mercoledì 21 ottobre 2026
“Desidero ancora che altre anime immolino totalmente la loro vita per riparare i tradimenti che riceve Nostro Signore dai sacerdoti Giuda”
MARIA, ROSA MISTICA A MONTICHIARI – FONTANELLE
PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA CON TRE ROSE SUL PETTO 13 LUGLIO 1947
Dal diario di Pierina con omissioni: "Erano pressappoco le ore quattro del mattino del giorno 13 luglio (nella camera all'ospedale di Montichiari). Ero già in preghiera essendo già stata avvertita per tempo dalla Beata Suor Maria Crocifissa, che sarebbe venuta la Madonna. Assieme con me avevo qualche suora.
In questo frattempo venne la Beata la quale mi invitò a recitare l'atto di dolore, poi dopo un po' di silenzio, volse il capo verso destra in segno di attesa come aspettasse qualcuno. Ed ecco ad un tratto di nuovo quel leggero fruscio, che non so a che cosa paragonarlo, come a un delicato vento che viene verso la persona, il quale per se stesso dà già un senso di gioia senza rendersi conto del perché.
Dopo questo dolce avvertimento, vidi una bellissima luce, brillantissima, che si divise in mezzo come una nube che lascia trasparire i raggi del sole. Ecco, in mezzo a questa luce vidi apparire una bellissima Signora, vestita di bianco, come di un raso finissimo, che nello stesso splendore della candida veste aveva riflessi di luce argentei.
Un manto pure bianco, fissato sotto la gola come da un gancio, le scendeva dal capo ai piedi, lasciando intravedere sulla fronte qualche ciuffetto di capelli ondulati di color castano chiaro. Sia il manto che il vestito erano uguali di candore e il bordo leggermente ricamato in oro. Dico ricamato, perché era la formazione di un ricamo, ma formato da un'altra trasparenza di luce color d'oro, che formava come un ricamo.
Appena la vidi non mi vergognai di trovarmi alla sua presenza piena di peccati, anzi il suo sguardo così pieno di bontà m'infuse nell'animo tanta gioia, che non potei fare a meno di esclamare:
"Oh! Com'è bella!" Mi figuravo di avvicinarmi a Lei, affinché mi portasse con sé in Paradiso (...) Dal suo sguardo capii che il mio desiderio di andare con Lei non era accettato. Allora fui io la prima a rivolgere la parola. Nonostante avessi la certezza che fosse la Madonna, volli chiedere:
'Ditemi in canta, chi siete voi?". Che sorriso di compiacenza mi fece! Col suo atteggiamento così maestoso invitava alla confidenza e con grande dolcezza mi rispose:
"Io sono la Madre di Gesù e la Madre di tutti voi" (...) Quale volto paradisiaco era quello della Madonna! Tante persone che ho visto, mai nessuno l'ho trovato uguale. Era tanto bello, con lineamenti molto fini, d'un colorito roseo e occhi scuri. Mi è impossibile capire la sua età. L 'aspetto della persona non era di giovinetta; il suo delicato viso era si giovane, ma dalla maestà personale si potrebbe giudicare di 20-25 e anche 30 anni.
(...) Così dicendo la Madonna aprì le braccia che fino allora teneva congiunte. Nell'aprire le braccia e con esse il manto mi mostrava che le tre spade, che l'altra volta aveva puntate sul cuore, ora non vi erano più. Infatti al posto di esse spiccavano tre bellissime rose: bianca, rossa e l'altra gialla con riflessi oro.
Mi venne spontaneo di abbassare gli occhi e vidi tre spade ai piedi della Madonna, in mezzo a tante rose del medesimo colore di quelle che aveva sul petto.
Alzando nuovamente gli occhi vidi che le rose si erano diramate e avevano formato come una nicchia e la Madonna si trovava dentro a questo bellissimo roseto, mentre prima l'avevo vista solo con la luce attorno.
Di quanta gioia fui invasa nel vedere che la Madonna non aveva più le tre spade conficcate nel cuore. (...) Riprese a dirmi con un tono di voce "autorevole" con cui trasmetteva un comando che Essa aveva ricevuto dal Signore: “Nostro Signore mi manda per portare una nuova Devozione Mariana in tutti gli Istituti e Congregazioni religiose, maschili e femminili, e anche ai sacerdoti secolari” (...) Quando io le chiesi la spiegazione dei sacerdoti secolari (perché a dire il vero io credevo che Frati e Preti fossero una sola cosa), subito la Madonna mi fece un sorriso che ispirava maggior confidenza (...) e mi rispose:
"Essi sono coloro che vivono nelle loro case, pur essendo Ministri di Dio, mentre gli altri vivono nei Monasteri o Congregazioni".
Qui il suo sguardo si alzò, lo diffuse come abbracciasse una cosa lontana e sempre con il sorriso continuò a dire: "Prometto a quegli Istituti religiosi o Congregazioni che più mi onoreranno: che saranno da me protetti, e avranno maggior fioritura di vocazioni e meno vocazioni tradite, meno anime che offendono il Signore col peccato grave, e grande santità nei Ministri di Dio".
(...) Come dissi, il suo sguardo non era diretto solo verso di me, ma era come parlasse a tante persone, e disse: “Desidero che il giorno 13 di ogni mese sia la Giornata Mariana, alla quale siano premesse preghiere speciali di preparazione per 12 giorni”. Qui cambiò la sua espressione, diventò triste: "Tale giornata deve essere di riparazione per le offese commesse contro Nostro Signore dalle anime consacrate che con le loro colpe fanno penetrare nel mio cuore e nel cuore del mio Divin Figlio tre pungenti spade".
(...) Riprese il suo delicato sorriso e continuò a dire: "In tal giorno farò scendere sugli Istituti o Congregazioni religiose che mi avranno onorata abbondanza di grazia e santità di vocazioni. Tale giorno sia santificato con particolari preghiere, quali la S. Messa, la S. Comunione, il Rosario, l'Ora di Adorazione. Desidero che il giorno 13 luglio di ogni anno sia festeggiato da ogni Istituto che in ogni Congregazione o Istituto religioso ci siano anime che vivono con grande spirito di preghiera, per ottenere che nessuna vocazione venga tradita" (Qui pareva che la rosa bianca che era sul petto spiccasse di più per dimostrare questo significato).
Dopo un momento di pausa, sempre ferma nel suo atteggiamento e con le mani giunte continuò: “Desidero pure che vi siano altre anime che vivano di generosità ed amore ai sacrifici, alle prove, alle umiliazioni, per riparare le offese che riceve Nostro Signore dalle anime consacrate che vivono in peccato mortale”. (Qui la rosa rossa che era puntata sul petto della Madonna, pareva che spiccasse di più e dimostrasse il suo significato).
Poi la Madonna fece ancora un attimo di pausa e riprendendo disse: “Desidero ancora che altre anime immolino totalmente la loro vita per riparare i tradimenti che riceve Nostro Signore dai sacerdoti Giuda” (Qui pure la rosa giallo-oro dava viva espressione di sé stessa). (...) Dopo un po' di pausa la Madonna continuò, sempre con tanta delicatezza e dolcezza, a dire: "L'immolazione di queste anime otterrà dal mio materno Cuore la santificazione di questi Ministri di Dio e abbondanza di grazie sulle loro Congregazioni. Desidero che questa mia nuova devozione sia estesa a tutti gli Istituti religiosi".
Qui la Madonna stette un po' silenziosa. Poi con un sorriso di compiacenza e con lo sguardo verso la Beata Suor Maria Crocifissa disse:
"Ho scelto questo Istituto per primo, perché la Fondatrice di esso è la 'Di Rosa" la quale ha infuso nelle sue Figlie lo spirito di carità, così che queste sono come tante roselline, simbolo di carità". Qui fece un sorriso di gioia: "Ecco perché mi presento circondata da un roseto".
Allora io a nome della Madre Superiora domandai alla Madonna un miracolo esterno in testimonianza della sua venuta. La Madonna mi rispose con mestizia: “Io non farò alcun miracolo esterno. il miracolo più evidente avverrà quando queste anime consacrate che da tempo e specie nel periodo della guerra si sono rilassate nello spirito, così da tradire la loro vocazione e attirare con le loro gravi colpe castighi e persecuzioni, come avviene attualmente contro la Chiesa, cesseranno di offendere gravemente Nostro Signore e torneranno a rivivere il primitivo spirito dei santi Fondatori".
La Madonna rimase in silenzio e lasciò la parola alla Beata Suor M. Crocifissa e le fece cenno di parlare con un gesto tanto delicato.
(...) Mentre la Beata Suor M. Crocifissa parlava e faceva le ultime raccomandazioni, la Madonna ancora più sorridente e tanto umile pareva palesare che il suo compito di Messaggera era terminato, ma ci indicava con leggero accenno, di fare ciò che la Di Rosa ci veniva a raccomandare (...).
Adagio, adagio la luce si affievolì e la bella figura della Madonna e di Suor M. Crocifissa si tolsero ai miei occhi".
"Guai a me se non annuncio il Vangelo!"
A partire dal 1977, la salute di Sheen comincia a peggiorare. Viene operato a cuore aperto, il che non è ancora mai stato tentato su un uomo della sua età. Non appena possibile, un sacerdote viene a celebrare la Messa ai piedi del suo letto. L’arcivescovo sofferente riesce a sussurrare le parole della consacrazione e, ansimando, dà una spiegazione della Messa a una delle infermiere che non è cattolica. Persino in questa situazione estrema, prende sul serio la frase dell’apostolo Paolo : "Guai a me se non annuncio il Vangelo!" (cfr. 1Cor 9,16). Una sera, mentre si trova in terapia intensiva ed è appena cosciente, sente un’infermiera parlare di un altro paziente che sta morendo in un letto vicino. Incapace di alzare la mano, Sheen alza il dito e traccia il segno di croce verso il moribondo, dandogli così l’assoluzione sotto condizione alle soglie dell’eternità.
(Fulton J. Sheen)
Chi si dona alla Sapienza esala la Sapienza. A costui o costei il Signore darà un nome eterno (il sassolino bianco).
Dice Gesù:
«…Ad ogni anima che si dona tutta alla Sapienza si possono applicare le parole del libro sapienziale: “Mi sono elevata come cedro sul Libano e qual cipresso sul monte Sion. Mi sono innalzata come palma di Cades e rosa di Gerico. Come un bell’ulivo nei campi e un platano nelle piazze presso le fonti. Come pianta d’aromi o resine soavi io esalo i miei profumi ed empio di essi la mia casa”147. Perché chi si dona alla Sapienza esala la Sapienza. E la Sapienza è ubertosa; è utile e bella selva di piante d’ogni specie, dai fiori, frutti, profumi soavi, nutrita dalle fonti eterne della sua stessa natura: la Divinità. Non è solo di Maria Ss. questo elogio. In Lei la Sapienza fu completa e ogni perfezione di creatura fu da Lei raggiunta. Ma, Io te lo dico, è anche di tutte le anime che si donano alla Sapienza, e la Liturgia lo applica a molte di esse che hanno saputo possedere la Sapienza.
Chi sei tu? Chiedono e ti chiedi chi sei? Io te lo dico con le parole di Isaia quale è il nome tuo: “Io, il Signore, do e darò ad essi un nome migliore di quello di figli e figlie: darò loro un nome eterno che non perirà giammai”148. Io te lo dico con le parole di Giovanni il prediletto: “Al vincitore darò nascosta manna, e gli darò un sassolino bianco nel quale sarà scritto un nome nuovo, che nessuno conosce se non colui che lo riceve”149. E già te l’ho dato, e non te lo leverò se tu mi resti fedele. Non te lo leverò, e tu lo porterai con molti altri, con tutti “quelli che vengono dalla gran tribolazione” a dove non è più dolore “perché Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi”…»
8 dicembre 1946
Cataclismi
Gesù: “I cataclismi si intensificheranno e le acque sommergeranno e invaderanno intere coste. Nuove inondazioni ed eruzioni saranno presto visibili.
Dio Padre: “La Scandinavia subirà un forte degrado e presto chiederanno soccorso altre regioni della penisola in cui vivete, oltre quelle di già colpite da sciagure e cataclismi. Tutto questo perché non siete capaci di muovere un solo passo verso la conversione del cuore.”
Gesù: “Tutto quanto in atto, per Divina Misericordia, si fermerebbe se vi pentiste e se riparaste. Ma non è ciò che la maggior parte degli uomini farà, poiché non lo comprenderà o non lo accetterà. Verranno spazzati via l’orgoglio e la superbia. Uomini di potere vedranno vacillarsi le ginocchia quando i beni terreni accumulati saranno distrutti dai cataclismi venienti. Chi molto ha ottenuto disonestamente, molto perderà. Chi ha accumulato il vero tesoro, non perirà ma resterà nella gioia. Nulla di quanto guadagnato andrà perduto. Io vi prometto, Miei cari figli, che se non Mi rinnegherete e lotterete per la Verità, Io coprirò e sigillerò col Mio Sangue quanto di più caro avete. Ricordate che nel più aspro flagello non sarà la fuga la vostra salvezza, ma la Fede in Dio.”
Estratti di Messaggi e Profezie date dal Cielo alla veggente Giglio, (2015-2017)
LA PEDAGOGIA DELLO SPIRITO SANTO
LE GRANDI LEGGI
DELLA PEDAGOGIA DIVINA
"Cercatemi e vivrete".
(Amos 5,4) "Mi troverete, quando mi cercherete con tutto il vostro cuore. Allora sarò trovato da voi"(Ger 29,13-14)
L'opera educatrice dello Spirito Santo consiste in un progressivo indirizzamento delle nostre anime verso la santità. È l'unico termine al quale essa si ordina.
Eccoci di fronte a un'idea molto ricca, dalle conseguenze incalcolabili. Lo Spirito Santo promuove la santità nelle anime – diremmo che è sua abitudine – perché Egli è la Santità per eccellenza. Essendo, nella SS. Trinità, l'amore personale, deve essere Spirito "Santo". Sono due affermazioni nella fede, che si deducono l'una dall'altra; è manifesta la loro intima connessione. Che cos'è la santità se non l'amore perfetto di Dio, la carità, compagna inseparabile, in noi, della grazia santificante, principio della nostra qualità di figli di Dio? Essere santi è amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutte le forze. Santità tanto maggiore quanto più l'amore di Dio affonda le sue radici profondamente nell'anima e si impossessa in modo più completo del governo di una vita.
Qual è il costitutivo della santità in un'anima se non la sua unione a Dio, considerata come principio dal quale in essa tutto procede e come il fine ultimo a cui tende con tutta l'energia della buona volontà, ispirata e sostenuta dalla grazia divina, che tutto spiega e porta a buon fine? Con maggiore precisione, la santità risiede nella "conversione" dell'anima verso Dio. Non ci riferiamo qui, s'intende bene, all'unione passeggera e fugace (di ciò tutti i cristiani sono capaci, una volta o l'altra), ma a un incontro di cuori, abituale e permanente. Basta dire che il principio fondamentale della santità deve essere l'amore di Dio, poiché solo l'amore ci volge verso Dio, facendoci aderire pienamente alla sua bontà suprema. È l'amore radicato nell'anima, sgorgante completamente dalla grazia santificante, come suo principio naturale. A questo elemento costitutivo della santità si legano altri due, conseguenze del primo: la purezza e la fermezza.
La purezza. Tutto ciò che macchia l'anima, tutto ciò che la rende meno pura, è deviazione dell'amore e, di conseguenza, taglia o almeno indebolisce e ritarda il suo movimento verso Dio. La fermezza. Riguardo all'unione del cuore con Dio non avviene lo stesso che in relazione alla tendenza verso i beni di questo mondo, finiti, passeggeri. Essendo questi, soltanto mezzi, aiutandoci a tendere all'unione con Dio, devono, per questo, essere cercati con misura; ma il possesso di Dio, fine supremo della nostra vita, esige incrollabile costanza nella tendenza.
Sono queste considerazioni sufficienti per arrivare a comprendere come i due caratteri dello Spirito Santo, l'amore e la santità, si intreccino reciprocamente e formino, in realtà, una sola e medesima proprietà personale, proprietà che va a spiegare l'orientamento completo della sua opera educatrice. Come tutti gli esseri, Egli deve agire in funzione della sua natura e secondo le sue disposizioni. Lo Spirito Santo è amore; è, quindi, l'unione intima, perfetta, con il Padre e il Figlio. Questo amore, noi lo sappiamo, è il termine infinito delle divine compiacenze del Padre e del Figlio verso la loro infinita bellezza; esclude qualsiasi affezione disordinata dell'amore: è la purezza stessa, nella sua assoluta perfezione. Lo spirito di Dio è amore e questo amore è Dio; partecipa dell'eterna e immutabile stabilità di Dio. Questo ultimo tratto non permette di affermare di trovarsi qui la santità per eccellenza, che ha raggiunto il culmine della perfezione? Di più; è una santità attiva, santità che si propone di operare nelle anime, poste liberamente sotto la sua influenza, al fine di santificarle e portarle a realizzare, poco a poco, l'elevato ideale di perfezione, posseduto in pienezza dallo Spirito: è ambizione di santità, "ascensione" ininterrotta verso Dio.
Questa azione interamente soprannaturale dello Spirito sulle anime, nelle quali suscita una tendenza verso Dio, corrisponde alla sua più intima inclinazione: non è proprio dell'amore comunicarsi, diffondersi, dare e darsi a se stesso? Questo amore dello Spirito Santo tende, con tutto il suo potere, ad agire nelle anime, santificandole a sua immagine. Ecco la giustificazione del suo carattere di educatore eminente delle nostre anime. Le sue interventi sono un perpetuo invito alla realizzazione dell'elevato ideale di santità, secondo il modo e le condizioni che Egli fisserà, poiché è evidente che se ogni anima rappresenta per Lui un esemplare tutto particolare dell'azione creatrice di Dio, sarà condotta per cammini a lei soltanto adeguati.
Le pagine seguenti ne porteranno prove abbondanti; è una verità che si rivela costantemente nella direzione delle anime. Lo Spirito Santo non lavora mai "in serie". È un artista che idealizza fare di ogni anima un capolavoro unico, diverso da tutte le altre. L'immensa diversità dei santi nella Chiesa lo mostra sufficientemente. Guidati tutti dallo spirito e avendo raggiunto la cima della loro ascesa spirituale, grazie a un identico educatore, presentano, tuttavia, una tale ricchezza di opposizioni e caratteri distintivi che esprime ampiamente il potere dell'azione educatrice dello spirito e il valore delle sue realizzazioni. Che contrasti tra una Santa Bernadette e un San Pio X, una Santa Teresa di Lisieux e una Santa Maria Goretti, un San Martino de Porres e un Santo Curato d'Ars, per parlare solo di santi e sante più vicini a noi nel tempo o la cui santità viene presentata negli ultimi anni come una delle lezioni più efficaci dello Spirito alla Chiesa! Meraviglie di un'azione sovrana, senza sfinimenti, sempre vigile, sempre nell'officina dove, molte volte, deve rifare tutto da capo, perché è un'opera di grande delicatezza, combattuta frequentemente da potenze avverse che, anche loro, non conoscono riposo. Non troverà la nostra gioia, in cielo, nella constatazione di questa magnifica germinazione e sviluppo della grazia nell'intimo delle anime, la sua migliore espansione? Sì, Dio è ammirevole nei suoi santi, e il suo spirito "soffia dove vuole e nessuno sa dove va" (Gv 3,8). Ecco il modo peculiare con cui presenta e manifesta l'infinita diversità della grazia, così come le modalità dei suoi interventi.
Non si può concludere con giustezza che ci sono ragioni particolari per considerare lo Spirito Santo, nelle sue proprietà personali, come autore della nostra educazione spirituale? Avrà titoli che le altre persone della Santissima Trinità non possiedono e, di conseguenza, anche un singolare diritto di rivendicare per sé tutto ciò che concorre a fare di noi "immagini" perfette di Dio, nostro Padre?
Lo dichiara in un riassunto impressionante il testo del Salmo: "Manda il tuo spirito e saranno creati, e rinnoverai la faccia della terra" (Sal 103,30).
Temi per riflessione
Eccoci arrivati, per la forza stessa delle deduzioni precedenti, a formulare la domanda: Quali sarebbero, nel governo delle anime, le grandi leggi della pedagogia divina? C'è possibilità di discernere, per analisi? Mi sembra che possano essere ridotte a quattro: 1) Lo Spirito Santo cerca di creare nell'anima la "fame di Dio". 2) Si fa un divino "ripetitore" delle anime. 3) Conduce passo a passo coloro che confidano in Dio. 4) Attacca gli ostacoli che intralciano la sua azione e impediscono la sua presa di possesso. Nell'esame di questi diversi dati, si rivelerà, in piena luce, il metodo pedagogico dello Spirito Santo.
L.J. CALLENS, O.P.
Preparatevi, siate sempre pronti, siate le vergini prudenti.”
RICHIAMI
DI AMORE E DI DOLORE
Oggi, durante la preghiera del rosario, Gesù è venuto e mi ha portato dentro San Pietro. Era in penombra e non c’era nessuno; Lui camminava lateralmente ed io lo seguivo con lo sguardo, stando al centro della chiesa. Poi mi sono girata e Lui era vicino a me e mi ha detto di guardare le pareti: grondavano sangue, e Gesù mi ha detto che era il sangue dei nuovi martiri, perché ce ne saranno tanti..., ma il loro sangue laverà la Chiesa. E ad un certo punto San Pietro è diventata molto più piccola, semplice, stile gotico antico, austera. Ho visto tanti sacerdoti vestiti con tuniche grezze bianche e una corda alla vita. Cantavano e la porta della chiesa si è aperta ed è entrato Gesù, seguito a destra e a sinistra da due uomini vestiti con tuniche grezze e mantelli scuri; erano entrambi uomini sui 40 anni circa. Uno era piuttosto grosso, muscoloso, con un viso aperto, forte, deciso; l’altro aveva pochi capelli, non era alto, aveva un viso magro ma molto attento. Gesù camminava davanti a loro ed è arrivato all’altare, è andato dietro, si è messo una specie di grembiule, ha preso un’ampolla grande di vetro scuro e ha versato tutto l’olio che vi era dentro sopra la pietra dell’altare... Poi ha iniziato a spargere l’olio con le mani su tutto l’altare, ungendolo completamente. Poi, degli angeli luminosi hanno portato l’incenso che hanno messo al centro dell’altare e tutto intorno, e saliva un profumo di mirra e aloe meraviglioso. Gesù ha girato tre volte intorno all’altare e pregava. Poi i due uomini hanno messo sull’altare, l’uno due chiavi, l’altro un rotolo di pergamena; ho capito che erano Pietro e Paolo.
Gesù ha detto: “Figlia, guarda la mia nuova Chiesa, piccola, umile, santa; era così che la volevo. Adesso la lascio a mia Madre, Lei la guiderà e la proteggerà per un tempo con il suo Cuore Immacolato. Seguitela, dì a tutti che dovranno seguirla...
Figlioletta mia, la profezia che è decreto divino ed eterno nessuno può mutarla; la profezia per gli uomini può essere mutata dall’umiltà del cuore dell’uomo e tutto può essere cambiato, ma il peccato è molto più forte e pesante dei sacrifici e delle penitenze. L’amore delle mie vittime non basta per pulire il mondo dal peccato, perché così come per la consacrazione della Russia che fece il mio Pio [Pio XII] non fu sufficiente perché non totale –ma lui non lo sapeva–, così, se gli uomini non si uniscono e insieme non chiedono perdono come fecero i niniviti, non sarà loro perdonato. Pochi non possono cancellare il peso del peccato di tanta, troppa umanità; troppo sangue innocente grida al mio cospetto: quanti Abele uccisi! Noi aspettiamo ancora che tutti chiedano perdono; il Padre ha fissato un tempo e da troppo si parla di questo tempo; attenti che non giunga come un ladro di notte! Preparatevi, siate sempre pronti, siate le vergini prudenti.”
(6 Luglio 2020)
Voglio servirmi di te per un'opera grande
COLUI CHE PARLA DAL FUOCO
Il mercoledì 3 agosto, verso le sette e mezzo di sera, Gesù apparve raggiante e finalmente disse:
«Quel peccatore che mi ha fatto tanto soffrire, Josefa, ora sta nel mio Cuore!».
Il giorno dopo le ricorda l'anima il cui orgoglio continua a ferirlo profondamente:
«Voglio che quest'anima ritorni al più presto a me! Vuoi soffrire per lei? Offri oggi tutto quello che farai per questa intenzione. Ritornerò presto».
«Nel pomeriggio, verso le quattro, Gesù mi fece presentire una sua visita - scrive, - e andai al coretto nel noviziato, dove mi raggiunse subito. Nel suo Cuore non appariva più la ferita che lo straziava dacché mi aveva parlato di quell'anima orgogliosa».
«- Vieni! - mi disse, accostati e riposa! Quell'anima è nel mio Cuore...».
Il venerdì 14 agosto Nostro Signore confermerà definitivamente la salvezza di quelle anime che erano state acquistate a sì caro prezzo.
«La sera - scrive Josefa, - Gesù è venuto, bellissimo, e mi ha detto:
«Quell'anima che era rimasta in terra per purificarsi interamente, ora è in cielo! In quanto a quel peccatore, il mio Cuore ha riportato su di lui una vittoria definitiva. D'ora innanzi mi consolerà e corrisponderà al mio amore.
«E tu, - ha continuato il Maestro, - mi ami?...
«Ho su di te i miei disegni e sono disegni di amore!... Non rifiutarmi nulla!».
Voglio servirmi di te per un'opera grande
(N. Signore a Josefa, 26 luglio 1921).
Quella stessa data, agosto 1921, segnava la conclusione di un'impresa di riparazione a cui Nostro Signore aveva invitato Josefa.
Bisogna, per seguirne lo svolgimento giorno per giorno, tornare indietro al martedì 26 luglio, in cui, dopo la Comunione, Gesù chiedeva nuovamente alla sua sposa:
«- Sei disposta ad essermi fedele?»
«Gli dissi tutto quello che temo della mia debolezza - scrive Josefa - ma Egli sa bene i miei desideri!»
«- Voglio adesso servirmi di te per un'opera grande. Tu devi ricondurre al mio Cuore una comunità che se n'è allontanata. Voglio che le mie spose ritornino qui».
«Ed accennava al Cuore. Gli domandai ciò che aspettava da me».
«- Continua a fare tutto ciò che ti ho insegnato per quel peccatore. Offri tutto il mio sangue divino, il cui prezzo è infinito».
«A mezzogiorno è tornato carico di una gran croce - ella prosegue:
«- Vengo a portarti la mia croce - ha detto - perché voglio che tu ne assuma il carico in vece mia».
«Allora è rimasto senza croce e mi sono sentita oppressa da tale sofferenza che, se Gesù non mi avesse dato una forza speciale, non avrei potuto sopportarla».
«- Per quest'impresa - Egli ha continuato - ho scelto nove anime. Ora sono con te, poi ti lascerò e andrò da un'altra. Così sarà sempre una delle mie spose che mi consolerà».
Dopo essere rimasto un istante in silenzio ha proseguito, come parlando a se stesso:
«- Sì, è vero, molte anime mi feriscono con le loro ingratitudini, ma quante di più sono quelle in cui mi riposo e che formano la mia delizia!»
Sotto il peso della croce Josefa si è rimessa al lavoro, in presenza del suo Signore che le dice:
«- Lavora in mia compagnia».
Trovandosi sola, ogni tanto s'inginocchia per adorarlo ed offrirsi a lui:
«- Voglio non soltanto che mi avviciniate quelle anime - le spiega Nostro Signore - ma che paghiate per loro affinché non abbiano più alcun debito verso il Padre mio».
«Alle quattro - ella prosegue - mi ha detto:
«- Ora me ne vado. Ritornerò quando sarà nuovamente il tuo turno».
«Prese la croce e disparve; e sono rimasta senza soffrire».
D'ora innanzi lunghe ore di espiazione ritorneranno esattamente al momento fissato da Nostro Signore che va dall'una all'altra anima da Lui prescelta per portare la sua croce.
Il mercoledì 27 luglio, dopo la Comunione, si manifesta a Josefa:
«- Vengo a riposarmi in te: - le dice - voglio che tu ti dimentichi, che mi consoli e che pensi talmente a me, che mi ami con tale ardore da non avere nei tuoi pensieri e nei tuoi desideri altro che me! Non temere di soffrire... Sono abbastanza potente per prendermi cura di te».
Ella gli parla subito dell'opera di amore intrapresa la vigilia.
«Come se gli avessi ricordato una cosa penosa - scrive - mi rispose:
«- Si tratta di una comunità tiepida e rilassata...».
«Restò in silenzio e, un momento dopo, aggiunse:
«- Ma diventeranno mie! Ritorneranno al mio Cuore! Per ricondurvele ho scelto nove vittime.
Niente ha più valore della sofferenza unita al mio Cuore. Questa notte ti porterò la mia croce; sarò da te a mezzanotte, poiché è questa la tua ora di turno».
Quella stessa sera apparve anche la Madonna per affidare Ella pure alla figlia sua un'anima in pericolo:
«- Fino a domani - le dice, - vorrei che tu mettessi tutto il tuo fervore a salvare una figliuola che amo!... Gesù la voleva per sé e le aveva dato il tesoro della vocazione, ma ella l'ha perduto con la sua infedeltà. Sta per morire domani, ma purtroppo (ecco quello che mi dispiace) ha respinto il mio scapolare. Quale consolazione sarebbe per il mio cuore di Madre se questa figlia si salvasse!»
« Mi benedisse e disparve.
«Non ho potuto dormire questa notte, angustiata com'ero per quell'anima così vicina alla morte, senza dire ch'ero sofferente per il dolore al fianco, la corona di spine e per tutti i miei abituali patimenti di ogni notte. Verso mezzanotte è venuto Gesù per darmi la sua croce, ed è rimasto accanto a me, senza la croce, che io sentivo gravare sul mio corpo come un peso che lo schiacciasse, mentre la mia anima era oppressa da un dolore inesprimibile».
Infatti il peso di quella croce invisibile che gravava sulla sua spalla destra la teneva piegata in due, come se la schiacciasse. Il respiro, già penoso per il dolore al fianco, diveniva ancora più difficile e nulla valeva a sollevarla.
«- Soffri con coraggio, - le dice Nostro Signore - affinché le mie spose si lascino penetrare dal dardo del mio amore».
E dal suo Cuore uscì un raggio infuocato.
«- Bacia le mie mani, bacia anche i miei piedi. Ripeti con me: Padre mio, il sangue del Figlio vostro non ha dunque abbastanza valore? Che desiderate di più? Il suo Cuore, le sue piaghe, il suo sangue... Tutto vi offre per la salvezza di quelle anime!».
« Ripetevo queste parole con Lui - scrive Josefa il giorno dopo - Egli stava in silenzio, e credo che pregasse, poiché teneva le mani giunte e guardava il cielo... Alle quattro del mattino mi ha detto:
«- Ora ti lascio; un'altra delle mie spose mi aspetta. Come sai siete nove... le scelte del mio Cuore! Ritornerò domani all'una e ti lascerò nuovamente la croce, addio! Avevo sete e mi desti da bere. Sarò la tua ricompensa!»
Josefa Menéndez
PREGHIERA PER LE ANIME BENEDETTE DEL PURGATORIO
Dio misericordioso, che ci perdoni e desideri la salvezza di tutti gli uomini, imploriamo la tua clemenza affinché, per intercessione della Santissima Maria e di tutti i santi, conceda alle anime dei nostri genitori, fratelli, parenti, amici e benefattori, che hanno lasciato questo mondo, la grazia di giungere alla riunione nella felicità eterna.
Santissima Vergine Maria, Regina del Purgatorio; vengo a depositare nel tuo Cuore Immacolato una preghiera a favore delle anime benedette che soffrono nel luogo dell’espiazione. Degnati di ascoltarla, Signora clementissima, se questa è la tua volontà e quella del tuo misericordioso Figlio. Amen.
Maria, Regina del Purgatorio, ti prego per quelle anime verso le quali ho o potrei avere un obbligo, sia di carità che di giustizia.
Ave Maria.....
Concedi loro, Signore, il riposo eterno. E la luce perpetua li illumini. Riposino in pace. Amen.
Maria, Regina del Purgatorio: ti prego per le anime più abbandonate e dimenticate, di cui nessuno si ricorda; tu, Madre, che ti ricordi di loro, applica loro i meriti della Passione di Gesù, i tuoi meriti e quelli dei santi, affinché possano così raggiungere il riposo eterno.
Ave Maria.....
Concedi loro, Signore, il riposo eterno. E la luce perpetua li illumini. Riposino in pace. Amen.
Maria, Regina del Purgatorio: ti prego per quelle anime che devono uscire al più presto da quel luogo di sofferenze, affinché possano andare al più presto a cantare in tua compagnia le eterne misericordie del Signore.
Ave Maria.....
Concedi loro, Signore, il riposo eterno. E la luce perpetua li illumini. Riposino in pace. Amen.
Maria, Regina del Purgatorio: ti prego in modo speciale per quelle anime che dovranno rimanere più a lungo a soffrire e a soddisfare la divina Giustizia. Abbi pietà di loro, poiché non possono che soffrire; abbrevia le loro pene e riversa su queste anime il balsamo del tuo conforto.
Ave Maria.....
Concedi loro, Signore, il riposo eterno. E la luce perpetua li illumini. Riposino in pace. Amen.
Maria, Regina del Purgatorio: ti prego per le anime più abbandonate e dimenticate, di cui nessuno si ricorda; tu, Madre, che ti ricordi di loro, applica loro i meriti della Passione di Gesù, i tuoi meriti e quelli dei santi, affinché possano così raggiungere il riposo eterno.
Ave Maria.....
Concedi loro, Signore, il riposo eterno. E la luce perpetua li illumini. Riposino in pace. Amen.
Maria, Regina del Purgatorio: ti prego per quelle anime che devono uscire al più presto da quel luogo di sofferenze, affinché possano andare al più presto a cantare in tua compagnia le eterne misericordie del Signore.
Ave Maria.....
Concedi loro, Signore, il riposo eterno. E la luce perpetua li illumini. Riposino in pace. Amen.
Maria, Regina del Purgatorio: ti prego in modo speciale per quelle anime che dovranno rimanere più a lungo a soffrire e a soddisfare la divina Giustizia. Abbi pietà di loro, poiché non possono che soffrire; abbrevia le loro pene e riversa su queste anime il balsamo del tuo conforto.
Ave Maria.....
Concedi loro, Signore, il riposo eterno. E la luce perpetua li illumini. Riposino in pace. Amen.
Siamo giunti al punto di non ritorno.
Carbonia 20.10.2026
La “Nuova” Guerra Fredda
Il Mistero dell’Iniquità
Il governo degli Stati uniti è simile a quello della Russia
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Il pretesto usato per mascherare e giustificare quella che non è altro se non una pura e semplice guerra di conquista, è stata un’operazione “sotto false insegne”, cioè gli attacchi dell’11 settembre 2001, per i quali sono stati accusati dei terroristi stranieri. Il progetto di usare degli aerei di linea come armi era stato ideato originariamente dalla CIA, ed è contenuto in un documento classificato dello Stato Maggiore Congiunto, denominato Operazione Northwoods.
“Un anno prima dell’11 settembre,” argomenta Chossudovsky, “il PNAC propose un ‘evento catastrofico e catalizzatore, una specie di nuova Pearl Harbor,’ che avrebbe agito da galvanizzatore dell’opinione pubblica degli Stati Uniti, a sostegno di una politica estera aggressiva”.397 Come spiega l’autore, Zbigniew Brzezinski “uno dei principali fautori della rete di Al-Qaeda, creata dalla CIA poco prima dell’invasione Sovietica in Afghanistan,” parlò di una cosa simile nel suo libro The Grand Chessboard: “… è difficile riuscire ad ottenere un ampio consenso [in America] su temi di politica estera, se non durante una minaccia veramente imponente, o percepita come tale dall’opinione pubblica, proveniente interamente dall’esterno’.”398
Chossudovsky conclude: “L’11 settembre è una farsa, è la più grande menzogna nella storia degli Stati Uniti ... questo significa smascherare pienamente le menzogne dietro alla ‘guerra al terrorismo,’ e rivela la complicità politica dell’amministrazione Bush negli eventi dell’11 settembre.”399 A questo riguardo Andreas von Bülow, ex Ministro della Tecnologia ed ex vice Ministro alla Difesa della Germania, nonché autore del libro “La CIA e l’11 settembre”, ha dichiarato: “Se quel che dico è vero, tutto il governo degli Stati Uniti dovrebbe finire dietro le sbarre.”400 Larry Chin, giornalista e assiduo collaboratore del sito globalresearch. ca (Centro per le Ricerche sulla Globalizzazione), ha dato prova di aver colto pienamente il legame tra l’11 settembre e le guerre di Bush (e adesso di Obama): “Con una furia cieca ed un disprezzo verso la legalità che non hanno precedenti nella recente storia mondiale, l’amministrazione Bush [e ora quella Obama] continua a usare mezzi disperati e una propaganda al limite del grottesco per scatenare la prossima e più violenta fase della sua guerra geo-strategica di conquista, iniziata l’11 settembre, per il controllo delle ultime riserve petrolifere del pianeta.”401 La frase “furia cieca ed un disprezzo verso la legalità” descrive perfettamente il terrorismo di Stato che l’amministrazione Bush ha scatenato contro gli Afghani e gli Iracheni (ma Obama non è da meno), e ora anche contro il Pakistan (e presumibilmente molto presto anche contro l’Iran).
“Seymour Hersh,”402 ha scritto Charley Reese403 durante gli anni dell’amministrazione Bush, “… ha documentato il progetto ideato da Rumsfeld per l’Iraq. In breve, l’utilizzo di squadroni della morte, addestrati da Israeliani, e l’utilizzo di consulenti Israeliani in Iraq.” L’idea, spiega Reese, “è quella di assumere il peggio del peggio – gli appartenenti alla vecchia polizia segreta di Saddam Hussein – infiltrare la resistenza e individuarne i capi, segnalandoli poi alle squadre della morte Americane.” Può sembrare assurdo e incredibile ai più, ma Reese ricorda come gli Stati Uniti abbiano fatto esattamente la stessa cosa durante la Guerra in Vietnam.
Reese, che conosceva personalmente l’agente della CIA “responsabile in Vietnam dell’infame programma Phoenix,” ricevette la seguente confessione da parte di quel funzionario della CIA: “In Vietnam, i Sud Vietnamiti fornivano i nomi dei Viet-Cong, e la CIA provvedeva ad eliminarli. Quel mio amico mi disse, cinicamente, che se la quota di quel mese era 50, i Sud-Vietnamiti gli avrebbero segnalato 50 nomi; se invece la quota doveva essere 500, i nomi segnalati erano 500. Nessuno ha mai saputo, tra le migliaia e migliaia di persone che vennero uccise, quante fossero realmente agenti Nord Vietnamiti e quante invece Vietnamiti innocenti.”
Reese fornisce un esempio simile: “Un altro mio amico, distaccato temporaneamente alla CIA dai Berretti Verdi, pagava cinque dollari ai mercenari Nung per ogni testa vietnamita che gli avessero portato. Gliene portavano a sacchi, ma ovviamente da una testa mozzata non c’era modo di riconoscere se si trattava veramente di un Viet Cong o di un povero contadino su cui era piombata la scure dei Nung. Dopo tutto, i Nung odiavano tutti i Vietnamiti, a prescindere dalla loro ideologia.” “La stessa cosa accadrà in Iraq”, spiega Reese. “I nostri mercenari, pagati per commettere queste atrocità, ci segnaleranno quelle persone contro le quali hanno un’inimicizia personale, oppure – se sono furbi – ci indicheranno degli iracheni innocenti che magari sono dalla nostra parte. In quel modo i nostri squadroni della morte si faranno odiare dalla popolazione irachena, proprio com’è successo con i palestinesi e gli squadroni della morte israeliani”.
Anche in Nicaragua è successa una cosa simile. Ecco cosa affermò John Stockwell, ex agente della CIA, durante una lezione del ottobre 1987:
Oltre 100.000 pacifisti americani si sono recati in Nicaragua e hanno filmato, fotografato e testimoniato queste atrocità, subito dopo essere state commesse. Hanno documentato più di 13.000 uccisioni, la maggior parte di uomini e bambini. Si tratta di azioni compiute dai Contras.404
Sempre a riguardo dei Contras, durante la stessa lezione Stockwell parlò delle “Guerre Segrete della CIA”:
I Contras hanno sistematicamente assassinato religiosi, insegnanti, dottori, funzionari eletti ed amministratori del governo. Vi ricordate il manuale dell’assassino? Fu scoperto nel 1984... usavano il terrore. Si tratta di traumatizzare la società, in modo che questa smetta di funzionare.
Non vorrei angosciarvi con le descrizioni della violenza, ma dovete sapere cosa fanno il vostro governo ed i suoi agenti. Vanno di villaggio in villaggio, radunano le famiglie. Forzano i figli a guardare mentre castrano il padre e lo scuoiano vivo; infine gli mettono una granata in bocca e lo fanno saltare in aria. Sempre davanti ai bambini, costretti a guardare, violentano in gruppo le loro madri e le amputano il seno. Talvolta, giusto per variare, fanno al contrario e costringono i genitori ad assistere mentre fanno queste cose ai bambini.405
Quel che dovrebbe spaventare di più gli americani è che i criminali di guerra e i terroristi che controllano il governo del paese stanno progettando di imporre una dittatura sotto legge marziale in tutti gli Stati Uniti. Il generale Tommy Franks, in una lunga intervista rilasciata alla rivista Cigar Aficionado, si è fatto sfuggire una notizia clamorosa, quando ha predetto che: “un attacco terroristico di proporzioni catastrofiche che causi molte vittime in una parte qualsiasi del mondo occidentale – anche negli Stati Uniti d’America – e che costringa la nostra popolazione a mettere in dubbio la nostra stessa Costituzione ed iniziare a militarizzare il paese, al fine di evitare che si ripetano altri atti terroristici così devastanti.”
John O. Edwards ha commentato che Franks “è il primo ufficiale di alto rango ad aver ipotizzato apertamente l’accantonamento della Costituzione in favore di una forma di governo militarizzata.”406 Franks è stato successivamente smascherato come un agente al servizio della CIA, o comunque sotto la sua influenza.
Le osservazioni di Larry Chin sugli attacchi terroristici degli ultimi anni sono altrettanto validi in relazione all’11 settembre e a quell’evento predetto dal generale Franks: “determinati incidenti ‘terroristici’ accaduti di recente… hanno servito quasi esclusivamente l’interesse geo-strategico degli Stati Uniti, a partire dagli attentati a Bali [un’isola dell’Indonesia con una popolazione di 3,5 milioni di abitanti] e a quelli nelle Filippine. Inoltre, ci sono le prove che la CIA era a conoscenza di queste operazioni, se non addirittura coinvolta nella loro organizzazione.”407 L’obiettivo geo-strategico dell’Imperialismo degli Stati Uniti è l’estensione dell’egemonia americana su tutto il mondo, al fine di creare un Nuovo Ordine Mondiale. Poiché il popolo americano è da sempre storicamente contrario a qualsiasi forma di imperialismo, la creazione del Nuovo Ordine Mondiale richiede, come condizione fondamentale, l’abolizione di qualsiasi dissenso; per questo motivo verrà introdotto presto un nuovo stato totalitario, criminale e militarista al posto della repubblica costituzionale che oggigiorno sopravvive a stento negli Stati Uniti.
Nel suo articolo “The Criminalization of the State” [“La criminalizzazione dello Stato”], Michel Chossudovsky commenta che “l’intervista di Franks suggerisce che un nuovo attacco terroristico sponsorizzato da Al-Qaeda servirà da ‘innesco’ per un colpo di stato militare in America. Franks allude ad un cosiddetto ‘evento alla Pearl Harbor’, che verrebbe usato per giustificare la dichiarazione dello stato d’emergenza e che porterebbe all’instaurazione di un governo militare.”408
Il Patriot Act e altre leggi simili hanno già colpito efficacemente i diritti e le libertà civili dei cittadini Americane, annullando di fatto la Costituzione. L’America “più gentile e moderata”, per usare l’espressione di George Bush padre, ha preso forma di legge marziale più gentile e moderata sotto l’amministrazione di suo figlio, George W. Bush. L’attuale regime marziale sta venendo introdotto de facto, seguendo quella che Gorbaciov definì “la Perestrojka Americana”, mentre Barack Obama trasforma l’America in uno stato di polizia fascista e corporativista. Secondo Chossudovsky, “la militarizzazione delle istituzioni civili dello Stato è già avvenuta dietro la facciata di una democrazia fasulla,” e “‘la militarizzazione del nostro paese’409 è ormai già in atto”. Si tratta di osservazioni che colgono tutte nel segno.
Per cogliere l’accuratezza di queste affermazioni, basta esaminare alcuni passi del Patriot Act che George W. Bush ha praticamente imposto al Congresso. Il Financial Privacy Report di Mike Ketcher, rivela come il Patrioct Act Americano sia “solo una delle 17 nuove e fondamentali leggi federali – e centinaia di leggi statali – che privano praticamente di qualsiasi valore la Carta dei Diritti e che hanno avviato l’America a diventare, nei prossimi anni, un vero e proprio Stato di polizia.” Il rapporto prosegue: “Le nuove leggi permettono al governo d’imprigionare chiunque, ovunque si trovi nel mondo, inclusi i cittadini statunitensi arrestati negli Stati Uniti, come ‘nemici combattenti’ o ‘sospetti terroristi’. Il governo deve solo puntare il dito contro di voi e tutti i vostri diritti ed il vostro giusto processo svaniranno all’istante.” (Conosco personalmente un sacerdote cattolico, molto attivo e famoso nella lotta al Nuovo Ordine Mondiale, il quale mi ha rivelato d’essere stato minacciato di recente da agenti dell’FBI, i quali gli hanno detto che potrebbero arrestarlo quando vogliono, senza alcun motivo o prova di reato.) Il rapporto cita il deputato americano Ron Paul, il quale ha affermato che: “l’essenza della libertà non esiste più negli Stati Uniti”.
Il Domestic Security Enhancement Act del 2003 ha eliminato il bisogno di indicare una “causa probabile” di colpevolezza. Questa legge è assolutamente incredibile, va al di la addirittura di qualsiasi legge repressiva introdotta dalla Germania nazista, e sembra essere stata ideata per ridisegnare la società americana ad immagine e somiglianza della repubblica di Robespierre. Come spiega Ketcher, sotto questa legislazione voluta dal procuratore generale John Ashcroft “basta essere accusati, senza alcuna prova, per finire etichettati come ‘nemico combattente’. A quel punto puoi essere prelevato in mezzo alla strada o a casa tua, nel mezzo della notte, e scomparirai per sempre. Se vieni arrestato come ‘sospetto terrorista’ o ‘nemico combattente’, divulgare qualsiasi informazione sulla tua prigionia sarà un crimine per chiunque. Cercare d’ottenere informazioni su ‘terroristi’ o ‘nemici combattenti’ configura il reato di ‘attività d’intelligence clandestina’. Quindi, se un vostro familiare cerca di rintracciarvi dopo la vostra ‘scomparsa’, anche lui sarà considerato colpevole di reato, e molto probabilmente scomparirà all’improvviso come voi.”
Kercher prosegue: “La sezione 205 permette agli ufficiali federali di rango più elevato di mantenere segrete le proprie informazioni e attività finanziarie, autorizzando il governo ad etichettare come terrorista chiunque stia investigando su di esse.” Nell’analizzare il Domestic Security Enhancement Act del 2003, Christopher Story si è così espresso in merito all’America sotto questa legislazione: “Il sorgere del regime Nazista degli Stati Uniti.”410 Ecco cosa intendeva Gorbaciov quando parlava di Perestrojka dell’America, che viene attualmente implementata da Barack Hussein Obama.
Mentre preparavano questa legge in gran segreto, alcuni funzionari del governo la fecero trapelare alla stampa, causando una serie tale di proteste che il disegno di legge non venne neanche presentato al Congresso – ma questo non ha impedito che gran parte degli articoli previsti da quella legge venissero inseriti in altri provvedimenti governativi, come il Military Commissions Act411 ed il Defense Authorization Act.412 Grazie ad essi, quando il presidente dichiara lo stato d’emergenza, il governo è in grado di implementare tutti i punti di quella legge, a prescindere dal fatto che sia stata approvata o meno dal Congresso.
Il National Defense Authorization Act promulgato come legge da Barack Obama il 31 dicembre 2011, da valore legale e formale a tutte quei provvedimenti che calpestano le libertà civili più basilari e che privano i cittadini di qualsiasi tutela costituzionale dei propri diritti. Secondo questa legge, un sotto-comitato del National Security Council ha bisogno solamente di puntare il proprio dito accusatorio verso un qualsiasi individuo, e quest’ultimo potrà essere prelevato con la forza per strada o da casa sua e gettato in una prigione militare, senza che vi sia la necessità di dimostrare colpa probabile, senza bisogno di una qualsiasi incriminazione e men che meno di un processo. Nel firmare il documento, Obama ha aggiunto una promessa scritta, nella quale si impegna a non usare questi provvedimenti contro i cittadini degli Stati Uniti. Tuttavia, questo non può dare alcuna rassicurazione agli Americani, visto che il governo non è vincolato dalle affermazioni scritte dal presidente durante la firma; tra l’altro, lo stesso Obama (malgrado la sua teorica obiezione al provvedimento), prima della sua stesura aveva insistito affinché venisse redatto proprio in maniera tale da permetterne l’applicabilità ai cittadini americani. L’Enemy Expatriation Act, se approvato, renderà irrilevante l’intera questione dell’applicabilità ai cittadini americani, perché darà al governo degli Stati Uniti la facoltà di esercitare il potere – assolutamente anticostituzionale – di privare la cittadinanza a chiunque venga da loro etichettato come ‘nemico’.
Nel suo articolo “The Criminalization of the State”, Michel Chossudovsky osserva che “la ‘criminalizzazione di uno Stato’ avviene quando alcuni criminali di guerra occupano legittimamente delle posizioni di autorità, che li rendono in grado di decidere ‘chi sono i criminali’ – quando i primi ad esserlo sono proprio loro.” Qualsiasi tentativo di smascherare le loro azioni criminose viene considerato ‘tradimento’ o un ‘atto di terrorismo’. Come ha affermato giustamente il noto autore Frank Morales, che ha scritto molto su questo argomento su diversi siti internet, “La Guerra al Terrorismo è una copertura per la guerra al dissenso.”413
Quel che sta sorgendo negli Stati Uniti dopo la messinscena governativa degli attacchi dell’11 settembre, iniziata con l’amministrazione Clinton, è una trasformazione sempre più radicale della Repubblica Costituzionale e democratica degli Stati Uniti d’America nel nuovo stato di polizia dell’Amerika Fascista. È questo il “cambiamento” che Obama sta attualmente implementando in America, ed è probabile che venga completato giusto in tempo per l’unione pianificata degli Stati Uniti con la Russia (che potremmo definire tranquillamente Unione Sovietica, visto che in realtà non è mai cambiata). Questo avverrà quando si raggiungeranno i frutti della Perestrojka in Russia, come predisse Gorbaciov il 15 novembre 1985: “Nel costruire il nostro futuro ci stiamo basando sul … MarxismoLeninismo…. attraverso una ristrutturazione [‘Perestrojka’ – ‘riforma’] vogliamo dare al socialismo una nuova spinta.”414 È tutto pronto, quindi, per un nuovo scontro tra Fascismo e Comunismo, ma questa volta ci sarà una guerra nucleare tra superpotenze, che realizzerà quell’unione pianificata da tempo e l’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale.
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Padre Paul Kramer
martedì 20 ottobre 2026
l’Umanità è molto vicina al pericolo di una grande e distruttiva guerra mondiale.
Messaggio di Nostra Signora Madre della Divina Consolazione (la Protettrice degli afflitti)
“Cari figli,
Ecco la Serva del Signore!
Amati figli, proseguiamo insieme nella perfetta imitazione di Mio Figlio Gesù! Oggi Egli vi invita a seguirLo sempre sulla via dell’amore, della santità e della pace. Per seguire Mio Figlio è necessario rinunciare a se stessi, disprezzando per sempre ogni attaccamento disordinato. Vengo dal Cielo per aiutarvi e per chiedere le vostre preghiere, poiché l’umanità è molto vicina al pericolo di una grande e distruttiva guerra mondiale. E, per liberarvi dai grandi attacchi, vi supplico di non smettere di usare una potente arma che vi ho già dato qui, il Cordone Sovrano. Con il Cordone Sovrano, il Mio Cuore Immacolato vi offre conforto nelle vostre sofferenze, fiducia nel vostro scoraggiamento e sicurezza nelle vostre tribolazioni. Il mondo è sull’orlo di una grande catastrofe! È necessario riempire i vostri cuori di grande fede e speranza nel Signore!
Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!
Vi amo! Rimanete tutti nel nome della Santissima Trinità.”
12-10-2026
CUORE VOLTO VERSO IL PADRE
CAPITOLO PRIMO
CUORE VOLTO VERSO IL PADRE
Sottomissione straziante
L'amore rende l'umiltà naturale e facile la sottomissione. Ma non risparmiò a Cristo le rinunce. L'uomo è naturalmente incline a sognare un amore pieno di incanto e un'umiltà tutta dolce. Tuttavia, la subordinazione di Gesù gli valse terribili mutilazioni, profondamente sentite. Si può immaginare cosa sia stato per una personalità della sua natura, la permanenza di trent'anni nel villaggio di Nazareth? Ogni giorno doveva nascondere le sue immense ricchezze divine e umane sotto un lavoro banale che poteva essere svolto da chiunque. Colui che venne al mondo per salvare le anime, e che sapeva di essere destinato a operare la liberazione dell'umanità, doveva rassegnarsi a un lavoro di carpentiere, quando da ogni parte, attraverso i suoi occhi e le sue orecchie, gli giungevano le angosce delle anime. Quanto gli era doloroso chiudere il cuore a questi appelli! Eppure lo faceva, affinché il suo cuore rimanesse aperto alla compiacenza del Padre.
Poi, al termine della prigionia di Nazareth, ne iniziò un'altra. Certamente più grande, ma pur sempre una prigionia. Cristo vedeva il suo apostolato limitato dal Padre entro i confini della Palestina: "Non sono stato inviato se non alle pecore che sono perite della casa d'Israele" (6). E, poiché il suo amore si rivolgeva a tutti gli uomini e desiderava venire in aiuto di tutti, questa barriera imposta dal Padre annientava i suoi sogni più cari e gli impediva la soddisfazione delle più nobili e profonde aspirazioni. Di cuore, Cristo era missionario: desiderava rivolgersi ai popoli di tutte le nazioni, poiché non condivideva affatto i pregiudizi nazionalisti dei suoi compatrioti. Non lo sentiamo impaziente di chiamare al Regno di Dio tutte le anime? Non ripete sempre che è giunta l'ora in cui tutti i popoli entreranno in quel Regno? Eppure non gli è permesso portare loro la buona novella. Fa solo un breve passaggio nel territorio di Tiro e di Sidone; il suo apostolato è ristretto alla Giudea e alla Galilea; per questo, si sente felice quando può occasionalmente testimoniare un affetto speciale a qualche straniero, lodare il centurione romano o il lebbroso samaritano. Per una visione dominatrice del mondo sono troppo piccoli i confini della Palestina. Se il Padre lo avesse permesso, Cristo avrebbe tentato la conquista apostolica del mondo; avrebbe percorso i cammini battuti poi da San Paolo, pieno di fatica e di entusiasmo. Ma il Padre non vuole, e Cristo acconsente con tutto il cuore, senza ombra di rancore o di impazienza.
Invece di trascinarlo a un tentativo di espansione nel mondo, il Padre conduce Gesù all'ignominia del Calvario. Lì termina la sua missione terrena. Sappiamo quanto doloroso sia stato questo consenso; lo provano le lotte della sua agonia. Gli altri sacrifici fatti da Cristo sono nascosti nel recesso della sua anima, ma l'imminenza del sacrificio della Croce lo spaventa a tal punto che non è capace di nascondere il suo abbattimento. Tutto il suo essere entra in lotta: è necessario meditare Cristo nel Getsemani, per poter comprendere il tormento imposto dall'amore del Padre: amore terribile nelle sue esigenze, apparentemente crudele e brutale. Per accettarlo integralmente, Gesù soffre uno sconvolgimento dell'anima e del corpo. Questa dilacerazione continua sulla Croce: Cristo soffre per vedersi abbandonato dal Padre, ma si abbandona a Lui. Prima di esalare l'ultimo respiro, lascia sfuggire un grande grido: "Padre, nelle tue mani affido il mio spirito" (1). È la sua ultima proclamazione al Padre, l'ultimo impulso di un amore portato fino al parossismo. Tuttavia, questo atto di abbandono magnifico ed emozionante, non dimostra quanto sia costato a Gesù la sua mansuetudine? Mettere nelle mani del Padre il suo spirito, significa accettare che la sua esistenza sia falciata in piena giovinezza, dopo soli due anni di attività pubblica; significa rassegnarsi a vedere i suoi talenti umani, così ricchi di promesse, definitivamente recisi, e completamente rovinate le sue immense possibilità di apostolato. È lasciarsi strappare dall'affettuosa compagnia di sua madre, dei suoi discepoli e, in senso universale, dalla società degli uomini che Cristo amava tanto. La morte è una rinuncia per l'uomo, tanto più intensamente sentita quanto più potenti sono le sue affezioni. Gesù si rattrista troppo nel separarsi dagli uomini, poiché li ama appassionatamente. Nell'ultimo sguardo rivolto al Padre, l'offerta del suo amore porta il segno del suo dolore veemente.
JEAN GALOT












