Maria
Venne il momento quando Giuseppe passò dalla vita terrena alla vita celeste. I suoi occhi avevano visto il Messia. Più di questo, aveva protetto il mistero, tenendolo nascosto, e aveva protetto me. Ho sentito profondamente la sua perdita, il lutto, come ogni moglie avrebbe fatto. Eppure, il dolore umano è stato segnato con la massima gioia.
La sua morte sembrava una scena umana normale, una moglie ed un figlio ad un letto di morte, ma Giuseppe è morto con Dio e la Madre di Dio al suo capezzale. Ora, egli è il santo patrono di una morte santa. Così, cominciate ora a pregarlo, per chiedere la vostra propria morte santa.
Da soli insieme a Nazareth
Ora, Gesù ed io eravamo soli, racchiusi insieme nel più grande mistero del cielo e della terra. Abbiamo parlato spesso di Israele e del suo scopo nel piano di Dio. Noi conoscevamo bene le Scritture, le profezie, in particolare la profezia di Natan a Davide, che un suo discendente avrebbe guidato Israele. Mi ricordavo di quelle parole dell’angelo, in cui parlava di Gesù, “Il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre, ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno”.
Abbiamo parlato spesso e ho potuto vedere Gesù crescere in saggezza. Lui è venuto a chiedermi di alcuni testi della Scrittura, come: “Il Signore ha detto al mio Signore. Siedi alla mia destra e renderò i tuoi nemici sgabello dei tuoi piedi”. Ho potuto vedere il mistero svolgersi davanti ai miei occhi. Lui è venuto a dirmi: “Mamma, molte volte ho letto le Scritture e una voce dentro di me dice: «Quel testo parla di te, Gesù».” “Questo è Dio che parla nel tuo cuore, Gesù. Ascolta la sua voce”.
Maria spiega
Un’altra volta, ha chiesto: “Mamma, come sono stato concepito?” Gli ho raccontato la storia: “Gesù, avevo da sempre consacrato il mio corpo e anima a Dio. Questo era un mistero che non capivo. Quando Giuseppe mi ha chiesto di sposarlo, ho dovuto svelare questo mistero, che Giuseppe ha accettato e siamo andati a vivere insieme con entrambi i nostri cuori consacrati alla verginità. Poi un angelo mi ha detto che avrei concepito. Questo mi ha confuso fino a quando l’angelo mi ha spiegato che lo Spirito Santo avrebbe steso la sua ombra e che colui che sarebbe nato da me, sarebbe stato il Figlio di Dio. Che sei tu, Gesù”.
Gesù risponde
Egli ascoltava. Pensava. Egli non rimase scioccato o sopraffatto. Si limitò a dire: “Ora capisco”. “Che cosa hai capito?”, ho chiesto. “Questa voce che parla sempre dentro di me. La voce mi chiama «Figlio» e io rispondo «Padre». Lui mi chiama «Figlio prediletto» e io lo chiamo «Padre celeste». Siamo un tutt’uno, egli con me e io con lui. Non sembra esserci alcuna distanza tra di noi, come se condividessimo la stessa natura e fossimo uno nel nostro essere.” “La voce è vera”, risposi. “Ascoltala e sii fedele. Fai quello che ti dice. Agisci secondo ciò che ti mostra”. Ha ascoltato le mie parole e mi ha lasciato, andando come al solito al luogo di solitudine e di preghiera da cui è stato sempre attratto.
Commento: Maria rivela il grande mistero della mente di Gesù, nel venire a conoscere la sua identità.
2 aprile 2012

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