venerdì 19 giugno 2026

PREGHIERA PER LA SCOMPARSA DI UNA PERSONA CARA

 


OH GESÙ, UNICO CONFORTO NELLE ORE ETERNE DEL DOLORE, UNICO CONFORTO E SOSTEGNO NELL’IMMENSO VUOTO CHE LA MORTE PROVOCA TRA LE PERSONE CARE! TU, SIGNORE, CHE I CIELI, LA TERRA E GLI UOMINI HANNO VISTO PIANGERE IN GIORNI MOLTO TRISTI; TU,

SIGNORE, CHE HAI PIANTO SPINTO DALL’AFFETTO PIÙ TENERO SULLA TOMBA DI UN AMICO PREFERITO; TU, OH GESÙ! CHE TI SEI COMPIACIUTO DEL LUTTO DI UNA FAMIGLIA DISTRUTTA E DEI CUORI CHE IN ESSA GEMEVANO SENZA CONSOLAZIONE; TU, PADRE

AMATISSIMO, COMPIACITI ANCHE DELLE NOSTRE LACRIME. GUARDA, SIGNORE, COME SANGUE DELL’ANIMA ADDOLORATA, PER LA PERDITA

DI COLUI CHE È STATO UN PARENTE CARISSIMO, UN AMICO FEDELE, UN CRISTIANO FERVOROSO. GUARDA, SIGNORE, COME UN TRIBUTO SINCERO CHE TI OFFRIAMO PER LA SUA ANIMA, AFFINCHÉ TU LA PURIFICHI NEL TUO SANGUE

PREZIOSISSIMO E LA PORTI AL PIÙ PRESTO IN CIELO, SE ANCORA NON TI GODE LÌ! GUARDALE, SIGNORE, AFFINCHÉ TU CI DIA FORZA, PAZIENZA E ACCETTAZIONE DELLA TUA DIVINA VOLONTÀ IN QUESTA TERRIBILE PROVA CHE TORMENTA L’ANIMA! GUARDALE, O DOLCE, O MOLTISSIMO MISERICORDIOSO GESÙ!

E PER LORO CONCEDICI CHE NOI, CHE QUI SULLA TERRA ABBIAMO VISSUTO LEGATI DA FORTISSIMI LEGAMI D’AFFETTO, E ORA PIANGIAMO L’ASSENZA MOMENTANEA DELLA PERSONA AMATA, CI RIUNITIAMO DI NUOVO ACCANTO A TE IN CIELO, PER VIVERE

ETERNAMENTE UNITI NEL TUO CUORE. AMEN.


Gesù sollecita Luisa ad offrirsi come Vittima perpetua, in continuo stato di sofferenza, per risparmiare gli uomini da nuovi meritati castighi, specialmente da una guerra, e per preparare così la via a nuove grazie di santificazione per lei

 


Ricordo che una mattina, dopo la Comunione, mi disse il Signore: “Figlia, sono tante le iniquità [94] che si commettono, che la bilancia della mia Giustizia sta per traboccare da fuori. Ora sappi che pesanti flagelli verserò sopra gli uomini, specialmente una fierissima guerra, in cui farò strage della carne umana. Ah, sì –proseguì quasi piangendo–, o ho dato il corpo agli uomini, affinché fossero tanti santuari dove dovevo andare e deliziarmi in essi. Loro invece    li hanno cambiati in cloache di marciume e ne è tanto il fetore, che mi costringono a stare lontano da essi. Vedi la ricompensa che ricevo a tanto amore e a tante pene che ho sofferto per loro? Chi mai è stato trattato come Me? Ahi, nessuno! Ma quale ne è la causa? È il troppo bene che li voglio. Perciò proverò coi castighi”. 

Io mi sentivo spezzare il cuore per il dolore; mi pareva che tante erano le offese che gli facevano che, per sfuggire, voleva nascondersi in me, quasi per trovare un rifugio. Sentivo pure [95] tale pena ché gli uomini dovevano essere castigati, che mi pareva che non quelli, ma io stessa dovevo soffrire; anzi, mi pareva che se io avessi potuto, mi sarebbe riuscito più sopportabile soffrire io tutti quei castighi, anziché vedere soffrire gli altri. Cercai di compatirlo quanto più potetti e con tutto il cuore gli dissi: “O Sposo Santo, risparmiate i flagelli che la vostra Giustizia tiene preparati! Se la molteplicità delle iniquità degli uomini è grande, vi è il mare immenso del tuo Sangue, ove potete seppellirle, e così la vostra Giustizia resterà soddisfatta. Se non avete dove andare per deliziarvi, venite in me; Vi do tutto il mio cuore, acciocché Vi riposiate alquanto e Vi deliziate con esso. È vero che anch’io sono una sentina di vizi, ma Voi mi potete purificare e fare quale Voi mi volete. Ma, deh, placatevi! Se è necessario il sacrificio della mia vita, oh, quanto volentieri Ve lo farei, purché vedessi le stesse tue [96] immagini risparmiate”. 

E il Signore, spezzando il mio parlare, riprese a dirmi: “Proprio qui ti volevo! Se tu ti offri a soffrire, non già come fino a questo punto, di tanto in tanto, ma continuamente, ogni giorno, per un certo dato tempo, o risparmierò gli uomini. Vedi come farò: ti metterò in mezzo tra la mia giustizia e le iniquità delle creature e, quando la mia giustizia si vedrà ripiena delle iniquità, in modo da non poterle contenere, e sarà costretta a mandare i fulmini dei flagelli per castigare le creature, trovando te in mezzo, invece di colpire loro, resterai tu colpita. n questo solo modo potrò contentarti e risparmiare gli uomini; diversamente, no”. 

Io restai tutta confusa; non sapevo che dirgli. La natura faceva la sua parte, si spaventava e tremava, ma vedevo il mio buon Gesù che attendeva una risposta, se accettavo o no. Allora, vedendomi quasi costretta a parlare, gli [97] dissi: “O divinissimo Sposo mio, da parte mia sarei pronta ad accettare, ma come si rimedierà da parte del Confessore? Se non ci vuole venire di tanto in tanto, come può essere possibile che venga ogni giorno? Liberatemi da questa croce, che ci vuole il Confessore per liberarmi, e allora tutto sarà combinato tra me e Voi”. 

Allora il Signore mi disse: “Va’ dal Confessore e domandagli l’ubbidienza, se vuole; gli dirai tutto ciò che ti ho detto e starai a ciò che lui dice. Vedi, non sarà solamente per il bene delle creature, che voglio queste sofferenze continue, ma anche per tuo bene. n questo stato di sofferenze purificherò ben bene l’anima tua, in modo da disporti a formare con Me un mistico sposalizio, e dopo questo darò l’ultima trasformazione, in modo che diventeremo tutti e due come due ceri che, messi sul fuoco, uno si trasforma nell’altro e se ne forma uno solo: così trasformerò Me in te [98] e tu resterai crocifissa con Me. Ah, non saresti tu contenta, se potessi dire: lo Sposo è crocifisso, ma anche la sposa è crocifissa. Oh, sì, non c’è nessuna cosa che da Lui mi renda dissimile?” 

Onde, quando potetti parlare col Confessore, gli dissi tutto ciò che il Signore mi aveva detto. Quella parola che il Signore mi disse, “per un certo dato tempo”, (senza notificarmi il tempo preciso che dovevo stare continuamente a soffrire) fu presa da me per una quarantina di giorni, più o meno, mentre ora sono circa dodici anni che continuo a stare 75. Ma sia sempre benedetto Iddio, siano adorati sempre i suoi imperscrutabili giudizi.  

Io credo che se il Signore benedetto mi avesse fatto capire con chiarezza la durata del tempo che dovevo stare a letto, la mia natura si sarebbe molto spaventata e difficilmente si sarebbe assoggettata (sebbene ricordo che sono stata sempre rassegnata; ma non [99] conoscevo allora la preziosità della croce, come il Signore mi ha fatto conoscere nel corso di questi dodici anni), e il Confessore non si sarebbe adattato a darmi l’ubbidienza. Onde così dissi al Confessore: per una quarantina di giorni il Signore voleva che mi desse l’ubbidienza di stare continuamente a soffrire, dicendogli tutto il resto. Con mia sorpresa, perché io lo credevo impossibile, il Confessore mi disse che, se era veramente volontà di Dio, lui mi dava l’ubbidienza e che in realtà non era che non potesse venire, ma piuttosto un po’ di rispetto umano. 

L’anima mia molto si rallegrò, acciocché potessi contentare il Signore e così risparmiare le creature, ma la natura molto se ne afflisse nel sentirsi data questa obbedienza, tanto che per qualche giorno fui molto contristata. Anche l’anima lo sentiva molto, a pensare che dovevo stare tanto tempo senza poter ricevere Gesù in Sacramento, [100] solo ed unico mio conforto. Delle volte mi sentivo una guerra tanto fiera in me, che io stessa non sapevo che cosa mi era avvenuta; molte cose vi aggiungeva pure il demonio, ma il mio buon Gesù rimediò a tutto, ed ecco come eseguì. 


Ipocriti! Vi comportate come i farisei; non illudetevi, perché chi mi ama ama gli altri e dà la vita per loro, come io l’ho data per ciascuno.

 


Dettato dal Sacro Cuore.


PERDONARE E DIMENTICARE


Figlioli, siate sinceri, siate gentili, siate umili, abbiate carità nei vostri cuori. Non guardate ai difetti dei vostri fratelli, sappiate perdonare e dimenticare affinché possiate essere perdonati.

Io vi dico: se qualcuno viene a Me senza aver prima chiesto perdono a chi ha offeso, non è gradito al mio Cuore, perché il suo cuore è macchiato e non ha la sincerità che vi ho chiesto; agite ipocritamente davanti agli altri, andate a Messa, andate a pregare, andate in luoghi dove tutti possano vedervi affinché credano che siate puri. Ipocriti! Vi comportate come i farisei; non illudetevi, perché chi mi ama ama gli altri e dà la vita per loro, come io l’ho data per ciascuno.

Che Maria sia per voi esempio, guida e forza.

«All’Italia: fame, spada, pestilenza, disperazione e terrore. Gerusalemme nuova, hai tradito il Cristo e infierito sui suoi santi e i suoi profeti e ti appresti ad infierire più ancora… Hai respinto il Cibo per satollare il tuo cuore di fango… castigo, castigo, castigo attiri su te. Per punizione ai rinnegatori verranno loro addosso gli odiatori del Cristo romano».

 


Dice Gesù: 

«…O mio popolo, ascolta. 

Ti avevo eletto alla più alta sorte e a te avevo affidato le gemme della mia Redenzione e la mia Dottrina nella Chiesa, fiorente sul tuo suolo come palmizio e cedro da cui fluiscono miele e vino e in cui trovano riparo tutti i viventi che vogliano aver riparo nell’arca vera della salvezza eterna. 

Da te come da un sole erano partiti raggi di una civiltà perfetta perché era la Civiltà del Cristo, la quale non si ammanta di scoperte atte a rendere molle la vita e crudele la sorte, ma di leggi sante, volte ad elevare l’uomo, a sollevare le sue miserie, ad istruire la sua ignoranza, poiché sono leggi venute dalla Fonte divina della Santità, della Carità, della Sapienza. 

Ti avevo dato una missione simile alla mia di Luce nel mondo. 

Mi hai rinnegato. Gerusalemme nuova, hai tradito il Cristo e infierito sui suoi santi e i suoi profeti e ti appresti ad infierire più ancora. Hai sopportato la croce e le chiese come arte e come mezzo per conseguire i tuoi scopi neopagani. Hai respinto il Cibo per satollare il tuo cuore di fango. 

Tutto il fango hai voluto conoscere e assaggiare e con gusto corrotto come quello di un immondo animale ora ti pare dolce al palato. E lussuria, prepotenza, ferocia, avidità, menzogna, corruzione, satanismo, sono i piatti di cui colmi la tua tavola. E castigo, castigo, castigo attiri su te, fabbrichi con le tue stesse mani e te lo infliggi, e invochi chi ti perde e non chiami chi ti perdonerebbe ancora. 

Ho usato ancora una e una misericordia su te e ti ho avvertito di non volgere questa mia misericordia a tuo novello danno usandola con fine indegno. E una e una volta ancora avete del dono di Dio fatto un peccato usandolo con fine illecito. 

Proprio come dice il Profeta: “La verga ha fiorito, l’orgoglio ha germogliato”. Io vi avevo dato virgulto d’olivo perché lo coltivaste e vi divenisse fronda di giustizia e pace, avvisandovi che il suolo doveva esser sgombrato dall’errore perché il santo mio pollone non s’inselvatichisse nel contatto impuro e non germinasse in rami e frutti di più grande colpevolezza. Ma non avete ascoltato il Signore che - Padre e Maestro - vi dava consiglio, e la fioritura è divenuta veleno, e l’orgoglio ha figliato delitto. E altro delitto seguirà, ed altri ancora. 

Per cui vi dico: non uno di voi sarà senza pianto. Piangerà chi possiede e chi è ignudo. Poiché chi possiede perderà e chi è ignudo più non troverà chi lo vesta. La fame, la spada, la pestilenza, vi stringeranno con le loro funi i corpi, e disperazione e terrore le anime cieche. 

Sì; come ciechi sarete, camminanti nelle tenebre piene di orridi e di macerie, sapendo che ogni passo che muovete può condurvi a tradimento e morte, camminerete come su suolo scosso da terremoto tremendo. E invero la Terra trema sotto i vostri passi perché, per quanto non sia che un pianeta, è più figlia del Creatore di voi, e vede il volto irato di Dio affissare questo suolo, simile a quando guardò i figli meritevoli del diluvio e del fuoco, e si agita, nelle sue profondità, di timore per il suo castigo. 

I valori materiali e intellettuali sconvolti e dispogliati della loro giusta sostanza. Le cognizioni divenute inciampo e non aiuto; fin quella santa di Dio divenuta condanna perché conoscendolo lo rinnegate. Luce e Parola vi rimangono nella strozza senza poter scendere ad illuminare e nutrire lo spirito, poiché il laccio delle vostre perverse passioni vi impedisce di accoglierle. 

Vedendo crollare gli idoli di fango che avevate eretto al posto del Dio vero, conoscerete di avere adorato immondezza e non avrete più fede. Più fede in nulla. Non nel vero, non nel falso. 

E per punizione ai rinnegatori, ai senza fede, verranno loro addosso gli odiatori del Cristo Romano, gli empi della Terra, i sempre più prossimi a Satana, i demolitori della Croce, non tanto sulle cupole dei templi quanto nell’interno dei cuori che ancora portano in sé traccia del mio Segno. 

E tu, Pietro novello, vigila e vigila senza farti illusioni. Vero è che soffrire per il Cristo è dignità che più alta non si trova. Ma Io ti dico: “Vigila e prega”. 

In ore di grande tempesta occorre non solo avere gonfalone porpureo alto sull’albero della vela, ma che la mano di Pietro sia più che mai sana e sicura alla barra del timone. Il Disorientatore di tutto si serve per disorientare. E nelle ore di fortunale che da ogni lato si avventa per sommergere in un naufragio i valori santi, invisi ai pervertiti, basta che per un attimo la mano sia tolta, per irreparabile sventura, dalla ruota del timone, perché più forte le onde prendano di trasverso la mistica barca. 

Vigila su te perché tu possa sugli altri vigilare. Pietro, ora più che mai occorre che tu mi pasca questi miei agnelli e queste mie pecorelle. Non sei che tu che resti Pastore santo, e se tu cadi molti agnelli verranno condotti da pecore imprudenti fuori dai pascoli, e altri pastori di malvagie dottrine si insinueranno fin nell’interno del mio dominio per contaminarlo con le loro umane - e dire umane è già misericordioso giudizio - pressioni. 

No. Non è questo il momento di morire per il Cristo. Questo è il momento di vegliare, difendere, istruire, fare argine a ciò che vuole entrare e corrompere sempre più ampiamente e profondamente. 

E credimi, o Cristo in terra, credimi che la piaga già rode in profondo e ottenebra menti e cuori e, quel che è sventura delle sventure, spegne le lucerne che erano state messe in vetta ai monti perché illuminassero la via ai pellegrini cercanti il Cielo. Molte sono già spente, molte fumigano, molte languono, e altre si apprestano a languire. Se i fedeli sono gelidi, i pastori sono freddi, e la morte dello spirito viene per assideramento. Insensibile morte che addormenta in un sonno senza luce di risurrezione. 

Pensaci, o Cristo in terra, nato a tanta sorte. E senza stancarti insisti, predica, esorta, riprendi, evangelizza. Troppi sono i templi in cui il Vangelo ha perduto valore e troppi i cuori che odono del Vangelo un suono non vero che da esso li allontana. 

Sopperisci tu, come Pietro primo, alle deficienze dei ministri, e fa’ che le turbe risentano attraverso alle tue labbra la dottrina dolce, santa e salutare, del Cristo, e i non ancora uccisi si salvino e tornino a Me, e torni la pace a questa terra in cui non vi è zolla che non conosca la rugiada dei martiri.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


INVITO TUTTI I MIEI FIGLI A RIFUGIARSI NEL MIO SACRO CUORE e NEL CUORE IMMACOLATO DELLA MIA SANTA MADRE.

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE il 18 giugno 2026)


IO SONO il vostro Padre del CIELO: DIO Onnipotente: IL RE dei Re: L’ETERNO, IO SONO!

Ricevete, Mie Amate: la Mia Santissima benedizione insieme a quella della Beata VERGINE MARIA: LA Purissima e Santa: «L’IMMACOLATA CONCEZIONE DIVINA» e di San GIUSEPPE, suo castissimo sposo:

NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO,

AMEN, AMEN, AMEN,


Vi chiedo solo una cosa, Miei piccolissimi figli: «Rimanete sempre uniti nella preghiera», e NON temete i terribili eventi che si abbattono sul mondo, poiché siete sotto la Mia protezione: la protezione dell’Amore che vi ama... Amen!

Non dubitate e credete a tutto ciò che vi ho detto: «A tutte le Mie parole che sono verità»!

Invito tutti i Miei figli a rifugiarsi nel Mio SACRO CUORE: nel Mio Cuore d’Amore e nel Cuore Immacolato della Mia Santa Madre: LA Divina Immacolata: LA Dolce e Tenera VERGINE MARIA.

AMEN, AMEN, AMEN,


Andate in PACE, figli Miei: la PACE che Io, DIO Onnipotente, vi dono: la PACE dell’«IO SONO»!

Amen


(Alla fine del messaggio ricevuto, abbiamo cantato:

Abbiamo recitato il Magnificat

Canto della promessa

Ave Maria


CUORE IMMACOLATO - Libero assenso

 


Il CUORE DI MARIA


PRIMA PARTE  

LA CONSACRAZIONE


CAPITOLO I  

CUORE IMMACOLATO  


Libero assenso

E la libertà umana, che ne è stata di essa? Come ha potuto Dio prendere possesso di un cuore senza chiederne il consenso?

È vero che la grazia ha agito in Maria molto prima di ogni consenso. Ma per consentire alla grazia e rispondere all'amore divino, è necessario essere capaci di farlo. Se Dio ha preso possesso così presto dell'anima di Maria, non è stato per confiscarle la libertà, costringendola ad accettare il destino che le aveva riservato, ma al contrario, per metterla in condizione di acconsentire ai suoi disegni con piena conoscenza di causa e piena libertà, non appena fosse giunto il momento. Tutta la storia dell'influenza di Dio sull'anima di Maria fin dall'inizio della sua esistenza convergeva verso il momento in cui Maria sarebbe stata posta nell'alternativa di accettare o rifiutare tale influenza. La grazia conferiva a Maria la capacità di decidere, di fare una scelta, e di farla senza avere l'intelligenza offuscata dai pregiudizi né la volontà trascinata o schiavizzata dalle passioni. Esentando Maria dal peccato e dalle sue conseguenze, la grazia la rendeva capace di agire con un sovrano dominio di sé stessa. Le dava la facoltà di amare liberamente, e quindi, in modo integrale, ed è questa facoltà che doveva costituire precisamente il cuore di Maria.

Quando è stato chiesto questo consenso alla Vergine? Quando ha accettato pienamente la grazia della sua Immacolata Concezione? Lo sappiamo dal Vangelo: al momento dell'annunciazione. Certamente, fin dalle prime manifestazioni della sua vita cosciente, Maria aveva cominciato a corrispondere all'amore divino, ad accogliere deliberatamente l'influsso della grazia nella sua anima. Si era sottomessa di buon grado all'azione di Dio e si era sempre prontificata a compiere i suoi più piccoli desideri, eseguendo fedelmente anche la più piccola delle sue suggestioni. Con i suoi atti di volontà, ratificava, per quanto le era possibile, tutte le esigenze della divina volontà; e si compiaceva di soddisfare i minimi desideri che Dio le esprimeva nell'intimità della sua anima. Maria aveva quindi, prima dell'Annunciazione, molte occasioni di manifestare a Dio la sua accettazione della grazia. Ma tali consensi rimanevano ancora parziali, perché Dio aspettava il momento in cui la personalità di Maria, giunta alla sua età adulta, fosse veramente formata e capace di dare un'adesione totale e definitiva alla grazia tutta speciale con cui l'aveva favorita. In quel momento, inviò un angelo per chiarire a Maria la portata di quella grazia e, per questo stesso motivo, la portata del consenso che le veniva chiesto. La grazia dell'Immacolata Concezione era stata concessa a Maria in vista della sua maternità divina; l'angelo le disse che le era stata data una grazia straordinaria affinché potesse diventare la madre del Messia, del Figlio di Dio, e chiese una risposta.

Maria aveva pieno potere di rispondere come voleva. La grazia che le era stata conferita da Dio fin dalla sua concezione era diventata sua proprietà. Tutto era stato elaborato nella sua anima dall'azione divina, tutto le veniva da Dio; ma allo stesso tempo tutto le apparteneva, perché c'era stato veramente da parte di Dio un dono, e un dono irrevocabile, senza pentimento. La pienezza della grazia abitava nel suo cuore. Questa è la ragione per cui Dio le mandò a dire: "Rallegrati, piena di grazia", attestando così che quella pienezza di grazia le apparteneva al punto da formare il suo vero nome, da costituire la caratteristica fondamentale della sua personalità. Dio voleva far riconoscere che ciò che aveva dato a Maria era diventato suo e che non lo avrebbe più ripreso. Questa è anche la ragione per cui ordinò che l'angelo le dichiarasse: "tu, che sei stata piena di grazia" e non "tu, che sei stata piena di amore". Maria era quindi, in tutto il senso dell'espressione, colei che era stata colmata di amore da Dio, la creatura amata da Dio per eccellenza. E Dio l'avrebbe volentieri chiamata in questo modo, perché per lui, Maria era la creatura che aveva amato, scelta tra tutte, colei a cui aveva legato il suo cuore. Avrebbe potuto, in questo momento dell'Annunciazione, concederle un titolo o esprimere direttamente l'amore ardente che le votava. Ma invece di mettersi dal punto di vista dell'affetto che le dedica, si mette dal punto di vista della Vergine, di tutto ciò che lei ha ricevuto in virtù di quell'affetto; le ha scelto un nome che sottintende il suo amore divino e indica il suo splendido effetto: "Tu, che sei stata piena di grazia".

Questo effetto incanta Dio stesso. Per mezzo del saluto angelico Egli si inchina davanti a tale ammirabile perfezione. Perché l'angelo è un semplice ambasciatore; è da parte di Dio che egli si rivolge a Maria, e quando la saluta con una parola di immensa ammirazione, è tutta l'ammirazione di Dio per la sua creatura che si manifesta. Dio conosce la sua infinita ricchezza e il suo incomparabile splendore; conosce ugualmente la potenza del suo amore e la saggezza con cui diffonde le sue perfezioni negli esseri che ha creato. È stato Lui a operare tutto nell'anima della Vergine; Egli lo sa, e tuttavia, si meraviglia. Contemplando la Vergine, vedendola rivestita di tutta la grazia che le ha dato, rimane preso da meraviglia, ed è con un autentico rispetto verso la persona che Egli ha creato e colmato dei suoi doni che gli invia il suo messaggero e la saluta. È un rispetto come quello di chi è penetrato d'entusiasmo per la seduzione della sua bellezza.

La Vergine è signora di questa bellezza e ha il potere di usarla come desidera. Si trova tanto più libera, più sovrana nella sua decisione quanto più ha ricevuto da Dio. Dio non ha mai amato tanto una creatura, e tuttavia evita a ogni costo fare del suo amore una risposta forzata, ma desidera una risposta di un vero amore, cioè, di un cuore libero e padrone di sé. Per questo fa sì che Maria si riprenda dalla leggera perturbazione provocata dall'ingresso dell'angelo: "Non temere, Maria". La Vergine deve essere assolutamente calma e lucida per rispondere.

La risposta fu altrettanto integrale quanto lo era stato il dono divino. Maria vuole che il suo consenso abbia per misura l'estensione stessa della volontà divina: "Si faccia di me secondo la tua parola!" (Lc. 1, 38). Desidera che la parola di Dio regoli interamente la sua vita. In greco, questa frase assume l'aspetto di un voto, un ottativo piuttosto che un congiuntivo. E ciò indica la spontaneità con cui Maria acconsente: per lei, non si tratta di obbedire a un ordine, ma di avere nel cuore un'aspirazione che concordi con la richiesta divina. Pertanto, molto più che una sottomissione, è un trasporto di tutto il suo essere che desidera il compimento del disegno di Dio e con esso si rallegra. Si può tradurre la sua risposta nel modo seguente: "Si faccia così come hai detto!" C'è in tale consenso un fervore appena trattenuto.

In questo momento, Maria accoglie in piena luce e con tutta la sua volontà la grazia che era in lei e che era iniziata con l'Immacolata Concezione. Al fervore con cui Dio la aveva colmata di grazia, rispondeva il fervore con cui ella acconsentiva. Così si costituiva perfettamente e sbocciava il Cuore Immacolato della Vergine. Affinché un cuore sia veramente formato, e lo sia secondo il destino soprannaturale dell'uomo, è necessario che Dio abbia agito prima per sua grazia, reso la persona capace di amare, poiché questa persona deve rispondere liberamente al suo amore. Queste tre condizioni si verificano in grado supremo in Maria: Dio ha agito in lei fin dal primo istante della sua concezione e in modo completo; l'ha resa capace di amarlo, conferendole una libertà eminente, nata tanto dalla pienezza di grazie di cui Maria godeva quanto dalla sua preservazione da tutte le illusioni e cattive inclinazioni del peccato; infine, dopo una lunga maturazione della sua personalità sotto l'influenza della grazia, che la rendeva pienamente padrona di sé, la Vergine ha acconsentito con tutta la forza del suo essere; ella si è data e si è abbandonata con ardore alla divina volontà. All'amore che aveva ricevuto e che le conferiva la possibilità di amare, ella rispondeva con un amore altrettanto totale; con il suo fiat, il suo cuore si consumava nella perfezione di un cuore esclusivamente donato a Dio.

JEA N GA LOT, S.J.

Come vivere pienamente la fede CATTOLICA? (Il vero percorso)


 

Siate solidali gli uni con gli altri e abbiate fiducia in Dio, siate vigili, non lasciatevi coinvolgere in discussioni sterili che feriscono l’anima

 


Bretagna – 17 giugno 2026


1° riferimento:

Proverbi 22, 17-21 Raccolta dei saggi


«Presta l’orecchio, ascolta le parole dei saggi,

alla mia sapienza dedica il tuo cuore,

perché sarà un piacere custodirle dentro di te,

e averle tutte ben salde sulle tue labbra.

Affinché la tua fiducia sia riposta in Yahvé,

oggi voglio istruire anche te.

Non ho forse scritto per te trenta capitoli

di consigli e di sapienza,

per farti conoscere la certezza delle parole vere

e affinché tu riporti parole sicure a chi ti manderà?»


2° riferimento:

Questo canto riprende il testo della Lettera agli Efesini (Ef 4, 4-6) in cui san Paolo si rivolge ai battezzati per esortarli a vivere meglio l’unità.

UN SOLO SIGNORE, UNA SOLA FEDE,

UN SOLO BATTESIMO, UN SOLO DIO E PADRE!

1) Chiamati a custodire l’unità dello Spirito mediante il vincolo della pace, cantiamo e proclamiamo:


UN SOLO SIGNORE, UNA SOLA FEDE,

UN SOLO BATTESIMO, UN SOLO DIO E PADRE!


2) Chiamati a formare un unico Corpo in un unico Spirito, cantiamo e proclamiamo:


UN SOLO SIGNORE, UNA SOLA FEDE,

UN SOLO BATTESIMO, UN SOLO DIO E PADRE!


3) Chiamati a condividere un’unica speranza in Cristo, cantiamo e proclamiamo:


UN SOLO SIGNORE, UNA SOLA FEDE,

UN SOLO BATTESIMO, UN SOLO DIO E PADRE! »

3° riferimento:

Messaggio del 19 settembre 2025 (Clicca > qui < per accedervi)


Parola di Gesù Cristo:

«Mia dolce e amata figlia dell’Amore, della Luce e della Santità, ti benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in questo momento cruciale in cui la Chiesa, nel Mio Santuario a Roma, si opporrà alle richieste di una Fraternità Sacerdotale, altrettanto marginale rispetto alla Chiesa di Cristo, che potrebbe ostacolare il percorso dell’attuale Chiesa sinodale, eredità del «papa F.» Bergoglio.

Questa corsa all’appropriazione della Mia Chiesa Cristiana non porterà che a un reciproco fallimento e metterà a nudo la loro opposizione alla Verità e alla perfezione dell’Amore che la fedeltà a Cristo nella Sua Santa Chiesa esige.

L’Amore e la Verità sono e devono rimanere il fondamento della Mia Chiesa, il Popolo di Dio. Sebbene nel corso dei secoli ci siano stati degli errori di percorso nella Mia Chiesa, ci sono stati anche correzioni, perdoni e Misericordia che hanno permesso la purificazione e hanno riportato la pace, l’armonia fraterna e la stabilità nella Chiesa, portando così la crescita e la gioia di vivere in Dio per tutti i cristiani.

In questa Fine dei Tempi, questi candidati che vogliono guidare la Chiesa di Cristo e i cristiani secondo i propri principi devono ravvedersi e tornare alla Fede, all’Amore perfetto e all’Obbedienza alla Volontà di Dio, per illuminare nella Verità e ricondurre a Dio tutti i Suoi figli turbati dagli errori abominevoli che mirano a distruggere i cuori puri e la Chiesa di Cristo.

Certamente, l’Apocalisse che state vivendo rispetterà le scelte di ciascuno, negli scismi che ne deriveranno e che li manterranno sulla via deviante voluta dal seduttore caduto che manovra i «grandi e i sapienti» con le sue astuzie.

Coloro che sono inflessibili e incapaci di dialogare nella Verità, e soprattutto che occultano la Volontà Divina di Cristo, Fondatore della Sua Chiesa, non possono raggiungere né una soluzione santa né la solidarietà in Cristo, poiché l’obiettivo della discussione si allontana dalla Gloria di Dio e dalla Salvezza dei fratelli.

Siate attenti, figli Miei assetati di Giustizia e di Verità, e conservate la vostra semplicità e umiltà nell’unica via che vi ho aperto per tornare al Padre. Vi supplico nel Mio Amore di riconoscere il vostro Creatore, Salvatore e Consolatore, Dio Unico Tre Volte Santo.

Miei figli dolci e umili di cuore, fate crescere il «piccolo resto». Rimanete nel silenzio e nella contemplazione, invocate la Presenza Reale nella vostra anima attraverso l’ardente preghiera della Comunione Spirituale, se coloro che fanno parte della Chiesa non possono, per molteplici ragioni, garantirvi la purezza o l’accessibilità al Santo Sacramento dell’Eucaristia o non possono assicurarvi protezione.

Siate solidali tra di voi e fiduciosi in Dio che vi guida e vi salva. Siate vigili, non entrate in discussioni sterili che feriscono l’anima, indeboliscono la vostra resistenza e provocano odio contro di voi.

Che il vostro cuore rimanga in questo slancio d’Amore e di Fede quando, insieme alla comunione dei Santi, mi cantate: «Un solo Santo, un solo Signore, Gesù Cristo, nel quale siamo per mezzo dello Spirito Santo, a gloria del Padre. Amen» *

Gesù Cristo» 


* Canto durante la comunione nella liturgia eucaristica presso gli ortodossi

Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva della Divina Volontà dell’Onnipotente, unico Dio.


PROTEGGERE LA GRAZIA SOTTO LA SALVAGUARDIA DELL'UMILTA'

 


L'Imitazione di Cristo 


1.     O figlio, è per te cosa assai utile e sicura tenere nascosta la grazia della devozione; non insuperbirne, non continuare a parlarne e neppure a ripensarci molto. Disprezza, invece, temendo questa grazia come data a uno che non ne era degno. Non devi attaccarti troppo forte a un tale slancio devoto, che subitamente può trasformarsi in un sentimento contrario. Nel tempo della grazia ripensa a quanto, di solito, sei misero e povero senza la grazia. Un progresso nella vita spirituale non lo avrai raggiunto quando avrai avuto la grazia della consolazione, ma quando, con umiltà, abnegazione e pazienza, avrai saputo sopportare che essa ti sia tolta. Cosicché, neppure allora, tu sia pigro nell'amore alla preghiera o lasci cadere del tutto le abituali opere di pietà; anzi, tu faccia volenterosamente tutto quanto è in te, come meglio potrai e saprai, senza lasciarti andare del tutto a causa dell'aridità e dell'ansietà spirituale che senti.   

  2.     Molti, non appena accade qualcosa di male, si fanno tosto impazienti e perdono la buona volontà. Ma le vie dell'uomo non dipendono sempre da lui. E' Dio che può dare e consolare, quando vuole e quanto vuole e a chi egli vuole; nella misura che gli piacerà e non di più. Molti, poi, fattisi arditi per il fatto che sentivano la grazia della devozione, procurarono la loro rovina: essi vollero fare di più di quanto era nelle loro possibilità, non considerando la propria pochezza e seguendo l'impulso del cuore piuttosto che il giudizio della ragione. Presunsero di poter fare più di quello che era nella volontà di Dio; perciò d'un tratto persero la grazia. Essi, che avevano posto il loro nido nel cielo, restarono a mani vuote, abbandonati alla loro miseria; cosicché, umiliati e spogliati, imparassero, a non volare con le loro ali, ma a star sotto le mie ali, nella speranza. Coloro che sono ancora novellini e inesperti nella via del Signore facilmente si ingannano e cadono, se non si attaccano al consiglio di persone elette. E se vogliono seguire quello che loro sembra giusto, anziché affidarsi ad altri più esperti, finiranno male, a meno che non vogliano ritrarsi dal proprio interno. Coloro che si credono sapienti di per sé, di rado si lasciano umilmente guidare da altri. Sennonché uno scarso sapere e una modesta capacità di comprendere, accompagnati dall'umiltà, valgono di più di un gran tesoro di scienza, accompagnato dal vuoto compiacimento di sé. E' meglio per te avere poco, piuttosto che molto; del molto potresti insuperbire. 

Non agisce con sufficiente saggezza colui che, avendo la grazia, si dà interamente alla gioia, senza pensare alla sua miseria di prima e alla purezza che si deve aver nel timore di Dio; timore cioè di perdere quella grazia che gli era stata data. Così non dimostra di avere sufficiente virtù colui che, al momento dell'avversità o in altra circostanza che lo opprima, si dispera eccessivamente e concepisce, nei confronti, pensieri e sentimenti di fiducia meno piena di quanto mi si dovrebbe. Al momento della lotta, si troverà spesso estremamente abbattuto e pieno di paura proprio colui che, in tempo di quiete, avrà voluto essere troppo sicuro. Se tu, invece, riuscissi a restare umile e piccolo in te stesso, e a ben governare e dirigere il tuo spirito non cadresti così facilmente nel pericolo e nel peccato. Un buon consiglio è questo, che, quando hai nell'animo uno speciale ardore spirituale, tu consideri bene quello che potrà accadere se verrà meno tale luce interiore. Quando poi ciò accadesse, pensa che poi di nuovo possa tornare quella luce che per un certo tempo ti ha tolta, per tua sicurezza e per la mia gloria. Infatti, subire una simile prova è spesso a te più utile che godere stabilmente di una situazione tranquilla, secondo il tuo piacere. In verità i meriti non si valutano secondo questo criterio, che uno abbia frequenti visioni, o riceva particolari gioie interiori, o sia posto in un grado più alto. Ma piuttosto secondo questo criterio, che uno sia radicato nella vera umiltà e ripieno dell'amore divino; che ricerchi sempre soltanto e interamente di rendere gloria a Dio; che consideri se stesso un nulla; che si disprezzi veramente e preferisca perfino essere disprezzato ed umiliato dagli altri, anziché essere onorato. 


Spirito Santo che ci unisci a Cristo

 


Tu che ci fai conoscere e amare Gesù, donaci di scoprirlo nella sua presenza eucaristica.

Rivelaci l'immenso amore e la traboccante tenerezza che si nasconde nel tabernacolo.

Facci gustare questa presenza così povera, così semplice, ma così ricca di vita.

Sotto il velo dell'ostia, mostraci il Cristo del Vangelo, così potente e generoso.

Facci vedere il Buon Pastore che conosce ciascuno di noi, ci guarda e ci chiama per nome,

e ascoltare il Maestro impareggiabile che ci presenta la sua dottrina e vuole illuminarci su tutte le cose.

Facci toccare il Salvatore, il cui contatto guarisce, trasforma i corpi e le anime.

Facci discernere l'Amico, felice di vivere con noi e di condividere la nostra esistenza umana,

e riconoscere la vittima del Calvario, che non risparmia nulla del dono di sé per ottenerci perdono e santità.

Donaci un attaccamento profondo a Gesù eucaristia; che al suo desiderio ardente di rimanere in mezzo a noi, risponda la nostra sollecitudine nell'accoglierlo!


Ecco il tempo dei dolori, il disastro è alle porte, la Terra tremerà come mai è successo.

 


Carbonia 18.6.2026

Le ore sono scadute, il Mio braccio colpirà gli uomini iniqui.

Lasciate libero il Mio popolo, maledette vipere! Oh voi che sulla Terra vi permettete di decidere della sorte dei vostri fratelli, lasciateli liberi affinché nella loro libertà possano scegliere di tornare a Me, il Dio Creatore.

Innalzate il Calice della salvezza, proclamate la Mia gloria, o uomini, non permettete a Satana di trascinarvi con sé all’Inferno!

Io Dio, l’Onnipotente Dio, dichiaro la fine di questa storia di peccato!

Sono addolorato, la Mia Chiesa è caduta nelle mani del demonio, i Miei figli si sono venduti a lui per un misero pezzo d’argento.

L’ora è giunta perché Io compia la Mia giustizia!!! È tempo di rinnovamento per i Miei fedeli, coloro che Mi amano e Mi seguono in amore vero.

Amati Miei, sono giunti i tempi predetti, le profezie si stanno compiendo, i traditori finiranno in quella rete che loro stessi hanno tessuto contro i Miei figli.

Ecco il tempo dei dolori, il disastro è alle porte, la Terra tremerà come mai è successo, i vulcani erutteranno all’unisono, i mari si innalzeranno, onde possenti si abbatteranno sulle coste: …i danni saranno incalcolabili, l’uomo si troverà spiazzato, privo di tecnologia e sottoposto ai tormenti di Satana.

Un’aurora boreale si manifesterà all’improvviso dando origine a fenomeni elettromagnetici che colpiranno la Terra.

Il cielo si oscurerà, la pioggia verrà giù con potenza, grande sarà la distruzione.
Gli uomini che Mi avranno rinnegato urleranno misericordia, torneranno a cercarmi, ma sarà troppo tardi! Figli del peccato, avete fatto le vostre scelte, ora non potete ricevere le Mie sante benedizioni, andate con il vostro maledetto dio, lui si prenderà cura di voi mettendovi a completa rovina: …la morte dell’anima! 

Amati Miei, ecco che Io, il Padre vostro, vengo a benedirvi e vi prendo in Me. Preparate le vostre anime ad accogliermi, non mostratevi dubbiosi a questo Mio dire per non trovarvi spiazzati di fronte a Me.

La Madre della Salvezza: Presto diventerà illegale dichiarare di seguire Gesù Cristo.

 


PERSECUZIONI 

Cari figli, se gli uomini dovessero vedere la Maestà di mio Figlio, Che siede sul Trono Celeste alla destra del Padre Eterno, sarebbero mortificati per la vergogna e il rimorso. 

Il mio diletto Figlio, Gesù Cristo, è adorato, onorato e glorificato con grande amore dagli angeli e dai santi in Cielo. Sulla Terra si mostra ben poco rispetto verso Colui che ha sofferto una morte terribile per salvare il genere umano dal peccato. Quanto piangono i Cieli in questo momento della storia, in cui viene fatto ovunque ogni tentativo per cancellare dalla terra qualsiasi simbolo che rappresenta mio Figlio. Non contenti di bandire le manifestazioni pubbliche della Santissima Croce, presto diventerà illegale dichiarare di seguire Gesù Cristo. 

Verrà mostrata pochissima tolleranza  ai Cristiani che rimangono leali alla Parola e che seguono il cammino verso Dio. Anche i servitori consacrati, che professano di servire Gesù Cristo, saranno troppo deboli per difendere il Cristianesimo e saranno costretti ad accettare queste leggi. In molti casi, i traditori presenti tra di loro, favoriranno l‟abolizione della Croce e della Verità del Cristianesimo. Con il tempo, adoreranno tutti una falsa dottrina, insieme alle altre fedi che non provengono da Dio. Dal momento che essi sceglieranno la via dell‟errore, per loro libera volontà, ne conseguirà che si rifiuteranno di accettare la Misericordia di Dio, e condanneranno sé stessi all‟oscurità. 

Non dovete mai tradire mio Figlio, per nessuna ragione, poiché Egli è la Via della Verità e solo Lui può portarvi la Salvezza Eterna. 

La vostra amata Madre, 

La Madre della Salvezza. 

2 Luglio 2014

giovedì 18 giugno 2026

Gesù implora il primo posto nei nostri cuori

 


MIEI AMICI – LO SPIRITO SANTO SI È SCATENATO SU DI VOI CON LA FORZA DEL FUOCO, CONCEDENDOVI MOLTI GRANDI DONI. IO, IL DONO E IL DONATORE, IMPLORO IL VOSTRO AMORE, IL PRIMO POSTO NEI VOSTRI CUORI. ATTRAVERSO L’AMORE, UN ATTO RISOLUTO DELLA VOSTRA VOLONTÀ, CRESCERÀ IN VOI UNA FIDUCIA INCROLLABILE. OGGI È UN GIORNO DI INVITO, GRAZIA E MISERICORDIA. ENTRATE NELL’ABISSO DEL MIO AMORE, IL VOSTRO UNICO RIFUGIO, E SIATE SANTIFICATI. SIETE STATI ARMATI E PREPARATI DA MIA MADRE PER LA GRANDE BATTAGLIA CHE VI ATTENDE. IL PADRE DELL’INGANNO DESIDERA DISTRUGGERE LA MIA CHIESA CON L’ERRORE E LA DISOBBEDIENZA, CONVINCERE I MIEI FIGLI CON MENTI E IDOLI DI OGNI GENERE, E DESIDERA PERFINO DISTRUGGERE LA TERRA. L’AMORE E LA FIDUCIA DEVONO REGNARE NEI VOSTRI CUORI. VI ASSICURO SOLENNEMENTE CHE QUESTA GENERAZIONE NON PASSERÀ FINCHÉ NON SI AVVERRÀ TUTTO CIÒ CHE È STATO TRASMESSO DAI PROFETI. PREGA PER ENTRARE PIÙ IN PROFONDITÀ NEL MISTERO DELLA MIA PRESENZA RISORTA, NASCOSTA NELLA SACRA OSTIA. DESIDERO COLTIVARE IN TE UNA FIDUCIA INCROLLABILE. ANCHE SE LE CITTÀ CROLLANO INTORNO A TE, ANCHE SE LA TERRA TREMA SOTTO I TUOI PIEDI, NON AVRAI PAURA. ANCHE SE IL FUOCO CADESSE DAL CIELO, ANCHE SE GRIDA E GEMITI VI CIRCONDASSERO DA OGNI LATO – ANCHE ALLORA AVRETE FIDUCIA. ANCHE SE L’OSCURITÀ COPRISSE LA TERRA – NON TEMETE. SAPETE CHE IL GIORNO DEL SIGNORE È VICINO – COME PREANNUNCIATO. MIO PADRE E IO DESIDERIAMO VENIRE DA VOI E STABILIRE LA NOSTRA DIMORA DENTRO DI VOI. OGGI – MISERICORDIA E GIUSTIZIA NON POSSONO COESISTERE. STA ARRIVANDO IL GIORNO IN CUI LE PORTE DELLA MISERICORDIA SI CHIUDERANNO E LA GIUSTIZIA PREVARRÀ. HO BISOGNO DI TE, MIO ALTRO IO. C’È ANCORA MOLTO LAVORO DA FARE. UNITEVI IN COMUNITÀ, INDOSSATE L’ARMATURA DI MIA MADRE. ILLUMINATE L’OSCURITÀ CHE AVVOLGE LA TERRA: VOI FATE PARTE DEL MIO FEDELE RESTO – I PRIMI FRUTTI DI UNA NUOVA ERA.

05-07-91

Lena Shipley


PENSACI BENE - SULLA VIA DEL RITORNO

 


SULLA VIA DEL RITORNO


Per salvarti hai bisogno soprattuto di queste due cose: amare Dio e conservare nell'anima il sigillo della sua amicizia, la grazia santificante, con l'osservanza dei tuoi doveri verso di Lui e degli obblighi verso il tuo prossimo. Hai perduto la sua grazia col peccato? Per riacquistarla devi ricorrere a una buona confessione. Se ne parla così male. Eppure è una vera tavola di salvezza nel naufragio della colpa. E' il sacramento del perdono, col quale, a chi è sinceramente pentito ed ha il proposito di non ricominciare daccapo, si perdona tutto. E si perdona sempre.

Nessun re di questo mondo ha mai pensato a istituire un tribunale al quale possano presentarsi tutti i pregiudicati del regno e in gran segreto accusare a determinati funzionari i propri delitti, con la promessa categorica di cambiar vita, e subito rimaner perdonati; anche il suo casellario tornerà pulito come prima delle sue malefatte. Dio invece ha istituito questo sacramento di riabilitazione.

Guarda i prodigi della confessione. Il peccato scava un abisso tra te e Dio, la confessione lo colma. Il peccato uccide in te la vita di grazia, la confessione la risuscita. Ti ridona i meriti, il diritto al paradiso, Dio. Al confessore bisogna, sì, dir tutto ciò che ricordi di grave, e tra le cose gravi metti i peccati di omissione, ciò che potevi e non hai fatto per i poveri, i disoccupati, i senza alloggio, gl'infermi, gli abbandonati. Parla male della confessione chi non la frequenta. Praticala e sarà non solo un articolo della tua fede, ma anche oggetto del tuo amore.


GESU' HA DETTO

"La sera di quel giorno (della risurrezione), mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano chiuse per paura dei giudei, Gesù, venne, stette in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!" Dopo di che, mostrò le mani e il costato... Poi disse di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". E ciò detto, alitò su di essi e disse: "Ricevete lo spirito Santo, a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li riterrete; saranno ritenuti" (Gio. 20, 19-23).


Siate nell’amore del Padre Celeste.

 


Sono Gabriele.

Sono il soldato di Gesù, colui che deve svolgere il compito affidatogli da Cristo Signore.

Nel Suo Cuore Immacolato saranno saldati gli anelli che si uniranno al Suo amore. La brocca è piena e traboccherà alla sorgente del Suo amore.

Sarete premiate del vostro amore. Ancora un poco e lo Spirito del Signore Iddio scenderà su di voi che siete le Sue ancelle. La brocca è piena, il Signore è vicino a tornare sulla Terra.

La Mia mensa è pronta, per voi il banchetto sarà meraviglioso. Siate sempre nell’amore divino del Padre celeste. Colui che creò, Colui che per mezzo del Figlio Suo Gesù Cristo, vi diede la vita eterna, quella vita che Adamo ed Eva persero.

Care ancelle, la strada che dovete percorrere sarà più leggera nelle Mie mani: giungerà al Cielo con tutti i Miei figli prediletti e sarà gran festa nel Cielo, tutti saranno premiati e sarà gioia immensa e tutti godranno delle bellezze celesti. Il Signore è il nostro Dio! È Colui che gestisce tutto nell’amore. Siate come le stelle del firmamento, rette e brillanti nell’amore di Dio Padre Onnipotente e sarete premiate di tutto.

Siete in questa Terra di dolore, ma tutto finirà con il ritorno di Gesù; colui che ha dominato nel male finirà nelle profondità della Terra per non risvegliarsi mai più. Mai più sofferenza, mai più disastro ci sarà, ma la pace e l’amore per sempre.

Abbiate fede, come vi chiede il vostro Gesù Cristo. Siate come fiori, puri limpidi e trasparenti, come acqua di sorgente; come il sole sarete amorevoli e come il sole sarete caritatevoli, amerete con amore infinito, trasmetterete calore e amore infinito a tutti quelli che si avvicineranno a voi, tutti vedranno in voi la trasparenza dell’amore per il Cristo Gesù.

Come vi sarà dato l’amore, vi sarà data anche la carità! Abbiate sempre la fiaccola accesa, quella del Cuore Immacolato di Gesù, il Re dei re e un prato fiorito darete ai vostri figli che vi amano con amore sincero. Un fiore per tutti voi che siete ancora nella tribolazione del peccato.

Su questa pergamena Io vi scrivo:

“Siate nell’amore del Padre celeste,

Io vi amo infinitamente.

Presto Mi sentirete nel vostro cuore

e sarete uniti a Me nello Spirito Santo.

Carità e amore saranno con voi”.

Ciao Gabriele.

15 gennaio 2003

Il peggior de' mali in quei che hanno buona volontà, e che vogliono esser quel che non possono essere, e non vogliono essere quel che necessariamente essere debbono.

 


DIARIO SPIRITUALE


" Il peggior de' mali in quei che hanno buona volontà, e che vogliono esser quel che non possono essere, e non vogliono essere quel che necessariamente essere debbono. Concepiscono desideri di far cose grandi, che forse non gli verranno mai a taglio ; e frattanto trascurano le picciole, che il Signore mette nelle loro mani. Mille piccioli atti di virtù ; come sarebbe sopportare l'opportunità e le imperfezioni del prossimo, soffrire una parolina, o un picciol torto, reprimere uno sdegnuccio, mortificare un'affezioncella, una curiosità di dire, o di sentire, scusare una indiscrezione, condiscendere altrui in cose piccole, e simili: queste sono cose, che fanno per tutti, perché non praticarle ? L'occasioni di guadagnar grosse somme vengono di raro ; ma de' piccioli guadagni se ne possono far molti ogni giorno: e col maneggiar con giudizio questi piccioli, vi son quelli, che si arricchiscono. Oh quanto ci faremmo santi, e ricchi di meriti, se sapessimo profittare delle occasioni, che la nostra vocazione ci somministra ! Si, si, applichiamoci a battere bene la strada, che è più vicina a noi, ed a far bene la prima giornata, senza trattenerci nel pensiero dell'ultima, che faremo buon cammino. " S. Francesco di Sales. 


S. Filippo Neri, acceso di desiderio del martirio si era risoluto d'andare a predicare la Fede nelle Indie: ma avendogli Dio fatto intendere per via d'una rivelazione, che le sue Indie doveano essere in Roma, ivi si trattenne: e con menarvi una vita piena d'atti virtuosi riuscì un gran Santo. Il V. Bercmans in cinque soli anni di Religione giunse certamente ad un'alta Perfezione. Or che fece mai ? Niente altro, che studiarsi di esser fedele in far esattamente tutte quelle cose che nella via della virtù conobbe di dovere, e di poter fare, non trascurando parte alcuna di Perfezione, che coll'aiuto della grazia potesse acquistare. S. Geltrude una volta trovandosi molto debole, volle sforzarsi a dire il Mattutino ; ed avendo finito il primo notturno, venne un'altra inferma a pregarla di dirlo con lei, ed ella tornò a principiare. La mattina poi ebbe una visione, in cui vide l'Anima sua guarnita di gioia di gran prezzo ; ed il Signore le disse, che con quell'atto di carità fatto per amor suo, s'avea meritato quell'ornamento, nel quale tante erano le gioie, quante le parole ridette. Di un giovine studente Gesuita si legge, che una mattina in giorno di vacanza mentre egli stava per uscire a prendere aria insieme con gli altri suoi compagni, fu pregato da uno de' Padri a trattenersi per una mezz'ora, a fine di servire la Messa, ed egli lo fece. Cresciuto poi in dottrina ed in età, andò a predicare la Fede tra gli Infedeli, e là fu fatto degno di conseguir la gloria del Martirio. Ed allora gli fu rivelato una grazia sì grande essergli stata data da Dio in premio di quella piccola mortificazione, che abbracciò in servir la Messa. 

di Anonimo napoletano