domenica 30 agosto 2026

AMORE E UMILTÀ – GESÙ SPECCHIO

 


[I.152-154] Parmi di ricordare più volte, nei rapimenti e nei raccoglimenti, il Signore faceva invito al convito del suo amore e dicevami che l’umiltà era quella, che faceva passare l’anima mia a questo convito. Davami cognizione di me stessa e del suo amore infinito. Questo amore parevami che m’accendesse il cuore e davami lume della preziosità del patire, dell’annientamento proprio e dei tesori che stanno fra i disprezzi e avvilimenti. Mi pare che lasciasse tutto ciò fisso nella mia mente e facevamo anche operare per apprendere in pratica quello che conoscevo con lume speciale. Ma ora mi avvengo che la strada di umiltà non è mai praticata da me e nemmeno so apprendere cosa sia. Mi pare di conoscere che lo stato in che mi torvo al presente sia ottimo per far praticare questo sentiero. Mi ricordo, quando il Signore davami questi lumi, delle volte mi mostrava il suo cuore e mi diceva: Chi sarà umile, io gli do per abitazione il cuor mio medesimo. Tutto ciò accendevami via più ad acquistare e praticare questa virtù.
Una volta mi pare che mi dimostrasse il suo cuore, come lucidissimo specchio. Ivi dentro vedevo me stessa; ma in subito disparve tutto. So che restai così accesa del suo amore, che impazzivo. Non trovavo luogo. Mi pareva anche nel medesimo tempo di aver lume sopra me stessa. fra la cognizione del nulla, e fra l’amore infinito ben scorgevo che la vera strada dell’amore era la santa umiltà. Questa chiedevo di cuore a Dio. Esso davamo cognizione del mo niente e ben penetravo di non poter niente. e con questo lume del niente si viene a camminare per la via dell’umiltà, la quale è la strada che fa trovare il vero amore di Dio. Infatti parevami che l’amore fosse la strada per l’umiltà, e l’umiltà la sera per l’amore. Ambedue il Signore me le faceva apprendere in un istante; ma non posso descrivere il come, perché tutto fu per via di comunicazione. Parevami che queste deve strada mi dessero coraggio in tutto e mi facessero apprendere che per questo mezzo sarei spogliata di me stessa e di tutto. Ma queste cose le avevo frequenti, e mi pare che mi lasciassero sempre una brama di più patire, il desiderio della salute e conversione di anime, il proprio conoscimento, lo stacco da tutte le cose momentanee ed una ardente desiderio di volere amare Iddio. Andando pensando di continuo come potevo fare per dargli gusto e per fare il suo santo volere.  Laus Deo.

DIARIO DI S. VERONICA GIULIANI

 

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