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venerdì 30 gennaio 2026

A quei pochi, diletti del Cuore Mio, vengo ad impartire un Battesimo di Fuoco.

 


Dice Gesù: 

«Vi è battesimo e battesimo, figlia che amo. Tutti voi che siete cattolici avete il Battesimo che lava la colpa d’origine e che dovrebbe avere le stesse conseguenze di santità per tutti, se tutti miraste al Cielo in luogo di essere confitti con gli occhi dello spirito e con le radici del vostro essere nel fango della Terra. 

Il Battesimo, sacramento da Me istituito in luogo del battesimo di Giovanni precursore, ha in sé tutti gli elementi per portarvi alla santità. Vi dà la Grazia e chi ha la grazia ha tutto. 

Ma siete voi che della Grazia non tenete conto e la gettate come inutile dono. Fra il severo dovere per essere fedeli a questa Grazia, la quale altro non è che Dio in voi con tutti i suoi doni, e il facile compromesso con la carne ed il sangue, col denaro, col Male pur di godere, o credere di godere durante quei pochi attimi di eternità che sono la vostra vita della terra, voi preferite il compromesso. 

Quando il Figlio di Dio, Colui che vi ama, viene fra le turbe segnate del suo indelebile segno, quel segno che è più glorioso di una corona regale perché vi dà una regalità ultraterrena di figli e eredi dell’Altissimo Re, trova che pochi hanno lottato contro l’istinto e contro Satana, o lavato le macchie di Satana e dell’istinto col pentimento, in modo da avere terso e operante quel segno di predestinazione. A quei pochi, i diletti del Cuore mio, Io, Figlio di Dio al quale ogni potere di giudizio è deferito dal Padre, vengo ad impartire un battesimo di fuoco ardente, che arde e consuma in loro ogni umanità per fare libero lo spirito e renderlo capace di ricevere lo Spirito che parla. 

Selezione severa e elezione dolorosa nel suo gaudio. Poiché chi non è mondo, chi non è mantenuto o reso mondo dall’amore e dal pentimento, non può essere accettato per mio grano. La pula sterile e vuota, il loglio e la cuscuta dannosa, gli inutili viticci parassiti, saranno separati dal mio rigoroso esame. 

La pula sono gli orgogliosi: orgogliosi di cuore o di pensiero per la loro scienza razionalizzante e errata, i farisei e gli scribi del tempo attuale. Il loglio e la cuscuta, i ribelli alla Legge e gli avvelenatori dei cuori: corruttori, gli scandalosi per i quali meglio sarebbe stato se fossero stati espulsi dal seno materno già estinti. I viticci sono i deboli, i tiepidi che vogliono beneficiare della comunione dei santi ma senza sforzarsi di dare ad essa il contributo della benché minima fatica. Sono i pigri dello spirito, coloro che hanno sempre bisogno di sprone, di sostegno, di calore, per vivere la loro povera vita spirituale; senza i coefficienti di diversi aiuti, striscerebbero al suolo incapaci di tendersi al cielo a sarebbero calpestati dal Maligno: calpestati dico, non colti. Sono sprezzati anche da esso. Non se ne cura perché sa che da se stessi si dànno la morte dell’anima. 

Elezione dolorosa perché bisogna, come spiga destinata a divenire farina di Dio, accettare i colpi della trebbia, l’immolazione della macina, la purificazione del frullone, ossia dolori, dolori, dolori, mortificazioni, ascetismo senza misura. 

Oh! per essere farina da ostie occorre sapersi far spogliare di ogni impurità dall’amore. Nessun’altra cosa come l’amore è assoluto nell’operare questa depurazione della vostra personalità per renderla atta a vivere in Cielo. 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


mercoledì 28 gennaio 2026

Ciò che Isaia disse ad Ezechia re, è ciò che vi avviene.

 


Dice Gesù: 

«Se anche ti fa male, scrivi. È ancora una profezia che si compie. E alla lettera. Ciò che Isaia disse ad Ezechia re61, è ciò che vi avviene. Insisto col chiedere preghiere. E poiché sei sfinita, ti dico le parole del re: “Sia pace e verità nella tua vita”. 

DA: I QUADERNI DEL 1943 

mercoledì 21 gennaio 2026

Da quel Piemonte doveva iniziarsi l’errore che è sbocciato in così doloroso fiore e che darà un così attossicante frutto! Se non vi avvinghiate alla Croce, vostra ultima salvezza, giungerete ad imitare le belve rese idrofobe dalla fame e dall’ira. Cacciate satana col Cristo Vincitore.

 


Dice Gesù: 

«Questo ti farà soffrire. Ma non posso sempre parlare a te sola, piccola sposa di amore e dolore. 

Scrivi per tutti. La parola di Abdia è la pagina dell’Italia di questo ultimo secolo. Non vi è errore neppure nella descrizione del suolo. 

O Italia, Italia alla quale tanto ho dato e che mi hai dimenticato e hai dimenticato i miei benefizi! E da quel Piemonte, dove è una testimonianza di Dio non inferiore a quella del Tabernacolo mosaico - perché, se in esso erano due tavole scritte dal profeta di Dio, qui vi è la storia della mia Passione scritta con inchiostro di Sangue divino sul lino59 che la pietà offerse ad avvolgere la mia nudità di Immolato - e da quel Piemonte60 doveva iniziarsi l’errore che è sbocciato ora in così doloroso fiore e che darà a voi un così attossicante frutto! 

La superbia del cuore, l’eterno peccato dell’uomo, è venuta a traviare i tuoi reggitori, o Italia, i tuoi reggitori ai quali fu fatale l’aver vinto. Sempre è fatale quando il dono di Dio non scende in un cuore di figlio sincero, rispettoso e amante del Padre. 

Il dono fermenta, mescolandosi col suo bene al male che è in voi, e produce un amalgama di distruzione. Distruggete per prima la grazia in voi, poi la benevolenza di Dio per voi, terzo il frutto di essa benevolenza. Nel vostro caso le vittorie iniziali, mescolando il lecito motivo della risurrezione nazionale alla superbia, dalla quale vengono le prepotenze e gli errori, ha distrutto quel bene che Io vi avevo concesso. 

Subito avete sbagliato. Vi siete creduti sicuri perché eravate riusciti. Ma non sapete, o re e governanti, che siete finché Io lo voglio e finché i vostri errori non suscitano il mio: “Basta”? Anche foste divenuti i più potenti della terra e il vostro trono fosse stato fissato sulle vette dove l’aquila spazia, fatto nelle rocce stesse dei monti che coronano questa terra, incoronato delle mie stelle, un pensiero del mio Volere poteva sbriciolarlo e precipitarne i resti in fonda valle. 

Vi dimenticate troppo che Uno è colui che è Potente e che ogni potenza da Lui viene. Pari a coloro che fanno mal uso della miracolosa sanità riconquistata per pietà divina, voi avete fatto mal uso delle soddisfazioni che vi ho dato, e avete pensato poter fare a meno di Me e della mia Legge. 

Non giova, o re e popoli, dare un bugiardo ossequio alla mia Croce e alla mia Chiesa. Occorre vivere la legge della Croce e rispettare realmente la Chiesa. Dio non si irride e non si inganna. Non dovete tentare la sua pazienza infinita. 

Un errore, due errori, dieci errori avete fatto. Vi ho mandato castighi, vi ho mandato gioie, vi ho mandato i miei santi per ricondurvi al Bene. Ai castighi avete risposto con le ribellioni, alle gioie approfittandone per fini umani e talora illeciti, ai miei santi irridendoli. Avete sempre peggiorato. Io aumentavo i benefizi per attirarvi e voi sorridevate allo spirito nemico. Sì che si può dire che in questo popolo e nei suoi governanti “non c’è più prudenza”, non c’è più “saggezza”, ma soltanto superbia, derisione, leggerezza, peccato. 

Avete messo tutto sotto i piedi per farvene sgabello e salire. Ma le cose di Dio non si mettono sotto i piedi. Vanno accettate in ginocchio e con animo di figli, e non usate come mezzi di trionfo umano. Allora come pietre di un arco trionfale scosse dal fremito dell’ira mia, si sconnettono, precipitano e vi travolgono. 

E travolti siete. Fino ai confini saranno sospinti i tuoi figli, povera terra che non hai più lume divino. 

Come mandre percosse a tergo da inferociti pastori, i tuoi padroni di ora e di prima ti percuotono i figli, e posto che hai voluto questi padroni di crudeltà in luogo del Padrone santo nelle cui mani stanno benedizioni e pace, e posto che non hai saputo piangere il pianto che ottiene il perdono e lava le colpe, le laverai col sangue mescolato a un pianto lungo e amaro di vinta. 

Dove sono i tuoi amici, o terra che non hai voluto per amico Iddio? A chi tradisce è serbato il tradimento. Ed è inutile e dannoso dire ora: “Fu questo, fu quello il traditore”. Tutti avete tradito. Tradito Dio vostro Padre, tradita la sua Parola di Vita, tradita la vostra coscienza. Siete tanti Giuda. Avete venduto per pochi quattrini e per poche bugiarde promesse i vicini e i lontani, sperando che dal tradire ve ne venisse un frutto. Ma quale, che non fosse veleno? Quale, che non fosse morte? 

Hai esultato dell’altrui rovina. E perché? Per interesse tuo? No. Sei doppiamente colpevole per questo. 

Hai adorato il vitello che ti pareva d’oro ed era soltanto di polvere dorata. Hai servito i precursori della Bestia. La Bestia ti dà i frutti del suo regno tenebroso. Morte, rovina, miseria, fame, vergogna, servaggio, crollo della fede, delle libertà, dell’onore, e se non vi avvinghiate alla Croce, vostra ultima salvezza, giungerete ad imitare le belve rese idrofobe dalla fame e dall’ira: vi sbranerete l’un coll’altro e crederete satollarvi uccidendo i servi di Dio. Ma non farete che distruggere il Bene che ancora fiorisce fra di voi e divenire iene in veste d’uomo, demoni in veste umana. 

Ma non sentite nelle vostre coscienze gridare la Voce di Dio? Non la sentite tuonare per i cieli chiamandovi ancora una volta per salvarvi? No, non la sentite. E, ciò che è male nel male, neppure coloro che dovrebbero esser usi a percepirla e conoscerla, la sentono più. Hanno veste consacrata ma sconsacrato il cuore. Sono sordi. E se non odono, come possono fare udire? 

Badate, lo dico una volta ancora. Osservate i segni, voi lettori dei libri di Dio e voi semplici fedeli. I segni sono tremendi. Stornateli con la Croce. Portate fuori le croci e le mie effigi. Cacciate satana col Cristo Vincitore. Abbiate fede. Abbiate fede. Morite di non aver fede. Vorrei che benediste ogni regione, ogni provincia, ogni città con Me Redentore. Non feste. Non è tempo. Ma vere adorazioni e pure benedizioni per liberarvi da Quello che fa ossessi voi e i vostri padroni di ora e di prima.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


domenica 18 gennaio 2026

Certe spogliazioni subìte con rassegnazione hanno il valore di un martirio.

 


Dice Gesù: 

«… Dio vuole che alla risurrezione finale anche le vostre carni splendano di luce e di bellezza soprannaturale ed eterna. Splendano per le opere sante compiute nella vita della terra, per le opere compiute seguendo gli impulsi dell’anima mossa da Dio. 

Se sapeste che grazia grande è ogni venuta di Dio-Amore! Se lo comprendeste, direste ad ogni istante: “Vieni, Signore Gesù! Vieni a guidare l’anima mia! Sii il mio Re e il mio Maestro”. Se lo sapeste, segnereste ogni incontro, ogni venuta, fra i giorni fausti della vostra vita di uomini. E in verità nessun avvenimento è tanto fausto quanto quello in cui Io entro col mio amore nel vostro cuore per salvarvi e condurvi, oltre la vita, alla Vita vera, eterna e beata. 

Quando per vostra incuria voi avete lasciato passare oltre il vostro Maestro, afflitto per la vostra inerzia spirituale; quando il rimorso, grido della coscienza che non tace mai completamente, neppure nei più depravati, desta la vostra anima che avete intontita nella tiepidezza e nella materialità, siate solleciti ai ripari. Cercate subito Iddio. 

Pensate che senza Dio si erra su vie di morte sino a perire in eterno. Pensate anche che Dio è pietoso ed ha viscere di carità per voi. Egli sente subito il vostro grido che lo richiama e, se anche per vostro castigo sta nascosto qualche tempo, non sta lontano. Voi non lo vedete, ma Egli è già presso a voi col suo cuore di Padre che perdona al figlio sviato e anela di stringerselo al cuore. 

Cercate subito Iddio. Superate le guardie di ronda: le insidie che il Nemico scagliona lungo la via per impedire che un’anima gli sfugga per ricoverarsi in Dio. Lasciate pure che per vendetta vi spogli, Satana invidioso e crudele. 

Meglio per voi entrare nudi di umanità nella vita eterna, ma ricchi soltanto di ricchezze spirituali, che accompagnati alle soglie di Dio da affetti, onori, gioie terrene, per essere buttati fuori perché avete già avuto tutto e non meritate altro, avendo preferito avere questo “tutto”, che cade e vi trascina nel cadere, all’unica cosa necessaria ad aversi: la moneta per entrare nella Vita eterna, accumulata con fatiche, sforzi, pazienza spirituale, piccioli santi raggranellati ora per ora obbedendo alla mia Legge per amore mio, perle mistiche ottenute col dolore sofferto per amore, rubini eterni creati dal vostro voler essere miei figli, contro le voci della natura carnale, contro gli scherni e le vendette del mondo, contro le seduzioni e le ire di Satana, volute vincendo se stessi e i nemici di se stessi: uomini o demoni che siano, volute stritolando la carne pur di far trionfare lo spirito che vuole seguire la Volontà di Dio, volute sino a sudare sangue vivo come Io davanti alla più forte tentazione, alla più forte paura, alla più forte Volontà divina che uomo abbia potuto subire. 

Se sapeste cosa è un vostro “no” detto alle forze della carne, degli affetti, delle ricchezze, degli onori, per essere fedeli a Colui che vi ama! Se sapeste cosa è esser pronti a lasciarsi togliere anche le cose care pur di essere tutti di Dio! 

Certe spogliazioni, subìte con rassegnazione se non con giubilo, poiché si può giubilare ancora per la salute immolata secondo i fini di Dio, ma non si può giubilare su una tomba che si chiude su un padre, una madre, uno sposo, un figlio, un fratello - sono stato Uomo fra gli uomini Io pure e ricordo cosa è non udire più una voce cara, non vedere più la casa animata da un parente e vuota la dimora di un amico della sua presenza - certe spogliazioni subìte con rassegnazione hanno il valore di un martirio, Maria, ricordalo. Lo hanno come lo ha quello della vita offerta per l’avvento del mio Regno nei cuori, delle febbri, delle malattie subìte perché cadano le febbri delle anime e le malattie degli spiriti. 

E l’uno e l’altro martirio avranno il premio del martirio: la stola porpurea di coloro che sono venuti a Me attraverso una grande tribolazione, teoria di fuoco che seguirà l’Agnello insieme alla candida teoria dei vergini, la seconda alla mia destra, la prima alla mia sinistra perché veramente questi eroi dello spirito sono i figli del mio Cuore squarciato da un martirio d’amore, come i primi sono i nati di Maria che più somigliano alla Madre e al Figlio della Madre, sono coloro che vissero in veste d’uomini con sentimenti d’angeli: oltre la carne e il sangue. 

Con ogni vostro mezzo, con santa audacia, cercate il Signore. Cercatelo per riparare la pigrizia di prima. 

E una volta trovatolo, non separatevi più da Lui. 

In Lui è il Bene che non muore. In Lui è la Vita e la Verità. Se starete in Lui non perirete. Se vivrete in Lui non morrete, non conoscerete errori. Come barca che entra sicura nel porto perché il suo pilota l’ha saputa condurre, voi, guidati dal Cristo, entrerete nel porto della Pace. Io ve lo dico, Io che non mento. 

Non rinnegatemi mai, figli che amo. Siate fedeli a Me ed Io vi darò la gloria.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


giovedì 25 dicembre 2025

Dio va accolto nella Sua forma Trinitaria. Basta respingere una parte di Verità per fare il caos in voi.

 


Dice Gesù: «Ho detto: “Se rimarrete fedeli alla mia Parola sarete veramente miei discepoli, conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi”. 

Rimanere fedeli alla mia Parola vuole dire essere fedeli al Cristo, perché la Parola del Padre è Gesù Cristo, Redentore vostro. Perciò rimanendo fedeli alla mia Parola rimanete fedeli alla eterna Trinità Nostra, perché se amate il Verbo amate anche l’origine di Esso e amando Esso amate anche lo Spirito Santo che ha, insieme al Padre, provveduto a mandare il Cristo in terra per darvi la Dottrina di Vita e la Redenzione.

 Ecco perché non è vero fedele colui che ama Me e non ama la mia Origine e non ama il mio Fattore: l’Amore; perché è l’Amore che ha generato il Cristo ai viventi, come il Padre ha generato il Figlio-Verbo, è l’Amore che ha generato all’uomo il Redentore unendo le due nature divina e umana in un unico nodo di fuoco dal quale è venuto al mondo la Luce vera. 

Colui che ama Uno solo della Triade Santa e non ama gli Altri Due, colui non è un vero fedele e manca verso la Carità e la Fede. Mancando verso la Fede manca anche verso la Verità, perché mette in dubbio la Verità che Io sono venuto a portarvi e si rifiuta di conoscerla mettendo un impedimento alla sua intelligenza. 

Come lo mette? Rifiutando Dio. Perché Dio è Carità, e chi tanto poco conosce la carità da essere incapace di amare ciò che Dio ha fatto e ciò che Dio ha donato, come può dire d’essere in Dio? E se non è in Dio così come figlio in seno del padre, come può avere in sé la capacità di intendere il soprannaturale linguaggio del Padre? 

Vedete come l’essenza della Fede sia come un cerchio meraviglioso che non conosce interruzione e vi cinge di un unico abbraccio vitale? Ma se voi violentemente lo rompete per superbia della mente, per durezza di cuore, per pesantezza di carne, ecco che allora esso presenta una lacuna che nessuna ragione umana è capace di colmare. 

E succede di voi quello che sempre succede. Che voi precipitate fuori dal baratro aperto dal vostro volere che non accetta con semplicità di pargoli ciò che la Bontà vi dice di credere, e nel vostro precipitare non vi fermate al fango della terra. Sarebbe già una colpa, perché voi siete stati fatti per il Cielo e non per sporcare l’anima nel fango della terra. Ma precipitate oltre la terra, nei regni di Satana, perché chi vive avulso da Dio, dalla sua Parola e dal suo Amore, uccide in sé la Vita e il suo essere è alimento per il fuoco orrendo dove s’aggira l’Odiatore di Dio. 

Credete pure, figli miei, che basta respingere una parte di Verità per fare il caos in voi. Che basta accogliere un vero di meno della mia dottrina perché si sconquassi tutto l’edificio della Fede e voi vi troviate come fra le rovine di un palazzo crollato, pieno di baratri e di pericoli. 

Ora il mondo moderno non fa proprio così? Non sceglie dal mio parlare ciò che più gli fa comodo e non rifiuta il resto? Non crede forse a singoli punti negandone altri? Ma, figli del mio amore, riflettete. 

Posso Io essere venuto a dirvi parole inutili? Menzognere? Impossibili a credersi e a mettersi in pratica? 

No, creature del mio dolore. Io non ho detto una parola sola che sia inutile e non la dico. Non ho detto una parola sola che non sia vera e non la dico. Non ho detto una parola sola che sia impossibile allo spirito - dico allo spirito che è generato da Dio, parte di Dio stesso chiusa in voi57 - che lo spirito non possa credere. Io non ho detto una parola sola che voi non possiate praticare, sol che vogliate farlo, perché Io sono Intelligente, Giusto, Buono, e non do ordini stolti, pesi superiori alle vostre forze, ho esigenze che per la loro severità siano in contrasto con la bontà. 

Siatemi fedeli, cari figli. Accettate la mia Parola senza volerla sindacare, e dove la vostra debolezza non giunge a capire volgetevi a Me: Luce del mondo. 

Per la milionesima volta Io, Dio, vi assicuro che non voglio la vostra rovina ma la vostra salvezza, e come chioccia trepida della sua prole Io vi tengo sotto il mio abbraccio perché mi preme la vostra eterna vita. Non uscite dal mio abbraccio. Io fedele ai miei figli e voi fedeli a Me. 

Come sarà bello il giorno in cui, dopo esserci amati, attraverso a tanta distanza d’etere, voi verrete a Me per sempre e ci potremo amare in sempiterno: luci tornate alla Luce; vite tornate alla Vita; spiriti tornati allo Spirito; figli tornati al Padre; esuli tornati alla Patria; eredi di un Re assunti al regno del vostro Iddio, Re dei re e Signore dell’Universo.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


mercoledì 17 dicembre 2025

L’Eucaristia come il più grande miracolo

 


Dice Gesù: "Nel mio atteggiamento è insegnamento di fede, di rispetto e di umiltà. Come mi vedi? In veste gloriosa? No. Mi vedi come Gesù di Nazaret, il Maestro, l'Uomo. Cosa è l'Eucarestia? Il miracolo più grande, più santo, di Dio. È Dio.

È Dio perché nell'Eucarestia vi è il Figlio di Dio, Dio come il Padre, Dio fatto carne per l'Amore, ossia per Dio che Amore è, e per opera dell'Amore, ossia per opera della terza Persona.

È Dio perché è miracolo d'amore, e Dio è dove è amore. L'amore testimonia Dio più di ogni parola o devozione, o atto, od opera. Io, Autore di questo miracolo che è testimonianza della potenza di Dio e della sua natura - l'Amore - rendo onore a questo miracolo. Per dirvi che è vero, per dirvi che è santo, per dirvi che va venerato col massimo dei rispetti. Gesù-Maestro adora la sua Natura divina nell'Eucarestia. Ecco perché ti appaio come Maestro, non come il Gesù glorioso. Non potrebbe il Gesù glorioso nulla adorare. A Lui vanno le adorazioni di tutto quanto è, poiché è il Dio tornato al suo Regno. Ma il Figlio dell'uomo può ancora mostrare la sua volontà di venerare l'Arca che mi contiene Dio - il Pane eucaristico - e lo faccio. Per insegnarlo a fare a voi.

Perché sto a sinistra? Ancora per insegnare a voi. Il sacerdote, mentre è nelle sue funzioni sacerdotali, è degno del massimo rispetto. E ve lo assicuri il fatto che lo ubbidisco al suo comando e scendo, Sangue, a lavarvi il cuore, e scendo, Carne, a nutrirvi lo spirito. Imparate da Me, che sono umile, ad avere umiltà."

(CEV) "I Quaderni 1944", p. 628

domenica 14 dicembre 2025

Sarà il Regno dello Spirito, dopo verrà il Regno Eterno. Opererò l’estrema selezione dei Viventi sulla terra nell’ultimo scatenamento di satana. I buoni si aggrapperanno alla Mia Croce e invocheranno il Mio Nome che salva.

 


Dice Gesù: 

«Non è nel senso con cui tu lo intendi. Verrà l’ora della pace e del perdono anche per voi Italiani, verrà l’ora in cui tornerete a stringere alleanza col Signore dopo essere stati nelle mani di satana che vi ha strapazzati come foste una matassa di filo nelle mani di un pazzo furente. Ma le parole di Gioele (cap. II, v. 18-3256) non sono dette particolarmente per questo o per quel popolo. 

Esse sono per il mio popolo, per il popolo dell’Unico, Vero, Grande Re: del Signore Iddio vostro, Uno e Trino, Creatore e Redentore del genere umano. Quel periodo di benessere di cui parla Gioele è l’anticipato annunzio di quanto molto tempo dopo parla Giovanni nel suo Apocalisse. 

Dopo le guerre tremende che Satana avrà portato alla Terra attraverso al suo Messo di tenebre: l’Anticristo, verrà il periodo della tregua in cui, dopo avervi mostrato con la cruenta prova di che doni può esser autore satana, cercherò di attirarvi a Me colmandovi di doni miei. 

Oh! i miei doni! Saranno la vostra dolcezza! Non conoscerete fame, stragi, calamità. I vostri corpi e più le vostre anime saranno pasciute dalla mano mia, la Terra sembrerà sorgere per una seconda creazione, tutta nuova nei sentimenti che saranno di pace e concordia fra i popoli e di pace fra Cielo e Terra, perché farò dilagare su voi lo Spirito mio che vi penetrerà e vi darà la vista soprannaturale dei decreti di Dio. 

Sarà il Regno dello Spirito. Il regno di Dio, quello che voi chiedete - e non sapete ciò che chiedete perché non riflettete mai - col Pater noster. Dove volete che avvenga il Regno di Dio se non nei vostri cuori? È da lì che deve iniziarsi il Regno mio sulla Terra. Regno grande, ma sempre limitato. 

Dopo verrà il Regno senza confini né di terra, né di tempo. Il Regno eterno che farà di voi degli eterni abitatori dei Cieli, poiché, è naturale, Io parlo a coloro che sono miei sudditi e non ai reprobi che hanno già il loro re orrendo: satana. 

Il vostro Dio opererà tutti i prodigi per attirare a SÉ il maggior numero di viventi, perché Io sono Dio di Misericordia, di Perdono e di un Amore così infinito che per quanto possiate studiarvi e comprenderne la misura non lo potete fare. Quello che voi credete sia l’infinità del mio amore per voi, è come sassolino minuto del greto di un rio rispetto ad una intera catena montana, le cui basi dividono i continenti e le cui cime si fasciano nelle nubi.  

 Ma credi tu che tanti prodigi di Amore e tante luci di Spirito convertiranno gli uomini al loro Dio Eterno? Disilluditi. Se verso poveri animali privi di ragione Io usassi le cure che userò con voi per i bisogni dei vostri corpi - solo queste - essi animali coi loro linguaggi informi loderebbero Me dall’alba al tramonto, e se sapessero dove trovarmi si partirebbero da tutte le parti del globo per venire a ringraziare il loro benefico Tutore. Ma gli uomini no. 

Nella quasi totalità assolutamente sordi alle voci e ai doni spirituali, e quasi del tutto sordi ai doni corporali, in luogo di riconoscere la mia Bontà e di amarmi per riconoscenza, approfitteranno del benessere che darò loro per discendere sempre più nell’abisso che a loro piace, dove, come immonde bestie in un pantano, si avvoltolano e li attendono ciò che seduce i nove decimi dell’umanità: libidine, lussuria, frode, violenza, ladrocinio, eresia, superstizione e altre corruzioni del senso e della mente, tanto orrende che pare impossibile agli onesti possano essere vere, ma vere sono e fanno arrossire i Cieli e sollevare con moto di sdegno la nostra Divinità. 

Non la paterna elargizione di doni e non i terrorizzanti segni del cielo saranno capaci di fare dei viventi in quel tempo dei figli di Dio. E allora verrà il mio giorno grande e terribile. 

Non giorno di ventiquattro ore. Il mio tempo ha diversa misurazione. È detto “giorno” perché nel giorno si opera, e Io in quel tempo opererò. Opererò l’estrema selezione dei viventi sulla terra. Ed essa avverrà nell’ultimo scatenamento di Satana. 

Allora si vedranno coloro che hanno in essi il Regno di Dio e coloro che hanno il regno di satana. 

Poiché questi ultimi con bocca, atti, e soprattutto con cuore blasfemo commetteranno gli ultimi spregi alla mia Legge e gli estremi sacrilegi verso Dio, mentre i primi, i figli e sudditi del Signore - mentre l’ultima battaglia percuoterà la Terra con un orrore indicibile - si aggrapperanno alla mia Croce, invocheranno il mio Nome che salva; e la mia venuta di Giudice non li atterrirà, ma anzi sarà il loro giubilo poiché i fedeli sono i salvati, quelli che Gioele chiama gli “avanzi” del Signore, ossia coloro che restano al Signore dopo le rapine di satana. 

Benedetti, benedetti, benedetti in eterno questi miei figli. Di loro è l’eterno Paradiso. Uniti ai fedeli al Signore di tutti i tempi, possederanno Iddio il cui possesso è beatitudine eterna.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


lunedì 8 dicembre 2025

(iniziata nel momento della Comunione) Le lacrime di Maria SS. sono l’offerta dell’incenso più santo al Trono di Dio. Gli Arcangeli, al momento del Giudizio Finale illustreranno il dolore di Gesù e Maria ai Risorti.

 


Dice Gesù: 

«L’arcangelo Michele, che voi invocate nel Confiteor, ma, secondo la vostra abitudine, con l’anima assente, troppo assente, era presente alla mia morte di croce. I sette grandi arcangeli che stanno in perenne davanti al trono di Dio, erano tutti presenti al mio Sacrificio. 

E non dire che ciò è in contraddizione col mio dire: “Il Cielo era chiuso”. Il Padre, lo ripeto55, era assente, lontano, nel momento in cui la Grande Vittima compiva l’Immolazione per la salute del mondo. 

Se il Padre fosse stato meco, il Sacrificio non sarebbe stato totale. Sarebbe stato unicamente sacrificio della Carne condannata alla morte. Ma Io dovevo compiere il totale olocausto. Nessuna delle tre facce dell’uomo: quella carnale, quella morale, quella spirituale, doveva essere esclusa dal sacrificio, perché Io ero immolato per tutte le colpe, e non soltanto per le colpe del senso. Or dunque è comprensibile che anche il morale e lo spirituale mio dovevano essere stritolati, annichiliti nella mola del tremendo Sacrificio. 

Ed è anche comprensibile che il mio Spirito non avrebbe sofferto se esso fosse stato fuso con quello del Padre. 

Ma ero solo. Innalzato, non materialmente ma soprannaturalmente, a una tale distanza dalla Terra che nulla più di conforto poteva venirmi da essa. Isolato da ogni conforto umano. Innalzato sul mio patibolo avevo portato su esso il peso immisurabile delle colpe di tutta un’umanità di millenni passati e di millenni avvenire, ed esso peso mi schiacciava più della Croce, trascinata con tanta fatica da un corpo già agonico per le erte, afose, sassose vie di Gerusalemme, fra i lazzi e gli urtoni di una plebe imbestialita. 

Sulla Croce ero col mio soffrire totale di carne seviziata e col mio supersoffrire di spirito accasciato da un cumulo di colpe che nessun aiuto divino rendeva sopportabili. Ero un naufrago in mezzo ad un oceano in tempesta e dovevo morire così. Il mio Cuore si è schiantato sotto l’affanno di questo peso e di questo abbandono. 

Mia Madre m’era vicina. Lei sì. Eravamo noi due, i Martiri, avvolti nello strazio e nell’abbandono. E il vederci l’un l’altro era tortura aggiunta a tortura. Poiché ogni mio fremito lacerava le fibre di mia Madre, ed ogni suo gemito era un nuovo flagello sulle mie carni flagellate e un nuovo chiodo infisso non nelle palme, ma nel mio Cuore. Uniti e divisi nello stesso tempo per soffrire di più, e su noi i Cieli chiusi sul corruccio del Padre e tanto lontani... 

Ma gli arcangeli erano presenti all’Immolazione del Figlio di Dio per la salute dell’uomo e alla Tortura della Vergine-Madre. E se è detto nell’Apocalisse che agli ultimi tempi un Angelo farà l’offerta dell’incenso più santo al trono di Dio, avanti di spargere il fuoco primo dell’ira divina sulla Terra, come non pensate che fra le preghiere dei santi, incenso imperituro e degno dell’Altissimo, non siano, prime fra tutte, le lacrime, oranti più di qualsiasi parola, della mia Santa benedetta, della mia Martire dolcissima, della Madre mia, raccolte dall’angelo che portò l’annuncio e che raccolse l’adesione, del testimone angelico degli sponsali soprannaturali per i quali la Natura Divina contrasse legame con la natura umana, attrasse alle sue altezze una carne e abbassò il suo Spirito a divenire carne per la pace fra l’uomo e Dio? 

Gabriele e i suoi celesti compagni curvi sul dolore di Gesù e di Maria, impossibilitati a sollevarlo, perché era l’ora della Giustizia, ma non assenti da esso, hanno raccolto nel loro intelletto di luce tutti i particolari di quell’ora, tutti, per illustrarli, quando il tempo non sarà più, alla vista dei risorti: gaudio dei beati e condanna prima dei reprobi, anticipo a questi e a quelli di ciò che sarà dato da Me, Giudice supremo e Re altissimo.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


domenica 30 novembre 2025

Le due Risurrezioni: liberazione dello spirito dalla carne; ricongiungimento dello spirito con la carne. Morte prima e seconda. Risurrezione prima e seconda.

 


Dice Gesù: 

«Prima di chiudere questo ciclo vi è da dire delle due risurrezioni. 

La prima ha inizio nel momento in cui l’anima si separa dal corpo e appare davanti a Me nel giudizio singolo. Ma non è che risurrezione parziale. Più che risurrezione si potrebbe dire: liberazione dello spirito dall’involucro della carne e attesa dello spirito di ricongiungersi alla carne per ricostruire il tempio vivo, creato dal Padre, il tempio dell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio. 

Un’opera mancante di una parte è incompleta e perciò imperfetta. L’opera-uomo, perfetta nella creazione sua, è incompleta e imperfetta se non è riunita nelle diverse sue parti. Destinati al Regno luminoso o al soggiorno tenebroso, gli uomini devono essere in eterno in questi con la loro perfezione di carne e spirito. 

Perciò si parla di prima e di seconda risurrezione. Però osserva. 

Colui che ha ucciso il suo spirito con vita terrena di peccato viene a Me, nel giudizio particolare, con uno spirito già morto. La risurrezione finale farà sì che la sua carne riprenda il peso dello spirito morto per morire con esso totalmente. Mentre colui che ha vinto la carne nella vita terrena viene a Me, nel giudizio particolare, con uno spirito vivo che, entrando nel Paradiso, aumenta il suo vivere. 

Anche i purganti sono dei “vivi”. Malati, ma vivi. Conseguita la guarigione nell’espiazione, entreranno nel luogo che è Vita. Nella risurrezione finale il loro spirito vivo della Vita mia, alla quale saranno indissolubilmente uniti, riprenderà la carne per renderla gloriosa e vivere con essa totalmente così come Io con essa vivo. 

Ecco perché si parla di morte prima e seconda e, di conseguenza, di risurrezione prima e seconda. A questo eterno possesso della Luce - poiché nel Paradiso possedete Dio, e Dio è Luce - l’uomo ci deve giungere per volontà propria, come per volontà propria ha voluto perdere la Luce e il Paradiso. Io vi do gli aiuti, ma la volontà deve essere vostra. 

Io sono fedele. Vi ho creato liberi e liberi vi lascio. E se pensate come è degno di ammirazione questo rispetto di Dio per la volontà libera dell’uomo, potete capire come sarebbe doveroso per voi non abusarne, compiendo con essa del male, e doveroso avere per il Signore Iddio vostro rispetto, riconoscenza e amore. 

A quelli che non hanno prevaricato, Io dico: “La vostra dimora in Cielo è pronta, ed Io ardo che voi siate nella mia Beatitudine”.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


martedì 25 novembre 2025

Più tardi e sempre il 22 agosto.

 


Dice Gesù: «Le sette piaghe ultime corrispondono ai sette tuoni non descritti51. Come sempre, sono descrizioni figurative nelle quali però non è esclusa totalmente la realtà. Ti spiego quanto reputo opportuno che di esse ti sia spiegato. 

La prima è l’ulcera. 

Sin dai tempi di Mosè punii con malattie schifose le creature che avevano commesso peccati imperdonabili verso di Me. Maria, sorella di Mosè, ebbe il corpo coperto di lebbra per avere parlato male del mio servo Mosè. Come non deve avvenire uguale e più ancora di coloro che parlano male del loro Dio? La lebbra, o l’ulcera che sia, sempre più si estende per avere sempre più voi estesi i vostri peccati contro Dio e contro la mirabile opera di Dio che siete voi. 

Quando vi avvoltolate nella lussuria, non credete forse di fare un peccato contro Dio? Ma sì che lo fate, perché profanate il vostro corpo dove lo spirito risiede per accogliere Me, Spirito Supremo. E a che punto sta arrivando la lussuria dell’uomo, compiuta con fredda e conscia volontà? È meglio non approfondire questo abisso di ripugnante degradazione umana. Io ti dico che si chiamavano immondi certi animali, ma che l’uomo li ha già superati e ancor più li supererà e che se si potesse creare un nuovo animale, ottenuto dall’incrocio delle scimmie coi serpenti e con i porci, sarebbe ancora meno immondo di certi uomini, i quali hanno dell’uomo l’aspetto, ma hanno l’interno più lubrico e repellente del più sozzo animale. 

Come ti ho detto, l’umanità si scinde sempre più. La parte spirituale, esigua al sommo, ascende. La parte carnale, numerosissima, discende. Discende ad una profondità di vizio spaventosa. Quando sarà venuto il tempo dell’ira, l’umanità avrà raggiunto la perfezione del vizio. 

E vuoi che l’interno fetore delle loro anime morte non trasudi all’esterno e corrompa le carni, adorate più di Me e usate per tutte le prostituzioni? E come le ulceri saranno provocate da voi, così voi empirete di sangue il mare e le acque dei fiumi. Li state già empiendo con le vostre carneficine, e gli abitanti delle acque diminuiscono, uccisi da voi, contribuendo alla vostra fame. Avete tanto calpestato i doni che Dio vi ha dato per i vostri bisogni materiali, che terra, cielo e acque vi stanno divenendo nemici e vi negano i frutti della terra e gli abitanti delle acque, dei fiumi, dei boschi, dell’aria. 

Uccidete, uccidete pure, calpestate la legge d’amore e di perdono, spargete il sangue fraterno e specie il sangue dei buoni, che perseguitate appunto perché sono buoni. Badate però che un giorno Iddio non vi obblighi a saziare la vostra fame e la vostra sete con il sangue che avete sparso, in contrasto col mio ordine di pace e d’amore. 

Ribelli voi alle leggi che vi ho dato, ribelli verso di voi gli astri e i pianeti che vi hanno finora donato luce e calore quali vi abbisognavano, ubbidendo, essi, alle regole che Io ho segnate per bontà verso di voi. 

Malattie ripugnanti a marchio del vostro vizio; sangue nelle acque a testimonianza di tutto il sangue che avete voluto spargere, e fra questo vi è il mio; fuoco dal sole per farvi gustare un anticipo delle eterne braci che attendono i maledetti; tenebre per avvertirvi che le tenebre attendono chi odia la Luce; tutto ciò per indurvi a riflettere e a pentirvi. 

E non gioverà. Continuerete a precipitare. Continuerete a compiere le vostre alleanze col male, preparando la strada ai “re d’Oriente”, ossia agli aiuti del Figlio del Male. 

Sembra che siano i miei angeli a portare le piaghe. In realtà siete voi. Voi le volete e voi le avrete.

 Divenuti dragoni e bestie voi stessi, per avere disposato il Dragone e la Bestia, partorirete dai vostri interni corrotti gli esseri immondi: le dottrine demoniache assolute che compiendo falsi prodigi sedurranno i potenti e li trascineranno a battaglia contro Dio. Sarete così pervertiti che prenderete per prodigi celesti quanto è creazione infernale. 

Maria, ora ti prendo per mano per condurti nel punto più oscuro del libro di Giovanni. I glossatori del medesimo hanno esaurito le loro capacità in molte deduzioni per spiegare a se stessi e alle folle chi sia la “gran Babilonia”. Con vista umana, alla quale non erano estranee le scosse impresse da avvenimenti desiderati o da avvenimenti accaduti, hanno dato il nome di Babilonia a molte cose. 

Ma come non hanno mai pensato che la “gran Babilonia” sia tutta la Terra? Sarei un ben piccolo e limitato Iddio Creatore se non avessi creato che la Terra come mondo abitato! Con un palpito del mio volere ho suscitato mondi e mondi dal nulla e li ho proiettati, pulviscolo luminoso, nell’immensità del firmamento. La Terra, di cui siete tanto orgogliosi e tanto feroci, non è che uno dei pulviscoli rotanti nell’infinito, e non il più grande. Certo però è il più corrotto. Vite e vite pullulano nei milioni di mondi che sono la gioia del vostro sguardo nelle notti serene, e la perfezione di Dio vi apparirà quando potrete vedere, con la vista intellettuale dello spirito ricongiunto a Dio, le meraviglie di quei mondi. 

La Terra non è forse la gran meretrice che ha fornicato con tutte le potenze della terra e dell’inferno, e gli abitanti della Terra non hanno prostituito se stessi: corpi ed anime, pur di trionfare nel giorno della terra? 

Sì che così è. I delitti della Terra hanno tutti i nomi di bestemmia, come li ha la Bestia con cui la Terra e i suoi abitanti si sono alleati pur di trionfare. I sette peccati stanno come ornamento orrendo sul capo della Bestia che trasporta Terra e terrestri ai pascoli del Male, e i dieci corni, numero metaforico, stanno a dimostrare le infinite nefandezze compite pur di ottenere, a qualunque costo, quanto vuole la sua feroce cupidigia. 

Non è forse la Terra inzuppata del sangue dei martiri, resa ebbra da questo liquore santo che bevuto dalla sua bocca sacrilega si è mutato in essa in filtro di ebrietà maledetta? La Bestia che la porta: compendio e sintesi di tutto il male compiuto da Adamo in poi pur di trionfare nel mondo e nella carne, trae dietro sé coloro che adorandola diverranno re di un’ora e di un regno maledetto. Siete re come figli di Dio, ed è regno eterno. Ma divenite re di un’ora e di un regno maledetto quando adorate Satana, il quale non può che darvi un effimero trionfo pagato a prezzo di un’eternità d’orrore.

La Bestia - dice Giovanni - fu e non è. Alla fine del mondo così sarà. Fu, perché realmente è stata; non è perché Io, il Cristo, l’avrò vinta e sepolta perché non sarà più necessaria, allora, ai trionfi del mondo52 . 

Non è la Terra seduta sulle acque dei suoi mari e non s’è servita di questi per nuocere? Di che non s’è servita? Popoli, nazioni, razze, confini, interessi, cibi, espansioni, tutto ha servito a lei per fornicare e compiere sterminati omicidi e iscariotici tradimenti. Gli stessi suoi figli, nutriti da lei con sangue di peccato, compiranno la vendetta di Dio su lei, distruggendola, distruggendosi, portando la somma dei delitti contro Dio e contro l’uomo al numero perfetto che esige il tuonare del mio: “Basta!” 

Ribollirà in quell’ora, fumando con odore grato al mio trono, il sangue dei martiri e dei profeti, e le zolle della terra, che hanno raccolto i gemiti degli uccisi in odio a Me e ne hanno ricevuto gli ultimi sussulti, getteranno un gran grido fatto di tutti quei gemiti santi e tremeranno di convulsione d’angoscia, scrollando le città e le case degli uomini dove si pecca e uccide e empiendo di voce che chiede Giustizia la volta dei Cieli. 

E Giustizia sarà. Io verrò. Verrò perché sono Fedele e Verace. Verrò a dare Pace ai fedeli e Giudizio santo ai vissuti. Verrò col mio nome il cui senso è noto a Me solo e nelle cui lettere sono gli attributi principali di Dio di cui sono Parte e Tutto. 

Scrivi: Gesù: Grandezza, Eternità, Santità, Unità. Scrivi: Cristo: Carità, Redenzione, Immensità, Sapienza, Trinità, Onnipotenza (di Dio condensata nel nome del Verbo umanato). E se ti pare che qualche attributo manchi, pensa che la Giustizia è compresa nella santità perché chi è santo è giusto, la Regalità nella grandezza, la Creazione nell’onnipotenza. Nel nome mio sono perciò proclamate le lodi di Dio. 

Nome santo il cui suono atterra i demoni. Nome di Vita che dai Vita, Luce, Forza a chi ti ama e invoca. Nome che è corona sul mio capo53 di vincitore della Bestia e del suo profeta che saranno presi, conficcati, sommersi, sepolti nel fuoco liquido ed eterno la cui mordente ferocia è inconcepibile a senso umano. 

Sarà allora il tempo del mio Regno della Terra. Vi sarà perciò una tregua nei delitti demoniaci per dar tempo all’uomo di riudire le voci del cielo. Levata di mezzo la forza che scatena l’orrore, delle grandi correnti spirituali scenderanno come cascate di grazia, come fiumi di acque celesti, a dire parole di Luce. 

Ma come non raccolsero nei secoli le Voci isolate, cominciando da quella del Verbo, che parlano di Bene, così saranno sordi gli uomini, sordi sempre - meno i segnati del mio segno, gli amici miei dilettissimi tesi a seguire Me - sordi alle voci di molti spiriti, alle voci simili al rumore di molte acque che canteranno il cantico nuovo per guidare i popoli incontro alla Luce e soprattutto a Me: Parola eterna. Quando l’ultimo tentativo sarà compito54, Satana verrà per l’ultima volta e troverà seguaci ai quattro angoli della terra, e saranno più numerosi della rena del mare. 

Oh! Cristo! Oh! Gesù che sei morto per salvare gli uomini! Solo la pazienza di un Dio può aver atteso tanto, aver fatto tanto, e aver ottenuto così poco senza ritirare agli uomini il suo dono e farli perire molto avanti l’ora segnata! Solo la mia Pazienza che è Amore poteva attendervi, sapendo che come rena che filtra da un sottilissimo crivello qualche rara anima sarebbe venuta alla gloria rispetto alla massa che non sa, che non vuole filtrare attraverso il crivello della Legge, dell’Amore, del Sacrificio, per giungere a Me. 

Ma nell’ora della venuta, quando, in veste di Dio, Re e Giudice, Io verrò per radunare gli eletti e maledire i reprobi, scagliandoli là dove l’Anticristo, la Bestia e Satana già saranno in eterno, dopo la suprema vittoria di Gesù Cristo, Figlio di Dio, Vincitore della Morte e del Male, a questi eletti che hanno saputo rimanere “vivi” nella vita, vivi nello spirito attendendo la nostra ora di trionfo, Io darò il possesso della celeste dimora, darò Me stesso senza soste e senza misura. 

Tendi a quell’ora, Maria. Chiamala e chiamami con tutte le forze del tuo spirito. Ecco, Io già vengo quando un’anima mi chiama. Insieme al Diletto che vide dalla Terra la gloria dell’Agnello, Figlio di Dio, la gloria del suo e tuo Gesù, di’, ad ogni palpito del tuo cuore: “Vieni, Signore Gesù”.»

DA: I QUADERNI DEL 1943


domenica 23 novembre 2025

- Prima e seconda bestia: la prima è la Potenza umana, la seconda la Scienza unicamente umana.

 


Dice Gesù

«Ti ho detto un giorno che l’eterno invidioso cerca di copiare Dio in tutte le manifestazioni di Dio. Dio ha i suoi arcangeli fedeli. Satana ha i suoi. Michele: testimonianza di Dio, ha un emulo infernale e così l’ha Gabriele: forza di Dio.

La prima bestia, uscente dal mare, che con voce di bestemmia fa proclamare agli illusi: “Chi è simile alla bestia?”, corrisponde a Michele. Vinta e piagata dallo stesso nella battaglia fra le schiere di Dio e di Lucifero, all’inizio del tempo, guarita da Satana, ha odio di morte verso Michele, e amore, se d’amore può parlarsi fra i demoni - ma è meglio dire: soggezione assoluta - per Satana.

Ministro fedele del suo re maledetto, usa dell’intelligenza per nuocere alla stirpe dell’uomo, creatura di Dio, e per servire il suo padrone. Forza senza fine e senza misura è usata da essa per persuadere l’uomo a cancellare, da se stesso, il mio segno che fa orrore agli spiriti delle tenebre. Levato quello, col peccato che leva la grazia, crisma luminoso sul vostro essere, la Bestia può accostarsi ed indurre l’uomo ad adorarla come fosse un Dio ed a servirla nel delitto.

Se l’uomo riflettesse a quale soggezione si dona collo sposare la colpa, non peccherebbe. Ma l’uomo non riflette. Guarda il momento e la gioia del momento, e peggio di Esaù baratta la divina genitura per un piatto di lenticchie.

Satana, però, non usa soltanto di questo violento seduttore dell’uomo. Per quanto l’uomo poco rifletta in genere, vi sono ancora troppi uomini che, non per amore, ma per timore del castigo, non vogliono peccare gravemente. Ed ecco allora l’altro ministro satanico, la seconda bestia. Sotto veste d’agnello ha spirito di dragone. È la seconda manifestazione di Satana e corrisponde a Gabriele, perché annuncia la Bestia ed è la sua forza più forte: quella che smantella senza parere e persuade con finta dolcezza che è giusto seguire le orme della Bestia.

È inutile parlare di potenza politica e di terra. No. Se mai potete riferire alla prima il nome di Potenza umana e alla seconda di Scienza umana. E se la Potenza di per se stessa produce dei ribelli, la Scienza quando è unicamente umana, corrompe senza produrre ribellione e trae in perdizione un numero infinito di adepti. Quanti si perdono per superbia della mente che fa loro spregiare la Fede e uccidere l’anima con l’orgoglio che separa da Dio! Ché se Io mieterò all’ultimo giorno la messe della terra, già un mietitore è fra voi. Ed è questo spirito di Male che vi falcia e non fa di voi spighe di eterno grano, ma paglia per le dimore di Satana.

Una, una sola scienza è necessaria. Lo ripeterò mille volte: conoscere Dio e servirlo, conoscerlo nelle cose, vederlo negli avvenimenti e sapere distinguere Lui dal suo antagonista per non cadere in perdizione. Invece vi preoccupate di aumentare il sapere umano a detrimento del sapere sovrumano. Io non condanno la Scienza. Ho anzi piacere che l’uomo approfondisca col sapere le cognizioni che è andato accumulando, per potere sempre più comprendere ed ammirare Me nelle mie opere. Vi ho dato l’intelligenza per questo. Ma dovete usarla per vedere Dio nella legge dell’astro, nella formazione del fiore, nel concepimento dell’essere, e non usare l’intelligenza per violentare la vita o negare il Creatore.

Razionalismo, Umanismo, Filosofismo, Teosofismo, Naturismo, Classicismo, Darvinismo, avete scuole e dottrine di tutti i generi e di tutte ve ne preoccupate, per quanto la Verità sia molto snaturata o soppressa in esse. Solo la scuola del Cristianesimo non volete seguire ed approfondire. Naturale resistenza, del resto. Approfondendo la coltura religiosa sareste obbligati o a seguire la Legge e non lo volete fare, o a confessare apertamente che volete calpestare la Legge. E anche questo non lo volete fare. Perciò non volete divenire dotti nella Scienza soprannaturale.

Ma poveri stolti! E che ve ne farete delle vostre scuolette e delle vostre parolette quando dovrete sostenere il mio esame? Avete spento in voi la luce infinita della Scienza vera e avete creduto di illuminare le vostre anime con dei surrogati di luce; così come dei poveri pazzi che pretendessero di spegnere il sole facendo di tanti fanalini un nuovo sole. Ma se anche le nebbie nascondono il sole, il sole c’è sempre nel mio firmamento. Ma se anche con le vostre dottrine create nebbie che velano il Sapere e la Verità, Verità e...

DA: I QUADERNI DEL 1943


martedì 18 novembre 2025

Nei due testimoni miei sono adombrati tutti i maestri nella fede.

 


Dice Gesù:

«Nei due testimoni miei sono adombrati tutti i maestri nella fede: pontefici, vescovi, ispirati, dottori della Chiesa, anime invase dalla Luce a dalla Voce. Essi, con voce pura da ogni venatura umana, hanno proclamato Me e la verità della mia dottrina e hanno messo sigillo di santità, di dolore, e anche di sangue, a conferma della loro voce.

Odiati come Me, Maestro dei maestri, Santo dei santi, sono stati, più o meno, sempre tormentati dal mondo e dal potere, che trovano in essi coloro che con la loro stessa condotta dicono al mondo e ai grandi del mondo: “Non è lecito ciò che fate”. Ma quando l’ora del figlio di Satana sarà venuta, l’Inferno, saliente dall’abisso aperto dall’Anticristo, muoverà guerra spietata ad essi e, secondo la vista umana, li vincerà e ucciderà.

Ma non sarà morte vera. Sarà anzi Vita delle vite, Vita vera e gloriosa. Perché se avranno Vita coloro che seguono la mia Legge nei comandamenti, quale infinita pienezza di Vita avranno coloro che seguono anche i miei evangelici consigli di perfezione e spingono il loro essere Meco sino al sacrificio totale per amore del loro Gesù, l’eterno Immolato di cui si fanno imitatori sino al sacrificio della vita?

Chiamati ad una fulgidissima risurrezione saranno costoro che si spogliano della cosa più cara all’uomo: la vita, pur di seguire Me per amore di Me e dei fratelli. Non mi stancherò mai di ripetere questo: che non vi è cosa più grande dell’amore nel Cielo e sulla terra, e non vi è amore più grande di quello di colui che dà la sua vita per i suoi fratelli.»


Dice ancora Gesù:

«Ti ho detto un giorno49 che in questa odierna tragedia sono già in moto le forze di Satana, il quale ha mandato i suoi angeli neri a muovere i regni della terra l’uno contro l’altro. La Battaglia soprannaturale è già iniziata. Essa è. È dietro alle quinte della piccola battaglia umana.    

Piccola non per vastità di mole, ma per motivo. Non è, non è il piccolo motivo umano l’origine di essa. Non è. È un altro il motivo vero che fa dei fratelli tante belve omicide che a vicenda si mordono e uccidono.

Vi battete coi vostri corpi. Ma in realtà sono le anime quelle che si battono. Vi battete per l’ordine di quattro o cinque potenti. Credete sia così. No. Uno è l’esecutore di questa rovina. Uno che è sulla terra perché voi lo volete, ma non è di questa terra. Satana è che conduce i fili di questa carneficina in cui sono più le anime che muoiono che non i corpi.   

Questa è una delle battaglie iniziali. Il regno dell’Anticristo ha bisogno di un cemento fatto di sangue e di odio per consolidarsi.

E voi, che non sapete più amare, lo servite a dovere e vi scannate a vicenda, e maledite chi non ha colpa di questo vostro male: Iddio, il quale lotta coi suoi angeli per tutelare quanto è suo: la Fede nel cuore dei cristiani, la Bontà nel cuore dei buoni.        

Non sono Io che faccio la selezione, per ora. Siete voi che vi selezionate, spontaneamente. Coloro che nonostante l’orrore sanno capire che Dio è sempre Dio, ossia Bontà e Giustizia, e che la salvezza è nel seguire la Legge di Dio, si separano da coloro che negano queste verità. I primi ascendono incontro alla Luce, gli altri precipitano verso le Tenebre. 

Veramente Satana tende, coi suoi demoni, di dare una seconda scalata al Cielo. Ma respinto dal mio  arcangelo precipita sulla terra per vincere Dio attraverso il cuore dei suoi figli. Poiché ogni anima che si perde è una sconfitta per Dio. E ci riesce Satana facilmente perché il cuore degli uomini non ha più fiamma di spirito. Non ha più vita di spirito. È un nodo di peccato in cui prospera la triplice lussuria che uccide lo spirito.

Beati quelli che han vinto in virtù del sangue dell’Agnello e sono rimasti e rimarranno fedeli sempre.

Beati quelli che avranno respinto Satana e le sue lusinghe e non si saranno preoccupati dei suoi apparenti trionfi, dei suoi sforzi sferrati in quest’ora, che egli sa esser breve per il suo regno di maledizione, e che rimarranno fedeli al Cristo e alla sua Chiesa, smembrata dalla persecuzione anticristiana, martire invitta come il Gran Martire suo Sposo, il Cristo Crocifisso, ma risorgente più bella, dopo l’apparente morte per entrare glorificata in Cielo, dove il Pontefice vero l’attende per celebrare le nozze.»

DA: I QUADERNI DEL 1943


domenica 9 novembre 2025

- L’Anticristo, per superbia di un’ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.

 


Dice Gesù: «Se si osservasse per bene quanto da qualche tempo avviene, e specie dagli inizi di questo secolo che precede il secondo mille, si dovrebbe pensare che i sette sigilli sono stati aperti. Mai come ora Io mi sono agitato per tornare fra voi con la mia Parola a radunare le schiere dei miei eletti per partire con essi e coi miei angeli a dare battaglia alle forze occulte che lavorano per scavare all’umanità le porte dell’abisso. Guerra, fame, pestilenze, strumenti di omicidio bellico - che sono più che le bestie feroci menzionate dal Prediletto - terremoti, segni nel cielo, eruzioni dalle viscere del suolo e chiamate miracolose a vie mistiche di piccole anime mosse dall’Amore, persecuzioni contro i miei seguaci, altezze d’anime e bassezze di corpi, nulla manca dei segni per cui può parervi prossimo il momento della mia Ira e della mia Giustizia.

Nell’orrore che provate, esclamate: “Il tempo è giunto; più tremendo di così non può divenire!” E chiamate a gran voce la fine che vi liberi. La chiamano i colpevoli, irridendo e maledicendo come sempre; la chiamano i buoni che non possono più oltre vedere il Male trionfare sul Bene. 

Pace, miei eletti! Ancora un poco e poi verrò. La somma di sacrificio necessaria a giustificare la creazione dell’uomo e il Sacrificio del Figlio di Dio non è ancora compiuta. Ancora non è terminato lo schieramento delle mie coorti e gli angeli del Segno non hanno ancora posto il sigillo glorioso su tutte le fronti di coloro che hanno meritato d’essere eletti alla gloria. 

L’obbrobrio della terra è tale che il suo fumo, di poco dissimile a quello che scaturisce dalla dimora di Satana, sale sino ai piedi del trono di Dio con sacrilego impeto. Prima della apparizione della mia Gloria occorre che oriente ed occidente siano purificati per essere degni dell’apparire del mio Volto. 

Incenso che purifica e olio che consacra il grande, sconfinato altare dove l’ultima Messa sarà celebrata da Me, Pontefice eterno, servito all’altare da tutti i santi che cielo e terra avranno in quell’ora, sono le preghiere e i patimenti dei miei santi, dei diletti al mio Cuore, dei già segnati del mio Segno: della Croce benedetta, prima che gli angeli del Segno li abbiano contrassegnati. 

È sulla terra che il segno si incide ed è la vostra volontà che lo incide. Poi gli angeli lo empiono di un oro incandescente che non si cancella e che fa splendere come sole la vostra fronte nel mio Paradiso. 

Grande è l’orrore di ora, diletti miei; ma quanto, quanto, quanto ha ancora da aumentare per essere l’Orrore dei tempi ultimi! E se veramente pare che assenzio si sia mescolato al pane, al vino, al sonno dell’uomo, molto, molto, molto altro assenzio deve ancora gocciare nelle vostre acque, sulle vostre tavole, sui vostri giacigli prima che abbiate raggiunto l’amarezza totale che sarà la compagna degli ultimi giorni di questa razza creata dall’Amore, salvata dall’Amore e che si è venduta all’Odio. 

Che se Caino andò ramingando per la terra per avere ucciso un sangue, innocente, ma sempre sangue inquinato dalla colpa d’origine, e non trovò chi lo levasse dal tormento del ricordo perché il segno di Dio era su lui per suo castigo - e generò nell’amarezza e nell’amarezza visse e vide vivere e nell’amarezza morì - che non deve soffrire la razza dell’uomo che uccise di fatto e uccide, col desiderio, il Sangue innocentissimo che lo ha salvato? 

Dunque pensate pure che questi sono i prodromi, ma non è ancora l’ora. 

Vi sono i precursori di colui che ho detto potersi chiamare: "Negazione", “Male fatto carne”, “Orrore”, “Sacrilegio”, “Figlio di Satana”, “Vendetta”, “Distruzione”, e potrei continuare a dargli nomi di chiara e paurosa indicazione. Ma egli non vi è ancora. 

Sarà persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in un cielo umano. Ma un astro di una sfera soprannaturale, il quale, cedendo alla lusinga del Nemico, conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento. 

Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che non vedere precipitare nelle spire di Satana questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato. Lucifero, per superbia, divenne il Maledetto e l’oscuro. L’Anticristo, per superbia di un’ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito. 

A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro stessi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte d’abisso per farne uscire il Re dell’abisso, così come il Cristo ha aperto le porte dei Cieli per farne uscire la grazia e il perdono, che fanno degli uomini dei simili a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re sono lo. 

Come il Padre ha dato a Me ogni potere, così Satana darà ad esso ogni potere, e specie ogni potere di seduzione, per trascinare al suo seguito i deboli e i corrosi dalle febbri delle ambizioni come lo è esso, loro capo. Ma nella sua sfrenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli aiuti soprannaturali di Satana e cercherà altri aiuti nei nemici del Cristo, i quali, armati di armi sempre più micidiali, quali la loro libidine verso il Male li poteva indurre a creare per seminare disperazione nelle folle, lo aiuteranno sinché Dio non dirà il suo “Basta” e li incenerirà col fulgore del suo aspetto.46 

Molto, troppo - e non per sete buona e per onesto desiderio di porre riparo al male incalzante, ma sibbene soltanto per curiosità inutile - molto, troppo si è arzigogolato, nei secoli, su quanto Giovanni dice nel capitolo 10 dell’Apocalisse. Ma sappi, Maria, che Io permetto si sappia quanto può essere utile sapere e velo quanto trovo utile che voi non sappiate.

Troppo deboli siete, poveri figli miei, per conoscere il nome d’onore dei “sette tuoni” apocalittici. Il mio angelo ha detto a Giovanni: “Sigilla quello che han detto i sette tuoni e non lo scrivere”. Io dico che ciò che è sigillato non è ancora ora che sia aperto e se Giovanni non lo ha scritto Io non lo dirò. 

Del resto a voi non tocca gustare quell’orrore e perciò... Non vi resta che pregare per coloro che lo dovranno subire, perché la forza non naufraghi in essi e non passino a far parte della turba di coloro che sotto la sferza del flagello non conosceranno penitenza e bestemmieranno Iddio in luogo di chiamarlo in loro aiuto. Molti di questi sono già sulla terra e il loro seme sarà sette volte sette più demoniaco di essi. 

Io, non il mio angelo, Io stesso giuro che quando sarà finito il tuono della settima tromba e compito l’orrore del settimo flagello47, senza che la razza di Adamo riconosca Cristo Re, Signore, Redentore e Dio, e invocata la sua Misericordia, il suo Nome nel quale è la salvezza, Io, per il mio Nome e per la mia Natura, giuro che fermerò l’attimo nell’eternità. Cesserà il tempo e comincerà il Giudizio. Il Giudizio che divide in eterno il Bene dal Male dopo millenni di convivenza sulla terra48 . 

Il Bene tornerà alla sorgente da cui è venuto. Il Male precipiterà dove è già stato precipitato dal momento della ribellione di Lucifero e da dove è uscito per turbare la debolezza di Adamo nella seduzione del senso e dell’orgoglio. 

Allora il mistero di Dio si compirà. Allora conoscerete Iddio. Tutti, tutti gli uomini della terra, da Adamo all’ultimo nato, radunati come granelli di rena sulla duna del lido eterno, vedranno Iddio Signore, Creatore, Giudice, Re. 

Sì, lo vedrete questo Dio che avete amato, bestemmiato, seguito, schernito, benedetto, vilipeso, servito, sfuggito. Lo vedrete. Saprete allora quanto Egli meritava il vostro amore e quanto era meritevole il servirlo. 

Oh! gioia di coloro che avranno consumato se stessi nell’amarlo e nell’ubbidirlo! Oh! terrore di coloro che sono stati i suoi Giuda, i suoi Caini, di coloro che hanno preferito seguire l’Antagonista e il Seduttore in luogo del Verbo umanato in cui è Redenzione; del Cristo: Via al Padre; di Gesù: Verità santissima; del Verbo: Vita vera.»

DA: I QUADERNI DEL 1943