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venerdì 2 settembre 2022

MARIA NOSTRA TENERA MADRE

 


MARIA E LA SUA ARMATA


MARIA NOSTRA TENERA MADRE

La Madonna ci ama singolarmente: ci segue e viene in nostro soccorso nelle nostre necessità; però la sua principale preoccupazione è di portarci in paradiso.

Per questo il Concilio Vaticano II dice: «Maria sulla formazione della Chiesa continua la sua maternità.

E questa maternità di Maria nell'economia della grazia perdura senza soste dal momento del consenso fedelmente prestato nell'Annunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti, assunta in cielo, non ha deposto questa funzione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci le grazie della salute eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata. Per questo la Beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice. Il che però va inteso in modo che nulla detragga o aggiunga alla dignità e all'efficacia di Cristo, unico Mediatore ».

La funzione di Maria è di portarci a Gesú e per mezzo di Gesú, unico mediatore e ponte, in paradiso». E questa funzione subordinata di Maria la Chiesa non dubita di riconoscerla apertamente, continuamente la sperimenta e raccomanda all'amore dei fedeli, perché sostenuti da questo materno aiuto, siano intimamente congiunti col Mediatore e Salvatore » (Lg. 62).

Per questo lo stesso Concilio ci fa vedere in Maria la nostra grande speranza e ci esorta ad avere per lei una grande devozione: » Madre di Gesú, come in cielo, glorificata ormai nel corpo e nell'anima, è immagine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura, cosí sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante Popolo di Dio, quale segno di sicura speranza e consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore » (a Pt. 3, 1o).

« Tutti i fedeli effondano insistenti preghiere alla Madre di Dio e Madre degli uomini, perché essa, che con le sue preghiere aiutò le primizie della Chiesa, anche ora in Cielo, esaltata sopra tutti i beati e gli angeli, nella Comunione dei Santi interceda presso il Figlio suo, sintanto che tutte le famiglie di popoli, sia quelle insignite del nome cristiano, sia quelle che ancora ignorano il loro Salvatore, in pace e concordia siano felicemente riunite in un solo Popolo di Dio, a gloria della santissima e indivisibile Trinità » (Lg. 68-69).

Maria completa questa sua missione materna venendo personalmente a prendere in punto di morte i suoi figli che particolarmente la amano per portarli con sé in paradiso.

Guido di Fontgalland fu un ragazzo angelico, devotissimo della Madonna. Un giorno gli comparve la Madonna e gli disse:

- Guido, vuoi venire con me in paradiso? - Sí, mamma, rispose Guido.

- Presto verrò a prenderti. A 14 anni cadde ammalato.

- Mamma, disse allora a sua madre, domani andrò in paradiso con la Madonna.

La madre allarmatissima chiamò il medico.

Questi dopo averlo visitato le disse che non c'era nessun pericolo. Andato via il medico, Guido le disse: « Mamma non gli credere. Domani andrò in paradiso ».

L'indomani chiama: - Mamma!

Sua mamma accorre. Guido le dice: - Non chiamo te.

Quindi diventa luminoso, sorridente, si solleva dal letto, apre le braccia alla Madonna che viene a prenderlo e dice:

- Sí, Mamma, vengo! E morí.

Un giorno feci visita di condoglianze a una donna alla quale era morto un figlio. Piangeva desolatamente. A un certo punto una signorina le disse:

- Non devi fare cosí. Dopo tutto tu hai ancora altri cinque figli. - Tu non lo capisci, rispose quella madre, perché non sei madre. Per me è come se non avessi altri figli.

Ugualmente il Cuore di Maria è tanto grande da amare tutti i suoi figli, cioè ciascuno di noi, come se fosse l'unico figlio.

Con questo amore immenso la Madonna segue ciascuno di noi come se fosse l'unico figlio: ci assiste, ci aiuta nelle nostre gravi necessità e soprattutto si sforza di portare ciascuno di noi in paradiso.


sabato 30 aprile 2022

MARIA E LA SUA ARMATA

 


Apparizioni

Le apparizioni della Madonna lungo i secoli sono state centinaia; basta ricordare che quasi tutti i santuari mariani sono legati a qualche apparizione di essa o a qualche suo prodigio. Ne ricordiamo soltanto alcune, avvenute in Italia:

nel 1345 (il 15.5) vicino Livorno a un pastore storpio, guarendolo; nel 1490 (il 2.7) a santa Brigida a Pontassieve (FI);

nel 1521(1'8.5) a Cavenago d'Adda (MI) a una sordomuta, guarendola; nel 1662 a Cavenago d'Adda (MI) a una sordomuta, guarendola; nel 1772 a Trana (TO) a un ammalato, guarendolo. Ecc.

Le apparizioni della Madonna, tra il 1930 e il 1970, che presentano delle garanzie sono 210, di cui 71 in Italia, 27 in Francia, l9 in Germania, 17 in Belgio, 9 in Spagna, 8 negli Stati Uniti, 6 in Canadà, 4 in Olanda, 3 in Cecoslovacchia; senza parlare delle piú recenti.

I messaggi che ci vengono da tali apparizioni non propongono mai verità nuove di fede, ma ci spingono soltanto alla conversione, alla preghiera, alle penitenza e, soprattutto gli ultimi, quelli di Medjugorje, di Schio, di Belpasso, alla lettura quotidiana del Vangelo, alla recita di molti rosari al giorno, all'apostolato.

Possiamo constatare che quanti vanno in tali luoghi diventano migliori, e moltissimi si convertono e cominciano a frequentare la Chiesa e ad accostarsi ai sacramenti.

Perché smorzare col nostro scetticismo tutto questo bene che il Signore va operando in tante anime?

Tanti sono contrari perché dicono di non trovare i motivi sufficienti per credere. Quasi sempre costoro non cercano i motivi per credere, ma i cavilli per non credere; dei cavilli se ne potranno trovare sempre per qualunque articolo di fede.


Messaggi di Naju

I prodigi piú impressionanti, per i messaggi che vi sono congiunti, sono quelli che stanno avvenendo a Naju in Corea.

Lí, nella casa di Giulia Yung Hong-Son la statua della Madonna Immacolata dal 30.6.1985 cominciò a piangere lacrime bianche quasi ininterrottamente per due mesi e mezzo, alla presenza di innumerevoli persone che subito cominciarono ad affluire; dopo, le lacrimazioni avvennero ad intermittenza.

Le prime lacrime di sangue colarono dal 19 al 21 ottobre '86; le lacrime piú dolorose, infinitamente tristi a vedersi scorsero il 15.10.1986; colarono dagli occhi della Madonna come due rigagnoli, macchiando, naturalmente, tutta la sua veste bianca, fino a terra. In seguito tali lacrimazioni si ripeterono a intermittenza. Giulia è nata nel 1949; si è sposata a 25 anni ed ha quattro figli.

Contemporaneamente ai prodigi cominciarono per Giulia le apparizioni della Madonna. Ogni volta essa le dava dei messaggi. Presto cominciarono in Giulia i fenomeni mistici: tutti i tormenti della passione di Gesú: la flagellazione, la coronazione di spine, la crocifissione, con le conseguenti stimmate. Tutte queste torture si vanno ripetendo quasi continuamente e tengono Giulia in una stato di perenne martirio.

In tal maniera Giulia si unisce alla passione di Gesú e di Maria e collabora con loro per la salvezza di moltissime migliaia di anime, come la Madonna stessa le rivelò.

Riportiamo alcuni dei principali messaggi dati a Giulia dalla Madonna:

22 Ottobre 1986: « Senti il rumore dei chiodi che mi trafiggono! Sono crocifissa anch'io col mio Figlio. Chi strapperà questi chiodi, chi mi caverà queste frecce e questa lancia? I chiodi che i miei figli piú cari affondano nelle mie carni sono piú grossi e penetrano piú a fondo; ed è difficile tirarli fuori».

Il 15.7.1987: « ... Quando il tuo corpo soffre, sopporta le sofferenze per coloro le cui anime stanno per andare all'inferno. Tu placherai la mia sete cocente con i tuoi sacrifici e le tue sofferenze, offerte per coloro che non riconoscono che io sto patendo infinite sofferenze, simili a quelle che ho patito sul Calvario a causa del mio Figlio... Salverai tanti peccatori, quanti me ne chiederai grazie ai tuoi sacrifici ».

Il 24.7.1988: « Grazie alle sofferenze che io e tu subiamo, le anime di quelli dei miei figli che sono caduti nell'errore possono essere salvate, lavate dalle loro colpe mediante questo stupendo miracolo che è il prezioso Sangue che il mio Figlio Gesú dà loro ».

Il 18.7.1985: « Sapete quanto è dilaniato il Cuore del mio Figlio Gesú? Il suo Cuore viene continuamente dilaniato a misura che i peccati del genere umano si moltiplicano. Ma, voi riparate! Spandete il profumo delle rose in tutto il mondo per prevenire la guerra e per la conversione dei peccatori... con le vostre preghiere. Il Rosario è un'arma vera e propria».

Il 5.11.1986: « Non c'è nessuno che mi tiri giù dalla croce? Il numero di coloro che mi configgono chiodi aumenta di continuo. Soffro anch'io col mio Figlio Gesú. Aiutatemi! Senza il vostro aiuto non potrò placare la giusta ira di Dio Padre. Puoi condividere le mie sofferenze? Per colpa del controllo anarchico delle nascite soffro come se le mie viscere si stessero per lacerare. Colpa della crudeltà e dell'empietà degli uomini; colpa del disprezzo della nobiltà della vita. E a causa di ciò, bimbi appena concepiti vengono spogliati della loro dignità umana e trattati come se fossero semplici grumi di sangue... Pregate e cercate di riparare per i peccati che si commettono la notte. L'ira di Dio ha raggiunto il colmo ».

Il 13.2.1987: « Oh figlia mia prediletta! lo prendo parte alle tue tristezze. E quando soffri soffro anch'io con te! Quando ti affliggi, mi affliggo anch'io. Quando sei triste, sono triste anch'io. Le tristezze e le sofferenze di questo mondo, sofferte e offerte con me per l'avvento del regno del mio Figlio, si trasformeranno in felicità nell'altra vita. La felicità di questa vita non è la felicità dell'altra vita. Bisogna andare avanti, superando le prove del momento. Cosí godrete con me la felicità eterna ».


sabato 20 novembre 2021

MARIA E LA SUA ARMATA

 

Maria è sempre vicina ai suoi figli

Questa sua presenza Maria la fa sempre sperimentare a chi a lei ricorre; e « non si è mai sentito al mondo, dice san Bernardo, che qualcuno ricorrendo a lei sia stato da lei abbandonato ». Tuttavia per rafforzarci in questa fiducia e, soprattutto per ravvivarla in coloro che si sono allontanati da lei e dal suo Figlio, la Madonna, lungo i secoli, ha fatto tanti prodigi; oggi, che una moltitudine immensa di cristiani ha dimenticato Dio e va verso l'inferno, la Madonna, potremmo dire, non si dà pace ed ha moltiplicato sia i prodigi che le apparizioni dando accorati messaggi per fare cosí convertire i peccatori e infervorare i giusti.

Per colmo di ingratitudine moltissimi cristiani, compresi tanti sacerdoti, non credono a questi fatti straordinari, invece di verificarli. La loro argomentazione è questa: “Questi fatti straordinari sono molti, anzi troppi per essere veri. Io non ho bisogno di essi per credere; mi basta il Vangelo”.

Qui c'è un equivoco: altro è la fede, altro la conferma o la riproposizione di essa. Siamo ultra d'accordo che la rivelazione si è chiusa con Gesú e con gli apostoli da lui istruiti; e che la Tradizione è fonte di fede soltanto nella misura che risale e si riallaccia ai loro insegnamenti e a quelli trasmessici dai loro discepoli; non siamo d'accordo sulla impossibilità o inutilità dei prodigi e delle apparizioni: sia perché non dobbiamo essere noi a giudicare la loro opportunità; sia perché non possiamo assumerci il ruolo di consigliare Dio, e, tanto meno, di criticarlo per i suoi interventi; sia perché l'immensità di tali prodigi e apparizioni, invece di farcene negare l'autenticità, ci deve altamente allarmare.

Il solo diritto che abbiamo è quello di verificarli; anzi ne abbiamo il dovere; ma quando, dopo averli onestamente esaminati ne verifichiamo l'autenticità, abbiamo il dovere di ascoltarne e metterne in pratica i messaggi; come il servo e anche il figlio, quando sanno che il padrone o il padre ha dato loro un ordine, hanno il dovere di eseguirlo.

D'altro lato, questi interventi divini sono perfettamente ragionevoli e conformi a Dio-Amore e a Maria nostra dolcissima Madre, sempre vicini ai loro figli e premurosi della loro salvezza.

Se Dio ha guidato passo passo il popolo ebreo nel suo cammino nel deserto facendo tanti e cosí grandiosi prodigi, non c'è motivo che non abbia a fare altrettanto con i suoi figli oggi per farli arrivare in Paradiso e non farli perire per strada. Non abbiamo che da ringraziare Dio, nostro tenerissimo Padre, e la Madonna, nostra dolcissima Madre.


venerdì 8 ottobre 2021

MARIA E LA SUA ARMATA

 



MARIA MADRE DELLA CHIESA E MADRE NOSTRA


Maria Madre della Chiesa

Come tutti gli uomini abbiamo ricevuto la vita naturale da Adamo ed Eva, cosí riceviamo la vita soprannaturale da Gesú e da Maria. E come abbiamo ricevuto la morte dal peccato di Adamo ed Eva, cosí riceviamo la salvezza dalla passione di Gesú e di Maria.

E Maria fu intimamente unita alla passione di Gesú, cosí da rifletterla perfettamente nel suo cuore, che venne veramente trapassato da una spada. Scrive san Bernardo: «Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nella profezia di Simeone, quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli è posto, dice del bambino Gesú il santo vegliardo, quale segno di contraddizione, e una spada, dice poi rivolgendosi a Maria, trapasserà la tua stessa anima » (Lc. 2, 34)

Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o Santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l'anima della Madre. Certamente dopo che il tuo Gesú, che era di tutti, ma specialmente tuo, era spirato, la lancia crudele non poté arrivare alla sua anima. Quando, infatti, non rispettando neppure la sua morte, gli aprí il costato, ormai non poteva piú recare alcun danno al Figlio tuo. Ma a te, sí. A te trapassò l'anima. L'anima di lui non era piú là, ma la tua non se ne poteva assolutamente staccare. Perciò la forza del dolore trapassò la tua anima, e cosí non senza ragione ti possiamo chiamare piú che martire, perché in te la partecipazione alla passione del Figlio superò di molto, nell'intensità, le sofferenze fisiche del martirio. E precisamente ai piedi della croce Gesú moribondo la fece divenire la Madre di tutti i redenti, rappresentati da Giovanni, e quindi la nostra Madre, quando indicando Giovanni le disse: "Donna, ecco il tuo figlio", e, indicando a Giovanni la Madonna gli disse: "O giovane, ecco tua Madre".

Gesú affidando dalla croce Giovanni alla sua madre, affidò in Giovanni a lei tutta la Chiesa.

Dopo l'Ascensione di Gesú, Maria si riuní in preghiera con gli apostoli nel Cenacolo per nove giorni. Al decimo giorno, il giorno di Pentecoste, mentre ancora tutti pregavano, un turbine di fuoco si precipitò dal cielo, penetrò il tetto del cenacolo senza bruciarlo, e si divise in lingue di fuoco che andarono a posarsi su di lei e sugli apostoli.

In quel momento possiamo dire che dallo Spirito Santo e da lei nacque la Chiesa, come 33 anni prima era nato Gesú.

Accorsa una folla immensa di gente avanti il Cenacolo, attirata dal fuoco precipitato dal cielo, s. Pietro uscito fuori e salito sopra un tavolo, spiegò a tutti come quel Gesú che essi avevano ucciso era il Figlio di Dio, come egli era risuscitato al 3 giorno e come ora aveva mandato lo Spirito Santo ai suoi discepoli. Quindi disse loro che se volevano salvarsi dovevano convertirsi e battezzarsi. Quel discorso di s. Pietro, fatto in aramaico, fu ascoltato da ciascuno di quella folla cosmopolita nella propria lingua, per cui il miracolo fu evidente, e tutti si convertirono e battezzarono. Erano 3.000 persone.

La Chiesa era nata. Tale fede c'è stata sempre nella Chiesa. Paolo VI, alla fine del Concilio, l'8.12.1965, facendosi eco della tradizione ininterrotta dei Santi Padri e della fede del popolo cristiano, proclamò tra il giubilo e l'acclamazione di tutti i Padri Conciliari, Maria SS. Madre della Chiesa.

La Madonna ai veggenti di Medjugorje ha ripetuto tante volte: « Io vi amo ».

A Jelena nel 1984, rivolta a tutti i cristiani, disse: « Se voi sapeste quanto vi amo piangereste di gioia ».

Il cuore di ogni madre è tanto grande da amare ogni figlio come se fosse l'unico.


domenica 29 agosto 2021

MARIA E LA SUA ARMATA

 


MARIA NEL VANGELO

Maria, pur essendo la creatura piú grande e piú santa della terra, è la persona piú discreta del Vangelo. Vi appare il meno possibile; vi appare solo per quel tanto che a Dio è necessario per mostrare la missione affidatale nei riguardi di Gesú e della Chiesa.

Eppure bastano pochissimi tratti per farcela pienamente conoscere e ammirare.

1. La piena di grazia

Luca ce la presenta nella sua povera casetta di Nazareth quando l'Arcangelo Gabriele la saluta: «Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te ». Proclamando Gabriele: «Maria piena di grazia », è Dio stesso che tale la proclama: tutte le bellezze, tutte le perfezioni, tutti i doni di Dio, tutte le grazie sono in lei. Lei è come il bacino idrico che raccoglie le acque dei monti, ossia tutte le grazie di Dio, e le dà in tutta la pianura, ossia a tutti gli uomini.

Tutto questo fu reso possibile perché lei esercitò tutte le virtú nel grado massimo possibile.

2. La Vergine

Dice Luca: «A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'Angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesú" » (Lc. 1,29-31).

Qui appare in Maria una virtú sconosciuta allora agli uomini: quella della sua verginità da lei consacrata a Dio; diversamente non c'era motivo per lei di chiedere come poteva divenire madre di Gesú.

I protestanti e i Testimoni di Geova negano la verginità di Maria, adducendo il passo del Vangelo: «E i suoi fratelli non sono Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?» (Mt. 13, 55)

Costoro dimenticano che già di due di loro (Giacomo e Giuseppe) il Vangelo indica la madre, un'altra Maria, diversa dalla madre di Gesú (Mt. 27, 56) e moglie di Alfeo (Mt.10, 3), fratello di san Giuseppe; dimenticano che l'ebraico è povero di vocaboli e che con la parola fratello si indicano sia i fratelli, sia i cugini, sia gli zii e i nipoti (come ad esempio Abramo che chiama fratello suo nipote Lot (Gen.13, 8); che se Gesù avesse avuto altri fratelli non avrebbe avuto premura di affidare, sulla croce, la Madonna a un estraneo, qual era Giovanni.

E dimenticano che questo testo che parla della verginità della Madonna è cosí chiaro che anche i mussulmani credono che Maria sia rimasta sempre vergine, e per questo la onorano.

3. L'Immacolata

Per attuare questo suo disegno Dio aveva bisogno di un punto franco, degno di lui; un punto che non fosse appartenuto a nessuno, un punto che non sarebbe appartenuto a nessuno.

Non era degno di Dio incarnarsi in una creatura che fosse stata prima o dopo toccata da qualcuno e che per conseguenza avesse una qualsiasi inclinazione al male; peggio ancora, che fosse appartenuta sia pure per un momento a Satana o a qualche uomo, che fosse stata solo sfiorata da Satana.

Per questo la volle immacolata fin dalla sua concezione e vergine prima, durante e dopo il parto.

Su questo punto ci furono per diversi secoli lunghe polemiche tra i teologi.

Tanti dicevano: giacché Gesú è il salvatore di tutti e lo è anche di Maria, bisognò che Maria avesse avuto il peccato originale dal quale Gesú la redense.

Gli altri rispondevano: come Giovanni Battista in previsione della redenzione di Gesù poté venir liberato dal peccato originale prima della nascita, cosí Maria in previsione della redenzione di Gesú poté venir esentata dallo stesso peccato fin dalla sua concezione.

Chi pose quasi completamente fine a tali discussioni fu il grande filosofo-teologo francescano, il beato Duns Scoto, con tre famose domande rivolte ai teologi riuniti in un congresso, e che tolsero la parola a tutti.

Potuit? - Decuit? - Ergo fecit. Cioè:

- Poteva Dio preservare la Madonna dal peccato originale? - Era conveniente che lo facesse?

- Allora lo ha fatto.

Il domma dell'Immacolata concezione fu proclamato dal Papa Pio IX l'8.12.1854.

Tale privilegio della Madonna era abbondantemente riconosciuto dai Santi Padri; come, fra l'altro, lo documenta l'antichissimo libro di preghiere dei monaci discepoli di san Basilio, in cui la Madonna è chiamata continuamente « la senza macchia ».

Una copia di tale libro veniva usata nel secolo XI da san Nicolò Politi, e si conserva parte in Adrano (Catania) e parte ad Alcara (Messina). Dio volle mandare due volte la sua SS. Madre per confermare questo privilegio con cui volle arricchirla.

La prima: la Madonna, apparendo a santa Caterina Labourè a Parigi nel 1946, le ordinò che facesse coniare la medaglia miracolosa. In essa c'è raffigurata la Madonna con le braccia aperte e con le mani che irradiano luce, cioè grazie. Attorno a tutta l'immagine la Madonna ordinò che fossero scritte queste parole: « O Maria concepita senza peccato originale, pregate per noi che ricorriamo a voi ».

La seconda volta fu a Lourdes, nel 1858 a Bernardette Soubirous. Le apparizioni furono 18. Nella 16a la Madonna le rivelò chi era: «Io sono l'Immacolata concezione».

4. L'umile serva

« Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'Angelo partí da lei » (Lc. 1, 38). Qui ancora appare l'umiltà di Maria che si dichiara la serva del Signore, cosí come Gesú sarebbe stato il servo del Signore.

Matteo ci fa vedere l'abisso di umiltà di Maria.

Essa non vuole rivelare neanche a Giuseppe suo sposo il dono grandioso e incredibile di essere divenuta la madre del Figlio Unigenito di Dio. Rischia cosí l'infame pericolo di venire dichiarata adultera, per cui è Dio stesso che interviene per salvare il suo onore (Mt.1,18-25).

E quando Elisabetta, illuminata dallo Spirito Santo, la proclama madre del suo Signore, Maria lungi dal compiacersene ne dà la lode e il ringraziamento all'infinita bontà e misericordia di Dio e, come annientata nella sua umiltà, esplode in quel meraviglioso cantico di lode e di riconoscenza al Signore che è il Magnificat: « Allora Maria disse: l'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre » (Lc. 1, 46-55).

5. La Madre di Dio

È ancora l'Arcangelo Gabriele che proclama Maria madre di Dio: « Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesú. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo Padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine.

Allora Maria disse all'Angelo: "Com'è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio » (Lc. 1,31-37).

La fede nella divina maternità di Maria c'è stata sempre nella Chiesa ed è testimoniata da tutti i Santi Padri, fin dai tempi apostolici. Basta ricordare quanto dicono:

S. Ignazio martire: « Gesú nacque da Maria e da Dio » (Lettera agli Efesini, 7, 2).

S. Giustino: « Il Figlio di Dio ha acconsentito a farsi carne e a nascere dalla Vergine della razza di Davide » (Dialogo con Trifone, 45,4). S. Ireneo nel suo libro Adversus Haereses parla oltre 100 volte della Vergine Maria, dice che l'Emanuele, cioè il Dio con noi, è nato da lei; e di Gesú dice: « Egli ha ricapitolato in sé la carne dell'uomo, un tempo da lui modellata, per uccidere il peccato, annientare la morte e vivificare l'uomo » (pag. 328).

Il motivo di tale fede è di immediata evidenza: quel Gesú che è nato da Maria è non solo uomo, ma anche Dio; quindi Maria è madre di Dio.

La Chiesa non dice che la Madonna ha dato la vita a Dio; dice soltanto che quel Gesú che è nato da Maria, è una sola persona che è contemporaneamente uomo e Dio; e che solo in tal senso essa è la Madre di Dio.

Il primo a negare la divina maternità di Maria fu il vescovo Nestorio, dicendo che in Cristo ci sono due persone e che Maria è soltanto la Madre della persona umana di Gesú.

Contro tale eresia fu convocato nel 431 il 30 Concilio Ecumenico, quello di Efeso, richiesto, per ironia della sorte, dallo stesso Nestorio agli imperatori Teodosio II e Valentiniano 111. Il Concilio, presieduto da s. Cirillo d'Alessandria e dai legati di Papa Celestino, condannò l'eresia di Nestorio e proclamò Maria «Teotokos», ossia Madre di Dio.

L'assemblea conclusiva si protrasse fino a tarda notte. Il popolo attendeva nella piazza antistante alla sede del Concilio il suo esito. Quando nella notte il diacono affacciandosi dal balcone annunziò che il Concilio aveva riconosciuto Maria madre di Dio, il popolo esplose in un grido irrefrenabile: « Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori ».

Quindi, approntata una grande quantità di torce al vento, il popolo portò in processione trionfale tutti i vescovi sulle spalle per le vie di Efeso.

6. La ripiena di carità

Solo alcune cose ci dice il Vangelo: esse bastano per farci vedere la carica immensa di carità che vive nel cuore di Maria.

L'Angelo le fa sapere che sua cugina Elisabetta è incinta, al 6° mese. Maria subito pensa: come farà la cugina, anziana, sola, nelle montagne (o alture) di Ebron dove vive col marito?

E subito parte in fretta per assisterla e per servirla fino al parto. L'evangelista Giovanni ci narra il primo miracolo di Gesú (Gv. 2). Esso avvenne a Cana di Galilea, dove Maria e Gesú con i suoi discepoli erano stati invitati a un matrimonio. Durante il matrimonio, forse per il sopraggiungere dei discepoli di Gesú, manca il vino. La prima ad accorgersene è Maria perché lei vive sempre amando gli altri: lo dice a Gesù perché faccia il miracolo.

Gesú risponde che non è giunta la sua ora.

Maria gli forza la mano e gli fa anticipare i tempi: dice ai servi di rivolgersi a Gesú; Gesú, perché non faccia cattiva figura sua madre, dice a quei servi di riempire le idrie di acqua e quindi cambia quell'acqua in vino.

7. L'Assunta

Qualche giorno dopo che morí, la Madonna fu risuscitata da Gesú e assunta in cielo. Anzi nelle piú antiche tradizioni giudeo-cristiane non si parla di morte della Madonna, ma di dormizione.

Ne parlano i santi Padri e i piú antichi libri apocrifi, quali il Transitus Mariae e la Dormizio Mariae.

San Giovanni Damasceno dice: « Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità, doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio ».

San Germano di Costantinopoli dice: « L'incorruzione e l'assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio, non solo convenivano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: "Tu, come fu scritto, sei tutta splendore" (Sal. 44, 14); e il suo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, godere della piena liberazione e della vita perfetta ».

Di questa fede, risalente ai tempi apostolici, ne danno conferma gli scavi archeologici, come documenta uno dei piú grandi archeologi moderni dei Luoghi Santi, il Padre Bellarmino Bagatti, nella sua opera Alle origini della Chiesa: « La tomba della Vergine nella Valle del Cedron, dal IV secolo è sormontata da una basilica, ma le notizie della Dormitio Mariae nella redazione di Leucio (II sec.) indicano che era "nuova"; e quelle delle redazioni siriache, etiopiche ed arabe, che era posta in una necropoli composta da "tre camere", e, "nella piú interna posta ad Est" era stata seppellita Maria. Tali notizie letterarie hanno trovato conferma negli scavi e restauri praticati nel 1972 dai greci ed armeni. La fig. 5.4, dà uno schema di tali risultati. A tratteggio è la chiesa del IV-V secolo; in nero A) la camera "interna" di Maria scavata nella roccia con arcosolio interno, isolata nel fare la chiesa. Nel vano superiore B) resti di due Kokhim, o forni, che suppongono una seconda camera. Le scale attuali a nord e a sud (C) tengono posto delle scale antiche e nell'incontro delle due scale si supplisce la camera "eterna" ricordata nella Dormitio, esattamente come nella necropoli detta dei Beni Hazir, situata non lontana nella stessa sponda del Cedron.

L'accordo fra le notizie letterarie e quelle archeologiche ci dà la garanzia di possedere una tradizione antichissima e stabile. Possiamo credere che la composizione della Dormitio, se non fu scritta espressamente in occasione della visita annuale, certamente essa vi fu adattata già nell'antichità. Coloro che uffiziavano la tomba erano sí giudeo-cristiani, ma non del partito di Giacomo.

Tutte le azioni del seppellimento di Maria sono messe sotto la direzione di san Pietro».

Per tal motivo il Papa Pio XII l'1.11.1950 proclamò domma la fede, sempre tenuta nella Chiesa, sull'Assunzione della Madonna in anima e corpo.

La Madonna del canto suo ha fatto vedere ripetutamente che si trova in paradiso in anima e corpo.

Una donna che ebbe la fortuna di toccare la Madonna fu santa Caterina Labourè.

Stando nel convento di Rue Le Bac di Parigi, un angelo, la notte del 19.7.1830, la sveglia e la invita a seguirlo.

La santa indossa subito la veste e lo segue. L'angelo la precede facendo luce e aprendo le porte; attraversa il corridoio ed entra nella cappella del convento.

La cappella è illuminata a giorno.

Due angeli portano una poltrona e la mettono nella predella dell'altare. La Madonna scende dal cielo, va a sedere nella poltrona, guarda sorridente suor Caterina e la invita ad accostarsi a lei. Suor Caterina s'avanza, si va a inginocchiare avanti la Madonna e appoggia le sue mani giunte sulle ginocchia della Madonna. La Madonna gliele stringe e le fa poggiare il capo sulle sue ginocchia. Furono per santa Caterina momenti di una felicità smisurata.

Quindi la Madonna le disse di far coniare la medaglia miracolosa. Nei nostri giorni i sei giovani di Medjugorje hanno avuto la stessa fortuna. Sono Vicka, Jakov, Ivan, Marija, Mirjana, Ivanka.

Nelle quotidiane apparizioni iniziate il 24.6.1981 spesse volte essi hanno avuto la gioia di toccare la Madonna. Dicono che lei ha un corpo solido e che toccandola sentono nel proprio corpo come delle tenui vibrazioni che danno loro delle sensazioni dolcissime di una immensa felicità.

Il 7.5.1985 la Madonna annunziò a Ivanka che quello era l'ultimo incontro quotidiano e aggiunse: « Devi essere felice; io sono la tua Madre, io ti amo con tutto il cuore... Devi dire ai tuoi amici che mio Figlio ed io saremo sempre con voi ogni volta che avrete bisogno di noi...» Ivanka pregò la Madonna se poteva abbracciarla e baciarla. La Madonna sorridendo acconsentí e Ivanka l'abbracciò e la baciò con immenso piacere. Quindi la Madonna la benedisse e le disse: « Va in pace »; e si allontanò insieme ai due angeli.

8. Bellezza della Madonna

I primi che hanno cercato di descrivere la bellezza della Madonna sono i veggenti di Medjugorje.

Uno dice: « Il suo vestito era grigio, il velo bianco, la corona di stelle, gli occhi azzurri, i capelli azzurri, gli zigomi rossi, ed era sollevata da terra. Sotto il velo ho visto che i capelli erano un po' piegati. Ci è apparsa gioiosa e sorridente ». Un'altra dice: « I suoi capelli sono neri, leggermente mossi, gli occhi celesti. La figura slanciata! È stupenda, avrei voglia di guardarla sempre. Sulla testa ha un velo bianco, il suo vestito... non so dirvi se è grigio, oppure color beige, ma non è neppure beige, è diverso dai colori che conosciamo. La voce è molto calda ed armoniosa, sembra un canto! ».

Un altro dice: « Non posso descrivere quanto è bello il suo viso. Gli occhi azzurri, i capelli neri, che si intravvedono appena. Non è troppo alta, né bassa. Pare abbia 19/20 anni. Il vestito è grigio, il velo bianco, la corona di stelle ».

E un'altra dice: « Il primo giorno era lontana da noi, ne abbiamo visto solo l'ombra e ci è sembrato che tenesse qualcosa tra le braccia. Era molto bella, una bellezza extraterrestre. Ho visto i suoi occhi azzurri molto belli, di colore chiaro. Ci guardava con infinita benevolenza. La faccia era bellissima, gli zigomi rossi, i capelli neri e un po' piegati. Il suo vestito era colore del cielo ».

E’ interessante sapere che sebbene la Madonna sia morta a 6o anni, nelle apparizioni di Lourdes, di Fatima e delle altre parti appare sempre di circa 2o anni.

Ciò significa che nella resurrezione saremo tutti giovani e tali rimarremo eternamente.

Quanto sia grande la bellezza della Madonna lo possiamo anche desumere da questi fatti.

a) Santa Bernardette Soubirous un giorno arrivò a morire. Le furono amministrati il viatico e l'unzione dei malati. Dopo qualche giorno guarí e allora si mise a piangere. Interrogata perché piangesse, rispose: « Perché sono guarita. Voi non sapete quanto è bella la Madonna e non potete avere il desiderio ardente di andare a vederla per sempre ». Dopo alcuni anni, caduta nuovamente ammalata gravemente, la superiora la invitò a ricevere il sacramento dell'unzione dei malati.

Santa Bernardette rispose di no, perché altrimenti sarebbe guarita di nuovo. La superiora rispose che stesse tranquilla, che ricevesse il sacramento dell'unzione dei malati, che tutte le suore avrebbero pregato perché morisse e che sarebbe morta di sicuro.

S. Bernardette allora acconsentí e ricevette l'unzione dei malati, mentre le suore pregavano per lei.

Dopo poco tempo morí col sorriso in bocca, felice di andare a vedere per sempre la Madonna.

b) Suor Lucia di Fatima, ancora vivente, dice che la Madonna ascolta sempre ed esaudisce sempre le sue preghiere; però, aggiunge con mestizia « non vuole esaudire mai la preghiera che le faccio ogni giorno di farmi morire per andare in paradiso e stare sempre con lei »

c) Una delle veggenti di Medjugorje, da un po' di tempo è ammalata con grandissimi dolori di testa. Non ha voluto pregare la Madonna di guarirla per il desiderio di andare per sempre con lei in paradiso. Ora sta meglio.

Un'altra veggente di Medjugorje, Jelena di anni 15, un giorno chiese alla Madonna:

- Perché sei cosí bella?

- Perché amo, rispose la Madonna. Se volete diventare belli come me dovete amare.

L'amore è un dono dello Spirito. Possono averlo coloro che si aprono a Dio.

Ma chi è che ama? Chi pensa sempre all'amato, chi non si annoia mai di lui, anzi vuole vivere sempre con lui, chi cerca di rendersi sempre gradito a lui e pian piano acquista i suoi gusti e la sua mentalità, chi fa quanto lui desidera, chi vuole il bene di lui e fa sempre gli interessi di lui.

Dice un proverbio latino: « L'amore o trova uguali o rende uguali ». La Madonna ha amato cosí: è vissuta sempre unita a Dio con la preghiera, come ora vive immersa in Dio; ha fatto sempre la volontà di Dio cosí perfettamente da non avere altra volontà che la volontà di lui; è divenuta la piú perfetta immagine umana della bontà di Dio e la piú perfetta imitatrice delle virtú di Gesú; ha fatto il vuoto piú totale nel suo cuore, cosí da riempirlo totalmente di Dio; ha amato tanto ciò che Dio ama, cioè tutti gli uomini, da sacrificare per salvarli il suo Figlio e se stessa e da non stare a godersi la sua felicità in paradiso, ma da piangere e da intervenire continuamente per cercare di salvarli tutti; è vissuta unicamente per Gesú, come ora vive in cielo unicamente per preparare e affrettare il suo trionfo.

Per acquistare la bellezza della Madonna dobbiamo amare Dio e gli uomini come li ha amati lei. Come ottenere il dono dell'amore? Lo dice la stessa Jelena: « Con la conversione, con la preghiera e col digiuno. La preghiera non è uno scherzo. Bisogna imparare a parlare con Dio nella preghiera. Lo Spirito Santo non entra in un cuore sazio di tutto. Col digiuno del corpo bisogna giungere al digiuno del cuore (ossia a svuotare il nostro cuore come lo ha svuotato la Madonna). La parola di Dio e il suo amore non entrano in un cuore aperto a tutte le voci del mondo ».

Quando in un'anima entra l'amore, quell'anima ha sete continua di Dio, ha sete di ascoltarlo, di parlare con lui, ossia di pregarlo, di riceverlo nella Comunione, di imitare Gesú, di lavorare con tutte le forze per farlo conoscere e amare. Chi ama veramente il prossimo fa ogni sforzo per non far morire nessuno di fame e per non fare andare nessuno all'inferno.

Con questi ultimi messaggi di Medjugorje la Madonna ha voluto ricordarci che in paradiso la grandezza della nostra intelligenza e dalla nostra felicità e la bellezza del nostro corpo saranno proporzionate al grado di amore di Dio e di amore del prossimo che avremo raggiunto in terra.

9. Maria ci mostra la sintesi facile di tutte le virtú: il silenzio.

Ce la mostra col suo esempio. Essa è la creatura del silenzio. Non parla per poter stare sempre unita a Dio. Parla solo quando è necessario; parla quando c'è da fare del bene. Dice bene un proverbio: il silenzio è d'oro.

Dice san Giacomo: « Chi non sbaglia con la lingua è un uomo perfetto » (Gc. 3,2). « Se uno crede di essere religioso senza tenere a freno la sua lingua, egli inganna se stesso e la sua religione è vana » (Gc. 1, a6).

Il programma dei santi è: parlare a Dio degli uomini; parlare agli uomini di Dio. Col silenzio possiamo esercitare tutte le virtú:

Il silenzio è mitezza. Il silenzio è misericordia. Il silenzio è pazienza. Il silenzio è umiltà. Il silenzio è fede. Il silenzio è adorazione.

 

mercoledì 30 giugno 2021

MARIA E LA SUA ARMATA

 


MARIA

Come il nome « Gesú » che significa « Salvatore » esprime tutto l'essere e tutta la missione di Gesú; cosí il nome di Maria esprime tutto l'essere e tutta la missione di Maria.

Come fu Dio stesso che per mezzo dell'Angelo disse a Maria il nome che doveva mettere al suo figlio, cosí fu Dio stesso che ispirò ai genitori di Maria il nome da mettere alla figliuola. Maria significa:

1. Signora

Infatti Maria era destinata da Dio ad essere la signora e la regina della terra e dei cieli.

La creatura piú grande, piú bella, piú buona, piú potente dei cieli e della terra.

Dice san Bernardo: « Dio volle che noi avessimo tutto per mezzo di Maria ».

2. Mare

Il mare dà il senso della grandezza e dell'immensità.

Perché Dio si incarnasse occorreva una creatura capace di potere in qualche modo contenere l'infinito. Tale punto non poteva essere che un cuore e un'anima totalmente puri, totalmente aperti a un amore smisurato, totalmente vuoti di sé, di ogni egoismo e di ogni superbia cosí da venire totalmente riempiti dall'infinito Iddio.

Non bastava che Dio avesse creato questa creatura eccezionale; occorreva contemporaneamente che questa specie di contenitore purissimo e smisurato si aprisse da sé verso il sole divino e si svuotasse di se stesso.

Il mare è la sorgente della vita. In esso nascono i primi viventi. Da esso evaporano le acque che si condensano in nubi e fecondano con le piogge la terra; per le piogge si formano le sorgenti e i fiumi che dissetano i viventi e irrorano la terra. Senza i mari tutta la terra sarebbe un deserto.

Maria è la sorgente della vita che è Gesù; per mezzo di Maria Gesú viene nel mondo e nelle singole anime a portarvi la vita soprannaturale.

Per mezzo di Maria vengono a noi tutte le grazie sia materiali che spirituali, sia riguardanti questa vita, sia, soprattutto, riguardanti la vita eterna, sia riguardanti i singoli uomini, sia riguardanti l'umanità e la storia.

Senza Maria diverrebbero un deserto sia la terra, sia il paradiso.

3. Amara

Il cuore di Maria è come un mare immenso di amarezza. Questa amarezza le viene, come in Gesú, dalla passione di Gesú, dalla visione di tutti i peccati e di tutte le sofferenze degli uomini e soprattutto dalla dannazione eterna di una moltitudine di uomini che pure sono suoi figli.

Per questo la Chiesa le mette in bocca queste parole della Bibbia: «O voi tutti che passate per la via, fermatevi e vedete se vi è un dolore simile al mio dolore» (Lam. 1, 12).


lunedì 3 maggio 2021

MARIA E LA SUA ARMATA

 


IL REDENTORE

Il mistero della Croce è intimamente connesso con la realtà umana del peccato. Dice san Paolo: « Pertanto, come per mezzo di un uomo il peccato entrò nel mondo e per mezzo del peccato la morte, e in tal modo la morte si estese a tutti gli uomini, perché tutti peccarono... Tuttavia non quale fu il delitto, fu il dono. Infatti, se per il delitto di uno solo tutti morirono, molto di piú la grazia di Dio e il dono che ci viene da un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati su tutti. E per il dono non avvenne come nel caso dell'uno che peccò, poiché il giudizio proveniente sfocia nella condanna, mentre il dono di grazia, partendo da molti peccati, sfocia nella giustificazione. Se dunque per la colpa di uno solo la morte regnò per causa di quello solo, molto piú coloro che ricevono l'abbondanza delle grazie e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Quindi come mediante il delitto di uno solo si ebbe la condanna su tutti gli uomini, cosí anche mediante la giustificazione di uno solo si ebbe la giustizia di vita su tutti gli uomini. Come, infatti, per la disubbidienza di un solo uomo tutti furono costituiti peccatori, cosí anche per l'ubbidienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti » (Rom. 5, 12-19).

Cristo, infatti, per poterci salvare ha dovuto pagare per tutti e pagare cosí terribilmente da sembrare incredibile, come Dio stesso profetizzò per mezzo di Isaia: « Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza, né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per trovare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattutto su di lui; per la sue piaghe noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo perduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di tutti noi. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprí la sua bocca; era come un agnello condotto al macello, come una pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprí la sua bocca.

Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte?

Sí, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza, né vi fu inganno nella sua bocca.

Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolore.

Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo e si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti e gli si addosserà la loro iniquità.

Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori » (Is. 53, 1-12).

San Matteo ci fa con estrema sobrietà il racconto della passione di Gesú: “Allora Pilato, dopo aver fatto flagellare Gesú, lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore, condotto Gesú nel pretorio, radunarono intorno a lui tutta la corte. Lo spogliarono e gli misero addosso un manto scarlatto; quindi intrecciarono una corona di spine, gliela posero in capo e gli misero una canna nella destra; poi, piegando i ginocchi davanti a lui, lo schernivano dicendo: "Salve, re dei Giudei!". E sputandogli addosso, prendevano la canna e gliela battevano sulla testa. Dopo averlo cosí schernito, gli levarono il manto, e gli rimisero le sue vesti e lo condussero a crocifiggere. Nell'uscire incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la croce di lui.

Giunti sul luogo detto Golgota, che significa cranio, gli diedero a bere vino mischiato con fiele; ma, assaggiatolo, non ne volle bere. Quando lo ebbero crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte.

E, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del capo posero scritta la causa della sua condanna: "Questo è Gesú il re dei Giudei". Furono crocifissi allora insieme a lui anche due ladroni, uno alla sua destra, l'altro alla sinistra. I passanti lo ingiuriavano e scrollavano il capo dicendo: "Tu che distruggi il tempio e lo rifai in tre giorni, salva te stesso! Se sei il figlio di Dio, scendi dalla croce!" Similmente i grandi sacerdoti, gli scribi e gli anziani lo beffeggiavano dicendo: "Ha salvato gli altri e non può salvare se stesso! Se è il re d'Israele scenda ora dalla croce e crederemo in lui! Ha confidato in Dio: lo liberi ora, se gli vuol bene; giacché ha detto: sono figlio di Dio". Nello stesso modo lo beffeggiavano anche i ladroni che erano stati crocifissi con lui.

Dall'ora sesta fino all'ora nona si stesero le tenebre su tutta la terra. E verso l'ora nona Gesú gridò ad alta voce: "Elí, Eli, lemà sabactaní!", cioè: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" Alcuni dei circostanti, udito questo dicevano: "Costui chiama Elia". E subito uno di essi corse a prendere una spugna, e, inzuppatala nell'aceto, la mise in cima ad una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: "Lascia, vediamo se viene Elia a liberarlo". Ma Gesú, dopo aver di nuovo emesso un forte grido, rese lo spirito » (Mt. 27, 26-50)

La passione di Gesú, purtroppo, non è finita. Egli continua la sua agonia sino alla fine del mondo. Il motivo è molto semplice: egli è il capo del Corpo Mistico, e soffre per gl'infiniti peccati commessi dagli uomini e per le sofferenze stesse degli uomini. Accanto alla sua croce c'è perennemente la sua SS. Madre Addolorata con l'anima trafitta dalla spada e, insieme, un gruppetto di amici fedeli che lo consolano avanti al Tabernacolo.


venerdì 9 aprile 2021

MARIA E LA SUA ARMATA

 


IL MISTERO NASCOSTO DAI SECOLI

Un Dio che avesse creato l'universo senza uno scopo, senza un'utilità adeguata a un'opera cosí grandiosa non sarebbe stato saggio, cioè non sarebbe stato Dio.

Dio non poteva creare neanche per interesse suo. Un Dio che avesse bisogno di qualche cosa, fosse pure soltanto di farsi ammirare, non sarebbe infinito e quindi non sarebbe Dio.

Possiamo andare d'accordo con gli scienziati che hanno formulato « il principio antropico », ossia che Dio ha creato tutto per l'uomo. Ma cosa cerca l'uomo? Quali sono gli interessi dell'uomo?

Gli uomini cercano il pane; e circa 40 milioni di uomini muoiono ogni anno per fame o per malattie causate dalla fame; e circa un altro miliardo vivono nella miseria.

Gli uomini cercano la pace; e tutta l'umanità vive sotto l'incubo di una possibile guerra nucleare sterminatrice di tutti.

Gli uomini cercano la salute; e quasi tutti sperimentano la malattia e il dolore, mentre una forte percentuale di essi vivono ammalati o handicappati.

Nessun uomo vuole la vecchiaia e la morte e tale sorte ci attende tutti, inesorabilmente.

Un giovane un giorno mi disse: «Vivo mio malgrado; se Dio mi avesse chiesto il permesso di crearmi, non glielo avrei dato».

Dio è Dio unicamente perché è infinito e perché non ha bisogno di niente.

Tanto meno Dio può godere delle sofferenze umane, perché altrimenti non sarebbe buono, anzi sarebbe cattivo, cioè non sarebbe Dio. Dio è amore ed ha creato gli esseri perché vivano e siano felici. Per questo egli ha voluto unirsi alla sua creazione facendosi uomo, non per godere coll'uomo, che non ne aveva bisogno, ma per soffrire con l'uomo allo scopo di divinizzarlo e cosí partecipargli la sua infinita felicità.

Dice san Agostino: « Dio si è fatto uomo perché l'uomo divenisse Dio. Dio non fece la morte, né si compiace della morte dei viventi. Egli creò ogni cosa perché sussista» (Sap. 1, 13).

Dice san Paolo: « Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, cosí anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini » (Rom. 5, 12).

Dio ci ha creati per darci quello che cerchiamo, cioè la felicità. Tutto ciò è reso possibile unicamente per l'incarnazione, per la passione e morte e per la glorificazione di Gesú e per la cooperazione di Maria, cioè per la sua divina maternità, per la sua corredenzione e per la sua glorificazione.

Il mistero nascosto dai secoli e rivelatoci nella pienezza dei tempi da Gesú è la predestinazione, la formazione e la glorificazione del Corpo Mistico; e cioè in prima di Gesú e di Maria e quindi di tutti gli eletti.

Dice Papa Pio IX: « Dio ineffabile, le cui vie sono misericordia e verità..., dal principio e prima di tutti i secoli destinò al suo Figlio unigenito la Madre dalla quale, incarnandosi, sarebbe nato nella beata pienezza dei tempi. La scelse, le assegnò il suo posto ... l'amò al di sopra di tutte le creature, con tale amore di predilezione da porre in lei, in maniera singolare, tutte le sue piú grandi compiacenze.

Dio Padre aveva deciso di darle il suo Figlio unigenito, colui ch'egli genera dal proprio seno, che gli è uguale in tutto e che ama come se stesso, e di darlo a lei in tale maniera che Quello fosse naturalmente un identico, unico e comune Figlio di Dio e della Vergine; ella che il Figlio stesso di Dio aveva scelto per farne sostanzialmente la sua Madre; ella infine, nel cui seno lo Spirito Santo aveva voluto che, per la sua divina virtú, fosse concepito e nascesse colui dal quale egli stesso procede».

Dice san Paolo: « Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesú Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi, per opera di Gesú Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto; nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.

Egli l'ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.

In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà, perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo » (Ef. 1, 3-12).

Il Cristo Gesú, Dio e Uomo ad un tempo, è quindi il primo, il capo, il re di tutta la creazione. Essendo il primogenito, il Padre volle tutto per lui; tutto è stato creato per lui che, nella sua umanità assunta dalla Vergine, è il re della creazione. Egli è stato predestinato ad essere secondo la sua natura umana Figlio di Dio in tutta la sua potenza.

Per cui conclude Germain Leblond: «Tutte le creature, Angeli o Arcangeli, uomini, pietre o animali, furono volute da Dio soltanto perché fossero ricapitolate nel Cristo totale, il Cristo cosmico.

Sola fra tutte le creature la Vergine Maria è stata predestinata ad essere ricapitolata nel Cristo re non come suddita ma come regina dell'universo, sposa perfetta del re dei cieli - non come una parte, come un membro del Cristo cosmico, ma, misteriosamente, come il Tutto, come la pienezza d'una regina che basta alla gioia del re suo sposo - perché fra tutte le creature ella è stata assolutamente la prima nella preoccupazione e nelle attenzioni amorose del Padre, perché partecipa, nello stesso decreto, alla predestinazione regale del suo divin Figlio. La Chiesa, mossa dallo Spirito Santo che solo conosce perfettamente la profondità insondabile del Mistero di Maria, non ha esitato ad applicare alla regina dell'universo il testo dei Proverbi sull'eterna processione della Sapienza: "Jahvè mi ha dato l'essere come primizia delle sue vie, come preambolo delle sue opere e questo da sempre" (Prov. 8, za).

Sebbene tutto sia stato voluto e predestinato per l'onore e la gloria di Cristo re e con ciò ad onore e gloria della SS. Trinità, tuttavia tutto è stato indissolubilmente voluto, predestinato e creato anche per la gloria e l'onore della regina dell'universo, sposa del re dei cieli. Tutto è stato fatto per il Cristo e nello stesso tempo tutto è stato fatto per Maria, la quale, con suo Figlio, forma un solo Mistero di regalità, una sola coppia regale ».

« È a motivo di lei, diceva san Bernardo, che tutto è stato creato. È pure a motivo di lei, per lei, che tutto è stato riparato ».

S. Alberto dice: « E Maria è la causa finale della nostra rigenerazione, perché tutta l'opera della nostra Redenzione fu, dopo Dio, ordinata a sua gloria e onore ».

Per tal motivo la Chiesa applica alla Madonna la parola dei Proverbi: « Dall'eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra.

Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata.

Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull'abisso; quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell'abisso; quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo » (Prov. 8, 22-31).