lunedì 21 settembre 2026

OPERA DEI "TABERNACOLI VIVENTI"

 


Il grande dono di Gesù agli uomini d'oggi tramite Vera Grita


14-V-1968 Gesù. I Tabernacoli Viventi si moltiplicano nel mio Pensiero. Sono avanti a te nella mia Visione, e attendono la mia Parola. Io ti aspetto a Torino, nella terra benedetta, e là, fra i miei Martiri, attingerai la forza e la fede. Va' ad essi perché ciascuno di loro dia a te fede, coraggio, santità. Essi sono ricchi di Me! Poi porta le mie Parole ai miei Sacerdoti, porta l'annuncio del mio Dono perché non si ritardi. Il Tabernacolo Vivente, presto, deve essere Gesù fra gli uomini, Gesù nella vostra vita quotidiana, affinché non mi dimentichiate, ma mi comunichiate agli altri uomini. Io in voi, nella vostra anima. Io su voi, in comunione costante con l'anima! Quando sarete in molti, vi manderà lontano perché il mio Dono giunga a tutti gli uomini. Si faccia un'accurata scelta dei miei "Dettati", e si facciano pervenire al Santo Padre. Io sarò con voi con la mia Grazia. Al Papa Paolo VI, mio amatissimo pastore. Paolo, figlio mio dilettissimo, scelto dalla Beatissima Trinità, quale Nocchiero della mia Barca fra le tempeste dell'umanità percossa, metto nelle tue mani il mio Messaggio d'Amore e di Salvezza per tutte le anime. La mia Opera d'Amore diretta da Me, Gesù, deve essere diffusa presto, e da te devono scaturire quei lumi la cui luce deve abbracciare l'umanità. Io mi dono alle anime a Me consacrate, e per esse Io sarò, Io andrò per le vie del mondo. Io ho scelto nuovi Templi: Templi viventi. Io prediligo l'anima piccola perché mi consoli e mi ami e mi doni. Io anelo l'anima forte perché muoia in Me e sia solo Me. Io formo nuovi Templi, nuove chiese che vivano, che partano, che lavorino insieme a Me: perché Io sono sempre il Maestro, la Guida, il Redentore. Sono Salvatore e voglio salvare tutte le anime. Ogni anima che porterà Me, avrà la via dischiusa alla santità. Io, Gesù, vi ho dato una vocazione: pescatori di anime. Voi non pescate senza di Me le anime lontane. Io, Gesù, verrò con voi, su voi, in voi! Gesù, Uno e Trino, si spande nell'immensità del suo Amore. Vado sotto le Specie Eucaristiche a cercare ciò che sta per perdersi; vado a cercare le pecorelle che non vogliono cercare il mio Ovile; vado a chiamare coloro che non mi odono più. Si formino presto i miei Templi, affinché Io prenda dimora in loro. Tu, mio primo Tabernacolo Vivente, componi la mia Lega di Anime, perché con te sia la forza e l'esercito che combatte per la mia Gloria e la salvezza dell'umanità. Ecco, Io ritorno fra voi quale inizio che precede la mia venuta sulla terra. Conferma la mia divina Volontà: donala alle anime consacrate, donala al mondo, e tutto affida a Colei che con Me tu ami tanto. Gesù, Sacerdote Eterno, al Primo Sacerdote della sua Chiesa: Paolo VI Pontefice. Nel Padre, nel Figlio, nello Spirito Santo, si compia la mia Volontà anche sulla Terra". Angeli che porgete a Dio i Calici perché Gesù vi abiti, offriteli con Lui ai Dio Padre, avanti al suo altissimo Trono perché Io, Gesù, mai sia separato dalla mia creatura: creatura umana e creatura divina. Si fondi l'amore, si spanda la grazia, si ricopra la terra di Misericordia, perché Io, Agnello Immacolato, ho coperto l'umanità di Templi, di Me. E Io, Io alzerò nelle piccole Ostie le mie Mani al Cielo per gridare ancora, dei miei Tabernacoli Viventi: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno". E il Padre per mezzo vostro vedrà in ciascuno di voi Me: il Figlio suo; vedrà per Me, tanti Gesù, tanti Figli; vedrà un Agnello immacolato in tutti: la sua Vittima: Me! Amo i miei Tabernacoli; li amo ora; li ho amati dal momento che mi sono dato a voi quale cibo dell'anima. Vi ho visti, vi vedo, vi cerco. Accoglietemi: sono Gesù Eucarestia, sono l'Amore che dona e dà. Sono Gesù, e guardo il mio gregge attraverso il mio Pastore Paolo VI. Gesù, sommo Sacerdote, a te, che mi leggi e conosci e mi aspetti e sai... Guardami: sono Gesù nell'Amore, nella Misericordia, nella Grazia, nel Perdono. Guardami: tu sei ferito di Me; e in te Io sono per donarmi; Guardami: sono Gesù e a te chiede il tuo. Sì, Signore! Per la Gloria del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo; chè tutto è Opera d'Amore. Mamma! invocate: Mamma! Mamma! Le braccia aperte sono protese a voi: chiamatela! Io vi dono, Io vi dono per quest'Opera d'Amore la mia Mamma, quale mai Essa è stata per l'umanità Madre di figli perduti, e per Lei trovati, salvati, redenti. Gesù a voi, miei Tabernacoli amati, per mezzo della Mamma mia a voi, per mezzo del vostro amato Papa, poiché egli legherà in terra quanto in Cielo è volontà, amore, perdono di Dio, Creatore e Padre per tutte le creature sue. Così sia. N.b. La scrivente annota: 14 maggio Festa della Beata Madre Maddalena Gabriella di Canossa.


Con la partecipazione alla natura divina scende in noi, per mezzo della grazia, la più alta perfezione

 


LE MERAVIGLIE DELLA GRAZIA DIVINA


1. «Io voglio essere simile all’Altissimo», gridò Lucifero (Is 14, 14) contemplando la bellezza e i doni meravigliosi di cui era stato arricchito da Dio. Questa intenzione era giusta in sé stessa, era anzi un dovere. Ma nel senso preteso da Lucifero e pronunziata dalla sua bocca era una bestemmia, volendo egli arrivare a quell’altezza, indipendentemente da Dio.

Anche per ognuno di noi è dovere il pensare così: «Voglio divenire simile a Dio». Però dobbiamo volerlo per mezzo della grazia e della più intima unione a Lui. Non possiamo rendere a Dio lode più degna del riconoscere noi umilmente che Egli stesso, per la sua grazia, vuol farci simili a Lui nella sua altissima perfezione, e non possiamo ringraziarlo in miglior modo che cooperando con la sua grazia, meglio che possiamo, per avvicinarci il più che ci sarà possibile alla di Lui santità. Lo stesso Salvatore ci dice: «Siate perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste» (Mt 5, 48).

2. Considera dunque, anima cristiana che sei chiamata a questa intimità con Dio, i tesori della sua bellezza. Ammira la sua natura infinita, che tutto contiene di ciò che di più bello e magnifico possa immaginarsi. Stupisci dinanzi alla sua divina maestà dalla quale si spandono come da un sole tanti raggi luminosi quante sono le bellezze e le perfezioni che scorgiamo in noi, intorno a noi e sopra di noi. Guarda come questo potente architetto ha costruito in un batter d’occhio questo nostro mondo così grande e così variato. Ma Egli non si è per niente esaurito con tale opera; Egli avrebbe potuto creare con la stessa facilità mille altri mondi. Vedi, anima mia, come Egli, senza alcuna fatica, ha chiamato all’esistenza innumerabili corpi celesti dei quali molte migliaia sono più grandi della terra, e li ha posti sotto leggi meravigliose. Vedi, come senza muoversi, Egli tutto regola e muove. Vedi, come divide le varie cause ed ordina gli elementi, come Egli palesa le proprietà, le forze, i tesori dei metalli, delle sorgenti, delle piante e degli animali, agli uomini di scienza ed agli Angeli assistenti al suo soglio.

E quando, compresa dalla incommensurabile pienezza delle sue ricchezze e perfezioni che scorgi in Dio ti prostri stupita innanzi a Lui come un povero vermicciuolo si annichila davanti allo splendore del sole: allora, o anima, puoi stupirti di te stessa, poiché tutte queste cose, o mille altre delle quali ora non hai nemmeno la minima idea, sono tue, poiché tu appartieni a Dio ed Egli appartiene a te, e tutto ciò che è suo è tuo in eterno!

3. Ogni natura creata possiede un grado diverso di perfezione e niuna di esse contiene tutto ciò che trovasi nelle altre. L’elefante ha la forza del leone, ma non ne ha la sveltezza; il leone ha la forza dell’elefante, ma non la sua grandezza. Gli animali hanno al disopra delle piante la sensibilità, ma non posseggono la loro esuberante bellezza di fiori variopinti. L’uomo per la sua anima ragionevole trovasi infinitamente al disopra di tutti gli animali, eppure questi posseggono molte qualità corporali che mancano agli uomini.

Dio invece nella sua semplice essenza riunisce in sé tutte le prerogative delle creature (1) ed ognuna di esse la possiede nel massimo grado di pienezza e purità, come il sole nel suo semplice lume possiede la molteplice magnificenza dei sette colori dell’arcobaleno. Poiché le diverse nature delle creature sono come i raggi multicolori in cui si risolve un raggio di sole.

L’uomo è già per natura creato ad immagine di Dio, per cui l’essenza dell’anima nostra, come di quella dell’angelo, è molto più perfetta di quella degli esseri irragionevoli. Le nostre proprietà naturali non sono però che raggi singoli e interrotti del sole divino, poiché essi, per quanto possano esser belli, non contengono però in sé le prerogative di altre nature.

Nella grazia, invece, la luce della stessa natura divina nella quale sono riuniti tutti i raggi della santità, cade in maniera assai più perfetta nell’anima nostra. È vero che anche la grazia ha i suoi gradi e le sue varietà e che niuno dei santi è uguale all’altro, ma gli eletti si distinguono tra loro, come un angelo dall’altro, come una stella dall’altra stella, in splendore e bellezza (1Cor 15,

41). Pure il minimo grado di grazia partecipa all’anima un’immagine di Dio così elevata che tutte le perfezioni naturali delle creature riunite insieme sono da esso sorpassate in grado infinito.

4. Se tu, o cristiano, sei povero di doti naturali, non hai per questo da invidiare alcuno. E se anche sei ricco di beni di fortuna, forte, dotto, stimato da tutti, ma ti manca la grazia, stai pur certo che il più povero dei tuoi fratelli può essere, per mezzo di essa, infinitamente più giusto e felice di te, egli possiede un tesoro meraviglioso, la vera riproduzione dell’immagine di Dio, un capolavoro che non ha confronto né in cielo, né in terra. Egli ha nel suo cuore, per la grazia, una tale pienezza di sapienza, di bellezza e di virtù che tutte insieme le creature non possono stargli a paragone; esso alberga nel suo cuore il regno più bello e magnifico che possa mai esistere, il regno di Dio; del quale disse il Salvatore: «Il regno di Dio è dentro di voi» (Lc 17, 21).

5. Ma tu dirai: io niente vedo di tutte queste bellezze; e che mi giova possedere un tesoro quando non posso godermelo?

È vero, tu non vedi le tue dovizie, ma pure esse trovansi dentro di te. Se hai un diamante non ancora ripulito e lavorato non puoi farti un’idea di quanto esso sia splendido e di prezzo; eppure esso racchiude già in se stesso, nella sua rozza apparenza, il suo intero valore. Se tu hai in mano un granello di seme di un grande albero non potresti immaginare l’albero maestoso e magnifico che ivi si cela. Così è della sublime e divina perfezione che si trova in te, partecipata dalla grazia; ma essa trovasi ancora velata e nascosta. «Noi siamo ora figliuoli, dice S. Giovanni (1Gv 3, 1-3), ma non è ancora manifesto quello che noi saremo quando vedremo Dio come Egli è».

Finché tu non contemplerai Dio faccia a faccia non potrai vedere nemmeno l’immagine della sua divina natura come trovasi nell’anima tua. La grazia è appunto l’aurora del sole divino; aspetta che il sole stesso sorga sull’orizzonte, che esso spieghi in te tutto il suo splendore, che l’intensità del suo calore ti penetri e ti trasformi, e allora sarai rapito fuori di te per la tua bellezza, e tanto più lo sarai quanto più a lungo essa ti è restata celata. Fino a quel giorno beato ti fa mestieri lavare con le tue lacrime quel prezioso diamante ed arruotarlo con i tuoi sacrifici. Resterai meravigliato a rimirarne lo sfolgorante splendore, allorché sorgerà l’eterno Sole. Per ora, come insegna l’Apostolo, fa d’uopo che tu proceda nella fede e non nella visione, nella fede all’immutabile parola di Dio. Poiché «per la fede», ci dice S. Pietro (1Pt 1, 4-5) «saremo riserbati per una beatitudine che ci sarà manifestata nell’ultimo tempo, con l’apparizione del Signore», e per Lui noi abbiamo «la viva speranza di una incorruttibile, purissima, inalterata eredità che ci sta preparata in cielo».

6. Nella grazia tu hai la tessera della tua futura trasfigurazione. Perciò l’Apostolo chiama lo Spirito Santo un pegno od una cauzione che noi portiamo nel cuore (2Cor 1, 22; Ef 1, 14) mentre Dio ha infuso il suo spirito nel nostro cuore e con questo la sua grazia. Egli ci è restato mallevadore che è sua volontà di condurci alla gloria eterna. Se noi conserviamo fedelmente questo pegno preliminare, questo ci sarà commutato nell’eternità con la pienezza della trasfigurazione (3). La gloria della beatitudine eterna non è che il pieno sviluppo di quella che è stata deposta per la grazia nell’anima nostra. Essa sta in rapporto alla grazia come il giorno all’aurora. L’ammalato che si è lagnato tutta la notte, insonne e in preda alle sofferenze più acute, si sente come rivivere quando scorge i primi albori del giorno che spunta. Il chiarore è ancora assai debole, ma per il povero infermo è pegno sicuro del giorno che si avanza e che gli apporterà alquanto sollievo.

Nello stesso spirito tu devi, o cristiano, contemplare la grazia divina. Tu sei naturalmente ben lontano dal possedere le divine perfezioni che essa ti vuole partecipare in una beatitudine affatto indisturbata. Tutto ciò che provi in te stesso riguardo alla grazia divina è come il dolce crepuscolo di una nuova luce a grande distanza. Ma consolati e resta fedele alla grazia. Come è certo che dall’aurora scaturirà il pieno meriggio, così è certissimo che dal debole lume della grazia si svilupperà il sole della beatitudine, se tu persevererai sino alla fine, pieno di speranza e di fiducia. Anche se tu ancora languisci nella schiavitù della carne, se ti senti oppresso da dolori e da colpe, se spesso sei costretto a lagnarti di essere ancora tanto dissimile a Dio, sospira allora con l’Apostolo la libertà e la beatitudine dei figli di Dio, nel cielo, là dove tu raggiungerai la pienezza della perfezione, cioè quella rassomiglianza alla quale ti deve portare la tua fedele cooperazione alla grazia. In tal modo le tue più accese brame saranno appagate.

Custodisci perciò il tuo prezioso tesoro, e cerca ogni giorno più di crescere nella divina grazia e farne buon uso.

M.J. SCHEEBEN


SIATE MITI

 


Io voglio che voi siate pacifici, anche con voi stessi. Quando commettete un errore, voglio che ve ne pentiate, che ne proviate vergogna e che siate fermi nell’intenzione di non commetterlo più. Ma non voglio che vi irritiate contro voi stessi, poiché l’uomo che ha la ragione perturbata non può mai agire con buon senso, e nemmeno con prudenza. 

Quando sei arrabbiata, non fare e non dire niente fintanto che la collera è in te, poiché tutto ciò che farai o dirai sarà ingiusto. L’uomo irritato non agisce secondo la giustizia divina. E stai pure attenta a non chiedere consiglio a chi potrebbe fomentare la tua collera. Calma il vizio con la virtù. Con la mansuetudine vincerai la collera. Leggi Giovanni 18, 11. Se Io vi ho chiesto di perdonare, e ve ne ho dato l’esempio, come potrete voi rifiutare di perdonare agli altri? Eleva a Me il tuo spirito; chiediMi pazienza e amore. 

Guarda la Mia Croce e vedi se senti ancora in te la collera. Guarda l’enormità dei tuoi peccati e sopporta tranquillamente tutto ciò che ti arriva. E poi, soprattutto, evita le cose, le occasioni e le persone che possono toglierti la pace…


Catalina rivas


PERSONAGGI DELLA PASSIONE - Pietro

 


PERSONAGGI  DELLA  PASSIONE


CAPITOLO I 

Pietro


La tappa successiva fu: La Sostituzione dell’Azione alla Preghiera. La maggior parte delle anime che sentono ancora la necessità di fare qualcosa per Dio e per la Chiesa si rivolgono al conforto dell’attività. Invece di passare dalla preghiera all’azione, trascurano la preghiera e si affannano in molte cose. È così facile pensare che stiamo facendo l’opera di Dio quando siamo solo in movimento o ci stiamo agitando. Pietro non fa eccezione. Nel tumulto dell’arresto di Nostro Signore che seguì, Pietro, che si era già armato di due spade, lascia che la sua solita impetuosità abbia la meglio su di lui. 

Vibrando un fendente piuttosto avventato contro la banda armata, non colpisce un soldato, ma un servo del Sommo Sacerdote. Come spadaccino Pietro era un buon pescatore. Il servo si scansa e il colpo, mirato alla sommità del suo capo, gli taglia semplicemente un orecchio. Nostro Signore guarì l’orecchio con un miracolo, e poi, rivolgendosi a Pietro, disse: “... Rimetti la spada nel suo fodero, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada periranno” (Mt 26, 52). La Divinità non ne ha bisogno. Avrebbe potuto chiamare in Suo aiuto dodici legioni di angeli, se avesse voluto. 

La Chiesa non deve mai combattere con le armi del mondo. Il Padre aveva offerto al Figlio la coppa, e nessuno poteva impedirgli di berla. Ma Pietro, abbandonando l’abitudine della preghiera, sostituì la violenza verso gli altri, e ogni tatto fu perduto mentre la devozione a una causa diventava zelo senza conoscenza. Sarebbe stato molto meglio prendere qualche ora dalla vita attiva e spenderla in comunione con Dio, piuttosto che essere impegnati in molte cose trascurando l’unica cosa necessaria per la pace e la felicità. Nessuna attività del genere può sostituire un’ora di veglia e preghiera. 

Tiepidezza. L’esperienza dimostra presto che l’attività religiosa senza preghiera degenera presto in indifferenza. In questa fase le anime diventano indifferenti. Credono che si possa essere troppo religiosi, troppo zelanti, o “passare troppo tempo in chiesa”. Pietro esemplifica questa verità. Poche ore dopo, Nostro Signore viene condotto davanti ai Suoi giudici — e si è quasi tentati di dire: “Che Dio ci perdoni per averli chiamati giudici”. 

Mentre quella triste processione avanza nell’indicibile solitudine in cui l’Uomo-Dio si sottomette liberamente alle frecce malvagie degli uomini, i Vangeli registrano: “E Pietro lo seguiva da lontano”. Aveva rinunciato alla preghiera, poi all’azione, e ora mantiene le distanze. Solo i suoi occhi rimangono sul Maestro. Quanto rapidamente si dimostra l’insincerità dell’azione senza preghiera!  

Colui che poche ore prima era stato abbastanza coraggioso da sguainare una spada, ora si trascina indietro. Cristo, che una volta era la passione dominante della nostra vita, ora diventa un elemento secondario nella religione. Ci attardiamo ancora per forza d’abitudine — o forse anche per rimorso di coscienza — sulle orme del Maestro, ma fuori dalla portata dei Suoi occhi e della Sua voce. È in momenti come questi che le anime dicono: “Dio mi ha dimenticato”, quando la verità è che non è Dio che ci lascia, siamo noi che ci allontaniamo. 

Soddisfazione dei bisogni, dei sentimenti e delle emozioni materiali. Una volta che il divino svanisce nella vita, il materiale inizia ad affermarsi. L’eccessiva dedizione al lusso e alla raffinatezza è sempre un’indicazione della povertà interiore dello spirito. Quando il tesoro è dentro, non c’è bisogno di quei tesori esteriori che la ruggine consuma, le tarme mangiano e i ladri sfondano e rubano. Quando la bellezza interiore svanisce, abbiamo bisogno di lussi per vestire la nostra nudità.  

È quindi naturale trovare che nella fase successiva della sua decadenza, Pietro si dedichi a soddisfare il suo corpo. Non entra in tribunale. Rimane fuori con i servi; e nel linguaggio espressivo della Sacra Scrittura, “... quando ebbero acceso un fuoco in mezzo al cortile e si furono seduti attorno, Pietro si sedette in mezzo a loro” (Lc 22, 55).  

C’è un processo in atto in Pietro, ma non è certo un progresso, perché è un movimento verso il basso: camminare, stare in piedi, sedersi. Questo è esattamente ciò che fece Pietro. Camminare: “Lo seguì da lontano”. Stare in piedi: “Entrò nel cortile e stette in mezzo alla gente”. Sedersi: “Si sedette accanto al fuoco che i nemici di Cristo avevano acceso”. Il lusso aveva preso il posto della fedeltà. Mai nessuno fu così freddo davanti a un fuoco! 

Rispetto umano. L’ultima fase della caduta è il rispetto umano, quando neghiamo la nostra Fede o ce ne vergogniamo di fronte al ridicolo o al disprezzo. Le religioni mondane andranno d’accordo con il mondo, ma non una divina. Come Nostro Signore ammonì: “Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra. In verità vi dico, non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo” (Mt 10, 23).  

Mentre il bagliore di quel fuoco illuminava il volto di Pietro, fu possibile per gli astanti e per coloro che entravano in tribunale vederlo. Nello stesso momento in cui Nostro Signore in tribunale stava prestando giuramento proclamando la Sua Divinità, Pietro stava prestando un giuramento, anch’esso, non per riaffermare che Cristo era il Figlio del Dio Vivente, ma piuttosto per negarlo.  Ci fu il clamore degli ufficiali e la risata sfacciata di una serva, che disse: “Anche tu eri con Gesù di Nazaret”. Pietro lo negò.  

Poi, un’altra serva disse che era uno di loro, ma lui lo negò di nuovo, dicendo: "Donna, non lo conosco" (Lc 22, 57). Passò forse un’ora, e poi uno degli uomini gli disse: “Certo che tu sei uno di loro; perché sei anche galileo” (Mc 14, 70). “... anche la tua parlata ti tradisce (Mt 26, 73). Pietro si arrabbiò per le loro ripetute affermazioni, e con un rigurgito atavico ai suoi giorni di pescatore, quando le sue reti si impigliavano nelle acque della Galilea, imprecò e giurò di nuovo, dicendo: “Non conosco quest’uomo di cui parlate” (Mc 14, 71). Il rispetto umano aveva avuto la meglio su Pietro.  

Quante volte gli altri sanno cosa dovremmo fare, anche quando noi l’abbiamo dimenticato. Quanto sono permalose quelle coscienze che hanno abbandonato il loro Dio! Quanto sono sensibili anche al solo ricordo di aver avuto un tempo la Fede! Molte volte ho sentito anime simili dire: “Non parlarne! Voglio dimenticarlo”. Ma non potremo mai dimenticare — anche la nostra parlata tradisce che siamo stati con il Galileo.  

Se questi sono i passi per allontanarsi dalla Fede, quali sono i passi per tornare al suo abbraccio? Essi sono:  

1. Primo, Disillusione.  2. Secondo, Risposta alla grazia.  3. Terzo, Emendamento.  4. Quarto, Dolore. 

FULTON J. SHEEN 


Preparatevi per le nozze con lo Sposo.

 



—Signore, ho bisogno di capire, non lasciarmi. Dimmi cosa devo fare. Cosa devo fare con lui (si tratta di una persona che il Signore ha messo nella mia vita perché io lo aiutassi).

—Con lui hai fatto carità, è nato dalla carità, per questo tu lo hai amato. Guardavi Me, non lui. Quando hai conosciuto la sua situazione non hai smesso di amarlo, lo hai amato ancora di più, proprio come Io lo amo. Perché Io lo amo.

—Signore, prima mi hai parlato (faccio un atto di fede) e mi hai detto di sì con lui ma con Te. Mi hai detto che Tu prima, mi hai detto che Tu primo e non capisco bene cosa intendi.

—Ti ho detto Con Me, perché Con Me tutto è buono, Con Me tutto è bene, tutto si risignifica. (Non so cosa sia quella parola, non capisco).

Lo so, capisco e conosco meglio di chiunque altro il tuo dolore, mia piccola. Quanto hai sofferto per amore di Me, ma anche questo Io lo premio. In tutti i tuoi atti di amore c’ero Io, e tutti quelli che hai amato nel mio nome; tutti quelli che vedevi in Me e Me in loro.

—Signore, non cambiare argomento.

—No, mia piccola, questo è l’argomento. Mia poverina, non capisci ancora.

—Signore non lasciarmi, io sto facendo un atto di fede. (Qui gli mostro la mia vita precedente, dalla mia infanzia).

—Tu mi cercavi Me nel mondo e per questo non mi hai trovato. Io non sono di questo mondo, Io Sono Colui che Sono. E tu mi hai conosciuto, mi hai capito, hai saputo come ero, ma cercavi nei posti sbagliati, quelli non ero Io. Ti sei passata la vita triste cercandomi, non sapevi che Io ero già con te. Cercavi fuori, guardavi fuori, e Io ero dentro di te, con te molto vicino, non te ne rendevi conto e ti ostinavi a trovarmi fuori. Sì, mi hai cercato, quanto triste sei stata nel non trovarmi.

—Signore, non lasciarmi.

—Non ti lascio e neanche questo capisci, non c’è nulla che mi allontani da te, il Mio Amore supera tutto, il Mio Amore è grande. Non capisci ancora che non c’è nulla che tu faccia che impedisca a Me, il Signore di tutte le cose, di amarti? Non capisci che non c’è nulla che mi allontani da te? Io sempre, sempre sono con te qualunque cosa tu faccia, non ti lascio, sono lì. Mio amore, non capisci ancora che ti amo? Non capisci che ti desidero? Io sono anche amante, un amante molto vicino e fedele.

Io sono il Fedele, e amo di più quelli che mi sono fedeli, quei piccoli. Io vi amo in modo personale, proprio come siete. Io ti amo, mia figliola, mia piccola, Io ti amo. Io ti amo, donna, sposa vicina, che non si avvicina a Me.

Io sono anche lo Sposo, per questo ti dico che Io primo. Che non senza Me. Mia piccola, non capisci ancora.

La Mia Parola è chiara ed è scritta, ma c’è chi cerca di adattarla ad altre questioni che sono dell’uomo e così facendo hanno abbandonato la Mia Parola. Io prima ti ho parlato delle Nozze, e ti ho chiesto di prepararti per esse. La sposa, la buona sposa si prepara per quel giorno, il suo desiderio deve essere quello, prepararsi per le Nozze dell’Agnello, lì quelli che ci saranno, si sposeranno in Me. Sei tu preparata, ti stai preparando per le Nozze, sposa mia, amata mia? Non sia che arrivi lo Sposo e tu non sia preparata. Ti voglio Santa, ti voglio intatta, preparando il corredo, il corredo sono i doni e le grazie che ti do. Anche il dolore e ciò che fai con esso, come me lo offri. Sì, il dolore è parte del mio corredo.

Prima hai pensato a ciò detto riguardo al primo uomo e alla prima donna proprio come Io li ho pensati. Ma le nozze non ha senso, se non è preparata per Me.

In Me si sposeranno coloro che Mi aspettano e farò una nuova creazione con gli eletti che Mi seguono e ascoltano la Mia Voce. Con gli eletti che donano la loro vita preparandosi per le Nozze.

Sì, prima ti ho detto che ciò che qui accade accade anche in Cielo, ciò che qui farai resterà lì fatto (si riferisce al matrimonio), perciò se qui ti unisci, sarai con lui unita in Cielo ma non senza Me, MAI senza Me, ciò non è possibile.

Preparati per le Nozze, sposa Mia, come una sposa Santa. Per esserlo deve essere una sposa fiduciosa e felice. La tua gioia: le Nozze. Non c'è nulla legato che si sciolga. Non c'è nessuno che si sposa in Me, che non si sposi Con Me. Non esiste matrimonio fuori di Me. Coloro che si sposano, si sposano Con Me prima o non si sposano. Non esiste nozze senza lo Sposo e lo Sposo sono Io. (Di nuovo qui parla del Matrimonio e dell'indissolubilità del sacramento).

Capisci ora, piccola Mia? Fissa il tuo sguardo su Me, sii la Mia amata prudente, fedele e fiduciosa, ti voglio gioiosa. Come può essere triste una sposa? Una buona sposa si aspetta preparandosi per le nozze. (Sto pensando alla castità). Nell'attesa ci sono Io e la premio. Sono anche nel desiderio degli amanti, nel loro anelito, che Mi appartiene. Sempre nella gioia di Me, il Redentore e Signore. Una buona sposa, si aspetta amando e prepara la sua anima per la Santità dove abiterà lo Sposo. Cresci nell'amore, quella è la Mia casa, prepara la tua anima, è la Mia dimora, senza trascurare il corpo che è il Mio tempio. Se cresci in Me, non diminuisci. Io vedo l'amore e il desiderio di unione degli sposi che Mi amano. Preparatevi per le nozze con lo Sposo. Io tutto lo rifinisco, Io Sono Colui che santifica. Piccola, confida, anche se non capisci. Bambina, la fiducia, Io faccio tutto nuovo! Farò una nuova creazione! (Ora, lo vedo triste).

Figlia, l'amore in Me e che nulla ti allontani da esso. Non allontanarti tu da Me, che Io sono sempre con te. Non concentrarti su di lui, concentrati su Me. Con lui ma Con Me Capisci?

—No, non capisco. Cosa posso fare?

—Con Me tutto.

Vedo che Dio mi parla della Santità del matrimonio come sacramento. E che l'unione tra uomo e donna, lo è solo da Lui. Il sacramento del matrimonio è esempio della sponsalità tra Lui (Dio) e la Sua Sposa (la Chiesa), noi. Mi parla anche allo stesso tempo delle Nozze che stanno per arrivare e come dobbiamo prepararci, proprio come la sposa si prepara per lo sposalizio. Tutto è correlato. Tutto lo collega. Grazie Signore per insegnarmi.

23 DICEMBRE 2012

s.t.G.


L'ORAZIONE DI QUIETE

 


“Il diario mistico di Camilla Bravi” 


Vi è anche un'orazione di riposo. È un'unione dolce e saporosa, in cui l'anima non è capace di pregare e di meditare, perché le sue potenze sono intente ad amare e gustare l'amore. E quest'orazione di riposo tiene luogo a tutto, e con essa l'anima acquista e merita di più che in tutte le preghiere o penitenze. 

L'anima gode della presenza di Dio in lei, e Lo vede e Lo gusta e si trattiene a conversare con Lui; ma questa presenza divina intellettuale non è come la presenza che gode quando vede Gesù o la Vergine a lei accanto. È una cosa molto diversa perché, in questa unione di riposo, l'anima vede intellettualmente Gesù in sé, e gusta di questo Amore che Egli le dona anche durante le occupazioni e il lavoro, ha voglia di starsene sola con Lui e anche le conversazioni spirituali le danno noia. 

Questa orazione di riposo può durare mesi e giorni. È più sensibile e dolce davanti all'altare e durante la Comunione. Un giorno, mentre ero triste perché non riuscivo a recitare neppure il rosario, Gesù mi spiegò: «A te sembra d'essere oziosa e di fare niente, invece tu gusti il mio Amore dolcemente nella quiete, nel riposo, mi senti proprio dentro la tua anima. Io ti guardo e ti abbraccio, e ti dono l'Amore. E in questo mutuo abbraccio in cui ti dono l'Amore, tu mi ami e ci scambiamo entrambi il nostro Amore senza bisogno di parole». 

E mi disse che questo riposo è un riflesso del riposo che vi è in Dio, Santissima Trinità, che rende l'anima beata e felice in quell'unico, indivisibile ed eterno Amore che si scambiano le Tre divine Persone. È un riposo fecondo che ricolma l'anima d'Amore. 

Quest'orazione si eclissa nelle prove dolorose e ritorna più saporosa dopo, e prepara a sopportare le grandi prove purificatrici che Dio riserva all'anima per santificarla. In questa via purgativa e unitiva, nell'orazione di contemplazione vi sono diversi tocchi divini. 

Non vi è solamente il dardo d'amore che ho già descritto. Vi è la fiamma d'Amore che avvolge l'anima improvvisa e forte, e avvolge anche il corpo. Allora ci si sfoga in lacrime e si vorrebbe che tutti amassero il Signore, e si piange fortemente perché l'Amore non è amato. E si vorrebbe, se fosse possibile, entrare nei cuori dei dannati per poter amare l'Amore infinito e riparare il loro rifiuto, quell'amore che essi hanno misconosciuto e rifiutato. E quando si è avvolti da questa fiammata, il corpo trema tutto, e sarebbe capace di sopportare dolcemente il martirio e grandi pene per amore di Dio. 

A volte l'anima è da tempo nell'aridità, e soffre perché crede che Dio si sia allontanato perché non è contento di lei. D'un tratto, e improvvisamente, si sente scuotere da un tocco divino ma diverso, e anche il corpo si scuote. 

Questo tocco divino è dolce e penoso: dà gioia perché l'anima sente che Dio è in lei ancora; pena perché l'anima si sente ancora prigioniera in tenebre mentre vorrebbe uscire, diffondere ed espandere l'Amore. 

Orio Nardi 


Signore, che sei in stato di offerta

 


La tua presenza prolunga nel corso di tutta la giornata il ricordo vivente della Messa e conserva il profumo della tua offerta.

Tu dimori nel tabernacolo così come ti sei offerto sull'altare, in un abbandono perfetto al Padre e in un dono completo agli uomini.

Che la tua presenza sia per noi un invito continuo al sacrificio e ci aiuti a vivere maggiormente della Messa!

Fa' salire ad ogni istante verso il Padre l'offerta delle nostre attività quotidiane, unite alla tua divina oblazione. Sviluppa in noi una generosità e una disponibilità simili a quelle che sono racchiuse nella tua presenza; aiutaci a non rifiutare nessun sacrificio.

Mettici nella prospettiva della salvezza del mondo, per il quale rinnovi l'offerta del Calvario e moltiplichi la tua presenza eucaristica.

Fa' di noi i collaboratori della tua opera redentrice, che accolgono la tua presenza come una Messa da offrire incessantemente per l'estensione del tuo regno!


Devi dire alla Chiesa che non ha bisogno di Sinodi, ma di vescovi che insegnano, di sacerdoti che pregano di più, di far sì che la fede riempia e guarisca il cuore malato del mio popolo.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 12 settembre 2026


Figlia mia, grazie per essere venuta a trovarmi in questo luogo.
Devi dire alla Chiesa che non ha bisogno di Sinodi, ma di vescovi che insegnano, di sacerdoti che pregano di più, di far sì che la fede riempia e guarisca il cuore malato del mio popolo. La Chiesa non deve adeguarsi al mondo, ma piuttosto deve gridare al mondo di piegarsi e riconoscere Dio, fare in modo che sia Dio al centro della famiglia e dei giovani.
Questo è il messaggio che oggi voglio donarti.
Ora vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Riflessione sul messaggio:
Con la dolcezza materna che la contraddistingue, la Madonna richiama sacerdoti e vescovi al loro proprio ministero: i vescovi devo insegnare, istruire il popolo, mentre i sacerdoti devono pregare di più, celebrare l’Eucarestia e portare la luce della Fede in tutti gli scoraggiati, ammalati nel corpo e nello spirito, abbandonati.
La Madonna ci ricorda anche che l’antica tentazione è sempre viva: adattare il magistero della Chiesa alle deviazioni e alle mode del momento. No! È l’uomo che deve convertirsi, credere in Dio e nella Parola immutabile che Suo Figlio Gesù è venuto a portarci. È il Vangelo la vera e unica rivoluzione che dobbiamo abbracciare! Dio è il sole e noi, come pianeti, dobbiamo ruotare attorno a Lui, centro di tutta la nostra vita.


Il Mistero dell’Iniquità è nemico di tutta l’umanità

 


Il Mistero dell’Iniquità


D) La Massoneria e il Giudaismo moderno sono entrambi cabalisti

Gli abomini descritti nella visione di Ezechiele hanno una  somiglianza spaventosa coi rituali che vengono celebrati ancora  oggi dai massoni.299 Pike afferma ripetutamente ai suoi lettori che  la Massoneria consiste in antichi misteri pagani – cioè i misteri  Egizi, Babilonesi e Cananei. Atum, dio primitivo di Heliopolis, fu  successivamente identificato con il sole. Stessa cosa accadde per  Amon, il dio dei Tebani, che successivamente sarebbe stato chiamato  Amon-Ra. Horus, che era nella morte la manifestazione di Osiride, era  il grande dio, ma solo come suo padre re, il dio-sole. 

“Il culto del Sole,” afferma il massone Albert Mackey, “venne  introdotto nei misteri non come semplice idolatria, ma come strumento  per esprimere il concetto di rinnovamento della vita, dopo la morte,  tratto dal quotidiano ed eterno risorgere del sole da oriente, dopo che  il giorno prima si era inabissato ad occidente. Anche il culto fallico,  che divenne parte importante dei misteri, va attribuito al sole, in  quanto elemento di rigenerazione della vita.”300

“Il culto del sole” afferma Renan, un alto esponente della Massoneria  francese, “è l’unico culto ragionevole e scientifico… il sole, secondo la  professione di fede del Magistrato Supremo, è l’unico Dio, creatore del  bene e del male. Il Magistrato Supremo è il sole, che deve governare su  tutto, che deve regnare sul mondo e donare la felicità all’umanità.”301 Baal, il dio-sole che cavalca un toro, era venerato a Babilonia. Il  suo nome nella lingua Accadica era Bel. La Torre di Babele in effetti era  proprio un tempio di Bel. Il peccato di Babele fu quello di aver costruito  un tempio che potesse “raggiungere il cielo”, permettendo agli uomini  di entrare in paradiso e diventare dei. È lo stesso principio alla base del  peccato di Adamo: il tentativo di ottenere un’illecita conoscenza del  bene e del male302, la conoscenza su questi principi duali che avrebbero  aperto gli occhi ad Adamo ed Eva, come aveva promesso loro il serpente,  e che li avrebbe resi “come Dio, conoscendo il bene e il male.” (Gen 3,5)

Questo peccato originale, il più antico dell’uomo, è il vero abominio  della Massoneria. Per essa, infatti, l’equilibrio dell’armonia perfetta tra  i due principi di bene e male si ottiene con la deificazione dell’uomo,  definito in modo blasfemo Adonai: “La realizzazione di questo dogma, in  forma umana, è il Dio Visibile, cioè il Figlio di Dio o l’Uomo perfetto.”303 La dottrina idolatra della Massoneria ha il culto dell’uomo ed è  strettamente legata agli insegnamenti del Misticismo Ebraico detto 

Cabala. Secondo la Cabala, “L’ebreo è il Dio vivente, il Dio fattosi carne,  l’uomo divino, l’Adam Kadmon. Gli altri uomini sono una razza inferiore,  ed esistono solamente per servire l’ebreo; sono solo degli animali.”304  Inutile dire che in questa perversa dottrina cabalistica non v’è traccia  dei nobili principi e delle tradizioni tipiche della vera religione Ebraica.  I cabalisti sono “quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma  appartengono alla sinagoga di satana.” (Ap 2,9)

Il cabalismo, pertanto, non è vero ebraismo, bensì un panteismo  gnostico pseudo-Giudaico che trae le sue origini dalla religione  praticata nell’antica Babilonia e nella Caldea. Secondo l’Enciclopedia  Ebraica, “lo GNOSTICISMO testimonia dell’antichità della Cabala. Di  origine Caldea... lo Gnosticismo fu sostanzialmente ebraico, molto  prima di divenire cristiano... la storia dell’intero sistema dualistico delle  forze del bene e del male, risalente allo zoroastrismo e in ultima analisi  all’antica Caldea, può essere tracciata tramite lo gnosticismo, che ha  influenzato la cosmologia dell’antica Cabala prima di influenzare quella  medievale.”305 Il sistema dualistico era panteista, e così lo è anche la  Cabala, come riconosciuto dalla stessa Enciclopedia Ebraica, quando  parla delle “notevoli sfumature panteistiche della sua metafisica.”306

Il libro più importante del misticismo ebraico, o Cabala, è lo Zohar (il Libro della Luce)307 ma non è l’unico. Le idee principali dello Zohar si trovano anche nel Talmud, e la “maggior parte dei rabbini  più importanti del XVII e XVIII secolo, era fermamente convinta della  sacralità dello Zohar e dell’infallibilità dei suoi insegnamenti”.308 “Il fatto  è” come scrisse il Cardinale Caro y Rodriguez citando Webster, “che le  idee principali dello Zohar si trovano riprese e confermate nel Talmud.  Come osserva l’Enciclopedia Ebraica, la Cabala non si oppone affatto  al Talmud, e molti ebrei talmudici l’hanno sostenuta e appoggiata.  Adolf Franck non esitò a descrivere la Cabala come ‘il cuore e la vita  dell’ebraismo’”.309

Il Piccolo Dizionario dell’Ebraismo considera lo Zohar come uno “degli scritti Ebraici ispirati…”310 La prefazione all’edizione Soncino  dello Zohar afferma: 

Lo Zohar fa presa su così tanti ebrei, che ormai da molti viene  considerato il più sacro tra i libri sacri! Perché esso rispecchia  l’ebraismo per l’intensa e vitale religione dello spirito che è. Più  forte di qualsiasi altro libro o codice, persino più della Bibbia, esso  fornisce all’ebreo la convinzione di un universo spirituale nascosto ed interiore – un ordine morale eterno. (p. 12)

Padre Paul Kramer

domenica 20 settembre 2026

Il calice è diventato troppo pesante, sacerdote in lacrime racconta cosa è realmente accaduto


 

La pienezza dell’offerta è il dolore e l’umiliazione.

 


- In chiesa, una signora anziana si è seduta accanto a me; emanava un odore davvero sgradevole. Volevo cambiare posto. Allora il Signore mi ha detto:

Le anime che sono nel peccato emanano un fetore ben più ripugnante, eppure Io non le abbandono e resto accanto a loro per liberarle.

Prega e sopporta questo per amore verso di lei. Anch’Io sono nella sua anima.

Pensa all’odore che emana dalla tua anima quando ti senti puro.

18 settembre 1989


Prega, figlia mia, per il mondo, affinché Mi conosca prima che Io riveli la Mia potenza di giustizia. Prega e piangi, fai penitenza per loro e per te stessa, perché la miseria di ciascuno è grande rispetto alla Mia santità.

La cecità è grande e il peccato è ovunque. La vostra miseria è grande.

19 settembre 1989


La pienezza dell’offerta è il dolore e l’umiliazione. Proprio come la Mia Offerta per te e per tutti.

Rm 12,1 «Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrirvi voi stessi come sacrificio vivente, santo, gradito a Dio: questo è il culto spirituale che dovete rendere.»

23 settembre 1989

Alice Lenczewska


ANTICRISTO - CHI SONO LE QUATTRO BESTIE?

 


CHI SONO LE QUATTRO BESTIE?


Abbiamo discusso delle quattro bestie: il leone, l'orso, il leopardo e la "Terribile". Abbiamo visto che queste non possono essere: Babilonia, Media-Persia, Alessandro e Roma. Ma se allora la quarta bestia non è Roma e le altre bestie sono regni più contemporanei, chi potrebbero essere?

Capire chi potrebbero essere queste bestie ci aiuterà molto a capire da dove sorgerà l'impero dell'Anticristo. Identificare questi paesi comporta ovviamente un po' di speculazione. È impossibile determinare con totale certezza il significato di questi animali, che rappresentano regni. Quindi, per favore, abbiate pazienza mentre consideriamo insieme le possibilità.

Ricordate che stiamo cercando imperi che possono ancora essere identificati oggi. Il quarto di questi regni, sebbene esista ancora, si sarà in gran parte disintegrato. È dai resti di questo regno che emergono le dieci corna dell'impero dell'Anticristo (Daniele 7:24). Queste bestie sorgono dal "grande mare", che viene solitamente identificato come il Mediterraneo. Il loro sorgere dal mare è provocato da una violenta tempesta causata dai "quattro venti del cielo" (Daniele 7:2). Questo potrebbe indicare che questi quattro imperi sono, per un periodo di tempo, in conflitto tra loro per il controllo e/o l'influenza nella regione del Mediterraneo. Ciò includerebbe paesi nelle regioni dell'Europa, del Nord Africa e del Medio Oriente.

La prima bestia è un leone che ha ali come un'aquila. Mentre Daniele osserva questa visione, le ali vengono strappate e al leone viene fatto stare in piedi su due piedi come un uomo e il suo cuore viene sostituito con uno umano (Daniele 7:4). Le due ali potrebbero rappresentare la rapidità di movimento o di espansione dell'impero. Questa conclusione deriverebbe dal fatto che, tra tutti gli animali, gli uccelli sono certamente i più veloci e viaggiano più lontano (Deuteronomio 28:49; II Samuele 1:23). Se accettiamo questa interpretazione, la rimozione delle ali segnalerebbe una fine alla rapida espansione. Stare in piedi come un uomo e ricevere un cuore d'uomo sembra mostrare che ciò che un tempo era un regno potente e bellicoso sarebbe diventato piuttosto debole e umano.

Un paese che oggi potrebbe corrispondere a questa descrizione sarebbe la Gran Bretagna. Un tempo, il sole non tramontava mai sul suo impero. In un certo periodo, espanse rapidamente la sua influenza e i suoi possedimenti in tutto il globo. Ma oggi le cose sono cambiate. Ora la Gran Bretagna è molto meno significativa sulla scena mondiale. Il suo impero è in pezzi. È diventata molto meno leonina e molto più umana. È interessante notare che il simbolo di questa nazione è un leone. Negli ultimi secoli, è stata direttamente coinvolta in conflitti per il controllo della regione del Mediterraneo.

La prossima bestia che vediamo è un orso. Era "alzato da un lato" (Daniele 7:5). Alcuni traduttori della Bibbia dicono che questo potrebbe significare che si "stabilì un dominio per sé", il che sembra una traduzione più logica. L'orso ha tre costole in bocca. Gli viene detto: "Àlzati, divora molta carne".

Meditando sull'orso, viene in mente la Russia o l'ex Unione Sovietica. Certamente, la sua storia è molto sanguinosa, con innumerevoli milioni dei suoi stessi cittadini uccisi per un motivo o per l'altro, specialmente sotto il dominio comunista. Ciò adempirebbe la parte della visione "divora molta carne". Se la Russia è l'orso, allora le tre costole potrebbero rappresentare i paesi di Estonia, Lettonia e Lituania, che ha inghiottito per primi quando espandeva il suo territorio. Anche la Russia nel corso degli anni è stata coinvolta in conflitti per la parte del mondo che abbiamo menzionato.


SUI CAPI E LE CORNA

Prima di procedere, dobbiamo studiare un indizio importante per comprendere le profezie bibliche. Per favore, ricordate questo perché vi faremo riferimento di nuovo nelle nostre discussioni successive. Molte bestie che appaiono nelle visioni profetiche hanno diverse teste e/o molte corna. Cosa significa questo?

Quando un animale profetico ha diverse teste, questo si riferisce a una successione di governanti. Dalla nostra discussione dettagliata di Apocalisse 17:9,10 nel libro precedente Babilonia, questa progressione di sette teste/re è abbastanza evidente. Questa successione non deve essere immediata, ma, come nel caso di Babilonia, questi governanti possono essere separati da centinaia, se non migliaia di anni.

D'altra parte, quando l'animale ha molte corna, questo indica governanti simultanei. Possiamo vedere questo osservando l'impero dell'Anticristo. Lì troviamo dieci corna, indicando i dieci governanti che detengono il potere insieme a lui, tutti nello stesso momento.

Quindi abbiamo una semplice formula: molte teste profetiche = una successione di governanti; molte corna profetiche = governanti simultanei. Usando questa formula, possiamo ora procedere.

***

David W. Dyer


Il Fuoco della Risurrezione

 


Maria 

Ti porto nei più profondi misteri del mio Cuore Immacolato, dove è contenuta tutta la storia del mondo. Dio pone ogni persona nel mio cuore. Io sono la nuova Eva, la madre di tutti i viventi. Tuttavia, molti che sono nel mio cuore non giungono mai alla vita. In origine, questa vita divina doveva essere data a tutti, ma il peccato ha distrutto quel dono. Ora, la vita divina giunge solo attraverso mio Figlio Gesù. L’intera razza umana abita nel mio cuore, ma non tutti si risvegliano alla loro nuova vita. Questo messaggio deve essere predicato: “Per ottenere una vita da risorti, è necessario riceverla da Gesù”. La sua anima è stata la prima ad essere immersa nella gloria divina ed egli è la fonte della gloria divina per tutti coloro che credono ed invocano il suo nome. Questo è il mistero della risurrezione che spiegherò. 

Far risorgere sia Gesù che te 

Il Padre ha risuscitato Gesù. Dopo aver fatto questo per Gesù, il Padre può fare lo stesso per ogni persona umana. Come può accadere questo? Qual è il segreto? 

Il messaggio è stato detto, predicato al mondo intero. Non è un segreto. Ciò che è successo a Gesù può succedere anche a voi. In realtà, esso deve accadere a voi in modo da poter evitare la morte eterna. I miei messaggi sono, veramente, una questione di vita o di morte. 

Quando ho visto Gesù risorto nella gloria, mi sono reso conto che questo dovrebbe succedere a tutti. Nel momento in cui lo vidi, il mio cuore era pieno di un fuoco, un fuoco che brucia ancora nel mio cuore. Vedo ogni persona come un altro Gesù. Tutti possono essere miei figli. Vedo ogni persona come glorificata come Gesù. Vedo che ogni persona può essere, in cielo, come Gesù. Questo è lo scopo della vita sulla terra. 

Vivere la Resurrezione 

C’è un momento della storia umana che tutti si vorrebbe condividere. Ci sono momenti in cui una persona vive un momento speciale e racconta agli altri di quel momento, ma l’altra persona può solo sentir parlare di quel momento. Non può sperimentarlo come ha fatto la prima persona. Tuttavia, la risurrezione è un momento unico. Ciò che è accaduto a Gesù, o lettore, è destinato a succedere anche a te. Sei fatto per essere riempito di gloria divina e vivere per sempre. Il fuoco della risurrezione brucia dolorosamente nel mio cuore. Parte di quel fuoco ti appartiene e voglio dartelo. Lo vuoi prendere? Vuoi riceverlo? Oppure, lo rifiuterai e quindi non potrò dartelo? Spero che tu capisca i grandi doni che ti aspettano se solo entri nel mio cuore. 

Commento: Maria descrive esattamente ciò che accade quando le permettiamo di posizionare il fuoco della resurrezione nei nostri cuori. 

12 aprile 2012 


UMILTA’ DI GESÙ

 


Il Cuore di Gesù si presenta al mondo, non solo come modello di mitezza, ma anche di umiltà. Queste due virtù sono inseparabili, per cui chi è mite è pure umile, mentre chi è impaziente suole essere anche superbo. Impariamo da Gesù ad essere umili di cuore.

Il Redentore del mondo, Gesù Cristo, è il medico delle anime e con la sua Incarnazione volle curare le piaghe dell'umanità, specialmente la superbia, che è la radice di

ogni peccato, e volle dare luminosissimi esempi d'umiltà, sino a dire: Imparate da me, che sono umile di Cuore!

Riflettiamo un po' sul gran male che è la superbia, per detestarla e per invogliarci dell'umiltà.

La superbia è la stima esagerata di se stessi; è il desiderio disordinato della propria eccellenza; è la smania di comparire e attirarsi la stima altrui; è la ricerca della lode umana; è l'idolatria della propria persona; è una febbre che non dà pace.

Dio odia la superbia e la punisce inesorabilmente. Cacciò dal Paradiso Lucifero e tanti altri Angeli, rendendoli tizzoni d'inferno, a motivo della superbia; per la stessa ragione punì Adamo ed Eva, i quali avevano mangiato il frutto proibito, sperando di divenire simili a Dio.

La persona superba è odiata da Dio ed anche dagli uomini, perchè costoro, pur essendo superbi, ammirano e sono attratti dall'umiltà.

Lo spirito del mondo è spirito di superbia, che si manifesta in mille modi.

Lo spirito del Cristianesimo invece è tutto improntato all'umiltà.

Gesù è il modello perfettissimo dell'umiltà, abbassandosi oltre ogni dire, sino a lasciare la gloria del Cielo e farsi Uomo, a vivere nel nascondimento di una povera bottega e ad abbracciare ogni sorta di umiliazione, specialmente nella Passione.

Amiamo anche noi l'umiltà, se vogliamo piacere al Sacro Cuore, e pratichiamola ogni giorno, perché ogni giorno se ne presentano le occasioni.

L'umiltà consiste nello stimarci per quello che siamo, cioè un impasto di miseria, fisica e morale, e nell'attribuire a Dio l'onore di qualche bene che in noi riscontriamo.

Se riflettiamo a ciò che realmente siamo, dovrebbe costarci poco il mantenerci umili. Abbiamo forse delle ricchezza? O le abbiamo ereditate e questo non è nostro merito; o le abbiamo acquistate, ma presto dovremo lasciarle.

Abbiamo un corpo? Ma quante miserie fisiche!... Si perde la salute; sparisce la bellezza; attende la putrefazione del cadavere.

E l'intelligenza? Oh, com'è limitata! Come sono scarse le cognizioni umane, davanti allo scibile dell'universo!

La volontà poi è inclinata al male; si vede il bene, si apprezza e tuttavia ci si appiglia al male. Oggi si detesta il peccato, domani lo si commette pazzamente.

Come possiamo insuperbirci se siamo polvere e cenere, se siamo nulla, anzi se siamo numeri negativi davanti alla Divina Giustizia?

Poiché l'umiltà è il fondamento di ogni virtù, i devoti del Sacro Cuore facciano di tutto per praticarla, poiché, come non si può piacere a Gesù se non si ha la purezza, che è l'umiltà del corpo, così non gli si può piacere senza l'umiltà, che è la purezza dello spirito.

Pratichiamo l'umiltà con noi stessi, non cercando di comparire, non brigando per guadagnarci la lode umana, respingendo subito i pensieri di orgoglio e di vana compiacenza, anzi facendo un atto d'umiltà interna ogni qual volta avvertiamo un pensiero di superbia. Si mortifichi la voglia di primeggiare.

Siamo umili con il prossimo, non disprezziamo alcuno, perché chi disprezza, dimostra di avere molta superbia. L'umile compatisce e copre i difetti altrui.

Non si trattino con alterigia gl'inferiori ed i dipendenti.

Si combatta la gelosia, che è la figlia più pericolosa della superbia.

Si accettino in silenzio le umiliazioni, senza scusarsi, quando questo non porta conseguenze. Come benedice Gesù quell'anima, che accetta un'umiliazione in silenzio, per amore suo! Lo imita nel suo silenzio davanti ai tribunali.

Quando si riceve qualche lode, si offra subito a Dio la gloria e si faccia un atto di umiltà internamente.

Si pratichi più che tutto l'umiltà nei rapporti con Dio. La superbia spirituale è pericolosa assai. Non ci si stimi più buoni degli altri, perché il Signore è il Giudice dei cuori; convinciamoci che siamo peccatori, capaci di ogni peccato, se Dio non ci sostenesse con la sua grazia. Chi sta in piedi, stia attento a non cadere! Chi ha la superbia spirituale e crede di avere molta virtù, tema di fare qualche grave caduta, perché Dio potrebbe rallentare la sua grazia e permettere che cada in umilianti colpe! Il Signore resiste ai superbi e li umilia, mentre si avvicina agli umili e li esalta.

Minaccia divina

Gli Apostoli, prima che ricevessero lo Spirito Santo, erano molto imperfetti e lasciavano a desiderare riguardo all'umiltà.

Non comprendevano gli esempi che loro dava Gesù e le lezioni d'umiltà, che sgorgavano dal suo Cuore Divino. Una volta il Maestro li chiamò a sè vicino e disse: Voi sapete che i principi delle nazioni le signoreggiano ed i grandi esercitano il potere sopra di esse. Ma tra voi non sarà così; anzi chi vorrà tra voi divenire maggiore, sia vostro ministro. E chi vorrà tra voi essere il primo, sia vostro servo, come il Figliuolo dell'Uomo, che non è venuto ad essere servito, ma a servire ed a dare la sua vita in redenzione di molti (S. Matteo, XX - 25).

Quantunque alla scuola del Maestro Divino, gli Apostoli non si distaccarono subito dallo spirito di superbia, sino a meritarne rimprovero.

Un giorno si avvicinavano alla città di Cafarnao; approfittando che Gesù era un po' scostato e pensando che non li ascoltasse, misero avanti la questione: chi di loro fosse il più grande. Ognuno portava le ragioni del proprio primato. Gesù tutto udiva e taceva, addolorato che i suoi intimi non apprezzassero ancora il suo spirito d'umiltà; ma giunti a Cafarnao ed entrati in casa, domandò loro: Di che cosa discorrevate per via?

Gli Apostoli compresero, arrossirono e tacquero.

Gesù allora si sedette, prese un bambino, lo pose in mezzo a loro e dopo averlo abbracciato, disse: Se non mutate e non divenite come pargoli, non entrerete nel regno dei Cieli! (Matteo, XVIII, 3). Questa è la minaccia che fa Gesù ai superbi: non ammetterli nel Paradiso. 

Don Giuseppe Tomaselli


Signore così facile da trovare

 


Vengo accanto a te, solo per un breve istante, per salutarti e andar via.

Occorre così poco tempo per dirti che ti amo, così poco tempo per rinnovarti il dono di me stesso!

Si fa così in fretta a riprendere contatto con la tua presenza divina, a rimettermi sotto l'influsso del tuo potere divino!

Poiché tu non chiedi che di dare, basterà che io ti apra l'anima mia per ricevere i tuoi doni.

Con l'incontro degli sguardi, con la velocità del lampo, puoi arricchirmi della tua vita e del tuo amore.

Vengo dunque ad offrirmi a te affinché possa rinnovare le mie forze, rialzare il mio coraggio, ravvivare il mio entusiasmo.

Vengo affinché in questo breve momento tu possa rituffarmi nella sorgente della mia esistenza, e comunicarmi sempre di più la tua giovinezza eterna

Vengo per lasciarmi unire più profondamente a te, con un aumento di fede, di speranza, di carità.

Vengo per portarti via con me nel mio lavoro e nelle mie attività.

Sii con me, Signore, e prolunga nel mio cuore l'incontro di questa visita troppo breve!

 


COLORO CHE AVRANNO TANTA FEDE COME UN GRANELLO DI SENAPE, SARANNO GUIDATI ALLE TERRE DI PACE.

 


MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
A LUZ DE MARIA
18 SETTEMBRE 2026

 

Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

 

IO VENGO A VOI IN NOME DELLA TRINITÀ SACROSANTA QUALE
CAPITANO, PRINCIPE E CAPO DELLE LEGIONI CELESTI.

 

Gli incarichi che Dio mi ha affidato sono:

Combattere Satana e le sue legioni demoniache per vincerle e gettarle all’inferno.
Devo riscattare le anime e difenderle da ogni trappola che il demonio metta loro davanti, soprattutto nell’ora della morte, affinché non vi perdiate.
Devo proteggere costantemente la Chiesa, perché io sono il suo patrono e di conseguenza sono responsabile del Popolo di Dio sulla terra.


AL MOMENTO DEL GIUDIZIO FINALE, IO PESERÒ LE ANIME SULLA BILANCIA PER VEDERE IL LORO PESO NELL’OBBEDIENZA, NELLA GIUSTIZIA E NELLA BONTÀ.


È importante che ciascuno si auto esamini e ripari per quello che deve ancora compiere grazie all’illuminazione dello Spirito Santo, cosicché vi aiuti nel correggere quello che vi è di ostacolo.

Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

Il progredire della guerra non si fermerà, anzi aumenterà vertiginosamente.
Un giorno, allo spuntare dell’alba, la guerra avrà avuto inizio…
Mentre avete ancora tempo e se vi è possibile, procuratevi quanto vi manca, senza dimenticare di fare riserve di acqua e di miele.

Sono moltissimi i paesi che saranno purificati dalla guerra, poiché non sono in pace con Dio e in questo momento stanno rifiutando il Nostro Re e Signore Gesù Cristo, associandosi ai seguaci del demonio.

La Spagna, la grande evangelizzatrice, sarà devastata dai suoi nemici; nello stesso momento anche l’Inghilterra piomberà nel medesimo dolore.

La Francia, che si è piegata e ha dimenticato il suo Signore, patirà un’inattesa rivoluzione. Gli uomini sono ombre sbiadite di un passato di quella gloria che nel presente sarà effimera, ma traditrice e dolorosa, fino a quando il suo stesso Re inizierà a combattere e ad affidare la Francia alla Sovranità Divina.

L’Italia sarà saccheggiata e i suoi tesori della Fede, saranno consegnati ai barbari.
L’Italia ha dato testimonianza di poca Fede e dell’indifferenza nei confronti della Trinità Sacrosanta.


SARÀ LA CARENZA DI FEDE DA PARTE DI QUESTA GENERAZIONE CHE FARÀ GEMERE LA TERRA CON I DOLORI DEL PARTO E A CAUSA DELLE GRAVI OFFESE NEI CONFRONTI DEL NOSTRO RE E SIGNORE GESÙ CRISTO E DELLA NOSTRA REGINA E MADRE. QUESTO PROVOCHERÀ CHE ALCUNE CITTÀ FINIRANNO COMPLETAMENTE SOMMERSE DALL’ACQUA E CHE L’EUROPA SIA INVASA DALLA RUSSIA E DAI SUOI ALLEATI.


O dolore per l’umanità!
O castigo che l’uomo si sta cercando, senza che sia la Volontà Divina!

Questa sofferenza si replicherà in altri paesi della terra, i dolori saranno praticamente generalizzati; il grande Paese del Nord America, vivrà grandi proteste che, quasi come fossero rivoluzioni, faranno cadere nella mancanza di sicurezza “l’Aquila imponente”.

Il Brasile vivrà il dolore, l’acqua si addentrerà sul suo suolo, simbolizzando la purificazione dal peccato che continua sul suo territorio. Dopo il dolore che purificherà il Brasile, su questa Nazione scenderà la benedizione e ci sarà l’accoglienza di fratelli da tutta la terra, che vi andranno per sfuggire alla desolazione nei loro Paesi.

L’Argentina, coinvolta nel caos interno, dovrà passare attraverso grandi dolori e dopo essere stata purificata, diventerà un Paese di varie lingue, che accoglierà i fratelli di diverse Nazioni. Le pianure saranno occupate da coloro che saranno in cerca di una casa su questa terra.


DI FRONTE AL COMPIMENTO DELLE PROFEZIE, VOI, FIGLI DEL NOSTRO RE E SIGNORE GESÙ CRISTO, CONTINUATE AD ESSERE FORTI, ANDATE AVANTI, SENZA PERDERE LA FEDE.
COLORO CHE AVRANNO TANTA FEDE COME UN GRANELLO DI SENAPE, SARANNO GUIDATI ALLE TERRE DI PACE.


Voi, figli del nostro Re e Signore Gesù Cristo, non perdete la Fede.
Le Mie Legioni Angeliche vi faranno rimanere sulle terre dove la spiritualità sarà cambiata e continuerete ad avere l’Ausilio Divino.

Esaminatevi interiormente e permettetevi di godere della benedizione che i figli che si manterranno fedeli e che non verranno meno spiritualmente, otterranno e sappiate che riceverete l’ausilio delle Mie Legioni Celesti, per la Gloria Divina e la salvezza delle anime.

Vi benedico, vi proteggo.

San Michele Arcangelo


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA

 

Fratelli.

San Michele Arcangelo è più di un guerriero che lotta contro il male, in effetti dobbiamo cambiare l’immagine che abbiamo di San Michele Arcangelo e vederlo alla luce della Parola che Dio rivela per suo tramite.
San Michele Arcangelo è la manifestazione dell’Amore di Dio per ciascuno di noi, cosicché ci ricordiamo di non essere soli, ancor meno nella battaglia spirituale.

Quando cadiamo in peccato, nel corso della battaglia spirituale, non significa che Dio ci abbia abbandonato, bensì si tratta di un’opportunità che ci mette in grado di vedere che la Grazia è più forte del peccato e che la Divina Misericordia supera i nostri peccati.

Stiamo vivendo in un mondo pieno di insicurezze, di incertezze, di preoccupazioni e a volte sentiamo che tutto questo è superiore alle nostre forze e quando lo sentiamo, è perché ci siamo dimenticati che Dio ci ama senza limiti.

Fratelli, crediamo, non perché tutto vada bene, ma perché dobbiamo essere certi che l’Amore Divino va al di là delle nostre insicurezze, per questo, di fronte a tutto quello che ci ha rivelato San Michele Arcangelo, la nostra risposta non deve essere né paura, né incertezza e nemmeno quel timore che ci toglie il sonno.
La nostra risposta deve essere la speranza e non la disperazione, ma la fiducia, perché la nostra vita è nelle mani di Dio e se Dio è con me, chi sarà contro di me?

In questo messaggio, San Michele ci dà varie istruzioni per il futuro e noi dobbiamo avere la certezza che niente potrà sostituire quella relazione che abbiamo con Dio, tutto potrebbe crollare, ma la Fede deve rimanere viva.

Le guerre che ci vengono annunciate, le sofferenze, le difficoltà e l’allontanamento da Dio ci forniscono una lezione: quando l’umanità dimentica l’amore di Dio, dimentica la Verità, la Misericordia Divina, finisce per soffrire per sua propria scelta.

Per tutti questi motivi, dobbiamo smetterla di considerare la conversione come una minaccia e cominciare a considerarla un invito a vivere la Via, la Verità, la Vita.

Fratelli, dobbiamo avere una Fede perseverante, la sicurezza che vivere accanto a Dio è un continuo processo di conversione, in quanto sappiamo che Dio non ci abbandona e questa deve essere la nostra certezza.

Amen.