domenica 26 aprile 2026

Per crescere nella santità

 


I progetti, il terreno e l'architetto


«Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per non rischiare che, dopo aver gettato le fondamenta e non potendo finire, tutti quelli che lo vedranno comincino a deriderlo, dicendo: «Quest’uomo ha cominciato a costruire e non ha potuto finire»”. (Lc 14, 28-30)

Per la costruzione della nostra “dimora spirituale” avremo bisogno di: idee chiare, denaro, terreno e un architetto che ci aiuti. 


Preparare i progetti del nostro edificio spirituale

Quando si tratta di tracciare i progetti, dovremo avere le idee chiare su ciò che vogliamo fare della nostra vita. Per questo, la prima cosa da fare è chiedere a Dio cosa vuole che io faccia della vita che mi ha donato. Per la grande maggioranza sarà sposarsi e formare una famiglia cristiana; per pochi sarà dedicarsi a Dio attraverso una vita sacerdotale o religiosa consacrata. Ciò che è necessario è partire con le idee chiare. Sappiamo già cosa succede quando non si riflette attentamente su ciò che si vuole costruire. Dopo qualche anno è tutto un susseguirsi di rattoppi, riparazioni, aggiunte… e alla fine la casa è un disastro. 

Ricordiamo anche che ogni santo è diverso. Quello che si dice, ovvero che “quando Dio crea un santo rompe lo stampo” è vero. Non esistono due santi uguali; ma è bene avere sempre davanti agli occhi qualche santo per il quale nutriamo una certa predilezione e che, in un modo o nell’altro, vorremmo imitare. Senza mai dimenticare che i nostri modelli principali dovranno essere sempre Cristo e la nostra Madre Benedetta del Cielo.  

Ci sono stati santi che si sono distinti per la loro povertà, come San Francesco d’Assisi; altri si sono distinti per la loro carità, come San Vincenzo de’ Paoli; altri per il loro amore verso i malati, come San Giovanni di Dio; altri ancora per il loro amore verso i bambini, come San Giovanni di Dio. Ci sono stati santi dottori come San Tommaso d’Aquino; e santi che sapevano a malapena leggere come San Pasquale Bailón o il nostro carissimo Fray Escoba (San Martín de Porres). La santità non è mai dipesa dalle qualità intellettuali, ma dalla grandezza di cuore e dall’ardente desiderio di amare Dio. Per questo è bene fare un'analisi obiettiva di noi stessi, alla luce di Dio e con l'aiuto del direttore spirituale, iniziare a tracciare il cammino di quella che sarà la nostra santità. Ricorda che Dio ha “bisogno” di tutti noi, nessuno è di troppo, ed è per questo che “cerca” il nostro aiuto.

Fare la scelta giusta è importante e urgente. Quante persone passano anni a pensare alla carriera che studieranno! Ma quante poche persone si preoccupano di scoprire qual è il cammino per il quale il Signore le ha messe in questo mondo!

Ogni persona riceve da Dio un insieme di qualità, abilità, preferenze, talenti; scoprirli è essenziale per poter poi tracciare bene il cammino.

Padre Lucas Prados 


«Noi siamo figlie povere e ignoranti e non possiamo fare grandi cose; ma il Signore terrà conto di tutti i nostri piccoli atti di virtù e delle nostre piccole sofferenze».

 


Ancora in famiglia, poco più che ventenne, dopo essere stata guarita da una grave malattia, la prima volta che andò in chiesa recitò questa prece: «Signore, se nella tua bontà vorrai ancora concedermi qualche anno di vita, fa’ che io li trascorra ignorata da tutti, dimenticata da tutti, tranne che da Te».

 «È vero che la distanza che ora ci separa è enorme, ma confortiamoci: questa vita è così breve! Presto arriverà il giorno in cui ci ritroveremo nell’eternità, se avremo osservato con precisione la nostra Santa Regola». 

Testimonianza di una suora: Ci esortava a portare con dignità le nostre croci quotidiane e a fare ogni cosa con grande purezza d’intenzione, dicendoci: «Noi siamo figlie povere e ignoranti e non possiamo fare grandi cose; ma il Signore terrà conto di tutti i nostri piccoli atti di virtù e delle nostre piccole sofferenze».

Santa Maria Domingas Mazzarello


Giuseppe (Joseph), mio marito

 


Maria 

C’era la mia vita naturale e la mia vita soprannaturale. Ho vissuto come una figlia d’Israele, frequentando la sinagoga, imparando le Scritture ebraiche e soddisfacendo il mio ruolo. Nessuno mi avrebbe individuato. Mi vestii e mangiai come gli altri. Ho partecipato alla vita familiare e alla vita della comunità di Nazareth. 

Le tre Persone Divine 

Eppure, dentro di me, la mia anima è stata assorbita da questa luce che Dio mi aveva rivelato. Ho capito, come insegnato da Dio nelle Scritture, che era uno e non c’era nessun altro. Ma la mia luce soprannaturale mi ha portato a capire che all’interno di questa unità c’erano tre Persone, tutte perfette, eterne ed onnipotenti. Io non condividevo questo con gli altri, perché non riuscivo a descrivere pienamente le mie esperienze. 

Incontrando Giuseppe 

Poi, ho incontrato Giuseppe. Era gentile e premuroso. Anche lui era santo e devoto. La santità ci ha uniti. La mia anima esultava alla sua presenza e ho condiviso con lui alcune rivelazioni iniziali, quelle che ho potuto mettere in parole. Ha sempre risposto e ho potuto vedere che le mie parole hanno dato nutrimento alla sua anima. Così, abbiamo parlato spesso. La nostra fede ebraica ci ha dato molti temi comuni. Era un uomo giusto, vivendo sempre secondo la legge mosaica. 

Non posso spiegare la mia attrazione per lui. Questa attrazione stessa era un mistero e, in qualche modo, condivisa nel mistero di Dio e delle tre Persone. Più venivo assorbita in Dio in cielo, più mi sentivo attratta da Giuseppe sulla terra. Dio stesso lo aveva individuato e il mio amore per Giuseppe non ha in alcun modo violato il mio amore per Dio. I due andarono insieme in un mistero che non riuscivo a capire, ma che era così evidente per me. 

La proposta di sposarsi 

Poi venne un momento speciale. Non lo potrò mai dimenticare. Giuseppe era più vecchio di me  (ndr: 15 anni Maria, 30 anni Giuseppe) e non aveva mai pensato di sposarsi di nuovo (ndr: si allude forse ad un precedente fidanzamento di Giuseppe, mai consumato e dopo il quale Giuseppe si è fatto “nazireo”?). Tuttavia, siccome condividevamo il nostro reciproco amore per Dio, entrambi abbiamo sentito un’attrazione che sapevamo era lì ma di cui non abbiamo mai parlato. Poi, un giorno, sotto ispirazione divina, Giuseppe mi ha chiesto di diventare sua moglie. A questo punto, ho dovuto dirgli ciò che Dio stava facendo nella mia anima. Gli dissi che mi sentivo assorbita da Dio e che in questi grandi doni che mi ero totalmente donata a Dio, che mi ero consacrata in un modo che nessuna figlia di Abramo avrebbe nemmeno pensare di fare. Avevo detto a Dio che sarei stata la sua vergine perpetua. Questo è stato il primo regalo. Ho anche spiegato a Giuseppe che la mia attrazione per lui e la sua attrazione per me facevano parte delle mie esperienze divine, che, come venivo assorbita in Dio, il mio cuore veniva posto più vicino a Giuseppe. Così, ho messo questo grande mistero davanti a lui con le uniche parole che conoscevo. Lui, in qualche modo, comprese. Eppure, entrambi non sapevamo il risultato. Sapevo che era un uomo giusto e che avrebbe meditato la situazione. 

La decisione di Giuseppe 

Ben presto, però, è tornato e ha detto che, attraverso di me, Dio aveva toccato il suo cuore e anche lui, si sentiva coinvolto in questa santa chiamata. Avrebbe condiviso la mia consacrazione verginale. Ancora una volta, mi ha chiesto di diventare sua moglie, con l’intesa che mi avrebbe sempre amata e protetta come un marito, ma non mi avrebbe mai chiesto i diritti che ha un marito nei confronti della moglie. 

Sapevamo entrambi che Dio aveva consumato un grande dono. Eravamo più uniti tra di noi nei nostri cuori di qualsiasi altra coppia che aveva promesso di sposarsi. Siamo stati fidanzati e lo abbiamo detto a tutti. Nessuno conosceva il grande mistero. Agli occhi di tutti, eravamo proprio come qualsiasi altra coppia di fidanzati, in attesa del giorno in cui Giuseppe avrebbe detto ai miei genitori che voleva portarmi nella sua casa. Questo sarebbe stato il momento finale e conclusivo. 

Nel mio cuore, la mia chiamata celeste e la mia chiamata terrena sono venute insieme. Questa domanda aveva avuto ora risposta. Quando ho consacrato la mia verginità a Dio, non sapevo come questa potesse mai essere soddisfatta nella mia cultura ebraica, che non aveva tali disposizioni. Dio, nel quale mi ero fidato, aveva preparato tutto ed esultavo in Dio mio Salvatore. 

Commento: Maria descrive così bene e così chiaramente tutto quello che era accaduto per unirla a Giuseppe, ma in un modo speciale. 

24 marzo 2012 


Cos'era davvero il serpente di bronzo che guariva nel deserto? Il mistero di Nehushtan


 

Io sono il vostro Salvatore, seguitemi.

 


Di seguito troverete il Messaggio di Nostro Signore e Redentore consegnato a padre Melvin. Gesù gli parlò con queste parole:

*-“Vi benedico tutti, mio fratello Melvin e tutti i miei fratelli che vivete in tutti i paesi del mondo. Per iniziare la Mia vita pubblica in Israele andai a trovare San Giovanni Battista sul fiume Giordano, dove stava battezzando. Stava preparando la gente ad accogliermi. Quando andai da lui e gli chiesi di battezzarmi, all’inizio si oppose. Sapeva chi fossi e non capiva perché gli chiedessi di battezzarmi se ero il Messia, il Salvatore. Senza troppa difficoltà, lo convinsi che doveva battezzarmi e lui lo fece. Dopo il Mio battesimo, Giovanni vide lo Spirito Santo scendere su di Me e la gente udì la Voce di Dio Padre che diceva loro che Io ero il Suo Figlio amato in cui Egli aveva tutto il Suo compiacimento.*

*Il mio battesimo fu molto importante agli occhi del Padre e per lo Spirito Santo, poiché entrambi erano presenti con me. Fu un simbolo della mia morte sulla croce e un segno della mia risurrezione. In altre parole, ho dato il Mio “Sì” al Padre, accettando di essere il Salvatore del mondo e di dare la Mia Vita per la salvezza dei popoli del mondo. Non c’è da stupirsi che il Mio Padre fosse così contento di Me. Con il Mio battesimo ho iniziato la Mia vita pubblica. Io sono il vostro Salvatore, seguitemi.”*


LA’ DOVE CIELO E TERRA SI INCONTRANO

 


Il piano divino della salvezza


Ora, la santità e la salvezza sono opera di Dio.  Dio solo infatti è santo, e uno solo è il Signore: Gesù Cristo. Gesù stesso ricordava ai suoi discepoli: "...senza di me non potete far nulla.... Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca..."

 Capisci?   Senza Gesù, senza un rapporto intimo con Lui, non possiamo nulla, non siamo nulla, a nulla valgono le nostre "opere di giustizia".  San Paolo, che pur raccomandava ai primi cristiani di presentarsi come "modelli di buona condotta in tutto", e "zelanti nelle opere buone", scriveva a Tito: "(Dio) ci ha salvati, non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia, mediante un lavacro di rigenerazione... nello Spirito Santo, effuso abbondantemente su di noi per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia, diventassimo eredi della vita eterna." (Tt. 3, 4-7)

L'Apostolo ci ricorda, qui, gli elementi costitutivi essenziali per una vita autenticamente cristiana: la Giustificazione, cioè la remissione dei peccati; la Grazia, cioè la Vita divina che ci viene data dall'Alto e la Carità, cioè la capacità di vivere con pienezza l'amore di Dio e del prossimo.

Ebbene, tutto questo, assieme alla Gloria, che è la Beatitudine eterna nel Cielo, ce l'ha meritato Gesù con il suo sacrificio sulla croce. E' questo il piano divino voluto da Dio per la nostra salvezza, e Dio lo attua in ciascuno di noi attraverso i Sacramenti.

Ferdinando  Rancan


Nella luce del Tuo Volto

 


Cammino nella luce del Tuo Volto e non mi turbo, se Tu m'illumini soltanto quel tanto di strada che percorro ad ogni passo... Mi basta alzare gli occhi e tener la mia anima protesa tacitamente verso la mèta che Tu sveli al mio sguardo abbagliato. E la mèta sei Tu.

Tu stesso ti fai Via, Ti fai Guida e Maestro, perché nell'ineffabile silenzio - nella luce del Tuo Volto - io intraveda l'Amore, il Tuo, o Cristo Gesù, o Dio, o Figlio del Padre.

 


La potenza del Rosario

 


Maria Santissima: “Vi invito con cuore di Madre, ad approfittare di questo tempo provvidenziale di preparazione e di supplica ardente a Dio. Unitevi a Mio Figlio nella Sua lotta contro il maligno e le tentazioni. Solo Lui può aiutarvi a vincere imparando a dominare e placare ogni istinto e forma di peccato che vi allontana da Dio. Costruite adesso, in questo preciso istante, la fortezza che vi proteggerà nelle difficoltà già in corso. Consacratevi al Sacro Cuore di Gesù unito al Mio e fate sì che si accenda la Fiamma del Fuoco d'Amore nel vostro cuore. Soltanto così l'odio non potrà prendere il sopravvento. La Catena che profuma di rose, il Santo Rosario dell’Immacolata creerà una barriera spirituale e fisica. Con questa speciale formula, possibilmente pregando in lingua latina, otterrete forza e un cerchio di protezione molto potente. Barricatevi in questo Cerchio benedetto e non dovrete temere. Io sono con voi insieme agli Angeli del Signore per guidarvi e fortificarvi. Non dovrete temere.”

Estratti di Messaggi e Profezie date dal Cielo alla veggente Giglio, (2015-2017)

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


FENOMENI LUMINOSI 

***

Ing. Giulio Angelini 

 

L'ingegnere Giulio Angelini dichiara: 

"Molto reverendo e caro don Bulla, aderendo di buon 

grado al suo invito dichiaro quanto segue: 

Nel pomeriggio del giorno 28 maggio 1944, mi trovavo  assieme a don Paolo Poloni nella clinica Mauro Gavazzeni a  Bergamo, ove era degente mia moglie afflitta da grave malattia.

 Verso le ore 18, ora in cui doveva apparire alla giovinetta  di Bonate la Madonna, fummo avvertiti da una suora della clinica che molta gente stava alla finestra e ai balconi nonché sulla  strada, osservando uno strano fenomeno che presentava il sole.  Usciti sulla strada davanti alla clinica costatammo con nostro  grande stupore che il disco solare che, contrariamente al solito,  si poteva liberamente fissare, roteando su se stesso vertiginosamente come una girandola nei fuochi d'artificio, proiettava fasci  di luce, diversamente colorati, sulle nubi circostanti. Costatammo così lo stesso segno nel cielo, osservato dalla grande  folla presente, il 13 ottobre 1917, alla apparizione della  Madonna a Fatima... 

Dichiaro che quanto sopra è esposto, corrisponde alla pura verità. 

F.to ing. Giulio Angelini — Riva di Trento, 21 giugno 1946". 


Piccardi Maria 

 

Piccardi Maria scrive: 

"Anche nel mio paese, Castione della Presolana (Bergamo)  distante 55 kilometri dalle Ghiaie, in quei giorni di maggio del  1944, non si faceva altro che parlare della Madonna delle Ghiaie. 

La sera del 28 maggio, verso le sei, con una mia compagna  andai in una località vicina al paese da dove si poteva contemplare il sole, poiché si diceva che a quell'ora "ballava". E difatti a  quell'ora io pure potei contemplare con uno sguardo riposante il  disco del sole, fatto argenteo e largo come una luna piena, girare  velocemente su se stesso e quasi sussultare di una inspiegabile  gioia. Nello stesso tempo potei contemplare una serie luminosa  di colori proiettati dal sole e che io non saprei dire se come quelli  dell'arcobaleno. Tale era pure l'impressione della mia compagna. 

A me pare che la durata di tale spettacolo sia stata di  mezz'ora. Seppi poi che molti altri del paese, in località diverse,  avevano notato lo stesso spettacolo, sicché alla sera e nei giorni  seguenti non si faceva che parlare della Madonna delle Ghiaie e  di questo fatto. Alcuni dicevano di non aver visto niente, ma ciò  non impediva a me e ad altri di aver visto e di affermarlo. 

Ricordo anche che avrei voluto contemplare a lungo questo  spettacolo, ma dopo, svaniti i colori e tornato il sole normale,  non mi riuscì più di vederlo, per quanti sforzi io facessi, anzi ciò  mi faceva male agli occhi. 

In seguito, provai ancora se mi fosse stato possibile  guardare il sole, come in quella sera, ma non vi riuscii più. E  perché? E perché non riuscivano più nemmeno gli altri? Quello  che mi colpì di più ancora fu sentire che la gente che scendeva da  Bratto (frazione del comune di Castione) non solo diceva di  avere notato gli stessi fenomeni solari, ma di avere visto nel sole  stesso la S. Famiglia, cosa a cui neppure lontanamente  pensavano, come non avevano pensato di stare ad aspettare le sei  per vedere "ballare" il sole. 

Erano in molti ad attestare questo e lo posso assicurare in coscienza. 

Mi ricordo anche che la mia compagna, una buona vedova,  allo spettacolo del sole che girava e mandava colori, scoppiò in  pianto e s'inginocchiò a pregare con ardore. 

In fede. Piccardi Maria — Bergamo, 29 giugno 1946". 


Il sole che gira 

Nel bollettino parrocchiale di Tavernola bergamasca del giugno 1944, si legge: 

"La sera del 28 maggio, giorno di Pentecoste, successe un  fatto che fece in tutti una vivissima impressione. Alle 18 in  punto si avverte come una diminuzione della luce solare accompagnata da uno sprazzo come un lampo improvviso, osservato distintamente per primi da alcuni giocatori di bocce. Guardando  il sole si vedeva verde, poi rosso vivo, poi giallo oro e per di più  roteava su se stesso vertiginosamente. A quello spettacolo la  gente si riversò nelle strade... Le donne recitavano il Rosario  intercalato dalle espressioni: Oh che bello! Che spettacolo! La  Madonna manderà adesso la pace. 

Dopo dieci minuti il sole ritornò normale...". 

Lo stesso parroco di Tavernola, direttore del bollettino,  mandando questo numero, richiesto da don Giuseppe Piccardi,  in data 27 giugno 1946, scrive: 

. . . Ti devo assicurare che quanto è scritto corrisponde a verità... 

Per prudenza non sono uscito nella strada dove la gente  gridava al prodigio, ma da una finestra un po' nascosta ho  osservato il sole cambiare colore e girare velocemente su se  stesso... Illusione? Noi qui a Tavernola siamo stati in molti  illusi. Ti dico anche che mi piacque che ci fosse tale illusione a  Tavernola giacché qui la gente ha sempre avuto una grande  devozione alla Madonna... 

F.to don Piero Bonicelli, prevosto di Tavernola bergamasca". 


Una cosa indescrivibile 

Paolo Cenci scrive: 

"Tanto il giorno 28 come il 31 maggio (sul luogo delle  apparizioni, n.d.r.), io costatai il fenomeno solare, già osservato  il 21 da altri. 

Una cosa indescrivibile: il disco solare apparve più volte  cambiando colore: verde, rosa, rosso, giallo, violaceo, arancione;  girò velocemente su se stesso in senso destrorso, e quindi —  repentinamente — in senso opposto; e così più volte; ma ancor  più meravigliosa mi apparve la velocissima e continua trasformazione di un alone, pure colorato e spesso cangiante colore, ora formando onde concentriche, ora sprizzando raggi, ora vibrando  onde che parevano disegnate a tratti; l'alone diventò spesso  raggiera; una sola volta, il giorno 28, osservai due raggi disposti  a croce di Sant'Andrea; due raggi grandiosi. 

Molti dicono di avere osservato tali fenomeni anche stando  in altre città" (v. Con la piccola Adelaide alle Ghiaie di Bonate,  Libreria Vismara, Monza 1944, p. 18). 

Da testimonianze raccolte dall'Argentieri risulta che il  fenomeno fu osservato a Moncalieri (Piemonte) e a Celle Ligure  (Liguria). 

 

L'Argentieri scrive: 

"Dalle numerose testimonianze raccolte dall'infaticabile monsignor Bramini nel 1946 risulta quanto segue: 

Il giorno 21 maggio 1944 il fenomeno solare fu osservato a  Ghiaie, a Bergamo e località circonvicine; il giorno 28 a Ghiaie,  a Bergamo, a Castione della Presolana, a Tavernola Bergamasca,  a Bratto, a Darfo Val Camonica, a Pontirolo, a Caprino  Bergamasco, a Gelsenherichen in Westfalia (Germania); il 31 a  Ghiaie, a Bergamo, sulla strada Rovato Pallazzolo, a Cevo Val  Camonica, a Piacenza e in diversi paesi del Trentino; il 13  giugno a Ghiaie, a Bergamo, a Piazzolo Val Brembana, a  Corzano; il 13 luglio nel Piemonte (ne riferì il giorno 15 la  Gazzetta del Popolo di Torino)... 

Gli osservatori astronomici di Brera, Merate, Venegono,  Arcetri, interpellati in proposito, hanno dichiarato che nessun  fenomeno particolare nel sole fu registrato nel periodo dal 13  maggio al 13 luglio 1944". (v. D. Argentieri, o.c., pp. 100-101). 

Considerato che non tutte le persone videro i fenomeni  descritti, e non tutte li videro allo stesso modo, e i fenomeni si  manifestarono contemporaneamente in luoghi molto distanti tra  loro, è impossibile parlare di autosuggestione o di allucinazione  collettiva. 

Bisogna riconoscere che le tentate spiegazioni naturali  non sono plausibili. Ma anche nel caso che "le danze del sole"  si possano spiegare scientificamente, resta sempre vero che la  veggente è riuscita ad annunciare ripetutamente, con precisione,  tali segni nel cielo, prima che si verificassero. La promessa e il  preannuncio di un fenomeno celeste, non determinato da leggi,  sono una profezia, che realizzata, indica l'intervento di Dio.  Comunque li si vedano, tali fenomeni sono un prodigio. 

Il miracolo promesso dalla Vergine Maria come segno  della sua apparizione, e annunciato dalla veggente Adelaide  Roncalli, avvenne. 

Severino Bortolan 

sabato 25 aprile 2026

Il Ciclo – La fine di un periodo di salvezza

 


La Nuova Relegazione


L 'anello si chiude. Sta per finire un periodo di salvezza che ha avuto inizio tanto tempo fa e che può essere definito come un tratto molto significativo di salvezza, perché Io Stesso sono disceso in questo periodo sulla terra, per compiere per tutto lo spirituale caduto l’Opera di Salvezza. E dopo quest’Opera di Salvezza gli spiriti primi caduti potevano ritornare, che ora Mi riconoscevano e che rimangono eternamente con Me, perché si sono ritrasformati all’amore per libera volontà. Ma ora inizia un nuovo periodo di Salvezza, e questa è condizionata dalla dissoluzione delle creazioni materiali su, in ed al di sopra della Terra e da una totale trasformazione della superficie della Terra. Ed avrà luogo di nuovo un giudizio dello spirituale in ogni grado di maturazione – si formeranno delle nuove creazioni, che accoglieranno lo spirituale corrispondente al suo grado di maturazione e li porteranno all’ulteriore sviluppo. E ci sarà anche una nuova razza di uomini, proceduta da uomini che Mi sono rimasti fedeli, che sostengono l’ultima lotta di fede su questa Terra e che quindi hanno sostenuta l’ultima grande prova di fede. E questi uomini formano la stirpe della nuova razza umana, che abiterà sulla nuova Terra – mentre ciò che è totalmente opposto a Me viene di nuovo relegato nella solida materia e inizia nuovamente il suo sviluppo verso l’alto. E’ terminato un periodo della terra e ciò significa che si è anche di nuovo completato un circuito, che molte anime hanno potuto lasciare ogni forma esteriore e che sono definitivamente ritornati nel Regno spirituale, che perciò hanno trovato piena Salvezza tramite Gesù Cristo e che ora seguono nel Regno spirituale la loro destinazione, che loro creano ed operano nella Mia Volontà, che è però anche la loro e che salgono sempre più in alto, perché nel Regno di Luce non esistono limiti, e perché tutti i Miei figli tendono eternamente verso di Me. Perché innalza la loro felicità, di trovare sempre adempimento del loro amore e non smettono mai di desiderare il Mio Amore. E così pure va avanti anche il processo del rimpatrio dello spirituale sulla Terra. Perché devono ancora passare dei tempi infinitamente lunghi ed incalcolabili periodi di sviluppo, prima che tutto lo spirituale sia salvato. Io dico questo a voi, Miei servi sulla Terra, perché posso iniziare solo pochi uomini nel Mio Piano di Salvezza, perché solo pochi afferrano questo Mio Agire ed Operare, per ricondurre lo spirituale caduto alla Beatitudine. E sempre più rari diventano i collegamenti dalla Terra a Me, sempre più raramente si trova una fede vivente, la cui premessa è che Io possa portare questo sapere agli uomini. Ma dove Mi è possibile, lì Io agisco costantemente sugli uomini e attraverso la bocca di coloro che Mi si offrono per l’attività di servizio. Loro trovano poca fede nei prossimi e ciononostante Io rivelo, tramite i Miei messaggeri, a tutti gli uomini che vogliono accettare le Mie Rivelazioni, il Mio Piano di Salvezza. 

Amen

 18. settembre 1961

LA LIBERTÀ. FORMA DI AZIONE - IL CARATTERE DELL'ATTO LIBERO

 


LA LIBERTÀ. FORMA DI AZIONE


IL CARATTERE DELL'ATTO LIBERO

Vivo; ne ho esperienza. Impulsi interni e influenze esterne si realizzano in me attraverso processi i più vari. In questi processi si manifestano – prescindendo dall'oggetto – differenze essenziali.

Alcuni di essi – come le operazioni organiche, i movimenti involontari che corrispondono a circostanze favorevoli o nocive, la costrizione nelle sue molteplici forme, tutto ciò che in noi è routine – obbediscono alla necessità. In essi ciò che è attivo non sono propriamente io, ma qualcosa di anonimo in me stesso e intorno a me: il mio sistema organico-psichico, l'ambiente naturale e sociologico, la situazione storica, tutto ciò che si muove senza alcun intervento da parte mia. Tali azioni mi "appartengono" solo in senso ristretto. Dovrò sopportarne serenamente le conseguenze, perché si svolgono attorno a me, nella realtà del mio essere e nell'ambito della mia vita; tuttavia, non posso né voglio considerarle in quel senso ultimo che mi rende veramente loro autore.

Osservo, però, in me stesso altri processi, nei quali sono "io" realmente ad agire. Allora sento che sono io stesso il vero punto di partenza di un fatto che si deve chiamare con più rigore: azione. Questa procede da me, e non semplicemente come è prodotto un movimento meccanico a partire dal centro impulsore della macchina, né come la crescita di una pianta dal suo germe, o come un sentimento nato da una tensione interiore. In questi casi si tratta semplicemente di una trasformazione di impulsi esterni, della manifestazione di una disposizione organica, o del fiorire di un'emozione psichica. Al contrario, le attività a cui ci riferiamo prima rappresentano un autentico inizio. Una tale azione presuppone, senza dubbio, i suoi elementi – energie, sostanze, oggetti, strumenti – ma proviene sempre da un vero inizio, ha un'origine interiore. Si produce perché io voglio produrla, perché la faccio uscire da me stesso, perché sono io il suo vero autore.

Conseguentemente, l'atto libero mi appartiene in modo particolare, e realizzandolo possiedo anche me stesso in modo particolare. Tale azione non passa semplicmente attraverso di me; procede da me. E non è cresciuta solo fuori di me, ma ha in me, propria e realmente, il suo principio, di modo che sono stato io il vero signore del suo inizio. Nella sua esecuzione non sono stato la causa iniziale, ma l'autore; non sono un agente anonimo, che in questa qualità si rimanda ad altri agenti anonimi antecedenti, ma sono io, esistente in me stesso, persona cosciente di sé, avendo potere su se stesso (1). Nell'azione libera, l'atto mi appartiene in modo unico; ma è in essa, simultaneamente, che appartengo a me stesso. L'atto libero è la forma essenziale in cui realizzo l'"io", la mia qualità di persona. Qui è necessario sottolineare – con vista a ulteriori riflessioni – che l'"io" capace di libertà è reale.

Secondo la concezione criticista, si distingue da un lato la sfera della realtà, che possiede il carattere di natura, e che perciò nulla ha a che fare con la libertà, e si muove esclusivamente sotto la forma di necessità; dall'altro lato, la sfera della libertà, esigita dalla natura della legge morale, ma senza realtà per la conoscenza intellettuale. L'uomo, come essere reale, appartiene alla natura. È un semplice individuo bio-psichico e, in quanto tale, è allo stesso livello del cristallo, della pianta e dell'animale. L'uomo non è "io", persona libera, se non nel mondo non reale della norma e dell'intenzione morale. Questa spiegazione, però, rappresenta una fuga dal vero problema. Si tratta di sapere precisamente come è che l'"io" reale, con la sua libertà reale, si situa nel mondo reale. Ora il mondo non è costituito solamente dal substrato materiale del processo fisico-chimico, come avviene nel regno minerale, o dal supporto anonimo dei processi biologici, come avviene nell'individuo animale e vegetale, ma è costituito anche dalla persona libera, con capacità di agire. L'"io" si manifesta nell'atto libero; ma non ha in esso la sua origine, né è solo in quell'atto che esso esiste.

L'attualismo interpreta questa relazione in tal forma, che la persona non sarebbe presente se non nell'atto libero. Avremmo in quel caso un atto senza agente, nell'ambito del quale sorgerebbe l'"io" – il che è, nel campo del finito, lo stesso controsenso che, nel campo dell'infinito, concepire lo spirito assoluto a realizzarsi nel processo cosmico.

Ora il primo elemento non è l'atto; è l'essere: in questo caso, la persona che è. Da questa procede l'atto. Chi porta con sé originariamente il carattere di libertà è l'uomo come persona, cioè l'uomo che appartiene a se stesso (1). L'atto libero è il modo secondo cui la persona realizza il suo essere ordinato alla libertà.

ROMANO GUARDINI 


La potenza del Sangue di Cristo

 


Maria Santissima: “Badate a ciò che vi circonda e siate attenti alle menzogne dei media. L'arroganza degli alti vertici ostenterà e falsificherà la realtà dei fatti, ingannando molti dei Miei poveri figli. Ma Dio è attento e scruta nel profondo dei cuori. Egli desidera sempre mettere al corrente i Suoi figli fedeli. Non impauritevi degli avvenimenti, fidatevi di più delle promesse di Dio. Sigillatevi nel Sangue di Mio Figlio. Sia la prima preghiera dopo l'Atto di Dolore ogni volta che iniziate a pregare. Proteggetevi, ma abbiate fede in Dio. Siate saldi negli insegnamenti riportati nel Vangelo e iniziate a conoscere meglio la Sacra Scrittura poiché giungerà presto il tempo della confusione e dovrete prepararvi per non allontanarvi dalla Verità conosciuta. Chiedendo ai Santi Arcangeli di esservi guida spirituale, otterrete una più semplice comprensione dei Testi Biblici. Questa sarà la vostra scuola, d'ora in avanti.”

Estratti di Messaggi e Profezie date dal Cielo alla veggente Giglio, (2015-2017)

IL SOLDATO CHE TRAFISSE GESÙ SULLA CROCE EBBE UNA FINE CHE IN POCHI CONOSCONO!


 

Dio si ritira da dove è tutto ciò che non è Lui. Attenti che non vi avvenga ciò che è avvenuto a Gerusalemme.

 


Dice Gesù: 

«Mettiamo una pausa nel commento di Isaia. Sei tanto stanca, amica mia, e tanto sofferente che hai bisogno di un conforto e non di sovrappeso. Le mie parole, d’altronde, non sono dissonanti al soggetto che trattiamo. Ma anzi sono come un “a solo” nell’epopea profetica che annuncia la mia venuta, la mia missione, la mia gloria…  

Nulla impediva a Dio di far nascere il suo Figlio nella città di Gerusalemme. Capitale della Palestina, centro della fede e del potere, a mente umana potrebbe parere che fosse la città più adatta alla nascita del Re dei Giudei. Ma le viste di Dio differiscono da quelle degli uomini. 

Gerusalemme non era più santa. Portava quel nome, ma la corruzione era in tutti i suoi strati: dal Tempio alla Reggia, dalle milizie ai cittadini. Gerusalemme aveva già tutto di quanto aveva voluto e come per il ricco Epulone è il caso di dare ad essa la risposta di Abramo: “Ricordati che tu avesti tutti i beni”. 

Tutti meno l’unico necessario perché da essa respinto: “il bene del possesso di Dio”. 

Superbia, arroganza, avarizia, durezza, umana scienza, ricchezza, lusso e lussuria. Tutto era in essa. E il suo ventre si satollava di questi cibi umani lasciando morire di fame il povero Lazzaro del suo spirito, il quale, pieno di piaghe, bramava sfamarsi con il cibo di Dio, ma non trovava che le pietre pesanti delle pratiche farisaiche in luogo del miele di Dio. 

Dio si ritira da dove è tutto ciò che non è Lui e dove nessuno cerca mettere in quel “tutto” Lui, per fare del tutto base al trono del Signore, al quale tutte le cose della Terra vanno sottoposte. 

Voi, invece, fate delle cose della Terra il culmine del vostro pensiero sovrapponendole a Dio. Attenti che non vi avvenga ciò che è avvenuto a Gerusalemme. Già vi sta accadendo poiché Dio, non più cercato da voi, si ritira lasciandovi nel vostro “tutto” labile e malvagio, lasciandovi a contare le vostre ricchezze maledette, false, demoniache. Una sola è la moneta che ha valore in un tesoro. Una sola. E voi non la possedete. 

Il dono che avrebbe fatto grande in eterno Gerusalemme le fu dunque levato. Non la nascita e non la morte del Cristo avrebbero rinserrato le sue mura, ma solo il delitto della condanna del Cristo, contro la quale anche le pietre si ribellarono scoscendendosi alla mia morte e crollando ubbidienti al volere di Dio, quando Gerusalemme fu rasa da coloro al cui inutilmente troppo ossequiato potere avevano dato, come agnello da sgozzare, Gesù di Nazareth. 

Questo avviene, figli, quando non si rispetta la misura. Nasce il delitto e nasce la conseguente rovina. 

L’errore che nega Dio sostituendo ad Esso gli dèi delle passioni umane, fa sì che Dio vi abbandoni e vi levi la benedizione del permanere fra voi. L’idolatria verso gli uomini fa sì che gli idolatrati sino a divenire assassini per loro, si mutino in esecutori di punizione, poiché sui servi, sugli schiavi, è lecito agitare la sferza e far cadere la frusta. È lecito là dove non è viva la Legge di Cristo. E idolatri e idolatrati quella Legge l’hanno rinnegata. Perciò agli asserviti dànno il pane della loro galera: distruzione e catene. 

Quando, come frutto maturo prossimo a cadere dal ramo, il Figlio dell’Uomo fu prossimo a venire Luce nel mondo, la Volontà di Colui, rispetto al quale i più potenti imperatori sono simili a festuca di paglia su una via maestra, predispose il Cesare a promulgare l’Editto. 

Non la Città santa di nome ma decaduta per suo volere malvagio dalla sua santità, ma la città-origine in cui ancora aleggiava la fede di Davide mio servo, era quella che nel suo perimetro doveva accogliere il prodigio dell’amore. 

A Nazareth, la spregiata dai Giudei, di Me si incinse la Benedetta. A Betlemme la decaduta, secondo la supposizione superba dei Giudei, doveva Maria posare il suo bacio di Vergine sul Figlio di Dio e suo, apparso con fulgore di stella nella grotta da secoli ordinata a riceverlo. 

È agli umili che va Dio. Questo vi spieghi perché gli eletti ad essere annunziatori d’una grazia, conoscitori di una apparizione, portatori di una volontà divina, diffusori della Parola, sono generalmente dei poveri, agli occhi del mondo, sui quali Dio si posa col suo Spirito per aprire loro occhi e orecchi al super-senso, che vede oltre i confini dell’umano nelle plaghe di Dio. 

Quando Io voglio e, per quanto voglio, posso. Posso atterrare un gigante dell’ateismo o del razionalismo con un sol tocco del mio volere, perché sono della stirpe di Davide atterratore di Golia, e sono soprattutto il Potere, la Forza, il Volere perfetto. Posso con una carezza posata su chi, amoroso, mi tende lo spirito, aprire, con un solo sfiorare del pollice, i sensi spirituali alla vista e all’udito delle cose soprannaturali e farlo capace di “conoscere Dio” così come una sposa conosce lo sposo.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


Gesù, io ti guardo

 


Gesù, io ti guardo con occhi di fede, con occhi avidi di scoprire in te il fondo del tuo mistero, il Volto di Dio.

Gesù, io ti guardo con occhi di speranza che attendono da te un avvenire migliore per il mondo intero e per ciascuno di noi.

Gesù, io ti guardo con occhi d'amore che si uniscono a te, che vorrebbero esprimerti la profonda attrattiva che mi porta verso di te.

Gesù, io ti guardo con occhi di pace che posano su di te uno sguardo affaticato da tante cose vane, ma affamato di te.

Gesù, io ti guardo con occhi di gioia che trovano in te una felicità sconosciuta sulla terra, felicità dal sapore di cielo.

«Se mi amate, obbedite ai miei comandamenti!» Se non obbedite ai miei comandamenti, vi rimprovererò ancora di più!



Casa di Nora dos Santos, Punto Fijo, Stato di Falcón, Venezuela.


Messaggio di Dio Padre a padre Thomas Mac Smith:


“Io sono Dio Padre Onnipotente, sono venuto a tutti i Miei figli del mondo in questo giorno, e da qui vi dico: L’umanità deve venire a Me e riconoscermi come suo Dio, e molto presto Io non tollererò l’idolatria, non sto sotto i loro falsi dei; il vostro dio è pagano, il denaro è il vostro dio, il vostro dio è l’avidità. Vengo a chiedervi di abbandonare i vostri dei, affidatemi la vostra vita, datela a Me; ho mandato Mia Figlia in questo mondo negli ultimi cento anni per prepararvi alla venuta di Mio Figlio.

Io non voglio la guerra, io non voglio la rovina, io non ho causato gli incendi, le esplosioni, io non ho causato le inondazioni, ma posso fermarle; tuttavia, se l’uomo continua a cercare altri dei, se voi continuate a distruggervi l’un l’altro, ci saranno guerre, ci saranno inondazioni e terremoti, non perché io li voglia, ma perché non interverrò per fermarli.

Il Venezuela è un luogo, una terra sacra. Ho scelto questo paese affinché Mia Figlia attraverso di esso, converta la Chiesa, le persone in Venezuela, in America Latina e in Africa.

L'Europa è nell'idolatria, non c'è fede in Europa. Per questo lo Spirito Santo ha scelto Benedetto XVI per convertire l'Europa prima che sia troppo tardi.

Vengo con una benedizione speciale per ogni bambino e ogni persona qui presente, ma vengo anche per dirvi che tutti i vostri familiari defunti stanno in questo momento venendo liberati dal Purgatorio e portati in Paradiso, e sono in piedi al mio fianco, proprio mentre mi presento davanti a voi. Voi non potete vedermi, potete vedere solo le Mie Mani, voi non potete vedere lo Spirito Santo se non attraverso la Colomba e la Luce, ma potete vedere Mio Figlio in ciascuno di voi, nell’Eucaristia che Egli stesso ha creato e sulla Croce.

Da Mosè fino ai giorni nostri, ho detto:

«Se mi amate, obbedite ai miei comandamenti!» Se non obbedite ai miei comandamenti, vi rimprovererò ancora di più!

Quest’estate sarà un periodo di catastrofi naturali, tempeste, uragani e guerra.

Se la gente prega, se la gente viene a Me come al proprio Dio, Io fermerò tutto questo in futuro, ma se non lo fanno, li lascerò continuare finché non verranno in ginocchio.

Ora Io impartisco la benedizione della Santissima Trinità su tutti voi, nel mio nome, nel Figlio e nello Spirito Santo. Amen.” 

 28 aprile 2007 

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


FENOMENI LUMINOSI 


21 maggio: il prodigio del sole 


La sera del 21 maggio, il prodigio del sole si manifestò in  modo sfolgorante, in uno sfavillio di luci e di colori inimmaginabili. La più fervida fantasia non avrebbe saputo creare uno  spettacolo simile. 

Il Cortesi scrive ancora: 

"Intanto nel recinto, pochi minuti dopo le 18, un signore,  che accompagnava un figlioletto malato grida: - Guardate il sole,  guardate il sole. 

Un fremito scuote i circostanti: pochi secondi dopo si leva  d'attorno un'esplosione di entusiasmo frenetico: - Il sole, il sole,  guarda come gira... guarda la Croce nel sole... ecco l'Ostia  benedetta, quella è la Madonna Immacolata, vedi i colori di  quelle foglie. 

Tutti guardano nel sole, che era appena sbucato dalle nubi, ma era ancora velato da una tenue bambagia di vapori. 

Tutti hanno qualche cosa da vedere nel sole e attorno a  sé...". (v. L. Cortesi, Storia dei finti di Ghiaie, o.c. pp. 94- 95). 

Il 21 maggio, dopo l'apparizione, nella casa parrocchiale di  Ghiaie, don Luigi Cortesi affermava: "Il fenomeno del sole viene  a confermare e collaudare la realtà delle apparizioni" (v. A.  Ballini, Una fosca congiura contro la storia, p. 44). 


Don Giuseppe Piccardi 


Don Giuseppe Piccardi, di Castione della Presolana (Bergamo), scrive: 

"Non posso non fissare sulla carta, perché serva a testimonianza, quanto io ammirai a Ghiaie di Bonate il giorno 21 maggio 1944. 

Il ricordo e l'impressione sono così vivi che mi sembra un  fatto avvenuto ieri. Alle sei della sera di quel giorno ero con una  moltitudine di gente sull'alto della morena che sovrasta il luogo  delle apparizioni, poiché non era possibile, data la piena di gente,  andare laggiù. A un certo punto sentii la gente che diceva:  Guardate il sole, guardate il sole! Mi voltai anch'io tra il  diffidente e il curioso e vidi il sole che uscito dalle nubi (il cielo  minacciava acqua) girava su se stesso e per la velocità del movimento sembrava sbandasse. Nello stesso tempo vidi che proiettava fasci di luce, allora, per me, quasi costantemente giallo-oro.  Tale colore lo contemplai anche quando il sole era velato da nubi  fitte. 

Anche chi mi era vicino, all'unanimità, diceva di costatare  lo stesso movimento, ma in più di vedere anche altri colori: altri  dicevano di aver visto nel sole i simboli dell'ostia, altri una  Croce, chi la S. Famiglia, chi la Madonna. 

Verso le otto, lasciata la morena, mi incamminai per il  ritorno e sotto una leggera pioggia mi avviai alla casa del parroco. 

Là trovai molte persone che commentavano i vari fatti di  quella sera. Don Andrea Spada direttore dell'Eco mi chiamò in  casa del parroco e mi domandò cosa avessi visto nel sole. Gli  esposi quanto sopra ed egli prospettò la possibilità di una illusione ottica e di una suggestione collettiva. Stavamo discutendo,  quando uno, non so chi, venne dentro a chiamarci, dicendo:  Uscite, uscite, il sole gira ancora. Di colpo fummo in cortile e  contemplai uno spettacolo quale non avrei mai potuto immaginare. Il sole al tramonto presentava il suo disco in un placido colore argenteo e lo vedevo vertiginosamente roteare su se  stesso, dando talvolta l'impressione che per la velocità dovesse  sbandarsi nel cielo. L'occhio lo potè fissare subito, senza fatica,  con un senso dolce di riposo. 

Ma il meraviglioso non fu tutto qui. 

Nella sua rotazione il sole, quale girandola creata dal più  bravo mago di fuochi d'artificio, lanciava fasci di luce or gialla,  or verde, or violetta, con una vivezza tale, che le nubi attorno al  sole ne erano meravigliosamente investite e formavano attorno  ad esso un'aureola fantastica. 

Un tale spettacolo, che io non mi attendevo più in quella  sera, e che si mostrò invece così imponente, mi colpì in fondo  all'anima. Esso fu per me una prova così evidente delle apparizioni della Madonna che un'altra prova non mi sarebbe sembrata  così efficace. Ebbi anche l'impressione che ciò dovesse essere  una prova definitiva e indiscutibile per tutti. 

Poiché il fenomeno continuava nella sua imponenza, non  riuscii più a tacere e diedi un grido di gioia, esclamando: "Oh!  Come a Fatima, come a Fatima!". 

Il prevosto di Ponte S. Pietro, che mi era vicino, mi scosse,  richiamandomi a non so quale prudenza, mi disse: "Non dica per  ora di queste cose!". 

Costatai che nessuno dei presenti negò il fatto; e vi erano  chierici, sacerdoti, professionisti, ecc. ecc., che ammiravano, ma  non sapevano che dire. Tutto questo durò per un buon periodo di  circa dieci minuti, finché una nube ricoprì il sole. 

Ognuno cominciava a fare i suoi commenti, quando circa  cinque minuti dopo il sole uscì di nuovo dalle nubi, ripresentando lo stesso spettacolo, e ricordo bene come il colore che io  potei riscontrare in quella seconda fase, durata alcuni minuti, fu  il violetto. 

Durante la strada di ritorno verso Ponte S. Pietro mi trovavo accanto a parecchi giovani e ricordo bene come essi, colpiti dai fenomeni di poco prima, guardassero, ed io con loro, alle  nubi che ricoprivano il sole nella speranza di rivedere lo stesso spettacolo. 

Ma il sole non si fece più vedere e tramontò in silenzio. 

Cosa gli si poteva domandare ancora? 

O ha una nota soprannaturale questo fatto o non l'ha. Se l'ha  è troppo evidente che è una prova dell'apparizione della  Madonna. Se non l'ha, è tutta una esaltazione collettiva e un  fenomeno ottico. Ma in questo caso mi chiedo: Che valore ha  perciò lo stesso fatto avvenuto a Fatima? Eppure quella fu una  prova data dalla Madonna per la sua apparizione. 

Che spiegazione ne hanno data allora gli scienziati e quale  spiegazione vorranno darci adesso? Finora nessuna" (v. D.  Argentieri, o.c., pp. 98- 100). 


La dichiarazione di alcune donne 


Alcune donne dicono: 

"Noi sottoscritte sentiamo in coscienza di poter attestare quanto segue: 

Alla sera del 21 maggio 1944 eravamo alle Ghiaie di  Bonate, colà giunte a piedi da Bergamo, data la impossibilità di  usare il servizio tranviario: Bergamo — Ponte S. Pietro, per la  folla immensa che gremiva la strada. Volevamo presenziare alla  apparizione che là si diceva avvenisse della Madonna, ma eravamo così sballottate dalla moltitudine che in un primo tempo,  non ci fu nemmeno possibile vedere dove fosse il luogo delle  apparizioni. 

Circa le sei vedemmo il sole, uscito dalle nubi, girare vertiginosamente su se stesso e nello stesso tempo vedemmo mirabili diversi colori: giallo, verde, viola, che il sole successivamente lanciava per il cielo, sulle nubi, e sulla folla. Dopo alcuni  minuti s'arrestò, ma per riprendere subito ancora con gli stessi  fenomeni, colori e notammo come il suo disco si era fatto bianco come un'ostia della messa. Nel frattempo avemmo l'impressione  che le nubi intorno al sole si abbassassero sopra di noi. Allora  vedemmo comparire nel cielo una corona del Rosario; a tale vista  molti attorno a noi gridarono: Miracolo, miracolo! Subito dopo si  delineò una maestosa figura di Signora, con manto a lungo  strascico e con il capo corrispondente al luogo del disco solare.  Mentre meravigliate contemplavamo un simile spettacolo si  delineò nel sole il volto della Madonna: dalla sua bocca usciva  un raggio d'oro, che andava allargandosi man mano che si  avvicinava alla terra e verso una direzione della folla che solo  dopo sapemmo essere il luogo dove si trovava la bambina  Roncalli Adelaide. 

Tale spettacolo durò alcuni minuti e fu notato anche da altre persone che ci erano vicine... 

A due anni di distanza, noi lo ricordiamo come fosse ieri.  Solo ci dispiace che le nostre povere parole, di più povere donne  non riescano ad esprimere come vorremmo un fatto così bello, e  la viva impressione che esso ci fece, perdura nell'anima. 

In fede. F.to Maria Paruta, Giuliani Faustina ved. F. Leidi, Irma Risalti in Terzi — Bergamo, 28 giugno 1946". 

Dopo il 21 maggio 1944, il prodigio del sole si ripetè il 28  e 31 maggio, il giorno 13 dei due mesi seguenti e altre volte  ancora.

Severino Bortolan 

venerdì 24 aprile 2026

Il chiarimento sullo spirito primordiale e la caduta

 


La colpa Ur - Il motivo per l’Opera di Redenzione di Gesù 


Tutta la Mia Provvidenza è per voi, che Mi volete servire nell’ultimo tempo, prima della fine, perché dovete correggere ancora molto errore, che Io scopro per voi e perciò vi do in mano i mezzi di procedere contro l’errore, cosa che non potete mai fare senza l’Apporto della Mia Parola dall’Alto. Io so dove il pensare degli uomini è ancora confuso, Io so dove si sono stabilite in loro delle opinioni, a cui non vogliono volentieri rinunciare e che comunque non corrispondono alla Verità. Ma voglio dare a tutti una Luce, voglio illuminare il pensare di coloro che hanno da Me l’Incarico di diffondere la Verità. Posso anche sempre dare soltanto la stessa Spiegazione, che siete degli esseri una volta irradiati fuori da Me, che non hanno seguito la loro destinazione, perché si sono ribellati a Me. Quello che ora ho irradiato fuori da Me come Forza, erano delle creature consapevoli dell’io, capaci di pensare e provvisti di una libera volontà, quindi non delle Opere morte, ma che avevano in sé la Vita, perché la Mia Forza, che era la loro sostanza primordiale, è e rimane qualcosa di vivente, che spinge ad una costante attività. A questa Forza quindi ho dato la forma di esseri, cosa che però è da intendere spiritualmente, perché potevano contemplarsi reciprocamente come delle più magnifiche creature nella Luce più raggiante. Ogni essere irradiato fuori da Me era anche un essere a sé stante, era quindi esternato indipendente e veniva costantemente compenetrato dai Raggi della Mia Forza d’Amore. Erano delle immagini di Me Stesso, erano delle miniature del Mio proprio Essere, che potevano agire autonomamente nella Forza e nella Luce e che stavano nella più sublime Perfezione, dato che da Me poteva procedere soltanto la Perfezione. Questi esseri sono caduti da Me, attraverso la loro libera volontà si sono invertiti nel contrario, hanno perduto la loro Perfezione, diventando imperfetti e miseri, perché hanno respinto la divina Luce d’Amore che li irradiava e quindi si sono privati della parte divina. Ma gli esseri continuavano ad esistere, hanno soltanto rinunciato all’Amore e questo era possibile, perché come dimostrazione della loro Origine divina avevano anche in proprio la libera volontà, che poteva svilupparsi in ogni direzione e che si manifestava nella direzione opposta a Dio. L’essere aveva soltanto respinto la Forza d’Amore di Dio, quindi la Mia continua Irradiazione d’Amore e questo significava la sua caduta nell’abisso più profondo, perché diventava incapace di agire e s’induriva nella sua sostanza. Quindi, l’essere che una volta era stato creato da Me in tutta la Perfezione, si è allontanato liberamente da Me e tendeva sempre di più verso l’abisso. Questa caduta degli spiriti da Me vi è sempre di nuovo stato spiegato e voi sapete, in che cosa consisteva la caduta da Me: che il Mio Amore veniva respinto. Con ciò l’essere si è reso incapace di agire. Ma dato che l’essere era in sé la Forza irradiata al di fuori di Me, che non poteva rimanere inattiva, questa Forza doveva manifestarsi diversamente e questo diventava quindi possibile, mentre questa Forza veniva formata in Creazioni ed ora si attivava secondo la Mia Volontà. L’essere caduto svolgeva quindi un’attività servente in altra formazione, nella Legge dell’obbligo. Quello che passa legato attraverso le Opere di Creazione allo scopo di una lenta risalita verso l’Alto, è la creatura spirituale caduta, che una volta era proceduta da Me. E’ l’essere, che Io avevo creato sublimemente perfetto, che ho esternato autonomo come la Mia Immagine e che ora si deve di nuovo formare in ciò che è stato primordialmente su una via di ritorno tormentosa in un tempo infinitamente lungo. Non vi può essere data nessuna Risposta più chiara, se domandate dov’è rimasto lo ‘spirito’, quando l’essere cadeva. Di quale spirito parlate? Ho creato degli esseri spirituali, e questi sono caduti da Me. Quindi l’anima non è “l’anima di uno spirito”. Ma l’anima stessa è lo spirito primordiale una volta caduto, che s’incorpora nell’uomo per l’ultimo perfezionamento. Quando uno spirito caduto s’incorpora in un uomo, allora la sua anima è appunto quello spirito primordiale, ma non solo una parte dello stesso. Che ora tutti gli spiriti caduti vengono costantemente assistiti durante l’intero processo di Rimpatrio da esseri della Luce, che sono entrati totalmente nella Mia Volontà nella loro prova, questo vi viene sempre di nuovo spiegato, perché costoro trovano la loro beatitudine nel fatto di contribuire al definitivo ritorno dello spirituale caduto ed il loro ultragrande amore assiste costantemente tutte le creature e provvede a sempre nuovi involucri che rendono possibile la risalita allo spirituale caduto, perché l’amore sarà sempre attivo nella Mia Volontà ed affluisce anche costantemente allo spirituale imperfetto, affinché cambi coscientemente durante la vita terrena e diventi di nuovo ciò che era in principio. Questo cambiamento lo svolge perciò anche soltanto l’amore, che l’essere come uomo stesso ora deve accendere, per ritrovare di nuovo l’unione con Me, che lo rende l’essere beato in tutta l’Eternità. 

Amen

5. aprile 1963

Per riflettere: il messaggio di un ragazzo dopo 17 minuti di morte! GESÙ GLI HA DETTO... DAL 2026 IN POI!


 

Un bambino che non ha chiesto di nascere viene ucciso dalla sua stessa madre: è una cosa terribile. L’aborto è un delitto.

 


Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace


Cari figli miei, piango per i peccati di ognuno di voi. Piango anche a causa dei delitti commessi dalle madri che abortiscono i propri bambini. Questo è un grande peccato. Un bambino che non ha chiesto di nascere viene ucciso dalla sua stessa madre: è una cosa terribile. L’aborto è un delitto. Figli miei, questo mi rende molto triste. Figli miei, la mia vita ha uno scopo molto speciale: prepararvi affinché siate salvi. Questo è ciò che desidero: la salvezza delle vostre anime. Rimanete nella pace.

05/12/1987


«Ti dico: rispetta gli ordini del re, e questo a causa del giuramento fatto a Dio.»

 


Co 8,2 «Ti dico: rispetta gli ordini del re, e questo a causa del giuramento fatto a Dio.»

Padre, l’anno scorso Ti ho chiesto di volermi accettare per sempre. Ho promesso davanti al Tuo altare che Ti apparterrò per sempre.

Hai stretto un’alleanza con me, e io mi sono impegnata a sottoporre tutto alla Tua volontà, ai Tuoi ordini.

La parola «alleanza» mi incuriosiva. Signore, non mi hai mai parlato in questo modo. Eppure l’alleanza è un obbligo reciproco – Tu dai allora la promessa di vittorie…

24.XI.1985

Alice Lenczewska