Oggi ribollono nella mia mente molte idee in
una grande necessità di parlare della vita di nostro
Padre. La mia anima ha la missione di dire con un
linguaggio semplice ciò che è la grande ricchezza
della Chiesa. Per questo, volendo manifestare ciò
che è la vita di fede, non posso farlo senza prima
addentrarmi nel mistero della nostra Famiglia
Divina, in quella vita che è attività infinita in
felicità piena, in perfezione eterna, in pienezza
divina ed in comunicazione trinitaria.
Dio, nella sua vita infinita, è eternamente felice in comunicazione di focolare. Egli ha in sé
tutto ciò di cui potrebbe aver bisogno, in una signoria tale ed in una ricchezza così inesplicabile,
che tutto quello che è, Egli se lo è di per sé.
Nessuno gli dà, né gli aumenta nulla, poiché in sé,
nella sua pienezza di perfezione, perché abbia tutto, ha perfino la potenza infinita di essersi,
Colui che Si
È di per sé ed in questo consiste
pure la regalità infinita, il potere assoluto. Poiché
non è neanche che Dio abbia perfezioni in
infinità di maniere e di sfumature -questo in lui
sarebbe povertà- bensì che Dio si
è di per sé tutte
le perfezioni, attributi e ricchezze che, in infinità,
lo rendono eternamente beato.
Dio vive la sua vita per sé e, in un disegno
della sua sapienza eterna, vuole che questa stessa
vita sia vissuta da noi. Dio vuole vivere la sua vita
con noi e che noi viviamo la nostra vita con Lui.
Allora tira fuori dalla sua potenza infinita una
maniera di dirci, in un detto che è operare, la sua
vita in un idillio di amore. E, o mistero incomprensibile, che l’uomo non è mai potuto arrivare
a sospettare e che solamente l’Onnipotente poteva realizzare!: Dio si fa Uomo e l’uomo diviene
figlio di Dio; Dio stesso, in canzone divina ed
umana, ci scandisce, in Maria ed attraverso di Lei,
la sua vita infinita.
Il parlare di Dio è operare. Egli attua sempre
ciò che dice; per questo, volendoci dire la sua
vita, la opera tra di noi. Ed allora quella vita di
ricchezza infinita, di pienezza eterna e di
comunicazione trinitaria, che è vissuta
nell’intimità delle tre divine Persone, quando è
comunicata a noi, diviene nostra in un modo
altrettanto sorprendente. Tanto, che Dio sceglie
un Popolo al quale la dirà, attuandola in
esso. Questo Popolo glorioso è la Nuova
Gerusalemme sulla terra, è la Chiesa.
Nella Chiesa, pertanto, c’è Dio, vivendo la sua
vita per sé e per noi e dicendosi la sua vita per sé
per mezzo del suo Verbo, e per noi, per mezzo
del suo Verbo Incarnato. Nella Chiesa sono
perpetuati, in un dire che è operare e che
pertanto è realtà continuata, il mistero di Dio,
quello di Cristo, con il suo vivere profondo di
fronte allo stesso Dio, con la sua missione di comunicarci la sua vita e con la sua tragedia perché
non ricevuta, e il mistero di Maria.
Il mistero della Chiesa è così semplice come
lo stesso Dio. Poiché sebbene Dio sia la Pienezza
infinita di perfezioni interminabili, per la sua
stessa perfezione di essere, non ha bisogno di
tempo per tenere tutto terminato. Per questo Egli
è pure l’Infinita Semplicità, perché in un atto di
vita è realizzata e abbracciata tutta la sua infinita
potenza di essere; giacché, se Dio, per essersi,
avesse bisogno del tempo, avverrebbe perché la
sua capacità di essere non sarebbe così ricca da
abbracciare, nel suo atto infinito, tutta la sua
realtà.
Il tempo è l’accomodamento alla nostra
mancanza di capacità di abbracciare una cosa in
un istante, ed allora bisogna realizzarla per parti, a
causa della nostra incapacità di possesso. Dio non
è così, bensì, in uno sguardo di signoria infinita,
tiene se stesso totalmente abbracciato. E così la
Trinità è un atto di Sapienza Saputa in Amore
così perfettamente, che l’attività infinita di questo
Atto trinitario è essere tre Persone.
Il Padre è la Sapienza che così sapientemente
si sa ed in tale perfezione, che ciò che Egli si sa,
saputo, è il suo Figlio; in una sapienza così eternamente amorosa nella comunicazione di entrambi, che li fa rompere in un amore così mutuo, che è la terza Persona nella vita della Trinità,
Amore personificato come frutto della sapienza
del Padre e del Figlio.
Che vita di felicità vive nostro Padre Dio...! E
che vita quella che c’è nel seno della Chiesa, tanto
sconosciuta dalla maggioranza dei suoi figli...! Dio
stesso, in comunicazione, è la vita della Chiesa.
Per questo la Chiesa sta scoppiando in divinità;
per questo la Chiesa è il volto di Dio sulla terra,
poiché è lei che ci dice la stessa vita di Dio in
conversazione divina ed umana, durante tutti i
tempi, in un detto che è operare questo stesso
detto nelle nostre anime attraverso la sua liturgia.
E la Chiesa non solo ha in sé tutta la vita di
Dio per darcela, né con questo si esauriscono la
sua ricchezza e la sua missione; infatti ha pure
Cristo con tutto il suo mistero, vita, passione,
morte e risurrezione, essendo lei stessa che ci
perpetua, durante tutti i tempi, i misteri della vita
di Gesù.
Oh, se io potessi dire che cos’è la nostra
Chiesa santa...! Se io potessi esprimere la pienezza in cui riposa...! Se io potessi scandire, anche se imperfettamente, come in lei si trovano tutti i misteri del nostro cristianesimo...!
Dio volle comunicarsi a noi e per questo Cristo visse sulla terra trentatré anni. Questo però era poco per il suo amore infinito. Allora la sua sapienza amorosa, amandoci, ci amò sino alla fine e rimase con noi sino alla consumazione dei tempi nel seno della Chiesa. Cristo è in essa tenendo con sé il Padre e lo Spirito Santo. E rimanendo con noi Cristo, non rimase in un modo inattivo, ma realizzando continuamente la sua vita, morte e risurrezione.
Ed è la Chiesa che, per mezzo della sua liturgia, dei sacramenti, ci unisce a Cristo, ci perpetua il suo vivere. È la Chiesa che ci dà la missione dello stesso Cristo di comunicare la vita di Dio a tutti gli uomini, che ci mette in contatto con le tre divine Persone per farci vivere della loro vita, che ci mette nel mistero dell’Incarnazione, e pertanto in Maria, perpetuandoci pure la maternità della Vergine, nella quale e per mezzo della quale ci venne data la vita divina. Ed è la Chiesa che ci porterà un giorno con Cristo glorioso all’Eternità. E tutto questo perché la Chiesa, nel suo Capo, è Cristo, che, con espressione umana, ci fa vivere della divinità.
Molte volte domandiamo: Che cos’è la vita di
fede? È tutto il deposito infinito che Cristo ha
comunicato e perpetuato come vita, nel seno
della Chiesa.
La vita di fede non è una cosa fredda, né una
cosa di studio scientifico; è tutta la pletorica ricchezza dell’Infinito, detta a noi in un idillio di
amore. Tutto ciò che la Chiesa ci dice e ci manifesta, continuando la canzone del Verbo, è il tesoro della nostra vita di fede. La fede è colei che
ci mette in contatto con Dio, poiché è colei che ci
scandisce i ricchissimi misteri del nostro
cristianesimo.
A volte pensiamo che la fede è credere freddamente a ciò che non si vede. E la nostra vita di
fede è, piuttosto, ricevere tutto ciò che il Verbo,
attraverso Maria, ci comunica nel seno della
Chiesa.
Vivere di fede è vivere di Dio, di Cristo, di
Maria; è tuffarsi nella vita delle tre divine
Persone; è ricevere il messaggio del Verbo
Incarnato; è trovare riparo nella maternità di
Maria; è ascoltare, ricevere ed aderire a tutto ciò
che ci dice la Chiesa nella sua comunicazione dei
misteri divini. Quel che accade è che, come alla
teologia è stata data una fisionomia fredda e
schematica, così la nostra vita di fede è stata
ridotta a dei concetti freddi e martellanti che, non
convertendosi in vita per noi attraverso la nostra
carità ed unione con Dio, ci risultano oscuri e
quasi impossibili da assimilare.
Dio è sapienza e amore. Cristo è venuto a comunicarci nel seno della Chiesa la sua sapienza amorosa; e la Chiesa ci dà i misteri eterni, in sapienza -che è sapere nel senso di assaporare- e, pertanto, nell’amore. Per questo, chi vuole ricevere la ricchezza infinita della Chiesa in concetti freddi e schematici, non si trova nella disposizione di sapere i misteri della nostra fede, che sono e si comunicano nell’amore; infatti questi sono la vita di sapienza e di amore che Dio si
è e che vuole vivere con noi nella Chiesa.
Siccome il detto di Dio opera ciò che dice, il
Verbo che è la Parola infinita nel seno della Trinità, vuole dirci la sua vita nell’amore dello Spirito
Santo. Per questo fonda la Chiesa. Questo e non
altro è il tesoro della nostra fede.
Il Padre, conoscendo se stesso, rompe in Parola di fuoco. Questa Parola è il suo Verbo, suo
Figlio, Colui che dice tutto ciò che c’è nel seno
della Trinità, giacché è l’Espressione della realtà
eterna. Ma questo Detto o questa Parola che dice
il Padre, solamente è pronunciata nell’amore dello
Spirito Santo. Perciò, chi vuole ascoltare la Parola
divina freddamente e senza amore, non riceve il
Verbo, poiché il Verbo si comunica ed è detto
solo nell’amore nel seno della Trinità e nelle
anime che si aprono all’azione santificatrice dello
stesso Spirito Santo.
Anima-Chiesa, chiunque tu sia, apriti a ciò che ti dice il Verbo nel seno della Chiesa. Per
mezzo della tua vita di fede, ricevi i suoi insegnamenti con amore, affinché divengano vita in te. E
non dimenticare che la fede non è un insegnamento oscuro e freddo, ma la stessa luce di Dio
che, accesa nelle fiamme dello Spirito Santo, ti
vuole comunicare la sua vita realizzandola in te,
mediante i semplici insegnamenti della Chiesa.
Non dimenticare neanche che la vita di Dio è
molto diversa da ciò che tu pensi, da ciò che tu
comprendi, da ciò che tu conosci... I tuoi concetti
umani non servono davanti alla fede, e per questo
a volte ti sembra che questa sia oscura, non
perché in sé lo sia, ma perché tu sei cieco. Spiega
a un cieco come è il sole; e finché non scomparirà
la sua cecità, egli vedrà tutto nero.
Il mezzo per vivere nella luce è farsi piccolo,
poiché solo ai piccoli sono manifestati i segreti
del Padre. Devi pure ascoltare il Signore in lunghi
tempi di intimità, affinché l’amore si vada
impossessando della tua anima e così la sapienza
del divino, che si dice solo nell’amore, divenga
vita in te.
Immersa nel tuo mistero, ho imparato a
sapere la Sapienza Eterna del tuo divino intendere.
Ti ho visto rompere in vita, in così elevato sapere, che Tu ti sei, per esserti, nel tuo sommo conoscere, Contemplazione infinita, che, dal tanto
esserti essere, rompi in Parola eterna di esplicativo intendere.
Parola che, in sommo gaudio ed in eterna
perfezione, scandisce il tuo mistero in divina
Esplicazione.
Ed anche, senza sapere come, vidi come sorge
l’Amore da quella Sapienza che rompeva in
Espressione.
Continuando a contemplarti, mi addentrai
nell’Incarnazione, scoprendo che Dio stesso era
Uomo ed era Dio.
Oh, che sorpresa così profonda...! Addentrata
in contemplazione, sorpresi maternità di vergineo
splendore. Vidi che Maria era Madre dell’Eterna
Esplicazione, e dal tanto esser Madre, sorse
dall’Incarnazione resa Madre della Chiesa, a cui
consegnava, in dono, Dio stesso nella sua Parola
che canta a noi la sua Canzone.
Man mano che mi addentravo nella mia vita
di preghiera, andavo sapendo il segreto che nella
Chiesa Dio operava: Egli stesso in essa si era,
dandosi a Lei in possesso col suo mistero, la sua
vita, la sua tragedia e la sua missione.
La Chiesa ricapitolava, nella sua eterna perfezione, tutto il mistero divino che si
è per noi
donazione.
E così potei comprendere, nei miei tempi di
preghiera, come la vita di fede era il mostrarcisi di
Dio nel suo mistero infinito, nella luce del suo
fulgore, nella sua donazione all’uomo in consumazione di amore, ricapitolando nella Chiesa il
suo essersi eterno in Canzone, il suo essersi vita infinita, facendo dell’uomo Dio.
Oh, quanto godetti quel giorno in cui io seppi, senza sapere, il mistero della Chiesa nella
profondità del suo essere...!
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia