Figlia mia diletta, non è che sei meno fervorosa. È la tua debolezza fisica che si fa sentire. Fatti quella cura, ne sentirei giovamento. Sappi che il corpo e lo spirito sono strettamente uniti e quando uno s’ammala, ci si fa più deboli sia nel corpo come nello spirito, che spesso si infiacchisce. Non è poi nel fervore, come già ti ho detto, l’espressione dell’amore, ma nell’accettazione del dolore e della croce.
I doni che Dio offre alle anime sono particolare espressione sempre del suo amore e ci sono state grandi santità che hanno così patito senza aver visto e ascoltato nulla!
Oggi è il giorno della mia ascensione e gli apostoli attoniti e incantati mi guardavano salire in cielo. Così come quando compivo miracoli, erano tutti pronti a seguirmi, credevano e mi ammiravano. Ma quando rimasi solo nell’orto del Getsemani chi mi rimase vicino, chi ha condiviso con me.
Vengono in chiesa e dicono di credere in me, ma non lasciano niente di sé stessi. Rimangono attaccatissimi alla loro vita, a ciò che posseggono e non vogliono partecipare e dividere con me.
Io cerco in te di portare il mio Cuore, i miei sentimenti, perché tu sappia amare e guardare gli altri non per condannarli, ma guardarli con misericordia. Questo non esclude che non si vedano i loro errori, ma li si aiuta a cambiare e lo puoi amando me. Tu devi solo amare, amare e solo amare.
La sessualità, di cui mi chiedi, è un dono di Dio e gliela ho donata agli sposi perché potessero gioire, sentirsi uniti, dare la vita e creare. Tutto ciò che è creato dall’onnipotente è buono. Ugualmente la sessualità. È l’uomo che la ha distorta e ne ha fatto scempio.
Nella vita religiosa Dio dona un’altra sessualità, che è un amore spirituale più profondo che appaga completamente l’uomo perché non toglie alla creatura ciò di cui non potrebbe fare a meno e sussistere.
La purezza è sublime, la castità nel matrimonio è gradita a Dio, la sessualità un mezzo, non il fine cui è divenuto. Ed essa stessa serve come mezzo per portare la scoperta dei valori dello spirito, seppur ora è riportato e ricercato tutto nella carne.
Nella tua vita è stata sofferenza per le ferite subite nell’infanzia e nella fanciullezza, per il peccato che ne ha conseguito, per un matrimonio vissuto come penitenza e quindi privo di tante gioie a cui hai dovuto rinunciare. Ma Io te le valuto per l’espiazione dei peccati della lussuria altrui, come quelli di tanti, per coloro che sono vicino a te.
Ora la tua castità ti unisce ancora di più a me, a quello al quale hai subito di rinunce ed espiazioni. Sappi che in cielo te ne renderò di gioie grandi.
Cardellino mio, rimango con te, accontentati di ciò che ti dono. Della vita poi più crescere l’amore e la fede, più molte cose potranno accadere.
Nella nuova Pentecoste, come gli apostoli che timidi e paurosi sono divenuti i miei testimoni perché lo Spirito li ha trasformati, così quando scenderà il fuoco dello Spirito Santo anche tu ti trasformerai e le paure, strascico del male passato, verranno cancellate per divenire forte e libera.
Non pensare a coloro che fanno del male occulto. Se pur li incontri non possono fare nulla di più di ciò che Io gli permetto, per cui non pensare a loro, solo alle mie prove, le prove che Io ti mando.
Vieni più spesso a ricevermi.
Ti benedico.
19/5/1996
Gocce di Luce

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