venerdì 10 aprile 2026
L’apporto delle Rivelazioni - La dimostrazione della realtà del Regno spirituale
La via nella Patria spirituale
La necessità del Mio diretto Agire su di voi risulta dal fatto, che la fede in genera si è guastata, che per gli uomini è difficile credere ciò che viene loro insegnato da parte chiesastica e che perciò rifiutano contemporaneamente il vero ed il falso, se non viene loro aiutato in quanto la Verità viene loro trasmessa su vie insolite e loro stessi si possono ora decidere di accettarla oppure di rifiutarla. Gli uomini sono da scusare, quando sono di buona volontà e si urtano agli insegnamenti di fede deformati, che in loro richiamano istintivamente il rifiuto. Ma da sé stessi non sono capaci di giudicare per riconoscere insegnamenti falsi e vero, benché un uomo attivo nell’amore ne può avere il giusto sentimento. Ma il mondo agisce così potentemente sugli uomini, che tutto lo spirituale sembra loro irreale e perciò è necessario di far diventare “realtà” anche lo spirituale, quindi di guidare agli uomini una Comunicazione evidente, una Rivelazione divina, che può far loro credere nel Regno spirituale. Attraverso le Rivelazioni giungono a loro i chiarimenti e questi poi rendono possibile anche un esame della Verità e dell’errore, che camminano l’una accanto all’altro nel mondo, che devono essere riconosciuti. L’apporto delle Rivelazioni è una dimostrazione della realtà del Regno spirituale. Io Stesso Mi prendo Cura degli uomini che vogliono credere, che però dagli insegnamenti della chiesa non vengono cosi toccati da poter credere. Quello che Io esigo dagli uomini di credere, è da accettare per buono con buona volontà e solo poca conoscenza. Quest’ultima la voglio trasmettere a coloro che hanno la buona volontà e se ora ascoltano gli Insegnamenti ed agiscono di conseguenza, impareranno anche a riconoscere e possono credere. Il Regno spirituale non è così irreale, se esiste soltanto un bagliore della conoscenza e diventa sempre più reale, più l’uomo sale nella conoscenza. Io Stesso Mi rivelo agli uomini, Io stabilisco il collegamento con il regno terreno, con l’uomo che porta in sé anche il desiderio di un collegamento con Me. Costui ora Mi serve come mediatore per tutti gli altri uomini che sono bensì in grado di insegnare, che però non fanno nulla per mettersi in collegamento con Forze insegnanti, perché il Regno spirituale per loro non è ancora nessun concetto di realtà. Ma il mediatore può procurare loro una dimostrazione, se la desiderano, il mediatore può guidare al prossimo i risultati spirituali che procedono dal Regno spirituale, che procedono da Me Stesso. E quindi gli uomini ricevono delle Rivelazioni da Parte Mia e ciò che ora credono, è diventato per loro convinzione; ora sanno ciò che è la Verità e ciò che è l’errore, riconoscono che non tutti gli insegnamenti di fede devono essere disimparati, sanno del collegamento ed ora diventano vivi rappresentanti di ciò che per loro è diventato convinzione. Ed appena hanno una volta riconosciuto Me Stesso come l’Origine di tutta la Verità, vorranno parlare anche per Me e guidare pure i prossimi in un sapere che proviene dal Regno spirituale e che è comunque più reale che il sapere terreno. Chi sta una volta nella Luce, non vuole più farne a meno, ma provvederà che la Luce mandi i suoi raggi anche nell’oscurità più profonda, darà del suo sapere, perché lo ha riconosciuto come Verità.
Amen
13. marzo 1951
L'«Amore», disse a Marie, convertirà i pagani, l'Amor del prossimo degli infedeli e la Giustizia, purificherà la Chiesa.».
VITTIMA DI ESPIAZIONE PER IL TEMPO DELLA GRANDE CONVERSIONE
In questo tempo della grande conversione secondo la profezia di Marie des Vallées, Dio esaudirà le sue preghiere e realizzerà la parola della Scrittura: «Io comanderò al sole di dare la luce ai ciechi», dove per Sole si intende Gesù, come ciechi i peccatori, come vista la Grazia. I demoni saranno costretti a cooperare alla distruzione del loro mondo, essi si impossesseranno di coloro che non vorranno convertirsi. San Gabriele avrà un ruolo particolare nella distruzione del peccato; san Raffaele aiuterà i disperati, san Michele porterà le anime a Dio. Pioverà un diluvio di grazie, la terra sarà abitata da Santi, e ci saranno martiri dell'Amore che diventeranno molto più grandi che non i primi.
Marie dovette recitare le Litanie a Dio Padre sulla piazza maggiore della città, le Litanie a Dio Figlio, inginocchiata nella più grande pozzanghera che poté trovare, quella allo Spirito Santo davanti a un Crocifisso della Cattedrale. Nonostante la meraviglia dei passanti e la derisione dei ragazzi, compassionata e congratulata dalla Madre Celeste, Marie portò a termine tutto questo, affinché al tempo del grande castigo il mondo si converta. La Litania sulla piazza principale chiese la conversione degli Infedeli, quella nella pozzanghera la santificazione del Corpo Mistico di Cristo, la Chiesa, specialmente la conversione dei cattivi sacerdoti; finalmente la terza nella Cattedrale, per il diluvio di fuoco dell'Amore, il torrente di Grazie della grande Conversione.
Quando il Signore una volta ordinò di pregare per la Chiesa, sua Sposa, che era carica della lebbra del peccato, e che doveva lavarsi nel Giordano della Penitenza, Egli promise a questa sua sposa tre grazie particolari (che però non furono promesse a Maria come prossime visioni): La prima era un anello d'oro con una perla fiammante, la seconda il suo cuore, la terza una interpretazione della Sacra Scrittura, come finora non si era mai conosciuta.
Dopo la grande conversione, per la quale Maria des Vallées si offrì, non ci sarà più che un solo pastore e un solo gregge. Marie vide, in una visione simbolica, come Gesù e la sua Santissima Madre mettevano sul suo letto una donna morta - perché in Marie si rinnovava la Passione del Signore - poi una donna che si era uccisa con un coltello ed una con le mani ed i piedi perforati. L'Angelo del Gran Consiglio (Magni Consilii angelus, lit. di Natale), che è Cristo medesimo, mise legna e carbone sotto le donne per bruciarle, cioè per purificarle con il fuoco, nel grande castigo, e poi risuscitarle e trasformarle in una sola cosa nel tempo della conversione universale. Poiché la prima donna significava le genti morte prima di Gesù, la seconda, la Sinagoga e gli eretici, che si uccidono da sé stessi con la loro infedeltà; la terza, invece, la Chiesa, che è crocifissa dai suoi stessi figli. Sotto quest'ultima non fu messo alcun pezzo di carbone, perché «essa sarà trattata molto più severamente, come per la legna che richiede più tempo per ardere che il carbone, sebbene il fuoco del carbone sia più potente».
L'«Amore», disse a Marie, convertirà i pagani, l'Amor del prossimo degli infedeli e la Giustizia, purificherà la Chiesa.».
MARIE des VALLEES
Le ricchezze di Maria
Maria
Voglio che i miei figli entrino nel mio cuore per scoprire tutte le ricchezze e le benedizioni che Dio vi ha posto.
Nel grembo materno
Quando fui concepita senza peccato, il Padre ha posto in me una tale pienezza della vita divina, superiore a quanto qualsiasi altra persona umana avesse mai ricevuto. Anche i grandi santi, come Pietro e Paolo, dopo tutti gli anni di conoscenza e di amore verso Gesù, non hanno avuto al termine della loro vita anche solo una frazione della vita divina che ho avuto fin dal primo momento del concepimento. Anche quando ero nel grembo di mia madre, questa vita si moltiplicava in una maggiore pienezza. Mentre ero ancora nel grembo materno, mi sono resa conto del Padre, del Figlio e dello Spirito con una conoscenza mistica ed esperienziale di gran lunga superiore al più elevato Serafino. Amavo Dio, anche prima della mia nascita, più di tutti gli angeli e tutti i santi insieme.
Dopo la nascita
Come ho visto i miei genitori, li ho percepiti nella luce di Dio e li ho amati come Dio li ha amati. Ero così assorta in Dio che ho visto tutto il mondo come la sua creazione e ogni persona umana come Dio la ha amata.
Anche se il mio corpo era sulla terra, il mio spirito era già giubilante in Dio, mio salvatore. Ogni momento, la vita divina di Dio si moltiplicava in me. Ogni secondo aumentava più di tutti gli altri momenti della mia vita insieme. Sono stata assorbita sempre più in profondità nei segreti di Dio. All’interno di ogni segreto, c’erano milioni di altri segreti. All’interno di ogni attributo, milioni di altre caratteristiche ancora sconosciute. Stavo sperimentando l’infinito, la vita interiore di Dio.
Vivere la Trinità
In mezzo a tutte le mie esperienze divine del Padre, c’era un uomo che ha detto: “Io sono la via al Padre”. Molto misteriosamente, lui e il Padre sono uno, entrambi con queste qualità infinite e condividevano pienamente la vita che mi veniva rivelata. Loro due hanno generato una terza persona, una fiamma pura che li univa e completava il mistero. Anche se completo, il mistero allungò la mano verso di me attraverso quell’umanità sacra e mi ha attratto nella fiamma dell’amore di Dio. Questo è successo continuamente. Ogni volta che sono stata immersa in quella fiamma, sono diventata più simile ad essa, assumendo le sue qualità e ricevendo la vita di cui godeva.
Commento: Maria condivide con noi le sue esperienze mistiche della Trinità.
23 marzo 2012
E tu, primo fra i Miei figli, come sei il Mio Vicario, così sarai un novello Cristo nel dolore e nella sorte.
Dice Gesù:
«Troppe volte non “rivolgete gli sguardi” a Colui che è la vostra Provvidenza. Mettete le frange, spesso inutili, ad una cosa, e poi vi dite: “Questa cosa l’abbiamo fatta noi”.
No. Non ne siete gli autori, anzi spesso ne siete i distruttori perché neutralizzate i frutti che da una opera vengono, quando non distruggete l’opera stessa con le vostre mani e le vostre menti distruttrici.
Dio vi dà tanto, vi dà tutto quanto vi è utile e necessario per la carne ed il sangue, e per la mente e lo spirito. Voi a questo tutto, specie a quel tutto che è volto alla mente e allo spirito, scavate un “lago”. Oh! sì! Un lago. Ma è lago in cui le acque limpide di Dio stagnano e si corrompono perché messe al contatto di tante altre cose e scoperte a tutte le invasioni.
Così del sapere, moltiplicato a dismisura, ma non elevato verso Dio, avete fatto un pericolo per voi, così della religione che avete voluto infronzolire di tante inutilità, analizzare con lente umana, profanare volendola spiegare senza riferimento a Dio, avvilire rendendola formula e non forma di vita.
È sempre lo stesso rimprovero che vi devo fare. Vi siete creduti pari o anche superiori a Dio. E siete caduti in opere non da figli di Dio ma unicamente da animali ragionevoli, i superragionevoli della terra, ma umanamente ragionevoli. Ed è già molto quando siete ragionevoli e vi rispettate al punto di dirvi: “Vediamo di agire pensando al domani”. Il più delle volte pensate unicamente all’oggi e a fare dell’oggi una baldoria per la vostra carne superamata da voi.
Neppure quando siete fra i tormenti di un castigo uscite da questa vostra euforia malsana. Ma anzi tanto più volete godere e vivere da bruti solo intenti a saziare fame e senso. E fra un godimento e l’altro irridete Dio nel quale più non credete, salvo poi imprecarlo o implorarlo nel momento che soffrite. E perché? Cosa vi attendete? Non è così che si ottiene aiuto da Dio. Io sono per chi è onesto e fedele.
Anche se debole lo perdono e soccorro. Non sono per gli schernitori e i rinnegatori che sanno prendersi la loro parte e dare ai miei figli solo dolore e tormento.
E tu, primo fra i miei figli86, fortifica il tuo cuore appoggiando la bocca alla mistica fonte del mio petto squarciato. Come sei il mio araldo, e più che araldo il mio Vicario sulla terra, colui che rappresenta l’Agnello, e dell’Agnello hai cuore e parola, così sarai un novello Cristo nel dolore e nella sorte.
Quanto dolore è già nel calice che si avvicina! E non ti giova l’averne già tanto bevuto e l’esser vissuto da giusto! Non ti giova perché il dolore lo riempie sempre più quanto più tu ne bevi, perché esso dolore è distillato e munto dalla Forza a noi nemica, la quale non potendo mordere il Cristo morde le carni delle sue creature. E quale creatura più creatura mia di te, che sei mite e giusto, che sei evangelico come il mio Giovanni?
Come il Prediletto, affìssati nel Cielo fino a farti rapire dall’ardore della contemplazione, perché l’ora del dolore è sempre più vicina ed hai bisogno di esser saturo di contemplazione per poter subire la passione senza piegare.
Rimani “Luce del mondo” in mia vece, anche se le tenebre ti monteranno addosso per schiacciarti. Anche cadendo tieni alzata la mia Croce che è Luce. Anche morendo fa’ udire la Voce che parla dal Cielo attraverso te, mio Servo esemplare.
Hai pianto e non è giovato che tu conoscessi il segreto di Fatima. Le tue cure al mondo si sono rivolte contro di te come quelle che si usano ad un ossesso. Ma non importa. Mia Madre è con te ed Io con Lei.
Noi siamo presso le grandi “voci” e le piccole “voci” che parlano in nome mio e che consumano se stessi perché la Voce del Cristo suoni ancora in questa terra brulicante di demoni. Siate benedetti, grandi e piccoli portatori della Parola. Noi vinceremo contro Satana. Io ve lo dico. E nell’ora della vittoria la mia stessa Luce sarà la vostra luce che vi farà splendenti come nuovi soli».
DA: I QUADERNI DEL 1943
Signore Gesù, crocifisso e risorto
Signore Gesù, crocifisso e risorto, immagine della gloria del Padre, Volto Santo che ci guardi e ci scruti, misericordioso e mite, per chiamarci alla conversione e invitarci alla pienezza dell'amore, noi ti adoriamo e ti benediciamo.
Nel tuo Volto luminoso, apprendiamo come si è amati e come si ama; dove si trova la libertà e la riconciliazione; come si diviene costruttori della pace che da te si irradia e a te conduce.
Nel tuo Volto glorificato impariamo a vincere ogni forma di egoismo, a sperare contro ogni speranza, a scegliere le opere della vita contro le azioni della morte.
Donaci la grazia di porre te al centro della nostra vita; di restare fedeli, tra i rischi e i mutamenti del mondo, alla nostra vocazione cristiana; di annunciare alle genti la potenza della Croce e la Parola che salva; di essere vigili e operosi, attenti ai più piccoli dei fratelli; di cogliere i segni della vera liberazione, che in te ha avuto inizio e in te avrà compimento. Signore, concedi alla tua Chiesa di sostare, come la Vergine Madre, presso la tua Croce gloriosa e presso le croci di tutti gli uomini per recare ad essi consolazione, speranza e conforto.
Lo Spirito che ci hai donato porti a maturazione la tua opera di salvezza, perché tutte le creature, liberate dai vincoli della morte, contemplino nella gloria del Padre il tuo Volto Santo, che splende luminoso nei secoli dei secoli. AMEN
Giovanni Paolo II
Se il mondo non si converte, il Medio Oriente diventerà un grande teatro di un futuro giudizio punitivo.
7 aprile 2026, dopo la preghiera dell’Angelus
Prego mentre l’immagine del Volto Santo di Manoppello risplende luminosa. Vedo il volto di Gesù con una corona di spine fatta di luce. Il Signore mi guarda e dice:
«Isaia 13, 17. Ecco, io inciterò contro di loro i Medi, per i quali l’argento non ha alcun valore e l’oro non significa nulla…»
Il Signore mi guarda e io vedo che, qualunque cosa accada, anche se all’ultimo minuto si trovasse una soluzione di pace tra gli Stati Uniti, Israele e l’Iran, questa sarebbe purtroppo solo una pace di breve durata. Se il mondo non si converte, il Medio Oriente diventerà un grande teatro di un futuro giudizio punitivo. Purtroppo il Medio Oriente non trova pace.
Inoltre, grazie alla visione del Signore, mi è ora chiaro perché il Santo Arcangelo Michele sia apparso all’inizio di quest’anno con la spada fiammeggiante. Questa apparizione è legata a una profezia di Fatima. I giudizi punitivi stanno per iniziare e saranno eseguiti con la spada fiammeggiante del Santo Arcangelo Michele.
Perché allora i numerosi appelli alla preghiera provenienti dal Cielo, la richiesta di pregare per la pace? Non è forse vano? No, non lo è. Si tratta di impedire il peggio. Più persone pregano e si convertono a Dio, più possiamo mitigare questi giudizi punitivi. Si tratta anche della protezione dei nostri paesi, della nostra protezione.
Non sapevo chi o cosa fossero i “Medi” e nemmeno conoscevo quel passo della Bibbia. I Medi erano un antico popolo degli altipiani iraniani (nel nord-ovest dell’odierno Iran) e insieme ai Persiani formarono l’Impero medo-persiano. Erano chiamati strumento di Dio, che non conosceva pietà, in relazione alla distruzione di Babilonia.
Di fronte a tutto ciò che sta per accadere, siamo ripetutamente chiamati dal cielo alla preghiera, alla penitenza e alla conversione. Sperimentiamo infatti anche la grazia della preghiera e l’invito dal cielo a «non avere paura», ma a condurre una vita nei Sacri Sacramenti e a pregare per i nostri simili.
Sievernich
Regina della Famiglia
Apparizioni a Ghiaie
Il prof. Cazzamalli e le apparizioni di Ghiaie
Il Cazzamalli neuropsichiatra, nel 1951, pubblicò il libro: La Madonna di Bonate, apparizioni o visioni?, nel quale tenta di spiegare che le apparizioni di Ghiaie non sono autentiche. Il suddetto professore era anche presidente della Società Italiana di metapsichica.
A proposito, padre Gemelli, tra l'altro dice:
"Ho scritto parole chiare sulla fondazione in Italia di una società di metapsichica, sulle esperienze del prof. Ferdinando Cazzamalli, sulla registrazione dei fenomeni elettromagnetici radianti dal cervello, con i quali il Cazzamalli spiega o ritiene di spiegare la metapsichica, la rabdomanzia, ecc., ecc. Il Cazzamalli ha risposto con un violento articolo pubblicato nel volume: Studi e ricerche di metapsichica, Società italiana di metapsichica, tip. Colombo, Roma 1942, pagg. 91 e ss.
Consiglio a coloro che sono abituati al metodico lavoro scientifico di leggere quelle pagine; esse sono istruttive non tanto sui procedimenti polemici del Cazzamalli, quanto sui suoi metodi scientifici e sul suo modo d'impostare le questioni...
Padre Gemelli riporta questa affermazione del Cazzamalli:
"Lo spiritismo è da me respinto irrevocabilmente dal terreno della indagine sperimentale... impedendo che sotto bandiera metapsichica venga contrabbandato materiale spiritistico...".
Padre Gemelli risponde: "Per accettare questa affermazione bisogna dimostrare che metapsichica e ricerca psichica non sono il vestito nuovo e pseudoscientifico dell'antico spiritismo. Io questa dimostrazione non ho trovato negli scritti del Cazzamalli e nemmeno in quelli del Richet o degli altri autori dai quali il Cazzamalli ha mutuato l'equivoca espressione di metapsichica".
Quindi padre Gemelli dice che la metapsichica equivale
allo spiritismo.
Padre Gemelli passa poi a trattare la questione se esistono radiazioni del cervello, questi fenomeni elettromagnetici radianti dal cervello, come afferma il Cazzamalli.
Egli dice: "Fino ad ora nessun laboratorio di fisiologia o di psicologia ha dato la conferma delle registrazioni fatte dal Cazzamalli. Nessun fisiologo o psicologo o neurologo si è occupato dei fatti da lui descritti, all'infuori di coloro che si occupano di metapsichica".
Padre Gemelli aggiunge che non solo i fisiologi e gli psicologi, ma anche coloro che si occupano del complesso mondo delle onde elettromagnetiche, hanno dimostrato di non dare peso alcuno alle pretese scoperte del Cazzamalli.
Padre Gemelli dice: "Non chiedo che vengano registrati i fenomeni radianti negli stati di trance dei medium, domando che sia dato il modo di controllare che il cervello umano è, come afferma il Cazzamalli, un oscillatore emettente-ricevente, irradiante nell'etere, con possibilità esplorative delle vibrazioni che costituiscono un oceano nel quale siamo immersi. Domando che sia data la dimostrazione che si può realmente registrare, impiegando soggetti normali, in condizioni normali, ciò che il Cazzamalli afferma di avere registrato... Sino a che questo non sarà stato fatto, io avrò il diritto di ripetere che queste sono fantasticherie di un materialista".
In un secondo articolo, sempre sullo stesso argomento, padre Gemelli scrive: "Il Cazzamalli, escluso che i fenomeni da lui registrati si riscontrano in soggetti normali, in condizioni normali, afferma che, affinché le esperienze riescano, ossia affinché si abbia la captazione di fenomeni elettromagnetici radianti dal soggetto, occorre usare soggetti dotati di intensa psicosensorialità particolarmente visiva, nei quali si abbiamo stati onirici, allucinazioni spontanee o indotte, allucinazioni morbose, visioni allucinatrici frequenti negli stati di piccoli trance, ossia soggetti oniroidi, o allucinati veri e propri, o infine paranormali sensitivi... Se non mi inganno, mi parrebbe quindi di avere messo ordine nelle affermazioni del Cazzamalli: i fenomeni da lui descritti sono cioè da lui stati osservati in condizioni eccezionali e in stati patologici. Ma ciò che interessa soprattutto dimostrare si è verificare se si possono dimostrare i fenomeni descritti dal Cazzamalli in stati eccezionali, o nelle condizioni eccezionali, che egli afferma di avere studiate. Ora qui sta la difficoltà; come possiamo fare per realizzare queste condizioni eccezionali, questi stati eccezionali? Il Cazzamalli dice che bisogna, a questo scopo, usare soggetti di intensa vivacità psicosensoriale, ossia soggetti paranormali sensitivi. Confesso di non capire questa nomenclatura inconsueta agli psicologi e agli psichiatri; essa è bensì usata dai cultori della cosiddetta parapsicologia e dalla metapsichica, le ipotetiche discipline che studiano quei fenomeni che gli americani chiamano extrasensoriali; ma siamo fuori dal campo della fisiologia, della psicologia, oltre che della patologia mentale. Per la educazione scientifica su basi positive avuta io nutro diffidenza a riguardo dell'esistenza di questi soggetti paranormali, di questi stati parapsicologici e di questi fatti extrasensoriali...
Questa rinascita fra noi della metapsichica è dovuta, come si sa, al Cazzamalli, che si agita a suo favore da vent'anni; ma è necessario ricordare che le società di analogo nome costituite in altri paesi hanno chiuso i battenti da alcuni anni? Esse hanno chiuso i battenti perché le discussioni agitatesi nel mondo scientifico non furono a loro favorevoli... Al Cazzamalli riesce amaro che io lo abbia accusato di materialismo: mi rimprovera di avere con questa affermazione messo in dubbio la sua fede religiosa di cattolico. Mi inchino dinnanzi alla dichiarazione che il Cazzamalli fa di essere un buon cattolico; poiché, se non sbaglio, fu un tempo acceso socialista; godo di saperlo oggi fratello di fede religiosa; ma questo non toglie che egli si deve purgare dall'accusa di materialismo.
Poiché questa non è la sede opportuna per discutere questioni filosofiche, prego il prof. Cazzamalli di rispondere, in sede opportuna, all'articolo: La dottrina materialistica del prof. Cazzamalli, apparso nella Rivista medica per il Clero, luglio 1942, p. 146; in esso il P. Giuseppe Albarelli, a proposito del risentimento del Cazzamalli per l'accusa che io gli ho mosso, scrive: "Di qui il risentimento del Cazzamalli, il quale non vede come lo studio dei misteri del cervello umano possa dare appiglio alla taccia di materialista. E non lo vediamo nemmeno noi se non che, caso più unico che raro e che può attestare l'innocenza del Presidente della Società Italiana di Metapsichica, è che il prof. Cazzamalli volendo gettare sul P. Gemelli l'accusa di materialista, fornisce la prova indiscussa del suo materialismo, che egli in perfetta buona fede ritiene spiritualismo della miglior lega.
Il Cazzamalli, continua il P. Albarelli, aggiunge di proprio queste strabilianti affermazioni: "L'anima (si intende l'anima dell'uomo) è il principio immateriale, estraneo alle leggi ed alle forze della materia, dell'energia, della vita...; non può essere sottoposta alla osservazione e all'esperienza, cioè ai mezzi precipui dei metodi sperimentali; l'anima resta oggetto della teologia". Questa definizione dell'anima umana del Presidente della Società Italiana di Metapsichica, è ribadita dal medesimo a pag. 8 (Esordio promettente) degli Studi e Ricerche della Metapsichica". Il P. Abbarelli commenta: "Non so come sia possibile far passare questa dottrina del Cazzamalli come spiritualistica e conforme all'insegnamento della Chiesa cattolica. A parole si concede all'anima umana l'immaterialità, la si fa come una "res divina", oggetto esclusivo della teologia. In pratica la si riduce a zero".
Ossia, e farò punto, afferma il P. Albarelli, il prof. Cazzamalli, mentre diniega di seguire dottrine materialistiche, d'altra parte ammette che la psiche umana, alla quale fan capo i fenomeni intellettivi compresi i coscienti che sono i più elevati, è materiale e perciò oggetto di osservazione e di esperienza. Egli poi a salvaguardare la immaterialità dell'anima umana la distingue dalla psiche umana, senza dirci di che cosa essa sia principio in ogni modo escludendo che sia principio dei fenomeni intellettivi. Se la teoria del Cazzamalli, come da lui espressa, lo salva dal materialismo, lo mette però in opposizione con la dottrina della Chiesa definita dal Concilio di Vienna, che dichiara come verità di fede che l'anima umana è forma sostanziale del corpo umano. Risponda dunque il Cazzamalli, se lo ritiene opportuno, al P. Abbarelli; comunque resta evidente che io non gli ho recato ingiuria quando l'ho accusato di essere un materialista" (v. Vita e Pensiero, novembre 1941 e Archivio di Psicologia Neurologia Psichiatria, estratto dal fascicolo di giugno 1942, biblioteca della Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, pp. 248-251).
Ho riportato il confronto, o meglio lo scontro, tra padre Gemelli ed il Cazzamalli per fare notare quali erano le idee e i metodi di Cazzamalli che lo hanno guidato nell'esame di Adelaide e delle apparizioni di Ghiaie e non c'è da meravigliarsi se con queste premesse è arrivato alla conclusione che conosciamo.
Ci si domanda: perché il Cazzamalli ha scritto questo libro?
La risposta la dà il Cortesi, il quale scrive:
"Sollecitai la relazione del Prof. Ferdinando Cazzamalli di Como; mi attendevo grandi cose dall'esimio neuropsichiatra... il quale aveva assistito all'ultima visione di Adelaide e con profonda competenza e finissima sensibilità critica continuava a interessarsi vivamente della piccola, visitandola di quando in quando a Bergamo e tenendosi in stretta relazione epistolare con me" (v. Il problema delle apparizioni di Ghiaie, o.c. p. 116).
Il Cazzamalli consegnò la sua relazione il 21 giugno 1945 e poi venne il libro, con una grande differenza nei confronti della tesi del Cortesi, perché il Cazzamalli afferma che Adelaide Roncalli non ha ingannato, ma si è ingannata, è una sognatrice ad occhi aperti.
Riporto solo alcune pagine del libro, quelle che in sintesi
esprimono la sua tesi.
Il Cazzamalli scrive:
"Una contadinella di età fra i sei e i sette anni, di sveglia intelligenza, di vivace psicosensorialità, di complessivamente discrete doti di carattere... allevata in ambiente famigliare di accentuata se pur grossolana pietà religiosa, dapprima attraverso illustrazioni apologetiche, poi attraverso rappresentazione scenica, rielaborata in successive ripetizioni spontanee fanciullesche, viene ad assorbire tutta la storia di Fatima nei suoi più toccanti e minuti particolari. Non possiamo dimenticare l'onirismo abituale dell'Adelaide, che sfocia abitualmente nel sonniloquio, accompagnato da moti fisionomici e da gesticolazione, che lo portano ai confini del sonnambulismo, poiché è su questo terreno di vivissima eccitabilità psicosensoriale che la storia offerta all'Adelaide nella rappresentazione scenica, ripetuta poi nei giochi colle amichette e di certo illustrata ampiamente con vivacità descrittiva attraverso le parole suadenti delle suore dell'Asilo, farà germinare nella psiche dell'Adelaide il conato oniroide.
Nella psiche dell'Adelaide viene infatti ad accumularsi un deposito mnemonico ordinato e munito del potenziale di carica di sovraccarica dei correlativi elementi sentimentali e passionali. Nel subconscio della bambina viene così via via elaborandosi, colla spinta del confessato ardente desiderio di veder la Madonna, un conglomerato psichico, contrassegnato da elementi psicosensoriali e fissativi mnemonici ad alto potere rievocativo, il cui nocciolo è in "Fatima", mentre alcuni particolari potranno derivare senza difficoltà dalle similari impressioni di tipo religioso e chiesastico, sgorgate dall'ambiente in cui è immersa l'Adelaide sia nei mesi precedenti il 13 maggio 1944, sia nei giorni passionali delle "apparizioni", non che dalle mnemotraccie di quadri e statue della chiesa parrocchiale. L'Adelaide è una bambina sana di fisico e dal lato psichico complessivamente equilibrata per la sua età, pur non dimenticando le possibili e probabili influenze degenerogene dell' alcolismo paterno... Quanto a certe reazioni psichiche della bambina non va dimenticato che siamo in campo di psicologia infantile e che nel 'caso specifico dell'Adelaide, si tratta di un soggetto complessivamente dotato di discrete qualità morali, intelligente, non propensa al sistematico mendacio (salvo le facili bugie dell'età), con tendenza alla imitazione di cose viste e udite, e dotata di una vivida psicosensorialità... Indagini ed osservazioni accurate dal lato fisiopsichico, riguardanti la bambina al di fuori delle "apparizioni", hanno accertato per la stessa il dato predominante di una particolare vivacità psicosensoriale, rivelatosi caratteristico della mentalità del soggetto e insieme una intelligenza sveglia, un carattere forte con tendenze sopraffattorie, un certo egocentrismo, una maturità di giudizio e una estraneità ai giochi propriamente infantili, che la rendono, per il suo complesso mentale, superiore alla media delle contadinelle della sua età. E ancora tendenze allo scherzo fino alle soglie dello scherno, alla monelleria fino a una certa ardita presuntuosità, e una propensione alla imitazione veramente spiccata. Di carattere buono e affettuoso, spontaneo e libero da quelle artificiosità, così frequenti a riscontrarsi in tale età evolutiva specie nei soggetti di sesso femminile.
Alle Ghiaie quel 13 maggio scoppiò il piccolo uragano nel cielo psichico di Adelaide Roncalli, di cui la preparazione nuvolosa era stata di mesi e quella temporalesca di giorni. Ed ecco la bambina darsi in balia della réverie, della fantasticheria, favorita dal suo volontario abbandono - avendo per modello i particolari scenici della rappresentazione di Fatima - nello stato oniroide di attenzione aspettante, proprio nel momento in cui le condizioni esteriori ambientali (luogo quieto e sereno, due amichette accoste, la messe di fiori campestri da raccogliersi per la Madonna) venivano a coincidere coll'orgasmo psicosensoriale, di cui il desiderio sempre più ardente di vedere anche lei la Madonna fungeva da elevatore del potenziale di carica. Desiderio confessato con infantile candore...
Il piccolo uragano psichico scoppia e la scarica psicosensoriale, che dà corpo scenico alla fantasticheria con alcuni elementi di riproduzione evocativa e altri di interpolazione sul cosciente, abbacina colla visione agognata la bambina. L'Adelaide vede la Madonna, vede la Sacra Famiglia, come tutti i sognanti vedono l'obbietto del loro sogno colle caratteristiche di evidenza più vera della stessa realtà. Ma la Madonna non è apparsa alla bambina Adelaide Roncalli, se pur la bambina l'ha vista in varie fogge e in varie scene con S. Giuseppe, col Bambino, cogli angeli, persuasa profondamente perché la sorpresa allucinatoria oniroide l'ha colpita in pieno. Poi la bambina vorrà riprovare tale emozione psicosensoriale e vi riuscirà più o meno per altri dodici volte, fino a che entreranno in gioco elementi inibitori, via via fattisi sempre più imperiosi alla coscienza di veglia.
Il gioco subcosciente di mettersi in stato sognante, favorirà, per l'intensa attività psicosensoriale di cui la bambina è dotata, il ripetersi, dopo la prima "visione", preparatasi nell'ombra del subconscio ed esplosa con sorpresa della coscienza vigile, che ne venne soprafatta, le successive "visioni". Le quali sono sollecitate non tanto da una condizione mistico-religiosa, assente in Adelaide, quanto dalle pressanti richieste di tutto il mondo passionale, di cui la guerra immane costituiva l'incubo quotidiano. Vi fu un giorno nel quale l'Adelaide avrebbe certo preferito di recarsi a prendere una bella bambola promessale, invece che al luogo della "apparizioni" e lo affermò candidamente con bella e sana ingenuità. Ma dalla espressione scandalizzata dei visi, comprendendo che la sua preferenza apertamente manifestata era un po' troppo forte, ripiegò dicendo che anteponeva il desiderio di vedere la Madonna a quello di avere la bambola! E in ciò rifulse il rapido intuito della bambina e la capacità di adeguarsi alle circostanze. Del resto nessuna reazione mai di aderenza soprannaturale si ebbe a rilevare nell'Adelaide. E neanche, a malgrado del soggiorno in ambiente mistico-religioso, un aumento della pietà, che è amore di Dio. Nello stesso esercizio delle devozioni e nei momenti trepidi della Santa Comunione la bambina mai ebbe a dimostrare una ardente elevazione al Cielo. L'ultima "visione" si chiude con una aridità sentimentale da parte di Adelaide veramente impressionante. La bambina, secondo suggerimenti avuti, chiede alla Madonna se non sarebbe più venuta, e la Madonna risponde che era questa l'ultima volta e non sarebbe più venuta.
Null'altro dalla... Madonna alla bambina in quell'ultimo giorno di quel maggio. Neanche un saluto di congedo. Tutto ciò s'intende va attribuito alla immaginaria Madonna dell'Adelaide e si spiega col desiderio cosciente della bambina di troncare una situazione fattasi sempre più pesante, senza dimenticare il naturale illanguidimento di quel potenziale affettivo della bimba (soddisfatto ormai il desiderio di "vedere" la Madonna), che era stato il fattore massimo di carica subcosciente della psicosensorialita cerebrale" (v. La Madonna di Bonate, apparizioni o visioni?, Fratelli Bocca Editori, Milano 1951, pp. 85-91).
Continuando la lettura del libro trovo: i tre casi di malattia con esiti felici. Mi sono detto: vediamo come spiega questi fatti lo psichiatra Cazzamalli, se sono anche questi sogni o realtà e se queste persone sono guarite a causa di una bambina sognante, dato che le tre guarigioni sono intimamente connesse con le apparizioni di Ghiaie.
Il Cazzamalli scrive:
"Complete sono le storie cliniche di alcuni pazienti da me tenute in prolungata osservazione. Qui per inderogabile economia di spazio debbo limitarmi a poche righe riassuntive.
Tre sono state in modo particolare le pazienti da me compiutamente osservate e seguite in questi anni, le quali in diretta relazione con i fatti svoltisi alle Ghiaie di Bonate, hanno sortito un esito positivo colla scomparsa delle loro sofferenze, mentre a tutt'oggi lo stato di benessere è invariato.
- Roncari Anna, quarantaquattrenne al momento dei fatti di Bonate, era una suora al secolo... Si tratta di una distonica del sistema neurovegetativo con crisi gastriche di probabile natura ipercloridrica d'origine neurotica (nevrosi gastrica, ptosi e colite).
Ha presentato anteriormente crisi di schietta natura isteroide. Alle Ghiaie di Bonate il contegno e le reazioni sono tipicamente isteroidi e colà in stato di coscienza onirica di tipo autoipnotico ha visione allucinatoria della Madonna, che le cammina sull'addome e le annuncia la guarigione.
Guarigione improvvisa e insolita non vuol dire miracolosa...
L'interesse del caso clinico Roncari Anna è nella istantaneità della guarigione da sofferenze indubbiamente dolorose e penose... Miracolo adunque no. Singolarità della guarigione sì. Meccanismo della stessa autoipnotico, favorito e potenziato dal temperamento mistico-religioso della paziente. La fede che guarisce.
- Sala Anna trentaseienne, affetta da grave nevrosi traumatica del tipo "trauma cranico chiuso", è guarita alle Ghiaie di Bonate. Anche qui si tratta di una suora al secolo... dopo tre ore di preghiere alle Ghiaie di Bonate, proprio in quel 31 maggio, che segnò la fine delle "apparizioni, e prima ancora che la bambina Adelaide Roncalli venisse portata nel recinto, e cioè tra le 17 e le 18,- noi sappiamo come in quel giorno solo verso le ore venti la bambina cadde nello stato oniroide di visione — la Sala Anna sentì dentro di sé "qualcosa di soprannaturale" e con ciò di essere guarita.
Ancor qui guarigione prodigiosa. Non miracolo. Ed ancora qui, dove assai difficilmente avrebbe potuto avere successo un intervento etero-suggestivo, il fattore autosuggestivo, munito di un potenziale emo-affettivo intenso, quale è quello della fede ardente, e dalla sua pietà religiosa profonda, ha posto in gioco linee di forza e sviluppato interventi energetici endoorganici tali da determinare il fatto inusitato, in simili casi clinici, della immediata e stabile guarigione.
- E veniamo alla Villa Anna, oggi trentunenne, che dopo la guarigione clinica pure istantanea avvenuta alle Ghiaie di Bonate ebbe una felice gravidanza, con parto e puerperio normali. Qui niente tendenze monastiche. Però ancor qui una pietà religiosa spiccata e elementi della personalità non comuni. La Villa Anna era da sei anni affetta da morbo di Pott a carico della XII vertebra dorsale e della I lombare. Venne curata opportunamente e ne risultò tale sensibile miglioramento, da consentirle il ritorno in famiglia. Dopo tre anni si verificò una ricaduta, alla quale non debbono ritenersi estranee condizioni psicotraumatiche. Allora si indusse a partire per Pietrelcina, ove risiede un tal Padre Pio venuto in fama di guaritore di anime e di corpi. E qui si innesta un fatto "metapsichico". La Villa tenta di mettersi psichicamente in comunicazione con Padre Pio innanzi di recarsi da lui. E si rivolge al proprio "Angelo Custode" come al medium adatto. E chiede ad esso la prova della avvenuta intercomunicazione spirituale psichica. Aveva letto infatti un libro su Padre Pio e appreso come taluno avesse avvertito a distanza un "odore" (il famoso "odore di santità"). Un giorno un forte odore di acido fenico venne avvertito dalla Villa, che la madre con assai minore intensità, ma sufficiente alla sua individuazione, ebbe pure a percepire intorno alla testa della figlia malata. Venne deciso, come ho detto, il viaggio.
Ciò che avvenne poi a Pietrelcina si può facilmente identificare con taluni fenomeni della metapsichica subbiettiva (criptestesia del "frate") e obbiettiva (odore di acido fenico percepito anche dalla cognata). Tornò di là assai migliorata.
Qui si pongono evidentemente due questioni. L'una delle possibilità guaritive cliniche dell'autosuggestione con benefica ripercussione sul soma attraverso influenze tonico-trofiche del sistema nervoso centrale sul vegetativo e sugli organi; e dall'altra parte le possibilità non più refutabili guaritive che taluni soggetti umani (guaritori) esercitano su malati, e per cui non si può escludere oggi un rapporto energetico fra guaritore e paziente.
Seguirono nuove successive ricadute e infine il viaggio alle Ghiaie col noto benefico risultato, che, preannunciato da sensazioni di benessere spirituale e materiale, ad un dato momento, dopo le manovre compiute sul "sasso" della bambina, risentì in modo fulmineo... Il seguito è noto, e debbo aggiungere che la Villa ebbe in seguito una gravidanza normale e parto e puerperio normali. Guarigione dunque improvvisa e straordinaria.
Queste tre guarigioni cliniche, che per certi lati sconcertano dal punto di vista medico-terapeutico, specie per la fulmineità del benessere soggettivo, mantenutosi fino ad oggi, devono essere saggiamente vagliate.
Va escluso assolutamente il fattore "miracolo", in quanto in tutte e tre fa difetto come dissi il "suggellum Dei" (sigillo di Dio, n.d.r.), il cui contrassegno immancabile è il ripristino immediato di tessuti alterati con tessuti sani, obbiettivamente constatabile, mentre resta aperta l'interpretazione relativa alla prodigiosità del benessere immediatamente seguito al pellegrinaggio alle Ghiaie e conservatosi fino ad oggi. Passando dal semplice al più complicato dirò che una prima ipotesi esplicativa
si può basare sulle possibilità guaritive autosuggestive. Una seconda ipotesi va riferita a possibilità energetiche assunte dall'ambiente psicobiofisico. Una terza ipotesi infine, che mi piace pure di formulare a consolazione meritata delle tre pazienti e di tutti i fedeli, è che la Madonna, non di Bonate, ma la Vergine Madre di Gesù il Cristo, abbia voluto premiare la fede sincera di tutta una vita in tre sofferenti; due delle quali vere suore al secolo, e l'ultima pure imbevuta di profondo spirito religioso".
Il prof. Ferdinando Cazzamalli, nell'appendice del suo libro, riporta la relazione sul caso della Roncari Anna che egli ha consegnato a don Luigi Cortesi 1'11 dicembre 1944. La medesima fu poi pubblicata dal Cortesi nell'appendice del suo libro: Il problema delle apparizioni di Ghiaie, edito nel 1945. Tra
le due, cioè tra la relazione stampata nel libro del Cortesi e quella riportata dal Cazzamalli nel suo libro edito nel 1951, vi è una certa differenza. Il testo del Cortesi è più completo e mostra di più la possibilità dell'intervento soprannaturale. Tuttavia il Cazzamalli, a conclusione delle sue osservazioni cliniche, non può non scrivere: "Se passeranno mesi e anni e la Roncari continuerà a mantenersi in perfetta condizione di salute esplicando attività lavorativa normale, allora la clinica medica dovrà porsi la domanda: "Che è occorso nell'organismo della Roncari 1'11 giugno alle Ghiaie di Bonate, di cui le nostre conoscenze sanitarie non riescono a darci una soddisfacente spiegazione?." Il caso clinico della Roncari, concludendo, merita di essere preso in seria considerazione dal punto di vista delle guarigioni improvvise e insolite". (v. p. 120).
Il Cazzamalli quando scriveva queste parole non si è accorto che erano già passati sette anni dalla guarigione perfetta e duratura della Roncari e quindi doveva concludere: il caso cli- nico della Roncari merita di essere preso in seria considerazione dal punto di vista delle guarigioni prodigiose.
A riguardo del caso Sala Anna, il Cazzamalli nell'appendice scrive: "Ora nelle ben precisate condizioni di evidente grave stabilizzazione morbosa il 31 maggio 1944 la Sala, nei modi che si disse sopra, riacquista immediata piena e perfetta salute. La guarigione è improvvisa e oggi che scrivo persiste perfetta, come in ripetuti esami ho potuto controllare durante questi due anni. Su tale dato di fatto non vi è posto per discussione di sorta. A questo punto possiamo dal lato clinico porci alcune domande:
1) Una guarigione assoluta, completa, perfetta come questa della Sala è possibile o probabile in casi clinici similari?
2) Con quali mezzi terapeutici?
3) In quanto tempo presumibile?
Devesi coscienziosamente rispondere che non si è dato in tali casi di assistere ad una guarigione assoluta, completa, perfetta, come è quella della Sala: che è possibile in taluni casi di ottenere qualche miglioramento per alcuni disturbi con cure lunghe e protratte, ma i residui e le sequele di tale sindrome clinica sono sempre immancabili e individuabili obbiettivamente. Aggiungerò che i fattori suggestivi, sia autosuggestivi (indennizzo da riscuotere prima e indennizzo ottenuto poi, come ogni altro fatto che può germinare e svolgersi nella psiche di malati di tale sindrome morbosa), sia eterosuggestivi (fatti imprevisti emotivi, interventi di psicoterapia, di ipnotizzazione, ecc.) hanno sulla sindrome atopica da trauma cranico chiuso e sulle sue sequele morbose nessuna possibilità di serio successo.
È perciò che il caso clinico della Sala Anna va preso, a mio avviso, in seria considerazione dal punto di vista delle guarigioni improvvise e singolari" (v. pp. 129-130).
Anche in questo caso, il Cazzamalli, nella relazione inviata al Cortesi l'11 dicembre 1944, non parla di guarigioni improvvise e singolari, ma di guarigioni prodigiose. Tuttavia chi legge queste pagine e le mette a confronto con la pagina 93 dello stesso libro, non può non notare una assoluta disparità di giudizio, tanto da poter dire che al Cazzamalli non manca solo il rigore scientifico, ma anche la logica, la coerenza.
E veniamo al caso di Anna Villa. Il Cazzamalli scrive: "Siamo di fronte con certezza ad un processo pottico della colonna vertebrale, iniziatosi probabilmente durante la gravidanza del 1937, a carico inizialmente della XIIa vertebra dorsale e della prima lombare... Alla fine del 1943 e all'inizio del 1944 vi è altra ricaduta per cui si riduce a stare alzata dal letto solo per circa un'ora e mezza al giorno, sostenuta dal busto in alluminio e celluloide. Appena levava il busto doveva per camminare appoggiare le mani sulle ginocchia, camminando così curva per l'incapacità di reggersi. Alle Ghiaie di Bonate si recò il 28 maggio (1944, n.d.r.) e, come sopra è riferito, colà toltosi il busto si sentì dritta, sciolta nei movimenti della colonna e liberata dal dolore. Tornata a casa portò il busto ancora prudenzialmente nel giorno successivo e al terzo giorno dovette abbandonarlo per sempre e venne poi sostituito da corsetto di tela. Da allora riprese vita normale e nel luglio e nell'agosto costatai che continuava tale stato normalissimo di vita da persona assolutamente sana, che accudisce (come è il caso della paziente che è donna sposa e madre) alle faccende tutte domestiche dalla mattina di buon'ora alla sera, uscendo di casa, recandosi alla chiesa di buon mattino, insomma considerandosi precisamente come prima del 1937 e cioè quand'era in perfetto stato di salute.
È evidente che le condizioni di salute della Villa nell'estate 1944 sono ottime e in manifesta contraddizione col reperto radiografico precisamente di tale epoca. Il radiologo avanti di procedere alla radiografia di controllo, e dopo aver presa visione delle lastre precedenti che seguono il grave decorso della malattia, ebbe a fare questa dichiarazione: "Se io troverò una colonna vertebrale ripristinata normalmente, crederò al miracolo e mi farò frate". Un intelligente sacerdote mi aveva già dichiarato che se radiologicamente si fosse trovato la colonna vertebrale normale il miracolo sarebbe stato evidente. Mi sembra che la questione sia mal posta, poiché se il reperto obbiettivo radiologico mi dà un responso sempre più grave e la paziente sta benissimo e vive normalmente penso che si deva essere tratti a riflettere seriamente su quanto improvvisamente è avvenuto e poi si è mantenuto e stabilizzato nelle condizioni di salute della Villa. Se ad esempio ci trovassimo di fronte ad un cieco per atrofia dei nervi ottici colla sintomatologia oftalmoscopica corrispondente, che improvvisamente ricuperasse completamente la vista restando invariato lo stato del "fundus oculi" dal lato medico-biologico che dovremmo pensare? Dovremmo pensare che poiché a tali condizioni dei nervi ottici e della retina corrisponde totale o parziale cecità, saremmo di fronte ad un fatto dal lato medico-scientifico inspiegabile...
Se non ci fosse di mezzo il fatto "Bonate" clinici e radiologi, io penso, non potrebbero trattenersi dal fare alte meraviglie sia sul benessere improvviso con ritorno della Villa ad una vita normale, quale era quella ante malattia, sia sul contrasto fra tale "status" improvvisamente delineatosi e il quadro radiografico della colonna vertebrale. Se fra un anno il quadro radiografico fosse stazionario o peggiorato e la Villa continuasse a stare benissimo ed a vivere normalmente non vedo come potremmo in coscienza medica sottrarci dal ritenere che un intervento prodigioso si è verificato a capovolgere i rapporti fra condizione morbosa bene individuabile della colonna vertebrale e scomparsa totale dei disturbi, che clinicamente dovrebbero di necessità e immancabilmente corrispondere... Nel caso poi, che più qui ci interessa, della Villa in relazione alle "apparizioni" di Bonate, i dati di esame e di osservazione, offerti dalla clinica medica, dalla radiologia, dalla neurologia, ammessa la necessità di protrarre ulteriormente l'osservazione del caso, mi inducono però in coscienza a segnalare il caso della Villa come degno della massima considerazione in rapporto a seria possibilità di guarigione improvvisa e straordinaria, in quanto la Villa non solo è stata sempre bene, ma ha partorito poi altro figlio normalmente e senza alcuna conseguenza cattiva per la sua salute" (v. pp. 135138).
Anche qui va notata la contraddizione tra quello che il Cazzamalli afferma nell'appendice e quello che scrive nelle pagine 94-95 del suo libro. Assistiamo ad un caso più unico che raro, in cui l'autore confuta se stesso.
Il Cazzamalli per spiegare le apparizioni di Ghiaie usa le motivazioni del Locatelli e del Cortesi già dimostrate false e adopera espressioni che padre Gemelli diceva di non capire perché non appartenevano al linguaggio dei cultori della scienza, ma proprie dello spiritismo o metapsichica. Ed è proprio questa la chiave d'interpretazione del Cazzamalli nel caso Ghiaie. Per averne una dimostrazione basta vedere come tratta l'incontro di Villa Anna con Padre Pio.
Il Cazzamalli confonde il luogo di nascita di Padre Pio: Pietrelcina (Benevento) con San Giovanni Rotondo (Foggia) dove esercitava il suo ministero sacerdotale e là Villa Anna lo incontrò.
Il fenomeno dei profumi di Padre Pio, che molti percepivano anche a distanza, come nel caso della Villa, non era l'odore della santità del santo religioso, perché la santità non ha alcun odore, essendo una realtà puramente spirituale. Un tempo si usava l'espressione "in odore di santità" per indicare la fama di santità che una persona godeva presso i fedeli.
La preghiera rivolta dalla Villa all'angelo custode non ha nulla a che fare con la metapsichica di Cazzamalli e l'angelo custode non si può nemmeno lontanamente paragonare al "medium" delle sedute spiritiche. Villa Anna era una cattolica che credeva nell'aiuto degli angeli custodi e nell'intercessione dei santi.
Il Cazzamalli, ad ogni guarigione che riporta nel suo libro, ripete come un ritornello: non si tratta di un miracolo. È facile rispondergli che questo giudizio non spetta a lui, ma alla competente autorità ecclesiastica, in primo luogo al vescovo della diocesi.
In conclusione, ci troviamo di fronte a tre tesi, a tre tentativi di spiegare le apparizioni di Ghiaie; il trucco inventato dal parroco di Ghiaie don Cesare Vitali; l'inganno di Adelaide; il sogno ad occhi aperti della piccola Roncalli.
Locatelli, Cortesi, Cazzamalli usano gli stessi argomenti e arrivano a conclusioni che si escludono a vicenda e ognuno critica l'altro, certo di avere trovato la soluzione giusta del problema. Ma qual è quella vera? Nessuna, perché hanno lavorato di fantasia, hanno parlato di un'altra Adelaide, non di quella vera. Hanno voluto trovare ragioni per negare la soprannaturalità delle apparizioni di Ghiaie, nei difetti, nei limiti della bambina Adelaide. E i contrari, i negatori delle apparizioni non hanno manifestato i loro limiti e anche gravi? Chi di noi può dire di non averne, soprattutto nel campo spirituale? E se poi guardiamo ai frutti? Da una bambina bugiarda o allucinata o plagiata sono derivate conversioni, guarigioni straordinarie, preghiere, sacrifici, un bene immenso e dall'azione dei perfetti che cosa ne è venuto? Lascio la risposta a chi vuole vedere.
Severino Bortolan
giovedì 9 aprile 2026
Il Discorso di Dio dimostra la Sua Presenza
L’Essere di Dio
Quando sentite il Mio Discorso, sapete che vi Sono presente, che non Sono un Dio il Quale è da ricercare nella lontananza, ma che Sono come un Padre con i Miei figli e parlo con loro, perché a ciò Mi spinge il Mio ultragrande Amore. Allora anche voi dovete venire a Me come figli fiduciosi, ascoltarMi e rispondere il Mio Amore per voi mentre fate tutto ciò che vi consiglio, affinché diventiate beati. Dovete soltanto sottomettere alla Mia Volontà ed in Verità, ora non farete più nulla di ciò che Mi dispiacerebbe, perché il Mio Spirito in voi vi spinge ad adempiere sempre la Mia Volontà e Mi ascolterete anche. Voi che sperimentate giornalmente questo Amore, potete parlare giustificati della Mia Presenza e dovete soltanto occuparvene una volta mentalmente che cosa significa, che Io Stesso vi Sono presente. Dovete sapere che Io Sono l’Essere più perfetto nell’intero Infinito, che da Me è proceduto tutto ciò che esiste e che voi stessi siete proceduti da Me. Dovete più sovente muovere in voi tali pensieri, dovete pensare che nel vostro elemento ur siete lo stesso come lo Sono Io, soltanto non vi riconoscete più bene nella vostra attuale predisposizione, perché avete rinunciato alla perfezione attraverso la vostra caduta di una volta da Me. Ma quando camminate sulla Terra come uomo, vi trovate poco dinanzi al perfezionamento e lo potete anche raggiungere, se questa è la vostra libera volontà. Appena voi stessi rendete ora possibile che vi possa Essere presente, cosa che avviene tramite una cosciente vita d’amore, attraverso la vostra seria volontà di entrare nella Mia Volontà, allora potrete anche sperimentare una dimostrazione della Mia Presenza, Mi potrete sentire, perché il vostro Padre Stesso vi parla a voi che desiderate sentirLo. Allora potete giubilare e gioire, perché il Mio infinito Amore di Padre vi ha afferrato per non lasciarvi mai più. Siete di nuovo giunti alla Vita, voi che avevate trascorso dei tempi eterni in uno stato di morte, che era tormentoso ed infelice. Non sarete quasi mai capaci di afferrare questa grande Grazia del Mio diretto Discorso, perché Io Stesso ve ne tolgo la piena comprensione per questo, per non rendervi inidonei ad adempiere il vostro compito terreno fino alla fine, perché vi colmerebbe un’ultragrande beatitudine, se poteste misurare la Grazia della Mia Presenza. Ma Io voglio che percorriate la vostra via terrena fino alla fine inconsapevole della beatitudine che per un uomo significa la Mia Presenza. Perciò voi passate attraverso la vita terrena, sempre ancora aggravati in qualche modo. Vi dovete comunque occupare con questo pensiero, che Io vi Sono presente, quando sentite il Mio Discorso. Dovete sempre più ardere nell’amore per Me, vostro Dio e Creatore dall’Eternità, il Quale Si dimostra come amorevole Padre attraverso il Suo Discorso, perché anche Lui vuole essere amato da voi, perché questa è la Mia Beatitudine, che i Miei figli desiderino ritornare al Padre, dal quale hanno avuto la loro Origine. Non afferrerete mai il Mio grande Amore, perché voi stessi non siete in grado di amare nella misura per comprendere, che il Mio intero Essere E’ solamente Amore. L’Amore però Si dona, vuole rendere felice, diffonde smisuratamente delle Grazie, è sempre pronto ad aiutare ed a liberare l’infelice, il legato, che langue nelle catene del Mio avversario. Esprimo il Mio grande Amore mentre vi parlo, perché avete bisogno di un Aiuto e dell’apporto di Forza, che ora vi viene dato tramite il Mio Discorso. Dato che ho nostalgia di voi, perché voglio promuovere il ritorno dei Miei figli a Me in ogni modo, perciò vi parlo, perciò vi rendo felici con la Mia Presenza e vi rivolgo dei Doni di Grazia, che devono dimostrarvi l’Amore del vostro Padre. Così l’Essere più sublime e più perfetto dell’Infinito Si china a voi, Suoi figli. Potete misurare questo grande Regalo di Grazia? Potete misurare il Mio infinito Amore che è per voi e sarà per voi in tutta l’Eternità? Cercate di muovere in voi sempre di nuovo questo pensiero e credete, che ottenete tutto da Me, se soltanto credete pienamente seri, che per Me tutto è possibile e che il Mio Amore non vi nega nessuna richiesta. Cercate ad acquisire questa profonda fede irremovibile nel Mio Amore e Mi verrete sempre più vicino, finché siete del tutto uniti con Me, finché il Padre può attirare Suo figlio al Cuore e gli prepara ora tutte le Beatitudini, perché li ama come soltanto un Padre può amare Suo figlio.
Amen
31. dicembre 1962
Attraverso il grande e unico sacrificio d’amore, il Signore apre la via della Sua misericordia
29/03/2026
Il mio angelo custode oggi:
Durante la Settimana Santa tutto viene rivelato: il Figlio di Dio, il Re dei Cieli, la Sua sofferenza e il grande sacrificio d’amore sulla croce per la vostra salvezza. Il Re dei Cieli rivela pienamente la Sua fedeltà e il Suo amore verso il Padre Eterno fino alla morte.
Si rivela anche tutto il male, che si sfoga su di Lui, e si rivela tutto ciò che è nell’uomo: paura, tradimento, menzogna, falsa accusa, violenza, rinnegamento. Ma l’amore di Dio per i Suoi figli non cessa mai. Attraverso il grande e unico sacrificio d’amore, il Signore apre la via della Sua misericordia: Egli apre le tombe degli uomini verso la Vita Eterna. Chi crede in Lui e Lo ama, chi invoca la Sua misericordia, sarà salvato. Il Padre Eterno ha voluto redimervi in Gesù. La Settimana Santa è il tempo della rivelazione. Il mondo e lo spirito del tempo vanno perduti. Il potere del signore del mondo è stato spezzato dal Signore sanguinante sulla croce. Il Figlio di Dio, attraverso il Suo sacrificio sulla croce, apre all’uomo la porta del cielo, la Vita Eterna. Accettate la Sua misericordia?
Sievernich
IL BUONDI’ E L’ADDIO DELLA SERA A GESU’ SACRAMENTATO - Promesse di Gesù
IL BUONDÌ A GESÙ
Oh mio Gesù, dolce Prigioniero d'amore eccomi a Te di nuovo, Ti lasciai col dirti addio, ora ritorno col dirti buondì.
Mi bruciava l'ansia di rivederti in questo carcere d'amore per darti i miei anelanti ossequi, i miei palpiti affettuosi, i miei respiri infuocati, i miei desideri ardenti e tutto me stesso, per trasfondermi tutto in Te e lasciarmi in Te in perpetuo ricordo e pegno del mio amore costante verso di Te.
Oh! Mio sempre amabile Amore Sacramentato sai, mentre son venuto per darti tutto me stesso, son venuto pure per ricevere da Te tutto Te stesso. Io non posso stare senza una vita per vivere e perciò voglio la tua, a chi tutto dona, tutta si dona, non è vero Gesù? Quindi oggi amerò col tuo palpito, d'amante appassionato, respirerò col tuo respiro affannoso in cerca di anime, desidererò coi tuoi desideri immensurabili la gloria tua ed il bene delle anime. Nel tuo palpito Divino scorreranno tutti i palpiti delle creature, li afferreremo tutti e li salveremo, non faremo sfuggire nessuno, a costo di qualunque sacrificio, sia pure che ne portassi tutta la pena.
Se Tu mi caccerai mi getterò più dentro, griderò più forte per perorare insieme con Te la salvezza dei tuoi figli e dei miei fratelli. Oh! Mio Gesù, mia vita e mio tutto, quante cose mi dice questa tua volontaria prigionia? Ma l'emblema con cui ti vedo tutto suggellato e le catene poi che tutto avvincono forte forte l'amore, le parole anime e amore, pare che Ti fanno sorridere, Ti debilitano e Ti costringono a cedere a tutto, ed io ponderando bene questi tuoi eccessi amorosi, starò sempre intorno a Te ed insieme con Te coi miei soliti ritornelli: anime ed amore.
Perciò voglio tutto Te stesso questo oggi, sempre insieme con me nella preghiera, nel lavoro, nei piaceri e dispiaceri, nel cibo, nei passi, nel sonno in tutto e son certa che non potendo nulla da me ottenere, con Te otterrò tutto e tutto ciò che faremo servirà a lenirti ogni dolore e raddolcirti ogni amarezza e ripararti qualunque offesa e compensarti di tutto e ad impetrare qualunque conversione, sia pure difficile e disperata.
Andremo mendicando un po' d'amore da tutti i cuori per renderti più contento e più felice, non è buono così o Gesù? Oh! Caro Prigioniero d'amore, legami con le tue catene, suggellami col tuo amore. Deh! Fammi vedere il tuo bel volto. Oh Gesù quanto sei bello! 1 tuoi biondi capelli riannodano e santificano tutti i miei pensieri, la tua fronte calma, anche in mezzo a tanti affronti mi rappacifica e mi mette nella perfetta calma, anche in mezzo alle più grandi tempeste alle tue stesse privazioni, ai tuoi "picci" che mi fanno costar la vita. Ah! Tu lo sai ma passo innanzi, questo Te lo dice il cuore che Te lo sa dire meglio di me. Oh! Amore, i tuoi begli occhi cerulei sfavillanti di luce Divina mi rapiscono al cielo e mi fanno dimenticare la terra, ma ahimé, con mio sommo dolore, il mio esilio si prolunga ancora. Presto, presto, oh Gesù sei bello oh Gesù mi par di vederti in quel Tabernacolo d'amore, la beltà e maestà del tuo volto m'innamora e mi fa vivere in cielo, la tua bocca graziosa mi sfiora i suoi baci cocenti ad ogni istante. La tua voce soave mi chiama ed invita ad amarti ogni momento, le tue ginocchia mi sostengono, le tue braccia mi stringono con legame indissolubile ed io a mille a mille stamperò i miei baci cocenti sul tuo volto adorabile.
Gesù, Gesù, sia uno il nostro volere, uno l'amore, unico il nostro contento, non lasciarmi mai solo che sono un nulla ed un nulla non può stare senza del tutto.
Me lo prometti o Gesù? Pare che mi dici di sì.
Ed ora, benedici Me, benedici tutti ed in compagnia degli angeli e dei santi, e della dolce Mamma e di tutte le creature, ti dirò: Buondì o Gesù, buondì.
L'ADDIO DELLA SERA A GESÙ SACRAMENTATO
Oh! Mio Gesù, Prigioniero Celeste, già il sole è al tramonto e le tenebre invadono la terra, e Tu resti solo nel Tabernacolo d'amore. Parmi di vederti atteggiato a mestizia per la sola solitudine della notte, non avendo attorno a Te la corona dei tuoi figli e delle tue tenere spose; che almeno Ti facciano compagnia alla tua volontaria prigionia.
Oh! Mio Divin Prigioniero, anch'io mi sento stringere il cuore, nel dovermi allontanare da Te, e sono costretto a dirti addio, ma che dico oh Gesù, mai più addio, non ho il coraggio di lasciarti solo, addio con le labbra, ma non col cuore, anzi il mio cuore lo lascio con Te nel Tabernacolo, conterò i tuoi palpiti e vi corrisponderò con un mio palpito d'amore, numererò i tuoi affannosi sospiri e per rinfrancarti Ti farò riposare nelle mie braccia, Ti farò da vigile sentinella, starò tanto attenta a guardare se qualche cosa T'affligge e T'addolora non solo per non lasciarti mai solo, ma per prendere parte a tutte le tue pene.
Oh Cuore del mio cuore, oh Amore del mio amore, lascia quest'aria di mestizia, consolati, non mi dà il cuore di vederti afflitto, mentre con le labbra Ti dico addio, Ti lascio i miei respiri, i miei affetti, i miei pensieri, i miei desideri e tutti i miei movimenti che inanellando tra loro continui atti d'amore, unito al tuo, Ti formeranno corona e, Ti ameranno per tutti, non sei contento o Gesù? Pare che mi dici di sì, non è vero? Addio o Amante prigioniero, ma non ho finito ancora, prima che io parta, voglio lasciare anche il mio corpo innanzi a Te, intendo delle mie carni e delle mie ossa fare tanti minutissimi pezzi per formare tante lampade per quanti tabernacoli esistono nel mondo, e del mio sangue tante fiammelle, per accendere queste lampade, ed in ogni Tabernacolo intendo mettere la mia lampada, che unendosi alla lampada del Tabernacolo che Ti rischiara la notte, Ti dirà Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti riparo e Ti ringrazio per me e per tutti.
Addio oh Gesù, ma senti un'altra parola ancora, patteggiamo ed il patto sia che ci ameremo di più, mi darai più amore, mi chiuderai nel tuo amore, mi farai vivere d'amore, e mi seppellirai nel tuo amore stringiamo più forte il vincolo dell'amore. Sarò contenta se mi darai il tuo amore per poterti amare davvero.
Addio o Gesù, benedici me, benedici tutti, stringimi al tuo cuore, imprigionami nell'amor tuo con lo scoccarti un bacio sul cuore, addio, addio.
Promesse di Gesù
Ora dopo avere scritto le dette preghiere, scritte qui sopra sotto l'influsso di Gesù, la notte nel venire Gesù mi faceva vedere che l'addio, ed il buondì, lo teneva conservato nel suo Cuore e mi ha detto:
Figlia mia, sono uscite proprio. dal mio Cuore, chiunque le reciterà con la intenzione di starsi con Me, come sta espressa in queste preghiere lo la terrò con Me, od in Me a fare ciò che faccio Io e non solo lo riscalderò del mio amore, ma ogniqualvolta aumenterò l'amore verso dell'anima ammettendola all'unione della vita Divina e dei miei stessi desideri di salvare le anime.
Vorrei Gesù nella mente, Gesù nelle labbra, Gesù nel cuore. Vorrei guardare solo Gesù, sentire solo Gesù, stringermi solo con Gesù. Voglio fare tutto insieme con Gesù, scherzare con Gesù, piangere con Gesù, scrivere con Gesù, e senza di Gesù, non voglio neppure tirare il respiro. Mi starò come una bambina piagnolusella senza far niente affinché Gesù venga a fare tutto insieme con me, contentandomi d'essere il suo trastullo abbandonandomi al suo amore, alle sue sferze, si suoi crucci ed ai suoi amorosi capricci, purché faccio tutto insieme con Gesù. Sai? O mio Gesù, questa è la mia volontà, e non mi sposterai. Hai sentito, sicché ora vieni a scrivere con me.
Della Serva di Dio Luisa Piccarreta









