Dal libro «Frutti di preghiera»
La morte è la resa dell’uomo davanti a
Dio, che, con la distruzione del suo essere, gli
dice: Tu solo sei da Te stesso, e quello che non
sei Tu, non è altro che quello che Tu vuoi che
sia, in tempo, in realtà e in essere. (8-5-70)
Un uomo morto sta dicendo a Dio con
la propria distruzione, in dimostrazione della
sua totale impotenza: Tu solo sei. (8-5-70)
La superbia dell’uomo finisce con e nel-
la propria distruzione il giorno della morte, sot-
tomettendosi a Colui che È, in manifestazione
del suo nulla davanti al Tutto, che per essere
tutto, si è in sé e da se stesso la risurrezione e
la vita. (8-5-70)
Grazie, Signore, per il riposo che mi dai,
nel sapere che un giorno, con la mia morte, io
sarò una dimostrazione visibile del fatto che Tu
solo sei, e che io non sono. (8-5-70)
Il giorno in cui l’uomo disse a Dio di «no»,
morì; e con la sua morte, in resa totale, gridò in
maniera rabbrividente: Tu solo sei, e tutto quello
che non sei Tu a Te è sottomesso. Io oggi lo di-
mostro con la mia distruzione e fallimento totale,
poiché, se Tu non mi risusciti, nulla ormai sono
capace d’essere o di fare. (8-5-70)
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia

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