venerdì 17 aprile 2026

La trasmissione della Parola divina in triplice forma

 


Libro l’Evangelo


Il Vangelo dev’essere annunciato in tutto il mondo, a tutti gli uomini dev’essere portata vicino la Dottrina dell’amore, e questo avviene in modo molteplice. Coloro che sono istruiti da Dio, sono chiamati al primo posto di chiarire al prossimo, quindi di trasmettere loro gli Insegnamenti ricevuti, di annunciare il Vangelo a coloro che lo vogliono accettare. Questa è una missione benedetta, essere attivo per la salvezza dell’anima dei prossimi, di ammaestrarli nella Volontà di Dio e di stimolarli al cosciente lavoro sulla loro anima. Dio pretende quest’attività da ognuno per il quale Dio Stesso E’ stato Maestro. Dio istruisce costantemente gli uomini che Gli aprono volontariamente il loro cuore, ed Egli predica loro il Vangelo, che ora percepiscono in sé attraverso la Voce interiore. Il Vangelo non devia da ciò che viene trasmesso per tradizione, dalla Sacra Scrittura. E questa è una ulteriore possibilità di accogliere la Parola divina ed in ciò viene nuovamente insegnato l’amore, l’amore per Dio e per il prossimo e chi accettare credente questa Parola. Così ogni uomo ha la possibilità di essere istruito nel Vangelo, appena ha il desiderio per la Parola di Dio nella giusta fede. Gli sarà anche comprensibile, perché la volontà di penetrare nelle Sapienze divine apporta all’uomo anche la Forza di conoscere, grazie alla quale egli considera la Parola divina anche come la Parola di Dio e quindi può anche essere istruito da Dio, se legge credente ed affamato nella Santa Scrittura e non accoglie soltanto le parole, ma cerca di afferrare seriamente il senso della parola. Ma all’uomo può essere trasmessa spiritualmente la Parola divina, ma questa via la conoscono solo in pochi ed è comunque più facilmente percorribile per ognuno. Questa è la trasmissione diretta in forma mentale, una trasmissione della Parola divina, del Vangelo, mentalmente sugli uomini, che però premette sempre la volontà di ricezione dell’uomo. Se quindi l’uomo desidera di essere iniziato nella Dottrina divina dell’amore, gli viene annunciato il Vangelo sempre in una forma, perché questa è la Volontà di Dio che l’umanità sia ammaestrata e che cammini nella Verità. 

Amen

13. ottobre 1942

La festa della dedicazione del tempio di Salomone - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 


La festa della dedicazione del tempio di Salomone


La Festa della Dedicazione del Tempio di Salomone veniva celebrata ad Aruma. La sinagoga era illuminata a festa. Al centro c'era una piramide di luci. La festa era già terminata da un po'. Credo che fosse subito dopo la Festa delle Capanne. L'attuale celebrazione notturna ne era una continuazione. Gesù predicò sulla Dedicazione. Parlò di Dio, che apparve a Salomone e gli disse che avrebbe preservato gli Israeliti e il Tempio, purché gli fossero rimasti fedeli, e che Egli avrebbe persino dimorato tra loro nell'edificio sacro, ma che lo avrebbe distrutto se si fossero allontanati da Lui. Gesù usò un linguaggio solenne quando accennò a questo. Lo applicò al momento, al suo tempo, in cui il male aveva raggiunto il suo apice. Sì, disse, se non si fossero convertiti, il Tempio sarebbe stato distrutto. Allora i farisei cominciarono a discutere con lui. Dichiararono che Dio non aveva fatto uso di quelle minacce, che era tutta una favola, una fantasia di Salomone. La discussione divenne molto animata, e vidi Gesù parlare con grande vivacità. C'era qualcosa nel suo aspetto che li colpiva con forza e quasi non riuscivano a distogliere lo sguardo da lui. Egli parlò loro dei passi raccolti oggi nelle lezioni di riposo, della distorsione e della corruzione delle verità eterne, della storia e della cronologia delle antiche nazioni pagane, gli egiziani, per esempio. Chiesi ai farisei come osassero rimproverare questi pagani, quando loro stessi si trovavano già allora in una condizione così miserabile, poiché ciò che era stato loro consegnato come qualcosa di così peculiare, qualcosa di così sacro, la Parola dell’Altissimo sulla quale era stato fondato il Suo patto con il Suo santo tempio, essi potevano capricciosamente e arbitrariamente respingere come fantasia e favole. Affermai le ripetute promesse di Dio a Salomone e dissi loro che, come conseguenza delle loro false interpretazioni e spiegazioni peccaminose, le minacce di Geova stavano per avverarsi, poiché quando la fede nelle Sue promesse più sacre vacillava, anche le fondamenta del loro tempio cominciavano a vacillare.

Egli disse: «Sì, il tempio crollerà e sarà distrutto, perché voi non credete nelle promesse, perché non sapete cosa sia il sacro, perché lo trattate come una cosa profana!

Voi stessi state lavorando alla sua rovina. Nessuna parte di esso sfuggirà alla distruzione. Andrà in pezzi a causa dei vostri peccati!». In questo Jezus parlò saggiamente, e con tale importanza che gli apparve alludere a se stesso sotto il nome del tempio, come prima della sua passione. Disse poi più chiaramente: «Lo ricreerò in tre giorni." Le sue parole in questa occasione non furono così importanti, sebbene sufficienti a riempire i suoi ascoltatori di una rabbia non priva di timore, e a far loro sentire che c'era qualcosa di straordinario e misterioso nel suo discorso. Espressero la loro indignazione ad alta voce mormorando. Jesù non prestò loro attenzione. Egli continuò tranquillamente il suo discorso in un linguaggio che non potevano negare, perché, sebbene contro la loro volontà, erano convinti interiormente della verità delle sue parole. All'uscita dalla sinagoga, i farisei gli teso la mano, come per scusarsi della loro violenza. Volevano mantenere una parvenza di amicizia. Gesù rivolse loro dolcemente alcune parole sincere, e uscì dalla sinagoga, che fu poi chiusa.

Ho avuto una visione di Salomone. Era in piedi su una colonna nel cortile del tempio, vicino all’altare dell’incenso, mentre si rivolgeva al popolo e pregava Dio ad alta voce. La colonna era abbastanza alta da permettergli di essere visto chiaramente. C’era una  scala interna che portava alla sommità, dove si trovava un’ampia piattaforma con una sedia.

Era mobile e poteva essere trasportata da un luogo all'altro. In seguito vidi Salomone nella fortezza di Sién, poiché in quel momento non occupava ancora il suo nuovo palazzo. Fu lì che in un periodo precedente vide Dio comunicare con Davide, soprattutto al momento dell' ambasciata di Natan. C'era anche una terrazza coperta da un tendone, nella quale Davide aveva dormito. Vidi Salomone pregare su quella terrazza. Una luce soprannaturale brillava di intenso splendore intorno a lui, e dalla luce proveniva una voce.

Salomone era un uomo bello. Era alto e le sue membra erano slanciate, non robuste e spigolose come quelle della maggior parte della gente di quel luogo. Aveva i capelli castani e lisci, la barba corta e ben curata, gli occhi castani pieni di intensità, il viso rotondo e pieno di lineamenti ben definiti. In quel momento non si era ancora abbandonato all'amore di donne pagane e straniere.


Contemplo il tuo Volto

 


O Gesù, contemplo, adoro e lodo il tuo Volto Santo, divinamente bello.

Si specchia in esso il mio volto, che fu fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Lo vedo, ahimé, deformato dalla malizia che intorbida il mio spirito e la mia vita, rendendomi schiavo del male e del peccato.

Ne sento pena. Ma il tuo Volto, tutto bontà e misericordia, mi ispira confidenza.

Ti prego, o Signore, rifletti il tuo Volto sul mio. La sua luce penetri nel profondo della mia coscienza e la purifichi, la rettifichi, la ricrei, sicché sia sempre orientata al vero, al bello, al bene. Che tutti scorgano il tuo Volto nel mio. E vi leggano verità e grazia, giustizia, amore, libertà e pace, mai più sensualità, odio, ira, malignità, violenza e tristezza.

Dammi di sentire la nostalgia della mia innocenza battesimale e di ricorrere spesso al sacramento della riconciliazione con Dio, con la Chiesa e con i fratelli, per rinnovarmi sempre più radicalmente, vincendo il peccato e vivendo in comunione con Dio e col prossimo.

Non nascondermi il tuo Volto, qualora, per la umana debolezza, io venissi sedotto dal male. Si spegnerebbe il sole per me!

Il tuo Spirito mi aiuti ad espiare i miei peccati, a dominare i miei istinti e le passioni, a risorgere a vita nuova, ad impegnare tutte le mie energie per rinnovare il volto della mia famiglia e della società, conformandolo al tuo Volto, a costruire per quanto è in me, la civiltà dell'Amore.

La tua Mamma, l'Immacolata, che ti ha dato il volto umano, da cui traspare tutto il divino, vegli su di me con sollecitudine materna, perché non cada mai più nelle spire del serpente tentatore.

O Gesù, io cercherò sempre il tuo Volto per non smarrirmi nei miei pensieri, nei miei affetti, nelle mie imprese, nei miei dubbi e nelle mie sofferenze.

E tu ammettimi a godere nel cielo la gloria del tuo Volto.

Confido nel tuo paziente amore. Ti ringrazio. Amen. Alleluia!


Perfino l’Avvertimento non convertirà tutti i non credenti.

 


Mia amata figlia prediletta oggi invito tutti i Miei seguaci a consacrare il loro tempo a pregare per coloro che non credono in Me, Gesù Cristo, e nella salvezza eterna. 

Queste anime sono vicine al Mio cuore e sono quelle che hanno bisogno di essere convertite in modo che possano essere salvati per primi. 

Coloro che sono ciechi non possono vedere che la loro vita non finisce sulla terra. 

Molti non accettano che essi esisteranno per l’eternità. 

Queste anime mi feriscono profondamente e sento terrore vedendo come distruggono la vita nelle loro anime in questa vita sulla terra. 

Perfino l’Avvertimento non convertirà molti di coloro che proclamano di essere atei. 

La loro unica salvezza é per mezzo delle preghiere e delle sofferenze delle anime vittime. 

Vi esorto a pregare per queste anime attraverso questa Crociata di preghiera (41) – Per le anime dei non credenti 

O Gesù Mio aiuta i Tuoi poveri figli che sono ciechi alla tua promessa di salvezza. 

Ti supplico, con l’aiuto delle mie preghiere e sofferenze, di aprire gli occhi dei non credenti in modo che possano vedere il Tuo tenero amore e correre tra le Tue sacre braccia per la protezione. 

Aiutali a vedere la verità e chiedere perdono per tutti i loro peccati in modo che possano essere salvati ed essere i primi a oltrepassare le Porte del Nuovo Paradiso. 

Prego per queste povere anime tra cui uomini, donne e bambini e Ti esorto ad assolverli per i loro peccati. 

Amen. 

Va ora Mio prezioso esercito e concentrati sui Miei poveri figli perduti. Aiutate Me, il vostro Gesù, a salvare le loro anime. 

Il vostro amato Salvatore, 

Gesù Cristo. 

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


La testimonianza di Annunciata Roncalli 

Annunciata, assieme alla cugina Maria Roncalli, è stata  molto vicina ad Adelaide durante e dopo le apparizioni. Anche  lei va a trovare la bambina a Gandino e poi, tornata a casa, riferisce le sue impressioni che sono riportate nella relazione di don  Romualdo Baldissera, da me già citata. 

Annunciata, il 9 luglio 1944, dice: 

"L'ho trovata contenta: il suo comportamento, il suo interessamento sul modo con cui pregano i pellegrini a Ghiaie, la sua  insistenza sulla preghiera e la penitenza, le sue domande e le sue  risposte piene di criterio e di serietà, mi hanno lasciata una  buona impressione di lei". 

Adelaide non solo prega bene, ma si interessa pure della preghiera dei pellegrini che vanno a Ghiaie. 

Questa premura non è in genere di tutti i bambini, e nemmeno degli adulti. 

Dalle testimonianze risulta che Adelaide prega per i malati,  i peccatori, per le varie necessità che le si presentano, ed esorta quanti avvicina a pregare e a fare penitenza. 

Adelaide non solo vive il messaggio di Maria, ma se ne fa  annunciatrice; vuole che tutti lo conoscano e lo mettano in pratica. Ciò non può che destare meraviglia, soprattutto se si considera che siamo in presenza di una bambina di 7 anni. Tale forza  si spiega con l'apparizione che ha cambiato la sua vita, dandole  aspirazioni, interessi, preoccupazioni che non sono abituali in  una bambina. L'apparizione l'ha arricchita e ha dato un forte  impulso allo sviluppo della sua vita spirituale. 

Questi rilievi sono confermati da ciò che la superiora dell'Istituto delle Figlie della Sapienza di Bergamo, scrive di Adelaide, a conclusione della sua relazione già riportata: "Sente e  gusta la pietà, aspira alla santità". 

Costatiamo la stessa trasformazione negli altri veggenti:  ricordo i pastorelli di Fatima, nei quali la Vergine accese il fuoco  della carità che condusse i due fratelli Francesco e Giacinta,  nella loro breve vita, alle vette della santità. 

Nel racconto del direttore del quotidiano cattolico di Bergamo, vengono riferiti, oltre al suo, i giudizi di varie persone,  che avevano un contatto quotidiano con Adelaide. 

La testimonianza è in perfetta consonanza con la relazione  di padre Gemelli e di altri, compresa la cugina Annunciata Roncalli, e conferma che l'immagine di una Adelaide scaltra,  bugiarda e senza alcun segno di devozione, presentata da alcuni  contrari alle apparizioni, è frutto di pura fantasia.

Severino Bortolan 

giovedì 16 aprile 2026

LE 10 SCOPERTE PIÙ INCREDIBILI CHE DIMOSTRANO CHE GESÙ CRISTO È ESISTITO DAVVERO!


 

Dio Si rivela attraverso la Creazione

 


Le Costellazioni


La Volontà divina di Formazione fece sorgere delle Opere che sono visibili per l’occhio umano, per rivelare Sé Stessa nelle Opere della Creazione. La Sua meta è di guidare l’uomo, per fare riconoscere Sé Stesso, per poi conquistare il suo amore e di rivolgerlo a Se Stesso. Quando la Grandezza e Magnificenza di Dio, il Suo Amore, Onnipotenza e Saggezza vengono riconosciuti, anche l’uomo cerca di avvicinarsi all’Essenza più sublime. Senza questa conoscenza però rivolge il suo senso a cose che gli sembrano desiderabili per la vita sulla Terra.

L’uomo porta in sé un amore che può però essere errato, se è per ciò che è temporaneo. Egli tenderà sempre a qualcosa e l’oggetto del suo tendere deve essere divino, qualcosa di spirituale che è perfetto, allora il suo amore è giusto. Dio Stesso è l’Essere Spirito più Perfetto che richiede l’amore più profondo per Essere avvicinato, e per questo Egli Si rivela agli uomini, facendo apparire delle Creazioni davanti ai suoi occhi che testimoniano il Suo Amore, Onnipotenza e Sapienza. E l’uomo deve imparare ad amare Dio nell’osservare attentamente la Sua Creazione. Deve percepire l’Amore di Dio Che ha assegnato ad ogni Opera di Creazione la propria destinazione, ed egli deve sprofondare in riverenza nei confronti della Sua Grandezza ed Insuperabilità. Il riconoscere l’eterna Divinità ha inevitabilmente per conseguenza l’amore per Lui, e l’uomo tende coscientemente verso Dio, egli cerca di entrare in unione con Lui, porta sé stesso come Sua creatura al suo Procreatore per rimanere in unione con Lui, perché Lo ama. L’amore per Dio è la Forza di spinta del fervente tendenza, senza amore l’uomo appartiene al mondo, perché questo possiede il suo amore sbagliato. 

Per poter amare Dio, Egli però deve Essere riconosciuto, e Dio Stesso aiuta gli uomini ad imparare a riconoscerLo. Egli Si mostra loro nella Sua Grandezza e Potenza, nelle Sue Creazioni Egli E’ vicino agli uomini da poterLo toccare, perché tutto ciò che è sorto dalla Sua Volontà, è nella sua sostanza Forza primordiale spirituale, cioè deflusso di ciò che E’ Egli Stesso, il Centro di Forza, una Fonte inesauribile della Forza d’Amore. Dio E’ l’eterno Amore Stesso, Egli E’ la Forza e quindi presente in ogni Sua Opera di Creazione, cosa che diventa comprensibile per l’uomo, quando ha riconosciuto Iddio, quando è penetrato nell’Essere dell’Amore mediante il proprio agire d’amore. Quando ha raggiunto questo gradino di conoscenza di afferrare l’Essere e la Forza dell’Amore, allora non cerca più Dio in lontananza, ma Egli E’vicino a lui in ogni Opera di Creazione, ed il suo amore per Lui cresce costantemente e lo fa continuamente maturare nella conoscenza. 

Ed ogni uomo può giungere alla conoscenza dell’eterna Divinità nella seria osservazione delle Sue Opere e seria Volontà, a penetrare in una Regione a lui altrimenti serrata, l’Agire e Regnare di Dio nell’Universo. Dio calma la sete di sapere dell’uomo che cerca di sondarLo nel desiderio della Verità e nel tendere alla conoscenza. Perché Egli vuole Essere riconosciuto, Egli vuole rivelarSi agli uomini affinché possano mettersi in contatto con Lui; Egli vuole Essere amato dalle Sue creature, e per questo Si fa conoscere come Egli Stesso E’ un Essere pieno d’Amore, Che E’ nella più sublime Perfezione e Che può rivendicare a pieno diritto l’amore delle Sue creature. Ma non vuole costringere gli uomini all’amore, e perciò ognuno è libero di far parlare a sé la divina Creazione oppure passare oltre con indifferenza. 

Dio è sempre vicino agli uomini nelle Sue Opere, ma percepibile soltanto per coloro che cercano di riconoscerLo e perciò donano a tutte le cose intorno a loro la piena attenzione. Questi Lo percepiranno e s’infiammeranno d’amore per Lui, cercheranno di sondarLo, lasceranno volare i loro pensieri nell’Infinito e porranno delle domande che vengono risposte da parte spirituale, e giungeranno alla conoscenza la cui conseguenza è un tendere alla Perfezione, per potersi avvicinare all’Essere più sublime e perfetto, perché l’uomo sente che questa è la meta finale della sua vita terrena, che si unisca a Dio, dalla Cui Forza è proceduto una volta. 

Amen

13. agosto 1945

L' APOSTOLATO DEL SACR0 CUORE DI GESÙ

 


III. Conseguenze pratiche a dedursi da questa sicurezza. –O buon Signore, fate, Ve ne supplico, penetrare colla vostra grazia fino al fondo del mio cuore questa consolante sicurezza, e risovvenirmene ogni qualvolta la tentazione mi starà di fronte. Oh se questo pensiero mi fosse presente sempre, quale van taggio per me, e quanto più facilmente riuScirei vincitore ! In cambio di lasciarmi andare ad una vergognosa paura e gittar l'armi, farei come la sentinella, che sapendosi sostenuta da valoroso esercito, all'approssimar del nemico leva il grido d'allarme, sicura che il capitano, più sollecito di tutti a respinger l'attacco, non indugerà un momento ad inviare soccorso. In tal guisa, o Dio mio, rammenterò io pure in faccia dei nemici visibili ed invisibili, che non sono solo, ed il rischio è più vostro che mio; perchè a riguardo vostro unicamente tentano quelli di nuocermi. Io vi chiamerò in aiuto, colla certezza che Voi mi darete grazia proporzionata alla veemenza della tentazione. 

La quale fiducia deve accompagnarmi fin chè duri la pugna, e quanto gli assalti saran più violenti, più ripetuti i colpi, più feroci i nemici, tanto più crescerà in me l'allegrezza ed il coraggio, perchè nella forza degli assalti sta la misura del premio che me ne deve di certo provenire. Coll'aiuto del vostro Spirito che è in me, mi troverò senza paragone più forte di tutti i nemici insiem collegati contro di me; ricorderò a voi ch'io sono dei vostri membri, nè voi potete permettere in me ferita che non sia vostra, e quanto più diffiderò della mia fiacchezza, tanto più mi affiderò alla forza onnipotente del vostro amore. Per la virtù salutare di questi due sentimenti congiunti in uno, mi sentirò avvalorato e fisso in una serenità imperturbabile; sempre vigilante, perchè ogni momento la mia debolezza mi può far cadere; sempre tranquillo, perchè sicuro di aver voi a lato per sostenermi; temerò molto di me, pochissimo de' miei nemici, considerando il dragone infernale come un trastullo da voi lasciato a'vostri figliuoli per esercizio di loro forze, Draco iste quem for masti ad illudendum ei (Ps. CIII, 26); e gli uomini suoi satelliti come schiavi costretti da voi a servirmi, a loro insaputa ed a dispetto di ogni loro resistenza in contrario. Pertanto io procederò tranquillo di mezzo alle schiere armate a mia rovina, ridendomi delle loro minacce, nè sarò mai più allegro di quando esse, col pieno sfogo del loro odio, penseranno avermi del tutto conquiso; perchè allora mi avranno assicurato il pieno acquisto della beatitudine che dice: Beati voi, quando gli uomini vi avranno vituperati e perseguitati, dicendo il male e peggio di voi, per mia cagione; godete allora ed esultate, perchè la vostra ricompensa è copiosa su in cielo (MAT. V, 11, 12).

ENRICO RAMIÈRE S. J.


Signore Gesù, grazie

 


Signore Gesù, grazie perché ci fai contemplare il Tuo Volto Santo, rivelazione dell'infinito Amore, e tenerezza di Dio per noi.

Fa' che sotto il Tuo sguardo ci sentiamo raggiunti dall'Amore che perdona, e sentiamo sciogliersi in noi le barriere della solitudine, della paura e della fatica di perdonare e di amare.

Tu che ci guardi con occhi di misericordia, attenti alla nostra povertà ed al nostro dolore, rendici capaci di riconoscere il Tuo Volto negli altri, specialmente nei più soli, abbandonati e disperati dei nostri fratelli, e fa' che sappiamo amarli con l'amore attento, concreto, umile e gioioso, che da Te solo viene.

Illumina il Tuo Volto su di noi, o Signore, e saremo salvi!

Fa' risplendere la Tua faccia in mezzo a noi, e dona alla Tua Chiesa e al mondo la giustizia e la pace. Amen! Alleluia!


…non c’è più tempo, il Male si è preso molti figli, ma Io li riprenderò in Me.

 


Carbonia 06.04.2026

Eccomi a te, Mio amato fiore, il tuo Dio ti benedice, benedice tua figlia e tutti i Suoi.

Amati figli, Io sono il vostro Dio Creatore, il vostro unico Bene. Io sono l’Alfa e l’Omega, con tutto il Mio amore vengo a prendervi in Me.

Siano allontanate le tenebre!

La Luce imperi su questa Umanità.

In questo tempo di dura prova provvederò a voi, amati figli, vi donerò di Me e vi condurrò dove latte e miele scorrono.

Amati figli, alzate i vostri cuori a Me, presto Mi vedrete. Ecco, il Verbo si fa carne in mezzo a voi, Lo vedrete e vi prostrerete a Lui, donerete la vostra vita a Lui!

Presto vedrete compiersi il Mio disegno in voi, il Colle sarà meta di pellegrinaggi. Tutto ciò che sarà donato per l’Opera andrà a beneficio dei figli di Dio. La vostra vita cambia, figlie Mie, non abbiate dubbi, il Santo è per donarvi di Sé. Lasciate andare ciò che non è più possibile recuperare, allontanatevi da coloro che non credono, che non intendono convertirsi, non c’è più tempo, il Male si è preso molti figli, ma Io li riprenderò in Me.

Siate uniti tra voi, collaborate per l’Opera di Dio. Sono con voi in questi tempi ultimi e con voi realizzerò la Mia Opera di salvezza.

Confessatevi sovente, prostrati davanti al Crocifisso chiedetemi perdono con cuore contrito e fate la comunione spirituale più volte al giorno. Vi amo. Vi benedico.

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


VITA SPIRITUALE 

Le suore Orsoline 

Dalla cronaca redatta dalle Suore Orsoline del collegio di  Bergamo, dove si trovava Adelaide, si possono cogliere aspetti  interessanti della spiritualità della bambina. Per esempio, Adelaide accetta volentieri i piccoli sacrifici, quando le si dice che  giovano alla conversione dei peccatori. 

Parlando con suor Ludgarda dice: "Quando sarò grande  mi farò suora per pregare giorno e notte per i peccatori; ma non  da sola, prenderò con me anche altri". 

Mentre si prepara a ricevere il sacramento della Riconciliazione, si commuove dinanzi all'immagine dell' "Ecce Homo"  e mostra viva compassione di quel volto rigato di sangue. 

A suor Michelina che le ricorda che Gesù distruggerà i suoi peccati, risponde: 

- Lo so, io, che sotto la veste del prete c'è il Signore.  Dopo la confessione, ritorna dalle sue compagne, felice per avere l'anima bella. 

La sera del 28 maggio, giorno della sua prima comunione,  Adelaide, tornata dopo l'apparizione nel collegio di Bergamo,  prima di andare a coricarsi, va a salutare Gesù in chiesa, e poi in  dormitorio dice a suor Ludgarda: 

 Domani mattina io dormo; poi salto fuori e vado in  chiesa a far la comunione (v. L. Cortesi: Storia dei fatti di Ghiaie,  o.c. p. 147). 

Da quel giorno Adelaide riceverà sempre Gesù. 


Don Andrea Spada 

Don A. Spada, direttore dell'Eco di Bergamo, va a Gandino  (Bergamo), nel convento delle Suore Orsoline, dove si trova  ospite Adelaide. 

Racconta la sua visita nel quotidiano cattolico (27, 28-29  giugno 1944), e ci offre una testimonianza di particolare valore  sulla vita spirituale della veggente. 

Nell'articolo dal titolo: Un paio d'ore in convento con la bimba delle Ghiaie, don A. Spada, tra l'altro scrive: 

"Pensiamo di interrogare almeno la suora che ha cura  della bambina...È laureata e sta trascorrendo quassù a Gandino  le sue vacanze... 

Mi dica, suora, Adelaide prega molto? 

 Si , prega volentieri e spesso. 

Per chi, specialmente? 

Per gli ammalati e per i peccatori. 

E con particolare devozione? 

Così, come tutte le bambine della sua età. Dice volentieri il Rosario e lo vuole intonare lei... 

- Lei trova assolutamente sincera la bambina? 

 Ho osservato attentamente e particolarmente questo lato del  suo carattere: non mi è capitato una volta sola di vederla cadere in  una sola bugia, anche piccola. È sincera, direi perfino poco educata nella sua assoluta sincerità. Quello che sa lo dice, senza tante  cerimonie...". 

Don A. Spada finalmente può incontrare Adelaide e le rivolge  domande sul modo di pregare delle suore e sulla necessità della  preghiera e della penitenza per ottenere la pace. 

Egli riceve dalla bambina una risposta che manifesta, come  ho già scritto, una maturità spirituale, che trova nel fatto soprannaturale  dell'apparizione la sua prima causa. 

Don A. Spada riferisce poi il dialogo sulle apparizioni, tra la suora che ha cura della bambina e la stessa Adelaide. 

Egli scrive: 

"Piano piano Adelaide racconta alla suora quello che  avrebbe visto. Conoscevamo già, conoscono ormai tutti sostanzialmente  quello che la bambina ha detto. Ma due cose ci colpiscono  profondamente in quel colloquio confidenziale e del tutto spontaneo:  l'assoluta rispondenza con quello che già via via la bambina aveva  altra volta raccontato; e poi il tono, la semplicità, la naturalezza.  Una bambina che avesse raccontato una passeggiata, un colloquio  con la maestra o qualcosa del genere non sarebbe potuta essere più  semplice di Adelaide in quel momento. 

Pensiamo di entrare in discorso: 

 Senti, Adelaide, è vero che coglievi fiori di sambuco, lungo 

la siepe? Sono così brutti i fiori di sambuco! 

 No, a me piacciono e poi ho preso anche margherite. 

 Le hai portate alla immagine della Madonna sulla scala della 

tua casa? 

 Sì. 

 Ho saputo che ti piacciono le operine. Una volta sei andata al tuo paese e sul palco parlava la Madonna. 

 Va là, - e scoppia a ridere — quella era la Bepa! Adelaide  continua a ridere a scrosci e ci racconta chi fosse questa Bepa delle  Ghiaie... 

La suora ci conferma... che la bambina è di una intelligenza normale, ordinaria né più né meno. Fantasia tranquilla,  come qualsiasi altra bambina di campagna della sua età. 

Nella cartella ci vien fatto di scorgere una lettera indirizzata ad Adelaide. Quella è di una sua compagna delle Ghiaie. 

 Scrivono alla bambina? 

 Scrivono? È un diluvio di lettere al giorno, tra quelle che  arrivano alle Ghiaie e quelle che arrivano qui a Gandino.  Mamme, ammalati, gente disperata, sofferenze strazianti; si  confidano al piccolo cuore della bambina. Certe lettere non si  possono leggere; spezzano il cuore. La bambina, naturalmente,  non vede queste lettere. Abbiamo ricevuto, anzi, disposizione di  non fargliele vedere. Ma sa che c'è tanta gente che chiede la sua  preghiera ed essa ricorda tutti affettuosamente nel suo Rosario". 

Severino Bortolan 

mercoledì 15 aprile 2026

„Io voglio che diventiate beati...“

 


Le Beatitudini


Io voglio che diventiate beati. La Mia meta non è la beatitudine terrena, perché la vita terrena è soltanto breve, misurato all’Eternità. Ma vi deve essere destinata una eterna Vita nella Beatitudine e questa Vita eterna deve essere il premio per vostra conferma sulla Terra. Sulla Terra non vi deve sembrare più niente desiderabile, il vostro sguardo deve essere rivolto alla Vita dopo la morte, e se potete rinunciare a tutto a cuore leggero, siete maturi per l’Eternità.

Il cuore deve poter staccarsi dal terreno, non per costrizione, ma dovete poter sacrificare liberamente ciò che vi è caro sulla Terra, dovete aspirare con tutto il cuore e con tutta l’anima ciò che appartiene al Regno spirituale, a dei beni che vi vengono negati dal mondo terreno, che nessuno vi può offrire che Io Solo, e che Io vi offro, perché vi voglio rendere beati. Imparate a stimare i beni spirituali e disdegnare i beni terreni, e siatene certi che vi lascio pervenire dei beni terreni di ciò che avete bisogno, per poter esaudire il vostro compito terreno. Datevi totalmente a Me, ed Io provvederò a voi in ogni modo, terreno e spirituale, e non vi lascerò languire, ma per diventare beati, la vostra anima necessita dapprima di Cibo spirituale, che le assicura la Vita nell’Eternità. 

Voi uomini mettete al primo posto i bisogni terreni e credete di non poter sussistere senza ultratimorosa preoccupazione. Ma Io so che vi manca molto di più il provvedimento spirituale, e voi stessi dovete aspirare a questo, perché non posso costringervi ad accettarlo per via della libera volontà. Cibi e bevande terreni mantengono il vostro corpo soltanto per breve tempo, e non possono mai prolungarvi la vita terrena, quando Io vi richiamo dalla Terra. Ma il Nutrimento spirituale vi assicura una Vita eterna. E quello che avete una volta ricevuto come Nutrimento spirituale, non passerà mai più, non diventerà mai inutile; lo portate con voi nell’Eternità e su questo edificate la vostra vita. 

Per poter vivere eternamente nella Beatitudine, dovete anche eseguire un’attività che rende felice e perciò avete bisogno di un capitale con il quale potete lavorare, che potete distribuire ai bisognosi, avete bisogno di una ricchezza spirituale che non si diminuisce, ma che aumenta costantemente, più ne date. Ed Io vi voglio dare questa ricchezza spirituale, affinché diventiate eternamente beati. Ma lo potete accogliere solamente, quando siete di cuore totalmente vuoto, dove i Miei Tesori possono espandersi, perché i tesori spirituali non vanno d’accordo con i tesori terreni, un cuore non può ospitare ambedue, e sta a voi liberamente, per quali beni volete tenere libero il vostro cuore.

Se Io vi voglio ora amare e rendervi beati, devo anche come saggio Padre consigliare ed aiutare i Miei figli, a pulire la loro cameretta del cuore da un bene inutile, che respinge i veri tesori e ne rende impossibile la ricezione. E così vi voglio aiutare a staccarvi da ciò che vi offre il mondo, di ciò che il vostro cuore desidera ancora, ma che vi è d’ostacolo per la Vita eterna. E perciò considerate tutti i fallimenti terreni come un mezzo d’Aiuto da Parte Mia, di staccarvi dal mondo e dai suoi beni apparenti, riconoscete in questo la Mia Provvidenza, che è soltanto per la vostra meta finale, di fare di voi degli esseri liberi, oltremodo felici, che nell’Eternità non conoscono più nessun dispiacere e nessuna preoccupazione, ma che sono sempre soltanto beati e vivono, cioè sono ininterrottamente attivi nell’agire nell’amore. Io voglio che diventiate beati, Io voglio potervi provvedere con il Nutrimento spirituale, perché ne avete bisogno per la Vita eterna. 

Amen

20. maggio 1948

ISTRUZIONI MARIANE

 


I - PREDESTINAZIONE SINGOLARISSIMA 

La prima cosa che colpisce la nostra mente nel considerare la predestinazione di Maria è la sua singolarità, dovuta al fatto che Ella fu predestinata alla missione di Madre del Creatore e Madre universale delle creature, con quello stesso eterno decreto con cui Cristo venne predestinato Figlio di Dio e Mediatore delle creature. 

Per ben comprendere questo è necessario premettere che Iddio, con un unico ed eterno atto del suo volere divino, decretò tutto il piano della creazione abbracciante tutte le cose che in qualsiasi modo furono, sono e saranno, vale a dire: minerali, vegetali, animali, uomini, Angeli, Maria e Cristo. Tuttavia, siccome la nostra mente, per la sua nativa debolezza, non può abbracciare simultaneamente tutte le cose racchiuse in quell'unico ed eterno atto del suo volere divino, i Teologi sogliano distinguere in esso vari momenti o segni, chiamati decreti, in quanto che l'atto divino, formalmente unico, è virtualmente molteplice. Distinguiamo quindi in quell'unico decreto formale tanti decreti virtuali quante sono le cose tra di loro realmente distinte ed in qualche modo tra loro indipendenti. Ciò premesso, noi diciamo che la Vergine SS. venne predestinata con quello stesso decreto (virtuale) con cui fu predestinato Cristo suo Figlio: ed è ciò che costituisce la singolarità della sua predestinazione, prima radice di tutte le altre singolarità. Non si hanno dunque - a nostro modo d'intendere - due decreti (virtuali), l'uno dei quali riguarda il Verbo Incarnato e l'altro la sua SS. Madre, no! Con un identico decreto, quantunque non alla pari, Dio ha predestinato Cristo (Figlio di Dio e Mediatore) e Maria (Madre di Dio e Mediatrice). In tal modo questi due personaggi che dominano tutta la creazione ci appariscono indissolubilmente congiunti ab aeterno dalla mano stessa di Dio, come il fiore è unito al suo stelo, il sole al firmamento in cui brilla e la perla allo scrigno in cui è custodita. Tale è la voce del magistero ecclesiastico, echeggiante la voce di Dio e confermata da quella della ragione.  

L'immortale Pontefice Pio IX, nella sua celebre Bolla Ineffabilis Deus, e Pio XII nella Bolla Munificentissimus Deus, han dichiarato esplicitamente che «i primordii della Vergine erano stati prestabiliti mediante uno stesso decreto «uno eodemque decreto» con l'incarnazione della divina Sapienza». Essendo, infatti, la Vergine SS. inseparabile dalla sapienza incarnata (Gesù Cristo), dovette essere necessariamente predestinata insieme con essa con uno stesso, identico decreto, come parte essenziale dello stesso eterno consiglio divino il quale voleva l'Incarnazione del Verbo mediante una donna; «factum ex muliere» (Gal.4,4).  

Nella S. Scrittura la Vergine SS. ci viene sempre presentata strettamente congiunta a Gesù, dal primo libro - il Genesi - all'ultimo libro - l'Apocalisse - ossia, dalla donna vaticinata che avrebbe schiacciato il capo al serpente infernale (Gen.3,15), alla donna vestita di sole, col capo adorno di una corona di dodici stelle. «Nelle  Sacre Scritture - scriveva Pio X nell'Enciclica Ad diem illum - quasi tutte le volte in cui viene predetta la nostra grazia futura, il Salvatore degli uomini vien presentato congiunto alla sua Madre». Questo continuo modo di parlare della Scrittura, ossia, questa continua presentazione di Gesù con Maria, intimamente e indissolubilmente congiunti, non è forse il più eloquente accenno all'unità del decreto divino abbracciante simultaneamente Cristo e Maria, il Verbo Incarnato e Colei che avrebbe dovuto fornirgli la nostra carne? 

La voce della ragione conferma efficacemente quanto ci vien detto dalla voce del Magistero ecclesiastico fondato sulla voce di Dio. La ragione, infatti, ci dice che i termini «madre e figlio», «maternità e figliazione» sono termini correlativi. E i correlativi hanno una vera simultaneità, di modo che l'uno non si può concepire senza l'altro. Nel modo stesso, quindi, con cui Gesù non è Figlio di Dio, ossia Dio, se non per mezzo di Dio, Padre suo, il quale gli comunica ab aeterno la sua divina natura, così egli non è figlio dell'uomo, ossia uomo, se non per mezzo di Maria, Madre sua, la quale gli comunica nel tempo la sua natura umana.  

Orbene, se identico - come abbiamo dimostrato - fu il decreto divino riguardante Cristo, Figlio di Dio e Mediatore, e la Vergine SS., Madre di Dio e Mediatrice, logicamente ne segue che la predestinazione della Vergine SS. fu singolarissima, e perciò stesso gloriosissima, diversa da quella degli altri predestinati, sia quanto al termine che quanto alla sua estensione. Fu diversa, innanzitutto, quanto al termine, poiché mentre la predestinazione di tutte le altre creature ragionevoli (Angeli ed uomini) è indirizzata, come a termine, alla gloria eterna (ossia alla visione beatifica), da ottenersi mediante la grazia, la predestinazione di Maria, invece, è indirizzata, quanto al termine, alla maternità dell'Uomo-Dio Mediatore, maternità che, appartenendo all'ordine ipostatico, è incomparabilmente superiore alla grazia e alla gloria; e conseguentemente Ella venne predestinata a quel grado amplissimo, eccezionalissimo di grazia e di gloria che era proporzionato e conveniente a tale altissima dignità.  

Differenti quanto al termine, la predestinazione di Maria e quella delle altre creature ragionevoli furono anche diverse, conseguentemente, quanto all'estensione o comprensione. In noi, infatti, la predestinazione abbraccia un doppio ordine di effetti: quelli prodotti dalla predestinazione stessa e perciò dipendenti da essa (quali, per es.,   la grazia, la gloria, il fine soprannaturale e i mezzi ad essi proporzionati); e quelli prodotti dalla Provvidenza comune (quali, per es., l’esistenza dell'anima, le sue facoltà, ecc.), e perciò presupposti dalla predestinazione (appartenenti all'ordine soprannaturale). La predestinazione incomincia là dove termina la Provvidenza comune (ossia, l'ordine naturale). Nella Vergine SS. al contrario, ogni cosa (e perciò non soltanto la grazia e la gloria, ma anche la stessa esistenza, l'anima, le facoltà ecc.) fu effetto della predestinazione. Mentre quindi in noi l'effetto della predestinazione (la grazia e la gloria) è separabile dalla Provvidenza comune (poiché non tutti beneficiano della predestinazione), nella Vergine SS., al contrario, la Provvidenza comune cedette completamente il posto alla predestinazione. Il fine primario, infatti, per cui Dio volle creare la Vergine SS. non fu (come negli altri predestinati) la gloria eterna, ma la Maternità del Redentore Divino, di modo che senza una tale maternità Essa non sarebbe neppure esistita. Tutto, quindi, in Essa, fu effetto della predestinazione divina e non già parte della Provvidenza e parte della predestinazione. In breve: tutto ciò che Ella è, sia naturalmente che soprannaturalmente, lo deve alla sua predestinazione, alla missione di Madre del Creatore e di Madre universale delle creature. V'è quindi una differenza enorme, una differenza non soltanto di grado, ma anche di specie fra la predestinazione di Maria e quella delle altre creature ragionevoli, Angeli e uomini. Per questo noi la diciamo predestinazione singolarissima. 

P. G. Roschini O. S. M. 


In verità vi dico

 


1. O Gesù, che hai detto: « In verità vi dico: chiedete ed otterrete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto!», ecco che noi bussiamo, cerchiamo, chiediamo la grazia che ci sta a cuore (pausa di silenzio). E ti raccomandiamo ora le intenzioni di tutti quelli che si affidano alle nostre preghiere. Gloria al Padre...

Volto Santo di Gesù, confidiamo e speriamo in Te!

 

2. O Gesù, che hai detto: «In verità vi dico: qualunque cosa chiederete al Padre mio, nel mio nome, Egli ve la concederà!», ecco che al Padre Tuo, nel Tuo nome, chiediamo la grazia che ci sta a cuore (pausa di silenzio). E ti raccomandiamo ora tutti i malati nel corpo e nello spirito. Gloria al Padre...

Volto Santo di Gesù, confidiamo e speriamo in Te!

 

3. O Gesù, che hai detto: «In verità vi dico: passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole non passeranno», ecco che, appoggiati sull'infallibilità delle Tue parole, ti chiediamo la grazia che ci sta a cuore (pausa di silenzio). E ti raccomandiamo ora tutti i nostri bisogni spirituali e temporali. Gloria al Padre...

Volto Santo di Gesù, confidiamo e speriamo in Te!

 

4. Volto Santo di Gesù, illuminaci con la tua luce, in maniera che diventiamo meglio disposti a chiedere e a ricevere la grazia che in questo momento ci sta a cuore (pausa di silenzio). O Gesù, ti raccomandiamo ora la tua santa Chiesa, il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti, i Diaconi, i Religiosi e le Religiose, e tutto il Popolo santo di Dio. Gloria al Padre...

Volto Santo di Gesù, confidiamo e speriamo in Te!

 

5. In Te solo, o Signore, noi possiamo avere la vera pace e il vero sollievo delle anime nostre così travagliate dalle passioni. Abbi pietà di noi, mio Dio, di noi che siamo tanto miseri e ingrati, ma pure tanto cari al Tuo Cuore Divino.

Dona, o Gesù, alle anime nostre, alle nostre famiglie, al mondo intero la vera pace. Gloria al Padre...

Volto Santo di Gesù, confidiamo e speriamo in Te!


Ecco, vi lascio con queste ultime parole: …possiate meditarle, figli Miei! Non c’è più tempo!

 


Carbonia 25-03-2026

ore 16.20

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo vi benedice Dio Padre Onnipotente e discende su questo luogo santo dedicato al trionfo dei due Cuori Uniti di Gesù e Maria.

Il Cuore Immacolato di Maria trionferà a breve, figli Miei. State uniti alla vostra Madre Santissima e rimanete fedeli a Gesù.

A breve la terra subirà la grande trasformazione, all’improvviso avrà il suo parto doloroso e vomiterà ogni veleno che l’uomo le ha fatto ingerire.

Abbiate misericordia per voi stessi, figli Miei!

Amati Miei, lodate il Signore, cantate a Lui inni di gloria, supplicate assieme alla Vergine Santissima che vi sostiene in questa salita dolorosa e prega con voi il Santo Rosario, implorando l’anticipato ritorno di Gesù.

Figli Miei, il tempo non promette cose buone, saranno dure le ore che tra non molto dovrete attraversare. Ecco, scoppierà una grande rivoluzione, una guerra impossibile, insostenibile per questa umanità.

O voi lontani dal Signore, aprite i vostri cuori all’Amore, o voi che non riconoscete il vostro Dio e seguite Satana su questa terra, o voi che seguite le sue false luci e vi illudete che tutto andrà bene, che tutto tornerà come un tempo alla serenità, vi dico: … poveri figli, siete caduti nella trappola del Demonio, …vi ha illusi, figli Miei!!!

Ecco, Io decreto da questo momento la trasformazione della Terra, allontano quei figli che non Mi riconoscono.

Siamo giunti alla fase finale, il Sollevamento dei figli di Dio è ormai a breve, la nuova terra è pronta, tutto sarà nella grandezza di Dio Padre, Colui che tutto ha creato, che ogni cosa ha stabilito in Sé.

Ecco, vi lascio con queste ultime parole:  …possiate meditarle, figli Miei! Non c’è più tempo.

Dio interverrà in aiuto dei Suoi figli,  mentre allontanerà coloro che Lo hanno combattuto, questi entreranno nella disperazione perché illusi da Satana si troveranno spiazzati, anche se perderanno la stima nei confronti del nemico sarà troppo tardi. Mi cercheranno, ma tutto sarà ormai finito, chiuso il tempo, dovranno purgare i loro peccati, dovranno attraversare la grande tribolazione perché Io li devo purificare per riprenderli in Me.

Vi amo, vi benedico, vi seguo dall’alto del Mio Cielo e sono presente tra voi! Io sono in ogni luogo, sono l’Onnisciente, l’Onnipresente! Io Sono il Dio dell’Eterno Amore, Sono il Creatore.

Accompagnatevi alla Vergine Santissima e chiedete misericordia. Amen       

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


La relazione della superiora dell'Istituto delle  Figlie della Sapienza di Bergamo 

 

Ai giudizi dati su Adelaide da varie personalità, aggiungo  la relazione della superiora dell'Istituto delle Figlie della  Sapienza di Bergamo, inviata a monsignor Angelo Bramini, 1'8  novembre 1946, cinque mesi dopo l'ingresso della bambina nel  nuovo istituto. 

Domenico Argentieri (o.c., p. 27) scrive: 

"Da quella relazione apprendiamo: 

a. La piccola Adelaide è furba, ma di una furbizia non  eccezionale, cioè non superiore a quella delle bambine della sua  età. 

b. Non si nota in lei doppiezza né attitudine ad ingannare; 

il suo sguardo non ha mai lasciato trapelare quel particolare  disagio di chi inganna sapendo di ingannare. Non sa simulare,  né si dimostra capace di gravi menzogne. 

c. Non ricerca l'applauso o l'ammirazione. Quando le allieve prepararono una rappresentazione teatrale, non sollecitò  una parte per sé. Affidatale una modesta parte di comparsa  muta, non mostrò alcuna disinvoltura e spontaneità, contrariamente al suo modo abituale di comportarsi. 

d. Non sa fingere né saprebbe riprodurre come situazioni vissute le situazioni imposte di un qualsiasi libretto drammatico. 

e. Non ha alcun amore per le storie fantastiche e romanzesche. È molto attenta alle istruzioni e alle prediche anche lunghe. Non ha buona memoria, ma segue attentamente le lezioni,  mentre è invece svogliata nello studio dopo scuola. 

f. Appena giunta nell'istituto aveva paura del buio come tutti i bambini. Niente sonnambulismo. Parla frequentemente  durante il sonno come gli altri bambini. 

g. Non si notano in lei capricci e disobbedienza di qualche entità. 

Sente e gusta la pietà, aspira alla santità, ha momenti di raccoglimento più prolungati dopo la comunione". 

Esperti e testimoni hanno osservato attentamente Adelaide  anche per lungo tempo, e sono arrivati alla stessa conclusione  sulla perfetta normalità della bambina, senza che tra loro ci sia  stata la possibilità d'incontro e d'intesa. 

Escluse le varie spiegazioni naturali, resta quella di una  comunicazione con la Madre di Dio, che è anche madre degli  uomini. La spiegazione migliore è un'autentica apparizione  della Vergine Maria. 

Severino Bortolan 

martedì 14 aprile 2026

L’assenza d’amore – La lotta del mondo contro la Dottrina dell’amore

 


Retrocessione spirituale nel tempo odierno


L’atteggiamento dell’umanità non è in accordo con la Dottrina di Cristo, perché questa esige l’agire nell’amore, esige una vita l’uno per l’altro, esige un rapporto dell’uomo reciproco come quello da fratello a fratello. Gli uomini del tempo attuale però si affrontano con animosità, sovente standosi di fronte in sintonia esteriore, ma nel cuore sono sempre solo rivolti al proprio vantaggio osservando il prossimo come avversario, perché da lui si sentono danneggiati e svantaggiati. L’umanità è priva di qualsiasi amore e perciò si mette anche contro il cristianesimo, contro la Dottrina divina dell’amore che non vuole più adempiere, perché esercitare l’amore significa per gli uomini superamento, significa una separazione dalla materia, un retrocedere dei propri desideri e brame, sacrificare ciò che all’uomo è caro.

Dev’essere combattuto l’amore dell’io, l’uomo deve educarsi alla modestia, per poter così servire il prossimo, di rivolgergli ciò a cui rinuncia. Questo è un sacrificio che può essere fatto solo per amore e perciò questo dev’essere esercitato. Ma solo raramente un uomo porta ancora questo sacrificio per i prossimi. Ognuno pensa solo a sé stesso e perciò la Dottrina di Cristo gli è scomoda ed è d’accordo con gli uomini di estirparla. 

Dov’è il disamore, là verrà condotta senza pensare la lotta contro la Dottrina divina dell’amore. Il disamore è disteso su tutto il mondo, gli uomini si superano con le crudeltà che causano al prossimo, quindi tutto il mondo è da chiamare colpevole del grande avvenimento mondiale, che ha iniziato soltanto nel disamore dell’umanità e che avrà per conseguenza sempre maggiore disamore e perciò dev’essere descritto come l’agire dell’inferno, come l’agire di forze demoniache. Gli uomini non riconoscono il basso stato spirituale nel quale si trovano. Considerano soltanto l’effetto puramente esteriore dell’avvenimento del mondo, ma non lo stato spirituale di coloro che a causa del loro grande disamore inducono anche il loro prossimo ad azioni disamorevoli. Finché questo disagio non viene riconosciuto, non può nemmeno essere sospeso; finché l’uomo non riconosce il disamore come il male maggiore, non si sforzerà di vivere nell’amore; cioè di lasciarlo giungere al prossimo. Quindi non tollererà nemmeno la Dottrina di Cristo, la rifiuterà, perché adempierla non gli procura nessun vantaggio terreno. 

Rispettivamente però sarà anche il suo agire, viene di nuovo respinto l’amore e la conseguenza sarà soltanto un aumentato disamore, un uomo tenderà alla distruzione dell’altro, non conoscerà nessun impedimento, non sarà più in grado di distinguere il giusto dall’ingiusto e perciò si supererà in durezza e crudeltà, ed ogni amore si raffredderà ed il basso stato spirituale scenderà fino all’estremo, ed un mondo senza amore non può sussistere, è destinato al naufragio e con lui tutto ciò che non cerca di redimere sé stesso tramite l’amore. 

Amen

10. agosto 1942

ECCO COSA ACCADDE DOPO LA RESURREZIONE DI GESÙ! CHI SONO I SANTI CHE RISORSERO DAI MORTI?


 

Nella tua mano

 


Tu mi tieni interamente nella tua mano, Padre del cielo.

Questa mano è così grande, così vigorosa che potrebbe schiacciare la piccola creatura che io sono; ma la tua mano è una mano paterna, che protegge gelosamente quelli che ha creato.

Sono poca cosa nel cavo della tua mano, ma sono munito della tua potenza divina, avvolto da una immensa bontà.

Che cosa diverrei se fossi abbandonato in mezzo a un universo sconosciuto, lanciato alla deriva tra i flutti di un'esistenza cosparsa di imprevisti?

Avrei tutto da temere, e l'avvenire sarebbe pieno di minacce, di sgradite sorprese, di una fatalità inesorabilmente capricciosa: sarei lo zimbello degli eventi.

Ma nella tua mano, la mia vita riposa fiduciosa.

Quale sorpresa o quale fatalità potrebbe prevalere contro la tua mano?

Nulla può accadermi, che non sia dato da questa mano.

È la mano di un Padre che ama follemente suo figlio e che può prodigargli soltanto del bene.

Mi lascio dunque portare dalla tua mano patema, ovunque mi condurrà.

Che gioia e che sicurezza affidarmi semplicemente alla tua mano sempre fedele, vivere, soffrire, morire in essa, per rimanervi in eterno!