II. Gli attributi infiniti delle divine Persone posti dal Cuore di Gesù in comune co' suoi servi.
Per contemplare questa verità in tutto il suo luminoso splendore, ci converrebbe poter entrare nel concilio della santissima Trinità. Lì vedremmo le tre divine Persone intese da tutta la eternità a produrre il Cuor di Gesù, ornandolo della dovizia dei loro doni, ordinando tutte le loro opere al trionfo del suo amore, facendo concorrere tutte le creature alla esecuzione de' suoi disegni. Iddio Padre, col predestinar questo Cuore ad esser Cuore del suo Unigenito, obbligasi ad amarlo quale oggetto di tutte le sue compiacenze: Iddio Figliuolo, coll'assumerlo per suo proprio Cuore, riveste tutte le affezioni, onde sarà animato, della santità, sovranità ed ef ficacia infinita, che sono proprietà essenziale delle affezioni divine: Iddio Spirito Santo, amor sostanziale del Padre e del Figliuolo, col prenderlo per suo strumento, fa legge che alle creature non si conceda grazia nè virtù, della quale esso non sia principio e canale.
Dunque il Cuore di Gesù è il termine visibile verso il quale convergono e si compiono tutte le operazioni invisibili della Trinità divina; e come nel seno della Divinità l'azione del Padre e del Figlio si termina e consuma nella produzione dello Spirito Santo, lor comune amore; così nella Incarnazione, manifestazione esteriore delle bellezze ineffabili dell'interiore divino, il lavoro delle tre Persone non si rimane alla illuminazion dell'intelligenza dell'Uomo Dio colla luce del Verbo, ma per termine ha la piena effusione dello Spirito Santo nel Cuore di Gesù, e la compiuta ef fettuazione degli intendimenti del suo amore.
Ora questi intendimenti ci son noti, e stanno nella unione inseparabile della santificazion nostra colla gloria divina, rendendo noi vivi membri del divin Capo; facendo lui crescere in noi e noi in lui, cangiando gli stessi nostri nemici in nostri coadiutori, evolgendone gli assalti in mezzi per noi infallibili al conquisto della gloria, cui Gesù Cristo vuole partecipare con noi. In breve, i disegni del Cuore di Gesù mirano al nostro bene del pari che alla sua gloria, e perfetto adempimento ne deve essere tutto insieme il nostro trionfo ed il suo. Se però è fuori di ogni dubbio che le divine Persone dirigono dalla eternità tutti i loro pensieri, tutte le loro azioni, tutte le loro forze al trionfo di Gesù Cristo, alla esecuzione dei disegni del suo Cuore; possiamo star sicuri che mentre non ci separeremo da questo Cuore, avremo a nostra disposizione, e in certo modo a nostro servigio, tutti que' pensieri, tutte quelle azioni, tutte quelle forze divine; tutta la potenza del Padre, tutta la sapienza del Figlio, tutto l' amore dello Spirito Santo. Dio è con noi, e con lui possediamo ogni sua appartenenza, i suoi attributi, le sue ricchezze tutte quante.
Possiamo dire di possedere la sua necessità e la sua immutabilità; perchè sebbene noi siamo poveri esseri accidentali, mobili ad ogni soffio del tempo, pure, uniti a Gesù Cristo, veniamo con lui strettamente abbracciati dal divino amore, che ci riveste della sua necessità e della sua immutabilità. Ferisce l'amore chi lo priva del suo oggetto e quindi, se l'amore divino non può patire ferita nè alterazione di sorta, anche tutti quelli, di cui l'unione con Gesù Cristo l' obbliga a prendere la difesa, sono al sicuro come lui da quanto potrebbe loro arrecar nocumento e rovina.
Possiam dire di possedere la sua eternità e la sua immensità; perchè a quel modo che non vi è punto nello spazio, nè momento nella durazione, in cui Dio non ami Gesù Cristo e non si adoperi a glorificarlo; così in qualunque parte o stato noi ci troviamo, oggi, domani, sempre, possiamo star sicuri che rimanendo uniti a Gesù, avremo Dio con noi, ope rante per noi. Eleviamoci pure col pensiero fino al sommo del cielo, fino a dove si perde negli estremi spazi l'ultima stella; anche là io sono presente a Dio che pensa a me, che opera per me, come pensa ed opera per Gesù Cristo mio divin capo. Attraversiamo pure col pensiero milioni e milioni di secoli, ed anche là dove la gloria delle umane imprese più strepitose sarà svanita, io potrò dire di essere presente a Dio, il quale a me pensa e forma, come ora, della mia gloria in unione a quella di Gesù Cristo il termine delle sue operazioni onnipotenti.
Possiam dire infine che disponiamo di tutti i mezzi della divina Provvidenza. Essa, infinitamente potente, infinitamente sapiente, infinitamente amante, prevede tutto, dirige tutto, provvede a tutto: a lei è sommesso il mondo de' corpi come quello degli spiriti; il suo impero si estende sopra il male, come sopra il bene; sul bene per produrlo od accrescerlo, sul male per prevenirlo o ripararlo con vantaggio: nessuno può scrutarne gl'im penetrabili consigli; ma del fine unico, cui dal principio al termne dei secoli ha di mira, noi siamo certissimi: ed è la gloria di Gesù Cristo e la salute de' suoi servi. A questo fine fa servire ogni cosa, il male come il bene, l'opposizione dei nemici come gli sforzi dei fedeli, la malizia dei demoni come i buoni uffici degli angeli. Dimoriamo dunque in Gesù Cristo, e non avremo che a riposarci in seno di questa materna Provvidenza. Noi faticheremo così, ma senza turbamento, perchè sicuri ch'ella fatica con noi, e che supplisce alla fiacchezza nostra l'invitta sua forza: lotteremo contro gli ostacoli, ma senza inquietudine, perchè sostenuti dal suo braccio onnipotente cui sentiremo lottare con noi, respingendo vittoriosamente ogni nemico: provvederemo ai nostri bisogni, ma senza ansietà, sapendo ch'ella li conosce, nè ci lascerà man care giammai il necessario: e, anche quando non avremo niente, ci riputeremo pure ricchissimi, perchè saranno sempre a nostra disposizione i suoi tesori, nè mai ci terremo più sicuri di allora che sembreremo più abbandonati, per ciò appunto ch'ella sarà maggiormente obbligata di accorrere in nostro aiuto.
ENRICO RAMIÈRE S. J.

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