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martedì 25 agosto 2026

LA PERLA NASCOSTA

 



VITA DELLA BEATA MADRE BEATRICE DA SILVA E MENEZES


Fondatrice dell'Ordine dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio



La vita della Beata Madre Beatrice da Silva e Menezes, fondatrice dell'Ordine dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio, costituisce un esempio della pratica delle virtù cristiane e dell'osservanza dei consigli evangelici e racchiude toccanti insegnamenti su quanto possa la grazia divina, quando trova un cuore ben disposto e un'anima docile alle ispirazioni celesti.

Madre Beatrice è una di quelle grandi eroine del cristianesimo, che superarono il tipo della donna forte, la cui fisionomia morale si trova incisa, in caratteri indelebili, nelle sacre scritture. Aveva rivolti a Dio gli aneliti della sua anima e le aspirazioni del suo cuore e, per questo, non fu ingannata né confusa nelle sue speranze.

La parola speranza riassume, per così dire, la vita umana e quasi racchiude la ragione di essere della nostra esistenza terrena. Il vivere diventa quasi insopportabile, quando non si ha più nulla da sperare nella vita e quando nessuna luce illumina i sentieri dell'anima. Da qui tanti spiriti deboli, che, colpiti dai rovesci della sorte, si gettano nella disperazione e si perdono, irrimediabilmente, per il tempo e per l'eternità. È che in questi cuori non c'è più speranza... In tutto, in questo mondo, c'è del falso e del vero; c'è l'oro puro di legge, ci sono le pietre preziose; anche l'orpello fulgurante e le gioiellerie false, che abbagliano i semplici e gli ignoranti. C'è, dunque, speranze e speranza; speranze false e ingannevoli, speranza vera e sicura. C'è la speranza del mondo fallace e mentitore; c'è la speranza del cielo e della vita eterna, che non inganna e non fallisce. La speranza del mondo si definisce, nella sentenza di un filosofo antico, come il sogno di coloro che vegliano – Somnium vigilantium. – Questa ingannevole speranza mira agli onori della terra, ai posti di comando, alle dignità del mondo, alle delizie della società, ai piaceri dei sensi. Ma, in mezzo ai passatempi e ai regali, arriva la morte, come un bandito implacabile, e pone fine alle vanità e alle follie di questa esistenza transitoria e precaria. E alla fine di tutto, l'uomo sente il vuoto del suo cuore e comprende, tardivamente, di aver trascorso la sua esistenza a sognare ad occhi aperti... Così sono le speranze mondane.

La vera speranza, quella soprannaturale e celeste, pone il suo fine in Dio e nella vita eterna. Segue alla lettera il consiglio del reale profeta, perché sa che "è meglio confidare in Dio che sperare negli uomini". Fu questa specie di speranza che sostenne l'animo risoluto e incrollabile di Madre Beatrice e la portò a rinunciare ai vantaggi materiali e alle speranze mondane, con cui le accennavano la nobiltà del suo sangue, la fortuna della sua famiglia, i doni dello spirito e la bellezza fisica. A tutto ciò sacrificò di buon grado e con intima soddisfazione, perché il suo spirito era rivolto a Dio e alla vita eterna.

Privilegiata dalla grazia divina, fin dagli albori della sua esistenza, potrebbe ella dire, come una santa martire dei primi tempi del cristianesimo, di aver consacrato al Creatore il suo corpo e la sua anima, votandosi interamente a Gesù Cristo. Il purissimo amore di Dio fu il sostegno della sua anima e la fonte perenne da cui attinse forze ed energie senza conto per superare tutti gli ostacoli, che le si presentarono, nel cammino tracciato dalla Divina Provvidenza. La gloria di Dio, l'onore di Maria Santissima, il bene delle anime, la propria santificazione furono le aspirazioni costanti di Madre Beatrice e il traguardo verso il quale ella rivolgeva i suoi sguardi, durante gli anni della sua peregrinazione terrestre.

Diceva il grande Dottore della Chiesa Sant'Agostino che il cuore umano, creato da Dio e per Dio, non riposa né si tranquillizza se non quando in Dio riposa. Mentre i desideri mondani e terreni riempiono di preoccupazioni e di apprensioni le anime, che si rivolgono alle cose temporali, i cuori retti e ben formati disprezzano le vanità di questa vita e pongono in Dio tutti i loro affetti e tutte le loro aspirazioni. Poco importa loro il sacrificio dei beni materiali, la perdita della propria fortuna, l'allontanamento dalla famiglia, i lavori e le penitenze corporali, una volta che, a costo di tutte le rinunce della vita temporale, conquistino il regno della gloria ed entrino in possesso dell'eredità eterna, che Gesù Cristo conquistò per i suoi eletti.

È questo ciò che si verifica nella vita ammirevole della Beata Madre Beatriz, che seppe sopportare l'esilio, le persecuzioni e le ingiustizie; si dedicò a uno stile di vita austero e contrario al materialismo pratico, dominante ai nostri giorni; si dedicò all'osservanza dei consigli evangelici: povertà volontaria, obbedienza completa e castità perpetua, in mezzo a lavori continui, penitenze ininterrotte e malattie gravi—tutto ciò animato e vivificato dal più puro e ardente amore di Dio.

Lontano dal trambusto del mondo e dall'agitazione della corte, la nostra beata Madre impiegò il meglio del suo tempo nell'esercizio della preghiera, nella pratica delle mortificazioni, nell'osservanza del silenzio e nella contemplazione delle cose divine. E in questo modo arricchì, soprannaturalmente, la sua esistenza terrena, accumulando ricchezze celesti che la ruggine non può distruggere e che i ladri non possono rubare, come ci assicura Nostro Signore Gesù Cristo, nel suo santo Vangelo.

Padre J. CABRAL