domenica 18 ottobre 2026
Quando sarete in me, scoprirete la mia Presenza.
Gesù: Figlia mia, vedi la tua presenza in me. Sono tanto amoroso di te! Oh! figli miei, quanto vi amo! Mi languisco di voi, prediletti miei. Figlia mia, scrivi questo sogno.
La Figlia del Sì (nella Divina Volontà): Io, sono nella presenza di Gesù.
Queste parole mi sono dettate da Gesù (che mi rammenta un sogno passato).
Gesù: Figlia mia, ti amo, tu che ti dai. Nel tuo sogno, sei seduta in una stanza, giochi “a sapere chi avrà a parlare”. Sei davanti a delle persone che ti ascoltano.
Sentono le tue parole che parlano di me ma non vogliono darci attenzione. Sei triste a causa di loro, non per te. Rimani calma.
Cambi stanza. Ci sono delle persone che amano sentirti, ma non mettono in pratica le tue parole. Tu le aiuti, ma non fanno sforzo; non insisti. Le aiuti a fare i oro lavori che consistono in mettere un oggetto nel loro armadio. I miei figli sono tristi; non capiscono perché vai ad un altro luogo.
Ci sono parecchie persone su un palco. È alto. Sei in mezzo a loro. Sono felici insieme. Aspettate che la cerimonia cominci. Una bella signora che tu vedi da dietro si trova sul orlo della balaustrata. È molto elegante nel suo atteggiamento; tutto in lei ti sembra puro. La sua veste è bianca, molto bianca. Tre nastri attaccati alla sua veste pendono davanti a lei e scendono fino al piano di giù.
C’è gente giù; aspettano che la bella signora parli. Tra loro si trovano tre uomini che sembrano essere gente importante; fanno parte della ceremonia. Ma tu sai che non sono buoni perché vogliono fare capitombolare la bella signora tirando su i nastri attaccati alla sua veste. Colgono i nastri e tirano. La signora sventa il loro complotto e i nastri sono distaccati senza che un solo movimento da sua parte sia percettibile. Sono cacciati dalla ceremonia.
Siete molto felici, siete nella gioia quando la cerimonia comincia. Ti svegli il cuore gioioso, dicendo a te stessa: “Era tanto bella, anche se non ho potuto vederla in faccia; la sua presenza mi colmava di gioia.”
Ti amo, figlia mia, di scrivere quello che ti detto con un tale abbandono all’Amore. Scrivi queste parole per i miei figli: “Amori miei, tutto questo è per farvi crescere. Tutto in me è amore. Figli miei, queste parole sono per ciascuno di voi.
Carissimi figli, vi amo. Amatemi, sono l’Amore. L’Amore vi ama.”
* * * * * * *
Gesù: Figlia mia, io, il tuo Gesù Amore, ti dico che questo sogno era una visione. Sono i figli fissati nelle loro occupazioni. Si rendono conto del cambiamento intorno a loro e chiudono gli occhi. Malgrado gli avvertimenti continui dalla mia santa Mamma, vostra Mamma, non vogliono vedere. Molti vanno a vedere la mia Madre nei luoghi santi. Alcuni scoprono l’abbandono nel loro cuore. Pochi ne approfittano. Ritornano alle loro abitudini.
Figli miei, è la vostra Mamma che è presso di voi. La vedete in voi dalle mie grazie. Sta là; siete presso di lei nelle vostre preghiere.
Il Maligno, il perfido Satana, questo vile nemico, fa tutto per impedirvi di pregare, sino a mostrarvi che il male esiste e che non potete niente contro il suo potere. Si crede il più forte e crede di avere questo potere.
Ma la mia santa Madre, vostra dolce Mamma, si serve delle vostre preghiere per sventare le sue trame. Sparge in voi delle grazie d’amore. Tutto adesso è in posto per la mia venuta.
Vi amo, io, Gesù amore, a causa del vostro abbandono nell’Amore. Figli miei, amatevi gli uni con gli altri. Il vostro Gesù Amore viene per dirvi che il vostro amore riscalda il suo Cuore, questo Cuore di misericordia per ciascuno di voi. Ve lo dico: “Chi crede in me ha la vita eterna.” Ti amo, figlia mia. Amen.
Anno 2000, primavera
Dalla Figlia del Sì a Gesù
Padre Pio di Pietrelcina, il primo Sacerdote stigmatizzato
L'avvocato Alberto Del Fante, bolognese, ex grado 33 della massoneria, scrisse questo libro dopo essersi convertito al confessionale di Padre Pio.
MIA CONVERSIONE AVVENUTA NEL NOVEMBRE 1930
In treno, partendo da Bologna per Foggia 1 novembre 1930, ore 1,30.
Non vorrei che tutto l'entusiasmo si convertisse in delusione. Quali sensazioni proverò io in presenza di questo Frate che vogliono fare apparire quasi divino? Coloro coi quali ho parlato, lo ritengono un Santo o un Messia, sarà costui dotato di un potere celeste o di un potere ipnotico!
Vari anni fa scrissi sull'«Italia Laica» di Firenze, alcuni articoli contro di lui, senza però conoscerlo, Lo ritenni allora un mistificatore, uno scaltro, che sapesse abbindolare la gente credula e facile all'entusiasmo.
La guarigione improvvisa, indiscussa e indiscutibile di mio nipote, mi ha fatto pensare e riflettere.
È mai possibile, mi sono chiesto più volte, che un «Uomo» possa avere tale potere, quando la scienza (coll'esse piccolo) ha affermato in modo positivo e assoluto il contrario? Fu una strana coincidenza, fu un miracolo, o non fu piuttosto un errore di dottori e quindi della scienza?
È mai possibile, che coloro che hanno appreso dall'osservazione dei fatti, dai libri e dai sommi Maestri che li hanno preceduti, possano aver sbagliato?
È certo e indiscutibile che mio nipote, da ammalatissimo è ritornato sano, vispo, allegro come prima.
Mistero? Miracolo? Non so, né posso spiegare questo rapido e radicale cambiamento in lui avvenuto.
Il fatto positivo della febbre esisteva, io l'ho controllato, è caduto sotto i miei sensi, colla vista, osservando il termometro, col tatto, toccando il suo corpo che ardeva dalla febbre e come me, suo padre, maggiormente interessato, e i miei parenti e due valenti ed illustri professori bolognesi.
Alla data esatta, pronosticata alcuni giorni prima, mentre la scienza lo aveva condannato inesorabilmente noi tutti abbiamo potuto constatare che era completamente guarito.
In treno - Porto S. Giorgio, ore 5,20.
Tutto è ancora buio, il mattino però è poco lontano,
Il treno ha ripreso la sua corsa, verso la Luce o verso il nulla? Non so, spero e dispero, vorrei e non vorrei, desidero che sia come deve essere e dubito che ciò non possa avvenire.
Fra cinque ore saremo a Foggia, forse a mezzogiorno a S. Giovanni Rotondo.
So che Padre Pio è un frate francescano, del Divino Poverello di Assisi ha la veste e l'ordine, ed anche il nome, poiché il suo vero nome di battesimo è Francesco, dicono abbia le stigmate, e il fascino meraviglioso. Lui pure ama gli umili e coloro che hanno bisogno di Luce.
Io sono completamente al buio, la vedrò io la Luce?
Siamo in otto che andiamo da Lui, esclusi due, forse tre, gli altri poco o nulla credono nella religione. Mi sovviene di un libro di Gigi da Budrio: «La vestale dello spirito», è un libro meraviglioso. La vestale è la preghiera ...
Misticismo il mio o cosa?
Non so, non posso scrivere, il treno va troppo in fretta.
Oltre Pescara, ore 7.
Da una parte il mare si confonde col cielo dello stesso colore, piccole nuvole si rincorrono fra loro, sono bianchi cirri e sembrano fiocchi di bambagia o bolle di sapone che bimbi fantastici e invisibili facciano volare nell'azzurro del cielo.
Dall'altra parte i monti degli Abruzzi, la Maiella con tutte le sue nevi svetta lontano e incanta col suo candore, sembra un monte di quarzo iridescente.
Pini, pini, pini che s'inseguono, come frati che abbiano il cappuccio sul capo, corrono a guisa di puledri maremmani e non si raggiungono mai, corrono alle falde di questo meraviglioso mare d' Abruzzo, verde e pieno di nostalgia nella sua solitudine maliarda. Sulle colline, gli olivi, i cari olivi sacri a Pallade, che vinse Vulcano nella gara, quando dovettero dare il nome ad Atene.
Il sole dapprima rosso come la fiamma, si è nascosto dietro le nubi, si è confuso con esse, sembra sparito, larghe strisce solcano il mare e la sua luce riflessa, si rifrange sull'acqua verde azzurra, donando una fantasmagoria policroma di luci e di colori.
Gallerie ... si entra nella terra, nel buio, nel nulla ... Ma la luce riappare, riappare la vita, poi nuovamente buio e nuova luce ancora; sono le alterne vicende del viver nostro, sorrisi e pianti, pianti e sorrisi, amore e dolore.
Costeggiamo il mare, lontano una nave appare ai nostri occhi.
Da dove verrà? Dove andrà? Come noi verso l'ignoto o verso la Luce?
Siamo giunti a Ortona a Mare.
Foggia - ore 11.
Ho dormito dopo Ortona, ero stanco, il mattino ha voluto sfiorarmi con le sue bianche ali... Morfeo ha vinto.
Attendiamo l'auto che ci porti a S. Giovanni Rotondo.
S. Giovanni Rotondo - ore 21.
Abbiamo finito di cenare ed ognuno si è ritirato nella propria camera. Io sono solo in una cameretta microscopica, con un piccolo letto, un tavolino. Da una parte un piccolo altare con alcune immagini, sopra un quadretto della Madonna vi è una fotografia di Padre Pio.
In questo paese tutti hanno un culto per Padre Pio, quando lo nominano, sembra che dalle loro labbra sfiori una preghiera; aspetto rozzo, ma cuore gentile hanno questa gente.
Padre Pio ... mistificatore o Santo? Ancora non lo so. L'ho veduto e da Lui mi sono confessato questa sera; alle 17 entrammo nella piccola chiesa del Convento del Gargano. (Vedi tavola N. 9).
Questo Gargano, mi dicono, assomigli ai monti della Palestina… È un monte pietroso, senza alberi, senza vette, senza neve.
È un monte di passione. mi ricorda il Sabotino, freddo, brullo, tremendo, terribile nella sua mole e nel suo squallore.
Nella piccola chiesa, umile, modesta, povera, non ho notato neppure una cassetta per le elemosine.
Padre Pio era là, mi sembrò che non ci avesse veduti, ma deve averci sentiti. È un frate qualunque ... Dava la benedizione. Chinai il capo, ma non sempre lo tenni basso, volli vederlo in viso, quando sollevava l'Ostensorio, sentii in me quasi il desiderio di sfidarlo. Se Tu sei potente per davvero, mi dissi, annientami, fammi male, dammi una prova del tuo potere. Nulla ho provato ... È un frate qualunque.
Quando lo rividi in sacrestia, mi parve adirato e seccato per la gente che voleva baciargli le mani ricoperte da due manopole, dicono nasconda le stigmate.
Parchè Egli nasconde tali segni? Le stigmate non sono un male, quindi non debbono essere tenute celate, sono fenomeni di isterismo o di autosuggestione, che la scienza riconosce e spiega.
Poco dopo, chi ci aveva guidati lassù, andò a pregare il Padre perché desideravamo confessarci. Ci apparve tremante, umile, modesto, buono, pareva soffrisse assai.
Ci confessammo noi uomini, io fui il quarto. Mi sono confessato raccontando ogni cosa, ma senza entusiasmo, senza fede; mi pareva di essere di fronte ad uno dei soliti preti.
Solo una cosa Costui ha di diverso dagli altri. Egli sa tutto. Egli conosceva e sapeva i miei peccati; mi disse che io aveva appartenuto ad una società che riconosce Dio, ma che non ama i suoi ministri.
Chi può avergli detto ciò? Forse colui che ci accompagnava? Non credo, non posso credere che ciò fosse.
Dicono che tutti quelli che vanno da Lui dubbiosi e tristi tornano felici, che gli increduli tornano credenti. Sarà, io non ci credo.
Io nulla ho chiesto per me e per la mia famiglia, nessun bene materiale, l'ho pregato solo di donar mi la pace dello spirito, l'ho pregato di darmi la Luce.
- L'otterrai, - mi rispose - se persisterai nell'amare Dio.
Dio, Dio - gli dissi - e perché non mi illumina, Padre? Perché non mi fa credere, perché non vuole che io sia un buon cristiano? Non mi rispose come volevo, la sua risposta mi parve simile a quella delle pitonesse delfiche, cioè ambigua, sibillina, bisense.
Seppi che a tutti noi uomini aveva data la stessa penitenza, non la trovai giusta. Mio nipote non poteva avere commesso peccati uguali ai miei.
Non sono rimasto soddisfatto, per me è tutta una mistificazione, esaltazione, eccitazione dello spirito o di menti malate. Non è vero nulla di quanto vogliono far credere, arrivo a dire che è una specie di Rasputin.
Ad ogni modo prima di addormentarmi, farò la penitenza, dirò le mie orazioni con fervore, mi proverò a dirle con fede …ma ci riuscirò?
A domani il resto delle mie impressioni.
Posso affermare che non ho sentito né profumo, né altre impressioni che potessero sembrarmi divine; anzi a proposito di profumo, mi parve che odorasse di tabacco intensamente.
Non ho visto alcuna luce, né aureola, né stigmate, né altro che possa convincermi. Forse era buio nella piccola sacrestia ... solo ... solo ... sì debbo essere sincero e dire tutto, quando mi diede la assoluzione, il suo viso mi apparve come illuminato, risplendente, diafano, meteorico.
Mi toccai per sentire se il tatto non mi tradiva. No, mi dissi appena uscito: è un uomo come gli altri, forse più furbo, più intelligente, più attento osservatore dello stato d'animo dei fedeli che a Lui vanno per avere quello che un altro più ignorante di Lui non può dare ... A domani...
Avrà indovinato che io sono stato massone, forse dal complesso dei miei discorsi, perché abbiamo ragionato a lungo, durante la confessione, di filosofia e di uomini che, pur non avendo la fede, hanno la coscienza che li guida. Parlammo di S. Agostino, di Spinoza, di Cartesio, di Stuart Mill, di Spencer, di Darwin, e dei filosofi moderni.
Io, Padre, - gli dissi - ho sempre indirizzato, le mie azioni al bene e se alle volte la «bestia trionfava sull'uomo», la mia coscienza mi diceva: «fai così... non fare questo ... fai quello ...», la fede io non l'ho mai avuta, ciò non pertanto sono sempre stato onesto. Onesto? anche quando ...? e mi disse cose che non poteva sapere.
Strane coincidenze ... non può sapere, non può ... se lo potesse, sarebbe un Dio ... e se fosse un inviato dal Cielo? Basta, vado a dormire.
S. Giovanni Rotondo - 2-11-30, ore 13.
Alzatomi stamane per tempo, mi sono fatto la barba, perché non volevo fare la Comunione con la barba lunga, per rispetto a Dio, poi mi sono preparato spiritualmente al Divino Sacramento.
Ci siamo inerpicati sul Gargano, poiché la chiesuola ove vive Padre Pio, dista due chilometri dal paese, due chilometri che si fanno senza alcuna fatica, mi pareva di avere le ali ai piedi.
Entrati in chiesa, un altro frate diceva la Messa. Durante la funzione, costui fece una predica, in cui fra le altre cose disse che: «bisogna amare il prossimo anche se ci fa male», citò l'esempio di S. Linda, che perdonò all'uccisore del proprio padre.
Padre Pio era in confessionale, confessava le donne.
Andò una giovinetta che era con noi e con lei fu benigno. È una bimba innocente e buona, nulla poteva trovare di male in lei, andò poi una signora... la vidi accostarsi al confessionale e dopo poco ritornare. Non poteva essersi confessata, seppi poi che l'aveva rimandata perché non si era preparata spiritualmente, ci volle l'intercessione di una terza persona, perché questa signora potesse fare la confessione e avere l'assoluzione. Con lei fu severo.
Poi venne la Messa.
Chi ci aveva guidato lassù, ci assegnò i posti, io fui collocato di fianco all'altar maggiore, ero il più incredulo e dovevo avere il posto migliore per assistere al gran Mistero.
Di là assistemmo ad uno spettacolo meraviglioso, la parola è profana, ma vera.
Padre Pio cominciò la Messa.
Non era il solito prete che dice la Messa, ma un'anima in pena che compiva il rinnovamento della passione di Cristo con devozione, con spiritualità, come fosse permeato da una ispirazione divina.
Le stigmate apparvero a tutti. Padre Pio solo durante la Messa si leva le manopole.
Le mani bianche, quasi ceree, facevano risaltare maggiormente le divine piaghe rossastre e sanguinolenti. Nessuno di noi fiatava, non si udiva né il solito stropiccio di piedi, né il rumore di sedie smosse, tutti avevano l'animo sospeso. Mi parve che un coro d'angeli lontano lontano osannasse al Signore.
Durante il «Memento», Padre Pio stette immobile in una posizione ieratica e solenne, mi sembrò ispirato da Dio, mi parve che attendesse che l'Ostia consacrata divenisse davvero il corpo di Gesù e quando l'introdusse in bocca divenne sublime, etereo, transumano. Era simile al divino figlio di Dio sceso sulla terra per la redenzione degli uomini.
Era meraviglioso, era diverso da tutti noi che lo circondavamo muti, attoniti.
Bisogna vederlo per averne un concetto esatto, descriverlo esattamente è impossibile.
Suggestione? No, lo affermo sulla mia parola d'onore e sulla testa delle mie creature, che amo come un vero padre deve amare coloro ai quali donò la vita.
Mi diedi dei forti pizzicotti nelle cosce fino a provarne dolore.
Cartesio disse: «Cogito ergo sum», io ripetei fra me stesso un simile apoftegma e mi dissi: «se io provo dolore ... sono ... esisto ... vivo ... sento ... percepisco, non sono suggestionato, né ipnotizzato». Si ripeteva in me il fatto di S. Tommaso, credevo e dubitavo e dubitando volli come lui mettere la mano sulle piaghe divine.
Quando feci la Comunione, potei osservare, essendomi posto in una posizione un po' infelice per il Padre, poiché doveva allungare id braccio e scoprire totalmente la mano, potei osservare, ripeto, il foro dal quale usciva il sangue bene detto e profumato.
Sentii in tutto il corpo un fremito, e un'onda di dolcezza mi invase. Mi sentii felice come mai nella mia vita lo fui, come lo sono ora che scrivo di Lui.
Feci la Comunione con devozione, direi quasi con fede.
Affermo che, dopo la prima Comunione, quella di stamani è stata la Comunione più vera che io abbia fatta.
Finita la Messa, andammo in sacrestia e mentre Egli si levava gli indumenti sacri, prima ancora che si rimettesse le manopole, io gli baciai la mano sinistra, sulla quale vi era la sacra stigmata. Fui il secondo a baciargli la mano, dopo di me tutti gli altri presenti mi seguirono. Ci sorrise e mi sorrise, e quel sorriso io lo vedo e lo sento ancora in me, riempiendomi di letizia.
Uscimmo di chiesa.
Il sole risplendeva gaiamente indorando la natura che là, pur essendo brutta, mi parve tanto bella.
Novembre sembrava maggio.
Alcuni maialini e alcune mucche brucavano l'erba, il guardiano ci disse che attendeva Padre Pio per la benedizione delle bestie. Durante questa, fatta sullo spianato della chiesa, io potei fare due fotografie, che mi auguro siano riuscite.
Poi ci salutò tutti ad uno ad uno donandoci un santo, io gli chiesi la grazia per il buon parto di mia moglie.
- Quello sì, quello sì - mi rispose - Dio ha detto: crescete e moltiplicate, Dio ama chi crea.
Ci benedisse tutti e ci ammonì a perseverare. Era allegro e parve contento di noi. Scendemmo tutti felici.
Impressioni? Le dirò, ho narrato meticolosamente ogni cosa.
Bologna - 5-12-30 - ore 23.
Ho atteso più di un mese per scrivere le mie impressioni, perché volevo che queste non fossero affrettate, un mese nel quale la carne e la materia più volte hanno voluto far capolino e ricondurmi sulla via di un tempo, un mese in cui la bestia lottava sbuffando contro l'uomo e tentava con la sua forza brutale di vincere lo spirito.
Ho lottato ed ho vinto ... sì ho vinto. Il piacere, la lussuria, la seduzione, mi sono apparse in mille aspetti diversi e lusingatori. Ho lottato piangendo di rabbia per la mia debolezza, poi ho sorriso di gioia per la mia vittoria.
Ho parlato del Padre con amore, senza esaltarmi, senza che il mio spirito critico mai mi abbandonasse, ho parlato di Lui con chi non lo conosce, e molti hanno creduto, ho parlato con chi lo conosce e non si è meravigliato del mio mutamento.
Padre Pio è amato da tutti i buoni, da tutti coloro che vogliono indirizzare la loro vita verso la via del bene, verso la tranquillità dello spirito, verso l'amore.
È Egli un uomo, mi sono chiesto, o un Dio?
È un uomo perché come tutti gli uomini soffre i dolori fisici di questa terra, ma degli uomini non ha i difetti, non è umano in vece quando in Lui avviene il fenomeno della bilocazione, quando legge il pensiero nostro, quando da vicino o da lontano guarisce gli ammalati.
Mio nipote sta bene, sta benissimo, non è mai stato bene come ora. Un'altra mia parente, pure essa un tempo ammalata, ora è guarita perfettamente; altre persone, potrei fare i nomi, sono pur esse guarite.
Debbo io negare i fatti ai quali ho assistito, che ho visto coi miei occhi, toccato con le mie mani?
Un ammalato di epitelioma (cancro alla lingua), malattia inguaribile, era degente in uno dei nostri ospedali. I medici nulla potevano fargli per guarirlo. Un'immagine benedetta da Padre Pio, posta sotto il suo cuscino a sua insaputa, bastò per salvarlo.
Non sono storie o ciance da donnicciole, sono fatti palmari indiscutibili e controllabilissimi, vivono ancora i dottori qui in Bologna, vive il miracolato, e con lui vivono a centinaia quelli che hanno potuto ottenere del bene.
Il Padre, come Cristo, riceve nella piccola chiesuola semplice e modesta tutti coloro che a Lui vanno con intendimento di bene.
Da Lui sono andati in incognito anche dei potenti, ed Egli li ha conosciuti senza che essi glielo dicessero, ma certe cose per ora non si possono dire: si diranno fra breve.
Chi è andato da Lui ed era cattivo, è ritornato buono, chi non amava ha imparato a declinare la divina parola «amore», i massoni sono ritornati cattolici, i protestanti sono diventati cristiani, chi bestemmiava Dio e gli uomini; ha amato e Quello e questi, chi non sapeva che volesse dire «fede», è ritornato credente ... ha mutato vita.
Padre Pio è uomo, Padre Pio è il tramite fra la Divinità e noi. Vicini ne subìte il fascino, lontani lo sentite sempre vicino, Egli vi consiglia, vi aiuta, vi guida, vi dirige, vi trattiene.
Non sono né un esaltato né un anormale, sono un uomo che ha veduto e avendo veduto ... crede.
Credo ... ecco la divina parola che da tanto tempo non ho pronunciato.
Credo ...
E chi mi ha fatto credere è stato Colui che perde ogni giorno dalle sue stigmate, alle mani, ai piedi, al costato come Cristo, più di un bicchiere di sangue al giorno.
Il prof. Festa di Roma, vivente, nel 1920 fu inviato dalle superiori autorità ecclesiastiche, per controllare le stigmate del Padre. Dopo vari accertamenti, eseguiti con perizia somma e dapprima con spirito ostile, dovette ammettere che le cinque lesioni erano vere e proprie lesioni anatomiche dei tessuti, le cui strane caratteristiche anatomo-patologiche, stillano continuamente sangue e siero sempre rutilante e profumato.
ALBERTO DEL FANTE
I MIEI SANTUARI SONO FONTE DI VITA, APPROFITTATENE, IN LORO MI TROVERETE!
Appello di Gesù Sacramentato all’umanità!
“Figli miei, pace a voi.
Io sono il Pane Vivente disceso dal Cielo che è rimasto con voi nel silenzio di ogni Tabernacolo fino alla fine dei tempi. Il mio Corpo è vero Cibo e il mio Sangue è vera Bevanda di vita eterna per il vostro spirito.
Avvicinatevi a Me e non abbiate paura, Io Sono la vostra Salvezza, il vostro Cibo, il vostro Rifugio, la vostra Fortezza. Venite a Me, rifugiatevi in Me, riposate in Me; Io sono qui per ascoltarvi e risolvere tutti i vostri problemi; Io sono qui per aiutarvi a portare la vostra croce di ogni giorno.
Figli miei, non cercate l’uomo per risolvere i vostri problemi, né riponete la vostra fiducia nelle cose di questo mondo; ricordate che tutto ciò che appartiene a questo mondo è vano e passeggero. Cercate la Vite della Vita che sono Io e vi darò la gioia della vita eterna. Perché avete paura di avvicinarvi? Guardate, Io sono il vostro Padre e vi conosco, sono qui per perdonarvi e non per punirvi. Il mio Amore e la mia Misericordia sono più grandi del vostro peccato; abbiate fiducia in Me, sono il vostro Amico, Fratello e Padre, raccontatemi tutto, non temete; riposatevi in Me e Io alleggerirò il vostro fardello, risolverò tutti i vostri problemi e perdonerò tutti i vostri peccati, per quanto grandi possano essere. Non cercate soluzioni ai vostri problemi al di fuori di Me, cercate la Vita che sono Io e tutto si risolverà secondo la vostra fede.
I MIEI SAGRARI SONO FONTE DI VITA, APPROFITTATENE, IN LORO MI MI TROVERETE. Anche se non Mi vedete, sappiate che sono qui in Spirito e in Vita, che vi vedo e vi ascolto. Io Sono il Dio di tutti i tempi che non abbandonerà mai il povero né l’indifeso, né la vedova, né l’orfano, né chi è triste, né il malato e tanto meno il peccatore pentito.
Venite a Me, con cuore contrito e umiliato, e vi prometto che vi perdonerò e non ricorderò più i vostri peccati. Io Sono Amore nella sua essenza, e l’Amore che proviene da Me è Fonte inesauribile di Perdono e Misericordia.
Venite a Me, prostitute, omosessuali, tossicodipendenti, ladri, alcolisti, adulteri, fornicatori, lussuriosi, madri che hanno abortito, stregoni e maghi; venite, peccatori di ogni genere, razza, cultura o religione, e vi assicuro che non rimarrete delusi. Io Sono la Via che state cercando, Io Sono la Verità che vi renderà liberi, Io Sono la Vita che voglio riversare su di voi in abbondanza. Non abbiate paura, avvicinatevi come il figliol prodigo e io organizzerò un banchetto per il vostro ritorno. Vi aspetto, non tardate.
Vi ama il vostro Padre, Gesù nel Santissimo Sacramento. L’Amico che non delude mai.
Diffondete i Miei messaggi a tutta l’umanità.”
6 maggio 2013
Enoc
Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove.
SAN GIOVANNI APOSTOLO APOCALISSE
“Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi, simili a rane” (Ap 16,13).
“Sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente” (Ap 16,14).
“Nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli” (Ef 2,2).
“Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno., prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio” (Ef 6,2-10).
MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI
Signore innamorato dell'unità
Che la tua presenza eucaristica sia un centro di collegamento, un focolare di unità per gli uomini!
Che essa accentui il tuo dominio sulle anime, raccogliendole in uno stesso amore.
Che essa attiri ognor più a te gli sguardi e i cuori, nel fulgore di una verità più luminosa e nella unanimità di una carità più ardente!
Come il tuo corpo eucaristico non perde la sua unità quando l'ostia viene spezzata, cosi non permettere che le liti e i dissensi tra gli uomini ostacolino l'unità del tuo Corpo Mistico.
Degnati di congiungere i tuoi fratelli a te e fra di loro come si saldano fra di loro le particelle di cui si compone l'ostia.
Per mezzo della tua Eucaristia unica e identica dappertutto, ispiraci il vivo desiderio dell'unità della comunità umana, fondata sulla tua presenza.
Comunica anche a noi la tua volontà di mettere da parte tutto ciò che divide, di promuovere tutto ciò che unisce, anche a prezzo di grandi concessioni e gravi sacrifici.
Fa' che moltiplicandosi nel mondo, i tuoi tabernacoli edifichino sempre più saldamente l'unità della tua Chiesa!
L’umanità attraverserà una grande purificazione spirituale. Dovete pregare, poiché questi momenti finali non sono facili.
Messaggio di Nostra Signora Madre della Divina Consolazione (la Protettrice degli afflitti)
“Cari figli,
Ecco la Serva del Signore!
L’umanità attraverserà una grande purificazione spirituale. Dovete pregare, poiché questi momenti finali non sono facili. Riempite i vostri cuori di pietà e di amore. Non voglio che perdiate tempo! Sono qui per aiutarvi e rassicurarvi. Entrate nel Mio Cuore Immacolato, poiché solo così sarete uniti al Cuore di Mio Figlio Gesù! Il mio avversario non avrà la forza di portare alla sconfitta i miei consacrati.
Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!
Vi amo! Rimanete tutti nel nome della Santissima Trinità.”
06-10-2026
La “Nuova” Guerra Fredda
Il Mistero dell’Iniquità
La vittoria del Comunismo, la pace Comunista
In un’intervista al programma televisivo Fatima: “È giunto il momento”, andata in onda il 29 agosto 1989, il generale dell’esercito degli Stati Uniti, Daniel Graham, riferì di un suo colloquio avuto anni fa in Russia, dove si trovava per una missione sul Mar Nero, con Alexsandr Bessmertnykh, all’epoca segretario del Ministro degli Esteri Sovietico Eduard Shevardnadze. A Bessmertnykh non piaceva quello che gli stava dicendo il generale Graham, e quindi gli chiese: “voi non condividete lo stesso desiderio di pace dei sovietici.” Ed il generale Graham rispose: “Ha ragione, signor Bessmertnykh. Quando ho lasciato Mosca per recarmi qui, su di un edificio c’era un grande cartellone rosso su cui c’era scritto: ‘Pobieda kommunista eta mir’ (La vittoria del comunismo è la pace.) Questa non è pace, signor Bessmertnykh.”
Gli “utili idioti” (come li chiamava Lenin) che operano tra i mass media liberali e di sinistra stigmatizzano l’idea stessa di un comunismo dedito alla rivoluzione mondiale, definendola una semplice teoria del complotto o una paranoia anti-comunista, ma resta il fatto che il più importante “dogma” della dottrina marxista afferma che il comunismo deve conquistare il mondo. Per questo Mikhail Gorbaciov, nel novembre 1987 dichiarò che:
“Stiamo entrando in un mondo nuovo, il mondo del comunismo. Non cambieremo mai quella strada.”370
I “cambiamenti” avvenuti nella Russia Sovietica devono essere valutati tenendo bene a mente ciò che Gorbaciov chiamava il “metodo leninista di comprensione dialettica”. Yelena Bonner, vedova di Andrei Sakharov, un dissidente Russo assai famoso, ha fornito la seguente chiave di interpretazione per tutte le affermazioni comuniste/leniniste/ marxiste:
“Il punto è che l’obiettivo del comunismo è fisso ed immutabile
– non varia mai neanche di una virgola, e rimarrà sempre il dominio del mondo, ma se li giudichiamo [solamente] dalla direzione che sembrano aver preso, allora saremo ingannati.”371
Il “collasso del comunismo” ed il “crollo” dell’ “ex” Unione Sovietica sono tutti avvenimenti messi in scena dalla rivoluzione leninista mondiale, pianificata decenni fa.
Il Borghese dovrà essere messo a dormire
Dimitri Manuilski predisse i “cambiamenti” dell’Unione Sovietica fin dal 1930, e ne spiegò lo scopo:
“Il borghese dovrà essere messo a dormire. Così potremo lanciare il più spettacolare movimento pacifista che si sia mai visto. Ci saranno aperture eclatanti e concessioni mai viste prima. Le nazioni capitaliste, stupide e decadenti, saranno ben felici di cooperare alla loro stessa distruzione. Si getteranno letteralmente l’una sull’altra per cercare di essere nostri amici. Solo allora, quando la loro guardia si sarà abbassata, li schiacceremo col nostro pugno di ferro.”372
Gorbaciov, allo stesso modo, proprio mentre avvenivano i preparativi per quei “cambiamenti”, davanti al Politburo (l’organo supremo del regime Comunista in Unione Sovietica) dichiarò:
“Signori, compagni, non abbiate paura di tutti questi discorsi di ‘Perestrojka’, ‘glasnost’ e della venuta della democrazia negli anni che verranno. Si tratta di termini dati in pasto all’esterno. Non ci saranno cambiamenti significativi all’interno dell’Unione Sovietica, a parte qualche modifica superficiale. Il nostro scopo è quello di disarmare gli Americani e farli addormentare.”373
Gorbaciov enfatizzò la natura rivoluzionaria e Leninista di questi cambiamenti superficiali e “diversivi”. Il 17 maggio 1990, dichiarò che:
“Anche quando la gente tutto attorno a me grida ‘caos, caos, caos’ e ‘collasso, collasso’, io credo in ciò che disse Lenin, ovvero che questo caos rivoluzionario può ancora trasformarsi in nuove forme di vita… ABBIAMO COMINCIATO L’ULTIMO GIRO.”374
Si tratta dell’ultimo giro della Rivoluzione Comunista mondiale.375
Ha avuto inizio con la Rivoluzione d’Ottobre, seguita dalla Nuova Politica Economica di Lenin, alla quale a sua volta ha fatto seguito il
Socialismo in un Solo Paese di Stalin, seguito dalla Coesistenza Pacifica di Kruscev, dalla detente di Brezhnev e infine dalla Perestrojka di Gorbaciov, che ha funzionato come preparativo all’imminente democratizzazione della Russia. Attualmente in Russia vige un sistema di democrazia manovrata. Si tratta infatti di un’altra implementazione della Nuova Politica Economica di Lenin, su scala più grande. Questa politica sovietica mira a rimpiazzare la dittatura del proletariato con lo stato di tutto il popolo, che è l’ultimo stadio prima dell’imposizione del Comunismo in tutto il mondo.
Nel suo libro Perestroika, New Thinking for Our Country and the World [“Perestrojka, nuove riflessioni sul nostro paese e sul mondo”], Gorbaciov pone particolare enfasi sul periodo leninista: “le opere di Lenin e i suoi ideali di socialismo rimangono per noi una fonte inesauribile di pensiero creativo, ricchezza teorica e astuzia politica… è istruttivo che [il periodo leninista] abbia provato la forza delle dialettiche marxiste-leniniste, le conclusioni delle quali sono basate sull’analisi della situazione storica attuale.”376
Christopher Story spiega che la ‘situazione storica attuale’ alla quale si riferisce Gorbaciov “è un inganno strategico di notevole successo, concepito da Lenin e denominato ‘Nuova Politica Economica’”, che ha “portato l’Occidente a credere che i rivoluzionari leninisti avessero ridimensionato o addirittura abbandonato la propria ideologia comunista”.377 Come risultato di quest’inganno leninista, il 13 agosto 1921 il New York Times titolò in prima pagina: “Lenin abbandona il concetto di controllo statale per la politica Sovietica”.
Settanta anni dopo, Story fa notare che: “il 26 luglio 1991, il New York Times aveva annunciato per la seconda volta nella sua storia la prematura ‘morte del comunismo’”. Per questo “secondo round”, spiega Story, “il KGB dovette ricorrere a nuovi mezzi per organizzare la farsa del ‘colpo di stato di agosto’, nome in codice Golgotha, per fornire un pretesto plausibile e ‘convincente’ all’apparente abbandono del Comunismo, al presunto scioglimento del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), ed al successivo ‘collasso’ controllato dell’Unione Sovietica.”378 Il nome in codice usato dal KGB, Golgotha, alludeva in maniera blasfema alla futura “resurrezione” dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Questo processo di “resurrezione” è attualmente in vigore.
L’esperto di questioni militari Russe, Pavel Felgenhauer, in un suo articolo379 pubblicato l’11 settembre 2003 sul The Moscow Times ha affermato che “il mondo dopo l’11 settembre sembrava offrire l’opportunità per una collaborazione veramente paritaria tra Russia e Stati Uniti … Washington si sarebbe dovuta rivolgere alle Nazioni Uniti, d’ora in avanti, agendo di concerto con le altre nazioni e mostrando un rispetto speciale nei confronti della Russia.”
“Ovviamente”, prosegue Felgenhauer, “ci sono molti scettici, tra i membri dell’intelligence e dell’esercito russi, che non si sono mai fidati degli Americani e che ritengono che gli Stati Uniti saranno sempre un nemico – il centro del male mondiale e del sionismo.”
Sembra che il regime di Bush abbia fatto ogni sforzo possibile per dare ragione a questi scettici Russi. Felgenhauer afferma che questi scettici sono sempre più adirati e commentano nell’ombra: “Gli Yankees affermano d’essere arrivati in Asia Centrale solo ‘temporaneamente’, ma non è così, ci resteranno a lungo, e saremo noi invece a dover andarcene via, passo dopo passo.”
“Oggi”, continua Felgenhauer, “dopo così tante azioni unilaterali da parte degli Stati Uniti, questi scettici sembrano sul punto di prendere il controllo definitivo della politica interna ed estera in Russia. Il punto di svolta,” afferma Felgenhauer, “è stato l’Iraq … le lobby dell’intelligence e dell’esercito – i cekisti e i siloviki – hanno fatto pressioni affinché la Russia si opponesse fermamente all’America … il potere dei cekisti [la Polizia Segreta del KGB] all’interno del Cremlino è continuato a crescere”. Agli inizi di settembre, una “un opinionista ben informato degli affari del Cremlino, Gleb Pavlovsky, ha ammesso pubblicamente che i cekisti e i siloviki sono prossimi a prendere il potere in Russia.”
I cekisti, tuttavia, non sono mai stati tagliati fuori dal potere, visto che sono stati proprio loro ad aver concepito quei “cambiamenti” che avrebbero portato al “collasso” fittizio dell’Unione Sovietica. Tuttavia, il compimento dell’ operazione “Golgotha” è a portata di mano. Come spiega Felgenhauer, i cekisti e i siloviki, i manovratori della politica Sovietica che hanno preso in mano le redini del potere, vogliono “la restaurazione della ‘Grande Russia’ in stile sovietico – uno stato di polizia, rigido ed autoritario, con un’economia di stato e una politica xenofoba, anti-americana ed anti-semita.”
Padre Paul Kramer
sabato 17 ottobre 2026
L’egoismo del cuore umano
Maria
Tutte le grazie e le benedizioni del cielo sono pronte a riversarsi su di ogni anima che apre il proprio cuore. Ma, che cosa c’è di buono nel far cadere una pioggia di benedizioni quando i cuori sono chiusi al cielo? Ciò è accaduto nel mondo moderno. I cuori sono chiusi al cielo e senza la pioggia celeste essi si prosciugano rapidamente. Premurosità, rispetto, generosità, sacrificio - sono fiori che non possono crescere nel terreno asciutto del cuore umano. Permettetemi di affrontare questo problema.
Quando la pioggia si ferma
Quando l’uomo è saturo della benedizione di Dio, allora il cuore umano abbraccia facilmente altre persone. Allora nascono permanenti matrimoni d’amore, genitori che si sacrificano per i loro figli, datori di lavoro che guardano al bene di coloro che assumono. Nutrito dalla pioggia di Dio, il cuore dell’uomo nutre il cuore degli altri. Tuttavia, quando la pioggia si ferma (perché l’uomo si allontana dal cielo), allora il cuore umano raggrinzisce e si rivolge in sé stesso. Premurosità e sacrificio sono soppiantati dall’egoismo innato del cuore umano.
L’uomo dimentica la debolezza di base. Il cuore umano tende verso l’amore di sé. Solo quando è nutrito e soddisfatto dalle benedizioni di Dio il cuore può dimenticare i propri interessi egoistici.
Alla Tavola di Dio
Questo è il segreto di tutti i santi. In primo luogo, Dio li ha attirati a sé, li ha nutriti e alimentati. Sono diventati amici di Dio, sempre seduti al suo tavolo ogni giorno condividevano il suo pasto. Solo allora, poterono fuoriuscire nella loro potente vita di sacrificio che ha cambiato il mondo.
Tu, o lettore, non sei diverso. Dio ti chiama per venire a nutrirti alla sua tavola. Egli ti chiama alla sua presenza. Parlerà con te e nutrirà la fame del tuo spirito. Senza Dio, tu sei egoista. Con Dio, i tuoi desideri egoistici sono spenti e sei libero di amare gli altri. Questi sono i doni del mio cuore e li voglio per te. In primo luogo, devi venire ad alimentarti al mio tavolo. Allora i tuoi desideri egoistici non ti distruggeranno.
Commento: Il mondo non offre rimedio per l’egoismo del cuore umano. Solo il cielo può curare ciò.
28 aprile 2012
Diffondete la Sua Parola per controbilanciare la predicazione sempre più vasta della Bestia.
Dice Gesù:
«…La mia Volontà, espressa in modo chiaro e costante sino dal principio del lavoro - e Romualdo144 non la ignora - è che la mia Parola sia nota, diffusa, usata da consacrati e da fedeli, mentre lo strumento deve rimanere ignoto sino a dopo la sua morte. Non sarebbe mai celebrata la penna di uno scrittore, neppure per uno di quegli stolti entusiasmi delle folle. Ma è celebrato lo scrittore. Maria è la mia penna. Nulla più. Io sono lo Scrittore. Il Pensiero è il mio. Ne posso dunque disporre come voglio. E Io voglio che il mio Pensiero, tradotto in Parola per impulso d’Amore, vada a vivificare coloro che muoiono in questa terra dove sono tanto attive le forze del Male.
Vi ricordo il dragone rosso dell’Apocalisse, il quale con la coda si traeva dietro un terzo delle stelle facendole precipitare. E vi ricordo che, dopo aver insidiato la donna - la quale, nella solitudine, nel luogo preparato da Dio per esservi nutrita per un tempo, due tempi e metà di un tempo, fu soccorsa e salvata dalla infernale fiumana dell’Odio - esso si fermò fra le arene. E vi ricordo che il dragone, furente di non poterla distruggere, andò a far guerra a quelli che restavano della progenie della Donna, a quelli che osservavano i comandamenti di Dio e ritenevano la testimonianza di G. C. E vi ricordo però che questi apparivano sedotti e turbati dalle parole e dai prodigi della Bestia e la seguirono in molti. Solo i santi fra essi furono vinti con la morte ma non nello spirito145.
Cosa è ciò che santifica? La conoscenza sempre più vasta di Dio, data a controbilanciare la predicazione sempre più vasta e attiva e corrodente della Bestia, data coi mezzi adeguati ai tempi nuovi, coi mezzi che penetrano là dove non penetrano le persone. Io l’ho detto: “I figli del secolo sono più avveduti dei figli della luce”146. Essi usano i mezzi nuovi e penetrano con propaganda sottile là dove la staticità dei figli della luce non penetra. Il libro è distruzione al giorno d’oggi perché è penetrazione. Perché allora non controdistruggere ciò che essi, i tenebrosi, edificano sulle macerie di ciò che era mio e che essi hanno abbattuto? Seminate sulle macerie e, per la mia Grazia, che accompagnerà i vostri sforzi, nasceranno dalle macerie nuovi steli di senape: il più piccolo seme che però fa tanta fronda da dare ricovero agli uccelli senza nido.
Troppe anime non hanno più nido nella fede semplicemente perché non sanno, perché non mi conoscono. Non è conoscenza di Me il povero ricordo di un Dio Uomo morto su una Croce. È conoscenza di Me il conoscere tutte le forme della evangelizzazione di Cristo, del sacrificio di Cristo, dell’amore di Cristo Uomo e Dio. Vuote, semivuote le chiese? Siano penetrate le case. Sorgete, o dormienti! Sorgete, o timidi! Non è tempo di dormire. Devo essere Io che a voi dormienti mentre la barca è presa da onde di naufragio grida: “Sorgete ché se no perite”? Devo essere Io che dico: “Aumentate la vostra fede”? Ciò non sia. Guardate quanti periscono o sono sedotti perché non hanno che il pane avvelenato delle eresie di ogni specie o sono sedotti perché rintronati dalle voci dei falsi apostoli servi alla Bestia. Aiutate il Maestro che ha misericordia di questa turba e vi dà il pane perché non muoia nel deserto. Date questo pane.»
2 giugno 1946
LA CROCE DEI TRE GIORNI DI TENEBRE.
IL LIBRO DETTATO DALLO SPIRITO SANTO
RIVELAZIONI ALLA LUCE DELLO SPIRITO SANTO
LE CROCI DI CRISTO
LA CROCE DEI TRE GIORNI DI TENEBRE.
La Croce che apparirà nel cielo durante i tre giorni di tenebra, annunciando il castigo di Dio a tutta l'umanità, riassumerà i peccati di tutta l'umanità.
Il suo colore rossastro simboleggia il sangue versato crudelmente di persone innocenti, dagli anni del regno dell'Anticristo e precedenti, da quando è iniziato l'aborto nel mondo e la persecuzione dei cristiani.
Gli omicidi perpetrati dall'uomo controllato dal microchip, le vittime dei culti satanici, la morte degli anziani inutili per la società, l'eutanasia, gli infanticidi e i martiri di Cristo.
Quella Croce rossa che apparirà nel cielo, annunciando che il grande castigo sarà terribile, emana l'ira del Padre e il grande castigo che colpirà crudelmente l'umanità.
I demoni e i condannati vagheranno per le strade cercando la perdizione delle anime, per portarle all'inferno.
I raggi rossastri della Croce emaneranno la disobbedienza dell'umanità ai precetti divini.
È meglio non guardarla e rinchiudersi nelle case coprendo porte e finestre, e mettersi in preghiera affinché Dio protegga tutta la famiglia.
Lorena
CUORE IMMACOLATO - Anima senza peccato
Il CUORE DI MARIA
PRIMA PARTE
LA CONSACRAZIONE
CAPITOLO I
CUORE IMMACOLATO
Anima senza peccato
Il saluto dell'angelo riconosceva nel cuore di Maria una vittoria assoluta sul peccato. Infatti, in quel cuore solo la grazia aveva agito, escludendo da esso ogni macchia e risparmiando tutte le conseguenze del peccato originale. Maria era stata preservata dagli occhi divini da ogni servitù al peccato. Nemmeno Satana aveva potuto presentarsi a lei con le sue seduzioni; le sue preghiere erano rimaste pure, senza mai cedere alle tentazioni, neppure parzialmente o in certi momenti della sua vita. Invano egli avrebbe cercato nell'umanità anime che non fossero state contaminate dal peccato. C'era un'eccezione: in mezzo a questa immensa massa di peccatori si stagliava la figura della Vergine Immacolata. Ciò che aveva cercato invano altrove, Dio lo trovava perfettamente realizzato nel cuore della Vergine. Il demonio non era mai riuscito a offuscare la luce divina che inondava quel cuore, né a gettarvi l'ombra della sua malizia. Come una simile eccezione doveva risplendere agli occhi di Dio, e come il cuore di Maria doveva brillare nella sua purezza intatta in mezzo a tutti i cuori degli uomini peccatori! Fu questo spettacolo, l'unico che conta per colui che scruta il fondo dei cuori, a fissare la determinazione divina.
Lo sguardo divino non percorreva solo l'estensione attuale dell'universo, ma conservava davanti a sé tutto il passato. L'appellativo "piena di grazia" corrispondeva a un fatto molto antico, risalente al primo giorno sulla terra, a quella donna, Eva, che con il suo peccato aveva scatenato la collera di Dio e aveva trascinato l'umanità nella sua caduta. Dio l'aveva espulsa dal paradiso, ma aveva fatto una promessa: la discendenza della donna avrebbe schiacciato la testa del serpente. Quel giorno era sorto con il concepimento di Maria: la donna, in previsione dei meriti di suo Figlio, aveva conquistato una vittoria completa su Satana, perché era stata preservata da Dio dal peccato. In quel momento la promessa divina si era compiuta, riempiendo Maria di grazia, e la collera divina si era placata; d'ora in poi tra la donna e Dio non c'era più inimicizia, era Satana il nemico.
Ora, questa alleanza e questa riconciliazione erano state preparate nel cuore di Maria lungo il corso del tempo. Il saluto angelico "Ave, piena di grazia" era la risposta e la rivalsa di Dio verso il peccato di Eva. Il cuore immacolato di Maria aveva fatto parte del piano divino fin dal momento in cui Eva aveva macchiato il suo; la reazione divina al peccato della prima donna fu volere, prima di proclamare la caduta della peccatrice, la santità vittoriosa di un'altra donna. Vedendo Eva disobbedire e cogliere il frutto proibito, Dio aveva pensato alla Vergine, sua serva perfetta. Ma per realizzare questa creatura unica che il suo amore aveva escogitato in risposta al peccato, decise di lavorare precedentemente le anime umane soggette alla miseria del peccato, e di elevare poco a poco le loro aspirazioni a un livello che permettesse loro di accogliere un'anima così perfetta.
La preparazione si estese per molti secoli. Quando gli uomini non erano ancora capaci di aspirare alla bellezza immacolata di un cuore di vergine e non potevano prevederla né attenderla, Dio non cessava di contemplarla in anticipo. "Piena di grazia", era il suo sogno, nascosto nelle profondità insondabili dei suoi disegni: un sogno divino. La visione di un cuore assolutamente puro come quello di Maria orientava in qualche modo tutta l'azione divina; nel profondo di tutti i cuori umani, ancora sommersi nel peccato, Dio cominciava a formare, in modo ancora lontano e come in abbozzo, ciò che voleva realizzare perfettamente nel cuore di Maria. Introducendo nel mondo i primi richiami della sua grazia, i primi tocchi della sua santità, aveva presente davanti agli occhi la perfezione a cui quella grazia sarebbe giunta. Il cuore di Maria rappresentava il termine del cammino, la cima della salita.
Dio non solo fissava questo termine con il suo sguardo, ma lo attendeva. Attendeva che il sogno diventasse realtà. Si direbbe che in lui ci fosse una santa impazienza di vedere finalmente apparire Maria. Un'impazienza tanto più viva quanto più il peso del peccato ritardava l'opera divina nelle anime. Era così difficile elevarle a un livello superiore, purificarle dalle loro impurità! Dio vedeva succedersi le generazioni umane, che si trasmettevano l'una all'altra l'eredità del peccato. Anche gli uomini ebbero coscienza di quel peso che schiacciava l'umanità, e quando San Paolo volle descrivere lo stato del mondo prima della redenzione di Cristo, riprese le enumerazioni che la letteratura del suo tempo aveva reso comuni. Ecco come descrive quegli uomini peccatori: "pieni di ogni ingiustizia, di malvagità, di stoltezza, di malizia; respirando solo invidia, dispute, inganni, malignità; diffamatori, detrattori, nemici di Dio, ingiuriosi, orgogliosi, arroganti, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza pietà." (Rom. 1, 29-31). Se il mondo gli appariva sotto un simile aspetto, come sarebbe agli occhi di Dio? Se già agli occhi degli uomini tanta malvagità causava ripulsa, che impressione doveva causare questo mondo a colui che discerniva tutte le miserie nascoste, e vedeva il fondo delle anime? Perché accanto ai vizi pubblicamente manifesti, c'erano tutte le malvagità segrete, e non di rado dietro una facciata di virtù, si nascondeva un'ipocrisia inconfessabile, di quelle ipocrisie che Gesù, assetato di verità e di sincerità, denunciò in modo così energico. Testimone di tanti orrori e di tante miserie, delle quali nessuna gli sfuggiva, e che erano tutte di natura da provocare allo stesso tempo una giusta collera e un'immensa pietà, Dio aveva fretta di poter finalmente riposare il suo sguardo su un cuore immacolato, su una creatura le cui apparenze fossero irreprensibili e la cui personalità intima gli offrisse solo uno spettacolo di purezza. Dopo tanta tristezza accumulata dallo sviluppo crescente del peccato nell'umanità, Dio sospirava per quella gioia che preparava per sé. Anche quella che un tempo portava il nome di Maria, la sorella di Aronne, aveva avuto un moto di rivolta seminando l'ostilità contro Mosè, la cui autorità voleva soppiantare. Si era levata contro di lui pretendendo di essere anche lei interprete della volontà divina; Dio manifestò la ripugnanza per il suo peccato colpendola con la lebbra, dalla quale fu liberata solo mediante un'espiazione pubblica (Num. 12, 1-15). Disgustato di vederla smarrirsi così nell'orgoglio e nella ribellione, Dio desiderò più vivamente la donna che avrebbe ricevuto totalmente, senza alcuna riserva, il suo divino amore.
E quando suscitava nell'Antico Testamento alcune belle figure di donne che annunciavano la bellezza di Maria e la sua missione liberatrice, prendeva ancora più gusto per suscitare infine questa bellezza suprema; perché per quanto belle fossero, quelle figure rimanevano tuttavia molto al di sotto dell'ideale. Si trovavano ancora offuscate dall'ombra del peccato. In nessuna di esse, né in Debora, né in Giuditta, né in Ester, Dio poteva trovare un cuore immacolato. C'era molto di grandioso in quelle eroine, ma ciò che Dio cercava era un'anima tutta semplice, di aspetto comune, ma il cui interno fosse un santuario. Il cuore immacolato della Vergine fu quindi il termine di una lunga attesa. Con quale vibrazione di entusiasmo il Signore deve aver creato ciò che aveva progettato da tanto tempo, e con quale amore deve aver contemplato, dopo tante generazioni di peccatori, la purezza perfetta! È quella vibrazione che riecheggia ancora nella parola dell'angelo: "Rallegrati, piena di grazia!" Dio possedeva d'ora in poi una creatura che poteva contemplare senza provare collera né tristezza, e nella quale il suo sguardo poteva compiacersi indefinitamente. Il cuore di Maria, specchio della perfezione divina, offre finalmente un riposo allo sguardo di Dio, a quello sguardo che durante secoli e secoli aveva sondato il cuore degli uomini, senza poter mai dilettarsi in essi senza riserve. Esso soddisfa l'aspirazione e l'impazienza di Dio.
JEA N GA LOT, S.J.
Guai all’uomo che confida nell’uomo, ma sia beato colui che confida in Dio.
Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 13 ottobre 2026
Se dici: Fammi vedere il tuo Dio, io ti dirò: Fammi vedere l'uomo che è in te, e io ti mostrerò il mio Dio.
Dal «Libro ad Autolico» di san Teofilo di Antiochia, vescovo
Beati i puri di cuore perché vedranno Dio
Se dici: Fammi vedere il tuo Dio, io ti dirò: Fammi vedere l'uomo che è in te, e io ti mostrerò il mio Dio. Fammi vedere quindi se gli occhi della tua anima vedonoe le orecchie del tuo cuore ascoltano. Infatti quelli che vedono con gli occhi del corpo, percepiscono ciò che si svolge in questa vita terrena e distinguono le cosedifferenti tra di loro: la luce e le tenebre, il bianco e il nero, il brutto e il bello, l'armonioso e il caotico, quanto è ben misurato e quanto non lo è, quanto eccedenelle sue componenti e quanto ne è mancante. La stessa cosa si può dire di quanto è di pertinenza delle orecchie e cioè i suoni acuti, i gravi e i dolci. Allo stesso modo si comportano anche gli orecchi del cuore e gli occhi dell'anima inordine alla vista di Dio.
Dio, infatti, viene visto da coloro che lo possono vedere cioè da quelli che hannogli occhi. Ma alcuni li hanno annebbiati e non vedono la luce del sole. Tuttavia peril fatto che i ciechi non vedono, non si può concludere che la luce del sole nonbrilla. Giustamente perciò essi attribuiscono la loro oscurità a se stessi e ai loroocchi. Tu hai gli occhi della tua anima annebbiati per i tuoi peccati e le tuecattive azioni.
Come uno specchio risplendente, così deve essere pura l'anima dell'uomo. Quandoinvece lo specchio si deteriora, il viso dell'uomo non può più essere visto in esso. Allo stesso modo quando il peccato ha preso possesso dell'uomo, egli non può piùvedere Dio. Mostra dunque te stesso. Fa' vedere se per caso non sei operatore
di cose indegne, ladro, calunniatore, iracondo, invidioso, superbo, avaro,arrogante con i tuoi genitori. Dio non si mostra a coloro che operano tali cose, se prima non si siano purificati da ogni macchia. Queste cose ti ottenebrano, come se le tue pupille avessero un diaframma che impedisse loro di fissarsi sul sole. Ma se vuoi, puoi essere guarito. Affidati al medico ed egli opererà gli occhi della tua anima e del tuo cuore. Chi è questo medico? E' Dio, il quale per mezzo del Verbo e della sapienza guarisce e dà la vita. Dio, per mezzo del Verbo e della sapienza, ha creato tutte le cose; infatti «Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera» (Sal 32, 6). La sua sapienza è infinita.
Con la sapienza Dio ha posto le fondamenta della terra, con la saggezza haformato i cieli. Per la sua scienza si aprono gli abissi e le nubi stillano rugiada.
Se capisci queste cose, o uomo, e se vivi in purezza, santità e giustizia, puoivedere Dio. Ma prima di tutti vadano innanzi nel tuo cuore la fede e il timore diDio e allora comprenderai tutto questo.
Quando avrai deposto la tua mortalità e ti sarai rivestito dell'immortalità, alloravedrai Dio secondo i tuoi meriti. Egli infatti fa risuscitare insieme con l'animaanche la tua carne, rendendola immortale e allora, se ora credi in lui, divenutoimmortale, vedrai l'Immortale.












