martedì 7 aprile 2026

Nessuno riesce a spiegare la cronologia dell’apostolo Giovanni: Gesù aveva ragione, non è mai morto


 

Severo Ammonimento – L’ultima fase della Terra

 



La Trasformazione della Terra


Per poco tempo siete ancora in condizioni ordinate, per poi venir precipitati in un caos dal quale non potete svincolarvi con la propria forza, perché ora la Terra entra nell’ultima fase, va incontro alla sua fine. Questa Previsione è da prendere molto sul serio, dato che deve rendervi consapevoli, che è venuto anche il vostro ultimo tempo, che voi tutti non avete più una lunga durata di vita ed anche molti devono prepararsi prima ad una improvvisa richiamata. Ogni giorno che vivete ancora, è un regalo che dovete degnare, perché ogni buona opera che fate in un giorno, aumenta la vostra Forza di cui avete urgentemente bisogno nel tempo in arrivo. Chi vive alla giornata senza amore e fede, sarà totalmente senza Forza oppure si darà a colui che lo provvede bensì con la forza, ma non lo salva dalla fine, dall’ultimo Giudizio, dalla nuova relegazione nella solida materia. Non vendete la vostra anima per un prezzo che non soppesa davvero la miseria, che attende ancora l’anima, quando la vita terrena sarà terminata. Non posso dirvelo abbastanza sovente ed avvertirvene abbastanza seriamente, perché vi potete preparare una sorte beata. Ma voi uomini non credete ciò che vi lascio sempre di nuovo annunciare tramite veggenti e profeti, non credete ed Io non posso costringervi alla fede. Siete di mentalità mondana e vi trovate indicibilmente lontano dallo spirituale, siete totalmente sprofondati nella materia e questa vi schiaccerà, vi catturerà nuovamente del tutto, perché non ve ne separate, finché possedete per questo la Forza. Immaginatevi una volta seriamente, di venir rinchiusi nella durissima materia e non ve ne potete più liberare. Il pensiero vi darebbe la Forza più grande per sfuggire a questo destino, ma vi manca la fede e questa fede non ve la posso dare Io, ma ve la dovete conquistare da voi stessi attraverso una vita nell’amore. Allora vi viene chiaro tutto il collegamento ed anche il significato della vostra vita terrena come uomo. Vi spaventereste, se vedeste di quanto deviate da ciò che vi è stato dato come compito per il tempo della vostra esistenza terrena. Fate delle opere buone, costringetevi a queste, imparate a rinunciare per il prossimo, lenite la sofferenza e la miseria, consolate e ristorate i malati e deboli, mettete una mano compassionevole ovunque vedete la miseria, non lo fate solamente per altri, lo fate anche per voi stessi, perché la vostra anima sorge alla Vita ed ogni buona opera le procura l’illuminazione dello spirito, diventerete vedenti e riconoscerete il Mio grande Amore là, dove vedete oggi ancora un regnare impietoso di un potere, che vi vuole soltanto tormentare sulla Terra. Ascoltate la Mia rinnovata Chiamata d’Avvertimento e d’Ammonimento e non lasciatela echeggiare oltre al vostro orecchio, lasciate andare il desiderio per la materia, pensate alla salvezza della vostra anima e non preoccupatevi, perché vi mantengo anche terrenamente, se provvedete seriamente per la vostra anima che è nel più grande pericolo, perché la fine è vicina. 

Amen

6. maggio 1952

MAMMA PARLA CON DIO ...

 


Signore, è una madre che vi implora.

Io vi adoro.

Io credo in voi.

Io ripongo in voi tutta la mia fiducia.

Desidero rivestirmi di voi, per assomigliare a voi nel mio comportamento.

L'anno è composto di giorni;

Desidero vivere ogni giorno della mia vita nel vostro amore.

Ecco perché ho pensato di rivolgervi ogni mattina, all'inizio di ogni giorno della settimana, una sincera preghiera. Essa dimostrerà che io desidero, con tutte le mie forze, donarmi ai miei, senza riserve.

Desidero nutrirmi di voi, perdermi in voi e assomigliare a voi attraverso la mia vita profonda e discreta.

La mia vita quotidiana diventerà così il frutto che permetterà di valutare la qualità e il valore dell'albero.

Io sono, o Signore, una madre che desidera trasformare la sua casa in un centro di vita cristiana.

Questa è la sola via per raggiungere la Felicità

per quelli che mi circondano, il caro compagno di

mia vita terrena e i bambini amati 

che mi avete donato

Così gli affetti dovranno sempre durare,

perché, protetti dalla cupidigia, dai desideri insani,

dagli amori incompleti

Voi sapete, Signore, cosa io sia

Io lo riconosco, voi mi avete colmato

di doni

Ho buone qualità

Ho anche difetti

Le prime mi concedete per permettere che io diventi,

un poco, il cielo di quelli che sono stati collocati dalla vostra mano sul mio cammino

I difetti, voi li permette per dar-me

l'occasione di lottare per voi e non vivere nell'inattività,

aspettando direttamente il soccorso delle consolazioni

facili

Desiderate che

la mia vita sia una conquista difficile, ma non impossibile

Signore, grazie vi siano date per le cose

con cui mi avete largamente beneficiato

Mi sembra che mi trattiate un poco come

Giovanni, l'apostolo che il Santo Evangelo designa con quelle parole,

così piene di dolcezza:

"Quello che Gesù amava"

Desidero meritare il stesso glorioso elogio

È necessario che io mi assomigli a voi per poter dire in ogni momento:

"Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me"

Desidero comprendere questa verità: chi guarda sempre verso il cielo, finirà per acquisire ali

Mediterò ogni giorno

Alzarsi ogni mattina non è come una nuova nascita?

Il giorno è in sé parte della vita, una vita in sintesi

Voi mi donate in prestito, questo giorno

Non appartiene a me

È vostro

Ma sarà per me pieno di insegnamenti e esperienze, di grazie e di meriti, di ricchezze terrene e di valori celesti, se io lo affronto con pieno lucidità di mente e dirigere la mia anima attraverso le circostanze che la guidano, così come la pianta si volta verso il sole.

Al mattino, o Signore, retifico i miei affetti,

ravivo il mio sentimento delle cose divine e umane.

Benedite la mia ardente aspirazione di amare voi e di farvi amare

Che io sappia meditare bene, per sapere al mattino ciò che devo offrire a voi durante il corso del giorno

Fate che io apra le porte della mia anima, così che in cambio, le benedizioni di Dio non siano negate alla mia tenerezza materna

Signore, ecco qui una madre

Essa vi chiede la grazia di comprendere meglio e di vedere tutte le cose nella loro aureola di bellezza

Si dice che Cesar Franck guardava il mondo attraverso i vetri flamboyant che erano sopra il suo organo

Egli aveva un poco di ragione

L'organo è sublime perché cerca di esprimere tutte le voci delle creature

I vetri flamboyant sono anche sublimi quando proiettano su noi in colori, in forme, in idee e in suggestioni, la luce del Cielo.

In modo simile io divento sublime quando, attraverso la mia vita, prodigo ogni sorta di ricchezze spirituali

Fate di me una madre supplicante, poiché è solamente nel profondo raccoglimento della preghiera, come in una notte illuminata da astri spirituali, che l'essere che si nasconde in me e in tutti noi, può trasformarsi in un angelo di luce

Desidero essere come l'idealista San Francesco d'Assisi, che ama tutte le cose e si distacca da tutte le cose, che consacra la sua anima alla terra e al cielo, come un albero

Un albero è una fiamma che si proietta in due direzioni, nell'aria e nel terreno

I due elementi lo nutrono

Come la Vergine amorosa, devo collocarmi tra il cielo e la terra, come serva e strumento di uno e dell'altro, con l'obiettivo di unire in me per educare, soccorrere e orientare verso voi quelli che amo

Quelli che amo sono, come me, creature terrene e immortali

Vivere in pieno luce, ecco la mia grande aspirazione

Poiché la vita è luce.

Questo non significa che sia sempre rosea; tutte le sfumature vi si intrecciano.

A volte il grigio e a volte il nero.

Tutte le tonalità si ritrovano nella mia vita.

Non mi lamento, o Signore: che importanza hanno i colori di un dipinto tutto immerso nella luce? È la luminosità che conta. E la luminosità viene dall'alto.

Non voglio dimenticare questo modo di guardare la vita, unico metodo vero per non sprecare il tempo.

Il tempo, Voi lo avete consacrato.

Esso è come un ruscello nato dal ghiacciaio eterno, la sua acqua proviene da quel cristallo e lo riflette.

Signore, io tremo di fronte a tanta grandezza.

Il tempo conduce i mortali: quelli che vissero, quelli che vivono e quelli che vivranno.

Cristo è il primogenito di tutti questi esseri guidati dal tempo.

Egli rimane sempre il Capo e il Re.

E la Chiesa diventa, a sua volta, la madre comune di tutte le generazioni.

Il tempo è sacro, perché dominato dalla croce.

La mia modesta vita di madre partecipa della sua natura augusta e sente l'obbligo di non offrire, operando nel tempo, se non il divino.

Fatemi comprendere questa parola in tutta la sua estensione.

Chi concede al divino il primo posto diventa sacro.

Voglio amare il tempo.

Voglio venerarlo.

Non lo sprecherò.

Non lo profanerò mai.

Signore, abbassate su di me il Vostro sguardo misericordioso, affinché io apprenda bene il significato del tempo.

È necessario trascenderlo.

Solo così esso diventa armonia e partecipa dell'eternità.

L'eternità, allora, è tutto il tempo.

Il tempo, in altri termini, è l'Eternità senza la presenza reale di Dio.

Che io lo sappia.

È una madre che Vi chiede questa grazia insigne per sé e per tutta la sua famiglia.

Ascoltatemi, o Signore, che il mio grido si elevi a Voi.

Datemi, Signore, la volontà di ascendere alle vette.

Mio Dio, non permettete l'annientamento di ciò che in me avete posto di grande, di conquistatore, di santificante, di beatificante.

Di ciò che in me avete posto di simile a Voi, in certo modo, sia per la missione, sia per gli affetti, sia per il destino stesso.

Non permettete che io diventi sorda al Vostro segreto appello, alla Vostra voce che è in me, che con me si identifica.

Mio Dio, fate parlare il mio cuore.

Fate che Vi ami sempre di più.

Che tra Voi e me, non sussista se non la questione della Vostra gloria e della mia salvezza.

Cosa Vi darò in cambio?

Signore, per questo perpetuo beneficio, per questo posto d'onore, di cui sono così poco degna, in mezzo a un piccolo mondo che mi colma di tenerezza?

Ecco cosa Vi restituirò: questo ambiente magnifico in cui vivo, che per la Vostra volontà mi è solidale e del quale io mi rendo a mia volta solidale.

Io Vi restituirò tutto per lodarVi, amarVi, rendervi grazie, servirVi meglio negli esseri affidati alla mia attenta sollecitudine.

Accettate la mia buona volontà, anche se sono una depositaria inconsapevole, una beneficiaria troppo pusillanime di fronte alla Vostra magnificenza.

Signore, Voi siete la mia guida, la mia guida magnifica, e il vedervi librarvi così in alto nella luce così pura e così splendente, può solo ispirarmi una fiducia limitata e invitarmi a cadere in ginocchio per adorarVi.

di LOURENÇO GAUTHIER


Ascoltate il mio appello urgente di pregare per le anime degli atei.

 


Mia amata figlia prediletta, il mondo sta per diventare irriconoscibile. 

Poiché il Mio tempo é quasi qui ora. 

Esorto tutti quelli che credono in Me, il loro Divino Salvatore, e nel Mio Eterno Padre di fermare quello che state facendo e ascoltare. 

Che crediate o meno a questi Miei messaggi rivolti al mondo in questi tempi, ora ascoltate il Mio appello urgente. 

Pregate, pregate e pregate, con tutto l’amore che avete nel vostro cuore per Me, per le anime degli atei. 

Molti moriranno durante l’Avvertimento.  

Molti non avranno la possibilità di ravvedersi in tempo. 

Vi esorto ad offrire tutte le vostre sofferenze e preghiere per quelle anime in modo che Io possa salvarli dal fuoco dell’inferno. 

Pregate per coloro che non torneranno a Me anche quando la verità verrà loro presentata. 

Pregate anche per coloro che troveranno il purgatorio in terra, che la penitenza sia accettata da loro di buon cuore, anche se può essere difficile. 

Molti la troveranno molto dolorosa. Pregate che ricevano la forza necessaria per perseverare. 

Fate tutto quello che vi ho chiesto perché è rimasto poco tempo. Vi amo. 

Ricordate che non c’è nulla da temere se Mi amate. 

Basta pregare oggi per coloro che Mi rifiutano ora e per quelli che volteranno le spalle alla Verità. 

Il vostro amato Salvatore, 

Gesù Cristo. 

23 Gennaio 2012

È vero che smettere di dare la decima è un errore grave?


 

Continua a pregare per le madri di tutto il mondo, che siano modelli per i loro figli.

 


Figlio mio, continua a pregare per le madri di tutto il mondo, che siano sempre modelli di esempio per i loro figli. Pregate che continuino a mostrare amore e compassione ai loro bambini. Ho mandato Mia Madre in tutto il mondo. Ho mandato Mia Madre per aiutare quelli che sono stati scelti per diffondere questi messaggi e salvare quanti più anime possibile.  

Oh, come Mia Madre piange quando vede i suoi figli aggiungere ferite al Mio Cuore Sacratissimo. Non ignorate Mia Madre, perché il suo cuore e il mio sono uno e lo stesso. Mia Madre ama veramente tutti i suoi figli e è qui per preparare tutti alla Mia venuta. È qui per preparare tutti a conoscere e servire Me.  

Il tempo arriverà presto quando vedrete il Cuore Immacolato di Mia Madre trionfare quando Io libererò questo mondo dal male.  

Per favore, caro figlio, rivolgete alla vostra Madre celeste per aiutarti. In questo Giorno della Madre, continua a pregare per le molte madri che hanno scelto di non accettare questo dono che ho dato loro perché sono troppo immerse in questo mondo. Sono intrappolate nella trappola del maligno. La vita è il dono più prezioso che esiste. Come Io ho dato la vita a te attraverso tua madre, così i tuoi figli ricevono la vita attraverso te.  

Dite alle Mia gente di non rifiutare questo dono perché la vita eterna è per sempre. Per favore, caro figlio, continua a diffondere queste parole che ti dono perché Io sono Gesù. Ogni anima è una perfezione della Mia creazione. Ogni anima ha una missione. Quando quella vita è rifiutata, la missione di quella anima è rifiutata anche e perduta per sempre. Non rifiutate la Mia creazione.  

Dite alle Mia gente che non devono rifiutare il Mio piano. Non preoccupatevi di ciò che il mondo dirà perché è attraverso il vostro concentrarsi su Me che il Mio piano sarà reso noto perché è attraverso Me che il Mio volere sarà fatto. Ricordate che questo mondo è solo temporaneo, ma il Mio regno vive per sempre!  

Continua a fare il Mio volere perché è quando dici queste parole e apri il tuo cuore a Me che sarai con Me in paradiso. Non temere perché Io sono sempre con te quando diffondi queste parole che ti dono. Questi messaggi saranno resi noti. Avanti e abbi pace e ricordate di fidarsi di Me.

5/11/03

Jennifer


CAMBIO DI ROTTA

 


 LIBERAZIONE

Sulla Confessione


Moltissimi hanno disistima della confessione per diversi motivi:

1. Perché molti sacerdoti, oggi, non ne parlano, non la inculcano e non si rendono mai disponibili per le confessioni. Grave è la loro responsabilità dinanzi a Dio. Non cooperano all'opera redentrice di Cristo. Il Signore tantissime volte ha fatto vedere come e quando ci vuole la confessione: ultimamente con i tanti miracoli operati dai due grandi confessori moderni: Padre Pio e Padre Leopoldo, da poco beatificato. Nella confessione si raccolgono i frutti dell'apostolato. Il sacerdote che non vuole confessare, se anche fa apostolato, è simile a chi semina e si rifiuta di raccogliere; è simile al medico condotto che non vuole visitare e curare gli ammalati.

2. Perché la riducono alla recita dei propri peccati; dopo averla cosí ridotta a semplice formalità, l'abbandonano. Quanti non vanno migliorando dopo tante confessioni, confessandosi, ingannano se stessi; credono di venire cosí perdonati, ma restano nei loro peccati.

3. Perché non vedono migliori degli altri coloro che si confessano anche spesso.

Tanti adducono pretesti vari per giustificare le loro ricadute nel peccato. La verità è che un proposito vero non l'hanno mai fatto, e i rimedi adeguati non li hanno mai adottati.

Dice La Rochefoucauld: « Quando uno si mette una cosa in testa, ci riesce sempre. Il difficile è mettersela in testa». Dice s. Agostino: « Vi sono tre generi di ammalati: quelli che non vogliono guarire; quelli che vogliono guarire senza adoperare i rimedi; quelli che vogliono guarire e adoperano i rimedi. Solo questi ultimi possono guarire».

Un giorno si viene a confessare un uomo. Mi dice:

- Purtroppo sono caduto ancora nella bestemmia. Se sapesse ogni volta come me ne pento! Mi viene da sbattermi la testa a un muro.

- Io non credo che lei si voglia veramente correggere, gli rispondo.

- Glielo dico veramente, egli mi replica.

- Allora non occorre che lei si sbatta la testa al muro. Ad ogni bestemmia dia L. 20.000 a un povero.

- Lo farò.

Dopo tre giorni mi porta L. 20.000 e mi dice:

- Purtroppo sono caduto ancora una volta. Ecco le L. 20.000.

- Non le ho detto di portare a me i soldi. Li dia lei stesso a un povero.

- No; li dia lei, perché li conosce meglio.

Da allora sono passati cinque anni. Quell'uomo si confessa sempre da me.

Una bestemmia non l'ha detta piú.

- Come mai?, io un giorno gli dico.

- Veda, egli mi risponde. Prima me ne pentivo veramente; ma ora che debbo toccare il portafoglio ci penso due volte. S. Agostino aveva un amico che teneva un'amante. Il santo cercava in tutti i modi di convincerlo a lasciarla; ma sempre inutilmente. La risposta invariabile era questa:

- Non posso.

Un giorno l'amante ricevette un altro uomo. Quando l'amico di s. Agostino andò a bussarle alla porta, il contendente scese con un bastone e l'assassinò a colpi, lasciandolo mezzo morto. Da quel giorno l'amico dimenticò l'amante e anche la strada. Concluse s. Agostino: « Quod non potuit Dominus, potuit baculus », (cioè: quello che non poté fare il Signore lo fece il bastone). Con simili lezioni certamente si correggerebbero tutti.

Un giorno un giovane maturo, entrando casualmente in una chiesa a Messina dove io tenevo una meditazione, si fermò, ascoltò attento, e, alla fine, colpito dalla grazia di Dio, venne da me a confessarsi.

- Che peccati hai fatto?

- Faccio il prostituto in un albergo femminile di lusso. Interiormente rimasi esterrefatto sentendo i suoi peccati, senza però nulla dimostrare. Alla fine gli dissi:

- Figliolo, i tuoi peccati sono tanti. Gesú però ti perdona. Tu gli prometti sinceramente di non ricadervi?

- Padre lo prometto. Non lo farò piú. Se dovessi farne un altro solo, mi sbatterò la testa a un muro.

Io pensai dentro di me: « Costui resisterà un giorno, massimo due; ma ora è sinceramente pentito e ben disposto ». Cosí gli diedi l'assoluzione.

Dopo oltre sei mesi quel giovane venne a trovarmi, e mi chiese di confessarlo.

- Che peccati hai fatto?

- Forse qualche impazienza. Grazie a Dio nient'altro.

- E di quei peccati?

- Niente, padre. Non glielo avevo detto che non ne avrei fatti piú?

Forse tu riuscirai a correggerti d'un colpo a somiglianza di quel giovane; ma se sei meno forte di quel giovane, e ci metti veramente la buona volontà, pian piano ti correggerai ugualmente. A tal fine ti gioverà moltissimo la confessione frequente.

Perché le tue confessioni siano ben fatte devi vedere se un determinato peccato che, ad es., facevi 10 volte al giorno, o alla settimana o al mese, in seguito lo andrai facendo 9 volte, poi 8, poi 7... fino a eliminarlo totalmente.

Quando non c'è, neanche dopo tanto tempo, una diminuzione dei vari peccati per gli stessi periodi, è segno che le tue confessioni sono malfatte, ossia è segno che non hai avuto vera buona volontà di correggerti. Una regola bellissima che dovremmo imporci tutti, a qualunque livello di vita cristiana siamo, è quella che aveva s. Francesco di Sales:

- Anch'io, diceva il santo, ho i miei difetti; ma non faccio mai pace con essi.

Guai quando dirai a te stesso:

- Che ci posso fare! Sono fatto cosí! Quella per te è la fine, ed è la tua condanna.

Padre Ildebrando A. Santangelo


IL BUONDI’ A GESU’ SACRAMENTATO

 


Oh mio Gesù, dolce Prigioniero d'amore eccomi a Te di nuovo, Ti lasciai col dirti addio, ora ritorno col dirti buondì.

Mi bruciava l'ansia di rivederti in questo carcere d'amore per darti i miei anelanti ossequi, i miei palpiti affettuosi, i miei respiri infuocati, i miei desideri ardenti e tutto me stesso, per trasfondermi tutto in Te e lasciarmi in Te in perpetuo ricordo e pegno del mio amore costante verso di Te.

Oh! Mio sempre amabile Amore Sacramentato sai, mentre son venuto per darti tutto me stesso, son venuto pure per ricevere da Te tutto Te stesso. Io non posso stare senza una vita per vivere e perciò voglio la tua, a chi tutto dona, tutta si dona, non è vero Gesù? Quindi oggi amerò col tuo palpito, d'amante appassionato, respirerò col tuo respiro affannoso in cerca di anime, desidererò coi tuoi desideri immensurabili la gloria tua ed il bene delle anime. Nel tuo palpito Divino scorreranno tutti i palpiti delle creature, li afferreremo tutti e li salveremo, non faremo sfuggire nessuno, a costo di qualunque sacrificio, sia pure che ne portassi tutta la pena.

Se Tu mi caccerai mi getterò più dentro, griderò più forte per perorare insieme con Te la salvezza dei tuoi figli e dei miei fratelli. Oh! Mio Gesù, mia vita e mio tutto, quante cose mi dice questa tua volontaria prigionia? Ma l'emblema con cui ti vedo tutto suggellato e le catene poi che tutto avvincono forte forte l'amore, le parole anime e amore, pare che Ti fanno sorridere, Ti debilitano e Ti costringono a cedere a tutto, ed io ponderando bene questi tuoi eccessi amorosi, starò sempre intorno a Te ed insieme con Te coi miei soliti ritornelli: anime ed amore.

Perciò voglio tutto Te stesso questo oggi, sempre insieme con me nella preghiera, nel lavoro, nei piaceri e dispiaceri, nel cibo, nei passi, nel sonno in tutto e son certa che non potendo nulla da me ottenere, con Te otterrò tutto e tutto ciò che faremo servirà a lenirti ogni dolore e raddolcirti ogni amarezza e ripararti qualunque offesa e compensarti di tutto e ad impetrare qualunque conversione, sia pure difficile e disperata.

Andremo mendicando un po' d'amore da tutti i cuori per renderti più contento e più felice, non è buono così o Gesù? Oh! Caro Prigioniero d'amore, legami con le tue catene, suggellami col tuo amore. Deh! Fammi vedere il tuo bel volto. Oh Gesù quanto sei bello! 1 tuoi biondi capelli riannodano e santificano tutti i miei pensieri, la tua fronte calma, anche in mezzo a tanti affronti mi rappacifica e mi mette nella perfetta calma, anche in mezzo alle più grandi tempeste alle tue stesse privazioni, ai tuoi "picci" che mi fanno costar la vita. Ah! Tu lo sai ma passo innanzi, questo Te lo dice il cuore che Te lo sa dire meglio di me. Oh! Amore, i tuoi begli occhi cerulei sfavillanti di luce Divina mi rapiscono al cielo e mi fanno dimenticare la terra, ma ahimé, con mio sommo dolore, il mio esilio si prolunga ancora. Presto, presto, oh Gesù sei bello oh Gesù mi par di vederti in quel Tabernacolo d'amore, la beltà e maestà del tuo volto m'innamora e mi fa vivere in cielo, la tua bocca graziosa mi sfiora i suoi baci cocenti ad ogni istante. La tua voce soave mi chiama ed invita ad amarti ogni momento, le tue ginocchia mi sostengono, le tue braccia mi stringono con legame indissolubile ed io a mille a mille stamperò i miei baci cocenti sul tuo volto adorabile.

Gesù, Gesù, sia uno il nostro volere, uno l'amore, unico il nostro contento, non lasciarmi mai solo che sono un nulla ed un nulla non può stare senza del tutto.

Me lo prometti o Gesù? Pare che mi dici di sì.

Ed ora, benedici Me, benedici tutti ed in compagnia degli angeli e dei santi, e della dolce Mamma e di tutte le creature, ti dirò: Buondì o Gesù, buondì.

Della Serva di Dio Luisa Piccarreta


SARETE MESSI ALLA PROVA E PURIFICATI NEL CORPO, NELL'ANIMA E NELLO SPIRITO, PROPRIO COME L'ORO VIENE MESSO ALLA PROVA NEL FUOCO!

 


L'appello di Gesù, il Buon Pastore, al Suo gregge!


«Così dice il Signore:

La pace nei vostri cuori verrà scossa, così come la pace del mondo.

Raccoglietevi in preghiera, perché si avvicinano i giorni della grande battaglia spirituale.

La tribolazione sarà così grande da scuotere non solo il creato, ma anche l'anima dei Miei figli. 

Gli uomini si chiederanno: «Che cosa sta succedendo? Perché abbiamo persola pace nello spirito? Signore, vieni a salvarci, non nascondere il Tuo Santo Volto al Tuo popolo fedele! Figli Miei, è necessaria la vostra trasformazione spirituale, affinché possiate entrare nella Mia nuova creazione. Il vostro corpo, l'anima e lo spirito devono essere purificati affinché possiate entrare, puri da ogni macchia di peccato, nella Gerusalemme Celeste.

Quando il Mio Santo Spirito sarà allontanato dai Miei Templi, a causa della grande abominazione, tutti coloro che si allontaneranno dalla preghiera e da Mia Madre, andranno persi. Perché, essendo allontanati dalle Mie Case, se il vostro spirito non è rafforzato dalla preghiera, dal digiuno, dalla penitenza, se non è unito a Mia Madre attraverso la recita del Santo Rosario, sarà facile preda del Mio avversario.

Ricordate ciò che dice la Mia Parola: Ci sarà un'angoscia così grande come non ce n'è stata dall'inizio del mondo fino ad ora, né mai più ce ne sarà (Matteo 24, 21).

Il mio risveglio delle coscienze vi aprirà la mente e vi preparerà per i giorni del grande Armageddon. Figli Miei, se al vostro ritorno in questo mondo trascurerete la preghiera e continuerete nella vostra tiepidezza spirituale, vi assicuro che correrete il rischio di perdervi. Vi avverto di tutto questo, figli Miei, affinché fin da ora vi prepariate spiritualmente per quei giorni di angoscia e afflizione nello spirito, necessari per la vostra purificazione. SARETE MESSI ALLA PROVA E PURIFICATI NEL CORPO, NELL’ANIMA E NELLO SPIRITO, COME SI METTE ALLA PROVA L’ ORO NEL FUOCO. Fuoco di purificazione spirituale che trasformerà il vostro corpo, l’anima e lo spirito, affinché possiate entrare nella nuova creazione ed essere chiamati popolo eletto di Dio!

Saranno i giorni del grande raccolto, in cui il grano sarà separato dalla zizzania e rimarrà il grano maturo, mentre la zizzania sarà gettata nel fuoco. Preparatevi, dunque, figli Miei, perché si avvicinano i giorni in cui sarà raccolta la messe. Già i mietitori sono pronti a venire a mietere e a raccogliere il grano. Già la scure è alla radice dell’albero e ogni albero che non dia buon frutto sarà tagliato e gettato nel fuoco, dove arderà per tutta l’eternità. Fate della preghiera, del digiuno e della penitenza la vostra forza. Indossate la vostra Armatura Spirituale mattina e sera e siate pronti, come buoni soldati, per la grande battaglia spirituale che vi darà la libertà e vi renderà meritevoli di abitare il Paradiso della Gerusalemme Celeste.

Vi lascio la Mia Pace, vi do la Mia Pace. Pentitevi e convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino.

Il vostro Maestro, Gesù, il Buon Pastore di tutti i tempi.

Fate conoscere i Miei messaggi a tutta l’umanità.”

20 marzo 2013

Enoch

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Don Italo Duci smentisce padre Lini 

Don Italo, il 2 novembre 1946, con una dichiarazione  scritta smentisce quel padre Lini più volte citato nella relazione  del Locatelli. 
Egli scrive: 

"A proposito della lettera di P. Lini, in relazione ai fatti  delle Ghiaie, scritta in data 8 dicembre 1944, posso dichiarare  quanto segue: 

1. Per quanto abbia pensato non mi fu dato di ricordare i dialoghi che P. Lini dice che ho avuto con lui. 

2. Esaminando la mia condotta di riserbo tenuta nella questione delle Ghiaie non posso ammettere le puntate tendenziose  di P. Lini a mio riguardo. 

3. Non mi sembra fuori posto che anch'io abbia potuto avere un'opinione circa i fatti che si svolgevano alle Ghiaie,  specie alla sera del 21 maggio, dopo nove giorni di avvenimenti.  Ad ogni modo il giudizio attorno ad essi era riservato alla  competente autorità ecclesiastica e ad essa doveva rivolgersi  anche il P. Lini. 

4. Sembra quasi che P. Lini desiderasse da me una smentita dei fatti, ma a questo io non ero autorizzato. Posso dire anzi che lo  stesso vescovo non sentì il coraggio di smentire. Difatti il 20  maggio al parroco che chiedeva consigli (se non era il caso di  smentire, ecc.) S.E. sia per la semplicità di Adelaide, che in quella  mattina aveva visto, sia per i fatti che avvenivano, rispose:  "Lei stia appartata, stia nel riserbo, ma lasci andare, la Madonna ci  penserà". 

5. Per il clero sia secolare che regolare e sia per i religiosi, durante i giorni delle cosiddette apparizioni, vigeva una proibizione emanata dalla Curia di recarsi sul luogo. 

6. Il compito di illuminare o distogliere i fedeli dal credere non spettava a P. Lini, ma solamente alla competente autorità. 

In fede, D. Italo Duci". 

Padre Lorenzo Lini partecipa la prima volta alle apparizioni il 19 maggio 1944. Di lui don Luigi Cortesi scrive: 

"P. Lini partito colla convinzione che "il soprannaturale si  sente", come mi diceva in un colloquio, non rilevò in Adelaide  segni speciali, che potessero avvertirlo dell'inizio e della fine  della visione, e negò che visione ci fosse stata, in quella sera...  Sennonché, cosiffatta deposizione isolata, che meritava accurate  indagini, si trovò contraddetta dalle testimonianze di tutti coloro che  assistettero da vicino alla visione" (v. Storia dei fatti di Ghiaie, S.E.S.A., Bergamo 1944, pp. 69-70). 

Padre Lorenzo non è uno psicologo e lo si vede dalle  domande che fa ad Adelaide e dal modo con cui gliele porge. Non solo non è un teologo, ma non sa nemmeno che il soprannaturale, appunto perché è tale, non si può né vedere, né toccare, né  sentire. Il Cortesi stesso ammette che la sua testimonianza è  smentita da tutti quelli che erano vicini ad Adelaide durante  l'apparizione, e tra questi, quella sera, vi era la dott. Maggi e in  seguito ci saranno altri medici che affermeranno l'autenticità  dell'estasi di Adelaide.

Severino Bortolan

lunedì 6 aprile 2026

Brividi: ciò che hanno appena scoperto sotto il Monte del Tempio ha lasciato gli esperti senza parole


 

Tiepidezza – Debolezza della volontà - Cedere nella preghiera

 


La debolezza della volontà degli uomini


Più l’uomo è tiepido, più forte è da temere l’influenza da parte dell’avversario. Allora non offre né resistenza, ne tende verso la Forza di Dio, e quindi si trova nel più grande pericolo di diventare debole e di soccombere. Deve sempre tenersi davanti agli occhi, che la risalita verso l’Alto è faticosa e che un cedimento della forza della sua volontà ha molto facilmente per conseguenza un regresso, che richiede di nuovo un sforzo per poter essere recuperato. L’avversario è attento, cioè non perde nessun momento di debolezza dell’uomo, ma questo deve essere proprio attento, affinché non esponga la sua anima al pericolo di venire oppressa dall’avversario. E perciò deve pregare con più fervore, più si sente debole. Ma se comincia anche ad intiepidirsi nella preghiera, il potere dell’avversario è grande. E malgrado ciò non può essergli risparmiata la lotta contro questo potere. Ha bensì a sua disposizione degli esseri spirituali, ma il loro aiuto deve essere richiesto, perché senza l’invocazione non possono diventare attivi. E l’uomo tralascia sovente anche questa invocazione nelle ore della debolezza di volontà, ed allora è esposto senza protezione al potere dell’avversario. Egli stesso deve combattere la battaglia contro di lui, che sovente è molto difficile. Ed è sempre il cedimento nella preghiera, che fa paralizzare la sua forza di volontà. Più sovente e più intimamente l’uomo si collega con Dio, meno è esposto alle influenze del nemico, perché ambedue insieme, la Forza da Dio ed il potere dell’avversari, non possono diventare attivi. Ma la Forza di Dio è sempre più forte ed esclude ogni agire di forze maligne. Nelle ore di miseria, della tiepidezza e debolezza di volontà è sufficiente una intima chiamata per il Sostegno da parte di esseri buoni, ed all’agire di tali forze viene posto un Alt. Nell’uomo deve essere presente soltanto la volontà per il bene, e presto anche l’intimità della preghiera aumenterà, e l’uomo sarà sfuggito al pericolo.

 27. agosto 1941

Ascoltami - Il Grande Messaggio del Cuore di Gesù per il XX Secolo

 


PRIMA PARTE

Sorella Maria Josefa Menéndez

Religiosa della Società del Sacro Cuore di Gesù


(Manifestazioni degli infiniti tesori della misericordia del Sacro Cuore di Gesù).


La Santissima Vergine sosteneva anche il Piano divino: "La visione del numero incalcolabile di anime perdute per tutta l'eternità", diceva Lei, "di queste anime nessuna può fare un solo atto di amore! ... deve stimolare te, che puoi amare! a far salire incessantemente verso mio Figlio l'eco costante del tuo amore, per soffocare il clamore delle blasfemie di questi infelici!"

Dal principio del suo Noviziato, rivela la sua sete di anime e la comunica a lei. Insegna a lei cosa significa "salvare le anime" e cosa deve fare per questo. Fa sì che si avvii nello spirito della riparazione, che è particolarmente quello della sua vocazione. Un giorno, mostra a lei una "fila interminabile di anime", scrive lei nella sua linguaggio semplice: "Tutte queste anime sono in attesa di te", dice Lei. Da allora, Suor Josefa è sempre, per così dire, nel lavoro e nel soffrire per le anime che il suo Divino Maestro confida a lei.

"Andiamo a occuparci delle anime", dice a lei con un ardore che lei non sa come esprimere. Per le anime, insegna a lei a utilizzare le più piccole azioni della sua vita ordinaria e fa comprendere a lei il valore di un giorno passato in unione con il suo Cuore.

Per le anime, insegna a lei a fare propria la Divina Orazione di Gesù e fa a lei ripetere dopo l'offerta preziosa del suo Sangue e del suo Cuore. Josefa si identifica con la grande intercessione della Messa e del Tabernacolo: Gesù offrendosi a Dio suo Padre per la salvezza del mondo.

Per le anime, chiede a lei penitenza e mortificazioni che lei moltiplica, sotto la vigilanza dell'obbedienza, con disprezzo coraggioso del suo corpo. Per le anime, finalmente, vuole che lei sia vittima e si associa misteriosamente e sensibilmente alle dolori della sua Passione.

"Vuoi la mia Croce?", le chiede molte volte. E durante lunghe ore lei porta questa Croce, il cui peso visibilmente la schiaccia. La Corona di spine si infila nella sua testa che non può quindi appoggiare in nessuna parte, mentre un dolore acuto nel fianco la associa al colpo della lancia che ha aperto quello del Salvatore.

E lei tuttavia continua a lavorare, non si ferma mai. Ma è principalmente la notte che veglia vicino al suo Maestro. Una notte tra altre, Egli appare a lei e Josefa si alza: "Prendi la mia Croce", dice a lei, "i miei chiodi, la mia Corona, sono i miei tesori. Non temo di affidarti, perché sei mia Sposa. Io andrò alla ricerca di anime".

Allora il suo Cuore si dilata e da lui escono fiamme. "Io voglio che tutti Mi conoscano e Mi amano. Andiamo a attirarli alle mie Piaghe. Andrò a cercarli e quando li avrò trovato, ritornerei a prendere la mia Croce."

Questi dolori fisici, tuttavia, sono poca cosa in confronto a quelli dell'anima: Nostro Signore fa comprendere a Josefa qualcosa della sua Agonia sotto il peso dei peccati del mondo e dell'abbandono che gli strappò questo grido: "Dio mio, Dio mio! Perché mi hai abbandonato?" Sostiene quindi il suo coraggio, ripetendole la grande lezione della Redenzione: "Le anime valgono così tanto!" Le ricorda anche il senso dell'Elezione divina: è un invito all'amore che si immola.

"Non dimenticate che le anime che Io scelgo, devono essere vittime con me per il mondo."

La collaborazione costante nell'opera redentrice riempie i giorni e spesso le notti di Josefa. Le anime non le escono dal pensiero e in lei si realizza la parola del Maestro: "Io vivrò in te, e tu vivrai per le anime".

Padre Antônio Paulo Ciríaco Fernandes, S.J.


IL SEPOLCRO VUOTO

 


Signore, che nessun nuovo mattino
venga ad illuminare la mia vita
senza che il mio pensiero
si volga alla tua resurrezione
e senza che in spirito io vada,
con i miei poveri aromi,
verso il sepolcro vuoto dell’orto!
Che ogni mattino sia, per me,
mattino di Pasqua!
E che ogni giorno, ogni risveglio,
con la gioia della Pasqua,
mi giunga anche la conversione profonda,
quella che sappia, in ogni situazione
e in ogni persona, conoscerti
come vuoi essere conosciuto oggi.
Che ogni episodio della giornata
sia un momento in cui io ti senta
chiamarmi per nome,
come chiamasti Maria!
Concedimi, allora, di voltarmi verso di te.
Concedimi di rispondere con una parola,
dirti una parola sola, ma con tutto il cuore:
«Maestro mio!»

Come Cristo sia amaro, più amaro e il più amaro per i malvagi, e come sia dolce, più dolce e il più dolce per i buoni.

 


Le Profezie e le Rivelazioni di Santa Brigida di Svezia


Le parole della Madre alla sposa su quanto siano dolci la Madre e il Figlio l'uno verso l'altro. Come Cristo sia amaro, più amaro e il più amaro per i malvagi, e come sia dolce, più dolce e il più dolce per i buoni.


Capitolo 58


La Madre di Dio disse alla sposa: «Considera, nuova sposa di mio Figlio, la sofferenza di mio Figlio, che superò in amarezza la sofferenza di tutti i santi. Proprio come una madre proverebbe il dolore e l’angoscia più amari se vedesse suo figlio essere fatto a pezzi vivo, così anch’io soffrivo per i tormenti di mio Figlio quando vedevo le sue amare sofferenze». Poi si rivolse a suo Figlio, dicendo: «Sia benedetto, mio Figlio, perché tu sei santo, come si canta: “Santo, santo, santo, Signore Dio Sabaoth”. Sia benedetto, perché tu sei dolce, più dolce e dolcissimo! Tu eri santo prima di assumere l’umanità, santo nel mio grembo, e santo dopo aver assunto l’umanità. Tu eri dolce prima della creazione del mondo, più dolce agli angeli, e dolcissimo a me quando hai assunto l’umanità da me».

Il Figlio rispose: «Sia benedetta, mia amata Madre, sopra tutti gli angeli. Proprio come io, in tre modi, sono stato dolcissimo per te, come dicevi poc’anzi, così sono amaro, più amaro e dolcissimo per i malvagi. Sono amaro per coloro che dicono che ho creato molte cose senza motivo e che dicono con disprezzo che ho creato l’umanità per la morte e non per la vita. Che pensiero miserabile e sciocco! Io, che sono il più giusto e virtuoso, avrei creato gli angeli senza motivo? Avrei arricchito l’umanità di tante cose buone se l’avessi creata per la dannazione? Assolutamente no! Ho creato tutte le cose bene e ho dato ogni bene all’umanità per amore mio. Ma essa, tuttavia, ha trasformato tutte le cose buone in male per sé stessa. Non è perché io abbia creato qualcosa di male, ma l’umanità muove la propria volontà in modo diverso da come dovrebbe, e non secondo la legge di Dio, e questo è male.

Ma provo ancora più amarezza per coloro che dicono che ho dato loro il libero arbitrio per peccare e non per fare il bene, che dicono che sono ingiusto poiché condanno alcuni e giustifico altri, e che mi incolpano della loro stessa malvagità perché neghiamo loro la mia grazia. Sono particolarmente amareggiato per coloro che dicono che la mia legge e i miei comandamenti sono estremamente severi e difficili e che nessuno è in grado di osservarli, che dicono che la mia sofferenza non vale nulla per loro, e che quindi la considerano nulla.

Perciò, giuro sulla mia vita, come un tempo giurai per mezzo dei profeti, che mi giustificherò davanti agli angeli e a tutti i miei santi. Coloro per i quali provo amarezza capiranno che ho creato tutte le cose in modo ragionevole e buono per l’uso e l’educazione dell’umanità, e che non esiste nemmeno il più piccolo verme senza una ragione. Coloro verso i quali provo maggiore amarezza capiranno che ho saggiamente dato agli uomini il libero arbitrio per il loro bene. Sapranno anche che sono giusto, poiché concedo il regno eterno agli uomini buoni, ma il tormento eterno ai malvagi. Poiché non sarebbe giusto che il diavolo, che fu creato buono da me ma che cadde per la propria malizia, avesse comunione con i buoni. Anche i malvagi capiranno che non è colpa mia se sono malvagi, ma colpa loro. Perché se fosse possibile, mi assumerei volentieri lo stesso tormento per ogni singolo uomo che un tempo ho sofferto sulla croce per tutti, se così potessero tornare alla loro eredità promessa. Ma la volontà dell’umanità è sempre opposta alla mia. Gli ho dato la libertà di servirmi, se lo desidera, e di ottenere la ricompensa eterna; ma se non lo vuole, dovrà essere tormentato insieme al diavolo e ai suoi seguaci, per la cui malvagità l’inferno è stato giustamente creato.

Ma poiché sono pieno di carità, non voglio che l’umanità mi serva per paura o sia costretta a farlo come un animale irrazionale, bensì per amore di Dio, poiché nessuno che mi serva controvoglia o per paura del tormento potrà vedere il mio volto. Ma coloro verso i quali provo più amarezza comprenderanno nella loro coscienza che la mia legge era la più facile e il mio giogo il più dolce. Proveranno una tristezza inconsolabile per aver disprezzato la mia legge e aver invece amato il mondo, il cui giogo è più pesante e molto più difficile del mio giogo».

Allora la Madre di Dio rispose: «Sia benedetto tu, mio Figlio, mio Dio e mio Signore! Poiché sei stato dolcissimo per me, ti prego affinché anche gli altri possano essere resi partecipi della mia dolcezza!» Il Figlio rispose: « Benedetto sia tu, mia carissima Madre! Le tue parole sono dolci e piene d’amore. Perciò chiunque prenda la tua dolcezza in bocca e la conservi perfettamente ne trarrà beneficio. Ma chi la prende e la sputa via sarà tormentato ancora più amaramente». Allora la Vergine rispose: «Benedetto sia tu, Figlio mio, per tutta la tua misericordia e il tuo amore!»


 

La preghiera, un dialogo da cuore a cuore

 


Gesù dice

Rimanete uniti nel mio amore. Io sono la Radice che sostiene l'albero della vostra vita Io sono la dolce linfa che vi nutre e vi fortifica nel vostro cammino; il vostro albero comincia a fiorire e a dare i primi frutti affinché molti dei miei figli si avvicinino a voi e si nutrano di voi Vi invito a rimanere uniti al legno della croce, albero tagliato grossolanamente, unendo le sue parti per dargli la sua forma. L’albero della vita si trova lì, imparando a sopportare la croce di ogni giorno, cioè le preoccupazioni e le difficoltà del momento Solo in Me troverai la luce, solo in Me troverai riposo. Io sono il rifugio divino per i tuoi dolori Venite a Me e troverete le delizie per il vostro cuore Prostratevi ai miei piedi divini come faceva Maria e bevete della mia saggezza finché il vostro spirito non sarà saziato di Me Guardatemi con amore e sarai radioso e incrociamo i nostri sguardi senza pronunciare parole e facciamo di questo momento un colloquio d’amore in cui le parole sono superflue perché la presenza è la risposta migliore per esprimere sentimenti di gratitudine, di pace e d’amore. Consegnatemi il calice del vostro cuore, vuoto, per riempirvi dei sussurri della mia dolce brezza e donarvi la pienezza. Guardatemi con gli occhi aperti alla fede e senti il mio Cuore che batte per te. Fai di ogni momento di preghiera, momenti veri di adorazione, poiché la preghiera è un dialogo da te a te e da cuore a cuore Sono desideroso di raccogliere le briciole d'amore che mi offrono gli uomini, i brevi istanti che giungono verso di Me nel tabernacolo perché il tempo non glielo permette, poiché le cose del mondo li assorbono. Regalami il tuo tempo, perché il tuo tempo è il mio tempo


7 agosto 2007

Gesù dice

La preghiera è il nutrimento che rafforza la vita e lo spirito logorato dal peccato Nutriti quotidianamente bevendo dalla Fonte Divina che è la mia Parola

7 agosto 2007

Agustín del Divino Corazón

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Il ricordo di don C. Vitali nel 40° della morte 

Riporto in parte la commemorazione di don Cesare Vitali, nel 40° anniversario della morte, fatta da don Italo Duci. 
Don Italo scrive: 

"Sono vissuto 15 anni accanto al parroco don Vitali.  Furono per me anni felici perché ebbi piena libertà di lavoro e fiducia. Ringrazio sempre il Signore di essere stato destinato a  Ghiaie subito dopo l'ordinazione accanto ad un parroco che mi è stato di esempio e guida nel mio ministero. È stato con me  paziente e comprensivo, di grande bontà, non mi lasciò mancare  nulla, fu di grande carità e bontà con la mia mamma e sorella e  con due nipotini orfani in un momento di dolore. Non avrei immaginato di succedergli come parroco. Don Cesare Vitali è  nato a Boltiere, il 01-08-1881, da famiglia molto religiosa con 7  figli: due sacerdoti don Cesare e don Alessandro e 5 sorelle. Due  seguirono i fratelli sacerdoti, 3 suore, due nelle claustrali di S.  Benedetto a Bergamo e una nelle Orsoline di Gandino... 
Don Cesare Vitali è stato un sacerdote veramente secondo il cuore di Dio, di grandi virtù umane e soprannaturali: preciso ed  esperto nell' amministrazione, senso raffinato e gusto del bello,  di carattere affabile, buono, allegro e rendeva facile l'apertura dei  cuori e attraente la conversazione. Di animo generoso, fornito di  umiltà, di pietà e di zelo fervente, di volontà costante, di vita intemerata, di delicata sensibilità e semplicità... 
Don Cesare Vitali giunse a Ghiaie da Bonate Sotto, nel  novembre 1917, in aiuto di don Alessandro Locatelli di Sotto il  Monte, canonico della Cattedrale di Bergamo... Don Cesare poté  conoscere bene don Alessandro Locatelli e avere tante  informazioni di Ghiaie. Poté conoscere la sua grande impresa  nella costruzione della chiesa e del campanile. Poté conoscere la  sua grande devozione alla Madonna di Lourdes e alla Sacra  Famiglia a cui aveva dedicato la chiesa costruita con tanto lavoro  suo, dei ghiaiesi e di tanti benefattori e buoni d'Italia. Poté conoscere il suo progetto di formare la parrocchia. 
Don Cesare Vitali si mise al lavoro facendo rivivere le associazioni esistenti, formandone di nuove e un po' alla volta  tutti i rami dell'Azione Cattolica raccomandati dalla Chiesa. 
I giovani, contenti di avere un sacerdote ancora abbastanza giovane che si interessava di loro, accorsero, si lasciarono guidare e organizzare. Col loro aiuto costruì nel 1919 il saloneteatro che servì per attività teatrali, con una filodrammatica che  riscuoteva consenso in paese e fuori e ottenne premi. Questo  salone servì per convegni, conferenze a carattere religioso, sociale, politico e sindacale, e con l'aiuto di bravi oratori  don Cesare potè illuminare la gente sui principi cristiani e le  direttive della Chiesa nel primo e secondo dopo guerra. 
Con questi giovani e l'aiuto di validi dirigenti diocesani fondò il circolo giovanile di A. C. dedicato al can. don Alessandro Locatelli, inaugurato 1'8-12-1919. Fu uno dei primi e più  fiorenti della diocesi. Fu preludio alla fondazione della parrocchia avvenuta nel settembre 1921, approvata all'inizio solo  ecclesiasticamente e nel 1944 anche civilmente. Se non erro,  sulla Vita Diocesana del maggio 1944, che dava le prime notizie  e direttive circa i fatti delle apparizioni, venne pubblicato il  decreto della approvazione civile della parrocchia. Perciò al  momento dei fatti straordinari Ghiaie aveva tutti i carismi di parrocchia autonoma. 
Il parroco don Cesare Vitali per chiamare i fedeli e per allietare le feste, fece installare sul campanile un bel concerto di  5 campane e un po' alla volta completò l'arredamento e alcune  strutture interne ed esterne e tante opere... 
Soprattutto però si occupò della formazione dei parrocchiani con abbondanti istruzioni religiose, con la dottrina per gli  adulti e per i piccoli, con predicazioni straordinarie, missioni al  popolo ed esercizi spirituali per le diverse categorie della popolazione e a scadenze regolari... Organizzò giornate per la santificazione della festa, per la lotta antiblasfema, contro l'alcolismo,  ecc... 

Come fece don Cesare Vitali a compiere tanto lavoro e a realizzare tante opere? 

1) Con la grazia di Dio, profonda vita interiore e tanta preghiera. 

Con un lavoro metodico e costante volontà... Con la sua  costanza e con l'aiuto del vescovo Bernareggi ebbe ragione nella  questione del S. Geminiano, durata oltre 30 anni e risolta dalla S.  Sede a favore delle Ghiaie. Desiderava fare delle Ghiaie comune  autonomo e a questo scopo lavorò molto, come risulta da un  faldone in archivio. Se ciò fosse stato possibile ambiva che Ghiaie fosse chiamato San Geminiano al Brembo, ma ormai il  nome di Ghiaie è passato alla storia per i fatti del 1944... 
Dopo la fondazione della parrocchia pensò all'asilo, per aiutare le mamme occupate negli stabilimenti, nell'educazione e  custodia dei loro piccoli. Dovette faticare e a gradi provvedere  alla costruzione di ambienti per l'asilo e per le Suore Sacramentine di Bergamo, per diffondere la devozione all'Eucaristia e  perché attendessero alla gioventù femminile, al catechismo e al  doposcuola per i ragazzi delle elementari, alla scuola di lavoro e  di taglio per le ragazze. L'asilo fu fondato nel 1928. Comunicando gli ambienti dell'asilo, del catechismo e del doposcuola  con la chiesa, i ragazzi e le ragazze si potevano portare in chiesa per la visita al S.S. Sacramento, per le confessioni, alla domenica  per le funzioni, la benedizione e per l'insegnamento della dottrina  fatto dal parroco ai più grandi..." (v. Comunità di Ghiaie, aprile  1995, pp. 2-4). 

Severino Bortolan