venerdì 10 luglio 2026

LEGGENDA PERUGINA

 


( COMPILAZIONE DI ASSISI )


STRAORDINARIO RISPETTO PER IL FUOCO


Non deve stupire che il fuoco e le altre creature talvolta lo onorassero. Come abbiamo visto noi, vissuti con lui, Francesco aveva un grande affettuoso amore e rispetto per esse, e gli procuravano tanta gioia. Dimostrava a tutte le creature così spontanea pietà e comprensione che quando taluno le trattava senza riguardi, egli ne soffriva. Parlava con esse con così grande letizia, intima ed esteriore come ad esseri dotati di sentimento, intelligenza e parola verso Dio, che molto spesso, in quei momenti, egli era rapito nella contemplazione di Dio.

Una volta che stava seduto presso il fuoco, questo si attaccò ai suoi panni di lino lungo la gamba, senza che Francesco se ne avvedesse. Cominciò a sentirne il calore, ma il compagno, notando che i panni bruciavano, corse per spegnere il fuoco. Gli disse il Santo: «Carissimo fratello, non far male a fratello Fuoco!», e non gli permetteva in alcun modo di spegnerlo. Allora quello si precipitò dal frate «guardiano» di Francesco e lo condusse da lui. E così, contro la volontà del Santo, il fuoco fu estinto.

Non voleva mai spegnere la candela, la lampada o il fuoco, come si suol fare quando occorre: tanta era la pietà e affettuosità che portava a questa creatura. Nemmeno voleva che un frate gettasse via il fuoco o i tizzi fumiganti, come si fa d’abitudine; ma raccomandava che si ponesse delicatamente per terra, in reverenza di Colui che lo ha creato.

Traduzione di VERGILIO GAMBOSO


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