Visualizzazione post con etichetta Regina della Famiglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Regina della Famiglia. Mostra tutti i post

mercoledì 25 marzo 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


L'atto vescovile del 30 aprile 1948 
  
Ecco il testo dell'atto vescovile: 
"Adriano Bernareggi, Prelato domestico di Sua Santità, Assistente al Soglio Pontificio, e Conte, per grazia di Dio e della  Santa Sede Apostolica, Vescovo di Bergamo — avendo preso  in attento esame gli studi diligenti e ponderati compiuti dalla  Commissione teologica nominata con Decreto vescovile in data  28 ottobre 1944 per l'esame delle apparizioni e rivelazioni della  Madonna alla bambina Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate,  nel maggio 1944; e tenendo presenti le conclusioni a cui la  stessa Commissione è pervenuta dopo aver sottoposto a  minuziosa indagine i fatti e le varie circostanze concernenti le  asserite apparizioni e rivelazioni col presente Atto dichiariamo: 
Non consta della realtà delle apparizioni e rivelazioni  della B. Vergine ad Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate nel maggio dell'anno 1944. 
Con questo non intendiamo escludere che la Madonna, fiduciosamente invocata da quanti in buona fede la ritenevano  apparsa a Ghiaie, possa avere concesso grazie speciali e non  ordinarie guarigioni, premiando in tal modo la loro devozione  verso di Lei. 
In virtù del presente Atto, ogni forma di devozione alla Madonna, venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate, a norma  delle leggi canoniche resta proibita. 
Bergamo, 30 aprile 1948 
Adriano Bernareggi vescovo di Bergamo". 


Valore del "non consta" 

Nell'atto vescovile ci sono due parole il cui significato  non è ancora da tutti compreso: "non consta". Il vocabolario Zingarelli della lingua italiana dice: (dir.) Non consta, detto di  fatto non dimostrato in modo convincente. 
Non consta, quindi nell'atto vescovile, significa: non ci  sono ancora prove convincenti, per affermare che la Madonna è apparsa a Ghiaie di Bonate, ma non vuol dire: è certo che la  Vergine non è apparsa. 
La formula "non consta", presa dal linguaggio giuridico, indica lo stato della questione, e cioè, a tutt'oggi non c'è la  dimostrazione che la Madonna è apparsa. 
Quando si ha la dimostrazione dei fatti soprannaturali? Il fatto soprannaturale non si dimostra con la ragione e i nostri  metodi scientifici, si riconosce per mezzo dei segni dati da Dio,  visti alla luce della ragione e della fede. 
Aggiungo che non è secondo la prassi giuridica emettere  un atto e non un decreto, quando si vuole negare presunte apparizioni, perché l'atto sta ad indicare un giudizio provvisorio, non  definitivo, in attesa di nuovi sviluppi. 


Il miracolo premio alla buona fede? 

Il documento vescovile fa vedere perché la commissione non trovò prove convincenti dell'autenticità delle apparizioni,  proprio là dove riconosce essere avvenute "grazie speciali e non  ordinarie guarigioni" e le attribuisce alla buona fede di chi ha  invocato la Madonna creduta apparsa a Ghiaie, invece di  vederle come segni che manifestavano la realtà dei fatti soprannaturali di Ghiaie. 
La commissione invece di seguire la pista della verità  delle apparizioni, nello studio della psicologia di Adelaide e nell'altalena delle sue dichiarazioni, linea seguita dal Cortesi,  doveva esaminare prima di tutto, come si è fatto per Lourdes,  Fatima, ecc., le grazie spirituali e le guarigioni fisiche avvenute  durante e subito dopo le apparizioni, in misura quale mai forse  si potè vedere in altre apparizioni. 
Aggiungo: se si trattava di buona fede fondata su un  errore o sulla menzogna, perché non lo si è detto apertamente, negando le apparizioni. Non si dica che non lo si è fatto per non  infierire sui molti fedeli che credevano alle apparizioni, perché era preciso dovere del vescovo smascherare l'errore o l'inganno  se ci fosse stato. 
Oppure la buona fede si fondava sulla probabilità delle apparizioni, allora la cosa più logica era di vedere le guarigioni  straordinarie come la conferma di quella verità che si cercava. 
Il testo così com'è scritto è contraddittorio; si ammettono le guarigioni straordinarie, e non si poteva non farlo, perché ancora oggi ci è dato d'incontrare persone guarite in modo prodigioso a Ghiaie, e non si riconoscono come prova delle apparizioni, perché si dovrebbe dire che sono vere. 
La buona fede, o meglio un errore di valutazione, sarebbe la causa delle guarigioni straordinarie. Mi pare che si conceda  troppo a questo errore, se nemmeno la fede riesce a sortire sempre un così benefico effetto, per quanto riguarda le guarigioni  fisiche. A Lourdes, decine di migliaia di malati animati dalla  fede, non ottengono la guarigione invocata, mentre si dà il caso  che guarisca qualcuno senza che dia alcun segno di fede. 
Domenico Argentieri scrive: "Citerò il caso di Gabriele Gargam che da 15 anni aveva perduto la fede e abbandonato  ogni pratica religiosa. Vittima di uno scontro ferroviario, si era  ridotto a uno scheletro già intaccato dalla cancrena. Era in questo stato da venti mesi, quando fu condotto a Lourdes dove fu  miracolosamente guarito il 20 agosto 1901. 
Citerò anche il caso della signorina Maddalena Guinot, la studentessa parigina guarita a Lourdes il 2 luglio 1934 da tubercolosi polmonare e morbo di Pott. Completamente incredula,  restò incredula anche dopo la miracolosa guarigione, di cui dava  l'annuncio ad una amica in termini beffardi. Solo dopo qualche  anno si convertì..." (v. o.c., p. 70). 
La teoria accettata nell'atto vescovile, del miracolo premio alla buona fede, è assurda, se si tiene presente la natura del  miracolo, come segno dell'intervento di Dio, per approvare una  verità o un fatto. Nel nostro caso, Dio e la Santa Vergine si  sarebbero resi complici dell'illusione o della menzogna di una  bambina, perché i guariti spesso pregavano così: O Vergine se  sei apparsa a Ghiaie di Bonate vieni in nostro aiuto. 
Se si accetta questa teoria, il miracolo perde il suo valore di segno e ciò vale anche per i miracoli del Vangelo, che non hanno la documentazione medica delle guarigioni avvenute a  Ghiaie, e non si capisce perché la Chiesa, almeno finora, abbia  chiesto dei miracoli per la canonizzazione dei santi (cioè per  quell'atto con cui dichiara che una persona è in cielo e la addita  come esempio dei credenti). 

Severino Bortolan

martedì 24 marzo 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


IL SECONDO CICLO DELLE APPARIZIONI, UNA CONTRADDIZIONE? 

C'è stato chi ha visto nella continuazione delle apparizioni  una contraddizione, e quindi un nuovo motivo per affermarne  l'origine umana. 
I fatti, come si sono svolti, mostrano l'obiezione priva di fondamento. 
Domenica 21 maggio, alla domanda della dott.ssa Maggi se  la Madonna verrà ancora, Adelaide risponde sicura: Sì, lasciando  i presenti turbati, perché più volte la bambina aveva detto che  quella del 21 maggio, sarebbe stata l'ultima apparizione. (v.  Storia dei fatti di Ghiaie, o.c., p. 99). 
Don Italo Duci, il parroco di Ghiaie don Cesare Vitali, ed  altri sacerdoti, nel pomeriggio di lunedì 22 maggio, credendo che  il ciclo delle apparizioni sia finito, si recano sul luogo delle  apparizioni. Lungo la strada incontrano monsignor Bignamini,  prevosto di Treviglio (Bergamo), futuro arcivescovo di Ancona. 
Di ritorno dal Torchio, vanno alla casa della famiglia Roncalli per vedere e parlare con Adelaide. 
Don Italo Duci, nel suo diario scrive: 
"...Mentre la si interroga, ad un tratto la folla grida e guarda il sole che gira. 
Monsignor Bignamini interroga la mamma ed ogni tanto voltandosi dice: "Che semplicità". 
Interroga la bambina e ad un certo punto le chiede: "La Madonna ti ha detto che tornerà ancora? 
- Se, la dic che la egnerà amò, quando fo la prima Cuminiù se fo la savia" (sì mi ha detto che verrà ancora, quando farò  la prima Comunione se sarò buona). 
A questo punto la meraviglia si mostra sul volto di tutti. 
Come, ci si domanda, ieri sera non fu l'ultima volta? 
Monsignor Bignamini spiega la cosa semplicemente, dicendo: 
"Non volete che la Madonna non venga nel giorno della prima Comunione della bambina?" 
Alcuni sacerdoti forestieri subito corrono alla loggia della  casa gridando: "La bambina ha detto che la Madonna tornerà  ancora domenica". 
Io ed il parroco rimaniamo male e diciamo: "che succederà  adesso? La voce è ormai diffusa e domenica chissà quanta gente  verrà ancora. E poi, la bambina non si sarà sbagliata? Aveva  detto che ieri era l'ultima volta". 
Il mattino dopo il parroco va ancora dal vescovo per riferire e chiedere che cosa si deve fare: se è opportuno togliere la  bambina da Ghiaie e spostare anche la data della prima Comunione per tutti i bambini... 
Il Vescovo consiglia di non mutare il giorno della prima  Comunione della bambina, se questa è preparata. Si decide perciò di portarla via dal paese perché non sia disturbata e si prepari  bene alla prima Comunione". 
Non c'è contraddizione tra la versione dei fatti, data dal  prof. Don Luigi Cortesi e quella di don Italo Duci; anzi il loro  racconto si integra. 
Se la risposta della veggente è per tutti inaspettata e tale da  provocare preoccupazione, risulta chiaro che la prosecuzione  delle apparizioni non dipese da una astuta regia umana. 
Inoltre il secondo ciclo delle apparizioni era legato anche  alla generosa risposta di Adelaide, al dono soprannaturale, dato  da Dio per il bene della Chiesa e del mondo. 
È vero che Dio non chiede il nostro permesso per agire, e  noi non siamo i suoi consiglieri, ma è anche vero che rispetta la  nostra libertà, e fa dipendere molte grazie dal nostro sì generoso. 
Don Luigi Locatelli, parroco di Presezzo, mostra di essere  male informato sui fatti di quei giorni, quando afferma che il  secondo ciclo delle apparizioni è stato indetto dai repubblicani. 
È noto a tutti che la radio e la stampa della Repubblica  Sociale di Salò attaccavano in modo violento le apparizioni di  Ghiaie, e le autorità politico-militari premevano sul vescovo di  Bergamo perché ponesse fine alle apparizioni, per motivi di  ordine pubblico, temendo che quella folla enorme fosse colpita  dagli aerei angloamericani. 
Si deve notare ancora, che l'ordine del vescovo, trasmesso  dal Cortesi ad Adelaide: "Devi dire alla Madonna che non venga  più" fu dato solo il 31 maggio, prima dell'ultima apparizione del  secondo ciclo. Si ricorderà, come ho già scritto, che la bambina  rispose al Cortesi: "Te l'ho detto che questa è l'ultima sera". 
Quindi le apparizioni non furono né sospese il 21 maggio  per ordine di alte autorità, né riprese il 28 per volontà dei repubblicani, né chiuse il 31 maggio per ordine del vescovo. Ma esse  ebbero quello svolgimento e terminarono l'ultimo giorno di  maggio, perché la Vergine volle così. 

Severino Bortolan

lunedì 23 marzo 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Adelaide rivela il segreto al Papa 

Adelaide, accompagnata da mons. Obert e dalla signorina  Galli, nel 1949, andò a Roma dal Papa Pio XII, per rivelargli il  segreto. 
Padre Raschi scrive: 

"Interrogai su questo punto l'Adelaide 
 Hai potuto confidare il segreto al Santo Padre (PIO XII)? 
 Sì. 
 In che ambiente ti trovavi? 
 Nella sala, prima del suo studio, appartata dagli altri. 
 In che posizione? 
 Ero in ginocchio, ma il Papa mi disse: "Su, su, sta in  piedi", e mi aiutava con la sua mano, poi mi ascoltò ed accolse  il segreto con tanta affabilità e mi disse: "Non l'hai più vista la  Madonna?". 
 No, non l'ho più vista. Quando ero in collegio avevano inventato che l'avevo rivista". 
Il padre Raschi continua: 
"In quel giorno benedetto mi trovavo anch'io a Roma e parlai all'Adelaide, in una casa religiosa e le dissi: 
 Sei contenta, Adelaide, d'essere stata dal Santo Padre? 
 Sì, così mi sono levata una responsabilità. 
 Che parolone! Ma ora vai a giocare con le altre bambine" (v. o.c., p. 37). 

È da notare che l'incontro privato di Adelaide con il. Papa  Pio XII avviene dopo la pubblicazione dell'atto vescovile del 30  aprile 1948. Se il Papa accoglie una bambina portatrice di un  segreto per lui, ricevuto dalla Vergine, durante le apparizioni del  maggio 1944, vuol dire che egli riteneva autentiche quelle apparizioni e sincera la piccola veggente. 

Aggiungo sull'argomento quanto mi disse la signora Adelaide nel colloquio, già ricordato, del 5 marzo 1986. 

Chiesi alla signora Adelaide: 
 Il segreto che la Vergine le confidò riguardava la sua  vocazione alla vita religiosa, come qualcuno ha sostenuto? 
 No, è un altro -, rispose in modo deciso, facendomi capire che non avrebbe aggiunto di più. 
Rispetto la sua decisione di non parlare. Non ho posto la  domanda perché mi riveli il segreto, ma per avere da lei la conferma che il segreto non riguarda la profezia della sua vocazione alla vita religiosa, di cui scrive nel quaderno. 
 Infatti, se quello fosse stato il segreto non l'avrei scritto nel quaderno. 
In uno dei suoi scritti Adelaide riassume così la quinta apparizione: 
"La Madonna vestita di rosso e manto verde, gli angioletti, "Segreto". 
Lo stile telegrafico usato, rivela l'impegno con cui la veggente custodì il segreto. 

Severino Bortolan

domenica 22 marzo 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Adelaide non diventò suora sacramentina? 

Nella seconda apparizione, il 14 maggio, come leggiamo  nel quaderno di Adelaide, la Vergine dice: "Tra il quattordicesimo e il quindicesimo anno ti farai Suora Sacramentina. Soffrirai molto, ma non piangere perché dopo verrai con me in paradiso". 
La piccola veggente annuncia subito la profezia, come  risulta da molte testimonianze e dagli scritti del Cortesi. Raggiunta l'età indicata dalla Vergine, Adelaide con il permesso del  vescovo di Bergamo, monsignor Adriano Bernareggi, entra nella  Congregazione delle Suore Sacramentine come postulante. 
È di questo periodo, la lettera inviata a don Cesare Vitali, il 26 settembre 1951, in cui Adelaide scrive: 

"Rev.mo sig. parroco, mi perdonerà per avere ritardato finora a comunicarle la bella notizia, che sabato per volere di Dio  misi la mantellina. 
Rev.mo parroco, sapesse quanta gioia provai in questi  giorni nel sentirmi finalmente a posto! Come si prega bene  davanti a Gesù Sacramentato e prego tanto anche per lei, per  l'intenzione che mi aveva raccomandato e perciò pensando che  Gesù mi esaudisca, penso che la sua salute vada sempre migliorando e spero che anche la signorina Elisa stia bene. 
Penso e mi auguro di rivederla presto per farla partecipe della mia grande gioia. La signorina Rita Rota con la quale sono postulante (quella di Borgo Palazzo), mi dice di ossequiarla... Dev.ma Adelaide". 
Adelaide ha ricevuto un segno esterno, la mantellina, della sua volontà di consacrarsi a Dio, specialmente nell'adorazione a  Gesù presente nell'Eucaristia. Sa che questa è la volontà di Dio,  manifestatale dalla Vergine fin dalla seconda apparizione, e perciò, dopo tante peripezie dolorose, si sente felice, finalmente a  posto, come lei stessa scrive. 

La gioia e la pace ritrovate non durarono molto, perché Adelaide fu costretta a lasciare la Congregazione e la vita religiosa tanto desiderata. 
Padre Bonaventura M. Raschi afferma che tutte le suore  con cui ha parlato, dalla madre generale, alla maestra delle novizie e alle compagne di noviziato, avevano un bellissimo ricordo di Adelaide. Tuttavia egli scrive: "Per un mistero troppo  spiegabile, si ottenne dall'autorità ecclesiastica una disposizione  crocifiggente, amarissima, e gravida di responsabilità, cioè l'esclusione dell'Adelaide dalla vita religiosa in quella Congregazione alla quale la figliola era indirizzata per volontà della  Madonna. L'Adelaide per tale colpo al cuore, subì una lunga  malattia" (v. o.c. p. 28). 

Attilio Goggi aggiunge: 

"La signora Adelaide, a mia richiesta, mi ha narrato i particolari della sua vestizione religiosa in diocesi di Lodi e l'umiliazione della imposta svestizione per i motivi che ho appena  accennato nelle mie precedenti pubblicazioni. Le lacrime della  signora Adelaide erano cocenti quando mi rivelò il vero motivo  del suo matrimonio" (v. Un diario per ricordare, p. 26). 
Il lettore che legge il primo libro del Goggi Sarò riconosciuta, per conoscere i motivi della esclusione di Adelaide dalla Congregazione delle Suore Sacramentine, non viene a saperne  molto di più di quanto non abbia appena letto. Infatti egli scrive:  "Se ora la Roncalli non è suora, ma sposa e madre felice, c'è chi  sa bene qual è stato il motivo. E basta così" (v. p. 35). 

Tuttavia ci sono altre fonti che gettano sufficiente luce sui  motivi e le responsabilità di chi ha fatto soffrire una persona  innocente, desiderosa di seguire la sua vocazione. 
Non vado oltre nel presentare una pagina così triste della storia delle apparizioni. 
La profezia prevedeva che Adelaide sarebbe entrata nella Congregazione delle Suore Sacramentine, ma pure che a causa  di questa vocazione avrebbe sofferto molto. 
La profezia si è realizzata. 

Severino Bortolan 

sabato 21 marzo 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Fatima e la fine della guerra 1914-1918 

La profezia della fine della guerra annunciata dai veggenti  di Fatima, offre un problema d'interpretazione ben più difficile.  Il 13 ottobre 1917, Lucia e Giacinta affermarono che la  Madonna aveva detto che la guerra era finita, o che finirebbe  quello stesso giorno. Il 16 ottobre, nell'interrogatorio fatto dal  parroco si legge: "che cosa volete da me? 

 Voglio dirti che non offendano più nostro Signore... La guerra finisce oggi: aspettino qua i loro soldati tra breve". 

Così ancora il 19 ottobre. I bambini, nota il visconte di  Montelo, tormentati dagli incessanti interrogatori, molti veramente polizieschi e malevoli, sono completamente esausti e  rispondono, non di rado, meccanicamente. 

Ecco la relazione di un dialogo con Lucia: 
"Quali parole usò Nostra Signora? 

 ha detto così: la guerra finisce oggi, aspettino qua i loro soldati tra breve. 

 Ma vedi: la guerra continua ancora. Come si spiega questo se Nostra Signora ha detto che la guerra era finita in quel  giorno? 

 Non lo so. So soltanto che l'ho sentita dire che la guerra finiva il giorno 13. Non so altro. 

 Alcuni affermano averti sentito dire in quel giorno che la  Madonna aveva dichiarato che la guerra finiva tra breve. È  vero? 

 Io ho detto tale e quale come Nostra Signora ha detto".  E Giacinta il 13 ottobre: 
"Che cosa ha detto la Madonna? 

 Ha detto di recitare il Rosario tutti i giorni e che la guerra finiva oggi. 

A chi l'ha detto? 

 L'ha detto a Lucia e a me. Francesco non ha sentito..."  (v. Da Fonseca-Alonso, Le maraviglie di Fatima, ed. Paoline,  1977, pp. 399-400). 

Nonostante la difficoltà proposta dalla profezia, l'autorità  ecclesiastica approvò l' apparizione, perché più che ai punti  oscuri, inevitabili in ogni fatto soprannaturale, guardò a quelli  chiari. Se si fossero giudicate le apparizioni di Fatima con i  principi e i metodi con cui si giudicarono quelle di Ghiaie, le  apparizioni di Fatima non sarebbero state riconosciute. 

Severino Bortolan

venerdì 20 marzo 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


L'annuncio della pace 

La notizia della pace imminente si propagò in Italia e all'estero. 
Non si riportò il testo completo della profezia, come era  stato detto da Adelaide. Si lasciò da parte, come elemento  secondario, la condizione che avrebbe permesso la conquista  della pace, in così breve tempo. Semplicemente si aspettava la  fine della guerra tra due mesi. 

La gente poi, commentava che la guerra si sarebbe conclusa con la sconfitta dei tedeschi e la vittoria degli Alleati: Perciò i nazisti e i fascisti videro nelle apparizioni una minaccia per il morale delle loro truppe e presentarono i fatti di Ghiaie come  una farsa, inventata dai servizi segreti degli Alleati, con la complicità di una bambina e dei suoi parenti che da quella montatura  traevano profitto. 
La fine della guerra a così breve scadenza pareva impossibile a tutti. 

Il Papa Pio XII nella lettera inviata, il 24 aprile 1944, al  cardinale Maglione Segretario di Stato, scriveva: "Non è lecito umanamente presagire quando sia per sorgere felicemente da  questa turbinosa tempesta l'auspicatissima ora della pace". 

Tuttavia le parole della piccola veggente avevano creato in  molti un clima di grande attesa. Ne è prova, tra le tante, la  testimonianza del sac. Giovanni Bonanomi, parroco di Monte-rosso  nella città di Bergamo, che in una lettera inviata ad alcuni amici, il  15 gennaio 1984, tra l'altro, scrive: 

"Il 20 luglio 1944, "ghibellin fuggiasco" partigiano ricercato,  rifugiato presso un ospitale amico sacerdote, sono stato attaccato  alla radio tutto il giorno perché sapevo delle voci giunte dalle  Ghiaie, che nel terzo giovedì di luglio sarebbe avvenuto un fatto  determinante per la fine della guerra. Alle ore 20.00 ho appreso la  notizia dell'attentato a Hitler". 
Se l'attentato fosse riuscito, nei piani dei cospiratori, vi era  la formazione immediata di un nuovo governo, che doveva trattare  la resa con gli Alleati. Tuttavia non si può negare che l'attentato con  tutte le conseguenze negative provocate negli alti comandi militari e  sul morale delle truppe, per citarne alcune, non abbia notevolmente accelerato la fine della guerra. 

Se si fosse dato ascolto alla Vergine e gli uomini si fossero convertiti, la pace sarebbe venuta in breve tempo. 

Nessuno può supporre che le parole "se gli uomini  faranno penitenza" siano state aggiunte più tardi, dopo che si è  visto fallire la profezia dei due mesi. 
La profezia riferita da Adelaide è nella linea delle profezie  bibliche: Dio promette sempre i suoi beni a coloro che osservano  la sua legge o ritornano a lui. È il pensiero contenuto nelle risposte  date dalla bambina alle domande di don A. Spada, direttore dell'Eco di Bergamo, quando uscì dalla chiesetta delle Suore  Orsoline a Gandino (Bergamo), presso le quali era ospite. 

Don A. Spada le chiede: 
"Ti piacciono, Adelaide, le suore che pregano così? 
Ed essa (dice don Spada, n.d.r.) dà una risposta più grande della sua età: 
 Se eh! I duress pregà tòcc isè! (Sì, dovrebbero pregare  tutti così). la guera la saress zamò finida (la guerra sarebbe già  finita). 
 Ma certo, Adelaide; pregano tutti. Piuttosto, basta solo la preghiera? 
 La Madonna ha detto che bisogna anche far penitenza -, aggiunge la bambina. 
 Beh, noi pregheremo e faremo penitenza -, l'assicuriamo e  ci accorgiamo che la promessa le procura un visibile piacere..." 
(v. L'Eco di Bergamo, Un paio d'ore in convento con la bimba delle  Ghiaie, 27, 28-29 giugno 1944). 

La dipendenza della pace dalla preghiera e dalla penitenza era  presente nella mente di Adelaide, una bambina di sette anni, che ha  dato una risposta superiore alla sua età, secondo don Andrea  Spada, e che manifesta una maturità spirituale che trova nel fatto  soprannaturale dell'apparizione, la sua prima causa. 

Inoltre, che la condizione non sia un'aggiunta tardiva  appare da vari documenti, da quello di don Spada, alle citazioni del  testo riportato dal Cortesi, sia nel libro Il problema delle  apparizioni di Ghiaie, sia nel libro Storia dei fatti di Ghiaie, edito il 7 ottobre 1944. 
Il cardinale Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano, il 6  agosto 1944, riferendosi alla pace promessa dalla Vergine a  Ghiaie e non ancora realizzata, scriveva: "Evidentemente, Dio  vuole ancora provare la fede delle nostre buone popolazioni,  protraendo a tempo opportuno il suo intervento provvidenziale. 
Perché Dio ritarda? 

Questa è stata la maniera di fare del Signore, non solo nell'Antico Testamento, ma anche nel santo Vangelo... se il miracolo  venne differito, fu perché fosse più strepitoso ed ancora più mirabile.  Così accadrà pure a noi. Dio vuole provare la nostra fede, perché  la penitenza e la preghiera delle nostre buone popo- lazioni raggiungano quella misura che egli ha prefisso come  condizione della sospirata grazia. 
Attendiamo l'ora di Dio. 

Le nostre buone popolazioni non vengano quindi meno nella fiducia e nel ricorrere che fanno alla Madonna... 
Le apparizioni o rivelazioni private, specialmente prima  del giudizio della competente Autorità ecclesiastica, sono  spesso suscettibili di interpretazioni personali; la fiducia invece  che il popolo cristiano ripone nel perpetuo soccorso della Beatissima Vergine mediatrice di ogni grazia fa parte dell'insegnamento della Cattolica Chiesa, che non può andare soggetta ad  errore, essendo essa la colonna ed il fondamento della verità" v. 
Rivista Diocesana Milanese, settembre-ottobre 1944, pp. 177- 179). 

Il cardinale, lungi dal ritenere falsa la profezia perché la  pace non è giunta entro i due mesi, invita i fedeli a perseverare  nella preghiera e nella penitenza, per ottenere la sospirata grazia. 

Don Felice Murachelli, il 14 agosto 1944, a Ghiaie, nel  suo diario scrive: "Alle 18 in automobile giunge in luogo il  Segretario di Sua eminenza il Card. Schuster a chiedere informazioni al Sig. Prevosto. Fra le notizie ch'egli ci porta ce n'è  una singolare: Sua Eminenza ancora in gennaio aveva detto ai  suoi familiari che la Madonna doveva apparire in quest'anno e  doveva facilmente terminare anche la guerra con l' avvento della  pace" (v. Felix = Felice Murachelli, Sotto il manto di Maria  Liberatrice, Breno (Brescia) 1987, p. 131). 

La testimonianza del segretario del card. Schuster ci presenta due profezie: l'apparizione della Vergine nel 1944, e la  fine prossima della guerra. 
Il cardinale vedeva nell'apparizione di Ghiaie l'avverarsi  della prima profezia, e attendeva nella prossima fine della  guerra il compimento della seconda. 

La profezia di Adelaide si è compiuta sotto qualsiasi profilo la si voglia considerare. 

Severino Bortolan 

giovedì 19 marzo 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


PROFEZIE NON AVVERATE? 


La pace fra due mesi? Le due versioni 

1. Il 15 maggio 1944, durante la terza apparizione, la bambina  chiede alla Vergine Maria quando sarebbe finita la  guerra. 
Dal quaderno di Adelaide riporto la risposta della Vergine:  "Se gli uomini faranno penitenza, la guerra finirà fra due mesi: se no,  fra poco meno di due anni". 
Il Cortesi riferisce così le parole di Adelaide: 
"Ha detto la Madonna che fra due mesi, un giovedì, verrà la pace, se  preghiamo e facciamo penitenza". Egli aggiunge: "La circostanza del  giovedì fu aggiunta nella visione del 30 maggio e in seguito  ripetutamente confermata da Adelaide come ricevuta dalla Vergine. Per  ovvie ragioni conveniva tenerla segreta e infatti fu depositata nella ven.  Curia di Bergamo con atto notatile. 
Tuttavia, alle Ghiaie, era già diffusa ai primi di giugno, per  indiscrezione di alcuno" (v. Il problema delle apparizioni di Ghiaie, o.c.,  p. 27). 

2. Il dott. Giulio Loglio, nella relazione citata, dice che finita l'apparizione, la piccola veggente fu portata via ma potè  interrogarla a casa sua. Egli scrive: 
"Quel giorno la Madonna non le parlò; vide sola la S.  Famiglia riunita in una chiesa, ma nei giorni precedenti le aveva  detto che "bisogna pregare e fare penitenza e - ripeto le esatte  parole — in cò du mis ederì cosa ghe sarà: = fra due mesi vedrete  cosa ci sarà —". 
Il dott. Loglio, nella stessa relazione, alla domanda che egli pone: quali delle profezie si sono avverate? Risponde: 
"Quella che la Roncalli mi ha esposto si è verificata totalmente: basta pensare che dalla fine maggio ad oggi (30 settembre 1944, data della relazione, n.d.r.), tre Stati hanno capitolato  e che la Germania si è ridotta a difendersi entro i suoi confini". 
Lo stesso dottore, l'11 giugno 1946 dichiara: 
"Il sottoscritto, che avvicinò la piccola Adelaide nei primi  giorni delle supposte apparizioni, attesta che la stessa interrogata se effettivamente avesse vista la Madonna, e cosa le avesse  detto, personalmente e spontaneamente rispose: 

 Sì, l'ho vista. 

 E cosa ti ha detto? 

 Mi ha detto che bisogna pregare e che fra due mesi  vedremo che cosa ci sarà (la m'ha dic che bisogna pregà e de  che du mis am vederà). 
Non ricordo più esattamente dopo quale apparizione mi  abbia detto ciò, ma certo fu nei primi giorni" (testimonianza  raccolta da don Italo Duci per incarico di mons. Bramini). 
Don Romualdo Baldissera, nella relazione stesa su invito  di don Cesare Vitali e col consenso di monsignor Giuseppe  Zaffonato, vescovo di Vittorio Veneto, riporta colloqui, interrogatori, giudizi suoi e di altri su Adelaide, che vanno dal 22 giugno 1944 al 21 gennaio 1948, giorno della stesura della relazione stessa. 

Don Romualdo scrive: 
"9 luglio 1944 — Dichiarazioni degne di nota fatte dalla  cugina e madrina di battesimo di Adelaide, Annunciata Roncalli, dopo una visita alla piccola, ricoverata presso le R.R.  Suore Orsoline a Gandino (Bergamo n.d.r.)... 

 Le ho chiesto (parla Annunciata, n.d.r.) se durante le  visioni si era ricordata di domandare alla Madonna notizie circa  il ritorno di Luigi, fratello di Adelaide, militare nelle "SS" tedesche, e del fratello mio, allora in Russia, e mi ha risposto che si  è ricordata: poi asserì che Luigi sarebbe ritornato senz'altro a  casa. 

- E mio fratello? — aggiunsi io. 

 Sospirò e disse che era morto da tempo e che per lui 
aveva già fatto tante comunioni. 

 Me l'ha dichiarato con tanta sicurezza che io non ho il  coraggio di raccontare ciò alla mia famiglia e lo dico a lei perché voglia pregare per lui e per noi. 

 Le ho chiesto anche se la Madonna sarebbe riapparsa il 13 luglio. 

Rispose: 

 No. Non ho mai detto questo, è già finito tutto. 

 Ma la gente è convinta e attende per il 13, ci sarà qualche cosa? 

 No, la Madonna non apparirà più, bisogna pregare e fare penitenza: sta attenta a giovedì dopo il 13 luglio. 

 Che cosa ci sarà? 

 Sta attenta e dì che preghino e facciano penitenza. 

Tutto questo (scrive don Baldissera, n.d.r.) ho sentito da  Annunciata Roncalli di Pietro, con altri particolari, il giorno 9  luglio 1944. 

Don Romualdo aggiunge: 
"17 luglio 1944 — Lascio Ghiaie e ritorno a Locara (Verona).  Racconto ogni cosa alla mamma, alla sorella e ad altri (una cinquantina), i quali rileveranno in detto giovedì (20 luglio 1944) la  notizia dell'attentato ad Hitler, accennando alla coincidenza con i  famosi "due mesi", che avevano destato tanto scalpore. 
Il parroco di Ghiaie mi dice arrivato in questi giorni (gennaio 1948) l'annuncio della morte in Russia del fratello di  Annunciata". 
Adelaide, secondo questa versione riportata in documenti  che meritano attenzione, non parla di pace che sarebbe avvenuta  fra due mesi, ma di qualcosa che sarebbe accaduto un giovedì,  dopo il 13 luglio, che si è visto coincidere con l'attentato a Hitler  del 20 luglio 1944, e che ha determinato la fine rapida della  guerra. 
La profezia è presentata in modo un po' diverso da quella  scritta nel quaderno di Adelaide e da lei riferita in qualche altra  occasione, ma il contenuto sostanzialmente non cambia. 
In modo più o meno esplicito viene promessa la pace a  breve distanza di tempo, a condizione che gli uomini preghino e  facciano penitenza. 
Se si vuole interpretare la seconda versione, secondo  quella che viene chiamata "la prospettiva profetica", si può dire  che nelle parole della Vergine è predetta la pace tra due mesi,  perché il fatto che la causa, o accelera la fine della guerra, è visto  nello stesso tempo con l'avvento della pace. E una visione  d'insieme, sullo stesso piano, senza successione di tempo. 
Sottolineo che quello che ha detto Adelaide ad Annunciata  Roncalli, a riguardo del fratello Luigi e del cugino si è realizzato: il primo è ritornato a casa, l'altro è morto in Russia. 
Si è voluto portare contro la verità delle apparizioni, la  mancata realizzazione di alcune previsioni fatte da Adelaide. 
Premesso che venivano attribuite alla bambina affermazioni mai fatte da lei, si può anche ammettere che interrogata su  molteplici fatti, possa avere espresso giudizi e previsioni non  confermate dagli avvenimenti. 
Il dono della comunicazione straordinaria con la Madre di  Dio non impedisce ad Adelaide di commettere peccati, né l'ha  resa immune da errore. 
Nessun veggente è infallibile. L'episodio del profeta Natan, che prima incoraggia Davide a costruire il tempio, e poi, mandato da Dio, va a dirgli: Non sarai tu a costruire una casa al  Signore, ma un tuo discendente (cfr. 2 Sam. 7,1-13), lo dimostra chiaramente. 
Le apparizioni e il messaggio dato dalla Vergine a Ghiaie  sono un fatto a sè stante, che va giudicato separatamente da  qualsiasi problema possa sorgere, inerente più o meno alle apparizioni stesse. 
Ci sono segni ed argomenti ben precisi per affermare la  verità delle apparizioni, nonostante le difficoltà che ogni apparizione presenta. 

Severino Bortolan 

mercoledì 18 marzo 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Recente riaffermazione della verità  delle apparizioni 

Adelaide Roncalli in varie occasioni, da bambina e in età matura, a  voce e per iscritto ha riaffermato la verità delle apparizioni, come  dimostra anche la seguente dichiarazione resa e sottoscritta il 20 febbraio 1989,  davanti al notaio dott. Nicola Grimaldi di Milano. 
Testo della dichiarazione: 

"Io sottoscritta Roncalli Adelaide nata a Ghiaie di Bonate Sopra (BG) il  23 aprile 1937, nel quarantacinquesimo anniversario torno a dichiarare, come  già più volte ho fatto in occasioni precedenti, che sono assolutamente convinta di  aver avuto le Apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate dal 13 al 31  maggio 1944 quando avevo sette anni. 
Le vicende da me dolorosamente vissute da allora, le offro a Dio ed alla  legittima Autorità della Chiesa, alla quale sola appartiene di riconoscere o no  quanto in tranquilla coscienza ed in sicuro possesso delle mie facoltà  mentali ritengo essere Verità". 
In fede Adelaide Roncalli 
20 febbraio 1989. 

Nello stesso foglio vi è la seguente certificazione del notaio:  "Certifico io sottoscritto dott. Nicola Grimaldi, Notaio in Milano, iscritto al  Collegio Notarile di Milano che, previa rinuncia fatta con il mio  consenso all'assistenza dei testimoni, la Signora Roncalli Adelaide  Annunciata, nata a Bonate Sopra il 23 aprile 1937, residente a Milano, Piazza  San Nazaro in Brolo n. 15, infermiera, della cui identità personale io Notaio sono certo, da  me ammonita ai sensi dell'art. 26 della legge 4 gennaio 1968 n. 15, ha reso la su  estesa dichiarazione e l'ha sottoscritta in mia presenza. 
Milano, 28 febbraio 1989. 
Nicola Grimaldi". 

Severino Bortolan

martedì 17 marzo 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Lucia Dos Santos 

Lucia di Fatima dubitò dell'autenticità delle apparizioni,  dopo che fu interrogata dal parroco del suo paese, alla presenza  della mamma. 
Essa scrive: "L'interrogatorio fu molto minuzioso, quasi  oserei dire, estenuante. Il reverendo mi fece una piccola avvertenza, perché diceva: "Non mi pare una rivelazione del Cielo.  Quando queste cose succedono, di solito il Signore ordina alle  anime a cui si rivela di riferire quanto succede ai loro confessori  o parroci; ma questa, al contrario, si nasconde il più possibile.  Ciò può anche essere un inganno del demonio. Vedremo. Il  futuro ci dirà quel che dobbiamo pensarne". 

Quanto mi fece soffrire questa riflessione, solo nostro  Signore può saperlo, perché solo Lui può penetrare nel nostro  intimo. Cominciai allora a dubitare che le manifestazioni fossero  del demonio, che cercava con quel mezzo di condurmi alla  perdizione. E siccome avevo sentito dire che il demonio porta  sempre la guerra e il disordine, cominciai a pensare che, realmente, da quando vedevo quelle cose, non c'era più stata allegria  né benessere in casa nostra. Che angoscia ne provavo! Manifestai  il mio dubbio ai cugini. Giacinta rispose: "Non è il demonio, no!  Il demonio dicono che è molto brutto e che sta sotto terra, nell'inferno; invece quella signora è così bella, e noi l'abbiamo  vista salire al cielo!". 
Dio si servì di queste parole per dissipare un po' il mio  dubbio. Ma, nel corso di quel mese, perdetti l'entusiasmo per la  pratica del sacrificio e della mortificazione, ed ero in dubbio se  decidermi a dire che avevo mentito, per finirla così del tutto. 
Giacinta e Francesco mi dicevano: "Non fare così! Non  vedi che proprio adesso tu stai per mentire, e mentire è peccato". 
Stando io così, ebbi un sogno che aumentò ancor di più le  tenebre del mio spirito: vidi il demonio che , ridendo perché mi  aveva ingannato, si sforzava di trascinarmi all'inferno... Questo  sogno lasciò nel mio spirito una nuvola di vera paura e preoccupazione. L'unico mio sollievo era rimaner sola, in qualche cantuccio solitario, per piangere liberamente. Cominciai a sentir noia  perfino della compagnia dei miei cugini e perciò cominciai a  schivarmi anche da loro... 
Si avvicinava il 13 luglio e io ero in dubbio se andarci  ancora o no... Giacinta e Francesco facciano quel che vogliono; io  non torno più alla Cova d'Iria. La decisione era presa, e io ben  decisa a metterla in pratica" (v. Memorie di Suor Lucia —Vice —  Postulazione della beatificazione dei veggenti — Fatima maggio  1980, pp. 68-69). 
Lucia, spinta da una forza cui non le era facile resistere, 
andò il 13 luglio all'appuntamento con la Vergine. 
Dopo la lettura di queste pagine delle Memorie di Lucia,  viene alla mente una considerazione ovvia; se il solo dubbio  avanzato dal parroco sull'origine diabolica delle apparizioni, ha  messo in crisi Lucia fino a indurla a chiedersi se fosse il caso di  dire che aveva mentito, e a farla decidere di non andare più alla  Cova d'Iria, non ci si può meravigliare se Adelaide ha negato di  avere visto la Vergine, considerate le condizioni in cui si è trovata, e senza l'aiuto morale che ricevette Lucia dai cugini Giacinta e Francesco. 

Severino Bortolan

lunedì 16 marzo 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


La prova segreta di Bernardetta Soubirous 

Bernardetta, soprattutto negli ultimi anni della sua vita,  temette di essersi ingannata riguardo alle apparizioni. A proposito di questa prova, René Laurentin scrive: 
"La visita di mons. Bourret, vescovo di Rodez, già professore alla Sorbona, ce ne lascia intravedere qualcosa. 
Bernardetta aveva sperato di poter evitare questo incontro... Mons. Bourret non si arrese. Ottenne più di quanto avesse sperato: un incontro privato e anche una confidenza. Lasciamo  che egli stesso ci narri l'incontro di quel sabato 1° settembre  1877. Bernardetta si mostra restia a parlare della visione della  sua giovinezza: "Ormai sono lontane... molto lontane... tutte  quelle cose, non me ne ricordo più, non mi piace parlarne, perché, mio Dio, se mi fossi ingannata..." 
Laurentin aggiunge: "Questa eclisse può stupire solo le  persone prive di ogni esperienza spirituale". (v. Bernardetta vi  parla, Edizioni Paoline, Roma 1983, pp. 413-414). 

Severino Bortolan