venerdì 5 giugno 2026

SALVEZZA DELLE ANIME

 


Avvisa, ti dico: vai, non tacere, io ti amo e Maria, mia Madre. Ho dato occhi perché vedessero e orecchie perché ascoltassero, e cosa di meglio vi ho dato se non Maria, affinché vi trasmettesse il messaggio d’amore e misericordia? Ed è per questo che tornano a vedere il miracolo che lei ha compiuto come segno che le sue parole erano vere; per questo, chi vuole credere, creda, e chi non lo desidera, no, ma vi dico che la mia venuta è vicina e beati saranno coloro che hanno ascoltato la mia voce e l'hanno messa in pratica perché Io sono amore e misericordia, che nulla vi fermi perché le mie parole si adempiranno. Vi dico: tutto passerà ma le mie parole mai.

Vi chiedo di offrire questo digiuno per la salvezza delle anime poiché, come disse mia Madre, non c’è chi faccia penitenza né preghiera, per questo si perdono molte anime. Siate certi che se mi offrite tutti gli atti della vostra vita, uniti ai miei meriti, avrete grandi meriti. So che mi amate, ma non limitatevi a dirmelo a parole, poiché Io terrò conto delle vostre opere, non delle parole vuote che escono dalle vostre labbra.

Io sono amore e per amore sono venuto ad abitare tra gli uomini; trovo la mia gioia in coloro che, ascoltandomi, mi amano. Io conosco le mie pecore ed esse riconoscono la mia voce, perché le ho amate fin dall’eternità; chiedo loro solo amore, perché è l’unica cosa di cui vi chiederò conto. Vi chiedo totale dedizione e che questo amore che vi do si realizzi nell'osservanza dei miei comandamenti, ma, più di ogni altra cosa, il mio Cuore vi chiede: amatevi come Io vi amo, così desidero trovare nei vostri cuori solo amore, amando solo per Me.

Io vi benedico e Maria, mia Madre, unitevi a lei e vi chiedo preghiera, amore, carità perché così è il mio Cuore e il suo. Io vi amo e con questo amore desidero che vi amiate, ve lo ripeto: il mio Cuore vi dona solo amore.

23 dicembre 1983

Dettato dal Sacro Cuore.

PERSONAGGI DELLA PASSIONE - Pietro

 


PERSONAGGI  DELLA  PASSIONE


CAPITOLO I 

Pietro


 DISAGGREGAZIONE DI SÉ 


– L'uomo moderno non è più un'unità, ma un groviglio confuso di complessi e di nervi. Si sente così disgregato, così alienato da sé stesso che si vede meno come una personalità e più come un campo di battaglia, dove infuria una guerra civile tra mille e una lealtà antagoniste. Non c’è uno scopo unico, sotto ogni aspetto, nella sua vita. La sua anima può essere paragonata a una gabbia in cui numerose belve, ciascuna alla ricerca della propria preda, si accalcano l’una sull’altra. Può essere anche paragonata a una radio sintonizzata su diverse stazioni.

 Invece di sentirne alcune chiaramente, riceve solo un’intollerabile interferenza.

Se l'anima frustrata è colta, possiede una patina di frammenti sconnessi di informazione, privi della filosofia che li unisca. Per questo l'anima frustrata può dire a se stessa: «A volte mi sembra che in me ci siano due io: un'anima viva e un dottore in filosofia». Un uomo del genere proietta la propria confusione mentale nel mondo esterno e conclude che, poiché lui non conosce la verità, nessuno può conoscerla. 

Il suo stesso scetticismo (che egli rende universale in una filosofia di vita) lo respinge ogni volta, se non verso quelle forze che strisciano nelle caverne buie e umide del suo inconscio. Cambia la sua filosofia come si cambia d'abito. Il lunedì posa i binari del materialismo; il martedì legge un libro famoso, smonta i vecchi binari e ne posa di nuovi, quelli di un idealista; il mercoledì, la sua nuova strada è comunista; il giovedì vengono posati i nuovi binari del liberalismo; il venerdì ascolta una trasmissione e decide di viaggiare sui binari freudiani; il sabato beve a lungo per dimenticare il suo viaggio e, la domenica, rimane a rimuginare sulla follia della gente che va in chiesa. Ogni giorno ha un nuovo idolo, ogni settimana un nuovo capriccio. La sua autorità è l’opinione pubblica. Quando questa cambia, la sua anima frustrata cambia con essa. Non c’è un ideale fisso, una grande passione, ma solo una fredda indifferenza per il resto del mondo. Vivendo in un continuo stato di riferimento a se stesso, i “io” della sua conversazione si ripetono con crescente frequenza, poiché ritiene che tutti i suoi simili diventino sempre più noiosi per l’insistenza nel parlare di se stessi, invece che di lui. 

***

FULTON J. SHEEN 


3° "IO CONSOLERÒ IN TUTTE LE LORO AFFLIZIONI, IN TUTTE LE LORO PENE I DEVOTI DEL MIO CUORE".

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.


3° "IO CONSOLERÒ IN TUTTE LE LORO AFFLIZIONI, IN TUTTE LE LORO PENE I DEVOTI DEL MIO CUORE".

Alle nostre anime tristi, Gesù presenta il suo Cuore e offre la sua consolazione.

«Chiuderò la tua cicatrice e ti guarirò dalle tue ferite» (Ger. 30,17).

«Cambierò in gioia le loro pene, li consolerò e nei loro dolori li riempirò di allegrezza» (Ger. 31,13). «Come una madre accarezza il suo bimbo così anch'io ti consolerò» (Is. 66,13). Così Gesù ci manifesta il Cuore del Padre suo e Padre nostro, dal cui Spirito è stato consacrato e mandato a evangelizzare i poveri, a sanare i cuori infermi, annunziare ai prigionieri la liberazione, donare la vista ai ciechi, a tutti aprire tempi nuovi di redenzione e di vita (cfr. Lc. 4,18,19).

Gesù, dunque, manterrà la sua promessa, adattandosi alle singole anime. Con alcune anime più deboli, liberandole del tutto; con altre, aumentando la forza di resistenza; con altre, svelando loro i segreti tesori del suo amore... a tutte, SVELANDO IL SUO CUORE, cioè facendo vedere le spine, la croce, la piaga - segni di passione, di sofferenza e di sacrificio - in un cuore fiammeggiante, comunicherà il segreto che dà forza, pace e gioia anche nel dolore: l'Amore.

E questo in diverso grado, secondo i suoi disegni e la corrispondenza delle anime... Con alcune fino ad inebriarle d'amore in modo che non desiderino altro che di soffrire, d'essere ostie immolate con Lui in espiazione dei peccati del mondo.

«In ogni occasione ricorrete all'adorabile Cuore di Gesù, deponendovi le vostre amarezze e angustie. Fatene la vostra dimora e tutto sarà mitigato. Egli vi consolerà in ogni afflizione e sarà la forza della vostra debolezza. Là troverete un rimedio per i vostri mali, un rifugio in tutte le vostre necessità» (S. Margherita Maria)

 

SO CHE È MOLTO DIFFICILE VIVERE IN QUESTO MONDO IN CUI REGNA LA VIOLENZA!

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE: 4 giugno 2026)


Mie Amate, IO SONO il Vostro DIO d’Amore che vi ama. Vi ringrazio entrambe per aver recitato il rosario. Non perdete il coraggio, figli Miei: «Non disperate», non avete NULLA DA TEMERE, poiché siete sotto la Mia protezione.

Sto arrivando, Mie Amate.

So che è molto difficile vivere in questo mondo dove regnano la violenza, l’odio, l’indifferenza e la mancanza di carità… Consolatevi, Miei Amati: questo mondo scomparirà molto presto e sarà il nuovo mondo ad aprirsi presto a voi: là dove ci saranno solo Pace, Amore, gioia!

Amen, Amen, Amen,


Ricevete, figli miei, dal vostro DIO d’Amore e di Tenerezza: la mia Santissima benedizione insieme a quella della Beata VERGINE MARIA: la vostra mamma del CIELO: «La DIVINA IMMACOLATA CONCEZIONE» e di San GIUSEPPE, suo castissimo sposo:


NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO,

AMEN, AMEN, AMEN,


Andate in PACE, miei amati, andate in PACE: la PACE del vostro DIO D’AMORE che vi ama teneramente: la PACE di: «IO SONO», amen!


(Alla fine del messaggio ricevuto, abbiamo cantato:

Abbiamo recitato il Magnificat

Cuore Sacro di Gesù

Ave Maria


Il dramma della fine dei tempi

 


XI CONCLUSIONE

( Undicesimo articolo febbraio 1886 )


Siamo giunti alla fine del nostro studio.

Nell'esaminare i loro destini futuri, ci siamo basati unicamente sulle profezie che formano una parte integrante della Scrittura divinamente ispirata.

La sostanza del nostro lavoro è stata tratta, dunque, dalle stesse fonti di cui si nutre la fede cattolica; e non pensiamo che ciò che abbiamo portato avanti riguardo all'Anticristo, all'apparizione di Enoch ed Elia, alla conversione degli ebrei, ai segni precursori del giudizio, possa essere negato senza imprudenza.

Dove possiamo aver sbagliato è nei commenti che abbiamo fatto su vari passaggi dell'Apocalisse, così come nel collegamento che abbiamo cercato di stabilire tra gli eventi citati sopra. Ma se abbiamo sbagliato, è stato nel seguire interpreti autorevoli, e più spesso i Padri della Chiesa.

Sbagliamo forse a vedere nello stato attuale del mondo i preludi della crisi finale descritta nei Libri Sacri? A noi non sembra così. L'apostasia iniziata nelle nazioni cristiane, la scomparsa della fede in tante anime battezzate, il piano satanico della guerra condotta contro la Chiesa, l'arrivo al potere delle sette massoniche, sono fenomeni di tale portata che non potremmo immaginarne altri più terribili.

Tuttavia, non vogliamo che il nostro pensiero sia distorto. L'epoca in cui viviamo è indecisa e tormentata. L'umanità è inquieta e vacillante. Accanto al male c'è il bene; accanto alla propaganda rivoluzionaria e satanica c'è un movimento di rinascita cattolica, manifestato da tante opere generose e sante imprese. Le due correnti diventano ogni giorno più chiare: quale delle due travolgerà l'umanità? Solo Dio lo sa, Lui che separa la luce e le tenebre, e segna i loro rispettivi posti 61.

D'altra parte, è certo che la carriera terrena della Chiesa è lungi dall'essere chiusa: anzi, forse non è mai stata così aperta. Nostro Signore ci ha fatto sapere che l'Ora, si può dire che il Vangelo è già stato predicato nel cuore dell'Africa, in Cina, in Tibet? Qualche rara luce non costituisce il giorno intero; qualche faro illuminato lungo le coste non scaccia la notte dalle terre profonde che si estendono dietro di loro.

Come condurrà la Chiesa questa gara, sotto quali auspici porterà alle nazioni che la ignorano, o che l'hanno ricevuta in modo insufficiente, la testimonianza promessa da Nostro Signore? Sarà in un periodo di relativa pace? Sarà nel pieno di una persecuzione religiosa? È possibile formulare ipotesi in entrambe le direzioni. La Chiesa si sta sviluppando in un modo che sconcerta tutte le previsioni umane; basta ricordare le meravigliose conquiste fatte contro l'infedeltà al culmine della crisi del protestantesimo.

Infatti, la più assoluta fiducia nelle magnifiche prospettive future della Chiesa non è affatto incompatibile con le nostre riflessioni e congetture sulla gravità della situazione attuale.

D'altra parte, nello stimare che stiamo assistendo ai preludi della crisi che porterà con sé la comparsa dell'Anticristo sulla scena mondiale, ci guardiamo bene dal voler precisare i tempi e i momenti, cosa che considereremmo una temerarietà ridicola. Permetteteci un confronto che spiegherà tutto il nostro pensiero.

Succede che un viaggiatore scopra, ad un certo punto del suo cammino, tutta una vasta distesa di un paese, delimitata all'orizzonte da montagne. Vede chiaramente le linee delle montagne lontane; ma non può valutare la distanza che le separa l'una dall'altra. Quando comincia ad attraversare questa distanza intermedia, trova burroni, colline, fiumi; e la meta sembra allontanarsi man mano che ci si avvicina.

Così è per noi, nella nostra umile comprensione, nei tempi attuali. Possiamo prevedere la crisi finale, osservando il piano satanico che sarà l'incoronazione suprema che si cova e si dispiega davanti ai nostri occhi. Ma, dal punto in cui siamo al momento attuale di questa crisi, quali sorprese ci aspettano!

Quanti restauri del bene sono sempre possibili! Quanti avanzamenti del male sono purtroppo anche possibili! Quante alternative nella lotta! Quante compensazioni per le perdite! Qui dobbiamo riconoscere, con Nostro Signore, che appartiene solo al Padre di organizzare i tempi e i momenti. "Non est vestrum nosse tempora vel momenta, quæ Pater posuit in sua potestate" 63. In questa incertezza, dominata dal pensiero della Provvidenza, cosa possiamo fare? Guarda e prega.

Vegliate e pregate, perché i tempi sono innegabilmente pericolosi, "instabunt tempora periculosa" 64; perché c'è un grande pericolo, in questo tempo di scandalo, di perdere la fede.

Vegliate e pregate, affinché la Chiesa possa svolgere la sua opera di luce, nonostante gli uomini delle tenebre.

Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione.

Vegliate e pregate in ogni momento, affinché possiamo essere trovati degni di fuggire da queste cose che avverranno in futuro, e di stare alla presenza del Figlio dell'uomo: "Vegliate, omni tempore orantes, ut digni habeamini fugere ista omnia quæ futura sunt, et stare ante Filium hominis" 65.


giovedì 4 giugno 2026

«Sì, perché è mia gioia stare con i figli degli uomini e mio desiderio dimorare in loro.»

 


Secondo giovedì di ottobre 1895

«Sì, perché è mia gioia stare con i figli degli uomini e mio desiderio dimorare in loro.»


Barbara:

«O amantissimo Gesù, ti ricordo quella triste ora sul Monte degli Ulivi, quando versasti sudore di sangue per l’angoscia. Concedi anche a me la grazia di sopportare con pazienza ogni paura, per amore verso di Te. Il Tuo esempio mi insegni a dire con Te in rassegnazione: “Padre, non come voglio io...”. Con Te voglio soffrire, affinché un giorno anch’io sia glorificata.”

Vedo il mio Gesù, tutto bagnato di sangue, il Suo santissimo volto è completamente sfigurato, i Suoi capelli sono arruffati, e in preda al terrore e all’angoscia la Sua alta statura è piegata.

O mio Gesù, mi unisco a Te. Accogli le mie lacrime, anche se non sono sanguinose, per i miei peccati e per i peccati del mondo intero. Oh, se solo gli uomini prendessero a cuore la Tua amara sofferenza. O è per questo che tanti vanno in rovina, perché l'umanità non lo riconosce più e perché coloro che ci credono lo ignorano così facilmente, come se fosse stato solo uno spettacolo e non una realtà sanguinosa, eppure Tu sei il Figlio unigenito del Padre Eterno, Dio da Dio, Luce dalla Luce, e hai sofferto tutto questo per noi per infinito amore. O mio Gesù, mi unisco a Te.

Ti offro tutte le mie sofferenze, in unione con le mie due confratelle, per il Tuo maggiore onore e glorificazione, per l’onore della Tua santa Chiesa, affinché il Tuo Regno si estenda su tutto il mondo, affinché anche coloro che Ti disprezzano tornino in sé. Ti offro tutti i cuori che sono separati da Te, tutti quelli tiepidi e indifferenti.

Oh, se potessi dividere il mio cuore in tanti pezzi quanti sono tali anime e offrirlo a Te per coloro che non Ti amano.

Mi unisco a Te anche per tutti quei milioni di persone che il Santo Padre raccomanda in modo particolare ai bambini, affinché pregano per loro. È forse possibile che ora ci stiamo avvicinando alla fine?”

Gesù:

«Ecco, voglio operare in te, figlia mia! Voglio che il Mio Regno si espanda sempre più in tutto il mondo, ma soprattutto in coloro che si sacrificano al Mio amore. Essi dovranno gusteranno il Mio Regno in tutta la sua ampiezza, in tutta la sua profondità, in tutta la sua altezza, in tutta la sua lunghezza. Essi regneranno nel Mio Regno come un re sul suo trono, trionferanno su tutti i loro nemici, abbracceranno con amore il Mio Amore e godranno di Me in tutta la Mia dolcezza e in tutta la Mia delizia. Ti prometto, figlia Mia, che tante anime giungeranno alla conversione quante tu e le tue due consorelle reciterete di rosari.

Ti prometto, figlia Mia, che tante anime dalle pene del Purgatorio saranno introdotte nelle gioie del Cielo quante Ave Maria reciterete in questo mese. Siate quindi zelanti, non temete i pettegolezzi degli uomini e non lasciatevi scoraggiare se altri vi rimproverano. Vi prometto che non ne deriverà alcun danno alla vostra salute e alla vostra vita, e aumenterete il vostro grado di beatitudine tanto quanto reciterete devotamente il rosario.”

Barbara:

«O mio Gesù, Tu sei infinitamente buono. O povera peccatrice che sono, o puoi forse dimenticare come Ti ho offeso?

L’hai forse dimenticato? È possibile che Tu sia così infinitamente clemente per quel poco che ho fatto? Oh, se solo tutti gli uomini Ti riconoscessero e Ti amassero con tutto il cuore, se solo volessero lodarTi e onorarTi con tutte le loro forze e sopra ogni cosa! Oh, io Ti prego anche per amore della Tua agonia per i sacerdoti. Io non posso fare altro che soffrire quando Tu vieni, amarti, tanto quanto Tu mi dai grazia, e il resto devo lasciarlo solo a Te.»

Gesù:

«N. non se ne andrà, resterà; digli solo che si accontenti della vita attiva finché Io stesso non gli conferirò la vita contemplativa; verrà il tempo in cui Io provvederò a ciò. Non deve appesantire la sua croce, inserendovi egli stesso la trave trasversale. È mia volontà che egli rimanga qui, e quanto più profondamente si umilia e scende nell’abisso dell’umiliazione, sottomettendosi a tutto e lasciandosi opprimere e umiliare da chiunque, tanto più in alto sale nel mio amore. Digli che per trentatré anni sono sceso, giorno dopo giorno più in profondità, fino a quell’abisso dove ho esalato l'ultimo respiro sulla croce, che ha ancora molti gradini da percorrere, prima di scendere a quell'ultimo gradino su cui Mi sono trovato, e quando sarà giunto il tempo in cui dovrà essere innalzato sulla croce, avrà ancora tempo a sufficienza per godere e contemplare le cose divine».

Barbara:

«Oh, quanto sei infinitamente buono! Noi uomini siamo fatti così, oh, abbi pietà della nostra debolezza. Guarda, Signore, un povero vermicello Tu lo sollevi dalla polvere e lo elevi alla presenza della Tua divinità.»

Gesù:

«Sì, perché è mia gioia stare con i figli degli uomini ed è mio desiderio dimorare in loro.»

Barbara:

«O mio Gesù, Ti ringrazio per tutta la bontà che hai già dimostrato a me, povera peccatrice, e che ancora mi dimostrerai. Apprezzo il fatto che Tu mi abbia condotta a M., ma non nel modo in cui avrei voluto. O abbi indulgenza e pazienza con me. Tu mi hai condotta a M. per arricchirmi di Te stesso nella Santa Comunione. O come posso ringraziarti per questo!

O cielo e terra, o rendete grazie al mio Dio, che ha fatto cose così grandi per me e viene da me ogni giorno nella Santa Comunione.

O miei santi patroni: Santa Barbara, Santa Elisabetta, San Giuseppe, Sant’Antonio, Santa Caterina e Sant’Agnese, o voi tutti santi, voi cari e santi patroni, o rendete grazie con me per la grande grazia che Dio, che voi contemplate, si umilia, venendo ogni giorno da me per unirsi a me, e che mi ha condotto a M. per raggiungere questo obiettivo.

Ti prego anche per le ragazze del mio villaggio, e poiché Tu vuoi che la Santa Comunione quotidiana sia introdotta ovunque, fa’ pure in modo che sia resa più facile anche per loro. Ti ringrazio per avermi guidato tra persone così buone, o benedici loro e le loro famiglie. Ti ringrazio per averlo tenuto nascosto fino ad ora. Oh, non riesco a crederci, oh mio Gesù, quanto sei infinitamente buono. Il mio cuore è troppo piccolo. Sì, è creato per Te, e non riposa finché non riposa in Te.

Come puoi essere così infinitamente buono verso le Tue creature, che Ti offendono ancora. Quanto dovrai essere buono quando potranno possederti e godere di Te in quel luogo dove non potranno più offenderti. O ascoltate, figli della terra, quanto è infinitamente buono il nostro Dio. O mio Gesù, guarda, te l’ho chiesto già tante volte, mostrami, se è tua volontà, il fratello di N.”

«Cara Madre, mi rivolgo a Te, Ti offro l’Ave Maria recitata in questo mese. Ti offro tutte le sofferenze che i Tuoi figli devono sopportare nelle loro famiglie, perché recitano il Santo Rosario, ogni passo e ogni mossa; ti offro tutto ciò che ho già sofferto e che ancora dovrò soffrire, ti offro tutto! Ti dono tutto con un atto eroico d’amore».

Come il mio Gesù sulla croce ha pregato per i suoi nemici, così io prego per coloro che mi hanno offeso e che ancora mi offenderanno, e se a volte mi viene un po’ di risentimento, oh, perdonami. Ti offro tutte le contraddizioni che dovrò ancora sopportare. Dammi quest’anima, o Signore, Tu sai perché, lo so anch’io, ma proprio perché vedi che io amo disinteressatamente, proprio per questo devi darmela.

Ecco, disinteressato come il Tuo amore sulla croce, è anche il mio amore. Mi hai promesso delle anime. Mi getto verso di Te, devi consegnarmele, voglio solo chiedere anime che Ti glorifichino. Dammelo. Ave Maria.”

Fratello redento:

“Ma di’ a mia sorella che smetta di essere testarda.”

Barbara:

«Oh, se solo potessi arrivare là dove non sarei più separata da Te! Oh, ho tanta paura di perderti di nuovo. Oh, rafforza la mia fede, la mia speranza e il mio amore. Oh, fa’ che io superi ogni cosa.»

Gesù:

«Lascia che gli uomini ti considerino come vogliono, perdona tutti.»

Barbara:

«Oh, non valgo altro che essere giudicata male da loro.»

Gesù:

«Non devi stancarti nella sofferenza, come anche la Mia Madre non si è stancata di camminare al Mio fianco nella Mia amara sofferenza. Segui le Sue orme.»

Barbara:

«Oh, povera peccatrice che sono.»

Gesù:

«E quando arriveranno le sofferenze interiori, non devi confonderti, non darci peso. Guarda come Mia Madre ha vissuto tutta la Sua vita accanto al Figlio. Così anche tu devi camminare accanto a Me, guardando costantemente alla Madre di Dio.

Per questo ti ho scelta. Devi tenere il Mio esempio davanti agli occhi. Guarda, non faccio caso a tutti i tuoi errori, torno sempre da te. Così anche tu devi fare con i tuoi simili, vedrai a quale grado di beatitudine ti condurrò, se persevererai.»

Barbara:

«O mio Gesù, mi sento così intrappolata nella mia famiglia.

Non ho nessuno che mi capisca, oh, se solo non mi avessi portato via la mia Maria; quel cuore buono, ora sono così completamente sola. Oh, dimmi, perché l’hai fatto? Avremmo servito Te insieme con tanta dedizione.»

Gesù:

«Guarda, ti ho dato altre sorelle, non ti lasceranno più, affinché la Mia gloria sia maggiormente promossa. La tua Maria è la Mia sposa e tutte coloro che Mi servono sono le Mie spose.»

Barbara:

«Ora sono consolata e mi arrendo, come Tu vuoi.»

(La sorella Maria è una monaca a K.)

Gesù:

«Io non sono un Dio che vuole sempre adirarsi e punire, Io sono un Dio d’amore e di misericordia.»

Barbara:

«O Signore, ti chiedo: cosa regalerai a N. per i suoi venticinque anni di professione?»

Gesù:

«Come dono di giubileo voglio darle un grande aumento di amore e una pazienza insuperabile in tutte le sofferenze che ancora le verranno. Verrà un tempo in cui tutto ciò che ha fatto a Me e alle sue sorelle sarà rivelato. Voglio che questa famiglia sia mostrata agli altri.»

Gesù voleva andarsene. Luisa, però, continuava a presentargli nuove richieste. Egli si voltò con grande gentilezza e disse con cortesia:

Gesù:

«Non mi stanco mai di accogliere le tue richieste».

Quando Barbara, a causa delle parole di altri, si sentì molto spaventata e si chiese se fosse davvero il buon Dio a parlarle, Lo supplicò in lacrime di non lasciarla andare perduta, poiché lei non cercava altro che compiacerLo. Quando finì la Via Crucis con tali suppliche, sentì la Sua presenza così evidente che non riuscì più ad andare avanti. Egli iniziò ad istruirla amorevolmente sui suoi dubbi e sulla sua paura e a rassicurarla in un modo impossibile da descrivere a parole.

Gesù:

«Voglio mostrarti perché sono così generoso e ti faccio promesse così grandi, non certo per te, ma affinché si riconosca quanto sono buono e che non mi faccio superare in magnanimità. La mia Sposa, la Chiesa, mi ha rivestito di una nuova luce e mi ha trasportato in un nuovo cielo in questo mese, perché i miei figli si radunano così numerosi intorno a me per lodare la mia Santa Madre.

Poiché, ecco, onorando mia Madre, glorificano me, il loro Dio».

La sera: il Santissimo Sacramento era esposto e si era dato inizio al Rosario. Finora Egli non si era mostrato a lei, sebbene lei sapesse per certo che Egli era vicino a lei, con lei. Ma ora Egli le apparve sull’altare in una tale bellezza che non può essere né immaginata né descritta. Era avvolto in uno splendore come lei non aveva mai visto prima. In quella luce vide un alone, o meglio ancora, un arcobaleno, ma senza colori, che circondava completamente Gesù, e in quell’arco ovale stava estremamente amabile il caro Salvatore, con il volto rivolto verso la gente. Intorno al misterioso arco c’erano in campi delimitati i dodici articoli del Credo apostolico. Dietro di Lui stava Sua Madre, e lo splendore che circondava il caro Salvatore ricadeva su Sua Madre, e Lei lo distribuiva con entrambe le mani ai presenti, così che tutti – sebbene in modo molto diverso – fossero circondati dalla stessa luce. Allora il Signore le spiegò cosa ciò significasse, poiché lei non lo aveva compreso. Lo splendore che ella vedeva, infatti, non proveniva – come sempre – da Lui stesso, ma era diffuso dall’arcobaleno che Lo circondava con i dodici articoli del Credo Apostolico. Con ciò Egli voleva mostrarci quale grande gioia la Sua Gli procura il fatto che in questo mese abbia radunato attorno a Lui così numerosi i Suoi figli, e che anche loro sappiano che non chiedono invano e che Egli non si lascia superare.

Per questo motivo, giovedì mi ha fatto quelle promesse quasi incredibili di donarci, per ogni rosario, un povero peccatore e, per ogni Ave Maria, un'anima in pena.

Con questo, il caro Salvatore vuole mostrarci quanta gioia provi per la preghiera della Sua Chiesa e quante grazie ne derivino per noi, per la Chiesa, e che noi stessi possiamo accrescere la Sua gioia e la Sua gloria. Se ci uniamo veramente a Lui e seguiamo la chiamata della Chiesa, otterremo tutto ciò che Egli ha promesso, non grazie ai nostri sforzi, ma grazie alle Sue suppliche e a quelle della Sua Chiesa, alle quali ci uniamo.

Barbara Weigand


Maria più necessaria ancora negli ultimi tempi.

 


Per mezzo di Maria ebbe principio la salvezza del mondo, e per mezzo di Maria deve avere compimento. Nel Primo Avvento di Gesù Cristo Maria quasi non comparve, affinché gli uomini ancora poco istruiti ed illuminati sulla persona del figlio suo, non si allontanassero dalla verità attaccandosi troppo sensibilmente e grossolanamente a Lei, come sembra sarebbe accaduto se fosse stata conosciuta, a cagione delle grazie ammirabili onde l'Altissimo l'aveva adornata pure all'esterno. Ma, nel secondo, Maria deve essere conosciuta e lo Spirito S. la manifesterà, affinché per mezzo di Lei Gesù Cristo sia conosciuto amato e servito. I motivi che determinarono lo Spirito S. a celare la sua Sposa mentre viveva quaggiù e a svelarla ben poco anche dopo la predicazione del Vangelo, non esistono più.  

Dio vuole dunque rivelare Maria, il capolavoro delle sue mani, negli ultimi tempi: - 1) perché Essa si tenne nascosta in questo mondo e si pose al di sotto della polvere con la sua profonda umiltà, - 2) perché essendo il capolavoro nelle mani di Dio, Egli vuole essere glorificato e lodato in terra dagli uomini, - 3) siccome è l'aurora che precede e scopre il sole di giustizia, Gesù, così bisogna che sia vista e riconosciuta, onde sia visto e riconosciuto Gesù Cristo, - 4) essendo la via per la quale Gesù venne a noi la prima volta, ne sarà altresì la via quando verrà la seconda, sebbene in modo differente, - 5) essendo il mezzo sicuro e la via diritta e immacolata per andare a Gesù Cristo e trovarlo perfettamente, per mezzo di Lei lo devono trovare le anime sante destinate a risplendere in santità. Chi troverà Maria, troverà la via, cioè Gesù, che è la via, la verità e la vita; ma non si può trovar Maria senza cercarla, né cercarla senza conoscerla; bisogna dunque che Maria sia più che mai conosciuta per la maggior conoscenza e gloria della SS. Trinità; - 6) Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi in misericordia, in forza e in grazia; - in misericordia, per ricondurre ed accogliere amorevolmente i poveri peccatori e traviati che si convertiranno e ritorneranno alla Chiesa cattolica; - in forza, contro i nemici di Dio; - ed infine in grazia, per animare e sostenere i prodi soldati e fedeli servi di Gesù Cristo che combatteranno per i suoi interessi; - 7) finalmente Maria dev'essere terribile al diavolo e ai suoi seguaci, come un esercito schierato in battaglia, soprattutto in questi ultimi tempi, perché il diavolo, ben sapendo di aver poco tempo per trarre a rovina le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e i suoi attacchi.  

Ma l'umile Maria riporterà ognora vittoria di quel superbo, e vittoria così grande che riuscirà perfino a schiacciargli il capo, ove s'annida il suo orgoglio; ne svelerà sempre la malizia di serpente, ne sventerà le trame infernali, e manderà in fumo i diabolici disegni difendendo sino alla fine dei tempi i suoi fedeli servi dalle sue unghie crudeli. Ed anch'Essi, uniti a Maria, schiacceranno il capo del demonio e faranno trionfare Gesù Cristo.  

Sì, Dio vuole che la sua santa Madre sia ora più che mai conosciuta, amata e onorata; e ciò accadrà senza fallo se i predestinati entreranno bene addentro, con la grazia ed i lumi dello Spirito S., nella pratica perfetta della devozione che loro paleserò.  

Allora: - a) vedranno chiaramente, per quanto la fede lo permette, questa bella stella del mare, e dietro la sua scorta, giungeranno a buon porto, nonostante le tempeste ed i pirati; - b) conosceranno le grandezze  di questa Sovrana, e si consacreranno interamente al suo servizio in qualità di sudditi e schiavi d'amore; - c) sperimenteranno le sue dolcezze e bontà materne e l'ameranno col tenero affetto di figli diletti; - d) conosceranno le misericordie di cui è piena e la loro necessità di essere da Lei aiutati, e a Lei ricorreranno in ogni cosa come a cara loro Avvocata e Mediatrice presso Gesù Cristo; - e) sapranno che Maria è il mezzo più sicuro, più facile, più breve e più perfetto per andare a Gesù Cristo, e si daranno a Lei anima e corpo, senza alcuna riserva, per appartenere in egual modo a Gesù Cristo.  

Essi porteranno sulle spalle lo stendardo insanguinato della Croce, il Crocifisso nella mano destra, la Corona nella sinistra, i sacri Nomi di Gesù e di Maria sul cuore, e la modestia e la mortificazione di Gesù Cristo in tutto il loro tenore di vita. (Tratt. n. 47-59).

P. FRANCESCO M. AVIDANO. S. M.

 

2° "METTERÒ E CONSERVERÒ LA PACE NELLE LORO FAMIGLIE".

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.


2° "METTERÒ E CONSERVERÒ LA PACE NELLE LORO FAMIGLIE".

È necessario assolutamente che nella famiglia entri Gesù con il suo Cuore. Ci vuole entrare e si presenta con il dono più bello e più attraente: la pace. Egli la metterà dove non c'è; la conserverà dove c'è.

Difatti Gesù anticipando la sua ora operò il primo miracolo proprio per non turbare la pace della famiglia sbocciante accanto al Suo Cuore; e lo operò provvedendo il vino che dell'amore è soltanto il simbolo. Se quel Cuore fu tanto sensibile per il simbolo, che non sarà disposto a fare per l'amore che ne è la realtà? Quando le due lampade vive illuminano la casa ed i cuori sono ebbri di amore, si diffonde nella famiglia una fiumana di pace. E la pace è la pace di Gesù, non la pace del mondo, ossia quella che il «mondo irride e che rapir non può». Una pace che avendo per sorgente il Cuore stesso di Gesù non verrà mai meno e perciò può coesistere anche con la povertà e con il dolore.

Pace si ha quando tutto sta a posto. Il corpo soggetto all'anima, le passioni alla volontà, la volontà a Dio..., la moglie cristianamente al marito, i figli ai genitori e i genitori a Dio... quando nel mio cuore dò agli altri e alle altre cose il posto stabilito da Dio...

«Il Signore comandò ai venti e al mare e si fece una grande calma» (Mt 8,16).

Non così ce la darà. È un dono, ma richiede la nostra cooperazione. È la pace, ma è frutto di lotta con l'amor proprio, di piccole vittorie, di sopportazione, d'amore. Gesù promette degli AIUTI SPECIALI che faciliteranno questa lotta in noi e riempiranno di benedizioni e quindi di pace il nostro cuore e la nostra casa. «Fate che il Cuore di Gesù regni nei vostri focolari da Signore assoluto. Egli asciugherà le vostre lacrime, santificherà le vostre gioie, feconderà il vostro lavoro, benedirà la vostra vita, vi sarà dappresso nell'ora dell'ultimo respiro» (PIO XII).


AMATE I VOSTRI FRATELLI

 


Mentre mi stavano curando le ferite post-operatorie (cioè cambiandomi le garze e le bende), i miei figli sono usciti per andare a prendere ciò che mancava e in quel momento ho visto Gesù che mi guardava con una tristezza infinita e io non riuscivo a comprendere un tale dolore.

Ho chiesto: «Gesù, perché sei così triste? Non ti avevo mai visto così». Gesù mi rispose, questa volta con abbondanti lacrime che gli rigavano gli occhi, ma ciò che mi colpiva di più era quella profonda tristezza di Gesù.

«Oh, figlia mia, quanta ingratitudine riceve il mio Cuore dagli uomini! Ah, come si procurano da soli la propria sventura! La loro superbia è grande; non pensano, nemmeno i miei, a quanto mi offendono. Che cosa terribile, figlia mia! Che nei cuori di coloro ai quali ho donato le mie tenerezze non ci siano altro che odio e rancore. Quanto sono poveri, quanto sono miserabili i loro cuori! Dovrebbero essere sazi della mia saggezza, del mio amore, perché nel mio Cuore c’è umiltà, c’è carità e in quello dell’uomo solo amarezza e desolazione. Nessuno si capisce, né si ama. Quanto sarà terribile per colui che ha preferito il transitorio all’eterno! Perché non vi sarà chiesto altro che ciò per cui siete stati uniti alla mia Divinità. A che serve all’uomo avere tutto in questo mondo se non possiede Me? Se siete solo pellegrini, il vostro cammino finirà. Quando, dove? Questo lo so solo Io, ma l’uomo non si preoccupa che del benessere terreno e non accumula tesori per il cielo, che è ciò per cui siete stati creati.

Che il tempo della vita sulla terra sia breve o lungo, quell’esistenza giunge al termine, perché la vostra meta sono solo Io; per chi nel proprio cammino ha avuto solo Me come guida e ha seguito fedelmente i miei passi, i miei desideri, il mio modo di vivere, per questo vi ho detto: «Io sono la via, la verità e la vita»; e chi è lontano da Me è nelle tenebre, perché non ha la luce che Io sono. Sono pochi quelli che lasciano tutto, quelli che muoiono per le cose del mondo e, vivendo in esso, sono lì per attirare gli altri fratelli e, con l'esempio e la carità, condurli verso il mio Cuore.

Trattate forse male la vostra carne? La lasciate senza cibo, non vestite il vostro corpo, la odiate tanto quanto fate con i vostri fratelli? Non vi ho forse detto: amate i vostri fratelli come voi stessi?

Come amate voi stessi e vi prendete cura di voi stessi, così desidero che amiate i vostri fratelli, non solo quelli che ricambiano tanto amore, ma proprio quelli che vi odiano e vi tradiscono; dovete amarli e vi dico non solo come amate voi stessi, ma con lo stesso amore con cui Io vi amo, perché così sarete uno come Io lo sono con il Padre mio”.

Dettato dal Sacro Cuore.

4 giugno 1983


Il dramma della fine dei tempi

 


L'avvento del giudice supremo.

( Decimo articolo gennaio 1886 )


I

È superfluo tentare di individuare l'ora in cui avverrà il secondo avvento di Nostro Signore. È un segreto che non può essere tenuto nascosto ad ogni creatura. "Ma questo momento supremo, che porrà fine a questo mondo di peccato, sarà preceduto da segni portentosi, che attireranno l'attenzione non solo dei credenti, ma anche degli stessi empi.

Prima di tutto, come abbiamo mostrato, ci sarà la persecuzione dell'Anticristo, l'apparizione di Enoch ed Elia. Quando San Paolo ci dice che Gesù Cristo distruggerà il malvagio con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore del suo avvento, sembra addirittura che la punizione dell'Anticristo coinciderà con l'avvento del Giudice supremo. Questo, tuttavia, non è il sentimento generale degli interpreti. Il testo di San Paolo deve essere spiegato dicendo che la distruzione del malvagio non sarà consumata fino al giorno del giudizio finale, anche se la sua morte può aver avuto luogo qualche tempo prima. D'altra parte, i Vangeli accennano abbastanza chiaramente che ci sarà un certo lasso di tempo, anche se abbastanza breve, tra la punizione del mostro e la consumazione di tutte le cose.

Infatti, cosa dice Nostro Signore? Inizia descrivendo una tribolazione come non c'è mai stata dall'inizio del mondo; è la persecuzione dell'Anticristo. Poi aggiunge: "Dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze del cielo saranno scosse. Allora apparirà in cielo il segno del Figlio dell'uomo, e allora tutte le tribù della terra saranno turbate, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con grande potenza e maestà" 53.

Questi sono i segni che precederanno immediatamente l'avvento di Gesù Cristo come giudice. Ma come conciliare, con tutti questi formidabili preludi, il carattere improvviso e imprevisto che, secondo altri testi del Vangelo, rivestirà questo avvento? Poco più avanti, infatti, Nostro Signore ci rappresenta gli uomini degli ultimi giorni del mondo come del tutto simili ai contemporanei di Noè, che il diluvio sorprende mangiando e bevendo, sposandoli e sposandosi 54. San Tommaso risponde a questa obiezione dicendo che tutti gli sconvolgimenti che precedono la fine del mondo possono essere considerati come un tutt'uno con il giudizio stesso, simili a quei sinistri scricchiolii che sono indistinguibili dall'affondamento che li segue. Davanti a tutti questi terribili presagi, gli uomini possono schernire gli avvertimenti della Chiesa. Ma quando sentiranno scricchiolare la macchina del mondo, impallidiranno; e come dice San Luca perderanno i loro sensi con il terrore e l'ansia di ciò che sta per arrivare sul mondo 55.

San Tommaso stesso getta una vivida luce sui tempi che intercorreranno tra la morte dell'Anticristo e la venuta di Gesù Cristo, quando dice: "Prima che i segni del giudizio comincino ad apparire, gli empi crederanno nella pace e nella sicurezza, cioè dopo la morte dell'Anticristo, perché non vedranno la fine del mondo, come avevano pensato prima. Con l'aiuto di questo piccolo testo, possiamo formulare le ipotesi più plausibili riguardo agli ultimi tempi del mondo; e i nostri lettori non mancheranno di essere interessati, anche se li ricevono solo come semplici congetture.

II

Abbiamo detto, e lo riteniamo incontestabile, che la morte dell'Anticristo sarà seguita da un trionfo senza pari della santa Chiesa di Gesù Cristo. Le gioie profetiche di Tobia che recupera la vista nello stesso momento di suo figlio, la gioia inebriante degli ebrei alla caduta di Haman e dei suoi satelliti, le estasi degli abitanti di Betulia, liberati da Giuditta dall'assedio di ferro che li costringeva; la purificazione del tempio da parte dei Maccabei, vincitori sull'empio Antioco; infine e soprattutto, il trionfo calmo e pacifico di Giobbe, restituito da Dio a tutti i suoi beni, vedendo i suoi amici e parenti pentiti accorrere ai suoi piedi e riunendoli tutti in un banchetto religioso: Tutte queste immagini esprimono in modo in- sufficiente lo stato della santa Chiesa che apre il suo cuore e le sue braccia materne ai suoi nemici come ai suoi figli, agli ebrei convertiti come ai fratelli riconciliati, ai discendenti di Ham come ai figli di Shem e Japheth; in una parola, realizzando la grande unità comprata al prezzo del sangue di un solo Dio: un solo gregge e un solo Pastore!

Certamente, e anche in questo periodo di trionfo, ci saranno ancora gli empi; ma pensiamo che si nasconderanno e spariranno nell'immensità della gioia pubblica.

Questi bei giorni dureranno purtroppo solo il tempo necessario per dimenticare i solenni eventi che li hanno fatti nascere. La Chiesa non avrà, per così dire, nessun nemico contro cui combattere, e questo passaggio insensibile sarà tanto più rapido quanto più la Chiesa non avrà nemici da combattere.Ecco come un autore stimato, padre Arminjon, descrive lo stato in cui cadrà il mondo :

"La caduta del mondo, dice, avverrà istantaneamente e improvvisamente: "ven t dies Domini sic t fur" 57. Sarà in un momento in cui il genere umano, immerso nel sonno della più profonda incuria, sarà lontano mille leghe dal pensare al castigo e alla giustizia. La misericordia divina avrà esaurito tutti i suoi mezzi di azione. L'Anticristo sarà apparso. Uomini sparsi ovunque saranno stati chiamati alla conoscenza della verità. La Chiesa cattolica, per l'ultima volta, si sarà diffusa nella pienezza della sua vita e della sua fecondità.

"Ma tutti questi favori notevoli e sovrabbondanti, tutti questi prodigi, saranno di nuovo cancellati dal cuore e dalla memoria degli uomini. L'umanità, con un abuso criminale delle grazie, sarà tornata al suo vomito. Rivolgendo tutte le sue aspirazioni verso la terra, si sarà allontanato da Dio, al punto di non vedere più il cielo e di non ricordare più i suoi giusti giudizi 58. Tutta la carne avrà corrotto la sua strada. La Divina Provvidenza lo giudicherà e non ci sarà rimedio.

"Sarà, dice Gesù Cristo, come ai tempi di Noè. Gli uomini vivevano spensierati, facevano piantagioni, costruivano case sontuose, deridevano con gioia il buon Noè, che si dedicava al mestiere di falegname e lavorava notte e giorno per costruire la sua arca. Si dicevano l'un l'altro: che pazzo, che visionario! Questo durò fino al giorno in cui venne il diluvio e inghiottì tutta la terra: "venit diluvium et perdidit omnes" 59.

"Così, la catastrofe finale avverrà quando il mondo sarà creato nella più completa sicurezza; la civiltà sarà al suo apice, il denaro abbonderà nei negozi, mai prima d'ora i fondi pubblici avranno conosciuto un aumento così grande. Ci saranno feste nazionali, grandi esposizioni; l'umanità, traboccante di una prosperità materiale inaudita, dirà, come l'avaro nel Vangelo: "Anima mia, tu hai beni per molti anni, bevi, mangia, stai allegra...". Ma improvvisamente, nel cuore della notte, "in media nocte" - perché nell'oscurità, e in quell'ora fatidica di mezzanotte in cui  il Salvatore apparve per la prima volta nel suo annientamento, apparirà di nuovo nella sua gloria, gli uomini, svegliandosi di soprassalto, sentiranno un grande rumore e un grande grido, e si sentirà una voce dire: "Dio è qui, venitegli incontro, "exite obviam ei" 60: Dio è qui, andate a incontrarlo, "exite obviam ei" 60".

E l'autore aggiunge che gli uomini non avranno il tempo di pentirsi. Su questo punto non siamo d'accordo con lui. La grande catastrofe, infatti, sarà preceduta da segni terrificanti, l'insieme dei quali formerà un grande appello alla misericordia divina. Molto cieco e indurito sarà colui che vi resisterà!

Il sole sarà oscurato, come se fosse esaurito da una perdita di luce. La luna non riceverà più uno splendore abbastanza vivido da brillare da sola. Il cielo sarà arrotolato come un libro, pieno di dense tenebre. Le forze del cielo vacilleranno, perché le leggi del moto dei corpi celesti sembreranno sospese. Ci sarà una profonda perturbazione nel mare, un grande fragore di onde impetuose, e la terra sarà scossa con movimenti insoliti; e gli uomini non sapranno dove rifugiarsi per sfuggire agli elementi scatenati. Alla fine la terra si aprirà e manderà globi di fiamma che produrranno una vampata generale, mentre nell'aria apparirà una croce splendente che annuncerà la venuta del Giudice Supremo.

Quanto dureranno questi segni? Nessuno lo sa. Quello che la Scrittura ci dice è che gli uomini si prosciugheranno nell'orrore. Quello che è successo ai contemporanei di Noè succederà anche a loro. Mentre Noè costruiva l'arca, tutto il mondo si burlava di lui; ma quando il diluvio cominciò a invadere tutto, il mondo intero tremò, e molti uomini, secondo la testimonianza di San Pietro, si convertirono. Allo stesso modo, ci è permesso di sperare che all'avvicinarsi del giudizio, una buona parte degli uomini, vedendo come i cieli sono velati e sentendo la terra cedere sotto i loro piedi, faranno un atto di contrizione suprema ed entreranno di nuovo in grazia con Dio.

Quanto ai giusti, essi alzeranno il capo con fiducia; e la croce che risplende li riempirà di gioia.

La carriera mortale della Chiesa sarà terminata. Il mondo aspetterà solo, per finire, finché non avrà raccolto l'ultimo dei suoi elementi.

mercoledì 3 giugno 2026

Perché Dio ha permesso che l’ARCA DELL’ALLEANZA scomparisse prima della venuta di GESÙ CRISTO?


 

Se non ritornerete, la giusta ira di Mio Padre scenderà su di voi. Cosa preferite: il Mio amore o l’ira di Mio Padre? Scegliete, e come sceglierete, così sarà fatto.

 


«Beate le case che onorano il Mio Nome e il Nome di Mio Padre. Beate le case dove sono amato, poiché lì dimora la Santissima Trinità. Beati i genitori e i figli che hanno fatto spazio a Dio nei loro cuori. Piccola segretaria del Mio Cuore, scrivi queste istruzioni per la santificazione del Mio popolo. «La casa di Mio Padre è una casa di preghiera, e voi ne avete fatto un covo di ladri. "Figli Miei, ogni casa e ogni anima è la casa di Mio Padre, poiché Egli le ha create e sono Sue.

Ma molte di esse non sono più santificate dalla Sua Presenza. I ladri sono entrati e Gli hanno rubato i Suoi templi di preghiera. Siete voi, figli Miei, che li avete lasciati entrare. Se, figli Miei, purificherete i vostri templi, Mio Padre tornerà e Noi verremo a stabilire la nostra dimora con voi. "Ritornate, popolo mio, poiché il Mio Cuore ha fame e sete del vostro amore. Se non ritornerete, la giusta ira di Mio Padre scenderà su di voi. Cosa preferite: il Mio amore o l’ira di Mio Padre? Scegliete, e come sceglierete, così sarà fatto. Non costringerò il vostro libero arbitrio, poiché esso è vostro e potete usarlo come desiderate."

 12 Luglio 1954