lunedì 17 agosto 2026

La via alla Via

 


Maria 

C’è molto ancora che deve fuoriuscire dal mio cuore! Mentre ero coinvolta nella gloria che proveniva dall’umanità glorificata di Gesù, ho capito ciò che aveva compiuto. La vita di Dio, persa da Adamo, era stata restaurata per l’uomo. Dio aveva trovato un nuovo modo di santificare l’uomo, anche peccatore. In origine, Adamo ed Eva dovevano trasmettere la vita divina ai loro figli, che sarebbero nati in grazia. Il peccato aveva distrutto quella via per il paradiso, così Dio ha creato un’altra via, e Gesù è la Via al Padre (Gv.14: 6). 

La via alla Via 

Tuttavia, molte persone non possono scoprire questa via. Hanno bisogno di una “via per la Via”. Alcuni addirittura devono essere raccolti e portati alla “Via”. In quel momento, come ho visto il mio Figlio risorto e sperimentato la sua gloria, ho visto anche il mio ruolo nella salvezza. Ho capito il grande mistero di Gesù, al quale il Padre aveva dato tutta la sua gloria. Ho anche visto che Gesù era venuto al mondo attraverso di me. Sono stata il modo in cui “la Via” è venuta sulla terra. Ora, dovevo essere la “via per la Via”. Io sono la madre che porta i suoi figli nella gloria del suo Figlio primogenito. 

Quanto vado in cerca dei miei figli. Li cerco in ogni angolo del mondo. Non sanno come raggiungere il Figlio mio, quando egli solo può dare loro la gloria divina. Se non arrivano a lui, se non partecipano alla sua vita di risorto, allora saranno persi per sempre. Ecco perché parlo così spesso, cercando di far arrivare la mia voce in ogni parte del mondo. 

Il Compito di Maria 

Ho visto la gloria di Gesù risorto. Sono stata immersa nella sua vita divina. Conosco la ricchezza della sua gloria e la potenza del suo amore. Ho assaggiato la nuova fontana e sono stata esilarata dal vino nuovo. Ho visto la gloria che rifulge sul volto di mio Figlio. O lettore, quando vedrai quella gloria vivrai per sempre. 

Questa è la mia chiamata, la mia lotta e non abbasserò mai le mie braccia fino a quando non avrò sollevato ogni figlio di Dio al cielo. Questa è la mia rivelazione per questo giorno, la mia incessante, interminabile e totale donazione di me stessa per salvare tutti per il Regno. Se tu avrai sperimentato il Gesù risorto, tu avrai la sua stessa sorte. 

Commento: Maria descrive le ricchezze del suo Gesù, vedendolo in gloria. Sapendo che lei è la via a Gesù, dona incessantemente sé stessa per salvare tutti. 


VITA DI SAN CARLO BORROMEO

 


Come si affaticò, ed usò molta diligenza circa la celebrazione e conclusione del Concilio di Trento. 


Se egli era tanto diligente e fedele ne' maneggi delle cose spettanti al governo temporale, e ne' carichi che gli imponeva il Sommo Pontefice; molto più si mostrava nel governo spirituale appartenente alla salute delle anime, alla riforma de' costumi, alla disciplina ecclesiastica ed all'estirpazione delle eresie; poiché a queste cose egli era principalmente intento, come che Dio l'avesse chiamato particolarmente per tal effetto, in tempo che la Chiesa ne aveva estremo bisogno. Però ora consigliando il Sommo Pontefice, ora suggerendogli diversi rimedi e provvisioni negli occorrenti bisogni, ed ora aiutandolo nelle risoluzioni già stabilite, fece buonissimi effetti e aiutò a introdurre quella buona riforma descritta da Onofrio Panvinio nella vita di Pio IV, e facilitò anzi finì alcune altre nobilissime imprese, fra le quali una molto gloriosa e sommamente profittevole alla Santa Chiesa ed a tutto il cristianesimo fu la continuazione e conclusione del sacro Concilio di Trento, nella quale si affaticò assai e si fece particolarmente conoscere di molta prudenza, di sommo valore ed infervorato di uno zelo ardentissimo della religione cattolica. Poiché essendosi cominciato il detto Concilio alcuni anni prima sotto il pontificato di Paolo III, per provvedere all'infame eresia di Lutero, di Calvino e di altri scellerati loro seguaci, che allora pullulava ed andava serpendo per molte parti della cristianità, ed essendo stato proseguito da Giulio III, non si poté finire per molti impedimenti che nacquero e per la morte di questi Sommi Pontefici. Però Pio IV, come zelante dell'onore di Dio e della fede cattolica, fece risoluzione di continuare a dar fine a quest'opera tanto importante; essendo a ciò stimolato molto dal cardinale Carlo suo nipote, per ostare a questo pessimo morbo dell'eresia che già aveva fatto progresso grandissimo nelle parti oltramontane della Germania, Inghilterra, Ungheria, Francia ed altre provincie, ed entrata alla scoperta in Italia nelle parti del Piemonte e dei paesi de' Grigioni di qua dai monti. 

Per provvedere adunque il Sommo Pontefice a tanti scandali, - dopo ch'ebbe ben consultata l'importanza di una tanto grande impresa con prelati di molta dottrina e bontà, - convocò i cardinali a concistoro e con loro anche gli ambasciatori de' principi, a' quali ragionò a lungo sopra le miserie delle provincie infette dall'eresia, mostrando il pericolo che sovrastava ancora alle altre a quelle vicine; e che perciò era bisogno celebrare il concilio generale, disegnando egli di continuare e conchiudere il Concilio a Trento cominciato; il che fu da tutti per una bocca approvato. E Sua Santità, per consiglio di Carlo, ordinò solenni processioni, andando ella in persona a' piedi scalzi dalla chiesa di san Pietro in Vaticano fino alla Minerva, accompagnata dal sacro Collegio de' Cardinali, dai duchi di Fiorenza e d'Urbino, che ambedue, come parenti, erano venuti a baciargli i santissimi piedi. Dispensò anche il tesoro di Santa Chiesa, concedendo un Giubileo plenario ed invitando tutti i fedeli a far calde orazioni per questa gravissima causa. Dipoi mandò a Trento cinque cardinali legati a latere per presidenti del concilio in nome suo, tenendo tra essi il primo luogo Giovanni Marone (ma questo dopo la morte del cardinale Ercole Gonzaga), e Lodovico Simonetta, ambedue cardinali milanesi; e vi si congregarono duecento cinquanta vescovi con numero grande d'altri prelati e teologi e con gli ambasciatori de' principi cristiani, dandosi principio con la divina grazia alla continuazione del detto Concilio, la cui prima sessione si celebrò il giorno 18 di gennaio 1562. 

Diede particolar cura Sua Santità di questa grave impresa al nipote Carlo cardinale, volendo che egli vi vigilasse sopra e che tutta la somma del negozio passasse per le sue mani, però i Legati del concilio a lui davano ragguaglio di quanto occorreva, così dei dubbi che si proponevano, come de' pareri diversi circa essi e delle loro decisioni e determinazioni, e di tutte le difficoltà e differenze che vi nascevano, come appare dalle lettere di s. Carlo. Ed egli consultando ogni cosa in una congregazione di diciotto letterati e con esso Sommo Pontefice, dava poi le risposte di commissione di Sua Santità ai Legati, ordinando loro quanto fare dovevano. Ed era tanto grande la vigilanza sua in questa causa, che lasciava ogni altra cosa per attendere alle sue spedizioni; e comandò a' suoi camerieri, che venendo corrieri dal Concilio, fossero subitamente introdotti, benché egli si trovasse in letto da qualsivoglia ora della notte. 

Mostrò in quest'occasione qual fosse la sua costanza e fortezza d'animo; poiché avendo il demonio, nemico perpetuo del bene di Santa Chiesa e della salute delle anime, suscitati diverse volte nella continuazione di questo Concilio dispareri grandi tra i congregati, e vari impedimenti dalla parte de' principi cristiani che pareva impossibile di potervi trovar rimedio, egli non mai si perdé d'animo, né gli mancò la speranza di conseguire il fine di una così utile impresa, benché dai Legati stessi del Concilio gli venisse scritto e significato alle volte, che le difficoltà erano tali che parevano senza rimedio. Anzi egli animava lo Zio, di ciò molto travagliato, lo confortava e lo persuadeva ad andare innanzi, tenendosi come sicuro l'aiuto divino in una causa tanto grave ed importante per la fede cattolica; sicché si andò continuando il Concilio sino alla fine dell'anno 1563, nel qual tempo l'infernale nemico suscitò nuovi rumori ed impedimenti per mezzo di certe persone, che sotto colorate ragioni pensavano fosse bene che per allora si dissolvesse e si differisse in altro tempo. Ed in questo parere vennero eziandio alcuni principi, i quali si mossero a farne molta istanza. I Legati diedero, secondo il solito, minuto ragguaglio a san Carlo di quanto passava, affinché con la sua autorità ed opera egli si opponesse a questo nuovo impedimento (1). 

Nell'istesso tempo cadde in grave infermità il Sommo Pontefice; e benché qualcun altro l'avrebbe forse tenuta celata per particolari interessi, il nostro cardinale, che per nulla aveva ogni umano pensiero, tutto pieno di zelo divino e di un santo desiderio del bene universale della repubblica cristiana, ne diede subitamente avviso a Trento ai Legati del concilio; ordinando loro che senza indugio veruno facessero terminare e conchiudere il Concilio, per ovviare ad ogni sopravventuro pericolo, - così per parte dei narrati accidenti, come per la morte dello Zio se fosse successa, - affinché non restasse impedito il frutto infinito che egli prevedeva dover arrecare il sacrosanto Concilio a benefizio di tutto il cristianesimo. Donde si scorge quanto pura fosse la sua intenzione e meraviglioso lo zelo della riforma di tutta la Chiesa, e quanto gran bene la religione cristiana abbia da lui ricevuto; ed infatti i legati, avuto quest'ordine, attesero con ogni prestezza a ridurre a fine il Concilio, abbreviando il termine prescritto per la nuova sessione, la quale celebrarono in due giorni continuati che furono il terzo e quarto di dicembre. E sebbene restassero alcune cose da stabilirsi, non ne fecero conto, lasciandole all'autorità del Sommo Pontefice, come si legge nell'istesso Concilio. Onde con l'aiuto divino si diè fine a quella gloriosa impresa tante volte incominciata ed interrotta; dalla quale n'è seguita poscia gran riforma nella Chiesa, con estirpazione di molte eresie e l'innovazione della disciplina cristiana ed altri beni assai.

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(1) I vescovi di Lanciano e di Modena, ammirando la costanza di Carlo nel vincere tutti gli ostacoli dissero che molti sarebbero stati insufficienti per tutte quelle fatiche, alle quali bastò il solo Borromeo (Oltrocchi). 


"Non chiedo opere straordinarie, ma riconoscere e compiere la Mia volontà!"

 


Gesù:

"Vuoi sapere perché da ora in poi vengo di giovedì e non più, come prima, di venerdì? Lo devi sapere: perché voglio che il Santissimo Sacramento dell'altare, la santa Eucaristia, sia più venerato e più glorificato, perché voglio, perché è Mia santa volontà, che la santa Comunione, la frequente ricezione di questo Santissimo Sacramento, sia introdotta in tutto il mondo. Mi ha fatto molto piacere che il Mio servo ti aiuti così tanto."

Il granello di senape crescerà fino a diventare un albero, i cui frutti riempiranno il mondo intero. Molti, moltissimi coglieranno da quest'albero e si ristoreranno con questo frutto delizioso, perché attraverso N. e N. il granello di senape deve essere piantato nella terra, e anche se dovrà morire per un po', proprio quando tutto sembra perduto, germoglierà di nuovo, verdeggiando e spuntando; crescerà e diventerà grande, così che sarà visibile in tutto il mondo; crescerà fino a diventare un grande albero.

Di' solo a N. di rimanere calmo, di restare fermo, Io sarò con lui. Deve riflettere su ciò che tu hai già sopportato per amor Mio, e come Io ti preservo, così Io lo custodirò. Non dovrà sopportare catene, non legami, solo qua e là una parola pungente! E questo potrà certamente sopportarlo! Tu, povera piccola, vedi cosa sei diventata da sola! Vedi, Io ti ho mostrato questa settimana che non puoi nulla da te stessa, che sei una povera peccatrice. Non sei più come gli altri, credilo, gli altri sono mille volte migliori di te. Eppure Mi è piaciuto attirarti a Me, operare grandi cose in te, tu, miserabile strumento nelle Mie mani."


Barbara: "Sì, voglio ascoltare la Tua voce, parla, o Signore!"


Gesù: "Vedi, te l'ho già detto molto tempo fa, e non vogliono crederci, eppure è così, che da M. verrà la vittoria sul socialismo, perché Io voglio che la Mia voce raggiunga il mondo intero."


Barbara: "O mio Gesù, mi considerano un'impostora, lo ritengono impossibile, perché sono una così grande peccatrice."


Gesù: "Ma questo è proprio ora il Mio volere, nessuno può comandare a Me, nessuno può dirmi di fare così o così, perché Io sono il Signore su tutte le creature, voglio mostrare alle Mie creature, specialmente ai servi della Mia Chiesa, che chiedo poco, quanto grande è la Mia misericordia verso i peccatori, e voglio mostrare loro cosa faccio e cosa opero in un'anima che ascolta e segue la Mia voce. Ti ho estratta dalla classe più bassa di persone, dalla più povera, affinché nessuno possa dire: questo l'ha preso dai libri, o questo l'ha preso da altre scienze, o questo se l'è inventato da sola. Ognuno deve vedere che Io parlo con te, che nessuno parla così semplicemente da sé. Chi vive del mondo, parla mondanamente; chi vive dei piaceri sensuali, parla sensualmente; chi vive di Dio, parla divinamente. Di' al Mio servo di esaminare se le tue parole vengono dal mondo, dalla carne o da Dio. Ti ho già detto otto anni fa che non ho bisogno del tuo contributo. Non chiedo nulla da te, proprio nulla, se non la perseveranza, e che i Miei servi devono riconoscere da ciò che sono Io, Io, il vostro Signore e Dio! Vai avanti tranquilla e non negarmi quel poco che chiedo da te. Non te ne pentirai mai.

Devi sapere che non Mi lascio superare in generosità. Ciò che soffri, lo soffri direttamente per Me e per i Miei interessi. La Mia Chiesa è oppressa, la Mia Chiesa è in pericolo: molti, molti dei Miei figli si perdono; vorrei che fossero salvati, vorrei mostrare quanto sono buono. O, non chiedo opere straordinarie, ma di riconoscere e compiere la Mia volontà! Consegna te stessa a chi vuoi, consegnati ai tuoi nemici, ai Miei e ai tuoi nemici; Io sarò con te."


Barbara: "O mio Gesù, io non posso assolutamente fare nulla da me stessa. O come sono stata frivola questa settimana, come ho pregato male, o perdonami, sono solo una figlia di Eva. Tu sei buono, così infinitamente buono. O che gioia sapere che questo Cuore non mi fraintende, o come sei buono."


E Lui mi getta il Suo mantello addosso e copre tutti i miei errori.


Gesù: "Conosci questo mantello?"


Barbara: "Sì, Signore, è il Tuo amore. O stupite, voi uomini, il Signore è veramente presente tra noi nel Santissimo Sacramento dell'altare, sì, è anche veramente presente con me. O anima mia, sono troppo debole per comprendere la Tua infinita maestà, o abbi pietà, vorrei tanto morire. O mio Gesù, la mia anima vuole lasciarmi."


Gesù: "Questa è la forza dell'amore. Lascia le chiacchiere della gente, sono solo polvere, la scuoti via e vai avanti tranquilla. Ti ho dato due amiche, affinché voi tre siate una sola, Mi capisci?"


Barbara: "Oh, lascia che anche loro assaggino quanto sei dolce. Tu ci hai reso uno in tre; devono anche portare disprezzo, oh, lascia che assaggino!"


Gesù: "Come Mi rallegra quando due o tre sono insieme e parlano di Me. Allora non posso trattenermi. Allora sono in mezzo a loro. Come Mi rallegro quando vi confrontate su ciò che Io parlo con te. Vedi, ho tanti amanti nel mondo. Molti, molti, sì, questo è già tutto giusto, e sono anche contento di quelli, ma amo di più coloro che salgono con Me sul Calvario. Sai cosa significa, coloro che percorrono la via del disprezzo, dell'umiliazione, che per amor Mio si lasciano insultare e lasciano dire tutto il male con falsità?

Ho bisogno di anime forti, ma questo non posso chiederlo a tutti, perché oltre alla forte influenza della Mia grazia devo avere anche la loro volontà, il loro consenso, per percorrere la via del disprezzo e delle sofferenze, e devo anche considerare la costituzione fisica di ogni anima; non voglio imporre loro più di quanto possano sopportare, e non voglio sovraccaricare coloro che non hanno la corporatura e la forza fisica necessaria e la struttura nervosa per farlo, perché alle sofferenze esterne sono legate quelle interiori, e a quelle interiori quelle esterne, e queste, se agiscono insieme, distruggerebbero un'anima. Per questo ti ho scelto e ti ho dato una forte costituzione fisica, una forte struttura nervosa e un'anima forte.

Devi sapere che per questo non ho riguardi per te. Dovrai sopportare ancora molto, ancora molte, molte sofferenze interiori ed esterne, ma sii coraggiosa, questo te lo dico, affinché nessuno si spaventi, perché Io do questa grazia a uno e non all'altro. Amo tutti con lo stesso amore, se solo Mi servono fedelmente e hanno buona volontà; ma non posso chiedere a tutti la stessa cosa. Sì, arriverà anche il momento in cui il Mio servo dovrà convincersi da solo. Ora sì, lo faccia, porti con sé altri e si convinca."


Barbara: "Oh mio Gesù, oh caro Salvatore, voglio soffrire volentieri, ma mi piacerebbe molto di più che fosse nascosto. Oh mio Gesù! Voglio sopportare volentieri tutto ciò che Tu vuoi e finché Tu vuoi, se solo posso salvare un'anima. Ma abbi riguardo per la mia famiglia, non voglio uscire dalla mia famiglia. Non voglio nient'altro che amarti e servirti nella semplicità del mio cuore come finora. Quando decisi di andare a M., non sapevo quale strada avrei dovuto percorrere, sapevo solo che ero seria nel migliorare la mia vita. Ho sentito una voce, e ho seguito quella voce.

Oh, perdonami per aver dubitato così spesso nonostante le tante grazie che mi hai concesso, quando altri dicevano che è immaginazione, che è inganno, che è Satana. Gesù, Tu sai che ho gettato subito tutto a mare, eppure ho seguito e fatto ciò che Tu desideravi. E se non sei Tu, allora chi sarebbe? Allora mostramelo, attraverso il mio confessore, mi sottometto alla Tua Chiesa, ai Tuoi servi. Oh Signore, se non sei Tu, allora neanche la sofferenza viene da Te, allora voglio anche esserne liberata. Se non sei Tu, allora mostramelo attraverso il Tuo rappresentante, credo alla sua parola, e Ti prometto di soffrire, finché e quanto Tu vuoi, se solo posso salvare un'anima. Tu sai quanto Ti voglio bene e non posso vivere senza di Te, e nonostante ciò vorrei soffrire fino al Giorno del Giudizio. Questa settimana ho sentito cosa sono senza di Te, quando Ti ritiri, allora l'anima si aggrappa a mille piccolezze.

Oh, prendimi e dammi a Te. Prendi la mia anima. Niente più per me, tutto per Te, ogni goccia di sangue, ogni movimento delle mie membra, ogni respiro, tutto per Te – in riparazione dei miei peccati e di quelli del mondo intero. Oh, se solo tutti gli uomini riconoscessero quanto sei buono. Devo piangere perché così tante persone non credono che Tu dimori tra noi, e così tanti sacerdoti che Ti trattano come..."


Gesù: "Condividi il Mio dolore con Me, figlia Mia! Vedi l'ignominia che Mi fanno quei servi, ai quali Mi consegno senza volontà giorno dopo giorno nella santa Messa e sulla loro parola discendo sull'altare, e che loro stessi non credono in Me. Come può la Mia grazia riversarsi sui Miei figli attraverso tali sacerdoti, poiché essi sono i mediatori della Mia grazia, sono i canali attraverso i quali irrigo, rinfresco e innaffio i Miei figli. È una grande opera sostenere i sacerdoti, ma un'opera ancora più grande è quando i confessori istruiscono i sacerdoti, ricordano ai sacerdoti i loro doveri. Ho dato loro il Mio potere, il potere sui cuori degli uomini."


Barbara: "Oh mio Gesù, abbi pazienza e indulgenza, non ce ne saranno molti così. Trattieni la Tua dichiarazione di guai."

La maggior parte è piuttosto devota, anche se di tanto in tanto c'è qualcuno; la maggior parte cerca di salvare le anime."


Gesù: "Non lasciatevi confondere dalle chiacchiere della gente e continuate a pregare. Ora rivolgete il vostro sguardo verso i miei figli afflitti nel purgatorio; perché l'onore che mi viene rubato sulla terra mi viene restituito da coloro che sono già nella terra dei viventi, e più vi sforzerete, più guadagnerete. Non disturbatevi per gli altri, il tempo è breve, presto finirà. Tutto ciò che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me, e tutti questi sono miei fratelli e sorelle. Quindi avanti – come un lago tranquillo, così voglio che siano i vostri cuori."


Barbara: "O Signore, concedi a N. la grazia di poter moderarsi."


Gesù: "Non devi preoccuparti troppo, figlia mia, te l'ho detto e così rimane."


Barbara: "O mio Gesù, ti prego per N., tienilo in vita ancora a lungo, affinché possa espiare molto. Concedigli un giudizio misericordioso; ti offro per lui tutti i dolori che ho sofferto questa sera, in unione con la tua agonia di tre ore. O fagli morire una morte beata, oh, per la tua agonia abbi pietà."

Gesù: "Non aver paura, sarà salvato!"


Barbara: "Dovrebbe N. vendere la sua attività?"


Gesù: "Gliel'ho già detto, ha abbastanza per vivere, per soddisfare le sue necessità più essenziali; potrebbe vivere più tranquilla e felice, se volesse."


Quarto giovedì di ottobre 1895

Barbara Weigand


Il buon samaritano delle vittime del demonio

 


Asmodeo, maestro di bugie 


È difficile sapere quando Asmodeo dice la verità e quando scherza e quando inganna. Si lamenta come mezzo sconfitto perché fin dall’inizio l’ho chiamato per nome. In una occasione per maggiore sicurezza glielo chiedo e lui mi conferma di chiamarsi Asmodeo. 

Insisto su alcune preghiere, segni e atteggiamenti che lo colpiscono di più. Passo sul suo corpo, specie sugli arti, con oggetti benedetti come la stola, la corona del Rosario, le reliquie dei Santi, la Madonnina perché lo fanno soffrire ancora molto.  

Pure l’invocazione dello Spirito Santo, imponendo la mano sul capo, lo porta a reazioni molto forti. Su queste mi sono soffermato a lungo al punto che per interrompere mi chiede di fare un patto, di metterci d’accordo. Pongo come condizione di andarsene,  ma questa non l’accetta. Ed allora riprendo le mie preghiere e segni. A volte mi minaccia perché lo colpisco troppo. Lo torturano più di tutto i segni di croce per mandarlo nella geenna: li chiama frecce. Si lamenta se passo sul corpo i segni religiosi perché gli levano tutti i chiodi che lui con fatica ha piantato. 

Mi chiede di lasciare i chiodi che stanno nel ventre  perché gli viene da vomitare. Gli rispondo: “Mi va bene: l’importante è che butti fuori quanto di malefico il posseduto ha dentro nello stomaco e nel ventre per liberare Max”. Ma non vuole indebolire la sua presenza. 

Ad un dato momento sembra disperato perché è rimasto solo e nessun demonio l’aiuta. Si mette a chiamare gli amici: “Venite ad aiutarmi perché questo mi fa fuori, mi finisce, venite perché mi sta mettendo in gabbia e spedirmi via. Io vi ho aiutato tante volte, vi chiedo di aiutarmi”. E ripete più volte l’invito. Mi dice poi che non è venuto nessuno perché hanno paura. Ho pensato poi che fosse una messa in scena per interrompere la preghiera che gli pesava molto.  

Continuo a ripetere al demonio: “Devi andartene”. E lui mi risponde: “Non posso, devo obbedire a chi mi ha mandato. Se io vado via, la vecchia deve morire”. Mi ha fatto capire che così la manderei all’inferno e non sarei d’accordo con il  Signore che vuole salvare tutti (una bella bugia).  

“Questo non è vero: pur andandosene il demonio, la suocera non porta il peso di tutto il male compiuto. Potrebbe pesare molto sulla sua età e salute. Aspetta un po’ che la facciamo confessare; se poi muore almeno si salva l’anima. 

“Tu credi che sia facile confessarla con tutto quello che ha fatto nella vita, con tutte le maledizioni che ha dato; ci vogliono 20 preti, se bastano. Anche se non si sa come fare, sembra che la strada migliore sia di avvicinare la vecchia che continua a lanciare maledizioni e fatture. Contro il genero.

Mi  suggerisce:  “Chiedi  ancora  al  Vescovo  l’incarico  di esorcista,  e  questa volta lo faccia scritto  come  gli altri,  vedrai  che te lo concede”. Ti sfido:  “ Voglio vedere se sei sincero”. “Ah, non ti fidi troppo di me! Sei  abbastanza intelligente.  Vedrai che ti concederà e potrai allora fare di più aggiungendo  le  altre preghiere”.  

FRATELLO ESORCISTA


Sacerdoti, custodite i vostri ovili. I lupi irrompono e cercano di disperdere le pecore che vi sono state affidate. La vostra responsabilità è grande.

 


Kurešček, 7 novembre 1992

... Molti falsi profeti e falsi maestri stanno venendo tra voi nel mio nome. State attenti, perché non sapete da dove e quando arriverà il lupo.

Sacerdoti, custodite i vostri ovili. I lupi irrompono e cercano di disperdere le pecore che vi sono state affidate. La vostra responsabilità è grande.

Rimanete accanto a me e con me e non abbiate paura. Non confidate nelle vostre capacità, nella vostra forza e nella vostra sapienza. Solo il Dio Trino è la vostra forza, mentre io sono il vostro aiuto sicuro.

Nessuno se ne andrà da Kurešček senza la mia benedizione, purché vi sia venuto con buone intenzioni, questo ve lo prometto. Conferirò una benedizione speciale a coloro che si rifugeranno in me nelle difficoltà e nelle prove, sia spirituali che fisiche, e a coloro che cercano la pace.

Il mio Cuore materno vi benedice.

L'Abbandono dei Tabernacoli

 


L'abbandono del dogma della Messa


165. Insistendo e sviluppando le idee del capitolo precedente, e senza dimenticare che non scrivo un trattato né tengo una lezione di teologia, ma sto semplicemente passando un po' di tempo in conversazione con amici ben intenzionati, continuo con lo scopo, più che di informarli su tutto, di suscitare in loro il desiderio e di risvegliare in loro la fame di decidere di informarsi e poi agire di conseguenza.

Niente di meglio per questo che annotare qui il fine e le caratteristiche del santo Sacrificio della Messa.

Questa conoscenza metterà in luce, più di altri elogi, i nostri obblighi verso la Messa, e in caso contrario, la gravità e la disgrazia dei nostri abbandoni.


Fine della Messa

166. Quale fine si è proposto nostro Signore Gesù Cristo istituendo l'augusto Sacrificio della Messa?

Con questa sola risposta, la fede e la pietà avrebbero ampio spazio per ravvivarsi, occuparsi ed estendersi in spazi infiniti.

La Messa è stata istituita da Cristo solo per questo:

Per lasciare a coloro che il Padre gli ha affidato il ricordo vivo, operativo ed efficace della sua redenzione: "Fate questo in memoria di me".

Spiego queste parole. La redenzione è stata compiuta nel Sacrificio della Croce e viene applicata nel Sacrificio della Messa.

Gesù Cristo, Figlio naturale di Dio, fattosi uomo, attraverso il suo Sacrificio sulla Croce ha guadagnato, oltre alla gloria del suo nome e del suo corpo risorto e seduto alla destra del Padre, il titolo di sacerdote, unico adoratore perfetto della Trinità augusta. Di Vittima di lode, azione di grazie, espiazione e impetrazione infinite. Di Mediatore unico assolutamente efficace tra Dio e gli uomini. Di Capo e Modello di tutti gli eletti. Di Causa meritoria ed esemplare della sua grazia e della gloria del corpo e dell'anima di essi. Di Fratello maggiore o Primogenito di tutti i figli di Dio. Di Pietra angolare del tempio in cui Dio riceve da tutta la creazione la sua massima gloria. E di Pastore supremo di innumerevoli pecore.

Tutto questo ha guadagnato Cristo Uomo attraverso il suo Sacrificio e la sua morte sulla Croce. E per questo il suo Sacrificio della Messa non deve più guadagnare nulla di nuovo, ma applicarlo a noi. E, se vale dirlo così, innestare la nostra anima e il nostro corpo nella sua anima e nel suo corpo gloriosi e onorati con così alti titoli, realizzando, di fatto, in ciascuno di noi ciò che nel Sacrificio della Croce non era altro che come in diritto e in principio.


167. E vedete ora, gustate e ringraziate fino allo scioglimento queste applicazioni.

Sulla Croce Gesù Cristo si costituisce sacerdote e Vittima?

Nella Messa, il ministro che celebra, la Chiesa che offre e i fedeli che partecipano debitamente, sono – non spaventatevi! – cosacerdoti e covittime.

Ciascuno, nella sua misura e a suo modo, sono sacerdoti che offrono e si offrono. Sacrificano Cristo e si sacrificano con Lui. E con Cristo, lodano, ringraziano, espiano e intercedono.

Sulla Croce, Gesù Cristo è unico Mediatore e Capo e Modello e Primogenito e Pietra angolare e Pastore?

Per la Messa e per i Sacramenti, che da essa prendono virtù, io, peccatore e verme ed estremità infinitamente opposta a Dio, resto fatto amico, figlio adottivo ed erede di Dio, fratello di Gesù e membro del suo Corpo mistico e pietra viva del suo tempio vivente e pecora del suo gregge.


Hanno molto da assaporare questi guadagni della Messa per farvi dimenticare con altre riflessioni.

Ciò che ci dà una Messa!


Il grande ricordo. "In memoria di me!"

168. Per questo, vi dicevo, è stato istituito il Sacrificio della Messa: "Fate questo in memoria di me". Come si intuisce, si sente Dio in quella misteriosa concisione della parola di Gesù Cristo!

In quelle uniche parole con cui accompagna, commenta e definisce il Sacramento augusto dell'Eucaristia che aveva appena istituito consacrando il pane e il vino, lascia istituiti gli elementi essenziali della sua religione: il Sacrificio, cioè la ripetizione perenne fino alla sua seconda venuta, "finché egli venga", dell'atto che aveva appena compiuto come ricordo suo, e il sacerdozio. "Fate questo" voi e i vostri successori con il potere che questo mio mandato vi conferisce. Fate!


Solo un ricordo?

Forse a qualcuno sembrerà che quella parola ricordo non esprima tutto ciò che la Messa è, vale e significa. È così relativo il valore di un ricordo! A coloro che temono questo, farei una distinzione tra:


Ricordi di Dio e ricordi degli uomini

169. Gli uomini vengono ritratti da un tratto, una parola, un fatto culminante della loro vita. Per esempio, un guerriero che getta dall'alto di una muraglia una spada a dei mori che ai piedi di essa gli presentano il figlio prigioniero, è Guzmán el Bueno. Una Regina che si toglie la corona dal capo e i gioielli dal petto per darli a un saggio vestito di stracci da mendicante, è Isabella la Cattolica. Così l'Uomo Dio, il nostro Gesù, si ritrae da questo solo fatto: il suo Sacrificio sulla Croce, che è la sua opera somma, la sua Opera.


Ebbene, così come il ricordo degli uomini è la perpetuazione dei loro tratti salienti, dei loro fatti culminanti, il ricordo di Gesù Cristo, ciò che Egli lasciava e solennemente istituiva, come ricordo suo, doveva essere la perpetuazione della sua opera, il Sacrificio della Croce.


Per questo la parola ricordo dice tutto e molto graficamente ciò che è e vale la Messa. La Messa è ricordo di Gesù Cristo, ma ricordo vivo, operativo, efficace di tutta la redenzione, preparata nella sua vita terrena e guadagnata nella sua morte in Croce e consumata in cielo. Ricordo non allo stile degli uomini, che, essendo fugaci e instabili, non possono lasciare come ricordo di sé e delle loro azioni se non segni, simboli o ritratti, cosa morta o che morirà presto, ma ricordo allo stile di Dio, che non cambia, né se ne va, né finisce, né diminuisce. E degno della sua opera più grande, della sua Opera per antonomasia. Ricordo vivo e sempre vivo come il Cuore e lo Spirito che lo ispirarono. E, così simile all'azione che si intende perpetuare, che con essa si identifica. E così personale, autentico e caratteristico, che è inconfondibile.


170. Gli artisti dipingono un quadro, scolpiscono una scultura, e ai piedi di quello e di questa, stampano la loro firma.

I conquistatori innalzano archi e monumenti commemorativi che perpetuino il ricordo delle loro vittorie.

I saggi battezzano con i loro nomi le loro invenzioni e le loro teorie.

La redenzione per mezzo della Croce, opera infinitamente più eccelsa di quella di tutti i geni, chiedeva, meritava una commemorazione degna.


171. Questa è la nostra Messa.

Il Sacrificio della Messa è, rispetto a quello della Croce, firma di autenticità, monumento commemorativo, titolo di appartenenza perpetua, ma firma scritta con sangue divino, palpitante ogni giorno, ogni ora su infiniti calvari; monumento lavorato con carne divina nell'atto consacratorio di ogni Sacrificio e titolo così inconfondibile e proprio che la più esaltata follia dell'amore e del genio umano, non potrebbero nemmeno sognare di attribuirlo.


I caratteri del Sacrificio della Messa

172. Scaturiscono spontaneamente dalla nozione di ricordo.

La Messa, innanzitutto, è:

1° Un Sacrificio vero e reale, ma relativo, in confronto al Sacrificio assoluto della Croce, del quale quello non è altro che una riproduzione.

2° Sacrificio eucaristico, come dedicato principalmente e senza detrimento del suo carattere latreutico, espiatorio e impetratorio, a rendere grazie al Padre celeste del grande beneficio della riconciliazione e della filiazione adottiva per l'incorporazione in Cristo.

3° E Sacrificio applicativo: destinato non a offrire una nuova vittima né a offrire nuovi meriti, ma ad applicare gli infiniti, guadagnati nel Sacrificio della Croce.

In sintesi: Il Sacrificio dell'Ultima Cena, quello della Croce e quello della Messa, non sono tre sacrifici, ma uno solo, o tre oblazioni reali di una sola immolazione: la Cena è l'oblazione reale di Cristo che deve essere immolato; la Croce è l'oblazione reale di Cristo che si immola; la Messa è l'oblazione reale di Cristo immolato. La prima è l'annuncio; la seconda è l'immolazione; la terza è il ricordo.

Quali tesori ci svela e ci regala la sacra liturgia quando realizza ed espone quel fine e quei caratteri nelle modalità attraverso le quali fa passare il nostro Signore la materia del suo Sacrificio eucaristico!

Per oggi, rimanga nel vostro cuore questo grido, che è allo stesso tempo un lamento.

Ricordo della Messa cristiana, quanto sei dimenticato!

Manuel González


È volontà di Dio santificare le famiglie in questo tempo di tribolazione.

 


Apparizione di Santa Anna il 4 agosto 2026


Vedo Santa Anna nella mia cappella domestica nel tardo pomeriggio, avvolta da una bella luce. Tiene le mani leggermente sollevate di lato in segno di preghiera e recita una preghiera che, a giudicare dal suono, suppongo sia in lingua aramaica. Lei chiama questa preghiera «Kaddish» e, poiché non la conosco, resto ad ascoltare. Dopo aver pregato e essersi immersa per un attimo nella preghiera, mi guarda e dice:

«Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Sono la Santa Madre Anna, madre di Maria, nonna di Gesù, e desidero toccare i vostri cuori con la bontà e la grazia di Dio. È volontà di Dio santificare le famiglie in questo tempo di tribolazione. Le famiglie sono le pietre angolari della Chiesa. Portano in sé la benedizione di Dio quando invitano Gesù, il loro Salvatore e Redentore, il loro Soccorritore, nelle loro famiglie. I santi del cielo, provenienti dalla famiglia di Gesù, vengono in vostro aiuto: desiderano essere intercessori per le vostre famiglie davanti al trono di Dio. Le famiglie lacerate trovano guarigione e pace in Gesù. Le famiglie, nella vita quotidiana, trovano la santificazione e la benedizione di Dio. Chi è alla ricerca di una vocazione la riconoscerà nel proprio cuore come una fiamma ardente di Gesù. È importante lasciare che questa fiamma continui ad ardere e non spegnerla. Gesù ha un cammino di santificazione per ciascuno di voi.  È importante che anche voi percorriate questa via della vostra vocazione! Dio non vi mette fretta, ha molta pazienza. Ma fate attenzione a non mancare alla vostra vocazione! Non chiedetevi: «Perché sono solo?» Dio ha posato lo sguardo su di voi e ha preparato tutto per voi. Guardate bene ed Egli vi mostrerà come potete servirLo. «Perché vivo in una famiglia senza fede?», vi chiedete. Dio vi ha affidato queste persone, per la loro e la vostra santificazione. Ci sono molte vie che conducono a Dio e tutte le percorrete nel Suo amore con il vostro libero arbitrio. Non sprecate la grazia di Dio – sfruttate il vostro tempo! In questo tempo di divisione, di rivelazione dell’errore, i santi della Famiglia di Gesù desiderano donarvi consolazione, speranza e grazia. Possa l’amore di Dio riempire i vostri cuori attraverso questa preghiera. Possa questa preghiera del Rosario portare grazia, guarigione, pace e incoraggiamento nelle famiglie – ma soprattutto l’amore per Gesù!

In risposta alle mie domande, il mio sacerdote mi spiega che esiste la “preghiera del Kaddish” e che si tratta di un inno di lode ebraico. Si tratta infatti di un’importante preghiera ebraica, una preghiera di guarigione che nel corso del tempo ha subito delle modifiche, pur conservando un nucleo essenziale. In sostanza, è un inno di lode a Dio. I concetti principali di questa preghiera si ritrovano anche nel Padre Nostro, che Nostro Signore Gesù recitò nel Nuovo Testamento.

Sievernich

I MESSAGGERI DELL'AMORE: OSEA

 


MESE A DIO PADRE


INTRODUZIONE - Il profeta Osea ci rivela che l'amore di Dio è tanto grande che non può essere vinto o scoraggiato neppure dal tradimento e dal grave traviamento d'Israele, paragonabili all'adulterio e alla prostituzione di una donna sposata. Per rendere più evidente e scandalosa la vergognosa infedeltà del Popolo eletto e gridare con dolore l'amarezza di Dio-Amore, Osea si sentì obbligato a unirsi in matrimonio con una prostituta dal nome simbolico di « carbone - bianco » e ai figli spuri diede nomi allusivi ai peccati d'Israele e ai castighi che gli sovrastavano. Il Profeta è talmente preso dall'amore di Dio per sé e per il suo popolo, ne ha provato una tale esperienza mistica, che ne parla or con le sfumature più delicate della tenerezza or con la forza della passione più prepotente: come un dolce rapporto di padre e figlio, di sposo e sposa; come impeto potente di passione, di possesso, di gelosia, di odio quale risvolto d'amore ferito; e come condono, riconciliazione e amore misericordioso. Evidentemente, una simile concezione di Dio e dell'amore di Dio è considerata improbabile e scandalosa dalla fredda ragione umana dei filosofi o degli stessi libertini, che più di tutti soffrono il bruciore e la schiavitù della carne; ma il Dio della Bibbia non è l'Ente Supremo; è Amore Supremo, che scende per far risalire, si « umanizza », per « divinizzare ».

MEDITAZIONE BIBLICA - (Parole del Signore): « Quando Israele era bambino io l'amai, e dall'Egitto chiamai il mio figlio. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me: ( ... ) Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano. Ma essi non compresero che io mi prendevo cura di loro. Io li menavo con legami di bontà, con vincoli d'amore; ero per loro come chi si porta un bambino alle guance, mi chinavo su lui per dargli da mangiare.

Ritornerà in Egitto, Assur sarà il suo re, perché non si son voluti convertire. La spada farà strage nella loro città. (...) Il mio popolo è duro a convertirsi; chiamato a guardare in alto, nessuno sa sollevare lo sguardo. Come potrei abbandonarti, Efraim, come consegnarti ad altri, Israele? (...) Il mio cuore si commuove dentro di me, tutte le mie viscere fremono. Non darò sfogo all'ardente mia ira, non distruggerò Efraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te, e non amo distruggere ». (Os. 11, 1-9)

CONCLUSIONE - Convinciamoci che Dio non è una divinità e neppure, come hanno detto i filosofi, la ragione prima ed ultima di tutto, ma lontana, solitaria, in sé, indifferente, perché impassibile. Il nostro Dio, il vero Dio, ha un cuore sensibilissimo, tenerissimo che ama e vuol essere amato, per il bene nostro. Apriamoci a tanto amore e apriamo anche altri cuori alla conoscenza e all'amore di Dio. E quando ci scandalizziamo o ci scoraggiamo e « perdiamo » la fede perché Dio tace sulle ingiustizie del mondo; e quando specialmente nei confronti degli altri, sollecitiamo impazienti l'intervento giustiziere di Dio, ricordiamoci l'ammonimento chiaro di Osea e di Dio stesso: Dio è Dio e non uomo, istintivo, irascibile, vendicativo, che si lascia provocare e vincere dal male. Dio preferisce la paziente attesa e che il peccatore si ravveda, si converta e viva.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI - Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen.


Signore sempre presente

 


Tu domandi la mia presenza come risposta alla tua,

una presenza del tutto semplice, che si accontenta di star lì, come ci stai tu,

una presenza silenziosa, senza eloquenza e senza discorsi, e insieme fervorosa, felice di dare tutto, guardando te solo,

una presenza pacifica, soddisfatta dell'intimità che le è tanto generosamente offerta,

la presenza del povero, che viene a mostrarti la sua povertà intima, la sua miseria profonda,

la presenza dell'ammalato fiducioso, che viene a scoprirti le sue piaghe segrete,

dell'amico, che ricerca e apprezza la tua compagnia; una presenza prolungata finché è possibile, che si compiace nel fermarsi accanto a te,

una presenza satura d'amore, di un amore che vorrebbe essere sempre più sincero e ardente,

una presenza piena di speranza, che aspira al possesso definitivo del cielo e si rallegra di incominciarlo quaggiù.


Pregate per la pace nel mondo, pregate con fervore e non desistete! Ricordate che la pace ha inizio nel vostro cuore.

 


Apparizione del Re della Misericordia il 25/07/2026


Sopra di noi, nel cielo, aleggia una grande sfera di luce dorata, accompagnata da due sfere di luce più piccole. Dalla grande sfera di luce dorata ci giunge una luce meravigliosa. Il Re della Misericordia emerge da questa luce. Indossa la Sua grande corona regale dorata, la Sua veste e il mantello del Suo Preziosissimo Sangue. Vedo sulla Sua veste e sul Suo mantello un bordo dorato diverso da quello che ho visto finora. Il bordo è composto da fiori di giglio dorati, disposti uno sopra l’altro. Ha i capelli ricci, corti, di colore nero-marrone e gli occhi blu. Nella mano destra regge il Suo grande scettro d’oro e nella mano sinistra la Vulgata (Sacra Scrittura) in una splendida rilegatura dorata, riccamente decorata. Sul fronte della rilegatura è raffigurato l’Agnello di Dio con i sette sigilli. Ora si aprono le altre due sfere di luce e due angeli in semplici vesti bianche e splendenti scendono verso di noi insieme al Re della Misericordia. Egli dice:

«Nel nome del Padre e del Figlio – che sono Io – e dello Spirito Santo. Amen.»

Gli angeli si inginocchiano davanti al Re della Misericordia e stendono su di noi il mantello regale del Suo Preziosissimo Sangue; entrambi gli angeli ci dicono che lo stendere del mantello regale significa anche protezione e sicurezza da parte di Dio per le persone che, da lontano, pensano a Lui e pregano per Lui. Il Re della Misericordia ci dice:

«Miei amati!

Come Re della Misericordia, vengo da voi sotto le sembianze di un bambino. Io sono Colui che sono e sono il Verbo vivente! Io sono la nuova Legge! Non per abolire la Legge di Mosè, ma per adempierla, per perfezionarla. Ecco, ho vissuto la preghiera del “Padre Nostro”, che voi conoscete! Contro tutte le eresie, attingete alla Parola della Sacra Scrittura, poiché è la Parola di Dio, e al Catechismo della Chiesa Cattolica, la Mia Chiesa. Non lasciatevi sviare! È importante che plasmiate la vostra coscienza attraverso l’insegnamento della Mia Chiesa – e questa impronta penetri profondamente nel vostro cuore. Così santificate il vostro cuore, quando vivete nei Sacri Sacramenti della Mia grazia! Vengo a voi come Bambino. Guardate alla Mia Santa Infanzia. Ai vostri tempi, essa viene sottratta a molti bambini. Non lasciatevi sviare dal Diavolo e apprezzate la vita! Non lasciate che il Male seduca il vostro cuore!»

Ora la Vulgata si apre nella Sua mano e vedo un breve passo del Vangelo secondo Matteo: Mt 5, 17

«Non pensate che io sia venuto per abolire la Legge e i Profeti! Non sono venuto per abolire, ma per portare a compimento».

«Ricordate: non sono mai venuto per annullare, ma per portare a compimento! Io sono l’Amore stesso! Sono sceso dal cielo tra voi affinché purifichiate i vostri cuori e vi perdoniate a vicenda. Io sono la Nuova Alleanza, l’Amore perfetto! Grazie al Mio Prezioso Sangue, che ho versato per voi sulla croce, siete stati redenti! Vivete l’Amore supremo del perdono! Io scruto nei vostri cuori. Avete perdonato o vi portate ancora dietro il vecchio fardello? Abbiate coraggio: amatevi e perdonatevi a vicenda! Purificate il vostro cuore nel sacramento della Riconciliazione con Me! Vi aspetto in tutti i confessionali della Mia Chiesa! È importante che Io dimori nei vostri cuori e posso entrare nei vostri cuori solo quando sarete riconciliati con Me. Ricordate che vi amo infinitamente! Qualunque cosa abbiate fatto in passato, oggi vi vengo incontro! Oggi, per amore, desidero la vostra conversione, affinché possiate ottenere la Vita Eterna. Guardate, Io sono la nuova Alleanza dell’amore perfetto e non è solo questo passo della Bibbia a testimoniarlo. Se ne parla anche nella Lettera ai Romani e nella Lettera agli Ebrei. Non vi smarrirete, in questo tempo di tribolazione, se Mi permetterete di dimorare nei vostri cuori. Sono venuto per indicarvi la via del Mio scettro d’oro della misericordia, che è la via della Mia Santa Chiesa. Abbiate coraggio, purificate i vostri cuori e vivete la vostra fede! La vostra fiducia è il muro della fortezza contro tutte le eresie, contro ogni corruzione – la vostra fiducia in Me. Siate misericordiosi anche con il vostro prossimo! Desidero che i cristiani si santifichino in Me e si amino!»

Ora vedo il Suo cuore pulsante sul Suo petto, sul quale sono visibili le lettere IHS. Sul cuore vedo una fiamma con una croce.

Poi Egli avvicina il Suo scettro al Suo cuore e questo si trasforma nell’aspersorio del Suo Preziosissimo Sangue, e Egli ci asperge, insieme a tutti coloro che in lontananza pensano a Lui, con il Suo Preziosissimo Sangue:

«Nel nome del Padre e del Figlio – che sono Io – e dello Spirito Santo. Amen. Pregate per la pace nel mondo, pregate con fervore e non desistete! Ricordate che la pace ha inizio nel vostro cuore. Lasciate che la Mia grazia cresca nei vostri cuori. Coltivate e curate la pianta del Mio Amore con la preghiera, con il sacrificio, con la penitenza, con il Santo Sacrificio della Messa – perché ogni giorno Io vengo a voi sugli altari della Mia Chiesa, nella quale Io vivo! Io vi guido attraverso questo tempo di tribolazione. Anche se stanno per arrivare grandi cambiamenti – rimanete fedeli a Me! Addio!»

Ora il Re della Misericordia ritorna nella Luce e gli angeli fanno lo stesso. Tutti scompaiono.

Sievernich


Il Mistero dell’Iniquità



Il Mistero dell’Iniquità è la causa della grave crisi che ha colpito la Chiesa e il mondo


Solo Lei può aiutarvi!

***
E) Quale crudele padrone dominerà il mondo? 

La Divina Provvidenza ha indicato nella Russia lo strumento che  distruggerà l’empia malvagità massonica di questo Nuovo Ordine  Mondiale, ma questo non potrà avvenire a meno che la Russia non venga  propriamente consacrata al Cuore Immacolato di Maria, come richiesto  dalla Madonna il 13 giugno 1929, a Tuy. Mentre mi trovavo in Russia, alcuni anni fa, parlai di quest’argomento con un gruppo di persone; tra  queste vi era un Russo Ortodosso, una persona assai informata ed in  possesso di una notevole cultura, il quale mi rispose: “sulle nostre spalle  grava una grande responsabilità.”
Non dobbiamo scordarci, tuttavia, che nel Messaggio di Fatima la  Russia, in quanto strumento divino, è un’arma a doppio taglio. Nella sua  famosa intervista a Padre Fuentes del 1957, Suor Lucia disse: “Molte  volte, la Beata Vergine Maria disse ai miei cugini Francesco e Giacinta,  così come a me, ... che la Russia sarà lo strumento del castigo scelto dal Cielo per punire il mondo intero, se prima non avremo ottenuto la  conversione di quella povera nazione.”32 Gli Stati Uniti ed i suoi alleati  della NATO, sotto l’influenza malvagia della Massoneria Anglo-Sassone,  hanno condotto una politica aggressiva e minacciosa di espansione  verso Oriente, allo scopo dichiarato di accerchiare la Russia e la Cina,  ed eventualmente conquistare l’intero continente eurasiatico.33
La Russia, tuttavia, non si lascerà cogliere di sorpresa una seconda  volta. Ha già sofferto perdite tremende durante la cosiddetta “Grande  Guerra Patriottica”, l’attacco a sorpresa sferrato alla Russia da Hitler  nella Seconda Guerra Mondiale e la conseguente invasione da parte  delle truppe naziste, avvenuto il 22 giugno 1941. Gli analisti esperti di geopolitica e intelligence internazionale34 affermano che la Russia si sta  preparando ad una guerra contro l’Occidente – una guerra che sembra  sempre più inevitabile, viste le minacce perpetrate dall’America e gli  interventi politico-militari sempre più frequenti nell’Europa dell’Est e nell’Asia Centrale. L’Occidente, però, questa volta non avrà la possibilità  di colpire per primo. Questa volta sarà la Russia a calare il suo pugno di ferro. 
Ora come ora la Russia, al pari dei paesi occidentali, è dominata a  livello governativo ed economico dalla Massoneria (ricordiamoci che  la Massoneria è la progenitrice del Comunismo, ed è quindi la fonte  dei cosiddetti ‘errori della Russia’). Un mio caro amico di nome Josyp  Terelya,35 purtroppo ora defunto, i cui genitori e familiari erano stati  membri di alto livello del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, mi  spiegò questo aspetto in più di un’occasione. Il conflitto geopolitico che  sta avvenendo ai giorni d’oggi porterà inevitabilmente ad una guerra  tra superpotenze per il dominio del Nuovo Ordine Mondiale, a meno che  non venga esaudita la richiesta della Madonna per la Consacrazione  della Russia. 
Non v’è alcun dubbio su chi risulterà vincitore nella guerra che  sta per scoppiare: la Russia e i suoi alleati Cinesi, sconfiggeranno  l’Occidente e soggiogheranno le nazioni Occidentali ed il resto del  mondo, sotto l’empia tirannia del Nuovo Ordine Mondiale ‘Giudaico’Massonico. La vittoria della Russia, tuttavia, sarà all’origine della rovina  di quest’ultima, perché la Cina conserverà le proprie risorse, mentre  la Russia e l’Occidente avranno sprecato le proprie, impegnandole in  questa guerra distruttiva che tra l’altro è stata predetta più e più volte  nel corso dei secoli da molte anime privilegiate e dalla Madonna, in  numerose apparizioni riconosciute dalla Chiesa. Prima che l’egemonia della Russia si possa consolidare, la Cina sarà costretta a colpire, se  vorrà evitare d’essere anch’essa soggiogata dal dominio ‘Giudaico’Massonico del Nuovo Ordine Mondiale. I Cinesi non acconsentiranno  mai ad un altro potere che non siano il proprio di dominare il mondo.  Confucio scrisse: “così come non esistono due soli nel cielo, allo stesso  modo vi può essere un solo imperatore sulla terra.”36
Il progetto Cinese per conquistare e governare il mondo è cosa nota,  e risulta evidente dagli sviluppi geopolitici che si vanno manifestando  sin dalla Rivoluzione Comunista Cinese del 1949. Nel suo libro Hegemon: China’s Plan to dominate Asia and the world, Steven Mosher  spiega brevemente i dettagli di questo complotto. L’anno scorso, durante  una discussione di gruppo a casa di un eminente politico di Manila, ho  avuto modo di conoscere altre fonti, ancor più dettagliate del libro di  Mosher, sull’argomento. 
L’ambizione della Cina di governare e dominare il mondo è stata  predetta in un Segreto rivelato durante un’apparizione della Madonna  di Lipa, nelle Filippine. In quell’occasione, il 17 ottobre 1949, la  Madonna uso per sé il titolo di Mediatrice di ogni Grazia. In questo  Segreto (una copia del quale mi è stata consegnata in persona dalla veggente, dinanzi a dei testimoni, nel luglio 2008), la Madonna dichiara  che la Cina ha intenzione di dominare il mondo intero. Durante un incontro precedente con la veggente, avvenuto il 10 aprile 2006 (anche  questo avvenuto dinanzi a diversi testimoni), ebbi modo di parlare per  circa 90 minuti del Segreto di Fatima, alla luce delle altre apparizioni  Mariane riconosciute e delle profezie dei santi, e affermai che è mia  opinione che se la conversione della Russia non avverrà in tempo, allora  quest’ultima lancerà una guerra contro l’Occidente (nel modo che ho appena spiegato), ma che alla fine sarà la Cina ad invadere la Russia  e l’Europa Occidentale, seguendo lo stesso percorso che secoli prima  hanno usato i Mongoli. A questo punto la signora Castillo (la prescelta  che ricevette l’apparizione di Nostra Signora ed i Suoi messaggi), mi rispose senza dubbi o esitazioni di sorta: “Sì, Padre, è esattamente  quello che faranno. La Madonna mi disse che la Cina è peggiore della  Russia, che la Cina è più pericolosa della Russia.” A quest’eventualità  sembrano alludere profeticamente anche alcuni passi delle Scritture  (Apoc. 20,7; Ez 38-39). 
Se la Consacrazione della Russia sarà compiuta in tempo, allora  tutti i castighi e le tribolazioni appena descritti verranno evitati. In caso  contrario, sembra che questi potranno davvero avere luogo durante la  nostra generazione. 

“Pregate, pregate tanto per il Santo Padre. Egli la farà, ma 
sarà tardi.”37
    
... Gesù Cristo a Suor Lucia di Fatima.

***
di Padre Paul Kramer

domenica 16 agosto 2026

Dio Padre ha sancito la salvezza di gran parte dell’umanità.

 


Mia amata figlia prediletta, sono Io, il tuo Gesù, che oggi viene a te per dare la buona notizia al mondo. 

Molta preghiera e sofferenza, offerte dalle Mie molte anime scelte sulla terra, ha fatto sì che molti più figli di Dio possano ormai essere salvati. 

Se capiste la potenza del sacrificio e della preghiera, bambini, non smettereste mai di pregare. 

Dio, Mio Padre Eterno, ha sancito la salvezza di gran parte dell’umanità. 

Ciò significa che molti si convertiranno durante l’Avvertimento e quelli che non si convertiranno possono essere salvati grazie al potere della preghiera. 

Ciò non significa che tutti saranno salvati, perché purtroppo non lo saranno. 

Quelle persone indurite, la cui principale fedeltà è innanzitutto a satana e a quelle sette malefiche che controlla nel mondo, non vogliono essere salvate. 

Invece esse sceglieranno un diverso paradiso. Questo paradiso a cui sono portati a credere esiste al di fuori di quello promesso all’umanità da Mio Padre. 

Questo falso paradiso, a cui i seguaci della bestia satanica credono, non esiste. 

E’ stato creato da satana nella mente dei suoi discepoli ed è semplicemente un’illusione. Molto è stato promesso loro. 

Anime oscure credono in un universo differente, una diversa entità, in cui Dio non esiste. 

Credono in altre forme di vita, in altre creature e in un regime pacifico su cui tutto si basa su una menzogna. 

Niente di tutto questo è reale figli. Ciò non esiste, né può esistere, perché non è stato creato dal Padre Mio. 

Dio Padre Onnipotente, ha creato l’intero universo – le stelle, i pianeti e la terra così come tutti gli spazi in mezzo. 

Pregate per coloro che seguono questi culti, pregate che coloro che sono nel dolore non cerchino questi sbocchi spirituali che non vengono da Dio. 

Pregate ora in ringraziamento per questo dono speciale che viene offerto agli uomini dal Padre Mio: questa speciale crociata di preghiera (21). 

Noi ti lodiamo e ti ringraziamo, Oh Santo Dio, creatore onnipotente del genere umano per l’amore e la compassione che hai per l’umanità. 

Ti ringraziamo per il dono della salvezza che conferisci i Tuoi poveri figli. 

Ti supplico, o Signore di salvare coloro che seguono il maligno. 

Che i loro cuori siano aperti alla verità della loro vita eterna. 

Amen. 

Rallegratevi bambini per questo grande dono. 

Ma avete ancora molto lavoro da fare per aiutare le anime, mentre molti dei vostri fratelli e sorelle rimangono ostinatamente contrari alla Verità della Mia Santa Parola. 

Il vostro amato Gesù, 

Salvatore dell’Umanità. 

24 Gennaio 2012 


La vista dei peccati cagiona compassione, ma non tristezza, nel cuore degli eletti.

 


Secondo le rivelazioni del Cielo e dei Santi 


« L'anima, in cielo, vede l'offesa che mi è fatta; ella non può più, come un tempo, sentirne dolore, ma ne prova solo compassione; ama senza pena e prega sempre con carità perchè io faccia misericordia al mondo. In lei la pena è passata, ma non la carità. Il Verbo, mio Figliuolo, vide finire, nella morte dolorosa della croce, la pena del desiderio della vostra salute che lo tormentava, ma il desiderio della vostra salute non è cessato colla pena.

« Parimenti i Santi, che         hanno la vita eterna, conservano il desiderio della salute delle anime, ma senza averne la pena; la pena si spense nella loro morte, ma non l'ardore della carità. Essi sono come inebriati del sangue dell'Agnello immacolato e rivestiti della carità del prossimo. Passarono per la porta stretta, tutti inondati del sangue di Gesù Crocifisso, e, in me, oceano della pace, si trovano liberati dall'imperfezione, cioè dalla pena del desiderio, perchè sono arrivati a quella perfezione in cui sono saziati d'ogni bene » (Dialogo, c. Lxxxii).

La beata Osanna da Mantova, all'età di dodici anni fu rapita in cielo, ové le fu dato di contemplare lo splendore dei Santi. Quello spettacolo accese il suo cuore d'un tale amore che avrebbe desiderato di non più ritornare sopra la terra. L'Onnipotente le disse: « Figlia mia carissima, io volli farti intravedere la gloria dei vergini e dei martiri, affinchè il ricordo di questa incomparabile felicità ti preservi da ogni immondezza e ti renda fedele e diligente nel mio servizio ».