sabato 28 marzo 2026

VITA DI SAN CARLO BORROMEO

 


Erige l'Almo Collegio Borromeo nella città di Pavia. a. 1562.  

Si è narrato di sopra come san Carlo, mentre studiava in Pavia, ebbe pensiero di fondare un Collegio di giovani studenti di quella città per l'inclinazione grande che aveva agli studi e desiderio di favorirli, ed aiutare insieme molti poveri giovani di buona indole inclinati alle lettere, i quali per la loro povertà restavano impediti di potere studiare. Avendolo poi Dio favorito della dignità cardinalizia e trovandosi egli nipote del Papa con molta autorità e potere,  si sentì tanto più accrescere questo pensiero, quanto maggiormente ardeva in lui la carità verso i poveri e si accendeva lo zelo del bene e della salute delle anime. Però considerando egli come gli studenti si partono di sotto la disciplina de' parenti loro, e restano abbandonati di buon governo nell'età più pericolosa e bisognosa di aiuto, dal che ne nasce poi la vita licenziosa, le dissolutezze e mali influiti, pensò che sarebbe stato gran bene l'erigere questo collegio; poiché provvedendoli di buon governo e di regole e di perfetta disciplina, non solo avrebbe favorito gli studi delle lettere ed aiutati tanti buoni ingegni poveri all'acquisto delle scienze, ma (ciò che più assai importa) si sariano allevati nel timor di Dio e ne' buoni costumi cristiani, e l'esempio di questi saria stato di gran servizio a tutti gli altri di quel pubblico studio. Per cui conferì egli questo disegno col Sommo Pontefice con sì bella maniera che gli piacque sommamente, ricevendo Sua Santità molta consolazione nel vedere un così gran desiderio del pubblico bene negli anni giovanili del caro nipote, e gli promise ogni necessaria autorità ed aiuto dalla parte sua.  

Stabilito il pensiero, senza porvi alcuna dimora fece fare un disegno d'una nuova e magnifica fabbrica, volendo che si fondasse nel proprio sito delle sue antiche case Borromee in Pavia; e operò che Sua Santità gli applicasse alcune entrate ecclesiastiche per il mantenimento temporale di esso collegio, volendo che questi giovani studenti avessero dal collegio tutti i bisogni pertinenti al vitto corporale; ed insieme ebbe facoltà di poter fare tutte le leggi, statuti ed ordinazioni necessarie per il buon governo suo ed amministrazione de' beni temprali secondo il beneplacito di lui. E siccome egli ardeva di desiderio di veder tosto perfetta questa opera così importante per benefizio pubblico; così fece sollecitare la disegnata fabbrica, la quale fra alcuni anni si vide finita con tanta magnificenza che è giudicata delle prime d'Italia. Volendo il cardinale che il collegio fosse sotto la protezione di santa Giustina vergine e martire, dedicò a lei l'oratorio interiore del collegio, avendola per particolare avvocata e padrona la casa  Borromea, per essere stata figliuola di Vitaliano principe di Padova, dal quale si dice che questa nobilissima famiglia ha avuto origine (1).  

 Ridotto il materiale edifizio a termine da potersi abitare, fece egli dar principio al collegio con buon numero di giovani studenti ma però convittori, spendendosi l'entrata nel finimento della fabbrica; fra i quali volle che vi fosse il conte Federico Borromeo suo cugino, figliuolo del conte Giulio Cesare, che fu fratello del conte Giberto suo padre, ora cardinale di Santa Chiesa e meritissimo suo successore nel governo della Chiesa di Milano e imitatore delle di lui virtù, del quale si parlerà in un altro luogo.  

 A questo secondo cardinale Borromeo è restata l'amministrazione del collegio; come anche toccò a lui a darvi il primo principio e la forma di collegio di giovani che godono di tutti i suoi privilegi, conforme agli ordini della sua fondazione: il che seguì circa due anni dopo la morte di san Carlo. Avendo parimente fatte stabilire le costituzioni per il suo governo, secondo l'intenzione del Santo fondatore, con l'approvazione e confermazione della Santa Sede Apostolica per una bolla di Sisto V; volendo s. Carlo che il governo interiore di esso collegio stii appoggiato alla Veneranda Congregazione degli Oblati, siccome ella ha similmente la cura degli altri collegi e seminari da lui fondati. E non è restato punto defraudato de' suoi alti pensieri e santi disegni che egli avea di aiutare molti giovani nel modo sopra narrato; poiché si vive in quel collegio con una perfettissima disciplina non meno che in uno studio di osservanti regolari. E ne riescono continuamente soggetti di rara qualità così nelle lettere, come nella bontà della vita a benefizio di tutta l'Italia; essendo che il benedetto fondatore volle che vi si accettassero non solo milanesi, ma ancora di altre nazioni per comunicare questo bene a molte parti, mosso dal desiderio che egli aveva di giovare a tutti.  


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