venerdì 17 gennaio 2020

INTERVISTE COL MALIGNO



QUINTO INCONTRO: I SUOI BERSAGLI PREFERITI

Questa volta passò un'intera settimana senza che il Maligno desse segno della sua  presenza. Tra noi non tutto era stato detto, per cui volentieri ne attendevo il ritorno. 
Un pomeriggio mi accingevo alla recita dei Vespri quando il grosso calendario olandese  appeso alla parete di fronte cominciò a sventagliare i suoi fogli come investito da una  folata di vento. 
- "Nel nome di Maria, dimmi da dove vieni."  
- "La tua è una domanda stupida." 
- "Perché stupida?" 
- "Perché io non sono in nessun luogo; non sono un corpo, una carogna come te; sono  spirito." 
- “E l'inferno?” 
- "L'inferno non è come voi pretonzoli lo andate descrivendo."  
- "Ma tra voi spiriti dannati vi conoscete?" 
- "Certo, ci conosciamo e ci odiamo come odiamo tutti voi, come odiamo lui. Viviamo  avviluppati ognuno in una solitudine eterna, ma siamo d'accordo nel lavorare ai vostri  danni." 
- "Non vivete che di questo." 
- "La nostra essenza è il male, è il rifiuto di lui, è odiare tutto e tutti."  
- "La sola miserabile soddisfazione che vi resta!" 
- "Nessuna soddisfazione!"  
- "Non capisco, spiegati." 
- "Voi immaginate che per noi odiare, far del male, rovinare le opere di lui ci dia una  soddisfazione, una specie di sollievo, una gioia. Il nostro nemico ci ha negato anche  questo. Noi facciamo il male per il male. Intralciare il disegno di lui, strappargli anime,  specialmente quelle a lui più care, non procura a noi nessuna soddisfazione, anzi lui ce  lo fa pesare come un castigo; ma esercitare il nostro odio, la nostra natura maligna è una  necessità, tuttavia agiamo a suo dispetto, per far dei male alle sue creature." 
- "Tutte queste belle cose le sappiamo. II primo a definirti quello che sei è stato Gesù. La  Chiesa ce lo ripete nei suoi insegnamenti e anche i santi ci mettono in guardia. Sappiamo  che sei 'il Maligno', che sei 'il nemico per eccellenza', che sei 'omicida fin da principio',  che sei 'il padre della menzogna', che sei 'un mistero di iniquità', che sei 'il principe di  questo mondo', finché Dio te lo consentirà. Può bastare per il tuo ritratto?" 
- "Forse, ma con ciò?..." 
- “Vuoi dire che gli uomini, nonostante questo, si lasciano adescare dalle tue arti... Lo  so... Se riflettessero su quello che sei e quello che trami contro di loro, starebbero in  guardia... Perciò, da padre della menzogna e da spirito delle tenebre, ti trasfiguri in  angelo di luce, ti presenti loro non come sei: un maestro di corruzione, ma come un abile  consigliere. Ma dimmi un po': hai parlato di anime a Lui più care; quali sono?” 
- "Dovresti saperlo! Quelle più legate alla sua amicizia. Quelle che egli riesce a tener  sempre legate a sé. Quelle che lavorano e si consumano per i suoi interessi, che hanno a  cuore la sua gloria. Un malato che per anni soffre e si offre per gli altri. Un prete che gli  si conserva fedele, che prega molto, che non siamo mai riusciti a contaminare, che si  serve della messa - di quella tremenda maledetta messa - per farci un male immenso e  strapparci moltitudini di anime. Questi sono per noi gli esseri più odiosi, quelli che più  rovinano gli affari del nostro regno." 
- "Sentirlo dalla tua bocca è per me una gioia immensa." 
- "E' quella là che me lo fa dire, che mi fa rispondere alle tue stupide domande." 
- "E allora continua a parlare. A tuo dispetto non puoi farmi che del bene. Dunque,  dicevi: le anime che tu odii di più..." 
- "Sono anche quelle che prendiamo più fortemente d'assalto. Far cadere un prete ci  ricompensa di mille anime strappateci da un altro. Travolgere un prete e poi mandarlo,  insozzato, a celebrare la messa è tra i dispetti più grossi che miriamo a infliggere al  nostro grande nemico. E ci riusciamo più di quanto non si creda." 
- "Purtroppo. Ma accanto a queste anime elette cadute, so che Lui, nel silenzio e nel  nascondimento, ne suscita molte altre che si immolano, che riparano e gli danno una  gloria più grande di quella che tu hai creduto di strappargli." 
- "Non importa. A me preme incrementare il numero dei preti che passano dalla mia  parte. Sono i migliori collaboratori del mio regno. Molti o non dicono più messa, o non  credono a ciò che fanno all'altare. Alcuni di essi li ho attirati nei miei templi, al servizio  dei miei altari, a celebrare le mie messe. Vedessi che meravigliose liturgie ho saputo  imporre loro a sfregio di quella che celebrate nelle vostre chiese! Le mie messe nere:  celebrazioni di lussuria, profanazione di ostie e di altre cose sacre... insozzàti in modo  che quella non mi permette di descriverti. Che belle nefandezze! Leggi i miei rituali,  intanto!" 
- "Sei I'eterna scimmia di Dio..." 
- "Ho aspettato questi ultimi tempi per fare le mie più grosse conquiste: preti, frati,  verginelle consacrate a lui. E il loro numero cresce in modo che, se fossi capace di  gioirne, sarebbe la mia gioia più grande." 
- "Ciò che dici è triste. Ma, ripeto, io so che una sola Messa, offerta a Dio in riparazione  di tutte queste orribili cose, gli darà sempre una soddisfazione infinitamente più grande.  II valore infinito del sacrificio di Cristo supera le tue profanazioni!" 
- "Parli sempre di anime riparatrici, ma anche queste so io come trattarle, come sfogare  su di esse il mio furore. Scarico su di loro un odio che mi ripaga di tutto il danno che  recano ai miei interessi." 
- "Lo so: la storia della santità è piena - nella misura in cui Dio lo permette - di questi  tuoi interventi malvagi. Ma con quale risultato? Che cosa ne ottieni?" 
- "Che posso stancarle, abbattere la loro resistenza e portarle al fallimento." 
- "E ci riesci? Dio te lo consente? Per il solo fatto che Egli ti lascia sfogare il tuo  odio contro queste anime, è segno che le ha rese invincibili. E tu, con i tuoi attacchi,  collabori soltanto all'accrescimento dei loro meriti e lavori contro te stesso. Contribuisci  solo a renderle più sante, più ricche di efficacia riparatrice e conquistatrice nel mondo  delle anime. Quanti peccatori non ti hanno strappato Caterina da Siena, Teresa d'Avita, il  Curato d'Ars, Don Bosco, Padre Pio?" 
- "Almeno mi vendico e faccio loro pagar caro il danno che mi infliggono." 
-"Lo fai da pessimo calcolatore! Dio te lo permette perché tu collabori a dimostrare la  potenza della sua grazia e per la tua maggiore umiliazione, perché tutte le volte che  prendi di mira queste anime il vinto sei tu."  
- “Tu però, denunciando questi miei interventi, otterrai solo di far ridere i teologi e i  sapienti.” 
- "Ridano pure... fin che possono!" 
A questo punto i fogli del calendario si misero di nuovo a sfarfallare. Pensai che il  Maligno li agitasse per darmi il suo commiato, ma mi sbagliai, perché riprese a parlarmi  con una nuova carica di odio e di disprezzo. 
- "Tu non potrai mai capire quanto io odio voi uomini. Quanto vi detesto e quanto siete  detestabili. Voi vi vantate di avere un primato di dignità sulle bestie e non vi rendete  conto che siete le bestie più abominevoli. II vostro essere mi fa schifo. Vi considero al di  sotto dei porci. Credete di essere intelligenti, ma vi dimostrate stupidissimi. Basta vedere  quello che vi faccio ingoiare per mezzo di tanti sapienti messi al mio servizio e che io vi  regalo gonfi di superbia e di menzogna. Pensa a quello che vi faccio bere e digerire con  la mia stampa! Voi la più nobile creatura di lui? Ma se bastano poche porcherie per  comprarvi?! Vi arrendete facilmente alle lusinghe dei miei messaggeri. Ci tenete tanto  alla vostra libertà e poi vi lasciate incatenare dai miei più feroci schiavisti. Oh, le beffe  che vi sto giocando in nome di questa libertà! Mostrate orrore per ciò che è sporco e poi,  succubi delle vostre passioni, vi avvoltolate nelle vostre sozzure come porci nel fango.  Per una donna e per un pugno di soldi voi mi vendete la vostra anima che è un piacere.  Ci ha guadagnato motto quello li a versare il suo sangue per redimervi! Redimervi da  che cosa? Dal peccato? Ma se ci guazzate dentro da affogarci! E che dire quando scateno  tra voi lo spirito di invidia, di maldicenza, di odio, di rivalità, di vendetta?!" 
- "Taci, stai esagerando. Tu generalizzi troppo. E' la rabbia invidiosa che ti tiene  inchiodato per l'eternità alla tua dannazione. Ti basti questo: pur con tutti i nostri peccati  Dio ci ama ancora. Cristo ci ha redenti e una goccia sola del suo Sangue ci purifica da  tutti i nostri peccati. E noi possiamo contraccambiare il suo amore. Contale, se puoi, le  anime che lo amano. Per una sola di esse darebbe volentieri ancora una volta la sua vita.  Mentre tu, maledetto, crepi nel tuo odio per l'eternità. Già, dimmi, che cos'è I'etemità?"  - "L'eternità? Adesso!... E' un adesso sempre fermo!...” E scomparve. 

P. Domenico Mondrone S. J.

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