Poi proseguì a dirmi: “Voglio da te conformità perfetta alla mia Volontà, in modo da disfarsi [116] la tua volontà nella Mia; distacco assoluto da ogni cosa, tanto che tutto ciò che è terra voglio che sia tenuto da te come sterco e marciume, che si ha orrore anche a guardarlo, e ciò perché le cose terrene, anche se non si avesse attaccamento, solo a tenerle intorno e guardarle adombrano le cose celesti e impediscono di fare quel mistico sposalizio che ti ho promesso. Di più, voglio che, siccome o fui povero, anche tu mi imiti nella povertà: devi considerarti in questo letto come una poverella; i poveri si contentano di tutto ciò che hanno e ringraziano prima Me e poi i loro benefattori. Così tu, stai a tutto ciò che ti viene dato, senza domandare né questo, né quell’altro, che potrebbe essere un impiccio nella tua mente, ma con santa indifferenza, senza pensare se ciò fa bene o male, rimettiti alla volontà altrui”.

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