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giovedì 5 febbraio 2026

Regina della Famiglia



La Madonna modello di educatrice 

La Vergine Maria dice ad Adelaide: devi essere buona, ubbidiente, rispettosa col prossimo, sincera. Con parole semplici  e allo stesso tempo essenziali dà un programma di vita valido per  Adelaide e per tutti. 
Invita la piccola veggente ad essere buona. Chi è buono?  Nessuno è buono, se non Dio solo, come leggiamo nel Vangelo.  La bontà ha la sua fonte in Dio, anzi è Dio stesso, colui che solo  è degno di essere amato con tutto il nostro essere: cuore, anima,  mente, corpo; lui che è la sorgente della felicità dell'uomo. 
Gesù ci insegna che per essere buoni dobbiamo riconoscere, imitare Dio affinché risplenda in noi la sua perfezione, la sua bontà. 
La Vergine chiede alla bambina di essere ubbidiente.  L'obbedienza è una virtù ed è anche uno dei doveri che i figli  hanno verso i genitori. Si parla spesso dei doveri dei genitori  verso i figli, meno dei doveri dei figli verso i genitori. A volte pare che i ruoli siano invertiti e perciò sono i figli che comandano nella famiglia, mentre occorre che ognuno stia al proprio  posto e compia il suo dovere, altrimenti la famiglia va in rovina  con danno di tutti i suoi membri. Gesù ci dà l'esempio. Egli  venne nel mondo per fare la volontà del Padre e fu obbediente  fino alla morte di Croce. Così nella sua vita a Nazareth Gesù fu  obbediente a Maria e a Giuseppe. Solo una volta, a Gerusalemme, si fermò nel tempio obbligando i genitori a tornare a Gerusalemme per cercarlo e al lamento della madre per quanto  aveva fatto, rispose che doveva attendere alle cose del Padre suo  che è nei cieli, rivendicando la priorità dei diritti di Dio su ogni  altro diritto. 
La Vergine Maria raccomanda ad Adelaide il rispetto  verso il prossimo e quindi il rispetto per i genitori. Questo è un dovere di riconoscenza verso coloro, che con il dono della vita, il  loro amore e il loro lavoro, hanno messo al mondo i loro figli e  hanno reso possibile a loro di giungere alla maturità. 
Nella Bibbia leggiamo: "Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore  tuo Dio" (Es 20,12). Il quarto comandamento è l'unico a cui si  lega subito una promessa. Il bene sociale e anche quello personale, dipende dal bene di questo primo rapporto fondamentale  per tutte le relazioni nella vita dell'uomo. Perché il quarto  comandamento parla solo del dovere dei figli rispetto ai genitori? La Sacra Scrittura vuole insegnare che ognuno di noi è  prima di tutto figlio di Dio e figlio dei suoi genitori. L'essere  figli viene prima dell'essere genitori, i quali non devono dimenticare i loro doveri davanti a Dio e ai loro stessi genitori. Il  quarto comandamento è quindi fondamentale per mettere in pratica l'amore del prossimo. 
La Vergine dice ad Adelaide di essere sincera. La sincerità è una virtù naturale di straordinaria importanza. È la verità con  se stessi e con gli altri. Senza di essa sono impossibili i rapporti umani, perché non ci si può fidare di chi è bugiardo, ipocrita,  opportunista. La sincerità si manifesta nella rettitudine delle  intenzioni, nella fuga dall'ipocrisia, dall'inganno, soprattutto ai  danni dei più deboli, degli anziani, dei malati. Chi è sincero  rifiuta di prestarsi, in qualunque modo, alle manipolazioni dell'opinione pubblica attuate con i potenti mezzi della comunicazione sociale per interessi di chi comanda o di gruppi di potere.  La prima apparizione parla dei diritti e dei doveri dei figli e dei genitori e di quello che gli uni e gli altri devono fare perché la  famiglia sia unita, benedetta da Dio e quindi sia felice. E insegnando le verità fondamentali alla bambina Adelaide, la  Madonna mostra ai genitori quale sia il loro ruolo, la loro missione più importante. 

Severino Bortolan

mercoledì 4 febbraio 2026

Regina della Famiglia



Una bella Signora 

Adelaide descrive la Vergine Maria chiamandola una bella  signora, una Signora bella e maestosa. La Madonna appare a  Ghiaie sempre avvolta di luce e con grande maestà, mitigata  dalla dolcezza della voce e a volte dal sorriso. È la Madre che  protegge i suoi figli e li ammonisce con fare al tempo stesso  grave e pieno di bontà. 
La bellezza è un mistero: si contempla, non la si definisce.  La Vergine Maria è la madre della bellezza, colei che ha dato  corpo allo splendore della luce eterna, al candore senza macchia,  all'immagine sostanziale dell'invisibile Dio. Maria è la creatura  che irradia la luce dello Spirito Santo; è l'ideale supremo di perfezione che in ogni tempo gli artisti hanno cercato di  riprodurre nelle loro opere; è la donna vestita di sole, nella quale  i raggi purissimi della bellezza umana si incontrano con quelli  della bellezza soprannaturale. La concentrazione in Maria della  Verginità e della maternità, della grazia e della gloria fanno di  lei il più puro ideale della creazione. 

La Madonna mi guardò 

Adelaide dice che la Madonna la guardò e poi le parlò,  oppure, finito che ebbe di parlarle, la guardò per qualche istante,  prima di scomparire. Sappiamo anche che Gesù Bambino e San  Giuseppe non parlarono alla bambina, ma la guardarono con  espressione amabile e sorridente. Maria guarda con un sorriso di  predilezione la piccola veggente che ha davanti. 
Il sorriso illumina ogni volto: chissà come avrà reso  ancora più bello quel volto, il cui splendore faceva arrossare gli  occhi di Adelaide. Ci sono degli sguardi che valgono di più di  lunghi discorsi. Basti pensare allo sguardo di Gesù dato a Pietro,  dopo che lo aveva rinnegato, nella casa di Caifa. 
La Vergine Maria, senza muovere le labbra e proferire  parole, parla nella mente, nel cuore, riempie di luce, di gioia, di  amore e cambia la vita di chi è in grado di udire quella voce  dolce e soave, che Adelaide spesso ricorda. 
Siamo di fronte ad un fenomeno più volte registrato nella  storia della teologia mistica. Alfonso Ratisbonne, di quel muto  colloquio, nel racconto della sua conversione dice: "Come  sarebbe possibile esprimere l'inesprimibile? Qualsiasi descrizione, per quanto sublime, sarebbe soltanto una profanazione  dell'indicibile verità. Tutto ciò che so, è che entrando in chiesa  ignoravo tutto, uscendone vedevo chiaro. Non posso spiegare  questo cambiamento se non per l'analogia di un cieco nato che veda improvvisamente la luce; vede, ma non può definire la luce  che lo illumina e nella quale contempla gli oggetti della sua  ammirazione. Se non si può spiegare la luce fisica, come si  potrebbe spiegare la luce che, in fondo, non è che la verità  stessa? Penso di rimanere nel vero dicendo che non avevo nessuna conoscenza della lettera, ma che intravedevo il significato e  lo spirito dei dogmi. Queste cose, più che vederle, le sentivo, e le  sentivo grazie agli effetti inesprimibili che produssero in me.  Tutto accadeva dentro di me, e queste impressioni mille volte  più rapide del pensiero, mille volte più profonde della riflessione  non soltanto mi avevano commosso l'anima, ma l'avevano per  così dire capovolta e orientata in un altro senso, verso un altro  scopo e una nuova vita" (v. La conversione di Maria Alfonso  Ratisbonne, Casa Centrale delle Figlie della Carità, Torino,  1949, p. 21 e p. 57). 

Severino Bortolan

martedì 3 febbraio 2026

Regina della Famiglia



IL MESSAGGIO DI GHIAIE 


La Sacra Famiglia luminosa 

Mentre Adelaide stava ammirando un bel fiore di sambuco,  vide un puntino d'oro che scendeva dall'alto e si ingrandiva fino  a scorgere in esso una bella Signora con Gesù Bambino in  braccio e alla sua sinistra San Giuseppe. Le tre persone erano  avvolte in tre cerchi ovali di luce. 
La Sacra Famiglia è apparsa sette volte a Ghiaie. Credo  che sia l'unico caso nella storia delle apparizioni. La luce è il  riflesso di Dio. San Giovanni apostolo scrive: "Dio è luce e in lui  non ci sono tenebre" (1 Gv 1,5). Gesù dice di sé: "Io sono la luce  del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà  la luce della vita" (Gv 8,12). 
Le apparizioni celesti spesso sono accompagnate dalla  luce: la venuta della Vergine a Fatima, a Ghiaie, è preceduta da  lampi o altri segni e seguita dai miracoli del sole. Lucia di  Fatima così descrive il primo incontro con la Madre di Dio:  "Vedemmo una Signora vestita di bianco, più luminosa del sole,  diffondere una luce più chiara e intensa di un bicchiere di cristallo pieno di acqua cristallina attraversato dai raggi del sole più  ardente... eravamo così vicini che restavamo immersi nella luce  che la circondava o che lei diffondeva... aprì per la prima volta le  mani, comunicandoci una luce così intensa, una specie di riflesso  che da essa usciva e ci penetrava nel petto e nel più intimo  dell'anima, facendoci vedere noi stessi in Dio, che era quella  luce" (v. Memorie, pp. 160-162). 
La dottoressa Maggi, il 19 maggio 1944, notò che Adelaide durante l'estasi teneva gli occhi semiaperti e sulla sclera  proprio lungo l'asse visivo era visibile una netta linea di arrossamento della congiuntiva, che persistette oltre la visione con  una particolare lucentezza del globo oculare. Chiese alla piccola  perché le bruciassero gli occhi ed essa pronta rispose: "È lo  splendore della Madonna che mi fa bruciare gli occhi". Adelaide  vede la Madonna, Gesù Bambino e San Giuseppe avvolti in tre  cerchi ovali di luce. In questa espressione viene richiamato il  mistero della Santissima Trinità. Certo, non si può confondere la  Trinità con la Sacra Famiglia. 
Approfondendo il significato dell'apparizione vediamo che  Gesù è il Figlio unigenito del Padre ed è anche il Figlio di Maria,  la quale ha una particolare relazione con la Trinità. Giovanni  Paolo II, il 24 settembre 2000, a conclusione del XX congresso  mariologico-mariano, disse: "Maria è il luogo in cui la Trinità,  relazione d'amore, si manifesta per la prima volta; Maria è la  figlia prediletta del Padre, la Madre del Cristo, al tempo stesso  discepola dal cuore attento e fedele e sua compagna generosa  nell'opera della redenzione, sacrario purissimo dello Spirito Santo, che rende feconda la sua verginità". 
La Vergine della Rivelazione, apparsa il 12 aprile 1947, a  Bruno Cornacchiola, a Roma, nella località chiamata "Le Tre  Fontane", disse: "Sono colei che sono nella Trinità divina".  Dinanzi al protestante che cercava di abbassarla, negando la sua  verginità ed altri privilegi, lei mostra la sua grandezza, la sua  altezza vertiginosa, usando un'espressione mai pronunciata così  esplicitamente. Maria non è la quarta persona della Trinità, ma  vive e opera nella Trinità che la compenetra tutta, rendendola  simile a sé. Anche San Giuseppe ha una particolare relazione con  la Trinità, perché è sposo di Maria e il padre di Gesù in un  ordine di parentela che non è quello della carne e del sangue.  Tale parentela non può vantare diritti nel Regno di Dio. La vera  parentela che lega a Gesù non è fondata sui diritti naturali, ma  sulla volontà divina (cfr. Mt 12,50). 
Non solo la Santa Famiglia di Nazareth è l'immagine della  Santissima Trinità, ma anche tutte le famiglie, come ogni  persona umana sono immagine della Trinità, perché noi siamo  stati creati ad immagine di Dio, che per la rivelazione di Gesù  Cristo, sappiamo che è uno e trino.

 Severino Bortolan 

lunedì 2 febbraio 2026

Regina della Famiglia



IL MESSAGGIO DI GHIAIE

Il messaggio affidato dalla Vergine Maria ad Adelaide Roncalli è semplice ma non è puerile, né insignificante. Queste  obiezioni furono rivolte ad altre apparizioni già riconosciute dalla  Chiesa. La validità di un messaggio non è data dalla complessità  del testo, né dalla sua elaborazione teologica. Il messaggio di  Ghiaie non è un tutto organico, espresso con frasi concatenate.  Troviamo in esso delle ripetizioni, come quando la Vergine, nella  seconda apparizione, ripete alla bambina la raccomandazione che le aveva rivolta nella prima: "Devi essere buona, ubbidiente, sincera e pregare bene, rispettosa verso il prossimo". Qualsiasi  pedagogia è ripetitiva. Il compito insostituibile della madre è  quello di ripetere, di radicare nell'animo dei figli ciò che è  fondamentale nella vita di ciascun uomo. La Vergine si comporta  come madre nella vita spirituale di Adelaide e di ognuno di noi.  Inoltre, la bambina Adelaide nell'estasi conosce per intuizione,  non in modo discorsivo; addirittura la conoscenza le può essere  data direttamente da Dio. La differenza tra questa conoscenza e la  nostra abituale, si manifesta anche nella formulazione essenziale dei concetti, anzi, in un concetto ne possono essere contenuti  altri. Sia la conoscenza e il modo di esprimerla risentono  dell'origine da cui provengono, cioè Dio, il quale è semplicissimo  e infinito nello stesso tempo. Per questo bisogna essere molto  prudenti quando si giudicano i fatti soprannaturali, che esulano  dal nostro mondo e spesso per darne un giudizio non serve molto  la scienza umana. I più adatti a capire questi fenomeni sono quelli  che ne hanno fatto esperienza o che vivono una intensa vita  spirituale. 
A proposito di brevità, voglio ricordare che il messaggio dell'apparizione di Pontmain (Francia), avvenuta il 17 gennaio  1871, riconosciuta il 2 febbraio 1892, dal vescovo di Laval,  monsignor Wicart, e confermata dal Papa Pio XI,è fatto da una  sola frase. Si può avere un'apparizione autentica, senza che vi sia  un messaggio fatto di parole; l'apparizione in se stessa è già un  messaggio. Alfonso Ratisbonne, il giovane ebreo convertito, al quale la Vergine apparve nella chiesa di S. Andrea delle Fratte  a Roma, il 20 gennaio 1842, disse: "Ella non mi ha parlato, ma io  ho capito tutto". 
Aggiungo che il messaggio di Ghiaie non è dato solo dalle parole, ma da tutti quegli elementi che fanno parte integrante  dell'apparizione: i colombi bianchi che la precedono; gli angeli, i  santi che l'accompagnano; i colombi con la piuma scura che la  Vergine tiene tra le mani; il punto luminoso che si ingrandisce  fino a contenere in tre ovali di luce la S. Famiglia o a mostrare la  Vergine ammantata di luce; la visione allegorica degli animali  che pregano nella chiesa, dinanzi la S. Famiglia. 
L'apparizione di Ghiaie, come ogni avvenimento religioso  di una certa importanza, ha la sua spiritualità. La spiritualità di  Ghiaie non solo è conforme alla verità rivelata, ma è talmente  ampia da dare ad ogni persona, in qualsiasi condizione si trovi la  possibilità di raggiungere la salvezza eterna e di percorrere la via  della santità. Potremmo chiamare la spiritualità di Ghiaie  nazaretana, perché offre a tutte le famiglie e ai singoli che la  compongono, come modello da imitare la S. Famiglia di Nazareth. 

Severino Bortolan 

domenica 1 febbraio 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Tredicesima apparizione, mercoledì 31 maggio 

È l'ultima volta che la Vergine appare ad Adelaide Roncalli. 
L'afflusso dei pellegrini a Ghiaie è imponente. Le autorità sono molto preoccupate per motivi di ordine pubblico e di carattere politico-militare. 
Cito dal Cortesi (v. Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p.170):  "Il vescovo è in ansie e mi fa chiamare al telefono: vuole avere notizie, vuole che la bambina preghi la Madonna a non comparirle mai più. Prendo sul serio quest'ordine e lo comunico alla piccola: - Stasera devi dire alla Madonna che, per piacere,  non venga più. Lo chiede il vescovo, sai chi è il vescovo? 
Adelaide s'affretta ad avvertirmi che l' ordine è inutile: -Sì, sì, te l'ho detto che questa è l'ultima sera... 
Il vescovo chiama al telefono la Direttrice: insiste perché Adelaide preghi la Madonna a non comparirle più; vuole che,  chiuso il ciclo delle apparizioni, Adelaide venga trasferita,  subito, domani stesso, nel convento di Gandino". 
Il dott. Giulio Loglio scrive: 
"31 maggio: Sono presenti a questa visione circa 300.000 persone e numerosi medici: dott. Zonca, dott.ssa Maggi, dott.  Sala, dott. Moroni, prof. Cazzamalli ed altri. La Roncalli viene  portata sul luogo alle 18,25, ma è alquanto disturbata da dolori  intestinali e la visione ha inizio solo alle 19,52 per terminare  alle 20,05. Il polso è di 110 alle 18,25; 116 alle 18,30; 120 alle  18,40; 108 alle 19,18; poi discende a 74 alle 20,03. Si notano i  sintomi soliti degli altri giorni. Adelaide reagisce ad un pizzicotto del dott. Zonca e porta la mano destra alla regione temporale destra per ravviare i capelli che sulla fronte, madida di  sudore, le davano noia. Come le altre volte non fu possibile interrogarla dopo la visione". 
Relazione della dott.ssa Maggi: 
"Adelaide giunse al luogo del convegno alle 18,25. Gli esami furono uguali come risultato ai precedenti e furono praticati da più medici e psichiatri. Ma quella sera la bambina non  stava bene e ad un certo punto accusò violentissimi dolori  all'addome, con tutti i caratteri clinici di una colica intestinale.  La sindrome dolorosa era così forte da costringere la piccola a  raggomitolarsi su se stessa. 
A prima vista può essere un paradosso ma devo confessare che fui soddisfatta di questo incidente che mise in risalto la  figura di una bimba che ebbe a soffrire di un comune, banale  mal di pancia in un momento tutt'altro che opportuno poiché  ritardò il colloquio misterioso. E con questo episodio avvenuto in mezzo a tanti medici e psichiatri che de visu hanno potuto  constatare e controllare le sue sofferenze fisiche, tanto che  hanno cercato con molta premura e con ogni mezzo di sollevargliele, Adelaide dimostrò di non essere un'illusa, né tanto meno  una volgare simulatrice, o un'isterica, o un'ipnotizzata come da  molta gente è stata giudicata, perché i sintomi stessi del male ne  erano efficace e dimostrativo elemento di negazione. 
Il suo viso era di un pallore terreo, con occhiaie profonde e  lineamenti stirati, labbra pallide violacee, polso frequente:  110-116, figura piegata su se stessa per i crampi addominali,  sudore diffuso, estremità gelide. 
Nonostante le sue sofferenze non solo non riuscii a persuaderla a lasciare il luogo per andare e casa, ma non si riuscì a  farle prendere nulla di quello che gentilmente il prof. Cazzamali  aveva offerto e preparato come calmante; la pozione a lei destinata fu invece bevuta dai circostanti per accontentare la sua  volontà un po' capricciosa a prima vista. Fu infatti contenta e  soddisfatta quando vide il bicchiere vuoto. 
I dolori continuarono ancora e lo stato fisico della bambina non accennava a migliorare; improvvisamente però balzò in piedi con visibile fatica e iniziò a pregare: dopo qualche tempo si verificarono i soliti prodromi della visione, il suo sguardo sofferente diventò limpido e raggiante fisso in avanti,  ormai parlava già con l'Invisibile Interlocutrice perché si sentivano i bisbigli: con naturalezza passò la mano destra sulla  fronte per ravviare i capelli madidi di sudore che erano molto in  disordine. 
Cronometrai il polso più volte ed a distanza durante la visione, esso scese progressivamente a 107 all'inizio e dopo qualche minuto a 74, mantenendosi tale fino alla fine. Il viso  della piccola si fece serio e triste, sembrò compresa di qualcosa  di grave, abbassò gli occhi sui circostanti: nel cielo ormai non  vedeva più nulla. 
Rapidamente venne portata via attraverso i campi per sot trarla al fanatismo della folla che la impauriva e ben a ragione povera piccola, perché oltre agli urtoni, alle manate, si è  sentita strappare anche ciocche di capelli. Accompagnai la bimba  che era sfinita fino all'automobile che attendeva sulla riva del  Brembo, cercando di allontanare, anche in malo modo, elementi  della folla che ci rincorrevano. Finalmente la bimba chiusa in  macchina fu al sicuro e poté andare a riposare tranquilla". 
Adelaide descrive l'ultima apparizione: 
"La Madonna in questo giorno apparì alle ore otto. Vestiva come nella prima apparizione. Sorrideva ma non era il suo sorriso  bello come nelle altre sere, però la sua voce era soave. Mi disse:  "Cara figliola, mi spiace doverti lasciare, ma la mia ora è passata,  non sgomentarti se per un po' non mi vedrai. Pensa a quello che ti  ho detto, nell'ora della tua morte verrò ancora. In questa valle di  veri dolori sarai una piccola martire. Non scoraggiarti, desidero  presto il mio trionfo. Prega per il Papa e digli che faccia presto  perché voglio essere premurosa per tutti in questo luogo.  Qualunque cosa mi si chiederà la intercederò presso mio Figlio.  Sarò la tua ricompensa se il tuo martirio sarà allegro. Queste mie  parole ti saranno di conforto nella prova. Sopporta tutto con  pazienza. Quelli che volontariamente ti faranno soffrire non  verranno in paradiso se prima non avranno riparato e si saranno  pentiti profondamente. Sta allegra che ci rivedremo ancora piccola  martire". 
Sentii un dolce e soave bacio posarsi sulla mia fronte, poi come le altre sere scomparve. 
N.B. Ogni visita della Madonna era preceduta dalle due bianche colombe. La Vergine aveva sempre le rose bianche ai  piedi". 
Quella sera avvenne la guarigione immediata e completa "da sindrome atopica da trauma cranico chiuso" di Anna Sala, di  Mandello Lario (Como).

Severino Bortolan

sabato 31 gennaio 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Dodicesima apparizione, martedì 30 maggio 

Il dott. Loglio scrive: 
"30 maggio: A questa visione assiste una folla assai numerosa ed il dott. Zonca, la dott.ssa Maggi ed altri. Da questa  visione fu allontanata la sig. Masper Amabile, zia della bambina, perché da taluni era giudicata sospetta, quasi influenzasse  lei stessa la nipote. 
La visione ha inizio alle 18,50 e termina alle 19; il polso sale dapprima sino a 120, poi ridiscende a 75; rilevo i soliti sintomi; la Roncalli avverte un pizzicotto datole dalla dott.ssa  Maggi. Non fu possibile interrogare la bambina". 
La relazione della dott.ssa Maggi: 
"La apparizione avvenne alle 18,50. La piccola grondava sudore, l'afa era terribile, il polso da 84 salì a 120 prima dell'apparizione. Davanti a questo fatto invitai alcuni colleghi  vicini a cronometrarsi il polso che in tutti risultò frequente come  quello della piccola. A mio avviso questa frequenza era dovuta  al caldo ed alla stanchezza in Adelaide, al caldo ed alla fatica di tutti noi nel dovere sostenere l'urto della folla che premeva e  pesava sulle nostre spalle paurosamente. 
Nella piccola la pulsazione si normalizzò durante l'apparizione, scendendo subito a 84, poi a 75. Uguali ai precedenti  furono i risultati degli esami della sensibilità fisica e tattile:  vivace fu la reazione ad un pizzicotto datole da me ad un piede,  che però non distolse la sua attenzione, come non la distolse il  rumore di un trimotore che passò a bassissima quota sulla folla  ivi convenuta spaventandola...". 
I dottori Giovanni Zonca e Vittore Borroni confermano le osservazioni precedenti. 
Adelaide scrive: 
"30 maggio: In questa apparizione la Madonna mi apparve  vestita di rosa col velo bianco. Non aveva gli oscuri colombi fra  le mani ed attorno a lei vi erano solo gli angioletti. Con un  sorriso più che materno mi disse: "Cara bambina, tu sei tutta mia,  ma pure essendo cara al mio cuore, domani ti lascerò in questa  valle di pianto e di dolore. Mi rivedrai nell'ora della tua morte e  avvolta nel mio manto ti porterò in cielo. Con te prenderò pure  quelli che ti comprendono e soffrono". Mi benedisse e si  allontanò più lesta delle altre sere". 

Severino Bortolan 

venerdì 30 gennaio 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Undicesima apparizione, lunedì 29 maggio 

Il dott. Giulio Loglio che ieri era assente, oggi è presente all'apparizione. Egli scrive nella relazione: 
"Una folla imponente l' attendeva e numerosi erano gli  infermi. Alle 18,10 la piccola Adelaide fu portata sul luogo dell'apparizione e dopo 20 minuti di preghiera iniziò la visione, e  precisamente alle 18,32. Eccone i rilievi: il polso da 80, dopo 10  minuti, ridiscende a 70; riflesso corneale presente; ammiccamento presente; anestesia alle punture di spillo; non reagì ad un  colpo di rivoltella sparatole vicino; ha invece risposto ad una  domanda sussurratale dalla dott.ssa Maggi di Pontida. La visione  termina alle 18,50. Non fu possibile interrogare la fanciulla". 
La dott.ssa Maggi, alle osservazioni del dott. Loglio, aggiunge: 
"Come nella precedente visione la bimba ebbe timore della folla che la subissava. La visione ebbe luogo alle 18,32 e durò  ancora 18 minuti. 
Recitò il Rosario e si ripeté il bisbiglio: le chiesi se era venuta la Madonna ed essa mi rispose: "Sé, l'è riada". La risposta non fu pronta ma si fece aspettare qualche secondo. 
Così non batté ciglio a tutti i colpi d'arma da fuoco sparatile vicino dalla G.N.R. per far indietreggiare la folla che ci travolgeva e schiacciava. 
Pregò muovendo ad intervalli le labbra; il polso ebbe lo stesso comportamento delle sere precedenti: 80 prima della  visione, 70 durante questa; l'occhio fu sempre limpido, lucente,  splendente, si velò a volte di tristezza fugace e di pace serena  guardando sempre ad oriente fissamente in avanti". 

Dal quaderno di Adelaide: 
"Anche in questa apparizione la Madonna apparve con gli angioletti; vestiva di rosso col manto verde e la sua manifestazione fu preceduta da due colombi e dal punto luminoso. Fra le  mani aveva ancora due colombi dalla piuma oscura e sul braccio la corona del Rosario. 
La Madonna mi sorrise e nei disse: "Gli ammalati che vogliono guarire devono avere maggiore fiducia e santificare la loro sofferenza se vogliono guadagnare il Paradiso. 
Se non faranno questo, non avranno premio e saranno severamente castigati. Spero che tutti quelli che conosceranno la  mia parola faranno ogni sforzo per meritarsi il Paradiso. Quelli  che soffriranno senza lamento otterranno da me e dal Figlio mio  qualunque cosa chiederanno. Prega molto per coloro che hanno  l'anima ammalata: il Figlio mio Gesù è morto sulla croce per salvarli. Molti non capiscono queste mie parole e per questo io  soffro. 
Mentre la Madonna portava la mano alla bocca per mandarmi un bacio con l'indice e il pollice uniti, le due colombine  le svolazzarono d'intorno e accompagnarono la Madonna mentre  si allontanava adagio adagio". 

Severino Bortolan 

giovedì 29 gennaio 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Decima apparizione, domenica 28 maggio 

È la festa di Pentecoste. Oggi Adelaide riceve per la prima volta Gesù nella Santissima Eucaristia. 
Finita la funzione religiosa, viene riportata a Bergamo, nel collegio delle Suore Orsoline. 
Nel pomeriggio, all'ora solita, ritorna sul luogo delle apparizioni. 
La bambina è in piedi sulla grossa pietra di granito che era stata messa per indicare il punto preciso dell'apparizione e perché  potesse essere vista meglio dai fedeli. 
La dott.ssa Maggi scrive: 
"Gli esami fisici sulla piccola da me praticati furono limitati per l'intervento di altri sanitari che li facevano e mi spiaceva  punzecchiarla per nulla. La reazione alla puntura dello spillo ed alla  luce fu sempre la stessa: reazione presente che non aveva però la  forza di distogliere l'attenzione della bimba. 
La visione avvenne alle 18,50, durò diciotto minuti: gli stessi prodromi del 21. E durante la visione lo stesso comportamento  della bimba, in più la si sentiva bisbigliare il S. Rosario rispondendo  all'invisibile Interlocutrice e sentii nettamente dire "amen" mentre  scorreva con le dita la corona, poi bisbigliò parole mozze non  precisabili poiché muoveva le labbra quasi senza emettere suono.  Spontaneo e naturale fu il gesto di offerta che fece alla Persona invisibile di un mazzo di garofani bianchi che teneva fra le mani,  gesto che fu accompagnato da un movimento di tutta la persona,  tanto che io ebbi l'impressione che dovesse cadere poiché barcollò  lievemente. Pure spontanea ed accorata fu la dolorosa constatazione  che fece al termine della visione di averlo ancora fra le mani (i è  ché amò?)". 

Le osservazioni della dottoressa sono confermate dalle testimonianze, tra gli altri, dei medici Giovanni Zonca e Giacomo  Locatelli. 
Adelaide così descrive nel suo quaderno la decima apparizione: 
"28 maggio: In questo giorno feci la mia prima Comunione.  Come le altre sere fui portata sul luogo delle apparizioni e il  punto luminoso apparve di nuovo manifestando la Madonna con  gli angioletti e due Santi ai fianchi. La Madonna mi disse: "Prega  per i peccatori ostinati che fanno soffrire il mio cuore perché non  pensano alla morte. Prega pure per il Santo Padre che passa  momenti brutti. Da tanti è maltrattato e molti attentano la sua vita.  Io lo proteggerò ed egli non uscirà dal Vaticano. La pace non tarderà, ma al mio cuore preme quella pace mondiale nella quale  tutti si amino come fratelli. Solo così il Papa avrà meno da  soffrire". 
La Madonna aveva fra le mani due piccioni neri che simboleggiano l'unione che devono avere i coniugi per formare sante  famiglie al vigile sguardo della Madonna. Insegna ancora che non  vi può essere santa famiglia senza vivere fiduciosi fra le mani  materne della Madonna. 
La Madonna non mi rivelò il nome di quei due Santi che aveva ai suoi fianchi. Solo, per ispirazione interna ebbi chiara  intuizione del loro nome: S. Matteo e S. Giuda. Il nome Giuda ha  per me un ricordo triste perché sia pure involontariamente ho  tradito la Madonna. In questa apparizione io vedo la carità  squisita della Madonna la quale mostrandomi Giuda Santo ha  voluto con questo nome prevenirmi e mettermi guardinga nelle  prove che avrei incontrato per affermare la sua parola materna e  sicura che purtroppo non seppi sostenere. 
Nel mio cuore sento pesare il mio grosso sbaglio, ma pur avendo imitato Giuda il traditore voglio tuttavia santificarmi  seguendo l'esempio di Giuda Santo coll'essere apostola e martire  per amore a Gesù e alla Madonna. 
San Matteo ispira al mio cuore fiducia di salvezza perché anche lui peccatore ha seguito Gesù e si è fatto apostolo del suo  nome".

Il racconto sobrio di Adelaide non dice particolari, che conosciamo da ciò che disse lei stessa nell'interrogatorio fattole  subito dopo l'apparizione, e dalla relazione del pittore Galizzi. 
La Vergine Maria apparve solenne, maestosa, circondata dagli angeli: veste rossa, manto verde lunghissimo, "che arrivava  fino a Roma", rose bianche sui piedi, diadema in testa, con una  fila di stelle circolarmente alla base. Teneva tra le mani due  piccioni neri e la corona del rosario, dai grani bianchi. 
In questa apparizione soprattutto si nota il duplice messaggio delle parole e dei simboli. 
È l'apparizione di Maria Regina della Famiglia. 
La Vergine potente quella sera guarì improvvisamente la signora Villa Anna dal morbo di Pott. 

Severino Bortolan 

mercoledì 28 gennaio 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Settimana d'intervallo, 22-27 maggio 


Lunedì, 22 maggio 
Anche oggi molti pellegrini vanno a Ghiaie, a pregare sul luogo delle apparizioni, con la speranza di vedere e di parlare  con la veggente. 
Martedì, 23 maggio 
Continua l'afflusso dei pellegrini al luogo delle apparizioni. 
Adelaide passa gran parte della giornata nella scuola materna di Ghiaie. Mentre sta mangiando pane e noci, viene  avvicinata da due sacerdoti, i quali le chiedono: 
 Com'era Gesù Bambino? Era serio o rideva? 
 Era serio — risponde Adelaide. 
 Ma no: i bambini ridono sempre! 
 Al Bambì l'è mia u sccet come i óter (Il Bambino non è un bambino come gli altri). 
I sacerdoti si guardano meravigliati e dicono: 
 Questa è una risposta filosofica -. Quindi, rivolti ad Adelaide, aggiungono: 
 Hai ragione: Il Bambino Gesù non è un bambino come  gli altri. (v. A. Ballini, Andiamo alle Ghiaie a vedere, p. 46). 
La sera Adelaide viene portata a Bergamo, nel Collegio delle Suore Orsoline di via Masone. 
Per mascherare la sua presenza, le viene dato lo pseudonimo di Maria Rosa Simonini. 
Quando Adelaide si trova sola, in un ambiente estraneo, lontana dalla famiglia, tenta di fuggire, si butta a terra e tra i singhiozzi dice: 
Voglio mia mamma. Voglio andare a vedere la Madonna. 
 Ma se l'hai vista domenica per l'ultima volta? -, le dice la direttrice. 
 No, mi ha detto di andare ancora il giorno della Prima Comunione fino a mercoledì. 
A cena rifiuta il cibo e in dormitorio, dinanzi a quel lettino bianco, le si  rinnova l'incubo della solitudine e dell'esilio (v. Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 122). 
Nel colloquio del 5 marzo 1986, avvenuto nell'Ospedale maggiore policlinico di Milano, la signora Adelaide rievocò il fatto: 
 Quel giorno fui prelevata dalla scuola materna di Ghiaie, col pretesto  della gita in automobile, e portata dalle suore Orsoline a Bergamo, non con il  consenso dei genitori, ma all'insaputa dei medesimi. 
- Come mai i genitori non reagirono? 
 I genitori erano poveri, senza una particolare cultura, semplici -, aggiunse la sorella Caterina, presente. 
 Sì, erano semplici e avevano una grande fede, una fiducia immensa nei sacerdoti, e perciò pensarono che, nonostante tutto, ero in buone mani. 
La sorella Caterina aggiunse, a proposito della fiducia nei sacerdoti, che la  mamma aveva insegnato ai figli una tale stima e rispetto per i sacerdoti, visti  come i ministri di Cristo, che un giorno lei, da ragazza, baciò i gradini della porta  dove prima era passato il sacerdote che era andato a benedire la sua casa. 

Mercoledì 24 maggio 
Dalla cronaca redatta dalle Suore Orsoline si legge: 
"Nelle prime ore del pomeriggio, Padre B. sorprese la nostra buona  fede, chiedendo di vedere la bambina. Aveva con sé un gruppo di figliole  dell'Azione Cattolica... 
Adelaide, alle loro domande, rispose: 
 La Madonna aveva un vestito così (e indicava il colletto bianco di una  delle presenti), senza cintura, il manto come questa (e afferrava la gonnella  azzurra di un'altra), raccolto sul davanti e portava due rose ai piedi. 
- È vero che la guerra finirà entro poco? -, Adelaide annuì. 
 Entro quanto? 
Adelaide presentò due dita. - Due anni? -, soggiunsero. 
No, due mesi, se pregheremo e saremo buoni. 
- Verrà ancora le Madonna? 
- Sì, domenica, quando io farò la Prima Comunione, fino a mercoledì. 
- E possiamo venire anche noi? 
- Se volete... 
  E la vedremo anche noi, la Madonna? 
- No, la vedo solo io. 
 E per che ora? 
 Alle sei. 
- Dì, e come parlava la Madonna? 
 In dialetto. 
 Dialetto di Bonate? 
- No, come me. 
- Dì a Maria che ci dia la grazia di amarla tanto, perché io la amo poco -, disse una. 
La bambina fece una faccina scura e scappò via. 
Più tardi vide due Madri Canossiane attraversare il giardino: 
- Guarda vengono due uomini. 
 Ma no, sono due suore -, rispose suor Michelina. - Non ho mai  visto le suore vestite di caffè. Sono vestite come S. Giuseppe. 
Questo fu l'unico contatto che Adelaide ebbe con estranei nella nostra  casa, perché, dopo le prescrizioni di don Cortesi, non fu più  avvicinata se non da quelli che avevano autorizzazione" (v. L. Cortesi, Storia  dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 125). 


Giovedì 25 maggio 

I pellegrini arrivano a Ghiaie già dal mattino. Si nota in  loro grande devozione: molti passano attraverso il paese pregando  la Vergine con il Santo Rosario. Il luogo delle apparizioni,  durante il giorno, è sempre gremito di gente. Si sparge la voce di  guarigioni. Oggi, il quotidiano cattolico l'Eco di Bergamo smentisce la pseudocorrispondenza cattolica della radio  repubblichina, che attacca i fatti di Ghiaie (v. diario di don Italo  Duci). 
Venerdì 26 maggio 
Don Italo nel suo diario scrive: 
"Anche oggi arrivano a Ghiaie molti pellegrini animati da grande fede; giungono spesso da lontano, ancora digiuni per  potere ricevere la Santissima Eucaristia. 
Il nostro lavoro pastorale è molto aumentato. 
Alcuni sacerdoti delle parrocchie vicine hanno iniziato a combattere le apparizioni, da loro definite una montatura". 
Adelaide si prepara al sacramento della Riconciliazione. Le Suore Orsoline scrivono: 
"Suor Michelina richiamò alla bimba il pensiero della prossima confessione. Mentre la introduceva a un rapido esame di  coscienza, Adelaide, come tutti i bimbi innocenti, anticipava la sua  confessione alla suora: 
- Non ho pregato come gli angeli... Ho rubato alla  mamma il pane. No, lo zucchero non l'ho rubato, perché non mi piace... Ho picchiato la mia Palmina e la mia Nunziata. 
 Ma perché le hai picchiate, poverine? -, domanda la suora. 
- Perché a me piace fare: cic, ciac... Poi ho fatto qualche bugia. 
- Anche riguardo alla Madonna? -, domanda la suora. 
 No, quello che riguarda la Madonna è tutto vero" (v. L. Cortesi, Storia dei fatti di Ghiaie, o.c., pp. 129-130). 
Sabato 27 maggio 
Adelaide riceve il Sacramento della Riconciliazione. A sera ritorna a Ghiaie, ma non a casa, come desiderava. 
Dormì nella casa del parroco. 
La mamma e i parenti, venuti più tardi, non poterono vederla (v. L. Cortesi, Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p.132). 

Severino Bortolan 

martedì 27 gennaio 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Nona apparizione, domenica 21 maggio 

L'apparizione di domenica 21 maggio doveva essere l'ultima, invece fu l'ultima del primo ciclo delle apparizioni. 
Fin dal mattino si riversò nel piccolo paese una grande  folla, che a sera raggiunse le 200.000 persone. Gruppi di pellegrini arrivavano a piedi, sui carri, sui tram. Pregavano ad alta  voce e cantavano inni alla Vergine Maria. 
Attorno al luogo delle apparizioni si era preparato un solido recinto di grossi tronchi. 
Nel pomeriggio alcune crocerossine aiutate da volenterosi, lavoravano per collocarvi e assistere numerosi malati. 
La dott.ssa E. Maggi nella relazione afferma che Adelaide risultò normale dopo un esame obiettivo fattole nel pomeriggio.  Durante le molte ore passate con lei notò che la bambina non era  golosa, ma accettava i dolciumi che le venivano regalati e li dava  con generosità ai presenti. 
La bambina senza stancarsi si divertiva a prendere dalla finestra gli oggetti che la gente le gettava per farglieli toccare. 
Dopo aver mangiato un pezzo di pane e bevuto in po' d'acqua, volle recarsi al luogo delle apparizioni, dove incominciò  a pregare e attendere calma e serena. Non l'eccitavano gli  ondeggiamenti paurosi di quella marea umana, né le facevano  perdere la pazienza le continue richieste di grazie che le giungevano scritte su biglietti, da presentare alla Vergine. 
Adelaide, dopo aver vagato con lo sguardo nel cielo antistante mostrando di cercare qualcuno, concentrò la sua attenzione  in un punto preciso. Interrogata, rispose che la Vergine era  presente. Il polso presentò gli stessi caratteri di altre volte: prima  70, poi salì a 80 per ritornare a mantenersi normale (7072)  durante l'apparizione. 
Alle varie prove fatte, la bambina ebbe una lieve reazione che non distolse la sua attenzione dall'oggetto che immensamente  la interessava. 
Riportata a casa, Adelaide raccontò la visione degli animali che pregano nella chiesa, dinnanzi la S. Famiglia. 
Aggiungo alle osservazioni fatte dalla dott.ssa Maggi, quelle del dott. Loglio, il quale nella sua relazione scrive: 
"21 maggio: Assistetti la fanciulla anche il giorno seguente (seguente il 20, n.d.r.). La ressa della folla era aumentata; la  piccola Adelaide fu portata sul luogo alle 18 circa. Anche questa  volta notai la sua indifferenza per quanto avveniva per lei, e  stette in preghiera assai più del giorno precedente. Durante la  visione, durata più a lungo del 20, rilevai gli stessi sintomi del  giorno prima; il polso aumenta da 72 a 80 per poi ridiscendere a  70. Terminata la visione, la veggente fu portata via, ma ebbi modo di avvicinarla in casa sua. Quel giorno la Madonna non le  parlò; vide solo la S. Famiglia riunita in una chiesa, ma nei giorni  precedenti le aveva detto che "Bisogna pregare e fare penitenza e — ripeto le esatte parole — in cò du m is ederì cosa ghe sarà": =  fra due mesi vedrete cosa ci sarà. E non disse altro perché fu  chiamata dal sig. Verri". 
La dott.ssa Maggi continua: 
"Ricollegandomi a questa visione (degli animali che pregano nella chiesa dinnanzi la S. Famiglia, n.d.r.) mi permetto di far notare che una bimba di sette anni, vissuta isolata e priva di  fantasia non può creare nella sua mente una così strana visione e  spiegarla nettamente con tutti i particolari, illustrandola meglio  quando le si creavano delle contraddizioni; (questo come nota  clinica di osservazione di contro a molte voci denigratrici ed  insulse). 
Volli esaminare Adelaide due giorni dopo all'asilo presso  le R. Suore, dove era stata portata. La trovai ritrosa e di cattivo  umore perché stanca ed assonnata; mi raccontò poi che oltre alla  visione simbolica descritta, le era stato detto che se faceva la  brava avrebbe avuto altre visioni: il giorno della sua prima S.  Comunione ed ancora per altri tre giorni di seguito. E mi segnò  con la manina, mostrandomi quattro ditini, sillabando: domenica,  lunedì, martedì, mercoledì. 
Volli accertarmi se ricordava le punture fattele, e la prova termica, ma la piccola meravigliandosi della mia domanda rispose di non ricordare nulla e che io non le avevo fatto niente". 
Adelaide scrive: 
"21 maggio: Anche questa apparizione fu preceduta dai colombi e nel punto luminoso si manifestò la Sacra Famiglia,  vestita come ieri, in mezzo a una chiesa. Verso la porta principale c'era: un asino color grigiastro, una pecora bianca, un cane  dal pelo bianco con macchie marrone, un cavallo del solito color  marrone. Tutte le quattro bestie erano inginocchiate e muovevano la bocca come se pregassero. Ad un tratto il cavallo  si alzò e passando vicino alle spalle della Madonna uscì dalla  porta aperta e s'incamminò sull'unica strada che conduceva ad un  campo di gigli, ma non fece a tempo a calpestarne quanti voleva perché S. Giuseppe lo seguì e lo riprese. Il cavallo appena vide  S. Giuseppe cercò di nascondersi vicino al muricciolo che serviva  da cinta al campo dei gigli, qui si lasciò prendere con docilità e  accompagnato da S. Giuseppe ritornò in Chiesa ove si  inginocchiò e riprese la preghiera. Quel giorno spiegai questo fatto  solo col dire che il cavallo era una persona cattiva che voleva  distruggere i buoni. Ora pur semplicemente posso spiegare  meglio i sentimenti prodotti in me da quella visione. Nel cavallo  vidi una persona superba e cattiva avida di dominio, la quale abbandonata la preghiera voleva distruggere i gigli di quel magnifico campo, calpestando e distruggendo di nascosto la loro  freschezza e il semplice candore. Da notare che mentre il cavallo  faceva strage in quel campo manifestava un senso di malizia  perché cercava di non essere visto. Quando il cavallo vide S.  Giuseppe muoversi per rintracciarlo abbandonò il furtivo danno e  cercò di nascondersi vicino al muricciolo di cinta del campo. S. Giuseppe avvicinatoglisi lo guardò con dolce sguardo di rimprovero e lo condusse nella casa di preghiera. Mentre il cavallo faceva il danno gli altri animali non interruppero la preghiera. 
I quattro animali rappresentano quattro virtù indispensabili per formare una S. Famiglia. Il cavallo capo che non deve abbandonare la preghiera perché lontano da essa è capace solo di  disordine e rovina. Ripudia la pazienza la fedeltà la mitezza e silenzio  familiare raffigurate nelle simboliche bestie. In questa visione  nessuno parlò e lentamente tutto scomparve. 
N.B. Le macchie particolari del pelo del cane sono figure della fedeltà familiare tanto corrotta. La porta aperta del tempio è  figura della libertà che Dio dona ad ogni creatura". 

Severino Bortolan

lunedì 26 gennaio 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Ottava apparizione, sabato 20 maggio 

Il 20 maggio, Adelaide, accompagnata dal parroco don Cesare Vitali e dalla cugina Maria, va dal vescovo di Bergamo per riferirgli il segreto della Vergine. 
Maria parla al vescovo dell'annuncio dato da Adelaide di  un miracolo che sarebbe venuto alla fine del primo ciclo delle apparizioni. Il vescovo nel suo diario, in data 20 maggio 1944,  scrive: "La cugina è stata molto prudente. Chiede che si debba  fare, se accompagnare o no la bambina stasera. Ha detto che ci  sarà un miracolo domani e se non fosse sarebbe un colpo per la  fede di molti. Io dico di non potermi pronunciare". (v.  D. Argentieri, o.c., p. 96). 
La sera è vicino ad Adelaide anche il dott. Giulio Loglio, medico condotto di Bonate Sopra (Bergamo), che da oggi sarà  presente, eccetto il giorno 28, alle apparizioni, e del quale riferirò giorno per giorno, parte della sua relazione, inviata il 30  settembre 1944, al vescovo di Bergamo. 
Egli scrive: 
"20 maggio: Vi era già notevole folla e parecchi erano  anche coloro che attendevano grazia di guarigione. Pur fra gli applausi e le invocazioni notai come la Roncalli mantenesse piena indifferenza; dopo un breve periodo di preghiera, ebbe inizio la visione. Tenne lo sguardo fisso alla cima di un albero,  il viso si fece un po' cianotico ed abbondante sudorazione le  scendeva dalla fronte, a tratti ammiccava gli occhi e sembrava  bisbigliasse parole non udite. Con uno spillo provai a punzecchiarla leggermente sul collo e sulle mani, senza ottenere reazioni visibili; con la punta di un foglietto di carta saggiai la reazione congiuntivale: essa fu assai vivace. Leggeri pizzicotti la  lasciarono indifferente. Non ho cronometrato né il polso, né la  durata della visione, la fanciulla, fu subito portata via e non la  potei interrogare". 
Alle osservazioni del dott. Loglio, la dott.ssa Maggi  aggiunge che la bambina, durante l'estasi, non avvertì né l'urlo  che si alzò dalla folla dinanzi ai fenomeni celesti, né i colpi di  fucile che venivano sparati per calmare questa. 
Adelaide scrive: 
"Come tutte le altre sere andai sulla pietra in attesa della cara Madonna. Apparve di nuovo la Sacra Famiglia e la Madonna mi disse: "Domani sarà l'ultima volta che ti parlo, poi  per sette giorni ti lascio pensare bene quanto ti ho detto. Cerca  di capirlo bene perché fatta più grandicella ti servirà molto se  vorrai essere tutta mia. Dopo questi sette giorni ritornerò ancora  quattro volte". La sua voce era tanto armoniosa e bella che per  quanto io abbia cercato d'imitarla non riuscii mai. 
Durante l'apparizione si videro fenomeni straordinari nel  sole e nel cielo. Previtali Olimpia, di Paderno d'Adda (Como), guarì improvvisamente da una paralisi che la torturava da quattro  anni. Nell'abitazione del sig. Verri, la Previtali veniva sottoposta  ad un primo controllo medico dal dott. Loglio. Questi, attese le  condizioni precedenti della malata rivelate dalle sue  deposizioni, credette di poter concludere l'esame obiettivo,  dinanzi al parroco ed all'ing. Villa allora giunti, con queste  parole: 
"Io non sono un cattolico fervente, ma se questo non è un  miracolo, bisogna negare tutti i miracoli di tutti i santuari" (v. L.  Cortesi, Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p. 85). 

Severino Bortolan

domenica 25 gennaio 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Settima apparizione, venerdì 19 maggio 

Questa sera sono stati portati sul luogo delle apparizioni i biglietti con le suppliche che i fedeli chiedono siano presentate  da Adelaide alla Vergine. 
Nel gruppo dei più vicini ad Adelaide si nota un medico,  la dott. Eliana Maggi, che da oggi sarà sempre presente alle apparizioni e di cui riferirò, giorno per giorno, la seconda parte  della sua relazione, tratta dal libro di Padre Raschi, o.c. pp. 118- 125. Essa scrive: 
"19 maggio 1944: Mi recai alle Ghiaie per la prima volta il  19 verso le 17,30. Molta era la folla che brulicava per le viuzze e  fra le piante di un vivaio di pini, tanto che a stento giunsi vicino  alla protagonista sul luogo delle presunte apparizioni. L'Adelaide  era in piedi immobile e recitava il S. Rosario: il suo aspetto mi  pareva calmo, sereno con un soffuso senso di attesa, come di chi  attendendo cerca qualcosa continuamente, vagando con lo  sguardo in avanti verso oriente, all'altezza delle piante antistante;  giunta ad un certo punto delle litanie la bambina ammutolì, il suo  viso si fece pallido e parve concentrare ancor di più la sua  attenzione verso oriente. La cugina che l'accompagnava le chiese  se era arrivata la Madonna; alla sua risposta affermativa, io iniziai gli esami clinici. Punsi la piccola alla scapola sinistra, poi  al braccio, quindi al polso ed alle mani giunte, in tempi diversi.  Ho potuto riscontrare così una sensibilità meccanica ma non  psichica. Infatti la piccola sussultò sempre ad ogni puntura ma  non distolse lo sguardo dal punto che concentrava tutta la sua  attenzione e non reagì diversamente a tutte le altre bucature. 
Il polso era un po' frequente: 85 all'inizio della visione pur essendo ritmico e valido, scese a 72 durante e fino alla fine dell'apparizione. Presente il riflesso oculo motore, abbondante  sudorazione costrinse i circostanti ad asciugarle il viso frequentemente. Notai che teneva gli occhi semiaperti e sulla sclera  proprio lungo l'asse visivo era visibile una netta linea di arrossamento della congiuntiva, che persistette oltre la visione con  una particolare lucentezza del globo oculare. 
Chiesi alla piccola perché le bruciassero gli occhi ed essa pronta mi rispose: "L'è el splendur de la Madona che el me fa  brusà i òcc". 
Durante il periodo di questa presunta visione, la piccola tenne sempre gli occhi rivolti verso oriente, rispondendo con precisione e qualche volta con lentezza alle domande fattele; proprio come quando si è attenti ad una cosa interessante ed  essendo chiamati non sentiamo che più tardi la voce che arriva  alla nostra percezione". 
Adelaide racconta in modo sobrio nel suo quaderno: 
"19 maggio: Come tutte le altre sere andai al mio posto ove era stata portata una pietra di granito sulla quale io salivo durante  le apparizioni: vidi il punto luminoso e in esso la presenza della  Sacra Famiglia. La Madonna aveva il velo e il vestito celeste.  Una fascia bianca le cingeva i fianchi: aveva le rose ai piedi e la  corona fra le mani. Gesù Bambino vestiva ancora di rosa con le  stelline d'oro e le manine congiunte. Il suo volto era sereno quasi  sorridente. San Giuseppe era sereno ma non sorrideva, vestiva di  marrone, dalle sue spalle scendeva un pezzo di stoffa pure  marrone a forma di mantello e nella mano destra teneva un  bastoncino con un giglio fiorito. C'erano ancora gli angioletti. La Madonna mi guardò sorridendo ma io presi per prima la parola e  le manifestai il desiderio di molti con queste parole: "Madonna,  la gente m'ha detto di chiederti se i figli ammalati devono proprio  essere portati qui per essere guariti". Con voce paradisiaca Ella  mi rispose: "No, non è necessario che proprio tutti vengano qui,  quelli che possono vengano ché secondo i loro sacrifici saranno  guariti o rimarranno ammalati, però non si facciano più gravi  peccati". 
La pregai di fare qualche miracolo affinché la gente  potesse credere alle sue parole. Mi rispose: "Verranno anche  quelli, molti si convertiranno ed io sarò riconosciuta dalla  Chiesa". Poi seria aggiunse: "Medita queste parole ogni giorno  della tua vita, fatti coraggio in tutte le pene. Mi rivedrai nell'ora della tua morte, ti terrò sotto il mio manto e ti porterò in Cielo". 

Severino Bortolan