regno della Luce e della Beatitudine. Ma il Mio Amore è infinito, il Mio Potere non conosce limiti e la Mia Sapienza è costantemente intenzionata a raggiungere la meta, che Io ho posta nella Creazione del mondo degli spiriti. 

Amen

16. maggio 1965