giovedì 2 aprile 2026

Rivolgersi a Dio nella libera volontà – Il legame d’Amore

 


La rinascita spirituale


Un legame viene annodato, che Mi collega in eterno con le Mie creature, quando si rivolge di nuovo a Me nella libera volontà, cioè accoglie il Raggio d’Amore che ora attira la creatura a Me e non lo lascia mai più cadere. Questo legame non si strappa, e quando ha una volta afferrato l’uomo, lo tiene anche stretto, e non potrà mai più staccarsene. Ma ora parlo solo di coloro che rivolgono seriamente il loro sguardo a Me, non di coloro, che si confessano per Me solo formalmente, che non hanno fatto di Me il contenuto del loro desiderio, del loro pensare e tendere. Perché parlo di più dei sentimenti più intimi dell’uomo, dei suoi pensieri segreti, di ciò che riempie la sua anima. Parlo della volontà dell’uomo, che Mi ha cercato e trovato dalla propria spinta. Parlo della libera volontà, che nessuno può costringere, che non è stata influenzata dall’esterno, ma che sale su dall’anima, e che può rivolgersi dove vuole. E questo momento è l’attimo della nuova rinascita, della rinascita, quando l’uomo trova Me ed ora afferra il Mio Raggio d’Amore, con il quale vorrei incatenarlo a Me in eterno. E comunque sia ora anche l’ulteriore via dell’uomo, conduce comunque con sicurezza a Me, anche se l’uomo passa ancora attraverso errori e confusioni e sovente sembri, come se si fosse di nuovo allontanato da Me. Non lascio in eterno mai più colui che è venuto volontariamente da ME, benché nella sua debolezza come conseguenza della sua imperfezione è sovente in pericolo di lasciare la giusta via. Io vado accanto a lui anche su vie sbagliate e lo spingo sempre di nuovo indietro sulla retta via, perché per questo ho il Diritto, perché si è rivolto a Me liberamente, e questo rivolgersi gli assicura già il Mio costante Aiuto. Perché sò che proprio tali uomini che tendono verso Me, vengono oltremodo oppressi dal Mio avversario; ma saprò impedire che questo conquisti costante potere su di lui. Io Solo so anche la volontà di chi si è rivolto a Me liberamente, per propria spinta, e perciò voi uomini non potete giudicare, chi Mi appartiene già volontariamente e chi Mi sta ancora lontano, perché l’apparenza inganna. Ma potete accettare con certezza che aiuto ognuno che tende seriamente in Alto verso Me. Perché non Mi lascio ingannare; conosco lo stato dell’anima di ogni singolo, conosco tutti i motivi del suo pensare ed agire, e prendo veramente un giusto giudizio; guido all’uomo ogni aiuto immaginabile, quando riconosco la serietà del suo sforzo. Ma voi uomini vi lasciate sovente abbagliare da belle parole, valutate i vostri prossimi secondo le esteriorità, siete sovente pronti per un giudizio affrettato, vi bastano già delle assicurazioni o gesti pii per credere, che tali prossimi siano sulla retta via verso Me. E malgrado ciò possono starMi ancora molto lontano ed avanzare appena d’un passo, finché entrano una volta in sé e poi afferrano anche il Mio Raggio d’Amore, con il quale ora possono unirsi con Me in eterno. Ed aspetto sempre soltanto questo momento del cosciente desiderio di Me, che però non lascio mai passare oltre, perché solo ora siete sfuggiti al pericolo di andare perduti di nuovo per tempi eterni. Ciononostante la lotta sarà ancora difficile, ma raggiungete certamente la meta, perché vi potete ora tenere sempre al Mio Nastro d’Amore, che vi attira sempre di più in Alto e che voi non lasciate mai più perché siete felici di aver trovato un sostegno nella vostra vita terrena. Ma a questa decisione deve arrivare ogni uomo da sé stesso, nessuno può esserne costretto o convinto, perché valuto solamente ciò che viene dall’interno del cuore. Ma ad ogni uomo posso essere indicato mentre vengo presentato come amorevole Padre, Che desidera i Suoi figli. Allora ogni figlio può stabilire il giusto rapporto con Me, il Padre, e poi sentirà anche l’Amore del Padre e si darà volontariamente a Me. Ed aspetto quel momento che Mi riporta i Miei figli, e da quell’ora veglio su loro. E comunque sarà l’ulteriore via di vita, essa condurrà alla meta, perché il Mio Amore non lascia più cadere niente indietro ciò che una volta ha trovato ME nella libera volontà.

 Amen

20. ottobre 1955

Uniti nell'amore infinito, preghiamo con il cuore

 


Madre coraggiosa,  

umile come un fiore di campo,  

nascondi dentro di Te, 

Rosa preferita del Padre, 

alla quale Egli ha guardato 

per compiere per amore la Sua Volontà. 


Oggi ti accompagno in ogni momento, 

Tu sembri lontana da tuo Figlio, 

ma sei più vicino  

di quanto si possa immaginare,  

poiché vivi unita a Lui, in un solo cuore.  

Corredentrice, Madre Dolorosa,  

la tua sofferenza mi fa venire meno.  

Mi hai guardato e hai sacrificato Colui che hai dato alla luce.  

Come non amarti! 

Non posso che ringraziarti!  

Come non lodarti se hai offerto il Tuo santissimo Figlio 

perché io fossi libero! 

 

So bene che non c'è figlio senza madre, 

Cuore benedetto, Vergine purissima, eletta dal Padre,  

voglio essere al tuo fianco,  

non perché Tu mi stringa il tuo petto,  

ma perché io ti stringa al mio,  

anche se sono indegno di Te,  

ti riconosco come Regina.  

Oggi desidero essere colui che tu aspetti  

perché ti tenga compagnia,  

colui che pentito si avvicina a Tuo Figlio  

e lo riconosce come Padrone e Signore della sua vita.  

Aiutami ad amarlo Come Tu lo ami, 

Che io non sia il torturatore  

che flagella il Tuo amato Figlio. 

 

Donami il tuo amore per amarlo, 

dammi le Tue mani per ripulire il Suo Divino Volto,  

dammi, Madre, i Tuoi occhi per guardare come Lui guarda, 

Dammi la Tua fede per non negarlo più. 

Rosa Mistica, Ausiliatrice dei cristiani, 

Tu sei l'essenza dell'amore,  

che oggi davanti a me dice:  

"Guarda, questo è Mio Figlio, lo sacrifico per te,  

è così che ti amo, è così che ti amo,  

con lo stesso amore di Mio Figlio, è così che ti amiamo".


Le conseguenze potrebbero diventare catastrofiche se i leader delle grandi nazioni andranno avanti senza fermarsi.

 


MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
A LUZ DE MARIA

30 MARZO 2026


Figli del Mio Sacro Cuore:


STATE COMMEMORANDO LA MIA SACRA PASSIONE.


Coloro che sono consapevoli della situazione mondiale, non si interessano di quello che sta succedendo ai loro fratelli, che sono in grave pericolo in questo momento, non se ne preoccupano, nonostante quella stessa situazione sia di carattere globale e interesserà tutta l'umanità.


SONO POCHI I MIEI FIGLI CHE SI IMPEGNANO A VIVERE NELLA MIA VOLONTÀ, NELL'AMBITO DELLA MIA VOLONTÀ, OPERANDO E AGENDO IN BASE ALLA MIA VOLONTÀ...


L'umanità è in pericolo, in grave pericolo; sarà privata di quello di cui ha bisogno per vivere, le conseguenze potrebbero diventare catastrofiche se i leader delle grandi nazioni andranno avanti senza fermarsi. 
Questa temibile situazione crescerà fino a diventare ingestibile; la morte è in agguato.
 
Sia da una parte che dall'altra, aumenteranno i falsi accordi di pace che si auto annulleranno e la situazione diventerà incontrollabile; il sangue scorrerà ovunque.


IN QUESTI SANTI GIORNI, ESORTO IL MIO POPOLO A CONTINUARE A PREGARE CON IL CUORE.
QUANDO LA PREGHIERA VIENE FATTA CON COSAPEVOLEZZA, SI ESPANDE PER TUTTA LA CREAZIONE E RAGGIUNGE I MIEI FIGLI CHE NON MI CONOSCONO O CHE SI SONO ALLONTANATI DA ME E CHE DISPREZZANO MIA MADRE E LA RIFIUTANO.


Ognuno ha la personale responsabilità di espandere il Mio Regno; questo è un momento cruciale; tenete presente che la preghiera è miracolosa, più di quanto crediate.


QUANDO L'UOMO NON ESAUDISCE LE MIE RICHIESTE, IO AGISCO E LA MIA MANO SI ABBATTE.


Dovete comprendere che se l'uomo sconfinerà nell'empietà, la sofferenza della Mia Passione potrebbe arrivare sulla terra.

È responsabilità di ciascuno dei Miei figli compiere ciò che Io chiedo loro, come segue:

Vi chiedo di pregare per tutta l'umanità.
Vi chiedo di essere persone sensibili.
Vi chiedo di rimanere attivi nella preghiera.
A coloro ai quali la salute lo permette, chiedo di meditare e di digiunare.


È IL MOMENTO PER IL MIO POPOLO DI PREGARE E DI RIPARARE PER COLORO CHE NON MI AMANO, CHE NON MI RISPETTANO E CHE NON CREDONO (1).


State per addentrarvi nel pericolo, nonostante verranno firmati trattati di pace, questi non dureranno.
Questa situazione inizierà a causa dell'oro nero e continuerà a causa dell'acqua.

SIATE CONSAPEVOLI CHE QUELLO CHE STA ACCADENDO NON È LA MIA VOLONTÀ, MA SI TRATTA DI INTERESSI PILOTATI DA CHI STA TRAMANDO IL CAOS PER PRESENTARSI ALL'UMANITÀ COME UN SALVATORE (2).


Siate costanti in questo momento, convertitevi, trasformatevi, armatevi spiritualmente (3).

La Mia Casa continua a rimanere aperta per accogliere i Miei figli, coloro che sono contriti e che desiderano tornare.
Madri pregate per i vostri figli, per quelli che non Mi accettano, Io vi ascolterò.
I Miei Angeli verranno in vostro aiuto sulla terra, per proteggervi.


NON DESIDERO CHE L'ANGOSCIA VI PORTI ALLA DISPERAZIONE,
VOI SAPETE CHE IL MIO AMORE PER CIASCUNO DEI MIEI FIGLI È INFINITO E IO VI PROTEGGERÒ, INSIEME A MIA MADRE.


Senza timore, ma con fiducia, pregate, offrite e confidate nella Mia Volontà.

Vi amo figli, vi amo.

 

Il vostro Gesù


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Libro Preghiamo in un solo cuore, scaricare…
(2) Libro sull’Anticristo, scaricare…
(3) Sulla Conversione, leggere...

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli in Cristo:
 
Nella commemorazione della Settimana Santa, manteniamo l'unità e come ci dice il nostro Re e Signore Gesù Cristo, preghiamo per la medesima causa: la pace nel mondo.
 
Se ciò che accade dipende dalla preghiera, preghiamo...
Se ciò che è stato annunciato è per Decreto Divino, preghiamo che la Misericordia Divina sia Infinita e non si esaurisca.
 
Di fronte agli eventi che accadranno, anche quelli causati dalla natura, dobbiamo mantenere la fiducia nella protezione del Cielo e invochiamo: "Abbà Padre" e invochiamo la Nostra Madre Santissima: "Ave Maria Purissima".
 
Preghiamo i Santi Arcangeli e i nostri Angeli Custodi.
Preghiamo, fratelli, preghiamo.
 
Ricordiamoci che il Signore ci ha avvertito in anticipo su tutto quello che accadrà:

 

NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
20 AGOSTO 2010

La Mia Creazione è stata mutilata dall'umanità. Nella sua agonia, sta lottando per sussistere.  
I Miei combatteranno ferocemente: prima per l'oro nero, poi per le sorgenti
d'acqua. 


NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
26 MAGGIO 2018


Pregate figli, gli Stati Uniti rimarranno soli, i loro alleati li abbandoneranno.


Amen.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Un documento inviato al vescovo mons. A.  Bernareggi 

Don Cesare Vitali, il 20 giugno 1945, ha mandato al vescovo un documento nel quale scrive: 
"Eccellenza Ill.ma e Rev.ma, dopo avere comunicato a  Vostra Eccellenza i manoscritti del canonico mons. Masoni, da lui a me inviati, penso che sia buona cosa che io pure personalmente Le manifesti i miei sentimenti ed i miei voti in merito al  processo che si sta costituendo sugli avvenimenti verificatesi in  questa mia parrocchia nel mese di maggio dell'anno scorso.  Anche per la storia sta bene ed è giusto che nell'archivio della  Curia ed in quello di questa parrocchia, resti memoria che il  parroco del tempo non rimase indifferente ed inerte in cosa di  tanta importanza religiosa e morale di essa. Ciò che io desidero è  che si faccia piena luce in merito a tutto quello che allora  avvenne, prima che l'autorità competente abbia a dare la sua  decisione e pronunciare il suo giudizio. 
Per prima cosa però mi dispiace di dovermi dolere che si  vada dicendo che nel verbale fatto dal delegato della Autorità  Diocesana circa le deposizioni dell'Adelaide e di altre persone, si  sono riscontrate molte contraddizioni, forse più di una trentina. È  ciò vero? E se è vero, riguardano esse la sostanza delle cose o le  accidentalità? Perché anche a Fatima ciò si verificò nelle  relazioni di Lucia. È questo un punto assai importante, atteso  anche che trattasi di una fanciulla settenne. Sono relative le  contraddizioni a quanto disse l'Adelaide durante le visioni,  ovvero fuori di esse, quando essa parlava per suo conto anche se  in relazione alle visioni avute? 
Mi dispiace che Mons. Merati in un gruppo di persone  distinte, interpellato da una di esse sulle cose delle Ghiaie abbia  risposto nulla esservi di serio e provato. Il parroco poi di Presezzo continua la diffusione del suo scritto in proposito e mi  consta che ne fece avere una copia ampliata e più diffusa, alla  signora del conte Roncalli di Chignolo d'Isola, signora molto  distinta, romana di Roma e di molta influenza colà. E perché  tutto questo? 
Ciò premesso, ad informare in merito di quanto sopra V.  Ecc., ora passo a dire quello che io desidero e chiedo che si faccia. 

Poiché sui fatti delle manifestazioni all'Adelaide e sui fenomeni della luce solare avvenuti nei giorni stessi non vi può  essere contestazione e Mons. Masoni già ha fatto rilevare il  valore dimostrativo delle circostanze che li hanno accompagnati,  io vorrei e chiedo cose che mi sembrano della massima  importanza, e cioè: 

1. Che si facciano formali e giuridiche domande a quelle persone che Mons. Masoni disse nel suo scritto avere a lui personalmente dichiarato di avere esse pure visto la Beata Vergine  nelle manifestazioni delle Ghiaie. Quelle due persone potranno  indicare anche altre persone che abbiano avuta la stessa visione e  sarà ritengo opportuno che anche ad esse si facciano le stesse  domande. 

2. Che si assumano precise e sicure informazioni su alcune almeno delle più importanti guarigioni di persone ammalate  avvenute in quelle circostanze qui alle Ghiaie per verificare se in  esse si avverano almeno quattro delle condizioni indicate da  Monsignor Masoni nel suo scritto e richieste dal dottor Cordiglia,  perché una guarigione possa ritenersi avvenuta per forze superiori  alla natura. Le quattro condizioni indicate da Mons. Masoni  e alle quali mi richiamo sono quelle di cui esso parla a pag. 5 dello  stampatello (litografia) sotto la lettera B. Corre voce che siano  così importanti quelli di una suora dell'Istituto Palazzolo e di una  donna di Bottanuco; pure importante è quello di Sala Anna di  Mandello Lario, venuta qui il 13 c.a. a ringraziare la Madonna per  essere stata guarita all'istante qui il 31 maggio 1944. Era ammalata  da due anni per una caduta con la rottura del cranio, paralizzata  alla parte sinistra e con crisi cardiache. Il dottor Cazzamalli di  Como che l'ha curata ne possiede le prove. Così quella di Monza  guarita di spondilite, il 28 maggio; quello di Varese del cancro e  certa Martinoli Italia di Magenta, per tacere di tanti altri casi che  sono a conoscenza del prof. Don Cortesi, sui quali tutti dovrebbero  farsi le debite indagini dalla autorità competente in forma giuridica. 

3. Nelle apparizioni o visioni l'Adelaide disse di avere visto parecchie volte con la Madonna il Bambino Gesù e S.  Giuseppe. Non le pare Ecc. che questa sia quasi la continuazione  dell'ultima apparizione di Fatima? E che dati i momenti sia un  monito del cielo alla moderna società sconvolta da una guerra, che  non ha confronti, alle anime e ai corpi, che se il mondo vuole  redimersi sia necessario che le famiglie perno della società  debbano modellarsi sugli esempi della famiglia di Nazareth? Sua S.  Pio XII nelle allocuzioni agli sposi novelli ed in altre circostanze  manifestò non una volta sola il desiderio della riforma della  famiglia cristiana per il ritorno del mondo ad una vita migliore e  sempre additò come modello la S. Famiglia. Questo mio pensiero è  condiviso da persone serie del clero e del laicato. 

4. Oltre le guarigioni finche, non sono forse più importanti le guarigioni morali, cioè le conversioni spirituali avvenute? So  che V. Ecc. possiede le dichiarazioni (fra le altre) di quel  bolscevico ateo del quale ebbe a scrivere a V. Ecc. un padre somasco  rettore della chiesa del Santo Crocifisso in Como, confermata da altri  due suoi confratelli, avvenuta qui alle Ghiaie, il 31 maggio 1944.  E in questa mia chiesa successero fatti che hanno fatto sussultare  di gioia parecchi cuori sacerdotali impegnati nel ministero delle  confessioni. Pure da Ponte, da Curno, da Lodi e da altri luoghi  furono segnalati casi di individui che da 18, 20, 30 anni non si  erano confessati e si confessarono per aver assistito a quello che  era successo alle Ghiaie. 

5. Se le preghiere raccomandate dal S. Padre, da V. Ecc. e dal clero durante il periodo della guerra e fatte dai buoni cristiani alla  nostra cara Madre Maria S.S. valsero a .scongiurare la guerra alla Alta  Italia e alla nostra Bergamo il pericolo dei bombardamenti, penso  che questo sia avvenuto anche ed in modo particolare per le  preghiere e penitenze che si sono fatte in questa mia parrocchia,  specialmente sul luogo delle cosiddette apparizioni. Solamente  chi è vissuto sul luogo ha potuto avere una prova di milioni di  persone qui accorse, incuranti dei disagi, dei viaggi lunghissimi sotto le intemperie del caldo, del freddo e  dei pericoli della guerra. 

6. Riferendomi poi a tutto il complesso di quanto avvenne  qui, nei mesi di maggio, giugno e luglio, senza alcuna chiamata  o reclame e più limitatamente è continuato fino a questi giorni,  e chi è venuto non con spirito di critica, ma per vedere che cosa  succedeva con oggettività, ha osservato, si deve dire, o che è  opera di Dio o del demonio. Che sia opera del demonio è  impossibile, perché il demonio non avrebbe permesso tanto  bene, cioè preghiere, penitenze, confessioni, guarigioni ecc.  Dunque si deve concludere che è opera di Dio, che il Signore ha  voluto così onorare sua Madre Maria SS. 

Da ultimo osservo che l'Ecc.mo cardinale arcivescovo di  Milano, che in quei giorni del 1944 si trovò molte volte nelle  parrocchie della Brianza, con atti pubblici si manifestò convinto  della verità delle apparizioni della B.V. alle Ghiaie, e ciò ritengo  non abbia fatto per leggerezza. 

Osservo anche che V. Ecc. persuaso della natura delle  cose avvenute, dispose per l'acquisto del terreno dove permise  la costruzione di un rifugio per i pellegrini nel luogo dove si  dice sia apparsa la Madonna, adatto alla preghiera. 

Ecco Eccellenza, quanto in coscienza per dovere e per l'amore che porto alla Madonna, ho creduto bene scriverle, protestando come ho sempre fatto, di non venire meno a quanto  Vostra Eccellenza vorrà decidere in merito. Intanto continuerò a  pregare e a far pregare perché tutto si avveri per l'onore di Dio". 

Severino Bortolan 

mercoledì 1 aprile 2026

Persecuzione dei discepoli nel tempo della fine

 


La Rimozione


Voi verrete attaccati con veemenza come i Miei primi discepoli, quando sarà venuto il tempo, dato che si tratta di decidere, per o contro di Me. Allora ognuno che è per Me. che sostiene Me ed il Mio Nome davanti al mondo, verrà attaccato, ed allora avrete bisogno di molta forza per poter porre resistenza nei confronti degli inviti mondani di rinunciare a Me e di rinnegare tutto ciò che avete finora sostenuto. Ma non sarete impauriti, perché come i Miei primi discepoli, colmi del Mio Spirito, ammetterete gioiosi, chi è il vostro Signore. E la vostra volontà sarà sempre di rimanere fedeli a Me, e dato che sapete anche della Mia Potenza e Forza, non temerete coloro che possono bensì uccidere il vostro corpo, ma non la vostra anima. E vi voglio benedire per questo, perché tenete in alto il Mio Nome, perché ammettete nei confronti dei vostri prossimi che Sono Io unicamente la vostra forza. Verrete perseguitati come i Miei primi discepoli, ma non sentirete così l’afflizione, e tutto ciò che vuole fare il nemico alla vostra anima, rimbalzerà da voi, perché vi copre lo scudo della fede. E come i Miei primi discepoli, allora conquisterete ancora degli uomini per Me, che vengono guidati dalla fede mediante il vostro esempio, che riconoscono nel Mio Nome una Forza, alla quale si concedono poi volontariamente. Ed anche questi otterranno ancora la ricompensa, che ho promesso a tutti coloro che credono in Me, anche loro mieteranno la Vita eterna e verranno accolti nel Regno di Luce. Ma Mi riconosceranno apertamente soltanto coloro che Mi hanno trovato, a cui la Mia Parola ha portato la Luce, che sono giunti alla viva fede mediante l’amore, e che sono anche perciò totalmente convinti che li salvo da ogni miseria del corpo e dell’anima. E chi non ha raggiunto questa profonda, viva fede fino al tempo della lotta di fede, costui rinuncia facilmente a Me, costui è ancora più attratto dal mondo, e perciò rinuncia anche spensieratamente ciò che dovrebbe essergli la Cosa più Alta su questa Terra, egli rinuncia a Me, perché non Mi ha mai veramente riconosciuto. Ma voi, Miei discepoli del tempo della fine, dovete resistere, e per questo vi giungerà anche riccamente la Forza, perché la vostra volontà di rimanerMi fedeli, vi garantisce anche il Mio Aiuto ed il Mio Apporto di Forza in illimitata misura. Voi potete soltanto perdere la vita terrena, se non appartenete a coloro che rimuoverò, ma anche questa non sarà terminata prima finché non sia la Mia Volontà, ma allora voi la scambierete con una Vita meravigliosa nel Regno spirituale. Ma non rinuncerete mai più a Me, per qualsiasi grande promessa da parte di colui che può bensì darvi dei beni terreni, ma non l’eterna Beatitudine. Dovrete ancora lottare su questa Terra, ma la vittoria vi è sicura, perché combattete con Me e per Me, voi lottate per il Mio Nome e la Mia Dottrina, voi combattete per la Verità, per la Luce e con ciò anche per la vostra beatitudine. 

Amen

8. novembre 1952 


Gesù a Salem e ad Amma - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 



Gesù a Salem e ad Amma


Da Ofra Gesù viaggiò attraverso la valle tra Alexandrium e Lebona fino a Salem. Scesi attraverso la foresta di Hareth nella pianura di Salem. Giardini e bei viali circondano la periferia della città, che era la più deliziosamente situata. Non era molto grande, ma più pulita e più regolare di molte altre in questa regione, disposta a forma di una stella, i cui punti irradiano da una fonte al centro. Tutte le strade conducevano alla fonte, ed erano interrotte da bei viali. La città in questo periodo, tuttavia, aveva qualcosa nel suo aspetto che indicava il declino. La fonte era considerata sacra. Era stata contaminata una volta così, vicino a Gerico, ma Eliseo l'aveva, come riferito, purificata versandovi sale e l'acqua in cui il santo mistero era stato immerso. Il piccolo edificio eretto sopra di essa era molto bello. Nel centro della città e non lontano dalla fonte si ergeva un alto castello, in rovina, con grandi finestre articolate. Vicino c'era un'alta torre, per tutto l'anno. In cima, che era circondata da una galleria, sventolava una bandiera. A circa due terzi dell'altezza della torre sporgevano quattro travi verso i quattro quarti del mondo, su cui pendevano grandi globi lucidati che brillavano sotto il sole. Essi guardavano quattro città diverse, ed erano una sorta di memoriale dei tempi di Davide. Egli una volta aveva abitato qui con Micol e, quando fu costretto a fuggire nella terra di Galaad, aveva attraverso questi globi ricevuto informazioni da Gionatan riguardo a Saul e ai suoi movimenti contro di lui. I globi, per comune accordo precedente, venivano appesi a volte così, a volte in modo da indicare con segnali ciò che stava accadendo in quelle parti.

Gesù fu molto ben accolto. Le persone che incontrò vicino ai covoni di grano lo accompagnarono in città, da cui altri vennero ad incontrarlo. Condussero lui e i discepoli in una casa, dove lavarono i piedi e diedero loro sandali e vesti finché le loro non furono spolverate e pulite. I viaggiatori venivano spesso presentati con vesti così stabilite, ma Gesù non le accettò mai come un regalo. Di solito c'era uno scambio con lui, di cui uno dei discepoli si occupava. I salemiti poi portarono Gesù alla loro bella fonte e gli offrirono i rinfreschi tradizionali. Si radunarono intorno alla fonte numerosi malati di ogni tipo, così numerosi che persino le strade erano piene di loro. Gesù iniziò immediatamente a guarire, passando in silenzio da uno all'altro fino a quasi le quattro, quando partecipò a una cena offerta in una locanda, e da lì si diresse alla sinagoga per predicare.

Durante il discorso parlò di Melchisedec, anche di Malachia che aveva dimorato una volta qui e che aveva profetizzato il sacrificio secondo l'ordine di Melchisedec. Gesù disse loro che il tempo per il sacrificio si avvicinava, e che gli antichi profeti sarebbero stati felici di aver visto e sentito ciò che ora vedeva e sentiva.

La gente di Salem apparteneva alla classe media, né povera né ricca, ma incline al bene e alla carità verso gli altri. Anche i dottori della sinagoga erano ben intenzionati, ma erano spesso visitati dai farisei del quartiere, con grande fastidio loro e dei cittadini. Salem godeva di certi privilegi. Aveva sotto la sua giurisdizione un distretto nelle vicinanze e altri luoghi limitrofi. Gesù fu particolarmente gentile con queste persone e confermò i loro buoni sentimenti.

La mattina del giorno seguente, Gesù si recò per circa un'ora a sud-est di Salem, in un angolo tra il Giordano e il piccolo fiume che vi confluisce da Akrabis. C'era un parco di divertimenti in questa regione montuosa, oltre a tre stagni per i pesci, uno sopra l'altro, ciascuno alimentato dalle acque del piccolo fiume. C'erano anche bagni che potevano essere riscaldati. Gesù fu seguito fin lì da molti della città. Da questo giardino di Ennon si poteva distinguere l'altra sponda del Giordano, la cui riva opposta era piena di passeggiatori. Verso mezzogiorno tutti tornarono in città e trovai riuniti alcuni farisei di Aruma. Questa città era situata su una montagna, a due ore a ovest di Salem e circa un'ora a nord-ovest della città di nuova costruzione di Fasael, che era quasi nascosta in un angolo delle montagne. Era lì che il devoto Giairo abitava, la cui figlia Gesù aveva da poco riportato in vita. Tra i farisei c'era un fratello di Simone il lebbroso, di Betania. Era uno dei farisei più distinti di Aruma. C'erano anche alcuni sadducei del tempo. Erano tutti arrivati come ospiti, poiché era consuetudine che i dottori della Legge si visitassero a vicenda nei giorni immediatamente successivi alla Festa delle Capanne. Alcuni di altri luoghi oltre ad Aruma erano presenti anch'essi. Un banchetto fu tenuto in una delle case pubbliche di Salem, a cui parteciparono Gesù e tutti i dottori. Questi ultimi temevano che Gesù avrebbe predicato a Salem il sabato successivo. L'idea non piaceva loro, poiché gli abitanti erano già mal disposti verso di loro, così il fratello di Simone invitò Gesù ad andare ad Aruma per il sabato, e Gesù accettò l'invito.

Fasael era un nuovo luogo in cui Erode si fermava quando si trovava in quella parte del paese. La città era circondata da palme e un piccolo ruscello aveva origine nei dintorni, da lì sfociava nel fiume Giordano quasi di fronte a Socoth. Gli abitanti sembravano essere coloni. La città fu costruita da Erode.

Quando Gesù arrivò ad Aruma, non fu accolto dai farisei fuori dalla porta della città. Di conseguenza, con i suoi sette discepoli, tutti con vestiti stretti, attraversò la città. Lì fu ricevuto, secondo l'usanza del luogo, da alcuni cittadini ben disposti, come si fa sempre con i viaggiatori che entrano dalla porta con abiti stretti. Il fatto che fossero entrati in quello stile indicava che non avevano ancora ricevuto ospitalità. Gesù e i discepoli furono condotti in una casa dove i loro piedi furono lavati, le loro vesti spolverate e furono offerti loro rinfreschi. Dopo di che, Gesù andò nella casa dei sacerdoti, vicino alla sinagoga, dove si trovava il fratello di Simone, insieme a diversi altri farisei e sadducei che erano venuti qui da Tebe e altri luoghi. Presi dei rotoli delle Scritture, andarono con Gesù ai bagni pubblici fuori dalla città. Lì discussero i passaggi delle Sacre Scritture che erano stati letti nella lezione del sabato presente. Era come una preparazione per un sermone. Erano molto cortesi, molto educati nei modi con Gesù, e lo pregarono di predicare quella sera, supplicandolo allo stesso tempo di non dire nulla che potesse far insorgere il popolo. Non lo dissero in termini chiari, ma lo lasciarono intendere. Gesù rispose loro con severità e senza esitazione che avrebbe insegnato ciò che era nelle Scritture, cioè la verità, e procedette a parlare dei lupi in veste di agnelli.

Nella sinagoga, Gesù insegnò la vocazione di Abramo e il suo viaggio in Egitto, della lingua ebraica, di Noè, Eber, Peleg e Giobbe. Le lezioni erano tratte dal capitolo 12 della Genesi e da Isaia. Gesù disse che già ai tempi di Eber, Dio aveva separato gli israeliti dal resto dell'umanità, perché aveva dato a Eber una nuova lingua, l'ebraico, che non aveva nulla in comune con le altre lingue esistenti allora. Questo fu fatto per massimizzare l'efficacia nel separare la sua discendenza da tutte le altre. Prima di ciò, Eber, come Adamo, Set e Noè, aveva parlato la lingua originaria. Ma durante la costruzione della Torre di Babele, questa si era confusa e divisa in numerosi dialetti. Per separare completamente Eber dal resto degli uomini, Dio gli aveva dato una lingua propria, la sacra, l'antico ebraico, senza la quale lui e i suoi discendenti non sarebbero mai stati in grado di mantenersi puri e una razza distinta.

Mentre ad Aruma, Gesù ricevette ospitalità in casa di Simone il lebbroso, suo fratello. Simone stesso, sebbene ora vivesse a Betania, era originario di Aruma. Era una persona di poca importanza, sebbene aspirasse al contrario, ma suo fratello di Aruma era molto versato nella saggezza del tempo. Tutte le cose erano regolate perfettamente nella casa di questo fariseo. Se Gesù non fu ricevuto con la riverenza che ispira la fede, fu comunque trattato secondo le migliori leggi dell'ospitalità. Gli fu data una stanza separata per la preghiera, gli oggetti da toeletta e i vasi erano belli, e il padrone di casa rese gli onori al suo ospite abituale. La moglie e i bambini non fecero la loro apparizione.

Giairo di Fasael, la cui figlia Gesù aveva risuscitato dai morti, era anche qui per il sabato e ebbe un colloquio con Gesù. Poi andò a vedere i discepoli e li condusse in giro per tutta la città. Sua figlia non era a Fasael, ma nella scuola delle ragazze fino ad Abelmahula. In questo giorno molte ragazze vennero qui in gruppo, come avevo visto precedentemente gli uomini visitare diversi luoghi in gruppi. Abelmahula potrebbe essere stata a più di sei ore di distanza da Fasael.

Fuori da Aruma, a est, c'era un immenso edificio antico occupato da uomini anziani e vedove. Non erano Esseni, sebbene indossassero vesti lunghe e bianche e vivessero secondo una regola determinata. Gesù insegnò tra loro. Quando era invitato a una cena o a un intrattenimento, Gesù era solito andare da tavolo a tavolo e dare istruzioni.


Persecuzione a causa della saggezza

 


La via che conduce gli uomini all’orgoglio: furono proprio loro a perseguitarmi maggiormente quando Mi videro compiere miracoli davanti ai Miei numerosi seguaci. Ritenevano che non fosse altro che stregoneria, per scandalizzarmi. Ma furono loro stessi a condannarsi, poiché non riuscivano a vedere la verità, né ad ascoltare la Voce della Ragione. I loro cuori erano pieni di maliziosa cupidigia, dietro la quale si nascondeva Satana. Fu un periodo di grande persecuzione. Volevano essere i detentori della verità, ma conoscevano solo ciò che era sulla Terra; vivevano molto lontani dalle cose del Cielo. Coloro che Mi seguivano venivano tacciati di essere fanatici che seguivano un ingannatore. Solo dopo la Mia Resurrezione videro e sentirono che Io, Gesù, Figlio di Dio, ero vero. Fino ad allora, la maggior parte era cieca e smarrita.

Figlio mio Bento, ciò che ti sta accadendo, questa persecuzione a causa del tuo lavoro, è quasi identico a ciò che è accaduto agli altri Miei Profeti. Anche loro erano perseguitati a causa della saggezza che Io avevo trasmesso loro. Molti, vedendo i miracoli che compivano nel Mio Nome, li chiamavano stregoni. Così, figlio Mio, sei tu. Coloro che ti giudicano diranno ai sacerdoti che non puoi parlare all’interno della Chiesa, pur non rendendosi conto della verità. Si lasciano ingannare dai calunniatori e dagli invidiosi. Sono persone che commettono i propri errori, ma non ammettono che i loro vengano scoperti. Perciò, quando parli, figlio mio, tocchi il loro punto dolente. Allora andranno a dire ai sacerdoti che sei un falso. L’uomo o la donna, quando inizia ad ascoltare la verità che non ha mai sentito e che tocca le loro sporcizie, dirà subito che tu non capisci nulla. Ma non dimentichino che dentro di te c'è il Mio Spirito Santo, e per mezzo di Lui dici solo ciò che devi, e non ciò che loro vorrebbero sentire. Il nemico stesso del piano di Dio si infiltra nel cuore di queste persone e cerca di soffocare ciò che il Mio servitore sta facendo.

È giunto il momento di far luce sulla verità, a chiunque ciò possa dispiacere. Ciò che ho già predestinato non rimarrà più nascosto. Ogni parola che è stata scritta deve essere resa pubblica, perché il Mio ordine non è come quello degli uomini, che rimane a lungo nascosto. C'è un diritto che hanno smesso di rispettare; con questo, sono i mafiosi e i corrotti ad avere il diritto di andare sempre in giacca e cravatta, nelle loro auto di lusso, con le loro belle ville, con i loro yacht e aerei. Il povero può solo andare a piedi, o quando va male, in bicicletta. Ma, alla svolta di questo secolo che è vicino, non devono aspettarsi nulla di buono, perché stanno già avendo la loro punizione.

Chi ha abusato della bontà di Dio, la punizione è già in arrivo. La vita di ciascuno di loro dipende solo da pochi mesi.

Miei cari figli, il mondo può ancora spaventarvi per ciò che faranno, ma chi è con Me non soffrirà per la perdita e i danni che essi stessi hanno creato. Ora, il sortilegio si è rivoltato contro lo stregone. Hanno seminato, dovranno raccogliere.

Resta nella Mia Pace, Figlio Mio. Tu sei e continui ad essere il Mio Messaggero.

Gesù

21/11/1995

GESÙ HA SPIEGATO IN DETTAGLIO TUTTA LA VERITÀ SULLA SCALA DI GIACOBBE!


 

Preghiera per la Fede, l’Amore e la Speranza

 


Signore, concedimi così tanto amore che, 

anche senza poterti vedere, io creda in Te con totale fiducia.  

Dammi così tanta fede che, anche senza percepirla,  

io rimanga saldo nella certezza della Tua presenza.  

Che la speranza in Te sia il mio sostegno 

e mi spinga ad andare avanti in ogni momento della mia vita.

 

Dammi così tanta fede, Signore, che  

anche se non pronuncio il Tuo Nome,  

Il tuo aiuto mi sostenga sempre, 

guidando i miei passi e dandomi forza nelle avversità.

 

Anche se i venti saranno forti,  

L'albero che è cresciuto in Te non sarà abbattuto. 

La mia fede non è passeggera; è nata dal vivere al Tuo fianco  

e di ottenere sostegno dalla Tua Madre Santissima. 

Grazie, Divino Signore, 

per avermi dato la Tua Madre Santissima 

come mia madre.  

Tenendola per mano nulla che venga dal male mi può toccare, 

perché la mia volontà è nelle tue Mani, oggi e sempre.

 


VIVRETE, FIGLI MIEI, MOMENTI MOLTO, MOLTO, MOLTO DIFFICILI, ma! «NON ABBIATE PAURA, SIETE SOTTO LA MIA PROTEZIONE»!

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE il 31 marzo 2026)


IO SONO DIO: «Padre, Figlio, Spirito Santo», IO SONO!


IO vi do, Mie Amatissime, la Mia Santissima Benedizione: insieme a quella della Beata VERGINE MARIA: LA Purissima e Santa: La Divina Immacolata Concezione e, San GIUSEPPE, Suo castissimo sposo:


NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO!


AMEN, AMEN, AMEN


Oggi vi chiedo, figli Miei, di pregare molto per:


Il mondo

La FRANCIA

La Chiesa

La PACE!


Perdonate come IO: «Gesù Crocifisso ha perdonato i Miei carnefici sulla CROCE» e, come la Mia Santa Madre ai piedi della CROCE, ha perdonato loro.

E, ancora una volta, figli Miei: «ABBIATE PIENA FIDUCIA IN ME»: Abbiate fiducia nell’Amore che vi ama!


Voi vivrete, figli Miei, momenti molto, molto, molto difficili, MA! Non temete: «Siete sotto la Mia protezione»: la protezione del vostro Padre del CIELO insieme a tutti coloro che amate: insieme a tutti coloro che portate nel vostro cuore!


Amen, Amen, Amen,


IO SONO DIO REDENTORE: «SALVATORE DEL MONDO», che viene nella gloria.


IO SONO. Amen


IO vi do la Mia PACE, figli Miei, IO vi do la Mia PACE! Amen.


(Alla fine del messaggio, abbiamo cantato:)


Vittoria, tu regnerai

Ave Maria


Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


L'origine delle apparizioni secondo don Luigi  Locatelli 

Alcuni parroci e sacerdoti, vicini alla parrocchia di Ghiaie, si mostrarono fin dall'inizio contrari alle apparizioni. 
Don Luigi Locatelli, parroco di Presezzo (Bergamo),  accusò don Cesare Vitali, parroco di Ghiaie, di essere il principale regista della farsa di Ghiaie, il manipolatore della bambina  Adelaide Roncalli. 
La causa dell'ostilità, penso si possa trovare anche nella storia della costituzione della parrocchia di Ghiaie. 
Il paese è tuttora una frazione del comune di Bonate Sopra  e, in parte, di Presezzo. Anche per la giurisdizione religiosa,  Ghiaie dipendette dalle parrocchie di Bonate Sopra e di Presezzo  fino a che, nel settembre 1921, fu costituito in parrocchia  autonoma, riconosciuta agli effetti civili, dopo molte contestazioni, soltanto col decreto del 29 marzo 1944, registrato alla  Corte dei Conti il 20 maggio 1944. 
Nella difficile situazione che si trascinava dal 1921 e si  concluse il 20 maggio 1944, si inserirono le apparizioni, puro  fatto spirituale, che fu visto come un tentativo maldestro del parroco don Cesare Vitali per dare vita e prestigio alla nuova  parrocchia. Inoltre, egli insinuò che il secondo ciclo delle apparizioni potesse essere tutta una macchinazione dei repubblichini.  A tal proposito, don Felice Murachelli scrive: "Un suo nemico acerrimo fu don Luigi Locatelli — parroco di Presezzo — che tra  le altre cose che sostiene nel suo dossier contro Ghiaie v 'è anche  l'affermazione che il secondo ciclo di apparizioni è stato voluto,  anzi indetto, dai fascisti repubblichini. Tutti sanno, invece, che la  radio e la stampa della Repubblica di Salò attaccarono in modo  violentissimo le apparizioni di Ghiaie; anzi, le autorità politiche  della Repubblica premevano sul vescovo di Bergamo perché  ponesse fine (!) alle apparizioni, nell'intento di evitare (così  dicevano) che gli angloamericani colpissero, bombardando,  quell'enorme folla di fedeli (v. Felix, L'epilogo di Fatima,  Edizioni Toroselle, Esine (Brescia) 1990, p. 22). 
Tutte queste accuse e insinuazioni il parroco di Presezzo le  mise in seguito per iscritto, su richiesta di don Luigi Cortesi. 
Vediamo che cosa scrive il professore di filosofia del seminario di Bergamo: 

"In provincia, l'opposizione più intransigente e serrata ebbe  il suo epicentro nei circoli ecclesiastici di Bonate Sopra e di  Presezzo, paesi confinanti con Ghiaie... Perciò, animato di puro  amore di verità... vivamente li sollecitai di contribuire alla  soluzione del problema, redigendo in uno scritto riservato alla  Curia Vescovile quelle istanze negative che non si peritavano di  diffondere oralmente. L'amico Don Eugenio Mapelli, coadiutore  a Bonate Sopra, pur non avendo mai partecipato alle visioni,  possedeva ampie esperienze dirette dei fatti e della bambina, e  già più volte aveva manifestato anche troppo chiaramente il suo  giudizio. Fu il primo che invitai a stendere con tutta onestà e  libertà scientifica un resoconto delle sue osservazioni.  Finalmente, dopo un mese e mezzo di mie insistenze,  accondiscese, inviandomi il 29 agosto un denso memoriale di 24  punti: esponeva obiezioni tratte dalla storia esterna dei fatti, dal  comportamento di Adelaide e da considerazioni teologiche, ma si  asteneva dal pronunciarsi, poiché terminava: "Ti ho esposto  quanto di importante mi sembrava ti potesse interessare. A te  giudicare". 
Nel frattempo rivolgevo lo stesso invito a Don Giovanni  Paleni, parroco di Bonate Sopra, il quale gentilmente ma recisamente scansò il fastidioso compito, e a Don Luigi Locatelli, parroco di Presezzo, il quale rifiutò, poi, assediato da continue  richieste, tergiversò, e alla fine promise di accontentarmi. Ma in  seguito, avuto sentore del memoriale di Don Mapelli, si ritenne  disimpegnato e mi scrisse così: "Dopo la relazione di Don  Mapelli mi sembra inutile ogni altro scritto in merito alla faccenda delle Ghiaie: e per ciò mi dispenso dall'interloquire..."  (Presezzo, 7 settembre 1944). 
Non gli tenni per buona la ragione addotta, e insistetti. Il  buon parroco alla fine cedette e, il 29 settembre 1944, mi inviava  un'amplissima relazione bipartita, in cui, sviluppando e  sistemando gli appunti di Don Mapelli, intese provare che: "I  fatti di Ghiaie hanno origine dall'ambiente; essi sono privi di  ogni nota di soprannaturalità". 
A prescindere dai particolari, si può dire che la prima parte  e la tesi di una suggestione ambientale, incosciente e frodolenta è  fragile, fondata su lacunosa e inesatta informazione storica di  seconda mano, troppo spesso birichina, mordace e ingiusta, del  resto, completamente sfasata e fuori pista. Più centrate e  resistenti sono le osservazioni storico-teologiche della seconda  parte: le incertezze e le contraddizioni di Adelaide, le predizioni  fallite, l'immutata spiritualità della bimba, l'assenza di fenomeni  straordinari prima, durante e dopo la visione, la mancanza di un  messaggio, di un segreto, di un miracolo, la mancanza di  opposizioni... Non so - un modo come un altro per dire che lo so  bene - in qual modo la relazione si diffuse. Doveva essere  riservata agli esaminatori vescovili; invece, rimaneggiata a più  riprese, per indiscrezione di alcuno, fu tirata in numero  vertiginoso di copie dattiloscritte, che si divulgarono in provincia  e fuori provincia (giunsero anche al Cardinale di Milano)... Si  comprende come essa doveva accelerare il raggelamento degli  entusiasmi in quei molti che ne accolsero i risultati senza saperne criticare i motivi. 
Si voleva dire, dunque, che con queste riserve, l'adesione  delle folle alle apparizioni del Torchio si riduce nei limiti di un  fenomeno puramente umano, spiegabile mediante le ordinarie  categorie psicologiche, e non impone di postulare la verità delle  apparizioni stesse" (v. Luigi Cortesi, Il problema delle apparizioni di Ghiaie, S.E.S.A., Bergamo 1945, pp. 185-187). 
Il Cortesi ci dà in anticipo in sintesi la relazione del Locatelli, che io riporto in parte. La relazione è formata da 17 fogli  dattiloscritti ed è divisa in due parti. 
1.  Egli scrive: 
"I fatti delle Ghiaie hanno origine dall'ambiente. 
Durante i mesi di gennaio e febbraio 1944, è stato rappresentato nel teatrino dell'oratorio femminile delle Ghiaie il  dramma: La Madonna di Fatima. 
La rappresentazione ripetuta parecchie volte, sia per il  soggetto che per la messinscena, la musica, ecc., ha colpito fortemente il pubblico formato di giovani ragazze; tennero dietro  letture, conferenze e prediche sino al mese di maggio ed è naturale che tutto questo abbia finito per mettere in agitazione le  fantasie... 
Tutto questo è falso, come vedremo in seguito. 
Egli aggiunge: 
"Nello stesso torno di tempo, una curiosità singolare  avrebbe colpito chiunque fosse entrato nella casa del Signor  Roncalli Enrico, padre dell'Adelaide: le pareti delle stanze da  letto delle sue figliole erano decorate con immagini sacre rappresentanti tutte lo stesso soggetto sacro: la apparizione della  Madonna sia a Lourdes, a Fatima, a Caravaggio, a Desenzano,  ecc... 
Tutto questo apparato scenico religioso non poteva aver  altro scopo e risultato di quello di imprimere nella fantasia e nel  pensiero delle ragazze, dopo quanto avevano visto all'oratorio, il fantasma dell'apparizione... di fatti le fantasie si riscaldarono e  a tempo opportuno partorirono apparizioni e visioni". 
Non è vero che il dramma di Fatima sia stato rappresentato  nel gennaio 1944 e la recita sia stata ripetuta molte volte e le  persone presenti siano state fortemente influenzate da una  semplice rappresentazione di un soggetto religioso che non  aveva nulla di sconvolgente, e con mezzi molto artigianali, a  cominciare dagli attori e attrici, che non erano certo maestri di arte  teatrale. Questo sì è un parto della fantasia del Locatelli. 
Inoltre, a Ghiaie non vi furono letture, conferenze, prediche  sulle apparizioni di Fatima, ma un breve discorso tenuto durante  le funzioni del mese di maggio 1943, al quale Adelaide non  partecipò. 
Candido Maffeis disse: "A quei tempi io stavo sempre in  mezzo ai ragazzi. Di Fatima non si parlava. Neppure le donne più  praticanti la chiesa sapevano nulla, chissà una povera bambina.  Ricordo che il mese di maggio 1943, il parroco lo trascorse,  almeno la maggior parte, spiegando le apparizioni di Fatima. Io  ci capii poco. Se Adelaide fosse venuta in chiesa, credo avrebbe  capito quanto me e forse meno. 
Poi la lettura e la spiegazione del libro era nuova, perché  mai nel paese si era sentito parlare di Fatima" (v. Achille Ballini, 
Una fosca congiura contro la storia, Editrice Ars Graphica, Roma  1954, p. 96). 
Padre Gemelli nella sua relazione scrive: 
"Viene ricordato che la bambina ha assistito ad una rappresentazione scenica delle apparizioni della Madonna di  Fatima, però la rappresentazione scenica non ha esercitato sul-l'  animo della bambina alcun effetto di carattere suggestivo, tanto  che essa criticamente e liberamente giudica le persone che  parteciparono a tale rappresentazione, rilevando incongruenze ed  insufficienze specialmente in confronto con le visioni che essa  afferma di aver avuto". 
La maestra Ermenegilda Poli, di Cene (Bergamo) conoscitrice  degli usi e costumi e soprattutto dell'ambiente della diocesi di  Bergamo di sessant'anni fa, quando non era ancora secolarizzata  com'è oggi, così scrive: 
"Il plico scritto dal parroco di Presezzo don Luigi Locatelli  a quel tempo, contestato da padre Arsuffi, l'ho letto anch'io,  nel 1985. (nello stesso anno lo diede anche a me, dicendo:  voglio che lei lo confuti parola per parola). 
Già nella prima pagina trovo un'accusa: "Le suore del locale Asilo sono state le animatrici di tutta la faccenda". 
Poverine, nel teatrino avevano rappresentato la storia di Fatima per far divertire le ragazze! 
La seconda accusa è contro la famiglia di Enrico Roncalli, sempre in prima pagina". 
La maestra si riferisce alle immagini sacre che erano  appese alle pareti delle stanze della casa di Adelaide e che,  secondo il Locatelli, facevano parte del piano per suscitare nelle  figlie di Enrico Roncalli il fantasma dell'apparizione. 
Ermenegilda Poli continua: 
"Confesso che , appena letto questo brano, esclamai:  "Anche in casa mia le pareti erano ornate di immagini sacre, ma non  mi sono mai sognata, né io, né le mie sorelle, né mio fratello  diventato poi sacerdote, di vedere la Madonna!". (v. La fede della  gente a Bonate, Artigrafica Stella, Vertova (BG) 1994, pp. 219220). 
Il Locatelli continua: 
"La prima che si presenta alla ribalta è la figlia maggiore  Caterina, una ragazzona di 16 anni, la quale allo stabilimento parla  per ben due volte di apparizioni della Madonna, prima alla Carlinga,  poi tra Curno e altro paese. Ma troppo inesperta non regge al  compito e la cosa cade nel ridicolo. Pochi giorni dopo è la volta di  Adelaide. La stessa età, sette anni, l'età dell'innocenza rendeva la cosa  più credibile e ne venne quanto ognuno sa". 
Il Locatelli dove ha appreso la notizia che Caterina, sorella  di Adelaide, ha tentato di fare la parte della veggente? Proprio  lei, che fin dal secondo giorno, si è scagliata contro Adelaide  chiamandola impostora e dicendo che con le sue bugie  disonorava la famiglia. Ho conosciuto la Caterina, non nel 1944,  ma molti anni dopo, quando era Superiora generale delle Suore  Concezioniste e posso assicurare il lettore che non aveva la  stoffa della santona, della bigotta, e tanto meno della bugiarda.  Era una suora di grande fede e di un equilibrio straordinario. Chi  a 16 anni fa questo non ha certo la voglia di entrare nel convento  dopo le apparizioni e partire come missionaria per l'Argentina. 
Il Locatelli prosegue nella sua fantasiosa descrizione: 
"La stessa imbastitura esterna dei fatti delle Ghiaie dimostra una assoluta dipendenza da Fatima; non vi è un elemento  nuovo e caratteristico che li differenzi. Sul principio si incomincia con un gruppetto di bambine ed un ragazzetto: Adelaide,  Severa, Bettina e Candido, rispondenti a Lucia, Giacinta e Francesco. Anche qui apparizioni, visioni, un messaggio, segreti,  miracoli, segni nel sole. In seguito si avverte la difficoltà di far  marciare all'unisono i veggenti e dopo aver fatto loro dei regali  per la loro prestazione di comparse prima e di testimoni dopo, si  procede colla sola Adelaide, che rappresenterà le parti di Lucia,  il personaggio più importante di tutta la storia di Fatima. 
E tanto vero che la conoscenza del fatto della rappresentazione può mettere sulla strada per scoprire le origini e la natura  dei fatti delle Ghiaie che si è cercato ogni modo per tenerlo  nascosto e lo si è impudentemente negato". 

I fatti si svolsero nella più pura linearità e rettitudine. Don  Luigi Cortesi, del parroco di Ghiaie, così scrive: "Fino a  domenica 21 maggio era neutrale, attendeva e, in mancanza di  prove decisive, saggiamente presumeva la spiegazione naturale del fenomeno. A Presezzo, i confratelli gli chie-  devano notizie. Don Cesare, colla sua bonaria vena canzonatoria, non nascose il suo scetticismo, che in quel giorno (18 maggio  n.d.r.), oltreché una precauzione, era anche una convinzione. Lo  manifestò anche troppo, esagerando alcuni aspetti negativi" (v.  Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 61). 
È una totale smentita dell'accusa mossa dal Locatelli, e  cioè che Don Vitali fosse il regista della farsa di Ghiaie. È ridicolo parlare di un gruppetto di veggenti, formato da Adelaide,  Severa, Bettina e Candido. Mai questi hanno detto di avere visto  la Madonna. La prima sera nel gruppetto non vi è Candido e lo  troviamo nel secondo giorno, ma non in qualità di veggente, ma  di semplice spettatore, nella seconda visione quando chiede ad  Adelaide di tornare sul luogo dell'apparizione per chiedere alla  Madonna se lui diventerà sacerdote, tutto qui. Quindi Candido  non fu mai né veggente, né comparsa, fu soltanto un testimone  non pagato, ma autentico, e la sua testimonianza autentica è stata  dimostrata tale dal corso che ha avuto la sua vita. 
Quanto alle altre bambine, si sa che non erano andate in  cerca di apparizioni, ma di fiori da portare davanti ad una  immagine della Madonna di Lourdes, non di Fatima. 
Il Locatelli aggiunge che sono stati pagati e tacitati per la  loro prestazione di comparse e di falsi testimoni. È un' altra delle  sue tante calunnie che ha detto contro persone innocenti. 
La sua tesi della dipendenza delle apparizioni di Ghiaie da  Fatima è una ossessione che mostra che non conosceva Fatima e  nemmeno Ghiaie. 
Ghiaie ha la sua caratteristica, il suo messaggio che la rendono unica, anche se ha qualcosa comune con Fatima e con altre  apparizioni. Perciò ritengo perdita di tempo attardarmi nel rilevare le differenze tra le due realtà soprannaturali e quindi  veniamo alla storia vera. 
Il parroco di Ghiaie, preoccupato per lo svolgersi inaspettato degli avvenimenti, il 18 maggio 1944, va a Bergamo e non trovando il vescovo, parla col vicario generale mons. Carrara il  quale lo consiglia di sorvegliare senza troppo esporsi e di attendere liberamente alla crescente cura pastorale. 
Il 20 maggio presenta Adelaide al vescovo. La bambina  impacciata tiene la testa bassa; sollecitata dalla cugina Maria,  finalmente riesce a baciare l'anello del vescovo, il quale le regalò  una piccola corona ed alcune immagini e mentre gli altri  parlavano, andò a sedersi in terra, in mezzo allo studio, ove mise  la corona allargandola ed al centro disponeva le immagini. 
Il vescovo la guardava e ai presenti disse: "Quanto è semplice e spontanea nelle sue cose. Come si fa a non crederle?". 
Adelaide parlò col vescovo, gli disse il segreto che la  Madonna le aveva rivelato per il vescovo stesso. Poi monsignor  Bernareggi disse a don Vitali: "Lasci andare le cose per conto  proprio; lei stia appartato". Il 19 maggio, il parroco, eseguendo  un ordine del vescovo, convocò i signori Gerosa, Verri, Invernizzi di Ghiaie e il cav. Milesi e creò verbalmente una commissione di laici che aveva lo scopo di controllare i pellegrini, aiutarli nelle loro necessità, raccogliere le elemosine e provvedere  per assicurare l'incolumità di Adelaide e dei malati. 

Severino Bortolan