lunedì 21 settembre 2026

L'ORAZIONE DI QUIETE

 


“Il diario mistico di Camilla Bravi” 


Vi è anche un'orazione di riposo. È un'unione dolce e saporosa, in cui l'anima non è capace di pregare e di meditare, perché le sue potenze sono intente ad amare e gustare l'amore. E quest'orazione di riposo tiene luogo a tutto, e con essa l'anima acquista e merita di più che in tutte le preghiere o penitenze. 

L'anima gode della presenza di Dio in lei, e Lo vede e Lo gusta e si trattiene a conversare con Lui; ma questa presenza divina intellettuale non è come la presenza che gode quando vede Gesù o la Vergine a lei accanto. È una cosa molto diversa perché, in questa unione di riposo, l'anima vede intellettualmente Gesù in sé, e gusta di questo Amore che Egli le dona anche durante le occupazioni e il lavoro, ha voglia di starsene sola con Lui e anche le conversazioni spirituali le danno noia. 

Questa orazione di riposo può durare mesi e giorni. È più sensibile e dolce davanti all'altare e durante la Comunione. Un giorno, mentre ero triste perché non riuscivo a recitare neppure il rosario, Gesù mi spiegò: «A te sembra d'essere oziosa e di fare niente, invece tu gusti il mio Amore dolcemente nella quiete, nel riposo, mi senti proprio dentro la tua anima. Io ti guardo e ti abbraccio, e ti dono l'Amore. E in questo mutuo abbraccio in cui ti dono l'Amore, tu mi ami e ci scambiamo entrambi il nostro Amore senza bisogno di parole». 

E mi disse che questo riposo è un riflesso del riposo che vi è in Dio, Santissima Trinità, che rende l'anima beata e felice in quell'unico, indivisibile ed eterno Amore che si scambiano le Tre divine Persone. È un riposo fecondo che ricolma l'anima d'Amore. 

Quest'orazione si eclissa nelle prove dolorose e ritorna più saporosa dopo, e prepara a sopportare le grandi prove purificatrici che Dio riserva all'anima per santificarla. In questa via purgativa e unitiva, nell'orazione di contemplazione vi sono diversi tocchi divini. 

Non vi è solamente il dardo d'amore che ho già descritto. Vi è la fiamma d'Amore che avvolge l'anima improvvisa e forte, e avvolge anche il corpo. Allora ci si sfoga in lacrime e si vorrebbe che tutti amassero il Signore, e si piange fortemente perché l'Amore non è amato. E si vorrebbe, se fosse possibile, entrare nei cuori dei dannati per poter amare l'Amore infinito e riparare il loro rifiuto, quell'amore che essi hanno misconosciuto e rifiutato. E quando si è avvolti da questa fiammata, il corpo trema tutto, e sarebbe capace di sopportare dolcemente il martirio e grandi pene per amore di Dio. 

A volte l'anima è da tempo nell'aridità, e soffre perché crede che Dio si sia allontanato perché non è contento di lei. D'un tratto, e improvvisamente, si sente scuotere da un tocco divino ma diverso, e anche il corpo si scuote. 

Questo tocco divino è dolce e penoso: dà gioia perché l'anima sente che Dio è in lei ancora; pena perché l'anima si sente ancora prigioniera in tenebre mentre vorrebbe uscire, diffondere ed espandere l'Amore. 

Orio Nardi 


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