martedì 3 marzo 2026

«- Guarda come feriscono il mio Cuore e trafiggono le mie mani!...».

 


Il 1° luglio, festa del Preziosissimo Sangue e primo venerdì del mese, la Madre celeste viene ancora una volta a ricordare alla figlia sua la potenza redentrice di quel sangue che ella deve far valere per quel peccatore.  


«- Adora il sangue divino di Gesù, figlia mia, e supplicalo che lo sparga su quell'anima per commuoverla, perdonarla, purificarla».  


Così ogni giorno rimette Josefa di fronte alla sua missione.  


«- Non cessare mai di unire i tuoi atti ai miei e di offrire al Padre mio il mio sangue prezioso».  

«- Non dimenticare che sei vittima del mio Cuore...», le ripete Nostro Signore.  


D'altra parte Egli non limita l'orizzonte di Josefa. Il venerdì, 8 luglio, le affida altre due anime di cui le dice:  


«- Guarda come feriscono il mio Cuore e trafiggono le mie mani!...».  

«Durante l'adorazione Gesù è tornato - ella scrive - dicendomi:  

«- Guarda il mio Cuore! E tutto amore e tenerezza, ma ci sono anime che non lo conoscono!...»  


Si può supporre l'energia e la generosità dello sforzo sostenuto da Josefa: da una parte nottate e giorni a contatto con l'Invisibile con tutte le esigenze di offerta che ciò comportava; dall'altra, la fedeltà al dovere che la teneva sempre assidua al lavoro e alla regola. Perciò, con incomparabile bontà, Gesù la conforta facendole condividere la sua gioia di Salvatore:  


«Egli è venuto, bellissimo, durante l'adorazione - scrive sabato 9 luglio - e mi ha detto:  

«- Vedi, Josefa, una di quelle due anime finalmente mi ha dato ciò che mi rifiutava, ma l'altra sta molto vicina a perdersi se non riconosce il suo niente...  

«Sì, offriti per ottenerle il perdono. Se un anima si umilia, anche dopo aver commesso i più gravi peccati, acquista un gran merito. Ma l'orgoglio provoca lo sdegno del Padre mio che lo odia con odio infinito.  

«Cerco anime che sappiano umiliarsi per riparare quest'orgoglio».  

sorella Maria Josefa Menéndez

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