Dice Gesù:
«L’anno passato Io ti ho detto137, ed è stato il primo dettato: “Il Padre è stanco, e a far perire la razza umana lascerà che si scatenino i castighi dell’Inferno”. Ho detto, era il Venerdì Santo: “Io verrei una seconda volta a morire per salvarli da una morte più atroce ancora... Ma il Padre non lo permette... Sa che sarebbe inutile... Oh! se gli uomini sapessero ancora volgersi a Me che sono la salvezza!”.
Vi rimando a tutti i miei dettati antecedenti a quelli di quest’ultimo tempo. Ho parlato usando le profezie del Libro santo, spiegandovele, applicandole ai tempi d’ora, e se ho taciuto, poi, su questo tono, è perché ho compreso che era inutile ai fini del Bene e pericoloso perché quelle parole divine potevano divenire arma di tortura diabolica contro i miei servi che le udivano, le ripetevano, le diffondevano e le accoglievano. Ma il mio Pensiero, se anche non si esprime con la Parola, è quello e non muta.
Maria, Io ti ho detto, alla fine del maggio passato: “Riguardo al futuro... Cosa vuoi sapere, povera anima?” (dettato del 31-5-43). “Ringrazia la mia Misericordia che, per ora, ti nasconde in buona parte la verità sul futuro”. Povera, povera anima!
Un’altra volta ho detto: “Vorreste che apparissi e mi mostrassi... Ma, se anche mi mostrassi, dove è nei cuori quel tanto residuo di fede e rispetto che li farebbe curvare col volto a terra per chiedermi perdono e pietà?” (dettato del 5-6-43).
Anche ora chiedete da Me un segno di potenza, il quale, per esser Potenza di un Santo - del Santo dei santi - dovrebbe essere punizione inesorabile, tremenda, di un numero incalcolabile di persone, perché - ripeto ciò che ho detto mille volte138 - i grandi colpevoli sono perché la massa è tutta più o meno colpevole dello stesso peccare dei grandi.
Ma Io - e te lo dico, povera anima alla quale ho dato di vedermi trionfante139 per infondere forza al tuo essere accasciato nella carne che muore e nello spirito desolato per la prova che hai patito e per gli orrori che ti circondano - ma Io non posso dare questo segno. Questo segno della Potenza mia. Mi è impossibile farlo. Non perché Dio abbia perduto la sua facoltà di fare. Nulla mi è impossibile come Dio. Ma è l’ora della potestà delle Tenebre. E gli uomini l’hanno spontaneamente voluta. Il regno del Male è già instaurato. Qualunque cosa Io facessi sarebbe resa nulla dalla volontà dell’uomo. Qualunque Bene sarebbe distrutto dal Male.
Assisto impotente a questa corsa nella morte spirituale di tutta l’umanità. Non vi è mio dono, non mio beneficio, non mio richiamo, non mio castigo, che valga ad arrestare questo spontaneo naufragio dell’umanità, da Me redenta, in Satana. Come toro infuriato, l’umanità atterra tutto: ragione, morale, fede, e va a dare di cozzo contro ciò che l’uccide. La mano profanatrice dell’uomo si alza a nuovo delitto che non merita perdono. E il Padre non vuole perdonare. Vi lascia perire come avete voluto.
L’unica cosa che posso fare e faccio - e la faccio per pietà dei santi che, rari come fiori in un deserto, pregano ancora, pregano, non fanno protesta di consuetudine e ipocrisia - è di trattenere l’ira del Padre mio il quale, stanco dei delitti di una razza per la quale inutilmente il mio Sangue si è effuso, vuole, vuole, vuole esercitare la Giustizia su voi. E giustizia, poiché siete colpevoli, vorrebbe dire castighi tremendi che la mia Misericordia non vuole dati in aggiunta a quelli che da voi vi date.»
DA: I QUADERNI DEL 1944

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