domenica 1 febbraio 2026

CUORE IMMACOLATO - Purezza del primo istante

 


Il CUORE DI MARIA


PRIMA PARTE  

LA CONSACRAZIONE


CAPITOLO I  

CUORE IMMACOLATO  


Purezza del primo istante

Lo sguardo dell'angelo, immergendosi nelle profondità dell'anima di Maria, risaliva anche all'origine della sua vita. Risaliva al momento della sua nascita, quando Maria aveva ricevuto un nome che significava "amata da Dio". Ma andando oltre la sua nascita, giungeva al primo momento della sua esistenza, perché la Vergine era stata oggetto di quell'amore eccezionale fin dal primo istante del suo concepimento. Neppure per un momento Maria era stata priva della pienezza della grazia. Prima che si formasse il suo cuore di carne, e molto prima che i primi bagliori della coscienza illuminassero la sua anima, l'amore divino aveva preso possesso di tutto il suo essere. Questo amore plasmava un cuore per colei che ancora non lo aveva.

Il momento dell'Immacolata Concezione fu divinamente solenne. Ma questo momento unico nella storia fu vissuto da Maria senza che ne avesse coscienza. Dio aveva operato in lei un prodigio, senza che lei potesse intravederlo neppure per un istante. La luce divina che aveva inondato quell'anima per illuminare l'umanità, rimaneva velata per Maria nelle tenebre dell'inconscio. La Vergine cominciava già a percorrere la via tracciata appositamente per il suo cuore: possedere immense ricchezze dell'anima sotto apparenze normali e insignificanti, ma anche conservare precisamente ciò che nemmeno lei era in grado di comprendere. Prima di essere una condotta riflessa, si trattava di una situazione necessaria.

Alcuni teologi hanno sostenuto che Maria sia stata dotata, fin dal primo istante della sua vita, dell'uso della ragione, e in questo modo abbia potuto accogliere in piena coscienza e accettare con tutta la libertà quella prima grazia che le era conferita. Ma questo significa immaginare gratuitamente un miracolo, che peraltro non sembra conforme al modo in cui la grazia agì nell'anima della Vergine, senza violare la natura. Perché avrebbe dovuto avere coscienza di sé fin dal primo momento dell'esistenza, se la grazia non lo richiedeva assolutamente? La grazia santificava Maria nello stato in cui si trovava. Santificava prima di tutto il suo inconscio, come avrebbe poi santificato la sua coscienza.

La psicologia moderna, che attribuisce grande importanza alla maturazione dell'inconscio nello sviluppo dell'individuo e riconosce l'enorme ruolo che queste forze nascoste possono svolgere nella formazione della personalità, ci aiuta a comprendere il valore di questa prima influenza della grazia nell'anima di Maria, anche al di fuori di ogni reazione cosciente. L'inconscio non è il nulla; l'io vi si trova già oscuramente presente, ed è questo io che la grazia avvolse nell'istante preciso in cui entrava nell'esistenza.

Maria non poteva quindi avere il minimo ricordo di questo ingresso della grazia nella sua anima. I ricordi degli interventi straordinari di Dio nella sua vita non risalgono al suo concepimento; la sua prima coscienza di un intervento sembra risalire all'Annunciazione, poiché è da lì che iniziò la narrazione dei suoi ricordi, e questo basterebbe già a metterci in guardia contro ogni ipotesi di attribuirle illuminazioni eccezionali e prodigiose. Il turbamento della Vergine di fronte al saluto angelico suggerisce che non viveva in un'atmosfera di visioni celesti. Il primo momento della sua esistenza era stato un miracolo, ma un miracolo che aveva rispettato le condizioni naturali dello sviluppo umano. Non avrebbe neppure accelerato quello sviluppo né dato a Maria una precocità maggiore: era di un altro ordine, di ordine soprannaturale.

Fin dal primo istante, l'anima di Maria apparteneva a Dio, prima di tutto nelle sue profondità inconsce. È così che il fondamento primo della sua psicologia fu riempito della grazia divina, e che questa grazia diresse integralmente lo sviluppo della sua personalità. In lei la grazia non incontrava opposizione; neppure la minima traccia di peccato veniva ad aggravare l'ereditarietà di Maria o a inclinare la sua anima verso il male. Non ci fu alcun conflitto a causarle complessi o a squilibrarle la personalità: sotto l'azione onnipotente della grazia, regnava l'armonia nella sua anima, un'armonia perfettissima, in cui tutte le tendenze umane si univano, trasformate e valorizzate dalla vita divina.

Non si potrebbe sottolineare abbastanza l'influenza di questa azione oscura e inconscia della grazia nella formazione del cuore di Maria. Infatti, nulla è più delicato di questa formazione; la minima deviazione, il minimo graffio nell'io ancora inconscio, all'inizio dell'esistenza, possono tradursi in futuro in difetti di carattere, in cattive inclinazioni che potranno essere in parte corrette, ma che non cesseranno di pesare sulla vita. Se non ci fu alcun disordine, alcuna instabilità, alcuna debolezza nel cuore della Vergine, è perché Dio intervenne molto prima del risveglio di quel cuore, e non permise mai che l'anima di Maria esistesse un solo istante senza essere interamente avvolta nel suo amore.

JEA N GA LOT, S.J.


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