Bretagna – 2 settembre 2026
Riferimento:
Secondo evento recente (2022) che mi ha fatto comprendere meglio la realtà della nostra incomprensione e dell’arroganza di cui ci permettiamo di dar prova, essendo così lontani dal TIMORE DI DIO. (1° evento: vedi messaggio del 28 agosto 2026)
IL TIMORE DI DIO, dono dello Spirito Santo che infonde in noi il rispetto per Dio e ci porta a riconoscere la nostra piccolezza e ad acquisire l’umiltà necessaria per saper avvicinarci, con sincero Amore e Adorazione, al nostro Creatore, Salvatore e Consolatore: Dio Unico e Tre volte Santo, per stabilire con Lui un rapporto autentico e santificante che ci apra a tutti i doni che ci elevano in Lui.
Forse avete notato che il Signore spesso ci pone in situazioni che ci permettono di fare un passo verso di Lui e di imparare a vivere la gioia di crescere spiritualmente. Sì, può anche darsi, in certi casi, che ci sia chiusura, e che a causa del nostro orgoglio l’esperienza venga così elusa. Per quanto mi riguarda, ho tratto beneficio da questa esperienza che mi ha permesso di aprire gli occhi e di essere più vigile.
E, nell’attuale contesto dell’Apocalisse, in cui la Chiesa subisce quella sottile lotta che mira a distruggere, agli occhi e nel cuore dei fedeli, la deferenza verso Dio nella Sua Grandezza, il Suo Amore per noi e la Sua Umiltà nel rimanere Prigioniero per raggiungerci e proteggerci, il rapporto intimo con Dio, sviluppato in queste esperienze, ci permette di riconoscere Dio, di seguirLo nonostante le minacce e le argomentazioni erudite che cercano di oscurare la Luce di Cristo Salvatore degli uomini.
Così, nel 2022, a maggio o giugno, un amico mi chiese di custodire la sua casa mentre lui era assente. Che privilegio ebbi allora: in quella casa c’era un oratorio, molto discreto, dove il tabernacolo custodiva la Presenza Reale nel suo ostensorio.
Bastava semplicemente aprire la porta di quel tabernacolo per avere accesso in modo più intimo alla Presenza di Gesù già esposto nell’ostensorio. Ovviamente è ciò che ho fatto e mi sono prostrata.
Appena iniziata la mia preghiera, ho sentito Gesù che mi benediceva e mi chiedeva: «Mia dolce figlia dell’Amore… Ti chiedo di andare subito in canonica e di dire al parroco X di venire a prendere questa Ostia che è stata profanata e che mi ferisce!»
(Nel riferire le parole di Gesù, ora, mi commuovo.) Non si può immaginare, nella nostra spensieratezza e soprattutto nella nostra ignoranza, quanto si possa ferire e offendere Dio, che fortunatamente è così magnanimo e paziente verso i Suoi figli che ama.
Mi sono quindi recata in canonica e, non appena informato, il parroco ha manifestato chiaramente il suo disappunto e ha preso i teli puri adatti a tale circostanza; siamo poi tornati, in silenzio, all’Oratorio.
Il parroco, visibilmente commosso, ha agito con grande rispetto per purificare i luoghi e il tabernacolo. Successivamente mi ha ordinato di comunicare al proprietario che vietava qualsiasi adorazione clandestina in quell’oratorio. Voleva sapere chi avesse concesso tale permesso e chi avesse esposto quell’Ostia consacrata.
Non potevo fornirgli alcuna informazione. Ero di passaggio in quella casa e stavo svolgendo quel servizio di custodia dei locali per la prima volta, che è stata anche l’unica.
Chiedo ancora perdono a Dio per questa situazione, che a prima vista sembrava semplice e ordinaria e che si è verificata in piena fiducia verso coloro che avevano esposto l’Ostia consacrata. Ma si è rivelato un grave errore. Chiedo anche a Dio perdono per tutte queste situazioni così frequenti che sono occasione di sacrilegi e profanazioni.
Colgo l’occasione per approfondire il concetto di Ostia profanata (e di profanazione). La profanazione riguarda gli oggetti sacri.
Per una comprensione più intuitiva, immaginiamo che l’azione riguardi un qualsiasi alimento che, a prima vista, sia di per sé buono e apprezzato.
Questo alimento (un panino zuccherato), salutare, un giorno, per una volontà maligna, viene ricoperto da un veleno inodore e incolore. Mangiate questo panino senza sospettare che sia avvelenato. In seguito vi ammalate e venite privati dei benefici di questo alimento. All’origine rimane sempre un buon panino e voi raccomandate questo alimento; d’altra parte, non potreste offrire quello che è stato contaminato.
L’Ostia profanata è necessariamente consacrata. Offrire al Padre Eterno per mano dell’usurpatore della Chiesa di Cristo significa quindi commettere un sacrilegio sull’Ostia consacrata, e quindi profanarla. Mangiare questa Ostia ormai profanata significa assumere la profanazione che ostacola le grazie vivificanti della consacrazione. Sì, ahimè, chi si allea con l’usurpatore si allontana dalle regole stabilite da Cristo, fondatore della Chiesa.
È deludente, a volte difficile da comprendere o da accettare.
Ci troviamo nell’Apocalisse almeno dai tempi delle rivelazioni della Vergine Maria a La Salette. Non possiamo comportarci come gli struzzi, nascondendo la testa nella sabbia per non vedere né sentire e quindi non sapere. Il progetto contrario alla Volontà di Dio consiste nel sedurci e, allo stesso tempo, nel privarci progressivamente di tutti i privilegi che ci legano a Dio Creatore, Salvatore e Consolatore, e persino nell’allontanarci da Maria Corredentrice.
La prossima tappa di questo programma consiste nel privarci dell’accesso al sacro e all’Eucaristia, negando la Presenza Reale. Alcune persone non si scandalizzeranno di fronte a queste decisioni, poiché la profanazione avrà già compiuto la sua opera di desensibilizzazione all’Amore Divino.
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11 settembre 2026
Preghiera:
Croce gloriosa
Ecco la Croce di Cristo
Elevata su tutti noi,
Tormento atroce
Imposto dal Male
A Cristo, Dio e Re.
Sacrificio misterioso,
Accettato sulla Croce
Per salvare il Suo Popolo.
Ecco la Croce,
Misericordia e bontà,
Ostacolo all’ignominia,
Protezione della nostra Vita,
Sostegno della nostra Fede,
Per l’Amore Infinito
Offerto nell’Eucaristia,
Privilegio di dimorare in Lui.
Ecco la Croce,
Luce invincibile del Verbo,
Che squarcia il velo delle tenebre
Della ostinazione del caduto,
Ossessionato, sapendosi sconfitto.
Scacciato dalla Croce Trionfante,
Che dimora nell’Ostia Vivente,
In ogni cuore dei fedeli cristiani.
Ecco la Croce
Via, Verità e Vita
Che attraverso il Verbo Incarnato,
Per noi e con noi, ha attraversato
I tempi dall’Alfa all’Omega
fino alla Promessa dell’Eternità
Croce audace, Croce preziosa,
Stendardo della nostra Redenzione
Croce Gloriosa
Cristo Vincitore
Ti adoriamo
Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva della Divina Volontà dell’Onnipotente, unico Dio.

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