VITTIMA DI ESPIAZIONE PER IL TEMPO DELLA GRANDE CONVERSIONE
Ma prima della generale Conversione la Chiesa dovrà venire abbondantemente aspersa con l'issopo, col quale Maria alludeva all'acqua santa, che significa una partecipazione ai dolori di Cristo e che rappresenta anche il castigo voluto da Dio. Poiché Maria, durante tutta la sua vita, secondo i testimoni oculari, fu un simbolo, dà un profondo significato simbolico alle cose. Il Signore le disse che tutto il mondo è una città, la cui periferia erano i pagani. La Chiesa sia il cuore del mondo, i Giusti l'anima della Chiesa. Ed egli le rivelò - per attingere ancora un poco dalle sorgenti delle parabole divine, le quali erano molto familiari a Marie - che le sue umiliazioni erano una sorgente della Luce, che avrebbe illuminato tutti coloro che avessero bevuto da esse sorgenti. Il suo dolore invece era un fuoco di Amore e tutti quelli che si nutriranno sempre di esso, venivano purificati e divinizzati. E tutti coloro che bevono a queste sorgenti e si riscaldano a questo fuoco, non pensano e non dicono e non fanno niente che non si trasformi in un diamante della sua corona, ed essi staranno incoronati in Lui, ed Egli in loro.
Durante la santa Messa Maria offriva a Gesù «cinque fonti di sangue». Le piaghe dei piedi rappresentavano tutti i passi e le fatiche di Cristo, quelle delle mani le sue opere sante, quelle del Cuore l'infinto Amore di Gesù al suo eterno Padre e a noi. Meditandole si dovrebbe alzare gli occhi al Cielo, per testificare che solo il Padre Celeste conosceva e valutava l'incomprensibile amore in cui suo Figlio aveva operato e sofferto. I dolori di Cristo erano la più grande glorificazione di Dio. Per questo la Chiesa canta «Gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam». Questo dolore è l'ornamento regale del Signore e gioia, cuore e spirito; Egli aveva affidato il suo patire al Padre suo perché lo distribuisse agli uomini, quando Egli morente sulla croce gridò: «Padre, nelle tue mani io raccomando il mio spirito».
Un certo Padre Giovanni di Cherbourg disse a Maria che Dio gli aveva rivelato, che lei era stimmatizzata, che portava le piaghe di Cristo. Lei rispose, che esse si erano mostrate a Lei come cinque stelle luminose, e chiesero di essere ricevute, per cui lei offrì loro il suo cuore come casa (rifugio) (cfr. s. Caterina da Siena).
Dal tempo dello scambio della volontà, Maria doveva talvolta dire delle preghiere delle quali non capiva niente. Gesù rispose alla sua meraviglia, che Egli le chiedeva solo la pronuncia delle parole: «Io sono il tuo Spirito e io prego in te e per te in Spirito di Verità». E mia Madre è sempre in contemplazione in te e per te. Accadde anche che pronunciasse delle parole che né poteva trattenere, né ritenere a niente. San Giovanni Eudes testifica per esempio, a questo proposito, che il Signore costrinse Marie des Vallées a porgli a conoscenza la sua vita intima perché sarebbe stata un'istruzione assai grande e utile per gli altri. Ma per Marie fu un tormento indicibile parlarne; ella afferma che, se fosse stato in suo potere, non avrebbe aperto bocca. Ogni parola che fu costretta a dire, e quindi le venne in mente secondo il volere di Dio, fu per lei come un peso quasi insopportabilmente grande, di cui si poteva liberare soltanto se diceva quella parola. E quando aveva detto tutto ciò che, nell'intervallo, lo Spirito Santo le permetteva di dire, dimenticava immediatamente ciò che aveva detto.
«Tu sei come un liuto, che non suona se non lo si tocca», le disse il Signore, e dice soltanto ciò che uno vuole». Certo era la volontà di Dio che animava Maria.
«Io considero il Volere di Dio come un Re», essa ripeteva, «e nei suoi confronti io mi comporto con gran rispetto e sottomissione... Il mio sforzo continuo è di fare in tutte le cose e fedelmente ciò che Egli vuole!».
MARIE des VALLEES

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