PRIMA PARTE
Sorella Maria Josefa Menéndez
Religiosa della Società del Sacro Cuore di Gesù
(Manifestazioni degli infiniti tesori della misericordia del Sacro Cuore di Gesù).
Il 16 luglio 1922, giorno felice dei suoi voti, Nostro Signore la fece entrare nella sua ferita e le disse: "Ti custodisco in questa prigione... tu, Josefa, lavora per me. Io, lavoro per te! I tuoi interessi sono i miei; i miei sono i tuoi interessi".
La semplicità di bambina la fece entrare pienamente nel regno di Dio. A Monsignor Durfort, allora Vescovo di Poitiers, ella rendeva conto delle sue azioni come una bambina senza pretese. L'umiltà, l'obbedienza, l'amore della regola e della vita comune, erano ornamento della sua anima.
Nostro Signore le disse: "Agirò in te, parlerò per te; mi farò conoscere per te". Un'altra volta la avvertì dei suoi disegni: "nonostante la tua indegnità e miseria, mi servirò di te per realizzare i miei disegni; ti voglio come Apostola della mia Bontà e Misericordia".
Poiché Josefa tremava di fronte a questa elezione divina, la sostenne con queste parole: "Ama e non temere nulla. Io voglio ciò che tu non vuoi... ma Io posso ciò che tu non potrai". "Ricordati delle mie parole", le disse un altro giorno, "e credi in esse. L'unico desiderio del mio Cuore è stringerti dentro di esso, possederti, poi fare della tua piccolezza e della tua fragilità un canale di Misericordia per molte anime che si salveranno per tuo mezzo. Non sono i tuoi meriti che Mi inducono a servirmi di te... ma voglio che le anime vedano come il mio potere si serve di strumenti deboli e miserabili".
Il 6 agosto 1922, Nostro Signore apparve a Josefa e disse: "Le parole che Io ti dico, non si cancelleranno mai". Josefa mostrò i suoi timori di rovinare "l'opera del suo amore", dicendo che nonostante i suoi buoni desideri era capace di tutto ciò che è male. Dal Cuore di Gesù scaturì un incendio di fiamme e ella udì queste parole piene di bontà: "Josefa, Sposa del mio Cuore, inizia la mia Opera, aggrappata alla mano di mia Madre. Non ti dà coraggio questa mano?". Allora, aprendo per così dire il futuro agli occhi dell'anima prostrata ai suoi piedi, aggiunse: "Niente di ciò che Io ti dico, si cancellerà mai! Poco importa che tu sia così piccola e miserabile; sono Io che farò tutto". E, dopo una lunga effusione di carità, concluse: "Sì, ti insegnerò i miei segreti e sarai un esempio vivente della mia Misericordia, perché se per te che non sei che miseria e nulla, Io ho tanto amore e tanta predilezione, che non farò per altre anime molto più generose della tua?".
Il Sacro Cuore insegnò a Josefa la Presenza della grazia nell'interiore di ogni anima, fondamento della sua incorporazione nella Vita divina.
"Ne faccio parte, ci vivo, mi piace l'unione con essa. Ma, in compenso, le chiede di non lasciarlo mai Solo, di consultarlo in tutto, di chiedergli tutto, e soprattutto di rivestirsi di Lui e scomparire sotto la sua Vita. - "Più scomparirà, più Io sarò la tua Vita". Non sembra il commento della parola di S. Paolo: "Non sono più io che vivo, ma è Gesù Cristo che vive in me?"
E subito mette in evidenza il valore di questa Unione vitale con Lui che trasforma le più piccole azioni e attività umane, rivestendole dell'"oro soprannaturale" dei Meriti. Nostro Signore moltissime volte mostrò a Josefa, in modo tangibile, ciò che l'Amore realizzava mediante le sue azioni fatte in unione con Lui. In questo modo voleva ravvivare nelle anime la consolazione di credere in questa ricchezza che è alla portata di tutti. "Quante anime, diceva Lui, riprenderanno coraggio, quando comprenderanno meglio il frutto divino della loro vita ordinaria!"
Siamo così condotti al dogma che sembra essere il nodo di questo magnifico insegnamento: quello della Partecipazione ai meriti infiniti di Gesù Cristo. Nostro Signore incessantemente ricorda a Josefa il potere, conferito all'anima battezzata, sui tesori della sua Redenzione. Se le chiede di completare in lei ciò che manca alla sua Passione, che offra riparazioni per il mondo e soddisfi alla Giustizia del Padre, è sempre con Lui, per Lui e in Lui. - "Il mio Cuore è vostro, prendetelo e riparate per mezzo di esso". Sgorgano allora dalle sue labbra queste offerte onnipotenti sul Cuore del suo Eterno Padre, che Josefa raccoglie e ci trasmette: "Padre Buono, Padre Santo, Padre Misericordioso! Ricevete il Sangue di vostro Figlio, le sue Piaghe... il suo Cuore! Vedete la sua Testa trafitta di spine. Non permettete che questo Sangue sia inutile ancora una volta. Non dimenticate che il tempo della Giustizia non è ancora arrivato, e che siamo in quello della Misericordia!"
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Padre Antônio Paulo Ciríaco Fernandes, S.J.

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