sabato 8 agosto 2026

Parla della mia Eucaristia: dì che lì sto come Uomo e come Dio.

 


Messaggio di Gesù a Gisella del 1 agosto 2026


Figlia mia!
Parla della mia Eucaristia: dì che lì sto come Uomo e come Dio. Di’ che voglio che mi amino come amo io. Parla loro dell’amore Eucaristico e della necessità di ricevermi. Fa’ che io sia amato da tutti nel mio Sacramento d’amore, il maggiore dei miei Sacramenti, il maggior miracolo della mia sapienza.
Figlia mia, fa’ che io sia amato, consolato e riparato nella mia Eucaristia, per tutte le offese, in particolare quando si cibano del mio corpo senza riverenza.
Parla dell’Eucaristia, che è prova di amore infinito, che è l’alimento delle anime.
Di’ alle anime che mi amano, che vivano unite a me durante il loro lavoro, nelle loro case, sia di giorno che di notte, si inginocchino spesso in spirito e a capo chino dicano: “Gesù, ti adoro in ogni luogo dove abiti Sacramentato, ti faccio compagnia per coloro che ti disprezzano, ti amo per coloro che non ti amano, ti do sollievo per coloro che ti offendono. Gesù, vieni nel mio cuore!”.
Questi momenti saranno per me di grande gioia e consolazione.
Parla alle anime, figlia mia, parla loro dell’importanza della preghiera del Rosario e dell’Eucaristia! Il Rosario! Il Rosario! Il Rosario! L’Eucaristia, il mio corpo e il mio sangue. Ricorda che Io vedo e ascolto ogni anima, vedo anche coloro che entrano in Chiesa e non mi salutano, vedo l’ipocrisia di chi va a messa ma non si accorge della mia presenza viva! Ipocriti!
Ora ti benedico, nel nome del Padre, nel mio Santissimo nome e dello Spirito Santo.

***

Riflessione sul messaggio:
Tutta la nostra vita deve essere incentrata sull’Eucarestia. Il Corpo ed il Sangue di Cristo, vivo e presente, devono essere il nostro pensiero costante, perché è Lui che come un Sole ci da’ vita, ci riscalda, ci nutre.
Ricordiamoci di corrispondere all’amore che ha per noi, diamo gioia e consolazione a Gesù recitando con sentimenti sinceri questa preghiera di adorazione continua che ci ha insegnato, ma soprattutto, quando entriamo in Chiesa, diamogli il giusto saluto, facendo una genuflessione in direzione del Tabernacolo, con la consapevolezza che Lui è lì e ci guarda, anche se non lo vediamo fisicamente. Ogni volta che si entra in chiesa, si entra nella casa di un Amico che attende, che vede, che ascolta.
Allo stesso modo, ricordiamoci che non possiamo accostarci all’Eucaristia con superficialità: dobbiamo essere pentiti e confessati, riceverlo in ginocchio e sulla bocca, NON sulla mani (che è un grave sacrilegio): stiamo ricevendo il Corpo del Figlio di Dio!
La triplice insistenza sul Rosario infine è un segno di urgenza spirituale. Vivere l’Eucaristia e pregare il Rosario consentono di fondare la nostra vita su due pilastri: la presenza reale di Gesù e la meditazione dei suoi misteri.

 


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