domenica 21 giugno 2026

Tanti uomini ospitano l'odio e sono nemici di Dio. Feriscono il Mio Sacro Cuore, calpestano l'onore della Mia Divina Madre. Quanta sofferenza per un popolo ingrato e dimentico...

 



- Gesù, detesto questo disadattamento totale alla solitudine che manifesto visibilmente: non so più come gestire il mio tempo, il mio cibo o la mia vita. Mi sento male. Gesù, ti prego, Tu, tienimi compagnia, non lasciarmi sola con me stessa. Ho bisogno di parlare con qualcuno e di sapermi amata. Sono sicura che Ti abbiamo obbedito, eppure l'angoscia rinasce.

- Amata figlia del Padre, placa il tuo cuore, tutto è nella Mia Mano e anche la tua vita. Tu misuri quanto tieni a Me e ti benedico per esserti rivolta a Me così rapidamente invece di lasciarti affondare un po 'di più. La Mia anima, la preghiera è il tuo cibo. Comincia sempre da lei, dall'interiorizzazione che ti mette nella Mia Presenza. Figlia, avanza con Me verso la conoscenza di domani: il tempo si avvicina, egli è un palpitazione di Amore e risposta di odio, la tensione è sempre più terrificante tra i due, e la rottura è inevitabile.

Figlia, preparati all'incontro, poiché viene l'ora della gioia dei figli di Dio, che sarà anche terribile per i Suoi nemici. Tanti uomini ospitano l'odio e sono nemici di Dio. Feriscono il Mio Sacro Cuore, calpestano l'onore della Mia Divina Madre. Quanta sofferenza per un popolo ingrato e dimentico...

- Gesù, mio Gesù, quando tutto questo sarà finito? Sono stanca, mi esaurisco e non vedo la fine: la speranza della Tua promessa. Tuttavia, Tu lo sai, mi aspetto tutto da Te e credo.

- Sì, figlia, la vita in questo mondo è estenuante, poiché rovina l'anima invece di nutrirla. Le carezze e l'amore di Mia Madre sono molto vivificanti in momenti come questi. Rivolgiti a lei con fiducia, ella non delude mai e conforta.


O Maria, dammi la forza dell'anima che mi manca e il dono della preghiera.


29 giugno 2004

AGNÈS-MARIE


L’Uomo che Nacque e Morì nello Stesso Giorno – La Vita di San Giovanni di Dio


 

Della necessità che abbiamo dell'intercessione di Maria per salvarci

 


LE GLORIE DI MARIA 

La “Salve Regina” 

Le virtù di Maria Santissima 


Che invocare e pregare i santi e particolarmente la loro regina Maria santissima, affinché ci impetrino la grazia divina, sia cosa non solamente lecita, ma utile e santa, è verità di fede già enunciata dai Concili contro gli eretici, i quali la condannano come ingiuria a Gesù Cristo, che è il nostro unico mediatore. Ma se Geremia dopo la sua morte prega per Gerusalemme (2Mac 15,14); se i vegliardi dell'Apocalisse presentano a Dio le preghiere dei santi (Ap 5,8; cfr. 8,3-4); se san Pietro promette ai suoi discepoli di ricordarsi di loro dopo la sua morte (2Pt 1,15); se santo Stefano prega per i suoi persecutori (At 7,59); se san Paolo prega per i suoi compagni (At 27,24; Ef 1,16; Fil 1,4); se insomma i santi possono pregare per noi, perché non possiamo noi implorare i santi affinché intercedano in nostro favore? San Paolo si raccomanda alle preghiere dei suoi discepoli: « Pregate per noi » (1Ts 5,25); san Giacomo esorta: « Pregate gli uni per gli altri » (Gc 5,16). Dunque lo possiamo fare anche noi. Nessuno nega che Gesù Cristo sia l'unico mediatore di giustizia che con i suoi meriti ci ha ottenuto la riconciliazione con Dio. Ma al contrario è cosa empia il negare che Dio si compiaccia di fare le grazie per intercessione dei santi e specialmente di Maria sua Madre, che Gesù tanto desidera di vedere da noi amata e onorata. Chi non sa che l'onore tributato alle madri si riflette sui figli? « Gloria dei figli, i loro padri» (Pro 17,6). Perciò san Bernardo dice che non deve pensare di oscurare la gloria del figlio chi loda molto la madre, perché « quanto più si onora la madre, tanto più si loda il figlio ». Sant'Ildefonso dice: « Tutto l'onore che si rende alla madre si riflette su suo figlio e fino al re s'innalzano gli omaggi rivolti alla regina del cielo ». Si sa che per i meriti di Gesù è stata concessa a Maria l'autorità di essere la mediatrice della nostra salvezza: mediatrice non di giustizia, ma di grazia e d'intercessione, come appunto è chiamata da san Bonaventura: « Maria la fedelissima mediatrice della nostra salvezza ». E san Lorenzo Giustiniani dice: « Come non è piena di grazia colei che è stata scelta scala del paradiso, porta del cielo e la più autentica mediatrice tra Dio e gli uomini? ». Perciò con ragione sant'Anselmo scrive che quando noi preghiamo la santa Vergine di ottenerci le grazie, non è che diffidiamo della divina misericordia, ma piuttosto che diffidiamo della nostra indegnità e ci raccomandiamo a Maria affinché la sua dignità supplisca alla nostra miseria. Dunque soltanto quelli che mancano di fede possono dubitare che il ricorrere all intercessione di Maria sia cosa molto utile e santa. Ma il punto che qui intendiamo provare è che l'intercessione di Maria è necessaria anche per la nostra salvezza: necessaria diciamo, non di una necessità assoluta, ma, propriamente parlando, di una necessità morale. Diciamo che questa necessità nasce dalla stessa volontà di Dio, il quale vuole che tutte le grazie che egli ci dispensa passino attraverso le mani di Maria, secondo il pensiero espresso da san Bernardo. E si può dire con l'autore del Regno di Maria che questa sentenza è oggi comune tra i teologi e i dottori. La seguono Vega, Mendoza, Paciuchelli, Segneri, Poiré, Crasset e molti altri dotti autori. Persino il padre Natale di Alessandro, autore peraltro così riservato nelle sue proposizioni, dice anch'egli essere volontà di Dio che noi aspettiamo tutte le grazie per l'intercessione di Maria. « Dio vuole - sono le sue parole - che ogni bene che speriamo da lui ci sia concesso per l'intercessione della Vergine Madre, quando la invochiamo come si conviene ». E a conferma della sua asserzione, cita il celebre passo di san Bernardo: « E volontà di Dio che tutto ci sia concesso per mezzo di Mana ». Vincenzo Contenson esprime lo stesso pensiero. Spiegando le parole dette da Gesù Cristo in croce a san Giovanni: « Ecco tua madre », egli scrive: « Come se dicesse: Nessuno sarà partecipe del mio sangue, se non per intercessione della Madre mia. Le mie ferite sono sorgenti di grazie; ma a nessuno perverranno questi torrenti, se non per mezzo di Maria. Giovanni, mio discepolo, tanto da me sarai amato, quanto tu l'amerai ». Questa proposizione, cioè che tutto il bene che riceviamo dal Signore ci viene per mezzo di Maria, non piace molto a un certo autore moderno, il quale peraltro, sebbene tratti con molta pietà e sapienza della vera e della falsa devozione, tuttavia parlando della devozione verso la divina Madre, si è dimostrato molto avaro nell'accordarle questa gloria, che non hanno avuto scrupolo a riconoscerle diversi santi come Germano, Anselmo, Giovanni Damasceno, Bonaventura, Antonino, Bernardino da Siena, il venerabile abate di Selles e tanti altri dottori, i quali non hanno avuto difficoltà a dire che per la suddetta ragione l'intercessione di Maria non solo è utile, ma necessaria. Quest'autore dice che una tale proposizione, cioè che Dio non faccia alcuna grazia se non per mezzo di Maria, e un iperbole e un'esagerazione sfuggita al fervore di alcuni santi ma che, propriamente parlando, significa semplicemente che da Maria abbiamo ricevuto Gesù Cristo, per i cui meriti riceviamo poi tutte le grazie. Altrimenti, conclude, sarebbe errore il credere che Dio non ci potesse concedere le grazie senza l'intercessione di Maria, poiché san Paolo dice che noi riconosciamo un solo Dio e un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Gesù Cristo (1Tm 2,5). Tali sono le idee di quest'autore. Ma come egli stesso ci insegna nel suo libro, altro è la mediazione di giustizia per via di merito, altro la mediazione di grazia per via di preghiere. Altro è il dire che Dio non possa, altro che Dio non voglia concedere le grazie senza l'intercessione di Maria. Noi confessiamo che Dio è la fonte di ogni bene e il Signore assoluto di tutte le grazie e che Maria non è che una pura creatura la quale riceve da Dio gratuitamente tutto quello che ottiene. Ma chi mai può negare quanto sia ragionevole e conveniente affermare che Dio voglia che tutte le grazie concesse alle anime redente passino e si dispensino attraverso le mani di lei, per esaltare questa incomparabile creatura, che più di tutte le altre creature lo ha onorato e amato durante la sua vita e che egli ha eletto come Madre del Figlio suo, nostro comun Redentore? Noi confessiamo, conformemente alla distinzione fatta sopra, che Gesù Cristo è l'unico mediatore di giustizia, che con i suoi meriti ci ottiene le grazie e la salvezza, ma diciamo che Maria è mediatrice di grazia e che, se tutto ciò che ottiene l'ottiene per i meriti di Gesù Cristo e perché prega e lo domanda in nome di Gesù Cristo, nondimeno tutte le grazie che noi chiediamo, le riceviamo per mezzo della sua intercessione. In ciò non vi è certamente nulla di contrario ai sacri dogmi, anzi tutto è conforme ai sentimenti della Chiesa, che nelle pubbliche preghiere da lei approvate ci insegna a ricorrere continuamente a questa divina Madre e ad invocarla: « Salute degli infermi, rifugio dei peccatori, aiuto dei cristiani, vita, speranza nostra ». La stessa santa Chiesa nell'officio che fa recitare nelle festività della Vergine, applicando a lei le parole della Sapienza, ci fa capire che in Maria troveremo ogni speranza: « In me ogni speranza di vita e di virtù »; in Maria ogni grazia: « In me ogni grazia di via e di verità » (Eccli [= Sir] 24,25 Volg.). In Maria insomma troveremo la vita e la salvezza eterna: « Chi mi avrà trovato, avrà trovato la vita e riceverà la salute dal Signore » (Pro 8,35). E altrove: « Quelli che operano per me, non peccheranno; quelli che mi mettono in luce, avranno la vita eterna » (Eccli [= Sir] 24,30-31 Volg.). Tutte queste parole ci dicono la necessità che abbiamo dell'intercessione di Maria. In questo sentimento ci confermano molti teologi e santi padri che lo hanno espresso. Infatti non è giusto dire, come fa l'autore suddetto, che per esaltare Maria essi si siano lasciati sfuggire iperboli ed esagerazioni. L'esagerare e il proferire iperboli è oltrepassare i limiti del vero, il che non si può dire dei santi, che hanno parlato con lo spirito di Dio, il quale è spirito di verità. Mi si permetta qui una breve digressione per esprimere un mio sentimento. Quando un'opinione onora in qualche modo la santa Vergine, ha un certo fondamento e non ha nulla di contrario né alla fede né ai decreti della Chiesa, né alla verità, il non accettarla e il contraddirla perché anche l'opinione opposta potrebbe essere vera, denota poca devozione verso la Madre di Dio. Io non voglio essere annoverato fra questi spiriti poco devoti, né vorrei che lo fosse il mio lettore, ma piuttosto vorrei essere annoverato fra coloro che credono pienamente e fermamente tutto ciò che senza errore si può credere delle grandezze di Maria. Secondo l'abate Ruperto, « credere fermamente alle sue grandezze » è uno degli omaggi più graditi alla nostra Madre 51 Del resto, per toglierci il timore di eccedere nelle nostre lodi basti l'opinione di sant'Agostino, il quale afferma che tutto ciò che diciamo in lode di Maria època cosa rispetto a quel che ella merita per la sua dignità di Madre di Dio. E la santa Chiesa fa leggere nella messa della beata Vergine: « Sei infatti beata e degnissima di ogni lode, o santa Vergine Maria » Ma torniamo al punto e vediamo quello che i santi dicono a questo proposito. San Bernardo afferma che Dio ha riempito Maria di tutte le grazie affinché gli uomini, per mezzo di lei, come da un canale, ricevessero quanto viene loro di bene: « Un acquedotto sempre pieno, affinché tutti ricevano dalla sua pienezza ». Inoltre il santo fa un'importante riflessione al riguardo e dice che, se prima della nascita della santa Vergine non vi fu per tutti questa corrente di grazia, è perché non vi era ancora questo acquedotto. « Ma, aggiunge, Maria è stata data al mondo affinché per mezzo di lei, come da un canale, arrivassero continuamente da Dio agli uomini i doni celesti » 

Come Oloferne per conquistare la città di Betulia ordinò che si rompessero gli acquedotti (Gdt 7,6-13), così il demonio cerca con ogni mezzo di far perdere alle anime la devozione verso Maria perché, chiuso questo canale di grazie, gli riesce poi facilmente d'impadronirsi di esse. San Bernardo riprende: « Guardate, o anime, con quale affetto e devozione il Signore vuole che noi onoriamo la nostra regina ricorrendo sempre con fiducia alla sua protezione, poiché ha posto in lei la pienezza di ogni bene affinché ormai tutto quanto abbiamo di speranza, di grazia e di salvezza, riconosciamo che tutto ci viene dalle mani di Maria ». Ugualmente dice sant'Antonino: « Per mezzo di lei è sceso dal cielo tutto ciò che la terra ha ricevuto di grazia». Perciò Maria è paragonata alla luna. Dice san Bonaventura che, come la luna sta tra il sole e la terra e quel che dal sole riceve lo rifonde alla terra, così la Vergine regina, posta tra Dio e gli uomini, riceve le celesti influenze della grazia per trasfonderle a noi su questa terra. Perciò la Chiesa la chiama « Porta felice del cielo ». San Bernardo spiega che, come ogni rescritto di grazia che viene mandato dal re passa per la porta della sua reggia, così « nessuna grazia discende dal cielo sulla terra se non passa per le mani di Maria ». San Bonaventura aggiunge che Maria viene chiamata porta del cielo perché nessuno può entrare in cielo se non passa per Maria che ne è la porta. Nello stesso sentimento ci conferma san Girolamo -o secondo altri un antico autore del sermone dell'Assunzione inserito tra le sue opere - il quale dice che in Gesù Cristo fu la pienezza della grazia come nel capo, da cui poi si diffondono alle sue membra, che siamo noi, tutti gli spiriti vitali, cioè gli aiuti divini necessari per conseguire la salvezza eterna. In Maria poi fu anche la stessa pienezza come nel collo che la distribuisce alle membra. Lo stesso pensiero è espresso da san Bernardino da Siena, il quale dice che per mezzo di Maria si trasmettono ai fedeli, che sono il corpo mistico di Gesù Cristo, tutte le grazie della vita spirituale che discendono da Gesù loro capo. San Bonaventura ce ne dice la ragione: « Essendosi Dio compiaciuto di abitare nel seno di questa santa Vergine, non temo di affermare che ella ha acquisito una certa giurisdizione sopra tutte le grazie, poiché da questo seno purissimo, come da un oceano celeste, sono usciti con  Gesù tutti i fiumi dei doni divini ». Lo stesso pensiero esprime con termini più chiari san Bernardino da Siena: « Dal tempo in cui la Vergine Madre concepi nel suo seno il Verbo divino, ha acquisito per così dire un diritto speciale sui doni che a noi procedono dallo Spirito Santo, in modo che nessuna creatura ha poi ricevuto da Dio alcuna grazia se non per mezzo di Maria e dalle sue mani ». Così appunto viene interpretato da un autore quel passo di Geremia in cui parlando dell'Incarnazione del Verbo e di Maria sua madre, il profeta dice che una donna doveva circondare quest'UomoDio (Ger 31,22 Volg.). Quest'autore spiega: « Come dal centro di un circolo non esce nessuna linea che non passi per la circonferenza che lo circonda, così da Gesù, che è il centro di ogni bene, nessuna grazia può venirci se non per mezzo di Maria, che lo ha circondato dopo averlo ricevuto nel suo seno ». San Bernardino da Siena dice che « perciò tutti i doni, tutte le virtù e tutte le grazie sono dispensate per mano di Maria a quelli che ella vuole, quando vuole e come vuole ». Allo stesso modo Riccardo di san Lorenzo dice che « Dio vuole che quanto di bene fa alle sue creature, tutto passi per le mani di Maria ». Il venerabile abate di Selles esorta dunque a ricorrere a colei che egli chiama « Tesoriera delle grazie », poiché solo per suo mezzo il mondo e tutti gli uomini possono ricevere tutto il bene che possono sperare. Dal che si vede chiaramente che i santi e gli autori citati, affermando che tutte le grazie ci vengono per mezzo di Maria, non hanno inteso dire ciò solamente perché da 'Maria abbiamo ricevuto Gesù Cristo, che è la fonte di ogni bene, come pretende l'autore suddetto, ma ci assicurano che Dio, dopo averci donato Gesù Cristo, vuole che tutte le grazie che da allora sono state dispensate, che lo sono ancora adesso e lo saranno sino alla fine del mondo, siano tutte dispensate attraverso le mani e per l'intercessione di Maria. Il padre Suarez conclude dunque: « È oggi sentimento universale della Chiesa che l'intercessione della santa Vergine ci è non soltanto utile, ma necessaria ». Necessaria, come abbiamo detto, non di necessità assoluta, perché solamente la mediazione di Gesù Cristo ci è assolutamente necessaria; ma di necessità morale, poiché, secondo il pensiero della Chiesa espresso da san Bernardo, Dio ha determinato che nessuna grazia sia dispensata a noi se non per mano di Maria. E prima di san Bernardo, sant'Ildefonso si era rivolto alla Vergine dicendo: « O Maria, il Signore ha decretato di raccomandare alle tue mani tutti i beni che egli ha disposto di dare agli uomini e perciò a te ha affidato tutti i tesori e le ricchezze delle grazie ». Per questo san Pier Damiani dice che Dio non volle farsi uomo se non col consenso di Maria; anzitutto affinché noi tutti le fossimo sommamente obbligati, poi affinché comprendessimo che da lei dipende la salvezza di tutti. Isaia (11,1-3) aveva profetizzato la nascita di Maria e quella del Verbo incarnato che doveva nascere da lei come un fiore: « Una verga spunterà dal tronco di lesse, un fiore dalle sue radici, su di lui si poserà lo Spirito del Signore ». Meditando su queste parole san Bonaventura esclama: « Chiunque desidera ottenere la grazia dello Spirito Santo, cerchi il fiore nella verga, cioè Gesù in Maria, poiché attraverso la verga si arriva al fiore e attraverso il fiore si arriva a Dio ». E aggiunge: « Se vuoi avere questo fiore, cerca con le preghiere d'inclinare a tuo favore la verga del fiore e l'otterrai ». D'altra parte a proposito delle parole: « Trovarono il bambino con Maria sua madre » (Mt 2,11), il santo dice: « Non si troverà mai Gesù se non con Maria e per mezzo di Maria ». E conclude: « Invano cerca Gesù chi non cerca di trovarlo insieme con Maria ». Così sant'Ildefonso diceva: « Io voglio essere servo del Figlio e poiché non lo sarà mai chi non è servo della Madre, ambisco al servizio di Maria».


Esempio 

Il Belluacense (Vincenzo di Beauvais) e il Cesario narrano che un giovane nobile che il padre aveva lasciato ricco, essendosi ridotto per i suoi vizi così povero che doveva mendicare, si allontanò dalla patria per andare a vivere con minor vergogna in un paese lontano dove non fosse conosciuto. Durante il viaggio incontrò un vecchio servo di suo padre il quale, vedendolo così afflitto per la povertà in cui era caduto, gli disse di farsi coraggio perché voleva presentarlo a un principe molto generoso che lo avrebbe provveduto di tutto. Ma il vecchio servo era un empio stregone. Un giorno, prese con sé il povero giovane e lo portò attraverso un bosco fino a uno stagno dove cominciò a parlare con una persona che non si vedeva; sicché il giovane gli domandò con chi parlasse. Rispose: « Con il demonio ». Vedendo il giovane spaventato, gli disse di non temere e seguitò a parlare con il demonio: « Signore, questo giovane è ridotto in miseria estrema e vorrebbe ritornare nella sua condizione originaria ». « Se vorrà ubbidirmi, rispose lo spirito del male, lo renderò più ricco di prima; ma anzitutto deve rinnegare Dio ». A queste parole il giovane inorridì, ma poi, istigato da quel maledetto mago, rinnegò Dio. « Non basta, riprese il demonio; bisogna che rinneghi anche Maria. Da lei infatti derivano le nostre maggiori perdite. Quante anime toglie dalle nostre mani, le riconduce a Dio e le salva! ». « Questo no! rispose il giovane. Non rinnegherò la Madre mia che è tutta la mia speranza. Preferisco piuttosto andar mendicando per tutta la vita ». E si allontanò da quel luogo. Mentre se ne ritornava, si trovò a passare davanti a una chiesa « Ma quest'ingrato, Madre mia, mi ha rinnegato ». Vedendo però che la Madre non cessava di pregarlo, rispose infine: « Madre, io non ti ho negato mai niente; sia perdonato, poiché tu me lo chiedi ». Un uomo, che aveva comperato i beni di quel dissipatore, assisteva segretamente a questa scena. Avendo visto la misericordia di Maria verso quel peccatore, gli diede per moglie la sua unica figlia e lo nominò erede di tutti i suoi averi. Così il giovane per mezzo di Maria ricuperò la grazia di Dio e anche i beni temporali.

S. Alfonso M. de Liguori 


Chiedo a tutti i miei figli sacerdoti di rendere testimonianza al prezioso Sangue di Gesù. Essi sono i ministri del suo Sangue.

 


Il diario di un sacerdote in preghiera


Al Santuario di Nostra Signora di Knock, Irlanda


Nostra Signora:

Tu sei qui, figlio mio, per mia volontà. Sono io che ti ho condotto qui, affinché, alla presenza di mio Figlio, l’Agnello divino che toglie i peccati del mondo, tu possa essere interiormente guarito e rinnovato. Il mio Cuore materno desidera condurre tutti i miei figli sacerdoti alla presenza del mio Gesù, l’Agnello il cui Sangue salva e purifica il mondo dal peccato. I miei figli sacerdoti devono essere i primi a sperimentare il potere risanante del Sangue dell’Agnello di Dio. Chiedo a tutti i miei figli sacerdoti di rendere testimonianza al prezioso Sangue di Gesù. Essi sono i ministri del suo Sangue. Il suo Sangue è nelle loro mani per purificare e rinnovare i vivi e i morti.

Desidero che tutti i sacerdoti diventino consapevoli del valore e del potere infiniti anche di una sola goccia del Sangue di mio Figlio. Voi che Egli ha chiamato ad essere suoi adoratori e riparatori, adorate il suo prezioso Sangue nel Sacramento del suo amore. Il suo Sangue, mescolato con acqua, sgorga incessantemente dal suo Cuore Eucaristico, il suo Cuore trafitto dalla lancia del soldato per purificare e vivificare tutta la Chiesa, ma innanzitutto per purificare e vivificare i suoi sacerdoti. Quando entrate nella sua presenza eucaristica, siate consapevoli del suo prezioso Sangue che fluisce dal suo Cuore aperto. Adorate il suo Sangue e applicatelo alle vostre ferite e alle ferite delle anime.

Il Sangue di mio Figlio porta purezza, guarigione e vita nuova ovunque scorra. Implorate il potere del prezioso Sangue su voi stessi e su tutti i sacerdoti. Ogni volta che vi viene chiesto di intercedere per le anime, invocate il potere del prezioso Sangue su di esse e presentatele al Padre coperte dal Sangue dell’Agnello.

Io sono qui a Knock per voi e per tutti i sacerdoti. Knock testimonia il dono e il mistero del sacerdozio. Sono venuta a Knock per rivelarmi in modo speciale come Madre dei sacerdoti. Voglio che i miei sacerdoti vengano qui. Qui li consolerò. Qui li guarirò. Qui li restituirò alla purezza e alla santità di vita.

Rendete testimonianza a ciò che avrò fatto per voi a Knock. Farò in modo che possiate ritornare qui. Per voi, mio caro figlio, questo è e sarà un luogo di guarigione e di speranza. Qui siete circondati da San Giuseppe, mio amato e castissimo sposo, da San Giovanni, mio figlio adottivo così caro al mio Cuore Addolorato e Immacolato, e dall’Arcidiacono Cavanagh, un sacerdote devoto a me, che intercede in cielo per tutti coloro che vengono a Knock.

Imparate a fidarvi di me. Vi parlo semplicemente e con l’amore di una madre. Non siete ingannati. Voglio che sappiate tutto ciò che il mio Cuore custodisce per voi e per i miei figli sacerdoti. Sto per condurre molti sacerdoti in una relazione di sacra intimità con me, simile a quella goduta da San Giuseppe e San Giovanni. Iniziate ora a vivere in questa grazia. Rivolgetevi a me in ogni necessità, grande e piccola. Fidatevi di me per organizzare tutte le cose a vostro vantaggio e per la gloria del mio divin Figlio.

Condividete la vostra vita con me. Affidatemi le vostre preoccupazioni, le vostre ansie e le vostre paure. Quando avete bisogno di qualsiasi cosa, sia spirituale che temporale, rivolgetevi a me. Io sono la vostra Madre del Perpetuo Soccorso. Sono la Mediatrice di tutte le grazie. Tutte le cose buone sono mie da concedere a chiunque io voglia. Questo è il dono di mio Figlio per me, e la volontà del Padre.

Avendo staccato con mio Figlio mentre Egli era appeso sulla Croce, ora sto con Lui nella gloria. A me spetta di dispensare a tutte le anime i frutti della Sua redenzione. Per me, il Suo Cuore è sempre aperto, e io attingo dalla ferita nel Suo fianco un'infinità di grazie e misericordie per le anime. Il Cuore di mio Figlio è un tesoro inesauribile e io ne sono la custode. Coloro che desiderano qualsiasi cosa dal Cuore di mio Figlio possono venire a me, e io la otterrò per loro e la darò loro con le mie stesse mani.

Consacratevi a me come ho chiesto. Fatelo domani, giovedì, il giorno della vostra adorazione e riparazione per i sacerdoti. Vi ringrazio per avermi ascoltato questa sera e per aver preso a cuore le mie parole. Vi benedico insieme al mio adorabile Figlio nel Sacramento del Suo amore.

6 febbraio 2008


IL SORRISO DI PADRE PIO

 


Sul piazzale della chiesa una voce sovrastava sulle altre, fino alla seccatura: «Padre Pio per due soldi! Padre Pio per due soldi!».

Un grido quello, che distraeva Padre Pio e lo faceva ridere. Dato che quella voce non la smetteva, il caro Padre si affacciò alla finestra del coro, per vedere chi gridava così. Era un pover'uomo che vendeva cartoline illustrate, portanti l'effigie di Padre Pio. Al vederlo Padre Pio disse: «Chissà che grande suddito pensa di avere il Guardiano in Padre Pio! Invece eccolo qua: Padre Pio vale due soldi!».

P. Costantino Capobianco «petti e aneddoti di Padre Pio»


LE VISIONI INTELLETTUALI

 


“Il diario mistico di Camilla Bravi” 


Tra le altre estasi non di Sostanza, le più grandi sono quelle «intellettuali». In esse non si vede Gesù e la Madonna come in un'apparizione, ma in figura. Gesù e Maria parlano alle potenze dell'anima, ossia memoria, intelletto e volontà, spiegando il significato di ciò che comunicano. 

In queste visioni intellettuali l'anima ricorda tutto ciò che il Signore le mostra, le spiega, e tutte le parole che Egli le dice. 

In questa estasi, l'intelletto vede Gesù crocifisso, lo Spirito Santo in forma di colomba, il Padre come un Vegliardo, la Madonna, ecc., e ricorda tutte le parole, e gli resta impresso tutto ciò che gli si mostra. E come nella prima visione, quando l'anima si sveglia dalle estasi, è come se avesse un corpo in prestito e agisse sotto l'impressione di Colui che si è impossessato di lei, come se venisse dall'aldilà. Questo dura giorni o ore secondo la profondità e la durata dell'estasi. 

Anche queste visioni intellettuali lasciano nell'anima la certezza che è il Signore che le parla, e si ricordano le sue parole e tutto ciò che si è veduto, anche se si campasse mille anni. In tutte le visioni intellettuali, quando l'estasi è piena, Dio prepara l'anima a ricevere le sue grandi comunicazioni dandole l'umiltà e un dolore perfetto dei suoi peccati, le fa conoscere la sua miseria e la purifica. 

Gesù ha voluto essere Lui stesso il mio Maestro e Direttore, ma mi disse di confidare tutto al Direttore dell'anima mia e di fare sempre ciò che egli mi avrebbe detto, anche se il Direttore mi dicesse di fare tutto al contrario di quello che mi diceva Lui, di essere sempre come un libro aperto con il mio Direttore spirituale, così il demonio non avrebbe potuto nuocermi; ed Egli mi avrebbe dato come Direttori sacerdoti santi, e il merito dell'ubbidienza. 

Nelle visioni intellettuali, Dio ferisce improvvisamente con un dardo d'amore tanto forte che, se durasse un po' a lungo, l'anima si sentirebbe come morire e non potrebbe sostenerlo. A me è successo poche volte così forte, e l'anima ferita da questo dardo d'amore si sentì come delirare d'Amore; e la ferita fu tanto soave che desiderai che il Signore tornasse a ferirmi. 

Al tempo stesso in queste visioni intellettuali ci si sente consumare d'amore e si prega Gesù di togliere un po' di questo amore, se Egli vuole che si resti nel mondo a continuare ad amarlo, perché altrimenti il corpo non lo potrebbe sostenere. 

A me questo è successo nei primi cinque anni della vita di unione. Nella prima estasi intellettuale, Gesù mi portò nel suo Cuore e mi spiegò e insegnò verità teologiche, cose spirituali; mi manifestò le grandezze, i pregi e le ricchezze del suo divin Cuore unito sostanzialmente a Dio, l'Essenza divina ecc. Tutti misteri che l'anima mia non conosceva, di cui non aveva mai sentito parlare. 

Durante le estasi intellettuali le tre potenze sono rapite profondamente e intente ad amare, e il demonio non può entrare, né l'immaginazione, durante l'estasi; ma dopo si insinua per cercare di invanire e insuperbire l'anima per le grandi comunicazioni di cui il Signore la favorisce, oppure cerca di gettarla nell'avvilimento quando l'anima cade ancora nei suoi difetti, o la natura lotta per le prove che Dio le dona per purificarla e santificarla, cercando di farle credere che è un'illusa, un'isterica, per indurla a desistere e spronarla a lasciare il bene. 

Ma Dio veglia su di lei e le viene in aiuto. 

Quando nell'estasi poi riceve comunicazioni che contengono qualche profezia, il demonio, come per esempio quando Gesù comunica all'anima che verranno castighi se il mondo non cambierà né migliorerà, per tentarla e avvilirla se queste profezie o altre non si avverano subito, cerca di insinuarsi ad avvilire l'anima. In queste estasi grandi, l'estasi è sempre piena, completa, e l'anima ha la certezza che Gesù l'ha visitata e che agisce in lei, e ricorda tutto, anche le parole, non riesce a dimenticarle, e, come la prima visione, quando si sveglia, prova e sente l'impressione che agisce sotto l'impulso di Colui che l'ha visitata; è come se si svegliasse da un sonno profondo; le potenze sono come legate e l'anima si trova infiammata d'amore, tutta dedita a donarsi, desidera morire per unirsi al suo Dio. 

E tutte le sofferenze, le pene, le umiliazioni e il martirio, li soffrirebbe con gioia per la pace profonda lasciata dal Signore in queste estasi, e resta astratta da tutto ciò che la circonda, ore e giorni secondo la durata delle comunicazioni profonde che ha ricevute. 

Così i sensi: il corpo è astratto e risponde esattamente alle domande, ma subito ritorna in adorazione nella contemplazione ed è invaghito, come l'anima, dell'Amore eucaristico che la infiamma sempre più e le dona sempre più amore. 

Orio Nardi 


«La tua fede ti ha salvato! »

 


«Mi hai dimostrato la tua fiducia e io ti ho dimostrato che essa è sempre esaudita.

L'esaudisco anche con sovrabbondanza, perché a chi mi chiede la salute del corpo dono ancor più la salvezza dell'anima.

Da solo saresti incapace di guarirti e di salvarti; non riusciresti a curare le tue piaghe, ancora meno a procurarti una vita nuova.

Ma la tua fiducia in me ti libera dalla tua impotenza, e ricevi gratuitamente ciò che non avresti potuto acquistare a prezzo di molti sforzi: la guarigione, il perdono delle tue colpe, un rinnovamento totale del tuo essere.

Rídonami incessantemente la tua fede e io ti ridarò la salvezza senza stancarmi: credi sempre di più per essere salvato sempre più.

Sembra facile credere, e tuttavia la fede nasconde un grande merito, perché esige un dono profondo dell'anima, un abbandono nell'oscurità, un rischio a gettarsi nell'invisibile.

Abbandonati al mio mistero, gettati nell'incognita del mio . amore, e sarai trasformato nella mia vita divina!»


Voi, oggi, che siete così indifferenti, voi che avete il sangue freddo, voi che bestemmiate contro di Lui , voi che fate comunioni sacrileghe, voi pure, siete diventati suoi carnefici.

 


Venerdì Santo

Messaggio della  Vergine Maria.


Io vi ringrazio di unirvi al Cuor d’Accoglienza del mio Figlio in questa giornata del Venerdì Santo, questo giorno nel quale egli è morto sulla croce per riscattare tutti i vostri peccati. Oggi riviviamo insieme l’offerta del Padre che Egli ha fatto del suo Figlio a questa umanità. Figli miei, voi comprendete che il mio Figlio prediletto Gesù Cristo vi ha ottenuto la salvezza.
Aprite i vostri cuori alla onnipotenza d’amore puro e alla sua onnipotenza di misericordia mediante le quali Egli vi ha riscattati. Sappiate che è per amor per voi che il mio Figlio Gesù Cristo ha dato la sua vita, e che il suo Cuore è stato trafitto per lasciar colare fiumi d’acqua viva su questa Terra affinchè lo Spirito Santo vi sia accordato.
Oggi il Padre vi accorda il Cuore d’Accoglienza di suo Figlio sulla Terra, unito al l’onnipotenza del suo Regno, affinchè voi possiate comprendere ch’egli è venuto per amor per voi, per salvarvi e per liberarvi dalle vostre tenebre.
Sì, figli miei , la luce scaccia le tenebre. Lo Spirito Santo scaccia le tenebre e le cattive abitudini in voi. Egli vi ha creati ed è per il suo amore che voi ritornerete al vostro Salvatore, colui che è morto sulla Croce per voi ; colui che è risuscitato dai morti.
Voi, oggi, che siete così indifferenti, voi che avete il sangue freddo, voi che bestemmiate contro di Lui , voi che fate comunioni sacrileghe, voi pure, siete diventati suoi carnefici.


Preghiera data dalla Vergine Maria: Vieni, Signor Gesù, attraverso il tuo Cuor d’Accoglienza, insegnarmi a vivere da figlio di Dio. Io non so come fare.
Vieni, Signor Gesù, te ne supplico, con il tuo Cuor d’Accoglienza, vieni a cercare tutti i figli della Terra affinchè possano riconoscerti come vero Dio e Salvatore di questa umanità, affinchè possiamo amarti e adorarti eternamente nel tuo Regno. Io ti ringrazio d’aver dato la tua vita, Signor Gesù , per redimerci. Grazie per tutti gli aiuti che ci porgi oggi. Grazie di sempre volere amarci ed aiutarci. Grazie per apprendermi che sei solo Amore, che sei tutto Misericordia.


Vieni accogliere, in questa giornata del Venerdì Santo, con il tuo Cuore d’Accoglienza, tutte le sofferenze dei popoli in guerra e facci capire che per l’amore e soltanto per l’amore noi vivremo nella pace . Grazie Signor Gesù, per la tua grande Misericordia.

Pregate, pregate, figli miei! A voi tutti che pregate il Cuore d’Accoglienza del mio Figlio, io , vostra Madre del Cielo,  faccio la promessa che sarete liberati dalle vostre catene, voi, i vostri paesi, i vostri cuori e le vostre anime. 
Io vi chiedo di accogliere, figli miei, attraverso il Cuor d’Accoglienza di mio Figlio, tutte le potenze del Regno del Padre su questa Terra . Il Padre vi offre le onnipotenze del suo Regno per vincere le potenze delle tenebre sulla Terra. Realizzate questo: Voi potete tutto accogliere!      
Il Cuore accogliente di mio Figlio è vivente su questa Terra e dal suo Cuore si sprigioneranno tutte le promesse fatte ai suoi figli. Io, vostra Madre del Cielo, vi amo con tutto il mio Cuore.
Lodate il Signore e benedite, figli miei, tutte le grazie che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo vi concedono. Lodatelo con tutto il vostro cuore. Lodatelo senza sosta. Il mio Figlio è venuto col suo Cuore d’Accoglienza per risuscitare i morti-vivi.

          Io vi benedico , nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia!

2 Aprile 1999


È facile dire che siete Cristiani, finché non verrete messi alla prova per dimostrare di esserlo.

 


PERSECUZIONI

Mia amatissima figlia, non appena Mi metterò in comunicazione anche con i figli di Dio di tutte le altre religioni, non credenti e Cristiani, molti, in risposta alla Mia Chiamata, si convertiranno al Cristianesimo. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso la Grazia di Dio e per la Potenza dello Spirito Santo. 

Nel frattempo, i buoni Cristiani e i Miei discepoli impegnati, troveranno che le prove da dover affrontare siano molto difficili. Ora, Io chiedo loro: Chi tra voi, in questo momento, è così forte da stare al Mio Fianco e da attenersi alla Verità, senza il Mio Intervento? Molti di voi, dal buon cuore, Mi rimarranno fedeli, ma solo all‟interno dei propri gruppi. Una volta che sarete tutti d‟accordo tra di voi, troverete più facile servirMi. Se invece dovrete affrontare l‟opposizione – e ciò avverrà, ad un certo punto, per colpa dei Miei nemici che cercheranno di attirarvi in una falsa dottrina – non lo troverete più così facile. 

Quando verrete criticati per il fatto che seguite la vera Parola di Dio, molti di voi saranno troppo deboli per difenderla. Una volta che dovrete fronteggiare l‟opposizione dei vostri fratelli Cristiani, e quando sarete obbligati ad accettare una scrittura falsa e recentemente modificata, vi accascerete per il gran dolore. Da quel momento, la vostra fede sarà veramente messa alla prova ed avrete due scelte: o credere nella Verità, così come fu stabilita da Dio, e per la quale tanto sangue é stato versato allo scopo di riconciliare l‟uomo con il Suo Artefice, oppure, in alternativa, accettare una versione annacquata della Mia Parola, permeata di falsità. 

Scegliere la prima opzione vi procurerà molta pena, dolore e sofferenza, perché voi sarete considerati con disprezzo dagli altri per esserMi rimasti fedeli, ma scegliendo la seconda opzione, benché possiate essere ricoperti da grandi lodi e accettati dai vostri simili e dai Miei nemici, sarete immersi nelle tenebre e la vostra anima sarà a rischio. 

È facile dire che siete Cristiani finché non verrete messi alla prova per dimostrare di esserlo; ma se verrete disprezzati, derisi, ridicolizzati o diffamati nel Mio Nome, alcuni di voi non saranno abbastanza forti per resistere a tali prove. Molti di voi Mi abbandoneranno e se ne andranno per paura della pubblica opinione. Molti di voi Mi tradiranno, molti di voi Mi volteranno le spalle poiché avranno troppa vergogna per portare la Mia Croce. 

Non crediate che essere un Mio discepolo sia facile, poiché non lo è, ma verrà un tempo in cui la vostra fede sarà sottoposta alla prova finale ed è allora che Io saprò chi è per Me e chi non lo è. 

Il vostro Gesù. 

23 Settembre 2014

sabato 20 giugno 2026

La pergamena di 2.100 anni fa che descrive Gesù… prima che nascesse


 

Come Io ho guidato i Miei discepoli, similmente il Mio Santo Spirito vi guiderà

 


Signore?

Io Sono; ti do la Mia pace e ti benedico; Mio fiore, lavoriamo, scrivi:

ve lo dico solennemente: Io dono al mondo numerosi segni, ma esso è disposto a riconoscere i Miei Segni Celesti? oggi, molti parlano unicamente di ciò che hanno veduto, ma tuttavia respingono la testimonianza del Mio Santo Spirito che si rivela ora più che mai; come Io ho guidato i Miei discepoli, similmente il Mio Santo Spirito vi guiderà e vi ricoprirà tutti con il Mio amore compassionevole; Io mostrerò ad ognuno che il Mio nome, Gesù, vuol dire Colui-Che-Salva;

figlia Mia, rivolgi lo sguardo verso di Me e fiorisci; Io sono tutto generosità; ti ho investita della Mia conoscenza e ti ho affidato i Miei interessi; il tuo Creatore ti ha circondata con le Sue Braccia Potenti, quindi non aver paura; getterò a terra i tuoi nemici che in realtà sono i Miei nemici; la tua Santa Madre è il tuo Baluardo; Io, il Signore, ti renderò forte per portare il Mio Messaggio ai quattro angoli della terra; notte e giorno, veglio su di te, quindi non permettere al tuo piccolo cuore di turbarsi; da oggi, Io ti aprirò più porte; a partire da oggi, preti, vescovi e cardinali inizieranno ad aprire le loro orecchie e a sentire la Mia voce; essi cominceranno ad ascoltare e, per una pioggia di grazie che dalla Mia infinita Misericordia si riverserà su di essi, cominceranno a capire e le scaglie dei loro occhi, incrostate dalla polvere dell’Apostasia, cadranno e, nuovamente, potranno vedere gli splendori del Mio Santo Spirito; discerneranno le Insondabili Ricchezze del Mio Sacro Cuore, quelle Ricchezze riservate per il vostro tempo;

figlia Mia, considerati come un lattante appena svezzato dal tuo Creatore; rimani piccola affinché Io possa facilmente sollevarti al Mio petto e serrarti alla Mia Guancia; tutta la sapienza degli uomini crollerà e le astuzie della tua generazione saranno sepolte;

il Mio cuore è con te; figlia Mia, continuerai a testimoniare e ad essere la Mia Eco presso questa generazione apostata che è sul punto di sprofondare; tu sarai l’ambasciatrice dei Miei Affari; Io, bimba Mia, ti porterò sulle Mie Spalle nel cuore di una nazione che ha preferito basarsi sulle furberie e gli inganni che non sul soffio del Mio Santo Spirito; Io ora ti invierò a quelli che avevano soppresso Me, il Santo, dalla loro vista; Io li porterò ad una conversione e ad una salvezza tale mai intesa prima o mai vista prima; Io libererò questa nazione; Io la risparmierò e la salverò; in quel giorno, la canzone che Mi canterà sarà come il cantico di una notte di nozze; Io ti manderò in mezzo a loro1 come un pellegrino;

“Io farò camminare i ciechi
lungo le strade
e li condurrò lungo i sentieri;
Io trasformerò davanti ad essi
le tenebre in Luce
e il terreno sassoso in pianura;
queste cose, Io le farò
e non le lascerò incompiute.”2

Io verrò a salvarli”;


1 Ho immediatamente capito che Cristo parlava della Russia, dove ero appena stata invitata a recarMi in pellegrinaggio.
2 Is. 42, 16.

21 Luglio, 1992

MANSUETUDINE DI GESÙ

 


Cuore di Gesù, Vittima dei peccatori, abbiate pietà di noi! 


Gesù è il Maestro Divino; noi siamo i suoi discepoli ed abbiamo il dovere di ascoltare i suoi insegnamenti e di metterli in pratica.

Consideriamo alcune lezioni particolari, che il Sacro Cuore ci impartisce.

La Chiesa rivolge a Gesù questa invocazione: Cuore di Gesù, mite ed umile di Cuore, rendi il nostro cuore simile al tuo! - Con tale preghiera ci presenta il Sacro Cuore, come modello di mansuetudine e d'umiltà e ci esorta a domandargli queste due virtù.

Dice Gesù: Prendete su di voi il mio giogo ed imparate da me, che sono mite ed umile di Cuore, e troverete il riposo alle anime vostre, perchè il mio giogo è soave ed il mio peso è leggero. (S. Matteo, XI-29). Quanta pazienza, mansuetudine e dolcezza manifestò Gesù nella sua vita! Da Bambino, cercato a morte da Erode, fuggì lontano, in braccio alla Vergine Madre. Nella vita pubblica fu perseguitato dai perfidi Giudei e offeso con i titoli più umilianti, quale « bestemmiatore » ed « indemoniato ». Nella Passione, accusato falsamente, taceva, tanto che Pilato con meraviglia disse: Vedi di quante cose ti accusano! Perché non rispondi? (S. Marco, XV-4). Condannato a morte innocentemente, si avviò al Calvario, con la Croce sulle spalle, come un mansueto agnello che va al macello.

Oggi Gesù ci dice: Imitatemi, se volete essere miei devoti! -

Nessuno può imitare perfettamente il Maestro Divino, ma tutti dobbiamo sforzarci di ricopiare in noi la sua immagine come meglio ci è possibile.

Sant'Agostino osserva: Quando Gesù dice. Imparate da me! - non intende che impariamo da Lui a creare il mondo ed a fare miracoli, bensì ad imitarlo nella virtù. Se vogliamo trascorrere serenamente la vita, non amareggiarci più del bisogno, stare in pace nella famiglia, vivere pacificamente col nostro prossimo, coltiviamo la virtù della pazienza e della mansuetudine. Tra le beatitudini annunziate da Gesù sulla montagna, c'è questa: Beati i mansueti, perché erediteranno la terra! - (S. Matteo, V-5). Ed invero, chi è paziente e dolce, chi è delicato nei modi, chi tutto sopporta con calma, diviene padrone dei cuori; al contrario, il carattere nervoso ed impaziente aliena gli animi, si rende pesante e viene disprezzato. La pazienza ci è tanto necessaria e bisogna esercitarla prima di tutto con noi stessi. Quando si avvertono nel nostro animo i moti dell'ira, freniamo subito la commozione e conserviamo il dominio di noi stessi. Questa padronanza si acquista con l'esercizio e con la preghiera.

È anche vera pazienza con noi stessi il sopportare il nostro carattere ed i nostri difetti. Quando commettiamo uno sbaglio, senza arrabbiarci, ma diciamo con calma: Pazienza! - Se cadiamo in un difetto, anche dopo aver promesso di non, ricadervi, non perdiamo la pace; facciamoci coraggio e promettiamo di non cadervi in seguito. Fanno tanto male coloro che perdono le staffe e poi si arrabbiano perché si sono arrabbiati e s'indispettiscono con se stessi.

Pazienza con gli altri! Coloro, coi quali abbiamo da trattare, sono come noi, pieni di difetti e, come vogliamo essere compatiti noi negli sbagli e nelle mancanze, così dobbiamo compatire gli altri. Rispettiamo i gusti e le vedute altrui, finché non sono evidentemente male.

Pazienza in famiglia, più che altrove, specialmente con i vecchi e gli ammalati. Si raccomanda:

 

1. - Nei primi assalti dell'impazienza frenare in modo particolare la lingua, affinché non si pronunzino ingiurie, imprecazioni o parole poco decenti.

2. - Nelle discussioni non pretendere di avere sempre ragione; sapere cedere, quando lo richiede la prudenza e la carità.

3. - Nei contrasti non accalorarsi troppo, ma parlare « piano » e con calma. Un forte contrasto o diverbio si può vincere con una risposta mite; donde il proverbio: « La risposta dolce spezza l'ira! »

 

Quanto bisogno c'è di mansuetudine nella famiglia e nella società! A chi ricorrere per averla? Al Sacro Cuore! Diceva Gesù a Suor Maria della Trinità: Ripetimi spesso questa preghiera: Rendi, Gesù, il mio cuore mite ed umile come il tuo!

 

Trasformazione

Una nobile famiglia era allietata da una corona di figliuoli, d'indole più o meno differente. Chi faceva esercitare spesso la pazienza alla mamma era Francesco, ragazzo di buon cuore, intelligente, ma collerico ed ostinato nei suoi pensieri.

Questi si accorse che nella vita si sarebbe trovato male, lasciando senza freno i suoi nervi, e propose di correggersi assolutamente; con l'aiuto di Dio riuscì.

Studiò a Parigi e nell'Università di Padova, dando ai compagni di studio esempi di pazienza e di grande dolcezza. Si offrì a Dio e fu ordinato Sacerdote e consacrato Vescovo. Iddio permise che esercitasse l'ufficio di Pastore delle anime nella difficile regione del Chiablese, in Francia, ov'erano i protestanti più sfegatati.

Quanti insulti, persecuzioni e calunnie! Francesco rispondeva col sorriso e con la benedizione. Da giovanetto aveva proposto di rendersi sempre più dolce e mansueto, contraddicendo all'indole collerica, alla quale per natura sentivasi inclinato; nel suo campo di apostolato le occasioni di esercitare la pazienza, anche eroica, erano frequenti; ma seppe dominarsi, sino a destare le meraviglie degli avversari.

Un avvocato, spinto da Satana, nutriva un odio implacabile contro il Vescovo e glielo esternava in privato ed in pubblico.

Il Vescovo un giorno, incontrandolo, gli si avvicinò amichevolmente; prendendolo per mano gli disse: Io vi voglio bene; voi volete farmi del male; ma sappiate che anche quando voi mi strappaste un occhio, io seguiterei a guardarvi amorevolmente con l'altro. -

L'avvocato non ritornò a migliori sentimenti e, non potendo sfogare la collera contro il Vescovo, ferì di spada il suo Vicario Generale. Fu messo in prigione. Francesco andò a visitare il suo acerrimo nemico nella prigione, l'abbracciò e tanto brigò finché lo fece mettere in libertà. Con tale eccesso di bontà e di pazienza, tutti i protestanti del Chiablese si convertirono, in numero di settanta mila.

San Vincenzo De' Paoli una volta esclamò: Ma se Monsignor di Sales è tanto dolce, come doveva essere dolce Gesù!?... 

Francesco, il ragazzo collerico di un tempo, oggi è Santo, il Santo della dolcezza, San Francesco di Sales.

Ricordiamoci che chi vuole, può correggere il suo carattere, anche se molto nervoso.


 Rendi, Gesù, il mio cuore mite ed umile come il tuo! 


Don Giuseppe Tomaselli


Cerco anime che mi amino

 


Se sapessi come cerco gli uomini e come busso, busso forte al loro cuore. Mia madre appare in tanti luoghi e quanto piange, quante lacrime versa. Quante sono le celebrazioni in chiesa ove Io chiamo. Eppure essi non mi amano. Amano la felicità nelle cose del mondo, mentre Io so che la vita possono trovarla solo in me e sarei così felice di poter riempire le loro vite di gioia, di ricchezze, di doni, di pace. 

Oggi dovrebbe essere un’occasione lieta, questa della Cresima, ma il mio Cuore è triste perché molti di questi ragazzi li perderò. Oh, lo Spirito Santo è sceso su di essi, ha portato via tante brutture, ma non potrà vivervi a lungo il loro perché cercheranno altrove ciò che non è nel mio insegnamento. 

Cerco anime che si innamorino di me, che sappiano essere testimoni del mio amore, perché simili a me diano la vita per i fratelli.  

Guarda la mia Chiesa. È divisa e lacerata. Le anime non trovano quasi più padri santi che sappiano trasmettere il calore, la verità, la santità che gli uomini cercano per poter credere. 

La mia parola è trasformata, diviene psicologica e umana e tolgono la sua sacralità, la sua divinità che ha il potere, il calore e il carisma di penetrare nell’uomo ed è per questo che si allontanano da me.  

Cerco, in te, una di quelle creature che mi sanno spalancare il cuore per donarsi. Che sia un terreno che Io mieti per seminarvi e avere poi il suo raccolto. È ancora un terreno incolto, ma Io, vedi, lo inondo già della mia luce.  

Non pensare a come morirai o come sarà la tua morte. La morte nel regno è solo un passaggio e il tuo avverrà tra le mie braccia. La morte vera è un’altra, è quella dove non mi si incontra più. 

Sapessi quanti morti camminano su questa terra e come vorrei ridare loro la vita. Tutto perdono. Credono che sia un Dio spento. Non sanno che Io amo, che sono l’ardore, uno sposo, un amante appassionato per l’anima e tutto seguo delle mie creature, ogni cosa dispongo e non permetto che siano provate più di quello che non possono. Persino nel dolore sono lì ad alleviarli, ad accarezzarli, a baciarli. 

Sono il Dio dell’universo che tutto può abbracciare, ma decido essere Re dei cuori. 

Tu cercami di più, amami di più. 

18/5/1996  


ANIME SEMPLICI

 


GESÙ E SATANA


Gesù coltiva le anime con i buoni pensieri e le sante ispirazioni. Più l'anima si conserva nell'umiltà, nella semplicità e nel distacco del mondo e più Gesù abbonda di luce divina. 

Il cuore allora è attratto fortemente al bene e la mente ha delle illustrazioni meravigliose. Quante anime semplici, pervase da questa luce, se sapessero scrivere ci darebbero capolavori di ascetica e di mistica! Talune si contentano di dire: Oh, se potessi esprimere i bei pensieri che invadono spesso la mia mente! ... Se potessi dire ciò che sento nel mio cuore!... - 

Questi sogliono essere pensieri di amore di Dio, di fiducia illimitata in Gesù, di slancio verso la perfezione cristiana, di dolore dei peccati propri e degli altrui. 

Un fanciullo di dodici anni, ricoverato in un Ospizio, una sera si appartò dai compagni e rimase in un cantuccio. 

Sollevava di tratto in tratto gli occhi al cielo e poi li abbassava; poi cominciò a piangere. Il Superiore se ne accorse; gli si avvicinò e gli chiese: 

- Perché questa sera non giuochi? - Non ne ho voglia. 

- E perché piangi? 

- Ma ... guardando il cielo, sento il bisogno di piangere. 

- Cosa pensi? 

- Penso che le stelle, la luna e tutti gli astri sono sempre ubbidienti a Dio, compiono i movimenti che Dio ha loro assegnati. Ed io invece... per tanti anni ho disubbidito a Dio, ho calpestata la sua legge ed ho peccato! 

- Ma ormai Gesù ti ha perdonato; hai fatta la Confessione generale; non pensare più al passato. - 

Il Superiore era Don Bosco ed il fanciullo era Magone Michele. 

Don Bosco seguì il lavoro di Gesù in quest'anima, ne ammirò la bellezza e poi, avvenuta la morte, ne scrisse la vita. 

Don Giuseppe Tomaselli


Molte volte vi dimenticate che tutto ciò che sta attorno a voi è quanto vi ha donato Dio; siamo tutti le sue creature. Io lo ringrazio anche per voi che ve ne dimenticate troppo spesso.

 


ROCCIA DI BELPASSO 


Figli miei, sono felice delle vostre preghiere e così lo è il mio Figliol Gesú, che vi salverà se continuerete ad amare il bene. 

Ricordatevi che esistono anche gli altri; è bello che voi preghiate per loro, ma non basta, fate in modo che preghino anch'essi perché nella preghiera c'è Dio; parlate con la Santissima Trinità: sono tre persone distinte, ma unica natura. 

Essa vive nell'amore. Dio è portatore, salvatore, donatore.  Egli porta: vi porta il suo messaggio d'amore attraverso la vita. 

Egli salva: vi salva per mezzo del Figlio Gesú. Egli dona: vi dona per mezzo dello Spirito Santo i suoi sette Santi Doni. Contemplate le meraviglie dell'amore di Dio, la perfezione dell'universo. E in tutta questa grandezza troverete Dio... il Dio dell'amore. Molte volte vi dimenticate che tutto ciò che sta attorno a voi è quanto vi ha donato Dio; siamo tutti le sue creature. Io lo ringrazio anche per voi che ve ne dimenticate troppo spesso. 

Ma non temete, Egli vi perdona, perché è bontà infinita e sa che siete imperfetti d'amore. Rosario: «Madonnina verrai il 18 di questo mese?». - Verrò e ti rivelerò alcune cose. 

Figlioli miei, impegnatevi al massimo in questo mese alle preghiere e alla partecipazione alla S. Messa; è importante la S. Comunione, prendere il cibo della vita eterna. Vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. 

8 Giugno 1986 

LO SPOSALIZIO PRESENTE LA SS. VERGINE

 


[I.134-137] La mattina poi, nella santa Comunione, mi pare di ricordarmi che subito mi diede il bacio di pace; ed in quel punto diademi unione intima e mi fece capire che voleva fare questo legame ed unione perpetua con sposarmi con Lui. Mi pare che io dicessi: Eccomi tutta in tutto al vostro volere. In un subito parmevi vedere la Beata vergine con molti santi e sante con armonia angelica che cantavano e mi pare di ricordarmi che io sentissi queste precise parole: Veni sponsa Christi, accipe coronam. Il Signore posò sopra il mio capo una bellissima corona. Nell’accomodarla mi fece anche sentire le punture dell’altra [aveva in precedenza ricevuto al corona di spine]. Provai gran dolore e pena. Mi pare che il Signore mi facesse intendere che facevamo sentire questa pena, acciocché io non partissi colla mia mente dalla sua passione e dolori, e che tutto ciò sarebbe stato di aiuto a quanto di presente voleva fare con me. In un subito mi venne un rapimento e farmi che mi levasse affatto dai propri sensi. Sentivo un dolore intimo di quanto avevo fatto in tempo di mia vita; ma però non vedevo le proprie colpe, solo v’era il dolore e la pena.
Mi pare di ricordarmi che questo dolore facevamo più unire a Dio. Avevo anche un certo lume sopra la cognizione propria. Contuttociò mi pareva che il Signore desumi a conoscere in un certo modo il suo infinito amore. Mi mostrava le sue sante piaghe, le quali risplendevano come tanti soli. Mi pareva che per me fossero voce che mi invitavano. Ora non ho a mente tutto quello che passi in quel punto. So che, dopo molte comunicazioni che ebbi, parvemi che il Signore tenesse in mano quello anello e dissemi: Questo è vero sposalizio; gli altri che tu hai fatto con me sono stati mezzi per arrivare a questo. Così dicendo, mi pare che la Beata Vergine presemi la mano dritta e la porse al suo Figlio, ed Esso mi mise l’anello in dito; e poi presemi per mano con dirmi: Chi sei? Io non mi ricordo bene, ma mi pare che rispondessi: Son vostra sposa per vostri meriti. Qui ebbi di nuovo cognizione sopra il mio essere. Il Signore m’addimandò: Ove sono i segni che tu sia mia sposa? In quel punto gli mostrai i segni che aveva fatto in me delle sue piaghe e dissi: Questi mi fan dire che sono vostra sposa. Lui rispose così e dissemi: Queste piaghe io ti lascio per pegno, acciò tu abbia sempre la mente in me. Sta posata nel mio volere, io sarò per te. Così dicendo presemi per mano un’altra volta. Rivolto alla Beata Vergine disse: Questa è mia sposa: a voi viene a essere vostra figlia. Ve la consegno, acciò ella mi sia fedele ed operante alle operazioni mie che voglio operare in lei. Mi pare di ricordare che la Beata vergine rivolta al suo Figlio gli disse: Le vostre piaghe siano sua abitazione. Esso mi mostrò il suo costato e dissemi: Qui starai. Mi pare che mi venisse desiderio di sapere il contenuto del misterioso anello con le tre gemme distinte. Mi pareva di vederlo così nel mio dito. In una di esse vi erano due cuori. Stavano tanto uniti che pareva un solo. Nella seconda vi era la croce e nella terza mi pareva di vedere gli stromenti della passione. In un subito parvemi capire che i due cuori erano il cuore ferito e quello amoroso che volevano significare il Cuore di Gesù. La croce era la dote di detto sposalizio, in questa dovevo sempre aspirare. La terza, eranmi mostrati questi stromenti della passione, acciò io operassi e facessi tutto in tutto, in unione dei patimenti e meriti suoi, mi conformassi con Lui per mezzo del patire. Qui furono più cose, ma ora non mi ricordo. Solo ho a mente che, dopo tutto ciò, il Signore mi disse che rivoleva l’anello, ed io gli porsi la mano. La Beata Vergine lo cavò e lo diede al suo Figlio, i quale lo ripose nel suo costato e disseti: Questo sta per te. In questo punto mi pare che facesse il segno della santa croce sopra la ferita del cuore, che pochi giorni avanti era aperta. così mi disse: Ora risano detta ferita per farti più penare. Mi diede una benedizione e disparve.

S. VERONICA GIULIANI


PERCHÉ SIAMO CONCEPITI NEL GREMBO DELLA SANTISSIMA VERGINE COME NUOVA UMANITÀ?

 


IL LIBRO DETTATO DALLO SPIRITO SANTO

RIVELAZIONI ALLA LUCE DELLO SPIRITO SANTO 


***


Queste anime sono viste dalla società come stranezze, perché non accettano le sue regole. Sono discriminate e dimenticate dagli altri, per non vivere alla moda né seguire le loro ideologie, ma esse sono felici essendo fedeli alla verità che alberga nei loro cuori.  

Oggigiorno, al bene si chiama male e al male si chiama bene. Si vive in una società corrotta dal peccato e si crede di vivere nella verità, in un mondo che porta solo morte e distruzione all'umanità.  

L'umanità si sta autodistruggendo, sta finendo con l'ecosistema, i valori, l'innocenza dei bambini, le famiglie, la Chiesa, la comunità.  

Oggi nessuno vede più, se non per i propri interessi monetari, senza importare di schiacciare il prossimo per raggiungere il successo economico.  

Tutto questo si è venuto preparando da secoli, per il piano perverso del nemico e delle sue sette massoniche che cercano di degradare l'essere umano e finire con il cristianesimo, per instaurare il Nuovo Ordine Mondiale, orchestrato dall'Anticristo e dal Falso Profeta, che cercano di eliminare tutto ciò che si chiami Dio o segua Dio, per instaurare il loro regno di malvagità e perversità, dove regni Satana nel mondo.  

Vogliono impadronirsi dell'umanità e Dio ha permesso a Satana di portare a termine questo piano, ma gli ha dato cento anni perché possa pervertire l'umanità. Ma se non ci riuscirà sarà incatenato e umiliato, e questo è scritto nella Bibbia in Apocalisse 20.  

Il demonio sa che sarà sconfitto e che gli resta poco tempo, perciò cerca di ingannare l'umanità e di portare all'inferno il maggior numero di anime. Così sentirà la sua potenza vedendo che l'umanità si è decisa per lui e non per Dio.  

Ma per sua disgrazia il piano della nostra Madre del Cielo e di suo Figlio Gesù Cristo, è fondato sul trionfo dei due Cuori Uniti, che saranno Eucaristici.  

Perché Gesù Cristo regnerà e abiterà dentro i cuori di ogni essere umano uniti in uno solo, arrivando al Sesto Appartamento, dove si fondono i cuori e quindi si vive nella Nuova Gerusalemme Spirituale, quella che porteremo dentro di noi.  

Questo significa vivere il Nuovo Regno di Cristo nei nostri cuori ancora qui sulla terra; in mezzo alle più dense tenebre possiamo vivere il Regno Eucaristico di Cristo nei nostri cuori.  

Saremo fiaccole accese nell'oscurità del mondo, piccole luci che andranno illuminando poco a poco l'umanità fino a soffocare l'oscurità con la luce. E allora verrà il regno dei Cuori Eucaristici di Gesù e di Maria, che daranno vita alla nuova umanità, perché non solo saranno generati nel Ventre di Maria, ma nei Cuori Eucaristici della Madre e del Figlio.  

Soldati di Cristo Gesù, la Nuova Umanità sarà generata nel Ventre della Vergine Maria di Guadalupe, perché Lei è portatrice della vita e della vittoria accettando e dando il suo FIAT allo Spirito Santo, e generando nel suo ventre Gesù Cristo più di duemila anni fa.  

Perciò è Regina e Sovrana di tutto il mondo e quindi genererà la Nuova Umanità che passerà per i dolori del parto, che non sono altro che la purificazione di tutta l'umanità.  

Nelle mani di Dio Padre, l'Unzione dello Spirito Santo, gli insegnamenti di Cristo per mezzo dei suoi Vangeli e il ventre caldo della dolce Madre del Cielo, che con amore ospita l'umanità per andarla gestando poco a poco nel suo ventre, la fa essere preparata per il suo parto, cominciando dalle Primizie, le prime a partorire prima di tutte le altre.  

Dopo di loro verranno tutte le altre.  

L'umanità rinnovata nello Spirito Santo in un mondo nuovo, dove l'Eucaristia vivrà in ogni cuore umano, illuminandolo e guidandolo per sentieri di amore e giustizia, poiché l'uomo per il peccato originale, non sarà affondato nell'oscurità che indebolisce l'uomo.  

Tuttavia il libero arbitrio di questo, continuerà ad esistere essendo il più grande dono che Dio Padre possa dare all'umanità, l'avere l'opportunità di poter scegliere tra il bene e il male.  

Tuttavia, le conseguenze del peccato originale nell'uomo scompariranno, quindi sarà più forte e godrà di una salute spirituale molto grande. Già la sua anima non si inclinerà al peccato ma alle virtù, per cui sarà molto difficile peccare.  

Il diavolo sarà incatenato, quindi le tentazioni scompariranno.  

Tuttavia il libero arbitrio esisterà e la possibilità quasi nulla di cadere nel peccato anche, per cui la persona che vivrà meno di cento anni sarà maledetta, perché per i suoi peccati la sua vita sarà più breve.  

Fratelli in Cristo Gesù, oggi all'umanità sotto le influenze del demonio che è stato sciolto, e gli effetti del peccato originale e l'ambiente che si vive nel mondo, le è molto facile cadere in peccato.

***

Lorena