L'abbandono del dogma della Messa
165. Insistendo e sviluppando le idee del capitolo precedente, e senza dimenticare che non scrivo un trattato né tengo una lezione di teologia, ma sto semplicemente passando un po' di tempo in conversazione con amici ben intenzionati, continuo con lo scopo, più che di informarli su tutto, di suscitare in loro il desiderio e di risvegliare in loro la fame di decidere di informarsi e poi agire di conseguenza.
Niente di meglio per questo che annotare qui il fine e le caratteristiche del santo Sacrificio della Messa.
Questa conoscenza metterà in luce, più di altri elogi, i nostri obblighi verso la Messa, e in caso contrario, la gravità e la disgrazia dei nostri abbandoni.
Fine della Messa
166. Quale fine si è proposto nostro Signore Gesù Cristo istituendo l'augusto Sacrificio della Messa?
Con questa sola risposta, la fede e la pietà avrebbero ampio spazio per ravvivarsi, occuparsi ed estendersi in spazi infiniti.
La Messa è stata istituita da Cristo solo per questo:
Per lasciare a coloro che il Padre gli ha affidato il ricordo vivo, operativo ed efficace della sua redenzione: "Fate questo in memoria di me".
Spiego queste parole. La redenzione è stata compiuta nel Sacrificio della Croce e viene applicata nel Sacrificio della Messa.
Gesù Cristo, Figlio naturale di Dio, fattosi uomo, attraverso il suo Sacrificio sulla Croce ha guadagnato, oltre alla gloria del suo nome e del suo corpo risorto e seduto alla destra del Padre, il titolo di sacerdote, unico adoratore perfetto della Trinità augusta. Di Vittima di lode, azione di grazie, espiazione e impetrazione infinite. Di Mediatore unico assolutamente efficace tra Dio e gli uomini. Di Capo e Modello di tutti gli eletti. Di Causa meritoria ed esemplare della sua grazia e della gloria del corpo e dell'anima di essi. Di Fratello maggiore o Primogenito di tutti i figli di Dio. Di Pietra angolare del tempio in cui Dio riceve da tutta la creazione la sua massima gloria. E di Pastore supremo di innumerevoli pecore.
Tutto questo ha guadagnato Cristo Uomo attraverso il suo Sacrificio e la sua morte sulla Croce. E per questo il suo Sacrificio della Messa non deve più guadagnare nulla di nuovo, ma applicarlo a noi. E, se vale dirlo così, innestare la nostra anima e il nostro corpo nella sua anima e nel suo corpo gloriosi e onorati con così alti titoli, realizzando, di fatto, in ciascuno di noi ciò che nel Sacrificio della Croce non era altro che come in diritto e in principio.
167. E vedete ora, gustate e ringraziate fino allo scioglimento queste applicazioni.
Sulla Croce Gesù Cristo si costituisce sacerdote e Vittima?
Nella Messa, il ministro che celebra, la Chiesa che offre e i fedeli che partecipano debitamente, sono – non spaventatevi! – cosacerdoti e covittime.
Ciascuno, nella sua misura e a suo modo, sono sacerdoti che offrono e si offrono. Sacrificano Cristo e si sacrificano con Lui. E con Cristo, lodano, ringraziano, espiano e intercedono.
Sulla Croce, Gesù Cristo è unico Mediatore e Capo e Modello e Primogenito e Pietra angolare e Pastore?
Per la Messa e per i Sacramenti, che da essa prendono virtù, io, peccatore e verme ed estremità infinitamente opposta a Dio, resto fatto amico, figlio adottivo ed erede di Dio, fratello di Gesù e membro del suo Corpo mistico e pietra viva del suo tempio vivente e pecora del suo gregge.
Hanno molto da assaporare questi guadagni della Messa per farvi dimenticare con altre riflessioni.
Ciò che ci dà una Messa!
Il grande ricordo. "In memoria di me!"
168. Per questo, vi dicevo, è stato istituito il Sacrificio della Messa: "Fate questo in memoria di me". Come si intuisce, si sente Dio in quella misteriosa concisione della parola di Gesù Cristo!
In quelle uniche parole con cui accompagna, commenta e definisce il Sacramento augusto dell'Eucaristia che aveva appena istituito consacrando il pane e il vino, lascia istituiti gli elementi essenziali della sua religione: il Sacrificio, cioè la ripetizione perenne fino alla sua seconda venuta, "finché egli venga", dell'atto che aveva appena compiuto come ricordo suo, e il sacerdozio. "Fate questo" voi e i vostri successori con il potere che questo mio mandato vi conferisce. Fate!
Solo un ricordo?
Forse a qualcuno sembrerà che quella parola ricordo non esprima tutto ciò che la Messa è, vale e significa. È così relativo il valore di un ricordo! A coloro che temono questo, farei una distinzione tra:
Ricordi di Dio e ricordi degli uomini
169. Gli uomini vengono ritratti da un tratto, una parola, un fatto culminante della loro vita. Per esempio, un guerriero che getta dall'alto di una muraglia una spada a dei mori che ai piedi di essa gli presentano il figlio prigioniero, è Guzmán el Bueno. Una Regina che si toglie la corona dal capo e i gioielli dal petto per darli a un saggio vestito di stracci da mendicante, è Isabella la Cattolica. Così l'Uomo Dio, il nostro Gesù, si ritrae da questo solo fatto: il suo Sacrificio sulla Croce, che è la sua opera somma, la sua Opera.
Ebbene, così come il ricordo degli uomini è la perpetuazione dei loro tratti salienti, dei loro fatti culminanti, il ricordo di Gesù Cristo, ciò che Egli lasciava e solennemente istituiva, come ricordo suo, doveva essere la perpetuazione della sua opera, il Sacrificio della Croce.
Per questo la parola ricordo dice tutto e molto graficamente ciò che è e vale la Messa. La Messa è ricordo di Gesù Cristo, ma ricordo vivo, operativo, efficace di tutta la redenzione, preparata nella sua vita terrena e guadagnata nella sua morte in Croce e consumata in cielo. Ricordo non allo stile degli uomini, che, essendo fugaci e instabili, non possono lasciare come ricordo di sé e delle loro azioni se non segni, simboli o ritratti, cosa morta o che morirà presto, ma ricordo allo stile di Dio, che non cambia, né se ne va, né finisce, né diminuisce. E degno della sua opera più grande, della sua Opera per antonomasia. Ricordo vivo e sempre vivo come il Cuore e lo Spirito che lo ispirarono. E, così simile all'azione che si intende perpetuare, che con essa si identifica. E così personale, autentico e caratteristico, che è inconfondibile.
170. Gli artisti dipingono un quadro, scolpiscono una scultura, e ai piedi di quello e di questa, stampano la loro firma.
I conquistatori innalzano archi e monumenti commemorativi che perpetuino il ricordo delle loro vittorie.
I saggi battezzano con i loro nomi le loro invenzioni e le loro teorie.
La redenzione per mezzo della Croce, opera infinitamente più eccelsa di quella di tutti i geni, chiedeva, meritava una commemorazione degna.
171. Questa è la nostra Messa.
Il Sacrificio della Messa è, rispetto a quello della Croce, firma di autenticità, monumento commemorativo, titolo di appartenenza perpetua, ma firma scritta con sangue divino, palpitante ogni giorno, ogni ora su infiniti calvari; monumento lavorato con carne divina nell'atto consacratorio di ogni Sacrificio e titolo così inconfondibile e proprio che la più esaltata follia dell'amore e del genio umano, non potrebbero nemmeno sognare di attribuirlo.
I caratteri del Sacrificio della Messa
172. Scaturiscono spontaneamente dalla nozione di ricordo.
La Messa, innanzitutto, è:
1° Un Sacrificio vero e reale, ma relativo, in confronto al Sacrificio assoluto della Croce, del quale quello non è altro che una riproduzione.
2° Sacrificio eucaristico, come dedicato principalmente e senza detrimento del suo carattere latreutico, espiatorio e impetratorio, a rendere grazie al Padre celeste del grande beneficio della riconciliazione e della filiazione adottiva per l'incorporazione in Cristo.
3° E Sacrificio applicativo: destinato non a offrire una nuova vittima né a offrire nuovi meriti, ma ad applicare gli infiniti, guadagnati nel Sacrificio della Croce.
In sintesi: Il Sacrificio dell'Ultima Cena, quello della Croce e quello della Messa, non sono tre sacrifici, ma uno solo, o tre oblazioni reali di una sola immolazione: la Cena è l'oblazione reale di Cristo che deve essere immolato; la Croce è l'oblazione reale di Cristo che si immola; la Messa è l'oblazione reale di Cristo immolato. La prima è l'annuncio; la seconda è l'immolazione; la terza è il ricordo.
Quali tesori ci svela e ci regala la sacra liturgia quando realizza ed espone quel fine e quei caratteri nelle modalità attraverso le quali fa passare il nostro Signore la materia del suo Sacrificio eucaristico!
Per oggi, rimanga nel vostro cuore questo grido, che è allo stesso tempo un lamento.
Ricordo della Messa cristiana, quanto sei dimenticato!
Manuel González