Cristianesimo vissuto
I primi e più importanti sono i rimedi di Dio, quelli che Dio stesso ha fatti e preparati per te. Dal momento che Nostro Signore per se stesso si è degnato di preparare alle tue infermità certi rimedi e indicarti la necessità e il modo di prenderli, bisognerebbe non aver la fede per aver l'ardire di trascurarli. Dio senza dubbio conosce le tue infermità, e conosce i mezzi per guarirle. Celeste medico, inviato dal Padre suo per guarire i mali delle anime, Gesù Cristo ha preparato dei rimedi; è giunto persino a comporne con la sua carne e col suo sangue. Bisogna confessare che è difficile al medico di spingere più lontano l'amore per i suoi malati67. Allora che dire del malato che non vuole rimedi?
I rimedi di Dio sono i sacramenti e la preghiera. Anzitutto i sacramenti, grandi tesori della Chiesa, grandi rimedi della vita cristiana; tu li conosci. Il Battesimo che crea questa vita, la Confermazione che la fortifica, la Penitenza che la ripara, l'Eucaristia, che la nutre, l'Estrema Unzione che la corona, l'Ordine che ne perpetua i ministri, e il Matrimonio che ne perpetua gli individui: ecco il grande arsenale delle grazie, gli accumulatori dell'elettricità divina. Nostro Signore ha ivi condensato i Più ricchi frutti della Passione. Vi è forse bisogno di esortarti a ricorrere ad essi? Oh no, certamente! Perché sono persuaso che tu provi un vero bisogno dei due sacramenti, che sono la quotidiana riparazione ed, alimentazione della tua vita. Se della confessione e della comunione tu non senti il bisogno e l'amore, non dirmi che hai desiderio di vivere. Se ti farai tirare per accostarti al santo tribunale ed alla sacra mensa, tu pendi molto più verso le tue passioni che verso Dio; c'è in te più il senso del mondo che di Cristo. Dio non occupa in te che un piccolo posto, e senza dubbio giungerai a restringerglielo ancora. Sai che con Dio non bisogna scherzare68; bisogna trattarlo da Dio; tu ne sei convinto e sei deciso a trattarlo in questo modo. Ebbene se sei risoluto di essere franco con te stesso e con Dio, se sei deciso di diventare un uomo di fede e di dovere, io non ho bisogno di dirti né quando né come devi ricorrere ai sacramenti. I bisogni dell'anima tua te lo diranno sufficientemente, e finché i bisogni dell'anima tua non te lo diranno, quello che potranno dirtene i libri o gli uomini non avrà grande influsso. su di te. Il cuor retto non ha bisogno di tante esortazioni e prediche, quello che egli sente ha più valore di ciò che gli si dice. Del resto, per la grazia di Dio, oggi s'insiste tanto sulla frequenza alla Comunione, che potrai udire raccomandazioni ed esortazioni senza numero. Non ho dunque da aggiungere le mie raccomandazioni a tante altre, e non faccio che ripetere il mio grande consiglio: Sii sincero, va' sino in fondo alla tua fede. Vedi? la fede, come l'amore, non è una questione di parole o di lingua, ma è prima di tutto una questione di verità e d'azione69. Ah, s'io potessi convincerti di questo! Se potessi insegnarti ad essere un uomo di fede! un uomo di verità e di sincerità!
Che? un cristiano, che sul serio vuol vivere da cristiano, avrebbe dunque bisogno d'esser incessantemente spinto da esortazioni, forzato dalla sorveglianza, senza la quale ricade inerte? Egli non ha dunque nulla nella mente nè nel cuore. La vita non viene dal di fuori ma dal di dentro; e se dentro non c'è nulla, mai non vi sarà vita. Non parlarmi di quegli esseri senza carattere, che non hanno più vita d'una carretta. La quale, quando è tirata, cammina; ma appena si lascia, rimane dov'è. Tu non apparterrai mai alla categoria di quegli esseri fiacchi e vuoti, vili e falsi, che fanno il bene per timore o per compiacenza, per adulazione o per ipocrisia' per vanità o per interesse. Il bene, per essere vero, dev'esser sincero, e se c'è una buona azione in cui si richiede la sincerità, è soprattutto la frequenza dei sacramenti. lo fremo al solo pensiero dei sacrilegi che si commettono per ipocrisia. Ma gemo pure pensando alla viltà dei cuori che si fanno trascinare. Oh! no, tu non sarai mai né un cuor vuoto, né uno spirito falso.
François de Sales Pollien

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