domenica 6 settembre 2026

Come sarà la seconda venuta di Cristo? Il millennio, il giudizio finale e la nuova creazione


 

LA VIRTÙ DELL'AMORE - Siamo creati per amare Dio

 


Siamo creati per amare Dio


Primo preludio: Mi trovo solo con Dio, mio Creatore.

Secondo preludio: Imploro il potere della grazia, affinché possa comprendere meglio il senso vero e sublime della vita.


PRIMO PUNTO: Dio mi ha creato per amore. – Dio esiste da tutta l'eternità. Essendo infinitamente buono e onnipotente, possiede in Sé stesso tutto ciò che richiede la perfezione infinita. La sua felicità è perfetta, piena ed eterna.

Perché allora ha creato l'Universo? Perché ha creato me? Non per una necessità, in Lui inesistente. Né per mancanza di gloria, poiché Egli possiede la gloria infinita nella Trinità delle Sue Persone. Queste si glorificano infinitamente l'una con l'altra. Ciò che chiamiamo gloria estrinseca di Dio, nulla aggiunge realmente a Dio, poiché nulla si può aggiungere all'infinito.

Certamente, quando Dio crea, la Sua gloria deve costituire una finalità. Ma, come dice San Tommaso con tanta precisione: "Dio ha bisogno della Sua gloria non per Sé stesso, ma per noi".

Qual è dunque la ragione per cui Dio crea? Egli crea per amore.

Dio, amore estatico, amore che desidera traboccare, volle donarsi alle creature. Dato, però, l'inesistenza delle creature, poiché nulla esisteva fuori da Dio, Egli creò l'Universo e si donò in certo modo a ogni creatura, a tutte le creature.

Alle creature inanimate, alle piante e agli animali irrazionali, diede una pallida imitazione delle Sue perfezioni divine. All'uomo, però, concesse doni ammirevoli, che sono un'imitazione delle Sue stesse perfezioni. La Sua intenzione d'amore va tuttavia più lontano. Egli vuole donarsi all'uomo, non solo in imitazione e attraverso le creature, ma anche in modo reale in cielo.

Di conseguenza, Dio mi ha creato per effetto di un amore meraviglioso. In una certa misura, Egli si è dato e continua a darsi a me qui sulla terra. E, se io lo voglio, Egli si darà a me, in modo perfetto, in cielo. Egli, il Dio infinito, desidera unirmi perfettamente a Sé. Mi invita a vivere in cielo una sola vita sublime, per così dire, in comune con Lui. In un certo senso, vuole condividere con me la Sua divinità.

Abbiamo quindi buone ragioni per dire che Dio è innamorato delle Sue creature. Nimium dilexit me. Mi ha creato affinché io possa qui sulla terra prepararmi all'unione perfetta ed eterna in cielo. Dal giorno in cui sono nato, la mia anima è destinata ad essere l'eterna sposa di Dio in cielo. Nonostante tutto, l'immagine profana di sposo e sposa, così frequente nella Sacra Scrittura, continua ad essere il miglior paragone, sebbene molto imperfetto, della stupefacente unione con Dio, alla quale siamo chiamati.

Potremmo qui fermarci un istante e ripensare alla sublime prospettiva che questo pensiero concretizza. Io, povera creatura, tratta dal nulla, sono fatto da Dio, l'Infinito! Dobbiamo, prima di tutto, cercare di avere un sentimento vivo di Dio, nel modo che ci sarà preferibile, per concepire una pallida idea dell'immenso abisso che ci separa da Lui.

Riflettiamo sulla prodigiosa grandezza di Dio, sul Suo meraviglioso potere. Dio ha fatto l'oceano e le montagne, il sole e la luna. Ha sparso per i cieli le innumerevoli stelle che abbelliscono la notte. Basta aprire gli occhi per rimanere abbagliati dalla grandezza e dal potere di Dio. E ogni anima è stata creata per essere l'eterna sposa di questa Onnipotenza.

Pensiamo anche alla sapienza di Dio. Un filo d'erba, un fiorellino, una farfalla, sono meraviglie della sapienza di Dio. E che dire di quei corpi infinitesimali, che i microscopi ci mettono a portata di vista? Le teorie più recenti insegnano che l'atomo è una miniatura del nostro sistema solare. Quanti prodigi non ha già scoperto la scienza moderna! Tuttavia, quanti altri portenti della sapienza di Dio non ci nasconde ancora il mondo della natura!

Qualcuno potrebbe considerare la bellezza di Dio. A cosa assomiglia? Di questa perfezione, ancora male, non riusciamo ad avere lo stesso sentimento, come quello che abbiamo del Suo potere e della Sua sapienza. Certi panorami sono incantevoli, certe creature sono belle e seducenti. Se tale bellezza umana si moltiplicasse al centuplo, nessun mortale potrebbe resistere al suo fascino e attrazione. Ma che cosa diventerebbe tale bellezza creata e cento volte rafforzata? Non ne abbiamo la minima idea. Di una cosa, però, abbiamo conoscenza. Se potesse vedere Dio nella Sua irresistibile bellezza, anche il più grande peccatore cadrebbe in estasi e svenirebbe d'amore.

E per questo Dio grande, ammirevolmente potente, saggio, bello, adorabile, è che sono destinato da tutta l'eternità, io piccola creatura, tratta dalla polvere, io che sono un'unità tra i miliardi di uomini esistenti sulla terra; io, un pezzo di peccato, ulcus et apostema, come diceva Sant'Ignazio, ascesso purulento, ulcera gonfia di inclinazioni inconfessabili e impure, di odioso egoismo.

Sono, tuttavia, creato e riservato per Dio, destinato ad essere qui sulla terra sposa e più tardi sposa felice della Bellezza infinita, della Purezza immacolata, dell'Amabilità piena di incanti. Sono creato per questo Dio che sta così al di sopra di ogni amore; che è così amabile che il mio amore, per immenso che possa diventare un giorno, non potrà mai eguagliare la Sua amabilità, né sarà mai degno di Lui.

Che rivelazione! Se potessi comprenderla un pochino, non sarebbe sufficiente per lasciarmi pazzo d'amore per Dio? Realmente la pazzia d'amore, l'amore come i Santi lo hanno praticato, l'amore che è una sete ardente di sofferenza e umiliazione, questo amore così, questa pazzia d'amore è di fatto ragionevole.

***

PAULO DE JAEGHER, S. J. 


Un Oceano scorre in tutto il mondo

 


Maria 

Ho cominciato a sentir parlare di altre apparizioni di Gesù ai suoi discepoli e la grande gioia che scorreva nei loro cuori. Quella gioia era come un fiume possente, capace di riempire ogni cuore del mondo come ha fatto col mio cuore. Questo fiume di vita continua a fluire all’infuori e viene ricevuto da tutti coloro che credono. Questo è il mio insegnamento di oggi. 

L’Umanità glorificata di Gesù 

Quando l’anima di Gesù ha lasciato il suo corpo, è entrata nella gloria di Dio. Poiché Gesù era perfettamente obbediente al Padre, la sua anima era in grado di essere riempita di vita divina. Tre giorni dopo, quando l’anima si ricongiunse con il suo corpo, la risurrezione ha avuto luogo - l’evento più importante nella storia umana. Una nuova via è stata allora stabilita che univa la terra al cielo. Questa via è l’umanità glorificata del mio Figlio. Si tratta di una via di vita e la vita sgorga da questa umanità e scorre ovunque. 

Proclamare Gesù ovunque 

Come Gesù apparve ai discepoli, essi ricevettero questa vita perché amavano Gesù e lui aveva preparato i loro cuori per riceverla. Poiché la vita era un oceano infinito, ed i discepoli sapevano che questo oceano non poteva essere contenuto nel loro cuore, hanno dovuto dirla al mondo intero. Andavano dappertutto, proclamando il Regno di Gesù, raccontando la storia di Gesù e cercando di condividere con tutti la nuova vita che avevano ricevuto. Hanno goduto di grandi successi e numerosi fallimenti. L’oceano della gloria di Dio, ricevuta per prima nell’anima e nel corpo del mio Figlio, e poi ricevuta da tutti i discepoli, era uscito per la razza umana intera. Tuttavia, alcuni hanno chiuso i loro cuori e persino ucciso i discepoli che hanno portato il messaggio. Questo è lo stato del mondo di oggi. 

Il tuo Oceano 

Nessuno può fermare questo oceano. Scorre sempre fuori dal cuore di Gesù. Tuttavia, le persone possono chiudere il proprio cuore verso l’oceano. O lettore, l’oceano della gloria di Gesù vuole entrare nel tuo cuore in questo momento. Apri il tuo cuore. Richiedi la gloria e questo oceano verrà e tu sarai sulla nuova via per il paradiso. 

Commento: L’umanità glorificata di Gesù è la nuova strada di Dio verso la vita eterna. 

10 Aprile 2012 


LE GRANDEZZE DI MARIA - Gesù nella Madre sua

 


Gesù nella Madre sua


Il soggiorno di Gesù in Maria! Quante meraviglie, quante delizie, quante grandezze!... Delizie, grandezze e meraviglie velate e nascoste per gli uomini e forse anche per gli Angeli, sino al momento in cui avverrà la piena manifestazione di tutte le cose.

Gli altri bambini nel seno della madre non conoscono né la loro madre, né se stessi; non hanno con la madre che una relazione di natura e di natura inferma, penosa e dolorosa, presagio dei dolori più grandi che le cagioneranno nella nascita, e forse anche nella vita. Sono peccatori ed incominciano ad essere tali, producendo effetti di peccato prima ancora di incominciare ad esistere, poiché ancora bambini, non 'ancora uomini (perfetti), sono già peccatori. .. Hanno l'essenza e non la coscienza dell'umanità 74, mentre il peccato lo hanno veramente e formalmente, e forse saranno eternamente peccatori senza essere stati uomini (perfetti).

Quel bambino invece che riposa nella Vergine, è uomo (perfetto) e insieme bambino, anzi è Uomo-Dio: non può essere peccatore, anzi salva tutti i peccatori, e fin d'allora vive mirabilmente di una vita gloriosa e divina. Con la sua Madre ha una relazione di natura, di grazia, di gloria ed anche di divinità, poiché la costituisce Madre di Dio; ne fa un Paradiso; e un tal Paradiso nel quale vi è una gloria più sublime di quella che si trova tra gli angeli e di quella che in quel tempo si trova nei cieli; ne fa un santuario il quale contiene una santità nuova che non si trova punto fuori di Lei perché Egli è il Santo dei santi, dal quale tutti saranno santificati; ne fa una sorgente di [159] vita, di una vita ammirabile che incomincia fin d'allora tra il Figlio e la Madre.

Quel Figlio conosce sua Madre, conosce se stesso, conosce il suo Eterno Padre, conosce questo mondo nel quale deve entrare, e tra Lui e la Madre sua v'è una relazione di vita, di grazie e di effetti santi e deliziosi.

Gesù è in Maria e Maria è in Gesù: Egli vive in Lei, Ella vive in Lui: Egli dipende da Lei, Ella dipende da Lui; Ella da Lui prende la vita; Gesù è la sua vita, ma anche Ella è la vita di Gesù. E tra queste due vite, vi ha vita, riposo, amore, delizia, unità ammirabile: ma bisognerebbe essere angeli per esprimere simili misteri, ed angeli pure per intenderli.

Oh vita! Oh soggiorno! Oh delizie di Gesù in Maria, e di Maria in Gesù! Solo questo soggiorno è soggiorno di vita senza morte, di delizie senza amarezza: perché in Maria non vi è punto peccato, e solo il peccato amareggia Gesù e lo fa morire. Appena Gesù sarà nato da Maria, si troverà in mezzo ai peccatori su la terra; ora invece è tutto rinchiuso e circondato da Maria .. Maria è senza macchia e senza peccato, immacolata in tutte le facoltà dell'anima sua ed anche nel suo corpo; nel suo spirito e nel suo corpo non vi è che grazia e grazia ammirabile; in Lei non vi è che santità, non vi sono che privilegi: Tota pulchra es et macula non est in te. Tale Gesù l'ha fatta, tale l'ha eletta. Se non considerassi che Gesù, vorrei che fosse sempre in Maria e non entrasse in questa terra miserabile in cui troverà solo peccati, e alla fine la Croce ed il Calvario, la morte e il sepolcro.

Adoro dunque, e amo questo primo soggiorno di Gesù. Non mi meraviglio ch'Egli non lo abbia abbreviato, ma abbia voluto compiervi i nove mesi, secondo la parola della Scrittura: Impleti sunt dies Mariae ut pareret. Se [160] lo potessi in favore di Gesù e di Maria, se la salvezza del mondo lo permettesse, come li ha compiuti quei mesi senza abbreviarli, volentieri li prolungherei. Ma Gesù dimenticando se stesso e il suo riposo per prendersi un riposo ben differente di quello che gode nella sua santa Madre, vuol nascere a Betlemme in una stalla, e riposare in una mangiatoia.

CARD. PIETRO DE BÉRULLE


Una semplice ricetta per un mondo meraviglioso.

 


Gesù: sono triste.

Io: perché?

Gesù: perché vi amo. È un amore, non corrisposto da molti, e questo mi rende infelice.

Io: dobbiamo pregare per questo?

Gesù: pregate, figli Miei, affinché tutti i figli mi amino. Aiutateli a trovare la strada verso di Me. Se tutti i figli mi amassero..

Io: cosa succederà?


… il cielo festeggerebbe una festa mai vista prima, così grande sarebbe la gioia fra Noi, che siamo in cielo. Figli miei, cominciate ad amarmi, così  possiamo festeggiare insieme la nostra amicizia e tutto il male andrebbe distrutto. Immaginatevi la terra, piena solo di persone buone che fanno del bene vicendevolmente. Sareste dei figli felici e non ci sarebbe più  la sofferenza fra voi. Provate a vedere il Bene, e il vostro mondo sarà molto più bello. Le catastrofi avrebbero fine, non ci sarebbero guerre, nessuna oppressione, nessuna violenza, nessuna fame, nessuna tristezza, nessuna solitudine, nessuna di queste sofferenze che adesso esistono  sulla vostra terra.

Mio Padre, Dio l’Altissimo, vi ha rivelato la via per una perfetta vita comunitaria. Seguite i le Sue leggi e vivete secondo le Sue leggi, questa è la semplice ricetta per un mondo meraviglioso. Purtroppo Le seguite sempre di meno. Pregate, figli Miei, affinché possiate prendere la strada giusta. Pregate lo Spirito Santo affinché Egli vi faccia discernere cos’è giusto. Lasciate che Io vi prenda per mano e vi porti a Mio Padre. Accettate il Nostro aiuto e cominciate ad amarMi di nuovo.


Preghiera nr.3

Caro Gesù, aiutami sulla strada della vita. Aiutami affinché io Ti dia la mia mano e abbia fiducia in Te. Manda il Tuo Spirito Santo su di me, in modo che mi regali chiarezza e fiducia. Portami ogni giorno un pochino più vicino a Tuo Padre, che è anche mio Padre. Amen


Preghiera nr.4

Preghiera per l’amore:

Cara Maria, Madre di Dio portami verso Tuo figlio. Aiutami ad amarlo con tutto il mio cuore e donami la Tua pace. Amen

Queste sono preghiere, che se ripetute  spesso, quindi sempre di nuovo per un certo periodo, portano l’anima della persona che le prega a Gesù. L’anima impara a conoscere Gesù, ad amarlo e a decidersi per una vita con Lui, con Dio. Due semplici preghiere di grande efficacia.

Figlia Mia. Diffondi queste parole. Tutto ciò che ti diciamo è vero.

Queste preghiere servono a salvare le anime, diffondile.

Ti vogliamo molto bene. Grazie di aver ascoltato la Nostra chiamata.

Il tuo Gesù e la tua Mamma in Cielo, che ti ama.

8 febbraio 2013     


SE DIO CI AMA, PERCHÉ IL DOLORE E IL MALE?

 


INTRODUZIONE - L'Antico Testamento ci mostra l'amore di Dio nella creazione, nella provvidenza, nell'amicizia con i Patriarclîi e nella predilezione per Israele, nell'accesa parola dei profeti e nella promessa della Redenzione. Il Nuovo Testamento ci mostra Dio che, per amore dell'uomo, s'incarna, compie miracoli, si fa maestro e pastore buono, si lascia crocifiggere e squarciare il Cuore, ci dona i sacramenti e la Chiesa, per assicurarci la salvezza. Tutto vero, tutto confortante e nobilitante: Eppure, ogni giorno una realtà tremenda di dolori e di mali contrasta e sembra smentire tanto amore di Dio: le guerre, gli odi di parte, le ingiustizie di ogni genere, tante vite umane calpestate, tanti cuori traditi!

E Dio? non vede? non interviene? ama e lascia soffrire, soccombere quelli che ama?

Viene per tutti il momento in cui questi interrogativi mettono alla prova, in modo formidabile, ogni fede, ogni speranza, ogni amore. Perché l'uomo chiede subito conto a Dio, quando un male lo colpisce? Non sarebbe più onesto chiedere conto prima a noi stessi e, semmai, agli altri nostri soci? Dio, sommo dator d'ogni bene, nobilissimo nei suoi sentimenti, che gusto potrebbe trovare nel male, nella sofferenza altrui? Anche l'uomo, che pure è meschino, per poca e buona educazione che abbia, è superiore spesso a quella specie di giustizia che è la vendetta e non vuol provare il gusto amaro di far soffrire gli altri!

L'amore di Dio e di Cristo per noi rimane tanto più grande in quanto hanno avuto compassione del nostro male peggiore, la morte e la dannazione e l'hanno espiato per noi; e ora, nei mali che soffriamo ci confortano; non ce ne liberano, ordinariamente, ma ci sostengono e ci assicurano la vittoria finale, se sappiamo sopportare la nostra croce.

MEDITAZIONE BIBLICA - Gesù veduta la folla, salì sul monte... Allora aprì la sua bocca per ammaestrarli e disse: « Beati i poveri in ispirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i pacificatori, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati quelli che sono perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati sarete voi, quando vi oltraggeranno e perseguiteranno e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate, perché, grande è la vostra ricompensa nei cieli ».

CONCLUSIONE - Ha un cuore Dio! Si prende cura più di un uomo solo, per quanto povero e disprezzato, che del sole o dell'equilibrio degli immensi ammassi stellari. E se si cura di un passero, quanto più non gli starà a cuore l'uomo, fatto a immagine sua? Dobbiamo credere dunque che le sofferenze del cuore umano sono viste e permesse da Dio in modo tutto diverso dal nostro: un modo che i nostri occhi velati di pianto non vedono chiaro, che la nostra intelligenza turbata dalla sensibilità non riesce a capire e che la nostra volontà e il nostro « senso di giustizia » non riesce ad ammettere. Ma chi crede, supererà tutto il male e il dolore. A chi soffre, un istante sembra un'eternità; un'ingiustizia personale o familiare o nazionale sembra la fine del sistema, dello equilibrio del mondo e del cosmo; un dolore, un'offesa, uno sbaglio altrui, anche piccolo, ma ingiusto, , appare come il tradímento più nero e la fine di ogni credibilità e fiducia negli altri e in Dio stesso.

Ma così, non ci accorgiamo che a un male aggiungiamo altro male o l'aggraviamo.

Il rimedio sta nel contrario; credere, amare, sperare, prima di tutto in Dio, che è abbastanza potente per trarre il bene anche dal male. Ed educarci all'amore: amare Dio datore e rimuneratore di ogni bene; e da Lui riceveremo la forza di amare gli altri e noi stessi, così così come siamo: fallibili.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Riconoscenti a Dio Padre, che dal Cuore del suo Figlio crocifisso ha fatto sgorgare per la Chiesa e per il mondo la Salvezza e l'Amore, preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore. Perché la carità divina effusa nella Chiesa e nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, cresca e si espanda nell'impegno cristiano per la giustizia, la pace e la fratellanza, preghiamo: Perché sappiamo attingere nell'Eucaristia la forza e la generosità per testimoniare l'Amore nel nostro ambiente sociale, preghiamo Perché dal santo Sacrificio della Messa attingiamo la forza di amare a qualunque costo, qualunque persona, anche i nemici, preghiamo: Perché nell'ora del dolore e di fronte al male, che c'è nel mondo, non ci venga meno la fede e la speranza cristiana, ma si rafforzi la fiducia nell'aiuto divino e la forza dell'amore superi le provocazioni del male, preghiamo:

(Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - O Dio, nostro Padre, che nel Cuore di Gesù ferito dai nostri peccati, ci hai aperto tesori di Amore infinito, ti preghiamo: crea in noi un cuore nuovo, pronto alla riparazione e impegnato a ricostruire un mondo migliore nel tuo Amore. Amen.


CONSACRAZIONE AL S. VOLTO DI GESU'

 


Dolcissimo Signore Gesù, Tu conosci il nostro presente e conosci, Signore, il nostro futuro. Noi, o Signore, niente sappiamo del nostro futuro, ma noi, Gesù, prostrati dinanzi a Te consacriamo e raccomandiamo a Te, o Signore, il nostro futuro. Sia impresso nel nostro cuore, o Signore, il Tuo Volto Benedetto impresso nel nostro cuore e impresso nel nostro pensiero. Impresso, Signore, con tanta potenza come è restato impresso nella S. Sindone; e, conforme, o Gesù, nella S. Sindone nessuna potenza Lo potè cancellare, così, Gesù, nessuna avversità della vita, nessun nemico, o Signore, nessun avvenimento sia capace, o Signore, cancellare dal nostro cuore il SS. Tuo Volto, togliere dal nostro pensiero il Santissimo Volto Tuo, o Gesù, portarLo sempre nel cuore e nel pensiero, e, finalmente, o Signore, per tutta quanta l'eternità lodarLo, benedirLo nella pace degli eletti, e dire a Te tutta la profonda riconoscenza nostra, insieme alle Pie Donne, insieme ai SS. Martiri, insieme ai SS. Confessori, insieme alle SS. Vergini, o Signore Gesù, che Ti vollero sempre bene, Ti vollero sempre amare e tutto vollero affrontare per Te, tutto soffrire per Te. E finalmente, ecco: nel trionfo finale, Signore, godono!

O Gesù, concedi anche a noi di lodarTi con queste creature da Te benedette, da Te santificate. Eternamente! Gloria al Padre...


State assistendo alla divisione tra il bene e il male nel mondo, quindi quando l'illuminazione sarà inviata al mondo, non ci sarà confusione su ciò che è bene e ciò che è male.



Messaggio pubblico di Nostra Signora di Emmitsburg al mondo attraverso Gianna Talone Sullivan, 1 settembre 2026



Miei cari figlioli, sia lodato Gesù!

Sii felice e non perdere la concentrazione sulla preghiera. C'è un tempo e un luogo per tutto. Sforzatevi sempre di essere umili, obbedienti e fiduciosi figli di Dio. Continuate a pregare, perché le vostre preghiere consolano Mio Figlio; Egli è lieto di riceverle da voi.

Il male viene smascherato e non può più rimanere nascosto. Tutto comincia ad essere rivelato. State assistendo alla divisione tra il bene e il male nel mondo, quindi quando l'illuminazione sarà inviata al mondo, non ci sarà confusione su ciò che è bene e ciò che è male. Solo Dio Padre conosce il momento esatto. Siete chiamati a rimanere saldi nel vostro impegno di preghiera e nel vostro amore reciproco. Continuate a pregare con il cuore, e siate discepoli gioiosi di Mio Figlio. Io sono qui, e ti proteggerò. Il coro celeste degli angeli vi proteggerà.

La tua epurazione è per il tuo benessere. Vi state rendendo più forti e perfetti nella Sua Luce, crescendo in prudenza, saggezza e umiltà. Questo si sta svolgendo secondo il piano di Dio Padre. Attraverso la Sua Luce, vedrete la luce dentro di voi. Quando pensi che tutto sia perduto e che non hai alcuno scopo, presta particolare attenzione. Siate attenti a come state venendo elevati nella maturità spirituale e preparati per la battaglia tra il bene e il male.

Dio sarà vittorioso. Il mio Cuore Immacolato regnerà in mezzo a voi con tutti gli angeli e i santi. Sarò qui sempre per te. Non me ne andrò, non importa chi scelga di pensarla diversamente.

Ti voglio bene. Siate in pace, bambini piccoli.

Vi benedico nel Suo Santissimo Nome. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata.

Ad Deum

 


Il Mistero dell’Iniquità e il Nuovo Ordine Mondiale massonico



Il Mistero dell’Iniquità


B) L’estrema crudeltà del dominio sionista: un preludio alla loro egemonia mondiale

Il dominio radicale ebraico-sionista nell’ultimo secolo ha mostrato i  suoi aspetti più crudeli e brutali, sia in Russia sia in Palestina. Il Terrore  Rosso perpetrato dal regime ebraico-bolscevico in Russia fu un vero  e proprio genocidio di massa.147 Gli orrori indicibili e brutali di quel  periodo di terrore furono raccontati da S.P. Melgunov nel suo libro La Terreur rouge en Russie [“Il Terrore Rosso in Russia”] (1918-1923).  “L’esatto ammontare dell’enorme numero di vittime che è stato attribuito  al socialismo comunista”, spiega Melgunov, “… probabilmente non  sarà mai conosciuto, ma esso va al di là di qualunque immaginazione.  Non è possibile sapere l’esatto numero di vittime. Tutte le stime errano  assolutamente per difetto.” Un quotidiano di Edimburgo, The Scotsman,  pubblicò il 7 novembre 1923 un rapporto del Professor Sarolea, nel  quale vennero fornite le seguenti cifre: 

28 Vescovi; 1,219 sacerdoti; 6,000 professori e insegnanti;  9,000 dottori; 54,000 ufficiali; 260,000 soldati; 70,000 poliziotti;  12,950 proprietari terrieri; 355,250 intellettuali e liberi  professionisti; 193,000 operai e 215,000 contadini.148

Theodore Pike spiega che “gli ebrei resero possibile un livello tale  di omicidi, persecuzioni, schiavitù ed imprigionamenti da far quasi  impallidire le sofferenze da loro stessi patite.”149 Nel suo libro The  Rulers of Russia [“I governanti della Russia”] Padre Fahey dimostrò chiaramente che il regime che perpetrò quest’olocausto era quasi interamente ebraico. Nel numero 12 della rivista Sovietica Il Comunista,  pubblicato a Kharkov il 12 aprile 1919, M. Cohen scrisse: 

Senza esagerare, si può ben dire che la grande rivoluzione sociale in Russia è stata portata avanti dagli ebrei. È vero che nei ranghi dell’Armata Rossa vi sono soldati che non sono ebrei. 

Ma nei comitati e nelle organizzazioni sovietiche, così come tra i  Commissari del Popolo, gli ebrei guidano le masse del proletariato  Russo…

Altrettanto brutale dello sterminio di russi ed ucraini da parte degli  ebrei, è stato il genocidio perpetrato da Israele ai danni dei palestinesi e dei  vicini paesi arabi. Lo sterminio di innocenti palestinesi da parte dell’Irgun  di Menachem Begin, è stato descritto dal National Geographic dell’aprile  1983, a pag. 514:

Alle 4 del mattino del 9 aprile 1948, 132 terroristi israeliani  appartenenti all’Irgun e alla Banda Stern, piombarono sugli abitanti  ancora addormentati del pacifico villaggio di Deir Yassin, a ovest di  Gerusalemme. Per le successive otto ore vennero commessi omicidi  brutali, che fecero oltre 200 vittime tra uomini, donne e bambini; 15 case vennero distrutte, “i corpi furono ammucchiati in una cava lì vicina e dati alle fiamme. Il fumo oscuro che si sprigionò da quei  corpi oscura ancor’oggi Gerusalemme.”150

Reham Alhelsi151 descrisse ancor più dettagliatamente il massacro  compiuto a sangue freddo dai terroristi ebraico-sionisti contro gli  innocenti e pacifici civili di Deir Yassin: 

Sono le 4.30 di mattina di venerdì 9 aprile 1948; mentre il villaggio è immerso nel sonno, le bande terroristiche sioniste  accerchiano Deir Yassin. I palestinesi si svegliano al suono degli  altoparlanti che gli intimano di lasciare il villaggio; gli abitanti,  ignari di ciò che sta per accadere, escono dalle proprie case per  capire che succede, ed è in quel momento che ha inizio il massacro. 

L’Irgun attacca il villaggio da sudest, la Banda Stern da est, mentre l’Haganah apre il fuoco sul villaggio con dei mortai. Le  guardie del villaggio palestinese cercano di difendere i residenti e di fermare le bande sioniste, combattono con valore, ma sono  inferiori per numero ed armamenti, e devono soccombere dinanzi a tre bande armate fino ai denti. I sionisti aprono il fuoco contro  chiunque cerchi di scappare dal villaggio, si spostano all’interno  dello stesso e cominciano a fare “piazza pulita”: passano di casa in casa, violentando le donne, massacrando i bambini e uccidendo chiunque si trovi al loro interno, usando  mitra e pugnali. Intere famiglie vengono addossate ai muri e giustiziate sul posto. Le donne incinte  vengono pugnalate al ventre ed i corpi dei loro bambini  terribilmente mutilati. I soldi e i gioielli vengono rubati dai corpi delle vittime e le case vengono razziate, prima d’essere date  alle fiamme. Delle 144 case di Deir Yassin, almeno 15 vengono  fatte saltare in aria dalle bande terroristiche sioniste con le persone ancora al loro interno. L’ufficiale Britannico Richard Catling, Assistente Ispettore Generale della Divisione Investigazioni Criminali, confermò che: 
 “La registrazione delle dichiarazioni è ostacolata dallo stato  isterico in cui si trovavano le donne, che spesso crollavano mentre  rilasciavano la propria dichiarazione. Non vi sono dubbi, tuttavia,  sul fatto che molte atrocità a carattere sessuale siano state  commesse dagli ebrei che hanno colpito il villaggio. Molte giovani  studentesse sono state violentate e poi uccise. Anche donne anziane  sono state molestate. Una storia riguarda il caso di una giovane ragazza che è stata letteralmente spezzata in due. Molti neonati sono  stati mutilati e uccisi. Ho visto anche un’anziana donna… che era  stata colpita violentemente al capo col calcio dei fucili. A molte donne  sono stati strappati i braccialetti dal braccio e gli anelli dalle dita, e alcune non avevano più le orecchie perché le erano state strappate per  rubare gli orecchini.” [1]
Durante il massacro, uomini, donne, bambini e anziani vennero uccisi a sangue freddo ed in modo orribile, e centinaia di  altri rimasero feriti. Il numero esatto delle vittime è controverso.  La maggior parte delle fonti afferma che il numero dei martiri  fu di 254, tra cui 25 donne incinte che vennero uccise a colpi di  baionetta, 52 bambini che vennero mutilati e decapitati davanti  alle loro madri, prima che anche queste ultime venissero uccise. 
“Un resoconto agghiacciante del massacro è stato fornito da un  medico della Croce Rossa che arrivò al villaggio il giorno dopo, e  vide di persona ‘il rastrellamento’ come lo definì uno dei terroristi.  Questo dottore affermò che ‘il rastrellamento’ era stato compiuto con  mitra, granate e infine portato a termine con i coltelli. Le pance delle donne erano state aperte ed i bambini uccisi tra le mani delle madri  impotenti. Circa 250 persone furono assassinate a sangue freddo. 
[2] Di queste, 25 donne incinte erano state colpite al ventre con le  baionette mentre erano ancora vive; 52 bambini erano stati mutilati  sotto gli occhi delle loro madri, infine uccisi e decapitati. Le madri  vennero massacrate a loro volta, e i loro corpi mutilati. Circa altre  60, tra donne e bambine, vennero uccise ed i loro corpi mutilati.” [3] Le Nazioni Unite e la Croce Rossa, i cui rappresentanti  furono tra i primi ad arrivare nel villaggio, dopo il massacro, confermarono che il numero delle vittime era vicino alle 250  stimate. Altre fonti più recenti indicano il numero dei morti in  120 (vedi la lista dei martiri), aggiungendo che il numero delle  vittime era stato esagerato dai terroristi sionisti per diffondere  la paura, tra i palestinesi. La pulizia etnica è stata uno degli  obiettivi dichiarati di quel massacro, e le atrocità commesse a Deir  Yasin sono state utilizzate per spingere i residenti di altri villaggi  palestinesi a fuggire per salvarsi la vita, per timore di subire un destino simile. Dopo il massacro, le bande terroristiche sioniste sono andate di villaggio in villaggio palestinese, ordinando ai  palestinesi di andarsene via “o di incontrare lo stesso destino di  Deir Yassin.” [4]
Si mettevano fuori dai villaggi e avvertivano i residenti con gli altoparlanti: “La strada di Gerico è ancora aperta, scappate da  Gerusalemme prima che vi uccidiamo come abbiamo fatto con gli  abitanti di Deir Yassin.” [5]
Durante l’espulsione degli abitanti di Ramleh e Lydd, nel luglio  1948, Sari Nair, un abitante di Ramleh, ha rivelato come vennero  cacciati via dalle proprie case da un soldato sionista che disse loro di scappare “altrimenti sapete cosa accadrà: quel che è successo a  Deir Yassin capiterà anche a voi.” [6]
Oltre a quelli massacrati nelle loro case, 25 uomini palestinesi  vennero radunati dai terroristi sionisti, vennero messi su di un  camion e fatti sfilare per le strade di Gerusalemme in una sorta di  “parata della vittoria”, prima d’essere giustiziati presso una cava lì  vicino e sepolti in una fossa comune. Testimoni oculari riferirono  inoltre che circa 150, tra donne e bambini, vennero fatti sfilare  nudi per le strade della zona ebraica di Gerusalemme: “Quei  furfanti radunarono donne e ragazze ancora vive, e dopo aver tolto loro i vestiti, le misero nude all’interno di alcune macchine scoperte,  portandole in giro per le strade della zona ebraica di Gerusalemme,  dove furono sottoposte allo scherno e agli insulti degli spettatori.  Molti hanno persino scattato delle foto di quelle donne.” [7]

Il massacro di Deir Yassin, contrariamente a ciò che dicono alcuni,  non fu il risultato di un’insubordinazione improvvisa e spontanea  da parte di un gruppo isolato e ribelle. Al contrario, fu l’esecuzione  a sangue freddo di un piano premeditato. Nel suo libro The Iron  Curtain over America [“La cortina di ferro sull’America”], il professor  John Beatty scrisse che: “nel febbraio 1948, un ufficiale dell’Agenzia  Ebraica informò un mio amico inglese che gli ebrei sarebbero riusciti a  gestire con facilità gli arabi. Tutto quel che dovevano fare era compiere  semplicemente due o tre massacri, spiegò, e la resistenza araba sarebbe crollata. ‘Inoltre’, aggiunse, ‘quando compiremo un massacro, non  uccideremo solo gli uomini, ma stermineremo anche donne e bambini,  e persino le mucche, le pecore e i cani’.”152
Questo progetto prevedeva l’espulsione sistematica dei palestinesi  dalle proprie terre. “Le minute di un incontro dell’Esecutivo dell’Agenzia  Ebraica, avvenuto il 12 giugno 1938,” spiega Iqbal Jassat, “riportano  un’affermazione agghiacciante da parte di David Ben-Gurion: ‘io sono  a favore della deportazione; non ci vedo niente d’immorale’.” Jassat  continua: “Nei suoi diari, alla data 12 luglio 1937, Ben-Gurion scrive a  suo figlio che l’unica opzione rimasta al sionismo era che: ‘gli arabi se ne devono andare’.”153
Secondo il “Piano Dalet”, spiega Reham Alhelsi:

Deir Yassin doveva essere occupata, al pari di altri villaggi palestinesi. Il “Piano Dalet” (o piano D) delineava la principale  strategia militare sionista, e conteneva molte sotto-operazioni  finalizzate all’espulsione sistematica di quanti più  palestinesi e all’occupazione di quanto più suolo palestinese  possibile, prima della scadenza del Mandato Britannico. Questo  piano dava ai comandanti militari sionisti e alle loro bande piena  facoltà di sterminare ed espellere i palestinesi, distruggendo i loro  villaggi e le loro città. Questo piano, e le operazioni che vennero  condotte in suo nome, hanno causato la pulizia etnica di 123  località palestinesi (il 40% di tutte le località della Palestina) e la  fuoriuscita dal paese di ben 413.794 rifugiati palestinesi (il 54% dei rifugiati del Nakba), rendendo evidente quest’ultimo come  obiettivo primario dietro alla pulizia etnica della Palestina.154 

Menachem Begin provò a giustificare l’attacco a Deir Yassin nel suo libro The Revolt [“La Rivolta”]:

Gli arabi presenti nel paese, indotti a credere ai selvaggi racconti del ‘massacro dell’Irgun’, caddero in preda al panico e  cominciarono a fuggire per salvarsi la vita. Questo esodo di massa si trasformò presto in una fuga disordinata ed incontrollabile. Il  grande significato politico ed economico di questo sviluppo non è  stato sufficientemente compreso.155

L’Irgun “affermò che la ‘violenza politica ed il terrorismo’ erano  ‘strumenti legittimi nella lotta nazionale ebraica per la conquista della  Terra d’Israele’.”156 I loro attacchi furono, nell’ordine:

• Il Massacro di Al-Quds, nel dicembre 1937: membri dell’Irgun  lanciarono una bomba a mano in un mercato vicino alla Moschea  di Al-Quds, uccidendo e ferendo decine di persone.

• Il Massacro di Haifa, nel marzo 1938: membri dell’Irgun e della banda Lehi lanciarono delle granate nel mercato di Haifa,  uccidendo 18 persone e ferendone altre 38.

• Il Massacro di Haifa nel luglio 1938: L’Irgun fece esplodere un auto  bomba nel mercato di Haifa, uccidendo 21 persone e ferendone 52.

• L’attacco al villaggio di Balad El-Sheik, nel giugno 1939: Questo  villaggio palestinese venne attaccato da membri dell’Haganah,  l’organizzazione paramilitare ebraica di difesa. Cinque abitanti  vennero rapiti e uccisi. 

L’attentato all’Hotel King David, nel luglio 1946: guidati da  Menachem Begin, l’Irgun pianificò e portò a compimento nel luglio  1946 un attentato esplosivo contro l’Hotel King David, quartier  generale Britannico a Gerusalemme, al fine di distruggere dei  documenti che provavano le campagne terroristiche dei gruppi  sionisti. L’attacco uccise 28 Britannici, 17 ebrei, 41 palestinesi e  altre 5 persone, per un totale di 91 vittime. 

• L’attacco al Club ufficiali Britannico di Casa Goldschmidt, a  Gerusalemme, nel marzo 1947: 17 morti tra militari ed ufficiali  dei servizi segreti Britannici.

• L’attentato alla stazione ferroviaria di Gerusalemme, nell’ottobre  1947: L’Irgun fece esplodere la stazione ferroviaria di Gerusalemme,  oltre a minare le strade ed attaccare veicoli militari.157
La Banda Stern fu fondata da Avraham Stern nel 1939. Dopo l’assassinio di Stern, avvenuto nel 1942 ad opera degli inglesi, questa  banda si riorganizzò in “un movimento clandestino chiamato Lehi,  acronimo di Combattenti per la Libertà d’Israele.” 158 Gli attacchi  terroristi della Lehi furono:

• ’assassinio di Lord Moyne, avvenuto al Cairo, in Egitto, nel  novembre 1944: Lord Moyne era all’epoca il rappresentante di  grado più elevato del governo inglese, nell’area del Medio Oriente.  La Lehi volle ucciderlo a causa del suo sostegno alla creazione di  una Federazione Araba Mediorientale. 

• Gli attentati al Treno Cairo-Haifa, agli inizi del 1948: pochi mesi  prima dello scoppio della guerra arabo-israeliana del 1948, il  treno Cairo-Haifa venne bombardato diverse volte; questi attacchi  vennero attribuiti o rivendicati dalla Lehi. Uno di questi attacchi,  nel febbraio di quell’anno, provocò la morte di 28 soldati ed il ferimento di altri 35. Un altro attacco il mese successivo uccise 40 civili, ferendone 60. 

• Il massacro di Deir Yassin, aprile 1948: i commandos della Lehi  e della Irgun, guidati da Menachem Begin, attaccarono il piccolo  villaggio (700 persone) di Deir Yassin, uccidendo tra i 100 ed i 120  abitanti.159 [Altre fonti parlano di oltre 200 vittime].

Nella sua Enciclica del 15 aprile 1949, I luoghi Santi della Palestina,  Papa Pio XII lanciò un appello in favore dei palestinesi che venivano  massacrati e strappati dalle loro case:

Con la sospensione delle ostilità, si è ancora lungi dallo stabilire effettivamente in Palestina la tranquillità e l’ordine… Ci  giungono ancora le implorazioni di tanti e tanti profughi, di ogni età e condizione, costretti dalla recente guerra a vivere in esilio, sparsi in campi di concentramento, esposti alla fame, alle epidemie e ai pericoli di ogni genere…Noi rivolgiamo un caloroso appello a coloro cui spetta provvedere, perché sia resa giustizia a quanti,  costretti dal turbine della guerra a lasciare le proprie case, non  bramano che ricostituire in pace la loro vita.160

Poco è cambiato da quando Pio XII chiedeva giustizia per il popolo  palestinese. Nella sua opera già citata, Theodore Pike ha scritto: “Non  possiamo esimerci… dal tratteggiare una linea comune tra il massacro di  mezzo milione di gentili, compiuto nel 119 D.C. dagli ebrei, e la recente [1982] incursione in Libano da parte d’Israele, durante la quale il fuoco  israeliano, secondo la polizia di Beirut, avrebbe causato la morte di  oltre 18.000 gentili (la maggior parte dei quali cristiana). Ascoltiamo le  dichiarazioni di questo testimone credibile (Stan Mooneyhan) rilasciate  alla rivista World Vision: 

Alcuni affermano che furono date due ore di preavviso. Altri  insistono che non vi fu preavviso alcuno… i primi aerei giunsero  alle 5 del pomeriggio; da mezzanotte fino alle 8 del mattino  seguente i bombardamenti furono ininterrotti, e durarono per tre  giorni…

Ein-El-Hilweh non esiste più. Non avevo mai visto una distruzione così assoluta, nemmeno a Managua, quando il terremoto distrusse la capitale del Nicaragua. Se i guerrafondai ed i pacifisti di tutto il mondo vogliono veramente sapere cosa  significhi un bombardamento a tappeto, dovrebbero venire qui... è  uno dei più grandi massacri dell’era moderna.

[L’attacco israeliano contro Sidone]

...alle 2.30 di mattina del 14 giugno, un bomba piomba sulla  Scuola Kineye. Fa a pezzi corpi, strappa via braccia e gambe da  quelli che un secondo prima erano corpi integri di esseri umani. Lo  spostamento d’aria farà il resto...
Io mi trovo qui, tre settimane dopo, dove nessun osservatore  avrebbe dovuto essere, vedendo quello che nessun osservatore  avrebbe dovuto vedere. Corpi mutilati e arti dappertutto... la  Scuola Kineye è un mattatoio; si cammina a mezza gamba sui  liquidi corporei fuoriusciti dai corpi ammassati sul pavimento della  cantina.
Ho contato più di 50 cadaveri. Il resto delle vittime è impilata  uno sopra l’altra, Gettati lì dall’esplosione che ha preso le loro  vite. C’è stato detto che sono 255 i morti in quel groviglio di corpi  umani (settembre 1982).
Se la stima di Israele sulle vittime di Sidone fosse esatta (hanno  detto 165 morti), allora vorrebbe dire che ho visto tutte le vittime  dell’attacco, tranne una decina, ammassate nella cantina di una  singola scuola… e questo senza parlare della cittadina stessa di Ein-el-Hilweh, appena fuori Sidone, che aveva una popolazione di  circa 60.000 abitanti e che adesso non esiste più, obliterata da un  bombardamento a tappeto.” 

“Mooneyhan era a capo di un’organizzazione di aiuti internazionali  che stava portando 400.000 dollari in aiuti medici e generi di conforto  alle vittime di quell’olocausto,” continua Pike, “e rimase scioccato dinanzi  al rifiuto degli occupanti israeliani di permettere la distribuzione degli  aiuti umanitari, malgrado i combattimenti fossero finiti da un pezzo e  l’intera area fosse ormai sicura.”161
Il 30 gennaio 1991 si è appreso che “un coprifuoco, fatto rispettare  in modo rigoroso da diversi blindati per il trasporto di truppe, ha  paralizzato la vita nei territori occupati, lasciando molti dei 1.7  milioni di palestinesi sull’orlo del lastrico, ed in uno stato di paura  ed irascibilità.”162 Il rapporto continuava spiegando come i palestinesi  venissero obbligati a restare chiusi in casa, notte e giorno, ad eccezione  di un paio d’ore al giorno. Un palestinese che aveva violato il coprifuoco  fu ucciso dalle truppe Israeliane. 
Oggi i palestinesi continuano ad essere brutalizzati e vessati dai loro  conquistatori israeliani. L’attacco a Gaza, avvenuto agli inizi del 2010, è  stato teatro di molti crimini di guerra, tra i quali il bombardamento di  civili, l’uso del fosforo bianco (filmato in diretta da Al Jazeera e Press  TV) e diverse altre punizioni collettive. “‘I cinque milioni di persone  che vivono nelle tre parti rimanenti della Palestina – la Cisgiordania,  la Striscia di Gaza e Gerusalemme Est – non hanno mai sofferto così  tanto sin dalla Nakba (catastrofe, in arabo), quando due terzi degli  arabi palestinesi vennero cacciati dalle loro case, la loro terra e quindi  dalla loro vita, per mezzo del terrore e la forza delle armi, nel 1948’,  così si è espresso il dott. David Halpin, un chirurgo in pensione e noto  attivista per i diritti umani dei palestinesi, riferendosi al ‘tormento e alle perdite’ di questi ultimi.”163
Il 1 marzo 2008, Il Vice Ministro alla Difesa israeliano, Matan  Vilnai, minacciò di lanciare “un olocausto ancora più grande contro  i palestinesi”:164 “Che stanno per attirare su di se una Shoah ancora  peggiore, perché noi useremo tutta la nostra forza, in qualsiasi modo  riterremo opportuno, sia dal cielo che dalla terra.”165 Mentre i politici ed  i giornalisti discutevano inutilmente sull’esatto significato del termine  ‘shoah’ usato da Vilnai, Halpin fece notare come “L’olocausto promesso  da Vilnai è stato effettivamente scatenato il 27 dicembre 2008... I militari ed alcuni rabbini avevano addirittura incoraggiato gli attacchi  contro la popolazione civile.”166

“Oltre duecento persone sono state uccise nei primi 15 minuti di bombardamenti.” Tra le vittime ci furono molti scolari, “perché le scuole erano piene, a quell’ora” e stavano cambiando i turni di studio; nello stesso momento vennero distrutti tutti i centri di  difesa civile, rendendo quasi impossibile la coordinazione delle  ambulanze. Venne persino impedito l’accesso alle Ambulanze e al personale medico, contravvenendo alla Quarta Convenzione di Ginevra e ai Principi di Norimberga, rendendo palese la natura  aggressiva di questa guerra deliberata, e commettendo il più grave  crimine di guerra “dal quale derivano tutti gli altri.” Halpin allega a questo punto i rapporto della giornalista Eva Jasiewicz (www. tiny.cc/hauGI).
“La maggior parte delle 500 pagine del Rapporto Goldstone alla Commissione dell’ONU per i Diritti Umani, si concentrano sulle  azioni degli israeliani.” Queste “azioni” includono il destino toccato alla famiglia Samouni. Mentre fuggivano dal bombardamento:  “Vennero… costretti ad entrare a dozzine in una cantina. L’edificio  venne poi fatto saltare in aria. Alle ambulanze venne impedito di  prestare soccorso ai feriti o di recuperare i morti per oltre due giorni. Un bambino sopravvissuto era disteso sul cadavere di un suo genitore.”
“Goldstone afferma in modo irrefutabile che Gaza non è un caso isolato del modo con cui gli israeliani trattano i palestinesi”,  scrive Halpin, aggiungendo che il rapporto dell’ex giudice Richard  Goldstone giunge alla conclusione che al popolo di Gaza è stata  inflitta “una punizione collettiva”, consistente in “intimidazione e  terrore.” Tutto questo è stato detto da un uomo, Goldstone, definito  dalla propria figlia: “un sionista che adora Israele.”167

Il Centro d’Informazione non governativa palestinese ha riportato le  parole di Vilnai: “la prima ammissione indiretta, da parte di un ufficiale  israeliano, consiste nel fatto che ciò che sta compiendo Israele contro i  palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, è un vero e proprio  olocausto, anche se compiuto lentamente.”168
Nove anni fa mi sono recato in visita in Cisgiordania e ho visto  con i miei occhi gli effetti catastrofici sulla popolazione palestinese  dell’embargo economico attuato da Israele. Tutti i negozi, i grandi  magazzini e i supermercati erano chiusi a causa delle restrizioni e dalle misure economiche imposte dagli israeliani, teoricamente per ragioni di  ‘sicurezza’, ma in realtà per rendere la vita ai palestinesi il più difficile  possibile. 

Padre Paul Kramer

sabato 5 settembre 2026

DANIELE – IL FILM: La caduta di Babilonia e l’ultima rivelazione!


 

Guarda le mie piaghe e baciale. Sai chi me le ha fatte? L'amore! Sai chi mi ha calcato questa corona?... L'amore! Sai chi ha aperto il mio Cuore?... L'amore! Se ti amo al punto di non avere nulla rifiutato per te ...

 


COLUI CHE PARLA DAL FUOCO


Le settimane trascorrono così, senza che Josefa possa gustare un istante di riposo. Il dolore al fianco, quello della corona di spine, tutte le membra tormentate, l'anima affranta sotto il peso dello sdegno di Dio, tutto le ricorda l'incarico di cui l'amore le ha fatto dono. Ma la Madre celeste la conforta:  

«Erano, credo, circa le tre del mattino, scrive il 22 luglio, venerdì - ed Ella è venuta improvvisamente, e mettendomi le mani sulle spalle mi ha detto:  

«- Figlia del mio cuore! Vengo per sostenerti poiché sono la Madre tua. Nulla di ciò che soffri è inutile. Avrai ancora da subire una grande prova per salvare quell'anima orgogliosa. Appena sentirai l'avvicinarsi della tentazione, manifestala subito. Poi obbedisci, obbedisci, obbedisci!».  

«Le ho detto che proprio quello che adesso mi costa tanto è parlare e obbedire». «- Ascolta, Josefa: questo è il momento buono di sottomettere il tuo giudizio all'obbedienza e con questo atto di umiltà, compiuto nel forte della tentazione, tu espierai l'orgoglio di quell'anima. Mentre tu combatti, il potere diabolico su quell'anima è meno forte».  

E insistendo maggiormente:  

«- Tu devi soffrire per le anime, devi essere tentata, poiché, comprendilo bene, il demonio ha paura della tua fedeltà... Ma, coraggio!».  

«Mi benedisse e mi lasciò».  

 

All'alba di quella notte dolorosa Gesù venne per confermare le parole di sua Madre e si mostrò a Josefa, dopo la Comunione, meritata con lotte così aspre:  

«Era bellissimo, ella scrive, - nonostante la corona di spine sul capo e le piaghe sanguinanti». 

«Guarda le mie piaghe e baciale. Sai chi me le ha fatte? L'amore! Sai chi mi ha calcato questa corona?... L'amore! Sai chi ha aperto il mio Cuore?... L'amore! Se ti amo al punto di non avere nulla rifiutato per te, dimmi, Josefa, non potrai tu pure soffrire senza rifiutarmi nulla?... Abbandonati!».  

Con queste parole Egli stringe a sé, con più forza che mai, la volontà di Josefa. Il frutto di tante sofferenze era andato maturandosi durante quelle lunghe settimane di offerta e di lotta. Josefa non tarda a saperlo. La sera del lunedì 25 luglio Gesù ricorda la scambievole promessa del 5 agosto 1920.  

«Se mi sarai fedele, ti farò conoscere la ricchezza del mio Cuore. Tu gusterai la mia croce, ma ti consolerò come sposa privilegiata».  

Poi aggiunge: «Non manco mai alla parola data!».  

 

Quella stessa sera, notizie piene di speranza relative al peccatore giunsero indirettamente al convento dei Feuillants.  

 

«Non sapevo come ringraziare - scriveva il giorno dopo, martedì 26 luglio - tanto più che mi trovavo sotto l'impressione di ciò che mi aveva detto: «Non manco mai alla parola data!».  

«Egli mi apparve continua e mi disse:  

«- L'opera non è del tutto compiuta. Manifesterò maggiormente la mia bontà per quell'anima. Ti chiedo una cosa sola: che tu mi sia fedele». 


 SUOR JOSEFA MENENDEZ 


Ricordate che siete già salvati, perché sono morto per voi sulla croce e ho versato il Mio sangue! A voi, però, spetta accettarlo o rifiutarlo!»

 



Apparizione del Re della Misericordia il 25 agosto 2026


Sopra di noi, nel cielo, aleggia una grande sfera di luce dorata, accompagnata da due sfere di luce dorate più piccole. Una luce meravigliosa si riversa su di noi. La grande sfera di luce dorata si apre e il Re della Misericordia emerge da essa. Indossa la tunica e il mantello del Suo Prezioso Sangue e la Sua grande corona regale dorata. Ha i capelli castano-neri, corti e ricci, e gli occhi azzurri. La Sua tunica e il Suo mantello sono ricamati con gigli dorati. Il Suo mantello è adornato da un bordo dorato composto da fiori di giglio. Nella mano destra tiene il Suo grande scettro dorato con un giglio dorato alla francese come pomello e nella mano sinistra la Vulgata (Sacra Scrittura). Ora le due sfere di luce più piccole si aprono e da quella luce emergono due angeli in vesti semplici e di un bianco splendente. Prendono tra le mani il mantello regale del Re della Misericordia, che fluttua e si inginocchia nel cielo, e lo stendono su di noi, come una tenda, e su tutti coloro che in lontananza pensano a Lui e pregano. Ora depongono questa tenda di Dio, il mantello regale, davanti al Signore. Continuano a inginocchiarsi in aria davanti a Lui e si inchinano pieni di riverenza. Poi entrambi i santi angeli si avvicinano al Re della Misericordia. Il Re della Misericordia inclina verso di noi il suo scettro d’oro, si avvicina a noi e aleggia nell’aria del cielo sopra i bambini. Improvvisamente, dallo scettro d’oro del Re della Misericordia scende su di noi una pioggia di gigli bianchi. Più di 25 fedeli testimoniano di aver percepito molto intensamente il profumo dei gigli. Né alla fontana all’esterno né nella Casa di Gerusalemme sono presenti gigli. Ringrazio il Re celeste per questa grazia. Egli guarda tutti noi e dice:

«Nel nome del Padre e del Figlio – che sono Io – e dello Spirito Santo. Amen. Miei amati, Io sono la Parola vivente e ho compiuto la mia opera! Chi Mi accoglie e Mi segue non deve aspettare anni per ottenere la remissione dei debiti. Non dovete più aspettare un anno giubilare, come le generazioni passate! Perché Io vi ho redenti con il Mio Prezioso Sangue sulla croce! Accettate questa redenzione! Se Mi accogliete e Mi invitate nei vostri cuori, permettendomi di dimorarvi, allora Io vivo nei vostri cuori! La vostra fede in Me vi rende giusti! Non sarete giudicati se vivete in Me, nei Miei Santi Sacramenti, nei quali Io vivo! Attraverso le Mie piaghe sulla croce, attraverso il Mio Prezioso Sangue, siete guariti, perché potete santificarvi in Me! Chi vive in Me è giusto! Perciò riconciliatevi con Me, non aspettate!»

Ora la Vulgata si apre nella Sua mano sinistra e vedo un passo del Vangelo secondo Matteo: Mt 18, 21 – 22:

21Allora Pietro gli si avvicinò e gli chiese: «Signore, quante volte devo perdonare mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte? 22Gesù gli disse: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette». (Nota personale: questo numero simboleggia il perdono infinito e illimitato).

Il Re della Misericordia si avvicina e dice:

«Il perdono è la forma più alta dell’amore. Non chiedete quante volte dovete perdonare. Non tenetene conto. Neanch’Io lo faccio con voi, ma vi amo e vi perdono!»

Il Re della Misericordia rivolge uno sguardo particolare ai bambini e li benedice con il Suo scettro d’oro:

«Nel nome del Padre e del Figlio – che sono Io – e dello Spirito Santo. Amen.»

Il Re della Misericordia guarda con amore i bambini e dice:

«I bambini siano per voi un esempio, perché Mi amano con cuore semplice, aprono il loro cuore e Mi amano con tutto il cuore! Sono venuto da voi da bambino, ricordatelo! Amo i bambini! Per loro ho fatto piovere gigli!»

Segue una breve conversazione personale.

Io dico: «Grazie, Signore, questi fiori profumavano così tanto e Tu mi hai detto di metterli sul cesto con le intenzioni di preghiera». A quel punto il Re della Misericordia dice:

«Il giglio è il fiore della purezza e del perdono ed è il fiore regale!»

Poi porta il Suo scettro al Cuore. Vedo il Suo cuore aperto sulla Sua veste con una fiamma e una croce, e sopra c’è scritto IHS. Il Suo scettro si riempie del sangue del Suo cuore, del Suo Preziosissimo Sangue. Il Suo scettro diventa l’aspersorio del Suo Preziosissimo Sangue e il Re celeste ci asperge, insieme a tutti coloro che in lontananza pensano a Lui e pregano per Lui, che Gli sono cari e preziosi:

«Nel nome del Padre e del Figlio – che sono Io – e dello Spirito Santo. Amen. Ricordate che vi amo infinitamente e che non voglio che siate giudicati. Voglio stare con voi e ve lo ripeto ancora una volta: qualunque cosa abbiate fatto, qualunque sia stato il vostro modo di vivere, non conta più! Riconciliatevi con Me e sarete nelle Mie piaghe, lavati dal Mio Prezioso Sangue; nel sacramento della Riconciliazione con Me! Il Tentatore va in giro e vuole vedervi perduti, proprio come lui stesso è perduto. L’invidia lo riempie, perché vede il Mio amore per voi, per gli uomini. Rimanete fedeli a Me e seguite l’insegnamento della Chiesa! Vi raccomando il Catechismo della Chiesa Cattolica, il grande amore del Mio Cuore, che scaturisce dalla ferita del Mio Cuore. Io vivo in essa e amo la Mia Chiesa con tutto il Mio Cuore! La purificherò e la rinnoverò! Vorrei rinnovarvi attraverso lo Spirito Santo, che è il vostro Consolatore nella vita quotidiana, e vorrei piantare il Mio Amore nei vostri cuori. Leggete nel Catechismo del peccato e della misericordia, della Mia misericordia! Il peccato vi allontana da Me, ma quanto Mi rallegro per ogni anima che Mi trova, e la gioia in cielo per un’anima che si converte è una grande festa! Ricordate che siete già salvati, perché sono morto per voi sulla croce e ho versato il Mio sangue! A voi, però, spetta accettarlo o rifiutarlo!»

Il Re della Misericordia desidera che recitiamo la seguente preghiera e noi preghiamo:

O mio Gesù, perdona i nostri peccati, preservaci dal fuoco dell’inferno. Conduci tutte le anime in Paradiso, specialmente quelle che hanno più bisogno della Tua misericordia.

Re della Misericordia, donaci la grazia della santità e della guarigione. Effondi la grazia della pace in tutti i cuori. Amen. Il Re della Misericordia ci dice:

«Siete voi che vivete su questa terra! Anche la viltà e l’omissione del bene sono peccato. Professate la vostra fede in Me e portate la Mia Parola al vostro prossimo con amore, umiltà e mitezza. Non abbiate paura! Io vi guido in questo tempo in cui il Tentatore si rivela, ma la Mia grazia è immensa ed è più grande di tutti i peccati degli uomini. Diventate campi di gigli e Io sarò il vostro giardiniere!»

Ringrazio di cuore il Re della Misericordia ed Egli dice:

Pregate intensamente per la pace! Voi sapete che i vostri governi hanno altri piani; ma Io ho il Mio piano per voi! Ricordate che non esistono salvatori umani! Pongo il Mio piede destro sulla Germania e la Mia mano benedicente si farà sentire sull’America e sulla Francia, entrambe provate dal dolore. Il sangue del mio cuore scorre nel Medio Oriente e in Ucraina! Così vi benedico e resto con voi: nel nome del Padre e del Figlio – che sono Io – e dello Spirito Santo. Amen.”

Dico: «O Gesù, quanto sei bello Tu e la Tua apparizione insieme ai Santi Angeli, e Tu ci hai donato la pioggia di gigli e il profumo dei gigli. Ti ringrazio per questa grazia».

Il Re della Misericordia e i due Santi Angeli tornano nella luce. Il Re celeste ci saluta con un «Addio!» e tutti scompaiono.

Sievernich