domenica 19 luglio 2026

Alzate in tutte le cose lo sguardo a Dio, interrogatevi dicendo: “Ho io il diritto di fare ciò che Dio non fa con me?”, perché Dio non è così inesorabile e ostinato come voi siete. Guai a voi se lo fosse! Nessuno si salverebbe.

 


Messaggio di Gesù a Gisella del 17 luglio 2026


Fratelli, quanto è grande il precetto d’amore verso il prossimo, il perfezionamento dell’amore! Ma vi dico: “non vi adirate”, perché chi avrà insultato il fratello sarà condannato dal Sinedrio. Ma chi lo avrà trattato da pazzo, chi lo avrà danneggiato e avrà ostacolato la missione da me affidata sarà condannato da Dio.
Inutile fare offerte all’altare se prima non si è sacrificato nell’interno del cuore i propri rancori per amore di Dio e non si è compiuto il rito del sapere perdonare.
Perciò, se quando stai per offrire a Dio, tu sai di aver mancato verso il tuo fratello o di avere rancore per una sua colpa, lascia la tua offerta davanti all’altare, fa prima l’immolazione del tuo amor proprio e solo allora presenta il tuo sacrificio.
Il buon accordo è sempre il migliore degli affari. Precario è il giudizio dell’uomo e chi ostinato lo sfida, potrebbe perdere la causa e dovere pagare all’avversario fino all’ultima moneta o soffrire.

Alzate in tutte le cose lo sguardo a Dio, interrogatevi dicendo: “Ho io il diritto di fare ciò che Dio non fa con me?”, perché Dio non è così inesorabile e ostinato come voi siete. Guai a voi se lo fosse! Nessuno si salverebbe. Questa riflessione vi induca a sentimenti miti, umili, pietosi. E allora non vi mancherà da parte di Dio, qui e oltre, la ricompensa e sarà grande la giustizia.
Il vostro Maestro.

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Riflessione sul messaggio:

Gesù ci dona una pagina di Vangelo che merita di essere letta con calma, meditata e poi messa in pratica. Dovremo rendere conto a Dio di tutte le volte che ci arrabbiamo con un fratello, un amico, un collega di lavoro. Il giudizio di Dio sarà ancora più severo se poi diremo a un discepolo o profeta del Signore che è “pazzo”.

Ciò che Gesù ci chiede è di perdonare, rinunciare al nostro amor proprio, al nostro orgoglio ma soprattutto alla superbia, il più grave dei peccati, che è quello che ha contraddistinto Satana nel momento della ribellione a Dio.

Dobbiamo essere umili, miti, calmi e cercare nei conflitti sempre un accordo, evitando di andare allo scontro con tutti.

Quando sentiamo dire: “Dio non è giusto”, ricordiamoci di queste parole di Gesù: se Dio fosse giusto, nessuno si salverebbe. Ma Dio è misericordioso, è amore e prima di essere giudice ci lascia liberi, nella speranza che possiamo tornare a Lui con un cuore simile al suo.


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