San Giuseppe dice:
Figli amati: come potrei non ascoltare le vostre suppliche? Come potrei non prestare attenzione alle vostre parole, mio piccolo? Come potrei non soddisfare i desideri dei vostri cuori? Come non scendere in questo grande momento in cui il Cielo si unisce alla terra? Se volete ascoltare dalle mie labbra quell’evento che ha fatto storia all’interno della storia stessa, ve lo racconterò, ve lo narrerò.
State ben attenti, in trepidante attesa, perché le mie parole produrranno effetti meravigliosi nel vostro cuore; le mie parole eleveranno il vostro spirito verso il Cielo per lodare Dio per le sue gesta, per lodare Dio per la sua magnificenza, per lodare Dio per la grandezza del suo amore verso tutta l’umanità.
Fui unito in matrimonio con la Santissima Vergine Maria per ordine del Cielo. Entrambi, senza conoscerci, giurammo a Dio voto perpetuo di castità; offrimmo il nostro corpo, la nostra anima e il nostro spirito come ostie viventi, ostie gradite alla presenza del Padre Eterno.
Questo voto, questa promessa, l’abbiamo fatto solo alla presenza di Dio. Non c’erano testimoni umani; nei nostri cuori c’era il fermo proposito di mantenerlo fino alla morte, senza curarci degli sguardi, delle osservazioni, delle critiche. Ma Dio aveva un progetto diverso per le nostre vite.
Quando Maria raggiunse l’età in cui doveva lasciare il tempio, le fu annunciato il disegno divino. Maria se ne andò da lì con una certa malinconia, ma anche immersa in un completo abbandono. Perché lì, nel tempio, Maria poteva giocare con i santi angeli. Lì, nel tempio, Maria si occupava di custodire i paramenti sacri.
I sacerdoti di quell’epoca deliberarono a lungo e giunsero a un accordo: colui che sarebbe stato scelto come promesso sposo sarebbe stato quell’uomo giusto, l’uomo dal quale sarebbe sbocciato un ramoscello secco. Timidamente obbedii al decreto, senza esserne degno, senza meritare di essere scelto da Dio per diventare lo sposo della Madre del Salvatore e il padre adottivo di Gesù.
Dal ramo secco che stringevo tra le mani sbocciò un giglio bianco, un giglio di purezza, un giglio di verginità.
Dio scrive dritto su righe storte.
Dio traccia nelle nostre vite progetti d’amore diversi dai nostri.
E una volta che ci fummo sposati, un angelo apparve a Maria e le annunciò che avrebbe concepito nel suo grembo il Figlio di Dio. Le annunciò che sarebbe nato il Salvatore.
Le annunciò che nel suo grembo verginale si sarebbe formato Emmanuele, Dio-con-noi.
Ho subito tentazioni, ho dovuto sforzarmi moltissime volte per vincere me stesso e sono passato attraverso il setaccio del dubbio; dubbio di fronte a questa nuova situazione, con mia moglie. Dubbio perché, ancora, la mia comprensione umana era chiusa, offuscata, incapace di decifrare e comprendere questo grande mistero.
Ma un angelo mi apparve in sogno e mi annunciò che il figlio che Maria portava nel grembo era il Figlio di Dio.
Fu allora che compresi questo grande mistero. Fu allora che capii che i misteri di Dio sono insondabili, che i misteri di Dio vanno accettati, custoditi nel cuore e continueranno a rimanere un mistero.
La pace tornò nel mio cuore e chiesi a Dio di concedermi la forza di custodire e proteggere il Bambino Gesù e la Madre del Salvatore.
Ho attraversato vicissitudini, difficoltà, si sono presentati alcuni ostacoli. Ma Dio mandava i suoi Santi Angeli per aiutarci, per guidarci, per proteggerci.
Figli miei: fate la Divina Volontà.
Lasciatevi trasportare dalla luce dello Spirito Santo.
Lasciatevi guidare dalla voce di Dio. Una voce che inonda il vostro cuore e il vostro spirito di una pace celeste, di una pace indescrivibile. Una voce che inonda tutto il vostro essere di armonia, di serenità; anche se dovete attraversare deserti aridi, valli tenebrose. Non abbiate paura perché quando Dio chiama a una missione, vi prepara e vi concede gli aiuti divini necessari per compierla alla perfezione.
18 Dicembre 2009

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