venerdì 11 settembre 2026

Dice S. Paolo che tutti i patimenti del mondo non hanno proporzione con la gloria che speriamo.

 


Piaccia a Dio, figliuole mie, di farvi comprendere – o, a meglio dire, gustare, perché altrimenti non lo potreste comprendere – il godimento dell'anima che vi è arrivata! Se ne stiano pure i mondani con i loro domini, con le loro ricchezze, con i loro piaceri, onori e banchetti! Supposto pure, benché impossibile, che questi beni si possano godere senza le angustie che ne sono inseparabili, la felicità che procurano non arriva, neppure in mille anni, ad equiparare il contento che che gusta l'anima in un solo istante, dopo che Dio l'ha elevata a questo stato. Dice S. Paolo che tutti i patimenti del  mondo  non  hanno  proporzione  con  la  gloria  che  speriamo.4   E  io affermo che non hanno proporzione neppure con un'ora di queste ebbrezze, soddisfazioni e delizie che il Signore accorda alle anime: tali da non potersi affatto  meritare.  No,  non  è possibile,  mi  pare,  mettere  in  confronto le bassezze della terra con queste delizie così soavi che nessuno può meritare, con  questa  strettissima  unione  con  Dio,  con  questa  dilezione  così ineffabilmente testimoniata e gustata. Ridicolo poi è volerle bilanciare con le sofferenze del mondo! Se queste si sopportano per amor di Dio, egli le proporziona alle nostre forze, per cui il temerle non è che effetto della nostra  miseria  e  pusillanimità.  Non  sopportandole  poi  per  amor  suo valgono nulla.

SANTA TERESA DI GESÙ  


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