Visualizzazione post con etichetta MATERNITÀ E SPIRITO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MATERNITÀ E SPIRITO. Mostra tutti i post

domenica 18 gennaio 2026

MATERNITÀ E SPIRITO - Anatomia e fisiologia femminili

 


MATERNITÀ E SPIRITO


Anatomia e fisiologia femminili,

Nella donna, gli organi destinati alla riproduzione si trovano situati e accuratamente protetti nella regione così chiamata sacrale o pelvica.


PELVI.

Un insieme di ossa (sacro, coccige e iliache) intimamente unite tra loro forma la pelvi, una specie di bacino o vasca ossea, destinata a proteggere gli organi genitali e, successivamente, il bambino durante la gestazione.

Così come l'uomo ha spalle larghe e pelvi stretta, così la donna ha spalle strette e pelvi molto più corta e larga, capace di contenere una creatura durante i lunghi mesi della gravidanza, e, in seguito, permetterle l'uscita nel mondo esterno durante il parto.


UTERO.

Costituisce l'utero, una piccola sacca con la forma e le dimensioni approssimative di una pera; possiede spesse pareti muscolari ed è posizionato con la parte più larga verso l'alto, tra la vescica e la parte dell'intestino denominata retto.

La membrana che riveste l'utero al suo interno si chiama mucosa uterina.

Questo meraviglioso organo che la Divina Provvidenza ha scelto come nido dove si sarebbe formato il futuro essere ha tre aperture molto piccole: due ai lati, in alto, che comunicano con le tube di Falloppio, e una in basso, che comunica con la vagina.


MESTRUAZIONE.

Ogni mese lunare (28 giorni) circa, la membrana interna dell'utero diventa spessa e vellutata.

Diventa di un viola vivo e presto inizia a secernere attraverso il suo piccolo orifizio inferiore che la comunica con la vagina un flusso sanguigno che porta con sé vari microrganismi e tessuti non utilizzati nella fecondazione.

Ciò avviene con maggiore o minore regolarità e con maggiori o minori fastidi; a meno che l'organismo non sia malato o si sia verificata una gravidanza.

In questi casi si sospende la mestruazione.

C'è chi dice, poetizzando, che la mestruazione è il pianto di un utero che non ha potuto essere fecondato.


OVAIO.

Due piccole ovaie, delle dimensioni e della forma di una mandorla, sono situate sopra l'utero, una su ciascun lato, a breve distanza da esso e comunicanti con esso attraverso le tube di Falloppio.

Questi corpuscoli secernono alcuni ormoni che regolano la maggior parte delle funzioni femminili, inclusa quella dell'assimilazione, il sistema nervoso, ecc.

Nella loro parte esterna le ovaie sono coperte di piccole cicatrici, tracce delle aperture che produce l'ovulo aprendosi la strada nel suo cammino verso le tube e l'utero.


OVULAZIONE.

La deposizione ovulare, o ovulazione, consiste nella liberazione di uno o più ovuli che, saltando dall'ovaio, cadono o sono attratti dalle contrazioni ritmiche delle estremità superiori delle tube di Falloppio.

Secondo le esperienze moderne (che confermano la tesi dei dottori Ogino e Knaus), l'ovulazione ha luogo dal sedicesimo giorno al dodicesimo prima della mestruazione.

Se l'ovulo – cellula femminile – nel suo cammino verso l'utero incontra uno spermatozoo – cellula maschile – si verifica la gravidanza e, conseguentemente, non compare la prossima mestruazione.

Se entrambe le cellule non si incontrano, l'ovulo arriva all'utero e viene espulso insieme al flusso mestruale.


TUBE DI FALLOPPIO.

La funzione delle tube (chiamate anche ovidotti) è mettere in comunicazione ciascuna delle ovaie con l'utero.

Sono due canali che, nella loro parte superiore, la più vicina all'ovaio, hanno la forma di imbuto.

Ricevono e assorbono gli ovuli maturi e li trasportano con le loro contrazioni ritmiche fino all'utero.


VAGINA E VULVA.

Come già abbiamo detto, l'utero sbocca, dalla sua parte inferiore, in un canale chiamato vagina, che, a sua volta, termina con un orifizio esterno chiamato vulva.

A questo orifizio esterno, la vulva, arriva anche il meato urinario (uretra) attraverso il quale esce l'urina proveniente dalla vescica.

La funzione principale della vagina è ricevere gli spermatozoi (cellule maschili) che sono depositati lì in numero di diversi milioni durante il rapporto coniugale.


RETTO.

Si chiama retto, a causa della sua forma, l'ultima parte dell'intestino.

La sua direzione è verso l'alto e verso il lato del cuore; cosa che si deve tenere in considerazione quando si somministrano clisteri.

***

Dr. Luís H. Amadeo Mau e Pe. Fernando Alvarez 


domenica 14 dicembre 2025

MATERNITÀ E SPIRITO - IL MIRACOLO DELLA MATERNITÀ

 


MATERNITÀ E SPIRITO


IL MIRACOLO DELLA MATERNITÀ Lasciando da parte le ipotesi del trasformismo e dell'evoluzionismo, apriamo semplicemente la Sacra Bibbia e, nel secondo capitolo della Genesi, leggiamo che Dio, una volta creato l'universo intero, creò anche l'uomo che lo doveva popolare. Formò Dio, secondo quanto dice il Libro Santo, un po' di argilla, e con essa il primo uomo. Poi, prendendo una costola dell'essere appena creato, formò con essa la donna, come complemento dell'uomo. Dio li formò con le proprie mani, affettuosamente. Dispose in loro, con infinita saggezza, membri e organi i più diversi. Diede loro il Signore, all'uomo e alla donna, intelligenza per comprendere, cuore per amare, e adattò meravigliosamente i loro corpi affinché, così come le piante e gli animali, anche essi potessero riprodurre nuovi esseri, nuove voci nel immenso coro con cui la creazione doveva cantare le grandezze di Dio.

Piano sapientissimo del Creatore! Sulla terra già si ostentavano le piante e si coprivano di belle fiori; fiori che, nella loro potenza, non erano altro che gli elementi destinati dal Signore alla produzione di nuove piante analoghe a quelle già esistenti. In effetti. I fiori contengono, in generale, stami e pistillo. La funzione del pistillo è quella di fornire ovuli. Gli stami producono, a loro volta, minuscoli granelli di polline vitale che, essendo depositati nel pistillo, lì acquisiscono una nuova dimora. Un granellino di questo polline proveniente dagli stami, intimamente unito a uno degli ovuli forniti dal pistillo del fiore, costituisce, per meravigliosa fecondazione, la primitiva cellula di un nuovo essere vivente che, nutrendosi con il nettare prodotto nella stessa fiore, cresce e si sviluppa fino a formare un bel frutto; e in esso il seme, germe di una nuova pianta simile alla pianta madre.

Così Dio ha fatto con le piante e con i fiori. Bene, con l'uomo è la donna: ha realizzato qualcosa di simile, sebbene di ordine molto superiore. La sua fecondità dipenderebbe, anche, dall'unione di due cellule, maschile e femminile, come nel caso del fiore; tuttavia, questa unione sarebbe volontaria e intelligente. Ancora di più: sarebbe circondata da un'atmosfera psicologica di amore che manifestasse la libertà del suo desiderio di perpetuarsi sulla terra. In questa funzione riproduttiva, il Creatore ha voluto affidare alla donna il ruolo principale. È lei che riceverà in sé la cellula vitalizzante per alloggiarla, nutrirla, assistere alla sua crescita e, infine, quando lo sviluppo permetterà al nuovo essere di vivere da solo, darlo alla luce del sole; affinché quegli occhi formati nell'oscurità vedano; affinché quei polmoni, privati d'aria per mesi, respirino; affinché quegli arti cresciuti e imprigionati in una dimora angusta abbiano pieno movimento alla voce di Dio: "Sia fatto". È il miracolo della maternità: opera che solo un Dio personale, sapientissimo e infinitamente amorevole ha potuto realizzare.

Quando Dio formò il corpo della donna, come abbiamo detto, lo dotò di organi destinati a funzioni le più diverse; tuttavia, tra di esse, come punto convergente, al quale dovevano riferirsi tutti gli altri, pose questa, specifica: la funzione della maternità. Bene; noi, con l'ammirazione che impone tutto ciò che è grandioso, andremo a studiare questo corpo per vedere quanto e come contribuiscono i suoi organi alla realizzazione della suddetta vocazione materna. Quando esamineremo il processo della gravidanza e del parto, utilizzeremo queste conoscenze anatomiche per applicarle secondo ci consigli la necessità.

Il Dott. Luis H. Amadeo Mau e il p. Fernando Álvarez