—Ciao, Signore, questo è il mio secondo incontro con Te. Tu mi hai detto che l’altro era il primo.
—Ciao, piccola, sei qui. Sei venuta a trovarmi nonostante tutte le tue sofferenze. Quanto soffri, povera figlia mia! Vieni qui a riposarti. Vieni qui, perché Io Sono il tuo Amore. (L’altro giorno mi ha detto che Lui era il mio Amore. L’Amore). Piangi, figlia mia, piangi qui, ai Miei piedi. (Vedo che Lui mi accarezza la testa con le Sue Mani).
—Signore, Signore…
—Figliola mia, mia piccola figliola. Piangi, piangi, vieni qui. Io Sono il tuo Amore. Io Sono Colui che rimane. Io Sono il Dio. Io sono il tuo Dio. Io sono il tuo Amore. Sei venuta, figlia mia, sei venuta con Me. A volte anch’Io sono solo. Morto e affamato. Ho sete delle anime che non vengono a Me. Figlia mia.
—C’è una ragazza, avrei voluto stare da sola con Te, Gesù. —Io sono solo con te, figlia mia, è il nostro appuntamento. Io sono il tuo Salvatore (sento un amore fortissimo).
—Gesù, cosa posso dirti? Tu sai tutto.
—Riempiti di Me, inebriati di Me. Mi piacerebbe che venissi a trovarmi ogni giorno e che continuassimo ad avere queste conversazioni, questa unione. (Lui mi ama come uno sposo romantico ama la sua sposa. Sento un forte sospiro). Riposa, mia colomba, riposa28. Le tue lacrime sono raccolte da Me. Io le contemplo. (Sento che devo inginocchiarmi di nuovo, sono davanti a Dio, il vero Dio). Sì, amore mio. Io Sono Dio, ma Sono Servo.
Sento Gesù, il vero Dio, molto vicino, tenero, dolce, romantico, delicato, sensibile, bellissimo, affascinante: è l’uomo più straordinario del mondo. Ed è l’amore di Dio che sto sprecando29. Voglio avvicinarmi a Lui, ma mi guardo e non so come fare.
—Quanto hai pianto in questi giorni per i tuoi figli! I miei piccolini.
—Tu li ami, Gesù? Tu li ami?
—Certo che li amo, sono i Miei piccolini.
Sentendolo parlare mi scendono le lacrime. Mi sono sentita così intensamente sola, ho provato tanta vulnerabilità, tanto disamore…
—Ti costa fare sacrifici, figlia mia, ti costa accettare l’Amore. Hai molto dolore. Hai una spada conficcata, un cuore trafitto. E quella spada rimane lì dentro, conficcata, radicata, ecco perché soffri così tanto. È il dolore per tutti coloro che hai amato. Io Sono la loro Fonte30.
Ho una visione, vedo il mio cuore con una spada disegnata, la tengo tra le mani, la porgo a Lui.
—Ecco, Signore, è tuo.
—Figlia mia, riposa da te stessa e dalle tue imperfezioni che tanto critichi. Vieni a Me, riposa, Io Sono il Balsamo. Io Sono Colui che purifica. Io Sono Dio. Consegnalo a Me e non lottare più, riposa nel tuo Dio. Riposa con Colui che ti ama.
Sentendo quelle parole mi viene voglia di piangere, mi trattengo perché ho una ragazza accanto, vorrei che non ci fosse. Voglio stare da sola con Lui. Vedo che Gesù mi prende tra le braccia, la mia testa è sul Suo braccio destro, mi bacia sulla fronte, sulla guancia. Gli chiedo perdono per aver visto quella scena, ma Lui mi rassicura. Gli dico che sono una peccatrice.
—Riposati da questo. Io Sono Dio.
Sento che la mia miseria svanisce di fronte alla Sua Misericordia. Lui mi conosce già come miserabile, l’importante qui è Lui. Tutto è nulla di fronte al Suo sguardo amorevole. Tutto svanisce nel Suo Sacro Cuore. Dio scioglie.
—Io so tutto, non devi darmi spiegazioni. Io so tutto, piccola mia. Quanto temi, piccola mia, di fare del male. Quanto temi, sei un mare di lacrime. Se capissi che Io guarisco tutte le ferite, anche quelle che hai verso te stessa. Se capissi che Io Sono il Dio che contempla le cose. Figlia mia, quanto dolore, sei un mare di lacrime, un mare di lacrime. Vieni qui e lascia che ti guarisca. Lascia che ti consoli. Lascia che ti ami, anche se solo un po’. Desideri quell’amore che temi tanto a causa del dolore. Per questo non accetti l’amore di cui hai bisogno. Ma vieni a Me e Io, poco a poco, ti guarirò, mi prenderò cura di te e ti preparerò a riceverlo. Potrei parlarti di Me (del Suo dolore e della Sua solitudine, di ciò che Gli accade), ma oggi hai bisogno che parliamo solo di te, piccola mia.
Vuole che io vada a trovarlo e gli dico che non so se sarò costante.
—Oggi sei qui e questo, nel non-tempo, vale un’eternità.
Lui mi perdona continuamente, mi difende con il Suo Amore da me stessa, dagli attacchi che rivolgo a me stessa. Vedo la mia miseria. Lui la raccoglie con dolcezza.
All’improvviso mi parla di eventi che stanno per accadere nel mondo, nella Chiesa… Mi scandalizza e temo ciò che sento riguardo alla Chiesa; per questo lo respingo. Poiché non lo capisco, penso che non sia Dio a dirmelo. Eppure Lui insiste:
—I tempi. Le cose cambieranno molto in fretta… Molto.
—Signore, non farmi soffrire, fa’ che il diavolo non mi metta alla prova, lo sai…
Gli dico questo perché ho paura che sia il diavolo ad avvertirmi e non Lui. Mi fa capire che non so nulla di ciò che sta per accadere. Mi ha ordinato di recitare i due misteri che mi restavano.
—Ora prega la Mia Santa Madre.
—Perché o per chi vuoi che li reciti, Signore?
—Affinché il Mio Amore sia ascoltato. Il Mio Amore è così poco conosciuto… Conoscono così poco il loro Creatore, il loro Dio. Ecco perché sono così lontani da Lui.
(Così ho fatto).
—Addio Signore, me ne vado.
—Portami con te. Portami con te.
—Ti ho dato il mio cuore; e ora, cosa faccio? Il Tuo non mi sta. —Prendi e porta con te un po’ del mio Amore.
Capisco che sia quello che trova posto nel mio cuore. Dio è molto delicato, non mi costringe, vede come sto.
—Grazie, Signore, voglio portare con me il Tuo Amore. Ti voglio bene, Signore. Posso dirtelo?
—L’hai già detto.
Il mio cuore si infiamma. Sono tentata di spezzare un pezzettino della Sacra Forma e portarlo sempre con me, per stare sempre con Lui (ovviamente non lo faccio).
—La tua storia, figlia mia, sarà dura, non allontanarti da Me. Vieni a trovarmi. Come hai fatto oggi. Ricordati di oggi, che l’Amore trionfi. Ti benedico.
NOVEMBRE 2012
s.t.G.
29 Quando parliamo di questa visione, commenta: «L’Amore di Dio è così meraviglioso che, mentre lo si contempla, ci si rende conto di quanto sia sottovalutato e non ricambiato. Si avverte l’immensa distanza che esiste tra il Suo Amore e l’amore che riceve dagli uomini». E si pensa: «È un Amore sprecato».

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