Visualizzazione post con etichetta INTERVISTE COLL MALIGNOO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta INTERVISTE COLL MALIGNOO. Mostra tutti i post

mercoledì 29 aprile 2020

INTERVISTE COL MALIGNO



FINE DELLA VICENDA

A conclusione di questa vicenda, avvenne un fatto inatteso. Da vari giorni mi portavo  nell'animo il peso di un grosso debito di gratitudine alla Madonna, dinanzi alla quale  avevo sentito il primo impulso a scrivere queste pagine e di averlo potuto fare con una  protezione che mi mise al sicuro da ogni possibile brutto scherzo del Maligno. 
Un pomeriggio mi recai nella chiesa in cui quella cara immagine è venerata e,  inginocchiato ai suoi piedi, cominciai a ringraziarla. Dopo pochi minuti, proveniente  dalla prima fila di banchi, dov'era stata anche lei a pregare, mi venne incontro la  donnetta dell'altra volta. Mi colpirono ancora i suoi occhi luminosissimi e dolci e il  sorriso incantevole. 
- "Beh, è contento di aver obbedito?"  
- "Ma, scusi, signora... " 
- "No, signorina." 
- "Non potrebbe dirmi, signorina, chi è lei?"  
- "Oh, non importa, non importa. " 
- "Mi importa molto, invece, sapesse che impressione mi lasciò quella sera!" 
- "Le ho fatto paura?" 
- "No! Ma mi sembrò che mi avesse letto nell'animo. Sa che cosa pensai? O è una strega  o una santa. " 
Una risata divertentissima: "Né l'una, né l'altra. Quanto al mio nome non conta. Non  serve e la prego di non cercarlo. Le dico solo che sono contenta che lei abbia obbedito".  - "Si vede che è molto interessata a questa faccenda. " 
- "Si, moltissimo! Ecco, ora le dirò". Prese una sedia che era lì accanto, mi sedette a  fianco e cominciò. 
- "Avevo diciotto anni. Gli studi andavano benino. Due miei fratellini erano morti prima  che io nascessi. Vivevo col papà e con la mamma, due cristiani che facevano la  Comunione tutte le domeniche. Io seguivo il loro esempio. Ero di carattere dolce e  sereno. Obbedire non mi costava affatto. " 
"Una sera, dopo cena, mi misi come di solito a studiare nella mia cameretta: dovevo  preparare un esame abbastanza difficile. Improvvisamente fui sorpresa dall'apparizione  di un ragno gigantesco che si muoveva sulla parete di fronte. Aveva gli occhi gialli,  mobili e incandescenti e mi fissava. Il terrore mi strappò un grido acutissimo, ma  proprio in quell'istante la bestiaccia mi fu addosso, mi avvolse e poi scomparve dentro  di me. " 
"Ciò che avvenne me lo raccontarono i miei genitori. Buttai per aria sedie, macchina  per scrivere e comodino. Rovesciai il letto, fracassai una cristalliera e calpestai  un'immagine del Sacro Cuore. Con l'aiuto di alcuni vicini mi legarono, ma solo a fatica.  Poi mi addormentai. La mattina dopo cominciò una via crucis che doveva durare tre  anni. Visite mediche, consulti di specialisti, ricovero in case di cura, medicine a non  finire. Una camicia di forza la strappai come se fosse di carta. Ma dopo le diagnosi più  strane nessuno riusciva a capirci nulla. Gli attacchi mi prendevano a intermittenza.  Quando ero tranquilla potevo anche frequantare l'università e studiare. Attendevo,  come prima, alle faccende di casa con la mamma. Soltanto non potevo più andare in  chiesa, o parlare di Messa, di Comunione, o di cose sacre. Allora gli attacchi mi  riprendevano ed erano guai". "Solo un piccolo frate che frequentava casa nostra,  presente una volta alle mie scenate, ebbe il sospetto del vero male. 'Questa figliola è  vittima di una possessione diabolica. Qui i medici non possono farci nulla. Ci vuole un  esorcista.' Venne un santo sacerdote autorizzato dal Vicariato. Ciò che avveniva  durante le sue preghiere potrebbe riempire un libro. Mi dissero che bestemmiavo da far  paura e che insultavo in latino, in greco, in ebraico il povero sacerdote; che neanche  due o tre persone riuscivano a tenermi, che mordevo come un cane arrabbiato. Urlavo e  graffiavo a sangue chiunque mi venisse a tiro. Sputavo in faccia a tutti, anche al  Crocifisso. Strappai un rosario alla mamma, buttai in faccia al papà un bicchiere di  acqua santa, perché le sue gocce mi scottavano come spruzzi di acqua bollente." 
- "Lei non si accorgeva di nulla? Non era mai cosciente di ciò che diceva e di ciò che  faceva?" 
- "Quasi mai. Quel maledetto che stava dentro di me faceva tutto e mi faceva dire quelle  orribili cose. Soffrivo molto: sembrava che mi si schiantassero le ossa, che mi  soffocassero, che un fuoco mi bruciasse dentro. Il mio ospite si calmava soltanto quando  l'esorcista, stanco, interrompeva le preghiere, metteva da parte l'acqua santa e se ne  andava. Il mio nemico non voleva, e me lo diceva ripetutamente, che ricevessi in casa il  padre che faceva l'esorcismo. Lo chiamava il porco. 'Se fai tornare quel porco ti  ammazzo, ti porto via con me!'. Una collega universitaria, che più volte si trovò  presente, mi descrisse i lineamenti sconvolti e quasi bestiali che assumeva il mio volto, i  contorcimenti atroci del corpo, gli occhi stravolti e che facevano paura, le parolacce  che mi uscivano di bocca. Vomitavo che non le dico. Vomitavo chiodi, pezzi di ferro,  frantumi di vetro senza che la bocca facesse sangue." 
"Una volta che il padre impose a quel bestione di rispondere perché si agitava  tanto al solo vederlo e sentirlo recitare le preghiere del rituale, intesi bene questa  risposta: 'Perché qui io voglio stare in casa mia; soprattutto voglio starvi nascosto. Tu  invece mi obblighi a scoprirmi ed è ciò che io non voglio. Non voglio essere scoperto.  Non voglio obbedire ai tuoi ordini. Vattene!'. 
Tre lunghi anni di sofferenze. Poi finalmente il padre riuscì a liberarmi, io non ricordai  più nulla. Solo una grande spossatezza." 
- "Che brutta esperienza dev'essere stata!" 
- "Però il Signore mi ha voluto bene e in seguito mi ha colmato di grazie. Anche la  Madonna mi è stata sempre vicina. " 
- "Fu una prova che preannunciava i doni divini." 
- "Sì... Ma io volevo dirle questo: che ha fatto molto bene a scrivere dell'angelo delle  tenebre. Capisco, quasi nessuno le crederà. Ma comunque non bisogna tacere. Quello  ricorre a tutto pur di non farsi scoprire. Vuol lavorare di nascosto e ci riesce. Voi  sacerdoti dovreste essere più coraggiosi nello smascherarlo. Il Signore vi accorda  contro il demonio un potere di cui voi non vi rendete conto. Quando arriva a  impossessarsi di una povera creatura, solo voi potete sfrattarlo. Egli ha una paura  incredibile di voi sacerdoti. Perciò vi odia con tutto se stesso e più degli altri vi  circuisce e vi tenta per farvi cadere. Sono tante le vittime che va facendo tra di voi. E  pensare che ci sono ornai troppi preti che non credono più nel diavolo e in ciò che va  facendo! Ne parlano per divertimento, per burla; non pensano più che si tratta del loro  più feroce nemico. Quanto è triste questo! Non si curi di ciò che diranno per quello che  ha scritto. Li lasci ridere. Molto di più il diavolo ride di loro. Affidi il suo scritto nelle  mani di Lei e non si preoccupi di nulla. La grazia di Dio potrà servirsi di quelle pagine  per illuminare tante anime e questo non è poco. Dio la benedica. " A questo punto, la  donnetta, col volto divenuto di nuovo sorridente, si alzò, fece una genuflessione verso  l'altare, mi salutò e andò via. 
Restai con la convinzione di aver incontrato una di quelle anime nascoste che sono  molto care a Dio. La curiosità di sapere qualcosa di lei era stata forte, ma la sua  fermezza nel voler mantenere il riserbo fu così netta che non ebbi il coraggio di  forzarla. 

P. Domenico Mondrone S. J.

mercoledì 15 aprile 2020

INTERVISTE COL MALIGNO



DECIMO INCONTRO: IL DIAVOLO, VINCITORE SCONFITTO  

- "Questo è l'ultimo incontro che sono costretto ad avere con te... Ma non è detto che non  ce ne possa essere qualche altro deciso di mia iniziativa e senza certe cautele impostemi  da quella odiosa tiranna... Ti potrò cogliere di sorpresa, quando meno te l'aspetti... Hai  già parecchie cose da pagarmi. Non credere che io abbia dimenticato le spruzzate di  acqua santa che mi hai buttato addosso per allontanarmi da quel tale..." 
Questo discorso esplose improvviso e minaccioso, ma senza i soliti segni premonitori,  mentre - neanche a farlo apposta - stavo leggendo un piccolo libro intitolato 'L'era del  diavolo' di un autore tedesco. 
Il tono del mio interlocutore era, come sempre, spavaldo e arrogante; parlava anche  questa volta con aria da gran padrone che dispone di tutto, mentre era appena il  miserabile esecutore di quanto gli era imposto dall'alto. 
- "E' l'ultimo incontro, hai detto, e spero che sia veramente così. Intanto ringrazio Colei  che mi è stata sempre vicina, come lo sarà anche negli incontri a sorpresa che minacci di  prepararmi. A dirti la verità, ne avevo abbastanza delle tue smargiassate e di tutte le  bravate con cui pretendi di far tremare il mondo... Penso anch'io, e te l'ho già detto, che  il Signore permetta presto una grande ora di prova per la sua Chiesa... Ma avverrà tutto  sotto la sua regia e per liberarci dal luridume che hai accumulato in essa... Sarai, anche questa volta, il suo spazzino... E se ci saranno vittime, com'è prevedibile, serviranno solo  a rendere la Chiesa più bella e più santa." 
- "Sei troppo sicuro, tu... Aspetta che vengano i fatti. Sto preparando per voi cose  spaventose! Scene di distruzione e di sangue mai viste! Sui pinnacoli delle vostre chiese,  al posto della croce, sventolerà tra non molto il mio vessillo." 
- "Anime ispirate ci hanno predetto anche questo. Ma sarà l'ultima tua grande parata da  'principe di questo mondo'. Dopo interverrà Lui e tutto crollerà su di te e sui tuoi  seguaci." 
- "Tu ti illudi. Sta cominciando invece la mia epoca. Trionferà la mia potenza di  distruzione. Mi presenterò agli uomini senza maschera; mi farò vedere quale sono,  perché tutti abbiano a tremare al mio cospetto." 
- "Ma va là, buffone! Non credi nemmeno tu a quello che stai dicendo. Tu sai bene chi è  Dio. E sai che Egli non abbandonerà mai l'umanità ai tuoi disegni di distruzione. Ti  permetterà solo quel tanto che servirà per punirla dei suoi traviamenti e purificarla dalle  colpe nelle quali l'hai trascinata, ma non più di questo..." 
- "Illuditi, illuditi... L'umanità si sta preparando da sé, grazie alle mie  invenzioni e alle mie spinte, a questo suicidio universale. La bomba al cobalto,  all'uranio, i prodotti radioattivi della forza atomica, polverizzeranno tutto in pochi  istanti; ogni germe di vita sarà distrutto..." 
- "E così tu regnerai su un immenso cimitero: sarai il re dei morti, mentre Dio è il Dio  dei viventi; infatti lascia vivere anche voi angeli ribelli... Vi lascia vivi perché siate i  testimoni del suo trionfo sulla vostra folle ribellione... Vi lascia vivi perché vediate per  tutta l'eternità noi uomini (una natura inferiore alla vostra, ma divinamente trasfigurata  dalla grazia di Cristo) godere la beatitudine da voi perduta per sempre. Questo scambio  vi scotta e vi tormenterà per tutta l'eternità. Espulsi dalla 'Città di Dio', vi siete dati da  fare per costruire la 'Città del diavolo', un'effimera costruzione di carta pesta. Sgominati  da Cristo, vi siete dati un Anticristo, una caricatura del Figlio di Dio, per contraffarne le  opere e scimmiottarne la potenza." 
- "Perché non dici 'antagonista'?" 
- "Ti farebbe troppo onore! Antagonista è chi, in lotta col suo avversaio, combatte a viso  aperto. Tu, con Lui, nemmeno ci provi, perché sai che è infinitamente più forte. Con noi,  invece, hai bisogno di ricorrere all'inganno, alla menzogna: con gli ingenui ti presenti  come una superpotenza, con gli intelligenti cerchi di cancellare le tue tracce: hai bisogno  di lavorare nell'incognito, ricorri all'astuzia di non farti credere quell'essere malefico che  sei. Tutto quello che può riuscire a far dimenticare la tua esistenza e la tua opera lo metti  in moto ricorrendo a mille astuzie. Sei riuscito a convincere anche le intelligenze più  vigili che non c'è nulla di male in tutto quello che l'uomo può fare. II delitto è visto come  dimostrazione di libertà ed esercizio dei proprio potere. La psicanalisi, dichiarando il  peccato una malattia, libera l'uomo da ogni responsabilità. I tormenti di una coscienza  turbata da colpe sono visti come residui di tabù provenienti da vecchi divieti non  motivati. Altrove, per convincere gli uomini dei tuo strapotere, sfrutti la propaganda del  terrore, e il prestigio che godevi una volta tra i popoli barbari lo stai esportando, per via  di superstizione, tra uomini di raffinata ma stupida civiltà. Molti seguaci riesci a tenerteli  col terrore della tua abissale malvagità. Sei riuscito a ispirare degli autori che, quando  non ti rappresentano come un personaggio simpatico, suscitano ondate di odio contro  Dio, che nel condannarti avrebbe abusato della sua potenza per avere in te un avversario  da tormentare: questo per giustificare l'implacabile odio che nutri contro Dio e contro  tutte le sue creature..." 
- "Mi accorgo, da questo tuo discorso, che credi di conoscermi a fondo, ma ti sbagli.  Nemmeno ti accorgi delle scempiaggini che la tua presunzione ti fa dire. Tu di me non  conosci quasi nulla: per te e per tutti gli uomini io resto un mistero." 
- "Forse non riesco a dir tutto del tuo essere e della tua natura, ma tu sai che ti conosco  quanto basta. So che per capire bene il tuo agire malvagio devo risalire alla tua origine e  alla tua natura così come sono descritte nella Bibbia, specialmente nel Vangelo, e nella tradizione cristiana. Queste per me sono le sole fonti credibili, le sole per capire l'origine  dei male. Eri una creatura prediletta di Dio e sei divenuto un ribelle; eri un angelo e sei  divenuto un demonio; eri un essere di luce e sei diventato spirito delle tenebre. Questo  sei tu. Puoi camuffarti fin che vuoi, ma le tue caratteristiche sono queste: una creatura  perduta per sempre, un essere senza redenzione. Cristo, che è morto anche per il peggiore degli uomini, non ti ha riservato una sola goccia del suo Sangue. II tuo destino  è la dannazione eterna. Passerà il tempo in cui ti è permesso di metterci alla prova e di farci del male, ma non passerà l'eternità che già pesa tutta intera sul tuo essere e  nella quale resterai murato per sempre." 
- “Hai detto tutto?” 
- "Credo, invece, di aver detto molto poco. Ma non mi importa saperne di più. Ne ho  quanto mi basta per odiarti e stare in guardia contro le tue arti. E soprattutto per pregare,  pregare molto per coloro che cedono ai tuoi inganni. In questo so di non essere solo. Ci  sono nel mondo milioni di anime che lottano contro di te. C'è con noi Gesù e c'è la sua  Madre benedetta. Soprattutto abbiamo in mano nostra la possibilità di rinnovare ogni  giorno il sacrificio redentore di Cristo: basta questo da solo per annientare la tua  effimera potenza. Può bastare una Messa per strapparti milioni di anime." 
- "Sempre le solite chiacchere. E così non mi hai permesso di dirti quanto volevo. E va  bene: parleranno i fatti!" 
- "Ho già risposto ora e altre volte alle minacce dei tuoi fatti. Non mi fai paura. C'è con  me Colui che è più forte di te. Se dovrò soffrire, lo benedico, perché so che alle mie  sofferenze di quaggiù corrisponde per l'eternità un premio che ti farà crepare di invidia.  Così per me e così per tutti quelli che confidano nell'amore di Cristo e della Madre sua.  Per te, invece, ci sarà solo il peso della tua dannazione, il fuoco inestinguibile come  castigo dei tuo orgoglio e, alla fine dei tempi, la tragica impossibilità, per te, di farci  ancora dei male e l'invidia rabbiosa di saperci beati in eterno nel paradiso che tu hai  perduto. Ed ora, in nome di Dio e di Colei che è la nostra Madre e la nostra speranza,  vattene nel tuo inferno e goditi, per tutta l'eternità, l'odiosa compagnia degli altri angeli  stupidamente e sciaguratamente ribelli." 

P. Domenico Mondrone S. J.

giovedì 26 marzo 2020

INTERVISTE COL MALIGNO



NONO INCONTRO: UN PIANTO SENZA FINE 

L'occasione più unica che rara di incontrarmi con siffatto interlocutore mi fece nascere  la curiosità di conoscere sempre qualcosa di più su quel personaggio. Nei precedenti  incontri avevamo parlato di varie cose, ma molte di queste gliele avevo strappate con  forza, ricorrendo sempre all'intervento onnipotente di Colei che lo obbligava a  rispondermi. 
In quei giorni stava circolando un certo film gravemente offensivo per la figura di Gesù.  Neanche durante la sua vita terrena e nemmeno nelle ore della Passione, quando fu  abbandonato al "potere delle tenebre", cioè al potere di Satana, furono inventate accuse  così nefande contro la sua vita purissima. Pensai allora che forse proprio questo film  avesse indotto l'Immacolata Madre di Dio a costringere l'infame Maligno a gettare la  maschera. 
Non era così facile preparare un serie di domande e provocarne la risposta. Un giorno,  però, dopo aver molto pregato, al primo sentore della sua presenza, provai a  comportarmi con lui da giudice inquisitore. 
Con questo intento, prima che egli cominciasse con i suoi discorsi, gli posi a bruciapelo  questa domanda: "Che cosa pensi di coloro che sono o sembrano molto intelligenti e  tuttavia negano l'esistenza di Dio e quella di voi angeli ribelli?". 
Con mia grande sorpresa rispose: "Sono soltanto degli insensati". Lo incalzai allora con  un'altra domanda: "E che dici di quelli che negano l'ossequio a Dio non piegando la loro  volontà? 
Capì che alludevo specialmente al fatto della loro ribellione demoniaca e rispose:  "Abbiamo voluto rivendicare la nostra libertà da lui". 
- "Spiegami che cosa significa questo! Esseri come voi, che dinanzi a Lui siete niente,  che cosa speravate di ottenere con questa ribellione?" Invece di rispondere, lo sentii  mugolare come una bestia crudelmente ferita. Mi fece chiaramente capire di non  insistere su questo argomento. Capii che la sua risposta non poteva essere che  tragicamente negativa e comportava una tortura che si rifiutava di manifestare. 
Pensando poi alle sofferenze che infligge a tante povere creature, anche innocentissime,  delle quali talvolta prende possesso, gli chiesi: "Come osi fare questo con anime che  sono tempio di Dio, tabernacoli di Cristo, dimora della SS. Trinità?... Sono esseri che  Dio ha creati per Sé e abitando in essi diventa come una cosa sola con loro... Come puoi  fare questo?". 
Rispose prontamente: "Tu ti impietosisci dinanzi ai tormenti che infliggo a questi esseri;  ma non pensi a quello che soffro io... E nell'atto stesso che tormento queste creature". 
- "Quale soddisfazione ne ricavi?" 
- "Te l'ho già detto: nessuna!... Non guadagnamo nulla nell'infliggere del male. Noi ci  troviamo come su una sabbia cedevolissima: più operiamo il male, più vi affondiamo." 
- "Allora smetti di tormentare queste povere creature e vattene nella tua dimora... visto  che anche a te Dio ha provveduto una dimora." 
- "Non è lui che ce l'ha data; ce la siamo fatta noi stessi!..." 
- "Hai ragione. Dio, nella sua bontà, creandoti non poteva volere per te una simile  dimora. Dici bene che ve la siete fatta voi stessi. E' per colpa vostra che siete diventati  bersaglio dell'ira e della giustizia di Dio. Così, mentre per tutta l'eternità noi loderemo la  sua misericordia, con lo stesso 'osanna' canteremo la sua giustizia contro di voi!" 
- "Quanto sei sadico!". Fu una risposta immensamente rivelatrice che mi freddò,  lasciandomi profondamente pensoso. 
Quale dev'essere stata la malizia del peccato di questi angeli, se Dio, che è così  infinitamente buono, li ha colpiti con tanta giustizia! 
A questo punto pensai di ritornare sulla domanda dei rapporti con cui demòni e dannati  stanno tra loro nell'inferno: si conoscono?, si parlano come facciamo noi?, si fanno  compagnia?... 
Anche questa risposta fu tremenda: "Ognuno di noi è un solitario... Tutto e solo  concentrato nell'amarezza della prorpia dannazione... In un pianto senza fine... Ognuno è  col suo inferno... è il suo inferno, per l'eternità!" 
Ripeteva così la risposta già datami in precedenza; poi, con un urlo disperato,... svanì. 

P. Domenico Mondrone S. J. 

domenica 8 marzo 2020

INTERVISTE COL MALIGNO



OTTAVO INCONTRO: IL SENSO DEL PECCATO  

Mi ero appena appisolato, dopo pranzo, quando la camera fu inondata da un fetore da  togliere il respiro. Mi guardai attorno: la porta e le finestre erano chiuse. Era un'aria  mefitica che si muoveva come agitata da un ventilatore. Cosa può essere. Ma presto  compresi di aver visite e invocai l'assistenza di Maria. 
- "Questo odore è forse il tuo biglietto di presentazione?  
- “Si!” 
- “Non sapevo che un puro spirito si portasse dietro tanto fetore.”  
- "Ho appena soffiato sul lezzo di voi, miserabili carogne." 
- "Penso, invece, che sia il tanfo della tua essenza di peccato. Ma ora dimmi, in nome  della tua grande Nemica, cosa vuoi?" 
- "Interrogami." 
Mi raccolsi per qualche istante in me stesso: "Parlami delle astuzie a cui ricorri per  sedurre le anime". 
- "Hai bisogno che te le sveli io? Non sei maestro in Israele?" 
- "Eppure preferisco che me ne parli tu, maestro di seduzione." Sembrava che non si  decidesse a rispondere, ma sentivo che era lì. 
- "Su, ti impongo di rispondermi!" 
- "Non ci vogliono molte astuzie per prendere al laccio voi miserabili. Siete di una  stupidità e di una fragilità che fa vergogna a colui che vi ha impastato. Di solito, messi  dinanzi a ciò che egli vi proibisce, basta una piccola spinta." 
- "Questo può accadere con anime sprovvedute, che non hanno abbastanza timor di Dio,  che non ricorrono ai mezzi per vincere le tue sollecitazioni, soprattutto se non pregano e  non si tengono in contatto col Signore..." 
- "Queste me le pappo lo stesso. Basta conoscerne i gusti, le tendenze, le innumerevoli  inclinazioni che tutti vi portate addosso e con le quali afferrarvi: la lussuria, l'ira,  l'ambizione, l'invidia, la sete di denaro e di beni terreni, la maldicenza... Sapessi quali  servizi ci rende una lingua malefica e seminatrice di discordie!... Invece le anime che  mostrano maggiore resistenza non le avvicino mai con un attacco frontale. Le prendo con manovre di aggiramento, oppure scavando il terreno sotto i loro piedi,  sollecitandone le passioni fino a stancarle e portandole all'esasperazione.  
Persuadendole, a poco a poco, che certi comandamenti sono impossibili, che il vostro  padrone è un tiranno che pretende troppo, che quella certa cosa non può essere  peccato..." 
- "E' l'astuzia che oggi stai sfruttando di più: demolire il senso del peccato..." 
- "Ma anche qui i miei migliori collaboratori sono alcuni preti... Sapessi quanto mi è  costato stancarli di starsene in quei loro casotti ad ascoltare filastrocche!... Così,  finalmente, convincendoli a dire che la confessione non è necessaria, sono riuscito a  spopolare i confessionali e a mandare un mucchio di gente, che è mia, a far scorpacciate  di comunioni. Sapessi quante spudorate e quanti sporcaccioni, che sguazzano nella  lussuria, fanno abitualmente la comunione, dietro mio consiglio, credendosi a posto! 
- "Sono convinto che generalizzi e che contro i tanti che cadono in questa tua trappola,  ce ne sono tanti altri che ti sfuggono, specialmente se sono anime che pregano e si  sforzano di vivere in grazia di Dio. Non è forse vero che l'arma della preghiera ti fa  paura e nei tuoi assalti ti fa indietreggiare scornato?" 
- "Devo ammetterlo: ma quelli che ricorrono alla preghiera non li prendo mai di petto.  Cerco a poco a poco di disturbare la loro preghiera, di distrarli con mille sciocchezze, di  portarli lentamente alla stanchezza e poi alla nausea. Intanto intensifico contro di loro le  mie tentazioni. Contemporaneamente cerco di convincerli che lui non li ascolta, che è  inutile pregarlo, che non ha ancora perdonato certi peccati passati perché si è abusato  troppo della sua misericordia..." 
- "II vecchio tranello: prima fai cadere le anime nel peccato convincendole che peccato  non è, o che comunque Dio perdona sempre; poi, dopo averle fatte cadere, restituisci  loro la vergogna di ciò che hanno fatto, fai rivivere il senso del peccato e lo ingrandisci  fino a far credere che per loro non c'è perdono. Prima la presunzione, poi la  disperazione: due ottime vie per rovinare le anime." 
Con una sghignazzata carica di sarcasmo mi fece capire che avevo azzeccato. 
- "Resta comunque che la misericordia di Dio è infinitamente più grande delle tue  astuzie e delle tue momentanee conquiste. Le anime gli sono costate il Sangue di suo  Figlio. Egli conosce infinite vie per strapparle al tuo dominio." 
- "Ti stai ingannando se pensi che quello là sia così buono!" 
- "Questa è, tra le tue insinuazioni, la più diabolica e la più bugiarda. Tu sai che Dio ci  ama infinitamente, che una goccia sola del Sangue di Gesù basta a lavare tutti i peccati  del mondo. Per te non ci fu e non ci sarà mai perdono; ma per noi ci sarà sempre, basta  che noi non lo rifiutiamo coscientemente e ostinatamente fino all'ultimo istante. Egli,  prima di lasciare un'anima nelle tue mani per tutta l'eternità, ricorre a tutte le risorse del  suo amore che sono infinite. Tutto questo tu lo sai e l'onnipotenza di questo amore  gratuito e redentivo che Egli ha per noi è l'inferno del tuo inferno!" 
- "Stai facendo l'avvocato di una causa persa. Tu dici che egli sa tutto. Ma guarda dove  arriva la sua perfidia, la sua cinica crudeltà: sa che tanti di voi saranno miei, eppure li  crea lo stesso. Perché li crea? Per me!" 
- "Ecco un altro cavillo con cui cerchi di accalappiare anime. Ma basta credere  fermamente all'Amore per mandare all'aria queste tue insinuazioni. Dio ci ha creati  destinandoci tutti a occupare un posto in paradiso; per questo ci ha redenti e ci offre tutti i mezzi per far nostra la redenzione. Ma Egli, che ha un rispetto sommo della nostra  libertà, non obbliga nessuno ad accettare la sua salvezza..." 
- "Ora sei tu che stai barando..." 
- "Lasciami parlare. Il dono della libertà conferisce all'uomo un valore e una dignità così  grandi che, se qualcuno ne abusa, Dio preferisce correre il rischio di lasciarlo  liberamente e volontariamente perdere, piuttosto che privarlo dei suo dono. E l'uomo che  rifiuta a Dio il suo amore, non Dio che rifiuta all'uomo il proprio. Questo, anche per il  dannato, rimane. Se Dio non può amarlo come amico, lo ama ancora come creatura. E  questa certezza, come per voi demòni, anche per l'uomo che si danna è l'inferno  dell'infemo. L'inferno sarà sempre, per lui, il paradiso respinto, un paradiso rovesciato." 
- "Tu non vuoi rispondere alla mia obiezione!..." 
- "Sei tu che fai finta di non capire! La libertà, la misericordia, la sofferenza,  specialmente la morte del Figlio suo, la comunione dei santi, la sua gloria eterna... sono  beni così grandi che giustificano abbastanza la perdita libera e volontaria di alcuni  malvagi che si saranno ostinati a restare al tuo seguito." 
- "Tu vaneggi e non mi lasci parlare. Hai detto che quello ha preferito correre il rischio  di lasciar perdere..." 
- "Si, l'ho detto. Ma Egli ha fatto tutto quello che era possibile per attenuare, per  scongiurare quel rischio. Egli poteva, è vero, ricorrere alla sua onnipotenza eliminando  addirittura la persona soggetta a tale rischio. Ma Dio non si comporta come i vostri  tiranni, che quando non possono piegare una volontà la uccidono. Egli non è il Dio dei  morti, ma dei viventi. Egli non ha voluto privare gli ostinati della loro libertà di scelta;  ha usato anche verso di loro un infinito rispetto. Ma, ripeto, per impedire la tragica  possibilità della loro rovina, ha fatto tutto quello che era divinamente possibile." 
- "Ti comporti, nei tuoi vaneggiamenti, come un vecchio filosofo..." 
- "Accetto! Dal momento che Dio ci ha amato fino al punto di darci il Sangue e la vita  del Figlio suo, non c'è più obiezione possibile contro l'immensità e l'universalità del suo  amore. E' vero che nello stesso momento in cui ci faceva un così grande dono, vedeva  quelli che avrebbero rifiutato la sua salvezza e li ha creati ugualmente. Più Egli  moltiplicava gli aiuti, più aumentava la libertà del male e, di conseguenza, la gravità  stessa del male in coloro che coscientemente rifiutavano quegli aiuti. Ma cresceva anche  maggiormente la profondità della salvezza per coloro che l'accettavano e che si  accorgevano da quale male eterno li preservava la redenzione. Voi dannati, mentre  manifestate il carattere sacro e drammatico della nostra esistenza, ci aiutate a  comprendere meglio il dono divino della salvezza. Se tu, tentatore, non avessi spalancato  le cateratte del male e del peccato nel paradiso terrestre, noi uomini non saremmo mai  riusciti a comprendere fino a che punto Dio ci ama. E' per questo che la Chiesa ci fa  paradossalmente cantare: 'O felice colpa di Adamo!...'." 
- "E così mi sarò guadagnato la maggior parte delle creature da lui così amorevolmente  redente!..." 
- "La maggior parte? Dio solo sa quanti si ostineranno a restare tuoi. In ogni caso la tua  vittoria sarà la tua sconfitta, perché quante più anime porterai all'inferno, tanto più  grande e tormentoso sarà l'inferno e tanto più orrendo il tuo dolore! Là vi regalerete  dolore a vicenda. E per sempre! E' questa la tua vittoria?" 
Da allora il mio interlocutore per parecchio tempo non si fece più vivo.  

P. Domenico Mondrone S. J.

giovedì 27 febbraio 2020

INTERVISTE COL MALIGNO



SETTIMO INCONTRO: MARIA PREPARA LA RIVINCITA 

- "E' solo questione di tempo!..." 
Questa improvvisa e perentoria affermazione mi interruppe nel bel mezzo della lettura di  un libro che mi interessava molto. Un sussulto di spavento mi sospese il respiro. Ma la  mia Protettrice mi venne presto in aiuto e mi posi tranquillo in ascolto. Il Maligno questa  volta cominciò a parlarmi con una solennità insolita, quasi declamatoria e in certi  momenti divertente. 
- "E' solo questione di tempo! II processo di disfacimento della chiesa è già in atto, un  disfacimento radicale e inarrestabile. I miei disegni si compiranno con una precisione e  una puntualità da sbalordire. Presto questa vecchia e marcia carcassa seguirà la sorte di  tante altre istituzioni che hanno resistito un certo tempo e poi sono scomparse..." 
- "Ma non vedi, buffone, che ritorni ancora sulla medesima solfa? Manchi assolutamente  di originalità, di fantasia, anche nell'architettare il male e nel vano tentativo di farmi  paura." 
-"Taci e lasciami continuare!" 
- "Tu sei tremendamente noioso. Mi sembri un comiziante che in piazza ripete sempre le  stesse sparate. II tuo insistere sulla minaccia di distruggere la Chiesa non solo non mi  impressiona, ma mi fa ridere. La Chiesa, pur fatta di uomini non privi di miserie, è  istituzione di Cristo, appartiene a Lui e Lui solo ne governa le vicende. Nelle sue vie  misteriose Dio fa si che la Chiesa tragga vantaggio anche dalle persecuzioni e dalle  eresie. In passato, anche grazie all'urto di errori ereticali, tanti punti della dottrina  cattolica sono stati approfonditi e precisati. Per questo a seppellire la Chiesa non ci  riusciranno neanche i teologi contestatori, confusionari ed eretici di oggi." 
- "E non stai forse facendo anche tu la tua solita solfa?" 
- "E' più di mezzo secolo che stai combattendo contro Dio per farlo scomparire dalla  Russia e non ci sei riuscito! Lo so, hai recato un male immenso a quelle anime, ma il  bisogno di Dio non sei ancora riuscito a spegnerlo in milioni di esse. Hai promesso a  quella povera gente un paradiso in terra e lo hai fatto così incantevole e desiderabile quel  paradiso che, appena possono, tanti se ne scappano. Tu corri troppo, le tue scempiaggini  ti stanno prendendo la mano. Oggi ti voglio dire qualcosa di nuovo, qualcosa di cui forse  non ancora ti sei accorto. Oggi si è schierata decisamente con noi la Madre di Dio, la  Madre della Chiesa, il cui nome soltanto - non vuoi sentirlo, perciò te lo ripeto - ti fa  tremare. Colei che ha dato la prima volta Gesù al mondo, ora sta silenziosamente  lavorando per riportarlo nelle anime che ne sono lontane. Sta lavorando tra noi sacerdoti.  Si vuol servire di noi sacerdoti: un manipolo scelto di fidatissimi, pronti a immolarsi per  la sua causa. Li sta raccogliendo da tutte le parti del mondo. Senza alcun apparato  organizzativo è Lei stessa che li sollecita dolcemente a impegnarsi con tutte le loro  forze. Li chiama i suoi prediletti. Questa Madre se li sta lavorando con cuore di Maestra,  per allenarli alla preghiera, all'amore a Gesù eucaristico, alla fedeltà totale al Papa. Ella  ci avverte che una grande tribolazione sta per venire, che presto ci darai battaglia grossa.  Ma nella lotta avrai a che fare con un manipolo di sacerdoti assistiti e sostenuti da Lei.  Contro tanti che si son lasciati sedurre dalle tue menzogne e allontanare da Lei, Maria  opporrà i suoi sacerdoti, li rivestirà della sua potenza, li renderà coraggiosi e forti  nell'ora della grande purificazione. Ad essi affiderà il compito di difendere l'onore e la  causa di Gesù e della sua Chiesa; saranno essi che accompagneranno il Santo Padre sulla via del Calvario per vederlo vincere attraverso la Croce. Questa sicurezza ci  viene da Lei e noi la viviamo con gioia..." 
- "Capisco: tutto sulla falsariga delle scempiaggini di Fatima!..." 
- "Appunto a Fatima, quando la nostra Madre benedetta ha preannunciato per il Papa  momenti terribili, gli ha anche promesso la sua speciale protezione. Essa lo difenderà per  mezzo dei suoi sacerdoti, uomini forgiati nella preghiera e attaccatissimi al suo Rosario,  l'arma che ti fa tanta paura. Tu hai terrore invincibile di un prete che prega. Ne fai  continuamente l'esperienza, perciò ricorri a tutte le tue astuzie per distoglierlo dalla  preghiera. Ora Maria sta preparando non un sacerdote, ma un esercito di sacerdoti che  pregano. Questa Madre divina non ci illude: ci avverte che l'ora della battaglia verrà e  sarà dura. Ma ci assicura che nel momento in cui crederai di assiderti come signore del  mondo e ti crederai sicuro vincitore, Lei stessa interverrà a strapparti di mano la preda.  Tu sarai detronizzato e alla fine la vittoria sarà di Gesù. E, per tua maggiore umiliazione,  questa vittoria vuole ottenerla per mezzo di una donna. La vittoria di Lei sarà il trionfo  del suo Cuore Immacolato nei paesi dei senza-Dio e su tutto il resto del mondo." 
- "Come fai presto a sdrammatizzare! Aspetta che scagli contro di voi i miei uomini  indemoniati. Li sto preparando e allenando all'attacco, che verrà presto, improvviso e  inarrestabile." 
- "Noi ci armeremo della nostra fede e staremo in attesa. Dio non ci lascerà soli: la sua e  nostra Madre ci proteggerà." 
- "Ho già ottenuto di farli lavorare al coperto. Nessuno crederà che siano manovrati da  me. Oggi nessuno più crede alla mia presenza nel mondo. Prova a parlare della mia  azione in mezzo a voi: ti rideranno in faccia." 
- "Si, lo ammetto, in questo sei molto abile. Ma non tutti ci sono caduti. C'è chi avverte  questo tuo nefasto lavoro in seno alla Chiesa e abbiamo ancora la forza della preghiera  contro di te." 
- "E vuoi che i miei si fermino di fronte a quattro gatti che biascicano preghiere?" 
- "Non sono quattro gatti, sono sacerdoti di Cristo e non sono pochi. Tu lo sai: chi  durante la sua vita terrena ti cacciò via da tanti poveri indemoniati, continua anche oggi  a scacciarti per mezzo dei suoi sacerdoti. Le sconfitte che vai riportando ti sono ben  note. Conosciamo la rabbia che ti assale quando un sacerdote ti scova e ti ordina di andar  via dalle creature che tu vai straziando coi tuo odio malefico. E' un potere comunicato da  Cristo ai suoi ministri: 'Nel mio nome caccerete i demòni'. In questi scontri, tra il tuo  potere e quello della Chiesa a noi comunicato, il tuo bilancio è assolutamente  fallimentare. C'è un'esperienza che ti schiaccia." 
- "Chiacchere!... Chiacchere!... Non vedi come tutto l'orizzonte si oscura? Aspetta  ancora un poco che io scateni il mio uragano... Tremerete tutti come foglie sbattute dal  vento e sarà la vostra fine." 
- "Vedo che conosci motto bene la forza della natura, la potenza del terrore nel piegare  gli uomini ai tuoi voleri. Lo schiavismo spietato con cui domini sterminate regioni è  invenzione del tuo genio malefico. Dio ci attrae e ci stringe a sé con l'amore e ci impone  un peso leggero; i tuoi, invece, li tieni soggetti coi pugno di ferro e col terrore. La paura  è la forza dei tuo governo, che è governo di oppressione e di odio. Tu stesso l'hai detto!  Noi non abbiamo motivo di tremare dinanzi alle tue minacce."  
-''Sei troppo sicuro di te; ma vedrai!..." 
- "Possiamo temere tutto dalla nostra debolezza, ma è proprio questa che ci fa  ricorrere a Colui che è la nostra forza! Noi sappiamo che in cielo c'è un Padre  onnipotente che ci ama: è la rivelazione più tenera ed esaltante di Gesù. Con la fede in  questo amore noi sfidiamo tutti i pessimismi che può ispirarci la visione di un mondo da  te così orribilmente sconvolto. Sfidiamo tutte le paure che le tue minacce cercano di  insinuarci per far crollare la nostra resistenza al male. Spirito malvagio, c'è Dio con noi!  Mentre tu sei un maledetto da Dio! Noi abbiamo fede nell'Amore, è questa fede che ti fa  tremare, perciò ricorri a tutte le tue astuzie per strapparla alle anime. Per vincerle hai  bisogno di disarmarle." 
Qui il Maligno mi scatenò attorno un uragano di ruggiti bestiali. Ebbi la prontezza di  ricorrere subito alla preghiera. Mi venne in mente quella dell'esorcismo già usata altre  volte, privatamente, e con successo. 
AI termine di questa preghiera attesi che il Maligno desse qualche segno di reazione al  potere della Chiesa; ma non si fece più sentire. Mi parve di uscire da un brutto sogno.  Ero bagnato di sudore, ma l'anima ritornò presto serena. 

P. Domenico Mondrone S. J.

mercoledì 5 febbraio 2020

INTERVISTE COL MALIGNO



SESTO INCONTRO: L'ATTACCO ALLA CHIESA  

Un pomeriggio ero appena entrato in camera quando fui raggiunto da un improvviso  rumore di galoppo che mi tenne col fiato sospeso; mi accorsi che si trattava di lui. 
- "Questa volta sei venuto col proposito di spaventarmi." 
- "Se potessi farlo, saprei bene come farti morire di paura. Tu non sai che ho la forza di  far tremare tutta la terra, se voglio. Ho la forza di agguantare questo pianeta su cui abitate e scaraventarlo contro gli altri astri o addirittura buttarlo in una delle bolge  solari e incenerirlo." 
- "Hai detto: se voglio. Ma è proprio quello che non puoi volere. II mondo è in mano a  Colui che lo ha fatto, non nelle tue mani, buffone! So bene di che cosa saresti capace;  ma, incatenato come sei, non puoi far paura nemmeno a un bambino. Tu sei un cane  legato alla catena. L'innocenza di un bambino ti fa paura quanto la spada fiammeggiante  di un arcangelo." 
- "Goditi la tua sicurezza. Ora ti dico che stanno per venire giorni nei quali tutto il  mondo tremerà alla mia avanzata. Sto preparando uno sconquasso universale che non  puoi Immaginare." 
-"La bomba atomica?" 
- "Molto di peggio! Prima, e più di tutto questo, mi preme lo sconvolgimento  dell'umanità intera, a cominciare dalla chiesa cattolica, che dev'essere la prima a  scomparire." 
- "Se Dio ti lascerà fare..." 
- "Lo so: vi rifiugiate nel vecchio ritornello 'le porte dell'inferno non prevarranno'... E  invece prevarremo. Metteremo a soqquadro la vostra chiesa combattendola dal di  dentro." 
- "Sarà una prova un po' più forte di tante altre sofferte in passato; una nuova grossa  burrasca, ma poi il Signore ti dirà: 'Basta!' e sulle tue rovine splenderà di nuovo il sole  del suo trionfo." 
- "II colpo, invece, che sto preparando non sarà come gli altri. Finora, nella chiesa che  prendevo d'assalto c'era un punto invincibile di resistenza che mi ha fatto perdere molti  attacchi; ma ora vedrai!" 
Una pausa lunga, durante la quale guardavo la mia Madonnina e mentalmente la  invocavo. La voce riprese con tono rauco, rabbioso come il ruggito di una belva. Il  Maligno sottolineava così i suoi propositi catastrofici. 
- "Ora sto preparando un attacco frontale anzitutto contro di lui, contro quello vestito di  bianco. Lui ha i suoi giannizzeri. Mi fa ridere. Si provino a scontrarsi con i miei! Questi  li prenderò anzitutto tra i suoi. Saranno le leve migliori. Comincerò chiudendolo, a poco  a poco, in un isolamento completo. Convincerò interi settori della cristianità ad  abbandonarlo. Poi ci sarà l'assalto che dovrà eliminarlo." 
- "Parli con una sicurezza che ti rende soltanto ridicolo." 
- "Con una sicurezza tale, come vedi, che non ho nemmeno paura di rivelarti i miei  piani. Dei resto che cosa puoi fare tu contro di essi?" 
- "Pregare il Signore che ti fulmini e che la Madonna tenga in buona custodia quello  vestito di bianco. Allora vedremo..." 
Rispose con un versaccio e subito riattaccò: "In un secondo momento mi lavorerò uno  per uno i preti e li metterò contro il loro pastore. Oggi il concetto di autorità non  funziona più come una volta: sono riuscito a dargli uno scossone irreparabile. Il mito  dell'obbedienza sta tramontando. Su questa strada la chiesa sarà portata alla  frantumazione. Intanto vado avanti con la decimazione continua dei preti e dei frati, fino  ad arrivare allo svuotamento totale dei seminari e dei conventi. Tolti di mezzo i suoi  ministri, subentreranno i miei e avranno via libera nel loro lavoro di distruzione." 
- "Sembri uno stratega ricco di fantasia, non c'è che dire. Ma fai i conti come se Cristo, il  vero capo della Chiesa, l'avesse abbandonata per sempre e fosse nuovamente morto senza speranza di risurrezione. Tu, buffone millantatore, sai molto bene che la Chiesa  è Lui, è il suo Corpo mistico. Sai bene che dietro il pastore visibile c'è Lui... invisibile  ma presente e fedele alla parola data: 'Non abbiate paura, io sono con voi fino alla  consumazione dei secoli'. Provati pure, dovrai scontrarti con Lui. Scapperai al suo solo  apparire! E inoltre c'è Maria, Madre della Chiesa. Basta un suo cenno per tener a bada  tutte le schiere infernali." 
- "Le solite vecchie fandonie. Siete tutti imbottiti di frasi fatte. Oggi, i primi a deridere  questi slogans sono i vostri preti, i vostri sapienti, quelli che io ho ben gonfiato di  orgoglio e di spirito di rivolta. AI posto della teologia hanno messo i grandi ideali della  storia. Mi sono preparato e ho tirato dalla mia parte i preti politicanti, i preti annoiati che  a malapena - dicono messa, i preti chiaccheroni, i preti che credono di convertire il  mondo accontentandolo e cioè approvando i suoi vizi o quanto meno tacendo su questi, i  preti che preferiscono piacere alla gente piuttosto che a lui, i preti che amano la vita  comoda e gaudente condita con molti piaceri. Sono i miei apostoli e sono questi i miei  migliori operai." 
- "In passato hai già percorso le stesse strade e Dio ti ha lasciato conseguire anche dei  successi. Ma quando sembrava che la piaga dovesse incancrenirsi ed estendersi a tutto il  corpo, Egli è intervenuto senza mobilitare contro di te eserciti spettacolari, ma lavorando  con pochi, in silenzio. Tu conti sulla massa, Egli conta su pochi. Quante volte ci ha fatto  vedere che alla Chiesa serve più un piccolo numero di sacerdoti, di religiosi, di anime  veramente impregnate di spirito evangelico, pronti alla rinuncia, disponibili al sacrificio  totale, voglio dire: pochi santi, che una massa di preti burocrati, secolarizzati e imbevuti  di mondanità! Questi Dio te li lascia, non sa che farsene, si servirà di pochi, ma suoi,  totalmente suoi. Ti sarai accorto, ne son sicuro, che oggi nella Chiesa è in atto una  marcia di anime silenziose, di ogni categoria e condizione, specialmente di sacerdoti e di  religiosi che si preparano allo scontro con te. Molti di essi si uniscono nel nome di  Maria; sono avidi di preghiera, di amore alla Chiesa e di obbedienza al Papa. Lavorano  per una Chiesa consolidata nella sua unità. Accettano ogni legittimo rinnovamento, ma  respingono le innovazioni arbitrarie. Convinti del servizio insostituibile del romano  pontefice, si stringono attorno a lui come al solo principio veramente solido di unità.  Questa convinzione si va facendo segretamente strada anche tra alcuni fratelli separati.  Sono anime silenziose, che invece di agitarsi, lavorano; invece di declamare paroloni  pappagalleschi, pregano; Invece di reclamare continuamente riforme, si riformano.  Anime nascoste, delle quali è impossibile conoscere il numero, ma si sa che esistono e  che si stringono in vincoli di fraternità. La Chiesa conta su questi, sulla loro capacità di  fermentare la massa. Sono le rivalse della generosità divina a favore della Chiesa. Anime  che portano avanti un apostolato capillare, che vanno scoprendo il volto di Cristo nella  difesa della verità e nell'esercizio della carità verso i loro fratelli, i poveri, gli emarginati.  No, spirito ribelle! II bilancio dell'azione di Dio nel mondo e nella Chiesa non è  fallimentare come vorresti farmi credere. II corso della sua azione non è paralizzato dal  tuoi sabotaggi. Essa ha direzioni e sbocchi invisibili e lontani, ma si attua sempre.  L'invincibile è Lui! Tu questo lo sai bene. Soltanto vuoi sfruttare al massimo il tempo  che ancora ti resta, il tempo che lui ti concede. Il giorno che ti sentirai nuovamente  intimare: 'Chi è come Dio?', sarà la tua sconfitta, per sempre!" 
Ma qui il mio interlocutore era già partito. 

P. Domenico Mondrone S. J.

venerdì 17 gennaio 2020

INTERVISTE COL MALIGNO



QUINTO INCONTRO: I SUOI BERSAGLI PREFERITI

Questa volta passò un'intera settimana senza che il Maligno desse segno della sua  presenza. Tra noi non tutto era stato detto, per cui volentieri ne attendevo il ritorno. 
Un pomeriggio mi accingevo alla recita dei Vespri quando il grosso calendario olandese  appeso alla parete di fronte cominciò a sventagliare i suoi fogli come investito da una  folata di vento. 
- "Nel nome di Maria, dimmi da dove vieni."  
- "La tua è una domanda stupida." 
- "Perché stupida?" 
- "Perché io non sono in nessun luogo; non sono un corpo, una carogna come te; sono  spirito." 
- “E l'inferno?” 
- "L'inferno non è come voi pretonzoli lo andate descrivendo."  
- "Ma tra voi spiriti dannati vi conoscete?" 
- "Certo, ci conosciamo e ci odiamo come odiamo tutti voi, come odiamo lui. Viviamo  avviluppati ognuno in una solitudine eterna, ma siamo d'accordo nel lavorare ai vostri  danni." 
- "Non vivete che di questo." 
- "La nostra essenza è il male, è il rifiuto di lui, è odiare tutto e tutti."  
- "La sola miserabile soddisfazione che vi resta!" 
- "Nessuna soddisfazione!"  
- "Non capisco, spiegati." 
- "Voi immaginate che per noi odiare, far del male, rovinare le opere di lui ci dia una  soddisfazione, una specie di sollievo, una gioia. Il nostro nemico ci ha negato anche  questo. Noi facciamo il male per il male. Intralciare il disegno di lui, strappargli anime,  specialmente quelle a lui più care, non procura a noi nessuna soddisfazione, anzi lui ce  lo fa pesare come un castigo; ma esercitare il nostro odio, la nostra natura maligna è una  necessità, tuttavia agiamo a suo dispetto, per far dei male alle sue creature." 
- "Tutte queste belle cose le sappiamo. II primo a definirti quello che sei è stato Gesù. La  Chiesa ce lo ripete nei suoi insegnamenti e anche i santi ci mettono in guardia. Sappiamo  che sei 'il Maligno', che sei 'il nemico per eccellenza', che sei 'omicida fin da principio',  che sei 'il padre della menzogna', che sei 'un mistero di iniquità', che sei 'il principe di  questo mondo', finché Dio te lo consentirà. Può bastare per il tuo ritratto?" 
- "Forse, ma con ciò?..." 
- “Vuoi dire che gli uomini, nonostante questo, si lasciano adescare dalle tue arti... Lo  so... Se riflettessero su quello che sei e quello che trami contro di loro, starebbero in  guardia... Perciò, da padre della menzogna e da spirito delle tenebre, ti trasfiguri in  angelo di luce, ti presenti loro non come sei: un maestro di corruzione, ma come un abile  consigliere. Ma dimmi un po': hai parlato di anime a Lui più care; quali sono?” 
- "Dovresti saperlo! Quelle più legate alla sua amicizia. Quelle che egli riesce a tener  sempre legate a sé. Quelle che lavorano e si consumano per i suoi interessi, che hanno a  cuore la sua gloria. Un malato che per anni soffre e si offre per gli altri. Un prete che gli  si conserva fedele, che prega molto, che non siamo mai riusciti a contaminare, che si  serve della messa - di quella tremenda maledetta messa - per farci un male immenso e  strapparci moltitudini di anime. Questi sono per noi gli esseri più odiosi, quelli che più  rovinano gli affari del nostro regno." 
- "Sentirlo dalla tua bocca è per me una gioia immensa." 
- "E' quella là che me lo fa dire, che mi fa rispondere alle tue stupide domande." 
- "E allora continua a parlare. A tuo dispetto non puoi farmi che del bene. Dunque,  dicevi: le anime che tu odii di più..." 
- "Sono anche quelle che prendiamo più fortemente d'assalto. Far cadere un prete ci  ricompensa di mille anime strappateci da un altro. Travolgere un prete e poi mandarlo,  insozzato, a celebrare la messa è tra i dispetti più grossi che miriamo a infliggere al  nostro grande nemico. E ci riusciamo più di quanto non si creda." 
- "Purtroppo. Ma accanto a queste anime elette cadute, so che Lui, nel silenzio e nel  nascondimento, ne suscita molte altre che si immolano, che riparano e gli danno una  gloria più grande di quella che tu hai creduto di strappargli." 
- "Non importa. A me preme incrementare il numero dei preti che passano dalla mia  parte. Sono i migliori collaboratori del mio regno. Molti o non dicono più messa, o non  credono a ciò che fanno all'altare. Alcuni di essi li ho attirati nei miei templi, al servizio  dei miei altari, a celebrare le mie messe. Vedessi che meravigliose liturgie ho saputo  imporre loro a sfregio di quella che celebrate nelle vostre chiese! Le mie messe nere:  celebrazioni di lussuria, profanazione di ostie e di altre cose sacre... insozzàti in modo  che quella non mi permette di descriverti. Che belle nefandezze! Leggi i miei rituali,  intanto!" 
- "Sei I'eterna scimmia di Dio..." 
- "Ho aspettato questi ultimi tempi per fare le mie più grosse conquiste: preti, frati,  verginelle consacrate a lui. E il loro numero cresce in modo che, se fossi capace di  gioirne, sarebbe la mia gioia più grande." 
- "Ciò che dici è triste. Ma, ripeto, io so che una sola Messa, offerta a Dio in riparazione  di tutte queste orribili cose, gli darà sempre una soddisfazione infinitamente più grande.  II valore infinito del sacrificio di Cristo supera le tue profanazioni!" 
- "Parli sempre di anime riparatrici, ma anche queste so io come trattarle, come sfogare  su di esse il mio furore. Scarico su di loro un odio che mi ripaga di tutto il danno che  recano ai miei interessi." 
- "Lo so: la storia della santità è piena - nella misura in cui Dio lo permette - di questi  tuoi interventi malvagi. Ma con quale risultato? Che cosa ne ottieni?" 
- "Che posso stancarle, abbattere la loro resistenza e portarle al fallimento." 
- "E ci riesci? Dio te lo consente? Per il solo fatto che Egli ti lascia sfogare il tuo  odio contro queste anime, è segno che le ha rese invincibili. E tu, con i tuoi attacchi,  collabori soltanto all'accrescimento dei loro meriti e lavori contro te stesso. Contribuisci  solo a renderle più sante, più ricche di efficacia riparatrice e conquistatrice nel mondo  delle anime. Quanti peccatori non ti hanno strappato Caterina da Siena, Teresa d'Avita, il  Curato d'Ars, Don Bosco, Padre Pio?" 
- "Almeno mi vendico e faccio loro pagar caro il danno che mi infliggono." 
-"Lo fai da pessimo calcolatore! Dio te lo permette perché tu collabori a dimostrare la  potenza della sua grazia e per la tua maggiore umiliazione, perché tutte le volte che  prendi di mira queste anime il vinto sei tu."  
- “Tu però, denunciando questi miei interventi, otterrai solo di far ridere i teologi e i  sapienti.” 
- "Ridano pure... fin che possono!" 
A questo punto i fogli del calendario si misero di nuovo a sfarfallare. Pensai che il  Maligno li agitasse per darmi il suo commiato, ma mi sbagliai, perché riprese a parlarmi  con una nuova carica di odio e di disprezzo. 
- "Tu non potrai mai capire quanto io odio voi uomini. Quanto vi detesto e quanto siete  detestabili. Voi vi vantate di avere un primato di dignità sulle bestie e non vi rendete  conto che siete le bestie più abominevoli. II vostro essere mi fa schifo. Vi considero al di  sotto dei porci. Credete di essere intelligenti, ma vi dimostrate stupidissimi. Basta vedere  quello che vi faccio ingoiare per mezzo di tanti sapienti messi al mio servizio e che io vi  regalo gonfi di superbia e di menzogna. Pensa a quello che vi faccio bere e digerire con  la mia stampa! Voi la più nobile creatura di lui? Ma se bastano poche porcherie per  comprarvi?! Vi arrendete facilmente alle lusinghe dei miei messaggeri. Ci tenete tanto  alla vostra libertà e poi vi lasciate incatenare dai miei più feroci schiavisti. Oh, le beffe  che vi sto giocando in nome di questa libertà! Mostrate orrore per ciò che è sporco e poi,  succubi delle vostre passioni, vi avvoltolate nelle vostre sozzure come porci nel fango.  Per una donna e per un pugno di soldi voi mi vendete la vostra anima che è un piacere.  Ci ha guadagnato motto quello li a versare il suo sangue per redimervi! Redimervi da  che cosa? Dal peccato? Ma se ci guazzate dentro da affogarci! E che dire quando scateno  tra voi lo spirito di invidia, di maldicenza, di odio, di rivalità, di vendetta?!" 
- "Taci, stai esagerando. Tu generalizzi troppo. E' la rabbia invidiosa che ti tiene  inchiodato per l'eternità alla tua dannazione. Ti basti questo: pur con tutti i nostri peccati  Dio ci ama ancora. Cristo ci ha redenti e una goccia sola del suo Sangue ci purifica da  tutti i nostri peccati. E noi possiamo contraccambiare il suo amore. Contale, se puoi, le  anime che lo amano. Per una sola di esse darebbe volentieri ancora una volta la sua vita.  Mentre tu, maledetto, crepi nel tuo odio per l'eternità. Già, dimmi, che cos'è I'etemità?"  - "L'eternità? Adesso!... E' un adesso sempre fermo!...” E scomparve. 

P. Domenico Mondrone S. J.

lunedì 23 dicembre 2019

INTERVISTE COL MALIGNO



QUARTO INCONTRO: NEL PAESE DEI SENZA-DIO  

II quarto incontro non avvenne propriamente come i precedenti e come quelli che seguirono. Questa volta si svolse quasi tutto in un lungo sogno, tra un alternarsi di incubi e di consolazioni che mi strapparono esclamazioni di stupore. 
Tutto avvenne in modo che mi sembrava di essere completamente sveglio. I sogni, dicono, di solito sono brevi, ma quello mi sembrò lunghissimo, se devo giudicarlo dalle cose che vidi e che sentii. 
Mi parve di essermi svegliato di soprassalto al frastuono di migliaia di clakson, di tamburi battenti a ritmo di marcia che scandivano un imponentissimo canto marziale. 
Affacciatomi, mi trovai dinanzi a una grandissima piazza che non avevo mai visto, strapiena di folla, specialmente di giovani, che, con bandiere rosse in testa, continuavano ad affluire da tutte le parti, come fiumi in piena che venissero a sfociare in quel mare di gente. 
Un colpo fortissimo di cannone fu il segnale che intimò e ottenne un silenzio immediato. 
Tutta quella folla era rivolta verso un palco altissimo che sorgeva lontano sul fondo della piazza. Appena comparve un uomo, battimani e grida di evviva frenetiche lo salutarono a lungo. Tomato a un suo cenno il silenzio, egli cominciò a parlare in una lingua di cui non riuscivo a capire nulla. 
Mentre assistevo a quella spettacolare adunata, avvenne un fenomeno strano. Man mano che l'oratore parlava e gli altoparlanti ne diffondevano la voce in tutte le direzioni, la superficie della piazza si dilatava, si allargava fino a non poterne più vedere i confini. 
Soltanto riuscivo ad afferrare un confuso fluttuare di folla verso lontananze sempre più sfumate. 
Fu qui che, nello stupore di quella strana visione, intervenne alta e millantatrice la voce del Maligno: "Guarda, guarda che spettacolo meraviglioso!... E' tutta gioventù passata dalla mia parte. Sono giovani miei. Molti li ho corrotti con la lussuria, con la droga, con lo spirito di ribellione. Ma la maggior parte di questi l'ho conquistata col laccio del materialismo ateo. Quasi tutti sono cresciuti senza i vostri sciacquii battesimali. Questi giovani sono passati attraverso scuole programmate per insegnare un ateismo radicale. 
Lì hanno imparato che non è stato quello di lassù a creare l'uomo, ma è stato l'uomo a creare stupidamente lui. Ora sono pronti e agguerriti per una lotta attiva contro di lui.
Stenta a scomparire, ma scomparirà. E' fatale! Questi miei giovani hanno imparato a disfarsi di tutte le cosidette verità eterne. Per essi esiste solo il mondo materiale e sensibile. E' stato un gigantesco lavaggio del cervello, e di questo continueremo a servirci contro tutti coloro che osassero tenersi ancora aggrappati alle vecchie credenze. 
Egli deve scomparire in modo assoluto dalla faccia della terra. Presto verrà il giorno che neppure il suo nome sarà più ricordato. Le poche zone di resistenza che non riusciremo a eliminare con la nostra filosofia le annienteremo col terrore. Ci sono, per gli ostinati, decine e decine di lager dove li manderemo a marcire. Così per tutti i paesi della terra. 
Uno dopo l'altro, tutti devono cadere ai miei piedi, abbracciare il mio culto, riconoscere che l'unico signore del mondo sono io..." 
A questo punto, mentre il Maligno si esaltava nel parlare con tanta sicurezza, la piazza improvvisamente scomparve, di tutta quella folla sterminata nemmeno la più piccola traccia e il discorso dell'oratore cessò come per una inaspettata interruzione di corrente. 
Subito mi trovai in un profondo sotterraneo illuminato da una luce scarsa che mi fece ricordare i cunicoli delle catacombe romane, dominate da un'aria di serenità e di pace. 
Visto laggiù, lontano, un punto luminoso, mi avviai con animo e passo sicuro in quella direzione. Inoltrandomi, sentii venirmi incontro l'eco di una preghiera corale. Mi fermai, sperando di percepirne il significato e mi accorsi che, sebbene si trattasse di una lingua a me ignota, quella buona gente cantava il "Padre nostro". Una forza interiore mi incoraggiò ad andare avanti. Uno del gruppo, accortosi della mia presenza, mi venne incontro, aprì sorridendo le braccia e in buon italiano mi domandò: "Sei forse un nostro fratello?". 
- "Sì, sono un vostro fratello" e ci abbracciammo calorosamente. 
- "In nome di Dio - gli chiesi - dimmi: dove mi trovo e voi chi siete?"  
- "Ti trovi in un sotterraneo di un paese dei senza-Dio. Due volte la settimana, di notte, ci riuniamo qui per le nostre preghiere comuni, per partecipare alla liturgia e ringraziare Dio meglio che possiamo". Sorrise vedendo il mio stupore e continuò: "Vedi, qui siamo appena un centinaio, ma altrove si raccolgono in numero anche maggiore a pregare per noi, per la patria, per il mondo tutto." 
- "Come ai tempi delle catacombe?" 
- "Esatto, come al tempo delle catacombe; questa è la nostra catacomba." 
- "Non è dunque vero che Dio è stato eliminato da questo grande paese!" 
- "Dio non si può eliminare, fratello mio! Cacciato dalla porta, entra dalla finestra e per tutte le vie misteriose che Egli soltanto sa aprirsi." 
II mio interlocutore si accorse che ero commosso e tacque.  
- "Vedo che ci sono anche dei giovani." 
- "Qui, circa la metà sono giovani. In altri rifugi ce ne sono di più. Giovani che non vengono soltanto a pregare, ma a lavorare. Pensa, caro fratello, dopo una giomata di fatica spesso estenuante, questi figlioli sacrificano, a turno, intere ore, per venire qui a prestare la loro opera."  
- "Che cosa fanno?" 
- "Vieni, te lo mostrerò." 
Dopo una piccola svolta a destra, scesi alcuni gradini, ci trovammo in un antro con alcune uscite di sicurezza. In quell'antro era stata installata una rudimentale officina tipografica: qualche macchina per scrivere, una stampante, una legatoria e altre attrezzature. 
- "Cosa stampano?" 
- "Anzitutto parti della Bibbia, Vangeli, Atti degli Apostoli, piccoli messali per il popolo, libri di preghiera e poi romanzi e poesie di scrittori non allineati e condannati o espulsi dalla patria. Nel nostro paese molte persone hanno già letto così le opere di Pasternak, di Sinjavskij, di Solzenicyn e di altri scrittori contro-corrente; l'esempio di questi uomini è enorme sulla nostra gioventù. Appena questa si è accorta di essere stata per anni e anni turlupinata e imbottita di menzogne nei discorsi di piazza, con i libri, nelle scuole, è stata presa da una fame insaziabile per la verità: vogliono sapere la verità su tutto." 
Mi accorsi che il mio accompagnatore, mentre parlava, continuava a scrutarmi. 
Accertatosi che con me poteva parlare liberamente, continuò a vuotare il sacco. Mi tirò un po' in disparte e, fattosi più vicino, mi prese le mani nelle sue e continuò: "Vedi, io sono un prete ortodosso; ma da anni sono dissenziente con i miei superiori completamente politicizzati dal regime e passati al servizio dei partito. Sono costretto perciò a vivere alla macchia. Questi giovani lo sanno; la voce è passata da qui ad altri rifugi e così mi tocca trasferirmi da un rifugio all'altro per il servizio religioso. Che cari ragazzi! Mi hanno accordato tutta la loro fiducia. Mi trattano come un padre. Mi aprono la loro anima; e vedessi che anime!"  
- "E questo nel paese dei senza-Dio!" 
- "Oh no! non dire così! Qui Dio c'è, e lavora con la sua grazia e ottiene! Credimi, in questi cinquant'anni di prova infernale il popolo russo ha dato a Dio eserciti di santi e di martiri come mai nella storia passata. Tutto ciò che questo popolo ha sofferto e sta soffrendo non è perduto. Io penso che sia il lungo inverno che prepara nel nostro paese una primavera mai vista, una rinascita religiosa che farà invidia a tanti paesi liberi. Vedi, io sono accusato di cattolicizzare troppo; questi giovani lo sanno ed è per questo che mi accordano la loro fiducia. Pensa: ci sono tra questi ragazzi alcuni che sanno a memoria il Vangelo secondo Giovanni, qualche lettera degli Apostoli e altri testi importanti. E stampano e diffondono tutto questo. La Russia ne è piena." 
- "Dio mio, quanto è consolante tutto questo!" - "Anche tu sei sacerdote?" 
- “Si”. 
Mi abbracciò con forza e baciandomi disse: "E vieni dall'Italia?... Da Roma?... Qui dicono che l'Italia è tutta comunista; è mai possibile?..." - "Tutta no, ma in gran parte si." 
- "Ma come è possibile? Ma lo sanno che cosa significa vivere sotto il comunismo? Qui in Russia non c'è più nessuno che ci crede. Qui ai nostri giovani è bastato fare il confronto tra la propaganda ufficiale e la realtà della vita nel nostro paese per perdere la fede nel partito." 
- "Quello che in Italia non riusciamo a far credere, specialmente ai giovani." 
Mi tirò ancora alquanto in disparte e continuò: "Vedi, qui il materialismo ci ha cacciati in un vicolo cieco. L'anima russa non sa fare a meno di una spiegazione sull'uomo e sul mondo, e poiché il materialismo in questo è fallito, ci si rivolge con una sete istintiva ai valori spirituali, alla Chiesa, a Dio. L'ideologia marxista ci porta alla morte e al nulla, e il nostro popolo ha radicata nell'anima la fede nell'aldilà. Tu non puoi credere a quali acrobazie di prudenza ricorre questa povera gente per far dire un 'De profundis' sulla tomba di un loro caro sepolto da poco; a quante strategie ricorre per avere a Pasqua un pezzo di pane benedetto da distribuire in tavola, dopo il saluto familiare: 'Cristo è veramente risorto'. 
- "Tutto questo, fratello mio, lo sappiamo e ci commuove profondamente." 
- "Allora, perché gli italiani vogliono andare sotto il comunismo?" 
- "Perché moltissimi credono più al diavolo che a Dio: ecco la verità."  
- "Qui i nostri giovani hanno imparato che solo il Cristianesimo dà la massima importanza ai diritti della persona umana; il socialismo parla solo di collettivismo, di massa, l'individuo non esiste." 
- "Di questo passo, c'è da sperare che il più grande stato comunista del mondo, per la logica delle cose, possa evolversi nella più grande forza anticomunista." 
- "Lo pensiamo tutti, fratello, anche se siamo in pochissimi a dircelo, perché è orribile il terrore che si ha dei processi, del lavaggio dei cervello, dei lager disseminati su tutto il territorio russo. Qui l'ideologia marxista si regge unicamente sulla violenza. Ma il giorno che questa ideologia cadrà - Dio solo sa quando - la Russia si presenterà con un volto completamente nuovo, religiosamente provata e purificata, grazie all'esperienza di un martirio che nessun popolo ha subito." 
- "Noi confidiamo molto nelle promesse della Madonna di Fatima." 
- “Oh, la santa Madre di Dio! Sapessi come la venera il nostro popolo! E' Lei che ha conservato - sia pure in certi momenti molto ridotta - la nostra fede. Le sue icone sono scomparse da quasi tutte le case, ma tantissimi le conservano nascoste, e soprattutto la invocano.” 
- "Credi che a non lunga scadenza l'opposizione dei giovani, degli intellettuali, della classe che riflette, possa aumentare?" 
- "Per me è cosa certissima. E questo avverrà man mano che progredirà la gioiosa scoperta della fede cristiana e la persuasione, in molti già radicata, che il Cristianesimo è la sola forza capace di cambiare il mondo. Se tra voi si raccogliessero le voci dei nostri convertiti dal materialismo, pensereste che qui sta avvenendo il miracolo di una nuova Pentecoste." 
- "Posso dirti che molte di queste voci arrivano nel nostro paese. Vi sono anche antologie che le raccolgono, ma purtroppo non tutti le conoscono e le leggono." 
- "Conserviamo lettere che giungono dai lager. Sono di uomini, di donne, di giovani condannati che ci incoraggiano a conservare intatta la nostra fede in Dio: impossibile leggerle senza fremere e senza piangere di commozione." 
L'invito di un fratello annunciò la recita comune del "Padre nostro". Qui mi svegliai. Ma mi accorsi che a strapparmi dal sonno era stato un grosso colpo alla porta della camera. 
Guardai l'orologio, erano ancora le ore piccole. Un nuovo colpo mi fece sussultare e gridai: "Chi è?". La risposta fu una sghignazzata folle e sconcia che mi avvertì subito della presenza di lui. 
- "Che bel sogno, eh! Ti sarà piaciuto molto, penso. Chissà quanta gioia avrai provato! 
Ripensandoci, saresti capace di crederle tutte quelle belle notizie! Che ne dici?" 
- "Certo, le credo tutte come cose vere." 
- "Non mi meraviglio, conosco la tua ingenuità. Credi anche nei sogni." 
- "Quanti sogni son venuti da Dio!" 
- "Allora saresti capace di provarmi che una sola di tutte quelle chiacchere risponda a verità? Su, dammi qualche prova." 
Rimasi per un po' in silenzio; poi, stringendo forte tra le mani la corona del rosario, mi levai a sedere sul letto e con tono di comando dissi: "Visto che vieni a sfidarmi, in nome di Colei che è la tua principale nemica ti comando di dirmi se in quel sogno ci sia stata una sola menzogna". 
- "E' tutta una menzogna." 
- "Tu devi rispondermi in nome di Lei, ti ho detto, in nome di Lei." Invece di rispondere il Maligno si imbestialì come non aveva mai fatto. I mobili della camera cominciarono a spostarsi in modo vorticoso, un tavolino si mise a ballare, una sedia a volare da un punto all'altro della camera. 
- "Invece di fare questa commedia, ti ordino di rispondere: dimmi che in quel sogno era tutto vero. In nome di Maria te lo comando, rispondi!" 
Lo sentii ansimare come un leone ferito a morte. 
Un "Sììì!..." urlato con uno sforzo angoscioso fece tremare la camera ed echeggiò disperatamente nella lontananza. 

P. Domenico Mondrone S. J.