sabato 6 giugno 2026

Nostra Signora della Pentecoste — La Sposa Fedele dello Spirito Santo

 


Figlio mio, se decidi di servire il Signore, prepara la tua anima alla prova.

 


Testimonianza


25 novembre 1985

Sir 2,1-6 «Figlio mio, se decidi di servire il Signore, prepara la tua anima alla prova. Rendi retto il tuo cuore e sii costante. Non precipitarti nel momento della sventura. Attaccati a Dio e non separarti da Lui, affinché tu possa crescere fino al tuo trascorso. Accetta tutto ciò che ti capita e, nelle vicissitudini della tua umiliazione, sii paziente. Poiché l'oro si prova nel fuoco, e gli uomini graditi a Dio nel crogiolo dell'umiliazione. Abbi fede in Dio, ed egli ti rialzerà; rendi rette le tue vie e spera in lui.»

Alice Lenczewska


4° "SARÒ LORO SICURO RIFUGIO IN VITA, MA SPECIALMENTE IN PUNTO DI MORTE".

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.


4° "SARÒ LORO SICURO RIFUGIO IN VITA, MA SPECIALMENTE IN PUNTO DI MORTE".

Gesù ci apre il Suo Cuore come asili di pace e rifugio tra il turbine della vita.

Iddio Padre volle «che il Figlio suo Unigenito pendente dalla croce fosse trafitto dalla lancia del soldato affinché il suo Cuore aperto... fosse riposo e rifugio di salvezza...» È un rifugio caldo e palpitante d'amore. Un rifugio sempre aperto, di giorno, di notte, sono venti secoli, scavato nella forza stessa di Dio, nel suo amore.

«Facciamo in Lui, nel Cuore divino, la nostra dimora continua e perpetua; nulla ci potrà turbare. In questo Cuore si gode una pace inalterabile». Quel rifugio è asilo di pace soprattutto per i peccatori che vogliono sfuggire l'ira divina. Lo stesso invito ci viene anche da altri Santi. S. Agostino: «Longino mi ha aperto con la lancia il costato di Gesù e io sono entrato e ho riposato là con sicurezza». S. Bernardo: «Il tuo Cuore è stato ferito, o Signore, perché io possa abitare in lui e in te. Com'è bello abitare in questo Cuore». S. Bonaventura: «Penetrando nelle piaghe di Gesù, io arrivo sino in fondo al suo amore. Entriamo interamente e vi troveremo riposo e ineffabile dolcezza».

Rifugio in vita ma specialmente in punto di morte. Quando l'intera vita, senza riserve, è stata tutta un dono al Sacro Cuore, si aspetta la morte con soavità.

«Com'è dolce morire dopo aver avuto una tenera e costante devozione al Sacro Cuore di Gesù!». Gesù comunica al morente la certezza della sua grande parola: «Chiunque vive e crede in me non morrà in eterno». Il sospiro dell'anima si compie.

Ha bramato di uscire dal corpo per unirsi a Gesù: e Gesù si accinge a cogliere il fiore della sua predilezione, per trapiantarlo nel giardino eterno delle sue delizie.

Corriamo a questo rifugio e fermiamoci! Non mette soggezione a nessuno.

È abituato ad accogliere peccatori e peccatrici... e tutte le miserie, anche le più vergognose, lì dentro scompaiono.


Immersi in questa violenta tempesta, figli miei, nei nostri Cuori Uniti di Gesù e Maria, rafforzate le vostre difese

 


Bretagna – 6 giugno 2026

Parola di Gesù Cristo:

«Sia benedetta, figlia mia d’Amore, di Luce e di Santità, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Ecco ciò che oggi affideremo ai Miei figli, da parte di Gesù, Cristo, Re, Sacro Cuore rifugio per tutti i Miei.

Impegnati in questa violenta tempesta, figli Miei, nei nostri Cuori Uniti di Gesù e Maria, rafforzate le vostre difese.

Che siano flessibili e si adattino a ogni forma di attacco; lo Spirito Santo in voi sarà il vostro discernimento.

Che siano sincere, rette e invulnerabili, poiché Dio vi protegge e vi illumina quando, nel vostro cuore, accettate di portare umilmente la Sua Luce.

Che siano Fede e Amore che attirano nella Bontà e nella Misericordia i vostri fratelli, piccoli e grandi; indigenti, ignoranti, vulnerabili e altrettanto perseguitati dalla malvagità diabolica che troneggia e ispira i vostri governanti nel vostro paese e nelle nazioni soggiogate al male.

Voi che ponete domande o che constatate i vostri limiti in questo contesto di violenza e caos invivibile;

voi che siete sconcertati dall’inerzia generale di coloro ai quali avevate affidato la gestione della vostra qualità di vita e il benessere presente e futuro della vostra società;

voi che subite il disprezzo con cui vengono accolte le vostre domande o constatazioni di fronte alla decadenza generalizzata e all’invasione del male;

Sentite dire: «Smettetela di essere ridicoli con le vostre affermazioni sulla lotta tra il bene e il male! È una cosa medievale, superata, è la narrativa dei deboli».

Miei cari figli, vi esorto: fate il punto della situazione, cercate l’equilibrio nella vostra anima e nella vostra coscienza. Voi lo vedete, lo sapete, vivete questi disordini che vi feriscono.

Negare i fatti e i segni, negare il vostro panico, o ancora cedere alla rassegnazione e mettere a tacere le vostre reazioni di sopravvivenza, tra cui quella di invocare Dio in vostro soccorso, significa allora accettare il male e la morte dell’anima, che si concretizzerebbe nella morte fisica a causa della vostra indecisione. Ahimè, miei teneri piccoli, negare Dio che è il vostro Bene, rifiutare la Sua Mano soccorrevole significa scegliere il Male che si impone su di voi per annientarvi.

Non vi ho forse detto che il vostro ESSERE è costituito da un corpo, un’anima e uno spirito e che è questo essere unificato che ritorna purificato al suo Creatore?

Ogni figlio di Dio appartiene al Padre Creatore; Egli vi ha creati, Egli è l’Onnipotente e vi chiama nel Suo Regno di Pace e di Vita Eterna.

Nel libero arbitrio che vi appartiene, nessuno può decidere per voi la scelta definitiva che farete. L’Amore vi ha creati, l’Amore vi ha salvati, solo l’Amore è il vostro Bene, la vostra Vita. Ecco ora in voi e per voi la Chiamata dell’Amore Infinito.

Io Sono Gesù Cristo in questo richiamo ultimo, moltiplico i Miei contatti su questa terra sofferente, vi offro protezione e Misericordia. Ritiratevi in voi stessi, ascoltate, accettate il BENE che vi libera e fa tacere gli inganni del Male che manipolano e impressionano l’essere orgoglioso o il debole che accetta di sottomettersi per essere vincitore.

La morte del corpo è l’ingresso nella Vita Eterna offerta. La morte in una frazione di secondo libera l’anima che si trova finalmente nel ritorno definitivo al Padre suo e nel Suo Regno. La morte nel Bene e nella Bontà è l’Apogeo e la Vittoria di una vita provata.

Ahimè, per la scelta di alcuni, e in numero troppo grande, la morte voluta e accettata nel Male e nella Malvagità è opposizione eterna alla felicità per la quale siete stati creati.

Da questo momento dovete scegliere a chi prestare fedeltà:


al Bene o al Male

alla Luce o alle Tenebre


Perché, figli miei, accettare la sofferenza dell’iniquità, dal momento che Io, il Cristo, l’ho vissuta e vinta per voi?

Perché, figli miei, scegliere la morte eterna, dal momento che Io, il Cristo, l’ho vinta per voi e vi ho aperto le porte della Vita Eterna nella Luce senza tramonto? Io Sono il Re della Gloria venuto a incarnarMi e ad offrirvi il Mio Sacro Cuore, rifugio eterno, dalle dimensioni del Cielo.

Siate pronti, venite incontro alla Misericordia e alla Giustizia. Venite con piena fiducia. Portate con voi questo canto della vostra infanzia: «Sacro Cuore di Gesù, venga il Tuo regno, Sacro Cuore di Gesù, ho fiducia in Te».

Il Regno di Dio è per voi: figli di Dio. Comprendete e assumete ora il Pater Noster che ci lega intimamente.

Gesù Cristo.”


Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva della Divina Volontà dell’Onnipotente, Dio Unico.

Il Piano del Nuovo Ordine Mondiale per controllare i vostri soldi e il cibo.

 


PERSECUZIONI 

Mia amata figlia dì al mondo che sta per assistere adesso ad una serie di disastri ecologici. Essi avverranno nei luoghi più insoliti e inaspettati e saranno gravi per la loro intensità. Il comportamento peccaminoso dell‟uomo ha portato a questo. Pentitevi voi tutti e ricordatevi che queste catastrofi climatiche vi desteranno dal cieco torpore e dalla mancanza di fede. Esse sono in atto anche per diluire l‟impatto del diabolico gruppo delle alleanze globali e delle loro perfide stupide attività. Questi gruppi, sotto quello che Io definirò come un Nuovo Governo Mondiale in attesa, stanno progettando di balzare fuori ora sotto la guida dell‟Anti-Cristo. Questi stessi gruppi hanno portato al collasso del sistema bancario e adesso distruggeranno le valute di tutto il mondo. È così che loro vi possono controllare. 

Figlia Mia quando incominciai a condividere questa comunicazione alcuni mesi fa hai pensato che i messaggi sembravano bizzarri ma tu hai scritto ciò che Io ti ho detto. Lo scellerato piano malvagio di questi serpenti, seguaci di Satana, è stato tramato da tempo. Alcuni dei loro astuti schemi sono già stati rivelati tuttavia molte persone credono che il mondo stia semplicemente attraversando l‟ennesima crisi finanziaria. Svegliatevi voi tutti, ora. Guardatevi intorno e prendetene atto. Smettete di cercare di dire che il mondo è semplicemente alle prese con una depressione causata da un crollo dell‟economia. Poiché questo non è vero. Queste persone ora controlleranno ciascuno di voi attraverso una valuta globale e l‟indebitamento del vostro paese. Nessun paese sfuggirà alle loro grinfie. Per favore prestate attenzione alla Mia parola. Il vostro denaro sarà inutile. L‟accesso al cibo e alle altre necessità sarà possibile solo attraverso il Marchio, l‟identificazione di cui vi parlai. Vi prego vi supplico non accettate questo Marchio perché sarete persi per Me. Questo marchio vi ucciderà non solo fisicamente ma anche spiritualmente. Rimanete al di fuori di questa giurisdizione. Iniziate a pianificare le vostre pile di scorte alimentari, coperte, candele e acqua da ora se volete evitare di ricevere il Marchio. Il Marchio della Bestia. 

Egli l‟Anti-Cristo, che sarà a capo di questo Nuovo Governo Mondiale, crede di rubare le anime della razza umana. Ma non riuscirà. Così come molti cadranno sotto la sua influenza così pure i Miei discepoli rimarranno fermamente fedeli a Me il loro Divino Salvatore. 

Per tutti voi che verserete scherno su queste profezie ascoltate ora. Cadete sotto l‟influenza di questo potere globale e sarete persi. Avrete bisogno di una forte fede per sopravvivere. Le vostre richieste di preghiera troveranno risposta. Io vi proteggerò durante questo spaventoso e terrificante periodo sulla terra. Preparate ora incontri di gruppo in cui riuscirete a pregare in pace e in segretezza. Loro, il Nuovo Ordine Mondiale saranno anch‟essi in preghiera nelle proprie vili chiese. Queste chiese esistono ovunque sebbene siano state istituite in segreto. Essi tengono sacrifici e rendono omaggio al loro idolo Satana. Questi culti sono ormai dilaganti e tutti condividono un unico ridicolo obiettivo, il controllo del genere umano. Essi lo faranno tentando di controllare i vostri soldi, le forniture alimentari e di energia. Combatteteli nel miglior modo possibile attraverso la preghiera e la diffusione della conversione. Pregate anche per quelle persone illuse cui sono state fatte promesse di grandi ricchezze, tecnologia, lunga vita e miracoli. Quanto si sbagliano. Sono stati veramente ingannati. Quando scopriranno la verità saranno già precipitati nelle profondità dell‟Inferno e sarà troppo tardi. 

Pregate pregate tutti voi la Mia Divina Misericordia e il Santissimo Rosario tutti i giorni il più spesso che potete per attenuare l‟impatto di questo subdolo e demoniaco piano. Pregate anche per quelle anime che saranno perse negli imminenti disastri ecologici mondiali provocati dalla Mano di Dio, il Padre. Esse hanno bisogno delle vostre preghiere. Vi prego di prestare attenzione alle Mie supplichevoli richieste di preghiera perché esse saranno esaudite. 

Il tuo amato Salvatore Gesù Cristo 

17 Aprile 2011

venerdì 5 giugno 2026

SUPREMO APPELLO

 


... L'Amore è libero, l'Amore è puro, l'Amore non è legato né formalizzante. Nuotare nell'Amore con semplicità, come bambini. Le mie conversazioni sono coi semplici ed umili di cuore, ve l'ho già detto, ve lo ripeto sotto nuova forma. Si può dire una cosa sotto cento aspetti ed essere ugualmente semplici quando si parte dall'Amore, quando si parte da Me.


Egli ti ha chiamato affinché tu insegni al mondo come pregare.

 


Mentre pregavamo, la Madonna è apparsa con una rosa in mano e ha detto: 

«Figli miei, rimanete nella pace del Cielo. Ascoltate, mio Figlio non è soddisfatto di coloro che pregano Lui senza concentrarsi.

 Recitano le preghiere in fretta senza pensare a ciò che stanno dicendo.   

Egli vi ha chiamati affinché insegniate al mondo la piena conoscenza delle preghiere. 

Vi dico, miei amati figli, una decina del Rosario del Preziosissimo Sangue recitata bene, vale più di quindici decine recitate male. 

Figli miei, pregate e meditate sulla Passione di Mio Figlio. Consolatelo con umiltà.” 

 

(Breve silenzio). 

 

CONTINUATE A PREGARE CON MAGGIORE FORZA. 


Le chiesi:

 “Madre, che tutte le creature Lo adorino. Io lodo il Suo Santo Nome. 

Oggi è l’ultimo giorno della Novena di tre giorni. Cosa dobbiamo fare ora? Dobbiamo continuarla? Vogliamo fare la Volontà di Dio!” 

 

(Breve silenzio). Lei continuò dicendo:  

 

“Miei amati figli, fate un’altra Novena di tre giorni. 

Fatela con i canti di Consolazione e Adorazione. Pregate con tutto il cuore e mantenete il vostro impegno. 

Figli Miei, ogni volta che venite, esponete il Santissimo Sacramento e recitate la Coroncina del Preziosissimo Sangue.

 Subito dopo aver terminato questa Novena, vi permetterò di riposare. 

Allora avrete l’opportunità di revisionare tutti i Messaggi e di prepararli per l’invio in vista dell’approvazione.

 Io vi guiderò ulteriormente nel lavoro che resta da fare. 

Pregate con fervore affinché non provochiate Mio Figlio, che vi ama così tanto. Vi benedico.” 

Subito dopo scomparve e apparve una moltitudine di stelle. Poi, ripresi conoscenza. 

14 febbraio 1997

BARNABÉ NWOYE


Padre Pio di Pietrelcina, il primo Sacerdote stigmatizzato

 


L'avvocato Alberto Del Fante, bolognese, ex grado 33 della massoneria, scrisse questo libro dopo essersi convertito al confessionale di Padre Pio. 


CONVERSIONE DI UN AVVOCATO GENOVESE  

Un noto avvocato genovese, cugino di un dottore di Roma, aveva più volte, da quest'ultimo, sentito parlare di Padre Pio, ma non vi aveva dapprima fatto gran caso, ritenendo il cugino più che un fedele, un esaltato.  

Inoltre l'avvocato era uno dei capi della massoneria della Superba e quindi non aveva tanto in simpatie né i preti, né i frati.  

Un bel giorno, spinto dal desiderio di conoscere questo Frate miracoloso, partì da Genova per andare a S. Giovanni Rotondo.  

Presentatosi al convento, prima ancora che egli potesse aprire bocca, Padre Pio gli andò incontro e gli disse:  

- Come, lei qui fra noi? Ma lei è massone?  

- Sì, Padre, - rispose l'avvocato sorpreso.  

- E quale compito ha lei nella massoneria?  

- Combattere la Chiesa dal punto di vista politico.  

Padre Pio sorrise di pietà e di tenerezza, gli prese la mano e gli parlò dolcemente del figliuol prodigo, che ritorna alla casa paterna, gli disse della infinita misericordia del Signore, e del sommo bene che poteva ottenere accostandosi alla Chiesa, che apre il suo manto divino e tutti raccoglie quelli che a Lei tornano pentiti e buoni. Un'ora dopo l'avvocato genovese era ai piedi del Padre e gli chiese di essere confessato.  

Pieno di gioia e di ardore, il nuovo convertito avrebbe, come tutti i convertiti, voluto gridare al mondo, e la gioia provata, e la felicità ottenuta.  

Prima di partire chiese al Padre come doveva comportarsi, se doveva cioè buttar via pubblicamente le insegne della massoneria.  

- No, - gli rispose il Padre - resta per ora e aspetta.  

Quando sarà il momento opportuno, il Signore ti avvertirà.  

L'avvocato ritornò a Genova, felice del suo rinnovamento.  

Giunto, scrisse subito al cugino, dandogli la lieta notizia. Fra l'altro, gli disse:  

«Grazie, tu mi hai aperto una via che percorrerò. Non posso dirti nulla per iscritto, perché non potrei scrivere. Ti dico solo che ritorno con una profonda dolcezza nell'animo, desideroso di silenzio, perché nulla turbi lo spirito mio».  

Ma come avviene a tutti i convertiti, dopo una breve assenza, egli sentì il desiderio di ritornare a vedere il Padre.  

Questo desiderio è una forza che non possiamo domare. Padre, Padre, Padre, questo nome lo ripeteremo le mille volte in un giorno, fino a che si sente di non poter più stare lontano da lui, e si prende il primo treno e si parte per S. Giovanni Rotondo.  

Lo stesso avvenne all'avvocato genovese.  

Padre Pio, sul frontespizio di un Vangelo, gli scrisse: «Beati quelli che ascoltano la parola divina, gelosamente la custodiscono, fedelmente l'adempiono».  

Più felice ancora, l'avvocato ritornò nella sua città. La religione stava rimettendo le sue radici.  

Pochi giorni dopo si recò a Lourdes, con un pellegrinaggio diretto dall'arcivescovo di Milano, l'attuale Pontefice.  

Tornato a Genova, scrisse al cugino di Roma, in questi termini:  

«Sono tornato ieri sera da Lourdes, città di miracoli e di preghiere. Ho fatto un lungo viaggio nella semplicità francescana, in terza classe, cogli ammalati, infermiere, e «brancardier».  

Ricordavo che S. Francesco aveva tanta repugnanza pei lebbrosi, ma pur finì per servirli ed amarli. Io non potevo cedere certi ammalati; sono stato con loro lungamente a confortarti e servirli. Ho ricevuto la mia lezione. Ho visto, sentito, compreso quanto dolore è inciso nella carne.  

Ma ho visto il miracolo. Quanto conforto e quanta gioia intima fa sopportare tanto dolore».  

Al suo ritorno l'«Avanti!», l'organo del socialismo italiano, pubblicò un articolo con caratteri mastodontici: «Un massone a Lourdes», in cui l'avvocato venne attaccato acerbamente.  

Immaginate lo sdegno dei «fratelli»; inviti a giustificarsi, soddisfazioni morali, provvedimenti draconiani, da ogni parte gli piovvero dei rimproveri e gli si preannunciarono sanzioni.  

Egli invece non perdette mai la sua tranquillità.  

Appena venne a sapere che i suoi antichi fratelli tenevano una riunione segreta, egli si recò da loro.  

La mattina stessa, ricevette dal Padre, che da 4 mesi non gli scriveva, una lettera che concludeva con queste parole:  

«Non ti arrossire del Cristo e della sua dottrina: è tempo oramai di combattere a petto scoperto. Il Datore di ogni bene te ne dia la forza».  

Immaginiamoci l'ardore dal quale fu invaso l'avvocato, e curiosi e strani saranno stati i visi dei suoi ex compagni, quando essi in «Loggia» avranno udito parlare di Gesù, di Dio, e della religione di Cristo, collo stesso ardore di un predicatore quaresimale.  

Oggi, questa nobile figura, che non conosco, ma che amo come un fratello, poiché egli è figlio del nostro amato Padre, oggi è un fervente terziario francescano, un conferenziere elegantissimo ed uno scrittore di pura fede francescana.  

I suoi scritti, i suoi atti, tutte le sue azioni sono volte a quel Dio, che ama di amore infinito.  

Spero di poter incontrare presto quest'anima pura e pia e stringergli la mano, chiamandolo Maestro. Uso un termine massonico, ma qui invece con diverso significato, Lui mi è maestro in fatto di fede e di spiritualità. [Per la gloria di Dio, pubblico il suo nome. È il Comm. Festa, podestà di Arenzano, e cugino del Prof. Festa di Roma. (Certi nomi, se resi noti, fanno tanto bene].  

Quando io pure avrò levate definitivamente le scorte, poche è vero, che ancora mi restano, io purè entrerò nei terziari, e alloca potrò chiamare, nel nome del «più santo di tutti gli Italiani» come chiamò S. Francesco l'on. Mussolini, e nel nome del «Padre delle conversioni» come viene chiamato Padre Pio da tutti, chiamerò allora «Fratello» l'avvocato genovese.  

Prima di chiudere e di venire a parlare della mia conversione, dirò che al suo ritorno da S. Giovanni Rotondo, l'avvocato fu ricevuto dal Sommo Pontefice Benedetto XV.  

Al Vicario di Cristo, l'avvocato parlò del Padre.  

Sua Santità gli disse con immenso amore: «Padre Pio è veramente l'uomo di Dio. Prenda lei l'impegno di farlo conoscere, perché non è da tatti apprezzato come merita».  

Queste sono le parole di un Papa, che fu un ammiratore del Padre.  

Ma non fu il solo, poiché più di un cardinale e di un Vescovo, chiesero al Padre, quando si recarono a S. Giovanni Rotondo, di potergli servire la Messa.  

(1) - Elenco di alcune personalità, della nostra Santa Chiesa, che si recarono a visitare il Padre.  - Mons. Giuseppe Florezak uditore alla Santa Romana Rota.  - Conte E. DeRougè, cameriere segreto di S. Santità.  - Mons. Laurent, cameriere segreto di s. Santità Pio XI.  - S. Em. Mons. Angelo Poli, Vescovo di Allahabad,  - S. Em. Mons. Thomas Gregorio Camacho, Vescovo del Salto nell'Uruguay.  - S. Em. Mons. Antonio Valbonesi, canonico della Basilica Vaticana.  - Mons. Ferruccio Damiani, Vescovo generale della Diocesi del Salto nell'Uruguay.  - Mons. Antonio Williams, prelato domestico di s. Santità.  - Rev. Bac. Dott. Patrizio Cummis, già rettore del Collegio Benedettino internazionale.  - Mons. Nicola Santopaolo, Canonico della Basilica Liberiana.  - Rev. Sac. D. Giovanni Di Albera, Direttore del Collegio Salesiano di Sanctu Lussurgin in Sardegna.  - S. Em. Cardinale Augusto Syli.  - S. Em. Cardinale Giovanni Cagliero. S. Em. Cardinale Von Faulhater, Arcivescovo di Monaco.  - S. Em. Cardinale Carlo Perosi.  - S. E. Mons. Alberto Costa, Vescovo di Venosa, Melfi, Rapolla e Vescovo di Lecce.  - S. E. Mons. Giuseppe Antonio Lucchetti, Arcivescovo di Trebisonda ora a Rovereto.  - S. E. Mons. Anselmo Kenealy, Vescovo di Symla (Indie inglesi), e molti e molti altri. Fra questi uno si espresse così: Padre Pio è: Dignitus Dei est hic. 

*** 

Ho citato varie conversioni di uomini umili e modesti e di uomini di valore.  

Dio entra in tutti i cuori nello stesso modo, non ha preferenze per nessuno. È l'Unico che sia uguale con tutti coloro che non lo rifiutano.  

Narrerò la mia conversione. Premetto, che per la prima parte riporto quanto ho già pubblicato nel mio opuscolo: «Dal dubbio alla Fede», L'opuscolo come il presente volume sarà venduto per beneficenza.  

Ho fatto un libretto alla Banca Credito Romagnolo di Bologna, tutto ciò che incasserò, dedotte le pure spese, sarà dato in beneficenza.  

E incomincio subito, poiché mi accorgo che il tempo vola e che il mio dovere mi chiama.  

Dopo la conversione di un operaio, di un avvocato, di un contadino, dopo quella di un medico, ecco la conversione di un commerciante.


Il primo Natale

 


Maria 

Eravamo pronti e pieni di speranza. Il Salvatore del mondo doveva nascere, conosciuto solo a Giuseppe e me. Poi, è arrivata la sorprendente notizia circa il censimento di Cesare Augusto e la necessità di andare a Betlemme. Ci eravamo abituati alla modifica dei nostri progetti da parte della volontà di Dio. 

Ci siamo preparati e siamo partiti. Tutti gli abitanti del villaggio hanno compreso il nostro dilemma. Eravamo pellegrini, che andavano in una città straniera nel momento più inopportuno. Eppure, noi gioivamo come tanti altri avevano gioito perché il momento della nascita si avvicinava. 

Un viaggio di povera gente 

I miei seni erano pieni, pronti a nutrire il neonato. Abbiamo portato tutto quello di cui avrebbe avuto bisogno. Il nostro viaggio era il viaggio di gente povera, su un asino. Durante questi giorni, il nostro amore crebbe. Nelle mie molte esigenze, ho amato Giuseppe ancora di più. Niente era troppo per lui. Ho avuto bisogno di dire molto poco. Lui predisponeva tutto prima del tempo, sempre premuroso. 

Betlemme non era preparata da accoglierci. Non c’era posto in cui i viaggiatori potessero rimanere. Quindi, la nascita è avvenuta in una stalla, l’edificio più conosciuto in tutto il mondo. Ero stata identificata con i poveri e avevo preso il mio posto tra coloro che vengono respinti e sono stata messa da parte come di poca importanza. Là vorrei sempre stare, offrendo ai poveri il latte della mia consolazione. 

La nascita verginale 

I miei occhi hanno visto il volto umano di Dio. La nascita fu miracolosa, una nascita da una vergine senza i dolori e le sofferenze, la nascita come doveva essere “in principio”, il modo in cui Eva doveva partorire prima di trasgredire e perdere i suoi doni. Ho visto la vita come doveva essere, una donna che gioisce nel suo neonato senza subire le doglie del parto. I miei dolori sarebbero venuti sul Calvario, dove ho partorito tutti i miei altri figli. Per ora, quella scena sembrava così lontana. Quella sarebbe stata la fine. Questo fu l’inizio. 

Dio in mezzo a noi 

La nascita fu miracolosa, ma tutto il resto era del tutto normale, ma come poteva d’ora in poi qualsiasi cosa essere normale? Eppure, devo dirlo ancora una volta, tutto fu esattamente come sarebbe stato se il bambino non fosse stato Dio. Abbiamo dovuto provvedere per lui. Abbiamo dovuto proteggerlo. Abbiamo avuto tutti i doveri dei nuovi genitori. Eppure, era in mezzo a noi. Con lui in mezzo a noi, nulla poteva essere più semplicemente ordinario. 

Commento: La nascita è stata straordinaria, ma Dio non ha cambiato tutte le altre circostanze. 

29 marzo 2012 


NON GIUDICARE (Estasi)

 

I superiori devono correggere, ma non giudicare. Se noti una macchia sull'abito del tuo prossimo, non dire: «Come è sudicio». Bene, ai tuoi occhi l'abito è sudicio, ma forse agli occhi di Dio l'abito è puro, senza macchia.

Lasciate il giudizio a Dio. Voi dovete, al massimo, correggere, ma astenetevi dal giudicare. Se qualcuno viene da voi e giudica un altro, ascoltate, tentate di placare gli animi, date un po' a ciascuno ma non vi pronunciate. Andate a fondo della cosa con dolcezza. Esaminate per capire chi ha commesso l'errore, e se il nemico è colui che ha seminato.


Beata Mirjam di Gesù Crocifisso


SALVEZZA DELLE ANIME

 


Avvisa, ti dico: vai, non tacere, io ti amo e Maria, mia Madre. Ho dato occhi perché vedessero e orecchie perché ascoltassero, e cosa di meglio vi ho dato se non Maria, affinché vi trasmettesse il messaggio d’amore e misericordia? Ed è per questo che tornano a vedere il miracolo che lei ha compiuto come segno che le sue parole erano vere; per questo, chi vuole credere, creda, e chi non lo desidera, no, ma vi dico che la mia venuta è vicina e beati saranno coloro che hanno ascoltato la mia voce e l'hanno messa in pratica perché Io sono amore e misericordia, che nulla vi fermi perché le mie parole si adempiranno. Vi dico: tutto passerà ma le mie parole mai.

Vi chiedo di offrire questo digiuno per la salvezza delle anime poiché, come disse mia Madre, non c’è chi faccia penitenza né preghiera, per questo si perdono molte anime. Siate certi che se mi offrite tutti gli atti della vostra vita, uniti ai miei meriti, avrete grandi meriti. So che mi amate, ma non limitatevi a dirmelo a parole, poiché Io terrò conto delle vostre opere, non delle parole vuote che escono dalle vostre labbra.

Io sono amore e per amore sono venuto ad abitare tra gli uomini; trovo la mia gioia in coloro che, ascoltandomi, mi amano. Io conosco le mie pecore ed esse riconoscono la mia voce, perché le ho amate fin dall’eternità; chiedo loro solo amore, perché è l’unica cosa di cui vi chiederò conto. Vi chiedo totale dedizione e che questo amore che vi do si realizzi nell'osservanza dei miei comandamenti, ma, più di ogni altra cosa, il mio Cuore vi chiede: amatevi come Io vi amo, così desidero trovare nei vostri cuori solo amore, amando solo per Me.

Io vi benedico e Maria, mia Madre, unitevi a lei e vi chiedo preghiera, amore, carità perché così è il mio Cuore e il suo. Io vi amo e con questo amore desidero che vi amiate, ve lo ripeto: il mio Cuore vi dona solo amore.

23 dicembre 1983

Dettato dal Sacro Cuore.

PERSONAGGI DELLA PASSIONE - Pietro

 


PERSONAGGI  DELLA  PASSIONE


CAPITOLO I 

Pietro


 DISAGGREGAZIONE DI SÉ 


– L'uomo moderno non è più un'unità, ma un groviglio confuso di complessi e di nervi. Si sente così disgregato, così alienato da sé stesso che si vede meno come una personalità e più come un campo di battaglia, dove infuria una guerra civile tra mille e una lealtà antagoniste. Non c’è uno scopo unico, sotto ogni aspetto, nella sua vita. La sua anima può essere paragonata a una gabbia in cui numerose belve, ciascuna alla ricerca della propria preda, si accalcano l’una sull’altra. Può essere anche paragonata a una radio sintonizzata su diverse stazioni.

 Invece di sentirne alcune chiaramente, riceve solo un’intollerabile interferenza.

Se l'anima frustrata è colta, possiede una patina di frammenti sconnessi di informazione, privi della filosofia che li unisca. Per questo l'anima frustrata può dire a se stessa: «A volte mi sembra che in me ci siano due io: un'anima viva e un dottore in filosofia». Un uomo del genere proietta la propria confusione mentale nel mondo esterno e conclude che, poiché lui non conosce la verità, nessuno può conoscerla. 

Il suo stesso scetticismo (che egli rende universale in una filosofia di vita) lo respinge ogni volta, se non verso quelle forze che strisciano nelle caverne buie e umide del suo inconscio. Cambia la sua filosofia come si cambia d'abito. Il lunedì posa i binari del materialismo; il martedì legge un libro famoso, smonta i vecchi binari e ne posa di nuovi, quelli di un idealista; il mercoledì, la sua nuova strada è comunista; il giovedì vengono posati i nuovi binari del liberalismo; il venerdì ascolta una trasmissione e decide di viaggiare sui binari freudiani; il sabato beve a lungo per dimenticare il suo viaggio e, la domenica, rimane a rimuginare sulla follia della gente che va in chiesa. Ogni giorno ha un nuovo idolo, ogni settimana un nuovo capriccio. La sua autorità è l’opinione pubblica. Quando questa cambia, la sua anima frustrata cambia con essa. Non c’è un ideale fisso, una grande passione, ma solo una fredda indifferenza per il resto del mondo. Vivendo in un continuo stato di riferimento a se stesso, i “io” della sua conversazione si ripetono con crescente frequenza, poiché ritiene che tutti i suoi simili diventino sempre più noiosi per l’insistenza nel parlare di se stessi, invece che di lui. 

***

FULTON J. SHEEN 


3° "IO CONSOLERÒ IN TUTTE LE LORO AFFLIZIONI, IN TUTTE LE LORO PENE I DEVOTI DEL MIO CUORE".

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.


3° "IO CONSOLERÒ IN TUTTE LE LORO AFFLIZIONI, IN TUTTE LE LORO PENE I DEVOTI DEL MIO CUORE".

Alle nostre anime tristi, Gesù presenta il suo Cuore e offre la sua consolazione.

«Chiuderò la tua cicatrice e ti guarirò dalle tue ferite» (Ger. 30,17).

«Cambierò in gioia le loro pene, li consolerò e nei loro dolori li riempirò di allegrezza» (Ger. 31,13). «Come una madre accarezza il suo bimbo così anch'io ti consolerò» (Is. 66,13). Così Gesù ci manifesta il Cuore del Padre suo e Padre nostro, dal cui Spirito è stato consacrato e mandato a evangelizzare i poveri, a sanare i cuori infermi, annunziare ai prigionieri la liberazione, donare la vista ai ciechi, a tutti aprire tempi nuovi di redenzione e di vita (cfr. Lc. 4,18,19).

Gesù, dunque, manterrà la sua promessa, adattandosi alle singole anime. Con alcune anime più deboli, liberandole del tutto; con altre, aumentando la forza di resistenza; con altre, svelando loro i segreti tesori del suo amore... a tutte, SVELANDO IL SUO CUORE, cioè facendo vedere le spine, la croce, la piaga - segni di passione, di sofferenza e di sacrificio - in un cuore fiammeggiante, comunicherà il segreto che dà forza, pace e gioia anche nel dolore: l'Amore.

E questo in diverso grado, secondo i suoi disegni e la corrispondenza delle anime... Con alcune fino ad inebriarle d'amore in modo che non desiderino altro che di soffrire, d'essere ostie immolate con Lui in espiazione dei peccati del mondo.

«In ogni occasione ricorrete all'adorabile Cuore di Gesù, deponendovi le vostre amarezze e angustie. Fatene la vostra dimora e tutto sarà mitigato. Egli vi consolerà in ogni afflizione e sarà la forza della vostra debolezza. Là troverete un rimedio per i vostri mali, un rifugio in tutte le vostre necessità» (S. Margherita Maria)

 

SO CHE È MOLTO DIFFICILE VIVERE IN QUESTO MONDO IN CUI REGNA LA VIOLENZA!

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE: 4 giugno 2026)


Mie Amate, IO SONO il Vostro DIO d’Amore che vi ama. Vi ringrazio entrambe per aver recitato il rosario. Non perdete il coraggio, figli Miei: «Non disperate», non avete NULLA DA TEMERE, poiché siete sotto la Mia protezione.

Sto arrivando, Mie Amate.

So che è molto difficile vivere in questo mondo dove regnano la violenza, l’odio, l’indifferenza e la mancanza di carità… Consolatevi, Miei Amati: questo mondo scomparirà molto presto e sarà il nuovo mondo ad aprirsi presto a voi: là dove ci saranno solo Pace, Amore, gioia!

Amen, Amen, Amen,


Ricevete, figli miei, dal vostro DIO d’Amore e di Tenerezza: la mia Santissima benedizione insieme a quella della Beata VERGINE MARIA: la vostra mamma del CIELO: «La DIVINA IMMACOLATA CONCEZIONE» e di San GIUSEPPE, suo castissimo sposo:


NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO,

AMEN, AMEN, AMEN,


Andate in PACE, miei amati, andate in PACE: la PACE del vostro DIO D’AMORE che vi ama teneramente: la PACE di: «IO SONO», amen!


(Alla fine del messaggio ricevuto, abbiamo cantato:

Abbiamo recitato il Magnificat

Cuore Sacro di Gesù

Ave Maria


Il dramma della fine dei tempi

 


XI CONCLUSIONE

( Undicesimo articolo febbraio 1886 )


Siamo giunti alla fine del nostro studio.

Nell'esaminare i loro destini futuri, ci siamo basati unicamente sulle profezie che formano una parte integrante della Scrittura divinamente ispirata.

La sostanza del nostro lavoro è stata tratta, dunque, dalle stesse fonti di cui si nutre la fede cattolica; e non pensiamo che ciò che abbiamo portato avanti riguardo all'Anticristo, all'apparizione di Enoch ed Elia, alla conversione degli ebrei, ai segni precursori del giudizio, possa essere negato senza imprudenza.

Dove possiamo aver sbagliato è nei commenti che abbiamo fatto su vari passaggi dell'Apocalisse, così come nel collegamento che abbiamo cercato di stabilire tra gli eventi citati sopra. Ma se abbiamo sbagliato, è stato nel seguire interpreti autorevoli, e più spesso i Padri della Chiesa.

Sbagliamo forse a vedere nello stato attuale del mondo i preludi della crisi finale descritta nei Libri Sacri? A noi non sembra così. L'apostasia iniziata nelle nazioni cristiane, la scomparsa della fede in tante anime battezzate, il piano satanico della guerra condotta contro la Chiesa, l'arrivo al potere delle sette massoniche, sono fenomeni di tale portata che non potremmo immaginarne altri più terribili.

Tuttavia, non vogliamo che il nostro pensiero sia distorto. L'epoca in cui viviamo è indecisa e tormentata. L'umanità è inquieta e vacillante. Accanto al male c'è il bene; accanto alla propaganda rivoluzionaria e satanica c'è un movimento di rinascita cattolica, manifestato da tante opere generose e sante imprese. Le due correnti diventano ogni giorno più chiare: quale delle due travolgerà l'umanità? Solo Dio lo sa, Lui che separa la luce e le tenebre, e segna i loro rispettivi posti 61.

D'altra parte, è certo che la carriera terrena della Chiesa è lungi dall'essere chiusa: anzi, forse non è mai stata così aperta. Nostro Signore ci ha fatto sapere che l'Ora, si può dire che il Vangelo è già stato predicato nel cuore dell'Africa, in Cina, in Tibet? Qualche rara luce non costituisce il giorno intero; qualche faro illuminato lungo le coste non scaccia la notte dalle terre profonde che si estendono dietro di loro.

Come condurrà la Chiesa questa gara, sotto quali auspici porterà alle nazioni che la ignorano, o che l'hanno ricevuta in modo insufficiente, la testimonianza promessa da Nostro Signore? Sarà in un periodo di relativa pace? Sarà nel pieno di una persecuzione religiosa? È possibile formulare ipotesi in entrambe le direzioni. La Chiesa si sta sviluppando in un modo che sconcerta tutte le previsioni umane; basta ricordare le meravigliose conquiste fatte contro l'infedeltà al culmine della crisi del protestantesimo.

Infatti, la più assoluta fiducia nelle magnifiche prospettive future della Chiesa non è affatto incompatibile con le nostre riflessioni e congetture sulla gravità della situazione attuale.

D'altra parte, nello stimare che stiamo assistendo ai preludi della crisi che porterà con sé la comparsa dell'Anticristo sulla scena mondiale, ci guardiamo bene dal voler precisare i tempi e i momenti, cosa che considereremmo una temerarietà ridicola. Permetteteci un confronto che spiegherà tutto il nostro pensiero.

Succede che un viaggiatore scopra, ad un certo punto del suo cammino, tutta una vasta distesa di un paese, delimitata all'orizzonte da montagne. Vede chiaramente le linee delle montagne lontane; ma non può valutare la distanza che le separa l'una dall'altra. Quando comincia ad attraversare questa distanza intermedia, trova burroni, colline, fiumi; e la meta sembra allontanarsi man mano che ci si avvicina.

Così è per noi, nella nostra umile comprensione, nei tempi attuali. Possiamo prevedere la crisi finale, osservando il piano satanico che sarà l'incoronazione suprema che si cova e si dispiega davanti ai nostri occhi. Ma, dal punto in cui siamo al momento attuale di questa crisi, quali sorprese ci aspettano!

Quanti restauri del bene sono sempre possibili! Quanti avanzamenti del male sono purtroppo anche possibili! Quante alternative nella lotta! Quante compensazioni per le perdite! Qui dobbiamo riconoscere, con Nostro Signore, che appartiene solo al Padre di organizzare i tempi e i momenti. "Non est vestrum nosse tempora vel momenta, quæ Pater posuit in sua potestate" 63. In questa incertezza, dominata dal pensiero della Provvidenza, cosa possiamo fare? Guarda e prega.

Vegliate e pregate, perché i tempi sono innegabilmente pericolosi, "instabunt tempora periculosa" 64; perché c'è un grande pericolo, in questo tempo di scandalo, di perdere la fede.

Vegliate e pregate, affinché la Chiesa possa svolgere la sua opera di luce, nonostante gli uomini delle tenebre.

Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione.

Vegliate e pregate in ogni momento, affinché possiamo essere trovati degni di fuggire da queste cose che avverranno in futuro, e di stare alla presenza del Figlio dell'uomo: "Vegliate, omni tempore orantes, ut digni habeamini fugere ista omnia quæ futura sunt, et stare ante Filium hominis" 65.


giovedì 4 giugno 2026

«Sì, perché è mia gioia stare con i figli degli uomini e mio desiderio dimorare in loro.»

 


Secondo giovedì di ottobre 1895

«Sì, perché è mia gioia stare con i figli degli uomini e mio desiderio dimorare in loro.»


Barbara:

«O amantissimo Gesù, ti ricordo quella triste ora sul Monte degli Ulivi, quando versasti sudore di sangue per l’angoscia. Concedi anche a me la grazia di sopportare con pazienza ogni paura, per amore verso di Te. Il Tuo esempio mi insegni a dire con Te in rassegnazione: “Padre, non come voglio io...”. Con Te voglio soffrire, affinché un giorno anch’io sia glorificata.”

Vedo il mio Gesù, tutto bagnato di sangue, il Suo santissimo volto è completamente sfigurato, i Suoi capelli sono arruffati, e in preda al terrore e all’angoscia la Sua alta statura è piegata.

O mio Gesù, mi unisco a Te. Accogli le mie lacrime, anche se non sono sanguinose, per i miei peccati e per i peccati del mondo intero. Oh, se solo gli uomini prendessero a cuore la Tua amara sofferenza. O è per questo che tanti vanno in rovina, perché l'umanità non lo riconosce più e perché coloro che ci credono lo ignorano così facilmente, come se fosse stato solo uno spettacolo e non una realtà sanguinosa, eppure Tu sei il Figlio unigenito del Padre Eterno, Dio da Dio, Luce dalla Luce, e hai sofferto tutto questo per noi per infinito amore. O mio Gesù, mi unisco a Te.

Ti offro tutte le mie sofferenze, in unione con le mie due confratelle, per il Tuo maggiore onore e glorificazione, per l’onore della Tua santa Chiesa, affinché il Tuo Regno si estenda su tutto il mondo, affinché anche coloro che Ti disprezzano tornino in sé. Ti offro tutti i cuori che sono separati da Te, tutti quelli tiepidi e indifferenti.

Oh, se potessi dividere il mio cuore in tanti pezzi quanti sono tali anime e offrirlo a Te per coloro che non Ti amano.

Mi unisco a Te anche per tutti quei milioni di persone che il Santo Padre raccomanda in modo particolare ai bambini, affinché pregano per loro. È forse possibile che ora ci stiamo avvicinando alla fine?”

Gesù:

«Ecco, voglio operare in te, figlia mia! Voglio che il Mio Regno si espanda sempre più in tutto il mondo, ma soprattutto in coloro che si sacrificano al Mio amore. Essi dovranno gusteranno il Mio Regno in tutta la sua ampiezza, in tutta la sua profondità, in tutta la sua altezza, in tutta la sua lunghezza. Essi regneranno nel Mio Regno come un re sul suo trono, trionferanno su tutti i loro nemici, abbracceranno con amore il Mio Amore e godranno di Me in tutta la Mia dolcezza e in tutta la Mia delizia. Ti prometto, figlia Mia, che tante anime giungeranno alla conversione quante tu e le tue due consorelle reciterete di rosari.

Ti prometto, figlia Mia, che tante anime dalle pene del Purgatorio saranno introdotte nelle gioie del Cielo quante Ave Maria reciterete in questo mese. Siate quindi zelanti, non temete i pettegolezzi degli uomini e non lasciatevi scoraggiare se altri vi rimproverano. Vi prometto che non ne deriverà alcun danno alla vostra salute e alla vostra vita, e aumenterete il vostro grado di beatitudine tanto quanto reciterete devotamente il rosario.”

Barbara:

«O mio Gesù, Tu sei infinitamente buono. O povera peccatrice che sono, o puoi forse dimenticare come Ti ho offeso?

L’hai forse dimenticato? È possibile che Tu sia così infinitamente clemente per quel poco che ho fatto? Oh, se solo tutti gli uomini Ti riconoscessero e Ti amassero con tutto il cuore, se solo volessero lodarTi e onorarTi con tutte le loro forze e sopra ogni cosa! Oh, io Ti prego anche per amore della Tua agonia per i sacerdoti. Io non posso fare altro che soffrire quando Tu vieni, amarti, tanto quanto Tu mi dai grazia, e il resto devo lasciarlo solo a Te.»

Gesù:

«N. non se ne andrà, resterà; digli solo che si accontenti della vita attiva finché Io stesso non gli conferirò la vita contemplativa; verrà il tempo in cui Io provvederò a ciò. Non deve appesantire la sua croce, inserendovi egli stesso la trave trasversale. È mia volontà che egli rimanga qui, e quanto più profondamente si umilia e scende nell’abisso dell’umiliazione, sottomettendosi a tutto e lasciandosi opprimere e umiliare da chiunque, tanto più in alto sale nel mio amore. Digli che per trentatré anni sono sceso, giorno dopo giorno più in profondità, fino a quell’abisso dove ho esalato l'ultimo respiro sulla croce, che ha ancora molti gradini da percorrere, prima di scendere a quell'ultimo gradino su cui Mi sono trovato, e quando sarà giunto il tempo in cui dovrà essere innalzato sulla croce, avrà ancora tempo a sufficienza per godere e contemplare le cose divine».

Barbara:

«Oh, quanto sei infinitamente buono! Noi uomini siamo fatti così, oh, abbi pietà della nostra debolezza. Guarda, Signore, un povero vermicello Tu lo sollevi dalla polvere e lo elevi alla presenza della Tua divinità.»

Gesù:

«Sì, perché è mia gioia stare con i figli degli uomini ed è mio desiderio dimorare in loro.»

Barbara:

«O mio Gesù, Ti ringrazio per tutta la bontà che hai già dimostrato a me, povera peccatrice, e che ancora mi dimostrerai. Apprezzo il fatto che Tu mi abbia condotta a M., ma non nel modo in cui avrei voluto. O abbi indulgenza e pazienza con me. Tu mi hai condotta a M. per arricchirmi di Te stesso nella Santa Comunione. O come posso ringraziarti per questo!

O cielo e terra, o rendete grazie al mio Dio, che ha fatto cose così grandi per me e viene da me ogni giorno nella Santa Comunione.

O miei santi patroni: Santa Barbara, Santa Elisabetta, San Giuseppe, Sant’Antonio, Santa Caterina e Sant’Agnese, o voi tutti santi, voi cari e santi patroni, o rendete grazie con me per la grande grazia che Dio, che voi contemplate, si umilia, venendo ogni giorno da me per unirsi a me, e che mi ha condotto a M. per raggiungere questo obiettivo.

Ti prego anche per le ragazze del mio villaggio, e poiché Tu vuoi che la Santa Comunione quotidiana sia introdotta ovunque, fa’ pure in modo che sia resa più facile anche per loro. Ti ringrazio per avermi guidato tra persone così buone, o benedici loro e le loro famiglie. Ti ringrazio per averlo tenuto nascosto fino ad ora. Oh, non riesco a crederci, oh mio Gesù, quanto sei infinitamente buono. Il mio cuore è troppo piccolo. Sì, è creato per Te, e non riposa finché non riposa in Te.

Come puoi essere così infinitamente buono verso le Tue creature, che Ti offendono ancora. Quanto dovrai essere buono quando potranno possederti e godere di Te in quel luogo dove non potranno più offenderti. O ascoltate, figli della terra, quanto è infinitamente buono il nostro Dio. O mio Gesù, guarda, te l’ho chiesto già tante volte, mostrami, se è tua volontà, il fratello di N.”

«Cara Madre, mi rivolgo a Te, Ti offro l’Ave Maria recitata in questo mese. Ti offro tutte le sofferenze che i Tuoi figli devono sopportare nelle loro famiglie, perché recitano il Santo Rosario, ogni passo e ogni mossa; ti offro tutto ciò che ho già sofferto e che ancora dovrò soffrire, ti offro tutto! Ti dono tutto con un atto eroico d’amore».

Come il mio Gesù sulla croce ha pregato per i suoi nemici, così io prego per coloro che mi hanno offeso e che ancora mi offenderanno, e se a volte mi viene un po’ di risentimento, oh, perdonami. Ti offro tutte le contraddizioni che dovrò ancora sopportare. Dammi quest’anima, o Signore, Tu sai perché, lo so anch’io, ma proprio perché vedi che io amo disinteressatamente, proprio per questo devi darmela.

Ecco, disinteressato come il Tuo amore sulla croce, è anche il mio amore. Mi hai promesso delle anime. Mi getto verso di Te, devi consegnarmele, voglio solo chiedere anime che Ti glorifichino. Dammelo. Ave Maria.”

Fratello redento:

“Ma di’ a mia sorella che smetta di essere testarda.”

Barbara:

«Oh, se solo potessi arrivare là dove non sarei più separata da Te! Oh, ho tanta paura di perderti di nuovo. Oh, rafforza la mia fede, la mia speranza e il mio amore. Oh, fa’ che io superi ogni cosa.»

Gesù:

«Lascia che gli uomini ti considerino come vogliono, perdona tutti.»

Barbara:

«Oh, non valgo altro che essere giudicata male da loro.»

Gesù:

«Non devi stancarti nella sofferenza, come anche la Mia Madre non si è stancata di camminare al Mio fianco nella Mia amara sofferenza. Segui le Sue orme.»

Barbara:

«Oh, povera peccatrice che sono.»

Gesù:

«E quando arriveranno le sofferenze interiori, non devi confonderti, non darci peso. Guarda come Mia Madre ha vissuto tutta la Sua vita accanto al Figlio. Così anche tu devi camminare accanto a Me, guardando costantemente alla Madre di Dio.

Per questo ti ho scelta. Devi tenere il Mio esempio davanti agli occhi. Guarda, non faccio caso a tutti i tuoi errori, torno sempre da te. Così anche tu devi fare con i tuoi simili, vedrai a quale grado di beatitudine ti condurrò, se persevererai.»

Barbara:

«O mio Gesù, mi sento così intrappolata nella mia famiglia.

Non ho nessuno che mi capisca, oh, se solo non mi avessi portato via la mia Maria; quel cuore buono, ora sono così completamente sola. Oh, dimmi, perché l’hai fatto? Avremmo servito Te insieme con tanta dedizione.»

Gesù:

«Guarda, ti ho dato altre sorelle, non ti lasceranno più, affinché la Mia gloria sia maggiormente promossa. La tua Maria è la Mia sposa e tutte coloro che Mi servono sono le Mie spose.»

Barbara:

«Ora sono consolata e mi arrendo, come Tu vuoi.»

(La sorella Maria è una monaca a K.)

Gesù:

«Io non sono un Dio che vuole sempre adirarsi e punire, Io sono un Dio d’amore e di misericordia.»

Barbara:

«O Signore, ti chiedo: cosa regalerai a N. per i suoi venticinque anni di professione?»

Gesù:

«Come dono di giubileo voglio darle un grande aumento di amore e una pazienza insuperabile in tutte le sofferenze che ancora le verranno. Verrà un tempo in cui tutto ciò che ha fatto a Me e alle sue sorelle sarà rivelato. Voglio che questa famiglia sia mostrata agli altri.»

Gesù voleva andarsene. Luisa, però, continuava a presentargli nuove richieste. Egli si voltò con grande gentilezza e disse con cortesia:

Gesù:

«Non mi stanco mai di accogliere le tue richieste».

Quando Barbara, a causa delle parole di altri, si sentì molto spaventata e si chiese se fosse davvero il buon Dio a parlarle, Lo supplicò in lacrime di non lasciarla andare perduta, poiché lei non cercava altro che compiacerLo. Quando finì la Via Crucis con tali suppliche, sentì la Sua presenza così evidente che non riuscì più ad andare avanti. Egli iniziò ad istruirla amorevolmente sui suoi dubbi e sulla sua paura e a rassicurarla in un modo impossibile da descrivere a parole.

Gesù:

«Voglio mostrarti perché sono così generoso e ti faccio promesse così grandi, non certo per te, ma affinché si riconosca quanto sono buono e che non mi faccio superare in magnanimità. La mia Sposa, la Chiesa, mi ha rivestito di una nuova luce e mi ha trasportato in un nuovo cielo in questo mese, perché i miei figli si radunano così numerosi intorno a me per lodare la mia Santa Madre.

Poiché, ecco, onorando mia Madre, glorificano me, il loro Dio».

La sera: il Santissimo Sacramento era esposto e si era dato inizio al Rosario. Finora Egli non si era mostrato a lei, sebbene lei sapesse per certo che Egli era vicino a lei, con lei. Ma ora Egli le apparve sull’altare in una tale bellezza che non può essere né immaginata né descritta. Era avvolto in uno splendore come lei non aveva mai visto prima. In quella luce vide un alone, o meglio ancora, un arcobaleno, ma senza colori, che circondava completamente Gesù, e in quell’arco ovale stava estremamente amabile il caro Salvatore, con il volto rivolto verso la gente. Intorno al misterioso arco c’erano in campi delimitati i dodici articoli del Credo apostolico. Dietro di Lui stava Sua Madre, e lo splendore che circondava il caro Salvatore ricadeva su Sua Madre, e Lei lo distribuiva con entrambe le mani ai presenti, così che tutti – sebbene in modo molto diverso – fossero circondati dalla stessa luce. Allora il Signore le spiegò cosa ciò significasse, poiché lei non lo aveva compreso. Lo splendore che ella vedeva, infatti, non proveniva – come sempre – da Lui stesso, ma era diffuso dall’arcobaleno che Lo circondava con i dodici articoli del Credo Apostolico. Con ciò Egli voleva mostrarci quale grande gioia la Sua Gli procura il fatto che in questo mese abbia radunato attorno a Lui così numerosi i Suoi figli, e che anche loro sappiano che non chiedono invano e che Egli non si lascia superare.

Per questo motivo, giovedì mi ha fatto quelle promesse quasi incredibili di donarci, per ogni rosario, un povero peccatore e, per ogni Ave Maria, un'anima in pena.

Con questo, il caro Salvatore vuole mostrarci quanta gioia provi per la preghiera della Sua Chiesa e quante grazie ne derivino per noi, per la Chiesa, e che noi stessi possiamo accrescere la Sua gioia e la Sua gloria. Se ci uniamo veramente a Lui e seguiamo la chiamata della Chiesa, otterremo tutto ciò che Egli ha promesso, non grazie ai nostri sforzi, ma grazie alle Sue suppliche e a quelle della Sua Chiesa, alle quali ci uniamo.

Barbara Weigand